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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

15 2008

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 5, numero 15, dal 21 al 27 aprile 2008 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

ANMVI INCONTRA ASSALZOO

L’ECM SCALDA I MOTORI

BTV 8 MOVIMENTAZIONE BLOCCATA

SARCOMI FELINI DA INIEZIONE

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A PAGINA 15

BREVI CCFV

di CARLO SCOTTI Presidente ANMVI

EQUIDI

CONTRATTO "Lo stop al rinnovo del contratto della dirigenza medica e veterinaria del SSN dei medici dirigenti del Ssn rischia di essere assai lungo”. Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, ha espresso il timore che “tra i tempi di insediamento del nuovo Governo, la stagione estiva di mezzo e la discussione sulla legge Finanziaria, il rinnovo del contratto possa slittare anche di un anno”. Al nuovo Governo si chiede la difesa del Ssn e il rispetto dei contratti nazionali di lavoro.

MRSA Secondo il capo dei veterinari inglesi Fred Landeg il cane può far ammalare. Al Times ha dichiarato che avere troppa confidenza con Fido può essere fatale. “Come veterinario devo invitare le persone a tenere i cani lontani dalla loro camera da letto". Il migliore amico dell'uomo può trasmettere il "superbatterio" Mrsa, lo Stafiloccocco aureo che resiste agli antibiotici ed è responsabile solo in Inghilterra di oltre 200.000 infezioni l'anno, molte delle quali fatali”. Secondo l'Università di Liverpool il 10 per cento dei cani domestici è portatore del Mrsa.

MRSA (2) Uomo infetta cane, e lo uccide. Il caso è stato documentato da alcuni ricercatori italiani del Dipartimento di sanità e benessere degli animali, della facoltà di Medicina veterinaria dell'università degli Studi di Bari. Protagonisti 12 sfortunati cuccioli appena nati che sono morti nell'arco di 10 giorni a seguito di grave setticemia e lesioni emoraggiche provocate da Mrsa che i loro proprietari gli avevano trasmesso.

www.anmvioggi.it

A PAGINA 22

IMPEGNI MANTENUTI

È pronto il decreto del Ministro della Salute per il rinnovo della Commissione Consultiva del Farmaco Veterinario. La Commissione, in carica per il triennio 2008-2010, è collocata presso la Direzione Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute. La Commissione è un organo di consultazione nominato dal Ministro della Salute. Essa effettua la valutazione preliminare alla autorizzazione alla immissione in commercio, per gli aspetti di tecnica farmaceutica, farmaco-tossicologia e clinica dei farmaci destinati agli animali. La Direzione Generale di Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha inviato in data 15 aprile 2008 una nota agli Assessorati alla Sanità, al NAS e alle organizzazioni del settore in cui si legge che "è stata accolta la richiesta delle Associazioni di consentire lo smaltimento delle scorte dei medicinali veterinari per equidi non DPA (non destinati alla macellazione per il consumo umano) già in commercio al momento della comunicazione in argomento".

VIETATO LEGARE I VITELLI

ANMVI SERVIZI

BPV: la qualità è certificata La certificazione di qualità delle strutture per animali da compagnia è a portata di mano A PAGINA 3

Il cerchio si è chiuso. Un anno fa l’ANMVI organizzava a Palazzo Trecchi una consultazione aperta sul rilancio della nostra professione e i Colleghi lasciavano la sala concordando su tre obiettivi: qualità, immagine e impegno. Con la giornata del 12 aprile scorso (BPV, Leavet, SIVA, L’evoluzione della Professione) possiamo dire di avere raggiunto almeno i primi due traguardi e di avere mantenuto la parola data. La Commissione ANMVI per la Qualità (grazie a Paolo Bossi, Marco Melosi, Marco Viotti, Francesco Carrani, Silvia Tramontin, Andrea Cereser e Andrea Verme) ha portato a termine la stesura di un Manuale di Buone Pratiche Veterinarie che apre la strada alla certificazione di qualità. La maggiore visibilità nei confronti del pubblico, che un anno fa si chiedeva a gran voce, potrà essere meritatamente rivendicata, attraverso la promozione di una veterinaria altamente professionale

non solo sul piano medico-scientifico, ma anche sul piano della metodologia e del management. Non sarà più tanto facile accusarci di non avere regole e non avrà più gioco facile chi svende la nostra immagine. Possono certificarsi tutti i veterinari che lo desiderano. Questa è la regola della qualità: la consegue chi vuole, chi ci crede, chi si impegna. E a proposito d’impegno, il terzo obiettivo della consultazione di un anno fa, non sta all’ANMVI dire se sia stato raggiunto o meno. Non sta all’ANMVI, l’avevamo detto. L’ANMVI offre delle opportunità. Sta alla Categoria coglierle e farle proprie. E di opportunità in opportunità, crediamo che anche il progetto LEAVet sia da sposare senza riserve e debba essere visto come una grande occasione di riscatto. Per il progetto Leavet, se c’è bisogno di ricordarlo, non occorre né essere certificati, né altro. Basta essere in regola con l’autorizzazione sanitaria. La veterinaria privata ha in mano le carte giuste. Prepa■ riamoci a giocarle.

CONFLITTO DI INTERESSI IL "CONFLITTO DI INTERESSI" È UN TEMA DI CUI SI PARLA MOLTO NEL NOSTRO PAESE ANCHE SE POI, in verità, ci si limita a parlarne. Il ritorno di Berlusconi al Governo svilupperà nuovamente un'ampia discussione sull'argomento. Restando nel nostro settore, al Convegno ANMVI del 7 aprile sulla sicurezza alimentare, si è parlato molto di controllore e controllato e di conflitti di interesse che non garantiscono le procedure per la sicurezza alimentare. A questo proposito l'ANMVI ha già avuto modo di segnalare la non opportunità che il Segretario di un sindacato di veterinari pubblici possa ricoprire il ruolo di Presidente dell'Autorità Nazionale per la Sicurezza Alimentare. La cosa era già stata da noi evidenziata quando lo stesso era entrato nel Consiglio Superiore di Sanità. L'ANMVI era anche intervenuta subito con l'allora Ministro Bindi per evidenziare il rischio che l'intramoenia, allargato anche al settore veterinario, se non rigidamente regolamentato e limitato alle finalità del servizio pubblico, sarebbe stato causa di evidenti conflitti di interesse. Abbiamo anche denunciato, su richiesta di alcuni colleghi dipendenti di mangimifici, la situazione di conflitto di interessi in cui questi si trovano nello svolgere la professione veterinaria. Di conseguenza, anche recependo le nostre richieste, il Ministero della Salute ha limitato, con DL del 24/7/2007, N. 143, ad alcune categorie veterinarie la possibilità di essere responsabili dell'armadietto farmaceutico negli allevamenti. Può darsi che il testo del Decreto sia troppo rigido e debba essere chiarito meglio, ma il principio che esprime resta indiscutibile.

www.@nmviOggi.it - L’informazione Veterinaria On Line


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Qualità Anmvi Informa

VETERINARIA 15 | 2008

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Certificare le Buone Pratiche Veterinarie La strada è tracciata e da oggi tutti i medici veterinari che desiderano fare il salto di qualità possono iniziare a percorrerla: si parte dal Manuale ANMVI delle BPV per arrivare alla certificazione di PAOLO BOSSI E ANDREA VERME artendo dal Codice europeo della FVE, già propedeutico alla certificazione, siamo finalmente arrivati al Manuale ANMVI di Buone Pratiche Veterinarie, un disciplinare che consente di applicare le BPV, con metodo e criteri mutuati anche dai sistemi di qualità. Il Manuale è tutto italiano ed è basato sulla realtà professionale nostrana. La Commissione dell’ANMVI che l’ha realizzato si è senz’altro confrontata con le esperienze avanzate del Regno Unito (dove a fine 2007 risultava certificata più della metà delle strutture), della Francia e del Belgio, ma ha poi condotto una sperimentazione in dieci strutture pilota, proprio per verificare l’applicabilità del Manuale alle strutture italiane per gli animali da compagnia. Dal Manuale alla certificazione il passo può essere molto breve. “Certificazione” è un termine proprio dei sistemi di qualità, ma non è più un termine per soli addetti ai lavori, perché il pubblico è ormai abituato a sentirne parlare e ad associarvi l’idea della qualità garantita. L’ANMVI ha dunque scelto di calare le BPV nei processi di certificazione riconosciuti dagli enti che operano nei sistemi di qualità. Sul Manuale è stato richiesto il patrocinio della FNOVI e quello del Ministero della Salute.

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campo agroalimentare che ha fatto di questo ente il più vicino al settore veterinario

Il Manuale di Buone Pratiche Veterinarie è alla portata di tutte le strutture veterinarie, indipendentemente dalle dimensioni e dall’organizzazione. Anche chi è titolare unico può certificare la propria struttura applicando, proporzionalmente, le buone pratiche. Si parte dai requisiti minimi di legge ed autorizzativi. Universalità non vuol dire livellamento della professionalità. Al contrario, se tutte le strutture hanno accesso al percorso di qualità, solo le strutture realmente disposte a impegnarsi nell’innalzamento qualitativo della propria attività potranno conseguire il traguardo. Per la categoria è una grossa opportunità per segnare un netto distacco da certa veterinaria da “far west”, biasimata dalla veterinaria virtuosa e causa di gravi danni di immagine all’intera categoria. Inoltre, ogni grado di struttura ha il suo grado di proporzionale certificabilità. Ad esempio la struttura che non esegue determinate prestazioni, non dovrà applicare la parte del disciplinare che a queste si riferisce. Benché realizzato dall’ANMVI, il percorso di qualità non è nemmeno riservato agli iscritti delle associazioni federate: tutti i medici veterinari possono richiedere il Manuale e, sulla base di questo, la certificazione BPV.

TERZIETÀ

CERTIFICAZIONE BPV O ISO? Il Manuale ANMVI è il percorso da seguire per arrivare ad una certificazione bpv. È una certificazione a tutti gli effetti a cura di un ente certificatore (il CSQA), ma è una certificazione “originale”, basata su standard specifici del settore della medicina veterinaria per animali da compagnia. Certamente, le strutture certificate BPV che lo volessero potrebbero fare un ulteriore passo e richiedere la certificazione ISO 9001, partendo da una base di sicuro vantaggio.

IL CSQA

REMUNERATIVITÀ

UNIVERSALITÀ

Applicare il Manuale ANMVI di Buone Pratiche Veterinarie significa applicare una procedura gestionale, generata all’interno della professione e riconosciuta da un ente terzo come una procedura certificabile. È infatti la Categoria ad essersi data questo disciplinare di buona pratica (la Commissione si è confrontata in due anni di lavoro con moltissimi Colleghi attraverso audizioni e consultazioni frequenti), nel rispetto della deontologia nazionale ed europea e - superfluo a dirsi- delle norme di legge. È poi la Categoria stessa a portare questo disciplinare ad un ente certificatore chiamato a verificarne l’effettiva e corretta applicazione. La caratteristica del percorso di qualità proposto da ANMVI è innanzitutto la terzietà: un organismo indipendente, individuato nel CSQA, certificherà le strutture in cui le buone pratiche sono applicate secondo criteri rispondenti ai principi della qualità. La terzietà è un requisito emerso anche nel corso della consultazione avviata dalla FNOVI su questi argomenti. L’ente di certificazione è il garante di un patto di fiducia tra il veterinario e il cliente.

Il CSQA è un ente di certificazione italiano accreditato, che opera a livello internazionale nei settori Agroalimentare, Pubblica Amministrazione e Territorio, Servizi pubblici e socio-sanitari, Turismo, Sport e Benessere, Servizi, Scuola e Formazione, Cultura. Il CSQA è stato scelto - fra gli altri enti consultati dalla Commissione - anche per l’esperienza in

scarsamente valorizzata e vessata da politiche come quella dell’ex Ministro Bersani che non ha nemmeno riconosciuto il valore dei minimi di tariffari e quindi di qualità delle nostre prestazioni. Se non cogliamo questa opportunità non saremo in grado di crescere nella considerazione pubblica della nostra professione e non avremo sufficienti elementi di riqualificazione agli occhi di chi sta fuori dai nostri ambulatori”.

VISIBILITÀ La struttura certificata potrà comunicare ai clienti acquisiti e potenziali, alle istituzioni e al pubblico il proprio traguardo. Nelle forme consentite dalla pubblicità sanitaria, sarà possibile mostrare il cosiddetto “bollino” (un marchio ufficiale, rilasciato da CSQA) attestante il conseguimento della certificazione. Il CSQA renderà inoltre noto al pubblico l’elenco delle strutture veterinarie da questi certificate per la libera consultazione degli utenti. Il vantaggio della visibilità ha molti risvolti anche sul piano dell’interlocuzione nei confronti di enti pubblici, associazioni protezionistiche, istituti di credito, compagnie assicurative, soggetti finanziari, ecc… che potranno verificare le garanzie di qualità offerte dalla struttura e quindi il suo maggior grado di autorevolezza e credibilità.

RILANCIO “La certificazione bpv è anche un’occasione di riscatto della nostra professione- ha dichiarato il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti-

UN PROGETTO A 6 FASI FASE 1 REDAZIONE MANUALE ANMVI BPV SET 06 - OTT 07

FASE 2 SCELTA ENTE DI CERTIFICAZIONE OTT 07 - DIC 07

FASE 3 FORMAZIONE AUDITOR APR - LUG 08

Applicare il Manuale e sostenere verifiche sulla propria qualità comporta un dispendio di energie soprattutto intellettuali. Il costo economico da affrontare viene ampiamente ripagato dalla razionalizzazione delle modalità di lavoro. Seguire un disciplinare vuol dire innanzitutto lavorare meglio, grazie ad un salto di qualità gestionale, innovativo dal punto di vista manageriale-imprenditoriale. Il Manuale è un aiuto e un investimento: una spesa che si traduce in razionalizzazione del tempo-lavoro impiegato nella struttura, senza perderne in discussioni coi collaboratori, coi colleghi e con i clienti. Le procedure di qualità sono pensate per azzerare i fattori responsabili della perdita di tempo. E il tempo è denaro…

BUROCRAZIA? Tra i documenti obbligatori che una struttura deve redigere nell’applicare il Manuale figura la Carta dei Servizi. Si tratta di una dichiarazione dei servizi resi dalla struttura, gli stessi per i quali si dichiara al pubblico il conseguimento della certificazione. Indubbiamente, la parte documentale costringe a scrivere le proprie regole, ma anche in questo dobbiamo leggere un vantaggio e non un onere. È proprio su questo aspetto metologico che entrano in gioco i principi “sacri” della qualità come il cosiddetto “ciclo di Deming” secondo il quale ci si dà la regola, la si applica, se ne verifica la bontà e la si modifica di conseguenza. Burocrazia? Dipende dai punti di vista. La documentazione che accompagna l’esercizio della professione costringe a fermarsi e a riflettere sul proprio lavoro e a ragionare su come impostarle e condividerle con i collaboratori e i Colleghi della struttura. Se condividiamo il concetto che la qualità deriva da atteggiamenti virtuosi che chiedono impegno e volontà la domanda posta in questo paragrafo decade di conseguenza.

FORMAZIONE

FASE 4 SPERIMENTAZIONE MANUALE E CERTIFICAZIONE GEN - GIU 08

FASE 5 RILASCIO PRIMI CERTIFICATI MAR-08

FASE 6 MANTENIMENTO CERTIFICATI 2008 - 2011

Sottoporsi alla verifica per il conseguimento e io mantenimento della certificazione richiede preparazione. Chiunque può prepararsi da “autodidatta” ad applicare il Manuale e quindi chiedere di sostenere l’esame per la certificazione. Oppure può chiedere di essere assistito nella preparazione attraverso un consulente specializzato. Infine, può addirittura formarsi come “auditor BPV”, ossia frequentare corsi formativi per il rilascio di una qualifica che consente di affrontare un percorso professionalizzante all’interno dei sistemi di qualità.

EVOLUZIONI Il percorso di qualità fino ad ora delineato riguarda le strutture per animali da compagnia. Non si tratta di un metodo statico, ma suscettibile di costanti revisioni e adeguamenti. Un secondo aspetto evolutivo riguarda l’allargamento ad altri settori della veterinaria per i quali saranno studiati adeguati percorsi di qualità. ■


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4 Anmvi Informa Faq

E adesso largo alle domande È già possibile intraprendere il percorso verso la certificazione BPV. Ecco come in 20 faq QUALI SONO LE FINALITÀ DEL PROGETTO QUALITÀ REALIZZATO DALL’ANMVI? L’elaborazione di un Manuale di Buone Pratiche Veterinarie certificabile rappresenta uno strumento di tutela della salute dell’animale da compagnia, uno strumento di tutela e promozione individuale del professionista, uno strumento di tutela della categoria, uno strumento promozionale.

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CHI PUÒ CERTIFICARSI? Tutti i titolari di struttura veterinaria autorizzata che esercitano nel campo degli animali da compagnia, in regola con le norme di legge, possono intraprendere il percorso della certificazione di qualità. Indipendentemente dalla tipologia, dalle dimensioni e dal numero di addetti, collaboratori o Colleghi presenti nella struttura. Il principio ispiratore è l’universalità. Il Manuale ANMVI di Buone Pratiche Veterinarie è costituito da un insieme di regole che comprende e supera il minimo richiesto per legge.

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dire “guardate come siamo bravi”.

DI QUALE TIPO DI CERTIFICAZIONE SI TRATTA? Tecnicamente si tratta di una certificazione di prodotto basata sulle BPV. Oggetto della certificazione sono le Buone Pratiche Veterinarie applicate nella struttura, secondo le regole e i metodi applicativi descritti in un disciplinare predisposto da ANMVI. Si tratta di una certificazione “specifica”, basata sulla veterinaria e pensata per la veterinaria.

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sarà rilasciato dal CSQA. Anche il CSQA si è impegnato a svolgere un’opera di promozione verso l’utenza della certificazione di qualità in campo veterinario. Farà una grande opera di promozione l’ANMVI stessa nei confronti di tutti gli operatori del settore, dagli animalisti ai consumatori, dalla stampa alle istituzioni.

COME FACCIO AD AVERE IL MANUALE?

Una Commissione composta da tre Colleghi titolari di struttura (Francesco Carrani, Marco Melosi, Marco Viotti) e da tre Colleghi certificatori (Andrea Cereser, Silvia Tramontin, Andrea Verme), presieduta da un Collega (Paolo Bossi) che ha coordinato i lavori interni e le consultazioni esterne con professionisti dei sistemi di qualità, Colleghi esperti della normativa veterinaria, soggetti esterni ed internazionali operanti nel campo della certificazione per strutture veterinarie (Regno Unito, Francia, Belgio). La Commissione si è basata

Il Manuale verrà pubblicato su supporto informatico (CDRom) per favorire un utilizzo dinamico ed interattivo in tutte le sue fasi di attuazione. Può essere prenotato fin da ora, facendone richiesta all’ANMVI (anmviservizibpv@anmvi.it). Il costo sarà di 60,00 euro.

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È OBBLIGATORIO CERTIFICARSI? No. Il percorso è volontario e non rappresenta in alcun modo un onere a carico delle strutture veterinarie che non ritengono necessaria o utile la certificazione. Il principio, in questo caso, è la volontarietà.

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CHI CERTIFICHERÀ LA MIA STRUTTURA? Il CSQA (www.csqa.it), un ente certificatore di affermata competenza nel settore della qualità, individuato dalla Commissione ANMVI per la Qualità come il soggetto più idoneo, per esperienza e convenienza a certificare le buone pratiche veterinarie. Non si tratta di una autocertificazione, ma di una certificazione basata sul principio della terzietà: evitare il rischio dell’autoreferenza, cioè che sia la categoria stessa a

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COME FUNZIONA? Per chi intende ottenere la certificazione BPV, attraverso l’ente di certificazione di riferimento per ANMVI (CSQA), sono possibili due strade: la messa in atto del disciplinare previsto dal Manuale a cura del titolare della struttura, che potrà autonomamente presentare domanda di certificazione a CSQA tramite ANMVI; oppure, se il titolare lo ritiene opportuno e utile, utilizzare un piano di assistenza e di consulenza di ANMVI Servizi che aiuterà la struttura alla predisposizione del sistema documentale ed operativo necessario a superare con esito positivo la verifica del CSQA.

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I costi da sostenere sono “fuori dal mercato”, sono cioè le migliori condizioni ottenute da ANMVI sul mercato delle certificazioni di qualità. Vanno distinti i costi di consulenza (opzionali, sono rivolti a chi vuole raggiungere la certificazione in tempi brevi e con il minor tempo personale da dedicare) ed i costi di certificazione (obbligatori per tutti, necessari a conseguire l’ambito riconoscimento). Consulenza. ANMVI Servizi offre consulenza specializzata, per preparare la struttura ad affrontare la visita di certificazione BPV e per aiutare la struttura a mantenerla nel tempo, attraverso due tipologie di contratti (BASE per le piccole strutture, PLUS per quelle più complesse). Il contratto BASE è stato studiato per contenere i costi di consulenza, permette di ottenere assistenza e formazione senza grandi investimenti (studiato per strutture mediopiccole che vogliono contenere i costi); Il contratto PLUS è rivolto invece per chi necessita di una personalizzazione maggiore del servizio, soprattutto in strutture mediograndi. I costi ipotizzati di consulenza sono i seguenti: Contratto “BASE” primo anno € 600,00 (Euro seicento/00) + I.V.A. 20% Contratto “BASE” anni successivi € 400,00 (Euro quattrocento/00) + I.V.A. 20% Contratto “PLUS” primo anno € 1.800,00 (Euro milleottocento/00) + I.V.A. 20% Contratto “PLUS” anni successivi € 1.200,00 (Euro milleduecento/00) + I.V.A. 20% I contratti di consulenza hanno una durata triennale (come il certificato BPV) e sono rinnovabili a scadenza su richiesta della struttura. Certificazione. I costi di certificazione sono quelli necessari allo svolgimento dell’istruttoria, dell’analisi documentale e delle verifiche ispettive in campo da parte dell’ente di certificazione di riferimento (CSQA), sia per la fase di certificazione che per quella di mante-

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QUANTO COSTA?

L’unico prerequisito è l’aderenza della struttura alle norme di legge. Non sarà possibile infatti certificare una struttura che non sia in regola con i fondamenti della Legge (es. sicurezza sul lavoro, corretta gestione dei rifiuti sanitari, del farmaco, impianto elettrico a norma, ecc.). A questo riguardo, ci si potrà avvalere delle consulenze prestate da ANMVI Servizi L’ambulatorio chiavi in mano.

Per “certificazione” si intende “una procedura con cui una terza parte indipendente dà assicurazione che un prodotto, processo o servizio è conforme ai requisiti specificati”. In altre parole, significa dare mandato a qualcuno di valutare se e quanto l’operato di un medico veterinario è in linea con le regole di comportamento definite nel Manuale di BPV.

Anche subito. Il Manuale, nella versione licenziata dalla Commissione ANMVI per la Qualità il 4 aprile 2008, è già disponibile su richiesta e per ora viene fornito direttamente dalla Commissione. A breve sarà pubblicato su CDRom.

CHI HA SCRITTO IL MANUALE BPV?

SONO PREVISTI DEI PREREQUISITI?

CHE COSA SIGNIFICA “CERTIFICARE”?

QUANDO POSSO COMINCIARE?

E SE VOLESSI UNA CERTIFICAZIONE ISO? Il percorso ideato dalla Commissione ANMVI è perfettamente compatibile con una certificazione di qualità basata sugli standard internazionali. Il conseguimento della certificazione BPV consente di affrontare una certificazione ISO avendo fatto il 60% del percorso utile. Dalle Buone Pratiche si può salire nella scala dell’eccellenza verso la norma ISO 9001 che è una norma di buona gestione aziendale-imprenditoriale. La certificazione BPV recepisce principi e metodologie proprie dei sistemi di qualità e concetti di management utili a migliorare la gestione imprenditoriale della propria struttura.

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QUALI SONO I VANTAGGI? I vantaggi sono innumerevoli. Ne beneficiano il paziente animale e il cliente e ne beneficia la gestione economico-operativa della struttura; ne beneficia il professionista sul piano dell’immagine e della visibilità attraverso la pubblicità, ai clienti e al pubblico, della certificazione. (v. anche le faq n. 1, n. 10 e n. 18)

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CHI PUBBLICIZZERÀ LA CERTIFICAZIONE?

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Direttamente il professionista che l’ha conseguita, soprattutto attraverso il “bollino” che

sul Codice Deontologico Veterinario, sul Codice Europeo delle BPV elaborato dalla FVE ( e sue evoluzioni), sui disciplinari applicati in Francia, Regno Unito e Belgio e sui testi adottati per i sistemi di qualità da parte dei maggiori enti certificatori nazionali e internazionali.

CHI “CERTIFICA” IL MANUALE? Il Manuale è stato sottoposto alla valutazione dei maggiori enti di certificazione con particolare riguardo al CSQA. Sono in corso le procedure per il conseguimento formale del patrocinio da parte della FNOVI e del Ministero della Salute.

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HO DECISO DI CERTIFICARE LA MIA STRUTTURA. QUAL È IL PRIMO PASSO DA COMPIERE? Trattandosi di una “certificazione BPV”, basata sul Manuale ANMVI di Buone Pratiche Veterinarie, è preliminarmente indispensabile acquisire, conoscere e applicare il Manuale. Il percorso verso la certificazione non può essere intrapreso, però, senza essere in regola con le norme di legge che regolano le strutture veteterinarie. AnmviServizi è in grado aiutarti nel percorso di implementazione del sistema BPV, attraverso una consulenza professionale specifica.

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zione. Rischi minori di insuccesso, minor tempo sprecato e possibilità di confronto maggiore tra colleghi sono tra i vantaggi della consulenza. Tempo stimato circa 3 mesi, tra l’acquisizione del disciplinare l’ottenimento della certificazione.

nimento di durata triennale. I costi ipotizzati di consulenza sono i seguenti: Certificazione (primo anno) di strutture di dimensioni medio-piccole o con servizi ridotti: € 600,00 (Euro seicento/00) + I.V.A. 20% Mantenimento (anni successivi fino al terzo) di strutture di dimensioni medio-piccole o con servizi ridotti: € 300,00 (Euro trecento/00) + I.V.A. 20% per anno Certificazione (primo anno) di strutture di dimensioni medio-grandi o con servizi complessi: € 1.100,00 (Euro millecento/00) + I.V.A. 20% Mantenimento (anni successivi fino al terzo) di strutture di dimensioni medio-grandi o con servizi complessi: € 600,00 (Euro seicento/00) + I.V.A. 20%.

CHI MI RIPAGA DEI COSTI? Certificarsi è un investimento. In termini imprenditoriali non si tratta di una spesa a fondo perduto, ma remunerativa sul piano della razionalizzazione della risorsa-tempo e della risorsalavoro. Più soddisfazione per il cliente e per il professionista. Eliminazione di sprechi e di perdite di tempo, abbattimento delle difficoltà gestionali, elevato contenimento dei contenziosi con il cliente, migliore gestione dei reclami e soprattutto un aumento della clientela e del giro di affari nelle strutture certificate.

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QUANTO TEMPO CI VUOLE PER ARRIVARE ALLA CERTIFICAZIONE? Dipende dalle dimensioni e dalla complessità della struttura e dalla strada scelta (mi faccio tutto da solo o usufruisco della consulenza ANMVI Servizi).

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HO SENTITO PARLARE DI FORMAZIONE PER AUDITOR. DI COSA SI TRATTA? Per i colleghi veterinari che desiderano approfondire le proprie conoscenze sulla norma ISO 9001 e sulle BPV e/o per coloro che ne vogliono fare una professione, ANMVI in collaborazione con CSQA eroga corsi di formazione specialistici per Valutatore Sistemi Gestione Qualità ISO 9001 (indirizzo agroalimentare), con giornata specialistica sulle BPV. Il corso è riconosciuto AICQ-SICEV ed abilita i partecipanti a diventare valutatori per enti di certificazione. La professione del valutatore sistemi qualità e BPV può essere svolta per conto di enti di certificazione anche part-time e sono pochi i veterinari in Italia che attualmente svolgono tale attività: sicuramente si tratta di un’opportunità in più che ANMVI e CSQA offrono alla categoria. ■

20 Il Manuale dell’ANMVI è stato sperimentato in alcune strutture veterinarie prima della sua stesura finale. Nella foto da sinistra Viotti, Melosi e Bossi in una struttura pilota. Senza consulenza è necessario ipotizzare circa 15-20 giorni di lavoro per leggere il disciplinare, interpretarlo, redigere una documentazione di supporto; è poi necessario condividerne le regole con gli eventuali colleghi, applicare il sistema, correggere gli eventuali errori e richiedere la certificazione. Tempo stimato circa 6 mesi, tra l’acquisizione del disciplinare l’ottenimento della certificazione. Rischi: non interpretare correttamente alcuni aspetti delle BPV ed essere bocciati alla prima verifica di certificazione, con la necessità di doverne sostenere una seconda. Con la consulenza la struttura deve investire una giornata di formazione, nella quale riceverà tutto il sistema documentale BPV chiavi in mano e tutta la formazione necessaria per utilizzarlo correttamente, ed impiegare altre

3-4 giornate di lavoro per la personalizzazione del sistema documentale. Nella consulenza è inoltre prevista la disponibilità di uno sportello informatico qualità ANMVI al quale esprimere i propri dubbi, la disponibilità di un consulente presso la propria struttura (contratto plus) e l’assistenza durante la certifica-

INCONTRO ANMVI ASSALZOO 'ANMVI ha incontrato, a Cremona, il Dr. Silvio Ferrari, Presidente dell'Assalzoo, per sviluppare alcune riflessioni su temi di interesse comune. Da tempo l'Associazione dei veterinari aveva auspicato questo incontro in quanto sentiva l'esigenza di un confronto su diversi aspetti del settore zootecnico che vedono coinvolti direttamente gli interessi delle due associazioni di categoria. L'incontro ha permesso di evidenziare varie problematiche che potrebbero essere affrontate insieme, con uno spirito di massima collaborazione. Partendo dalla richiesta dell'ANMVI di una maggior valorizzazione della figura del Medico Veterinario nel settore mangimistico, si sono sviluppate anche possibilità di collaborazione in ambito scientifico, azioni comuni di sensibilizzazione verso il mondo istituzionale e politico, proposte normative concordate. L'incontro, avvenuto in un clima di massima disponibilità e rispetto dei diversi ed essenziali ruoli svolti nella filiera agroalimentare, ha permesso anche di definire a breve nuovi appuntamenti per lo sviluppo di iniziative comuni anche nello specifico ambito della sicurezza alimentare e controllo della qualità.

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A.N.M.V.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

CONGRESSO NAZIONALE ANMVI Sabato 18 e domenica 19 ottobre 2008 Cremona, Palazzo Trecchi

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8 Attualità Formazione e aggiornamento

L’ECM scalda i motori Riunione d’insediamento per la nuova Commissione Ecm. Formulate le prime proposte per il Ministero. Sancito l’obbligo per i ministeriali i è insediata a Roma, presso la sede dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Assr), la nuova Commissione nazionale per la formazione continua in medicina. Tra gli argomenti affrontati il 16 aprile figurano l’individuazione dei criteri e delle procedure per l’accreditamento dei provider, e la messa a punto di nuove forme di aggiornamento. “Abbiamo iniziato a lavorare su alcune proposte - spiega Amedeo Bianco, vice presidente della Commissione Ecm - che tra 15-20 giorni saremo lieti di formulare al nuovo ministro della Salute, che è anche presidente della Commissione”. Al centro dei lavori della Commissione anche l’accreditamento istituzionale delle società scientifiche, l’organizzazione della segreteria della Commissione. Alla riunione è intervenuto per la FNOVI, il Presidente Gaetano Penocchio, rappresentate della veterinaria all’interno della Commissione che ha riferito il programma dei lavori delle prossime sedute. La Commissione individuerà al proprio interno i componenti delle cinque sezioni: 1. criteri e procedure di accreditamento dei provider; 2. sviluppo e ricerca sulle metodologie innovative della formazione

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continua; 3. valutazione e reporting della qualità e dell’accessibilità delle attività formative; 4. indicazioni e sviluppo degli obiettivi formativi nazionali e coordinamento di quelli regionali; 5. accreditamento delle attività formative svolte in ambito comunitario ed all’estero. La Commissione dovrà inoltre definire le procedure per l’accreditamento dei provider e l’attribuzione dei crediti, regolamentare la tenuta e l’aggiornamento di un unico elenco pubblico dei provider, individuare il numero annuo dei crediti e le tipologie di formazione del Dossier formativo individuale dei crediti, definire gli obiettivi formativi di interesse nazionale e prevedere i criteri di incompatibilità di funzioni e ruoli degli attori della formazione al fine di dare trasparenza alle procedure evitando conflitti d’interesse.

La Commissione Nazionale ECM ha anche ratificato l’obbligatorietà della formazione continua per i veterinari e i tecnici della prevenzione che lavorano per il Ministero della Salute. Il quesito era stato sollevato da numerosi addetti del settore ed in particolare dall’UVAC del Piemonte e dal PIF di Bologna, che si erano rivolti alla Federazione Nazionale dei Veterinari Italiani sollecitando un chiarimento da parte delle autorità preposte. Il testo della ratifica sancisce: “considerato che l’Accordo Stato Regioni del 1 agosto 2007 concernente il Riordino del sistema di formazione continua - recepito con la Legge finanziaria 2008 - prevede che destinatari della formazione continua devono essere tutti gli operatori sanitari che direttamente operano nell’ambito della tutela della salute individuale e collettiva, indipendentemente

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dalle modalità di esercizio dell’attività, i quesiti sono stati proposti al Gruppo ristretto che ha espresso parere favorevole circa l’obbligatorietà della formazione continua anche per le predette professionalità”. ■

FACOLTÀ SOTTO IL CONTROLLO DELL’ANVUR opo il via libera della Corte dei Conti, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) può dotarsi di un Regolamento che ne definisce la struttura e il funzionamento. Il Regolamento contenuto nel D.P.R. 21 febbraio 2008, n. 64 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dà l’addio al vecchio “Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario”, sostituito dalla nuova Agenzia. L’ANVUR è un organismo indipendente con sede a Roma, il cui compito è di “promuovere la qualità del sistema italiano delle università e della ricerca. A questo fine sovrintende al sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità, in tutti i suoi significati tecnici, delle attività istituzionali delle università e degli enti di ricerca, nonché dell’efficienza, efficacia, ed economicità dei programmi volti al finanziamento e all’incentivazione delle attività di ricerca e di innovazione di esclusiva competenza del Ministero”. L’Agenzia, che opera in base ai principi di imparzialità, professionalità, trasparenza e pubblicità degli atti, tiene conto dei criteri e dei metodi di valutazione riconosciuti a livello internazionale, con particolare riferimento agli obiettivi indicati dal Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, alle direttive e raccomandazioni dell’Unione europea e alle scelte definite nell’ambito del processo di Bologna. L’Agenzia propone al Ministro criteri per la ripartizione, per ciascun anno, di una quota non consolidabile in dipendenza della qualità dei risultati delle attività svolte, del fondo annuale per il finanziamento ordinario delle università e del fondo ordinario per gli enti pubblici di ricerca. L’Agenzia determina, anche in relazione ai parametri medi europei, il costo standard degli studenti universitari comprensivo anche dei costi per la ricerca universitaria. L’ANVUR si avvale di un Presidente, un Consiglio direttivo (formato da sette componenti, scelti tra personalità, anche straniere, di alta e riconosciuta qualificazione ed esperienza nel campo dell’istruzione superiore e della ricerca, nonché della valutazione di tali attività, provenienti da una pluralità di ambiti disciplinari) e di un Collegio dei revisori dei conti. L’Agenzia si avvale anche di un Comitato consultivo, nominato dal Presidente su proposta del Consiglio direttivo, che fornisce e pareri proposte sui programmi annuali di attività e sui documenti riguardanti la scelta dei criteri e dei metodi di valutazione.

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10 Attualità Alimenti e sanità animale

VETERINARIA 15 | 2008

BTV 8, movimentazione bloccata per arginare la malattia Il Ministero fa eccezione solo per “insopprimibili motivi”. Il livello di diffusione dell’infezione nelle zone di restrizione non è da trascurare llo stato attuale, non sussistono le condizioni per consentire la libera movimentazione degli animali da vita all’interno e al di fuori delle zone di restrizione ad esclusione dei vitelli di età inferiore ai 30 giorni”. Il 17 aprile, la Direzione Generale di Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha diffuso una nota sulla movimentazione di animali sensibili all’interno delle zone di restrizione per il siero tipo BTV 8. La nota evidenzia che “la strategia per limitare il rischio di ulteriore diffusione del sierotipo BTV8 scelta dalle Regioni nel corso dell’Unità di Crisi del 3 aprile 2008 combinava la profilassi vaccinale con vaccino spento con una valutazione dell’attività di sorveglianza rinforzata nell’area di restrizione”. È noto - prosegue la Direzione “che tale strategia comporta la limitazione alla movimentazione di tutte le categorie produttive degli animali sensibili dentro e al di fuori delle zone di restrizione almeno fino all’instaurarsi della copertura immunitaria conseguente la vaccinazione. Infatti, in assenza di tale protezione l’unico sistema per limitare la diffusione della malattia e il blocco della movimentazione degli animali sensibili”.

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LE CONDIZIONI Fermo restando il divieto di movimentazione di animali da vita dalla zona infetta, convenzionalmente stabilita del raggio di 20 chilometri attorno al caso confermato verso la restante parte del territorio, “qualora fosse intendimento delle Regioni comprese nella zona di restrizione movimentare animali da vita all’interno della stessa, per insopprimibili motivi, ciò potrebbe avvenire a condizione che vengano rispettate almeno le seguenti condizioni: a) l’effettuazione di un test PCR con esito negativo per singolo capo nel più breve tempo possibile prima dello spostamento e comunque non oltre i 7 giorni prima della partenza; oppure b) gli animali risultino conformi alle condizioni, laddove applicabili, di cui all’allegato III del Reg. CE n. 1266/2007e successive modifiche e/o integrazioni; oppure c) gli animali risultino soddisfare garanzie sanitarie sulla base del risultato positivo di una valutazione del rischio relativa alle misure adottate contro la diffusione del virus della Blue Tongue stabilite dalle Autorità sanitarie di origine ed approvate dalle Autorità Sanitarie di destinazione. In questo caso le Regioni, dovranno comunicare questa opzione alla Dire-

ADVANCED VETERINARY DIAGNOSTIC IMAGING: PRACTICAL AND INTERACTIVE MRI WORKSHOP Cremona, 26/28 June 2008 Centro Studi SCIVAC ECM: NON PREVISTO COURSE DIRECTOR Massimo Baroni, Dipl ECVN, Italy SPEAKERS Massimo Baroni, Dipl ECVN, Italy Ruth Dennis, Dipl ECVDI, UK Danilo Greco, Physicist, Italy Martin Konar, Dipl ECVDI, Switzerland Konrad Jurina, Dipl ECVN, Germany Johan Lang, Dipl ECVDI, Switzerland Fraser McConnel, Dipl ECVDI, UK INSTRUCTOR Cristian Falzone, Dipl ECVN, Italy Max Number of participants: 30 Deadline for registration: May 20th, 2008

FORMARE E INFORMARE GLI ALLEVATORI utti gli operatori della filiera saranno invitati agli incontri divulgativi che il Ministero della Salute organizzerà presso il Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale dell’IZS della Lombardia e dell’Emilia allo scopo di presentare i corsi di formazione e informazione per allevatori. La materia è la protezione degli animali negli allevamenti ai sensi del Decreto Legislativo 146/2001. Il Ministero della Salute, in considerazione delle esigenze di tutela del benessere animale e dell’opportunità che la formazione sia uniforme e più ampia possibile, ha ritenuto necessario finanziare un programma di formazione per gli allevatori. Lo comunica la Direzione Generale di Sanità Animale in una nota in cui si legge che l’organizzazione dei corsi è stata affidata al Centro di Referenza per il Benessere Animale supportato dal Centro di Referenza per la formazione in sanità pubblica veterinaria, entrambi istituiti presso l’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Il percorso formativo individuato si basa sul modello già sperimentato in occasione della formazione dei conducenti e guardiani ai sensi del Regolamento 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto. Il percorso si articola in due fasi: -il Corso A rivolto ai medici veterinari del SSN e medici veterinari (o analoghe figure tecnico-professionali) delle Associazioni allevatori o, ove necessario, di altre Associazioni di Categoria, è finalizzato alla formazione di formatori che dovranno successivamente provvedere alla formazione diretta degli allevatori; sono previste sei edizioni di tre giorni per ognuna delle quali saranno formati 50 veterinari ASL di area C e 20 (individuati dai Servizi Veterinari delle Regioni) rappresentanti delle Associazioni di Categoria, a partire dal 7/8/9 maggio prossimi. - il Corso B (seconda fase) consiste nella formazione diretta degli allevatori con l’ausilio di almeno due docenti formati nel Corso A (1 veterinario e 1 rappresentante dell’Associazione di Categoria). I corsi avranno una durata di 8 ore ciascuno, articolate su due mezze giornate. Per ogni corso si prevede la partecipazione di circa 100 allevatori. Per questa seconda fase è prevista la stipula di una convenzione con l’AIA o con altre associazioni legate al mondo allevatoriale. L’elenco dei formatori accreditati degli allevatori formati sarà reso noto dalla Direzione Generale di Sanità Animale e del Farmaco Veterinario. La campagna di formazione e di informazione prevede anche la realizzazione di materiale audiovisivo didattico rivolto agli operatori del macello, in base ad una esigenza formativa più volte sottolineata dagli ispettori del Food Veterinary Office (FVO). Per la realizzazione del materiale didattico è prevista una collaborazione di Assocarni. Una conferenza nazionale, da svolgersi al termine del percorso organizzativo, permetterà di illustrare le attività finanziate dal Ministero della Salute al fine di promuovere il benessere animale negli allevamenti. L’obiettivo è anche quello di far conoscere l’impegno e l’attività del Servizio Pubblico a tutela degli animali e dare così finalmente un messaggio positivo ai consumatori relativamente a questo delicato argomento.

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Language: English REGISTRATION FEE: ESVN, ESVDI, SINVET, SVIDI members: € 800,00 + VAT 20% SCIVAC and foreign members: € 900,00 + VAT 20% All others: € 1.000,00 + VAT 20%

For further information and to download the Scientific Programs and the registration forms please go to www.scivac.it or write to info@scivac.it

zione ministeriale di Sanità Animale unitamente alla valutazione positiva dell’analisi del rischio.

VERSO UN NUOVO DECRETO Intanto, relativamente agli altri sierotipi presenti in Italia, è stato disposto l’avvio della campagna vaccinale 2008 contro la Blue Tongue. La Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario ha diffuso il Protocollo vaccinale applicabile, coni presidi immunizzanti già distribuiti alle Regioni, ai seguenti ter-

ritori: Sierotipi 1, 2, 4, 16: Regione Sardegna. - Sierotipi 2, 4, 9, 16: Regione Abruzzo; Regione Molise; Regione Campania; Regione Puglia; Regione Basilicata; Regione Calabria; Regione Sicilia; - Sierotipi 2, 16: Regione Lazio; Regione Umbria. Le modalità di vaccinazione sono contenute nel Protocollo per la vaccinazione nei confronti della febbre catarrale degli ovini (Blue Tongue), trasmesso ai Servizi Veterinari regionali il 28 marzo scorso e pubblicato dal sito dell’IZS di Teramo. ■


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12 Fisco Imposte e telematica

VETERINARIA 15 | 2008

Il professionista collaboratore non paga l’IRAP La Commissione Tributaria di Bolzano dà ragione al libero professionista che, operando presso uno studio non di proprietà, si ritiene esente dall'imposta

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on deve pagare l'IRAP un professionista che esercita la propria attività presso terzi e si avvale di una struttura organizzativa che fa capo a un al-

tro professionista. Lo ha stabilito la Commissione Tributaria di secondo grado di Bolzano, seconda sezione, con la sentenza n.2 del 2008. Nel caso esaminato, il professionista aveva impugnato gli avvisi di accertamento emanati dall'agenzia delle Entrate per

il mancato pagamento dell'IRAP. Il professionista riteneva infatti di non dover versare l'imposta perché aveva esercitato in via esclusiva la propria attività professionale nell'ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa presso lo studio di un altro professionista senza disporre, dunque, di una struttura organizzativa propria. La Commissione tributaria provinciale di primo grado aveva, però, respinto il ricorso perché - aveva ragionato - il professionista

si era avvalso di una struttura organizzativa ed era irrilevante che non ne avesse la responsabilità. Una pronuncia ribaltata in appello. Per il giudice di secondo grado, infatti, non è soggetta ad IRAP “l'attività svolta dal professionista che sia inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse”. Del resto il Fisco non aveva mai messo in discussione che il contribuente fosse legato allo studio da un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e che utilizzasse strutture organizzative altrui. Va ricordato che il presupposto dell'IRAP è l'esercizio di un'attività autonomamente organizzata, la cui base imponibile è costituita dal valore della produzione netta. Nelle attività professionali, però, non sempre è riscontrabile un'attività autonoma (Corte Costituzionale, sentenza n.156/01). La mancanza di organizzazione può essere dimostrata anche documentando i costi. Il reddito di lavoro autonomo, quindi, non può essere assoggettato a IRAP quando è il risultato solo del lavoro personale. (fonte: Il Sole-24 ore, 17 aprile 2008). ■

WORKSHOP SPECIALISTICI Workshop Anestesia - Sabato 30 Maggio 2008 Francesco Staffieri ed Ezio Vincenti Ventilazione polmonare. La giornata si rivolge sia a quei colleghi che utilizzano comunemente la ventilazione meccanica, per migliorarne efficacia e sicurezza, che agli “specialisti” più esperti, affinché il workshop possa essere per loro un momento di proficuo e costruttivo confronto e dibattito, ma anche coloro che stiano muovendo i primi passi nel mondo dell’anestesia e terapia intensiva veterinaria e che intendano avvicinarsi all’affascinante mondo della ventilazione meccanica, potranno sicuramente trovare numerosi quanto proficui argomenti di crescita professionale. Il dott. Staffieri proseguirà il percorso di approfondimento iniziato nella giornata di sabato, partendo, anche alla luce dei recenti studi da lui stesso eseguiti, dalle conoscenze acquisite in campo umano e riportandole alla realtà degli animali d’affezione; lo scopo principale sarà quello di fornire ai partecipanti un concetto della ventilazione meccanica che sia quanto più orientata al paziente e non semplicemente al funzionamento di un ventilatore meccanico. Un interessante quanto proficuo confronto diretto con l’esperienza proveniente dall’anestesia umana, verrà infine fornito dal Dott. Ezio Vincenti, Primario del reparto di Anestesia e Terapia Intensiva dell’Ospedale di Dolo (Ve), relatore e autore di riconosciuta fama sia in Italia che all’estero.

Workshop Citologia - Domenica 1 Giugno 2008 Mario Caniatti e Walter Bertazzolo Il delitto imperfetto: quando la citologia scopre il colpevole! L’esame citologico è dai più considerato come utile soprattutto nella diagnosi delle neoplasie. Il workshop dimostra invece la varietà e la frequenza di agenti eziologici individuabili in citologia veterinaria. La citologia può anche fornire informazioni sulla patogenesi con cui una noxa patogena, della più varia natura, può essere in grado di dare malattia. Dal riconoscimento corretto di eziologia e patogenesi derivano diagnosi, prognosi e terapie più appropriate.

Workshop Diagnostica per Immagini - Venerdì 30 Maggio 2008 John Mattoon Diagnostica per immagini di laringe e trachea. La laringe e la trachea sono due settori spesso sede di malattie che portano grave sintomatologia respiratoria. In questi pazienti, spesso di difficile gestione anestesiologica, hanno ancora grande valore tutte le metodiche diagnostiche non invasive, come la radiologia e l’ecografia, che possono fornire informazioni utili per la diagnosi. Nell’iter diagnostico vanno poi prese in considerazione le metodiche avanzate, che aggiungono dati importanti per la stadiazione ed il trattamento delle malattie delle alte vie respiratorie.

Workshop Medicina Comportamentale - Sabato 31 Maggio 2008 Patrik Pageat - Terapia farmacologica: novità. Il workshop specialistico, ha come filo conduttore la Farmacoterapia un argomento di fondamentale importanza nella pratica clinica. Il Medico Veterinario Comporta-

mentalista potrà arricchire il proprio bagaglio di conoscenze in relazione all’impiego delle principali molecole attualmente in uso. Inoltre, saranno presentate le principali novità nel campo della farmacoterapia comportamentale. La trattazione di alcuni casi clinici esemplificativi concluderà la giornata.

Workshop Neurologia - Sabato 31 Maggio 2008 Massimo Baroni e Daniel Sebastian Corlazzoli Sindrome della cauda equina: segni clinici comuni per patologie diverse. La sindrome della cauda equina presenta ancora oggi problematiche aperte sia sul piano diagnostico che terapeutico. La corretta identificazione delle diverse patologie che concorrono alla manifestazione dei segni clinici consente la scelta dell’idoneo presidio terapeutico. La diagnosi e la terapia verranno analizzate soprattutto alla luce della moderna diagnostica per immagini e delle più recenti proposte terapeutiche.

Workshop Gastroenterologia - Domenica 1 Giugno 2008 La gestione nutrizionale dei pazienti con patologie del piccolo intestino La formulazione di una dieta appropriata è di cruciale importanza per una efficace gestione terapeutica delle enteropatie croniche. Il workshop analizzerà in modo dettagliato gli aspetti principali della terapia nutrizionale: composizione della dieta con particolare riferimento alla scelta di proteine e grassi, utilità e limiti delle diete idrolizzate, linee guida per un corretto impiego delle diete ad esclusione. Verranno infine illustrate, secondo le più recenti acquisizioni, le potenzialità degli acidi grassi n-3, dei pro-e pre-biotici nella prevenzione e trattamento delle enteropatie.

Workshop Ortopedia - Sabato 31 Maggio 2008 Derek Fox Le deformità angolari dell’avambraccio. Mutuando le più recenti acquisizioni dell’ortopedia umana sulle deviazioni degli arti, ed in particolare il così detto metodo CORA, Derek Fox, uno dei maggiori esperti statunitensi in ortopedia veterinaria affronta l’argomento delle deformità angolari dell’avambraccio. Queste deformità, piuttosto frequenti nel cane in seguito a disturbi delle fisi di accrescimento e a fratture mal consolidate, necessitano innanzitutto di un loro inquadramento diagnostico per poter poi pianificare nei dettagli la correzione chirurgica più indicata. Sono molte le domande che ci si pone in tali circostanze: considerata l’enorme variabilità morfologica delle razze canine, quali sono i limiti tra normalità e deformità? Come eseguire le misurazioni ed il planning delle correzioni? Come eseguire le osteotomie correttive? Come valutare i risultati? Questo workshop si propone di affrontare tutti questi argomenti e fornire le linee guida per poter applicare il metodo CORA nell’allineamento dell’avambraccio, al fine di salvaguardare le articolazioni adiacenti e di ripristinare la funzionalità motoria.

INFORMAZIONI: Segreteria SCIVAC - Palazzo Trecchi, via Trecchi 20 - Cremona - Tel. 0372-403508 - Fax 0372-403512 - info@scivac.it

www.scivac.it

CODICE DI CONTROLLO PER LA COMUNICAZIONE DEI COMPENSI al 1° marzo 2007 le strutture sanitarie private, comprese quelle veterinarie, sono tenute ad assolvere agli adempimenti previsti dalla cosiddetta riscossione accentrata dei compensi. Con apposito modello, le strutture private interessate dalla riscossione accentrata devono comunicare i compensi riscossi in nome e per conto di ciascun esercente la professione per le prestazioni rese all'interno delle strutture in esecuzione di un rapporto, intrattenuto direttamente con il paziente, che dia luogo a reddito di lavoro autonomo. Ora, l'Agenzia delle Entrate ha comunicato la versione 1.0.1 del 7 aprile 2008 del codice di controllo della comunicazione dei compensi (SSP00101). La procedura si riferisce al provvedimento del 13 dicembre 2007 dell'Agenzia delle entrate (S.O. alla G.U. n. 8 del 10 gennaio 2008). L'esecuzione del controllo della comunicazione è obbligatoria ed è finalizzata alla verifica della correttezza formale delle informazioni registrate nel file da trasmettere. Al termine dell'esecuzione del controllo è possibile visualizzarne l'esito con l'eventuale elenco degli errori o anomalie riscontrati nel file.

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Eventi Veterinari

VETERINARIA 15 | 2008

ANMVI

AIVEMP

FSA

SCIVAC

SIVAL

SIVAR

SIVAE

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SIVE

ASSOCIAZIONE ITALIANA VETERINARIA DI MEDICINA PUBBLICA

Società federata ANMVI

in collaborazione con Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Cuneo

CORSO LA SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA: L'APPROCCIO INTEGRATO PER IL CONTROLLO DELLE FILIERE DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE Cuneo, 22-23 Maggio 2008 RELATORI Gabriele Costadura, Mauro Cravero Piero Gaidano, Franco Gambino Bartolomeo Griglio, Carlo Macagno Angelo Millone e Mauro Negro

10,30 11.00

CHAIRPERSON Adriano Sarale, Presidente Ordine dei Medici Veterinari di Cuneo Mauro Negro, Vice Presidente Ordine dei Medici Veterinari di Cuneo

13.00 14.00

OBIETTIVI

16.00

Analizzare le innovazioni proposte dai nuovi regolamenti inerenti la sicurezza alimentare rispetto alla precedente normativa europea e nazionale. Trasferire la conoscenza di metodologie e approcci adeguati ai cambiamenti introdotti nei sistemi di controllo sulla sicurezza delle filiere agro-alimentari introducendo i concetti di audit e valutandone l'integrazione con le attività di ispezione.

PROGRAMMA Giovedì 22 maggio 2008 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.00 La produzione di mangimi: il regolamento CE n.183/2005 per il control-

18.00 18.30

lo ufficiale dei rischi microbiologici e chimici - Angelo Millone Pausa caffè L'applicazione del sistema HACCP alla produzione di mangimi: uno strumento per l'individuazione dei nuovi pericoli - Piero Gaidano Pausa L'ispezione al macello: un nuovo approccio introdotto dai regolamenti CE n. 853/2004 e n.854/2004 Mauro Negro L'attività del veterinario ispettore al macello: le verifiche sul benessere degli animali dallo scarico alla bollatura sanitaria - Gabriele Costadura, Franco Gambino Discussione Termine dei lavori del primo giorno

13.00 14.00

16.00 16.30 17.00

rio per la sicurezza alimentare e i regolamenti cogenti n°852 e 853/2004 - Carlo Macagno Pausa I servizi veterinari quale organo di controllo: proposte di modalità di intervento a seguito di riscontro di non conformità - Mauro Cravero, Bartolomeo Griglio Discussione Test finale di valutazione dell'apprendimento Termine dei lavori e consegna degli attestati ECM

8.45 Verifica presenze 9.00 La trasformazione e commercializzazione degli alimenti di origine animale: le attività di audit - Mauro Cravero, Bartolomeo Griglio 10.30 Pausa caffè 11.00 Relazioni e differenze tra le ISO 22000, sistema di gestione volonta-

DEADLINE ISCRIZIONI 9 maggio 2008

RINUNCE Le richieste di rinuncia verranno totalmente rimborsate solo se pervenute entro 10 giorni dalla data di inizio del seminario. In caso contrario non sarà più possibile effettuare alcun rimborso.

IL CORSO DÀ DIRITTO A: SEDE

Coffe break (come indicato nel programma) Attestati frequenza Attestati con crediti ECM

Ordine dei Medici Veterinari Via Mameli 4 bis - Cuneo

ISCRIZIONE Venerdì 23 maggio

Veterinari iscritti all'Ordine di Cuneo: gratuito Non soci 100,00 € + IVA

Le domande di iscrizione spedite dopo il 9 maggio 2008, come da data riportata sulla lettera, non saranno prese in considerazione. Le iscrizioni vengono accettate sino ad esaurimento dei posti disponibili. Agli iscritti verrà inviata comunicazione solo in caso di mancata accettazione.

PER INFORMAZIONI E PER RICEVERE LA SCHEDA DI ISCRIZIONE Segreteria AIVEMP Tel. 0372/40.35.41 - Fax 0372/40.35.40 Email: segreteria@aivemp.it Web site: www.aivemp.it

QUOTE DI PARTECIPAZIONE Soci AIVEMP e SIVAR: gratuito

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

R E L A T O R I AFRO AMBANELLI Giurista Stazione Sperimentale Conserve, Parma IVONNE ARCHETTI IZS Lombardia Emilia - Romagna (Brescia) NORMA ARRIGONI IZS Lombardia Emilia - Romagna

10° Congresso Nazionale Multisala SIVAR 9-10 Maggio 2008

Palazzo Trecchi, Cremona RICHIESTO ACCREDITAMENTO

Con il patrocinio di FNOVI Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Veterinari della Lombardia Ordine dei Medici Veterinari di Cremona

LAURA BATISTA Centre du développement du porc du Québec inc., Canada MARIO BOLDINI IZS Lombardia Emilia - Romagna ANDRÉ BROES Biovet inc., Saint-Hyacinthe - Québec, Canada

organizzato da

certificata ISO 9001:2000

A.N.M.V.I.

SIVAR (Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona) - Tel. 0372-40.35.39 - Fax 0372-40.35.54 E-mail: info@sivarnet.it - Website: http://www.sivarnet.it

PAOLA MAGNI Forensic Entomology Lab - Fe.E.Lab ASL 1, Torino SYLVIE CHASTANT MAILLARD Ecole Nationale Vétérinaire d’Alfort, Francia GUY-PIERRE MARTINEAU Ecole Nationale Vétérinaire di Tolosa, Francia

HERVÉ CASSARD Ecole Nationale Vétérinaire di Tolosa, Francia

LUIGI MONTELLA AUSL Bologna

FRANCO CONSALVO ASL 2, Salerno

STEFANO NARDELLI IZS delle Venezie, Legnaro (PD)

ANDRÉ DESROCHERS Facoltà di Medicina Veterinaria di Montreal (Canada)

GIANLUCA NEGLIA Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli

JAMES K. DRACKLEY University of Illinois at Urbana-Champaign, USA ROSARIO FICO IZS di Lazio e Toscana, sede di Grosseto GIORGIO GALIERO Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (Portici) LUIGI GAVAZZI Gruppo “Amadori” Forlì (Cesena)

SOCIETÀ FEDERATA

MARIO LUINI IZS Lombardia Emilia - Romagna (Lodi)

GIOVANNA MASSEI SMITH Wildlife Ecology and Management Group, Gran Bretagna

Edizioni Veterinarie E.V. srl

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO

RITA LORENZINI IZS di Lazio e Toscana (Roma)

PAUL CABANIÉ Ecole Nationale Vétérinaire di Tolosa, Francia

In collaborazione con AIVEMP (Associazione Italiana veterinari di Medicina Pubblica) ASIC (Associazione Scientifica Italiana di Coniglicoltura) SIPA (Società Italiana di Patologia Aviare) SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici)

GUIDO GRILLI Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano

KARL NUSS Facoltà di Medicina Veterinaria di Monaco, Germania GIOVANNI ORTALI Gruppo Veronesi, Verona CORRADO PACELLI Facoltà di Agraria di Potenza ARTURO RUGGERI Medico Veterinario Buiatra LP, Orzinuovi (Brescia)

VALERIO GIACCONE Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova

YNTE H. SCHUKKEN College of Veterinary Medicine, Cornell University (USA)

GIOVANNI GNEMMI Medico Veterinario Buiatra LP, Novara

LUCA TAFFETANI AUSL Forlì (Cesena)

BARTOLOMEO GRIGLIO ASL 8 Chieri, Torino

LUIGI ZICARELLI Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli


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14 Eventi Veterinari

VETERINARIA 15 | 2008

SOVI Società federata ANMVI

DELEGAZIONE REGIONALE FRIULI VENEZIA GIULIA PATOLOGIE DELLE VIE AEREE SUPERIORI NEL GATTO Cervignano Del Friuli, 4 Maggio 2008 RELATORE Stefano Bo

OBIETTIVI

13.00 14.30

Riniti linfo-plasmacitiche: sono una delle malattie infiltrative più comuni nel gatto. Pausa Approfondimenti diagnostici: rinoscopia, CT, RMI, radiografie, l'uso della diagnostica di laboratorio: utilizzo della citologia nella diagnosi differenziale; PCR, ELISA, Batteriologia. La calicivirosi felina: una patologia poco patogena? Il VSCV Pausa Il controllo della trasmissione delle malattie nelle comunità feline. Trattamenti specifici o empirici?: terapia per le virosi (herpes e calicivirus, importanti novità), criptococcosi e micosi nasali, riniti occlusive (uso dei decongestionanti nasali e dell'aerosol).Trattamento delle più comuni neoplasie delle alte vie aeree: linfoma nasale e carcinoma squamo-cellulare (terapie per infiltrazione locale) Test di valutazione dell'apprendimento e discussione finale Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

L'obiettivo di questo seminario è di fornire e discutere le procedure diagnostiche e terapeutiche delle patologie delle alte vie aeree del gatto. Agenti specifici o sindromi sono alla base di manifestazioni cliniche che possono diventare molto gravi e debilitanti per il paziente e talvolta di difficile risoluzione. Infatti clinicamente le patologie possono essere relativamente simili ma avere come causa malattie molto diverse: alterazioni congenite, agenti infettivi, neoplasie; bordetella, rinotracheiti batteriche, parassiti, asma felina, Cryptococcus neoformans sono altre possibili cause. Enfasi viene posta nella discussione sull'uso razionale di antibiotici empirici e procedure diagnostiche e sulla comparsa di nuovi ceppi virali mutati in grado di provocare grosse morie nei gruppi di gatti. Lo scopo finale è di fornire i mezzi per localizzare i segni di patologie nasali e prendere familiarità con le procedure diagnostiche. Le patologie discusse: corpi estranei, polipi nasofaringei o stenosi, neoplasia (adenocarcinoma o linfoma), riniti linfo-plasmacitiche, herpes virus felino, calicivirosi felina, cryptococcosi nasale, riniti batteriche e riniti micotiche. Argomenti approfonditi: la calicivirosi felina è una patologia poco patogena? Il controllo della trasmissione delle malattie nelle comunità feline. Uso di trattamenti specifici o empirici: terapia per le virosi (herpes e calicivirus, importanti novità), criptococcosi e micosi nasali, riniti occlusive (uso dei decongestionanti nasali e dell'aerosol), trattamento del carcinoma squamo-cellulare (terapie per infiltrazione locale) e del linfoma nasale. Approfondimenti diagnostici: Rinoscopia, CT, RMI, radiografie, l'uso della diagnostica di laboratorio: utilizzo della citologia nella diagnosi differenziale; PCR, ELISA, Batteriologia

SEDE

PROGRAMMA

Hotel Internazionale, via Ramazzotti 2 Cervignano Del Friuli (UD)

8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Patologie acute delle alte vie aeree 11.00 Pausa 11.30 Il workup diagnostico del gatto con starnuti e scolo nasale cioè: cosa devo fare? Caratterizzazione delle malattie usando i segni ed i suoni.

15.00 15.30

16.30 17.00

PARTECIPAZIONE L’evento è libero e gratuito per tutti i soci SCIVAC in regola con la quota associativa 2008

3 CREDITI

RELATORE

Marco Di Marcello, Elena Dall'Aglio

La giornata ha lo scopo di analizzare il decorso clinico e la gestione dell'insufficienza mitralica, che rappresenta la patologia cardiaca di più frequente riscontro nel cane. Verrà preso in considerazione il quadro evolutivo "standard" e successivamente l'attenzione verrà focalizzata sulle più frequenti complicanze che spesso provocano sottili variazioni del quadro clinico ma che necessitano di un approccio terapeutico e prognostico sensibilmente diverso.

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Diagnosi e gestione dell'insufficienza mitralica nel cane 11.00 Pausa 11.30 Complicanze e variazioni sul tema: ipertensione polmonare, rottura di

13.00 14.30 15.30 16.00 17.00 17.30

corde tendinee, tromboembolie, ipertensione sistemica primaria e secondaria, feocromocitoma Pausa Casi clinici interattivi Pausa Casi clinici interattivi Test di valutazione dell'apprendimento e discussione finale Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Hotel Campanile C.so Allamano 153 - Rivoli (TO) PARTECIPAZIONE L’evento è libero e gratuito per tutti i soci SCIVAC in regola con la quota associativa 2008 RICHIESTO ACCREDITAMENTO

CORSO REGIONALE PRONTO SOCCORSO NEL CANE E NEL GATTO Sassari, 26-28 Giugno 2008 in collaborazione con ASVAC e con la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari

RELATORI

SEDE

Fabio Viganò e Paolo Gaglio

Facoltà di Medicina Veterinaria Di Sassari

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Soci SCIVAC e ASVAC 250 € + IVA 20% Non Soci 400 € + IVA 20%

SCADENZA PRE-ISCRIZIONI 29 maggio 2008

PARTECIPANTI Corso a numero chiuso massimo 30 partecipanti

RELATORE Paul Coppen DVM, Diplomato ECVAA, Clinica di Anestesiologia e Medicina Intensiva Operatoria, Dipartimento di Medicina Veterinaria per Piccoli Animali e Cavalli - Università di Vienna

OBIETTIVI Il progresso scientifico e tecnologico anche in campo veterinario rende le conoscenze in continua e rapida evoluzione. Questo fa sì che le necessità di aggiornamento siano sempre maggiori e comprendano diversi ambiti di competenza. Lo scopo di questo Corso Avanzato nasce dall'esigenza di fornire le acquisizioni più recenti nel campo della anestesiologia applicata alla chirurgia oculistica, e questo non solo per chi si occupa delle procedure anestesiologiche ma anche per i chirurghi e gli altri operatori che ruotano intorno al paziente oculistico. Il relatore di indiscussa capacità e competenza che ci accompagnerà in questo corso è il Dr. Paul Coppens, anestesista presso il Dipartimento Veterinario dell'Università di Vienna e diplomato al College Europeo di competenza. Per una maggiore possibilità di partecipazione e di interazione con il docente è però prevista l'iscrizione a numero chiuso (max 60 persone) e la lingua ufficiale utilizzata sarà l'inglese, non essendo previsto il servizio di traduzione simultanea.

PROGRAMMA 13.30 Registrazione dei partecipanti 14.00 General considerations and safety of general anesthesia. 14.30 Adapt your anaesthesia equipment for an optimal ergonomy. 15.00 Which anesthesia to perform for reliable ERG? 15.30 Pausa

16.00 What to consider for extra-ocular procedure? 16.30 Eye position during intraocular surgery: the use of neuromuscular blocking agents, indications and precautions. 17.00 Place of loco regional anesthesia in veterinary anesthesia for ophthalmic procedures. 17.30 Valutazione dell'apprendimento, consegna degli attestati e conclusione dell'incontro

SEDE Palacongressi della Riviera di Rimini

PARTECIPAZIONE

Soci SOVI / SIARMUV: € 70,00 Soci SCIVAC: € 120,00 Non Soci: € 170,00

DEADLINE ISCRIZIONI Iscrizioni entro e non oltre il 12 Maggio 2008

PER INFORMAZIONI E PER RICEVERE LA SCHEDA D’ISCRIZIONE Segreteria SCIVAC (Elena Piccioni) Tel. 0372 403502 - Fax 0372 457091 Email: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO INFORMAZIONI INCONTRI DELEGAZIONI REGIONALI E CORSI REGIONALI SCIVAC Segreteria SCIVAC - Monica Borghisani Tel. 0372/403506 - delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON SOVEP INSUFFICIENZA MITRALICA: DIAGNOSI, GESTIONE, COMPLICANZE DI PIÙ FREQUENTE RISCONTRO Rivoli (TO), 18 Maggio 2008

OBIETTIVI

CORSO AVANZATO DI ANESTESIOLOGIA OCULISTICA ANESTHESIA FOR THE OPHTALMOLOGIST, WHAT'S GOING ON? Rimini, Venerdì 30 maggio 2008 59° Congresso Internazionale Multisala SCIVAC Palacongressi della Riviera di Rimini

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

Società federata ANMVI Società Italiana Veterinari per Animali Esotici

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAE - SCIVAC SARDEGNA PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D'URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA Sassari, 11 Maggio 2008 RELATORE

Giuseppe Visigalli

OBIETTIVI Offrire al collega che non si occupa abitualmente di piccoli animali esotici la possibilità di eseguire correttamente la prima prestazione di pronto soccorso nell'attesa di riferire adeguatamente il caso a colleghi più esperti. Verranno presi in esame tutti i principali gruppi tassonomici che può capitare di osservare nella pratica clinica (anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) considerando per ognuno di essi le più comuni emergenze che richiedano una pronta stabilizzazione.

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto dei Delegati Regionali SCIVAC e SIVAE e presentazione della giornata 9.30 La terapia d'urgenza negli anfibi e nei rettili: traumatologia, shock e disidratazione, ustioni, emergenze metaboliche. 11.00 Pausa 11.30 Le emergenze aviari: traumatologia, shock e disidratazione, anoressia e debilitazione aspecifiche (acute e subacute), emergenze metaboliche, avvelenamenti. 13.00 Spazio per eventuale comunicazione commerciale 13.30 Pausa 14.30 Terapia d'urgenza nei piccoli roditori: traumatologia, dispnea grave, colica gastroenterica (meteorismo/enterotossiemia e stasi GE da dieta inadeguata o intussuscezione), prolasso delle tasche guanciali. Emergenze oftalmiche.

15.15 Terapia d'urgenza nel coniglio da compagnia: traumatologia (fratture; lussazione del gomito), anoressia acuta (malocclusione dentaria, stasi gastroenterica, enterotossiemia), colpo di calore 16.00 Pausa 16.30 Le emergenze nel furetto: traumatologia, dimagramento "improvviso", iperestrogenismo, crisi ipoglicemica acuta (insulinoma?), emergenze gastroenteriche (CE gastrointestinale), avvelenamenti peracuti od acuti. 17.30 Test di valutazione dell'apprendimento e discussione finale 18.00 Termine della giornata

SEDE Facoltà di Medicina Veterinaria, Via Vienna 07100 Sassari.

PARTECIPAZIONE L'incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE e/o SCIVAC in regola con l'iscrizione 2008. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d'incontro presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria.

INFORMAZIONI Segreteria SIVAE - Elisa Feroldi Tel. 0372/403500 - info@sivae.it

3 CREDITI


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Oncologia Focus

VETERINARIA 15 | 2008

Terapia dei sarcomi felini indotti da iniezione di DAMIANO STEFANELLO Medico Veterinario, PhD, Milano, Italia l sarcoma felino indotto da iniezione è una neoplasia maligna del sottocute di origine mesenchimale che si sviluppa in corrispondenza di siti di inoculo di farmaci, vaccini o in presenza di suture chirurgiche. Notevoli sono stati gli investimenti economici volti a studiare i differenti aspetti di questa neoplasia quali l’eziologia, l’epidemiologia, la patogenesi, la prevenzione, la diagnosi e la terapia. La peculiare associazione tra flogosi e neoplasia ha suscitato anche un timido interesse della medicna umana mentre in medicina veterinaria ha sollevato non poche discussioni circa l’utilità e la validità clinica della profilassi vaccinale e il rischio di sviluppo della neoplasia nella specie felina. La reale incidenza in Italia non è conosciuta ma si ritiene che l’incidenza proposta dagli studi fatti oltre oceano (1/1000 a 3,6/10000 casi) possa essere addirittura superata. Lo scopo di questa relazione non sarà di investigare i vari aspetti eziologici, epidemiologici, patogenetici di questa malattia oncologica ma sarà quello di descrivere le differenti e concomitanti terapie proposte dalla letteratura. I sarcomi dei tessuti molli sono ben documentati nel gatto ma le peculiarità della tipologia iniezione indotta è da attribuire a specifiche sedi di insorgenza e a caratteristici aspetti istopatologici. Relativamente alla sede i sarcomi felini indotti da iniezione sono prevalentemente localizzati sul tronco (con maggior incidenza), al garrese, alla regione scapolare, alla regione paralombare e alla porzione dorso-laterale del torace. Il riscontro di questa neoplasia previa diagnosi istologica di conferma sugli arti posteriori è un’evenienza possibile soprattutto in virtù del fatto che la regione della coscia è stata suggerita come sede di inoculo alternativo alle altre sedi per garantire una chirurgia radicale. Le caratteristiche istopatologiche sono patognomoniche e ripetitive per il riscontro di una flogosi peritumorale, una costante presenza di necrosi e un indice mitotico medio alto. Per quanto non sia stata applicata la classificazione in gradi come per altre neoplasie maligne mesenchimali, in studi non pubblicati si è vista una maggior incidenza del terzo grado. L’elevata aggressività locale e un basso potenziale metastatico (12-26%) sono invece le due caratteristiche cliniche più conosciute di questa neoplasia. L’aggressività locale spesso menzionata e richiamata in molti lavori non deve essere intesa come stretta adesione ai piani sottostanti, ma è

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Fig 1. Tomografia Computerizzata a raggi X dopo somministrazione di contrasto di sarcoma indotto da iniezione felino allocato in corrispondenza della regione addominale destra. Si notino gli stretti rapporti di contiguità con la porzione muscolare della parete addominale laterale e la evidenziazione della porzione microscopica non riconoscibile alla semplice palpazione clinica (freccia rossa). Per gentile concessione Prof Mauro Digiancamillo, Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie, Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano

riferita agli estesi rapporti di contiguità piuttosto che di continuità che questa neoplasia contrae sia con i tessuti molli che con i tessuti duri. Generalmente la sua presentazione clinica può essere riconducibile ad una lesione ben definita e mobile e un approccio escissionale non consapevole può esitare in margini infiltrati e nella recidiva. Questa serie di eventi è tipica dei sarcomi dei tessuti molli perché sono costituiti non da una capsula ma bensì da una pseudocapsula che di solito circoscrive solo la parte che viene percepita dal clinico come macroscopica ma non la porzione microscopica che può estendersi anche per alcuni centimetri in tutte le direzioni. È facile intendere che una escissione di una tale neoplasia senza il rispetto di margini di sicurezza aumenta l’incidenza dei margini infiltrati e della recidiva locale. Questa premessa relativa all’aggressività locale è necessaria per sottolineare l’atteggiamento aggressivo chirurgico e non applicato a questa neoplasia che purtroppo presenta percentuali di recidiva del 30-70%. L’oncologia chirurgica è una disciplina ben definita e riconosciuta in medicina veterinaria che si basa su regole rigide e solide che conducono, se rispettate, al miglior approccio possibile. Quando si parla di escissione chirurgica di un sarcoma felino indotto da iniezione ci si riferisce sempre ad una chirurgia ad ampi margini e radicale che deve avvalersi di una buona esperienza del chirurgo e di una buona programmazione sia per la fase demolitiva sia per la fase ricostruttiva. Infatti è riportato che una

chirurgia marginale produce un tempo libero da malattia di 79 giorni contro i 325-419 della chirurgia ad ampi margini o radicale. Inoltre è stato dimostrato che se la chirurgia è eseguita da chirurghi oncologi referenziati il tempo libero da malattia è di 274 contro i 66 giorni se eseguita da chirurghi non referenziati. Il primo approccio chirurgico è ritenuto essere quello in grado di ottenere i tempi liberi da malattia più lunghi. Per questo è preferibile avvalersi di chirurghi referenziati quando questi sarcomi sono localizzati in sedi anatomiche ostiche quali la regione interscapolare, la parete laterale del torace e dell’addome. Le sedi anatomiche appena indicate rappresentano una sfida per la chirurgia oncologica in quanto, se il tumore ha estesi rapporti di contiguità con i piani sottostanti, il rispetto dei dettami della chirurgia ad ampi margini e l’eventuale chirurgia radicale può risultare difficile da ottenere. Questa considerazione trova conferma nel fatto che in alcuni studi, a dispetto di un intento chirurgico aggressivo e curativo, un’asportazione completa è ottenuta in meno del 50% dei casi. In uno studio non pubblicato è stato recentemente suggerito di asportare non 3 centimetri di tessuto sano intorno alla neoplasia ma bensì 5 cm e di asportare due piani fasciali profondi anziché uno. Con questo approccio applicato a sedi differenti la percentuale di casi con asportazione completa è del 97% con una percentuale di recidiva del 11%.

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In tutti questi studi che valutano l’impatto della chirurgia sul tasso di recidiva tuttavia non si menzionano le dimensioni medie dei tumori arruolati e se la chirurgia è stata preceduta da una stadiazione mediante tomografia computerizzata a raggi X. Il suo ausilio per la definizione dei rapporti di contiguità e di continuità è di estrema importanza per definire l’estensione della chirurgia in modo consapevole e non basandosi sull’estensione clinica macroscopica della neoplasia. In uno studio è stato dimostrato che il clinico con la palpazione sottostima di circa 4 volte le dimensioni verificate con la tomografia computerizzata. Questo dato offre un ulteriore appoggio al divieto assoluto di eseguire biopsie escissionali o chirurgie marginali in lesioni sottocutanee localizzate in aree sensibili per l’insorgenza dei sarcomi felini indotti da iniezione senza prima avere una diagnosi citologica e/o istologica di conferma. L’esecuzione della tomografia computerizzata a raggi X oltre a favorire un corretto e approfondito studio della malattia locale consente di evidenziare in modo non costante le cosiddette “skip metastasis” meglio conosciute anche come metastasi a salto e costituite da cellule neoplastiche o gruppi di cellule neoplastiche che sono generalmente esterne alla pseudocapsula e non sono mai macroscopicamente evidenti. Questa caratteristica è generalmente associata ai sarcomi dei tessuti molli soprattutto se di alto grado istologico. La loro mancata asportazione può favorire la recidiva in sarcomi ritenuti sulla base istologica asportati completamente, anche se relativamente alla discrepanza tra esito dei margini e recidiva nei sarcomi felini indotti da iniezioni molto deve essere ancora ricercato e pubblicato. Sempre relativamente alla chirurgia ad ampi margini o radicale, sono ritenute importanti sia la fase cosiddetta demolitiva che quella ricostruttiva. La scarsa aggressività chirurgica nei confronti di una neoplasia può dipendere da numerosi fattori ma tra questi la scarsa attitudine a ricostruire difetti cutanei ampi di forme geometriche che coincidono con la forma rettangolare, quadrata o ellittica possono inficiare l’esecuzione di una corretta fase demolitiva comportando un risparmio di cute e sottocute e quindi di ottenere un potenziale margine di escissione esiguo o infiltrato. Per quanto sia difficile ritrovare nei testi e negli articoli esplicitato il pattern di escissione suggerito, quello quadrato e rettangolare sono di fatto i più utilizzati. La ricostruzione di questi difetti può esitare in ferite a forma di X, Y, doppia Y o H. La ferita lineare solitamente è auspicata perché si riduce la probabilità di necrosi e deiscenza della ferita, tuttavia quando il pattern rettangolare e quadrato vengono impiegati con la creazione di ampi difetti una chiusura lineare è difficile da ottenere senza il rischio di avere una ferita sotto tensione. Pertanto in questi casi è sempre consigliato impiegare pattern di ricostruzione di difetti rettangolari e quadrati delle ferite a Y, X, doppia Y o H anche se nei punti di incrocio è più probabile avere contenute aree di deiscenza che difficilmente condiziona-

Fig 2-3. Rappresentazione grafica mediante penna demografica del pattern di escissione chirurgica (Fig 2 ellissoidale; Fig 3 rettangolare) di due sarcomi indotti da iniezione felini. La tipologia rettangolare è da preferire nell’asportazione di masse di grosse dimensioni (Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie- Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano)


16 Focus 58° Congresso Nazionale SCIVAC no il postoperatorio. L’approccio chirurgico rappresenta uno strumento insostituibile per la gestione terapeutica dei sarcomi felini indotti da iniezione e non solo, tuttavia è opinione comune che gli alti tassi di recidiva suggeriscano l’impiego di terapie adiuvanti quali la radioterapia, come prima opzione, la chemioterapia, l’elettrochemioterapia e l’immunoterapia. L’approccio radioterapico quale terapia neoadiuvante o adiuvante alla chirurgia ad ampi margini è invocato da molti autori. Il valore terapeutico della radioterapia è indiscusso sia in medicina umana che in medicina veterinaria, tuttavia in Italia la momentanea assenza di questo prezioso ausilio terapeutico non sempre consente a tutti i potenziali fruitori di accedervi con facilità dato che le strutture disponibili risiedono all’estero. Questo aspetto logistico comunque non deve in alcun modo inibirne la proposta nei consulti oncologici dato che per la prevenzione della recidiva locale la radioterapia rimane il miglior ausilio terapeutico ad oggi disponibile. La radioterapia è una terapia che principalmente viene applicata localmente a differenza della chemioterapia per la quale si riconosce soprattutto l’impiego sistemico. Nel controllo della malattia locale il suo impiego può essere preoperatorio e postoperatorio. L’impiego neoadiuvante o preoperatorio, si prefigge di avere una maggiore efficacia dato che le cellule resistenti sono teoricamente presenti in una piccola percentuale e la distribuzione della vascolarizzazione non è alterata. L’attività citoriduttiva esplicata dalla radioterapia preoperatoria dovrebbe facilitare la successiva exeresi chirurgica e ridurre il rischio di disseminazione intraoperatoria di cellule neoplastiche, tuttavia l’effetto collaterale temuto è la deiscenza della ferita chirurgica. Relativamente all’impiego postoperatorio si ritiene che la sua efficacia possa essere ottima dato che le radiazioni ionizzanti agiscono sulle particelle tumorali microscopiche lasciate dalla chirurgia definitiva. L’impiego adiuvante presenta alcuni limiti quali: l’area da irraggiare è molto più vasta, potenzialmente ci potrebbero essere più cellule radioresistenti ipossiche da alterata vascolarizzazione indotta dalla chirurgia ed inoltre l’intervallo di tempo tra la chirurgia e l’inizio della radioterapia può favorire la ripopolazione delle cellule tumorali. Solo due studi hanno indagato l’impatto della radioterapia adiuvante sul tasso di recidiva e i risultati emersi dimostrano tassi di recidiva del 32% per margini infiltrati e del 42% per margini liberi anche se l’intervallo libero da malattia per i margini esenti da cellule neoplastiche era soddisfacente con 700-986 giorni di mediana. L’applicazione postoperatoria della radioterapia nel trattamento multimodale del sarcoma felino indotto da iniezione, ha prodotto risultati

Fig 4. Presentazione intraoperatoria dopo asportazione ad ampi margini di sarcoma iniezione indotto felino. Si noti l’estensione laterale e in profondità con accesso alla cavità addominale. (Dipartimento di Scienze Cliniche VeterinarieFacoltà di Medicina Veterinaria di Milano)

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simili con tassi di recidiva del 41% e un tempo libero da malattia mediano di 405 giorni. In un altro studio al trattamento radioterapico è stata associata la chemioterapia con doxorubicina e la percentuale di recidiva è stata del 28% con un tempo libero da malattia mediano di 661 giorni. L’intervallo di tempo che intercorre tra la chirurgia e l’inizio della radioterapia non dovrebbe essere superiore ai 10-14 giorni ed è stato accertato che l’aumento di questo intervallo di tempo si traduce in una riduzione del tempo di recidiva locale e del tempo di sopravvivenza. L’alto tasso di recidiva non giustifica in questo caso, così come in altri, l’assunto che la radioterapia preoperatoria e/o postoperatoria sia fallimentare o poco incoraggiante in quanto pochi sono gli studi eseguiti soprattutto sul sarcoma iniezione indotto e molte sono le variabili che possono aver inficiato il risultato come: istotipo, modalità di valutazione dei margini e dimensioni delle neoplasie arruolate allo studio. Sicuramente dovranno essere istituiti protocolli di radioterapia più aggressivi. La chemioterapia rappresenta ancora un capitolo decisamente meno indagato se si osservano gli studi clinici che valutano l’efficacia di alcune molecole come doxorubicina, carboplatino, ciclofosfamide, imatinib, ifosfamide. Tuttavia in vitro alcuni studi hanno dimostrato una buona attività antineoplastica che in molti casi non è riconfermata in vivo. Da questo si deduce il motivo per cui il ruolo della chemioterapia nella terapia dei sarcomi felini iniezione indotti e più in generale nei sarcomi dei tessuti molli non sia ben definito anche se la sua applicazione è in funzione più che per il controllo locale della malattia per la prevenzione della sua evoluzione metastatica. In medicina umana i protocolli in polichemioterapia con doxorubicina hanno dimostrato in modo statisticamente significativo la loro efficacia clinica nella modalità adiuvante dopo 40 anni di studi. Relativamente ai sarcomi felini iniezione indotti l’associazione doxorubicina + ciclofosfamide in neoplasie non trattate chirurgicamente ha portato alla riduzione del 39-50% delle dimensioni del tumore ma il tempo di sopravvivenza andava da 125 ai 242 giorni in due distinti studi. Quando associata a chirurgia i risultati appaiono comunque discordanti. Nel lavoro di Poirier et al. il suo impiego adiuvante consente di ottenere intervalli liberi da malattia confortanti con 393 giorni rispetto ad un gruppo di controllo storico di 94 giorni con sola chirurgia. Nello studio di Martano et al. la doxorubicina è stata impiegata sia con modalità neoadiuvante che adiuvante riscontrando tassi di recidiva del 41% nel gruppo neoadiuvante e del 35% nel gruppo adiuvante. Il tasso metastatico riportato in questo studio era del 12 e 10% rispettivamente per il gruppo neoadiuvante e adiuvante. L’impiego di protocolli in monochemioterapia rende meno probabili gli effetti tossici, tuttavia si ricorda di selezionare i pazienti ammissibili a questi protocolli previ meticolosi screen ematologici. Concludiamo ricordando che terapie decisamente promettenti sono state proposte come l’elettrochemioterapia e l’immunoterapia. Inoltre si vuole riaffermare che, per quanto la recidiva sia comunque possibile, il protocollo che viene consigliato è: chirurgia ad ampi margini/radicale associata a terapie adiuvanti come radioterapia, chemioterapia o elettrochemioterapia e immunoterapia. Relazione tratta dagli Atti del 58° Congresso Nazionale SCIVAC - Oncologia veterinaria: alle soglie del III millennio, Milano, 7-9 marzo 2008. ■


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Attualità scientifica Vet Journal

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Malattie trasmesse da artropodi: nuove sfide per l’Europa e il Mediterraneo Mappatura epidemiologica, modelli climatici, gestione del rischio a un Simposio internazionale a Tunisi di MARIA GRAZIA MONZEGLIO alattie animali trasmesse da artropodi e zoonosi in aumento, riemergenti o addirittura nuove, tanto nei paesi del mondo occidentale quanto nelle realtà socio-economiche meno avanzate. Cosa sta succedendo? Cosa consente a zecche, pulci, zanzare, moscerini e pidocchi di continuare a rafforzare indisturbati il loro ruolo di diffusori e perpetuatori di malattie dal forte impatto sanitario ed economico, tanto sull’uomo quanto sugli animali, in una realtà sanitaria per contro da tempo convertita e votata alla filosofia della prevenzione? Proseguendo con lo spirito dei precedenti appuntamenti internazionali, il 6° Simposio Merial sulle malattie trasmesse da artropodi, intitolato “Arthropode-Borne Diseases: New challenges for Europe and the Mediterranean Basin”(Tunisi, 9-11 aprile 2008) ha inteso fare il punto sulle attuali cause di questi importanti cambiamenti ecologici ed epidemiologici in Europa e nei paesi del Nord Africa (Marocco e Tunisia) nonché sulle possibili strategie per affrontarli. Quasi a rappresentare un punto di osservazione privilegiato sul Bacino del Mediterraneo, da cui più d’una malattia esotica ha iniziato la sua avanzata verso i paesi continentali europei, è stata scelta la calda e suggestiva Tunisi per riunire più di cento climatologi, sociologi, economisti, medici e veterinari parassitologi europei e nordafricani a discutere dei cambiamenti climatici, riscaldamento globale in testa, e dei fattori umani alla base dell’aumento delle malattie vettoriali negli ultimi anni, enfatizzando in particolare l’importanza dei modelli di studio e dei più avanzati sistemi di rilevazione e mappatura del rischio epidemiologico per queste malattie. Forse a volte un po’ mitizzato, il riscaldamento globale ha tuttavia un innegabile effetto diretto sull’ecologia degli artropodi vettori di malattia, di cui influenza den-

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sità, distribuzione geografica e capacità vettoriale. E il quadro descritto dal climatologo Harilaos Loukos (Climpact, Parigi) non può certo rassicurare: il pianeta si sta riscaldando a ritmo accelerato, in particolare i continenti dell’emisfero settentrionale, con una serie infinita di effetti negativi globali e locali, spesso di difficile definizione, tra cui quelli sanitari. Anche per questo sta assumendo importanza crescente il ricorso a metodi di mappatura e valutazione del rischio ambientale delle malattie utilizzando tecnologie come i sistemi di informazione geografica (GIS) e il remote sensing (RS), come ha spiegato Laura Rinaldi (Sezione di parassitologia Veterinaria, Università degli Studi di Napoli). In medicina veterinaria queste tecnologie permettono di effettuare la mappatura, l’analisi ecologica e la sorveglianza epidemiologica soprattutto delle malattie parassitarie, oltre che di valutare la distribuzione dei fattori ambientali di importanza sanitaria. Sistemi di previsione basati sul clima sono già stati sviluppati per diverse parassitosi; la relatrice ha illustrato in particolare il modello GIS sviluppato per Dirofilaria immitis a livello europeo, basato sulla temperatura registrata in più di 2000 stazioni meteo europee in 15 anni, e l’esperienza personale con il modello applicato all’area vesuviana. Ciò ha consentito di disegnare mappe predittive che valutano la durata del periodo di rischio di trasmissione delle filarie e l’intervallo efficace di chemioprofilassi. Accanto ai cambiamenti climatici, notevole impatto sulle modificazioni ecologiche ed epidemiologiche

TRATTAMENTO DELLA MENINGOENCEFALOMIELITE NEL CANE no studio ha rivisto il trattamento della meningoencefalomielite di origine sconosciuta in 11 cani. Due soggetti presentavano la forma focale della malattia e gli altri nove la forma disseminata. Nei nove soggetti con malattia disseminata, erano coinvolti l'encefalo anteriore in cinque soggetti, il tronco encefalico in tutti e nove i soggetti e il cervelletto in un soggetto. I cani venivano trattati con cicli di citosina arabinoside ogni tre settimane e dosi immunosoppressive di prednisolone. La risposta al trattamento in termini di qualità della vita era giudicata dai proprietari e riferita ai veterinari come eccellente in cinque soggetti, buona in altri cinque e scarsa in uno. Il tempo di sopravvivenza

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variava da 78 a più di 603 giorni. La probabilità cumulativa di sopravvivenza dopo due anni era pari al 58,4%. Non si osservavano segni di mielosoppressione o altri effetti collaterali associati al trattamento con citosina arabinoside. (M.G.M.)

delle malattie vettoriali hanno indubbiamente, concordano tutti i relatori, i fattori umani, quali la maggiore movimentazione di uomini e animali, le attività socio-economiche umane, la preservazione della fauna selvatica, le attività commerciali ecc. È proprio il diverso utilizzo del territorio da parte dell’uomo, secondo Allal Dakkak (Facoltà di Medicina Veterinaria di Rabat, Marocco) il responsabile della crescente distribuzione delle leishmaniosi canina (e umana) nel Mahgreb, che vanta sieroprevalenze anche del 41%. In particolare, lo sviluppo dell’irrigazione e i conseguenti cambiamenti nelle attività rurali, umane e nell’urbanizzazione hanno indotto una reazione a catena responsabile dell’aumento probabilmente dei flebotomi vettori e sicuramente degli animali e degli ospiti umani. Ancora, i trasporti a lunga distanza hanno introdotto dall’Asia in Europa (soprattutto in Italia), negli anni ‘70, Aedes albopticus, la zanzara responsabile nel 2007 di un’epidemia umana della malattia tropicale Chikungunya nella temperatissima provincia di Ravenna. A dimostrare che le malattie trasmesse da artropodi nei paesi tropicali possono diffondersi anche nei paesi temperati in cui il vettore si sia ben adattato. Lo ha ricordato Pascal Delanauy, parassitologo umano dell’Ospedale di Nizza. Altro caso sintomatico dei cambiamenti in atto è la recente diffusione del sierotipo BTV8 della Bluetongue nell’Europa del Nord, chiaramente indipendente dalle epidemie sostenute nell’Europa meridionale da sierotipi virali diversi e spesso endemici, cha mai si erano spinti a queste latitudini. I culicoidi presenti nelle regioni europee settentrionali, ha spiegato Guy Hendrickx (Avia-Gis, Zoersel, Belgium) sono soltanto quelli nativi e la diffusione di BTV8 può essere quindi attribuita soltanto a queste specie. “Nuove” malattie di cavalli e carnivori segnalate nell’ultimo decennio sono la babesiosi in Germania, nei Paesi Bassi e in Belgio, l’ehrlichiosi monocitica canina nell’Europa meridionale, l’anaplasmosi da A. platys in Francia e l’anaplasmosi da A. phagocytophilum in ruminanti, cavalli, cani e gatti nell’Europa del nord. È poi in corso un’evidente modificazione della distribuzione geografica della leishmaniosi canina in tutta Europa. È spettato a Frédéric Beugnet, Direttore tecnico di Merial EMEA e anima del Simposio, presentare “FleaTickRisk”, il nuovo modello bioclimatico che permette di visualizzare i rischi di infestazione da zecche e pulci e di stimare la densità di questi parassiti nel territorio. Nato nel 2006 dalla collaborazione tra climatologi (Climpact, un’iniziativa in fase di lancio tra ricercatori del CNRS e dell’università Paris VI), biomatematici (Unità di ricerca della Scuola di Veterinaria di Lione in associazione con il CNRS) e parassitologi (Merial e Scuola di veterinaria di Maisons-Alfort), “FleaTickRisk” prevede settimanalmente l’attività di tre specie di zecche e della pulce del gatto in Francia, nazione pilota per il primo anno, ma che sarà seguita dal resto d’Europa nell’autunno del 2008. Il modello può prevedere la densità dei parassiti e il rischio di trasmissione delle malattie agli animali e all’uomo. Oltre allo studio dell’effetto del clima sulle infestazioni parassitarie, il modello permette ai veterinari di consigliare i trattamenti antiparassitari e preventivi più adeguati, con la corretta tempisti-

MALATTIE PRIONICHE: UN RUOLO DEL COLESTEROLO no studio ha individuato una possibile spiegazione di come i prioni danneggino le cellule cerebrali. Pubblicata su BMC Biology, la ricerca del Royal Veterinary College (RVC) suggerisce che la presenza dei prioni aumenti in maniera critica la quantità di colesterolo presente nei neuroni, inducendo lo sviluppo della malattia neurodegenerativa. Come i prioni, alla base di malattie neurodegenerative degli animali e dell'uomo quali la BSE, la CJD e la scrapie, determinino i danni neuronali nei tessuti nervosi affetti non è completamente noto. Alcuni recenti studi hanno mostrato che il controllo dei livelli di colesterolo nei neuroni ha importanza critica nel limitare lo sviluppo di malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla e demenza senile. È noto che la quantità di colesterolo libero delle membrane cellulari influenzi numerose funzioni della cellula; lo studio del RVC si è concentrato sugli effetti del colesterolo libero sulla fosfolipasi A2 citoplasmatica. L'attivazione di questo enzima è implicata nella deplezione di neuroni che si osserva nelle malattie da prioni e nell’Alzheimer. Precedenti studi degli stessi autori hanno indicato che la fosfolipasi A2 è sensibile alla deplezione del colesterolo. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno dimostrato che i prioni aumentano il colesterolo libero nella membrana cellulare inducendo una maggiore attivazione di fosfolipasi A2. (M.G.M.)

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ca. Perché se è vero che la sfida per contrastare i cambiamenti ecologici e umani globali in atto è titanica, è però vero che il medico veterinario e il propietario possono fare molto non abbassando la guardia sulla fondamentale prevenzione delle infestazioni animali, privilegiando i trattamenti antiparassitari preventivi completi che agiscono su tutti gli stadi vitali e sulle uova dei parassiti, proteggendo nel contempo l’animale e il suo ambiente. ■

Vet Journal è un periodico di informazione scientifica di proprietà di E.V. srl iscritto nel Pubblico Registro della Stampa periodica presso il Tribunale di Cremona al n. 396 dal 18.12.2003. È diretto dal dottor Enrico Febbo e dalla dottoressa Maria Grazia Monzeglio. Fornisce un flusso informativo continuo sugli eventi della medicina veterinaria e sul mondo delle bioscienze, con tre edizioni alla settimana.

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo

www.vetjournal.it/


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18 Vet Journal Attualità scientifica

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VETERINARIA 15 | 2008

Azitromicina per la profilassi della polmonite da Rhodococcus equi Incoraggianti i risultati preliminari in circa quattrocento puledri no studio controllato randomizzato ha determinato l'effetto della chemioprofilassi con azitromicina sull'incidenza cumulativa della polmonite causata da Rhodococcus equi, l’età d'insorgen-

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za della polmonite e la concentrazione inibente minima MIC) dell’azitromicina per gli isolati di R. equi coltivati da campioni fecali e clinici. Sono stati valutati 338 puledri nati e allevati in 10 allevamenti da riproduzione, ciascuno con un’anamnesi di infezione endemica da R equi. Il gruppo 1 era costituito dai

puledri di controllo e il gruppo 2 dai puledri trattati con azitromicina (10 mg/kg PO, q 48 h) durante le due prime settimane dopo la nascita. I puledri venivano controllati per evidenziare lo sviluppo di polmonite attribuibile a R. equi o di effetti avversi imputabili al farmaco. Gli isolati di R. equi venivano esaminati per valutarne la suscettibilità all'azitromicina. La proporzione di puledri affetti da R. equi era significativamente maggiore nei puledri di controllo (20,8%) rispetto ai puledri trattati con azitromicina (5,3%). Non si identificavano reazioni avverse al trattamento e non si osservavano differenze significative tra i gruppi nella MIC dell'azitromicina sugli isolati di R. equi coltivati da campioni fecali e clinici. La chemioprofilassi con azitromicina, concludono gli autori, riduceva effettivamente l'incidenza cumulativa della polmonite attribuibile a R. equi tra i puledri degli allevamenti da riproduzione con infezione endemica da R. equi. Non vi erano evidenze di resistenza all'azitromicina. Tuttavia, occorre considerare che è possibile lo sviluppo di resistenza in seguito a un ampio uso preventivo di azitromicina. Sono necessarie ulteriori indagini prima di poter raccomandare la chemioprofilassi con azitromicina per il controllo delle infezioni da R. equi nel cavallo (M.G.M.) ■

ORMONI TIROIDEI INFERIORI NEL LEVRIERO

no studio ha valutato la concentrazione degli ormoni tiroidei in 46 Levrieri giovani sani prima dell'esercizio fisico. La tiroxina totale (T(4)) era inferiore all’intervallo di riferimento non specifico per razza in 42 levrieri su 46 (91,3%) e 16 soggetti avevano valori inferiori al limite di identificazione del test. La tiroxina libera (T4) era inferiore all’intervallo di riferimento standard nel 20,5% degli animali e nel 13% era inferiore al limite di identificazione del test. In contrasto, la concentrazione della triiodiotironina totale di tutti i cani era compresa o superiore all’intervallo di riferimento non specifico per razza, e nel 67% dei soggetti si trovava nella metà superiore di questo. La concentrazione dell'ormone tireostimolante di tutti i cani era compresa nel limite di riferimento non specifico per razza. I risultati suggeriscono, concludono gli autori, che il Levrieri giovani presentano normalmente concentrazioni di tiroxina totale e libera marcatamente inferiori a quelle dei cani di altre razze e che nessun analita può essere utilizzato affidabilmente per la diagnosi di ipotiroidismo in questa razza, dato che i valori erano inferiori ai limiti di identificazione per ciascuno dei due test effettuati.

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Incontri e dibattiti Riflessioni

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Maddalena: questione etica o problema di categoria? A margine della tre giorni AIVEMP: la professione si confronta di GIUSEPPE PALLANTE addalena, l’icona di Maddalena, comune incrocio di pastore tedesco, è lì proiettata mentre la voce di una collega ne delinea la sua breve storia: arrivo in canile all’età di circa tre anni, a tutt’oggi ne compie quattordici, undici anni di canile…. Eppure Maddalena è dolce, anzi docile e socievole con tutti, un affido sicuro, ci ricorda la collega (di categoria A avremmo appreso di lì a poco da altri relatori) eppure è lì, eppure non è mai andata via, si potrebbe dire un nome una storia: ricordate Magdalena sister’s, Leone d’oro qualche anno fa al Festival del Cinema di Venezia? Maddalena ha avuto la sfortuna di nascere da una razza o per meglio dire da un incrocio di razze che per quel tempo era superato, non andava più di moda per gli eventuali futuri richiedenti; magari dieci anni prima sarebbe stato tutto più facile, ma era nata (come tanti, troppi) fuori tempo massimo, e questo rendeva tutto più difficile. Non era valso per Maddalena essere buoni, non bastava possedere uno sguardo docile e il temperamento remissivo; no, ciò che è richiesto per essere al meglio spendibile sul mercato degli affidi, o per meglio dire ciò che chiede il futuro affidatario è la sua icona, come riflette molto bene Roberto Marchesini in un suo recente volume (Pedagogia Cinofila, Perdisa, 2007 ) ovvero non ciò che si è, ma quanto meglio risulti vicino a ciò che voglio che esso rappresenti per me o per quanti vedono me rappresentato da esso/essa. In altre parole il destino di Maddalena era segnato: dal canile non sarebbe mai più uscita. Sarebbero cambiati negli anni i gestori, sarebbero cambiati i volontari e i responsabili sanitari, ma Lei sarebbe rimasta sempre lì. Un insuccesso, così conclude la relazione, una delle tante vite inutili spese ad abbaiare al primo passante per attirare l’attenzione nell’attesa di una vita migliore. Tutti i colleghi presenti di simili storie ne avrebbero avute da raccontare: le migliaia di Maddalene che passano e tante volte si fermano nei canili di ogni singolo comune. Ma la storia di Maddalena non finisce qui: la collega volutamente (presumo molto volutamente) vuole portare a conclusione il suo contributo di relatore e dimostrare di avere svolto bene il compito assegnatole fino in fondo, non lasciando niente al caso o all’indefinito e così conclude: Maddalena nei suoi dieci anni abbondanti di permanenza è costata al pubblico 18.000 euro. Una colpa, un errore grave che ci deve far riflettere se tutto ciò è giusto, se tutto ciò può ritenersi normale per noi che siamo chiamati a far di conto: i costi/benefici. Maddalena è ancora lì rappresentata, ma la sua immagine ora sintetizza lo sperpero delle risorse a cui noi non possiamo concedere ulteriori deroghe. Incapace di fornire una risposta a se stessa prima ancora che alla questione in sé la collega conclude interrogandosi se fosse stato per il suo bene più corretto una giusta morte che un’intera vita spesa inutilmente in canile. E quindi prima sottolineando lo spreco di risorse pubbliche e poi ammantando il tutto di una profonda riflessione etica sciorina l’im-

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mancabile confronto con gli altri Paesi concludendo la sua relazione. È giusto spendere tutto ciò? E giusto vivere una vita in canile? Gli applausi, qualche breve e soffusa contestazione, le domande di rito trascorrono, ma il sasso -provocatoriamente- è stato lanciato. La cena serale con i colleghi dimostra che Diana Levi ha centrato nel segno e ancora il giorno dopo e il giorno dopo ancora non si può più fingere di ignorare, di non sapere delle nostre quotidiane Maddalene: dei costi/benefici, del senso di una vita spesa in canile. Tutto è compromesso, non bastano i relatori successivi, non basta il presidio zooantropologico, non basta la figura del veterinario comportamentalista a tirare su gli animi, a dare dignità e un senso alle cose: la platea oramai è spaccata con gli indecisi sempre più confusi e gli altri in trincea contrapposti. Si può dire di aver assistito ad uno psicodramma collettivo dove ognuno motivava, giustificando, correggendo o lamentando il proprio stato delle cose nell’ottica del costo/beneficio edulcorato dall’etica che oggi, come il prezzemolo ieri, non guasta mai. A riflettori spenti proviamo a riflettere e a confrontarci, magari non dico a far chiarezza ma a conoscerci tutti un po’ meglio.

LA QUESTIONE COSTI/BENEFICI Ogni beneficio prevede un costo. Non lo dico io ma la legge di mercato su cui si fonda appunto il citato rapporto costi/benefici. Bene, se io voglio trarre un risultato devo prevedere dei costi che a lungo andare dovrebbe arrivare ad apportarmi un beneficio. Ciò significa in prima analisi che io debbo prefiggermi un obbiettivo da raggiungere (in un lasso di tempo congruo) e quindi definire modalità e metodo di esecuzione, fare un preventivo di spesa e valutarne la sostenibilità, definirne il suo raggiungimento e quindi confrontare il tutto ai vantaggi previsti in origine . Quindi i passaggi in sintesi sono 1) ideazione, progettazione e definizione dell’obbiettivo, 2) descrizione di materiali e metodi di attuazione, 3) determinazione di un tempo e impegno per raggiungere l’obbiettivo prefisso 4) quando e in che modo si ritiene che il risultato venga considerato raggiunto, e infine 5) rapporto costi/benefici.

Prima domanda che sorge spontanea: è stato fatto tutto ciò? Ovvero è stato costruito un obbiettivo intorno a Maddalena? O piuttosto la si è lasciata languire in canile dimenticando spesso la chiave oltre che il cane? La collega ha parlato di cifre solo in termini di costo ma non ha illustrato alcun progetto mirato e magari poi miseramente fallito -è nell’ordine delle cose e ci può anche stare- che giustificasse la sua riflessione. Lo sguardo dolce, il temperamento mite, il suo essere socievole non sono mai stati compresi come una risorsa ma volutamente -strumentalmente direi- utilizzati per infierire sull’inutilità della sua vita spesa in canile. Maddalena ci fa da specchio: Maddalena riflette a tutto tondo la nostra frustrazione come conseguenza della nostra incapacità nell’aver realizzato un benché minimo straccio di progettualità che la valorizzasse, che ne desse un minimo di senso e che restituisse dignità al nostro ruolo prima ancora che alla sua vita. Allora sì che avremmo capito quanto impegno, quante aspettative, quante risorse sono state impiegate e magari anche quante incomprensioni, quanta frustrazione raccolta. Ma così non è stato e così non è accettabile: Maddalena risulta solo una vittima, ahimè una delle tante quotidiane vittime di malasanità, di una mala gestione, cui gli stessi veterinari addetti risultano quanto meno complici passivi. L’eutanasia da opportunità a opportunismo.

LA QUESTIONE ETICA Alla mia domanda se all’interno del servizio si fosse previsto un Comitato Etico preposto all’eutanasia la risposta sintetica della collega si limitava a confermare le mie più tetre previsioni: a decidere era il collega di turno che aveva la professionalità e il potere per decidere al meglio. Ma nel suo volto si leggeva molto di più della pur esplicita risposta. Quanto meno strano questo appellarsi all’etica in assenza di un Comitato. Eppure mi hanno insegnato che il massimo dell’Etica si coniuga con la sospensione dl giudizio! Forse qualcosa non torna, forse si sta facendo una grande insalata tra costi, benefici ed etica da fornaio (con tutto il rispetto della categoria, dei panettieri s’intende). Forse molto più semplicemente stiamo entrando in un campo che ancora non conosciamo bene.

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Ragionare per categorie morali (?) è spiazzante in quanto determina un giudizio di valore per ogni azione, con la conseguenza che, ad esempio, anche i medici veterinari si sentono essi stessi - prima ancora che gli altri li facciano sentire - dei professionisti di serie b, c o zeta a seconda di come o verso chi ci rapportiamo. Non possiamo imputare a nessuno la nostra visione di vedere il mondo: non ho sentito ancora da nessun medico per umani dire oggi ho visitato due marocchini e un cingalese ma più semplicemente ho fatto tre visite. Il costo, i presunti diciottomila euro spesi in oltre dieci anni per quella bastarda di Maddalena suscitano indignazione, ma se abbassiamo il valore della vita di Maddalena apriamo le porte a tanti altri confronti: sono giustificabili in termini di costi/benefici il numero di forestali che per la sola Calabria risultano superiori all’intero Stato del Canada? E quali costi/benefici tra i netturbini di Napoli? E sono forse giusti gli oltre duecento euro al giorno che spendiamo come contribuenti per ogni carcerato in regime di 41 bis? Quali prospettive future se sono all’ergastolo? Quale è la qualità della loro vita? Quali i costi/benefici? È etico tutto ciò? Perché nell’ottica del costo/beneficio non si provvede ad una eutanasia d’ufficio (e forse qualcuno ora tra i lettori ci sta giusto pensando)? Difficile rispondere, perché c’è un po’ di tutto ciò e altro nella storia di Maddalena. Se abbassiamo le nostre difese, se per semplificare riducessimo i mondi a categorie, non ne verremmo più fuori.

PROBLEMI DI CATEGORIA Tanto per restare in casa nostra, è giusto allora equiparare lo stipendio di un veterinario AUSL a quello del collega medico umano? Abbiamo bisogno di essere definiti Sanità Pubblica per poterci sedere come pari membri al tavolo con i colleghi di medicina umana? Perché definire Sanità Animale ci risulta stretto e dequalificante? Sabrina Giussani con il suo carattere sanguigno ha espresso chiaramente il concetto: signori: che si parli di gatto, cane o uomo per me non fa differenza. È un problema grosso, il vero problema della categoria. Se prima non ci crediamo noi come possiamo pretendere che ci credano gli altri? Difficile rispondere e un’intrinseca difficoltà a discuterne. E chiaro che per crederci non è sufficiente vendere fumo, ma essere credibili. E come si fa ad essere credibili facendo affermazioni a dir poco avventatamente etiche? Costi/benefici non sono problemi che ci devono riguardare o quanto meno non in termini decisionali. A far quadrare i conti penseranno altri soggetti preposti in merito, a noi è richiesto di fare il nostro dovere e per quanto possibile nel migliore dei modi. Il nostro deve essere un giudizio sanitario, se vogliamo (e ne siamo in grado) anche di sostenere un Parere Etico (l’etica esprime pareri non fornisce giudizi!) ma mai di costi/benefici. Le tre giornate sono state lunghe e intense, un noioso viaggio di ritorno mi attende, faccio per uscire quando un armadio di collega, giacca senape, marchio Bayer al bavero mi ferma sull’uscio: Tu sei Pallante ti riconosco, senti mi fai copiare le risposte? Tu le sai ste cose. Trasalgo. Si deve intuire una espressione infelice sul mio volto. Lui tenta di scusarsi: Sai… sono buiatra … . Gli detto le lettere a,c,e,a …. Concluso. Sto per andare ma lui no: Senti scusa ma sai per caso quanti sono gli ECM di questi giorni? ■


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20 Info Regioni Norme e progetti

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Campania, programmazione e organizzazione dei controlli ufficiali sugli alimenti a Giunta Regionale della Campania ha approvato con la delibera n. 1957 i criteri per la programmazione e l’organizzazione dei controlli ufficiali nel settore degli alimenti per uso umano. Il documento fornisce alle Autorità Competenti regionali e territoriali uno strumento operativo per l’organizzazione dei controlli ufficiali. Come presupposto dell’esecuzione dei controlli ufficiali, ed ai sensi delle normative vigenti, la

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delibera stabilisce: • di affidare ai SIAN (Servizi Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) delle AA.SS.LL. il compito di effettuare i controlli ufficiali, secondo le disposizioni contenute nel presente atto, in tutte le imprese che intervengono nelle filiere alimentari di prodotti di origine non animale; • di affidare ai Servizi Veterinari delle AA.SS.LL. il compito di effettuare i controlli ufficiali, secondo le disposizioni contenute nel presente atto, in tutte le imprese che in-

tervengono nelle filiere di alimenti “a base di prodotti di origine animale”; • che per alimento o prodotto o preparazione alimentare “a base di alimenti di origine animale”, si intendono gli alimenti di cui al Reg. CE 853/04 e quelli che comunque contengano alimenti di origine animale oltre il 10% del loro peso o volume, o quelli in cui un alimento di origine animale sia l’ingrediente caratterizzante del prodotto alimentare; • di affidare ai Settori Assistenza Sanitaria e

Settore Veterinario dell’Area Assistenza Sanitaria l’analisi dei risultati raggiunti con l’utilizzazione dei criteri di organizzazione e programmazione contenuti nel presente atto. Gli organi preposti al controllo dovranno effettuare la categorizzazione di tutte le imprese alimentari operanti nella Regione Campania (produzione, trasformazione, deposito, somministrazione e commercio). È necessario, altresì, in quanto fondamentale e propedeutico a qualsiasi attività di controllo, che le operazioni di registrazione e di riconoscimento delle imprese del settore alimentare, con la loro catalogazione settoriale, sia completa ed aggiornata. Alla luce della complessità delle valutazioni a farsi, i controlli ufficiali per la categorizzazione di rischio delle imprese, devono essere effettuati obbligatoriamente da dirigenti medici dei SIAN e/o veterinari dei Servizi Veterinari i quali opereranno con l’ausilio di Tecnici della Prevenzione sugli Ambienti e Luoghi di lavoro e/o di altre figure che per competenza e professionalità possono incidere positivamente sull’efficienza ed efficacia dei controlli stessi. Con la delibera è istituito inoltre presso l’A.G.C. n. 20 il “Nucleo Regionale per i Controlli Ufficiali (Nu.Re.Cu.)” per verificare l’efficacia e l’efficienza dei controlli effettuati dalle autorità competenti territoriali sulle imprese alimentari, costituito da personale laureato medico e veterinario dei Settori Veterinario ed Assistenza Sanitaria e delle AA.SS.LL., particolarmente esperto per esperienza e formazione in materia di sicurezza alimentare, ■

A VERONA LA PET CARD l Veneto è la prima regione italiana ad aver recepito la legge quadro in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo lavorando per la creazione di una rete di canili sanitari e di canili rifugio, per l’informatizzazione dell’anagrafe canina, per la promozione di campagne di sterilizzazione, per la definizione di misure minime di assistenza e di profilassi. Al Centro Marani di Verona l’assessore alle Politiche sanitarie ha illustrato alle associazioni e ai veterinari delle aziende sanitarie la pet card ed i pacchetti sanitari minimi garantiti. La Regione del Veneto sta agendo per la diminuzione delle entrate nelle strutture di prima accoglienza, per la sensibilizzazione delle adozioni, per l’aggiornamento e la revisione della legge regionale sugli animali domestici. L’assessorato alle Politiche sanitarie si è impegnato a mettere in rete comuni, aziende sanitarie, associazioni animaliste, organi di vigilanza per implementare l’identificazione degli animali. Nelle prossime settimane si valuterà la possibilità di stanziare incentivi per chi adotta cani di età superiore ad un anno, a predisporre visite cliniche, profilassi vaccinale, test diagnostici e interventi di profilassi, a stipulare una convenzione per l’erogazione biennale di pacchetti di cure. Per ridurre il numero di cani non identificati la Regione del Veneto continuerà la distribuzione gratuita dei microchip e renderà più salate le misure sanzionatorie per la non iscrizione della banca dati dell’anagrafe canina. (Fonte: Regione Veneto)

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Prevenzione e sicurezza Info Regioni

Umbria, profilassi contro il carbonchio ematico on decreto del Presidente della Giunta regionale del 2 aprile 2008 n. 34 è stata approvata in Umbria la profilassi contro il carbonchio ematico per l’anno 2008. Considerato che in un gregge del territorio del comune di Trevi si sono verificati casi di carbonchio ematico e che tale infezione costituisce un serio pericolo per il patrimonio zootecnico e per la salute pubblica, essendo una zoonosi, la giunta regionale ha ritenuto necessario predisporre un piano organico di profilassi vaccinale anticarbonchiosa a completamento delle norme di Polizia veterinaria. È obbligatoria la vaccinazione contro il carbonchio ematico dei bovini, ovini, caprini, equini che si spostano per motivi di pascolo nelle località di Paino di Risecco, Monte Malandino, Monte Brunette, Le Casetta del comune di Trevi e che risiedono stabilmente nel territorio e nelle zone indicate. Le vaccinazioni degli animali che si intendono spostare in queste zone, debbono essere eseguite almeno 20 giorni prima della partenza. Le vaccinazioni dovranno essere eseguite dai veterinari dipendenti delle A.S.L. nel cui territorio sono ubicati gli allevamenti di appartenenza degli animali che insistono nei territo-

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POLEMICHE SULL’AUTHORITY A FOGGIA a sede nazionale dell’Authority alimentare a Foggia? Una follia senza senso che penalizza i consumatori. «Portare a Foggia la sede dell’ Authority alimentare italiana è una decisione a dir poco priva di ogni buonsenso». Fabio Rainieri, leader nazionale dei Cobas del latte e neoeletto parlamentare della Lega Nord in Emilia punta i riflettori su uno degli ultimi interventi dell’ex Governo Prodi. «Si tratta - spiega Rainieri - di un’operazione che rischia di raddoppiare i costi che le imprese e le aziende agricole devono sostenere. Prima investendo tempo e risorse per i contatti con Parma, sede dell’autorità europea, e poi con Foggia. Ecco perché faremo di tutto per avvicinare il più possibile a Parma la sede dell’Authority alimentare nazionale. È un impegno che da neoeletto parlamentare della Lega Nord mi sento di prendere da subito con gli elettori». Secondo Rainieri, infatti, i vantaggi derivanti dall’avvicinamento delle due strutture non sarebbero solo burocratici, ma concreti: «Meno spese per chi produce spiega - si trasformerebbero in minori costi per i consumatori finali. Una ricaduta purtroppo inevitabile, invece, se verranno confermate le scelte del centrosinistra e di quei parlamentari di Parma che, dimenticandosi della loro città, hanno preferito dare un contentino al ministro De Castro che è di quelle zone. Un modo di fare che come rappresentanti della Padania non possiamo permettere». «Non ha alcun senso quello che scrive Rainieri, - replica il ministro Paolo De Castro - la legge che ha istituito l´Authority a Foggia prevede uno stanziamento di due milioni e mezzo all´anno per finanziare le attività dell´agenzia. Non costerebbe assolutamente niente in più agli agricoltori, le spese vengono gestite a livello europeo.

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ri indicati o che si spostano verso i pascoli indicati e all’occorrenza da veterinari libero professionisti, appositamente autorizzati ai sensi delle vigenti disposizioni sanitarie. I veterinari operatori dovranno rimettere agli Uffici dei responsabili del Servizio di sanità animale delle ASL competenti per territorio il modello 12, previsto dal vigente regolamento di Polizia veterinaria, redatto in duplice copia; conseguentemente i responsabili del Servizio di sanità animale delle ASL trasmetteranno al

Servizio “Programmazione e gestione degli interventi di emergenza sanitaria,l sanità veterinaria e sicurezza alimentare” della Direzione regionale sanità e servizi sociali un modello riepilogativo degli interventi effettuati nel proprio territorio. L’avvenuto trattamento immunizzante anticarbonchioso deve essere annotato, rispettivamente, sui modelli 7 e 8 previsti dal regolamento di Polizia veterinaria. Il decreto è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria del 16 aprile 2008. ■

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22 Europa Protezione degli animali allevati

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La Corte UE: vietato legare i vitelli Una disputa linguistica finisce sul banco della Corte di Giustizia Europea. Lingue diverse per esprimere il medesimo principio “Un vitello è legato allorquando è trattenuto da una legatura, qualunque siano il materiale e la lunghezza di tale legatura e le ragioni per le quali l’animale è legato”. La Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha affrontato una causa sull’interpretazione del verbo «legare» nell’ambito delle norme minime di protezione dei vitelli (Direttiva 91/629/CEE, come modificata dalla Decisione della Commissione

97/182/CE). La pregiudiziale era stata sollevata da un allevatore olandese penalmente accusato di detenere i vitelli con modalità incompatibili con le disposizioni europee: “i vitelli non debbono essere legati, ad eccezione di quelli stabulati in gruppo che possono essere legati per un periodo massimo di un’ora al momento della somministrazione di latte o succedanei del

latte. Se si utilizzano attacchi, questi non devono provocare lesioni al vitello e debbono essere regolarmente esaminati ed eventualmente aggiustati in modo da assicurare una posizione confortevole agli animali. Ogni attacco deve essere concepito in modo tale da evitare il rischio di strangolamento o ferimento e da consentire ai vitelli di muoversi”. Dinanzi al giudice del rinvio l’allevatore aveva sostenuto che i vitelli, stabulati individualmente in recinti di mt 2,50 x mt 1,20 provvisti di tettoia, erano legati per il collo con una corda di circa 3 metri di lunghezza e quindi non potevano essere considerati «legati», data la le-

gatura di una lunghezza di circa 3 metri, che consente loro una certa libertà di movimento.

IL PARERE DELLA CORTE Di diverso parere la Corte che, nel fornire una interpretazione alla condizione di legatura, ha osservato che nel determinare il significato del verbo «legare», occorre, in mancanza di una corrispondente definizione nella direttiva 91/629 modificata, fare riferimento al senso generale e comunemente ammesso del termine e che, in caso di difformità tra le diverse versioni linguistiche di un testo comunitario, la disposizione di cui è causa deve essere intesa in funzione del sistema e della finalità della normativa di cui fa parte.

COSA DICE LA LEGGE I locali di stabulazione devono essere costruiti in modo da consentire ad ogni vitello di coricarsi, giacere, alzarsi ed accudire a se stesso senza difficoltà. “I vitelli non debbono essere legati, ad eccezione di quelli stabulati in gruppo che possono essere legati per un periodo massimo di un’ora al momento della somministrazione di latte o succedanei del latte. Se si utilizzano attacchi, questi non devono provocare lesioni al vitello e debbono essere regolarmente esaminati ed eventualmente aggiustati in modo da assicurare una posizione confortevole agli animali. Ogni attacco deve essere concepito in modo tale da evitare il rischio di strangolamento o ferimento e da consentire ai vitelli di muoversi”. (Decisione della Commissione 97/182/CE). ■

CONTROLLI UFFICIALI NELLA UE A 27 STATI n seguito all’allargamento a 27 Stati, il Regolamento (CE) n. 882/2004 riguardante i controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali è stato modificato dal Consiglio Europeo Europea per includervi tutti gli Stati membri (Regolamento (CE) N. 301/2008 del 17 marzo 2008). Il regolamento (CE) n. 882/2004 stabilisce un quadro armonizzato di norme generali per l’organizzazione di controlli ufficiali, organizzazione che ora sono tenuti ad implementare tutti gli Stati dell’Unione Europea, applicando la normativa e verificandone il rispetto da parte degli operatori del settore in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione.

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Lingua blu Dalle Associazioni

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Blue Tongue: emergenza sanitaria europea Quattrocento i veterinari presenti al Convegno Nazionale SIVAR organizzato a Piacenza il 16 aprile

di MINO TOLASI ubblico delle grandi occasioni a Piacenza il 16 Aprile. Più di quattrocento veterinari gremivano l’aula magna dell’Università Cattolica per seguire relatori italiani e stranieri di altissimo livello che facevano il punto sulla Blu Tongue. Dopo i saluti e gli auguri portati a nome del Preside dal Prof. Bertoni, dal Dott. Delledonne, responsabile dei servizi veterinari dell’Asl di Piacenza, organizzatori, insieme a SIVAR, AIVEMP e Ordine dei Veterinari Piacentini, dell’evento che ringraziavano per la massiccia partecipazione, introduceva i lavori il dott. Cammi, neo presidente SIVAR e ospite, essendo lui piacentino. Giancarlo Belluzzi, chairman puntuale e rigoroso, chiamava al microfono il dott Ferrarini, Veterinario rappresentante del Ministero, il quale ha inquadrato la situazione italiana ed ha spiegato che c’è una unità di crisi che sta lavorando alacremente in collaborazione con tutte le parti interessate per controllare la grave situazione creatasi dopo la comparsa del sierotipo 8 nel nord Italia in seguito ad importazioni di bovini francesi. Non è possibile far previsioni sulla durata e sull’evoluzione delle misure restrittive in atto, c’è comunque la certezza della implementazione della vaccinazione con vaccino inattivato appena arriveranno, si prevede verso Maggio, Giugno, le 4.400.000 dosi assegnate all’Italia. Ha spiegato che la procedura di infrazio-

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ne che la UE ha aperto nei confronti dell’Italia per le restrizioni applicate unilateralmente all’importazione di animali francesi non vaccinati, sta di fatto cadendo alla luce delle nuove ordinanze emesse che regolano la situazione. Il quadro clinico-infettivo della malattia, è stato magistralmente svolto dal dr Dercksen, veterinario olandese che lavora per GD ANIMAL HEALTH SERVICE DEVENTER sorta di organizzazione per certi versi paragonabile al nostro Zooprofilattico. Ha ripercorso la storia della comparsa della BT sierotipo 8 in Olanda nell’agosto del 2006. La cosa è apparsa inspiegabile visto che questo sierotipo è caratteristico dell’Africa. Ad oggi non ci si spiega ancora l’esatta provenienza della malattia. Ha presentato delle bellissime immagini di casi clinici da lui visti, ha poi sottolineato la sostanziale carenza di conoscenza della malattia e dei vettori, i culicoidi che non dovrebbero trovare un ambiente adatto a loro nel nord Europa. I cambiamenti climatici: gli inverni caldi e le estati torride hanno evidentemente favorito lo sviluppo degli insetti vettori. Singolare il fatto che il sintomo “lingua Blu”, che ha dato il nome alla malattia, in Europa non si è mai visto. Bisogna ripensare come considerare la malattia che da esotica è diventata endemica. Ha esposto i metodi diagnostici, PCR ed ELISA ed ha caldeggiato la vaccinazione con vaccini inattivati, dovrebbe essere implementata una vaccinazione di massa obbligatoria effettuata da veterinari, ma questo non incontra l’approvazione di tutti gli stati membri. Il successo del-

la relazione è stato sottolineato dalle numerose domande fatte dalla sala. Il Dr Bauer, parassitologo tedesco con vasta esperienza di campo in Africa ha fatto un escursus sulle malattie trasportate da vettori e dalla difficoltà del controllo. Ha sostanzialmente ammesso la scarsa efficacia degli antiparassitari nella lotta a queste malattie ed ha valutato la protezione degli allevamenti con reti a maglie fini. Non si è nascosto la difficoltà di questa soluzione che è stata presa con un certo scetticismo anche dai presenti in sala. Il Dr Reviriego Gordejo, veterinario spagnolo rappresentante del DGSANCO ha inquadrato la malattia dal punto di vista della UE. Ha illustrato la situazione sanitaria in Europa facendo vedere sierotipi presenti ed aree interessate. Non è una zoonosi, colpisce gli animali con forme tutto sommato abbastanza lievi, ha quindi più che altro un aspetto economico-commerciale importante. Ha detto che la lotta contro i vettori è inutile perché non porta a nessun risultato, di particolare pericolosità, per il controllo, la trasmissione transplacentare che sembra ormai dimostrata. C’è una crisi dei rapporti tra i vari stati membri che tendono ad adottare misure unilaterali che contrastano con i principi della UE. È difficile far combaciare i vari attori visti i diversi interessi in gioco. Ha criticato parte dei servizi veterinari dei singoli stati che si sono dimostrati inaffidabili ed ha mostrato una serie di regole alle quali gli animali devono soddisfare

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per poter essere movimentati. I certificati accompagnatori devono essere compilati in maniera trasparente e devono dimostrare con assoluta chiarezza in quale delle situazioni che ne permettono lo spostamento l’animale si trova. La strategia proposta dalla UE è la vaccinazione di massa con vaccino spento, vaccinazione fatta dai veterinari. Purtroppo sono poi i singoli stati a decidere in merito. Il prof. Caporale, la cui assenza non è passata inosservata, è stato sostituito dal dott.Giovannini, suo assistente, che in una simpatica relazione ha difeso il programma vaccinale fatto nel sud Italia gli scorsi anni, evidenziando come questo abbia preservato dall’infezione la pianura padana che è poi stata infettata da un diverso sierotipo di provenienza francese. La dott.ssa Bonfanti, lombarda in forze all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha fatto una bellissima ed applauditissima relazione sulla situazione in Veneto. La regione è una forte importatrice di bovini da ingrasso da tutta Europa. La situazione era stata monitorata e le zone a rischio individuate in precedenza. Puntualmente la malattia si è presentata proprio in quelle zone che erano state giudicate più vulnerabili. I servizi veterinari hanno svolto e svolgono un eccellente lavoro di monitoraggio e di intervento perfettamente spiegato nelle diapositive della relatrice. Il successo della manifestazione è stato evidenziato oltre dal numero dei partecipanti, anche dal fatto che alle 19, dopo oltre quattro ore di lavoro, la sala era ancora affollata. Gli organizzatori hanno motivo di essere più che soddisfatti dall’evento. Unico punto debole l’eccessiva affluenza che ha costretto a rimanere in piedi quei colleghi che, pur registrati non sono riusciti a trovare una poltrona libera. ■


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24 Dalle Associazioni http://ego.evsrl.it/AreaFAD/

VETERINARIA 15 | 2008

Eventi Veterinari lancia la nuova FAD a piattaforma per la formazione a distanza (FAD) lanciata lo scorso 15 aprile da EV Eventi Veterinari segna la chiusura della fase sperimentale iniziata nel 2005 e l'avvio a regime di una nuova modalità di aggiornamento scientifico basata sulla multimedialità, l'interattività e l'autonomia gestionale delle attività di apprendimento. Il sistema è basato sulle caratteristiche didattiche della

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formazione a distanza che consente un approccio dinamico e individuale ai contenuti, secondo tempi e modalità di fruizione scelte dall'utente. Due le novità principali: la nuova piattaforma di streaming video che consente la visione di filmati con qualità televisiva e una programmazione di corsi professionali per tutto il 2008 a partire dal corso in due lezioni, di 35 e 26 minuti, I tumori non sono tutti uguali! di Giorgio Romanelli e Laura Marconato. La nuova piattaforma, graficamente rin-

novata, è collegata al sistema EGO, implementato nel 2005 per la gestione di servizi e percorsi di formazione ad elevato contenuto multimediale (audio, video, diapositive, animazioni, lezioni canoniche, casi clinici) già utilizzati per erogare in futuro crediti formativi ECM, non appena la FAD veterinaria verrà riconosciuta dalla Commissione Nazionale per l'Educazione Continua in Medicina in base alla riorganizzazione del sistema ECM stabilita dall'Accordo del 1 agosto 2007. I pro-

grammi didattici, ad accesso gratuito o a pagamento, sono presentati da esperti riconosciuti delle diverse discipline scientifiche in ambito veterinario. ■

SIVAE, AVVISO AI SOCI possibile mandare l’adesione per poter presentare casi clinici interattivi (15 minuti di relazione + 10 minuti di discussione) per il secondo incontro SIVAE 2008 che si terrà dal 27 al 28 settembre 2008 preferibilmente inerenti all’argomento della giornata: ORTOPEDIA, inviando un abstract di 10 righe in riferimento al caso clinico e un cv breve e discorsivo a: info@sivae.it

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11 MAGGIO, INCONTRO AVM omenica 11 maggio 2008, presso l'Hotel Raffaello di Modena si terrà un incontro di aggiornamento sulle malattie sostenute dalle forme virali FIV, FeLv e Coronavirus, che vedrà come relatore il Prof. Stefano Bo. Per informazioni: 059/346508

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RECRUITMENT Renowned International and prestigious Company owing a chain of Veterinary Clinics in Asia Pacific is looking for a Veterinary Magnetic Resonance Imaging professional with the following Skills and requirements: • Mature and self-motivated; • Holder of University degree in Veterinary Medicine and specialization in Neurologic conditions. • Proven experience in Diagnosis of Small Animal diseases through MRI Imaging • Excellent communication skills. • Fluent spoken/written English. • Possess valid passport, ready to travel overseas including Taiwan without restrictions. JOB DESCRIPTION - He/she will be responsible for the Applications of Magnetic resonance Imaging devices - He/she will make appropriate diagnosis and report to other Veterinary Doctors and owner of patients - He/she will be up to date about the latest diagnostic procedures in Veterinary MRI - He/she will communicate with scientific society about results The successful candidate will work in Hong Kong, and travel upon requirements to Mainland China and other Asia Pacific areas. Good career prospects and fringe benefits. Salary will be dependant on qualification and experience. Interested candidates should e-mail their resume to Simona Ceriati (simona.ceriati@gmail.com).


Cani e gatti Dalle Aziende

VETERINARIA 15 | 2008

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Come gestire l’obesità Le linee guida suggerite dagli esperti ’aumento dell’incidenza dell’obesità canina e felina ha spinto un gruppo di autorevoli esperti a pubblicare una serie di suggerimenti pratici in grado di aiutare i veterinari che operano sul campo a gestire con maggior successo questa problematica. “La gestione dell’obesità negli animali da compagnia - Linee guida del Weight Advisory Group per una più efficace gestione pratica” è la prima guida del suo genere diretta ai medici veterinari ed al loro personale di sostegno. “Finora i veterinari che si occupano di animali da affezione hanno ricevuto indicazioni parziali riguardo al modo migliore con cui gestire questi casi”, afferma il Prof. Pier Paolo Mussa, componente del WAG e Professore di Alimentazione animale all’Università degli Studi di Torino. “L’obesità è un problema sempre più diffuso e che comporta serie conseguenze per la qualità e l’aspettativa di vita dei nostri animali. È giunto il momento, per la professione veterinaria, di affrontarla in modo più proatti-

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vo e di cercare di prevenire questa sorta di vera e propria epidemia”. Le linee guida sono frutto di 12 mesi di intenso lavoro e abbracciano tutti gli aspetti della gestione dell’obesità, dalla valutazione iniziale fino alla prevenzione delle recidive ed al mantenimento del peso forma a lungo termine. A giudizio del Prof. Mussa, una delle aree che i veterinari ed il loro personale di supporto trovano più difficili da gestire è il rapporto con i proprietari degli animali: “Spesso i veterinari trovano difficile sollevare la questione del sovrappeso, poiché molti proprietari sono restii ad ammettere che ciò rappresenti un problema per il loro animale. L’argomento dell’obesità nel suo complesso va affrontato con cautela: la chiave del successo di tale operazione risiede nell’inquadrarla come problema di natura medica e fare leva sulla nostra competenza di veterinari. In tal modo eviteremo che il proprietario si senta responsabile o colpevolizzato”. “Le linee guida sottolineano l’importanza dell’illustrare ai proprietari il programma dietetico e gli impegni che comporta, prima di iniziarlo. In caso contrario, a lungo andare,

gran parte dei tentativi di far perdere peso agli animali saranno vanificati”. Una parte del testo si occupa dei prodotti farmaceutici specifici per cani di recente comparsa sul mercato. Due di tali farmaci sono disponibili dallo scorso anno e ora i veterinari possono disporre di ulteriori strumenti per il trattamento dell’obesità. “L’avvento di prodotti come lo Slentrol consente al veterinario di offrire un ulteriore aiuto ai proprietari dei cani soprappeso”, commenta il Prof. Mussa. “Si tratta però di farmaci ancora relativamente nuovi ed è opportuno fornire ai veterinari consigli su come meglio integrarli in efficaci programmi per la riduzione ponderale. Non a caso, per accrescere le possibilità di un successo duraturo, le Linee guida includono raccomandazioni sulle migliori modalità di utilizzo”. I suggerimenti sono visualizzabili e scaricabili gratuitamente da un apposito sito creato in collaborazione con il Weight Advisory Group. CanineObesity.com mira a sensibilizzare i proprietari nei riguardi dei rischi sanitari legati all’obesità per i loro cani e funge

organizzato da

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inoltre da punto di riferimento online per i medici veterinari. Il sito include pubblicazioni e materiali sull’obesità e un test interattivo. Il sito e le Linee guida sono disponibili in 6 lingue (inglese, tedesco, spagnolo, francese, italiano e olandese), a conferma del carattere europeo del WAG. Le attività del Weight Advisory Group sono patrocinate da Pfizer Animal Health e copie delle Linee guida sono disponibili su richiesta anche presso l’azienda e i suoi rappresentanti. ■

IL WEIGHT ADVISORY GROUP (WAG) Dott. Alexander James German, Università di Liverpool (Regno Unito) Dott. Roberto Elices-Mínguez, Facoltà di Veterinaria, Universidad Complutense de Madrid (Spagna) Dott. Richard C Nap, Uppertunity Consultants (Olanda) Dott. Philippe Michon, Medico e Specialista (Francia) Prof. Pier Paolo Mussa, Università degli Studi di Torino (Italia) Prof. Jürgen Zentek, Institut für Tierernährung, Freie Universität Berlin (Germania)

certificata ISO 9001:2000

Edizioni Veterinarie E.V. srl

SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

PROSSIMI AGGIORNAMENTI SCIENTIFICI SCIVAC Per informazioni: Segreteria SCIVAC - Paola Gambarotti - Tel. 0372/403508 - Fax 0372/403512 - E-mail: info@scivac.it - www.scivac.it

CORSI PRATICI DIAGNOSI E TERAPIA DELLE CARDIOPATIE ACQUISITE E MALATTIE SISTEMICHE CON EFFETTI CARDIOVASCOLARI (7a Parte dell’Itinerario didattico di Cardiologia) Cremona, 2/5 Luglio 2008 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento DIRETTORI Michele Borgarelli, Med Vet, PhD, Dipl ECVIM-CA (Cardiology), Manhattan, KS, USA Marco Poggi, Med Vet, Imperia

BIOCHIMICA CLINICA Cremona, 17/20 Giugno 2008 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento DIRETTORE Saverio Paltrinieri, Med Vet, PhD, Dipl ECVCP, Milano RELATORI Walter Bertazzolo, Med Vet, Dipl ECVCP, Pavia Ugo Bonfanti, Med Vet, PhD, Dipl ECVCP, Milano Alessia Giordano, Med Vet, Dipl ECVCP, Milano Saverio Paltrinieri, Med Vet, PhD, Dipl ECVCP, Milano Eric Zini, Med Vet, Dipl ECVIM, Berna (CH) ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SCIVAC: € 600,00 + IVA 20% Non soci: € 750,00 + IVA 20%

RELATORI E ISTRUTTORI Michele Borgarelli, Med Vet, PhD, Dipl ECVIM-CA (Cardiology), Manhattan, KS, USA Gino D’Agnolo, Med Vet, Trieste Francesco Migliorini, Med VetRoma Marco Poggi, Med Vet, Imperia Cecilia Quintavalla, Med Vet, Parma Roberta Santilli, Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Card), Malpensa (VA) ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SCIVAC: € 650,00 + IVA 20% Non soci: € 800,00 + IVA 20%

LE DIAGNOSI DIFFERENZIALI (2a Parte del 3° Itinerario didattico di Neurologia) Cremona, 9/12 Luglio 2008 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento DIRETTORE Marco Bernardini, Med Vet, PhD, Dipl ECVN, Padova RELATORI Massimo Baroni, Med Vet, Dipl ECVN, Monsummano Terme (PT) Marco Bernardini, Med Vet, Dipl ECVN, Padova Donatella Lotti, Med Vet, Milano Maria Teresa Mandara, Med Vet, Perugia Massimo Mariscoli, Med Vet, Ricerc, Dipl ECVN, Teramo Frank Steffen, DVM, Dipl ECVN, Berna (Svizzera) ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SCIVAC: € 700,00 + IVA 20% Non soci: € 850,00 + IVA 20%


26 Calendario attività Dal 27 aprile al 13 settembre Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi Edizioni Veterinarie E.V. srl

27 APR 28 - 29 APR 4 MAG 5 - 8 MAG 9 - 10 MAG 11 MAG 12 MAG 15 - 17 MAG 16 - 17 MAG 22 - 23 MAG 23 - 24 MAG 24 MAG 30 MAG - 1 GIU 30 MAG 5 - 7 GIU 13 GIU 13 GIU 14 - 15 GIU 17 - 20 GIU 23 - 24 GIU 26 - 28 GIU 27 - 29 GIU 29 GIU 2 - 5 LUG 9 - 12 LUG 5 - 7 SET

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MOLISE CORSO SCIVAC

INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN.GIULIA CORSO SCIVAC / SISCA CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SIVAR IN COLLABORAZIONE CON FNOVI, FEDERAZIONE ORDINI MEDICI VETERINARI LOMBARDIA, ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CREMONA

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC SARDEGNA INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

CORSO SCIVAC

CORSO DI CITOLOGIA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO ANMVI

CORSO PER DATORI DI LAVORO IN STRUTTURA VETERINARIA. LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it LA SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA: L’APPROCCIO INTEGRATO ÈPER IL CONTROLLO DELLE FILIERE DEGLI ALIMENTI I ORIGINE ANIMALE - Ordine dei Medici Veterinari di Cuneo - Via Mameli, 4/bis - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DELL’EMERGENZA - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it 59° CONGRESSO INTERNAZIONALE MULTISALA SCIVAC - Palacongressi della Riviera di Rimini, Rimini - Via della Fiera, 52 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ANESTESIA FOR THE OPHTALMOLOGIST, WHAT’S GOING ON? - Palacongressi della Riviera di Rimini, Rimini - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it 2° IT. ORTOPEDIA: II PARTE - FISSAZIONE ESTERNA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - Email: info@scivac.it ACCESSI VENOSI CENTRALI A MEDIO E LUNGO TERMINE. BASI TECNICHE E CAMPI DI APPLICAZIONE PRECLINICI E CLINICI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento GESTIONE SANITARIA DELLE ZOONOSI E SISTEMI DI PREVENZIONE - Ordine Dei Medici Veterinari, Cuneo Via Mameli, 4/bis - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it CORSO- CONTROLLO DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DEL GOMITO NEL CANE - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CUNEO CORSO ANMVI CORSO ANMVI

CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SCIVAC INCONTRO SOVI ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SIVAL SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CUNEO CORSO FSA IN COLLABORAZIONE CON SCIVAC

CORSO SCIVAC

CORSO DI BIOCHIMICA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO SCIVAC

GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT AVANZATE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO SCIVAC

ADVANCED VETERINARY DIAGNOSTIC IMAGING: PRATICAL AND INTERACTIVE MRI WORKSHOP - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

SARDEGNA: CORSO REGIONALE BASE DI PRONTO SOCCORSO - Sassari - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it SCRIPTA MANENT... AVES VOLANT... PER FAVORE CHIUDETE LA FINESTRA. LE BASI DELLA MEDICINA AVIARE - Marche - Jesi - Via San Francesco - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CARDIOLOGIA: VII PARTE - DIAGNOSI E TERAPIA DELLE CARDIOPATIE ACQUISITE E MALATTIE SISTEMICHE CON EFFETTI CARDIOVASCOLARI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 3° IT. NEUROLOGIA VETERINARIA: II PARTE - LE DIAGNOSI DIFFERENZIALI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it SICILIA - CORSO REGIONALE DI ORTOPEDIA - Ragusa, Villa Di Pasquale - Viale delle Americhe - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it RUOLO DELLA FISIOTERAPIA NELLA CORRETTA GESTIONE DEL PAZIENTE AFFETTO DA ERNIE DISCALI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC MARCHE ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON IZS RAGUSA INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

7 SET 10 - 13 SET

EPILESSIA E CONVULSIONI: APPROCCIO CLINICO, DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO - Campobasso - Hotel Don Guglielmo - Rione San Vito - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI ENDOSCOPIA APPLICATA ALL’APPARATO RESPIRATORIO, GENITO-URINARIO E ORECCHIO ESTERNO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 13 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MEDICINA FELINA - Hotel Internazionale, Cervignano del Friuli (UD) - Via Ramazzotti, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 E-mail: delregionali@scivac.it CORSO SISCA - L’EDUCAZIONE DEL CUCCIOLO SECONDO UN’OTTICA PEDAGOGICA (I PARTE) - Il Biancospino - Casteggio (PV) - ECM: No ECM - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it X CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SIVAR - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D’URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA - Sassari - Sardegna - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it INCONTRO DI MEDICINA COMPORTAMENTALE - Milano - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2° IT. MEDICINA COMPORTAMENTALE: II PARTE - DAL SEGNO CLINICO ALLA PATOLOGIA COMPORTAMENTALE: LA CLINICA COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

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VETERINARIA 15 | 2008

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 21 aprile 2008

SOLUZIONI

La contrazione ventricolare, espressa come riduzione percentuale del diametro del ventricolo sinistro in sistole rispetto al diametro del ventricolo sinistro in diastole e non è influenzata da precarico e postcarico

QUIZ 1

Verifica dell’alimentazione e crescita della rimonta

La contrazione ventricolare, espressa come riduzione percentuale del diametro del ventricolo sinistro in sistole rispetto al diametro del ventricolo sinistro in diastole ed è influenzata da precarico e postcarico

Risposta corretta: a) Seminario Monitoraggio della salute in allevamento, SIVAR Verona 2004

Visita delle vacche per zoppia

La capacità contrattile intrinseca dei sarcomeri

QUIZ 2

Raccolta dati su alimentazione e produzione

La "frazione di accorciamento" è un parametro ecocardiografico calcolato che esprime: Risposta corretta: b) Corso di cardiologia, SCIVAC settembre 2004

L’esplorazione rettale è spesso usata dai veterinari come metodo per l’analisi della fertilità della mandria. Nondimeno questa pratica è inutile se non combinata con altre importanti attività veterinarie nella stalla. Le di gran lunga più importanti sono:


Professione Veterinaria, Anno 2008, Nr 15  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore