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Quo Vadis? Scopri l’Italia con ESN

ERASMUS ANNIVERSARY


Prefazione Cercare all'estero opportunità di crescita personale e accademica come quelle offerte dalla mobilità Erasmus+ è una sfida molto importante. In una decisione del genere giocano molti fattori: personali, accademici, di prospettiva professionale. Per condurre i propri colleghi studenti stranieri in tale percorso decisionale, ESN Italia ha raccolto in questa Guida tutte le informazioni e i suggerimenti utili per vivere al meglio un'esperienza di crescita nel nostro Paese. L’Italia è di per sé una destinazione molto appetibile: il nostro mondo accademico offre realtà di assoluta eccellenza, le nostre città d’arte sono luoghi ideali per vivere e formarsi. Questa guida è uno strumento agile, fruibile e completo che rende ancor più semplice trasferirsi nel nostro Paese cogliendo tutte le opportunità esistenti. Per questo, l'Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire è lieta di affiancare ancora una volta ESN Italia, una realtà da sempre impegnata a sostenere gli studenti internazionali che scelgono l'Italia come progetto di crescita.

Flaminio Galli Direttore Generale Agenzia Nazionale Erasmus Plus - INDIRE


Ancona

SINTESI STORICA

Generalmente si considera inizio della millenaria storia di Ancona la fondazione greca; questo è esatto considerando Ancona come città; prima di essere città, però, Ancona esisteva come villaggio o come insieme di villaggi; gli scavi archeologici infatti ci informano dell'esistenza di tre centri durante l'Età del bronzo e di uno nell'Età del ferro, quest'ultimo riferibile alla civiltà picena. Ancona diviene città dunque nel 387 a.C., il centro piceno venne pacificamente assorbito da quello greco. La città rimase per circa due secoli una fiorente colonia greca. In seguito fu alleata e poi municipium di Roma, essendo un attivo porto di comunicazione tra la capitale e l'Oriente. Ebbe particolare importanza sotto l'impero di Traiano. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, in seguito alla guerra gotico-bizantina, fu una delle pentapoli dell'Impero Bizantino. Dopo il Mille la città entrò nel periodo più splendido della sua storia, ossia quello in cui fu libero comune e repubblica marinara. Durante i suoi cinque secoli di indipendenza si distinse dalle altre repubbliche marinare per il suo comportamento: non intraprese mai guerre contro altre città, contenta del proprio rapporto con il mare e con l'Oriente; si dovette invece difendere spesso da attacchi nemici, uscendone spesso vincitrice anche se dopo molte sofferenze. A partire dalla sua fondazione, Ancona ha sempre avuto un rapporto intenso con il mare, la navigazione e l'Oriente, rapporto che ancor oggi caratterizza la città. Nel 1532 entrò a far parte dello Stato Pontificio, entro il quale fu fiorente sotto papa Clemente VII. Dopo la Rivoluzione francese divenne la Repubblica napoleonica anconitana. Partecipò attivamente al Risorgimento italiano, soprattutto durante i fatti del 1848-1849; nel 1860 entrò nel Regno d'Italia e rivestì nei primi dieci anni di regno un importante ruolo militare. Fu nota nei primi anni del Novecento per il suo spirito ribelle, che la portò per due volte ad essere scena di rivolte poi propagatesi in tutta la nazione: la “Settimana rossa” e la “rivolta dei Bersaglieri”.

Contatti ESN Ancona +39 328 09 11 099 www.esnancona.it ancona@esn.it esan.erasmusancona EsnAncona esnancona Via Marche 1A/b 60015 Falconara Marittima (AN)


LA CITTÀ OGGI Ancona è un comune italiano di 100.261 abitanti, della provincia omonima e delle Marche. Affacciata sul mare Adriatico, possiede uno dei maggiori porti italiani. Città d'arte con un centro storico ricco di monumenti e con una storia millenaria, è uno dei principali centri economici della regione, oltre che suo principale centro urbano per dimensioni e popolazione. Protesa verso il mare, la città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge il più ampio porto naturale dell'Adriatico centrale. I Greci di Siracusa, che fondarono la città nel 387 a.C., notarono la forma di questo promontorio e per questo motivo chiamarono la nuova città Ἀγκών, "ankòn", che in greco significa gomito. L'origine greca di Ancona è ricordata dall'epiteto con la quale è conosciuta: la "città dorica". In base a studi statistici, la sua area metropolitana oggi interessa dai 280.000 ai 350.000 abitanti. Un importante evento per la città, nei primi decenni del dopoguerra, fu la fondazione dell'università, con l'apertura della facoltà di Economia nel 1959 come dipendente dall'Università di Urbino; tra i fondatori troviamo anche il noto economista anconetano Giorgio Fuà. Nel corso degli anni si aggiungono le facoltà di Ingegneria, Medicina, Agraria e Scienze. L'università di Ancona nel 2003 cambia la denominazione in Università Politecnica delle Marche. Sempre ad Ancona, Giorgio Fuà fonda nel 1967 l'Istituto superiore di studi economici Adriano Olivetti (ISTAO) per la formazione professionale avanzata dei quadri nella gestione economica delle aziende. Motivo di orgoglio fu la visita in città di S. M. la regina Elisabetta II del Regno Unito il 5 maggio 1961. Tra gli eventi degli ultimi due decenni del XX secolo si ricordano: • l'istituzione del Parco regionale del Conero, che valorizza e mette sotto tutela anche aree naturali urbane; • l'acquisizione da parte del Comune del Lazzaretto vanvitelliano (nel 1997), per destinarlo a centro culturale e a sede di mostre d'arte; • il festeggiamento del millenario della cattedrale di San Ciriaco (nel 1999) con la seconda visita nella città di papa Giovanni Paolo II. Nel 2001 si è inaugurato il grande Parco del Cardeto, che offre ai cittadini la possibilità di passeggiare lungo le rupi della costa alta, in 35 ettari di vegetazione lussureggiante e antiche testimonianze storiche. Il parco segna la riconquista da parte dei cittadini del lato orientale del promontorio cittadino, militarizzato nel 1860. Nel 2005 si è aperto anche il Parco Belvedere, 15 ettari di verde nella zona periferica e panoramica di Posatora, che rappresenta il felice superamento dell'emergenza della frana del 1982. Il 13 ottobre 2002 è stato riaperto il Teatro delle Muse, chiuso da quando i bombardamenti della seconda guerra mondiale ne avevano colpito il tetto. La riapertura del teatro assume subito il significato di rinascita culturale della città. Nel 2007 viene definitivamente chiuso al traffico il centralissimo corso Garibaldi; si viene così a creare un'ampia zona pedonale nel centro della città. Nel 2008 si insedia nella Cittadella la prestigiosa sede del Segretariato permanente dell'Iniziativa Adriatico Ionica, importante struttura ministeriale di coordinamento tra Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Serbia, Albania e Grecia, nata in seguito alla "Dichiarazione di Ancona", del 20 maggio 2000. Dal 3 all'11 settembre 2011 si è tenuto ad Ancona il XXV Congresso eucaristico nazionale, con la visita del pontefice alla città. Nel 2013 Ancona ha celebrato i suoi 2400 anni di storia, contati a partire dalla fondazione greca.


T RASPORTI I NTERNI La storia del trasporto pubblico cittadino inizia nel 1881, quando Ancona, settima città in Italia, si dotò di una rete di tram. Dopo la seconda guerra mondiale a causa dei danni subiti dai bombardamenti le linee tranviarie furono sostituite da una rete filoviaria che arrivò al suo massimo sviluppo nel 1962 (26 chilometri) e che ancora caratterizza la città . Oggi il servizio di trasporti pubblici per l'area urbana è costituito dalla rete di filobus e di autobus gestita dalla Conerobus.

C OME A RRIVARE - In auto Da nord si può raggiungere la città attraverso la Strada statale 16 Adriatica e il casello Ancona Nord dell'Autostrada A14, da sud attraverso il casello Ancona Sud della medesima autostrada. È stata completata alcuni anni fa la strada di attraversamento della città, che dal casello di Ancona Sud giunge in prossimità del centro; quest'ultima strada è chiamata bretella o Asse Nord-Sud.

- In treno La stazione centrale è di transito per la direttrice ferroviaria Adriatica di Trenitalia che collega le seguenti città: Milano – Bologna – Rimini – Ancona – Pescara – Foggia- Bari – Lecce. È inoltre stazione di testa per la linea Ancona – Foligno – Orte – Roma. La città è servita anche dalla stazione di Ancona Marittima (con biglietteria in via Einaudi, nella zona industriale del porto), usata soprattutto dai pendolari, e da quelle di Varano, Ancona-Torrette, Ancona-Stadio e Palombina, destinate al servizio passeggeri regionale. -Via mare I collegamenti dal porto di Ancona sono regolari con la Croazia, con l'Albania, con il Montenegro, con la Grecia e con la Turchia. - In Aereo L'aeroporto Raffaello Sanzio, situato a Falconara Marittima, ha voli regolari con Roma, Monaco ed alcune città europee.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ P OLITECNICA

DELLE

M ARCHE

L'Università Politecnica delle Marche è un'università italiana fondata nel 1969 con il nome di "Libera Università di Ancona". La sede principale è infatti ad Ancona, ma nel corso degli anni sono state aperte diverse sedi distaccate in altre città marchigiane come Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e San Benedetto del Tronto. L'ateneo dorico offre 5 Facoltà: Ingegneria, Economia, Agraria, Medicina e Chirurgia, Scienze.

LA SEZIONE Ad Ancona è operante una sola sezione denominata ESAN che riunisce gli studenti di tutte le facoltà della città. È entrata a far parte del network ESN Italia da Luglio 2013 costituendo la 50esima sezione italiana. L'associazione è nata con l'intento di supporto ed accoglienza agli studenti incoming e outgoing, fondata da ex studenti erasmus che decisero di tener vivo lo spirito erasmus di internazionale aggregazione importandolo in questa città. Dopo un solo anno di attività c'è stato un forte incremento dello staff a seguito del consolidamento del lavoro svolto in precedenza all'interno dai membri fondatori. Ogni anno organizza il Welcome Day all'interno delle diverse facoltà, per proseguire con appuntamenti fissi come il tandem linguistico e la cena internazionale, viaggi e gite alla scoperta del territorio marchigiano ed italiano con cadenza mensile ed eventi serali nei locali più gettonati della città.


TIPS - Caffè Borghetti

per paste o polenta.

Il Caffè Borghetti (o Caffè sport Borghetti) è un liquore al caffè. È consumato generalmente liscio o con ghiaccio; talvolta è utilizzato come variante in cocktail o in dolci come il Tiramisù. Ha 25° ed è commercializzato in bottiglie da 100 cl, 70 cl, 10 cl, 3 cl ed in barattolini di plastica da 3 cl, pensati per l'utilizzo dentro gli stadi durante le partite di calcio. Fu ideato dal bisnonno dell'attuale proprietario, del Bar MANFRINI di Torrette di Ancona e si chiamava CAFFE' SPORT. Non fu mai registrata alcuna proprietà della ricetta, quindi, sentita la bontà della bevanda, l'anconetano Ugo Borghetti, proprietario di un bar al Borghetto di Ancona, in occasione della nascita della linea ferroviaria Pescara-Ancona pensò di copiarla iniziando una produzione a livello più vasto. Anche la grafica dell'etichetta con la quale sarebbe stato da allora a tutt'oggi imbottigliato venne disegnata dall'ideatore Borghetti. Oggi questo liquore è diffuso a livello internazionale.

- I moscioli di Portonovo di Ancona

- Lo Stoccafisso all’anconitana Lo Stoccafisso all’anconitana è sicuramente il simbolo gastronomico di Ancona. E’ tanta l’importanza che in città è stata fondata una “Accademia dello stoccafisso all’anconitana” per proteggerne la tradizione ed è per questo che annualmente si svolge una gara di bravura alla quale partecipano i vari ristoranti della città. La storia dello stoccafisso è legata alle navi di Ancona che si spingevano fino alle città anseatiche e non di rado risalivano i fiordi norvegesi. Per non fare il viaggio di ritorno senza carico importavano grandi quantità di stoccafisso soprattutto dalle Isole Norvegesi Lofoten. La qualità usata per questo tipico piatto è quella denominato “ragno”, considerata la migliore. Questa pietanza è caratterizzata da una lunghissima cottura, dalla presenza di patate in pezzi grossi e da una grande abbondanza di vino ed olio di frantoio. Nella variante “all’imbriagona” la quantità di vino è notevole. Il sugo viene utilizzato anche come condimento

I moscioli di Ancona (cozze) sono mitili che si riproducono spontaneamente sui tratti di scogliera nel tratto di costa che va da Pietralacroce fino alla spiaggia dei Sassi Neri di Sirolo. Hanno un sapore di mare intenso e spiccato ed una consistenza più soda rispetto alle cozze da allevamento. - Fiera di San Ciriaco Nei primi quattro giorni di maggio si svolge il più atteso degli appuntamenti popolari della città, quello con la Fiera di San Ciriaco, il lungo ponte festivo che unisce i festeggiamenti del Primo Maggio a quelli di San Ciriaco, protettore di Ancona. Numerosa e varia è la partecipazione dei circa 500 espositori, divisi per zone merceologiche. Tra via Bianchi e via Rismondo vi sono i Sapori Tipici e una trentina di stand dei cibi di strada. La progressiva espansione negli ultimi anni è dovuta soprattutto al gradimento mostrato da operatori e visitatori. - Feste Universitarie Ogni feste • • • •

anno vengono organizzate le seguenti all'interno dell'università di Ingegneria: Halloween Party (Fine ottobre) Carnival Party (Prima di Pasqua) Montedago in Rock (Novembre) Gulliver Rock (Giugno)


Bari

SINTESI STORICA Ancora oggi restano oscure le reali origini di Bari. Secondo quanto emerso dagli scavi nell'area della chiesa di San Pietro, nella città vecchia, le origini della città possono essere collocate all'età del bronzo, con il popolo dei Peucezi. Durante l’epoca greca, la città assunse il nome di “Barion”, ma entrata a far parte del dominio romano, nel III secolo a.C. come municipium, assumen la denominazione di “Barium” e vive un primo periodo di grande sviluppo grazie alla costruzione della via Traiana. Dal IV secolo, Bari diventa sede episcopale e dopo la caduta dell'impero romano viene contesa tra Longobardi e Bizantini (l'attuale struttura della "città vecchia" risale a quest'epoca, e si articola intorno alla corte del Catapano). Successivamente, dall'847 all'871 cade in mano dei Berberi, diventanto addirittura sede di un emirate, fino a passare sotto il controllo dei duchi longobardi di Benevento. Nell'875 quindi tornò ai Bizantini che la resero capitale del thema di Langobardia, comprendente l'Apulia e la Calabria. Liberata, dopo sei mesi di assedio dei Saraceni, dalla flotta veneziana, nel 1002 si ribellò sotto la guida di Melo di Bari, un nobile barese, al governo fiscale del catapano bizantino, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia. Ultimo possedimento bizantino in Italia, nel 1068, la città di Bari viene assediata dai normanni, che la conquistano nel 1071. Nel 1087 ancora, l’episodio che segna profondamente la storia della Città: 62 marinai, battendo sul tempo i Veneziani, il 9 maggio 1087, portarono a Bari le spoglie di San Nicola di Myra, che divenne Santo Patrono della Città. Quindi tra il XII e il XIV secolo Bari fu uno dei principali porti di partenza per le Crociate in terra santa. Distrutta da Guglielmo il Malo nel 1156, tornò a rifiorire in epoca sveva, intorno al castello fatto erigere da Federico II su preesistenti fortificazioni normanne. Un lungo periodo di decadenza, dovuta soprattutto alla politica vessato-

Contatti ESN Bari Ancona www.esnbari.org bari@esn.it esnbari erasmusbari Via Carulli 5, 70100 Bari


ria dei governi dominatori, caratterizzò la città sotto le dominazioni di Alduino Filangieri di Candida, Maestro della Regia Corte e Giustiziere di Bari dal 1284, e quelle angioina, aragonese e spagnola. Si registro un fase di splendore soltanto sotto gli Sforza, grazie alle duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza. Bari subì anche la dominazione veneziana, grazie alla quale si ebbe l'ampliamento del porto e un periodo molto florido, favorito anche dal commercio di prodotti dell'entroterra, molto dei quali erano richiesti sui mercati esteri. In età moderna, il 24 aprile del 1813, con Gioacchino Murat, fu posta la prima pietra dell'espansione cittadina al di fuori delle mura medioevali, andando a costituire il "borgo nuovo" o "borgo murattiano", caratterizzato dal tracciato ortogonale delle vie. Da allora, la popolazione crebbe rapidamente dai 18.000 abitanti di inizi ‘800, ai 94.000 dell'inizio del XX secolo: divenuta capoluogo di provincia, vi trovarono sede edifici e istituzioni pubbliche (es. Teatro Piccinni, la Camera di Commercio, l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi) e la casa editrice Laterza. Durante il ventennio fascista quindi fu costruito il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante, con la quale prese vita il disegno di "Bari porta d'oriente", consacrato negli anni recenti dal ruolo di "European gateway" assegnato dall'Unione europea. A metà del XX secolo la città si espanse ulteriormente, in modo disordinato, giungendo a sfiorare i 400.000 abitanti negli anni settanta e ottanta. La città, fatta metropoli, affronta i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione, mentre crescono il terziario e l'area industriale. A causa della sua posizione Bari accoglie un notevole flusso di immigrazione dall'est, tanto che l'8 agosto 1991 attracca nel porto la nave Vlora, carica di oltre ventimila Albanesi. Alle porte del 2000 la città vecchia viene ristrutturata e restituita a nuova vita, mentre si avvia al termine un profondo rinnovamento infrastrutturale che coinvolge porto, aeroporto, interporto e ferrovia.

LA CITTÀ OGGI Dal 2014 Bari assume il ruolo di Città Metropolitana. Si estende su una superficie di 3.825 km² e comprende 41 comuni. La sua popolazione super ail milione di abitanti, mentre il nucleo originario della Città di Bari conta quasi 400 mila abitanti.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

La città è collegata da l’AMTAB - Azienda Municipalizzata Trasporti Autofiloviari Baresi, che offre servizi di trasporto nel nucleo cittadino della Città Metropolitana di Bari. I titoli di viaggio possono essere acquistati in tabacchini e giornalai. Il prezzo del biglietto è di 0,90 € per la corsa semplice.

- In treno Nella città di Bari è presente una stazione ferroviaria, ubicata in Piazza Moro, nel quartiere murattiano. La stazione, nata come di transito, si è negli anni adattata alle esigenze della circolazione acquistando un piazzale che permette l'accesso a 17 binari. Tramite Trenitalia, è possibile raggiungere Bari dalle maggiori località italiane con più collegamenti giornalieri a diverse tariffe. Ulteriori informazioni su http://www.trenitalia.com/

Ulteriori informazioni su www.amtab.com


- In aereo L’Aeroporto di Bari-Palese o Aeroporto Karol o t a, è il principale aeroporto pugliese. Serve l'intera provincia di Bari, la provincia di Barletta-Andia-Trani, la provincia di Matera, e parte delle limitrofe province di Foggia, Taranto e Potenza. Da qui partono voli giornalieri per i maggiori aeroporti italiani e voli per quasi tutte le capitali europee. Ulteriori informazioni su http://www.aeroportidipuglia.it/

Bari: collocato a Sud-Est dell’Italia è tradizionalmente considerato porta dell’Europa verso la penisola Balcanica ed il Medio Oriente, è uno scalo polivalente in grado di rispondere a tutte le esigenze operative. La multifunzionalità operativa del Porto di Bari può contare su banchine attrezzate per la movimentazione di ogni tipo di merce e su una eccellente rete di collegamenti con ogni modalità di trasporto. Ulteriori informazioni su http://www.aplevante.org/porti/porto-di-bari/pianta-del-porto

- In nave Bari può essere raggiunta anche dal mare, grazie alla presenza dell’importante Porto di

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

B ARI

L’Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" è un'università statale italiana con sede a Bari, è la maggiore università pugliese per numero di studenti ed una delle maggiori realtà universitarie italiane. L'Ateneo, fondato nel 1925, ha sede presso il palazzo storico di Piazza Umberto I nel cuore del moderno centro cittadino. L'ateneo è composto da oltre 20 dipartimenti: Bioscienze, biotecnologie e biofarmaceutica; Chimica; Dell’emergenza e dei trapianti di organi; Farmacia Scienze del farmaco; Filosofia, letteratura, storia e scienze sociali (FLESS); Fisica (interateneo); Giurisprudenza; Informatica; Interdisciplinare di Medicina; Jonico in Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: societa', ambiente, culture; Lettere lingue arti. Italianistica e culture comparate; Matematica; Medicina veterinaria; Scienze agro-ambientali e territoriali (DISAAT); Scienze biomediche e oncologia umana; Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti (Di.S.S.P.A.); Scienze dell’antichità e del tardoantico; Scienze della formazione, psicologia, comunicazione; Scienze della terra e geoambientali; Scienze economiche e metodi matematici; Scienze mediche di base, neuroscienze e organi di senso; Scienze politiche; Studi aziendali e giusprivatistici; Scienze Politiche; Scienze Motorie.

P OLITECNICO

DI

B ARI

Il Politecnico di Bari è un'università statale italiana a carattere tecnologico e forma architetti, ingegneri e disegnatori industriali, rilasciando i titoli accademici di tutti i livelli previsti dall'ordinamento universitario italiano. Secondo il rapporto SIR 2013 World Report, circa la qualità della ricerca scientifica prodotta, il Politecnico di Bari risulta avere un fattore d'impatto normalizzato pari a 2,03, ovvero il più alto fra le università pubbliche italiane, anche rispetto alle altre scuole politecniche (Politecnico di Torino: 1,36, Politecnico di Milano: 1,42). Sempre secondo tale rapporto, per il parametro tasso d'eccellenza che misura la percentuale di lavori che rientrano nel 10% più citato nella bibliografia internazionale, il Politecnico di Bari fa registrare il valore più alto in Italia: 22.61%, comprese le altre scuole politecniche, il Politecnico di Milano (16,62%) e di Torino (15,82%). Dal 2012 il Politecnico di Bari è costituito da cinque dipartimenti: Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECH); Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell'Informazione (DEI); Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Matematica e Management (DMMM); Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria Civile e dell'Architettura (DICAR); Dipartimento Interateneo di Fisica (DIF).


A CCADEMIA

DI BELLE ARTI DI

B ARI

L’Accademia di belle arti di Bari rientra nel settore dell'Alta formazione artistica e musicale (AFAM) e può rilasciare diplomi accademici di primo livello (equipollenti alla laurea) e di secondo livello (equipollenti alla laurea magistrale). per la formazioneartistica. Attualmente, la sede didattica dell’Accademia, con gli uffici amministrativi, è situata nel capoluogo pugliese. In questa Sede trovano collocazione i corsi del triennio. A Mola di Bari, presso l’ex Monastero di Santa Chiara, continuano ad operare alcuni laboratori e in particolare i corsi del biennio di specializzazione.

C ONSERVATORIO N ICCOLÒ P ICCINNI

DI

B ARI

Istituto superiore di studi musicali, è un conservatorio nato come Liceo musicale il 14 maggio 1925, con sede in Villa Bucciero a Bari. Il violinista e critico musicale Giovanni Capaldi lo crea come liceo e diventa istituto nel 1937 dedicato a Niccolò Piccinni. Nino Rota ne diventa direttore nel 1950.

L IBERA U NIVERSITÀ M EDITERRANEA

DI

B ARI - LUM J EAN M ONNET

Un'università privata promossa dall'Associazione per la Libera Università Mediterranea e dalla Fondazione "Caterina Degennaro". Alcuni servizi per studenti sono ubicati presso il campus universitario, che sorge nel complesso residenziale Barialto, pure a Casamassima. L’offerta didattica riguarda le facoltà di Giurisprudenza, Economia e corsi di formazione post-laurea.

LA SEZIONE La sezione di ESN Bari nasce come associazione “Erasmus Bari” ed entra a far parte del network di ESN International nel 2009. L’associazione è però presente sul territorio già dal 2000 e da allora, giorno dopo giorno, continua a crescere grazie a tutti gli studenti internazionali venuti con i diversi programmi di mobilità. La sezione di Bari ogni anno accoglie circa 350 studenti stranieri. Una delle caratteristiche distintive di questa sezione è quella di includere nello staff anche studenti stranieri in mobilità, alcuni dei quali diventano persino membri del consiglio direttivo, in modo tale da poter comprendere al meglio le loro necessità e trovare le soluzioni più efficaci. ESN Bari è riconosciuta dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” ed dal Politecnico di Bari e collabora proattivamente con queste e con le istituzioni pubbliche per migliorare costantemente i servizi di accoglienza della Città. Tra le iniziative più interessanti intraprese ogni anno dalla sezione barese ricordiamo: il progetto “Help Finding House” che ogni anno sin dall’arrivo alla stazione o all’aeroporto aiuta gli studenti ad integrarsi immediatamente e a trovare un alloggio; La #WelcomeWeekESNBari durante la quale si presenta l’Associazione e vengono avviate diverse attività per far conoscere la città agli Erasmus, tra cui la cena di benvenuto, la visita della città ed il Pub Crawl; le attività di orientamento su i corsi accademici e la risoluzione dei problemi burocratici; l’AperiTandem linguistico, che tra drink e giochi permette l’apprendimento non formale delle più svariate lingue e la conoscenza delle culture e delle persone. Ogni anno inoltre ESN Bari organizza anche numerose gite nelle città e nei luoghi più belli della Puglia, svariati eventi legati al progetto #SocialErasmus (come ad esempio il “Free Hugs”), e partecipa agli eventi nazionali di ESN Italia, tra cui l’Incontro Culturale Erasmus (ICE) e l’Evento Nazionale. Dal 2015 è stato avviato anche il progetto di tutoraggio informale “Un erasmus per amico”, in cui i tutor dei nuovi incoming sono gli ex outgoing dell’Università degli Studi di Bari e del Politecnico di Bari.


TIPS - Da non perdere in città La città di Bari, nonostante il ruolo di capoluogo di Regione e la continua espansione dimensionale ed economica, mantiene ancora oggi alcune tradizioni popolari inimitabili ed alcuni luoghi unici, che ogni visitatore di Bari non dovrebbe perdersi! - Cibi e bevande tipici Sushi?! No grazie Sul lungomare di Bari mangiare il pesce crudo è una tradizione secolare, che simboleggia l’appartenenza alla Terra e al Mare e che si rinnova ogni giorno al “CHIRINGUITO”, il molo di fronte al Teatro Margherita di Bari, dove ogni mattina arrivano i pescatori con il pesce fresco catturato nei pressi della costa, che si vende, e spesso si consuma in tempo reale! - Eventi speciali in città La Festa di San Nicola Ogni anno la città di Bari, in occasione del giorno di San Nicola, vive tre giorni di grande festa tra il 7 ed il 9 maggio. Invasa da migliaia di pellegrini da tutto il mondo, la città si illumina di luci, si riempie di bancarelle e le celebrazioni prendono vita, riempiendo le strade di un grande senso di eccitazione: Il 7 maggio si torna indietro nel tempo con una caratteristica processione storica tra le vie di Bari vecchia, l’8 maggio San Nicola “arriva in porto” ed ogni due anni si può assistere allo spettacolo delle frecce tricolori (la pattuglia acrobatica nazionale dell’aeronautica militare) ed il 9 maggio infine il cielo ed il mare si colorano con un lungo spettacolo di fuochi d’artificio. - Cosa vedere Appena arrivati in stazione? Perfetto può iniziare il tour della Città! Partendo dalla fontana monumentale di Piazza Moro, che si trova esattamente di fronte alla stazione, inaugurata nel 1915 a completamento della costruzione dell'Acquedotto pugliese, dirigetevi verso via Sparano, la via dello shopping a grandi marche di Bari, passando da piazza Umberto I, troverete lo storico Palazzo Ateneo, sede dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, e lo storico Palazzo Mincuzzi, imponente edificio commerciale in stile Liberty.

Quindi, dirigendosi verso il mare, si arriva in C.so Cavour, importante via della Città che ospita tre importanti strutture adiacenti: il Palazzo della Camera di Commercio, fondata nel 1849 sotto il regno di Ferdinando II con il nome di "Camera Consultiva di Commercio"; il Palazzo della Banca d’Italia, costruito nel 1926, su progetto dell’ingegner Accolti Gil, su un’area di circa tremila metri quadrati; il Teatro Petruzzelli, il maggiore teatro della città metropolitana di Bari, il quarto teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d'Europa, bruciato nel 1991 e restituito alla popolazione barese solo nel 2009. Al termine di C.so Cavour, di fronte C.so Vittorio Emanuele ed al Margherita, teatro edificato tra il 1912 ed il 1914 nell'ansa del vecchio porto su pilastri fondati nel mare, si trova l’area medievale di Bari, comunemente conosciuta come “Bari Vecchia”. Attraversando le due piazze principali della movida barese, Piazza Mercantile e Piazza Ferrarese, si raggiunge la Vecchia Muraglia di Bari, che passando per il Fortino di S. Antonio Abate, eretto per scopi difensivi nel XIV secolo dal Principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, prima di terminare all’Abbazia di S. Scolastica, attuale contenitore museale della cultura Peuceta, porta alla Basilica di S. Nicola, in cui sono raccolte le spoglie del Santo ed al cuore di Bari Vecchia, fino ad arrivare alla Cattedrale di San Sabino ed al Castello Normanno Svevo Aragonese, imponente fortezza che si erge ai margini del borgo antico, capolinea del tour di Bari, che si trova esattamente di fronte la Via delle Orecchiette, luogo in cui le donne ogni mattina, domenica compresa, preparano le orecchiette a mano su tavoli messi in strada per venderle a passanti e turisti.


Benevento

SINTESI STORICA

Una leggenda narra che Benevento debba le sue origini all’eroe greco Diomede, sbarcato in Italia dopo la distruzione e l’incendio di Troia. In realtà la fondazione si deve secondo gli storici agli Osci, primi abitanti della città; al loro dominio seguì quello dei Sanniti. La parola Malies (o Malocis), nome probabilmente osco o sannita, è stato probabilmente all’origine del primo nome della città, Maloenton, da cui poi quello latino di Maleventum o Maluentum. Nel 275 a.C. i Romani vinsero Pirro, venuto in Italia con suoi elefanti. A quest’epoca risale il nome di Beneventum, mutuato da Maleventum, considerato di cattivo augurio. Nel 571 i Longobardi fondarono il ducato, di cui Zottone fu il primo duca fino al 591. L’ultimo duca fu Arechi II, genero di re Desiderio. Il Ducato Longobardo durò circa 5 secoli, poi la città passò sotto la sovranità pontificia. Vi furono dei tentativi di conquista da parte di Federico II e di Manfredi di Svevia, che qui rimase ucciso in una battaglia contro Carlo d’Angiò. Benevento fu sottratta al potere della Chiesa durante le lotte tra Angioini e Aragonesi. Nel corso del Seicento, pestilenze, carestie e terremoti impoverirono la città. Benevento ritrovò di nuovo serenità sotto il dominio papale. Nel 1688 fu distrutta da un terremoto e fu poi ricostruita grazie all’intervento finanziario del cardinale arcivescovo Orsini, poi Benedetto XIII. Nel 1860 i garibaldini di Salvatore Rampone sottrassero la città al dominio pontificio, e Benevento fu così annessa al Regno d’Italia. Durante il secondo conflitto mondiale la città fu bombardata dagli Alleati: duemila abitanti morirono e più della metà della città rimase distrutta. Ingenti danni furono causati da un’alluvione nel 1949. Da allora, Benevento è stata in continua espansione.

Contatti ESN Maleventum Ancona +39 346 0191282 www.esnmaleventum.it benevento@esn.it erasmo.dabenevento EsnMaleventum Via G. De Nicastro, 13 82100, Benevento


LA CITTÀ OGGI Il centro storico di Benevento si trova su un’altura fra il corso dei fiumi Calore e Sabato, che confluiscono ad ovest. La città è attraversata da un asse viario principale costituito da Corso Dante e da Corso Garibaldi, lungo il quale si trovano alcune piazze (Cardinal Pacca, Duomo, Orsini, Roma, Matteotti). Ai due corsi affluisce un’irregolare rete di vicoli, e sono distinguibili alcuni rioni storici, fra cui i medievali Trescene e Triggio. I Longobardi eressero una cinta muraria attorno alla città; delle mura della quale oggi rimangono solo alcuni tratti. Nel punto più alto della città è situato il castello, la Rocca dei Rettori. Benevento conserva oggi molti monumenti, principalmente siti su Corso Garibaldi. Nelle zone limitrofe al centro storico si sviluppano alcuni quartieri residenziali: Mellusi/Atlantici, Pacevecchia, Rione Ferrovia, Porta Rufina, Rione Libertà. E` proprio il centro storico l’area maggiormente frequentata dagli studenti nelle ore serali e notturne. La maggior parte dei locali frequentati dai giovani, infatti, si trova proprio nelle centralissime Piazza Vari e Piazza Piano di Corte. Le discoteche, invece, sono situate fuori dalla città.

T RASPORTI I NTERNI L’area urbana della città è poco estesa ed è quindi possibile spostarsi a piedi. Vi è un servizio di autobus urbani, disponibile nelle ore diurne.

C OME A RRIVARE - In treno La stazione ferroviaria si trova in Piazza Colonna. L’Ufficio Informazioni è aperto dalle 7:00 alle 21:00. I biglietti si possono acquistare sia presso la biglietteria della stazione che presso le agenzie di viaggio autorizzate. Per informazioni rivolgersi a Ferrovie dello Stato - Trenitalia - Piazza Colonna - Benevento – Tel: 0824 892021 (www.trenitalia.it) oppure a Metrocampania Nordest - Via Munanzio Planco – Benevento. Tel. 0824 320711 / 0824 47135 (www.metrocampanianordest.it)

- In aereo L’aeroporto più vicino è quello di Napoli (Capodichino), che si trova 80 Km da Benevento. L'autobus numero 3S collega l’aeroporto alla stazione ferroviaria di Napoli Centrale (25 minuti di viaggio). Raggiungere poi Benevento è possibile sia con i treni che con gli autobus (EAVBUS, tel. 0824 320711 / 0824 47135). La distanza della città da Napoli è di circa 70 km. Altri aeroporti sono quelli di Bari (230 Km), Roma Ciampino (200 Km) e Roma Fiumicino (275 km). - In autobus Molte città italiane sono raggiungibili anche mediante autobus. Per Napoli e Campobasso ci si può rivolgere a Autobus F.lli Cerella (tel. 0874 61171); per Avellino a A.IR (tel. 0825 204250); per Napoli: EAVBUS (collega Benevento alla Stazione Centrale di Napoli e all’aeroporto Capodichino) (tel. 0824 320711 / 0824 47135); per Salerno: ETAC (tel. 0824 28321 / 0824 47081); per la linea Otranto-Roma o Otranto-Firenze-Pisa: Marozzi autolinee (tel. 080 5790111 / 06 4742801).


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DEL

S ANNIO

L’Università degli Studi del Sannio (Unisannio) è costituita dalle Facoltà di Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze Economiche e Aziendali, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali. Le sedi delle quattro Facoltà si trovano nei pressi del centro storico e sono facilmente raggiungibili a piedi. L’Ateneo dispone di un centro linguistico (CLAUS) al quale possono accedere gli studenti sia stranieri che italiani e che ogni anno organizza corsi di italiano per gli iscritti all’Ateneo. Tutti gli studenti regolarmente immatricolati hanno la possibilità di usufruire di una rete wi-fi all’interno dei locali universitari e della mensa universitaria, gestita dall'ADISU, dove si può mangiare con prezzi molto bassi (da 3 a 5 euro per un pasto completo). La mensa si trova nei pressi della Facoltà di Giurisprudenza, in via Calandra.

LA SEZIONE ESN Benevento nasce ufficialmente nel 2002, su iniziativa di alcuni studenti di ritorno dal programma Erasmus. Il nome fu successivamente cambiato in ESN Maleventum, in ricordo della storia della città. Grazie alla loro esperienza, i ragazzi ESN prestano il proprio aiuto, con consigli ed informazioni utili, sia agli studenti incoming che a quelli outgoing. Contattare la sezione ESN prima della partenza permette di avere maggiori informazioni sull’esperienza all’estero e aiuta concretamente per superare le difficoltà burocratiche. Ogni anno la sezione vede crescere il proprio numero di soci, con una media annua (finora) di 200 iscritti. ESN Maleventum è l’unica sezione ufficialmente riconosciuta dall’Università degli Studi del Sannio, nonché l’unica sul territorio ad organizzare attività ed eventi rivolti agli studenti stranieri e non, in possesso della tessera ESN. La sede legale è ubicata all’interno dell’Ufficio Ricerca e Relazioni Internazionali.

TIPS - La leggenda delle streghe Una leggenda medievale la vuole la “città delle streghe”; le leggenda deriva dai riti pagani praticati dai Longobardi fuori dalle mura della città. Secondo una leggenda popolare, la città di Benevento sarebbe il luogo privilegiato dalle streghe, che di notte si riuniscono intorno ad un noce sulle rive del fiume Sabato. La leggenda del noce di Benevento si diffuse intorno al VII sec., durante la dominazione longobarda ed il regno del duca Romualdo. La leggenda è ricollegata ad un rito che i longobardi svolgevano nei pressi del fiume Sabato: alcune donne urlanti giravano saltando intorno ad un albero di noce da cui pendevano serpenti. Di frequente,inoltre, svolgevano un rito guerriero propiziatorio in onore del dio Wotan: alcuni guerrieri correvano in sella al proprio cavallo intorno ad un albero sacro al quale

veniva appesa una pelle di caprone che veniva colpita con delle lance allo scopo di strapparne dei brandelli, che poi venivano mangiati. I cattolici beneventani collegarono questi riti alla stregoneria. I guerrieri e le donne apparivano ai loro occhi come l’incarnazione delle streghe, il caprone come il diavolo; le urla furono interpretate come riti orgiastici. Le streghe, identificate nel dialetto locale con il termine di “janare” da “janua” ossia “porta”, per la loro capacità di passare attraverso le porte, erano considerate portatrici di sciagure, di infertilità e autrici di orrendi malefici soprattutto a danno degli infanti. Ad esse si attribuivano malformazioni e malattie rare e tutto ciò che sembrava apparentemente inspiegabile. Intorno al XV la credenza era ormai così radicata che iniziò la cosiddetta “caccia alle streghe”.


- Gastronomia Tra le specialità si ricordano i primi piatti a base di pasta (condita con sugo di agnello o ragù), i cecatielli, le lasagne, lo scarpariello, i cavatelli con i broccoli, le fiavole e i panzerotti di San Giuseppe. Altri piatti tipici sono il mugniatiello, il natalizio cardone, ed il torrone. Tra le bevande tipiche spiccano il liquore Strega, il cui nome si ricollega alla leggenda delle streghe, e il Nocino. Nel beneventano, inoltre, si producono diversi di vini pregiati, tra i quali spiccano la Falanghina, l'Aglianico, e i vini provenienti dalle zone del monte Taburno. - Città spettacolo Uno degli eventi maggiormente attesi è la Città Spettacolo che si svolge i primi giorni di settembre e che comprende eventi teatrali, musicali, cinematografici, incontri a tema, mostre e convegni. - Benevento Longobarda Nell'ultimo anno Benevento ha visto inoltre nascere il progetto Benevento Longobarda, un ciclo di rievocazioni storiche incentrate sulla figura di Arechi II, ultimo Duca e primo Principe di Benevento, cui sono legati alcuni avvenimenti fondamentali della storia della città. Intenzione dell’iniziativa è riscoprire e rivalorizzare la città attraverso percorsi di “living history”, consentendo ai partecipanti all’evento di vivere la storia in prima persona, tuffandosi nella Benevento longobarda di 1250 anni fa.

A fare da cornice alla rievocazione storica una serie di istallazioni, arredi, spettacoli ed iniziative il cui scopo è aprire una finestra spazio-temporale sull'Alto Medioevo a locali e turisti. - Vinalia (Guardia Sanframondi - BN) Vent’anni fa, quando nacque Vinalia, i viticoltori di Guardia Sanframondi avevano un sogno: non solo dar vita ad un evento che focalizzasse l’attenzione sui vitigni principe del Sannio beneventano, la Falanghina e l’Aglianico, ma creare un contesto inclusivo capace di accogliere le riflessioni di un viticoltore, i commenti sagaci degli enoappassionati, la conferenza di uno scrittore, le scoperte di ricercatori, le suggestioni di artisti di strada, sommelier, casalinghe, musicisti e lo stupore dei semplici curiosi. Insomma, dar vita ad un contesto di cui innamorarsi e in cui sentirsi accolti ogni anno. Al sogno seguirono i fatti e, tra fatiche inenarrabili, contrasti tenaci e altrettanta voglia di fare, si è arrivati oggi alla ventesima edizione! Così è nata Vinalia, da un insieme di persone che hanno condiviso un sogno e hanno messo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità perché sentivano il bisogno di creare una cosa che prima non c’era. Centinaia sono i volontari che hanno lavorato e che lavorano, tantissimi gli sponsor che supportano l’evento, forte e sentita la partecipazione delle istituzioni. Esiste una comunità sempre in crescita, “gli amici di Vinalia”, che sceglie di incontrarsi, ogni anno, dal 4 al 10 agosto, a Guardia Sanframondi, cuore del misterioso e delizioso Sannio che, con i suoi oltre 11mila ettari di vigneti, rappresenta la punta di diamante della viticoltura campana e meridionale.


Bergamo

SINTESI STORICA

Bergamo è divisa in due parti: una, Città alta, circondata da 5 km di mura veneziane del XVI secolo, è la parte antica della città, la seconda, Città Bassa, si è invece sviluppata in epoca moderna. I suoi primi abitanti furono i Celti, cui seguirono i Goti, i Romani e i Longobardi. In città sono oggi presenti anche rovine risalenti al periodo medievale. Nel quindicesimo secolo i Veneziani conquistarono la città e iniziarono così quattro secoli di dominazione da parte della Serenissima. I Veneziani costruirono le mura, che ancora oggi circondano la parte alta della città, per proteggersi dai numerosi attacchi che provenivano da Milano, e Bergamo si dedicò ai commerci, acquisendo importanza. Nel 1815, dopo la caduta di Napoleone, Bergamo fu annessa all'Impero Austro-Ungarico. Giuseppe Garibaldi liberò la città nel 1859, nel corso della Seconda guerra d' Indipendenza italiana, e Bergamo divenne quindi parte del Regno d'Italia. Per il suo contributo al Risorgimento, la città è anche nota come "Città dei Mille". Nel corso del ventesimo secolo Bergamo è diventata una delle città italiane più industrializzate, ed è stata una delle poche a non subire grandi distruzioni durante la Seconda Guerra Mondiale.

LA CITTÀ OGGI Bergamo è un comune e una provincia della Lombardia, situato a circa 40 kilometri a nord-est di Milano. La città conta circa 120.000 abitanti ed è divenuta sempre più importante col passare degli anni: ospita eventi nazionali ed è frequentemente visitata da turisti, specialmente durante la primavera.

Contatti ESN Bergamo Ancona www.esnbergamo.it bergamo@esn.it esn.bergamo esnbergamo Via dei Caniana 2 - 24127 Bergamo


T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Il centro città è abbastanza piccolo, quindi è possibile girare a piedi o con la bici; la città ha anche un buon servizio di autobus che copre tutta la città e le valli vicine.

- In auto Autostrada A4 Milano-Venezia, uscita Bergamo.

Biglietti autobus rete urbana: non è possibile comprare biglietti a bordo! Si possono comprare in alcuni bar, alle edicole, agli uffici ATB o alle macchine automatiche, che si trovano alla stazione dei treni, ad alcune fermate degli autobus e vicino alla funicolare. Un biglietto urbano costa 1,25€ ed è valido per 75 minuti, un carnet di 10 biglietti costa 11€. Contatti: http://www.atb.bergamo.it. Tel: 0039 035 23 60 26. Negli ultimi anni, a Bergamo è stato introdotto un servizio di bike sharing : basta fare la BiGi card negli uffici ATB in Porta Nuova (20 euro per l'intero anno) e si può prendere una bici in una delle 19 stazioni di bici presenti nel centro città; i primi 45 minuti sono gratis. Dopo 45 minuti, si paga in base alla tariffa oraria.

- In treno Da qualsiasi città in Italia. Trenitalia: www.trenitalia.com - In aereo Aeroporto internazionale di Orio al Serio (http://www.sacbo.it/Airpor/portalProcess.jsp, 0039 035 32 63 23). Dall'aeroporto partono voli delle compagnie low cost Ryanair e WizzAir e voli di linea di Alitalia, Lufthansa, AirDolomiti, MeridianaFly, etc. La città è raggiungibile dall'aeroporto per mezzo taxi (0039 035 45 19 090 – 15 euro circa) o con l'autobus locale Linea 1C (ATB); il prezzo del biglietto è di 2.10 euro.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

B ERGAMO

L’Università di Bergamo è un’università statale con circa 16000 studenti (laurea triennale e specialistica) e più di 300 dottorandi. Il numero di studenti aumenta di anno in anno, con un tasso di crescita del 7% ogni anno dal 2001 al 2011. Lo staff è composto da 656 persone (331 professori e ricercatori, 95 assistenti, 230 impiegati in amministrazione). L'ambiente universitario è dinamico e aperto alle innovazioni. I sei dipartimenti e centri di Ricerca dell’Università sono raggruppati in tre campus allocati in tre parti diverse della città: il Campus di Economia e Legge (via dei Caniana 2), raggiungibile a piedi dalla stazione dei treni e dal centro di Città Bassa, il Campus di materie umanistiche, situato nella parte medievale di Città Alta e il Campus di Ingegneria a Dalmine, la zona industriale di Bergamo, nel parco scientifico tecnologico "Kilometro Rosso". Ufficio internazionalizzazione: via S. Bernardino 72/e 24127 – Bergamo (vicino al Campus di Economia e Legge) Tel.: +39 035 2052830 / 831 / 832 / 833 Fax: +39 035 2052838 E-mail: relint@unibg.it Orari: Martedì 10.00-12.00 14.00-16.00 Giovedì 10-00-12.00 14.00-16.00 Italiano per stranieri: ogni semestre l’Università di Bergamo offre corsi di lingua e di cultura italiana per studenti in Erasmus e in Exchange. I corsi sono tenuti nelle sedi dell’Università di Città Alta nei seguenti periodi: ottobre – gennaio, febbraio – maggio. Un corso intensivo d’italiano, appositamente organizzato per principianti, è offerto prima dell’inizio di ciascun semestre.


In base alle richieste e al numero di partecipanti saranno tenuti in entrambi i semestri: un corso da 3 ects in Italian Business Language (2 ore a settimana), creato per post-intermediate Business Students, ma aperto a tutti gli studenti Exchange; un corso da 3 ects per esercitare le Writing Skills, creato per studenti post-intermediate e advanced; un corso da 3 ects sulla cultura italiana, creato per studenti post-intermediate e advanced. INFO: C.I.S. Office - Centro di Italiano per Stranieri Università degli studi di Bergamo piazza Rosate 2 - 24129 Bergamo - Italia fax +39 035 2052771 e-mail: infocis@unibg.it, web: www.unibg.it/cis C’è poi la possibilità di fare sport con l’università. Il C.U.S. organizza attività ed eventi sportivi per l’ Università di Bergamo. Il C.U.S. si trova a Dalmine (BG) in via Verdi 56 (Campus di Ingegneria), facilmente raggiungibile da via dei Caniana e da Città Alta tramite bus. Tel.: +39 035 2052328 / 035 372819. E-mail:cus@unibg.it

LA SEZIONE L'ufficio è situato nella Facoltà di Economia e Giurisprudenza, in città bassa (via dei Caniana 2), gli orari d'apertura sono pubblicati sulla pagina Facebook. La sezione organizza numerose gite, tra cui quelle a Milano, Roma, Venezia. Tutte le novità sulle attività della sezione si trovano sulla pagina Facebook e sul sito web.

TIPS - Casoncelli Il piatto tipico di Bergamo sono i casoncelli alla bergamasca: sono un tipo di pasta simile ai ravioli, con un ripieno di carne, e vengono serviti con burro e salvia. Si possono gustare in tutti i ristoranti di Bergamo e dintorni; se volete portavi a casa questo sapore squisitamente padano potete anche comprare i casoncelli in uno dei forni di Bergamo, fatti a mano e pronti per essere gustati! - Taleggio Il più delizioso fra i formaggi locali è sicuramente il Taleggio, che prende il nome dalla valle in cui viene prodotto. È caratterizzato da pasta molle ed è gustosissimo già da solo, ma ci sono moltissimi abbinamenti in cui il suo sapore deciso si può apprezzare ancor di più: famoso l’accostamento con la polenta .

- Polenta Un altro piatto tipico è la polenta, che è un misto di farina di mais e acqua cotto in una speciale pentola, nel forno o fritto; generalmente accompagna un secondo di carne. Questo piatto, diffuso in tutto il nord Italia, diventa tipicamente bergamasco quando nella preparazione viene aggiunto il taleggio; la polenta che ne risulta è particolarmente morbida e gustosa. Una delizia per il palato, assolutamente da provare! - Montagne Montagne e laghi sono davvero vicini, e offrono uno spettacolo mozzafiato. Il Sentiero delle Orobie passa vicino a dei rifugi, attentamente posizionati per incontrare le esigenze di chi cammina e le migliori vedute.


Questo percorso di 84 kilometri attraversa da est a ovest le montagne per tutta la lunghezza e l’altitudine varia fra i 1,500 e i 2,200 metri. Camminando, è possibile incontrare una vasta fauna (marmotte, camosci, l'aquila e stambecchi), che rende la visita ancora più bella. Numerose le stazioni sciistiche in zona, con la possibilità di noleggiare l'attrezzatura in loco.

- Laghi I due laghi, Endine e Iseo, deliziano con i loro paesaggi incredibili, specialmente in primavera e in estate; sono perfetti per apprezzare la natura e rilassarsi. I piccoli paesi vicino ai laghi sono disseminati di chiesette ricche di opere d’arte e di numerosi castelli medioevali: questi possono essere avvicinati ed esplorati con calma a piedi, in bici o in canoa.


Bologna

SINTESI STORICA

La città di Bologna, importante crocevia italiano per trasporti, commercio e turismo fu fondata nel IX secolo a.C. dagli Etruschi, che nel 550 a.C. vi posero le fondamenta del primo nucleo abitato con il nome di Felsina. Dopo un periodo di dominio da parte dei Galli, i Romani fondarono nel 189 a.C. la città di Bononia. Durante l’impero romano Bologna conobbe un periodo fiorente: contava, infatti, circa ventimila abitanti ed era caratterizzata da imponenti costruzioni ed un vasto teatro. Mantenne il proprio prestigio fino al declino dell’impero con cui condivise la sorte. Nel V secolo della nostra era, al tempo di San Petronio vescovo (poi patrono di Bologna festeggiato il 4 ottobre), la città rinacque sino a conoscere, nel XI secolo, una nuova fase di prosperità. Nel cuore di uno dei periodi storici più bui, Bologna si scoprì una città ricca ed in forte espansione demografica, diventando la quinta città europea per popolazione. Nel 1088 fu fondata l’Alma Mater Studiorum: l’Università di Bologna che ancora oggi è una delle maggiori glorie della città e poco dopo, nel 1123 la città divenne un Comune. Bologna cominciò ad essere definita come “la dotta” grazie alla cultura derivante dall’arrivo dei moltissimi studenti locali e stranieri che frequentavano l’Università; “la grassa” appellativo dovuto alla sua cucina ancora oggi famosa per la bontà ed infine “la turrita” per la presenza di quasi un centinaio di torri, di cui solo una ventina sopravvissute ad incendi, guerre e fulmini. Le due più famose possono essere ammirate nel cuore della città, come centro da cui partono a raggera, in pieno stile medievale, cinque tra le stradi più importanti. Esse conducevano, infatti, al quartiere deputato al commercio, particolarmente fiorente grazie alla lavorazione della canapa, che permetteva una grossa produzione di seta, ed alla posizione strategica sia per i trasporti via terra sia per i trasporti via acqua. Essi erano consentiti dall’ampio sistema di canali navigabili che permettevano il commercio e l’alimentazione di mulini, tintorie, fornaci e opifici. Il perimetro attuale del centro storico è ancora oggi quello delineato dalle antiche mura medievali che fornivano dodici punti di accesso alla città, le porte, delle quali si possono ammirare resti risalenti al XIV secolo.

Contatti ESN Bologna Ancona www.esnbologna.org bologna@esn.it AssociazioneErasmusEsnBologna EsnBologna Via delle Belle Arti 50, 40126 Bologna


LA CITTÀ OGGI Bologna vista dall’alto mostra un centro storico a forma di esagono irregolare, racchiuso dai viali che seguono l’antica cinta muraria, ancora visibile in alcune sue parti. A nord della città si estendono le campagne della pianura, mentre a sud, a ridosso della città, salgono dolcemente i suoi colli, dai quali al tramonto si può gustare una romantica vista sulla città. L’accesso al centro storico, tra i più grandi e meglio conservati dell’Europa medievale, avviene tramite le grandi porte ed i torrioni fortificati. La città conta circa 350.000 abitanti, di cui quasi un terzo studenti. Passeggiando per le vie del centro si avverte subito l’atmosfera frizzante di quella che è considerata la città universitaria per eccellenza in Italia. -Turismo Bologna la Dotta, la Rossa, la Grassa, la Turrita… pochi appellativi che stentano a descrivere quest’affascinante città. Bologna la Dotta, per la sua antica Università, detta “Alma Mater Studiorum”. Tra le sedi più belle, Scienze Politiche in Strada Maggiore e lo splendido palazzo di Via Zamboni 33, ora anche sede della Presidenza dell’Università. La Rossa, non solo per il suo passato politico, baluardo della Sinistra italiana del Dopoguerra, ma anche per i suoi colori: le mura, le case medievali, i tetti visti dai cento metri d’altezza della Torre degli Asinelli. La Grassa, per le sue leccornie: lasagne, tagliatelle al ragù, tortellini, mortadella e crescentine sono solo alcuni dei cibi tipici che potrete gustare in questa capitale del gusto. La Turrita, per le oltre cento torri che nel suo illustre passato svettavano in cielo. Oggi quelle superstiti sono un paio di dozzine: le Due Torri sono il simbolo della città e una di esse è visitabile (tutti i giorni 9-18 per 3€ , 498 scalini inclusi). Una prima visita di Bologna includerà Via Indipendenza, Piazza Maggiore con la Basilica di San Petronio (quinta chiesa al mondo per dimensione) e il Palazzo Comunale (accesso libero; al primo piano esposizioni temporanee, al secondo la Sala Farnese con affreschi del ’600, soffitto a cassettoni e bella vista panoramica), l’antistante Piazza del Nettuno con Fontana omonima, Palazzo Re Enzo e del Podestà (visitabile sono durante eventi speciali). Poi si può girare attorno a San Petronio passando per l’elegante Via D’Azeglio, ritornando indietro per Via dell’Archiginnasio (da non perdere il Teatro Anatomico, antica sala di medicina del Palazzo dell’Archiginnasio; ingresso gratuito), immergendosi poi tra i profumi e i colori dei banchi di frutta e verdura di Via Pescherie Vecchie nella zona detta “Il Pavaglione” per raggiungere infine Piazza Santo Stefano (bellissimo il complesso delle Sette Chiese, ingresso gratuito) e ritrovarsi ai piedi delle Due Torri, all’inizio di Via Zamboni, porta del rinomato quartiere universitario. Al tramonto una passeggiata nei Giardini Margherita o su uno dei colli appena fuori città vi regalerà appena un assaggio della profondità del paesaggio delle colline emiliano-romagnole. La camminata più caratteristica è il Portico di San Luca (666 archi, 3 km), ma altrettanto suggestivo è il percorso tra i pendii di Villa Ghigi o su Monte Donato dove potrete godere di una vista impagabile. Altre perle sono la Chiesa e il Chiostro di San Domenico, l’Oratorio di Santa Cecilia, la Cripta dei Santi Vitale e Agricola, il Compianto di Niccolò Dell’Arca, dove affiorano i canali sotterranei in qualche punto nascosto. Bologna è una città che ammalia, affascina, avvolge e rapisce. . . indimenticabile. - Cucina e bevande tipiche La sezione ESN locale tenterà di farvi gustare Bologna la Grassa durante il vostro soggiorno, ma l’offerta è veramente ampia: ecco quindi qualche suggerimento per poter iniziare a “gozzovigliare” n da subito Tra gli antipasti, questa terra è famosa per gli affettati (prosciutto, mortadella, salame, porchetta, coppa) e i formaggi.


I primi sono veramente tantissimi. Tra i più celebri e gustosi: i tortellini, in brodo o alla panna; le lasagne, bianche o verdi (con l’impasto di spinaci o ortica); le tagliatelle al ragù e, per chi non mangia maiale o carne in generale, i tortelli alla zucca o alla ricotta. Anche tra i secondi piatti, la maggior parte è a base di carne: ai ferri - cioè cotta sul barbecue come salsicce, costolette o arrosti (di agnello, di vitello e, ovviamente, di maiale, come i natalizi zampone e cotechino). Assolutamente da provare crescentine, tigelle e piadine, che offrono un’alternativa al pane e si possono riempire con salumi o formaggi. A proposito: l’orgoglio della città e della regione è il Parmigiano, che qui sentirete chiamare forma, un formaggio stagionato pregiatissimo, da mangiare come secondo o da aggiungere su un piatto di pasta fumante. Dulcis in fundo, i dessert tradizionali sono ricchi di spezie, mandorle e miele. Tipica e la pinza, una ciambella di pastafrolla farcita con uva sultanina o marmellata e ammorbidita nel vino; un altro dolce da non perdere è la torta di riso di Bologna. Un buon vino per accompagnare i pasti può essere il Barbera o il Lambrusco, mentre per concludere potete assaggiare un liquore tipico, alle noci o allo zabaione. Nella sezione dedicata a dove andare/cosa fare troverete tanti consigli su ristoranti e punti di ristoro, anche se il modo migliore di conoscere la vera cucina locale è… farsi invitare a pranzo da un/a bolognese Qui troverete qualche altro suggerimento: www.ristoranti-bologna.info/cucina-bolognese.asp


T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

L’intera città è efficientemente collegata dal sistema degli autobus comunali, che collega Bologna tanto a livello urbano quanto a livello suburbano ed extraurbano. TPER S.p.A. è l’azienda di trasporto pubblico che svolge servizio urbano nelle città di Bologna, Ferrara, Imola, Castel S. Pietro Terme e Porretta Terme e servizio suburbano ed extraurbano nei territori delle province di Bologna e Ferrara. Vi sono 45 linee urbane, tra diurne e notturne, 15 linee suburbane e 11 linee extraurbane. La frequenza di ogni linea è differente, quindi è consigliabile informarsi bene sugli orari se si desidera uscire dal centro cittadino; un elemento molto positivo è rappresentato dalla buona puntualità del servizio offerto. Ogni biglietto urbano ha una validità di 75 minuti dal momento in cui viene convalidato, consente l’utilizzo di più autobus se necessario, purché urbano al prezzo di 1,30€. Vi è però anche la possibilità di comprare un biglietto giornaliero al costo di 5€ : esso permette di utilizzare i mezzi pubblici per un numero illimitato di volte nel corso delle successive 24 ore. Si può anche comprare il City Pass, ovvero un carnet di 10 corse urbane al prezzo scontato di 12€ .È anche possibile acquistare un abbonamento mensile o annuale. L’abbonamento mensile costa 2 per studenti no ai 2 anni e 3 per i non studenti; è inoltre trasferibile e impersonale (può quindi essere usato da differenti persone, purché non contemporaneamente). Quello annuale invece costa 220€ per gli studenti e 330€ per i non studenti. Per le tratte suburbane i prezzi variano a seconda della destinazione. TPER mette a disposizione dei propri clienti una rete capillare per l’acquisto dei biglietti e abbonamenti per il servizio di trasporto (vedere www.tper.it). L’elemento più interessante è il fatto che quasi tutti i mezzi cittadini dispongono di emettitrici self-service a bordo.Un altro mezzo di trasporto è la linea ferroviaria suburbana, che copre la tratta Bologna-Vignola: la linea congiunge i comuni di Bologna, Casalecchio di Reno, Zola Predosa, Crespellano, Bazzano, Savignano sul Panaro e Vignola, in maniera integrata rispetto al trasporto pubblico su gomma. Per agevolare l’utilizzo delle diverse reti, i titoli di viaggio sono quelli di TPER, ed è in vigore una convenzione con Trenitalia riguardo a titoli integrati.

- In treno La stazione di Bologna Centrale è uno dei più grandi nodi ferroviari italiani. A livello strategico, lo snodo ferroviario di Bologna è il crocevia tra Nord e Sud, con oltre 50 milioni di passeggeri all’anno, ed è ritenuto quello più importante d’Italia. Bologna è facilmente raggiungibile da tutte le principali città con treni abbastanza frequenti e di ogni tipologia sia dal Sud che dal Nord. Da Torino, Milano, Venezia, Bolzano, Trieste per quanto riguarda il Nord, Firenze, Roma, Napoli, Ancona, escara per il entro, no a ari, Lecce, Reggio Calabria e Palermo per il Sud. - In aereo L’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna è il principale scalo dell’Emilia Romagna e uno degli aeroporti intercontinentali d’Italia. Tutte le principali compagnie di volo europee operano con voli di linea (Iberia, Air France, British Airways, Lufthansa, KLM, Alitalia, Ryanair, Vueling). Si possono trovare tutte le compagnie aeree che operano a Bologna sul sito ufficiale: http://www.bologna-airport.it/. - In autobus Bologna è facilmente raggiungibile anche in autobus. Numerose sono le compagnie che operano a livello nazionale, soprattutto dal Sud Italia. Altrettanto numerose, però, sono anche le tratte a livello internazionale con l’Est Europa (Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina, Romania, Croazia, Ungheria, Bulgaria). Ci sono anche collegamenti in autobus da numerose città della Spagna (Madrid, Barcellona, Saragozza), della Francia (Parigi, Marsiglia, Nizza, Digione) e di Germania e Austria (per esempio, Monaco di Baviera e Innsbruck). Sul sito dell’autostazione di Bologna è possibile trovare tutte le informazioni utili al riguardo www.autostazionebo.it.


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

B OLOGNA

L’Università di Bologna (www.unibo.it), la cui antica origine è attribuita all’anno 1088, viene indicata come la prima Università del mondo occidentale e come prima sede deputata allo studio del Diritto. La sua storia si intreccia con quella di grandi personaggi che operarono nel campo della scienza e delle lettere ed è riferimento imprescindibile nel panorama della cultura europea. Da anni l’Università di Bologna vanta oltre 100.000 studenti, elemento che fa di questo Ateneo uno dei più frequentati in Italia. L’Ateneo, suddiviso in ben 11 scuole, offre, in 33 dipartimenti, 210 corsi di laurea. Cresce inoltre, di anno in anno, il numero di master universitari, che attualmente sono 57. Nel 1998 l’Università ha inoltre inaugurato una propria sede a Buenos Aires. L’Università di Bologna è oggi, secondo un recente rapporto del Comitato Nazionale per la valutazione del Sistema Universitario, la più internazionalizzata delle università italiane. Gli studenti stranieri regolarmente iscritti sono più di 3600, mentre quelli che vi giungono tramite il programma Erasmus sono 1700 ai quali si aggiungono il programma Overseas e altre forme di mobilitá per arrivare a oltre i 2000 all’anno, rendendo oggi l’Università di Bologna la terza università europea per numero di studenti accolti. Gli studenti dell’Università di Bologna, locali e non, che ogni anno si recano all’estero in programmi di scambio, per tirocini formativi o per realizzare la tesi di laurea sono oltre 2300. La città, oltre all’Università degli Studi, ospita anche l’Accademia delle Belle Arti di Bologna, www.accademiabelleartibologna.it, specializzata nell’insegnamento delle discipline artistiche, la ohns Hopkins School of Advanced International Studies (www. hubc.it) nalizzata alla formazione di professionisti nell’ambito delle relazioni internazionali e il Conservatorio di Musica “Giovan Battista Martini” presente a Bologna dal 1804.

LA SEZIONE Bologna la Dotta non solo, come detto in precedenza, vanta la più antica università del mondo, ma anche una delle più “antiche” sezioni ESN del Bel Paese: ESN Bologna nel lontano 1992 fu, infatti, una delle sei sezioni fondatrici di ESN Italia. Dai tempi degli eventi e delle feste “home made” con un gruppetto di amici Erasmus, molti passi sono stati fatti: ora ESN Bologna è una delle più grandi sezioni di tutta Europa, con circa 1200 soci all’anno (80% Erasmus e 20% italiani). Ha una struttura che opera a pieno regime, con un consiglio direttivo di sei membri eletto ogni anno con cui cooperano più di dieci altri preziosi soci Attivi a vari livelli per offrire dozzine di attività (spesso gratuite o con costi irrisori) agli studenti di scambio, che spaziano dai welcome days alle lunghe gite di quattro giorni, passando per attività culturali, istituzionali, linguistiche, sportive e d’intrattenimento diurno e notturno. ESN Bologna è inserita nell’albo delle Associazioni Studentesche dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. - Dove dormire Diversamente da quanto si potrebbe pensare Bologna non offre molte soluzioni economiche di alloggio. Di seguito si propongono alcune soluzioni, sperando che possano essere validi consigli. Ostello della Gioventù San Sisto / Due Torri - www.ostellodibologna.com. Convenzionato con ESN e aperto tutto l’anno, con i suoi 75 posti letto consente di dormire con meno di 15€ a testa (colazione inclusa). Purtroppo si trova a circa 6 km a nordest dal centro storico della città, ma è raggiungibile con i mezzi pubblici (bus n. 93, 21b, 301 - fermata a 150 mt. dall’ostello).


Hotel Pedrini – www.hotelpedrini.it . Ubicato in un antico monastero restaurato risalente al XVI secolo, l'Hotel Pedrini è situato lungo la Strada Maggiore di Bologna a 1.2 km da Piazza Maggiore e vicinissimo al quartiere universitario. Le camere offrono un bagno moderno e la connessione Wi-Fi gratuita. Le sistemazioni del Pedrini dispongono di pavimenti piastrellati o in parquet, aria condizionata e TV satellitare. Al mattino vi attenderà una colazione continentale. L'Hotel sorge in prossimità di una fermata dell'autobus, che fornisce collegamenti diretti con la stazione ferroviaria Bologna Centrale, a 2 km di distanza. L'area circostante è ricca di ristoranti, bar e caffetterie. - Dove mangiare Bologna, come si è detto, è la culla della buona cucina e rispecchia sicuramente l’accoglienza della gente che ci abita e il suo amore per la vita. Ecco dove ESN Bologna vi consiglia di mangiare: Osteria dell’Orsa - Via Mentana, 1/F - www.osteriadellorsa.com. Sui lunghi tavoli di legno, nel mezzo della zona universitaria, propone immutata la sua tradizione a prezzi più che accessibili. Consigliamo il piatto dell’amicizia (1/2 kg di pasta da condividere da uno stesso piatto) e il crostone (tagliere di crostini misti, anche questo consigliabile per gruppi di 4-6 persone). Trattoria Chiaro di Luna - Via Belvedere, 3. Piccola trattoria bolognese che vanta tra le varie offerte una selezione di primi e secondi piatti a prezzi modici, sempre accompagnati da ottimi vini. Cremeria Mascarella - Via Mascarella 30/b. Una delle più antiche e rinomate gelaterie di Bologna, con un ottimo rapporto qualità prezzo e ora anche convenzionato con ESN Nel corso dell anno vengono organizzati, per i tesserati ESN, degustazioni di prodotti tipici e corsi di gelato gratuiti. Ristorante Cucchiaio d’Oro - Via G. Petroni 4/6. Ristorante dove si possono assaggiare sia piatti tipici italiani sia tradizionali bolognesi ad un prezzo veramente basso. Convenzionato con ESN Bologna. Nel corso dell’anno vengono organizzate diverse cene per gli Erasmus. - Divertimento Bologna non è solo la capitale della buona cucina, ma è anche famosa per la sua vita notturna. Sono moltissimi, infatti, i locali e i pub che popolano il piccolo centro storico animando il folto pubblico studentesco; tra questi ESN Bologna consiglia: Bar Lime - Via Zamboni, 3. Piccolo locale, centralissimo sotto le Due Torri, specializzato in american bar e con un’atmosfera internazionale. Sconti speciali per tesserati ESN come l’happy hour a per due cocktail Kinki – Via Zamboni, 1. La discoteca più vecchia di Bologna. Famosissima per i sue mercoledì internazionali con ingresso gratuito fino all 1.00 per tutti i possessori dell ESN ard Lab 16 – Via Zamboni, 16. Uno dei locali più famosi della zona universitaria. Offre la possibilità di fare aperitivi e feste di laurea a prezzi convenienti. Di giorno è un bar e la notte si trasforma in una discoteca grazie alla sua ampia sala sotterranea. Sconti con l ESN ard - Attività Beer Contest: Erasmus è anche sinonimo di divertimento e questo spirito si nota anche nella tradi-


zionale Gara di Birra. Si tratta di una competizione tra squadre di tre persone (indifferentemente uomini o donne). È una gara di velocità a eliminazione diretta vince la squadra che nisce la birra per prima, e si procede di round in round no alla nalissima che incorona i rincipi della irra. Sport: l’integrazione è alla base di ogni esperienza Erasmus, e tutti sanno quanto l’affetto per una maglia possa in questo senso unire. 8 squadre composte da 8 giocatori ciascuna si incontrano ogni anno sul campo targato ESN Bologna, ognuna con un nome scelto dai propri componenti, in un bel mix di sana competitività. Al loro ritorno a casa i giocatori delle prime tre squadre porteranno con loro una medaglia, oltre al ricordo dell’amicizia col compagno di squadra spagnolo, portoghese, turco, giapponese, tedesco. Inoltre ogni sabato per l’intero anno accademico la sezione mette a disposizione una palestra comunale per permettere agli Erasmus, insieme anche a studenti italiani, di praticare gratuitamente pallavolo e basket. Cene: in occasione di feste e ricorrenze particolari (come Natale o Pasqua), ESN Bologna organizza cene riservate ai propri Erasmus offrendo piatti tradizionali e bevande illimitate per festeggiare e divertirsi in compagnia. Feste a Tema: ESN Bologna organizza, sia in discoteca che in locali privati, grandi feste a tema: toga party, college party, mustache party, fluo, candy party, etc. Tutto questo per rendere ancora più divertenti le serate degli Erasmus bolognesi. Hatha Yoga: per rilassarsi dopo tanti viaggi e feste, la sezione propone una volta a settimana lezioni di Hata Yoga frutto antichissimo della cultura indiana, nel quale ci si serve di una vasta scelta di tecniche, promuove e rende possibile l’integrazione di corpo – mente – anima, e l’unione tra Jivatman (energia individuale) e Paramatman (energia universale). Attività culturali: ESN Bologna organizza durante tutto l'anno visite al Museo della storia di Bologna "Palazzo Pepoli, al Museo d'Arte Moderna "M.A.M.Bo", al Cimitero monumentale della città "La Certosa", agli scavi archeologici della "Sala Borsa", al Museo della Ducati e al Museo della Ferrari e della Maserati a Modena. Degustazioni: durante l’anno vengono inoltre organizzati diversi appuntamenti di degustazione di prodotti locali, come vini e birre. Salsa: Quale modo migliore di scaldarsi durante l'inverno se non ballando a ritmo caraibico? La sezione offre in collaborazione con una scuola professionista di ballo, corsi di salsa e bachada caraibica. Bowling: più volte all'anno la sezione organizza partite di bowling, gioco tipicamente americano ma molto apprezzato anche in Europa e soprattutto dagli Erasmus bolognesi Alla fine di ogni partita vengono premiati i primi tre classificati e l'ultimo classificato. Gara Fotografica: Sei un fotografo professionista o ti piace semplicemente la fotografia? ESN Bologna organizza domeniche alternative facendo gare fotografiche. Aiutati dalla splendida città di ologna gli Erasmus dovranno riuscire a scattare la foto più bella ed originale Laser ombat E perience per gli appassionati dell adrenalina e della s da, ESN organizza alle porte di Bologna, in una delle poche arene presenti in Italia, un’altra esperienza unica da poter condividere con i propri amici Erasmus Divisi in squadre, su uno spazio di oltre 50 mq ripartito su due piani, con musica e nebbia a fare da contorno, combatterai per raggiungere il massimo punteggio e vincere la gara


TIPS -Tour di Bologna

- Beach Trip

Appena sbarcati nel capoluogo emiliano, la prima cosa da fare è, ovviamente, visitare la città I volenterosi membri di ESN ologna si cimentano ogni anno nella s da di fare da guide per un giorno e conducono gli Erasmus ancora disorientati attraverso le strade e i monumenti più belli, raccontando loro la storia della città, svelando alcuni dei segreti nascosti, in altre parole facendo loro conoscere la Bologna più affascinante e la meno conosciuta, per fare subito sentire ai nuovi arrivati Bologna come la propria casa.

A poco più di un’ora da Bologna, la Riviera Romagnola offre numerose occasioni di divertimento. Tra le varie località marittime, molto rinomata è Marina di Ravenna, meta di gite ESN due volte l’anno, a Settembre e a Giugno. Questa località è nota soprattutto per i suoi Happy Hour musicali sulla spiaggia, organizzati dai gestori dei vari bar che si susseguono sulla costa. Gli ingredienti sono: musica, spiaggia, tramonto e tanta gente. Divertimento assicurato - Degustazione alla Gelateria Mascarella

- Corso di tortellini Bologna, come più volte ripetuto nel corso di questa guida, oltre che per l’Università e per le famose Torri è rinomata per la sua cucina. Questa cultura gastronomica viene tramandata e fortunatamente conservata secondo un antico rituale. È un’esperienza particolare che gli Erasmus bolognesi hanno l’occasione di provare, poiché ESN Bologna organizza nel corso dell’anno vari corsi gratuiti per imparare a fare i tortellini. Tali corsi vengono tenuti in un circolo sociale da anziane signore che insegnano ai ragazzi come fare la sfoglia e come darle la forma della tipica pasta bolognese. - Cioccolata in Torre Ogni anno, nel mese di novembre, a Bologna si tiene la Fiera del Cioccolato. In quell’occasione ESN Bologna regala agli Erasmus la possibilità di visitare la seconda torre più alta di Bologna,ovvero la Torre Prendiparte, in Via Sant’Alò: un edificio altrimenti non visitabile, essendo di proprietà privata. Oltre al panorama suggestivo che è possibile ammirare dalla sua sommità, all’interno delle prigioni (questa era, in origine, la funzione della Torre) viene allestito un banchetto con dolci tipici bolognesi e una cioccolata in tazza fumante, per richiamare il tema della Fiera del Cioccolato.

Questa è un’attività per tutti i golosi in visita a ologna ltre all ottima cucina della città soprattutto in primavera divertitevi a scoprire tutti i segreti del vero gelato italiano con un’ottima degustazione Non fatevela scappare


Brescia

SINTESI STORICA

Le origini di Brescia risalgono al 1200 a.C., quando una popolazione, probabilmente di Liguri, costruì un insediamento nei pressi del Colle Cidneo. Nel VII secolo a.C. si insediarono i Galli Cenomani, che fecero di Brescia la loro capitale. Successivamente, a cavallo tra III e II secolo a.C., a seguito di scontri tra Insubri, Galli e Romani, Brixia iniziò il percorso di annessione alla Repubblica romana, culminato nel 41 a.C. quando gli abitanti ottennero la cittadinanza romana, pur mantenendo una certa autonomia amministrativa. Dal 402 al 493 subì numerose invasioni barbariche, tra cui quelle dei Visigoti di Alarico, degli Unni di Attila, degli Eruli di Odoacre e degli Ostrogoti di Teodorico; proprio sotto quest'ultimo la città acquisì un'importanza chiave nel regno ostrogoto. Dal 568 divenne un importante ducato del regno longobardo. Proclamatosi comune autonomo già nel XII secolo, finì sotto la dominazione viscontea e poi si diede, con la dedizione del 24 novembre 1426, ai Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia e ne rimarrà legata fino alla fine. Annessa al Regno Lombardo-Veneto, durante il Risorgimento fu teatro delle dieci giornate di Brescia, per poi arrivare all'annessione al Regno d'Italia nel 1860. Nel 1932, tramite la demolizione del quartiere delle Pescherie, su incarico del Duce Benito Mussolini viene realizzata in stile fascista Piazza della Vittoria dall'architetto Marcello Piacentini, il quale vi realizza il primo grattacielo d'Italia, il Torrione che è tra i primissimi grattacieli in Europa. Il 13 luglio 1944 il centro della città fu bombardato dagli anglo-americani che sganciarono 124 tonnellate di esplosivo, provocando la morte di più di trecento persone. Durante la seconda guerra mondiale, con la creazione della repubblica sociale italiana, denominata informalmente di Salò, Brescia divenne sede di alcuni ministeri. Il 28 maggio 1974 si verificò l'attentato in Piazza Loggia, mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati, causando la morte di otto persone e il ferimento di più di altre cento.

Contatti ESN Brescia www.esnbrescia.it brescia@esn.it erasmus.brescia esnbrescia esnbrescia Viale del Piave 221 25121 Brescia


LA CITTÀ OGGI Il 25 giugno 2011, la riunione del 35º Comitato per il Patrimonio dell'Umanità, tenutasi a Parigi, ha iscritto nella lista dei beni patrimonio mondiale dell'UNESCO, facenti parte del sito “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, i seguenti monumenti di Brescia: L'area monumentale del Foro romano: costituisce il complesso archeologico in cui sono presenti i maggiori e meglio conservati edifici pubblici di epoca romana esistenti nell'Italia settentrionale. È composto dai seguenti monumenti: • Il santuario repubblicano: si trova sotto il tempio capitolino. Costruito nel I secolo a.C., è l'edificio più antico del foro. È costituito da quattro aule rettangolari affiancate tra loro, all'interno delle quali si trovano i resti originali del pavimento a mosaico e degli affreschi parietali paragonabili, sia da un punto di vista stilistico che conservativo, a quelli riscontrabili a Pompei. L'aula più occidentale sarà aperta alle visite del pubblico dalla primavera del 2015, mentre il resto dell'edificio è ancora sottoposto a lavori di restauro e scavo archeologico. • Il capitolium: costruito nel 73 d.C., era il tempio più importante dell'antica Brixia, in cui veniva venerata la Triade Capitolina(Giove, Giunone e Minerva). È costituito da tre celle, una centrale, più grande, e le altre di minori dimensioni, che conservano gran parte dell‘originario pavimento in marmi policromi. Di fronte ad esse si trovano i resti dell'imponente porticato, con colonne aventi capitelli in ordine corinzio, culminante nel timpano, in cui è presente una dedica all'imperatore Vespasiano. Sotterrato quasi interamente da uno smottamento del colle Cidneo, fu riportato alla luce attraverso diverse campagne archeologiche, cominciate nell'Ottocento. Dalla primavera del 2013, dopo nuovi lavori di scavo archeologico e di consolidamento strutturale, è stato riaperto al pubblico. • Il teatro romano: si trova immediatamente a est del Capitolium. Fu costruito in epoca flavia e rimaneggiato nel III secolo. Con i suoi 86 metri di larghezza, è uno dei teatri d'epoca romana più grandi d'Italia, e poteva contenere 15.000 spettatori. Fu pesantemente danneggiato da un terremoto avvenuto nel V secolo, che fece crollare il secondo e terzo ordine di gradinate. Inoltre, nei secoli successivi, i suoi resti furono inglobati in nuovi edifici ivi costruiti, demoliti a partire dall'Ottocento. Della struttura originaria si sono conservati i muri perimetrali a forma di semicerchio, il primo ordine di gradinate (che in gran parte si trovano ancora sotto terra), le due uscite laterali e i resti della cavea e della scena, oltre a numerosi frammenti di colonne e fregi. I lavori di scavo archeologico dovrebbero riprendere nei prossimi anni. Il complesso monastico longobardo di San Salvatore-Santa Giulia: costituisce uno straordinario palinsesto architettonico, oggi trasformato nel Museo di Santa Giulia, che contiene circa 11.000 opere d'arte e reperti archeologici. È composto da: • La basilica di San Salvatore: cuore dell'antico monastero longobardo, fu edificata nel 753 per volere del duca di Brescia Desiderio, futuro re longobardo, e di sua moglie Ansa. Caratterizzata dal contemporaneo utilizzo di stilemi longobardi e motivi decorativi classici e bizantini, rappresenta uno dei maggiori esempi di architettura religiosa altomedioevale. La basilica si presenta a tre navate ed ha un transetto a tre apsidi. È presente anche una cripta, anch'essa a tre apsidi. Ampliata nei secoli successivi, conserva al suo interno diverse opere d'arte, tra cui le Storie di sant'Obizio dipinte dal Romanino e le Storie della Vergine e dell'infanzia di Cristo di Paolo da Caylina il Giovane. • La chiesa di Santa Maria in Solario: costruita verso la metà del XII secolo come sacello interno al monastero, è a base quadrata e si articola su due livelli interni. Il piano inferiore è coperto da quattro volte a crociera sorrette al centro da un'antica ara romana, mentre l'aula superiore è coperta da una cupola emisferica e presenta, scavate nella muratura est, tre piccole absidi. Conserva all'interno pregevoli affreschi di Floriano Ferramola, eseguiti all'inizio del Cinquecento, e due fra i più importanti pezzi del tesoro dell'antico monastero: la Lipsanoteca di Brescia (composta da un piccolo scrigno d'avorio, risalente al IV secolo) e la Croce di Desiderio(realizzata in argento e lamina d‘oro, tempestata da 212 gemme preziose[26]). • Il coro delle monache: compreso tra la basilica di San Salvatore e la chiesa di Santa Giulia, è stato costruito tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento come coro per San Salvato-


re. L'edificio si sviluppa su due livelli: il piano inferiore costituisce l'antico sagrato coperto previsto per accedere a San Salvatore. Il piano superiore è invece il coro vero e proprio, formato da un ambiente coperto da una volta a botte, collegato a est con San Salvatore tramite tre piccole finestre dotate di grata, a ovest con Santa Giulia tramite un arcone. L'interno del coro è interamente ricoperto da affreschi eseguiti dal Ferramola e dal Caylina, e vi sono esposti diversi monumenti funerari di età veneta, tra cui il Mausoleo Martinengo, uno dei massimi capolavori della scultura rinascimentale bresciana. • la chiesa di Santa Giulia: è stata costruita tra il 1593 e il 1599. La facciata è in marmo di Botticino, decorata da un doppio ordine di lesene di ordine corinzio, divisi da un ricco fregio marmoreo e connessi ai fianchi da volute. All'interno, la chiesa presenta una spaziosa navata unica coperta con volta a botte costolonata. Nella chiesa non rimane alcun arredo sacro o decorazione. Gli affreschi che originariamente ricoprivano ogni superficie sono quasi tutti scomparsi e ne rimangono poche tracce sulle pareti delle cappelle laterali e sulla volta. Scomparsi anche tutti gli altari laterali. Benché annessa al monastero, non rientra nel percorso di visita del Museo di Santa Giulia ed è adibita a sala conferenze. Fanno parte del sito UNESCO anche le Domus dell'Ortaglia (sono un gruppo di antiche domus romane, utilizzate tra il I e il IV secolo, chiamate in questo modo perché sono state rinvenute negli orti (ortaglia) del monastero di Santa Giulia), il cinquecentesco Palazzo Maggi Gambara, la seicentesca Casa Pallaveri e una porzione dell'antico decumano massimo (l'odierna Via dei Musei) Cucina Brescia e la sua provincia rappresentano una terra ricca di sapori dalla gastronomia particolarissima, giocata fra due poli: la cucina contadina dell'entroterra e delle valli e quella di pesce dei laghi d'lseo e Garda. I celebratissimi casoncelli bresciani, nella versione salata con ripieno di salsiccia e formaggio, o nella versione dolce con mandorle, uvetta e pere, la minestra mariconda, il risotto alla pitocca, le belle schidionate di quaglie e piccioni per polenta, i volatili domestici (pollo, gallina, cappone) con saporiti ripieni e la specialità del piccione farcito alla bresciana, la persicata, sono specialità della gastronomia del Medioevo e del Rinascimento tramandatisi quasi senza aggiornamenti e fatti propri, negli ultimi decenni dalla ristorazione anche agrituristica, a rappresentare gli aspetti più raffinati del gusto tradizionale, in abbinamento con i grandi vini D.O.C. della Franciacorta di Lugana, del Garda Classico, di San Martino della Battaglia di Cellatica, di Botticino e di Capriano del Colle. L'anima popolare della cucina bresciana offre però le sue prove migliori nei piatti di polenta, tipicamente quella taragna (in Valsabbia detta Tiragna) e di riso e nei semplici cibi in cui si avverte ancora il profumo dell'aia e del camino. Dalla ormai dimenticata polenta e saracca a quella con le cotiche, da quella con il baccalà a quella con il sugo di maiale; e, ancora, polenta con gli uccellini, con i funghi, con le verdure, con il coniglio in sguazzetto. E poi il riso alla campagnola con le verdure, il risotto con gli spinaci selvatici, gli strangolapreti, i bigoli con le sardelle e la pastissada de caval di chiara origine veneta, le frittate rustiche di verdure o salumi. Per non dimenticare gli altri grandi protagonisti della gastronomia bresciana i salumi e i formaggi. Il più noto fra tutti è il Bagoss, dal gusto robusto, ma non piccante con cui si designa il più diffuso prodotto della zona.


M OBILITÀ U RBANA La città è dotata di una rete di trasporti pubblici automobilistici composta da 16 linee che serve anche 14 comuni dell'hinterland cittadino per un bacino d'utenza di 360.000 abitanti. Il numero di viaggiatori annuo del 2006 è stato pari a 39 milioni[134]. Dal 2003, il servizio è garantito da Brescia Trasporti che si è aggiudicata la gara indetta dall'amministrazione comunale. Una rete tranviaria urbana operò a Brescia fra il 1882 e il 1949.

Inoltre, il collegamento con la zona del Lago d'Iseo e con la Val Camonica è servito dalla società Ferrovie Nord Milano Autoservizi in regime di proroga provvisoria della concessione precedente.

La mobilità verso la provincia è garantita da due consorzi di trasporti automobilistici extraurbani:

La lunghezza complessiva della tratta funzionale, tra le stazioni capolinea Prealpino e Sant'Eufemia, è di 13,7 km, di cui: 6 km in galleria profonda, scavata con scudo meccanizzato (TBM), nella parte centrale del tracciato; 4,7 km in trincea coperta; 1,3 km a raso; 1,7 km in viadotto sopraelevato.

Trasporti Brescia Nord serve la zona della Val Sabbia, della Val Trompia e del Lago di Garda ed è composto da SIA Autoservizi, SAIA Trasporti, Brescia Trasporti e ATV;

Brescia è servita da una linea di metropolitana leggera che collega i quartieri nord a quelli della zona sud-est, passando per il centro storico.

Trasporti Brescia Sud serve la zona della Bassa Bresciana, della Franciacorta e Iseo; è composto da SAIA Trasporti, SIA Autoservizi eAPAM Esercizio Spa

L’ UNIVERSITÀ Brescia pur non essendo un "polo universitario", gode comunque di una discreta copertura didattica sia per le facoltà presenti, sia per il numero di corsi di laurea proposti, ai circa 25.000 studenti universitari. La maggiore per numero di iscritti, è l'Università degli studi di Brescia che si compone di quattro facoltà: Giurisprudenza, Economia, Medicina e Chirurgia ed Ingegneria, dislocate su tutto il territorio cittadino. L'attuale rettore dell'università è Sergio Pecorelli, succeduto nel luglio 2010 ad Augusto Preti. Quest'ultimo è stato il rettore che ha mantenuto per più tempo la carica, essendo stato eletto nel 1983. La lunga durata del suo mandato fu nel 2006 al centro di una riflessione dell'allora Ministro dell'Università Fabio Mussi, che propose incarichi triennali rinnovabili una sola volta[80]. È presente anche l'Università Cattolica del Sacro Cuore, che è sede distaccata di Milano, ed è situata in pieno centro storico cittadino. Presenta 7 facoltà, di cui 6 afferenti alla sede di Milano: Lettere e filosofia, Sociologia, Psicologia, Scienze della formazione, Scienze linguistiche e Letterature straniere, e una afferente alla sede di Brescia: Scienze matematiche, fisiche e naturali. A Brescia ci sono tre accademie di belle arti che sono ad oggi attive: La LABA, ovvero Libera Accademia di belle arti, l'Accademia delle Belle Arti Santa Giulia e la NABA - Nuova Accademia di Belle Arti, Milano, che è sede distaccata di Milano. È altresì presente un Conservatorio intitolato a "Luca Marenzio". Inoltre vi è l'istituto tecnico statale Machina Lonati, che propone un'offerta formativa post-secondaria parallela ai percorsi universitari.


LA SEZIONE Chi siamo? Siamo soprattutto un gruppo di amici - alcuni di noi si conoscono da anni , altri sono "neofiti " - che dedicano parte del loro tempo libero ( a volte un po' di più ;-)) per organizzare attività di ESN . Siamo quasi tutti gli studenti. Centro della nostra Associazione sono i "membri attivi " . Si prendono cura di alcuni aspetti della vita ESN , dall'organizzazione delle feste di benvenuto agli eventi culturali , passando attraverso la conversazione tandem scambi, viaggi , feste, cine forum , immersioni nella natura profonda ;-) Il più importante siamo tutti volontari , che significa che non siamo pagati, perché? Perchè ci piace stare con gente internazionale, perchè nutriamo un sentimento di socialità e fratellanza verso tutti e prima di tutto, amiamo divertirci! ESN Brescia è stata creata il 31 agosto 2009 .

TIPS In onore di Brescia è stato denominato un asteroide, il 521 Brixia, scoperto nel 1904 ed avente un diametro di circa 115,65 km. Il cimitero di Brescia, denominato Vantiniano (dal nome del suo progettista, l'architetto Rodolfo Vantini), è il primo cimitero monumentale costruito in Italia, al centro del quale si erge il Faro di Brescia (alto 60 metri, rivestito di marmo di Botticino) alla cui forma si è ispirato l'architetto tedesco Heinrich Strack per progettare la Colonna della Vittoria, uno dei simboli della città di Berlino. La Torre medioevale di Porta Bruciata assume questo nome per via dell'incendio che la colpì nel 1184.[161] Le Orsoline, ordine religioso fondato a Brescia e legato alla figura di Angela Merici sua fondatrice, nel 1919 fondarono un College femminile a livello universitario di Arti Liberali a London in Canadache attualmente prende il nome di Brescia University CollegE (all'origine Brescia College). Oggi è l'unico College a livello universitario per sole donne in Canada ed è affiliato con l'University of Western Ontario. A Owensboro, lo stesso ordine religioso forniva un'estensione di corsi a classi miste sotto l'egida del College femminile Mount Saint Joseph Junior di Maple Mount nel Kentucky attivo tra il 1925 e il 1950. Successivamente, nel 1950, dalla fusione dei corsi tenuti dalle Orsoline con il Mount Saint Joseph Junior College nacque la

Brescia University un'università mista, di vocazione cattolica, tuttora attiva. Nello Stato di Rio Grande do Sul, in Brasile, si trova il comune di Nova Bréscia, nome datole da emigranti italiani provenienti proprio dalla città di Brescia. L'aperitivo di Brescia è il pirlo. Brescia è la città della birra Wuhrer, la birra di produzione industriale più antica d'Italia. Nella zona dove sorgeva un tempo la birreria è sorto un lussuoso e moderno quartiere, opportunamente chiamato "Borgo Wührer". A livello sportivo, soprattutto calcistico, è la rivale storica dell'Atalanta B.C., rivalità che spesso è sfociata in risse in quasi tutte le partite disputate tra queste due squadre.


Cagliari

SINTESI STORICA

Città antica e dalla lunga storia, Cagliari ha conosciuto il dominio di diverse civiltà. Karalis fu fondata tra l'ottavo e il settimo secolo a.c come parte delle colonie fenicie in Sardegna. Nel quinto secolo a.c Cartagine ottenne il controllo dell'isola mantenendolo fino al 238 a.C, anno in cui venne ceduta ai Romani . Dopo la caduta dell'Impero Occidentale,Cagliari cadde nelle mani dei Vandali, poi dell'Impero Bizantino, fino a trasformarsi nella capitale di un giudicato che progressivamente acquistava indipendenza. Durante il quattordicesimo secolo la Corona di Aragona conquistò Cagliari dopo la battaglia contro i Pisani. Quando la Sardegna venne infine conquistata dall'esercitò Catalano-Aragonese, Cagliari divenne la capitale amministrativa del neonato Regno di Sardegna. Nel 1718, dopo una breve dominazione Austro-Asburgica, la Sardegna passò sotto il controllo dei Savoia. A partire dagli anni 70 dell'Ottocento, in seguito all'unificazione d'Italia, la città conobbe un secolo di rapida crescita. Durante la seconda guerra mondiale, Cagliari fu bombardata dagli Alleati nel febbraio del 1943. Per sopravvivere ai bombardamenti e alle difficoltà della vita, molte persone abbandonarono Cagliari per spostarsi verso l'interno dell'Isola. Dopo la guerra, la popolazione di Cagliari tornò a crescere, e si rese necessaria la costruzione di nuovi quartieri residenziali e aree ricreative.

LA CITTÀ OGGI La città di Cagliari è situata a sud dell'Isola di Sardegna, e ne è capoluogo di regione. Ha quasi 150000 abitati, che diventano più di 480000 se si considera l'area metropolitana. La città vecchia sorge sulla cima di un colle, affacciata sul Golfo di Cagliari, anche conosciuto come Golfo degli Angeli. La spiaggia principale è il Poetto, che si estende per circa 8 km, dalla Sella del Diavolo fino alle coste di Quartu Sant'Elena. Cagliari gode di un clima mediterraneo, con estati calde e umide e inverni molto miti.

Contatti ESN Cagliari Ancona www.esncagliari.org info@esncagliari.org esncagliarierasmus ESNCagliari esncagliari Via S. Giorgio 12 09124 - Cagliari


T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Muoversi a Cagliari è molto facile: la rete dei trasporti pubblici consiste nella metropolitana e in bus urbani ed extra-urbani.

Cagliari è connessa alle più importanti città europee grazie all'aeroporto internazione Mario Mameli. Una navetta connette l'aeroporto con Piazza Matteotti, nel centro della città, tra il porto e la stazione dei treni. Inoltre, la città è raggiungibile tramite taxi, o affittando un'automobile. Il porto di Cagliari è situato nel centro della città, e guarda direttamente alla famosa via Roma. E' connessa con l'entroterra tramite i treni, ed è inoltre meta di diverse navi che solcano il Mediterraneo.

E' anche possibile usare il servizio taxi, o affittare un'auto nel centro città o all'aeroporto.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

C AGLIARI

L’Università degli Studi di Cagliari è stata fondata nel 1606 seguendo il modello delle università spagnole di Salamanca, Valladolid e Lerida. Gli insegnamenti offerti inizialmente erano Giurisprudenza, Letteratura Latina e Greca, Arti, Medicina e Chirurgia, Filosofia e Scienze. Nel 1800 con il Regno dei Savoia, la struttura dell’Università viene notevolmente ampliata: i lavori per la costruzione del nuovo edificio, progettato dall’ingegnere piemontese Saverio Belgrano di Farnolasco, vengono ultimati alla fine del XVIII secolo. Attualmente l’edificio ospita la sede del Rettorato e alcuni uffici amministrativi. Nel XIX e XX si sviluppano notevolmente le attività di ricerca, con ottimi risultati e riconoscimenti anche a livello internazionale. L’Università di Cagliari è pubblica e vanta accordi con un gran numero di università prestigiose in Europa e nel mondo. Le facoltà che la compongono sono: Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche; Medicina e Chirurgia; Ingegneria e Architettura, Lettere; Farmacia e Biologia; Scienze. L’università è dislocata su quattro poli distinti: 1) La Cittadella di Monserrato, che ospita le facoltà di Medicina e Chirurgia, Fisica, Biologia e Scienze Naturali, nonché un gran numero di dipartimenti vari e uno degli ospedali della città. 2) L’area attorno a Piazza d’Armi che ospita Ingegneria, Scienze dell’Educazione e tutte le facoltà umanistiche. 3) Il polo di Viale Sant’Ignazio, che ospita Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche. 4) Il centro storico che ospita la Facoltà di Architettura; Via San Giorgio Lingue e Letterature straniere; Via Ospedale, Matematica e Farmacia. Vi sono inoltre ulteriori servizi dislocati in vari punti della città (mense, case dello studente, biblioteche, strutture sportive ecc.).

LA SEZIONE ESN Cagliari è nata durante la Piattaforma Nazionale di Benevento il 21/12/2008 dalla preesistente Associazione Erasmus Cagliari. Attualmente conta circa 50 soci. Due volte all’anno viene organizzata una giornata di Recruiting per tutti coloro che sono interessati ad entrare nella nostra associazione. Il nostro obiettivo principale è assicurarci che tutti gli studenti stranieri a Cagliari ricevano un caldo benvenuto nella nostra città, ottengano tutte le informazioni necessarie e possano sentirsi subito


parte della realtà locale. Per questo motivo organizziamo un gran numero di eventi, viaggi, attività sportive, eventi culturali, feste. Il servizio pick up e la ricerca casa sono alcuni dei servizi che garantiamo agli studenti stranieri, oltre all’aiuto che forniamo per il disbrigo delle pratiche burocratiche per ottenere tutti i documenti necessari (per esempio codice fiscale e permesso di soggiorno ecc.).

TIPS - Orientation week organizzata due volte all’anno (Settembre/Febbraio), è una settimana ricca di eventi culturali, attività sportive, visite della città, gite, feste, cene tipiche e molto altro. - Erasmus Discovering Sardinia è un progetto finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna, volto a promuovere il patrimonio culturale della nostra isola. - Goal All Night il più importante torneo di calcio a 7 maschile, calcio a 5 e quadrangolare femminile rivolto ai

ragazzi Erasmus e a chiunque voglia socializzare e divertirsi con ragazzi di tutta Europa. Il torneo inizia intorno alle ore 18.00 per continuare tutta la notte fino alla proclamazione della squadra vincitrice e a seguire barbeque e festa notturna. - La Sagra di Sant’Efisio o Sant’Efis (in sardo) è la più importante sagra e processione religiosa della città e ha luogo ogni anno il 1 di maggio. Partecipano un gran numero di gruppi folkloristici che arrivano da tutta la Sardegna e girano la citta` vestendo i loro abiti tradizionali.


Camerino

SINTESI STORICA

Camerino ha origini antichissime. Fondata dalle popolazioni degli Umbri Camerti, la città con probabilità deriva il nome dal termine italico Kamars, che significa ‘roccia’ e per traslato ‘rocca’. Della città preromana e romana sono note poche ma significative testimonianze, alcune delle quali di recente scoperta.

Contatti ESN Camerino Ancona www.esncamerino.it camerino@esn.it esnaure.camerino EsnAureCamerino esncamerino

LA CITTÀ OGGI Situata in una suggestiva posizione tra le valli del Chienti e del Potenza a 670 m su di un colle posto al centro della zona montana chiusa a sud dal massiccio dei Monti Sibillini e a nord dal Monte San Vicino, Camerino è un inatteso scrigno d'arte dal ricco centro storico che sorprende anche per le bellezze naturali e paesaggistiche. Il territorio che la circonda è caratterizzato per la maggior parte da un paesaggio collinare che, ornato di torri e di castelli, offre una piacevole alternanza di campi coltivati, di radure boscose e di magnifici esemplari di querce secolari.

Via Pieragostini 18 62032 Camerino (MC)


T RASPORTI I NTERNI Internamente, la città è servita da una linea urbana che permette di raggiungere velocemente le varie parti della città. Tutti gli studenti dell’Università di Camerino possono usufruire gratuitamente del servizio urbano. www.contram.it

C OME A RRIVARE - Aereo Gli aeroporti più vicini sono quelli di Ancona, Perugia, Roma e Pescara; tutti collegati da molti voli nazionali e internazionali.

- Treno Linea interna Roma-Ancona con scalo a Fabriano e successivo treno per Castelraimondo-Camerino. Linea adriatica Milano ologna enezia verso Sud: con scalo ad Ancona o a Civitanova Marche. Da entrambe le fermate è necessario prendere un autobus per Camerino o un treno per Castelraimondo-Camerino. - Bus Da Roma: Contram Autolinee www.contram.it Dalla Toscana: Sena Autolinee http://www.sena.it Dal Sud altour Autolinee e Marino Autolinee http://www.baltour.it www.marinobus.it

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

C AMERINO

L'Università degli Studi di Camerino (acronimo UNICAM) è un’università italiana statale, fondata nel 1336. L'ateneo si articola in 5 scuole nell'ambito della didattica e della ricerca: Architettura e Design ioscienze e Medicina eterinaria Giurisprudenza Scienze del armaco e dei rodotti della Salute Scienze E Tecnologie La sede principale è a amerino ma esistono anche le sedi di Matelica, Ascoli iceno e San enedetto del Tronto.

LA SEZIONE La sezione locale è ESN A.U.R.E. Camerino (Associazione Universitaria Ricreativa Erasmus) è stata fondata nel 2004. La sezione, nella sua lunga storia, è stata capace di organizzare ed ospitare due Piattaforme Nazionali (2007 e 2012), un Evento Nazionale (2006) e la prima edizione di ESN Italia ONE (Olimpiadi Nazionali Erasmus) nel 2014, insieme ad ESN Macerasmus e ESN ESAN Ancona.

TIPS - Cibo e bevande Impossibile andare via da Camerino senza aver provato la tipica Pasta fresca prodotta nella città, lo squisito Verdicchio prodotto dai vitigni nella vicina località di Matelica, il famoso insaccato chiamato Ciauscolo o il Torrone di Casa Francucci che vanta il record di torrone più lungo al mondo con i suoi 713,13 metri di lunghezza. Ad una manciata di chilometri dal centro cittadino è inoltre possibile trovare la Distilleria Varnelli, dove vengono prodotti, oltre

al famoso “Mistrà”, il Caffè Moka, il Mandarinetto, l’Amaro Sibilla e l’Amaro Tonico alle Erbe. - Maggio Corsa alla Spada e Palio e festa del patrono San Venanzio - Giugno Musicamdo Jazz Festival e Premio Internazionale Massimo Urbani


Catania

SINTESI STORICA

La storia catanese affonda le proprie radici sin dalla preistoria, come dimostrano i molti rinvenimenti archeologici all’interno della città, che vanno dal Neolitico all’età del Rame. La città di Katane venne fondata, dai greci calcidesi, tra il 729 e il 728 a.C. I nuovi abitanti della città, dopo la cacciata dei siculi, elessero come loro fondatore Evarco. All’inizio del V sec. a.C. la città venne conquista da Ippocrate di Gela e nel 476 a.C. Gerone, tiranno di Siracusa, ne deportò gli abitanti a Lentini e li sostituì con 10.000 nuovi abitanti tra sicuracusani e peloponnesiaci, modificando il nome della città in Aitna. Ma nel 461 a.C. a seguito delle rivolte guidate dal siculo Ducezio, catania recuperò il suo nome e gli antichi abitanti. Nel 263 a.C., all'inizio della prima guerra punica, Catania venne conquistata dai Romani, sotto il comando del console Massimo Valerio Messalla e il suo nome divenne Catina. Augusto ne dedusse una colonia durante il suo impero. La città venne interessata dalla costruzione, dalla monumentalizzazione di molti edifici pubblici, quali le terme e l’anfiteatro, nonchè dalla costruzione di ricchi quartieri residenziali. Il Cristianesimo vi si diffuse rapidamente; tra i suoi martiri, durante le persecuzioni di Decio e di Diocleziano, primeggia Sant'Agata, patrona della città, e Sant'Euplio. Dalla fine dell’Impero romano d’Occidente la città venne dominata da molteplici popoli, i quali contribuirono alla creazione dell’immenso bagaglio culturale che Catania e la Sicilia oggi rappresentano. A seguito delle invasioni barbariche, fu dominata dai Bizantini, dagl’Arabi, Normanni e Svevi sotto il comando di Federico II, il quale costruì il Castello Ursino. Seguirono gli Angioni, cacciati con i moti rivoluzionari conosciuti come Vespri siciliani e Aragonesi. La città conservò lo stile dell’età medievale fino alle XVII secolo, quando la storia della città fu sconvolta da tragici eventi nel 1669 ci fu una violenta eruzione dell’Etna che ricoprì tutto di lava mentre il più disastroso dei terremoti nel 1693 rase ala suolo l’intera città, distruggendo quasi tutte le vestigia dell’età medievale e rinascimentale. La Catania di oggi è in realtà, il risultato delle magnifica opera di ricostru-

Contatti ESN Catania Ancona www.esncatania.it catania@esn.it esn.catania esn_catania Via del Pino 24 95019 Zafferana Etnea


zione della città, nella quale hanno operato i più famosi architetti dell’epoca barocca, come il Vaccarini e Stefano Ittar. Oggi il barocco catanese fa parte del patrimonio mondale dell’UNESCO, con le sue bellissime chiese, palazzi e monumenti. In seguito venne dominata dai Borboni verso i quali i cittadini si ribellarono nel 1837 e nel 1848 divenendo parte del Regno d’Italia nel 1861.

LA CITTÀ OGGI Ci sono molti luoghi che un turista può visitare: Palazzo Biscari, uno deii più bei edifici barocchi a Catania, eretto dopo il terremoto il terremoto del 1693 sulle rovine delle mura della città del 16° secolo; il Teatro Massimo Bellini, il teatro dell’opera dedicato al famoso compositore di Catania Vincenzo Bellini; L’Anfiteatro Romano, secondo solo al Colosseo di Roma; Il Castello Ursino, costruito tra il 1239 ed il 1250 come uno dei castelli reali dell’imperatore Federico II Re di Sicilia; Via Crociferi, trionfo del barocco del 18° secolo; la casa – museo di Giovanni verga, uno dei più grandi scrittori siciliani, che visse e scrisse qui per molti anni. Catania è una città che non dorme mai! Infatti, Catania è famosa per la sua leggendaria vita notturna e non solo in Sicilia. Questa città offre molti posti dove divertirsi. Il più popolari luoghi d’incontro si trovano nella zona tra Piazza Duomo, Piazza Università e vicino il Teatro Bellini. Tra le ariose piazze Barocche, le pittoresche città ed i cortili, ci sono molti pub e ritrovi sempre affollati e piacevoli. In estate si trasformano nei famosi “Caffè Concetto”, estendendo la loro attività negli spazi aperti della città ed offrendo musica dal vivo ed eventi multimediali. “Piazza Bellini” o altrimenti “Piazza Teatro Massimo”, dove il teatro massimo Bellini è situato e le sue zone adiacenti sono il posto giusto per divertirsi di sera a Catania. Ci sono molti ritrovi notturni e bar affollati dei giovani di Catania. Durante le stagioni calde, i bar espongono i tavoli sulla strada in cui ci si può sedere e guardare le persone camminare e bere. Nei pressi di Piazza Duomo, si può andare verso Piazza Currò, ritrovandoti a visitare una caverna sotterranea profonda 20 metri nella lava, con i piedi umidi dalle fresche acque di un ruscello di montagna che riporta alla mente le donne che lavavano qui i vestiti e le nobili donne romane che consideravano quest’acqua come una spa. Salendo le scale, l’atmosfera è dinamica e straordinariamente piena di colore. Puoi incontrare giovani da tutte le parti del mondo che parlano, giocano e vestono diversamente l’uno dall’altro, ma tutti uniti dal sole e dal mare della Sicilia.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Autobus A.M.T. bus locali dentro la città di Catania e da/verso l’aeroporto http://www.amt.ct.it/home.php A.S.T. www.aziendasicilianatrasporti.it collegamenti giornalieri con le principali città siciliane

- In treno: Stazione Centrale – Piazza Giovanni XXIII www.trenitalia.it - In traghetto: Catania – Napoli / TTT Lines – stazione marittima in via Dusmet www.tttlines.it

Metropolitana: Catania Metro

- In aereo: Aeroporto Internazionale “Vincenzo Bellini” - Fontanarossa

Taxi: http://www.radiotaxicatania.org/ Radiotaxi: +39 095 330966

- In autobus: SAIS www.saistrasporti.it www.saisautolinee.it

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L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

C ATANIA

L’ Università di Catania fu fondata nel 1434 ed è la più antica università della Sicilia ed è una delle maggiori università per numero di iscritti, approssimativamente 70.000 studenti che si stabiliscono a Catania durante il periodo di studi provenienti da tutte le parti della Sicilia. Suscita particolare interesse la Facoltà di Scienze Umanistiche collocata in un precedente Monastero Benedettino risalente al 1558. La sede centrale dell’Università si trova in Piazza Università 2 ed è organizzata in 22 dipartimenti.

LA SEZIONE ESN Catania ASE, Associazione Studenti Erasmus Catania, fu fondata nel primo semestre del 2009 ed ufficialmente annessa al network nazionale durante la 3° Piattaforma Nazionale dell’anno nel luglio 2009. Sin dall’anno 2008/2009 in cui cominciò l’attività con gli Erasmus, insieme alla collaborazione con ESN Italia, nel dicembre del 2009 fu candidata per l’organizzazione dell’ Evento Nazionale e ricevette la fiducia dell’intero network nazionale per 3 anni di fila, 2010,2011,2012. Nel settembre 2013 ESN Catania organizza il Cultural Medley, un evento internazionale ESN in cui ogni sezione presenta se stessa al mondo ESN attraverso molte attività culturali: ad ottobre fu nominata come Section in the Spotlight (sezione al centro dell’attenzione). Nel Maggio 2014 organizzerà il quarto evento nazionale della sua storia. ASE Catania fu la prima in Italia, ancora prima della nascita del progetto Social Erasmus, ad organizzare una giornata di donazione del sangue e a partecipare ad una annuale e non competitiva maratona di volontariato chiamata “Corri Catania”, vissuta entusiasticamente dagli studenti Erasmus. Esn Catania, organizza settimanalmente attività ludiche rivolte agli studenti Erasmus, quali Tadem Linguistici, Cineforum, Party a tema. Inoltre ha avviato da qualche anno un programma chiamato "Esn into the wild "che ha come obiettivo la scoperta del patrimonio naturalistico siciliano. Nel 2016 ha avviato in collaborazione con la Radio ufficiale dell'Università di Catania, un programma in diretta radiofonica, dove gli Erasmus possono raccontare la propria esperienza e condividerla con gli studenti locali.

TIPS - Un piatto tipico: La Granita. Il perfetto rinfresco estivo, la Granita è un dessert cremoso semi freddo fatto di zucchero, acqua e vari ingredienti aromatici come cioccolato, mandola, pistacchio, fragola, succo di limone, caffè. La granita, in combinazione con una brioche a pasta di lievito è una colazione comune non solamente in estate. - Un evento speciale: La festa di Sant’Agata è la più importante festa religiosa di Catania e

la terza ne mondo dopo la Settimana Santa di Siviglia ed il Corpus Domini diCuzco in Perù per la quantità di persone che solitamente giungono qui tra il 3 ed il 5 Febbraio. - Un paesaggio mozzafiato: il monte Etna è un vulcano attivo sulla costa orientale della Sicilia, tra Messina e Catania. E’ il più alto ed attivo vulcano d’Europa, attualmente 3.329 metri. Nel Giugno 2013 fu aggiunto nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.


- Il mercato del pesce Non si può lasciare Catania senza una visita a: Il mercato del pesce o “ A Piscaria” si trova tra piazza Pardo e Piazza Di Benedetto, è un posto stupendo con il suo meraviglioso spettacolo di colori, odori e suoni. E’ un tipico mercato mediterraneo dove si può trovare vari tipi di pesce, carne, formaggi, frutta, verdura, spezie e molti altri generi alimentari. Il Mercato del Pesce vale la pena di visitare, anche solo per un’occhiata.

- Per un estate senza fine A Catania ci cono molte spiagge differenti, come la spiaggia lavica di San Giovanni Li Cuti, o quella sabbiosa della Playa, e quella rocciosa di Ognina. Si può prendere il sole ed immergersi nel bellissimo mare della città durante un lungo periodo dell’anno, solitamente da Aprile ad Ottobre.


Catanzaro

SINTESI STORICA

Catanzaro è conosciuta come la "Città tra due mari", in quanto situata nella striscia di terra più stretta d'Italia, dove soli 30 km separano il mar Ionio dal mar Tirreno. Ciò consente di vedere contemporaneamente, dai quartieri nord della città, in alcune giornate particolarmente limpide, i due mari e le isole Eolie. È detta inoltre ”Città dei tre colli”, dai tre colli rappresentati pure nello stemma civico, che sono: il colle di San Trifone (oggi San Rocco), il colle del Vescovato (oggi Piazza Duomo) e il colle del Castello (oggi San Giovanni). Il nome della città non è riconducibile con certezza ad uno o più fondatori (nello specifico Cataro e Zaro), anche perché l'incrocio delle lingue e dei dialetti, nei secoli, induce a perplessità. Inoltre in documenti storici troviamo la denominazione bizantina (del X sec. d.C) Catafioron (sul fiorito) e più tardi anche quella latina Catacium. Quindi due sono le principali correnti di pensiero: la prima afferma che il nome, composito, nasce da due alti esponenti della milizia greca, Cataro e Zaro; l'altra invece si rifà al luogo di fondazione: poiché l'antico nome della Fiumarella era Zaro, Catanzaro potrebbe significare ”Oltre (dal greco katà) lo Zaro”, ovvero l'insediamento sorto al di là del fiume. Catanzaro era inoltre anticamente conosciuta come la Città delle tre "V”, in riferimento a tre caratteristiche distintive della città, ovvero: - V di San Vitaliano, il santo patrono; - V di vento, in quanto costantemente battuta da forti brezze provenienti dal Mar Ionio e dalla Sila; - V di velluto, in quanto importante centro serico fin dai tempi dei Bizantini. La città era una fortezza contro le invasioni saracene. Infatti il sito scelto (i tre colli con annesse due vallate laterali) offriva garanzie idonee. L’impero bizantino era però prossimo. Nel corso dell’XI secolo giunsero in Calabria i Normanni, Catanzaro fu occupata e, sotto Roberto il Guiscardo (1069), divenne feudo. In quest’epoca la città conobbe

Contatti ESN Catanzaro www.esncatanzaro.com catanzaro@esn.it esan.erasmusancona ESNCatanzaro esncatanzaro Università Magna Graecia di Catanzaro c/o Consulta Degli Studenti Viale Europa 88100 Catanzaro


una fioritura delle arti e dei mestieri, in particolare la lavorazione della seta, con scambi commerciali con le altre regioni d’Italia e con i paesi orientali ed europei. Nel 1519 Re Carlo V "riconobbe" il Consolato dell'Arte della Seta. Anche se gli Statuti dell'Arte della Seta a noi pervenuti sono dell'8 maggio 1568, è certo che a Catanzaro l'Arte della seta era già florida in tempi precedenti. Sempre da Carlo V si meritò il titolo di "Fedelissima" e lo stesso sovrano concesse alla città l’altissimo onore dello stemma imperiale dell’aquila reale con il motto sanguinis effusione, riportato oggi sul gonfalone della città unitamente ai tre colli, che ricorda la valorosa impresa dei catanzaresi che difesero eroicamente la città dall’assedio dei francesi. Il periodo Aragonese fu contrassegnato da un decadimento della città dovuto sia alla peste che alle conseguenze del terremoto del 1638. Durante il periodo Napoleonico, invece, la città visse la guerra di occupazione francese. Lo spirito innovativo portato dalla rivoluzione francese e per essa da Gioacchino Murat contribuì a far crescere a Catanzaro, già divenuta sede di università, istanze libertarie e democratiche. Nel 1971 diviene il Capoluogo amministrativo della Regione, ufficializzando così una prerogativa storica della città, che, dalla sua fondazione ai giorni nostri, ha di fatto assunto il ruolo di Capitale della penisola calabra.

LA CITTÀ OGGI La città sta progressivamente abituandosi a ricevere i turisti che abbiano voglia di alternare al relax marino, presso le località della vicina costa, una passeggiata nel suo piacevole centro storico. Catanzaro è una città che non ti aspetti, che sa svelare bellezze nascoste a chi ha voglia di scoprirle: chiese, palazzi, musei e molto verde. Un'ottima miscela per una meta cui vale la pena dedicare una giornata.

C OME A RRIVARE La stazione principale del Capoluogo si trova nel quartiere Marinaro (stazione di Catanzaro Lido). Da poco è stato aperto il nuovo scalo in Località Germaneto, dove sorge l’università Magna Graecia di Catanzaro. Lo scalo di Lamezia Terme dista meno di 30 Km.

tiere marinaro, mentre dal versante tirrenico è raggiungibile tramite l’autostrada A3 che, all’altezza dello svincolo per Catanzaro, s’innesta sulla SS. 280 (detta “dei Due Mari”). La SS 280 arriva fino al cuore del centro cittadino grazie all’innesto con viale De Filippis.

L’Aeroporto Internazionale S.Eufemia di Lamezia Terme è il principale scalo calabrese, ubicato a poco meno di 30 Km dal centro della città.

Il centro della città è poco esteso, di conseguenza è possibile muoversi a piedi. In alternativa è possibile servirsi degli autobus della linea amc che collegano il centro con la zona nord e sud della città.

L’altra aereostazione che serve la città, principalmente nei mesi estivi, è il Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, che si trova a 48 Km di distanza. In autobus è facilmente raggiungibile sia da nord che da sud. Catanzaro dall’Adriatica é raggiungibile tramite la E 90 che attraversa il quar-

La funicolare invece collega la parte alta della Città con la zona che si affaccia verso il Mar Jonio.


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ M AGNA G RAECIA

DI

C ATANZARO

Il Campus “Salvatore Venuta” dell’Università Magna Graecia di Catanzaro sorge alle porte di Catanzaro in località Germaneto, a pochi chilometri dal centro cittadino, su un’area di oltre 170 ettari nella valle del fiume Corace. Qui le esigenze attuali della ricerca e il diritto allo studio trovano gli spazi per loro realizzazione: vi sono le migliori possibilità di studiare, di progettare, di sperimentare; è dotata di strutture funzionali alle esigenze della comunità accademica, dei docenti e degli studenti. La sede di Germaneto è attiva dal 2004 ed è tuttora in via di completamento per rispondere a tutte le esigenze che si addicono ad un Campus Universitario: spazi per ospitare servizi agli studenti, impianti sportivi, residenza universitaria. L’ateneo è costituito dalle seguenti facoltà: - Facoltà di Farmacia, - Facoltà di Giurisprudenza, - Facoltà di Medicina e Chirurgia.

LA SEZIONE ESN Catanzaro nasce nel 2008, anno in cui l’Università Magna Graecia ospita i primi Erasmus, dall’entusiasmo dei 5 soci fondatori guidati da Vitaliano Parrella Catalano. Questo esiguo, ma determinato gruppo, decide di fondare la sezione locale per garantire agli studenti incoming una permanenza felice e solare. Oggi ESN Catanzaro conta 15 soci ESNers attivi e tanti altri potenziali, che stanno compiendo il percorso che li porterà a ricoprire un ruolo ufficiale all’interno dell’associazione e ad immergersi nella splendida realtà del Network studentesco più grande d’Europa.

TIPS - Come è noto, i piatti del menu tradizionale catanzarese sono un trionfo del gusto e della cucina mediterranea. Il re delle tavole catanzaresi è però “u morzeddhu” (il morzello), una zuppa di carne a base di interiora di vitello, peperoncino, erbe aromatiche e vino rosso, da gustare insieme alla “pitta”, tipico pane casereccio dalla forma circolare. Un'antica ricetta povera, nata dalla necessità di mangiare le frattaglie, che oggi è considerata il piatto simbolo della provincia di Catanzaro.

Catanzaro (MARCA). Nato nel marzo 2008, è un'importante polo museale multifunzionale: al suo interno convivono situazioni artistiche differenti, dall'arte antica all'arte contemporanea. Questa caratteristica emerge anche dalle molteplici collezioni esposte, molte delle quali facenti parte del patrimonio storico-culturale della Provincia di Catanzaro, che spaziano dalla fine dell'Ottocento, passando per il dopoguerra fino ad arrivare all'inizio del Novecento e all'arte contemporanea.

- La festa più importante e caratteristica del capoluogo è “La Notte Piccante” organizzata ogni anno nel mese di settembre per le vie del centro storico, che si trasformano in un grande contenitore di spettacolo, musica e cultura.

- Caratterizzata dai suoi 610.000 m2 di verde, la visita della città di Catanzaro non può che concludersi con una passeggiata all’interno del Parco della "Biodiversità mediterranea". Originariamente conosciuto come Parco della scuola Agraria, è dedicato alla flora e fauna tipiche dell'area mediterranea, direttamente curate dalla Scuola Agraria situata all'interno del parco.

- La città di Catanzaro pur essendo un piccolo centro presenta diverse attrazioni di importante rilievo culturale, come Il Museo delle Arti di


Chieti-Pescara

SINTESI STORICA

La moderna Pescara nasce ufficialmente nel 1926, dall’unione di Castellamare Adriatico, sulla sponda sinistra del Pescara, e l’antica Piscaria. Le origini della città sono di certo antiche, ma poco conosciute, e legate alla posizione strategica (vie di comunicazione tra l'antica Roma e l'area dell'Adriatico) che ha sempre connotato lo sviluppo della sua vita economica e sociale, che può essere così ripercorsa nelle varie epoche storiche: - In epoca Romana: l’imperatore Tiberio fece costruire un ponte monumentale e fece rimodernare l'importante porto per favorire gli scambi commerciali con l'oriente e per scopi militari. - In epoca Longobarda: si sa della leggenda del vescovo Cetteo, attuale patrono della città, che, accusato dai Longobardi di essere complice dei Greci cristiani, fu fatto precipitare dal ponte marmoreo con una pietra legata al collo. - 1814: Pescara fu tra le città protagoniste dei moti carbonari contro Gioacchino Murat, re di Napoli. Fu a Pescara, infatti, che Murat firmò nel 1815 la prima delle costituzioni italiane del Risorgimento. - 1095: Piscaria era ricca di monumenti e chiese, tra le quali le Chiese di San Salvatore, Santi Legunziano e Domiziano, San Tommaso Apostolo, San Nicola e di Santa Gerusalemme, i cui basamenti sono stati recentemente riportati alla luce di fronte all'attuale Cattedrale di San Cetteo. - Rivoluzione Industriale: si ha il decreto per l’unificazione di Pescara e Castellamare. Decisivo fu l'impegno di Gabriele d'Annunzio che, il 16 maggio del 1924, scrisse a Mussolini una lettera nella quale chiedeva la fusione delle due città e l’elevazione a capoluogo di provincia. - Il 31 agosto e 20 settembre del 1943, nel pieno della seconda guerra mondiale, Pescara fu oggetto di pesanti bombardamenti da parte delle forze alleate, che causarono così la morte di almeno 3000 persone. Tutta la parte della città a nord del fiume fu rasa al suolo. Pescara dovette subire la distruzione delle strutture portuali, fabbricati, strade, ponti e uffici pubblici da parte dell'esercito tedesco in ritirata. Per questi motivi l'8 febbraio del 2001, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio

ContattiESN Contatti ESNChieti-Pescara Ancona www.esnchietipescara.eu chieti_pescara@esn.it esnchietipescara esn_chpe esnchietipescara Aula ASE, c/o Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" Viale Pindaro 42 65127 Pescara


Ciampi ha conferito alla città la medaglia d'oro al merito civile. - Nel dopoguerra Pescara ha conosciuto un notevole sviluppo e negli ultimi anni ha cercato di modificare in modo molto deciso l'impianto urbanistico della città, ripristinando l'uso di zone (come la Caserma Cocco, oggi adibita a parco pubblico) ed edifici (come l'ex fabbrica dell'Aurum), proponendo molti progetti e realizzando il ponte del mare, cercando di incidere sull'aspetto della città e sulla sua qualità della vita. La città è nota per aver dato i natali a personaggi celebri, quali lo scrittore decadentista Gabriele D’Annunzio, protagonista dei salotti più prestigiosi e della vita politica dell’epoca; Ennio Flaiano, commediografo, sceneggiatore e critico; Basilio Cascella, animatore della cultura pescarese.

LA CITTÀ OGGI Pescara è, con circa 117.00 abitanti, la città più popolosa della regione Abruzzo. È sede, insieme alla città di Chieti, dell’Università Gabriele d’Annunzio; dispone di un importante porto turistico e dell’Aeroporto Internazionale d’Abruzzo, rivestendo un fondamentale ruolo nel Mar Mediterraneo e nei rapporti internazionali. La città ospita, infine, ogni anno importanti manifestazioni musicali e cinematografiche, che da anni animano l’attività culturale del posto, soprattutto nel periodo estivo.

C OME A RRIVARE Pescara è collegata con diverse destinazioni, nazionali ed internazionali, grazie all’Aeroporto Internazionale d’Abruzzo. Da qui è possibile raggiungere Milano con voli Alitalia diretti a Milano Linate o con voli Ryanair diretti a Bergamo Orio al Serio. È inoltre possibile raggiungere Barcellona Girona, Bruxelles Charleroi, Francoforte Hahn, Londra Stansted, Parigi Beauvais, e Dusseldorf Weeze. Per informazioni dettagliate sugli orari dei voli si consiglia di consultare il sito dell’ Aeroporto Internazionale D’Abruzzo (http://www.abruzzoairport.com) e il sito Ryanair (http://www.ryanair.com). Da Pescara è possibile raggiungere molte importanti città italiane in autobus. Le linee principali sono: Pescara–Napoli–Salerno, Pescara–Roma (ci sono autobus in partenza ad ogni ora), Pescara–Firenze, Pescara–Bologna. Per gli orari completi, consultare siti Arpa (http://www.arpaonline.it), Baltour (http://www.baltour.it/) e Gruppo La Panoramica (http://www.gruppolapanoramica.it). Pescara è collegata alle principali città adriatiche, alla capitale e a Milano. Da Pescara arrivano e partono treni da Lecce, Bari, Ancona, Bologna, Venezia, Torino e Roma. La rete ferroviaria regionale permette inoltre di rag-

giungere comodamente tutte le località abruzzesi. Per raggiungere Pescara dall’Aeroporto: autobus Linea 8 (dalle 08:00 alle 18:00) o Linea 38 (06:00 alle 08:00 e dalle 18:00 alle 23:00), fermata a Piazza della Repubblica, o in alternativa il taxi. Per raggiungere l’Università dal centro, o da una delle fermate di Corso Vittorio Emanuele II, prendere la Linea 21 diretta a Francavilla Foro o la Linea 3 diretta a Via Falcone e Borsellino (Tribunale) e scendere su Viale Marconi (fermata vicino Eni). Qualora ci fosse necessità di raggiungere l’ospedale, prendere autobus Linea 5 che parte dal Terminal Bus (piazzale davanti la Stazione Centrale) e scendere alla fermata Ospedale Civile. È anche possibile raggiungere i Centri commerciali. Per Centro Commerciale D’Abruzzo, prendere autobus Linea 8 a Corso Vittorio Emanuele II o Piazza Duca D’Aosta. Per Centro Commerciale Megalò, prendere autobus diretto a Chieti Scalo dalla fermata vicino al Teatro Michetti e scendere alla fermata Stazione F. S.; da qui è a disposizione un servizio navetta gratuito che vi condurrà fino al centro commerciale. Consultare il sito della Gtm per i dettagli sugli orari (http://www.gtmpescara.it)


L’ UNIVERSITÀ L'università di Chieti-Pescara prende il nome dal pescarese Gabriele D'Annunzio scrittore, poeta, aviatore, militare ed eroe di guerra, politico e giornalista, simbolo del Decadentismo italiano, del quale fu il più illustre rappresentante insieme a Pascoli. Soprannominato il Vate cioè "il profeta", come letterato fu eccezionale interprete della più duratura tradizione poetica italiana e come politico lasciò il segno sulla sua epoca e una influenza sugli eventi che gli sarebbero succeduti. L’università si sviluppa divisa tra le due principali città abruzzesi e cioè la città di Chieti, che presenta un campus universitario molto simile allo stile anglosassone, e la città di Pescara, la cui struttura discosta molto da quella della città di Chieti. Nelle strutture di più recente costruzione del campus di Chieti, adiacente all'ospedale civile, troviamo le facoltà scientifiche: la facoltà di Medicina e Chirurgia, la facoltà di Odontoiatria, la facoltà di Farmacia, la facoltà di Psicologia; e le scuole di specializzazione: SEBI, il Ce.S.I. (Centro Scienze dell'Invecchiamento) e l'I.T.A.B (Istituto di Tecnologie Avanzate Biomediche). Scendendo dalla collinetta scientifica, troviamo la facoltà di Lettere e Filosofia, la facoltà di Scienze Sociali, la facoltà di Scienze della Formazione (CL Filosofia), la facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (CL Geologia) e la Biblioteca Interfacoltà "Ettore Paratore". Poco distante dal Campus troviamo il CIAPI struttura che ospita le facoltà di Scienze Motorie e la facoltà di Fisioterapia. Di fronte queste strutture ci sono gli uffici del Rettorato e di altri enti dell'università come l'ufficio dell'URI (ufficio rapporti internazionali). Continuando a scendere troviamo poi le segreterie studenti e lo student point di fronte al quale è situata la mensa del campus di Chieti. Il campus è collegato dalla stazione di Pescara con autobus arpa e da Chieti stesso con circolari (n.1). Passando alla città di Pescara e al suo campus, le facoltà sono tutte nella stessa struttura che ospita: Lingue e Letterature Straniere, Architettura ed Economia. Nella sede distaccata a 200 metri dalla struttura principale troviamo la facoltà di Scienze Manageriali. Nel campus di Pescara vi sono, inoltre, anche le segreterie delle varie facoltà presenti. Anche qui è presente la biblioteca e la mensa è sita in una struttura a circa 1300 metri dalla struttura principale, al cui interno, oltre ai tanti sportelli informativi, troverete anche l’ufficio della locale Sezione ESN. Ogni tipo di informazione riguardo l’università D’Annunzio è reperibile sul sito www.unich.it

LA SEZIONE ESN ASE Chieti Pescara è nata nel dicembre del 2010, l’anno successivo fa il suo ingresso in ESN Italia. Entrata di forza all'interno della movida Pescarese con i suoi numeri sempre in crescita e l'originalità degli eventi dove lo spirito Erasmus, con la sua spensieratezza e giovialità, fa sì che anche gli studenti italiani si avvicinino a questo mondo, a molti sconosciuto o semplicemente non valorizzato. Intento principale è quello di poter aiutare gli studenti stranieri in tutte quelle peculiari problematiche che vi sono nel momento in cui si entra a contatto con una realtà nuova. A questo proposito ESN offre diversi servizi per lo studente Erasmus: Orientation Program, Tutoraggio, Corsi di Lingua Italiana, Convenzioni, Organizzazione Viaggi ed Eventi. Il progetto cardine di tutte le attività dell’Associazione è la Welcome Week, una settimana interamente dedicata al “benvenuto” e al supporto delle prime attività e pratiche burocratiche sottoposte allo studente incoming. Il progetto è articolato in modo tale da offrire allo studente in arrivo un primo inserimento nella realtà universitaria, tramite la visita dei Campus, e in quella locale con la visita della città di Pescara. Lo studente riceve il supporto necessario per la propria sistemazione: servizio pick-up all’arrivo a Pescara, ricerca di alloggio, servizi di tutoraggio, aiuto con il Learning Agreement e piani di studi. L’Associazione cerca ogni anno di istituire dei corsi di lingua italiana riservati agli studenti incoming, in collaborazione con il Centro Linguistico d’Ateneo ubicato presso la Facoltà di Lingue e


Letterature Straniere. L’intento è quello di offrire allo studente una conoscenza di base della lingua italiana. Il punto forte dell’associazione è l'organizzazione di eventi e viaggi. Le attività sono molteplici e alcune di grande portata. Vengono organizzate serate a tema, eventi culturali e ludici e diversi viaggi, organizzati sia nel territorio regionale che in quello nazionale. Oltre alla partecipazione agli eventi di ESN Italia, in scala minore vengono solitamente organizzati: l'Abruzzo Trip, tour del territorio locale con i suoi meravigliosi paesaggi, e il Tour di Napoli, alla scoperta di un territorio fantastico, del tutto nuovo per gli studenti Erasmus. Il SocialErasmus offre l’opportunità agli studenti internazionali di avvicinarsi alla comunità locale in cui possono impegnarsi in attività di volontariato. Oltre alle iniziative nazionali, alcuni tra i progetti che l’associazione porta a termine ogni anno sono la cosiddetta Operazione Kilo con la raccolta di cibo da donare alla Caritas della città, ma soprattutto la raccolta tappi in collaborazione con ESN Murcia, un’iniziativa che ha come scopo il riciclaggio di tappi di plastica per la realizzazione di sedie a rotelle per disabili o passeggini per bambini.

TIPS - Ponte del mare e lungomare La spiaggia di Pescara si estende senza soluzione di continuità da nord a sud, Il lungomare è dotato di una bella pista ciclabile e nessuno può sfuggire al fascino di una passeggiata lungo il mare in qualsiasi periodo dell’anno. Nelle piacevoli serate estive gli stabilimenti balneari si trasformano in lounge bar e discoteche sul mare. Il lungomare sud ed il lungomare nord sono collegati dal bellissimo Ponte del mare dotato anche di pista ciclabile. Sotto al ponte vi è un promontorio con a sinistra le tipiche costruzioni abruzzesi chiamate trabucchi. Trattasi di strutture in legno abitabili, costruite su delle palafitte in versione modernizzata, originariamente usate per pescare. - La Nave di Cascella La fontana “La Nave” è un’opera scultorea dell’artista Pietro Cascella e rappresenta il principale monumento cittadino: donata dall’artista al Comune di Pescara e collocata a ridosso dell’arenile sul lungomare della città. La fontana è costituita da una vasca rettangolare in marmo di Carrara, contenente una nave stilizzata che rimanda alla galea, antica imbarcazione a remi. La fontana è un punto di ritrovo, soprattutto in estate, poiché si trova sul lungomare in corrispondenza del centro della città.

- Pescara Vecchia Corso Manthoné, casa dell'illustre poeta D'Annunzio e del noto scrittore Ennio Flaiano, è il cuore della Pescara vecchia. La zona è il centro della movida pescarese (insieme al lungomare) e centro di aggregazione culturale. Le vie della Pescara vecchia sono un susseguirsi di locali, ristoranti, lounge bar, wine bar e pub che offrono una vasta scelta di servizi, dall’aperitivo nel tardo pomeriggio, passando per un cena con i prodotti tipici fino alle prime luci dell’alba con tanta buona musica. - Musei In Via delle Caserme, nel cuore di Pescara vecchia, si può visitare il Museo delle Genti d'Abruzzo. Costruito nei locali rimasti della fortezza cinquecentesca di Pescara, il museo contiene reperti, dalla preistoria alla rivoluzione industriale, che testimoniano gli strumenti, i costumi e il modo di vivere delle genti dei vari centri abruzzesi. Il Museo Casa Natale di Gabriele d'Annunzio è allestito nel palazzo che fu proprietà della famiglia d'Annunzio a partire dall'800 in Corso Gabriele Manthoné 116 ed è divenuto monumento nazionale nel 1927. D'Annunzio rimase sempre legato alla sua città e la città ha voluto ricordare il grande poeta con l'allestimento di questo percorso museale, costituito da foto, pannelli esplicativi, ricordi e oggetti appartenuti alla famiglia e alle gesta più


spettacolari del poeta. Alcune opere del pittore Francesco Paolo Michetti e di altri pittori locali illustrano i luoghi cantati dall'artista. Gli ambienti della casa sono stati ricostruiti con arredi e mobili d'epoca e decorazioni parietali di particolare pregio artistico e introdotte dalle citazioni delle opere del poeta. - Parco D'Avalos (Pineta dannunziana) Situata vicino al lungomare sud appena dopo il porto turistico, la Pineta prende il nome dell'antica famiglia D'Avalos che possedeva il marchesato di Pescara. Oggi il parco (circa 35 ettari) è diventato riserva naturale. La riserva offre uno stupendo bosco a due passi dal mare dove è presente un piccolo laghetto che aiuta l'ecosi-

stema del parco. All'interno del parco si trovano anche degli edifici storici che vale la pena visitare come l'ex opificio dell'Aurum, una struttura a ferro di cavallo disegnata nel 1939 dall'architetto Giovanni Michelucci nonché delle belle ville in stile liberty. Sempre nel parco si trova un auditorium ed il bellissimo teatro all'aperto G. d'Annunzio. Nel 2012 è stato realizzato uno spot pubblicitario che attraverso le immagini mostra le bellezze della regione Abruzzo che ospita Pescara. È possibile visualizzarlo al seguente link http://www.youtube.com/watch?v=1TdLhWHLnE8 che mostra il citato Ponte del Mare ed i meravigliosi trabocchi dal fascino intramontabile.


Cosenza

SINTESI STORICA

Le origini della città di Cosenza risalgono al IV secolo a.C., momento in cui tutta l'area della Valle del Crati era ritenuta strategica per il popolo bruzio, che qui innalzò la propria capitale dandole il nome di Cosentia. Tuttavia la forza e la fierezza di questo popolo, nonostante alcuni tentativi di ribellione, dovettero cedere all’arrivo dei Romani. Nel 134 a.C. la Via Popilia, che si innestava a Capua alla Via Appia e che giungeva fino a Reggio, avvicinò Cosenza a Roma, sotto il cui dominio accrebbe la sua importanza specialmente dal punto di vista economico. Nel 410 d.C. Alarico, re dei Visigoti, morì nei pressi della città e la leggenda lo vuole sepolto, col suo ricco bottino di guerra, sotto l’alveo del fiume Busento, deviato per l’occasione. Cosenza fu sotto il dominio dei Longobardi nel periodo che va dall’VIII al IX secolo. In seguito fu conquistata dai Normanni e Ruggiero il Guiscardo allargò e fortificò il castello sul quale per primi avevano messo le mani tanto i Saraceni quanto i Bizantini. Divenendo qualche anno più tardi Ducato degli Svevi, Federico II, che amò molto la città, ne ampliò il castello che ancora oggi la sovrasta. E’ però con il Rinascimento che si aprì un vero e proprio secolo d’oro per Cosenza: questo periodo infatti segnò una rinascita intellettuale (tanto che venne definita Atene della Calabria), soprattutto per il gran numero di personaggi che vi portarono lustro, primo fra tutti il filosofo Bernardino Telesio, ma anche l’umanista Aulo Giano Parrasio, fondatore dell’Accademia Cosentina. Nel 1535 la città ebbe il privilegio di ospitare l’imperatore Carlo V, preparando per lui un’accoglienza spettacolare. Questo secolo presenterà purtroppo anche momenti dolorosi come la feroce persecuzione dei Valdesi, le manifestazioni antispagnole capeggiate da Marco Berardi e la peste del 1576 (che la tradizione vuole cancellata dalla Madonna del Pilerio). Nel periodo risorgimentale in città si manifestarono movimenti liberali e patriottici, ma fu anche teatro di numerose sommosse e di fatti di sangue: nel 1820 Cosenza fu la prima città ad inalberare la bandiera tricolore; il 15 marzo 1844 i Fratelli Bandiera, a capo di un gruppo di repubblicani

Contatti ESN Cosenza Ancona www.esncosenza.org cosenza@esn.it EsnCosenzaOfficialPage ESN_Cosenza Centro Studi Internaz. Omega – c/o Università della Calabria 87036 Arcavacata di Rende (CS) Italy


veneziani, cercano di aiutare i “fratelli calabresi”; catturati in Sila dopo una aspra lotta armata contro le guardie civiche borboniche, vennero successivamente fucilati presso il Vallone di Rovito. Nel 1848 la città dichiarò decaduti i Borboni e proclamò un governo provvisorio. Nell’Agosto del 1860 accolse con entusiasmo Giuseppe Garibaldi e molti lo seguirono nelle sue battaglie. Nei primi del Novecento iniziò un nuovo sviluppo della città, grazie all'opera di liberali come Tommaso Arnoni, che successivamente collaborò con il regime fascista. Le attività di sistemazione dei quartieri esistenti e di creazione di nuovi quartieri furono consistenti. Anche per questo i cosentini si dimostrarono favorevoli ai motti fascisti e alla politica del duce. Durante la guerra Cosenza fu bombardata in modo consistente, in particolare nel 1943, tanto che a guerra finita si trovò ridotta in condizioni socio-economico disastrose. Tuttavia, con il boom economico post-bellico, Cosenza iniziò una veloce ripresa finanziaria grazie ad una consistente espansione edilizia. Nell'ultimo decennio si è verificata una decisa rinascita della città, trainata da una visione più contemporanea e moderna, con progetti e costruzioni che hanno ed ancora oggi ne stanno modificando il profilo urbano e sociale, come la realizzazione di centri culturali e commerciali e di nuove infrastrutture.

LA CITTÀ OGGI T RASPORTI I NTERNI Il trasporto pubblico locale nell’area di Cosenza è assicurato dagli autobus del Consorzio Autolinee (http://www.consorzioautolinee.it/) e Amaco (http://www.amaco.it/).

C OME A RRIVARE - Aereo L’aeroporto Internazionale Sant’Eufemia di Lamezia Terme dista 70 km dalla città, di cui 60 km a scorrimento veloce. Da e per l’Aeroporto esiste un servizio bus navetta economico “Al Volo” (http://www.al-volo.net/)

- Treno Cosenza ha diversi scali ferroviari, di cui i principali sono: Stazione di Cosenza Vaglio Lise, S. di Cosenza Centro e S. di Castiglione Cosentino (quest’ultima dista pochi minuti di bus dalla città). Dalle stazioni è possibile raggiungere il centro città attraverso servizio taxi (tel. 0984 35345 – la corsa dura circa 10 minuti) e con i seguenti autobus della linea urbana: 15 – 16 – 17- 27. - Auto Autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, uscita Rende-Cosenza nord o Cosenza sud. Seguire le indicazioni per il centro città.

L’ UNIVERSITÀ L'Università della Calabria (in breve UniCal), fondata nel 1972, è il più grande degli Atenei calabresi. Vanta il primo e più grande campus universitario in Italia, che si estende attraverso una superficie di 200 ettari sulle colline di Arcavacata, frazione del comune di Rende. Il progetto dell'università di Cosenza appartiene a Vittorio Gregotti, protagonista dell'architettura italiana del Novecento. Il complesso universitario ha la forma di un lungo pontile che, estendendosi per oltre due chilometri, diventa l'ossatura di un sistema di edifici e percorsi che si integrano perfettamente con il paesaggio e connettono, attraverso una fitta rete, tutti i complessi dell'università. Il lungo pontile, chiamato ponte Pietro Bucci, costituito da strutture di cemento armato, comprende una pista veicolare e una passerella pedonale.


Gli edifici dei dipartimenti, volumi alti 30 metri di forma cubica (chiamati proprio "Cubi"), si allacciano alla struttura orizzontale del pontile cambiando in altezza a seconda dei mutamenti della superficie delle dolci colline di Arcavacata: ne risulta un complesso lineare e razionale di cubi, colline e pontile. Il campus comprende, oltre agli edifici dei vari dipartimenti, quattro strutture bibliotecarie, un museo di storia naturale e un orto botanico. E’ dotato inoltre di vari servizi per gli studenti, come un centro sportivo (il CUS Cosenza), gli alloggi universitari (i principali Maisonettes e Martensson), di varie mense, di un centro medico con servizio 118, di un ufficio postale, di una filiale bancaria, di due teatri (Piccolo Teatro Unical e Teatro Auditorium Unical) di recente costruzione. Secondo la classifica Censis - La Repubblica è tra le migliori università italiane tra gli "atenei di grandi dimensioni"; secondo la Classifica accademica delle università mondiali il settore dell'informatica è tra le prime cento posizioni.

LA SEZIONE ESN Cosenza nasce nel 2002 ed è una delle 50 sezioni del network italiano. E’ un'associazione studentesca culturale e ricreativa che si propone di integrare i circa 200 studenti in scambio presso l’università (erasmus o altro programma) con la comunità locale, attraverso momenti di incontro e di approfondimento, e mira a spronare gli studenti italiani a conoscere nuove culture, coinvolgendoli nelle attività dell’associazione. Inoltre ESN Cosenza organizza una serie di visite guidate sul territorio e collabora con l'Ufficio Relazioni Internazionali. A favore degli studenti incoming l’associazione propone: - Pick up service; - Attività di consulenza circa i mezzi pubblici e la sistemazione logistica presso il campus universitario e le strutture esterne; - Attività di tutoraggio e di supporto per una rapida integrazione dello studente all’interno del Campus universitario e nel resto del contesto locale, anche attraverso l’organizzazione di giornate orientative annuali o semestrali (Erasmus Welcome Days); - attività culturali e ludiche (Organizzazione di diverse serate presso vari locali e pub di Rende e Cosenza; visita dei principali luoghi di interesse culturale della Regione Calabria; cineforum; giornate di sport, ect). A livello Nazionale ESN Cosenza ha organizzato 4 Piattaforme Nazionali (2002, 2003, 2005 e 2009) e ben 3 Eventi Nazionali Erasmus (2004 Sibari, 2007 Capo Vaticano, 2008 Porto Kaleo). A fine 2013 la sezione è stata scelta da ESN International per la #58 Star of The Week.

TIPS - Teatro di Tradizione Alfonso Rendano Il teatro, costruito nel 1887 dal Comune su progetto dell'architetto Zumpano, fu completato nel 1909 ed inaugurato il 20 novembre dello stesso anno con la rappresentazione dell'Aida di Giuseppe Verdi. Dedicato al pianista Alfonso Rendano è ubicato nel cuore del centro storico bruzio, in Piazza XV marzo.

La facciata esterna del Teatro ripercorre il tema architettonico del periodo della rivisitazione classica, tipico dell'eclettismo umbertino che si manifestò a Cosenza nelle architetture dal 1904 al 1934 circa. La sala ha forma a ferro di cavallo con tre ordini di palchi ed una galleria e dispone di 800 posti. Diventa Teatro di Tradizione nel 1976, merito dell’intensa attività sostenuta.


- Patate Mpacchiuse Le patate mpacchiuse sono un piatto tipico cosentino, preparato con patate che vengono cotte in poco olio, in modo da non friggere. Da questo tipo di preparazione, che fa si che le fette di patata si attacchino tra di loro, deriva il nome mpacchiuse che significa appiccicose. Sono solitamente usate come contorno. - Fiera di San Giuseppe A marzo, per una decina di giorni, alcune strade della città vicino al centro storico e i lungofiumi accolgono la Fiera di San Giuseppe. L'istituzione della Fiera affonda le sue radici nel 1234, periodo di dominazione sveva, e venne istituita proprio dall’imperatore Federico II di Svevia, profondamente innamorato della città. - Festa delle Invasioni La Festa delle Invasioni è un alternarsi di arti,

musica e spettacolo che segue il filo conduttore delle culture mediterranee che si incontrano e si compenetrano. Ospitalità verso lo straniero, tolleranza, aperture multietniche, scambi e contaminazioni culturali, identità locale sono i tratti distintivi della Festa delle Invasioni, che negli anni è diventata simbolo di di rinascita della città di Cosenza, soprattutto del centro storico. Questa festa si svolge nel centro storico della città nel periodo estivo (le date variano di anno in anno). - Sagra del Vino D.O.C Ogni anno nel mese di ottobre per tre giorni si svolge, nella frazione di Donnici Inferiore, la Sagra del Vino D.O.C., animata da bands emergenti, giocolieri di prestigio e vari stands eno-gastronomici.


Ferrara

SINTESI STORICA

Chiamata anche la Città degli “Este”, o la “Città Estense”, Ferrara deve molta della sua storia a questa nobile Famiglia che resse il comando per quasi trecento anni e arrivò a rendere la città una delle più importanti della sua epoca. Le origini di Ferrara risalgono al VII secolo come un piccolo centro costruito attorno alla attuale Basilica di San Giorgio, il duomo della città. Intorno al 1200 il cuore della vita cittadina si sposta nell’attuale centro, dove vengono edificate la Cattedrale, il Duomo di Ferrara, e il Palazzo del Municipio. Fino al 1300 la città viene attraversata da numerosi conflitti tra fazioni interne, seguite dall’affermazione del potere della Casa degli Este, per buona parte protetti dal benestare dei Papi. Il periodo d’oro della città ha luogo proprio sotto il potere di questa Famiglia, attorno alla quale si riuniscono alcuni dei maggiori talenti dell’epoca, da Leon Battista Alberti a Piero della Francesca, da Cosmé Turà a Biagio Rossetti, che donarono alla città molte tra le opere e i monumenti che la contraddistinguono tutt’ora, come il Palazzo dei Diamanti, il Castello Estense, il Palazzo Ducale e Piazza Ariostea. Verso la fine del 1500 la città torna in mano allo Stato Pontificio, cedendo quindi il suo ruolo di centro politico, economico e culturale a Roma, capitale dello Stato Pontificio. Nel 1859 diviene parte del Regno di Sardegna e subito successivamente del Regno d’Italia, fino ai giorni nostri.

LA CITTÀ OGGI Ferrara è un Comune Italiano di circa 131 000 abitanti, capoluogo della provincia che porta lo stesso nome. La città si trova a sud del Po, il fiume più lungo d’Italia, e della regione del Veneto. A nord si trovano le città di Padova, Venezia e Verona, a ovest le città di

Contatti ESN Ferrara Ancona www.esnferrara.org ferrara@esn.it esn.ferrara ESNFerrara Vicolo della Pace 13 Copparo 44034 Ferrara IT


Modena e Reggio Emilia, mentre a sud si trova la città di Bologna, capoluogo della regione Emilia Romagna. A est invece, il mare Adriatico. Chiaramente la lingua parlata è l’italiano, ma per i più curiosi è possibile informarsi per scoprire il dialetto Ferrarese, parlato unicamente nella città e nella sua provincia. Durante il corso dell’anno alcune compagnie teatrali presentano i loro spettacoli in dialetto (vedi http://digilander.iol.it/Straferrara/). Il Comune (vedi http://www.comune.fe.it/ ) è il centro politico e amministrativo e il luogo in cui potrete trovare molti degli uffici amministrativi della città, ad esempio l’Anagrafe. Nel sito del Comune è anche possibile informarsi su molti degli eventi in città.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Per muoversi in città solitamente gli abitanti, dai più giovani ai più anziani, utilizzano la bicicletta, simbolo caratteristico della città. D'inverno o d'estate, con la pioggia, la nebbia o il caldo torrido, si trovano sempre moltissime persone che si spostano in bici da una parte all'altra della città.

La città di Ferrara si trova nella Nord-Est d’Italia, precisamente nella regione dell’Emilia-Romagna ed è raggiunta dall’Autostrada A13 (Padova-Bologna) con due uscite Ferrara Nord e Ferrara Sud.

Per il trasporto in autobus ,Ferrara è servita da AMI (Agenza Mobilità Impianti). Il biglietto per spostarsi nella città costa 1,20€ al negozio di Tabacchi, altrimenti 1,50€ in autobus. Ferrara è collegata alla provincia e alle altre città dell’Emilia Romagna sia da linee regionali sia da quelle nazionali.

Nella città inoltre è presente una stazione ferroviaria servita da Trenitalia, la società di treni italiana. Lo snodo ferroviario obbligatorio per raggiungere le altri maggiori città italiani è rappresentato dalla Stazione Centrale di Bologna, facilmente raggiungibile con i treni regionali. Altro snodo per raggiungere le altre regioni del Nord-Est è la Stazione Centrale di Padova. Gli aeroporti più vicini alla città sono il “Guglielmo Marconi” di Bologna a 45 km di distanza, il “Marco Polo” di Venezia a 110 km di distanza, il “Canova” di Treviso a 116 km di sistanza e il “Valerio Catullo” di Verona a 100 km di distanza. In tutti questi aeroporti vi sono taxi e bus navetta che vi porteranno alla stazione ferroviaria più vicina, solamente l’aeroporto di Bologna è collegato direttamente alla città di Ferrara con una navetta aeroportuale, Bus&Fly.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DI

F ERRARA (U NI FE)

Come ormai tutte le università europee, Unife offre la possibilità di farsi conoscere direttamente online, è sufficiente visitare il suo sito: http://www.unife.it/. Se preferite invece recarvici di persona troverete tutte le informazioni che vi servono nella sede principale, situata in Via Savonarola 9; in particolare qui potrete trovare le segreterie dei diversi dipartimenti e gli uffici, compreso quello di relazioni internazionali.


Come molti atenei in Italia e in Europa, l’Università di Ferrara presenta una diversa serie di percorsi disciplinari, alcuni dei quali tra i migliori del paese, come la nota facoltà di Architettura. Per avere un’idea più chiara di quanti e quali siano i dipartimenti dell’Unife (http://www.unife.it/dipartimenti). I dipartimenti sono sparsi per la città, tutti situati nei più bei palazzi di Ferrara. Alle materie sanitarie è stato dedicato un intero quartiere, il Mammuth, dove è possibile oltre che frequentare le lezioni, ritrovarsi nelle diverse biblioteche sparse per i giardini e i chiostri, dove sarà possibile fare una pausa in compagnia mentre studierete per i vostri esami. Ogni dipartimento ha una sede e un indirizzo precisi, in cui sarà possibile poter frequentare le lezioni e incontrare i professori nei loro uffici durante le ore di ricevimento.

LA SEZIONE La sezione di ESN Ferrara nasce ufficialmente nel 2012, dopo un periodo di prova iniziato precedentemente dalla seconda metà del 2011. ESN Ferrara è un associazione di studenti volontari che dedicano il loro tempo libero ad aiutare e integrare gli studenti erasmus incoming nella realtà universitaria della città, esattamente come tutte le altre sezioni ESN presenti nel network. I progetti su cui la sezione di Ferrara concentra più l’attenzione sono quelli di Erasmus in Schools e del Language Cafè, entrambi incontri organizzati tramite i membri dell’associazione e il Liceo Carducci di Ferrara. Il primo progetto offre l’occasione agli studenti della scuola superiore italiani di conoscere le realtà europee dei paesi di provenienza degli erasmus che arrivano in città, chiamati apposta da ESN per presentarsi e per farsi conoscere con i giovani studenti italiani, in modo da poter scambiare esperienze, cultura e conoscenza; invece il secondo progetto si concentra nello specifico sulla lingua, studenti delle superiori e studenti erasmus hanno qui la possibilità di passare due ore a settimana a parlare nelle rispettive lingue, giocare, ridere e conoscersi con l’obiettivo di aiutarsi reciprocamente a migliorare l’uso delle lingue straniere. ESN Ferrara partecipa inoltre a diversi progetti dal network di ESN Italia, come il Social Erasmus, che mette in azione i volontari in progetti di rilievo sociale, o altri, come l’evento ICE, che vede tutte le sezioni riunite a Roma per un weekend di cultura e divertimento. Inoltre non possono ovviamente mancare gli incontri e gli eventi locali come il tradizionale aperitivo allo Tsunami, il locale convenzionato con ESN Ferrara, o l’organizzazione di eventi particolari come il corso di cucina tradizionale ferrarese o l'elegante Festa di Gala.

TIPS - Specialità culinarie La cucina ferrarese, come tante città dell’Emilia Romagna, vanta numerosi piatti tipici, unici in tutta la regione in alcuni casi, varianti di altri piatti in altri. Un prodotto sicuramente tipico di questa città è “la Coppia” il famoso pane ritorto nato nel 1536. Altri nomi celebri di piatti locali sono di certo la Salama da Sugo, insaccato di suino preparato con vino spezie e aglio, o i Cappellacci, tortelli

ripieni di zucca risalenti al 1500, e infine il Pampepato, dolce di mandorle e aranci inventato dalle monache nel 1600, e la tenerina, dolce al cioccolato morbidissimo e facilmente riconoscibile perchè molto basso. - Festival Nonostante le medie dimensioni, Ferrara si presenta come centro estremamente dinamico grazie all’ampio campionario di eventi che ogni


anno promuove. Un primo evento di risonanza internazionale è di certo il Buskers Festival. Nell’ultima settimana di Agosto, quando ci si prepara a salutare l’estate, dall’Italia e dall’estero numerosi artisti di strada raggiungono Ferrara e riempiono le sue strade di colori e divertimento grazie ai loro spettacoli. Il centro città si riempie di cittadini e tantissimi turisti curiosi di assistere alle performance per tutta la durata del festival. Altro importante appuntamento è il Festival dell’Internazionale (nota rivista settimanale d'informazione), che richiama in città numerosi giornalisti, politici, economisti, professori, scrittori, musicisti e artisti, rilanciando la curiosità sempre attiva della cittadinanza e permettendo ai turisti di assistere a conferenze e spettacoli nei luoghi più celebri della città. Nel mese di Settembre invece ha luogo una delle più importanti manifestazioni del volo aerostatico, il Baloon Festival. Ospitata nel Parco più grande della città, il Parco Urbano o Parco Bassani, viene creata un’area appositamente per il volo in mongolfiera! - Palio di Ferrara In molte città italiane la tradizione dei Palii, competizioni equestri fra le borgate che costituiscono i quartieri delle città, è arrivata fino ai giorni nostri. Il Palio di Ferrara, oltre ad essere il più antico al mondo, difatti il primo risale al 1259, si contraddistingue per la varietà dei suoi costumi, per l’autenticità dei momenti in cui la città sembra ritornare ai fasti del Rinascimento, per le gare delle bandiere, i Cortei e la rappresentazione che ciascuna Contrada prepara e offre alla Corte Estense in vista delle corse dell’ultimo fine settimana di Maggio, quando Piazza Ariostea si risveglia e si riempie per tuti i colori e gli stendardi dei Borghi della città. - Palazzo dei Diamanti L’urbanistica della città di Ferrara alla fine del XV secolo subisce un notevole cambiamento ad opera dell’architetto Biagio Rossetti secondo i principi del Rinascimento Italiano. Proprio in questo periodo venne costruito il Palazzo dei Diamanti, così denominato grazie alla presenza di più di 8500 blocchi di marmo che ne costituiscono le facciate esterne. L’Edificio è posto al centro della cosiddetta “Addizio-

ne Erculea”, opera urbanistica voluta da Ercole I d’Este e progettata dallo stesso Rossetti, che portò ad un notevole ampliamento del tessuto urbano cittadino tra il 1492 e il 1510. Nel 1832 il Palazzo venne acquistato dal Comune della città. Oggi ospita alcuni dei più importanti musei ferraresi, come la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, che ospita esposizioni temporanee di altissimo livello, e la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, che conserva una collezione storico-artistica di eccezionale valore. - Divertimento e Feste Per quanto Ferrara riesca ad incantare per il suo aspetto così elegante, questa città ha la capacità di offrire una gamma di divertimenti per tutti i gusti. Una pizza in compagnia è certamente l’ipotesi più facile: tra le diverse pizzerie in città consigliamo Alice e il Cappellaio Matto, convenzionate con ESN, in cui oltre alla pizza è spesso possibile gustare un tipico “ammazzacaffé”. Un'altra pizzeria sicuramente particolare è il Sebastian, pizzeria all'interno di una barca, ormeggiata in Darsena, il fiume di Ferrara. Oltre ad essere particolare e suggestiva la location, potrete scegliere tra tantissimi tipi di pizza, che ha una forma ovale ed è veramente enorme. La sfida è sempre riuscire a finirla tutta. Per chi invece ama l’atmosfera del pub, la città offre diversi esempi, dallo Shannon al Rhein&Meuse, o il Wilson e il Clandestino con anche i giochi di società. Luogo di ritrovo per erasmus e studenti è di sicuro lo Tsunami, locale convenzionato con ESN, in cui è possibile accedere a speciali sconti e soprattutto partecipare alle feste che più volte al mese vengono organizzate sia dal locale sia dall’associazione per permettere a studenti di tutto il mondo di conoscersi e fare amicizia. Per chi invece ama ballare e fare tardi, in città può trovare nel Renfe, negli Arci Bolognesi o nel College, ciò che cerca, discoteche in cui abbandonarsi alla musica fino a tarda notte. Con la bella stagione poi, il ritrovo fisso è davanti al Duomo, dove ci si ritrova per quattro chiacchiere e a bere qualcosa, in particolare il mercoledì sera, serata universitaria per eccellenza.


Firenze

SINTESI STORICA

Firenze fu fondata dai Romani nel 59 a.C., che la battezzarono Florentia. L’intersezione tra 'cardo maximus' e il 'decumanus' è tutt’ora segnalata da una colonna nell'attuale Piazza della Repubblica dove si trovava il Foro. Durante il periodo imperiale la città aumentò la propria ricchezza, divenne un attivo centro commerciale dove operavano molti artigiani, che poi renderanno famosa Firenze. Durante le invasioni barbariche la città subì insediamenti da parte degli Ostrogoti, dei Bizantini e dei Goti di Totila. Fu in quel periodo che gli abitanti si raccolsero attorno ai Vescovi, nei monasteri, che diventarono centri di cultura e di lavoro. Fu conquistata poi dai Longobardi nel VI secolo e, solo successivamente, la città emerse dalle nebbie del medioevo come città-stato indipendente. Quando i Longobardi furono sconfitti dai Franchi, il Duca fu sostituito dal Conte; successivamente ai Conti successero i Marchesi; in un periodo successivo con la nascita delle signorie si ebbe un grande sviluppo sia economico che sociale. Firenze raggiunse i più alti apici di splendore tra l'XI e il XV secolo, diventando uno dei maggiori centri di potere in Italia, in equilibrio tra l'autorità degli Imperatori e quella dei Papi, superando il disagio delle lotte interne tra Guelfi e Ghibellini. Alla fine del XIII secolo venne definito il centro politico e religioso della città, con la costruzione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e del Palazzo Vecchio. Il trionfo del popolo portò anche alla ribalta la sua lingua, il 'volgare', che si affermava come lingua scritta e parlata, perché fra tutti i dialetti era il più armonioso. Nel XV secolo Firenze passò sotto la Signoria dei Medici, ricchissima dinastia di banchieri che in seguito divennero Granduchi di Toscana. Firenze e tutta la Toscana rimasero sotto il dominio dei Medici per tre secoli. Fu questo il periodo di massimo splendore della città, dal punto di vista artistico, culturale, politico ed economico. La città crebbe in modo spaventoso: pittori, scultori e architetti riempirono strade, chiese e palazzi con le più grandi opere del rinascimento. Il movimento apparve strettamente connesso con la nuova borghesia fiorentina e, proprio la nuova classe, costituita dalle famiglie dei Pitti, dei Rucellai, dei Medici, degli Strozzi, divenne promotrice della nuova cultura e del nuovo gusto

Contatti ESN Florentia Ancona www.esnflorentia.it firenze@esn.it esn.florentia EsnFlorentia Java Center Via Pietrapiana angolo Via Fiesolana (zona Santa Croce) Firenze


architettonico. Possiamo considerare la famiglia dei Medici come la più attiva: collaborando prima con Cosimo il Vecchio, poi con Lorenzo il Magnifico, e in seguito con altri artisti e filosofi hanno messo a punto una concezione dell'uomo che esprima i desideri della nuova Signoria. Al Granducato dei Medici successe, nel XVIII secolo, quello dei Lorena, fino al 1860, anno in cui la Toscana entrò a far parte del Regno d'Italia, di cui Firenze fu capitale dal 1865 al 1871.

LA CITTÀ OGGI Firenze (Fiorenza, in italiano medievale) è un comune italiano di 366443 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della Toscana. È l'ottavo comune italiano per popolazione e il primo della Regione Toscana. La città di Firenze è il cuore della conurbazione Firenze - Prato - Pistoia, che conta oltre 1 500 000 abitanti. Importante centro universitario e patrimonio dell'umanità UNESCO, è considerata il luogo d'origine del Rinascimento ed è universalmente riconosciuta come una delle culle dell'arte e dell'architettura, nonché rinomata come una delle più belle città del mondo, grazie ai suoi numerosissimi monumenti e musei.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Firenze è una città a "misura d'uomo" con un centro storico raccolto nella cerchia dei viali, che può essere percorso a piedi, senza l'utilizzo di mezzi di trasporto. A piedi In città l'uso dell'auto privata è sconsigliato, considerate le dimensioni del centro storico, facilmente percorribile a piedi, e protetto dal traffico grazie alla ZTL. La bicicletta La bicicletta rimane uno dei mezzi migliori per spostarsi nel centro cittadino. In bus o tranvia Il trasporto urbano è gestito dalle Aziende ATAF e LI-NEA. I biglietti e gli abbonamenti sono reperibili nelle rivendite autorizzate (bar, tabaccherie, edicole), oppure presso la sala ATAF all'interno della Stazione Ferroviaria di SMN. Il biglietto "base" costa € 1,20 e ha validità di 90 minuti dal momento in cui viene convalidato nelle apposite macchinette a bordo. Acquistato a bordo costa € 2,00. Il centro storico è anche percorso da piccoli bus, elettrici e non: C1, C2 e D. Percorrono il centro storico, comprese le aree pedonali. La linea C1 tra l'altro tocca tutti i principali musei del centro storico. In treno La rete del trasporto ferroviario locale è integrata con quella dei bus di linea, ed è quindi possibile accedere al trasporto ferroviario per i tratti all'interno del Comune di Firenze, utilizzando un semplice biglietto del bus ATAF. Le stazioni raggiungibili dalla Stazione Centrale di Santa Maria Novella sono: - Firenze Campo Di Marte - Firenze Rifredi - Le Piagge Firenze Statuto - Castello - Firenze Rovezzano Le Cure - Firenze S. Marco Vecchio - Porta al Prato

Firenze è ben collegata con il resto dell'Italia e con l'Europa da una buona rete di autostrade, strade statali e regionali; la sua posizione centrale la rende inoltre facilmente accessibile oltre che con l'auto, anche con il treno e l'aereo. La Provincia di Firenze ha creato un portale dedicato alle varie forme di mobilità nell'intero territorio della provincia e nella città di Firenze. Il portale si chiama Infomobilità. In treno La principale stazione ferroviaria è Firenze S.M.N. (Santa Maria Novella). Si trova nel centro della città, a pochi passi dai luoghi di maggiore interesse turistico. L'area della Stazione S.M.N. è anche il più importante snodo per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Altre stazioni importanti sono Firenze Campo di Marte e Firenze Rifredi: da questa due stazioni si può raggiungere la centrale Santa Maria Novella con treni locali, in pochissimi minuti. I collegamenti ferroviari sono garantiti da Trenitalia, Ferrovie dello Stato e Italo. I treni Italo transitano soltanto dalla stazione di Santa Maria Novella. - Aereo L'Aeroporto Amerigo Vespucci è situato nella periferia nord-ovest di Firenze, a 4 chilometri dal centro-città, che si raggiunge in 20-25 minuti con il servizio navetta Vola in bus, il cui costo è pari a 5,00 € a corsa (partenze ogni 30 min). Il Vespucci è collegato con alcuni dei più importan-


ti scali europei: Amsterdam, Barcellona, Bruxelles, Copenhagen, Dusseldorf, Francoforte, Ginevra, Lione, Londra LGW e LCY, Lussemburgo, Madrid, Marsiglia, Monaco, Parigi CDG, Stoccarda, Timisoara, Tirana, Vienna. Le città italiane collegate sono: Cagliari, Catania, Olbia, Roma Fiumicino. Il servizio informazioni voli risponde in orario 6-24 (tel. 055 3061700), mentre l'ufficio Informazioni Turistiche all'interno dell'Aeroporto è aperto dalle 8.30 alle 20.30 (tel. 055 315874). Lo sportello assistenza bagagli è aperto dalle 8 alle 14 e dalle 16 alle 23 (tel. 055 3061302). L'Aeroporto Galileo Galilei di Pisa si trova a circa 80 chilometri da Firenze. E' raggiungibile con voli diretti dai più importanti aeroporti europei ed italiani. E' collegato a Firenze sia con treni da e per la Stazione S.M.N., sia con servizio autobus TerraVision. Il tempo di percorrenza è di circa 70 minuti.

- Autobus A Firenze si può arrivare in autobus con una delle autolinee internazionali che vi transitano. La rete più diffusa è la Eurolines Italia. Ecco le principali città europee e del bacino mediterraneo collegate: Agadir, Aix-en-Provence, Alicante, Amsterdam, Anversa, Avignone, Barcellona, Belgrado, Brno, Bruxelles, Budapest, Casablanca, Colonia, Cracovia, Dortmund, Dover, Dusseldorf, Essen, Heidelberg, Liegi, Lione, Lloret de Mar, Londra, Madrid, Marrakech, Marsiglia, Montpellier, Nizza, Parigi, Perpignan, Praga, Rotterdam, Zaragoza, Sofia, Stoccarda, Strasburgo, Tolone, Tolosa, Valencia, Varsavia. In auto Centralissima, Firenze è collegata con due autostrade: A11 e A1 e altre strade principali come la Firenze-Pisa-Livorno o la Firenze-Siena. Per chi arriva da Milano la scelta migliore è l'A1, uscita Firenze Nord; per chi arriva da Genova o dalla Francia è consigliabile prendere l'A12 fino a Viareggio e proseguire con l'A11 per Firenze, uscita Firenze Nord; per chi arriva da Roma l'opzione migliore è percorrere l'A1 Roma-Milano, uscita Firenze Sud.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

F IRENZE

L'Università degli Studi di Firenze è uno dei maggiori atenei italiani, ospitando circa 50.000 studenti, sia italiani che stranieri; è presente in molti centri della Toscana con i poli e le sedi didattiche decentrate di Pistoia, Empoli, Prato, Sesto Fiorentino (in frazione Osmannoro), San Casciano in Val di Pesa, Vinci, Calenzano, Figline Valdarno, San Giovanni Valdarno, Borgo San Lorenzo e uno extra-regionale a Lagonegro riguardante solo il corso di laurea in infermieristica. Nel 1321, grazie ad una delibera della Repubblica Fiorentina, nasce lo Studium Generale, vero e proprio seme generatore dell'Università di Firenze. Inizialmente tra le materie insegnate presso lo studium figuravano Giurisprudenza civile e canonica, Letteratura e Medicina, mentre studenti divenuti famosi furono invitati ad insegnare. Nel 1349, grazie all'intervento di Papa Clemente VI, viene riconosciuto il prestigio dello Studium e, all'Istituto, fu concessa la possibilità di garantire diplomi regolari (il così detto Privilegio Massimo). Si stabilì inoltre che a Firenze sarebbe nata la Prima Facoltà di Teologia Italiana. Nel 1364, sotto l'imperatore Carlo IV, l'Ateneo fiorentino divenne Università Imperiale, ma dopo una nuova interruzione della didattica, nel 1387 furono promulgati nuovi Statuti: venne creata la prima cattedra di greco in Europa e fu garantito un maggiore sviluppo alla Medicina, grazie alla direttiva comunale che concesse allo Studium due cadaveri per gli studi anatomici. Seguirono tempi turbolenti mentre Firenze si trovava guidata dalla famiglia Medici. Con Lorenzo il Magnifico, nel 1473, lo Studium fu trasferito a Pisa, accorpato all'Università di Pisa. Rimase a Firenze solo il Collegio teologico, con gli insegnamenti umanistici. Carlo VIII riportò Firenze al suo vecchio ordinamento universitario negli anni compresi tra il 1497 e il 1515, potenziando inoltre gli studi scientifici, ma con il ritorno dei Medici lo Studium fu nuovamente portato a Pisa. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare,


questi continui spostamenti non intaccarono il prestigio delle attività di insegnamento e di ricerca: con Cosimo I de' Medici crebbe il numero delle cattedre e fu ampliato l'insegnamento e l'esercizio della Medicina; inoltre la ricerca scientifica e letteraria venivano portate avanti dalle Accademie della Crusca e del Cimento. La diffusione della cultura attraverso questi canali paralleli rimase pressoché immutata a Firenze fino agli anni dell'Unità d'Italia. Infatti nel 1859 il Granduca venne esiliato e tutti gli insegnamenti separati vennero unificati sotto l'Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento. L'anno dopo fu riconosciuto come Università a pieno titolo dallo Stato Italiano Unificato, anche se l'istituto si potrà fregiare del nome di Università degli Studi di Firenze solo dal 1923. L'Università è tra i membri fondatori del consorzio interuniversitario CINECA. Fino ad alcuni anni fa le facoltà erano tutte concentrate nel centro storico, mentre oggi vi rimangono solo alcune facoltà umanistiche. L'Università si suddivide attualmente in quattro ambiti territoriali che costituiscono le aree dirigenziali dei Poli scientifico e tecnologico, il Polo Biomedico e tecnologico, il Polo delle scienze sociali e il Polo centro storico. Le facoltà scientifiche sono state trasferite suddividendole tra Sesto Fiorentino (Polo scientifico), Novoli (Polo delle Scienze Sociali) e Careggi (Scienze Mediche e dipartimenti scientifici e ingegneristici), mentre il complesso di via Santa Marta rimane il fulcro della Facoltà di Ingegneria e Santa Verdiana quello di Architettura; infine Agraria si trova all'interno del Parco delle Cascine. L'offerta didattica è potenziata inoltre dal polo penitenziario universitario per l'istruzione nelle carceri. Appartiene all'Università anche un prestigioso e ricco Museo di Storia Naturale. Infine l'ateneo fiorentino ha ricevuto nel 2001, dal Ministero dell'Istruzione, il riconoscimento di un centro di eccellenza per la Comunicazione e l'integrazione dei media. È previsto inoltre lo spostamento della Facoltà di Psicologia, attualmente dislocata a Campo di Marte, nel Polo delle Scienze Sociali di Novoli, insieme alla Facoltà di Lettere e filosofia ubicata nel centro storico. La casa editrice dell'ateneo fiorentino è la Firenze University Press.

LA SEZIONE Studenti Internazionali Florentia, poi denominata ESN Florentia, è un'associazione no profit attiva da ottobre 2010 sul territorio fiorentino e costituita da studenti dell'Università degli Studi di Firenze. Il suo intento è quello di occuparsi dell'accoglienza degli studenti erasmus e stranieri affinché possano integrarsi senza problemi nella nuova città, imparando a conoscerla fin dai primi tempi. Già dal primo anno di attività ESN Florentia è stata coinvolta all'interno della manifestazione "Youth on the Move" organizzata dall'Agenzia Nazionale LLP e dal Parlamento Europeo; l’evento riguardava tutte le possibilitá di studio/lavoro all'estero. Con il tempo la sezione è riuscita sempre più a farsi strada nel tessuto cittadino tanto da riuscire ad essere notata dall'allora Assessore alle Politiche Giovanili e dell'Istruzione, Cristina Giachi (attuale vicesindaco), andando a creare un connubio con il comune di Firenze che, in quest'ultimo anno, ha concesso il proprio patrocinio durante lo svolgimento dell'evento internazionale del Council of National Delegates (CNR), dedicato a tutti gli NRs di ESN International. L'impegno di ESN Florentia è continuato anche nei progetti sociali, come la donazione di sangue presso l'ospedale pediatrico MEYER e partecipando al nuovo progetto dell'azienda Malibú, il "Responsible party": un'iniziativa per il bere responsabile che ha visto la partecipazione di oltre 800 persone. ESN Florentia, ogni anno, organizza ben due Welcome Day in collaborazione con Europe Direct e quest'anno è stata invitata anche all'interno dell'Universitá degli Studi di Firenze e dell'Accademia di Belle Arti per dare il proprio supporto durante il benvenuto ai nuovi Erasmus. Per rendere il soggiorno fiorentino più movimentato, ESN Florentia organizza eventi culturali - viaggi in tutta Italia, cineforum, progetti per il comune - e serali - aperitivi, feste a tema, serate in discoteca. In questo modo, gli studenti stranieri si inseriscono velocemente nella vita di Firenze e sono agevolati nel conoscersi tra loro. A ESN Florentia si possono rivolgere anche


studenti stranieri di altre città che si trovano in visita per soggiorni brevi nel capoluogo toscano e vorrebbero consigli su dove mangiare o passare le serate. Per l'associazione è infatti fondamentale creare un clima di unione e di interculturalità che renda più stimolante l'esperienza italiana per gli studenti stranieri e che, allo stesso tempo, aiuti i giovani del luogo a rompere le barriere nazionali.

TIPS - Se amate il verde e la tranquillità il giardino di Boboli fa al caso vostro. - Se volete fare colpo su una donna vi bastano due cose: il tramonto e il Piazzale Michelangelo!

- Se volete provare un buon panino con ingredienti tipici toscani accompagnato da un bicchiere di vino vi consigliamo l’antico Vinaio in via de Neri dove pot - Se volete fare botellon con gli Erasmus fiorentini basta recarsi in piazza Santa Croce.


Foggia

Contatti ESN-ASE Foggia www.esnfoggia.it

SINTESI STORICA

foggia@esn.it

Foggia è la città principale di una pianura chiamata “Tavoliere”, noto anche come il “granaio d’Italia”.

ESNFOGGIA

Il nome Foggia deriva dal latino “forea”, che significa “fossa”, riferendosi alle fosse dove veniva conservato il grano. Anche se la zona è stata abitata fin dal Neolitico, il primo documento che attesta l’esistenza della moderna città risale all’anno 1000: secondo la leggenda i primi coloni avevano trovato un quadro raffigurante la Madonna con tre fiamme brucianti. Nel XII secolo Guglielmo II di Sicilia vi eresse una cattedrale e in seguito ampliò l’insediamento. Nel 1447 il re Alfonso V d’Aragona fece costruire una dogana per tassare gli allevatori locali di pecore, ma ciò causò un declino dell’economia locale e la progressiva rovina del territorio perché paludoso. Nel 1456 un terremoto colpì Foggia, seguito da altri che hanno distrutto un terzo della città. Il Casato dei Borboni, tuttavia, promosse una rilevante crescita economica, aumentando l’agricoltura cerealicola della Capitanata e ricostruendo gran parte dell’insediamento. Nel XIX secolo Foggia ricevette anche una stazione ferroviaria e importanti monumenti pubblici. La storica mancanza di risorse idriche è stata risolta con la costruzione dell’Acquedotto Pugliese nel 1924,quando Foggia era già un punto centrale tra nord e sud Italia. Questo punto strategico spinse gli Alleati a bombardare Foggia durante la Seconda Guerra mondiale, in particolare il 22 luglio e il 19 agosto del 1943,uccidendo più di 20.000 civili e riducendo gran parte della città in macerie. Il 1 ottobre 1943 l’ottava Armata Britannica liberò Foggia, rendendola una roccaforte. Nel 1956 e nel 2006 Foggia ha ricevuto, rispettivamente, la medaglia d’oro al valore civile e militare per il suo ruolo nella Seconda Guerra Mondiale.

ESNFoggia esnfoggia Via Antonio Gramsci 89/91 71121 Foggia (FG) 71121


LA CITTÀ OGGI Le principali attrazioni che si possono ammirare sono: -

Cattedrale di Santa Maria de Fovea La Madonna dei Sette Veli Chiesa delle croci I tre archi L’Arco di Federico II Parco archeologico del Passo di Corvo Palazzo Dogana

T RASPORTI I NTERNI I trasporti nella città Foggia sono garantiti dall'ATAF S.p.A. (Azienda Trasporti Automobilistici Foggia), la quale serve oltre la città, le frazioni e le borgate vicine alla città, appartenenti anche al territorio di altri comuni della provincia, come Borgo Mezzanone (frazione di Manfredonia), ma anche Borgo Incoronata, Segezia, Duanera la Rocca, Cervaro, Arpinova, Tavernola, Eridania/Rignano Scalo, San Nicola d'Arpi e Villanova (frazione di Rignano Garganico). Tutti gli altri collegamenti (con i comuni della provincia, regionali, interregionali e internazionali) sono gestiti da tre imprese di trasporto (SITA, Ferrovie del Gargano e ACAPT).

C OME A RRIVARE La città di Foggia si trova al centro di un vero e proprio nodo stradale, di notevole importanza per il collegamento del sud-est dell'Italia con il resto della penisola, risultando così essere ottimamente collegata in tutte le direzioni. - In auto Negli ultimi tempi è stata posta la questione della possibile apertura di un secondo casello in corrispondenza della zona industriale "Incoronata", circa 10 km più a sud dell'attuale casello, in modo da agevolare il traffico, prevalentemente pesante, diretto in quella zona. - In treno Da sempre la stazione di Foggia è considerata un importantissimo nodo di comunicazione

fondamentale nel Sud Italia. Ricostruita dopo la sua distruzione ad opera delle forze alleate dopo la Seconda Guerra Mondiale, è tuttora un perno fondamentale dei trasporti ferroviari italiani. Ubicata sulla linea statale Ancona-Lecce, da questa si dipartono diverse linee come la ferrovia per Napoli e la ferrovia per Manfredonia . Le varie ramificazioni della ferrovia nei dintorni della stazione permettono il collegamento della stessa con tutte le principali direzioni. In particolare, le tratte ferroviarie collegano la stazione di Foggia alle seguenti città: Bologna, Milano, Torino, Trieste, Bolzano e Venezia, via San Severo, Termoli, Pescara, Ancona e Rimini; Bari, Taranto, Brindisi e Lecce, via Cerignola e Barletta; Roma e Napoli, via Benevento, Caserta e Frosinone; Potenza, via Melfi; Manfredonia; Lucera. A Foggia è presente una delle dieci Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Trenitalia presenti nel territorio nazionale, risultando così essere fondamentale anche per la riparazione e la rigenerazione delle locomotive o delle carrozze danneggiate.


L’ UNIVERSITÀ L’Università di Foggia è stata fondata con decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca il 5 agosto 1999. Dalla sua nascita, l’Università ha presentato una proposta dinamica e formativa a livello di formazione e ricerca. Questo modello è caratterizzato da un insegnamento che è vigile alle esigenze locali, i progetti di ricerca sono applicati a livello locale, orientamento, eventi culturali e promozione di eventi universitari. I corsi accademici offerti sono: -Facoltà di Agraria; -Facoltà di Economia; -Facoltà di Giurisprudenza; -Facoltà degli Studi Umanistici; -Facoltà di medicina e chirurgia; -Facoltà di Scienze dell’Educazione. Tali dipartimenti, con i loro corsi di laurea di tre anni, corsi di laurea specialistica, numerosi master, dottorati di ricerca e scuole di specializzazione hanno contribuito a rendere l'Università un centro culturale che permette ai giovani di acquisire la formazione professionale necessaria per la società e il mondo del lavoro. La comunità scientifica dell'Università degli Studi di Foggia è attualmente composta da: 191 ricercatori, 96 professori associati e 84 professori ordinari. Il personale amministratore ammonta a 346, mentre ci sono attualmente più di 11000 studenti dell'Università. A guidare la comunità accademica è il Rettore, Prof. Maurizio Ricci.

LA SEZIONE Erasmus Student Network (ESN) è un'organizzazione studentesca internazionale no-profit. La nostra mission è quella di promuovere la mobilità studentesca sotto il motto "Students Helping Students". ESN-ASE Foggia è nata nell'Ottobre del 2009 e si occupa degli studenti stranieri che trascorrono un periodo di studio presso l'Università di Foggia e permette agli studenti italiani che vogliono arricchire il loro bagaglio culturale di vivere a contatto con gli Erasmus e di confrontarsi costantemente con loro. L'associazione è costituita da volontari, ex-studenti Erasmus e non, ed è il punto di riferimento per gli studenti stranieri che studiano nella nostra Università. Questi studenti sono affiancati per risolvere i primi problemi di questa nuova realtà, assistiti nei rapporti con l'università, incoraggiando un costante scambio socio-culturale con gli studenti italiani, favorendo il loro inserimento in modo che vivano al massimo la loro esperienza. Aiutiamo gli studenti stranieri ad integrarsi nella nostra città, organizzando gite, visite alla scoperta del territorio, tour culturali, feste. ESN-ASE Foggia fa parte di due organizzazioni no-profit: ESN (Erasmus Student Network) Italia e ESN International; questo le permette di coordinare le sue attività con quelle di altre associazioni universitarie in Italia e all'estero. "ESN Italia" riunisce le associazioni studenti scambi internazionali di oltre 50 Università italiane. Cinque meeting annuali e frequenti contatti via e-mail permettono ad ESN-ASE Foggia di essere sempre aggiornata, di pianificare iniziative su scala nazionale e di organizzare eventi aperti a tutti gli studenti Erasmus che si trovano in Italia.


TIPS - Orecchiette con cime di rapa Cime di rapa, o rapini, è un verde amaro che entra in stagione in autunno. Si tratta di un membro della famiglia rapa e lo si troverà presso fruttivendoli selezionati, in fasci di foglie di grandi dimensioni con broccoli come capolini che si aprono in piccoli fiori gialli. - La Madonna dei Sette Veli La Madonna dei Sette Veli è uno dei titoli con cui viene venerata Maria, ricordando un’apparizione avvenuta a Foggia nel 1731 a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Alcuni contadini, che conducevano i buoi all’ abbeverata, videro tre fiammelle posate sulle acque. Incuriositi e timorosi, si avvicinarono a quella strana apparizione. Rinvennero, così, sepolta nella melma, una grande tavola avvolta in teli. Dopo averla ripulita scoprirono che era un'icona che né l'acqua, né le traversie del tempo erano riuscite a distruggere del tutto. Nonostante fosse degradata, si distingueva bene l'immagine della Vergine Madre di Dio nell'atto di offrire all'adorazione il suo Figlio Gesù. Questa festività è ancora celebrata a Foggia il 22 marzo, il Giovedì Santo, con una processione religiosa in onore della Madonna dei Sette Veli. - Falò dell’Immacolata Il giorno dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre, si usa da anni raccoglier legna per formare grandi cataste che poi, bruciando, danno luogo a grandi falò, detti appunto “fanòje”. Di solito si usa aspettare, prima di iniziare a dare fuoco, che arrivino i fedeli in uscita dalla chiesa per l'ultima messa vespertina; costoro si avvicinano al falò in processione con il parroco avanti che benedice il fuoco. A volte questa processione prevede anche la presenza della statua della madonna e l'occasione è propizia per alzare al cielo canti e preghiere in suo onore. Il significato dei falò è riconducibile alla futura maternità della Madonna la quale, dopo aver lavato i panni per il nascituro, li avvicina al fuoco per asciugarli. La festa per le fanòje è più per i ragazzi e i bambini che da giorni vanno in giro per il quartiere a raccogliere legna che accantonano nel luogo individuato per la sistemazione del falò.

- Learn Eatalian La maggior parte degli stranieri in Italia pensano che la cucina italiana sia fatta solo di pizza e pasta e quando sono in giro per l'Italia pensano di trovare spaghetti con polpette di carne ovunque, qualcosa che noi italiani abbiamo visto solo nei film americani. I nostri erasmus sono più fortunati. Quest'anno hanno la possibilità di scoprire che ogni singola città ha il suo paesaggio, il suo dialetto e soprattutto i suoi piatti tipici. Ogni settimana si potranno spostare in un luogo diverso e avranno la possibilità di assaggiare ogni volta un menù speciale fatto apposta per loro. Ogni settimana gusteranno qualcosa di nuovo, qualcosa di tipico, qualcosa di cui probabilmente non hanno mai sentito parlare prima e soprattutto noi faremo gustare loro qualcosa in pieno stile italiano. - Viaggio sul Gargano! Il primo viaggio che ESN Foggia organizza per i suoi erasmus è il viaggio sul Gargano. Questo viaggio è di solito organizzato verso la fine di settembre, così che i nostri erasmus possono visitare due tra i luoghi più belli d'Italia, Vieste e Peschici, e possono godere di un ottimo clima e magari fare un bagno e trascorrere una meravigliosa giornata sulle nostre splendide spiagge.


Genova

SINTESI STORICA

Le origini della città di Genova sono antichissime e ancora oscure. Di certo si sa che fu fondata dai Liguri, popolazione costituita da famiglie isolate che si riunivano soltanto per difendersi dagli attacchi nemici. Il suo nome pare derivi dalla parola celtica "genua", adito o entrata, in quanto sbocco sul mare e via d'accesso verso l'alta Italia e l'Europa centrale. La storia della città ha avuto inizio nel 205 a. C., anno in cui il cartaginese Magone, fratello di Annibale, la invase dal mare e la saccheggiò, distruggendola, a causa della sua amicizia con Roma. Due anni dopo furono proprio i Romani del pretore Spurio Lucrezio a portare a Genova 8000 lavoratori allo scopo di riedificare la città, ingrandirne il porto e dotarla di una cinta muraria di protezione Il Comune di Genova si è formato dopo il 1000, traendo origine dall'unione delle diverse associazioni allora operanti in campo mercantile e militare, chiamate «Compagne». All'inizio del XI secolo Pisa e Genova iniziarono la lotta per la cacciata dei Saraceni dalle isole e dai caposaldi del Litorale. Queste prime lotte costituiscono praticamente l'inizio della partecipazione di queste potenze marinare alle Crociate. Nella prima Crociata i Genovesi si distinsero per aver inviato numerosissime navi, per avere largamente finanziato la spedizione e per aver ottenuto grandi vittorie. Con successive conquiste Genova estese presto il suo potere sull'intera Liguria, sulla Sardegna e sulla Corsica; sarà nel XIV secolo che raggiungerà il suo massimo splendore con un dominio che andrà dal Mediterraneo al Mar Nero e che praticamente controllerà tutte le principali correnti di traffico marinaro. Naturalmente queste espansioni arrecavano danno alle altre città marinare: di qui la tremenda guerra fra Genova e Pisa che finì con la vittoria dei Genovesi e la guerra con Venezia dove tra gli altri venne fatto prigioniero anche Marco Polo che per 4 anni languì nelle carceri liguri. In questo secolo cominciarono anche le dominazioni straniere in quanto non era possibile trovare un accordo interno. Genova venne quindi successivamente dominata da Carlo VI, Re dei Francesi (1396), dal Marche-

Contatti GEG-ESN ESN Ancona Genova www.esngenova.it genova@esn.it esngenova geg_esngenova Piazza Emanuele Brignole 2, piano terra c/o Facoltà di Scienze Politiche 16125 Genova


se del Monferrato (1409), da Filippo Maria Visconti, da Carlo VII di Francia (1458), da Francesco Sforza, Duca di Milano (1466), da Ludovico il Moro (1468) e quindi da Luigi XII di Francia (1499). Mentre Genova era in preda alla lotta intestina, un suo grande figlio Cristoforo Colombo, nel 1492 scopriva l'America, finanziato e protetto dai Reali spagnoli, dopo essere stato negletto dai suoi concittadini. All'inizio del 1500 per la prima volta vi fu una sommossa del popolo (il terzo stato) per cui venne creato un Doge popolare che fu Paolo da Novi: uomo di carattere non comune lottò a fondo contro Luigi XII e per tale motivo finì sul patibolo. In questo periodo appare la figura di Andrea Doria, forse l'uomo più discusso della storia genovese. Nel 1528 Andrea Doria, detto "il Principe", stanco di servire la Francia, che aveva allora la sovranità su Genova, si appoggiò all'imperatore Carlo V, allestì una flotta di dodici galee e conquistò la sua città. Da quel momento iniziò un periodo di grande splendore e ricchezza per "la superba". All'inizio del seicento però Genova era in piena decadenza sia perché i Turchi le avevano tolto i possedimenti in Oriente, sia perché la scoperta dell'America aveva dirottato le correnti commerciali europee. L'ultima illusione della Repubblica fu nella Rivoluzione Francese. Sperando nell'indipendenza, Genova si alleò con Napoleone; ciò purtroppo portò alla Repubblica gravi danni in quanto subì il blocco anglo-austriaco per cui si ebbe una grande carestia che durò dal 10 febbraio al 4 giugno 1800. Con la proclamazione di Napoleone a Re d'Italia (26 maggio 1805), la Liguria divenne praticamente una provincia francese. Tutte le speranze di libertà dei Genovesi crollarono con la caduta di Napoleone; infatti col Trattato di Vienna del 1814 la Liguria fu annessa al Piemonte. La notte del 5 maggio 1860 Garibaldi fece partire la spedizione dei Mille dallo scoglio di Quarto, iniziando così l'impresa che avrebbe portato all' unità d' Italia. La storia successiva della città è strettamente legata a quella d'Italia, con lo scoppio della prima guerra mondiale, l'avvento del fascismo - con la realizzazione della Grande Genova (1926) – e con il secondo conflitto mondiale del quale la città porta ancora tracce indelebili. Nel '900 Genova perde un po' del suo carattere prettamente mercantile e, in particolare nel secondo dopoguerra, si rivolge, non senza reticenze, all'industria. Sorgono ferriere, acciaierie, industrie di base e zuccherifici, mentre riprende vigore l'importante settore della cantieristica navale.

LA CITTÀ OGGI T RASPORTI I NTERNI - Bus: Gli autobus di Genova sono gestiti dalla società A.M.T. (Azienda mobilità e trasporti) di Genova . - Metropolitana - Funicolari - Ascensori: Questi servizi sono gestiti dall’Azienda Mobilità e Trasporti ( A.M.T GENOVA). Gli orari sono consultabili sul sito www.amt.genova.it - Servizio Car Sharing (noleggio auto in città)

consultabile sul sito www.genovacarsharing.it Dove posteggiare? Se arrivi in auto non temere! A Genova puoi circolare e posteggiare anche nelle zone centrali eccetto che per le Zone a Traffico Limitato (Z.T.L), fai quindi attenzione ai cartelli segnaletici! I posteggi in centro città sono prevalentemente a pagamento. Per le tariffe e le zone contrassegnate è possibile visitare il sito www.genovaparcheggi.it


C OME A RRIVARE - In treno Le principali stazioni della città sono: Genova Piazza Principe e Genova Brignole. È collegata tramite treni Regionali, Intercity ed Eurostar alle maggiori città italiane ed europee. Per maggiori informazioni inerenti gli orari dei treni ed il prezzo dei biglietti è possibile visitare il sito internet di Trenitalia: www.trenitalia.it. - In auto Genova è raggiunta da quattro differenti autostrade provenienti da tutta Italia: A12 Genova – Rosignano con uscita a Genova Nervi oppure Genova Est; A26 Voltri – Gravellona si ricollega all' A10 all'altezza di Voltri; A10 dei Fiori Genova – Ventimiglia con uscita Genova Voltri, Genova Pegli, Genova Aeroporto e Genova Ovest, A7 Serravalle Genova – Milano con uscita Genova Bolzaneto oppure Genova Ovest. Per consultare i prezzi autostradali e i percorsi è possibile consultare il sito internet www.autostrade.it

- In aereo Genova è collegata con i maggiori scali internazionali grazie all’Aeroporto Cristoforo Colombo situato a Sestri Ponente, ovvero a sei km dal centro storico di Genova. Una volta arrivati all’Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova potrete raggiungere il centro grazie al servizio navetta AMT 100 Volabus con corse che partono ogni mezz’ora. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito internet dell’Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova: www.airport.genova.it - In nave Genova è raggiunta dalle seguenti compagnie marittime: Tirrenia - Linee dirette per la Sardegna, Moby Lines – Linee per Bastia in Corsica, Tris – Linee per Corsica e Sardegna, Grimaldi – Linee per Sicilia, Sardegna e Spagna, Cotunav Tirrenia – Linee per Tunisi.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

G ENOVA

L'Università degli Studi di Genova, o più comunemente Università di Genova, è un'università fondata a Genova nel 1481, avente sede nel centro storico con sedi distaccate in varie città della Liguria e che è riuscita negli anni a mantenere il proprio monopolio regionale. Come per la maggior parte delle università europee di antica tradizione, le origini dell'Università di Genova sono da ricercarsi nelle associazioni di docenti e studenti. Nel 2007 l'Università di Genova risulta al 1º posto tra le università pubbliche italiane per il numero di studenti stranieri, circa il 4,21% di tutti gli alunni non italiani presenti negli atenei statali italiani. Nel luglio 2009, l'Università di Genova si è piazzata al 5º posto su 65 nella classifica delle migliori università pubbliche italiane stilata dal Ministero dell'istruzione. Oggi l'ateneo genovese, con sedi didattiche a Genova, Imperia, Savona e La Spezia, conta 5 scuole, per un totale di 125 corsi di studi di primo livello, più di 90 di laurea specialistica, ed oltre 40.000 iscritti. L'Università degli Studi di Genova, è attualmente formato da 5 Scuole: La Scuola di Scienze matematiche, fisiche e naturali, formata dai dipartimenti di: -Chimica e Chimica Industriale, - Fisica, - Matematica, - Scienze della terra, dell'ambiente e della vita, - Informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi. La Scuola di Scienze mediche e farmaceutiche formata da: - Medicina e Chirurgia Generale e – Farmacia ( Farmacia, Medicina interna e specialità mediche, Medicina sperimentale, Neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia e genetica e scienze materno-infantili, Scienze chirurgiche e diagnostiche integrate, Scienze della salute ).


La Scuola di Scienze sociali formata dai dipartimenti di: - Economia, - Giurisprudenza, Scienze della Formazione, -Scienze politiche La Scuola di Scienze umanistiche formata dai dipartimenti di: - Lettere e Filosofia, -Lingue e letterature straniere ( Antichità, filosofia e storia, Italianistica, romanistica, antichità, arti e spettacolo, Lingue e culture moderne ) La Scuola Politecnica formata dai dipartimenti di: - Architettura e – Ingegneria ( Informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi, Ingegneria civile, chimica e ambientale, Ingegneria meccanica, energetica, gestionale e dei trasporti, Ingegneria navale, elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni, Scienze per l'architettura ).

LA SEZIONE ESN Italia è la rete italiana di Associazioni universitarie facenti parte di ESN (Erasmus Student Network) International. È nata ufficialmente il 22 Ottobre 1994 per iniziativa dei membri delle sezioni italiane di più antica fondazione (Siena, Parma, Pavia, Milano, Trento, Bologna e Genova) interessati a creare una coerenza di intenti ed una coordinazione di attività che riproducessero a livello Nazionale l'organizzazione della più ampia rete internazionale. Il GEG, Gruppo Erasmus Genova, essendo una delle sezioni fondatrici di ESN Italia, fa parte del network ESN (Erasmus Student Network) dal meeting internazionale di Helsinki del marzo 1994. Da allora lavoriamo insieme all'Università di Genova per garantire che ogni studente straniero abbia il massimo dalla sua esperienza. Il nostro ufficio è gestito da ragazzi che conoscono la vita Erasmus, perché hanno fatto l'esperienza in prima persona, o perché sono interessati ai programmi di interscambio culturale. Iscriversi è semplicissimo: basta recarsi al nostro ufficio e fare la tessera ESN che costa 10 euro e che vale un anno dal giorno di rilascio. Inoltre ha valore internazionale, per cui potrai utilizzarla anche in tutte le città d'Europa dove vi è una sede ESN. Con questa tessera potrai aderire a tutte le attività che organizziamo ( ricordati di controllare le e-mail o il nostro account face book), ed usufruire di vari sconti (puoi chiedere la lista in ufficio)! I nostri obiettivi sono: aiutare gli studenti che partecipano ai programmi europei di interscambio, aiutarli nell'apprendimento della nostra lingua e nell'integrazione nella nostra realtà quotidiana. Li aiutare ad affrontare i problemi legati all'università ed allo studio, facilitiamo l’interscambio linguistico - culturale sia per gli studenti locali che per quelli esteri. La nostra associazione è composta da studenti volontari ed è guidata da un board composto da presidente, vicepresidente, rappresentante locale, segretario, tesoriere ed affiancato da consiglieri e soci attivi. Tra i servizi che offriamo, il Pick Up è uno dei tanti offerti dal GEG in collaborazione con Mobilità Internazionale. Serve agli studenti Erasmus che hanno bisogno al loro arrivo, a Genova, di essere accompagnati all'ostello della Gioventù o al loro nuovo appartamento. Il progetto Tandem combina due ragazzi di lingue madri diverse che scambiano le loro conoscenze attraverso incontri ed e-mail in un perfetto clima di scambio linguistico e interculturale. Al progetto Tandem si affianca la Tandem-Night ,appuntamento mensile per incontrare studenti di tutti i Paesi e occasione di chiacchierare e divertirsi. I volontari del GEG organizzano anche attività sportive: tornei di calcio e pallavolo, allenamenti di calcio, pallavolo e basket. Durante l’inverno c’è anche la possibilità di andare a pattinare sul ghiaccio al porto antico. Il GEG in collaborazione con TKC Teatro della Gioventù offre alcuni spettacoli a prezzi ridotti ai


soci ESN che hanno richiesto la tessera gratuita del teatro presso l’ufficio GEG. Il GEG organizza delle gite in varie località italiane a prezzi ridotti per i soci. I viaggi che organizziamo, solitamente, sono nelle città italiane più famose: Firenze , Roma (Novembre), Verona - Padova - Venezia (per il Carnevale, a Febbraio), Bologna e Ravenna o Siena; Il GEG offre anche escursioni giornaliere, ad esempio alle Cinque Terre; viaggi sulla neve di uno o più giorni durante la stagione sciistica e la partecipazione all'Evento Nazionale al mare nel Sud Italia.

TIPS - La cucina genovese Tra le caratteristiche più conosciute di Genova non può mancare la sua cucina. Il simbolo gastronomico di Genova è il pesto, una salsa verde con cui si condisce la pasta come le trofie, gli gnocchi e le trenette (o linguine). Il pesto viene fatto a mano con il mortaio e il pestello e i suoi ingredienti sono basilico, aglio, pinoli, parmigiano, pecorino ed olio di oliva extravergine. Tipica della Liguria è la focaccia che può essere normale o al formaggio, e la farinata a base di farina di ceci. Città di mare, Genova offre una variegata offerta di piatti di pesce come lo stoccafisso e il baccalà (merluzzo essiccato oppure conservato sotto sale), le acciughe e il Capponmagro. - Attrazioni turistiche Ciò che fa di Genova una città speciale è il suo centro storico, il più grande in Europa sul mare. I vicoli (caruggi, in genovese), le strette viuzze che si articolano nel centro storico, sono ricchi di storia e nascondono palazzi rinascimentali, piazzette improvvise e negozietti di artigianato e di prodotti locali o etnici, oltre ad essere il punto d’incontro della movida notturna. L’attrazione forse più conosciuta è però l’Acquario, il più grande d’Italia e il secondo il Europa, dopo quello spagnolo di Valencia. All’interno si possono ammirare moltissime varietà di pesci, rettili e mammiferi in vasche che ricostruiscono realisticamente gli ambienti naturali. - Eventi Durante l’anno si svolgono alcuni eventi di importanza nazionale ed internazionale. Amatori delle barche e degli yacht da tutto il mondo vengono per il Salone Nautico che si svolge annualmente ad ottobre presso la fiera di Genova. La stessa fiera ogni quattro anni

ospita l’Euroflora, un evento che richiama i turisti e cittadini genovesi con le sue ricche composizioni floreali. In autunno si svolge in tutta la città il Festival della Scienza, coinvolgendo bambini fino ad adulti a conoscere la cultura scientifica e tecnologica con laboratori, conferenze ed eventi speciali. Al porto antico, a giugno, il Suq dà la possibilità di gustare cibi e vedere spettacoli di culture differenti. - Offerta culturale La città di Genova offre diverse attività culturali, tra cui spettacoli teatrali al Teatro Stabile di Genova, musica al Teatro Carlo Felice ed interessanti mostre d’arte al Palazzo Ducale. - Festività Evento religioso dell’anno che unisce i cittadini genovesi è la festa del suo patrono: San Giovanni Battista. La notte tra il 23 e il 24 giugno la città si anima con giochi di strada, falò nelle piazze e fuochi d’artificio sul mare.


L’Aquila

SINTESI STORICA

Una suggestiva leggenda - non poi così lontana dalla realtà - racconta che gli abitanti di ben 99 castelli arroccati nelle montagne della zona si unirono per fondare una città con 99 rioni dai nomi diversi, ognuno con una propria chiesa, piazza e fontana. La storia, non meno suggestiva della leggenda, vuole invece che a fondare la città sia stato l’imperatore Federico II di Svevia intorno al 1230 con uno dei progetti più ambiziosi del Medioevo: Aquila degli Abruzzi nasce secondo uno schema preciso che vede gli edifici principali posti a rappresentare il disegno della costellazione dello Scorpione, il cui simbolo è proprio un volto d’aquila. A metà del XIII secolo la città era già ultimata ed aveva un proprio statuto, ma è con Carlo I d’Angiò che acquista prestigio e preminenza. Negli ultimi decenni del XIII secolo, L’Aquila assiste all’incoronazione a papa, con il nome di Celestino V, dell’eremita Pietro da Morrone nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio e all’istituzione di un Giubileo (il 29 Agosto 1274) celebrato ancora oggi, dopo 715 anni, con il passaggio nell’unica Porta Santa esistente fuori Roma. Divenuta libero comune all’inizio del 1300, la città si sviluppa nel commercio della lana e dello zafferano. Quando passa alla corona d’Aragona, nel XV secolo, in città nasce anche l’Università e nel 1482 un allievo di Gutenberg impianta a L’Aquila una delle prime tipografie. Dopo due secoli di dominazione spagnola (la cui testimonianza più evidente è il Forte cinquecentesco), nell’età moderna la città partecipa attivamente all’unità d’Italia ospitando Mazzini in persona nel novembre 1860. Da quello stesso anno L’Aquila è capoluogo di regione. Violenti terremoti hanno caratterizzato la storia della città, da quelli del Medioevo al più violento del 1703, per finire con quello dell’Aprile 2009, ma ogni volta la città è stata capace di riconquistare il suo antico splendore e di tornare ad essere sempre più bella di prima, come sicuramente sarà anche stavolta.

Contatti ESN Aquilasmus Ancona www.esnlaquila.it laquila@esn.it aquilasmus.esn.laquila AquilasmusEsn aquilasmus_esnaq Via dei Sali, 23 67100 L'Aquila (AQ)


LA CITTÀ OGGI La struttura cittadina, oggi come oggi, è molto cambiata rispetto a quella degli scorsi anni, ed ora tende a snodarsi prevalentemente attorno a quello che una volta ne era il fulcro, ovverosia il centro storico: approssimativamente, quella zona ai due lati del Corso e delle vicinanze, per lo più ancora transennata a tutt’oggi, anche se è un panorama in continua evoluzione. L’Aquila Ovest è ormai diventata la zona commerciale e dei maggiori servizi, a Coppito si trovano l’ospedale ed accanto le facoltà scientifiche, con i loro satelliti naturali quali bar, librerie e copisterie, numerosi nella zona. Non distante, sempre nella zona ovest della città, s’incontra il centro commerciale L’Aquilone,in cui si è concentrata la maggior parte dei negozi, come pure nei vicini stabili del Globo e Brico-Centre, e nella zona dell’Amiternum. Anche attorno al cinema multisala Movieplex, poco distante dall’uscita autostradale L’Aquila Ovest della A24, si trovano bar, copisterie, parrucchieri, farmacie. Di fronte, vi è la sede dell’Accademia delle Belle Arti. Nell’Aquila Est il punto focale è la Fontana Luminosa dal quale si entra nel centro storico della città. Su Via Strinella, e nei pressi, sono localizzate la Questura, i Vigili del Fuoco e la libreria universitaria. Al capo opposto di questa strada, vi è il Terminal del servizio autobus urbani AMA ed extraurbani. Da qui è anche possibile prendere i mezzi verso Bazzano, zona industriale in cui hanno trovato collocazione l’Archivio di Stato e la Biblioteca Provinciale. La struttura della città è in continua evoluzione, gli studenti tendono a riunirsi nei pressi delle rispettive facoltà, oppure nelle vie del centro storico, principalmente nell’area di Piazza Regina Margherita dove sono situati la maggior parte dei luoghi di ritrovo, primo fra tutti Ju Boss, storico locale in via Castello, in prossimità del forte Spagnolo.

T RASPORTI I NTERNI A L’Aquila è attiva un’efficiente linea di trasporti pubblici che permettono di spostarsi facilmente dal proprio luogo di residenza fino alla propria sede universitaria. Il punto di raccolta di tutti i bus del servizio pubblico urbano è il Terminal di Collemaggio. Maggiori informazioni a questo riguardo si possono trovare sul sito dell’AMA: www.ama.laquila.it

C OME A RRIVARE - Aereo Gli aeroporti più vicini sono quelli di Ancona, Perugia, Roma e Pescara; tutti collegati da molti voli nazionali e internazionali. - Treno Per raggiungere L’Aquila da Roma si può scegliere di seguire la linea fino a Sulmona o Terni e poi da lì prendere un regionale diretto al capoluogo abruzzese.

- Bus L'Aquila è facilmente raggiungibile con l'autobus sia da Roma che da Pescara. ROMA - L'AQUILA Per prendere l'autobus delle Autolinee ARPA si deve raggiungere la Stazione Tiburtina: dall'Aeroporto Leonardo da Vinci (Fiumicino) ogni 20 minuti (dalle 6.15 fino alle 0.15) partono dei treni che arrivano alla Stazione Tiburtina in 40 minuti; dall'Aeroporto di Ciampino partono ogni 15-20 minuti degli autobus per la fermata Anagnina della metropolitana A, che conduce (cambiando la linea A con quella B alla fermata Termini) alla Stazione Tiburtina in circa 60 minuti; dalla Stazione Ferroviaria Termini si può raggiungere la Stazione Tiburtina in metropolitana (linea B) in circa 10 minuti. il biglietto per L'Aquila va acquistato online o alla biglietteria delle Autolinee ARPA, vicino alla Stazione degli autobus (Tiburtina).


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DELL ’A QUILA

Nel 2012 l’Università dell’Aquila ha riorganizzato le proprie strutture didattiche e di ricerca. Sono stati istituiti sette dipartimenti che promuovono, coordinano e organizzano le attività di ricerca scientifica e le attività didattiche e di formazione: Dipartimento di Ingegneria civile, edile - architettura, ambientale, Dipartimento di Ingegneria e scienze dell'informazione e matematica, Dipartimento di Ingegneria industriale e dell'informazione e di economia, Dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell'ambiente, Dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche, Dipartimento di Scienze fisiche e chimiche, Dipartimento di Scienze umane.

LA SEZIONE Suo obiettivo principale è quello di fornire aiuto e sostegno a tutti gli studenti internazionali dell’Ateneo , dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio “A. Casella”, lavorando in stretta collaborazione con l’Ufficio Relazioni Internazionali e con tutte le istituzioni universitarie in generale. Aquilasmus - ESN L’Aquila `e da subito stata in grado di instaurare un ottimo rapporto con l’Università degli Studi di L’Aquila che ha immediatamente riconosciuto la sua attività e l’importanza della sua presenza sul territorio. Ogni anno Aquilasmus - ESN L’Aquila può vantare l’iscrizione di centinaia di studenti stranieri e di altrettanti studenti italiani provenienti da tutte queste facoltà ed interessati alle nostre attività: a tal riguardo, la sezione si è sempre preoccupata di dare grande rilievo alle attività socio-culturali, come ad esempio viaggi in tutta Italia, giornate di benvenuto per facilitare la socializzazione, e la dal 2013 attraverso il progetto “Abruzzo in Love” l’Associazione si è posta l’obiettivo di far conoscere il territorio, la cultura e le tradizioni della provincia aquilana. Sono state proprio l’innegabile versatilità e la capacità di attirare ogni tipo di studente che hanno fatto ottenere ad Aquilasmus - ESN L’Aquila grandi riconoscimenti da parte dell’Università degli Studi dell’Aquila e da parte degli universitari della città, ed è sicuramente la linea che i Comitati Direttivi che continueranno a succedersi a capo della sezione continueranno a proseguire nei prossimi anni.

TIPS - Cibo e bevande Un buon pranzo aquilano, e abruzzese in generale, comincia con appetitosi vassoi di antipasto misto, con salumi e formaggi locali: fiaschetta aquilana, mortadella di Campotosto e pecorino di Castel del Monte; il vino sarà sicuramente dei più rinomati della regione, il Montepulciano d’Abruzzo. Il piatto principale è sempre la pasta, soprattutto all’uovo, rigorosamente fatta in casa ed in diverse forme: asciutta oppure in brodo, come le volarelle con le lenticchie di Santo Stefano, le uniche a non aver bisogno di ammollo prima della cottura.

Tra i primi piatti più invitanti ci sono la polenta, mangiata sulla tradizionale “spianatora” di legno, e le minestre di farro. Ma il piatto più caratteristico sono i maccheroni alla chitarra, così chiamati dallo strumento in corde d’acciaio che si utilizza per tagliare questo tipo di pasta, da accompagnarsi con sugo di castrato o di maiale. Il tartufo e lo zafferano sono prodotti locali tra i più conosciuti, tanto da comparire nei menù di ogni buon ristorante della zona e da essere esportati anche all’estero.


Altrettanto conosciuti ed apprezzato sono gli arrosticini di pecora, consumati in grandi quantità durante le scampagnate all’aperto. Infine, il pane di L’Aquila e dei numerosi forni della provincia, bianco, nero (per la presenza di farina integrale) o giallo (mais), è capace di soddisfare tutti i palati ed è ottimo per le bruschette. La mandorla è l’ingrediente principale nelle preparazioni dolciarie: dai biscotti secchi di Aveja, soprattutto gli amaretti, ai confetti di Sulmona; vale la pena assaggiare le tradizionali ferratelle e le frappe di Carnevale, ma la vera specialità aquilana in fatto di dolci resta il torrone: l’unico torrone morbido al cioccolato d’Italia, la cui ricetta (una particolare combinazione di miele, zucchero e cioccolato) è tramandata di generazione in generazione all’interno della famiglia Nurzia. Impossibile finire il pranzo senza un buon bicchierino di amaro locale. Anche in questo settore L’Aquila non teme rivali: la Genziana e la Ratafia sono solo due degli innumerevoli amari di erbe dalle ricette mai completamente svelate. - Dove mangiare L’Aquila è una città ricca di buoni posti in cui mangiare, ma alcuni spiccano su tutti. Ad esempio presso “Braci e Abbacchi” , in Via Garibaldi, si può degustare una delle migliori pizze di tutta la città, o in alternativa gustosi piatti tipici locali. Oppure, in alternativa, si può sempre andare a gustare il gelato più buono della città, nonché il più premiato a livello internazionale, al Gran Caffè in Viale Corrado IV. Non può mancare una degustazione di torrone presso il Bar Nurzia nei pressi di Piazza Duomo. Sempre rimanendo nel centro storico si può sempre scegliere di gustare una cucina più raffinata e nuovi accostamenti presso “Percorsi di Gusto” in Via Leosini 7, o optare per una gustosa pizza e un’ottima selezione di birre da “Oro Rosso” vicino la Fontana Luminosa. Ma in assoluto non può mancare una bella mangiata di arrosticini che difficilmente troverete in altre regioni, e non c’è posto migliore de L’Unico Posto in Viale della Croce Rossa.

- Divertimento Impossibile non iniziare dal più importante e storico Ju Boss, la cantina più antica della città che incorniciata in Piazza Regina Margherita offre una vastissima scelta di vini accompagnati da ottime focacce. Se invece si preferisce un ambiente diverso, sempre Piazza Regina Margherita, offre un'ampia varietà di bar per ogni gusto. Altra alternativa valida è la birreria “Anbra”, in Piazza Chiarino, che offre un'ottima selezioni di birre prodotte artigianalmente a L'Aquila. Sempre nella stessa piazza sono presenti altri bar ottimi per degustare un aperitivo, come presso Pantasima. - Turismo Registi di tutto il mondo hanno spesso scelto il territorio del circondario aquilano quale set ideale, in quanto offre scenari storico-architettonici unici con incantevoli borghi medievali, tra cui Santo Stefano di Sessanio, San Benedetto in Perillis o Capestrano, caratterizzati dalla presenza di magnifici castelli, il tutto senza dimenticare la bellezza delle colline e delle suggestive montagne. L’Aquila è stata da sempre una città turistica, grazie alla sua posizione privilegiata al centro della nostra nazione, alla vicinanza alla capitale ed alle innumerevoli opere d’arte ed architettoniche in essa presenti. Un esempio famosissimo è il Forte Spagnolo, eretto a partire dal 1534 per iniziativa del vicerè di Napoli Don Pedro di Toledo: Piazza Duomo, il centro storico della città, è sì il luogo e punto di riferimento per tutti gli studenti ed i turisti, ma anche ricca di storia: abbellita da statue d’arte fascista, su di essa si affacciano alcune tra le più importanti architetture della città, come ad esempio la chiesa delle Anime Sante. E poi la Basilica di Collemaggio, una costruzione romanica la cui bellezza ed importanza sono ulteriormente arricchite dalla presenza della famosa Porta Santa, unica al mondo per peculiarità e storia, e luogo centrale nella tradizione della famosa Perdonanza Celestiniana. L’Aquila è una città ricca di storia, arte e cultura: un patrimonio da preservare e senza dubbio una meta turistica per eccellenza.


Lecce

SINTESI STORICA

Lecce è una delle città più ricche di storia e di cultura del Salento, la città sorge su un antico insediamento messapico, ne danno testimonianza i ritrovamenti di tombe e di piccoli tratti della cinta muraria. Si pensa che questo antico insediamento messapico, era di fatto un piccolo villaggio costruito nei pressi dell’ Antica Rudiae, la patria di Quinto Ennio. Durante il secondo secolo A.C. la città di Lecce veniva chiamata Lupiae, a quel tempo Lecce emergeva sugli altri centri della zona e diventa prima municipio e poi colonia. Durante la dominazione dell’ impero di Adriano vennero costruiti il grande Anfiteatro ed il Teatro, ed inoltre venne costruita una strada che collegava Lecce con il porto di Adriano, conosciuto oggi come Marina di San Cataldo. Con l’ imperatore Marco Aurelio, Lecce acquista benessere economico ed ebbe una forte espansione edilizia. A parte un breve periodo di dominazione Greca, Lecce è rimasta sotto il controllo dei Romani per circa cinque secoli. La contea di Lecce venne fondata da Roberto il Giuscardo, che la trasformò in un punto di riferimento per la cultura cavalleresca. A Tancredi, conte di Lecce e del Regno delle Due Sicilie, va riconosciuta la costruzione della chiesa dei S.S. Niccolò e Cataldo, divenuta oggi una dei monumenti medioevali più importanti dell’ Italia meridionale. Ai Normanni seguì la dominazione degli Svevi, e agli Svevi quella degli Angioini, i Brienne e i Del Balzo Orsini. Durante il XV secolo, Lecce divenne un importante centro commerciale ed in poco tempo si trasformò in un fulcro di ricchezza culturale che caratterizzò il Salento. Grazie a Carlo Quinto nel Salento, si respira aria nuova, era arrivato il periodo del Rinascimento Salentino. A Lecce vennero edificati il Castello, le Mura di cinta, un arco di Trionfo, costruito per ricordare Carlo V (oggi questo monumento viene chiamato Porta Napoli) e l’ Ospedale dello Spirito Santo.

Contatti ESN Salento Ancona www.erasmuslecce.it lecce@esn.it erasmus.lecce

c/o Palazzo Codacci Pisanelli-Aula A8 Piazza Arco di Trionfo, 1 73100 Lecce (LE)


Durante il periodo spagnolo, Lecce venne considerata un importante centro artistico e culturale, subito dopo Napoli. In questo periodo Lecce si arricchì di stupendi edifici e monumenti in arte Barocca, la città aveva cambiato il suo essere, era diventata un punto di riferimento per l’ arte nel panorama nazionale. In questo periodo, vennero edificate le chiese di S. Teresa, S. Chiara, S. Angelo, il palazzo dei Celestini e la splendida piazza Duomo, il punto in cui si concentrano numerosi monumenti armoniosamente legati da un solo stile, il Barocco. In piazza Duomo infatti possiamo ammirare il Duomo, lo stupendo campanile, il Seminario ed il Palazzo Vescovile. Nel 1592 in Piazza S. Oronzo venne costruito il Sedile, chiamato anche con il nome di Seggio, ed intorno al 1660 venne portata la colonna di S. Oronzo. Nel 1821 Lecce mandò un esercito per opporre resistenza agli Austriaci durante i moti carbonari. Dopo l’ unità, Lecce tra il 1895 e il 1915 si sviluppò ulteriormente, e partì in questo periodo una serie di progetti atti a realizzare numerose opere pubbliche, e si iniziò a costruire fuori le mura di cinta della città. Nel 1927 la provincia di Lecce venne staccata da quella di Taranto e Brindisi, da qui parte un percorso indipendente di crescita culturale ed economica non indifferente per la città di Lecce e per il Salento. Lecce durante questo percorso nella storia, ha acquistato oggi importanza e bellezza artistica paragonabile alle più importanti città d’ Italia.

LA CITTÀ OGGI Lecce è un comune italiano di 94 548 abitanti[, capoluogo dell'omonima provincia in Puglia. Situata in posizione pressoché centrale della penisola salentina, è comune capofila di un'area vasta di circa 500.000 abitanti, comprendente 31 comuni della parte settentrionale della provincia[5]. Sorge a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella ionica ed è il capoluogo di provincia più orientale d'Italia.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

SGM : è la compagnia che gestisce i trasporti all'interno di Lecce e nelle Marine (http://www.sgmlecce.it/). Le tratte più importanti: Lecce – Ecotekne: bus numero 27 , 27 express e 27 esatta; Lecce – Ipercoop: bus numero 35; Circolare : bus numeri 30 e 31; COTRAP: gestisce la tratta Lecce – Mesagne (cittadella della Ricerca). http://www.cotrap.it/ Taxi: vi segnaliamo il numero di una cooperativa di tassisti che sono disposti ad offrirvi un prezzo SCONTATO solo per studenti erasmus (previa prenotazione):

- In autobus Molte compagnie raggiungono Lecce da Roma, Milano e Bologna. (http://www.marinobus.it/, http://www.marozzivt.it/).

LECCE - BRINDISI aeroporto: €50, 4 persone. LECCE -BRINDISI aeroporto: €65, minibus 5-8 persone. LECCE - BARI aeroporto: €150, 4 persone. LECCE - BARI aeroporto: €200, minibus per 5-8 persone. STAZIONE DI LECCE/CENTRO DI LECCE: €10, 4 persone

- In treno ci sono treni giornalieri da Roma, Milano e Torino (http://www.trenitalia.com/). - In aereo. L'aeroporto più vicino è quello di Brindisi che dista solo 40 km da Lecce. Potete arrivare a Lecce con una navetta al costo di 6 €. Info su orari e costi: http://pugliairbus.aeroportidipuglia.it/. L'aeroporto di Bari, invece, dista circa 170 km da Lecce. Dall'aeroporto bisogna prendere il bus numero 16 per la Stazione Centrale (costo del biglietto 0,80 €). Treni per Lecce passano ogni ora. Info su orari: Aeroporti di Puglia http://www.aeroportidipuglia.it/.


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DEL

S ALENTO

L’Università del Salento offre diversi servizi agli studenti Erasmus: Ufficio mobilità internazionale: Appena arrivati a Lecce, al più presto dovete recarvi presso l’ufficio Mobilità Internazionale per avvisare del vostro arrivo e per sbrigare le pratiche burocratiche. L’ufficio fornisce informazioni e garantisce assistenza a tutti gli studenti ed in generale a tutti i partecipanti ai programmi di mobilità. L’ufficio si trova a 200 metri dalla stazione. Viale Gallipoli 49, edificio Principe Umberto, Lecce http://unisalento.llpmanager.it/studenti/ Gli orari di apertura sono: martedì, mercoledì e venerdì dalle 11.00 alle 13.00 lunedì e giovedì dalle 16.00 alle 17.30. Di seguito vi elenchiamo le varie facoltà con rispettive sedi e rispettivi referenti erasmus, da cui dovrete recarvi per avere maggiori informazioni riguardo i vostri esami: BENI CULTURALI: Palazzo Codacci Pisanelli, Piazza Arco di Trionfo, Lecce www.beniculturali.unisalento.it ECONOMIA: Campus extraurbano, Edificio Ecotekne www.economia.unisalento.it GIURISPRUDENZA: Campus extraurbano, Via per Monteroni www.giurisprudenza.unisalento.it INGEGNERIA: Campus extraurbano, Edificio "Stecca" www.ingegneria.unisalento.it INGEGNERIA INDUSTRIALE: Cittadella della Ricerca, Edificio 14, Brindisi www.ingegneriaindustriale.unisalento.it LETTERE E FILOSOFIA: Palazzo Codacci Pisanelli, Piazza Arco di Trionfo. Lecce www.lettere.unisalento.it LINGUE E LETTERATURE STRANIERE: Ex "Sperimentale Tabacchi", via F. Calasso, 3/A, Lecce www.lingue.unisalento.it


SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI: Campus extraurbano, Centro Congressi www.scienzemfn.unisalento.it SCIENZE SOCIALI, POLITICHE E DEL TERRITORIO: Cittadella della Ricerca, Mesagne (BR) www.scienzesociali.unisalento.it

LA SEZIONE ESN Salento L.i.s.a. è una delle sezioni più giovani del Network italiano essendo divenuta sezione ordinaria nel Luglio 2012, ma dimostrandosi sin da subito piena di voglia di fare e riuscendo ad organizzare già a Luglio 2013 una delle Piattaforme Nazionali del network italiano. E’ un'associazione costituita da studenti italiani per aiutare tutti gli studenti Erasmus che studiano presso l'Università del Salento. Abbiamo molti studenti provenienti dell'Unione Europea, in particolare, Spagna, Germania, Francia e Polonia, ma anche da altri paesi non UE. Attraverso le nostre attività ci proponiamo di far sentire tutti gli studenti stranieri a casa. Noi organizziamo degli incontri settimanali ogni primo venerdì del mese dove discutiamo i problemi degli studenti, pianifichiamo le attività, le escursioni, gli eventi. Dibattiamo e poi mettiamo ai voti le proposte. Le nostre attività sono orientate a dare un caldo benvenuto agli studenti, ad aiutarli a trovare una casa in modo che possano trovare una sistemazione in base alle loro esigenze. Siamo sempre disponibili per risolvere eventuali difficoltà che gli studenti possono incontrare.

5 TIPS - Pasticciotto Il pasticciotto è un dolce tipico della zona del Salento in Puglia, composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno. Nasce nel 1745 a Galatina. Va consumato ancora caldo per apprezzare il profumo della crema e la consistenza della pasta frolla appena sfornata. Esiste ormai da 267 anni e la città di Lecce lo ha riconosciuto come dolce tipico leccese ed è presente nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentare tradizionali. - Rustico Il rustico fa parte della tradizione gastronomica del Salento ed è possibile trovarlo in ogni forno, bar o rosticceria. Viene prodotto utilizzando due dischi di pasta sfoglia, con un ripieno di mozzarella, besciamella, pomodoro e a volte il pepe; viene spennellato con uovo e cotto in forno - Pizzi I pizzi sono un altro prodotto tipico leccese. Sono ottenuti aggiungendo all'impasto del pane pomodoro, cipolla, olive nere e olio; hanno una

forma non ben definita come ci ricorda il nome griko scèblasti che vuol dire, appunto, informe. - Spiaggie In Salento potete trovare alcune delle spiagge più belle d’Italia avendo la possibilità di scelta tra il mar Ionio o il mare Adriatico. Dalle splendide spiagge di Porto Cesareo e Torre dell’Orso ad angoli più nascosti come Porto Selvaggio o i laghi Alimini. -Notte della Taranta E’ un festival di musica popolare salentina, che si svolge in vari comuni della provincia di Lecce e della Grecìa Salentina, soprattutto a Melpignano nel mese di agosto. Tra i quindici concerti che si svolgono in altrettante piazze del Salento e il concertone finale di Melpignano, il festival fa registrare un totale di circa 300mila spettatori. Ogni edizione del concertone finale del Festival è affidata a un "maestro concertatore" che ha il preciso compito di arrangiare le musiche tradizionali del Salento incrociandone i ritmi con quelli di altre tradizioni musicali.


Macerata

SINTESI STORICA

La storia di Macerata affonda le sue radici nell’epoca dei romani, dove nel III-II secolo a.C. troviamo l’insediamento Helvia Recina (attuale frazione di Villa Potenza) ai piedi del colle maceratese. Spinti dalle invasioni barbariche dei Goti nel V-VI secolo d.C., gli abitanti di questa zona iniziano a risalire e a colonizzare la collina dando vita al nucleo medievale della città. I primi nuclei abitativi della futura città si insediarono nel Podium Sancti Juliani (zona Duomo) e nel Castrum Maceratae (zona attuali Poste centrali). Il 29 agosto 1138 i due borghi, sottrattisi nel frattempo dall’autorità del Vescovo di Fermo, diventano un unico Comune. Nel secolo XII il territorio si amplia con l’annessione dei castelli vicini (San Pellegrino, Casale, Noncastro, Lornano, Morico, Montanello, Corneto e Lotenere). Si amplia così tanto che nel 1290 vi sorge uno “Studium Legum” premessa per la nascita dell’Università. Nel 1320 Papa Giovanni XXII concede la sede vescovile innalzando Macerata al grado di città. Per tutto il XVI e XVII secolo la città registra un grande sviluppo economico ed edilizio, le cui tracce si riscontrano nella costruzione di numerosi palazzi gentilizi, della Loggia dei Mercanti, del Palazzo del Governo, nonché dello Sferisterio, fiore all’occhiello dell’arte e dell’architettura maceratese. Passati i due conflitti mondiali, Macerata, come nel resto d’Italia e d’Europa, ha una forte crescita dagli anni ’50 agli anni ’80, dove si iniziano a costruire ed ampliare i quartieri che sorgono fuori le mura. L’ultimo grande lavoro architettonico risale ormai ai giorni odierni ed è la galleria Due Fonti, finita nel 2006.

Contatti ESN ESN Macerasmus Ancona www.esnmacerata.it macerata@esn.it; esn.macerasmus EsnMacerata esn_macerasmus via della Pescheria Vecchia, 62100, Macerata (MC), Italy


LA CITTÀ OGGI Oggi la città conta 42000 abitanti su una superficie di 92 kmq.

T RASPORTI I NTERNI

- In nave Porto di Ancona

Autobus urbani: www.apmgroup.it Taxi: Piazza XXV Aprile tel. 0733.240353

C OME

ARRIVARE

- In aereo Aeroporto di Falconara Marittima (AN) “Raffaello Sanzio” www.ancona-airport.com. In alternativa: aeroporto di Pescara, Roma o Bologna i più vicini. -In treno venendo da nord e da sud: raggiungere la stazione di Civitanova Marche – Montegranaro. Da qui prendere la linea regionale Civitanova Marche – Fabriano e scendere alla stazione di Macerata. Venedo da ovest: raggiungere la stazione di Fabriano. Da qui prendere la linea regionale Fabriano - Civitanova Marche e scendere alla stazione di Macerata. Ulteriori info su www.trenitalia.it

- In autobus Arrivi e partenze all’autostazione dei pullman Piazza Pizzarello a Macerata. Pullman da/per: -Roma/Napoli: autolinee Roma-Marche: www.romamarchelinee.it -Firenze, Siena, Perugia: autolinee ATA -Freccia dell'Appennino: www.busweb.it -Aziende di trasporti regionali - www.contram.it, www.steat.it

- In auto Versante adriatico: Autostrada A14, uscita Macerata-Civitanova Marche; proseguire per via Luigi Einaudi, superare il cartello Civitanova Marche sud/Strada Statale Adriatica (SS16): svincolo Civitanova Marche Ovest e seguire il cartello Macerata/Tolentino/Foligno per la superstrada SS77. Percorrerla per circa 18 km e uscire allo svincolo Macerata Sud/Corridonia. Versante tirrenico: Autostrada A1; per chi proviene da Firenze: uscita Val di Chiana, direzione Perugia, Foligno, Colfiorito; per chi proviene da Roma: Uscita Orte, direzione Terni, Foligno, Colfiorito. Percorrere la SS77 direzione Tolentino/Civitanova Marche: uscita svincolo Macerata Ovest/Sforzacosta. Proseguire per la SP77/Strada Provinciale della Val Di Chienti, seguendo le indicazioni per Macerata e poi per Macerata Centro.


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

M ACERATA

L'Università di Macerata – tra i più antichi Atenei europei – focalizza le sue attività negli ambiti delle scienze umane e sociali. All'Università di Macerata – supportato da servizi all'avanguardia - puoi frequentare corsi di laurea di primo e di secondo livello, programmi di dottorato, master, scuole di specializzazione, summer school in beni culturali, economia, filosofia, giurisprudenza, lettere, lingue, mediazione linguistica, scienze della comunicazione, scienze della formazione, scienze politiche, turismo. Per i giovani talenti, la Scuola di Studi Superiori Giacomo Leopardi offre percorsi didattici pluridisciplinari e di eccellenza. Grazie all'Istituto Confucio, l'Università di Macerata è un punto di riferimento per la promozione della lingua e della cultura cinese. Dipartimenti: i 5 dipartimenti in cui sono suddivisi i corsi di studio dell’UNIMC sono: - Dipartimento di Economia e Diritto - Dipartimento di Giurisprudenza - Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo - Dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali - Dipartimento di Studi Umanistici – Lingue, Mediazione, Storia, Lettere e Filosofia Per maggiori info sui corsi di laurea

http://www.unimc.it/it/didattica/corsi-di-laurea

LA SEZIONE L’Associazione nasce nel 2007 dalla volontà di due ex studenti erasmus, di creare qui a Macerata una sezione di ESN Italia, ovvero un network, una rete di associazioni universitarie volontarie apartitiche ed aconfessionali, che promuovono la mobilità di studenti universitari in Europa; in breve tempo è diventata quasi un punto di riferimento per tutti gli studenti internazionali che soggiornano qui a Macerata. La nostra Associazione, grazie alla collaborazione con il Centro Rapporti Internazionali (presso la quale abbiamo la nostra sede sociale) è in grado oggi di offrire tutta una serie di servizi ed attività come: ‐ pick‐up ‐assistenza nella ricerca dell’alloggio fino alla stipula dei contratti di locazione sempre secondo le esigenze degli studenti -un servizio di help desk per un contatto diretto e un’informazione continua con gli erasmus ‐ una serie di attività sociali, sportive, ludiche e culturali al fine di favorire l’integrazione fra i ragazzi in erasmus e gli studenti italiani e la realtà maceratese a loro nuova.


ESN Macerata è una delle 480 sezioni locali di un network internazionale IESN (International Erasmus Student Network) presente in 37 paesi in tutta Europa. I VOLONTARI ESN sono 34.000 e offrono servizi a 190.000 studenti in mobilità. ESN Italia, di cui Macerasmus fa parte, collabora con enti e istituzioni come LLP, Commissione Europea, Parlamento Europeo Gioventù in Azione, Eures, MIUR, Forum dei Giovani ecc. Inoltre, ESN Italia è un ente d'invio, accreditato, per lo SVE (Servizio Volontario Europeo), programma Youth In Action.

TIPS - Piatto tipico Il piatto tipico maceratese sono i Vincisgrassi: assomigliano alla pasta al forno, ma sono molto più ricchi e gustosi. -Bevande tipiche Il liquore maceratese per eccellenza è il Varnelli, distillato all’anice secca. Se ordinate un “carzolà” vi verrà servito il cocktail più noto nei bar maceratesi, che si crea appunto miscelando il Varnelli con Borghetti,un liquore al caffè.

-Il patrono o santo protettore della città E’ San Giuliano, si festeggia il 31 agosto. ‐ -L’Università degli studi di Macerata Fondata nel 1290, è la 3° università più antica d’Italia. ‐Sferisterio Dopo quella di Verona è l’arena più grande d’Italia


Messina

SINTESI STORICA

Messina venne fondata dai Greci intorno al 730 a.C. dandole il nome di Zancle per il suo porto naturale a forma di falce. Il nome deriva dalla penisola di San Raineri, somigliante ad una falce che forma un porto naturale. I Romani la conquistarono nel 264 a.C. e, dopo la caduta dell'Impero Romano, fu prima in possesso dei Bizantini e quindi degli Arabi. Nel 1060 venne conquistata dai Normanni. Sotto i domini svevo-angioino- aragonese raggiunse grande prosperità divenendo capitale, insieme a Palermo, del Regno di Sicilia nel 1129 e divenne unica sede della Zecca del Regno. Nel 1197 Enrico VI istituzionalizzò uno dei simboli della libertà e della prosperità commerciale di Messina: il porto franco. Fu per lunghi secoli la città siciliana più ricca, seconda nel Mezzogiorno d'Italia solo a Napoli. Nel XV secolo Messina si fa conoscere grazie alle doti di un grande artista: Antonello da Messina, precursore con la sua pittura dei temi e degli stili che saranno del risorgimento. Nel 1674 si ribellò alla Spagna subendone una dura repressione. Nel 1783 fu colpita da un grave terremoto. Entrò a far parte del Regno d'Italia dopo la Spedizione dei Mille del 1860. Nel 1908 subì le distruzioni di un altro terribile terremoto e, successivamente, i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

LA CITTÀ OGGI Nell'arco perfetto del suo Golfo, tra mare limpido e cielo azzurro, ai piedi dei Monti Peloritani e sullo Stretto omonimo sorge Messina "Porta della Sicilia". Oggi la città ci appare moderna, signorile e accogliente, con strade larghe e rettilinee secondo un piano regolatore ispirato a rigorose norme antisismiche.

Contatti ESN Messina +39 090 713696 www.esn-messina.it messina@esn.it EsnMessina esn_messina c/o Centro Servizi Sociali dell'E.r.s.u. di Messina (Casa dello Studente) Via Ghibellina, II piano 98100 Messina (ME)


I 58km di estensione costiera da Giampilieri (a sud) a Orto Liuzzo (a nord) fanno di Messina una delle città più lunghe d'Italia, con numerosi e variegati tratti di spiaggia. Inoltre è l'unica città italiana ad essere bagnata da due mari: il Tirreno e lo Ionio. Messina si presenta come un "pettine dal dorso disteso" lungo la cimosa costa fino a Capo Peloro, con brevi ma numerosi "denti" occupanti le aree adiacenti ai coperti letti torrentizi: Annunziata, Trapani, Boccetta, Portalegni (oggi Cannizzaro), Camaro, Gazzi, San Filippo inferiore. Messina subì gravi perdite artistiche e monumentali a causa delle peripezie che la attraversarono nei secoli. Oggi la sua caratteristica bellezza deriva proprio dalla presenza immanente sullo stretto, che si avverte da quasi tutti i punti della città. L'economia della provincia di Messina è prettamente agricola con produzione di uva, olive, nocciole, e soprattutto agrumi. Molto attiva è la pesca del pesce spada, praticata nelle acque dello Stretto con le tipiche imbarcazioni "feluche", ma anche quella del pesce azzurro, aguglie e sarde. Al lago di Ganzirri viene praticata la mitilicoltura. Il settore industriale dispone di cantieri navali, officine metalmeccaniche, industrie molitorie, alimentari ed enologiche, ed industrie chimiche.

T RASPORTI I NTERNI L'Azienda Trasporti Messina (ATM) gestisce il trasporto pubblico mediante servizio di bus e tram. Circa 50 linee di bus collegano la città ad ogni suo quartiere. Particolare importanza riveste la linea 28 dei tram che dal 2003 collega la città da nord a sud, prevalentemente in corsia riservata su un tracciato lungo 8km. La fermata di riferimento per chi arriva in città è quella di “Repubblica” nell'omonima piazza adiacente al porto, alla stazione FS ed agli autobus di linea. In direzione sud il tram attraversa il viale San Martino, punto di riferimento per la visita e lo shopping in centro, da Piazza Cairoli (prima fermata) alla Villa Dante, per poi proseguire verso il capolinea ZIR nei pressi del Policlinico Universitario "G. Martino". In particolare dalla fermata di Cairoli si raggiunge facilmente la Piazza Pugliatti dove ha sede il Rettorato e l'Università centrale con le ex Facoltà di Economia e Giurisprudenza. Il capolinea ZIR rappresenta uno snodo particolarmente importante poiché collega il centro con la zona sud di Tremestieri, un quartiere residenziale e commerciale in continua crescita. In direzione Nord le principali fermate sono: Municipio, di fronte al Palazzo Zanca;Boccetta, fermata di riferimento per gli studenti dell’ex Facoltà di Scienze della Formazione; Alighieri, nei pressi della Fontana del Nettuno e del plesso fieristico; Brasile, prima fermata utile per chi approda in città con le Caronte&Tourist; Museo, capolinea da cui partono i collegamenti per il polo universitario dell'Annunziata, com-

prendente le ex facoltà di Lettere, Farmacia e Medicina Veterinaria ed il polo universitario Papardo con le ex facoltà di Ingegneria e di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali. Per l'utilizzo dei mezzi pubblici è previsto un unico biglietto che vale per tutte le linee di bus e per il tram, acquistabile in tutte le edicole e tabacchi. La tariffa base è di 1,20 euro valido una corsa semplice, ma per chi volesse visitare la città è consigliabile un biglietto giornaliero da 2,70 euro. Il servizio Tram è gratuito (salvo conseguimento tessera con foto) per gli studenti iscritti all'Università di Messina e per gli studenti che partecipano al progetto Erasmus nell'Ateneo peloritano, grazie ad una convenzione che si rinnova ogni anno ed è valido tutti i giorni feriali.

C OME A RRIVARE - In treno La stazione FS di Messina Centrale si trova nel centro della città, in Piazza Repubblica, a pochi metri dal porto. Grazie al servizio di trasporto navale in città arrivano treni diretti provenienti dalle maggiori città italiane, come ad esempio: Roma e Milano. Nel sito trenitalia.com sono elencate tutte le altre soluzioni di viaggio.


- In Aereo Nonostante Messina non abbia un suo aeroporto è comunque facile raggiungerla atterrando a Reggio Calabria o a Catania; l'aeroporto di Palermo è un po' più distante. L'Aeroporto dello Stretto "Tito Minniti" di Reggio Calabria è collegato a Messina tramite gli aliscafi del consorzio “Ustica Lines” trasportisullostretto.it L'aeroporto "Fontanarossa" di Catania (aeroporto.catania.it) si trova a circa 90km da Messina. È un aeroporto internazionale e, tra le altre, vi fanno scalo diverse compagnie low-cost come EasyJet e Ryanair. Dal terminal vi è un collegamento di autobus effettuato dalla SAIS Autolinee (saisautolinee.it). La corsa termina a Messina in Piazza Repubblica, il tempo di percorrenza è di 1h e 50min. In alternativa si può raggiungere la stazione FS di Catania con le autolinee di Alibus AMT con frequenti corse e da lì raggiungere Messina in treno; la durata del viaggio è di circa 1h e 40min. L'aeroporto "Falcone-Borsellino" (gesap.it) è situato a 35km da Palermo ed è collegato alla città dalle Autolinee Prestia e Comandè. Da Messina a Palermo e viceversa si può scegliere tra le ferrovie, con un tempo di percorrenza di circa 3-4h e gli autobus della compagnia SAIS.

Barcellona P.G., S.Agata di Militello, Montalbano) (www.aziendasicilianatrasporti.it). Messina è collegata direttamente alle principali città italiane grazie ai servizi di trasporto interregionale di alcune autolinee private. La SAIS Trasporti effettua dei collegamenti giornalieri con Roma, Napoli, Salerno, Battipaglia e Sala Consilina ed ha sede in Piazza Repubblica a Messina. Vi sono inoltre collegamenti giornalieri per Pisa, Empoli, Firenze, Perugia e Siena; corse bisettimanali per Milano, Piacenza, Parma e Bologna; tre giorni a settimana per Ancona, Pesaro, Urbino, Pescara, Giulianova, Avezzano. Tutti gli autobus partono da Piazza Repubblica, di fronte la Stazione FS. Le imprese di trasporto che effettuano tali collegamenti sono SAIS Autolinee (www.saisautolinee.it), Segesta Internazionale (www.segesta.it), Baltour (www.baltour.it) e SENA (www.sena.it). I biglietti sono acquistabili nelle biglietterie o dal sito di ciascuna compagnia.

-Bus I collegamenti tra Messina e gli altri comuni delle provincia sono effettuati da diverse compagnie private, tra cui: Interbus (es. Taormina, Giardini Naxos, Gole Alcantara) (www.interbus.it), Campagna & Ciccolo (es. Giammoro, Milazzo) (www.campagnaviaggi.it) e AST (es.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI MESSINA

La locale Studiorum Universitas Messanae è formalmente istituita dal Pontefice Paolo III nel novembre 1548. Il regolare funzionamento dell'Ateneo è però paralizzato e reso difficile già dai primi anni in seguito a controversie sorte con i gesuiti, che rivendicavano il controllo dell’istruzione, e a causa di contrasti con la vicina Catania, che rivendicava il monopolio sugli studi universitari dell’isola. Nonostante le forti difficoltà, l'Università messinese fino ai primi del ‘900 toccò livelli assai prestigiosi grazie anche ai suoi illustri maestri, primo fra tutti, Giovanni Pascoli. Il sisma del 1908 fece precipitare la situazione. Sotto le macerie restano ben 14 dei 49 professori, mentre le biblioteche e le attrezzature scientifiche furono in gran parte distrutte.


Questa fu un'occasione che ad alcuni sembrò opportuna per sopprimere l'Università peloritana ritenuta inutile e antieconomica. Sotto la guida del Rettore Giovanni Maria Rizzo, però, la ripresa avvenne rapidamente già a partire dall’anno accademico 1911-12. Nel 1922 al Rettore Rizzo toccò l'incombenza di scongiurare la ventilata fusione delle Università di Messina e Catania, prospettata dal regime fascista, quando ormai le strutture dell'Ateneo apparivano consolidate e l'istituzione si avviava a ricoprire un ruolo non secondario nelle vicende culturali del Paese, riuscendo anche a superare felicemente, con i rettorati di Gaetano Martino e Salvatore Pugliatti, il difficile momento della ricostruzione postbellica. L'Università degli Studi di Messina conta oggi oltre 50.000 iscritti, distribuiti tra 11 facoltà, in cui sono attivati circa 160 corsi di laurea differenti. Le ex facoltà (ora Dipartimenti) sono: Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Scienze della Formazione, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche, Scienze Statistiche. L'Università di Messina possiede un Campus Universitario con all'interno una delle cittadelle sportive universitarie più grandi e all'avanguardia d'Italia che comprende: campo di baseball in erba naturale; tre palestre polifunzionali; campi di calcio, rugby ed hockey in erba sintetica; piscine sia coperte che scoperte; tre campi da tennis coperti in sintetico; due campi polivalenti da tennis-calcetto in sintetico; anfiteatro con circa mille posti; foresteria con 133 residenze per atleti.

LA SEZIONE Nel 2004 nacque ESN Messina per merito di un gruppo di studenti che scelsero di vivere un'esperienza senza confini cogliendo le opportunità offerte dal progetto Erasmus. ESN Messina è regolarmente accreditata ed iscritta all’Albo della Associazioni e cooperative studentesche ai sensi del "Regolamento delle attività culturali, sportive e ricreative autogestite dagli studenti" dell’Università degli Studi di Messina. Ogni anno accoglie circa un centinaio di studenti Erasmus appartenenti a tutte le facoltà dell'Università di Messina. Dalla sua fondazione ad oggi la sezione ha visto crescere il numero dei suoi soci, che attualmente è di quasi 50 iscritti. i servizi che ESN Messina offre sono: Incoming, Accommodation, Pick-up, Tutor, Tandem, Tandem Group. Inoltre Esn Messina offre attività ludiche e sociali, come ad esempio: gite su tutto il territorio nazionale; Pizzadinner, evento durante il quale gli Esners insegnano a preparare la pizza; Eurodinner, cena nella quale ogni partecipante porta un piatto tipico del proprio Paese. La sede di ESN Messina si trova in via Consolato del Mare, 41 presso il Palazzo dove tuttora è sede delle segreterie degli studenti dell’Università di Messina.

TIPS - Cucina, piatti e bevande tipiche La cucina messinese risulta essere tra le più rinomate del panorama mediterraneo essendo caratterizzata da piatti molto variegati, dai più semplici ai più elaborati, seguendo tecniche e modalità di preparazione che i vari popoli che si sono succeduti nel corso dei secoli ci hanno tramandato. Tra gli antipasti spiccano la Caponata, piatto da

gustare freddo a base di melanzane fritte, pomodori pelati, sedano, capperi e olive; la Parmigiana, altro piatto a base di melanzane fritte tagliate a fettine sottili e disposte in più strati con aggiunta di salsa di pomodoro, mozzarella, pangrattato e prosciutto cotto o mortadella. Tipici primi sono la Pasta ca muddhica e ancioi, spaghetti conditi con un preparato di olio, aglio trito, acciughe tagliate a pezzetti, olive e pepe-


-roncino, il tutto cosparso con pangrattato e prezzemolo tritato; U maccu, un piatto a base di fave secche sgusciate, cotte insieme a verdure tagliate sottili (sedano, cipolla, pomodoro) e servito insieme a delle bruschette di pane; A pasta 'ncaciata, penne al forno con un sugo di carne trita, melanzane fritte, provola e parmigiano. I secondi piatti, a base di carne sono: i Bracioli, fette di carne molto sottili arrotolate con dentro un impasto di pangrattato, parmigiano, olio, sale e provola a cubetti; il Falso-magro al ragù, carne di manzo ripiena di carne macinata, uova, formaggio, pangrattato, prezzemolo tritato, il tutto avvolto e legato come a formare un grosso salame e cotto in forno con l'aggiunta di salsa di pomodoro. Quelli a base di pesce invece sono: Piscispada a ghiotta, cotto in forno con patate tagliate a fette e una salsa tipica preparata con pomodori pelati, olive e capperi; Piscistoccu a ghiotta, cucinato in casseruola insieme a patate tagliate a pezzetti, olive, sedano sbollentato, cipolline e peperoncino, il tutto insaporito con vino bianco e capperi; Calamari e totini chini, calamari o totani ripieni con un preparato a base di tentacoli tritati e soffritti, pangrattato, uova, formaggio grattugiato e capperi. Tipica di Messina è la Focaccia ma anche gli Arancini di riso fritto, farcito con ragù, mozzarella e piselli; i Pitoni fatti con acciughe, pomodoro, scamorza e verdure, prodotti artigianalmente in diverse rosticcerie della città. Al bar sicuramente è consigliato chiedere Menza cu panna e brioscia, granita di caffè con abbondante panna da gustare insieme ad una calda brioche, e in pasticceria i Cannoli di ricotta oppure la Pignolata, tocchetti di impasto fritto posati su un vassoio e ricoperti da un glassa di cioccolato o glassa bianca aromatizzata al limone; i Motticeddi, dolcetti di pasta di mandorle a forma di frutta di stagione; i Spinci i risu, dolci cilindri di impasto a base di riso fritti e ricoperti da abbondante zucchero, il Bianco e nero, simile al più famoso Profiterol, farcito con panna e ricoperto di crema di cioccolato e scaglie. - Divertimento A Messina i principali punti di interesse sono la passeggiata del lungomare, nei pressi della

Fiera Internazionale, e Piazza Cairoli da cui ha inizio anche una delle principali vie della città, il Viale San Martino, il più frequentato dagli amanti dello shopping. Nel periodo che va da Ottobre a Maggio, la vita notturna è concentrata nei pressi di Piazza Duomo, dove sono presenti graziosi locali, molti dei quali frequentati dall'ambiente studentesco. I maggiori degni di nota sono: la Galleria Vittorio Emanuele III in Piazza Antonello, rappresenta il salotto urbano di Messina, e dopo l'intervento di restauro è tornata a nuova vita ed ospita spesso eventi mondani;. Degni di essere citati sono il \locale{Rombo}, locale molto "in" vicino la Casa dello Studente; l'\locale{Amarcord}, discoteca un po' fuori dal centro ma dal panorama invidiabile. Durante il periodo di permanenza degli studenti Erasmus a Messina alcuni Esners si occupano di stipulare, di settimana in settimana, delle convenzioni con i locali sopracitati al fine di permettere un ingresso gratuito o agevolato agli Erasmus. Nel periodo estivo, ovvero tra fine Maggio e Settembre, la vita notturna messinese si sposta anche sul lungomare compreso tra il torrente Annunziata e Capo Peloro, dove si susseguono numerosi stabilimenti balneari che di notte si trasformano in discoteche all'aperto organizzando svariate feste e serate. - Eventi speciali Economicamente rilevante per la città dello Stretto è l'annuale appuntamento con la Fiera Campionaria Internazionale, motivo di grande richiamo per gli operatori italiani e stranieri. La Fiera ha luogo nelle prime due settimane di agosto, ed i visitatori possono ricercare negli stand le novità nel settore commerciale, industriale, ma soprattutto turistico e terziario (www.fieramessina.it). Il 15 agosto di ogni anno viene festeggiata la Madonna Assunta in Cielo, attraverso una cerimonia che attraversa una delle vie principali della città, mediante la \evento{Vara}: un complesso apparato sviluppato a piramide. Munita in origine di ruote dopo il 1565 queste furono


sostituite in scivoli in legno per consentire il trascinamento sul selciato e mediante due lunghe gomene, il popolo messinese trascina questa maestosa struttura da Piazza Castronovo a Piazza Duomo. Attualmente la \evento{ Vara} è alta 15 metri, pesa 8 tonnellate e poggia su un basamento circolare girevole che scorre su scivoli di acciaio \url{www.varamessina.it}. Fra le antiche tradizioni religiose, ancora oggi molto sentite, Messina ricorda anche la processione delle \evento{Barette} che si suole fare ogni anno il Venerdì Santo. Le origini della processione si fanno risalire al XV secolo, periodo della dominazione spagnola a Messina. Sin dalla sua prima apparizione viene considerata la più importante manifestazione del periodo di Pasqua. Il termine "Barette" trova riferimento nelle origini del corteo religioso, poiché venivano portate a spalla un'immagine dell'Addolorata e un simulacro di bara con il Cristo morto, seguito da altre piccole bare. La processione, uno dei momenti più solenni della liturgia cattolica a Messina, è costituita da artistiche composizioni in legno, o miste in legno, cartapesta e gesso raffiguranti le stazioni della Via Crucis secondo la tradizione della Chiesa cristiana cattolica. Mata e Grifone, i due giganti ritenuti dalla tradizione popolare i progenitori di Messina, sono rappresentati da due colossali statue equestri in cartapesta che superano gli 8 metri di altezza. L'attuale posizione a cavallo, risale al 1723 anche se è solo dalla metà del secolo scorso che le gambe sono state completate e i due giganti caricati su carrelli con ruote per essere trainati con più facilità. Nella prima settimana di agosto un festoso corteo in costume accompagna la "passeggiata dei giganti" per le vie della città.

costa e fino a Capo Peloro, a nord della città, oltre alle numerose spiagge libere vi sono i servizi offerti dai Lidi agli amanti del mare. Le escursioni sui colli Peloritani nei percorsi guidati offrono ai visitatori, oltre al relax nelle aree di servizio, la superba vista dall'alto del panorama dello Stretto. Da Messina è possibile raggiungere l'Arcipelago delle Isole Eolie composto dalle Isole di Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano. Le Eolie sono una destinazione turistica molto apprezzata tanto da essere state definite "le sette perle del Mediterraneo" visto l'enorme fascino che sviluppano nei loro visitatori. Altre mete degne di essere menzionate sono: Le Gole dell'Alcantara, un monumento naturale in roccia basaltica che prese vita dall'eruzione del vulcano Monte Moio, alte fino a 25 metri e nei punti più stretti larghe 2 metri; l'incantevole Taormina, uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della Sicilia per il suo paesaggio, le bellezze marine e i suoi monumenti storici, primo tra tutti l'anfiteatro greco; gli stupendi promontori di Milazzo e Capo d'Orlando, due cittadine molto gettonate nella stagione estiva. www.esn-messina.it è il sito ufficiale della sezione ESN Messina e qui troverete maggiori informazioni sui programmi e le attività svolte. www.unime.it è il portale dell'Università degli Studi di Messina: dall'area Studenti vi è il collegamento con i siti di tutte le facoltà dell'ateneo. Numero verde \tel{800230842} www.unime.llpmanager.it/studenti è il sito dell'Ufficio Relazioni Internazionali dell'Università degli Studi di Messina che si occupa del Programma Erasmus-LLP.

- Eventi speciali Un meraviglioso panorama si presenta dal traghetto al turista che viene in visita. Messina offre un soggiorno confortevole grazie alle strutture ricettive e piacevole soprattutto per la possibilità di numerose escursioni di grande rilievo turistico. A nord della città i laghi di Ganzirri fanno da cornice ad una serie di attività ristorative la cui specialità e la cucina a base di pesce. Lungo la

www.comune.messina.it è il portale dell'ente locale cittadino a cui richiedere particolari informazioni o consigli utili durante la permanenza nel proprio territorio, anche attraverso il numero verde tel. 800701363. www.provincia.messina.it è una finestra sugli eventi e le iniziative che avvengono sul territorio della Provincia di Messina.


- Curiosità Colapesce Nicola, detto Cola, figlio di un pescatore era soprannominato Colapesce per essere un ottimo nuotatore. Quando il Re Federico II seppe di questo giovane, volle metterlo alla prova. Per prima buttò in acqua una coppa e Colapesce la recuperò, poi il Re gettò la sua corona, in un luogo più profondo, e Colapesce gliela riportò, la terza volta Federico II gettò in alto mare un anello, ma passò il tempo e Colapesce vide che la Sicilia era sorretta da tre colonne in corrispondenza dei tre vertici; tra queste, la colonna in corrispondenza di Messina era corrosa, così decise di restare sott'acqua a sorreggerla per evitare che l'isola sprofondasse, e ancora oggi si trova a sorreggere l'isola. Scilla e Cariddi La leggenda di Scilla e Cariddi trova testimonianza sin dai tempi di Omero e Virgilio, entrambi raccontano i due mostri mitologici che abitavano le sponde bagnate dallo Stretto di Messina. Scilla, con dodici piedi e sei teste, occupava la sponda calabrese, Cariddi occupava quella messinese e nascosta sotto un albero di fico inghiottiva le acque dello Stretto tre volte al giorno. Le due creature rendevano il passaggio delle navi pericoloso creando dei vortici che inghiottivano tutte le imbarcazioni che si trovavano su quella striscia di mare.

Dina e Clarenza Dina e Clarenza sono due personaggi femminili legati allo storico assedio di Messina da parte di Carlo I D'Angiò durante il Vespro Siciliano. Era la notte dell'8 Agosto del 1282 quando gli Angioini tentarono di entrare in città. Sulle mura erano rimaste a vegliare le donne per poter consentire agli uomini, stanchi per le recenti battaglie, di riposare. Dina e Clarenza, rimaste di guardia sul colle della Caperrina (oggi Montalto), accortesi dei soldati francesi, si prodigarono per respingere l'attacco: Dina iniziò a scagliare sassi sui soldati nemici e Clarenza suonò le campane del Duomo, svegliando così tutta la città e permettendo ai messinesi di accorrere in difesa e respingere l'attacco. Da quel momento le due eroine rappresentano il coraggio e l'attaccamento dei messinesi alla loro città. Oggi si trovano rappresentate nel campanile del Duomo e a Palazzo Zanca.


Milano

SINTESI STORICA

La città di Milano è situata nel Nord Italia, tra il fiume Po e le Alpi, ed è capitale regionale della Lombardia. Con oltre 1,3 Milioni di abitanti, Milano è la seconda città più popolosa d’Italia e la prima per ampiezza dell’area metropolitana. Milano è business, moda, musica, storia, arte, design: la città è nota per la vasta gamma di fiere ed esposizioni che ospita, per le bellezze in ambito culturale, per il divertimento e la vita notturna, e non solo. Modernità e rispetto delle proprie radici convivono e rendono Milano una città unica e inimitabile. Nel 300 a.C. i Romani chiamavano la città “Mediolanum” (luogo centrale) e nel IV secolo essa divenne la capitale dell’Impero Romano d’Occidente, per poi cadere in mani barbare con la caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C.. Solo dopo il Medioevo Milano torna a splendere, governata dalle potenti famiglie milanesi del tempo, prima i Visconti e successivamente gli Sforza, e diventa una delle capitali del Rinascimento, grazie ai molti artisti che lasciarono in città le loro testimonianze: la costruzione del Duomo cominciò nel 1386, su ordine della famiglia Visconti, mentre furono gli Sforza a commissionare il Castello omonimo. Il centro di Milano è caratterizzato dalla magnifica cattedrale in stile gotico, terminata nel 1810: gli archi a tutto sesto, le guglie appuntite, le sue 2000 e più statue, le vetrate, il marmo bianco e la statua della Madonnina dorata che sovrasta la cattedrale dominano la piazza centrale, Piazza Duomo, che rappresenta il centro geografico e storico di Milano. La piazza è il risultato di ampliamenti e lavori susseguiti nel corso dei secoli: un tempo era molto più piccola, circondata da case e palazzi medievali; sbucandovi da un dedalo di strette viuzze, la chiesa appariva all’improvviso e la sua mole suscitava grande meraviglia, ma tra il 1865 e il 1873 venne deciso di ampliarla. Il Duomo è il simbolo di Milano e la sua mole marmorea ha dimensioni eccezionali: è infatti una delle maggiori cattedrali gotiche d’Europa, con i suoi 158 metri di lunghezza, 93 metri di larghezza e 108,5 metri di altezza con la guglia maggiore, dove si trova la statua d’oro della Vergine

ContattiESNESN Contatti Milano-Bicocca Ancona www.esnbicocca.it milano_bicocca@esn.it

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Maria. La Madonnina è l’icona di Milano, insieme al “biscione” visconteo, un drago dalla forma di serpente che stringe tra le sue fauci un bambino, stemma della famiglia dei Visconti. Su Piazza del Duomo si affaccia un altro dei monumenti simbolo di Milano, un grande porticato abbellito con cupole di vetro ed eleganti palazzi: è la Galleria Vittorio Emanuele. Costruita intorno al 1870, durante il periodo dell’unificazione d’Italia, è stato il primo edificio in città ad avere l’illuminazione elettrica. Questo monumento celebra l’indipendenza dell’Italia e la ricchezza della città di Milano, come dimostrano anche oggi gli eleganti locali e i negozi delle grandi firme della moda che animano le vie della Galleria, sempre affollata da turisti e milanesi. All’estremo opposto della Galleria si incontra il “Teatro Alla Scala”, uno dei più prestigiosi teatri d’opera al mondo; inaugurato nel 1778, il palcoscenico ospita le più grandi opere liriche e di balletto, tra cui spiccano le opere di Giuseppe Verdi, il più grande degli operisti romantici italiani. La città ha goduto delle dominazioni spagnola, austriaca e francese, fino ad arrivare all’unificazione con il Regno d’Italia nel 1861 di cui divenne la capitale economica. A fine secolo il clima era incandescente e le tensioni portarono a repressioni di rivolte popolari con l’intervento anche dell’esercito. Le forti tensioni sociali e le difficoltà economiche tornarono a Milano negli anni successivi alla prima guerra mondiale e proprio qui Mussolini fondò, nel 1919, il movimento fascista: il regime fascista lasciò un grande segno in città, cambiandone il volto, con la copertura dei navigli e la costruzione di nuove opere pubbliche. Durante la seconda guerra mondiale, la città fu duramente colpita dai bombardamenti e diventò, nel 1943, la sede del comando partigiano, motivo per cui ricevette la Medaglia d’Oro della Resistenza. Finito il conflitto, Milano fu il motore della ricostruzione nazionale e protagonista di un boom economico che vide la città in crescita e trasformazione; simboli di questo processo e dell’inversione di tendenza a livello economico e politico furono: la Torre Velasca, il Pirellone e la metropolitana. Ancora oggi Milano è centro di un’evoluzione urbana irreversibile, legata alla quasi totale deindustrializzazione: grandi progetti stanno cambiando il volto e lo skyline della città.

LA CITTÀ OGGI Milano è stata fondata e costruita dai Romani con la forma e le strutture delle città tipiche dell'Impero Romano. Oggi non c'è più la forma squadrata delle strade (cardus e decumanus), ma troviamo una forma ad anello voluta qualche secolo più tardi, durante la dominazione spagnola. Il centro della città è naturalmente il quartiere che si è sviluppato intorno al Duomo, con la Galleria Vittorio Emanuele II, il Teatro La Scala, il Palazzo Reale e molti altri edifici e monumenti. Intorno al centro possiamo riconoscere alcune zone interessanti ed importanti della città, come ad esempio: - Quartiere Montenapoleone: prende il nome della famosa via della moda, piena di boutique e negozi - Quartiere di Brera: il quartiere delle arti con l'Accademia d'arte e la Galleria d'arte, circondate da un'astmosfera di classe - Quartiere Moscova: una delle aree più ricche e alla moda, con lounge bar e discoteche di alto livello (situate lungo Corso Como) - Quartiere di Porta Venezia: una delle antiche porte della città e ora zona commerciale (lungo Corso Buenos Aires) - Quartiere Sempione: zona residenziale e tranquilla, ma anche piena di lounge bar e famosa per il parco che porta a Castello Sforzesco (Parco Sempione) Invece nella parte più a sud della città troviamo: - Le Colonne di San Lorenzo: sito archeologico e luogo di incontro notturno per i giovani, specialmente durante il periodo primaverile ed estivo - Zona Navigli: una delle zone più famose di Milano, con centinaia di locali lungo i canali, è anche un posto per vedere la vecchia Milano.


T RASPORTI I NTERNI A Milano il trasporto pubblico è gestito dalla Società ATM (Azienda Trasporti Milanesi). Per essere informati sul sistema di trasporti pubblici di Milano, visitate il sito internet, dove potrete trovare anche tutte le mappe o orari dei mezzi pubblici. www.atm-mi.it Esiste anche un App gratuita che permette di avere tutte le informazioni sui trasporti pubblici! ATM Milano Autobus Il vero problema del trasporto pubblico a Milano sono gli autobus, che coprono lunghe distanze e spesso rimangono bloccati nel traffico, non potendo garantire una continuità del servizio. Evitate, se potete, le ore "critiche" in cui i milanesi vanno o tornano dal lavoro, ovvero la mattina dalle 7:30 alle 9:30 circa, e il pomeriggio dalle 17:30 fino alle 19:00 circa. Alcuni autobus hanno delle corsie riservate che gli permettono di evitare parte del traffico, ma ciò non garantisce sempre grandi miglioramenti. Gli autobus restano però la scelta obbligata per chi voglia muoversi di notte muovervi di notte. Metro La metropolitana funziona decisamente meglio, è sufficientemente affidabile e durante le ore di punta passa un treno ogni minuto. A questo bisogna aggiungere che non viene influenzata dal traffico (che a Milano è un grandissimo vantaggio!). L'unico lato negativo è che ci sono solo 4 linee. Caratteristiche simili ha anche il "treno metropolitano", che non è gestito dall'ATM ma dalla società Trenord, anche se potete usare i loro treni con un normale biglietto dei mezzi pubblici, a patto di rimanere all'interno della città. Queste linee hanno i pregi della metropolitana, l'unico problema è che non passano molto spesso: circa ogni 15 minuti durante le ore di punta, anche fino ad un treno ogni ora nei periodi più tranquilli della giornata. Per sapere gli orari e le tratte dei treni metropolitani visitate il sito: www.trenord.it

Tram A Milano, ci sono anche molte linee di tram e filobus, che collegano tutto il centro e anche le aree più periferiche. Per info: www.atm-mi.it

C OME A RRIVARE - In aereo Dall'aeroporto di Bergamo (Aeroporto di Orio al Serio – IATA: BGY) È l’aeroporto della città di Bergamo, (45 km a nord da Milano): qui volano tutte le compagnie low cost, come Ryanair. Per raggiungere Milano potete prendere il pullman che parte ogni 30 minuti, appena fuori dall’aeroporto (ci sono diverse compagnie di bus) e si arriva alla Stazione Centrale dei treni (Stazione Centrale – MM3 Metro linea gialla e MM2 Metro linea verde). I bus partono ogni 20 minuti. Il viaggio dura 40-60 minuti circa. Il biglietto costa € 5,00. Se volete viaggiare comodi in taxi, raggiungete il centro in circa 1 ora, ma il prezzo è davvero alto, circa € 120. Per info: www.orioshuttle.com Dall'aeroporto di Linate (Aeroporto di Linate – IATA: LIN) È l’aeroporto più vicino alla città (7 km) e non è molto grande. Per raggiungere il centro potete prendere il bus n° 73 o n° 73x, appena fuori dall’aeroporto, con collegamento diretto al centro in piazza San Babila (San Babila - MM1 Metro linea rossa). I bus partono ogni 10 minuti. Il viaggio dura 15-20 minuti circa. Il biglietto costa € 5. Se volete viaggiare comodi in taxi, raggiungete il centro in circa 10 minuti, il prezzo è di circa € 20. Per info: www.atm-mi.it Dall’aeroporto di Malpensa (Aeroporto di Milano Malpensa – IATA: MXP) È l’aeroporto internazionale principale di Milano, ha 2 terminals (T1 e T2), il T1 è usato


per i viaggi internazionali ed intercontinentali ed il T2 per i viaggi nazionali e viaggi con compagnie low cost. I due terminals sono collegati da un servizio di bus navetta interno. Per raggiungere il centro potete prendere il treno, dal Terminal 1 alla Stazione dei treni di Cadorna (Cadorna – MM1 Metro linea rossa o MM2 Metro linea verde). I treni partono ogni 30 minuti, e il viaggio dura 40 minuti. Il biglietto costa € 11,00. Per info: Oppure prendete il treno o il pullman dal Terminal 2 fino alla Stazione Centrale dei treni (Stazione Centrale – MM3 Metro linea gialla e MM2 Metro linea verde). I bus partono ogni 20 minuti. Il viaggio dura 40-60 minuti circa. Il biglietto costa € 10,00. Se volete viaggiare comodi in taxi, raggiungete il centro in circa 40 minuti, ma il prezzo è davvero alto, circa € 80-90. Per info: www.malpensashuttle.it

La Stazione dei bus si trova a Lampugnano (Lampugnano - MM1 Metro linea rossa). Per tutte le informazioni: www.eurolines.it - In treno Milano ha la stazione di treni più grande d’Italia, collegata con tutta l’Europa. La stazione principale è la Stazione Centrale (Stazione Centrale – MM3 Metro linea gialla e MM2 Metro linea verde). Ma ci sono altre stazioni minori: Milano Porta Garibaldi (Porta Garibaldi - MM2 linea verde), Milano Cadorna (Cadorna – MM1 Metro linea rossa o MM2 Metro linea verde), Milano Lambrate (Lambrate – MM2 linea verde), a 10 minuti dal Politecnico di Milano (campus Leonardo), Milano Rogoredo (Rogoredo – MM2 linea verde) e Milano Greco Pirelli, a 2 minuti dall’Università Milano-Bicocca. Per info: www.trenitalia.com (treni in tutta Italia) Per info: www.trenord.it (treni in Lombardia)

- In Bus Milano è ben collegata anche con i servizi di bus, grazie alla compagnia Eurolines, che collega Milano con Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Belgio e l’Est Europa.

L’ UNIVERSITÀ Il sistema universitario milanese è formato da 10 Atenei, che vantano una delle offerte formative più ricche e qualificate di Italia: oltre 151.000 sono infatti gli studenti che ogni anno scelgono Milano come meta per il proprio percorso formativo. Milano non è una città universitaria “storica”, la prima Università è stata il Politecnico, fondato nel 1863. Ma oggi gli Atenei milanesi (pubblici e privati) offrono alle matricole la possibilità di iscriversi a ben 22 facoltà diverse: nessun altro sistema universitario in Italia presenta una gamma così vasta di percorsi formativi. Di seguito le descrizioni delle 6 principali Università milanesi: -

Università degli Studi di Milano-Bicocca Università degli Studi di Milano Politecnico di Milano Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM Università Commerciale Luigi Bocconi


U NIVERSITÀ

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S TUDI

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M ILANO -B ICOCCA

L’Università degli Studi di Milano-Bicocca è l’ultimo nato tra gli Atenei pubblici di Milano. Si trova nella parte più a nord della città. Il Campus universitario nasce nel quartiere che dà il nome all’Università: il quartiere Bicocca. L’Università occupa gli spazi dove una volta c’erano le fabbriche dell’industria Pirelli, della quale oggi resta solo la sede generale e di rappresentanza dell’azienda, proprio a fianco del Rettorato dell’Università. Guardando gli edifici universitari ancora oggi si distinguono delle caratteristiche del suo passato industriale, infatti in molti casi si è voluto mantenere la struttura dei primi palazzi, che sono semplicemente stati ristrutturati per essere adattati al loro nuovo uso. Negli Anni 80 a Milano c’erano molti spazi, che un tempo erano occupati da industrie, da riconvertire. Intanto c’era la necessità di trovare una nuova area in cui aprire un nuovo polo universitario per ampliare il “mega-Ateneo di Milano” (Università degli Studi di Milano – “La Statale”) che era in grave difficoltà nel gestire il grande numero di studenti iscritti. E così si scelse proprio il quartiere abbandonato di Bicocca. Nel 1998, nasce “La seconda Università degli Studi di Milano", che poi verrà chiamata con il nome attuale “Università degli Studi di Milano-Bicocca”. Molti dei corsi che erano già presenti in “Statale” sono stati trasferiti in “Bicocca”. E nell’anno accademico 1998-1999 vengono attivati i primi corsi della nuova Università. Le Facoltà attualmente attive sono: Economia, Sociologia, Medicina e Chirurgia (sede a Monza), Psicologia, Scienze della Formazione, Giurisprudenza, Scienze Statistiche, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. La maggior parte degli edifici si trova a Milano, nella zona del quartiere Bicocca, in un secondo momento l’Università si è ampliata ancora, con altri edifici che si trovano a Monza per la Facoltà di Scienze dell’Organizzazione e di Medicina e Chirurgia (che si appoggia all’Ospedale San Gerardo di Monza). In più la Bicocca vanta un edificio su un’isola delle Maldive (per attività di ricerca e di perfezionamento). Oggi l'Università di Milano-Bicocca si posiziona tra le prime università italiane per gli elevati standard qualitativi che assicura ed è al 23° posto della classifica mondiale del Times Higher Education delle Università con meno di 50 anni di età. L’Università è organizzata come un campus, dove gli studenti possono trovare tutti i servizi necessari: spazi per la formazione, spazi ricreativi, residenze, negozi, bar, ristoranti e molto altro. Per maggiori informazioni: www.unimib.it

U NIVERSITÀ

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M ILANO

L'Università degli Studi di Milano venne istituita nel 1923. L'Ateneo milanese è relativamente giovane nel panorama italiano, in quanto la città di Milano faceva storicamente riferimento all'Università di Pavia. Inizialmente esso comprendeva solo la Facoltà di Lettere e Filosofia (antica Accademia scientifico-letteraria), nonché gli istituti clinici di perfezionamento istituiti da Luigi Mangiagalli nel 1906. Dopo la Seconda guerra mondiale gli venne assegnata l'antica sede dell'Ospedale Maggiore, danneggiata dai bombardamenti. L'edificio venne restaurato e nel 1958 diventò la sede di Rettorato, uffici amministrativi, Facoltà di Lettere e Filosofia e Facoltà di Giurisprudenza. Negli anni Sessanta iniziò un cospicuo ampliamento dell'Università e nell'anno accademico 1988-1989 si giunse a 22 corsi di laurea e a circa 75.000 iscritti. L’Università è organizzata con edifici sparsi in vari punti della città, a seconda delle varie facoltà e corsi di studio: Milano, Via Festa del Perdono (M1 Duomo – Linea rossa o M3 Missori – Linea gialla) e in zona Città Studi (M2 Piola – Linea verde). Le Facoltà attualmente attive sono: Economia, Sociologia, Medicina e Chirurgia (con sede a Monza), Psicologia, Scienze della Formazione, Giurisprudenza, Scienze Statistiche, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Per maggiori informazioni: www.unimi.it


P OLITECNICO

DI

M ILANO

Il Politecnico di Milano è la più grande università tecnica in Italia, con circa 37.600 studenti. Offre agli studenti universitari corsi di laurea e corsi di alta formazione in ingegneria, architettura e design. Fondata nel 1863, è la più antica università di Milano. Il Politecnico ha due sedi principali a Milano città, dove si trova la maggior parte delle attività di ricerca e di insegnamento, e conta altri campus satellite in altre 5 città in Lombardia e in Emilia-Romagna. Gli uffici centrali e la sede si trovano nel campus storico di Città Studi di Milano, che è anche la sede più grande e attiva dal 1927. L'università è stata classificata come la migliore per i corsi di ingegneria e tra le prime grandi università in Italia nella classifica Censis-Repubblica sugli atenei italiani per il 2011-2012 ed è classificata al 28° posto come miglior università tecnica in tutto il mondo secondo il World University Rankings QS. Il Politecnico mantiene diversi rapporti con le università straniere e offre una vasta gamma di progetti internazionali per lo scambio di studenti, l'università incoraggia inoltre l'iscrizione di studenti stranieri, fornendo diversi corsi in inglese, tedesco e spagnolo. L’ateneo partecipa alla rete ENTREE per lo scambio di studenti tra le università di ingegneria elettrica in Europa ed è membro di top manager industriali per l'Europa (TIME). Il Politecnico di Milano fa parte di diverse reti di scambio di studenti internazionali; grazie ai progetti Erasmus, Erasmus Mundus, Medi, Pegasus e Unitech, con accordi con circa 400 università straniere. Per maggiori informazioni: www.polimi.it

U NIVERSITÀ C ATTOLICA

DEL

S ACRO C UORE

DI

M ILANO

L'Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC) è un'università di ricerca privata italiana fondata nel 1921. La Cattolica è la più grande università privata in Europa e la più grande università cattolica nel mondo. Il suo campus principale si trova a Milano, con campus satellite a Brescia, Piacenza, Cremona, Roma e Campobasso. L'Università è organizzata in 12 facoltà e 7 scuole di specializzazione. La Cattolica offre corsi di laurea (Laurea di primo livello, che corrisponde in italiano ai corsi di Laurea Triennale), corsi di laurea (Master, che corrisponde alla Laurea Magistrale, Master e specializzazione) e dottorati di ricerca. In aggiunta a questi, l'Università gestisce diversi programmi di doppia laurea con altre istituzioni di tutto il mondo. I corsi sono offerti sia in italiano che in inglese. La Cattolica si è guadagnata le cinque stelle da QS Stars, un sistema globale di valutazione universitario, nei seguenti settori: occupabilità, l'insegnamento, le strutture e l'impegno. Il Policlinico Universitario Agostino Gemelli serve come ospedale di insegnamento per la scuola di medicina dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e deve il suo nome al fondatore dell'università, il frate francescano, medico e psicologo Agostino Gemelli. L' UCSC offre una vasta gamma di corsi in 12 facoltà: • Facoltà di Agraria, Piacenza - Cremona (fondata nel 1951) • Facoltà di Lettere e Filosofia (1923) • Dipartimento di Banche, Finanza e Assicurazioni Scienze (1990) • Facoltà di Economia (1947) • Facoltà di Economia e Diritto, Piacenza - Cremona (1990) • Facoltà di Scienze dell’Educazione (1936) • Facoltà di Giurisprudenza (1923) • Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Brescia (1968)


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Facoltà di Medicina, Roma (1958) Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere (1968) Facoltà di Scienze Politiche e Sociali (1926) Scuola di Psicologia (1999).

Le Scuole di specializzazione (Alte Scuole) sono centri di eccellenza nella ricerca e nell'insegnamento. • Scuola di Specializzazione in Media Communications and Performing Arts (fondato 2002) • Alta Scuola Impresa e Società (2005) • Scuola di Specializzazione in Studi Ambientali (2008) • Scuola di Specializzazione di Psicologia Agostino Gemelli (2000) • Scuola di Specializzazione in Economia e Relazioni Internazionali (1995) • Scuola di Specializzazione in Economia Agro-alimentare (1984) • Alta Scuola di Economia Sanitaria e Management (2008). La Cattolica è caratterizzata da un campus che si sviluppa in 6 città italiane, ma la sua sede è nello storico monastero cistercense situato nei pressi della Basilica di Sant'Ambrogio, nel cuore di Milano. Originariamente il monastero fu costruito dai monaci benedettini nel VIII secolo. Il campus UCSC di Milano è stato ampliato sotto la cura dei frati cistercensi fin dal XV secolo sia in epoca napoleonica che fino al Novecento. L’edificio principale del campus è caratterizzato dalla facciata d'ingresso e dalla Cappella del Sacro Cuore, l'atrio dello zodiaco, così come la Great Hall (Aula Magna). L’intero campus di Milano è situato ancora oggi all'interno delle mura originali della città di Milano. Nella sede è presente un giardino (giardino di Santa Caterina d'Alessandria) il cui accesso è consentito solo alla studentesse. Per questo motivo è soprannominato "Il Giardino delle Vergini". La maggior parte degli edifici, collegi e strutture del campus si trova nel quartiere Sant'Ambrogio di Milano. La sede di via Necchi 5/9 era la sede storica del Collegio Augustinianum; nell'edificio si trovano, oltre ad aule ed uffici, gli istituti di economia, i dipartimenti dell'area economica e il dipartimento di scienze linguistiche, la biblioteca di scienze economiche, matematiche, statistiche, i servizi di ristorazione e, infine, il ristorante Domus nostra. La sede di via Carducci 28/30 è situata nel Palazzo Gonzaga di Vescovado, costruito dall'architetto Arpesani in uno stile lombardo che riprendeva alcuni motivi del preesistente chiostro di San Girolamo. In questa sede vi è l'ufficio master e l'ufficio delle relazioni internazionale. La sede storica della Cattolica è quella di via Sant'Agnese 2, costituita dal Palazzo del Canonica. In questo edificio è presente ALMED Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo. Le altre sedi milanesi sono: sede di via Buonarroti 30, via Morozzo della Rocca 2/a, via Nirone 15, Via Pagliano 10, via San Vittore 18, via S. Valeria 3, viale Suzzani 279 e viale Murillo 17. Per maggiori informazioni: www.unicattolica.it

L IBERA U NIVERSITÀ

DI

L INGUE

E

C OMUNICAZIONE IULM

“Nei processi formativi è importante sapere, saper essere, saper fare”. Questa è l’essenza della missione educativa delineata dall’Unesco. Alla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, sapere e saper fare sono considerati gli strumenti, ma il vero traguardo è formare uomini e donne consapevoli di sé e del proprio valore. L’obiettivo, ideale e reale, è il saper essere. L’Ateneo è stato fondato nel 1968 dal Sen. Prof. Carlo Bo e dal Prof. Silvio Baridon, come Istituto Universitario di Lingue Moderne IULM. Da allora l’idea ispiratrice del progetto è stata quella di soddisfare le esigenze del mercato del lavoro dell’immediato futuro, traendo gli input necessari


dall’analisi del presente e delle tendenze in atto. Questo, inizialmente, ha significato concentrare l’attenzione sullo studio delle lingue, condizione imprescindibile per l’inserimento in un ambiente sempre più europeo, ma con il tempo la situazione è mutata, ed è cresciuta l’esigenza di fornire strumenti comunicativi specifici. Nel 1997 infatti l’Ateneo mutua la sua denominazione, affiancando alla sigla IULM il sottotitolo “Libera Università di Lingue e Comunicazione” per sottolineare da una lato l’origine, le lingue straniere, dall’altro la vocazione alla comunicazione consolidatasi nel tempo. Ne è conseguito l’aggiornamento dell’offerta formativa e delle strutture: un segno di coraggio, ma prima di tutto di coerenza verso un’idea che ha portato l’Università a riscrivere la propria storia, attualizzando i percorsi formativi e modificando il proprio statuto e il proprio nome. L’offerta didattica di altissimo livello si giova dell’interscambio e della collaborazione fra docenti e strutture delle diverse Facoltà, costituendo un’architettura integrata, pur garantendo la specificità dei percorsi formativi nei due versanti privilegiati riassunti nel binomio Lingue e Comunicazione. Le facoltà presenti sono: Facoltà di Interpretariato, Traduzione e studi linguistici e culturali; Facoltà di Comunicazione, Relazioni pubbliche e pubblicità; Facoltà di Arti, turismo e mercati. Per maggiori informazioni: www.iulm.it

U NIVERSITÀ C OMMERCIALE L UIGI B OCCONI Università Bocconi è stata fondata a Milano nel 1902, con una generosa dotazione di Ferdinando Bocconi, un ricco mercante. L’Università Commerciale Luigi Bocconi, prendendo il nome dal figlio perduto del fondatore, diventa il primo istituto italiano di istruzione superiore che concede una laurea in Economia. Fin dalla sua nascita, la Bocconi è sinonimo di liberalismo, di pluralismo e di progresso sociale ed economico. Oggi, la Bocconi è un'università di ricerca di livello internazionale nel mondo del business, dell’economia e della legge. I suoi progetti di ricerca sono finanziati da istituzioni nazionali e sovranazionali. In virtù di essere un importante nodo della rete europea e globale di economia e commercio, la Bocconi punta su progetti internazionali e collabora con università europee e americane che hanno una forma mentis simile. La Bocconi ha stretti rapporti con grandi aziende e agenzie internazionali, così come i loro dirigenti e funzionari, e interagisce costantemente con l'ambiente economico per valutare nuovi progetti, implementare nuove tecniche, e avviare nuovi sforzi di ricerca. La Bocconi ha una Scuola di Laurea, una Scuola di Specializzazione, una Scuola di Diritto e una Scuola di Dottorato. La SDA Bocconi - Scuola di Direzione Aziendale, fondata nel 1971, si occupa della formazione manageriale post-esperienza. La Bocconi assegna titoli di Laurea Breve, di Laurea Specialistica, e di PhD in Management, Economia, Giurisprudenza e altre discipline. Esso offre anche una serie di programmi di post- esperienza, e gestisce centinaia di corsi di perfezionamento per manager e professionisti in tutti gli ambiti della gestione pubblica e privata. L'Università promuove sia il progresso economico sia i valori civili, instillando ai bocconiani solide capacità di analisi e una forte enfasi sull'etica, in modo che possano contribuire all'innovazione e allo sviluppo delle imprese e della società europea. L’Università Bocconi è presente in diverse classifiche, soprattutto quelle che si concentrano sulle aree di economia e management e le scienze sociali in generale. Per maggiori informazioni: www.unibocconi.it


LE SEZIONI La città di Milano accoglie ogni anno più di 3000 studenti Esrasmus - Exchange, che hanno a disposizione ben 6 Sezioni ESN, presenti presso le diverse Università milanesi. Non esiste quindi un’unica sezione ESN in città, ma 6 sezioni che collaborano costantemente tra loro, soprannominate “ESN a Milano Unita”. Le 6 sezioni, durante tutto il corso dell’anno collaborano nell’organizzazione di attività sociali, culturali, ludiche nonché per viaggi e momenti di intrattenimento. Grazie anche all’appoggio del Comune di Milano e delle varie Università di riferimento accolgono gli studenti internazionali tutto l’anno. -

ESN ESN ESN ESN ESN ESN

Milano-Bicocca Milano Statale Politecnico Milano Unicatt IULM Milano Bocconi Milano

ESN M ILANO -B ICOCCA L’Associazione ESN Milano-Bicocca è la terza sezione ESN nata a Milano, nasce nel 2004. Ma solo a fine gennaio 2012 inizia a collaborare con le altre sezioni ESN di Milano. Da settembre 2012, con un gruppo di nuovissimi membri attivi, tutti appena tornati dalla loro esperienza Erasmus, decidono di ridare vita all’associazione. Dal 2012 in poi collabora fortemente con l’Università per l’organizzazione di vari progetti e attività socio-culturali, in parte finanziate dall’Ateneo stesso (come le visite a monumenti e musei) e anche con il Comune di Milano, grazie al quale possiamo fornire agli studenti incoming un supporto nella ricerca dell’alloggio. L’Associazione continua a crescere nel tempo e grazie al compatto gruppo di soci attivi e alla collaborazione con le altre associazioni ESN milanesi organizza numerose attività, come: attività culturali, per scoprire Milano e l’Italia; attività sociali, con il Progetto “Welcome Days”, per accogliere al meglio i nuovi studenti internazionali a Milano, il Progetto “Buddy: un Erasmus per amico”, dove grazie alla disponibilità di studenti italiani si chiede loro di aiutare i nuovi Erasmus in arrivo ogni anno presso il nostro Ateneo e ancora “International Dinner”, “Tandem Nights”, serate a tema durante le quali si organizzano scambi linguistici; attività sportive, oltre che a viaggi per far conoscere l’Italia, feste per creare ancora delle occasioni di incontro tra gli studenti internazionali e non per ultimo organizzano varie attività legate al Progetto “Social Erasmus” ed “Erasmus in Schools”al fine di coinvolgere gli studenti internazionali in uno scambio culturale con la realtà locale in cui si trovano. Sito web di ESN Bicocca: www.esnbicocca.it

ESN M ILANO S TATALE ESN Milano Statale è la sezione operante presso l'Università degli Studi di Milano. Fondata nel lontano 1994, è stata una delle sezioni fondatrici di ESN Italia e si vanta di aver avuto tra le sue fila diversi personaggi che avrebbero poi ricoperto incarichi di rilievo all'interno sia di ESN Italia che di ESN International. Nel Settembre 2008 ha anche curato l'organizzazione di un evento di grande rilievo come la SWEP (South-Western European Platform) e ha replicato nel Dicembre 2010 ospitando il CND (Council of National Delegates), uno degli appuntamenti annuali più importanti per il Network. Assieme alle altre 6 sezioni di Milano, dopo aver vinto le votazioni all'AGM Maribor 2013, ESN Milano Statale è organizzatrice del massimo evento a livello di Network per l'edizione 2014. La sezione accoglie in media 500 tesserati annui. Sito web di ESN Milano Statale: www.esnmilanostatale.it


ESN P OLITECNICO M ILANO ESN Politecnico Milano è la sezione ESN più longeva della città ed una delle prime ad essersi costituite in Italia. Fondata nel Febbraio 1992, ha contribuito insieme ad altre sei sezioni alla creazione del network di ESN Italia nel 1994. Incentrata principalmente sulla promozione del programma Erasmus nei suoi primi anni di vita, la sezione ha saputo nel tempo aumentare e diversificare le attività ed i servizi offerti arrivando a consolidarne alcuni. Tra questi, oltre ai viaggi di maggior successo che vengono riproposti ogni anno, sono da citare il progetto Tandem ed il cosiddetto servizio di “housing”, ovvero l’intensa attività di supporto nella ricerca di una sistemazione per i molti studenti in arrivo presso il Politecnico di Milano. Gli oltre mille studenti in scambio che ogni anno partecipano alle attività organizzate dalla sezione possono contare su due sedi operative: una all’interno del Campus Leonardo ed una presso il Campus Bovisa. Qui i volontari dell’Associazione possono organizzare le attività secondo una prassi ormai consolidata che prevede la divisione in gruppi di lavoro (detti working group). Esistono quindi gruppi che vengono costituiti ogni anno, come il working group cultura che si occupa per esempio dell’organizzazione di visite della città di grande seguito, ed altri che vengono creati ad hoc per l’organizzazione di attività o progetti specifici. Negli ultimi anni la sezione ha saputo anche organizzare attività rivolte al network di cui fa parte: dalla Piattaforma Nazionale del Dicembre 2011 all’Evento Nazionale del Maggio 2013 (in collaborazione con ESN Milano Statale). Per arrivare ad organizzare, insieme alle altre sezioni di Milano, quello che è l’evento più importante per il network internazionale ESN: l’Annual General Meeting 2014, un evento destinato a rimanere nella storia della sezione. Sito web di ESN Politecnico Milano: www.esnpolimi.it

ESN U NICATT M ILANO ESN Unicatt Milano è la sezione locale di Milano, collegata con l'Università Cattolica, porta avanti gli obiettivi del network ESN nella città di Milano in collaborazione con le sezioni di ESN Statale , ESN Politecnico , ESN Bocconi , ESN IULM e ESN Milano Bicocca. L’associazione è composta da studenti volontari, quasi tutti ex-Erasmus e studenti dell'Università Cattolica. ESN Unicatt Milano è stata fondata nel 2012 da cinque studenti, Eugenia, Marzia, Riccardo, Danila e Antonio, che appena tornati dalla loro esperienza Erasmus in Spagna, hanno deciso di iniziare una nuova avventura fondando un'associazione ESN nella loro Università. Il loro obiettivo era quello di contribuire a questa rete, dopo la positiva esperienza che avevano avuto all'estero, essendo già in contatto con studenti stranieri, in modo da organizzare per loro attività e servizi che avrebbero potuto rendere l'esperienza Erasmus a Milano un'esperienza unica e indimenticabile. Nel luglio 2012, durante la Piattaforma Nazionale di Vieste, ESN UniCatt Milano è diventata ufficialmente parte del Network di ESN Italia ed nata così la 6° sezione ESN di Milano. Grazie alla buona volontà degli studenti locali, ESN UniCatt Milano aiuta e sostiene gli studenti italiani e stranieri, nella loro integrazione nella realtà istituzionale e nella vita giovanile urbana. In particolare, ESN UniCatt Milano dà loro tutte le informazioni utili per migliorare il più possibile la loro permanenza in Italia. La sezione organizza attività culturali e di intrattenimento periodicamente, gite ai luoghi di maggiore interesse in Italia, favorendo l'inserimento degli studenti stranieri e italiani in un gruppo di giovani ormai ben consolidato. Per chi siamo qui? • Per gli studenti di ritorno a casa dopo un’esperienza all’estero: gli studenti italiani, che ritornano dal loro periodo di mobilità, sono supportati nel processo di reintegrazione, restando in contatto con un ambiente multiculturale. • per gli studenti in intercambio: ma gli obiettivi del network ESN sono anche a favore degli studenti


in intercambio, che spesso si trovano a dover affrontare da soli i problemi del ritrovarsi in un paese straniero, ma con ESN non si sentiranno abbandonati. ESN offre loro aiuto a livello accademico e sociale. Le attività, a livello locale, organizzate comprendono eventi sociali e culturali, come escursioni in diversi luoghi del paese ospitante, proiezioni di film, programmi di tutoraggio e scambi linguistici, cene internazionali e ovviamente feste. Sito web di ESN Unicatt: www.esnunicattolica.it

ESN IULM M ILANO ESN IULM Milano è la sezione locale di Milano, legata all’Università IULM, che persegue gli scopi di ESN nella città di Milano collaborando con le sezioni ESN Milano Statale, ESN Politecnico, ESN Bocconi, ESN Milano-Bicocca e ESN Unicatt. L’associazione è composta da studenti volontari dell'Ateneo IULM, soprattutto ex-Erasmus, interessati alle attività ed ai programmi LLP. Fondata nel 2001, ESN IULM Milano, dopo un breve periodo di attività, viene sciolta per mancanza di nuovi membri disposti a portare avanti la sua missione. Nel 2006 tre studenti IULM di ritorno dal loro periodo Erasmus a Utrecht, decidono di iniziare una nuova avventura rifondando l’Associazione ESN presso la loro Università con l’obiettivo di contribuire al network in seguito alle esperienze positive che hanno avuto all’estero, stando a contatto con gli studenti stranieri e organizzando per loro attività e servizi che possano rendere l’esperienza Erasmus a Milano unica ed indimenticabile. Nel maggio 2006, durante la Piattaforma Nazionale di Camerino, ESN IULM Milano entra ufficialmente a far parte del network di ESN Italia. Grazie alle qualità e alla buona volontà degli studenti locali, ESN IULM dà aiuto e supporto agli studenti stranieri e non, integrandoli nella realtà istituzionale e nella vita giovanile urbana, fornendo loro tutte le informazioni necessarie per trarre il meglio dal loro soggiorno italiano. La sezione organizza periodiche attività culturali e di intrattenimento, come tornei sportivi, city tour e aperitivi Tandem, nonché escursioni e gite nei luoghi di interesse italiani, in collaborazione con le altre sezione ESN milanesi. Dal 2010, ESN IULM organizza l’Erasmus Prom (a giugno), il ballo di fine anno in occasione del quale vengono eletti Miss e Mr Erasmus a Milano Unita. Sito web di ESN IULM: www.esniulm.it

ESN B OCCONI M ILANO ESN Bocconi è fondata da un gruppo di 4 studenti ed entra a far parte del network di ESN Italia nell’ottobre del 2009, approvata durante la PN di Roma; contemporaneamente inizia a collaborare con il coordinamento di Milano Unita. Ad oggi conta oltre 30 membri attivi e ogni anno tessera circa 800 studenti provenienti da tutto il mondo. Le attività di ESN Bocconi si svolgono su due semestri, cominciando con i Welcome Days che si tengono le prime settimane di settembre e febbraio. Le principali gite portano gli studenti a scoprire le principali città del Nord Italia e del Centro: visite giornaliere a Como, Torino, Pavia, weekend alla scoperta di Genova e delle Cinque Terre, delle principali città toscane, della Romagna e del Veneto. ESN organizza inoltre un viaggio all’Oktoberfest di Monaco, weekend sulla neve, nonché tour della città Milano e visite guidate ad alcuni dei principali musei, luoghi e monumenti storici (il Cenacolo Vinciano, il Teatro alla Scala,..). La maggior parte delle attività ha carattere sociale ed è volta a far conoscere e vivere Milano agli studenti stranieri: cene, feste a tema, serate in discoteca, tornei sportivi, giochi di gruppo; particolare rilevanza ha l’International Dinner organizzata con le altre sezioni milanesi, nella quale si condividono i piatti tipici dei Paesi d’origine di tutti gli studenti – cuochi per una notte. Sito web di ESN Bocconi: www.esnbocconi.it


TIPS Milano è una città in perenne trasformazione. Pur di antiche origini, è una metropoli straordinariamente giovane e proiettata verso il futuro. Nuovi e moderni quartieri si aggiungono a quelli già presenti, modificando continuamente il volto della città. Sorgono così nuovi poli universitari e quartieri residenziali. Alcuni antichi rioni popolari sono stati “recuperati”, diventando centri direzionali o addirittura di “tendenza”. Il passato si unisce al presente creando una nuova identità per la città. Numerose sono anche le zone che animano la vita notturna milanese. Ricordiamo i Navigli, Brera, Corso Como, Porta Garibaldi e il quartiere Isola. Infine, non va dimenticato che i numerosi progetti infrastrutturali ideati in occasione di EXPO 2015 hanno ridisegnando il volto del territorio milanese. - La Madonnina La famosa Madonnina di Milano è una statua di Giuseppe Perego in rame dorato, che raffigura la Madonna Assunta. Essa è posta sulla guglia maggiore del duomo di Milano e dal 1774, data della sua posa è subito diventata il simbolo della città. La tradizione afferma che nessun edificio milanese possa essere più alto della Madonnina e negli anni trenta fu resa ufficiale la legge che impedì alla Torre Branca di Gio Ponti e alla Torre Velasca di superare i fatidici 108,5 metri per rispetto della Madonnina. Quando venne costruito il Pirellone, vecchia sede della regione Lombardia e alto 127 metri, era più alto della Madonnina. Per rispettare la tradizione, una copia della statua è stata realizzata e posta sulla sommità del grattacielo. Nel 2010, alla costruzione del Palazzo Lombardia, la copia è stata spostata sulla sua sommità a 161 metri d’altezza. - Galleria Vittorio Emanuele La Galleria Vittorio Emanuele è un passaggio coperto che collega le due principali piazze milanesi: Piazza Duomo e Piazza della Scala. All’interno della galleria si trovano diversi mosaici, uno dei quali raffigurante un toro, simbolo della città di Torino; la tradizione afferma che ruotare su se stessi stando col tallone del piede destro sui genitali del toro porti fortuna. Secondo la leggenda però il rito funziona solo alle ore 24 del 31 dicembre. Un’altra tradizione

milanese dice che tutti gli esercizi commerciali della galleria devono rigorosamente avere le insegne delle vetrine con scritte oro su sfondo nero. - Il 7 dicembre A differenza di tutti gli altri teatri, la stagione del Teatro alla Scala si apre il 7 dicembre, il giorno di Sant’Ambrogio, patrono della città, con un concerto che è insieme evento culturale, istituzionale e mondano al quale partecipano tutte le più alte cariche della città. Oltre all’inizio della stagione scaligera, il 7 dicembre inizia anche la fiera degli Oh bej! Oh bej! mercatino tipico del periodo natalizio milanese. Le origini del mercato natalizio risalgono al 1288, quando esso si svolgeva presso la Piazza dei Mercanti; nel 1886 la manifestazione fu trasferita nella zona intorno alla Basilica di Sant'Ambrogio, dove rimase fino al 2006, quando fu spostata nella zona del Castello Sforzesco (Foro Bonaparte), dove tutt'oggi è organizzata. Il suo nome deriva dalle esclamazioni di gioia dei bambini milanesi quando osservarono i doni portati dall'inviato di papa Pio IV, Giannetto Castiglioni. - Carnevale ambrosiano Diversamente dal carnevale nel resto d’Italia, la città meneghina segue il rito ambrosiano secondo il quale la Quaresima ha inizio la domenica successiva al Mercoledì delle ceneri. Per questo motivo il giorno in cui si festeggia il carnevale è il sabato e non il canonico martedì. Questo accade perché, nel rito ambrosiano, è diverso il modo di contare le date di inizio e fine Quaresima. Il motivo di questa diversità si trova nella leggenda la quale narra che Sant'Ambrogio, impegnato in un pellegrinaggio, chiese alla popolazione di aspettare il suo ritorno per iniziare le liturgie quaresimali, posticipando anche la fine del Carnevale. - Tradizioni in Università Una tradizione tipica degli studenti milanesi sta in un rito di buon augurio per la continuazione della carriera professionale. Nel giorno della Laurea, alla fine della cerimonia in università è tipico nell’Università Cattolica e in Statale fare il salto della siepe del cortile storico centrale dell’ateneo e fare il giro del chiostro.


Modena

SINTESI STORICA

Modena e Reggio Emilia per la loro vicinanza geografica condividono per molti aspetti la propria evoluzione storia. Entrambe le città vennero fondate tra il II e il III secolo a.C. dal popolo dei Celti e in seguito, come parte dell’Impero Romano, divennero centri agricoli sulla Via Emilia. Dopo le invasioni barbariche del V e del VI secolo, le città ripresero le attività commerciali. Attorno all'anno Mille le due città furono sotto il dominio dell'impero dei Canossa. Nel 1336 Modena passò sotto il potere della casata dei duchi d'Este che la governeranno sino al 1796. La città di Reggio Emilia invece fu contesa fra diversi dominatori, tra cui anche i duchi di Modena. Gli anni della guida estense definirono un periodo di splendore in cui il nucleo urbano di Modena si ampliò e vennero tracciate le strade del centro storico secondo il “modello a scacchiera” della vicina Ferrara. Nel 1598, Modena, divenne capitale del Ducato degli Estensi e venne arricchita di numerosi edifici religiosi e civili che conferirono alla città un aspetto maestoso e solenne. Verso la fine del XVIII secolo le città videro il passaggio delle truppe Napoleoniche e la conseguente creazione della Repubblica Cisalpina, la città di Reggio Emilia è infatti ricordata come la Città del Tricolore, proprio per il fatto che nel gennaio del 1797 vi nacque la bandiera della Repubblica Cisalpina che poi diverrà la bandiera italiana. Dopo la sconfitta di Napoleone del 1814, nelle due città fu restaurato il Ducato della dinastia degli Asburgo-Este che governarono fino al 1859. Solo una sollevazione popolare concesse ai territori del ducato di Modena di divenire parte del Regno d’Italia. Dopo essere entrata nel Regno d’Italia ed essendo passata attraverso le due Guerre Mondiali in cui le due città furono fortemente coinvolte, Modena e Reggio Emilia si mossero verso la democrazia ed un intenso periodo di ricostruzione, dove tutta la cittadinanza ebbe l’occasione di sfruttare appieno le proprie potenzialità.

Contatti ESN Modena Ancona www.esnmodena.it modena@esn.it esnmodena Via Ganaceto, 44 41121 Modena ITALY


LA CITTÀ OGGI Modena e Reggio sono oggi città piccole, infatti contano rispettivamente 180 000 e 160 000 abitanti con una media di 800 ab./km2, ma con una forte caratterizzazione industriale che tende a svilupparsi soprattutto nell'ambito dell'industria dell'Auto (Ferrari, Maserati, Pagani sono tutte firme che ancora hanno sia i loro quartieri generali sia gli impianti di produzione presso Modena e Provincia), dei prodotti biomedici, dei tessile e delle ceramiche, infatti fra le due città è presente il polo produttivo ceramico più grande d'Italia. Il benessere raggiunto con uno sviluppo equilibrato dei principali settori produttivi ha portato Modena e Reggio Emilia ai primi posti nelle classifiche nazionali per livelli di vita ma pone la necessità di nuovi sforzi per il futuro per mantenere e garantire i livelli di eccellenza raggiunti.

T RASPORTI I NTERNI Il trasporto urbano delle città è gestito dalla Società Emiliana Trasporti Autofiloviari SETA, un biglietto urbano per il trasporto costa 1,20€. Tuttavia essendo città di piccole dimensioni e situate nella pianura Padana, il territorio consente con molta facilità lo spostamento a piedi nel centro città oppure con la bicicletta.

C OME A RRIVARE Modena e Reggio Emillia sono facilmente raggiungibili da tutta Italia, ma anche da destina-

zioni estere. Si trovano sull’autostrada Mlilano-Napoli A1 (E35/E45) e in prossimità dell’inizio dell’autostrada Modena-Brennero A22 (E45). Ognuna delle due città è dotata di una stazione del sistema ferroviario italiano con fermate intermedie sul territorio Reggiano-Modenese (Sant’Ilario d’Enza, Reggio Emilia, Rubiera, Modena e Castelfranco Emilia); inoltre nel 2013 è stata inaugurata anche la stazione ferroviaria ad Alta Velocità MedioPadana, facilmente raggiungibile dalle altre stazioni locali. Modena e Reggio possono essere inoltre raggiunte da tutta Europa con l'aereo, grazie alla vicinanza geografica l’aeroporto internazionale "Guglielmo Marconi" di Bologna, facilmente connessa tramite autobus e treni.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

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R EGGIO E MILIA

La città di Modena è sede del secondo ateneo più antico d’Italia, nonché di uno dei più antichi al mondo, situando la sua istituzione nel 1175. Il percorso storico dell’Università si lega alla storia della città, centro di grande cultura e arte. Nei secoli l'Università si è arricchita di importanti corsi di studio e nomi di prestigio. Vennero insegnati non solo il diritto e la filosofia, ma anche la matematica, le scienze mediche e quelle fisiche e naturali. Vi furono studenti celebri come Carlo Goldoni, uno dei più grandi drammaturghi e padre della commedia italiana, l'erudito e storico Ludovico Antonio Muratori ed il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Con la nascita del Policlinico Universitario di Modena accrebbe ulteriormente il pregio sociale ed economico dell’ateneo. L’ateneo di Reggio Emilia risale al 1619. Nel 1772 interruppe l’attività didattica e solo nel 1998 la riprese in seguito alla costituzione dell'ateneo a rete di sedi, con il nome di Università di Modena e Reggio Emilia. L’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia è oggi una realtà importante e predominante, grazie anche alla rete di sedi creata tra le due importanti città emiliane. Le due sedi distaccate raccolgono più di 20.000 studenti e comprendono 15 dipartimenti (ex facoltà).


L'università ospita inoltre diversi musei e istituti di cultura e scienza, come il Laboratorio delle Macchine Matematiche, i Musei anatomici, il Museo Astronomico e Geofisico, il Museo di Paleontologia, ed il Museo di Zoologia.

LA SEZIONE Nella città di Modena potete contare sull’associazione ESN ENEA Modena, facente parte del network ESN in Italia ed ESN International. La sezione sostiene i progetti di mobilità studentesca internazionale fornendo appoggio agli studenti incoming in merito a questioni di alloggio, informazioni su corsi ed esami da sostenere, organizzazione di attività culturali, viaggi e momenti ludici di aggregazione; inoltre, fornisce sostegno agli studenti outgoing, fornendo loro informazioni e contatti se possibile in base alle sedi da loro prescelte per i progetti di scambio studentesco. La sede è attualmente in Via Ganaceto 44, in centro storico non lontano dalla facoltà di Economia e da quella di Lettere. È possibile mettersi in contatto con loro via mail (modena@esn.it), via facebook (ogni anno viene aperto un gruppo che porta la denominazione “ESN Erasmus Modena” e poi l’anno accademico). Notizie aggiornate sulle attività di ESN Enea Modena sono disponibili sul loro sito,www.esnmodena.it. Ogni anno il numero di soci che entrano a far parte dell’associazione si aggira tra le 200 e le 250 unità, dipendendo dal numero di studenti Erasmus ed internazionali che scelgono Modena e Reggio Emilia come destinazione. Il Consiglio Direttivo Locale ed i soci attivi si rinnovano di continuo, in modo da far partecipare studenti nel vivo della loro esperienza universitaria.

TIPS - Cibo e Prodotti Tipici Salumi e parmigiano sono gli inconfondibili ingredienti della grande cucina dell’Emilia, in particolare lo zampone di Modena e i “ciccioli” di Reggio Emilia. Tigelle, gnocco fritto, piadine, crescentine, borlenghi, stuzzicanti variazioni di pasta di pane fritte o cotte sulla pietra, sono nate per accompagnare salumi eccellenti e il re dei formaggi: il parmigiano reggiano. Sono piccoli peccati di gola spesso annaffiati da vini del territorio, quali il Lambrusco e il Pignoletto. I primi piatti dell’Emilia Romagna rappresentano il vero cuore della zona di Modena e Reggio Emilia. Certamente in prima fila troviamo le paste ripiene: come i mitici tortellini di Modena. Tra le paste fresche, oltre le tagliatelle al ragù, sono imperdibili le lasagne e i garganelli. Anche se la cucina dell’Emilia Romagna è votata soprattutto ai primi piatti, regala ugualmente soddisfazioni con alcuni secondi come l’arrosto al parmigiano e tutte le carni, specialmente bovine e suine, bollite. Fra i dolci, da raccomandare ai veri golosi ci sono la torta Barozzi di Modena e gli Amaretti

Emiliani. - Viaggio nel mondo dei Motori Lo spirito imprenditoriale, la passione per la meccanica e il mito della velocità sono gli ingredienti della vocazione motoristica che ha assegnato a Modena il titolo di capitale mondiale dell’automobilismo sportivo. La città si trova nella cosiddetta “terra dei motori” che comprende il territorio in cui è nata e si è consolidata la passione per i motori. Il patrimonio industriale e culturale motoristico del territorio emiliano-romagnolo racchiude le numerose case automobilistiche come Ferrari, Maserati, Bugatti, Lamborghini, Pagani, De Tomaso, le case motociclistiche Morini, Malaguti e Ducati, e i circuiti di Imola e Misano. Il percorso alla scoperta del mondo delle automobili si articola attraverso gallerie, raccolte, preziose collezioni private di auto e moto fra le più belle a livello internazionale. Alcuni dei luoghi più interessanti da visitare sono: Museo Casa Enzo Ferrari – Modena


Complesso edilizio che comprende la casa natale di Enzo Ferrari, famoso pilota di auto da corsa e fondatore dell’omonima casa automobilistica, in cui vengono documentate le fasi storiche della sua vita, e una nuova futuristica struttura espositiva a forma di cofano d’automobile, rivestita di alluminio giallo, in cui sono presenti suggestivi allestimenti multimediali e mostre tematiche. Museo Ferrari – Maranello Situata a pochi passi dallo stabilimento della Ferrari, la Galleria è il museo aziendale che racconta la storia della casa automobilistica e dei suoi successi sportivi, commerciali e di immagine. Museo Dell’Auto e Moto d’Epoca Panini – Cittanova Nella collezione di Umberto Panini sono esposti vari modelli di auto e moto d’epoca tra cui la prestigiosa collezione Maserati. Museo dell’Auto Storica Stanguellini – Modena Nata nel 1996, la collezione comprende oltre una trentina di auto tra vetture da corsa e coupé sportive. Collezione Righini – Panzano di Castelfranco Emilia Nel castello di Panzano sono conservate sia splendide auto d’epoca sia i modelli più esclusivi dei nostri giorni. A Modena un vero e proprio mondo ruota attorno ai motori, caratterizzato da una avanzata ricerca, da una qualificata produzione di auto e moto, sia sportive che da competizione, e da una vivace attività formativa a livello professionale e universitario. Numerosi sono gli eventi organizzati per attirare gli appassionati di motori. I più importanti sono: Modena terra di motori: si svolge nei mesi di Aprile/Maggio con l’esposizione di auto d’avanguardia e macchine d’epoca nelle piazze e nelle vie del centro storico di Modena. MilleMiglia: si svolge a Maggio. La celebre corsa di auto d’epoca da competizione transita da Modena fino ad arrivare a Brescia, tappa d’arrivo della gara. Modena Cento ore Classic: si svolge a Maggio e consiste in una gara internazionale di velocità per auto storiche con partenza e arrivo a Modena.

- Monumenti Storici Reggio Emilia: Una delle cose che ci salta subito all’occhio passeggiando per le vie del centro, è la via Emilia dell’epoca Romana. Nel centro troviamo gli edifici più antichi, risalenti all’epoca medievale. Una delle chiese più scenografiche è San Prospero (997) sull’omonima piazza. Fu fondata per conservare le reliquie del patrono della città. Accanto possiamo scorgere la Torre Campanaria. Nella limitrofa Piazza Prampolini (detta anche Piazza del Duomo) possiamo trovare la Cattedrale romanica, il Battistero, il Palazzo del Monte, la Fontana del Crostolo ed infine il Palazzo Municipale. All’interno del Palazzo comunale troviamo il Museo del Tricolore, la cui visita è obbligata per ogni turista che visita per la prima volta la nostra città. A cinque minuti da Piazza Prampolini è situato il Teatro Municipale "Romolo Valli" (1857): stile neoclassico, colonne, statue ed atmosfera risorgimentale. Più antico il Teatro Ariosto (1878), nato dalle ceneri di un precedente teatro distrutto da un incendio. Poco distanti i Musei Civici che contengono una grande raccolta naturalistica, oltre a collezioni d’arte e di archeologia e la Galleria Parmeggiani, ricca collezione privata di dipinti fiamminghi, francesi e spagnoli. Da qui si arriva alla chiesa più affascinante di Reggio: la ricca e barocca Basilica della Ghiara e poi al Palazzo Ducale, sede della Provincia e della Prefettura. Modena: Anche questa città è percorsa dalla importantissima via Emilia, strada principale sulla quale si costruisce tutto il centro città. In piazza Grande è presente il Duomo di Modena (1099) votata al santo patrono della città, San Geminiano, accanto alla chiesa è presente il Museo del Duomo e la torre campanara, la Ghirlandina, simbolo della città. Tutti questi monumenti sono stati dichiarati nel 1997 patrimonio dell'UNESCO. Sempre nella stessa piazza si può trovare il Palazzo Municipale, scavi di epoca romana e la Preda Ringadora, pietra marmorea romana che veniva utilizzata nel Medioevo come palco per gli oratori.


Legata alla storia della città si trovano inoltre i Musei Civici e la Galleria Estense, dove è collocata la collezione di quadri e statue dei Duchi d'Este. Proprio grazie all'operato dei Duchi alla città è rimasto il Palazzo Ducale, ora sede dell'Accademia Militare, ed il adiacente Giardino Ducale con l'Orto Botanico dell'Università. Vicino alla Biblioteca Comunale, la quale ospita anche il Museo della Figurina voluto dall'Editore Panini, si trova il Teatro Comunale dedicato a Luciano Pavarotti. - Fiere e Sagre di Modena e Reggio Emilia Durante l’anno le provincie di Modena e Reggio Emilia si vivacizzano con una serie di sagre e fiere che celebrano il territorio e i prodotti tipici. Tra le più famose si ricorda “Il Festival del Lambrusco” nella terza settimana di Settembre, durante i quale si possono gustare vari tipi di vino Lambrusco a Castelvetro di Modena. Durante tutto il mese di Novembre ci sono vari “Festival della Castagna”. Avete mai provato le castagne? Si possono gustare in autunno scegliendo tra varie date e luoghi, come Montecreto, Zocca, Montese, Serramazzoni tra gli altri. E non dimenticare “il Festival dello Zampone” nel mese di Dicembre, dove potrai ammirare il più grande zampone del mondo! La più famosa fiera a Modena è la Fiera Skipass (fine Ottobre - inizio Novembre). Si tratta della più grande mostra italiana sul mondo degli sport invernali. La Fiera ha accolto più di 100.000 visitatori lo scorso anno presso il centro fieristico di Modena. Altro appuntamento che attrae visitatori di ogni luogo è “Il Festival della Fotografia Europea” che inonda per il mese di Maggio il centro di Reggio Emilia con numerosissime mostre fotografiche contemporanee. Infine il StuzzicaGente, una delle principali feste dedicate al cibo in Modena, è ospitata due volte all’ anno nel centro della città di Modena, dove si possono gustare tutti i prodotti tipici emiliani. - Intrattenimento Pur non essendo una città dalle ampie dimensioni, è innegabile che sia Modena che Reggio Emilia hanno qualcosa da offrire anche sul lato della vita notturna.

Tutto comincia, come da tradizione italiana, con un buon aperitivo (spesso accompagnato con degli stuzzichini): da Piazza Pomposa a Via del Taglio, a Piazza Grande (luogo del Caffè Concerto uno dei luoghi più chic di Modena, nonché piazza principale della città), a Via dei Gallucci (dove si trova il bar/ristorante “I Picari”, uno dei migliori buffet della città), Modena è disseminata di luoghi dove cominciare col giusto passo la serata, magari passando dall’uno all’altro. Allo stesso modo nel centro città di Reggio Emilia, la vita notturna si concentra sulla Via Emilia, in Piazza Prampolini e Piazza San Prospero.


Napoli

SINTESI STORICA

Napoli è una delle città più antiche dell’Occidente e, come tale, ben poco si sa sulle vicende storiche che caratterizzarono la sua origine. Ma come tutte le città dell'antichità che vantano tradizioni mitologiche e leggende sulla sua origine, anche la nascita di Napoli è celata dal suggestivo velo del mito e della leggenda. La prima colonizzazione del Golfo di Napoli risale a circa 3000 anni fa, quando viaggiatori e mercanti provenienti dalla Grecia e dall'Anatolia, attratti dalle ricchezze minerarie dell'alto Tirreno, fondarono una prima colonia a Pithecusa (l'attuale isola di Ischia ) e successivamente si spostarono sul litorale flegreo proprio di fronte alle coste ischitane, dove sorse Cuma. Successivamente, un gruppo di coloni provenienti da Cuma si insediò nell'area compresa tra l'isolotto di Megaride (dove oggi sorge il Castel dell'Ovo) ed il Monte Echia (l'odierna collina di Pizzofalcone) fondando la città di Partenope . Iniziava così la storia di Napoli. In quanto avamposto commerciale dell'allora potente Cuma, rimase coinvolta nelle guerre tra Etruschi e Cumani. Quest'ultimi decisero allora di fondare una vera e propria città scegliendo una zona più interna e meglio protetta, quella che oggi è occupata dal Centro Storico di Napoli. La nuova città, distante soltanto un paio di chilometri dalla vecchia, fu chiamata Neapolis (= città nuova) per distinguerla dalla vecchia Partenope che fu così ribattezzata Palepolis (= città vecchia).

LA CITTÀ OGGI Napoli è situata in posizione pressoché centrale sull'omonimo golfo, tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei in uno scenario reputato "tra i più celebrati e incantevoli al mondo". Il suo vasto patrimonio artistico ed architettonico ha permesso al suo centro storico, di entrare a far parte della lista dei siti che l'UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'umanità. L'area metropolitana di Napoli risulta una delle più popolose e densa-

Contatti ESN Napoli Ancona www.esnnapoli.it napoli@esn.it ESN-Napoli-Erasmus-Napoli ESNNapoli


mente popolate dell'Unione Europea con circa tre milioni di abitanti. Oggi la città, con la sua invidiabile posizione geografica, baricentrica rispetto a tutta la penisola italiana, risulta facilmente raggiungibile da ogni parte del mondo. Napoli è anche città di mare, di luce e nello stesso tempo di oscure vestigia sotterranee. Città con una grande identità culturale e artistica incisa nelle pieghe dei suoi tanti musei, castelli, chiese, piazze, vicoli e resti archeologici. Città in cui appunto cultura, arte e "luce" si mescolano con i "bui" arcani di un mondo sommerso, nascosto e sotterraneo.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Napoli dispone di una capillare rete di trasporti pubblici, gestita dal consorzio Unico Campania che serve, non solo l'intera area urbana, bensì anche gran parte dell'area metropolitana. La rete poggia innanzitutto su 2 linee di metropolitana (le linee 1 e 6) e su 4 funicolari e le tratte ferroviarie urbane di Circumvesuviana, Circumflegrea e Cumana. Gli spazi interni ed esterni delle stazioni metro, hanno accolto negli ultimi anni circa 200 opere di 100 tra i più prestigiosi autori contemporanei, costituendo uno degli esempi più interessanti di museo distribuito sull’intera area urbana, un museo che non è spazio chiuso, luogo di concentrazione delle opere d’arte, ma un vero e proprio percorso espositivo aperto. Oltre alla rete su ferro, sono presenti anche tre ascensori (Chiaia, Sanità, Acton), una rete tranviaria (che mette in comunicazione il porto, la stazione Centrale e la periferia orientale) e un'estesa rete di autobus; riguardo quest'ultima, la flotta conta più di 1.000 veicoli ed effettua più di 500.000 passaggi giornalieri essendo in servizio su circa 130 linee. Per maggiori informazioni: http://www.unicocampania.it/

Grazie alla sua posizione strategica, Napoli è facilmente raggiungibile dal cielo, dal mare e via terra. - In nave Il porto di Napoli è particolarmente grande ed efficiente con approdi non solo per traghetti ed aliscafi provenienti dalle vicine isole del Tirreno, ma anche per navi di grandi dimensioni. Il molo Beverello non è l'unico ad ospitare le imbarcazioni perché a poca distanza da esso seguono quello di Mergellina e quello di Pozzuoli. Porto di Napoli: www.porto.napoli.it - In treno Con circa 137 mila frequentatori giornalieri e 50 milioni l’anno, Napoli Centrale è un nodo di interscambio di vitale importanza per l’intero sistema ferroviario Italiano. La stazione di Napoli Centrale è inoltre un importante snodo per i trasporti interni della città, è collegata con le più importanti linee di bus e con tutte le linee di metropolitana. Stazione di Napoli Centrale: www.napolicentrale.it - In aereo L'aeroporto di Capodichino è l'unico della città, ma efficiente nei servizi e nella varietà di voli che offre. Da qui è possibile raggiungere diverse destinazioni, anche intercontinentali. Aeroporto internazionale di Capodichino. Telefono 848 888 777 Prenotazioni 081 789 62 59 Alibus Capodichino-Centro di Napoli www.gesac.it


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DI

N APOLI F EDERICO II

L'Università di Napoli Federico II è stata la prima università laica d'Europa fondata nel 1224 dall'Imperatore Federico II di Svevia, da cui prende il nome. Presso lo Studio napoletano si insegnarono sin dall'inizio, oltre al diritto, le arti liberali e la medicina. L'Università nell'ultimo ventennio dell'Ottocento e nel primo decennio del Novecento cresce di prestigio, sul piano scientifico. La generale trasformazione dell'Università italiana in Università di massa fa sì che, nella seconda metà del Novecento, l'Università di Napoli sia la seconda del Paese, dopo l'Università di Roma, per dimensione. Attualmente l'Università di Napoli ospita circa 100.000 studenti (stima del 2010) ripartiti in 114 corsi di laurea ed è considerata una delle più grandi d'Italia. Sulla pagina dell'Ateneo (http://www.unina.it/ateneo/organigramma/sedi/index.jsp) potete trovare la lista completa e la posizione esatta di ogni sede. Fanno parte dell'Università tre musei: il Centro Museale delle Scienze Naturali e Fisiche in via Mezzocannone, il museo di Anatomia Veterinaria e il museo di scienze agrarie. Contatti: Sede Centrale: Corso Umberto I, 40 - 80138 Napoli Sito: www.unina.it Ufficio relazioni internazionali: Capo Ufficio: Dott.ssa Fernanda Nicotera Sede: Sede Centrale - Corso Umberto I, 40 - 80138 - Napoli Sito: http://www.international.unina.it/

S ECONDA U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

N APOLI , SUN

La Seconda Università degli studi di Napoli nasce il 25 Marzo 1991. La sua autonoma attività è ufficialmente iniziata il 1 Novembre 1992 con quasi 19.000 iscritti ed 8 Facoltà. Oggi le Facoltà sono diventate 10 e gli iscritti sono circa 30.000. Contatti: Caserta Sede: Viale Beneduce, 10 81100 - Caserta Tel: 0823.274901 Fax: 0823.327589 e-mail: rettoratoce@unina2.it Napoli Sede: Via S. M. di Costantinopoli, 104 80138 - Napoli Tel: 081.5666960 Fax: 081.296764 e-mail: segreteria.rettorato@unina2.it Sito: https://orientamento.unina2.it/orient/homes

U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

N APOLI "L'O RIENTALE "

L'Università degli Studi di Napoli L'Orientale (UNIOR), fino al 2002 Istituto Universitario Orientale (IUO), è la più antica scuola di sinologia e di orientalistica d'Europa ed il principale ateneo statale italiano specializzato nello studio e nella ricerca delle realtà linguistico-culturali delle aree extra-europee. Infatti L'Orientale offre un orizzonte internazionale, entro cui lo studente può compiere ampie scelte di percorsi formativi: dall'area mediterranea all'Europa Orientale, al mondo slavo, all'Asia, all'Africa, alle Americhe. Le lingue, le civiltà, le culture hanno ne L'Orientale una sede di studio e di formazione di qualità molto elevata, con profonda vocazione al confronto comparatistico Occidente Oriente. Contatti: Ufficio relazioni internazionali: Capo ufficio:


Dott.ssa Bonis Valeria Indirizzo: Via Nuova Marina 59 Palazzo del Mediterraneo 80134 - Napoli Tel: 081-6909312 / 314 Fax: 081-6909315 Email: vdebonis@unior.it, mlepore@iuo.it Sito: http://www.unior.it/index.php

U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

N APOLI P ARTHENOPE

Una realtà dinamica, caratterizzata da un rilevante trend di crescita, in grado di attuare, in epoca contemporanea, l'antico e storico spirito formativo del "Regio Istituto Superiore Navale", dal quale l'ateneo ha avuto origine, nel lontano 1919: questo è il contesto che accoglierà gli studenti che sceglieranno l'Università degli Studi "Parthenope" per la loro formazione. L'Università degli Studi "Parthenope", si propone come elemento di continuità tra la tradizione storica e culturale dell'antica Parthenope e la Napoli contemporanea, integrata nel contesto internazionale e crocevia del Mediterraneo, con lo specifico obiettivo di recepire le tendenze più recenti in ambito scientifico, tecnico e culturale. Contatti Ufficio Affari Generali: Indirizzo: Via Ammiraglio Acton 38, 80133 – Napoli Tel: 081 5475207 Fax: 08 5521485 Email: maria.grasso@uniparthenope.it , affari.generali@uniparthenope.it Sito: http://www.uniparthenope.it

U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI S UOR O RSOLA B ENINCASA

È inserita in una cittadella monastica fondata nel Seicento dall'omonima mistica intellettuale napoletana all'epoca della controriforma alle pendici del colle di Sant'Elmo per evitare che la legge per l'incameramento statale dei beni di ordine religioso confiscasse l'intero vasto complesso architettonico, che oggi si estende su 33.000 m². La sua prima cellula è quella che fu definita Opera pia a carattere laicale, una scuola pubblica inaugurata il 10 luglio 1864 con appena 32 studentesse. Nel 1895, viste le precedenti istituzioni di nuovi corsi formativi (lingua francese, computisteria, canto corale e altro ancora), l'ente ottenne il riconoscimento come Istituto universitario di magistero pareggiato femminile. Retta da un ente morale laico, l'Università Suor Orsola Benincasa risulta oggi essere la più antica università non statale d'Italia. Contatti Ufficio LLP Erasmus Indirizzo: Via Santa Caterina Da Siena, 37 80132 - Napoli Tel: 081-2522300 Email: socrates.erasmus@unisob.na.it Docente delegato: Prof.ssa Calabrò Giovanna Ufficio Relazioni Internazionali Indirizzo: Via Santa Caterina da Siena, 37 80132 – Napoli Tel: 081-2522529 Fax: 081-2522300 Email: giovanna.calabro@unisob.na.it

A CCADEMIA

DI

B ELLE

ARTI DI

N APOLI

L’Accademia di Belle arti di Napoli è una delle più antiche e prestigiose d’Italia. Venne fondata da Carlo di Borbone nel 1752 con il preciso intento di “educare” i giovani aspiranti artisti e, fino a qual-


che decennio fa, era l’unica Accademia dell’Italia meridionale peninsulare. L’Accademia di Belle Arti di Napoli costituisce, quindi, un luogo fondamentale per lo studio delle arti e sulle arti a Napoli e nel meridione d’Italia dalla metà del XVIII secolo ad oggi. Tra alterne vicende che l’hanno vista comunque protagonista della storia artistica del sud, è sempre stata polo aggregante delle diverse realtà e luogo di dibattito sulle arti. In essa non solo si sono formate intere generazioni di artisti meridionali ed italiani, ma vi hanno lavorato famosi maestri e docenti stranieri, creando quel clima europeo che ancora attualmente caratterizza la nostra Istituzione attraverso una fitta rete di relazioni e scambi culturali. Contatti: Ufficio Erasmus: Referente: Prof. Mariateresa Girosi Indirizzo: Via S.M. Di Costantinopoli, 107 - 80138 Napoli e-mail : erasmus@accademiadinapoli.it tel: +39 081 441900 fax: +39 081 444245

LA SEZIONE ESN Napoli è nata nel 2006 dall'incontro di ex studenti Erasmus che hanno conosciuto il mondo di ESN durante le loro esperienze all'estero e in Italia. I nostri obiettivi principali sono innanzitutto quello di aiutare gli studenti stranieri ad inserirsi nelle strutture universitarie, di fornire informazioni utili sulla città Napoli e aiutare gli studenti Erasmus su tutto ciò che riguarda la vita universitaria, per rendere meno complicato lo studio nel nostro Paese. ESN Napoli si propone di far conoscere, agli studenti Erasmus, Napoli ed i suoi tesori artistici organizzando visite a musei, monumenti, luoghi di interesse culturale non solo della nostra città, ma anche del resto del Paese, organizzando viaggi culturali nelle altre città d'arte, sfruttando la capillarità del network ESN e promuovendo l'incontro con le altre sezioni italiane. Infine ESN Napoli organizza innumerevoli momenti di socializzazione quali party settimanali, eventi nazionali e internazionali, incontri con altri studenti Erasmus italiani ed europei, oltre a festival di cucina internazionale, cineforum e tandem linguistici che favoriscono l'integrazione e l'apprendimento della lingua italiana, rendendo ancor più indimenticabile l'esperienza Erasmus.

TIPS - Il cibo Dal pantagruelico pranzo domenicale al fast-food napoletano, un vero paradiso per ghiottoni, qui il cibo è storia, arte, tassello importante della nostra cultura. Napoli ha un vero culto per il cibo, e per la tavola. Nei piatti tipici si possono trovare le influenze delle tante dominazioni di lontani popoli che Napoli ha visto susseguirsi nei corsi e ricorsi storici. Il fritto di paranza, un saporito misto di pesce fritto, la carne al ragù che come tradizione

vuole, cuoce o “peppea” per ore ed ore prima di essere servita, un più veloce spaghetto aglio e olio, sono solo alcuni dei tanti e variegati piatti della magnifica cucina napoletana. Con pochi euro qui puoi comprare un “cuoppo” di zeppole e crocchè, una frittatina di pasta, oppure tra i vicoletti del centro storico sederti in una delle antiche pizzerie della città e deliziare il palato con un'ottima pizza. Un'accogliente e piccola pizzeria, tavoli in marmo, una tovaglietta, il servizio ridotto all'os-


so ma la certezza di un'ottima Pizza, questa è Napoli. Dove la Pizza fa da regina, e ne prende il nome Margherita, che con la più semplice Marinara, sono le madri delle pizze. Per una dolce conclusione non possiamo tralasciare, quella che è l'arte pasticcera Napoletana, qui ogni festività ha il suo dolce, ed ogni dolce la sua storia. Le tipiche sfogliatelle, nelle due varianti frolla e riccia, la pastiera senza la quale non può essere celebrata la Pasqua, per Natale ci sono Struffoli e Roccocò, la festa del Papà non è essere tale se a tavola non ci sono le prelibate Zeppole di San Giuseppe. Questo e molto altro ancora vi aspetta qui a Napoli ! - San Gregorio Armeno Situata nel cuore del centro storico napoletano, Via San Gregorio Armeno rappresenta molto più che una comune strada partenopea: costituisce infatti un vero e proprio crocevia della magia natalizia con i suoi presepi unici al mondo. La tradizione presepiale di San Gregorio Armeno ha un'origine remota: nella strada in epoca classica esisteva un tempio dedicato a Cerere, alla quale i cittadini offrivano delle piccole statuine di terracotta, fabbricate nelle botteghe vicine. La nascita del presepe napoletano però è più tarda e risale alla fine del Settecento. Oggi via San Gregorio Armeno, che prende il nome dall’omonima chiesa situata sulla strada, è famosa in tutto il mondo come il centro espositivo delle botteghe artigianali che tutto l'anno realizzano statuine per i presepi, sia canoniche che originali (solitamente ogni anno gli artigiani più eccentrici realizzano statuine con fattezze di personaggi di stringente attualità che magari si sono distinti in positivo o in negativo durante l'anno). Le esposizioni vere e proprie cominciano nel mese di novembre, anche se il periodo natalizio è quello di maggior affluenza e durano solitamente fino al 6 gennaio, costituendo così una tappa obbligatoria per tutti coloro che hanno voglia di assaporare un’aria natalizia tutta speciale. - Il Maggio dei Monumenti Il “Maggio dei Monumenti” è una rassegna culturale che si svolge nel centro storico di Napoli. Quest'evento nacque nel 1992, con l'obiettivo di rivalutare parte del patrimonio arti-

stico della città in stato di abbandono, e nel contempo stimolare il turismo, non solo estero, ma anche domestico. In seguito al successo ottenuto dalle prime edizioni, nella seconda metà degli anni novanta l'iniziativa fu esportata anche nei comuni dell'hinterland partenopeo, come Ercolano e Torre del Greco. Organizzata ogni anno durante il mese di maggio, prevede una serie di eventi tra i quali: visite guidate, concerti, attività teatrali, mostre ed iniziative varie, molte di queste gratuite. - ESN Napoli “SPRING BREAK” ESN Napoli, in collaborazione con ESN Italia e le Istituzioni Cittadine, organizza ogni anno il Napoli Spring Break per festeggiare l'arrivo della primavera. Un weekend dedicato agli studenti Erasmus provenienti da tutte le città italiane. 3 giorni per vivere Napoli! 3 giorni di Sole, Mare, Musica e Divertimento in pieno stile Erasmus! 3 Giorni di Eventi, Aperitivi, Visite Guidate, Escursioni, Feste in compagnia degli Erasmus! Il Toga Party , la festa più Erasmus che ci sia, e lo Spring Party! Lo staff di ESN Napoli aspetta gli Erasmus di tutta Italia per dargli il Benvenuto in una delle città più suggestive d'Italia! - Pizza Village Il pizza village è uno degli eventi più spettacolari e gustosi dell’anno. In una delle più belle cornici di Napoli, via Caracciolo, 45 stand di diverse pizzerie danno la possibilità di gustare le loro pizze. Con oltre 4400 posti a sedere l’evento si svolge nella prima metà di settembre a due passi dal mare. Oltre ad una meravigliosa passeggiata, ed ad una gustosa cena a base di pizza ogni anno il pizza village è contornato da concerti, eventi musicali live, e tanto divertimento. E’ un'occasione unica all’anno per passare una serata diversa, nel nome della pietanza Napoletana più famosa del mondo.


Padova

SINTESI STORICA

Le origini della città di Padova, ad oggi una delle maggiori città universitarie italiane, sono tuttora avvolte nel mistero. Secondo la leggenda, Padova sarebbe stata fondata dal principe troiano Antenore che, dopo essere fuggito all’assedio di Troia, sarebbe giunto in Veneto assieme ad un gruppo di esuli. Questi, una volta stabilitisi lungo le rive del fiume Medoacus (attuale Brenta), avrebbero formato il primo nucleo, dal quale si sarebbe poi sviluppata l’attuale città. Indipendentemente dal mito, odierni scavi archeologici hanno riportato alla luce resti di insediamenti preistorici databili tra i secoli XI ed X a.C. I patavini si distinsero presto, prendendo parte a numerosi conflitti, tra cui la respinta del generale spartano Cleonimo, avvenuta nel 302 a.C., in seguito ad una battaglia navale narrata dallo storico latino, di origine patavina, Tito Livio. Inoltre, varie volte Padova supportò le truppe romane, per esempio: nella battaglia di Canne del 216 a.C., durante la seconda guerra punica, e nella guerra sociale del 91 a.C. contro i ribelli italici. A partire dal 49 a.C. alla città venne attribuito il titolo di municipio romano, con il nome latino di Patavium. Padova, durante l’età romana, fu uno dei centri più ricchi dell’impero fino alla sua devastazione, avvenuta nel 452-453 d.C., ad opera degli Unni di Attila. Come molte altre città, anche Padova, durante l’Alto Medioevo, subì varie dominazioni: dai Goti, passando per i Bizantini, fino ad arrivare alla conquista longobarda, nel 603 d.C., da parte di Agilulfo. Durante il regno longobardo la città attraversò un duro periodo di decadenza che toccò il culmine nell’anno 899 d.C., quando venne razziata dagli Ungari. Solo dopo l’anno 1000 Padova tornerà a vivere un lungo periodo di splendore, testimoniato dalla nascita - nel 1222 dell’Università degli Studi (si tratta della seconda più antica d’Italia e di una delle più prestigiose d’Europa). Nello stesso periodo vi predicherà e vi morirà Sant’Antonio, in onore del quale verrà eretta un’imponente basilica. La rinascita culturale patavina è rappresentata anche dalla presenza di importanti artisti che, con le loro grandiose opere, contribuirono all’abbellimento della città: massimo esempio ne è la Cappella degli Scrovegni di Giotto, realizzata tra il 1303 ed il 1305 d.C.

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Tale periodo di prosperità e splendore toccò l’apice con l’avvento della Signoria dei Carraresi, avvenuto nel 1318. Tra i numerosi artisti e letterati che soggiornarono a Padova durante quel perio do non si può fare a meno di citare Francesco Petrarca. L’età carrarese terminò nel 1405, quando la città passò sotto il dominio della vicina e temutissima Venezia. I quasi quattro secoli di dominio veneziano furono caratterizzati da un periodo di pace e di intensa attività culturale: Padova diven ne infatti uno dei maggiori centri dell’aristotelismo in Europa e la sua prestigiosa università iniziò a richiamare alcuni dei più grandi intellettuali dell’epoca, tra i quali lo scienziato Galileo Galilei. Sempre in età rinascimentale, prestò servizio a Padova il valoroso condottiero Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, in onore del quale lo scultore Donatello realizzò, tra il 1450 e il 1453 d.C., un monumento equestre posto di fronte alla Basilica di Sant’Antonio. Nel 1776, fu completata, per volere del provveditore Andrea Memmo, l’attuale Prato della Valle (seconda piazza più grande d’Europa). L’età veneziana terminò nel 1797, quando, in seguito alle invasioni napoleoniche, Padova passò sotto il dominio francese. Dopo una breve parentesi austriaca, la città venne di nuovo occupata dalle truppe transalpine. Nel 1815, in seguito alla disfatta napoleonica e al con gresso di Vienna, Padova entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto, controllato dall’Impero austriaco. Con il diffondersi dei moti d’indipendenza del 1848, anche a Padova iniziarono ad esser ci le prime insurrezioni contro l’occupazione austriaca, soprattutto da parte di studenti universitari. In seguito alle guerre d’indipendenza italiane e all’unificazione della penisola, Padova venne ufficialmente annessa al Regno d’Italia nel 1866.

LA CITTÀ OGGI Padova, grazie alla sua prestigiosa università e alle numerose attrazioni artistico-culturali, è senza alcun’ombra di dubbio uno dei centri più vivi e ricchi del Nord-est. Gran parte del suo splendore risiede nel centro storico: è qui che, passeggiando lungo le vie di stampo medievale, passando da un portico all’altro e attraversando gli archi delle maestose porte, si può respirare un’atmosfera del tutto singolare, in cui le antiche tradizioni millenarie si fondono con i ritmi frenetici e dinamici tipici della metropoli moderna. Uno dei punti di maggiore interesse culturale è sicuramente piazza Ere mitani: qui infatti, presso i chiostri dell’ex convento dei frati Eremitani, sorge gran parte del com plesso dei Musei Civici, che include il Museo Archeologico, contenente materiale di epoca prero mana, romana, etrusca ed italiota, e il Museo d’Arte Medievale, che vanta un’ampia collezione di opere, risalenti al periodo tra il ‘300 ed il ‘700, di alcuni dei maggiori artisti italiani. Annesso a questi, sorge il parco pubblico cittadino dei Giardini dell’Arena, così chiamato poichè vi si trovano i resti dell’antico anfiteatro romano edificato nel 70 d.C. Sempre all’interno di quella che è una delle più note aree verdi di Padova, troviamo la famosa Cappella degliScrovegni che, grazie all’assoluta bellezza dei suoi affreschi realizzati da Giotto, si può definire uno dei massimi esempi rappresen tanti l’unione tra uomo e Dio, poesia e pathos, senso di umanità e fede. Un’altra parte dei Musei Civici si trova a Palazzo Zuckermann, ospitante il Museo delle Arti Applicate e la grande collezione numismatica del Museo Bottacin. Il complesso degli Eremitani termina con un altro edificio di note vole interesse storico-artistico: si tratta della Chiesa degli Eremitani, antichissima sede agostinia na, nota per le sue meravigliose cappelle, tra le quali spicca la Cappella Ovetari, famosa per ospi tare uno dei più grandiosi affreschi del maestro Andrea Mantegna. Dopo aver attraversato intera mente corso del Popolo, si giunge nel vero e proprio centro cittadino. Qui, una volta oltrepassata piazza Giuseppe Garibaldi, uno dei primi punti di interesse storico che si incontra è il Caffè Pedroc chi. Realizzato tra il 1824 e il 1842, questo grandioso caffè storico di fama internazionale è celebre per l’arredamento raffinato e le decorazioni delle sue sale: in ognuna di esse, infatti, si è ricreata l’ambientazione storica di vari periodi passati, proprio come imponevano le regole dell’ecclettismo ottocentesco tipico dell’epoca. Non distante dal Caffè Pedrocchi, sorge Palazzo del Bò (conosciuto semplicemente dai padovani com “il Bò”), dal 1493 sede centrale dell’Università degli Studi di Padova, che ospita il più antico teatro anatomico a sede dei tribunali cittadini, famoso per il suo maestoso salone decorato con un grandioso ciclo di affreschi a soggetto astrologico risalenti al XV secolo.


tale edificio separa Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta, tra le più grandi ed importanti piazze padovane, note soprattutto per essere sede di mercati e di feste popolari. Altra piazza, anch’essa vero e proprio centro della vita cittadina, è la vicina Piazza dei Signori. Questa, oltre ad essere pure sede di mercati, feste ed eventi di vario tipo, nonché punto d’incontro e svago, soprattutto per i giovani e per i numerosi studenti che abitano la città, è anche un luogo di interesse storico e di assoluta bellezza grazie agli edifici che la circondano, veri e propri esempi di un perfetto mix tra architettura medievale, rinascimentale e moderna. Tra questi spiccano la piccola Chiesa di San Clemente (risalente 1190) e Palazzo del Capitaniato, antica reggia Carrarese, così chiamato perché fu dimora di uno dei due capitani veneziani della città durante il dominio della Serenissima. Questo maestoso palazzo è diviso a metà da una torre, detta Torre dell’Orologio, sulla quale si trova appunto un magnifico orologio astronomico in rame, dipinto di azzurro, con chiesa paleocristiana. Annesso al Duomo si trova il meraviglioso Battistero, risalente al XII secolo e contente un ciclo di straordinari affreschi, che rappresenta scene della Genesi, dell’Apocalisse e di S. Giovanni Battista, realizzato tra il 1375 e il 1378 da Giusto de’ Menabuoi. Attraverso le vicine via Soncin e via S. Canziano si giunge in Piazza Antenore, dove sorge un monumento che il poeta rinascimentale Lovato de’ Lovati indicò come la tomba del leggendario fondatore della città, l’eroe troiano Antenore. Non lontano da qui troviamo Palazzo Zabarella, prestigiosa dimora Carrarese, oggi sede di numerose mostre ed eventi. Percorrendo via del Santo si giunge alla Basilica di S. Antonio, una delle più grandi chiese al mondo, nonché uno dei maggiori luoghi di culto del mondo cristiano. Il complesso del Santo, comprende anche l’oratorio di S. Giorgio, vero e proprio capolavoro del Trecento, i Musei Antoniani e la Scuola del Santo. Davanti alla Basilica, in piazza del Santo, è posto il monumento equestre del Gattamelata, realizzato da Donatello e dedicato al valoroso condottiero umbro Gattamelata, che prestò servizio presso la Repubblica di Venezia. Nelle vicinanze della Basilica del Santo troviamo l’Orto Botanico: risalente al 1545, è conosciuto per essere il più antico orto botanico universitario al mondo ed è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Non lontano da qui si trova uno dei luoghi più importanti di Padova, Prato della Valle: di forma ellittica, con i suoi 88.620 m2 è la seconda piazza più grande d’Europa. La piazza è in realtà un esteso spazio monumentale caratterizzato da un’isoletta centrale (chiamata isola Memmia, in onore del podestà Andrea Memmo che commissionò i lavori per la sua realizzazione) circondata da un canaletto (alimentato dal canale Alicorno) con un doppio basamento di 78 statue, rappresentanti importanti personalità legate al passato della città. Infine, sempre presso Prato della Valle, troviamo la Basilica di Santa Giustina, anche questa una delle chiese più grandi d’Europa.

C OME A RRIVARE -In Treno Padova, grazie alla sua posizione geografica strategica, è un importante crocevia ferroviario per le linee dirette verso altre grandi città italiane, quali Venezia, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Trieste. Dalla stazione, prendendo i bus urbani o il tram, si può giungere in vari punti della città compreso il centro, in ogni caso non troppo distante e per questo facilmente raggiungibile a piedi. Inoltre da Padova, al prezzo di € 3,40 e in soli quaranta minuti circa, si può raggiungere Venezia a bordo di un treno regionale. -In Aereo Nonostante Padova non disponga di un proprio

aeroporto civile, è comunque ben servita anche per quanto riguarda il traffico aereo, poiché non è affatto distante dall’aeroporto Marco Polo di Venezia, che, essendo il terzo aeroporto più importante d’Italia, è ben collegato con i maggiori scali europei. Altri aeroporti non troppo distanti da Padova sono l’Antonio Canova di Treviso, il Valerio Catullo in provincia di Verona e il Guglielmo Marconi di Bologna. Sia da Venezia che da Treviso sono disponibili dei bus che permettono di raggiungere Padova in poco più di un’ora. Altro mezzo, seppur non economico, per raggiungere Padova da uno di questi aeroporti è il taxi.


-In Bus Padova è facilmente raggiungibile anche in autobus. La nuova autostazione sorge in prossimità della Stazione ferroviaria. Inoltre, a bordo dei bus Sita si possono raggiungere

diversi luoghi di interesse appena fuori Padova, tra cui anche gli aeroporti. I biglietti si possono comprare nel vicino sportello.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

P ADOVA

L’Università degli Studi di Padova è una delle più antiche d’Italia nonché una delle più prestigiose al mondo. Pare che in città fossero presenti scuole di diritto e medicina, frequentate sia da studenti italiani che stranieri, già a cavallo tra l’Alto ed il Basso Medioevo. Nonostante ciò, la tradizione vuole che l’Università vera e propria sia stata fondata nel 1222, quando un gruppo di studenti e professori dell’Università di Bologna migrò a Padova in cerca di una maggiore libertà accademica. Risale proprio a tale anno il primo documento notarile nel quale lo Studio Patavino viene ufficial mente citato per la prima volta. Inizialmente esisteva una sola università chiamata Universitas Iuri starum, dedicata appunto agli studi giuridici; ma già attorno al 1250 inziarono ad essere insegnate presso l’istituzione anche la medicina e le arti. Per volere di Francesco Carrara II, nel 1399 l’insi eme dei corsi delle arti e delle scienze mediche divenne indipendente e prese il nome di Universi tas Aristarum. Ciò portò quindi alla scissione dell’ateneo in due blocchi distinti, con due rettori diversi e quindi l’uno indipendente dall’altro. I corsi inizialmente avevano una durata di sei anni, scesa poi a cinque nel cinquecento e a quattro nel settecento. Fin dalle prime fasi della sua storia, presso l’Università di Padova iniziarono ad affluire numerosi studenti da ogni parte d’Europa, tant’è che questi venivano distinti in due grossi gruppi: i Natio Citramontana (ovvero gli studenti italiani) ed i Natio Ultramontana (ovvero gli studenti stranieri). Insomma, Padova sembrava essere già allora una meta molto desiderata da coloro che potremmo definire dei veri e propri studenti Era smus di altri tempi! L’Università raggiunge però l’apice del suo splendore durante il periodo di dominazione veneziana, ovvero tra il quattrocento ed il seicento. Durante questa età, infatti, il pre stigio e la fama dell’Università di Padova aumentano notevolmente poiché la città diviene il vero e proprio centro culturale di quella che allora era una delle maggiori potenze economiche e politiche del tempo, ovvero la Repubblica di Venezia. Nel 1493 l'Universitas Iuristarum viene trasferita all'Hospitium Bovis, un ampio fabbricato già adibito a locanda sotto l'insegna del bue che poi divenne, dopo ampliamenti e trasformazioni, la sede principale nota come il Bo. In quello stesso periodo nasce il motto ufficiale dell’Università, che avrebbe caratterizzato da lì in avanti il resto della sua storia, ovvero: Universa Universis Patavina Libertas (“tutta intera, per tutti, la libertà nell’Università di Padova”). Padova, grazie anche al fatto di essere parte della Repubblica di Vene zia, si contraddistinse sempre per garantire totale libertà, soprattutto religiosa. A testimoniare tali libertà il fatto che al tempo fu l’unica università ad accettare studenti protestanti dopo la controri forma e che fu il primo ateneo nella storia in cui una donna potè laurearsi (Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, nel 1678). Forse anche per questo, per molto tempo in città accorsero numerosi studenti e grandi intellettuali da ogni parte d’Europa e ciò portò Padova a divenire il maggiore centro scien tifico e culturale del continente. Tra il 1592 e il 1610 vi insegnò il celebre scienziato Galileo Galilei, mentre nel 1595 venne inaugurato il primo teatro anatomico al mondo. A partire dal settecento, i due atenei - Universitas Iuristarum e Universitas Aristarum - vennero unificati fino a formare un unico ateneo, chiamato appunto “Università degli Studi di Padova”. Nel 1848 vi fu la chiusura tem poranea dell’università, poiché, in seguito alla diffusione dei moti d’indipendenza, vi fu una rivolta da parte di studenti italiani contro le truppe austriache di stanza in città. Ciò ebbe come conse guenza la morte di due studenti rivoltosi, l’espulsione di altri settantatré di questi e di quattro docenti.


Oggi l’Università conta circa 65.000 studenti e 2.400 docenti (dati aggiornati al 2010) e, a partire dall’1 Novermbre 2012, l’ateneo è suddiviso in otto scuole di ateneo che sono rispettivamente: Agraria e Medicina Veterinaria, Economia e Scienze Politiche, Giurisprudenza, Ingegneria, Medici na e Chirurgia, Psicologia, Scienze, Scienze umane sociali e del patrimonio culturale. L’università possiede poi varie sedi distaccate sparse sul territorio veneto e gestisce direttamente una serie di undici musei, chiamati appunto “Musei Universitari”. Fra le figure più illustri che studiarono a Padova: l’architetto umanista Leon Battista Alberti, il filosofo Pico della Mirandola, il medico inglese William Harvey (scopritore della circolazione san guigna), lo scrittore drammaturgo veneziano Carlo Goldoni ed il poeta illuminista Ugo Foscolo. Tra le principali figure che vi insegnarono ci sono invece Galileo Galilei e l’astronomo polacco Niccolò Copernico. Simbolo dell’Università è il sigillo raffigurante il Cristo Risorto, patrono dei medici, e ..santa Caterina d’Alessandria, patrona dei giuristi.

LA SEZIONE L’Associazione Erasmus Padova nasce nel 1992 grazie all’impegno di un gruppo di giovani studen ti da poco rientrati dalle loro esperienze erasmus; ma è solo due anni più tardi, nel 1994, che entra a far parte del Network nazionale, come A.E.P. - ESN Padova. Oggi l’associazione conta 30 soci attivi e svariati soci onorari che organizzano e propongono ogni semestre agli studenti in scambio circa 70 attività diverse, di tipo ludico, culturale e sportivo. ESN Padova partecipa ogni anno, col supporto dell’università, agli Erasmus Welcome Days, adesso integrati nel più ampio progetto della Welcome Week: una settimana ricca di eventi che permettono agli studenti erasmus di conoscersi, di conoscere meglio la città e i soci dell’associazi one. Inoltre vengono organizzati annualmente un Erasmus Day, giornata dedicata agli studenti dell’Università di Padova in partenza (outgoing), e un Welcome Back, dedicato agli studenti univer sitari appena rientrati dal loro soggiorno all’estero. Per quanto riguarda le attività locali, le più belle, nonché le due che tutti gli erasmus ricordano sempre e a cui cercano di partecipare anche negli anni successivi al loro, sono il Carnevale (un weekend in cui a Padova convergono la maggior parte delle sezioni italiane in visita al carnevale di Venezia: si organizzano per loro tour guidati delle due città a cavallo di una grande festa con più di 1500 persone!) e la Festa in Barca (una giornata di puro divertimento su una barca di due piani, che comprende la visita delle isole della laguna veneziana). L’associazione partecipa attivamente alla vita del Network nazionale e internazionale, essendo coinvolta in tutti i maggiori progetti (Era smus in School, Social Erasmus, Exchange Ability, Survey) e nei maggiori eventi nazionali (ICE Incontro Culturale Erasmus, Evento Nazionale, ONE - Olimpiadi Nazionali Erasmus) e avendo organizzato nel recente passato una Piattaforma Nazionale (dicembre 2012) e una SWEP (evento internazionale, nel novembre 2010). I suoi soci prendono costantemente parte alle assemblee nazionali e internazionali e, assieme alle vicine sezioni di Venezia, Verona, Trento e Trieste, hanno dato vita ad un coordinamento regionale del Triveneto. Inoltre ESN Padova è gemellata con le sezioni di ESN Nancy (Francia) ed ESN Maribor (Slovenia).


.TIPS -Spritz

-Festa di Sant’Antonio da Padova

Lo spritz è un aperitivo alcolico dal sapore amaro, a base di vino bianco o Prosecco, bitter e acqua frizzante, o seltz. Di orgini veneziane è molto popolare nell’area geografica del Triveneto. Per quanto le sue vere origini siano ancora ignote, fra la popolazione veneziana si narra che i soldati dell’Impero austriaco, di stanza presso quella che fu la Repubblica di Venezia, usassero allungare con acqua frizzante i vini veneti per stemperare la loro elevata gradazione alcolica. Lo spritz, nella sua forma originaria, corrisponderebbe infatti ad una semplice mescolanza tra vino bianco ed acqua frizzante e tale modo di berlo è tuttora in uso nel Triveneto. Diffusa invece in tutta Italia e soprattutto al nord, ma anche all’estero, è la sua variante caratterizzata dall’aggiunta di bitter (Aperol ,Campari o Select). La classica ricetta veneziana prevede: 1/3 di vino bianco, 1/3 di bitter e 1/3 di acqua frizzante. L’alcolico, è riconosciuto dall’IBA (International Bartrenders Association), la quale ha stilato anche una propria ricetta ufficiale: 6 cl Prosecco, 4 cl Aperol ed una spruzzata di soda/seltz. La preparazione, sempre secondo le descrizioni ufficiali dell’IBA, avviene versando in un bicchiere old-fashioned (tipico bicchiere basso di forma cilindrica, in genere usato per servire liquori o cocktail con pochi ingredienti) contenente del ghiaccio il prosecco, l’Aperol e la selz, per poi mescolare il tutto. Infine si guarnisce con mezza fetta d’arancia. Grazie poi alla creatività dei baristi, sono nate altre varianti “minori” di spritz. In ogni caso, non è affatto difficile girando per Padova a fine giornata lavorativa, specialmente il mercoledì sera (per tradizione serata di festa universitaria), o durante il week end imbattersi in coppie di innamorati, giovani goliardi, famiglie, compagnie di amici di ogni età che, mentre si rilassano, chiacchierano, ridono e scherzano tra loro, bevono piacevolmente questo delizioso cocktail. A quel punto che fare? Semplice! Ordinane uno al barista e unisciti a loro!!!

Ogni anno il 13 giugno, data in cui morì nel 1231, si celebra Sant’Antonio da Padova. Durante questo giorno, la città è invasa da migliaia di visitatori e pellegrini che giungono da ogni parte del mondo per prendere parte alla messa solenne, o anche solo per assistere alla celebre processione che si svolge nel pomeriggio. Durante questa, l’arca contenente le reliquie del Santo viene esposta per le vie del centro per poi far ritorno all’interno della Basilica, dove la benedizione del Vescovo chiude le solennità religiose. Sant’Antonio è, senza alcun’ombra di dubbio, una delle figure più venerate nel culto cristiano, ciò grazie alla fama delle sue reliquie, che, secondo la tradizione, sarebbero portatrici di prosperità e miracoli. -Maratona di Sant’Antonio Famosa manifestazione sportiva che si svolge ogni anno durante l’ultima settimana di Aprile. Vi possono partecipare sia atleti di alto livello che persone comuni grazie alla stracittadine, corse non competitive di 1, 2, 5 e 12 km. -Festival musicale di Radio Sherwood Sicuramente uno degli eventi più importanti per i giovani e gli amanti della musica alternativa. Questo grande festival si svolge ogni anno in estate, tra Giugno e Luglio, presso il Park Nord dello Stadio Euganeo (principale struttura sportiva della città, nonché casa della squadra di calcio del Padova) ed è uno dei maggiori promotori in Italia della cultura indipendente. Ad ogni edizione, infatti, prendono parte le maggiori band alternative della scena italiana ed internazionale. dello Stadio Euganeo (principale struttura sportiva della città, nonché casa della squadra di calcio del Padova) ed è uno dei maggiori promotori in Italia della cultura indipendente. Ad ogni edizione, infatti, prendono parte le maggiori band alternative della scena italiana ed internazionale. Oltre che per


la musica, il festival Sherwood è anche rinomato perché dedica ampio spazio a dibattiti, presentazioni ed altri approfondimenti culturali. Al suo interno si possono trovare anche numerosi stand gastronomici e chioschi dove vengono serviti cibo e bevande di vario tipo, dai veloci panini, passando per gli ottimi kebab, fino ad arrivare alla classica pizza. Per quanto riguarda il bere, si possono assaporare numerose varietà di birre artigianali e non, grappe, amari, vini selezionati ed anche freschi frullati o succhi di frutta per combattere il caldo torrido che caratterizza le notti d’estate padovane. Se mai si fosse interessati a comprare il biglietto per uno dei numerosi concerti che vi si tengono, si consiglia di prenotarli on line, onde evitare lunghe code alle casse. Il prezzo, se li si preno-

ta via internet, corrisponde ad un solo euro in più. -Prosecco Probabilmente è la prima alternativa allo spritz che si può trovare a Padova. Il prosecco è un vino bianco DOC (Deniminazione di Origine Controllata) prodotto in tutto il Veneto (fatta eccezione per le province di Verona e Rovigo) ed in tutto il Friuli Venezia-Giulia. Si distinguno sostanzialmente tre tipologie di prosecco: propriamente detto (tranquillo), spumante e frizzante. In tutti i casi si tratta di un vino di colore giallo paglierino, dall’odore fine e dal sapore fresco, ma secco, frizzante e fruttato..


Palermo

SINTESI STORICA

Fondata dai Fenici nel VII sec. a.C. con il nome di Zìz (fiore), viene conquistata dai Romani che le danno il nome di Panormus (dal greco, tutto porto) che, con poche modifiche, giunge fino a noi. Il periodo felice della città ha inizio sotto il dominio arabo (IX sec. d.C.). quando diviene uno dei principali centri islamici in occidente. La città si espande e nascono nuovi quartieri urbani al di là dei confini del centro storico detto il Cassaro (dall’arabo Al Quasar, il castello, antico nome anche della via principale, oggi corso Vittorio Emanuele). In particolare, nei pressi dello sbocco sul mare nasce la Kalsa (da al Halisah, l’eletta), quartiere fortificato e residenza dell’emiro. Nel 1072 la città cade in mano al normanno conte Ruggero, ma il passaggio non avviene in modo violento: ai mercanti, gli artigiani e più in generale alla popolazione musulmana (ma anche di altre razze e religioni) viene consentito di continuare a vivere e ad esercitare la propria professione. E' proprio questo che permette il diffondersi dello stile poi detto arabo-normanno, bellissima miscela di motivi sia architettonici che decorativi. La città prospera e si arricchisce di apporti delle diverse culture. Ruggero II, figlio del “conte”, amante del lusso, fa nascere ovunque giardini di foggia orientale con lussuosi palazzi (la Zisa, la Cuba) e si circonda di letterati, matematici, astronomi ed intellettuali provenienti da ogni dove. Dopo un breve periodo di scompiglio e decadenza, Palermo e la Sicilia passano nelle mani di Federico II di Svevia (1212), sotto il quale la città riacquista centralità e vigore. Si susseguono gli angioini, cacciati alla fine della cosiddetta Guerra del Vespro, gli Spagnoli e, nel ’700, i Borboni di Napoli che vestono la città di palazzi barocchi. L’Ottocento segna l’apertura della città ai commerci ed alle relazioni con l’Europa. La borghesia imprenditoriale è la nuova forza economica e la nuova “committente”. La città allarga i suoi confini, viene inaugurato il viale della Libertà, continuazione di via Maqueda, ed il quartiere che vi sorge attorno si arricchisce di creazioni liberty. L’ultimo guizzo purtroppo, seguito da un periodo di stasi che vede susseguirsi i bombardamenti dell’ultima guerra, il terremoto del 1968 ed un lento, ma corrosivo degrado dei quartieri medievali.

Contatti ESN Palermo www.esnpalermo.com palermo@esn.it Erasmus Student Network Palermo ESNPalermo esnpalermo Via Attilia Barbera, 16 90100 Palermo (PA)


LA CITTÀ OGGI Palermo è il capoluogo della Sicilia e quinta città d’Italia. Posta al centro del Mediterraneo, culla delle più antiche civiltà, la città è stata da sempre crocevia di culture fra Oriente e Occidente. Luogo strategico di transito, scalo privilegiato di traffici mercantili e commerciali, approdo di popoli di razze, lingue e religioni diverse, Palermo ha affascinato visitatori e stranieri per la sua felicissima posizione, la mitezza del clima e la bellezza dei luoghi. Anche per questo, innumerevoli sono state, nei secoli, le dominazioni subite. Non sono molte, nel mondo, le città che, come Palermo, hanno conservato tante testimonianze della cultura dei conquistatori: dai Romani ai Bizantini, dagli Arabi ai Normanni, dagli Svevi ai Francesi, dagli Spagnoli agli Austriaci, tutti hanno lasciato l’inconfondibile traccia della loro permanenza; e quasi sempre si tratta di testimonianze di straordinario valore, in quanto la confluenza di forme e stili, dal Nord Europa all’Africa, dal Medioevo al Barocco, ha spesso dato vita ad originalissime creazioni artistiche, architettoniche e decorative. Nonostante la commistione diculture, la città ha conservato la sua identità. Un’ identità di città capitale che in ognitempo ha saputo coniugare il meglio delle altre genti con la propria vocazione di libertà. Arte e storia divengono scenario della vita quotidiana palermitana, i quartieri si colorano dei caratteristici mercati rionali, Ballarò, Il Capo, Borgo vecchio e Vucciria; angoli del passato che rappresentano il cuore pulsante della città antica, legata ai profumi e alle tradizioni di questa terra. I principali luoghi d’ interesse sono legati alla tradizione sacra, le numerose chiese dislocate sul territorio sono un evidente simbolo dell’influenza cristiana sulla città ma anche una splendida espressione dell’arte secolare, tra le tante citiamo: la Cattedrale, Casa Professa, San Giovanni degli eremiti, San Domenico, la Magione, Spirito Santo e San Giovanni dei lebbrosi. Tra i monumenti civili di rilievo annoveriamo: il Teatro Massimo, sede dell’opera, il Teatro Politeama, sede della famosa Orchestra Sinfonica di Palermo, la Zisa, antica residenza estiva dell’emiro arabo, il Palazzo delle Aquile, sede dell’amministrazione comunale, Piazza Pretoria o Piazza della Vergogna, così chiamata per la nudità delle statue che compongono la fontana che la caratterizza, il Palazzo dei Normanni, sede dell’amministrazione regionale, Piazza Vigliena o dei Quattro Canti, cosiddetta grazie ai suoi 4 prospetti architettonici rappresentanti i quattro fiumi della città antica.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

I trasporti pubblici a Palermo sono gestiti dall’azienda municipalizzata autotrasporti Amat unicamente tramite mezzi Bus tutti di nuova concezione: è stato infatti ultimamente rinnovato l’intero parco vetture. La circolazione dei Bus, al centro, è agevolata da corsie preferenziali delimitate da cordoli; in tutte le fermate del centro sono indicate le linee in transito e gli orari di passaggio; sono in corso lavori di realizzazione di fermate attrezzate di panchine e pensilina con, in testa, il nome della fermata. Il costo del singolo titolo di viaggio è di 1,20 e valido 90’ dalla convalida da effettuare immediatamente a bordo del primo mezzo utilizzato, Amat o Metro. Il biglietto può essere acquistato presso le rivendite autorizzate (tabacchi, bar, edicole, etc. . . )

- In treno La Stazione Centrale di Palermo è connessa alla linea ferroviaria nazionale. Palermo è ben collegata con tutte le principali città della Sicilia (Messina, Catania,Enna,Agrigento..)e d’Italia (Roma, Napoli, Milano..). Caratteristica molto curiosa è l’imbarco del treno all’interno di un traghetto, appartenente alle ferrovie dello stato, per le tratte che collegano Palermo alle altre città oltre lo stretto di Messina. - In aereo Palermo dispone di un aeroporto internazionale distante 30 km dal centro della città, l'aeroporto Falcone e Borsellino. Info: www.gesap.it L’aeroporto `e ben collegato con il centro città grazie al collegamento ferroviario chiamato “Trinacria Express”, appartenente alla piccola rete metropolitana della città.


Esiste un biglietto valido un giorno (24 ore dalla prima obliterazione) vivamente consigliato ai turisti. La metro a Palermo consiste di due linea: A e B. L’utilizzo della metro risulta particolarmente utile nel tratto aeroporto-stazione centrale mentre non è particolarmente necessaria per gli spostamenti all’interno del centro città

- In autobus Palermo è servita anche da numerose agenzie di trasporti extra-urbane, che collegano la città ai principali centri della Sicilia (Catania, Messina, Enna, Agrigento..) con tempi di percorrenza e prezzi molto vantaggiosi. Sono presenti agenzie di trasporti che permettono di raggiungere anche le principali città italiane (Roma, Napoli... ) con prezzi altrettanto con convenienti. Per informazioni visitare il sito: www.saistrasporti.it - In nave Palermo è raggiungibile anche in nave grazie alla presenza di traghetti per il trasporto di passeggeri e veicoli, i quali collegano il porto di Palermo con alcuni dei maggiori porti del Mediterraneo, tra cui Cagliari, Civitavecchia/Roma, Genova, Livorno, Napoli, Salerno, Tunisi, Valencia. Per quanto possa risultare una buona alternativa alla linea ferroviaria e alle agenzie di trasporto su strada, spesso i costi sono notevolmente maggiori. Per maggiori informazioni su costi e tempi di percorrenza consultare i siti delle principali agenzie marittime che servono il porto di Palermo. Info: www.gnv.it – www.grimaldi.it – www.ferries.com - www.tirrenia.it

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

P ALERMO

L’Università degli Studi di Palermo, o PanormitanaStudiorumUniversitas fondata nel 1805, con oltre 62 mila studenti, è una delle maggiori università italiane per numero di iscritti. La sede del Rettorato è situata nello storico Palazzo Chiaramonte-Steri, mentre buona parte delle altre strutture sono situate nella cittadella universitaria, nel Parco d’Orleans. L’Università degli studi di Palermo è un’istituzione pubblica avente come finalità inscindibili l’istruzione e la formazione universitaria, la ricerca scientifica e tecnologica. L’ Ateneo conta tra le sue strutture 12 Facoltà: Agraria, Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Scienze della Formazione, Scienze MM.FF.NN., Scienze Motorie, Scienze Politiche. L’università si compone anche di poli dislocati sul territorio siciliano: il polo di Agrigento, di Trapani e di Caltanissetta. Il sito web ufficiale dell’università è www.unipa.it


LA SEZIONE

ESN

PA L E R M O

Palermo conta una sezione ESN, denominata appunto ESN Palermo, legata all’Università degli Studi. L’associazione è in attivo da dieci anni, la media annuale dei suoi soci è di circa 200, di cui 150 studenti erasmus, punto di riferimento per ogni studente straniero. L’organizzazione offre ai suoi tesserati servizi quali pick-up, housing, tandem, visite guidate della città, serate a tema, escursioni per l’isola e viaggi in giro per l’Italia. Tra gli appuntamenti annuali ricordiamo: ICE e Sunweek. Punta di diamante degli eventi ESN sono indubbiamente le sue incredibili feste a tema: tra curiosi travestimenti, balli in maschera e animazione folle, ESN colora la città con le serate più pazze e attese di Palermo! Il sito ufficiale è www.esnpalermo.it.

TIPS - Cucina e bevande tipiche La cucina palermitana conta secoli di storia che hanno contribuito a valorizzare ed arricchire le sue ricette e i suoi sapori, una grande varietà di aromi e ingredienti si combinano tra loro: cucina raffinata e povera, ricette di pesce e di terra, incontro tra dolce e piccante. Tra i piatti tipici vi segnaliamo la Pasta con le sarde, lo Sformato di anelletti al forno, A’ pasta ’ncasciata (pasta condita con melanzane, uova, caciocavallo, salame e macinata di manzo), la Caponata di melanzane, le panelle di ceci, le muffolette (focaccine da servire calde e da farcire a piacere) e le guastelle (panini farciti con formaggio, milza di vitello e grasso di maiale). I secondi piatti non sono da meno, molto rinomata è infatti la preparazione chiamata Stigghiola, ovvero uno spiedino di budella di vitello attorcigliate e infilzate in una stecca di ferro, condite con cipolle e arrostite sulla brace. Altra specialità culinaria è U pani ca’ meusa o la focaccia, detta “guastella”, ovvero la milza bollita con il polmone, fritta nello strutto per farne farcitura per un panino morbido. Ovviamente tra i secondi c’è tutta una serie di piatti che hanno come alimento dominante il pesce, tra questi è necessario menzionare il tonno con cipollata, il pesce spada gratinato, le sarde con farcia di acciughe, uva, cannella, polpi e naselli in tegame. Il clima mite dell’isola ha portato, nell’arco dei secoli, ad una naturale condivisione dei cibi all’aria aperta, così sono nati i baracchini ambulanti; questa antica tradizione viene definita oggi “streetfood”, ossia cibo da strada. Tra

i prodotti più venduti per le strade troviamo gli arancini, famosissime polpette fritte con riso e ragù, oppure le panelle (farinate di ceci fritte), o ancora i cazzilli, semplici crocchette di patate, e tutte le verdure fritte in pastella. Fra i famosi dolci tipici ricordiamo: la cassata, il cannolo, i dolci di mandorle e la frutta martorana. - Dove dormire & dove mangiare Per ciò che concerne l’alloggio, Palermo è una città in grado di soddisfare esigenze di qualsiasi genere, al centro non troverete soltanto bed & breakfast, ma potrete anche scegliere alberghi e pensioni che vi accoglieranno col il calore tipico isolano, offrendo servizi con un eccezionale rapporto qualità prezzo. In città troverete anche strutture alberghiere con cento anni di storia, dove tutto `e improntato al lusso più raffinato e dove verrete coccolati da un servizio d’eccellenza. Palermo ospita alcune strutture alberghiere in stile liberty, originali della Belle Epoque, rinomate in tutta Europa e spesso scelte, per la loro bellezza unica, come set cinematografici. In particolare vi suggeriamo alcune strutture che risultano essere una buona sintesi tra comodità, costo e servizio: Hotel Cortese - via Scarparelli 16 T 091-331722 www.Bhtcortese@iol.it B&B Palazzo Reale - via Cappuccini 9 T 340 2407933 Hotel Firenze - via Candelai 68 T 091-7847645 www.palermohotelfirenze.com


Student’sHostel San Saverio - via G. Di Cristina 39 - T 091-7574580 www.ostellopalermo.com Per quanto riguarda invece il vitto, Palermo è famosa per la sua “arte culinaria”. In città troverete locali dove poter mangiare cibi tipici locali, pizzerie di ottima fattura e ristoranti di alta qualit`a. In particolare suggeriamo alcuni servizi che garantiscono la possibilit`a di assaggiare i piatti tipici locali ad un prezzo accessibile e con un buon servizio. Antica Focacceria San Francesco - via Paternostro 58 - T .091-320264. Ristorante Bellini - Piazza Bellini 6 T .091-6165691. Pizzeria La Traviata - via Bara all’Olivella 77 T 091-328861. Ristorante Peppino - Piazza Castelnuovo 49 T . 091-324195 Pizzeria Da Caligola - via Cusmano 25 T . 091-6113284. - Divertimento Palermo offre un’ampia possibilità di scelta a tutti i giovani che desiderano divertirsi nel magnifico capoluogo siciliano, il numero delle zone nelle quali si sviluppa la vita notturna palermitana è sempre in aumento, grazie alla valorizzazione del centro storico questo è diventato il vero punto nevralgico notturno cittadino. Tra le zone aggiormente in voga troviamo: La Champagneria, quartiere frequentato da gente di ogni età e famosa per la massiccia presenza di locali notturni; I Candelai, via molto caratteristica, ricca di pub e locali etnici gestiti dalle comunità straniere presenti nel centro storico; La Kalsa, quartiere antico che ha maggiormente beneficiato del recupero del centro storico, la zona è molto conosciuta grazie alle manifestazioni culturali e ai concerti che ospita durante l’evento annuale della Kals’ Art.

- Eventi speciali in città Festino di Santa Rosalia : Il 15 luglio ha luogo la festa più importante della città, si celebra infatti la patrona di Palermo, Santa Rosalia. La festività prevede una caratteristica processione guidata dal famoso carro su cui si erge la statua della santa, il corteo storico percorre così l’antico Cassaro, ovvero la via che porta dalla cattedrale al Foro Italico. Come da tradizione, i palermitani attendono i magnifici fuochi d’artificio mangiando una delle specialità tipiche di questa festa, i “babbaluci” (lumache). Kals’art: Evento culturale di recente creazione ma che si è già imposto nel panorama artistico regionale, il Kals’art è una manifestazione culturale che ha inizio nel mese di luglio e si protrae fino a settembre. Durante il periodo estivo, il quartiere della Kalsa diviene lo scenario di numerose attività artistiche, quali concerti, spettacoli teatrali e mostre. Wintercase : Divenuto il più grande festival di musica elettronica in Sicilia, il Wintercase accoglie artisti da ogni parte d’Europa che si esibiscono nei maggiori locali del capoluogo siciliano creando un atmosfera che incanta il pubblico più appassionato ma anima al contempo i semplici curiosi che si avvicinano al genere. Un evento da non perdere! - Turismo Palermo si configura come un perfetto connubio tra storia, arte e cultura, ma anche mare, sole, divertimento e locali. Attrazione che da sempre incanta turisti da ogni dove, la città è conosciuta per le sue splendide spiagge: Mondello, Lascari, Capaci, Sferracavallo e Capo Gallo. Collegamenti: www.esnpalermo.it - Il sito ufficiale della sezione ESN di Palermo www.unipa.it - Il sito ufficiale dell’Università di Palermo www.palermoweb.it - Info generali sulla città


Parma

SINTESI STORICA

Parma venne fondata dai romani nel 183 a.C. sulla famosa via Emilia che attraversa la regione. La città venne costruita sulla base di alcuni insediamenti Etruschi e dei Galli Boi che abitavano la zona. Durante il periodo dell’alto medioevo Parma alterna periodi di decadenza a relativo benessere dovuti alla presenza di diverse popolazioni (Barbari, Longobardi). Nella disputa tra guelfi e ghibellini Parma si schierò prima con quest’ultimi e poi con i guelfi. Parma ebbe due famiglie che la dominarono: i Visconti di Milano e gli Sforza ma il periodo d’oro della città iniziò con la fondazione del Ducato di Parma nel 1545 da parte di Papa Paolo III appartenente alla famiglia Farnese che ne terrà il controllo fino al 1731. La città durante questo periodo si arricchisce delle opere del Parmigianino e del Correggio due dei più famosi pittori cinquecenteschi italiani. L’ultima famiglia che regnò sulla città furono i Borbone con l’infante di Spagna, Carlo I. Durante l’epoca napoleonica la città inizio ad essere chiamata la piccola capitale vista la sua somiglianza ad una piccola Parigi italiana e grazie agli edifici voluti da Maria Luigia d’Asburgo, moglie di Napoleone, che risiedeva nella città e la governava. Successivamente vi fu il ritorno della dinastia dei Borbone‐Parma che sono gli attuali duchi di Parma che guidarono la città fino alla sua annessione al Regno d’Italia Durante la marcia di Mussolini del 1922 Parma è l’unica città ad opporsi. I cittadini del quartiere dell’Oltretorrente ergono della barricate, fatte con banchi di legno o lastre di pietra del pavimento stradale, per difendere la città dalle truppe fasciste. Dopo alcune schermaglie le truppe fasciste comandante da Italo Balbo vengono respinte, da li il detto “Balbo t’è pasè l’atlantic mo miga la Perma”. Dopo l’armistizio Badoglio del 1943 Parma e l’Appennino parmense sono diventati luogo di lotte partigiane per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Per l’impegno e le azioni eroiche la città e molti altri paesi del territorio sono stati insigniti di medaglie al valore militare e civile.

Contatti ESN ASSI Parma http://assi.unipr.it/ assi@unipr.it Esn-Assi Parma c/o Atrio delle Colonne Via Università, 12 43121 Parma (PR)


T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

La rete autobus (TEP) ha 17 linee diurne urbane, 2 notturne e linee extraurbane. Inoltre vi è anche un efficiente servizio taxi.

Per arrivare a Parma dall’estero c’è l’aeroporto cittadino con voli da Londra e voli nazionali da Cagliari, Alghero e Trapani. Inoltre la città si trova a 2 ore d’auto dagli aeroporti di Milano, Bergamo e Bologna i quali sono anche collegati dalla rete ferroviaria.

L’ UNIVERSITÀ UNIVERSITÀ DEGLI

S TUDI

DI

P ARMA

Parma ospita una tra le più antiche Università del mondo. L’Università degli Studi di Parma venne fondata nel 1117 e ad oggi conta 18 dipartimenti. L’università è suddivisa di diversi poli: Il Campus, situato nella zone periferica, che raccoglie tutte le facoltà scientifiche, il polo economico‐umanistico in via d’Azeglio, il dipartimento di lingue in Viale San Michele, il palazzo centrale sede di Giurisprudenza in Via dell’università e la Facoltà di Veterinaria in Via del Taglio.

LA SEZIONE ESN ASSI Parma è una delle sezione che fondarono ESN Italia. L'associazione si occupa di organizzare eventi sociali, culturali e feste all'insegna del divertimento. L'anno ESN parte con una fantastica Welcome Week (generalmente di 3 giorni) caratterizzata da una breve presentazione iniziale dell'Università, della sezione e su tutto ciò che ogni Erasmus necessita di sapere riguardo l'Italia e la vita a Parma. A seguire viene tenuta una BARatona nei principali locali del centro, un appassionante tour della città e un immancabile welcome party. Tra i principali viaggi organizzati vi sono la gita a Firenze‐Pisa, alla scoperta delle affiscinanti e artistiche meraviglie della Toscana; Padova‐Venezia, nella quale gli Erasmus prenderanno parte al caratteristico carnevale; l'Evento Nazionale tenuto, generalmente, nell'incantata Italia meridionale: un'intera settimana di sole, mare e divertimento allo stato puro; e infine Napoli, patria della Pizza e dell'ospitalità. Moltissime ancora sono le attività organizzate, tra le più coinvolgenti la Caccia al Tesoro: questa rappresenta per gli Erasmus una sfida contro la città e un momento di estrema complicità per ciascun gruppo, alla fine della quale i più scaltri e fortunati troveranno alcuni dei più deliziosi prodotti Parmigiani! Una grande opportunità per incontrare altri Erasmus e studenti internazionali sono i due appuntamenti settimanali dedicati interamente a loro: un'occasione per imparare il nostro complicato ma poetico idioma e, ovviamente, per conoscere noi, simpaticissimi ESNers! E infine l'ultimo evento ma, assolutamente, non in importanza: la sorprendente e famosa Grigliata di fine anno, alla quale tutti gli Erasmus partecipano, così come moltissimi membri di altre sezioni che richiamati dalla carne arrosto, musica e tanto divertimento non possono far altro che partecipare!


TIPS Mangiare la tipica cucina parmigiana. Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Tortelli d’erbetta, Rosa di parma e chi ne ha più ne metta Serata in via d’Azeglio. La via della movida parmigiana animata tutte le sere della settimana Gite in Provincia. Alla scoperta dei castelli e delle leggende nelle suggestive città della provincia di Parma La serata del Martedì di ESN al Bar da Beppe La nostra grigliata di fine anno


Pavia

SINTESI STORICA

La storia della città di Pavia è contraddistinta da fasi di grande splendore e prestigio fin dalla sua fondazione, che risale all'età romana. L'attuale città conserva tutt'ora le fattezze del nucleo principale dell’antica Ticinum: il centro storico infatti ricalca il modello del castrum romano, che è possibile osservare nella pianta a croce tra Corso Cavour e Strada Nuova. Saccheggiata più volte dai barbari, la città venne conquistata dai Longobardi nel 572 d.C., che ne fecero la capitale del loro Regnum Italiae, con il nome di Papia. Il dominio longobardo durò per due secoli, fino al 774 d.C. quando venne Pavia riconquistata da Carlo Magno. Durante il successivo periodo carolingio nella Basilica di San Michele Maggiore vennero incoronati numerosi Re d'Italia.Nel Medioevo la città perse importanza e fu infine annessa dai Visconti al Ducato di Milano. Dall'inizio del XVIII secolo fino alla metà del XIX secolo la città fu sotto la dominazione straniera, alternata, di spagnoli, francesi, austriaci. Nel 1859 divenne parte del Regno di Sardegna (futuro Regno d'Italia) insieme al resto della Lombardia.

LA CITTÀ OGGI Pavia è una città della Lombardia di circa 70.000 abitanti, attraversata dal fiume Ticino esituata a circa 35 km a sud di Milano. La struttura urbana della città è quella tipicamente romana anche se, negli ultimi anni, lo sviluppo sempre maggiore del Polo Cravino per le facoltà di medicina ed ingegneria ha determinato un ampliamento della zona circostante, un tempo periferia, con la costruzione di diversi collegi e di altre strutture di accoglienza. Il centro della vita pavese rimane però ancora oggi il centro storico, racchiuso tra le cosiddette Mura Spagnole, e meglio identificato da Piazza Vittoria, Piazza Duomo, Strada Nuova e Corso Garibaldi, quasi del tutto chiuse alla circolazione di veicoli. Qui si trovano anche la sede centrale dell'Università, moltissimi negozi, ristoranti e soprattutto i bar e pub più frequentati dagli studenti.

Contatti ST.E.P. ESN Pavia http://www.esnpavia.org pavia@esn.it Step Esn Pavia c/o Servizio Relazioni Internazionali Mobilità Internazionale, Via S.Agostino 1, 27100 Pavia, Italia


T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Il centro città è abbastanza piccolo e perlopiù chiuso al traffico, per cui il mezzo preferito dallo studente pavese è la bicicletta, con cui ci si può spostare ovunque e in qualunque stagione. Pavia è comunque collegata da una capillare rete di autobus che conta otto linee urbane diurne; per quanto riguarda il trasporto notturno è disponibile un servizio pubblico su prenotazione. Per tutti gli studenti, erasmus compresi, è prevista la possibilità si usufruire del trasporto gratuito previo pagamento di una quota annuale di 13 euro. Maggiori informazioni sul sito www.lineservizi.it.

La città di Pavia è raggiungibile con il treno dalla vicina Milano in soli 30 minuti, oppure utilizzando le autostrade A7 (Milano-Genova) uscita Bereguardo, quindi direzione est - o A21 Torino-Piacenza - uscita a Casteggio, quindi direzione Nord. - In treno Pavia è una stazione di passaggio per i collegamenti dalla pianura Padana alla costa ligure, rappresentando una fermata obbligata per tutti i convogli che raggiungono Genova da Milano e che poi procedono verso la parte nord della Toscana, fino al confine estremo ligure o nel basso Piemonte.La frequenza dei treni per Milano è di uno ogni 30 minuti negli orari di punta e di uno ogni ora nel resto della giornata. Stessa frequenza per quelli diretti a Genova. Per raggiungere altre città italiane di maggiore interesse è quasi sempre obbligatorio il passaggio e il cambio di treno a Milano. - In aereo La vicinanza al capoluogo regionale rende Pavia dipendente dai maggiori aeroporti milanesi: Linate, Malpensa (VA) e Orio al Serio (BG), tutti ottimamente collegati con treni e autobus dalla stazione centrale di Milano; vi è inoltre un servizio di bus diretto dall'aeroporto di Milano Linate (www.migliavaccabus.it). - In autobus La maggior parte delle destinazioni limitrofe e Milano sono raggiungibili anche con gli autobus extra-urbani. La stazione si trova di fronte alla stazione ferroviaria. Per informazioni su destinazioni, costi ed orari consigliamo di consultare il sito www.silla.it.


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DI

P AVIA

L'Università di Pavia, in latino Alma Ticinensis Universitas, è la seconda più antica di Italia, dopo Bologna, e l'unica presente in città. Già nell'825 d.C. Lotario I, imperatore del Sacro Romano Impero, costituiva la scuola di retorica per i funzionari del regno, ma è solo nel 1371 che il sovrano Carlo IV fonda lo Studium generale, una scuola letteraria e giuridica che, già a quei tempi, richiamava numerosi studenti da tutta Europa; nel 1485 verrà trasformato con diploma imperiale in ateneo universitario. Nella biblioteca sono ancora conservate alcune ceneri di Cristoforo Colombo, che fu studente a Pavia, e Alessandro Volta fece qui i suoi primi esperimenti con l'elettricità. Uno dei periodi di massimo splendore per l'Ateneo fu il XVIII secolo, durante il quale ci fu una radicale riforma voluta da Maria Teresa d'Austria, cui è intitolato il più grande dei dodici cortili della sede centrale, il Cortile Teresiano. L'Università degli Studi di Pavia vanta nove facoltà, di cui quattro umanistiche (Lettere, Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia), ubicate nel centro storico tra la sede centrale e i palazzi San Tommaso, San Felice e Piazza Botta, e tre scientifiche (Ingegneria, Medicina e Scienze), che si trovano nel moderno campus universitario del Cravino, alla periferia nord della città. Infine Musicologia si trova nella sede distaccata di Cremona. Sono presenti inoltre quindici collegi che ogni anno ospitano gli studenti Erasmus.

LA SEZIONE L'associazione è nata nel 1992 con il nome ST.E.P., acronimo di STudenti Erasmus Pavia, e nel 1994 è stata una delle sezioni fondatrici di Erasmus Student Network Italia. Costituita da volontari, ST.E.P. ESN Pavia svolge un'attività d'informazione, accoglienza e supporto degli studenti in mobilità: sia studenti stranieri che trascorrono un periodo di studio a Pavia, sia studenti italiani che vogliono trascorrere o hanno trascorso un periodo di studio presso una università straniera. Tramite diverse iniziative, progetti (come ad esempio "Welcome Month", "Social Erasmus", "Tandem", "Info Point", "Eurodinner") e viaggi culturali in tutta Italia si cercano di creare momenti di scambio socio-culturale tra studenti italiani e stranieri in mobilità, dove il processo di integrazione e l'esperienza multiculturale hanno un ruolo centrale. Con un numero di soci annui che si aggira attorno ai 300 iscritti, l'attività della sezione si distingue per il fatto che tutti i volontari vivono a stretto contatto con gli erasmus, li sostengono nei momenti di difficoltà e organizzano per loro viaggi, feste e momenti di aggregazione durante tutto l'anno, permettendo loro di sentirsi parte di una grande famiglia con cui condividere alcuni dei momenti migliori della propria esperienza.


TIPS - Duomo di Pavia

- Oltrepò Pavese

Il Duomo di Pavia, dedicato a Santo Stefano, è la più imponente chiesa di Pavia ed un'importante edificio rinascimentale. Il duomo possiede la quarta cupola più alta d'Italia (dopo la Mole Antonelliana di Torino, San Gaudenzio a Novara e Santa Maria del Fiore a Firenze), la quinta se si considera quella di San Pietro in Vaticano. La grande piazza davanti alla chiesa è il punto di ritrovo dei giovani universitari!

L'Oltrepò Pavese è un'area della provincia di Pavia che si distingue per un'ampia varietà di ristoranti ed agriturismi che offrono prodotti tipici della zona. Sicuramente il prodotto principale è il rinomato vino dell'Oltrepò Pavese. Tutti gli anni ESN organizza più gite per far conoscere il territorio (e i suoi prodotti) agli studenti stranieri.

- Piazza Vittoria L'ampia piazza centrale della città, Piazza della Vittoria, anticamente Piazza Grande, ha una forma stretta e lunga ed è divisa in due aree dalla strada. Nei sotterranei della Piazza si estende un grande mercato coperto sotterraneo, costruito nel 1958 e successivamente ampliato e ammodernato. - Castello Visconteo Il castello Visconteo di Pavia fu costruito nel 1360. I Visconti vollero anche disegnare un grandioso parco di caccia, che si estendeva originariamente per una decina di chilometri, fino alla Certosa di Pavia; oggi parte del territorio del parco è ancora presente, ma non più collegato al castello, e chiamato Parco della Vernavola. Negli ultimi anni all'interno del castello vengono organizzate diverse mostre e, durante l'estate, anche concerti all'interno della corte. - Ponte coperto Il Ponte Coperto è un ponte sul fiume Ticino a Pavia, che collega il centro storico cittadino e il resto della città (situato sulla riva sinistra del Ticino), con il pittoresco quartiere, originariamente fuori dalle mura periferiche della città, di Borgo Ticino. Il ponte è molto caratteristico, ha cinque arcate ed è completamente coperto, con due portali alle estremità e una piccola cappella religiosa al centro. Sebbene il ponte attuale sia stato costruito nel 1949, esso ripropone le forme dell'antico Ponte Coperto, risalente al XIV secolo.


Perugia

SINTESI STORICA

La città di Perugia fu fondata dagli umbri, ma deve il suo sviluppo agli etruschi, come tuttora testimoniano le mura, il pozzo e l’arco etrusco; infatti anche durante la dominazione romana conservò l’assetto etrusco pur acquisendo nuova bellezza, tanto da essere chiamata “Augusta Perusia”. Dalla caduta dell’impero romano la città fu teatro di molti scontri interni, circostanze che giustificarono la presenza papale, vista come “pacificatrice”. Ciononostante, Perugia non accettò mai la supremazia del papato e nella guerra tra guelfi e ghibellini rimase sempre schierata con i guelfi. Dopo un imponente sviluppo urbano, che tra il 1200 e il 1300 vide la costruzione della Fontana Maggiore e l’istituzione dell’università, Perugia tornò più volte sotto il dominio papale, testimoniato dalla costruzione della Rocca Paolina. Nonostante negli anni seguenti la città sia stata omologata alle altre province pontificie, dal punto di vista architettonico continuò ad arricchirsi di palazzi di pregio, come testimoniano ancora oggi il palazzo Gallenga e della Penna. Nel 1860 Perugia venne conquistata dai Piemontesi e successivamente annessa al Regno D’Italia. Dopo l’Unità, la città era il capoluogo di una vastissima provincia, ma nei primi decenni del XX secolo, il territorio venne ridimensionato, e pur rimanendo il capoluogo della regione, venne istituita un’altra provincia: Terni, assetto che sostanzialmente rispecchia quello contemporaneo.

LA CITTÀ OGGI Perugia è conosciuta in Italia e all’estero come un’importante città universitaria. Oltre alla celebre Università di Perugia, infatti, la città è sede dell’Università per Stranieri, la più antica istituzione impegnata nell’insegnamento della lingua italiana, che conferisce alla città caratteristiche di multiculturalità e multilinguismo. La città sorge su un territorio collinare, del quale il centro storico occupa la parte più alta, dove si svolge maggiormente la vita studentesca. Il centro è raggiungibile dalla stazione con numerosi autobus (diretti a Piazza Italia) o con il minimetrò

Contatti ESN PEP Perugia perugiaerasmusproject.eu perugia@esn.it Esn Pep Perugia Piazza Fortebraccio, 4 06122 Perugia (PG)


(fino al capolinea “Pincetto”), mentre è collegato al terminal degli autobus attraverso delle scale mobili che passano nella rocca della città. La zona universitaria è in Via Pascoli, dove si trovano il maggior numero di facoltà (tra cui Economia, Giurisprudenza, Farmacia e Scienze Politiche) e la mensa universitaria, che offre piatti buoni e convenienti, ed è distante pochi minuti a piedi da Piazza Morlacchi, dove si trovano altre facoltà. Anche le sedi dell’Università per Stranieri sono facilmente raggiungibili: si distribuiscono tra Palazzo Gallenga (a piazza Fortebraccio) e le palazzine che si trovano nel parco di Santa Margherita, in via XIV Settembre, collegata alla parte più alta del centro storico da ascensori. Tutte queste zone di giorno sono molto frequentate, invece la vita notturna subisce un cambio di stagione: d’inverno si distribuisce tra i vari locali e pub del centro, ma con il primo calore, gli studenti escono dal letargo per animare Piazza IV Novembre, che si popola di giovani che riempiono le “scalette”: teatro perfetto per stare insieme e chiacchierare, considerata la bellezza di questa piazza.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Il trasporto pubblico è gestito dall’azienda Umbria Mobilità, e gli orari degli autobus sono disponibili sul sito www.umbramobilita.it e distribuiti in formato cartaceo nei punti informativi che si trovano a Piazza Italia e all’ingresso della stazione FS Fontivegge. Dal 2008 Perugia si è dotata di un moderno mezzo di traporto: il minimetrò, (www.minimetrospa.it) che collega diverse zone della città: è utile, ad esempio, per spostarsi dalla stazione al centro, poichè evita il traffico ed ha una frequenza media di circa due minuti.

- In aereo Vicino Perugia c’è l’aeroporto di Sant’Egidio, che nonostante sia molto piccolo, offre tratte che possono essere molto comode, e spesso anche convenienti. Un altro aeroporto nelle vicinanze da considerare quando si cerca un volo per arrivare a Perugia è quello di Roma Fiumicino, dal quale parte un autobus che arriva direttamente al terminal degli autobus di Perugia (gli orari degli autobus da e per l’aeroporto sono disponibili sul sito www.sulga.it.)

- In autobus Il terminal degli autobus si trova a Piazza Partigiani, in centro, ed è collegato a Piazza Italia con delle scale mobili. Dal terminal partono e arrivano autobus per località sparse in molte regioni italiane. Gli orari e i biglietti sono disponibili on line e alla biglietteria di Piazza Partigiani. L’autobus per Roma impiega circa due ore e un quarto, ed arriva al terminal della stazione Tiburtina, mentre per arrivare in autobus a Milano ci vogliono circa sette ore, e si arriva a Piazza Famagosta (gli orari delle corse sono disponibili a www.sulga.it). Oltre ai collegamenti extra-regionali, dal terminal di Piazza Partigiani partono autobus da e per l’area del lago Trasimeno, l’area di Terni (Terni, Orvieto, Amelia, Narni), ma anche per Foligno, Spoleto, Norcia, Cascia, Nocera, Deruta, e tante altre località.

- In treno Perugia si trova al centro dell’Italia e si può raggiungere attraverso due principali linee ferroviarie, a seconda di dove vi troviate: da Firenze, la durata del viaggio è di circa due ore; da Roma, invece, ci sono alcuni treni diretti che impiegano circa due ore e quarantacinque, ed altri con cambio a Foligno o a Terontola che complessivamente impiegano circa tre ore. Infine, da Ancona `e possibile arrivare a Perugia facendo il cambio a Foligno, e la durata complessiva da Ancona a Perugia è di circa due ore e mezza. Attenzione: Il nome della stazione centrale di Perugia è Fontivegge. Nel centro storico c’`e anche un’altra stazione ferroviaria: la stazione di Sant’Anna, che è particolarmente utile per fare delle gite fuori porta, poiché collega Perugia con bellissime località umbre, come Città di Castello, Todi, San Sepolcro e Terni. Gli orari e le informazioni sono disponibili sul sito www.umbriamobilita.it e presso la stazione di Sant’Anna, che si trova nel Piazzale Belucci, raggiungibile sia da Piazza Partigiani, sia da Corso Cavour attraverso le scale mobili.


D OVE D ORMIRE • Ostello della gioventù Via Bontempi,15 www.ostello.perugia.it. Il centro Internazionale di Accoglienza per la Gioventù si trova nel centro storico di Perugia, a due passi dalla cattedrale e dall’Università per Stranieri. Offre stanze da quattro o sei persone, docce calde e fredde, l’uso della cucina, sale per guardare la televisione, per leggere o per conversare e una biblioteca. E’ possibile effettuare una prenotazione on line attraverso il sito ufficiale. • Break and Bed Via Bonaccia, 3 www.breakandbed.com Bed & Breakfast molto carino e pulito nel centro storico di Perugia, vicino al Minimetrò, ma in un’area tranquilla e con un giardino. Ideale per trascorrere alcuni giorni di relax e conoscere la città.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

PER

S TRANIERI

L’ Università per Stranieri è la più antica e prestigiosa istituzione per la promozione della cultura italiana nel mondo. Studiare in quest’Ateneo rappresenta un’esperienza significativa per ogni suo iscritto: chi viene dall’estero studia l’italiano in un ateneo altamente specializzato nell’insegnamento; mentre gli studenti italiani scoprono un ambiente internazionale, ricco di stimoli dove diverse culture trovano il modo di entrare in contatto e di arricchirsi. La sede principale dell’Università è Palazzo Gallenga, situato nelle immediate vicinanze dell’Arco Etrusco; oltre a questa sede, l’Università per Stranieri occupa altre quattro palazzine: Prosciutti, Orvieto, Lupattelli e la nuovissima Valitutti, situate nella splendida cornice del parco di Santa Margherita. Dal 1992, oltre ai Corsi di Lingua e Cultura Italiana sono attualmente attivi Corsi di Laurea di Primo Livello, Laurea Specialistica e Master. L’offerta formativa si concentra in particolare nell’area della comunicazione, della pubblicità, delle relazioni internazionali, e naturalmente, della promozione dell’Italia e dell’italiano nel mondo. L’Università degli Studi di Perugia è una tra le più antiche università italiane: fu fondata nel 1308 con la bolla di Papa Clemente V. L’Ateneo comprende al suo interno diverse facoltà, tra cui: Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia, Lettere e Filosofia, Scienze della Formazione, Medicina e chirurgia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Farmacia, Agraria, Medicina Veterinaria e Ingegneria. Il numero degli iscritti è circa di trentacinquemila, divisi nelle varie facoltà sparse sul territorio cittadino e non solo, considerando che l’Ateneo ha succursali anche ad Assisi, Città di Castello, Foligno, Spoleto, Orvieto, Terni e Narni. L’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci è una delle più antiche in Italia, poiché venne fondata nel 1573 e occupa le sale del convento di San Francesco al Prato.


LA SEZIONE L’Associazione Perugia Erasmus Project (PEP) è nata dall’idea di un piccolo gruppo di studenti dell’Università per Stranieri di Perugia che, una volta appartenuti al popolo Erasmus, non hanno saputo dire addio ad un’esperienza che ha irrimediabilmente segnato le loro vite. La “mission” dell’associazione è quella di fornire assistenza agli studenti a Perugia per uno scambio di mobilità internazionale, di creare momenti di incontro tra studenti italiani e stranieri e di organizzare attività alla scoperta del territorio umbro e italiano. Da Ottobre 2008, l’Associazione Perugia Erasmus Project è entrata a far parte del network europeo ESN - Erasmus Student Network, adottando al suo interno la denominazione ESN PEP Perugia ed ampliando così la portata e l’importanza delle proprie iniziative. Le motivazioni dell’ingresso nella rete di associazioni risiedono nella condivisione del credo “studenti che aiutano studenti” e della vocazione di fornire supporto agli studenti in mobilità. L’associazione ha anche organizzato eventi importanti, con le altre sezioni di ESN, organizza feste, incontri e visite guidate in cui ospita o viene ospitata da un’altra sezione.

TIPS A Perugia, ma in generale in tutta l’Umbria, potete gustare prodotti tipici come salumi, formaggi e tartufi, ma sicuramente non potete perdere l’occasione di gustare la torta al testo: una torta salata riempita, a vostro gusto, di salumi, formaggi o verdure (però quella originale rimane con verdura e salsiccia!). Tra i dolci segnaliamo il torcolo di San Costanzo, tipico durante le celebrazioni per il Santo patrono, a Gennaio, ma disponibile tutto l’anno. Per ultimo, ma di certo non per importanza, segnaliamo i famosissimi Baci Perugina, disponibili in quantità industriali in tutti i bar e negozi della città. Altro argomento di grandissimo interesse è la selezione di ottimi vini locali: ce n’è per tutti i gusti: bianchi, rossi, dolci o secchi. Non possiamo fare a meno che segnalare il Grechetto e l’Orvieto tra i bianchi, i vini di Torgiano rossi e bianchi, e il dolce DOCG Sagrantino di Montefalco. Oltre ad assaporare leccornie e bevande nel centro della città, negli uffici per le informazioni turistiche sono disponibili molti percorsi enogastronomici che includono visite a frantoi e cantine. - Dove e come cercare casa Il miglior modo per cercare casa è fare un giro su vari siti internet che contengono annunci per case in affitto, o in alternativa, potete cercare tra I vari gruppi di Facebook. Le zone più abitate dagli student sono sicuramente quelle di Elce, che però potrebbe risultare più distante per chi vuole raggiungere il centro città a piedi, corso Garibaldi, ideale per la sua vicinanza sia al centro storico che alla zona universitaria e, chiaramente,, il centro città (zona Morlacchi, piazza Italia o corso Cavour). - Gestori di telefonia mobile Il mercato italiano delle telecomunicazioni è molto competitivo: ciò garantisce prezzi più bassi rispetto alla media europea e numerose offerte di ogni tipo che vengono dai vari operatori. Gli operatori di telefonia mobile sono quattro: Tim, Vodafone, Wind e 3. Vista la grande dinamicità del mercato non possiamo suggerirvi alcun operatore, ma vi invitiamo a informarvi bene per scegliere in base alle vostre esigenze, sfruttando anche le numerose offerte speciali che vengono proposte dai vari operatori. Il prefisso telefonico per chiamare in Italia dall’estero `e 0039 (o +39) che va messo prima del numero, mentre per chiamare dall’Italia all’estero servono altri prefissi che si trovano facilmente online.


Piemonte Orientale

SINTESI STORICA

A LESSANDRIA : La provincia di Alessandria occupa l’area sud orientale del Piemonte, estendendosi per circa 3560 chilometri quadrati e abbracciando un bacino di 190 comuni, per lo più piccoli o molto piccoli. La conformazione peculiare della zona ha reso questo territorio uno dei più vari e interessanti di tutta la penisola, in grado di ospitare al proprio interno, con passaggi spesso graduali, varietà territoriali anche molto diversificate sul piano paesaggistico e morfologico. Tali diversità paesaggistiche e morfologiche, ma anche culturali, trovano spiegazione nella sua fondazione, avvenuta ufficialmente il 3 maggio 1168 ad opera della Lega Lombarda, nel bel mezzo delle lotte tra i sostenitori del papato e quelli dell’impero. Il suo nome, di fatti, fu assunto in onore di Papa Alessandro III, sostenitore delle azioni della stessa Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero. La città tuttavia, ha origini ben più antiche risalenti al periodo tra la fine del III secolo a.C. e l’inizio del II secolo a.C. ovvero alla concquista romana della Gallia Cisalpina. La presenza romana mutò notevolmente nei secoli l'impianto socio-economico del territorio, e nonostante le future invasioni dei Longobardi le popolazioni mantennero la cultura e il grado di civiltà ormai maturato. Tra il 700 e il 1000, grazie agli scambi commerciali, i trattati e le alleanze delle corti regie di Villa del Foro, Rovereto, Bergoglio, Marengo e Gamondio, e alla successiva aggiunta di centri autonomi come Solero, Quargnento, Felizzano e Oviglio si cominciò a intravedere quella che sarebbe stata la città di Alessandria. In seguito passò sotto il controllo di svariate potenze italiane ed europee come i Visconti, il Ducato di Milano, la Francia di Napoleone Bonaparte e i Savoia, per poi divenire, con l’unificazione italiana, provincia della regione Piemonte. N OVARA : Capoluogo di Provincia e Sede Vescovile, Novara è situata nella Pianura Padana tra il torrente Agogna e il Terdoppio e dista 101 chilometri da Torino e 50 da Milano, lontana appena 11 km dal fiume Ticino, che segna il confine con la Lombardia. La citta', che oggi conta circa 100.000 abitanti, ebbe origini antichissime, tanto che si formò molto prima di

Contatti Piemonte Orientale ContattiESNESN Ancona piemonte_orientale@esn.it ESNPiemonteOrientale Via Perrone 18 28100 Novara


Roma, anche se da principio non era un vero e proprio centro cittadino, ma era formato dalle popolazioni che abitavano i laghi vicini o le pianure circostanti. La pianta della città richiama le origini romane. È infatti costruita attorno a due strade principali: il Cardo (corrispondente ai corsi Cavour e Mazzini) e il Decumano (corrispondente ai corsi Cavallotti e Italia). Il nome della città, Novaria, interpretata da alcuni come "nova ara" è ricollegabile alla fondazione di una colonia fondata dai Romani attorno all' 89 a.C. Con l'occupazione romana la città era difesa da mura costruite con grandi ciottoli di fiume alternati da corsi di mattoni. Tratti di queste mura sono visibili in piazza Cavour e in largo Solaroli. L'esistenza di edifici pubblici e di terme è testimoniata da numerosi reperti conservati nel museo della Canonica e nel museo archeologico. Nel 569 giunsero i Longobardi che abitarono non nelle città ma sparsi sul territorio . La dominazione longobarda ebbe un grande significato dal punto di vista religioso, poiché la popolazione novarese abbandonò il culto olimpico greco-romano e abbracciò il cristianesimo l'influenza organizzativa di sant'Ambrogio di Milano e di S. Eusebio di Vercelli. Il primo vescovo di Novara è considerato San Gaudenzio e proprio all'epoca longobarda risalgono le prime testimonianze del culto a San Gaudenzio. Nell'841 si ha notizia di una chiesa, costruita fuori dalle mura, nella quale era custodito il corpo del Santo patrono. Dopo la conquista dei Franchi di Carlo Magno il novarese fu diviso in vari comitati. Dai nobili Franchi provennero i vescovi che furono sovente uomini sapienti. Presso la cattedrale sorse un centro per copiare gli antichi manoscritti. (vennero prodotti alcuni dei più preziosi codici miniati eseguiti in Italia). Era il riconoscimento di una nuova realtà: quella di una comunità cittadina che si era organizzata in maniera indipendente dando così vita al Comune. I rappresentanti del Comune furono i consoli e in seguito i legati dei "paratici", ossia le associazioni d'arti e mestieri che tutelavano gli interessi delle singole attività artigiane e commerciali. Tra i paratici (mercanti di panni, tessitori, fabbri, formaggiai) molto importanti furono i calzolai, la città fu a lungo la capitale delle calzature. Il paratico dei calzolai fu chiamato anche: "Università dei calzolai".) Alla metà del XII secolo a Novara, tra la città e i sobborghi, vi erano una ventina di chiese, tra le quali oggi resta la chiesa romanica di Ognissanti. L'accordo che regnò tra il vescovo e gli uomini del comune permise a Novara un forte sviluppo economico. Nel 1154 Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, scese in Italia per combattere contro Milano, fra i suoi alleati vi era anche Novara. Il Barbarossa celebrò il Natale a Novara, ospite del vescovo Guglielmo Tornielli. La situazione, in seguito, cambiò: il vescovo trattò segretamente con i milanesi e nel 1168 tra novaresi e milanesi furono stabiliti patti per combattere i conti di Biandrate che furono sconfitti. Tra il 1200 e il 1300 Novara era una città ricca di torri a causa delle fortificazioni dei palazzi nobiliari, e l'area tra corso Cavallotti e via Canobio era indicata nei documenti del tempo come: "Via delle Torri Lunghe". I contrasti interni portarono il comune di Novara a subire il potere di Milano. Novara, passata sotto la protezione della famiglia Visconti di Milano e venne conseguentemente annessa al Ducato di Milano. Fece poi parte del Ducato di Milano fino al 1535, quando fu presa dagli spagnoli, per passare nel 1714 all'Austria e infine nel 1738 allo stato dei Savoia. Alla fine del maggio 1800 Napoleone I prese il possesso di Novara. Con l'ordinamento napoleonico la Città divenne capoluogo del dipartimento dell'Agogna e fece parte del Regno d'Italia (1805) mentre il Piemonte, dalla sinistra del fiume Sesia, fu incorporato nell'Impero Francese. Con lo sfasciarsi dell'egemonia napoleonica le truppe francesi abbandonarono la Città (1814) che ritornò al Regno di Sardegna, governato da Vittorio Emanuele I. Novara partecipò al movimento risorgimentale. Il suo nome è però soprattutto legato alla sconfitta ed all'abdicazione del re Carlo Alberto nella sera del 23 marzo 1849 dopo la battaglia della Bicocca. La Città rimase in mano agli austriaci fino al mese di agosto dello stesso anno: poi ritornarono le truppe piemontesi. Nel 1859 Novara vide il passaggio di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III prima della battaglia di Magenta che segnò l'avvio decisivo all'Unità d'Italia. Tutto il secolo XIX fu poi positivo per io sviluppo demografico e urbanistico della Città. La guerra 1915-1918 portò lutti in 692 famiglie; l'avvento del fascismo fu causa di lotte e di vittime in entrambi gli schieramenti. Con la seconda guerra mondiale conobbe gli allarmi per incursioni nemiche, il razionamento dei viveri e la partenza dalle sue caserme di soldati destinati ai vari fronti. Con la fine della guerra la Città si è sviluppata ancora con l'edilizia e il commercio, con nuove industrie e nuove istituzioni nell'ambito dell'amministrazione democratica.


V ERCELLI : Una città fiorentissima. Così Tacito descrisse Vercelli nel primo libro delle Storie; secondo lui, insieme a Milano Novara e Ivrea, la città era tra le più prospere dell’antica regione Transpadana. La citazione di Tacito riguarda una città con alle spalle già diversi secoli di vita. Sulle origini sono state formulate molte ipotesi, che accertano le definizioni date dagli antichi. Vercelli fu fondata dai Libici, tribù celtica, su un precedente insediamento ligure di Salluvii attorno al VL sec a.C. Il processo di romanizzazione iniziò dopo la seconda guerra punica, con un probabile patto di sottomissione e di fedeltà a Roma e culminò nel 49 a.C., quando fu istituito il municipium libero di Vercellae, poi iscrito alla tribù Aniense. In epoca imperiale la città godette dunque di una certa floridezza e, forse anche per questo motivo, fu la prima diocesi a essere eretta a ovest di Milano, risultato finale di una lunga evoluzione partita dalla diffusione del Cristianesimo in città tra le classi più elevate, in tempo non conosciuti. Nel 1335, dopo aver raggiunto la massima floridezza con la costruzione dell’Abbazia di S. Andrea e la fondazione dell’Università, la città si sottomette al potere dei Visconti dopo le dure lotte interne tra le fazioni imperiali e papali. Nel 1427 Vercelli viene ceduta ai Savoia che governerà la città con la sola parentesi nel 1798 con l'occupazione dei francesi fino alla caduta di Napoleone Bonaparte. La Storia di Vercelli nell'Ottocento, resta legata ai Savoia fino alla creazione del Regno d'Italia e prosegue con la Repubblica Italiana dal 1948.

LA CITTÀ OGGI A LESSANDRIA : 93 943 abitanti, Il 6 novembre 1994 Alessandria fu pesantemente colpita da una grave alluvione che la investÏ per buona parte sommergendo ampie zone residenziali (specialmente i quartieri Orti, Rovereto, Borgoglio, Borgo Cittadella, Astuti e San Michele) e varie frazioni. L'alluvione, che fu causata dallo straripamento del fiume Tanaro, provocÚ anche la morte di undici persone oltre a danni ingentissimi sia alle abitazioni private che alla struttura economica cittadina. La città ha una grande tradizione ciclistica: per 6 volte Alessandria è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia: la prima nel 1929, l'ultima nel 1984. Nel 1956 e nel 1967 vi giunse la prima tappa della "corsa rosa". In altre due edizioni, nel 1979 e nel 2006, Alessandria ha ospitato il Giro come sede di partenza di tappa. N OVARA : 104 384 abitanti, » il secondo comune della regione per popolazione e crocevia di importanti traffici commerciali tra gli assi viari che congiungono Milano a Torino e Genova alla Svizzera. La città è insignita di Medaglia d'oro al merito civile concessa nel 2007, Nella classifica dei "Comuni Ricicloni" 2010 di Legambiente Novara figura al terzo posto tra i capoluoghi italiani con un indice di raccolta differenziata del 72%, prima tra le città sopra i 100.000 abitanti. Dal punto di vista culturale Novara ha una lunga tradizione storica, rappresentata ancora oggi dalle riviste "Bollettino Storico della Provincia di Novara" e "Novarien", ed editoriale con una realtà a livello internazionale: l'Istituto Geografico De Agostini, che ha festeggiato il centenario nel 2001, ed una a livello nazionale: Interlinea edizioni, giunta a vent'anni di attività nel 2012. Inoltre la Biblioteca Negroni è la seconda biblioteca civica del Piemonte. V ERCELLI : 46 633 abitanti, è l'undicesima città della regione per numero di abitanti ed è da sempre un importante centro agricolo e commerciale, nello specifico per il commercio del riso in tutta Europa, che le è valso l'appellativo di "capitale europea del riso". All'inizio del Novecento la citt‡ conobbe un espansione notevole. on la rinascita degli anni cinquanta e le vicissitudini pi recenti, Vercelli tornò alla tranquillità e l'agricoltura risorsa portante del territorio si trasformÚ grazie alla crescente meccanizzazione dei mezzi di lavorazione. Tutt'oggi, per la provincia delle terre d'acqua, la risicoltura rappresenta una vera e propria ricchezza che caratterizza il paesaggio rurale, tipico per le risaie, e si pone come fattore trainante dell'economia della zona. Tuttavia, proprio a causa della meccanizzazione, l'agricoltura non offre più grandi opportunità di lavoro. Inoltre la città ha risentito della recente crisi del settore tessile, con la conseguente chiusura di alcuni importanti siti industriali. La carenza di grandi opportunità lavorative ha spinto molti vercellesi al pendolarismo verso le vicine Torino e Milano.


T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

A LESSANDRIA : ATM ( Agenzia trasporti e mobili-

- In treno Novara è inoltre ben collegata alle vicine Torino e Milano e al resto d’Italia tramite sistema ferroviario a cui si ha accesso dalla stazione di Novara.

tà ) gestita dalla holding AMAG Mobilità S.p.a., offre diversi servizi di trasporti e mobilità tra cui : -Servizi di linea urbano e suburbano ad orario (orari e percorsi stabiliti) -Servizio a chiamata "Eccobus" -Il servizio scuolabus per gli alunni della scuola elementare del comune di Alessandria -il servizio a chiamata per persone con disabilità http://www.atm-alessandria.it/trasporti/it/home_page.aspx

N OVARA :Per quanto riguarda il trasporto urbano il servizio bus Novara è gestito dalla società Sun Spa, municipalizzata del comune di Novara che attualmente conta quasi 200 dipendenti e oltre 100 autobus che prestano il loro servizio sulle nove linee di trasporto pubblico urbano. ( Il costo del biglietto è di un euro e ha validità di 90 minuti; il carnet di quattro corse costa 2 euro e 80 centesimi mentre il carnet 10 corse costa 9 euro; l’abbonamento mensile costa 30 euro e l’annuale 271 euro.)

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ D EGLI S TUDI D EL P IEMONTE O RIENTALE L' Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" (UPO) è una università statale italiana fondata nel 1998. La sua struttura Ë policentrica, poichè le attività didattiche si dividono tra le città di Alessandria, Novara e Vercelli. Sono inoltre presenti sedi in altre sette città del Piemonte e della Valle d'Aosta. Comprende Scuola di medicina, Dipartimento di Scienze della Salute, Dipartimento di Medicina Traslazionale, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Dipartimento di Studi Umanistici, Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica, Dipartimento di Studi per l’Economia e l’Impresa, Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali

LA SEZIONE Erasmus Student Network Piemonte Orientale entra a far parte del network di ESN da giugno 2016, l'idea nasce dal bisogno di rendere l'esperienza erasmus degli studenti in visita nel nostro territorio il pi completa possibile, le attività si concentrano sull integrazione sociale e accademica degli student exchanger attraverso tandem, eventi e viaggi valorizzando la scoperta del territorio piemontese e partecipando alle attivit‡ organizzate a livello nazionale.


TIPS - Il cibo Il riso è l'elemento più importante della cucina novarese, utilizzato per cucinare numerose ricette dai primi ai dolci. La più classica delle ricette a base di riso è la paniscia, risotto condito essenzialmente con lardo, salam dla doja, cipolla, verze e fagioli. Il principale formaggio è il Gorgonzola DOP, nelle versioni dolce e piccante, che seppure abbia origini lombarde è oggi prodotto principalmente a Novara e nei comuni limitrofi. La città è inoltre sede del "Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola". Il più tipico dolce locale è il "Biscottino di Novara" del Biscottificio Camporelli 1852 , un biscotto di forma rettangolare con angoli arrotondati, molto leggero. il biscotto ha origini molto antiche; le prime notizie storiche risalgono infatti al 1500 quando veniva preparato dalle monache nei monasteri femminili . Il Biscottino di Novara dà anche il nome alla maschera tipica novarese: "Re Biscottino". Altro dolce tipico novarese è il "Pane di San Gaudenzio"; si tratta di un dolce con un rivestimento esterno di pasta frolla ed un soffice ripieno composto da farina di frumento, zucchero, uva sultanina, burro, uova e limone. La superficie può essere cosparsa da granella di pinoli o di nocciole e zucchero a velo. Novara è anche la patria dell'aperitivo Campari, famoso in tutto il mondo; fu infatti nel "Bar dell'Amicizia" (ora non più esistente) che Gaspare Campari, nel lontano 1860, mise a punto la ricetta della bevanda alcolica che porta il suo nome. Tra i vini D.O.C.: il Boca, il Fara, il Ghemme e il Sizzano. - Barriera Albertina La Barriera Albertina, posta al termine dell'antica strada regia proveniente da Vercelli, ora viale XX Settembre, venne progettata da Antonio Agnelli. E' costituita da due costruzioni simmetriche in stile neoclassico, ad un solo piano, che si fronteggiano. Presentano un corpo quadrangolare e sono arricchite da un pronao esastilo di ordine gotico coronato da un timpano. I prospetti sono decorati con statue allegoriche, scolpite da Giuseppe Argenti, raffiguranti virtù o attività civiche. Il complesso venne inaugurato nel 1837 con il nome di Porta Torino ed essendo dedicato a Carlo Alberto di Savoia assunse successivamente il nome di Barriera

Albertina. I due edifici gemelli erano destinati originariamente a sedi della Guardia e del dazio. I cancelli e i pilastri che la chiudevano sono ora utilizzati nella cancellata del cimitero. - Cittadella La Cittadella di Alessandria costituisce uno dei più grandiosi monumenti europei nell'àmbito della fortificazione permanente del XVIII secolo, uno dei pochi ancora esistenti e sicuramente uno dei meglio conservati in Europa. È l'unica fortezza di pianura costruita dai Savoia nel XVIII secolo ed è l'unica fortezza europea ancora oggi inserita nel suo contesto ambientale originario: non esiste uno schermo di case che chiude la visuale dei bastioni, o una strada ad alta percorrenza a circondare i fossati. La Cittadella di Alessandria, fortezza di primo rango, venne concepita per funzionare da sbarramento dei transiti militari della "Strada di Fiandra". È un perfetto esempio di fortificazione alla moderna, si compone di sei fronti bastionati forniti di cavalieri, collegati da spesse cortine rettilinee e percorsi da gallerie e casematte. Tra le meglio conservate d'Italia, sorge sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, nel comune di Alessandria. Sopravvivono in oltre altre architetture militari come Caserma Valfré di Bonzo, Forte Bormida, Forte Ferrovia e Forte Acqui.


Pisa

SINTESI STORICA Pisa è nata sulla riva destra del fiume Arno ad opera, si pensa, degli Etruschi, all'incirca alla metà del VI sec a.c. Nel II sec. a.C. questa cultura venne quindi assorbita dai Romani, che costruirono Portus Pisanus. Da questo momento Pisa iniziò a rappresentare una base navale di grande importanza e dal XI sec. intensificò i commerci con il mondo arabo divenendo una potente repubblica marinara, fatto che provocò una veloce crescita urbanistica della città. Questo sviluppo portò Pisa a diventare, nel XI secolo, una delle quattro Repubbliche Marinare Italiane più potenti insieme a Genova, Venezia e Amalfi. Per gran parte del Medioevo la potente marina pisana assicurò alla città il dominio del Mediterraneo occidentale. Fu proprio in questo periodo che cominciarono le costruzioni che hanno reso famosa Pisa: quella del Duomo (costruita dall' architetto Buscheto nel 1063 d.c. e consacrata nel 1118 d.c. dal Papa Gelasio II) , del Battistero (progettato da Diotisalvi nel 1152 d.c. ma terminato nel secolo dopo da Nicola Piano), della famosa Torre pendente (progettata da Bonanno: i lavori iniziarono nel 1173 d.c. ma si interruppero ben presto a causa di un cedimento del terreno che ha provocate l'attuale pendenza; i lavori vennero ripresi da Giovanni di Simone nel 1275 d.c. concludendosi nella seconda metà del 1300 d.c.), del camposanto monumentale (1277 d.c) ed infine delle sua cinta muraria (115455 d.c). Il declino della repubblica marinara iniziò nel 1284, quando fu sconfitta da Genova e divenne più evidente con l’insabbiamento del porto.Così, la città passò al dominio dei fiorentini nel 1406 e sotto la famiglia dei Medici la città rifiorì. Infatti, essi ricostituirono nuovamente l’università in via di declino, dando nuovo lustro all’antico centro.

Contatti ESN Pisa http://www.esnpisa.it esnpisa@yahoo.it ESN Pisa @ESNPisa via Fermi, 8 56126 Pisa


LA CITTÀ OGGI Originariamente l'interno della città presentava quattro quartieri: due a nord dell'Arno, San Francesco e Santa Maria, e due a sud, San Martino e Sant' Antonio. Tra questi quattro quartieri certamente il più ricco di storia è quello di Santa Maria, dove troviamo due fulcri importanti: quello civile in piazza dei cavalieri e quello religioso in piazza del duomo. Testimonianze di architettura civile sono le sopravvissute casetorre, che caratterizzavano l'immagine della città medievale. Nel quartiere di San Francesco vi sono alcune zone in cui notiamo monumenti caratterizzati da diversi stili architettonici: stile d’epoca medievale in via delle Belle Torri, in via dei Mercanti ed in Borgo Stretto, d’epoca rinascimentale in piazza Cairoli o della Berlina e nei palazzi del lungarno, barocco nella zona di santa Marta, ed infine neoclassico in Piazza Martiri della Libertà. La zona di Sant'Antonio costituisce, con quella di San Martino, la parte sud del centro storico della città. Anticamente quest'area era denominata "Kinzica; dopo l'unità d'Italia fu suddivisa nei due quartieri attuali. Sviluppatasi interamente in epoca medievale, Kinzica si formò in funzione principalmente commerciale, ricevendo popolazioni straniere che arrivano sulla piazza mercantile di Pisa.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

All’interno della città ci si può comodamente muovere a piedi, oppure, data la predisposizione della città, con la bicicletta. A questo proposito è stato messo a disposizione dal comune di Pisa un comodo servizio di noleggio biciclette "cicloPI" (www.ciclopi.eu). È anche possibile usufruire di una rete di autobus efficiente e presente in tutte le zone della città (www.cpt.pisa.it).

In auto Da Firenze: Autostrada A11 FirenzeMare, uscita Pisa Nord, poi SS Aurelia in direzione sud fino a Pisa (circa 6 km). Da Roma e da Bologna: Autostrada A1 fino a Firenze, poi Autostrada A11, uscita Pisa Nord. Da Genova: Autostrada A12 GenovaRosignano, uscita Pisa Nord o Pisa Centro. In treno Stazione di Pisa Centrale, Piazza Della Croce Rossa, 1 sito web: www.trenitalia.com In aereo Aeroporto Galileo Galilei sito web: www.pisaairport.com

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

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P ISA

La fondazione dell'Università di Pisa risale al 3 settembre 1343, per opera di Papa Clemente VI. Dopo un primo periodo pieno di difficoltà, l'ateneo pisano intraprese una rapida scalata, che lo portò a vantare già nel 1839 sei Facoltà: Teologia, Giurisprudenza, Lettere, Medicina, Matematica e Scienze naturali; con circa 600 studenti iscritti, di cui un centinaio stranieri. È nel1862 che l'Ateneo pisano venne riconosciuto dallo stato italiano come una delle sei Università primarie nazionali e ciò venne confermato anche nel 1923 dalla riforma Gentile. Dalla sua nascita fino ad oggi, le cattedre dell'Università di Pisa sono state presiedute da alcuni dei più grandi personaggi italiani, quali Galileo Gallilei, astronomo, fisico, matematico e fondatore del metodo sperimentale, i giuristi Francesco Carrara e Francesco Buonamici, l'economista Giuseppe Toniolo, i matematici Ulisse Dini e Antonio Pacinotti. Oggi l'Università di Pisa conta 20 dipartimenti:


• Biologia • Chimica e Chimica industriale • Civiltà e forme del sapere • Economia e Management • Farmacia • Filologia, Letteratura e Linguistica • Fisica • Giurisprudenza • Informatica • Ingegneria civile e industriale • Ingegneria dell'energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni • Ingegneria dell'informazione • Matematica

LA SEZIONE Ciao a tutti! Siamo i ragazzi che si occupano del coordinamento Erasmus e la nostra associazione, presente in tutta Europa, si chiama Erasmus Student Network Pisa. In particolare, la nostra sezione è stata fondata da un gruppo di 7 ragazzi il 26 ottobre del 2000. L'Associazione è apolitica, volontaristica e senza alcuna finalità di lucro. È composta principalmente da studenti che negli anni passati hanno preso parte a progetti di scambio con l'estero, in particolare Socrates/Erasmus. Il nostro scopo è duplice: sia aiutare gli studenti stranieri a trovare un alloggio confortevole, conoscere nuove persone e la nostra città, sia creare un ambiente internazionale godibile da tutti quanti. Ogni anno circa 350400 studenti arrivano nella nostra Università e noi facciamo del nostro meglio per assicurare che ciascuno possa ricordare questa esperienza per tutta la vita! Pisa è una città affascinante, ma può creare un po' di confusione per i nuovi arrivati... qui c'è un misto di architetture antiche e contemporanee, mare e montagne, tradizione e modernità... ce n'è per tutti i gusti, se si riesce a trovare quello che si sta cercando! Potete considerare la nostra sezione ESN come un punto di riferimento per tutto ciò di cui avete bisogno. Il nostro ufficio è situato nell'area universitaria e noi organizziamo periodicamente incontri, visite guidate, viaggi, cineforum, cene tradizionali, feste... insomma, tutto quello che ci viene in mente o che ci proponete! Abbiamo anche speciali convenzioni con alcuni locali della città per assicurare che la vita notturna sia eccitante come vi aspettate! Ultimo "servizio" messo a punto è stato il Tandem, cioè un programma per l'apprendimento della lingua strutturato gratuitamente in modo che i due partecipanti (uno studente italiano e uno Erasmus) si insegnino vicendevolmente la propria lingua ed amplino il proprio raggio di conoscenze.


TIPS - La Luminara di San Ranieri è una festa cittadina che si svolge a Pisa la sera del 16 giugno diogni anno, vigilia di San Ranieri, patrono della città. Durante questa notte tutto il centro storico viene illuminato, le coloratissime palazzine dei lungarni vengono riempite di lumini creando un'atmosfera unica ed imperdibile, magica nella sua unicità. Una citta che per una notte si ferma, si illumina attraverso le fiammelline delle candele, si anima grazie ai molti artisti di strada ed ai musici che rendono l'atmosfera vivace e molto suggestiva. Una serata indimenticabile che vale la pena essere vissuta.... vedere per credere!!! - Il Gioco del Ponte è una manifestazione storicorievocativa che si svolge l'ultimo sabato del mese di Giugno e che si articola in due momenti fondamentali: la sfilata del Corteo storico lungo i Lungarni e la battaglia sul Ponte di Mezzo. Protagonisti di questa “battaglia” sono le Magistrature (in rappresentanza dei quartieri cittadini), riunite nelle Parti di Mezzogiorno e Tramontana (che rappresentano rispettivamente la zona a sud e la zona a nord dell' Arno). Prima della Battaglia si svolge il corteo storico, composto da 710 figuranti, dei quali 41 a cavallo, tutti in costume stile cinquecentesco spagnolo. Il corteo si snoda sulle quattro strade che costeggiano il tratto centrale cittadino del fiume Arno (i cosiddetti Lungarni). - Piazza dei Miracoli fiore all'occhiello di questa piccola ma sorprendente città. È stata annoverata fra i Patrimoni dell'Umanità dall'UNESCO dal 1987. È un grande complesso artistico composto dalla torre, dal battistero, dalla cattedrale e dal campo santo monumentale, il tutto circondato da un verdeggiante prato all'inglese. Per accedere a Piazza dei Miracoli si entra all’interno delle mura, che cingono l'intera area; il verde brillante dell'erba su cui posano i bianchi monumenti che si snodano verso il blu del cielo lasciano senza fiato ogni visitatore.. Come

non rimanere estasiati da una visione così sublime? - I Lungarni Camminare per i lungarni è sicuramente un ottimo modo per rilassarsi e scoprire i bellissimi palazzi delle più antiche famiglie pisane, che colorano il lungo fiume e lo arricchiscono architettonicamente data la moltitudine di stili. Possiamo inoltre trovare alcune antiche case torri che un tempo riempivano la città, ma di cui oggi, purtroppo, ne restano solo poche presenze. - La “Torta co’ Bischeri” Tipico dolce pisano è la "torta co' bischeri". Considerato il dolce più tipico della cucina locale. Protagonista del periodo di Carnevale, è comunque sempre presente nelle pasticcerie pisane che mai ne sospendono la produzione. Una crostata di cioccolata arricchita da pinoli ed uvetta che fa impazzire anche i palati piu difficili.



Potenza Matera

SINTESI STORICA

Terra antichissima, la Basilicata fu abitata già in epoca preistorica; al Paleolitico risalgono gli insediamenti di Venosa e della Valle del Bradano, mentre nel Neolitico sorsero i villaggi agricoli organizzati nel Materano e nel Melfese. Dall’Eneolitico all’Età del Bronzo la regione divenne importante centro di collegamento tra le popolazioni dello Jonio e del Tirreno, dando vita a importanti insediamenti. Nel VIII secolo a.C. coloni greci approdarono sulle rive lucane dello Jonio, dando vita a quella fiorente civiltà che passerà alla storia come Magna Grecia. Metaponto, Siris, Heraclea sono i nuclei più importanti. Tra il VI e il V secolo a.C. dall’Irpinia scendono alcune tribù osco sabelliche. I Lucani intanto si insediano nelle zone più interne. Poi nel V e IV secolo a.C. i Lucani, spinti dalla ricerca di nuove terre da coltivare, attaccano le colonie greche della costa ionica. Nel frattempo tra il IV e III secolo a.C., i Romani in continua espansione si spingono in Lucania. Dapprima alleati dei Romani contro i Sanniti, i Lucani non volendosi sottomettere al dominio romano si alleano con i Sanniti e la colonia greca di Taranto contro i Romani. Intanto nel 291 a.C. Venusia (oggi Venosa) diventa la prima colonia romana in terra lucana. I Romani si battono contro Pirro accorso in aiuto delle colonie greche e perdono una battaglia divenuta famosa per le ingenti perdite riportate da entrambe le parti, tra Metaponto ed Heraclea (oggi Policoro). Intanto a nordest il dominio di Roma aumenta: nasce Grumentum (oggi Grumento) e si costruisce la via Herculia che congiunge Grumentum a Venusia. Il 280 a.C. vede la fine storica della civiltà della Magna Grecia. Nel II secolo a.C. la Lucania è sotto il dominio di Roma. Intanto i Lucani, popolo fiero e guerriero, si ribellano a Roma che impone il latifondo e subiscono la disfatta. Dal 27 a.C. al 14 d.C., sotto l’Impero di Augusto, la Lucania viene divisa in due e accorpata all’Apulia, Regio II, e al Brutium, Regio III. Alla fine del III secolo Diocleziano la riunisce accorpandola al solo Brutium. Con la decadenza dell’Impero Romano d’Occidente la regione torna nel più profondo isolamento che ne distrugge la già povera

Contatti ESN Sui-Generis www.suigenerisbas.com suigenerisbas@esn.it ESN Sui Generis Basilicata Via dell’Ateneo Lucano 10 85100 Potenza


economia. Siamo nel Medioevo. Tra il VI e il IX secolo i Longobardi annettono la Lucania al Ducato di Benevento, escludendo i possedimenti bizantini del Materano. I Bizantini, giunti in Lucania per sfuggire alle persecuzioni della religione iconoclasta in Oriente, diedero vita al fenomeno delle chiese rupestri che sulla Murgia di Matera trovarono la loro massima espressione. Intanto i Saraceni, con le loro incursioni, costringevano le popolazioni lucane ad arroccarsi sulle montagne e sulle colline. Tra l’VIII e il IX secolo Matera viene annessa al Ducato di Benevento mentre il resto della regione passa sotto il dominio bizantino. I Normanni conquistano la Lucania facendone,tra l’XI e il XII secolo, il centro della vita politica italiana. Melfi nel 1059 è capitale del Regno normanno. Finito il dominio normanno, Svevi e Angioini si contendono la Lucania e l’Italia meridionale. Nasce Federico II di Svevia che nel 1231 emana, a Melfi, le Constitutiones Utriusque Regni Siciliae. Alla fine del XIII secolo gli Angioini hanno potere sul Regno di Napoli e sulle Due Sicilie. Ha inizio il feudalesimo, durante il quale nascono in Lucania molte signorie, che gli Aragonesi cercano di contrastare. Nel 1799 una ribellione di contadini viene repressa con delle esecuzioni di massa. Poi il potere passa ai Francesi che dopo breve tempo sono costretti a cederlo nuovamente ai Borboni. Parte della borghesia lucana aderisce ai “Moti carbonari”. Tra il 1861 e il 1868 tutta la regione è interessata al fenomeno del brigantaggio,ribellione al potere generata dalla estrema indigenza in cui tutto il popolo versava, che trova la sua dimora ideale nei folti boschi del monte Vulture. Potenza, evento che dà inizio al XX secolo. La povertà ha raggiunto livelli inaccettabili, comincia il fenomeno dell’emigrazione, che nel 1913 tocca la sua punta massima. Nel 1943 Matera è la prima provincia del meridione a ribellarsi all’occupazione nazifascista. Finita la guerra diventa necessario affrontare il problema dei Sassi di Matera, che a causa del sovrappopolamento erano divenuti malsani. Nel1952 una legge dello Stato decreta lo sfollamento dei rioni Sassi. Nello stesso periodo inizia la Riforma Fondiaria che trasforma il volto della regione, mentre l’emigrazione purtroppo danneggia i comuni della Basilicata poiché provoca un progressivo impoverimento demografico. Nel 1980 il terremoto dell’lrpinia crea seri problemi in tutta la parte settentrionale della regione e alla stessa città capoluogo di Potenza. Nel 1984 a Potenza viene istituita L’Università della Basilicata, che qualche anno dopo apre un distaccamento a Matera. Nel 1986 lo Stato finanzia con una legge il risanamento dei Sassi di Matera, che tra mille difficoltà è tuttora in pieno svolgimento. Agli inizi del 1994 l’UNESCO dichiara i Sassi di Matera “patrimonio dell’umanità da tramandare alle generazioni future” e li annovera tra i territori sotto la sua tutela. La FIAT insedia un enorme stabilimento nella zona industriale di S. Nicola di Melfi. Sempre nello stesso anno viene istituito il Parco Nazionale del Pollino.

LA CITTÀ OGGI Potenza Abitanti: 69735 (Potentini) Potenza, situata su un colle a più di 800 metri di altezza, è abitata sin dal IV sec. a.C. La città ebbe probabilmente origine dalla distruzione del vicino centro abitato di Serra di Vaglio, del quale sono visibili La buona posizione geografica ne fece un importante crocevia del Mediterraneo, facilitando i benefici delle influenze provenienti dal mondo greco. Sotto la dominazione romana, Potenza fu prima prefettura e poi importante municipio. A quest’epoca risalgono il ponte S. Vito, costruito tra il 248 e il 305 a.C. e il Mosaico di Malvaccaro, appartenuto ad Interessanti da vedere il Centro Storico con le sue chiese, la Cattedrale, la Torre del Castello, il Museo Provinciale. Caratteristica la sfilata dei Turchi, che si svolge ogni anno a Maggio. E’ uno dei centri lucani, con Tito, Pignola, Vaglio e Trecchina, dove si parla il galloitalico, probabile frutto di migrazioni (XIII sec.) di popolazioni provenienti dal settentrione d'Italia (Monferrato) che si fusero con le comunità. Matera Abitanti: 56924 (Materani) La città di Matera sorge in un paesaggio caratteristico, con rocce a stra-


piombo su un profondo burrone, al di sotto del quale scorre il torrente Gravina. E’ una città dalle molte facce, delle quali la più conosciuta è certamente quella dei Sassi, che l’Unesco ha riconosciuto come ;patrimonio dell’umanità da tramandare alle generazioni; I Sassi sono dominati dalla Cattedrale, monumento del periodo medioevale. I Sassi ospitano al loro interno il suggestivo museo della civiltà contadina. Intorno a Matera, nella Murgia materana, è situato il Parco delle Chiese rupestri. Molto belle sono anche la chiesa di S. Francesco d’Assisi, nella piazza omonima e la chiesa di San Domenico, in piazza Su una collinetta poco fuori dal centro storico si trova il Castello Tramontano.Poco distante si trova il Museo Archeologico Nazionale D. Ridola, ospitato nei locali dell’ex monastero di Santa Chiara. Il 2 luglio si celebra la festa della Madonna della Bruna, che risale al 1389.Unico comune della provincia ad affacciarsi sul mare, si estende per circa 32 km sul Mar Tirreno. La sua costa incastonata in una singolare posizione geografica ed ambientale, è variegata di insenature e grotte, scogli e secche.Numerose e caratteristiche le spiagge costiere, di fronte ad una delle quali emerge l’sola di Santo Janni.Degni di attenzione sono i fondali e le 131 grotte marine e terrestri, delle quali alcune hanno restituito fossili e reperti preistorici. Su tutte spicca la Grotta di Marina con stalattiti e stalagmiti. In più, le montagne dell’entroterra, arrivando con i loro costoni direttamente sul mare, creano un forte contrasto visivo di mare e monti, che dà vita a pittoreschi panorami e scorci visivi.

C OME A RRIVARE - In auto: Potenza può essere raggiunta percorrendo l’autostrada A3 sino all’uscita di Sicignano degli Alburni e percorrere il Raccordo Autostradale 5 che vi porta sino in città. Per raggiungere Matera basta percorrere l’A14 fino a Canosa di Puglia e proseguire sulla sp230 fino a Gravina in Puglia e da li seguire per Matera. - In aereo: Gli aeroporti più vicini a Potenza sono Salerno(90 km) e Napoli(180km) ,mentre da Matera, Bari è il più vicino (70km).

- In treno: Potenza è collegata con Salerno, Napoli e Roma, inoltre è disponibile il servizio FrecciaLink e ItaloBus che collega alla stazione alta velocità di Salerno, Matera invece è sprovvista di stazione ferroviaria(Trenitalia) ma è collegata con la stazione di Bari tramite autobus. - In bus: Le due città sono collegate dal servizio FlixBus.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DELLA

B ASILICATA

Le strutture dell’Università della Basilicata sono ospitate nei due capoluoghi di provincia, Potenza e Matera, in cinque diverse aree, su una superficie complessiva di circa 96 mila metri quadrati.

P OTENZA Sono due i poli presenti a Potenza, quelli del Francioso (in via Nazario Sauro) e di Macchia Romana (in viale dell’Ateneo Lucano). Il POLO DEL F RANCIOSO ospita il Dipartimento di Scienze umane (DiSU), la Biblioteca Centrale di Ateneo, gli uffici del Rettorato, il Centro Linguistico di Ateneo, il Servizio Disabili e gli uffici della Segreteria studenti. Il POLO DI M ACCHIA R OMANA ospita il Dipartimento di Matematica, Informatica ed Economia (DiMIE), il Dipartimento di Scienze (DiS), la scuola di Ingegneria (SI-UniBas), la Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali (SAFE), il Caos (Centro d'Ateneo


Orientamento Studenti), il Cisit (Centro Interfacoltà Servizi Informatici e Telematici), la Biblioteca di Ateneo e gli uffici della Segreteria studenti.

M ATERA Le sedi dell’ U NIBAS a Matera sono ubicate in via San Rocco, in via A. M. di Francia e in via Lazazzera. Ospitano la Scuola di Specializzazione in Archeologia, il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, architettura, ambiente, patrimoni culturali (DICEM) e alcuni front office dedicati alle informazioni per gli studenti e all’erogazione di servizi bibliotecari, di orientamento e di placement.

LA SEZIONE

ESN

PA L E R M O

In Basilicata è operante una sola sezione denominata ESN sui generis Basilicata che riunisce gli studenti di tutti i dipartimenti dell’Unibas. È entrata a far parte del network ESN Italia da Giugno 2016 costituendo la 51esima sezione italiana. L'associazione è nata con l'intento di supportare ed accogliere gli studenti dell’Unibas e anche agli incoming. L’associazione opera sul territorio da più di 10 anni e promuove viaggi per conoscere la regione, inoltre organizza eventi di vario genere spaziando da quelli più ludici a eventi di carattere più culturale nei locali più esclusivi di Potenza e Matera (Cena Internazionale, Welcome days....).

TIPS - Cultura e Folklore Trent’Anni son passati da quando Piovene presentando la Basilicata scriveva che questa regione povera sprigiona dalle sue strettoie una intelligenza aguzza, asciutta ed effettiva. Gente fiera i Lucani, hanno saputo mantenere la propria identità culturale basata sia su solide tradizioni, sia sul carattere ospitale e orgoglioso, ostinato e determinato,fondamentale per la sopravvivenza di un popolo. Dominazioni e inadempienze politiche non li hanno sopraffatti e si sono sempre rimessi in piedi anche se su una terra ballerina difficile da lavorare, che hanno lottato aspramente per averla e, se costretti a lasciarla, non ne sono mai veramente lontani. Molti Lucani ricoprono oggi ruoli importanti, soprattutto nella cultura; forse perché lo studio rappresenta una sfida, perché offre la possibilità di riscattarsi dalla condizione di “contadino del sud” anche se la terra se la porta dentro semplicemente perché è una terra intrisa di luce, che non si può dimenticare. È una terra che ha visto nascere importanti poeti, da Grazio a Isabella Morra a Luigi Tansillo e poi Rocco Scotellaro, Albino Pierro, Michele Parrella e Leonardo Sinisgalli; i letterati Tommaso Stigliani, Giuseppe de Robertis e Carlo Salinari; filosofi come Emilio Paolo Lamanna e i giuristi Mario Pagano ed Emanuele Gianturco;

storici come Giacomo Racioppi e Giovanni Battista Bronzini; gli intellettuali meridionalisti Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti ed Ettore Ciccotti, o medici ricercatori come Rocco Mazzarone; archeologi come Domenico Ridola, Michele La Cava e Vittorio de Cicco; compositori come Gesualdo da Venosa ed Egidio Romualdo Duni. Molti altri questa terra l’hanno studiata o rappresentata, come gli archeologi François Lenormant, Eleonora Bracco e ancora di più Dinu Adamesteanu e storici dell’arte come Emile Bertaux; altri meridionalisti come Salvemini o Zanotti Bianco o Carlo Levi, confinato politico; e ancora antropologi, etnologi, urbanisti o intellettuali come Adriano Olivetti, Manlio Rossi Doria, Ernesto De Martino, Edward Banfield, Frederick G. Friedmann, Luigi Piccinato e Ludovico Quaroni. Da questo immenso osservatorio antropologico, colmo di rituali, emerse la famiglia come fonte primaria di ricchezza per l’individuo della società rurale. Scomparse oggi le manifestazioni esteriori, ne restano i valori fondamentali come la solidarietà e l’ospitalità. Da alcuni decenni un ruolo molto importante nello sviluppo della cultura è svolto dai numerosi circoli culturali che spingono alla conoscenza e valorizzazione del territorio e più recentemente dall’Università della Basilicata, che in pochi anni ha creato nuovi


stimoli alla ricerca delle proprie radici culturali. Un’esperienza certamente positiva è quella delle mostre internazionali di scultura nelle chiese rupestri di Matera. Questo evento, che nasce da un’esigenza culturale e coinvolge da oltre un decennio artisti di grande valore, ha il merito di creare un rapporto nuovo con l’arte, sia per la bellezza degli ambienti che per l’accuratezza della selezione delle opere. Ma, probabilmente, uno degli eventi fondamentali nella società lucana è quello delle feste popolari che, ancora oggi, svolgono un ruolo di coesione molto importante. La cosa più straordinaria è senza dubbio l’incondizionata partecipazione di tutti, il ritorno al “paese” dell’emigrante per consumare un rito che il più delle volte affonda le sue radici in rituali precristiani. Molte sono infatti le feste che si dividono tra il motivo religioso e quello pagano: basti pensare a quelle che si celebrano come ringraziamento per il raccolto e per propiziare quello dell’anno successivo. Il Maggio di Accettura è una festa tipicamente pagana, dalle origini certamente antichissime. Un grosso albero viene abbattuto e portato al centro del paese, dove “sposerà”, spogliato di rami e corteccia, un albero più giovane che gli verrà innestato sulla cima. Il rito, che attribuisce agli alberi il potere di generare, si compie soprattutto per propiziare una buona annata agricola. Manifestazioni identiche si tengono a Oppido Lucano, Pietrapertosa e Garaguso. A Potenza, invece, la Sfilata dei Turchi, pur nascendo da una storia-leggenda a sfondo religioso, possiamo definirla una celebrazione storica. Si narra che in una notte di maggio, mentre i Potentini riposavano, un gruppo di pirati saraceni risalì il Basento su alcune imbarcazioni e attaccò la città. Colti di sorpresa, i potentini si trovarono indifesi. D’improvviso il cielo si illuminò e comparve una schiera di Angeli che, sorprendendo i Saraceni, diede ai Potentini il tempo di organizzare la difesa. Cacciato l’invasore, il popolo attribuì il miracolo a S. Gerardo che in vita era stato vescovo di Potenza. La Sfilata ripercorre le tappe della leggenda in onore di S. Gerardo. Il 2 luglio a Matera si ringrazia la Madonna della Bruna. La festa, che si svolge da oltre 600 anni, nasce anch’essa da una leggenda. Si narra di una donna poverissima e bellissima che nei pressi di Matera chiese un passaggio a un contadino

che tornava su di un carro e che acconsentì. Alle porte della città la donna si rivelò come la Madonna e chiese al contadino di consegnare un messaggio al Vescovo della città. Questi, ricevuto il messaggio, si recò, accompagnato da un gruppo di fedeli, a ricevere la Madonna, ma giunti sul luogo trovarono una statua su di un carro trionfale. Il Vescovo ordinò di portare il carro in Cattedrale, ma intanto i soldati della città avevano ricevuto l’ordine di sequestrarlo. Il popolo, piuttosto che consegnarlo, preferì distruggerlo per rimanere in possesso ognuno di una parte. La festa, che inizia all’alba con la processione dei pastori, culmina, dopo la sfilata del Carro Trionfale scortato dai Cavalieri, nella distruzione dello stesso con un assalto popolare. Dalla distruzione del Carro si traggono gli auspici per il raccolto e chiunque riesca a possedere un pezzo avrà fortuna per A Barile per il Venerdì Santo è tradizione, dalla metà del 1600, che si ripetano i Misteri della Passione. Molto suggestiva e coinvolgente la partecipazione commossa e sofferta di chiunque sia presente alla Via Crucis, ripete gli antichi rituali del dolore che erano tipici della “veglia funebre”. Altro segno tangibile dei caratteri della ruralità è la disposizione tipica della casa contadina. Oramai un’architettura che con il tempo si va sempre più modificando, e che già nella città vive solo come ricostruzione. La tipica abitazione contadina è stata quella dei Sassi di Matera, probabilmente la più significativa, in quanto simbolo di una condizione sociale che riguardava un’intera popolazione. Ricavata in una grotta, senza finestre e con le pareti umide, era l’ambiente in cui il contadino viveva con la famiglia e gli animali compagni di lavoro. Essenziale l’arredamento, quasi tutto adoperato e costruito allo scopo di conservare scorte alimentari. Gli oggetti in uso, dai piatti alle posate a quanto altro potesse servire, veniva prevalentemente autocostruito. Gli animali passavano la notte in fondo alla casa-grotta. Si può bene immaginare che non è più così, anche se solo dal 1952, la “casa contadina” rivive solo in una ricostruzione, ma per chi conosca quegli ambienti, non è difficile riscontrarne i caratteri principali nella disposizione degli spazi e degli arredi in molte abitazioni moderne.


Reggio Calabria

SINTESI STORICA

La città di Reggio Calabria fu fondata con il nome di Rhegion introno alla metà dell'VIII sec. a.C. da colonizzatori greci provenienti dall'isola di Eubea e fu la prima colonia greca fondata in Calabria. La sua posizione, al centro delle rotte commerciali, strategica per il dominio sul Mar Ionio e sul Mar Tirreno, contribuì notevolmente alla crescita economica e culturale del centro che, a partire dal V sec. a.C., divenne un insediamento molto ambito tra i vari popoli del Mediterraneo. Durante il III sec. a.C. si alleò con Roma e nel I sec. a.C. divenne città Romana con il nome di Rhegium Julium. In questo periodo la città si arricchì di importanti opere e monumenti, ma con la caduta dell'Impero Romano e l'arrivo dei barbari perse la sua importanza economica. A partire dalla prima metà del X sec. d.C. in poi, fu soto il dominio degli arabi, dei bizantini, dei normanni, degli svevi, degli angioini e degli aragonesi. Durante il XVI sec. d.C., sotto il dominio spagnolo Reggio recuperò il suo antico splendore con la costruzione di edifici e chiese dall'architettura sontuosa. Passata successivamente sotto il dominio borbonico, la città fu distrutta dal terribile terremoto del 1783 e ricostruita secondo il progetto dell'ingegnere Mori. Nel 1860 Garibaldi liberò Reggio dai Borboni, così la città passo dal Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. Sfortunatamente, nel 1908 Reggio fu nuovamente colpita da un potente terremoto e maremoto; i danni furono tali che della città vecchia non rimase quasi nulla. La ricostruzione fu così affidata all'ingegnere De Nava, sulla base di severe norme antisismiche. Nel periodo fascista la città ampliò la sua estensione e fu capoluogo di regione fino al 1970; in seguito il titolo passò a Catanzaro causando la rivolta dei cittadini. Il 16 Marzo del 2009 Reggio Calabria viene ufficialmente riconosciuta dal Governo Italiano “Città Metropolitana” assieme alle città di Roma, Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze,Bari, Napoli, Cagliari, Palermo, Catania e Messina.

Contatti ESN Reggio Calabria esnreggiocalabria.org reggiocalabria@esn.it Erasmus Student Network Reggio Calabria @ESNReggioCal @esnrhegium Ufficio Relazioni Internazionali Università “Mediterranea” Via Salita Melissari, Feo di Vito, 89124, Reggio Calabria


LA CITTÀ OGGI La città ha subito profonde trasformazioni del tessuto urbano, riconducibilisoprattutto ad eventi naturali disastrosi. Oggi Reggio Calabria presenta l'aspetto di una città moderna, il cui centro storico viene convenzionalmente ricompreso tra la fiumara dell'Annunziata (a nord della città) e la fiumara del Calopinace (a sud della città). Particolarmente caratteristica della struttura cittadina è la presenza di numerosi e persistenti rilievi, il che offre una vista suggestiva da molti punti collocati nella parte alta della città, le cosiddette “strade cannocchiale”, in discesa, con una splendida prospettiva sul mare.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Il mezzo di trasporto pubblico più comodo è sicuramente l'autobus anche per visitare il centro storico, è inoltre disponibile il comodo servizio di trasporto gratuito “Universibus”, messo a disposizione di tutti coloro che gravitano attorno all'Università Mediterranea degli Studi di Reggio Calabria; Reggio Calabria è in ogni caso una città a misura d'uomo, gli spostamenti all'interno del centro storico e nei quartieri adiacenti risultano brevi anche a piedi.

- In treno con diversi i treni a lunga percorrenza che raggiungono la città dai principali centri italiani, assicurando una buona connettività con il resto della nazione. Le 2 due stazioni principali sono Reggio Calabria Centrale e Reggio Calabria Lido, centrali e facilmente raggiungibili. Ulteriori corse sono poi disponibili dalla vicina Villa San Giovanni, crocevia per tutti i trasporti per e dalla Sicilia. - In aereo Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”, situato nella zone Sud della città a circa 4 km dal centro cittadino. Dall'aeroporto è possibile spostarsi attraverso il trasporto pubblico urbano o il servizio taxi. Il “Tito Minniti” è collegato con i principali “hub” italiani Roma e Milano e con Venezia, Bergamo e l'isola di Malta. In alcuni periodi dell'anno sono previsti collegamenti con le città di Torino, Bologna e Pisa. Inoltre è possibile raggiungere Reggio Calabria per mezzo aereo avvalendosi dei vicini aeroporti di Lamezia Terme e Catania. - In autobus Sono numerose le linee di autobus pubbliche e private che assicurano il trasporto dalle principali città italiane. Tutte le fermate in città coincidono in prossimità delle due stazioni ferroviarie .


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ M EDITERRANEA

DEGLI

S TUDI

DI

R EGGIO C ALABRIA

Il 17 giugno 1968 nasce a Reggio Calabria il Libero Istituto Universitario di Architettura. Due anni dopo, nel febbraio del '70, viene istituito lo I.U.S.A. (Istituto Universitario Statale di Architettura), il cui Commissario è stato il dott. Francesco Pontorieri. Nel 1972 viene scelto lo stemma, ispirato dalla più antica moneta aurea conservata nel Museo Civico Nazionale di Reggio Calabria: è la testa del leone di Nemea del 400 a.C. Il passaggio dello I.U.S.A. ad Università Statale avviene con legge del 1982: nascono le facoltà di Ingegneria e Agraria a Reggio, mentre a Catanzaro, Medicina e Chirurgia con Giurisprudenza vengono istituite come sedi distaccate. Primo Rettore è Antonio Quistelli. Oggi le strutture sono accentrate nella cittadella universitaria a Feo di Vito: una creazione in fase di completamento che ha radicalmente trasformato l'ateneo reggino. Nel 2001 il Polo didattico di Giurisprudenza si distacca da Catanzaro e diventa la quarta facoltà. Con Alessandro Bianchi, l'Università di Reggio diventa Mediterranea nel nome e nell'ambizione: essere il riferimento culturale e scientifico nel bacino mediterraneo. Ad oggi sono diversi i settori di ricerca che collocano l'Università Mediterranea in una posizione di primo piano. Nel 1984, dall'iniziativa del Comitato Reggino della Società Dante Alighieri, nasce l'Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. L'Università si propone di contribuire, attraverso l'incontro ed il confronto di esperienze provenienti dalle più diverse latitudini, non solo alla conoscenza della lingua e della cultura italiana, ma anche all'affermazione, nel reciproco rispetto, della più autentica comprensione tra i popoli. Il Ministero per l'Università, con decreto del 17 ottobre 2007, ha istituito l'Università per Stranieri “Dante Alighieri” come Università non statale legalmente riconosciuta, istituto superiore ad ordinamento speciale, i cui titoli, aventi pieno corso legale, saranno rilasciati per le certificazioni di competenza di lingua e cultura italiana dalla “Scuola Superiore di Orientamento e Alta Formazione in Lingua e Cultura Italiana per Stranieri” e per i diplomi di laurea e post laurea a livello universitario dalla Facoltà di “Scienze della Società e della Formazione d'Area Mediterranea”. Particolare importanza riveste il Conservatorio “Francesco Cilea” ,primo tra le istituzioni statali di Alta Cultura fondate in Calabria (1964) e facente parte del sistema dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Da poco tempo la Commissione Europea gli ha accordato l'Erasmus University Charter.


LA SEZIONE ESN “Rhegium” fondata nel 2006 e all’ottavo anno di vita. Ogni anno tessera in media circa 100 studenti (Erasmus, Erasmus mundus compresi). Annualmente organizza, in collaborazione con le sezioni limitrofe, gite per esplorare e conoscere il territorio dell'Area dello Stretto. Facilita l'inserimento degli studenti europei nella società reggina con delle attvità di promozione del patrimonio storico e culturale della Città dello Stretto. La sezione ESN “Rhegium”si è sempre distinta per un proficuo rapporto con l'Ateneo, coinvolgendo come partenrs il Comune di Reggio Calabria e la Provincia. Grazie al supporto di suddetti enti è stato possibile realizzare il primo evento di ESN International in Calabria. Dal 21 al 25 agosto del 2008 è stato organizzato il Cultural Medley 2008 in collaborazione con ESN Turchia. L'iniziativa ha registrato la partecipazione di oltre 70 giovani, membri di oltre 30 atenei europei e sezioni ESN diverse. Nel 2009, la sezione è stata tra i promotori dell'Intensive Programme “Changing Landscapes” Mediterranean Sensitive Areas Design. Sempre nel medesimo anno l'associazione ha prestato supporto anche al Master Internazionale di Primo Livello “Innovazione Tecnologica e Sostenibilità dell'Olivicoltura Mediterranea e la presenza allo Youth Mediterranean Meeting, tenutosi a Falerna (CS) nel Novembre 2009. Và ricordata l’organizzazione della Piattaforma Nazionale ESN tenutasi a Reggio Calabria nei giorni 30, 31 Luglio e 1 Agosto 2010. La “Città dello Stretto” al centro del Mediterraneo e al centro dell'Europa (con più di 100 delegati dalle varie sezioni di ESN Italia) ha permesso di vivere un fugace scorcio della movimentata estate Reggina, attraverso l'organizzazione di feste e serate nello splendido scenario del Lungomare Falcomatà.

TIPS - Costa Viola Bagnara, Palmi, Seminara e Scilla bellissime cittadine, gioielli della costa tirrenica del reggino, affondano le loro radici nel mito. Luoghi della narrazione da Omero a Virgilio, paesaggi di un medioevo federiciano, pieno di contaminazioni culturali e radici comuni della cultura europea e mediterranea.

dattilo, Roccaforte del Greco, Roghudi, Staiti, luoghi pieni di storia, fascino e mistero. Insediamenti di origini magno-greche, i borghi della comunità grecofona della costa ionica del reggino offrono la possibilità di un ritorno al passato. Luoghi visitati e narrati già da Eduard Lear, Alexandre Dumas, M. Cornelius Escher. Da sempre meta di artisti e letterati. - Locride

- Aspromonte La montagna custodisce la riserva naturalistica del Parco Nazionale dell'Aspromonte, dove, a 1400 mt dal livello del mare, sorge la stazione sciistica di Gambarie, con un panorama sulla città di Reggio Calabria e su tutto lo Stretto di Messina, dalla cima innevata dell'Etna alle Isole Eolie.

Africo Vecchio, Ardore Superiore, Bianco, Bivongi, Bovalino Superiore, Gerace, Gioiosa Ionica, Locri Epizephiri, Monasterace, Polsi, Riace, Roccella Ionica, Stilo, Zomaro, luoghi pieni di storia, di un passato ricco di testimonianze storicoarcheologiche. In particolare si possono ammirare vestigia grecoromane e luoghi di culto bizantini.

- Area Greganica

- Bergamotto e Olio Extra Vergine d’Oliva

Amendolea, Bagaladi, Bova Superiore, Bova Marina, Condofuri, Galliciano’, Motta San Giovanni, Montebello Ionico, Palizzi, Pente-

Prodotti di pregio di una storia antica,simboli di usi e costumi di popoli che si incontrano, si coagulano in una cultura ultramillenaria.


Rimini

SINTESI STORICA

La storia di Rimini può essere suddivisa in tre periodi storici: Origini, Medioevo, Storia moderna. Le Origini risalgono al 268 aC alla foce del fiume Ariminus, in una zona che era stata precedentemente abitata dagli Etruschi, Umbri, Greci e Galli, i Romani fondarono la colonia di Ariminum, probabilmente dal nome di un fiume nelle vicinanze, Ariminus (oggi Marecchia). In precedenza la zona era stata gallico, dal 6 ° secolo aC, alla sconfitta finale del gruppo nel 283 aC dagli Umbri, in cui possesso rimase fino al 263 aC quando divenne colonia latina molto utile ai romani durante le guerre fine galliche. La città fu coinvolta nelle guerre civili, ma è rimasto fedele al partito popolare e ai suoi leader, in primo luogo Mario, e poi Cesare. Dopo aver attraversato il Rubicone, quest'ultimo ha fatto il suo leggendario appello alle legioni del Foro di Rimini. Ariminum è stato visto come un baluardo contro gli invasori dalla Gallia e anche come trampolino di lancio per la conquista della pianura Padana. Come il capolinea della via Flaminia, che si è conclusa qui nel superstite prestigiosa Arco di Augusto (27 aC eretto), Rimini è stata un incrocio stradale che collega l'Italia centrale e Italia settentrionale dalla Via Emilia che ha portato alla Piacenza e la Via Popilia che si estendeva verso nord ; ma ha anche aperto il commercio via mare e fiume. Crisi nel mondo romano è stato caratterizzato dalla distruzione causata da invasioni e guerre, ma anche dalla testimonianza dei palazzi degli ufficiali imperiali e le prime chiese, il simbolo della diffusione del cristianesimo che ha tenuto un importante Consiglio a Rimini nel 359.Durante il Medioevo gli Ostrogoti conquistarono Rimini nel 493. Durante la Guerra Gotica di Rimini è stato preso e ripreso più volte. Nelle sue vicinanze il generale bizantino Narsete rovesciato (553) il Alamanni. Sotto il dominio bizantino, appartenne ai Pentapoli, parte dell'Esarcato di Ravenna. In 728, è stata presa con molte altre città da parte del re longobardo Liutprando, ma tornò ai Bizantini circa 735. re Pipino ha dato alla Santa Sede, ma durante le guerre dei papi e le città italiane contro gli imperatori, Rimini si schierò con quest'ultimo. Nel 13 ° secolo, che soffriva di discordie delle famiglie Gambacari e Ansi-

Contatti ESN Rimini http://www.esnrimini.org info@esnrimini.org Erasmus Student Network Rimini c/o Giuseppe Sammartano Via Due Palme, 2 47900 Rimini (RN)


dei. La città divenne un comune nel 14 ° secolo e con l'arrivo degli ordini religiosi, sono stati costruiti numerosi conventi e chiese, fornendo lavoro per molti artisti illustri. Infatti, Giotto ha ispirato la scuola del 14 ° secolo di Rimini, che era l'espressione di originale fermento culturale. La famiglia Malatesta emerse dalle lotte fra fazioni comunali con Malatesta da Verucchio, che nel 1239 è stato nominato podestà (feudatario) della città. Nonostante le interruzioni, la sua autorità tenutasi famiglia fino 1528. Nel 1312 gli successe Malatesta II, primo signore (signore) della città e Pandolfo I, fratello di quest'ultimo, nominato da Luigi il vicario imperiale bavarese in Romagna. Ferrantino, figlio di Malatesta II (1335), è stato opposto da suo cugino Ramberto e dal cardinale Bertrando del Poggetto (1331), legato di Giovanni XXII. Malatesta Guastafamiglia (1363) era anche signore di Pesaro. Suo figlio Carlo, uno dei condottieri più rispettati del tempo, ampliato i possedimenti riminesi e restaurata la porta. Carlo morì senza figli nel 1429, e la signoria è stato diviso in tre parti, Rimini andando a Galeotto Roberto, un fanatico cattolico che si è rivelata del tutto inadeguata per il ruolo. La linea Pesarese dei Malatesta ha cercato, infatti, di approfittare della sua debolezza e per conquistare la città, ma Sigismondo Pandolfo Malatesta, il nipote di Carlo, che aveva solo 14 anni all'epoca, è intervenuto per salvarlo. Galeotto ritirò in un convento, e Sigismondo ha ottenuto lo stato di Rimini. Sigismondo Pandolfo fu il più famoso signore di Rimini. Nel 1433 l'imperatore Sigismondo soggiornò in città e per un po ', era il comandante in capo delle armate papali. Un generale abile, Sigismondo spesso agito come condottiero per gli altri stati per guadagnare i soldi per abbellirla (era anche un poeta dilettante). Aveva il famoso Tempio Malatestiano ricostruito da Leon Battista Alberti. Tuttavia, dopo la nascita di Papa Pio II ha dovuto lottare costantemente per l'indipendenza della città. Nel 1463 fu costretto a sottomettersi a Pio II, che ha lasciato lui solo Rimini e poco più; Roberto Malatesta, suo figlio (1482), sotto papa Paolo II quasi perso il suo stato, ma sotto Sisto IV divenne il comandante dell'esercito pontificio contro Ferdinando di Napoli. Sigismondo fu, tuttavia, sconfitto dalle forze napoletane nella battaglia di Campomorto (1482). Pandolfo IV, suo figlio (1500), ha perso Rimini a Cesare Borgia, dopo il cui rovesciamento è sceso a Venezia (1503‐1509), ma è stato poi ripreso da papa Giulio II e incorporato nello Stato Pontificio. Dopo la morte di papa Leone X, Pandolfo rinviato per diversi mesi, e con suo figlio Sigismondo ha tenuto una regola che sembrava tyrannous anche per il tempo. Papa Adriano VI lo ha espulso di nuovo e ha dato Rimini al duca di Urbino, vicario del papa in Romagna. Nel 1527 Sigismondo è riuscito a riconquistare la città, ma l'anno successivo il dominio dei Malatesta è morto per sempre. All'inizio del 16 ° secolo inizia il Periodo Moderno e Rimini, ora una città secondaria dello Stato Pontificio, era governata da un legato apostolico. Verso la fine del 16 ° secolo, la piazza comunale (ora piazza Cavour), che era stata chiusa in un luogo in cui il teatro Poletti è stato successivamente costruito, è stato ridisegnato. La statua di Papa Paolo V è stata eretta al centro della piazza vicino alla fontana dal 1614. Nel 16 ° secolo, il 'grande piazza' (oggi Piazza Tre Martiri in onore di tre civili impiccati dai nazisti in ritirata alla fine della seconda guerra mondiale), che era il luogo dove si sono svolti i mercati e tornei, ha subito varie modifiche. Un piccolo tempio dedicato a Sant'Antonio da Padova e la torre dell'orologio sono stati costruiti lì, dando la piazza la sua forma e dimensioni attuali. Fino al 18 ° secolo raid eserciti, terremoti, carestie, inondazioni e gli attacchi dei pirati devastarono la città. In questa situazione cupa ea causa di una economia locale indebolita, la pesca ha assunto una grande importanza, un fatto testimoniato dalla costruzione di strutture come il mercato del pesce e il faro. Nel 1797 Rimini, insieme al resto della Romagna, ha risentito del passaggio dell'esercito napoleonico e divenne parte della Repubblica Cisalpina. La politica napoleonica soppresse gli ordini monastici, confiscando i loro beni e disperdendo così un patrimonio consistente, e demolito molte chiese, tra cui l'antica cattedrale di Santa Colomba. Il 30 marzo 1815, Gioacchino Murat ha lanciato la sua Rimini Proclama al popolo italiano da qui, sperando di incitarli a unità e l'indipendenza. Nel 1845 una banda di avventurieri comandate dal Ribbotti entra in città e proclamò una Costituzione che fu presto abolito. Nel 1860 Rimini e la Romagna sono stati incorporati nel Regno d'Italia. La città è stata trasformata dopo il 1843 fondazione del primo stabilimento balneare e il Kursaal, un edificio costruito per ospitare eventi


sociali sontuosi, è diventato il simbolo di status di Rimini come una località turistica. Nel giro di pochi anni il lungomare ha subito un notevole lavoro di sviluppo rendendo Rimini 'la città di villini'. All'inizio del 20 ° secolo, il Grand Hotel, primo grande struttura ricettiva della città, è stato costruito vicino alla spiaggia. Durante la prima guerra mondiale, Rimini e le sue infrastrutture circostante è stato uno degli obiettivi primari della marina austro‐ungarica. Dopo la dichiarazione d'Italia di guerra il 15 maggio 1915 il parco austro‐ungarica ha lasciato i suoi porti lo stesso giorno e ha iniziato il suo attacco sulla costa adriatica tra Venezia e Barletta. Durante la seconda guerra mondiale la città fu dilaniata dai bombardamenti pesanti e dal passaggio del fronte sulla linea gotica durante la Battaglia di Rimini, e alla fine fu catturato dalle forze greche e canadesi. Dopo la sua liberazione, il 21 settembre 1944, il lavoro di ricostruzione è iniziata, si conclude con enorme sviluppo del settore turistico della città.

SINTESI STORICA Rimini è un comune italiano di circa 150.000 abitanti. Località di soggiorno estivo di fama internazionale, si estende per 15 km lungo la costa del mare Adriatico con hotel, locali notturni, attrezzature balneari e impianti sportivi. Fondata infatti dai Romani nel 268 a.C., per tutto il periodo della loro dominazione è stata un fondamentale nodo di comunicazione fra il nord e il sud della penisola, e sul suo suolo gli imperatori romani eressero monumenti quali l'Arco d'Augusto, il Ponte di Tiberio e l'Anfiteatro; mentre durante il primo Rinascimento, sotto i Malatesta, la sua corte è stata una delle più vivaci dell'epoca, ospitando artisti del calibro di Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Roberto Valturio, Matteo de' Pasti e producendo opere quali il Tempio Malatestiano. Favorita dalla posizione geografica e dall'attrezzatura ricettiva, si è affermata come uno dei maggiori poli fieristici e congressuali d'Europa[5], sede di manifestazioni e convegni di grande rilievo. Rimini occupa una posizione storicamente strategica, all’estremo vertice meridionale della pianura Padana, nel punto di congiunzione tra l’Italia settentrionale e l’Italia centrale. È circondata a sud-ovest da basse e verdi colline, ai cui piedi si stende la città: Covignano (153 m), Vergiano (81 m), S. Martino Monte l’Abbate (57 m) e S. Lorenzo in Correggiano (60 m), coltivate a vigneti, oliveti e frutteti e dominate da ville signorili. l territorio riminese, per la sua posizione geografica e per i suoi caratteri climatici, è situato al confine tra la zona fitoclimatica mediterranea e la zona centroeuropea[9][10], e rappresenta quindi un ambiente di transizione di grande valore naturalistico. Il turismo si basa sul settore balneare, accanto al quale si sviluppa l’offerta legata alle fiere e ai congressi, agli eventi, alla notte, alla cultura, al benessere e all’enogastronomia. Rimini è sede di fiere e congressi internazionali, con un quartiere fieristico (Rimini Fiera) e un palacongressi ( Palacongressi di Rimini) tra i più importanti in Europa.

T RASPORTI I NTERNI La rete di trasporti urbani, forniti da START Romagna, comprende 13 linee di autobus urbani, 9 linee di autobus extraurbane e una linea di filobus, che collega il centro della città di Rimini alla vicina località balneare di Riccione. C'è un chiosco dei biglietti e informazioni al di fuori della stazione ferroviaria. I servizi sono efficienti e biglietti sono abbordabili. All'interno del centro storico, è facile andare in giro a piedi, ma la zona balneare si sviluppa su una lunga strada, per cui così saltare su un autobus è spesso una buona opzione. Le fermate sono

spesso identificate con i numeri che è molto utile per i viaggiatori. Una mappa della città a disposizione presso l'ufficio turistico presenta linee di autobus e fermate. Di solito conviene acquistare un biglietto dell'autobus periodico ‐ per esempio un biglietto di 3 giorni costa solo 5,50 €.

C OME A RRIVARE Rimini è un importante nodo stradale e ferroviario, grazie alla sua posizione all'incrocio tra le viecostiere adriatiche, Pianura Padana e la sua vicinanza con la Repubblica di San Marino. I


noltre è molto ben collegato, infatti si può facilmente raggiungere Rimini attraverso auto, treno o semplicemente con l’aereo. - In auto L'autostrada Adriatica (A14) collega Rimini a Bologna in direzione nord e Taranto verso sud, attraverso i pedaggi di Rimini Nord e Rimini Sud. Rimini è un incrocio di tre strade di origine romana: la Via Emilia (SS 9) a Milano, la via Flaminia (SS 16) a Roma e la Via Popilia (SS 16) a Padova. L’Autostrada (SS 72) collega la Riviera Adriatica con la capitale della Repubblica di San Marino, che entrano nel territorio sammarinese dopo il limite di Stato a Dogana. Via Marecchiese (SP 258), che conduce a Sansepolcro, passando attraverso l'Appennino e collega Rimini con la Toscana e la Valle del Tevere. Strade di importanza locale sono le strade provinciali a Coriano (SP 31), Montescudo (SP 41) e Santa Cristina (SP 69). - In aereo La città è servita dalla Aeroporto Internazionale Federico Fellini, a Miramare, il secondo aeroporto in Emilia‐Romagna per il traffico passeggeri. Ha regolari collegamenti nazionali

e internazionali. Ci passano voli low cost, cha rter e voli stagionali.I principali aeroporti internazionali più vicini sono Bologna‐Marconi, Venezia Marco Polo e Milano‐Malpensa. Se atterrate all'aeroporto di Bologna, vi è una navetta fuori dall'aeroporto che vi porterà alla stazione ferroviaria e poi si può prendere il treno fino alla stazione di Rimini. - In treno Trenitalia e Italotreno entrambi collegano altre città italiane con Rimini, infatti è un importante nodo anche della rete ferroviaria regionale, ed è una delle principali stazioni della ferrovia adriatica. La stazione di Rimini è un incrocio di linee ferroviarie Bologna‐Ancona e Ferrara‐Ravenna‐Rimini, e passano treni di tutte le categorie, compresi Frecciarossa e Frecciabianca. E' anche il punto finale di servizi ferroviari a lunga percorrenza fino a Roma e dei servizi regionali a Bologna, Ancona e Ravenna. Rimini ha anche quattro minori stazioni ferroviarie: Miramare, Viserba, Torre Pedrera, servita da servizi regionali, e Rimini Fiera, periodicamente serviti da servizi regionali e intercity in concomitanza delle principali manifestazioni fieristiche.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

B OLOGNA – P OLO

SCIENTIFICO - DIDATTICO DI

R IMINI

I primi corsi Universitari a Rimini risalgono al 1972 e negli anni '80 vengono attivati i corsi di Laurea di Economia e di Statistica. Successivamente ‐ con l’attivazione dei Corsi di Laurea di: Chimica Industriale, Moda, Farmacia, Scienze Motorie, Medicina e Chirurgia e Scienze della Formazione ‐ si configura una vera e propria dimensione Universitaria. Nel corso degli anni l’insediamento riminese è cresciuto in molti sensi: da poche decine di studenti degli anni settanta agli oltre seimila iscritti dell’ultimo anno accademico, dai due corsi da laurea ai 19 attuali, dai pochissimi docenti in forza a Rimini agli oltre cento di oggi fino alla costituzione nel 2012 dell'innovativo ‐ ed unico in Italia ‐ Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita. Di pari passo sono stati creati e potenziati servizi e spazi didattico‐scientifici di supporto agli studenti (la biblioteca centralizzata, lo studentato, i laboratori informatici, la rete Wi‐Fi, il centro linguistico, le sale‐studio, i servizi a supporto dei progetti internazionali e di accoglienza e assistenza per gli studenti stranieri, il servizio di supporto psicologico, etc...) e laboratori dedicati alla ricerca scientifica e tecnologica per i propri docenti (laboratori per le discipline della Chimica, della Chimica farmaceutica e della Biomedicina). Il Campus riminese è attivamente sostenuto anche da Istituzioni ed Enti Locali che cercano di integrare le potenzialità del Campus Universitario con azioni concrete, consapevoli che la collaborazione verso obiettivi comuni sia un fattore vincente per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Il progressivo incremento negli anni delle iscrizioni ai corsi di studio da parte di giovani provenienti da altre aree geografiche d'Italia, d'Europa e del mondo dimostra che la qualità della nostra formazione trova riscontro non solo sul territorio nazionale ma anche internazionale.


LA SEZIONE La sezione ESN Rimini nasce nel 2005 e sin dalla sua nascita è stata un punto di riferimento per tutti gli studenti internazionali iscritti al polo di Rimini. Fondatore e primo presidente, dopo il suo erasmus in Belgio, è Domenico Melpignano aiutato dagli altri quattro membri del Board. Essendo una città piccola di conseguenza la sezione non è delle più grandi del network, ma questo non vuol dire che la sezione sia poco attiva, infatti nel Settembre 2008 la città di Rimini si ritrova ad ospitare il famoso Council of National Representatives (CNR) meeting per tutti i rappresentanti nazionali di tutte le nazioni del network. Al giorno d’oggi la sezione è formata ancora da un piccolo numero di persone, tutte molto cariche di entusiasmo, infatti vengono sempre organizzate nuove attività, come uno dei progetti fissi oramai è il Beachparty, evento aperto a tutte le sezioni di Italia. Le attività regolari della sezione comprendono diverse forme di aiuti, come per esempio il progetto chiamato find an accommodation, i cui i ragazzi di ESN Rimini si impegnano nella ricerca di un alloggio per gli studenti; inoltre vengono organizzato tour guidati per la città tenendo gli erasmus sempre informati sugli eventi territoriali (come sagre, fiere). Non solo, vengono organizzati anche viaggi per tutta l’Italia e feste ad hoc per gli studenti. Tra le attività più apprezzate vi è senz’altro la famosa welcome week, la quale inizia in università, grazie appunto ad una collaborazione con quest’ultima, in cui la sezione dà un benvenuto agli erasmus con una caccia al tesoro per scoprire la città. La sezione si impegna anche in progetti come Social Erasmus o Erasmus in Schools, il tutto possibile ad un eccellente coordinamento all’interno del network nazionale. Ogni anno la sezione si impegna sempre di più cercando di migliorare il proprio lavoro e mirando a nuovi obbiettivi.

TIPS - La Piadina Romagnola La cosa piu tipica di Rimini in assoluto è la piadina romagnola. La piadina è un prodotto alimentare composto da una sfoglia di farina di grano, strutto od olio di oliva, sale e acqua, che viene tradizionalmente cotta su un piatto di terracott, ma oggi più comunemente viene cotta su piastre di metallo oppure su lastre di pietra refrattaria. È, per dirla con Giovanni Pascoli, «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli».

costa Romagnola nel primo weekend di luglio. È definito come il capodanno dell’ estate. Nel 2010 ha richiamato la partecipazione di 2 milioni di persone diventando un evento internazionale. La festa è strettamente correlata con il territorio: la piadina venduta in strada e nei locali è condita con salsa rosa, i locali e le strutture sono addobbati con festoni rosa, le luci dei lampioni, i fuochi d'artificio sincronizzati lungo le coste e molti edifici importanti sono anch'essi resi rosa durante il periodo dell'evento.

- Le Discoteche

- La Spiaggia

Sono note in tutta Europa perché da oltre trenta anni fanno divertire il pubblico. Sono presenti su tutta la costa romagnola ed in particolare a Rimini e Riccione vi sono le piu famose e accessibili. A Rimini potete trovare la sedicesima miglior discoteca del mondo, ovvero Cocorico’. Potete godervi i migliori dj del mondo, come David Guetta, Steve Aoki, LMFAO - La Notte Rosa

Nota in tutta Europa per la sua accessibilità, è da piu di 50 anni meta di milioni dituristi provenienti da tutto il continente. La spiaggia è sabbiosa e adatta a rilassarsi e a prendere il sole e durante l’estate sono numerosi gli stabilimenti che organizzano feste e aperitivi in spiaggia.

É un grande evento che si svolge su tutta la

- Il Centro Storico Rimini ha numerose testimonianze storiche e artistiche degne di nota. Essendo una città


Roma

HISTORICAL SUMMARY Rome, known as Caput Mundi and The Eternal City as well, is the State Capital of both the Italian Republic and Lazio. More than 2.700.000 people live there and that makes the city the most populated one in Italy. Around 3.700.000 live in the metropolitan area. The Vatican City, heart of Catholic Church, is located inside Rome. The earliest archaeological traces in the area where now stands the city of Rome date back to the 14th Century BC, while the first settlements on the Palatine Hill and in the surrounding areas date back to the 10th Century BC. According to legend , Rome was founded on April 21 , 753 BC by Romulus. Since then, and for the next three millennia, Rome has played a fundamental role in Italy and in Europe. Since its foundation, the City continued to grow until it reached one million inhabitants during the imperial age. When the Empire had fallen, Rome lost its importance, people started to leave the City so that many areas inside the walls became completely deserted. In the 2nd Century A.D. Rome became the Holy See and in the 8th Century A.D. it became the State Capital of the Papal States. In the 14th Century, thanks to the Renaissance, the City began to rise again and became one of the most important cultural centers in Europe. In 1871 occurred the Union of Italy so Rome became the State Capital of the Italian Reign and, since 1946, it is the State Capital of the Italian Republic.

Contatti ESN Roma ESN ASE Ancona Contacts www.esn-roma.it roma_ase@esn.it FacoltĂ di Economia Via del Castro Laurenziano, 9/c 00161 Roma (RM)

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THE CITY TODAY Throughout its long history, the city of Rome has seen three major periods of development which were followed by a significant urban growth. During the Roman period the city was the capital of the Empire so the wealth from all over the Empire flowed into the City. The oldest and most famous monuments of Rome belong to this period: the Colosseum, the Roman Forum, the Pantheon, the Aqueducts, etc. Many of the buildings that created the intricate network of narrow streets in the old town center belong to the the medieval period. When the Middle Ages and the Empire had collapsed, the Renaissance began. During this era the greatest artists of Europe were called to Rome by the popes to build churches, fountains, squares and bridges. St. Peter's Basilica, the Spanish Steps, the Trevi Fountain belong to this period. Finally, when the Reign of Italy was born, Rome became the State Capital of the unified country; since then the Roman modern urban development began and it still continues today. In this period the Reign of Italy went through the fascist dictatorship (1922-1945) that led to the building of different areas: the university city of La Sapienza, the EUR district and the sports facilities of the Foro Italico. The historic center of the city that shows more than 2,800 years of history has been listed as a World Heritage Site of UNESCO and makes the city one of the most popular tourist destinations in the world. Most of the old town is located in the area bounded by the ancient walls that Emperor Marcus Aurelius ordered to build between 270 and 273 AD to defend the city. The city is divided into 35 neighborhoods; the first one coincides with the historic center and is further divided into twenty-two areas called districts, including for example Trastevere, Testaccio and Monti. Thanks to the continuous flow of tourists, the city center is always crowded; the most common meeting places, especially for young people, are the San Lorenzo district (near the University La Sapienza), Campo de 'Fiori and Trastevere (in the center, full of pubs and restaurants), Ostiense and Testaccio (near University of Roma Tre).

P UBLIC T RANSPORT The urban area is much vast as to the number of inhabitants, but – mostly due to the several archaeological finds still lying in the Roman underground – there are just two metro line fully operational, while a third line is still near completion, with just few metro stations opened and operational. City traffic often gives mobility some problems: the best way to avoid it is using transports by rail, such as metro and tram. There are also urban trains, marked by the code FR: these are trains belonging to the company Ferrovie dello Stato going outside Rome. Yet they can be used for links within the city, buying a regular bus ticket. For example, the FR1 line links Fiumicino airport to rail stations like Trastevere, Tuscolana and Tiburtina. There is a bus line too, able to drive you anywhere you like. However these transport are not so reliable, since they are often late because of the traffic. A night line substitutes the diur-

nal bus line: N1 and N2 lines respectively substitute the metro lines A and B.

H OW T O G ET H ERE - By train The main rail station is Roma Termini, where the metro lines A and B cross and there are several bus terminus. There are many secondary stations, such as Tiburtina, Trastevere and Ostiense, through which pass most of the trains crossing Italy. In Tiburtina and Ostiense stations, there are line A and B metro stations, while the others are easily accessible by bus or tram. - By plane In Rome there are two main airports: Fiumicino and Ciampino. Fiumicino is the second largest airport in Italy for importance and flow of planes. Several international airlines have its base there. The


airport is easily accessible from the city centre, thanks to a railway line which links the main stations to Fiumicino, with trains leaving every 15 minutes. The ticket costs only 8€. From Roma Termini, there are also private buses and taxis, with a fixed price of 48€ for/to the centre of Rome. Ciampino is smaller than Fiumicino and it receives the majority of low-cost planes coming from Europe. It does not have a railway connection, so you have to take a bus or a taxi to get it. The fastest and cheapest way to get to Ciampino is to take a bus from Anagnina station, only for 2€. Alternative ways are: private bus leaving from Termini station, belonging to these companies www.terravision.eu and www.sitbusshuttle.it; prices may vary from 4 to 6€; a circular bus line (720) which links the metro station Laurentina to the airport (Fioranello/Appia bus stop) at the same price of a urban bus, yet the route is quite long and the buses often late. Finally you can take a taxi: from the city centre to the airport the fixed price is 30€.

there, it is possible to the line B of the metro to reach (almost) every area of the city, or bus lines. Lately, also the bus company Megabus offers routes from/to Rome. http://iteu.megabus.com/

- By bus Every bus which leaves from other Italian cities to Rome are getting to Tiburtina station; from

THE UNIVERSITY There are several public and private universities in Rome. Among these, the first one is “ L A S APIENZA ”, knows also as “Roma 1”, the largest and most ancient, with its more than 140.000 students. It is the largest in Europe too. Others public universities are: T OR V ERGATA , known as “Roma 2”, has its faculties placed in a wide campus of 560 hectares, near the Grande Raccordo Anulare; and R OMA T RE , founded in 1992, the youngest one, placed in the Ostiense area (Basilica of Saint Paul). Then, there is the “ U NIVERSITÀ DEGLI S TUDI DI R OMA F ORO I TALICO – IUSM – Istituto Universitario di Scienze Motorie”, which is the first university in Italy completely devoted to sport disciplines. Among the private universities, the most famous is probably the “ LUISS Guido Carli”, meaning Libera Università Internazionale degli Studi Sociali. Founded in 1974, it is specialized in economics, social, legal and managerial sciences. Other private universities are LUMSA , UNINT , C ATTOLICA DEL S ACRO C UORE and P ONTIFICIA Lateranense.


ESN SECTIONS Among all the universities in Rome, the only ones hosting an ESN section are La Sapienza, Roma Tre and LUISS. These three sections are parts of the ESN network and often cooperate among them, organizing city tours, one-day trips, parties and sport events, being at the same time independent sections which manage its own events. Pay attention: official Erasmus association in Rome are only three! Unfortunately there are some unofficial association run by people who pretend to be an ESN section in order to confuse Erasmus students and benefit from it. The official ESN associations are a guarantee, since they are recognized by their own respective universities and because all their events are non-profit. Trusting these unofficial associations, you run the risk of having a worse service at an higher price; moreover, you help the illicit enrichment of these associations, damaging the image of ESN sections, which DO NOT HAVE ANY BENEFIT from the activities they organize.

ESN R OMA ASE The section of the University "La Sapienza" is called ESN Roma ASE, and has been operating since 1993 with the name of ASE. It joined ESN in February 1995, and contains something like 1900 erasmus students every year, a fact that makes it the biggest section in the Italian and in the European Network. ESN Roma ASE has been taking care of Erasmus students for 20 years, knows their problems, knows how to help them and how to achieve their integration. The most important activities of the association are its trips, which have the objective to show to the erasmus students the best of Italy. The official website is: www.esn-roma.it.

ESN R OMA T RE The Erasmus association in Roma Tre University was founded in 1997 with the name “Erasmus Tre” (known also as e3) and entered in the ESN network with the name ESN Roma Tre in February 2007. Every year almost 600 international students come to the office to buy the ESN card. ESN Roma Tre offers a wide range of weekly activities, such as Tandem, Buddy System, Cineforum. Yet the strong points of this section are guided tours and sport events. During the year, ESN Roma Tre staff will bring you to visit the most wonderful places in the millenary capital of the Roman Empire. And the section have always given a particular attention to sport. ESN Roma Tre organizes five-a-side football tournament every semester, for both male and female; it also participates with its Erasmus team to a football tournament among various universities in Rome. If you prefer volleyball or basketball, don’t worry! There are these kinds of tournaments too. The volleyball and basketball teams from ESN Roma Tre have lately won the second edition of ESN ONE, the Erasmus Olympic Games, which took place in Avellino in March 2015. Thanks to these victories, they participated in the International Olympic Games (ESN Team) in Cracovia. If you do like sports, if you would like to discover the beauties of the eternal city or if you just want to join us for a typical Italian aperitivo come here, we are waiting for you in the capital!

ESN R OMA LUISS ESN Roma LUISS (www.esnromaluiss.it) is the youngest ESN Roman section. It was founded in August 2010 and it has around 300 associates. It actively cooperates with the International Relations Office of LUISS Guido Carli and the University officially recognizes it as an association that both organizes various activities for international students and promotes the internationalization of the university itself. ESN Roma LUISS organizes activities such as the Tandem Program, the Buddy Program and the amazing International Dinners and, together with the University, the


“Discovering Secret Places”, that are guided tours in places that are usually closed to the public.

TIPS - Il pecorino romano It is a traditional cheese from Rome, obtained by sheep milk. Its origins are very ancient: it was really common at the era of the Ancient Rome and, thanks to its salty taste and its capacity of long-life preservation, legionaries used to eat it in their daily ration. - La pasta alla carbonara Another traditional dish from Rome, even if nowadays it is very famous abroad too. Its origins are doubtful. A version tells that such dish was invented during the Second World War, when US army was in Rome. Thanks to the US soldiers, it was quite easy to find eggs and bacon, so Romans did not do nothing more than put them together with more common products, such as pasta, pepper and pecorino. - Concerto del Primo Maggio On May 1st during the International Workers’ Day, there is a big concert for free in piazza San Giovanni. The concert starts in the early afternoon and goes on until night; yet you can find people since the early morning waiting for it. On the stage, there are several singers and musicians from everywhere and in the square there is a great atmosphere created by all those people from Italy, and so many other places!! - Festa de’ Noantri It is an ancient festivity, with a strong religious and popular value. The festivity, which takes place every year in Trastevere the first Saturday after July 16th, began in the sixteenth century to honour the Madonna del Carmine. For this reason, a statue of the Virgin is carried in procession covered by jewels and precious habits. There are other events more popular, such as musical and theatrical performance, stalls, etc. - Festa dei Santi Pietro e Paolo On June 29th, it is the festivity of the patron

saints, so offices and schools are closed and you can find many stalls in front of the Saint Paul Basilica. By night, in the same area, you can admire wonderful fireworks. - PAY ATTENTION! - if you are used to eat early, you will probably have some difficulties to find restaurants open before 19. In the most famous restaurants, we suggest to book your place before, because the people in Rome like to stay at dinner for a long time. - If you want to visit churches in summer (especially St. Peter), we suggest to wear something on your shoulders, or you will not be admitted inside.


Salerno

SINTESI STORICA

La storia della città di “Salernum” iniziò con la colonizzazione dei Greci e dei Romani che le donarono uno dei periodi più prosperi. Successivamente la città fu vittima di numerose invasioni barbariche e perse molto del suo prestigio. Nel 786, con l’avvento dei Longobardi e del principe Arechi II, divenne il fulcro delle comunicazioni con la Campania ed un importante centro di studi grazie all’istituzione della famosa “Scuola Medica Salernitana”, centro della cultura medica europea del Medioevo. Ai Longobardi seguirono i Saraceni ed i Normanni con Roberto il Guiscardo che realizzò il Castello Terracena (Arechi), il celebre Duomo di San Matteo e valorizzò al massimo la “Scuola Medica Salernitana”. A causa del susseguirsi di innumerevoli popolazioni, quali gli Svevi, gli Angioini e gli Spagnoli, iniziò la lenta decadenza della città che terminò solo con la sua annessione al Regno d’Italia dopo l’arrivo di Garibaldi il 6 settembre 1860. Nel periodo della seconda Guerra Mondiale fu teatro dello sbarco degli Alleati, il cosiddetto sbarco di Salerno (ovvero l'operazione Avalanche), ed ospitando per poco più di 3 mesi la famiglia reale e il primo Governo post‐fastiscia, diventò capitale d’Italia fino alla liberazione di Roma.

LA CITTÀ OGGI Salerno oggi è abitata da circa 150.000 persone ed è situata in posizione favorevole rispetto alle maggiori attrazioni turistiche della provincia di cui è capoluogo. La città moderna è delimitata da confini naturali che ne hanno caratterizzato l’evoluzione urbana nel tempo. A ovest, infatti, la città è cresciuta lungo l’omonimo golfo bagnato dal mar Tirreno.Chiusa a nord dalla costiera di Amalfi e a sud dalla costa del Cilento e dalla piana del fiume Sele, è schiacciata sul mare dalle catene montuose adiacenti, che offrono percorsi con viste mozzafiato direttamente a precipizio sul mare.

Contatti ESN PES Salerno www.esnsalerno.it salerno@esn.it Erasmus Student Network Salerno @ESNSalerno P.zza Umberto I, n° 1 c/o Accademia Leonardo 84121, Salerno


L’economia moderna si basa prevalentemente sul turismo, l’agricoltura e la pesca. Basti pensare al fiorire dei porti degli ultimi anni: sono attivi un importante porto commerciale, un porto turistico ed è in attesa di partenza il porto “Marina di Arechi”, un gigantesco complesso di moli galleggiante capace di accogliere anche navi da crociera. Per quanto riguarda l’agricoltura, la provincia da sola copre quasi l’intero fabbisogno nazionale di pomodori ed è rinomata per i prodotti ortofrutticoli e lattari. Per finire, la città offre una serie di attrazioni e di eventi che attirano turisti soprattutto dalla regione ed è la base ideale per visitare la “Divina Costiera Amalfitana” e le famose spiagge del Cilento. Salerno è a misura di cittadino. La città offre ai suoi abitanti diversi parchi, aree pedonali e centri per la movida. Da ricordare il “Parco del Mercatello” nella zona orientale e il “Parco Pinocchio” nei pressi della stazione ferroviaria Irno. Il centro dispone inoltre di una grande area pedonale che comprende il lungomare Trieste e il centro storico con le sue viuzze che salgono strette fino alla parte alta della città. Salerno è anche la “città del futuro”: è infatti piena di cantieri per grandi opere firmate da famosi architetti e su cui il Comune punta per il rilancio del turismo internazionale. Possiamo ricordare, oltre al porto di Marina di Arechi, la gigantesca “Piazza della Libertà”, costruita direttamente sul mare e su cui sorgerà il discusso “Crescent”; la “Cittadella Giudiziaria”, ovvero un grande complesso di edifici dedicati alla amministrazione della giustizia; il palazzo a forma di vela, ispirato alla famosa vela di Dubai.

T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

La città è collegata da un sistema di autobus che opera, oltre che sul territorio urbano, anche nei comuni limitrofi, compresi quelli di Fisciano e Lancusi, sedi dei due poli universitari. I biglietti possono essere acquistati nelle tabaccherie, nelle edicole e nei bar convenzionati (per info. www.unicocampania.it). Il costo del classico biglietto, valido 90 minuti a partire dal momento della convalida, è di € 1.30. Il servizio bus non è previsto nelle ore notturne, durante le quali è possibile spostarsi a piedi o con i Taxi che, tuttavia, hanno tariffe abbastanza elevate. Il posteggio dei Taxi è in Piazza Vittorio Veneto, presso la stazione (per prenotazioni 089/757575). Altro mezzo di trasporto è il treno che collega Salerno ai comuni della provincia. Per chi si muove in auto, le più grandi aree parcheggio sono ubicate nella zona del porto. Il parcheggio è a pagamento in tutta la zona centrale della città (la tariffa media è di € 2.00/h.). Per i più atletici c’è la possibilità di noleggiare bici, considerando che c’è una pista ciclabile di circa 30 km che costeggia il meraviglioso lungomare e collega la città a Paestum.

- In treno Salerno ha una stazione molto attiva ubicata nel centro della città che, con i suoi 8 binari, dispone di linee tanto regionali quanto nazionali. E’ inoltre attivo il Treno ad alta velocità (Frecciarossa) che collega la città alla stazione di Milano Centrale. Tra le altre principali destinazioni ci sono: Roma, Firenze, Bologna, Napoli, Caserta, Cosenza, Reggio Calabria, Siracusa e Palermo. Da e per Roma il biglietto più economico costa circa 25 euro (ma è possibile trovare offerte soprattutto muovendosi in anticipo) ed il treno impiega circa 4 ore (2 ore con l’alta velocità, a prezzi diversi). Da e per Napoli il costo è di 5 euro ed il tempo di percorrenza è di circa mezz’ora. Per le tratte nazionali, si può acquistare il biglietto da internet e, come anticipato, usufruire di sconti se ci si muove in anticipo: www.trenitalia.it. E’ inoltre attivo un altro servizio di treni ad alta velocità, “Italo”, che spesso offre tariffe più economiche: www.italotreno.it. - In aereo Salerno ha un aeroporto di piccole dimensioni e con pochi voli. Si può tuttavia sopperire a


questa mancanza approfittando del vicino aeroporto di Napoli Capodichino, che si trova a mezz’ora di autobus da Salerno ed è facilmente raggiungibile con bus diretti. Salerno è raggiungibile anche dagli aeroporti di Roma: arrivati alla stazione Termini è possibile prendere un treno; consigliata la stazione Tiburtina se si preferisce prendere un autobus (più economico). - In autobus Molte città italiane sono direttamente collegate a Salerno da linee autobus pubbliche e private. In particolare: da Roma è possibile trovare autobus per Salerno alla stazione Tiburtina con un costo tra i 12 e i 17 euro ed un tempo di percorrenza di circa 4 ore; da Napoli gli autobus sono più frequenti e il costo è di circa 5 euro, mentre il tempo di percorrenza di circa 40 minuti. E’ inoltre possibile trovare linee dirette con gli aeroporti sia di Roma che di Napoli.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

S ALERNO

L'Università degli Studi di Salerno è dislocata principalmente a Fisciano (provincia di Salerno), mentre la Facoltà di Medicina e Chirurgia è situata a Baronissi (sempre in provincia di Salerno). Le facoltà presenti nella nostra università sono: Economia, Farmacia,Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature Straniere (che comprende anche l'indirizzo Davimus), Medicina e Chirurgia, Scienze della formazione, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze politiche. L‘Università offre numerosi servizi per gli studenti iscritti tra cui: il Centro per l'Orientamento e il Tutorato, il Centro Linguistico, laboratori, aule studio, servizio Wi‐Fi, Biblioteca d'Ateneo, la Mensa. Il Campus è dotato anche di strutture per il tempo libero come: impianti sportivi, teatro d'Ateneo, spazi verdi che permettono le attività ludiche ma anche la giusta serenità per lo studio. Da due anni è attiva la web‐radio d'Ateneo "Unis@und" che aggiorna in tempo reale sulle iniziative dell'università e trasmette programmi prodotti dagli studenti.L'Unisa valorizza anche i talenti presenti al suo interno attraverso diverse Orchestre come " L'Orchestra Jazz dell'Università di Salerno".Per gli studenti fuori sede sono state messe a disposizione a partire dall'Anno Accademico 2009/2010 le Residenze universitarie all'interno del Campus; si tratta di piccoli monolocali dotati di ogni comfort. L'Ateneo Salernitano è un vero e proprio campus universitario che concentra al suo interno: strutture per l'orientamento, per la didattica, lo studio, ma anche il tempo libero. E' una realtà molto amplia e in continua espansione.

C ONSERVATORIO S TATALE

DI

M USICA "G. M ARTUCCI "

Il Conservatorio Statale di Musica "G. Martucci" di Salerno sito in via Salvatore De Renzi, ha avuto origine come scuola musicale durante il regno borbonico e precisamente nel 1819. Attualmente è impegnato in una politica di sviluppo della cooperazione europea in materia di valutazione della qualità al fine di definire e promuovere una necessaria dimensione europea dell'istruzione superiore, prestando attenzione allo sviluppo del curriculum, la cooperazione tra le istituzioni, schemi di mobilità internazionale e programmi integrati di studio, formazione e ricerca.


SA

LE

LA SEZIONE

R PE NO S

ESN PES Salerno nasce nel 2011 grazie all’iniziativa di 5 ex‐erasmus desiderosi di trasmettere la propria esperienza e di restare a contatto con il mondo internazionale; diventa candidate sectiondi ESN nell’Ottobre dello stesso anno. In pochi mesi il gruppo cresce ed il 21 Aprile 2012 entra ufficialmente nel network di ESN Italia, costituendo la 46° sezione Italiana. Lo scopo dell’associazione consiste nello svolgere tutte quelle attività correlate alle direttive ed allo spirito di ESN e che hanno il fine sia di accogliere gli studenti stranieri ed aiutarli a stabilirsi ed ambientarsi nella città, che di porre in essere una serie di eventi culturali e ludici per migliorare la loro permanenza nel paese ospitante e valorizzare il territorio e la cultura locale. Oltre ad essere presente all'interno dell'Università, che conta un numero di circa 300 studenti Erasmus, l'associazione è anche formalmente riconosciuta dal Conservatorio G. Martucci, assieme al quale si coordina per proporre agli studenti stranieri momenti di cultura musicale.

TIPS - La Delizia al limone Il vero simbolo di Salerno, di una terra che con i suoi colori e i suoi profumi ha conquistato il mondo intero è “l’oro giallo” della Costa d’Amalfi: il limone (in gergo definito "sfusato”), le cui caratteristiche lo rendono unico rispetto a tutte le altre qualità di limoni, compresi quelli di Sorrento.Ispirato ad uno dei prodotti più tipici della zona, la Delizia al Limone è un famoso dolce che porta la firma del pasticciere Salvatore de Riso (Maiori, 1989), vero e proprio “manifesto” dei sapori della Costiera Amalfinata oggi famoso in tutto il mondo. Si tratta di un morbidissimo pan di spagna ripieno di crema al limone, ricoperto di una gustosissima panna profumata con scorza di limone.

Il 21 settembre si svolge la celebrazione in onore di S. Matteo, patrono della città, con una processione nella quale sfila la statua d’argento del Santo che attraversa il centro storico di Salerno. Al termine della manifestazione religiosa si da il via alla festa dove è possibile divertirsi tra giostre e bancarelle; non possono mancare i fuochi pirotecnici sul mare che chiudono la giornata. - Luci d’artista Straordinaria mostra d’arte luminosa che ha luogo tra i mesi di Novembre e Gennaio lungo tutte le strade e le principali piazze della città. Grazie a quest’evento, da anni, Salerno attira una moltitudine di persone per la meravigliosa atmosfera natalizia.

- La mozzarella di bufala - Il Duomo e la Cripta Tra i prodotti tipici campani non possiamo non ricordare la mozzarella: da secoli la piana del Sele è dedita all'allevamento delle bufale, dal cui latte si produce una mozzarella di una bontà strabiliante. Per potersi fregiare del marchio DOP, deve essere prodotta con latte di bufale, allevate in libertà e nutrite con mangimi naturali. Per prepararla ci vuole tutta la sapienza dei mastri caseari, abili nel mozzare la pasta filante ancora calda. - La festa di San Matteo

Ricco di leggende quanto di storia, la visita della città non può non iniziare dal Duomo e la sua cripta. Il Duomo di Salerno fu costruito dopo la conquista della città da parte di Roberto il Guiscardo nel 1804 ed è dedicato a San Matteo, Patrono di Salerno. Nei secoli subì vari rifacimenti ma recentemente è stato riportato all'originaria struttura romanica. All'interno sono custodite varie tombe,tra cui quella del Papa Gregorio VII, di Ruggero Borsa, figlio di Roberto il Guiscardo e della regina Margherita di Durazzo.


Sassari

SINTESI STORICA

I rinvenimenti di insediamenti umani in Sardegna e in particolare nel territorio sassarese risalgono al Neolitico, come testimonia l'imponente “ziqqurat” di Monte d'Accodi. Sassari fu probabilmente fondata nel Medioevo dagli abitanti dell'antico porto romano di Turris Lybisonis (l'attuale Porto Torres) i quali, per sfuggire alle incursioni dei pirati saraceni, abbandonarono la costa e si spostarono nell’entroterra. Nei primi anni del XIII secolo Sassari era la città più popolata del Giudicato di Torres ed era chiamata “Civitas Turritana”. Nel 1274 passò sotto il dominio di Pisa; questo dominio si concluse dieci anni dopo, quando Pisa fu sconfitta da Genova nella Battaglia della Meloria. Nel 1294 Sassari divenne il primo libero comune della Sardegna, confederato a Genova. Nel 1316, sotto la Podesteria di Cavallino de Honestis, furono promulgati gli Statuti Sassaresi che rappresentavano l'organizzazione giuridica, politica e amministrativa della città; nello stesso periodo Sassari si cinse delle mura. Nel 1323 la Sardegna fu concessa agli Aragonesi da Papa Bonifacio VIII, che nel 1297 aveva investito Giacomo II del titolo di Re di Sardegna. Nel 1479 la città di Sassari, insieme al resto dell'isola, passò sotto il dominio spagnolo. Nel 1562 i Gesuiti vi fondarono la prima università della Sardegna. Successivamente Sassari passò al Piemonte dei Savoia in conseguenza del trattato di Londra del 1718. Per tutto l’Ottocento la città visse un periodo di rinascita culturale e urbanistica: l'università fu riaperta, la città cominciò a espandersi oltre il tracciato delle Mura Medievali, furono costruiti il nuovo ospedale, le carceri, il teatro civico, scuole e piazze, la rete ferroviaria e fognaria, l'illuminazione; fu ristrutturato il vicino porto di Torres e si attivarono i primi collegamenti navali di linea tra il porto sardo e Genova. Nel 1891 venne fondato “La Nuova Sardegna”, che divenne ben presto il quotidiano più diffuso nell'isola. Passata indenne la seconda guerra mondiale, Sassari dovette sopportare una grave e prolungata carenza di generi alimentari. Alla crisi del dopoguerra reagì con un lento ma costante sviluppo economico, che portò la città a divenire oggi il secondo centro cittadino della Sardegna.

Contatti ESN Sassari Ancona www.esnsassari.it sassari@esn.it esnsassari esn_sassari esn_sassari Ufficio Ricerca e Relazioni Internazionali Via Largo Macao, 32 07100 Sassari (SS)


LA CITTÀ OGGI Sassari è situata in un'isola, la Sardegna, che per la sua storia, per la sua identità culturale, per le sue peculiarità naturali e ambientali è ritenuta una delle regioni più incantevoli del Mediterraneo. Capoluogo dell’omonima provincia, Sassari è la seconda città della Sardegna per numero di abitanti (oltre i 120.000) e per importanza politica. Sorge su una collina a 225 sul livello del mare e si stende sul margine del tavolato nord-occidentale dell’isola, che digrada verso il vicino Golfo dell'Asinara. La città, nata verso la fine del primo millennio, è da sempre un importante centro agricolo e commerciale e ha solide tradizioni culturali. Essa presenta un volto antico e un volto moderno: il primo è costituito dal vecchio centro storico, che si sviluppa intorno al Duomo di San Nicola; il secondo è dato dai nuovi quartieri, costruiti dal 1836, anno in cui la città cominciò a espandersi al di fuori della cinta muraria medievale. Il centro storico è un intrecciarsi di vicoli, vicoletti, strade strette che intersecano le arterie principali, sempre affollate. Fino alla fine dell’Ottocento, l’area era cinta da mura, poi per la maggior parte abbattute, con quattro porte d'ingresso alla città. A est era Porta Gurusele che diverrà poi Porta Rosello; a sud Porta Capu de Villa poi Porta Castello; a ovest Porta Utzeri; a nord Porta Santu Flasiu poi Porta Sant'Antonio. All'estremità di questa zona antica sono sorti importanti rioni con strade ampie, nuove costruzioni di carattere popolare-intensivo (Monte Rosello), con architetture sobrie e moderne (Colle Cappuccini), con edifici maestosi (Porcellana) o di carattere residenziale con numerose villette (Luna e Sole, Monte Bianchinu). Oltre ai monumenti storici e alle bellezze artistiche, tra cui spiccano le chiese, Sassari presenta aspetti caratteristici quasi altrettanto importanti. Innanzitutto, il dialetto che vi si parla è unico: deriva, infatti, dall’epoca del dominio pisano e si avvicina al toscano del XIII secolo, modificato da un po’ di corso e da molto spagnolo. E’ un dialetto dolce e aperto, che si distingue fra quelli sardi e che ben si addice al carattere del sassarese tipico: questi è signorile nell’espressione e nel tratto, ricco di cultura e di tensione civile, arguto e di battuta pronta, amante della buona cucina, del buon vino e della bella compagnia.

T RASPORTI I NTERNI Nella città di Sassari l’esercizio del trasporto pubblico di persone è garantito dall'ATP (Azienda Trasporti Pubblici). L’Azienda gestisce 22 linee di cui 11 urbane e 11 suburbane. Sono anche esercite delle linee speciali: una (AmicoBus) riservata a persone con difficoltà motoria e una stagionale (Marina di Sorso) limitata al periodo estivo che collega la città con la spiaggia più vicina. La maggior azienda di trasporto pubblico in Sardegna è l'ARST e collega Sassari con tutta l'isola; opera prevalentemente con servizi di autobus extraurbani; nei Comuni di Cagliari e Sassari gestisce inoltre due linee di metrotranvia: Metrocagliari e Metrosassari. L'Azienda opera nel ferroviario turistico attraverso i collegamenti de 'Il Trenino Verde della Sardegna', uno dei modi migliori e più originali per attraversare e conoscere i diversi aspetti dell'entroterra dell'isola. I centri principali della Sardegna sono collegati dalla ferrovia di Trenitalia. Le tratte coperte sono le seguenti: la linea che collega Cagliari a Carbo-

nia/Iglesias nel Sulcis; la linea che attraversa da sud a nord l'Isola, che parte da Cagliari, raggiunge Oristano ed arriva fino alla stazione di Ozieri-Chilivani, situata ad una cinquantina di chilometri a sud-est di Sassari; infine la linea che parte da Golfo Aranci in Gallura, passa da Olbia, e arriva fino a Sassari e Porto Torres.

C OME A RRIVARE Sassari è la principale città del nordovest della Sardegna. L'isola è raggiungibile via mare e per via aerea. Porto Torres, sede dell'omonimo porto, dista 17km da Sassari e collega la città con Genova, Marsiglia, Ajaccio, Propriano, Civitavecchia (Roma), Barcellona e l'Isola dell'Asinara. Il modo più comodo e diretto per arrivare a Sassari però è sicuramente l'aereo; l'aeroporto più vicino è quello di Alghero Fertilia e dista 33km dal centro cittadino e 10km dal centro di Alghero; qui operano 15 compagnie aeree tra cui Ryanair e Wizzair ed è possibile scegliere tra 40 destinazioni; in alternativa, la città è raggiungibile da altre città che collegano l'isola con


altri aeroporti, ossia Olbia Costa Smeralda che si trova a 150km di distanza, Cagliari (Elmas) a circa 225km da Sassari, tutti collegati con la città da treni e autobus. La stazione autobus di Sassari ha il capolinea in Via Padre Zirano e si

trova a circa 400m dalla Casa dello Studente in Via Michele Coppino e dall'Ufficio Ricerca e Relazioni Internazioni in Via Largo Macao n°32.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI STUDI DI

S ASSARI

Nel 2012 l'Università di Sassari ha festeggiato il suo 450° anno accademico e offre oggi una vasta gamma di lauree triennali, lauree magistrali, master, scuole di specializzazione e di dottorato: conta circa 700 docenti distribuiti in 13 dipartimenti, 22 biblioteche, oltre 40 tra istituti e centri di ricerca e di studio; ha più di 15.000 studenti, di cui oltre 600 sono attualmente in mobilità per studio o per tirocinio presso altre università/istituzioni europee; in media ogni anno quasi 200 visiting professor insegnano a Sassari; il numero degli studenti Erasmus provenienti da altre università è in continua crescita; l'Università di Sassari ha rapporti di cooperazione con oltre 200 università che partecipano al programma Erasmus. L'Università di Sassari è un'università pubblica di antica tradizione, in cui l'offerta formativa si basa su un ampio ventaglio di corsi di laurea, su una didattica interdisciplinare e su elevati standard di ricerca scientifica. Le dimensioni medio-piccole dell'università favoriscono i rapporti interpersonali e permettono agli studenti incoming di intergrarsi rapidamente nella comunità accademica e nell'ambiente locale. A disposizione degli studenti un'ampia rete di sale di studio, di biblioteche, di postazioni internet e un efficiente Sistema Bibliotecario di Ateneo. Il CLA (Centro Linguistico di Ateneo) organizza per gli studenti incoming un'ampia offerta di corsi gratuiti di lingua e cultura italiana. Tutti gli studenti incoming hanno diritto a speciali facilitazioni per alloggi, mense, trasporti, assistenza sanitaria, attività culturali e sportive. Sassari è una città a misura di studente, con una ricca vita associativa animata da tante associazioni studentesche.

LA SEZIONE A Sassari è presente una sezione di ESN, “ESN Sassari”: nata nel Marzo 2006 col nome “ErasmuSS” per iniziativa di alcuni studenti dell'Università di Sassari rientrati da pochi mesi dai programmi di mobilità studentesca, conta ogni anno oltre 200 iscritti e svolge attività di accoglienza, assistenza primaria e tutorato per gli studenti stranieri, nonché per gli studenti italiani interessati al programma di mobilità Erasmus. L'associazione è entrata a far parte della grande famiglia ESN nel corso della Piattaforma Nazionale di Bologna del dicembre 2006. Ha avuto l’onore di ospitare due Piattaforme Nazionali: nel 2008 e nel Giugno 2015. Ha sede in Via Largo Macao n°32, nello stesso stabile dell'Ufficio Ricerca e Relazioni Internazionali dell'Università di Sassari.


TIPS - Cucina La cucina sassarese è formata dai piatti poveri di una volta - perché poveri erano gli abitanti della città - ma che nulla hanno da invidiare a quelli più raffinati. Il piatto tipico più conosciuto è lo zimino, cioè le interiora del vitello come diaframma (parasangu), intestino (cannaculu), cuore, fegato e milza, cotte in graticola sulla brace. La ziminadda, cioè l’attività di preparare lo zimino e di incontrarsi in gruppi per consumarlo, è regolarmente accompagnata da grande mescita di vino specialmente rosso e corposo (tipo Cannonau di Sorso e Sennori, Cagnulari, etc.), e da varie verdure fresche quali (finocchi, pomodori, lattuga, sedano), e talvolta da verdure arrosto (carciofi sardi, cipollotti, peperoni, etc.), che vengono lasciati cuocere a lungo accanto ai pezzi dello zimino. - Universitari in Piazza Appuntamento consolidato del maggio sassarese è diventato Universitari in Piazza, manifestazione grazie alla quale la città vive tre giorni di intensa allegria, e che continua a rappresentare un momento di unione tra Sassari e i suoi studenti. Seguendo un format ormai consolidato negli anni, la piazza più importante della città, Piazza d’Italia, viene allestita a festa e adornata dagli stand delle dieci associazioni universitarie dove vengono organizzati momenti culturali e ludici. La serata è accompagnata dall’esibizione di vari gruppi musicali locali e spesso vede anche la partecipazione di grandi ospiti di fama internazionale. - Cavalcata Sarda A Sassari si sente nell’aria anche l’amore per le tradizioni: la penultima domenica di maggio si tiene una delle maggiori feste folkloristiche dell'isola, la Cavalcata Sarda. L’evento consiste nella sfilata a piedi, a cavallo o su caratteristici carri addobbati con fiori e oggetti della quotidianità, di gruppi provenienti da ogni parte della Sardegna. I partecipanti indossano il costume caratteristico del luogo di provenienza, spesso arricchito da curatissimi ricami e gioielli in filigrana. La manifestazione prosegue nell'ippodromo cittadino dove cavalli e cavalieri si esibiscono in ardite pariglie e figure acrobatiche, per terminare in serata nella Piazza d'Italia con i canti e i balli tradizionali sardi, sulle note

di launeddas e fisarmoniche, che si protraggono per buona parte della notte. - Candelieri Ma la festa più sentita dai Sassaresi è quella dei Candelieri (Li Candareri), che si svolge il 14 agosto. Qui i rappresentanti di dieci gremi (associazioni di arti e mestieri), rinnovano il voto fatto nel corso del ‘550, dalla città alla Madonna, al cessare di una feroce pestilenza, portando a braccia lungo il centro storico pesanti candelieri di legno, alti 8 metri e addobbati con nastri colorati e simboli del gremio che rappresentano. La Faradda (discesa) parte da Piazza Castello e termina nella chiesa di Santa Maria, con una breve fermata davanti al Teatro Civico, dove il gremio dei contadini saluta il sindaco di Sassari augurandogli di vivere altri cento anni (a zent’anni!). - Fontana di Rosello Il simbolo di Sassari è la Fontana di Rosello. Questo monumento storico si trova nella Valle del Rosello, sotto il Ponte Rosello, appartenente al periodo fascista. Edificata in stile tardo-rinascimentale, la fontana è una metafora volta a rappresentare lo scorrere del tempo, come il fluire dell’acqua, simboleggiato dalle dodici bocche (cantaros) e dalle quattro statue che raffigurano le quattro stagioni: un vecchio che dorme (l'inverno), una fanciulla con una ghirlanda fiorita (la primavera), una donna con un fascio di spighe (l'estate) e un giovane Ercole con la pelle del leone ed una corona di pampini (l'autunno).


Siena

SINTESI STORICA

La leggenda vuole che Siena sia stata fondata da Senio ed Ascanio, figli di Remo che, con suo fratello Romolo, fondò Roma. I due giovani fuggirono dalla stessa Roma portando con loro il simulacro della lupa: infatti in tutta Siena è possibile trovare le statue della lupa romana che nutre i due gemelli (Romolo e Remo appunto). Pare anche che i colori bianco e nero dell’insegna della città siano legati al colore dei cavalli che Senio e Asca nio usarono per fuggire dallo zio Romolo che voleva ucciderli, o, secondo un’altra versione, al fumo che scaturì dalla pira augurale che i due fratelli accesero per ringraziare gli dei. Nonostante tutto, sembra che questa storia non abbia un vero fondamento storico, ma piuttosto Siena potrebbe essere sorta come un villaggio etrusco. E’ invece certo che i Romani vi stabilirono - nel 30 d.C. - un avamposto di nome Saena, che si sviluppò negli anni a seguire in un piccolo centro di scambi commerciali. I Longobardi arrivarono nel secolo VI d.C e in seguito anche i Franchi governarono la città. Furono svolti grandi lavori, tra cui la realizzazione della Via Francigena, la strada che collegava Roma alla Francia, percorsa da milioni di pellegrini e viandanti. Questo aumentò enormemente l’importanza commerciale di Siena. In quel periodo anche la Chiesa era coinvolta attivamente nel governo della città e fu così fino all’XI secolo, quando i Senesi reclamarono il loro diritto a governare e amministrare la città. La crescente potenza economica e commerciale di Siena dette luogo a inevitabili scontri con Firenze, dal momento che entrambe cercarono di espandere i loro territori. Alla fine fu Firenze ad avere la meglio e Siena fu incorporata nel territorio e nell’amministrazione fiorentini. Nonostante le dispute, negli anni tra il 1150 e il 1300 ci furono numerosi grandi artisti che si impegnarono nella realizzazione di straordinari monumenti, tra i quali uno dei più importanti è sicuramente il Duomo, quindi nel 1295 iniziarono i lavori per la costruzione del Palazzo Comunale che venne ultimato nel 1340.

+39 0577232392 www.gruppoerasmussiena.it

siena@esn.it ESN Siena GES ESNSienaGES esnsienages Via Banchi di Sotto 55 53100, SIENA


Si tratta del più antico edificio pubblico in Italia che ha conservato nel corso dei secoli la sua funzione originaria. Accanto ad esso venne poi costruita la Torre del Mangia, alta 102 metri, una grande opera architettonica terminata nel 1348. Nel campo della pittura e della scultura, inoltre, i maestri senesi si distinsero per le loro doti e capacità artistiche che precedettero per alcuni versi il periodo del grande Rinascimento toscano. Dietro la realizzazione di questi lavori si trovava quasi sempre il Consiglio dei Nove, il corpo governativo attivo alla metà del secolo XIII. Purtroppo, proprio quando i Senesi stavano progettando un ampliamento del Duomo, una terribile epidemia di peste si abbatté sulla città, uccidendo i 3/5 della popolazione, causandone l’inevitabile decadenza. Si verificarono poi frequenti mutamenti di governo, che videro come protagonisti, tra gli altri, l’Imperatore Carlo V e Cosimo I de’ Medici, che fecero lentamente rifiorire la città, anche grazie alla banca Monte dei Paschi di Siena, che è sempre stata una indispensabile fonte di impiego e di sicurezza per tantissimi cittadini senesi, e alla vitale tradizione di quelle arti cosiddette minori, come l’oreficeria, la ceramica, l’argenteria, il ferro battuto. Oggi Siena prospera grazie al turismo e alla sua stupenda e ineguagliabile eredità artistica.

T RASPORTI I NTERNI Siena è una città piuttosto piccola. Inoltre il centro storico è chiuso al traffico, quindi la cosa più agevole resta muoversi a piedi. Tuttavia la città è servita da un’efficiente rete di autobus urbani ed extraurbani. Maggiori informazioni sul sito: http://trainspa.it/home.html

da Grosseto Linea ferroviaria Grosseto-Montepescali- Buonconvento-Siena La stazione ferroviaria di siena si trova a circa 2 km dal centro storico ed é raggiungibile in 5 minuti in autobus. Per gli orari dei treni consultare il sito delle "Ferrovie dello Stato" .

C OME A RRIVARE - In auto

- In aereo

Da nord: A1 “Milano – Roma- Napoli” uscita “Firenze Impruneta” (conosciuta in precedenza come "Firenze Certosa") quindi Superstrada Firenze/Siena (40 min.)

da FIRENZE (68 km): Aeroporto "Amerigo Vespucci" di Firenze da PISA (150 km): Aeroporto "Galileo Galilei" di Pisa

Da sud: A1 uscita “Valdichiana” quindi raccordo Bettolle-Siena S.S.326 (2h 30min.) - In treno da Firenze: cambio ad Empoli (1h30min) Linea ferroviaria Firenze – Empoli – Siena da Roma: cambio a Chiusi (3 h) Linea ferroviaria Roma – Chiusi - Siena da Pisa: cambio ad Empoli (2 h) Linea ferroviaria Pisa – Empoli - Siena


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ D EGLI S TUDI

DI

S IENA

La storia dell’università di Siena si è sviluppata lungo la tradizione culturale della Toscana a partire dal Medioevo. Il primo documento rintracciato è un decreto podestarile del 26 dicembre 1240 e rivela il particolare modello giuridico dell’Ateneo senese, che non si basava sull’iniziativa degli studenti come a Bologna, né sull’amministrazione dei docenti come a Parigi, ma sulla diretta orga nizzazione del Comune. I cittadini che affittavano alloggi agli scolari dovevano, infatti, pagare una tassa: con il ricavato di questa il Comune provvedeva a stipendiare i maestri, scelti naturalmente fra i migliori. La prima grande espansione dell’università di Siena si ebbe nel 1321, quando molti studenti vi si trasferirono dall’università di Bologna. Il 16 agosto 1357, grazie al lungo intervento diplomatico del Concistoro di Siena, lo Studio senese fu finalmente annoverato fra le Università del Sacro Romano Impero in un diploma concesso a Praga dall’imperatore Carlo IV. In otto secoli di vita l’Università di Siena ha prodotto conoscenza in ogni ambito di studio ed è oggi uno degli atenei italiani che presenta i massimi risultati innovativi nella ricerca, nella didattica e nei servizi. La sede centrale dell’Università si trova negli ambienti dell’ex monastero di San Virgilio, in Via Banchi di Sotto, angolo Via San Virgilio. La sede risale, nel nucleo originario, all’XI-XII secolo, ricostruita poi nel XVI e restaurata nel 1891 da Giuseppe Partini. Al centro dell’edificio un cortile porti cato ospita il monumento agli studenti caduti a Curtatone (28 Maggio 1848), gruppo bronzeo di Raffaello Romanelli. Consulta il sito per maggiori informazioni: http://ww.unisi.it/ .

LA SEZIONE Il Gruppo Erasmus Siena (GES) - ESN Siena rappresenta gli studenti dell’Università di Siena a livello nazionale ed internazionale all’interno del network europeo ESN (Erasmus Student Network), che promuove e supporta gli scambi internazionali tra studenti, attraverso il principio “Student Helping Students”. Esn Siena Ges è un’associazione di volontariato che si occupa di sostenere ed aiutare gli studenti in mobilità durante tutto il loro anno accademico a Siena, in merito all’università e la vita in città, creando con loro un momento di socializzazione e scambio culturale. Le attività principali svolte dal GES sono: Accoglienza e tutorato per gli studenti stranieri (assistenza nella ricerca dell’alloggio, visite guidate delle facoltà e della città, piccoli supporti pratici quotidiani). Numerose attività ricreative e culturali (gite, tour dei musei cittadini e di contrada, sport, incontri che favoriscono l’interscambio linguistico, parties ed eventi speciali in occasione dei princi pali momenti dell’anno accademico) volte a favorire l’integrazione tra i vari membri di diversa nazionalità. Il volontariato, secondo il progetto Social Erasmus, che offre agli studenti internazionali l’opportunità di avvicinarsi alla comunità locale.


TIPS -Il Palio di Siena Il Palio è la più importante festa della tradizione senese e si corre due volte in un anno: il 2 Luglio e il 16 Agosto. Si tratta di una corsa di cavalli della durata di poco meno di due minuti, che tuttavia è tema di dibattiti e competizioni durante tutto il corso dell’anno. Siena è divisa in diciassette contrade, o zone della città: infatti si suol dire che gli abitanti di Siena sono “prima abitanti della contrada e poi della città”. Ogni contrada si scontra con le altre durante il Palio e la rivalità è parte integrante dell’atmosfera dei mesi precedenti l’evento. Per ogni corsa vengono selezionate dieci contrade e ad ognuna di esse è assegnato un cavallo che gareggerà in una Piazza del Campo gremita di spettatori e contradaioli. L’anno successivo correranno obbligatoriamente le 7 contrade che non hanno preso parte alla corsa l'anno precedente e saranno estratte a sorte tre delle dieci contrade che già avevano corso la carriera un anno prima, così che i rioni che prendono parte alla manifestazione sono sempre e comunque dieci. Le estrazioni avvengono circa un mese prima del Palio (l'estrazione a sorte per il Palio di agosto solitamente avviene la domenica successiva al Palio di luglio). Due curiosità riguardano i cavalli in corsa: la prima, è il cavallo che rappresenta la contrada tramite la spennacchiera (la coccarda con i colori della contrada posta sulla fronte dell'animale) e non il fantino; la seconda, è il cavallo che vince il Palio anche se "scosso", cioè senza il proprio fantino (che potrebbe essere caduto durante uno dei giri). - La Cucina Senese La cucina senese è ricca di storia. Presso i numerosi ristoranti della città si possono gustare quei piatti tipici che ci portano alla riscoperta di sapori antichi di cibi semplici e gustosi. Impossibile non accorgersi delle botteghe di salumi e formaggi, dove possiamo anche trovare le salsicce e il prosciutto dal profumo selvatico, con una punta di piccante, oltre al pecorino e al pregiato tartufo bianco. La gente del posto ha ancora il gusto della pasta fresca fatta in casa. Sono tipici i ravioli, le pappardelle, le tagliatelle e i pici. Per i secondi di carne, il cinghiale è il pezzo forte. Per quanto riguarda i

vini della zona, il Chianti è sicuramente il più famoso e apprezzato. Il Brunello di Montalcino è stato uno dei primi vini a ottenere la Denominazione di Origine Controllata ed il primo vino italiano ad ottenere nel 1980, la Denominazione di Origine Controllata e Garantita -I Teatri Le possibilità di trascorrere il proprio tempo libero sono tante, ad esempio a teatro. Il Teatro dei Rinnovati nasce nel 1560 quando la storica sala del Consiglio Maggiore della Repubblica, edificata nel 1343, viene per la prima volta trasformata in luogo di spettacolo. Inoltre abbiamo il Teatro dei Rozzi, soprannominato “teatro delle mie glorie”. E’ possibile ottenere uno speciale sconto studenti sull’abbonamento alla stagione teatrale. -Parchi e Giardini L’Orto Botanico fu fondato nel 1784 da Biagio Bartalini. L’ingresso si trova in piazza Sant’Agostino. Le origini del giardino risalgono all’inizio del XVII secolo, quando l’Orto dei Semplici dell’Ospedale di Santa Maria della Scala veniva usato per la coltivazione di piante medicinali. Nel 1856 il giardino fu spostato nella sua attuale locazione. L’Orto dei Pecci, un parco cooperativa con una magnifica vista sulla Torre del Mangia. Per raggiungerlo, andate in Piazza del Mercato e poi scendete le scale che portano ai campi sottostanti. Prendete la piccola strada che volta a destra di Via del Sole. Pochi passi per questa strada e, superato il cancello, troverete un luogo avvolto nel profumo della lavanda, del rosmarino e delle piante della Toscana. Le vista sulla Torre del Mangia e su Piazza Mercato è stupenda. A pochi passi dall’organizzatissima e frequentatissima mensa del DSU, sorge uno scorcio verde, un piccolo squarcio di serenità: l’Orto dei Tolomei. A colpire l’attenzione dei passanti è anche “The drop”, la pera, scultura che sorge nel mezzo del Parco. E’ una statua che ha fortemente voluto la contrada, di cui è diventata simbolo.


Durante il periodo estivo si alternano all’aria aperta grandi concerti e spettacoli cinematografici: l’Orto dei Tolomei diventa così uno dei cuori pulsanti di Siena, dove abitanti e turisti possono trovare momenti per rilassarsi e vivere intensamente la cultura che questa città regala così generosamente. La Lizza/ Fortezza. Questo parco pubblico e la sua fontana sono situati di fronte al Forte di Santa Barbara, una fortezza costruita da Cosimo I della famiglia De’ Medici, dopo che Firenze ebbe conquistato l’egemonia su Siena. Questo Forte fu aperto al pubblico nel lontano 1778. L’area all’interno della fortezza, Piazza della Libertà, è usata per attività ricreative, feste e per proiettare film all’aperto durante l’estate. Una bella vista su Siena e la campagna che la circonda può essere goduta dall’alto

dei bastioni, risalenti al secolo XVI. La Fortezza ospita anche l’Enoteca Italiana, che sponsorizza esposizioni, eventi e conferenze sul vino in tutto il mondo. - Cus – Centro Universitario Sportivo L’Università di Siena è provvista di un centro sportivo (CUS), che offre numerose attività a tutti gli studenti iscritti all’Università. Il CUS organizza inoltre, molti tornei in diverse discipline sportive. Consulta il sito http://www.cussiena.it/


Teramo

SINTESI STORICA

La città di Teramo nacque come emporio commerciale fenicio col nome di Petrut, con il significato di luogo elevato circondato dalle acque” (deve infatti il suo nome ai due corsi d'acqua che la delimitano, il fiume Tordino e il torrente Vezzola, che, riunendosi poco dopo l'abitato, la collegano al vicino mare Adriatico). Dalla latinizzazione di Petrut in Praetut derivò poi Praetutium e Ager Praetutianus per indicare il territorio. I Romani la chiamarono Interamnia Urbs ("città tra i due fiumi"), e fu detta Praetutium, oPraetutiorum. Teramo fu annessa alla Regione Picena da Augusto come Interamnia Praetutianorum (III secolo a.C.) e acquisì splendore architettonico e raffinatezza culturale sotto l'imperatore Adriano. A seguito della caduta dell'Impero romano d’Occidente (476 d.C.) la città, già distrutta per mano dei Visigoti (410 d. C.) e in seguito incendiata (XII secolo), subì la dominazione dei Longobardi (VII-XII secolo) e poi dei Normanni, attraversando momenti difficili. La rinascita prese il via nel XII secolo quando, per volere del vescovo Guido II, iniziò la costruzione del Duomo, pronto ad accogliere le reliquie di San Berardo - il santo patrono della città- dopo la distruzione dell'Antica cattedrale di Santa Maria Aprutiensis e della quasi totalità della città ad opera del conte Roberto III di Loritello, nel 1155. La cattedrale venne terminata e consacrata nel 1176: caratterizzata dal suo inconfondibile stile romanico, si compone di tre navate, presenta una facciata a salienti, la copertura a capriate e il tiburio ottagonale centrale e, al suo interno, vi si possono ammirare il caratteristico presbiterio rialzato, il paliotto d’argento dorato dell’altare maggiore, capolavoro di Nicola da Guardiagrele (-1433- 1448) e il magnificente polittico di Jacobello del Fiore (1439). Successivamente alla divisione dell'Abruzzo in Citeriore e Ulteriore ad opera di Carlo I d'Angiò, Teramo (inclusa nella porzione Ulteriore) si arricchì di altri monumenti, tra i quali il portico del Palazzo Vescovile e il portale della Cattedrale (XIV secolo). Nel XV secolo la crescita economica e culturale venne nuovamente osta-

Contatti ESN Teramo Ancona www.esnteramo.eu teramo@esn.it esn.teramo ESNTeramo via balzarini,1 colleparco Campus Universitario 64100 Teramo Italy


colata dalla rivalità tra la famiglia dei De Melatino (fazione degli Spennati, cosiddetti perché furono quelli che ebbero la peggio e rimasero come uccelli senza piume) e dei De Valle (fazione dei Mazzaclocchi, appellativo che deriva da “mazzaclocca”, la mazza che usavano come arma), caratterizzata da atti di estrema violenza. L’“esemplare impiccagione” di 13 Spennati viene ricordata da uno scudo di pietra sul quale, sopra due teste con la lingua fuori, compare la scritta “A lo parlare agi mesura”. La leggenda narra che furono le donne teramane a porre fine all'assurda guerra, proclamando uno sciopero degli “affetti”. Nonostante i disordini interni, nel corso del quattrocento a Teramo operarono grandi artisti, tra i quali Jacobello da Fiore e Nicolò da Guardiagrele, e vennero intensificati i rapporti commerciali con l'Umbria, la Toscana e con Venezia. Nel settecento e nell’ottocento Teramo vantò una vivace vita culturale, aprendosi alle idee illuministe di illustri studiosi, come Melchiorre Dèlfico, a cui diede i natali. Fino all'Unità d'Italia (1861) la città seguì le sorti del Regno di Napoli e subì l'occupazione austriaca prima e quella francese poi (XVIII secolo).

LA CITTÀ OGGI La città di Teramo è uno dei quattro capoluoghi di provincia della regione Abruzzo. Oggi conta circa 55.000 abitanti, si trova a 264 m di altezza sul livello del mare, alla confluenza del torrente Vezzola con il fiume Tordino, in una zona prevalentemente collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che digrada dolcemente verso la costa adriatica, da cui dista circa 30 km, e copre una superficie di 152 km2. Attivi sono il mercato agricolo di cereali, uva, ortaggi, frutta, olive e quello zootecnico. Presenti sono le industrie meccaniche, alimentari, della ceramica, dei mobili, tessili e dell'abbigliamento.

T RASPORTI I NTERNI I trasporti urbani sono gestiti dalla società STAUR, che offre 8 linee urbane e una linea extraurbana. È prevista per gli studenti regolarmente iscritti ad una delle facoltà dell’Università degli Studi di Teramo e per gli studenti erasmus la possibilità di usufruire di tariffe agevolate per l’abbonamento mensile ai trasporti urbani. Maggiori informazioni al sito: www.staur.it. La città di Teramo è collegata con le principali città abruzzesi, L’Aquila, Pescara, Giulianova con gli autobus delle autolinee regionali ARPA, nonché con le principali città italiane (Roma, Milano, Napoli) con autolinee private: GASPARI BUS e BALTOUR.

C OME A RRIVARE - In aereo Gli aeroporti più vicini a Teramo si trovano nelle seguenti città: Pescara (70 km), Roma Fiumicino e Roma- Ciampino( 200 km) e Ancona (140 km). Da escara ( Aeroporto Internazionale d Abruzzo) a Teramo: autobus linea n.38 (GTM) dal piazzale dell’aeroporto fino al piazzale della Stazione centrale di Pescara e poi treno regionale Pescara- Teramo. info: http://www.abruzzoairport.com/; http://www.gtmpescara.it/; http://www.trenitalia.com/ Da Roma ( iumicino e iampino) a Teramo i due aeroporti di Roma sono collegati con la città di Teramo da una confortevole linea di autobus diretti: Gaspari bus. info:http://www.adr.it/; http://www.gasparionline.it/ Da Ancona a Teramo treno fino a Giulianova e poi treno regionale per Teramo o autobus (ARPA). info: http://www.trenitalia.com/; http://www.arpaonline.it/arpaonline/it/


3 L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

T ERAMO

L'Università degli Studi di Teramo conta 5 Facoltà, 19 Corsi di laurea, 24 Master, 6 Scuole di specializzazione e 10 Dipartimenti. Il Campus di Coste Sant'Agostino ospita le Facoltà di Giurisprudenza, Scienze politiche e Scienze della comunicazione. È in costruzione il polo scientifico, che accoglierà la Facoltà di Medicina veterinaria e la Facoltà di Agraria che ospiterà anche l'ospedale veterinario ed il canile sanitario. Due realtà, il Campus e il Polo, simboli delle due anime dell'Ateneo: quella giuridico-politico- comunicativa e quella agro-bio-veterinaria, che rappresentano i due centri di eccellenza dell'Università degli Studi di Teramo. Il simbolo dell'Ateneo è un esaedro con la riproduzione, su due delle tre facce visibili, della città antica e di quella moderna. Esso si ricollega alla “Civitas Aprutiensis” che per secoli ha geograficamente, etnicamente, amministrativamente e culturalmente individuato il territorio teramano. Una realtà rappresentata e sintetizzata da Jacobello del Fiore nella tavola centrale del Polittico conservato all’interno del Duomo teramano. Alla “terra vetus” di Jacobello va accostata la città moderna. La “Y” che le divide e le unisce è un elemento grafico che caratterizza l'opera di Jacobello, ma è anche un modo possibile di sintetizzare una città che da sempre è racchiusa e circoscritta da due fiumi confluenti.

LA SEZIONE L'Associazione Studenti Erasmus Teramo nasce nel dicembre 1999 sotto la spinta della coordinatrice del progetto LLP Erasmus, la prof.ssa Maria Cristina Giannini, che esorta un nutrito gruppo di studenti teramani, rimpatriati dopo una esperienza di studio all'estero, a fondare un’associazione studentesca che si possa dedicare al fenomeno Erasmus. Gli importanti obiettivi raggiunti, grazie anche al continuo supporto del locale URI (tra cui convegni internazionali, attività di accoglienza per gli studenti incoming, assistenza e tutoring agli studenti outgoing), portano in pochi anni l’Associazione Studenti Erasmus Teramo ad un importante passo: l'ingresso nel network ESN nel Gennaio 2003, durante la Piattaforma Nazionale organizzata da ESN Trento. Anno dopo anno la sezione ha visto aumentare il numero di studenti erasmus incoming: dai 30 pionieri dei primi del 2000, ai circa 100 studenti attuali, ma è molto significativo lo sforzo del piccolo Ateneo abruzzese all’internazionalizzazione della didattica, che arricchisce la popolazione studentesca di un nutrito gruppo di international students (studenti in scambio con altri programmi). Le attività che ESN Teramo offre agli studenti erasmus incoming e agli international students riguardano essenzialmente servizi di accoglienza, viaggi e supporto sotto il profilo didattico. Durante il mese di settembre i volontari si dedicano a servizi di pick up, housing in collaborazione con lo “Sportello ricerca alloggi” della locale azienda per il diritto allo studio (ADSU Teramo) e assistenza di carattere generale circa la didattica e il mondo universitario. Il “Welcome program” culmina nella giornata ufficiale in cui la Città e l'Università degli Studi di Teramo danno il benvenuto agli studenti incoming: l’“Erasmus welcome day”. La sezione in dieci anni di appartenenza al network è riuscita a mettersi in gioco diverse volte, organizzando due Piattaforme Nazionali (gennaio 2005 e febbraio 2010, rispettivamente a Teramo e ai Prati di Tivo) e un CNR ( Council of National Representatives) distribuito tra Teramo e la costa adriatica (settembre 2006). Inoltre, diversi membri attivi di ESN Teramo hanno ricoperto cariche all'interno del board nazionale. A partire dall’anno accademico 2011/2012 ESN Teramo insieme alle altre sezioni abruzzesi, Aquilasmus- ESN L'Aquila e ESN ASE Chieti-Pescara, ha posto le basi per un coordinamento regionale che intende condurre le piccole realtà locali a grandi risultati. Le tre sezioni hanno iniziato a coordinarsi in particolare per l'organizzazione dei Welcome Days “in contemporanea”, in cui si espongono i reciproci progetti agli erasmus incoming delle tre città, con l’auspicio di organizzare eventi e viaggi che vedano la partecipazione della intera popolazione erasmus “abruzzese”.


TIPS - Cucina tipica La gastronomia teramana, sorprendentemente ricca e varia, trae da antichissime tradizioni contadine i suoi inconfondibili profumi e sapori. La cucina teramana è nota per le semplici, ma raffinatissime e prelibate specialità: si pensi al piatto che caratterizza la fine dell’inverno che i teramani sono soliti assaporare il 1 maggio, le Virtù. Si tratta di una antichissima ricetta, le cui origini si perdono nella notte dei tempi quando, alla fine dell'inverno, le contadine univano alle primizie portate dalla buona stagione ciò che era rimasto nelle dispense delle scorte invernali. Ancora oggi la preparazione segue l’antica ricetta, che secondo la tradizione dura tre giorni e tre notti, perché i numerosi ingredienti che compongono le Virtù (fave, piselli freschi, lenticchie, ceci, fagioli, indivia, carciofi, spinaci, cicoria, bietole, cime di rape, cuori di sedano, zucchine, aglio, cipolla, erbe aromatiche, prosciutto, cotenna, orecchio e piedini di maiale, cotiche, “pallottine”) vanno cotti separatamente e solo alla fine si possono amalgamare con la pasta. Un altro piatto caratteristico è la Chitarra con le pallottine. Si tratta di una sorta di spaghetti a sezione quadrata che si ottengono pressando la sfoglia di pasta sulla “chitarra”, un attrezzo tradizionale abruzzese costituito da fili d'acciaio tesi, accostati parallelamente su un'intelaiatura di legno. La caratteristica di questo piatto consiste nel sugo ricco di carne sotto forma di “pallottine”, cioè piccolissime polpettine di carne mista preparate a mano e fatte soffriggere. Un altro elemento caratterizzante la cucina teramana sono le scrippelle: sottilissime frittatine preparate versando su una padella caldissima una pastella di farina, acqua e uova, che ricordano molto le “crepes” della cucina francese e che, secondo alcuni, da Teramo furono esportate oltralpe dagli eserciti francesi. Le scrippelle sono alla base di altri due piatti fondamentali della cucina teramana: le straordinarie “scrippelle mbusse”, cioè “bagnate”, che vengono immerse in un leggero brodo di gallina dopo essere state cosparse di parmigiano ed arrotolate; ed il timballo, nella cui preparazione le scrippelle vanno a sostituire la pasta sfoglia che separa i vari strati di ingredienti. Giova ricordare anche gli arrosticini, spiedini di carne di pecora tipici della cucina abruzzese e

diffusi su tutto il territorio regionale, anche chiamati in dialetto “rustelle”. - Vini tipici Il clima mite delle colline teramane favorisce la crescita di vitigni autoctoni che permettono di produrre eccellenti vini: il Montepulciano d'Abruzzo “Colline Teramane” DOCG, il Montepulciano d’Abruzzo Controguerra DOC, il Montepulciano d’Abruzzo cerasuolo e il bianco Trebbiano d’Abruzzo. - Feste cittadine La città propone un calendario ricco di eventi durante tutto il corso dell’anno, tra cui: Fiera di S. Giuseppe ( marzo); Aspettando il 1 maggio (30 aprile); Maratonina Pretuziana (1 maggio); maggio fest (mese di maggio); l’Interamnia world cup (luglio); Sportissimamente- Lo sport sotto le stelle (settembre); Premio internazionale della fotografia cinematografica “G. Di Venanzo” (ottobre); Cineramnia (metà novembre); Pigro - Omaggio a Ivan Graziani (fine novembre); Festa di S. Berardo, santo patrono della città (19 dicembre). - Acqua Secondo una statistica del Ministero della Sanità del 2005, Teramo è una delle città che può vantare l'acqua più buona d'Italia. L'acqua proviene in gran quantità dal massiccio calcareo del Gran Sasso. La distribuzione avviene attraverso la rete dell'Acquedotto del Ruzzo, la cui costruzione è iniziata nel 1931 grazie all'impegno di una importante personalità cittadina, l'Ing. Alfonso De Albentiis. - Leggenda (metropolitana) universitaria Anche a Teramo, come nel resto d’Italia, ci sono gesti o riti assolutamente proibiti se non si vuole correre il rischio di non superare un esame o di non conseguire la laurea. A Teramo leggenda vuole che gli studenti che entrano nel Duomo non riusciranno a conseguire la laurea. Ma si tratta, appunto, solo di una leggenda!


Trento

SINTESI STORICA

L’antica ‘Tridentum’, città dai tre ‘denti’ (le colline Doss Trento, Doss Sant’Agata e Doss di San Rocco) divenne insediamento romano a partire dal primo secolo a.C., dopo aspre battaglie con le tribù retiche. Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, passò dagli Ostrogoti, ai Lombardi, ai Franchi, e, infine, confluì nel Sacro Romano Impero finché, nel 1207, l’imperatore Corrado II diede vita al Principato Vescovile di Trento, luogo di un discreto giacimento minerario, che meritò il primo statuto minerario alpino sotto il principe vescovo Federico Vana. Celebre, in epoca moderna, per il Concilio di Trento (1545 – 1563), con il congresso di Vienna la città fu annessa all’Impero Asburgico, ed accorpata alla provincia del Tirolo; intanto, la prima ferrovia nella valle dell’Adige (1859) e numerosi interventi in ambito amministrativo ed economico, contribuirono a rendere sempre più moderna la provincia che, assieme a Trieste, rappresentava una forte presenza italiana in ambito austriaco. Nel 1950, infatti, Trento, Bolzano e il Sud del Tirolo furono annesse all’Italia, proseguendo nel loro iter di crescita prosperosa ed al passo coi tempi, anche grazie all’autonomia speciale riconosciuta dallo Stato italiano al Trentino – Alto Adige.

LA CITTÀ OGGI La città di Trento (Trènt in dialetto trentino, Trient in tedesco), capoluogo di provincia, nonché di regione, conta oggi circa 115.00 abitanti. Nel mezzo di una valle glaciale a sud delle Dolomiti, nel punto in cui il Fersina e l’Avisio confluiscono nell’Adige (secondo fiume più grande d’Italia, da cui la valle trae nome), la città del Tridente è circondata da montagne, tra cui la Vigolana (2.150 m), il Bondone (2.181 m), la Paganella (2.124 m), la Marzola (1.747 m) ed il Calisio (1.096 m). Nelle vicinanze sono presenti i laghi di Caldonazzo, Levico, Toblino e Garda, nonché numerosi altri laghetti alpini. Gettonata destinazione turistica sia d’estate che d’inverno, Trento offre la possibilità di cimentarsi in svariate attività sportive, tra cui sci, scalata o dragonboat.

Contatti ESN Trento Ancona www.esntrento.it trento@esn.it esn.trento ESNTrento C/O Dipartimento di Economia e Management Via Virgilio Inama 5 38122 Trento, Italy


Partendo da Piazza Duomo, vero cuore della città con la sua fontana del Nettuno, è possibile visitare comodamente a piedi il centro storico, dalle dimensioni contenute. Nelle vicinanze si trova via Verdi, ricca di bar e locali frequentati da studenti, grazie alla presenza, in poche centinaia di metri, delle facoltà di Giurisprudenza, Sociologia, Lettere ed Economia, oltre che del CLA (Centro Linguistico di Ateneo), della Biblioteca centrale e di numerosi Uffici dell’Università, tra cui la Divisione Accordi e Mobilità Internazionale.

T RASPORTI I NTERNI Trento ha un efficiente sistema di trasporto pubblico, basato principalmente su autobus e gestito, in città e in provincia, da un’unica compagnia: Trentino trasporti (www.ttesercizio.it). Abbonamenti a prezzo scontato sono disponibili per studenti italiani e in mobilità, attraverso dei moduli forniti direttamente dall’Università. Le linee più utilizzate sono la Linea 5, che collega il centro città alle facoltà scientifiche, presenti in collina, e le Linee 2, 3, e 8 che collegano alle varie residenze universitarie. Non sono presenti, purtroppo, bus notturni ma, date le dimensioni della città, si riesce comodamente a raggiungere a piedi qualsiasi meta; molti studenti ovviano al problema semplicemente noleggiando o acquistando una bicicletta.

C OME A RRIVARE - Aereo In ordine di distanza, l’aeroporto di Bolzano (BZO, www.abdairport.it, 60 km), molto piccolo, offre collegamenti giornalieri verso Roma. Di dimensioni medie, invece, è l’aeroporto di Verona (VRN, www.aerooportoverona.it, 100 km) che offre voli low cost. A circa 150 km si trovano, in direzioni opposte, gli aeroporti di Brescia (VBS, www.aeroportobrescia.it) e Treviso (TSF, www.trevisoairport.it), anch’essi serviti da compagnie a basso prezzo. Un po’ più distanti, ma collegati con treni diretti sono gli aeroporti di Venezia, che serve anche EasyJet (VCE, www.veniceairport.it) e Bologna (BLQ, www.bolognaairport.it). Infine, abbastanza comodi risultano essere anche gli aeroporti milanesi (BGY, MXL, LIN, www.sacbo.it, www.seaaeroportimilano.it), che distano poco più di 200 km da Trento ed offrono collegamenti con tutto il mondo.

- Treno Trento si trova sull’asse ferroviario VeronaMonaco; frequenti sono i collegamenti alle città limitrofe come Rovereto, Verona e Bolzano. In poche ore, e senza cambi, si possono raggiungere Venezia, Bologna, Innsbruck, Roma e Lecce, grazie ai servizi offerti dalle ferrovie italiane (www.trenitalia.com) e da quelle austriache (www.bahn.com).. - Bus Raggiungere Trento in autobus potrebbe non essere facile; i collegamenti migliori restano su rotaia. Tuttavia è possibile arrivare in città passando prima da Riva del Garda (a sud della provincia, www.ttesercizio.it, trentino Trasporti), da Verona e da Desenzano (Autobus A.P.T.V., www.apt.vr.it), da Brescia e Milano (Autobus S.I.A., www.siaautoservizi.it) e durante l’estate anche da Venezia. Corse speciali sono previste durante i mercatini di Natale (metà Novembrefine Dicembre).Dal Sud: Baltour Autolinee e Marino Autolinee http://www.baltour.it www.marinobus.it


L’ UNIVERSITÀ Di anno in anno sempre più in vetta alle classifiche internazionali, come, tra le altre, THE Times Higher Education, QS World University Rankings o CENSIS 2014/15, l’Università degli Studi di Trento, ateneo di medie dimensioni, è l’unica presente nella provincia. L’offerta formativa risulta valida e varia, per un totale di dieci dipartimenti suddivisi in tre poli: Mesiano Povo (polo collina), Trento (polo città) e Rovereto. I numerosi programmi di scambio attivi per studenti, ricercatori e docenti, tra cui Accordi Bilaterali, Doppia Laurea, Erasmus+, Erasmus Mundus, Programma Fulbright, GE4 (Global Education: Exchanges for Engineers and Entrepreneurs), T.I.M.E. (Top Industrial Managers for Europe) conferiscono all’Athesina Universitas Studiorum un ampio respiro internazionale. Da annoverare senz’altro l’Opera Universitaria (http://www.operauni.tn.it), responsabile dell’assegnazione di alloggi e borse di studio, nonché della gestione delle mense e delle collaborazioni 150 ore, del servizio prestabici e di numerose attività ricreative, dal teatro alla musica, dalla scrittura creativa allo sport: con la collaborazione dell’Università di Trento, infatti, e del C.U.S. (Centro Universitario Sportivo), l’Opera è tra i fondatori di UNI.Sport (http://www.unisport.tn.it ), network di gestione degli impianti sportivi, in collaborazione con i principali enti di ricerca locali; è grazie all’impegno profuso dalla rete organizzativa che, nel Dicembre 2013, Trento ospita le Universiadi Invernali, divenendo meta di migliaia e migliaia di studenti da tutto il mondo.

LA SEZIONE ESN Trento nasce nel 1992 come Associazione Trentina Studenti Erasmus e contribusce, un anno dopo, alla fondazione di ESN Italia, dandole il primo presidente; sin da allora, senza sosta, un folto gruppo di soci attivi organizza numerose attività tra cui gite con mete Verona, Bologna, Monaco fino a Firenze, Venezia o Innsbruck, grandi eventi (Rafting, ESNow) e appuntamenti più frequenti (Tandem Café, ESN Cup, Sail Togheter), collaborando con enti locali, dalla Provincia, all’Opera Universitaria, all’Ufficio Erasmus. Grazie al servizio Tutor Buddy funge da mediatrice tra studenti locali e studenti Erasmus, favorendo un valido scambio interculturale nell’affetto più spontaneo. La sede dell’Ufficio, presso la facoltà di Economia, è situata in pieno centro.

TIPS - ESNOW - La neve che ti cambia l’Erasmus! Oltre quindici anni di esperienza garantiscono per ESN Trento: i quattro giorni dell’Esnow sono senz’altro l’Evento della stagione, con un’affluenza di oltre duecento Erasmus da tutte le sezioni d’Italia per un’esperienza indimenticabile; sci, aprèsski, feste a tema, il tutto incorniciato da paesaggi mozzafiato e arricchito dal calore della grande famiglia ESN. Se dici Esn Trento, dici ESNOW! - Mercatini di Natale Dal quindici novembre, ogni anno, a Trento si accende la magia: la tradizione dei Mercatini di Natale attira migliaia e migliaia di turisti da tutta Europa, pronti a lasciarsi affascinare dalle calde luci degli addobbi natalizi, passeggiando

in una lunga, baldanzosa festa di piccoli chioschetti in legno, sullo sfondo delle lunghe mura merlate della deliziosa Piazza di Fiera, e sorseggiando specialità come vin brulé, bombardino o i caratteristici parampampoli. - Feste Vigiliane e TrentoBondone La suggestiva cena Benedettina su Doss Trento, la dissacrante satira del Tribunale de Penitenza, il divertentissimo Palio dell’Oca sono solo alcune delle attività proposte dalla città di Trento durante le feste patronali in onore di San Vigilio, cinque giorni di variopinto trambusto, culminanti nella Notte Bianca, e, a seguire, l’ormai tipica colazione delle sei del mattino, al cospetto del maestoso Duomo e del suo Nettuno. Pochi giorni dopo parte proprio da


Trento la più rinomata gara automobilisticomotociclistica in salita, sino ad arrivare a Vason, in cima al monte Bondone: la TrentoBondone, celebre in ambito europeo, attira migliaia e migliaia di interessati, che, riversati in territorio trentino, popolano i boschi con le loro tende, ormai caratteristiche, tanto quanto il rombo dei mezzi in gara, disposti in sfilata nel cuore della città, nell'attesa della partenza, da piazza Duomo. Sin dal 5 Luglio 1925 i 17 km del tortuoso percorso, in salita media con percentuale del 9%, tremano al passaggio dei concorrenti; il più veloce, Simone Faggioli, che sfrecciava con media di 111,12 km/h , il 7 Luglio 2013, a bordo della sua Osella FA30 Zytek. - Mangiare a Trento I trentini son polentoni, e hanno ragione di vantarsene: la tipica polenta di Storo, insieme alla Mosa, è senz’altro una delizia per palati sopraffini, come del resto i delicati Strangolapreti o i Canederli, le saporite Ciuighe, la Carne Salada, accompagnate dagli immancabili vini tipici trentini, il Teroldego Rotaliano e il Marzemino della Val D’Isera, e dai più ricercati formaggi. E, per i più golosi, dolciumi a volontà, tra Zelten, Smorrn, e i misteriorissimi “Grostoi” (per i più, le tanto affezionate chiacchiere). Il tutto accompagnato da un bicchierino di grappa, che velocizza la digestione e riscalda i cuori.

- Facoltiadi Con l’approssimarsi dell’estate, la prova costume può far paura, ma non certo agli impavidi atleti trentini, in allenamento per affrontare le Facoltiadi di giugno, evento che permette a studenti, docenti e personale tecnico di mescolarsi nelle più disparate discipline sportive, tra cui dragonboat, volley, calcio saponato, beach tennis, in contese epocali per la gloria (consacrata dal Rettore) della propria facoltà, il tutto in un (pacifico?) scenario lacustre.


Trieste

SINTESI STORICA

Il nome attuale della città deriva da Tergest ed è di origine preromana con base preindoeuropea: terg = mercato, ed il suffisso –este, tipico dei toponimi venetici. In alternativa, si ritrova proposta l'origine latina del nome "tergestum" (riportata dal geografo di età augustea Strabone), legata al fatto che i legionari romani dovettero combattere tre battaglie per avere ragione delle popolazioni indigene ("Tergestum bellum", dal latino "ter" = tre volte e "gerere bellum" = far guerra, cui il participio passato da "gestum bellum"). Trieste si sviluppa ai piedi dell’altopiano carsico su un arco di colline basse (Barcola, Gretta, Roiano, Cologna, Scorcola, Chiadino, Chiarbola, San Giacomo, San Giusto e San Vito) che fanno da anfiteatro alla sua rada. La conformazione geologica del Carso triestino, caratterizzato da numerose grotte, favorì lo sviluppo di insediamenti nell’età paleolitica e in quella neolitica. Ai primi cavernicoli subentrarono popolazioni di probabile origine illirica che edificarono numerosi castellieri, villaggi fortificati cinti da caratteristiche murature a secco. La civiltà dei castellieri entrò, fra il X e il IX sec. a.C., in contrasto con i Veneti, popolazioni indoeuropee che esercitavano una profonda influenza culturale. A partire dal III sec. a.C. l’area finì nelle mire della politica di conquista di Roma, miranti al consolidamento dei confini. Momenti salienti di questo periodo furono la guerra contro la pirateria degli Istri del 221 a.C. e la guerra istrica del 178177 a.C. Come Aquileia, divenuta colonia romana nel 181 a.C. nell’ambito di una strategia di difesa del territorio, intorno alla metà del I sec. a.C. sulle pendici del colle di San Giusto fu creata da Ottaviano Augusto la “colonia militare” di Tergeste, cinta da poderose mura, delle quali ancora oggi è visibile la parte meridionale (“Arco di Riccardo”). Dello sviluppo di questa città in epoca romana sono visibili ancora oggi delle testimonianze: il Foro, il Teatro romano e l’acquedotto della Val Rosandra. Il medioevo fu un periodo travagliato per Trieste: dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la città passò prima sotto il controllo

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dell’impero bizantino, poi sotto quello dei Franchi, entrando a far parte del Sacro Romano Impero. Divenne “Libero Comune” nel XII secolo; fu quindi occupata dai Veneziani nel 1283 e successivamente riconquistata dalle truppe goriziane e patriarcali. Nel 1382 si pose sotto la protezione del duca d’Austria, conservando una notevole autonomia fino al XVII secolo. Nel XVIII secolo, sotto l’impulso degli Asburgo, Trieste conobbe una profonda trasformazione: nel 1719 divenne porto franco (uno status che rese la città un importante nodo commerciale). Nel 1749 le mura furono abbattute per favorire l’espansione urbanistica e commerciale: essendo il principale sbocco sull’Adriatico dell’Austria, si trasformò in una città cosmopolita, passando dai 3.000 abitanti dei primi del ‘700 ai più di 200.000 dei primi del ‘900, e assunse quella particolare fisionomia urbanistica e architettonica che testimonia l’opulenza della borghesia mercantile dell’epoca dell’Impero Austroungarico e che caratterizza ancora oggi parte della città. Negli ultimi anni dell’800 Trieste vide svilupparsi l’irredentismo, corrente che voleva l’annessione all’Italia: alla fine della prima guerra mondiale fu annessa infatti all’Italia, ma questo comportò la perdita di un importante retroterra e il ridimensionamento della funzione commerciale del porto. Il clima sociale si aggravò ulteriormente durante la seconda guerra mondiale. Nel settembre del 1943 la Germania nazista occupò la città, che entrò a far parte insieme a tutta la Venezia Giulia di una zona di operazioni militari di guerra, l A ( perationzone Adriatisches stenland). Durante l’occupazione nazista la Risiera di San Sabba fu utilizzata come campo di prigionia e smistamento di ebrei e detenuti politici, ma anche, come testimoniano le tracce del forno crematorio, come campo di sterminio. La Risiera rappresenta l’unico esempio di campo nazista in italia. Anche dopo la conclusione del conflitto Trieste conobbe momenti difficili, come l’occupazione, nel maggio 1945, da parte delle truppe jugoslave guidate da Tito, poi terminata il 9 giugno dello stesso anno grazie ad un accordo stipulato con gli Alleati, che assunsero il controllo della città fino al 1954, quando Trieste tornò definitivamente all’Italia.

LA CITTÀ OGGI T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

I trasporti pubblici urbani sono gestiti dall’azienda Trieste Trasporti, e sono capillari (56 linee di autobus e una linea tranviaria). Gli autobus urbani permettono di raggiungere anche comuni limitrofi come per esempio Muggia, Opicina, Aurisina. Il costo di un biglietto orario valido sull’intera rete è di € 1,25 e sono possibili abbonamenti quindicinali, mensili e annuali. La stessa compagnia gestisce anche una linea di traghetti (“Delfino verde”), che offrono tre linee: Trieste Muggia, TriesteBarcolaGrignanoSistiana, TriesteGrado. È possibile muoversi all’interno della città anche con i taxi e in automobile: non ci sono, salvo occasioni particolari, limitazioni alla circolazione per nessuna categoria di veicolo, ma se ci si deve recare in zone centrali è bene considerare la presenza di zone pedonali e il fatto che buona parte dei parcheggi è a pagamento.

In auto Trieste è collegata a Venezia dall’autostrada A4 (arrivando da Venezia si esce al casello Monfalcone – Lisert e si prosegue poi per circa 25 km sulla statale 202 o sulla statale 14). In treno Ci sono collegamenti regolari (treni regionali, intercity e ad alta velocità) quotidiani e piuttosto frequenti per tutte le principali destinazioni nazionali e alcune destinazioni internazionali, tra cui Vienna e Praga. In aereo L’aeroporto più vicino si trova a Ronchi dei Legionari (“Aeroporto del Friuli Venezia Giulia”), in cui fanno scalo diversi voli nazionali e internazionali, anche di compagnie low cost, e distante circa 30 km dalla città. Da e per l’aeroporto si può usufruire di una linea di autocorriere (linea 51 dell’APT).


- In pullman

- In nave

L’autostazione dei pullman si trova accanto alla stazione dei treni di Piazza della Libertà. Anche viaggiando in pullman, quindi, si ha il vantaggio di arrivare vicino al centro. Ci sono buoni collegamenti con la Slovenia, la Croazia e altri Paesi dei balcani.

Trieste è collegata, tramite traghetti, alla Croazia, all’Albania e alla Grecia.

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DI TRIESTE

La fondazione dell'Università di Trieste risale al 1877, quando fu creata la “Scuola Superiore di Commercio” per rispondere all'esigenza di figure professionali e pratiche nei settori del commercio, della navigazione e delle discipline collegate. Nel 1924 diventa “Università degli Studi Economici e Commerciali” e negli anni seguenti vengono incorporate nuove facoltà come Giurisprudenza, Ingegneria e poi Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Farmacia, Scienze della Formazione, Medicina e Chirurgia, Scienze Politiche, Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (facoltà rinomata in tutta Europa), Psicologia e Architettura. Oggi l'Ateneo triestino è uno dei migliori in Italia, infatti la graduatoria redatta dal prestigioso magazine inglese Times Higher Education lo conferma tra le primissime università in Italia, primo per citazioni scientifiche a livello nazionale e con una rispettabile 226a posizione complessiva a livello mondiale. All'Università di Trieste sono legati inoltre importanti nomi di rilievo internazionale: tra i professori emeriti si ricordano infatti James Joyce, Margherita Hack e Luciano Fonda, uno dei più noti fisici italiani. L'Ateneo, che conta oggi oltre 20.000 studenti, l'8% dei quali stranieri, offre circa sessanta corsi di laurea di primo e di secondo livello e quaranta tra corsi e scuole di dottorato, oltre a master e corsi di perfezionamento. È presente anche il Centro Linguistico di Ateneo (CLA) che organizza corsi di lingua italiana per stranieri. Dal 2008 è attiva l'associazione RadioInCorso, che gestisce l'omonima webradio degli studenti. Infine, a Trieste si trovano il Conservatorio Giuseppe Tartini, uno dei tredici Conservatori storici in Italia, e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), un istituto di alta formazione dottorale, impegnato nel promuovere la ricerca scientifica. Ricordiamo infine l’ICTP, l’Istituto Internazionale di Fisica Teorica.

LA SEZIONE Nel 2011 un gruppo di 6 amici, ancora troppo presi dallo spirito Erasmus per lasciarlo svanire dopo essere tornati a casa, decide di creare un’associazione per assistere gli studenti stranieri a Trieste. Il 29 Settembre di quello stesso anno nasce ufficialmente l’Associazione Studenti Erasmus Trieste e l’avventura ha così inizio. Nel Febbraio 2012, a Bologna, Trieste diventa la 45esima sezione di ESN Italia. La sezione attualmente consta di 20 membri attivi, tutti pronti a stimolare l’entusiasmo degli studenti in scambio, proponendo molte attività differenti: subito dopo il loro arrivo vengono coinvolti nella Welcome Week, che include un incontro di benvenuto, il tour del campus e della città, la visita del castello di Miramare, una gita in giornata a Venezia oltre a diverse attività ludiche (pizzata, festa di benvenuto) e sportive (tornei di calcetto e pallavolo). Con cadenza più o meno mensile, vengono organizzati viaggi di 23 giorni sul territorio nazionale e


internazionale (per esempio Lubiana e le grotte di Postumia, Roma, Milano, Venezia e Padova, Firenze e Bologna, ed altri ancora), e viaggi giornalieri (ad es. Verona, Udine Cividale del Friuli, Aquileia). Tra le varie attività ludiche, diamo la possibilità di conoscere il Carnevale di Muggia, di fare un giro sul Tram di Opicina e di trascorrere un pomeriggio in una delle Osmize, dove si possono assaggiare prodotti enogastronomici tipici. Anche gli studenti locali sono coinvolti nelle attività della nostra sezione, ad esempio durante i tandem linguisticoculturali, dove possono conoscere gli studenti stranieri e imparare lingue diverse mentre insegnano l’italiano agli Erasmus, ma soprattutto nel progetto Buddy System (o “BuSy”), sviluppato in collaborazione con l’Università di Trieste, tramite il quale gli studenti italiani possono proporsi come “tutor” di uno studente Erasmus in arrivo a Trieste e fornirgli assistenza per questioni logisticoburocratiche (ad esempio per la compilazione del Learning Agreement, ricerca di una stanza ecc), oltre che aiutarlo ad integrarsi e conoscere la città durante i primi giorni di scambio.

TIPS - Barcolana Una delle più belle caratteristiche di Trieste è sicuramente il suo mare e ogni anno questo mare accoglie più di mille barche a vela che arrivano da tutto il mondo per partecipare alla Barcolana. Si tratta di una regata storica, nata nel 1969, che si svolge nel golfo di Trieste la seconda domenica di ottobre e che mette a confronto, sulla stessa linea di partenza, barche a vela di ogni forma e dimensione. La regata è la più grande del Mediterraneo, nonchè una delle più grandi al mondo. Tuttavia, per la maggior parte dei partecipanti, poco importa la posizione in classifica, perchè la Barcolana è soprattutto la “festa del mare”: per una settimana infatti, tutta la città si trasforma, tra eventi, esposizioni in tema, mercatini e concerti. - Bora La bora è un vento continentale secco e freddo che, venendo dalla Russia, scende con violenza dall'Altopiano carsico al mare, soprattutto nella stagione invernale. Se il cielo è sereno si parla di bora chiara, mentre se è nuvoloso si ha la bora scura. E' il fenomeno meteorologico più rappresentativo di Trieste, nonché uno dei più importanti di tutto il bacino del Mediterraneo. Questo "supervento", che arriva a soffiare anche a 160km nei mesi invernali, è forse la prima cosa che viene in mente agli italiani quando si nomina il capoluogo giuliano!

- Carso Il Carso triestino (in sloveno Kras) è un altipiano, unico per la sua natura e per la sua storia, che si estende sopra la città. Noto soprattutto per la produzione di ottimo vino, ma non solo, il Carso è attraversato da una ricchissima rete di sentieri, percorribili a piedi o in mountain bike, che si diramano attraverso i vari aspetti del paesaggio: dai colli ai prati, fino alla landa carsica pietrosa. Il Carso, inoltre, è ricco di migliaia di grotte di varie dimensioni, alcune delle quali sono aperte al pubblico (le più famose sono la Grotta Gigante, che è la più grande grotta turistica del mondo, quella di San Canziano e quelle di Postumia). I paesaggi del Carso rappresentano quindi una meta imperdibile per gli appassionati della natura allo stato puro. Durante un soggiorno a Trieste, tappa obbligatoria per assaporare al meglio la città è quella delle osmize. Il nome deriva da "osem", in sloveno "otto": otto infatti erano originariamente i giorni di apertura di questi locali caratteristici, dove oggi si vendono e si consumano vini e cibi tipici (come uova, prosciutti, salami e formaggi) prodotti direttamente nei locali e nelle cantine dei contadini. Le osmize, luogo allegro di ritrovo e compagnia, si trovano tipicamente disseminate sull'altopiano del Carso, ma ci sono alcuni esempi di osmize cittadine che si trovano nella prima periferia della città.


- Specialità culinarie La cucina tipica di Trieste e della sua provincia risente degli influssi austriaci, veneti e slavi e ha la peculiarità di essere ricca non solo di ricette e piatti di mare, ma anche di carne, dati i tradizionali legami della città con l'entroterra carsico. È molto diffuso l’utilizzo di erbe aromatiche e spezie, in particolare della noce moscata, del cumino, della maggiorana, dell’alloro e del rosmarino. Caratteristico è l'uso del kren, una radice dal gusto pungente e inconfondibile. Tra i primi piatti di tradizione mitteleuropea troviamo la jota (minestra di fagioli, crauti e patate), gli gnocchi di pane e gli "gnochi de susini" ovvero con le prugne. I dolci, svariati e tutti squisiti, sono per lo più di tradizione austroungarica e slava; tra questi troviamo il coch, simile a un budino, il presnitz (dolce di sfoglia e frutta secca) e la putizza (pasta morbida ripiena di frutta, rhum e cannella). Tra i vini caratteristici Carsici vi sono il Terrano, la Malvasia e il Refosco. Per celebrare la produzione vinicola è stata istituita la Strada del Terrano, che, da Opicina a Sistiana, conduce nelle principali località di produzione vinicola.


Udine

SINTESI STORICA

Il centro della città è dominato da un castello medievale, il quale poggia su di una collina formatasi con detriti che si sono accumulati nel corso dei secoli. Tuttavia la leggenda narra che fu Attila l'unno, dopo aver depredato Aquileia (una delle città più grandi dell'Impero romano di allora), a chiedere ai suoi soldati che formassero questa collina per osservare la città in fiamme. Ciò venne portato a compimento riempiendo di terra l'elmetto di ciascun soldato. Il luogo è stato inabitato per molti anni, ma assunse finalmente un ruolo più decisivo quando, nel 1200, i patriarchi di Aquileia decisero di trasferirvisi in quanto zona meno vulnerabile e più centrale all'interno della regione. Da allora Udine è sempre stata considerata la capitale storica ed istituzionale della regione Friuli. Oltre al castello e al duomo, i quali risalgono al periodo medievale, sono molti gli edifici ispirati allo stile veneziano e altrettanti sono le opere del Tiepolo appartenenti al XVIII secolo che possono essere ammirate.

LA CITTÀ OGGI Udine è una città italiana e capoluogo dell'omonima provincia nella regione FriuliVenezia Giulia. La città, con i suoi 176.000 abitanti, è considerata oggigiorno la capitale del Friuli. Situata al centro della regione, Udine si trova, in linea d'aria, a 20 km dalla Slovenia e a 54 km dall'Austria, nonché si estende su una pianura che si sviluppa intorno ad una collina isolata, in cima alla quale poggia il castello. Essa confina ad ovest con il fiume Cormor e ad est con il fiume Torre ed è incorniciata da una corona di colline che poco distano dalla città.

Contatti ESN NASE AnconaUdine www.esnnaseudine.it udine@esn.it esnnaseudine Piazza Giuseppe Garibaldi 27 33010, Tavagnacco (UD)


T RASPORTI I NTERNI

C OME A RRIVARE

Il principale mezzo pubblico a Udine è l'autobus e la Società Autotrasporti Friuli Venezia Giulia (SAF) gestisce il trasporto urbano. Sono attive 12 linee urbane, più altre linee speciali istituite nel periodo scolastico ivi comprese le linee da e per l'Università (Polo Scientifico dei Rizzi). http://www.saf.ud.it/RicercaOrari2.aspx?area=UD Trasporto per diversamente abili e anziani Un bus navetta da piazza Libertà al piazzale del Castello e ritorno, dedicato alle persone con ridotta capacità motoria (anziani e diversamente abili ) è a disposizione nei giorni dell’evento con i seguenti orari: venerdì dalle 17.00 alle 23.00, sabato dalle 11.00 alle 23.00 e domenica dalle 11.00 alle 20.00. Linea Udine San Gottardo: da giugno 2008, nel territorio comunale è presente una fermata ferroviaria situata nella zona orientale lungo la Udine Cividale, la quale è denominata "San Gottardo" ed è a servizio dell'omonima frazione. Bike Sharing: UDINebike è il servizio di biciclette pubbliche (bike sharing) per chi si sposta in città. Le bici a noleggio sono dislocate in punti strategici della città, facilmente combinabili con l'uso dell'auto lasciata nei parcheggi in struttura, con l'autobus, con il treno. ht tp://ww w.comune.udi ne.i t/opencms/ open c m s / r e l e a s e / C o m u n e U d i ne/cittavicina/viabilita/m obilita/bicicletta/udinebike.html?lang=en&style=1 Car Sharing: www.blablacar.it Autonoleggio: Vi suggeriamo il seguente motore di ricerca nel quale sono elencate le più importanti agenzie di noleggio, la maggior parte delle quali sono situate vicino alla stazione ferroviaria di Udine: www.noleggioauto.it

- In treno Principale compagnia di trasporto ferroviario in Italia: www.trenitalia.com Un'altra compagnia ferroviaria sponsorizzata da ESN Italia con collegamenti da/fino Mestre (VE): www.italotreno.it Linea ferroviaria che collega Udine con Cividale: www.ferrovieudinecividale.it Linea ferroviaria austriaca che collega la nostra regione con le più importanti città austriache: www.obbitalia.com - In aereo Udine dista solo pochi chilometri da tre aeroporti internazionali: Aeroporto FVG Friuli Venezia Giulia Via Aquileia, 46 Ronchi dei Legionari (UD) Aeroporto Regionale di Trieste a 40 Km da Udine Info Voli: tel. +39.0481.773224/5 Sito ufficiale: www.aeroporto.fvg.it Aeroporto Marco Polo Venezia Viale Galileo Galilei, 30/1 Tessera (VE) Aeroporto di Venezia a 120 Km da Udine Info Voli: tel. +39.041.2609260 Sito ufficiale: www.veniceairport.it Aereoporto Antonio Canova – Treviso Via Noalese, 63E, 31100 Treviso (TV) Aeroporto di Venezia a 117 Km da Udine Info Voli: tel.+39 0422 315111 Sito ufficiale: http://www.trevisoairport.it/ - In autobus Azienda che opera principalmente nella provincia di Udine: www.saf.ud.it Azienda che opera principalmente nella provincia di Gorizia: www.aptgorizia.it Azienda che opera principalmente nella provincia di Pordenone: www.atap.pn.it azienda che opera nel Triveneto: www.atvo.it


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DI

U DINE

L'università è stata fondata nel 1978 come parte del piano di ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976 dando alla gente del Friuli nuova speranza. L'istituzione dell'Università era stata richiesta da ampie porzioni della popolazione, degli intellettuali e dei politici friulani. A supporto dell'iniziativa erano stare raccolte 125.000 firme. L'istituzione dell'Università concretizzava il lavoro del Consorzio Universitario, attivo fin dal 1968. I dipartimenti sono stati inizialmente situati in edifici storici del centro della città, e poi sono stati aperti nuovi reparti in altri edifici ubicati sul territorio del comune e nelle città di Pordenone, Gorizia e Gemona. La mission dell'ateneo: Formazione superiore, ricerca e trasferimento tecnologico, interazione con il territorio, internazionalizzazione: sono gli ambiti di intervento dell’Università degli Studi di Udine, l’uno in funzione dell’altro e in un reciproco flusso di conoscenze, esperienze e progetti. Su queste dinamiche si fonda l’ateneo di Udine, realtà che ogni giorno cresce e si evolve in sintonia con la molteplicità di idee, iniziative, risorse, contributi che, attraverso un processo di costante scambio e arricchimento, vanno a definire un modello unico: quello di una cultura del pensare, del ricercare, del fare. La didattica: L’offerta didattica dell'Università di Udine si distingue per i suoi corsi legati allo sviluppo della società e delle nuove professioni. L’ateneo di Udine offre, inoltre, la Scuola Superiore, istituto d’eccellenza per il conseguimento della laurea magistrale, cui accedono per concorso i migliori studenti italiani e stranieri. La ricerca: Competenze all'avanguardia tradotte in partnership scientifiche internazionali, pubblicazioni, libri e brevetti. E' questa la sintesi dell'attività di ricerca multidisciplinare sviluppata nei dipartimenti e nei centri interdipartimentali dell'Università di Udine. L’impegno nel campo della ricerca e del trasferimento di innovazione è testimoniato anche da strutture ad alta specializzazione come l’Azienda agraria universitaria “Antonio Servadei”, l’Azienda ospedalierouniversitaria di Udine, il centro di ricerca e trasferimento tecnologico “Friuli Innovazione” che gestisce il Parco scientifico e tecnologico di Udine, la casa Editrice Forum e il Consorzio Friuli Formazione. Il trasferimento di conoscenze e di tecnologia, dalla consulenza all'analisi e alla progettazione, si realizza attraverso vari strumenti attivati dall'Ateneo e con un'azione combinata tra seervizi di supporto e incubazione di imprese, laboratori di ricerca e laboratori 'misti' universitàimpresa, laboratori R&D di aziende, centri di certificazione e servizio. L'internazionalizzazione: Udine e la sua università sono punto di riferimento di una regione che è storicamente luogo di incontro e crocevia di mondi e culture diverse. Geograficamente collocato al centro dell'Europa, l'ateneo partecipa attivamente a una fitta rete di rapporti, favorendo la circolazione e la diffusione delle conoscenze. Da sempre l'ateneo di Udine ha perseguito l'internazionalizzazione mirata sia alla formazione di studenti pronti e capaci di affrontare le sfide di un mondo e di un'economia globale che richiedono sempre più professionalità spendibili a livello internazionale, sia al costante incremento e perfezionamento dei rapporti di collaborazione e partnership con università e istituzioni europee e mondiali. www.uniud.it Inoltre in città è presente anche il Conservatorio Statale di Musica Jacopo Tomadini, http://www.conservatorio.udine.it/ ; l'Accademia Teatrale Nico Pepe http://www.nicopepe.it/ e l'Accademia di Belle Arti G. B. Tiepolo. http://accademiatiepolo.it/ .

LA SEZIONE Al grido di “NASE is the way!”, NASE Udine è stata fondata nel Settembre 2013 da tre ragazzi di ritorno dall’Erasmus con la voglia di portare la gioia e le esperienze vissute all’estero anche a Udine e poterle condividere con gli studenti in scambio nella città friulana. Nell’Ottobre 2014, dopo un anno di duro lavoro, NASE Udine entrò a far parte del network di Erasmus Student Network Italia (ESN Italia) diventando così ESN NASE Udine.


L’associazione si basa sul volontariato e sulla passione di poter portare uno spirito europeo e di internazionalità a Udine. ESN NASE Udine ha lo scopo di far conoscere, scoprire e vivere, agli studenti in scambio, la citta di Udine e non solo. Per questo motivo vengono organizzati ogni semestre dei Welcome Days per conoscere la città e iniziare ad ambientarsi, mentre durante l’anno si effettuano gite dentro e fuori regione ed eventi in città. L’associazione è anche attiva socialmente, infatti vengono organizzati eventi per rendere gli studenti in scambio parte della società e poter essere d’aiuto alla comunità. Tutto questo è ESN NASE Udine. La sezione attualmente consta di 24 membri ordinari e due membri onorari che si organizzano in commissioni: comunicazione, sport, social erasmus ed eventi. Durante un tipico mese di studio a Udine, la nostra sezione organizza mediamente almeno quattro eventi di cui un viaggio di almeno una giornata. Durante gli anni 2014 e 2015 abbiamo sconfinato con successo: più volte a Trieste e Verona, e una volta ciascuna a Cividale, Klagenfurt, Gorizia, Venezia, Roma per l'Incontro Culturale Erasmus e due volte all'Evento Nazionale Erasmus, rispettivamente in provincia di Catania e in provincia di Cosenza. La nostra intenzione è quella di migliorare ulteriormente la permanenza dei nostri ospiti e perciò siamo intenzionati a offrir loro ulteriori opportunità con più uscite nazionali e transfrontaliere e nel contempo migliorare l'offerta locale stringendo ulteriori partnership anche coi partner istituzionali come Università e Comune di Udine.

TIPS Clima Il clima udinese è metà continentale e metà mediterraneo, caldo e afoso d'estate e molto freddo d'inverno, caratterizzato da abbondanti piogge che si presentano in più periodi durante l'anno. Tra novembre e marzo le temperature possono scendere sotto lo zero, tuttavia le nevicate non sono frequenti. Perciò in inverno copritevi bene e portate l'ombrello, mentre d'estate seguite le norme e lo spirito di autoconservazione in luoghi freschi e ombreggiati bevendo molta acqua! Cucina friulana E' proprio il caso di dirlo che il piatto forte di questa terra è la sua cultura enogastronomica: crocevia di sapori, tratte commerciali, guerre storiche e diverse culture, nel nostro territorio possiamo apprezzare una cucina proveniente dalla cultura contadina, cucina che doveva mantenerti in forze, per i momenti di patimento nei periodi più rigidi, quindi una cucina molto ricca di proteine per poter soddisfare al meglio il fabbisogno energetico quotidiano! Fra le nostre tipiche specialità saprete apprezzare il Frico, la polenta, Muset (cotechino) e brovade (brovada), Cueste cu li verzis, costine di maiale con le verze, la scuete frante (ricotta rifermentata), i cjarsons (tipici gnocchetti carnici), il salame con l'aceto, salame con la cipolla, fritta-

ta, il prosciutto di San Daniele, i dolci come il Tiramisù, lo Strudel e la Gubana, i distillati come la Grappa, alcune birre artigianali (e non) e i Vini bianchi e rossi del Collio. - Udine porta a Oriente: Calendidonna, Far East Film Festival e Vicino/Lontano – Premio Tiziano Terzani (primavera) La primavera a Udine, porta sempre una rinascita culturale con il festival delle lettere, arti e scienze tutto al femminile a marzo. Ad aprile, viene seguito da uno dei più classici appuntamenti e capisaldi del capoluogo friulano qual è il Far East Film Festival, nato nel 1997 ospita una delle più importanti vetrine mondiali dedicate alla cinematografia asiatica. Organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche, si svolge ogni anno tra aprile e maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e nelle sale del cinema Visionario. Infine Vicino/Lontano Premio Tiziano Terzani, che è una manifestazione culturale sul tema delle identità e delle differenze che si svolge dal 2005 dal giovedì alla domenica con dibattiti e conferenze tematiche che vedono la partecipazione di filosofi, scrittori, giornalisti e studiosi. Durante la manifestazione nella serata del sabato al Teatro Giovanni da Udine viene assegnato il Premio letterario internazionale intitola-


to al giornalista e scrittore Tiziano Terzani. - Friuli DOC (settembre) Friuli doc, è una rassegna enogastronomica che si tiene dal 1995 nelle principali piazze e vie del centro storico cittadino in cui vengono allestiti stand e punti di ristoro. La manifestazione si svolge nell'arco di quattro giorni, dal giovedì alla domenica della seconda settimana di settembre ed ha come motto "vini, vivande, vicende, vedute". L'edizione che ha sinora avuto più successo (2007) ha visto la presenza di oltre un milione e duecentomila visitatori. Friuli DOC non è la sagra di Udine, ma la scoperta di tutte le tipicità del nostro territorio: dalla Carnia alla Laguna di Marano, dall'Isontino al Tagliamento. - L'Udinese, vessillo cittadino nel mondo "Di dove sei?" "Di Udine!" "Ah...Udinese!" Ecco il tipico incipit di discussione che può intercorrere per un nostro compatriota all'estero, quando confabula con altri italiani o con stranieri: l'Udinese da una trentina di anni

ormai è una squadra conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, prima con la gestione Mazza, il COSMO (era il maxischermo più grande d'Europa) e i nomi altisonanti: Zico, Causio ed Edinho solo per citarne alcuni, poi l'avvento della Famiglia Pozzo con una decina di anni come squadra ascensore fra serie A e serie B, fino alla consacrazione nell'Olimpo del calcio italiano come principessa delle provinciali, con 20 anni consecutivi in serie A e undici di questi conditi da altrettante qualificazioni alle competizioni europee. Per non parlare poi del modello imprenditoriale istituito nella realtà della piccola patria, con plusvalenze una dietro l'altra inanellate nel corso degli anni: una vera fucina di talenti, comprati per quattro soldi e rivenduti a peso d'oro; business plan che negli ultimi cinque anni ha permesso alla compagine bianconera di espandersi con l'acquisizione e le scalate del Granada C.F e del Watford F.C. in Spagna ed Inghilterra... E il meglio deve ancora venire con la ristrutturazione dello Stadio Friuli come vero e proprio futuro fiore all'occhiello e gioiellino della famiglia Pozzo!


Venezia

SINTESI STORICA

Secondo la tradizione Venezia è stata fondata nel 421. A quel tempo le popolazioni celtiche, chiamati Veneti, vivevano lungo le coste di quello che adesso è il nordest Italia. Dal 49 DC sono diventate popolazioni Romane. Tuttavia, nel 453 Attila, l’unno, invase l’Italia. Nel terrore alcuni Veneti si rifugiarono nelle isole della laguna e costruirono li i loro villaggi. Poi nel 568 i Longobardi invasero la terraferma e molti veneti fuggirono verso le isole facendo aumentare la popolazione. All’inizio Venezia era controllata dall’impero bizantino (la parte più a est dell’impero romano che sopravvisse alla caduta di Roma). Tuttavia nel 726 i veneziani raggiunsero la loro indipendenza e Orso Ipato fu eletto doge. Nell’810 i Franchi cercarono invano di conquistare Venezia, nel frattempo la città prosperò come centro di scambi commerciali e molte navi salpavano verso e da i suoi porti. La popolazione cresceva costantemente e nell’828 il corpo di san Marco fu trasportato clandestinamente dall’Egitto verso Venezia: San Marco divenne il santo patrono della città. Durante il medioevo Venezia continuò a crescere come porto e centro di scambi commerciali ma nel 1348 la peste nera devastò la popolazione, così nel 1403 Venezia introdusse una quarantena. Le navi che arrivavano da zone infettate dovettero fermarsi in un’isola chiamata Lazzaretto e tutti i passeggeri dovettero aspettare 40 giorni per poter entrare in città. L’apice del potere imperiale di Venezia fu raggiunto nel XV secolo mentre la sua reputazione come “party town” continuava al punto che durante il XVI secolo una guida turistica vantava 11.654 prostitute registrate in città. Tuttavia il potere di Venezia iniziò a sbiadire quando durante il 1791 l’ultimo Doge abdicò il potere con l’arrivo di Napoleone per poi unirsi al regno d’Italia nel 1866.

Contatti ESN Venezia www.esnvenezia.it venezia_mam@esn.it ESN Venezia Dorsoduro 3246 30123 Venezia


LA CITTÀ OGGI Venezia è il capoluogo della Regione Veneto. Situata nel nordest dell’Italia, quest’area presenta una grande varietà di paesaggi: le montagne delle Dolomiti, il Lago di Garda, spiagge sulla costa e dolci colline. Sei città sono degne di nota, e possono essere raggiunte e visitate con i mezzi pubblici: Padova, Treviso, Vicenza, Verona, Belluno e Rovigo. Costruita sulle acque della Laguna, Venezia è formata da 118 isolette collegate tra loro da 150 canali e più di 400 ponti. La zona più conosciuta di Venezia è il centro storico attraversato dal Canal Grande che lo divide a metà. Venezia include anche una parte di terraferma a cui è collegata con un ponte di 4 chilometri (il Ponte della Libertà che porta a Mestre) e le isole della laguna (Murano, Burano, Torcello, il Lido ....) Una delle prime cose che si notano arrivando a Venezia sono i toponimi che sono davvero un mondo a sé stante. Qui di seguito la spiegazione di alcune espressioni che potrebbero tornare utili come primo orientamento. Calle= Strada lunga e stretta Campo= Piazza Campiello =Piccola piazza Fondamenta= Strada con un lato che dà su un canale Piazza =Si usa solo per Piazza San Marco Venezia va scoperta gradualmente attraverso calli e i campi, è fondamentale avere una mappa. La città è divisa in 6 zone (chiamate “Sestieri”), ognuna con le sue caratteristiche. Acqua alta L’"acqua alta" è un fenomeno che solitamente si verifica in inverno, quando la marea astronomica e il vento causano l’allagamento del centro storico. Solamente acque alte eccezionali coinvolgono l’intera città e il fenomeno dura un paio d’ore. In caso di “acqua alta”, la popolazione viene avvisata da un segnale acustico. Il comune predispone delle passerelle che permettono il passaggio nelle zone allagate. In ogni caso l’accesso alla città viene garantito. Quando l’acqua alta supera i 120 cm, è necessario procurarsi un paio di stivali di gomma. Solitamente l’acqua alta non provoca grandi disagi e costituisce una maniera divertente per scoprire la città da un insolito punto di vista. Il Comune di Venezia segnala con anticipo l’arrivo della acqua alta grazie a un servizio gratuito di sms, tramite registrazione su www.egov.comune.venezia.it/smsgw/ iscrizionesms/iscrizione.jsp hi!tide è l’app ufficiale per monitorare le maree, sviluppata in collaborazione con il Centro Maree del Comune di Venezia. L’app permette di controllare la marea a Venezia e fornisce le previsioni dettagliate per i successivi due giorni. Mostra il livello di calpestio delle varie zone in città e permette quindi di scegliere percorsi pedonali alternativi.

T RASPORTI I NTERNI Vaporetti e autobus ACTV ACTV è il nome dell’azienda che organizza il sistema di trasporto pubblico a Venezia. Gestisce sia il trasporto di terra con gli autobus, che la navigazione con i vaporetti. IMOB (ora Venezia Unica) Imob è il sistema di bigliettazione elettronica che sostituisce il vecchio biglietto cartaceo con una tessera. Grazie all’Imob si possono caricare biglietti singoli, abbonamenti e/o carnet di viaggio su un’unica tessera e si possono usufruire delle tariffe agevolate sui vaporetti. Si può ricaricare la tessera Imob presso le sedi dell’ACTV, alle fermate dei vaporetti e dai tabaccai e giornalai abilitati. La tessera è valida

per cinque anni e si può rinnovare alla scadenza. Per fare l’Imob bisogna recarsi presso uno degli uffici ACTV autorizzati a Venezia (gli uffici principali si trovano a Piazzale Roma e al Tronchetto) o a Mestre (piazza Barche). Il costo è di 50€.

C OME A RRIVARE - In Aereo Dall’aeroporto Marco Polo (Venezia) Dall’aeroporto Marco Polo puoi raggiungere Venezia sia via terra sia via mare. La fermata dell’autobus è al piano terra, all’uscita dell’aeroporto. I biglietti possono essere acquistati al chiosco ACTV per l’autobus numero 25 (6€ sola andata, linea urbana) e al


chiosco ATVO (7€ sola andata, senza fermate intermedie). Si può inoltre acquistare i biglietti ATVO a bordo e dai distributori automatici che si trovano nella sala arrivi. L’autobus ferma a Piazzale Roma, stazione degli autobus e capolinea. Il viaggio per Venezia dura circa mezz’ora. Per ulteriori informazioni vedi: www.actv.it www.atvo.it Per raggiungere Venezia via mare, si può acquistare il biglietto del Servizio Alilaguna (14€ sola andata) on line oppure in sala arrivi. Il viaggio per Venezia dura circa 1 ora. Per ulteriori informazioni e una mappa dettagliata vedi: www.venicelink.com AEROPORTO DI VENEZIA “MARCO POLO” T +39 041 260 926 www.veniceairport.it Dall’aeroporto Canova (Treviso) L’aeroporto Canova si trova a circa 30 chilome-

tri da Venezia. Puoi raggiungere Venezia in autobus o in treno. I biglietti dell’autobus ATVO (7€ sola andata, senza fermate intermedie) si possono comprare in sala arrivi dalle 7.30 alle 22.30. Puoi inoltre acquistare i biglietti ATVO a bordo e ai distributori automatici che si trovano anch’essi nella sala arrivi. Per ulteriori informazioni vedi www.atvo.it Altrimenti puoi prendere l’autobus ACTT numero 6 fino alla stazione di Treviso e da lì prendere un treno per Venezia. Ci vuole circa un’ora per raggiungere la stazione di Venezia Santa Lucia, capolinea. Per ulteriori informazioni e per consultare gli orari vedi www.actt.it www.ferroviedellostato.it AEROPORTO DI TREVISO “ANTONIO CANOVA” T +39 0422 315 111 www.trevisoairport.it

L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ C A ’ F OSCARI L’Università Ca’ Foscari Venezia gode di ottima reputazione a livello nazionale e internazionale per l’eccellenza della didattica e della ricerca. Fondata il 6 agosto 1868 come Regia Scuola Superiore di Commercio, è stata la prima istituzione italiana a offrire studi superiori di economia e business. Nel corso degli anni ha sviluppato nuove importanti aree di studio. Nel 1954 fu fondata la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, seguita nel 1969 dalla Facoltà di Chimica. Le varie sedi dell’università sono dislocate in tutta la città (www.unive.it/maps) ma l’edificio principale è Palazzo Ca’ Foscari, palazzo in stile gotico veneziano sull’ansa maggiore del Canal Grande. Il palazzo è stato acquistato e restaurato dal Doge Francesco Foscari nel 1452. Contiene importanti opere artistiche e architettoniche, come una saletta del 16° secolo dello scultore veneziano Alessandro Vittoria (1525 1608) e una sala disegnata dall’architetto veneziano Carlo Scarpa (1906 1978), con due affreschi di Mario Sironi e Mario de Luigi. Ca’ Foscari è la terza università italiana nel ranking 2011 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) per la ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario; e la quarta nel ranking 2012 per la programmazione triennale. Inoltre, Ca’ Foscari partecipa attivamente alla vita culturale veneziana, organizzando più di 800 eventi l’anno, collaborando con prestigiosi istituti culturali e organizzando mostre d’arte negli appositi spazi “Ca’ Foscari Esposizioni”. Ca’ Foscari Internazionale Ca’ Foscari ha più di 400 accordi attivi per la cooperazione internazionale, con lo scopo di promuovere la mobilità per la formazione e la ricerca. L’Università partecipa attivamente a programmi europei per la ricerca tecnologica, l’educazione e la formazione, con progetti che coinvolgono istituzioni partner da tutti i continenti.


LA SEZIONE ESN Venezia è nata nel 2011 dall’associazione studentesca di Ca’ Foscari “meet a mate” e riceve ogni anno tra i 250 e i 300 studenti internazionali. L’ufficio di ESN VENEZIA si trova a Rio Novo, 1 piano; l’edificio si trova a lato della sede centrale di Ca’Foscari. Ogni anno questa sezione organizza tantissimi eventi nella città più unica del mondo e non solo : - Welcome day - Feste - Tour per la città - Tour delle isole della laguna nord (Murano, Burano e Torcello) Day trips nelle città limitrofe - Viaggi nelle principali città italiane International pic nic e aperitivi e molto altro !

TIPS - Carnevale di Venezia Il carnevale di Venezia è il più conosciuto al mondo oltre ad essere uno dei più antichi. I veneziani festeggiano il carnevale almeno dal XV secolo. A quel tempo si organizzavano balli privati in maschera e tante attività popolari. Entro il XVIII secolo il carnevale durava due mesi ma questo evento cadde in declino dopo che la città fu occupata da Napoleone nel 1797 e fu abbandonato quando Mussolini vietò l’uso delle maschere. Il Carnevale è stato rivitalizzato nel 1979 rendendolo di nuovo il carnevale più conosciuto del mondo. Le festività cominciano di Venerdì pomeriggio con la Festa delle Marie, una processione in giro per la città. Questo è un precursore all’apertura ufficiale del Sabato quando la processione delle maschere parte da Piazza San Marco verso le 4 del pomeriggio percorrendo tutte le strade della città. Il Venerdì sera sucessivo vede l’apice del Carnevale con il Gran Ballo delle Maschere o il Ballo del Doge celebrato in diversi posti ogni anno, di solito un palazzo. Chiunque con un costume adeguato e una maschera che è capace a danzare balli di qualche secolo fa potrebbe partecipare. Sabato e Domenica sono dedicati alle performance teatrali e musicali in Piazza San Marco e altri posti. La Domenica si potrà godere di una bellissima processione con barche e gondola decorate che trasportano passeggeri in maschera. More info: Carnevale Venezia (www.carnevalevenezia.com)

. - Regata storica Date: ogni prima domenica di Settembre Questa gara a remi in Canal Grande commemora il benvenuto dato a Caterina Cornaro, moglie del Re di Cipro, nel 1489 dopo che lei ebbe rinunciato al trono a favore di Venezia. L’evento inizia con un corteo di barche decorate in stile del XVI secolo con un equipaggio vestito come in quel periodo. Ad aprire il corteo c’è il Bucintoro che storicamente era il galeone del Doge e oggi un emblema della città. - Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia La prestigiosa Mostra del Cinema di Venezia è il film festival più antico del mondo celebrato ogni anno dal 1932. Viene celebrato durante l’ultima settimana di Agosto e i primi giorni di Settembre al Lido di Venezia. Una volta era dedicato completamente a capolavori italiani ma successivamente è diventato più internazionale con film di registi americani come Vincent Gallo, Robert Rodriguez, Darren Oronofsky, Sofia Coppola e Quentin Tarantino con la presenza di stelle da red carpet come Jessica Alba e Natalie Portman. Ogni due anni la mostra del cinema coincide con la Biennale - La Biennale di Venezia La Biennale di Venezia è stata per oltre un secolo una delle più prestigiose instituzioni


culturali del mondo. Dalla sua fondazione, nel 1895 è stata in avanguardia promuovendo nuovi trend artistici e organizzando eventi internazionali di arte contemporanea. Tutto ciò è strepitoso per la mostra del cinema, per l’esposizione internazionale d’arte e architettura, per il festival del teatro che va a braccetto con il festival di danza contemporanea. - Cicheti venexiani Nelle osterie veneziane e nei bacari non pretenziosi molti assaggini costano un paio di

euro. I cicheti sono la miglior cosa che un buon gustaio possa trovare in Italia, serviti durante il pranzo o in orario aperitivo tra le 6 e le 8 di sera con un eccezzionale vino Veneto. I cicheti variano da semplici polpette di carne o bruschette con pomodorini freschi e basilico a creativi piattini con asparagi bianchi di Bassano e gamberi di laguna ripieni con la pancetta o crostini con salame e pecorino.


Verona

SINTESI STORICA

La città scaligera è un'importante meta turistica, visitata ogni anno da più di tre milioni di persone in virtù della sua ricchezza artistica e architettonica, e per le numerose manifestazioni internazionali che vi si tengono. La città è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per la sua struttura urbana e per la sua architettura; rappresenta, in modo eccezionale, il concetto di città fortificata in più tappe determinanti della storia europea. La città sorge lungo le rive del fiume Adige, nel punto in cui questo entra nella pianura Padana a una trentina di chilometri a est del lago di Garda e ai piedi dell'appendice meridionale dei monti Lessini. Anticamente la città era un punto nodale di tutti i sistemi di trasporto terrestre e acquatico dell'Italia nord-orientale. Al tempo dei Romani, infatti, era il punto di incontro di quattro strade consolari: la via Gallica, la via Claudia Augusta, il vicum Veronensium e la via Postumia. I primi contatti fra Roma e Verona furono probabilmente nel 390 a.C., quando i Galli di Brenno invasero la stessa Roma. Nel 174 a.C., a seguito della sottomissione della Gallia cisalpina e dell'inizio di un nuovo periodo di colonizzazione della pianura Padana, cominciò a rivelarsi la grande importanza strategica di Verona. Grazie a Cesare Verona ottenne, nel 49 a.C., la cittadinanza romana e il municipio poté quindi fregiarsi del nome di Res publica Veronensium. Durante il periodo repubblicano Verona si sviluppò e la sua economia andò a rafforzarsi: in questo periodo la città, ormai spostata nell'ansa dell'Adige, cominciò a ingrandirsi e ammodernarsi. Durante il periodo imperiale la città divenne un nodo strategico ancora più importante, poiché fu utilizzata come base temporanea per le legioni. Sotto l'imperatore Vespasiano la città raggiunse l'apice della ricchezza e dello splendore: l'ultima grande opera, nel I secolo, fu l'Arena, costruita poiché la città, che aveva ormai superato i 25.000 abitanti, aveva bisogno di un grande edificio per permettere a tutti gli abitanti di assistere agli spettacoli. Verona si trovò poi investita anche dalle invasioni barbariche, essendo il primo baluardo dell'Italia alle discese dal nord Europa. Per questo l'imperatore Gallieno, nel 265, fece allargare le mura

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della città fino a includervi l'Arena, fortificandola in soli sette mesi. Sotto Teodorico il Grande, Verona divenne un centro militare di primaria importanza e fu la sede preferita del re: Teodorico restituì alla città il suo antico splendore e rialzò le mura semidistrutte dalle precedenti incursioni barbariche. Successivamente i Longobardi interruppero il breve dominio bizantino sulla città, che fu capitale d'Italia sino al 571, quando la sede della corte longobarda fu spostata a Pavia. Verona rimase comunque capitale di un importante ducato longobardo e una delle principali città della Langobardia Maior accanto a Milano, Cividale e Pavia. Il dominio dei Longobardi su Verona e gran parte dell'Italia durò ancora per quasi due secoli, fino alla calata dei Franchi. E proprio a Verona, nel 774, Carlo Magno venne a capo dell'ultima resistenza dei Longobardi, guidata dal figlio di Desiderio, Adelchi: il principe cercò rifugio all'interno della città, prima di essere costretto alla fuga, segnando la fine del Regno longobardo. Alla caduta dei Longobardi corrispose la nascita dell'Impero carolingio con l'incoronazione di Carlo Magno (800); questi assegnò al figlio Pipino la parte longobarda dell'Impero. La città fu spesso meta degli imperatori carolingi, che vi soggiornarono anche per lunghi periodi, e ospitò numerose diete. Negli anni successivi al 1000 l'Italia settentrionale fu sconvolta da numerose guerre, ma Verona rimase sempre fedele agli imperatori del Sacro Romano Impero durante tutta la lunga lotta per le investiture con il Papato. La nascita del Comune si ebbe nel 1136 con l'elezione dei primi consoli, mentre andavano delineandosi due partiti che in seguito sarebbero state chiamati dei guelfi e dei ghibellini (tra i maggiori esponenti i Montecchi, resi famosi dal dramma Romeo e Giulietta di Shakespeare). Verona fu anche sede papale per cinque anni. Papa Lucio III nel 1181 stabilì in città la Curia Pontificia e alla sua morte, nel 1185, venne sepolto nel coro del Duomo. Le continue dispute tra le fazioni avverse vennero a cessare nel 1223, quando Ezzelino III da Romano ottenne il potere su Verona e ottene il titolo di "vicario imperiale in Italia". A Verona infatti la fazione ghibellina mantenne il potere e, con Mastino I della Scala, la città passò in forma non traumatica da Comune a Signoria. Fu in particolare con Cangrande I della Scala, signore illuminato e rispettato, che la città riscoprì un nuovo periodo di splendore e importanza, tanto che Dante dedicò a lui l'intera cantica del Paradiso nella Divina Commedia. Il suo potere si estese su buona parte dell'Italia settentrionale: divenne signore di Verona, Vicenza, Padova, Belluno, Feltre, Monselice, Bassano, Treviso, oltre che vicario imperiale di Mantova e capo della fazione ghibellina in Italia. Cangrande però morì a soli 38 anni, lasciò la Signoria senza discendenti diretti e il potere venne preso dal nipote Mastino II della Scala, che, con l'acquisizione di Lucca, allargò la signoria fino sul Mar Tirreno. Tale espansione territoriale preoccupò gli stati confinanti e provocò la formazione di una lega promossa dalla Repubblica di Venezia a cui aderirono Visconti, Carraresi, Estensi e Gonzaga, contro i quali l'esercito veronese combatté due grandi battaglie prima della resa definitiva. La Signoria scaligera subì quindi un ridimensionamento territoriale e venne indebolita da discordie fra le famiglie influenti. Essa venne infine occupata dai Visconti. Il dominio visconteo fu rigido ma di breve durata. Il 24 giugno 1405 vi fu la dedizione di Verona a Venezia, sotto cui la città godette di un lungo periodo di pace che si perpetuò sino al 1501. La pace di Verona fu però sconvolta non per la guerra, ma per una malattia devastante: la peste, portata in Italia nel 1630 da soldati tedeschi. La città era piena di corpi che venivano bruciati o gettati nell'Adige per mancanza di spazio. Nel 1797 Napoleone, con il Trattato di Campoformio, cedette la città agli austriaci, dopo che la stessa aveva tentato una coraggiosa rivolta antifrancese, le Pasque Veronesi, durante la quale i veronesi mostrarono il loro valore contrastando le incursioni di pattuglie francesi e sopportando il cannoneggiamento della città, che non riuscì però a resistere all'assedio di 15.000 soldati. Col successivo Trattato di Lunéville Verona venne divisa in due lungo il corso dell'Adige: la parte destra ai francesi, la sinistra (che i francesi chiamarono dispregiativamente Veronette, da cui il nome Veronetta) agli austriaci, e così rimase fino al 1805 quando questi ultimi cedettero l'intero Veneto alla Francia. Con il Congresso di Vienna del 1815 Verona passò stabilmente in mano austriaca e lo resterà fino al 1866. La storia di Verona italiana ebbe inizio il 16 ottobre 1866 con la conquista del Veneto da parte dei Savoia a seguito della terza guerra di indipendenza: di qui in avanti la città passò un periodo di relativa tranquillità, turbato però da una crisi economica che durò fin dopo la seconda guerra mondiale e che ebbe


come principale conseguenza l'emigrazione di centinaia di migliaia di veronesi. Nel 1882 Verona fu colpita da una tremenda alluvione, e l'Adige allagò buona parte della città, così, negli anni successivi, per proteggere la città da altre piene, vennero edificati i cosiddetti muraglioni, e la città dovette così rinunciare a uno dei suoi aspetti più caratteristici, di "città che viveva sull'acqua". Durissima fu la parentesi della seconda guerra mondiale, durante la quale fu una delle città più colpite dai bombardamenti. Dopo la caduta del fascismo, Verona, sede di cinque ministeri e di importanti comandi tedeschi, era infatti diventata centro nevralgico della Repubblica Sociale Italiana.

LA CITTÀ OGGI Verona è indubbiamente una città ricca di storia, ma ve ne è un'altra da scoprire tutt'oggi, nei vicoli dei vecchi quartieri, fra le enoteche e le osterie dove si conservano intatti i profumi e i sapori della tavola. La prestigiosa tradizione enologica e dolciaria, dal Soave al Pandoro, sono motivo di un interesse crescente per questo territorio. Così come l'antica passione per i mobili d'epoca e l'antiquariato e le botteghe artigiane. O delle gite fuori porta fra vigneti, le colline e il lago. Mentre il volto della città moderna è quello della vivace attività culturale che anima teatri, gallerie d'arte e locali, di eventi internazionali della Fiera, dei caffè eleganti e delle boutiques alla moda

T RASPORTI I NTERNI A Verona è disponibile un efficientissimo sistema di autobus urbani che collegano l'intera città. Il bus terminal si trova di fronte alla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova. http://www.atv.verona.it Vi è inoltre la disponibilità del nuovo servizio di bike sharing denominato “Verona Bike”. Il servizio è operativo tutto l'anno, dalle 6 alle 24, festività comprese, ed è accessibile mediante l'utilizzo di un'apposita tessera magnetica. Il costo d'iscrizione è di 5€, dopodichè la prima mezz'ora è gratuita, mentre l'abbonamento giornalierio ha il costo di 2€ e quello settimanale di 5€. https://www.bikeverona.it/

C OME A RRIVARE Verona è una città facilmente raggiungibile con quasi tutti i mezzi di trasporto, in quanto si trova al centro del nord d'Italia ed è fornita egregiamente da due autostrade che l'attraversano e da numerosi treni diretti. - In treno La stazione principale è quella di Verona Porta Nuova, la quale si trova all'incrocio tra le due principali linee ferroviarie italiane, ossia la Milano¬Venezia e la Brennero-Roma. Ottimi

sono anche i collegamenti con la linea adriatica e la vicina stazione di Bologna. La stazione di Verona Porta Nuova è collegata per mezzo di treni diretti Intercity ed Eurostar di Trenitalia, mentre la compagnia Italo serve la vicina stazione di Padova, che dista circa un'ora da Verona. Oltre alla stazione di Verona Porta Nuova, vi è anche la stazione di Verona Porta Vescovo, sulla linea Milano-Venezia, molto vicina alla zona universitaria di Verona. http://www.trenitalia.com/ - In aereo L'aeroporto di Verona “Valerio Catullo” si trova a circa 15 km dal centro città, ma è disponibile un efficientissimo servizio di autobus navetta dalla stazione di Verona Porta Nuova (centro città) all'aeroporto e viceversa ogni 20 minuti. - In automobile Verona è facilmente raggiungibile percorrendo l'autostrada A22 Brennero-Modena, uscendo al casello di Verona Nord, oppure l'autostrada A4 Milano-Venezia, uscendo al casello di Verona Sud


L’ UNIVERSITÀ U NIVERSITÀ

DEGLI

S TUDI

DI

V ERONA

La nascita dell'Università di Verona si fa risalire alla bolla papale del 1339, con cui papa Benedetto XII confermava a Verona lo studium generale articolato nelle facoltà di diritto, medicina e arte. Per alcuni storici la bolla papale documenta il riconoscimento di una dimensione accademica già esistente a Verona. Tuttavia, solo nel secondo dopoguerra, un gruppo di intellettuali riuscì a dar vita alla Libera Scuola Superiore di Scienze Storiche, da cui scaturì la volontà di far nascere l’Università. Dal 1950 al 1960 nacquero, dunque, l’Istituto di Scienze Storiche “Ludovico Antonio Muratori” e la rivista "Nova Historia". Fu da quel gruppo di studiosi che scaturí la volontà di far nascere a Verona l’Università. L'idea prese definitivamente corpo nel febbraio del 1959, quando l'allora sindaco Giorgio Zanotto mise all’ordine del giorno della seduta del consiglio comunale «l'istituzione in Verona di una Facoltà universitaria di Economia e Commercio». Si crearono la Libera Facoltà di Economia e Commercio e il Consorzio per gli Studi Universitari e fu fissata la sede a Palazzo Giuliari, attuale sede del Rettorato. Il mancato riconoscimento governativo dell'iniziativa bloccò le aspettative di tutti, e costrinse le autorità cittadine a cercare una diversa soluzione, che arrivò nel 1963. L'Università di Padova riconobbe, infatti, la Facoltà di Economia e Commercio come propria Facoltà con sede distaccata a Verona. In poco tempo Padova decise di trasferire a Verona anche le sezioni distaccate di Medicina e Chirurgia e di Magistero, divenuta poi Lettere e Filosofia. Il progetto dell'Ateneo scaligero ebbe la sua concreta e definitiva realizzazione nel 1982, quando le autorità governative concessero a Verona l'autonomia e la statizzazione del suo Ateneo. L'Università di Verona punta sull'innovazione e sulla qualità della ricerca e della didattica: è un’istituzione composta da 23000 studenti e 1500 tra docenti, ricercatori e personale tecnicoamministrativo. L’Università di Verona è formata da 15 Dipartimenti e dalla Scuola di Medicina e Chirurgia per un totale di 60 corsi di laurea, 7 scuole di dottorato, 26 master, 40 scuole di specializzazione e 16 corsi di perfezionamento. Un ateneo profondamente inserito nel contesto cittadino che guarda al futuro attraverso un continuo rafforzarsi del legame tra offerta formativa e mondo del lavoro e si è posto quale obiettivo principale, per il futuro più prossimo, la realizzazione di strutture sempre più accoglienti e adeguate.

LA SEZIONE L'Associazione Studentesca Erasmus Verona nasce nel 1992, dalla grande voglia dei primi studenti veronesi rientrati dall'esperienza di studio all'estero. Per lungo tempo l'Associazione svolge attività di accoglienza per gli studenti erasmus, sino ad arrivare, nel 1999, all'affiliazione a ESN Italia, nata sette anni prima, nel 1992, dallo sforzo comune delle sette sorelle. La oltre ventennale esperienza di Ase-Esn Verona al servizio degli studenti erasmus e stranieri presenti per un periodo di studio nell'ateneo veronese è indubbiamente sinonimo di vicinanza e continuità con il progetto Erasmus. Attualmente la sezione Ase-Esn Verona è molto attiva a livello locale e nazionale, dopo un periodo di difficoltà; famosi sono due eventi, marchio di fabbrica dell'associazione veronese: il Pool Party, che viene organizzato due volte l'anno (una volta per semestre), che consiste in una incredibile festa in una piscina coperta, e il Giro delle Osterie, consistente in un itinerario tra le più antiche e famose osterie veronesi, bar tipici che possono trovarsi quasi unicamente a Verona.

TIPS - I banchetti di Santa Lucia I Banchetti di Santa Lucia sono un tradizionale mercatino in occasione della festa di Santa Lucia (13 dicembre) che ha luogo in piazza Bra,

via Roma, via Pallone e piazza Cittadella, nel cuore di Verona, dove sono presenti 326 banchi di venditori ambulanti provenienti da tutta Italia, che espongono i loro prodotti tipici e artigianali,


e offrono un'occasione imperdibile per trovare alcuni articoli particolari. I Banchéti de Santa Lussia sono dedicati a Santa Lucia, Santa siciliana vissuta alla fine del terzo secolo. Secondo la tradizione veronese nella notte tra il 12 e 13 dicembre, accompagnata dal suo fedele aiutante Castaldo e dall'asinello, Santa Lucia porta dolciumi e giocattoli ai bimbi buoni e pezzi di carbone a quelli cattivi. Questa tradizione risale al XIII secolo, quando si diffuse a Verona una pericolosa malattia agli occhi che colpiva soprattutto i bambini. Genitori e familiari iniziarono a compiere come voto un pellegrinaggio nella chiesa di Santa Agnese per far cessare l’epidemia. Con la promessa che Santa Lucia avrebbe riempito scarpe e calze di doni e dolciumi, si convincevano anche i bambini a partecipare al pellegrinaggio a piedi nudi. L’abitudine di accompagnare i figli nella chiesa di Piazza Bra continuò fino all’Ottocento e l’affluenza di tanti bambini e genitori nella piazza più grande di Verona richiamava i venditori di dolciumi e giocattoli. Da qui nacque la “Fiera di Santa Lucia”. A coronamento della festa la grandissima archiscultura di Olivieri: una stella di Natale illuminata che parte dall'invaso dell'Arena e si tuffa luminosa, in piazza Brà, invitando a visitare l'annuale Rassegna dei presepi, ospitata negli arcovoli dell’antico anfiteatro romano. - Verona in Love Da secoli Verona fa rima con Amore. E se Shakespeare ne ha consacrato il nome ambientando nella città scaligera l’indimenticabile “Romeo e Giulietta”, è impossibile pensare a città migliore per celebrare la propria festa degli innamorati. Ogni anno, nei giorni di S. Valentino (14 15 16 17 febbraio), Verona si trasforma nella Città dell'Amore, capitale indiscussa degli innamorati; una città che sboccia sotto il tocco dell’Amore, un centro storico che si illumina di gente, colori e musica . Le piazze del centro, Piazza Bra, Piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio in particolare, sono i cuori pulsanti dell’evento.Piazza dei Signori ospita da tradizione “Un Cuore da Scoprire”, il suggestivo mercato di bancarelle disposte a cuore dove trovare idee regalo a tema e curiose creazioni per la festa degli innamorati, mentre il vicino loggiato di Fra’ Giocondo diventa “Log-

giato in Love”, una particolare area degustazioni dove poter conoscere rinomati prodotti dolciari e vini della tradizione veronese. In Cortile Mercato Vecchio non si può perdere “Il Messaggio del Cuore”, la particolare bacheca dove poter lasciare un messaggio o una dedica d’amore al proprio innamorato, o il “Sigillo d’Amore”, la pergamena che suggella il sentimento tra amanti con un simbolico sigillo in ceralacca. Sarà la musica della rassegna “Live in Love” a fare da sottofondo a tutti gli appuntamenti, fermandosi solo per dare spazio alla pioggia di coriandoli colorati e a forma di cuore chiamata “Soffi d’Amore”, sotto la quale migliaia di innamorati potranno scambiarsi un bacio lungo un minuto. Per chi ama scrivere lettere d’amore, ogni anno, nel giorno di San Valentino si tiene la consegna del premio “Cara Giulietta”, destinato alle più belle e appassionate lettere d’amore scritte alla giovane Capuleti da innamorati di tutto il mondo. Ma Verona in Love è anche luminarie d’amore lungo le vie del centro storico, vetrine di negozi allestite a tema, ingressi agevolati ai monumenti di Giulietta, suggestive rappresentazioni teatrali e molte novità studiate ogni anno per stupire. Una manifestazione dall’ampio respiro, con iniziative varie per soddisfare proprio tutti: i più romantici con il bacio lungo un minuto, gli sportivi con la maratona in città, gli artisti con le mostre nei grandi palazzi veronesi, gli amanti della musica con gli spettacoli canori in piazza ed infine anche i golosi con le sculture in cioccolato e l’ormai famoso mercatino a forma di cuore, simbolo di Verona in Love. Se ami qualcuno, portalo a Verona! http://www.veronainlove.it/it - Il Pandoro Il pandoro è il tipico dolce veronese delle festività natalizie. Creato alla fine dell'Ottocento, deriva dal "pan de oro", che veniva servito sulle tavole dei ricchi veneziani e dal "nadalin", un dolce che sin dal medioevo i veronesi consumavano durante il periodo di Natale. La nascita ufficiale risale al 14 ottobre del 1894, quando il pasticciere Domenico Melegatti, fondatore dell'omonima industria dolciaria veronese, ottenne l’Attestato di Privativa Industriale (il brevetto dell’epoca) per la realizza-


zione di un dolce morbido la cui forma era quella di una stella ad otto punte, opera del pittore impressionista Angelo Dall'Oca Bianca. Il pandoro di Verona è un dolce soffice e dorato, che profuma di vaniglia, zucchero e burro. Privo di creme, cioccolate o canditi, viene guarnito con una spolverata di zucchero a velo, da versare solo poco prima del taglio per evitare che il prolungato contatto con la pasta possa modificarne l’impalpabile consistenza. Assieme al panettone milanese è tra i dolci natalizi più famosi ed apprezzati in Italia. Ingredienti: 650 grammi di farina; 250 grammi di burro; 8 uova; 200 grammi di zucchero; 30 grammi di lievito di birra; 1/2 bicchiere di panna liquida; 50 gr. di zucchero a velo; scorza grattugiata di un limone; una bustina di vanillina. - Il Bacanal del Gnoco: Carnevale di Verona Risalente al tardo medioevo, il Carnevale di Verona, il cui nome originale è Bacanàl del Gnoco, affonda le sue radici ai tempi di Tomaso Vico, medico del XVI secolo che lasciò nel suo legato testamentario l'obbligo di distribuire annualmente alla popolazione del quartiere di San Zeno viveri ed alimenti. Può dunque essere considerato come il Carnevale più antico d'Europa arrivato ai giorni nostri. Nella "Istoria Veronese" scritta da Girolamo Dalla Corte si narra che, a causa di inondazioni devastanti dell'Adige (1520-1531) e delle incursioni dei Lanzichenecchi di Carlo V, la città di Verona era ridotta ad una carestia senza precedenti. Date le circostanze e la precarietà nel reperire le materie prime, i "pistori" (fornai) avevano aumentato il prezzo di produzione del pane. Essendoci scarsità di risorse monetarie da parte della popolazione e al tempo stesso scarso interesse a produrre il pane, i fornai decisero di bloccare la produzione, non vendendo nemmeno quello già pronto. Ma il 18 giugno 1531 il popolo insorse nel quartiere di San Zeno, dando l'assalto ai fornai e accaparrandosi pane e grano. La rivolta generale fu scongiurata grazie all'intervento di alcuni cittadini, che a proprie spese decisero di contribuire al rifocillamento degli abitanti più poveri del quartiere. La tradizione dice che tra questi ci fosse anche il Da Vico, indicato come "istruttore e restauratore" del "Baccanale del Gnocco", avendo di sua volontà distribuito viveri (pane, vino, burro, ecc.) ai poveri. Nella piazza

di San Zeno esiste un tavolo in pietra: è qui che venivano invitati i poveri nel venerdì precedente la quaresima, detto Venardi Consolàr (venerdì consolatore). Da qui la tradizione del venerdì antecedente al periodo di Quaresima di mangiare a pranzo in tutta la provincia di Verona un piatto di gnocchi fatti in casa. Nel 2014 ricorrerà il 484° Bacanàl del Gnoco, avendo avuto luogo il primo nel 1531. - VinItaly Vinitaly è il Salone Internazionale del vino e dei distillati che si tiene a Verona, dal 1967, con cadenza annuale. Vinitaly conta più di 4000 espositori l’anno e registra circa 150000 visitatori per edizione. Il salone raccoglie produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leaders provenienti da tutto il mondo. Ogni anno ospita oltre cinquanta degustazioni tematiche di vini italiani e stranieri e propone un programma che affronta le principali tematiche legate alla domanda ed offerta del mercato del vino. Oltre alle aree espositive dedicate ai produttori di vino, il salone si compone di workshop, buyers club ed aree espositive speciali per promuovere il Made in Italy e far conoscere sul mercato le aziende emergenti. Nel contesto del Vinitaly si organizzano concorsi e premi internazionali, i più famosi: il Concorso Enologico Internazionale, International Packaging Competition e il Premio Internazionale Vinitaly che assieme all’International Wine and Spirit Competition promuove la divulgazione della cultura del vino nel mondo. In contemporanea al Salone del vino si tengono ilSalone Internazionale dell’Olio d’Oliva Extravergine di Qualità, l'Agrifood Club, la Rassegna dell’Agroalimentare di Qualità ed Enolitech, Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticultura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie. Vinitaly inoltre organizza il fuorisalone Vinitaly for You, evento winebar aperto a tutti gli appassionati del vino, che si tiene nel centro storico di Verona, nella suggestiva cornice del palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra. Vinitaly svolge anche la funzione di ambasciatore del vino italiano nel mondo attraverso “Vinitaly in the world” che organizza eventi nei principali mercati internazionali.


Erasmus Student Network Italia Sede Legale presso E.S.N.-A.S.S.I. Parma c/o Servizio Scambi Didattici Internazionali, UniversitĂ degli Studi di Parma Via UniversitĂ , 12 43121 Parma ITALY Codice Fiscale 92105850348 Partita IVA 02507830343

Web: www.esnitalia.org - www.esn.org


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