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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

11 2008

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 5, numero 11, dal 17 al 23 marzo 2008 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

PREVENZIONE: UNA STAGIONE DA RECORD

ECM: UN SISTEMA BUROCRATICO

LA SALUTE VIEN MANGIANDO

TEST A VETERINARIA SPESA DETRAIBILE

CENTRI DI RECUPERO PER ANIMALI SELVATICI

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BREVI

BTV: QUASI UN CASO DIPLOMATICO

UNIRE Come previsto dalla circolare n. 12809 del 3/03/2008, l'Unire ha pubblicato le tabelle contenenti l'elenco, suddiviso per province, dei veterinari incaricati, delle sedi (Ippodromi e APA) e delle date previste per gli incontri per la regolarizzazione dei passaporti. Il calendario è pubblicato sul sito dell’UNIRE.

TAVOLO OVI-CAPRINO Con decreto ministeriale del 25 febbraio 2008 è stato istituito, nell'ambito del tavolo di filiera lattiero-casearia, quale specifica articolazione settoriale, il tavolo ovi-caprino. Il comunicato, a cura del Mipaaf, è stato pubblicato sulla GU n. 64 del 15 marzo.

DIETA MEDITERRANEA La dieta mediterranea - già riconosciuta dall'Oms e dalla Fao come un modello alimentare salutare, e di qualità - è candidata a diventare “patrimonio culturale dell'umanità” dell'Unesco. Ne dà notizia il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

CLAIMS In applicazione dell’articolo 13 del Regolamento CE n.1924 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, il Ministero della Salute ha pubblicato on line l’elenco delle indicazioni (claims) di salute o funzionali, trasmesso a Bruxelles. I claims sono suddivisi in tre elenchi: nutrienti, ingredienti erboristici per integratori alimentari e ingredienti erboristici negli alimenti di uso corrente.

SICUREZZA SUL LAVORO Via libera in Conferenza Stato-Regioni del 12 marzo 2008 al decreto legislativo che razionalizza e semplifica la normativa in materia di sicurezza del lavoro. Gli emendamenti e le proposte delle Regioni sono volte soprattutto alla razionalizzazione dei controlli, sistema di vigilanza e coordinamento fra le istituzioni”.

AUSTRIA Il Kennel Club Austriaco ha informato tutti i Paesi membri e partner con contratto della FCI che, a seguito della decisione assunta dal Consiglio Nazionale Austriaco, i cani con coda e/o orecchie tagliate, nati dopo il 1° gennaio 2008, non possono più essere esposti in manifestazioni in Austria. La notizia è stata diffusa dall'ENCI.

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UN PROGETTO CONDIVISO DALL'ANMVI

SIVA: un sindacato per i Leavet La piattaforma e gli obiettivi saranno definiti con il contributo di tutti i veterinari A PAGINA 3

Dal blocco delle importazioni di animali da vita dalla Francia, la collaborazione tra Italia e Francia ha trovato un ostacolo, poiché le autorità francesi hanno interpretato il concetto di protezione degli animali non sottoposti a profilassi immunizzante come “uso di prodotti insetto-repellenti”, rimandando la vaccinazione ad un momento successivo. Ma, il provvedimento - riferisce il Commissario per le Emergenze Zootecniche Ettore Ianì - deriva anche all’ispezione svolta in Francia lo scorso dicembre, da esperti della Commissione Europea, che hanno rilevato lacune nelle procedure di controllo del bestiame destinato all’esportazione in Italia. La Francia chiede di sospendere l’ordinanza all’Italia, Paese ritenuto da Parigi “colpevole” di derogare alla disciplina comunitaria con un provvedimento unilaterale. Di parere opposto sono gli operatori rappresentati da Assocarni e Assica, impensieriti dalle perdite economiche che potrebbero derivarne. Allo stato attuale la posizione del nostro Governo - continua Ianì - è quella di autorizzare lo spostamento degli animali da macello verso i centri di macello autorizzati. Intanto, seppure tardivamente rispetto alle nostre richieste, il gover-

no francese ha comunicato l’intenzione di procedere ad una campagna di vaccinazione facoltativa con 200mila dosi di vaccino spento (ne sono già state distribuite 25.000). A conti fatti il blocco potrebbe prolungarsi in quanto il regolamento comunitario 1266 prevede che trascorrano 60 giorni dalla vaccinazione. Questo termine può essere ridotto se la vaccinazione è accompagnata da ulteriori approfondimenti diagnostici. Anche il ministero della salute italiano ha attivato le procedure per l’acquisto del vaccino BtV8 per fronteggiare una possibile diffusione della malattia in estate. Di fronte a questa preoccupazione diffusa sta alle diplomazie di tutta Europa e, in particolare, di Italia e Francia, riprendere al più presto un confronto efficace per una soluzione che soddisfi tanto l’esigenza di difesa del patrimonio zootecnico quanto quella di tutela degli interessi economici degli operatori del settore. L’attuale incertezza del quadro politico italiano - conclude il Commissario - seguita alla crisi di governo, non agevola la ricerca di una sintesi tra le varie posizioni, sintesi resa però urgente dall’arrivo imminente di temperature più elevate, che costituiscono la condizioni ideale per la diffusione della malattia. ■

PIÙ CARO, PIÙ BUONO! È DA QUANDO IL MINISTRO BERSANI CI HA ELIMINATO I TARIFFARI MINIMI CHE SI DISCUTE DI TARIFFE, DISCUSSIONE CHE POI SI È ALLARGATA ANCHE AL COSTO DEI FARMACI. In Vetlink o nel Forum SCIVAC questo tema si riprende ciclicamente senza arrivare mai ad una conclusione. Giusto fare tariffe più basse degli altri, magari sottocosto, per resistere alla concorrenza? Va bene suggerire ai clienti farmaci di uso umano invece di prescrivere quelli specifici perché sono più cari? Più volte abbiamo sostenuto che questi comportamenti non sono solo scorretti deontologicamente, e spesso illegali, ma sono anche "masochisti" per gli aspetti economici, ma anche di immagine, e presuppongono grossi rischi veramente ingiustificati. Da una recente indagine risulta che la maggior parte degli italiani rifiuta i farmaci generici ritenendo quelli più cari nettamente migliori. Negli USA uno studio del Mit di Boston ha evidenziato come la stessa pillola se pagata 2 dollari, nell'85% dei casi, funzioni molto meglio di quella che costa 10 cent. Non vi è dubbio quindi che il rapporto qualità prezzo non è assolutamente percepito dal cliente che probabilmente non apprezza il suggerimento scritto su un pezzo di carta, invece che sulla ricetta, di un farmaco uso umano o peggio ancora continuerà a credere che un ambulatorio che pratica tariffe particolarmente basse lo faccia soltanto perché è un incapace e non sia minimamente in grado di proporre prestazioni di qualità. Del resto ci sembra che gli ambulatori che da anni hanno puntato sulla qualità ed il servizio, e di conseguenza su tariffe più elevate, siano quelli che oggi risentono meno della crisi del settore.

www.@nmviOggi.it - L’informazione Veterinaria On Line


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VETERINARIA 11 | 2008

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SIVA: Sindacato Italiano Veterinari Ambulatoriali Il sindacato è necessario per lo sviluppo del progetto Leavet egli ultimi tempi ci sono state due novità nel settore veterinario che ne hanno cambiato in modo significativo il panorama e le prospettive. Più di un anno fa è stato definito il nuovo contratto per i veterinari convenzionati che ha finalmente dato dignità professionale a centinaia di veterinari (dai dati regionali oltre 1200) regolando questo rapporto di lavoro, sulla base del contratto dei dipendenti pubblici, sino ad allora gestito dai dirigenti ASL, spesso in condizioni clientelari e di vero e proprio sfruttamento professionale ed economico. L'ANMVI che da tempo aveva cercato di intervenire sul problema con iniziative diverse, ha colto favorevolmente questa proposta avanzata dalla UIL e l'ha fortemente sostenuta portando in SISAC (organismo nazionale deputato alla contrattazione dei rapporti convenzionali nella sanità) la sua esperienza e le sue proposte. Al momento della definizione del contratto, però, la SISAC ci ha detto che noi dovevamo metterci da parte perché solo i sindacati potevano partecipare a questa fase definitiva.

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I LEAVET Nel mese di febbraio del 2007 è stato presentato ufficialmente il progetto di Anmvi Leavet

UN’OCCASIONE "I tempi ristretti per poter sostenere il progetto SIVA (Sindacato Italiano Veterinari Ambulatoriali) hanno costretto l'ANMVI a muoversi celermente su questa iniziativa ritenendola sinergica e necessaria per lo sviluppo dei Leavet. Sarebbe infatti impossibile sviluppare i Leavet senza un sindacato riconosciuto ed accreditato a trattare con la SISAC, l'ente preposto alla definizione contrattuale dei rapporti convenzionali in sanità". Carlo Scotti, Presidente dell'ANMVI, in un intervento sul tema, pubblicato da @nmviOggi del 17 marzo, ha inoltre ricordato e ribadito che il SIVA è un'occasione che l'ANMVI ed il mondo veterinario non potevano perdere nell'interesse di tutti i professionisti privati. Scotti ha anche ricordato che ora SIVA è una sigla nella quale sono entrati numerosi dirigenti ANMVI per la gestione immediata, ma che la sua piattaforma ed i suoi obiettivi dovranno essere definiti con il contributo di tutti i veterinari che vorranno sostenere questo progetto.

realizzato con la collaborazione e il coinvolgimento di tutta la dirigenza Anmvi ed un ampio confronto con tutti i veterinari che fanno riferimento alle associazioni federate. Il progetto riconosce l'importante ruolo dei veterinari privati, per la loro esperienza e professionalità, nell'affrontare problemi che continuano ad essere ampiamente discussi senza trovare soluzione: randagismo, aspetti sanitari dei canili, pronto soccorso, assistenza agli animali di proprietari indigenti. La proposta dell'ANMVI per i Leavet è molto semplice: perché far spendere al SSN centinaia di milioni di euro, vista la crisi generale del paese ed in particolare del settore, per creare strutture pubbliche che possano garantire questi servizi quando in Italia abbiamo più di 6500 strutture veterinarie private, spesso non utilizzate per le loro potenzialità, in grado di offrire grande esperienza e professionalità specifiche che il mondo pubblico non ha? Il progetto prevede quindi la convenzione delle strutture che vorranno aderire ai Leavet con grandi vantaggi rispetto ad iniziative delle ASL: costi nettamente più bassi, non essendo necessario alcun investimento, costi molto elastici e solo rapportati alle prestazioni effettuate, forte distribuzione sul territorio, professionalità specifica ed esperienza dei veterinari coinvolti. Ci sembra che i vantaggi siano tali da poter convincere anche i più scettici. Nonostante forti opposizioni, da parte, anche, di alcuni settori della veterinaria, i Leavet incominciano ad interessare sempre più Regioni ed enti locali ed anche a livello nazionale il mondo politico ed istituzionale incomincia a sostenere il progetto. Il Sottosegretario alla Salute Zucchelli ne ha riconosciuto la validità in un intervento alla Camera ed il Sen. Tomassini, Presidente della Commissione di Inchiesta sul SSN, lo ha sostenuto apertamente alla conferenza stampa di presentazione della Stagione della Prevenzione. I presupposti, quindi, che il progetto possa trovare la sua realizzazione incominciano veramente ad esserci. Anche in questo caso sorge però un problema. Chi rappresenterà i veterinari privati che si vorranno convenzionare per questo progetto? Chi andrà alla SISAC a definire un accordo e difendere gli interessi dei veterinari? Come abbiamo già detto deve essere per forza un sindacato.

RANDAGISMO IRRISOLTO E COSTOSO a alcuni anni si sta sviluppando un interesse da parte di molte associazioni animaliste e c'è una forte spinta nei confronti della sanità pubblica affinché vengano fornite prestazioni di medicina di base alle categorie socialmente bisognose compesa l'istituzione di prestazioni di pronti soccorso pubblici. Esiste inoltre un problema di randagismo irrisolto, con costi sociali altissimi, canili lager ecc... Questi tematiche negli ultimi anni si sono fatte sempre più pressanti, abbiamo già visto nascere ospedali pubblici (Napoli ha inaugurato il suo, cfr. @nmvi Oggi del 18 marzo) e organizzazioni non veterinarie che si avviano a gestire in prima persona reti veterinarie per pronto soccorso, interventi sul randagismo e di medicina di base (chi non ricorda le mutue animaliste fai da te?). Con questi presupposti lo spazio legittimo della professione privata corre il reale rischio di essere drasticamente ridimensionato, perlomeno per quanto riguarda tutta la medicina di base, linfa vitale delle piccole/medie strutture veterinarie private presenti sul territorio nazionale. Non da ultimo, i pazienti animali non possono che essere più garantiti e tutelati da interventi strutturati e istituzionalizzati piuttosto che da iniziative improvvisate e dilettantesche.

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ANMVISINDACALE Si sentiva quindi la necessità e l'esigenza di valutare seriamente la creazione di un sindacato specifico che potesse rappresentare questo settore veterinario in previsione dello sviluppo dei Leavet. Il primo passo che il Consiglio Direttivo dell'ANMVI, dopo averne ampiamente discusso al suo interno e con i rappresentanti di alcune associazioni federate, ha ritenuto necessario è stato quello di convocare il Consiglio Nazionale per coinvolgere tutti in questo ragionamento e far approvare la nascita all'interno dell'associazione di un ANMVISindacale, con le caratteristiche di ANMVIServizi o ANMVIInternational. ANMVISindacale avrà il compito di approfondire queste esigenze, mantenere i rapporti fra Associazione e mondo sindacale e svilupppare sul tema l'informazione ed il confronto con tutti i veterinari.

SIVA Nel frattempo, mentre l'organizzazione dell'ANMVI sviluppava questi aspetti del progetto, Federazione Medici UILFPL ha recuperato una vecchia sigla sindacale che pur non avendo

mai particolarmente operato nel settore ha una sua storia, il SIVA (Sindacato Italiano Veterinari Ambulatoriali) e lo ha inglobato al suo interno, attendendo poi di decidere che ruolo dargli. Anmvi ha ritenuto che fosse necessario che una parte dei suoi dirigenti entrassero in Siva in modo da poterne fare lo strumento di gestione contrattuale del progetto Leavet. Così è stato e il 1 marzo SIVA ha indetto il suo primo congresso ratificante la dirigenza protempore. Se questo non veniva fatto entro l’11 marzo SIVA non avrebbe potuto essere accreditato all'interno di Federazione Medica UILFPL, e non avrebbe potuto partecipare ai tavoli della contrattazione sindacale in SISAC/ARAN per i prossimi quattro anni, con grave danno per l'evoluzione del progetto Leavet senza stravolgimenti da parte di coloro che lo osteggiano.

ISCRIZIONE AL SIVA SIVA (Sindacato Italiano Veterinari Ambulatoriali) è un organismo sindacale con la sua autonomia operativa, sostenuto dall'ANMVI in funzione del progetto Leavet per la definizione delle convenzioni nel confronto con la SISAC. Nessuno si troverà iscritto al SIVA. L'iscrizione è libera e senza alcun rapporto con altre iscrizioni ad associazioni o società scientifiche. Ognuno potrà fare una scelta del tutto individuale nel suo diretto interesse in riferimento al progetto Leavet al quale, comunque, si potrà aderire, se si vorrà convenzionarsi, in modo del tutto indipendente dall'adesione al SIVA. Il progetto sta nascendo e tante cose devono ancora essere valutate, considerate e ragionate con tutti i veterinari interessati. Nell'evoluzione del progetto saanno coinvolte quindi tutte le associazioni, i dirigenti nazionali e locali dell'ANMVI e, soprattutto, tutti gli iscritti alle associazioni federate e tutti i veterinari che vorranno portare un loro contributo in un confronto che, speriamo, possa essere importante e costruttivo su un progetto che può rappresentare un'occasione da non perdere per la veterinaria privata italiana. ■


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VETERINARIA 11 | 2008

Record di telefonate e di… contatti! Nella prima settimana, la Stagione della Prevenzione ha registrato un incremento di telefonate pari al 38% rispetto al periodo corrispondente del 2007. Grande successo per il “cerca veterinario” del sito www.stagionedellaprevenzione.it ono sei le operatrici che rispondono dalle 9 alle 18 di tutti i giorni feriali al numero verde 800 189 612 della Stagione della Prevenzione proposta dall’ANMVI e da Hill’s Pet Nutrition con il patrocinio del Ministero della Salute. Nei primi tre giorni è stato superato il numero di 1100. Nei primi sette giorni, sono state più di 1.600 da tutta Italia. Più di 1000 proprietari di cani e gatti che, ricevuto il nominativo del veterinario che ha aderito al progetto più vicino alla loro residenza, si presenteranno nelle strutture veterinarie per una vista gratuita, generica di controllo delle condizioni di salute del loro animale. Un grande progetto sociale, quindi, per migliorare le condizioni di salute e di benessere degli animali da compagnia nel nostro paese dove circa il 12/14% dei proprietari non li porta mai dal veterinario e dove la cultura della prevenzione è ancora molto bassa. Un progetto che nasce da un’idea del-

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l’ANMVI e della Hill’s, che continua a crescere sulla loro convinzione dell’importanza dell’iniziativa e sul loro sforzo rinnovato ogni anno, ma che si basa principalmente sulla sensibilità e disponibilità dei Medici Veterinari che hanno aderito, per il 2008 oltre 2550, quasi il 20% in più del 2007. L’andamento delle telefonate fa sperare gli organizzatori di superare ampiamente il numero di 10mila della scorsa edizione. Il Ministero ha rinnovato il suo patrocinio al programma, già accordato per le precedenti edizioni, riconoscendo nel carattere continuativo dell’iniziativa la garanzia di una maggiore efficacia nell’opera di educazione sociale. Il patrocinio da parte del Ministero è in linea con quanto stabilito dall’Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, in base al quale il Ministero della Salute si impegna a promuovere programmi di informazione e di educazione per favorire il rispetto degli animali e la tutela del loro benessere sia fisico che etologico. ■

WWW.STAGIONEDELLAPREVENZIONE.IT

800 189 612 Il call center della Stagione della Prevenzione attivo presso la sede dell’ANMVI che risponde, dalle 9 alle 18 di tutti i giorni feriali, alle chiamate dei proprietari al numero verde 800 189 612. Nella foto cinque delle sei operatrici impegnate nel call center.

Tre corsi per la sicurezza a V Commissione Permanente della Camera dei Deputati ha approvato lo schema di decreto legislativo per l’attuazione integrale della legge 123 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il futuro, con l’entrata in vigore di queste nuove norme, tutte le realtà di lavoro saranno tenute a rispettare le regole della sicurezza fino ad oggi riservate alle situazioni di lavoro subordinato, vale a dire ai datori di lavoro.

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I corsi che l’ANMVI ripropone a maggio sono, a maggior ragione, consigliati a tutte le strutture, specie a quelle che ospitano collaboratori, stagisti o tirocinanti. L’ambito di applicazione delle norme è destinato ad allargarsi a tutte le situazioni del lavoro autonomo. Crediamo da diversi anni che non sia tuttavia necessario aspettare l’obbligo del Legislatore per avere cognizione di base sulle regole di prevenzione e protezione, antincendio e primo soccorso. Siamo infatti responsabili verso i terzi, clienti compresi, della sicurezza del nostro ambiente di lavoro.

In occasione dei corsi verrà presentato e consegnato il nuovo Manuale Pratico dell’ANMVI “Agenti cancerogeni e mutageni: valutazione del rischio”, di Carlo Pizzirani, Formatore AIFOS e direttore dei Corsi ANMVI per la 626.

ella prima settimana (1 marzo - 8 marzo) della Stagione della Prevenzione-edizione 2008, i visitatori del sito ufficiale della campagna sono stati 9.700, un dato di successo per un servizio informativo che viene offerto per la prima volta quest’anno anche via web. Più di sei mila proprietari hanno utilizzato la funzione “Cerca il Veterinario”, che consente di individuare il medico veterinario aderente alla Stagione territorialmente più vicino. Alla ricerca nel data base può seguire il contatto diretto con il professionista da parte del proprietario, che sul sito ufficiale della campagna trova indirizzi e recapiti delle strutture veterinarie. L’indirizzo del portale è pubblicato sulle pagine promozionali della Stagione della Prevenzione in corso di pubblicazione sulla stampa nazionale e locale, in base al piano di uscite programmato per quest’anno.

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• Info e prenotazione dell’iscrizione: 0372/40.35.36 - info@anmvi.it • Accredito ECM richiesto • Corsi a numero chiuso: massimo 50 partecipanti • I pieghevoli saranno allegati al numero 12/2008 di Professione Veterinaria e potranno essere scaricati in tempo utile dal sito www.anmvi.it Quote: • La salute e la sicurezza sul lavoro: 120 euro • Addetti al Primo Soccorso: 100 euro • Antincendio: 60 euro Sede: Palazzo Trecchi, Cremona


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6 Attualità Sanità futura

VETERINARIA 11 | 2008

ECM: va a regime il sistema più burocratico del SSN L’educazione continua in medicina riparte da Cernobbio, ma sul sistema pesa la bocciatura della Commissione parlamentare d’inchiesta sul SSN l 17 marzo è partito il nuovo progetto di riordino dell’ECM, varato il primo agosto da Stato e Regioni, e si archivia la fase di sperimentazione. A Cernobbio (Forum Sanità Futura), Maria Linetti, attuale coordinatrice della Commissione Ecm ha presentato il nuovo sistema. Si comincia dunque a lavorare per un sistema di formazione continua degli operatori sanitari a regime , “questo, però, non significa - ha sottolineato Linetti - che dietro non ci sia stato nessun lavoro, né attività, né preparazione. In questi primi mesi del 2008, infatti, abbiamo continuato l’accreditamento degli eventi formativi. Siamo arrivati quasi a 14 mila proposte di accreditamento, di cui circa 4 mila già accreditate, con circa un milione di euro raccolti con le contribuzioni pagate dagli organizzatori degli eventi. Questo significa un lavoro enorme condotto dal gruppo ministeriale dedicato all’Ecm. E si tratta anche di un’attività propedeutica per mettere a punto le nuove regole sull’accreditamento dei provider, che andrà a sostituire il sistema attuale di accreditamento dei singoli eventi”.

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REGOLE PER I PROVIDER Uno dei primi passi della nuova Commissione, particolarmente delicato, sarà infatti proprio la definizione delle regole per l’accreditamento dei provider. “In questi anni - ha spiegato Serafino Zucchelli, sottosegretario alla Salute, intervenendo all’incontro - è stato fatto un grande lavoro di sperimentazione. Ed è stato notevole anche l’impegno della ‘vecchia’ Commissione per trovare il giusto equilibrio tra i diversi protagonisti della formazione continua, che deve es-

sere vissuta dagli operatori non come un obbligo ma come una responsabilità. In questo senso è fondamentale che il sistema si basi su forme di incentivi per chi si impegna piuttosto che su sanzioni per i meno virtuosi”. “I problemi spiega Linetti - sono legati soprattutto a questa fase di transizione: bisogna fare i conti con l’accreditamento degli eventi ancora in corso e confrontarsi con la nuova fase dell’accreditamento dei provider. Si chiedono le regole ma, nel momento in cui queste saranno definite, cambierà il numero dei provider: se saranno molto strette ce ne saranno pochissimi. Bisognerà quindi bilanciarle bene”. Perché il passaggio non sia traumatico, le regole dunque “saranno prima utilizzate in una sorta di simulazione, per valutarle e non penalizzare tutti gli interessi in campo”, conclude Linetti.

BOCCIATURA IN COMMISSIONE SSN La Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del SSN, presieduta dal Sen Antonio Tomassini (FI) ha chiuso i lavori, ma non li ha portati a termine. Nella relazione finale depositata in Senato si legge un auspicio bipartisan affinché nella prossima Legislatura si ricrei la Commissione e si riprendano le indagini meritevoli di ulteriore approfondimento. Fra i temi non completamente sviscerati figura l’ECM (Inchiesta sull’aggiornamento professionale in sanità in riferimento alla formazione continua). Sul piano dell’acquisizione documentale, la relazione finale dei Sen Binetti e Taddei cita le audizioni svolte, fra cui quella dell’ANMVI, che hanno permesso di “disporre di una ricostruzione complessiva del sistema di educazione con-

PENOCCHIO CONFERMATO IN COMMISSIONE l ministro della Salute Livia Turco ha firmato il decreto che istituisce la nuova Commissione Ecm. “La nuova Commissione - spiega Maria Linetti, coordinatrice dell’attuale commissione Ecm - è il prodotto dell’esperienza maturata durante la sperimentazione che si è protratta fino al dicembre 2007. È una commissione improntata su una grande convergenza e su una grande condivisione del progetto Ecm’’. La presenza più significativa, nella nuova composizione, “riguarda le professioni, che sono destinatarie del programma - continua Linetti - quindi è una commissione vicina agli operatori, in cui anche lo Stato e le Regioni non solo hanno fatto un passo indietro, ma l’hanno fatto in favore delle professioni’’. È senza dubbio “un’impalcatura ‘pesante’ dal punto di vista numerico e per numero di organi - ammette il funzionario ministeriale - ma è una composizione che deve dare garanzie a tutto tondo, perché l’Ecm tocca tanti interessi, tante qualifiche, e ognuno di questi va rappresentato’’. Il Presidene della FNOVI, Gateano Penocchio, è stato confermato nella Commissione quale rappresentante della professione veterinaria.

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tinua in medicina”. “Evidenti prove di burocratizzazione si riscontrano nel sistema di educazione continua in medicina (ECM), oggetto di una specifica inchiesta che ha posto in risalto le contraddizioni che scaturiscono da un sistema di accreditamenti a livello nazionale e regionale alquanto farraginoso”. In particolare, dalla relazione depositata dalla dottoressa Maria Linetti, è emerso che negli ultimi cinque anni in Italia sono state accreditate 363.710 edizioni di eventi formativi, a cui hanno partecipato 12.209.197 professionisti. Lombardia e Lazio sono le regioni in cui si è avuto il maggior numero di eventi accreditati, rispettivamente 46.296 e 32.903, con il maggior numero di partecipanti effettivi, circa 1.700.000 in Lombardia e 1.230.000 nel Lazio. Il picco complessivo degli eventi si è avuto nel 2004. Il 14 dicembre del 2006 è terminata la fase sperimentale del sistema ECM, successivamente prorogato per altri sei mesi, fino al giugno 2007.

TROPPA BUROCRAZIA Durante tale periodo è emerso fra tutti un fattore particolarmente critico: la possibilità che si creino contraddizioni e comunque la maggiore burocratizzazione per il doppio canale dell’accreditamento a livello nazionale e regionale. Il sistema di registrazione dei crediti ECM prevede infatti una doppia anagrafe: nazionale e regionale tra loro interconnesse, ma in realtà non sono ancora pronte né l’una né l’altra. Inoltre, si legge nell’atto parlamentare, l’organigramma della Commissione nazionale per l’ECM appare quanto meno pletorico e certamente di non facile gestione, tenendo conto che assomma tre funzioni ad alta complessità: dalla funzione di indirizzo a quella di coordinamento, includendo quella di collocamento delle risorse disponibili. La conclusione dei senatori è dunque che “l’approccio al tema dell’ECM appare rispondente più a criteri di tipo burocratico-organizzativo che non ad una effettiva sensibilità per le esigenze formative dei diversi professionisti”.

ULTERIORI CRITICITÀ La funzione di controllo è concentrata sulle prerogative dei provider e sulle caratteristiche generali dell’evento, ma niente e nessuno garantiscono che ci sia una effettiva formazione dei professionisti con un innalzamento del livello delle loro competenze reali. Si valuta a monte, in fase di progettazione e non a valle a realizzazione avvenuta. Si rende necessario garantire un’adeguata integrazione ai tre livelli del piano formativo previsto per i singoli professionisti: nazionale, regionale, aziendale, anche per meglio rispondere alle esigenze del miglioramento complessivo del SSN, espresso dai bisogni di salute dei pazienti. Inoltre, il computo dei crediti ECM da acquisire per il triennio 2008-2010 è stato calcolato in 150 crediti, di cui 90 debbono essere crediti nuovi, mentre 60 possono essere attinti a quelli maturati nella fase sperimentale, periodo 2004-2007. L’arbitrarietà della valutazione delle attività svolte nel triennio sperimentale opera una omologazione tutt’altro che incoraggiante per le persone che in precedenza si sono impegnate a fondo sia sotto il profilo quantitativo, numero dei crediti acquisiti, che qualitativo, obiettivi di apprendimento effettivamente raggiunti.

FONDI FAGOCITATI Un ulteriore problema emerso durante le audizioni riguarda le problematiche di natura economica: nella fase sperimentale il numero di crediti assegnato alle diverse iniziative era commisurato anche ad una specifica quota da pagare da parte degli organizzatori per ciascun credito. “La maggioranza di questi fondi - si legge nella relazione - è stata fagocitata dal sistema burocratico, senza tradursi in iniziative concrete che favorissero almeno il miglioramento della qualità del circuito interno del sistema formativo. Molto è stato speso per un controllo che si è rivelato frammentato e poco si è investito sotto il profilo squisitamente pedagogico, come avrebbe voluto la stessa definizione ECM”. ■


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8 Attualità Emergenze zootecniche

VETERINARIA 11 | 2008

Blue Tongue: rintraccio e controlli anche dopo il 31 marzo Il Ministero ne dispone la prosecuzione sugli animali introdotti dai Paesi coinvolti dall’epidemia roseguiranno oltre la data prevista del 31 marzo 2008 le attività di rintraccio e controllo degli animali sensibili alla Blue Tongue introdotti in Italia dai paesi coinvolti dalla recente epidemia nei periodi considerati a rischio. La comunicazione è della Direzione ministeriale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, che in data 17 marzo ha scritto ai Servizi Veterinari regionali presso gli assessorati alla sanità. Le attività proseguiranno secondo le modalità previste da una precedente nota ministeriale del 29 novembre 2007, dove si legge che “la necessità che tale attività di rintraccio e controllo, ivi comprese le prove diagnostiche nella zona di attenzione dei 4 km attorno all’azienda nella quale è stata riscontrata la positività, venga rendicontata in modo separato e dettagliato al fine di un eventuale riscorso e per la valutazione della concessione di un contributo a parziale ristoro delle spese straordinarie da parte del Ministero della Salute in favore delle Regioni coinvolte”. La Direzione sottolinea che “solo il puntuale rintraccio e relativo controllo degli animali introdotti dai Paesi coinvolti dall’epidemia di blue tongue può evidenziare la circolazione virale sul territorio nazionale e permettere l’adozione tempestiva di adeguate misure di controllo. Infatti qualora si pervenga alla dimostrazione di circolazione virale tale elemento fornisce indicazioni sulla futura evoluzione epidemiologica”. Il controllo dei capi oggetto di rintraccio e di tutti i capi dello stesso allevamento “può essere effettuato presso gli impianti di macellazione dove gli stessi sono inviati in vincolo sanitario per la macellazione immediata”. Se si intende ricorrere a tale modalità per l’effettuazione dei controlli, la nota specifica che “gli animali devono essere macellati tutti entro il mese di marzo

ELENCO UFFICIALE DEI MACELLI AUTORIZZATI l Ministero della Salute ha trasmesso ai Servizi Veterinari l’elenco ufficiale degli stabilimenti di macellazione autorizzati ai sensi del Regolamento CE 1266/2007 relativamente all’introduzione di animali sensibili alla Blue Tongue da zone soggette a restrizione di altri Stati Membri. L’autorizzazione è annuale e potrà essere rinnovata previa verifica dei

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2008 e, anche in questo caso, i risultati devono essere inseriti tempestivamente nel sistema informativo della blue tongue”. La nota conclude dicendo che “in considerazione delle condizioni climatiche e dell’approssimarsi del periodo stagionalmente libero da vettori in alcune Regioni talune delle attività di controllo summenzionate saranno rivalutate nell’ambito di approfondimenti specifici correlati alla preparazione della prossima stagione primaveraestate”.

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO (SOCIETÀ FEDERATA ANMVI)

in collaborazione con

FACOLTÀ DI AGRARIA il Centro per la Qualità e la Sicurezza del Sistema Agro-alimentare (Ce.SI.A.A.) con il Patrocinio della Facoltà di Agraria - Università Cattolica del Sacro Cuore

SARDEGNA: ZONA DI RESTRIZIONE Acquisito il parere del Centro di Referenza Nazionale delle malattie esotiche dell’IZS di Abruzzo e Molise, la Direzione Generale del Farmaco Veterinario ha scritto il 13 marzo all’Assessorato alla Sanità della Sardegna per informare che l’intero territorio della Regione Sardegna è da considerarsi zona sottoposta a restrizione per la Blue Tongue, sierotipi 1, 2, 4, 16. La Commissione Europea è stata informata del provvedimento. ■

requisiti. Ai Servizi Veterinari si raccomanda di vigilare periodicamente circa l’effettiva corrispondenza ai requisiti richiesti. In caso di irregolarità, l’autorizzazione viene sospesa e comunicata alla Direzione Generale di Sanità Animale. L’elenco dei macelli autorizzati, 20 in tutto, è stato pubblicato dal sistema informativo Blue Tongue del sito www.izs.it

SERVIZIO SANITARIO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza

Ordine Prov.le Medici Veterinari - PIACENZA

Direzione Generale Dipartimento degli Staff U.O. Qualità e Formazione

ASSOCIAZIONE ITALIANA VETERINARIA DI MEDICINA PUBBLICA

Dipartimento di Sanità Pubblica

CONVEGNO NAZIONALE

BLUE TONGUE: EMERGENZA SANITARIA EUROPEA Mercoledì 16 Aprile 2008 • Piacenza MODERATORE: GIANCARLO BELLUZZI, Vice-Presidente ANMVI RELATORI BURKHARD BAUER (Germania, Free University of Berlin) DAAN DERCKSEN (Paesi Bassi, Deventer - Servizio Sanitario Animale) FRANCISCO JAVIER REVIRIEGO GORDEJO (Bruxelles, Comunità Europea) VINCENZO CAPORALE (Italia, Direttore IZS Abruzzo - Molise) LEBANA BONFANTI (Italia, IZS delle Venezie) PROGRAMMA SCIENTIFICO

14.00 14.15 14.30 15.10 15.50 16.10 16.40 17.10 17.30 18.00

Registrazione partecipanti Apertura lavori e saluto delle Autorità Eziologia, patogenesi, sintomatologia, diagnosi differenziale, profilassi e terapia - Daan Dercksen Ruolo ed importanza dei vettori, metodi di lotta diretta e indiretta - Burkhard Bauer Pausa caffè Linee guida europee per la lotta alla malattia - Francisco Javier Reviriego Gordejo Esperienza e normativa italiana - Vincenzo Caporale Blue tongue: gestione e controllo in campo - Lebana Bonfanti Discussione Questionario apprendimento ECM e chiusura lavori

SEDE DEL CONVEGNO Università Cattolica del Sacro Cuore, Facoltà di Agraria Piacenza - Cremona - Via Emilia Parmense, 84 - Piacenza INFORMAZIONI Segreteria SIVAR - Paola Orioli - Tel. 0372 - 40.35.39 - Fax 0372 - 40.35.54 - info@sivarnet.it - www.sivarnet.it

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10 Attualità Stili di vita

VETERINARIA 11 | 2008

La salute vien mangiando Prevenzione sanitaria contro le cattive abitudini alimentari, i condizionamenti di mercato e le politiche commerciali. MinSal e Mipaaf incoraggiano l’alimentazione salutare l Ministero della salute ed il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali possono svolgere un ruolo fondamentale, attivando interventi intersettoriali e interdisciplinari, per favorire i comportamenti salutari, orientando l’offerta e promuovendo tipologie di alimentazione sensibilizzando a tal fine i consumatori, soprattutto in età giovanile. Per questo hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per favorire corrette scelte alimentari e stili di vita appropriati. Nel Protocollo si legge che il comportamento di ampie fasce della popolazione italiana è caratterizzato da un’alimentazione non equilibrata, difforme sia dalle linee guida internazionali che nazionali.

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OBIETTIVI Le finalità del protocollo, che si inseriscono nell’ambito delle attività della “Piattaforma nazionale sull’alimentazione, l’attività fisica ed il tabagismo” istituita per promuovere il raggiungimento degli obiettivi del programma “Guadagnare salute”, prevedono in particolare di: • promuovere iniziative di informazione e di comunicazione, volte a sensibilizzare la popolazione, e in particolare i giovani, sulla rilevanza di una corretta alimentazione, quale efficace strumento per la prevenzione dei rischi per la salute; • sostenere politiche commerciali orientate a favorire nei consumatori comportamenti salutari attraverso interventi sulle dinamiche dell’offerta e attraverso una puntuale informazione sui prezzi medi dei prodotti a-

limentari, per orientare fin dal momento dell’acquisto il consumatore verso scelte consapevoli; • valorizzare e promuovere la dieta mediterranea, ricca di vegetali, per i suoi effetti positivi sulla salute e quale stile di vita unico al mondo; • promuovere ed educare al consumo dei prodotti di qualità ed incoraggiare i produttori a mantenere standard di qualità elevati; • stabilire criteri di valutazione e misurazione dell’efficacia delle iniziative e delle azioni intraprese e individuare strumenti di verifica dell’implementazione degli accordi presi.

COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE In attuazione di tale accordo si prevede di intraprendere iniziative finalizzate al raggiungimento di un miglior rapporto con il cibo da parte della popolazione, soprattutto giovane, per migliorare le abitudini alimentari, anche attraverso un incremento di consumo di frutta, verdura ed altri alimenti sani, con particolare attenzione all’ambiente di lavoro ed alla scuola. Si prevede, inoltre, un’attività di comunicazione e informazione ad ampio raggio sull’importanza di una corretta alimentazione, per modificare quei fattori di rischio responsabili delle maggiori patologie croniche (malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie, diabete etc.), causa di un gran numero di morti premature e, comunque, di una cattiva qualità della vita. Tutte le attività sostenute saranno monitorate e verificate periodicamente al fine di valutare i risultati conseguiti. ■

PIÙ FONDI E PIÙ UOMINI PER IL CORPO FORESTALE DELLO STATO

GUADAGNARE IN SALUTE l Ministero della Salute ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per definire e sviluppare iniziative congiunte volte a promuovere comportamenti salutari, al fine di favorire un cambiamento negli stili di vita della popolazione, in particolare nel promuovere un’alimentazione corretta ed equilibrata, in linea con gli obiettivi del programma “Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari”, approvato con Decreto del Presidente del Consiglio il 4 maggio 2007.

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Intossicazione da Lye Water recente la segnalazione di un ricovero ospedaliero di un cittadino italiano a seguito di un forte bruciore faringeo provocato dall’ingestione di “Acqua di Lye” acquistata presso una rivendita al dettaglio di prodotti etnici. Grazie al pronto intervento delle autorità sanitarie competenti il suddetto episodio è stato immediatamente comunicato per il tramite del sistema rapido d’allerta agli stati membri e alla Commissione europea, con l’adozione delle necessarie misure. Il prodotto in questione, pur essendo da tempo impiegato nei paesi asiatici per la fabbricazione di preparazioni alimentari, a cui generalmente viene aggiunto in quantità trascurabili, se ingerito tal quale, può determinare la comparsa di gravi ustioni a livello del tratto digerente. Tale ef-

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fetto è legato alla elevata alcalinità delle sostanze disciolte in soluzione che rendono l’acqua di Lye particolarmente caustica. Sulla base delle informazioni ricavate dal sistema d’allerta comunitario l’acqua di Lye viene venduta in bottiglie di vetro del tutto simili per aspetto e presentazione a quelle contenenti le bevande analcoliche. Una non corretta etichettatura, come pure le modalità stesse di presentazione e il nome commerciale, possono trarre facilmente in inganno i consumatori inducendoli a ritenere che si tratti di una bevanda. Il Ministero della Salute ha invitato “chiunque avesse acquistato il prodotto avente le caratteristiche sopra riportate a non ingerirlo e ad informarne immediatamente le autorità sanitarie (ASL) per le verifiche del caso”. ■

L’ambulatorio chiavi in mano “Il Corpo Forestale dello Stato non poteva più attendere. Conferirgli dotazioni economiche adeguate e fare entrare in campo nuove risorse umane è stato il nostro obiettivo fin da subito”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro tracciando un bilancio di fine mandato, in occasione della presentazione del nuovo metodo di addestramento dei cavalli organizzata dal Corpo Forestale dello Stato a Martina Franca (Taranto). “Avere ottenuto il ripianamento finanziario del Corpo e il potenziamento dell’organico sono senz’altro per noi motivo di soddisfazione”, ha detto ancora il Ministro. Con la Legge finanziaria 2008 del 24 dicembre 2007, infatti, gli stanziamenti del Corpo forestale dello Stato sono stati incrementati della somma complessiva di 52,3 milioni di euro. Sono poi circa 700 gli uomini che andranno a ripianare l’organico per garantire una presenza capillare sul territorio, vero punto di forza del Corpo forestale dello Stato nella sua attività di tutela dell’ambiente. Tra le altre novità l’istituzione di un fondo di un milione di euro per la repressione dei reati in danno agli animali e la nascita di un nucleo operativo di tutela ambientale della Forestale presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

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12 Europa

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VETERINARIA 11 | 2008

Blue Tongue, la FVE critica la strategia del Regno Unito La Federazione dei Veterinari Europei si dice preoccupata per il debole programma di controllo della Blue Tongue adottato dal Regno Unito a FVE (Federation of Veterinarians of Europe) ha diffuso un comunicato stampa in cui esprime preoccupazione per il controllo della Blue Tongue in Europa. In particolare, i veterinari europei guardano con timore alle decisioni con cui il Regno Unito intende proteggere i propri capi, sia bovini che ovi-caprini contro la malattia. “Il piano britannico, si legge nella nota, non garantisce una protezione ottimale contro la Blue Tongue, mentre sarebbe opportuno provvedere a limitarne la diffusione”. Walter Winding, Presidente austriaco della FVE, aggiunge che “l’utilizzo di un vaccino autorizzato temporaneamente e senza alcuna forma di farmacovigilanza, comporta chiaramente il rischio di compromettere la salute e il benessere degli animali”.

BTV, SOSPESO CONFRONTO EUROPEO HOLSTEIN

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VOLONTARIA Nel Regno Unito la vaccinazione contro la lingua blu sarà completamente volontaria e gli allevatori ne sopporteranno gli eventuali costi. Saranno i proprietari dei capi a dover decidere se vaccinare e se vaccinare alcuni o tutti i capi. Nel caso in cui scelgano la vaccinazione dovranno rivolgersi ad un veterinario per la prescrizione, acquistare il vaccino e assicurarsi che venga correttamente somministrato. In ultima analisi, non si può prevedere la percentuale della popolazione animale che sarà sottoposta a profilassi- sottolinea il comunicato- né quando sarà portata a termine la vaccinazione, né se sarà effettuata correttamente.

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STIME INATTENDIBILI

FONDI TAGLIATI

“È del tutto improbabile- ha aggiunto Winding- che questo piano porti ad una stima attendibile della copertura vaccinale complessiva, per non dire dei certificati di esportazione”. Se gli allevatori decideranno di non vaccinare, i loro animali correranno il rischio di contrarre la malattia e ulteriori problemi si presenteranno se gli animali ritenuti vaccinati in realtà di ammaleranno: erano veramente vaccinati, il vaccino era stato somministrato correttamente, si sono verificate contro indicazioni? In caso di sospetta reazione avversa non vi sarà modo di accertare l’effettivo collegamento con il vaccino, anche alla luce del fatto che il vaccino in uso non è stato sottoposto alle normali procedure autorizzative e conseguente monitoraggio.

In contrasto con quanto deciso negli altri Paesi, il Regno Unito-prosegue la FVE- ha adottato una strategia non approvata dalla Commissione Europea e, così facendo, non può beneficiare dei finanziamenti messi a disposizione dalla UE. “È probabile - conclude Winding - che il Regno Unito abbia voluto risparmiare sui costi, ma questo ha ben poco a che fare con la salute e il benessere animale. Restano intentati gli sforzi per evitare la propagazione della malattia in Scozia e nella Repubblica d’Irlanda. Il Regno Unito continua a tagliare fondi ai Servizi di Sanità Animale, il che va contro la Strategia di sanità animale dell’Europa che mette l’accento sulla prevenzione piuttosto che sulle cure”. ■

SARKOZY: GARANZIE DAI PAESI TERZI er la Pac (Politica Agricola Comunitaria) è giunto il momento di mettere da parte l’immobilismo: gli obiettivi e gli strumenti debbono essere rivisti e rifondati. Sono questi i passaggi salienti del discorso pronunciato il 23 febbraio a Parigi dal presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, alla cerimonia di inaugurazione del salone internazionale dell’agricoltura. Senza perdere di vista le scadenze del semestre di presidenza francese della Ue che inizierà a luglio, Sarkozy ha sottolineato che il dibattito in corso sul bilancio di funzionamento della Pac, dopo il ciclo di riforme avviato nel 2003, è essenzialmente tecnico. Ma, secondo la Francia, è necessario andare oltre, iniziando a discutere su una profonda revisione delle modalità di applicazione della Pac dopo il 2013. Per la Francia, gli obiettivi qualificanti sono quattro. In primo luogo, la sicurezza alimentare in termini di approvvigionamento regolare e garantito sotto il profi-

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a gravissima epidemia di Blue Tongue che sta interessando il Nord Europa ha costretto la Confederazione europea della Holstein e della Red Holstein ad annullare il Confronto europeo già programmato per il mese di ottobre a Cremona, in occasione della Fiera internazionale del bovino da latte. Lo riferisce il notiziario del Ministero delle Politiche Agricole a seguito di un comunicato congiunto dell’Anafi (Associazione nazionale allevatori frisona italiana) e di Cremona Fiere Spa. Il confronto avrebbe dovuto svolgersi durante la Fiera internazionale del bovino da latte, manifestazione che risponde a tutte le esigenze delle moderne aziende che operano nel comparto della zootecnia, di scena a Cremona dal 23 al 26 ottobre. Secondo il comunicato “la motivazione è interamente da attribuirsi alla mancanza di certezze in merito alla possibilità di movimentare gli animali tra i vari Paesi europei, soprattutto in un periodo considerato molto a rischio per la presenza dell’insetto vettore della malattia. A ciò si deve inoltre aggiungere l’attuale indisponibilità di un vaccino inattivato, la possibilità di avere un numero di dosi adeguato, e l’intenzione dei Paesi interessati di attuare una efficace campagna vaccinale”. Inoltre, continua il comunicato, “con l’arrivo del periodo primaverile estivo, c’è il rischio di un ulteriore diffusione della malattia essendo il clima che caratterizza tale periodo molto favorevole all’insetto vettore. In ogni caso tutti questi fattori, indipendenti dalla nostra volontà, non devono assolutamente inficiare la possibilità di effettuare comunque il Confronto Europeo in Italia come da tempo programmato, attraverso uno slittamento temporale delle date attualmente previste. “Nel frattempo - conclude il comunicato - per l’anno in corso, la Mostra nazionale del bovino da latte, anticipata per non sovrapporre i due eventi, verrà ricollocata nella sua data originaria ovvero dal 23 al 26 di ottobre 2008.”

lo sanitario. Poi, la partecipazione della Ue agli equilibri alimentari su scala mondiale, la lotta contro il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente. Sarkozy ha dichiarato che la preferenza comunitaria continua a essere necessaria e totalmente giustificata. Non solo, va rilanciata e resa più efficace per fronteggiare le distorsioni di concorrenza a danno degli agricoltori della Ue. Una parte importante delle importazioni in arrivo dai Paesi terzi è avvantaggiata da dumping in materia di protezione del lavoro, dell’ambiente e della sicurezza dei consumatori. Perché imporre ai nostri allevatori regole severe riguardanti la tracciabilità dei prodotti e sul benessere degli animali, ha detto senza mezzi termini il presidente francese, mentre si continua a importare carne, che i nostri consumatori acquistano, da Paesi terzi dove non ci sono norme sul benessere degli animali e sulla tracciabilità? È una situazione che non ha spiegazioni plausibili.

Europei favorevoli alla condizionalità er il secondo anno consecutivo, i cittadini dell’Unione europea hanno espresso un forte consenso ai recenti mutamenti della politica agricola dell’UE. È quanto emerge da un sondaggio d’opinione teso ad analizzare l’atteggiamento del pubblico nei confronti dell’agricoltura e della politica agricola comune (PAC). Il sondaggio, condotto da TNS Opinion per conto della Direzione generale Agricoltura e Sviluppo rurale della Commissione europea, si è svolto tra il 19 novembre e il 14 dicembre 2007. Utilizzando il metodo d’indagine dell’Eurobarometro, sono state realizzate circa 1000 interviste dirette in ciascuno dei 27 Stati membri dell’UE. L’opinione pubblica dell’UE è ampiamente favorevole ad uno dei principali elementi della PAC riformata, quello che determina le modalità di erogazione degli aiuti agli agricoltori. Una netta maggioranza (52%) giudica positivamente l’aumento dei finanziamenti a favore dello sviluppo rurale e il sistema di pagare gli aiuti direttamente agli agricoltori anziché sovvenzionare i prodotti. Questo giudizio risulta oggi più diffuso di quanto lo fosse nel precedente sondaggio (+3 punti) e prevale di gran lunga sull’opinione contraria, secondo cui tali sviluppi sono negativi (12%). Inoltre, la stra-

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grande maggioranza degli Europei appoggia il principio della “condizionalità”, in base al quale gli agricoltori che non rispettano le norme ambientali, di benessere animale o di sicurezza alimentare possono vedersi ridurre i pagamenti. Queste misure riscuotono consensi da parte dell’85-88% degli intervistati, secondo i particolari criteri esaminati. Il sondaggio di quest’anno comprendeva anche una nuova serie di domande sul commercio dei prodotti agricoli. A questo proposito, il 50% è favorevole al mantenimento dei dazi e dei contingenti sui prodotti agricoli, eccezion fatta per le importazioni dai paesi in via di sviluppo, mentre il 37% è contrario. A ciò si accompagna tuttavia la netta affermazione che le importazioni debbano ottemperare alle norme sanitarie e di qualità (86% a favore e 5% contro). ■


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14 Leggi e Fisco

VETERINARIA 11 | 2008

Test a veterinaria: spesa detraibile al 19% Le spese per il test di accesso alla Facoltà di Veterinaria sono spese per istruzione e come tali detraibili. Lo precisa l’Agenzia delle Entrate a madre di una giovane aspirante veterinaria si è rivolta all’Agenzia delle Entrate per sapere se le spese per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea della facoltà di Veterinaria possono essere considerate spese per istruzione e come tali detraibili. La risposta del Fisco è arrivata l’11 marzo scorso ed è favorevole. Queste spese sono da considerare spese per istruzione e quindi detraibili nella misura del 19 per cento dall’imposta lorda. Infatti, si legge nella risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, “l’art. 15, comma 1, lett. e) del Tuir, approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917, prevede la possibilità per i contribuenti di detrarre nella misura del 19 per cento “le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali”. Ai sensi del comma 2 del medesimo articolo la detrazione spetta anche se l’onere è sostenuto nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico. In base a tale norma i contribuenti possono usufruire di una detrazione dall’imposta lorda dovuta indicando nel modello di dichiarazione dei redditi le spese di iscrizione alle scuole medie inferiori e superiori, all’università e a corsi universitari post-laurea”. Spiega inoltre l’Agenzia, che per quanto concerne il contributo versato per poter partecipare alla prova di selezione si ritiene che il relativo onere sia detraibile, “in quanto, laddove richiesto dall’ordinamento universitario, lo svolgimento della prova di preselezione, costituisce una condizione indispensabile per l’accesso a corsi di istruzione universitaria. Pertanto, il genitore potrà indicare nel modello di dichiarazione relativo al 2007, anno in cui

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la figlia, fiscalmente a carico, ha effettuato il versamento, l’importo di 42 euro, previsto dall’art. 3 del bando per l’ammissione al corso di laurea specialistica in Medicina Veterinaria, a titolo di contributo di iscrizione alla prova”. ( Risoluzione n. 87/E - Roma, 11 Marzo 2008). ■

Una guida al regime dei minimi "Contribuenti minimi: adempimenti minimi" è il titolo della guida realizzata dall'Agenzia delle Entrate sul nuovo regime fiscale in vigore dal 1° gennaio 2008 per i piccoli imprenditori e i professionisti. L'obiettivo è quello di fornire ai lettori le informazioni necessarie a valutare le opportunità offerte dal nuovo sistema semplificato. L'opuscolo va ad aggiungersi alle numerose iniziative già avviate dalla stessa Agenzia per spiegare il regime fiscale introdotto dalla legge finanziaria per il 2008 in favore dei contribuenti cosiddetti "minimi". In particolare, la guida evidenzia tutti i vantaggi e le agevolazioni del nuovo e semplificato regime, nonché i requisiti per accedervi. La guida può essere scaricata da internet o ritirata gratuitamente presso tutti gli uffici delle Entrate. ■

Con Ordinanza Ministeriale 11 febbraio 2008 (Prima e seconda sessione degli esami di stato di abilitazione all’esercizio delle professioni non disciplinate dal d.p.r. 5 giugno 2001, n. 328, relative all’anno 2008), il Ministero dell’Università ha stabilito le date di giugno e novembre 2008 per l’esame di stato di abilitazione alla professione veterinaria. Gli esami avranno inizio, in tutte le sedi, per la prima sessione il giorno 26 giugno 2008 e per la seconda sessione il giorno 27 novembre 2008.

DAL 1 LUGLIO CONTANTE FINO A 500 EURO al 1 luglio del 2008 scenderà a 500 euro il limite per i riscuotere in contanti. Oltre questa somma, i professionisti sono obbligati a riscuotere i loro compensi mediante sistemi tracciabili: pagamento elettronico, assegni non trasferibili o bonifici o altre modalità di pagamento bancario o postale. La disposizione, contenuta nella Legge 4 agosto 2006, n. 248, varrà fino al 30 giugno del 2009, dopo di che la soglia del denaro contante si abbasserà ulteriormente: sarà consentito solo per importi inferiori ai 100 euro. Sono esonerate dalla tracciabilità tre tipologie di clienti, in ragione delle “difficoltà che avrebbero alcuni soggetti per ragioni economiche, sociali e legali nell’adempiere all’obbligo di pagare i compensi degli esercenti arti e professioni mediante assegni bancari non trasferibili

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o bonifici, ovvero con altre modalità di pagamento bancario o postale, nonché mediante sistemi di pagamento elettronico”. Le tipologie sono: a) le persone fisiche il cui reddito complessivo non sia superiore all’importo annuo dell’assegno sociale; b) le persone fisiche non residenti; c) i diversamente abili che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che é causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. Il soggetto esentato deve attestare la sussistenza di una delle condizioni di esonero e deve produrre “un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa e sottoscritta dall’interessato”.

Veterinari a concorso e commissioni

Rnr non è possibile reperire operatori tecnici professionali di pari profilo e considerato che tale ricerca ha dato esito negativo anche su base nazionale, si chiede se è possibile costituire la commissione con figure analoghe e, in caso di risposta positiva, se è possibile attingere anche a personale del ruolo sanitario.

el bando di concorso pubblico per un posto di collaboratore tecnicoprofessionale (cat. D) per il dipartimento di prevenzione veterinaria, è stato indicato come requisito di accesso il seguente: «laurea triennale classe 40 “Scienze delle produzioni animali” o in alternativa lauree specialistiche o conseguite in base al previgente ordinamento equipollenti per legge». È possibile ammettere al suddetto concorso i candidati che presentano la laurea in medicina veterinaria? Inoltre l’articolo 44 del Dpr 220/2001 individua la commissione esaminatrice nella seguente composizione: presidente, due operatori appartenenti alla categoria “D” dello stesso profilo di quello messo a concorso, segretario. Verificato che all’interno dei

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Non è possibile ammettere al concorso in questione i candidati laureati in Medicina Veterinaria perché detto titolo di studio non presenta, nei confronti di quello richiesto dal bando, le caratteristiche di “titolo assorbente”. I veterinari potranno invece partecipare ai concorsi previsti e disciplinati dagli artt. 36,37,38 e 39 del Dpr 483/1997. È possibile costituire la commissione esaminatrice con figure analoghe, anche nel ruolo sanitario, purché sia stata effettuata senza successo la ricerca delle figure richieste su tutto il territorio nazionale e tale circostanza venga riportata esplicitamente nell’atto di nomina della commissione stessa. (L’Esperto risponde, Il Sole 24 Ore)


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Fauna Selvatica Focus

VETERINARIA 11 | 2008

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Indagine sui centri di recupero per animali selvatici Una ricerca sulle attività e le problematiche di queste strutture al centro di una tesi di laurea per la Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova di ALESSIA MARIACHER partire dalla fine degli anni Sessanta si sono sviluppati in Italia dei centri adibiti alla cura e alla reintroduzione in natura di animali selvatici, prelevati dal loro ambiente perché feriti o comunque in difficoltà. Inizialmente gli animali oggetto del recupero furono quasi esclusivamente gli uccelli e segnatamente i rapaci; con il tempo il campo di azione si è esteso ai mammiferi ed ai rettili, ed il numero dei centri è progressivamente aumentato, insieme all’attenzione dell’opinione pubblica per i temi del benessere animale e della conservazione della natura. (Figura 1) Un “Centro di Recupero per Animali Selvatici” (CRAS) è in sostanza una struttura che ha come funzione fondante quella di detenere, curare e riabilitare soggetti appartenenti alla fauna selvatica, allo scopo di liberarli qualora ne sussistano le condizioni o di detenerli in via permanente nel caso essi risultino irrecuperabili e non vengano sottoposti ad eutanasia. Oltre che per le attività principali sopra descritte, i CRAS si caratterizzano oggi per poter svolgere ulteriori funzioni, quali educazione del pubblico alla tutela della natura e della fauna selvatica, coinvolgimento degli animali irrecuperabili in progetti di ricerca scientifica e di riproduzione in cattività, valutazione dell’efficacia di provvedimenti legislativi adottati in materia di caccia e di conservazione della natura o utilizzo degli animali ricoverati come bioindicatori. Nel 1992 la Legge n. 157, comunemente nota come “legge sulla caccia”, ha delegato alle Regioni ed alle Province autonome la regolamentazione delle attività di soccorso della fauna selvatica. Dal momento che in fase applicativa ogni Ente ha provveduto a legiferare in materia con modalità proprie, non condivise o coordinate, ne è scaturito un quadro nazionale eterogeneo, in cui gli effetti di leggi molto diverse tra loro si assommano alle preesistenti differenze di conduzione dei centri tra associazioni gerenti e tra singoli operatori. Per conoscere l’attività e le problematiche di queste importantissime strutture, è stata svolta nel 2004 una ricerca dal titolo “Indagine sui Centri di Recupero per Animali Selvatici in Italia”; lo studio è stato condotto da chi scrive nell’ambito di una tesi di laurea presso il Dipartimento di Scienze Animali della Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova. Primo scopo dell’indagine era aggiornare il censimento dei CRAS operanti sul territorio italiano (l’ultimo risaliva al 1994), che attualmente risultano essere almeno 85, più numerosi al Nord Italia con il 54% dei centri censiti, rispetto al Centro con il 21% ed al Sud con il 25%; le Regioni in cui è presente il maggior numero di strutture sono l’Emilia Romagna e la Toscana. Successivamente i centri censiti sono stati contattati tramite invio di un questionario cartaceo, che ha ottenuto un tasso di risposta del 31,8%. (Figura 2)

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Il 44,4% dei CRAS coinvolti nella ricerca è gestito da associazioni ambientaliste e/o animaliste e si avvale prevalentemente di personale volontario; interessante notare che tra tutti i centri censiti solo uno è gestito dal Servizio Veterinario della ASL competente per territorio. La modalità più frequente di arrivo degli animali in un centro di recupero è la consegna da parte di privati cittadini. Nonostante questo dato confermi l’estrema attenzione al benessere animale, il prelievo di soggetti considerati erroneamente abbandonati o in difficoltà è una delle principali problematiche denunciate dai CRAS intervistati: non raramente, infatti, il privato effettua autonomamente tentativi inidonei e controproducenti di contenimento, alimentazione e terapia, configurando inoltre la detenzione illegale di fauna selvatica in ambito domestico. Dall’indagine risulta che ogni anno nei CRAS vengono ricoverati mediamente oltre 500 animali, appartenenti a più di 50 specie differenti, ma centri particolarmente sviluppati possono accogliere oltre 2000 animali all’anno, appartenenti ad anche più di 100 specie diverse; esistono poi centri specializzati in determinati gruppi tassonomici. Il numero di ricoveri effettuati dai centri tende ad aumentare di anno in anno, mettendo a dura prova le già scarse risorse finanziarie e di personale. La gestione dei centri di recupero comporta problemi di ordine sanitario prima di tutto in relazione alla possibilità di trasmissione di patologie infettive ed infestive tra gli animali degenti e verso le popolazioni a vita libera, nonché per l’esistenza di zoonosi potenzialmente trasmissibili al personale che lavora a stretto contatto con gli animali ricoverati. Tuttavia anche gli interventi relativi a patologie non trasmissibili, svolti dai CRAS in assenza di una diretta supervisione di un Medico Veterinario, sollevano numerose questioni circa le effettive competenze che la legge attribuisce agli operatori non veterinari. Nonostante ciò, attualmente poche Regioni rendono esplicitamente obbligatoria la presenza del medico veterinario nei CRAS ai fini del rilascio dell’autorizzazione: la Campania, l’Emilia Romagna, le Marche, la Sicilia e la Toscana sono tra queste. I requisiti che un veterinario deve possedere per rivestire il ruolo di responsabile sanitario in un CRAS, inoltre, non sono specificati nelle Leggi Regionali, che genericamente parlano di “comprovata esperienza”. La presenza del veterinario al centro raramente viene garantita per tutto l’arco della giornata: più frequentemente il medico è consultato presso il suo ambulatorio o si reca al centro occasionalmente. Nel 7,4% dei CRAS intervistati il veterinario lavora a titolo gratuito, nel 37% gli viene attribuito un rimborso parziale delle spese sostenute e solo nel 33,3% delle strutture egli riceve una retribuzione adeguata. Gli animali ricoverati in un CRAS possono andare incontro principalmente a tre destini: la liberazione, l’irrecuperabilità e il decesso. In ogni centro vengono conseguiti risultati

Figura 1 - Progressivo aumento del numero di CRAS attivi in Italia dal 1967 al 2004.

(42,3%). L’irrecuperabilità degli animali ricoverati assommerebbe al 16,1% dei ricoveri annui. In relazione agli esiti dei ricoveri un dato medio è però poco significativo, dal momento che sono stati rilevati tassi di mortalità oscillanti dal 16% al 75% e tassi di irrecuperabilità variabili dal 2% al 50%. (Figura 3) I problemi nella gestione dei CRAS, che gli operatori hanno denunciato tramite i questionari, sono principalmente di natura economica: dalla carenza di fondi discendono vari tipi di ostacoli ad una gestione ottimale dei ricoverati, ad esempio l’inadeguatezza della quantità e del tipo di strutture di stabulazione, la mancanza di sufficienti strumentazioni mediche e chirurgiche e la scarsa disponibilità di personale impiegato (primi fra tutti i veterinari). Tra le varie problematiche è inoltre importante evidenziare la sentita esigenza di collaborazione fra i centri: nonostante le comuni motivazioni al recupero, si creano spesso attriti fra operatori di diverse strutture in merito alle competenze territoriali, alla destinazione dei fondi pubblici ed alle pratiche di recupero adottate. I CRAS intervistati hanno anche sottolineato l’esigenza di ottenere più collaborazione da parte delle Province competenti, di raggiungere un maggiore coordinamento tra i soggetti pubblici e privati che si occupano di fauna selvatica e di standardizzare le fasi del processo di recupero, sia all’interno di un singolo centro che a livello nazionale. ■

Figura 2 - Distribuzione dei CRAS in Italia.

WWW.RECUPEROSELVATICI.IT Figura 3 - Esiti del recupero nei CRAS intervistati.

differenti, in relazione alla tipologia di animali trattati, alle cause di ricovero, alle scelte terapeutiche effettuate, alla gestione dei degenti (alimentazione, stabulazione, profilassi sanitaria) ed a numerosi altri fattori. È importante sottolineare come le percentuali che esprimono gli esiti dei ricoveri non abbiano un valore assoluto, ma vadano interpretate alla luce di ulteriori considerazioni: ad esempio un elevato tasso di liberazioni non assicura il successo del recupero fino a che il dato non viene integrato da osservazioni relative al monitoraggio post-rilascio. Mediamente, risulta che ogni anno i CRAS ottengono elevate percentuali di liberazione (41,7%) ed un analogo tasso di mortalità

Il testo completo dell’indagine sui CRAS è disponibile in formato .pdf sul sito www.recuperoselvatici.it. Tale sito si propone di favorire lo scambio di informazioni ed esperienze in materia di recupero della fauna selvatica, e si rivolge anche a privati cittadini che ritrovano animali in difficoltà e sono alla ricerca di indicazioni utili per il primo soccorso (ad esempio il sito mette a disposizione l’elenco dei CRAS presenti in ogni regione italiana con rispettivi recapiti). Per soddisfare la propria curiosità in merito a svariati aspetti connessi alle pratiche di recupero sono inoltre disponibili una sezione Letteratura (elenco di risorse bibliografiche utili) ed una dedicata ai Contributi degli utenti del sito, oltre ad un’ampia selezione di Link ed Eventi in materia di recupero della fauna selvatica.


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Eventi Veterinari

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SIVAL

DELEGAZIONE REGIONALE VALLE D’AOSTA LE PATOLOGIE CHIRURGICHE DELLE GHIANDOLE SALIVARI: DALLA VISITA ALLA TERAPIA Villair di Quart (AO), 13 Aprile 2008 RELATORI Paolo Bogoni

OBIETTIVI Nel corso di questa giornata verranno presi in esame i diversi aspetti che riguardano le patologie delle ghiandole salivari. Gli argomenti trattati durante la prima parte della giornata comprendono: anatomia chirurgica delle ghiandole e delle zone interessate dalle patologie ghiandolari, visita (raccolta dati, visita clinica e diagnosi differenziali) metodiche diagnostiche (biopsia ad ago sottile e biopsia tessutale e diagnostica per immagini) e terapia conservativa e chirurgica (terapia d’urgenza in caso di ostruzione delle prime vie aeree, marsupializzazione, vie di accesso e asportazione delle ghiandole salivari). Nella seconda parte verranno presi in considerazione casi clinici interattivi.

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori

9.30 Le ghiandole salivari: anatomia chirurgica, presentazione clinica, diagnosi clinica e strumentale 11.00 Pausa 11.30 Trattamento medico e chirurgico delle patologie delle ghiandole salivari 13.00 Pausa 14.30 Casi clinici interattivi 15.30 Pausa 16.00 Casi clinici interattivi 17.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Auditorium comunale - Fraz. Bas Villair, 19 Villair di Quart (AO)

RELATORE Gualtiero Gandini

OBIETTIVI La giornata si propone di affrontare, secondo un approccio clinico orientato al problema, la gestione del cane con convulsioni. L’organizzazione delle lezioni è costruita in modo da riprodurre una situazione clinica di ambulatorio. L’esemplificazione di casi clinici permetterà al docente di illustrare gli aspetti semiologici che accompagnano un cane affetto da convulsioni, includendo le diverse modalità di espressione clinica delle crisi convulsive e gli eventuali deficit neurologici interictali. Ampio spazio verrà dato alla trattazione dell’Epilessia Idiopatica, sia negli aspetti patogenetici che clinici e diagnostici. La seconda parte delle lezioni teoriche si propone di descrivere le diverse tappe del protocollo diagnostico impostato per arrivare alla diagnosi eziologica di epilessia primaria o secondaria. Verranno illustrate le potenzialità diagnostiche degli esami di laboratorio, dell’esame del liquido cerebrospinale, della Tomografia Computerizzata e della Risonanza Magnetica Nucleare. Le lezioni si concludono con la discussione degli obiettivi terapeutici per il controllo delle crisi convulsive, includendo una disamina dei principali farmaci anticonvulsivanti. Le lezioni pomeridiane si prefiggono di valutare in modo interattivo con la platea alcuni casi clinici con sintomatologia attinente al tema della giornata. Obiettivo è la riconsiderazione delle nozioni teoriche esposte durante le lezioni del mattino e la loro applicazione a casi clinici presi dalla pratica quotidiana.

PROGRAMMA

nizio dei lavori 9.30 Il cane con convulsioni: quale approccio clinico? - Epilessia Idiopatica e principali diagnosi differenziali 11.00 Pausa 11.30 Il cane con convulsioni: come raggiungere la diagnosi eziologica? Terapia a lungo termine della Epilessia Idiopatica e gestione dello “Status Epilepticus” 13.00 Pausa 14.30 Casi clinici interattivi 15.30 Pausa 16.00 Casi clinici interattivi 17.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Hotel Dora, Strada Statale 85 Venafrana km 24600 - Pozzilli (IS)

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SEDE

Facoltà di Medicina Veterinaria Di Sassari

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Soci SCIVAC e ASVAC 250+iva 20% Non Soci 400+iva 20%

SIDEV

SIONCOV

Società Italiana di Citologia Veterinaria Società Specialistica di riferimento SCIVAC

Società Italiana di Dermatologia Veterinaria Società Specialistica di riferimento SCIVAC

Società Italiana di Oncologia Veterinaria Società Specialistica di riferimento SCIVAC

RELATORE

SEDE

Verena K. Affolter

Cremona - Via Trecchi, 20

PROGRAMMA

PARTECIPAZIONE

8.30 9.30 10.45 11.15 11.45

L’incontro è gratuito per tutti i soci SICIV - SIDEV - SIONCOV in regola con l’iscrizione 2008. Non è richiesta la pre-iscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede congressuale presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria.

12.30 14.30 15.15 16.00 16.30 17.15 18.00

Registrazione partecipanti Gli istiociti e il sistema immunitario Gli istiociti nelle lesioni cutanee Pausa Istiocitoma canino e istiocitosi da cellule di Langerhans nel cane Pausa pranzo Istiocitosi canina reattiva Sarcoma istiocitico canino di origine dendritica e di origine macrofagica Pausa Istiocitosi progressiva del gatto Test di apprendimento e discussione Termine dell’incontro

PER INFORMAZIONI Segreteria SCIVAC (Elena Piccioni) Tel. 0372 403502 - Fax 0372 457091 Email: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

CONVEGNO NAZIONALE QUALYPIG - Salone della Filiera della carne suina ALLEVAMENTO DEL SUINO A BANDE: COME, QUANDO E PERCHÉ CremonaFiere, 18 Aprile 2008 OBIETTIVI L’argomento trattato permette di fornire elementi pratici relativi alla trasformazione di un allevamento a ciclo continuo in un allevamento a bande. Le criticità sanitarie e gestionali verranno evidenziate e verranno forniti elementi di confronto economico e di efficienza produttiva tra i due sistemi di allevamento.

del suino in allevamento convenzionale e in bande - Kees De Roest 18.00 Questionario apprendimento ECM, consegna attestati e chiusura lavori

SEDE CremonaFiere - Cremona

RELATORI

PARTECIPAZIONE

Kees DE ROEST - CRPA Reggio Emilia Francesco TONON - Medico Veterinario, Treviso Carlo LASAGNA - Medico Veterinario, Mantova

Iniziativa gratuita rivolta a tutti i medici veterinari interessati a partecipare.

CHAIRMAN Claudio Mazzoni

PER INFORMAZIONI E RICEVERE LA SCHEDA D’ISCRIZIONE Segreteria SIVAR - Paola Orioli Tel. 0372-40.35.39 - Fax 0372-40.35.54 Email: info@sivarnet.it Website: http://www.sivarnet.it

PROGRAMMA 14.30 Come trasformare un allevamento convenzionale in un allevamento a bande - Francesco Tonon 16.00 La gestione dell’allevamento a bande - Carlo Lasagna 17.00 Confronto tra i costi di produzione

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

CONVEGNO NAZIONALE BLUE TONGUE: EMERGENZA SANITARIA EUROPEA Piacenza, 16 Aprile 2008

CORSO REGIONALE PRONTO SOCCORSO NEL CANE E NEL GATTO Sassari, 26-28 Giugno 2008 in collaborazione con ASVAC Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari Fabio Viganò Paolo Gaglio

SIVE

INCONTRO IL COMPLESSO DELLE MALATTIE ISTIOCITARIE Cremona, 20 Aprile 2008

8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed i-

RELATORI

SIVAE

SICIV

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

DELEGAZIONE REGIONALE MOLISE EPILESSIA E CONVULSIONI: APPROCCIO CLINICO, DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO Pozzilli (IS), 27 Aprile 2008

SIVAR

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RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SCADENZA PRE-ISCRIZIONI 29 maggio 2008

PARTECIPANTI corso a numero chiuso massimo 30 partecipanti

INFORMAZIONI INCONTRI DELEGAZIONI REGIONALI E CORSI REGIONALI SCIVAC Segreteria SCIVAC - Monica Borghisani Tel. 0372/403506 - delregionali@scivac.it

RELATORI Burkhard BAUER - Germania, Free University of Berlin Daan DERCKSEN - Paesi Bassi, Deventer - Servizio Sanitario Animale

Francisco Javier REVIRIEGO GORDEJO - Bruxelles, Comunità Europea

Vincenzo CAPORALE - Italia, Direttore IZS Abruzzo Molise

Lebana BONFANTI - Italia, IZS delle Venezie

CHAIRMAN

16.10 Linee guida europee per la lotta alla malattia - Francisco Javier Reviriego-Gordejo 16.40 Esperienza e normativa italiana Vincenzo Caporale 17.10 Blue tongue: gestione e controllo in campo - Lebana Bonfanti 17.30 Discussione 18.00 Questionario apprendimento ECM, consegna attestati e chiusura lavori

Giancarlo BELLUZZI, Vice-Presidente ANMVI

SEDE

OBIETTIVI

Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Agraria Piacenza - Cremona Via Emilia Parmense, 84 - Piacenza

Considerato il continuo diffondersi della malattia nei paesi confinanti con l'Italia, la finalità del convegno è quella di fornire ai professionisti operanti sul territorio le più recenti informazioni sugli studi riguardanti la malattia, comprese le strategie attuabili per arginarne la diffusione.

PROGRAMMA 14.00 Registrazione partecipanti 14.15 Apertura lavori e saluto delle Autorità 14.30 Eziologia, patogenesi, sintomatologia, diagnosi differenziale, profilassi e terapia - Daan Derckesen 15.10 Ruolo ed importanza dei vettori, metodi di lotta diretta e indiretta Burkhard Bauer 15.50 Pausa caffè

PARTECIPAZIONE Iniziativa gratuita e riservata ai laureati in Medicina Veterinaria. È prevista la traduzione inglese-italiano.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA E ISCRIZIONI Segreteria SIVAR - Paola Orioli Tel. 0372-40.35.39 - Fax 0372-40.35.54 Email: info@sivarnet.it www.sivarnet.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO


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18 Eventi Veterinari SVIDI SOCIETÀ VETERINARIA ITALIANA DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Argomenti di ecografia dell’ apparato gastro-enterico DOMENICA 20 APRILE 2008 AULA MAGNA “A. MESSIERI” FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA OZZANO DELL’EMILIA - BOLOGNA

Accreditamento ECM richiesto

PER INFORMAZIONI SCIVAC - Elena Piccioni - Palazzo Trecchi - Via Trecchi 20 - 26100 Cremona Tel. 0372 403502 - Fax 0372 403512 - E-mail: socspec@scivac.it

S'inaugura quest'anno una nuova iniziativa della SIOVET: OrthoFun, un weekend dedicato a professionisti veterinari ortopedici, per un confronto scientifico d'alto livello e nello stesso tempo per un approfondimento di cultura eno-gastronomica, di divertimento e di socializzazione con Colleghi con cui si condividono gli stessi interessi professionali, in una splendida località italiana. La parte scientifica è incentrata su un veterinario specialista ortopedico di spessore internazionale e sul suo approccio personale alle diverse problematiche ortopediche di sua maggior competenza, in un'atmosfera cordiale di confronto e discussione. La parte sociale costituisce un momento di relax, di socializzazione ed anche d'approfondimento culturale al di fuori della professione, prendendo spunto dalle caratteristiche storiche e turistiche del luogo e dei costumi e delle specialità eno-gastronomiche locali. Per motivi logistici il numero massimo di partecipanti previsto per quest'anno è di 50 veterinari con rispettivi accompagnatori/accompagnatrici. L'ospite scientifico del 2008 è il Prof. Antonio Pozzi, Dipl. ACVS, Assistant Professor of Orthopedics all'Università della Florida a Gainsville, Florida

PROGRAMMA Giovedì 24 Aprile Arrivo dei partecipanti in hotel nel tardo pomeriggio Welcome cocktail Cena in hotel e pernottamento

INCONTRO CON DOMINIQUE PENNINCK

VETERINARIA 11 | 2008

8.00 Registrazione dei partecipanti 9.00 Presentazione del Programma 9.15 Il mio approccio ai cani con la rottura del legamento crociato craniale 10.45 Coffee break

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAE - SCIVAC SARDEGNA PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D'URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA Sassari, 11 Maggio 2008 RELATORE

Giuseppe Visigalli

OBIETTIVI Offrire al collega che non si occupa abitualmente di piccoli animali esotici la possibilità di eseguire correttamente la prima prestazione di pronto soccorso nell'attesa di riferire adeguatamente il caso a colleghi più esperti. Verranno presi in esame tutti i principali gruppi tassonomici che può capitare di osservare nella pratica clinica (anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) considerando per ognuno di essi le più comuni emergenze che richiedano una pronta stabilizzazione.

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto dei Delegati Regionali SCIVAC e SIVAE e presentazione della giornata 9.30 La terapia d'urgenza negli anfibi e nei rettili: traumatologia, shock e disidratazione, ustioni, emergenze metaboliche 11.00 Pausa 11.30 Le emergenze aviari: traumatologia, shock e disidratazione, anoressia e debilitazione aspecifiche (acute e subacute), emergenze metaboliche, avvelenamenti 13.00 Spazio per eventuale comunicazione commerciale 13.30 Pausa 14.30 Terapia d'urgenza nei piccoli roditori: traumatologia, dispnea grave, colica gastroenterica (meteorismo/enterotossiemia e stasi G:E da dieta inadeguata o intussuscezione), prolasso delle tasche guanciali. Emergenze oftalmiche

SIOVET Società Italiana di Ortopedia Veterinaria

ORTHOFUN 2008 Iniziativa di carattere scientifico, gastronomico e cultural-sociale, rigorosamente non ECM

Gualdo Tadino (PG), 25-27 Aprile 2008

15.15 Terapia d'urgenza nel coniglio da compagnia: traumatologia (fratture; lussazione del gomito), anoressia acuta (malocclusione dentaria, stasi gastroenterica, enterotossiemia), colpo di calore 16.00 Pausa 16.30 Le emergenze nel furetto: traumatologia, dimagramento "improvviso", iperestrogenismo, crisi ipoglicemica acuta (insulinoma?), emergenze gastroenteriche (C:E:gastrointestinale), avvelenamenti peracuti od acuti 17.30 Test di valutazione dell'apprendimento e discussione finale 18.00 Termine della giornata

SEDE Facoltà di Medicina Veterinaria, Via Vienna 07100 Sassari.

PARTECIPAZIONE L'incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE e/o SCIVAC in regola con l'iscrizione 2008. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d'incontro presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria.

INFORMAZIONI Segreteria SIVAE - Elisa Feroldi Tel. 0372/403500 - info@sivae.it

3 CREDITI

A seguire il programma sociale prevede: 13.30 Pranzo, saluti e tutti a casa Quota congressuale (IVA inclusa): € 156,00 (socio SIOVET) € 200,00 (veterinario non socio) Quota agevolata del soggiorno (tutto compreso come da programma): € 490,00 (veterinario in camera singola) € 540,00 (veterinario in camera DUS doppia uso singola) € 470,00 (veterinario in camera doppia) € 810,00 (veterinario con accompagnatore in camera doppia)

SEDE Borgo Hotel Le Terre del Verde Gualdo Tadino (PG)

11.30 Il mio approccio alle patologie meniscali, dalla diagnosi al trattamento A seguire il programma sociale prevede: 13.00 I vini dell'Italia centrale: degustazione guidata di vini con sommelier 14.00 Pranzo in hotel 16.00 Escursione per congressisti e accompagnatori in pullman GT: visita guidata di una fabbrica di ceramica a Deruta e del Museo Lungarotti del vino e dell'olio a Torgiano 19.00 Rientro in hotel in pullman 20.30 Cena in ristorante a Gubbio, passeggiata serale nella bellissima piazza di Gubbio e rientro in hotel per il pernottamento. Trasferimenti in pullman

Sabato 26 Aprile Venerdì 25 Aprile

Società Italiana Veterinari per Animali Esotici

9.00 Il mio approccio alle fratture diafisarie utilizzando tecniche mini-invasive 10.45 Coffee break 11.30 Il mio approccio alle fratture intraarticolari con tecniche mini-invasive

12.00 Il mio approccio alle artrodesi A seguire il programma sociale prevede: 13.00 I formaggi della tenuta Terre del Verde con dimostrazione da parte del casaro; al termine degustazione 14.00 Pranzo 16.00 Escursione per congressisti e accompagnatori in pullman GT: visita culturale con guida locale delle cittadine di Spello e Assisi. In alternativa: escursione in mountain bike lungo il percorso della tenuta Terre del Verde (prenotazione obbligatoria) 19.30 Rientro in hotel in pullman 20.30 Cena sociale con animazione musicale in hotel

Domenica 27 Aprile 9.00 Il mio approccio alle complicazioni nella fissazione delle fratture 10.45 Coffee break 11.30 Il mio approccio al trattamento protesico dell'anca, con protesi cementate e non cementate 13.00 Discussione e consegna attestati

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI Società Specialistiche SCIVAC (Elena Piccioni) Palazzo Trecchi - Cremona Tel. 0372 403502 - Fax 0372 457091 Email: socspec@scivac.it

Con il supporto di MERIAL ITALIA


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VETERINARIA 10 | 2008

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Attualità scientifica Vet Journal

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Un’alleanza contro l’obesità canina e felina A Londra, esperti uniti contro un’epidemia ormai anche europea di MARIA GRAZIA MONZEGLIO na cesta vuota è l’immagine shock utilizzata per la brochure della Conferenza intitolata “Pet obesity Epidemic: we ignore it at their peril”, organizzata da Hill’ a Londra in risposta alla costante crescita del problema dell’obesità negli animali d’affezione (Wellcome Collection Conference Centre, Londra, 28 febbraio 2008). Esperti di obesità umana e veterinaria e rappresentanti istituzionali e commerciali si sono riuniti per destare l’attenzione di veterinari e proprietari su ciò che è stato definito il più importante rischio sanitario cui cani e gatti possono oggi trovarsi esposti, e di cui sono state delineate cause, conseguenze e strategie di lotta. Cronologicamente preceduta come di rito dagli Stati Uniti, l’Europa vanta oggi una percentuale di cani e gatti obesi compresa tra il 25 e il 45%. Livelli epidemici, per una situazione che si rispecchia nei preoccupanti dati riguardanti l’obesità umana, la cui classifica europea è guidata da Finlandia e Regno Unito e che vede l’Italia per una volta fieramente all’ultimo posto (WHO, 1990). Un problema di welfare animale molto serio, ha detto Mark Evans (RSPCA), di più, una sofferenza animale non necessaria. È il momento quindi che i veterinari diffondano chiaramente il messaggio che l’obesità è un problema prevenibile e che si faccia un passo indietro, spostando il focus dalla terapia alla prevenzione. Per questo è stata istituita una vera e propria task force di esperti di medicina veterinaria e umana che, insieme a Hill’s, diffonderanno in Europa nuove iniziative di lotta all’obesità canina e felina. Hill’s prevede per il 2008 la diffusione di numerose campagne di sensibilizzazione sulle gravi conseguenze sanitarie dell’obesità nel cane e nel gatto. È ormai piuttosto chiaro che, nell’uomo come nel cane, la causa principale dell’obesità è la combinazione di un eccesso di cibo e di mancanza di esercizio fisico. Per l’obesità dei pet sono inoltre fondamentali gli aspetti comportamentali del proprietario, riassumibili nel pensiero “cibo è amore, negazione è crudeltà”. Un vero e proprio eccesso di kindness verso gli animali, ha detto Susan Rogers (esperta di ricerche di mercato), ma si sa, la gentilezza può uccidere. Spesso poi il proprietario ha una scarsa percezione del problema dell’eccesso di peso nel proprio animale, che tende a non riconoscere come tale. È compito del veterinario quindi iniziare per primo la conversazione con il proprietario circa il controllo del peso nel suo animale, spiegandogli le implicazioni sanitarie dell’obesità, considerandone le barriere emotive, sostenendolo e incoraggiandolo nell’intraprendere la non agevole lotta a questo problema. Occorre che il veterinario fornisca al proprietario informazioni chiare e corrette sull’obesità animale e sui problemi di salute ad essa associati, inducendolo a un radicale cambiamento delle sue abitudini e del suo comportamento verso il pet, che metta al centro la ne-

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cessità di una dieta corretta e di una regolare attività fisica. Altrettanto preoccupante della morbidità dell’obesità è infatti la sua co-morbidità, ovvero la predisposizione dei cani sovrappeso a sviluppare patologie come diabete mellito, osteoartrite, neoplasie mammarie, cardiopatie, ipertensione, pancreatiti, ecc; e, soprattutto, ad avere una ridotta qualità e aspettativa di vita. Ma di chi è la responsabilità di tutto ciò, si chiede David Watson (Editor di Veterinary Review): è, come sempre, “loro”. Ma questa volta “loro” hanno nome e cognome: aziende del petfood, proprietari, veterinari, infermieri e media. Spesso alla base della mancata gestione di un problema vi sono delle “scuse”. I veterinari accampano problemi come l’imbarazzo davanti a un proprietario a sua volta sovrappeso, l’assenza di segni clinici nell’animale, la mancanza di tempo per parlarne al proprietario. Dal canto loro i proprietari associano la felicità loro e del pet all’atto della nutrizione di quest’ultimo e la difficoltà e frustrazione legata al controllo del peso. Il veterinario ha invece l’obbligo morale ed etico (e forse giuridico, secondo il nuovo Animal Welfare Bill europeo) di fare qualcosa iniziando dall’inclusione della valutazione del peso corporeo dell’animale nella visita veterinaria di routine. Il proprietario dal canto suo deve imparare a tenere distinti l’affetto e la nutrizione. Le aziende mangimistiche devono spostare l’attenzione dalla appetibilità dei loro cibi alla qualità di questi ultimi, fornendo materiale educativo in proposito. I media infine, devono evitare di trattare il problema dell’obesità in modo grottesco, focalizzandosi invece sui rischi sanitari associati e incoraggiando uno stile di vita sano (dieta + esercizio fisico). Inizia proprio dal proprietario l’approccio veterinario al controllo dell’obesità, secondo Nick Blainey (Presidente della BVA, British Veterinary Association) la malattia più comunemente osservabile in ambulatorio. Alla base di tutto stanno conoscenza e comunicazione: per convincerlo, senza offenderlo, che il suo animale è obeso, che ha seri rischi di salute, che ciò che occorre non è una dieta dimagrante ma dare la giusta quantità di cibo e cambiare radicalmente abitudini di vita, privilegiando l’esercizio e l’attività fisica. Come per ogni trattamento veterinario, la compliance del proprietario è infatti fondamentale e, per il controllo del peso, tanto nei pet quanto nell’uomo, quest’ultima è notoriamente bassa. Secondo Caroline Back (veterinario, Veterinary Affairs Manager Hill’s), il proprietario deve essere motivato nell’operare il necessario cambiamento di abitudini. Come dimostrato dal PPet Study (The PPET Study: People and Pets Exercising Together, Obesity 14:17621770, 2006) condotto nel 2003, il successo del controllo del peso nell’uomo e nei pet aumenta infatti sensibilmente se la strategia coinvolge contemporaneamente il proprietario e il suo animale, con un divertente programma di attività fisica svolta insieme. Il cane diviene un importante supporto sociale per i programmi di controllo del peso dell’uomo, ma i benefici sono efficacemente reciproci. ■

UNA TASK FORCE ANCHE IN ITALIA nche l’Italia avrà una sua task force contro l’obesità canina e felina. Definirà a livello locale le strategie e le azioni per comunicare il problema dell'obesità al mondo veterinario e ai proprietari. L’obiettivo è la sensibilizzazione di tutta l'opinione pubblica attraverso redazionali, interventi in congressi e manifestazioni pubbliche e pubblicazioni. Il compito è stato affidato a sei medici veterinari italiani con competenze diverse: Massimo Petazzoni, Sabrina Giussani, Giuseppe Febbraio, Maria Cristina Crosta, Gianluigi Manara e Pier Paolo Mussa. I diversi aspetti del problema obesità saranno inoltre approfonditi durante il 59° Congresso Internazionale Multisala SCIVAC di Rimini (30 Maggio - 1 Giugno 2008), dove i dottori Petazzoni, Giussani, Febbraio e Manara, coordinati dal Prof. Mussa, parleranno di comunicazione con il proprietario, gestione comportamentale dell'animale, patologie ortopediche correlate, tasso di diffusione dell'obesità nel mondo ed in Italia, corretta alimentazione e corretta gestione ed alimentazione del cucciolo nelle diverse fasi della crescita. Il gruppo sta inoltre sviluppando una scheda anamnestica che verrà distribuita in un campione di cliniche e i cui dati verranno elaborati da un istituto di analisi per ottenere statistiche significative circa la situazione dell’obesità canina e felina sul territorio nazionale (M.G.M.).

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Morfologia delle vie aeree del coniglio Uno studio endoscopico descrive le ramificazioni bronchiali della specie

no studio ha valutato endoscopicamente la morfologia bronchiale del coniglio e sviluppato una nomenclatura valida per la ramificazione endobronchiale di questa specie. È stata effettuata una broncoscopia con strumento flessibile in 10 conigli immaturi di razza New Zealand White posti in anestesia con isoflurano attraverso maschera nasale. Le vie aeree venivano sistematicamente valutate dal laringe fino ai rami terminali accessibili con un endoscopio flessibile di 2,5 mm di diametro. Le vie aeree di tutti i conigli potevano essere facilmente esaminate con l'endoscopio utilizzato. In tutti i soggetti la struttura e la funzionalità della laringe erano normali e la ramificazione delle vie aeree era identica. Presso la carena era evidente la suddivisione nei bronchi princi-

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pali destro e principale sinistro. Il bronco principale sinistro si divideva immediatamente nei bronchi lobare craniale sinistro e lobare caudale sinistro. Il bronco lobare craniale sinistro si divideva ulteriormente nei bronchi segmentali dorsale e ventrale. Il bronco lobare caudale sinistro dava origine a rami dorsali, ventrali e mediali, prima di continuare caudalmente. Il bronco principale destro si divideva nei bronchi lobare craniale destro, medio destro e accessorio e proseguiva distalmente come bronco lobare caudale destro. Il bronco lobare craniale destro si divideva inoltre nei bronchi segmentali dorsale e ventrale, e il bronco lobare caudale destro dava origine a rami dorsali, ventrali e mediali. La definizione di una nomenclatura standard per la ramificazione delle vie aeree del coniglio può consentire di localizzare in maniera precisa le lesioni patologiche di questa specie e di prelevare accuratamente campioni a scopo clinico e scientifico. (M.G.M.) ■

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo

www.vetjournal.it/


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20 Vet Journal Attualità scientifica

Endometrite postpartum della vacca: tecniche diagnostiche a confronto La citologia mediante cytobrush la tecnica più affidabile in più di duecento vacche cificità rispettiva erano le seguenti: vaginoscopia (53,9%, 95,4%), citologia mediante lavaggio (92,3%, 93,9%), valutazione ecografica del volume del fluido uterino (30,8%, 92,8%), valutazione ecografica dello spessore dell’endometrio (3,9%, 89,2%). L’endometrite comprometteva le prestazioni riproduttive. La citologia mediante cytobrush era la metodica più affidabile per la diagnosi di endometrite nella vacca. (M.G.M.) ■

no studio ha confrontato cinque tecniche diagnostiche per la diagnosi di endometrite tra i giorni 28 e 41 post-parto in 221 vacche Holstein di otto mandrie da latte commerciali. Le tecniche utilizzate erano: vaginoscopia, valutazione ecografica del volume del fluido uterino, valutazione ecografica dello spessore dell’endometrio, citologia endometriale effettuata mediante cytobrush, citologia endometriale effettuata mediante lavaggio uterino. Per valutare l’affidabilità di cytobrush e citologia mediante lavaggio si effettuava una correlazione di concordanza. Il cytobrush mostrava la maggiore ripetibilità intraosservatore e veniva scelto come esame diagnostico di riferimento. Per 189 vacche erano disponibili i dati di gestazione a 150 giorni post-parto. Si determinava la percentuale minore di cellule

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polimorfonucleate (PMN) associata al tempo per la gestazione. La sensibilità e specificità delle tecniche diagnostiche era determinata utilizzando lo stato di gestazione a 150 giorni e la citologia mediante cytobrush come standard diagnostici. Il rischio di non-gravidanza a 150 giorni era 1,9 volte maggiore nelle vacche con PMN identificate mediante citologia con cytobrush superiori all’8%, rispetto alle vacche con PMN inferiori all’8%. Su 189 vacche, 21 (11,1%) avevano PMN superiori all’8% e venivano considerate positive per endometrite. Le vacche con endometrite avevano un tasso di concepimento al primo servizio inferiore del 17,9% e un aumento di 24 giorni della mediana dei giorni aperti. La sensibilità di tutti i cinque test diagnostici relativamente allo stato di gravidanza al giorno 150 variava dal 7,1 al 14,3% e la specificità dall’84,0 al 93,3%. Rispetto alla citologia per cytobrush, la sensibilità e spe-

Istiocitosi reattiva cutanea del cane

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VETERINARIA 10 | 2008

ziale (mediana 45 giorni). La terapia iniziale includeva prednisone più o meno antibiotici (12 cani su 32), prednisone e tetracicline/niacinamide (4 cani su 32), prednisone e azatioprina (3 cani su 32), tetraciclina/niacinamide più o meno vitamina E/acidi grassi essenziali (6 cani su 32), antibiotici più o meno antistaminici (3 cani su 32), ciclosporina e ketoconazolo (un cane su 32), terapia topica (due cani su 32) e nessun trattamento (un cane su 32). Diciassette cani ricevevano una terapia di mantenimento costituita da tatraciclina/niacinamide più o meno vitamina E/acidi grassi essenziali (12 cani su 17), ciclosporina/ketoconazolo (2-3 volte alla settimana) (due cani su 17), azatioprina quotidianamente (un cane su 17), prednisone/azatioprina (due volte alla settimana) (un cane su 17) e prednisone quotidianamente (un cane su 17). Il follow-up medio era pari a 25 mesi. Nove cani sviluppavano una recidiva dell’istiocitosi cutanea (tempo medio per la recidiva pari a 130 giorni), di cui sette con più di una recidiva. Al completamento dello studio, 6 cani erano deceduti (assenza di lesioni al momento della morte) e 26 cani su 32 erano vivi in assenza di lesioni. Dieci cani su 26 stavano effettuando il trattamento di mantenimento (8 tetraciclina/niacinamide, 1 azatioprina, 1 vitamina E). Le precedenti malattie cutanee e la stagione non avevano un’influenza identificabile sulle recidive. La recidiva era significativamente più probabile nei cani con lesioni del piano nasale/narici rispetto ai cani privi di queste lesioni. Nella popolazione canina di questo studio, la terapia con tetraciclina/niacinamide si rivelava efficace. (M.G.M.) ■

Recidive più frequenti per le lesioni nasali ono stati rivisti retrospettivamente 32 casi di istiocitosi cutanea del cane. L’età mediana all’esordio era pari a quattro anni. Le lesioni includevano noduli e placche di testa/faccia, tronco e arti, ed eritema, tumefazione e depigmentazione di piano nasale/narici. Il coinvolgimento sistemico non veniva escluso in tutti casi. Tutti i cani mostravano una risoluzione completa delle lesioni cutanee dopo il trattamento ini-

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ASPETTI DI UN’EPIDEMIA DI DIARREA SUINA IN ITALIA n articolo descrive i diversi aspetti di un’epidemia di diarrea avvenuta nei suini italiani di varie età tra maggio 2005 e giugno 2006. In 63 mandrie si identificava, mediante microscopia elettronica e immunoelettronica, PCR e sierologia, il virus della diarrea epidemica suina (PEDV). La diarrea acquosa, priva di muco e sangue, era solitamente associata a una riduzione dell’assunzione di cibo. Nelle mandrie parto-svezzamento la diarrea colpiva le scrofe e i lattonzoli e la mortalità nei neonati raggiungeva il 34%. Nei suini in accrescimento e ingrasso la morbilità variava dal 20 all’80% ma la mortalità era assente o molto bassa. La durata della malattia variava da alcune settimane ad alcuni mesi, in base alle dimensioni della mandria. (M.G.M.)

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Info Regioni

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Intramoenia, lavori in corso in 18 Regioni Rimangono ferme solo Sicilia e Calabria. Presentati i dati dell'Osservatorio nazionale sull'attività intramuraria dei medici del SSN avori in corso, nella maggioranza delle Regioni italiane, per garantire l'esercizio della libera professione intramoenia dei medici nelle strutture pubbliche, con piani ad hoc, tariffe sotto controllo e spazi adeguati. Ferme, invece, Sicilia e Calabria, che non hanno inviato alcuna comunicazione in materia e non hanno nemmeno richiesto i fondi disponibili, ancora inutilizzati. È il quadro dell'Osservatorio nazionale per la libera professione intramuraria, illustrato da Aldo Ancona, direttore dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali (Assr), durante il convegno organizzato al Senato per la presentazione dei volumi che raccolgono i risultati dell'indagine conoscitiva sull'intramoenia, condotta lo scorso anno dalla Commissione Sanità di Palazzo Madama. Come previsto dalla legge approvata il 2 agosto 2007, che concede 18 mesi per mettersi in regola sulla libera professione intramuraria, dunque fino al 31 gennaio 2009, la relazione trimestrale sull'attuazione del provvedimento è stata inviata al ministero della Salute da 18 Regioni: in pratica quasi tutte tranne Calabria, Lazio e Sicilia. È stato utilizzato il 69 per cento dei fondi per l'adeguamento edilizio. In particolare, Trento, Veneto, Toscana e Basilicata hanno usato il 100 per cento dei finanziamenti, percentuali superiori al 90 per cento si registrano in Umbria, Emilia Romagna e Lazio. Seguono le altre regioni, con "le grosse eccezioni di Sicilia e Calabria - afferma Ancona - che non hanno chiesto i fondi e non fanno sapere nulla. Sappiamo le condizioni in cui versa la Calabria - riflette - forse per ora l'intramoenia è l'ultimo dei suoi problemi". Nella maggioranza delle Regioni, l’Asl, tutte o in

tenza erano diversi nelle varie Regioni, ma senz'altro si sono messe in moto anche le realtà fanalino di coda". I dati illustrati sono i primi risultati del monitoraggio svolto dall'Osservatorio nazionale, previsto dalla legge dell'agosto 2007 per verificarne l'attuazione in ciascuna regione e che ha cominciato i lavori a febbraio di quest'anno. "Come emerso anche dall'indagine conoscitiva - sottolinea Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità del Senato - bisogna garantire che il ricorso alle prestazioni intramoenia sia determinato dalla libera scelta dei cittadini e non dalle carenze organizzative dell'attività istituzionale, assicurando il rispetto dei tempi medi d'attesa per le prestazioni fissati dalle Asl, in particolare per le urgenze differibili". ■

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parte, hanno presentato i piani per l'esercizio della libera professione intramoenia in spazi pubblici. Mancano all'appello Abruzzo, Molise e Sardegna, mentre nessuna comunicazione è arrivata da Lazio, Calabria e Sicilia. Dodici Regioni hanno avviato azioni in accordo con i sindacati della dirigenza medica: Liguria, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Emilia Romagna, Trento, Campania, Friuli, Lazio e Molise. "I ritardi e le difficoltà che hanno ostacolato il passaggio dell'attività libero professionale dei medici nelle strutture pubbliche, o comunque in spazi controllati dal pubblico - spiega Ancona - si stanno superando. Le norme previste dalla legge non sono attuate ancora in modo omogeneo in tutt'Italia, perché i livelli di par-

Medicina trasfusionale, l'Umbria recepisce la linea guida per la veterinaria

u proposta dell’assessore Maurizio Rosi, la Giunta Regionale dell’Umbria ha approvato con delibera n. 34 del 21 gennaio 2008 la “Linea Guida vincolante relativa all’esercizio delle attività sanitarie riguardanti la medicina trasfusionale in campo veterinario”. La Giunta regionale ha approvato e recepito il documento conclusivo approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e Province autonome, nella seduta del 20 dicembre 2007 e predisposto dalla Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario del Ministero della Salute. Il documento si applica “al sangue intero di origine animale prelevato da animali di proprietà di persone giuridiche e/o fisiche per lo

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scopo trasfusionale. Essa non si applica ai prodotti derivati dal sangue, regolati dal decreto legislativo del 6 aprile 2006, n. 193. Per sangue intero si intende “il sangue prelevato, per lo scopo trasfusionale, dal donatore riconosciuto idoneo, utilizzando materiale sterile e sacche regolarmente autorizzate dal Ministero della salute, contenenti una soluzione anticoagulante-conservante”. Il prelievo di sangue intero deve essere effettuato da un medico veterinario, attuando una metodica che garantisca asepsi, con un sistema a circuito chiuso, compatibilmente con la specie animale, e con dispositivi non riutilizzabili. Il direttore sanitario della struttura trasfusionale definisce un protocollo dettagliato delle procedure di prelievo”. La giunta ha deliberato di dare mandato al Servizio IV - Programmazione e gestione degli interventi di emergenza sanitaria, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Direzione regionale sanità e servizi sociali dell’Umbria, per la sua applicazione operativa e per apportare eventuali modifiche ed integrazioni, ove si rendessero necessarie. Il documento è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 12 del 12 marzo 2008. ■

Veneto, spargimento liquami zootecnici liquami zootecnici potranno essere utilizzati a scopi agronomici nelle zone non vulnerabili di montagna su terreni che abbiano una pendenza fino al 30 per cento. La decisione - ha ricordato il vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto, Luca Zaia - risponde all’esigenza di non penalizzare gli allevamenti di taluni Comuni di montagna che si trovano ad operare in territori dove ci siano difficoltà aggiuntive derivanti dalla particolare pendenza dei declivi”. “Ho fatto approvare dalla Giunta regionale una correzione alla precedente delibera sull’argomento - ha spiegato il vicepresidente Zaia - nella speranza che non sia impugnata da qualcuno”. “Confermo dunque che, sentita anche la Commissione Europea, abbiamo derogato al divieto previsto da un provvedimento ministeriale di spargere sul terreno i liquami provenienti dall’attività zootecnica in montagna e che abbiamo previsto la possibilità di tale pratica anche su superfici con pendenza superiore a quella inizialmente indicata”. (Fonte: Regione Veneto) ■

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WEST NILE DISEASE, APPROVATO IN LAZIO IL PIANO DI SORVEGLIANZA stato recepito dal Lazio, il decreto del ministero della Salute del 29 novembre 2007 che definisce il Piano di sorveglianza nazionale per la encefamielite di tipo West Nile (West Nile Disease). Nell’ambito delle attività di programmazione e coordinamento, le Regioni devono predisporre indirizzi per disciplinare l’attuazione dei controlli e degli interventi previsti verificandone l’applicazione e dovranno trasmettere con periodicità semestrale una relazione tecnica al Ministero della Salute riguardante l’esecuzione e le risultanza del Piano. Il piano è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 febbraio scorso e sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 7 marzo scorso.

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“VETERINARIO COMPORTAMENTALE” IN VENETO a civiltà di un popolo si riconosce da come vengono trattati gli animali. Avevo preso un impegno all’inizio del mio mandato e oggi posso dire con soddisfazione che ho varato un pacchetto di iniziative che va proprio nella direzione della crescita e della diffusione della cultura del rispetto e del benessere degli animali. Voglio ricordare quindi ancora una volta che il Veneto è la regione italiana che meglio tutela e salvaguarda gli animali. Così Francesca Martini, assessore alle Politiche sanitarie, ha illustrato il 7 marzo al Centro Marani di Verona la prima proposta operativa per l’affido di cani adulti. “Siamo la prima regione italiana ha detto Francesca Martini - che ha recepito la legge quadro nazionale in materia di animali da affezione (legge 60/93). È arrivato il momento di modificare quel testo potenziando il ruolo delle associazioni, mettendo in rete i servizi veterinari e gli altri protagonisti della sanità animale, inasprendo il regime sanzionatorio per i troppi comportamenti scorretti. Il provvedimento che ho portato in Giunta regionale prevede la creazione di percorsi di adozione consapevole; l’istituzione di pacchetti sanitari gratuiti; la promozione di campagne di sensibilizzazione soprattutto nelle scuole e soprattutto per la presa in carico di cani adulti; l’introduzione nei canili della figura del veterinario comportamentale. Sto già lavorando per garantire l’alloggio gratuito nei canili per un breve periodo di tempo durante i mesi estivi e in momento di disagio sociale o di difficoltà economica per i proprietari degli animali. Nel Veneto i canili sanitari sono 8 mentre sono 16 i canili rifugio. Sono stati finanziati recentemente nuovi canili rifugio a Verona, a Venezia e nel comune di Mira. A Belluno c’è un canile sanitario; a Vicenza un canile sanitario e tre rifugio; a Treviso un canile sanitario e uno rifugio; a Venezia tre canili rifugio; a Padova tre sanitari e tre rifugio; a Rovigo un sanitario e un rifugio; a Verona un canile sanitario e cinque canili rifugio. Nel Veneto le statistiche ci dicono che c’è un animale ogni 8, 9 persone. “Un obiettivo che vogliamo raggiungere - ha concluso Francesca Martini - è meglio integrare le sinergie tra pubblico e privato, tra strutture pubbliche e associazioni di volontariato. Negli ultimi anni abbiamo operato per identificare con un microchip gli animali; abbiamo istituito una banca dati informatizzata, ma mancano all’identificazione ancora 100 mila animali; abbiamo creato una solida rete di canili; abbiamo fatto campagne di prevenzione del randagismo. Nel futuro vogliamo prevenire l’arrivo dei cani nei canili e al contempo limitare la loro presenza nelle strutture”.

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22 Info Regioni

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Reg. CE 1/2005, approvate le modalità di trasporto animale in Valle d’Aosta on Deliberazione del 1° febbraio 2008, n. 235, la Giunta Regionale della Valle d’Aosta ha approvato ai sensi dell’art. 1 comma 2 del Regolamento Ce n. 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate, le modalità di trasporto di animali nella regione. I trasporti di animali effettuati dagli allevatori con veicoli agricoli o con i propri mezzi di trasporto per transumanza stagionale o per

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altri motivi quali rassegne comunitarie bovine, per partecipazione a competizioni sportive quali “batailles des reines”, “batailles des chévres” ecc. e tutti i trasporti, effettuati dagli allevatori, dei propri animali, con i propri mezzi di trasporto per una distanza inferiore a 50 km dalla propria azienda o nei limiti del territorio della Regione Autonoma Valle d’Aosta sono consentiti nel rispetto delle seguenti condizioni. L’allevatore deve dotarsi di autorizzazione sanitaria per trasporto di animali rilasciata dal Sindaco del Comune sede dell’autorimessa,

a seguito di esito favorevole degli accertamenti tecnici, eseguiti dai veterinari ufficiali dell’Azienda USL della Valle d’Aosta. L’autorizzazione è valida 5 anni, previa verifica annuale da parte degli stessi del mantenimento dei requisiti di legge.

IDONEITÀ DELL’ANIMALE AL TRASPORTO Nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenza inutili. In particolare:

• devono essere previamente prese tutte le disposizioni necessarie per ridurre al minimo la durata del viaggio e assicurare i bisogni degli animali durante il viaggio; • gli animali devono essere idonei per il viaggio previsto; • i mezzi di trasporto devono essere progettati, costruiti, mantenuti e usati in modo da evitare lesioni e sofferenze e assicurare l’incolumità degli animali; • le strutture di carico e scarico devono essere adeguatamente progettate, costruite, mantenute e usate in modo da evitare lesioni e sofferenze e assicurare l’incolumità degli animali; • il personale che accudisce gli animali deve essere idoneo a tal fine e espletare i propri compiti senza violenza e senza usare nessun metodo suscettibile di causare all’animale spavento, lesioni o sofferenza inutili; • il trasporto deve essere effettuato senza indugio verso il luogo di destinazione e le condizioni di benessere degli animali devono essere controllate a intervalli regolari e opportunamente preservate; • agli animali deve essere garantito un sufficiente spazio e un’altezza sufficiente tenendo conto della loro taglia e del viaggio previsto; • acqua, alimenti e riposo devono essere offerti agli animali, a opportuni intervalli e devono essere appropriati per qualità e quantità alle loro specie e taglia. La delibera prevede anche delle specifiche circa i mezzi di trasporto. Il documento è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Valle d’Aosta n. 11 dell’11 marzo 2008. ■

SICUREZZA ALIMENTARE, LA PUGLIA RECEPISCE LE LINEE GUIDA llo scopo di assicurarne l’immediata applicazione sul territorio regionale, consentendo così agli operatori del settore alimentare e agli organi del controllo ufficiale di disporre di indicazioni tecniche specifiche per la corretta applicazione delle disposizioni previste dal Reg. CE 2073 così come modificato dal Reg. CE 1441/2007, la Giunta Regionale della Puglia ha recepito l’intesa sancita in data 20 maggio 2007 in sede di Conferenza Stato Regioni tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano “Linee guida relative all’applicazione del Regolamento CE della Commissione Europea n. 2073 del 15 novembre 2005 che stabilisce i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari”. La norma introduce importanti elementi di novità nell’ambito del controllo microbiologico degli alimenti in quanto fissa alcuni criteri microbiologici necessari per la protezione della salute del consumatore basati sulla valutazione del rischio, garantendo una più omogenea valutazione dei prodotti nell’ambito del mercato unico. Stabilisce per la prima volta criteri di sicurezza anche per gli alimenti vegetali, specifica in maniera esplicita i metodi con cui verificare la conformità degli alimenti. Deliberazione della Giunta Regionale 19 febbraio 2008, n. 158 - BUR n. 36 del 5 marzo 2008.

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In Campania diossina di poco superiore ai limiti Moderata positività alla diossina per 16 campioni su 117 esaminati in caseifici dell’aversano e a nord della provincia di Napoli. Risultano indenni, i prodotti provenienti dalla restante parte della Regione omincia a dare i suoi frutti il piano antidiossina varato dalla giunta regionale della Campania. Lo sostiene una nota dell´Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici. Lo strettissimo monitoraggio avviato negli ultimi sei mesi, conferma le previsioni della vigilia con il riscontro di una moderata positività alla diossina in prodotti latteocaseari. Si tratta di caseifici allocati nelle aree cosiddette a rischio e già mappate (una parte dell´agro aversano, una fascia a nord della provincia di Napoli) sulle quali proseguono controlli e monitoraggi. Le produzioni dei caseifici coinvolti, seppur in attesa di ulteriori approfondimenti, sono state in via precauzionale bloccate. Di conseguenza - si precisa - i prodotti non conformi non arriveranno mai sulla tavola dei consumatori. Risultati indenni da diossina hanno riportato i prodotti provenienti dalla restante parte della regione. La nota sottolinea che i controlli avviati dalla regione rappresentano la seconda

EMILIA ROMAGNA, TRACCE DI SALMONELLA IN ALLEVAMENTO

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SEQUESTRATI OVINI E BOVINI IN MOLISE

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opo la scoperta di tracce di salmonella in un allevamento di Monteveglio, nel bolognese, so-

no state abbattute circa ventimila galline da uova. L’infezione è emersa durante uno dei controlli di routine da parte del servizio veterinario dell’Azienda Usl di Bologna, che tranquillizza sul fatto che non esiste alcun pericolo per la salute pubblica. Si trattava di animali ‘in produzione’, che non erano usciti dall’allevamento e che attualmente erano destinati alla macellazione. Le tracce di salmonella - ha precisato l’Ausl con una nota - erano presenti nelle feci, mentre non ne è stata trovata traccia nelle linea della verifica sugli alimenti e che la prima linea è affidata, dalla legge, alle stesse aziende produttrici. Gli allevamenti coinvolti sono stati posti sotto sequestro dai servizi veterinari locali per cui, sempre in via precauzionale ed in attesa di ulteriori riscontri, sono stati sospesi i conferimenti del latte. Tutti i dati emersi sono stati valutati anche dall’Istituto Superiore di Sanità. In dettaglio è stato evidenziato come i risultati dei campioni non conformi siano in genere solo di poco superiori ai livelli di accettabilità della normativa

corrente: tra 6,7 e 6,9 (sommando diossine e diossinosimili) che rappresenta un dato di attenzione, ma non un allarme. Appaiono evidenti due dati significativi: i controlli si fanno con molta più intensità oggi rispetto a ieri. In secondo luogo, la regione Campania sulla problematica diossine si è dotata di un piano di sorveglianza che la colloca ai primi posti tra le regioni più attente al fenomeno. Il dato relativo alle regioni industrializzate del Nord conclude la nota - oscilla, infatti, tra il 12 ed il 20. (metropolisweb.it) ■

uova campionate, né negli animali. Le galline da eliminare sono state affidate a una ditta specializzata, che si occuperà dell’abbattimento e dello smaltimento. L’intero capannone sarà poi disinfestato prima di essere riutilizzato. Oltre all’abbattimento delle galline è stato disposto il ritiro, in via precauzionale, delle uova fino a quel momento distribuite sul territorio (circa 12.500). Il sopralluogo in cui sono stati prelevati i campioni è avvenuto il 14 febbraio, e il

iciotto capi ovini e 19 capi bovini sono stati sequestrati nelle campagne di Guardiaregia a Campobasso, perché privi di marchio auricolare e tatuaggi identificativi. Il sequestro è stato effettuato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, in servizio presso il Comando Stazione di Sepino (Campobasso), durante lo svolgimento di servizi per la prevenzione e la repressione di illeciti in materia sanitaria e di polizia veterinaria. “Il provvedimento - hanno spiegato dalla Forestale - si è reso necessario per tutelare i consumatori circa la sicurezza della carne e di tutti quei prodotti destinati all’uso alimentare’’. Gli animali sequestrati sono stati successivamente sottoposti a visita veterinaria, con prelievi di sangue al fine di accertare la presenza di malattie infettive. Sono inoltre, in corso accertamenti per determinare la provenienza dei capi. (Fonte: ANSA)

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Sardegna, aiuti finanziari per le aziende colpite da tubercolosi bovina

29 sono arrivati gli esiti degli esami ti-

Sostegno agli allevatori danneggiati dall'epidemia negli anni 2007 e 2008

te: ANSA)

u proposta degli assessori dell'Agricoltura Francesco Foddis e della Sanità Nerina Dirindin la Giunta regionale ha deliberato lo scorso 4 marzo, di approvare un intervento una-tantum di 740 mila euro per sostenere gli allevatori danneggiati dall'epidemia nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2008. L'assessorato della Sanità farà fronte con 300mila euro, che andranno a compensare il valore dei capi abbattuti, mentre 440mila euro arriveranno dall'Agricoltura, utili a compensare le perdite di reddito derivanti dall'applicazione delle misure restrittive applicate nei focolai segnalati. In particolare, per i capi femmina abbattuti sarà riconosciuto il mancato reddito causato dalla difficoltà di ripopolamento dell’allevamento, mentre per i capi femmina in vita sarà riconosciuto il mancato reddito dei proventi derivanti dall'ordinaria vendita dei vitelli, a causa del divieto di monta previsto dal regolamento sul piano di eradicazione della tubercolosi bovina. L'aiuto sarà calco-

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lato tenendo conto del periodo di effettivo divieto imposto a ciascuna azienda e comunque fino a un massimo di 6 mesi. Sarà Argea, l'agenzia regionale per la gestione e l'erogazione degli aiuti in agricoltura, ad attuare l'intervento finanziario. Il contributo dovrà servire da incentivo alle aziende per l'adozione di misure volontarie di sorveglianza e di controllo delle malattie infettive degli animali, che causano gravi danni a un settore strategico come l'allevamento, e che possono mettere a rischio la salute umana. L'aiuto deliberato dalla Giunta è, inoltre, un impegno straordinario e non ripetibile, anche perché l'azione della Regione, coerentemente con gli orientamenti dell'Unione europea e dello Stato, è diretta a sostituire gradualmente gli interventi compensativi con gli aiuti per l'assicurazione agricola agevolata, estendendo l'intervento pubblico anche alle epizoozie già previste dal Piano assicurativo agricolo nazionale. Impegno dell'amministrazione è anche quello di sensibilizzare gli allevatori sulla ne-

pizzati positivi alla salmonella. Le uova prodotte dopo quella data sono state sistematicamente distrutte. Nei capannoni adiacenti a quello interessato dalla salmonella, ha aggiunto l’ Ausl, non è stata trovata traccia del batterio. (fon-

cessità della prevenzione verso le epizoozie e sulla convenienza a ricorrere all'assicurazione agevolata, per la quale Stato e Regione contribuiscono a pagare ai Consorzi di difesa dei produttori l'80 per cento del premio. "Con questo intervento - sottolinea l'assessore Foddis - la Giunta dà una risposta concreta alle attese degli allevatori, anche se, è opportuno ricordarlo, lo strumento per prevenire i disastrosi effetti di epidemie o epizoozie c'era già ed è quello delle assicurazioni agevolate. Mi dispiace che molti allevatori non abbiano avuto modo di saperlo e che non abbiano colto l'opportunità di assicurare a tempo debito, con pochi euro, ogni singolo capo della propria azienda. La Regione non è mai stata assente o insensibile verso il comparto e non appena la manovra Finanziaria è stata approvata e il bilancio 2008 operativo abbiamo deliberato gli aiuti". L'epidemia di tubercolosi aveva colpito nei mesi scorsi soprattutto le aziende del Goceano, dove dal 1 gennaio 2007 a oggi sono state individuate 59 aziende infette. (Regione Sardegna) ■


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24 Riflessioni

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Sul ruolo del medvet in pet therapy di ROBERTO MARCHESINI olto spesso si parla di futuro per la veterinaria e di promozione della professione, ma di fatto queste restano quasi sempre solo belle parole e proclami assolutamente sterili e il perché è presto detto. Il problema sta nel fatto che non si è capaci di interpretare gli spazi di sviluppo che la società contemporanea offre al mondo della veterinaria e si pensa che gli ambiti tradizionali siano in grado di reggere il peso occupazionale e di dare coordinate di visibilità. Le occasioni per una medicina veterinaria più forte e da protagonista ci sono e sono molteplici ma non le si vogliono vedere e soprattutto ci si ostina a non coglierle. Il risultato è che si insiste sempre sulle solite aree occupazionali, con una corsa al ribasso, uno scadimento della percezione sociale e vaste derive

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sotto-occupazionali. Di chi è la colpa? Beh, non certo delle società culturali che, come la Scivac, in questi anni si sono sforzate di far crescere la categoria e di far emergere le opportunità. Purtroppo è chi fa formazione che non è in grado di capire le opportunità e ottusamente difende il proprio orticello, cercando di mettere il proprio zampino anche su aree che non conosce e inevitabilmente portando a uno scadimento di percezione culturale. Già, perché se la stupidaggine viene detta dall’emerito docente è tutta la categoria che non fa certo una bella figura. Non nascondo pertanto che a mio avviso il vero problema si annida negli atenei. A parte pochissime lodevoli eccezioni per quanto concerne gli ambiti a) delle scienze comportamentali, b) della zooantropologia, c) della bioetica - aree in rapido sviluppo strategiche sia sotto il profilo occupazionale che per quanto concerne la visibilità sociale del medvet - non esiste alcuna preparazione nelle nostre facoltà e purtroppo nemmeno l’umiltà per ammettere

questa ignoranza. Docenti che si occupano di altre discipline si arrogano il diritto di intervenire in dibattiti e insegnamenti su argomenti che non conoscono, senza preoccuparsi di acquisire la minima preparazione; tra l’altro le facoltà sono sorde sull’opportunità di valorizzare quelle risorse interne che potrebbero dare un contributo valido. Orbene la medicina veterinaria ha sviluppato in modo egregio gli ambiti zooiatrici, epidemiologici, zootecnici, ispettivi e lo ha fatto assumendo un compito che solo apparentemente può essere ridotto alla salvaguardia della salute umana. A ben vedere lo statuto professionale è sempre stato rivolto all’integrazione dell’eterospecifico nell’ecumene e alla valorizzazione del ruolo da esso giocato nelle dinamiche evolutive della società. La medicina veterinaria ha cioè salvaguardato gli interessi umani in una logica di ampliamento integrativo degli animali intervenendo sulle prassi performative, sulla prevenzione delle zoonosi, sulla salubrità degli alimen-

ti, sulle metodiche medico-chirurgiche. Il medvet è cioè stato un facilitatore dei processi di integrazione dell’eterospecifico e di messa a valore del suo ruolo nella società. Se guardiamo con quest’ottica lo statuto del medvet come intellettuale di questa integrazione e valorizzazione, un compito non facile e soprattutto non esclusivamente tecnico, comprendiamo come sia indispensabile una continua ridefinizione dei profili dello statuto stesso. Questo perché l’evoluzione sociale chiede via via interventi diversi in senso integrativo e in senso di valorizzazione. Orbene uno degli aspetti che oggi sempre di più la società richiede al medvet riguarda la definizione dei valori in campo per capire come costruire un tavolo negoziale di convivenza (bioetica), la predisposizione di coordinate etologiche per facilitare l’incontro tra uomo e animale (scienze comportamentali), la definizione di leve prescrittive per ottenere una beneficialità mirata nelle attività di relazione con l’animale (zooantropologia). Ma se si ignorano queste opportunità o le si vogliono misconoscere pensate c’è addirittura chi nega la zooantropologia! come se dare un compito (opportunità) professionale in più ai medvet fosse delittuoso! - inevitabilmente si cade sul solito areale. Non voglio affatto sminuire i compiti zooiatrici, epidemiologici, etc del medvet... dico solo che ce ne sono altri. Per questo in Carta Modena si sono previste due figure di medvet, capaci di agire insieme su compiti professionali differenti, un comportamentalista e uno zooiatra. Forse preferiamo che il collega faccia il portalettere, il bidello, il commesso, piuttosto che ammettere che esiste la necessità di un medvet che si occupi del comportamento e dell’indirizzo prescrittivo delle attività di relazione accanto ai sacrosanti compiti tradizionali in senso zooiatrico ed epidemiologico? Questo è il motivo che mi fa emergere delle perplessità quando si parla del ruolo del medvet in pet therapy circoscrivendolo agli ambiti tradizionali. C’era bisogno di scriverlo? Vorrei anche vedere che si negasse la necessità inderogabile di un professionista chiamato a valutare e a vegliare su questi aspetti! In realtà scrivere quelle cose significa circoscrivere il ruolo non promuoverlo, vale a dire affermare che il medvet non si deve spingere oltre il seminato tradizionale, perché - come più volte affermato da alcuni docenti - il “medvet con la pet therapy non c’entra niente”. Bene, io credo che questo profilo vada smascherato, perché è la stessa filosofia che fa privilegiare all’interno delle facoltà di veterinaria i non veterinari (biologi, psicologi, giuristi), quasi che gli stessi docenti non avessero fiducia di quella categoria che loro per primi hanno licenziato. Il medvet con la pet therapy c’entra e molto anche, e non solo perché ricopre quei compiti che è pleonastico ricordare, per lo meno in un periodico di veterinaria. Il medvet è il vero prescrittore delle attività di relazione, ovviamente se abbiamo capito la differenza tra definizione degli obiettivi in pet therapy (programmazione) e l’individuazione degli strumenti utili per raggiungerli (prescrizione). Se la programmazione è l’esplicitazione dei cambiamenti utili per il paziente e questa deve rimanere nelle mani di chi ha in carico quel paziente (il suo medico), la prescrizione viceversa è la definizione di quali attività di relazione con il pet vanno nella direzione del cambiamento voluto e solo il medvet è in grado di interpretare correttamente le coordinate di relazione. Quindi non accetto che si dicano delle ovvietà sul ruolo del medvet e soprattutto non sono tanto stupido da non capire che quando si circoscrive il ruolo del medvet si vuole in definitiva negargli altri compiti e questo non lo accetto. ■


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Brucellosi, fissata l’indennità di abbattimento dell'anno 2007; per i bovini quando le carni ed i visceri debbono essere interamente distrutti l'indennità è stabilita in Euro 723,33 con decorrenza 1° gennaio 2007; ai proprietari dei bufalini abbattuti perché infetti da tubercolosi, brucellosi e leucosi, vanno a decorrere dal 1° gennaio 2006 Euro 366,85 a capo, con aumento fino a Euro 412,89 con decorrenza dal 1° gennaio 2007 per gli animali abbattuti nel corso dell'anno 2007. Per i bufalini quando le carni ed i visceri debbono essere interamente distrutti, vanno a decorrere dal 10 gennaio 2006 Euro 672,30 a capo, con aumento fino a Euro 756,67 con decor-

l Ministero della salute ha determinato le indennità di abbattimento dei bovini e bufalini infetti da tubercolosi, brucellosi e leucosi bovina enzootica e degli ovini e caprini infetti da brucellosi per l'anno 2007. Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 57) del 7 marzo scorso. I piani di eradicazione per la brucellosi bovina e per la leucosi ovina non prevedono attività di controllo negli allevamenti di bovini da ingrasso, e il piano di eradicazione per la tubercolosi bovina prevede in questi allevamenti solo un piano di sorveglianza da parte delle Regioni. Pertanto, il Ministero della Salute ha ritenuto di non dover differenziare l'indennizzo di bovini da allevamento e da riproduzione rispetto a quelli da ingrasso, visto l'esiguo numero di questi ultimi eventualmente interessati da provvedimenti di abbattimento. Inoltre non è stato differenziato l'indennizzo degli ovi-caprini non iscritti ai LL.GG. rispetto a quelli iscritti, considerato l'esiguo numero di questi ultimi. Le spese relative alla corresponsione delle indennità gravano sugli stanziamenti previsti dal Fondo Sanitario Nazionale. La misura massima dell'indennità di abbattimento da corrispondere ai proprietari dei bovini abbattuti perché infetti da tubercolosi, da brucellosi e da leucosi enzootica dei bovini è stabilita in Euro 394,38 con decorrenza 1° gennaio 2007 per gli animali abbattuti nel corso

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GAZZETTA UFFICIALE REPUBBLICA ITALIANA Ordinanza 21 Dicembre 2007 Proroga dei termini previsti dall'Ordinanza 26 Agosto 2005 e successive modifiche ed integrazioni, recante: misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile. Serie Generale n, 48 del 26 febbraio 2008

GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA 2008/220/CE Decisione della Commissione, del 12 marzo 2008, che modifica la decisione 2003/135/CE per quanto riguarda i piani per l’eradicazione della peste suina classica nei suini selvatici e la vaccinazione d’emergenza dei suini selvatici contro la peste suina classica in alcune zone degli Stati federali della Renania-Palatinato e della Renania settentrionale-Vestfalia (Germania) [notificata con il numero C(2008) 887] L 70, 14 marzo 2008

renza dal 1° gennaio 2007 per gli animali abbattuti e distrutti nel corso dell'anno 2007. È previsto un aumento del 50% per capo, negli allevamenti bovini e bufalini che non superano i dieci capi. Nelle tabelle allegate al decreto sono fissate le indennità per categoria, età e sesso dei capi della specie bovina e bufalina infetti e abbattuti o abbattuti e distrutti. Le indennità di abbattimento da corrispondere ai proprietari di ovini abbattuti perché infetti da brucellosi stabilita a decorrere dal 10 gennaio 2006 in Euro 77,78 a capo, rimane confermata con decorrenza dal 10 gennaio 2007 per gli animali abbattuti nel corso dell'anno 2007.

L'indennità di abbattimento da corrispondere ai proprietari di caprini abbattuti perché infetti da brucellosi, stabilita a decorrere dal 10 gennaio 2006 in Euro 92,21 a capo, viene aumentata a Euro 102,31 con decorrenza dal 1° gennaio 2007 per gli animali abbattuti nel corso dell'anno 2007. Le maggiorazioni dell'indennità di abbattimento previste dall'art. 5 della legge 2 giugno 1988, n. 218 si applicano anche ai casi di reinfezione negli allevamenti ufficialmente indenni a condizione che venga accertato il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di profilassi della tubercolosi, brucellosi e leucosi. ■


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26 Dalle Associazioni

VETERINARIA 11 | 2008

Leishmania, seconda parte delle Linee Guida La seconda parte delle Linee guida in diagnosi, terapia e gestione del paziente canino leishmaniotico è in dirittura d’arrivo. La presentazione al 59° Congresso della SCIVAC

n qualità di chairman del gruppo non posso che complimentarmi con i membri del board del Gruppo di Studio sulla Leishmaniosi Canina per il lavoro che con competenza e dedizione stanno portando a termine”. Il Collega Andrea Zatelli annuncia così la realizzazione della seconda parte delle Linee guida inerenti diagnosi, terapia e gestio-

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ne del paziente canino leishmaniotico a cura del GSLC. La presentazione avverrà nell’ambito del 59° Congresso Nazionale SCIVAC, in programma a Rimini dal 30 maggio al 1 giugno 2008. “Nella prima parte delle linee guida- spiega Zatelli - presentata lo scorso anno nell’ambito dello stesso consesso scientifico, è stato descritto l’approccio diagnostico ai cani affetti

da leishmaniosi e si è affrontato il difficile aspetto della classificazione di questi pazienti e della gestione della proteinuria nei cani affetti da glomerulopatia. Sulla scorta di una revisione sistematica della letteratura, verranno affrontati gli aspetti inerenti la terapia ed il monitoraggio dei pazienti canini leishmaniotici infetti e malati. La terapia del cane leishmaniotico rappresenta ancora una sfida per il medi-

co veterinario ed è sicuramente da annoverare tra gli argomenti più coinvolgenti ed interessanti per chi svolga in Italia la professione rivolgendosi agli animali da affezione”. Il GSLC ha un proprio sito ufficiale (www.gruppoleishmania.org/) nel quale sono presentate le finalità e i risultati delle attività svolte, con la partnership di Hill’s Pet Nutrition. ■

I COMPONENTI DEL G.L.S.C. Il Gruppo di Studio sulla Leishmaniosi canina presieduto da Andrea Zatelli (chairman), è formato da diversi membri che contribuiscono per i seguenti settori d’interesse: patologia clinica, farmacoterapia, medicina interna, nefrologia, dermatologia, oftalmologia, ematologia, epidemiologia, istopatologia, immunologia clinica e parassitologia. Il G.S.L.C. risulta così composto: 1. Chairman (Dott. Andrea Zatelli, Clinica Veterinaria Pirani Reggio Emilia, I) 2.

Patologo clinico (Prof. Saverio Paltrinieri, Dipl ECVCP - Università di Milano, I)

3.

Clinico-medico (Prof. Gaetano Oliva, Università di Napoli, I)

4.

Internista (Dr. Xavier Roura, Dipl ECVIM-CA, Università di Barcellona, E)

5.

Nefrologo (Dott. Eric Zini, Dipl ECVIM-CA, Università di Zurigo, CH)

6.

Dermatologo (Dott.ssa Alessandra Fondati, Dipl ECVD, libero professionista, Roma, I)

7.

Oftalmologo (Dott. Alberto Crotti, libero professionista, Genova, I)

8.

Ematologo (Prof. George Lubas, Dipl ECVIM-CA, Università di Pisa, I)

9.

Epidemiologo (Dott. Michele Maroli, Ist Sup Sanità Roma, I)

10.

Istopatologo (Prof. Massimo Castagnaro, Dipl ECVP, Università di Padova, I)

11.

Immunologo clinico (Dott.ssa Laia Solano-Gallego, libero professionista, Padova, I).

12.

Parassitologo (Dott. Luigi Gradoni, Ist Sup Sanità Roma, I)

Cura le pubbliche relazioni del GSLC un rappresentante della Hill’s Pet Nutrition, nella figura della dott.ssa Paola Badiale. L’attività del Gruppo di Studio è rivolta ad ottimizzare nell’ambito della patologia indotta da Leishmania nel cane i seguenti aspetti: diagnostico; terapeutico; gestionale in assenza di crisi leishmaniotica; prevenzione.


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Dalle Associazioni

VETERINARIA 11 | 2008

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Detenzione Esotici, la Commissione del Lazio risponde alla SIVAE La Commissione Esotici della Sanità Veterinaria del Lazio ha risposto alla Società in merito ai nuovi requisiti minimi. Parziale accoglimento delle richieste di modifica specie (v. Professione Veterinaria 1/2008 pag. 11 - ndr). Sul punto, la Commissione ha preliminarmente precisato che non rientra fra i suoi compiti ed obiettivi il favorire la detenzione degli animali esotici; per quanto riguarda l’utilizzo di terreno naturale, sconsigliato dai veterinari

a Commissione Tecnica Regionale Animali Esotici ha risposto alla SIVAE in merito ai nuovi requisiti minimi per la detenzione degli animali esotici. La nota, sottoscritta anche dall’ANMVI, era stata mandata a metà dicembre. Le sigle veterinarie avevano criticato alcune modalità di regolamentazione della materia e suggerito alcuni correttivi in un dettagliato documento tecnico, che esprimeva la preoccupazione che i nuovi requisiti scoraggiassero la detenzione di alcune

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11 MAGGIO, INCONTRO SIVAE A SASSARI i terrà a Sassari domenica 11 maggio presso la Facoltà di Medicina Veterinaria, l’incontro organizzato dalla Delegazione Regionale SIVAE Sardegna dal titolo “Primo non nuocere: approccio alla terapia d’urgenza negli animali esotici da compagnia”. A trattare l’argomento Giuseppe Visigalli, Med Vet Milano. Obiettivo dell’incontro quello di offrire al collega che non si occupa abitualmente di piccoli animali esotici la possibilità di eseguire correttamente la prima prestazione di pronto soccorso. Durante l’incontro verranno presi in esame tutti i principali gruppi tassonomici che può capitare di osservare nella pratica clinica (anfibi, rettili, uccelli e mammiferi) considerando per ognuno di essi le più comuni emergenze che richiedano una pronta stabilizzazione. L’incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE e/o SCIVAC in regola con l’iscrizione 2008. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 08.30 presso la segreteria. Per informazioni: Tel. 0372/40.35.00 - Email: info@sivae.it

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ANNUNCI Azienda primaria settore alimenti dietetici ricerca medici veterinari con perfetta conoscenza di una qualsiasi lingua straniera (preferenza madrelingua e in special modo: Norvegese, Finlandese, Polacco, Ceco, Ucraino, Croato, Sloveno, Portoghese, Russo, Greco, Giapponese) disponibili a sviluppare il mercato nella nazione relativa alla lingua straniera conosciuta. L’azienda offre un rimborso spese a piè di lista e alte provvigioni. Per informazioni: SANYpet via Austria, 3 - 35023 Bagnoli di Sopra (Pd) - 0429-785401 Mail: sergio.sanypet@forza10.com

della SIVAE come fondo della struttura di detenzione, la Commissione “pur rendendosi conto che la detenzione su substrato artificiale permetta di distinguere i caratteri delle feci facilitando la diagnosi di alcune patologie, tuttavia ritiene sempre favorevole la detenzione su terra naturale per alcune specie, allo sco-

po di assicurare una vita in condizioni più simili a quelle naturali e lo svolgimento dei modelli comportamentali tipici della specie”. Aperture si registrano invece in merito alle caratteristiche delle strutture, con particolare riferimento a quelle per rettili e pappagalli, criticabili tanto nei materiali che nelle dimensioni a parere della SIVAE, e che la Commissione ammette ad un possibile riesame. La nota, del 28 gennaio scorso, è firmata dal Presidente della Commissione dott. Giuseppe Bramati. ■


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28 Recensioni

VETERINARIA 11 | 2008

Amare, capire, educare il proprio gatto hi possiede un gatto sicuramente gli trasmette tenerezza e affetto, ma raramente cerca di indovinare cosa si nasconde dietro certi atteggiamenti enigmatici che sono prerogativa della razza felina. In queste pagine dedicate all’animale domestico più diffuso in Europa, Joël Dehasse ci fornisce diverse preziose chiavi di lettura per meglio comprendere l’indole

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dei nostri amici a quattro zampe, e lo fa con semplicità e chiarezza, mettendo davvero la sua competenza al nostro servizio. Il libro ci insegna a rendere ancora più confortevole l’esistenza del micio entrato a far parte della nostra famiglia, senza pretendere da lui una ridicola sudditanza, ma riconoscendo invece la sua natura, i suoi istinti, i suoi rituali. Dehasse dimostra che è possibile educare il nostro gatto a una convivenza basata sul

rispetto reciproco, attraverso le tappe graduali di un percorso in cui l’uomo e l’animale imparano a conoscersi e ad accettarsi senza prevaricazioni. Educare un gatto, sostiene Dehasse, significa permettergli di vivere una vita da gatto in un ambiente di esseri umani, per essere felici in due.

L’AUTORE Joël Dehasse è un veterinario, specializzato nel comportamento degli animali domestici.

Conferenziere internazionale, è animatore di un gruppo di ricerca sul mondo degli animali e autore di numerosi libri (Il cane aggressivo, Chats hors du commun) e articoli.

E.V. S.R.L. Sezione Editoriale Francesca Chiari Tel. 0372-403507 Fax 0372-457091 editoria@evsrl.it francesca.chiari@evsrl.it

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Dalle Aziende

VETERINARIA 11 | 2008

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Bayer HealthCare e Juvaris BioTherapeutics nimal Health Division di Bayer HealthCare AG e Juvaris BioTherapeutics, Inc. hanno annunciato che le due aziende hanno sottoscritto un accordo commerciale secondo il quale Bayer HealthCare avrà il totale accesso nel campo veterinario alle innovative tecnologie in campo vaccinale ad immunoterapeutico già sviluppate da Juvaris in medicina umana. Le due aziende valuteranno e lavoreranno assieme allo sviluppo di prodotti nel settore dell’immunostimolazione e prevenzione delle malattie per molte specie di animali. Inoltre, Bayer Animal Health supporterà fi-

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BAYER HEALTHCARE Bayer HealthCare, affiliata di Bayer AG, è una delle aziende leader per la salute e per lo sviluppo di medicinali. L’azienda combina le attività di varie divisioni: Sanità Animale, Consumer Care, Diabete e Farmaceutica. Il business farmaceutico opera con il nome Bayer Schering Pharma AG. L’obiettivo di Bayer HealthCare è quello di scoprire, sviluppare, produrre e commercializzare prodotti per la salute dell’uomo e quella dell’animale. Con un volume d’affari pari a 956 millioni di Euro (2007) Animal Health Division è una delle aziende produttrici di specialità veterinarie leader nel mondo. La divisione produce e commercializza ca. 100 diversi prodotti medicinali per la cura degli animali da reddito e da compagnia.

JUVARIS BIOTHERAPEUTICS Juvaris BioTherapeutics è stata fondata nel 2003 con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma per prodotti immunoterapeutici per il trattamento di malattie infettive e forme tumorali utilizzando complessi DNA-lipidici formulati con DNA non-codificato (plasmide) per creare JuvImmune (JVRS-100) immunostimolante che potrà trovare impiego in molteplici malattie infettive e per applicazioni verso forme tumorali. È stato rilevato che il prodotto JuvImmune ha una attività almeno 50 volte più elevata rispetto agli attuali immunostimolatori nell’attivare il sistema immunitario ed il rilascio dell’interferone. In combinazione con specifici antigeni è possibile inoltre creare vaccini (JuvaVax) in grado di attivare significative risposte anticorporali sia di tipo cellulare che di tipo cellulo mediato - in particolare la produzione di linfociti T citotossici (CTL). Una soddisfacente risposta immunitaria ai complessi DNA-lipidici è stata ben evidenziata sia in profilassi che in terapia in varie specie di mammiferi inclusi roditori, conigli, gatti, cani e scimmie. Questa piattaforma offre i presupposti per lo sviluppo di molteplici prodotti immunoterapeutici. L’azienda ha recentemente concluso un finanziamento con Kleiner Perkins Caufield & Byers come unico investitore. Nel 2008 sono stati pianificati fino a 4 studi clinici. Il primo sarà rivolto ad un vaccino per l’influenza A, il secondo verso l’epatite C cronica, il terzo nei confronti della leucemia mieloide acuta (AML), ed infine un quarto per una terapia per l’epatite B cronica.

nanziariamente le attività di ricerca di Juvaris, la formulazione di prodotti, e lo sviluppo e le attività di produzione in GMP. L’accordo ha validità in tutto il mondo e i dettagli finanziari non sono stati resi noti. Lykele van der Broek, Presidente di Bayer’s Animal Health Division ed i membri dell’Executive Committee of Bayer HealthCare AG hanno dichiarato, "Le tecnologie di Juvaris ci offrono molte chance, l’aspetto positivo di questa cooperazione è che non è relativa so-

lo allo sviluppo di un singolo prodotto. Questa cooperazione ci offre una vasta piattaforma che ci aiuterà a sviluppare soluzioni per la prevenzione ed il trattamento di molte infezioni in molte specie animali. Questa tecnologia combinata con il nostro know how ci permetterà di rafforzare lo sviluppo di nuovi ed innovativi prodotti per una più efficace immunostimolazione e una migliore prevenzione delle malattie”. Martin D. Cleary, co-fondatore e Chairman

del Board di Juvaris, ha commentato, “Siamo felici di aver siglato l’accordo con un’azienda come Bayer Animal Health leader nel settore della veterinaria e siamo sicuri di una proficua e duratura relazione con Bayer Animal Health”. Le due aziende hanno predisposto un comitato composto da persone di spicco di Bayer Animal Health e di Juvaris BioTherapeutics per assicurare che le attività procedano nella maniera più spedita. ■


30 Calendario attività Dal 27 marzo al 27 aprile Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi Edizioni Veterinarie E.V. srl

27 - 30 MAR

CORSO SCIVAC Attenzione: Date evento modificate.

CORSO BASE DI FISIOTERAPIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

28 - 30 MAR

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI RAGUSA E IZS RAGUSA

CORSO REGIONALE - PRONTO SOCCORSO - Ragusa - Istituto Zooprofilattico - c/a Nunziata km 1.3 S.P 40 ECM: 16 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

SEMINARIO SCIVAC

IL CANE FRATTURATO: DAL PRIMO APPROCCIO AL TRATTAMENTO ELETTIVO - Grand Hotel Vittoria, Montecatini Terme (PT) - Via Baccelli, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it SEMINARIO “COLICA NEL CAVALLO. PROBLEMI DECISIONALI E NOVITÀ NEL TRATTAMENTO” - Malpensa Fiere, Busto Arsizio (VA) - Via XI Settembre 16 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it L’ESAME ENDOSCOPICO IN GASTROENTEROLOGIA E PNEUMOLOGIA - Perugia - Facoltà di Medicina Veterinaria - Via San Costanzo 4 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA VISITA CLINICA E LA MEDICINA COMPORTAMENTALE: CONSIGLI PRATICI PER MIGLIORARE L’APPROCCIO CLINICO NEI NUOVI ANIMALI DA COMPAGNIA - Cassano D’Adda - Via Pila, 11 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it MEDICINA FELINA - Ostello Femminile Le Monacelle, Matera - Via Riscatto, 9/10 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it ODONTOSTOMATOLOGIA E CHIRURGIA ORALE: IV PARTE - CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI E ONCOLOGIA DEL CAVO ORALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it EMERGENZA O NON EMERGENZA...QUESTO È IL PROBLEMA”RICONOSCIMENTO E TRATTAMENTO DELLE PIÙ COMUNI EMERGENZE IN MEDICINA VETERINARIA - Sala Quadrivium - Genova - P.zza Santa Marta 2 - ECM: Ric. Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DIAGNOSI E TERAPIA DELLE PRINCIPALI PATOLOGIE SCHELETRICHE EREDITARIE - Bari Hotel Sheraton Via Cardinale Agostino Ciasca 9 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

29 - 30 MAR

SEMINARIO NAZIONALE SIVE

29 MAR

INCONTRO REGIONALE SCIVAC UMBRIA

30 MAR

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC LOMBARDIA

30 MAR

INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

30 MAR

2 - 5 APR

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC INCONTRO REGIONALE SCIVAC LIGURIA

6 APR

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA

6 APR

6 APR

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP

CHIRURGIA DI STOMACO E INTESTINO - Torino - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

8 - 11 APR

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Attenzione: Evento annullato

9 - 11 APR

CORSO AIVEMP / SISCA IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA

2° IT. MEDICINA COMPORTAMENTALE: I PARTE - DALL’ETOLOGIA AL SEGNO CLINICO: LA SEMIOLOGIA COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CANILE E GATTILE. INDICATORI DI SALUTE PUBBLICA E DI IGIENE AMBIENTALE: CRITERI GESTIONALI Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it LE PATOLOGIE CHIRURGICHE DELLE GHIANDOLE SALIVARI - Auditorium Comunale - Villair di Quart (AO) Fraz. Bas Villair,19 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it UN APPROCIO SEMPLICE AL PRACTICE MANAGEMENT - Crownw Plaza, Centro Congressi Via Po, 197 Padova - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Milena Migliavacca - - Tel. +39 0372 403536 - E-mail: management@anmvi.it

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VALLE D’AOSTA

13 APR

SEMINARIO ANMVI / SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON SCIVAC E GPM

13 APR

13 APR

15 - 18 APR 16 APR

18 APR

18 - 19 APR 19 - 20 APR 19 - 20 APR

SEMINARIO SCIVAC

IL DOLORE NEL GATTO: UN PAZIENTE CHE SI NASCONDE - Melià, Milano - Via Masaccio, 19 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SIVAE / SCIVAC

MEDICINA E CHIRURGIA DEGLI UCCELLI - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

CONVEGNO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON FACOLTÀ DI AGRARIA PIACENZA, ASL PROVINCIA DI PIACENZA, ORDINE MEDICI VETERINARI DI PIACENZA, AIVEMP CONVEGNO SIVAR

BLUE TONGUE: EMERGENZA SANITARIA EUROPEA - Facoltà di Agraria,Piacenza - Via Emilia Parmense, 84 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it L’ALLEVAMENTO A BANDE: COME, QUANDO E PERCHE’ - CremonaFiere Spa, Cremona - Piazza Zelioli Lanzini, 1 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it

CORSO SIVE

CORSO BASE DI OSTEOPATIA E CHIROPRATICA - II PARTE - Centro Veterinario Militare di Grosseto - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

CORSO SCIVAC

CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA CHIRURGICA NEL CANE E NEL GATTO - Ata Hotel Quark, Via Lampedusa, Milano - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL CANE FRATTURATO: DAL PRIMO APPROCCIO AL TRATTAMENTO ELETTIVO - nh Jolly Hotel Centro Congressi, Palermo - Foro Italico, 22 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL COMPLESSO DELLE MALATTIE ISTIOCITARIE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it INCONTRO SVIDI - INCONTRO CON DOMINIQUE PENNINCK: ARGOMENTI DI ECOGRAFIA DELL’APPARATO GASTRO-ENTERICO - Aula Magna Messieri, Facoltà di Med Vet, Ozzano Emilia (BO) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

SEMINARIO SCIVAC

INCONTRO SICIV / SIDEV / SIONCOV IN COLLABORAZIONE CON SIDEV E SIONCOV

20 APR

SEMINARIO SVIDI / SCIVAC

20 APR

22 - 23 APR 22 - 24 APR 24 - 26 APR

24 - 27 APR

CORSO SCIVAC

CORSO DI CONSULENTE NUTRIZIONALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA

PACCHETTO IGIENE. LINEE GUIDA: DALLA TEORIA ALLA PRATICA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it 2° IT. OFTALMOLOGIA: I PARTE - VISITA OCULISTICA E ANATOMIA. PATOLOGIE DI ORBITA, ANNESSI, APP. LACRIMALE, SCLERA E CORNEA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

INCONTRO SIOVET

ORTHOFUN 2008 - Borgo Hotel Le Terre del Verde - Gualdo Tadino PG - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

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VETERINARIA 11 | 2008

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 17 marzo 2008

SOLUZIONI

Lo sviluppo di una pellicola radiografica dipende:

Dal tempo di sviluppo e dal grado di ossidazione dei liquidi di sviluppo

Polso debole

Dal grado di ossidazione dei liquidi di sviluppo, dal tempo di sviluppo e dalla temperatura dei liquidi di sviluppo

Tachicardia, salvo il paziente sia prossimo alla morte in cui può essere presente bradicardia

Dai liquidi di sviluppo e dalla temperatura dei liquidi di sviluppo

QUIZ 1

Mucose pallide o bianche

Risposta corretta: c) Delegazione Regionale SCIVAC Basilicata, 2006

Dalla temperatura dei liquidi di sviluppo e dal tempo di sviluppo

QUIZ 2

Tachipnea

Risposta corretta: c) Delegazione Regionale SCIVAC Calabria, 2006

Un paziente in stato di shock ha sempre:



Professione Veterinaria, Anno 2008, Nr 11