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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

9 2009

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 6, numero 9 dal 9 al 15 marzo 2009 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

TRATTAMENTO FISCALE DELLE AUTO

CONTROLLI INPS NELLE STRUTTURE VETERINARIE

CONDANNA PER DANNO MORALE

STRESS PSICO SOCIALE TRA I VETERINARI

SCIVAC MARCHE RADIOLOGIA DALLA A ALLA D

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BREVI

TREMONTI BATTE SCHWARZENEGGER

ANAGRAFE EQUINA Agli stati generali dell’ippica, la richiesta del Ministero della salute è stata di prevedere la possibilità, per specifiche motivazioni di ordine sanitario e per specifiche casistiche (circostanze specifiche se non addirittura emergenziali) che anche i Servizi veterinari possano provvedere alla identificazione e registrazione degli animali.

LE DONNE DEL SSN Una “riflessione a 360 gradi sul tema delle pari opportunità per le donne che operano nel Servizio sanitario nazionale”. Questo l’intento annunciato dal Sottosegretario Martini e dal Ministro Carfagna in tema di femminilizzazione della sanità. Secondo gli ultimi dati del Governo ci sono “molte donne in corsia e poche nelle stanze dei bottoni”.

DELFINI Il Ministero dell'Ambiente ha invitato tutte le strutture che detengono tursiopi a provvedere alla loro identificazione: provvedere alla marcatura in occasione del prossimo intervento veterinario previsto dal programma di gestione delle strutture. Sul punto è intervenuta anche la Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario per sottolineare che l'apposizione di microchip è un atto medico veterinario.

AISA Alberto Mondellini resterà per altri due anni al timone di AISA. L’Assemblea ordinaria dell'associazione si è tenuta il 4 marzo. L'assemblea ha inoltre eletto i due nuovi vice presidenti - Roberto Cavazzoni di Fort Dodge e Paolo Giulio Predieri di Acme - e la nuova squadra che andrà a far parte della Commissione Direttiva, composta da 11 membri rappresentanti delle aziende associate.

API Al ministero della Salute la Federazione Apicoltori Italiani ha avanzato, fra le altre, la richiesta di adozione di una politica sanitaria nazionale a favore degli apicoltori. Per la FAI è necessario l'avvio di una urgente e ponderata revisione del Regolamento di Polizia veterinaria, prevedendo un indennizzo conseguente l'abbattimento degli alveari ammalati.

laPROFESSIONE VETERINARIA

ANMVI 1999

FNOVI

Il futuro è cambiato Il Presidente Penocchio presenta il proprio manifesto elettorale. “Via del Tritone” si prepara al triennio 2009-2011 A PAGINA 3

In fatto di rigore fiscale, il nostro Ministro dell’Economia non ha rivali. È più forte di tutti i suoi colleghi ministri ai quali ha detto, fin dalla prima riunione di consiglio: “qui siete tutti ministri senza portafoglio”. Ed è più forte addirittura di Schwarzenegger: sull’IVA non si lascia piegare. Invece i veterinari della California ce l’hanno fatta e hanno avuto la meglio proprio su Terminator: il 29 febbraio la tassa sulle prestazioni veterinarie è ufficialmente uscita dalla finanziaria dello Stato della California. Era stato proprio il Governatore Arnold Schwarzenegger a introdurre la tassazione nella prima versione del testo, ma i veterinari hanno criticato duramente il loro Governatore dicendo che una simile tassa avrebbe gravato troppo sul budget dei proprietari e che la salute animale ne sarebbe stata compromessa. La California Veterinary Medical Association (CVMA) ha protestato dicendo che se l’imposta fosse passata, la medicina veterinaria sarebbe stata l’unico servizio sanitario tassato dello Stato. Chiedere ai proprietari di pagare una tassa sulle cure mediche ai loro pets è un esempio di cattiva politica ha detto Billy Grant, il Presidente della CVMA. Si trattava di co-

prire un deficit da 42 miliardi di dollari e quel 10% di tassa sul costo dei servizi veterinari (prestazione medica e altre) avrebbe portato 350milioni di dollari di gettito alle casse dello Stato. Ma in California non c’è stata solo l’opposizione dei veterinari. A ribellarsi sono stati i proprietari e i cittadini che hanno causato non poche difficoltà d’immagine a Schwarzenegger, bombardando di messaggi, telefonate ed email i recapiti del Governatore. L’ufficio legislativo della California ha rifatto i conti e le valutazioni politiche: la tassa sulla veterinaria, hanno concluso, creerebbe iniquità nel sistema della tassazione. Schwarzenegger sta cercando altrove i fondi per le sue dissestate finanze. In Italia, malgrado il Sottosegretario Martini abbia definito “indecente” l’IVA al 20% su veterinaria e pet food, Tremonti non teme contraccolpi d’immagine e, attenzione, non motiva il suo no con ragioni di gettito (quello vale per il pet food), ma di “incompatibilità” con la normativa comunitaria. Ecco perché, secondo Tremonti, “non è previsto alcun regime agevolativo per le prestazioni veterinarie”. Intanto l’Europa detassa il parrucchiere…e in Spagna l’IVA sulla veterinaria è al 7%... ■

POVERI VETERINARI? CERTAMENTE, "POVERI VETERINARI"! Poveri, perché è la categoria che esprime il reddito professionale più basso, poveri, perché abbiamo un’immagine pubblica da reinventare, poveri perché non riusciamo a far sentire l’importanza del nostro ruolo e delle nostre competenze, poveri anche perché secondo un’indagine tedesca siamo veramente messi male. Da quanto emerge in uno studio pubblicato sul Journal of Occupational Medicine and Toxicology, i veterinari soffrono spesso di stress psicosociale e demoralizzazione associati al pesante carico di lavoro. Purtroppo l’estensione del problema rivela una relazione complessa con il consumo eccessivo di alcol, tabacco e farmaci. Se vi ricordate, avevamo già pubblicato tempo fa i dati di un’altra indagine che evidenziava come la percentuale di suicidi fosse particolarmente elevata fra i veterinari. Probabilmente i risultati delle due indagini potrebbero essere fortemente correlati. I numeri pubblicati sul Journal derivano da un sondaggio realizzato fra 1060 veterinari della Germania settentrionale. I dati raccolti hanno rivelato che la probabilità di stress psicosociale aumentava con il numero di ore lavorative ed era una conseguenza della pressione del tempo dovuta al pesante carico di lavoro, alle difficoltà nell’equilibrare la vita professionale con quella privata, all’insufficiente tempo libero ed al rapporto con i clienti difficili. Molti veterinari riportavano sintomi di demoralizzazione, ovvero erano spesso insoddisfatti di se stessi, raramente ottimisti o fiduciosi e quasi mai orgogliosi. Del resto la Vetlink rispecchia spesso una situazione simile anche in Italia. Lo studio indica anche che lo stress psicosociale intenso è un fattore di rischio per l’abuso alcolico e per l’uso regolare di farmaci.

DIECI ANNI AL SERVIZIO DEI MEDICI VETERINARI

2009 ANMVI


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Elezioni Fnovi Attualità

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Linee politico-programmatiche per la Fnovi che verrà Pubblichiamo il documento a cura del Presidente Gaetano Penocchio sugli indirizzi generali di azione per il prossimo Comitato Centrale e professioni intellettuali, tra le quali quella del medico veterinario, sono parte dell’economia della conoscenza. I professionisti sono protagonisti del mercato del lavoro, cittadini attivi che producono servizi, reddito e fiscalità generale. L’esercizio della nostra professione incide su rilevanti interessi generali, tutelati dalla Costituzione e quindi sui diritti fondamentali. Di conseguenza i risultati che i medici veterinari pubblici o privati raggiungono, attraverso l’esercizio della professione, costituiscono fini di pubblico interesse; tale è la salute pubblica, che concretamente viene salvaguardata attraverso le attività professionali sugli animali e sugli alimenti di origine animale. L’indipendenza intellettuale è un elemento caratterizzante l’esercizio professionale. Per tutelare l’indipendenza della professione va confermata l’obbligatorietà dell’iscrizione all’Albo di tutti i medici veterinari abilitati, e all’Ordine va riconosciuto il ruolo di organo ausiliario dello Stato, garante dell’utenza, tutore della deontologia professionale, gestore dell’azione disciplinare (riformata, ma confermata nella sua indipendenza), attore dell’accesso alla professione (tirocinio ed esame di Stato), regolatore e garante della formazione permanente. Dal punto di vista normativo, è inoltre indispensabile ottenere dal Parlamento l’approvazione di norme che definiscano il ruolo che possono svolgere le autonomie locali (Regioni) in materia di professioni ordinistiche.

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LA FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI La FNOVI rappresenta il livello nazionale degli Ordini provinciali. Come ente pubblico non può essere facilmente svilito in tavoli di mero confronto e di mediazione, ma è una entità politica dotata di personalità propria, di una precisa configurazione giuridica. La politica ordinistica è affidata gli Ordini e non va delegata; non è quindi opportuno prevedere membri cooptati da altri organismi istituzionali, né tanto meno accettare di consegnare ad altri o mettere in condominio il governo del proprio presente. La Federazione degli Ordini deve essere indipendente: i suoi vertici non si eleggono con “contabilità” politiche o sindacali.

posta per la formazione obbligatoria permanente e per l’acquisto di dotazioni informatiche, determinazione certa della soglia di esenzione dall’IRAP, incentivi fiscali per le associazioni professionali, revisione degli studi di settore in una fase di crisi. Chiediamo la riduzione dell’Iva sulle prestazioni medico veterinarie e la loro deducibilità per i contribuenti /utenti

UN SISTEMA ORDINISTICO NAZIONALE ORGANIZZATO E CONSAPEVOLE Viviamo nella società dei servizi: l’obiettivo della FNOVI è la costruzione interna del sistema ordinistico. L’ordine deve imparare bene a fare il suo mestiere se vuole difendersi da chi li vorrebbe aboliti, un’idea che si fa pericolosamente strada fra gli stessi iscritti e che si sconfigge avendo il coraggio di guardare all’utenza come il vero oggetto di tutela. Far bene questo significa far bene alla professione. Quindi basta con l’omertà e con le vigliaccherie che diventano complicità con chi fa del male alla professione. Il precedente triennio è servito a organizzare il sistema centrale (anagrafe degli iscritti su web, certificazione del bilancio da parte di una società di revisione, bilancio sociale), il prossimo deve fondarsi su una ricostruzione interna del sistema-ordinistico a tutto tondo. Questo tramite un sistema di mutualità generale di cui la Federazione deve farsi garante; salvaguardando l’autonomia giuridica ed organizzativa e le capacità di ogni singolo Ordine provinciale, in favore di un coordinamento che consolidi i 100 ordini provinciali in una serie di attività comuni che possono essere codificate (gestire l’albo, fare il bilancio, diffondere le circolari della Federazione, interagire sul portale, creare spazi web gestiti direttamente dagli Ordini, amministrare l’Ordine, promuovere la lettura e la scrittura su 30giorni, ecc..), in qualche caso verificate e, quando possibile, certificate. E così possibilmente replicando il pensiero e l’azione di Via del Tritone negli Ordini provinciali. Un sistema che conti su una organizzazione centrale forte, che recuperi un assetto organizzativo ed una dotazione organica in grado di fornire servizi agli Ordini provinciali; a questo fine si dovrà contare su una grande stagione di formazione destinata ai componenti i consigli direttivi ed al personale amministrativo degli Ordini.

LE FEDERAZIONI REGIONALI

PARTECIPAZIONE

Nel percorso di riforma della nostra professione va incoraggiata la creazione volontaria di aggregazioni ordinistiche regionali; le stesse devono rappresentare un coaugulo di rappresentanza riconosciuto e forte presso gli organismi regionali (PSR, SSR, osservatori regionali studi di settore, ECM regionale ecc... ). Oggi l’Ordine ha una struttura glocal (FNOVI-globale, provincia-locale), ma gli manca il livello federale più importante: la regione.

L’obiettivo è creare strumenti operativi pratici che mettano in relazione la Dirigenza della Categoria con la sua base. Andranno adottate soluzioni utili a verificare gli orientamenti della Categoria: allo scopo potrà essere utile un canale telematico collegato al portale che preveda aree dedicate all’espressione di un orientamento guidato sulle problematiche del momento ed aree di relazione tra i componenti il Comitato Centrale e gli iscritti nelle quali riferire sulle problematiche e sulle prospettive, sull’avanzamento dei lavori e sui risultati.

ECONOMIA E FISCALITÀ Vogliamo che le professioni possano continuare a vivere. Chiediamo al Governo garanzie per l’accesso al credito, crediti di im-

COMUNICAZIONE Va attivato un Ufficio stampa in grado di rela-

zionarsi con media nazionali ed incidere sulla diffusione di notizie utili. Va creata una rete di professionisti competenti nelle diverse materie e settori da attivare in caso di necessità e in grado di dare risposte e fornire informazioni nei tempi e nei modi appropriati. La comunicazione interna va migliorata: l’obiettivo dell’organo ufficiale di stampa è quello di acquisire la massima autorevolezza. Le informazioni e l’attualità devono invece essere fornite in tempo reale su un rinnovato sito ufficiale, aperto all’interazione e punto di partenza per esplorare il mondo istituzionale, culturale, scientifico e politico della medicina veterinaria nazionale e internazionale. La FNOVI proseguirà nel percorso di trasparenza che ha portato alla stesura del suo primo Bilancio Sociale e alla certificazione del Bilancio d’esercizio.

IL RAPPORTO CON ALTRI SOGGETTI La FNOVI potrà contare su alleanze non improvvisate e funzionali a specifici obiettivi, ma strutturate, coltivate e verificate nel tempo. Attenzione dedicata anche ad Istituzioni fondamentali quali i Settori e Agenzie dei Ministeri, con i quali deve essere costruito un rapporto costante e collaborativo. Va dato impulso alle attività del Comitato Unitario delle Professioni (CUP), della Consulta delle professioni sanitarie che riunisce ai medici veterinari i medici chirurghi, gli odontoiatri ed i farmacisti. Nella condizionalità sono da implementare le attività della Fondazione per i servizi di consulenza aziendale.

FORMAZIONE SPECIFICA E PERMANENTE Se è vero che l’Università deve garantire la Formazione, è altrettanto vero che è l’Ordine che deve occuparsi della verifica di qualità, dall’inizio alla fine della carriera professionale. E in questo quadro il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ha uno specifico impegno: trovare tutte le strade per assicurare ai cittadini dei professionisti altamente formati. Puntiamo sempre più sulla qualità della nostra professione, come componente decisiva dello sviluppo insieme all’innovazione e alla ricerca. Per quanto riguarda la formazione specifica e permanente gli interventi dovranno riguardare almeno: • la riduzione della regolamentazione “al ribasso” dei percorsi formativi; allo scopo potrà essere utile esprimere rappresentanze negli organismi di valutazione degli atenei (EAEVE); • va perseguita una consistente riduzione dei Corsi di laurea, del numero programmato di accessi ai Corsi di laurea in Medicina veterinaria e una maggiore qualità nella formazione; • modifiche del Corso di laurea in medicina veterinaria prevedendo integrazioni specifiche per tutte le “nuove attività”, ovvero per quegli spazi professionali percorribili in prospettiva; • andranno evitati i percorsi formativi che prevedano ipotesi professionali con competenze sovrapponibili a quelle del medi-

LA FNOVI CHE VOGLIAMO l documento “Il futuro è cambiato”, a cura del Presidente Fnovi, Gaetano Penocchio, è un manifesto d’intenti programmatici in cui l’Anmvi non può che riconoscersi. Tutti i punti di questo manifesto rispecchiano la politica che l’Anmvi si aspetta dalla Federazione anche per il prossimo triennio. Ma c’è soprattutto un dato di fondo che ci porta a rinnovare la nostra fiducia in Gaetano Penocchio: il suo indomito e onestissimo lavoro. L’Anmvi è attivista è crede in una Fnovi attivista. Del mandato precedente abbiamo apprezzato il dinamismo, lo scarto rispetto al passato e la capacità di voltare pagina, tutte doti che non devono mancare al prossimo Comitato Centrale. Ma se è vero, come è vero, che “il futuro è il prodotto delle nostre azioni ed immaginazioni”, per usare una felice espressione di Gaetano Penocchio”, va anche sottolineata l’urgenza di una partecipazione più assidua ed impegnata da parte di tutti. Il ruolo propulsore delle associazioni e delle società veterinarie, ma anche dei singoli portatori di innovazione, di idee, di progetti dovrà acquisire più forza per dare più forza alla Fnovi che vogliamo. E la Fnovi che vogliamo è questa. Carlo Scotti, Presidente Senior ANMVI

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co veterinario; • esame di Stato andrà centralizzato in un’unica sede, la composizione delle Commissioni di esame andrà rivista e i professionisti dovranno essere in numero almeno pari ai membri universitari; • andrà rivisto il ruolo della FNOVI e delle professioni nel sistema di Educazione continua in medicina (ECM), sacrificato agli interessi tecnocratici dello Stato e delle Regioni; l’attività formativa avrà riguardo agli aspetti deontologici e legislativi e continuerà a rappresentare un valore aggiunto dell’attività della Federazione; • andrà perseguita la deducibilità dal reddito delle spese sostenute per la formazione professionale continua.

LAVORO Da ricercare l’opportunità di una conciliazione innovativa tra le articolazioni professionali così che la Professione possa esprime-


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4 Attualità Elezioni Fnovi re in tutti i contesti di lavoro o di servizi che le sono propri la sua dimensione culturale organizzativa, consolidando tutte le attività mediche sugli animali (tali sono le medicine complementari o la medicina comportamentale) e/o individuando nuove attività professionali. Il fine è quello di considerare nell’insieme tutte queste dimensioni senza ridurne la complessità, ma fornendo proposte e risposte concrete e sostenibili. Non la supremazia di una attività sull’altra, ma semplicemente il rispetto degli spazi pubblici e privati e la volontà di interrogarsi sulle nuove opportunità; questo senza arrestarsi ad una fase conoscitiva, ma realizzando sperimentazioni in grado di iscriversi stabilmente nelle prassi organizzative. La lotta all’abusivismo ed al prestanomismo dovrà andare di pari passo con la ricerca di nuovi spazi professionali e la difesa di quelli esistenti, che dovrà usare ogni capacità ed energia per riportare alla professione ciò che è della professione (vedi consulenza aziendale nella condizionalità).

VETERINARIA PUBBLICA E PRIVATA Va difesa l’afferenza della medicina veterinaria alle articolazioni governative della salute che si auspicano recuperate in un Ministero della Salute. Si evidenzia la convenienza economica e sociale di un SSN solidale e universale che prevede una sanità pubblica veterinaria fortemente connotata da valori di prevenzione che le sono propri, condizione che richiede disponibilità di risorse così da perseguire valori di salute tramite le attività di sanità animale, igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche e sicurezza alimentare. Una strategia di sviluppo della Sanità pubblica deve superare le logiche, sino ad oggi prevalenti nella scelta dei modelli organizzativi, più attente agli interessi parziali che agli interessi collettivi. Un nodo rilevante è la demarcazione delle competenze di Stato e Regioni, in un ordinamento che pure cammini sulla

ELEZIONI IN APRILE e elezioni per il rinnovo degli organi collegiali della Federazione, per il triennio 2009/2011, si terranno nei giorni 4, 5 e 6 aprile 2009. Ogni Presidente provinciale, secondo quanto previsto dalla legge istitutiva degli Ordini (DLCPS 233/46 ) disporrà “di un voto per ogni 200 iscritti o frazione di 200 iscritti al rispettivo Albo” e avrà l'obbligo di rilasciare al seggio, al momento della votazione, la dichiarazione relativa al numero degli iscritti al proprio Albo aggiornato al 3 aprile 2009 - numero utile ai fini della votazione stessa - consegnando al contempo una copia aggiornata dell’Albo (preferibilmente in formato elettronico) per consentire l'aggiornamento dell'anagrafica FNOVI.

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PREVIDENZA È necessario conservare la completa autonomia della Cassa a difesa degli interessi previdenziali della professione. Non si teme di essere fagocitati dallo Stato, ma vanno evitate decisioni politiche volte a sanare o regolamentare le diverse fattispecie pubbliche, che incidano in modo negativo sulla nostra cassa privata. La Cassa dovrà tenere conto del tema del welfare, per questo andranno previste misure che possano agevolare l’ingresso dei giovani nella professione. Attenzione dovrà essere posta all’Onaosi, in ragione delle attività dell’Opera, impegnata a potenziare i propri valori educativi, culturari e di solidarietà.

FARMACO VETERINARIO

IL COMITATO CENTRALE USCENTE ella foto la composizione del Comitato Centrale uscente: Angelo Niro (Tesoriere), Adriano Sarale (Consigliere), Antonio Gianni (Consigliere), Mario Facchetti (Segretario), Antonio Limone (Consigliere), Alberto Casartelli (Consigliere) ,Stefano Zanichelli (Consigliere), Danilo Serva (Revisore dei Conti), Giancarlo Boi (Consigliere), Giuseppe Licitra (Consigliere), Renato Del Savio (Revisore supplente), Alberto Petrocelli (Revisore dei Conti), Carla Bernasconi (Consigliere), Carlo Pizzirani (Vicepresidente), Gaetano Penocchio (Presidente), Donatella Loni (Revisore Dei Conti), Sergio Apollonio (Consigliere).

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strada del federalismo. Per disporre di un assetto professionale stabile e ripristinare condizioni di equità, sarà necessario disporre di un ruolo veterinario regionale. Vanno ripristinati meccanismi di trasparenza ed equità nello sviluppo delle carriere dirigenziali del SSN, oggi appannaggio di quel sistema di lottizzazione partitica che rappresenta il vero male oscuro della sanità e ne impedisce il miglioramento. Andrà sempre più sviluppato un approccio interdisciplinare sviluppando metodiche della evidence based public health e valorizzati la potenzialità ed il ruolo della rete degli Istituti Zooprofilattici e dell’Istituto Superiore di Sanità. A garanzia della stabilità e della sicurezza delle prestazioni sarà necessario un impegno contro il precariato: un sistema ingiusto, non ancora in grado di riconoscere un vero disegno riformatore nelle politiche di welfare. Andranno altresì valorizzate le attività professionali erogate dal personale convenzionato con il SSN, in un sistema che non potrà non contare sul ruolo professionale della veterinaria privata anche ai fini di completare le attività di epidemiosorveglianza. Allo scopo dovrà essere finalmente definita la figura del veterinario aziendale. La sinergia pubblico privato potrà trovare una sintesi anche nel settore degli animali familiari con la finalità di garantire servizi essenziali alle fasce deboli della popolazione. Va realizzata una medicina veterinaria di base in convenzione per fasce sociali deboli erogata da liberi professionisti e regolata dal SSN. L’attività libero professionale del personale SSN, infine, deve essere coerente con il profilo professionale del medico veterinario, rispettosa di limiti del non contrasto (sovrapposizione dei ruoli di controllore e controllato) e finalizzata ad aumentare la qualiquantità delle azioni di sanità pubblica.

QUALITÀ Il mercato chiede anche ai servizi professionali garanzie di qualità, ovvero la possibilità attraverso un insieme di azioni prestabilite, pianificate e sistematiche di fornire servizi professionali in modo regolare e di qualità costante, esigenze che devono permettere di rispondere ai bisogni espressi (soddisfazione e servizio) e impliciti (si-

curezza). La FNOVI agevolerà ogni percorso che abbia per obiettivo la qualità delle prestazioni professionali, coerentemente con il codice deontologico, con i principi etici, con la legislazione e con le aspettative dei clienti.

Da incentivare l’attività di farmacovigilanza. Da costruire un sistema di tracciabilità, con la consapevolezza che l’Italia è il primo paese ad aver adottato il codice a barre per i medicinali veterinari; la tracciabilità del farmaco sarà un indispensabile strumento di prevenzione e di contrasto alla contraffazione e contemporaneamente consentirà di semplificarne la gestione. Restano obiettivi da perseguire la detenzione e l’uso esclusivo per il medico veterinario di famiglie “sensibili” di farmaci.

L’EUROPA Da proseguire ed incrementare la partecipazione ai lavori della FVE, preliminari ed orientativi del divenire normativo. Le determinazioni adottate in ambito europeo (Veterinary Act, Code of Conduct, Benessere animale) vengono ora rimesse all’attenzione delle istituzioni comunitarie e proseguono su temi di primario interesse per la Categoria. ■


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6 Fisco IVA e imposte dirette

VETERINARIA 9 | 2009

Trattamento dei costi relativi alle autovetture Le regole applicabili ai professionisti

IMPOSTE SUI REDDITI

di GIOVANNI STASSI Dottore Commercialista, Torino iverse e numerosi sono state nel corso degli ultimi anni le regole che hanno disciplinato la deduzione dell’IVA relativa all’acquisto ed alla gestione delle autovetture e quelle che hanno regolato la deduzione dei costi. Non sempre la normativa è stata di facile applicazione. In questo articolo cercheremo di sintetizzare le regole attualmente in vigore, applicabili ai professionisti.

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IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO La Legge 24 dicembre 2007 numero 244 (Finanziaria 2008) ha modificato sostanzialmente la disciplina della detraibilità dell’IVA intervenendo sull’articolo 19 bis1, del D.P.R. 633/1972. In particolare per il professionista trova applicazione la lettera c) del comma 1 del citato articolo che testualmente dispone: “c) L’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di veicoli stradali a motore diversi da quelli di cui alla lett. f dell’allegata tabella b [trattasi dei motoveicoli di cilindrata superiore a 350 c.c.] e dei relativi componenti e ricambi è ammessa in detrazione nella misura del 40% se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa dell’arte o della professione.” Lo stesso articolo precisa che “Per veicoli stradali a motore si intendono tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima autorizzata non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto.” Prima delle modifiche apportate dalla Finanziaria 2008 all’articolo 19bis1, per i professionisti

era esclusa qualsiasi detraibilità dell’IVA sull’acquisto di autovetture. La precedente stesura dell’articolo 19bis1 infatti concedeva la detraibilità dell’IVA subordinandola al fatto che i veicoli formassero “oggetto dell’attività propria dell’impresa”; ma l’attività professionale non può mai essere considerata attività d’impresa e quindi per i professionisti la detrazione IVA era assolutamente negata. Ci si pone la domanda: se il veicolo fosse utilizzato esclusivamente nell’esercizio della professione, l’IVA potrebbe essere deducibile al 100% anziché al 40%? La risposta è affermativa ma occorre chiarire cosa si intende per “esclusivamente utilizzato nell’esercizio della professione”. L’Amministrazione finanziaria con la Risoluzione ministeriale n. 59/E del 23 marzo 2007, ha chiarito che per utilizzo esclusivo deve intendersi che gli autoveicoli devono costituire mezzi senza i quali l’attività non può, in assoluto, essere esercitata.

• le prestazioni di custodia, manutenzione, riparazione e impiego; • i costi per transiti autostradali. Naturalmente per poter esercitare la detrazione è necessario che il contribuente richieda regolare fattura e, per quanto riguarda i carburanti, predisponga la “scheda carburanti”.

In altre parole si può desumere dalla circolare che la detraibilità totale dell’IVA potrebbe essere concessa solo se il veicolo concorresse a produrre il reddito dell’attività (scuola guida, concessionaria automobilistica, ecc.). Si è parlato molte volte di autoveicoli immatricolati come “autocarri uso ufficio”. Sull’argomento si è espressa l’Agenzia delle Entrate con Risoluzione 23 luglio 2002 n. 244, affermando che non sia “possibile riscontrare un nesso di diretta strumentalità tra l’utilizzo di un autocarro e lo svolgimento di un’attività professionale, ....., che si caratterizza logicamente per il fatto di fondarsi sull’applicazione di energie intellettuali da parte del prestatore del servizio ....” È chiaro quindi che i professionisti dovranno accontentarsi di poter dedurre solamente il 40% dell’IVA. La detrazione del 40% dell’IVA riguarda: l’acquisto di autoveicoli, anche in leasing; • il noleggio di autoveicoli; • l’acquisto di componenti e parti di ricambio; • l’acquisto di carburanti e lubrificanti;

L’articolo 164 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (Testo Unico delle imposte sui redditi) al comma 1 stabilisce i limiti di deducibilità dei costi relativi agli autoveicoli come segue: “Le spese e gli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore indicati nel presente articolo, utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, ai fini della determinazione dei relativi redditi sono deducibili solo se rientranti in una delle fattispecie previste nelle successive lettere a), b) e b-bis): a) per l’intero ammontare relativamente: 1) ...... alle autovetture ed autocaravan, di cui alle lettere a) e m) del comma 1 dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 [n.d.r. trattasi dei veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente e dei veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente] , ai ciclomotori e motocicli destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa; 2) ai veicoli adibiti ad uso pubblico; b) nella misura del 40 per cento relativamente alle autovetture e autocaravan, di cui alle citate lettere dell’articolo 54 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992, ai ciclomotori e motocicli il cui utilizzo è diverso da quello indicato alla lettera a), numero 1). ......... Nel caso di esercizio di arti e professioni in forma individuale, la deducibilità è ammessa, nella suddetta misura del 40 per cento, limitatamente ad un solo veicolo; se l’attività è svolta da società semplici e da associazioni di cui all’articolo 5 [n.d.r. associazioni professionali], la deducibilità è consentita soltanto per un veicolo per ogni socio o associato. Non si tiene conto: della parte del costo di acquisizione che eccede lire 35 milioni [n.d.r. Euro 18.075,99] per le autovetture e gli autocaravan, lire 8 milioni [n.d.r. Euro 4.131,66] per i motocicli, lire 4 milioni [n.d.r. Euro 2.065,83] per i ciclomotori; dell’ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di detti veicoli che eccede i limiti indicati, se i beni medesimi sono utilizzati in locazione finanziaria; dell’ammontare dei costi di locazione e di noleggio che eccede lire 7 milioni [n.d.r. Euro 3.615,20] per le autovetture e gli autocaravan, lire 1,5 milioni [n.d.r. Euro 774,69] per i motocicli, lire ottocentomila [n.d.r. Euro 413,17] per i ciclomotori. Nel caso di esercizio delle predette attività svolte da società semplici e associazioni di cui al citato articolo 5, i suddetti limiti sono riferiti a ciascun socio o associato. .................. b_bis) nella misura del 90 per cento per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta”. Quindi, per i professionisti, non essendo possibile considerare i beni in questione utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa in quanto la definizione di lavoro autonomo esclude che detta attività possa essere ricondotta ad “attività d’impresa”, la normativa applicabile è quella portata dalle lettere a) e b-bis). Si segnala infine che il testo dell’articolo 164 citato fa riferimento esclusivamente alle autovetture ed autocaravan, quindi in linea di principio gli “autocarri” sono esclusi dalle predette limitazioni di deducibilità. Ma l’Agenzia delle Entrate, nella citata Risoluzione 244/2002 ha escluso che per l’attività professionale sia


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8 Fisco IVA e imposte dirette “possibile riscontrare un nesso di diretta strumentalità tra l’utilizzo di un autocarro e lo svolgimento di un’attività professionale”. ESEMPI Qualche esempio servirà a chiarire meglio la determinazione degli importi deducibili

ACQUISTO DI AUTOVETTURA USO PROPRIO Esempio numero 1 Costo: 12.000 + IVA 20% 2.400 per un totale di Euro 14.400 IVA deducibile pari al 40% di 2.400 = 960 Costo del veicolo 14.400 - 960 = 13.440 (inferiore ad Euro 18.076) Aliquota di ammortamento: 25% Quota ammortamento annua: 3.360 (13.440 x 25%) Quota ammortamento deducibile: 1.344 (40% di 3.360) Esempio numero 2 Costo: 20.000 + IVA 20% 4000 per un totale di Euro 24.000 IVA deducibile pari al 40% di 4.000 = 1.600 Costo del veicolo: 24.000 - 1.600 = 22.400 (maggiore di Euro 18.076) Costo massimo fiscale: 18.076 Aliquota di ammortamento: 25% Quota ammortamento annua civile: 5.600 (22.400 x 25%) Quota ammortamento annua massima fiscale: 4.519 (18.076 x 25%) Quota ammortamento deducibile: 1.807,60 (40% di 4.519)

ACQUISTO DI AUTOVETTURA CONCESSA IN USO PROMISCUO AL DIPENDENTE Esempio numero 1 Costo: 12.000 + IVA 20% 2.400 per un totale di Euro 14.400 IVA deducibile pari al 40% di 2.400 = 960 Costo del veicolo 14.400 - 960 = 13.440 (inferiore ad Euro 18.076) Aliquota di ammortamento: 25% Quota ammortamento annua: 3.360 (13.440 x 25%) Quota ammortamento deducibile: 3.024 (90% di 3.360) Esempio numero 2 Costo: 20.000 + IVA 20% 4000 per un totale di Euro 24.000 IVA deducibile pari al 40% di 4.000 = 1.600 Costo del veicolo: 24.000 - 1.600 = 22.400 (maggiore di Euro 18.076) Costo massimo fiscale: 18.076 Aliquota di ammortamento: 25% Quota ammortamento annua civile: 5.600 (22.400 x 25%) Quota ammortamento annua massima fiscale: nessun limite massimo Quota ammortamento deducibile: 5.040 (90% di 5.600)

CONTRATTO DI LEASING PER AUTOVETTURA USO PROPRIO Esempio numero 1 Costo d’acquisto dell’autoveicolo sostenuto dalla società di leasing: 10.000 + IVA 20% pari a 2.000 per un totale di Euro 12.000

IVA deducibile pari al 40% di 2.000 = 800 Costo del veicolo 12.000 - 800 = 11.200 (inferiore ad Euro 18.076) Durata del contratto 48 mesi (da 1.1.2008 a 31.12.2011) pari a 1.461 giorni Canoni mensili da euro 250 + IVA 20% pari a 50 per un totale di 300 IVA deducibile pari al 40% di 50 = 20 Costo mensile canone leasing 280 (300 - 20) Costo complessivo del leasing: 13.440 (280 x 48) Costo annuo del leasing: 3.360 (13.440 : 4) Quota leasing deducibile: 1.344 (40% di 3.360) Esempio numero 2 Costo d’acquisto dell’autoveicolo sostenuto dalla società di leasing: 20.000 + IVA 20% 4.000 per un totale di Euro 24.000 IVA deducibile pari al 40% di 4.000 = 1.600 Costo del veicolo: 24.000 - 1.600 = 22.400 (maggiore di Euro 18.076) Durata del contratto 48 mesi (da 1.1.2008 a 31.12.2011) pari a 1.461 giorni Canoni mensili da euro 450 +IVA 20% pari a 90 per un totale di 540 IVA deducibile pari al 40% di 90 = 36 Costo mensile canone leasing 504 (540 - 36) Costo complessivo del leasing: 24.192 (504 x 48) Costo annuo del leasing: 6.048 (24.192 : 4) Percentuale massima fiscalmente ammessa 80,70% (ottenuta dal rapporto tra l’importo massimo fiscale 18.076 diviso il costo del veicolo come sopra determinato pari a 22.400) Costo massimo del leasing fiscalmente ammesso 4.880,52 (6.048 x 80,70%) Quota leasing deducibile: 1.952,21 (40% di 4.880,52) Attenzione: se il bene è stato locato nel corso del periodo d’imposta il valore dei canoni relativi alla locazione finanziaria dovrà essere ragguagliato al periodo di utilizzazione del veicolo nell’esercizio. (Gli importi vengono ripresi dal precedente esempio numero 2 variando solamente la data di inizio e di fine del contratto) Si ipotizzi il caso di un contratto di noleggio che ha avuto inizio il 1° luglio 2008 e termine il 30 giugno 2012, con un ammontare complessivo di canoni di locazione di Euro 24.192 ed una percentuale massima fiscalmente ammessa pari all’80,70%. In tal caso, per il periodo di imposta 2008 la deduzione del canone dovrà avvenire sulla base delle seguenti operazioni: ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondenti al costo fiscalmente rilevante dell’autovettura, 24.192 per 80,70% = 19.523, diviso il numero dei giorni di durata del contratto di locazione finanziaria (1461) e moltiplicato per il numero dei giorni del periodo d’imposta nel quale si è avuta l’utilizzazione del bene stesso (184 giorni dal 1° luglio al 31 dicembre): Al risultato così ottenuto andrà applicato il criterio di deduzione del 40%. Si avrà quindi: 19.523 diviso 1461 moltiplicato 184 = 2.459 moltiplicato per la percentuale di deducibilità del 40% = 984 che costituisce il costo deducibile. ■

VETERINARIA 9 | 2009

Le tabelle che seguono sintetizzano le deduzioni ai fini delle imposte sui redditi

BENE ACQUISTATO IN PROPRIETÀ Descrizione

% di deduz.

Note

Autovetture/Autocaravan utilizzo proprio

40%

• Limite massimo di costo fiscalmente ammesso Euro 18.076 • Un solo veicolo se l’attività è svolta in forma individuale • Un veicolo per ciascun associato se l’attività è svolta in forma associata

Autovetture/Autocaravan in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta

90%

Nessun limite di costo

Spese per l’utilizzo degli autoveicoli

40% o 90%

• Si applicano le stesse percentuali: 40% se il veicolo è uso proprio oppure 90% se in uso promiscuo al dipendente • Le spese in questione sono tutte quelle per l’uso dei veicoli (manutenzioni, acquisto parti di ricambio, custodia, carburanti, pedaggi autostradali, ecc.)

BENE DETENUTO IN LEASING Descrizione

% di deduz.

Note

Autovetture/Autocaravan utilizzo proprio

40% • Limite massimo: ammontare dei canoni del canone proporzionalmente corrispondenti ad un di competenza costo massimo di Euro 18.076 • Durata del contratto di leasing non inferiore al periodo di ammortamento (48 mesi) • Un solo veicolo se l’attività è svolta in forma individuale • Un veicolo per ciascun associato se l’attività è svolta in forma associata

Autovetture/Autocaravan in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta

90% • Nessun limite di costo del canone • Durata del contratto di leasing non inferiore a di competenza 2/3 dell periodo di ammortamento (32 mesi)

Spese per l’utilizzo degli autoveicoli

40% o 90%

• Si applicano le stesse percentuali: 40% se il veicolo è uso proprio oppure 90% se in uso promiscuo al dipendente • Le spese in questione sono tutte quelle per l’uso dei veicoli (manutenzioni, acquisto parti di ricambio, custodia, carburanti, pedaggi autostradali, ecc.)

BENE DETENUTO IN LOCAZIONE Descrizione

% di deduz.

Note

Autovetture/Autocaravan utilizzo proprio

40% dei canoni di noleggio

• Limite massimo: ammontare dei canoni di noleggio proporzionalmente corrispondenti ad un costo massimo di noleggio di Euro 3.615 • Un solo veicolo se l’attività è svolta in forma individuale • Un veicolo per ciascun associato se l’attività è svolta in forma associata

Autovetture/Autocaravan in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta

90% dei canoni di noleggio

• Nessun limite di costo

Spese per l’utilizzo degli autoveicoli

40% o 90%

• Si applicano le stesse percentuali: 40% se il veicolo è uso proprio oppure 90% se in uso promiscuo al dipendente • Le spese in questione sono tutte quelle per l’uso dei veicoli (manutenzioni, acquisto parti di ricambio, custodia, carburanti, pedaggi autostradali, quota dei servizi di assitenza corrisposti alla società di noleggio, ecc.)


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10 Attualità Lavoro e verifiche

VETERINARIA 9 | 2009

Controlli Inps nelle strutture veterinarie Il Presidente dell’Inps, Mastrapasqua: “il lavoro nero sarà il nostro nemico" a Direzione dell'INPS ha inviato in data 25 febbraio ai propri uffici periferici una circolare sui controlli da svolgere nel corso del 2009. Fra i dieci settori da sottoporre a verifica figurano "Cliniche private, centri fisioterapici e centri veterinari". "In tali settori - si legge nella circolare - dovrà essere verificata la vera natura dei rapporti di lavoro, che spesso vengono inquadrati nella fattispecie del "lavoro autonomo" o "parasubordinato", verificando se presentino tutte le caratteristiche di quello subordinato.

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GLI OBIETTIVI La Direzione dell'INPS si è basata sulle linee guida per la programmazione strategica dell'attività di vigilanza delineate dalla Direzione generale per l'attività ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. "È fondamentale - si legge - nell'ambito dei controlli da effettuare, saper distinguere

quelle situazioni di irregolarità dovute essenzialmente ad errori di carattere formale che non ledono diritti dei lavoratori, o a non sufficiente conoscenza delle numerose opportunità offerte dalla normativa vigente, da quei comportamenti aziendali che sono messi in atto al solo scopo di trarre vantaggio economico, attraverso l'utilizzo del lavoro nero attuando una concorrenza sleale sul mercato e privando il lavoratore delle tutele previdenziali previste dalle norme". Nel corso del primo semestre dell'anno - conclude la circolaresulla base dei riscontri operativi nel campo segnalati allo scrivente dai Direttori Regionali - si procederà ad una taratura dei piani e all'eventuale avvio di nuove azioni finalizzate a contrastare il lavoro nero e a favorirne l'emersione".

IL LAVORO NERO L'obiettivo dell'Inps è far emergere il lavoro sommerso, recuperare i contributi evasi, combattere e annullare i contratti di lavoro fit-

tizi che, soprattutto in agricoltura, sono strumenti per trasferire denaro pubblico alle organizzazioni mafiose, attraverso indennità sociali non dovute. “Nel 2009 il lavoro nero sarà il nostro nemico", dichiara Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps, e commenta così il piano della Vigilanza dell'Istituto diffuso nei giorni scorsi con la circolare numero 27. Si tratta di un programma di azioni "che porterà a una comunicazione periodica dell'Istituto sugli obiettivi conseguiti: nel corso dell'anno vogliamo accertare almeno 1,5 miliardi di contribuzione evasa". Mastrapasqua chiarisce che non si tratta di un "intervento repressivo". "I nostri ispettori si muoveranno

con l'intento di offrire innanzitutto un contributo di servizio e di consulenza alle imprese che spesso non sanno quali strumenti si possono adottare per far ricorso al lavoro in modo da non ledere i diritti dei lavoratori. Non inseguiranno le irregolarità formali e procedimentali, ma - secondo quanto disposto dalla circolare del ministro Sacconi dello scorso mese di settembre e secondo le recenti linee guida dettate dal ministero del Lavoro - svolgeranno un'operazione di contrasto dei fenomeni di irregolarità che sul piano sostanziale ledono i diritti dei lavoratori".

COORDINAMENTO COL FISCO "Il lavoro di intelligence dei nostri uffici e la collaborazione con l'Agenzia delle Entrate ci consentirà di mandare quasi a colpo sicuro i nostri ispettori" aggiunge il presidente dell'Inps. Nel 2008 l'82% delle aziende visitate presentava irregolarità. Quest'anno l'Inps e l'Agenzia delle Entrate condivideranno gli elenchi di soggetti da verificare, ottimizzando così lo sforzo di ciascun ente: "Contiamo in questo modo di raddoppiare i controlli. Dove vanno i nostri ispettori non vanno i loro e viceversa, ma poi ci scambiamo i dati. Faremo così almeno 150mila controlli ciascuno" conclude Mastrapasqua. ■

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12 Legale Cassazione

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VETERINARIA 9 | 2009

Trasfusione fatale, clinica veterinaria condannata a risarcire il danno morale Per la Suprema Corte la perdita di un animale può comportare un danno non patrimoniale. Piena efficacia della decisione del Giudice di Pace a Cassazione riconosce il danno morale per la morte del gatto. Secondo i magistrati della Suprema corte, infatti, il giudice di pace può disporre l’indennizzo del danno non patrimoniale anche fuori “dei casi determinati dalla legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti”, se il danneggiato dimostra (anche attraverso presunzioni) il pregiudizio subito. La sentenza n. 4493 dello scorso 25 febbraio, nel rigettare il ricorso di una clinica veterinaria risultata responsabile del decesso di un gatto in seguito a prestazioni sanitarie negligenti, ha affermato che anche la perdita di un animale può essere causa di un risarcimento morale che in quanto tale non rappresenta una conseguenza automatica dell’illecito. La decisione n. 4493, depositata lo scorso 25 febbraio ha confermato quanto aveva deciso il giudice di pace su una vicenda giudiziaria tra una struttura sanitaria specializzata in animali e il proprietario della bestia. Dalle dichiarazioni degli interessati era emerso che la cli-

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nica si era comportata in maniera negligente dal momento che l’unico intervento medico che risultava eseguito nel corso della degenza era una fatale trasfusione di sangue. La trasfusione infatti era stata fatta senza prima accertarsi sulle condizioni dell’animale donatore, che dopo alcuni giorni dal prelievo era deceduto, perché affetto da una malattia ematica. A distanza di poco tempo anche il gatto era peggiorato fino a morire quando era ancora ricoverato in clinica. Il fatto che l’intervento fosse stato messo in atto senza i preventivi controlli sulla qualità del sangue utilizzato è per i magistrati la prova di un comportamento imprudente e disattento che ha provocato la morte dell’animale e per il quale la clinica deve rispondere versando una somma a titolo di indennizzo per il danno morale cagionato al proprietario del gatto. Il principio di diritto espresso dalla sentenza dei magistrati di Piazza Cavour è che il giudice di pace, nell’ambito del solo giudizio di equità, può ordinare il risarcimento del danno non patrimoniale anche fuori dei casi determinati dalla legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori

della persona umana costituzionalmente protetti, sempre che il danneggiato abbia allegato e provato, anche attraverso presunzioni (in questo caso il nesso trasfusione-morte del gatto), il pregiudizio subito, essendo da escludere che questo tipo di danno rappresenta una conseguenza automatica dell’illecito.

La “Linea guida relativa all’esercizio delle attività sanitarie riguardanti la medicina trasfusionale in campo veterinario” è stata approvata dalla Conferenza Stato Regioni il 20 dicembre scorso. (Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano del 20 dicembre 2007) ■

LE ASL NON FANNO VIGILANZA PREVENTIVA er il Tribunale di Benevento, alle aziende sanitarie locali non è attribuito un compito di vigilanza preventiva dell’ambito territoriale di competenza per la generica ricerca di cani vaganti (compito, del resto, arduo e difficilmente gestibile), ma solo quello della cattura degli animali di cui sia stata segnalata la presenza. Nel caso specifico, il Tribunale non riteneva configurabile una omissione colposa della ASL, non essendo provato, né essendo stato chiesto di provare, che l’Azienda, benché sollecitata, non fosse tempestivamente intervenuta per la cattura del cane all’origine dei lamentati, ciò anche se con Legge regionale erano state dettate norme per il controllo del randagismo prevedendo specifiche competenze per le Aziende Sanitarie Locali e per i Comuni, attribuendo in particolare alle ASL il compito di attivare il servizio di accalappiamento dei cani vaganti ed il loro trasferimento presso i canili pubblici e ai comuni, singoli o associati, e alle Comunità Montane il compito di provvedere alla costruzione dei canili e ad assicurare il ricovero, la custodia ed il mantenimento dei cani nelle strutture sotto il controllo sanitario dei servizi veterinari delle ASL. (da Doctornews)

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14 Practice Management (3a parte) - Le raccomandazioni

VETERINARIA 9 | 2009

La compliance: l’arte di fornire raccomandazioni efficaci I veterinari ed il legame uomo-animale I proprietari hanno una relazione con il loro animale. Tale relazione - o attaccamento - è complessa e fornisce elementi di sicurezza, intimità, affinità, compagnia, divertimento, responsabilità, cure e costanza. Per molte persone, gli animali sono membri o persino sostituti della famiglia. Apprezzare la forza e la complessità del legame che unisce le persone ai loro animali da compagnia è una parte molto importante dell’arte di esercitare la medicina veterinaria (Fig. 13.2). Il veterinario è la figura professionale deputata a fungere da portavoce per la salute ed il benessere degli animali. I proprietari si rivolgono a noi quando hanno un problema con i loro compagni. Questo problema ha causato una rottura della relazione uomo-animale - l’animale non mangia più, sta vomitando o ha manifestato segni di dolore. I proprietari sono alla ricerca di una soluzione per le loro difficoltà, che può essere qualsiasi cosa, da un consiglio sanitario - come eliminare l’alito cattivo - ad un intervento chirurgico imponente o persino all’eutanasia. Per riuscire ad aiutare l’animale è necessario che il veterinario possa instaurare una relazione di fiducia con il proprietario. Fare ciò richiede competenza nella comunicazione: il “comportamento al capezzale del malato” mostrato dal veterinario è, agli occhi dei clienti, importante almeno quanto la sua conoscenza medica. Tuttavia, il veterinario non sta semplicemente trattando un animale malato, ma sta aiutando il proprietario a risolvere il problema di rottura della relazione che è insorto fra il proprietario ed il suo animale. Comprendendo il valore che un proprietario attribuisce al suo compagno, il veterinario si trova nella posizione di aiutare l’animale più efficacemente. Ciò rende il veterinario stesso parte integrante del legame fra proprietario ed animale.

I VETERINARI COME PARTE DELLA SQUADRA VETERINARIO, INFERMIERE, PROPRIETARIO I veterinari vengono preparati per risolvere problemi, e lo fanno da soli. L’autocrazia indipendente di un intelletto formato è molto utile a volte - ma può essere un handicap se il veterinario non è in grado di apprezzare il valore degli input provenienti da altri membri della squadra, non soltanto per accrescere le sue capacità di risolvere i problemi, ma anche per comunicare meglio le informazioni risultanti alla persona responsabile dell’animale - il proprietario.

FORNIRE RACCOMANDAZIONI EFFICACI Come altri operatori che esercitano la professione medica, i veterinari non sono formati per sviluppare capacità di comunicazione, e tuttavia si trovano quotidianamente in situazioni che necessitano di una comunicazione eccellente. È molto facile che un desiderio di comunicare davvero ed in modo efficace con i clienti si trasformi in un desiderio di “educarli”; cioè, “parlare e dire” loro cosa fare. Uno dei principali ruoli del veterinario è quello di insegnante, ma i buoni insegnanti non impongono a forza i loro punti di vista e le loro opinioni ai loro allievi e non partono dal presupposto che questi siano stupidi ed ignoranti se non comprendono co-

Gli stadi della motivazione re-contemplazione - a questo stadio, il cliente non sta pensando di cambiare alcunché - sia perché non è consapevole dell’esistenza di un problema, oppure perché ha già deciso di non cambiare. Spesso, a questo stadio sono necessarie maggiori informazioni. Esempio: Il proprietario non è a conoscenza del fatto che il cane è sovrappeso o delle conseguenze che ciò potrebbe avere per la sua salute. Contemplazione - il cliente ora è consapevole della situazione, ma si sente insicuro sull’azione appropriata ed è riluttante a cambiare. Esempio: Il proprietario accetta l’idea che il cane sia sovrappeso ed ora chiede cosa deve fare in proposito. Preparazione - il cliente prende in considerazione la possibilità di modificare l’attuale alimentazione ed il regime di esercizio (le ragioni per cambiare superano quelle per non cambiare) ed inizia a pianificare. Esempio: Chi può portare il cane fuori più spesso e per periodi più lunghi? Azione - il cliente inizia a mettere in atto i piani. In questo stadio è spesso necessario un sostegno, perché sono coinvolte delle modificazioni del comportamento. Esempio: Il proprietario decide di chiedere l’aiuto di tutta la famiglia per far fare più esercizio al cane e di sostituire i bocconcini con una parte della razione giornaliera della dieta. Mantenimento - il cliente cerca di mantenere le modificazioni effettuate, ma spesso si hanno delle ricadute. È importante aiutare il cliente attraverso fasi motivazionali in modo da rinforzare il sostegno e mantenere i mutamenti desiderati. Esempio: garantire un regolare contatto telefonico con il cliente da parte di un infermiere e regolari visite di controllo presso la clinica per pesare il cane.

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Figura 13.2 - Apprezzare la forza e la complessità di questo legame fra le persone ed i loro animali è una parte molto importante dell’arte di esercitare la medicina veterinaria. Si ringrazia Anne-Marie Svendsen.

sa significa. I veterinari devono essere disposti ad ascoltare ciò che i loro clienti vogliono e riuscire a presentare il proprio messaggio in un modo che abbia maggiori probabilità di far crescere la collaborazione e la comprensione da parte del cliente. I clienti hanno bisogno di avere la sensazione di avere loro il controllo e di essere loro a prendere le decisioni relative al benessere del loro animale, non di essere spinti verso qualcosa che non hanno completamente compreso. L’esito desiderato di fornire raccomandazioni efficaci è che il veterinario riesce a persuadere il cliente a “diventare compartecipe” del piano terapeutico raccomandato. Il veterinario deve chiedere “come posso aiutarla a fare questo lavoro?” Ottenere un successo costante richiede la comprensione e l’applicazione delle componenti sottoelencate: Educazione Il cliente ha una conoscenza sufficiente a comprendere il trattamento che gli viene raccomandato?

Per assicurarsi che il cliente abbia una conoscenza sufficiente a comprendere il trattamento raccomandato, è necessaria un’educazione ed una formazione non solo del cliente a proposito del problema, ma anche del veterinario e del team sanitario sul modo in cui devono pianificare la loro azione per lavorare insieme per affrontare il problema in collaborazione con il proprietario (Fig. 13.3). Ad esempio, per mettere efficacemente a dieta un cane sovrappeso, è necessario che: • il proprietario si renda conto del fatto che il suo cane è sovrappeso… • … e del rischio che questa condizione comporta per la salute ed il futuro del suo cane • … e che la gestione della dieta e l’esercizio a scopo terapeutico sono gli unici metodi di trattamento che hanno davvero successo • … e che la perdita di peso richiederà tempo. Spiegare tutto questo di solito non è molto difficile. Per farlo bene, il veterinario ed il team sanitario devono essere d’accordo su come e quando stabilire un approccio con i

Psicologia Il cliente è motivato e pronto a seguire le mie raccomandazioni? Comportamento In che modo posso rendere pratico e facile seguire le mie raccomandazioni?

Educazione Ognuno di noi si porta dietro uno svantaggio invalidante - conosciamo e probabilmente apprezziamo il nostro prodotto. Dopo tutto, ne viviamo quotidianamente. Ma ciò ci impedisce di vedere perché il cliente può odiarlo - o amarlo. I nostri clienti vedono il prodotto attraverso una serie di lenti completamente differente. L’educazione non è la risposta, l’ascolto e l’adattamento sì. Tom Peters, Management Consultant

Figura 13.3 - Far vedere come somministrare una pillola ad un gatto e poi insegnare al proprietario a farlo all’interno della clinica contribuisce a migliorare la compliance da parte del cliente. Si ringrazia Anne-Marie Svendsen.

proprietari di animali sovrappeso, cosa diranno loro, come questi collaboreranno l’un l’altro per rafforzare la serietà del messaggio diretto al proprietario ed infine come aiuteranno quest’ultimo a far sì che il paziente raggiunga il peso desiderato. Tuttavia, l’esperienza dimostra che l’educazione da sola non è abbastanza. Psicologia Come nel caso dell’esempio citato nel numero precedente del proprietario dal cavallo “da rimedi naturali”, anche con le migliori conoscenze a loro disposizione i clienti non collaborano se non sono motivati, e lo sono raramente. Conoscere gli stadi della motivazione e valutare il “livello di disponibilità del cliente” è di importanza critica per far aumentare l’adesione. ■

ESONERO DI RESPONSABILITÀ: I L’editore dell’opera originale inglese e l’editore italiano non garantiscono la qualità dei prodotti o servizi presunti o dichiarati descritti nella pubblicità eventualmente presente in questa pagina, né li approvano o sostengono in alcun modo. II L’editore dell’opera originale inglese e l’editore italiano non si assumono, in base alle vigenti norme, alcuna responsabilità per danni e/o lesioni a cose o persone come risultato di qualsiasi affermazione diffamatoria vera o presunta, violazione dei diritti di proprietà intellettuale o di privacy, durata di prodotti, se derivanti da negligenza o altro, o da ogni altro uso di idee, istruzioni procedure, prodotti e metodi contenuti nell’articolo. ©

Elsevier, Ltd 2008 Jevring-Back Managing a veterinary practice, 2 ed., W.B. Saunders. All rights reserved. Traduzione di Maurizio Garetto

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE A CURA DI HILL’S PET NUTRITION


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Eventi Veterinari

VETERINARIA 9 | 2009

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SIDEV

SOCIETÀ ITALIANA DI DERMATOLOGIA VETERINARIA

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI ESOTICI

POA (Problem Orientated Approach) nella Medicina degli Animali Esotici Cremona, 28-29 Marzo 2009 PROGRAMMA 8.30 9.25

9.30 10.15

11.00 11.30 13.00 13.45 14.30

16.00 16.30

Sabato 28 Marzo Registrazione dei partecipanti e verifica presenze Saluto ai partecipanti del Presidente SIVAE, presentazione dei relatori ed inizio dei lavori Introduzione alla metodologia POA Alessandro Melillo CASI CLINICI - Osteomielite piogranulomatosa cronica del rachide toraco-lombare in un esemplare di iguana verde (Iguana iguana): rilievi clinici e TC Giordano Nardini Debolezza generalizzata in un coniglio Valentina Papa e Paolo Selleri Pausa Malattie nei rettili e anfibi (3 casi clinici POA) - Carlo Paoletti Pausa pranzo Assemblea Ordinaria Annuale CASI CLINICI - Chemioterapia in un pappagallo - Tamara Vela Malattie epatiche negli Uccelli (2 casi clinici POA) - Marco Bedin Pausa TAVOLE ROTONDE La Cryptosporidiosi nei rettili Giordano Nardini, Giacomo Rossi e Simone Magnino

La Chlamydia negli animali esotici Giacomo Rossi, Claudio Peccati e Lorenzo Crosta 18.30 Discussione e termine della giornata

RELATORI

Domenica 29 Marzo 9.00 CASI CLINICI - Gastroenterologia dei Mammiferi esotici (3 casi clinici POA) Alessandro Bellese e Giuseppe Visigalli 11.00 Pausa 11.30 Due casi di anoressia in conigli (2 casi clinici POA) - Alessandro Melillo 13.00 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 13.30 Consegna degli attestati di partecipazione e termine dell’evento

OBIETTIVI

PARTECIPAZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria.

SEDE Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAE - SCIVAC CAMPANIA MEDICINA E CHIRURGIA DEI RETTILI Napoli, 5 Aprile 2009 RELATORE Giordano Nardini

OBIETTIVI Lo scopo della giornata è quello di mettere in condizioni il medico veterinario di base che si occupi o meno di animali esotici, di poter comprendere le particolari esigenze gestionali dei rettili e di poter avere un corretto approccio clinico-chirurgico di base al paziente.

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Anatomia, fisiologia e gestione delle principali specie 11.00 Pausa 11.30 Malattie da errata gestione, infettive e zoonosiche 13.00 Spazio per eventuale relazione commerciale (nel caso non si svolga la relazione il programma nel pomeriggio sarà anticipato di mezz’ora)

Pausa Medicina e chirurgia dei rettili Pausa Casi clinici Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.30 Consegna degli attestati di ECM e termine della giornata

SEDE Stazione Zoologica Anton Dohrn - Villa Comunale Via Caracciolo, Piazza Vittoria - NAPOLI

STEFANO CUSARO, Med Vet, Novara ADRIANO LACHIN, Med Vet, Maerne (VE) IGOR PELIZZONE, Med Vet, Reggio Emilia MASSIMO D’ACIERNO, Med Vet (MI) LORENZO CROSTA, Med Vet, Como GIUSEPPE VISIGALLI, Med Vet, Varedo (MI)

DIRETTORE IGOR PELIZZONE, Med Vet, Reggio Emilia

OBIETTIVI Lo scopo del corso di anestesiologia e rianimazione degli animali esotici è quello di fornire ai partecipanti le principali nozioni di anestesia e medicina d’urgenza di uccelli, piccoli mammiferi (lagomorfi, roditori, marsupiali e mustelidi) rettili, anfibi, pesci e invertebrati. Du-

13.30 Pausa pranzo 14.30 Presentazione di casi clinici dei soci 17.30 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

Laura Helen Kramer, Parma Federico Leone, Ancona Antonella Vercelli, Torino

L’obbiettivo della giornata è di discutere concetti e novità sull’eziopatogenesi delle malattie parassitarie di comune riscontro in dermatologia veterinaria con particolare riferimento alla demodicosi canina ed alle altre malattie da acari parassiti nel cane e nel gatto. Verranno inoltre presentati gli aspetti peculiari e le differenze dei quadri clinici tra le due specie. Infine verranno presentate le opzioni terapeutiche disponibili e suggeriti i protocolli di trattamento per le diverse malattie. Al termine della giornata la presentazione dei casi clinici permetterà ai partecipanti di consolidare le informazioni teoriche con numerosi esempi pratici.

8.30 Registrazione dei partecipanti 9.00 Interazioni ospite-parassita L.H. Kramer 9.45 Demodicosi canina: cosa c’è di nuovo? - L.H. Kramer 10.30 Cane, gatto ed ectoparassiti: diversità di specie negli aspetti clinici e diagnostici - F. Leone 11.00 Pausa 11.30 Aspetti clinici e diagnostici di un’ectoparassitosi emergente: la Straelensiosi - A. Vercelli 12.00 Scelte terapeutiche nel trattamento delle malattie da ectoparassiti nel cane e nel gatto - F. Leone

Michela Beccaglia, Med Vet, PhD, Milano

SEDE Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

QUOTE

Soci SIVAE/SCIVAC: € 550,00 + IVA 20% Non Soci: € 700,00 + IVA 20%

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

PER INFORMAZIONI SULL’ATTIVITÀ SIVAE Segreteria SIVAE - Tel. 0372/40.35.00 - E-mail: info@sivae.it

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372/403509 - Fax 0372/457091 Email: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

PRINCIPALI METODI PER LA PREVISIONE DELLA DATA DEL PARTO NELLA CAGNA E NELLA GATTA: DALL’ANALISI DI LABORATORIO ALLA INDAGINE ECOGRAFICA Cremona, 19 Aprile 2009 RELATORE

CI SONO ANCORA POSTI DISPONIBILI

SEDE

SOCIETÀ ITALIANA DI RIPRODUZIONE VETERINARIA PER ANIMALI DA COMPAGNIA

Iscrizione: L’incontro è gratuito per tutti i soci SIVAE e/o SCIVAC in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la preiscrizione. Gli interessati devono registrarsi direttamente in sede d’incontro presentandosi alle ore 8.30 presso la segreteria.

rante il corso si metteranno in evidenza le differenze tra le specie cosiddette non convenzionali valutando come anche l’approccio anestesiologico e le procedure di emergenza debbano essere diverse tra di loro.

L’incontro è gratuito per tutti i soci SIDEV in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SIDEV: gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

SIRVAC

PARTECIPAZIONE

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

PARTECIPAZIONE

Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

PROGRAMMA

13.30 14.30 15.30 16.00 17.00

CORSO PRATICO ANESTESIOLOGIA E RIANIMAZIONE NEGLI ANIMALI ESOTICI Cremona, 27-29 Aprile 2009 RELATORI E ISTRUTTORI

AGGIORNAMENTI IN MALATTIE DA ECTOPARASSITI NEL CANE E NEL GATTO Cremona, 19 Aprile 2009

OBIETTIVI Tale giornata ha lo scopo di fornire metodi interpretativi di alcuni elementi ai fini prognostici circa il momento esatto del parto. Nella pratica veterinaria una domanda che spesso ricorre sia da parte del medico che del propietario è: quando nasceranno questi cuccioli? Ci sono varie metodologie da applicare per poter rispondere con precisione a tale domanda. In questo incontrro ne verranno prese in considerazione alcune, ossia le metodiche di laboratorio e l’indagine ecografica. Certa che sia un argomento coinvolgente e di pratico interesse per tutti, vi aspetto a Cremona.

16.30 Valutazione dell’apprendimento, consegna degli attestati e chiusura dei lavori

PARTECIPAZIONE L’incontro è gratuito per tutti i soci SIRVAC in regola con l’iscrizione 2009. Non è richiesta la pre-iscrizione. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Socio SIRVAC: gratuito Socio SCIVAC: € 50,00 Non Socio: € 100,00

SEDE PROGRAMMA 9.15 Registrazione dei partecipanti 9.45 Previsione della data del parto: diversi metodi in diversi momenti 10.30 Pausa 11.00 Biometria fetale ed extrafetale nella specie canina: come prevedere la data del parto? 11.45 Biometria fetale ed extrafetale nella specie felina: come prevedre la data del parto? 12.30 Discussione 13.30 Pausa pranzo 14.30 Casi clinici 15.30 Discussione

Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372/403509 - Fax 0372/457091 Email: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

Per tutte le iniziative organizzate da AIVEMP, ANMVI, FSA, SCIVAC, SIVAE, SIVAL, SIVAR e SIVE viene richiesto l’accreditamento presso il Ministero della Salute ai fini del programma ECM (Educazione Continua in Medicina). Per la normativa prevista consultare il sito del Ministero della Sanità all’indirizzo http://ecm.sanita.it/.


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16 Eventi Veterinari

VETERINARIA 9 | 2009

SIGEDV

SOCIETÀ ITALIANA DI GASTROENTEROLOGIA ED ENDOSCOPIA DIGESTIVA VETERINARIA

Società federata ANMVI

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC UMBRIA AGGIORNAMENTI IN NEUROLOGIA Perugia, 19 Aprile 2009 RELATORE Daniele Corlazzoli

OBIETTIVI Rendere agevole la distinzione tra paziente ortopedico e neurologico e consentire la diagnosi delle patologie di più frequente riscontro clinico. Fornire gli elementi fondamentali della visita ortopedica e neurologica. Fornire gli elementi base del trattamento delle convulsioni e dello stato epilettico.

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Il paziente è neurologico o ortopedico? 11.00 Pausa

11.30 Le convulsioni nel cane e nel gatto: approccio terapeutico 13.00 Pausa 14.00 Casi clinici interattivi Patologie spinali: filmati 15.00 Pausa 15.30 Casi clinici interattivi Patologie cerebrali: filmati 16.30 Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale 17.00 Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE DA DEFINIRE

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC LIGURIA DIAGNOSI E PREVENZIONE DELLA FIP Genova, 19 Aprile 2009 RELATORE

11.00 11.30 13.00 14.00

Saverio Paltrinieri

OBIETTIVI Fornire ai partecipanti le nozioni più aggiornate sulle procedure diagnostiche da seguire in caso di sintomi clinici compatibili con Peritonite Infettiva Felina e richiamare i concetti fondamentali di trasmissione e di epidemiologia dei coronavirus, in modo da comprendere i limiti dei metodi di prevenzione tradizionali e i vantaggi dei sistemi di prevenzione basati sull’identificazione dei portatori. Le nozioni sopra descritte acquisite nella prima parte della giornata verranno poi messe in pratica nel pomeriggio quando, attraverso la presentazione di casi clinici interattivi, i partecipanti potranno cimentarsi con le difficoltà nella diagnosi in animali con sintomi clinici compatibili e nella scelta ed applicazione dei protocolli di prevenzione.

15.00 15.30 16.30 17.00

Pausa Prevenzione delle coronavirosi Pausa Casi clinici interattivi: è FIP o non è FIP? Pausa Casi clinici interattivi: monitoraggio di colonie/allevamenti Test di valutazione dell’apprendimento e discussione finale Consegna degli attestati di partecipazione e termine della giornata

SEDE Sala Quadrivium, Piazza Santa Marta 2, 16123 Genova

DIAGNOSI, TERAPIA E PROGNOSI DELLE ENTEROPATIE CRONICHE NEL CANE E NEL GATTO Cremona, 19 Aprile 2009 RELATORI

Massimo Gualtieri, Med Vet, PhD, Milano

14.45 Stato dell’arte nella terapia e prognosi delle più importanti enteropatie croniche: malattia infiammatoria intestinale (IBD) e diarrea antibiotico-responsiva (ARD) Ugo Lotti 15.30 Triadite felina: tre patologie in un’unica sindrome. Chi è stato a cominciare? Rossella Terragni 16.15 Casi clinici portati dai soci SIGEDV 17.00 Discussione finale

OBIETTIVI

PARTECIPAZIONE

Le enteropatie croniche sono malattie che ogni medico veterinario si trova ad affrontare spesso nella pratica quotidiana; eppure, ancora poco si conosce riguardo a queste problematiche ed è presente molta confusione circa l’approccio e il trattamento. Durante l’incontro queste malattie verranno trattate in maniera approfondita, cercando di trasmettere quello che sarebbe un giusto approccio a malattie così complesse e ancora poco codificate. Durante la giornata di studio la patologia sarà affrontata in tutte le sue sfaccettature con il contributo di clinici internisti, endoscopisti, un radiologo ed un anatomo-patologo. I casi clinici portati dai soci saranno come sempre motivo di grande stimolo alla discussione.

L’incontro è gratuito per tutti i soci SIGEDV e SIMIV in regola con l’iscrizione per il 2009. Quote di partecipazione (verrà rilasciata una ricevuta fiscale per la quota versata): Soci SIGEDV o SIMIV Gratuito Soci SCIVAC € 50,00 Non Soci € 100,00

Enrico Bottero, Med Vet, Cuneo Paola Gianella, Med Vet, Torino Ugo Lotti, Med Vet, Mosummano Terme (PT) Daniela Oliviero, Med Vet, Milano Gigliola Spattini, Med Vet, Dipl ECVDI, Reggio Emilia Rossella Terragni, Med Vet, Bologna

CHAIRPERSON

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.20 Saluto ai partecipanti del Presidente SIGEDV, presentazione dei relatori ed inizio dei lavori 9.30 Vomito, diarrea, perdita di peso e coliche come segni clinici riferibili ad enteropatia cronica. Quali sono gli accertamenti diagnostici appropriati per un primo riconoscimento? Paola Gianella 10.15 Le forme di enteropatia cronica che rispondono alla dieta (FRD) - Paola Gianella 11.00 Il ruolo della diagnostica per immagini nella diagnosi delle enteropatie croniche Gigliola Spattini 11.45 Approccio diagnostico definitivo e avanzato alle enteropatie croniche nel cane e nel gatto: endoscopia e biopsia intestinale Enrico Bottero 12.30 Casi clinici portati dai soci SIGEDV 13.00 Pausa pranzo 14.00 Standards istopatologici per la diagnosi delle lesioni infiammatorie gastrointestinali Daniela Olivero

CI SONO ANCORA POSTI DISPONIBILI È rischiesta la pre-iscrizione. Per ricevere la scheda d’iscrizione contattare la Segreteria.

IMPORTANTE Gli estratti delle relazioni saranno disponibili solo per coloro che hanno mandato la pre-iscrizione.

SEDE Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

INFORMAZIONI Segreteria Società Specialistiche SCIVAC Tel. 0372/403509 - Fax 0372/457091 Email: socspec@scivac.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti e verifica presenze 9.25 Saluto ai partecipanti del Presidente, presentazione del relatore ed inizio dei lavori 9.30 Patogenesi e diagnosi delle Infezioni da coronavirus felino

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA REDDITO SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

PARTECIPAZIONE Si ricorda che la partecipazione agli incontri delle Delegazioni Regionali è riservata ai Soci SCIVAC in regola con la quota associativa del 2009.

INFORMAZIONI Segreteria SCIVAC - Monica Borghisani - Tel. 0372/403506 - delregionali@scivac.it

A.N.M.V.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Gruppo di Studio di Practice Management

INCONTRO FRA PSICOLOGIA E MARKETING NELL’ANALISI DI DUE PROBLEMI CONSUETI ALL’INTERNO DEL RAPPORTO FRA MEDICO VETERINARIO E IL CLIENTE Cremona, 19 Aprile 2009

Incontro di Aggiornamento FATTORI CHE INFLUENZANO IL SUCCESSO RIPRODUTTIVO NELLA VACCA DA LATTE Con il Patrocinio degli Ordini Provinciali Veterinari di Brescia, Cremona, Mantova e Verona Padenghe sul Garda (Brescia), Giovedì 16 Aprile 2009 Iniziativa riservata ai Medici Veterinari Buiatri RELATORI

PARTECIPAZIONE

Fernando López-Gatius (Università di Lleida, Spagna) Irina García-Ispierto (Università di Lleida, Spagna)

Iniziativa gratuita rivolta ai Medici Veterinari Buiatri. Per esigenze organizzative è gradita la pre-iscrizione.

CHAIRPERSON

SEDE

Mauro Casalone (Medico Veterinario Libero Professionista, Torino)

West Garda Hotel - Via Prais, 32 Padenghe sul Garda (Brescia)

RELATORI

PARTECIPAZIONE

PROGRAMMA

L’ISCRIZIONE COMPRENDE

E. Cairo M. Serreri

Le iscrizioni 2009 sono gratuite ed aperte a tutti i medici veterinari. Per motivi organizzativi è assolutamente necessaria la pre-iscrizione entro il 9 Aprile 2009.

14.00 Registrazione partecipanti, saluto del moderatore ed introduzione ai lavori 14.30 Fattori di natura non infettiva che influenzano la fertilità Irina García-Ispierto 15.15 Ritorno in calore dopo diagnosi positiva nel primo trimestre di gestazione: approccio terapeutico Fernando López-Gatius 16.00 Pausa caffè 16.15 Specifici trattamenti per differenti tipi di anestro basati su controlli settimanali Fernando López-Gatius 17.00 Aspetti epidemiologici della Neospora. Prospettive cliniche Irina García-Ispierto 17.30 Discussione finale 18.00 Questionario ECM, consegna attestati e termine della giornata

• Partecipazione alle lezioni • Traduzione simultanea • Attestato di frequenza • Attestato con crediti formativi ECM • Atti delle relazioni

PROGRAMMA 8.30 Registrazione dei partecipanti 9.00 Presentazione del tema e dei partecipanti 9.30 Come parlare al cliente quando non diamo belle notizie - E. Cairo 12.30 Pausa pranzo 14.00 Il service recovery e la gestione delle lamentele - M. Serreri 15.30 Discussione in gruppo 16.00 Valutazione dell’apprendimento e chiusura dei lavori

SEDE Cremosa, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20

INFORMAZIONI Segreteria ANMVI - Milena Migliavacca Tel. 0372/403536 - Fax 0372/457091 Email: management@anmvi.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

INFORMAZIONI SIVAR - Paola Orioli - Tel. 0372-40.35.39 info@sivarnet.it - www.sivarnet.it

RICHIESTO ACCREDITAMENTO


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(Pe.R.C.T.) Focus

VETERINARIA 9 | 2009

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Pet-Relation Co-Therapy Un neologismo per un nuovo paradigma relazionale di cura

di GASPARE PETRANTONI Medico Veterinario Comportamentalista Dipl. Bioetica ITST Gruppo SISCA Sicilia e Calabria l termine pet therapy è stato sempre inteso come una delle pratiche terapeutiche del vasto armamentario medico a servizio della salute dell’uomo; generalmente è tradotto in italiano con “terapia animale” oppure “terapia facilitata dagli animali”. La parola pet therapy compare per la prima volta nel 1961 ad opera di Boris Levinson, neuropsichiatria infantile, nel suo libro The Dog as Co-Therapist (il cane come co-terapeuta), in cui sono enunciate le teorie che spiegano i benefici attribuiti alla compagnia dell’animale, utilizzato nelle terapie cui sono sottoposti i bambini ricoverati in istituti o assistiti ambulatorialmente. Il significato simbolico di questo termine identifica il settore di applicazione, cioè quello delle terapie mediche basate sull’impiego dell’animale. L’intrinseco significato della stessa parola pet therapy contribuisce, e per un verso lo giustifica, a creare l’equivoco attuale dell’impianto reificatorio che attribuisce all’animale, il ruolo di strumento terapeutico da utilizzare, nell’ambito delle varie disabilità psichiche e fisiche dell’uomo. Questa valenza strumentale dell’animale ha il

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suo fondamento nella cultura occidentale, che ha sempre visto il rapporto dell’uomo con l’animale in una prospettiva discontinuista, sostenuta dal pensiero cartesiano, che considera gli animali come macchine e dalla filosofia aristotelica, che ritiene che gli animali esistono per essere utilizzati dall’uomo. L’idea quindi di utilizzare l’animale, rientra in una consuetudine di un uso normale dell’animale con lo scopo di ottenere beni e servizi: cibo, vestiario, forza motrice, guardia, compagnia. Nell’ambito della c.d. pet therapy l’impiego degli animali mira ad ottenere vari tipi di benefici: fisici, emotivi, relazionali, comportamentali ed educativi. Tuttavia, la beneficialità è attribuita all’animale in quanto tale, esprimendo tutt’al più una preferenza per una specie anziché per un’altra o per una razza piuttosto che per un’altra, in questo modo sono assegnate all’animale caratteristiche terapeutiche, che per un verso richiamano le proprietà taumaturgiche dell’animale, secondo una visione magica dello stesso: “se vuoi guarire da un’artrosi prendi una rondine in mano e toccati sulla parte malata”, per l’altro verso spiega l’idea di “animale medicina”, “animale estratto medicamentoso”, che porta a suggerire il coniglio per curare l’autismo o il gatto per trattare gli stati d’ansia. Il paradigma di riferimento, pertanto, nell’ambito delle diverse attività umane riferite all’animale è quello dell’utilizzo, sia per ottenere prodotti e prestazioni, sia per ottenere eventi beneficiali attribuiti all’animale nella versione di facilitatore, come in quella di ente di mediazione tra terapeuta e paziente. I tre paradigmi: reificatorio, meccanicista e performativo hanno indirizzato l’applicazione della pet therapy, intesa come ultima espressione del percorso evoluzionistico di utilizzo dell’animale da parte dell’uomo, in maniera da impedire la comprensione dei meccanismi causali e modali della c.d. pet therapy, cioè di capire i perché ed i per come dei benefici di questa “terapia”. L’ambito disciplinare della zooantropologia teorica e applicata oggi spiega questi meccanismi, grazie al considerevole contributo bibliografico di Marchesini, facendo costantemente riferimento alle “teorie della relazione” ed alle specifiche valenze beneficiali che sca-

turiscono dalle differenti tipologie di relazioni con l’alterità animale. Se quindi negli anni sessanta, quando Levinson coniò il termine pet therapy, e il clima culturale degli studi sugli animali era animato dai fervidi contributi etologici di Lorenz, il neologismo poteva essere accettato come espressione del contributo dell’animale, come facilitatore/mediatore della psicoterapia, senza tuttavia comprendere realmente come e perché ciò avveniva, oggi, grazie ai contributi delle scienze cognitive, della sociobiologia, della psicologia e della zooantropologia si pone l’obbligo di una sua ridefinizione. Lo stesso Marchesini, tra l’altro, auspica che a causa “della confusione, ambiguità, scorrettezza nell’inquadramento delle attività di pet therapy” “sarebbe necessaria una rivisitazione del termine stesso” (R. Marchesini, “Pet Therapy e Zooantropologia”, in Il Progresso Veterinario, LXII, febbraio 2007, 61 - 64). Se pertanto, negli ultimi trent’anni, lo sviluppo della zooantropologia ha fornito le basi epistemologiche della c.d. pet therapy, dandole dignità scientifica, spiegandone i moventi ed i meccanismi relazionali, che rendono disponibili gli eventi beneficiali, e specificandone le metodologie applicative delle diverse aree relazionali, differenziate in base alle indicazioni terapeutiche delle differenti patologie, proponendo in definitiva un cambiamento sostanziale dell’approccio all’animale utilizzato nella c.d. pet therapy e cioè dal paradigma reifica-

torio di un utilizzo performativo dell’animale a quello zooantropologico basato sull’utilizzo della relazione con l’alterità animale, appare ben giustificato il suggerimento di una trasformazione anche formale del termine pet therapy, in modo da rendere immediatamente intelligibile l’ambito metodologico e applicativo delle attività co-terapeutiche, svolte attraverso l’attivazione di specifiche aree relazionali con l’animale. Sembra lecito, pertanto, consegnare al consesso scientifico, a conclusione delle argomentazioni su esposte, la proposta di adottare in sostituzione del termine “pet therapy”, che per i motivi suddetti appare obsoleto e superato, il neologismo “Pet-Relation CoTherapy”, identificabile per facilità di utilizzo del termine stesso con l’acronimo Pe.R.C.T., che offre l’opportunità di una sua comprensione immediata, in quanto la forma diventa appropriata alla sostanza; cioè, che il beneficio per la salute della persona avviene attraverso le attività di relazione con l’alterità animale e che costituisce una co-terapia, cioè un intervento facilitante le terapie convenzionali in atto.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Marchesini R., “Fondamenti di Zooantropologia “, A. Perdisa Editore, 2005, Bologna. Petrantoni G., voce “Pet Therapy”, in Enciclopedia di Bioetica e Sessuologia, a cura di Gianni Russo, editrice Elledici, 2004, Torino. ■


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18 Vet Journal Attualità scientifica

laPROFESSIONE

VETERINARIA 9 | 2009

Stress psicosociale, demoralizzazione e consumo di alcol, tabacco e farmaci tra i veterinari Problemi diffusi nella categoria, soprattutto tra i liberi professionisti. Studio tedesco di MARIA GRAZIA MONZEGLIO veterinari soffrono spesso di stress psicosociale e demoralizzazione associati al pesante carico di lavoro. Uno studio pubblicato sul Journal of Occupational Medicine and Toxicology analizza l'estensione del problema e rivela una relazione complessa con il consumo eccessivo di al-

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col, tabacco e farmaci. A 1060 veterinari della Germania settentrionale veniva somministrato un questionario. Si determinavano i fattori di rischio di stress psicosociale, demoralizzazione, consumo di tabacco (più di 10 sigarette al giorno), consumo di alcol a rischio elevato (uomo = più di 20 g di alcol puro al giorno, donna = più di 10 g di alcol puro al giorno), abuso alcolico, bere problematico e assunzione regolare di

farmaci (almeno settimanale). Per quanto riguarda l'utilizzo di farmaci, si analizzava soprattutto l'utilizzo di tranquillizzanti o sedativi, soppressori o stimolanti dell'appetito, analgesici e neurolettici; questo gruppo di farmaci è spesso oggetto di fenomeni di abuso, dipendenza o misuso. I risultati hanno rivelato che la probabilità di stress psicosociale aumentava con il numero di ore lavorative ed era una conseguenza della pressione del tem-

ORTHOFUN SIOVET 2009 Castello di Gargonza - Monte San Savino - Arezzo 23-26 Aprile 2009 SIOVET SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA VETERINARIA

SIOVET

Un’iniziativa collaterale SIOVET di carattere scientifico, gastronomico e d’intrattenimento, rigorosamente non ECM

SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA VETERINARIA

con il supporto di

Nel cuore della Toscana, in Val di Chiana, vicino ad Arezzo e a Monte San Savino, il Castello di Gargonza è bed and breakfast e residence di appartamenti per vacanze, con piscina, ristorante e sale riunioni, che ha saputo conservare il carattere autentico dell’antico borgo. RELATORE ULRICH REIF Dr Med Vet, Dipl ACVS, Dipl ECVS, Boebingen, Germania Il Dr. Reif si è laureato in Medicina Veterinaria nel 1995 presso l’Università di Torino, in Italia. Dopo un International Clinical Fellowship alla Michigan State University, un internato all’Università di Zurigo, ed un AO/ASIF Fellowship alla Texas A&M University, ha portato a termine un periodo di residenza in chirurgia dei piccoli animali alla Michigan State University. Ha ricoperto il ruolo di Assistant Professor in Small Animal Orthopaedics, ma nel 2003 ha deciso di tornare in Europa. Attualmente lavora alla Tierklinik Dr. Reif, un ospedale specialistico privato in Germania. PROGRAMMA Giovedì 23 Aprile 2009 • Arrivo dei partecipanti in hotel nel pomeriggio • Welcome cocktail • Cena in hotel con animazione musicale e pernottamento Venerdì 24 Aprile 2009 8.00 Registrazione dei partecipanti 8.30 Presentazione del Programma scientifico e d’intrattenimento Programma scientifico 8.45 Introduzione Perché sono qui oggi: una storia che comprende l’Italia, la Svizzera, l’America e le fratture mandibolari nei bovini Ulrich Reif Rottura del legamento crociato craniale La nuova patogenesi: conformazione del ginocchio e angolo del plateau tibiale 10.45 Coffee break 11.15 Rottura del legamento crociato craniale La tecnica di imbricazione laterale: è ancora in uso? Che dire sulle nuove tendenze?

TPLO: complicazioni, placche, menisco e altro ancora Ulrich Reif 13.00 Light lunch Programma d’intrattenimento 15.00 Escursione per congressisti e accompagnatori in pullman GT; visita di un angolo suggestivo e poco conosciuto della Toscana: la Val D’Orcia, Pienza e le terme di Bagno Vignoni. Al termine visita della prestigiosa cantina del Castello Banfi a Montalcino con degustazione di vini toscani 19.00 Rientro in hotel in pullman 20.30 Cena medievale all’osteria Gallo Nero di Siena, ambientazione e menù preparati appositamente per l’occasione con intrattenimenti medievali Sabato 25 Aprile 2009 Programma scientifico 8.30 Tessuti molli e ossa. Parte I Elementi di trapianti cutanei: tecniche basate sulla vascolarizzazione locale e in assenza di vascolarizzazione vicina. Difetti cutanei nelle estremità. Chirurgia orale: tecniche diverse per la riparazione delle fratture Fratture esposte, osteomielite e pseudo-artrosi - il processo decisionale nei casi clinici Ulrich Reif 10.30 Coffee Break 11.00 Tessuti molli e ossa. Parte II Elementi di trapianti cutanei: tecniche basate sulla vascolarizzazione locale e in assenza di vascolarizzazione vicina. Difetti cutanei nelle estremità. Chirurgia orale: tecniche diverse per la riparazione delle fratture. Fratture esposte, osteomielite e pseudo-artrosi - il processo decisionale nei casi clinici Ulrich Reif 13.00 Light lunch

Programma d’intrattenimento 15.00 Escursione per congressisti e accompagnatori in pullman GT: visita guidata di Arezzo 19.00 Rientro in hotel in pullman 20.30 Cena con la vera bistecca di Chianina “Da Muzzicone” a Castiglion Fiorentino, in serata passeggiata per le vie del borgo medievale. Al termine rientro in hotel Domenica 26 Aprile 2008 Programma scientifico 8.30 Comunicazioni libere dei partecipanti e discussione con Ulrich Reif Programma d’intrattenimento 10.30 Escursione in mountain bike lungo i sentieri della bonifica della Val di Chiana (prenotazione obbligatoria). In alternativa passeggiata a cavallo (prenotazione obbligatoria) 13.00 Light lunch, saluti e tutti a casa QUOTE DI PARTECIPAZIONE L’iscrizione all’OrthoFun 2009 è vincolata al soggiorno presso il Castello di Gargonza e dà diritto alla partecipazione a tutte le attività previste. Quota congressuale Socio SIOVET: € 60,00 (€ 50,00 + IVA 20%) Non Socio SIOVET: € 180,00 (€ 150,00 + IVA 20%) Quota del soggiorno A partire da € 700,00 a persona in camera doppia.

Per maggiori informazioni sulle quote, sul soggiorno e per ricevere la scheda d’iscrzione è possibile scaricare i moduli dal sito http://cms.evsrl.it/SocSpec/SIOVET/homepage.stl

INFORMAZIONI: Segreteria SIOVET (Elena Piccioni) - Cell. 340 3375063 - Fax 0372 457091 - Email: elena.piccioni@evsrl.it

po dovuta al pesante carico di lavoro, alle difficoltà nell'equilibrare la vita professionale con quella privata, all'insufficiente tempo libero e al rapporto con i clienti difficili. Molti veterinari riportavano sintomi di demoralizzazione, ovvero erano spesso insoddisfatti di se stessi, raramente ottimisti o fiduciosi e quasi mai orgogliosi. Lo studio indica che lo stress psicosociale intenso è un fattore di rischio per l'abuso alcolico e per l'uso regolare di farmaci. Lo stress psicosociale occupazionale è associato a uno stato psicologico scadente, a consumo di alcol a rischio elevato e a regolare utilizzo di farmaci, mentre la demoralizzazione è associata al consumo di tabacco, al bere problematico e alla regolare assunzione di farmaci. Inoltre, lo stress psicosociale porta a demoralizzazione che a sua volta induce un maggior consumo di sostanze psicotrope. Per quanto riguarda l'utilizzo di farmaci, il 57,4% dei veterinari aveva assunto uno dei farmaci del gruppo rilevante nei 30 giorni precedenti; solo il 5% di questi farmaci era stato prescritto dal medico curante. Un veterinario su 5 utilizzava i farmaci regolarmente (almeno una volta la settimana). Il 18,3% dei veterinari utilizzava regolarmente analgesici; solo il 4,2% di essi aveva una prescrizione per queste sostanze. L'1,3% dei veterinari utilizzava regolarmente sedativi o tranquillizzanti in forma di automedicazione. L'1,6% utilizzava regolarmente antidepressivi, nella maggior parte dei casi auto-prescritti. Riassumendo, il 2,4% dei veterinari aveva utilizzato farmaci con effetto psicotropo nei 30 giorni precedenti e il 2,0% li utilizzava regolarmente. I medici veterinari pratici erano più frequentemente affetti da stress psicosociale ed esposti a maggior rischio di consumo di alcol o farmaci rispetto ai veterinari che lavoravano in ambito non clinico (servizi veterinari, industria). I risultati supportano l'ipotesi, concludono gli autori, dell'esistenza di un’interrelazione complessa tra stress psicosociale, demoralizzazione e consumo di sostanze psicotrope tra i medici veterinari e sottolineano la necessità di ulteriori approfondimenti in questo ambito. “Psychosocial stress, demoralization and the consumption of tobacco, alcohol and medical drugs by veterinarians” Melanie Harling, Petra Strehmel, Anja Schablon and Albert Nienhaus. Journal of Occupational Medicine and Toxicology (in press) 2009, 4:4. ■


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VETERINARIA 9 | 2009

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Alterazioni neurologiche della minzione Fondamentale la localizzazione neuroanatomica della lesione. Gandini all’incontro SINUV

n quadro completo dell’innervazione vescicale ed uretrale e un resoconto dettagliato delle complesse relazioni a doppio senso di marcia esistenti tra prosencefalo, tronco cerebrale e midollo spinale alla base del complesso meccanismo della minzione: questo il contenuto della relazione di Gualtiero Gandini (Med Vet, Dipl ECVN, Bologna) intitolata “Fisiopatologia e clinica delle alterazioni neurologiche della minzione” all’incontro "L'incontinenza urinaria nel cane" organizzato da SINUV a Cremona (21 - 22 Febbraio 2009). Il sistema nervoso autonomo, nella sua componente ortosimpatica e parasimpatica, gioca il ruolo principale nella minzione, mentre il prosencefalo dà solo il via al meccanismo o è in grado di fermarlo volontariamente. Volendo semplificare, tre sono i nervi periferici che rivestono un ruolo importante: il nervo pudendo, che porta informazioni sensitive dal collo vescicale e dall’uretra garantendo il tono dello sfintere esterno striato; il nervo pelvico, con un’azione di attivazione del muscolo detrusore e inibizione dello sfintere interno liscio (di derivazione sacrale); il nervo ipogastrico, con azione inibente sul detrusore ed attivante sullo sfintere interno liscio (di derivazione dalle prime lombari). Il punto di partenza di fronte ad un cane incontinente è rappresentato da un’attenta anamnesi per cercare di interpretare i sintomi senza farsi fuorviare dalle osservazioni a volte imprecise e contraddittorie dei proprietari. A volte infatti si parla a sproposito di incontinenza, ad esempio per descrivere l’eliminazione urinaria inappropriata di un soggetto anziano affetto da demenza senile che ha perso i condizionamenti ricevuti, oppure per l’urgenza notturna conseguente all’esagerata assunzione di acqua o per una cistite. Importante è sottolineare che, vista la complessità del meccanismo neurologico della minzione, difficilmente l’incontinenza urinaria di origine neurologica è un segno isolato. Il prof Gandini infatti ha sottolineato come sia importante effettuare una corretta diagnosi di sede, ovvero riuscire a definire correttamente la localizzazione neuroanatomica del problema. È infatti proprio la sede della lesione che caratterizza uno specifico complesso sintomatologico (racchiuso nella definizione di sindrome) che testimonia la disfunzione di un particolare segmento anatomico. Trattando le disfunzioni neurogene della minzione si af-

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fronta pertanto la sindrome prosencefalica e, procedendo in senso discendente, la sindrome toracolombare, la sindrome lombosacrale, fino alla sindrome sacrococcigea. Ogni localizzazione neuroanatomica ha il suo corredo di sintomi caratteristici, più o meno evidenti, che aiutano a focalizzare l’attenzione in una sede particolare. Così ad esempio un Bassotto con una paraplegia acuta che presenta una disfunzione della minzione “da motoneurone superiore”, cioè caratterizzata da una vescica dura e difficilmente spremibile per spasmo dello sfintere, ma con riflessi anali, perineali, flessori e patellari assolutamente integri farà concentrare l’attenzione sul segmento toraco-lombare (T3/L3) del midollo spinale, permettendo di impostare un adeguato protocollo diagnostico volto a definire la specifica patologia responsabile della lesione. Invece, un Pastore tedesco con una incontinenza “da motoneurone inferiore” con vescica aumentata di dimensioni ma non particolarmente tesa e che, compressa, è facilmente svuotabile (a causa della paralisi degli sfinteri), ipomotilità della coda e andatura pressoché normale focalizzerà l’attenzione del clinico nel segmento sacro-coccigeo. Dopo aver effettuato la localizzazione neuroanatomica sulla base della visita neurologica, lo studio potrà procedere con l’uso di diagnostica per immagini (RX, mielografia e/o TC e RMN) o, in caso di sospetto di malattia infiammatoria, eventualmente esame del liquido cerebrospinale. Una difficoltà deriva dalla particolare struttura istologica della muscolatura vescicale. Le fibrocellule muscolari lisce del muscolo detrusore della vescica ricevono l’innervazione solo in aree specifiche e l’impulso si distribuisce fra cellula e cellula attraverso le tight-junction. In caso di grave e protratta distensione vescicale si verifica un danno anatomico a tali strutture e ci può essere la perdita anche permanente della capacità contrattile. Questo naturalmente sottolinea la necessità di una gestione “intensiva” dell’animale con paralisi vescicale. Il relatore ha suggerito di dare la preferenza allo svuotamento manuale della vescica per compressione, se possibile, da eseguire almeno 3-4 volte al giorno. In alternativa si può utilizzare il cateterismo vescicale intermittente o permanente. L’obiettivo è quello di evitare una distensione vescicale eccessiva e protratta nel tempo. La relazione si è conclusa con l’illustrazione delle possibilità terapeutiche farmacologiche nella gestione della disfunzione vescicale neurologica, soffermandosi sulle difficoltà del reperimento di questi farmaci e sugli effetti collaterali segnalati. Con particolare riferimento alle lesioni del midollo spinale, il relatore ha voluto infine sottolineare come di norma il recupero della funzione vescicale sia legato al recupero della funzione delle aree lesionate e proceda di pari passo con i progressi nel recupero della funzione deambulatoria. Si ringrazia Paolo Tosolini, Med Vet di Udine, per i dati forniti. (M.G.M.) ■

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20 Info Regioni Tutela della salute dei cavalli

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Botticelle Romane, presentate le nuove regole A breve la delibera di giunta. Per il sindaco Alemanno il nuovo regolamento è “una vera e propria svolta”

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ono state presentate in Campidoglio le linee guida del nuovo regolamento sulle ‘botticelle’, elaborate da un tavolo tecnico Comune-Ministero della Sa-

lute. Obiettivo prioritario, la salute dei cavalli. Questi i punti principali: corsie preferenziali dedicate, su percorsi in piano o con scarsa pendenza; scuderie a villa Borghese; ‘case di riposo’ convenzionate per i cavalli in pensione; aree di sosta

all’ombra; controlli continui sullo stato di salute degli animali, identificati con microchip; riduzione progressiva delle attuali licenze (43), anche convertendole in licenze taxi. I cavalli dovranno superare una visita an-

nuale di idoneità al lavoro, in base ad un preciso protocollo clinico. Previste anche tre visite annuali di controllo. Altre misure a tutela degli animali: sistemi di sicurezza sulle carrozze, catarifrangenti sul pettorale del cavallo e sui fianchi della carrozza. Altra novità, l’ambulanza per il pronto soccorso dei cavalli e il trasporto d’urgenza ad una clinica veterinaria. La vettura, con particolari caratteristiche tecniche, costerà 80 mila euro e sarà acquistata dal Comune. Verrà quindi stipulata una convenzione con il servizio veterinario dei Carabinieri, in base alla quale i militari metteranno a disposizione - per tutto l’anno e 24 ore su 24 - un ufficiale veterinario e un assistente tecnico. Le nuove sanzioni: sospensione per tre mesi della licenza in caso di prima o lieve violazione delle norme (andatura non conforme al regolamento, assenza delle misure di sicurezza, corse fuori itinerari previsti e fuori orario, mancanza del libretto di registrazione del servizio). Se le violazioni continueranno, scatterà la sospensione di sei mesi. Si arriverà, infine, alla sospensione definitiva per grave violazione, recidiva, condanna definitiva per maltrattamento degli animali, uso di un cavallo senza abilitazione. Sul fronte della riduzione delle carrozze a traino animale, le linee guida prevedono l’entrata in servizio di carrozze stile ’800 ma a trazione elettrica. Il prototipo sarà pronto entro due mesi e le carrozzelle elettriche potranno venir usate dai vetturini (che ne faranno richiesta) nei giorni feriali, al posto delle botticelle tradizionali - che potranno comunque essere impiegate nei giorni festivi e nei parchi -. Il progetto, sperimentale, ha un fondamento storico: a fine ’800 alcune carrozze a cavallo vennero sostituite da mezzi elettrici. L’azienda romana che li costruiva ne vendette cinquemila esemplari. “Per la prima volta, dopo tanti anni - ha dichiarato il sindaco Gianni Alemanno -, si tratta di un regolamento serio, basato su dati scientifici sull’attività delle botticelle. È una pagina importante nel rigoroso rispetto del benessere animale fondato su regole precise. Se le regole non verranno rispettate è chiaro che verrà messo tutto in discussione in chiave più restrittiva. L’obiettivo dell’amministrazione è stato quello di mantenere lo storico servizio delle botticelle, tutelando al contempo la salute e il benessere dei cavalli”. “C’è stato un lungo lavoro - ha aggiunto Alemanno - da parte nostra, una vera e propria svolta che sarà varata dal consiglio comunale a breve con una delibera”. Parallelamente a queste iniziative Alemanno ha preannunciato che si sta valutando la diminuzione progressiva delle licenze. Altro sistema previsto per ridurre il numero delle botticelle, la conversione delle licenze in licenze taxi. Al momento, ha fatto sapere il sindaco Alemanno, circa il 20% dei vetturini ha chiesto di passare dalla carrozza all’auto pubblica. ■


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Decreto 20 febbraio 2009 Info Regioni

Brucellosi, prorogato lo stato di emergenza a Caserta on decreto del presidente del Consiglio dei Ministri è stata disposta la proroga dello stato di emergenza della Provincia di Caserta e zone limitrofe, per fronteggiare il rischio sanitario connesso alla elevata diffusione della brucellosi negli allevamenti bufalini. La proroga si

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MOLISE: PROGRAMMA DI PREVENZIONE CONTRO IL RANDAGISMO u proposta dell'assessore Sandro Arco, la Giunta Regionale del Molise, ha approvato il programma stralcio per la prevenzione del randagismo. L'iter per la stesura del provvedimento è iniziato da alcuni mesi attraverso incontri formali ed informali con i vari soggetti interessati, alla luce di situazioni emergenziali venutesi a verificare nell'ultimo periodo in tutto il Molise. Le norme nazionali e regionali prevedono che la Regione, le Province, i Comuni e le Aziende sanitarie locali, con la collaborazione delle associazioni animalistiche, attuino, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, interventi e programmi per la prevenzione del randagismo. Le azioni programmate dalla Regione per controllare e prevenire il fenomeno saranno: l'identificazione di tutti i cani mediante applicazione del microchip e conseguente registrazione nella banca dati informatica dell'anagrafe canina; la cattura dei cani randagi, da ospitare nei canili comunali e successivamente, se non adottati o reclamati, nei rifugi ad essi collegati; la messa in atto di attività di controllo delle nascite mediante sterilizzazione dei cani ospitati nei suddetti ricoveri e, auspicabilmente, anche di quelli di proprietà. Inoltre sono previste iniziative incisive, attraverso i mezzi di informazione, per favorire l'affidamento dei cani randagi catturati, con il duplice obiettivo di dare loro una vita più dignitosa e di ridurre le spese di gestione a carico dei comuni per il loro mantenimento nelle strutture di ricovero ed attività di formazione ed aggiornamento continua dei soggetti interessati a diverso titolo alla prevenzione del randagismo come addetti alla cattura ed al mantenimento dei cani, volontari, addetti alla vigilanza, personale Asl, guardie zoofile. (Fonte: ANSA).

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rende necessaria, considerato che sono ancora in corso di realizzazione le iniziative di carattere straordinario ed urgente finalizzate al superamento del contesto emergenziale in rassegna. La situazione, si legge nel decreto, presenta ancora un "grave rischio per l'igiene e la salute pubblica derivante dalla possibile interruzione o dal rallentamento delle iniziative da eseguirsi in termini di somma urgenza da parte del Commissario delegato, con particolare riferimento agli interventi fina-

lizzati all'abbattimento dei capi bufalini infetti ed alla profilassi di quelli non infetti". Sono inoltre ancora in corso di svolgimento le iniziative, in regime derogatorio, finalizzate alla liquidazione ed al pagamento degli indennizzi a favore degli allevatori per i capi bufalini abbattuti. La proroga consentirà la prosecuzione ed il completamento degli interventi ancora necessari per il definitivo ritorno alla normalità". (Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 Marzo 2009) ■

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22 Attualità EGO-FAD

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Sangue e tumori: tutto quello che si può vedere in un prelievo a piattaforma EGO, il portale di EV srl per la formazione a distanza del medico veterinario si arricchisce di un nuovo corso on line a cura di Silvia Tasca: Sangue e tumori: tutto quello che si può vedere in un prelievo. Alle soglie del terzo millennio, il crescente interesse in veterinaria per l’oncologia ha per-

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messo negli ultimi anni lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche atte a garantire e migliorare la qualità del lavoro. Anche la medicina di laboratorio, in questo contesto di importanti sviluppi, ha acquisito un’applicabilità su larga scala, grazie alla maggior disponibilità di procedure diagnostiche in medicina veterinaria e alla presa di coscienza generale dell’importanza di tale scienza nell’approccio clinico al paziente.

A seguito di un evento neoplastico, in particolar modo, si possono generare molteplici alterazioni di laboratorio (segni clinici) causate dall’espansione locale e/o a distanza (metastasi) del tumore o indotte da fattori umorali (citochine, ormoni), secreti dal tessuto neoplastico o dal sistema immunitario contro il tumore stesso (sindrome paraneoplastica). L’identificazione di tali alterazioni risulta di notevole importanza in quanto le stesse posso-

no essere manifestazioni precoci di un evento neoplastico, possono risultare letali o influenzare la scelta terapeutica e/o chirurgica. La selezione di quali alterazioni descrivere si basa principalmente sulla frequenza del segno clinico e sulla specificità dello stesso. Il corso prenderà in esame: l’anemia, la leucocitosi, i disordini emostatici, la gammopatia monoclonale, l’eritrocitosi e l’eosinofilia, come alterazioni ematologiche e l’ipercalcemia e l’ipoglicemia in qualità di alterazioni metaboliche ed endocrine. Dall'area FAD del portale è possibile fruire di tutti i corsi FAD offerti dalla piattaforma EGO. I corsi disponibili on line (http://ego.evsrl.it/AreaFAD/) per l’aggiornamento a distanza sono 21. Alcuni corsi FAD sono ad accesso gratuito, altri a pagamento. L’offerta formativa è rivolta al settore degli animali da compagnia e al settore degli animali da reddito. È inoltre possibile prendere visione della versione demo dei prodotti formativi proposti. ■

FORMAZIONE A DISTANZA (FAD) V. srl ha sviluppato una propria piattaforma Edizioni Veterinarie E.V. srl in grado di gestire al meglio percorsi formativi ad elevato contenuto multimediale (audio, video). Tale piattaforma è utilizzata anche per l'erogazione di crediti ECM per via telematica. I percorsi formativi sono presentati da esperti riconosciuti delle diverse discipline e sono corredati da un esame finale con quiz a scelta multipla per la verifica dell'apprendimento.

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Delegazione SCIVAC Marche Dalle Associazioni

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La Radiologia dalla A alla D (diagnosi) di WALTER CROTTI omenica 15 febbraio si è tenuto il primo appuntamento per quanto riguarda l’attività della Delegazione Regionale Marche per il 2009. Ad Ancona è stato gradito ed apprezzato ospite il collega Massimo Vignoli, diplomato europeo in diagnostica per immagini, specialista in radiologia veterinaria. Argomenti della giornata sono stati i principi generali di radiologia, la metodica di esecuzione dell’esame e la radiologia del torace. Pochi sono in Italia gli specialisti in radiologia, cioè i colleghi che hanno frequentato la scuola di specializzazione di Torino, ed ancora meno i diplomati europei, pertanto la figura dell’esperto in diagnostica per immagini non è diffusa. Vi è una notevole differenza nell’approccio all’esecuzione ed alla interpretazione dell’immagine radiografica tra un radiologo abituato ad una esecuzione e lettura sistematica ed il veterinario pratico che effettua l’indagine radiografica ma che non utilizza un metodo preciso e ripetibile nell’esecuzione della procedura e nella interpretazione dell’immagine ottenuta. Tale differenza di approccio determina poi gli errori diagnostici. Per l’esecuzione di un buono studio radiografico per quanto riguarda la radiologia del torace non si deve prescindere da alcune caratteristiche.

l’utilizzo, nel caso di radiologia toracica, di mas molto bassi e kw alti essendo i mas il prodotto tra millampere e tempo di esposizione, utilizzando il massimo del milliamperaggio che la propria macchina permette si otterranno tempi di esposizione bassi. Vignoli consiglia tempi compresi tra i sette ed i tre milliesecondi. Chi non ha in automatico il calcolo dei mas dovrebbe settare la macchina con il massimo millamperaggio ed il minimo tempo di esposizione efficace, lavorando poi con i kw che in tutti i casi dovrebbero essere molto alti.

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IL CORRETTO POSIZIONAMENTO DEL PAZIENTE E LA CORRETTA SCELTA DEI DECUBITI Infatti nella radiologia addominale, scegliere il decubito destro o sinistro comporta variazioni notevoli nelle immagini ottenute e la scelta del posizionamento dipende dagli organi od

CORRETTA SCELTA ED UTILIZZO DEI MATERIALI

LA DELEGAZIONE SCIVAC MARCHE Da sinistra: Martina Andreoni (delegato regionale), Andrea Carletti (delegato regionale), Massimo Vignoli (relatore), Federico Leone (presidente delegazione), Walter Crotti (vicepresidente Delegazione).

Cassette pulite, esenti da macchie di liquidi di fissaggio e sviluppo, appropriata scelta degli schemi di rinforzo, (rapidi nel caso del torace) ed il corretto accoppiamento con pellicole di adeguate caratteristiche. I liquidi di sviluppo devono essere mantenuti alla giusta temperatura e rinnovati se esausti, adeguato fissaggio. L’uso della sviluppatrice automatica risolve il problema della standardizzazione dello sviluppo e fissaggio.

METODO DI LETTURA apparati che meglio vogliamo visualizzare. Nel caso specifico del torace anche la scelta tra posizione ventrodorsale o dorsoventrale è determinata dalla necessità di visualizzare meglio l’apparato cardiovascolare oppure lobi dorsali polmonari ed albero bronchiale. Si raccomanda anche un allineamento ideale del paziente per evitare rotazioni e distorsioni delle immagini. A tale proposito il relatore ha raccomandato la necessità di sedare i pazienti non collaborativi intubandoli ed insufflando con un pallone di ambu al momento dello scatto per non avere in decubito laterale il collasso del polmone più declive.

Università di Camerino Facoltà di Medicina Veterinaria

Matelica 27 marzo 2009 Polo didattico - Aula Magna Via Fidanza

Il medico umano e il medico veterinario: una sinergia nel controllo delle zoonosi alimentari Saluti di benvenuto (Magnifico Rettore, Preside di Facoltà) Zoonosi alimentari Prof. Anna Rita Loschi, UNICAM Programmi di monitoraggio e controllo nella produzione primaria Dott.ssa Gaetana Ferri, Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali Sistema d’Allerta Dott. Guglielmo D’Aurizio, Regione Marche Enter-net: sorveglianza delle infezioni da patogeni enterici. Attività dei Centri di Riferimento Regionali dell’Umbria e delle Marche Dott. Telemaco Cenci, IZS Umbria-Marche Le malattie virali trasmesse con gli alimenti Dott. Gualtiero Grilli, ASUR, Zona Territoriale n° 5 “L’analisi del rischio” nella comunicazione: il ruolo dei media Dott. Massimo Cecaro, Ass. Stampa Medica Italiana Intervento conclusivo Dott. Roberto Tomarelli, Regione Marche Interverranno: On. Francesca Martini (Sottosegretario alla Salute) Ass. Almerino Mezzolani (Assessore alla Salute Regione Marche) Con il patrocinio dell’Associazione Stampa Medica Italiana

LA CORRETTA SCELTA DEL MOMENTO DELL’ESPOSIZIONE (SCATTO) Immagini eseguite in inspirazione profonda oppure espirazione danno risultati e generano valutazioni completamente diversi, per quanto riguarda trachea, pattern e vasi polmonari, visibilità di lesioni neoplastiche e dimensioni della silohuette cardiaca.

LA CORRETTA SCELTA DEI PARAMETRI DI ESPOSIZIONE: TEMPI MOLTO BASSI, KW MOLTO ALTI Per standardizzare la metodica ed ottenere il massimo dal proprio apparecchio bisogna conoscerne le caratteristiche e scegliere le tecniche adeguate per le diverse caratteristiche dei tessuti ed apparati da studiare. È necessario

L’esecuzione della lettura si effettua con metodica standardizzata e ripetibile, comune e secondo i canoni descritti in letteratura, centripeta, basata sulla descrizione delle lesioni o dei pattern secondo i suddetti canoni, valutando gli organi e le strutture anche in base ai rapporti con quelle viciniori. La radiografia non dà il “nome della malattia”, ma permette l’acquisizione di informazioni che inserite in un contesto di dati porta alla formulazione di diagnosi differenziali e poi ad una possibile diagnosi definitiva. I numerosi colleghi presenti alla giornata, provenienti dalle Marche ma anche dalle Regioni vicine, testimoniano l’interesse per queste giornate. Un ringraziamento a loro e alle ditte Royal Canin, Merial e Pfizer. Il prossimo 4 ottobre, ad Ancona, avremo il professor Peirone a parlarci di patologie traumatiche dello scheletro appendicolare. ■


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24 Recensioni

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Qua la zampa, dottore! La giornata speciale di un veterinario ick Trout è un chirurgo della prestigiosa clinica veterinaria Angell Animal Medical Center di Boston e, proprio come per i medici ospedalieri degli uomini, le sue giornate sono spesso una corsa a perdifiato per la vita dei suoi pazienti (pelosi e non!); in gimcana tra zampe e piedi, tra guaiti e furiose ringhiate, miagolii o silenzi eloquenti, e altri strani suoni (come

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quelli dei padroni: sempre buffi, esigenti o straziati). Un quotidiano scandito da problemi ed episodi d’ogni sorta. A volte divertenti, finanche comici, altre volte drammatici. Fatti di quella piccola e grande drammaticità che solamente chi ha avuto un animale domestico conosce bene. Con uno stile avvincente e diretto, e con molta ironia e delicatezza, Qua la zampa, dottore! racconta ventiquattro ore nella clinica ve-

terinaria, alle prese con cani, gatti, furetti, tartarughe, umani… Memorabili scene, al limite della fantasia ma assolutamente vere. E commoventi. Tutto comincia alle 2:47, con una telefonata nel cuore della notte per salvare la vita di un cane… Pagine: 336 Euro: 16 Istituto Geografico De Agostini, 2008

IL COMPORTAMENTO DEGLI ANIMALI (…) Questo manuale agile e ben informato colma almeno due lacune nel panorama editoriale italiano. In primo luogo offre una trattazione ampia ed esaustiva di quello che è diventato uno dei settori di ricerca più importanti nella moderna scienza del comportamento animale: quello della cognizione animale. In secondo luogo il manuale include un capitolo sul benessere animale (strettamente collegato sia con i temi dell’etologia classica sia, soprattutto, con quelli della cognizione animale, che ne costituiscono le fondamenta). Non mancano, inoltre, una trattazione concisa dei fondamenti storici e delle basi evoluzionistiche ed eco-etologiche della disciplina, che garantiscono la completezza del manuale. Il libro è stato scritto da tre giovani studiosi che hanno offerto importanti e ben riconosciuti contributi alla ricerca sul comportamento animale a livello internazionale (…). Dalla prefazione di Giorgio Vallortigara

Autori: Valeria Anna Sovrano, Paolo Zucca Lucia Regolin Carocci Editore Pagg: 395 Prezzo: € 32,30


Dalle Aziende

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Condrostress® finalmente FeliX Dall’esperienza Innovet in condroprotezione nasce Condrostress®FeliX: il condroprotettore specifico per gatti con artrosi el gatto, come nel cane, l’artrosi è un problema serio. Recenti studi in questo settore hanno, infatti, contribuito a tracciare la “carta d’identità” di questa malattia: a) molto diffusa nel gatto anziano (artrosi primaria da senescenza), anche se presente nei soggetti giovani/adulti, in conseguenza di traumi (es. fratture) o malattie ortopediche primarie (es. displasie, lussazioni); b) scarsamente riconosciuta dal proprietario, ed assai spesso sottodiagnosticata dal medico veterinario; c) caratterizzata da una lunga serie di modifiche del comportamento e dello stile di vita abituale, frequentemente trascurate o fraintese come inevitabili segni dell’avanzare dell’età, ed oggi con-

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siderate la chiave per formulare una diagnosi certa e tempestiva; d) da trattare, infine, con una ragionata combinazione di approcci medici e strategie ambientali, in grado di agire con successo su cause, meccanismi e sintomi della malattia. Basandosi sull’esperienza maturata in oltre 10 anni di studio e di ricerca di soluzioni innovative per l’artrosi del piccolo animale, Innovet lancia sul mercato Condrostress®FeliX: supplemento nutrizionale indicato per proteggere le articolazioni dei gatti affetti da artrosi. Seguendo la strategia della “condroprotezione Innovet”, Condrostress®FeliX si basa sulla combinazione di sostanze capaci di agire “globalmente” sull’artrosi felina, controllando in modo naturale tutti i principali meccanismi scatenanti il danno articolare: condroitin solfato a basso peso molecolare (frazione N-

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SCS 5/20) e glucosamina (nella forma innovativa di Glupamid®), in grado di agire sinergicamente e garantire effetti condroprotettivi superiori; quercetina, un flavonoide naturale capace di proteggere i tessuti articolari dai danni ossidativi ed infiammatori; acidi grassi essenziali della serie omega-3 (EPA, DHA), efficaci nel ridurre l’infiammazione ed il dolore articolare, e migliorare la mobilità e l’interazione con il proprietario. Condrostress®FeliX è formulato in pasta orale, da somministrare al gatto alla dose di 1 ml al giorno ogni 5-6 kg di peso corporeo, per cicli di 90 giorni consecutivi, intervallati da 60 giorni di sospensione. Il prodotto deve essere utilizzato nell’ambito di un corretto piano di trattamento combinato dell’artrosi felina, consigliato dal Veterinario di fiducia. Per maggiori informazioni www.innovet.it ■

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21 - 22 MAR

VETERINARIA 9 | 2009

LE PROTEINE DELLA FASE ACUTA, UN AGGIORNAMENTO AL 2009 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lucia Tornaghi - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it EMERGENZE NEUROLOGICHE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lucia Tornaghi - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it DIAGNOSI DIFFICILI (E IMPOSSIBILI) IN CITOLOGIA DIAGNOSTICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lucia Tornaghi - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it 2° IT. OFTALMOLOGIA: III PARTE - OFTALMOLOGIA. VITREO, RETINA, NEUROFTALMOLOGIA, MALATTIE EREDITARIE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA FISSAZIONE INTERNA CON PLACCHE LCP A STABILITÀ ANGOLARE - Novotel Bologna Fiera, Bologna Via Michelino, 73 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it IL METODO HACCP: UNO STRUMENTO PER IL PERSEGUIMENTO DI OBIETTIVI DI SICUREZZA ALIMENTARE NELLA LEGISLAZIONE EUROPEA - Centro Studi E.V. - Palazzo Trecchi - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it IL CORSO SOVI-FSA PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE OCULARI EREDITARIE: IL PUNTO SULLE MALATTIE EREDITARIE DEL FONDO DELL’OCCHIO DEL CANE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Lucia Tornaghi - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA FELINA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lucia Tornaghi - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 E-mail: socspec@scivac.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DELL’APPARATO GENITALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lucia Tornaghi - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403509 - E-mail: socspec@scivac.it ELEMENTI PER UN CORRETTO APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO DELLA MALATTIA CARDIOVASCOLARE - Palagarden, Roges di Rende (CS) - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it COSA C’È DI NUOVO NELLA DIAGNOSI, PROGNOSI E TERAPIA DEI DISORDINI INFIAMMATORI CRONICI DELL’APPARATO GASTROENTERICO DEI PICCOLI ANIMALI - Jolly Hotel - Castenaso (BO) - VIA VILLANOVA 29/8 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it ADVANCED VETERINARY DIAGNOSTIC IMAGING: PRACTICAL AND INTERACTIVE CT WORKSHOP Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

INCONTRO SIMIV

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC Ultimi posti disponibili

21 - 22 MAR

laPROFESSIONE

INCONTRO SOVI INCONTRO SIOVET INCONTRO SVIDI

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA CORSO SCIVAC Attenzione: Iscrizioni chiuse per esaurimento posti.

CORSO SIVE INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA

INCONTRO REGIONALE SCIVAC SARDEGNA IN COLLABORAZIONE CON ASVAC E ORDINE DI CA CORSO ANMVI CORSO ANMVI SEMINARIO SCIVAC CORSO ANMVI

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC CAMPANIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA INCONTRO REGIONALE SCIVAC VALLE D’AOSTA

OFTALMOLOGIA VETERINARIA IN EVOLUZIONE: DAL CANE AGLI UCCELLI - Cagliari - Ordine dei Medici Veterinari - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI, LOTTA ANTINCENDIO E GESTIONE DELL’EMERGENZA - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio – Segreteria ANMVI – Tel. +39 0372 403537 – E-mail: info@anmvi.it CORSO PER DATORI DI LAVORO IN STRUTTURA VETERINARIA. LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it PROSPETTIVE IMMEDIATE E FUTURE IN ANESTESIA VETERINARIA - Vittoria Centro Congressi, Montecatini Terme - Via Baccelli, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - Email: info@anmvi.it MEDICINA E CHIRURGIA DEI RETTILI - Stazione Zoologica Anton Dohrn (Napoli) - Villa Comunale - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it COSA C’È DI NUOVO NELLA DIAGNOSI, PROGNOSI E TERAPIA DEI DISORDINI INFIAMMATORI CRONICI DELL’APPARATO GASTROENTERICO DEI PICCOLI ANIMALI - Hotel Miramare - Città Sant’angelo (PE) - Via Tito De Caesars, 8 ECM: Rich. Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it L’ESAME CITOLOGICO QUANDO MENO TE LO ASPETTI: OVVERO QUANDO LA DIAGNOSI È LETTERALMENTE SOTTO I TUOI OCCHI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA - Auditorium Comunale - Villair di Quart (AO) - Fraz. Bas Villair ,19 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO ANMVI / GPM / SCIVAC

SEMINARIO GPM - ANMVI- SCIVAC - Palermo - Sicilia - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Milena Migliavacca - - Tel. +39 0372 403536 - E-mail: management@anmvi.it

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2° IT. DERMATOLOGIA: III PARTE - TERAPIA IN DERMATOLOGIA DEL CANE E DEL GATTO: APPRENDIMENTO BASATO SUL PROBLEMA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it

Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

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Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 N. 46) art. 1, comma 1 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl Cusago (MI) Professione Veterinaria pubblica notizie d'attualità e di rassegna i cui contenuti non rispecchiano necessariamente il pensiero della Testata. Interventi e opinioni attribuibili a Professione Veterinaria e/o all'ANMVI vengono esplicitamente indicate come tali. Chiuso in stampa il 9 marzo 2009

SOLUZIONI

Indurimento dell’organo Lieve epatomegalia, senza mai causare alterazioni clinico-patologiche

10

QUIZ 2

25

Un nº variabile fra 10 e 25

Fragilità dell’organo, con possibili rotture spontanee e insufficienza epatica

QUIZ 1

Epatopatie, ma solo nei gatti persiani

Risposta corretta: d) Corso di Medicina e Chirurgia Aviare, SCIVAC-SIVAE, Cremona ottobre 2005

7

L’amiloidosi epatica felina causa nel fegato: Risposta corretta: d) Malattie epatiche nel cane e nel gatto, Seminario SCIVAC/AVULP, Perugia settembre 2005

Quanto vertebre cervicali hanno gli uccelli?



Professione Veterinaria, Anno 2009, Nr 9