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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

23 2009

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 6, numero 23 dal 22 al 28 giugno 2009 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

A VITERBO PARTONO I LEAVET

ORDINANZA PER LA TERAPIA DEL DOLORE

BRUNETTA CI VUOLE STRITOLARE

UN LABORATORIO PER LA GENETICA MOLECOLARE

LINEE GUIDA DEL GLSC

A PAGINA 4

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BREVI

COMPLEMENTARI NON MAGICHE

A/H1N1 In Italia l'epidemia di nuova influenza umana A/H1N1 ''è contenuta'' grazie anche a diagnosi precoci, profilassi antivirali e conseguenti misure di isolamento. Solo 3 i casi dovuti ad una trasmissione cosiddetta in-country. A scattare la fotografia uno studio uscito sulla rivista Eurosurveillance, firmato dai ricercatori dei Dipartimenti Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate e di Medicina Veterinaria dell'Istituto Superiore di Sanita' disponibile sul sito dell'Iss.

PDL CASSINELLI Si chiama “Disposizioni per la regolamentazione della professione veterinaria e la tutela della salute animale” la proposta di legge presentata dall’On Roberto Cassinelli (PDL). La pdl è stata annunciata ma non è ancora stata assegnata ad alcuna Commissione d’esame. Il testo è pubblicato da @nmvi Oggi.

ESERCITO Il Servizio veterinario dell'Esercito ha festeggiato a Grosseto il 148° anniversario della costituzione. Durante la cerimonia è stata inaugurata la Compagnia Cinofila del Genio, tre plotoni cinofili specializzati nella ricerca di mine ed esplosivo.

AIC Non decade l'autorizzazione al commercio per i medicinali esportati nei Paesi Terzi. La decadenza prevista dal Codice del Farmaco (comma 6, dell'articolo 33 del Decreto Legislativo 193/2006) è stata sospesa dal Ministero che ha concesso per questi medicinali un ulteriore periodo di validità di tre anni.

AL BUIO La società Enel Energia non fornisce il suo servizio dal novembre del 2008, e l'ufficio veterinario di Cava de’ Tirreni per svolgere le proprie mansioni è stato costretto a trasferirsi momentaneamente a Nocera. “Ricorreremo alle vie legali” minaccia Clara Di Nicola responsabile dell'area sanità pubblica veterinaria dell'Asl, dopo i numerosi solleciti rimasti inascoltati.

BRINDISI Sulla convenzione per sterilizzare cagne di proprietà con gravidanza indesiderata attivata dall'Azienda Azienda Sanitaria Locale BR1 pesa il giudizio negativo della Fnovi e dell'Ordine di Brindisi che si sono rivolti al Sottosegretario Martini e al governatore Vendola. www.fnovi.it

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ANMVI 1999

SIVAR

Vacche a terra: la questione è chiusa Veterinari e animalisti firmano la proposta della Sivar. Il documento va ai Ministeri Salute e Agricoltura A PAGINA 3

È un volto noto fra i veterinari agopuntori quello del Dottor Binh Ninh Kuong, medico chirurgo che pratica l'agopuntura su cavalli puro sangue e al quale Libero ha dedicato una puntata della rubrica Uomini e Cavalli di venerdì 26 giugno. Il medico indocinese, laureato a Marsiglia, era già stato soggetto ad una segnalazione da parte dell'Ordine dei Veterinari di Milano all'Ordine dei Medici. Sulle dichiarazioni e le attività di Khuong pubblicizzate su Libero la Fnovi ha riferito di aver già preso le misure del caso. L'Anmvi ha scritto al quotidiano di Feltri. Nella nota al giornale, l'Associazione rimarca "l'importanza di diffondere al pubblico informazioni corrette sulle terapie praticate agli animali ed in questo caso al cavallo, in una fase in cui il settore ippico ed ippiatrico sono finalmente al centro di decisioni politiche e provvedimenti normativi volti a dare garanzie di tutela, salute e benessere al cavallo anche con il contributo determinante della professione veterinaria". "L'agopuntura veterinaria - scrive l'Anmvi - è riconosciuta, in Italia e in Europa, come atto medico veterinario ed è praticabile solo in virtù di una adeguata competenza medico-veterinaria. Non ci risulta che il

Dottor Khuong sia laureato in medicina veterinaria. L'abuso di professione oltre ad essere un reato penalmente perseguibile a tutela di attività riservate e protette, rappresenta un serio pericolo la salute e il benessere del cavallo sottoposto ad "aghi magici" e al "tocco magico" di un "innamorato dei cavalli" che dichiara di aver affinato le sue tecniche montando ogni mattina i suoi cavalli". Francesco Longo della SIAV, la Società Italiana di Agopuntura Veterinaria, contesta alcune frasi riportate dal Dottor Khuong, secondo il quale "un cavallo da corsa è come una Formula Uno". "È un principio assolutamente contrario allo spirito dell'agopuntura - dichiara Longo, che contesta all'articolista il ricorso all'aggettivo "magico". " Si lascia immaginare qualcosa di prodigioso o di sovrannaturale - dice Longo - nell'agopuntura, disconoscendo il reale valore clinico determinato". Numerose inesattezze sono contenute nel sito web del medico indocinese, a partire dalla presunzione di esercitare "un'arte quasi sconosciuta in Italia: l'agopuntura applicata ai cavalli da corsa, secondo metodi e mappe dei meridiani che fanno parte delle conoscenze tradizionali della sua famiglia". ■

NON SERVE IL TITOLO DI STUDIO CINQUE, SEI O SETTE ANNI PER FINIRE IL CORSO DI LAUREA, POI NON TROVANDO LAVORO SI PUNTA AD UN MASTER O AD UNA SPECIALIZZAZIONE, ma questo sembra non cambiare molto le possibilità occupazionali. Per molti laureati la situzione è questa e quelli in Medicina Veterinaria vivono questa condizione spesso peggio di altri. La scuola italiana funziona più da parcheggio che da ascensore sociale. Se gli standard di apprendimento stagnano, il futuro dei giovani, occupazionale e retributivo, sarà peggiore di quello dei genitori. Nonostante in Italia si vada a scuola molte più ore che negli altri paesi dell'Ocse i risultati in termini di apprendimento sono nettamente inferiori e questo non dipende dalle capacità intellettuali degli studenti ma dal sistema scuola. Il risultato è che alla fine l'istruzione non paga o paga poco: ne è la dimostrazione il fatto che i laureati italiani risultino fra i peggio retribuiti d'Europa. Il problema che ne deriva è che a minori livelli di riconoscimento economico della cultura corrispondono minori retribuzioni e quindi minori incentivi dei genitori ad investire sul capitale umano dei figli. Una situazione grave per il nostro paese dove i maggiori tempi di esposizione al sistema scolastico non compensano i divari educativi derivanti dai contesti familiari e di ceto, ma anzi stando ai più recenti studi Ocse, finiscono per ampliarli. Da questo deriva anche che per trovare un'occupazione è più importante la famiglia e le conoscenze dei risultati scolastici, anche se sono brillanti. Per molti laureati, quindi, non resta spesso che l'alternativa di andare all'estero.

DIECI ANNI AL SERVIZIO DEI MEDICI VETERINARI

2009 ANMVI


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SIVAR Dalle Associazioni

VETERINARIA 23 | 2009

Eutanasia per gli animali non deambulanti Proposta della Sivar - Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito - in attuazione del Regolamento CE n. 1/2005, Allegato I, Capo I, punto 2, lettera a) Per il superamento di questi ostacoli, la Sivar ritiene che: • sia necessario ed urgente un intervento del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali in merito all’impiego anche negli animali da reddito del medicinale veterinario a scopo eutanasico, autorizzandone espressamente l’utilizzo; • il costo della prestazione veterinaria (eutanasia) ed il conseguente smaltimento della carcassa, così da garantirne l’uscita dalla filiera alimentare, costituiscono un onere economico per i quali non sono previsti interventi dello Stato (a differenza da quanto previsto in altri Stati europei). Per le ragioni esposte in premessa, la Sivar ritiene che sollevare l’allevatore da questo costo rappresenti un incentivo all’adozione della

li animali che non sono in grado di spostarsi autonomamente senza sofferenza o di deambulare senza aiuto non possono essere trasportati in quanto “non idonei al viaggio”, ai sensi del Regolamento CE n. 1/2005, Allegato I, Capo I, punto 2, lettera a). Nonostante il rigoroso impianto sanzionatorio, stabilito dal Decreto Legislativo 25 luglio 2007, n.151, risultano documentati diversi e gravi casi di violazione dei principi di protezione degli animali sanciti dal Legislatore comunitario. Al fine di garantire il rispetto della legge, la Sivar auspica l’adozione di misure atte ad evitare, in via preventiva, l’insorgere dei presupposti in cui possono inserirsi gli illeciti. La proposta che qui si espone può rappresentare una sintesi del punto di vista dei seguenti attori: • Legislatore (divieto di trasporto- reato di maltrattamento animale) • Medico veterinario (aspetti sanitari, clinici e deontologici) • Allevatore (aspetti produttivi ed economici) • Consumatore (aspetti di sicurezza alimentare) • Animalista (aspetti protezionistici ed etici)

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PROPOSTA Premesso che: • il Medico Veterinario opera in allevamento per garantire la salute e il benessere degli animali allevati a scopo produttivo-alimentare e che attua le misure più idonee ad innalzare lo standard igienico-sanitario dell’allevamento e di benessere degli animali con l’applicazione di buone pratiche veterinarie e dall’allevamento al fine di contenere il fenomeno previsto al punto 2, lettera a) Capo I, Allegato I del Regolamento CE 1/2005; • il Codice Penale prevede il reato di maltrattamento animale e che tale reato si configura in operazioni di sollevamento/spostamento dell’animale non deambulante; • che l’allevatore riconosce nell’animale allevato un bene e nello stato di salute e benessere animale un valore finalizzato alla migliore produttività e salubrità dell’azienda;

• che l’animale non idoneo al trasporto o non trasportabile per altri problemi fisiologici o patologie pone problematiche di carattere economico-gestionale nonché implicazioni di benessere animale scientificamente non superabili; • che risulta di complessa applicazione la possibilità di destinare tali animali per la macellazione speciale d’urgenza in allevamento; • che la sensibilità etica maturata nell’opinione pubblica è attenta ad evitare la sofferenza dell’animale in quanto “essere senziente” così come definito dal Codice Deontologico dei Medici Veterinari e dal Legislatore europeo; • che si continui in un rafforzamento dei controlli veterinari delle buone pratiche e del benessere degli animali in allevamento, come previsto anche dal Codice Deontologico. La Sivar ritiene che il rispetto del citato Regolamento possa trovare un efficace rafforzamento nell’adozione di una prassi gestionale codificata individuabile nella prestazione eutanasica dell’animale non deambulante, a cura del medico veterinario. L’eutanasia rappresenta la risposta più opportuna sotto il profilo clinico, normativo, sanitario ed etico. Tale prestazione dovrebbe essere nella disponibilità dell’allevatore titolare d’azienda, che la richiede al veterinario. In ambito clinico, l’eutanasia (letteralmente buona morte, ovvero il procurare intenzionalmente e nel suo interesse la morte di un essere la cui qualità della vita sia permanentemente compromessa), in quanto somma di atti medico-veterinari rappresenta una garanzia di corretto e dovuto trattamento dell’animale, da non confondere con i termini “soppressione”, “abbattimento” ed “uccisione”. L’eutanasia è una prestazione medico veterinaria da eseguirsi esclusivamente a cura del medico veterinario che ne garantisce tutte le fasi, con particolare riguardo al protocollo operativo, alla gestione clinica e alla somministrazione del farmaco veterinario. Ad oggi, ragioni di ordine principalmente clinico ed economico hanno raramente consentito l’adozione della prestazione eutanasica quale ordinaria soluzione gestionale del problema.

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prassi eutanasica, rispondente ad esigenze di bonifica sanitaria, sicurezza alimentare e protezione animale di evidente interesse collettivo. I competenti ministeri, Salute e Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dovrebbero adoperarsi per raggiungere gli obiettivi indicati mediante lo stanziamento di risorse finanziarie. F.to Dott. Medardo Cammi - Presidente Sivar (Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito) Approvato da: Dott. Gaetano Penocchio - Presidente Fnovi (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) Sottoscritto da: Dott. Bartolomeo Griglio - Presidente Aivemp (Associazione Italiana Veterinaria di Medicina Pubblica) Dott. Sandro Barbacini - Presidente Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) Dott. Roberto Bennati - Vicepresidente LAV (Lega Anti Vivisezione) Dott.ssa Christine Hafner - Responsabile Italia Animals’ Angels (Associazione Animals’ Angels) ■

IL PRESIDENTE CAMMI: RINGRAZIO CHI HA FIRMATO i bovini che non sono in grado di spostarsi autonomamente senza sofferenza, e per questo non idonei al viaggio, va praticata l'eutanasia. Lo chiede il documento elaborato dalla Sivar inviato oggi ai Ministeri Salute e Agricoltura con l'approvazione della Fnovi e la sottoscrizione di Anmvi, Aivemp, Lav e Animals'Angels. Il Documento è scaturito dalla consultazione promossa il 13 maggio scorso dalla Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito (Sivar) per porre fine alle illegalità più volte denunciate e sanzionate. «Abbiamo scritto un documento chiaro che non consentirà di eludere la nostra proposta- dichiara il Presidente della Sivar Medardo Cammi, che ringrazia le sigle firmatarie, a sostegno, dice - del nostro sforzo per la legalità e per il superamento degli ostacoli di ordine clinico ed economico che fino ad oggi hanno impedito di consolidare la pratica eutanasica nei casi delle cosiddette "mucche a terra"». La Sivar chiede ai Ministeri citati, ognuno per la propria competenza, l'autorizzazione all'impiego anche negli animali da reddito del medicinale veterinario a scopo eutanasico e nel contempo di sollevare l'allevatore dal costo della prestazione e dello smaltimento delle carcasse, con aiuti finanziari di Stato, al pari di quanto previsto in altri Stati europei. "Questo documento costituisce un nuovo ed importante tentativo di fornire soluzioni ad abusi e violenze non tollerabili dai cittadini, dalla professione veterinaria e dalle istituzioni e certamente non tollerati dalle leggi nazionali ed europee - dichiara Roberto Bennati, Vicepresidente LAV - consideriamo importante e benvenuta questa presa di posizione delle associazioni dei veterinari che ribadiscono il ruolo del veterinario nella promozione del benessere degli animali, come delineato dal nuovo codice deontologico. Constatiamo tuttavia che le associazioni di categoria degli allevatori presenti, non hanno siglato un documento contenente soluzioni ai problemi dei loro associati, certamente un’occasione persa." Il documento è “rispondente” - spiega il Presidente della Fnovi Gaetano Penocchio “al dettato deontologico della professione veterinaria, impegnata ad evitare la sofferenza dell’animale definito essere senziente dal Codice Deontologico dei Medici Veterinari e dal Legislatore europeo”. “L’eutanasia - prosegue Penocchio - trova il suo fondamento etico nel prevenire stati di sofferenza configurabili come maltrattamento e rappresenta una soluzione a sostegno della legalità. È quindi opportuno trovare le condizioni per consolidarne il ricorso nei casi di cui tratta il documento. Al tempo stesso conclude - occorre proseguire nei controlli e consolidare le buone pratiche per il benessere degli animali in allevamento”.

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4 Anmvi Regione Lazio

VETERINARIA 23 | 2009

A Viterbo partono i Leavet Contro il randagismo, l’Amministrazione Provinciale ha scelto il progetto dell’ANMVI a Provincia di Viterbo combatte il randagismo. Partirà nelle prossime settimane il progetto Leavet (livelli essenziali di assistenza veterinaria), promosso dall’Anmvi, l’Associazione nazionale dei medici veterinari. L’obiettivo è sterilizzare le cagne di proprietà delle fasce socialmente svantaggiate. “Vogliamo in questo modo - spiega l’assessore all’ambiente della Provincia di Viterbo, Tolmino Piazzai - prevenire il fenomeno del randagismo, andando a colpire il bacino degli animali liberi di vagare”. Il progetto è frutto della collaborazione tra Provincia, Regione, Asl e Ordine dei veterinari ed è il risultato dell’impegno profuso da ANMVI Lazio ed in particolare dalla rappresentante provinciale Daniela Boltrini che è anche Presidente dell’Ordine di Viterbo. Per l’Anmvi si tratta di un risultato storico, raggiunto dopo molti mesi di impegno personale della Collega Boltrini che insieme a Fernando Fioramonti (Anmvi Lazio) e a Marco Della Torre (Anmvi Abruzzo) è stata incaricata dal Consiglio Direttivo di Cremona del coordinamento del progetto Leavet su scala nazionale. “Ad aderire al progetto -continua- sono stati i Comuni di Vallerano, Vitorchiano, Vignanello, Soriano nel Cimino, Bolsena, Corchiano, Bassano Romano e Montalto di Castro. I cittadini residenti in questi municipi potranno recarsi all’ufficio per i Diritti degli animali e presentare l’apposita domanda che verrà valutata in base al reddito. Se saranno ritenuti idonei, potranno portare il proprio cane da un veterinario di fiducia che effettuerà la sterilizzazione”. “Ma grazie al progetto Leavet -prosegue Piazzai- il cittadino pagherà al massimo il 40% della prestazione, che su mercato costa 200 euro. Lo sconto dipenderà dalla somma che i sindaci decideranno di impegnare. Per il resto, saranno Provincia e Regione a finanziare parte dell’intervento. Si tratta - aggiunge l’assessore - di un grosso impegno per gli enti locali al fine di prevenire il randagismo, fenomeno che non solo comporta ogni anno spese ingenti per i Comuni, ma può rappresentare anche un pericolo per la salute pubblica. Il progetto, che per la prima volta portiamo avanti nella Tuscia, utilizza fondi della legge quadro 281 del ’91”. Che il fenomeno del randagismo sia molto diffuso nel Viterbese lo dimostrano i numeri: attualmente, i cani ricoverati nei canili sono 632. A questi vanno aggiunti le decine di animali liberi e i cosiddetti cani di quartiere. L’immagine in questa pagina riproduce il manifesto che sarà affisso dai Comuni che partecipano al progetto Leavet e la locandina che sarà a disposizione degli ambulatori aderenti. Manifesti e locandine sono state realizzate da Anmvi Lazio con il supporto di Anmvi.

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DAL 2006 A OGGI Anche la sanità veterinaria aspira a vedere riconosciuti i propri “Lea”, livelli essenziali di assistenza veterinaria, che corrispondono a prestazioni di medicina veterinaria di base: dall'identificazione alla profilassi, dalla diagnostica di base al controllo della riproduzio-

ne indesiderata. Il Progetto Leavet dell’ANMVI - presentato nel 2006 al Ministero della Salute, Regioni, Comuni e Associazioni protezionistiche - si sta affermando. Esso prevede l’erogazione in struttura veterinaria privata convenzionata di un pacchetto di prestazioni previste dalla legge (es.iscrizione in anagrafe) e prestazioni di base legate ad obiettivi di prevenzione veterinaria, con risvolti di salute pubblica (es.zoonosi). Secondo l'ANMVI dovrebbero rientrare nella

medicina di base anche le prestazioni di tipo informativo-educativo per la divulgazione di principi di corretta convivenza uomo-animale. La medicina veterinaria di base si collega anche alla prevenzione del fenomeno dell'abbandono, del randagismo di ritorno, e all'incentivazione delle adozioni dai canili, da intendersi come strategia di sgravio economico per le amministrazioni. La fattibilità e la sostenibilità del progetto, si basa sulla valorizzazione del patrimonio di

esperienza e di dotazione tecnico-strumentale presente nelle strutture veterinarie private: 6.500 autorizzate sul territorio nazionale. L'esperienza e la professionalità clinica del medico veterinario privato può garantire che a prestazioni di livello essenziale, come le sterilizzazioni, si accompagni un contesto di benessere, troppo spesso trascurato quando l'animale non è di proprietà. L’esperienza di Viterbo vuole proporsi come progetto-pilota per tutta Italia. ■


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6 Osservatorio farmaco Oppioidi

VETERINARIA 23 | 2009

Ordinanza ministeriale per agevolare la terapia del dolore Consentita per un anno la normale ricetta per gli oppioidi, morfina compresa rapia del dolore severo di qualsiasi origine. Sono esclusi i medicinali indicati nella terapia della disassuefazione degli stati di tossicodipendenza. Il provvedimento intende “evitare che le attuali modalità prescrittive dei farmaci oppiacei da utilizzare nella terapia del dolore continuino a ostacolare l’appropriato impiego terapeutico di tali prodotti, vanificando le finalità della citata legge 8 febbraio 2001, n. 12 e recando un gravissimo pregiudizio ai diritti del malato”

LA VETERINARIA

n “segno di civiltà”. Così viene annunciata dalla stampa la prescrizione semplificata per la terapia del dolore, possibile dal 21 giugno, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di una apposita ordinanza firmata dal Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio (Iscrizione temporanea di alcune composizioni medicinali nella Tabella II, sezione D, allegata al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope e di prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. (09A07142) (GU n. 141 del 20-6-2009 ). Una delle cause che rendono difficile l’accesso alla terapia del dolore è l’obbligo, previsto dal Testo unico degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope di cui al DPR 309 del 1990, di utilizzo di un ricettario speciale per la prescrizione di medicinali analgesici oppiacei per un gran numero di preparazioni medicinali contenenti antidolorifici. In attesa di una revisione del Testo unico, il Viceministro Fazio, sentito il parere del Consiglio Superiore di Sanità, ha emanato un’ordinanza che iscrive temporaneamente alcune composizioni medicinali nella Tabella II sezione D del Testo unico. Le composizioni medicinali, per le quali viene temporaneamente adottata la ricetta semplice, sono tutte composizioni ad uso diverso da quello parenterale, utilizzate nella te-

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L’Anmvi aveva scritto al Vice Ministro sull’importanza di ricomprendere espressamente il medico veterinario e il paziente animale fra i beneficiari della terapia del dolore semplificata, dando pari dignità prescrittiva al medico veterinario ed eguale considerazione per il trattamento del dolore severo nel paziente animale. Non si tratta tuttavia di un percorso in discesa per la veterinaria che sulla terapia del dolore ha dovuto già in passato condurre più di una battaglia. L’ultima, nell’estate del 2007, per consentire la detenzione ed il trasporto di medicinali stupefacenti o psicotropi anche ai proprietari che si recano all’estero con il proprio animale in cura. Anche allora l’Ufficio ministeriale preposto dovette essere sollecitato a ricomprendere la veterinaria fra i destinatari del provvedimento Una circolare ministeriale che faccia chiarezza, o che semplicemente si ricordi di noi, sarebbe molto gradita e utile.

farmacisti non sempre inviano alla Azienda Sanitaria Locale la copia della ricetta medico veterinaria entro una settimana dalla vendita. Oppure lo fanno in ritardo. Sulla base di segnalazioni alla Direzione Generale di Sanità Animale e del Farmaco Veterinario da parte delle Asl, è stata diffusa oggi una nota di chiarimento a firma del Direttore Gaetana Ferri. Si tratta dell’invio previsto dal comma 3 dell’articolo 76 del decreto legislativo 193/2006: “Fatte salve le disposizioni più restrittive, la vendita di medicinali veterinari ad azione immunologica, di premiscele medicate nonché di medicinali veterinari contenenti chemioterapici, antibiotici, antiparassitari, corticosteroidi, ormoni, antinfiammatori, sostanze psicotrope, neurotrope, tranquillanti e beta-agonisti, prescritti per la terapia di animali destinati alla produzione di alimenti per l’uomo, è effettuata soltanto dietro prescrizione di ricetta medico-veterinaria non ripetibile in triplice copia, di cui la prima viene conservata dal farmacista, la seconda viene da questi inviata alla A.S.L. entro una settimana dalla vendita e la terza viene conservata dal titolare degli impianti di cui all’articolo 65”. In merito, la nota ministeriale precisa che “la norma di cui trattasi non specifica quale strumento debba essere utilizzato per l’invio, ma intende stabilire per il farmacista l’obbligo di far prevenire la ricetta al destinatario entro il termine stabilito. Si ritiene pertanto che il farmacista sia in grado di dimostrare in qualsiasi momento il buon esito della trasmissione del documento alle Asl (ad esempio attraverso ricevuta della sua consegna direttamente nelle mani del destinatario, tramite raccomandata A/R, ecc.)

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SEZIONE D TABELLA II Le composizioni temporaneamente iscritte nella sezione D della Tabella II sono: • composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenenti codeina e diidrocodeina in quantità, espressa in base anidra, superiore a 10 mg per unità di somministrazione o in quantità percentuale, espressa in base anidra, superiore all’1% p/v (peso/volume) della soluzione multidose;

• composizioni per somministrazione rettale contenenti codeina, diidrocodeina e loro sali in quantità, espressa in base anidra, superiore a 20 mg per unità di somministrazione; • composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenenti fentanyl, idrocodone, idromorfone, morfina, ossicidone e ossimorfone; • composizioni per somministrazioni ad uso transdermico contenenti buprenorfina. ■

Anche i cavalli ne hanno bisogno utti i giorni un dolore acuto, profondo colpisce i cavalli senza distinzione di sorta. Succede per le cause più disparate e purtroppo incontrollabili quando, ad esempio, il loro intestino si aggroviglia, s’invagina, si dilata a dismisura e si lacera; oppure quando un tendine si sfibra sotto la tensione di un salto o di un galoppo tra le incollature veloci degli avversari. Lo spettacolo che ne consegue è penoso: il cavallo è sensibilissimo al dolore e manifesta la sua sofferenza con un profondo stato di prostrazione, oppure perdendo il controllo del proprio corpo, sbattendo la testa con violen-

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UN VACCINO PER LA RIDUZIONE DI ODORE DI VERRO a Commissione Europea ha approvato il 21 maggio Improvac, il nuovo vaccino di Pfizer Animal Health per la riduzione dell’odore di verro. Improvac, ora registrato complessivamente in 52 paesi del mondo, costituisce un mezzo affidabile per ridurre l’odore di verro nel suino maschio intero migliorando nel contempo la produttività e la sostenibilità della produzione suina così come il benessere dei maiali. Rappresenta una alternativa alla castrazione fisica efficiente e rispettosa del benessere animale. Improvac riduce direttamente la concentrazione di androstenone e indirettamente quella di scatolo – le due principali componenti dell’odore di verro – al disotto della soglia sensoriale. Il suino maschio intero viene trattato con due dosi di vaccino: la prima dose “innesca” il sistema immunitario; la seconda dose stimola una significativa risposta immunitaria di carattere transitorio che, arrestando temporaneamente la funzione testicolare, riduce la concentrazione dei componenti dell’odore di verro e i comportamenti indesiderati aggressivi del maschio intero nell’ultima fase dell’ingrasso. La prima dose (2 ml) può essere somministrata a partire dalle 8 settimane di età, mentre la seconda dose deve essere somministrata almeno 4 – 6 settimane prima della macellazione (e almeno 4 settimane dopo la prima dose).

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IL FARMACISTA NON INVIA LA RICETTA?

za, ferendosi e scalpitando senza trovare pace. Persino in condizioni così drammatiche l’iniezione di un oppioide riporterebbe rapidamente il sereno nei suoi centri nevralgici, potrebbe recuperare il controllo del proprio comportamento e dare al veterinario la possibilità di formulare una diagnosi in grado di salvargli la vita. Può sembrare paradossale ma le cose non sono così semplici, la burocrazia infatti gioca contro; contro il benessere animale, contro le possibilità diagnostiche e, di conseguenza, persino contro quelle terapeutiche, perché gli oppiodi autorizzati per il cavallo sono considerati a tutti gli effetti “stupefacenti”, cioè farmaci pericolosi e problematici, da prescrivere con una ricetta speciale e da usare solo in circostanze eccezionali. E ditemi se quelle descritte non lo sono.

Nonostante alcuni farmaci contenenti derivati sintetici della morfina siano autorizzati dal Ministero della Salute, in virtù della loro efficacia, maneggevolezza e sicurezza d’impiego, la loro gestione è talmente rischiosa sotto il profilo delle sanzioni da scoraggiare la maggior parte dei veterinari a farvi ricorso. Oggi la semplificazione nella prescrizione e nella gestione delle terapie veterinarie, stupefacenti compresi, è irrinunciabile anche in considerazione della tecnologia. Le industrie farmaceutiche infatti hanno fatto la loro parte promuovendo la tracciabilità con l’apposizione di un codice informatico che non consente illeciti sulle confezioni. Stimati politici, oltre alla pietas per l’uomo considerate anche quella per i cavalli: sono animali splendidi e se la meritano. (di Paolo Giulio Predieri, Libero, 19 giugno 2009) ■


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8 Legale Sentenze

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VETERINARIA 1 | 2009

Cani pericolosi: il Tar del Lazio salva l’Ordinanza Martini Togliere la black list non è irragionevole. Il Codacons: faremo ricorso Per l'associazione di consumatori ''sono state tolte - si legge nel ricorso - le uniche due misure che concretamente avevano contribuito a ridurre drasticamente gli episodi di aggressioni nei luoghi aperti al pubblico''. Il Tar, nel respingere le richieste del Codacons, ha invece ritenuto che le censure proposte ''attengano ad aspetti di merito amministrativo - si legge nell'ordinanza - ovvero a scelte rientranti nella discrezionalità tecnica della pubblica amministrazione, basate su presupposti ed accertamenti tecnici, che disciplinano gli aspetti di prevenzione con modalità che tuttavia non appaiono palesemente irragionevoli''.

on è irragionevole l’aver eliminato l’elenco di razze canine a maggior rischio di aggressività dall’Ordinanza ministeriale per la tutela dell’incolumità pubblica. Lo dicono i giudici del Tar del Lazio: la cancellazione della black list “ non è palesemente irragionevole”. La III sezione

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quater del Tar del Lazio, presieduta da Matrio Di Giuseppe, ha respinto la richiesta del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) di sospendere la parte del provvedimento governativo che ha cancellato la black-list e ha eliminato l'obbligo di condurre i cani in luoghi aperti al pubblico sia con il guinzaglio che con la museruola.

''Ricorreremo al Consiglio di Stato''- ha commentato il Codacons. ''Il Tar non se l'é sentita, insomma, di sospendere un provvedimento, che comunque introduce formalmente delle misure, senza prima aver discusso nel merito delle stesse - ha continuato il Codacons - la nuova ordinanza, pero', ha eliminato l'unico rimedio che finora aveva concretamente ridotto le aggressioni nei luoghi aperti al pubblico, ossia l'obbligo per i padroni di pitbull e rottweiler di condurre i cani sia con il guinzaglio che con la museruola''. Per questo ''continueremo a dare battaglia. Non concederemo nemmeno questo primo round al ministero'' ha concluso il Codacons. ■

Mozzarella col latte in polvere? Si può L’aggiunta di modeste quantità di latte concentrato o in polvere è pratica legittima e diffusa in tutta Europa

e mozzarelle possono essere fatte con solo latte concentrato. Il Tribunale di Monza, con una sentenza di fine 2008, ha assolto un produttore di formaggi rinviato a giudizio per “vendita di sostanze alimentari non genuine”, in base al reato previsto dall’articolo 516 del Codice Penale. Per il Giudice il reato non sussiste. Il produttore aveva commercializzato mozzarelle di latte vaccino contenenti furosina in percentuale superiore a quella consentita (12% secondo il decreto ministeriale del 15 dicembre 2000 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali). Le associazioni dei consumatori, in particolare la UNC, hanno esortato a preferire dop e sgt per i quali, per disciplinare di produzione, c’è l’obbligo di utilizzare solo latte fresco e non anche latte in polvere. Il timore è nei confronti di “produttori senza scrupoli che dovessero utilizzare latte in polvere per uso zootecnico di cattiva qualità”. Ma la preoccupazione dei consumatori, secondo il Tribunale, “è infondata se riferita alla produzione di formaggi da parte di aziende italiane ed europee che, nel pieno rispetto delle buone prati-

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che produttive e dei dettami della sicurezza alimentare, addizionano il latte fresco con piccole quantità di latte in polvere per standardizzarne la resa nell’arco dell’anno e avere così una qualità costante del prodotto trasformato”. Tale aggiunta in Europa è legittima: il regolamento Ce n. 853/2004 che stabilisce le norme di igiene specifiche per gli alimenti di origine animale al punto 7.1 dell’allegato 1 definisce infatti i prodotti lattiero caseari come “prodotti trasformati risultanti dalla trasformazione di latte crudo o dall’ulteriore trasformazione di detti prodotti trasformati”. Non pone quindi limiti ai trattamenti termici a cui può essere sottoposto il latte o i suoi derivati utilizzati per la produzione di formaggi, trattamenti di cui la furosina nel prodotto finito è l’indicatore. “L’aggiunta al latte fresco di modeste quantità di latte concentrato o in polvere è pratica legittima e diffusa in tutta Europa- dichiara Assolatte- e non è certo un fattore che incide negativamente sulla qualità del formaggio che ne deriva. Il divieto di aggiunta andrebbe quindi limitato ai formaggi a denominazione di origine e al latte fresco, dando così modo di alle imprese di scegliere la tecnica di produzione che ritengono più opportuna”. ■


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10 Attualità SSN

VETERINARIA 23 | 2009

Riforma della PA, i sindacati della dirigenza SSN non ci stanno Protesta nazionale a Roma: Brunetta ci vuole stritolare rogare ai cittadini 10. Si accanisce contro i medici per le certificazioni di malattia su cui si adombra una generica falsità, richiedendo una documentazione obiettiva non sempre ottenibile dal medico, quando lo stesso Governo depenalizza il falso in bilancio. La riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione è stata approvata dal Consiglio dei Ministri. Lo schema di decreto legislativo contestato dà attuazione alla delega contenuta nella legge n.15 del 2009 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

INGERENZA SUL SSN Il nuovo decreto legge “anticrisi” approvato venerdì 26 giugno ha dato un altro motivo ai sindacati per scendere in piazza. Il Governo, dicono, vuole la “rottamazione” dei dirigenti medici e veterinari al raggiungimento dei 40 anni di anzianità contributiva. “Con un colpo di mano - scrivono in una nota Anaao Assomed - Cimo ASmd - Aaroi - Fp Cgil Medici -

Fvm - Federazione Cisl Medici - Fassid - Fesmed - Federazione Medici Uil Fpl - il Governo avrebbe reintrodotto nel decreto legge anti-crisi, la 'rottamazione' dei dirigenti medici e veterinari al raggiungimento dei 40 anni di anzianità contributiva, concedendo alle amministrazioni la facolta' di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro e il contratto individuale". Proseguono i sindacati: "Viene vanificata in questo modo la decisione del Parlamento che solo qualche mese fa aveva cancellato questa norma assurda approvando la legge delega di riforma del Pubblico Impiego in cui veniva fissato come limite per il pensionamento da parte dell'azienda, i 40 anni di servizio effettivo". Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e veterinaria ritengono intollerabile l'atteggiamento del Governo che "per legge continua a compiere incursioni nel rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici e quindi anche dei medici e veterinari del Ssn e ritengono inammissibile che da questa norma iniqua vengano salvati solo i direttori di struttura complessa, meglio conosciuti come 'i primari'. ■

LA RIFORMA l Governo ha ottenuto dal Parlamento una delega finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Gli obiettivi sono: convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali; miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle procedure della contrattazione collettiva; introduzione di sistemi interni ed esterni di valutazione del personale e delle strutture amministrative, finalizzati ad assicurare l’offerta di servizi conformi agli standard internazionali di qualità; valorizzazione del merito e conseguente riconoscimento di meccanismi premiali; definizione di un sistema più rigoroso di responsabilità dei dipendenti pubblici; introduzione di strumenti che assicurino una più efficace organizzazione delle procedure concorsuali su base territoriale; valorizzazione del requisito della residenza dei partecipanti ai concorsi pubblici, qualora ciò sia strumentale a migliore lo svolgimento del servizio. Verranno precisati gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati rispettivamente alla contrattazione collettiva e alla legge, ferma restando la riserva in favore della contrattazione collettiva sulla determinazione dei diritti e delle obbligazioni direttamente pertinenti al rapporto di lavoro; saranno riordinate le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, in coerenza con il settore privato e nella salvaguardia delle specificità sussistenti nel settore pubblico; sarà riformata l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN). Inoltre, al fine di ridurre il ricorso

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I sindacati dei medici e dei veterinari protesteranno in Campo dei Fiori a Roma il 9 luglio "contro le 10 criticità del decreto Brunetta da correggere prima della sua definitiva approvazione". Il Manifesto della protesta nazionale dice: "Brunetta ci vuole stritolare". E ancora: "non siamo spie, non siamo macellai, non siamo fannulloni, siamo medici". Queste le 10 buone ragioni secondo i sindacati per correggere il Decreto Brunetta prima del varo: 1. Non tiene conto della specificità del Servizio Sanitario Nazionale che ha già provveduto da tempo ad introdurre sistemi di verifica e di flessibilità nell'interesse dei cittadini utenti 2. Reintroduce per legge nella sanità pubblica la cattiva politica colpendo la buona contrattazione 3. Centralizza le decisioni in netto contrasto con il federalismo senza tenere conto delle competenze costituzionali delle Regioni in materia di organizzazione del lavoro in sanità 4. Attacca l'indipendenza e l'autonomia dei dirigenti pubblici dando mano libera al potere "politico-amministrativo" su incarichi, premi e retribuzioni 5. Sostituisce un sistema basato sul raggiun-

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gimento del risultato da parte di tutti nell'interesse dei cittadini, con un sistema rigido di premi individuali contro il principio costituzionale di una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro 6. Elimina ogni possibilità di costruzione di criteri di valutazione condivisi nella contrattazione decentrata e chiama gli utenti quasi esclusivamente a formulare reclami da utilizzare in senso denigratorio verso la sanità pubblica e punitivo, senza alcuna possibilità di class action risarcitoria 7. Svuota la contrattazione sindacale arrivando al paradosso di rendere inutile la necessità dell'accordo sindacale in sede di contratto integrativo decentrato, dando la facoltà all'amministrazione di procedere unilateralmente e annullando l'efficacia di tutti i contratti pregressi dal 1 gennaio 2011 8. Prevede la possibilità, arbitraria e teorica, di erogare senza contratto nazionale gli incrementi economici stanziati nella legge finanziaria 9. Stravolge le relazioni sindacali prorogando i dati della rappresentatività del 2006 fino al 2012 e decidendo in modo unilaterale la riduzione di tutto il pubblico impiego a solo due aree e comparti, con un modello unico rigido e non adeguato ai diversi servizi da e-

a contratti di lavoro a termine, a consulenze e a collaborazioni, i decreti delegati dovranno contenere disposizioni dirette ad agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, finalizzati a garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche di competenza da parte delle amministrazioni che presentino carenza di organico. Sarà assicurata la totale accessibilità dei dati relativi ai servizi resi dalla pubblica amministrazione tramite la pubblicità e la trasparenza degli indicatori e delle valutazioni operate da ciascuna pubblica amministrazione. Saranno introdotti nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni concreti strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttività e della qualità della prestazione lavorativa, secondo le modalità attuative stabilite dalla contrattazione collettiva, e che saranno stabilite percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttività, previa misurazione secondo criteri oggettivi del contributo e del rendimento del singolo dipendente pubblico. La riforma prevede anche il divieto di corrispondere il trattamento economico accessorio nell’ipotesi di responsabilità del dirigente che abbia omesso di vigilare sulla effettiva produttività delle risorse umane allo stesso assegnate e sull'efficienza della struttura che dirige. Saranno razionalizzati i tempi di conclusione dei procedimenti disciplinari e che verranno previsti meccanismi rigorosi per l’esercizio dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Si prevede inoltre la definizione della tipologia delle infrazioni più gravi che comportano la sanzione del licenziamento.


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Eventi Veterinari

VETERINARIA 23 | 2009

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SIONCOV

SOCIETÀ ITALIANA DI ONCOLOGIA VETERINARIA

CHEMIOTERAPIA Cremona, 26-27 Settembre 2009

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

CORSO DI RIPRODUZIONE NEGLI ANIMALI ESOTICI Cremona, 19-20-21 Ottobre 2009

RELATORI

TRADUZIONE

OBIETTIVI

RELATORI

Giuseppe Curigliano, Milano Riccardo Finotello, Pisa Chiara Leo, Hunenberg (CH) Laura Marconato, Hunenberg (CH) Giorgio Neri, Novara Carlo Pizzirani, Firenze Daniela Simon, Hannover (D) Damiano Stefanello, Bergamo Paola Valenti, Hunenberg (CH) Sara Verganti, Milano

Non prevista.

Sempre più gli allevatori si affidano a medici veterinari specialisti non solo per la gestione sanitaria del proprio allevamento ma anche per la scelta dei riproduttori, la gestione delle nidiate o delle cucciolate e l'allevamento dei piccoli. Il corso quindi si prefigge di aggiornare i medici veterinari sulle recenti tecniche di miglioramento delle performance riproduttive, di allevamento dei piccoli e delle principali patologie in grado di influenzare negativamente la riproduzione. Oggi giorno, il proprietario e l'allevatore grazie ai media, internet in primis, hanno accesso a fonti imprecise e spesso non complete di informazioni sulla riproduzione degli animali esotici. È quindi obiettivo del corso informare correttamente il medico veterinario che intende offrire un servizio specialistico presso la propria struttura.

Marco Bedin, Med. Vet (PD) Michele Capasso, Med. Vet (NA) Lorenzo Crosta, Med. Vet (CO) Alessandro Melillo, Med. Vet. (RM) Giordano Nardini, Med. Vet. (MO)

OBIETTIVI Sempre più spesso i proprietari degli animali da compagnia oncologici richiedono trattamenti specifici, tra cui chemioterapia. I veterinari che si dedicano all'oncologia sono dunque chiamati a somministrare farmaci che hanno una strettissima finestra terapeutica ed il cui utilizzo è associato ad importanti effetti collaterali per paziente, proprietario ed ambiente. Obiettivi di questo incontro sono acquisizione di conoscenza di meccanismo d'azione e proprietà terapeutiche dei chemioterapici più importanti per la medicina veterinaria, apprendendo i concetti fondamentali di farmacodinamica e farmacocinetica, di affrontare tossicità derivante dal loro utilizzo, e di delucidare i meccanismi di farmacoresistenza. Verrà inoltre affrontata la problematica di contaminazione ambientale da parte di escreti di animali in chemioterapia, e la gestione medico-legale. Infine, una sessione sarà dedicata ai nuovi farmaci a bersaglio molecolare e all'interpretazione dei trials clinici.

PROGRAMMA Sabato 26 Settembre 2009 8.30 Registrazione dei partecipanti 9.00 Presentazione dell'incontro 9.30 Ciclo cellulare - Chiara Leo 10.15 Principi di cinetica cellulare: Frazione di accrescimento, Crescita gompertziana, Ipotesi di Goldie-Coldman, Ipotesi di Norton-Simon - Sara Verganti 11.00 Principi di farmacoterapia oncologica (strategie, regimi combinati, terapia multimodale) - Laura Marconato 11.30 Pausa 12.00 Meccanismi di resistenza: perché la chemioterapia fallisce? - Damiano Stefanello 12.45 Principali classi di chemioterapici e meccanismi d'azione: agenti alchilanti, antibiotici antitumorali (antraciclinie e antracendioni) - Laura Marconato 13.30 Pausa pranzo 14.30 Principali classi di chemioterapici e meccanismi d'azione: sali del platino, antimetaboliti, alcaloidi della vinca - Riccardo Finotello 15.15 Comunicazioni brevi dei soci SIONCOV 16.00 Pausa 16.30 Tossicità midollare e terapia di supporto - Paola Valenti 17.15 Tossicità gastroenterica e terapia di supporto - Chiara Leo 17.45 Termine dei lavori Domenica 27 Settembre 2009 9.00 Tossicità meno comuni ma non meno lievi - Sara Verganti 9.45 Nuovi bersagli in oncologia - Giuseppe Curigliano 10.30 Pausa 11.15 Trials clinici - Giuseppe Curigliano 12.00 Comunicazioni brevi dei soci SIONCOV 12.45 Safe handling of chemotherapeutic agents - Daniela Simon 13.30 Pausa pranzo 14.30 Residue analysis in dogs receiving chemotherapy - Daniela Simon 15.15 Pausa 15.45 Chemioterapia ed aspetti medico-legali - Prevenzione dei rischi derivanti dal loro utilizzo - Carlo Pizzirani 16.30 Chemioterapia ed aspetti medico-legali - Gli adempimenti necessari: dall'acquisto allo smaltimento - Giorgio Neri 17.00 Discussione finale, test di valutazione dell'apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dell'incontro

ISCRIZIONE L'incontro è gratuito per tutti i soci SIONCOV in regola con la quota associativa 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Presentarsi in sede congressuale per la registrazione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Soci SIONCOV: gratuito Soci SCIVAC: € 50,00 Non Soci: € 100,00

SEDE Cremona, Palazzo Cittanova (accanto a Palazzo Trecchi)

PER INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372 403509 - Fax 0372 457091 socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

QUOTA DI ISCRIZIONE:

Soci SIVAE O SCIVAC: € 550 + IVA 20% Non soci: € 700,00 + IVA 20%

NUMERO DI PARTECIPANTI: 36 Limite di Iscrizione: 9 Settembre 2009

INFORMAZIONI Segreteria SIVAE Via Trecchi 20 Cremona Tel. 0372/403500 Fax. 0372 /457091 E-mail: info@sivae.it

DIRETTORE Lorenzo Crosta, Med. Vet (CO)

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

Per tutte le iniziative organizzate da AIVEMP, ANMVI, FSA, SCIVAC, SIVAE, SIVAL, SIVAR e SIVE viene richiesto l’accreditamento presso il Ministero della Salute ai fini del programma ECM (Educazione Continua in Medicina). Per la normativa prevista consultare il sito del Ministero della Sanità all’indirizzo http://ecm.sanita.it/.


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anniversario

63째 CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC TRAUMATOLOGIA DEI TESSUTI MOLLI AREZZO, 16-18 OTTOBRE 2009

Responsabile scientifico: LUCA FORMAGGINI Med Vet, Dormelletto (NO)

Invited Speakers: JENNIFER DEVEY DVM, Dipl ACVECC, USA DAVID SPRENG Med Vet, Dipl ECVS, Dipl ACVECC, Berna (CH)

organizzato da

certificata ISO 9001:2000

Edizioni Veterinarie E.V. srl

Per informazioni: Segreteria SCIVAC www.scivac.it - info@scivac.it


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IZS TO Focus

VETERINARIA 23 | 2009

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A quale specie appartiene? Ve lo dice la genetica molecolare “Il cartello diceva filetto di cernia, ma in realtà quel pesce era pangasio…

di RIINA M.V.1,TRISORIO S.1, COLUSSI S.1, MIGNONE W.2, CHIARELLI S.3, COSTA R.4, GILLI M.4, CAPARELLO P.L.3, PORRELLO V.3, CARAMELLI M.1, ACUTIS P.L.1 1 - Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta - Torino. 2 - Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta - Imperia. 3 - Dipartimento di Prevenzione di Torino A.S.L. TO1 - S.C. Veterinaria Area “C”. 4 - Dipartimento di Prevenzione di Torino A.S.L. TO1 - S.C. Veterinaria Area “B” l cartello diceva filetto di cernia, ma in realtà quel pesce era pangasio, proveniente dalla Thailandia, meno pregiato... La scoperta questa mattina, quando agenti della polizia municipale hanno controllato il mercato ittico insieme a veterinari dell’Asl 1 di Torino. Complessivamente sono state accertate 17 violazioni amministrative per inosservanza della tracciabilità dei prodotti, la non esposizione dei prezzi e la conservazione non igienica del pesce in vendita. …”(da pagina.to.it, 04/02/09). La notizia riportata è solo una delle tante che riguardano la necessità di dover effettuare una corretta identificazione di specie per l’esigenza legata alla tutela dei consumatori, sia pensando ai coinvolgimenti economici sia a quelli correlati alla loro salute.

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ASPETTI ECONOMICI Ad esempio, per alcuni alimenti il valore economico dipende dalla specie di appartenenza ed è pertanto obbligatorio accertare la completa veridicità dell’etichettatura, per permettere al consumatore di poter intendere se quanto è oggetto di acquisto corrisponda a quanto sta effettivamente pagando e, soprattutto, al prodotto atteso. La possibile tracciabilità dei prodotti in commercio ha anche una valenza di tipo sanitario: per esempio, nel caso delle specie ittiche, la sostituzione può avvenire con specie che potrebbero essere causa di eventuali intossicazioni alimentari o che potrebbero giungere da Paesi in cui gli habitat sono fortemente contaminati da inquinanti microbiologici o chimici. La possibile contraffazione di alimenti assume importanza fondamentale per i consumatori che presentano reazioni di ipersensibilità e intolleranza a determinate sostanze: la frode in questi casi può avere risvolti nettamente più rilevanti soprattutto quando l’individuo presenta manifestazioni di tipo shock anafilattico.

corretta etichettatura degli alimenti ha ragione di esistere anche per motivazioni di tipo religioso e di costume.L’attenzione sempre maggiore verso l’identificazione di specie è giustificata anche da logiche puramente etiche. La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES) colloca gli animali in liste che riflettono il pericolo che questi presentano in termini di estinzione prossima e futura. L’identificazione di specie consente di verificare l’eventuale vendita illegale, incompatibile cioè con la sopravvivenza della specie stessa in natura. Potrebbe inoltre presentarsi la necessità di dover identificare la specie in un campione di carne sequestrata per controllare che essa non appartenga a specie protetta o, eventualmente, non sia oggetto di caccia di frodo avvenuta senza i corretti permessi nei siti consentiti, nella stagione prestabilita e, anche, nella giusta quota.

molecolare, per offrire un servizio alla Regione, ai veterinari pubblici ASL, alla Guardia Forestale, ai NAS ed anche ai privati cittadini, a supporto della lotta contro le frodi alimentari, i fenomeni di bracconaggio e i commerci illegali, nonché della tutela della salute del consumatore. La scelta del marcatore genetico è ricaduta sul gene mitocondriale che codifica per il citocromo b (cytb), già impiegato in studi tassonomici, per la sua caratteristica di presentare sequenze nucleotidiche diverse tra le diverse specie, ma conservata all’interno della stessa. Le situazioni che si possono affrontare con questa metodica spesso ricadono nell’ambito forense: si tratta, infatti, di campioni messi sotto sequestro perché oggetto di reati punibili penalmente. Così come nelle tecniche investigative che interessano materiali biologici umani repertati sulla scena del crimine, anche i tessuti animali possono costituire gli elementi di prova di un illecito. Il Laboratorio di Genetica si è posto, dunque, il problema di fornire un’ufficialità all’esito in modo che questo possa essere presentato in un contesto giuridico e spendibile legalmente da chi richiede l’indagine. Oltre al fatto di operare all’interno di un Sistema Qualità, si è ritenuto necessario definire una procedura operativa standard e validare il metodo. Ad oggi, sia in campo umano che in quello veterinario, non esiste una standardizzazione della metodica e, infatti, le strutture preposte stanno appena iniziando a muoversi in questo senso. Il Laboratorio ha raggiunto in tal modo anche l’obiettivo, per la prima volta, di fornire eventualmente delle linee guida sull’esame e sulla sua validazione anche ad enti esterni interessati dalle stesse problematiche.

I METODI CLASSICI

IL CITOCROMO B (CYTB),

Spesso i classici metodi morfologici possono rivelarsi inadeguati ed insufficienti, come nei casi di sospetto degli organi di controllo circa l’etichettatura non conforme di tranci in vendita nei mercati ittici oppure nel caso si debba esaminare una carcassa di animale oggetto di sequestro priva dei caratteri distintivi. Si pensi al pesce filettato che viene sottoposto a ispezione, per esempio, dalle capitanerie di porto nelle situazioni di incompleta etichettatura oppure a quanto può essere generica e poco specifica l’identificazione visiva (ictu oculi) di prodotti lavorati quali paté, preparazioni tipo bastoncini e prodotti inscatolati. Attualmente sono in aumento le percentuali di etichettature fraudolente soprattutto se si passa dalla commercializzazione dell’animale in toto a quella di prodotti che hanno subito processi di trasformazione; è importante, così, assicurare un attento controllo sull’identità della specie lungo tutta la filiera agro-alimentare. I metodi che utilizzano indagini sul profilo proteico potrebbero essere inadeguati per ricercare una determinata proteina animale in un alimento sottoposto a cottura, mentre gli studi immunologici risultano essere inefficaci nel caso in cui occorra identificare una specie per la quale non sia stato ancora sviluppato il rispettivo anticorpo. È opportuno quindi cambiare approccio per casi particolari quali, ad esempio, l’identificazione di specie a partire da macchie di sangue o da gusci e peli che possono essere usati quali ornamenti oppure essere presenti nei prodotti della medicina cinese.

Il cytb di 26 specie animali scelte sulla base del loro potenziale coinvolgimento in indagini di tipo forense è stato amplificato in una reazione di PCR e successivamente è stato sequenziato. Per ciascuna specie sono stati campionati 5 animali provenienti da aree geografiche diverse, per verificare la variabilità all’interno della specie. Le sequenze ottenute sono state confrontate con quelle depositate nel database pubblico NCBI. Tutte le specie sono state correttamente identificate dall’analisi mediante il cytb, che quindi ha evidenziato un buon potere discriminatorio; nella elaborazione dei risultati della validazione si è ottenuta una specificità pari al 100% per tutte le 26 specie prese in esame. I risultati hanno rivelato, quale criticità del marcatore, l’incapacità di distinguere specie collocate in gruppi tassonomici vicini (gatto domestico/ gatto selvatico, cane/lupo, bovino/gaur/zebù) o specie progenitrici delle attuali specie domestiche. L’analisi di un così ampio numero di campioni ha permesso sia di conoscere meglio la variabilità intra-specifica, mettendo in evidenza il basso tasso di variazione nucleotidica (≤3%) degli animali catturati in zone diverse, sia di creare un proprio database di riferimento. Per quanto concerne la sensibilità analitica, la metodica non presenta criticità in termini di concentrazione del campione ed è stata in grado di attribuire correttamente la specie alla diluizione più bassa di 1/1000. Ci si è posti inoltre il problema relativo all’analisi di campioni rappresentati da più specie mescolate insieme in diverso rapporto tra loro come nel caso di omogeneizzati, salse e paté. Sono state approntate miscele ricreando plausibili situazioni

RISVOLTI ETICI

LA GENETICA MOLECOLARE

Non meno importante è la consapevolezza che la società attuale sta assumendo sempre più una connotazione multietnica e quindi una

Nel Laboratorio di Genetica dell’Istituto Zooprofilattico di Torino si è pertanto deciso di utilizzare un altro criterio, basato sulla genetica

in ambito forense allo scopo di verificare la capacità del metodo di individuare le differenti specie presenti in uno stesso campione. L’analisi ha dimostrato che in queste situazioni l’esito non è esprimibile, per la sovrapposizione delle sequenze nucleotidiche. Il Laboratorio ha adottato un approccio che prevede di attribuire un valore statistico al risultato. È stato previsto, infatti, l’allineamento della sequenza del campione con quelle delle specie potenzialmente interessate e depositate nel database pubblico. Con questo si è calcolata la distanza genetica ed è stato costruito un albero filogenetico al quale è stato applicato il test Bootstrap, ovvero la misura che la previsione filogenetica ottenuta rappresenti il vero. Si assume, infatti, che un valore di bootstrap >70% corrisponde a una probabilità >95% che il cluster corrispondente sia vero.

ALCUNI ESEMPI Un esempio di frode alimentare affrontato dal Laboratorio di Genetica con questo criterio è stato proprio quello relativo all’identificazione di specie dei filetti di pangasio venduti come cernia. La sequenza del cytb del campione ha presentato un’identità tra l’88% e il 98% con le sequenze della specie Pangasius spp. Identità con sequenze di specie di cernia appartenenti al genere Epinephelus sono risultati inferiori all’80%, mentre nessuna similarità significativa è stata trovata per le specie del genere Cephalopholis. Con l’allineamento ottenuto è stato costruito l’albero filogenetico nel quale il campione in esame si è collocato nel gruppo della specie Pangasius spp., completamente distinto dal gruppo della specie Epinephelus spp., con valore di bootstrap pari al 100%. In merito alle attività di bracconaggio, si riporta un caso relativo ad un campione di fegato filettato che poteva appartenere ad un animale della specie Ovis musimon. La sequenza di cytb ottenuta è stata confrontata con quelle estratte dal database di riferimento del laboratorio e appartenenti alle specie possibilmente interessate: ovino/muflone e capriolo/cervo/ camoscio/daino. Il campione ha presentato un’identità del 99% con le sequenze della specie Ovis aries. Utilizzando questa metodica non è possibile effettuare una discriminazione tra ovino e muflone (anche per questa specie l’identità è risultata essere del 99%), ma l’analisi filogenetica ha collocato il campione nel gruppo della specie O. aries/ O. musimon che è completamente distinto dai gruppi delle altre specie, compatibile quindi con l’ipotesi che si trattasse di muflone. Gli studi di identificazione di specie sono spesso casi particolari e talvolta occorre mettere a punto un’indagine ad hoc per risolverli o quanto meno per chiarirli. Per esempio è stato richiesto al Laboratorio di indagare la veridicità della dichiarata presenza di gamberetti in un prodotto posto sotto controllo merceologico dal Nucleo Investigazioni Scientifiche e Tecnologiche del Corpo di Polizia Municipale di Torino. Il campione, rappresentato da una polvere essiccata, era di origine cinese e costituiva un prodotto lavorato ad uso alimentare. Dopo una prima estrazione di DNA con i metodi classici, ci si è resi conto che la difficoltà in questa fase era rappresentata dall’esoscheletro dei crostacei molto ricco di ponti disolfuro: si è quindi trovato il modo per superare il problema, utilizzando DTT (ditiotreitolo) in grado di denaturare le proteine e di rompere i suddetti legami. Il campione è stato successivamente


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14 Approfondimento Dubbi analizzato per il cytb e l’analisi della sequenza ha rassicurato l’utente sulla correttezza dell’etichettatura, dimostrando nel prodotto la presenza di più specie di gamberetto appartenenti al genere Macrobranchium.

PROSPETTIVE Il prossimo obiettivo che questa attività si pone è quello di ampliare il proprio database di riferimento per aumentare la conoscenza sulla variabilità delle specie maggiormente oggetto di frodi alimentari. A tal proposito è in corso una ricerca finanziata dalla Regione Piemonte relativa a specie di pesci e mammiferi. Attualmente sono oggetto di studio le specie ittiche in vendita sul territorio regionale e dai risultati preliminari risulta che molte non sono ancora state analizzate mediante il cytb. È il caso, per esempio, degli esemplari di cernia Acanthistius brasilianus, le cui sequenze sono state depositate dal Laboratorio nel database pubblico NCBI. Un altro aspetto che si vuole approfondire è la risoluzione di casi che interessano l’identificazione di specie in miscele. A questo scopo si stanno provando e confrontando kit in commercio che sembrano presentare buona sensibilità analitica nel caso ci si trovi ad analizzare un campione costituito da più specie. La sicurezza alimentare, la garanzia del consumatore e la tutela del benessere animale sono le motivazioni che portano avanti la ricerca nel settore dell’identificazione di specie e in questo contesto il Laboratorio di Genetica sta lavorando costantemente per fornire un servizio sempre più accurato e sempre più in grado di dare una risposta alle molteplici domande di chi opera sul territorio. ■

VETERINARIA 23 | 2009

Chiarimenti sulla dichiarazione di scorta Come garantire il rispetto della legge comunitaria e nazionale? di MICHELE FRISIELLO Direttore Veterinario - Area “A” - ASL N° 1 di Ariano Irpino MIMMO FERRULLI Dirigente Veterinario - Area “C” - ASL Bari FILIPPO VERDE Dirigente Veterinario - Area “C” - ASL Matera n riferimento all’articolo “La dichiarazione di scorta”, pubblicato sul numero 6 di Professione Veterinaria, gli autori sono stati raggiunti da numerose segnalazioni nonché perplessità manifestate da colleghi veterinari circa il comportamento per il rispetto della Legge comunitaria e nazionale. Per quanto attiene al periodo minimo di soggiorno in allevamento e/o stalla di sosta prima dell’invio alla macellazione degli animali di allevamento o da produzione introdotti da Paesi della CE e Paesi Terzi si precisa quanto segue.

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LE DIRETTIVE DELLA PUGLIA A seguito dell’Ordinanza del Consiglio di Stato, Sez. V n° 5185/08 del 30/09/2008, la Regione Puglia ha fornito le seguenti direttive,

dopo la disamina della normativa vigente ed in base alle seguenti considerazioni: • Gli animali produttori di alimenti per l’uomo, devono essere introdotti negli stabilimenti di macellazione pubblici e privati con il Modello Unificato: il Modello di cui all’art. 31 del DPR n. 320/1954 viene unificato con quelli relativi alle attestazioni sanitarie previste da specifici piani di profilassi ufficiali (Mod. D, Mod. P, Mod. L, Mod. R , Mod. T) nonché quello relativo alla dichiarazione di scorta per animali inviati nei macelli pubblici e privati (DM 28 maggio 1992) prescritta attualmente dall’art. 15, comma 6, del Dlvo n.158/2006 e s.m.i., così come riportato su “Professione veterinaria N° 06/09 a firma degli Autori; • L’allegato II Sez. III del Reg. CE 853/04 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29/04/04 stabilisce che l’Operatore del Settore Alimentare (OSA) che gestisce il macello deve acquisire e controllare affinché l’animale da macellare possa essere destinato all’alimentazione umana, tutte le informazioni sulla catena alimentare ed in particolare: “le informazioni devono riguardare tra l’altro i medicinali veterinari sommi-

nistrati e gli altri trattamenti cui sono stati sottoposti gli animali nell’arco di un determinato periodo (90 gg) e con un tempo di attesa superiore a zero giorni come pure le date delle somministrazioni e dei trattamenti ed il rispetto dei tempi di sospensione; • La documentazione sanitaria di scorta per gli animali da allevamento o da produzione (diversi da quelli da macello) introdotti da paesi Comunitari non prevede, salvo se espressamente richiesta, nessuna attestazione circa i trattamenti con sostanze farmacologiche o addirittura vietate; • L’art. 9, comma 2, lett c), del Dlvo n. 28 del 1993, per quanto riguarda gli animali oggetto di scambio, dà la facoltà allo Stato Membro destinatario, di richiedere certificati o documenti rilasciati dal veterinario ufficiale responsabile dell’azienda d’origine; • In assenza di tale attestazione l’Importatore non è in grado di fornire le informazioni richieste dal Reg. CE 853/04 e la dichiarazione prevista dall’art. 15 comma del 6 D.L.gvo 158/06, contenuta nel Mod. 4 è limitata al periodo di effettiva detenzione dell’animale. Infatti, a fronte di una dichiarazione che prevede il riferimento minimo di 90giorni precedenti la macellazione, l’importatore può attestare esclusivamente il breve periodo di permanenza sul territorio nazionale. Ciò risulta chiaramente insufficiente a garantire la sicurezza dell’alimento che deriva dall’animale, in relazione alla potenziale presenza di residui farmacologici somministrati.

EVITARE DISCRIMINAZIONI Alla luce di quanto sopra esposto, la Regione Puglia al fine di evitare palesi discriminazioni tra gli operatori che inviano al macello animali allevati sul territorio nazionale, i quali sono tenuti a fornire tutte le informazioni richieste dalle vigenti normative e gli Operatori che importano animali da allevamenti e/o produzione da paesi UE e paesi Terzi per inviarli dopo pochi giorni alla macellazione, senza l’onere di fornire informazioni adeguate sulla sicurezza alimentare, costituendo di fatto un potenziale pericolo, ha disposto quanto segue. Al fine della tutela della salute pubblica, nel territorio della Regione Puglia la macellazione degli animali introdotti da paesi UE e paesi Terzi come animali da allevamento/da produzione avvenga trascorsi almeno 90 giorni dalla loro introduzione, salvo che gli stessi siano in possesso di idonea attestazione dell’allevamento di origine, riguardo il trattamento con medicinali veterinari ed i relativi tempi di attesa. Per gli animali avviati al macello con contrassegni di identificazione individuali esteri, oltre alla documentazione richiesta dallo Stato Membro destinatario, completa di tutte le dichiarazioni ed ai relativi passaporti individuali nei casi previsti, dev’essere acquisito anche il certificato DVCE che attesti la data di effettiva introduzione in Italia, rammentando che la falsa dichiarazione, oltre a costituire reato è punita dall’art. 32 comma 4 del D.L.gvo 158/06.

UNIFORMITÀ Dopo la pubblicazione dell’articolo, gli autori, speravano in un intervento del Ministero della Salute (ma ciò non è avvenuto) al fine di rendere applicabile ed omogeneo, sull’intero territorio Italiano, Linee di indirizzo comportamentali rispetto alla questione di che trattasi nel rispetto di quanto ribadito dalla Sentenza del Consiglio di Stato n. 5185 del 30.09.2008, circa il principio Costituzionale ineludibile della supremazia dell’interesse della Tutela della Salute Pubblica rispetto all’interesse commerciale. ■


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Prevenire la leishmaniosi canina: linee guida del GSLC Lotta al flebotomo limitandone il contatto con l’ospite. Le indicazioni del Gruppo di studio sulla leishmaniosi canina presentate al 62° Scivac

Nella foto i componenti del Gruppo di studio sulla Leishmaniosi Canina e il responsabile di Hill's Pet Nutrition, Paola Badiale, sostenitore del gruppo. A partire da sinistra: George Lubas, Saverio Paltrinieri, Andrea Zatelli, Xavier Roura, Gaetano Oliva, Paola Badiale, Luigi Gradoni, Michele Maroli, Alberto Crotti, Eric Zini.

di MARIA GRAZIA MONZEGLIO opo diagnosi e terapia, la terza parte delle linee guida del Gruppo di Studio sulla Leishmaniosi Canina (GSLC) (supportato da SCIVAC e Hill’s) dedicata alla prevenzione dell’infezione, è stata presentata da Michele Maroli (Dirigente di Ricerca, Dipartimento MIPI, Reparto di Malattie trasmesse da Vettori e Sanità Internazionale, Istituto Superiore di Sanità) al 62° Congresso Internazionale Multisala SCIVAC (Rimini, 29-31 maggio 2009). Con le premesse metodologiche già illustrate per le precedenti due parti, dedicate a diagnosi e terapia, la terza parte delle linee guida è stata elaborata con l’intento di offrire al medico veterinario un corretto orientamento alla prevenzione della patologia causata da Leishmania infantum nel cane. La prevenzione della leishmaniosi ha nel contempo un significato individuale e di massa, ed è finalizzata alla protezione del cane dalla malattia e alla riduzione del rischio di infezione nell’uomo. Se è vero che la pietra miliare della prevenzione delle malattie infettive è costituita dalla profilassi vaccinale, è altrettanto vero che tale possibilità non è attualmente disponibile per la prevenzione delle leishmaniosi. Anche l’unico vaccino registrato (in Brasile) non dimostra sufficiente evidenza di efficacia e non si attiene agli standard europei di sicurezza.

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LOTTA AL FLEBOTOMO In tema di leishmaniosi, prevenire significa quindi lotta all’unico vettore biologico dimo-

strato del protozoo: il flebotomo (insetto dittero ematofago della famiglia Psychodidae, detto anche “pappatacio”). Delle otto specie di flebotomo presenti in Italia, quattro sono vettori provati di Leishmania infantum, e fra queste il più competente è Phlebotomus perniciosus. L’attività di questi insetti è tipicamente stagionale e le femmine ematofaghe sono presenti solo durante i mesi caldi dell’anno, da maggio a settembre/novembre. Alle nostre latitudini e in condizioni ambientali idonee, l’intero ciclo di sviluppo dei flebotomi (uovo, larva, pupa e adulto), può richiedere 7-8 settimane. I flebotomi hanno abitudini notturne e sono attivi dal crepuscolo all’alba. Le misure di controllo contro le forme larvali dei flebotomi non sono realizzabili per i vettori della leishmaniosi, per l’impossibilità di localizzare gli innumerevoli focolai delle larve in natura. Pertanto la lotta è possibile solo contro i vettori adulti. Anche la riduzione della popolazione dei flebotomi attraverso l’impiego di insetticidi ad azione residua è soggetta a limitazioni pratiche, ambientali, ecologiche ed economiche. La prevenzione è quindi oggi indirizzata alla limitazione del contatto tra vettore e ospite mediante l’uso topico di principi attivi ad effetto protettivo contro la puntura dei flebotomi.

PROTEGGERE IL CANE Poiché in tutto il mondo il cane è il principale ospite serbatoio della leishmaniosi viscerale zoonotica, in attesa della messa a punto di un efficace vaccino protettivo per il cane, la protezione del cane dalla puntura del vettore è un intervento prioritario, sia per proteggere l’animale dall’infezione leishmaniotica, sia per limitare la diffusione del parassita quando il cane è già infetto.

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16 Vet Journal Attualità scientifica Pertanto i cani infetti di leishmaniosi, che vivono in zone endemiche di leishmaniosi, e quindi potenziali serbatoi infettanti per l’insetto vettore, devono essere sottoposti a misure di protezione contro la puntura dei flebotomi. Vanno protetti anche quei soggetti che dopo terapia sono clinicamente guariti poiché questi continuano ad essere infettanti, seppur in misura ridotta, per il flebotomo vettore. Tali misure sono intese a prevenire la re-infezione del soggetto malato e/o ad ottenere il controllo della leishmaniosi canina mediante la prevenzione di massa. Anche cani sani che vivono o si recano in zone endemiche vanno protetti per la prevenzione “individuale”. Attualmente, la protezione dalla puntura dei flebotomi si basa sull’uso di barriere meccaniche o l’applicazione di prodotti chimici per uso topico direttamente sul cane.

mente su tutto il corpo del soggetto trattato e quindi la protezione è immediata. Spot-on - Il modo d’uso (gocce sul dorso del soggetto) implica che la protezione non è immediata; sono necessarie 24-48 ore affinché il principio attivo si diffonda su tutto il corpo del cane trattato. È raccomandabile pertanto trattarlo almeno due giorni prima della partenza qualora si rechi in zona endemica di leishmaniosi. Collare - La banda protettiva è a lento rilascio e la protezione non è immediata. Sono necessari 5-6 giorni affinché il principio attivo si diffonda su tutto il corpo del cane trattato. Pertanto è raccomandabile trattarlo almeno una settimana prima della partenza nel caso si debba recare in zona endemica di leishmaniosi.

PROTEZIONE MECCANICA

Riassumendo dunque le principali raccomandazioni pratiche sulla prevenzione della leishmaniosi canina, è importante sapere quando e con che scopo proteggere, e quali misure adottare.

RACCOMANDAZIONI PRINCIPIALI Durante le ore notturne dei mesi caldi, a partire dall’imbrunire fino al sorgere del sole, gli animali infetti e/o malati possono essere tenuti in rifugi chiusi, dove porte e finestre sono state protette da “zanzariere” a maglia fitta (1-2 mm), tali da impedire l’ingresso dei flebotomi.

PROTEZIONE CHIMICA I biocidi ad uso veterinario con efficacia provata sui vettori di leishmaniosi sono limitati ai piretroidi sintetici (es., deltametrina, permetrina). La documentazione scientifica di alcune specialità medicinali ad uso veterinario contro gli ectoparassiti comprova la loro efficacia nel prevenire la puntura dei flebotomi. L’efficacia di tali prodotti è stata valutata sommando (1) l’effetto protettivo (attività “no-feeding”), misurato considerando i flebotomi che non hanno compiuto un pasto di sangue sul cane trattato e (2) l’effetto insetticida sui flebotomi, considerando la mortalità degli insetti a 24 ore dopo essere venuti a contatto con il cane trattato con il biocida. La sperimentazione di laboratorio per valutare l’attività anti-flebotomo ed insetticida di quattro formulazioni a base di piretroidi applicate sul cane ha rilevato che l’effetto protettivo no-feeding varia tra il 49 e il 96% (spesso superiore al 90%), mentre l’effetto tossico insetticida nei confronti dei flebotomi varia tra il 18 ed 91%. La mortalità delle femmine che hanno fatto il pasto di sangue è stata sempre del 100%. È utile rimarcare quest’ultimo effetto poiché permette di ipotizzare che, se tutti i cani infetti e/o malati di leishmaniosi venissero trattati, la trasmissione del parassita Leishmania potrebbe essere controllata in quanto nessuno dei flebotomi che punge su questi soggetti sopravvive.

I PRODOTTI I prodotti in commercio in Italia con provata attività protettiva contro la puntura dei flebotomi sono quattro: 1. Specialità a base di permetrina (65%) per applicazione topica [gocce, spoton] ad effetto no-feeding e tossico per i flebotomi della durata stimata di quattro settimane. 2. Associazione permetrina (2%) + piriproxifene (0,2%) per applicazione topica [spray] ad effetto no-feeding e tossico per i flebotomi della durata stimata di tre settimane. 3. Associazione permetrina (50%) + imidacloprid (10%) per applicazione topica [gocce, spot-on] ad effetto no-feeding e tossico per i flebotomi della durata stimata di tre settimane. 4. Complesso deltametrina (4%) + un carrier [trifenilfosfato] incluso in una banda protettiva a lento rilascio (collare) ad effetto no-feeding e tossico per i flebotomi della durata stimata di cinque mesi.

SOMMINISTRAZIONE E INIZIO PROTEZIONE Spray - Il modo di somministrazione implica che il principio attivo sia diffuso immediata-

Quando proteggere - Il periodo d’applicazione orientativo delle misure protettive è limitato all’attività dei flebotomi vettori. In Italia si possono individuare tre periodi: • dalla metà di maggio a fine settembre per il nord • dalla metà di maggio alla metà di ottobre per il centro • dall’inizio di maggio alla metà di novembre per il sud Misure di protezione da adottare - Le misure preventive da adottare contro la puntura dell’insetto vettore sono intese non solo a prevenire la re-infezione di un soggetto infetto, ma soprattutto ad evitare che il cane leishmaniotico, anche se clinicamente guarito a seguito di terapia, continui ad essere serbatoio per i vettori di leishmaniosi, con lo scopo ultimo di ottenere un controllo della leishmaniosi mediante la prevenzione di “massa”. È inoltre altamente raccomandabile che durante la stagione di trasmissione anche il cane sano che viva o si rechi in zone endemiche per leishmaniosi, venga sottoposto a misure preventive per la protezione “individuale”. Bisogna considerare che tali misure nei confronti del vettore italiano più competente (P. perniciosus) non hanno dimostrato una protezione totale (84-96%) e pertanto si raccomandano controlli periodici da effettuare diversi mesi dopo la stagione di trasmissione. Prevenzione chimica - Per quanto riguarda la prevenzione chimica, dalla letteratura scientifica consultabile emerge che permetrina, da sola o in associazione con imidacloprid per applicazione topica (spot-on) e deltametrina (complesso deltametrina/trifenilfosfato), somministrata attraverso un collare a lento rilascio, sono le specilità medicinali sulle quali è stata condotta una sperimentazione ampia ed accurata, sia di laboratorio che di campo, e per le quali sussiste evidenza di una elevata efficacia nel prevenire le punture dei flebotomi. *“Leishmaniosi canina: linee guida su diagnosi, stadiazione, terapia, monitoraggio e prevenzione” A cura del Gruppo di Studio sulla Leishmaniosi Canina (G.S.L.C.); Michele Maroli - Luigi Gradoni - Gaetano Oliva - Massimo Castagnaro - Alberto Crotti - George Lubas - Saverio Paltrinieri - Xavier Roura - Andrea Zatelli - Eric Zini ■ Le linee guida saranno consultabili dal mese di luglio sul sito del GSLC. Il secondo Congresso internazionale sulla leishmaniosi canina si terrà a Pisa, il 17-18 Aprile 2010, organizzato da SCIVAC con la collaborazione scientifica del GSLC.

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Terapia dello scompenso cardiaco acuto Approccio di emergenza e specifico. Borgarelli a Rimini o scompenso cardiaco acuto è una emergenza medica per la quale è necessario approntare subito una terapia e solo in un secondo momento cercare di fare una diagnosi più accurata, in quanto gli animali in queste condizioni sono molto soggetti a stress e molto instabili. L’approccio terapeutico a questa emergenza è stato discusso da Michele Borgarelli (DVM PhD DECVIMCA) al 62° Congresso Nazionale SCIVAC di Rimini (29-31 maggio 2009). Lo scompenso può avvenire come prima manifestazione di malattia cardiaca (patologie mitraliche, miocardiopatia dilatativa, miocardiopatia ipertrofica ecc.), oppure rappresentare il peggioramento di una patologia cronica, avvenuto per diverse cause, tra cui la comparsa di aritmie o di patologie concomitanti (come ad esempio malattie respiratorie). Di solito si presenta con sintomi di insufficienza cardiaca sinistra, quali dispnea, ortopnea, debolezza e tosse. Nello scompenso acuto da malattia mitralica cronica il farmaco “salvavita” è la furosemide somministrata a dosi di 2-4 mg/kg EV o IM insieme all’ossigeno. Il pimobendan, che sarebbe raccomandato per i suoi effetti vasodilatori e inotropi positivi, non è di prima scelta in quanto disponibile solo in compresse per somministrazione orale. Il levosimendan, un farmaco ad azione simile, che è somministrabile per via parenterale e ad oggi usato in medicina umana, potrebbe essere utile in futuro. L’efficacia della terapia viene verificata mediante il monitoraggio della frequenza respiratoria, mentre per controllare gli eventuali effetti collaterali bisogna monitorare la funzione renale, gli elettroliti e la pressione sistemica. I soggetti con miocardiopatia dilatativa sono solitamente i più instabili, è quindi importante manipolarli il meno possibile e spesso richiedono un ricovero. Anche in questi soggetti la terapia d’elezione è la furosemide, associata alla somministrazione di ossigeno. Possono necessitare di dobutamina per sostenere la funzione sistolica, in infusione a 5-10 mcg/kg/min per non più di 48 ore. In questi cani è necessario monitorare l’ECG. Il relatore si è soffermato soprattutto sui casi cronici, che sono già in terapia e che manifestano segni di scompenso. Le cause possono essere una scarsa compliance del proprietario, una diminuzione di assorbimento dei farmaci (per esempio per edema del tratto gastroenterico), un aumento della ritenzione idrica (per un aumento dei meccanismi di compenso o per aumentata assunzione di acqua), per un improvviso aumento della pressione atriale per la rottura di una corda tendinea, per l’insorgenza di aritmie (fibrillazione atriale) o per patologie sistemiche concomitanti. In questo caso, anche se i pazienti sono già in terapia con furosemide, è importante la somministrazione EV dei farmaci e, anche a casa, sostituire una delle dosi orali con un’iniezione. Nel caso di scompenso da malattia degene-

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rativa mitralica cronica il farmaco di scelta è il nitroprusside, vasodilatatore arterioso e venoso, per ridurre il precarico ventricolare. Bisogna fare attenzione alla funzionalità renale in quanto è fortemente ipotensivo (1-2 mcg/kg/min). La nitroglicerina, il cui uso è ancora discusso, riduce il precarico ma per un tempo limitato. Per ultimo è stato trattato lo scompenso cardiaco nel gatto affetto da miocardiopatia ipertrofica e restrittiva. Anche in questa specie i farmaci di elezione sono la furosemide e l’ossigeno, ma possono essere pazienti molto difficili perché una eccessiva riduzione del precarico, dovuta all’uso di diuretici, può ridurre in modo significativo la portata. Se viene documentato un versamento pleurico, va effettuata una centesi. La terapia con betabloccanti è sconsigliata, in quanto, a causa della loro azione inotropa negativa, possono determinare un deterioramento delle condizioni cliniche del paziente. Qualora il paziente fosse già in terapia cronica con beta-bloccanti, questi non vanno sospesi al fine di evitare l’insorgenza di aritmie. (M.G.M.) ■ * Dati forniti da Rita Stroppa, Med vet, Udine.

Vet Journal è un periodico di informazione scientifica di proprietà di E.V. iscritto nel Pubblico Registro della Stampa periodica presso il Tribunale di Cremona al n. 396 dal 18.12.2003. È diretto dal dottor Enrico Febbo e dalla dottoressa Maria Grazia Monzeglio. Fornisce un flusso informativo continuo sugli eventi della medicina veterinaria e sul mondo delle bioscienze, con tre edizioni alla settimana.

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo

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Campagna di educazione Anmvi Informa

Riproduzione e sterilizzazione Il significato di una locandina della LAV patrocinata da ANMVI e FNOVI le non è la soluzione del randagismo ma il suo fallimento. Se ogni anno gli animali rinchiusi, spesso a vita, in un recinto, in una gabbia di un canile, continuano ad essere sempre più numerosi, significa che tutte le azioni preventive che si dovevano fare non sono state fatte. Quali? Campagne contro l'abbandono, anagrafe canina e felina, e sterilizzazione degli ani-

di ANTONIO MANFREDI redo che siano passati forse vent’anni, probabilmente anche di più. Si discuteva da tempo sulla gestione delle colonie feline e del fenomeno, sempre più diffuso, del randagismo dei gatti nelle città. Il riferimento era la situazione romana e, di fronte alle lamentele degli abitanti e a quelle dei responsabili della conservazione dei siti archeologici, che evidenziavano una situazione ormai fuori controllo, la SCIVAC, l'ANMVI non esisteva ancora, prese una posizione ferma e chiara: tutti i gatti randagi o vaganti si dovevano sterilizzare per evitare una procreazione continua, esponenziale ed incontrollata, per la salute stessa ed il benessere degli animali, per la salute pubblica e la conservazione dei monumenti. Posizione che agli occhi di tutti sembrò logica e razionale, ma in verità risultò anche vivacemente contestata da alcune frange del movimento animalista, che si opposero criticamente a questa possibilità risolutiva, in nome del "diritto dei gatti alla loro sessualità". In questi 25 anni di storia della SCIVAC, compiuti proprio quest'anno, e dell'ANMVI poi, i nostri rapporti con le diverse associazioni animaliste non sono stati sempre idilliaci e spesso ci siamo trovati in situazioni di contrasto per aspetti ideologici, ma anche progettuali, operativi ed "economici". Negli ultimi anni, però, i nostri rapporti con il mondo animalista sono certamente migliorati, soprattutto con alcune associazioni nazionali che desidero ricordare: Animalisti Italiani, ENPA, LAV e Lega del cane, certamente per una evoluzione del mondo veterinario ma, forse, se non soprattutto, per una trasformazione dell'animalismo italiano. Spesso oggi ci troviamo in sintonia su molti problemi da affrontare e condividiamo alcuni obiettivi: riduzione dell'IVA sulle prestazioni veterinarie e sugli alimenti, Leavet, gestione del farmaco negli ambulatori veterinari, campagne di sensibilizzazione contro l'abbandono, per una maggiore attenzione verso la salute degli animali, ecc. Tutte iniziative che partendo da un obiettivo di salute e benessere degli animali hanno anche un ritorno positivo sul lavoro della professione veterinaria. Uno degli obiettivi comuni sui quali il mondo veterinario e quello animalista stanno trovando sintonia di intenti è quello della lotta al randagismo, lotta che dopo i recenti fatti è diventata più che mai urgente e necessaria. Più volte abbiamo ribadito che il cani-

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mali randagi, vaganti ed anche di proprietà se non vi è un preciso interesse alla riproduzione ed all'allevamento. Siamo convinti di questo? I canili sono veramente l'ultima spiaggia, spesso un business che sfugge ai controlli e copre sfruttamento e maltrattamento degli animali. Per questo l'ANMVI sostiene da tempo le campagne a favore della sterlizzazione degli animali da compagnia, perché è da qui che parte la lotta al randagismo. Per questo l'ANMVI ha deciso di patrocinare la locandina della LAV che alcuni hanno contestato perché riporta, a loro avviso, dati non corretti e propone il problema con toni "terroristici". Può essere vero, ed avevamo suggerito anche noi qualche variazione, ma sappiamo tutti che spesso l'efficacia della comunicazione deriva dalla sua capacità di colpire, se non di "aggredire" il consumatore o il

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proprietario di animali. E poi, scusate, ma dire che in sei anni un cane potrebbe mettere al mondo una dinastia di 500/1000 cuccioli invece di 70.000, cosa cambia nel significato o nella finalità dell'informazione? E non è forse vero che se non viene sterilizzato può andare incontro a molte malattie? Che tenderà a scappare di casa e che la convivenza sarà certamente più difficile? Riteniamo che ognuno sia liberissimo di pensarla come preferisce, che possa ovviamente decidere di fare quello che vuole di questa locandina, anche stracciarla, ma resta difficile poter credere che la lotta al randagismo, lotta che compete anche, se non soprattutto, al Medico Veterinario, possa essere veramente affrontata senza una seria ed ampia azione di sterilizzazione degli animali, randagi, vaganti e spesso, anche, di proprietà. ■


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18 Europa Sanità veterinaria

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Alimenti e benessere animale: intesa fra i Ministri UE Via libera a due nuovi regolamenti europei sulla sicurezza dei mangimi e sulla protezione degli animali al macello

ministri europei dell'agricoltura hanno raggiunto un'intesa politica sul nuovo regolamento per la protezione degli animali al macello. Gli animali non devono subire disagi o sofferenze evitabili al momento dell'abbattimento. Nei macelli dell'UE vengono abbattuti ogni anno vari miliardi di volatili da cortile e circa 360 milioni di suini, ovini, caprini e bovini. A ciò si aggiungono gli abbattimenti di massa che si rendono talvolta necessari per la lotta contro le epidemie. Finora si riscontravano divergenze fra gli standard di benessere degli animali nei vari Stati membri. Il nuovo regolamento, approvato dal Consiglio, introduce una serie unica di norme che devono essere applicate uniformemente dagli addetti alla gestione e alla macellazione, nonché dagli ispettori ufficiali in tutta l'Unione europea e anche dai partner commerciali non appartenenti all'UE. Il regolamento non si applica agli esperimenti scientifici o alla caccia, o allorché un allevatore abbatte volatili da cortile o conigli per il proprio consumo. Anche le tradizioni culturali sono escluse e sono previste norme specificamente adeguate per i riti religiosi. Fra i punti salienti del Regolamento, il Consiglio evidenzia: • gli animali devono essere storditi prima della macellazione, usando metodi riconosciuti basati su solide valutazioni scientifiche; • l'efficacia delle tecniche di stordimento è controllata regolarmente; • l'abbattimento può essere eseguito solo da personale adeguatamente preparato e certificato; • nella progettazione dei macelli si deve tener conto del benessere degli animali; • per ciascun macello è designato un responsabile della tutela del benessere animale. Rilevante sotto il profilo giuridico il passaggio dalla Direttiva al Regolamento. Quest'ultimo

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permette infatti all'Europa che l'attuazione delle nuove norme sia uniforme, fedele e immediata, non è infatti necessario un atto normativo nazionale di recepimento. A suggerire una revisione delle norme era stata l'EFSA che nel 2004 e nel 2006 aveva prodotto due pareri scientifici. Anche l'OIE, nel 2007, adottando il Terrestrial Animal Health Code aveva previsto delle linee guida per la macellazione e l'abbattimento. ■

Sicurezza dei mangimi l Consiglio Europeo dei Ministri dell'Agricoltura ha dato il via libera al nuovo Regolamento sui mangimi che rafforzerà la sicurezza alimentare degli animali in tutta Europa. Il Regolamento approvato sostituirà la vigente legislazione sulla commercializzazione e l'uso dei mangimi, sulla base di una proposta della Commissione Europea elaborata nel 2008 che semplifica notevolmente le attuali procedure di etichettatura e commercializzazione, semplificherà gli oneri a carico degli operatori e favorirà le innovazioni e la competitività del settore europeo dei mangimi. Androulla Vassiliou, Commissioner alla Salute, ha commentato l'adozione da parte del Consiglio, il 22 giugno scorso, parlando di un

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Regolamento che manterrà gli standard di protezione della salute e del benessere animale e al tempo stesso contribuirà a modernizzare il settore dei mangimi. I cardini del provvedimento sono l'estensione della responsabilità agli operatori che trattano pet food, un settore che i recenti casi di melamina hanno rivelato non essere adeguatamente coperto, l'elenco di una lista di sostanze proibite negli alimenti per animali, l'abolizione dell'obbligo di sottostare ad una procedura preliminare all'autorizzazione per le bio-proteine, l'obbligo di introdurre informazioni più dettagliate in etichetta anche per il pet food e la creazione di una guida per la corretta etichettatura che gli operatori sottoporranno all'approvazione della Commissione. Il Regolamento è stato approvato il 5 febbraio scorso dal Parlamento Europeo e dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell'anno. ■

La carne e il clima pronto il documento della prossima Presidenza svedese dell'Unione Europea e si intitola "Scelte alimentari intelligenti dal punto di vista ambientale". Il proclama-invito della Svezia ai 27 Stati Membri è di mangiare meno carne e bere di più, latte e acqua minerale, per salvare il pianeta dall'effetto serra. Alle esortazioni, la Svezia farà seguire un decalogo dell'alimentazione sostenibile cioè quella che contribuisce alla produzione e al rilascio nell'atmosfera di CO2, biossido di carbonio e altri gas serra. Il documento elenca i cibi sconsigliati e la carne bovina è al primo posto, conside-

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NOVEL FOOD E ALIMENTI DA CLONI arà chiarita da un Regolamento europeo la definizione del cosiddetto "novel food", gli alimenti di nuova generazione che utilizzano o derivano dalle nuove tecnologie. Fra questi figurano anche gli alimenti di origine animale derivati da cloni. È il risultato di un accordo politico europeo interno al Consiglio UE raggiunto il 22 giugno. La regolamentazione riguarderà gli alimenti derivati da animali clonati e potrà successivamente diventare oggetto di uno specifico e più approfondito atto normativo. La Commissione dovrà tenere conto, nella stesura della bozza di regolamento di tutte le implicazioni connesse alle tecniche di clonazione e fornire dopo un anno dall'entrata in vigore del provvedimento un adeguato rendiconto. Rientrano espressamente nel campo di applicazione del regolamento i cibi contenenti nanomateriali. L'obiettivo del Regolamento dovrà essere quello di stimolare e sviluppare l'ingresso sul mercato europeo di cibi innovativi e sempre più sicuri, garantendo il massimo livello di sicurezza alimentare e di protezione dell'uomo e degli animali.

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rata come l'alimento con il più alto impatto ambientale: 1 kg di manzo nota la presidenza svedese contribuisce alla produzione di 15-25 kg di gas serra. È lo stesso dato diffuso da una ricerca della London School of Economics e da studi d'Oltreoceano che concludono per una conversione dalla carne bovina alla carne di pollo. È la prima volta che un Governo indirizza agli altri Stati Membri raccomandazioni formali, dando loro tre mesi tempo per far conoscere i punti di vista. E Italia e Svezia concordano sulla necessità di un accordo globale sul clima tra tutti i Pesi produttori di CO2. È quanto è emerso infatti dall'incontro bilaterale tra Silvio Berlusconi e il premier svedese, Fredrik Reinfeldt, svoltosi a Bruxelles nei giorni scorsi, prima dell'avvio dei lavori del Consiglio europeo. Dal primo luglio Reinfeldt sarà presidente di turno dell'Ue. ■

RAFFORZATO IL REGOLAMENTO 1/2005 l pagamento delle restituzioni alle esportazioni è subordinato al rispetto della legislazione comunitaria relativa alla protezione degli animali durante il trasporto. Il nesso, stabilito dalla Corte di Giustizia Europea in sede di contenzioso legale, si consolida anche nella legislazione comunitaria. Con il Regolamento 498/2009, infatti, il pagamento della restituzione all'esportazione di animali vivi è subordinato al rispetto delle disposizioni previste dalla normativa comunitaria sul benessere degli animali. Il nuovo Regolamento afferma chiaramen-

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te che una violazione delle disposizioni sul benessere degli animali non comporta una riduzione, ma la perdita della restituzione all'esportazione, relativa al numero di animali per i quali non sono state rispettate le condizioni di benessere. Si perderà il diritto al pagamento delle restituzioni se non si assicureranno gli intervalli di abbeveraggio e di alimentazione, la densità di carico e la durata dei periodi di viaggio e di riposo, la presenza di un tetto di protezione, di un piano antiscivolo, di una lettiera sufficiente per assorbire le deiezioni, di rampe e di u-

na protezione laterale per il carico e lo scarico, la presenza di aperture laterali e di uno spazio libero all'interno del compartimento e al di sopra degli animali per consentire un'aerazione adeguata, l'assenza nel compartimento in cui si trovano gli animali di oggetti appuntiti o sporgenti, di buchi di interstizi o di fessure a livello della piattaforma. Il regolamento (CE) n. 639/2003 viene di conseguenza modificato per esplicitare il nesso fra il pagamento delle restituzioni il rispetto del Regolamento 1/2005.


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Dolore L’opinione

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Indietro come la coda del cavallo… di OSCAR GRAZIOLI Medico Veterinario, Reggio Emilia ’annuncio, da parte del ministro della salute Fazio, sulle semplificazioni di cui dovrebbero godere i medici nella prescrizione degli oppioidi non può che farci piacere, posto che nelle alte sfere si ricordino talvolta che anche noi siamo medici, quantunque veterinari. Vista l’atavica confusione ingenerata dalle norme scritte per i medici ed estrapolate poi per i veterinari, non sarebbe per niente malvagia, come ha chiesto l’ANMVI e io stesso ho sollecitato sulla stampa, che nella normativa futura venissero citati i medici veterinari come fruitori delle stesse facilitazioni che si vorrebbero concedere ai laureati in medicina e chirurgia. Per la verità, mentre scrivo, leggo che già alcune nuvole si addensano sui propositi del ministro: al di fuori di ogni considerazione politica, i soliti noti, quando sentono parlare di oppioidi, cannabinoidi e simili, si mettono a strillare come tarantolati, incapaci di pensare che si tratta di molecole atte a lenire il dolore e a curare diverse malattie e non solo a farsi delle pere. Siamo famosi in Europa e nel mondo per molti tristi primati, tra i quali spicca quello vergognoso dell’infimo consumo di oppioidi per uso terapeutico, il che vuol dire negare a chi ha gravi sofferenze, di poter condurre, magari per gli ultimi giorni, un’esistenza dignitosa. In campo umano siamo i penultimi, nell’Europa allargata, per consumo di antalgici stupefacenti, mentre distribuiamo, come caramelle al pino silvestre, FANS e cocktail di antiflogistici e antipiretici. Se una dozzina d’anni fa, anche in campo veterinario, l’uso degli analgesici oppioidi era per pochi “addetti ai lavori”, il contributo serio e capillare dato da pochi ma determinati colleghi (e senza falsa modestia mi ci metto anch’io) in diverse sedi e a diversi livelli, ha fatto sì che oggi la situazione sia nettamente migliorata. Non ho (e non ci sono) dati come in campo umano, ma parlando con i colleghi di tutta Italia ho la sensazione che l’uso dell’analgesia perioperatoria sia sempre più diffuso, così come l’utilizzo della morfina e dei suoi derivati. Quasi inesistente invece la prescrizione di oppioidi per le cure domiciliari: a parte le incombenze burocratiche, troppo pesanti le pene per chi commette anche errori venia-

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Grazie ad un accordo fra @nmvi Oggi e Libero, gli articoli scritti dal Collega Oscar Grazioli per il quotidiano di Vittorio Feltri sono disponibili on line. @nmvi Oggi pubblica regolarmente gli articoli dopo le ore 12.00. La rubrica LiberOscar li mantiene in archivio per la consultazione. @nmvi Oggi ringrazia Oscar Grazioli. www.anmvioggi.it

li, troppe “beghe” e troppe “rogne”, sia in campo veterinario che umano. E qui continuiamo ad essere tra i paesi incivili, un po’ per indolenza, ma anche per le pastoie messe da chi pensa che i derivati della cannabis servano solo a farsi delle canne e urla in parlamento la sua contrarietà. Poi, la sera, si fa una “pista” con tanto di Escort in camera d’albergo. ■

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20 Lettere al Direttore Posate d’argento ul numero 20-2009 di Professione Veterinaria, leggo un "fondello" a piè di pagina dal titolo Posate d'argento. È sicuramente una delle cose più bislacche che ho letto negli ultimi giorni e mi ha colpito sopratutto per il carattere educativo dei contenuti, secondo una delle mission di Professione. Come ci si presenta ad un invito a cena è una lezione di bon ton che per rude veterinario di campagna quale sono, mi può servire. Che poi ci venga ricordato di non effettuare appropriazioni indebite, cioè furti è una galattica caduta di stile. Che ci si vanti di dare la possibilità a tutti di esprimersi, è indubbiamente cosa positiva, tran-

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ne per la frase sibillina evitare discussioni su temi politici. Mi si deve spiegare cosa significa, evitare argomenti politici, forse chi ha scritto il trafiletto non ha bene in mente cosa significa il termine "polis", scegliere di portare avanti i LEAVET non è fare politica. Il decidere di usare un farmaco di ditta A anziché B, non è politica? Essere dalla parte di un liberista come Tremonti, che ha risemplificato la mia contabilità, rispetto quel "collettivista" di Visco, è fare politica, se mi permettete la licenza, anche scegliere la carta 3 veli, rispetto i due veli profumata è scelta politica. Ultima considerazione, abbiamo lasciato ampia libertà di discussione e di critica, orpo, confesso che ho seguito negli ultimi due anni tutte le discussioni, le critiche quando ci sono state sono state velate, soft, frutto

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di discussione utile a capire, i comportamenti e le strategie che AMNVI ha messo in atto. Quasi mai, nessuno dei dirigenti è intervenuto a chiedere, o a spiegare quali obiettivi si volevano raggiungere e quali fossero le strategie adottate. È normale che in democrazia si chieda conto ai delegati come si muovano: questo non è mancanza di fiducia o di riguardo, ma è nella logica delle cose: comunque non sarà mai UN TENTATIVO DI FURTO DELL'ARGENTERIA DI FAMIGLIA. Per dirla tutta a me pare una frase infelice, che si presta a far pensare che qualche nervo scoperto c'è oppure qualcuno ha colpito nel segno. Con immutata stima e ringraziamento per il lavoro fatto in questi anni. Ezio Concari

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VETERINARIA 23 | 2009

“La veterinaria pubblica, in alcune Asl è in mano a non so quali poteri, oppure è oggetto di intimidazioni”. Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute

Caro collega, ti prego di credermi, nessun nervo scoperto. Mille casini per rincorrere tante situazioni di difficoltà e di crisi del nostro settore, ma niente peggio del solito, anzi, forse la speranza di vedere qualche spiraglio positivo. Il corsivo al quale fai riferimento e sul quale intervieni, con il tuo solito e colorito modo di esprimerti, non deriva certo da questo ma soltanto dal desiderio di ricordare a tutti, iscritti o non iscritti ad un'associazione federata all'ANMVI, che tutti i forum di discussione scientifica o professionale che proponiamo al mondo veterinario sono aperti a chiunque desideri partecipare, senza alcuna limitazione o preclusione e senza censure o controlli preventivi. Qualsiasi veterinario può parteciparvi e dire tutto quello che vuole: può criticare il nostro operato, può contestare le scelte o le decisioni dell'ANMVI, accusarci di non essere democratici, sostenere che sarebbe necessario un altro sindacato, ecc. nessun problema, anche se forse sarebbero più utili a tutti interventi maggiormente costruttivi. Chiediamo solo di evitare discussioni su temi politici, ovviamente quelli legati ad aspetti di politica nazionale, di rapportarsi ai colleghi in modo educato e rispettoso ed evitare di utilizzare i forum per promuovere prodotti, iniziative o associazioni che potrebbero essere in concorrenza con le nostre attività. Chiediamo troppo? Non credo. In fondo ci va bene che tutti gli "amici" possano venire in casa nostra anche senza pulirsi le scarpe, senza fiori o senza cioccolatini, ma almeno che ci lascino "l'argenteria". Colgo l'occasione per ricordare e ribadire una cosa che mi sembra importante. Spesso alcuni colleghi si lamentano che nelle discussioni dei forum manchi sempre un intervento dell'ANMVI in riferimento ai problemi o ai temi che emergono. L'ANMVI ha organi ufficiali di informazione che sono Professione Veterinaria, settimanale inviato in 17mila copie, ed @nmviOggi, quotidiano online che arriva a circa 16mila indirizzi email e spesso supera i 3000 lettori giornalieri. Su questi due strumenti l'ANMVI offre ampia informazione della sua attività e risponde sempre a tutti su qualsiasi problema. I Forum sono uno strumento molto limitato in termini di diffusione rispetto al numero di veterinari che fanno riferimento all'ANMVI, sono una piazza di libera discussione e confronto aperta a tutti, ma non sono nostri organi di informazione. Con un cordiale saluto. Carlo Scotti


Dalle Aziende

VETERINARIA 23 | 2009

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La condroprotezione Innovet su YouTube Sono condivisibili sul noto motore video i filmati realizzati da Innovet per illustrare in maniera semplice ed efficace il valore della condroprotezione nell’artrosi del cane e del gatto

a Condroprotezione Innovet. Facts not Fiction”. Si apre con questa frase il video realizzato da “Videocom” (Padova) per Innovet, che, con l’ausilio di immagini, filmati e voci, spiega che cos’è la Condroprotezione Innovet, e ne decreta l’importanza quale strumento di EBM (Evidence-Based Medicine) per l’artrosi del cane e del gatto. “Special guest” il Prof. Carlo Maria Mortellaro che, nel video, spiega la “globalità” della condroprotezione Innovet, attenta non solo al recupero della cartilagine, ma anche al controllo di tutti i meccanismi - infiammatori, ossidativi ed algogeni - che caratterizzano l’artrosi. Altro ospite d’eccezione il Dr Aldo Vezzoni, Presidente FSA (Fondazione Salute Animale), che, nel video, si sofferma sul significato e sul valore pratico dell’approccio diagnostico BOA

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(Breed-Oriented Orthopaedic Approach) alle malattie ortopediche del cucciolo. Infine, al CeDIS (Centro di Documentazione ed Informazione Scientifica) di Innovet il compito di descrivere i condroprotettori: Condrogen®3.0 per proteggere e rinforzare le articolazioni in crescita; Condrostress®3.0 per il recupero delle articolazioni artrosiche; e Condrostress®Felix, per proteggere le articolazioni dei gatti con artrosi. Un modo, quello del video su YouTube, piacevole ed al passo con i tempi, per aggiornarsi sulle sostanze contenute nei condroprotettori Innovet, capirne i meccanismi d’azione e, soprattutto, essere informati sulle loro potenzialità applicative nel complesso settore del management combinato dell’artrosi del piccolo animale. Consulta l’home page e la sezione “Prodotti” di www.innovet.it ■

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PROSSIMI AGGIORNAMENTI SCIENTIFICI SCIVAC Per informazioni: Segreteria SCIVAC - Paola Gambarotti - Tel. 0372/403508 - Fax 0372/403512 - E-mail: info@scivac.it - www.scivac.it

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ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (30) QUOTE Soci SCIVAC: € 270,00 + IVA 20% Non soci: € 420,00 + IVA 20%

RELATORI ED ISTRUTTORI Derek Fox, DVM, Dipl ACVS, PhD, Columbia (USA) Mike Kowaleski, DVM, Dipl ACVS, Phio (USA) Bruno Peirone, Med Vet, PhD, Torino Alessandro Piras, Med Vet, Spec in Chirurgia Vet, MRCVS, Newry, Irlanda del Nord Slobodan Tepic, M. Sci, Zurigo (CH) Jim Tomlinson, BS, DVM, MVSci, Columbia (USA) Aldo Vezzoni, Med Vet, SCMPA, Dipl ECVS, Cremona ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (48)

DIRETTORE David Chiavegato, Med Vet, Padova RELATORI ED ISTRUTTORI Luca Benvenuti, Med Vet, Lucca David Chiavegato, Med Vet, Padova Gian Marco Gerboni, Med Vet, Malpensa (VA) Chris Lamb, MA, VetMB, Dipl ACVR, Dipl ECVDI, FHEA, MRCVS, Royal Veterinary College, Londra (UK) Francesco Migliorini, Med Vet, Roma Federica Rossi, Med Vet, Spec Rad Vet, Dipl ECVDI, Bologna Giliola Spattini, Med Vet, Dipl ECVDI, Reggio Emilia

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La partecipazione a questo corso presuppone una preparazione di base sulla fissazione ossea interna ed esterna

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22 Calendario attività Dall’8 luglio al 18 ottobre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi Edizioni Veterinarie E.V. srl

8 - 11 LUG

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Ultimi posti disponibili

12 SET

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON PROPLAN CUP NESTLÈ PURINA 2009

20 SET 20 SET 22 - 25 SET 24 SET 25 - 27 SET 26 - 27 SET 26 - 27 SET 26 - 27 SET 27 SET 27 SET 27 SET 27 SET

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

3° IT. NEUROLOGIA VETERINARIA: IV PARTE - PRINCIPI DI NEUROTERAPIA MEDICA E CHIRURGICA Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it GASTROENTEROLOGIA DEL CANE E DEL GATTO: AGGIORNAMENTO CLINICO - BolognaFiere - PALAGREEN - Ingresso Aldo Moro Pad. 35 - Bologna - Piazza della Costituzione - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’ESAME ENDOSCOPICO IN GASTROENTEROLOGIA E PNEUMOLOGIA - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

LA RADIOLOGIA DALLA A ALLA D (DIAGNOSI) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2° IT. ANESTESIA: III PARTE - ANESTESIA NELLE SPECIALITÀ - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LE PATOLOGIE DELLA REGIONE METACARPALE PROSSIMALE NEL CAVALLO DA ENDURANCE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it SICILIA - CORSO REGIONALE DI DERMATOLOGIA - Ragusa - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHEMIOTERAPIA - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it QUALI LIMITI PER L’ANESTESIA DI UN PAZIENTE CARDIOPATICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA RADIOLOGICA - Atahotel Quark, Via Lampedusa 11/A Milano - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - Email: info@scivac.it

SEMINARIO SIVE IN COLLABORAZIONE CON SISTEMA EVENTI CORSO SCIVAC

INCONTRO SIONCOV

INCONTRO SICARV / SIARMUV CORSO SCIVAC

SEMINARIO SIVE

NEUROLOGIA - Ozzano (BO) Facoltà di Medicina Veterinaria - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

LA VISITA CLINICA E LA MEDICINA COMPORTAMENTALE - Jolly Hotel - Castenaso (BO) - VIA VILLANOVA 29/8 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DIAGNOSI E PREVENZIONE DELLA FIP - TRENTO - Via V. Zambra, 36 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO - Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria - VIA SAN COSTANZO 4 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Monica Borghisani - Segr. Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI TRENTO INCONTRO REGIONALE SCIVAC UMBRIA

28 SET

CORSO SIVE

NEUROLOGIA - Ozzano Emilia (BO) - Facoltà di Medicina Veterinaria - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

30 SET 2 OTT

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

30 SET 2 OTT

CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA

3 - 4 OTT

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON SIMEF E SINUV

2° IT. CARDIOLOGIA: I PARTE - FISIOPATOLOGIA CARDIOVASCOLARE E APPROCCIO CLINICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FOOD SAFETY: ANIMAL FEED IMPACT ON HUMAN HEALTH. RIFLESSI DELL’ALIMENTAZIONE ANIMALE SULLA SALUTE UMANA. - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it DAY-HOSPITAL, DEGENZA E TERAPIA INTENSIVA NEL PAZIENTE FELINO: QUANDO L’OSPEDALIZZAZIONE È UNA NECESSITÀ - Crowne Plaza, Via Po 197 - Padova - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

4 OTT

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC LIGURIA

IL CONIGLIO DA COMPAGNIA - “Sala Quadrivium” Genova - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

IL CAMPO CHIRURGICO COME UN VIDEOGAME: LA CHIRURGIA MINIINVASIVA - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC SICILIA

LA RADIOLOGIA DALLA A ALLA D (DIAGNOSI) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MARCHE

PATOLOGIE TRAUMATICHE DELLO SCHELETRO APPENDICOLARE - Hotel Sporting - Ancona - VIA FLAMINIA 220 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INCONTRI DI OMEOPATIA VETERINARIA. MATERIA MEDICA DEI LATTI SPERIMENTATI IN OMEOPATIA E LORO APPLICAZIONI CLINICHE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accred. - Per info: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ARGOMENTI DI PATOLOGIA ORALE - II PARTE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it INCONTRO SIGAV_AGGIORNAMENTI SULLE PRINCIPALI PATOLOGIE EPATICHE DEL CANE E DEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

4 OTT 4 OTT 4 OTT 10 - 11 OTT 10 - 11 OTT

INCONTRO SIMVENCO

INCONTRO SIODOV INCONTRO GASTRO

11 OTT 11 OTT 14 - 16 OTT 16 - 18 OTT

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2° IT. ORTOPEDIA: V PARTE - CHIRURGIA ARTICOLARE E PERIARTICOLARE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 63° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC - TRAUMATOLOGIA DEI TESSUTI MOLLI - Centro Affari E Convegni, Arezzo - VIA LAZZARO SPALLANZANI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC

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VETERINARIA 23 | 2009

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 22 giugno 2009

SOLUZIONI

a Insufficienza valvolare aortica b Malattia valvolare mitralica

a Tratto distale dell’intestino tenue, dell’intestino tenue

c Albero respiratorio

QUIZ 1

c Tachicardia d Ipertensione arteriosa

b Abomaso e tratto prossimale Risposta corretta: a) Macroregione SIVE di Cardiologia, 2005

di grado lieve

cieco e colon

QUIZ 2

2. Quale è la sede principale di localizzazione dei Criptosporidi nel vitello?

Risposta corretta: a) Fiera Cremona, SIVAR Ottobre 2006

1. Il rilievo di polso celere in un cavallo è indicativo di:



Professione Veterinaria, Anno 2009, Nr 23