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Professione Veterinaria 22-2011:ok

28-06-2011

30 anni ®

LABORATORIO ANALISI VETERINARIE PER ANIMALI DA COMPAGNIA E DA REDDITO

www.biessea.com

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la VETERINARIA

PROFESSIONE

Da il nostro lavoro e la nostra esperienza al servizio dei Medici Veterinari Via Amedeo d’Aosta, 7  20129 MILANO tel. +39. 02. 29 40 46 36  fax +39. 02. 29 40 46 44 e-mail info@biessea.com  analisi@biessea.com

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A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

22 2011

30 anni

Da il nostro lavoro e la nostra esperienza al servizio dei Medici Veterinari

®

LABORATORIO ANALISI VETERINARIE PER ANIMALI DA COMPAGNIA E DA REDDITO

Via Amedeo d’Aosta, 7  20129 MILANO tel. +39. 02. 29 40 46 36  fax +39. 02. 29 40 46 44 e-mail info@biessea.com  analisi@biessea.com

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SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 8, numero 22 dal 13 al 19 giugno 2011

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. soc. cons. a R.L. - Cremona

IL NUMERO PROGRAMMATO DEVE SCENDERE

FONDI ALLE STERILIZZAZIONI CON BPV

PUNTI CRITICI DELL’ANAGRAFE EQUINA

LA SICUREZZA DEI MANGIMI È ESSENZIALE

ORDINANZE TUTTE DAVVERO URGENTI?

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LEGGERE LEGGERE LEGGERE

BREVI MORBO COITALE Dopo il caso di Catania, il morbo coitale maligno è stato rilevato in altri due stalloni in un allevamento di Napoli. Il Ministero della Salute ha annunciato azioni in nove Regioni per arrestare la diffusione della malattia. Controllo per morbo coitale maligno su tutti gli stalloni della stagione di monta 2011.

ACCESSO È stato emanato il decreto legge dal Ministero della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca sulle regole che consentono l'accesso alle facoltà a numero chiuso. Le nuove regole per poter accedere alle facoltà a numero programmato saranno valide già dal prossimo anno accademico 2011/2012.

PRECARIATO "Il blocco del turn over ha consentito di bloccare la deriva dei disavanzi regionali. Ma questo non può avvenire a discapito della sanità". Il Ministro della Salute ha avviato trattative con l'Economia "per trovare eccezioni al blocco de turn over". I dati della Ragioneria di Stato rivelano la crescita del lavoro a termine per i veterinari nel SSN.

PSN La Commissione Igiene e Sanità del Senato ha avviato l'esame del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013. Ci sarà tempo fino al 7 luglio per l'espressione, in sede consultiva, del parere. Nel trasmettere l'Atto a Palazzo Madama, il Governo ha sottolineato l'urgenza dell'iter, per consentire la rapida programmazione sul territorio nazionale del Piano.

VETPEDIA WWW.VETPEDIA.IT

Si fa presto a dire 3000... È on line la prima wiki-enciclopedia veterinaria, rivoluzionaria e gratuita Per Vetpedia accogliere migliaia di utenti è stato fin troppo facile

ONAOSI Sarà un medico veterinario a rappresentare i contribuenti volontari della Onaosi. Al Collega Federico Molino, Presidente dell'Ordine dei Veterinari della Valle d'Aosta, il compito di farsi portavoce dei 700 veterinari che hanno scelto i benefici assistenziali della Fondazione degli orfani di sanitari.

ECM Non è più obbligatoria la formazione continua per le arti ausiliarie. Pertanto, i crediti già rilasciati non hanno valore ai fine dell'ECM. Lo riferisce la Commissione nazionale per l'educazione continua che per quegli eventi ha anche sospeso il versamento del contributo spese.

Salute risparmio

e

Fondo Sanitario A.N.M.V.I.

www.anmvioggi.it

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Fra le novità del nuovo Codice Deontologico ci sembra pertinente segnalare da queste pagine l’articolo 11, che ha introdotto fra i doveri del medico veterinario anche quello di informarsi. L’articolo è dedicato all’aggiornamento professionale e recita così: “È inoltre dovere dello stesso informarsi in merito all’attualità e alla evoluzione professionale ed essere a conoscenza di norme, di leggi e di atti regolamentari di interesse medico veterinario”. Per un giornale come il nostro, che da sempre dedica all’informazione professionale una discreta fetta di energie e di risorse, l’articolo 11 è due volte gratificante. La prima perché ci ripaga di tanti sforzi compiuti per sollecitare i colleghi ad acquisire quelle che sui banchi di scuola si chiamano “competenze minime di cittadinanza”: conoscere almeno le leggi che ci riguardano. La seconda perché il dovere di informazione viene deontologicamente apparentato al dovere di aggiornamento. Non solo scienza, quindi, ma anche legislazione, attualità, fatti e accadimenti che ci toccano da vicino, con attenzione al significato che politica, costume e società possono avere per il nostro quotidiano professionale. Troppe volte, siamo sinceri, non sappiamo quel che dovremmo sapere e

non lo sappiamo perché abbiamo sistematicamente ignorato le infinite fonti di informazione gratuita che la nostra Categoria ha a sua disposizione. Questo numero presenta dettagliatamente Vetpedia, motivo d’orgoglio per chi l’ha ideata e realizzata, ma che ora vi viene consegnata per “costruire” insieme il nostro sapere. Presto l’Encicolopedia di medicina veterinaria aprirà una sezione di supporto all’attività professionale con discipline e voci legate alla normativa di settore. In prospettiva, Vetpedia e Professione Veterinaria faranno formazione a distanza usando scienza e informazione come strumenti di crescita culturale, egualmente importanti per essere preparati nei confronti dei pazienti e nei confronti dei nostri clienti, con i quali parliamo troppo poco. Siamo invece educatori e informatori con un ruolo sociale che nessun altro può vantare. Leggiamo di più e informiamoci di più per essere al passo con la domanda di consulenza che proviene dai nostri clienti. Un tormentone del giornalismo è la brutta fine che fanno i giornali nel nostro Paese: gli italiani, dicono nell’ambiente, li usano per incartare il pesce. Ecco, noi veterinari cerchiamo di non usarli per le gabbie della degenza… Carlo Scotti

NON CHIAMATE PER NOME IL CLIENTE “SIGNORA NERI, BUONASERA”, “ROSSETTI, BUONGIORNO, PREGO”, “DOTT. VERDI, SI ACCOMODI”, frasi abituali rivolte ai clienti che stanno aspettando in sala d’attesa, o per chi invece è abituato a rivolgersi all’animale: “Ciao Fuffy, vieni”, “Bentornata Luna”, “Eccomi Sem, vieni”. Se fossimo nella medicina umana tutte queste frasi di benvenuto dovremmo dimenticarcele e rivolgendoci ai nostri clienti, proprietari o animali che siano, dovremmo semplicemente dire: “Il signore a destra con un gatto nero può accomodarsi” o “Il pastore tedesco accompagnato da una signora bionda entri pure”, ecc. Infatti, fra le indicazioni fornite dal vademecum privacy sulla sanità, realizzato dal Garante ed intitolato: “Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti”, e che si occupa del rapporto fra pazienti e strutture sanitarie, è proibito rivolgersi ai clienti in sala d’attesa chiamandoli per nome. Questo è solo uno dei tanti aspetti regolamentati dal vademecum della privacy sanitaria. Altri riguardano le informazioni che possono essere passate ad altre persone sullo stato di salute di un paziente, o la cessione di cartelle cliniche o dati parziali di queste, solo per fare qualche esempio. Per ora queste regole riguardano solo la sanità umana ma certamente, più o meno uguali, arriveranno anche a regolamentare la privacy nel nostro settore. Prepariamoci, quindi, incominciando magari a prevedere in sala d’attesa o al momento della prenotazione della visita l’attribuzione al cliente di un codice alfanumerico che eviti, così, ogni personalizzazione abituandoci a chiamare la Signora Neri semplicemente cliente SK22 o la gatta Luna paziente CO17.

@nmvi Oggi - L’informazione Veterinaria On Line


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www.vetpedia.it Attualità

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Sabato 28 maggio 2011, ore 11.00: Vetpedia è on line Straordinaria accoglienza per un progetto unico, al servizio della conoscenza libera e gratuita etpedia è ufficialmente in Rete da sabato 28 maggio 2011. L’official release è stato celebrato alle 11 del mattino, nel corso del 69° Scivac di Rimini, insieme ai congressisti e agli sponsor Bayer Health Care e Royal Canin. Un’ora dopo Vetpedia contava già 500 medici veterinari registrati. Nella prima settimana, il numero è salito a 2.521 utenti registrati, con accessi al ritmo di un iscritto ogni due minuti e 16.500 pagine visitate. Mentre diamo alla stampa queste pagine, e siamo al 14 giugno, i medici veterinari che hanno fatto il login sono 3.200. Il portale www.vetpedia.it è sempre affollato di visitatori, anche durante la notte: Veterinari insonni? Il turno di notte?). Con Enrico Febbo, Direttore del Progetto, proviamo a scorrere le ultime ricerche effettuate: policitemia assoluta, extrasistoli ventricolari, IRC nel gatto, paresi posteriore... “E in queste chiavi di ricerca - dichiara - e nel lungo tempo di permanenza medio per pagina, circa 8 minuti, un tempo infinito per la rete che risiede la nostra più grande soddisfazione, l’aver ideato un servizio che accompagna costantemente i medici veterinari nella loro attività quotidiana”. I contenuti pubblicati da Vetpedia sono tutti originali, frutto della cultura professionale degli autori e non testi copiati in parte o integralmente da libri o da altre risorse della Rete. Ci sono voluti due anni di lavoro, che hanno visto il coinvolgimento di competenze professionali di elevatissimo livello. Il "motore" dell’Enciclopedia è Maria Grazia Monzeglio, Direttore Editoriale di Vetpedia, che ha saputo con rara diligenza coordinare il più grosso gruppo di lavoro veterinario mai coinvolto in un progetto editoriale comune, il cui numero di consulenti scientifici supera quello del Prontuario Terapeutico SCIVAC. “Vetpedia aggiunge Febbo - sta celebrando il successo pieno di un progetto che alle prime ipotesi appariva quasi irrealizzabile e che ora sta allegramente divenendo il “nipotino” digitale che forse accompagnerà il “nonno” Prontuario Terapeutico verso la meritata pensione”. Vedremo, ma intanto questi due anni di gestazione “non sono stati una passeggiata”ci spiega Maria Grazia Monzeglio: “Partire da

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UNA SVOLTA EDITORIALE etpedia è il più importante progetto editoriale degli ultimi dieci anni. Per ideazione, caratteristiche e modalità di utilizzo è un portale enciclopedico unico nel suo genere, senza precedenti nel panorama mondiale dell’editoria scientifica veterinaria. È gratuita e destinata ai soli medici veterinari o studenti in medicina veterinaria, sia per preservare la validità scientificità dei contenuti che per evitare la dispersione di nozioni riguardanti aspetti sensibili della professione medico-veterinaria, come i protocolli terapeutici e l'utilizzo di farmaci. Ideata da ANMVI, realizzata sotto la gestione organizzativa di EV (Edizioni Veterinarie), si avvale della direzione editoriale di Enrico Febbo. Le due aziende che sostengono economicamente il progetto, Bayer HealthCare e Royal Canin, non hanno accesso ai contenuti scientifici e non esercitano alcuna interferenza su di essi. A loro va il merito di averci creduto dalla prima ora e il ringraziamento dell’Editore per il decisivo supporto.

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DA DOVE INIZIARE? mmaginare un indice fa tutt’uno con la fatica di ogni inizio. A quali argomenti dare la precedenza? Risponde Maria Grazia Monzeglio: “Si è scelto di garantire alcuni temi fondamentali ma anche di valorizzare le conoscenze ed eccellenze degli autori. Conosco i contenuti di Vetpedia riga per riga: credo sia dovuta riconoscenza agli autori per aver fornito con estrema generosità e indubbi sacrifici personali contenuti di elevata qualità, non lesinando materiale iconografico, filmati, spunti interattivi ecc. A loro il mio personale e ammirato grazie”. E poi, la fase operativa vera e propria, “con ingenti e frenetici flussi di materiale in redazione - racconta la Direttrice Editoriale di Vetpedia - da catalogare, leggere, organizzare per poi dargli la meritata veste grafica web. Senza pensare ai veri e propri brain storming con i tecnici informatici, realizzatori del sito, personaggi

geniali che parlano una lingua aliena…” Circa il reperimento del sostegno economico a questa avventura, “solo una persona ce la poteva fare - dichiara - Antonio Manfredi, che ha sempre creduto e sostenuto con entusiasmo adolescenziale questo progetto. E a cui due grandi e lungimiranti aziende, Bayer e Royal Canin, hanno dato meritato credito. Un lungo e faticoso cammino dunque, è indubbio, ma bellissimo e fonte di enorme soddisfazione e crescita per la sottoscritta, e per il quale sono infinitamente grata ad ANMVI. Cammino peraltro solo iniziato ci svela - dato che Vetpedia ha in cantiere ancora molti e validissimi progetti. Cammino che, senza Enrico Febbo, mio vulcanico e geniale angelo custode, presente ad ogni singolo passo e ancor più nelle difficoltà, non avrei neanche potuto immaginare di intraprendere”. Oggi l’indice è di 320 voci.

un’idea e arrivare a Vetpedia è stato un lungo, faticoso e a volte complicato processo, seppur bellissimo. Processo che ha preso le mosse dalla formazione della squadra, cioè

dei 49 medici veterinari che compongono il Comitato scientifico permanente e che hanno realizzato le 320 voci con cui Vetpedia è stata inaugurata. Tutti da convincere a lavo-

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rare molto, bene e generosamente - aggiunge- per un progetto tanto innovativo quanto avventuroso, di certo inedito e dal futuro imprevedibile”. Già. Imprevedibile, ma con una road map già tracciata.

DA QUI AL 2014 Il 1 gennaio 2012 sarà pubblicata l’edizione in lingua inglese, e si tratterà di un primo evento assoluto, la prima nostra produzione "globalizzata", che aprirà la finestra della veterinaria italiana ai contributi internazionali (che effetti avrà?). Ancora, per il 2012-2013 è prevista la pubblicazione della versione per gli ippiatri e poi quella per gli specialisti degli animali da reddito, oltre al completamento della sezione degli animali esotici già parzialmente inserita nella prima release del 28 maggio scorso. Poi, il 2014. Il trentennale della SCIVAC dovrebbe essere accompagnato dalla 6a edizione del Prontuario Terapeutico SCIVAC. Ma Vetpedia avrà cambiato per l’epoca lo scenario editoriale di riferimento? Passerà tutto sulle famigerate tablets e su iClouds, come Steve Jobs sembra averci indicato qualche ora fa da San Francisco?

COLLABORA CON NOI

HELLO GUEST! er accedere a Vetpedia è necessaria una semplice registrazione. Richiede solo qualche secondo di tempo e un indirizzo e-mail valido. Il sistema invierà tutte le comunicazioni a quest’ultimo indirizzo, che sarà gestito nei termini di privacy previsti dalla legge, non sarà pubblico e verrà utilizzato soltanto se desideri ricevere una nuova password o se vuoi ricevere notizie e avvisi via e-mail. Bisogno di aiuto? Scrivi all’Help Desk: assistenza@vetpedia.it

P

Vetpedia è un modello wikipediano di sapere condiviso e diffusione disinteressata delle conoscenze in medicina veterinaria: i medici veterinari possono contribuirvi creando nuove voci o arricchendo quelle esistenti. Essere produttori attivi del sapere è semplice. Una sezione specifica del portale dettaglia i modi e i termini delle libere collaborazioni che dovranno seguire il modello classico d’esposizione in ambito medico ed essere rigorosamente frutto di opera personale, privi di copyright e avvalorati da fonti espressamente citate. Più agili i contributi di sola modifica delle voci esistenti, che possono esse-


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4 Attualità www.vetpedia.it

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pedia deve nascere in quest’ottica”. Unico requisito: è essersi loggati.

CREAZIONE O MODIFICA?

Enrico Febbo, Responsabile del Progetto e Maria Grazia Monzeglio, Direttore Editoriale, durante la presentazione di Vetpedia, in anteprima al Congresso SCIVAC di Arezzo, a ottobre del 2010. Una sala scrosciante di applausi ha approvato un progetto “rivoluzionario” ripagato oggi da più di 3.000 utenti registrati.

re anche di poche righe, ma sempre rispettose dei criteri editoriali generali in fatto di originalità e attendibilità. “L’intento - è scritto sul portale - è quello di creare uno strumento di informazione imparziale e positivo, dove domini la civiltà e si evitino atteggiamenti polemici o di contraddizione e competizione fini a se stessi. Ogni contributo all’enciclo-

A differenza di Wikipedia tuttavia, i contributi inviati in redazione sono sottoposti a un processo di verifica preliminare per garantire la correttezza e scientificità delle informazioni pubblicate. I contributi vengono quindi dapprima vagliati dalla Redazione e quindi inviati al responsabile di Disciplina per l’approvazione finale. Il sistema delle collaborazioni è in fase di implementazione e sarà strutturato in due azioni: invio di una modifica o correzione a una voce esistente (sarà presente un tasto di Modifica rapida in ogni voce); invio di nuove voci complete (mandando un’email ad una casella che sarà appositamente indicata dalla Direzione editoriale). La data di inserimento di ogni modifica a una voce esistente è segnalata nella pagina relativa alla voce (Last update) e in una apposita sezione in home page. L’inserimento di nuove voci è periodicamente notificato agli utenti registrati via e-mail. Il nome e la foto degli utenti registrati che apportano modifiche o realizzano nuove voci verranno riportati nella sezione “Hanno collaborato”, attualmente in fase di implementazione.

VOCI IN AGGIORNAMENTO L’enciclopedia on-line di medicina veterinaria ha esordito con oltre 300 voci, curate da un comitato scientifico di decine di specialisti,

Folla congressuale all’official release di Vetpedia. Bayer HealthCare e Royal Canin hanno festeggiato l’evento con tutti i medici veterinari presso il loro stand, nell’area espositiva del 69° SCIVAC di Rimini. Il portale è andato on line alle ore 11.00 di sabato 28 maggio 2011

ma, come vogliono le regole della Rete i contenuti sono già stati modificati e arricchiti: il 13 giugno ben 18 voci sono state aggiornate. Sono anche già stati attivati i servizi di notifica e aggiornamento per gli iscritti, che in tal modo saranno sempre aggiornati sul tutto quanto avviene dentro l’Enciclopedia (nuove schede, modifiche, nuovi autori, ecc.). Le scienze biomediche e la medicina veterinaria sono in continua evoluzione. La ricerca e l’esperienza clinica ampliano costantemente le nostre conoscenze soprattutto in relazione alle modalità terapeutiche mediche e chirurgiche e alla farmacologia. A tale riguardo, il lettore può essere certo che Autori, Curatori ed Editore di Vetpedia hanno fatto il possibile affinché tali riferimenti siano conformi allo stato più avanzato delle conoscenze. Tuttavia, Vetpedia precisa che Autori, Curatori ed Editore declinano qualsiasi responsabilità derivante dalla messa in atto di procedure, terapie e impiego di farmaci descritte da Vetpedia, responsabilità sempre e comunque a carico del medico veterinario. La presenza di un comitato scientifico garantisce il continuo aggiornamento delle informazioni e preserva l’attendibilità scientifica dei contenuti, in accordo con lo stato delle conoscenze in letteratura veterinaria. Ai referenti delle diverse discipline è affidata anche la revisione dei contributi esterni.

mare gli studenti dell’utilità formativa del progetto. Vetpedia si offre come un valido ausilio didattico e bibliografico, sia durante il corso di studi che in fase di realizzazione della tesi. Una risorsa culturale che permette l’approfondimento di argomenti di studio curricolare, trattati con il taglio del veterinario pratico e non solo in stile scolastico. Vetpedia si augura che gli studenti possano avvantaggiarsi di questo strumento di aggiornamento e di ricerca, attraverso forme di collaborazione e divulgazione con l’Accademia per le quali la Direzione Editoriale ha già manifestato ai Presidi la disponibilità a proseguire nella collaborazione con il mondo accademico, un mondo dal quale proviene un buon numero di Autori.

MULTIMEDIALITÀ

UTILE ANCHE IN FACOLTÀ Vetpedia si è rivolta ai Presidi e ai docenti delle Facoltà di Medicina Veterinaria per infor-

NUOVE VOCI INSERITE NELL’ENCICLOPEDIA

21 DISCIPLINE PER LA TESI, L’AGGIORNAMENTO, LA RICERCA splorare le 21 discipline scientifiche oppure contribuire alla scrittura delle voci. Vetpedia è interattiva e richiede un’utenza dinamica. Anche il Comitato Scientifico lo è: i Medici Veterinari che lo compongono contribuiscono quotidianamente al miglioramento dell’Enciclopedia. Ogni disciplina ha un responsabile scientifico (il primo nome che compare nell’elenco di seguito) e una serie di redattori. Alimentazione (Liviana Prola), Anestesiologia (Antonello Bufalari, Paolo Franci), Cardiologia (David Chiavegato Serena Crosara, Roberto Santilli), Chirurgia (Filippo Maria Martini), Comportamento (Sabrina Giussani), Dermatologia (Federico Leone, Francesco Albanese, Nicla Furiani), Diagnostica per immagini (Federica Rossi, Elvanessa Caleri), Ematologia-Immunologia (Saverio

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Paltrinieri, Silvia Tasca, Erika Carli) Endocrinologia (Federico Fracassi, Elisa Garbatini, Edy Mercuriali, Sara Corradini), Gastroenterologia (Magda Gerou-Ferriani), Malattie infettive (Stefano Bo, Valentina Foglia Manzillo), Medicina d'urgenza (Fabio Viganò), Neurologia (Gualtiero Gandini, Marco Rosati, Antonella Gallucci, Erika Bersan), Odontostomatologia (Paolo Squarzoni), Oftalmologia (Alberto Crotti), Oncologia (Paolo Buracco, Laura Marconato, Marina Martano, Emanuela Morello, Damiano Stefanello), Ortopedia (Aldo Vezzoni, Silvia Boiocchi), Parassitologia (Gaetano Oliva, Donato Traversa, Luigi Venco), Riproduzione (Cristina Veronesi), Tossicologia (Roberto Villa, Annalisa Zonca, Martina Gallo), Urologia (Paola Scarpa, Daniela Callegari, Michela Galgano, Luca Aresu).

1. Infezioni cutanee da Papillomavirus nel gatto 2. Sufentanil 3. Dermatite da Poxvirus nel gatto 4. Tumori uterini della cagna e della gatta 5. Avvelenamenti: approccio d'emergenza 6. Lattatemia nel cane e nel gatto 7. Mycoplasma haemofelis 8. Comportamento eliminatorio del gatto: la minzione emozionale 9. Comportamento eliminatorio del gatto: la marcatura urinaria 10. Comportamento eliminatorio del gatto: l’eliminazione inappropriata 11. Neoplasie vulvo-vaginali nella cagna e nella gatta 12. Trauma cranico nel cane e nel gatto 13. Obesità nel cane e nel gatto 14. Crisi convulsive e stato epilettico nel cane e nel gatto 15. Morfina 16. Cardiomiopatia dilatativa del cane 17. Incontinenza urinaria (non neurologica) nel cane e nel gatto 18. Toxoplasmosi nel cane e nel gatto *Aggiornamento al 13 giugno 2011 (Servizio di notifica on line per gli iscritti)

Le voci di Vetpedia sono ipertestuali e arricchite di componenti multimediali. Alcune sono corredate da video che, insieme ad un ricco apparato grafico e iconografico, consentono approfondimenti visuali. Le voci sono anche ipertestuali con link di rimando a voci interne a Vetpedia o a siti web esterni, come ad esempio nel caso delle citazioni bibliografiche. ■

LA FOTO DEL GIORNO Quotidianamente, un’immagine particolarmente efficace viene evidenziata in home page. Quella che in termini giornalistici si definirebbe una foto-notizia, in Vetpedia è una immagine didattica, linkata alla voce enciclopedica che la spiega. Sopra una foto di Aldo Vezzoni: “OCD del ginocchio, corretto posizionamento per l’esecuzione della proiezione radiografica caudo-craniale a ginocchio flesso”.


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6 Attualità Università

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Il numero programmato dovrà scendere ancora L’obiettivo EAEVE 2013 non si sta rivelando idoneo a riqualificare didattica e fabbisogno l tavolo ministeriale per la programmazione del fabbisogno veterinario 2011-2012 si profila il mantenimento delle strategie di contenimento del numero nazionale. I funzionari dell’Università, le rappresentanze accademiche, delle Regioni e della professione (FNOVI ed ANMVI) hanno fatto il punto il 7 giugno scorso. L’incontro tecnico è propedeutico all’emanazione del decreto annuale atteso per luglio. Il Ministero dell’Università conferma l’orientamento introdotto con la program-

A

IL FABBISOGNO STIMATO DALLE REGIONI l Servizio sanitario nazionale chiede 742 medici veterinari. È questo il fabbisogno totale approvato dalla Conferenza Stato Regioni il 18 maggio. Nel dettaglio: Piemonte: 11, Vda: 10, Lombardia: 70, Trento: 5, Bolzano: 11, Veneto: 30, Friuli Venezia Giulia: 0, Liguria: 10, Emilia Romagna: 13, Toscana: 70, Umbria: 10, Marche: 0, Lazio: 40, Abruzzo: 12, Molise: 5, Campania: 200, Puglia: 100, Basilicata: 8, Calabria: 30, Sicilia: 62, Sardegna: 45. Totale: 742.

I

VETERINARI IN CALO AGLI ESAMI DI STATO LINEE GUIDA a professione medico veterinaria lamenta un esubero di laureati e di iscritti all’Ordine, conseguenza di una programmazione nazionale inadeguata del fabbisogno di professionisti. Eppure, se l’Albo dei Veterinari si attestava a fine 2009 sui 28.329 iscritti, nello stesso anno il trend delle defezioni all’Esame di Stato registrava un calo progressivo. L’anno accademico 2009-2010 ha prodotto una variazione in negativo del 15,10%, rispetto all’a.a. 2008-2009, una percentuale di veterinari laureati che - al pari di altri laureati delle professioni intellettuali - non si è presentato all’Esame di Stato. Una flessione superiore a quella dei farmacisti e dei medici, ma contenuta rispetto ai dentisti (-32,31) per restare in campo sanitario, e rispetto agli agronomi (-61,11) per guardare ai settori confinanti. Nel 2010 gli iscritti all’Esame di Stato a Medicina Veterinaria erano 984. Comunque molti, anzi troppi alla luce di una annosa critica ai criteri di svolgimento della prova di abilitazione. Anche quest’anno, infatti, la Fnovi ha proposto alle Commissioni d’esame una serie di domande volte a verificare le competenze professionali piuttosto che quelle scientifiche per le quali i candidati sono già stati laureati. A determinare le defezioni non è infatti la difficoltà della prova, quanto la scarsa fiducia nelle possibilità di di esercitare effettivamente una professione remunerativa. Come dimostra il dato FNOVI-NOMISMA 2010, a dieci anni dall’iscrizione all’Ordine i medici veterinari svolgono attività “atipiche” rispetto al percorso di formazione e di abilitazione. Sotto accusa la mancanza di sbocchi occupazionali adeguatamente retribuiti. Si conferma il disagio di esercitare una professione che non ripaga sotto il profilo del guadagno e il dramma di una pletora di laureati che scoprono - quando è ormai troppo tardi - che l’ingresso dei giovani nel mondo delle professioni è bloccato da mercati saturi e assenza di politiche fiscali di agevolazione e incentivi. Vedremo quale sarà l’esito delle prove di quest’anno. La prima data per gli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico veterinario è stata il 15 giugno scorso. La seconda sessione si terrà il 23 novembre prossimo.

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mazione accademica dell’anno passato: meccanismo premiante/penalizzante per le facoltà con o senza accreditamento EAEVE e riduzione del numero dei posti disponibili. Una riduzione che - se effettivamente perseguita - potrebbe portare sotto quota mille il numero degli immatricolabili. Il dubbio è lecito, non solo perché già in passato il MIur aveva corretto al rialzo la programmazione per soddisfare le richieste dell’Accademia, ma anche perché in questo primo anno di attuazione del principio “ Eaeve entro il 2013”, gli Atenei si sono dati molto da fare per sopravvivere e le Facoltà che per raggiungerlo hanno ottimizzato il numero di studenti sono un’eccezione. Viceversa gli accreditamenti EAEVE si sprecano e sembrano troppo facili. Gli ospedali veterinari, malgrado le rassicurazioni ufficiali, sembrano più efficaci a fare concorrenza ai privati che ad innalzare la didattica pratica. Ma anche in questo caso non bisogna generalizzare.

CRITICI E SCETTICI Certamente le Regioni non hanno recepito la logica del fabbisogno e avanzano come se dalle loro parti non ci fosse nessuna crisi occupazionale. Chiedono veterinari per il SSN (SSR) sapendo che una volta fuori dalle Facoltà saranno abbandonati al loro destino di precari insoddisfatti sul libero mercato dei poveri. Non sono gli studenti ad abbandonare le Facoltà è semmai il contrario. L’ANMVI dice 500, la FNOVI 595, le Regioni 742, le Facolta? Vedremo. Di ridurle o di accorparle non si parla. Nell’Accordo tra il Governo e le Regioni sul fabbisogno Campania e Puglia sono le uniche Regioni a 3 cifre, che hanno stimato un fabbisogno rispettivamente di 200 e 100 medici veterinari. La posizione dell’ANMVI non può che essere fortemente critica. “Le Regioni dovrebbero spiegare come e dove troveranno impiego i 742 medici veterinari che chiedono - dichiara Carlo Scotti, Presidente

Senior ANMVI”. Anche la FNOVI è stata molto critica dopo l’incontro del 7 giugno: “se il MIUR vuole fare quello che gli pare, ma cosa ci chiama a fare?” è stato il commento su fnovi.it. Per l’ANMVI occorre partire da un dato di fatto: oggi qualunque fabbisogno è sovrastimato, è invece importante puntare all’accorpamento delle facoltà, diversificando e aggiornando la formazione dei futuri medici veterinari, realizzando poli formativi di grande qualità con ospedali universitari veramente didattici e non realizzati con fondi pubblici per fare concorrenza al privato. Discutere di cifre è importante, ma la programmazione dovrebbe allargarsi ad altri fattori discorsivi dell’occupazione come le lauree brevi, che sono inutili e producono figure intermedie senza nessun profilo professionale credibile e senza speranza di impiego. A limite dell’abuso di professione secondo la Fnovi che ha preso di mira alcuni percorsi per tecnici para-abusivi, e secondo la Società di Fisiatria veterinaria che ha preso le distanze da lauree brevi che potrebbero affidare competenze mediche a dei laureati triennali.

Quanto richiesto dalle rappresentanze della professione è del resto in linea con le linee generali d’indirizzo della programmazione delle Università per il triennio 2010-2012. Il Ministero dell’Università le ha definite per incentivare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti dal sistema universitario.Tenuto conto della restrizione delle risorse finanziarie disponibili per il sistema universitario nel corrente triennio 2010-2012, si sottolinea ancor più la necessità che le Università adottino un piano strategico, valutando attentamente al proprio interno le priorità degli interventi da attuare. Le Università sono invitate a orientare i loro programmi, con interventi di razionalizzazione e qualificazione dell’offerta formativa - anche al fine di migliorare la qualità, l’efficacia e l’efficienza delle sedi didattiche. Le Linee Guida richiedono di rendere coerenti le dimensioni, in termini di studenti immatricolati, dei corsi di studio con le numerosità di riferimento delle rispettive classi, al fine di minimizzare il numero di corsi (non specifici) con basso numero di iscritti ed evitando altresì i casi di sovraffollamento. Le Università procedono, in ogni caso, alla disattivazione dei corsi con numerosità di studenti inferiori alle numerosità minime delle rispettive classi, nei termini indicati nel decreto ministeriale relativo ai requisiti necessari alla attivazione dei corsi di studio. Le Università sono anche tenute a ridurre la disseminazione territoriale di sedi didattiche non coerenti col bacino d’utenza e in assenza di stabilità delle strutture necessarie per le attività didattiche. ■


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La Regione finanzia le sterilizzazioni se rispettate le BPV Presto delle linee guida realizzate da ANMVI Puglia in collaborazione con ANMVI e SCVI pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 88 del 7 giugno 2011 la delibera che stanzia fondi all'Unione dei Comuni della Regione Puglia. Finanziamenti pari a 200mila euro per la campagna di sterilizzazione di cani padronali e altrettanti per i canili comunali. Il finanziamento regionale potrà essere concesso ai Comuni che ne faranno richiesta per procedere ad una forma di incentivazione ai privati della sterilizzazione dei cani padronali, anagrafati, iscritti presso l'anagrafe canina informatizzata regionale e riconducibili al proprio territorio comunale. La Regione finanzierà tale campagna con la

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contribuzione fissa di € 50,00 per ogni cane da sterilizzarsi. L'importo massimo concedibile ad ogni Comune è la risultante della quota fissa per singolo cane moltiplicata per il valore scaturito dal numero delle persone residenti diviso 500 più il valore dell'estensione territoriale comunale, espresso in kmq. Potrà essere considerato un numero di cani da sterilizzare doppio rispetto a quello scaturente dal calcolo di cui al capoverso precedente, solo nel caso che il Comune abbia proceduto alla stima della popolazione canina presente nel proprio territorio, come da protocolli esistenti, avallato dal Servizio Veterinario di proprio riferimento. Il Comune resta libero di convenzionarsi,

per la sterilizzazione, con i veterinari liberi professionisti o con il Servizio Veterinario della ASL. Le amministrazioni comunali dovranno intervenire sui cani padronali preferibilmente ubicati nelle aree esterne al centro urbano; le sterilizzazioni dovranno essere effettuate secondo le buone pratiche veterinarie e, nel caso di emanazioni di linee guida regionali, secondo le medesime. Le amministrazioni comunali sono invitate ad effettuare idonee campagne informative sulla sterilizzazione. Sulle buone pratiche ANMVI Puglia insieme ad ANMVI nazionale e alla Società di Chirurgia Veterinaria Italiana (SCVI) sta predisponendo delle linee guida. ■

MOLISE, IL CANE HA DIRITTO DI ESSERE “LIBERO” stata approvata in via definitiva dal Consiglio regionale la legge che modifica ed integra la disciplina dell’anagrafe canina regionale varata con legge n. 7 del 2005. Con la nuova legge, la Regione disciplina ma soprattutto promuove il controllo del randagismo attraverso azioni mirate e soprattutto il potenziamento dell'anagrafe canina. Un indirizzo nuovo nella norma per la protezione dei cani che va ad integrare la vecchia legge superata attraverso una serie di modifiche sostanziali approvate con il nuovo testo corretto e rivisto e votato a maggioranza in Consiglio regionale. Al cane e al gatto è riconosciuto «il diritto alla vita in condizioni di benessere sia in stato di libertà che nel periodo di ricovero nei canili, ad ogni cane o gatto deve essere data la possibilità di essere adottato presso famiglie o associazioni di volontariato». Spicca nei correttivi apportati ai sette articoli l'art. 7 ter «cani di quartiere». Qui si legge che «laddove si accerti la non sussistenza di condizioni di pericolosità per uomini, animali e cose, si riconosce al cane il diritto di essere animale libero. Tale animale viene definito cane di quartiere». Che dovranno essere vaccinati, sorvegliati, sterilizzati dalla Asrem, iscritti all'anagrafe canina e mantenuti da risorse della giunta regionale laddove i Comuni li prendano in cura. Il relatore della legge, Vincenzo Niro, in premessa ha chiarito «Le modifiche alla legge regionale n. 7 del 4 marzo del 2005 scaturiscono dalla necessità di un intervento sostanziale da parte della Regione proprio in seguito alle difficoltà operative dovute a carenze amministrative, organizzative ed applicative delle norme vigenti che negli anni hanno determinato un controllo insufficiente sulla popolazione canina con la conseguente inadempienza alle finalità stabilite nella prima parte dell'articolato». Le difficoltà applicative della precedente normativa, da qui le modifiche resesi indispensabili, come ha ancora illustrato Niro, hanno portato a ricoverare oltre 2 mila cani randagi che rappresentano, però, neppure il 40 per cento dei cani non controllati sul territorio regionale. Un numero elevatissimo che comporta una spesa per il loro mantenimento di oltre 2 milioni di euro annui a cui vanno ad aggiungersi le spese veterinarie stimabili intorno ai 350 milioni di euro. Sul territorio regionale si verificano annualmente un centinaio di incidenti stradali provocati da cani con costi a persone e cose stimabili oltre 200 mila euro. A questi si aggiungono le aggressioni e altri incidenti, circa 150-200 casi annui.

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Anagrafe equina Punti critici della legislazione e difficoltà professionali di ANNA FERRARIS Dirigente Veterinario tempo determinato Uvac - Torino MIMMO FERRULLI Dirigente Veterinario - Area “C” - Asl di Bari FILIPPO VERDE Dirigente Veterinario - Area “C” - Asl di Matera ’Anagrafe Equina Nazionale è stata istituita ed affidata all’UNIRE con l’articolo 8, comma 15 della Legge 200/2003. Tre anni dopo, con DM del 5/5/2006 sono state dettate le linee guida che hanno stabilito le relative competenze ed in particolare: - all’UNIRE, la gestione degli equidi registrati; - alle AIA, APA ed ANA, la gestione di tutti gli altri equidi; - ai Servizi Veterinari delle ASL, quali Enti connessi alla BDE (Banca Dati Equidi), azioni di verifica e controllo. Il 23/3/2010 è stato pubblicato il nuovo DM sull’Anagrafe degli equidi del 29/12/2009, (Linee guida e principi per l’organizzazione e la gestione dell’anagrafe equina da parte dell’UNIRE) che abroga il DM 5/5/2006. All’articolo 1, comma 2, del DM 29/12/2009, si enuncia lo stesso principio già contenuto nel DM 5/5/2006 abrogato: entro 180 giorni dall’effettiva attivazione della BDE, il Ministero della Salute avrebbe dovuto emanare un Decreto riguardante gli aspetti sanitari per la tutela della salute pubblica e la tutela del patrimonio zootecnico, tramite costituzione e funzionamento della rete di epidemiosorveglianza. Questo importante Decreto di Sanità Pubblica e raccordo Istituzionale, purtroppo a tutt’oggi non è stato emanato. Nel frattempo, negli anni, si sono raccolti sul campo, dai vari addetti ai lavori, soprattutto veterinari pubblici, ma anche liberi professionisti, singoli proprietari, funzionari APA ecc…, le varie difficoltà, gli ostacoli e dubbi interpretativi

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o peggio, le interpretazioni e di conseguenza applicazioni contrastanti della norma, che spesso nascono semplicemente da mancato raccordo e scarsa capacità comunicativa tra Istituzioni e territorio (il multiforme territorio italiano) e talvolta sono alimentate dalla scarsa o non congrua comunicazione tra Enti dello Stato, ai vari livelli. Ad ogni modo qui di seguito, sono riportati alcuni dei tanti “Punti critici” raccolti dal territorio negli anni. Criticità certamente non esaustive, rispetto all’ampia problematica dell’Anagrafe Equina, nella speranza però che possano servire, quale piccolo contributo, come spunto di riflessione sul “Servizio pubblico - Anagrafe equina” (spettante a MIPAF e MINSAN, ciascuno per i propri ambiti e competenze) auspicandone presto anche la sua piena operatività, nell’ottica di un miglioramento continuo sempre doveroso e possibile. 1 - Il manuale operativo sull’Anagrafe Equina, attualmente vigente, designa il Veterinario Ufficiale a vigilare sulla corretta identificazione e registrazione dell’equide in BDE. Perché questo avvenga, dando così piena attuazione a quanto stabilito dal DM 29/12/2009 (che individua alla data del 30/04/2010, il termine ultimo di registrazione/identificazione degli equidi nati prima del 1° Gennaio 2007) occorre però che, lo stesso Veterinario Ufficiale sia necessariamente interessato da un’opportuna “Comunicazione” da parte degli Enti preposti all’iscrizione e registrazione in BDE (UNIRE, AIA, APA ANA), tutte le volte che si presentano irregolarità documentali, fisiche, d’identità, o dubbi sulla corretta gestione sanitaria dell’equide presso questi stessi Sportelli Istituzionali. Questa “Comunicazione tra Enti preposti al funzionamento ed al controllo dei dati”, ciascuno per le rispettive competenze, diventa indispensabile anche per l’accertamento di eventuali sanzioni ai sensi del Dlvo 16 febbraio

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2011 n. 29, relativo alle violazioni del Regolamento (CE) n. 504/2008, sui metodi di identificazione degli equidi, nonché sulla gestione dell’anagrafe da parte dell’UNIRE. 2 - La nota del Ministero della Salute DGSA.II/4917/P-I.5.i/8 del 29/05/2007- avente come oggetto la circolare n° 1 del MIPAF del 14-5-2007- istruzioni per la gestione in forma temporanea e semplificata degli equidi - chiarisce che in assenza di identificazione e/o documento di identificazione, il Veterinario Ufficiale presso l’allevamento dovrà prescrivere al proprietario/detentore degli animali di provvedere entro 15 giorni alla corretta identificazione dell’equide, prevedendo sempre in questi casi, un periodo di sospensione di almeno 6 mesi, dalla data di avvenuta identificazione, per un’eventuale destinazione dell’equide alla produzione di alimenti per l’uomo (DPA). Secondo la suddetta nota, quindi, tale periodo di sospensione decorrerà a partire dalla data di regolarizzazione per l’identificazione dell’equide da parte dell’Incaricato di pubblico servizio dell’APA - AIA - ANA UNIRE (ognuno per le proprie competenze). Va da sé che, tutte queste prescrizioni possono essere messe in atto dal Veterinario Ufficiale non solo nella normale ed ordinaria attività di vigilanza e controllo presso gli allevamenti registrati, ma anche se lo stesso Veterinario è raggiunto, attraverso un’adeguata ed opportuna “Comunicazione”, da parte di APA-AIAANA o UNIRE. Si fa presente che, possono verificarsi situazioni nelle quali al Servizio Veterinario non venga comunicato, da parte del proprietario, l’arrivo di nuovi equidi ed in particolare di equidi registrati per i quali: - in provenienza da altri Stati membri non esiste l’obbligo di segnalazione all’UVAC ed all’ASL; - non esiste l’obbligo di visita da parte del Veterinario Ufficiale attestata 48 ore prima sul modello IV, prima di una movimentazione sul territorio nazionale. 3 - A seguito di accertamenti di irregolarità sulla corretta identificazione (es. passaporto con dati mancanti, non correttamente compilato, ecc…) di equidi provenienti da movimenti intracomunitari o da Paesi Terzi da parte di Funzionari di APA - AIA - UNIRE, è importante, l’immediata comunicazione all’ASL/UVAC per i rispettivi procedimenti di regolarizzazione. Esempio: per equidi con documentazione irregolare provenienti da altri Stati membri, si deve necessariamente interessare l’UVAC, in quanto Autorità preposta a ricevere tali segnalazioni (Dlvo 30-1-1993 n. 28 - Attuazione delle direttive 89/662/CEE e 90/425/CEE relative ai controlli veterinari e zootecnici di taluni animali vivi e su prodotti di origine animale applicabili negli scambi intracomunitari e, Dlvo 301-1993 n. 27 - Attuazione della direttiva 89/608/CEE relativa alla mutua assistenza tra autorità amministrative per assicurare la corretta applicazione della legislazione veterinaria e zootecnica). In realtà, nel Manuale Operativo vigente, pubblicato in attuazione del DM 5/5/2006 istitutivo dell’anagrafe equina nazionale, nel capitolo dedicato ai capi provenienti dalla UE (pag 19) si legge solo : “Nel caso …. della necessità di aggiornare il passaporto, le procedure da seguire sono del tutto analoghe a quelle previste per l’importazione di equidi da Paesi Terzi (Punto 19) L’AIA o l’APA o l’ANA o l’UNIRE stampano il nuovo passaporto allegando il precedente e rendendoli solidali fra loro”. Questo passaggio, però, ha creato e crea problemi di interpretazione, di funzione e di applicazione delle corrette ed univoche procedure di mutua assistenza e richieste di regolarizza-

zione (il Chi fa che cosa) su cui si fonda la Sanità pubblica veterinaria internazionale. A seguito di vigilanza permanente, le irregolarità riscontrate per i passaporti comunitari, spesso, non sono più comunicate agli UVAC, competenti per territorio per le opportune verifiche presso le Autorità di origine, ma il proprietario riceve direttamente da parte di APA-AIAANA-UNIRE o un nuovo passaporto o un passaporto corretto (non si sa bene sulla base di quali dati di farmacosorveglianza o dichiarazioni verificate ufficialmente presso l’allevamento di origine). Tale modalità, oltre ad ingenerare confusione tra le Autorità di controllo, non permette agli UVAC di attivare una mutua assistenza tra Stati membri, quale strumento essenziale per intervenire sulle non conformità direttamente presso le Autorità di origine, per intraprendere le opportune misure di salvaguardia delle garanzie sanitarie negli scambi: garanzie all’origine su cui si fonda il principio della libera circolazione delle merci nel Mercato Unico Europeo. A tal proposito si cita anche la recente nota del Ministero della Salute DGSAN III 0001952 - P del 27.01.2011 - Identificazione degli equidi al macello - Risultanze Audit dell’FVO Missione DG (SANCO) 2010-8437 - Settore Residui e Farmaci, nella quale si ribadisce sia agli Assessorati alla Sanità che agli Assessorati all’Agricoltura, alcune carenze nei controlli Ufficiali, riscontrate dagli Ispettori europei dell’FVO (Food Veterinary Office). Conclusioni dell’FVO: - “ ………….l’accettazione alla macellazione di equidi dotati di documenti d’identificazione inadeguati comporta che l’Auotrità competente non è in grado di garantire che tutti gli equidi siano ammissibili alla produzione alimentare”; - “ …………la mancata notifica di carenze nell’identificazione degli equidi esteri all’Autorità competente dello Stato membro non è in linea con l’articolo 38 del Reg. (CE) n. 882/2004 e la mancata comunicazione della macellazione di equide estero all’organismo che rilascia il passaporto nello Stato membro in cui l’animale è stato identificato viola l’articolo 19 lettera c) del Reg.(CE) n. 504/2008 della Commissione”. La Direzione Generale per la Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione continua ricordando alcuni principi fondamentali del “Pacchetto igiene” per la Sicurezza alimentare in Europa: - Il Reg. (CE) n. 853-2004 - che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale - obbliga gli OSA (Operatori Settore Alimentare) dei macelli a garantire, mediante procedure HACCP, ad ammettere alla macellazione solo animali adeguatamente identificati; - Il Reg. (CE) n. 854-2004 - che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano - prevede come il Veterinario Ufficiale debba sempre verificare il pieno rispetto di quanto previsto per gli OSA e provvedere - quando non è ragionevolmente possibile stabilire l’identità degli equidi - che tali animali siano abbattuti separatamente e dichiarati non idonei al consumo umano, ed inoltre tener presente che: - le irregolarità devono sempre essere prontamente notificate all’allevamento di provenienza e nel caso di animali originari di altri Stati membri, la segnalazione deve essere trasmessa sistematicamente agli UVAC - al fine di scongiurare il ripetersi delle difformità segnalate; - la macellazione di animali non correttamente identificati comporta la violazione delle disposizionI dell’art 18 Reg. (CE) 178/2002 - su cui si fonda il sistema europeo di rintracciabilità degli alimenti dei man-


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12 Riflessioni DM 29/12/2009 gimi e degli animali e, la conseguente applicazione delle sanzioni previste da art. 2 del Dlvo 5 aprile 2006 n. 190. 4 - Attualmente non sembra essere pienamente applicato in Italia il principio di mutuo riconoscimento degli Enti Genealogici - ufficialmente riconosciuti - da ogni singolo Stato Membro o dai Paesi Terzi in cui hanno sede ad emettere certificati genealogici validi in tutta la UE, per gli equidi registrati, secondo quanto chiaramente stabilito dall’art. 4 del Reg (CE) n. 504-2008. Il Regolamento non stabilisce, infatti, dove può nascere il puledro per essere riconosciuto come registrato, ma l’unico requisito che viene determinato è quello che l’Ente preposto a rilasciare tale documento sia ufficialmente riconosciuto dallo Stato dove ha sede.

Il MIPAAF attualmente però, non concede l’iscrizione ad equide “Registrato”, di un puledro nato in Italia da madre iscritta in uno Stud-Boock straniero, in base al fatto che, secondo la norma nazionale, in Italia l’unico Ente abilitato a rilasciare passaporti genealogici è l’UNIRE. Tale impostazione viene da più parti non condivisa poiché, oltre a non essere in linea con i principi comunitari, ciò potrebbe determinare un declassamento del puledro nato in Italia. Declassamento tanto più incomprensibile al giorno d’oggi, quando con l’esame del DNA diventa inconfutabile e certa la dimostrazione della discendenza genealogica. 5 - La procedura di identificazione e registrazione di un equide risulta essere piuttosto lunga: il proprietario dell’equide, attual-

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mente, deve: - fare la domanda di registrazione dell’Equide, - fare il versamento su c/c, - consegnare la ricevuta del c/c presso gli Uffici competenti, - mettersi in attesa che il Veterinario Incaricato passi per l’impianto del microchip, - mettersi in attesa del rilascio del passaporto. Un percorso decisamente tortuoso con tempi oggettivamente spesso troppo lunghi (superiori anche ai 30 gg lavorativi). 6 - Sarebbe sicuramente utile una maggiore tracciabilità degli equidi registrati negli scambi intracomunitari: attualmente gli equidi registrati possono viaggiare in Europa con il solo Certificato Sanitario cartaceo previsto dalla

Direttiva 2009/156/CE - ALL II, ma non è obbligatorio il messaggio TRACES tra Autorità competenti, né la segnalazione UVAC. Sarebbe auspicabile che almeno il messaggio TRACES (già emesso da molti Veterinari pur non essendo obbligatorio) diventasse obbligatorio per garantire una reale tracciabilità di questi animali. In conclusione, si sente l’esigenza per superare almeno alcune di queste criticità, di una maggiore informazione/comunicazione, tra tutti i soggetti interessati alla “Filiera” Anagrafe equina, (ASL, APA, ANA, UNIRE, MINSAN, MIPAAF) grazie alla creazione di una Rete istituzionale - di epidemiosorveglianza formata da diversi Punti di Contatto (tramite e-mail, cellulare di reperibilità, ecc…) per lo scambio di informazioni/comunicazioni uniformi e tempestive su tutto il territorio nazionale e fra tutti gli Enti preposti, analogamente a quanto già avviene per altri campi di Sanità pubblica. In particolare, sarebbe auspicabile codificare una procedura comune a livello nazionale per: - nuove iscrizioni (informazione locale tra APA e ASL); - irregolarità nazionali o derivanti da scambi intracomunitari (informazioni APA, ASL, UVAC); - attivazione di un sistema informativo rapido di allerta - es.: notifiche OIE; - chiarimenti interpretativi o gestionali di volta in volta rivolti al MIPAF o al MINSAN con relative note di risposta pubblicate negli anni, accessibili tramite archivio informatico in rete, a tutti i Funzionari incaricati o Veterinari ufficiali pubblici. Inoltre, questa Rete di contatto dovrebbe prevedere una sorta di collegamento con i veterinari Liberi Professionisti operanti sul territorio nel settore equidi: ogni Assessorato regionale dovrebbe istituire un apposito elenco di Veterinari Liberi Professionisti autorizzati a ricevere informazioni dalla Rete di Contatto dell’anagrafe equina (analogamente agli elenchi autorizzati di LP presenti in molte Regioni, per l’anagrafe canina). Diventa forse superfluo, per quanto attiene ai doveri istituzionali di tutti i soggetti della “Rete”, il breve accenno agli obblighi derivanti dalle qualifiche di pubblico ufficiale od incaricato di pubblico servizio, come stabilito da art. 357 e 358 del codice penale, per i soggetti dipendenti od in convenzione con Enti Pubblici, riconosciuti come responsabili del funzionamento dell’anagrafe degli equidi (UNIRE-AIA-APA-ASL) ed altrettanto superfluo il richiamo agli obblighi istituzionali per i liberi professionisti svolgenti comunque una professione sanitaria come stabilito dall’art 359 del codice penale. Si ricorda, infine, come i veterinari ufficiali delle ASL abbiano, spesso, anche la tessera di Ufficiali di polizia giudiziaria, secondo gli ambiti stabiliti dalla norma specifica da cui deriva l’incarico. La corretta gestione sanitaria degli equidi (dove per gestione sanitaria s’intende Sanità Animale, Sicurezza Alimentare, Benessere animale, Tutela ambientale), passa necessariamente attraverso questa sorta di Rete di contatto, funzionante in tempo reale, tra Enti Sanitari Pubblici e gli Enti Anagrafe, composta da Ufficiali di polizia giudiziaria, Pubblici Ufficiali, Incaricati di Pubblico Servizio, Liberi professionisti esercenti una professione sanitaria, ciascuno con i propri doveri e competenze, così come brevemente accennato, ma tutti con l’obbligo ed obbiettivo comune di dare piena attuazione ad una Legislazione nazionale e comunitaria essenziale per la Tutela della Salute Pubblica, ma che trova ancora molti intoppi quotidiani sul nostro terri■ torio.


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Affitti Fisco

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La cedolare secca: quando conviene? Chi opta per il nuovo regime non versa le imposte di registro e di bollo sul contratto di locazione

’articolo 3 del Decreto Legislativo 14.3.2011 n. 23 introduce a partire dal periodo d’imposta 2011 l’attesa “cedolare secca” sugli affitti. Successivamente il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 2011/55394 ha emanato le necessarie disposizioni per dare concreta attuazione al nuovo istituto. La cedolare secca introduce un regime opzionale di tassazione del reddito fondiario derivante dalla locazione di immobili abitativi. Il regime della cedolare secca consiste nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionale e comunale dovute sul reddito dei fabbricati locati. Chi opta per la cedolare secca non dovrà più corrispondere le imposte di registro e di bollo dovute sul contratto di locazione e sulle relative proroghe e risoluzioni. L’aliquota dell’imposta sostitutiva è pari al 21% per le locazioni libere (art. 2 comma 1 della L. 431/98), e al 19% per le locazioni del canale concordato (art. 2 comma 3 della L. 431/98). La base imponibile per l’applicazione della cedolare secca è costituita dall’intero canone annuo di locazione pattuito in contratto.

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CHI PUÒ BENEFICIARNE Le nuove disposizioni interessano esclusivamente i proprietari o i titolari di diritti reali di godimento diversi dalla proprietà (quali ad esempio i titolari di usufrutto, uso, abitazione, ecc.) di immobili uso abitazione concessi in locazione a terzi al di fuori dell’esercizio di imprese, arti o professioni. Deve quindi trattarsi, come precisato dall’articolo 1 del citato Provvedimento Agenzia Entrate n. 2011/55394, di persone fisiche soggetti passivi IRPEF che conseguono dalla locazione un reddito fondiario. In altre parole i soggetti interessati sono solamente le persone fisiche che normalmente dichiarano il reddito fondiario nel loro Modello UNICO PF, Quadro RB. Da ciò discende che il proprietario di un immobile locato, sito all’estero, non può usufruire del nuovo regime in quanto il reddito che consegue dalla locazione di detto immobile costituisce “reddito diverso” (ex art. 67 del TUIR) e non reddito fondiario. Nel caso di immobili cointestati ad un soggetto persona fisica e ad una società solamente il soggetto persona fisica potrà usufruire della cedolare secca per la parte di affitto di sua competenza. Dalla lettura della norma si evince che il profilo soggettivo del conduttore è irrilevante; in altre parole il conduttore può essere indifferentemente una persona fisica o una società o Ente, ecc.

A QUALE TIPOLOGIA DI IMMOBILI SI APPLICA LA NORMA I commi 1 e 2 dell’articolo 3 del D. Lgs. 23/2001 specificano che la cedolare secca si può applicare ai redditi fondiari derivanti dalla locazione di “unità immobiliari abitative locate ad uso abitativo”. Per “unità immobiliari abitative” devono intendersi tutte quelle iscritte al catasto urbano nelle categorie del gruppo A, eccetto gli A/10.

Appare plausibile quindi ritenere che l’iscrizione in catasto nelle categorie del gruppo A (eccetto gli A/10) sia condizione necessaria per l’applicabilità della cedolare secca. Rimangono escluse dalla cedolare secca anche le unità classificate catastalmente nella categoria A (da A/1 ad A/9 ed A/11) ma adibite ad usi diversi da quello dell’abitazione (ad esempio un’unità classificata in categoria A/2 ma adibita ad ufficio). Per quanto riguarda le pertinenze non abitative dell’unità immobiliare locata (quali ad esempio cantine ed autorimesse o tettoie classificate alle categorie catastali C2, C6 e C7), esse potranno beneficiare del regime della cedolare secca se “locate congiuntamente all’abitazione” La norma non prevede limiti per quanto riguarda il numero di pertinenze locate insieme all’abitazione. Sarà quindi possibile, ad esempio, optare per la cedolare secca sull’intero canone di locazione per l’affitto di un’abitazione e di due autorimesse oltre a cantina e tettoia ad essa pertinenziali. Ai fini dell’applicazione della cedolare risulta irrilevante la tipologia contrattuale applicata al contratto di locazione e quindi la norma è applicabile sia alle locazioni con contratti liberi (4 anni + 4) o a quelle con canone concordato (3 anni + 2) o ai contratti di natura transitoria (per studenti o per esigenze lavorative).

IMPOSTE SOPPRESSE PER CHI OPTA PER LA CEDOLARE SECCA Il box seguente evidenzia come le imposte vengono sostituite dalla cedolare secca. Imposte soppresse

Cedolare secca

di GIOVANNI STASSI Dottore Commercialista, Torino

IRPEF Addizionale Regionale all’IRPEF Addizionale Comunale all’IRPEF Imposta di registro (iniziale ed annuale) Imposta di registro (per la risoluzione) Bolli sul contratto

L’articolo 3, comma 4 del D. Lgs. 23/2011, prevede comunque che “non si dà luogo al rimborso delle imposte di bollo e di registro eventualmente già pagate”. La disposizione è rivolta ai versamenti effettuati anteriormente alla data di entrata in vigore del D. Lgs. 23/2011 (7 aprile 2011).

CALCOLO DELLA CEDOLARE SECCA L’articolo 3, comma 2 del D. Lgs. 23/2011, stabilisce che la cedolare secca si calcola sull’intero canone di locazione annuo sta-

bilito dalle parti e risultante dal contratto. Da tale base imponibile non è ammessa alcuna deduzione, né forfetaria, né analitica, in ragione delle spese sostenute dal locatore e non è d’altro canto prevista alcuna riduzione della base imponibile in funzione della tipologia contrattuale adottata. Il comma 6 dell’articolo 3 del D. Lgs. 23/2001 ed il punto 3.1 dell’articolo 3 del provvedimento 2011/55394, stabiliscono un limite minimo per quanto riguarda la base imponibile che non può essere inferiore della rendita catastale rivalutata del 5%. Si ricorda che il reddito fondiario rilevante ai fini IRPEF è invece costituito dal maggiore tra: • canone annuo di locazione ridotto forfetariamente del 15% (e quindi all’85% del canone di locazione) o ridotto in misura maggiore per taluna tipologia di contratti; • rendita catastale rivalutata del 5%. Per il calcolo dell’imposta sostitutiva (cedolare secca) il secondo comma dell’articolo 3 del D. Lgs. 23/2001 prevede due aliquote a seconda del tipo di contratto di locazione stipulato: • aliquota del 21% se il contratto di locazione è libero (4 anni + 4); • aliquota del 19% se il contratto di locazione è concordato (3 anni +2) o di natura transitoria (per studenti o per esigenze lavorative).

VERSAMENTO DELLA CEDOLARE SECCA I termini e le modalità di versamento della ce-

dolare secca coincidono con quelli stabiliti in materia di IRPEF. Come per l’IRPEF anche per la cedolare secca sono previsti versamenti in acconto e precisamente: • l’85% dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno 2011; • il 95% dell’imposta sostitutiva versata l’anno precedente a partire dal 2012. Non è dovuto acconto e l’imposta è versata solamente a saldo se l’importo su cui calcolare l’acconto non supera euro 51,65. Come per l’IRPEF la prima rata di acconto può anche essere versata ratealmente. Sulle rate a partire dalla seconda sono dovuti gli stessi interessi dovuti per la rateazione IRPEF. Per quanto riguarda l’acconto della cedolare secca dovuto per il 2011 (85% dell’imposta dovuta per il 2011) esso dovrà essere versato: • in un’unica soluzione, entro il 30.11.2011, se risulta di importo inferiore ad euro 257,52; • in due rate se risulta di importo pari o superiore ad euro 257,52: - la prima rata, pari al 40% dell’acconto totale dovuto, entro il 6 luglio 2011 ovvero entro il 5 agosto con la maggiorazione dello 0,40% (termini prorogati dal DPCM 13 maggio 2011); - la seconda rata, pari al 60% dell’acconto totale dovuto, entro il 30 novembre 2011. Esempio: contratto di locazione libero (4+4) con canone annuo di euro 7.200 Acconto totale euro 1.285,20 (85% della cedolare dovuta pari al 21% di 7.200) Prima rata d’acconto euro 514,08 (40% di euro 1.285,20 Seconda rata d’acconto euro 771,12 (60% di euro 1.285,20) Solamente per l’anno 2011, per i contratti con decorrenza successiva al 31 maggio il versamento d’acconto è effettuato, in unica rata, entro il 30 novembre 2011 e per i contratti con decorrenza dal 1° novembre 2011 il versamento in acconto non è dovuto. Per il versamento della cedolare secca si utilizzerà il modello F24. L’importo dell’imposta potrà essere compensato con eventuali redditi del contribuente. Con risoluzione Agenzia Entrate n. 59 del 25 maggio 2011 sono stati istituiti i codici tributi da utilizzare per il versamento: • 1840 – Acconto prima rata • 1841 – Acconto seconda rata o acconto in unica soluzione • 1842 – Saldo

MODALITÀ DI OPZIONE PER LA CEDOLARE SECCA L’articolo 1, punto 1.1 del provvedimento Agenzia delle Entrate 7.4.2011 n. 55394, sta-

Tabella 1 Tipo di contratto

Termine di registrazione

Contratti in corso al 7 aprile 2011, già registrati Contratti in corso al 7 aprile 2011 con termine di registrazione scadente tra 07.04.11 e 06.06.11

Opzione per cedolare Con Unico 2012 PF o 730/2012

06.06.2011

Contratti scaduti o risolti entro il 7.4.2011, già registrati

In sede di registrazione del contratto Con Unico 2012 PF o 730/2012

Contratti prorogati prima del 7.4.2011, con pagamento dell’imposta di registro

06.06.2011

Con Unico 2012 PF o 730/2012

Contratti prorogati, con termine di pagamento dell’imposta di registro ancora pendente

06.06.2011

Con modello 69

Contratti risolti dal 7.4.2011

30 giorni dalla risoluzione

Con Unico 2012 PF o 730/2012

Contratti registrati dal 7.4.2011

30 giorni dalla data stipula

Con “Siria” (o Mod. 69)


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Affitti Fisco

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Tabella 2

Tabella 3

Carico fiscale ordinario

Cedolare secca 21%

IRPEF su reddito fondiario (aliquota marginale 27%) Addiz.le regionale (1,20%)

1.377

Carico fiscale ordinario

Cedolare secca 19%

IRPEF su reddito fondiario (aliquota marginale 27%)

17

Addiz.le regionale (1,20%)

964 12

1.260 Addiz. Comunale (0,5%) Imposta di registro (50% del 2%) Totale carico fiscale bilisce che l’opzione per l’applicazione del regime della cedolare secca “può essere esercitata dal locatore, persona fisica, proprietario o titolare di diritto reale di godimento di unità immobiliari abitative locate”. Nel caso di immobili posseduti in regime di comproprietà ciascun locatore comproprietario (contitolare) effettua autonomamente la propria scelta, optando o meno per l’applicazione della cedolare secca, indipendentemente dalla scelta degli altri contitolari. I comproprietari (contitolari) che non optano per l’applicazione della cedolare secca dovranno versare l’imposta di registro calcolata sulla parte del canone di locazione stabilito in contratto che corrisponde alla loro quota di possesso e dovrà essere assolta anche l’imposta di bollo sul contratto di locazione. L’opzione per il regime della cedolare secca può riguardare distintamente una o più unità immobiliari possedute dal contribuente. Il contribuente proprietario di più appartamenti locati a terzi potrà quindi scegliere su quali applicare la cedolare secca e su quali essere tassato con le ordinarie regole. Nel caso in cui il contratto di locazione abbia ad oggetto unità immobiliari abitative, per le quali viene esercitata l’opzione per l’applicazione della cedolare secca, e altri immobili per i quali non è esercitata l’opzione, l’imposta di registro è calcolata solo sui canoni riferiti a questi ultimi immobili. Se il canone è pattuito unitariamente l’imposta di registro è calcolata sulla parte di canone imputabile a ciascun immobile in proporzione alla rendita. Deve essere comunque assolta l’imposta di bollo sul contratto di locazione. L’opzione può essere esercitata: • In sede di registrazione del contratto utilizzando l’apposito modello in formato elettronico reperibile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it. Per la compilazione del modello che potrà essere trasmesso solo in via telematica, si utilizzerà il software “SIRIA”, che consente la compilazione del modello semplificato di denuncia e che può essere utilizzato per la registrazione dei nuovi contratti stipulati dall’8 marzo 2011, solo se, come stabilito dal provvedimento n. 55394 del 7 aprile 2011, il contratto di locazione presenta le seguenti caratteristiche: - è stipulato da un numero di locatori non superiore a tre, ciascuno dei quali esercita l’opzione in relazione alla propria quota di possesso; - prevede un numero di conduttori non superiore a tre; - ha come oggetto una sola unità abitativa e un numero di pertinenze non superiore a tre; - riguarda immobili che sono tutti censiti con attribuzione di rendita; - contiene esclusivamente la disciplina del rapporto di locazione e non comprende ulteriori pattuizioni. - In alternativa potrà essere utilizzato il nuovo modello per la richiesta di registrazione degli atti (modello 69), che potrà essere presentato in modalità cartacea, in duplice copia, agli uffici dell’Agenzia delle entrate. • In caso di proroga, anche tacita, del contratto di locazione, l’opzione per il regime della cedolare secca potrà essere esercita-

15

7 60 1.461

1.140 Addiz. Comunale (0,5%)

5

Imposta di registro (50% del 2%) 1.260

ta nel termine per il versamento dell’imposta di registro, mediante presentazione del modello cartaceo (modello 69); • entro il termine previsto per il versamento dell’imposta di registro dell’annualità di riferimento, utilizzando il nuovo modello 69, se l’opzione viene esercitata per contratti in corso, in relazione ad annualità successive alla prima; • per i contratti in corso nell’anno 2011 ovvero per i contratti scaduti o risolti, il locatore può indicare la propria scelta per la cedolare secca in sede di dichiarazione dei redditi da presentare nell’anno 2012 per i redditi 2011 (naturalmente dovrà essere versato l’acconto con le modalità sopra indicate). La tabella 1 sintetizza le diverse possibilità di opzione.

CONDIZIONI PER L’ESERCIZIO DELL’OPZIONE Il comma 11 dell’articolo 3 del D. Lgs. 23/2011 stabilisce che il locatore, è tenuto, a pena dell’inefficacia dell’opzione, a comunicare preventivamente, con lettera raccomandata, al conduttore la rinuncia, per il periodo corrispondente alla durata dell’opzione, alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se prevista nel contratto a qualsiasi titolo, inclusa la variazione accertata dall’ISTAT dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati verificatasi nell’anno precedente. Quindi per tutta la durata del regime della cedolare secca nessun aggiornamento del canone potrà essere richiesto al conduttore.

DURATA DELL’OPZIONE L’opzione vincola il locatore all’applicazione del regime della cedolare secca per l’intero periodo di durata del contratto o della proro-

60

Totale carico fiscale

1.041

1.140

Tabella 4 Carico fiscale ordinario

Cedolare secca 19%

IRPEF su reddito fondiario (aliquota marginale 38%) Addiz.le regionale (1,40%)

1.357 19 1.140

Addiz. Comunale (0,5%) Imposta di registro (50% del 2%) Totale carico fiscale

ga ovvero per il residuo periodo di durata del contratto nel caso di opzione esercitata nelle annualità successive alla prima. Il locatore ha comunque la facoltà di revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui questa è stata esercitata. La revoca deve essere effettuata entro il termine previsto per il pagamento dell’imposta di registro relativa all’annualità di riferimento e comporta il versamento dell’imposta di registro dovuta. Resta salva la facoltà di esercitare l’opzione nelle annualità successive. Le modalità di revoca dell’opzione saranno stabilite da un prossimo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

QUANDO CONVIENE LA CEDOLARE SECCA La valutazione della convenienza alla scelta della cedolare secca andrà fatta caso per caso. La cedolare secca premia i redditi più alti e la convenienza è tanto più rilevante quanto maggiore è l’aliquota marginale del contribuente. In generale l’opzione per la cedolare secca è vantaggiosa: • con redditi imponibili superiori ad euro 15.000 per i canoni liberi • con redditi imponibili superiori ad euro 28.000 per i canoni concordati. L’opzione non è conveniente per le unità im-

7 60 1.443

1.140

mobiliari di interesse storico artistico, vincolate ai sensi dell’articolo 3 della Legge 1° giugno 1939, n. 1089, per le quali il reddito imponibile in regime ordinario è costituito, in luogo del canone di affitto effettivo, dalla rendita determinata sulla base della minore tariffa d’estimo prevista per le abitazioni della zona censuaria ove è situato il fabbricato. Facciamo due esempi. Canone libero (Tab. 2) • Canone annuo di locazione euro 6.000 • Reddito fondiario imponibile ai fini IRPEF euro 5.100 (85% di 6.000) • Reddito del contribuente euro 20.000 La cedolare secca risulta conveniente Canone concordato (Tab. 3) • Canone annuo di locazione euro 6.000 • Reddito fondiario imponibile ai fini IRPEF euro 3.570 (6.000 x 85% x 70%) • Reddito del contribuente euro 20.000 La cedolare secca non conviene Canone concordato (Tab. 4) • Canone annuo di locazione euro 6.000 • Reddito fondiario imponibile ai fini IRPEF euro 3.570 (6.000 x 85% x 70%) • Reddito del contribuente euro 30.000 La cedolare secca risulta conveniente ■


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PER INFORMAZIONI: EV Soc Cons ARL è una Società con sistema qualità certificato ISO 9001:2008

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Eventi Veterinari

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in collaborazione con Società federata

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

A.N.M.V.I.

Biosafety Symposium - IBP-SIVAL 2nd JOINT MEETING 16 Settembre 2011, Siena PROGRAMMA 8.30 Registrazione partecipanti 9.15 Welcome ed Introduzione allo scopo e contenuti del simposio - Luca Nelli, IBP e Massenzio Fornasier, SIVAL Sessione 1 - Applied Biosafety 9.30 Malattie Zoonotiche Emergenti Giampaolo Corti, A.O.U. Careggi, Università degli Studi di Firenze 10.10 I laboratori di biocontenimento dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “L. Spallanzani”: l’esperienza passata e le prospettive future - Antonino Di Caro, I.N.M.I. “L. Spallanzani” Roma 10.40 Il rischio biologico e la prevenzione delle punture accidentali - Dimitri Sossai, A.O.U. San Martino Genova 11.10 Coffee break Sessione 2 - Raggiungere una adeguata protezione del personale 11.30 Indumenti di protezione individuale da agenti biologici: requisiti, scelta ed esempi applicativi - Paolo Rossin, Indutex S.p.A. 12.10 Respirare in salute e sicurezza: la protezione delle vie respiratorie da agenti chimici e biologici - Claudio Galbiati, 3M Italia S.p.A. 12.45 Lunch 14.15 L’uso dei guanti e la protezione delle mani - Gianluca Cottignoli, Ansell Healthcare Europe 14.50 Prova di tenuta dei Dispositivi di Protezione delle vie respitatorie: garanzia di efficacia e strumento di formazione - Marco Landi, Sanofi-Aventis SpA, Milano 15.30 Coffee break

16.00 16.30

17.00 17.30

Sessione 3 - Igiene e Decontaminazione Disinfettanti di superficie e Fumigazione in laboratori e stabulari - Luca Ruocco, ASHI SpA. Metodi di campionamento nel monitoraggio microbiologico ambientale in animal facility - Piera Anna Martino, Università degli Studi di Milano Speciali tipologie di rifiuti da laboratorio e stabulario - quale appropriata gestione? - Angelo Marchi, Air Sea Italia srl Tavola rotonda, open microphone e conclusione

PARTECIPAZIONE: Numero massimo di partecipanti: 120. Il Convegno è gratuito per i soci SIVAL e IBP in regola con la quota di iscrizione 2011. Per i non soci è richiesto il versamento di € 50,00 + IVA. IL CONVEGNO È RIVOLTO A: RSPP, Biosafety Officer, Medici Competenti, Responsabili Laboratorio, Principal Investigator, Ricercatori, Project Leader, Responsabili Animal facility e Animal Care, HSE manager, Igienisti Industriali, Ispettori AUSL, Tecnici della prevenzione. TERMNE DI ISCRIZIONE: 20 luglio 2011. La scheda di iscrizione è scaricabile on line al sito: www.sivalnet.it nella sezione eventi formativi. SEDE: Siena Biotech S.p.A. Medicines Research Centre - Auditorium Via Petriccio e Belriguardo, 35 - 53100 Siena www.sienabiotech.it INFORMAZIONI: Segreteria SIVAL Tel. +39 0372 403541 - Fax +39 0372 403540 E-mail: info@sivalnet.it

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAE SARDEGNA In collaborazione con: ORDINE MEDICI VETERINARI DI CAGLIARI “Una giornata nell'ambulatorio di un veterinario aviare" Domenica 25 Settembre 2011 RELATORE Alessandro Melillo DELEGATO REGIONALE Sarah Loddo OBIETTIVI La sempre crescente presenza di varie specie aviari come animali da compagnia rende una reale possibilità anche per il veterinario generico di incontrare questi curiosi pazienti. Scopo della giornata sarà fornire le principali nozioni sulla corretta gestione di queste specie sia dal punto di vista alimentare che comportamentale, nonché guidare i partecipanti lungo un corretto iter diagnostico. Verranno prese in considerazione le malattie infettive più frequenti nonché il comune frustrante problema dell'autodeplumazione. Gli argomenti saranno seguiti dalla presentazione di casi clinici interattivi che si riscontrano con maggiore frequenza nella pratica quotidiana del clinico aviare.

PROGRAMMA SCIENTIFICO 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Visita clinica del paziente aviare. Corretta nutrizione e gestione delle specie di maggiore interesse 11.00 Pausa 11.30 Le principali malattie infettive degli Psittaciformi

14.00 Refrigerazione e trasporto degli embrioni - Denis Necchi 14.30 Trapianto embrionale - Denis Necchi 15.00 Fattori influenzanti le percentuali di gravidanza - Francesco Camillo 15.45 Pausa caffè 16.15 Aspetti legislativi - Paola Gulden 16.45 Casi clinici e discussione Tutti i relatori 17.45 Fine dei lavori

PROGRAMMA SCIENTIFICO 9.00 9.25 9.30 10.00 10.30 11.00 11.30 12.15 13.00

1° giorno - 16 settembre 2011 Palazzo Trecchi (Cremona) Registrazione dei partecipanti Saluto ai partecipanti, presentazione di relatori ed istruttori, informazioni pratiche sul corso ed inizio dei lavori Vantaggi e svantaggi dell’Embryo Transfer - Sandro Barbacini Gestione riproduttiva della donatrice Sandro Barbacini Selezione e management delle riceventi - Duccio Panzani Pausa caffè Metodi di raccolta embrionale e fattori influenzanti - Francesco Camillo Identificazione, manipolazione e classificazione degli embrioni Duccio Panzani Pausa pranzo

Lingua: Italiano QUOTA DI PARTECIPAZIONE: Soci SIVE::€ 800,00+IVA Non soci SIVE: € 900,00+IVA Termine iscrizioni: 1° agosto 2011 Numero massimo partecipanti: 20

PER INFORMAZIONI Monica Borghisani - Segreteria SIVE Tel. 0372/40.35.02 - Fax 0372/45.70.91 E-mail: info@sive.it - www.sive.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

ISCRIZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE e SCIVAC in regola con l’iscrizione 2011. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 08.30 presso la segreteria. PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE: Elisa Tel: 0372/40.35.00 - E-mail: info@sivae.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

ITINERARIO DIDATTICO SIVAE V PARTE “Medicina d’Urgenza e terapia intensiva negli Animali Esotici” 17-19 Ottobre 2011 Centro Studi Palazzo Trecchi - Cremona

Secondo giorno - 17 settembre 2011 SBS Italia, San Daniele Po (CR) Dimostrazione pratica da parte dei relatori su animali vivi e preparati anatomici. Esercitazioni pratiche di flushing uterino, ricerca, manipolazione e classificazione degli embrioni. Esercitazione sulle tecniche di refrigerazione e sul trapianto embrionale Orario: dalle ore 9.00 alle ore 18.00 Direttore del corso: Sandro Barbacini

SEDE Ordine dei Medici Veterinari di Cagliari

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER EQUINI SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

CORSO PRATICO DI EMBRYO TRANSFER Cremona, 16-17 Settembre 2011

13.00 Spazio per eventuale relazione commerciale (nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz’ora) 13.30 Pausa 14.30 Problematiche più frequenti espresse tramite casi clinici 16.00 Pausa 16.30 Feather picking 17.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

DIRETTORE Giuseppe Visigalli Med Vet, Varedo MI RELATORI E ISTRUTTORI Igor Pelizzone, Med Vet, Reggio Emilia Matteo Trevisani, Med Vet, Verona Tamara Vela, Med Vet, Valencia (E) Fabio Viganò, Med Vet, Milano Giuseppe Visigalli, Med Vet, Varedo MI OBIETTIVI Questo Corso si prefigge di fornire ai partecipanti, attraverso le eterogenee e complementari esperienze dei relatori-istruttori, tutte le principali direttive da seguire nel paziente critico, nelle emergenze in genere e

nel paziente terminale, appartenente in tutti i casi ad una specie esotica o non convenzionale. Gli argomenti saranno trattati secondo una consequenzialità logica, dall’approccio iniziale, al triage, alla stabilizzazione del paziente attraverso il riconoscimento dello stato di shock (nei rettili, negli uccelli e nei piccoli mammiferi) ed al rilevamento dei principali parametri vitali emodinamici, vascolari, idroelettrolitici e metabolici. Altri elementi cardine della medicina d’urgenza negli animali esotici sono rappresentati dalle emergenze tossicologiche, dalle emergenze traumatologiche e da quelle oculari. Durante i tre giorni del Corso verranno inoltre illustrati, nel loro specifico impiego nella medicina d’urgenza degli animali esotici, alcuni strumenti diagnostici di inestimabile valore quali l’emogasanalisi, l’ecotomografia e l’endoscopia e verrà preso in esame nello specifico anche un piccolo mammifero non convenzionale in relativa diffusione anche in Italia: il riccio africano, per il quale i dati nella medicina d’urgenza e non solo, sono ancora piuttosto scarsi. PER INFORMAZIONI Segreteria SIVAE: Elisa Tel: 0372/40.35.00 - E-mail: info@sivae.it

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18 Focus Alimentazione

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Come misurare la qualità del cibo per cani L’importanza della digeribilità comporterebbe studi per misurare la produzione fecale iniziale, quando i cani sono a digiuno o nutriti con una dieta priva della sostanza in questione. In alternativa, la digestione effettiva nell’intestino tenue può essere quantificata utilizzando cani con cannule ileali realizzate chirurgicamente (Walker et al., 1994). Questa alternativa è non solo discutibile per motivi etici, ma anche poco pratica e presume – senza alcuna certezza – che il metabolismo endogeno rimanga inalterato a fronte di astinenza da cibo, carenza di sostanze nutritive o modifiche chirurgiche.

TIM WATSON Medico e Chirurgo Veterinario, membro del Royal College of Veterinary Surgeons

l termine digeribilità è spesso impiegato come misura della qualità di un alimento per animali e i produttori citano l’alta digeribilità come requisito fondamentale. Lo confermano ampie ricerche volte a capire in che modo la digeribilità sia influenzata da fattori dietetici e propri dell’animale, determinando una notevole ottimizzazione del valore nutrizionale e dell’efficacia dei cibi per animali. È tuttavia innegabile che per la maggior parte dei proprietari di cani è ciò che esce dalle “retrovie” che determina il giudizio sulla qualità del cibo somministrato. Pertanto, malgrado i notevoli progressi in termini di salute e longevità raggiunti dalla scienza dell’alimentazione animale, per molti proprietari la “performance posteriore” del cibo conta quanto il suo prezzo o l’avallo del veterinario. Il presente articolo esamina il significato e gli effetti della digeribilità del cibo per animali, soprattutto in relazione al valore nutrizionale e alle caratteristiche delle feci, e discute l’ipotesi che esistano differenze di digeribilità tra cibo per cani umido – in lattina o busta – e secco.

I

CHE COSA SIGNIFICA “DIGERIBILITÀ”? Il termine digeribilità indica la quantità relativa di sostanze nutritive contenute in un alimento disponibili per l’organismo in seguito ai processi di digestione e assorbimento. La digeribilità del cibo per cani si determina grazie ai progressi della scienza alimentare che è in grado di calcolarla per ogni sostanza nutritiva, in base alla quantità giornaliera assunta meno la quantità escreta attraverso le feci. Questo dato, diviso per la razione complessiva di cibo consumato, fornisce un coefficiente o una percentuale. I valori di digeribilità sono generalmente indicati per materia secca, materia organica, proteine, grassi ed energia. Per il cibo secco può essere indicata anche la digeribilità dei carboidrati, talvolta denominati estratti non azotati. La metodologia dei test di digeribilità del cibo per animali è descritta da enti specialistici, come per esempio l’Association of American Feed Control Officials (AAFCO). In genere, si stabilisce un arco temporale di 5 giorni durante il quale un numero minimo di 8 cani viene abituato alla dieta sotto esame; seguono poi altri 5 giorni nei quali l’assunzione di cibo viene monitorata e tutte le feci vengono raccolte per l’analisi. La European Pet Food Industry Federation (FEDIAF) fonda le proprie linee guida su questo approccio metodologico. I risultati sono valori ben definiti di digeribilità apparente, poiché i protocolli di misurazione non prendono in considerazione le sostanze nutritive assorbite che tornano successivamente nell’intestino. Nelle feci sono presenti anche sostanze nutritive contenute negli enzimi e nelle secrezioni digestive, cellule epite-

QUANTO È DIGERIBILE IL CIBO PER ANIMALI?

ABSTRACT l termine digeribilità indica la quantità relativa di sostanze nutritive disponibili per l’organismo dopo la digestione ed è spesso impiegato come misura della qualità di un alimento per animali. La digeribilità della materia secca contenuta nel cibo per cani deve essere superiore all’80% e i valori relativi a energia, proteine, grassi e carboidrati devono essere compresi tra l’80 e il 90%. La digeribilità è largamente determinata dall’origine e dalla qualità degli ingredienti, ma anche dalla lavorazione e dalla quantità somministrata. Carne, uova e prodotti caseari sono altamente digeribili, mentre i cereali, se non cotti ed estrusi, lo sono meno. Un eccesso di fibre nell’alimentazione può ridurre in misura significativa la digeribilità, aumentando la massa fecale e la frequenza della defecazione. Nonostante le descrizioni contrastanti d’ingredienti e profili nutrizionali, i cibi secchi e umidi per animali in commercio non presentano differenze in termini di digeribilità e portano alla produzione di feci di aspetto e di volume analoghi. La digeribilità delle sostanze nutritive non dipende dalla taglia della razza, ma è minore nei cuccioli, per i quali raggiunge un valore pari a quello degli adulti intorno ai 6 mesi di vita, per poi diminuire in età avanzata. I prodotti scarsamente digeribili possono aumentare la quantità e ridurre la consistenza delle feci, mentre cibi altamente digeribili determinano piccole quantità di feci secche con rischio di stipsi e difficoltà di evacuazione. Eventuali variazioni delle caratteristiche fecali conseguenti alla somministrazione di cibi dotati di digeribilità ottimale sono tuttavia legate ad altri effetti sulla funzionalità gastrointestinale.

I

liali di scarto e batteri, che contribuiscono alla frazione considerata non digerita. Le proteine sono probabilmente le sostanze più influenzate in questo senso, in quanto esistono fattori non dietetici, in particolare il metabolismo microbico dell’azoto, che aumentano il contenuto di azoto nelle feci e riducono di conseguenza la digeribilità apparente delle proteine assunte. In questi valori apparenti è consentita la presenza di fonti di errore, poiché eliminarle

Le marche di cibo per cani più diffuse hanno una percentuale media di digeribilità di proteine, grassi e carboidrati rispettivamente dell’81%, dell’85% e del 79% (Case, 2005). La digeribilità delle sostanze nutritive è talvolta maggiore nelle marche più prestigiose e minore nei prodotti economici, ma la maggior parte dei cibi per cani prodotti da aziende rinomate forniscono valori di digeribilità apparente tra l’80 e il 90%. Gli enti preposti al controllo delle normative sui cibi per animali, in particolare l’AAFCO negli Stati Uniti e la European Pet Food Industry Federation (FEDIAF), non specificano i valori minimi e massimi di digeribilità, ma stabiliscono come indicare questi dati sulle etichette delle confezioni e nel materiale pubblicitario. Tali organi sanciscono che per avere i requisiti nutrizionali minimi, gli alimenti debbano avere una digeribilità presunta di almeno il 70% per i cibi secchi e dell’80% per le proteine. Gli esperti di nutrizione canina considerano generalmente adeguato un obiettivo minimo di digeribilità dell’80%, con valori ideali delle sostanze nutritive compresi tra l’80 e il 90%. Il principale elemento che determina la digeribilità di un cibo per animali è rappresentato dagli ingredienti, in particolare dalla loro origine e quantità. Altri fattori importanti sono il metodo di lavorazione, l’eventuale adattamento a una dieta precedente e la quantità somministrata. Concorrono anche alcuni fattori specifici dell’animale, quali la razza e l’età

nel caso di cani in buona salute.

L’IMPORTANZA DEGLI INGREDIENTI La digeribilità degli ingredienti crudi non lavorati comunemente impiegati per la produzione di cibo per animali può variare dal 40% fino a quasi il 100%. Gli ingredienti più digeribili sono albume, tagli di carne da muscolo, organi o interiora e prodotti caseari. I cereali, quali frumento, mais e avena, sono relativamente poco digeribili allo stato non lavorato, ma la loro digeribilità aumenta con la cottura e l’estrusione. La digeribilità migliora grazie a lavorazioni che riducono la dimensione degli ingredienti, nonché all’uso di calore e pressione che ne modificano la struttura chimica, in particolare degli amidi. Cibi troppo cotti o troppo lavorati possono produrre l’effetto opposto e determinare la ridotta digeribilità di una o più sostanze nutritive, creando ad esempio complessi proteici che gli enzimi dei mammiferi non sono in grado di decomporre. Si è inoltre ipotizzato che la somministrazione di prodotti derivati dalla soia, cereali e sottoprodotti vegetali e alcuni sottoprodotti animali, ampiamente utilizzati per la produzione di cibo per animali, influiscano negativamente sulla digeribilità. Questa ipotesi appare tuttavia infondata in base ad alcuni studi che dimostrano che farina di carne e ossa, farina di pollame e farina di soia sgrassata presentano coefficienti di digeribilità della materia organica simili a quelli del manzo o del pollame fresco (Fig. 1). La digeribilità dei cereali, quali frumento integrale macinato, farina d’orzo e d’avena, polpa di barbabietola da zucchero e altre farine di legumi e frutta secca, varia tra il 40% e il 90% (Kendall e Holme, 1982). La scarsa digeribilità apparente di molte di queste sostanze è dovuta al contenuto di fibre relativamente elevato, che è stato oggetto di ampie indagini. I primi studi sono stati condotti sulla cellulosa (Burrows et al, 1982), ma alcune ricerche successive hanno preso in considerazione una serie di fibre, tra cui barbabietola da zucchero, gomma di guar, residui di pomodoro, legumi e alcune fibre di mais selezionate (Fahey et al, 1990°; Fahey et al,

Fig 1. Digeribilità della materia organica di carne e pollame, loro sottoprodotti, farina di soia e uova contenuti nel cibo per cani (Murray et al, 1997).

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Fig 2. Digeribilità del cibo umido e secco per animali, relativamente a materia secca e organica, proteine, grassi ed energia. I dati sono valori medi, mentre i valori minimi e massimi sono rappresentati dalle barre di errore. (Dati di Mars Petcare, Europa).

1990b; Diez et al, 1998; Cole et al, 1999; Guevara et al, 2008; Carciofi et al, 2008). È stato più volte dimostrato che l’aggiunta di fibre alla dieta riduce la digeribilità apparente della materia secca, della materia organica, della componente energetica e delle proteine grezze dal 2% al 20%. Gli effetti sono analoghi se le fibre vengono aggiunte sia a diete umide sia secche e sono legati alla dose. Vi è ampio consenso sul fatto che un’aggiunta di fibre pari al 7,5% della materia secca è ben tollerata dai cani senza alcun effetto negativo sulla digestione. Alcuni studi riferiscono tuttavia un aumento lineare della frequenza di defecazione e del peso totale delle feci prodotte in seguito a un maggiore apporto di fibre con la dieta.

QUAL È L’EFFETTO DEL TIPO DI CIBO? Dal momento che cibi secchi e umidi hanno ingredienti e profili dei macronutrienti molto diversi, è prevedibile una diversa digeribilità tra cibi in lattina, in busta e secchi. I cibi umidi per cani sono in genere a base di carne e presentano un alto contenuto di proteine e grassi e pochi carboidrati. I cibi secchi contengono invece molti più carboidrati (circa il 50% sulla base della materia secca) e fibre, ma meno proteine e grassi. Malgrado queste differenze, legate soprattutto al contenuto di carne, carboidrati e fibre alimentari, la digeribilità delle diete secche e umide non è molto diversa (Fig. 2). Entrambe le modalità mostrano in genere valori di digeribilità apparente che rientrano nell’intervallo desiderato dell’80-90%. È solo quando vengono inserite quantità elevate d’ingredienti come le fibre che si riscontra un notevole calo della digeribilità apparente. La simile digeribilità dei cibi secchi e umidi per cani si riflette sul loro impatto sul volume e la qualità delle feci. La produzione fecale di un cane di taglia media nutrito esclusivamente con cibi umidi è di 52-78 g/100 g di materia secca consumata, contro 44-75 g/100 g di materia secca in caso di dieta esclusivamente secca (Fig. 3).

LA TAGLIA DELLA RAZZA INFLUISCE SULLA DIGERIBILITÀ DELLE SOSTANZE NUTRITIVE? L’anatomia e l’efficienza digestiva delle varie razze di cani presentano alcune differenze interessanti. Ad esempio, l’apparato gastrointestinale rappresenta il 3-4% del peso corporeo nelle razze di taglia gigante rispetto al 67% nelle razze di taglia piccola. La potenziale differenza di capacità digestiva è stata tal-

volta considerata la ragione per cui le razze di taglia grande tendono a produrre feci con un maggiore contenuto di umidità e dall’aspetto meno gradito rispetto ai cani di taglia piccola. Dagli studi relativi ai possibili effetti di queste differenze anatomiche sulla digeribilità del cibo per animali sono emersi dati contrastanti. Da un lato Meyer e altri (1999) hanno confrontato la digeribilità tra 10 diverse razze di cani di peso medio variabile tra 4,2 kg e 62,5 kg, senza riscontrare alcuna differenza tra razze. Per contro, Weber e altri (2003) hanno dimostrato che la digeribilità è effettivamente maggiore nei Danesi e negli Schnauzer giganti rispetto ai piccoli Barboncini e agli Schnauzer di taglia media. Questi studi indicano che in effetti le differenze tra la produzione fecale e la qualità delle feci tra razze di taglia grande e piccola non sono legate alla digeribilità delle sostanze nutritive (Fig. 4). È invece probabile che siano il transito più rapido del materiale attraverso il canale alimentare, la maggiore permeabilità intestinale e il ridotto assorbimento di minerali a rendere le caratteristiche delle feci meno positive nei cani più grandi. I prodotti formulati per le razze di taglia grande considerano questo aspetto e impiegano fonti selezionate di proteine e fibre alimentari per garantire una buona funzionalità gastrointestinale e una qualità accettabile delle feci.

COME CAMBIA LA DIGERIBILITÀ DELLE SOSTANZE NUTRITIVE CON L’ETÀ? La digeribilità delle sostanze nutritive è minore nei cuccioli – del 5% circa per le proteine – e aumenta con l’età fino a raggiungere i valori dell’adulto intorno ai 6 mesi di vita (Shields et al, 1993; Weber et al, 2003). Si ritiene che questo sia un effetto della maturazione del processo di produzione e secrezione degli enzimi digestivi e dei meccanismi di assorbimento delle sostanze nutritive. Ad esempio, è stato dimostrato che i livelli di amilasi pancreatica restano bassi nei cuccioli fino a circa 10 mesi di età. Questo dato viene utilizzato per la produzione di cibo per cuccioli, formulato in vista di una maggiore digeribilità rispetto a quello destinato agli adulti, e contenente una maggiore quantità di sostanze nutritive, ad esempio proteine, per compensarne l’eventuale ridotta disponibilità. In alcuni casi si è temuto che la funzione digestiva potesse peggiorare con l’età. Nell’unico studio finora condotto sui cani, non è stata osservata nessuna variazione fino intorno ai 10 anni di età, ma è stato riscontrato un

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Fig 4. Qualità delle feci in razze di cani di taglia piccola (<10 kg di peso corporeo), media (11-25 kg) e grande (25-45 kg). I dati sono valori medi con intervalli di confidenza del 95% rappresentati dalle barre di errore. (Dati di Mars Petcare, Europa). Le feci sono state valutate secondo una scala di 9 punti, da dure, secche e friabili (punteggio = 1.0) a diarrea acquosa (= 5). Le feci con valori da 1.0 a 2.5 sono ben formate, quelle con valori da 3.0 a 4.0 sono umide e poco consistenti e quelle con valori da 4.5 a 5.0 sono diarroiche.

brusco calo intorno ai 15-17 anni. Le conseguenze di questo fenomeno per l’alimentazione del cane in età geriatrica e il relativo impatto sulla qualità delle feci sono ancora incerte, ma una formulazione del cibo per cani anziani in vista di una buona digeribilità potrebbe portare alcuni vantaggi.

QUAL È LA RELAZIONE TRA DIGERIBILITÀ E QUALITÀ DELLE FECI? Secondo alcune stime, quasi il 75% dei proprietari presta regolarmente attenzione alla natura delle feci del proprio cane, ma in genere non si preoccupa quando il cane produce solo feci solide, bensì quando le feci diventano molli e, di conseguenza, molto più difficili da raccogliere. Negli animali sani, la produzione fecale è correlata con la quantità di cibo assunto e la relativa digeribilità totale della materia secca. Una scarsa digeribilità (<70%) determina il passaggio nell’intestino crasso d’ingredienti diversi dalle fibre che, a loro volta, sono parzialmente o completamente fermentate grazie ai batteri del colon. Grandi quantità di cibo non digerito possono danneggiare la funzionalità del colon, determinando alterazioni della motilità, ritenzione idrica, eccessiva produzione di gas e la produzione di una maggiore quantità di feci relativamente molli. La somministrazione di cibi a scarsa digeribi-

Fig 3. Produzione giornaliera di feci umide (peso totale) di cani nutriti con cibo umido e secco. I dati sono valori medi, mentre i valori minimi e massimi sono rappresentati dalle barre di errore. (Dati di Mars Petcare, Europa).

lità richiede inoltre una dose superiore e, dal momento che la quantità di cibo assunto aumenta, cresce anche la sua velocità di transito nel canale alimentare, cosa che contribuisce a peggiorare ulteriormente la digestione, ad aumentare la produzione di gas e ad accrescere la produzione di feci umide. Per contro, anche una dieta estremamente digeribile può causare problemi. L’intestino crasso del cane è ben sviluppato e idoneo a ricevere alcuni componenti alimentari non digeriti, tra cui proteine a bassa digeribilità quali materiale cartilagineo o fibre vegetali. Privare il colon di questi substrati può non solo influire sulla salute dello stesso, ma anche determinare una scarsa massa fecale e una ridotta frequenza di defecazione. Di conseguenza il cane può soffrire di stipsi o avere difficoltà a espellere materia fecale molto secca. I proprietari di cani non sono i soli a interessarsi alla “performance posteriore”; è dimostrato che più del 70% dei veterinari considera una buona consistenza delle feci come il principale indicatore di una corretta digestione del cibo. Questo aspetto deve essere chiarito dal momento che, somministrando una dieta con una digeribilità della materia secca intorno all’80-90%, è improbabile che l’eventuale deterioramento della consistenza delle feci sia legato alla digeribilità del cibo. Le caratteristiche delle feci sono piuttosto un riflesso dell’impatto del cibo su altri aspetti della motilità, della permeabilità e della funzionalità gastrointestinale. Per questo motivo i produttori di cibo per animali prestano grande attenzione all’effetto dei loro prodotti sulla qualità delle feci e inseriscono la valutazione della digeribilità nei propri protocolli sperimentali. In genere è previsto un obiettivo di qualità ‘ottimale’ delle feci, in base al quale le stesse non sono né troppo morbide o liquide né troppo secche e friabili. Una delle cause più frequenti di una cattiva qualità delle feci è l’improvvisa introduzione di un nuovo cibo. Per questo motivo in genere si raccomanda di osservare un periodo di transizione di almeno 5 giorni nel passaggio da una dieta a un’altra. Questo aspetto è importante soprattutto se il cane è stato nutrito a lungo con un'unica tipologia di cibo; il passaggio a una nuova dieta - anche se dotata di una maggiore digeribilità apparente - richiede un adattamento dell’apparato gastrointestinale a nuovi ingredienti e a livelli di sostanze nutritive differenti. ■

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Attualità scientifica Vet Journal

Come deve essere un “buon veterinario”? Differenze significative nell’opinione dei veterinari per piccoli animali e dei loro clienti

di MARIA GRAZIA MONZEGLIO n sondaggio effettuato mediante questionario ha esaminato la percezione dei veterinari per piccoli animali e dei loro clienti su quali siano gli attributi di un "buon veterinario". Agli intervistati si chiedeva di valutare quanto importante considerassero 20 caratteristiche di un veterinario in una scala di 5 punti, da "irrilevante" a "molto importante". Inoltre, si chiedeva di elencare quali ritenevano fossero le 3 caratte-

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ristiche più importanti per un veterinario. Infine, si chiedevano altre eventuali caratteristiche aggiuntive ritenute importanti affinché un veterinario fosse molto apprezzabile. Completavano il questionario 407 clienti di veterinari per piccoli animali, 243 veterinari per piccoli animali e 61 veterinari non per piccoli animali. Per 12 delle 20 caratteristiche considerate, vi erano differenze significative tra clienti e veterinari per piccoli animali nel considerare una caratteristica "molto importante". Rispetto ai veterinari per piccoli animali, era maggiore la proporzione di clienti che considerava "molto importante" i seguenti attributi: fiducia, conoscenza della medicina e chirurgia veterinaria, pulizia, capacità di spiegare i termini tecnici, pazienza, chiarezza circa i costi del trattamento, capacità di lavorare in gruppo, onestà, gentilezza, risolutezza, gentilezza verso gli animali e abilità pratiche. Rispetto ai clienti, era invece maggiore la proporzione di veterinari per piccoli animali che considerava "molto importante" una buona capacità comunicativa. “Perceptions of clients and veterinarians on what attributes constitute ‘a good vet’”. Mellanby RJ, Rhind SM, Bell C, Shaw DJ, Gifford J, Fennell D, Manser C, Spratt DP, Wright MJ, Zago S, Hudson NP. Veterinary Record 2011;168:616 ■

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Fissazione circolare esterna di radio e ulna nei cani toy Una valida alternativa ad altri metodi di fissazione, secondo uno studio no studio ha valutato l'efficacia della fissazione circolare esterna (CESF) nel trattamento delle fratture del radio e dell'ulna distali nei cani toy, documentando il tipo e la frequenza delle complicazioni associate a questa tecnica. I criteri di inclusione dei pazienti nello studio erano: peso corporeo inferiore o uguale a 5 kg, frattura trasversale o obliqua corta del terzo distale del radio e dell’ulna, assenza di precedenti tentativi di riparazione e trattamento con CESF come unico metodo di fissazione. Venti fratture di 16 cani soddisfacevano i criteri di inclusione dello studio. In nessun caso si identificavano segni d'infezione o insuccesso della fissazione. L'allineamento medio sul piano frontale era del 4,7± 2,7% e l'allineamento medio sul piano sagittale era del 12,7± 7,2%. Complicazioni postoperatorie si verificavano in un paziente. In tutte le fratture si verificava l'unione dei monconi. Il tempo medio prima dell'evidenza radiografica di formazione del callo osseo e della suc-

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cessiva rimozione dell'impianto era di 71 giorni (intervallo: 30-120). I risultati dello studio, concludono gli autori, supportano l'utilizzo della CESF per il trattamento delle fratture del radio e dell'ulna distali nei cani toy come alternativa ad altri metodi di fissazione. Questa tecnica richiede tuttavia una serie di valutazioni di follow-up per verificare la stabilità dell'apparato e l'adeguatezza dei fili e per determinare correttamente il tempo di rimozione dell'impianto. (M.G.M.) ■

Bluetongue: è possibile la trasmissione del virus mediante embryo transfer caprino? Cellule embrionali precoci sensibili all’infezione. Procedure di lavaggio non efficaci, secondo uno studio no studio ha indagato se le cellule di embrioni caprini precoci isolati da capre fertilizzate in vivo interagissero con il virus della bluetongue (BTV) in vitro, se la zona pellucida (ZP) dell'embrione proteggesse le cellule degli embrioni precoci dall'infezione BTV e se i 10 cicli di lavaggio raccomandati dalla International Embryo Transfer Society (IETS) per i bovini fossero in grado di decontaminare efficacemente gli embrioni di capra esposti a BTV in vitro.

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Le femmine e i maschi donatori venivano individualmente valutati e si verificava la negatività al virus mediante ricerca con RT-PCR dell’RNA di BTV negli eritrociti circolanti. Si co-coltivavano embrioni di 8–16 cellule senza ZP e con ZP intatta per 36 ore in un monostrato di cellule Vero infettato con BTV. Gli embrioni venivano lavati 10 volte in accordo con le raccomandazioni IETS per gli embrioni di ruminanti e suini, prima di essere trasferiti in cellule indicatrici Vero per 6 ore, per identificare eventuali effetti citopatici (CPE). In seguito venivano lavati e coltivati in B2 Ménézo per 24 ore. Em-

brioni non inoculati privi di ZP e con ZP intatta venivano sottoposti a trattamenti simili e utilizzati come controlli. Il monostrato di cellule Vero utilizzato per gli embrioni inoculati con BTV mostrava effetti citopatici. BTV veniva riscontrato mediante RTqPCR nei dieci lavaggi degli embrioni esposti. Nel mezzo acellulare, le cellule embrionali precoci producevano almeno 102,5 TCID50/ml. L’RNA di BTV veniva identificato negli embrioni senza ZP e con ZP intatta utilizzando la RTqPCR. Tutti questi risultati dimostrano chiaramente,

concludono gli autori, che le cellule di embrioni precoci di capra sono suscettibili alle infezioni con BTV e che l’infezione da parte di questo virus è produttiva. Le procedure di lavaggio non erano in grado di rimuovere BTV, indicando che il virus potrebbe legarsi alla zona pellucida. (M.G.M.) “Can bluetongue virus (BTV) be transmitted via caprine embryo transfer?” M.Z. Ali Al Ahmadab, J.L. Pellerina, M. Larrata, G. Chatagnona, R. Cécilea, C. Sailleauc, S. Zientarac, F. Fieniad. Theriogenology. Volume 76, Issue 1, Pages 126-132 (1 July 2011) ■

AFTA: VIRUS TRASMESSO ANCHE DALLE CELLULE CUTANEE? ’afta epizootica può essere diffusa attraverso le cellule cutanee dei bovini infetti. Lo suggerisce un articolo pubblicato sui Proceedings of the Royal Society secondo il quale le cellule cutanee infette possono costituire una fonte di aerosol virale infettivo. L'ipotesi origina dal fatto che il virus dell'afta epizootica è presente nella cute e che è noto che le cellule cutanee aerotrasportate possono trasmettere altre malattie. Il virus dell’afta epizootica può essere trasmesso in una varietà di modi: contatto diretto, contatto indiretto, ingestione e per via respiratoria o aerea (inalazione di aerosol infettivi). Secondo gli autori quest'ultima via potrebbe giocare un ruolo in alcu-

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ni focolai di malattia. I mammiferi eliminano attivamente cellule cutanee nell'ambiente. Queste ultime costituiscono una frazione significativa (110%) degli aerosol interni ed esterni e della polvere interna. Queste cellule, e gli organismi infettivi presenti sulla loro superficie o al loro interno, possono essere trasportate per via aerea e divenire infettive quando inalate o quando si depositano direttamente sulla cute di un nuovo ospite. (M.G.M.) “Skin as a potential source of infectious foot and mouth disease aerosols” M. B. Dillon Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences, 2011; Published online before print March 30, 2011.


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La sicurezza dei mangimi è essenziale, anche se non richiama i media A colloquio con Alberto Mantovani, Vice Chair del Panel FEEDAP mazione orizzontale in sanità pubblica veterinaria datami dalla scuola di Bologna, e poi da quella di Edimburgo, mi sono state utili.

di SABINA PIZZAMIGLIO a otto anni, Alberto Mantovani lavora come esperto nel panel dell’EFSA che si occupa della valutazione di sicurezza degli additivi e delle sostanze utilizzate in mangimistica, il FEEDAP. “È stato un periodo estremamente impegnativo - ci spiega - l’EFSA è interessata a coinvolgere nei panel persone che fanno attivamente ricerca e mantenere l’impegno con il FEEDAP e nel contempo fare bene il mio lavoro (dirigo il reparto di Tossicologia Alimentare e Veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità) non è stato sempre facile”.

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Però, fino al 2012, le è stato affidato un ruolo di maggior responsabilità come Vice-Chair del FEEDAP, perché sta continuando? Perché il lavoro all’EFSA è denso di soddisfazioni: in primo luogo, la chiara percezione di star facendo un lavoro utile al sistema, producendo opinioni scientifiche che possono sostenere una più aggiornata normativa ed una maggiore sicurezza delle sostanze impiegate in mangimistica. Un esempio è l’opinione negativa sull’uso del cromo come additivo nutrizionale, la prima valutazione scientifica di un’autorità europea su questo argomento. Cosa intende quando parla di carattere "traslazionale" dell’EFSA? L'EFSA funge da snodo fra le esigenze della Commissione (e delle altre parti interessate: consumatori, produttori) e le competenze multidisciplinari dei panel, che portano alla sicurezza alimentare le energie del mondo scientifico europeo. Per quanto mi riguarda, lavorando nel Dipartimento dell'ISS che vuole essere il punto di riferimento scientifico per la sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare del Ministero della Salute e del Servizio Sanitario Nazionale, l'importanza di questo aspetto "traslazionale" mi è stata chiara sin dall'inizio. È necessaria anche una certa familiarità con l’approccio interdisciplinare… Le opinioni del FEEDAP sono complesse, riguardando la sicurezza per gli animali, i consumatori, gli utilizzatori e l’ambiente, nonché la credibilità scientifica, spaziando dagli enzimi ai coccidiostatici alle vitamine. Pertanto, il lavoro del FEEDAP richiede il dialogo fra competenze anche molto diverse, il microbiologo, lo zootecnico, il tossicologo, l’ecotossicologo, il veterinario clinico: occorre essere esperti nel proprio campo e comprendere l’importanza degli altri contributi. In questo posso dire che la for-

Questo concorso di discipline che cosa ha dimostrato in questi otto anni? L’aspetto più importante di crescita culturale e professionale è stato il partecipare al rinnovamento dei concetti ed approcci della sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare. L’attività del FEEDAP, con quasi 300 opinioni e linee guida prodotti sinora, mostra il ruolo basilare della sicurezza dei mangimi per la sicurezza degli alimenti di origine animale. Oltre alle valutazioni di sicurezza di specifici additivi o di sostanze, il FEEDAP ha prodotto diverse linee guida ad hoc, per contribuire allo sviluppo di criteri più aggiornati per la regolamentazione, spesso identificando aree “grigie”, non coperte con sufficiente dettaglio. Qualche esempio… I criteri per condurre studi su sicurezza ed efficacia negli animali e per valutarne i risultati; per gli additivi basati su microorganismi, i criteri per valutare la induzione di antibiotico-resistenza, la produzione di tossine e la compatibilità di uso con additivi a potenziale azione antimicrobica (es., coccidiostatici); gli approcci per la valutazione di efficacia e sicurezza degli additivi usati nella produzione di insilati, o delle biomasse di origine microbica... Il FEEDAP ha dovuto confrontarsi con la Commissione Europea e con l'industria mangimistica. L’opinione pubblica si direbbe più defilata… Il confronto con la Commissione si è risolto sempre positivamente, sulla base della trasparenza e complementarietà dei rispettivi ruoli di valutazione e di gestione del rischio, tanto che pressoché tutte le opinioni del FEEDAP sono state adottate dalla Commissione. Più problematico è stato il confronto con l’industria mangimistica, spesso non allenata a ragionare in termini di sicurezza. Nonostante la pressante tabella di marcia - il panel ha attualmente l’incarico di rivalutare tutti gli additivi utilizzati in mangimistica in Europa - il FEEDAP ha potuto lavorare in relativa tranquillità rispetto a settori dell’EFSA in cui la valutazione scientifica si mescola ad aspetti controversi per il grande pubblico, quali gli OGM o l’argomento emergente dei claim nutrizionali. Con l’eccezione di alcuni allarmi legati a contaminanti, la mangimistica non è un argomento di particolare richiamo mediatico, forse immeritatamente. La “distrazione” della stampa è stata un bene o un male? Ha avuto una conseguenza paradossale (ma non troppo), in quanto ha contribuito a far sì che il FEEDAP avesse il respiro per dare gambe e concretezza ad argomenti innovativi per l'intera EFSA, con veri documenti “pilota”. Verso quali strategie? Una strategia a più stadi per valutare l'impatto ambientale. Il metabolismo dell’additivo negli animali, le caratteristiche fisico-chimiche, la potenziale bioconcentrazione permettono una prima quantificazione dell’esposizione dei comparti ambientali, che a sua vol-

IL FEEDAP DI EFSA l gruppo (panel) di esperti scientifici FEEDAP (Panel on Additives and Products or Substances used in Animal Feed), guidato dall’inglese Andrew Chesson, si occupa di additivi e sostanze o prodotti usati nei mangimi. Per il periodo 2009-2012, Alberto Mantovani è Vice-Chair del gruppo insieme al tedesco Jürgen Gropp. Nel panel FEEDAP sono presenti altri tre esperti italiani: Gabriele Aquilina (biologo), Pier Sandro Cocconcelli (agronomo) e Giovanna Martelli (veterinaria). I membri del gruppo sono nominati dal consiglio di amministrazione dell’EFSA con incarico triennale, rinnovabile, sulla base di comprovata eccellenza scientifica, in esito ad un bando pubblico e a una rigorosa procedura di selezione. Il FEEDAP elabora documenti e linee guida per chiarire il proprio approccio alla valutazione scientifica del rischio degli additivi per mangimi, rivolti principalmente agli operatori del settore coinvolti nelle varie fasi della filiera alimentare nonché ad altri organismi che si occupano di sicurezza di alimenti e mangimi. I pareri sono consultabili al sito www.efsa.europa.eu

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ta determina il tipo di test ecotossicologici da effettuare. E anche una strategia per la valutazione della sicurezza per gli utilizzatori/lavoratori. Anche in questo caso alcune caratteristiche critiche (pulverulenza, frazione di particelle inalabili) determinano la potenziale esposizione dei lavoratori, e quindi la necessità di effettuare test di tossicità inalatoria. Qualora si evidenzi un possibile rischio occupazionale, le raccomandazioni del FEEDAP riguardano preferibilmente la modificazione di caratteristiche dell’additivo (es., limitazioni d’uso, modifiche alla formulazione atte a ridurre la pulverulenza), piuttosto che l’uso di indumenti protettivi, spesso poco realistico in situazioni di campo. Il FEEDAP quindi è molto attento alle “ricadute esterne” della filiera zootecnica, in termini di ambiente di lavoro ed ecosistema… Un primato che il panel mangimi può rivendicare? Dal punto di vista tossicologico, che ovviamente mi sta molto a cuore, il FEEDAP è stato il primo panel ad adottare l'uso della relazione dose-risposta (approccio “benchmark dose”) per le sostanze per cui gli studi sperimentali non consentono di definire un livello di esposizione chiaramente “senza effetto” per derivare una DGA per i consumatori. Questo sembra un tecnicismo da tossicologi, ma si applica alla valutazione di gruppi di sostanze importanti, quali interferenti endocrini o composti a forte attività farmacologica, come il beta agonista ractopamina esaminato dal FEEDAP (con valutazione - per inciso - del tutto negativa). Possiamo dire che il collegamento fra la nutrizione animale e l’alimentazione umana è il vostro campo di lavoro? L'uso della nuova base di dati dell’EFSA sul consumo degli alimenti permette di avere, finalmente, una stima realistica dell'assunzione da parte dei consumatori e questo sia per la maggioranza della popolazione (adulti) sia per i bambini (fascia di popolazione con diverso

consumo di alimenti e potenzialmente più vulnerabile ad alcuni meccanismi di tossicità). Questo approccio è stato applicato nel 2011 alle conseguenze sull’esposizione dei consumatori dell’uso di un lievito selenizzato per "arricchire" nutrizionalmente gli alimenti di origine animale. La valutazione del FEEDAP ha raccomandato limitazioni nell’uso dei lieviti selenizzati in alimentazione animale, entrando così in un altro ambito di estrema attualità per la sicurezza alimentare: la valutazione rischiobeneficio. Questo nuovo approccio, di estrema rilevanza per la sanità pubblica veterinaria, intende elaborare criteri e parametri scientifici per gestire le situazioni in cui siano compresenti rischi e benefici per la salute: alimenti raccomandabili dal punto di vista nutrizionale ma anche fonte di contaminanti (ad es., il pesce) oppure interventi di “fortificazione” con nutrienti che potrebbero portare ad eccessi indesiderati dei nutrienti stessi. ■

I PARERI PUBBLICATI ’EFSA pubblica tutta la sua produzione scientifica nell’EFSA Journal. Divulga inoltre una serie di pubblicazioni istituzionali e di supporto. Tutti i numerosi documenti del Panel Feedap sono on line: http://www.efsa.europa.eu. Fra i più recenti, il report tecnico Outcome of the public consultation on the Guidance on microbial biomasses for use in animal nutrition, e i pareri scientifici: InteSwine® for piglets, Vitamin B6 for all species, Guidance on coccidiostats and histomonostats, Natugrain® TS for avian species, Tolerance and efficacy studies in target animals.

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I clienti chiedono la certificazione di qualità Questo ed altri dati significativi emergono dall’indagine “I Veterinari ed animali da compagnia in Italia” realizzata dall’ANMVI LA PROPENSIONE ALL’ACQUISTO DIRETTO NELLE STRUTTURE

di ANTONIO MANFREDI bbiamo scritto in un precedente articolo che la struttura veterinaria deve essere in grado di dimostrare al cliente le sue caratteristiche e giustificare quindi le proprie tariffe maggiori rispetto a quelle dei concorrenti. Fra le possibilità che permettono alla struttura di evidenziare le proprie caratteristiche differenziandosi da altre strutture, garantendo al cliente un sistema di qualità attento alla salute ed al benessere dell’animale, la certificazione è certamente quella più efficace, sia perché viene concessa e riconosciuta da organismi esterni sia perché è un sistema pubblicizzato da anni in molti settori e quindi è molto efficace verso il cliente. Alla domanda: Ritiene importante che una struttura veterinaria sia ufficialmente certificata per la sua attività, a garanzia della qualità delle prestazioni che fornisce? Il 93,9% ha risposto: Sì, è importante, e no solo l’1,3%. La certificazione di qualità è quindi nelle strutture veterinarie un’esigenza sentita dalla grande maggioranza dei clienti, indipendentemente dalla tipologia di pet posseduto. Nonostante l’esigenza dei clienti sia così forte e l’ANMVI abbia proposto da un paio di anni, a costi molto contenuti, una certificazione specifica per il settore veterinario e basata sulle BPV, sono solo un centinaio le strutture certificate, a dimostrazione che spesso è la categoria veterinaria a non saper cogliere possibilità di evoluzione e sviluppo del settore anche quando queste sono evidenziate ed espresse dagli stessi clienti. È interessante vedere come l’interesse dei clienti verso la certificazione della struttura sia maggiore nel Centro/Sud 95,6% rispetto al Nord 92,3%, e che i meno interessati sono i lavoratori autonomi perché ritengono di essere in grado di valutare la struttura senza la necessità di certificazioni esterne. Se possiamo fare una riflessione conclusiva ai risultati evidenziati da queste tre ultime domande potremmo dire che per posizionarsi al meglio sul mercato, essere un buon professionista forse non basta, ma bisogna sapere offrire al cliente altre caratteristiche della struttura di cui sente le esigenze. Inoltre è possibile proporsi con tariffe maggiori dei possibili concorrenti solo se si ha la capacità di giustificarle evidenziando gli aspetti che differenziano la struttura e motivano quindi tariffe più elevate. Lo strumento certamente più efficace per dimostrare tutto questo è la certificazione di qualità perché riconosciuta da un ente esterno ed accolta in modo molto positivo dai clienti.

A

Da una recente indagine condotta dall’ANMVI era emerso che i veterinari sono sempre più interessati alla vendita diretta di prodotti relativi alla salute ed al benessere degli animali, percentuale che è sempre cresciuta negli anni ed ora è circa il 90%. Questa indagine che stiamo proponendo evidenzia d’altra parte che i clienti sono sempre più interessati all’acquisto diretto nelle strutture veterinarie. Sarebbe quindi ora di pensarci seriamente ed affrontare insieme agli altri operatori del settore questa possibilità in un confronto costruttivo con il Ministero. In tutta l’Europa i veterinari offrono servizi (cessione di prodotti) che sono preclusi ai veterinari italiani. Sarebbe il caso di ricordarsi che anche gli italiani sono europei. Nel 2007 i proprietari di animali già interessati ad acquistare prodotti direttamente nella struttura veterinaria erano il 44,6% (acquirenti il 16%+ prospect 28,6%), oggi, dopo solo quattro anni, sono arrivati al 67,4%, un aumento enorme che fa pensare a percentuali ancora nettamente maggiori nei prossimi anni. D’altra parte i non interessati sono passati dal 55,4 al 32,6%. I clienti prospect si distribuiscono senza distinzione significativa fra i pet owner. Nel Nord la percentuale dei prospect arriva al 71,7% e se consideriamo a livello nazionale solo i proprietari sotto i 30 anni arriviamo quasi al 90%. Dati che evidenziano il potenziale di crescita di questo interesse.

LA PROPENSIONE ALL’ACQUISTO:PRODOTTI Vediamo ora quali sono i prodotti che i clienti sarebbero maggiormente interessati ad acquistare direttamente nella struttura veterinaria. Tutti i prodotti per la salute ed il benessere degli animali hanno avuto in quattro anni un notevole incremento ma alcuni certamente più di altri. I farmaci, quelli che già attualmente possono essere dispensati dal veterinario, sono certamente il prodotto più richiesto dai proprietari e sono quelli che hanno avuto in questi quattro anni l’incremento assoluto maggiore passando dal 25,6% del 2007 al 51,6% del 2011. Purtroppo in questo caso sono spesso i veterinari a non cogliere la potenzialità di questa opportunità pur con i limiti applicativi che la normativa attuale impone. Dopo i farmaci sono gli antiparassitari esterni il prodotto che i clienti vorrebbero acquistare direttamente dal veterinario. Anche in questo caso in quattro anni il valore percentuale è più che raddoppiato passando dall’11,7 al 23,6%. Anche il petfood e le diete sono raddoppiati arrivando al 20,4% rispetto al 9,1 del 2007. In particolare però mentre il petfood è rimasto abbastanza stabile (dal 6,3 all’8,1%) sono le diete a presentare un aumento veramente importante, dal 2,8 al 12,3%. Circa quattro volte il valore originale. Anche gli integratori sono aumentati di circa quattro volte dall’1,8 al 7,8%. Questi ultimi non sono in assoluto valori percentuali importanti ma dimostrano una crescita di interesse veramente molto forte e tale da fare pensare ad un potenziale di sviluppo significativo.

Anche i prodotti per l’igiene e la cura mostrano valori in continua crescita sia pure senza evidenziare numeri molto significativi (dal 5,8 all’8%) mentre la palma per la migliore perfomance dobbiamo certamente riconoscerla ai prodotti dermatologici che in quattro anni sono passati da un insignificante 2,9% al 16,7% con un incremento pari a più di cinque volte il valore iniziale. Potremmo quindi concludere le

nostre riflessioni su questa indagine evidenziando che mentre i clienti sono sempre più interessati all’acquisto dei prodotti direttamente dal veterinario, e questo vale più o meno per tutti i prodotti per la salute ed il benessere dell’animale, quelli che dimostrano una maggior crescita, e di conseguenza un più elevato potenziale di interesse, sono quelli direttamente riferiti alla salute, e quindi certamente i farmaci, le diete, gli antiparassitari, i dermatologici, ecc. rispetto ai prodotti per l’igiene o il petfood se inteso come semplice alimento di mantenimento. Certamente fra pochi anni questi valori saranno ancora cresciuti in modo consistente e sarebbe veramente assurdo frenare la possibile evoluzione di questo mercato continuando a bloccare la possibilità per il veterinario di vendere direttamente questi prodotti come già avviene in tutti i paesi europei. ■


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Ordinanze contingibili: sono tutte davvero urgenti? I presupposti di provvedimenti amministrativi che non riescono a diventare Legge di LUIGI CAMURRI Avvocato e ordinanze contingibili e urgenti, al pari delle altre categorie di provvedimenti amministrativi, rappresentano strumenti della Pubblica Amministrazione in grado di produrre modificazioni nella sfera dei diritti e dei doveri soggettivi nei confronti dei destinatari cui sono rivolte. Sono espressione del potere autoritativo della Pubblica Amministrazione, in quanto svincolate dal consenso dei soggetti da esse direttamente interessati, e traggono la propria legittimità dalla finalità attribuita loro dalla legge, consistente, in ultimo, nella salvaguardia dell’interesse pubblico. Ciò che differenzia le ordinanze contingibili e urgenti dagli altri provvedimenti amministrativi è il loro carattere straordinario. Esse, infatti, costituiscono uno strumento eccezionale di intervento, atto a consentire alla Pubblica Amministrazione di prevenire o eliminare gravi pericoli per l’incolumità dei cittadini in presenza di situazioni impreviste di emergenza, non fronteggiabili per mezzo dei normali provvedimenti amministrativi (C. Stato, V, 9 ottobre 2002, n. 5423). Proprio per questa loro peculiare natura, i provvedimenti d’urgenza si collocano in una posizione singolare nel nostro ordinamento. Se per l’art. 97 Cost. l’attività amministrativa è interamente disciplinata dalla legge, posto che in un regime parlamentare la legge è l’espressione più rappresentativa della volontà popolare, nel caso delle ordinanze contingibili e urgenti questo principio sembra incorrere in una palese violazione, anche se, a ben vedere, solo apparente. Dette ordinanze, infatti, a causa della situazione di particolare eccezionalità e urgenza cui sono chiamate a far fronte, non solo sfuggono ad una definizione normativa del loro contenuto, ma possono esplicarsi liberamente, ove ciò si renda necessario, anche contra legem, in tutte le materie non coperte da riserva assoluta di legge. Neppure in questo caso, però, il principio della legalità viene effettivamente trasgredito. L’effetto delle ordinanze, infatti, non è mai abrogativo, ma meramente derogatorio: esse non modificano la disciplina vigente, ma ne sospendono soltanto l’applicazione, in via temporanea, fino alla cessazione della situazione di grave necessità e urgenza.

ricolo e non al fatto generatore del rischio (C. Stato, V, 2 aprile 2001, n. 1904). 8. non deve contenere norme penali, per la riserva assoluta di legge fatta dalla Cost. ex art. 25;

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PER ESSERE LEGITTIMA, L’ORDINANZA: 1. deve sempre essere adottata nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento; 2. deve fondarsi su una congrua motivazione e seguire un’istruttoria adeguata. La situazione di pericolo che giustifica l’emanazione di provvedimenti contingibili e urgenti deve risultare da inequivoci accertamenti tecnici; 3. deve rivelarsi idonea alla situazione di rischio ed essere emanata entro ragionevoli limiti temporali dati dalla persistenza della situazione eccezionale verificatasi; 4. non deve risultare sproporzionata rispetto al fine perseguito. In altri termini, per suo tramite non deve essere imposto

Proprio a fronte del presupposto della sussistenza di una situazione di emergenza e dunque dei tempi necessariamente rapidi richiesti per l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, nonché, nel contempo, della natura autoritativa e dell’incidenza diretta ed immediata di questi sulle situazioni giuridiche soggettive, i soggetti legittimati ad esercitare il potere di ordinanza sono stati individuati nel nostro ordinamento in ben precisi organi monocratici della Pubblica Amministrazione, favorendo, per questa via, una semplificazione del processo decisionale.

ESSI SONO: un sacrificio privato eccessivo quando la salvaguardia dell’interesse pubblico possa essere raggiunta attraverso misure alternative (C. Stato, VI, 16 aprile 2003, n. 1990); 5. la situazione di pericolo deve essere attuale e concreta: l’ordinanza non può mirare genericamente a realizzare un miglioramento in assenza di un’effettiva minaccia per l’incolumità dei cittadini (C. Stato, V, 2 aprile 2001, n. 1904); 6. il pericolo deve rivelarsi eccezionale ed imprevedibile, e dunque non fronteggiabile con i mezzi ordinari dell’ordinamento

(C. Stato, V, 2 aprile 2001, n. 1904); 7. deve rappresentare una situazione di effettiva emergenza, e richiedere, di conseguenza, un intervento amministrativo immediato (C. Stato, V, 2 aprile 2003, n. 1678), fermo restando che, a fondamento del provvedimento d’urgenza, non è richiesta la sussistenza di un danno, ma il rischio oggettivo che questo si realizzi (C. Stato, V, 2 dicembre 2002, n. 6624). Parimenti, non è necessario che la situazione pregiudizievole si sia verificata in epoca prossima all’adozione dell’ordinanza, essendo il requisito dell’urgenza riferito al pe-

• il Presidente del Consiglio dei Ministri • i Ministri • il Presidente della Giunta regionale • il Presidente della Giunta provinciale • il Sindaco • il Prefetto

REQUISITI DI LEGITTIMITÀ: • Urgenza: impossibilità di differire l’intervento ad altra data in relazione alla ragionevole previsione di danno incombente; • Contingibilità: impossibilità di provvedere con gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione. ■

LE ORDINANZE NELLA GIURISPRUDENZA CONSIGLIO DI STATO, SEZ. 4A, N. 6169 DEL 13 OTTOBRE 2003 - Fattispecie: ordinanza di requisizione di un alloggio. (I presupposti per l’adozione dei provvedimenti contingibili e urgenti sono, da un lato, l’impossibilità di differire l’intervento ad altra data in relazione alla ragionevole previsione di danno incombente carattere dell’urgenza -, dall’altro, l’impossibilità di provvedere con gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione - contingibilità. In particolare riguardo al secondo aspetto, l’intervento non deve avere necessariamente il carattere della provvisorietà: nell’adozione di provvedimenti contingibili e urgenti non esiste un metro fisso da seguire, ma la soluzione va individuata di volta in volta secondo la natura del rischio da fronteggiare, anche se deve corrispondere alle finalità del momento, senza che assuma i caratteri della continuità e della stabilità bensì sia collegata al permanere dello stato di necessità). CONSIGLIO DI STATO, SEZ. 6A, N. 1990 DEL 16 APRILE 2003 - Fattispecie: ordinanza di demolizione di opere. (Le ordinanze contingibili e urgenti devono far fronte a situazioni di pericolo salvaguardando l’interesse pubblico con il minor sacrificio di quello privato, e sono illegittime per vizio di merito se sproporzionate, nel senso che impongano un sa-

crificio della proprietà privata eccessivo rispetto alla salvaguardia del pubblico interesse, raggiungibile con misure alternative). CONSIGLIO DI STATO, SEZ. 5A, N. 1678 DEL 2 APRILE 2003 - Fattispecie: ordinanza di rimozione di rifiuti tossici e nocivi. (L’esercizio del potere di ordinanza contingibile e urgente del Sindaco presuppone la necessità di provvedere con immediatezza in ordine a situazioni eccezionali e imprevedibili, non fronteggiabili con i mezzi ordinari dell’ordinamento, non rilevando eccessivamente la durata della situazione di pericolo). CONSIGLIO DI STATO, SEZ. 5A, N. 6624 DEL 2 DICEMBRE 2002 - Fattispecie: ordinanza di proroga d’ufficio del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani. (I ritardi della P.A. nel portare a termine procedure concorsuali o altri fatti comunque imputabili a ritardi o disservizi della P.A. non legittimano, di massima, la stessa a sopperire alle proprie manchevolezze con il ricorso ai provvedimenti contingibili ed urgenti. Tuttavia, nel caso in cui la situazione di emergenza sia stata occasionata dal comportamento parzialmente omissivo del Comune, se la situazione eccezionale corrisponde ad un dato obiettivo, essa legittima all’adozio-

ne da parte del Sindaco di provvedimenti contingibili e urgenti al fine di evitare gravi pregiudizi per la collettività sotto il profilo igienico-sanitario. In materia di potere di ordinanza extra ordinem del Sindaco, non è necessario, al fine del requisito dell’urgenza, il verificarsi di una situazione di danno per l’ambiente e la salute pubblica, essendo sufficiente che si verifichi una situazione di pericolo non fronteggiabile adeguatamente e tempestivamente con misure ordinarie). CONSIGLIO DI STATO, SEZ. 5A, N. 5423 DEL 9 OTTOBRE 2002 - Fattispecie: ordinanza di sospensione dell’attività di fabbro. (L’adozione di ordinanze contingibili ed urgenti ha carattere eccezionale e presuppone che non possa farsi fronte alla situazione di pericolo grave ed imminente per la popolazione con gli strumenti ordinari). CONSIGLIO DI STATO, SEZ. 2A, N 1904 DEL 2 APRILE 2001 - Fattispecie: ordinanza di messa in sicurezza e bonifica di un’area adibita a discarica abusiva. (In materia di ordinanze contingibili e urgenti il requisito della contingibilità è soddisfatto quando il pericolo non è evitabile con gli ordinari mezzi dell’amministrazione).


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Assemblea ENPAV Previdenza

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ENPAV: risale l’utile e aumentano gli iscritti Mancuso: crescita senza rischi

n solo punto all’ordine del giorno ha visto impegnati i Delegati Enpav che si sono riuniti per l’Assemblea Nazionale che si è svolta a Terrasini (Palermo) sabato 11 giugno. Il conto consuntivo dell’esercizio 2010 è stato approvato all’unanimità dagli 87 Delegati presenti. La discussione sul bilancio è stata preceduta dalla relazione del Presidente Mancuso (foto) che si è soffermato sui risultati dei bilanci consuntivi approvati da questa Assemblea sin dal suo insediamento, risultati che hanno ovviamente risentito della grave crisi dei mercati finanziari verificatasi nella seconda metà del 2008. La situazione dell’Ente, ha riferito Mancuso, ha registrato una crescita costante dell’utile e del patrimonio netto negli anni 2006 e 2007, una battuta di arresto nel 2008 ed un inizio di ripresa nel 2009 e nel 2010. Anche i risultati del patrimonio mobiliare hanno riflettuto quanto è accaduto nel sistema economico generale e ci si aspetta per il 2011 una sensibile ripresa dei rendimenti. Come chiarito ai Delegati presenti anche dal Vice Presidente, il dott. Tullio Scotti, e dal Prof. Ugo Pomante della Benchmark&Style, società di advisor che da circa un anno e mezzo collabora con l’Enpav, nel 2008 e nel 2009, reduci dagli effetti della crisi finanziaria e dell’incertezza dei mercati, l’Ente ha ritenuto di seguire una politica estremamente prudenziale e di attesa e di contenere i rischi, privilegiando una bassa redditività del patrimonio mobiliare, piuttosto che esporsi a mercati estremamente volatili. Il risultato è stato di stabilità e di conservazione del patrimonio. Il 2010 è stato l’anno delle iniziative e delle decisioni, è stata impostata una precisa strategia di investimento, realizzata a seguito di un’analisi dettagliata dei titoli in portafoglio e sono stati definiti investimenti finalizzati ad allineare il portafoglio di investimento dell’Ente con l’asset allocation strategica deliberata dal Consiglio di Amministrazione. “Ritengo importante sottolineare” - ha dichiarato il Presidente Mancuso - che siamo am-

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ministratori di un Ente di previdenza, dove l’orizzonte temporale da considerare per valutare lo stato di salute delle casse non è certo quello annuale, bensì quello di medio e lungo periodo, attraverso proiezioni fino a 50 anni. Ciò che rileva è la stabilità degli andamenti dei risultati negli anni. L’obiettivo quindi deve essere quello di tendere verso una crescita del patrimonio costante e coerente con il limite del rischio di mercato che un ente di previdenza può accollarsi. Non possiamo pensare di superare i rendimenti dei mercati, ma scegliere le opportunità di investimento che rispondono al rischio accettabile per salvaguardare il patrimonio e garantire le pensioni”. Al termine dei lavori assembleari è intervenuto il dott. Aldo Grasselli, neo eletto Vice Presidente dell’Onaosi, il quale ha parlato delle modifiche di recente introdotte allo Statuto della Fondazione, che hanno aggiunto alla finalità storica dell’Onaosi di assistenza in favore degli orfani dei sanitari, anche quella di supporto ai professionisti sanitari in situazione di grave difficoltà economica. L’auspicio del Vice Presidente Grasselli è quello di poter instaurare in futuro una sinergia tra l’Onaosi e gli Enti di previdenza delle professioni sanitarie.

BREVI CENNI SUL CONTO CONSUNTIVO 2010 Il 2010 si è chiuso con un utile d’esercizio di 25.749.775,36 Euro, in crescita del 16,81% rispetto al 2009, mentre il patrimonio netto dell’Ente al 31.12.2010, inclusa la riserva legale richiesta dal decreto legislativo 509/1994, ammonta ad Euro 297.397.900,75. La spesa previdenziale è cresciuta del 5,53% principalmente per il maggior onere sostenuto per le pensioni agli iscritti in aumento del 6,11%. L’incremento è stato determinato sia dalla perequazione Istat 2010 (+2,1%) sia dall’aumento dell’importo medio delle pensioni. L’esercizio si è concluso con un incremento dell’1,57% del numero complessivo delle pensioni (6.021) rispetto al 2009 (5.928). Il dato è in controtendenza rispetto al trend verificatosi nell’ultimo decennio ed è legato principalmente all’introduzione dell’istituto della pensione anticipata di vecchiaia. In aumento anche le indennità di maternità (+ Euro 75.000,00) e le erogazioni assistenziali (+ Euro 22.349,34). I costi di gestione in senso stretto sono diminuiti del 2,34%. Tra le spese di gestione che hanno evidenziato una riduzione si segnalano quelle inerenti gli Organi, diminuite del 10,37%, e quelle riguardanti i costi di manutenzione diminuiti di poco meno di 74.000,00 Euro, per effetto dei nuovi contratti di manutenzione sugli immobili dell’Ente. I ricavi complessivi 2010 hanno registrato una crescita rispetto al 2009 del 9,95%, anche grazie all’incremento delle entrate contributive aumentate del 12,67% (+ 7.962.877,38 Euro ). Il numero degli iscritti è salito da 26.036 del 2009 a 26.410 del 2010, con un incremento netto di 374 unità determinato dal saldo tra 1.138 nuovi iscritti e 764 tra pensionamenti e ■ cancellazioni.

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28 Lettere al Direttore Domande su AmicoPets Sarei interessato a sapere se la tessera amicopets sarà riconosciuta/accettata anche da enti veterinari pubblici, in particolare le università, con le quali spesso il libero professionista si viene a confrontare e riferire casi/pazienti. Gradirei inoltre e ancor più, sapere perché ANMVI non spenda maggiore impegno nella divulgazione dei principi che hanno spinto la maggiore federazione di associazioni veterinarie italiana, a promuovere ed a spingere il progetto amicopets. Mi piacerebbe vedere, via mail o cartaceo, degli articoli che spiegassero i pro e i contro di un simile progetto, vorrei che i promotori illustrassero nel dettaglio le loro idee e il loro pensiero, a chi come me, proprio non riesce a vedere il fine ultimo di tale campagna. Tutto quello che fino ad ora è possibile reperire su questa iniziativa è che servirà ad aumentare la visibilità della figura del veterinario, che servirà a valutare dati epidemiologici con notevole rilevanza per il ministero, che permetterà ai proprietari ed ai loro beniamini di poter viaggiare lungo tutta la penisola ed avere la certezza di ricevere sempre le cure migliori grazie alla banca dati sanitaria. Chi desidera maggiori informazioni è invitato a visitare il portale amicopets, dove però non si trova null'altro. Ma è possibile che un progetto che ambisce ad una così vasta adesione, non sia supportato da una discussione un poco più approfondita, che non veda l'intervento di più figure di riferimen-

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to, e che tutto sia lasciato alla gestione di una ditta privata, compreso il decidere se sia di reale interesse o meno per la nostra categoria? Possibile che non sia stato interpellato qualche esperto di practice management e che questi non abbia prodotto una breve relazione da pubblicare su Professione Veterinaria, su 30Giorni, o su qualsiasi altra rivista di larga diffusione, in modo che tutti gli interessati potessero comprendere i vantaggi del progetto? È possibile che non sia stato pensato uno studio parallelo con le tessere sanitarie nazionali - carta regionale dei servizi? Possibile che non si spieghi come la nuova tessera si relazioni con la banca dati dell'anagrafe canina regionale, e dove eventualmente questa non abbia funzionato o quali siano le sue carenze? Siamo tutti laureati, siamo professionisti, siamo abituati a discutere tra noi, con la clientela, con i fornitori, con gli enti pubblici, siamo abituati a cercare le soluzioni migliori per tanti problemi, ed a non accontentarci della prima risposta che ci viene fornita (ero tentato di scrivere 'diagnosi'), perché in questo caso dovrei agire diversamente? Grazie per l'attenzione. Giorgio Maccarini - Bergamo Caro Collega, ringraziandoti per aver accettato di rendere pubblica la tua lettera su Professione Veterinaria, ti rispondo molto volentieri. È nei desiderata del nostro progetto che AmicoPets ottenga un riconoscimento dalle istituzioni. Quando parliamo di diventare “medici di famiglia” ci riferiamo però al riconoscimento della medicina veterinaria di base: le prestazioni essenziali pre-

senti nel profilo sanitario dell’animale con tessera AmicoPets dovrebbero rientrare in un pacchetto premiale di agevolazioni fiscali e tariffarie per i proprietari. In una parola essere convenzionate SSN. Il valore a cui ti riferisci, se ho ben compreso, è già implicito invece nel sistema, in quanto il profilo sanitario presente nel data base corrisponde ad una certificazione del medico veterinario che annota in prima persona dati e informazioni mediche. Il portale AmicoPets, fra l’altro, non preclude le registrazioni dei colleghi di sanità pubblica o delle università. Il portale AmicoPets privilegia la comunicazione al pubblico, mentre il livello professionaleveterinario è curato da ANMVI. Per divulgare il progetto stiamo utilizzando tutti i canali a nostra disposizione, dalla stampa agli incontri congressuali sul territorio. Devo riconoscere che parlare direttamente ai Colleghi, magari accanto a un pc, aiuta molto più di una pagina di giornale. Non ci siamo risparmiati, anzi qualche collega ci ha fatto notare che da un po’ di tempo a questa parte non parliamo d’altro. Può darsi, ma questo per ANMVI è un progetto di punta per tutte le ragioni che tu stesso elenchi. Certamente è stato fatto un parallelo con le carte dei servizi regionali. Il risultato è che la tessera AmicoPets, l’abbiamo rimarcato in più occasioni, è più avanzata anche del fascicolo sanitario elettronico che dovremmo già avere noi umani e invece arranca nel SSN. AmicoPets è una banca dati funzionante e si relaziona con le anagrafi canine come ha spiegato in conferenza stampa (filmati e cartella stampa

Sono stato io a inventare lo slogan di spostare la tassazione dalle persone alle cose Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia sono on line) il Sottosegretario Francesca Martini: un protocollo informatico a prova di privacy consentirà la trasmissione dei dati anagrafici ed epidemiologici d’interesse per la sanità pubblica al ministero della salute, anche per verifica incrociata della consistenza della popolazione animale risultante dalle anagrafi ufficiali. Devo però aggiungere che -perché tutto questo si realizzi- è fondamentale una cosa sola: avere un numero importante di pazienti registrati. E questo dipende solo da noi. Se i Colleghi si registreranno sempre più numerosi, AmicoPets avrà le carte in regola per realizzare tutto questo. Con la polizza AmicoPets Ergo le registrazioni dei proprietari hanno avuto una impennata. Dipende da noi. A mio modo di vedere è come un appello: o rispondiamo o ci segneranno assenti. Carlo Scotti

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TRAUMATOLOGIA FELINA Cremona, 19/21 Settembre 2011 Centro Studi SCIVAC ECM: Richiesto accreditamento per 32 Crediti DIRETTORE Bruno Peirone, Med Vet, Dr Ric, Torino RELATORI Alessandro Boero Baroncelli, Med Vet, Cuneo Daniel Damur, Dr Med Vet, Dipl ECVS, Chur (CH) Elena Lardoni, Med Vet, Torino Bruno Peirone, Med Vet, Dr Ric, Torino Ulrich Reif, Dr Med, Dipl ACVS, Dipl ECVS, Bobingen (D) ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) LIMITE DI ISCRIZIONE: 04 Luglio 2011 QUOTE Soci SCIVAC: € 800,00 + IVA 20% Non soci: € 1.000,00 + IVA 20%


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Dalle Aziende

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AISA, ricerca e impegno su farmaci per specie minori “

a ricerca si sta impegnando per rispondere alle necessità delle specie minori (uccelli da gabbia, rettili, tartarughe, mustelidi, etc.) che, pur rappresentando una nicchia, sono in aumento e caratterizzate da complessità peculiari. AISA si è fatta promotrice della sostenibilità di una legge per la registrazione dei prodotti farmaceutici destinati alle specie minori e, nell'attesa, cerca di fornire soluzioni adeguate alle varie richieste". Lo rende noto la stessa Associazione delle Imprese della Salute Animale nell'ultima edizione della sua newsletter informativa, in cui si affronta il tema della specificità del farmaco veterinario. "Il ruolo primario dell'industria farmaceutica - si legge - è quello di fornire un armamentario medico quanto più completo e specifico possibile al veterinario il quale, dal canto suo, ha il dovere di utilizzarlo con scienza e coscienza in funzione del benessere animale e di conseguenza di quello dell'uomo". Con riferimento ai prodotti i cui dossier vengono presentati per più paesi dell'UE, "sarebbe auspicabile - dichiara AISA - che l'Italia avesse tempi di valutazione e registrazione armonizzati a livello europeo per ottenere una disponibilità sul mercato uniformata con gli altri stati membri. Il nostro paese, che pur è all'avanguardia per molti aspetti legati alla farmacologia veterinaria, al momento non può purtroppo vantare una tempistica assimilabile a quella delle altre nazioni. Nell'interesse della salute animale e quindi di quella pubblica - è la conclusione - ci auguriamo che le autorità lavorino in tal senso". Tutelare il benessere degli animali creando medicinali appositi è importante ma non basta. Occorre monitorare sui loro effetti e su un utilizzo appropriato. Essenziali risultano essere quindi la farmacovigilanza e la farmacosorveglianza specifiche per il medicinale veterinario, ossia l’insieme delle verifiche finalizzate a valutare l’efficacia e la sicurezza di un farmaco nella pratica clinica dopo l’immissione sul mercato. In particolare, la farmacovigilanza si occupa di raccogliere, di studiare e di diffondere informazioni sulle reazioni avverse, sulla manifestazione degli effetti collaterali e sull’inefficacia della risposta terapeutica o profilattica. A tale scopo il Ministero della Salute invita veterinari e farmacisti a riferire alla Direzione Generale di Sanità Pubblica Veterinaria e ai centri regionali di farmacovigilanza ogni episodio sospetto, anche grazie alla diffusione

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di apposite linee guida sulle modalità di rilevamento e segnalazione delle reazioni negative o dubbie. La farmacosorveglianza integra la vigilanza attraverso una rete capillare di controlli ed ispezioni periodiche, verifica la corretta attuazione della normativa comunitaria e il rispetto dei requisiti di qualità richiesti, monitorando la produzione, la distribuzione e l’utilizzo dei medicinali presso gli opera-

tori della filiera (produttori, grossisti, farmacisti, veterinari autorizzati allo stoccaggio di scorte e allevatori). L’impegno di AISA a favore della promozione del farmaco veterinario e di un suo corretto utilizzo ha prodotto e continua a produrre ottimi risultati. Tra i traguardi più significativi vi è l’adozione del codice a barre bidimensionale (Data Matrix) per i farmaci veterinari che for-

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nisce l’identificazione precisa del medicinale veterinario, la data di scadenza e il numero di lotto, mentre in precedenza si utilizzava solo il codice a barre lineare. Questo evento, primo passo concreto verso la tracciabilità completa del farmaco veterinario, oltre a migliorare l’organizzazione logistica interna delle aziende produttrici, costituisce una garanzia di tutela della salute animale e quindi della sicurezza alimentare, requisito imprescindibile per la salute pubblica. È importante sottolineare inoltre quanto l’introduzione del codice contribuisca a rendere l’industria farmaceutica veterinaria un settore altamente innovativo e moderno, quindi un modello da imitare anche per l’industria farmaceutica umana. ■


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30 Calendario attività Dal 1 luglio al 9 ottobre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

1 - 3 LUG 1 - 2 LUG 5 - 9 LUG 15 - 17 LUG

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON FSA

CORSO FSA - SICILIA - Ragusa - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO SIVE IN COLLABORAZIONE CON SIPE

CORSO SIPE SPERIMENTALE DI FORGIA INGLESE - ASD Scuderia Val Fregia - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

CORSO SCIVAC Ultimi posti disponibili

CITOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 20 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC

MEDICINA FELINA - AGGIORNAMENTI IN CLINICA PRATICA E CHIRURGIA - Hotel Torre Normanna, Altavilla Milicia (PA) - Strada Comunale Torre Normanna - ECM: Accreditamento ECM non previsto - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it INTERNATIONAL COURSE - ADVANCED VETERINARY DIAGNOSTIC IMAGING - PRACTICAL AND INTERACTIVE COMPUTED TOMOGRAPHY WORKSHOP - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 27 Crediti - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

15 - 17 SET

CORSO SCIVAC Ultimi posti disponibili

15 SET

SEMINARIO NAZIONALE SIVE IN COLLABORAZIONE CON CIRCOLO VETERINARIO SARDO

16 - 17 SET 16 SET 18 SET 18 SET 19 - 21 SET 23 - 25 SET 23 - 24 SET 24 - 25 SET 24 SET 25 SET 25 SET 30 SET - 2 OTT 1 - 2 OTT 2 OTT 2 OTT 2 OTT 2 OTT 5 - 7 OTT 6 - 8 OTT 7 - 8 OTT 7 - 9 OTT 8 - 9 OTT

CORSO SIVE CONVEGNO SIVAL IN COLLABORAZIONE CON IBP

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP CORSO SCIVAC CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC

SEMINARIO SICARV / SCIVAC INCONTRO SCVI

1ST SEAVE MEETING: INTERNAL MEDICINE - Alghero Hotel Calabona - Localitaà Calabona - CP 15 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CORSO PRATICO DI EMBRYO-TRANSFER - Palazzo Trecchi , Cremona e SBS San Daniele Po (CR) - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it BIOSAFETY SIMPOSIUM - 2ND IBP-SIVAL JOINT MEETING - Auditorium Siena Biotech S.p.A - Medicines Research Center - Via Petriccio e Belriguardo, 35 - ECM: Accreditamento non richiesto - Per informazioni: Lara Zava Segreteria SIVAL - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: info@sivalnet.it QUANDO L’ECOGRAFIA È URGENTE: L’ECOTOMOGRAFIA NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA DEL DIGERENTE - Hotel Campanile -Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it TRAUMATOLOGIA FELINA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 32 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 70° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC - MEDICINA D’URGENZA - Palacongressi d’Abruzzo, Montesilvano (Pescara) - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it SEMINARIO INTERNAZIONALE - MALATTIA DEGENERATIVA MITRALICA NEL CANE: COSA C’È DI NUOVO? - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento per 6 Crediti - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it LE GHIANDOLE DELL’APPARATO GASTRO-ENTERICO A VOLTE DIMENTICATE. LA PANCREATITE: MEDICINA E CHIRURGIA A CONFRONTO E LE PATOLOGIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

SEMINARIO NAZIONALE SIVE

OFTALMOLOGIA NEL CAVALLO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

INCONTRO SICARV

METODICHE ECOCARDIOGRAFICHE DI DIAGNOSI, STADIAZIONE DELLA MALATTIA VALVOLARE MITRALICA E TERAPIA: ESPERIENZE IN MEDICINA UMANA E MEDICINA VETERINARIA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 5, Crediti - Per info: Erika Taravella - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC SARDEGNA

UNA GIORNATA NELL’AMBULATORIO DI UN VETERINARIO AVIARE - Ordine dei Medici Veterinari di Cagliari Via Carroz,14 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CORSO REGIONALE SICILIA DI CITOLOGIA - Ragusa - Viale delle Americhe - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO SCIVAC

CORSO SCIVAC

CORSO INTRODUTTIVO ALL’OFTALMOLOGIA - Milano - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC CALABRIA IN COLLABORAZIONE CON LA FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA DI MESSINA INCONTRO REGIONALE SCIVAC MARCHE

PRIMO APPROCCIO ALLA MEDICINA E CHIRURGIA DEI RETTILI - Aula Magna Università di Messina - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it MYTHS AND MISCONCEPTIONS: OVVERO LEGGENDE E FALSE CONVINZIONI IN ODONTOSTOMATOLOGIA E CHIRURGIA ORALE VETERINARIA - Ancona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

IL PANCREAS ENDOCRINO - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN.GIULIA

APPROCCIO AL PAZIENTE CARDIOPATICO - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 1° IT. GASTROENTEROLOGIA: III PARTE - GASTROENTEROLOGIA 3 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 41 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it RIPRODUZIONE E INSEMINAZIONE ARTIFICIALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto accreditamento per 26 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO PRATICO DI ORTOPEDIA EQUINA: ADVANCED ULTRASONOGRAPHY COURSE - Clinica Equine Practice, Campagnano di Roma (RM) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CORSO REGIONALE DI ONCOLOGIA PUGLIA - Lecce - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC e Corsi Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it FRATTURE SEMPLICI E FRATTURE COMPLESSE: SOLUZIONI CHIRURGICHE E NON - Padova - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Corsi, Congressi e Seminari - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC CORSO SCIVAC CORSO SIVE CORSO SCIVAC SEMINARIO SCIVAC / SIOVET

laPROFESSIONE

VETERINARIA 22 | 2011

la VETERINARIA

PROFESSIONE

La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV Soc. Cons. a r.l., Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicati come tali. Cambio di indirizzo: Le modifiche per il recapito postale vanno indirizzate a: info@evsrl.it Chiuso in stampa il 13 giugno 2011

SOLUZIONI

Ottava - nona settimana di età Dodicesima settimana di età

Frequente Frequente ma solo nelle cavità nasali

c d

Mai segnalata Sistemica in animali immunodepressi

QUIZ 1

Quarta settimana di età

a b

Risposta corretta: c) Incontro della società specialistica SISCA sull’aggressività - Cremona, Ottobre 2007

Terza settimana di età

QUIZ 2

a b c d

2) L'aspergillosi nel gatto è una patologia:

Risposta corretta: d) Incontro della società specialistica SIMEF: “Aggiornamento sulle micosi superficiali del gatto” Cremona, Novembre 2007

1) Il cucciolo dovrebbe essere separato dalla madre intorno alla:


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Professione Veterinaria, Anno 2011, Nr 22