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Non fare investimenti

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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

17 2009

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Non fare investimenti

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Anno 6, numero 17 dall’11 al 17 maggio 2009 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

RAPPORTO ASSALCO 2009

L’ANTITRUST SCONFESSA IL MERCATO

PROTEZIONE ANIMALE ALLA MACELLAZIONE

AGGRESSIVITÀ E AFFEZIONI NEUROLOGICHE

ANMVI INTERNATIONAL IN LOMBARDIA

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BREVI

UN OSSERVATORIO PER LA SICUREZZA

RABBIA Due casi di rabbia silvestre nel giro di soli venti giorni sono stati riscontrati su altrettante volpi trovate morte, a un passo dalle case, nei comuni di Gemona e Buja. La Regione Friuli ha informato che dal 23 maggio verrà effettuata una ulteriore campagna di vaccinazione orale delle volpi, che si ripeterà a fine agosto e nella primavera del 2010. Interessato tutto il territorio della provincia di Trieste e di Gorizia e 50 Comuni della provincia di Udine.

A/H1N1 Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe essere nato in un laboratorio per un errore umano. Lo sostiene il ricercatore australiano Adrian Gibbs, uno dei padri dell'antivirale Oseltamivir, in un articolo che ha inviato all'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc), e del quale ha annunciato la pubblicazione.

CITES È pubblicata sul sito www.ministerosalute.it la versione aggiornata del Manuale Cites. Il documento, a cura delle autorità competenti, dettaglia le procedure dei controlli in ambito doganale sul commercio internazionale di esemplari di specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione.

UNIRE In relazione all’esigenza emersa in sede di diverse riunioni di procedere ad una verifica, sotto il profilo scientifico e contabile, delle attività svolte dalla società Unirelab, il Consiglio di Amministrazione dell’Unire ha deliberato di costituire un Nucleo di esperti per acquisire una migliore conoscenza delle attività svolte dalla Società stessa.

SIENA Il Comune di Siena ha nominato la Commissione Veterinaria 2009; sarà composta dal dott. Marco Reitano, nominato anche Veterinario Municipale per quanto concerne tutte le attività relative ai due Palii di luglio e agosto- e il dott. Marco Pepe. Per il Palio di luglio è stato scelto il dott. Nicola Magnaghi mentre per il Palio di Agosto è stato nominato il dott. Gianluigi Giovagnoli.

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ANMVI 1999

SIVAR

Eutanasia per le vacche a terra Intesa fra veterinari, animalisti e allevatori sul pieno rispetto del Regolamento 1/2005 A PAGINA 3

“Il lavoro dei veterinari, fondamentale per la salute pubblica, deve essere rivalutato e riconsiderato alla luce dell'impegno profuso quotidianamente. Non accetto che la medicina veterinaria sia considerata di serie B”. Sono parole del Sottosegretario Francesca Martini che ha pubblicamente preso posizione sulle aggressioni ai medici veterinari, esprimendo quella vicinanza delle istituzioni da tempo sollecitata da tutte le rappresentanze della professione. Il Sottosegretario ha anche fatto un annuncio importante nel corso di un recente convegno del Sivemp: realizzerà un Osservatorio sull'attività pubblica medico veterinaria" per “monitorarla e avere il polso della situazione”. Il silenzio del Governo di fronte a minacce, intimidazioni e violenze fisiche stava diventando assordante. In un Paese normale, denunciava l’Anmvi molti mesi fa, l’applicazione delle leggi non può essere un’attività a rischio e, a maggior ragione, non può esserlo per chi è investito dall’autorità pubblica del compito di far rispettare le regole. Ci auguriamo ora che anche il Ministero dell’Interno dia un segno della sua presenza e voglia intervenire dando garanzie di sicurezza ai medici veterinari di sanità pubblica. La sicurezza è uno dei

temi chiave della politica di questo Governo, non farà specie al Ministro dell’Interno se la chiediamo anche per i medici veterinari. E possibilmente evitando che si verifichino episodi come quello accaduto a Palermo, dove un pubblico ufficiale viene condotto in caserma, inscenando quasi un conflitto istituzionale. Francesca Martini dichiara che "fare il veterinario in alcune aree del Paese è difficile. In Campania, Sicilia e Calabria non è come farlo in altre zone d'Italia”. Ma ricorda che ci sono stati casi di aggressione e di intimidazione anche ad Este, in provincia di Padova. È per questo che tutti gli Ordini provinciali dei medici veterinari, 100 enti pubblici, hanno sottoscritto una petizione per chiedere legalità e sicurezza. L’On. Mancuso, firmatario con l’On. Viola di una interrogazione parlamentare sul tema, ha dichiarato che se il veterinario “non riesce a compiere il proprio dovere, a causa di intimidazioni o impedimenti malavitosi, è prima di tutto un fallimento dello Stato”. La preoccupazione del Sottosegretario si è anche rivolta alle nostre colleghe. "È un mestiere sempre più 'rosa' ha detto Francesca Martini - e molte veterinarie sono anche state vittime di stalking. Dobbiamo prendere al più presto provvedimenti". ■

IL VETERINARIO ULTIMO IN GRADUATORIA PROBABILMENTE MOLTI DI VOI AVRANNO LETTO SU @NMVIOGGI I RISULTATI DI UN'INDAGINE REALIZZATA DALLA REGIONE VENETO FRA I GIOVANI LAUREATI. Avrete quindi, probabilmente, già letto che in Veneto, confrontando gli stipendi fra i laureati ad un anno dal diploma, quelli che guadagnano decisamente meno sono i laureati in Medicina Veterinaria. Infatti lo stipendio medio netto di un laureato in veterinaria risulta essere di soli 682 euro, esattamente di 738 per gli uomini e 652 per le donne. Niente di nuovo, direte voi, sono cose risapute da tempo. È vero, l'ANMVI sono anni che segnala questa situazione ricordando anche la difficile condizione occupazionale del nostro settore, ma è importante considerare che è la prima volta che questi dati vengono riportati al pubblico in modo così chiaro ed evidente. Il Gazzettino, il più diffuso quotidiano della regione, ha infatti pubblicato i risultati dell'indagine rimarcando il basso reddito dei veterinari e la particolare difficoltà a trovare in questo settore un'occupazione adeguata. Anche nelle altre regioni italiane la situazione è più o meno la stessa e non sarebbe male se questi dati venissero diffusi su tutto il territorio nazionale in modo preciso. Forse non sarà sufficiente a convincere migliaia di giovani, soprattutto donne, a rinunciare al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, ma almeno saranno coscienti di quanto li aspetta dopo l'Esame di Stato: disoccupazione, sottoccupazione, sfruttamento, stipendi da fame, e questo per alcuni anni almeno. Gli ingegneri trovano invece subito lavoro e guadagnano bene. Magari i genitori ci ripensano.

DIECI ANNI AL SERVIZIO DEI MEDICI VETERINARI

2009 ANMVI


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Trasporto Anmvi Informa

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Eutanasia per gli animali non deambulanti La Sivar si è fatta promotrice di una soluzione condivisa al problema delle “vacche a terra” vitare il trasporto. Questo il perno attorno al quale si è discusso il 13 maggio a Cremona al tavolo voluto dalla Società Italiana Veterinari Animali da Reddito (Sivar) sulla questione delle "vacche a terra". Il Presidente della Sivar, Medardo Cammi ha riunito allevatori, veterinari e animalisti per analizzare il problema degli animali non idonei al trasporto ai sensi del Regolamento europeo 1/2005. Il tavolo ha affrontato le implicazioni del Regolamento 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto ed operazioni correlate, mettendo in luce il problema degli animali non deambulanti, sotto i vari profili di competenza. I lavori si sono chiusi con l’impegno della componente veterinaria del tavolo ad approfondire i risvolti tecnici ed attuativi della soluzione eutanasica.

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PREVENZIONE Tutte le componenti del tavolo sono partite dal presupposto che il Regolamento debba trovare una rigorosa applicazione là dove vieta il trasporto di animali non idonei al viaggio, in particolare se "non sono in grado di spostarsi autonomamente senza sofferenza e di deambulare senza aiuto". Nel condannare ogni forma di illegalità, il tavolo si è concentrato sulle soluzioni utili ad intervenire a monte sul problema e ad evitare che si manifestino le condizioni in cui possono insinuarsi le violazioni, pur in presenza di un rigoroso regime sanzionatorio come quello stabilito dal Decreto 151/2007.

IL VALORE DEL BENESSERE Il benessere animale è un valore anche per l’allevatore che non ha nessun interesse a non salvaguardare il proprio patrimonio produttivo. L’angolazione degli allevatori è presto detta: “non c’è alcun vantaggio econo-

mico in un animale che non sta bene”. Sgombrato il campo da equivoci sui principi etici, la questione diventa legittimamente economica. Il destino di questo animale pone risvolti economico-gestionali. Le assicurazioni potrebbero fare da ammortizzatori per gli allevamenti e dare un contributo tangibile al problema sposando il recupero del valore/capo evitandone il trasporto. È cresciuta la sensibilità dell’allevatore e ne sono testimoni i medici veterinari, che sono anche pronti a riconoscere che la vacca a terra è un problema tecnico rilevante che comporta difficoltà decisionali onerose per l’allevatore, in mancanza di un sostegno economico che incoraggi la scelta più opportuna.

ENTITÀ DEL FENOMENO Il problema è rilevante o è marginale? Il problema viene senza dubbio enfatizzato. I media d’assalto hanno gioco facile nell’impressionare l’opinione pubblica e nell’enfatizzare il fenomeno, senza tuttavia curarsi dei danni che arrecano alla produzione. I casi ci sono, dicono gli allevatori, ma non giustificano la berlina per una intera categoria. La verità è che sull'entità generale del fenomeno non esistono dati univocamente riconosciuti. Al Nord, nelle regioni a maggior vocazione zootecnica, il fenomeno è stato stimato in 35-40 mila capi, sulla base di situazioni riferite al 2005, benché si tratti di ricognizioni non supportate da criteri di scientificità e di ufficialità. In stalla, i veterinari parlano di pochi casi all’anno. Su base empirica, l'esperienza di allevatori e veterinari dimostra che in presenza del capo non deambulante, quand’anche occasionale, la singola unità produttiva risente di un problema economico e gestionale che coinvolge anche aspetti clinici e

VETERINARIA PROTAGONISTA lla riunione hanno partecipato, oltre al Consigliere Sivar Mino Tolasi e al Vice Presidente dell'Anmvi con delega agli animali da reddito, Marco Colombo, i rappresentanti di: Aivemp (il presidente Bartolomeo Griglio e il Segretario Marina Perri), Fnovi (il presidente Gaetano Penocchio), Lav (il vice presidente Roberto Bennati), Animal Angel's (la Presidente Christine Hafner), Coldiretti Cremona (il Direttore Assuero Zampini) e Confagricoltura (Serena Elsanino, responsabile Zootecnica Emilia Romagna). Molto soddisfatti i medici veterinari: "ci siamo fatti agenti promotori del problema" - ha dichiarato il Vice Presidente Anmvi Marco Colombo. Questo incontro ha riunito tutte le parti in causa riuscendo a dare concretezza all'analisi del problema sulla base delle esperienze di tutti. "C'è stato un dialogo franco - ha dichiarato Mino Tolasi che ci ha permesso di mettere a fuoco i risvolti pratici e realistici della questione".

A

deontologici di cui è chiamato a farsi carico il medico veterinario. Nell’economia giornaliera di un’azienda il problema comporta anche aspetti gestionali e decisionali che si ripercuotono sull’attività ordinaria. Dunque ci sono solo stime presuntive di un fenomeno che dall’entrata in vigore del Regolamento 1/2005 è andato progressivamente contraendosi, proprio perché il legislatore comunitario è andato a colpire proprio la “strettoia” del passaggio allevamento-macello. Il punto nevralgico del problema sta nel comprendere la convenienza e l’opportunità di mantenere nel ciclo produttivo un animale che per molte ragioni (sanitarie, reddituali ed etiche) non dovrebbe più essere considerato come un produttore.

ALL’ESTERO Il Regolamento è europeo, dunque come l’hanno applicato in altri Paesi? In Francia è intervenuto lo Stato, anche in un’ottica di “pulizia sanitaria” degli allevamenti e di sicurezza per i consumatori. Sarebbe auspicabile che l’Italia facesse altrettanto anche in

un contesto di crisi come quello attuale e tenuto conto che l’impatto del regolamento comunitario è stato subitaneo e molto forte e la filiera non è stata preparata per tempo ad attuarlo.

LA PROPOSTA DELLA SIVAR Fermo restando il punto di vista del produttore che nel capo vede un valore produttivo, quello protezionistico delle associazioni animaliste e quello medico-deontologico del veterinario, il destino dei capi non deambulanti è il perno attorno al quale ruotano le soluzioni possibili. In proposito, il tavolo ha trovato una convergenza sull'ipotesi illustrata dalla Sivar che, vede nell'eutanasia la soluzione tecnicamente più realistica, purché l'allevatore possa essere sollevato dall'onere economico della prestazione e dello smaltimento della carcassa. A sostegno della soluzione eutanasica intervengono anche considerazioni legate alla biosicurezza in allevamento e alla protezione dei consumatori. ■

TORNA IL MINISTERO DELLA SALUTE ''Per la nascita del ministero della Salute ci sono tempi brevi, anche se dipende dal Parlamento''. Lo ha affermato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi confermando l'indicazione del Sottosegretario Ferruccio Fazio al vertice del futuro dicastero. ''Ho sempre detto - ha sottolineato il ministro - che l'integrazione delle competenze nell'ambito del ministero del Welfare ha consentito una visione globale, ma adesso è opportuno che la gestione si separi''. Nella riunione del Consiglio dei Ministri dell'otto maggio è stato assegnato al Sottosegretario Ferruccio Fazio l'incarico di Viceministro alla Salute. Il Consiglio dei Ministri ha anche va-

rato un disegno di legge che modificando la legge Bassanini permetterà di aumentare il numero dei Ministeri rendendo possibile il passaggio di Fazio a Ministro alla Salute. Su proposta del Presidente Berlusconi e del Ministro Sacconi è stato anche approvato un disegno di legge che istituisce un autonomo Dicastero della salute, scorporandolo dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il ddl avrà una corsia preferenziale in Parlamento. Il Ministero della salute avrà, oltre al ministro, due Sottosegretari. Il disegno di legge modifica pertanto il comma 376 dell'articolo 1 della legge finanziaria per il 2008. Il neo-viceministro al La-

voro, salute e politiche sociali, Ferruccio Fazio, ha espresso la sua "soddisfazione per il fatto che il Consiglio dei ministri ha deliberato di avere di nuovo un ministero della Salute". Decisione che, a detta di Fazio, è "una cosa positiva, perché proprio nell'ambito del federalismo sarà essenziale avere un ministero della Salute che si occupi di armonizzare le attività delle diverse regioni". Col cambio di ruolo, per Fazio non cambiano le priorità: "Sono sempre state e sono ancora i piani di rientro delle regioni meno virtuose, ma anche cercare di arrivare ad una sanità più uniforme possibile nel nostro Paese".


4 Attualità Rapporto Assalco

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VETERINARIA 17 | 2009

Come si muove il mercato italiano dei prodotti per animali da compagnia - il settore tiene Il testo ed i dati che riportiamo sono una parte dell'ampio Rapporto Assalco 2009, Alimentazione e cura degli animali da compagnia e realizzato da Assalco - Associazione Nazionale Imprese per l'Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia - in collaborazione con IRI, ANMVI e Zoomark International. Nei prossimi numeri riprenderemo altre parti del rapporto ritenendo che possano essere di particolare interesse anche per i veterinari.

DIMENSIONI, TREND DI SVILUPPO, CARATTERISTICHE CHIAVE L’aggiornamento disponibile a fine 2008 dei dati di mercato, riguardanti in particolare il segmento principale degli alimenti cane e gatto, conferma che ancora una volta la crescita a valore è positiva ed in controtendenza in una fase di crisi perdurante come quella che il nostro Paese e l’economia globale sta sperimentando. Con 1.232 Mio Euro sviluppati tra GDO e petshop indipendenti, il tasso di crescita a valore del mercato è del +5,6%, rispettivamente con 854,2 Mio Euro e il +4,1% in GDO, e 377,8 Mio Euro per un ottimo +9,3% nel pet shop. Si conferma dunque un incremento a valore superiore a quello a volume, che passa dalle 444.500 del 2007 alle 449.500 tonnellate vendute nel 2008 e registra il +1,1%.

TREND CRESCITA A VALORE DEL SEGMENTO ALIMENTI PER CANI E GATTI 2004-2008 Tendenza positiva anche per quanto riguarda il giro d’affari degli alimenti per altri animali, misurato in GDO, che appare in salute con vendite per 20,2 Mio Euro ed un buon +5,7% di crescita, come pure il business accessori, pari a 51,6 Mio Euro e in aumento sul canale del +8,7%. Si confermano trainanti sul totale del mercato gli alimenti secchi sia per cani (con un tasso di crescita del +8,4%) sia per gatti (+7,1%) e, in ulteriore sviluppo, la nicchia dei fuori pasto e snack con una performance

complessiva del +12,4%. Per il 2009, nonostante il settore possa dirsi in una fase di particolare attenzione e di monitoraggio della risposta del consumatore, in termini di fiducia e potere d’acquisto, sembra che ad oggi le previsioni si possano mantenere in linea con i confortanti ultimi risultati.

ASSALCO - PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI PETFOOD IN ITALIA ASSALCO ha raccolto i dati sui volumi commercializzati dai i propri associati attivi nel segmento alimenti, che rappresentano oltre il 90% dei produttori/distributori domestici1. I numeri indicati dai 28 associati ASSALCO censiti offrono uno scenario realistico e significativo della situazione del settore petfood italiano che appare aperto ai flussi internazionali, pur con una quota di import ancora superiore a quella di export, e una presenza sul mercato domestico di volumi prodotti sul territorio analoghi a quelli provenienti dall’estero per quanto riguarda gli alimenti cane e gatto. Diversa pare la situazione nel segmento alimenti per altri animali, in cui il totale della produzione è destinato in pari quota al mercato italiano ed a quello estero, ed il livello di import decisamente inferiore. Nella tabella a fianco vediamo il dettaglio dei vari sottosegmenti sulle due principali quote di produzione alimenti, per cani e gatti, e sulle corrispondenti quote di importazione. Per quanto riguarda le importazioni prevale nettamente la quota secchi di mantenimento per cani, ma è importante segnalare che è di importazione il totale delle quote diete umido gatto e, tra gli alimenti complementari, il totale dei secchi, degli umidi e di biscotti o snack sempre gatto. Sul totale dei volumi degli alimenti prodotti in Italia prevale nettamente la quota secchi di mantenimento per cani, mentre per quanto riguarda gli umidi il gap di volumi è meno distante negli alimenti per gatto. La quota di produzione di diete interessa soprattutto gli alimenti cane e rimane modesta in assoluto. Presente una discreta quota di alimenti complementari, quali cereali soffiati, fiocchi,


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6 Attualità Rapporto Assalco

VETERINARIA 17 | 2009

NATURALITÀ na tendenza che sta trovando sempre più riscontro nel mercato degli animali da compagnia è legata alla ricerca di naturalità. Chi ama i pet non può non amare la natura e, per questo motivo, nei prodotti a loro dedicati sono evidenziati i plus che non solo contribuiscono alla salvaguardia del loro benessere, ma concorrono anche al rispetto dell’ambiente. Nell’alimentazione, in particolare, è forte la richiesta da parte dei consumatori di prodotti che garantiscano la presenza di ingredienti naturali o biologici, l’utilizzo di coloranti e conservanti di origine naturale e l’assenza di OGM. Si richiedono conferme sulla sicurezza alimentare, ad esempio attraverso indicazioni sulla provenienza degli ingredienti e il mercato risponde con la produzione di alimenti naturali e biologici, gli unici per i quali esiste una certificazione degli ingredienti come per gli alimenti di consumo umano. Pur non fornendo un dato numerico preciso un articolo sul settore degli animali da compagnia comparso sulla rivista Casa Naturale, nei negozi specializzati per animali, così come nei supermercati, i corner dedicati a tali merceologie risultano in generale, in aumento, segno che il consumatore li ricerca e li richiede. Tra gli ingredienti dei prodotti naturali si segnalano verdure, erbe mediche, spesso frutta e cereali; la carne proviene da allevamenti liberi e il pesce da mare aperto. Anche tra gli snack cresce l’offerta di prodotti privi di additivi, a base di frutta o cereali. Gli snack non rappresentano più solo una ricompensa per il pet; sono anche funzionali, ad esempio, favoriscono l’igiene orale. Nel non-food, sono presenti sul mercato shampoo, prodotti di bellezza e vari detergenti naturali, vegetali, biodegradabili e ipoallergenici. Tra le lettiere sono varie le offerte di prodotti a basso impatto ambientale. Ad esempio quelle vegetali e quelle riciclabili, che vengono smaltite come fertilizzanti o combustibili ecologici. Anche per chi porta il cane a spasso esistono sacchetti raccolta feci biodegradabili.

U mixer, pasta e una minuscola nicchia di produzione snack. Tale produzione viene distribuita principalmente attraverso i classici canali petshop e GDO - sia con propri marchi che in Private Label, ma anche attraverso molteplici altre modalità e canali: • Iper, Super, Superette - 38,9% • Petshop - 30,8% • Private Label - 11,3% • Agrarie - 8,7% • Garden e Brico Center - 3,1% • Discount - 3,0% • Vendite dirette al Consumatore (allevatori, canili, enti) - 2,2% • Altri (vendite a domicilio, e-commerce) 0,9% • Negozi alimentari tradizionali - 0,8% • Veterinari - 0,3%

UN QUADRO DEI CONSUMI PER CATEGORIA Alimenti per cani e gatti: un confronto sui principali canali distributivi GDO e petshop La dimensione del mercato, misurata su un universo significativo di punti vendita tra cui 3.738 petshop (escluse catene), 8.885 supermercati, 397 ipermercati (oltre a punti vendita tradizionali, LSP e discount)3 risulta, a fine 2008, pari a 1.232 Mio Euro, a fronte di un moderato ma presente incremento a volume (+2,7%) sul pet shop ed una leggera crescita in GDO (+0,8%). Questo doppio dato sembra confermare lo spostamento progressivo di focus dei principali brand appartenenti a multinazionali verso prodotti a maggior valore aggiunto

(contenuto di innovazione, apporto nutrizionale, contenuto di servizio), anche per la proposta GDO, che trainano così la crescita a valore sul canale al +4,1% e ne contengono parzialmente i volumi; questi d’altra parte vengono compensati dalla produzione in “fascia prezzo” di Private Label ed attori domestici, evidentemente richiesta in questa specifica fase economica. Sul canale petshop, contemporaneamente, il tradizionale successo di referenze ad alto tasso d’innovazione e servizio appare solido e confermato sia dal citato incremento a volume che da un sostenuto incremento a valore del 9,3% (petshop indipendenti) persino superiore a quello del 2007 sul 2006, che si attestava attorno all’8%. Un recente sondaggio4, condotto da IRI sia su petshop indipendenti che appartenenti a catene, fornisce un’ulteriore indicazione sulla rilevanza del segmento alimenti per cani e gatti sul canale pet shop: i risultati mostrano infatti che nel primo caso i punti vendita rispondenti dedicano una media del 37,9% della propria superficie di vendita alla categoria, da cui deriva il 51,4% del fatturato. Alla stessa domanda i punti vendita appartenenti a catene hanno risposto con percentuali ancora superiori: 48,8% di superficie di vendita dedicata e 63% di fatturato collegato; in modo prevedibile se pensiamo alla maggior disponibilità di spazi propri del format.

LE QUOTE CANALE DI GDO E PETSHOP Tornando alle rilevazioni di mercato, se si sommano ai succitati 3.738 punti vendita

ALIMENTI PER ALTRI ANIMALI DA COMPAGNIA SUGLI ALTRI CANALI er quanto riguarda la distribuzione attraverso il canale pet shop, garden center e agrarie, su cui passano i fatturati più importanti per questo segmento, non sono disponibili al momento dati economici aggiornati; tuttavia possiamo fornire alcuni spunti interessanti grazie ad una recente indagine condotta su un panel di punti vendita appartenenti ad ognuno dei tre canali. Le risposte ottenute danno prova di interesse e fiducia sul potenziale della categoria alimenti per altri animali: • agli alimenti per altri animali è dedicata una superficie di vendita tra il 10% ed il 16%, a seconda del punti vendita (petshop, agraria, garden center); • tale metratura è mediamente superiore a quella dedicata a qualsiasi altro segmento pet, compresi accessori e acquari, tranne il comparto dominante degli alimenti per cane e gatto; • nello specifico, il petshop appartenente a catene destina agli alimenti per altri animali oltre il 15% del suo spazio, il petshop tradizionale il 12,6%, il garden center il 9,7% e l’agraria fino al 16,1%. In questo caso tuttavia è bene tener conto che potrebbero essere compresi alimenti per specie animali non propriamente da compagnia (ad es. galline, conigli etc.); • la quota di fatturato derivante dal segmento è rilevante su tutti i formati: tra il 17% e il 18% nel canale petshop, 12,9% nel garden center, 23,6% nell’agraria - sempre ricordando la precisazione di cui sopra; • su ogni universo-canale, la percentuale di punti vendita che tratta alimenti per altri animali è sempre inclusa tra un minimo dell’80% circa, riferito all’agraria, peraltro il meno specializzato sui prodotti pet dei tre canali considerati, e il 100%, riferito al petshop appartenente a catena; • gli alimenti per uccelli sono i più diffusi sul canale agraria e garden, rispettivamente con quote del 7,7% e 11%; nel petshop tradizionale prevalgono i mangimi per pesci con il 13%; nel petshop catena alimenti per uccelli e pesci si equivalgono al 6,3%, mentre prevale la somma degli alimenti per altri animali - dunque soprattutto roditori, piccoli mammiferi, tartarughe, rettili etc. - con il 12,4%.

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petshop “tradizionali” altri punti vendita appartenenti a catene, il fatturato del canale aumenta di ben 30 Mio Euro per un totale di 407,8 Mio Euro, portando così la sua quota a volume al 18,2% e quella a valore al 32,3%. In GDO, che in totale muove un fatturato di 854,2 Mio Euro, la quota prevalente è detenuta dai supermercati, che con un dispiegamento del 37,95% dei volumi sviluppano il 34,1% a valore. Segue il segmento Iper, che con un numero di punti vendita nettamente inferiore (circa 400 contro circa 8.900 Super) copre il 15,5% di volumi per un 12,7% a valore. Le quote restanti sono suddivise tra i punti vendita LSP (Libero Servizio Prossimità), i cosiddetti tradizionali - inclusi punti vendita con superficie inferiore ai 100 mq - e i discount. Se si volesse fare un confronto con altri mercati, per dare una idea del giro di affari del settore in GDO, le categorie che più si avvicinano al fatturato del Pet sono 3: Frutta,

con quasi 870 Mio Euro, Gelati con 830 Mio Euro e Igiene Personale, che comprende saponi, bagnoschiuma, doccia schiuma, deodoranti, ecc con 787 Mio Euro. Vediamo dunque sotto le quote del canale pet shop, -pari al 18,2% a volume e 32,3% a valore- ed il peso in dettaglio dei singoli principali segmenti che compongono il canale GDO, sia a valore che a volume. Si tratta di un dato senz’altro notevole che testimonia la validità del format petshop e che, rispetto alla grocery che pur sviluppa il grosso dei volumi con l’82% circa ma a valore scende al 67,7%, evidenzia tuttora una riconoscibile differenza in caratteristiche, redditività e target dei prodotti veicolati sui due canali. ■

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Sul totale volume del mercato Cereali sofficati, fiocchi, pasta etc. 3 IRI Dicembre 2008 4 Censimento IRI 2008 sui canali non grocery 2


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8 Approfondimento MRL

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Le sostanze inibenti nel latte di FILIPPO VERDE Dirigente Veterinario - Area “C” - ASL (MT) ex ASL N° 5 di Montalbano Jonico (MT) MIMMO FERULLI Dirigente Veterinario - Area “C” - ASL BA ex ASL N° 3 di BA VITTORIO LAROCCA Medico veterinario - Libero Professionista Policoro (MT) medicinali veterinari sono particolarmente utili nel trattamento delle patologie animali ed in caso di malattie infettive, nel ridurre il rischio di patogeni che possono causare tossinfezioni alimentari e tutelare il benessere animale. L’impiego del farmaco veterinario negli animali produttori di alimenti, è sotto costante controllo e responsabilità del medico veterinario, che ha precise competenze nella tutela della sicurezza alimentare e nella salute degli animali in applicazione dei Decreti Legislativi n 158/2006 e n. 193/2006, nonché mediante l’attuazione del Piano Nazionale Residui e del Piano Nazionale di Alimentazione Animale da parte del SSN. Ciò nonostante, la presenza di inibenti negli alimenti di origine animale risulta spesso di comune riscontro; tra le cause del mancato rispetto dei tempi di attesa (il tempo che deve trascorrere tra l’ultima somministrazione ed il raggiungimento degli MRL e viene stabilito dalla Ditta produttrice del farmaco in seguito a valutazione da parte del CVMP-Comitato per i medicinali veterinari) rientrano i fattori: a) VOLONTARI a causa di una consegna anticipata del latte di animali trattati, mangimi non ben miscelati (miscelatori mobili), insufficiente pulizia dei silos (mezzi di trasporto); uso di farmaci in specie non previste (uso proprio non consentito); b) INVOLONTARI perché pur rispettando l’allevatore i tempi di attesa prescritti, l’animale non è riuscito a smaltire totalmente i residui farmacologici a seguito di subentranti o coincidenti cause fisiologiche o ambientali; o perché

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sono intervenute cause involontarie di contaminazione del mangime utilizzato per la produzione del latte da parte di attrezzature (cross contamination). In merito alla presenza di residui di medicinali veterinari negli alimenti ottenuti dagli animali produttori di alimenti per l’uomo, con il Regolamento CEE n° 2377 del 26/06/1990, e s.m.i., il Legislatore Comunitario ha stabilito i limiti massimi residuali (LMR) negli alimenti: lattecarne-pesce-uova-miele, cioè la concentrazione massima di residui (espressa in ppm e ppb) di un determinato farmaco e/o dei suoi metaboliti ammessa legalmente nelle derrate alimentari di origine animale. Il suddetto Regolamento, nei considerando, stabilisce anche la necessità di garantire una procedura d’urgenza che risponde alla necessità di un rapido riesame di qualsiasi limite che risulti insufficiente a tutelare la salute pubblica. In definitiva dette sostanze “inibenti”, anche se alla rispettiva prova di laboratorio danno esito positivo (sfavorevole), possono essere legittimamente presenti nel latte nelle misure massime accettabili per ciascuna di esse fissate. Il Laboratorio Accreditato per tali analisi, per poter accertare le conformità o meno alle disposizioni di Legge, deve individuare correttamente quale sia la sostanza inibente ed in quale misura la stessa è presente: occorre cioè un esame oltre che qualitativo anche quantitativo. Lo stesso Regolamento CE n. 853/2004, stabilisce che l’OSA (Operatore del Settore Alimentare) deve adottare misure idonee intese a garantire, per quanto riguarda il latte, che non sia immesso sul mercato se contiene residui di antibiotici in quantità tale che, riguardo ad una qualunque delle sostanze di cui agli All. I e III del Regolamento CEE n° 2377/90, siano superati i livelli autorizzati a norma del succitato Regolamento ovvero che il totale complessivo dei residui delle sostanze antibiotiche supera il valore massimo approvato. Pertanto, qualsiasi provvedimento re-

strittivo (sequestro, declassazione ai sensi del Reg. 1774/2002, distruzione, ecc….) in assenza dei suddetti esami di laboratorio, oltre che ad ostacolare la libera circolazione dei prodotti, principio non derogabile all’interno della Comunità Europea, costituirebbe abuso, in quanto il Legislatore Comunitario e quello Nazionale dispone di adottare provvedimenti restrittivi solo a seguito dell’accertamento che il principio attivo è presente, nel prodotto alimentare, in maniera superiore a quello consentito e cioè sia dichiarato “nocivo” (Legge n. 283/62 art. 5, lett. d). In particolare per il latte, la Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, del 20 Marzo 2008, in materia di Sicurezza alimentare e Sanità Pubblica veterinaria, prevede che l’Azienda Produttrice possa delegare, per il controllo igienico-sanitario, le ditte che ritirano il latte ovvero un intermediario; le aziende di produzione devono tenere comunque a disposizione del Servizio Veterinario dell’AUSL competente, copia dei documenti relativi all’attività di autocontrollo e copia delle procedure concordate. A seguito di non conformità, per presenza di sostanze inibenti, il Responsabile del laboratorio deve segnalare al Servizio Veterinario competente per la sede dell’azienda di produzione, immediatamente e comunque entro un massimo di 24 ore dall’accertamento, il riscontro della positività. Il Servizio Veterinario AUSL del territorio competente, dopo un’immediata azione di farmacosorveglianza e farmacovigilanza pres-

so l’azienda di produzione per la ricerca di possibili cause della positività, per la verifica sia del corretto utilizzo del medicinale veterinario (controllo dei registri dei trattamenti terapeutici, controllo dei requisiti strutturali, controllo dello stato sanitario dell’azienda ecc.) e sia per verificare che l’OSA abbia attivato una procedura atta ad individuare e rimuovere le cause di presenza di residui di sostanza inibenti (anche con l’ausilio di verifiche analitiche in regime di autocontrollo con esito favorevole), effettua anche un campione ufficiale, secondo le modalità previste dall’art. 23 del Dlvo n. 158/2006 e s.m.i.. È possibile, tuttavia, che il Responsabile dello stabilimento di trasformazione, a seguito di specifica autorizzazione del Servizio Veterinario AUSL del territorio competente possa ricevere sotto vincolo sanitario il latte dall’azienda riscontrata non conforme, verificando la presenza di inibenti ad ogni conferimento successivo. Qualora la positività venga confermata, il latte viene avviato alla distruzione, se, viceversa, il test fornisce esito negativo, il latte può essere avviato alla trasformazione. Nel caso che gli accertamenti, in detti allevamenti interessati al problema, dimostrino che, l’allevatore pur rispettando i tempi di attesa per quella determinata sostanza somministrata all’animale, così come da prescrizione veterinaria, continua ad annotare in autocontrollo la persistenza della positività nel latte con limiti superiori a quelli indicati negli Allegati al Regolamento CEE n° 2377/90, potrebbe essere necessaria la segnalazione ai Centri Regionali di Farmacovigilanza ed al Ministero della Salute ai sensi del D.Lgvo 193/06, art. 91. Tutto questo allo scopo di migliorare la sicurezza del medicinale veterinario attraverso l’adozione del “Sistema di allerta rapido” che è un provvedimento di emergenza sanitaria, conseguente ad una variazione del rapporto rischio/beneficio relativo all’efficacia ed alla sicurezza di un medicinale veterinario (ritiro lotti, sospensioni AIC, modificazione del foglietto illustrativo ecc…): fattispecie sanzionata amministrativamente, salvo che il fatto costituisca reato, dall’art. 108, comma 13 del D.Lgvo 193/06. Tra l’altro uno degli scopi previsti dall’EMEA (Agenzia Europea Dei Medicinali Veterinari) è proprio la verifica dei residui dei farmaci (rispetto degli LMR stabiliti a livello CE) negli alimenti di origine animale. In conclusione, distruggere un prodotto alimentare senza un accertamento quantitativo, riguardo alla presenza di inibenti, ma fermandosi solo ad un accertamento qualitativo, oltre ad essere eticamente e giuridicamente scorretto, potrebbe configurare fattispecie civili per le quali dover rispondere per risarcimento danni subiti dagli allevatori oltre che fattispecie penali quali l’abuso d’ufficio. ■


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Legge comunitaria Parlamento

VETERINARIA 17 | 2009

La veterinaria nei prossimi recepimenti comunitari Sta per concludersi l’iter di approvazione della Legge Comunitaria 2008 rantendo la libera circolazione, allo scopo di assicurare competitività alle imprese. Si prevede la riformulazione, razionalizzazione e graduazione dell'apparato sanzionatorio, la conferma del principio della prescrizione «a priori» preventiva rispetto all'accertamento ed alla contestazione o notificazione delle violazioni nel relativo procedimento sanzionatorio; la reintroduzione e definizione delle modalità di semplificazione delle procedure di autocontrollo applicate nelle micro e piccole imprese, in conformità ai criteri di flessibilità riconosciuti dal regolamento (CE) n. 852/2004; la semplificazione delle procedure esistenti in materia di registrazione e riconoscimento delle imprese del settore alimentare e mangimistico, in conformità alle disposizioni comunitarie; circolazione delle informazioni tra le Amministrazioni; razionalizzazione e coordinamento delle attività degli organi di vigilanza e controllo.

ORMONI

enza emendamenti, la Commissione Affari Sociali ha concluso l'esame della Legge Comunitaria 2008, già approvata dal Senato. I recepimenti comunitari interessano la sanità animale e la sicurezza alimentare.

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PACCHETTO IGIENE Delega al Governo per il coordinamento del-

la direttiva 2004/41/CE con la normativa vigente in materia di alimenti e mangimi e con i regolamenti (CE) nn. 178/2002, 852/2004, 853/2004, 854/2004, 882/2004 e 183/2005). È prevista l'emanazione di decreti legislativi per il riordino e coordinamento delle disposizioni vigenti, nel rispetto del principio della tutela degli interessi relativi alla salute dell'uomo, degli animali e dei vegetali, dell'ambiente, della protezione ed informazione del consumatore e della qualità dei prodotti, ga-

Attuazione della Direttiva 2008/97/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, che modifica la direttiva 96/22/CE del Consiglio concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali. La Ue ha ritenuto opportuno limitare l'ambito d'applicazione della direttiva 96/22/CE esclusivamente agli animali produttori di alimenti e ritirare il divieto per gli animali da ompagnia nonché adeguare la definizione di trattamento terapeutico. Nel contempo, l'Esecutivo comunitario ha rafforzato il divieto totale di estradiolo 17beta negli animali produttori di a-

La “Direttiva ormoni” riguarderà solo gli animali produttori di alimenti on una nuova Direttiva (2008/97/CE), la Commissione europea ha modificato le disposizioni sul divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali, escludendo gli animali da compagnia dal campo di applicazione (Direttiva 92/22/CE, cosiddetta “direttiva ormoni”). Ma nel contempo, l'Esecutivo comunitario ha rafforzato il divieto totale di estradiolo 17beta negli animali produttori di alimenti, perché considerato cancerogeno. Il provvedimento è del 19 novembre scorso ed entrerà in vigore il 18 dicembre di quest'anno. Gli Stati membri dovevano adeguarsi entro il 1 gennaio 2009. L'articolo 2 della Direttiva 92/22/CE vietava l'immissione sul mercato di stilbeni, derivati di stilbeni, loro sali ed esteri nonché di tireostatici al fine di somministrarli ad animali di qualsiasi specie. Alla base di questo divieto

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limenti, perché considerato cancerogeno.

APPARECCHI ELETTRICI Attuazione alla direttiva 2008/13/CE, che abroga le disposizioni comunitarie e nazionali relative al marchio di conformità per gli apparecchi elettrici utilizzati in medicina umana e in veterinaria. Dopo il 31 dicembre 2008 il marchio di conformità non sarà più utilizzato, al fine di semplificare le norme che regolano il mercato e la competitività. Si tratta di apparecchi diagnostici, terapeutici e di posizionamento del paziente.

INFORMAZIONE Attuazione della direttiva 2008/73/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, che semplifica le procedure di redazione degli elenchi e di diffusione dell'informazione in campo veterinario e zootecnico. Le norme veterinarie comunitarie stabiliscono che i centri di raccolta di bovini, suini, caprini e ovini, i centri di smistamento di equini, i commercianti di tali animali, gli allevamenti di pollame, i centri di raccolta e stoccaggio di sperma, i gruppi di raccolta o di produzione di embrioni nonché vari enti, istituti e centri simili (strutture veterinarie) devono soddisfare una serie di condizioni e, ai fini del commercio intracomunitario di taluni animali vivi, dei loro prodotti e, in particolare, di materiali genetici animali come sperma, ovuli ed embrioni, devono essere ufficialmente riconosciuti dagli Stati membri. Le norme comunitarie prevedono varie procedure per registrare, elencare, aggiornare, trasmettere e pubblicare le informazioni di tali strutture veterinarie. Le differenze procedurali complicano però l'attività di redazione e di aggiornamento e rendono difficile l'uso pratico di tali elenchi ai competenti servizi di controllo e agli operatori interessati. Occorre perciò armonizzare le procedure e introdurre per i cinque principali elementi della procedura (registrazione e redazione, aggiornamento, trasmissione e pubblicazione degli elenchi) regole più sistematiche, coerenti e uniformi. ■

rare il divieto per gli animali da compagnia nonché adeguare la definizione di trattamento terapeutico". La Direttiva del 19 novembre scorso si occupa anche di estradiolo-17ß, sostanza considerata "assolutamente cancerogena in quanto è causa d'insorgenza di tumori e ne favorisce lo sviluppo" e per la quale "i dati attualmente disponibili non consentono di stimare quantitativamente i rischi per la salute umana". A parere degli esperti della Commissione, l'estradiolo-17ß non è indispensabile per la produzione di animali produttori di alimenti in quanto sono disponibili alternative, segnatamente le prostaglandine, già ampiamente utilizzate dai veterinari negli Stati membri. La Commissione quindi, in collaborazione con gli Stati membri, organizzerà una campagna di informazione e sensibilizzazione sul divieto totale dell'uso di estradiolo-17ß negli animali produttori di alimenti.

SOSTANZE VIETATE assoluto di utilizzo vi era la motivazione che un eventuale abuso o uso improprio di tali sostanze sarebbe risultato più difficile se nessun prodotto autorizzato per qualsivoglia specie animale fosse stato presente sul mercato. Tuttavia, l'esperienza acquisita, in particolare con i piani nazionali sui residui, ha dimostrato che l'uso improprio delle presentazioni di prodotti destinate agli animali da compagnia non svolge un ruolo rilevante co-

me fonte di abuso o di uso improprio. Inoltre, è sempre la Commissione a dirlo, il divieto dei tireostatici presenta effetti dannosi per il benessere degli animali da compagnia (cani e gatti) a causa dell'assenza di un trattamento alternativo per l'ipertiroidismo in questi animali. "È pertanto opportuno limitare l'ambito d'applicazione della direttiva 96/22/CE esclusivamente agli animali produttori di alimenti e riti-

Gli Stati membri vietano l’immissione sul mercato delle sostanze, elencate nel nuovo Allegato II, ai fini della loro somministrazione a qualsiasi animale le cui carni e i cui prodotti siano destinati al consumo umano. L’Allegato II distingue fra due elenchi (A e B). Elenco A: tireostatici, stilbeni, derivati dello stilbene, loro sali ed esteri, estradiolo-17ß e suoi derivati sotto forma di esteri. Elenco B: (sostanze vietate con deroghe) sostanze ß-agoniste. ■


10 Attualità La ricostruzione in Abruzzo

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VETERINARIA 17 | 2009

La raccolta per i colleghi abruzzesi prosegue al congresso SCIVAC Il 62° Congresso Scivac sarà gratuito per tutti i colleghi abruzzesi 800 EURO AI PROFESSIONISTI

a raccolta fondi "pro-colleghi Abruzzo" avviata dall'Anmvi proseguirà fino alla fine di maggio. L'Associazione ha deciso di promuovere la raccolta dei fondi in occasione del 62° Congresso nazionale SCIVAC, dove, in virtù della grande partecipazione di medici veterinari, potrà essere dato un segno apprezzabile della solidarietà ai colleghi colpiti dal sisma. La SCIVAC, per agevolare la partecipazione dei colleghi della Regione all'appuntamento scientifico, ha stabilito l'iscrizione gratuita per i soci dell'Abruzzo. Un primo bilancio delle somme raccolte e degli stanziamenti sarà fatto, in via preliminare, prima dell'evento congressuale previsto a Rimini dal 29 al 31 maggio. A metà di questo mese, in occasione di una assemblea della dirigenza regionale dell'Anmvi, saranno fatte le prime stime dei

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danni subiti e delle priorità di assegnazione, insieme al Consiglio regionale di Anmvi Abruzzo e ai colleghi di L'Aquila che hanno subito le maggiori perdite economiche e che stanno, a tutt'oggi, affrontando i maggiori disagi. Da qualche giorno è stato chiuso il primo presidio veterinario organizzato subito dopo il terremoto dall'Ordine dei Medici Veterinari di L'Aquila nella tendopoli di San Vittorino. Per il primo soccorso e le terapie di base agli animali da compagnia della popolazione colpita dal sisma rimangono attivi gli altri due presidi veterinari presenti nelle tendopoli di Piazza d'Armi e di Villa S. Angelo. Le prestazioni continueranno ad essere garantite dai medici veterinari liberi professionisti che hanno avuto le proprie strutture lesionate o distrutte dal terremoto, affiancati da personale della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Teramo.

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È pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’ordinanza 6 maggio 2009, n. 3763: Attuazione del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante: «Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile». (GU n. 107 del 11-5-2009). L’Ordinanza stabilisce che ai titolari di attività professionali, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza, operanti nei comuni individuati ai sensi dell'art. 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3754 del 9 aprile 2009, che abbiano dovuto sospendere l'attività a causa degli eventi sismici, è riconosciuta per un periodo massimo di tre mesi un'indennità pari a 800 euro mensili. L'indennità è erogata dall'INPS e non concorre alla formazione del reddito. Il bonus per gli autonomi non concorrerà a formare reddito imponibile. Sul fronte fiscale, un precedente decreto del 09/04/2009 ha previsto la sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari a favore dei soggetti residenti nel territorio della provincia di L'Aquila, colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009. La sospensione vale fino al 30 novembre 2009. Quanto alla ricostruzione, il Governo ha disposto “la più sollecita sistemazione delle persone le cui abitazioni sono state distrutte o dichiarate non agibili dai competenti organi tecnici pubblici in attesa della ricostruzione o riparazione degli stessi”. La ricostruzione (e riparazione) riguarda le abitazioni private e gli immobili ad uso non abitativo. Allo scopo, è prevista la concessione di contributi, anche con le modalità del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato. ■

Versamenti "pro-colleghi Abruzzo" possono essere eseguiti sui seguenti conti postale e bancario aperti dall'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani e ad essa intestati: Conto corrente postale (causale "pro colleghi Abruzzo") IBAN: IT75E0760111400000040777971 Conto corrente bancario (causale "pro colleghi Abruzzo") IBAN: IT03M0623011402000030180174


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Accesso alla professione Attualità

VETERINARIA 17 | 2009

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Sul numero programmato, l’Antitrust sconfessa il mercato Sì alla revisione del numero chiuso nelle facoltà ma dando spazio a chi si vorrebbe escludere: il mercato

asarsi sul fabbisogno del Ssn nel determinare il numero programmato nelle facoltà non va bene. Ancor meno il fatto di discuterne ad un Tavolo tecnico dove si "media" tra le proposte dei Ministeri, dell'Accademia, degli Ordini e delle Regioni. Queste modalità non sono in linea con la logica antitrust, perché non sono esclusivamente volte, come dovrebbero, "a garantire una formazione universitaria adeguata". Il Garante del Mercato e della Concorrenza torna a criticare il numero chiuso, perché può determinare "ingiustificate limitazioni all'accesso all'esercizio di una professione, con la conseguente limitazione della concorrenza tra professionisti". Ad essere sotto accusa sono i criteri per la programmazione universitaria, analizzati in un recente parere sulla professione di odontoiatra e che presenta analogie sovrapponibili alla professione veterinaria.

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LE REGOLE OGGI La determinazione del numero chiuso spetta al Ministero dell'Università, con l'intervento del Ministero della salute che, secondo le stime svolte dalle Regioni unitamente dagli Ordini professionali, definisce il fabbisogno di professionalità sulla base della situazione oc-

cupazionale del Servizio Sanitario Nazionale. Le rilevazioni del MIUR e le valutazioni del Ministero della salute sono poi discusse nell'ambito di un Tavolo Tecnico, a cui partecipano anche la Conferenza Stato- Regioni, le Regioni, il Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, i Presidenti delle conferenze dei presidi delle facoltà di medicina e chirurgia e di medicina veterinaria, l'Osservatorio delle professioni sanitarie, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri e gli ordini coinvolti.

IL SSN NON È UN INDICATORE Per l'Antitrust questo meccanismo non funziona: "tale situazione risulta particolarmente grave se si pensa che la valutazione è commisurata alla situazione occupazionale di una parte minima di professionisti, ossia dell'offerta proveniente dal Servizio Sanitario Nazionale. Infatti, la massima parte delle prestazioni odontoiatriche in Italia non viene fornita dagli odontoiatri del Sistema Sanitario Nazionale (o meglio, delle strutture pubbliche o della strutture convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale), ma privatamente, ossia dagli odontoiatri liberi professionisti". Il fatto di basarsi sul fabbisogno del Ssn "comporta una artificiosa predeterminazione del numero dei potenziali professionisti e determina,

RISCHIO “IPERCONCORRENZA INCONTROLLATA” er Confprofessioni Sanità, il parere del Garante della Concorrenza e del Mercato sul numero chiuso ai corsi di laurea in odontoiatria “è una seconda spallata al sistema delle professioni, a poche settimane dall’accusa di fare resistenza alle liberalizzazioni. Dopo le tariffe e la pubblicità, è la programmazione universitaria ad essere nel mirino del Garante”. “Tutto questodichiara Roberto Callioni, presidente di Andi (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e rappresentante del-

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l’Associazione in Confprofessioni-Sanità - scaturisce dalla mancanza di una riforma delle professioni in grado di attualizzare il settore. Gli ultimi attacchi allo status professionale non tengono conto del rischio di una iperconcorrenza. Un sistema dell’accesso con flussi incontrollati, sia interni che esterni- aggiunge Callioni, richiamandosi anche alla libera circolazione dei professionisti in Europa- andrebbe solo a discapito della qualità della prestazione sanitaria e delle garanzie al paziente”.

COSA PROPONE L’ANTITRUST ueste le ipotesi di revisione dei criteri della programmazione universitaria secondo l’Agcm: - nella determinazione annuale dei posti disponibili dovrebbe essere tenuta in considerazione esclusivamente l'offerta formativa proveniente dalle università e non anche il fabbisogno di professionalità del sistema sociale e produttivo; - dovrebbero essere abbandonati i processi di contrazione del numero di posti universitari disponibili e dovrebbe essere

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assicurato il massimo ampliamento possibile dei posti universitari disponibili; - dovrebbe essere prevista la presenza dei rappresentati delle professioni nell'ambito della procedura amministrativa esclusivamente in quanto espressione di tematiche medicoscientifiche; - dovrebbe essere limitata la valenza del sistema concertativo svolto nell'ambito del Tavolo Tecnico, oltre che reso trasparente il relativo processo decisionale.

dal punto di vista economico, un ingiustificato irrigidimento dell'offerta di prestazioni odontoiatriche, con l'effetto di restringere artificiosamente il numero dei potenziali professionisti ed innalzare il prezzo delle relative prestazioni".

de del tutto queste ultime. La prospettiva antitrust, si legge nel parere, "impone, quindi, un ripensamento sulla modalità di determinazione del numero dei posti universitari disponibili la quale, per i corsi di laurea in odontoiatria, dovrebbe fondarsi esclusivamente su valutazioni attinenti all'adeguatezza dell'offerta formativa universitaria, non potendo essere tenuta in alcuna considerazione l'analisi del fabbisogno di professionalità da parte del sistema sociale e produttivo, calcolato, peraltro, sulla base del solo fabbisogno proveniente dal solo Sistema Sanitario Nazionale". ■

CONCLUSIONE Fin qui, l'Antitrust espone una tesi che potrebbe anche essere condivisa se non fosse che il Garante non conclude in maniera coerente: anziché invocare una maggiore adesione dei criteri di programmazione alle esigenze del mercato occupazionale reale, l'Antitrust esclu-

NO ALL’AUTOREFERENZIALITÀ DELL’ACCADEMIA er l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, il parere del Garante Catricalà sul numero chiuso ai corsi di laurea in odontoiatria è incoerente con la prospettiva antitrust perché mette da parte proprio il mercato. Il Garante parte da un assunto del tutto condivisibile, ma conclude in maniera insoddisfacente. È verissimo che il Servizio Sanitario Nazionale non è un indicatore attendibile del fabbisogno di professioni come quella dell’odontoiatra, o del medico veterinario, che si svolgono in larghissima maggioranza in regime di libera professione. Ma l’Antitrust conclude con una sintesi che restituisce

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la programmazione universitaria a quella autoreferenzialità accademica che costituisce una delle principali anomalie del sistema universitario italiano. Il Garante non aiuta le professioni intellettuali ad essere più competitive - conclude Scottiné rispetto alla domanda di prestazioni né ad un mercato dei servizi professionali in grande evoluzione anche sotto il profilo dell’innovazione e della concorrenza europea. È necessario rivedere i criteri della programmazione universitaria, ma non escludendo le professioni bensì coinvolgendole in una riforma universitaria complessiva, dall’orientamento agli sbocchi occupazionali.

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12 Europa Benessere animale

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VETERINARIA 17 | 2009

Evitare ogni sofferenza all’abbattimento e alla macellazione Il Parlamento europeo ha approvato con modifiche il nuovo regolamento la macellazione e l’abbattimento, con la motivazione che il termine abbattimento non sembra appropriato in una proposta che tratta di animali generalmente allevati per l’alimentazione umana, mentre il termine macellazione, specificatamente riferito alla macellazione e operazioni correlate, appare più coerente nel presente contesto e dovrebbe essere utilizzato uniformemente in tutto il testo della proposta.

COSTI

l 6 maggio, il Parlamento europeo, riunito a Strasburgo in seduta plenaria ha approvato il nuovo Regolamento proposto dalla Commissione Europea sulla protezione degli animali alla macellazione e durante l’abbattimento (Proposta di Regolamento del consiglio relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento). Il provvedimento sostituirà la direttiva del 1993 e, con gli emendamenti introdotti dall’europarlamento, rafforzerà il benessere animale, incluso quello degli animali da pelliccia, e l’uniforme applicazione da parte degli Stati membri. Con la relazione elaborata dall’euro-deputato polacco Janusz Wojciechowski (UEN), il Parlamento ha chiesto emendamenti destinati principalmente a chiarire le regole, in modo da snellire le procedure burocratiche e garantire che le importazioni siano conformi agli standard Ue. Varie le modifiche apportate, a partire dal cambio di denominazione del testo che sarà: Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla protezione degli animali durante

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Le nuove sfide avranno inevitabilmente un notevole impatto finanziario per gli operatori dell’Unione. Al fine di ottemperare alle regole stabilite nel regolamento, dovrebbero essere resi disponibili adeguati fondi dell’Unione per sostenere finanziariamente la necessità di conferire all’Unione un ruolo di leadership in materia di benessere degli animali sulla scena internazionale. Il Parlamento sottolinea dunque la necessità di fornire un adeguato finanziamento per i produttori europei, al fine di compensare lo svantaggio della concorrenza che altrimenti sarebbero costretti a subire.

I PICCOLI MACELLI I macelli e i dispositivi utilizzati sono concepiti per determinate categorie di animali e capacità. Qualora tali capacità vengano superate o il dispositivo sia utilizzato per scopi diversi da quello per il quale è stato concepito, il benessere degli animali ne risente negativamente. È dunque necessario che tali aspetti siano comunicati alle autorità competenti e che siano inclusi nella procedura di riconoscimento dei macelli. I macelli di piccole dimensioni, regolarmente ispezionati, che hanno una capacità di macellazione non superiore a 50 capi di bestiame alla settimana ovvero 150 000 volatili da cortile all’anno e che si dedicano principalmente alla vendita diretta di alimenti

al consumatore finale, non necessitano di una procedura onerosa di autorizzazione per attuare i principi generali del regolamento.

PAURA, STRESS E SOFFERENZA È necessario evitare le sofferenze degli animali dovute alla paura o allo stress prima della macellazione. È quindi opportuno progettare la costruzione dei macelli, pianificare le procedure al loro interno e formare il personale in modo tale da evitare stress, paura e dolore agli animali tra lo scarico e la macellazione. I deputati hanno approvato il principio in base al quale gli animali devono essere macellati solo con metodi che possano garantire una morte immediata o immediatamente dopo lo stordimento (definito come qualsiasi processo indotto intenzionalmente che provochi la perdita di coscienza e di sensibilità, incluso qualsiasi processo determinante la morte istantanea), fatto salvo il caso del rito religioso. Nell’ ambito di una macellazione rituale, gli animali possono essere macellati senza essere precedentemente storditi, a condizione che la macellazione abbia luogo in un macello. La macellazione senza stordimento richiede un taglio preciso della gola al fine di ridurre al minimo le sofferenze. Vi è inoltre la probabilità che negli animali che non sono immobilizzati meccanicamente dopo il taglio rallenti il processo di dissanguamento, con conseguente inutile prolungamento delle sofferenze degli animali. È necessario pertanto che gli animali macellati senza stordimento siano immobilizzati individualmente e storditi efficacemente immediatamente dopo il taglio della gola.I deputati hanno inoltre stabilito che, per evitare inutili sofferenze, l’animale deve essere immobilizzato solo a seguito dell’avvenuto stordimento e che il dissanguamento deve iniziare in tempi brevissimi in modo da assicurare una morte certa. È stata approvata inoltre l’introduzione di indicatori per rilevare segni di coscienza o sensibilità degli animali durante le operazioni di abbattimento per verificare l’affidabilità delle procedure di stordimento.

bilità del rispetto delle regole deve essere dell’operatore o della società, e non del singolo dipendente. L’aula, si è detta inoltre contraria all’introduzione di centri di riferimento nazionali negli Stati membri, i quali hanno già provveduto a nominare autorità competenti.

IMPORTAZIONI Si è anche deciso che le importazioni devono essere conformi alle norme. All’atto dell’ispezione dei macelli o degli stabilimenti riconosciuti o soggetti a riconoscimento nei paesi terzi ai fini dell’esportazione verso l’Unione europea conformemente alla normativa comunitaria, gli esperti della Commissione si accertano che gli animali di cui all’articolo 5 siano stati macellati in condizioni che, per quanto riguarda il benessere degli animali, siano almeno equivalenti a quelle previste dal presente regolamento. Il certificato sanitario che accompagna la carne importata da un paese terzo è corredato di un attestato comprovante che il requisito è stato rispettato. Gli standard sul benessere degli animali sono tra i più severi al mondo; questo genera maggiori costi di produzione e distorsioni alla concorrenza con paesi che applicano norme meno rigorose. Pertanto, i deputati ritengono che la Commissione debba garantire che la carne e altri prodotti di origine animale importati da paesi terzi debbano rispettare gli standard europei. Essi richiedono ispezioni da effettuare nei macelli autorizzati ad esportare verso l’Unione Europea assieme ad attestazioni di rispetto delle norme, da aggiungere poi ai certificati sanitari che già vengono richiesti per le importazioni.

EMERGENZE Nel caso di macellazioni di emergenza, la persona responsabile degli animali interessati adotta tutti i provvedimenti necessari per macellare gli animali nel più breve tempo possibile, fatte salve le condizioni di cui all’allegato III, sezione I, capitolo VI, del regolamento (CE) n. 853/2004 relativo alla macellazione d’urgenza al di fuori del macello.

PROCEDURE STANDARD

UNITÀ MOBILI

Le procedure operative standard sono messe a disposizione dell’autorità competente su sua richiesta. Il veterinario ufficiale è informato per iscritto ogni volta che cambiano le procedure operative standard. I deputati si sono espressi a favore della nomina di una figura di funzionario del benessere degli animali per ogni macello, sottolineando come la responsa-

Entro il 1° gennaio 2013 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta legislativa che stabilisce le norme e le condizioni dell’uso di unità mobili di macellazione all’interno dell’Unione, provvedendo affinché in tali unità mobili siano prese tutte le precauzioni per evitare di pregiudicare il benessere degli animali. ■


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Sisca Focus

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Il comportamento di aggressione e le affezioni neurologiche di SABRINA GIUSSANI Consigliere Sisca Iniziamo con questo numero la pubblicazione di una serie di trattazioni sul comportamento di aggressione e le patologie organiche nel cane. Gli articoli sono tratti dalle relazioni di Sabrina Giussani al percorso formativo “Cani pericolosi: problematiche di sanità animale e pubblica. Aspetti legislativi, epidemiologici e clinici” (Cremona, 11-13 febbraio 2009, direzione scientifica: Aivemp-Sisca, in collaborazione con la Regione Lombardia). Si ringrazia la dottoressa Sabrina Giussani, Consigliere SISCA, Medico Veterinario Comportamentalista, Diplomato Medico Veterinario Comportamentalista ENVF, Master in Etologia applicata e Benessere animale.

ella pratica clinica il comportamento di aggressione rappresenta nel cane un sintomo non patognomonico di un’affezione a carico del SNC. La frequenza di comparsa del sintomo appare molto bassa. In generale è possibile affermare che l’aumento della pressione endocranica in alcune aree cerebrali (zona frontale, area temporale) ed il dolore associato alle malattie infiammatorie a carico delle meningi, possono essere alla base della comparsa di un comportamento di aggressione nel cane. Le principali affezioni neurologiche coinvolte sono: • Vascolari; • Infiammatorie: Meningoencefaliti (autoimmuni, virali - rabbia, pseudorabbia, cimurro, herpesvirosi - batteriche - tetano -, protozoarie - toxoplasmosi, erlichiosi, borreliosi - parassitarie - dirofilariosi, micotiche criptococcosi, neosporosi -); • Tossiche ed endocrine; • Congenite: Idrocefalia (idrocefalo primario e secondario); • Metaboliche e da accumulo; • Idiopatiche; • Neoplastiche; • Degenerative. • Epilessie e sindromi convulsive; • Trauma cranico; • Malattie neuropsichiatriche.

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NEUROANATOMIA E NEUROFISIOLOGIA Il sistema limbico è un’unità funzionale che comprende strutture diencefaliche e telencefaliche. Anticamente denominato rinencefalo, poiché in relazione con l’olfatto, mantiene attualmente negli animali superiori una ridotta comunicazione con il sistema olfattivo. Gran parte delle reazioni emotive dipendono dal sistema limbico. In particolare l’amigdala gioca un ruolo fondamentale nelle emozioni grazie ai collegamenti diretti con il talamo (struttura a cui pervengono tutte le informazioni sensoriali) che funge da relays tra corpo e corteccia cerebrale. Il sistema limbico, oltre ad essere implicato nel sistema olfattivo, interviene nel comportamento alimentare, sessuale ed emozionale. La sua stimolazione provoca effetti di tipo vegetativo (come ad esempio variazioni della pressione arteriosa, della frequenza respiratoria e così via) che

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• Anatomiche: comportamenti anormali possono apparire progressivamente o in modo acuto in animali colpiti da idrocefalo congenito o secondario. Lo stesso vale per alcune malattie da accumulo. • Metaboliche: le malattie metaboliche, in genere, non interessano direttamente il SN ma creano scompensi nel normale funzionamento dell’organismo che si ripercuotono secondariamente anche sulle strutture nervose. • Idiopatiche: numerose forme di epilessia possono essere confuse con manifestazioni comportamentali. • Neoplastica: le manifestazioni comportamentali fanno parte del quadro clinico atteso soprattutto quando ad essere colpita è la corteccia frontale e prefrontale. • Degenerative: frequentemente ci sono anomalie dei neurotrasmettitori associate ad abiotrofia congenita o idiopatica.

MENINGOENCEFALITI

QUANDO SOSPETTARE LA PATOLOGIA ORGANICA e modificazioni comportamentali secondarie a patologie organiche sono relativamente frequenti e giustificano la realizzazione di un’accurata visita clinica nell’ambito della consultazione comportamentale. La diagnosi comportamentale, grazie al modello proposto da P. Pageat, può inserirsi in un contesto di diagnosi differenziale e non come diagnosi “rifugio” quando una patologia organica non può essere determinata. In particolare, si deve sospettare la presenza di una patologia organica quando: a) una patologia comportamentale appare all’improvviso o evolve rapidamente senza cause apparenti: strumentalizzazione rapida di comportamenti aggressivi; fobie comparse improvvisamente in un cane adulto in assenza di cause traumatiche; aggravamento di fobie preesistenti caratterizzate da sintomi che, all’improvviso, diventano “molto produttivi”; b) i sintomi rilevati non rientrano in un quadro clinico ben definito oppure è presente un’incoerenza nella genesi della patologia comportamentale. Il Medico Veterinario dovrà sospettare la presenza di una patologia organica, i cui sintomi mimano una patologia del comportamento, quando non è possibile emettere una diagnosi nosografica (il nome della patologia) ma solamente funzionale (la presenza di uno stato patologico come ad esempio stato fobico, ansioso, depressivo, distimico e così via). Inoltre, i sintomi mostrati dall’animale appaiono “incoerenti” rispetto alla normale sequenza comportamentale appartenente alla specie in esame. L’anamnesi comportamentale è assente: i sintomi compaiono “all’improvviso” senza alcuna “storia comportamentale” precedente.

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fanno parte di un fenomeno più complesso di origine comportamentale. Gli animali mantengono un equilibrio tra aggressività e placidità grazie a meccanismi intimamente legati tra loro, posti nell’ipotalamo e nel sistema limbico. Lo stato emozionale è determinato dall’equilibrio tra i due. In condizioni di normalità, solo gli stimoli che provocano una forte irritazione faranno “perdere la pazienza” mentre quelli di minore intensità saranno ignorati. In alcuni stati patologici l’equilibrio è alterato: alcune affezioni provocano uno stato in cui stimoli minori sono all’origine di reazioni “iper” mentre altri, che dovrebbero scatenare reazioni violente, lasciano l’animale calmo. Nel primo caso è la neocorteccia ad essere lesa oppure i nuclei ipotalamici ventro - mediali o settali. Al contrario, lesioni dei nuclei amigdaloidei possono provocare uno stato di placidità anormale.

AFFEZIONI STRUTTURALI O METABOLICHE Le affezioni strutturali o metaboliche all’origi-

ne di patologie del comportamento (vitaminD) • Vascolari: le patologie vascolari non traumatiche sono rare negli animali domestici. Sono frequenti le manifestazioni comportamentali delle crisi convulsive quando la zona ischemica colpita comprende il lobo piriforme. • Infiammatorie: il cimurro può essere all’origine di una encefalite o di una mielite estremamente focalizzata nel cane adulto. Manifestazioni comportamentali, epilettiformi o anche incontinenza possono essere presenti senza alcun altro sintomo classico di questa malattia. • Tossiche: alcune molecole somministrate a fini terapeutici (come ad esempio antistaminici, cortisonici, neurolettici - acepromazina -, ansiolitici - benzodiazepine -, arilcicloexilamine - ketamina, tieltilamina - e così via) possono essere all’origine di manifestazioni comportamentali indesiderate grazie all’azione diretta nei confronti del SNC.

• Le malattie infiammatorie sono frequenti nella clinica neurologica e possono comparire a qualsiasi età, anche se i cuccioli e gli animali giovani sono più soggetti. Le malattie infiammatorie autoimmuni si riscontrano con maggiore frequenza nella clinica neurologica del cane. Il dolore è il segno clinico più evidente e costante: può essere tanto marcato da causare repentini cambi di comportamento dell’animale (M. Bernardini). Il comportamento di aggressione potrebbe comparire proprio in seguito al dolore. Il comportamento di aggressione descritto nella Rabbia è legato alla localizzazione multifocale del virus che colpisce numerose aree cerebrali. Inoltre, il dolore provocato dalla componente infiammatoria contribuisce alla modificazione del comportamento del paziente.

IDROCEFALIA • Indrocefalo congenito” → alterazione degli apprendimenti: lo sviluppo comportamentale è lento e l’apprendimento difficile, sono animali “in ritardo” rispetto ad individui della stessa età. Si evidenziano l’impossibilità di apprendere un corretto comportamento eliminatorio (l’animale elimina quando ne ha bisogno, là dove si trova) ed uno stato di evitamento quasi costante (difficoltà nel prendere l’iniziativa del contatto). Sono animali poco attivi, che giocano poco. Spesso a questa affezione si associano alterazioni a carico degli organi di senso come sordità o modificazioni della funzione visiva. A causa dell’aumento della pressione endocranica e dei deficit sensoriali associati è possibile l’apparizione di un comportamento di aggressione. P. Pageat descrive l’apparizione di uno stato distimico. • Indrocefalo acquisito” il comportamento di aggressione è legato all’aumento della pressione endocranica a carico soprattutto di alcune aree cerebrali. P. Pageat descrive l’apparizione di uno stato distimico: il cane mostra un umore instabile con fasi di irritabilità (caratterizzate dall’aumento della frequenza di apparizione di un comportamento di aggressione per irritazione) che si alternano a periodi di normalità. Il comportamento di eliminazione inappropriata è intermittente. È presente insonnia con inversione del ciclo (il cane dorme 2 3 ore/ 24 ore). È importante sottolineare che non c’è correlazione tra severità della lesione organica e sintomi clinici.

AFFEZIONI TOSSICHE • Alcune molecole somministrate a fini terapeutici (come ad esempio antistaminici,


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14 Focus Sisca cortisonici, neurolettici - acepromazina -, ansiolitici - benzodiazepine -, arilcicloexilamine - ketamina, tiletamina - e così via) possono essere all’origine di manifestazioni comportamentali indesiderate grazie all’azione diretta anche nei confronti del SNC. • Antistaminici e cortisonici possono indurre nel cane eccitazione o depressione. • Anche l’uso di steroidi anabolizzanti per il trattamento di anoressia/cachessia e di condizioni fisiche precarie è stato associato ad aumenti di reazioni aggressive (N. H. Dodman). • Alcuni neurolettici sedativi sono caratterizzati da un effetto dose - dipendente: a bassa dose, ad esempio, l’acepromazina è in grado di rilanciare i comportamenti grazie ad un effetto antideficitario. Queste molecole si legano ai recettori dopaminergici D2, presinaptici, e D3, postsinaptici, con un’azione antagonista (il recettore è bloccato). L’affinità maggiore è per i recettori D2: i neurolettici, inizialmente e se a basso dosaggio, andranno a legarsi agli autocettori pre-sinaptici e, bloccandoli, inibiranno il processo di retrocontrollo negativo aumentando di conseguenza la liberazione della dopamina. Quando il dosaggio dei neurolettici aumenta, sono saturati i recettori D2 e le molecole iniziano ad interagire con i recettori D3 postsinaptici, bloccando l’azione della dopamina e diminuendo la trasmissione. È l’azione anti-produttiva del neurolettico. L’effetto-paradosso è quindi un effetto antideficitario legato al dosaggio.

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• La diminuzione della memoria (effetto amnesizzante) e la forte disinibizione sono i principali effetti collaterali delle benzodiazepine. La disinibizione, talvolta violenta (vedi l’effetto oressizzante, definito rimbalzo o rebound), è particolarmente controindicata nelle situazioni di conflittualità sociale (nell’ambito del gruppo familiare) in quanto può essere responsabile di un comportamento di aggressione improvvisa e brutale, da parte dell’animale (Colangeli - Giussani). • Le arilcicloexilamine stimolano il sistema limbico e la sostanza reticolata mentre deprimono l’attività del talamo e della corteccia. La somministrazione di queste molecole provoca una dissocializzazione tra la percezione sensoriale e l’integrazione corticale. L’animale sembra incosciente ma gli stimoli esterni (soprattutto i rumori e le variazioni di luminosità) sono percepiti e scatenano risposte emozionali. Successivamente al risveglio dall’anestesia l’animale può presentare fotofobia e modificazioni comportamentali indotte dalla nascita di uno stato ansioso legato alla presenza di eidolie (allucinazioni di tipo visivo). Quando il cane si trova in ambiente ipostimolante è possibile l’apparizione di comportamenti di evitamento o di aggressione in risposta a qualsiasi interazione (P. Pageat).

AFFEZIONI METABOLICHE • Le malattie metaboliche, in genere, non interessano direttamente il SN ma creano scompensi nel normale funzionamento del-

l’organismo, che, si ripercuotono secondariamente anche sulle strutture nervose. • Per encefalopatia epatica si intende una serie di sintomi neurologici, localizzabili a livello di cervello anteriore e secondari ad insufficienza epatica. Le patologie epatiche, responsabili di questa sindrome, sono generalmente congenite e sono dovute a difetti nella vascolarizzazione dell’organo (shunt portosistemici e displasia microva-

scolare epatica). Più raramente possono essere causate da patologie acquisite (M. Bernardini). Le encefalopatie epatiche possono manifestarsi con fasi di prostazione, di cecità, di disorientamento o aggressività senza alcun segno digestivo associato. • L’ipoglicemia è una causa non infrequente di alterazioni neurologiche centrali e periferiche poiché il glucosio rappresenta la fonte principale di energia del SNC. Significative riduzioni della glicemia alterano i normali processi di diffusione verso il SNC, causando in genere crisi convulsive (M. Bernardini).

PROCESSI NEOPLASTICI • I tumori a carico della zona frontale e dell’area temporale possono indurre, tra gli altri sintomi, la comparsa del comportamento di aggressione. Queste affezioni dal punto di vista statistico sono in numero ridotto nel cane. Secondo P. Pageat si osservano più frequentemente tumori diencefalici (legati a metastasi di un tumore primario posizionato in altra sede) ed il quadro clinico è quello della depressione cronica (disoressia, insonnia con inversione del ciclo, esplorazione orale con ingestione, perdita dell’iniziativa). • La comparsa del comportamento di aggressione può essere legata ad un aumento della pressione endocranica secondaria al processo neoplastico ed al dolore provocato dalla compressione della massa tumorale a carico dei tessuti circostanti. • Secondo P. Pageat i tumori della corteccia cerebrale potrebbero essere all’origine della sintomatologia presente nell’Iperaggressività del cane anziano. Questa patologia è caratterizzata da un aumento della tendenza a mettere in atto un comportamento di aggressione in un cane di età superiore ai 7 anni. La sequenza ha perso la struttura originale poiché la fase di minaccia fa seguito al morso e la fase di appagamento risulta assente. È importante sottolineare che la dimensione della neoformazione non è in relazione con la severità delle affezioni neurologiche visibili.

LE EPILESSIE E LE SINDROMI CONVULSIVE • Nella corteccia cerebrale o nelle strutture subcorticali, alcuni neuroni possono avere la tendenza ad attivarsi ad un ritmo molto superiore rispetto al normale, producendo la cosiddetta scarica epilettica. Se il feno-


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Sisca Focus

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meno rimane circoscritto si verifica una crisi focale la cui manifestazione clinica varia a seconda della funzione svolta dall’area interessata. La contrazione di definiti gruppi muscolari è la più frequente crisi focale semplice che si verifica in neurologia veterinaria essendo impossibile rilevare clinicamente negli animali le molteplici situazioni che si verificano in medicina umana (sensazione anormale di tipo visivo, uditivo o gustativo, pallore, sudorazione, ansia, percezione distorta della propria personalità e così via) (M. Bernardini). • Fra le crisi psicomotorie (crisi focali complesse caratterizzate dalla contemporanea presenza di crisi motorie e di alterazioni del comportamento), assume particolare importanza la cosiddetta fly biting syndrome. Essa può colpire varie razze, generalmente di piccola taglia, ma sembra avere particolare predisposizione per i Cavalier King Charles spaniel. La sintomatologia è caratterizzata da movimento a scatto della mandibola, come nel tentativo di dare un unico morso secco ad un oggetto immaginario, che si sposta nell’aria e che l’animale sta seguendo con lo sguardo. Il quadro clinico ricorda esattamente il comportamento di un animale che tenta di catturare una mosca che vola da cui il nome della sindrome (M. Bernardini). • Nell’uomo l’epilessia del lobo temporale è stata associata a due tipi di aggressioni: le aggressioni che insorgono a caso in corrispondenza di attacco epilettico o che le seguono immediatamente e le aggressioni che insorgono tra un attacco epilettico e l’altro. Durante le crisi convulsive e nel periodo immediatamente successivo all’attacco epilettico, i pazienti possono sferzare l’aria con le mani, con i piedi o con oggetti. Questa forma di aggressione sembra essere casuale e non mirata. Le aggressioni che si verificano tra due attacchi possono essere scatenate da stimoli insignificanti e la soglia per la furia aggressiva risulta abbassata. Tra un attacco e l’altro questi malati possono anche manifestare sintomi di tipo paranoico, oppure fobie, attacchi di panico e feticismi sessuali. Nel cane l’aumento di picchi di attività del lobo temporale è stato associato a manifestazioni aggressive. Nei soggetti con oscillazioni di umore estreme, le episodiche perdite di controllo dovute ad attività epilettica parziale pos-

sono simulare aggressioni da dominanza (gerarchiche). In questi animali si possono osservare anche altre alterazioni comportamentali come paura estrema, rotazioni più o meno strette e vorticose ed inseguimento della coda, aumento di sensibilità alle luci e ai rumori, iperattività, leccamenti alle zampe e ai fianchi, morsi a vuoto contro mosche inesistenti. La perdita episodica di controllo solitamente si osserva per la prima volta intorno all’età pubere o in giovani cani adulti e normalmente tende a progredire di intensità col progredire dell’età. Probabilmente anche la sindrome da furia aggressiva (rage syndrome) descritta nello Springel Spaniel è dovuta alla perdita episodica di controllo. Beaver ha descritto una sindrome di collasso mentale che sembra produrre manifestazioni aggressive analoghe (N. H. Dodman). • La netta maggioranza di fenomeni convulsivi nei piccoli animali è caratterizzata da crisi generalizzate (con coinvolgimento della muscolatura di tutto il corpo) fin dal loro esordio. Il comportamento di aggressione può comparire con maggiore frequenza nella fase postictale della crisi quando si riscontrano deficit sensoriali come ad esempio amaurosi (cecità di origine centrale) (M. Bernardini).

TRAUMA CRANICO • La contusione cerebrale, la concussione, la lacerazione, l’edema, le emorragie intracraniche o extracraniche e le fratture del cranio possono essere alla base di un

trauma cranico. A causa dell’edema o delle emorragie a carico delle aree cerebrali, possono comparire numerosi sintomi tra cui il comportamento di aggressione. (N. H. Dodman).

LE PATOLOGIE NEUROPSICHIATRICHE • P. Pageat, tra le patologie comportamentali che appaiono nel periodo dello sviluppo, descrive la Sindrome Dissociativa. È possibile evidenziare una predisposizione razziale (il Pastore Tedesco ed il Bull Terrier sono le razze maggiormente rappresentate) e familiare. L’Autore rileva, intorno al periodo pre - puberale, la presenza di sintomi spia della patologia: nelle femmine si evidenziano timore ed evitamento mentre nei maschi una grande impulsività. L’insieme dei sintomi compare tra il periodo pre - puberale ed i cinque anni di età. Tra questi è possibile evidenziare la presenza di allucinazioni caratterizzate dalla produzione di stereotipie come ad esempio il comportamento di aggressione predatoria a carico di una preda immaginaria. Il comportamento di aggressione può essere diretto nei confronti del partner umano nel caso in cui questo ultimo cercasse di distogliere il cane dall’obiettivo target. P. Pageat ha riscontrato negli individui affetti da questa patologia la presenza di una dilatazione uni o bilaterale dei ventricoli laterali, un’atrofia dell’ippocampo e punte isolate sull’EEG. Tutto ciò dà vita ad un dibattito tra neurologi e comportamentalisti sull’origine del disturbo e sul trattamento da se-

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guire. La Sindrome Dissociativa può essere considerata un modello animale della Schizofrenia umana. • P. Pageat, tra le patologie comportamentali che appaiono nell’adulto e nell’anziano, descrive la Distimia. È possibile evidenziare una predisposizione razziale: il Pastore dei Pirenei, il Bull Terrier, il Dobermann ed il Bichon Frisé sono le razze maggiormente rappresentate. È difficile stabilire la genesi di questa affezione: sembra che la presenza di malattie del comportamento apparse (e non trattate) durante il periodo dello sviluppo costituisca un elemento determinante. Inoltre, una grande percentuale di pazienti è anche affetta dalla Sindrome di Cushing: al momento attuale, però, la ricerca non ha ancora potuto stabilire se la disendocrinia sia primaria o secondaria alla Distimia. La sintomatologia è caratterizzata da imprevedibili variazioni dell’umore dell’animale: nella Distimia unipolare si ha il passaggio dalla normalità all’eccitazione mentre nella bipolare dall’eccitazione, alla normalità ed alla depressione. Durante la fase eccitativa, il cane appare ipervigile ed eccitabile, dorme 6 / 24 ore, presenta fasi di fissità e frequentemente mette in atto un comportamento di aggressione per irritazione (diretta nei confronti dei proprietari o dei cospecifici). La variazione del diametro pupillare (midriasi) indica l’inizio della fase produttiva. L’Autore ha riscontrato la presenza di un’affezione neurologica (idrocefalo congenito o acquisito) nei pazienti affetti da Distimia bipolare. ■


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Sequenziato il genoma bovino. Più riarrangiamenti rispetto agli altri mammiferi Variazioni specie-specifiche in geni associati alla lattazione e alla risposta immunitaria di MARIA GRAZIA MONZEGLIO n vasto gruppo di ricercatori afferenti al Bovine HapMap Consortium e al Bovine Genome Sequencing and Analysis Consortium, che riuniscono decine di centri di ricerca in tutto il mondo tra cui ricercatori del Parco Tecnologico Padano e dell’Università Cattolica di Piacenza, ha sequenziato e analizzato il genoma bovino, rivelando caratteristiche che distinguono questi animali dall'uomo e da tutti gli altri mammiferi placentati.

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22.000 GENIE Come viene illustrato in due articoli pubblicati sullo stesso numero di "Science", il genoma bovino, costituito da circa 22.000 genie, ha una somiglianza genetica con quello umano fino all’80%, più di quello di topi e ratti. Tuttavia ha subito processi di riorganizzazione molto significativi che lo fanno divergere da quello di tutti gli altri mammiferi. "Fra i mammiferi, i bovini sono quelli con il genoma più fortemente 'riarrangiato'. Sem-

brano avere subito molte più traslocazioni e inversioni di frammenti di cromosomi degli altri mammiferi, come i gatti o anche i suini, che pure sono loro strettamente imparentati", ha osservato Harris Lewin dell'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign, che firma un articolo di commento agli altri due sulla rivista "Science". "Se si guarda all'organizzazione generale, l'essere umano ha per contro un genoma molto conservato in confronto a quello ancestrale di tutti i mammiferi placentati."

RIPETIZIONI I punti di rottura evolutivi specifici dei cromosomi sono ricchi di sequenze ripetitive e di duplicazioni e comprendono anche variazioni specie-specifiche in geni associati alla lattazione e alla risposta immunitaria. "Il genoma bovino ha molti tipi di ripetizioni che si sono accumulate nel tempo. Queste ripetizioni fanno molte cose. Possono alterare la regolazione dei geni, rendere i cromosomi instabili e più probabile una ricombinazione inappropriata con altre parti di cromosomi", tanto da rappresentare, osserva Lewin, veri e propri "hotspot dell'evoluzione nel genoma".

FUNZIONI METABOLICHE In una ricerca parallela, inoltre, i ricercatori hanno scoperto che cinque dei 1032 geni che controllano funzioni metaboliche nell'essere umano mancano completamente in quello bovino o hanno assunto funzioni radicalmente differenti. Ciò suggerisce, osservano gli studiosi, che i bovini abbiano vie metaboliche uniche. Uno dei geni mutati, per esempio, è un gene chimerico fra quelli per l'istatina (proteina cicatrizzante presente nella saliva) e per la staterina (altra proteina salivare che inibisce la formazione di cristalli di fosfato di calcio) che porta alla produzione nel latte di una proteina, l'istaterina, con proprietà antibatteriche. "Disponendo della sequenza del genoma si apre una finestra per comprendere come siano avvenuti questi cambiamenti e come i ruminanti abbiano finito per avere quattro stomaci al posto di uno, come lavora il sistema immunitario bovino e come sia in grado di produrre tante proteine nel suo latte", ha concluso Lewin.

35MILA DIFFERENZE Un progetto, collaterale a quello di sequenziamento, ha analizzato anche la differenza

genetica esistente tra 19 razze bovine diverse, tra le 800 oggi presenti nel mondo. "Grazie ad un’analisi di circa 35.000 piccole differenze sul DNA di queste razze – spiega Alessandra Stella, Capogruppo di Ricerca presso il Parco Tecnologico Padano - è stato possibile rintracciare i segni che i millenni di selezione hanno lasciato sul DNA di questo animale, ma allo stesso tempo abbiamo anche verificato che esiste ancora, in questa specie, una buona variabilità genetica, paragonabile a quella che esiste nell’uomo". "Biodiversità importantissima - tiene a precisare John Williams, Direttore Scientifico del Parco – per migliorare la resistenza alle malattie, la longevità e la salute dei nostri animali, con ricadute positive anche sulla qualità e sicurezza dei prodotti da essi derivati".

NUOVE FRONTIERE Interessante anche la possibilità, svelata proprio dall'Università di Piacenza in collaborazione con quella di York, di arrivare a definire la storia evolutiva di una specie attraverso un patogeno, quale è un retrovirus. Responsabili di infezioni in molti organismi viventi, tra cui gli ovini, alcuni di questi virus si legano al DNA in maniera indissolubile, trasmettendosi anche alla prole. Attraverso complesse analisi bioinformatiche si è potuto così scoprire che il Muflone, pecora caratteristica della Sardegna, e il Soay, che invece è presente nel Nordovest della Scozia, appartengono a razze primitive, che ci riportano alla prima colonizzazione della pecora in Europa. Solo successivamente, infatti, l'uomo iniziò la selezione allo scopo di ottenere più lana, bene prezioso all'epoca. Attraverso tali ricerche è possibile comprendere le linee di sviluppo della domesticazione degli animali nel corso dei secoli, come in diverse aree geografiche i caratteri che sono stati scelti differiscano sensibilmente e infine come, da una popolazione ancestrale, si sia giunti a un numero elevato di razze. «Si tratta di studi che aprono nuove frontiere», spiega Paolo Ajmone Marsan (docente di miglioramento genetico e biotecnologie animali dell’Università di Piacenza), «per i bovini oggi abbiamo individuato e messo in relazione più di 37 mila polimorfismi, ovvero variazioni genetiche che danno luogo a differenti caratteri. Si tratta di un numero enorme, impensabile fino a qualche anno fa, quando la ricerca poteva permettersi di lavorare solo su poche centinaia. Il livello di dettaglio a cui possiamo giungere è molto stimolante e determinante per il futuro della zootecnia. I polimorfismi possono essere infatti utilizzati per contraddistinguere e caratterizzare diverse razze, rilevando con maggiore precisione gradi di parentela e affinità». *“The genome sequence of taurine cattle: a window to ruminant biology and evolution” Bovine Genome Sequencing and Analysis Consortium. Science. 2009 Apr 24; 324 (5926): 522-8. *Genome-Wide Survey of SNP Variation Uncovers the Genetic Structure of Cattle Breeds The Bovine HapMap Consortium. Science. 2009 April 24; 324. (5926): 528 532 ■


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Ruolo delle mosche nella trasmissione dei sarcoidi equini Identificato il DNA di BPV-1 nelle mosche in prossimità di cavalli affetti da sarcoidi

papillomavirus bovini (BPV) sono DNA-virus a doppia catena che possono infettare, oltre ai bovini, loro ospiti naturali, numerose altre specie animali, tra cui gli equidi. In questi ultimi, BPV-1 e, meno comunemente, BPV-2, possono indurre la formazione di tumori cutanei fibroblastici (sar-

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PROFILO BIOCHIMICO EQUINO: EFFETTI DELLA PROCESSAZIONE RITARDATA DEL SANGUE

coidi). Tuttavia, la relazione causale tra BPV1/2 e i sarcoidi equini non è stata ben stabilita e non è nota la modalità di trasmissione della malattia. Uno studio pubblicato su Virus Research riporta l'identificazione di DNA di BPV-1 nelle mosche catturate in prossimità di cavalli affetti da sarcoidi. L'analisi della sequenza LCR (locus control region) dei BPV-1 riscontrati nelle mosche indica che questi insetti ospitano le varianti II e IV della sequenza LCR di BPV-1, varianti comunemente identificate nei sarcoidi equini. Questi dati suggeriscono, concludono gli autori, che le mosche possono essere in grado di trasmettere BPV-1 tra gli equidi. (M.G.M.) *“The detection of Bovine Papillomavirus type-1 DNA in flies” Finlay M, Yuan Z, Burden F, Trawford A, Morgan IM, Campo MS, Nasir L. Virus Res. 2009 Apr 29. [Epub ahead of print] ■

n ritardo tra il prelievo dei campioni ematici e le analisi ematobiochimiche è inevitabile nella pratica clinica equina quotidiana, tuttavia gli effetti di questo di ritardo sull’accuratezza dei risultati delle analisi biochimiche non sono stati ampiamente definiti. Uno studio ha ipotizzato che un ritardo della processazione dei campioni fino a 72 ore determini un'alterazione clinicamente rilevante dei comuni analiti biochimici e che la separazione del siero prima della conservazione sia protettiva contro gli effetti del ritardo. Si conservavano e analizzavano a 0, 24, 48 e 72 ore campioni di sangue coagulato, siero separato e plasma conservato in fluoro ossalato di 20 cavalli. La ritardata processazione del sangue equino determinava un aumento significativo della concentrazione di aspartato aminotrasferasi, creatininchinasi, lattato deidrogenasi, acidi biliari totali e magnesio. Si osservava inoltre una diminuzione significativa della concentrazione del glucosio (nel siero e nel plasma conservato in fluoro ossalato). La separazione del siero subito dopo la formazione del coagulo determinava un miglioramento non significativo dell'accuratezza di alcuni analiti. La ritardata processazione del sangue equino, concludono gli autori, può determinare alterazioni biochimiche di rilevanza clinica in casi individuali; tuttavia, nella maggior parte dei casi, in cui il ritardo è pari a pochi giorni e vengono analizzati numerosi analiti contemporaneamente, è improbabile che il ritardo influenzi l'interpretazione dei risultati. La separazione del siero dopo la formazione del coagulo è di limitato beneficio. In caso di processazione ritardata, può essere utile interpretare i campioni clinici riferendosi ai dati del presente studio. (M.G.M.) *“Stability of common biochemistry analytes in equine blood stored at room temperature” Rendle, D.I.; Heller, J.; Hughes, K.J.; Innocent, G.T.; Durham, A.E. Equine Veterinary Journal . Volume 41, Number 5, May 2009 pp. 428-432(5)

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DIRETTORE David Chiavegato, Med Vet, Padova

QUOTE Soci SCIVAC: € 270,00 + IVA 20% Non soci: € 420,00 + IVA 20%

RELATORI Luca Benvenuti, Med Vet, Lucca David Chiavegato, Med Vet, Padova Gian Marco Gerboni, Med Vet, Malpensa (VA) Chris Lamb, MA, VetMB, Dipl ACVR, Dipl ECVDI, FHEA, MRCVS, Royal Veterinary College, Londra (UK) Francesco Migliorini, Med Vet, Roma Federica Rossi, Med Vet, Spec Rad Vet, Dipl ECVDI, Bologna Giliola Spattini, Med Vet, Dipl ECVDI, Reggio Emilia

ECM: In fase di accreditamento

QUOTE Soci SCIVAC: € 1.300,00 + IVA 20% Non soci: € 1.450,00 + IVA 20%

ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36)

La partecipazione a questo corso presuppone una preparazione di base sulla fissazione ossea interna ed esterna

QUOTE Soci SCIVAC: € 700,00 + IVA 20% Non soci: € 850,00 + IVA 20%


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18 Vet Journal Attualità scientifica

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VETERINARIA 17 | 2009

Mineralizzazione prostatica e diagnosi finale di prostatopatia Nei cani sterilizzati di uno studio associazione tra mineralizzazione e neoplasia e malattie prostatiche del cane vengono spesso valutate mediante esame radiografico o ecografico dell'addome. Spesso queste indagini identificano una mineralizzazione prostatica, ma la rilevanza clinica di questo reperto è attualmente sconosciuta. Uno studio ha caratterizzato la relazione tra mineralizzazione prostatica visibile radiograficamente ed ecograficamente e diagnosi finale. Si valutavano le cartelle cliniche di 55 cani con evidenza di prostatomegalia o mineralizzazione prostatica e in possesso di diagnosi citologica. Le immagini radiografiche ed ecografiche venivano valutate per la ricerca di linfoadenopatia retroperitoneale caudale, lesioni vertebrali o altri segni di metastasi; inoltre si valutava semiquantitativamente la mineralizzazione prostatica. Ventidue cani su 55 (40%) erano affetti da neoplasie prostatiche. Riguardo alle neoplasie, nei cani sterilizzati la mineralizzazione aveva un valore predittivo positivo (PPv) del 100%, un valore predittivo negativo (NPV) del 50% e una sensibilità e specificità rispettivamente

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dell’84% e del 100%. La mineralizzazione nei cani interi aveva un PPV del 22%, un NPV del 96% e sensibilità e specificità rispettivamente del 67% e 77%. Tutti i cani sterilizzati affetti da prostatomegalia ma negativi per neoplasia prostatica erano affetti da prostatite batterica ed erano stati castrati entro i tre mesi precedenti. I cani interi con prostatomegalia e mineralizzazione ma negativi per neoplasia erano affetti da cisti paraprostatiche (n = 3), iperplasia prostatica benigna (n = 2) o prostatite (n = 2). Il grado di mineralizzazione non era indicativo di neoplasia. Nei cani sterilizzati che presentavano mineralizzazione prostatica, concludono gli autori, era molto probabile che fosse presente una neoplasia della prostata. I cani interi avevano minore probabilità di essere affetti da neoplasia prostatica in assenza di una mineralizzazione evidenziabile all'esame radiografico o ecografico. (M.G.M.) *“Relationship between prostatomegaly, prostatic mineralization, and cytologic diagnosis” Bradbury CA, Westropp JL, Pollard RE. Vet Radiol Ultrasound. 2009 Mar-Apr; 50(2): 167-71 ■

IL PUNTO SULL’ITTIOSI DEL GOLDEN RETRIEVER no studio prospettico ha descritto gli aspetti epidemiologici, clinici, istopatologici e ultrastrutturali dell’ittiosi del Golden retriever, indagando inoltre le modalità di trasmissione della malattia. Sono stati esaminati 150 Golden retriver, 73 dei quali affetti da ittiosi (35 maschi e 38 femmine); in 40 soggetti affetti si effettuava un’indagine clinica e istopatologica dettagliata. I segni clinici dermatologici includevano desquamazione generalizzata da lieve a moderata a grave, inizialmente caratterizzata da grosse squame biancastre che divenivano progressivamente nerastre. La cute glabra ventrale era iperpigmentata e ruvida, simile a carta vetrata. Il quadro istopatologico era caratterizzato da ipercheratosi ortocheratosica lamellare o compatta da moderata a grave in assenza di un coin-

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volgimento significativo dello strato granuloso. L’indagine ultrastrutturale evidenziava strati di cheratina lamellari o compatti e numerosi corneodesmosomi persistenti nello strato corneo. L’analisi del pedigree suggeriva un’ereditarietà autosomica recessiva. Gli aspetti istopatologici e ultrastrutturali suggeriscono fortemente, concludono gli autori, che l’ittiosi del Golden retriever sia secondaria a ritenzione, causata dalla mancata degradazione dei corneodesmosomi, e trasmessa con modalità autosomica recessiva. (M.G.M.) *Clinical, histopathological and genetic data of ichthyosis in the golden retriever: a prospective study" Guaguere E, Bensignor E, Küry S, Degorce-Rubiales F, Muller A, Herbin L, Fontaine J, André C. J Small Anim Pract. 2009 May; 50(5): 227-35.

DISCOSPONDILITE IATROGENA DA MRSA IN DUE CANI li MRSA (Meticillin-resistant Staphylococcus aureus) erano la causa di una discospondilite insorta in seguito a emilaminectomia toracolombare in due cani. La diagnosi veniva stabilita mediante risonanza magnetica ed esame radiografico, in associazione a coltura dei tamponi microbiologici. Inizialmente si effettuava un trattamento con antibiotici beta-lattamici ma, ottenuta la conferma dell'infezione da MRSA dall’esame colturale e analizzati i risultati dell’antibiogramma, si modificava la terapia somministrando gentamicina e trimetoprim/sulfadiazina. Un cane tuttavia peggiorava e veniva sottoposto a eutanasia. L'altro cane invece migliorava con la terapia appropriata. Il primo tentativo di sospendere la terapia antibiotica quattro mesi dopo l'intervento chirurgico era seguito da una recidiva. Si iniziava quindi una terapia con cloramfenicolo che veniva mantenuta per ulteriori quattro mesi. Il cane non presentava ulteriori recidive dopo 2,5 anni. Occorre essere consapevoli, concludono gli autori, del possibile coinvolgimento degli MRSA nella discospondilite postoperatoria, soprattutto per la scelta iniziale dell'antibiotico in attesa dei risultati dell'esame colturale. (M.G.M.) *“Two dogs with iatrogenic discospondylitis caused by meticillin-resistant Staphylococcus aureus” M. Schwartz, I. C. Boettcher, S. Kramer, A. Tipold Journal of Small Animal Practice. Volume 50 Issue 4, Pages 201 - 205.

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Sicilia Info Regioni

VETERINARIA 17 | 2009

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Stato di fermo per il veterinario Asl che non visita il cane di proprietà L’Ordine scrive al Questore e avvia la denuncia alla Procura

l collega Francesco Francaviglia, Veterinario Dirigente Responsabile del Servizio Veterinario presso il canile municipale di Palermo, "si è correttamente e legittimamente rifiutato di visitare, peraltro gratuitamente, il cane di un privato cittadino". L'Ordine dei medici veterinari di Palermo ha preso posizione sul caso del collega condotto in caserma in stato di fermo il 9 maggio scorso per non aver prestato intervento su un cane di proprietà. L'Ordine ha scritto al Questore chiedendo tutela dai comportamenti di alcuni agenti della polizia. Un giovane si era presentato al canile chie-

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dendo ripetutamente una visita per l'animale adottato qualche tempo prima perché "vomitava e non riusciva a somministrargli le medicine prescritte". Avvisata la polizia, due volanti conducevano Francaviglia in caserma, per rilasciarlo dopo qualche ora. "Invano scrive il Presidente dell'Ordine, Paolo Giambruno - il dr. Francaviglia ha tentato di spiegare agli Agenti delle volanti le ragioni di diritto che gli impedivano di effettuare la prestazione. Il dr. Francaviglia aveva non soltanto il diritto di rifiutare la prestazione, ma ne aveva soprattutto il dovere. Invano ha tentato di spiegare il dr. Francaviglia di svolgere un pubblico servizio, per il quale la legge, oltre che la qualifica di Pubblico Ufficiale, gli assegna anche la qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria". Al Giornale di Sicilia, Francaviglia racconta: "gli agenti mi hanno chiesto di visitare il cane e io ho detto che non era possibile. Il nostro contratto di lavoro vieta di effettuare prestazioni nei confronti dei privati. Avrei commesso un reato. Al mio rifiuto mi sono stati chiesti i documenti. Ho fatto presente di essere un ufficiale di polizia giudiziaria, ho dato loro il mio tesserino, ma non è bastato". Francaviglia ha chiamato il 112, ma "è caduta la linea e a quel punto mi è stato sequestrato il telefonino e sono stato portato in caserma". Il trattamento riservato al dirigente veterinario ha suscitato la protesta dell'Ordine dei veterinari che ha scritto al Questore di Palermo

anche per informarlo che, per gli aspetti penali, "sarà presentata dettagliata denuncia alla Procura della Repubblica". L'Ordine di Palermo ha dato mandato ai propri legali per la difesa presso l'Autorità Giudiziaria della dignità professionale dei propri iscritti". ■

LA CORSA AL MICROCHIP ulla base dei dati del servizio veterinario dell'Ausl 7 di Modica, nel 2008, infatti, furono microchippati 305 cani; nel mese di aprile di quest’anno, i cani che hanno avuto il microchip sono stati 908. Per questa “corsa”, il Comune di Modica ha messo a disposizione la somma di 16 mila euro. “C'è stato un fatto emozionale - spiega Paolo Garofalo, veterinario e presidente del consiglio comunale - ed anche il supporto del Comune, l'unico ente che ha dato la possibilità ai possessori di cani di utilizzare, vista la straordinarietà del momento delle strutture specializzate o meglio gli ambulatori privati”. Adesso, però, si è in un momento di difficoltà poiché i soldi sono finiti e l'Ausl si ritrova senza microchip, in attesa di una nuova fornitura. Ecco allora lo sforzo dei privati o, nel caso specifico, di alcuni veterinari che hanno acquistato di tasca propria gli impianti (il costo è di circa venti euro ciascuno) in attesa che vanga fornito dall'Ausl 7 di Ragusa il nuovo materiale.

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INTIMIDAZIONI "Sono appena tornata dalla Sicilia dove ho potuto visitare alcuni canili e sollecitare dei provvedimenti per costruirne altri, ma appena tornata ho ricevuto anche io e-mail di intimidazioni a questo proposito". Lo confessa il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, intervenuta oggi a Roma ad un convegno del Sindacato italiani veterinari di medicina pubblica (Sivemp), organizzato per denunciare le aggressioni subite dai veterinari durante l'esercizio del loro lavoro di sanità pubblica. "Il messaggio di alcune email era chiaro - sottolinea la Martini - diciamo che 'se mi faccio i fatti miei campo cent'anni'. Ma sono tranquilla e vado avanti, faccio il mio lavoro. La tutela degli animali è un segno di civiltà e se c'é qualcuno che mi impedisce di fare questo, sono certo che fallirà". Il sottosegretario ha già preso le contromisure necessarie. "Ho avvertito la Digos", conferma all’Adnkronos.


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20 Info Regioni Puglia

VETERINARIA 17 | 2009

ECM, Commissione e Consulta per la formazione in Puglia Nella Consulta un rappresentante degli Ordini veterinari on due delibere la Regione Puglia ha istituito un Organismo regionale per la formazione sanitaria. L'Organismo si avvarrà di due strutture: una Commissione regionale per l'Ecm e una Consulta per la Formazione in Sanità. Le delibere, pubblicate sul Bollettino regionale del 30 aprile, stabiliscono i compiti assegnati a questo Organismo, incaricato di gestire e regolamentare lo sviluppo professionale continuo degli operatori sanitari pugliesi. Le attività che l'Organismo deve svolgere sono, fra le altre, quella di verificare la presenza dei requisiti per l'accreditamento dei provider delle aziende sanitarie ed effettuare l'analisi dei bisogni formativi, attraverso un "ridisegno del sistema dell'offerta formativa e rilettura delle organizzazioni per individuare le figure

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sulle quali investire per la realizzazione di un Piano di Formazione Regionale, espressione dei Piani Formativi delle aziende sanitarie". L'intento è di "avviare il processo di sviluppo professionale continuo", rendendo "l'offerta più congrua e finalizzata a differenti percorsi di aggiornamento professionale del personale sanitario operante nelle strutture e nel territorio di competenza". L'attività di formazione continua, è scritto nella delibera "costituisce ‘requisito indispensabile per svolgere l'attività professionale' come dipendente del S.S.N. o libero professionista, per conto delle aziende ospedaliere, delle università, delle unità sanitarie locali e delle strutture sanitarie private". È inoltre prevista la creazione di una banca dati comprensiva dei bisogni espressi e delle attività svolte "per incrementare l'efficacia e la qualità del nostro Sistema formativo, an-

che attraverso una più attenta distribuzione delle risorse pubbliche". La Commissione dovrà "attivare sinergie tra l'ambito sanitario, l'ambito accademico, gli istituti di ricerca, le società scientifiche, gli ordini professionali, le associazioni professionali e l'AReS". La Consulta, in carica per tre anni, definirà le esigenze formative delle diverse figure professionali del Servizio Sanitario Regionale, supporterà le verifiche e le valutazioni finali delle attività formative in collaborazione con la Commissione Regionale per l'Ecm e sarà chiamata ad esprimere suggerimenti e valutazioni sul complesso delle attività formative. Ne farà parte un rappresentante regionale degli Ordini Provinciali Pugliesi dei Medici Veterinari. ■

TRACCE DI DIOSSINA NEL LATTE racce di diossina superiori al limite sono state trovate dai tecnici Asl nel latte prodotto dai capi di bestiame di una masseria di Taranto. La struttura è stata sottoposta a vincolo sanitario. La notizia è riportata dal Corriere del Giorno di Taranto. La masseria si trova nella frazione di Talsano, a dieci chilometri circa dall'Ilva e dalla zona industriale. Il vincolo sanitario riguarda 226 capi, suddivisi in 118 pecore, 68 capre adulte e 40 capre giovani per la riproduzione. Nel dicembre scorso - proprio perché contaminati dalla diossina legata alle produzioni industriali e più specificamente alle emissioni dello stabilimento siderurgico - vennero abbattuti più di 1.100 capi di bestiame appartenenti a sette aziende zootecniche a ridosso dell'area industriale tarantina. Per lo stesso motivo, a Maglie (Lecce) sono destinati all'abbattimento 220 capi di bestiame. Intervenuta sul tema in parlamento, il Sottosegretario Francesca Martini ha dichiarato che la presenza di diossine in alcune aree del Tarantino è all'attenzione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali fin dal marzo del 2008: “questo Dicastero ha seguito l'evoluzione della situazione e, a tal fine, sono state periodicamente convocate specifiche riunioni di coordinamento con rappresentanti della regione Puglia”. Il Sottosegretario ha ricordato la recente normativa regionale che prevede l'obbligo di ridurre le emissioni di diossina a un nanogrammo per metro cubo d'aria entro il 31 dicembre 2009 e a 0,4 nanogrammi per metro cubo d'aria entro il 2010, con l'obiettivo finale di emissioni di diossina pari a 0,1 nanogrammi per metro cubo d'aria entro la fine del 2011. “Nella consapevolezza dell'importanza, ai fini della tutela della salute pubblica, di provvedere, nell'ambito delle attività di gestione del rischio sanitario, ad un idoneo controllo ambientale per l'individuazione delle sorgenti di contaminazione- ha aggiunto questo Ministero ha avviato i necessari contatti con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al fine di definire congiuntamente misure appropriate per contrastare e risolvere la persistenza della contaminazione, allo scopo di garantire un elevato livello di sicurezza per la salute umana, fra cui l'attività di monitoraggio del settore veterinario”. (Agr)

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Solidarietà Info Regioni

VETERINARIA 17 | 2009

La nazionale italiana calcio medici veterinari e la solidarietà

l 2009 si è aperto per la nostra nazionale con diversi impegni calcistici che hanno superato quello che per noi è sempre stato l’aspetto ludico e di aggregazione: infatti, oltre il tradizionale quadrangolare di calcio della sanità svoltosi a Senigallia nei giorni 1, 2 e 3 maggio, abbiamo affrontato anche la prima delle 3 partite del cuore giocata contro gli artisti tv insieme a calciatori ed ex calciatori professionisti in collaborazione con la lega nazionale per la difesa del cane, l’ANMVI ed il CVB. Questi eventi ci vedono protagonisti e in prima linea per beneficenza tanto che nella prima manifestazione, oltre alle partite che ci hanno consegnato un onorevole 2° posto dietro ai biologi, ma davanti ai farmacisti ed ai medici, abbiamo personalmente devoluto 1000 euro come contributo per il reparto di gastroenterologia pediatrico di un ospedale delle Marche, mentre nella 2a manifestazione, svoltasi il 2 maggio a Teramo, la lega nazionale per la difesa del cane ha deciso di devolvere l’intero incasso ai terremotati dell’Abruzzo.

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Ci siamo quindi dovuti “sdoppiare” per questi due concomitanti impegni, ma abbiamo avuto un grande apporto dei colleghi (anche quelli più anziani….) che fanno ed hanno fatto parte della nostra nazionale e che, con grande entusiasmo, hanno partecipato a queste manifestazioni: di questo sono grato a tutti ed orgoglioso di essere il presidente di questa nazionale. Il 29 maggio vi aspettiamo TUTTI allo stadio Neri di Rimini alle 20,30 dove si svolgerà il 2° incontro di beneficenza contro gli ex calciatori facenti parte della onlus William Bottigelli, di cui il famoso ex giocatore E. Di Francesco è il presidente, ed il cui incasso sarà devoluto ai nostri amici a quattro zampe. Ringrazio la Novartis, sponsor unico della nostra nazionale, nella persona del Dr. Michienzi, l’ENPAV che con il CVB ha contribuito a queste gare di solidarietà e l’organizzatore delle partite del cuore Dr. Victor Sacchini per il lavoro svolto e la brillante organizzazione. Stefano Biondi (Presidente Nazionale Italiana Calcio Medici Veterinari)

QUADRANGOLARE CITTÀ DI SORRENTO a Rappresentativa Calcio Medici Veterinari Campania si è aggiudicata la IV edizione del Quadrangolare di calcio Medici Veterinari “Città di Sorrento” vincendo le tre partite in programma sabato 25 e domenica 26 allo Stadio “Italia” contro i colleghi di Puglia/Umbria (3-0), Marche/Abruzzo (4-3) e Lazio (3-2). Al secondo posto si è classificata la Rappresentativa laziale. Terza classificata la Rappresentativa mista Marche/Abruzzo che ha liquidato la Puglia nell’ultima partita del girone all’italiana (2-0). Organizzato dai Medici Veterinari della Campania, con il Patrocinio del Comune di Sorrento e dell’Ordine Provinciale dei Medici Veterinari di Napoli, il torneo si è svolto all’insegna dell’amicizia e dello sport. La premiazione sul rettangolo verde dello Stadio Italia ha chiuso la manifestazione sportiva che ha avuto una coda di solidarietà: la raccolta fondi consegnata direttamente ai colleghi veterinari colpiti dal terremoto.

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22 Previdenza Contributi

1 giugno: scade la prima rata dei contributi minimi Enpav I contributi minimi obbligatori del 2009 ammontano a 1.859,00 euro. Agevolazioni per i giovani

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contributi minimi obbligatori complessivamente dovuti all'Enpav nel 2009 ammontano a 1.859,00 Euro. Si tratta della somma del contributo soggettivo (1.390 euro - sono tenuti al pagamento tutti gli iscritti

all’Ente), integrativo (695 euro - sono tenuti all’applicazione tutti gli iscritti all’ordine dei medici veterinari) e di maternità (49 euro - riguarda tutti gli iscritti all’Ente ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs.26 marzo 2001, n. 151). Diversi gli importi per i medici veterinari che si i-

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scrivono per la prima volta all'Ente di previdenza prima di aver compiuto i 32 anni di età, per il primo anno di iscrizione e per i due anni successivi: per loro la contribuzione totale è ridotta del 50% e corrisponde a 954 euro. I giovani iscritti, tenuti al pagamento

VETERINARIA 17 | 2009

Tipologia di contributo

Contributo minimo

Contributo minimo per i neoiscritti

Contributo Soggettivo

€ 1.390,00

€ 695,00

Contributo Integrativo

€ 420,00

€ 210,00

Contributo di maternità

€ 49,00

€ 49,00

€ 1.859,00

€ 954,00

TOTALE

della contribuzione minima ridotta, potranno pagare in n. 12 rate mensili (dal 1 giugno 2009 al 30 aprile 2009) senza alcuna maggiorazione di interessi di dilazione.

I BOLLETTINI MAV Il versamento dovrà essere effettuato in due rate alle scadenze del 1° giugno 2009 e del 2 novembre 2009. In base ad una recente disposizione dell'Ente, il versamento potrà essere fatto in tre rate da parte di coloro che ne abbiano fatto esplicita richiesta entro il 15 marzo scorso. Il pagamento dovrà essere effettuato mediante bollettini M.Av. emessi dalla Banca Popolare di Sondrio, alle scadenze del 1° giugno 2009 e del 2 novembre 2009. I bollettini sono stati inviati entro la fine del mese di aprile a tutti gli iscritti all’Ente con la sola esclusione di coloro che hanno richiesto l’addebito sul conto corrente bancario (delega R.I.D.). Nel caso di smarrimento/mancato ricevimento dei bollettini è possibile stamparne una copia accedendo alla sezione “Consultazione M.Av/RID” disponibile nell’area iscritti del sito www.enpav.it; contattare il numero verde 800.24.84.64 della Banca Popolare di Sondrio, avendo cura di comunicare la data di scadenza dei pagamenti (1° giugno - 2 novembre 2009). ■

RECUPERA IL CREDITO nmvi e AT Credit Management hanno rinnovato la Convenzione per il recupero del credito. Gli interventi di AT Credit Management saranno concordati e preventivamente autorizzati dal medico veterinario interessato. Le fasi del recupero del credito sono due: 1) Gestione stragiudiziale del credito scaduto sul territorio nazionale; 2) Gestione studio legale. www.anmvi.it

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L’opinione

VETERINARIA 17 | 2009

L’Italia ha affrontato l’influenza con professionalità, decisione e prudenza tre 20 milioni di abitanti e qualche migliaio di infetti in una dozzina di nazioni, non si addicevano al termine di “pandemia” usato e abusato non solo presso i media, ma soprattutto presso gli ambienti scientifici. L’Italia, a mio parere, si è distinta, questa volta, per professionalità, decisione e prudenza. Prima di tutto, onore al merito della

di OSCAR GRAZIOLI Medico Veterinario, Reggio Emilia inalmente, dopo una decina di giorni, almeno le TV di stato hanno cominciato a chiamarla “febbre messicana”, “nuova influenza” o “influenza sudamericana”, lasciando stare i maiali che in questa faccenda avevano ben poche responsabilità. Sarebbe molto interessante seguire il cammino per cui una notizia prende “una certa via”, spesso sbagliata, inducendo in errore chi la deve processare. A meno che non ci sia qualcuno fortemente interessato a distorcere la verità oppure a creare scenari fantasiosi pro domo sua, cosa che si verifica con una certa frequenza, quando ci sono importanti interessi economici in gioco. Fatto sta che, da un giorno all’altro, ci siamo trovati sulle prime pagine dei giornali questa “influenza dei suini”, proveniente dal Messico, con tutto il suo corredo catastrofico: le mascherine, gli uffici e le scuole chiuse, il metro fermo e una città famosa per il caos dovuto a 20 milioni di abitanti, stranamente silenziosa, quasi irreale. Inizialmente sembrava che i decessi, a Città del Messico, fossero centinaia e le persone infette decine di migliaia, mentre il virus varcava la labile frontiera messicana sfociando in USA, ma anche in Canada e poi in Europa. Lo spettro della Spagnola ha aleggiato, per qualche giorno, sulle paginate della stampa, fino a quando, nonostante l’allarme di pubblica emergenza internazionale dell’OMS, si è cominciato a capire che una ventina di morti in una capitale che conta ol-

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Grazie ad un accordo fra @nmvi Oggi e Libero, gli articoli scritti dal Collega Oscar Grazioli per il quotidiano di Vittorio Feltri sono disponibili on line. @nmvi Oggi pubblica regolarmente gli articoli dopo le ore 12.00. La rubrica LiberOscar li mantiene in archivio per la consultazione. @nmvi Oggi ringrazia Oscar Grazioli. www.anmvioggi.it

“nostra “ Ilaria Capua, virologa di diamante dell’IZS, che ha voluto in passato una banca dati oggi preziosa per decifrare il genoma del virus in tempi rapidissimi, verificando peraltro che i tre quarti delle sue componenti erano di origine umana e aviaria. Secondariamente, nonostante la tempesta mediatica, proveniente da oltre oceano, che

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ha inevitabilmente “contagiato” i nostri network c’è stato un giusto livello di allerta con adeguata attenuazione dei toni, da parte della dirigenza sanitaria. Molti hanno intravisto, in questa influenza, un’altra bufala simile alla SARS, sbagliando, a mio avviso, perché gli Orthomyxovirus influenzali, e le variazioni dei loro mosaici, non sono i fantasmi virali di malattie partorite dalla fantasia di qualche “scienziato” a caccia di gloria. Che sorga il sospetto di un business cavalcato dalle ditte farmaceutiche è più che lecito, ma ricordiamo che l’Hong Kong, in piena era antibiotica, fece oltre un milione di morti. Con l’influenza è bene non scherzare, suina, aviare o semplicemente “umana” che sia. ■


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24 Fisco

VETERINARIA 17 | 2009

Lo scontrino fiscale Sempre confusa l'applicazione parlerà di meno dell'IRAP per i liberi professionisti Dal 2010 basterà il codice alfanumerico sulla confezione

o scontrino fiscale, rilasciato dalle farmacie per poter dedurre e detrarre la spesa sanitaria nella dichiarazione dei redditi, non riporterà più in dettaglio lo specifico nome del farmaco acquistato. A partire dal prossimo anno basterà l'indicazione del codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale: i cittadini italiani potranno così continuare a dedurre o detrarre i medicinali, ma saranno più tutelati. Lo scontrino

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ora riporta in chiaro, oltre al codice fiscale dell'interessato, la denominazione del farmaco acquistato ed è quindi in grado di rivelare informazioni sullo stato di salute e sulle patologie dell'acquirente. Il provvedimento fa seguito ai numerosi appelli rivolti al Garante della Privacy per segnalare la lesione della riservatezza e della dignità cui si può andare incontro al momento di presentare la documentazione fiscale per la denuncia dei redditi presso Caf o il proprio commercialista. Per aggirare il problema la soluzione adottata è stata quella di fare riferimento solo al codice alfanumerico, rilevabile anche mediante lettura ottica, che permette di identificare in modo univoco ogni confezione farmaceutica venduta (dosaggio, somministrazione, presentazione). Sulla base del provvedimento del Garante, entro tre mesi l'Agenzia delle entrate dovrà dunque fornire indicazioni per la modifica dello scontrino fiscale rilasciato per l'acquisto di farmaci, indicazioni alle quali le farmacie dovranno adeguarsi al massimo entro il 1° gennaio 2010.

a sentenza n. 29146 della quinta sezione tributaria della Corte di Cassazione rimette in discussione ancora una volta i riferimenti applicativi dell'IRAP per i liberi professionisti. A fronte di un ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate alla Corte di Cassazione contro una sentenza sfavorevole della Commissione tributaria dell'Emilia Romagna che riconosceva ad un libero professionista il rimborso dell'Irap versata per gli anni 1998/2001, il fisco ha trovato attenzione alle proprie richieste. Secondo la Cassazione il professionista era tenuto al versamento dell'IRAP anche se la sua attività era piuttosto limitata. Nella sentenza, la Cassazione contrariamente a quanto deliberato dalla Commissione Tributaria che non avevva ravvisato nell'attività del professionista gli elementi per considerare la sussistenza di una autonoma organizzazione, pur avendo accertato che il contribuente svol-

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geva la sua attività professionale "con l'ausilio di un solo collaboratore", ribalta completamente la posizione dei giudici emiliani. Secondo la Cassazione, infatti, il requisito dell'“autonoma organizzazione", il cui requisito spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità e d'interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo il dato di comune esperienza, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Nel caso specifico, quindi, basta la presenza di un collaboratore non occasionale per ritenere il professionista soggetto all'imposta. Nella sentenza la Corte ricorda anche a chi spetta l'onore della prova che l'autonoma organizzazione non sussiste, ribadendo che è il contribuente che ricorre per avere il rimborso dell'IRAP, avendola versata a suo parere indebitamente, a dover dimostrare l'assenza delle condizioni che giustificano l'applicazione dell'imposta. ■

IVA DIFFERITA a Circolare n. 20/E fornisce chiarimenti relativi alla nuova disciplina dell'esigibilità differita dell'IVA, introdotta con l'art. 7, D.L. n. 185/2008. Con la circolare in oggetto, l'Agenzia delle Entrate ha individuato il nuovo regime Iva previsto per i soggetti di piccole dimensioni in caso di cessioni di o prestazioni di servizi per le quali l'Iva diventa esigibile al momento dell'effettiva riscossione del corrispettivo. In questo modo, prende il via il regime opzionale dell'Iva di cassa che si applica alle operazioni effettuate dal 28 aprile 2009 dai soggetti passivi IVA con volume d'affari fino a 200 mila euro. In questo modo, i soggetti hanno diritto alla detrazione dopo un anno dall'emissione della fattura anche senza pagamento del corrispettivo. Inoltre, l'accredito sul conto corrente diviene determinante per individuare il momento in cui l'Iva diventa esigibile in caso di pagamento non in contanti.

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26 Anmvi International

VETERINARIA 17 | 2009

ANMVI International: stranieri tra le eccellenze lombarde Si ripete anche per il 2009 il successo del progetto di ANMVI International e Regione Lombardia con i medici veterinari dell’Est Europa

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i è conclusa con grande soddisfazione la settimana internazionale, organizzata da ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e Re-

gione Lombardia, che ha visto protagonisti professori universitari e giovani veterinari provenienti da Russia, Bielorussia, Estonia, Repubblica Slovacca, Ungheria e Polonia. Il progetto, giunto alla seconda edizione, ha l’obiettivo non solo di creare scambi tra di-

verse culture professionali, mettendo a confronto le diverse realtà produttive, economiche ed epidemiologiche tra la Lombardia ed i paesi dell’Est, ma anche di fornire ai medici veterinari stranieri il significativo spaccato cremonese nel settore degli animali da reddito e della filiera agroalimentare. In questa direzione i veterinari stranieri hanno accolto con grande disponibilità e interesse le realtà d’eccellenza della regione. La settimana ha previsto diversi appunta-

menti: oltre all’accoglienza in Palazzo Trecchi (sede di ANMVI), una visita guidata della città ed a diverse realtà agro alimentari della provincia. Tra esse, il centro d’essiccazione di Cà d’Andrea, il caseificio Cà De Stefani, dove i veterinari hanno potuto osservare le varie fasi della produzione di grana e provolone, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna con sede a Brescia, un grosso allevamento suino ed uno bovino a Pessina Cremonese. In particolare, nell’Azienda Agricola Malvasia i veterinari stranieri hanno potuto osservare una concreta realtà bovina del nostro territorio. La settimana internazionale si è conclusa con il convegno SIVAR (Società Italiana Veterinari Animali da Reddito) durante il quale i medici veterinari hanno avuto modo di confrontarsi con colleghi di rilievo e fama nazionale ed internazionale. ANMVI International, da sempre, si impegna sul fronte internazionale per abbracciare le diverse realtà creando opportunità unitamente alla responsabilità di formare e informare. ■

PREMIO BIZZOZZERO A ROMANO MARABELLI l Gruppo Agricolo - Culturale A. Bizzozero ha conferito il premio Bizzozero 2009 al dottor Romano Marabelli, Capo Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza degli Alimenti del Ministero della Salute. Il riconoscimento è stato conferito nell'ambito del Convegno "Qualità e Sicurezza Alimentare: prospettive ed opportunità di questo binomio in relazione al Libro Verde dell'Unione Europea" tenutosi il 9 maggio a Parma. il "Premio per Meriti agricoli A. Bizzozero 2009" è stato assegnato con la seguente motivazione: "Perché il Prof. Marabelli, svolgendo il suo percorso professionale al più alto livello di responsabilità ministeriale quale Capo Dipartimento, rappresenta sia a livello nazionale che comunitario il funzionario che da sempre ha difeso il concetto che vuole la sicurezza alimentare come un pilastro fondamentale nella produzione agricola”. Oltre ad essersi “distinto nella ricerca e nella divulgazione di nuove strategie alimentari e produttive”, Marabelli “ha mantenuto alta l'attenzione del Ministero della Salute ed in particolare del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria sullo specifico settore dell'agricoltura potenziando sia il settore della salute degli animali e delle piante che quello della valutazione e della comunicazione del rischio per i consumatori e per gli scambi internazionali”.

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Tutela animale Attualità

VETERINARIA 17 | 2009

In arrivo un disegno di legge per il cavallo A breve in Parlamento anche l’iniziativa del Governo per la riforma della 281 sentata dal medico veterinario."

RACCOLTA DELLE ORDINANZE Saranno raccolte in un disegno di legge in tempi brevissimi, "probabilmente un paio di

ntervenuta alla presentazione della fiction televisiva "L'uomo che cavalcava nel buio", il 7 maggio il Sottosegretario alla salute Francesca Martini ha annunciato la presentazione di un Disegno di Legge sulla salute del cavallo all'interno del quale saranno contenute indicazioni per il contrasto al doping. In particolare l'on. Martini ha poi dichiarato: "in questo contesto è fondamentale richiamare tutto il comparto sportivo alla necessità di informare relativamente ai gravi rischi legati al doping e all'esigenza di una dura e severa lotta contro questo tipo di attività che altera le prestazioni degli atleti. Licenzierò tra poco un DDL sulla salute del cavallo che conterrà delle specifiche indicazioni di contrasto al doping. Vorrei inoltre evidenziare il ruolo del cavallo come risorsa sociale, non soltanto come aiuto fondamentale nell'ambito di quelle patologie psichiche o motorie che vengono attenuate o curate attraverso l'ippoterapia o la riabilitazione equestre ma anche come compagno dell'uomo. Grazie alla grandissima sensibilità dell'animale, il rapporto uomo-cavallo è infatti un'esperienza altamente formativa che aiuta, soprattutto in età giovanile, a superare problematiche caratteriali o sociali". Il cavallo, ha aggiunto Francesca Martini, costituisce "una risorsa sociale importante, anche per l'indotto economico che le molteplici attività ed esso legate producono. In tal senso vorrei ricordare il Concorso ippico internazionale di Piazza di Siena e la Fiera Cavalli di Verona quali eventi sportivi di eccellenza che divengono fondamentali anche per la diffusione di una corretta cultura equestre legata alla tutela del benessere dei cavalli".

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ORDINANZA PER LA TV Infine, un altro annuncio: a breve un'ordinanza sull'utilizzo di animali nelle produzioni cinematografiche e televisive nel quale, ha detto il Sottosegretario, "introdurrò obbligatoriamente una figura di garanzia sui set rappre-

settimane", tutte le ordinanze dell'ultimo periodo sulla tutela degli animali. A confermarlo è il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, nel corso di alcune dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa. Le ordinanze

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andranno raccolte in un testo unico, "ma la materia è già in discussione alla Camera”, alla Commissione Affari Sociali. "Nel disegno di legge - prosegue - entreranno tutte le ultime ordinanze. Mi riferisco a quella sui microchip di identificazione dei cani, a quella che vieta l'utilizzo e la detenzione di esche o di bocconi avvelenati e a quella sulla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani. Nel disegno di legge - conclude Martini ci sarà spazio anche per l'ordinanza che tutela gli animali dei set televisivi". Il Sottosegretario ha anche auspicato più garanzie e formazione nel settore dei toelettatori, ricordando la sua esperienza personale: “ho perso la mia barboncina Margot dopo l'intervento di un toelettatore che ha causato un'infezione con la rottura di un angioma”. ■


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28 Osservatorio farmaco Novità

VETERINARIA 17 | 2009

Il farmaco: un’esclusiva del veterinario Presentato al Congresso della Sivar un decreto sull’uso esclusivo del farmaco medicinali veterinari che richiedono speciali accorgimenti e specifiche competenze ai fini della loro somministrazione agli animali saranno utilizzati esclusivamente dal medico veterinario. Lo stabilisce un decreto di imminente emanazione sull'utilizzo e la detenzione di medicinali ad uso esclusivo del medico veterinario. Il decreto è stato annunciato da Gaetana Ferri, Direttore generale della sanità animale e del Farmaco veterinario all'11° Congresso Nazionale Sivar venerdì 8 maggio. La dirigente ministeriale ha spiegato alla platea della Sivar i risvolti del decreto, con particolare riferimento alla sua applicazione in campo zootecnico. Il decreto investe tutti i settori clinici e relativi trattamenti terapeutici, con la finalità di tutelare maggiormente la salute degli animali stessi e dell'uomo. Il decreto in corso di emanazione elenca i medicinali che, in aggiunta a quelli già stabiliti dalla legislazione vigente (articoli 4 e 5 del decreto legislativo 16 marzo 2006, n. 158 e a quelli previsti dall'arti-

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colo 65 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320) saranno di esclusivo utilizzo, detenzione e approvvigionamento del medico veterinario: abortivi, anestetici locali, anestetici generali, iniettabili e inalatori, anticoncezionali iniettabili, antineoplastici e immunomodulatori iniettabili, specialità medicinali veterinarie per uso intrarticolare, emoderivati, eutanasici. Il riassunto delle caratteristiche del prodotto, sulle etichette e sui foglietti illustrativi dei medicinali, dovrà riportare una dicitura che espliciti l'esclusiva riconosciuta al medico veterinario. Il decreto stabilisce i termini entro i quali si dovrà provvedere all'adeguamento degli stampati e delle confezioni già in commercio. La dottoressa Ferri ha presentato in anteprima il decreto nel corso della relazione "Dal decreto legislativo 119/92 al decreto legislativo 193/ 2006, progressi e prospettive", nell'ambito della sessione congressuale dedicata all'uso del farmaco in allevamento e alla medicina pubblica in zootecnia. ■

Il veterinario in farmacia Vorrei avere informazioni in merito alla vendita all'ingrosso di farmaci veterinari nelle parafarmacie; vorrei sapere se per poter aprire questo punto vendita è necessaria la collaborazione di un medico veterinario. Mi è stato proposto infatti da un parafarmacista di fare da garante veterinario per la vendita di farmaci veterinari nel suo punto vendita. Risponde Giorgio Neri, consulente ANMVI La parafarmacia è un’attività ove è prevista la presenza obbligatoria del farmacista, mentre il veterinario non solo non è previsto ma per le ricadute che potrebbero verificarsi in termini di rapporto potrebbe configurare senz’altro il reato comparaggio, oltre che l’infrazione deontologica derivante da una situazione di cointeressenza. Il Testo unico delle leggi sanitarie (r.d. 27 lu-

glio 1934 n. 1265), all’articolo 170 recita: “Il medico o il veterinario che ricevano, per sé o per altri, denaro o altra utilità ovvero ne accettino la promessa, allo scopo di agevolare, con prescrizioni mediche o in qualsiasi altro modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico, sono puniti con l’arresto fino a un anno e con l’ammenda da euro 206,58 a euro 516,45. Se il fatto violi pure altre disposizioni di legge, si applicano le relative sanzioni secondo le norme sul concorso dei reati. La condanna importa la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo di tempo pari alla durata della pena inflitta”. Il Codice deontologico del medico veterinario tratta di cointeressenza all’articolo Art. 42: “Il Medico veterinario svolge attività professionale a prevalente apporto intellettuale. Qualunque forma di cointeressenza, che condizioni la libertà intellettuale del Medico Veterinario, costituisce violazione del presente Codice Deontologico”. ■

LA TRACCIABILITÀ NELLA RICETTA farmaci per gli animali "non siano i parenti poveri" dei medicinali destinati all'uomo anche perché esiste oggi "un sostanziale allineamento" degli standard produttivi nei due settori: questo l'appello rivolto dai produttori del comparto farmaceutico veterinario a Cosmofarma 2009. Alla rassegna internazionale di prodotti e servizi per la salute, che si è conclusa ieri a Bologna, è intervenuta con un proprio convegno Aisa, l'Associazione nazionale imprese della salute animale che ha stimato il mercato dei farmaci veterinari in Italia in 440 milioni di euro. Roberto Cavazzoni, vice presidente dell'Associazione nazionale imprese della salute animale: in un settore così variegato - ha osservato Cavazzoni - è importante garantire la massima tracciabilità del farmaco e, di conseguenza del singolo intervento terapeutico'', sulla scia di quanto è stato fatto per il farmaco umano". Intervenendo a Cosmofarma, Simonetta Bonati, dirigente del Ministero della Salute, ha preannunciato ''un sistema di registrazione dei prodotti che consenta di tracciare ogni farmaco dalla sua autorizzazione all'immissione in commercio fino alla dispensazione e allo smaltimento. L'istituzione di un sistema di tracciabilità attraverso codice a barre di tutti i medicinali veterinari dispensati con ricetta, una materia che il ministero sta attualmente regolamentando''. Nel settore sono impegnate 40 case farmaceutiche (multinazionali e nazionali), 240 aziende di Otc-healthcare, 350 distributori e oltre 17.500 farmacie dislocate capillarmente. I prodotti farmaceutici veterinari sono 1.868 e corrispondono a circa 5.500 referenze; i più importanti gruppi terapeutici sono gli antiparassitari, gli antibiotici, gli ormonali, i sedativi, gli anestetici, i cardiologici e i vaccini.

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Dalle Aziende

VETERINARIA 17 | 2009

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Protezione solare: una scelta di salute • UVB: a differenza degli UVA sono presenti soprattutto nelle ore centrali della giornata (indicativamente tra le 10 e le 14) e nella stagione estiva. Gli UVB sono responsabili di effetti biologici, quali l’attivazione della vitamina D e l’abbronzatura, ma, in assenza di una protezione adeguata, un’eccessiva esposizione può essere responsabile di danni seri a carico delle cellule cutanee: scottature solari, formazione di tumori cutanei, alterazioni delle funzioni del sistema immunitario • UVC: sarebbero molto dannosi per tutti gli esseri viventi sulla terra ma vengono completamente filtrati dallo strato di ozono che circonda la Terra.

ALTERAZIONI DELLA CUTE DI CANI E GATTI PER ECCESSIVA ESPOSIZIONE AL SOLE

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n dermatologia veterinaria ci si inizia ad occupare dei danni che un’eccessiva esposizione ai raggi solari può determinare a carico di cute e mantello di cani e gatti.

I RAGGI ULTRAVIOLETTI (UV) SI SUDDIVIDONO IN • UVA: costituiscono oltre il 95% delle radiazioni ultraviolette che raggiungono la superficie della terra e penetrano negli strati più profondi della cute. A differenza degli UVB, gli UVA sono più insidiosi in quanto non generano alcuna sensazione e passano anche attraverso il vetro. Un’eccessiva esposizione ai raggi UVA può scatenare foto-allergie e un invecchiamento precoce della pelle.

Gli animali maggiormente a rischio sono quelli a pelo corto e chiaro e cute chiara. Ma anche per cani e gatti dal manto fitto e lungo vi sono delle zone quasi glabre che necessitano di adeguata protezione: il tartufo, la punta delle orecchie, l’addome. Inoltre, poiché l’epidermide del cane è molto più sottile di quella umana, le radiazioni solari possono raggiungere più facilmente gli strati profondi del derma. DERMATITE SOLARE: reazione foto-tossica che causa una progressiva alterazione del DNA e una possibile trasformazione neoplastica. Di solito interessa il dorso della canna nasale e le estremità (orecchie, arti); inizialmente la cute diventa eritematosa e secca con piccole scaglie. Se l’esposizione continua possono formarsi croste e ulcere anche profonde CARCINOMA SQUAMOCELLULARE: può essere di derivazione dalla dermatite solare per aggravamento della stessa.

MALATTIE SU BASE IMMUNOMEDIATA: l’esposizione eccessiva ai raggi solari è un importante fattore di peggioramento di moltissime malattie su base immunomediata. È da evitare in corso di lupus eritematoso discoide e/o sistemico, lupus vescicolare, dermatomiosite, pemfigo complex, soprattutto quello eritematoso e penfigoide.

ALTERAZIONI DEL MANTELLO I raggi UV determinano un cambiamento della composizione chimica del pelo, che subisce un effetto di foto-ossidazione. I danni maggiori sono subiti soprattutto dalla cuticola esterna del pelo per la sua particolare struttura: essa è infatti composta da squame disposte come le tegole di un tetto che sono in grado di riflettere al meglio la luce. Una cuticola ben coesa rende il mantello morbido al tatto, elastico e resistente. Per effetto delle aggressioni di raggi UV, le lamelle che compongono la cuticola tendono ad allargarsi e sollevarsi, a perdere la loro ordinata architettura. Ne consegue un indebolimento del pelo che appare secco, sfibrato, opaco, di diverso colore.

LA RISPOSTA DI BAYER SUN PROTECTION CREMA DERMATOLOGICA “Protezione solare Cute” SPF 15 • Pigmenti minerali riflettono i raggi UVA-UVB e aiutano a proteggere la cute dai danni dell’eccessiva esposizione ai raggi solari. Tale protezione è particolarmente indicata per animali dal mantello di colore chiaro e corto più soggetti a scottature. • Idrata e conseguentemente migliora l’elasticità cutanea in caso di cuscinetti plantari secchi, orecchie e altre superfici cutanee screpolate e ammorbidisce le callosità cutanee

• Idrata e ristruttura grazie alla presenza di ingredienti idratanti e nutrienti e acidi grassi Omega 3 LOZIONE SPRAY “Protezione solare Pelo e cute” SPF 15 Lozione spray per la protezione di cute e pelo di cani e gatti dagli effetti dannosi dei raggi solari. Contiene filtri UVB e agenti idratanti che proteggono il mantello di cani e gatti riducendo l’insorgenza di disidratazione e fragilità causate dall’esposizione ai raggi solari. Leggero e non grasso, ideale per tutti i tipi di mantello forma un velo protettivo invisibile che dona morbidezza e brillantezza. Gli ingredienti idratanti e nutrienti contenuti daranno beneficio anche alla cute, garantendo così un maggior confort all’animale. ■

Boehringer Ingelheim cresce più del mercato farmaceutico Ottime performance anche in Italia nche nel 2008 Boehringer Ingelheim ha proseguito nel suo percorso di crescita centrando gli obiettivi posti ad inizio anno. Come annunciato dall’azienda in occasione della Conferenza Stampa Annuale, il fatturato netto è salito a 11,6 miliardi di euro rispetto a 10,9 miliardi di euro nel 2007, con una crescita del 9,5% esclusi gli effetti di cambio e del 5,9% in euro. Per il 9° anno consecutivo l’azienda, dunque, è cresciuta più del mercato farmaceutico mondiale. Il Prof. Andreas Barner, Presidente del CdA e Resp. dell’area Pharma Research, Development and Medicine, ha espresso la propria soddisfazione per i risultati conseguiti: “Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi crescendo in tutte le aree, in particolare grazie al successo dei nostri farmaci da prescrizione innovativi. Il nostro prodotto di punta, SPIRIVA®, ha superato per la prima volta i 2 miliardi di euro di fatturato, consentendo di trattare con successo più di 10 milioni pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva”. I Farmaci da Prescrizione per U-

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so Umano, infatti, hanno contribuito in maniera considerevole al risultato complessivo con una quota pari al 79%.

I VACCINI PER SUINI TRAINANO LA CRESCITA La divisione Veterinaria ha confermato la sua importanza registrando un’ulteriore crescita del fatturato netto depurato degli effetti di cambio pari al 19,5% e al 14,4% in euro a 467 milioni di euro. Boehringer Ingelheim ha così ulteriormente rafforzato la sua posizione nel mercato dei prodotti veterinari, confermandosi l’azienda con la maggiore accelerazione di crescita fra le 10 più importanti aziende attive nel settore. La crescita è stata trainata dal vaccino per suini INGELVAC CIRCOFLEX®, che ha avuto un’ulteriore impennata del fatturato netto che è cresciuto di più del 140% portandosi a circa 90 milioni di euro. Hubertus von Baumbach ha dichiarato: “Boehringer Ingelheim si sta espandendo con successo e in maniera concorrenziale nella Veterinaria. Con elevati investimenti in ricerca produttiva riteniamo che anche quest’area possa presentare ulteriori miglioramenti per il futuro“.

IN ITALIA Con un fatturato netto pari a 503 milioni di euro, in crescita del 5,1% rispetto allo scorso anno, l’Italia rappresenta il sesto mercato al mondo per il Gruppo Boehringer Ingelheim dopo Stati Uniti, Giappone, Germania, Europa Centrale e Spagna. In particolare, nel comparto dei prodotti per la salute dell’uomo, la divisione dei Farmaci da Prescrizione e Ospedalieri ha totalizzato oltre 307 milioni di vendite nette in progressione del 9,9% rispetto al 2007 e un aumento del 3,3% nella divisione dei prodotti di automedicazione e benessere (65 milioni di euro). In crescita anche la divisione veterinaria con vendite pari a circa 9 milioni di euro (+13,6% rispetto al 2007). “Boehringer Ingelheim Italia rappresenta una realtà importante per il Gruppo, con un giro d’affari in controtendenza rispetto al momento di crisi economica che sta colpendo indiscriminatamente molte aziende presenti sul territorio, con risultati in calo, taglio dei costi e dell’occupazione e chiusura di stabilimenti o delocalizzazione della produzione nei paesi dell’est - precisa Sergio Daniotti, Country Manager del Gruppo Boehringer Ingelheim in Italia - Ci stiamo preparando, infatti, ad inaugurare proprio quest’anno un nuovo impianto di produzione

di principi attivi farmaceutici a Fornovo San Giovanni, in provincia di Bergamo, che vedrà, una volta a regime, l’impiego di circa 200 collaboratori.” Le ottime performance registrate nel 2008 hanno posizionato Boehringer Ingelheim Italia al 4° posto nel ranking per tasso di crescita delle aziende farmaceutiche presenti in Italia. ■


30 Calendario attività Dal 17 maggio al 27 settembre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi Edizioni Veterinarie E.V. srl

17 MAG 17 MAG 17 MAG 29 - 31 MAG

INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN.GIULIA

LA RADIOLOGIA DALLA A ALLA D (DIAGNOSI) - Hotel Internazionale - Cervignano del Friuli (UD) - Via Ramazzotti, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

CRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO - Milano - Via Lampedusa, 11/A - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA LINGUA BATTE DOVE IL DENTE DUOLE.. - Hotel Campanile - Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 62° CONGRESSO INTERNAZIONALE MULTISALA SCIVAC - Palacongressi della Riviera di Rimini, Rimini - Via della Fiera, 52 - ECM: VEN: In fase di accreditamento - SAB: 4 Crediti - DOM: 3 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ENDOSCOPIA DELL’APPARATO GASTROENTERICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - Email: info@scivac.it ENDOSCOPIA APPLICATA ALLE MALATTIE RESPIRATORIE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SCIVAC

9 - 10 GIU

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

11 - 12 GIU

CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti. CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

CORSO REGIONALE DI ECOGRAFIA - Sassari - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO FSA IN COLLABORAZIONE CON SCIVAC

FSA - CORSO DI PREPARAZIONE AL CONTROLLO DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DEL GOMITO E DI ALTRE PATOLOGIE SCHELETRICHE EREDITARIE DEL CANE - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

13 - 14 GIU

CORSO ANMVI IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MED. VET. BOLOGNA

14 GIU

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON BOEHRINGER INGELHEIM

CORSO PER DATORI DI LAVORO IN STRUTTURA VETERINARIA. LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO - Novotel Bologna San Lazzaro - via Villanova n. 31 - Villanova di Castenaso (BO) - ECM: 9 Crediti - Per informazioni: Segreteria ANMVI Tel. +39 0372 403536 - E-mail: relazioniesterne@anmvi.it IL GATTO UN PAZIENTE CHE SI NASCONDE, ASPETTI CLINICI E NUOVE OPPORTUNITÀ - Hotel Melià, Milano - Via Masaccio, 19 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

18 - 20 GIU

CORSO SCIVAC Ultimi posti disponibili

CORSO DI CITOLOGIA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO

ELEMENTI PER UN CORRETTO APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO DELLA MALATTIA CARDIOVASCOLARE - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel.+39 0372 403506 -E-mail: delregionali@scivac.it 2° IT. DIAGNOSTICA PER IMMAGINI: II PARTE - ECOGRAFIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO AVANZATO INTENSIVO - TECNICHE DI ANESTESIA TOTALMENTE INTRAVENOSA (TIVA) - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 3° IT. NEUROLOGIA VETERINARIA: IV PARTE - PRINCIPI DI NEUROTERAPIA MEDICA E CHIRURGICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA VISITA CLINICA E LA MEDICINA COMPORTAMENTALE - ECM: Richiesto Accreditamento- Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it L’ESAME ENDOSCOPICO IN GASTROENTEROLOGIA E PNEUMOLOGIA - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

12 - 14 GIU 12 - 14 GIU

21 GIU 24 - 27 GIU 29 - 30 GIU 8 - 11 LUG 13 SET 20 SET 20 SET 22 - 25 SET 25 SET 25 - 27 SET 26 SET 26 - 27 SET 26 - 27 SET 26 - 27 SET 27 SET 27 SET 27 SET

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC CORSO SCIVAC ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

LA RADIOLOGIA DALLA A ALLA D (DIAGNOSI) - ECM: Richiesto Accreditamento- Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2° IT. ANESTESIA: III PARTE - ANESTESIA NELLE SPECIALITÀ - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

SEMINARIO SIVE

NEUROLOGIA - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

CORSO SCIVAC

SICILIA - CORSO REGIONALE DI DERMATOLOGIA - Ragusa - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO SIVE

NEUROLOGIA - Select Breeders Services Italia - San Daniele Po (CR) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

INCONTRO SIONCOV

CHEMIOTERAPIA - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

INCONTRO SICARV / SIARMUV

QUALI LIMITI PER L’ANESTESIA DI UN PAZIENTE CARDIOPATICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA RADIOLOGICA - Atahotel Quark, Via Lampedusa 11/A Milano - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - Email: info@scivac.it

CORSO SCIVAC

INCONTRO SINUV

INCONTRO SINUV - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

DIAGNOSI E PREVENZIONE DELLA FIP - ECM: Richiesto Accreditamento- Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC UMBRIA

CRONIC KIDNEY DISEASE E STADIAZIONE IRIS: NEFROPATIA CRONICA NEL CANE E NEL GATTO - ECM: Richiesto Accreditamento- Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

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VETERINARIA 17 | 2009

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa l’11 maggio 2009

SOLUZIONI

o in un’ingessatura per ridurre il progressivo aumento dello sfregamento a livello dei capi di frattura

c Per quanto possibile, il paziente non va anestetizzato per l’applicazione di un bendaggio rigido da trasporto, perché ciò aggiunge ulteriore stress d Le fratture del femore o dell’omero non necessitano di un bendaggio per il trasporto, parzialmente, perché sono ben protette da un imponente strato muscolare

a Eseguire analisi coprologiche di tipo qualitativo b Eseguire analisi coprologiche di tipo quantitativo c Eseguire analisi coprologiche con la tecnica della sedimentazione

QUIZ 1

b L’arto fratturato deve essere posto il più rapidamente possibile in un bendaggio rigido

Risposta corretta: a) Incontro S.I.O.C.E. (Società Italiana di Ortopedia e Chirurgia Equina), Soc.specialistica SIVE, Cremona, dicembre 2004

sotto ed al di sopra della frattura per assicurare una buona stabilità alla zona del focolaio

QUIZ 2

a I bendaggi rigidi applicati per il trasporto devono comprendere solo l’articolazione al di

In un allevamento biologico di bovini quale tipo di analisi può consentire di valutare il rischio zootecnico connesso con la strongilosi gatrointestinale?

Risposta corretta: b) La prevenzione delle patologie comportamentali nel cane e nel gatto -Seminario di Medicina Comportamentale SCIVAC Alghero, Settembre 2004

Quale delle seguenti affermazioni relative al trasporto di un equino fratturato è FALSA?


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Professione Veterinaria, Anno 2009, Nr 17  

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