Diverse specie n 4 | magazine di Essere Animali

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ANNO 3 SETTEMBRE 2017 N° 4

IL MAGAZINE DI ESSERE ANIMALI

OTTENIAMO RISULTATI PER GLI ANIMALI


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è il magazine di Essere Animali, associazione noEntriamo nell’inferno

profit che crede in una società senza crudeltà nei confronti degli animali. Ogni giorno ci impegniamo a costruirla tramite indagini che creano consapevolezza e con campagne che promuovono cambiamenti legislativi e spingono persone e aziende a

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compiere scelte virtuose. Scopri in queste pagine il nostro impegno Prosciutto crudele

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Visoni: nuova investigazione

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I o s c e l g o Ve g

Essere Animali onlus

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Via Mascarella 42/A 40126 Bologna CF 97676200153 Tel 02 87199702 Fax 02 89950142

C o m u n i c a r e Ve g

16 essereanimali.org info@essereanimali.org essereAnimali

L

essereAnimali

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essereAnimali

Essere animali in azione

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essereAnimali Direttore Responsabile Marco Di Cosmo Aut. Tribunale Bologna n° 8396 del 12/10/2015

Il nostro attivismo


EDITORIALE

Desiderare intensamente qualcosa non basta.

di abitudini radicate da migliaia da di anni. Ti parliamo

Non c’è lampada di Aladino da sfregare, non uscirà

degli strumenti con cui abbiamo scelto di percorrere

nessun genio. Molto dipende da noi ed è direttamente

i vari gradini: le nostre campagne e investigazioni

proporzionale alla fatica e al sacrificio che siamo

che negli ultimi mesi hanno portato alla chiusura di

disposti a compiere. Servono determinazione, serietà,

un allevamento intensivo e alla diffusione di nuove

autocritica, studio e pratica continui per affinare le

immagini in televisione. Ci sono i momenti di buio e

capacità che occorrono per avvicinarsi al proprio

sconforto, come quando entriamo negli allevamenti e

obiettivo, qualunque esso sia. E perché no, una buona

ci accorgiamo di quanto la sofferenza degli animali sia

dose di fortuna. Tutto ciò però potrebbe comunque non

qualcosa di reale. E ci sono gli ostacoli che si presentano

bastare. Vi sono risultati che rimangono estremamente

sul percorso, che a volte hanno la forma della censura,

difficili da raggiungere. Ma, se proprio non possiamo

come sta accadendo per la nostra prima indagine sugli

rinunciarvi, pensatori e manuali di organizzazione

allevamenti fornitori del Prosciutto di Parma, il cui video

consigliano di non perdere troppo tempo a cercare di

è stato oscurato dal web e per cui siamo stati denunciati.

vedere la cima di una scala ripida e insidiosa. Ci si può

Per la cima alla scala c’è una strada ancora molto lunga e

scoraggiare, meglio focalizzarsi sul primo gradino.

forse mai potremo dirci veramente arrivati, perché ogni

Si risparmiano energie che si possono poi dedicare al

passo in avanti occorrerà pure mantenerlo nel tempo.

secondo gradino, e così via. Chissà che un giorno non si

La linea del rispetto e dei diritti è infatti scolpita con

arrivi. C’è tutto questo nella rivista che hai tra le mani.

le battaglie vinte ma rimane pur sempre labile, frutto

Trovi un articolo in cui ti raccontiamo chi siamo

di complesse questioni economiche, politiche, etiche e

e cosa vogliamo, perché vogliamo farci conoscere

sociali sempre in divenire. Ma non importa se in questo

maggiormente a tutti i nostri soci.

momento non ne vediamo la fine. Noi siamo qui e ora e

C’è la consapevolezza di quanto sia difficile raggiungere

il nostro compito è il prossimo gradino.

la cima della scala, una società capace di vivere in armonia con gli animali. C’è una preziosa analisi su alcune strategie che possono aiutarci a superare il muro di indifferenza e pregiudizio che viene eretto a sostegno

Simone Montuschi Portavoce di Essere Animali


INVESTIGAZIONI

Francesco Ceccarelli Responsabile investigazioni - Essere Animali

ENTRIAMO NELL’INFERNO

E

ntriamo nell’inferno perché vogliamo per tutti un mondo migliore. Ogni tanto mi domando come verranno considerati, fra qualche generazione, quei ragazzi e quelle ragazze che in questi anni hanno filmato le terribili violenze subite dagli animali. Queste persone non stanno combattendo contro un esercito invasore che vuole imporre leggi liberticide e non denunciano chi con la forza mette in pericolo le loro stesse vite; queste persone non hanno nessun beneficio personale, non è in gioco né la loro sopravvivenza né la loro libertà, in quello che fanno hanno solo da perderci. E allora cos’è che li muove? Perché credono che sia ingiusto opprimere altri esseri viventi al fine di soddisfare i propri interessi.

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Entrano in veri e propri inferni (come chiamare altrimenti luoghi dove ti inseminano a forza, ti tengono chiusa in una gabbia grande come il tuo corpo, ti tolgono tuo figlio appena nato, lo mutilano e poi lo uccidono appena adolescente) perché credono che nel 2017 una società fondata su principi universalistici e solidali non debba più permettere queste prepotenze. Ecco, questo spirito di giustizia e partecipazione è forse l’unica cosa che hanno in comune con gli eroi del passato ma anche del presente, perché questi ragazzi e ragazze se non fossero dentro un allevamento o un macello, sarebbero su una nave che salva chi scappa dalla guerra o in qualche altra situazione dove c’è da aiutare chi ne ha bisogno.


Attraverso i nostri attivisti gli animali scoprono anche un contatto positivo, forse mai avuto prima, con gli esseri umani. 3


INVESTIGAZIONI

PROSCIUTTO CRUDELE IN POCHI MESI ABBIAMO REALIZZATO DUE INDAGINI SCONVOLGENTI, CON CUI ABBIAMO DOCUMENTATO LE CONDIZIONI DEI MAIALI ALLEVATI PER UN NOTO MARCHIO DOP, IL PROSCIUTTO DI PARMA.

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nche l’eccellenza italiana proviene dagli allevamenti intensivi, dove le condizioni di vita degli animali sono indescrivibili. Ci devono pensare dunque le immagini a mostrarle. Maiali lasciati morire agonizzanti, diffuso cannibalismo e violenze degli operatori non sono casi isolati. Il nostro team investigativo ha prima documentato per sei mesi un grande allevamento del Consorzio di Parma. Le immagini sono state tra-

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smesse per giorni nei telegiornali e anche i Forestali Carabinieri, intervenuti a seguito della nostra denuncia, hanno confermato la presenza di animali in grave stato di sofferenza. Condizioni simili sono state riscontrate anche in una seconda investigazione, per la quale abbiamo monitorato ben 8 allevamenti situati in 5 diverse province italiane. Lo scenario che si è aperto davanti ai nostri occhi è stato disarmante: maiali consumati dalle ferite, abbandonati

a loro stessi, costretti a vivere in un ambiente sovraffollato e sporco. Tutti animali destinati a diventare Prosciutto di Parma, un prodotto che detiene 1/3 del relativo mercato italiano. Immagini che hanno fatto il giro del mondo e sono state diffuse anche in Inghilterra, Cina e Hong Kong, generando un dibattito sulle scelte alimentari e sugli allevamenti intensivi che era proprio lo scopo delle nostre indagini.


CENSURATA LA LIBERA INFORMAZIONE! In seguito all’uscita della prima investiga-

accostato tali immagini al Consorzio stes-

Abbiamo dimostrato che lo è. Dopo que-

zione siamo stati denunciati dal Consorzio

so per offenderne la reputazione.

sta nuova investigazione il Consorzio ha

del Prosciutto di Parma per ‘diffamazione

Consideriamo questo sequestro un grave

dichiarato che i controlli non spettano a

a mezzo stampa’. Il GIP del Tribunale di

atto di censura a cui ci opporremo attra-

loro, che sono di competenza del Ministe-

Bologna ha accolto, ma solo in via prelimi-

verso le vie legali. Ma la nostra maggiore

ro e che la colpa è di alcuni allevatori che

nare, la tesi del Consorzio e il nostro video

risposta l’abbiamo sferrata diffondendo in

operano fuori dalle norme.

è stato oscurato dal web.

seguito un nuovo video realizzato all’inter-

Per noi la colpa è invece da ricercare ne-

Ci teniamo a precisare che non ci viene

no di altri 8 allevamenti fornitori del Pro-

gli allevamenti intensivi, un sistema indu-

contestata la veridicità delle immagini.

sciutto di Parma.

striale di produzione che non tiene mini-

Durante l’investigazione l’allevamento in

Ci hanno accusato di ‘generalizzare’, di

mamente conto delle esigenze etologiche

questione risultava essere a tutti gli effetti

voler far passare un singolo caso di incuria

degli animali. E nessuno ci può vietare di

un fornitore del Prosciutto di Parma.

e maltrattamento come se fosse un pro-

informare le persone su cosa accade in

Ciò di cui siamo accusati è, in sintesi, l’aver

blema più esteso.

questi allevamenti.

Andrea è uno degli investigatori che ha preso parte alle nostre indagini sul Prosciutto di Parma. I suoi occhi sono abbastanza provati da ciò che hanno visto ogni settimana, per diversi mesi. Non ricorda volentieri quei momenti, ma è convinto che sia giusto far conoscere la realtà che si cela dietro un prodotto tanto amato dagli italiani. Andrea è entrato negli allevamenti dotato di una delle armi più potente per raggiungere questo scopo: una telecamera. Ed è proprio questa che ha permesso di far vedere a milioni di persone corridoi sporchi di feci in cui giacevano i maiali feriti e malati, che spendevano le loro ultime energie per ricevere una carezza. Probabilmente la prima della loro brevissima vita. Uno dei suoi ricordi più vivi è l’odore nauseabondo di escrementi e sangue, che neanche la mascherina è stata in grado di attenuare. Ai due lati del corridoio decine di maiali ammassati gli uni sugli altri, molti dei quali in preda a comportamenti compulsivi, come quello di mordere le orecchie e la coda ai propri vicini.

IL RACCONTO DI ANDREA

Sei inerme e impotente, vorresti solo prenderne uno, e poi un altro, e un altro ancora, fino a liberarli tutti, e fuggire via”, racconta Andrea. La scelta di rimanere però, forse più difficile, sta generando i suoi frutti, perché sempre più persone hanno deciso di non contribuire a finanziare quella fabbrica di morte chiamata allevamento. 5


INVESTIGAZIONI

AGNELLI: LA NOSTRA INVESTIGAZIONE AL TG1 SIAMO RIUSCITI A FILMARE L’UCCISIONE DEGLI AGNELLI IN ALCUNI STABILIMENTI DI MACELLAZIONE ITALIANI. LE IMMAGINI, ANDATE IN ONDA AL TG1 E SUL TGR DI EMILIA ROMAGNA E LOMBARDIA PROPRIO A RIDOSSO DELLA PASQUA, SONO STATE VISTE DA MILIONI DI PERSONE, GENERANDO UN DIBATTITO DI CUI VEDIAMO GIÀ I RISULTATI.

L

a loro colpa è quella di essere dei cuccioli dalla carne tenera e di essere nati in un paese in cui la religione trasforma in tradizione una pratica cruenta che viene portata avanti da secoli: l’uccisione degli agnelli. Oltre alle prevedibili sofferenze degli animali, scaricati a forza dal camion e visibilmente impauriti, il nostro team investigativo ha riscontrato parecchie inadempienze da parte di numerosi operatori, che trattano gli animali come fossero oggetti. Abbiamo filmato agnelli costretti ad assistere alla morte dei loro simili, prima storditi con pinze che trasmettono scossa elettrica e successivamente uccisi con la iugulazione, ovvero il taglio delle vene giugulari della gola. Già nel 2015 eravamo riusciti a infiltrarci negli stabilimenti di macellazione. L’obiettivo è stimolare una riflessione nei consumatori e i numeri sembrano darci ragione: purtroppo oltre 400 mila agnelli vengono ancora macellati durante le festività pasquali, ma negli ultimi anni 2 italiani su 3 hanno scelto di non mangiarli per motivi etici. C’è ancora molto lavoro da fare, ma siamo sulla giusta strada.

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INVESTIGAZIONI

CHIUSO UN ALLEVAMENTO DI CONIGLI MANDAVA AL MACELLO 10 MILA CONIGLI OGNI ANNO. MA UNA NOSTRA INVESTIGAZIONE, TRASMESSA IN TELEVISIONE, HA SVELATO I MALTRATTAMENTI DI QUELLO CHE LA STAMPA HA RIBATTEZZATO: “ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI”. CON UNA DENUNCIA SIAMO RIUSCITI A FARLO CHIUDERE.

S

ono molte le potenzialità del nostro approccio investigativo. I filmati che realizziamo ci consentono di mostrare alle persone le condizioni degli animali allevati ma possono anche essere uno strumento legale. Tutto inizia nell’aprile dello scorso anno. Siamo in provincia di Forlì e con il nostro team investigativo c’è la giornalista Sara Giudice di La7, per realizzare un servizio sulla situazione in Italia degli allevamenti intensivi.

Appena varcata la porta notiamo una carriola piena di conigli morti. Quelli vivi sono in gran numero malati, con infezioni alle orecchie. Ma è il cumulo di feci nelle vasche di raccolta, poste sotto le gabbie, che desta la nostra attenzione. Una montagna di deiezioni, non smaltite, che arriva sino alle stesse gabbie e ingloba i conigli, che vivono immobilizzati dai loro escrementi. Il servizio in Tv viene visto da 1 milione di persone. Scoppia lo scandalo e il giorno seguente i Carabinieri Forestali effettuano un controllo. Viene accertata la “detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura” ed emesso un decreto penale di condanna per violazione dell’art. 727 c.p. e del D.Lgs 146/2011. Il proprietario chiude l’attività. Anche questo è un risultato delle investigazioni, che oltre a sensibilizzare le persone, aprono le gabbie degli animali.

Foto credit: The.Rohit

AIUTACI A FERMARE LA SOFFERENZA Le nostre indagini e i successi più importanti sono stati possibili grazie a chi ha detto semplicemente “Tutto il mondo deve conoscere queste atrocità!” Scommettiamo che l’hai pensato anche tu. E chissà quante volte. Diventando SUPPORTER del Team Investigativo di EA puoi realizzare questo desiderio! Una tua donazione mensile, anche di pochi euro, sarà linfa vitale per il lavoro di informazione, denuncia e salvataggio animali. Come Supporter potrai far vedere davvero a tutto il mondo le atrocità che accadono agli animali e generare cambiamento. Contiamo su di te! INFO su essereanimali.org/supporter

Ho scelto un lavoro difficile e rischioso, ma grazie a te io e altri attivisti del team continueremo a lavorare sotto copertura in allevamenti e macelli e mostrare a milioni di persone cosa accade davvero agli animali”. Roberto, infiltrato per Essere Animali 7


C A M PA G N E

DENTRO GLI ALLEVAMENTI DI VISONI

PER LA TERZA VOLTA IN QUATTRO ANNI SIAMO RIUSCITI A FILMARE LE CONDIZIONI DEI VISONI ALLEVATI IN ITALIA. IL VIDEO, NARRATO DA ROSITA CELENTANO, MOSTRA IMMAGINI STRAZIANTI E RAFFORZA LA CAMPAGNA ‘VISONI LIBERI’, PER L’ABOLIZIONE DEGLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI DA PELLICCIA.

N

el 2013 abbiamo svelato per la prima volta cosa accade ogni anno in Italia a 200 mila visoni, diffondendo sui telegiornali nazionali le immagini degli animali rinchiusi in piccole gabbie e poi uccisi in camere a gas. Con un difficile lavoro di indagine, frutto di ulteriori mesi di appostamenti, siamo riusciti a documentare ancora questi allevamenti, smascherando una realtà di sofferenza in un video diffuso su Corriere.it proprio in occasione della Settimana della Moda di Milano. Visoni feriti, colpiti da comportamenti stereotipati e costretti a convivere con i cadaveri nelle gabbie: purtroppo in questi anni nulla è cambiato. La nostra investigazione ha portato ad un’interrogazione, firmata da cinque deputati, in cui viene chiesto ai Ministeri competenti di avviare ogni iniziativa idonea a vietare tale attività.

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È imperdonabile infatti la dormienza della maggioranza del Parlamento Italiano, che non ha voluto dare seguito alle tre Proposte di Legge che avrebbero introdotto il divieto nazionale. E questo nonostante l’ampio consenso dell’opinione pubblica, con 220 mila firme da noi raccolte in diverse petizioni e l’86% degli italiani concorde con un divieto di cui va sottolineato anche il contesto economico favorevole. E cioè la presenza di pochi allevamenti, situati principalmente in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Un comportamento, quello di molti politici italiani, fuori dal mondo, nel senso letterale della parola. Infatti, e qui veniamo alle buone notizie, si moltiplicano ovunque i segnali positivi per gli animali. Per cui non demoralizziamoci: è in atto un cambiamento, purtroppo non veloce quanto vorremmo, ma in direzione di un futuro senza pellicce.


VENETO: Importante ricorso al TAR Assieme a LAV abbiamo sollevato la violazione di una legge regionale che consente agevolazioni di natura fiscale agli allevamenti di visoni, considerati inspiegabilmente come ‘non intensivi’. La posta in gioco è alta e i giornali locali hanno ribattezzato il nostro ricorso come “una battaglia in termini di diritto amministrativo di livello assoluto”.

Foto credit: Peyman Zehtab Fard

C A M PA G N E

SALVO IL CANE PROCIONE L’UE ha classificato questa specie come ‘invasiva’ e ne ha proibito l’allevamento e la commercializzazione. Erano 160 mila ogni anno gli animali uccisi per la loro pelliccia, principalmente in Polonia e Finlandia.

Nuovo studio conferma: LA PELLICCIA È CRUDELTÀ Una ricerca svedese evidenzia come maggiore spazio a disposizione e arricchimenti ambientali NON migliorino le problematiche che affliggono gli animali negli allevamenti.

SEGNALI POSITIVI DAL SETTORE DELLA MODA Il celebre magazine Vogue Paris ha condannato l’utilizzo di pellicce animali.

MAI PIÙ PELLICCE! ALLEVAMENTI: Boom di paesi che li dichiarano fuorilegge In Repubblica Ceca, dopo il filmato dell’associazione Obraz che documenta l’uccisione delle volpi tramite elettrocuzione, anche il Senato ha votato per l’abolizione, che diventerà effettiva dal 2019. I 10 allevamenti presenti, responsabili della morte di 20 mila visoni e 500 volpi, dovranno chiudere. In Olanda, quarto produttore mondiale di pellicce, la Corte Suprema ha confermato il divieto che, dal 2024, renderà illegale questa pratica. Divieto invece già attivo da quest’anno in Croazia, un tempo patria della produzione di pellicce di cincillà. Gli allevatori promettono battaglia per vanificare la legge, sostenuta però a gran voce dalla maggioranza della popolazione. In Belgio l’organizzazione Animal Rights ha documentato la terribile morte dei visoni posizionando una telecamera all’interno delle camere a gas. Il ministro per il benessere degli animali ha promesso la discussione di un divieto su scala nazionale entro fine anno. Garanzia d’impegno anche in Germania, dove è stata da poco votata una legge che porterà entro 5 anni alla chiusura di tutti gli stabilimenti, ora soggetti a restrizioni. In Giappone stop all’allevamento di visoni, specie alloctona e quindi potenziale pericolo per la biodiversità dell’isola. Le angoscianti condizioni di questi animali sono state filmate per la prima volta anche in Francia. Le immagini, diffuse da One Voice, hanno scosso l’opinione pubblica: un sondaggio ha rivelato che il 90% dei francesi è favorevole ad un eventuale divieto. 9


CAMPAGNE

ACQUARIO DI RIMINI LA (GIUSTA) FINE DI UN’EPOCA

A

bbiamo organizzato molte manifestazioni per denunciare la sofferenza degli animali che, per 50 anni, sono stati costretti a vivere in una piscina a pochi metri dal loro habitat naturale: il mare. Finalmente potremo dedicarci ad altro perché il delfinario di Rimini, ora ‘acquario’, quest’anno non ha ottenuto i permessi necessari per l’apertura. E auspichiamo non li ottenga più.

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I delfini erano già stati sequestrati dalla Procura di Rimini, nel 2013, quando vennero riscontrate condizioni non idonee ad ospitare la specie. Da quel momento gli spettacoli hanno visto come protagoniste le otarie, esibite sfruttando una licenza di ‘spettacolo viaggiante’. La svolta proprio all’inizio di questa stagione estiva: alcune opere realizzate all’interno della struttura sono abusive, autorizzazione negata e chiusura immediata.


USA Chiude “Il più grande spettacolo del mondo” In America il circo Barnum era un’istituzione, il circo più grande e longevo del mondo, che aveva anche ispirato film come Dumbo. Si pensava non potesse chiudere mai e invece dopo 146 anni abbassa il sipario. Il Barnum era stato al centro di moltissime polemiche e proteste per l’utilizzo di animali, soprattutto per gli elefanti, su cui erano stati filmati e fotografati più volte maltrattamenti e metodi violenti. Dopo decine di anni di proteste il circo Barnum aveva smesso proprio lo scorso anno di utilizzare gli elefanti, mandandoli in pensione in una riserva. Poi la notizia che ha fatto il giro del mondo: chiuso per sempre, la gente non è più interessata al circo.

Foto credit: tbo.com

NEWS DAL MONDO

PORTOGALLO Piatti vegan in tutte le mense

FRANCIA Una nuova legge chiuderà i delfinari Nel mese di maggio il governo francese ha annunciato che non sarà più consentito far riprodurre in cattività delfini e orche. Inoltre, ha eliminato il diritto di detenere in cattività balene, delfini e focene, a esclusione degli animali già presenti in strutture attive. Tutto ciò significa la fine di “allevamento, di scambio e di programmi di importazione”, e in parole povere porterà a breve alla chiusura degli spettacoli con animali marini in tutto il Paese. Recentemente anche la città di Barcelona, in Spagna, aveva votato per uno stop ai delfinari, che nel 2019 porterà alla chiusura della struttura cittadina in cui sono rinchiusi 4 delfini.

Una buona notizia per vegetariani e vegani: a maggio è stato votato un disegno di legge che richiede la presenza in tutte le mense pubbliche di almeno un piatto senza prodotti di origine animale. La norma è il risultato di una petizione firmata da più di 15.000 persone e garantirà a vegetariani e vegani un pasto adeguato e bilanciato nelle mense di scuole, università, ospedali e prigioni di tutto il Portogallo. Inoltre, il DGS (Direzione Generale della Sanità) ha redatto un manuale per aiutare chiunque desideri seguire una dieta vegetariana correttamente bilanciata.

GERMANIA Al Ministero dell’Ambiente niente carne per gli eventi ufficiali Da febbraio di quest’anno in tutti gli eventi ufficiali del Ministero dell’Ambiente non vengono più serviti carne o pesce. Tramite email il Ministro Barbara Hendricks ha informato i responsabili mensa e catering di questa nuova disposizione, che prevede inoltre esclusivo utilizzo di cibo biologico. Una scelta importante e pionieristica, presa per dare l’esempio su come si possa rispettare l’ambiente anche a tavola, visto l’enorme impatto ambientale dei prodotti di origine animale. La decisione per il momento si limita agli eventi ufficiali come convegni, conferenze, riunioni formali e non va a modificare il cibo servito nella mensa. 11


S C E LTA V E G A N

UN NUOVO PROGETTO PER UN GRANDE CAMBIAMENTO

I

ntraprendere un cambiamento verso un’alimentazione priva di prodotti animali è una delle scelte più importanti che possiamo fare. È un modo per dimostrare quale mondo desideriamo e iniziare concretamente a crearlo, oggi stesso. Modificare le proprie abitudini a volte può sembrare difficile, sempre più persone sono infatti interessate a questi temi ma si dicono non in grado di fare un passaggio ad un’alimentazione vegan. Questo per una serie di difficoltà: pressioni sociali, mancanza di alternative, di motivazione e giusta pianificazione dei passaggi. Proprio per questi motivi abbiamo deciso di creare il progetto IoScelgoVeg. Un progetto utile e pratico con lo sco-

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po di presentare questa scelta da un punto di vista positivo, per far capire che non si tratta di privazione, ma anzi di un continuo arricchimento, scoperta di nuovi alimenti, ricette e ovviamente un beneficio per la salute. Inaugurato ad Aprile il sito ha già avuto un grande successo: in questi mesi ha superato gli 80mila visitatori, un traguardo molto importate! Si parte dai consigli su come iniziare a sostituire gli abituali alimenti nella propria spesa, alle pagine curate dalla nutrizionista Denise Filippin, per un’alimentazione adatta ad ogni tipo di età e fase di crescita, ad oltre 250 ricette dei 30 chef e foodblogger più famosi d’Italia. Inoltre non manca un blog sempre aggiornato con tanti articoli di ap-

profondimento e curiosità dal mondo vegan. IoScelgoVeg non è solo un sito, è un progetto in continua evoluzione, una piattaforma da cui svilupperemo eventi e nuove campagne di comunicazione che coinvolgeranno anche aziende e istituzioni. Da qui nascono il #LunediVeg e la #SettimanaVeg, per chi ha bisogno di iniziare con piccoli passi per arrivare lontano. Una parte specifica del sito facilita chi è alla ricerca di un pasto vegan anche fuori casa, è infatti consultabile un database aggiornato con tutti i ristoranti e locali di tutta Italia che propongono, tra le loro offerte, anche un menù vegan. Grazie ad un motore di ricerca, scegliendo la propria città, vengono selezionati tutti i locali della zona.


S C E LTA V E G A N

IOSCELGOVEG SARÀ PRESTO ANCHE FUORI DAL WEB! A ottobre avvieremo la nostra nuova CAMPAGNA INFORMATIVA NELLE UNIVERSITÀ! Saremo presenti settimanalmente davanti agli atenei di Milano e Bologna, dove distribuiremo 20mila opuscoli motivazionali con tutte le informazioni necessarie per intraprendere questa scelta e in seguito proporremo anche conferenze e momenti di incontro per stabilire li risultati della campagna informativa. Questo è solo il principio di un lungo percorso, ricco di progetti e di idee in continua crescita. Un percorso che inizia da qui: www.ioscelgoveg.it

Anche la quarta edizione della Settimana Veg è stata un successo: un’iniziativa utile, che aiuta a muovere i primi passi verso un nuovo modo di alimentarsi, escludendo dalla propria dieta ogni prodotto di origine animale. Quest’anno il format è stato leggermente modificato per rendere questi 7 giorni ancora più facili per tutti e soprattutto efficaci. Abbiamo aggiunto diversi consigli base su come iniziare a sostituire i prodotti anche durante la spesa. Ogni giorno è completato dagli accorgimenti e il parere della nutrizionista per un menù sano ed equilibrato. Ovviamente, oltre ai suggerimenti su come rendere veg i propri pasti abituali, non possono mancare le ricette degli Chef: una ricetta speciale per ogni giorno.

6800 21% vegani

35% vegetariani

98%

Persone che hanno scaricato il ricettario-guida Settimana Veg 2017 19% pescetariani 25% onnivori

Il 23% ha seguito un’alimentazione vegana per i 7 giorni.

Il 39% tra i 4 e i 6 giorni, una buona media per chi sta iniziando.

Il 92% si sta impegnando anche dopo la Settimana Veg a seguire questa alimentazione o arrivarci piano piano, un dato in aumento rispetto agli scorsi anni. Persone che hanno definito utile l’esperienza e la rifarebbero

Per scaricare il ricettario guida vai su www.settimanaveg.it 13


COMUNICARE VEG

L’IMPORTANZA DI UNA BUONA COMUNICAZIONE INTERVISTA A TOBIAS LEENAERT

Tobias Leenaert è conosciuto per il suo blog Vegan Strategist, in cui scrive e condivide riflessioni molto interessanti e stimolanti. Il suo scopo è finalizzato a una migliore comunicazione della scelta vegan e alla diffusione di approcci meno ortodossi che, a suo parere, potrebbero avere un’influenza positiva per gli animali. Dopo quindici anni alla guida dell’associazione belga Ehical Vegetarian Alternative, che aveva ottenuto importanti successi, ha scelto un ruolo diverso: adesso analizza le possibilità, forze, limiti e debolezze del movimento e spinge più di tutto a riflettere, senza mai dare per scontato nulla di quanto mettiamo in pratica come attivismo o scelte personali. Oltre a tenere interessanti conferenze in tutto il mondo Tobias ha fondato assieme a Melanie Joy il Center for Effective Advocacy (Ceva), con il quale organizzano seminari formativi per attivisti, ed è tra i fondatori della neonata associazione internazionale ProVeg. Tobias ha inoltre recentemente pubblicato il suo primo libro e proprio partendo da questo abbiamo voluto fargli delle domande. In Italia c’è sicuramente bisogno di riflettere sull’importanza di una comunicazione più efficace e Tobias ci offre alcuni utili spunti.

Il libro che hai appena pubblicato si intitola “Come creare un mondo vegano”. Puoi brevemente descrivere il focus del tuo lavoro e perché lo stai facendo?

I

l libro è scritto per persone che sono già vegetariane o vegane e vuole aiutarle a essere più efficaci. L’ho scritto perché mi sono accorto che se tutti i milioni di vegetariani e vegani nel mondo facessero sensibilizzazione nel modo più efficace, questo potrebbe davvero cambiare le cose. Non pretendo di avere tutte le risposte, ma offro delle strategie che spero i vegani vogliano perlomeno prendere in considerazione. Una delle mie ambizioni e speranze è che il movimento vegano e per i diritti animali impari a pensare fuori dagli schemi.

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Definisci il tuo “un approccio pragmatico”. Qual è la differenza con quello non pragmatico?

I

l mio approccio è pragmatico in diversi modi: il libro mostra come una massa critica di persone che riduce il consumo di prodotti animali sia strategicamente molto importante per creare un mondo vegano. Spiego inoltre perché come attivisti non dobbiamo per forza usare sempre argomenti morali (riguardo gli animali). Questo è pragmatismo riguardo gli arogmenti che utilizziamo. Le persone possono iniziare a preoccuparsi per gli animali come risultato di un cambiamento di comportamento per altri motivi (per es. quando uno inizia una dieta prevalentemente vegetale per motivi di salute). Inoltre enfatizzo l’importanza dell’ambiente in cui viviamo: dobbiamo fare in modo che per la gente il cambiamento sia più facile possibile. E, per ultimo, suggerisco che un concetto di veganismo un pochino meno rigido potrebbe essere una buona cosa.


COMUNICARE VEG

Durante le tue conferenze spieghi quanto sia più importante porre attenzione su ciò che esce dalla bocca rispetto a ciò che vi entra. Cosa significa?

C

iò che mangiamo (ciò che entra nella nostra bocca) è il focus di così tanta attenzione da parte nostra, ma possiamo salvare molti più animali con il modo in cui comunichiamo (le parole che escono dalla nostra bocca). Quando riusciamo a convincere un’altra persona a mangiare meno prodotti animali o diventare vegana, possiamo raddoppiare il nostro impatto. Quindi significa che in qualuqnue momento essere un buon ambasciatore del veganismo è più importante rispetto a essere estremamente coerenti nelle nostre abitudini alimentari. Gli attivisti hanno promosso la scelta vegetariana e vegana per molti anni ma il numero di persone che ha cambiato dieta rimane comunque ancora basso. Pensi che sia a causa di nostri stessi sbagli o che ci siano delle ragioni strutturali nella società?

P

ossiamo di sicuro far meglio, ma ovviamente non possiamo addossarci tutte le colpe. La cosa più importante è rimanere flessibili, aperti a imparare e migliorare. In realtà credo che siamo vicini a raggiungere un punto di non ritorno. Ma, mi chiedo, se sarà l’attivismo o il business ad avere il ruolo centrale in tutto questo negli anni futuri… Dunque, quali pensi potrebbero essere dei fattori trainanti per creare un mondo vegano?

S

ono molto ottimista rispetto alla nuova generazione di alternative vegetali, incluse le future alternative a base cellulare.

Un’altro fattore cruciale sono le somme che vengono investite oggi in questi prodotti. Il profitto è un nuovo motore per entrare nel business vegano, e quando le persone possono fare soldi sono altamente motivate. Dovremmo vederlo come un fattore positivo, anche se ovviamente non è la stessa motivazione che spinge noi. Spesso analizzi il modo in cui i vegani parlano di veganismo e promuovono questa scelta. Puoi descriverci cosa è quella che chiami “neoveganite”?

L

a “neo-veganite” è l’attitudine di chi è vegano da poco tempo ed è così passionale rispetto a questa nuova idea da perdere di vista cosa sia davvero efficace e cosa invece controproducente. Sfortunatamente alcuni vegani sembrano soffrire di “neo-veganite” anche molti anni dopo. Se dovessi scegliere solo una cosa che non dovremmo fare nel promuovere il veganismo, quale sarebbe?

C

redo che sarebbe bene se smettessimo di presentarla come una scelta “o tutto o niente”, e che non sei vegano se solo fai uno o due strappi l’anno. Potremmo reclutare molte più persone se non presentassimo la scelta vegana come qualcosa di estremamente rigido. E quale invece il consiglio positivo che ti sentiresti di dare?

E

ssere sempre aperti, razionali, empatici e ottimisti! : )

Per leggere di più www.veganstrategist.com

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EA IN AZIONE

BRESCIA

MILANO

21 GENNAIO Abbiamo portato in strada una gabbia di visoni

24 FEBBRAIO Durante la Fashion Week abbiamo liberato dei

con dentro le immagini video delle nostre investigazioni.

visoni tra le palme in Piazza del Duomo. Un’azione di cui han-

Per fare capire alle persone come vivono 200.000 animali

no parlato tutti i media.

negli allevamenti italiani.

FIRENZE - MILANO

MARZO - MAGGIO Salvati oltre 6mila rospi bufobufo durante

8 APRILE Un flash mob per dire che a Pasqua tutti gli animali

il periodo della loro migrazione.

devono essere salvati.

ANCONA

16

BRESCIA

MILANO

9 APRILE Infopoint nel centro di Ancona con quiz interattivo

20 APRILE Protesta davanti agli uffici di Carrefour Italia

sulla vita degli animali negli allevamenti.

per chiedere di mettere il Foie Gras #viadagliscaffali


EA IN AZIONE

RIFUGIO MILETTA

PROVINCIA DI LODI

18 GIUGNO Durante la premiazione dei bambini vincitori del

24 LUGLIO In azione davanti a un allevamento intensivo di

Premio Felice (concorso per giovani scrittori) abbiamo dona-

maiali.

to 1.500€ al rifugio Miletta.

Brenda Ferretti Responsabile attivismo - Essere Animali

ESSERE ANIMALI IN AZIONE

I

n queste pagine si trovano solo alcune delle azioni e proteste che abbiamo realizzato negli ultimi mesi: dai più semplici infopoint, alle giornate di sensibilizzazione nei Rifugi, fino ad azioni dimostrative e al salvataggio diretto di animali. Il nostro scopo è quello di ideare iniziative sempre più efficaci e innovative, per sensibilizzare l’opinione pubblica, attirando dove possibile anche l’attenzione dei media, e portare alla luce la realtà e le condizioni in cui vivono gli animali. Molte di queste azioni sono parte di campagne nazionali, come quella promossa davanti agli uffici Carrefour a Milano contro la vendita del foie gras. Affiancare a queste campagne anche giornate di protesta, sia in strada che sul web, aiuta senza dubbio a rafforzare il messaggio e la richiesta che

facciamo alle aziende. Grazie a questa campagna abbiamo ottenuto importanti risultati, convincendo già 4 catene nazionali a cessare la vendita di questo prodotto di sofferenza. Altre si possono invece definire di sensibilizzazione come i volantinaggi mirati, oppure i flashmob. Anche le più semplici azioni possono rivelarsi davvero efficaci! In tutti questi casi gioca un ruolo fondamentale la creatività, per rendere l’azione più originale, attirare l’attenzione e rendere più incisivo il messaggio che vogliamo dare. Nei prossimi mesi abbiamo in programma tante nuove attività e abbiamo bisogno della tua partecipazione. Se vuoi fare la differenza visita la pagina: essereanimali.org/diventa-volontario 17


EA IN AZIONE

Claudio Pomo Responsabile campagne - Essere Animali

CHI SIAMO E COSA VOGLIAMO?

Q

uella che sembra una domanda filosofica o un banale dubbio esistenziale è in realtà il punto di partenza di ogni percorso. Il lavoro di un’associazione non può infatti essere svolto senza prima aver cercato di formulare una risposta adeguata a questa domanda. Per quanto ci riguarda nulla si fa per caso e dietro a ogni strategia e strada intrapresa ci sono delle motivazioni. Capire quel “cosa vogliamo” significa definire i propri obiettivi, quello che nel gergo si chiama Mission dell’associazione. Che poi dire vogliamo un mondo dove non esistano sfruttamento e violenza e tutti gli animali abbiano diritti è piuttosto facile. Il difficile è poi trovare le strade per realizzarla questa Mission e ottenere risultati. Però intanto si iniziano a definire gli obiettivi, che sono spesso diversi da associazione ad associazione. Il “chi siamo” è poi proprio questo: avere ben chiaro il motivo per cui si crea un progetto. Qualcuno lavora su animali selvatici, altri specificatamente sulla caccia oppure per promuovere alternative alla sperimentazione animale. Nel chi siamo rientra anche come si lavora, che può essere dal gestire direttamente un rifugio al promuovere leggi o creare campagne di sensibilizzazione.

LA MISSION DI ESSERE ANIMALI

Obiettivo dell’associazione è contri18

buire a costruire una società in cui gli animali non siano considerati, e di conseguenza trattati, come mere risorse, ma singoli individui ognuno con un proprio diritto intrinseco alla vita e alla libertà. Un concetto semplice ma capace di scardinare tutte le basi su cui è fondata questa società. Applicarlo significa infatti porre fine alla produzione di pellicce, agli spettacoli con animali e alla cattività per fini espositivi, così come agli esperimenti in cui sono cavie, agli allevamenti e ai macelli. Essere Animali è un’associazione di carattere abolizionista: il percorso intrapreso mira a formare una massa critica composta da milioni di persone, capace di ottenere cambiamenti nei consumi, nella produzione e legislativi, per giungere all’abolizione di tutte le forme di sfruttamento degli animali.

IL PROBLEMA CHE AFFRONTIAMO

Ci sono tante forme di sfruttamento degli animali e tanti campi in cui impegnarsi. Noi abbiamo deciso di dare il massimo utilizzando energie e risorse nel modo che riteniamo più strategico. Dove c’è più bisogno Affrontiamo argomenti su cui poche associazioni lavorano e usiamo strategie innovative ed efficaci come le investigazioni, assenti in Italia fino alla nascita di Essere Animali nel 2011.

In particolare puntiamo su allevamenti e macelli, luoghi in cui la tutela degli animali è quasi assente e che è urgente mettere in discussione. Il nostro lavoro di investigazione ha contribuito significativamente ad aprire un dibattito sociale, politico e mediatico su questo problema. Dove si può avere maggiore impatto L’industria alimentare uccide ogni anno 600 milioni di animali solamente in Italia, un numero fino a mille volte più alto rispetto ad altre forme di sfruttamento. Inoltre è il problema dove ogni persona con le proprie scelte può avere un impatto maggiore sugli animali (si stima che ogni persona che passa ad un’alimentazione vegetale possa salvarne anche 100 l’anno). Dove si possono ottenere risultati Valutiamo attentamente ogni nostra campagna e mettiamo energie e risorse dove è possibile ottenere risultati concreti o salvare direttamente animali. Dove si può cambiare qualcosa Abolire definitivamente forme e pratiche di sfruttamento significa far fare a questa società un grande passo in avanti. Ovviamente i tempi non sono maturi per simili leggi in tutti gli ambiti dello sfruttamento, motivo per cui è necessario selezionare le giuste campagne. Il nostro obiettivo principale è il divieto di allevamento di animali da pelliccia, già ottenuto in diversi paesi europei e sostenuto dalla maggior parte della popolazione.


EA IN AZIONE

IL NOSTRO ATTIVISMO IN TRE PAROLE

AGIRE

PROMUOVERE

Le numerose attività portate avanti dai

Essere Animali crede fortemente nel

gruppi attivi sul territorio nazionale riflet-

cambiamento virtuoso della società. Pro-

INFORMARE

tono pienamente lo spirito pragmatico

prio per questo si impegna in attività che

Essere Animali crede che denunciare un

di Essere Animali. Se l’informazione può

promuovano un positivo cambio di rotta

problema sia il primo passo per risolver-

considerarsi il primo step, l’azione è sicu-

nella considerazione e nel rispetto degli

lo, per questo dedica molto impegno

ramente il secondo. Per questo le perso-

animali, sia nelle sedi istituzionali che nel-

nella realizzazione di indagini di stampo

ne oltre a essere informate vengono an-

la stessa società civile.

giornalistico. Questo ha permesso di ren-

che coinvolte in campagne di pressione,

Promuoviamo

dere visibile, spesso per la prima volta,

stimolandole così a impegnarsi in prima

azione di concreta opposizione alle in-

cosa accade dietro le porte degli alleva-

persona con iniziative di strada e online,

descrivibili sofferenze che avvengono

menti o dei macelli, situazioni altrimenti

con il supporto di petizioni e altre forme

ogni giorno negli allevamenti e nei ma-

inaccessibili al pubblico. Perché la realtà

di media-attivismo. Tra le azioni compiu-

celli. Inoltre portiamo avanti azioni legali

è completamente diversa da ciò che si

te dall’associazione si annoverano anche

in favore dei diritti animali e in parallelo

vede nelle pubblicità.

coraggiosi atti di disobbedienza civile e

sviluppiamo strategie che incoraggino le

Difendiamo la libertà d’informazione af-

salvataggi di animali dagli allevamenti in-

aziende ad attuare policies più attente

finché ognuno possa prendere decisioni

tensivi. Ogni individuo che viene liberato,

nei loro confronti.

consapevoli riguardo consumi e abitudi-

curato e mantenuto diventa un ambascia-

La nostra strategia è pensata come un

ni. Migliaia di persone hanno cambiato

tore della propria specie, un sopravvissu-

piano di cambiamento nel lungo termi-

vita dopo aver visto le nostre indagini. La

to a un sistema di abusi e maltrattamen-

ne a livello della società, e strutturiamo

nostra attività di sensibilizzazione avvie-

ti. Essere Animali li rende protagonisti

campagne e attività in quella direzione.

ne sia online, tramite i siti internet dell’as-

di campagne tematiche che mostrano

Per iniziare oggi un cammino indirizzato

sociazione e i social network, ma anche

la loro nuova vita, un’anticipazione del

verso il futuro. Quel futuro che non vedrà

con eventi in diverse città italiane, come

mondo che l’associazione si impegna a

più nessun animale sfruttato o in gabbia.

info-point, conferenze e festivals.

costruire.

la

scelta

vegan

come

ALCUNI NUMERI DI ESSERE ANIMALI

19


SOSTIENICI Essere Animali è un team, fatto da tantissime persone. Una di queste sei proprio tu. Solo il tuo sostegno rende possibile realizzare investigazioni, chiudere allevamenti, salvare animali, creare consapevolezza e cambiamento. Senza di te le pagine di questa rivista non potrebbero riempirsi di risultati importanti, ma sarebbero tristemente vuote. Scegli di essere dei nostri. Gli animali contano su di te!

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ABELINA L’abbiamo salvata quando era una cucciola. Era nata in un allevamento intensivo e sarebbe diventata un prosciutto. Dopo quattro anni è gigante ma adora ancora le coccole!