__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) Art. 1 comma 1 LO/MI - N. 2 febbraio 2020

“organo ufficiale ENCI”

febbraio 2020

YAKUTIAN LAIKA SCHAPENDOES EUROCOPPA INGLESI PROMO STATI GENERALI DELLA CINOFILIA


Cane lupo di Saarloos. Foto Alessia Poncina.

giochiamo insieme... Golden Retriever. Foto Enzo Ferraris.

Shiba. Foto Ilaria Sammartano.


SOMMARIO Yakutian Laika. Il cane del Paese più freddo del mondo Giulia Morosetti e Salomon Russo Notizie dal Mondo Schipperke. Il piccolo diavolo Corinne Gideon Vivere con uno Schapendoes Maria Carla Marrè Brunenghi

4 8 10 14

Notizie dal Mondo

18

Attenti al lupo. A guardia delle greggi Antonio Grasso

22

Campionato mondiale Bassotti Wut 2019 Barbara Guglielmetti Bassotti. L’Italia trionfa Vittoria Nassi Storie di cani illustri (e dei loro padroni) Rodolo Grassi La selezione contro lo stress Renata Fossati Standard in pillole Bastia Umbra. Un podio che viene da oriente Marco Galinella Genova. Poker d’assi sul mare Alice Faoro L’Italia trionfa nell’Eurocoppa Rodolfo Grassi Derby Spaniel 2019 Davide Celada Un’amiciza... con la cresta Federica Cattaneo Ponzoni “I miei tre Kg di amore!” Rosanna Veronese

CHI E DOVE

I successi I club Gli allevatori

26 28 34 36 40 42 44 50 52 63 63

54 58 64

PER LE ASSOCIAZIONI SPECIALIZZATE DI RAZZA RAZZE: LE PAGINE DELLA RIVISTA SONO A DISPOSIZIONE PER ARTICOLI RIGUARDANTI LE RAZZE TUTELATE SU TEMI A SCELTA QUALI: STORIA, DIF­ FUSIONE SUL TERRIOTRIO, CARATTE­ RE, EDUCAZIONE, ADDESTRAMENTO, ATTIVITA SOCIALI, SPORT, SALUTE, VITA IN FAMIGLIA. CONVEGNI E SEMINARI SULLE RAZZE TUTELATE RUBRICA “CLUB”: SONO A DISPO­ SIZIONE PER SPECIALI E RADUNI. CORREDATE DA FOTO, CLASSIFICHE E BREVI TESTI SUGLI EVENTI. SI PREGA DI CONTATTARE PREVENTIVAMENTE LA REDAZIONE redazione@enci.it - tel. 0270020358 dalle 8,30 alle 12,30 dalle 13,30 alle 17,30

PER I GRUPPI CINOFILI Si informano i Gruppi Cinofili ENCI che all’interno de “I Nostri Cani” sono disponibili gratuitamente pagine dedi­ cate ai resoconti delle Esposizioni Internazionali e Nazionali. Per avere informazioni riguardanti gli aspetti tecnici e le modalità d’invio, contattare la redazione: redazione@enci.it - tel. 0270020358

TEMPI DI CONSEGNA DI TESTI E FOTO

Pubblicità expo: entro il giorno 5 del mese precedente l’uscita (es. 5 novem­ bre per pubblicazione in dicembre) Articoli: previo accordi con la redazione Rubrica club: entro il giorno 5 del mese precedente l’uscita, in merito allo spazio disponibile Successi: in ordine di ricevimento, in merito allo spazio disponibile inviare a redazione@enci.it TUTTE LE RUBRICHE SONO GRATUITE Si ringrazia per la collaborazione

FORMATO TESTI E FOTO Testi in WORD o similari di scrittura (NO pdf) Foto in formato jpg o tif NON impaginare


Yakutian Laika

Il cane del Paese piĂš freddo del mondo

Ha origini antiche ed era utilizzato per tirare le slitte e individuare i selvatici. Mai aggressivo ama la compagnia


i nostri

Cani

Anno 66 num. 2 febbraio 2020

Sacha (Yakutia). In questa regione dell’Artico russo, le temperature possono arrivare fino a – 72° C. Ci sono solo due stagioni, la breve estate e il lungo inverno e vivono cani che si sono adattati al rigido clima artico: gli Yakutian Laika, magnifica razza nordica proveniente dall’Artico russo che rappresenta una parte imprescindibile della storia, della cultura, delle tradizioni dei popoli con cui ha da sempre convissuto le cui radici sono da ricercare nella regione dei fiumi Kolyma-Indigirka in Yakutia. Reperti archeologici mostrano che l’uomo iniziò ad occupare le regioni dell’Asia settentrionale nel Paleolitico, più di 30.000 anni fa. Prima della conquista russa (sec. XVI-XVII), questo enorme territorio era tradizionalmente abitato da numerosi gruppi etnici. Nella taiga, più a nord, abitavano i Tungusi manciuri e gli Yukaghiri che vivevano di caccia e pesca. I Samojedi, i Ciukci, i Kamciadali/Korjaki erano invece nomadi allevatori di renne che vivevano nella tundra. Ad est del fiume Jenissei, nella zona di origine dei cani di cui parleremo in seguito, troviamo gli Yakuti, ed i Dolgani. Assieme ad essi ci sono popoli di stirpe tungusica come Evenchi, Eveni, Nanai, Negidalzi, Udeghi, Oroci, Orochi, e Ulci. Per quelli che tra questi popoli praticavano la caccia, i cani erano particolarmente importanti ed in genere, l’unica forma di trasporto invernale fino al 1960-70. I primi gruppi etnici della Russia artica che hanno evoluto le loro culture e la loro sussistenza insieme ai cani sono le tribù di origine tungusica. A partire dal XIX secolo e fino al 1930, cani originari dalle regioni della Chukotka e di Kolyma-Indigirska (Yakutia) furono esportati attivamente in Alaska e usati da cercatori d’oro, e diedero inizio al moderno Siberian Husky. La maggior parte delle razze da slitta russe oggi non esistono più in purezza, tranne lo Yakutian Laika. Essendosi evoluti in condizioni naturali estreme ed essendo stati liberi per secoli di riprodursi senza stringenti interferenze umane, questi cani possono essere considerati una razza primitiva indigena. La razza, già probabilmente presente nel tardo

Neolitico ha avuto il periodo più fortunato nel 17° secolo, quando con l’aumento della domanda di volpi polari bianche, l’esplorazione artica in Russia ebbe il suo picco ed il commercio di pellicce e zanne di mammut divenne il principale reddito degli Yakuti, ma nell’era moderna ha rischiato la completa estinzione. Gli albori della razza e la sua successiva formazione non sono ancora chiariti, ma risalgono ai cani che vivevano in quelle regioni insieme agli antenati delle attuali popolazioni indigene. Le prime testimonianze attendibili della presenza sul territorio dei cani domestici della Yakutia che avevano ancora alcune caratteristiche simili a lupi, risalgono al Mesolitico (isola di Zhokhov, circa 8 mila anni fa). I dati genetici indicano la relazione di quel cane con i lupi asiatici. Molte tribù neolitiche (4-3,5 migliaia di anni fa) avevano un cane domestico simile ad un Laika, che veniva utilizzato attivamente nelle attività di caccia. Già all’epoca del Neolitico Medio sul territorio della Yakutia, sembra che ci fossero almeno due razze di cani, di diverse dimensioni. Nel XIX secolo in Yakutia erano conosciute almeno due razze canine locali: il cane da slitta yakuto ed il cane da slitta settentrionale (Costa dell’Oceano artico). Ricercatori di epoche diverse hanno descritto il cane yakuto, menzionandolo con nomi diversi (Laika dell’ Alazeya, Laika artico, Laika dell’Alto Yana, Laika del Kolyma-Indigirka, Laika di Omolon, di Omsukchan, di Okhotsk, Laika polare, Laika di Susuman, Cane da slitta nord orientale, Laika dei Tungusi, dei Ciuvani, degli Evenchi, Laika della Yakutia ecc.). Il libro “Tartaria settentrionale ed orientale” scritto dal viaggiatore, geografo ed etnografo olandese Nicolas Cornelissen Witsen e pubblicato nel 1692 ad Amsterdam contiene la prima narrativa sui cani della Yakutia con stampe raffiguranti l’uso di cani come animali da trasporto. Si tratta delle prima immagini di questa

5


Il primo ricercatore, che ha descritto lo Yakutian Laika in dettaglio, distinguendolo dagli altri cani dell’Asia nord-orientale, è stato l’etnografo Vladimir Ilyich Jochelson. Jochelson, nel 1898, nella sua pubblicazione “Hunting Industry in Kolyma Territory of Yakutian Province” lo ha descritto come “Tungus Laika”. Nel 1894-1900 furono pubblicate le sue prime note relative alla spedizione della Società Imperiale Geografica a cui prese parte. La prima registrazione del numero di Laika della Yakutia si trova nel libro “Tavole statistiche dell’Impero russo” pubblicato dal Ministero degli Affari Interni dell’Impero russo, nel 1856, redatto da A. Bushchev. L’autore scrive che allora nella Provincia della Yakutia erano registrati 15.157 cani, utilizzati per il trasporto”. Nel 1862, la Società Geografica Imperiale pubblicò il Dizionario statistico geografico dell’Impero russo. Secondo questa pubblicazione, in Verkhoyansk Ulus, i cani erano gli animali domestici più importanti per la popolazione locale, che li teneva in gran numero. Li usavano per il trasporto nella tundra e per la caccia. Il numero totale di cani arrivava a 4000. Secondo i dati di archivio, alla fine degli anni 50 del XX secolo, nei territori settentrionali della Yakutia, il numero totale di cani era di 33.000.

IL DECLINO ED IL RECUPERO DELLA RAZZA Come accennato sopra il declino delle slitte trainate da cani in Russia iniziò negli ultimi 30 anni del XX secolo. Nel 1993, la commissione governativa della Federazione russa per la conservazione del patrimonio genetico incluse il Laika della Yakutia nella lista governativa degli animali da tutelare, registrandolo sotto il numero 9358072 come cane da caccia e da lavoro (da slitta). Nel 1998, un gruppo di appassionati, V. Z. Dyachkov, G. P. Arbugaev, S. V. Gorodilov e L.I. Sidorova decisero di recuperare la razza Yakutian Laika. Raccolsero i primi cani, che divenneronel loro Paese d’origine il ceppo di base dello Yakutian Laika odierno. In collaborazione con l’Associazione Cinofila della Repubblica della Yakutia, questi pionieri hanno poi allevato cani ed elaborato lo standard di razza per diversi anni. Nel 2004, la Federazione Cinologica Russa (RKF) ha esaminato lo standard di razza e l’ha accettato come standard di razza di base. Il 24 febbraio 2019, la razza Yakutian Laika è stata ufficialmente presentata alla FCI durante l’esposizione canina EURASIA a Mosca ed in settembre 2019 è stata provvisoriamente riconosciuta dalla FCI con il Numero 365. razza. Il libro contiene anche l’immagine di uno sciatore trainato da cani: la prima raffigurazione in assoluto di skijoring. Le prime descrizioni scientifiche dei cani della Yakutia furono pubblicate alla fine del XVIII secolo, in seguito alle prime ricerche geografiche artiche. Nel 1730 il cartografo danese Vitus Jonassen Bering iniziò la sua seconda spedizione in Kamchatka: la prima spedizione geografica che utilizzò cani per il trasporto e precisamente Yakutian Laika. Nel 1898, il principe Shirinsky-Shikhmatov scrisse nella sua monografia su Laika: “I ricercatori dell’artico, ovviamente, non potevano trascurare la presenza di questo cane nordico che rende possibile la vita delle popolazioni del nord. È strano che si presti così poca attenzione alla descrizione dei cani del nord; il loro tipo indigeno ancestrale e numerose varietà rimangono oscuri. Ci sono tanti tipi di Laika come minoranze etniche del nord; le varietà di Laika differiscono chiaramente l’una dall’altra, ciascuna ha le sue peculiarità e la loro diversità è indiscutibile”.

6


i nostri

Cani

Anno 66 num. 2 febbraio 2020

ROBUSTO E TENACE Lo Yakutian Laika è un cane solidamente costruito, leggero ma forte, ben proporzionato, di taglia medio-grande con folto pelo idoneo alla vita nel clima artico ed è disponibile nei colori bianco-nero, grigio-bianco, marrone-bianco, rosso-bianco e bianco puro. Non sono ammessi colori uniti tranne il bianco puro. Ha gli occhi marroni o blu o particolor. È un cane attivo, agile, curioso, con un carattere amichevole e obbediente, molto affabile e non aggressivo nei confronti degli umani, ma riservato. Come tipico cane da lavoro nordico, questo Laika è caratterizzato da una straordinaria resistenza. Da sempre, la gente del nord dipendeva esistenzialmente dalla cooperazione dei loro cani e ha cercato di unire caratteristiche di grande adattabilità in un unico cane. La gente di Sacha (Yakutia) ha sempre intimamente vissuto con i propri cani. Tiravano i loro carichi in sicurezza attraverso le bufere di neve dove le renne fallivano e trovavano la strada nel deserto di ghiaccio. La Yakutian Laika ha sempre riportato le persone a casa con istinto infallibile. La motivazione predatoria è molto pronunciata in alcuni esemplari di questa razza ed alcuni soggetti sono ancora oggi utilizzati nella caccia di grandi mammiferi (orso, cinghiale, alce) e uccelli. Il loro istinto “indigeno” non è stato modificato come in altre razze canine che sono state selezionate per decenni o secoli secondo parametri unicamente dettati dall’uomo. Questo Laika è attento alla casa, avverte immediatamente l’arrivo di sconosciuti e cani estranei e difende il suo territorio. Una squadra di cani da slitta Yakuti deve essere gestita con grande fermezza. Non bisogna mai dimenticare che si tratta di un cane da lavoro, che è sempre stato allevato solo in considerazione delle caratteristiche che sono importanti per la sopravvivenza nella dura natura dell’Artico russo. Oltre alla sua passione per la slitta e la caccia, lo Yakutian Laika può anche essere utilizzato nell’Agility e in attività di ricerca. Nel lavoro questa razza si dimostra estremamente efficiente, ma anche esigente. Quindi non è sufficiente impegnarlo saltuariamente, magari solo una volta alla settimana. Anche esercizi di ubbidienza ripetitivi e monotoni non fanno per lui.

ISTINTIVO E FEDELE È un cane dotato del forte senso del branco, è facile trovare branchi molto affiatati tra loro anche tra soggetti dello stesso sesso. Sviluppa un rapporto morboso con il compagno umano soffrendo molto il distacco da essi per lunghi periodi, non è quindi consigliabile uno Yakutian Laika per coloro che sono fuori l’intera giornata. Sarà quindi più felice un cane che vive a stretto contatto con la famiglia anche in spazi ridotti ma con passeggiate quotidiane, che un cane lasciato in grandi spazi ma da solo l’intero giorno. Con i cani lo Yakutian distingue chiaramente tra individui del proprio branco e quelli esterni con i quali da adulto può diventare competitivo. La sua comunicazione è quella tipica dei cani primitivi, molto ritualizzata ed attenta ai più piccoli segnali dell’altro. Se non abituato fin da piccolo, lo Yakutian può quindi avere problemi a decifrare il comportamento di razze molto diverse da lui, con conseguenti episodi aggressivi, specie quando l’incontro è tra estranei adulti dello stesso sesso. Il Laika non è un cane per principianti. Chi vuole ottenere un ruolo di guida come essere umano, deve avere un’ottima comprensione del comportamento canino. A queste condizioni si riesce a stabilire una relazione particolarmente intima con questi cani, non basata sulla sottomissione, ma sul rispetto reciproco e, alla fine, sulla vera amicizia. Pur essendo una razza assai adattabile, lo Yakutian Laika non è un cane da appartamento. Per tenerlo, dovrebbe essere disponibile un’area all’aperto (ben protetta), perché ai Laika piace molto stare fuori, senza che questo significhi relegarli tutto il giorno in un box o in un recinto. Ricordiamoci, è il cane che viene dal Paese più freddo del mondo. Giulia Morosetti e Salomon Russo Foto Salomon Russo

7


NOTIZIE DAL MONDO DAL GIAPPONE UNA PETTORINA CHE RILEVA L’UMORE DEL CANE L’imbracatura si sincronizza con un’app per smartphone che consentirà agli utenti di monitorare lo stato emotivo dei loro cani durante il giorno, visualizzati come gruppi di colori di facile comprensione.

Una startup giapponese mette in mostra un’imbracatura indossabile per cani in grado di mostrare se sono felici o tristi analizzando le variazioni della frequenza cardiaca. Di recente, una società giapponese chiamata Inupathy ha mostrato un’imbracatura al CES (Consumer Electronics Show) di Las Vegas che mostra ai proprietari di cani, attraverso dei segnali di colore differente, lo stato emotivo specifico dei loro amati migliori amici. Il dispositivo è un’imbracatura con clip imbottita che misura la frequenza cardiaca di un cane e le sue variazioni ed è abbastanza sensibile da effettuare letture attraverso la folta pelliccia. Una luce blu indica uno stato rilassato e una luce rossa mostra eccitazione. La messa a fuoco o la concentrazione su un oggetto come un regalo, è indicata dalla luce bianca. La felicità generale innesca un display color arcobaleno sull’imbracatura. Sulla base dell’analisi della variazione

L’app presenterà anche una “Modalità di gioco” che suggerirà diversi giochi che gli utenti possono giocare con i loro cani a seconda dello stato emotivo del loro cane, tra cui giochi di frisbee, caccia al tesoro, nascondino o agilità. L’imbracatura è stata creata dall’imprenditore e ingegnere giapponese Jiji Yamaguchi dopo essersi domandato cosa stesse provando il suo Corgi da compagnia nella sua vita quotidiana. della frequenza cardiaca, un display a LED integrato nell’imbracatura cambierà i colori per mostrare uno dei cinque stati emotivi che renderanno più facile per i proprietari di cani capire i loro animali domestici.

“Volevo sapere cosa lo rende stressato e come posso renderlo più rilassato, quindi mi è venuta l’idea di visualizzare lo stato emotivo del cane in tempo reale attraverso l’analisi della variazione della frequenza cardiaca”, ha detto Yamaguchi.

RECENSIONI Alfonso Montefusco IL GIRO DEL MONDO IN 80 CANI Noctua Book Editore È l’idea di presentare alcune delle razze più famose del firmamento canino internazionale, accostandole alla loro localizzazione geografica e abbinando anche un po’ di storia sulla loro nascita e selezione. Ogni capitolo è riferito a razze rarissime o più conosciute, che sono spiegate con una dialettica semplice ma vivace. Colin Campbel CI PENSA GEORGE PIEMME Editore Colin è stato abbandonato dalla moglie e questo lo ha fatto cadere in una profonda depressione e senso di solitudine. Un giorno però decide di adottare George, un cane con un passato travagliato tanto quanto il suo. La convivenza all’inizio non è facile, ma dopo il trasferimento in una nuova città, Los Angeles, i due compagni trovano la loro dimensione sulla spiaggia e la loro amicizia salverà entrambi.

8


Notizie ENCI PALACONGRESSI DI RICCIONE 10-11 APRILE 2020:

STATI GENERALI DELLA CINOFILIA E ASSEMBLEA DEI SOCI VI ASPETTIAMO!

NOTIZIE DAL MONDO FIDO SA CONTARE Uno studio dell’Emory University, pubblicato su Biology Letters ha indagato sulla capacità dei cani di saper contare. I ricercatori suggeriscono che un meccanismo neurale comune permetta di stimare la numerosità degli oggetti, e si sia profondamente conservato attraverso l’evoluzione dei mammiferi. “Il nostro lavoro non mostra solo che i cani usano una parte simile del loro cervello per elaborare il numero degli oggetti come fanno gli umani, ma dimostra che non hanno bisogno di essere addestrati per farlo”, afferma Gregory Berns, professore di psicologia e autore senior dello studio. “Comprendere i meccanismi neurali, sia nell’uomo che attraverso le specie, ci dà un’idea di come il nostro cervello si è evoluto nel tempo e di come funziona adesso”, afferma la coautrice Stella Lourenco, associata di psicologia all’Emory.

20

Nello studio, la risonanza magnetica funzionale è stata usata per scansionare il cervello dei cani mentre vedevano un numero variabile di punti lampeggiati su uno schermo. I risultati hanno mostrato che la corteccia parieto-temporale di questi animali ha reagito alle differenze nel numero di punti. I ricercatori hanno mantenuto costante l’area totale ‘puntinata’, dimostrando che era il numero degli elementi, non la dimensione, a generare la risposta negli animali. La capacità di stimare rapidamente una quantità di oggetti, come il numero di predatori che si avvicinano o la quantità di cibo disponibile, può rivelarsi molto utile. Undici cani di razze diverse sono stati coinvolti negli esperimenti: otto hanno mostrato una maggiore attivazione nella corteccia parieto-temporale di fronte ai puntini. R. F.


Notizie ENCI

AVVISO

AVVISO

Si avvisa che, essendo la raccomandata a.r. ritornata con motivazione “compiuta giacenza”, in applicazione dell’art. 39.3 del Regolamento di attuazione dello Statuto Sociale ENCI presso la Segreteria della Commissione di Disciplina di 1a Istanza è stata depositata lettera di chiusura istruttoria e deposito atti relativa al procedimento disciplinare n. 41/18 nei confronti di DELL’AQUILA SALVATORE. Il Segretario Istruttore

Si avvisa che, essendo la raccomandata a.r. ritornata con motivazione “destinatario sconosciuto”, in applicazione dell’art. 39.3 del Regolamento di attuazione dello Statuto Sociale ENCI presso la Segreteria della Commissione di Disciplina di 1a Istanza è stata depositata decisione relativa al procedimento disciplinare n. 173/17 nei confronti di PINTILEI MARIUS. Il termine perentorio per l’eventuale appello è di 30 gg. dalla presente pubblicazione. Trascorso tale termine la decisione verrà dichiarata definiva. Il Segretario Istruttore

21


Iniziativa del Circolo Pastore Maremmano Abruzzese

Attenti al lupo

a guardia delle greggi Sono stati consegnati recentemente, presso la sede del Parco Nazionale della Sila, assieme ai recinti elettrici di protezione, i 20 cuccioli e cuccioloni di Cane da pastore maremmano abruzzese che gli allevatori del CPMA (Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese) hanno fornito ai pastori della Sila nell’ambito del progetto “WOLFNET CALABRIA”- misure coordinate per la tutela e gestione del lupo nell’Appennino calabrese, finanziato dalla Regione Calabria e coordinato da Legambiente con il supporto del Parco Nazionale della Sila. In occasione della consegna si è svolta una giornata formativa rivolta agli affidatari inseriti nel progetto, in cui gli allevatori ed i tecnici del settore lavoro del Circolo del

22

I relatori. Da sx: Nicola Corona Coordinatore progetti territoriali Legambiente, Mauro Di Fonzo Vice Presidente CPMA, Antonio Grasso Presidente CPMA, Antonio Nicoletti Responsabile Nazionale Legambiente aree protette e biodiversità e Barbara Carelli responsabile conservazione Parco Nazionale della Sila


i nostri

Cani

Anno 66 num. 2 febbraio 2020

Al centro con il cucciolo in braccio il dott. Francesco Curcio, commissario straordinario del Parco Nazionale della Sila. Inoltre , da sx: Antonio Nicoletti, allevatore di ovini, Francesco Curcio e Mauro Di Fonzo

Pastore Maremmano Abruzzese, hanno illustrato le corrette pratiche di inserimento dei cuccioli nel contesto lavorativo all’interno dell’azienda e consegnato materiale didattico ed informativo realizzato per l’occasione. Gli affidatari verranno anche supportati successivamente alla fase di inserimento dei cani, con assistenza alla gestione degli stessi, così da poter garantire tutto il supporto necessario per la riuscita del progetto. La giornata di formazione e la consegna dei cuccioli sono state impreziosite dalla presenza del dott. Francesco Curcio, commissario straordinario del Parco Nazionale della Sila, dott.ssa Barbara Carelli responsabile conservazione Parco Nazionale della Sila, dott. Antonio Nicoletti, Responsabile Nazionale Legambiente aree protette e biodiversità, dott. Nicola Corona, Coordinatore progetti territoriali Legambiente, e di tanti addetti ai lavori e tecnici che hanno condiviso il grande lavoro che viene portato avanti nell’ambito delle più moderne ed ecologiche iniziative per la tutela e conservazione della specie Canis lupus. Il Cane da pastore maremmano abruzzese, per le sue caratteristiche ed attitudini, rappresenta una misura strategica e fondamentale per ridurre il conflitto tra il grande

I cuccioli consegnati ai pastori perché contribuiscano a difendere le greggi carnivoro e le attività antropiche e prevenire così l’impatto predatorio sul patrimonio zootecnico. L’interesse che ha suscitato l’iniziativa consente di dare il giusto rilievo agli sforzi di ENCI per la promozione e tutela del patrimonio zootecnico rappresentato dalle razze italiane e per la valorizzazione e diffusione dell’allevamento selezionato e delle buone pratiche di gestione dei cani. Questa azioni sinergiche e coordinate che, sempre più frequentemente, vedono coinvolti Associazioni, Enti, Istituzioni, impegnate in obiettivi comuni a salvaguardia sia delle aziende che dell’ambiente, rappresentano strategie di collaborazione vincenti a beneficio delle comunità rurali, dove il nostro grande cane bianco italiano sta piano piano riprendendo il posto di guardiano e custode che storicamente lo ha plasmato e che lo contraddistingue. Antonio Grasso

23


La mia razza in 40 righe “Racconti brevi. Storie di vita quotidiana. Aneddoti divertenti. Una razza: che passione! Dalla città alla campagna… … E tutto ciò che racconta la vita condivisa con la scelta di un cane.”

I RACCONTI SARANNO PUBBLICATI SULLA RIVISTA “I NOSTRI CANI” E SUL SITO DELL’ENCI INFORMAZIONI TESTO: in formato di scrittura (Word o similari - NO pdf). Lunghezza massima: 4.000 battute (spazi esclusi). FOTO: è possibile allegare 1 foto in formato Jpg o Tif in alta risoluzione. Avvertenze: non impaginare. Testo e foto, separati. INVIARE racconti, foto e liberatoria a: racconti@enci.it Avvertenze: ad ogni e mail, allegare solo 1 racconto ed 1 foto. È possibile inviare più racconti dello stesso autore con e mail distinte. LIBERATORIA Per la pubblicazione gratuita sulla rivista “I Nostri Cani”, sul sito www.enci.it e su qualsiasi altra pubblicazione dell’ENCI si deve allegare all’invio la seguente dichiarazione: Il sottoscritto: nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico. Autorizza la pubblicazione, sulla rivista I Nostri Cani, sul sito www.enci.it e su qualsiasi altra pubblicazione dell’ENCI, del racconto e della foto allegati alla presente e mail. Dichiara altresì che gli stessi sono gratuiti e liberi da copyright. L’iniziativa terminerà il 31 dicembre 2020 Si ringraziano con anticipo tutti gli appassionati che vorranno aderire all’iniziativa.


Coppa Europa per Bassotti FCI 2019

Oz il Mago della Val Vezzeno

L’Italia trionfa La Coppa Europa è l’appuntamento più importante dell’anno per il mondo dei bassotti da lavoro. Un’occasione per incontrarsi e scontrarsi con il top dei cani provenienti da tutte le nazioni di Europa. Una di quelle competizioni dove comunque vada c’è sempre un mondo da imparare. Ci siamo ritrovati nello splendido borgo di Cimafava, Carpaneto Piacentino (PC), adornato a festa per la cerimonia di apertura con la consueta messa a S. Uberto, santo protettore dei cacciatori, a seguito della quale è avvenuta la presentazione delle squadre. Tre le nazioni partecipanti, sei i binomi: due provenienti dalla Germania con Kerstin Stürmer e il suo Xiro-Tom Vom Nolkenberg e con Sabine Hohns che ha condotto il suo Keke Von Der Pulvermhule, dalla Svizzera Ulrich Sand e la sua bassotta a pelo lungo Finja Vom Fuchshag e tre i binomi Italiani Vittoria Nassi con Oz il mago della Val Vezzeno, Paolo Biso con la sua Funny Lady delle Rocche di Albaro e

28

Stelio Ogliastro con la giovane Bali. La coppa Europa è una prova multipla che quest’anno si è svolta con regolamento Vp quindi viene richiesto a cane e conduttore di affrontare diverse prove nell’arco di due giorni: una traccia di sangue (Schwhk), le obbedienze e la cerca nel bosco (Stober) e per finire, il giorno seguente, il test di seguita alla voce su traccia di lepre (Spurlaut-Sp). L’andamento di ogni prova determina il proseguimento della stessa: se non si supera la singola prova il binomio viene eliminato e non ha la possibilità di svolgere le prove successive. Questi tipi di prove servono a verificare le qualità naturali del Bassotto nel lavoro in superfice che sono essenzialmente: la capacità di scovare (naso) la selvaggina con pelo (Stober); la capacità di braccare (con voce) la selvaggina con pelo (Spurlaut); la capacità di seguire (con naso ma senza voce) una traccia di sangue per il recupero di un animale ferito. Primo gesto del sabato mattina, è l’estrazione del turno di gara.

Si parte all’alba alla volta del parco provinciale Monte Moria, è un parco situato nei comuni di Lugagnano Val d’Arda e Morfasso, in provincia di Piacenza coperto per tre quarti della sua estensione da castagni e faggi. Popolato cinghiali, caprioli e volpi. Qui il giorno prima erano state posate le nostre tracce di sangue. La giuria, composta da Antonio Palladini, Marcello Silva e Damjana Svegelj (Slovenia) accompagna il binomio ad inizio traccia, indica al concorrente il punto di partenza e la direzione e quindi segue il lavoro del cane lungo tutta la pista. Tutti i binomi sono arrivati a fine traccia, ma solo il binomio svizzero e quello italiano composto da Vittoria e Oz lo hanno fatto ottenendo il pieno punteggio. Terminata la prima disciplina cambiamo zona e terreno per procedere con le altre, quindi ci spostiamo nella decisamente più calda e arida Val di Nure: campi e boschi di latifoglie abitati anche questi da numerose specie animali. Come da regolamento si ricomincia con lo


i nostri

Cani

Anno 66 num. 2 febbraio 2020

Foto di gruppo per la premiazione

A Cimafava nel piacentino la prima volta per i colori azzurri

Stober (St) seguendo gli ordini di estrazione. Questa prova è costituita da due fasi. Nella prima fase viene misurata l’obbedienza del cane poiché l’ausiliare idoneo all’esercizio venatorio per potere essere utilizzato in ogni situazione deve dimostrare di essere educato, e per dimostrarlo viene sottoposto a tre prove: • Condotta al piede: il conduttore deve tenere il cane al suo fianco con un guinzaglio lungo o libero senza che il cane si allontani minimamente e senza strattonarlo. Il cane deve evitare gli ostacoli e seguire i cambiamenti di direzione e l’andatura dimostrando un notevole affiatamento con il conduttore. • Resta e sicurezza allo sparo: ogni soggetto viene osservato in una piazzola del bosco. Il conduttore si reca con il cane nella piazzola indicata, deposita lo zaino e dà al cane il comando “resta”. Il cane può essere legato con un guinzaglio o libero. Quindi il conduttore si deve allontanare in modo che il cane

non possa vederlo. Il giudice od un assistente devono sparare due colpi (il primo dopo due minuti) ai quali il cane deve rimanere indifferente. • Obbedienza in ogni situazione di caccia: I cani e relativi conduttori vengono allineati a circa 10 mt. l’uno dall’altro di fronte alla linea di battuta dalla quale proverranno rumori forti, urla e spari. È vietato abbaiare, guaire, saltare addosso al conduttore o cercare di scappare. Terminata la valutazione dell’obbedienza si passa al giudizio del lavoro nel bosco: il conduttore viene invitato a sganciare il cane all’interno di una determinata parcella in un bosco presumibilmente ben abitato da diverse specie animali, Il cane deve dimostrare di saper lavorare nella parcella autonomamente, continuamente e con cerca ampia Tutti i binomi completano anche questa fase della prova multipla dimostrando la versatilità tipica del bassotto, capace di calma e concentrazione quando richiesto

ma anche grande voglia di cerca quando il moschettone del guinzaglio si apre e il suo conduttore pronuncia la magica parola “cerca!”. A questo punto rimane solo l’ultima fase di questa multi prova che vede in gara ancora tutti i partecipanti, forse è la prova più temuta, quella dello Spurlaut, test di voce su seguita di lepre. Questo test serve per verificare una importante qualità del cane: la capacità di dare voce sulla traccia. Nell’allevamento dei bassotti, questa dote, è necessaria a dimostrare le caratteristiche di razza insieme alla dote di coraggio verificabile in tana. Ma prima ci aspetta una festosa cena e una notte di riposo. Al mattino seguente alle prime luci dell’alba si parte alla ricerca delle lepri. Concorrenti, giudici, e aiutanti compongono un lungo fronte di battuta per facilitare lo scovo. Purtroppo le condizioni climatiche e ambientali non sono favorevoli, il forte caldo e la scarsa vegetazione non rendono quei campi un ambiente favore-

29


La vincitrice Vittoria Nassi con Oz il Mago della Val Vezzeno

vole al nascondiglio delle lepri. In questa prova Il conduttore con il cane di turno deve rimanere arretrato in maniera tale che il cane non possa vedere la lepre che parte. Il fronte batte lentamente la pianura e il giudice, non appena scorge partire una lepre, chiama il conduttore che deve liberare il cane (dopo segnalazione del giudice) nel punto che reputa più opportuno. Il cane deve immediatamente segnalare il covo o la traccia e quindi, seguirla con voce. Passa più di un’ora prima di riuscire a far partire il primo animale, ma dato il caldo e la siccità del terreno l’emanazione è talmente labile che nonostante i tutti i cani siano già stati precedentemente testati con eccellenti risultati in questa disciplina si è fatta fatica a vedere dei buoni risultati ed è stato proprio da quest’ultima prova che si è potuta definire la classifica finale. L’unico cane che alla prima possibilità ha eseguito un lavoro impeccabile è stato il bassotto Italiano Oz il Mago della Val Vezzeno se-

30

guito con un punteggio eccellente dalla bassotta svizzera a pelo lungo Finja Vom Fuchshag che però ha avuto bisogno di una seconda lepre per mostrare tutte le sue doti in questa disciplina. Torniamo alla base e il giardino di fronte alla corte dell’Agriturismo “Il Borgo di Cimafava” è adornato a festa. Sono passate alcune ore prima della premiazione, ore di sospensione, serenità per aver portato a termine un lavoro tanto complesso proprio cane e ansia di scoprire il risultato finale. Antonio Palladini, presidente del club ABC (Amici Bassotto Club), nonché giudice in questa importante competizione inizia ad elencare i punteggi raggiunti tutti i binomi. Per la prima volta un Bassotto Italiano vince quest’importante competizione: Oz il Mago della Val Vezzeno, condotto dalla sua proprietaria Vittoria Nassi, conquista il titolo di Campione Europeo 2019. E la squadra italiana conquista anche il primo posto sul podio della classifica per Nazioni. Vittoria Nassi

CLASSIFICA INDIVIDUALE 1° OZ IL MAGO DELLA VAL VEZZENO 276 – CACIT - CAC 2° FINJA VOM FUCHSHAG 267 – CACIT - RCAC 3° KEKE VON DER PULVERMUHLE 220 4° FUNNY LADY DELLE ROCCHE DI ALBARO 219 5° XIRO-TOM VOM NOLKENBERG 211

CLASSIFICA PER NAZIONI 1° ITALIA (Punti 495) 2° GERMANIA (Punti 411)


Le originali “confessioni” di Montanelli, Buzzati, Mainardi ed altri

Danilo Mainardi

Storie di cani illustri (e dei loro padroni) “L’incontro di un uomo e di un cane è il più gratuito e il più romantico degli incontri”. Curzio Malaparte Raccontar dei cani di gente famosa significa compiere un’opera di verità ritrovata, riproporne la storia è scriverne un’altra, originalissima e non certo minima, su giorni simili a vetri appannati dal tempo mentre dall’altra parte i “padroni”, si limitano ad assentire. Come labili ombre in un universo che rende giustizia al cane. Carlo Zanda, narratore lungo i difficili sentieri di tante riscoperte, è giornalista noto, manager in case editrici importanti e cinofilo d’avanguardia fondatore, anni ed anni fa a Milano di Arcadog, prima associazione di cittadini cinofili in un quartiere metropolitano. Pagina dopo pagina lo scritto è una sorpresa: riga su riga diventa il cammino in un villaggio incantato dove il cane si erge protagonista. Come Jo - fi, nome che in ebraico significa bellezza, del chow chow di Freud: sempre presente nello studio del

34

grande psicanalista, sedeva fra lui ed il paziente sdraiato su un lettino e quando il cane si alzava o cominciava a sbadigliare significava che erano trascorsi i cinquanta minuti della seduta. Freud scrisse di lei “è una creatura deliziosa, irruente, affettuosa, intelligente e tuttavia meno dipendente di quanto siano spesso i cani”. Insieme a lui, in quella variopinta compagnia di scrittori ed intellettuali, scienziati e nobili, attori e uomini d’arte che amarono i cani e li vollero compagni della loro fama, Raffaele La Capria, Jack London, Rosetta Loy, Carlo Coccioli, Lalla Romano, Emanuele Trevi, Goffredo Parise e tanti, tanti altri. Curzio Malaparte, scrittore di successo, indomito viveur detestato da Montanelli che ne ricambiava il sentimento: (nel suo ultimo giorno di vita disse “Mi dispiace di morire prima di Indro”) aveva un affetto smisurato per Febo. Bella la vicenda che li indusse a stare vicini …. “ Non ho mai voluto tanto bene a una donna, a un fratello, a un amico quanto a Febo..” Ed in altra occasione “Se non fossi nato uomo e non fossi quell’uomo che io sono vorrei essere

cane. Non già come un Cecco Angiolieri per abbaiare e mordere, ma per assomigliare a Febo…”. La storia di Gomulka, pastore tedesco femmina privilegiata di un affetto profondo da Indro Montanelli ha uno svolgimento ed un nome originali e controversi e Carlo Zanda la racconta da autentico affabulatore calamitando l’attenzione del lettore e lasciando senza risposta, e rendendoli quindi ancor più intriganti, alcuni interrogativi. Il cucciolo - ecco la prima parte di verità - fu acquistata dall’allora convivente Colette Rosselli, che rese famoso il suo pseudonimo –Donna Letizia, maestra di bon ton- sul settimanale femminile Grazia. Il giornalista invece fece sapere di averlo portato con sé da Varsavia dopo un incontro con il capo di Stato, Gomulka appunto che regalò a cinque invitati un cucciolo ciascuno con l’obbligo di chiamarlo, maschio o femmina che fosse, col suo nome. Alcuni ebbero qualche dubbio sul racconto ma di vero c’è Gomulka, pastore tedesco femmina con nome maschile importante, che face parte della coppia. “Quando Colette ed Indro venivano invi-


i nostri

Cani

Anno 66 num. 2 febbraio 2020

Dino Buzzati e il suo bulldog Napoleone

Snoopy, la felicità di un cucciolo caldo Fra quanti rendono suggestiva l’opera di Carlo Zanda, Snoopy è, rispetto agli altri, un protagonista… alla rovescia: ha per madre la matita magica di Charles M. Schulz ed è lui che rende famoso il “padre” a cui dona la notorietà di una tenera luce riflessa e non viceversa. Eppoi le sue… considerazioni diventano lezioni di vita che la genialità di Charles M. Schulz sa racchiudere in poche parole inducendo chiunque a convincersi che “la felicità è un cucciolo caldo”. L’inizio della vicenda può sembrar paradossale per una serie di circostanze ed appuntamento col destino ma nei fatti è semplice: Schulz aveva 28 anni ed insegnava disegno quando firmò un contratto con la più importante agenzia americana di distribuzione di fumetti: un manager aveva notato alcuni suoi disegni ed intuito che l’originalità poteva diventare un volano di successi. Il titolo della striscia, Peanuts che significa noccioline, il nome del cane, Snupy, (tenerezza in norvegese) gli fu suggerito dalla madre di origini nordiche. Il debutto avvenne il 2 ottobre 1950 e, ricorda Carlo Zanda, Carlie Brown entrò in scena nella striscia di mercoledì 4 cominciando però a chiamarsi Snoopy solo dal 10 novembre.”E fu proprio a Snoopy… a dar la notizia che dopo mezzo secolo l’appuntamento quotidiano del cucciolo e del bambino con la testa rotonda e gli occhi carichi di simpatia si sarebbe conclusa…

Un libro scritto da Carlo Zanda, le vicende semisegrete di personaggi famosi. Perché non includere il cane di casa nello stato di famiglia? Indro Montanelli con Gomulka

tati ad un ricevimento, aspettava pazientemente in anticamera accanto al guardaroba accontentandosi di annusare un guanto della sua padrona”. Scrive Carlo Zanda: “In montagna non temeva la seggiovia e al mare accettava senza proteste di affrontare il largo in equilibrio sul pattino”. Di lei il grande giornalista scrisse poche e disperate frasi a testimoniare un dolore che coincideva con la vita. Un giorno, in preda ad una crisi di angoscia a Cortina, Montanelli udì all’improvviso i rintocchi dell’orologio della piazza che gli rammentarono ore “disperate e vuote”- scrisse sul suo diario” ”sotto la finestra la tomba del mio Gomulka. Morì quando io non volevo più vivere. E ora provo un vago senso di colpa, come se l’avessi ingannato”. Dino Buzzati amava i cani. Dal primo, di

pezza, regalatogli dalla madre ai molti che lo accompagnarono in giorni esaltanti o meno felici tanto da renderli immortali su dipinti magnificati dall’arte (famosi i bulldog). descritti nel Bestiario o raccontati alla radio in una originalissima galleria canina che ebbe a protagonisti due boxer ed un bulldog. Insieme a loro ricordava anche quelli che gli fecero compagnia ed erano da tempo morti e fra questi Napoleone “non era un genio, disse, ma non saprei dire perché, era un cane immenso”. A Diabolik, basset hound acquistato in Inghilterra nel dicembre 1970 e donato alla moglie Almerina, fece un ritratto due mesi prima di morire e Gaetano Afeltra, protagonista dei giornalisti nella seconda metà degli anni Settanta scrisse “ Il cane è lui stesso, Dino con la sua calligrafia da bambino abituato alle aste si legge “sentendosi morire il cane in un attimo rivide le ore felici passate insieme”. Il primo cane di Danilo Mainardi fu un fox terrier regalatogli dal padre, pittore per vocazione, dirigente finanziario dell’azienda tranviaria milanese, e seguace di Filippo Marinetti e del suo manifesto futurista reso noto nel 1912. Faceva riferimenti positivi alla vivacità del fox terrier… e fu il primo cane, chiamato Bibi, che ebbe in regalo il figlio, “Da allora, scrisse poi, avere un cane nella mia vita è stato una necessità”. E si comprende poi perché il grande etologo sostenesse l’opportunità di una legge che facesse includere il cane fra i componenti della famiglia. “Una legge così non farebbe altro che riconoscere una re-

altà di fatto perché il cane nel nucleo famigliare ci sta già o perlomeno ci dovrebbe stare , se non è così è una brutta faccenda”. E Carlo Zanda riproduce opportunamente le affermazioni più significative del suggestivo etologo:” Il fenomeno dell’attaccamento mediato dall’imprinting per cui un cucciolo che entra a far parte di una famiglia risulta fortemente affezionato ai componenti del suo stesso gruppo familiare ne fa parte e senza di loro è infelice. Esattamente come un cucciolo umano”. Rodolo Grassi

35


y r e l l a g ! i o n t i o g a F imm 0 0 0 4

er per av risultato. i t n a p e arteci important p i i t t to tu iamo ngere ques z a r g Rin raggiu oa tribuit

INIZIATIVA PROMOSSA DALL’ENCI PER VALORIZZARE IL CANE DI RAZZA con

Se sei interessato, segui il percorso indicato. Cerchiamo foto che ritraggano cani, con le seguenti caratteristiche: - Cani adulti. Cuccioli. - Cani in movimento, in stazione, seduti, a terra. - Cani negli sport cinofili. - Teste in primo piano. - Cani singoli, in gruppo. - Cani di razze diverse nella stessa foto.

- Cani ambientati nelle diverse stagioni. - Foto a colori e bianco/nero. - NO PERSONE - NO BAMBINI - Dimensioni: minimo 2MB

È possibile inviare più foto ma per evitare problemi con il server, si prega di INVIARE 1 FOTO PER VOLTA a: foto@enci.it Ogni foto dovrà essere accompagnata dalla seguente didascalia: razza, sesso e autore della foto. Per la pubblicazione gratuita delle foto su I Nostri Cani a corredo degli articoli che nel tempo potrebbero essere pubblicati e poi riversati anche sul sito ENCI, ognuna di esse dovrà essere accompagnata dalla seguente liberatoria. Il sottoscritto ……………………………………………………… autore della foto in oggetto che ritrae il cane di razza …………………………………… sesso ……………………………… autorizza l’ENCI alla pubblicazione gratuita sulla rivista “I Nostri Cani”, sul sito www.enci.it e su qualsiasi altra pubblicazione dell’ENCI. Dichiara inoltre che la foto è libera da copyright. L’iniziativa terminerà il 31 dicembre 2020 Si ringraziano con anticipo tutti gli appassionati che vorranno aderire all’iniziativa.


(Il testo completo per tutte le razze è disponibile sul sito www.enci.it/standard)

gli standard in pillole

Pastore Svizzero Bianco. Foto Giuseppe Gazzilli.

PASTORE SVIZZERO BIANCO COMPORTAMENTO-CARATTERE: Carattere vivace ed equilibrato, attivo nel comportamento, attento e facilmente addestrabile. Approccio amichevole e discreto TAGLIA E PESO: Altezza al garrese: Maschi: 58 - 66 cm. Femmine: 53 - 61 cm Peso: Maschi: circa 30 - 40 kg. Femmine: circa 25 - 35 kg MANTELLO: Due tipi: Pelo semilungo - Pelo lungo

Bovaro del Bernese Foto Maurizio Mauro.

BOVARO DEL BERNESE (CH) COMPORTAMENTO-CARATTERE: Ben equilibrato, attento, vigile e senza paura in tutte le situazioni della vita quotidiana. È buono d’indole e fedele con i familiari, sicuro di sé e pacifico con gli estranei; di temperamento medio e docile. 40

TAGLIA: Altezza al garrese: Maschi: 64 - 70 cm ideale da 66 a 68 cm Femmine: 58 - 66 cm ideale da 60 a 63 cm


TAGLIA 20 cm +/- 2 cm Soggetti sotto i 18 cm. non sono desiderabili Spitz nano/Pomerania. Foto Elisa Solima. Jack Russell Terrier. Foto Tony Di Virgilio.

COLORE Nero, marrone, bianco, arancio, grigio sfumato, altri colori corto.

JACK RUSSELL TERRIER (UK) COMPORTAMENTO-CARATTERE Un Terrier vivace, sveglio e attivo con espressione acuta e intelligente. Audace e senza paura, amichevole ma abbastanza sicuro di sé. TAGLIA E PESO Altezza al garrese ideale: da 25 cm a 30 cm. Peso: poiché a 5 cm dovrebbe corrispondere 1 kg di peso, un cane di 25 cm di altezza peserà circa 5 kg, un cane di 30 cm peserà 6 kg.

gli standard in pillole

COMPORTAMENTO-CARATTERE Lo Spitz Tedesco è sempre attento, vivace ed eccezionalmente devoto al suo padrone. Apprende in fretta ed è facile da addestrare.

(Il testo completo per tutte le razze è disponibile sul sito www.enci.it/standard)

SPITZ NANO/POMERANIA (D)

41


A Nis sulle starne di Serbia il confronto internazionale

L’Italia trionfa nell’Eurocoppa

Patriot Od Bukovice CAC e CACIT

“Arrivare secondi significa soltanto essere i primi degli sconfitti”. Ayrton Senna L’Eurocoppa è il Natale di una cinofilia senza frontiere. Si celebra nei giorni del freddo e delle starne imbrancate in attesa della stagione dell’amore, si consuma nelle terre di Nis un’altra favola bella. Perché fare sport – e lo è anche la cinofilia agonistica – significa, alla maniera di D’annunzio, “una fatica senza la fatica”. Ma anche senza fine come accade proprio in cinofilia dove nessun risultato grande è raggiunto senza passione e c’è sempre nel mare delle speranze l’isola di una vittoria che attende d’essere conquistata. Proprio com’è accaduto anche sul finire dello scorso anno nel rinnovato appuntamento dei cinofili provenienti da tutta Europa con le brigate di starne in Serbia. Sono stati giorni meravigliosi – fra preparativi e prova - pur nella scarsa luce di un inverno non avaro di gelo ed in attesa di un’altra vicenda degna di essere ricordata dalla storia con i suoi campioni e fra loro con Patriot od Bukovice stupendo Pointer

50

di Francesco Trivellato, condotto da Pezzotta che ha trionfato. Ed è la e risposta più veritiera di una cinofilia che continua a conquistare anche nel lavoro i titoli più significativi nel mondo “Ma…”, come si domandava chiedendo una risposta ai suoi lettori Giampaolo Pansa, (noto inviato speciale e autore di libri di storia che hanno il valore di verità ritrovate e il fascino dei romanzi veri), “se la storia la scrivono i vincitori che storia è?”. Per l’uomo ha ragione lui, professionista di genio e di coraggio scomparso di recente. In cinofilia no perché selezione significa miglioramento e sono i campioni ad assicurarlo dopo aver superato gli esami più difficili fra cui svetta quello di Eurocoppa. A scriverla protagonisti di una cinofilia egregia che guarda allo sport come selezione e partecipazione. E ci vorrebbero ancor più manifestazioni, in questi giorni tormentati, più incontri sui campi di prove e negli stadi dove la gente s’accorge che non c’è differenza di colore né casacca di nazione, proprio come soleva dire Earl Warren, uno dei più influenti giudici americani solito affermare che “nello sport si vince senza mai uccidere, in guerra si uc-

GIUDICI MARIO AGOSTEO (Presidente) GIOVANNI BERNABE’ (Presidente) A. ANGELO BONACINA G. GORA DJORDJEVIC GIUSEPPE FABBRICOTTI IVO GEMINIANI (Presidente) RADIVOJE MILKOVIC M. MARKO MITROVIC MIROSLAV NIKOLIC OLIVIANO NOBILE (Presidente) PETAR RAJKOVIC LUIGI TACCON cide senza mai vincere”. Campi di prova, diventati subito dopo pagine su cui i concorrenti hanno impresso un’altra vicenda da ricordare. Perché quei terreni che più li percorri più t’accorgi che l’orizzonte è lontano, furono attraversati prima dagli eserciti romani (Costantino il grande era nativo della città) poi dai bar-


i nostri

Cani

Anno 66 num. 2 febbraio 2020

Nella foto Dino Muto con Silvio Marelli. Il presidente dell’ENCI si è complimentato per i risultati conseguiti dall’ Italia

Pezzotta sgancia Patriot Od Bukovice

CLASSIFICA NIS SERBIA 1/12/2019 EUROCOPPA INGLESI BATTERIA 3 GIUDICI G. GORAN DJORDJEVIC IVO GEMINIANI MIROSLAV NIKOLIC 1 CAC CACIT PATRIOT OD BUKOVICE POINTER COND. PEZZOTTA 2 ECC. KLEO OD GASTONA SETTER INGLESE COND. BARAGHINI 3 ECC. ROCKY SETTER INGLESE COND. BARAGHINI BATTERIA 4 GIUDICI GIUSEPPE FABBRICOTTI NOBILE OLIVIANO PETAR RAJKOVIC 1 ECC MARGOT PONTER COND. NUNZIATA

Grande partecipazione alla tradizionale e difficile prova su selvaggina naturale. Dice Silvio Marelli vicepresidente ENCI: “I risultati confermano la supremazia dell’allevamento italiano” bari diretti o di ritorno dalle terre greche. I terreni paiono ancora quelli d’un tempo con labili siepi per confine e strade che li segnano appena. Le starne furono e sono di casa. Nate libere, in branchi d’inverno dove l’unione fa la forza contro il freddo e difesa da volpi ed altri carnivori, cominciano a fine marzo le danze d’amore e subito dopo i nidi con tante uova per altrettante speranze. L’Eurocoppa, e tante altre manifestazioni di alta scuola della cinofilia agonistica hanno qui il loro santuario come hanno dimostrato i trialler che i sussulti climatici di dicembre e la suscettibilità dei branchi hanno messo a dura prova. La giuria ha riscosso unanime successo dimostrando coesione, unanimità di giudizi e rispetto

dei concorrenti. Ed è anche questo un altro aspetto, certo fondamentale di quello stile tutto italiano che sta facendo scuola nel mondo sia in prove che in esposizioni. Le relazioni dei giudici confermano la serietà di comportamento che si innesta in una tradizione di alta qualità tutta italiana. “La manifestazione - dice Silvio Marelli vicepresidente ENCI e presidente del Pointer club internazionale - si è svolta all’insegna di una grande partecipazione e, com’era nelle previsioni, della più severa selezione zootecnica. È questo lo scopo che devono avere le prove e questo è ciò che l’ENCI grazie al lavoro dei suoi tecnici ha saputo fare anche in questa significativa occasione. I risultati possono apparire avari nella quantità ma dimostrano un eccel-

lente valore zootecnico in una Serbia che si è presentata particolarmente difficile e selettiva”. “Parere positivo anche per l’Euroderby che è, come noto, una prova per i giovani... un po’ più cresciuti e che al derby di primavera hanno corso in turno a singolo a starne in coppia e si trovano poi alla riprova con turni in coppia e starne in brigata. La vittoria di Patriot od Bukovice è stata strepitosa”. “Nato in terra croata… conserva lo spiccato accento italiano dei suoi genitori. Questo sta a significare che la cinofilia della Penisola , attraverso i suoi allevatori è linfa vitale per tutto l’allevamento non solo europeo” Rodolfo Grassi (Foto Erica Recchia)

51


A Villarboit (VC)

Classifica Springer Spaniel. Da sx: Last di Piero Scuppa 3° classificato al Derby; Hispellum Mina di Cristian Marcellino 1° classificata al Derby; Skype di Lucio Volpi 2° classificata al Derby

Derby Spaniel 2019 Si è svolto domenica 27 ottobre 2019, presso l’azienda agri turistico venatoria “La Bigona”, a Villarboit (VC), gentilmente concessa dalla famiglia Ottaviani, il Derby Spaniel 2019, riservato alle categorie Cocker, Springer ed altri Spaniel. Questa prova, obbiettivo importante ed ambito, riservato a cani in classe giovani, ovvero entro i 30 mesi di età è un evento che possiamo considerare uno scorcio sul panorama giovanile della razza. Anche quest’anno la partecipazione è stata importante, con ventinove Springer spaniel inglesi, suddivisi in 3 batterie e dodici Cocker inglesi, provenienti da parecchie regioni d’Italia. A dar lustro alla manifestazione e alla bella giornata di cinofilia hanno contribuito

52

anche il consigliere nazionale ENCI Angela Francini, nonché il delegato ENCI Silvia Tortora che ha sorvegliato sul corretto svolgimento della prova e nel rispetto del regolamento. Di rilievo anche la presenza per la prima volta di ENCI TV, presente sui campi gara con un’equipe composta da tre operatori professionisti, che hanno seguito e ripreso la manifestazione sin dalle prime ore del mattino. Anche quest’anno l’impegno profuso dai Club specializzati di razza “Springer Spaniel Club d’Italia” e “Club Italiano Spaniel” è stato degno di nota così come il lavoro svolto in tutta la stagione agonistica, che ha visto lavorare i due club in piena sinergia a tutela delle rispettive razze.

CLASSIFICA SPRINGER/ALTRI SPANIEL 1° Hispellum Mina di Marcellino Cristian 2° Skype di Volpi Lucio 3° Last di Scuppa Piero

CLASSIFICA COCKER 1° Rock di Brancato Pietro 2° Zira delle Valli Veneziane di Manente Luca 3° Barry Allen del Rotmik di Pellegrinelli Claudio


i nostri

Cani

Anno 66 num. 2 febbraio 2020

Il Derby 2019 Springer ed altri spaniel è stato assegnato, in forza di un barrage a due a Hispellum Mina di Cristian Marcellino, mentre nella categoria Cocker ad aggiudicarsi il Derby 2019 è stato il Cocker inglese Rock di Pietro Brancato. Entrambe i vincitori, hanno dimostrato di possedere qualità naturali e stilistiche ben marcate, oltre ad un buono stato di dressaggio, frutto di un lavoro meticoloso svolto da proprietari allevatori e conduttori. L’augurio è quello di porte godere ancora di queste risorse nel proseguo, e di rivedere questi soggetti farsi valere nelle prossime stagioni agonistiche, contribuendo allo sviluppo e miglioramento della razza di appartenenza. Davide Celada Presidente Springer Spaniel Club d’Italia

Agonismo e passione per una giornata dedicata alle giovani generazioni

Springer Spaniel: Hispellum Mina di Cristian Marcellino 1° classificata al Derby Spaniel. Cocker spaniel inglese Rock di Pietro Brancato 1° classificato al Derby Cocker

53


successi all’estero ACCESSO ALLA RUBRICA BEST IN SHOW: 1°, 2°, 3° classificato (compresi Coppie, Gruppi, Giovani, Veterani) RAGGRUPPAMENTO: 1°, 2°, 3° classificato RADUNI E SPECIALI DI RAZZA: BIS: 1°, 2°, 3° - BOB-BOS

1° classe campioni, libera, intermedia, lavoro, giovani, veterani

RUBRICA GRATUITA RISERVATA AI SOCI ENCI

DAL NUMERO DI DICEMBRE 2019 SOLO RISULTATI OTTENUTI DOPO IL 31 MAGGIO 2019

CRUFTS 2019 Accesso alla rubrica per i soggetti di allevamento e/o proprietà italiana che abbiano ottenuto il 1° posto nella classe d’appartenenza, oltre a BOB-BOS e risultati nel Ring d’Onore

PER L’INSERIMENTO NELLA RUBRICA SUCCESSI ALL’ESTERO, SONO INDISPENSABILI I SEGUENTI DATI: NOME DEL CANE - RAZZA - CITTÀ, NAZIONE E DATA DELL’EXPO - RISULTATO MASSIMO OTTENUTO - NOME E COGNOME DEL GIUDICE - NOME E COGNOME DELL’ALLEVATORE - NOME E COGNOME DEL PROPRIETARIO - MICROCHIP I NOMI DEI CANI, ALLEVATORI E PROPRIETARI DEVONO CORRISPONDERE AL LIBRO GENEALOGICO. LA REDAZIONE NON È RESPONSABILE DI EVENTUALI ERRORI ENCI PUÒ VERIFICARE LO STATO DEI CANI AL LIBRO

MELODIA IZ OMSKOI KREPOSTI Bassotto kaninchen p/c Expo di Pembroke (Malta) 16/11/19 2° classificato gruppo 4 Giudice Attila Czegledi

Expo Pembroke (Malta) 17/11/19 1° classificato gruppo 4

LATIN LOVER DELLA BAIA AZZURRA Alano Tigrato Expo di Tarbes (F) 16/11/19 Cl. Intermedia CACS

Giudice Jose Manuel Garcia Abad Allevatore Patrizio Donati Proprietario Rina Solimeno

POLO JACK YOU’RE THE BEST THING ABOUT ME Jack Russell Terrier Expo di Karlovac (HR) 21/9/19 1° classificato gruppo 3 Giudice J. Naveda Carrero Allevatore e propr. Allev. Polo Jack

Giudice Iuza Beradze Allevatore Oxana Galkevich Proprietario De Gregorio Dario

PAMIR DEL PIERVEZ Zwergpinscher Raduno di IIlmensee (D) 7/9/19 1° classificato Best in Show

Giudice Isolde Huber Allevatore e propr. Pierangelo Vezzoli 54

ADELFA RAMITA EXTROSA’S COURTNEY LOVE Podenco Ibicenco Speciale Nordic Club Zagabria (HR) 22/11/19 Bull Terrier standard Expo di Celje (SLO) 19/10/19 BOB 2° classificato gruppo 3 Giudice Nikola Smolic Allevatore T.N. Panteleeva Proprietario Sonia Medolago

Giudice Antoaneta Penkova Allevatore e propr. Daniele Tuffanelli


successi all’estero

ME AND MARLEY DEVON Nova Scotia Duck Tolling Retriever Speciale di Zagreb (HR)22/11/2019 BOB Giudice Moray Amstrong Allevatore Alessia Ferrari Proprietario Egle Golisano

C3-YO DE DALMARAN Dalmata Expo di Cahors (F) 4/8/19 2° classificato gruppo 6

Giudice M. Fabre Jean-Michel Allev. e propr. Arantxa Bozal Diago

FARAÓN RAMSÉS I DE DALMARAN Dalmata Speciale di Brive La Gaillarde (F) 11/8/19 BOB Giudice Cassandre M. Mattera Allev. e propr. Arantxa Bozal Diago

ISABEAU DEL CASTELLO DELLE ROCCHE Alano nero Campionato di Club di Wels (A) 7/12/19 CAC Cl. Campioni FETCH & SMELL CHRISSY SNOW Beagle Expo di Buenos Aires (Argentina) 1/12/19 2° classificato gruppo 6 Giudice Pierluigi Buratti Allevatore Macarena Pantaleón Proprietario Victor Platia

Giudice Yvonne McGlynn Allevatore Alberto Malaguti Proprietario Sabrina Botto

NAIRA DEL CASTELLO DELLE ROCCHE Alano arlecchino Campionato di Club di Wels (A) 7/12/19 2° BIS Assoluto Giudice Yvonne McGlynn Allevatore Alberto Malaguti Proprietario Sabrina Botto

55


successi all’estero

ABIGAIL DELLA ROCCIA ROSSA Alano Expo di Golubovci (MNE) 3/9/19 1° classificato gruppo 2 RUA SOLEIL ETOILE DE L’OLMO Leonberger Raduno di Vertojba (SLO) 9/11/19 1° classificato Best in Show

Giudice Miodrag Vretenicic Allev. e propr. Allev. della Roccia Rossa

IULIUS ZIRIBEBA Airedale Terrier Raduno di Eiken (CH) 8/9/19 BOB

Giudice Gabriela Van Ruiten Hajnova Allev. e propr. Giulio Audisio di Somma

Giudice Peter V. Montfort Allevatore Natalia Romanova Proprietario Guido Perosino

GANIMEDE COPPIERE DEGLI DEI DEL PARNASO Dalmata Expo di Celje (SLO) 18/1/20 3° classificato gruppo 6

IULIUS PLANUS PASTA Irish Soft Coated Wheaten Terrier Raduno di Eiken (CH) 8/9/19 BOB

Giudice Gabriela Van Ruiten Hajnova Allev. e propr. Giulio Audisio di Somma 56

ABSOLUTE WHITE CHOCOLATE IARI Pastore Svizzero Bianco Expo dì Celje (SLO) 18/1/20 2° classificato gruppo 1 Giudice Jadranka Smojver Selimovic Allevatore Giovanna Moro Proprietario Ezio Urbani

Giudice Igor Selimovic Allevatore Manola Poggesi Proprietario Martina Chieppi


RUBRICA GRATUITA RISERVATA AI SOCI ENCI

successi Italia

ACCESSO ALLA RUBRICA 1° classificato del Raggruppamento, compresi Coppie, Gruppi, Giovani e Juniores in Esposizioni Internazionali in Italia. 1°, 2°, 3° classificato del Best in Show generale

DAL NUMERO DI DICEMBRE 2019 SOLO RISULTATI OTTENUTI DOPO IL 31 MAGGIO 2019

PER L’INSERIMENTO NELLA RUBRICA SUCCESSI IN ITALIA, SONO INDISPENSABILI I SEGUENTI DATI: NOME DEL CANE - RAZZA - CITTÀ E DATA DELL’EXPO - RISULTATO MASSIMO OTTENUTO - NOME E COGNOME DEL GIUDICE - NOME E COGNOME DELL’ALLEVATORE - NOME E COGNOME DEL PROPRIETARIO - MICROCHIP I NOMI DEI CANI, ALLEVATORI E PROPRIETARI DEVONO CORRISPONDERE AL LIBRO GENEALOGICO. LA REDAZIONE NON È RESPONSABILE DI EVENTUALI ERRORI ENCI PUÒ VERIFICARE LO STATO DEI CANI AL LIBRO

STARRY TOWN MAGICJOHNSON Bovaro del Bernese Expo di Ostuni 22/12/19 1° classificato gruppo 2

DEFINITIVE CHERISH STARMAN Barbone media mole Expo di Massa Carrara 5/1/20 1° classificato gruppo 9 Giudice Pierluigi Buratti Allevatore Donatella Liurni Proprietario Nicola Pace

LITTLE BLACK PRIDE AMIDALA Fox terrier p/r Expo Verona ENCI Winner 14/12/19 1° classificato gruppo 3

Giudice Mariano Di Chicco Allevatore Maurizio Mauro Proprietario Saverio Andriani

Giudice Mette Sørum Allevatore Francesca Bertini Proprietario Cinzia Panattoni

EMPEROR CRIXUS OF NEWFOUNDLAND HILLS Terranova Expo Busto Arsizio 2/11/19 1° classificato gruppo 2 Giudice Rita Skadina Allevatore Domenico De Vitto Proprietario Luciana Aulicino

CAROLINA IN MY MIND DELLA VAL VEZZENO Bassotto standard p/d Expo di Padova 11/1/20 1° classificato gruppo 4 Giudice Valerio Nataletti Allevatore Antonio Palladini Proprietario Cinzia Arditi

FIERY FOX PRESTIGE Fox terrier p/r Expo di Massa Carrara 5/1/20 2° classificato Best in Show

Giudice Janeiro Francisco Salvador Allevatore Nataliya Romusik Proprietario Cinzia Panattoni 57


La mia razza in

40

righe

Un’amicizia... con la cresta Mi chiamo Federica e sono una ragazza di 26 anni. Da cinque anni a questa parte possiedo un bellissimo esemplare di Rhodesian Ridgeback di nome Rango. Abbiamo scelto questa razza per puro caso. Durante un weekend in Toscana con alcuni suoi amici, mio papà per la prima volta ha avuto modo di incontrare un rhodesiano: elegante, fiero e riservato. Non aveva mai visto un cane così bello ed è stato amore a prima vista! Tornato dalla breve gita ci disse: “Ragazzi, se prenderemo un cane, dovrà essere assolutamente un ridgeback!”. Siamo davvero felici di aver scelto questa razza e credo sia la migliore per chi vuole avere un compagno fedele e attaccatissimo alla famiglia: sono certa che si getterebbe nel fuoco per salvare uno di noi! Grazie a Rango abbiamo anche potuto fare nuove piacevoli conoscenze allargando le nostre amicizie a due e a quattro zampe. Con lui faccio molte attività; ho seguito anche diversi corsi di educazione di base e avanzata: sono cani che vanno educati e socializzati molto bene, non è assolutamente una razza per tutti! Da tre anni durante il periodo estivo facciamo un corso di nuoto in piscina, Rango è diventato un pesce e ormai nuota benissimo. È un’attività che fa molto bene ai nostri amici a 4 zampe! Inoltre da circa un anno abbiamo iniziato il corso di Agility. Rango si diverte tantissimo! Adora saltare gli ostacoli e correre, ma il suo attrezzo preferito è il tubo. Rango è il mio primo cane e lo considero a tutti gli effetti un membro della famiglia. Non riuscirei più a vivere senza. Quello che ti danno senza chiedere niente in cambio è davvero incredibile.

Federica Cattaneo Ponzoni

“I miei tre Kg di amore!” È perfetto Jimmy, il mio, “maltesino”, il mio “piccolo, grande, amore...”, un frugolino sempre interessato ad ogni mio spostamento, in grado di prevedere ogni mia mossa. Non mi lascia mai, siamo in perfetta simbiosi: viaggi, spesa, anche in chiesa, al ristorante, addirittura al cinema, dove riesce a dormire indisturbato sulle mie ginocchia, nonostante gli effetti sonori strabilianti... Seguendomi anche durante le esibizioni e le gare di ginnastica e danza di mia nipote, alle quali partecipavo come assidua spettatrice, Jimmy ha sempre dato prova di una grande capacità di adattamento, per nulla innervosito dal frastuono, ma sempre socievole e tollerante verso tutti i bambini che amavano “strapazzarlo”, al punto da divenirne la mascotte e il portafortuna. Jimmy è un cagnolino educatissimo, tanto da lasciare tutti sorpresi; mette allegria, un trotterellino sempre intorno a me, con il suo codino scodinzolante, il suo musetto adorabile e i suoi occhioni neri che mi guardano con amore sono un dono prezioso che arricchisce le mie giornate.

Rosanna Veronesi

63


ORGANO UFFICIALE DELL’ENCI Ente Nazionale della Cinofilia Italiana n. 2 febbraio 2020 – Anno 66°

RECENSIONI

DIRETTORE RESPONSABILE: Fabrizio Crivellari UFFICIO STAMPA E PUBBLICHE RELAZIONI: Rodolfo Grassi REDAZIONE: Renata Fossati PROPRIETÀ ED EDITORE: ENCI Milano HANNO COLLABORATO: Federica Cattaneo Ponzoni, Davide Celada, Alice Faoro, Renata Fossati, Marco Galinella, Corinne Gideon, Antonio Grasso, Rodolfo Grassi, Barbara Guglielmetti, Maria Carla Marrè Brunenghi, Giulia Morosetti, Vittoria Nassi, Salomon Russo, Rosanna Veronese. ENCI IN INTERNET: www.enci.it informazioni: info@enci.it soci: soci@enci.it segreteria: segreteria@enci.it libro genealogico: lg@enci.it expo: expo@enci.it prove: prove@enci.it redazione: redazione@enci.it biblioteca: biblioteca@enci.it REDAZIONE, PUBBLICITÀ: 20137 Milano - Viale Corsica 20 Tel. 02/7002031 Fax 02/70020323 IMPAGINAZIONE GRAFICA: DOD artegrafica - Massa Lombarda (RA) STAMPA: ELCOGRAF S.p.A. Via Mondadori 15 37131 Verona SPEDIZIONE PER L’ITALIA E PER L’ESTERO: ELCOGRAF S.p.A. Via Mondadori 15 37131 Verona La quota associativa dei Soci Allevatori è pari a euro 51,65 e dei Soci Aggregati a euro 5,00; ai soli fini postali, euro 2,00, sono da considerarsi quale quota di abbonamento alla rivista.

La Direzione non si assume alcuna responsabilità sulle inserzioni pubblicitarie inoltrate senza bozzetto, sulle quali, peraltro, si riserva di operare eventuali tagli al testo, compatibilmente con lo spazio prenotato. Articoli e fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. La responsabilità per i contenuti e le opinioni espresse negli articoli pubblicati è esclusivamente degli autori In copertina: Yakutian Laika. Foto Salomon Russo Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 3639 Pubblicazione riservata ai Soci dell’Ente

Associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

66

Andrea Scherini – Salvatore Vitellino IL MIO AMICO NEPAL Harper Collins Editore Andrea e Nepal sono due scalatori. Insieme hanno conquistato molte vette, spingendosi fin oltre i quattromila metri d’altitudine. Il capocordata è sempre Nepal, che avanza legato all’imbracatura del compagno di viaggio, a due o tre metri di distanza, diligente e senza paura. A una certa quota l’aria cambia, si respira la vera libertà, e ogni passo deve essere preciso, controllato... E pensare che Nepal, splendido esemplare di lupo cecoslovacco, è nato al mare, a Genova, e ha incontrato le grandi altitudini soltanto perché Andrea, che abita vicino a Sondrio e la montagna ce l’ha nel sangue, ha deciso di prenderlo con sé. Ma si è adattato subito. In soli quattro anni i due hanno conosciuto persone di ogni età, superato delusioni e infortuni, partecipato a concorsi di bellezza canini, e una volta hanno persino salvato la mamma di Andrea da una situazione difficile che sarebbe potuta diventare anche molto pericolosa. Senza mai dimenticare la loro grande passione, l’alpinismo: nella neve le loro sei impronte si confondono e raccontano l’eccezionale storia di uno speciale, piccolo branco.

Giuseppe Maran LIMIERI E CINGHIALI Editore URCA - Ancona Cane Limiere e Limiero: il più antico dei cani indicatori, ossia quelli usati a trovare e indicare i luoghi dov’erano le fiere. Era un cane di buon odorato; che, tenuto al guinzaglio molto lungo da un cercatore, ti conduceva a trovare e vedere i covi delle fiere. Queste poi così appostate venivan cacciate dopo, ritrovandole facilmente per mezzo dei segni (fatti con frasche) dal conduttore del limiero. Era un cane muto. Lo derivano da ligament, il lungo guinzaglio, col quale era condotto, e a sua volta conduceva il cercatore


Cane da pastore scozzese. Foto Maria Teresa Garabelli.

... finché c’è neve Griffone di Bruxelles. Foto Elisabetta Salati Chiodini.

Weimaraner. Foto Laura Darù.


Siberian Husky. Foto Gianluca Borgatello.

Border Collie. Foto Marina Caravaggi.

Profile for ENCI - Ente Nazionale Cinofilia Italiana

I Nostri cani - febbraio 2020  

Il numero di febrbaio 2020 della rivista ufficiale ENCI "I Nostri Cani"

I Nostri cani - febbraio 2020  

Il numero di febrbaio 2020 della rivista ufficiale ENCI "I Nostri Cani"

Profile for enci