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la VETERINARIA

PROFESSIONE

A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

23 2010

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 7 numero 23 dal 21 al 27 giugno 2010

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. soc. cons. a R.L. - Cremona

INIZIATIVE ANMVI IN SICILIA E IN SARDEGNA

PET-PASSPORT LA RESPONSABILITÀ DEL VETERINARIO

INDAGINE FNOVI-NOMISMA SULLA PROFESSIONE

EFFETTI DELLA MANOVRA SULLA VETERINARIA SSN

IL PROGETTO VETPEDIA ENTRA NEL VIVO

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BREVI

L’ENPAV RIDUCE LE CARICHE

STRUTTURE L’ANMVI sta raccogliendo i dati delle autorizzazioni sanitarie rilasciate in ciascuna Regione alle strutture veterinarie private. Le Regioni stanno inviando le prime ricognizioni. Professione Veterinaria renderà noto l’esito dell’indagine.

ANAGRAFE CANINA È in corso presso la dirigenza regionale dell’ANMVI una valutazione sul funzionamento delle banche dati regionali delle anagrafi canine. Dati a confronto su accesso e accessibilità da parte dei medici veterinari liberi professionisti, efficacia del sistema e fruibilità dei sistemi informativi.

100 ANNI Il 10 luglio 2010 veterinari, medici e farmacisti celebreranno il centenario dalla legge istitutiva degli Ordini provinciali. La Fnovi festeggerà la ricorrenza a Roma con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica.

ENPAV Si è chiuso con un utile di esercizio superiore alle previsioni il consuntivo 2009. I delegati provinciali l’hanno approvato il 19 giugno scorso. Incremento anche del patrimonio netto e delle prestazioni previdenziali innalzate a 30.879.683,57 euro, Con un aumento di 1.485.900 euro, dovuto all'aumento del valor medio delle pensioni, a fronte di un minor numero di pensionati.

OGM Controlli potenziati all’import grazie ai campionamenti degli uffici periferici della Salute. Sul mercato italiano i prodotti assicurano l'informazione al consumatore. Il Ministero conferma che nel 2009, grazie al Piano nazionale di controllo, la presenza di organismi geneticamente modificati, negli alimenti in Italia è stata “decisamente limitata ed a livello di tracce”.

VETERINARIA INTERNAZIONALE Al fine di divulgare le attività promosse ed intraprese dal "Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti", è stata pubblicata sul sito internet del Ministero della salute la nuova area tematica "Veterinaria Internazionale". http://www.salute.gov.it/

www.anmvioggi.it

RIFORMA

Un Codice di tutela degli animali da compagnia Parlamento e Governo lavorano alla riforma della 281. Il Ddl del Governo è a un passo dal Consiglio dei Ministri. Si allarga il campo di revisione della legge quadro del 1991 A PAGINA 3

Importanti modifiche allo Statuto dell’ENPAV. Le ha decise l’Assemblea nazionale dei delegati provinciali il 19 giugno e riguardano gli organi amministrativi. Riduzione dei componenti e snellimenti burocratici sono i principali ambiti di intervento. Il CdA ha tagliato il numero dei suoi componenti che scenderà da 11 membri a 9: Presidente, Vice Presidente, Presidente FNOVI e 6 membri eletti dall’Assemblea dei Delegati, di cui 1 può essere anche pensionato, purché iscritto all’Albo e all’Ente. Cura dimagrante anche per il Comitato Esecutivo che sarà costituito da 3 componenti (Presidente, Vicepresidente e 1 Membro del Consiglio). Viene poi abolito il decreto di nomina, ovvero l’atto formale di emanazione ministeriale di ratifica dell’elezione, che Presidente e Consiglieri neo eletti dovevano precedentemente aspettare per poter entrare in carica con pieni poteri. Il che ha determinato in passato uno slittamento anche di mesi dell’insediamento dei nuovi eletti. Ora, invece, i nuovi Organi si insediano immediatamente, sin dal momento della proclamazione da parte del Presidente. Presidente, Vicepresidente e componenti del Consiglio di Amministra-

zione possono essere revocati, per gravi motivi, comportamenti contrari alla legge, allo Statuto o ai regolamenti, dalla maggioranza dei due terzi dei presenti in Assemblea. Nei nuovi Organi, non vengono più previste le rappresentanze dei Ministeri Vigilanti, che invece permangono nel Collegio Sindacale. Mantiene, infatti, la presidenza del Collegio il rappresentante del Ministero del Lavoro. Siedono in Collegio anche 1 rappresentante del Ministero dell’Economia e 3 membri eletti dall’Assemblea dei Delegati, di cui uno può anche essere un rappresentante pensionato, purché ancora iscritto all’albo e all’Ente. I membri del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale e del Comitato Esecutivo durano in carica 5 esercizi e scadono alla data dell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica. Il prossimo rinnovo degli organi è quindi previsto per Giugno 2012, essendosi gli attuali insediatisi a Giugno 2007. Le modifiche passano ora all’esame dei Ministeri vigilanti ed entreranno in vigore dal primo giorno del mese successivo a quello della loro approvazione. ■

FEDERATI O AFFILIATI? COME TUTTI SAPETE L’ANMVI È UNA FEDERAZIONE DI ASSOCIAZIONI O SOCIETÀ SCIENTIFICHE CHE CIRCA 11 ANNI FA hanno deciso, con regolare assemblea dei soci, di delegare gli aspetti professionali relativi al proprio settore a questa nuova Associazione. In particolare all’assemblea della SCIVAC tenutasi a Montecatini, presenti numerosi iscritti, la proposta di federarsi in ANMVI è passata pressoché all’unanimità. Negli anni, ogni tanto, qualcuno ha criticato questa scelta sostenendo che sarebbe stata più logica un’adesione diretta all’ANMVI da parte dei singoli veterinari. Tutto discutibile, noi avevamo ritenuto più forte, anche in termini di rappresentanza settoriale, la via della Federazione. Ci ha però stupito in questi giorni leggere che gli stessi che criticavano la nostra scelta hanno seguito la stessa via: “Hanno successivamente portato il loro contributo al congresso (Sivelp) gli interventi dei delegati di altre società e associazioni: Riccardo Madonna per Omnivet, Vittorio Pepe per AIVPA, Massimo Raviola per Assovet e Andrea Baldini per Unisvet, che assieme a Performat sono realtà veterinarie affiliate al Sivelp, che ne diventa quasi l’organo politico”. A parte Performat, che non è una società scientifica o un’associazione, siamo certi che tutti gli altri abbiano deciso questa affiliazione attraverso una regolare assemblea dei soci ottenendone un consenso unanime. Dimenticavamo che ospite d’onore al congresso era il segretario regionale del Sivemp che nel suo intervento ha riconosciuto “nel Sivelp un partner valido”. L’ANMVI ha ricorso al Consiglio di Stato contro il Sivemp per la delibera sull’intramoenia della Regione Lombardia. Due modi diversi di ragionare e difendere la libera professione.

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Riforma della L. 281/91 Parlamento

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Parlamento e Governo insieme per scrivere il Codice di tutela degli animali da compagnia Il relatore On. Gianni Mancuso: dedicare una particolare attenzione al tema della medicina veterinaria di base ovvero ai Leavet i sono due strade per arrivare alla riforma della Legge 281: quella del Governo e quella del Parlamento. Al momento tutte e due sono lastricate di buone intenzioni, ma non promettono tempi brevi. Al Governo, il Sottosegretario di Stato Francesca Martini ha già predisposto un disegno di legge ottenendo l’impegno del Ministro della Salute a proporne la presentazione in Consiglio dei Ministri. In Parlamento, il relatore delle numerose proposte di riforma, Gianni Mancuso, ha dato un’accelerata all’iter di esame rimettendole in calendario dopo ben sette mesi di silenzio parlamentare, nella vana attesa del testo del Governo. Il lavoro del Sottosegretario Martini adesso è pronto, ha richiesto mesi di tempo, durante i quali sono state prodotte numerose ordinanze per colmare le lacune attuative e normative della vecchia Legge quadro 281. In Parlamento, invece, sta lavorando un Comitato ristretto all’interno della Commissione Affari Sociali per arrivare ad un testo unificato.

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velenati, microchip, cani pericolosi e palii) che si tratta, adesso, "di inserire in un intervento normativo complessivo".

IL CODICE IN DIECI CAPITOLI RIORGANIZZARE LA MATERIA È necessario riorganizzare organicamente la materia e aggiornarci su un testo di legge al passo coi tempi, con la sensibilità sociale, con le esigenze sanitarie e con le cifre della popolazione animale in Italia, sia di proprietà che non. La materia nel frattempo si è dilatata. In Commissione Affari Sociali, l’On. Mancuso ha spiegato che, in seguito all'abbinamento di diverse proposte di legge, l'oggetto del provvedimento si è progressivamente ampliato, includendo il problema del rapporto tra uomini e animali e, in particolare, della prevenzione di aggressioni da parte di animali randagi. D’altro canto il testo del Governo ha assunto la veste di un vero e proprio Codice di tutela degli Animali d’Affezione. I progetti sono vasti e rischiano di sconfinare; c’è chi propone di affrontare la materia "in modo radicale, superando l'assimilazione civilistica degli animali ai beni inanimati" e chi di intervenire sull’accesso ai luoghi pubblici degli animali d’affezione al seguito dei proprietari. Spesso l’iter si arena per colpa di deputati che suggeriscono di soprassedere adducendo altre priorità ed emergenze, oppure per colpa di vere e proprie ridicolizzazioni e banalizzazioni dell’argomento. È così che si spiega la dichiarata previsione del Sottosegretario Martini di procedere ad una strada legislativa diversa, una legge delega al Governo, se il Parlamento si produrrà in lungaggini e polemiche come quelle che si sono viste per la ratifica della Convenzione europea di Strasburgo (Ddl Frattini). La proposta di istituire un Comitato ristretto è venuta dal relatore delle proposte di legge, On. Gianni Mancuso, sulla scia degli spunti offerti dal sottosegretario Martini nel corso di un suo intervento in Commissione. "Si potrebbe valutare l'opportunità di ridefinire l'oggetto del provvedimento in esame - ha aggiunto Mancuso - nel senso dell'adozione di un codice di tutela degli animali d'affezione. Il relatore, On. Gianni Mancuso ha dato atto al sottosegretario Martini “di avere assunto importanti iniziative nel settore”, specie mediante l'adozione di ordinanze contingibili ed urgenti (ricorda, a titolo di esempio, quelle in materia di bocconi av-

Il disegno di legge è uno solo, ma deve fare i conti con l’agenda del Consiglio dei Ministri. Francesca Martini ha annunciato che il Codice per la tutela degli animali d'affezione, la prevenzione e il controllo del randagismo e del maltrattamento animale "è stato inoltrato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l'iscrizione all'ordine del giorno di un prossimo Consiglio, previo assenso delle amministrazioni interessate". Il disegno di legge, ha dichiarato la rappresentante del Governo, "è molto più ampio di quelli di iniziativa parlamentare e, soprattutto, disciplina tutti gli aspetti presi in considerazione dalle proposte di legge, riprendendo anche il contenuto di ordinanze contingibili e urgenti emanate negli ultimi due anni in materia". Il Ddl ha la finalità di superare le problematiche sorte a causa dei ritardi e dell'applicazione non omogenea, da parte di alcune regioni e province autonome, della legge-quadro in materia di protezione degli animali d'affezione e lotta al randagismo del 14 agosto 1991, n. 281.

LE PRINCIPALI INNOVAZIONI Il Codice si articola in dieci capitoli, quarantacinque articoli e un allegato. Queste le principali innovazioni, secondo le anticipazioni fatte in Parlamento dal Sottosegretario: 1. disposizioni volte a migliorare il rapporto uomo-animali d'affezione, al fine di accrescere il benessere animale, anche attraverso la previsione di norme che riproducano il contenuto delle ordinanze contingibili ed urgenti che negli ultimi anni hanno disciplinato la materia più nel dettaglio, al fine di rendere più incisive le disposizioni vigenti per la prevenzione del fenomeno del randagismo (nello specifico caso dei cani, sono stati previsti appositi corsi di formazione per migliorare la conoscenza dell'etologia e del comportamento canino per tutti coloro che detengono cani a qualunque titolo: proprietari, allevatori, addestratori, commercianti); 2. la prescrizione dell'obbligatorietà dell'identificazione di tutti i cani e dei gatti detenuti a scopo di commercio e di quelli appartenenti alle colonie feline, mediante inoculazione sottocutanea del microchip e contestuale iscri-

zione degli stessi nell'anagrafe degli animali d'affezione; 3. l'adozione di misure generali di tutela per l'incolumità pubblica attraverso la previsione di una serie di divieti (lasciare incustodito in luogo pubblico il cane di cui si è responsabili o non adottare tutte le misure adeguate ad impedirne la fuga o a garantirne il controllo; utilizzare collari elettrici o altri strumenti atti a determinare scosse o impulsi elettrici e i collari a punta); 4. l'introduzione di misure speciali per gli avvelenamenti; misure speciali di vigilanza in capo agli organi deputati all'applicazione delle norme; l'introduzione di sanzioni amministrative e penali relative alla violazione delle disposizioni previste dal disegno di legge. 5. numerosi obblighi informativi a carico dei destinatari diretti e indiretti del disegno di legge in itinere (le regioni e le province autonome che gestiscono, attraverso la propria banca dati informatizzata, l'anagrafe degli animali d'affezione e ne garantiscono l'interoperatività con quella nazionale e con le altre banche regionali e redigono il piano regionale triennale degli interventi di controllo demografico della popolazione animale, di prevenzione del randagismo e di educazione sanitaria e zoofila); 6. i comuni che rendono, tra l'altro, pubblici i resoconti di gestione dei cani randagi, nonché i risultati delle verifiche effettuate e promuovono corsi di informazione ed educazione in materia di etologia, zooantropologia, diritti degli animali, doveri del proprietario e salute veterinaria; 7. all'interno delle aree protette, la vigilanza sull'esecuzione e l'osservanza dell'intervento è affidata anche ai guardaparco dipendenti degli enti parco; 8. i medici veterinari che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emettono diagnosi di sospetto di avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, devono darne immediata comunicazione al sindaco e al servizio veterinario ufficiale; 9. i sindaci che assicurano, attraverso i servizi veterinari ufficiali o tramite apposite convenzioni con medici veterinari liberi professionisti, con oneri a carico dei comuni, il primo soccorso attivo nelle ventiquattro ore, anche con l'ausilio di ambulanze veterinarie; 10. le aziende sanitarie locali, nel territorio di

loro competenza, istituiscono, nell'ambito del servizio veterinario, un'apposita unità organizzativa dedicata; 11. i servizi veterinari ufficiali provvedono attraverso la predetta unità organizzativa alla gestione dell'anagrafe degli animali d'affezione, alla gestione del recupero degli animali d'affezione randagi e vaganti, al controllo sanitario e agli interventi terapeutici necessari sugli animali custoditi nei canili e gattili sanitari, al controllo sanitario e alla sterilizzazione dei gatti che vivono in stato di libertà, alla valutazione dei cani morsicatori o che hanno manifestato comportamenti aggressivi al fine di stabilire il livello di rischio per l'incolumità delle persone e degli altri animali, alle attività di vigilanza sui rifugi e su tutte le attività con animali d'affezione; i servizi veterinari ufficiali, il Comando carabinieri per la tutela della salute, gli organi di pubblica sicurezza e le guardie zoofile vigilano e controllano, secondo le rispettive competenze, sull'esecuzione e l'osservanza delle disposizioni del disegno di legge; 12. il Ministero della salute (Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario), nell'emanare le linee guida e fissare i requisiti tecnici per la corretta applicazione del disegno di legge, si avvale anche del Comando dei carabinieri per la tutela della salute, per lo svolgimento delle attività ispettive. ■

VIOLA: DATI CERTI SUL RANDAGISMO

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'On. Rodolfo Giuliano Viola è intervenuto in Commissione Affari Sociali nel corso dei lavori parlamentari per la riforma della Legge 281 e ha chiesto al Sottosegretario Francesca Martini, presente durante la seduta, "di acquisire dati precisi sul fenomeno del randagismo”. Viola, Collega veterinario, ha ricordato di avere presentato al riguardo una interrogazione parlamentare alla quale non è stata data risposta dal Governo. Viola concorda con il Sottosegretario Martini nel ritenere che i canili "debbano disporre di risorse adeguate, ma, al tempo stesso, debbano essere tenuti ad assicurare un livello di servizi adeguato". Sull'acquisizione dei dati sul fenomeno del randagismo, Francesca Martini ha risposto segnalando "come molte regioni, specie meridionali, risultino inadempienti rispetto all'obbligo di rilevare e comunicare i relativi dati". Nel suo intervento Viola ha ricordato che "il traffico illegale di cuccioli, oltre che a livello internazionale, rappresenta un fenomeno rilevante anche all'interno del Paese, specie dalle regioni meridionali verso quelle settentrionali". Ha infine auspicato "un coinvolgimento delle associazioni animaliste nel corso dell'esame delle proposte di legge in titolo, nell'ambito delle audizioni che la Commissione riterrà di svolgere". Il sottosegretario Francesca Martini ha replicato di condividere "il richiamo dell'onorevole Viola alla necessità di coinvolgere pienamente, anche in ambito parlamentare, le associazioni animaliste, con le quali il Governo si confronta sin dall'inizio della legislatura".


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4 Anmvi Regioni Anagrafe e prevenzione

Il Sindaco di Trapani ordina identificazione, antirabbica e test leishmaniosi ANMVI Sicilia: provvedimento inidoneo ad affrontare problemi causati proprio dall’assenza di dialogo con i medici veterinari l 16 giugno, il Sindaco di Trapani ha emanato l'Ordinanza n.135 volta a fronteggiare il fenomeno del randagismo incombente sul territorio comunale. Il Presidente del Direttivo siciliano dell'Associazione, Giuseppe Licitra, in un comunicato scritto insieme al gruppo SISCA di Sicilia e Calabria, lamenta il mancato coinvolgimento dei medici veterinari: "L'ANMVI Sicilia si vede costretta, suo malgrado, ad esprimere il proprio disappunto, a conferma dell'assenza di dialogo tra istituzioni, ordine professionale, società scientifiche o sugli interventi disposti dal sindaco di Trapani dalla suddetta ordinanza, perché volti esclusivamente ad un'azione repressiva contro i proprietari e a suscitare allarme nella popolazione, specialmente per i provvedimenti relativi alla leishmaniosi e alla rabbia".

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OBBLIGHI L’ordinanza rinforza l'obbligo imposto dalla legge di iscrizione dei cani all'anagrafe canina e consente, per i prossimi tre mesi, di mettersi in regola senza pagare la sanzione. "La presenza di cani randagi sul territorio - dichiara il Sindaco Girolamo Fazio - è in crescita costante". Ne consegue un programma di misure per contra-

stare e prevenire il fenomeno dell'abbandono degli animali e del randagismo. In base al provvedimento, decorsi i tre mesi, a tutti coloro che non hanno iscritto i propri animali all'anagrafe canina saranno applicate le sanzioni nella misura massima prevista dalla legge. Ma l'ordinanza pone anche una serie di obblighi, finalizzati a prevenire rischi per la salute pubblica e la pubblica incolumità, a carico dei veterinari e dei proprietari. In particolare, "è fatto obbligo a tutti i proprietari o detentori di cani di fare eseguire sui propri animali il vaccino pre - contagio per la rabbia, in quanto trattasi di malattia infettiva diffusiva degli animali, soggetta a provvedimenti sanitari". I proprietari dei cani devono anche far eseguire ai propri animali almeno un test l'anno per la prevenzione della leishmaniosi. Una serie di obblighi è imposta anche ai veterinari: obbligo di denunciare i casi di malattie infettive accertate o sospette, nonché di segnalazione all'Autorità competente (ASP) di casi accertati di leishmaniosi; di segnalare al Comune e all'ASP i casi di cui sono a conoscenza di cani non iscritti all'anagrafe canina. I veterinari e/o ai proprietari o detentori di cani hanno inoltre l'obbligo di denuncia presso il Comune (Servizi per l'Ambiente) di gravidanza di cani, nascita, feti abortivi, morte. In caso di presenza di feti abor-

tivi, gli stessi devono essere raccolti in involucri idonei che saranno prelevati, previa richiesta, dal Comune. Il Comune si fa carico altresì della distruzione dei feti abortivi, nonché della distruzione delle carcasse dei cani deceduti.

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I VETERINARI SI DISSOCIANO "ANMVI Sicilia - prosegue Licitra - si dissocia dall'azione intrapresa dal sindaco di Trapani perché priva di confronto con le parti, coinvolte dalle leggi vigenti nella gestione del fenomeno randagismo e perché le azioni sanitarie e repressive da sole, contenute nell'ordinanza, non risolverebbero il problema, necessitando invece una stretta collaborazione con le rappresentanze professionali per affrontare il randagismo nel rispetto dei ruoli e delle competenze previste dalle norme vigenti sul rapporto uomo-animale e sul possesso responsabile". Il comunicato conclude invitando il Sindaco di Trapani "a revocare l'ordinanza del 16 giugno n.135 e a convocare le parti interessate per addivenire alla programmazione di azioni mirate alla soluzione del problema". ■

ANMVI Sardegna dice no al Comune di Sassari otto la dizione di "indagine di mercato per servizio di sterilizzazione di cani randagi", il messo comunale del Comune di Sassari sta consegnando agli ambulatori veterinari privati una proposta di convenzione per interventi di sterilizzazione su cagne randagie."L'offerta dovrà essere formulata al ribasso sull'importo riconosciuto dalla Regione Autonoma della Sardegna quale contributo per singolo intervento di sterilizzazione pari a euro 100 onnicomprensivi". Il Comune sottolinea che si tratta solo di un "invito" "in alcun modo vincolante per l'Amministrazione". Ma intanto chiede una risposta "entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 24/06/2010". Fra gli interventi, da concordare con il Responsabile del canile comunale e che devono essere eseguiti presso la struttura ambulatoriale formalmente autorizzata dal Comune, si chiede l'intervento di ovariectomia "o quando necessario di ovarioisterectomia in anestesia generale iniettabile o (preferibilmente) gassosa"; l'Ambulatorio deve avere la disponibilità di ricovero postoperatorio dei cani operati; gli interventi devono essere eseguiti nel rispetto rigoroso delle buone pratiche cliniche, le cure post operatorie e le complicazioni post operatorie devono essere

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garantite senza spese aggiuntive. Il servizio dovrà essere svolto fino al 31 dicembre, e comunque fino alla concorrenza della somma disponibile. Con un comunicato stampa, diffuso il 17 giugno, il Presidente dell'Ordine di Sassari, Andrea Sarria, e il Presidente di ANMVI Sardegna, Elio Cresci, giudicano la proposta "ridicola e offensiva". "Nella speranza che la lotta al randagismo diventi una cosa seria, gestita da persone competenti, sfrondata di demagogia e superficialità, pensiamo di poter prevedere fin da ora il fallimento di questo tentativo patetico di far ricadere sulle spalle della categoria veterinaria costi e responsabilità che altri devono sostenere". "Se appare troppo chiedere rispetto per la dignità professionale di chi ha a lungo studiato e pesantemente investito per esercitare una professione difficile e impegnativa, almeno ci sia il rispetto per la persona che sta dentro quel camice che non deve essere umiliata chiedendo di lavorare in perdita". Il comunicato - sottoscritto anche da Giovanni Cavedagna, Presidente Asvac, l'associazione dei veterinari sardi per animali da compagnia federata ANMVI - conclude con l'offerta di collaborazione alla stesura e alla realizzazione "di un piano serio". ■

RABBIA: STATO DI PRE-ALLERTA IN PIEMONTE

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l Piemonte ha ritenuto necessario imporre l'adozione di "misure indifferibili e urgenti per la prevenzione e la profilassi nel territorio regionale, sul quale è dichiarato lo stato di preallerta per la presenza della rabbia silvestre nel Nord Est italiano. Fino al 31 dicembre 2010 si attuano norme straordinarie di prevenzione e profilassi della rabbia, in base alle quali i cittadini che dal Piemonte si recano, con il proprio cane/gatto o furetto, nei territori a rischio di diffusione della rabbia (l'elenco è disponibile sul sito della Regione) devono comunicarlo al proprio medico veterinario di fiducia con almeno 30 giorni di anticipo per l'esecuzione e la certificazione antirabbica obbligatoria secondo quanto previsto dall'ordinanza ministeriale del 26 novembre 2009. I costi relativi alla vaccinazione sono a carico dei proprietari. Gli animali devono essere preventivamente identificati con il microchip e, per quanto riguarda i cani, registrati nell'anagrafe canina regionale. Anche il dato riguardante l’avvenuta vaccinazione deve essere inserito nel sistema informatizzato dell'anagrafe. Il medico veterinario certifica l'avvenuta vaccinazione, anche attraverso il rilascio del pet passport. È vietato detenere cani non iscritti all'anagrafe canina regionale e non identificati

con microchip o tatuaggio. Per questo, presso ogni Comune o ASL sono aperte per un periodo massimo di 90 giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza (Bur del 10 giugno 2010) le iscrizioni straordinarie all'anagrafe canina regionale dei cani non registrati. Prima dell'identificazione i cuccioli non possono essere ceduti a qualsiasi titolo. Tutti i cani nei canili pubblici e privati, nei casi in cui non possa essere escluso il rischio di introduzione della rabbia, devono essere sottoposti a vaccinazione antirabbica preventiva. I cani vaganti devono essere urgentemente trasferiti al canile pubblico, dove deve essere agibile un reparto di osservazione sanitaria dei cani randagi, dei cani morsicatori e dei cani morsicati. Al termine del periodo di osservazione i cani vengono vaccinati contro la rabbia dal Servizio Veterinario ASL o, su prescrizione della ASL, a cura del medico veterinario di fiducia del proprietario. Ogni aggressione da parte di cani deve essere immediatamente segnalata al pediatra di libera scelta, al medico di medicina generale o al pronto soccorso in caso di lesioni alle persone, nonché al medico veterinario di fiducia in caso di lesioni agli animali delle specie sensibili alla rabbia.


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6 Legale Rapporti con la clientela

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Le regole da seguire per i viaggi all’estero degli animali d’affezione Il ruolo e la responsabilità del veterinario Un cliente si presenta in ambulatorio per le pratiche necessarie a portare il cane in Inghilterra. Gli viene spiegato che ormai non è più in tempo, ma egli intende procedere ugualmente con la vaccinazione antirabbica del cane e con la successiva titolazione degli anticorpi. Successivamente, il cliente torna per i timbri sul passaporto del cane. Alla frontiera proprietario e cane non vengono fatti passare; ne segue una telefonata furibonda e minacciosa al veterinario… Come comportarsi?

di MARIA TERESA SEMERARO Avvocato, Bologna on l’arrivo della bella stagione i proprietari di animali domestici che intendono andare all’estero devono conoscere le regole alle quali sono assoggettati gli spostamenti dei loro amici a quattro zampe, allo scopo di evitare brutte sorprese all’ingresso negli altri Paesi. Spesso, infatti, il medico veterinario deve rispondere al cliente che, intendendo partire, gli pone quesiti specifici sulla movimentazione degli animali domestici, che non sempre il professionista è in grado di conoscere integralmente, tanto più che per molti aspetti la legislazione è diversa da Paese a Paese ed è in continua mutazione. Cerchiamo dunque di capire quali sono all’oggi le regole previste per la movimentazione, senza fini commerciali, degli animali accompagnati dal viaggiatore (proprietario o una persona fisica che, durante il movimento, ne assume la responsabilità per conto del proprietario).

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Innanzitutto - come già segnalato in uno dei miei pareri di alcuni anni fa - dal 1° ottobre 2004 per cani, gatti e furetti che viaggiano nei paesi dell’Unione Europea è obbligatorio il cd. pet-passport (o libretto delle vaccinazioni), introdotto dal regolamento CE N° 998/2003. Il passaporto viene rilasciato dal Servizio Veterinario dell’ASL territorialmente competente e su di esso vanno annotati – da parte del medico veterinario ufficiale o da parte del veterinario di fiducia a ciò autorizzato – sia i dati anagrafici del proprietario sia i dati sanitari dell’animale, in particolare le vaccinazioni, sia quelle eventuali, sia quella antirabbica, che è obbligatoria per ch vuole recarsi in Sardegna o all’estero.

LE VACCINAZIONI Quello delle vaccinazioni è l’adempimento maggiormente delicato per il medico veterinario, soprattutto perché è necessario essere bene informati su tempi e modi delle stesse. Infatti: • sugli animali d’affezione che viaggiano verso la Sardegna o verso uno Stato dell’Unione Europea che non sia Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Malta, deve essere effettuata la vaccinazione antirabbica che sia in corso di validità al momento della partenza e per il tempo del soggiorno; tale vaccinazione dovrà debitamente risultare dal passaporto, timbrato dal medico veterinario; • gli animali movimentati al seguito di viaggiatori diretti in Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Malta devono aver eseguito: a) la vaccinazione antirabbica che sia in corso di validità al momento della partenza e per il tempo del soggiorno; b) la titolazione (esame del sangue) - presso un laboratorio riconosciuto dalla Commissione Europea con esiti favorevoli degli anticorpi neutralizzanti nei confronti del virus della rabbia: va precisato che la titolazione deve essere ef-

fettuata su un campione di sangue che sia stato prelevato dall’animale, ad opera di un veterinario, almeno sei mesi prima della movimentazione verso Gran Bretagna e Irlanda e almeno 120 giorni prima della movimentazione verso la Svezia. Tutto ciò deve risultare dal passaporto, che dovrà essere vidimato dal medico veterinario; • sugli animali d’affezione diretti in Finlandia deve essere effettuato, al massimo 30 giorni prima dell’arrivo degli animali in tale Paese, il trattamento preventivo per l’echinococco; • Europa, Canada e Stati Uniti richiedono, oltre al passaporto, il cd. Certificato internazionale di origine e sanità, rilasciato dalla ASL competente o da un medico veterinario libero professionista che sia stato a ciò autorizzato. Oltre ad attestare lo stato di salute e le vaccinazioni obbligatorie cui è stato sottoposto l’animale, tale documento fa fede della provenienza dell'animale d'affezione; è valido 30 giorni e può essere rinnovato anche all’estero. È necessario anche per il rientro in Italia. Ventiquattro ore prima della partenza il medico veterinario di fiducia dovrà attestare, timbrando il passaporto, che gli adempimenti sopra indicati sono stati eseguiti, così certificando che le condizioni di salute dell’animale sono idonee a consentirne il viaggio.

TEMPI E MODALITÀ Da quanto esposto si evince che le maggiori insidie nascono, per il medico veterinario, dal controllo dei tempi e delle modalità delle vaccinazioni, tanto più che il mancato rispetto degli adempimenti previsti comporta che alla frontiera l’animale che non sia in regola non verrà fatto entrare nel Paese ove il proprietario desidera andare a soggiornare. Di conseguenza, se l’animale non è stato sottoposto (o non è stato correttamente sottoposto) alle suddette metodiche, il medico veterinario che ne abbia invece certificato l’idoneità a viaggiare apponendo i timbri sul relativo passaporto, ben potrà (ai sensi degli artt. 1218 ss. cod. civ.) essere chiamato a rispondere dei danni eventualmente subiti dal proprietario che, avendo ricevuto dal proprio veterinario il "nulla osta" per lo spostamento dell'animale, alla frontiera si vede invece negare l'ingresso al proprio piccolo amico, con conseguenti evidenti disagi in capo al proprietario stesso, che nella maggior parte dei casi sarà costretto a rinunciare al soggiorno ovvero, se trattasi di soggiorno irrinunciabile - ad es. viaggio di lavoro - dovrà, a propria cura e spese, organizzare il rientro in Italia dell'animale. Ciò vuol dire che un proprietario che abbia avuto una simile disavventura potrebbe farsi vivo con il medico veterinario dapprima con una lettera raccomandata di richiesta di risarcimento dei danni subiti (lettera personale o scritta direttamente da un legale), per poi - in caso di mancato versamento di una somma congrua - citare in giudizio il medico veterinario, dinanzi al Giudice di Pace (competente per il luogo in cui è lo studio / ambulatorio del medico veterinario) se chiede di essere risarcito per una somma fino a € 5.000,00, dinanzi al Tribunale (competente per il medesimo luogo indicato per il Giudice di Pace) per una somma superiore a tale limite.

Oltre a ciò, l'apposizione dei timbri su un passaporto che non rechi i necessari adempimenti può anche configurare un falso penalmente rilevante. Naturalmente il veterinario deve denunciare la richiesta di risarcimento alla propria compagnia di assicurazione presso la quale ha stipulato la polizza a copertura della responsabilità professionale e deve, altresì, in ogni caso rivolgersi immediatamente ad un avvocato, senza pensare di poter gestire da solo la situazione.

IL CONSIGLIO Il mio consiglio per il medico veterinario è, dunque, di prestare molta attenzione al tema "vaccinazioni", sicuramente fin dal momento della prima richiesta di informazioni da parte del cliente, ma soprattutto al momento dell'apposizione dei timbri, perché con tale gesto il medico veterinario si assume tutta la responsabilità dell'idoneità dell'animale ad affrontare il viaggio. Pertanto, quando il cliente chiede al veterinario cosa deve fare per poter portare il proprio animale all'estero, il professionista deve sì fornirgli le indicazioni necessarie, ma io consiglierei al veterinario anche di invitare il cliente ad informarsi egli stesso (ad es. chiedendo chiarimenti alla ASL territorialmente competente o anche al Consolato del Paese presso il quale intende recarsi), posto che la normativa in esame può cambiare da un momento all'altro, e non è facile essere aggiornati sul punto. Ciò fatto, il veterinario deve verificare che i tempi e i modi delle vaccinazioni siano stati tutti precisamente eseguiti (controllando i relativi referti, le date e quant'altro) e, nell'eventualità che il proprietario non abbia eseguito esattamente gli incombenti prescritti dalla normativa vigente, invitarlo nuovamente ad effettuare quanto necessario.

NON ASSECONDARE LA PIGRIZIA DEL CLIENTE Mi preme richiamare l'attenzione del lettore su tale punto: spesso i clienti sono poco propensi a mettere in moto la macchina dell'organizzazione delle vaccinazione del proprio animale, che comporta dei costi ed è impegnativa (basti pensare ai prelievi di sangue da far effettuare sei mesi prima del viaggio in Gran Bretagna e Paesi assimilati). Il medico veterinario, però, non deve assecondare l'eventuale pigrizia del cliente, né deve "chiudere un occhio", ad esempio apponendo comunque i timbri se non è stato fatto tutto quanto necessario, ritenendo erroneamente che aver fornito al cliente raccomandazioni e spiegazioni esoneri il veterinario da responsabilità: nel momento in cui appone i timbri sul libretto, il professionista certifica che le condizioni di salute dell'animale sono idonee a farlo viaggiare, e di conseguenza se poi si accerta che così non è, soltanto il veterinario ne risponderà. Occhio, dunque, ai proprietari riottosi: se non Vi ascoltano, è meglio rinunciare all'incarico, anche perché - consentitemi una piccola annotazione che nasce dall'esperienza - il cliente più indisciplinato è proprio quello che, in caso di problemi, per primo punterà l'indice ■ contro il professionista!


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8 Attualità Sicurezza alimentare

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Mozzarella blu: consumatori facili prede di allarmi mediatici Bartolomeo Griglio (AIVEMP): il batterio responsabile della colorazione non è pericoloso per l’uomo on si cada nell'equivoco di confondere l'allerta con l'allarme. L'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani ha invitato i consumatori a riconoscere nel sistema di allerta rapida comu-

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na parte della verità. Eppure, le mozzarelle blu sono un caso esemplare di garanzie al consumatore: il sistema ha garantito ai consumatori, italiani ed europei, il tempestivo rintraccio e ritiro delle partite di mozzarella alterata dalla catena di commercializzazione. Per questo, l’ANMVI ha respinto al mittente accuse infon-

nitaria (RASFF) una fondamentale risorsa per la tutela della loro sicurezza alimentare. E a non cadere come facili prede di allarmi mediatici studiati ad arte. È dall’inizio di giugno che è partita l’allerta europea sulle mozzarelle dalla Germania (come su tanti altri prodotti di varia provenienza) ma ai cittadini si racconta solo u-

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date alle strutture sanitarie di controllo, italiane e comunitarie, così come messaggi destabilizzanti di chi ha manifestato sorpresa perché "la scoperta è stata compiuta da una consumatrice". La vicenda mostra semmai il ruolo attivo, riconosciuto ai consumatori dalla normativa comunitaria sulla sicurezza alimentare e quello delle associazioni di categoria, le quali possono giocare un ruolo molto importante nel favorire la corretta conoscenza presso i cittadini degli strumenti di allerta rapida che consentono di togliere subito dal mercato alimentare prodotti che non hanno i requisiti per restarci. In queste circostanze, il compito delle autorità sanitarie è di garantire che i prodotti escano rapidamente dal circuito commerciale. Ed è quello che sta avvenendo: “Verifiche effettuate dai servizi veterinari a livello locale, a seguito di segnalazione di consumatori che hanno riscontrato alterazioni nelle mozzarelle acquistate nelle settimane scorse, hanno consentito di accertare che il prodotto non è più presente negli scaffali dei discount - dichiara il Presidente AIVEMP Bartolomeo Griglio - alcuni clienti che hanno riscontrato alterazioni nelle mozzarelle, restituendo il prodotto, sono stati rimborsati con buoni acquisto di pari valore”. La Sanità Pubblica Veterinaria vede in questi interventi una delle attività più qualificanti e impegnative per garantire la sicurezza alimentare e informare correttamente i consumatori con trasparenza e senza inutili isterismi. “Non sono pervenute segnalazioni dell’insorgenza di sintomi - aggiunge Griglio - a seguito del consumo di mozzarelle provenienti da confezioni nelle quali è stato successivamente rilevato, in altri pezzi, il colore anomalo. Come già da più parti affermato - prosegue - la causa più probabile della colorazione potrebbe essere legata una contaminazione in fase di produzione, del prodotto o del liquido di governo, da parte di un batterio del gruppo Pseudomonas, non inserito tra gli indicatori di igiene o di sicurezza alimentare da parte della UE in quanto non pericoloso per l’uomo, ma ben conosciuto dai produttori del settore lattiero caseario per le sue capacità di causare alterazioni nel latte e nei formaggi. Alcune specie sono in grado di svilupparsi anche a temperature di refrigerazione e di produrre pigmenti verde-azzurro”. Alcuni di questi microrganismi sono stati isolati in Francia ed in Germania da acque minerali in commercio “e anche in Italia da acque di acquedotto - aggiunge Bartolomeo Griglio e recentemente sono stati identificati come causa di colorazioni anomale in un episodio che ha riguardato carni di coniglio. In attesa degli esiti delle indagini di laboratorio è comunque opportuno evitare il consumo di mozzarelle della marca LAND con date di scadenza sino al 2 luglio 2010 inclusa. Prodotti acquistati e non ancora consumati possono essere restituiti al punto vendita con segnalazione al servizio veterinario della ASL”. ■


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La professione medico veterinaria Un’indagine della FNOVI evidenzia le forti criticità che sta vivendo questa professione di ANTONIO MANFREDI i rendo conto di arrivare un po’ in ritardo con questo articolo, il primo di altri, a commento dell’indagine commissionata dalla FNOVI alla Nomisma per approfondire con dati precisi le forti criticità che la professione

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medico veterinaria sta vivendo e presentata a Roma il 26 marzo. Avevo già avuto modo di leggerla sul sito della FNOVI e di cogliere alcuni aspetti di grande interesse, ma se devo essere sincero non riesco a ragionare a computer su 170 pagine di ricerca con decine di figure e tabelle. Ho ancora bisogno di avere in mano un libro stampato, disponibile solo ora, sfogliarne le pagine sentendo fra le dita il fruscio della carta e segnare in matita

con righe, frecce e cerchi vari i punti di maggiore interesse. D’altra parte il mio ritardo non è poi così grave, visto che dopo la presentazione più o meno nessuno ha colto l’occasione per un approfondimento dei dati raccolti, accontentandosi della sintesi proposta. Credo, al contrario, che questa indagine voluta dalla FNOVI a cinque anni di distanza dalla realizzazione del Libro bianco sulla professione veterinaria (maggio 2005), e nuova-

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mente affidata a Nomisma, sia uno strumento molto importante non solo per dimostrare al mondo istituzionale e politico la gravità che la categoria veterinaria sta vivendo ma anche per alcune riflessioni interne al settore che è giusto evidenziare e soprattutto riportare a tutti i veterinari. Alcuni dati, infatti, sono di grande interesse e rimettono anche in discussione alcuni luoghi comuni sulla base dei quali spesso si traggono conclusioni che rischiano di essere errate. Cercherò quindi di sviluppare questi ragionamenti in alcuni articoli sperando che possano essere utili per nuove considerazioni o, per lo meno, per sviluppare un confronto su questi temi all’interno della categoria veterinaria. Questo primo articolo si limita ad un’analisi dei dati riportati nella prima parte del primo capitolo: “La professione medico veterinaria in cifre”. Nel 2009, è questo l’anno a cui ovviamente la ricerca fa riferimento, ill numero degli iscritti era pari a 27.537, ben il 40,4% in più rispetto al 1999. Una crescita enorme che purtroppo conferma quanto avevo sostenuto nel 2003 presentando i dati di un’indagine commissionata dall’ANMVI, sempre alla Nomisma: “Analisi della professione veterinaria in Italia: caratteristiche e prospettive” riferite al 2020, anno per il quale avevo previsto quasi il raddoppio degli iscritti agli Ordini. In effetti con questo trend di crescita se dovessimo aggiungere per i prossimi 10 anni un altro 40% arriveremmo a circa 38mila, più o meno il doppio. Ovviamente era solo un calcolo teorico basato sui mille laureati all’anno e se questo non accadrà è solo perché l’impegno della FNOVI e dell’ANMVI per contenere il numero degli iscritti al Corso di laurea in Medicina Veterinaria ha incominciato negli ultimi anni a dare qualche risultato. L’altro dato sconvolgente, secondo l’indagine della Nomisma, era che al 2020 avremmo avuto un numero doppio di veterinari a fronte di una crescita del mercato limitata a solo il 2/3% con un fabbisogno quindi di professionisti più o meno limitato a questa percentuale. Anche questa ultima previsione, sia pure con qualche correzione, possiamo dire che si sta avverando: crisi della zootecnia, blocco delle assunzioni nel settore pubblico, rallentata diffusione degli animali da compagnia, ecc. Tornando ai nostri dati e valutando le percentuali, quella riferita ai primi 5 anni (19992004) +17,9% e quella più elevata degli altri 5 anni sino al 2009,+19,1% dobbiamo purtroppo evidenziare una tendenza alla crescita sempre più forte, infatti non solo la seconda percentuale è comunque più alta ma parte anche da una base maggiore, quella dei 23.130 iscritti del 2004. È ovvio che se il Miur non si deciderà ad intervenire in modo drastico sul numero degli iscritti, e quindi sul numero dei Corsi di Laurea, la situazione del settore sarà sempre più drammatica. Basti pensare, sto andando a memoria e non vorrei dire una fesseria, che attualmente gli iscritti in Italia ad un Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, compresi i fuori corso, sono oltre 7.000 e che quindi un beneficio del taglio degli iscritti sarà sentito in modo positivo dal settore solo fra circa 7/8 anni. Quanti giovani laureati dovranno quindi ancora pagare pesantemente questa situazione esclusivamente italiana? Come sono ripartiti i veterinari in Italia? Gli in-


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12 Attualità Indagini e ricerche Figura 1. Medici veterinari iscritti all’Ordine (1999, 2004, 2009) (consistenze e variazioni percentuali)

Figura 2. Medici veterinari iscritti all’Ordine - Analisi per regione (2009) (nella mappa: composizione percentuale; in tabella: consistenze e variazioni percentuali)

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crementi che abbiamo visto non sono stati omogenei in tutte le regioni e questo negli anni ha modificato le corrispondenti percentuali di presenza veterinaria rispetto al totale nazionale. Ad esempio la Lombardia negli ultimi cinque anni ha avuto un incremento dei veterinari dell’11,3% arrivando nel 2009 a 4634 iscritti rappresentando sul totale una percentuale del 16,8%, in calo rispetto al 18% circa di qualche anno fa. In tutto il Nord la crescita si è dimostrata più contenuta rispetto al Centro o al Sud dove abbiamo avuto punte regionali molto elevate: Puglia +27,8%, Sicilia +26,9% o Abruzzo +24,8%. Se ragioniamo in termini di aree il NordOvest rappresenta il 28,8% di tutti i medici veterinari con un incremento del 12,2%, il NordEst il 20,8% con una crescita del 19,7, il Centro il 19,9% con un più 22,3% ed infine il Sud Isole con il 30,5% ed un incremento del 23,6%. È quindi il Centro-Sud che sta dimostrando in assoluto il maggior incremento numerico e percentuale avendo superato il Nord con un valore complessivo del 50,4%. Ovviamente questo forte incremento del Centro-Sud, tenendo conto che la zootecnia è meno presente in queste aree ed anche l’attenzione verso gli animali da compagnia è ancora inferiore rispetto alle regioni del Nord, porta a forti preoccupazioni occupazionali. Un altro dato molto importante che ci permette di capire la situazione nazionale della veterinaria, anche meglio dei valori distributivi o di crescita in assoluto, è quello che rapporta il numero dei veterinari ogni mille abitanti (Vet Ratio), ed anche in questo caso i dati ottenuti non sono per niente rassicuranti anche se la crescita della popolazione italiana negli ultimi dieci anni ha in parte attenuato l’impatto di quella veterinaria. Nei primi cinque anni questo indice è passato da 0,344 (34 veterinari per mille abitanti) del 1999 allo 0,398 (39) del 2004 allo 0,458 (46) del 2009 con una crescita totale in percen-

tuale del 32,9%, decisamente importante ma comunque inferiore a quel 40,4% riferito al numero dei veterinari. In sostanza si è passati dai 34 veterinari per mille abitanti del 1999 ai 46 del 2009, un incremento forte e non certo giustificato dalle esigenze del mercato. L’indice più basso è quello espresso dalla Puglia con uno 0,31 mentre il peggiore è da tempo quello dell’Umbria con uno 0,92, tre volte quello pugliese. Certamente la presenza in Perugia di un Corso di Laurea in Medicina Veterinaria complica seriamente la situazione ma non è certo facile poter pensare, come verrebbe spontaneo, che i veterinari dovrebbero emigrare dall’Umbria alle Puglie, le condizioni sono molto diverse e comunque la crisi del settore ha ormai colpito tutte le regioni. La media Italiana abbiamo detto che è lo 0,46. Sotto questa media oltre a varie Regioni del Sud ne troviamo anche alcune del Nord: Liguria, Veneto, Friuli, Trentino, mentre quelle decisamente sopra la media oltre all’Umbria, sono Sardegna, Valle D’Aosta, Emilia Romagna, Molise, Piemonte, Toscana. La Lombardia e le Marche con lo 0,47 e lo 0,46, sono decisamente a metà classifica. Abbiamo detto che questi dati potevano sfatare qualche luogo comune, citiamone per ora uno solo: si è sempre detto che la Lombardia con il suo 20% di zootecnia nazionale ed un numero elevato di animali da compagnia fosse la regione con il maggior numero di veterinari e con la più elevata incidenza rispetto al numero di abitanti. Non è così. Continua ad esprimere il numero più elevato di veterinari (il 16,8% del totale) sia pure con una crescita decisamente inferiore a quella di molte altre regioni e come indice VetRatio è solo al 10° posto. In cinque anni molte cose hanno iniziato a cambiare e certamente il futuro, soprattutto se si riuscirà a contenere il numero degli iscritti a veterinaria, potrebbe riservare altre sorprese. ■

Figura 3. Numero di medici veterinari ogni 1000 abitanti (1999, 2004, 2009) incidenza per 1000 abitanti e variazioni percentuali

Figura 4. Numero di medici veterinari ogni 1000 abitanti - Analisi per regione (2004 e 2009) (incidenza per 1000 abitanti)


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Effetti della manovra sulla dirigenza veterinaria Possibile un ripensamento sul blocco del turn over, ma l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne è ineludibile. Preoccupati i dirigenti ministeriali a tempo determinato opo la sentenza della Corte di giustizia europea si è aperta una questione previdenziale anche per le veterinarie del SSN. La finestra mobile prevista dalla manovra finanziaria (il decreto legge 78) costringerà le donne a restare in servizio un an-

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no in più. Si allungano i tempi per l'uscita dal lavoro nel pubblico impiego, ma, con il blocco dei contratti e senza aumenti stipendiali, il trattamento pensionistico subirà una perdita dal 4 al 6 per cento. È proprio quello che chiedeva la Corte di Giustizia Europea? La sentenza europea fa discutere. La Corte, che si basa sul sistema retributivo (trattamento pensionistico

correlato all'ultimo stipendio), ha imposto l'equiparazione dei trattamenti pensionistici tra uomini e donne: andando in pensione a 65 anni gli uomini avrebbero un trattamento previdenziale più alto delle donne, per le quali la vecchiaia scatta 5 anni prima. Ma la Corte (e l'inflessibile Commissario UE Vivian Reding) non tiene in considerazione alcuni elementi di equiparazio-

ne già possibili nel nostro Paese. Già prima della sentenza, infatti, le donne del settore pubblico potevano scegliere di restare al lavoro fino a 65 anni e chiedere anche un ulteriore biennio fino a 67 anni. Inoltre il sistema contributivo, introdotto nel nostro Paese nel 1995, già sganciava la pensione dall'ultimo stipendio nelle classi più giovani. Il Governo italiano ha comunque attivato, dal 2011, un sistema di crescita del requisito dell'età di un anno ogni 24 mesi, portando l'età del pensionamento di vecchiaia per le dipendenti del pubblico impiego a 65 anni nel 2018. Ma i tempi sono destinati ad allungarsi, perché secondo l'ISTAT l'età media residua, dopo il compimento dei 65 anni, è di 22 anni per gli uomini e di 26 per le donne. I limiti di età per ottenere la pensione, nel 2050, potrebbero arrivare alla soglia dei 70 anni.

LE VETERINARIE DEL SSN I veterinari over 55 del SSN, di età compresa fra i 55 e i 59 anni sono 1.121, di cui 51 donne. Nella fascia di età compresa fra i 60 e i 64 anni sono invece 302, di cui 4 donne. Oltre i 65 anni, infine, si contano 15 unità di cui 1 è donna. I dati sono stati elaborati dal Sole 24 Ore sul Conto annuale 2008 della Ragioneria generale dello Stato che indica in 1.438 il totale del personale a tempo indeterminato, di cui 56 veterinarie.

IL TURN OVER Il temuto blocco del turn over potrebbe non riguardare medici, veterinari e dirigenti del Sistema sanitario nazionale. L'apertura è arrivata dal ministro della Salute, al termine di un confronto con le sigle sindacali del settore, in cui Ferruccio Fazio ha assicurato l'impegno del ministero a trovare il modo per "mitigare" gli effetti della manovra. Per questo "il comparto non sembra essere interessato". Secondo le proiezioni del Sole 24 Ore Sanità, applicando il massimo del blocco del turn over, nel 2014 la categoria dei dirigenti veterinari vedrà 452 cessazioni, di cui 90 con turn over e ben 362 senza sostituzione. Il blocco non è un "obbligo" per le Regioni, in quanto la Corte Costituzionale ha sempre affermato che non possono essere dettate disposizioni in materie come la Sanità.

I DIRIGENTI PRECARI "La previsione contenuta nella manovra economica del Governo di ridurre, a partire dal 2011, la spesa dei contratti a tempo determinato al 50% di quella del 2009 - sottolinea in una nota Assomed Sivemp - ha creato allarme nei precari del ministero legati da contratti quinquennali stipulati sulla base del decreto milleproroghe dello scorso anno". Da qui la richiesta di salvaguardia, avanzata dalla delegazione dell'Associazione sindacale e da Cosmed, per i 178 dirigenti a tempo determinato attualmente in servizio al ministero. "Il ministro Fazio - riferisce la nota - si è detto disponibile a introdurre modifiche di emendamenti alla manovra purché il saldo delle cifre resti invariato. Una strada percorribile, è stato sottolineato, solo individuando le soluzioni tecniche adeguate. Per ricercarle la decisione di attivare uno specifico tavolo già nei prossimi giorni. L'obiettivo è quello di introdurre correttivi nel maxiemendamento alla Finanziaria che dovrebbe essere presentato entro un paio di settimane". ■


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Terapia farmacologica e feromonale dell’eliminazione inappropriata e della marcatura urinaria di SABRINA GIUSSANI Med Vet Comportamentalista, Dipl ENVF, Busto Arsizio (VA) ISABELLA MEROLA Med Vet Comportamentalista, Milano e patologie del comportamento sono caratterizzate da veri e propri quadri clinici corredati da un insieme di sintomi ben identificabili che si manifestano in un individuo e si riferiscono ad una difficoltà psichica del soggetto: l’individuo inizia a mettere in atto comportamenti che non più adattativi rispetto alle variazioni dell’ambiente che lo circonda. Queste patologie riconoscono differenti diagnosi nosografiche e prevedono trattamenti terapeutici molto diversi tra loro. In particolare, una volta diagnosticate, queste patologie possono prevedere per il loro trattamento una terapia di tipo feromonale, e/o una terapia farmacologica, entrambe sempre supportate da una terapia di tipo comportamentale. I feromoni (dal greco “portare” e “stimolare”) sono sostanze in grado di provocare modificazioni emozionali che possono essere condivise tra più individui appartenenti alla stessa specie o a specie diverse. I feromoni sono prodotti da strutture ghiandolari diffuse su tutto il corpo (soprattutto su guance, dorso, cuscinetti plantari e zona anale). Alcuni feromoni sono percepibili a breve distanza, altri a grande distanza a seconda del tipo di composizione chimica. La comunicazione del gatto utilizza i feromoni attraverso le marcature facciali, graffiature e marcature urinarie. Il gatto percepisce i feromoni grazie al comportamento del Flehmen o Lip-curl che consiste nel sollevamento del labbro superiore con la bocca semiaperta in fase inspiratoria completato da movimenti della lingua. Questo comportamento provoca una trazione verso l’alto del labbro superiore cui fa seguito l’apertura di un opercolo cartilagineo che copre parzialmente il meato incisivo. Di conseguenza il lume di questo ultimo si dilata e nello stesso tempo si assiste ad un collasso del corpo vascolare erettile dell’Organo Vomeronasale che permette l’accesso delle molecole alla mucosa olfattiva che tappezza le pareti dell’OVN stesso. Grazie ad un legame con le proteine, le molecole feromonali possono raggiungere i recettori olfattivi. Gli impulsi elettrici generati dai recettori seguono il nervo vomeronasale, giungono al bulbo olfattivo accessorio e da qui al sistema limbico. Alcuni feromoni, invece, non scatenano il Flehmen, mentre altri sono percepiti contemporaneamente sia grazie al Flehmen sia attraverso la via nasale. In commercio esistono feromoni di sintesi (©Feliway) sia in forma spray che in forma di diffusore per l’ambiente, estremamente utili per la terapia e la riduzione della sintomatologia legata ad un disturbo dell’eliminazione. Questi feromoni possono avere un ruolo nell’incoraggiare la marcatura facciale del gatto in modo che questi riconosca sempre meglio il territorio in cui vive in modo da ridurre il sintomo della non corretta minzione. È stato, in-

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fatti, osservato che il gatto evita di marcare con urina le aree dove ha precedentemente effettuato una marcatura facciale. Inoltre, i feromoni possono determinare una stabilizzazione emozionale e, di conseguenza, ridurre la marcatura urinaria e le eliminazioni inappropriate. Sono stati effettuati diversi studi sull’efficacia del trattamento con feromoni in corso di eliminazione inappropriata e/o di marcatura urinaria ed i risultati suggeriscono un miglioramento nel 60-90% dei soggetti, ed una completa risoluzione nel 15-30% degli animali. L’utilizzo dei feromoni non sembra inoltre aver avuto effetti collaterali o complicazioni. In presenza o in assenza di una terapia di tipo feromonale, talvolta può essere necessaria una terapia di tipo farmacologico. I farmaci maggiormente utilizzati in terapia comportamentale sono gli antidepressivi appartenenti al gruppo dei triciclici, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina SSRI ed i timoregolatori. Tra i primi di particolare rilievo è la Clomipramina un farmaco utilizzato come ansiolitico ed in presenza di fobie. Questa molecola agisce principalmente come inibitore della ricaptazione della serotonina ed in seconda istanza bloccando gli autorecettori presinaptici della noradrenalina. Secondo uno studio realizzato da Dehasse (1997) la somministrazione di Clomipramina per una sola settimana ha portato nel 35% dei casi ad una totale scomparsa del comportamento di marcatura e ad una riduzione significativa (superiore al 75%) nell’80% dei gatti studiati. Effetti collaterali di questo farmaco sono a carico del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso, sulla sfera sessuale ed alcuni effetti anticolinergici legati, appunto, alle sue attività anticolinergiche. Nel gatto la dose complessiva è di 0,2 – 0,8 mg/kg, suddivisa in una o due somministrazioni al giorno. La fluoxetina è il farmaco maggiormente utilizzato tra gli inibitori selettivi della serotonina,

in presenza di sintomi come la minzione inappropriata e le marcature urinarie. Nello studio condotto da Pryor et Hart (2001) è stata valutata l’efficacia della fluoxetina nella riduzione della marcatura urinaria. Questa molecola appartiene alla famiglia dei farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e permette di aumentare la concentrazione del neurotrasmettitore nello spazio sinaptico. In tale studio i gatti trattati con fluoxetina hanno mostrato una riduzione significativa del numero di marcature se confrontati con un gruppo di controllo che ha ricevuto un placebo: tutti i gatti trattati hanno, infatti, avuto una riduzione maggiore o uguale al 90% del numero di eliminazioni. Gli effetti secondari della somministrazione della fluoxetina possono essere: sedazione, tendenza all’anoressia, iporessia, sedazione, instabilità emotiva ed impulsività. Dosaggi eccessivi di farmaco possono portare tremori della testa e sonnolenza marcata. Nel gatto la dose complessiva è 0,5 – 1 mg/kg al mattino. La Selegilina è un farmaco appartenente alla classe dei timoregolatori ed è un inibitore delle monoaminoossidasi B (IMAO) enzimi responsabili della metabolizzazione delle catecolamine, che blocca in modo irreversibile e specifico. La Selegilina ha effetti collaterali se associata ad altri farmaci. In particolare è sconsigliata l’associazione ad altri antidepressivi, a cortisonici ed antibiotici (cefalosporine e aminoglicosidi). Nel gatto la dose complessiva è 1 mg/kg, al mattino. È importante ricordare che la somministrazione per via orale di farmaci può essere un evento particolarmente stressante per molti gatti e per i rispettivi proprietari. Per questo è opportuno mostrare la corretta procedura di assunzione della molecola in modo da evitare che il gatto metta in atto un comportamento di evitamento, di aggressione o rifiuti di as-

sumere l’alimento (poiché mescolato al farmaco). È importante sottolineare che la terapia farmacologica funge da ponte tra le difficoltà del soggetto ed il nuovo equilibrio che questi dovrà raggiungere: è necessario associare una terapia di tipo comportamentale in modo da ridurre i fattori stressogeni per il soggetto, e da accrescere le capacità di risposta agli stessi in modo che il trattamento risulti efficace anche una volta sospesa la terapia farmacologica. La terapia comportamentale può dividersi in modificazioni effettuate sull’ambiente in cui il soggetto vive, conosciute con il nome di arricchimento ambientale (volte a rispettare le esigenze etologiche del soggetto) e modificazioni di tipo relazionale che mirano a creare una relazione stabile tra il paziente ed i componenti della famiglia in cui questo vive andando a soddisfare le esigenze relazionali e sociali di questa specie. Un soggetto in cui è presente una difficoltà emotiva e psichica, la costruzione di una relazione corretta e stabile porterà a ridurre il disagio ed aiuterà il paziente a costruire una “sicurezza” emotiva e ad accrescere le abilità cognitive. Non è possibile quindi scindere i tipi di terapia, ma è necessario valutare l’intero complesso (animale persona ed ambiente) in modo da poter scegliere la terapia più efficace e soddisfacente per quel sistema. Bibliografia J. Dehasse, Feline urine spraying, Journal of Feline Medicine and Surgery, 1997, 52: 365371. R. Colangeli, S. Giussani, Patologie del comportamento legate alla modificazione del territorio. In R. Colangeli, S. Giussani, Medicina comportamentale del cane e del gatto, 2004, Poletto editore, Milano, 311-34. P.A. Pryor, B.L. Hart, Effects of a selective serotonin reuptake inhibitor on urine spraying behavior in cats, Journal of the American Veterinary Medical Association, 2001, 219: 1557-1561. Atti del 65° Congresso Internazionale Multisala SCIVAC, Rimini, 28-30 maggio 2010. Sulla marcatura urinaria si veda anche Professione Veterinaria, n. 21, pagina 15. ■


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Gestione sanitaria della mammella La lotta alle mastiti dalla teoria alla pratica. Zecconi al 12° Congresso SIVAR di MARIA GRAZIA MONZEGLIO a mastite è ancora oggi una delle più frequenti e costose patologie negli allevamenti di bovini da latte. I cambiamenti nella genetica, nella gestione degli allevamenti, nella nutrizione, nella routine di mungitura influenzano l’epidemiologia della mastite e, anche se molti dei principi generalmente utilizzati per il controllo e la prevenzione delle infezioni mammarie sono tuttora validi, altri devono essere costantemente aggiornati e, soprattutto, organizzati in un complesso di azioni che possiamo definire come “gestione sanitaria”. Di quest’ultima ha parlato Alfonso Zecconi (Med Vet - DIPAV, Università degli Studi di Milano) al 12° Congresso Nazionale Multisala SIVAR (Cremona, 7-8 Maggio 2010). Una corretta “gestione sanitaria” si basa sulla corretta applicazione di un programma che tenga conto dei seguenti punti, da adattare alle singole realtà aziendali: • registrazione dei dati produttivi e sanitari degli animali; • definizione degli obiettivi da raggiungere; • mantenimento di un ambiente idoneo per gli animali; • adozione e mantenimento di un corretto regime alimentare per gli animali e verifica della salubrità degli alimenti forniti; • uso di adeguati metodi di mungitura e corretta installazione, funzionamento e gestione dell’impianto di mungitura; • monitoraggio dello stato sanitario delle mammelle; • gestione degli animali in asciutta, incluso la terapia in asciutta; • terapia appropriata degli animali in lattazione; • eliminazione degli animali con infezioni croniche; • revisione periodica del programma di controllo. Per potere impostare ed applicare un programma di gestione sanitaria è necessario innanzitutto conoscere le informazioni riguardanti lo stato sanitario degli allevamenti nel proprio territorio e nelle aziende in particolare. A tale scopo verranno illustrati i dati relativi a circa 158.000 campioni di latte di quarto (Zecconi et al., 2009) esaminati presso il nostro laboratorio (DIPAV, Malattie Infettive, Milano) e che sono stati prelevati da allevamenti che seguivano i programmi di controllo a suo tempo illustrati sia in ambito nazionale (Daprà et al., 2006, Piccinini e Zecconi, 2003, Zecconi et al., 2004, Zecconi et al., 2006b), che internazionale (Giovannini e Zecconi, 2002, Zecconi, 2006, 2007, Zecconi et al., 2006, Zecconi et al., 2003, 2004b). L’analisi di tali dati ha evidenziato come in circa il 21% dei quarti siano stati isolati uno o più agenti batterici di mastite, mentre il 73% dei quarti è risultato batteriologicamente negativo e il 6% contaminato. La distribuzione dei batteri nei 43.000 quarti risultati positivi mostra come i batteri maggiormente isolati siano, come atteso, gli Stafilococchi coagulasi negativi -SCN- (40%) e tra i patogeni maggiori gli Streptococchi ambientali nel loro complesso siano i più frequenti (30%), mentre i batteri contagiosi (Staph. aureus e Str. agalactiae) rappresentano il 14% del totale, valore quest’ultimo nettamente inferiore a quelli osservati in precedenti indagi-

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ni che li vedevano a livelli doppi degli attuali (Zecconi and Piccinini, 2002). Infine, E. coli ed i batteri Gram negativi rappresentavano il 9% del totale dei positivi. Sebbene i dati riportati non possano essere considerati una fotografia della situazione nazionale, visto l’origine regionale dei campioni, tuttavia sono una riproduzione fedele della situazione riscontrata in moltissimi allevamenti nel nostro Paese e ci consentono di fare almeno tre importanti considerazioni. La prima è che un razionale controllo dei batteri contagiosi porta ad una significativa riduzione di questi patogeni, che si può tradurre in una loro completa eradicazione nei singoli allevamenti. La seconda è rappresentata dalla conferma del ruolo preminente dei batteri di origine ambientale e degli Streptococchi, in particolare, tra i patogeni maggiori e quindi della necessità di interventi igienici a livello di stabulazione e mungitura per ridurre la loro frequenza. Infine, la terza è rappresentata dalla conferma che gli SCN sono i batteri che possono essere isolati con maggiore frequenza, ma il loro impatto ed importanza sulla sanità della mammella è ancora, fortunatamente, trascurabile. Da sottolineare che uno dei principali problemi che causa spesso l’incapacità di controllare le infezioni mammarie è non essere in grado di separare le cause dagli effetti e, ancora peggio, di trovare associazioni causaeffetto quando non ci sono. In questo specifico caso, i dati dimostrano che l’aumento del contenuto cellulare nei mesi estivi, sia a livello di latte di massa sia individuale, non è dovuto ad inevitabili cambiamenti climatici, ma più semplicemente, alla presenza in allevamento di un considerevole numero di animali infetti che rispondono con un ulteriore aggravamento dell’infiammazione e quindi delle cellule somatiche nel latte. Pertanto, l’aumento che si osserva in molti allevamenti nei mesi estivi può essere evitato attraverso il miglioramento della sanità della mammella ed una corretta igiene. Anche questa indagine ha confermato la maggiore frequenza di mastiti cliniche nelle prime fasi della lattazione, è necessaria quindi una corretta gestione degli animali in questo periodo. Come sottolineato in preceden-

za, un numero ridotto di animali (4-5%) partorisce infetto, ma tra questi soggetti lo sviluppo di forme cliniche è più frequente. Le cause più comuni, come dimostrano i dati, sono i batteri di origine ambientale e quindi una gestione corretta e un’ottimale igiene nelle fasi che precedono il parto e, soprattutto di quelle che lo seguono, sono decisive per prevenire l’insorgenza di mastiti cliniche nella fase più importante della lattazione. Per ovviare a tale problema un approccio terapeutico corretto sia in lattazione che in asciutta è fondamentale per migliorare la produzione del latte sia in senso qualitativo che quantitativo, nel contempo aumentando l’efficienza dell’allevamento e quindi i redditi dell’allevatore.

ASCIUTTA In questo senso assume una particolare importanza la messa in asciutta dell’animale, che è una pratica semplice, ma fondamentale per la corretta gestione dell’allevamento, che deve essere fatta seguendo una precisa e corretta procedura. Per meglio comprendere perché sia importante effettuare una corretta messa in asciutta degli animali, dobbiamo considerare che all’asciutta avvengono notevoli cambiamenti dell’immunità della ghiandola. Infatti, alla messa in asciutta dell’animale aumentano in modo notevole i leucociti polimorfonucleati neutrofili (PMN) che hanno la funzione di inglobare e distruggere i batteri eventualmente presenti in mammella (Zecconi and Smith, 2003). In questa fase il ruolo dell’antibiotico è importante poiché la sua attività deve ridurre la carica batterica in mammella al fine di favorire l’azione dei PMN. Una volta conclusa questa prima fase, che nel complesso dura non più di 2 settimane, intervengono i macrofagi che hanno il compito di pulire la mammella dai detriti cellulari e non, favorendo così il successivo rinnovamento dell’epitelio mammario. Nel caso tali processi non avvengano in modo corretto e quindi siano ancora presenti batteri in mammella, la ricostituzione dell’epitelio secernente avverrà in misura minore riducendo le potenzialità produttive nella successiva lattazione. Lo stesso accade se si riduce la durata

dell’asciutta, poiché un suo accorciamento verrà fatto a spese dell’ultima fase, quella in cui si completa il rinnovamento dell’epitelio secernente (Church et al., 2008, Gabai et al., 2004). La terapia in asciutta è tutt’ora la pratica terapeutica con il miglior rapporto costo/beneficio che possa essere applicata in azienda. Infatti, se effettuata correttamente, è possibile avere un tasso di guarigione molto elevato (>75%) e una ridotta frequenza di nuove infezioni al parto (<15%). Tuttavia, in tempi recenti, sulla spinta emotiva legata alla presenza di ceppi batterici isolati dall’uomo con multi-resistenza agli antibiotici, si è suggerito di utilizzare la terapia in asciutta solo negli animali caratterizzati da un contenuto cellulare superiore alle 200-250.000 cellule/ml. Tale suggerimento è basato innanzitutto su presupposti che sono risultati errati. Infatti, recenti indagini (Erskine et al., 2004) hanno dimostrato che non vi sia alcun legame tra la comparsa di ceppi resistenti nell’uomo e la terapia delle mastiti (in lattazione e in asciutta). Nell’applicare la terapia in asciutta, è pertanto importante considerare le caratteristiche del prodotto antibiotico utilizzato che deve essere attivo verso i batteri presenti nelle bovine all’allevamento. Quindi è necessario conoscere attraverso un esame batteriologico i batteri prevalenti in allevamento. Il prodotto antibiotico utilizzato deve mantenere una concentrazione elevata per almeno due settimane dopo la sua somministrazione. Infine, il prodotto antibiotico non deve interferire con l’attività delle cellule immunitarie.

TERAPIA DELLE MASTITI IN LATTAZIONE La terapia delle mastiti è uno dei temi più controversi della pratica veterinaria. Altrettanto critico il ruolo del veterinario, che non è necessariamente il punto di riferimento dell’allevatore per impostare i protocolli terapeutici. Inoltre, pressioni di tipo commerciale, insufficienti informazioni delle caratteristiche farmacologiche e farmacodinamiche di prodotti farmaceutici, necessità di ottenere risultati positivi rapidamente, inducono il veterinario ad applicare interventi talvolta poco razionali. Il problema emerso in tempi recenti sul possibile ruolo della terapia antibiotica nella comparsa di ceppi resistenti per l’uomo, ha ulteriormente complicato il quadro. Tale aspetto, almeno per quanto riguarda la terapia delle mastiti, come già detto, non ha mai trovato un riscontro scientifico. Tuttavia, questo insieme di fattori hanno indotto lo sviluppo ed applicazione di linee guida per un uso prudente degli antibiotici (oltre al rispetto della normative vigenti), come proposto da diverse associazioni scientifiche tra cui il Mastitis Council Italia (www.mastitalia.org) e qui riassunte: • la responsabilità primaria di un veterinario verso il cliente è quella di aiutarlo a “disegnare” programmi di gestione, immunizzazione, gestione sanitaria e nutrizionale che possano ridurre l’incidenza delle malattie e la necessità di utilizzare gli antibiotici. • gli antibiotici devono essere usati solo entro i limiti di una corretta relazione veterinario-cliente-paziente ed includere sia la prescrizione che le istruzioni per una corretta somministrazione. Il veterinario deve scegliere ed utilizzare correttamente gli


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20 Vet Journal www.vetjournal.it antibiotici: • i veterinari devono partecipare a programmi di educazione permanente che includano la formazione riguardante la terapia; • il veterinario deve avere una solida evidenza sull’eziologia della malattia oggetto di terapia, basata su segni clinici, anamnesi, esami di laboratorio, precedenti esperienze; • l’antibiotico dovrebbe essere scelto in base alla sensibilità della specie batterica bersaglio e deve essere somministrato a dosi e per le vie indicate nel foglietto illustrativo, come da registrazione; • la scelta dei prodotti e delle vie di somministrazione dovrebbero essere basate su dati di laboratorio e sulle indicazioni fornite nel foglietto illustrativo, nonché da eventuali ulteriori informazioni disponibili aggiornate in relazione a farmacocinetica e farmacodinamica; • gli antibiotici dovrebbero essere usati in funzione dell’esito previsto come ad esempio la risoluzione di una mastite clinica, l’eliminazione di agente contagioso ecc.; • monitorare periodicamente la sensibilità in vitro e la risposta terapeutica, specialmente per la terapia di routine come quella in asciutta; • usare l’antibiotico a spettro più stretto e con la più alta efficacia in vitro nei confronti della specifica specie batterica; • gli antibiotici dovrebbero essere usati al dosaggio più appropriato e per il tempo necessario affinché il sistema immunitario possa eliminare il patogeno; • gli antibiotici che non vengono utilizzati in medicina umana dovrebbero essere quelli di prima scelta, rispetto a molecole della stessa classe di quelle usate in medicina umana; • utilizzare sempre prodotti registrati per il trattamento delle mastiti; • la combinazione di farmaci diversi ed in particolare dei “cocktail di antibiotici” dovrebbe essere evitata; • la somministrazione endomammaria deve essere generalmente preferita a quella sistemica, salvo per i prodotti con questa indicazione specifica; • il trattamento di casi cronici dovrebbe essere evitato, avendo scarse possibilità di successo; • la conservazione e gestione del farmaco dovrebbe essere garantita in tutte le sue fasi. Il veterinario non deve favorire l’uso improprio di farmaci: • la prescrizione deve tener conto delle dimensioni e dei potenziali problemi dell’allevamento; • il veterinario deve istruire il personale dell’allevamento affinché tratti in modo corretto i soggetti quando necessario. Deve inoltre istruire il personale aziendale ad una corretta gestione del farmaco, al rispetto delle modalità di somministrazione, dei dosaggi e al rispetto dei tempi di sospensione; • quando è possibile, è necessario fornire istruzioni scritte per l’utilizzo dei farmaci in azienda. La registrazione dei farmaci e della terapia deve essere sempre effettuata, a norma delle vigenti leggi, ma anche per fornire informazioni aggiornate e precise al veterinario, affinché possa di volta in volta proporre la terapia migliore. Utilizzare prodotti alternativi alla terapia antibiotica (preventivi e terapeutici) solo se disponibili informazioni corrette ed oggettive sulla loro efficacia. Applicando i principi delle linee guida precedenti e raccogliendo le informazioni sulla na-

tura e la frequenza delle mastiti cliniche e subcliniche sarà quindi possibile sviluppare uno schema di intervento che indicherà le possibili alternative terapeutiche. Tale protocollo trova giustificazione da numerose indagini svolte al riguardo in diversi paesi ed anche in Italia (Giovannini and Zecconi, 2002). Per quanto riguarda le forme legate ad agenti contagiosi (generalmente subcliniche), la terapia da sola non basta per controllare la diffusione della malattia, andando al contrario ad aggravare i costi per l’allevatore. Al contrario, quando la terapia viene inserita in un programma razionale di eradicazione, si otterranno riscontri positivi in termini di efficacia terapeutica, ma soprattutto in termini di ritorno economico per l’allevatore, come ormai dimostrato da numerose indagini di campo (Binda et al., 2003, Zecconi et al., 2006, Zecconi et al., 2004, Zecconi et al., 2003, Zecconi et al., 2001). Un ultimo doveroso commento alla pratica, comune a molti allevamenti, spesso gestita direttamente dall’allevatore con la silenziosa complicità della nostra categoria, di trattare sistematicamente gli animali con cellule alte. Tale pratica può avere una sua razionalità solo nelle emergenze per permettere un rapido ritorno della qualità del latte entro i limiti di legge, ma quando applicata con continuità è altamente anti-economica e può portare allo sviluppo di resistenze, senza per altro risolvere i problemi dell’allevamento. Non stupisce che non esistano lavori scientifici degni di questo nome su questo tipo di trattamento, ma solo prove di campo ai soli fini commerciali. In realtà, come già sottolineato, il riscontro di bovine con cellule alte altro non è che un indicatore di una situazione sanitaria riconducibile a problemi di mastiti contagiose e/o a forme cliniche (spesso lievi) non identificate tempestivamente e che quindi facilmente cronicizzano o recidivano, vanificando anche l’effetto della terapia.

CONCLUSIONI L’adozione di un razionale approccio basato sulle evidenze scientifiche consente al veterinario allo stesso tempo di migliorare l’efficienza produttiva dell’allevamento, attraverso un aumento della produzione di latte, di migliorare il benessere degli animali, riducendo l’incidenza delle patologie cliniche e subcliniche e, non meno importante, di aumentare la sicurezza degli alimenti prodotti, riducendo i rischi di presenza di sostanze indesiderate nel latte. Da: Atti del 12° Congresso Nazionale Multisala SIVAR (Cremona, 7-8 Maggio 2010) ■

Vet Journal è un periodico di informazione scientifica di proprietà di E.V. srl iscritto nel Pubblico Registro della Stampa periodica presso il Tribunale di Cremona al n. 396 dal 18.12.2003. È diretto dal dottor Enrico Febbo e dalla dottoressa Maria Grazia Monzeglio. Fornisce un flusso informativo continuo sugli eventi della medicina veterinaria e sul mondo delle bioscienze, con tre edizioni alla settimana.

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Leishmania: su JAVMA le linee guida del GSLC

rodotte dal GSLC (Gruppo di Studio sulla Leishmaniosi Canina), sono state pubblicate sul numero di giugno 2010 di JAVMA (Journal of the American Veterinary Medical Association) le linee guida sulla diagnosi, la terapia e la prevenzione della leishmaniosi canina, in tre articoli separati. Un meritato riconoscimento scientifico internazionale all'attività svolta dal GSLC, fondato nel 2005 con la collaborazione di SCIVAC e il supporto di Hill’s, con l’obiettivo di ottenere un approccio razionale ed omogeneo al paziente leishmaniotico e standardizzare diagnosi, terapia e prevenzione della patologia indotta da Leishmania nel cane. Nei dieci anni passati, si legge nell'introduzione alle linee guida, l'epidemiologia della leishmaniosi canina ha registrato una maggiore incidenza dell’infezione nelle zone endemiche, la diffusione verso nord in Europa in aree non endemiche e la comparsa della malattia nel Nord America. Nonostante ciò, l'approccio medico veterinario alla malattia rimane eterogeneo. Da qui l'esigenza di linee guida condivise che costituiscano un punto di riferimento per il medico veterinario nell'approccio alla leishmaniosi canina. Quelle pubblicate su JAVMA sono un aggiornamento della precedente versione pubblicata su Veterinaria. Il Gruppo ha recentemente esposto i propri risultati in occasione del Congresso internazionale sulla Leishmaniosi tenutosi a Pisa il 17 e 18 aprile 2010. Gli atti estesi del congresso sono stati oggetto di una monografia sulla leishmaniosi canina con cui Hill's ha omaggiato i veterinari che hanno aderito alla Stagione della Prevenzione 2010. Il GSLC non ha tuttavia terminato la propria attività, rende noto Gaetano Oliva, membro del gruppo; è infatti in programma lo studio di protocolli di ricerca multicentrici, oltre alla costante attività di aggiornamento delle conoscenze scientifiche sulla malattia.

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JAVMA, GIUGNO 2010 • “Guidelines for diagnosis and clinical classification of leishmaniasis in dogs” Saverio

Paltrinieri, Laia Solano-Gallego, Alessandra Fondati, George Lubas, Luigi Gradoni, Massimo Castagnaro, Alberto Crotti, Michele Maroli, Gaetano Oliva, Xavier Roura, Andrea Zatelli, Eric Zini. Journal of the American Veterinary Medical Association. June 1, 2010, Vol. 236, No. 11, Pages 1184-1191 • “Guidelines for treatment of leishmaniasis in dogs” Gaetano Oliva, Xavier Roura DVM, Alberto Crotti, Michele Maroli, Massimo Castagnaro, Luigi Gradoni, George Lubas, Saverio Paltrinieri, Andrea Zatelli, Eric Zini. Journal of the American Veterinary Medical Association. June 1, 2010, Vol. 236, No. 11, Pages 1192-1198 • “Guidelines for prevention of leishmaniasis in dogs” Michele Maroli, Luigi Gradoni, Gaetano Oliva, Massimo Castagnaro, Alberto Crotti, George Lubas, Saverio Paltrinieri, Xavier Roura, Eric Zini, Andrea Zatelli. Journal of the American Veterinary Medical Association. June 1, 2010, Vol. 236, No. 11, Pages 1200-1206

LE LINEE GUIDA PUBBLICATE SU VETERINARIA • "Leishmaniosi canina: linee guida su diagnosi, stadiazione, terapia, monitoraggio e prevenzione. Parte I: Approccio diagnostico e classificazione del paziente leishmaniotico e gestione del paziente proteinurico" Castagnaro M., Crotti A., Fondati A., Gradoni L., Lubas G., Maroli M., Oliva G., Paltrinieri S., Solano-Gallego L., Roura X., Zatelli A., Zini E. Veterinaria, Anno 21, n. 3, Giugno 2007 • “Leishmaniosi canina: linee guida su diagnosi, stadiazione, terapia, monitoraggio e prevenzione. Parte II: approccio terapeutico" Oliva G., Roura X., Crotti A., Zini E., Maroli M., Castagnaro M., Gradoni L., Lubas G., Paltrinieri S., Zatelli A. Veterinaria, Anno 22, n. 6, Dicembre 2008 • “Leishmaniosi canina: linee guida su diagnosi, stadiazione, terapia, monitoraggio e prevenzione. Parte III: prevenzione" Oliva G., Roura X., Crotti A., Zini E., Maroli M., Castagnaro M., Gradoni L., Lubas G., Paltrinieri S., Zatelli A. Veterinaria, Anno 23, n. 4, Agosto 2009. (M.G.M.) ■


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Il progetto Vetpedia entra nel vivo Riunione operativa a Rimini del gruppo di specialisti che realizzerà la prima enciclopedia di medicina veterinaria on line

uella che fino a qualche mese fa era soltanto un’idea decisamente audace e ambiziosa è oggi una realtà. Vetpedia, la Wikipedia di medicina veterinaria, è in piena fase attuativa. Sono già al lavoro per realizzare l’enciclopedia on-line di medicina veterinaria 31 specialisti, referenti riconosciuti delle 22 specialità previste in questa prima fase del progetto. La maggior parte di essi era presente alla prima riunione operativa che si è tenuta a Rimini sabato 29 maggio, in occasione del 65º Congresso internazionale SCIVAC. La riunione è stata presieduta da Antonio Manfredi, Direttore ANMVI, Enrico Febbo, Direttore editoriale di EV e Maria Grazia Monzeglio, Direttore scientifico di Vetpedia (nella foto con Febbo). Un incontro da cui è emersa una notevole conoscenza e dimestichezza anche tra i medici veterinari degli strumenti di informazione ed educazione di ultima generazione, come Wikipedia, e la voglia e determinazione di esserne parte attiva, contribuendo alla crescita e alla condivisione del sapere anche in medicina veterinaria. Grazie anche al generoso contributo degli specialisti presenti alla riunio-

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ne, Vetpedia ha ora una sua personalità autonoma, un livello di informazione condiviso, uno stile omogeneo e tutti i prerequisiti per divenire uno strumento unico e un punto di riferimento per l’informazione scientifica veterinaria specializzata. Vetpedia, la prima enciclopedia on-line di medicina veterinaria al mondo, ideata e realizzata da ANMVI con la gestione organizzativa di EV e aperta liberamente alla fruizione e al contributo di tutti i medici veterinari, sarà in rete nel 2011 con le prime 300 voci dedicate agli animali da compagnia realizzate in collaborazione con le Società specialistiche SCIVAC e con universitari e liberi professionisti. Ogni voce sarà arricchita da numerosi link interni ed esterni che permetteranno collegamenti con altre risorse scientifiche in rete. L’edizione italiana sarà presto tradotta anche in inglese, aprendo così il progetto ai contributi internazionali. Successivamente sarà sviluppato anche il settore della medicina degli equini e degli animali da reddito. Un’impresa imponente, frutto dell’entusiasmo e della dedizione dello staff organizzatore, della qualificata opera degli specialisti coinvolti e del lungimirante sostegno economico delle due aziende sponsor: Bayer e Royal Canin.

L’IDEA DI ANMVI EV, Edizioni Veterinarie, braccio editoriale e amministrativo dell'Associazione, ha dato, a dicembre del 2009, il via libera esecutivo alla realizzazione di quella che sarà la prima enciclopedia online di medicina veterinaria, gratuita e aperta ai contributi di tutti i veterinari. L'idea è partita dall'ANMVI un paio di anni fa, ispirata da Wikipedia, quando, aggiornando la voce dell'ANMVI ci si è resi conto che i collegamenti ad altri esponenti dell'universo veterinario erano molto pochi. Si è iniziato quindi a pensare ad un progetto culturale ad hoc, di sposare la filosofia del sapere condiviso e di creare una Vetpedia per i medici veterinari e, in prospettiva, anche di utilità per il pubblico. Maria Grazia Monzeglio: "Vetpedia è un progetto unico in medicina veterinaria e nasce per primo in Italia grazie anche all'interesse e alla fiducia che stanno dimostrando i veterinari italiani verso le iniziative culturali on-line. Con Vetpedia il medico veterinario avrà a disposizione una vera enciclopedia medica, arricchita dall'agilità e multimedialità che solo Internet è in grado di offrire. Testi snelli e facilmente fruibili consentiranno di ottenere informazioni sia generali sia di maggiore approfondimento. Come per ogni progetto editoriale realizzato da EV, l'attenzione verso l'attendibilità scientifica dei contenuti sarà prioritaria e assicurata dai numerosi specialisti collaboratori e dall'impegno della redazione. In questo avrà peso anche l'esperienza maturata con vet.journal, che effettua quotidianamente una ricognizione del panorama scientifico internazionale selezionando scrupolosamente le fonti e aggiornandosi costantemente. Sarà tuttavia fondamentale il contributo libero e volontario a Vetpedia di tutti i medici veterinari, e la volontà di partecipazione sarà un segno della maturità di una categoria professionale che crede nella condivisione disinteressata delle conoscenze". "Ogni voce - continua Febboavrà numerosi link che permetteranno collegamenti con altri siti o servizi complementari per dare un'informazione il più possibile completa ed esaustiva: prontuari, articoli, siti di società specialistiche, motori di ricerca scientifici, ecc.". Antonio Manfredi: "I nostri progetti editoriali sono all'avanguardia e siamo disposti a scommettere sul futuro on line della formazione e dell'informazione”. Vetpedia estenderà il campo delle voci al settore professionale (legislazione, normativa ecc.) ■


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24 Riflessioni Tariffe

Professionisti in strada Si diffondono sempre di più in Italia i servizi professionali low cost

di ANTONIO MANFREDI a crisi economica, e per molte professioni anche quella settoriale, stanno portando i professionisti in strada, non per fare grandi manifestazioni di protesta alle quali non sono molto abituati, ma per avere un rapporto diverso con i potenziali clienti che si cerca di raccogliere dove è più facile incontrarli. Il ragionamento è molto semplice: se i clienti non vengono dal professionista, il professionista va a cercare i clienti. È un cambio di filosofia importante per il mondo professionale italiano che si è sempre ritenuto un mondo superiore, da poltrona dietro alla scrivania, che i clienti dovevano cercare ed attendere in sala d’aspetto. Le lenzuolate di Bersani, ma soprattutto la crisi generale, stanno modificando questo approccio alla professione, soprattutto da parte dei giovani professionisti, che di fronte alle enormi difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro cercano vie diverse alla ricerca dei clienti. La eliminazione dei tariffari minimi e la liberalizzazione della pubblicità per il mondo professionale permettono infatti di attivare sistemi diversi di interessamento del cliente che fino a pochi anni fa sarebbero stati impensabili. Il Sole-24 Ore ha dedicato alcuni interessanti articoli a questo tema coinvolgendo un po’ tutte le professioni, fra queste non figurano i Medici Veterinari, sempre trascurati in simili inchieste, ma forse anche perché, loro, da sempre lavorano in strada. La prima professione che ha sentito l’esigenza di trasferirsi fuori dall’ufficio, a parte appunto i veterinari di cui parleremo poi, sono stati gli avvocati. Il primo negozio giuridico è nato nel 2005 a Genova. Da allora i negozi di avvocati che offrono assistenza legale si sono moltiplicati in tutte le città d’Italia. Si entra proprio come in un negozio, senza appuntamento e spesso il primo colloquio è gratuito. La sala dì’attesa è fatta in modo da tutelare la privacy dall’esterno (vetrina) e da altri clienti. Perché molti potenziali clienti possono essere attratti da questa proposta? Certamente per i costi più contenuti ma anche per un approccio più semplice e facile al professionista che spesso intimorisce ed allontana. Per gli stessi motivi anche molti dentisti stanno cambiando strategia. In questo caso la scelta è derivata dalla necessità di dare una risposta al turismo dentale verso paesi che applicano prezzi decisamente inferiori a quelli degli studi italiani. Non per niente il primo progetto è nato in Friuli che vede ai suoi confini paesi fortemente concorrenti a livello di prezzo pur mantenendo una discreta qualità pro-

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fessionale e di servizio. È nato così il Progetto Dentale Apollonia a Gemona del Friuli che in partenza ha coinvolto tre medici dentisti oltre ad un tecnico ed un menager. Le tariffe applicate, inferiori quasi al 50% di quelle normali, sono il risultato di una decisa ottimizzazione dei processi e dei passaggi della filiera e sono agli stessi livelli di quelle proposte dai paesi limitrofi al punto da richiamare, per una migliore qualità del servizio, anche clienti dall’estero. Anche altre professioni si stanno muovendo su questa linea: architetti, commercialisti, psicologi, ecc. Gli psicologi, in particolare, si propongono con tariffe molto ribassate cercando di contenere al massimo i costi e proponendosi anche sul web. Molti giovani psicologi, sempre più numerosi sul mercato, non hanno alternativa per iniziare un’attività professionale. Basta una piccola vetrina, una sedia al posto del tradizionale lettino e spesso, anche in questo caso, il primo incontro è gratuito nella speranza che poi il cliente ritorni. E i Medici Veterinari? Operano già sulla strada e le loro tariffe non sono certamente elevate ma sappiamo che in alcune zone di confine un minimo di concorrenza con i colleghi dei paesi vicini la risentono. Abbassare ancora le tariffe? I costi di gestione di una struttura veterinaria non sono certo paragonabili a quelli di uno psicologo a cui può bastare una sedia. Sappiamo tutti che sotto certi livelli non sono più garantite le BPV ed il rischio di scadimento della qualità delle prestazioni veterinarie è reale a scapito della salute e del benessere animale. Si sta sviluppando in alternativa il servizio a domicilio provando a risparmiare sulla struttura e cercando di recuperare una clientela che per vari motivi non sarebbe mai venuta in ambulatorio. Ma anche in questo caso i rischi di non rispettare le BPV sono elevati se si pensa di portare a domicilio prestazioni che richiedono, al contrario, una struttura ben attrezzata. Altri veterinari cercano la strada dello studio associato per risparmiare sui costi e per poter offrire servizi migliori anche unendo esperienze e specializzazioni diverse. Questa potrebbe essere una valida soluzione perché oltre a contenere il numero delle strutture veterinarie sul territorio e a ridurre i costi strutturali e di gestione, permette anche, normalmente, una migliore qualità delle prestazioni e la proposta di nuovi servizi; pensiamo anche alla gestione del farmaco ed il pet corner, che una piccola struttura non sarebbe in grado di sviluppare. Come vedono gli Ordini questa evoluzione delle professioni? Quasi tutti con grande preoccupazione, soprattutto quelli sanitari che temono uno scadimento del livello qualitativo delle prestazioni. La FNOVI, in pieno accordo con l’ANMVI, si è spesa ai tavoli della riforma per la reintroduzione del tariffario minimo, convinta che sia una garanzia per il paziente e per il cittadino utente della prestazione. Sotto questo livello di tariffe non ci può essere garanzia di qualità. È vero? Non è sicuramente una certezza, ma non vi è dubbio che se il tariffario non è altro che la somma dei costi reali che si devono sostenere per una prestazione nel rispetto delle BPV, sotto quel livello non ci può essere garanzia di qualità. Ed il futuro di una professione dipende per forza dalla garanzia del mantenimento della qualità professionale. ■

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26 Attualità Osservatorio farmaco

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Il modello 12 e la somministrazione dei medicinali veterinari di MIMMO FERRULLI Dirigente Veterinario - Area “C” - ASL di Bari FILIPPO VERDE Dirigente Veterinario - Area “C” - ASL di Matera DOMENICO CARBONARA Ippiatra - Monopoli (BA) ’Art. 65 del capitolo XIV del Regolamento di Polizia Veterinaria, approvato con DPR n. 320/54, dispone che tutti i dati relativi ai trattamenti immunizzanti e le inoculazioni diagnostiche, con sieri, vaccini, virus e prodotti similari, eseguiti dai Veterinari liberi professionisti, devono essere trasmessi, al Veterinario comunale “Oggi Veterinario ASL” valendosi del Modello n°12, allegato al citato Regolamento. L’Art.65 del Regolamento, tuttavia, non specifica chi è il Veterinario che deve inviare apposita comunicazione all’ASL territorialmente competente, se è il Veterinario che cura gli animali o quello che prescrive o quello che custodisce i medicinali Veterinari presenti nelle scorte debitamente autorizzate (Art. 80 Dlvo 193/06 e s.m.i.) o quello che somministra i farmaci riservati all’impiego diretto del medicinale Veterinario. Per alcuni presidi immunizzanti, come quelli della West Nile Desease, il Ministero della Salute, con nota del 18 Giugno 2009 ha individuato nello stesso Veterinario prescrittore l’obbligo della comunicazione all’ASL territorialmente competente entro 3 giorni, utilizzando il Modello 12. Naturalmente, per la somministrazione di detti medicinali veterinari se obbligatori, occorre apposita autorizzazione da parte del “Prefetto”, oggi “Autorità Sanitaria”, se facoltativi, da praticarsi su richiesta di privati, non occorre preventiva autorizzazione. Per gli interventi immunizzanti e le inoculazioni diagnostiche, effettuati in esecuzione di Piani Nazionali e/o Regionali di Risanamento, da Veterinari Ufficiali o Convenzionati con il SSN mediante l’applicazione dell’ACN del 27/05/2009 che concorrono, attualmente, ad assicurare le attività Istituzionali determinati per Legge, non è previsto l’invio di alcun Modello n. 12. In tutti i casi, gli animali trattati non possono essere trasferiti da ricoveri o da pascoli sino a quando non hanno conseguito un’efficace protezione immunitaria. Il precetto giuridico insito nell’art. 65, riferito all’invio del Modello 12, riguarda sia gli animali destinati alla produzione di alimenti per l’uomo che quelli di affezione. In realtà, l’invio del Modello 12, da parte dei Direttori di strutture sanitarie veterinarie per animali d’affezione, (quali ambulatori, cliniche, ospedali, case di cure,) e da parte dei liberi professionisti responsabili di scorte proprie, viene effettuato in modo difforme a macchia di leopardo, creando una disomogeneità di intervento, in materia di farmacosorveglianza. Si ritiene, pertanto, che il dispositivo previsto dal citato articolo 65 sia oggettivamente anacronistico, in quanto nato nel 1954, allorquando i termini farmaco veterinario, farmacosorveglianza e farmacovigilanza erano a dir poco sconosciuti sia dal punto vista giuridico che operativo. Oggi, la ricetta in triplice copia non ripetibile,

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di cui al Dlvo n. 193/2006 inviata entro 7 giorni dall’acquisto del farmaco da parte dei farmacisti ai Servizi Veterinari dell’ASL, la rispettiva registrazione dei trattamenti farmacologici su appositi registri, la conservazione della documentazione d’acquisto (fatture, bolle di accompagnamento ecc…) e, dal 01.10.2010, l’applicazione delle “Linee guida per la disciplina della registrazione e della trasmissione dei dati informativi indispensabili per istituire un sistema di tracciabilità del farmaco veterinario”, emanate dal Ministero della Salute il 01/02/2010, per quanto riguarda i medicinali veterinari destinati ad animali DPA e dopo 18 mesi per i medicinali veterinari destinati ad animali non-DPA, rendono di fatto la tracciabilità del farmaco veterinario in tempo reale, e rappresentano sicuramente mezzi sufficienti per un’adeguata azione di farmacosorveglianza. Se l’intenzione e la volontà del Legislatore del 1954 era quella di istituire uno strumento, (quale l’invio del Modello 12), di garanzia sanitaria per un puntuale controllo di farmaci veterinari (vaccini, sieri, prodotti similari ed inoculazioni diagnostiche…………..) abbisognevoli di speciali accorgimenti, oggi tale adempimento viene visto come un appesantimento burocratico che il medico veterinario subisce e che, di fatto, nulla aggiunge in termini di efficacia alla già prevista attività di farmacosorveglianza. Occorre anche dire che, se tale principio precauzionale vale per vaccini, sieri, prodotti similari ed inoculazioni diagnostiche, risulta inspiegabile perché, il Legislatore non estenda tale precauzione sanitaria anche ai farmaci di cui al Decreto 28 Luglio 2009 (Disciplina dell’utilizzo e della detenzione di medicinali ad uso esclusivo del medico veterinario) utilizzati esclusivamente dal Medico Veterinario e che sono elencati all’art. 2: a) abortivi, nel caso in cui vengono somministrati con finalità abortive; b) anestetici locali iniettabili; c) anestetici generali iniettabili e inalatori; d) anticoncezionali iniettabili; e) antineoplastici iniettabili, citochine e immuni modulatori iniettabili; f) specialità medicinali veterinarie nei casi di uso intrarticolare;

g) emoderivati; h) eutanasici; i) beta-agonisti. La detenzione e l’approvvigionamento dei medicinali di cui ai punti c) e h) sono consentiti esclusivamente al Medico Veterinario. Si precisa che, per quanto riguarda la somministrazione di farmaci in deroga, di cui all’art. 10 ed 11 del Dlvo n. 193/2006 e l’utilizzo di altre sostanze farmacologicamente attive per il trattamento di affezioni degli equidi di cui al Regolamento (CE) n. 1950/2006, il Veterinario responsabile si assume l’onere dell’intervento sanitario senza ulteriore adempimenti, (non viene inviata alcuna comunicazione al-

l’ASL) se non quelli relativi alla registrazione, se DPA, sul registro dei trattamenti (art. 79), sul registro dei trattamenti in deroga (art. 11, comma 4), e sul documento d’identificazione individuale (Passaporto - Sez. IX). Infine, a completamento della disquisizione relativa all’utilizzo di farmaci veterinari ritenuti degni di “…….speciali accorgimenti….”, occorre menzionare i medicinali veterinari contenenti sostanze di cui al Dlvo n. 158/2006 (Attuazione della direttiva 2000/74/CE, concernente il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali) utilizzati per scopo terapeutico e scopo zootecnico. In realtà, per i trattamenti con questi ultimi medicinali veterinari, l’art. 5, comma 4, del citato Decreto Legislativo, prescrive: • la registrazione sul registro di cui all’art. 4, comma 3. • una comunicazione entro tre giorni dal trattamento, per la quale non è previsto alcun Modello codificato ma può essere redatta su carta libera, da parte del veterinario che effettua i trattamenti, al veterinario ASL competente per territorio, nella quale si indica l’ubicazione dell’azienda, il detentore degli animali, il numero identificativo degli animali, il medicinale veterinario impiegato, il relativo tempo di sospensione. Anche per questa comunicazione (…..entro tre giorni…….), gli Scriventi manifestano delle riserve circa l’utilità e l’efficacia dell’adempimento ai fini della farmacosorveglianza, per le considerazioni e le motivazioni già summenzionate ed esplicitamente espresse, auspicando una revisione normativa, anche per ■ quest’ultimo adempimento burocratico.

PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE: WWW.ANMVI.IT

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er raccogliere informazioni e orientamenti sui diversi aspetti della legislazione e della gestione del farmaco veterinario, l’ANMVI propone un questionario conoscitivo e consultivo. La compilazione del questionario è possibile anche on line attraverso l’apposita piattaforma disponibile sul sito www.anmvi.it. Questa consultazione, preannunciata sul numero scorso del nostro settimanale, prende le mosse dall’incontro del 28 aprile scorso fra il Presidente Senior dell’ANMVI Carlo Scotti e il Sottosegretario Francesca Martini, in occasione del quale sono stati affrontati diversi problemi della nostra categoria, fra cui alcuni riferiti al farmaco veterinario. All’incontro erano presenti anche il Dr. Romano Marabelli, Capo Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti

ed il Dr. Federico Coccia, consulente tecnico-veterinario del Ministero ed altri dirigenti. Qualche giorno dopo, il Ministero della Salute confermava, in una nota firmata dal Direttore Generale Gaetana Ferri, la condivisione del Sottosegretario Francesca Martini sull’opportunità di avviare un’ampia indagine fra i veterinari, suggerendo in proposito alcuni temi di consultazione. Invitiamo tutti i Colleghi che si occupano di animali da compagnia a partecipare a non far mancare la loro voce. La compilazione del questionario richiede pochi minuti di riflessione in una fase di profonda revisione della legislazione a livello nazionale ed europeo. L’occasione è preziosa. È molto importante poter raccogliere numerosi questionari sia per poter dare un forte significato ai dati raccolti sia per dimostrare quanto il tema sia sentito dalla nostra categoria. Ringrazio tutti i componenti della Commissione per il contributo alla stesura del questionario: Carla Bernasconi (Vicepresidente FNOVI) Maurizio Mazzucchelli (Presidente SOVI) Fabia Scarampella, (Presidente SIDEV), Claudio Stefanini (ANMVI Toscana) Aldo Vezzoni (Presidente SIOVET).


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Elanco Animal Health si espande in Europa lanco Animal Health ha annunciato che il processo di acquisizione di alcuni prodotti Pfizer Animal Health, in corso da tempo, è stato approvato dalla Commissione Europea. Quindi, la proprietà totale di tali prodotti passa all’azienda Elanco. I prodotti in questione rappresentano marchi consolidati nel mercato degli animali da reddito come il vaccino Stellamune®, impiegato

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contro il micoplasma nei suini e la linea Guardian® per la prevenzione della filariosi cardiopolmonare nel cane. Il passaggio di proprietà include anche altri prodotti per animali da compagnia come i vaccini per gatti Felocell® e i vaccini equini della linea Duvaxyn®. “L’aggiunta di questa importantissima gamma di prodotti conferma il nostro impegno a favore dei clienti europei”, dichiara Gianluca Donelli, Elanco Regional Director Italia e Iberia, “Grazie a questa acquisizione, stiamo e-

spandendo e diversificando la nostra presenza in Europa con nuovi prodotti di punta, sviluppando una linea già in crescita di prodotti medicinali per animali da compagnia e conquistando nuove capacità nel settore dei vaccini. Siamo entusiasti di queste nostre nuove opportunità per migliorare la salute degli animali e offrire valore aggiunto ai nostri clienti.” L’acquisizione accelera l’ingresso di Elanco in Europa nel settore biologico e degli anima-

li da compagnia. “Con la recente ondata di fusioni e acquisizioni, è importante che i nostri clienti possano contare su aziende affidabili come Elanco”, dichiara Anton Kleiren, Elanco Area Director West Europe. L’acquisizione consolida la posizione globale di Elanco, quarta maggiore azienda nel campo della salute degli animali. Tutti gli articoli continueranno a essere prodotti con gli stessi elevati standard di qualità. Elanco garantirà un passaggio di consegne privo di inconvenienti, i prodotti in questione saranno infatti disponibili presso i consueti canali distributivi. I signori veterinari sono pertanto invitati a contattare, per maggiori informazioni, i rispettivi funzionari Elanco di zona o i nostri uffici di Sesto Fiorentino. ■

Giorgio Panariello - proprietario del pastore tedesco Zeus e di Crusca, adottata anni fa nel canile dove era stata abbandonata - continua la sua collaborazione con la Lega nazionale per la Difesa del Cane. L’artista toscano sostiene la lotta all’abbandono e la prevenzione di questo reato. L’ANMVI da anni sostiene che le campagne di controllo della popolazione animale attraverso la sterilizzazione rappresentano la principale misura di intervento per garantire la lotta al randagismo. Anche stavolta non ha voluto far mancare il suo appoggio ad un messaggio di tutela animale e di prevenzione socio-sanitaria.


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30 Calendario attività Dal 7 luglio al 13 ottobre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

7 - 9 LUG 15 - 18 SET 15 SET 17 - 18 SET 19 SET 21 - 24 SET 24 - 26 SET 25 SET 25 SET 26 SET 26 - 27 SET 26 SET 26 SET 26 SET 26 SET 28 SET - 1 OTT 29 SET - 1 OTT 30 SET - 2 OTT 30 SET 3 OTT 3 OTT 3 OTT 3 OTT 9 - 10 OTT 10 OTT 10 OTT 10 OTT 11 - 13 OTT

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

CITOLOGIA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 20 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2° IT. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI: II PARTE - ECOGRAFIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it SEMINARIO: PRESENTE E FUTURO NELLA DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE ARTICOLARI DEL CAVALLO: INCONTRO CON WAYNE MCILWRAITH - BolognaFiere (BO) - Piazza della Costituzione - ECM: Richiesto Accreditamento- Per informazioni: Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

SEMINARIO SIVE

CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ESVOT INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

66° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC - NUOVE TENDENZE IN ORTOPEDIA CANINA E FELINA - Bologna Congressi - Bologna - Piazza della Costituzione - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CITOLOGIA PER NON CITOLOGI COME PRATICARE IL GIOCO DELL’ESAME CITOLOGICO CON SODDISFAZIONE... E SENZA SBAGLIARE TROPPO - Centro Congressi Grand Hotel Vittoria, Montecatini Terme (PT) - Via Baccelli, 2 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 2° IT. CARDIOLOGIA: IV PARTE - DIAGNOSI E TERAPIA DELLE CARDIOPATIE CONGENITE ED ACQUISITE NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO SCIVAC

CORSO REGIONALE DI OFTALMOLOGIA - Ragusa - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC -Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO SICARV

PATOLOGIA MITRALICA: RECENTI ACQUISIZIONI. ANATOMIA, FISIOPATOLOGIA E APPROCCIO CLINICO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA TOSSE - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it INVASIVA - TAVOLA ROTONDA INTERATTIVA SULLA CHIRURGIA MINI-INVASIVA - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it RACCOLTE ANOMALE IN CAVITÀ ADDOMINALE - Centro Studi EV - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

INCONTRO SCVI INCONTRO SCVI

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CORSO AVANZATO INTENSIVO - ANESTESIA LOCOREGIONALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA FACILE COME RESPIRARE? UN VIAGGIO FRA I FATTI E MISFATTI DELL’APPARATO RESPIRATORIO - Matera - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE QUANDO LA CHIRURGIA DIVENTA INTRIGANTE - Ordine dei Medici Veterinari di Trento - Via V. Zambra, 36 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA LA RADIOLOGIA DALLA A ALLA ........D (DIAGNOSI) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO ELEMENTI PER UN CORRETTO APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO ALLA MALATTIA CARDIOVASCOLARE - Pescara - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO SCIVAC FISIOTERAPIA RIABILITATIVA NEL CANE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC 1° IT. GASTROENTEROLOGIA: I PARTE - GASTROENTEROLOGIA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ITINERARIO DIDATTICO SIVE CORSO “MANAGEMENT DELLA FATTRICE” - La Calandrina - Sutri (VT) - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it SEMINARIO NAZIONALE SIVAR IN COLLABORAZIONE ORIGINE UTERINA DELL’INFERTILITA’ BOVINA: IL PROGETTO UTEROFERT - Centro Studi E.V. - Palazzo CON REGIONE LOMBARDIA Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it INCONTRO SIMUTIV COME GESTIRE L’ADDOME ACUTO IN PRONTO SOCCORSO - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it INCONTRO SIMVENCO IL RUOLO DELL’ALIMENTAZIONE NEL CONCETTO DI CURA: OLTRE I FABBISOGNI - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it INCONTRO SIODOV CHIUSURA DELL’ACCESSO - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it INCONTRO REGIONALE SCIVAC MARCHE CHRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO - Ancona - Hotel Sporting - Via Flaminia 220 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INCONTRO SIVAE “AGGIORNAMENTI DI MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI II” - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA L’ESAME CITOLOGICO QUANDO MENO TE LO ASPETTI: OVVERO QUANDO LA DIAGNOSI È LETTERALMENTE SOTTO I TUOI OCCHI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INCONTRO REGIONALE SCIVAC UMBRIA MYTHS AND MISCONCEPTIONS, OVVERO LEGGENDE E FALSE CONVINZIONI IN ODONTOSTOMATOLOGIA E CHIRURGIA ORALE VETERINARIA - Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia - VIA SAN COSTANZO 4 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Monica Borghisani - Segr. Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INCONTRO REGIONALE SCIVAC SARDEGNA PATOLOGIE TRAUMATICHE DELLO SCHELETRO APPENDICOLARE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per IN COLLABORAZIONE CON ASVAC informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it ITINERARIO DIDATTICO SIVAE “CORSO DI CHIRURGIA DEGLI ANIMALI ESOTICI” - Centro Studi EV - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

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VETERINARIA 23 | 2010

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La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV Soc. Cons. a r.l., Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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SOLUZIONI

Risposta corretta: d)

QUIZ 2 clinica” – Milano, Marzo 2006 Scivac: “Nefrologia e Urologia 52° Congresso Nazionale Risposta corretta: d)

QUIZ 1

c Trigono nel gatto d Uretra nel cane e Corpo vescicale nel gatto

52° Congresso Nazionale

cane

di un campione emesso spontaneamente e a Coltura antibiogramma mediante dischetti di un campione prelevato mediante cateterizzazione b Coltura ed antibiogramma mediante dischetti di un campione prelevato mediante minzione c Coltura spontanea ed esecuzione del test di diluizione in brodo per la valutazione della MIC di un campione prelevato per cistocentesi ed d Coltura esecuzione del test di diluizione in brodo per la valutazione della MIC di un campione prelevato per cistocentesi ed e Coltura antibiogramma mediante dischetti

Scivac: “Nefrologia e Urologia

a Collo vescicale nel cane b Fondo e corpo vescicale nel

2) In quale dei seguenti modi bisogna prelevare ed esaminare i campioni per determinare il significato e la sensibilità antibatterica dei microrganismi presenti nell’urina del gatto?

clinica” – Milano, Marzo 2006

1) I Carcinomi Uroteliali sono ecograficamente riscontabili con maggiore frequenza a livello di:


Professione Veterinaria 23-2010:ok

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Professione Veterinaria, Anno 2010, Nr 23