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la VETERINARIA

PROFESSIONE

A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

18 2010

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 7 numero 18 dal 17 al 23 maggio 2010

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. soc. cons. a R.L. - Cremona

BPV UN ANNO DOPO

NUOVA PRESIDENZA ALL’ENCI

ALIMENTAZIONE E CURA DI CANI E GATTI

ALL’UNIRE SERVE UN UFFICIO VETERINARIO

EV SI COLLEGA A ROMA IN STREAMING

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IVA: TORNIAMO ALLA CARICA

BREVI PATENTINO (1) Due giorni di formazione per conseguire il “patentino”. A lanciarli è l'Asl di Milano, la prima città italiana ad attivare il percorso di educazione al rapporto uomo-cane previsto dal decreto del Ministero della Salute e prevenire gli episodi di aggressività. Lezioni il 12 e il 19 giugno in Facoltà. Organizzazione in collaborazione con il Comune e l’Ordine dei medici veterinari di Milano.

PATENTINO (2) I proprietari sono interessati al "patentino", ma sul territorio nazionale i corsi di educazione al rapporto uomo-animale tardano ad arrivare, costringendo il Ministero a sollecitare pubblicamente i Comuni. E intanto gli episodi di aggressione canina continuano. La FNOVI ha proposto al Sottosegretario Martini di accreditare i medici veterinari all'attivazione dei corsi direttamente ai loro clienti.

PESCI TROPICALI Il Ministero della Salute, su mandato del Sottosegretario Francesca Martini, ha disposto l’intensificazione dei controlli sull’importazione di animali vivi da paesi extra-europei, “una criticità su cui alzare i livelli di guardia”. Impartite disposizioni agli uffici ministeriali presso i porti e gli aeroporti, dopo l’ingresso di partite di pesci tropicali prive di requisiti sanitari.

BRAMBILLA "Il mandato istituzionale ricevuto mi delega alla promozione e salvaguardia dell'immagine dell'Italia nel mondo". Il Ministro del Turismo Michela Brambilla ha dichiarato che gli episodi di degrado in cui vivono gli animali sono "tristemente famosi all'estero" e allontanano i turisti. Il livello di civiltà verso gli animali condiziona l'attrattività di un Paese.

GALAN La Commissione Agricoltura ha svolto l'audizione del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Giancarlo Galan, sulle linee programmatiche del suo dicastero. Fra le priorità l'emergenza UNIRE. Nei programmi futuri la trasformazione dei 21 Piani regionali di sviluppo rurale in un programma unico nazionale: le Regioni non usano gli ingenti fondi messi a disposizione dalla UE.

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DDL 1720

Soccorso animale nel Codice della Strada Multa fino a 1559 euro se non si soccorre l’animale incidentato. Nessuna per il trasporto in stato di necessità A PAGINA 3

LIBERTÀ? FARE IL PROPRIO COMODO LEGGENDO GLI INTERVENTI SULLE NOSTRE LISTE DI DISCUSSIONE SI HA SEMPRE PIÙ L’IMPRESSIONE che il mondo veterinario utilizzi questi strumenti senza alcuna regola deontologica o di semplice convivenza. Nel nome di una falsa libertà, intesa semplicemente come il fare quello che si vuole e senza alcuna regola, si interviene spesso con aggressioni verbali, insulti, volgarità, frasi senza senso, senza motivo o pretestuose che riflettono arroganza e maleducazione inaccettabili nei rapporti fra colleghi. La crisi generale del nostro settore, che moltiplica le difficoltà di lavoro per tutti, sta portando ad un peggioramento nei rapporti fra colleghi per invidia, insofferenza, concorrenza (a volte scorretta) e si riflette anche nella qualità degli interventi proposti nelle liste che stanno portando ad un forte scadimento di questi strumenti di informazione e di confronto. Come capita sempre l’erba cattiva scaccia quella buona e negli anni molti iscritti alle liste hanno preferito togliersi ed il loro numero si è fortemente ridotto. Anche l’intervento di un moderatore è spesso insufficiente quando il livello di confronto diventa tale da dover richiedere continuamente il suo richiamo. Riteniamo pertanto che sia venuto il momento di rivedere tutte le liste di discussione riportandole alle finalità per cui erano state create, scientifiche o professionali, riproponendole con un sistema tecnico diverso, con moderatori più inflessibili, limitando l’uso degli ot e magari anche riconsiderando il sistema di accesso che potrebbe essere riservato ai soli soci. Siamo certi in questo modo di ritrovare le migliaia di iscritti alle liste che si sono persi per strada.

L’ANMVI ha riaperto le trattative con il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Se questo Governo crede davvero nelle politiche di tutela animale del nostro Paese, come tanti esponenti dichiarano, c’è solo un modo per dimostrarlo: dare un taglio alla vessazione fiscale sulla salute degli animali. In vista di un incontro che affronti la questione dell’IVA e delle detrazioni fiscali per il settore veterinario, abbiamo inviato qualche considerazione scritta in Via XX settembre. Il nostro Paese non riconosce alle prestazioni medico veterinarie un regime fiscale coerente con l’importanza socio-sanitaria della sanità veterinaria e dell’animale, ma grava le prestazioni medico-veterinarie con la più alta aliquota prevista per l’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA): il 20%. Una percentuale d’imposta così elevata penalizza e scoraggia la prevenzione veterinaria, con ricadute sfavorevoli per la sanità pubblica del nostro Paese, in un contesto sanitario che richiede continuità di intervento, a fronte di una crisi economica che invece ha indotto a contrarre la domanda di prestazioni medicoveterinarie. Pensiamo che sia necessario e urgente considerare la riduzione ad una percentuale d’imposta del 10%, stimando una ripercus-

sione per le Finanze pubbliche di 36milioni di euro che potrebbero essere recuperati da un conseguente sviluppo del volume d’affari in termini di IVA e di maggior importo IRPEF. Oltre ad agire sull’IVA è indispensabile intervenire sulla detraibilità delle spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva. È urgente valutare la totale detraibilità fiscale delle spese veterinarie, così come avviene per le spese sanitarie rivolte all’uomo, o quanto meno innalzarla a livelli aggiornati all’attuale costo della vita. A conti fatti, oggi il recupero è pari a 13 centesimi al giorno. Come è noto, il Ministro Tremonti già nel 2008 ha sostenuto l’impossibilità di accogliere la richiesta dell’ANMVI per incompatibilità con le norme comunitarie. Ma da allora, lo scenario è profondamente cambiato sia in Italia che in Europa, dove le esigenze di armonizzazione delle aliquote hanno portato a clamorosi esempi di alleggerimento fiscale per beni e servizi non primari. Il Governo armonizzi anche le sue politiche di protezione degli animali, innalzati da un lato a soggetti meritevoli di tutela penale animale e dall’altro considerati come un bene di consumo da tassare. Carlo Scotti ■

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Codice della strada Attualità

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Non si multa il trasporto di un animale in stato di necessità Il nuovo Codice della Strada entrerà in vigore entro l’estate

l 6 maggio 2010, il Senato ha approvato le nuove disposizioni in materia di sicurezza stradale. Ora il Ddl 1720 passerà alla Camera per l'ultima lettura e con tutta probabilità quest’estate si guiderà secondo le nuove regole. Il relatore, sen. Cicolani (PdL) ha parlato di "completa revisione del codice della strada". Tra le principali novità introdotte c'è la possibilità per chi trasporta un animale ferito di derogare ad alcune norme del Codice. Le novità sono contenute nell’articolo 32 (Modifiche agli articoli 177 e 189 del decreto legislativo n. 285 del 1992, in materia di mezzi di soccorso per animali e di incidenti con danni ad animali) del Ddl 1720. Vediamo di cosa si tratta e in che misura siamo coinvolti come medici veterinari, oltre che come cittadini.

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UNA PREMESSA Nelle sedi romane in cui è maturata la proposta di modifica del Codice della Strada, or-

E I MEDICI COME SON MESSI?

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on è poi così vero che i medici possono osare di più alla guida della loro auto. Ad esempio, il medico che deve andare dal suo paziente in ospedale non può oltrepassare i limiti di velocità. Lo dice la Cassazione Civile che a febbraio ha accolto il ricorso del ministero dell’Interno ed ha confermato la multa inflitta dalla polizia municipale in autostrada perché viaggiava ad una velocità di più di 130 km/h. La giustificazione era stata, “devo correre da un paziente”, ma non è servita a nulla. La Cassazione ha confermato la multa dicendo che la gravità del paziente non giustifica l’infrazione delle norme del codice della strada se quest’ultimo è ricoverato in ospedale, una struttura che viene definita “appositamente organizzata e attrezzata a prescindere dalla presenza del singolo medico curante”. La sentenza conferma orientamenti precedenti della stessa Cassazione che stabiliscono che nemmeno il medico in servizio di reperibilità, che si sta affrettando a raggiungere un’urgenza, può invocare lo stato di necessità come giustificazione alla velocità elevata. Se il paziente è già ricoverato, non si può mettere a repentaglio la sicurezza stradale.

mai molti mesi fa, avevamo esposto un punto di vista che si spingeva oltre il risultato conseguito oggi e collocava al centro del dibattito il soccorso d’urgenza verso l’animale non trasportabile, da parte del medico veterinario che lo raggiungesse con proprio mezzo. La tesi, esposta anche ai senatori della svolta prima fra tutti la Senatrice Silvana Amati, è confortata dall’orientamento espresso da vari Giudici di Pace che hanno disposto l’annullamento della multa al medico veterinario che con proprio mezzo raggiunge il paziente (nella fattispecie un cavallo soccorso a domicilio per una colica). Proponevamo quindi di aggiungere questo emendamento: “Lo stato di necessità (…) è riconosciuto anche nel caso del medico veterinario alla guida di un mezzo diretto verso un animale in gravi condizioni di salute, tali da poter richiedere cure veterinarie urgenti”. La nostra richiesta non è stata accolta, portandoci ad un riconoscimento parziale del diritto al soccorso dei pazienti animali. E, a ben guardare, anche il ruolo del medico veterinario soccorritore non è stato pienamente colto dal Legislatore. Tuttavia, il nuovo Codice della Strada considera il soccorso stradale ad un animale incidentato o in gravi condizioni di salute quasi alla stessa stregua del soccorso dovuto ad una persona. È senza dubbio un passaggio giuridicamente rilevante.

fettuato da privati, ad esempio in caso di corsa d'urgenza verso l'ambulatorio veterinario. Non si tratta necessariamente di un animale vittima di un incidente stradale, ma di un animale bisognoso di cure d’emergenza. Lo stesso decreto di cui sopra stabilirà anche la documentazione che deve essere esibita per rientrare nello stato di necessità, eventualmente successivamente all'atto di controllo da parte delle autorità di polizia stradale. Si potranno cioè comprovare a posteriori, per evitare la multa, le ragioni che hanno portato ad esempio ad infrangere il limite di velocità.

LO STATO DI NECESSITÀ

COMPORTAMENTO IN CASO DI INCIDENTE

L'ANMVI si è pubblicamente dichiarata soddisfatta per il riconoscimento dello stato di necessità, che in un primo momento era stato accantonato nel corso dei lavori parlamentari. L'articolo 32 del Ddl approvato dal Senato rinvia ad un successivo decreto per la disciplina delle condizioni alle quali il trasporto di un animale in gravi condizioni di salute può essere considerato in stato di necessità, anche se ef-

SIRENA E LAMPEGGIANTE L’art. 32 modifica l’articolo 177 (circolazione degli autoveicoli e dei motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio e delle autoambulanze) del decreto legislativo n. 285 del 1992 (il vecchio Codice della Strada risalente al 1992). La novità approvata fa in modo che l'uso dei dispositivi riconosciuti ai mezzi di soccorso (dispositivo acustico supplementare di allarme e di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu) sia consentito ai conducenti delle autoambulanze, dei mezzi di soccorso anche per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila, nell'espletamento dei servizi urgenti di istituto, individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

All'articolo 189 (Comportamento in caso di incidente) del vecchio Codice della Strada è stato aggiunto il seguente comma: “l'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti, ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assi-

curare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno”. Si va ad esempio a colpire il comportamento illecito di quel conducente che investendo un animale tira dritto come se nulla fosse successo e che non deve limitarsi a fermarsi ma deve attivarsi, anche in maniera indiretta (segnalazione, telefonata, ecc.). Se non ottempera a questi obblighi, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559. Diverso il comportamento delle persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti. Anche se non hanno causato l’incidente, devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso, pena la multa: chiunque non ottempera all'obbligo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 78 a euro 311.

IL NOSTRO VALORE SOCIALE Il Sottosegretario Martini ha dichiarato che è stato compiuto un “ importante passo di civiltà” e che considera “importantissimo che i medici veterinari vedano riconosciuto in questo provvedimento il valore sociale della loro professione”. Si favorisce, attraverso norme specifiche la possibilità di soccorso di animali in situazioni di emergenza. In particolare, il Sottosegretario ha citato “ i gravissimi fatti di investimento di piccoli animali sulle strade italiane che rappresentano ancora una piaga nel nostro Paese collegata al randagismo. Finalmente anche gli animali in gravi condizioni di salute vedono assicurato un tempestivo intervento di soccorso in caso di incidenti stradali e chi si trova nella condizione di prestare soccorso per salvare un animale non potrà più essere sanzionato se viola il Codice della Strada”. ■

Come assistere un paziente acuto in attesa delle cure Medico Veterinarie • Se il paziente si trova sulla carreggiata, prima di soccorrere l’animale assicurarsi che nessun veicolo stia sopraggiungendo, quindi rimuoverlo fino a bordo strada. Ciò può essere effettuato afferrando un arto posteriore e cercando con una mano di mantenere la testa verso il basso preservando così il flusso ematico verso l’encefalo ed i polmoni. Se possibile, applicare una museruola od un telo che copra la testa. Se possibile chiedere l’aiuto di qualcuno. • Chiamare la struttura veterinaria più vicina, chiedere informazioni dove poter portare l’animale. • Sicurezza del soccorritore: i cani ed i gatti devono essere avvicinati con cautela in quanto possono reagire aggressivamente all’approccio a seguito della liberazione da parte del loro organismo di sostanze che li rendono particolarmente sensibili alle nostre manipolazioni, anche se il soccorritore è il proprietario. Ai cani applicare una museruola, ai gatti applicare un telo di spugna sul dorso e che copra anche le estremità degli arti (applicabile anche per i cani di taglia pic-

cola). • In presenza di perdita della coscienza per trauma cranico e lesioni della colonna vertebrale posizionare il paziente su un supporto rigido (tipo barella) e fissarlo con nastro adesivo posto unicamente sul bacino e sulla spalla • Se il paziente ha difficoltà respiratorie cercare di liberare la cavità orale da corpi estranei quali vomito, schiuma, saliva, sangue usando un telo di spugna. Se il soccorritore è in grado ed in assenza di respirazione spontanea, può ventilare il paziente insufflando aria nelle narici 10-15 volte al minuto ed in assenza di battito cardiaco, può effettuare delle compressioni toraciche con una frequenza di 100 atti al minuto. • In presenza di emorragie esterne disinfettare l’area con un comune disinfettante e proteggere l’area con una compressa sterile da fissare con una benda. Non usare stringhe, cinture o corde in quanto possono lesionare permanentemente strutture nervose e vascolari. Se si rendono necessarie usare bende larghe e rimuoverle ogni 10 minuti.

• In presenza di movimenti preternaturali (fratture) degli arti avvolgerli in un giornale o una rivista e fissarla con del nastro adesivo, se non è possibile limitare i movimenti del paziente. • In presenza di ustioni rimuovere ogni materiale esterno con un getto di acqua fredda ed applicare una garza sterile imbevuta con una soluzione idrosalina bilanciata fresca (aggiungere un cucchiaio di sale ad un litro di acqua di bevanda in sua assenza). • Se il paziente manifesta sventramenti proteggere gli organi con una compressa sterile imbevuta di soluzione idrosalina bilanciata e fasciare l’addome con un bendaggio. • Quando è possibile valutare la frequenza respiratoria contando le espansioni del torace al minuto, il colore delle mucose orali, la presenza del battito cardiaco sul torace, se è in grado di mantenere la stazione quadrupedale, valutare lo stato di coscienza, la presenza di ferite e di emorragie esterne. A cura di Fabio Viganò, Presidente SIMUTIV


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4 Anmvi Informa Certificazione di Qualità

BPV…un anno dopo di ANDREA VERME Consulente ANMVI Servizi BPV distanza di un anno dalle prime certificazioni BPV vogliamo fare il punto della situazione. All’inizio di questo percorso certificativo, ANMVI ha avuto molte richieste di informazioni e poche adesioni, forse per diffidenza o per il pregiudizio di buttarsi in un lavoro troppo impegnativo per una struttura veterinaria.

Poi la voce tra i veterinari si è diffusa e grazie anche agli articoli apparsi sulle pubblicazioni ANMVI, ad una serie di incontri promossi da ANMVI e CSQA in varie Regioni italiane ed alla lungimiranza di chi ha scelto di intraprendere questo cammino, il messaggio legato alla straordinaria opportunità offerta dalla certificazione BPV è stato compreso, con conseguente rapido aumento del numero delle strutture certificate. Ad oggi ANMVI può contare su 70 strutture, presenti in quasi tutte le Regioni d’Italia, che a vario titolo hanno scelto il percorso di certificazione per emergere rispetto alla con-

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QUALITALIA®

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correnza, per dimostrare l’impegno nella cura dei piccoli animali, la professionalità nell’erogazione delle prestazioni, gli investimenti effettuati in strutture ed impianti, per razionalizzare il lavoro o anche solo per propria soddisfazione personale. Di queste strutture 35 si sono già certificate con il CSQA di Thiene, l’ente prescelto da ANMVI come partner per le certificazioni BPV, mentre le altre sono in corso di preparazione. Ma come sono le strutture veterinarie che hanno scelto di percorrere la strada della qualità? Dal punto di vista geografico le strutture certificate sono presenti in tutte le Regioni italiane, fatta eccezione per Val d’Aosta, Trentino, Molise, Campania e Basilicata. Nel dettaglio hanno aderito al progetto 13 strutture in Piemonte, 11

ANMVI SERVIZI BPV

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

GIORNATA DI AVVIAMENTO ALLA CERTIFICAZIONE BPV Venerdì 2 Luglio 2010

DOMANDA DI PARTECIPAZIONE DA INVIARE ENTRO IL 30/06/2010 al fax 0372/40.35.26 o in busta chiusa: ANMVI Via Trecchi 20 - 26100 Cremona o via posta elettronica all’email info@anmvi.it

IL SOTTOSCRITTO COGNOME ...................................................................................................... NOME ............................................................................................................ VIA ......................................................................................................................................................................................... CAP. ......................................... CITTÀ .................................................................................................................................................................................... PROVINCIA .............................. TEL. ............................................................... CELL. ............................................................... EMAIL ................................................................................... CODICE FISCALE ........................................................................................... ORDINE DEI VETERINARI DI ......................................................................... CHIEDE DI ISCRIVERSI ALLA ❑ GIORNATA DI AVVIAMENTO ALLA CERTIFICAZIONE BPV - venerdì 2 luglio 2010 VERSANDO LA QUOTA DI 600,00 EURO + IVA (20%) (N.B. comprensiva di un anno di assistenza a distanza, del Manuale ANMVI per le BPV e del Sistema Documentale) E REGOLA LA QUOTA DI ISCRIZIONE TRAMITE: ❑ VAGLIA POSTALE intestato a EV Soc. Cons. a r.l. - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona. Causale del versamento: Avviamento alla certificazione. Si prega di allegare copia del versamento alla presente scheda di iscrizione ❑ CARTA DI CREDITO ❍ CARTA SI

❍ MASTERCARD

❍ VISA

(non sono accettate carte di credito elettroniche)

NUMERO DELLA CARTA

SCADENZA (MESE E ANNO)

CVV2 (NUMERO DI 3 CIFRE RIPORTATO SUL RETRO DELLA CARTA) TITOLARE CARTA (NOME / COGNOME) ............................................................................................................................................................................... FIRMA PER L’ADDEBITO........................................................................................................................

 AVVERTENZA: I partecipanti possessori di CARTA DI CREDITO ANMVI-VISA possono richiedere la rateizzazione (finanziamento a tasso zero) del pagamento. ❑ PAGAMENTO RATEIZZATO TRAMITE CARTA DI CREDITO ANMVI-VISA (Finanziamento a TASSO ZERO) mediante: ❍ 6 rate mensili, senza interessi ❍ 12 rate mensili, senza interessi NUMERO DELLA CARTA DI CREDITO ANMVI-VISA

SCAD. (MESE E ANNO)

CVV2 (NUMERO DI 3 CIFRE RIPORTATO SUL RETRO DELLA CARTA) TITOLARE CARTA (NOME / COGNOME) ............................................................................................................................................................................... DATA DI NASCITA (GIORNO / MESE / ANNO) ........................................................................................................................................................................ FIRMA PER AUTORIZZAZIONE ALL’ADDEBITO CON RATEIZZAZIONE .......................................................................................................................... FATTURAZIONE (indicare i dati per l’intestazione) ................................................................................................................................................................... PARTITA IVA ................................................................................................................................................. (per i non titolari vale il Codice Fiscale sopra riportato) DATA ............................................................................................

FIRMA ..........................................................................................................................

ACCOGLIMENTO DELLE DOMANDE - La Segreteria dei corsi accoglierà le domande nell’ordine cronologico di ricezione e fino ad esaurimento dei posti disponibili, il numero dei quali è stabilito dalla Direzione dei corsi nel numero di 25, sulla base delle esigenze didattiche e dell’ ottimizzazione delle risorse logistiche. La Segreteria non considera vincolanti eventuali espressioni di interesse alla frequenza, scritte o verbali, ma considererà valide solo le domande di iscrizione regolarmente pervenute. RINUNCE ED ESUBERI - Le richieste di rinuncia verranno totalmente rimborsate solo se pervenute entro 5gg dalla data di attivazione del corso. Per le domande in esubero non si procederà all’addebito della carta di credito e all’iscrizione. CONFERMA - Agli iscritti ammessi alla frequenza della giornata di consulenza verrà inviata una comunicazione di conferma della partecipazione. PRIVACY - Ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (G.U. 29 luglio 2003, Serie generale n. 174, Supplemento ordinario n. 123/L), il sottoscritto consente al trattamento dei dati sopra indicati, consapevole che l’esecuzione dei servizi richiesti non può avere luogo senza le comunicazioni dei dati personali all’ANMVI e/o ai soggetti a cui la stessa deve rivolgersi. FIRMA ………………………………………………………………………………

Centro Studi Veterinari E.V. Soc. Cons. a r.l. - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona - Tel. 0372/40.35.37- anmviservizibpv@anmvi.it

Logo certificazione BPV in Lombardia, 11 in Veneto, 2 in Friuli, 1 in Liguria, 2 in Emilia-Romagna, 8 in Toscana, 1 in Umbria, 4 nel Lazio (tra le quali le due più grosse strutture romane), 1 in Abruzzo, 10 in Puglia, 2 in Sicilia e 4 in Sardegna. Dal punto di vista delle dimensioni delle strutture, espresse in termini di numero di veterinari che ci lavorano e/o autorizzazioni sanitarie rilasciate, si può dire che il 60% sono medio piccole o piccole, composte da un numero di professionisti compreso tra 1 a 6 veterinari, il 30% sono cliniche che impiegano da 6 a 10 veterinari ed il 10% sono ospedali con servizio di pronto soccorso 24 h, che mediamente impiegano più di 10 professionisti. Si calcola che attualmente la clientela afferente alle strutture che hanno scelto di seguire le BPV si attesti su oltre 200.000 clienti e che tale clientela sia in crescita costante, secondo quanto riferito dalle fonti intervistate. I servizi offerti alla clientela comprendono tutto lo scibile relativo alle prestazioni veterinarie per animali da compagnia: dalla clinica e chirurgia di base a quella specialistica, dalla diagnostica classica a quella più moderna (con punte di eccellenza riguardanti Tomografia Computerizzata e la Risonanza Magnetica Nucleare), passando attraverso la medicina omeopatica, la rieducazione funzionale e fisioterapia, l’oftalmologia, la cardiologia, l’odontostomatologia, l’ortopedia, la gastroenterologia, la neurologia, la medicina comportamentale, la dermatologia e tutte le altre aree della veterinaria rivolta agli animali da compagnia. Tutte le prestazioni erogate, che sono state oggetto di certificazione BPV, sono sostenute da curriculum di prim’ordine e da strumentazione di supporto adeguata e moderna. Per quanto riguarda le specie animali accettate nelle strutture, oltre ai cani e gatti si annoverano i nuovi animali da compagnia (NAC), che sono accettati e gestiti con professionalità ed attrezzature specifiche da molte delle strutture certificate. L’ente di certificazione di riferimento resta il CSQA di Thiene che, con esperienza e professionalità, supporta ANMVI nello specifico schema di certificazione, attraverso la conduzione di verifiche ispettive, l’emissione di certificati ed alcuni adeguamenti del regolamento, richiesti in base alle prime esperienze fatte per migliorare il servizio. La visibilità della certificazione è garantita dal logo concordato tra ANMVI e CSQA (v. figura) che sta diventando il segno di riconoscimento delle Buone Pratiche Veterinarie in Italia. Insomma già oggi il proprietario di animali da compagnia può contare su un gruppo di veterinari in Italia che pensano che l’assistenza veterinaria non sia solo una missione ma sia anche una professione, da svolgere con strutture ed esperienza adeguate ed a costi sostenibili, e che per dimostrarlo si sono rivolte ad enti di certificazione specializzati. Per aiutare i veterinari che hanno scelto volontariamente questo percorso e per dare valore ai certificati rilasciati, ANMVI e CSQA provvederanno entro fine anno a pianificare una campagna pubblicitaria che informi la clientela che sono disponibili in Italia strutture veterinarie certificate per le BPV, dove il cliente può trovare un livello di servizio garantito e professionale. Con la speranza che le strutture certificate diventino al più presto molte, molte di più. ■


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6 Attualità Formazione continua

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La Commissione ECM promuove i veterinari Nel 2009 elevata consistenza numerica di eventi e partecipanti

uò considerarsi buono o almeno accettabile il dato relativo alle professioni di psicologo e veterinario; per quest'ultima professione giova tenere presente gli ambiti notevolmente contenuti dell'obiettivo formativo (sanità pubblica veterinaria)". Così si esprime la Commissione Nazio-

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nale ECM nel rapporto ulle attività del primo semestre 2009, in merito alla partecipazione alle attività di formazione continua. Il monitoraggio delle attività di accreditamento effettuate dal 1° Gennaio 2009 al 30 giugno 2009 rivela che “il sistema di accreditamento mostra ancora, nel complesso, una positiva reattività sia da parte degli organizzatori che dei partecipanti".

Sono 15.832 le edizioni accreditate per le quali è stato versato il contributo, per un totale introiti di quasi cinquemilioni di euro (4.722.020,45 euro). Le edizioni per medici veterinari (901 in totale per 94.527 partecipanti previsti) sono al sesto posto per consistenza numerica; prime in assoluto quelle per i medici chirurghi (8.897 per oltre 780mila partecipanti), seguite da farmacisti (1811), in-

fermieri (1575) psicologi (1.214) e odontoiatri (1.148). L'offerta formativa mostra un lieve incremento, anche dovuto al fatto che nel 2009 è stato possibile per gli organizzatori inserire edizioni di eventi già accreditati nel 2008. Il dato relativo al numero dei partecipanti è invece considerato meno attendibile e in via di consolidamento dato che i provider hanno tre mesi di tempo dopo l'evento per precisare il dato. Tuttavia la tendenza è di una stabilizzazione sia del numero di eventi che di partecipanti. Gli eventi accreditati da organizzatori privati "risultano di poco superiori alla metà del numero in generale", un dato che secondo la Commissione merita una "attenta riflessione sull'evoluzione del sistema organizzativo (s'intende gli organizzatori), in particolare del settore privato". Regioni come Lazio, Campania, Sicilia e Puglia che non hanno avviato un programma Ecm "mettono ancora in rilievo la necessità di un accreditamento centrale", a differenza di altre Regioni che - pur con sistemi Ecm differenziati fra loro - (Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna) hanno da tempo implementato un sistema di accreditamento proprio. ■

TRASLOCO ALL’AGENAS

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all’11 giugno per un periodo (presumibile) di 15 giorni la banca dati ECM situata presso il Ministero della Salute sarà trasferita presso la banca dati dell'Agenas, che ne assumerà la gestione. Al fine di agevolare le operazioni di transizione il sito ECM non sarà quindi utilizzabile e tutte le funzioni saranno sospese. Le operazione di registrazione degli eventi dei PFA e delle edizioni previste per il periodo dall' 11 giugno al 24 giugno devono essere conseguentemente anticipate. L’Agenas è l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, un ente con personalità giuridica di diritto pubblico che svolge un ruolo di collegamento e di supporto decisionale per il Ministero della Salute e le Regioni sulle strategie di sviluppo del Servizio sanitario nazionale. Si occupa della gestione delle procedure per l’educazione continua in medicina.


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8 Attualità Enci

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Aggiornare la selezione delle razze alle conquiste della scienza veterinaria e del benessere animale Francesco Balducci al vertice dell’Enci. Individuati i principi programmatici della cinofilia del Terzo Millennio ne di una corretta cinofilia di base finalizzata alla migliore convivenza possibile tra uomo e cane è la diffusione del “CAE”, certificato di affidabilità ed equilibrio per cani e padroni buoni cittadini, emanato dall’ENCI in ossequio al DM 21204/05 del MIPAAF. In proposito si segnala come la Regione Piemonte abbia già emanato una Legge Regionale che identifica l’ENCI come soggetto deputato al controllo dell’affidabilità dei cani in città. Per questo motivo sarà fatto quanto possibile per promuovere l’adozione di simili provvedimenti legislativi anche nelle altre Regioni.

l Consiglio Direttivo dell'ENCI, nella riunione del 13 maggio, ha nominato Presidente Francesco Balducci. Vice Presidente ENCI è Massimo Muto Espedito. Completano l’organigramma Anna Albrigo, Clemente Grosso e Bruno Piccinelli. Dopo una lunga stagione di commissariamento, sentenze e contro sentenze, l’ENCI ha così definito il proprio organo amministrativo sulla base di una piattaforma programmatica. Infatti, nel programma presentato dalla listaBalducci all'assemblea elettiva si legge il nuovo corso dell’Ente. Balducci parla di rispetto della tradizione: “Riteniamo comunque doveroso proseguire nella linea di tutela dell'alto profilo zootecnico che caratterizza l'attività del nostro Ente, ma con una sempre maggiore apertura alle nuove necessità della tecnologia, della scienza medica e, soprattutto, dell'inserimento del cane nel tessuto sociale ed urbano tramite la valorizzazione della cinofilia divulgativa di base". Di seguito alcuni estratti dal programma elettorale della nuova presidenza Enci.

I

BELLEZZA “MORALE”

BENESSERE L’ENCI ha recentemente intrapreso, seppure in maniera ancora embrionale, un cammino di ripensamento dell’attività di selezione delle razze canine finalizzato alla sua revisione alla luce delle più moderne risultanze della scienza medico veterinaria in materia di benessere animale. In particolare è sempre più importante valutare se l’esasperazione di caratteri tipici delle

singole razze sia compatibile con le necessarie esigenze del benessere dei nostri cani. Sarà fondamentale spiegare sia agli allevatori che all’opinione pubblica che il benessere dei cani di razza si consegue allevando cani sempre più sani e più equilibrati, destinati ad avere una vita lunga, priva di malattie e, soprattutto, serena. Fondamentale che in que-

sto percorso l’ENCI recuperi il proprio ruolo tecnico che attualmente è stato occupato dalla politica e dalle organizzazioni di tutela degli animali. Specialmente con quest’ultime dovremo trovare il modo di confrontarci e unire gli sforzi per trovare quelle sinergie che facilitino il percorso per raggiungere il comune obiettivo.

IMPORT CUCCIOLI È oramai un dato inconfutabile che molti cani di razza compravenduti sul territorio italiano derivino da importazioni, spesso illegali, di cuccioli dall’Est europeo. L’ENCI, a tutela dei propri allevatori e del benessere dei cani, sta quotidianamente lavorando a fianco delle forze dell’ordine per debellare il fenomeno. L’Ente dovrà ora favorire uno sforzo congiunto con la politica e gli inquirenti proponendo l’istituzione di un tavolo tecnico permanente per affrontare con maggiore incisività la questione.

IL CANE IN CITTÀ La cinofilia del terzo millennio non può non tenere conto del fatto che un numero sempre più significativo di cani si trova ad essere inserito in un contesto tutt’altro che bucolico. I cambiamenti delle preferenze nelle razze da parte del pubblico non fanno altro che confermare che stiamo gradualmente orientandoci verso soggetti adatti alla vita cittadina e all’interazione con l’uomo. L’ENCI, da sempre attento alla selezione di soggetti equilibrati e socievoli, dovrà sempre più impegnarsi per divulgare una corretta cinofilia anche diffondendo discipline finalizzate ad avvicinare più gente possibile alla cinofilia ufficiale: tra queste l’agility, l’obedience e le nuove discipline ora nascenti al livello FCI. Un elemento fondamentale per la divulgazio-

La possibilità di impiego di cani per finalità di diretta utilità per l’uomo non ha solamente un valore umanitario ma rappresenta la massima espressione della cinotecnia: la bellezza selezionata dagli allevatori non è certamente pura bellezza “estetica”, ma bellezza funzionale e, finanche “morale” come già sosteneva il prof. Giuseppe Solaro. Per questo motivo il miglior modo di dimostrare le qualità “morali” raggiunte dalle razze da noi selezionate è impiegarle come ausiliari dell’uomo consentendo loro, in tal modo, di dar prova delle loro qualità naturali. Allo stesso modo gli allevatori dovranno essere sensibilizzati affinché i soggetti prodotti siano portatori in grado sempre più alto di caratteristiche idonee a fare dei loro cani i migliori ausiliari possibili dell’uomo.

ANAGRAFE CANINA Fra i punti programmatici, c'è la volontà di "richiedere alle Amministrazioni interessate la possibilità di interscambio dei dati, definendo un procedimento semplificato che preveda che i cani iscritti al Libro, possano di diritto essere inseriti nelle anagrafi canine regionali, evitando in questo modo agli allevatori la doppia iscrizione".

IL LIBRO GENEALOGICO Si sta felicemente concludendo la prima fase dell’opera d’informatizzazione delle pratiche d’iscrizione ai libri genealogici. A oggi, in numerose delegazioni italiane, è già possibile eseguire le principali pratiche riguardanti i libri genealogici con un nuovo sistema informatico grazie al quale l’utente ottiene, in tempo reale, l’esito dell’operazione svolta e, finanche, il numero d’iscrizione al libro genealogico dei soggetti iscritti. La proposta di apertura del sistema agli allevatori, per l’espletamento delle pratiche da casa, riteniamo che debba essere una priorità del prossimo Consiglio. Si tratta di una rivoluzione storica che, tuttavia, non è che il primo passo di un cammino che, al di là degli evidenti effetti sulla celerità delle pratiche amministrative, dovrà riverberarsi in una serie di ricadute positive sulla zootecnia. Gli aspetti principali sono legati alla possibilità di accesso in tempo reale ai dati delle verifiche zootecniche. Ciò avrà delle immediate e intuibili ricadute sia sulla trasparenza del sistema che sulla fruibilità di tali dati da parte degli allevatori. ■


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Deduzioni e detrazioni per oneri Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E del 23 aprile 2010

di GIOVANNI STASSI Dottore Commercialista, Torino Prosegue la pubblicazione dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in vista della dichiarazione dei redditi. La prima e la seconda parte sono state pubblicate sul numero scorso (ndr)

DETRAZIONE D’IMPOSTA DEL 5% PER INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO Data fine lavori per interventi che non richiedono collaudo D: Entro novanta giorni dalla data di fine lavori deve essere inviata all’ENEA la documentazione prevista dal D.M. 19 febbraio 2007 e successive modificazioni. Come precisato dalla stessa Agenzia delle Entrate la data di fine lavori coincide con la data del “collaudo” ovvero dell’attestazione della funzionalità dell’impianto. Nel caso di interventi per i quali non è previsto il collaudo, come, ad esempio, la sostituzione di finestre comprensive di infissi, ai fini del rispetto dei termini previsti per l’invio della documentazione all’Enea, la data di fine lavori può essere autocertificata dal contribuente? R: L’Agenzia ha precisato che nell’ipotesi in cui, in considerazione del tipo di intervento, non sia richiesto il collaudo, si ritiene che il contribuente possa provare la data di fine lavori anche con altra documentazione emessa dal soggetto che ha eseguito i lavori (o tecnico che compila la scheda informativa). Mentre non può ritenersi valida a tal fine una dichiarazione del contribuente resa in sede di autocertificazione. Sostituzione del portone di ingresso D: È possibile fruire della detrazione d’imposta del 55 per cento, prevista dal comma 345 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per la sostituzione delle finestre comprensive di infissi, anche per la sostituzione dei portoni di ingresso? R: L’Agenzia ha chiarito che i portoni di ingresso, anche se non risultano specificamente richiamati dall’articolo 1, comma 345 della legge n. 296 del 2006, rientrano nel campo applicativo dell’agevolazione al pari delle finestre, sempreché si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio,

verso l’esterno o verso locali non riscaldati, e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre. Applicazione della detrazione del 55 per cento in presenza di contributi comunitari, regionali o locali D: L’articolo 6, comma 3, del D. Lgs. n. 115 del 2008 prevede che, dal 1° gennaio 2009, gli strumenti di incentivazione di ogni natura, attivati dallo Stato per la promozione dell’efficienza energetica, non sono cumulabili con ulteriori contributi comunitari, regionali o locali. Alla luce di detta disposizione è possibile usufruire della detrazione fiscale del 55% per le spese finalizzate al risparmio energetico e non rimborsate dal contributo? R: L’Agenzia ha chiarito che la detrazione d’imposta del 55% è riconducibile fra gli strumenti di incentivazione di ogni natura attivati dallo Stato, e, di conseguenza, non è cumulabile con eventuali incentivi riconosciuti, per i medesimi interventi, dalla Comunità Europea, dalle Regioni o dagli enti locali di somme di ogni natura, in forma diretta o a copertura di una quota del capitale e/o degli interessi. Quindi a decorrere dal 1° gennaio 2009, per gli interventi di riqualificazione energetica rientranti nell’oggetto dell’agevolazione fiscale, è necessario scegliere se applicare la detrazione o, in alternativa, beneficiare di eventuali contributi comunitari, regionali o locali. Il contribuente può avvalersi della detrazione del 55 per cento pur avendo richiesto per il medesimo intervento l’assegnazione di eventuali contributi erogati da enti locali o dalla Comunità Europea, fermo restando che qualora questi gli vengano effettivamente riconosciuti, ed intenda beneficiarne, dovrà restituire la detrazione già utilizzata in dichiarazione anche per la parte non coperta da contributo. A tal fine, il contribuente dovrà presentare una dichiarazione correttiva ovvero una dichiarazione integrativa a proprio sfavore. Realizzazione di un impianto centralizzato di riscaldamento in un fabbricato riscaldato solo in parte D: È possibile fruire dell’agevolazione fiscale del 55%, prevista in materia di interventi finalizzati al risparmio energetico, per un intervento che prevede l’installazione di un impianto


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12 Fisco Dichiarazione dei redditi di riscaldamento centralizzato in un fabbricato in cui solo tre appartamenti su sei, sono già dotati di impianto di riscaldamento? R: Il comma 347 dell’articolo 1 della L. n. 296 del 2006 stabilisce che, per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, è prevista una detrazione dall’imposta lorda pari al 55% degli importi rimasti a carico del contribuente, fino ad un valore massimo della detrazione medesima di 30.000 euro. Con circolare 31 maggio 2007, n. 36, è stato precisato che tutti gli interventi finalizzati al risparmio energetico e tipizzati dalla richiamata normativa di riferimento, sono agevolabili solo se realizzati su edifici dotati di impianto di riscaldamento funzionante, presente anche negli ambienti interessati dall’intervento medesimo, eccezion fatta per la installazione dei pannelli solari. Nell’ipotesi prospettata, solo i tre appartamenti dotati di impianto di riscaldamento nei termini precisati soddisfano la condizione cui è subordinata l’applicazione del beneficio fiscale. La detrazione del 55 per cento, pertanto, non può essere riconosciuta sull’intera spesa sostenuta per l’installazione dell’impianto centralizzato di climatizzazione invernale, riferibile anche al riscaldamento delle unità prive di un preesistente impianto termico, ma deve essere limitata alla parte di spesa imputabile alle unità nelle quali tale impianto era presente. Ai fini della individuazione della quota di spesa detraibile, sarà utilizzato un criterio di ripartizione proporzionale basato sulle quote millesimali riferite a ciascun appartamento. Comunicazione all’Agenzia delle Entrate per lavori che proseguono per più periodi di imposta D: L’art. 29, comma 6, del decreto legge n. 185 del 2008, ha previsto che per le spese sostenute nei periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2008, i contribuenti interessati alle detrazioni per gli interventi finalizzati al risparmio energetico (55%) debbono inviare all’Agenzia delle Entrate apposita comunicazione. È possibile beneficiare della detrazione in caso di mancato o irregolare assolvimento di tale adempimento? R: L’adempimento, previsto in relazione ai soli interventi di riqualificazione energetica che proseguono oltre il periodo d’imposta, è stato introdotto in attuazione dell’articolo 29, comma 6, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, al fine di consentire il monitoraggio dell’onere a carico del bilancio erariale per ciascun esercizio finanziario, derivante dalla detrazione d’imposta del 55%. Atteso che la norma non disciplina le ipotesi di mancato o irregolare assolvimento dell’adempimento, si ritiene che la mancata osservanza del predetto termine e l’omesso invio del modello non possano comportare la

decadenza dal beneficio fiscale in commento; deve ritenersi, invece, applicabile la sanzione in misura fissa (da euro 258 a euro 2.065) prevista dall’art. 11, comma 1, del d. lgs. n. 471 del 1997, per l’omesso o irregolare invio di ogni comunicazione prescritta dalle norme tributarie. Interventi di risparmio energetico realizzati mediante contratti di locazione finanziaria D: L’agevolazione in materia di risparmio energetico compete anche nel caso in cui il contribuente finanzia la realizzazione dell’intervento di riqualificazione energetica mediante un contratto di leasing. In tale ipotesi, posto che la detrazione spetta al soggetto utilizzatore e si calcola non in relazione ai canoni di leasing, bensì sulla base del costo sostenuto dalla società di leasing, si chiede di conoscere quali sono le modalità di espletamento delle formalità connesse alla fruizione del beneficio fiscale e il soggetto sul quale gravano tali adempimenti. R: L’art. 2, comma 2, del decreto interministeriale 19 febbraio 2007, prevede che il beneficio fiscale compete anche nell’ipotesi in cui gli interventi agevolati siano eseguiti mediante contratti di locazione finanziaria; in tal caso la detrazione spetta all’utilizzatore ed è determinata in base al costo sostenuto dalla società concedente; non rilevano, pertanto, ai fini della agevolazione, i canoni di leasing addebitati al soggetto utilizzatore. Per quanto concerne le modalità di fruizione del beneficio si ritiene che si rendano applicabili le regole previste per i titolari del reddito di impresa e, pertanto, non sussista l’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale. Gli adempimenti documentali (obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate per i lavori che proseguono in più periodi d’imposta, invio della scheda informativa all’ENEA) richiesti per la fruizione della detrazione dovranno essere assolti dal soggetto che si avvale della detrazione, fermo restando che la società di leasing, al fine di consentire la fruizione del beneficio dovrà fornire una documentazione che attesti la conclusione dell’intervento di riqualificazione energetica e l’ammontare del costo sostenuto su cui deve essere effettuata la detrazione. Errori od omissioni nella compilazione della scheda informativa da trasmettere all’ENEA D: È possibile rettificare, anche oltre il termine di novanta giorni dalla fine dei lavori, eventuali errori commessi nella compilazione della scheda informativa che deve essere inoltrata all’ENEA, in via telematica, al fine di usufruire della detrazione del 55 per cento sugli interventi di risparmio energetico? Le ipotesi più ricorrenti riguardano: – errori materiali nella indicazione dei dati anagrafici del contribuente, dei dati identificativi dell’immobile oggetto di intervento,

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degli altri soggetti beneficiari della detrazione, delle spese conteggiate, etc…; – importi di spesa indicati in misura non corrispondente a quella effettiva per sopravvenienza di sconti o abbuoni sul prezzo preventivato ovvero perché taluni costi hanno avuto manifestazione finanziaria successivamente all’invio della scheda. R: La scheda informativa deve essere inviata all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Tuttavia, si ritiene che il contribuente possa correggere il contenuto della scheda informativa, anche oltre il previsto termine per l’invio. In particolare, la correzione potrà avvenire mediante l’invio telematico di una nuova comunicazione, che annulli e sostituisca quella precedentemente trasmessa. Più precisamente, il nuovo invio deve riguardare non solo la scheda informativa ma anche l’attestato di qualificazione energetica, ove richiesto, in relazione alla tipologia di intervento. La comunicazione in rettifica della precedente dovrà, comunque, essere inviata entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione, in modo da poter calcolare la detrazione sulle spese effettivamente sostenute nell’anno al quale la dichiarazione si riferisce. Resta inteso che in caso di sconti o abbuoni intervenuti successivamente all’invio della scheda informativa, la detrazione compete solamente in relazione alle spese effettivamente sostenute; pertanto, qualora vengano restituite somme per le quali in anni precedenti si è già fruito della detrazione, tali somme devono essere assoggettate tassazione separata ex art. 17, comma 1, lett. n-bis), del D.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR). Si ritiene, peraltro, che non sia necessario procedere alla rettifica della scheda informativa nell’ipotesi in cui sia stato indicato un nominativo diverso da quello dell’intestatario del bonifico o della fattura o non sia stato indicato che possono aver diritto alla detrazione più contribuenti. In questi casi, secondo quanto chiarito con la circolare n. 34 del 2008, è sufficiente che il contribuente che intende avvalersi della detrazione dimostri di essere in possesso dei documenti che attestano il sostenimento dell’onere e la misura in cui tale onere è stato effettivamente sostenuto.

AGEVOLAZIONI FISCALI IN FAVORE DEI DISABILI Certificazione medica richiesta ai soggetti affetti da handicap psichico D: Portatori di handicap psichico o mentale di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento possono usufruire delle agevolazioni previste per l’acquisto delle auto anche se il loro stato di disabilità è attestato da una certificazione medica diversa da quella rilasciata ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104 del 1992?

R: I soggetti con handicap psichico o mentale di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento possono accedere alle agevolazioni previste per l’acquisto dell’auto da parte di portatori di handicap a prescindere dall’adattamento del veicolo. Con circolare 11 maggio 2001, n. 46, in merito alla certificazione necessaria per poter fruire dei benefici fiscali per l’acquisto del veicolo senza vincoli di adattamento, è stato precisato che i soggetti con handicap psichico o mentale devono essere in possesso di: – verbale di accertamento emesso dalla commissione medica di cui all’art. 4 della legge n. 104 del 1992, da cui risulti che il soggetto si trova in una situazione di handicap grave ai sensi dell’art. 3 della medesima legge, derivante da disabilità psichica; – certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento, di cui alle leggi n. 18 del 1980 e n. 508 del 1988, emesso dalla Commissione per l’accertamento dell’invalidità civile (di cui alla legge n. 295 del 1990). Tali indicazioni non devono tuttavia ritenersi tassative atteso che per le altre categorie di disabili, aventi diritto ai benefici fiscali per l’acquisto di veicoli, è stato precisato (circ. 15 luglio 1998, n. 186, e la più recente ris. 25 gennaio 2007, n. 8) che è possibile prescindere dall’accertamento formale dell’handicap da parte della commissione medica di cui all’art. 4 della legge n. 104 del 1992, qualora detti soggetti abbiano già ottenuto il riconoscimento dell’invalidità da parte di altre commissioni mediche pubbliche quali, ad esempio, la commissione per il riconoscimento dell’invalidità civile, per lavoro, di guerra e dalla certificazione da queste rilasciate risulti chiaramente che l’invalidità comporta, a seconda dei casi, gravi o ridotte limitazioni alla capacità di deambulazione. In linea con tale orientamento, si deve ritenere che, anche per i portatori di handicap psichico o mentale, per le finalità agevolative di cui trattasi, lo stato di handicap grave di cui all’art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992, possa essere validamente attestato dal certificato rilasciato dalla commissione medica pubblica preposta all’accertamento dello stato di invalidità purché lo stesso evidenzi in modo esplicito la gravità della patologia e la natura psichica o mentale della stessa. Viceversa non potrà essere ritenuta idonea la certificazione che attesti genericamente che il soggetto è invalido “con totale e permanente inabilità lavorativa e con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di svolgere i normali atti quotidiani della vita”. Tale certificazione, infatti, ancorché rilasciata da una commissione medica pubblica non consentirebbe di riscontrare la presenza della specifica disabilità richiesta dalla normativa fiscale. ■

100 KM PER 48 EURO Per i colleghi come me che lavorano sui grossi animali, e che usano l'auto per lavorare (faccio circa 70.000 km l’anno!) non è possibile scaricare l'auto al 100%, con un aggravio sulle tasse inaudito. Esempio: se faccio 100 km per visitare un cavallo dove incasso 120,00 inclusa Iva, a conti fatti ci guadagno 48,00 euro. Cosa prevede il Fisco in questi casi? Risponde Giovanni Stassi - Anche se le lamentele di tutti i professionisti e gli imprenditori che utilizzano l'autovettura per lo svolgimento della propria attività sono comprensibili, purtroppo la normativa sulla deduzione di tutte le spese relative ai mezzi di trasporto è molto chiara e non ammette deroghe. L'articolo 164 del D.P.R. 917/1986 (TUIR) prevede espressamente quanto segue: A) Deduzione del 100% delle spese per l'uso di mezzi di traspor-

to destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa (con Circolare 48/E del 10.02.1998 e Risoluzione 23.3.2007 n. 59/E l'Agenzia delle Entrate ha precisato che devono essere considerati strumentali solo quei beni senza i quali l'attività non può essere svolta; ad esempio autoscuole, autonoleggi, ecc.) B) Deduzione del 90% delle spese sostenute per l'utilizzo di veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d'imposta; C) Deduzione dell'80% delle spese relative agli autoveicoli sostenute da agenti e rappresentanti D) Deduzione del 40% delle spese per l'utilizzo di veicoli adibiti ad usi diversi da quelli sopra indicati.


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14 Attualità Tariffe veterinarie

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Alimentazione e cura degli animali da compagnia Dal rapporto ASSALCO 2010 risulta evidente che l’IVA al 20% penalizza fortemente i due settori IL SETTORE VETERINARIO: PANORAMICA ANMVI stima che nel 2009 la spesa per le visite veterinarie per animali da compagnia in Italia sia rimasta stabile, attorno a circa 800 Mio Euro. Questo dato è stato calcolato seguendo due diverse procedure: sia moltiplicando il volume d’affari presunto di ciascun veterinario per il numero di quelli che operano nel settore, sia moltiplicando il prezzo medio di una prestazione per il numero stimato di prestazioni effettuate in un anno da tutte le strutture. In entrambi i casi il dato che ne deriva è molto vicino al valore globale da noi stimato. Durante questi anni di particolare crisi economica generale, il numero di richieste di prestazioni non risulta in diminuzione secondo i nostri sondaggi, ma è importante sottolineare che le tariffe non sono aumentate. In verità ci risulta che la forte crisi del settore veterinario in Italia, al contrario di altri paesi europei, non derivi in modo particolare dalla crisi economica ma da situazioni specifiche del settore che la rendono unica nel panorama internazionale. Per capirci meglio: le difficoltà reali che sono emerse forti dal 2008 e continuano a caratterizzare il settore veterinario degli animali da compagnia derivano principalmente dalla crisi economica o soprattutto dal fatto che in questi due anni si sono presentati sul mercato circa 1600/1700 nuovi veterinari, a fronte di una necessità forse di 100/200, e che il numero di strutture è ulteriormente cresciuto arrivando a 6700? A noi non risulta un calo reale delle prestazioni effettuate ma una maggiore ripartizione di queste fra un numero più elevato di veterinari ed a tariffe spesso più basse, se non altro in termini reali. Ma il settore in Italia paga anche un’IVA al 20% su prestazioni veterinarie e sul petfood, IVA assurda ed inaccettabile e l’impossibilità per i veterinari italiani, al contrario dei colleghi stranieri, di poter gestire e cedere prodotti per la

salute ed il benessere degli animali (farmaci, antiparassitari, diete, ecc.) che potrebbero significare un incremento di fatturato dal 30 al 50%. Non è poco. Ovviamente questa situazione crea forte concorrenza, basso reddito, disoccupazione, rischio di scadimento qualitativo delle prestazioni, ecc. Per il 2008 il volume d’affari medio dichiarato da ogni veterinario è stato di circa 27.000 Euro con un leggero incremento rispetto al valore riferito al 2007. Il reddito è stato di circa 15mila Euro, anche questo in leggero aumento. I dati del 2009 non sono ancora disponibili. Se ci basiamo su questi valori, considerando che il numero di veterinari è aumentato, dovremmo concludere che il settore nonostante tutto è ancora in crescita. È vero? Ci sarebbe da fare un romanzo sul significato di questi dati ma noi dobbiamo attenerci a quello che abbiamo disponibile. Sono valori veramente molto bassi, forse i più bassi a livello europeo, se li rapportiamo alle condizioni di vita dei diversi paesi. Un ultimo dato che può essere utile: l’ANMVI aveva calcolato circa tre anni fa che la per-

Tariffe Medie regionali per prestazione Visita notturna Vaccino RX Ecografia o festiva Piemonte € 26,80 € 55,00 € 34,30 € 40,90 € 61,60 Lombardia € 32,20 € 56,40 € 36,90 € 39,80 € 81,20 Trentino € 32,50 € 72,50 € 35,50 € 37,50 € 52,50 Alto Adige € 27,50 € 59,00 € 35,00 € 45,50 € 65,00 Veneto € 29,80 € 63,80 € 33,70 € 38,70 € 65,40 Friuli € 29,40 € 66,20 € 30,70 € 32,50 € 65,00 Liguria € 33,80 € 80,00 € 40,80 € 44,50 € 82,50 Emilia Romagna € 31,00 € 62,80 € 34,30 € 40,60 € 68,50 Toscana € 28,20 € 50,10 € 33,00 € 32,10 € 57,80 Umbria € 26,30 € 50,00 € 26,80 € 38,50 € 55,00 Marche € 27,50 € 60,20 € 30,70 € 30,90 € 52,70 Lazio € 28,90 € 61,00 € 35,40 € 43,90 € 62,30 Abruzzo € 24,10 € 47,50 € 28,10 € 31,40 € 55,00 Puglia € 22,50 € 48,30 € 27,00 € 34,00 € 63,80 Campania € 22,00 € 42,50 € 19,80 € 34,00 € 57,50 Calabria € 25,00 € 43,30 € 20,00 € 30,00 € 65,00 Sardegna € 25,00 € 50,00 € 36,00 € 35,00 NP Sicilia € 23,30 € 49,20 € 28,20 € 32,10 € 49,50 Media Totale € 28,60 € 57,70 € 32,90 € 38,00 € 64,40 Fonte: La Professione Veterinaria, n.18/2009. *Non tutte le regioni registrano un campione significativo, nessun dato per Val d’Aosta, Molise e Basilicata. Regione*

centuale di animali da compagnia che non vedeva mai un veterinario fosse scesa nel 2007 al 12% rispetto al, 14% dell’anno prima. Da allora sembra che questa percentuale si sia stabilizzata ed abbia fermato il suo trend verso la diminuzione.

LE TARIFFE PRATICATE DAI VETERINARI IN ITALIA In Italia non esiste un osservatorio permanente che si occupi del monitoraggio dei dati economici del settore veterinario. Secondo l’ANMVI questa è una carenza, in quanto vengono a mancare importanti riferimenti per chi opera nel settore veterinario o nel settore degli animali da compagnia. Tuttavia il Centro Studi della sezione Practice Management1 dell’ANMVI ha coinvolto, nei primi mesi del 2009, un campione di 200 veterinari italiani in un sondaggio per un confronto sulle tariffe praticate in Italia dai medici

1 Practice Management è un gruppo di Studio e Ricerca che segue la gestione Manageriale all’interno dell’ANMVI. È anche un Centro Studi che periodicamente esegue ricerche di mercato.

Vendite farmaci per animali da compagnia Anno Mio Euro 2009 235,00 Fonte: AISA 2009.

Var % 2009/2008 + 6,6

che si occupano di animali da compagnia ed è emerso che in generale non sono aumentate negli ultimi quattro anni, e che gli importi si differenziano da Regione a Regione e a seconda delle prestazioni offerte. Tenendo conto che questi dati hanno un valore puramente indicativo per la ristrettezza del campione, possiamo vedere ad esempio che il livello medio delle tariffe per le visite generiche è di 28,60 Euro, e può variare dai 22,00 Euro della Campania ad un massimo di 33,80 Euro della Liguria; tali costi in caso di visita notturna salgono a 57,70 Euro in media, variando da un minimo di 42,50 Euro, tariffa più bassa della Regione Campania, alla tariffa più alta di 80 Euro della Liguria. La tariffa media per il vaccino è di 32,90 Euro, mentre per una lastra si spende in media 38 Euro, con tariffe che variano dai 30 Euro della Calabria ai 45,50 dell’Alto Adige. Anche per la sterilizzazione i costi variano da area ad area e sono differenti a seconda che si tratti di cane o gatto, di soggetto maschio o femmina. Per sterilizzare un cane maschio si spendono in media circa 161 Euro, che diventano 96,70 Euro in Calabria, la Regione meno costosa, e 210 Euro in Trentino. Per sterilizzare, invece, un cane di sesso femminile il costo è in media di 242 Euro circa: le tariffe più basse si hanno in Calabria, con una media di 190 Euro, mentre in Liguria, dove troviamo la tariffa più alta, si spende in media 301 Euro. Per la sterilizzazione di un gatto maschio la tariffa media nazionale è di 87,10 Euro. Per una gatta si spende in media 129,60 Euro, con tariffe che oscillano dai 108 Euro dell’Alto Adige ai 147 della Liguria. È importante considerare anche che, nonostante la penalizzazione dell’IVA al 20%, le tariffe italiane sono fra le più basse in Europa nonostante le strutture non possano contare, come in altri paesi, sul fatturato derivante dalla cessione dei prodotti per la salute degli animali. La decisone del Ministro Bersani di eliminare i tariffari minimi professionali ha portato certamente ad una maggiore concorrenza su alcune prestazioni di base rischiando però di abbassare anche i livelli qualitativi. Le tariffe minime erano state infatti calcolate come semplice sommatoria dei costi che devono esse-

Visita

Tariffe Medie Sterilizzazione Cane e Gatto Regione Steril. cane M Steril cane F Piemonte € 152,60 € 244,10 Lombardia € 192,00 € 281,40 Trentino € 210,00 € 290,00 Alto Adige € 160,00 € 250,50 Veneto € 160,70 € 217,80 Friuli € 146,70 € 192,50 Liguria € 207,50 € 301,30 Emilia Romagna € 180,40 € 267,30 Toscana € 139,60 € 230,00 Umbria € 120,00 € 232,50 Marche € 152,30 € 211,50 Abruzzo € 129,80 € 198,80 Lazio € 186,10 € 275,30 Puglia € 128,30 € 192,50 Campania € 120,00 € 206,00 Calabria € 96,70 € 190,00 Sardegna € 150,00 € 230,00 Sicilia € 124,00 € 232,00 Media Nazionale € 161,30 € 242,70 Fonte: La Professione Veterinaria, n.18/2009.

Steril gatto M € 81,70 € 105,70 € 91,00 € 74,50 € 88,90 € 89,30 € 125,00 € 83,60 € 77,10 € 65,00 € 74,50 € 78,80 € 90,50 € 78,30 € 94,00 € 63,30 € 80,00 € 80,60 € 87,10

Steril gatto F € 126,40 € 135,50 € 145,00 € 108,50 € 126,60 € 125,70 € 147,50 € 133,60 € 111,30 € 110,00 € 113,90 € 123,80 € 143,40 € 131,70 € 132,00 € 116,70 € 130,00 € 145,50 € 129,60


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16 Attualità Farmaco veterinario

re sostenuti per una prestazione nel rispetto delle Buone Pratiche Veterinarie e questo significa quindi che sotto questi livelli o le BPV non sono rispettate o il veterinario lavora in perdita. L’ANMVI ha richiesto la reintroduzione del tariffario minimo a garanzia della salute e del benessere degli animali. Ci rendiamo anche conto che ci sono alcune fasce sociali che possono avere serie difficoltà economiche a garantire le cure al proprio animale e per questo come Associazione abbiamo da alcuni anni proposto l’introduzione del progetto Leavet che, prevedendo convenzioni delle strutture pubbliche con i veterinari privati, possa assicurare a tutti gli animali l’assistenza veterinaria necessaria. Siamo certamente contrari a forme di assistenza pubblica o mutualistica che oltre a costare decisamente molto di più al SSN offrirebbero servizi qualitativamente di livello più basso per mancanza di strutture e di esperienza professionale specifica.

I FARMACI PER ANIMALI DA COMPAGNIA Dai dati diffusi da AISA risulta che nel 2009 il settore dei farmaci per animali da compagnia sia cresciuto (+6,6%), a differenza del mercato dei farmaci per animali da reddito (6,7%). Di fatto, grazie alle vendite di medicinali per cani, gatti, uccelli e altri piccoli pet, il mercato dei farmaci ha raggiunto quota 235 Mio Euro nel 2009, contro i circa 221 milioni nel 2008. Valori comunque insignificanti rispetto al settore del farmaco umano e decisamente inferiori a quelli di altri paesi europei che presentano un numero di animali da compagnia simile al nostro (Francia, Germania, Gran Bretagna).

ATTENZIONE PER LA SALUTE DEI PET Da anni il mercato dei farmaci per gli animali da compagnia si mostra più dinamico rispetto al comparto del farmaco veterinario per animali da reddito. Negli ultimi mesi del 2009, in particolare, si è registrato un incremento delle vendite rispetto alla prima parte dell’anno, in seguito ad una lunga stagione climatica degli antiparassitari i quali, ormai presenti anche su canali distributivi di libera vendita, hanno guidato il mercato e portato ad una crescita complessiva pari a circa il 5%. Leggermente meno performante il medicinale veterinario, mentre si registra un notevole incremento anche nel comparto dei nutraceutici. Tale risultato positivo è da ascriversi, da un lato, alla crescente attenzione per il settore, legata alla consapevolezza dei benefici e della sicurezza d’impiego dei prodotti; dall’altro, all’impegno delle aziende in Ricerca e Sviluppo, che ha contribuito a raccogliere evidenze a favore degli effetti clinici di determinate sostanze. Negli ultimi anni le aziende farmaceutiche del settore veterinario hanno fatto grossi sforzi per coprire tutte le necessità terapeutiche ma restano però in Italia, rispetto ad altri paesi europei, grossi problemi riferiti soprattutto alla disponibilità, distribuzione, costo, assenza di generici e carenza di farmacovigilanza. Oggi in Italia i farmaci veterinari sono disponibili solo in poche farmacie ed alcune strutture veteri-

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Secondo la sua percezione, quali sono i motivi delle visite TOTALE ITALIA NORD CENTRO dal veterinario? Visite e vaccinazioni periodiche per la 57% 77% 40% prevenzione di qualsiasi complicazione Richiedere cure in caso di emergenza 36% 17% 60% Richiedere una precisa guida nutrizionale 18% 18% 30% e alimentare per varie fasi di vita del pet Richiedere informazioni nutrizionali per specifiche esigenze (viaggi, cambiamenti, 14% 23% 7% sterilizzazione, femmine in allattamento ecc) o patologie (intolleranze ecc) Fonte: Assalco 2010; Campione 250 Veterinari; possibilità di risposta multipla.

narie. Questo significa che spesso il farmaco veterinario non è facilmente o subito reperibile e quindi frequentemente viene sostituito dal farmacista o dallo stesso veterinario con corrispondente farmaco di uso umano. La normativa attuale permette al veterinario in casi di necessità o di urgenza di prescrivere farmaci umani ma pone limiti che a volte rendono difficile garantire la salute dell’animale. Se anche in Italia fosse prevista la distribuzione del farmaco veterinario attraverso le strutture veterinarie, come avviene più o meno in tutta Europa, il problema della reperibilità sarebbe certamente risolto. Per quanto riguarda il prezzo, sempre più alto del corrispondente farmaco umano, a volte anche in modo rilevante e forse non proprio del tutto giustificato, questo dipende dal fatto che i volumi veterinari sono circa l’1% di quelli umani, ma certamente anche dalla mancanza di un sistema distributivo efficiente che limita molto lo sviluppo di questo mercato. Lo stesso discorso può valere per l’introduzione di nuovi farmaci, soprattutto generici, che richiedono grossi investimenti iniziali senza garanzie di ritorno in termini di volumi di vendita. È ovvio che questa situazione deve essere seriamente affrontata e vanno trovate adeguate soluzioni perché sta portando ad un utilizzo sempre maggiore di farmaco umano con evidente penalizzazione di tutto il settore, difficoltà per il veterinario ed anche possibili rischi per la salute degli animali e per la sanità pubblica. Per quanto riguarda la farmacovigilanza,

SUD

36% 56% 10%

2%

che dovrebbe garantire la qualità dei farmaci, purtroppo il Ministero lamenta da tempo una scarsa disponibilità dei veterinari ad inviare segnalazioni al sistema che permetterebbero controlli ed interventi adeguati da parte delle autorità di vigilanza.

SONDAGGIO ASSALCO AI VETERINARI 2010 Durante il primo bimestre 2010 Assalco ha coinvolto 250 veterinari per animali da compagnia, rappresentanti delle varie aree geografiche italiane: 130 Nord, 70 Centro e 50 Sud, per realizzare un nuovo sondaggio rivolto proprio ai medici che quotidianamente si occupano di pet. Lo scopo è sempre quello di analizzare la relazione uomo animale attraverso lo sguardo del veterinario specializzato in animali da compagnia. Riportiamo di seguito i risultati del sondaggio e un breve commento delle risposte alle varie domande poste ai veterinari. Secondo la sua percezione, quali sono i motivi delle visite dal veterinario? I risultati del sondaggio confermano l’importanza che la prevenzione ha per i proprietari. Analizzando i risultati su base nazionale il dato che emerge è significativo: secondo il 57% degli intervistati il primo motivo di visita dal veterinario riguarda accertamenti, controlli e vaccinazioni periodiche che contribuiscono a prevenire le malattie, per cui si può affermare

Secondo la sua percezione, quali sono i motivi TOTALE ITALIA 2009 delle visite dal veterinario? Richiedere cure in caso di emergenza 76,5% Visite e vaccinazioni periodiche per la prevenzione 52,5% di qualsiasi complicazione Guida nutrizionale e alimentare per varie fasi di vita del pet 10,5% Richiedere informazioni nutrizionali per specifiche esigenze (viaggi, cambiamenti, sterilizzazione, femmine in allattamento ecc) 7% o patologie (intolleranze ecc) Fonte: Assalco 2008-2009; Campione 200 Veterinari; possibilità di risposta multipla.

Fonte: Assalco 2008-2009/Assalco 2010; Confronto domanda sui motivi delle visite dal veterinario.

che la prevenzione è il motivo principale di visita dal veterinario. È anche grazie alle campagne di sensibilizzazione da parte dell’ANMVI e di Aziende del settore e al conseguente sempre più diffuso impegno da parte dei proprietari, che le richieste di controllo per prevenire malattie negli animali da compagnia sono divenute negli anni principale motivo di visita dal veterinario. Le campagne di sensibilizzazione sviluppate dall’ANMVI in collaborazione con aziende del settore, basta ricordare la Stagione della Prevenzione, chiusasi a fine marzo con grande successo, ed il mese dell’Igiene orale del cane che si sviluppa nel mese di maggio, hanno certamente portato ad una maggiore attenzione dei proprietari di animali verso la medicina preventiva. Ci fa quindi molto piacere constatare che la medicina preventiva è il primo motivo che porta l’animale dal veterinario e che, soprattutto, negli anni questa è diventata sempre più importante. Esiste tuttavia un 36% dei veterinari italiani che sostiene, invece, che il motivo principale di visita sia ancora la richiesta di cure urgenti, in caso di emergenza. Scorporando i dati, la tendenza è confermata al Centro con il 60% e al Sud con il 56% di risposte; dove questa motivazione resiste come prioritaria, a differenza del Nord, in cui è indicata da solo il 17% degli intervistati. Al Nord Italia è decisamente la prevenzione il motivo prioritario di visita dal veterinario, con un 77% di risposte. Seguono motivazioni legate alla richiesta di informazioni nutrizionali per esigenze specifiche, al 23%, o per le differenti fasi di vita del pet, al 18%. I proprietari del Nord, più attenti alla prevenzione, si recano dal veterinario più per richiedere informazioni nutrizionali e consulenza alimentare. Si noti come il ruolo del veterinario per animali da compagnia nella percezione del proprietario, soprattutto al Nord, sia notevolmente cambiato negli ultimi anni. È sufficiente osservare che lo stesso quesito era stato posto anche nel 2009 e la situazione appariva differente. In poco più di un anno l‘interessamento alla prevenzione è cresciuto ancora. Nel 2009, infatti, Richiedere cure in caso di emergenza risultava la motivazione principale, con il 76,5% di preferenze; visite periodiche per vaccini e prevenzione in generale era la seconda opzione, indicata dal 52% degli intervistati. Rispetto ad un anno fa quindi si può parlare di un’inversione di tendenza di priorità tra quelle che rimangono le due ragioni nettamente prevalenti di visita dal veterinario. Oltre le cure mediche vere e proprie, quali consigli vi vengono richiesti più frequentemente? Di prevenzione non si parla mai abbastanza. I proprietari italiani vogliono saperne di più e risulta che ai veterinari richiedano consigli e suggerimenti su come prevenire malattie nei propri pet. Anche la seconda domanda del sondaggio evidenzia, infatti, l’importanza della prevenzione, anche quando non si tratta di cure mediche specifiche. Dal quesito emerge quanto la prevenzione sia tema di grande interesse per i proprietari: ben un veterinario su due, il 52%, ha indicato di ricevere più frequentemente richieste di consigli sulla prevenzione delle malattie. Questa tendenza è fortemente confermata al Nord e al Sud con un 42% di risposte, mentre risulta essere la seconda opzione con il 27% solo al Centro, dove al primo posto, fra le richieste di consigli, si posiziona invece la consulenza nutrizionale con il 43%.


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18 Attualità Petfood

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Oltre le cure mediche vere e proprie, quali consigli vi vengono richiesti TOTALE ITALIA NORD CENTRO più frequentemente? Consigli sulla prevenzione delle malattie 52% 42% 27% Consulenza nutrizionale: calorie, porzioni, 36% 34% 43% tipo di alimentazione Informazioni relative alla crescita del pet: 18% 21% 14% svezzamento, età adulta, vecchiaia Consigli per l’educazione 11% 13% 13% Informazioni su comportamenti insoliti del pet che possono celare ad esempio 8% 1% 19% stress, solitudine Consigli all’arrivo del pet in famiglia 2% 2% 4% Consigli su training e addestramento 2% 1% 6% (cane in particolare) Fonte: Assalco 2010; Campione 250 Veterinari; possibilità di risposta multipla.

Come veterinario, quali alimenti consiglia: ai suoi clienti TOTALE ITALIA NORD CENTRO con animali IN FORMA? Alimenti industriali specifici in base allo stile di vita (outdoor/indoor, sedentario, ecc) o alle caratterististiche del pet 43% 50% 37% (fascia di età, taglia grande media o piccola ecc) Alimentazione industriale 20% 20% 33% Alimentazione mista industriale-casalinga 20% 10% 27% Solo alimenti superpremium 19% 21% 23% Non consiglio alcun alimento 0,8% 0% 0% Fonte: Assalco 2010; Campione 250 Veterinari; possibilità di risposta multipla. L’esigenza di ricevere informazioni in merito all’alimentazione è dettata probabilmente dall’aver compreso la forte relazione tra una dieta corretta e uno stato di salute ottimale. Dal sondaggio emerge, infatti, come l’alimentazione sia uno degli argomenti di maggior interesse per i proprietari, tanto che il 36% del Totale Italia afferma di ricevere richieste di consulenza nutrizionale (calorie, porzioni) e di informazioni sull’alimentazione in genere. Se, come detto sopra, è al Centro Italia, in particolare, che il veterinario sembra essere punto di riferimento per la consulenza nutrizionale, con la percentuale più alta di riscontri, al 43%, al Nord e al Sud è confermata la tendenza nazionale con un 34% di risposte in entrambi i casi. Altri argomenti di interesse per i proprietari sono le informazioni e i consigli sulla gestione degli animali durante le varie fasi della vita, dallo svezzamento alla vecchiaia, richieste segnalate dal 18% del totale dei Veterinari italiani, specialmente del Nord (21% al Nord, 14% al Centro, 18% al Sud), i suggerimenti per quanto riguarda l’educazione del proprio pet, richiesti all’11% dei Veterinari (13% sia al Nord che al Centro, mentre al Sud solo al 2%), e le indicazioni su come interpretare comportamenti insoliti del pet, argomento chiesto all’8% dei Veterinari italiani (19% al Centro e 12% al Sud Italia, solo 1% al Nord). Possiamo chiudere le riflessioni su questa tabella ricordando che da un’indagine sviluppata dall’ANMVI circa tre anni fa risultava che l’intervento del veterinario su temi riferiti all’alimentazione dell’animale fosse normale per tutti i propri clienti visto che superava la percentuale del 90%.

SUD 42% 34% 18% 2% 12% 2% 2%

SUD

32%

20% 38% 0% 4%

Come veterinario, quali alimenti consiglia: ai suoi clienti con animali in forma e a quelli con animali non in forma? Abbiamo già avuto più volte l’occasione di ricordare che il settore degli animali da compagnia deve molto al petfood. Gli deve molto per la diffusione degli animali nelle famiglie rendendo più semplice ed adeguata la loro gestione, ma gli deve molto anche perché gli animali con il petfood hanno guadagnato molto in termini di benessere e salute e quindi durata e qualità della vita. Le diverse tipologie di petfood oggi in commercio permettono una scelta molto ampia ma sempre con la garanzia che sono prodotti alimentari studiati e prodotti considerando le specifiche esigenze degli animali. Normative molto rigide, sostanzialmente le stesse dell’alimentazione umana, seri controlli e codici di autodisciplina approvati dalle aziende aderenti all’Assalco, ne garantiscono la qualità ed i contenuti. Numerose diete alimentari studiate per le diverse patologie sono diventate negli anni la base terapeutica necessaria per la loro soluzione, complementari al farmaco veterinario. Un ulteriore quesito del sondaggio Assalco 2010 ha indagato proprio i suggerimenti alimentari forniti dai veterinari da un lato ai proprietari di animali in forma, in buona salute e dall’altro ai proprietari di pet non in forma, ovvero pet anziani, sovrappeso, o che presentano qualche disturbo fisico. Per quanto riguarda i pet in forma, risulta che il 43% dei medici italiani consigli ai proprietari alimenti industriali specifici per il loro stile di vita o le loro caratteristiche. Al Nord la percentuale è del 50% mentre al Centro si attesta al

Come veterinario, quali alimenti consiglia: ai suoi clienti TOTALE ITALIA con animali NON IN FORMA? Alimenti industriali specifici in base allo stile di vita (outdoor/indoor, sedentario, ecc) o alle caratterististiche del pet 78% (fascia di età, taglia grande media o piccola ecc) Alimentazione industriale 17% Alimentazione mista industriale-casalinga 7% Solo alimenti superpremium 2%

NORD

CENTRO

SUD

86%

77%

60%

8% 0,8% 3%

30% 7% 3%

20% 24% 0%

Fonte: Assalco 2010; Campione 250 Veterinari; possibilità di risposta multipla.

37% e al Sud al 32%, valori comunque significativi. Analizzando ulteriormente le risposte in base alla suddivisione per aree geografiche, si nota che mentre al Nord solo il 10% dei Veterinari consiglia un’alimentazione mista industriale casalinga, al Centro e al Sud Italia questa tendenza è ancora diffusa: al Centro la consigliano il 27% dei Veterinari, al Sud il 38%. Da notare, comunque, che con alimentazione casalinga non si intende assolutamente la somministrazione degli avanzi del nostro cibo, gravemente dannosi e inadatti ai pet di qualsiasi taglia, età, razza. È tuttavia pratica alquanto diffusa quella di acquistare alimenti complementari quali pasta, riso o altri cereali prodotti specificamente per animali da compagnia e cucinarli per il proprio pet, per il cane in particolare, con l’aggiunta di alimenti industriali umidi per animali. Cucinare per il proprio pet significa, secondo alcuni, prendersene cura. Tuttavia, nutrizionisti e veterinari concordano che sia possibile farlo solo sotto la guida di un veterinario, meglio se nutrizionista. I prodotti industriali in commercio sono invece pronti, completi e bilanciati, per cui secondo la maggior parte dei veterinari, rappresentano l’alimentazione adatta ai pet. Negli ultimi anni le proposte di alimenti industriali che soddisfino al meglio le esigenze dei pet in base all’età, allo stile di vita, alla taglia o al sesso, sono aumentate. Grazie alla vasta offerta del mercato, è possibile, di fatto, solo per citare alcuni esempi, scegliere di alimentare un cane sportivo, adulto, che vive all’aperto, con un prodotto che fornisca un apporto energetico e vitaminico elevato, e preferire per un cane anziano, che vive quasi esclusivamente in appartamento ed esce all’aperto solo alcune volte al giorno per una passeggiata, alimenti con ridotto tenore di grassi e basso apporto calorico. Come veterinario, quali alimenti consiglia: ai suoi clienti con animali non in forma? La stessa domanda relativa ai consigli alimentari, è stata posta a riguardo di pet che presentano particolari patologie o che comunque non si possono definire animali in forma. In questo caso il 78% dei veterinari italiani coinvolti ha risposto di suggerire alimenti specifici; il 17% alimenti industriali in generale, solo il 7% alimentazione mista industriale - casalinga. Questo trend è molto evidente (86%) nelle risposte dei veterinari del Nord. Se un pet presenta un qualsiasi disturbo, è preferibile alimentarlo con il prodotto industriale che più si addice alla situazione e alle caratteristiche dei pet. Per questa domanda non ci sono dubbi provenienti da differenze culturali o geografiche: il 77% dei veterinari del Centro Italia e il 60% dei veterinari del Sud è d’accordo nel consigliare alimenti industriali specifici ai pet che non godono di buona salute o presentano un qualsiasi disturbo. La cura dell’animale, il suo benessere e il miglioramento delle sue condizioni di salute molto dipendono dalla corretta alimentazio-

ne. Per questo in caso di qualsiasi disturbo, meglio non correre rischi ed evitare di somministrare al pet alimenti che potrebbero non essere salutari per lui. Secondo la sua esperienza professionale quali patologie sono risultate più ricorrenti nell’ultimo anno nei pet non in forma? Infine, si è voluto investigare sulle patologie risultate più ricorrenti nell’ultimo anno nei pet non in forma. Le risposte mostrano un quadro differente da Nord a Sud, evidenziando alcune tendenze abbastanza reali del mondo degli animali da compagnia in Italia. Nel Nord, dove sono da maggior tempo alimentati in maniera più appropriata con cibi industriali e adatti alle loro esigenze i pet sembrano avere una prospettiva di vita più lunga e di conseguenza invecchiando lamentano bisogni legati proprio a questa faticosa fase della loro esistenza. Al Centro e al Sud dove invece la penetrazione degli alimenti industriali è stata inferiore in passato e più lenta, si riscontrano ancora problemi legati a intolleranze alimentari. E tali situazioni hanno influito sul dato complessivo Totale Italia. È per questo emerso che le allergie e le intolleranze alimentari sono state le patologie più riscontrate in pazienti pet non in forma (42% dei casi); seguono le patologie renali (27%) e quelle legate all’invecchiamento (21%). Fortunatamente negli ultimi anni è stata prestata maggior attenzione rispetto al passato nei confronti di intolleranze alimentari, frequentemente riscontrate anche negli uomini. Se fino a pochi anni fa i casi di intolleranza venivano sottovalutati e trascurati, adesso l’industria alimentare umana ha approfondito gli studi e propone a chi ne soffre cure o alternative alimentari salutari. Il mercato del pet food ha proposto da subito in maniera tempestiva numerose soluzioni al problema. Gli stessi veterinari consigliano prima di tutto di scegliere l’alimento industriale al posto della dieta casalinga in caso di intolleranze alimentari; in casi specifici, sempre con l’ausilio del veterinario, il consumatore ha la possibilità di scegliere per il proprio cane o gatto l’alimento più adatto secondo la patologia. In questo senso, è fondamentale il contributo dei veterinari per informare in maniera accurata i proprietari sulle necessità nutrizionali dei loro amici animali e curare fino a debellare, con la dieta industriale corretta, il disturbo alimentare. ■

Secondo la sua esperienza professionale tra i pet non in forma quali patologie sono risultate TOTALE ITALIA più ricorrenti nell’ultimo anno? Allergie intolleranze alimentari 42% Patologie renali 27% Patologie legate all’invecchiamento 21% Obesità 19% Stress disturbi comportamentali 5% Patologie che hanno richiesto interventi chirurgici 3% Sterilizzazioni 3% Filariosi 0,8% Altro (raffreddore o malattie respiratorie) 0,4% Fonte: Assalco 2010; Campione 250 Veterinari; possibilità di risposta multipla.


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20 Eventi Veterinari A.N.M.V.I.

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In collaborazione con: Società federata ANMVI

Gruppo di Studio di Practice Management

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

INCONTRO GRUPPO DI STUDIO DI PRACTICE MANAGEMENT PREZZI E TARIFFE Cremona, Palazzo Trecchi, 13 Giugno 2010 PROGRAMMA 8.30 Registrazione partecipanti 9.15 Le tariffe dei veterinari sul territorio Marco Viotti 10.00 Prezzi e tariffe - Stefano Zigiotto 10.45 Pausa 11.15 Discussione dei temi trattati 11.30 La gestione economica di una struttura veterinaria - Marco Viotti 12.45 Pausa pranzo 14.00 Esempi pratici di applicazione del break even - Marco Viotti 15.00 Discussione dei temi trattati nella giornata 16.00 Valutazione dell’apprendimento e chiusura dei lavori

http://www.anmvi.it/267/practice-management-cremona-13-giugno-2010 o scaricare ed inviare la scheda tramite fax allo 0372/457091 o per e-mail a: management@ anmvi.it. Tale comunicazione, viene intesa come effettiva dichiarazione di partecipazione.

PER INFORMAZIONI Segreteria ANMVI - Milena Migliavacca Tel. 0372/403536 - Fax 0372/457091 E-mail: management@anmvi.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO ECM

ISCRIZIONI Le iscrizioni 2010 sono gratuite ed aperte a tutti i medici veterinari. Per motivi organizzativi, i veterinari che intendono presenziare all’incontro, devono compilare ed inviare l’iscrizione on-line collegandosi al sito

Società federata ANMVI

CORSO REGIONALE DI OFTALMOLOGIA VETERINARIA DAL CASO CLINICO ALLA DIAGNOSI ED ALLA TERAPIA: TRE GIORNI CON GLI OCULISTI Ragusa, 24-26 Settembre 2010 11.00 Pausa caffè 11.30 Discussione di casi clinici riferiti a malattie del tratto uveale 13.00 Pausa pranzo 14.30 Esercitazioni pratiche relative agli argomenti del primo e secondo giorno 16.00 Pausa caffè 16.30 Esercitazioni pratiche relative agli argomenti del primo e secondo giorno 18.00 Discussione e termine della giornata

CORSO REGIONALE DI DERMATOLOGIA Sassari, 2-4 Luglio 2010 RELATORI Francesco Albanese, Med Vet, Napoli Federico Leone, Med Vet, Senigallia (AN)

PROGRAMMA Venerdì, 2 Luglio 2010 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 8.55 Saluto e presentazione dei relatori ed inizio dei lavori 9.00 Approccio al paziente dermatologico: visita dermatologica e lesioni cutanee fondamentali - Federico Leone 10.30 Pausa caffè 10.45 Malattie parassitarie sostenute da acari e pidocchi (esclusa la demodicosi): eziopatogenesi, quadri clinici, tecniche diagnostiche ed opzioni terapeutiche Federico Leone 11.45 Rogna demodettica: eziopatogenesi, quadri clinici, tecniche diagnostiche ed opzioni terapeutiche - Francesco Albanese 12.45 Pausa pranzo 13.45 Dermatofitosi e dermatite da Malassezia: eziopatogenesi, quadri clinici, tecniche diagnostiche ed opzioni terapeutiche Francesco Albanese 14.45 Esercitazioni pratiche – Osservazione al microscopio dei principali parassiti cutanei – Riconoscimento ed interpretazione delle lesioni elementari (all’interno: 16,30 Pausa Caffè) 17.15 Termine della giornata Sabato, 3 Luglio 2010 9.00 Piodermite nel cane: quadri clinici più frequenti, tecniche diagnostiche ed opzioni terapeutiche - Federico Leone 10.00 Citologia cutanea non neoplastica Francesco Albanese 11.00 Pausa caffè 11.15 Citologia cutanea neoplastica Francesco Albanese 12.15 L’otite cronica - Federico Leone 13.15 Pausa pranzo 14.15 Malattie del complesso pemfigo e lupus cutaneo: eziopatogenesi, quadri clinici, iter diagnostico-terapeutico Francesco Albanese 15.15 Esercitazioni pratiche

– Tecniche di esecuzione per la raccolta di cellule per l’esame citologico – Osservazione al microscopio dei principali quadri citologici infiammatori, neoplastici e auricolari 17.45 Termine della giornata Domenica, 4 luglio 2010 9.00 Alopecia nel cane: eziopatogenesi, quadri clinici, iter diagnostico-terapeutico Federico Leone 11.00 Pausa caffè 11.15 Il prurito nel cane e nel gatto: eziopatogenesi, quadri clinici, iter diagnostico-terapeutico - Federico Leone 12.45 Pausa pranzo 13.45 La biopsia cutanea: quando, come e perché! - Francesco Albanese 14.45 Pausa caffè 15.00 Casi clinici interattivi 17.30 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e termine del corso

ISCRIZIONI Scadenza pre-iscrizioni: 18 giugno 2010. Quote di partecipazione: Soci SCIVAC: € 250,00 + IVA 20% Non soci SCIVAC: € 400,00 + IVA 20%

SEDE Facoltà di Medicina Veterinaria di Sassari.

20 CREDITI ECM

Claudio Peruccio, Med Vet, Dipl ECVS, Torino Cristina Giordano, Med Vet, Torino

Terzo Giorno - 26 Settembre 2010 9.00 Discussione di casi clinici di glaucoma 11.00 Pausa caffè 11.30 Discussione di casi clinici riferiti a malattie della lente 13.00 Pausa pranzo 14.30 Esercitazioni pratiche relative agli argomenti del corso 16.00 Pausa caffè 16.30 Esercitazioni pratiche relative agli argomenti del corso 17.30 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 18.00 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

PROGRAMMA

ISCRIZIONI

SPEAKER

Primo Giorno - 24 Settembre 2010 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione dei relatori ed inizio dei lavori 9.30 Come si esegue una visita oculistica 11.00 Pausa caffè 11.30 Discussione di casi clinici riferiti a malattie dell’orbita 13.00 Pausa pranzo 14.30 Discussione di casi clinici riferiti a malattie delle palpebre e dell’apparato lacrimale 16.00 Pausa caffè 16.30 Esercitazioni pratiche relative agli argomenti del primo giorno 18.30 Discussione e termine della giornata

Scadenza pre-iscrizioni: 10 Settembre 2010. Quote di partecipazione: Soci SCIVAC: € 250,00 + IVA 20% Non Soci SCIVAC: € 400,00 + IVA 20% Verrà data la precedenza delle iscrzioni ai soci Siciliani e Calabresi.

Sue Dyson (UK) MA, VetMB, PhD, DEO, FRCVS

test Neck back and pelvis End of the course

PROGRAM

LINGUA

OBIETTIVI Fornire ai partecipanti le basi per formulare una corretta diagnosi ed impostare un’efficace terapia per la cura delle più frequenti malattie oculari del cane e del gatto.

RELATORI

Secondo Giorno - 25 Settembre 2010 9.00 Discussione di casi clinici riferiti a malattie della congiuntiva e della cornea

SEDE - IZS Ragusa

RICHIESTO ACCREDITAMENTO ECM

SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

CORSO BASE RADIOLOGIA CLINICA. IIª PARTE: L’ARTO POSTERIORE E LO SCHELETRO ASSILE Campagnano di Roma (RM), 13-14 Novembre 2010

November 13 th, 2010 - Morning The hock: radiographic techniques, radiography and radiology The stifle: radiographic techniques, radiography and radiology Afternoon Radiographic techniques: practical session Collegial reading and individual assessment test: hock and Stifle November 14 th, 2010 - Morning The neck: radiographic techniques, radiography and radiology The back: radiographic techniques, radiography and radiology The pelvis and hip: radiographic techniques, radiography and radiology Afternoon Collegial reading and individual assessment

Inglese senza traduzione

SEDE Clinica Equine Practice, Campagnano di Roma

ISCRIZIONI Termine dell’iscrizione: 13 Ottobre 2010 Totale partecipanti: 15 Quote di partecipazione: Soci SIVE: € 700,00 + IVA 20% Non Soci SIVE: € 800,00 + IVA 20%

INFORMAZIONI SIVE Secretary - Tel. +39 0372/40.35.02 Fax +39 0372/45.70.91 - info@sive.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO ECM


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Focus

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Practice management in odontoiatria veterinaria: essere convinti e preparati per convincere

di DEA BONELLO Med Vet, PhD, DiplEVDC, Spec Rad Vet. Libero professionista, Torino e malattie del cavo orale sono un evento patologico frequente e comune a tutte le specie animali, spesso sottostimato nella sua incidenza anche a causa delle difficoltà che presenta l’ispezione accurata della bocca di un animale non sedato od anestetizzato. Dal punto di vista clinico si evidenzia sia un danno primario a carico dei tessuti del cavo orale, sia, in un secondo momento, un danno derivante dalla compromissione della capacità di alimentarsi. L’odontostomatologia è quella branca della medicina veterinaria che ha per compito lo studio delle malattie dei denti, della bocca e delle ossa mascellari. Come tale essa prende in considerazione non solo le patologie proprie dei tessuti dentali (parodontopatie, patologie apicali, pulpiti, carie, ecc.) ma anche tutte quelle della bocca e dello scheletro maxillofacciale, che con le malattie dei denti presentano spesso stretti rapporti patogenetici (stomatiti, osteiti, tumori odontogenici e non odontogenici, epulidi, cisti, ecc.). Grazie all’ampiezza ed alla versatilità dei contenuti, che le consente di spaziare nel campo della clinica medica ed in quello della clinica chirurgica, l’odontostomatologia è cresciuta negli ultimi tempi come nessuna altra discipli-

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na veterinaria. Alla base di questo fenomeno anche, e forse soprattutto, l’effettivo ritorno economico che ha gratificato e gratifica tuttora quanti hanno deciso di investire in questo settore. Dedicarsi all’odontostomatologia rappresenta infatti un vero e proprio investimento per il medico veterinario, in termini sia di studio che di denaro. È indispensabile un notevole impegno iniziale, per formarsi un’idea generale della clinica e della patologia di questo settore dell’organismo, nell’ambito del quale si esplicano funzioni ed attività diverse e che, potendo divenire sede di patologie del tutto eterogenee, richiede cognizioni e soprattutto presidi terapeutici strumentali particolari e specifici, che non trovano riscontro nella risoluzione delle patologie degli altri apparati. In particolare la radiologia intraorale rappresenta un ausilio diagnostico indispensabile alla formulazione di una corretta diagnosi e alla stesura del piano di trattamento. La detartrasi e le altre procedure dentali dovrebbero essere eseguite in una stanza dedicata, ben ventilata e ben illuminata. Quando non fosse possibile usufruire di una stanza riservata, allora bisognerebbe delimitare con degli schermi o dei paraventi lo spazio in cui si eseguono le procedure dentali. Tutta l’attrezzatura dovrebbe essere disinfettata regolarmente, così come l’ambiente in cui è collocata. Inoltre bisognerebbe prendere ogni accorgimento volto a limitare la carica batterica presente nel campo operatorio, per proteggere anche l’operatore da eventuali rischi di contaminazione, soprattutto quando si effettua una detartrasi. In questo caso il veterinario dovrebbe indossare un paio di guanti in lattice, una mascherina ed un paio di occhiali, essendo esposto all’aerosol che si libera dall’apparecchio ad ultrasuoni, e che veicola una quantità considerevole di germi. È consigliato anche risciacquare il cavo orale con una soluzione antisettica adeguata, prima, durante e dopo la detartrasi o la chirurgia orale. Il paziente affetto da una qualsivoglia patolo-

gia del cavo orale, ad esempio la malattia parodontale, deve essere sottoposto ad una accurata visita clinica, e tutto l’animale deve essere valutato in modo sistemico, non solo il cavo orale e le strutture limitrofe. Questa pratica ci permette di conoscere lo stato di salute generale del paziente, sia in funzione dell’anestesia sia per meglio comprendere e definire il quadro patologico. Allo stesso modo, nel valutare l’anamnesi del caso, non bisogna focalizzarsi su aspetti strettamente correlati ala patologia, ad esempio sulla dieta o sull’igiene orale domestica, ma bisogna ascoltare ogni informazione relativa all’ambiente in cui il paziente vive ed alla sua interazione con lo stesso, alla sua vita di relazione, nonché a problemi di salute passati o presenti. Per completare il quadro clinico ci si dovrebbe poi avvalere dell’ausilio di alcuni esami di laboratorio. Se l’anamnesi suggerisce l’esistenza di problemi specifici, allora questi vanno indagati in modo particolare ed approfondito. L’anestesia, male inevitabile per ogni paziente odontoiatrico, deve essere scelta di volta in volta, in base alle caratteristiche cliniche che il caso presenta. Il check-up preoperatorio dovrebbe comprendere una valutazione accurata della funzionalità renale ed epatica, dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio. L’applicazione indiscriminata di un protocollo anestesiologico, per quanto valido e collaudato, non rappresenta un metodo ottimale, né mette al riparo dai rischi comunque connessi alla pratica dell’anestesia. Di fondamentale importanza nella pratica odontoiatrica anche la gestione dell’analgesia, per ottimizzare la quale si può ricorrere anche all’anestesia loco-regionale. L’anestesia gassosa è raccomandata e raccomandabile, per tutta una serie di ragioni. In primo luogo il tubo endotracheale cuffiato è indispensabile per evitare che il paziente inali acqua ed altri fluidi; secondariamente, la durata di una procedura odontoiatrica non è mai prevedibile, e solitamente si quantifica in ore e non in minuti. In ultimo, sono senz’altro molti i

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1) Curettes e pinza per estrazioni 2) Sonde parodontali 3) Ablatore a polvere

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4) Punte ablatore

Anestesia loco-regionale vantaggi dell’anestesia gassosa, sia per la salute del paziente, sia per la tranquillità dell’operatore. Il monitoraggio del paziente odontoiatrico è consigliato come per qualunque altro intervento chirurgico: la temperatura corporea, il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna sono parametri di rilievo indispensabile alla corretta gestione dell’anestesia, ma se possibile bisognerebbe monitorare anche la saturazione arteriosa dell’ossigeno. Le chirurgie dentali, detartrasi inclusa, causano sempre una batteriemia, e per questa ragione non dovrebbero essere praticate in concomitanza con altri interventi “maggiori”. Bisogna dunque sfatare il luogo comune che vuole che la detartrasi venga praticata in associazione con un altro intervento chirurgico, per risparmiare al paziente una anestesia. La batteriemia rappresenta una potenziale fonte endogena di infezione: il proprietario deve essere messo a conoscenza del fatto che associare una procedura dentale ad un altro intervento non rappresenta la scelta migliore per il suo animale. È altresì vero in molti casi, soprattutto di pazienti geriatrici o particolarmente debilitati, che ricorrere a questo compromesso ha valide motivazioni e giustificazioni di natura medica ed anche etica. La decisione finale dovrebbe comunque spettare sempre al veterinario e non al proprietario. La batteriemia associata ad una detartrasi sopra e sottogengivale si estingue in 20 minuti circa, senza comportare conseguenze, nell’animale sano. La profilassi antibiotica si rende necessaria solo nei pazienti geriatrici o debilitati, oppure nel caso in cui in si proceda poi ad altri interventi chirurgici, oppure ancora in presenza di infezioni importanti o di stomatiti croniche. La terapia antibiotica postoperatoria è invece indicata solo in casi specifici. La scelta ed il dosaggio degli antibiotici sono argomenti controversi nel campo dell’odontostomatologia veterinaria. I suggerimenti variano dalla prescrizione preoperatoria di clindamicina per os per 5 giorni, alla somministrazione endovenosa o intramuscolare di un antibiotico ad ampio spettro, ad esempio l’ampicillina, immediatamente prima della chirurgia, o di metronidazolo nei casi più gravi. Ciò che andrebbe, qualora possibile, sfruttato, è tutto l’indotto legato al post-operatorio ed al follow-up del caso. La vendita dei farmaci piuttosto che dei prodotti per l’igiene orale, o ancora dei mangimi dedicati, che ormai sono tanti e validi, rappresenta una potenzialità poco conosciuta e poco sfruttata nel nostro mercato. A questo proposito un discorso a parte deve essere fatto per sottolineare l’importanza del mantenimento di una corretta igiene orale domiciliare. ■

A CURA DI PEDIGREE DENTASTIX CHE PROMUOVE MAGGIO, MESE DELL’IGIENE ORALE DEL CANE


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Morbilità e mortalità dopo pilorectomia e gastroduodenostomia nel cane Prognosi a breve termine favorevole, meno in presenza di dimagrimento e neoplasie di MARIA GRAZIA MONZEGLIO no studio ha valutato e descritto il tipo e la frequenza delle complicazioni postoperatorie dopo pilorectomia e gastroduodenostomia nel cane e i fattori di rischio preoperatori e intraoperatori prognostici per la mortalità postoperatoria, inclusa la presenza di neoplasie. Dei 24 cani trattati con pilorectomia e gastroduodenostomia in due cliniche universitarie considerati, il 75% sopravviveva per 14 giorni, ma 10 (41%) moriva entro 3 mesi. Il tempo complessivo mediano di sopravvivenza (MST) era di 578 giorni. All’analisi univariata (log-rank), il dimagrimento preoperatorio e le neoplasie maligne erano associati a un ridotto tempo di sopravvivenza. I cani con tumori maligni avevano un MST di 33 giorni. La morbilità postoperatoria era caratterizzata soprattutto da ipoalbuminemia (62,5%) e anemia (58,3%). Pilorectomia e gastroduodenostomia, concludono gli autori, sono caratterizzate da una buona prognosi a breve termine ma la so-

sopravvivenza marcatamente più brevi, occorre effettuare indagini diagnostiche preoperatorie pertinenti per identificare un’eventuale neoplasia sottostante. (M.G.M.) *“Evaluation of risk factors for morbidity and mortality after pylorectomy and gastroduodenostomy in dogs” Eisele J, McClaran JK, Runge JJ, Holt DE, Culp WT, Liu S, Long F, Bergman PJ. Vet Surg. February 2010; 39(2): 261-7. ■

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Linfoma canino: la flussocitometria in aiuto alla citologia pravvivenza a lungo termine è ridotta neri soggetti affetti da neoplasie maligne. Nel complesso, tutti i cani trattati dello studio sopravvivevano al periodo postoperatorio, ma il dimagrimento preoperatorio e la presenza di neoplasie maligne erano associati a un ridotto tempo di sopravvivenza. Poiché i cani affetti da un tumore maligno hanno tempi di

a diagnosi del linfoma canino è un processo in più stadi che coinvolge l’esame clinico, la diagnostica per immagini, la citologia, l’ematologia, il profilo biochimico, l’istopatologia e tecniche diagnostiche ancillari quali la citometria a flusso (FC). In medicina umana si ritiene che la FC (in aggiunta alla citologia) accresca l’accuratezza nella diagnosi della maggior parte dei sottotipi di linfoma. Nel cane, la FC può for-

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nire numerose informazioni diagnostiche aggiuntive alla valutazione morfologica del linfoma, quali la valutazione delle linee cellulari B e T, la quantificazione antigenica e la valutazione dei quadri aberranti, la valutazione della clonalità, la stadiazione e la valutazione della malattia residua minima. Secondo gli autori dello studio, rispetto ad altre tecniche di immunofenotipizzazione la FC è di semplice e rapida effettuazione, inoltre le metodiche di gating permettono di differenziare le popolazioni cellulari miste, anche se è necessario utilizzare campioni freschi e l’attrezzatura è piuttosto costosa. L’utilizzo della FC per raffinare la diagnosi citologica potrebbe essere ulteriormente favorito da un approccio multi-parametrico e dallo sviluppo di un più ampio spettro di anticorpi standardizzati specifici per il cane. (M.G.M.) *“Use of flow cytometric immunophenotyping to refine the cytological diagnosis of canine lymphoma” . Comazzi, M.E. Gelain. The Veterinary Journal, In Press, Corrected Proof, Available online 21 April 2010. ■

PATOLOGIE DELL’UTERO NELLA CONIGLIA: 59 CASI

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e cartelle cliniche di 59 coniglie con patologie uterine venivano valutate retrospettivamente. Dieci coniglie venivano visitate per la presenza di scolo vaginale, mentre i motivi della visita delle restanti 49 coniglie erano masse mammarie, tumori cutanei, anoressia e condizioni generali scadenti. Tutti gli animali erano sottoposti a esame clinico e 54 anche a ecografia e/o radiografia. Si effettuava un’ovarioisterectomia in 45 coniglie, mentre le altre 14 venivano soppresse, 3 a causa di metastasi polmonari e 11 per le condizioni di salute molto compromesse non correlate alla patologia uterina. L’apparato genitale di tutte le coniglie veniva sottoposto a esame istopatologico. Le patologie uterine più frequenti erano l’iperplasia endometriale (N =24) e l’adenocarcinoma (18); in altri 11 casi erano presenti entrambe le condizioni. Le restanti 6 coniglie erano affette da altre patologie uterine. In 4 coniglie visitate per adenocarcinoma mammario si riscontrava anche un’uteropatia concomitante. L’età media delle coniglie con iperplasia endometriale era di 4,5 anni, quella delle coniglie con adenocarcinoma era di 6,1 anni. Quattro coniglie erano affette da tumori ovarici. (M.G.M.) *“Uterine disorders in 59 rabbits” B Walter, T Poth, E Böhmer, J Braun, U Matis. Vet Rec. February 2010; 166(8): 230-3.


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Lacerazioni uterine nella cavalla: terapia medica o chirurgica? Nel postpartum, tasso di sopravvivenza sovrapponibile in una sessantina di soggetti In 49 cavalle, la sopravvivenza era pari al 75%, senza differenze significative tra trattamento medico (11/15; 73%) e chirurgico (26/34; 76%). Le variabili di ammissione, il costo del trattamento, la durata dell’ospedalizzazione e la probabilità di un nuovo parto dopo le dimissioni non differivano significativamente tra i due gruppi di trattamento.

no studio ha valutato l’esito del trattamento medico o chirurgico delle lacerazioni uterine postpartum sospette o confermate nella cavalla. Si includevano cavalle che avevano partorito da non più di 7 giorni e affette da lacerazioni uterine confermate chirurgicamente oppure, se trattate con terapia medica, mediante palpazione o sospettate per la presenza di peritonite.

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DIFETTI CARDIACI CONGENITI NEI PULEDRI

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a letteratura riguardante i difetti cardiaci congeniti nei puledri è limitata a segnalazioni di casi individuali o di serie ristrette di casi. Uno studio ha descritto gli aspetti clinici, ecocardiografici e autoptici, oltre alla predisposizione di razza, dei difetti cardiaci congeniti nel puledro neonato. Si rivedevano le cartelle cliniche di 18 puledri di età inferire a 15 giorni affetti da una o più anomalie cardiache congenite. I puledri arabi rappresentavano il 39% dei casi ed erano significativamente più rappresentati, rispetto alla popolazione generale dell’ospedale universitario. Le patologie più frequenti erano i difetti del setto ventricolare (VSD) (14/18), la tetralogia di Fallot (5/18) e l’atresia della valvola tricuspide (4/18). I segni clinici più comuni erano soffi cardiaci di intensità 3/6 (14/14), accompagnati da tachicardia (14/17), tachipnea (17/17) e cianosi delle mucose (7/16). Era frequente la concomitanza di più difetti (9/18). Due puledri, entrambi affetti da VSD, sopravvivevano ≥ 8 anni dopo la diagnosi e uno diventava un soggetto da competizione di successo. I cavalli arabi, concludono gli autori, sembrano essere predisposti ai difetti cardiaci. La presenza di un soffio forte (≥ 3/6), membrane cianotiche e tachicardia o tachipnea in un puledro neonato suggeriscono la necessità di ulteriori valutazioni cardiache. Nei puledri con patologie cardiache congenite si dovrebbe valutare attentamente l’eventuale presenza di difetti congeniti concomitanti in altri organi. (M.G.M.) “Congenital cardiac defects in neonatal foals: 18 cases (1992-2007)” Hall TL, Magdesian KG, Kittleson MD. J Vet Intern Med. 2010 Jan-Feb; 24(1): 206-12.

Le cavalle che non sopravvivevano avevano una probabilità significativamente maggiore di presentare reflusso gastrico, aumento della frequenza cardiaca, gap anionico, CO(2) totale e conta leucocitaria minori, rispetto alle cavalle sopravvissute. Le lacerazioni erano significativamente più frequenti nel corno uterino destro rispetto a qualsiasi altra parte dell’utero.

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Le lacerazioni uterine, concludono gli autori, si verificano più comunemente nei corni uterini, soprattutto quello destro, e la sopravvivenza della cavalla nel postpartum è simile dopo trattamento medico e chirurgico. Il trattamento medico può costituire una ragionevole alternativa alla chirurgia per la riparazione delle lacerazioni uterine, benché non sia noto il grado di gravità della lacerazione risolvibile con la terapia medica e benché questa terapia possa essere costosa quanto quella chirurgica. (M.G.M.) *“Comparison of surgical and medical treatment of 49 postpartum mares with presumptive or confirmed uterine tears” avsicas Laura H; Giguère Steeve; Freeman David E; Rodgerson Dwayne H; Slovis Nathan M. Vet Surg. February 2010; 39(2): 254-60. ■


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Ablazione del condotto uditivo in un criceto con carcinoma squamoso auricolare Una neoplasia infrequente nella specie. Efficace il trattamento chirurgico n criceto siberiano (Phodopus sungorus) maschio di un anno veniva visitato per la presenza di infiammazione dell’orecchio destro da circa 7 giorni. Le uniche anomalie rilevate all’esame clinico erano limitate all’orecchio destro e a una massa anale. La cute dell’orecchio era tumefatta ed

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era presente una secrezione giallastra. Il padiglione auricolare presentava squame e ulcere probabilmente secondarie al grattamento. La citologia del secreto rivelava la presenza di batteri bastoncellari e neutrofili. La massa anale era un nodulo libero di 1 mm di diametro adeso alla cute anale. Il trattamento iniziale consisteva in una terapia antibiotica e antinfiammatoria. A causa della risposta incompleta al tratta-

mento, si proponeva la chirurgia. Si effettuava l’ablazione del padiglione auricolare e del condotto uditivo verticale di destra, oltre all’escissione della massa anale. L’animale si risvegliava senza complicazioni. Tutti i campioni venivano sottoposti a esame istopatologico. La diagnosi era di carcinoma squamocellulare (CSC) auricolare e papilloma anale. Benché siano state segnalate numerose forme

neoplastiche nei roditori da laboratorio, il CSC cutaneo è descritto raramente nei roditori d’affezione, soprattutto nel criceto. Il caso descritto riguarda un CSC auricolare che causava un’otite esterna insensibile alla terapia in un criceto siberiano. Il tumore veniva asportato con successo con completa risoluzione dell’otite. A conoscenza degli autori, si tratta della prima descrizione di risoluzione chirurgica di un CSC dell’orecchio in un criceto siberiano. (M.G.M.) *“Complete Ablation of Vertical Auditive Conduct and Ear Pinna in a Dwarf Hamster (Phodopus sungorus) with an Aural Spontaneous Squamous Cell Carcinoma” Jaime Martorell, Alex Martínez, , Sara Soto. Journal of Exotic Pet Medicine. Volume 19, Issue 1, January 2010, Pages 96-100. ■

DILATAZIONE-TORSIONE GASTRICA IN UNA CAVIA

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na cavia (Cavia porcellus) di 3 anni femmina intera veniva visitata per la presenza di anoressia e distensione addominale da circa 24 ore. L’esame radiografico rivelava una notevole dilatazione dello stomaco, suggestiva di grave dilatazione o dilatazione-torsione gastrica (GDV). Si consigliava la laparotomia esplorativa, ma il proprietario sceglieva l’eutanasia. All’esame necroscopico, si confermava la presenza di GDV. Non si riscontravano condizioni sottostanti che potevano aver predisposto questo soggetto allo sviluppo di GDV. (M.G.M.) *“Gastric Dilatation-Volvulus in a Guinea Pig (Cavia porcellus)” Elizabeth B. Mitchell, Michelle G. Hawkins, Patricia M. Gaffney, and Alexander G. MacLeod. J Am Anim Hosp Assoc 2010; 46 174-180. Altre letture: Acute gastric dilatation associated with gastric volvulus in the guinea pig.Lee KJ, Johnson WD, Lang CM. Lab Anim Sci. 1977 Oct; 27(5 Pt 1): 685-6.

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo

www.vetjournal.it/


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EFSA: misure combinate per tenere sotto controllo la febbre Q La vaccinazione è inefficace nel breve periodo. Non raccomandato l’uso di antibiotici seguito di un notevole aumento di casi umani di febbre Q nei Paesi Bassi, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha fornito un parere scientifico su questa malattia animale che può anche venire trasmessa agli esseri umani. Il parere analizza l'importanza della febbre Q negli animali e nell'uomo, i vari fattori di rischio coinvolti nella presenza e nella diffusione della malattia, e l'efficacia delle possibili misure di controllo a livello di Unione europea (UE). Il parere suggerisce che per controllare la febbre Q sia a lungo che breve termine si possono applicare misure combinate, tra le quali la più efficace a lungo termine sarebbe la preventiva vaccinazione degli animali. Le informazioni disponibili indicano anche che la febbre Q ha un impatto limitato sulla salute pubblica, benché possa essere di rilievo per alcuni gruppi a rischio. In genere nell’uomo l’infezione avviene per trasmissione aerea del batterio e non esistono prove che la malattia si possa contrarre consumando latte o carne contaminati. Il presidente del gruppo di esperti dell'EFSA sulla salute e il benessere degli animali, Philippe Vannier, ha affermato: “La cooperazione interdisciplinare tra esperti in salute animale e in salute pubblica è fondamentale per affrontare i rischi e le sfide poste dalla febbre Q. Per questa ragione l'EFSA ha collaborato strettamente con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, allo scopo di fornire alle istanze decisionali una consulenza integrata a livello europeo sulla febbre Q umana e animale, oltre che sulla trasmissione della malattia dagli animali all'uomo”. “Per individuare al meglio l'origine delle epi-

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demie nell'uomo e per mettere in atto, ove possibile, misure preventive, occorre un tempestivo scambio di informazioni tra veterinari e medici. Soprattutto, occorre che tutti si esprimano nella medesima lingua e registrino i dati nello stesso modo. L'armonizzazione della raccolta dei dati è essenziale per definire un quadro più preciso della situazione in Europa e per seguire la sua evoluzione nel tempo”. Il parere dell'EFSA afferma che l'infezione da Coxiella burnetii, il batterio che provoca la febbre Q, è diffusa tra i bovini, gli ovini e i caprini nell'Unione europea. L’infezione da Coxiella burnettii può essere presente in diversi sistemi di allevamento, tuttavia l'impatto complessivo sulla salute degli animali è limitato in quanto raramente gli animali sviluppano la malattia stessa. Quando ciò accade, in particolare tra ovini e caprini, può provocare patologie della sfera riproduttiva, ivi incluso l'aborto. Diversi fattori, compresa la vicinanza a pecore e capre (in particolare durante il parto) associata a clima secco e ventoso, possono influire sul rischio di infezione umana. Tuttavia l'importanza relativa di questi fattori di rischio è piuttosto dubbia, ed è probabile che spesso siano coinvolti più elementi. Non è stato dimostrato un chiaro nesso tra

la diffusione dell’infezione dagli allevamenti agli esseri umani da una parte e la dimensione degli allevamenti coinvolti o la virulenza dei diversi ceppi di infezione dall’altra. Il parere ha individuato una serie di misure atte a controllare l'infezione da Coxiella burnetii negli ovini e nei caprini, ma ha sottolineato che per affrontare le vie di trasmissione ambientale e in allevamento potrebbero essere necessarie misure combinate. La vaccinazione potrebbe essere un'opzione di controllo a lungo termine, in quanto potrebbe rivelarsi inefficace nel breve periodo. Alcune opzioni, tra cui l'eliminazione degli animali gravidi, non sono state ritenute idonee per il controllo nel lungo periodo, ma potrebbero risultare utili per affrontare un'epidemia. Non è stato raccomandato il trattamento antibiotico degli animali infetti. Il parere dell'EFSA comprende una serie di raccomandazioni, tra cui l'armonizzazione della raccolta dei dati sulla febbre Q negli animali, in modo da permettere un confronto nel tempo e tra i vari Paesi. Inoltre ha evidenziato l'importanza di una rapida identificazione e segnalazione dei casi di febbre Q negli animali, oltre che di un rapido scambio di informazioni tra veterinari e operatori di pubblica sanità. L'EFSA ha anche pubblicato una relazione a parte che include proposte per lo sviluppo di uno schema armonizzato di monitoraggio e segnalazione dei casi di febbre Q tra gli animali degli Stati membri dell'Unione europea. La relazione è stata finanziata dall'EFSA in linea con l'articolo 36 del suo regolamento istitutivo, ed è stata redatta da un consorzio di istituti scientifici di diversi Stati membri, capeggiati dalla Agence Française de Sécurité Sanitaire des Aliments (AFSSA). ■

INCOGNITE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE DOPO LA NUBE ISLANDESE

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ando seguito a una richiesta della Commissione europea, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha emanato un parere scientifico sugli eventuali rischi a breve termine dovuti alla presenza di fluoruro nella cenere per quanto concerne la sicurezza di alimenti e mangimi nonché per l’acqua potabile, in conseguenza dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull in Islanda del 14 aprile 2010. È possibile che nel corso delle prossime settimane l’EFSA emani pareri circa i rischi indiretti e a lungo termine, non appena saranno disponibili ulteriori dati sul livello e la composizione di eventuali depositi di cenere nell’UE. In base alle informazioni attualmente disponibili, l’EFSA conclude che il rischio potenziale costituito dal fluoruro contenuto nella cenere vulcanica che arrivi a contaminare l’acqua potabile, la frutta, gli ortaggi, i pesci, il latte, la carne e i mangimi nell’Unione europea è trascurabile. Pertanto il rischio per la salute umana e animale derivante da alimenti e mangimi al momento non è ritenuto preoccupante nell’UE. Data la carenza di dati nell’UE in merito alla composizione delle ceneri vulcaniche, l’EFSA sta concentrando la propria attenzione sul fluoruro, che è stato individuato nella maggior parte delle pubblicazioni scientifiche relative a eruzioni vulcaniche avvenute nel mondo in passato come il principale componente che potrebbe comportare rischi a breve termine per la sicurezza di alimenti e mangimi. Per gli esseri umani e per i pesci l’esposizione alimentare al fluoruro contenuto nella cenere vulcanica avviene solitamente attraverso l’acqua potabile contaminata e per animali come i bovini e gli ovini attraverso l’ingestione di cenere depositatasi sull’erba e sul suolo. Nella sua valutazione l’EFSA ammette un certo numero di incertezze riferite alla dispersione della cenere nell’aria, al quantitativo di cenere caduta nell’UE, alla mancanza di dati circa la composizione delle ceneri vulcaniche cadute nell’UE e alle aree geografiche potenzialmente interessate


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30 Europa Piano 2011-2015

Animal Welfare: più controlli e più sanzioni Il Parlamento Europeo chiede anche una definizione condivisa di “benessere animale”

econdo il Parlamento europeo, il piano d'azione 20062010 dell'Ue per il benessere degli animali è stato attuato in maniera soddisfacente. Tuttavia, sono necessari maggiori controlli e sanzioni più efficaci per assicurare il pieno rispetto delle norme esistenti. Queste alcune delle conclusioni di una risoluzione sul piano d'azione sul benessere degli animali approvata dai deputati europei convinti che un elevato grado di benessere degli animali, garantito dall'allevamento fino alla macellazione, migliorerà la sicurezza e la qualità dei prodotti, a beneficio dei consumatori europei. Il testo valuta il piano d'azione della Commissione per il periodo 2006-2010, suggerisce miglioramenti e invita l'Esecutivo a presentare una proposta legislativa sul benessere degli animali allo scopo di stabilire una nozione condivisa del concetto stesso di benessere animale, e di stabilire i costi associati e i principi fondamentali da applicare. I deputati sottolineano che questo obiettivo si dovrà realizzare solo dopo che le norme esistenti saranno state correttamente applicate. Mentre l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona stabilisce che i requisiti di benessere animale devono essere introdotti in tutte le politiche comunitarie rilevanti, il Parlamento propone di istituire un livello base comune di benessere degli animali che coinvolga tutta l'Unione, al fine di garantire un'equa concorrenza all'interno del mercato unico. I deputati sostengono anche che il bilancio del-

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l'Ue dovrebbe fornire risorse sufficienti per consentire alla Commissione di monitorare e sorvegliare i progressi realizzati nell'attuazione della normativa. In particolare, pensano alle norme sul divieto delle batterie di gabbie per le galline, le regole sui suini e quelle riguardanti il trasporto di oche e anatre. Le nuove regole dovranno si' essere applicate all'interno dell'Ue, ma devono valere anche per i prodotti importati dall'esterno, che dovranno essere conformi, secondo i deputati, ai requisiti sul benessere degli animali.

PROGRAMMA D'AZIONE 2011-2015 Nella sua risoluzione del 2006, il Parlamento europeo aveva già chiesto che l'attuale programma d'azione fosse seguito da uno nuovo. Occorre rinnovare tale richiesta, in particolare alla luce dell'articolo 13 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, modificato dal trattato di Lisbona, che ha comportato una nuova situazione giuridica. Il nuovo programma d'azione dovrebbe essere incentrato sui seguenti punti:1. una normativa europea comune in materia di benessere degli animali, 2. un centro europeo per la salute e il benessere degli animali; 3 una migliore applicazione della legislazione in vigore; 4. un nesso tra salute animale e salute umana; 5. indicatori e nuove tecniche.

UNA NORMATIVA RIGOROSA Attualmente, i livelli di benessere degli animali variano notevolmente a seconda dei paesi, il che comporta, da un lato, notevoli divergenze nelle condizioni di vita degli animali, e, dall'altro, un ostacolo alla libera e leale concorrenza tra produttori. Il mercato interno è in assoluto il più importante elemento di coesione in Europa e il principale strumento di pace e libertà per tutti. Occorre preservare la libertà e l'equità in tutti i settori di tale mercato. Per tale motivo, l'UE dovrebbe quanto prima adottare una rigorosa normativa generale comune in materia di benessere degli animali che riconosca loro il diritto ad una vita degna e vieti

ai produttori di immettere sul mercato interno prodotti di origine animale che non rispettino le condizioni stabilite dalla normativa generale. Tale normativa dovrebbe contemplare sia i requisiti per una vita degna, in base alla natura di ciascuna specie animale, sia stabilire le stesse regole basilari di mercato per tutti gli allevatori. Allo stesso tempo ciascun produttore, organismo cooperativo o regione dovrebbe essere assolutamente libero di adottare norme ed etichette volontarie con requisiti più rigorosi di quelli previsti dalla normativa generale. Tale normativa generale deve altresì prevedere l'obbligo di tutti i proprietari di assumersi la piena responsabilità dei loro animali. Il suddetto quadro normativo generale non rappresenterebbe una direttiva minima, bensì una rigorosa normativa comune per tutta la legislazione derivata in materia, come ad esempio le norme sul trasporto degli animali, analogamente a quanto avviene con l'applicazione della normativa generale dell'UE sui prodotti alimentari, il regolamento (CE) n. 178 / 2002, nel campo della sicurezza alimentare.

FINANZIAMENTI E COORDINAMENTO Naturalmente, l'attuazione di una normativa quadro più severa in materia di benessere degli animali costerà ai produttori più tempo e denaro e maggiori sforzi per acquisire le competenze necessarie. Queste ultime possono essere messe a disposizione mediante il ricorso alle pertinenti banche di dati degli Stati membri, attraverso le organizzazioni dei produttori e grazie ad un nuovo centro in seno all'UE. Sia come cittadini che come consumatori dovremmo essere disposti a contribuire a finanziare un miglioramento sensibile del benessere degli animali. Esistono già risorse a titolo dei fondi europei per lo sviluppo rurale, che non possono tuttavia essere considerate sufficienti. È necessario istituire un organismo di coordinamento per il benessere degli animali e la sa-

51° corso di base di ecografia addominale ed ecocardiografia nel cane 25-26 Giugno 2010 Facoltà di Medicina Veterinaria - Perugia Coordinatore scientifico del corso: Prof. Francesco Porciello Relatori: Prof. Francesco Porciello, Professore Ordinario Settore Vet08 Prof.ssa Angela Polisca, Professore Associato Settore Vet10 Dott. Francesco Birettoni, Ricercatore Universitario Settore Vet08

12.15 13.30 14.30

Istruttori: Angela Polisca, Francesco Porciello, Francesco Birettoni, Domenico Caivano, Maria Elena Giorgi, Riccardo Orlandi e Lorenzo Scotti.

PORCIELLO CAIVANO 14.30 – 15.25 15.25 – 16.20

Dipartimento di Patologia Diagnostica e Clinica Veterinaria Università degli Studi di Perugia

Programma Venerdì 25 Giugno 2010 08.30 08.45 09.00

09.30 09.45

10.15 10.30 10.45

11.30

Registrazione dei partecipanti Presentazione del corso da parte del Prof. Franco Moriconi, Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia. Dott. Francesco Birettoni: Concetti generali di ecografia Monodimensionale e Bidimensionale: - formazione delle immagini; - tipi di echi; - tipi di sonde; Dott. Francesco Birettoni: Artefatti acustici. Prof. Francesco Porciello: Utilizzo dell’apparecchiatura ecografica: - ottimizzazione dell’immagine; - rilevazioni e programmi di misura; - scelta ed utilizzo delle sonde. Dott. Francesco Birettoni Settaggio dell’apparecchio ecografico. Pausa caffé Dott. Francesco Birettoni: Preparazione del paziente e finestre acustiche Ecografia addominale: - fegato e vie biliari Prof. Francesco Porciello: Ecocardiografia:

- finestre acustiche; - visualizzazione delle camere cardiache, delle strutture muscolari e degli apparati valvolari sia in M-mode che in B-mode. Prof.ssa Angela Polisca Apparato genitale femminile Colazione di lavoro Divisione dei partecipanti in 4 gruppi (A, B,C e D) ed inizio esercitazioni pratiche. (Francesco Porciello, Francesco Birettoni, Domenico Caivano e Maria Elena Giorgi)

16.20 16.40

BIRETTONI GIORGI Gruppi C e D Gruppi A e B

11.45 12.45 13.00 14.00

Prof. Francesco Porciello: Ecocardiografia: - misurazione lineari e studio del movimento delle valvole in M-mode; - studio della funzionalità ventricolare sinistra; - uso combinato con l’elettrocardiogramma. Prof. Angela Polisca Apparato genitale maschile Questionario ECM Colazione di lavoro Divisione dei partecipanti in 4 gruppi (A, B, C e D) ed inizio esercitazioni pratiche. (Francesco PorcIello, Francesco Birettoni, Domenico Caivano e Maria elena Giorgi)

Gruppi C e D Gruppi A e B

Pausa caffé Prosecuzione esercitazioni pratiche. (Francesco Birettoni, Maria Elena Giorgi, Angela Polisca, Lorenzo Scotti)

16.40 - 17.35 17.35 - 18.30 18.30

BIRETTONI GIORGI Gruppi A e B Gruppi C e D

10.15

POLISCA SCOTTI Gruppi A e B Gruppi C e D

14.00 - 14.55 14.55 - 15.50 14.00 - 14.55 14.55 - 15.50 15.50 16.10

Pausa caffé Prosecuzione esercitazioni pratiche. (Angela Polisca, Lorenzo Scotti, Francesco Porciello, Domenico Caivano)

Termine lavori

Sabato 26 Giugno 2010

10.00

Dott. Francesco Birettoni: Ecografia addominale: - milza; - reni e vescica; - altre strutture. Ecografia addominale: schema di esecuzione Pausa caffé

16.10 - 17.05 17.05 - 18.00 18.00

BIRETTONI GIORGI Gruppo C e D Gruppo A e B

Gruppi A e B Gruppo C e D Gruppi C e D Gruppo A e B

16.10 - 17.05 17.05 - 18.00

08.30

PORCIELLO CAIVANO Gruppi A e B Gruppi C e D

PORCIELLO CAIVANO Gruppi C e D Gruppi A e B

Gruppi C e D Gruppo A e B Gruppi A e B Gruppo C eD

Termine dei lavori

POLISCA SCOTTI Gruppo A e B Gruppo C e D

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lute animale in seno all'UE. Il fatto che il suo funzionamento sia affidato a un servizio interno della Commissione o che uno degli attuali centri nazionali per il benessere degli animali sia incaricato del coordinamento è di importanza relativa. Tale centro dovrebbe basarsi sulla "normativa generale in materia di benessere degli animali" e raccogliere tutte le conoscenze disponibili; esso dovrebbe poter avviare nuove attività di ricerca qualora fossero rilevate lacune, come ad esempio avviene nel caso del promettente Animal Welfare Quality Project, cui mancano le conoscenze sull'applicazione pratica dei nuovi indicatori. Il centro dovrebbe inoltre mettere a disposizione un quadro completo delle conoscenze in un dato momento e fornire consulenza in merito all'introduzione di nuove tecnologie.

MONITORAGGIO E SANZIONI Condizione indispensabile ai fini dell'efficacia di qualunque legge, in qualsiasi settore, è che vi siano monitoraggio, supervisione e (purtroppo) anche sanzioni. A tale riguardo, la Commissione dovrebbe disporre delle competenze e delle risorse necessarie per creare un sistema di monitoraggio mirato e basato sull'analisi dei rischi. Gli Stati membri devono inoltre garantire che le loro autorità di vigilanza mantengano norme rigorose ed equivalenti, e istituire sistemi di sanzioni per i proprietari di animali che non rispettano i requisiti di legge. Vi sono validi motivi etici per mantenere il benessere degli animali ad un livello elevato - il che, di per sé, dovrebbe essere un motivo sufficiente per introdurre una legislazione più rigorosa e farla rispettare. Ciononostante, gli aspetti del benessere animale connessi alla salute pubblica sono altrettanto importanti.

LE ZOONOSI Le zoonosi ci riguardano non solo per via del nesso tra animali da produzione alimentare e salute umana, ma anche per via delle malattie che colpiscono gli animali selvatici e i nostri animali domestici, ad esempio la rabbia, che si può prendere dagli animali selvatici, e la toxoplasmosi, che il più delle volte ci può essere trasmessa dai nostri gatti. Vi sono quindi molti validi motivi per interpretare il nuovo articolo 13 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, quale modificato dal trattato di Lisbona, come un allargamento delle competenze dell'UE affinché comprendano tutti gli animali. Come avviene per tutti gli altri settori della società, le nostre conoscenze sugli animali, e in particolare le zoonosi che li colpiscono e la loro influenza sulla nostra salute, sono in costante aumentano. Dobbiamo far uso di queste conoscenze in modo da migliorare continuamente sia la vita degli animali che la nostra salute pubblica.

UNA BANCA DATI SUGLI ANTIBIOTICI Sarebbe nostro comune interesse creare una banca dati europea sull'utilizzo degli antibiotici onde determinare in che quantità vengono utilizzati, quali antibiotici vengono prescritti, in quali regioni geografiche, in quali settori di produzione, quali quantitativi di antibiotici vengono utilizzati sugli animali domestici. Vi sono molte questioni fondamentali, dal momento che la resistenza agli antibiotici - che si presenta attualmente sia come multiresistenza sia come panresistenza - rappresenta soprattutto una minaccia molto grave per la salute dei bambini e dei giovani. In termini assoluti, le malattie più gravi e quelle che rappresentano una minaccia diretta per la vita, come la tubercolosi, sono appunto zoonosi, che possono causare problemi inauditi. Anche in questo caso, un nuovo centro dell'UE per il benessere e la salute degli animali potrebbe svolgere un'importante funzione trainante e contribuire alla divulgazione delle conoscenze. ■


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Animali e Ambiente Europa

Valutare i rischi sui nanofood e bandire i cibi da cloni Giro di vite sui “nuovi alimenti” e un regolamento separato per la clonazione che una decisione sugli animali clonati e la loro prole, ma i deputati hanno chiesto di presentare una proposta separata, che miri al bando dalle tavole europee degli alimenti derivati da clonazione."Per quanto ne sappiamo, al momento non c'è nessun alimento che provenga da un animale clonato o dalla

li alimenti prodotti con processi nanotecnologici dovranno essere sottoposti a un'attenta valutazione dei rischi prima di essere approvati, etichettati e immessi nel mercato europeo. Fino a quel momento, non dovranno essere inclusi nella lista comunitaria dei nuovi alimenti: questa la posizione della commissione dell'Ambiente e la tutela del consumatore del Parlamento Europeo. I deputati europei vogliono poi affrontare il tema degli alimenti provenienti da animali clonati in una proposta nuova e separata. I 'nuovi alimenti' sono definiti come quei cibi che non erano presenti sul mercato europeo fino al 15 maggio 1997, quando è stata introdotta la nuova legislazione sugli alimenti. La proposta di aggiornare il regolamento è un modo per semplificare e centralizzare la procedura di autorizzazione. Il regolamento è una misura di tutela per la sicurezza degli alimenti e dei cittadini europei: solo i cibi presenti nella lista comunitaria possono essere introdotti nel mercato UE. Il voto sul rapporto è previsto per la plenaria di luglio.

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LA NANOTECNOLOGIA Il rapporto approvato a stragrande maggioranza dalla commissione Ambiente e tutela dei consumatori martedì 4 maggio mira a escludere gli alimenti prodotti con le nanotecnologie dalla lista, almeno fino a quando non saranno stati compresi i possibili effetti di questi 'nanoalimenti' sulla salute dell'uomo. Alcuni esempi di nanotecnologia alimentare includono, per esempio, un micro rivestimento commestibile su frutta e verdura per allungarne la vita sugli scaffali e una formula che permette di versare le salse più facilmente, per poter finalmente tirar fuori quel poco che rimane sempre attaccato alla bottiglia. Alcune delle più grandi industrie alimentari del mondo, comprese quelle europee, sono impegnate nella ricerca sulle nanotecnologie, ma secondo la Commissione europea non ci sono attualmente nanoalimenti presenti sul mercato UE. "Abbiamo insistito perché nessun prodotto alimentare realizzato tramite nanotecnologie o contenente nanoparticelle venisse immesso sul mercato senza un'attenta e dettagliata valutazione dei rischi" dichiara la relatrice olandese dei Verdi nordici (gruppo GUE/NGL), Kartika Liotard.

CLONAZIONE ANIMALE Il Consiglio e la Commissione europea volevano includere nel regolamento in esame an-

sua discendenza sul mercato UE, e il Parlamento non vuole che le cose cambino in futuro - ci spiega la Liotard - La Commissione sta provando a spingere una legislazione su questo tema controverso senza nemmeno un dibattito pubblico. Noi vogliamo che la questione venga affrontata in un regolamen-

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to separato". Per via del costo e della rarità, gli animali clonati - da non confondere con quelli geneticamente modificati, il cui DNA viene manipolato - non vengono destinati al macello: sono copie perfette degli esemplari migliori, utilizzate per introdurre nella popolazione alcuni tratti genetici superiori alla norma più velocemente. Quindi, solo la loro discendenza verrebbe destinata alla produzione alimentare. Kartika Liotard: "Vogliamo escludere i cibi provenienti dalla progenie degli animali clonati perché sono il risultato di questa procedura controversa. Vogliamo prevenire ogni male non necessario, e se non vogliamo animali clonati per alimenti dobbiamo escludere anche i loro discendenti dal mercato". ■


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Pododermiti e malattie ungueali del cane e del gatto Scelte terapeutiche e protocolli diagnostici al primo incontro SIDEV

Nella foto, da sinistra: Fabia Scarampella, Silvia Colombo, Federico Leone, Francesco Albanese e Luisa Cornegliani.

di FEDERICO LEONE Consiglio Direttivo SIDEV i è tenuto a Cremona domenica 11 aprile il primo incontro SIDEV del 2010 dal titolo “Protocolli diagnostici e scelte terapeutiche nelle pododermatiti e nelle malattie ungueali del cane e del gatto”. Relatori della giornata sono stati la Dott.ssa Antonella Vercelli, libero professionista di Torino, e il Dott. Francesco Albanese, libero professionista di Napoli. La Dott.ssa Vercelli ha sottolineato come le pododermatiti del cane, di frequente osservazione clinica, possano essere spesso associate a dermatosi che coinvolgono altre regioni corporee, mentre solo raramente si presentano ad esclusiva localizzazione podale. Nel cane le cause sono numerose (infettive, allergiche, autoimmuni, neoplastiche ecc.) e l'iter diagnostico è estremamente complesso. L'approccio orientato al problema (POA) applicato alle pododermatiti, aiuta il clinico a meglio formulare le diagnosi differenziali nel corso della visita clinica, ricordando però che le lesioni primarie in questo distretto cutaneo sono fugaci e spesso complicate da alopecia, iperpigmentazione, tragitti fistolosi siero ematici o sieropurulenti o lesioni cicatriziali. È possibile, nonostante un rigoroso iter diagnostico, che la causa scatenante non sia identificata e che la podermatite sia inquadrata come idiopatica, intendendo con questo termine non un'entità distinta, ma una manifestazione clinica simile in popolazioni eterogenee di cani con possibile variazione della patogenesi da caso a caso. Anche nel gatto le pododermatiti insorgono raramente come lesioni dermatologiche primarie ma sono spesso associate ad alti segni clinici sia cutanei che sistemici, con alcune eccezioni, rappresentate dalla pododermatite plasmacellulare, dalle metastasi digitali di neoplasie polmonari e dal granuloma eosinofilico. La Dott.ssa Vercelli si è soffermata in particolare sulla pododermatite plasmacellulare felina, entità clinica caratterizzata da gonfiore del cuscinetto maggiore (palmare o plantare) che può coinvolgere uno o più arti e associata a dolore. Le lesioni di vecchia data possono presentare ulcerazioni, essudazione e presenza di tessuto di granulazione esuberante. Nella seconda relazione della mattinata il Dott. Albanese ha sottolineato che gli studi sulle malattie ungueali del cane e del gatto, a differenza di quanto si verifica nell'uomo in cui rivestono un vasto ed importante capitolo della dermatologia, sono scarsi e limitati a poche segnalazioni su articoli ed a presentazioni in congressi di dermatologia veterinaria. Nei cani e nei gatti le lesioni localizzate alle

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sole unghie sono molto rare e si osservano solitamente in corso di malattie dermatologiche che interessano contemporaneamente anche altri distretti cutanei e, solo raramente, in seguito a malattie sistemiche. Il Dott. Albanese ha sottolinato che per malattia unguale si intende sia una malattia esclusivamente localizzata alle unghie sia quella che interessa la piega ungueale (paronichia o perionissi) e che, in molti casi le due strutture sono interessate contemporaneamente in quanto l'una conseguenza dell'altra, mentre in altri possono essere interessate singolarmente. L'approccio diagnostico alle malattie ungueali segue lo stesso iter delle malattie der-

matologiche ma l'esame clinico riveste un'importanza primaria. Le malattie dell'unghia possono infatti interessare un solo dito o più dita contemporaneamente: nel primo caso, più comunemente, sono dovute a traumi, infezioni o neoplasie, nel secondo caso a malattie autoimmuni, leishmanisosi o a onichite idiopatica. Nel gatto le lesioni unguali localizzate alla sola unghia sono molto più rare che nel cane e più spesso si osserva paronichia che interessa più dita di più zampe. Di particolare interesse è il riscontro di tumefazione su più estremità digitali seguite da onicomadesi in gatti anziani che suggerisce la possibilità di una metastasi digitale di un car-

cinoma bronchiale (digit-lung syndrome). È stata, infine, introdotta in questa giornata una nuova sessione di casi clinici interattivi battezzata “Qual è la vostra diagnosi” alla quale hanno contribuito la Dott.ssa Fabia Scarampella, la Dott.ssa Paola Persico, la Dott.ssa Michela De Lucia e la Dott.ssa Chiara Caporali. L'incontro si è concluso con la prentazione dei casi clinici da parte dei soci SIDEV. Nel corso della giornata, che ha visto la presenza in sala di circa 160 partecipanti, si è tenuta l'assemblea annuale dei soci SIDEV e l'elezione del nuovo Consiglio Direttivo della SIDEV che entrerà in carica nel prossimo autunno. Sono risultati eletti il Dott. Federico Leone, il Dott. Francesco Albanese la Dott.ssa Luisa Cornegliani e la Dott.ssa Silvia Colombo che comporranno il prossimo Consiglio Direttivo, presieduto dal nuovo presidente, che sarà la Prof.ssa Francesca Abramo. La SIDEV ringrazia la Merial, l'Innovet e l'ICF che hanno sponsorizzato la giornata. ■

All’Unire serve un Ufficio Veterinario L’Associazione Nazionale Veterinari Unire ha scritto al Ministro Galan di PAOLO STRAPPO Presidente ANVU e scommesse sui cavalli continuano da molti mesi il loro inesorabile calo (50% circa rispetto al 1996) e con esse la quota a disposizione dell'UNIRE per il sostentamento dell'intero settore, fino ad arrivare ad una situazione di passività così grave che è notizia di questi giorni che il bilancio provvisiorio del 2010 non è stato firmato dagli organi competenti. Tutti i veterinari che si occupano di ippica a qualsiasi livello, come le altre categorie legate al settore, si trovano ora di fronte ad una riduzione di lavoro consistente e ad un futuro incerto; lacrime e sangue aveva promesso l'ex ministro Zaia riferendosi al piano di rilancio nazionale dell'ippica presentato il 29 luglio dello scorso anno a Roma, grandi sacrifici come unico mezzo per riportare l'azienda ippica in condizioni di mantenersi e di produrre profitto per sé e per il suo indotto. Tuttavia, nelle stesse linee di indirizzo strategico per il rilancio dell'ippica italiana, oltre a stigmatizzare la necessità di contrarre i costi, si parla anche di legalità, qualità e investimenti, indicando in modo molto chiaro che la linea da seguire dovrà essere caratterizzata sia dal risparmio sia da una riorganizzazione aziendale che porti ad avere un “prodotto corsa” migliore che vada a recuperare le quote di mercato perduto. È quindi fondamentale distinguere con cura tra una spesa sacrificabile per la riduzione dei costi ed un investimento da programmare con attenzione per il rilancio del settore. Gli investimenti per il settore veterinario dovrebbero essere considerati di pari passo con quelli programmati per altri settori come la comunicazione e la promozione in quanto i medici veterinari costituiscono il cardine attorno a cui deve fare perno il miglioramento della qualità e della tutela della legalità di quello che è indiscutibilmente il principale attore dello spettacolo ippico: il cavallo. Non sono forse veterinari coloro che con il loro

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Giancarlo Galan

Paolo Strappo

impegno professionale contribuiscono a portare in pista il meglio della produzione atletica equina? Non sono forse veterinari coloro che quotidianamente garantiscono l'identità dei partenti, vigilano sul loro benessere e attuano tutte le procedure atte a combattere la piaga del doping? Non dovrebbe essere tra gli obiettivi primari quello di migliorare e potenziare la loro attività? In questa ottica di rilancio e miglioramento, per quanto riguarda i controlli in ippodromo ritengo importante proporre due passi fondamentali. Uno strutturale e organizzativo costituendo presso l'UNIRE un Ufficio Veterinario che possa programmare e pianificare tutte le attività svolte e che sia in grado di assistere i colleghi impegnati sul campo 7 giorni su 7 durante tutte le ore in cui si svolgono le corse. Si tratterebbe di un investimento prezioso per l'Ente perché andrebbe a rendere molto più efficiente l'intero comparto valorizzando la spesa che già oggi viene effettuata per queste mansioni. Trovo difficoltoso pensare ad un’azienda che per produrre reddito utilizza ogni anno circa 150.000 cavalli per 18.000 eventi distribuiti in 2.400 giornate di corse e … non ha un ufficio veterinario al proprio interno. L'altro di dimensione più pratica, costituendo presso gli ippodromi un'area esclusivamente adibita alla scuderizzazione di tutti i cavalli partenti nella giornata in modo che i controlli da svolgere (identità, benessere animale e antidoping) siano concentrati in una zona circoscritta ottimizzando il lavoro che il personale impiega-

to è oggi chiamato a svolgere in un ambito eterogeneo a volte disposto su un territorio vasto e variamente organizzato proprio di ogni singola piazza di corse. Inoltre, ogni aspetto in cui i medici veterinari sono coinvolti potrebbe essere adeguatamente trasformato in’un occasione di ritorno positivo di immagine per tutto il sistema; penso al miglioramento dei controlli sui cavalli che andrebbero a favore delle aspettative degli scommettitori, penso al miglioramento delle condizioni di benessere per i cavalli che andrebbero ad incontrare i favori del grande pubblico, e potrei dilungarmi oltre. Per l'ippica investire nella veterinaria è chiaramente una grande occasione di rilancio... siamo sicuri che i politici ne siano informati? Abbiamo girato l’interrogativo al neo Ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan che, presentando le linee programmatiche del suo Dicastero al Parlamento, ha messo l’UNIRE fra le emergenze da affrontare. Nell’incontro, che ci auguriamo voglia concederci in tempi brevi, porteremo le nostre idee e cercheremo di far comprendere che l’ippica esiste se esiste un patrimonio equino. Se si fermano gli ippodromi non si fermano solo le scommesse, si fermano soprattutto i cavalli con conseguenze negative sulla consistenza e sulla qualità di questo patrimonio. È invece fondamentale tutelarne le linee genetiche, perché una volta compromesse ci vuole molto tempo per tornare ai livelli che il settore richiede e che i medici veterinari si adoperano per salvaguardare. ■


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organizzato da

Soc. Cons. a r.l.

Azienda con sistema qualità certificato ISO 9001:2008 Richiesto accreditamento

La SCIVAC ringrazia, tutti i congressisti, i relatori, i collaboratori, gli sponsor e le aziende espositrici per il buon esito del 65° Congresso Internazionale Multisala.

RIMINI, 28-30 MAGGIO 2010 PALACONGRESSI DELLA RIVIERA DI RIMINI LABORATORIO PER MEDICI VETERINARI


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ANVU Dalle Associazioni

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Il benessere del cavallo atleta in ippodromo di RODOLFO RAZZA Medico Veterinario Specialista in Patologia Equina, Veterinario Responsabile Unire ’Unire (Unione Nazionale Incremento Razze Equine), si avvale di un gruppo di Veterinari incaricati a svolgere presso gli ippodromi italiani le attività stabilite dal Regolamento per il controllo delle sostanze proibite approvato con D.M. n° 797 del 16/10/2002 con Delibera Commissariale n° 332 del 06/08/2002. Sono stati selezionati dall’Ente 20 Veterinari Responsabili e 38 Veterinari Coadiutori. L’Articolo 3 del regolamento per il controllo delle sostanze proibite recita che “Il Veterinario Responsabile è il Veterinario Incaricato dall’Ente a sovrintendere alle attività necessarie all’identificazione dei cavalli, al controllo delle sostanze proibite e alla tutela del Benessere Animale in occasione delle corse e manifestazioni autorizzate e, negli altri luoghi e occasioni determinate dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente.” Il Veterinario Responsabile (V.R.) per assolvere ai compiti assegnati si avvale della collaborazione dei Veterinari Coadiutori (V.C.) In relazione a quanto sopra descritto ne consegue che le responsabilità relative alla qualità della vita del cavallo all’interno dell’ippodromo e durante tutte le manifestazioni organizzate dall’UNIRE (Aste pubbliche, Rassegne Area Sella, ecc.) sono a carico di questo gruppo di professionisti (V.R. e V.C.) L’’esperienza che questo gruppo di Colleghi ha maturato nel tempo ci consente di fare alcune considerazioni e approfondimenti in merito al “Benessere Animale del cavallo atleta in Ippodromo”

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TRASPORTO Partiamo dalla considerazione che ogni volta che è in programma una giornata di corse, afferiscono presso gli Ippodromi un notevole numero di cavalli provenienti da centri di allenamento, altri ippodromi, scuderie private e solo una minima parte di equidi risiede presso l’ippodromo organizzatore della manifestazione sportiva. Quindi ne consegue che l’aspetto del Trasporto dei cavalli e le caratteristiche di questo rivestono un primo importante aspetto del Benessere Animale. Il Trasporto và effettuato con mezzi adeguati, accoglienti, stabili, ben aerati, di altezza adeguata privi di vibrazioni eccessive, poco rumorosi, di capienza adeguata, con pianali di carico/scarico non eccessivamente ripidi, ben protetti lateralmente per agevolare la salita e la discesa dei cavalli. Il fattore Tempo è una delle variabili più importanti durante il trasporto di un cavallo.

STRUTTURE D’ACCOGLIENZA Una volta arrivati in Ippodromo i cavalli vanno ricoverati in strutture accoglienti. I box devono avere dei requisiti minimi : GRANDEZZA: un box grande almeno 4X4 permette ai cavalli di muoversi agevolmente, potersi coricare e rialzare senza il rischio di prodursi delle lesioni. AERAZIONE: i ricoveri devono essere dotati di buon sistema di areazione per evitare il ristagno di poveri e pollini a cui i cavalli sono molto sensibili (bronchiti acute subacute croniche)

PULIZIA: la pulizia e l’igiene dei box sono un requisito indispensabile, è accertato che soggetti stressati in seguito a lunghi viaggi, debilitati dalla prestazione sportiva sono più recettivi alle malattie. QUALITÀ DEI MATERIALI COIBENTAZIONE: freschi d’estate e caldi d’inverno ACCESSORI: docce con acqua calda LETTIERE: la lettiera deve essere pulita, di quantità sufficiente per permettere al cavallo, qualora lo desideri, di potersi sdraiare. (truciolo, paglia, ecc.).

incidono notevolmente nel favorire incidenti in pista. 2) Creazione di vie di fuga: Le piste devono essere dotate di ampi spazi attorno alla pista, che permettano, in caso di necessità, di gestire in sicurezza i cavalli sfuggiti al controllo del guidatore o del fantino. 3) Manifattura degli Steccati e Ostacoli: I materiali usati devono avere caratteristiche di elasticità, leggerezza, deformabilità. Il cavallo che venga ad impattare contro queste strutture non deve subire lesioni.

PISTE DA CORSA

L’American Association of Equine Practioners suggerisce il seguente protocollo di visita pre corsa: a) Identificazione certa del cavallo b) Osservazione in movimento dei singoli cavalli c) Approfondimenti della visita dove ritenuto opportuno d) Controllo dei cavalli partecipanti alla corsa prima/durante /dopo l’evento sportivo.

COMPITI DEL VETERINARIO PISTE PER LE CORSE AL TROTTO: sono solitamente di sabbia e possono essere più o meno dure e scorrevoli a seconda della miscela di sabbie impiegate. PISTE PER LE CORSE IN PIANO: possono essere in erba, in sabbia o in materiali sintetici per permettere di correre tutto l’anno (all weather) PISTE DI GALOPPO OSTACOLI: sono in erba; in questa disciplina avvengono il maggior numero di incidenti. Requisiti Minimi delle Piste da Corsa: 1) Manutenzione del fondo delle Piste: il fondo della pista deve essere il più omogeneo possibile, senza avvallamenti né buche (materiali, manifatture, drenaggio). Questi fattori

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sta notevole importanza la visita pre corsa. Il Veterinario preposto dopo aver verificato l’identità dell’equide attraverso la verifica della corrispondenza dei dati segnaletici (sesso, mantello, età, microchip, eventuale presenza di stelle, remolini, balzane ecc.) compie una valutazione del suo stato di salute attraverso un esame Obiettivo Generale che deve essere approfondito qualora emergano particolari criticità che ne compromettano la partecipazione alla corsa. La valutazione dei parametri di polso, respiro, stato delle mucose, e la valutazione dell’Apparato Muscolo-Scheletrico attraverso la consuetudine di far trottare il cavallo sono solitamente elementi sufficienti ad una corretta valutazione dello stato di salute del cavallo. L’eventuale parere negativo su di un cavallo va tempestivamente notificato per via scritta al Presidente di Giuria (area Trotto) o alla Terna Commissariale (area Galoppo e salto Ostacoli) che ne disporranno l’esclusione dalla corsa. Una volta ritirato per motivi sanitari, il cavallo dovrebbe essere inserito in una lista di animali non idonei alla corsa e, prima di essere riammesso alle competizioni dovrebbe essere nuovamente sottoposto ad una visita veterinaria; in relazione al tipo di problema riscontrato potrà essere necessaria una semplice visita oppure un’indagine più approfondita e documentata. L’Istituzione di un Ufficio Veterinario Centralizzato permetterebbe la corretta gestione di questo elenco di animali.

VISITE D’IDONEITÀ PRE CORSA I cavalli che non sono in buone condizioni fisiche sono da considerarsi più a rischio di incidenti in corsa. Per questo motivo si ritiene rive-

CONTROLLO DURANTE LA CORSA Una volta terminate le visite pre-corsa il Veterinario deve seguire i cavalli in pista per assi-


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38 Dalle Associazioni ANVU zione con ANMVI. Come già detto prima, la presenza di personale specializzato che assista in questa pratica il Veterinario è cosa assolutamente necessaria per il buon esito della procedura.

stere da vicino a tutte le fasi che precedono la corsa e durante lo svolgimento della stessa, in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di incidente con coinvolgimento dei cavalli. La presenza del Veterinario è utile anche per verificare se vengano utilizzati da parte di addetti ai lavori poco scrupolosi mezzi di stimolazione o finimenti non leciti (uso di frusta eccessivo, speroni eccessivamente traumatici ecc.)

ELEMENTI INFLUENZANTI IL BENESSERE

VERIFICA DOPO LA CORSA Terminata la corsa il Veterinario segue i cavalli al dissellaggio per verificare la loro integrità fisica dopo la gara. In particolare va accertato che i cavalli non presentino ferite, zoppie, epistassi, collassi cardio-circolatori conseguenti allo sforzo fisico.

AMBULANZA PER EQUINI Ogni Ippodromo deve obbligatoriamente essere dotato di un mezzo idoneo per il recupero dei cavalli incidentati, posizionato lungo il percorso in maniera strategica. I recenti progressi nella realizzazione delle ambulanze equine hanno contribuito a salvare cavalli che altrimenti sarebbero stati sottoposti ad eutanasia entro pochi minuti dall’incidente. Il mezzo deve rispondere a diversi requisiti: È indispensabile che il mezzo sia provvisto di un sistema idraulico che permetta al cavallo infortunato di essere caricato senza affrontare alcun dislivello tra il terreno e l’ambulanza. Deve essere provvisto anche di una porta di accesso laterale sufficientemente ampia per permettere al cavallo, una volta giunto a destinazione di poter scendere senza indietreggiare. La pavimentazione deve essere di gomma resistente e le pareti imbottite; è essenziale che tutto sia facilmente lavabile. Il mezzo deve essere provvisto di adeguata illuminazione e aerazione ed inoltre deve essere dotato di sistemi adatti a sorreggere l’animale qualora non sia in grado di mantenere la stazione quadrupedale in modo autonomo. L’ambulanza dove essere equipaggiata con tutti i materiali e farmaci necessari al primo soccorso. Il piano di carico idraulico deve essere abbastanza ampio per permettere il carico di soggetti posti in narcosi per evitare lesioni traumatiche aggiuntive.

TASK FORCE DI PRONTO INTERVENTO Per poter intervenire con tempestività ed efficacia a seguito di incidente in pista oltre al mezzo di trasporto (Ambulanza per Equidi) è necessario che venga messo a disposizione dalla società un gruppo ben collaudato di persone che sotto l’attenta regia del Veterinario Incaricato possa agire rapidamente e risolutamente nelle situazioni più complicate. Nei momenti successivi all’incidente è fondamentale che, mentre il Veterinario presta il suo intervento, il personale preposto nasconda al pubblico presente la vista del cavallo sofferente tramite la stesura di “teli protettivi”. Laddove possibile, il cavallo incidentato andrebbe “stabilizzato” e quindi condotto presso la struttura Ospedaliera più vicina per una attenta valutazione dello stato di salute. A tal proposito sarebbe auspicabile che ogni società di corse stabilisse delle convenzioni con Cliniche Veterinarie Equine dislocate nei pressi degli Ippodromi.

ANTIDOPING Anche le pratiche relative ai prelievi antidoping rientrano direttamente a far parte del B.A. Infatti la lotta al doping permette di ostacolare la somministrazione incontrollata di farmaci dopanti ai cavalli partecipanti alle corse. La scelta

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dei cavalli da sottoporre a prelievo antidoping è a carico dell’Ente che un paio di ore prima dell’inizio della riunione di corse comunica in via riservata al V.R. l’esito del sorteggio. Rimane comunque a discrezione sia del V.R. sia delle Giurie, di sottoporre a prelievo antidoping anche altri soggetti partecipanti alle corse qualora lo si ritenesse opportuno. Il cavallo scelto deve essere condotto presso il recinto antidoping dove viene svestito dei finimenti, lavato accuratamente abbeverato e fatto riposare. In seguito, all’accompagnatore del cavallo viene fatto scegliere un kit antidoping sigillato che contiene tutto il necessario per il prelievo. Il Veterinario apre il kit indossa i guanti monouso allegati alla confezione prepara la vaschetta con le due teche avvitate che viene montata su un supporto e utilizzata per il prelievo delle urine. Sé dopo ripetuti tentativi svoltisi nell’arco di un’ora circa il cavallo non urina, il Veterinario provvede a prelevare sangue al posto delle urine. Una volta raccolto il liquido biologico le teche vengono chiuse ermeticamente. Alla teca campione A anonima riportante sesso ed età del cavallo, viene apposto un codice a barre segreto e viene chiusa in una borsina con sigillo, la teca campione B con il nome del cavallo il giorno e il luogo della corsa ed il codice a barre segreto viene chiusa in un’altra borsina con sigillo. Tutte le borsine vengono a fine giornata messe in una borsa più grande sigillata a sua volta e il V.R. provvede ad inviarla all’Unirelab nel più breve tempo possibile. Qualora il campione A esaminato risulti non negativo, l’Unirelab comunica la non negatività all’Area di competenza dell’UNIRE che è l’unica in grado di risalire, tramite la verifica del codice a barre segreto, a chi corrisponde quel campione. L’UNIRE provvede ad avvisare il proprietario del cavallo in questione della non negatività e lo informa che in caso di positività del campione B, verrà sanzionato.

EUTANASIA Questa pratica si rende necessaria ogni qual volta le lesioni conseguenti all’incidente siano giudicate irrecuperabili. L’eutanasia va praticata immediatamente per evitare inutili sofferenze al cavallo. Va tenuto conto che un cavallo con una lesione di natura ortopedica molto grave, presenta anche una grave dispnea da sforzo, un grande dolore e un grave stato di agitazione oltre allo shock traumatico. Una volta valutata la necessità di praticare l’eutanasia bisogna applicare un catetere venoso e somministrare immediatamente un tranquillante, quindi iniettare un’adeguata quantità di anestetici per la stessa via in modo da porre in narcosi il cavallo e poi provvedere alla somministrazione di un agente eutanasizzante (tanax) che porti il cavallo ad immediata morte. Per le corrette linee guida per l’Eutanasia nel cavallo si faccia riferimento alla recente pubblicazione della Dott. Sara Nannarone presentata al congresso SIVE di Carrara fatta in collabora-

a) Aspetti commerciali: il cavallo è il principale attore delle corse, non devono mai prevalere gli interessi di allevatori allenatori, driver, fantini, organizzatori e sponsor sul Benessere Animale. b) Metodi di allenamento: grande spazio va riservato all’innovazione riguardante i metodi di allenamento che possono contribuire così ad una migliore preparazione dei soggetti con riduzione del numero di infortuni sia in corsa che durante la preparazione atletica. c) Alimentazione: una buona ed equilibrata alimentazione fin dalla nascita ha dimostrato che si può ottenere un considerevole miglioramento dello sviluppo dell’apparato muscolo-scheletrico con soggetti più resistenti allo sforzo ed a i traumi. d) Aspetti sanitari: ruolo del veterinario di scuderia (immaturità, procedure chirurgiche, gravidanze, tempi di recupero dei singoli cavalli, corretto approccio e cura delle malattie, ruolo educativo nei confronti degli addetti ai lavori). e) Farmaci: la possibilità di reperire facilmente i farmaci da parte degli addetti ai lavori, consente a quest’ultimi di poter praticare terapie ai cavalli senza l’ausilio del Veterinario che è l’unica figura in grado di poter valutare fino in fondo le eventuali ricadute circa la loro somministrazione sull’equide. Inoltre, la possibilità di reperire qualsiasi sostanza in commercio favorisce anche l’uso improprio dei farmaci e quindi ostacola la lotta al doping con ricadute serissime sul Benessere Animale. Per ovviare a questo malcostume la gestione del farmaco deve essere lasciata solo nelle mani del Veterinario sanzionando gli illeciti.

CRITICITÀ a) Recinti Chiusi: Fin qui abbiamo descritto le condizioni ideali circa il Benessere Animale dei cavalli all’interno degli Ippodromi. Dobbiamo però rilevare nei 27 Ippodromi di Trotto e nei 20 Ippodromi di Galoppo di cui 4 con corse in ostacoli le situazioni non sono sempre ideali. Le criticità riscontrate sono generalmente di carattere organizzativo e strutturale. L’istituzione di “Recinti chiusi” presso tutti gli Ippodromi dove alloggiare tutti i partenti della giornata, consentirebbe di snellire le pratiche di identificazione e visita pre-corsa dei cavalli e di effettuare un maggior controllo dello stato di salute degli stessi consentendo al Veterinario di vigilare maggiormente su eventuali maltrattamenti e somministrazioni illecite di farmaci (sonde pre-corsa; farmaci eccitanti ecc.). Il Recinto Chiuso consentirebbe così di uniformare le procedure di visita e controllo per tutte le discipline ippiche. Infatti tra Ippodromi di Galoppo e Ippodromi di Trotto esistono a tutt’oggi notevoli differenze. Ippodromi di Galoppo: I cavalli vengono condotti presso la zona di insellaggio trenta minuti prima della corsa privi di finimenti e possono cosi essere agevolmente identificati e visitati. Ippodromi di Trotto: I cavalli entrano in pista pochi minuti prima dell’inizio della corsa già vestiti e attaccati al sulky, in tal modo è possibile solo prendere “al volo” il microchip unico elemento (insufficiente) che ci consente di verificarne l’identità. La visita identificativa e sanitaria quindi non sono in quel momento possibili.

L’esecuzione della visita identificativa e pre-corsa di tutti i partenti della giornata prima dell’inizio della riunione non è comunque di facile realizzazione in quanto i cavalli sono dislocati in più scuderie adiacenti all’Ippodromo. Ciò, quindi richiederebbe tempi lunghi e un numero di Veterinari maggiore rispetto a quelli stabiliti dal vigente regolamento UNIRE. Molti Ippodromi di Trotto in attività non hanno sufficiente spazio a disposizione per realizzare i Recinti Chiusi oppure non intendono investire risorse in questa direzione. In queste strutture dove potrebbe essere impraticabile l’istituzione del Recinto Chiuso si potrebbero utilizzare soluzioni intermedie (Cancello Veterinario). Cancello Veterinario: in pratica tutti i cavalli partenti nella giornata dovrebbero essere accompagnati presso un dato luogo ad un’ora prestabilita dove è presente il Veterinario Incaricato per essere sottoposti ad identificazione e visita pre-corsa. In tal modo verrebbero risolte tutte le problematiche. I cavalli alloggiati in seguito presso le scuderie di competenza verrebbero poi ulteriormente controllati dal Veterinario durante le sgambature prima della corsa e riverificata la loro identità, con il solo controllo del microchip all’entrata in pista prima dello svolgimento della corsa. b) Ufficio Veterinario Centralizzato (UNIRE): I molteplici compiti assegnati dall’UNIRE ai Veterinari Incaricati presso gli Ippodromi (controlli identità, Benessere, maltrattamenti, ritiri per zoppia, procedure antidoping ecc.) richiedono grande organizzazione, coordinamento, controllo e supporto tecnico da parte dell’UNIRE. Riteniamo quindi assolutamente necessario che venga attivato dall’ENTE l’Ufficio Veterinario Centralizzato elemento indispensabile per rendere più efficace e incisiva l’opera dei Veterinari Incaricati sul territorio. Molto andrebbe inoltre fatto per uniformare tutti gli Ippodromi,sia di trotto che di galoppo per quanto riguarda le strutture di accoglienza dei cavalli (Box di transito, docce, materiali degli steccati, cura delle piste, dotazioni minime di pronto soccorso, ambulanze per cavalli, cliniche di appoggio per cavalli infortunati) da una nostra ricognizione infatti esistono molte situazioni che andrebbero meglio monitorate e migliorate. Inoltre molti Ippodromi risultano ancora sprovvisti di Ambulanza Veterinaria idonea, non hanno personale “formato” per le emergenze in pista, non hanno stipulato accordi con Cliniche Veterinarie per Equini; e tutto ciò va a discapito del cavallo infortunato. Infatti l’errata o impropria gestione dell’emergenza produce un allungamento dei tempi di recupero del cavallo e finisce per peggiorare pesantemente la sua prognosi e spesso contribuisce a rendere le conseguenze dell’incidente infauste.

RUOLO EDUCATIVO DEL VETERINARIO Il miglioramento del benessere dei cavalli dalla nascita, alla crescita, al debutto in corsa fino alla fine della carriera agonistica, spetta in grossa parte alla nostra categoria che deve imporre, a tutti gli addetti ai lavori, standard di qualità di vita del cavallo elevati modificando atteggiamenti ed usi e consuetudini che al giorno d’oggi non sono più ammissibili. La categoria veterinaria deve fare fronte comune. Ogni collega per sua competenza deve mettere a disposizione tutta la sua professionalità per lavorare in tal senso. ■ (Relazione presentata al Percorso formativo Il benessere animale e la medicina veterinaria privata, Cremona 7-9 aprile 2010. Guardala in video: http://www.livestream.com/evwebtv)


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ev

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Ev collega Cremona e Roma in streaming Prima simulazione di rischio alimentare on line i è concluso venerdì 14 maggio a Cremona il training formativo di tre giorni "Emergenze in sicurezza alimentare" organizzato da ANMVI International in collaborazione con il Ministero della Salute nell’ambito del progetto di EV sulla Internazionalizzazione della professione veterinaria finanziato dalla Regione Lombardia. Si è trattato di un evento particolare, unico nel suo genere, e sperimentato per la prima volta. Nella sede dell'ANMVI a Palazzo Trecchi sono convenuti i rappresentanti delle ASL veterinarie di tutta Italia, per i quali è stato allestita una complessa macchina operativa che ha consentito loro di rispondere a una simulazione di rischio alimentare, con le relative procedure e fasi di gestione, emanata dalla unità di crisi del Ministero della Salute a Roma. Per la prima volta la simulazione di rischio è stata eseguita in videoconferenza tra detta unità crisi e i gruppi di lavoro a Cremona. Per realizzare un simile evento l'ANMVI ha impiegato una gran quantità di risorse tecni-

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co-organizzative e umane ad altissimo livello. Tra le prime spicca l'infrastruttura tecnicoinformatica, il cuore di iniziative di questo genere.

Essa si basa su una connessione di rete Internet a fibra ottica a 50 Mbps garantita dall'AEMCom (la municipalizzata cittadina che dopo aver cablato in fibra ottica tutta la città comincia ad allargare i suoi orizzonti operativi) e sulle attrezzature di riprese e trasmissione, tutte di qualità broadcast (telecamere HD, regia e audio digitali, ecc.), per le quali sono stati fatti ingenti investimenti nell'ultimo anno. "Tutto ciò, unito alla tecnologia di streaming del gigante americano Livestream.com - afferma Enrico Febbo, il responsabile dei servizi informatici di EV - rende la sede operativa di EV un centro polifunzionale di eventi (fino a 400 partecipanti) con a disposizione un canale di streaming che può trasmettere in diretta a qualità superlativa, anche in HD, a migliaia di utenti connessi contemporaneamente (fino a 10.000, ma non siamo riusciti finora a raggiungere questo limite, lo ammettiamo...). Questo servizio, per ora utilizzato solo per le videoconferenze scientifiche (corsi e seminari), può essere offerto ad aziende e associazioni per soddisfare qualsiasi necessità." Le registrazioni degli eventi sono liberamente

fruibili in rete nel canale di streaming di EV (www.livestream.com/evwebtv/) La prossima videoconferenza è prevista per il 10 giugno alle 12:30 (Quadri normali e patologici delle principali patologie laringee [Davide De Lorenzi]). ■

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DIRETTORI E RELATORI Ugo Bonfanti, Med Vet, Dipl ECVCP, Milano Walter Bertazzolo, Med Vet, Dipl ECVCP, Pavia

ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (30)

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In cooperation with

Alma Mater Studiorum Università di Bologna Facoltà di Medicina Veterinaria

WORLD VETERINARY ORTHOPAEDIC CONGRESS

Bologna (Italy) - September 15th - 18th, 2010 Information and Registration: www.wvoc2010.eu - info@wvoc2010.eu Deadline for abstract submission: April 15th, 2010 Early Registration at lower cost before June 10th, 2010

STATE OF THE ART LECTURES • Tissue engineering with mesenchymal stem cells in human orthopaedics - What do we know today? • The fate of the post-traumatic knee - What do we know today? • Cartilage resurfacing with ACI and MACI: have they stood the test of time?

SMALL ANIMAL PROGRAM Pre-Congress Courses • Arthrodesis wetlab • TTA drylab • Hybrid external Fixation drylab • IEWG Workshop with film reading session • ALPS drylab • AO Locking plates drylab • SOP drylab • TTO drylab Congress Main Seminars • Complications • The stifle • Facial trauma • Elbow

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Hip trauma Revisions Tools to measure clinical success Hot topics Distal Limb trauma Patellar Luxation Legislation Locking plates SCIVAC SATELLITE SYMPOSIUM New trends in canine and feline orthopaedics

Pre-Congress Seminars • Osteoarthritis • Sports Medicine

• Fixin Day • Arthroscopy working group • New Strategies in Pain Control Congress In-depth Seminars • Juvenile HD • Biomedtrix • Physiotherapy • Limb Deformities • Surgical Revisions in THR • Pathogenesis of cruciate disease • Limb Alignment in patellar luxation • Distal Limb Trauma • Challenging fractures • Arthrex news

EQUINE PROGRAM • Interactive Advanced Equine Lameness and Imaging, Panel: meeting with Dr Mark Martinelli

Pre-Congress Courses • Stemcell and PRP Lab • MRI Reading Lab • Lameness LocatorTM Lab Pre-Congress Seminars • SIVE SATELLITE SYMPOSIUM Present and future in the diagnosis and treatment of equine joint diseases: meeting with Dr Wayne Mclllwraith

Congress In-depth Seminars • Subchondral bone injury • Advanced imaging • Critical review of biologic therapeutics • Joint rehabilitation • Advanced lameness diagnosis

BOVINE PROGRAM Bovine orthopaedics one day In-depth Seminar • Advanced lameness evaluation and imaging • Tenovaginoscopy

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Sicurezza alimentare Attualità

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Linee guida per verificare l’autocontrollo degli OSA Pubblicate dal Ministero della Salute le istruzioni per i Servizi Veterinari di quattro componenti: 1. trattamento della NC ed eventuale identificazione, segregazione e trattamento degli alimenti contaminati o a rischio di contaminazione; 2. identificazione e rimozione della causa che ha portato alla manifestazione della NC; 3. verifica che il processo sia stato riportato sotto controllo (verifica dell'efficacia delle misure adottate al punto precedente);

l Ministero della Salute ha pubblicato le Linee guida concernenti i criteri per l'individuazione delle non conformità negli stabilimenti del settore carne e latte e verifica della completezza ed efficacia delle azioni correttive adottate dall'operatore del settore alimentare. Il documento prende le mosse dal Regolamento 882/2004 CE che richiede la documentazione dei controlli ufficiali secondo procedure uniformi su tutto il territorio nazionale, per assicurare il rispetto dei requisiti di igiene previsti dalla normativa comunitaria e garantire l'adozione di misure correttive. Le Linee Guida consentono una corretta modalità di verbalizzazione, da parte degli organismi addetti al controllo ufficiale, delle non conformità (NC) rilevate e delle verifiche sulla completezza e l'efficacia delle azioni correttive condotte dall'operatore del settore alimentare (OSA). Le relazioni successive ai controlli ufficiali sono inoltre uno strumento imprescindibile al fine della programmazione dei controlli successivi e della valutazione delle azioni da attuare quando l'OSA non rimedi alle non conformità.

I

NON CONFORMITÀ Il Reg. (CE) n. 882/2004 dispone, all'articolo 9, che l'autorità che esegue i controlli ufficiali ne documenti, accanto agli obiettivi e ai metodi applicati, i risultati. La documentazione deve essere messa a disposizione dell'operatore interessato. È importante sottolineare che le modalità di registrazione e di comunicazione all'OSA della NC rilevata, devono essere tali da permettere all'operatore di comprendere il tipo, la natura, la localizzazione e l'estensione della NC in modo da potere adottare le pertinenti AC nei termini prescritti dalla autorità competente. La scheda relativa alle NC deve essere compilata ogniqualvolta l'autorità competente rilevi una situazione di non (completa) conformità ai requisiti o agli obiettivi della norma. Il rilievo di una situazione anche solo parzialmente conforme implica la presenza di una situazione che ha impedito l'attribuzione di un giudizio di piena conformità e quindi richiede l'adozione di una azione correttiva da parte dell'OSA che dovrà essere successivamente valutata dall'autorità competente. Ai soli fini della registrazione sulla scheda di NC, più NC riferibili a un'unica carenza, per esempio il rilievo di più locali, impianti o attrezzature in uno stato non adeguato di pulizia possono essere registrati su un'unica scheda di NC anche se le azioni correttive da condurre saranno diverse. La scheda di NC, se compilata, deve essere consegnata all'OSA.

AZIONI CORRETTIVE In linea di principio una azione correttiva consta

4. attuazione delle misure atte a prevenire il ripetere della stessa NC o di NC diverse riferibili a cause della stessa natura.

MANUALE DI CASISTICA Insieme alle Linee Guida, il Ministero fornisce una casistica per uniformare l'interpretazione dei regolamenti europei 852 e 853/2004 (Manuale di casistica per l'uniforme individuazione delle

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non conformità sul territorio nazionale). Vengono affrontati anche gli aspetti sanzionatori limitatamente al D.lgs 193/2007. In ambito di controllo ufficiale vanno comunque presi in considerazione altri aspetti che non ricadono nel campo di applicazione del regime sanzionatorio del Dlgs 193/2007 (es, etichettatura, rintracciabilità, sottoprodotti ecc.) e che fanno riferimento a un proprio regime sanzionatorio specifico. ■ Linee guida concernenti i criteri per l'individuazione delle non conformità negli stabilimenti del settore carne e latte e verifica della completezza ed efficacia delle azioni correttive adottate dall'operatore del settore alimentare. Anno di pubblicazione: 2010 Linee guida - 6 maggio 2010 http://www.salute.gov.it/pubblicazioni/pp Risultato.jsp?id=1260


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44 Attualità

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PSWeb: un portale al servizio dei laboratori di diagnostica veterinaria

'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte Liguria e Valle d'Aosta ha presentato nella sua sede torinese Web & Veterinaria: un portale al servizio dei laboratori di diagnostica veterinaria, il primo in Italia in questo settore, a cura delle Strutture di "Diagnostica Generale" e "Sistemi Informativi". Immaginare di avere a disposizione un sistema di Info-sharing di medicina veterinaria è l'idea alla base del Portale Scientifico Web (PSWeb). Questo sistema innovativo si pone come obiettivo la creazione di una comunità di utenti in grado di diffondere e condividere, con il supporto di file multimediali, casi clinici riferiti a malattie nuove ed emergenti, che in alcuni casi sono tuttora "esotiche". L'ideatore del portale, Alessandro Dondo, afferma che "con PSWeb sarà possibile condi-

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videre rapidamente tra gli operatori sanitari le informazioni e le immagini di malattie animali nuove o rare, o casi inconsueti e di difficile interpretazione clinica. Nel convegno ad esempio illustreremo un raro caso di tubercolosi bovina, malattia potenzialmente trasmissibile all'uomo, riscontrata nel coniglio domestico con conseguenze rischiose per l'allevatore e il consumatore finale. Diffonderemo, altresì, casi clinici di difficile interpretazione, ad esempio la temibile ed emergente Encefalite West Nile. Grazie all'aspetto formativo del portale, anche chi non ha mai vissuto direttamente l'esperienza, potrà arricchirsi di un bagaglio culturale indispensabile per proteggere animali e uomo". Ad oggi sono già presenti un archivio fotografico che consta di oltre 700 immagini e più di 70 casi clinici particolarmente interessanti. Secondo il Direttore Sanitario dell'Istituto Maria Caramelli "La maggioranza delle malattie emergenti che colpiscono l'uomo e che causano gravissimi danni sanitari ed economici, quali l'influenza aviaria, quella suina, e prima ancora mucca pazza e Sars, hanno origine dagli animali. La sorveglianza veterinaria è pertanto cruciale e il portale rappresenta la prima opportunità in Italia di permettere uno scambio di esperienze condivise sulle malattie degli animali che rischiano di non essere individuate precocemente come necessario." Il portale è diretto in primo luogo ai laboratori di diagnostica della rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali che potranno usufruire di tutto ciò tramite la consultazione di un archivio di casi clinici provenienti direttamente dall'attività quotidiana in tema di diagnostica veterinaria degli Istituti. http://psw.izsto.it/pato/nuke/index.php ■

INAUGURATO OSPEDALE VETERINARIO A PADOVA

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asce a Padova l'Ospedale Veterinario, un servizio di assistenza veterinaria di tipo ospedaliero nell'ambito della Facoltà di Medicina veterinaria dell'Università di Padova. L'ospedale costituirà un centro di referenza per la cura delle malattie degli animali da compagnia e del cavallo e fornirà servizi di Pronto soccorso 24 ore su 24, ricovero, consulenza specialistica nelle diverse discipline della medicina veterinaria, terapia intensiva, laboratorio analisi. L'Ospedale veterinario dell'Università di Padova, che conta un'equipe di circa 30 medici, è stato inaugurato il 19 maggio 2010 alle 11,30 ad Agripolis, Legnaro (Pd). «Si tratta di un

ospedale veterinario didattico - sottolinea il professor Maurizio Isola, direttore della nuova struttura -, ovvero di una struttura dove nella cura degli animali i medici saranno affiancati dagli studenti futuri veterinari, così da fornire, assieme ai servizi assistenziali, una didattica di qualità». L'ospedale è attivo da un paio di mesi, ovvero da quando ha ricevuto la visita della European Association of Establishments of Veterinary Education (EAEVE), un'associazione che si occupa di migliorare la qualità dell'insegnamento della medicina veterinaria in Europa, la quale ha riconosciuto il nuovo centro ospedaliero idoneo all'attività.


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Sicilia e Abruzzo Info Regioni

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ASSaV: Associazione Siciliana Sanità Veterinaria el 1994 a Leonforte, in provincia di Enna, nasceva l’Associazione Siciliana Sanità Veterinaria (ASSaV), proprio nell’anno in cui il leonfortese Antonino Algozino si iscriveva alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Messina, per seguire le orme del nonno. Dopo sedici anni di gloriosi fasti, Sabato 15 Maggio 2010 presso la magnifica cornice naturalistica dell’agriturismo “Sperone”, si è svolto un incontro per ratificare l’assegnazione pro-tempore proprio a quel Medico Veterinario leonfortese, chiamato a riorganizzarne gli assetti ripartendo dalla sua culla di origine. Letti gli auguri di buon lavoro ed i saluti delle autorità (Sindaco del Comune di Leonforte, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Enna, Presidente del Distretto Produttivo della Pesca, Presidente III Commissione - Attività Produttive - Assemblea Regionale Siciliana), alla presenza di circa trenta convenuti, si sono rinnovate le adesioni sociali e si è aperto il dibattito alla presenza delle più alte cariche della veterinaria regionale e nazionale. All’intervento di apertura del Dr. Luigi Timpanaro, Presidente dell’Ordine dei Veterinari della Provincia di Enna e rappresentante degli Ordini dei Veterinari della Sicilia alla Consulta regionale della Sanità, è seguito il magistrale intervento del Prof. Antonio Pugliese, Presidente Nazionale della SISVET (Società Italiana Scienze Veterinarie), che ha evidenziato, in qualità di socio fondatore dell’ASSaV, le potenzialità dell’associazionismo nella veterinaria per il raggiungimento di obiettivi prestigiosi per la categoria quali ad esempio l’organizzazione di eventi anche a livello internazionale. Subito dopo il Dr. Giuseppe Licitra, rappresentante della FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), nonché presidente della Federazione Regionale Ordini dei Medici Veterinari della Sicilia e della delegazione Sicilia ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), ha ribadito la necessità di creare cultura e contatti nella veterinaria siciliana, spesso sempre più chiusa in se stessa ed autoreferenziale, ritenendo opportuno affidare le sorti di u-

N

na gloriosa associazione a dei giovani che vogliano scommettere in questa impresa. Alla fine il Dr. Antonino Algozino ha comunicato di accettare l’incarico ricevuto, perché ha sentito fortemente il riconoscimento di essere tra “coloro i quali non si sono laureati in veterinaria, ma per la veterinaria” (G. Licitra), e che vuole mettere a disposizione della veterinaria siciliana ed italiana il suo contributo e la sua esperienza in ambito associativo: proprio per questo ha richiesto che la componente direttiva veda rappresentate ed integrate tutte le istituzioni regionali della veterinaria, ovvero la Facoltà, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri”, le Aziende Sanitarie Provinciali e gli Ordini, e che il domicilio dell’ASSaV venga individuato di volta in volta in uno di questi Enti che la costituiscono, in base all’appartenenza del suo rappresentante legale. Ricevuta l’approvazione da parte del Presidente Timpanaro, si conviene pertanto che l’ASSaV avrà domicilio presso l’Ordine dei Medici Veterinari di 94100 Enna, in via Calabria, 50. Viene inoltre individuato il seguente consiglio direttivo, che porterà l’ASSaV al prossimo congresso: 1) Dr. Antonino Algozino, presidente pro-tempore; 2) Prof. Pietro Paolo Niutta; 3) Dr. Luigi Timpanaro; 4) Prof. Alessandro Giuffrida; 5) Prof. Antonino Germanà; 6) Un rappresentante dell’IZS Sicilia. Nella relazione programmatica il Presidente pro-tempore ha evidenziato anche l’importanza della comunicazione attraverso il sito internet, le e-mail e le PEC, nonché la necessità per la categoria veterinaria di riconquistare ed avocare a sé le competenze e le professionalità esclusive, tra le quali quelle inerenti la sanità veterinaria nelle acque interne attraverso l’impiego delle risorse previste dal FEP; proprio in relazione a questo aspetto si è preparato un dibattito tecnico-scientifico dal titolo “La sanità veterinaria e le acque interne: situazione attuale prospettive per il futuro”. Oltre al presidente Algozino, hanno arricchito il dibattito anche i seguenti relatori:

Apparecchiature Radiologiche di LUCARELLI M. & C.

Sistemi digitali Camere oscure

Pellicole RX

Elettromedicali

Assistenza tecnica VIA ISONZO, 8 - 20095 CUSANO MIL. (MI) Telefono: 02.66401060 - Fax: 02.66400884 - e-mail: alfahospital@virgilio.it

1) DMV Giuseppe Licitra: Il Veterinario aziendale e l’acquacoltura - l’impegno della Federazione Regionale e della FNOVI; 2) Prof. Antonino Germanà: Il biomonitoraggio ambientale e sanitario delle acque interne attraverso la fauna ittica;

3) Prof. Alessandro Giuffrida: Sicurezza e controlli sanitari dei prodotti ittici dulciacquicoli. Alla fine dei lavori i convenuti hanno condiviso un pranzo conviviale, con grande gioia e soddisfazione per la riuscita dell’evento e per aver raggiunto la quota di ben trenta associati. ■

VETERINARI DI NUOVO CAMPIONI D’ITALIA

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roici! questo è l’aggettivo che meritano i componenti della nazionale di calcio dei medici veterinari che hanno vinto il 13° Torneo Nazionale della Sanità tenutosi a Silvi Marina (Pescara) dal 7 al 9 maggio e conteso annualmente dalle rappresentative nazionali dei Veterinari, Medici, Farmacisti e Biologi. La vittoria è stata costruita sin dalla prima sfida disputata contro i Farmacisti che, passati in vantaggio, sono stati raggiunti e superati da una doppietta dell’intramontabile Albanese. Solo una distrazione della difesa ha consentito ai Farmacisti di pareggiare e chiudere la partita sul 2-2. La seconda sfida ha visto i veterinari opposti ai campioni in carica dei Biologi che avevano “strapazzato” per 5-0 i Medici nella prima partita. Dopo un primo tempo perfetto chiuso con un meritato 3-1 (in rete Frola e due volte Spada) i Veterinari hanno stretto i

denti e resistito agli incessanti attacchi dei Biologi che sono solo riusciti a ridurre le distanze, grazie anche al muro eretto dal portiere Ricci, autore di pregevoli parate che hanno inchiodato il risultato sul 3-2. L’ultima partita contro la rappresentativa dei Medici diventava pertanto decisiva per la conquista del titolo e grazie ad una grande prova di carattere ed alle reti di Frola e Giunti, la nostra nazionale ha chiuso i giochi con un secco 2-0. Un “Bravi! anzi Bravissimi!” allo staff tecnico e a tutti i giocatori per la vittoria ottenuta: Abruzzo: De Luca, Della Torre, Di Nardo, Paolucci, Fuorto Campania: Apuzzo, Albanese Emilia Romagna: Spada, Giunti, Onofri Lazio: Ricci, Novelli, Moretti, Cavallin Marche: Lanci, Blasetti, Loroni, Minucci Piemonte: Frola Puglia: Catucci Umbria: Limongi, Cesaroni


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46 Calendario attività Dal 28 maggio al 26 settembre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

28 - 30 MAG

CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SCIVAC ITINERARIO DIDATTICO SIVE

4 - 5 GIU

65° CONGRESSO INTERNAZIONALE MULTISALA SCIVAC - Palacongressi di Rimini, Rimini - Via della Fiera, 52 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it CORSO “RADIOLOGIA CLINICA. I PARTE: L’ARTO ANTERIORE” - Università di Perugia, Facoltà di Medicina Veterinaria - Via San Costanzo, 4 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Segreteria SIVE Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

8 - 9 GIU

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

ENDOSCOPIA DELL’APPARATO GASTROENTERICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 12 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

10 - 11 GIU

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

ENDOSCOPIA APPLICATA ALLE MALATTIE RESPIRATORIE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: 13 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

11 - 13 GIU

CORSO SCIVAC Ultimi posti disponibili

CORSO REGIONALE DI ONCOLOGIA - Ragusa, IZS - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON FSA

CORSO DI PREPARAZIONE AL CONTROLLO DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DEL GOMITO E DI ALTRE PATOLOGIE SCHELETRICHE EREDITARIE DEL CANE - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Segreteria FSA - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: info@fondazionesaluteanimale.it

11 - 13 GIU CORSO SCIVAC

CORSO INTRODUTTIVO ALLA MEDICINA D’URGENZA - Grand Hotel Mediterraneo - Firenze - Lungarno del Tempio, 44 - ECM: 9 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it

INCONTRO ANMVI / GPM

PREZZI E TARIFFE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Milena Migliavacca - Tel. +39 0372 403536 - E-mail: management@anmvi.it

14 - 15 GIU

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

17 - 19 GIU

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

CORSO AVANZATO INTENSIVO - CITOLOGIA DEL MIDOLLO OSSEO - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 3° IT. ORTOPEDIA: II PARTE - FISSAZIONE ESTERNA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 2° IT. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI: IV PARTE - RADIOLOGIA DELLO SCHELETRO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 2° IT. CARDIOLOGIA: III PARTE - ECOCARDIOGRAFIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

12 - 13 GIU 13 GIU

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

23 - 25 GIU 29 GIU 2 LUG

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2 - 4 LUG

CORSO SCIVAC

CORSO REGIONALE DI DERMATOLOGIA - Sassari - ECM: 20 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

2 LUG

CORSO ANMVI

GIORNATA DI AVVIAMENTO ALLA CERTIFICAZIONE BPV - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: No crediti - Per informazioni: Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it

7 - 9 LUG

CORSO SCIVAC

CITOLOGIA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2° IT. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI: II PARTE - ECOGRAFIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 66° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC - ORTOPEDIA - BolognaFiere, Bologna - Piazza della Costituzione ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

15 - 18 SET 17 - 18 SET

CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ESVOT INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

CITOLOGIA PER NON CITOLOGI COME PRATICARE IL GIOCO DELL’ESAME CITOLOGICO CON SODDISFAZIONE… E SENZA SBAGLIARE TROPPO - Vittoria Hotel - Centro Congressi Montecatini Terme - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel.+39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2° IT. CARDIOLOGIA: IV PARTE - DIAGNOSI E TERAPIA DELLE CARDIOPATIE CONGENITE ED ACQUISITE NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO SCIVAC

CORSO REGIONALE DI OFTALMOLOGIA - Ragusa - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel.+39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO SICARV

PATOLOGIA MITRALICA: RECENTI ACQUISIZIONI. ANATOMIA, FISIOPATOLOGIA E APPROCCIO CLINICO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA TOSSE - Centro Studi SCIVAC - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

INCONTRO SCVI

INVASIVA - TAVOLA ROTONDA INTERATTIVA SULLA CHIRURGIA MINI-INVASIVA - Centro Studi SCIVAC Palazzo Trecchi - Cremona, Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it RACCOLTE ANOMALE IN CAVITÀ ADDOMINALE - Centro Studi SCIVAC - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Erika Taravella - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CORSO AVANZATO INTENSIVO - ANESTESIA LOCOREGIONALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FACILE COME RESPIRARE? UN VIAGGIO FRA I FATTI E MISFATTI DELL’APPARATO RESPIRATORIO Matera - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it QUANDO LA CHIRURGIA DIVENTA INTRIGANTE - Ordine dei Medici Veterinari di Trento - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

19 SET 21 - 24 SET 24 - 26 SET 25 SET 25 SET INCONTRO SCVI

26 SET CORSO SCIVAC

26 - 27 SET INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

26 SET 26 SET 26 SET

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

LA RADIOLOGIA DALLA A ALLA … D (DIAGNOSI) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

ELEMENTI PER UN CORRETTO APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO ALLA MALATTIA CARDIOVASCOLARE - Pescara - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

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laPROFESSIONE

VETERINARIA 18 | 2010

la VETERINARIA

PROFESSIONE

La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV Soc. Cons. a r.l., Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 17 maggio 2010

SOLUZIONI

e postero-settali destre

QUIZ 1

a Prevalentemente laterali sinistre b Prevalentemente antero-settali c Prevalentemente laterali destre d Prevalentemente posteriori

Risposta corretta: c) Incontro SIMEF: “Utilizzo ed interpretazione appropriata ed inappropriata degli esami di laboratorio nella medicina felina” - Cremona, Marzo 2008

a Conta degli eritrociti b Conta dei leucociti c Conta delle piastrine d Misura dell’emoglobina e Misura del MCV

QUIZ 2

2) Le vie atrioventricolari accessorie nel cane sono:

Risposta corretta: d) Incontro SICARV Società specialistica SCIVAC di Cardiologia Cremona, Aprile 2006

1) Quale dei seguenti parametri, ottenuti mediante contaglobuli, è poco attendibile nel gatto?


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Professione Veterinaria, Anno 2010, Nr 18  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

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