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2012 ERICA CORICCIATI P O RT F O L I O


CONTATTI residenza via Cantatore, 19 73100 Lecce (LE) telefono | 339 1832067 email | erica.coricciati@gmail.com

ericaCORICCIATI universitĂ di ferrara | facoltĂ  di architettura


DATI

SOFTWARE nata a Lecce, 26 marzo 1988 cittadinanza italiana

STUDI

2001-2006 diploma di maturità scientifica 100/100 liceo scientifico C.De Giorgi, Lecce 2006-2012 laurea magistrale in architettura 110/110 e lode facoltà di architettura Biagio Rossetti, Ferrara

ESPERIENZE PROFESSIONALI

marzo 2011-giugno 2011 studio Pennacchini | Verde tirocinio formativo con attività di progettazione, modellazione 3d, rendering, grafica; partecipazione a concorsi di architettura.

LINGUE

italiano inglese

madrelingua fluente FCE_B2 (2005)

Autocad, Allplan, Cinema 4d, VrayforC4d. Photoshop, Illustrator, InDesign. Ecoabita, Ecotect, Docet, Therm. Microsoft Office.

INTERESSI

architettura, design, graphic design, fotografia, arte. musica, cinema, lettura.

QUALITA’ PERSONALI flessibilità e spirito di adattamento; spiccata

predisposizione all’apprendimento; abitudine a lavorare in gruppo; attitudine all’organizza- zione del lavoro.


CURRICULUM


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle

tesi di laurea anno: 2011/2012 relatore: g. lelli collaboratori: a.fabbri

STOP&BOX italia | alpi orobie

concorso Experience Spaces primo premio collaboratori: a.chiarelli, v.guerzoni, d.mantesso

WATER IS LAND francia | neuilly-sur-marne PARKING ferrara | zona darsena

laboratorio di sintesi finale anno: 2010/2011 docenti: g. frediani collaboratori: m.lomartire, d.mantesso, m.medici

CREATIVITY CITY milano | porta romana

laboratorio di progettazione architettonica IV anno: 2009/2010 docenti: g. lelli + a. francini + l. donner collaboratori: a.chiarelli, e.ferraresi

UNE PETIT MAISON bologna | castel dell’alpi laboratorio di costruzioni II anno: 2009/2010 docenti: r. di giulio + g. felli + a. piancastelli collaboratori: a.fabbri

LA FABBRICA, IL PARCO ferrara | comacchio laboratorio di progettazione architettonica III anno: 2008/2009 docenti: a. stella + p. iotti collaboratori: a.chiarelli, e.ferraresi

concorso Europan 11 selezionato in fase finale capogruppo: f.pennacchini progettisti: c.awad, a.verde collaboratori: t.ascoli

STAMINAL SUSTAINABILITY kosovo | peje

concorso Europan 11 partecipazione capogruppo: f.pennacchini progettisti: c.awad, m.d’ariano simionato, a.verde collaboratori: t.ascoli

UNA CASA abitare con la natura UN TAVOLO scrivania per lo studio UN PADIGLIONE per la Biennale di Venezia


INDICE

tesi di laurea | progetti universitari | concorsi | disegni


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle


Nell’ambito del rinnovamento generale di Rimini, città che punta a rimettersi in gioco in chiave attuale e moderna, le aree industriali in via di dismissione rappresentano una risorsa fondamentale data la disponibilità di superficie potenzialmente trasformabile nonché per la loro collocazione strategica all’interno del territorio, territorio estremamente dinamico e fertile dal punto di vista dell’imprenditorialità. La città nel futuro si propone di sostenere le imprese innovative, costruendo un forte legame fra territorio, imprese e ricerca, e procedendo alla creazione di luoghi dedicati a tale scopo, a partire dai tecnopoli già in fase di attivazione da parte della Regione Emilia Romagna. La nostra tesi si inserisce in tali dinamiche, postulando una forte relazione tra processi di ricerca, innovazione e riqualificazione urbana, considerando possibile ed opportuno l’insediamento in questo contesto di strutture per la ricerca e l’innovazione come elemento efficace di rigenerazione e riqualificazione del tessuto della città. La collocazione di un hub dell’innovazione nella zona industriale della città rappresenta un tentativo per riqualificare completamente una realtà industriale ormai in dismissione in seguito alla ricollocazione della maggior parte delle imprese in ambiti produttivi più attivi. L’aumento della qualità del paesaggio nonché l’unione di ambienti per il lavoro/ricerca e di zone fruibili dall’intera popolazione potrebbe dare l’incipit per una nuova vitalità ad un’area fortemente compromessa.


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle

settori potenziati dalla Rete Alta Tecnologia E. R.

moda

ambiente

settori potenziabili industria del legno wellness

stato di fatto

meccatronica edilizia servizi telematici per le imprese food

attraversamento rapido attraversamento lento

connessione verde

barriera acustica

mix funzionale

superamento ostacolo

superamento superamento superamento ostacolo ostacolo ostacolo superamento ostacolo attraversamento attraversamento attraversamento lento lento lento attraversamento barriera barriera acustica barriera acustica acustica mix funzionale mix funzionale barriera mix funzionale livello livello di fruizione livello di fruizione di fruizione livello di fruizione ostacolo connessione connessione connessione verdeconnessione verdeconnessione verdebarriera attraversamento attraversamento attraversamento rapido rapido rapido superamento ostacolo attraversamento attraversamento lento lento barriera acustica mix funzionale livello di fruizione superamento verdeverde attraversamento rapidorapido attraversamento lento acustica mixacustica funzionalemix funzionale livello di fruizione connessione verde attraversamento rapido

strategie diprogetto intenti diintenti progetto diintenti progetto diintenti di progetto diprogetto progetto intenti di intenti progetto


Il progetto nasce dalla volontà di creare un nuovo organismo urbano in grado di concentrare al suo interno le diverse attività legate, in maniera più o meno diretta, alla creatività ed alla capacità di innovazione dei giovani talenti. Obiettivo della progettazione è quindi la creazione di uno spazio unitario ed omogeneo, un tessuto riconoscibile e contraddistinto da un’elevata qualità ambientale ed alta efficienza dal punto di vista produttivo. Principio ispiratore dell’intero masterplan è la concezione dello spazio pubblico ed in generale degli spazi di aggregazione come punto di forza del sistema creativo: i continui flussi e gli scambi di idee e di opinioni rappresentano il cuore di questo sistema, quindi l’obiettivo primario è costituire un complesso sistema di relazioni tanto materiali quanto immateriali, fisiche e al tempo stesso percettive, il tutto all’interno di un contenitore spazio-temporale in continua evoluzione tra sviluppo ed innovazione. La visione è quella di un luogo vitale, un sistema altamente dinamico e ricco di sensazioni e suggestioni, un habitat ottimale per lo sviluppo della conoscenza e, di conseguenza, dell’innovazione, una sorta di catalizzatore di cultura in grado di sviluppare le interazioni interne ma al tempo stesso anche quelle esterne, ad accogliere ogni tipo di fertile contaminazione.

assonometria masterplan


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle

masterplan livello 0


masterplan livello 1


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle

masterplan livello 2


cls

alluminio

lamiera forata

abaco materiali | layer commerciale, co-offices 1 ingresso residenze 2 esercizi commerciali 3 ingresso business incubator 4 servizi igienici 5 sala working 6 sala relax 7 salette meeting 8 salette riunioni informali 9 offices

pianta livello 0 | layer commerciale, co-offices

prospetto ovest | configurazione chiusa

acciaio inox

intonaco esterno

rovere sand

cemento spatolato

laccato giallo

laccato arancio

laccato rosso


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle


ipè

alluminio

lamiera forata

abaco materiali | layer business incubator 1 scala residenze 2 laboratori 3 offices 4 servizi igienici 5 salette working 6 sala relax 7 aule didattica | conferenze 8 salette riunioni informali 9 free spaces | esempio di configurazione

pianta livello 1 | layer business incubator

prospetto est | configurazione aperta

intonaco esterno

cemento spatolato

noce

laccato bianco

laccato giallo

laccato arancio

laccato rosso


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle


ipè

ghiaia bianca

abaco materiali | layer living

1 appartamento co-housers 2 appartamento mono 3 appartamento family

pianta livello 3 | layer living

sezione longitudinale

blocchi in pietra

scuri in fibex

intonaco esterno

acciaio inox

alluminio

intonaco interno

rovere barrique

tessuto


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle


MILIEU INNOVATORE rimini | quartiere celle


PARKING

ferrara | zona darsena


schemi concettuali

masterplan

Deve essere uno ed un unico pezzo di città. I bordi sono definiti: le Mura a nord, il fiume a sud, Porta Paula ad est e Corso Isonzo ad ovest. La vocazione dell’area è evidente: il parco. La strategia principale per il masterplan richiama la tipologia tipica del centro storico, gli edifici a corte, che diventano la matrice di uno spazio che ambisce ad una complessità maggiore, in grado di strutturare il nuovo brano di città. Le corti assumono connotazioni differenti, per meglio adattarsi alle funzioni che ospitano: diventano luoghi pubblici, in grado di accogliere funzioni commerciali, culturali e direzionali, oppure si chiudono a sè, diventando spazi semi-pubblici nella parte di tessuto pensata per la residenza. Il risultato di questa composizione di elementi è unico: camminando per le strade, lo spazio si apre e si richiude a sè incessantemente. Lo sguardo corre, si ferma sugli edifici ed ecco che trova il parco, si gira e vede i chiarori dell’acqua illuminare le pareti degli edifici lungo il fiume. Ed infine la strada, luogo di relazioni: da un lato del viale, il porto fluviale ravviva con le sue voci, la sua vivacità; dall’altro lato il parco delle mura inocula la calma e i colori della natura nella vita frenetica della città. Il tutto per una conversazione bilanciata tra l’uomo e la natura.


PARKING

ferrara | zona darsena

edifici esistenti nuovi edifici

edifici passeggiando in via darsena

parcheggio sotterraneo abitazioni centro direzionale commerciale spazi per la cultura stutture per il porto

funzioni

navigando verso il porto


edifici esistenti nuovi edifici per studenti

edifici

commerciale spazi per gli studenti abitazioni per gli studenti

funzioni al piano terra

pianta approfondimento corte

edifici a due piani edifici a tre piani

copertura e numero piani

corti semi-pubbliche percorsi

accessibilitĂ


PARKING

ferrara | zona darsena

spazi comuni per gli studenti

filtro verde

scena di vita nella corte

percorso

fusione

soluzioni intersiziali

dal parco verso il fiume


CREATIVITY CITY milano | porta romana


verde

piazze

preesistenze

viabilità

torri

museo

Prime sensazioni. Tanti pensieri un po’ disordinati. Una città troppo grande per essere racchiusa in parole, perchè ce ne si possa fare un’idea unica. Milano non si fa trasformare in una città museo, è piena di vita, di dinamicità. Forse troppa, non c’è tempo per fermarsi, pensare, sbagliare strada, perdersi un po’. Questa dinamicità non diventa conoscere, scoprire, cambiare, rischia di essere solo correre. La fantasia ha bisogno di tempi e luoghi per essere coltivata. Serve spazio per parlare, serve che le persone possano incontrarsi e avere la possibilità di stare insieme come desiderano. L’arte è prima di tutto comunicazione, voglia di essere ascoltati, entrare in relazione. Il masterplan nasce da tutto questo. Abbiamo pensato ai posti che conosciamo, che ci hanno lasciato qualcosa. Le piazze strette di Genova, la sequenza di vuoti a Mantova attorno al Palazzo Ducale, Piazza del Campo, il “listone” a Ferrara, ciascuna con la sua atmosfera particolare, intima, monumentale o con mille sfumature intermdie. Tutte poste in sequenza con un ritmo spezzato. Attorno ai vuoti, in proporzione a questi, si strutturano tutti i volumi. Semplici, apparentemente in disordine. Le coperture riprendono quelle degli edifici industriali vicini che formano il paesaggio di Porta Romana. Un paesaggio che nella Creativity City diventa l’unico elemento caratterizzante, sufficiente però a trasmettere un clima ludico spensierato, essenza dell’arte.


CREATIVITY CITY milano | porta romana

Il masterplan prevede una presenza diffusa del museo nell’area: presenza che funzioni da elemento connettore formale e input alla formazione di un’identità propria dell’area, che fonda le radici dell’arte contemporanea. L’intervento è nuovo e ha bisogno di un’identità nuova. Il compito del progettista non è crearla, è suggerirla, ipotizzarla, immaginarla tradotta in forme. L’identità la creeranno le persone che abiteranno l’area. Tutto il progetto urbanistico si fonda su questo: le relazioni che potenzialmente il clima creativo può sviluppare. Gli elementi che compongono il museo sono i punti fissi che reggono il sistema e danno il via alla rete. Le torri sono tanti piccoli spilli nel tessuto, una presenza evidente ma con poca superficie espositiva da vivere nel tempo di una risalita, in forte rapporto con il contesto, contenitori liberi di mostre temporanee. Il museo di taglia L, nella struttura preesistente, è l’ideale per grossi raduni, concerti, performance. Il museo S è pensato per reading, conferenze, piccole mostre, una fruizione dell’arte più domestica. Infine vi è il museo M, vero e proprio perno, centro di gravità che ancora a terra il tutto.

assonometria masterplan


prospetto sud

prospetto est

prospetto nord

prospetto ovest

Il museo taglia M, con la sua funzione monumentale, deve essere la presenza che tiene insieme tutti gli elementi dell’intervento, qualificandoli, avallando il loro valore con la sua presenza. Monumentale non significa però urlato o mediatico. Deve essere solido nella sua presenza ma non statico, tranquillo ma non non-vivo. La sua funzione prevalente è quella espositiva classica, ma la sua forma strutturale modula una complessità di ambienti che possono adattarsi facilmente per ospitare qualsiasi tipo di installazione o allestimento provvisorio. Il programma funzionale è quindi ridotto all’essenziale: al piano terra tutti gli spazi accessori in strutture leggere mobili, i quattro pilastri ciclopici contengono i servizi, mentre nell’interrato sono disposti tutti gli ambienti necessari allo stoccaggio e al deposito delle opere d’arte e dei materiali utilizzati.


CREATIVITY CITY milano | porta romana

piano terra

piano primo

piano secondo

piano terzo


UNE PETITE MAISON bologna | castel dell’alpi


interfaccia lago-montagna

penetrazione sentiero-edificio

separazione ristoro-servizi

inquadramento

unione, elemento caratterizzante

Nella valle del Savena si trova il comune di Castel dell’Alpi, che sorge sulle rive del lago originatosi dallo sbarramento del torrente Savena a seguito di una frana risalente al 1951. Partendo dalla volontà di realizzare un piccolo ma raffinato polo ristoro sulle rive del lago, abbiamo considerato innanzitutto la condizione geomorfologica attuale dell’intorno e deciso quindi di localizzare l’edificio nei pressi dell’estensione di terreno maggiormente protesa verso il lago, in modo da permettere la più ampia visuale possibile sul contesto. Il lotto vede al suo interno la presenza di diverse funzioni omogeneizzate in un unico elemento. Rialzato rispetto al lago di circa 2.50 m per sopportare anche eventuali innalzamenti del livello dell’acqua, il complesso è parzialmente inglobato dalla montagna, nel tentativo di favorire una interrelazione tra terra e acqua. Per permettere una mimesi ecocompatibile con l’intorno, il sentiero preesistente è stato fatto penetrare all’interno del complesso stesso. In tal modo si ottiene una parziale suddivisione in due zone, zona dei servizi, comprensiva di ambiente nodo di bici e barche, nonchè di rimessa, e zona ristoro, comprensiva di cucina, ampio ambiente bar ristorante, servizi. Come artifizio di carattere estetico, per conservare il carattere unitario del complesso, è stata adottata una chiusura orizzontare superiore di elevato spessore, che prosegue nel retro dell’edifico per poi diventare chiusura orizzontale inferiore.


UNE PETIT MAISON bologna | castel dell’alpi

pianta architettonica

sezione architettonica

L’accesso alla zona ristoro è possibile da tutti e tre i lati dell’edificio, dal sentiero rispetto a una qualunque delle direzioni di cammino, dall’acqua risalendo l’imbarcadero e la scalinata immediatamente a destra. A nord della zona ristoro, sotto il percorso coperto, sono presenti due accessi, uno pubblico e uno di servizio. Accedendo dall’ingresso principale nell’edificio, si entra all’interno della sala ristoro vera e propria, aperta sul lago tramite un’ampia vetrata e una terrazza. E’ stata fatta quindi un’unica scelta visiva, al fine di convogliare l’attenzione verso il lago ma soprattutto per controllare l’illuminazione. Tutta la parete sud-est risulta vetrata, mentre le restanti pareti non presentano aperture se non quella in corrispondenza della cucina che, dando sul sentiero, permette di attrarre i visitatori all’interno del locale con odori e colori.


1. rivestimento elastomerico impermeabilizzante tinto grigio chiaro massetto in cls alleggerito membrana impermeabile a base di bitume solaio collaborante costituito da lamiera grecata e getto in cls strutturale alleggerito det2

det1

4

I pacchetti murari sono stati progettati considerando come obiettivo principale il raggiungimento di una bassa trasmittanza e di un adeguato controllo della disperzione del calore. Inoltre si è scelto di adottare quasi esclusivamente tecnologie a secco (Knauf e Arches) al fine di ottenere un edificio completamente rinnovabile e in grado di adeguarsi ad eventuali cambi di destinazione futuri. Tutte le scelte architettoniche e tecnologiche adottate consendono di ottenere un edificio quasi autosufficiente energericamente, con classificazione CasaClima B.

2. parapetto in lastra di vetro 3. profilo portante di supporto e bloccaggio in acciaio zincato 4. solaio collaborante costituito da lamiera grecata e getto in cls strutturale alleggerito pannello in lana di vetro orditura metallica di supporto del controsoffitto strato di lastre in gessofibra rivestimento elastomerico impermeabilizzante tinto grigio chiaro

2 3 det3

sezione tecnologica

1


DET 1

det1

det2

1. scossalina in acciaio verniciato grigio chiaro. 2. lastra Knauf Aquapanel Outdoor sp. 12,5 mm, fissata alla struttura portante mediante profili in alluminio ad “L” e a “C” sp. 0,8 mm e viti autofilettanti in acciaio fosfatato a testa svasata piana, profilo a tromba, con filettatura a passo fine, Ø 3,9 mm- 30 mm e Ø 3,9 mm- 45 mm. 3. rivestimento elastomerico impermeabilizzante tinto grigio chiaro, sp. 4 mm. 4. pavimentazione in quadrotti di calcestruzzo, sp. 48 mm. 5. supporti in polipropilene per la posa delle quadrotte galleggianti prefabbricate. 6. doppia membrana impermeabile a base di bitume, sp. 8 mm. 7. pannello di polistirene estruso URSA XPS, sp.120 mm. 8. barriera al vapore, sp. 5 mm. 9. strato di pendenza in calcestruzzo alleggerito termoisolante p. 1,5%. 10. solaio collaborante costituito da lamiera grecata, sp. 6 mm, e getto in cls strutturale alleggerito leca, sp. 65 mm. 11. pannello in lana di vetro Knauf Ekovetro, sp. 60 mm. 12. profili a “U” 15x50 mm. 13. profili a “C” 16,5x28 mm. 14. gancio semplice distanziato per il fissaggio dell’orditura metallica alla struttura portante. 15. strato di lastre in gessofibra Knauf A (GKB), sp. 12,5 mm.

DET 2

DET 3

1. pavimentazione in quadrotti di calcestruzzo, sp. 48 mm. 2. supporti in polipropilene per la posa delle quadrotte galleggianti prefabbricate. 3. doppia membrana impermeabile a base di bitume, sp. 8 mm. 4. pannello di polistirene estruso URSA XPS, sp.120 mm. 5. barriera al vapore, sp. 5 mm. 6. strato di pendenza in calcestruzzo alleggerito termoisolante p. 1,5%. 7. solaio collaborante costituito da lamiera grecata, sp. 6 mm, e getto in cls strutturale alleggerito leca, sp. 65 mm. 8. IPE 300 9. pannello in lana di vetro Knauf Ekovetro, sp. 60 mm. 10. profili a “U” 15x50 mm. 11. profili a “C” 16,5x28 mm. 12. gancio semplice distanziato per il fissaggio dell’orditura metallica alla struttura portante. 13. strato di lastre in gessofibra Knauf A (GKB), sp. 12,5 mm. 14. finitura interna ad intonaco, sp. 20 mm. 15. rivestimento elastomerico impermeabilizzante tinto grigio chiaro, sp. 4 mm. 16. telaio fisso del sistema di parete vetrata scorrevole Solarlux, ancorato all’orditura secondaria del solaio superiore. 17. doppio vetro da 4 mm trattato termicamente e camera d’aria da 16 mm contenente Argon, sp. totale 24 mm.

1. pavimentazione in gres porcellanato, sp. 14 mm. 2. adesivo bicomponente a base poliuretanica. 3. doppio strato di lamine in acciaio zincato Giakoclima, sp. 2 mm. 4. foglio polifunzionale in polietilene Giakoclima, sp. 1 mm. 5. pannello presagomato in polistirolo Giakoclima (EPS 200). 6. foglio polifunzionale in polietilene Giakoclima, sp. 1 mm. 7. pannello in lana di roccia ad alta densità Rocksol, sp. 150 mm. 8. membrana impermeabile a base di bitume, sp. 3 mm. 9. solaio collaborante costituito da lamiera grecata, sp. 6 mm, e getto in cls strutturale alleggerito leca, sp. 65 mm. 10. IPE 360. 11. profilo in alluminio per l’ancoraggio dell’infisso, 160x60 mm - sp 2,5 mm, riempito con schiuma di poliuretano isolante. 12. doppio vetro da 4 mm trattato termicamente e camera d’aria da 16 mm contenente Argon, sp. totale 24 mm. 13. massetto in calcestruzzo alleggerito con pendenza dell’1% per il deflusso dell’acqua. 14. rivestimento elastomerico impermeabilizzante tinto grigio chiaro, sp. 4 mm.

det3

UNE PETIT MAISON bologna | castel dell’alpi


LA FABBRICA, IL PARCO ferrara | comacchio


LA FABBRICA, IL PARCO ferrara | comacchio

La parola singola agisce solo quando ne incontra una seconda e la provoca, la costringe ad uscire dai binari dell’abitudine, a scoprirsi nuove capacità di significare. Nel binomio fantastico le parole non sono prese nel loro significato quotidiano, ma liberate delle catene verbali di cui fanno parte quotidianamente. Esse sono estraniate, spaesate, gettate l’una contro l’altra in un cielo mai visto prima. Allora si trovano nelle condizioni migliori per generare una storia. Prendiamo pure, a questo punto, le parole campi e acqua, fabbrica e parco. pianta masterplan | livello 0

Il procedimento più semplice per collegare tra loro un rapporto è quello di collegarle con una preposizione articolata.

campi sull’acqua

acqua sui campi

campi di acqua

acqua tra i campi

campi sull’acqua acqua sui campi campi di acqua acqua tra i campi ... fabbrica nel parco parco sulla fabbrica fabbrica del parco parco della fabbrica ...

fabbrica nel parco

parco sulla fabbrica

fabbrica del parco

parco della fabbrica

liberamente preso in prestito da “Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari


Ho letto, anni dopo, quel che ha scritto Max Ernest per spiegare il suo concetto si “spaesamento sistematico”. Egli si serviva proprio dell’immagine di un armadio, quello dipinto da De Chirico nel bel mezzo di un paesaggio classico, tra ulivi e templi greci. Così “spaesato”, precipitato in un contesto inedito, l’armadio diventava oggetto misterioso. Forse era pieno di vestiti e forse no: ma certamente era pieno di fascino. “Grammatica della fantasia” Gianni Rodari

pianta | livello 0


LA FABBRICA, IL PARCO ferrara | comacchio

pianta | livello 1


pianta | livello 2


LA FABBRICA, IL PARCO ferrara | comacchio


STOP&BOX

italia | alpi orobie


1

4

2

5

3

6

Ci sono luoghi incantevoli di per sé. La presenza dell’uomo li può aver modellati o modificati, risultando in secondo piano rispetto alla perfezione che la natura aveva già pensato a creare. In altri casi, la stratificazione di infiniti passaggi durante la storia può aver creato dei paesaggi artificiali, come città, paesi e borghi, che necessitano solamente di essere conosciuti e conservati. Su questa base si fonda il concetto di ecomuseo, struttura che ha ben poco di fisico e che punta alla costruzione di sottili fili di interesse e conoscenza, prima fra gli abitanti e poi fra i visitatori, al fine di valorizzare e trasmettere il patrimonio culturale autoctono. Stop&Box è questo: una rete di collegamento fra i poli dell’ecomuseo, un aiuto per i turisti, uno sprono all’autocoscienza per gli abitanti, un momento di sosta e riposo per tutti. Il contatto con il luogo è diretto, privo di metafore o interpretazioni. Il volume del container è netto ed estraneo: mantiene un basso profilo rispetto all’intorno in cui è inserito, creando curiosità, ma rimanendo un oggetto secondario, un catalizzatore invisibile di nuove relazioni visive e soprattutto umane. Il container è rielaborato solamente all’interno, aumentando la sua maneggevolezza e la sua versatilità; l’utilizzo di pochi materiali semplici e naturali permette bassi costi di realizzazione, rendendo la spesa appetibile anche in situazioni economiche poco favorevoli.


STOP&BOX

italia | alpi orobie

pianta configurazione diurna | aperta

prospetti configurazione diurna | aperta

permeabilitĂ

percorso relazionale percorso conoscitivo

accessi

funzioni

bagno & cucina giaciglio & chiacchiera focolare


pianta configurazione notturna | chiusa

prospetti configurazione notturna | chiusa

permeabilitĂ

percorso relazionale

accessi

funzioni

bagno & cucina giaciglio & chiacchiera focolare


STOP&BOX

italia | alpi orobie


WATER IS LAND

francia | neuilly-sur-marne


the stategic site

radial road network

water is land

water islands

WATER isLAND è un progetto paesaggistico per il recupero urbano che contribuisce, attraverso lavori di ingegneria idraulica, a ridurre i rischi di alluvione nell’area di intervento. WATER isLAND riconosce la potenzialità del paesaggio nel fondare processi urbanistici dinamici, in cui sono favorite le possibilità di cambiamento nel tempo, rispetto alla tipica visione statica del masterplan. Se il paesaggio viene riconosciuto come agente rigenerante, come principio attivo, e non solo come un mero sfondo architettonico, il progetto può muovere in direzione di una visione di città intesa come paesaggio urbano, una città pervasa da una percentuale elevata di verde e aree naturali, in grado di migliorare l’habitat insieme con la qualità dell’aria e dell’acqua, con l’obiettivo di creare nuovi luoghi ricreativi. WATER isLAND propone una strategia che consente di creare un paesaggio elastico, in grado di adattarsi ai processi interni ed esterni di cambiamento. Tale mutabilità coinvolge tutti i processi sociali, economici, culturali ed ecologici che interessano l’area, conferendo al progetto caratteristiche temporali in aggiunta a quelle fisiche. In WATER isLAND il rapporto tra architettura e paesaggio è posto al centro del progetto. Il problema da risolvere è la progettazione di un paesaggio in cui gli elementi naturali si fondono insieme per dare origine ad un segno riconoscibile. Questo nuovo paesaggio genera una forte identità dell’intervento e del luogo in questione, diventando punto di riferimento del territorio.


mobility, leisure facilities education

M1 subway station M2 tram station L1 multiplex L2 shopping arcade

E1 dormitory E2 library E3 audiovisual library E4 elementary school E5 kindergarten

fit village

F1 sporting hall F2 sports medicine clinics F3 swimming pool

business storehouses

B1 commercial facilities B2 business incubators B3 residences

residential

R1 typology A R2 typology B R3 typology C R4 typology D R5 typology E

green economy

G1 business incubators G2 research labs G3 firms for supplying construction materials

harbour, cultural facilities H1 harbour H2 harbour facilities C1 museum of psychiatric art

WATER IS LAND

francia | neuilly-sur-marne

WATER isLAND propone una cornice urbana che affronta vuoti e pieni come una questione unica e che procede attraverso frammenti di paesaggio all’interno di un complesso organismo che rimane comunque un tutto unico. Nel progetto la separazione tra il tessuto urbano ed il parco viene a confondersi in una continuità in cui diverse categorie si intersecano tra loro e penetrano l’una nell’altra, senza perdere mai la propria identità. Come per riprodurre l’indefinitezza dei suoi elementi costituenti, il progetto cerca di creare spazi con una ben definita identità, ma senza alcuna descrizione, preferendo tracciare una condizione di attesa per una città ancora in evoluzione.

ground floor | commercial facilities

first floor | business incubator

third/fourth floor | residences


WATER IS LAND

francia | neuilly-sur-marne


STAMINAL SUSTAINABILITY kosovo | peje


uniqueness to be preserved

sustainable new kulla

masterplan

area as urban junction

Staminal Sustainability è un progetto a scala territoriale finalizzato a rivitalizzare e rafforzare il contesto economico e sociale di Peje, attraverso un programma ricco di funzioni ed interventi paesaggistici. L’area si trova in posizione strategica nel tessuto urbano, tuttavia la zona è considerata una “ferita sociale”, un’area vietata ai cittadini di Peje e quindi inutilizzabile e tagliata fuori dal resto della città; è inoltre considerata una “ferita economica”, in quanto dedicata ad un uso improduttivo per molto tempo, pur essendo il suo valore economico notevolmente aumentato con l’espansione dei confini della città. Le cellule staminali in biologia sono particolari cellule “pluripotenti”: in presenza di tessuti danneggiati esse si trasformano nel tipo di cellule necessarie, sostituendo quelle non attive ed andando a ripristinare l’integrità dei tessuti. In analogia, la stessa procedura viene proposta nel trattamento dell’area di progetto. Il sito oggi è completamente tagliato fuori dal resto della città, di conseguenza è necessario un intervento in grado di cucire insieme le diverse parti per ricreare un’unità. La proposta di progetto mira ad utilizzare una sola forma riconoscibile, differenziata nelle tipologie richieste, con un intervento in grado di preservare l’identità del sito nel suo complesso. L’intera area di studio può in questo modo diventare un intervento territoriale, dando nuova forza alla città attraverso un progetto rivolto alla comunità, che offre spazi verdi e strutture pubbliche non solo destinate ai residenti del futuro quartiere, ma a tutti gli abitanti di Peje.


STAMINAL SUSTAINABILITY

square

kosovo | peje

different height level

A

artificial different height level courtyard artificial

B

fluxes

C

reversible rain garden

D

Rugova montain green existent system contour line

E

natural

many directions

F

lively downtown


UNA CASA

abitare con la natura


Un albero. Un elemento isolato in un vasto prato, fermo nella sua imponenza e al tempo stesso così fragile ed indifeso nella sua solitudine. Ed ecco la casa, che lo abbraccia, lo ingloba, quasi a volerlo proteggere, arricchendosi con la sua presenza: così nasce l’idea di un progetto per un’abitazione a contatto con la natura, che vede nell’albero il suo fulcro fondamentale. Ma l’albero non è il solo elemento, la sola ricchezza del progetto. E’ un susseguirsi di scenari, visuali che si rincorrono creando di ambiente in ambiente la sorpresa. E’ un progetto pensato per una coppia, poche stanze, ma ciascuna con una sua particolarità: il soggiorno, con la vista sul patio e con l’ampio respiro di un ambiente a doppia altezza; la scalinata, luogo di passaggio, con i suoi gradini ampi che nell’occasione diventano sedute, un vero e proprio punto in cui sostare e rilassarsi godendo del paesaggio e dell’ambiente comfortevole della casa; la sala da pranzo e l’annessa cucina, punto di osservazione verso il parco; ed infine la camera da letto, allietata dalla presenza dell’albero e dei profumi della cucina. Il tutto in una struttura semplice ed essenziale, vetro e cemento, che consente di lasciare ampio libertà alla personalizzazione degli spazi con colori ed essenze.


UNA CASA

abitare con la natura


UNA CASA

abitare con la natura


UN TAVOLO

scrivania per lo studio


Oggetto di design, stimolo per la creatività di architetti e designer: ecco cosa è un tavolo. Un elemento semplice per sua natura che lascia ampio margine all’immaginazione; ma anche oggetto funzionale, che deve essere in grado di sopperire allo scopo per cui viene pensato. Da questi pensieri nasce il progetto per un tavolo ideato per lo studio, ma non solo: è un oggetto in grado di adattarsi alle diverse esigenze che si possono presentare durante la giornata, essenziale nelle sue linee e pulito nel disegno. Il piano di lavoro è spazioso, in grado di accogliere comodamente fino a 4 persone; il ripiano sottostante è un utile appoggio per l’occorrente per lo studio, libri e accessori vari. I materiali sono a loro volta molto semplici, un legno scuro (noce) per i ripiani e metallo per le gambe e per gli elementi di collegamento. Anche il montaggio risulta molto pratico: l’assemblaggio dei piani avviene per mezzo di elementi metallici a C, ben celati all’interno della struttura mediante appositi incavi di posizionamento; le gambe si fissano mediante incastro alla struttura sovrastante, passando attraverso i due ripiani e rimanendo così ancorato stabilmente.


UN TAVOLO

scrivania per lo studio


UN TAVOLO

scrivania per lo studio


UN PADIGLIONE per la biennale di venezia


Un elemento essenziale, semplice, senza troppe pretese. Uno spazio in grado di accogliere l’esposizione, rimanendo il più neutro possibile, per un trionfo dell’arte: così si presenta il padiglione per la fotografia pensato per la Biennale di Venezia. Il suo porsi ad “ostacolo” all’interno del percorso obbliga per così dire il visitatore ad attraversarlo. Il lungo corridoio, buio, quasi avvolto nell’oscurità, è l’elemento che guida al suo interno. Le sale espositive ricevono luce naturale dalle ampie vetrate, offrendo la visuale sul parco all’esterno e sul canale. Le pareti accolgono le fotografie, accentuandone i toni ed i colori con la loro neutralità. Le sedute collocate in ciascuna delle tre sale diventano momento di sosta e punto da cui osservare e riflettere in tranquillità. Ed infine la tecnologia, che trionfa nel percorso principale attraverso la possibilità di esposizioni multimediali che possono essere realizzate lungo le pareti del camminamento. E’ un racconto per immagini, emozioni, espressioni, in cui l’architettura si mette da parte per lasciare spazio all’arte nelle sue diverse espressioni.


UN PADIGLIONE per la biennale di venezia


UN PADIGLIONE per la biennale di venezia


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erica coricciati | portfolio ferrara 2012

PORTFOLIO | Erica Coricciati | 2012  

Selezione di progetti, accademici e non, realizzati durante gli anni di università presso la Facoltà di Architettura di Ferrara

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