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In collaborazione con

P E R I O D I C O D E L L A S O C I E TÀ D E I C O M U N I

PRIMAVERA 2012 - N. 55

SOMMARIO COGEME PLURIPREMIATA

RD PORTA A PORTA

I PROGETTI DI LINEA COM

Vari riconoscimenti in campo ambientale

Modello positivo per il territorio

Strategie informatiche per gestire il territorio

“IL FIUME OGLIO IN CANOA”

NUOVO SITO AOB2

COGEME E LA RETE SCOLASTICA

14º Volume della Collana “Nel cuore del territorio”

Maggiore trasparenza dei dati idrici

I vincitori del Bando 2011 e i nuovi bandi

ENERGIE RINNOVABILI DALL’AMBIENTE UN DEPURATORE PER IL GANDOVERE DOSSIER SOSTENIBILITÀ Conoscere l’impianto a biomasse legnose

Aperto il cantiere. Attivo entro il 2013

Imprese del Benessere


Domande di allacciamento acqua e gas Variazioni anagrafiche Spostamento contatori Modifica impianti Servizio Guasti ed Emergenze Comunicazione letture contatori

800-556595 Cessazione fornitura Informazioni bollette

Servizio Clienti

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Servizio clienti Gruppo Cogeme Da lunedì a venerdì ore 8,15-12,15 e 13,30-17,00

GUASTI - EMERGENZE Servizio Gas Servizio Guasti ed Emergenze GAS

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Servizio idrico, rifiuti, Servizio Guasti calore, ed Emergenze servizi cimiteriali.

800-556595 800-556595 800-017476 I PAGAMENTI DELLE BOLLETTE 800-017476 Servizio Guasti ed Emergenze Servizio Clienti

Servizio Clienti

Possono essere effettuati:

Con addebito automatico in conto corrente bancario Presso gli sportelli bancari Presso la sede di Cogeme a Rovato Presso tutti gli uffici postali

SPORTELLI AZIENDALI Rovato (sede) VIA XXV APRILE, 18 800.017476 Rovato (Servizio Ambientale) VIA DEL MAGLIO, 8/13 030.7714.400 DA LUNEDÌ A VENERDÌ ore 8,30/12,00 - ore 14,00/16,30

Quelli che le discariche… le hanno chiuse per davvero!

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EDITORIALE

SERVIZIO CLIENTI

el quadro delle iniziative energetiche rinnovabili, il nostro Gruppo, insieServizio Guasti ed Emergenze me a partner strategicamente orientati allo sviluppo sostenibile, ha ottenuto da tutti gli Enti Istituzionali e tecnici preposti il via libera per realizzare un moderno impianto a biomasse legnose a Rodengo Servizio Clienti che chiuderà in modo virtuoso il Saiano, circuito della raccolta differenziata nel nostro territorio, producendo energia e riducendo l’impatto che, attualmente, deriva dal trasporto del legno in altri impianti. Un’iniziativa, questa, che sta alimentando una discussione importante, e le osservazioni che giungono saranno certamente utili per migliorare ulteriormente questo progetto. È altrettanto giusto notare, però, che in diversi casi questa discussione è basata su informazioni non corrette o, in alcuni casi, totalmente inventate. Abbiamo pensato di dedicare anche uno spazio apposito della Rivista a questo impianto, chiarendo in modo inequivocabile che esso rappresenta un ulteriore contributo positivo alla filiera ambientale ed energetica pulita, alla quale lavoriamo da tempo. Una filiera virtuosa che, negli ultimi anni in Franciacorta, grazie a scelte precise da parte degli Amministratori, ha archiviato il progetto ServiziodiGuasti ed Emergenze GASnon ha previsto impianti di smaltimento ed ha chiuso tre diun inceneritore, scariche già aperte, ottemperando alle linee strategiche dei Comuni-azionisti, che richiedevano di limitare al massimo l’impatto generato dai propri servizi/ impianti. Abbiamo messo in campo, invece, un grande sforzo professionale ed economico per progettare nuovi e moderni depuratori al servizio della collettività, nuovi impianti per le energie rinnovabili. Servizio Guastioppure ed Emergenze Siamo l’azienda della Raccolta Differenziata Globale, che – grazie all’impegno dei cittadini – a Cazzago San Martino, Paderno Franciacorta e Passirano Servizio Guasti ed Emergenze sfiora l’80%, ed il 70% ed oltre in molti altri Comuni. Nelle pagine che sfoglierete potrete leggere e approfondire lo sforzo concreto e coerente che facciamo, riconosciuto anche a livello nazionale da alcuni importanti premi ambientali Servizio Clienti per la capacità innovativa di servizi e impianti a favore del territorio. Perché questa è Cogeme: piedi nel territorio e sguardo rivolto avanti, verso un futuro Servizio Clientimigliore per le nostre comunità. Gianluca Delbarba Presidente di Cogeme

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Cogeme N. 55 Anno XVIII - PRIMAVERA 2012 COPIE N. 113.000 A Cura dell’Ufficio Relazioni Esterne e Comunicazione Aut. Trib. BS N. 28/96 DEL 12/8/96 DIRETTORE RESPONSABILE Simone Mazzata IN REDAZIONE Matteo Belloni, Mauro Ferrari, Simone Mazzata REALIZZAZIONE GRAFICA E IMPAGINAZIONE RSM s.r.l. - Agenzia di Pubblicità - via Roma, 55 San Bassano (CR) - Tel. 0374 372197 PUBBLICITÀ EMMEDIGI - Tel. 030 224121 STAMPA TIBER S.p.A. - Officine Grafiche (BS) In copertina: Schema del teleriscaldamento freddo (Disegno di Max Schiavetta).


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Da Rudiano alla confluenza del Mella Il 14° Volume fotografico raccontato da una canoa

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ono le immagini e gli scorci naturali catturati dall’obiettivo di Angelo Danesi e dalla penna di Massimo Calabria, i protagonisti del libro “Visto dal Fiume. L’Oglio in canoa, da Rudiano alla confluenza del Mella” promosso da Cogeme in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Naturali dell’Università di Parma e con il patrocinio del Parco Oglio Nord. Il lavoro dedicato al fiume Oglio è il quattordicesimo di una raccolta “Nel cuore del territorio” che Cogeme realizza ogni anno per immortalare le aree naturalistiche dei Comuni in cui opera ed il secondo che coniuga l’esperienza del “canoismo” amatoriale con la passione della fotografia e l’amore per il territorio e la natura. L’anno scorso il viaggio aveva avuto come partenza Sarnico e come meta la Pianura bresciana. Quest’anno, invece, il viaggio in canoa si è svolto lungo i luoghi nascosti e dimenticati del fiu-

me Oglio da Rudiano alla confluenza col Mella; un percorso che racconta con approccio rallentato l’esperienza emozionante di un viaggio in canoa dando attenzione e valore a luoghi ed emozioni spesso considerate come assodate. Comuni, frazioni, borghi, edifici storici o semplici scorci di paesaggio di-

ventano parte dell’esperienza immortalata negli scatti della macchina fotografica che nella discesa verso il Mella presenta al lettore il territorio e i suoi contrasti tra passato e presente. Così è continuata l’idea di raccontare l’Oglio, da un’altra prospettiva, inconsueta, ma non meno affascinante: il fiume visto dal fiume. I testi e le fotografie sono il frutto di un’esperienza condotta da due persone, Angelo Danesi e Massimo Calabria, che amano l’Oglio e che l’hanno disceso in canoa. “Crediamo in uno sviluppo sostenibile – afferma, Giuseppe Colombi, Presidente del Consorzio Parco Oglio Nord – nel rispetto della storia e della cultura locali e non possiamo non ringraziare coloro che hanno contribuito a realizzare questa pubblicazione, certi di poter continuare insieme questo fruttuoso percorso di collaborazione”. Il volume, presentato nella suggestiva cornice della Rocca S.Giorgio, ha visto la partecipazione di Andrea Ratti, Sindaco di Orzinuovi, dell’autore, Massimo Calabria, del Consigliere del Parco Oglio Nord, Pietro Vavassori, e

Altri titoli della collana • La riserva naturale delle Torbiere e del Sebino • Le riserve naturali del Parco dell’Oglio • L’area naturalistica del Monte Orfano • L’area naturalistica dei fontanili bresciani • L’antica Via Valeriana • Le rogge bresciane • La valle del torrente Guerna • Il Parco del Fiume Strone • Le vie d’acqua in Franciacorta • Sulle sponde del Sebino, un lago tra storia e natura • La Pianura bresciana tra campi, corsi d’acqua e cascine • I Parchi naturali del Sebino Bergamasco • Visto dal Fiume – L’Oglio in canoa, da Sarnico alla Pianura

Il castello di Pontevico Servizio Clienti

Numero Verde

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Servizio Guasti ed Emergenze

Numero Verde

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Servizio Guasti ed Emergenze GAS

Numero Verde

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del Presidente di Cogeme, Gianluca Delbarba. Quest’ultimo ha evidenziato come questa pubblicazione “non è frutto di un’attenzione improvvisata, quanto la semplice documentazione di un impegno quotidiano che da 40 anni la nostra società svolge nel bacino del fiume Oglio, un ecosistema bello e fragile che va tutelato come il più prezioso dei tesori che possediamo“.

Ideazione: Simone Mazzata Fotografie: Angelo Danesi Testi: Massimo Calabria, Eugenio Zanotti e la collaborazione scientifica del Dipartimento di Scienze naturali dell’Università di Parma Grafica e Impaginazione: Max Schiavetta - Agenzia Pierrepì

Richiedi gratis una copia del volume Cogeme invierà gratuitamente a domicilio una copia della pubblicazione ai primi 100 clienti che la richiederanno inviando una mail all’indirizzo: cogeme@cogeme.net, oppure telefonando allo 030.7714211, dal 2 al 9 maggio. Il volume è in vendita a prezzo di costo di 6 € alla Libreria Vantiniana di Rovato, dove sono disponibili anche le precedenti pubblicazioni. n

Cogeme pluripremiata Riconoscimenti per le attività a favore del territorio

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ziativa della centrale a cogenerazione bientale e sociale a favore del territoper teleriscaldamento a Castegnato rio di Brescia”. Secondo gli organizza(BS) e che in futuro potrebbe sfruttare tori “Ognuna delle imprese premiate il potenziale geotermico presente nel rappresenta a suo modo una “punta sottosuolo di quel territorio (vedi ser- di diamante” destinata a diffondere una cultura aziendale orientata alla vizio a pag.14). Un altro importante riconoscimento sostenibilità, stimolando a far sempre n è giunto lo scorso dicembre, in occa- meglio”. sione dell’evento “Imprese responsabili”, nel quale il sistema camerale lombardo, con il coordinamento operativo di Unioncamere Lombardia, promuove la selezione delle migliori buone prassi aziendali per la responsabilità sociale di impresa in Lombardia. A Cogeme è stato riconosciuto “l’impegno Attestato di Unioncamere Lombardia Cogeme ritira il Premio ad Ecomondo 2011 in campo am-

roseguono gli autorevoli riconoscimenti a Cogeme per le attività svolte a favore del territorio dove opera. Una prestigiosa segnalazione è stata ricevuta nel corso dell’ultima edizione di Ecomondo, la più importante fiera del settore ambientale del nostro Paese, che si svolge ogni anno presso la Fiera di Rimini. La segnalazione, con una targa ufficiale consegnata dal Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi, già Ministro dell’Ambiente, è il riconoscimento del valore dell’ini-

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I servizi cimiteriali di Cogeme Cura del luogo, cura delle comunità locali

È

il luogo di tutti, nel quale ogni comunità ricorda il suo passato e fa memoria delle cose che contano. Dove il momento del pianto si intreccia con quello dell’incontro e delle due chiacchiere. Così è il cimitero: il luogo fondamentale per l’identità di una comunità locale. Una realtà complessa da gestire sul piano normativo, ma soprattutto su quello degli affetti che suscita. Per questo, grazie alla richiesta specifica di molte Amministrazioni Comunali, Cogeme ha scelto alcuni anni fa di mettersi a servizio del territorio, con competenza e la sensibilità propria di una società dei Comuni. E i fatti le hanno dato ragione.

Camignone

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Nato in sordina pochi anni fa, il servizio cimiteriale di Cogeme ha conosciuto uno sviluppo molto intenso, apprezzato da molte Amministrazioni non solo bresciane e arrivando a collaborare oggi con 42 impianti per una popolazione di 125.000 abitanti.

Monterotondo

Gestire un cimitero è un sistema complesso con normative molto stringenti e articolate, che comprende attività amministrative, la cura dell’arredo urbano, le reti tecnologiche (elettriche, di illuminazione, idriche e fognarie) e le attività di raccolta rifiuti.

Sono stati realizzati ampliamenti dei Cimiteri di Rudiano, Torbole Casaglia, il recupero ed il restauro di un’ala del Cimitero di Roncadelle e, in corso di realizzazione, l’ampliamento del Cimitero di Pontevico e di Passirano.

Accanto alle consuete attività di sepoltura, custodia e manutenzione, Cogeme ha sviluppato in questi ultimi anni uno specifico settore di studi e progettazione di nuovi impianti e ampliamenti, maturando una particolare esperienza che supporta i Comuni nella redazione dei piani cimiteriali, ovvero gli strumenti che consentono di programmare e pianificare interventi di medio-lungo termine, tenendo in debito conto le esigenze di mantenimento conservativo del patrimonio immobiliare (tutela, restauro).

Il cimitero di Pontevico

Passirano

L’operazione di ampliamento, che sarà completata entro l’estate 2012, prevede la verifica e ristrutturazione

Ampliamento cimitero Pontevico


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delle copertura, la riqualificazione del corpo esistente e la realizzazione di oltre 200 loculi, alcune cappelle di famiglia e quasi 300 ossari. Il valore dell’investimento è di poco inferiore al milione di euro ed il servizio ha una durata della concessione di anni 20.

Il complesso cimiteriale di Passirano Il progetto più importante di questo settore è senza dubbio l’ampliamento dei tre cimiteri comunali di Passirano, dove Cogeme gestisce già i servizi con una concessione quindicennale. Si tratta di un intervento complesso,

dell’importo di oltre € 2 milioni, che interviene simultaneamente sugli impianti di Passirano, Camignone e Monterotondo, venendo incontro alle esigenze dei singoli abitati per i prossimi 20 anni. I tre cantieri, che partiranno entro l’estate 2012, prevedono la creazione di oltre 700 nuove sepolture, su una superficie totale di ampliamento di quasi 6.000 mq. Nel mese di marzo, si sono tenuti tre incontri con la popolazione delle tre frazioni, nei quali è stata illustrata l’evoluzione progettuale dei cimiteri, sottolineando anche la possibilità per i cittadini di accedere al numero verde gratuito per informazioni.  n

Numero verde Per venire incontro alle esigenze della cittadinanza, Cogeme ha attivato nei Comuni in cui gestisce i servizi cimiteriali un numero gratuito, attivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, che risponde su informazioni o eventuali emergenze legate alla gestione.

Roncadelle lavori conclusi Restauro e riqualificazione funzionale per il cimitero

A

veva fatto scalpore, qualche tempo fa, il “caso” di Roncadelle, ovvero l’impossibilità per quel Comune, nonostante i bilanci economici in ordine, di provvedere all’ampliamento del proprio cimitero.

Grazie ad una iniziativa della locale Amministrazione Comunale, Cogeme ha provveduto ad effettuare quei lavori, dando così una risposta efficiente alle non più rinviabili esigenze della collettività di Roncadelle, curando la

Completamento cimitero Roncadelle

gestione dei servizi cimiteriali (tra cui 180 loculi da restaurare e 60 ossari da realizzare) e nel pieno rispetto del cronoprogramma dei lavori (l’intervento si è, infatti, concluso nel corso del 2011). Il restauro, e riqualificazione funzionale, di una parte del camposanto – incluso (per esigenze normative e volontà degli amministratori) un piccolissimo spazio destinato allo spargimento delle ceneri – ha visto la sinergica collaborazione tra Ente e Società, al fine di mantenere a Roncadelle il doveroso equilibrio tra esigenze strutturali e sacralità di un luogo così importante per ogni comunità. Da ultimo, un cenno sulla sostenibilità economica dell’intervento: i flussi finanziari provenienti dalle concessioni delle sepolture e delle luci votive per il triennio 2011-2013 sostengono sia la gestione sia l’investimento immobiliare effettuato da Cogeme spa. n

Servizio Clienti

Numero Verde

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Servizio Guasti ed Emergenze

Numero Verde

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Servizio Guasti ed Emergenze GAS

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La

Raccolta vincente è quella Globale

1 Cazzago SM (78,86%) 2 Passirano (78,67%) 3 Paderno FC (76,29%) Sono i comuni bresciani più virtuosi, tutti serviti dalla Raccolta Differenziata Globale di Cogeme Gestioni. A dirlo è l’Osservatorio Provinciale Rifiuti di Brescia*. Un riconoscimento che premia tutti noi, un risultato che premia soprattutto il nostro territorio. *Osservatorio Provinciale Rifiuti Quaderno 2011 RSU Raccolta Differenziata.

www.cogeme.net


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Gestione sostenibile del territorio Proseguono i progetti della Fondazione Cogeme Franciacorta Sostenibile: prime comparazioni dopo 2 anni di monitoraggio A dicembre 2011 si è chiuso il secondo anno di raccolta dati, che ha visto coinvolti attivamente anche gli Uffici Tecnici dei 17 Comuni aderenti e le Società di Servizi. I dati raccolti sono stati integrati e incrociati con ARPA, Provincia e Regione e verificati al fine di avere risultati condivisi, non sovrapposti e comparabili. Ecco una sintesi (i dati sono sul sito www.franciacortasostenibile.org): • s tabilizzazione o una riduzione dei consumi di acqua potabile: dal 2001 al 2010, si è passati da 279 a 265 l/ ab*g. Le perdite della rete idrica variano dal 10 al 55% e sono in media del 49% (2010), dato allineato alla media nazionale. La percentuale di popolazione servita da impianti di depurazione, oltre il 90%, è tra le più alte a livello nazionale. • L a dotazione di parcheggi per abitante è sostanzialmente stabile dal 2008 al 2010, mentre cresce un po’ quella del verde pubblico, dal 17 al 20% (negli ultimi tre anni). • La rete ciclabile è quasi pari a 3 km per kmq di aree abitate dei comuni. • Pedibus: Oltre 1600 bambini vanno a scuola a piedi in Franciacorta, alcuni per una sola settimana, altri per tutto l’anno scolastico. • Energia rinnovabile: I kW/ab/anno prodotti sono pari a 0,08, dato inferiore alle medie provinciale e regionale. • Si va verso una riduzione della produzione pro capite (da 1,86 a 1,79 kg/ab/g) fa riscontro il continuo aumento della raccolta differenziata (da 0,57 a 0,90 kg/ab/g, ovvero circa il 50%). • I Comuni con maggior reddito pro-capite registrano una maggiore crescita delle aree urbanizzate con minor dotazione di verde pubblico. L’aumento dell’urbanizzazione è correlato ad un aumento della produzione di rifiuti pro-capite. Prime indicazioni per la politiche di area: 1) guardare al patrimonio edilizio esistente (in eccesso rispetto alle necessità), specialmente nei centri storici, e migliorarne la qualità (recupero e riutilizzo); 2) evitare nuovi consumi di suoli agricoli; 3) salvaguardare l’agricoltura; 4) aumentare la fruibilità

Monitoraggio aria e traffico “Pianura Sostenibile”- estate 2012 COMUNI Barbariga e Comezzano-Cizzago Berlingo e Castelmella Calcio, Maclodio e Quinzano d’Oglio Servizio Clienti

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TIPOLOGIA PUNTO Centro storico Zona suburbana Strada principale Servizio Guasti ed Emergenze

pedonale e ciclabile degli spazi aperti rurali; 5) favorire un nuovo modo di vivere il paesaggio, verso una migliore qualità della vita, favorendo forme concertate di tutela e sviluppo.

Pianura, concluso il 1º anno di monitoraggio, si pensa al secondo L’attenzione al territorio e l’appropriata conoscenza delle sue evoluzioni in atto sono elementi determinanti per l’efficacia di una politica di sviluppo sostenibile. Per questo motivo i 23 Comuni del progetto “Pianura Sostenibile” (si è aggiunto San Gervasio Bresciano), insieme all’Assessorato al Territorio della Regione Lombardia, alle associazioni degli agricoltori e alle Società di Servizi legate a Cogeme, hanno concordato di monitorare nel tempo una serie di indicatori rappresentativi del territorio e della sua condizione. A febbraio 2012 si è chiusa la prima campagna di raccolta dati, che proseguirà fino al 2014 con il monitoraggio di 45 indicatori di socio-economici (n. 11), ambientali (7), suolo e urbanistica (n.11), energia, rifiuti, aria e traffico (n. 16). Le informazioni raccolte in questa prima campagna, pubblicate sul sito www.pianurasostenibile.eu, consentono già qualche commento, da parte del prof. Maurizio Tira, direttore scientifico del progetto: • Superficie Agricola Utilizzabile (SAU): tende a diminuire negli anni, nonostante la vocazione agricola del territorio. La situazione riflette l’eccessiva frammentazione dell’urbanizzato, che non consente di usufruire realmente in termini agricoli di tutte le aree di territorio non urbanizzate, le quali alla fine risultano essere territorio “perso”; •P  roduzione pro capite di rifiuti: in pianura la produzione procapite è sempre stata maggiore rispetto alla media provinciale e regionale. In questo contesto si registra per la Pianura un comportamento virtuoso, poiché è più veloce la crescita nel tempo della raccolta differenziata; • E nergia da fotovoltaico: è ancora scarso l’apporto dei Comuni della Pianura in termini di energia da fotovoltaico, in quanto il contributo - rispetto alla produzione provinciale – è pari a 3,9% (la popolazione dei 22 comuni costituisce il 10,4% di quella provinciale); • Monitoraggio dei flussi di traffico evidenzia situazioni di criticità in alcune sezioni rilevate, vuoi per i flussi consistenti (paragonabili a quelli dell’ambito extraurbano provinciale), vuoi per le velocità elevate in alcune fasce orarie. L’esperienza ormai consolidata dell’analogo monitoraggio in Franciacorta dimostra che la possibilità di evidenziare ai Comuni lo stato delle componenti ambientali può portare a scelte di sviluppo localizzate anche immediate. n Numero Verde

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Suoli D.O.C. in Franciacorta e Pianura Effetti dell’uso e del consumo di suolo del nostro territorio

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l consumo di suolo rappresenta, emblematicamente, uno degli aspetti più caratterizzanti della presenza umana sul territorio. Spesso, questa attività, che è una diretta conseguenza del processo di urbanizzazione, non è stata giustificata da reali esigenze residenziali o produttive, quanto dalla necessità di “far cassa”, trasformando perciò il terreno, e di conseguenza il paesaggio, in una cassaforte sempre aperta e inesauribile dalla quale prelevare tutte le risorse, senza alcun criterio razionale. Questa azione di prelievo forzoso delle risorse ha fatto perdere di vista negli ultimi decenni i devastanti effetti ambientali mai quantificati con precisione, ma capaci di impoverire l’ecosistema e, pertanto più in generale, la base stessa della nostra esistenza. Per questi motivi, nel quadro dei progetti di pianificazione territoriale denominati “Franciacorta sostenibile” e “Pianura sostenibile”, la nostra Fondazione ha affidato al prof. Pileri (Politecnico di Milano), uno dei più attenti osservatori del fenomeno, e al suo gruppo di ricerca, uno studio con l’obiettivo di offrire, in un linguaggio il più chiaro (e crudo) possibile, informazioni e dati precisi sul processo di consumo del suolo e sugli effetti ambientali che sta creando. La finalità è quella di innescare processi virtuosi, condivisi e partecipati di Governo del territorio, improntati a migliorare la qualità della vita delle comunità locali, partendo proprio dalla gestione intelligente dell’unico vero tesoro che meriti di essere salvaguardato, anche per chi verrà dopo di noi: la terra sulla quale viviamo e che ci nutre. L’auspicio è di fornire un utile supporto per le politiche urbanistiche del territorio (il libro “Suoli D.O.C.” si può richiedere inviando una mail a fondazione@cogeme.net).

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Alcuni dati: dalle colline della Franciacorta alla bassa pianura agricola • 88 Comuni su un’area di 160.000 ettari dove risiedono circa 586.000 abitanti (l’8,9% della Lombardia di pianura e di collina). Oltre l’11% del paesaggio planiziale e collinare lombardo. • Il 43% di questi Comuni ha meno di 5.000 abitanti (11 ne hanno meno di 2.000) e solo 6 hanno più di 15.000 abitanti. In ogni Comune di quest’area la popolazione è aumentata mediamente del 17,1% e l’urbanizzato del 17,2%, superiore di 3 punti percentuali rispetto alla crescita provinciale. • Il 20% circa del territorio è artificiale e caratterizzato da uno sprawl elevato (1,28) che rende ancor più invasivo l’effetto dell’urbanizzazione sul paesaggio. • Tra il 1999 e il 2007 oltre 4.500 ettari di terre agricole sono scomparse sotto il peso del cemento: il 35% dei consumi di suoli agricoli dell’intera Provincia di Brescia si è concentrato qui. Negli stessi anni (1999-2007), in questi 88 Comuni la superficie urbanizzata è aumentata di circa 3.700 ettari, equivalenti a: intera superficie territoriale del Comune di Chiari o l’equivalente, in termini areali, di 150 trilocali (85 m2) al giorno o l’equivalente dello spazio occupato dall’“impronta” di oltre 90 Fiat Cinquecento di cemento ogni ora. Questo modello va fermato. Occorre guardare al patrimonio edilizio esistente che sicuramente è in eccesso, specialmente nei centri storici, e occorre migliorarne la qualità: recuperarlo, riutilizzarlo. Riconvertire il settore edilizio alla quasi esclusiva attività di recupero e miglioramento della qualità degli spazi urbani. Evitare nuovi consumi di suoli agricoli. Salvaguardare l’agricoltura. Aumentare la fruibilità pedonale e ciclabile degli spazi aperti ru-


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rali. Anche da questi territori può partire un nuovo modo di vivere il paesaggio, in primis in rapporto all’attività rurale. Ma questo richiede un impegno e un prezzo: cambiare stile di vita individuale ma anche stile di vita delle Amministrazioni che devono trovare nuove strade di cooperazione tra di loro. L’ambiente deve stare nelle prime posizioni delle agende politiche locali. Ci aspetta una sfida per vivere presente e futuro e garantire benessere: ogni Comune deve dare una mano a partire da se stesso e non ognuno deve fare per sé! Occorre guardare oltre il confine del proprio Comune.

Qualità delle acque nel fiume Oglio La Fondazione Cogeme sta approfondendo il tema della qualità dell’acqua irrigua, snodo necessario per il futuro del nostro territorio La serie di incontri proposti tra dicembre 2011 e febbraio 2012, partendo dai dati del monitoraggio ambientale, consumo di suolo e stato delle acque, ha offerto alcune linee-guida per le politiche ambientali dell’area, indicando proposte concrete per la gestione sostenibile del territorio. In particolare, il bacino sublacuale del fiume Oglio è interessato da pesanti carichi di azoto, al punto che le acque, superficiali e sotterranee, fanno fatica a metabolizzare gli inquinanti in eccesso. L’eccesso di azoto, che supera i limiti imposti dalla Commissione Europea, è pari a 40.000 t/anno nel bacino, di questo l’agricoltura e la zootecnia contribuiscono per oltre l’80%, mentre il carico civile per circa il 10%. Stando ai dati scientifici disponibili dall’Università degli Studi di Parma, nel bacino dell’Oglio per rimuovere l’azoto in eccesso il 10% della superficie dovrebbe essere occupato da zone umide e fasce tampone. Attualmente la quota di territorio destinata a tali ambienti è nettamente inferiore all’1%.

I fiumi e i canali sono dotati di “capacità naturali” di rimuovere l’azoto. In particolare questa funzione è svolta dalle piante acquatiche e dalle acque stagnati (zone umide). Come fare senza penalizzare il mondo agricolo? La soluzione non è semplice e non può essere imposta dall’alto. È necessario utilizzare un approccio sistemico, coinvolgendo tutti gli attori sul territorio, per realizzare un programma efficace di interventi a medio-lungo termine. Manca piuttosto la visione d’insieme del territorio, l’elenco degli areali a priorità di intervento maggiore. Serve valorizzare il reticolo idrografico secondario quale elemento centrale per il recupero paesaggistico e funzionale del territorio. Un progetto-pilota: “Il bosco dei fontanili”. Per dare concretezza a questa visione, la Fondazione Cogeme ha predisposto un progetto di recupero ambientale del Fontanile Bocchetto, un paleoalveo boscato (5 ettari), interamente vegetato, con risorgive e fontanili, in gran parte interrati, situato alla base del castello di Urago d’Oglio. L’intervento proposto, condiviso passo dopo passo con l’Amministrazione comunale, una volta reperiti i finanziamenti porterà ad una riqualificazione multi-obiettivo di un’ampia area vegetata, a cui sarà proposto il nome “Il Bosco dei Fontanili”. n

Il territorio come bene comune

Area oggetto dello studio. I comuni canalizzati

La Fondazione Cogeme Onlus ha collaborato nelle scorse settimane a un importante ciclo di incontri promossi dalla Fondazione Clementina Calzari Trebeschi di Brescia sulla tutela fisica, urbanistica e paesaggistica del territorio. Durante gli incontri molto partecipati – due presso il Museo di Scienze Naturali di Brescia e l’ultimo presso il Monastero di S.Pietro in Lamosa – la Fondazione Cogeme ha potuto illustrare lo studio sul consumo di suolo, i progetti sulla pianificazione territoriale e il Piano strategico per lo sviluppo sostenibile della Franciacorta.

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ENERGIA

Il Teleriscaldamento Freddo Un progetto innovativo di Cogeme per risparmiare energia

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ei prossimi anni, lo sfruttamento dell’energia del sottosuolo (geotermica) per riscaldare (e raffrescare) edifici e abitazioni, potrebbe essere a portata di ogni cittadino (e relativo portafoglio), grazie a un sistema chiamato “Teleriscaldamento Freddo”, ideale per le esigenze dei piccoli centri urbani che sono interessati a risparmiare energia, pur senza ricorrere agli ingenti investimenti del teleriscaldamento tradizionale. L’innovazione tecnologica, progettata dai Servizi Energetici di Cogeme spa, è già stata oggetto di una relazione a un seminario europeo sulle energie rinnovabili ed è attualmente in corso di conoscenza e diffusione nella rete territoriale dei Comuni di Cogeme. L’impianto è basato su un anello d’acqua in cui circola acqua alimentata dalla prima falda, che distribuisce fluido geotermico all’interno degli edifici.

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Come funziona È un principio che abbina la semplicità all’efficienza energetica (vedi figura 1), grazie a un circuito di “acqua tecnica”, utilizzata come anello di congiunzione fra le utenze e la fonte geotermica del sottosuolo: 1. l’acqua viene emunta dalla falda mediante un pozzo di prelievo e stoccata all’interno di un unico deposito sotterraneo; 2. l’acqua stoccata viene distribuita alle varie utenze, servite con una sorta di “acquedotto parallelo”; 3. ogni utenza preleva la quantità d’acqua strettamente necessaria per far funzionare una pompa di calore, centralizzata (per condomini o grandi utenze) o singola (per singole abitazioni); 4. una volta sottratta l’energia geotermica, necessaria a soddisfare le necessità termiche degli ambienti, l’acqua prelevata viene restituita al deposito sotterraneo, per poi essere posta nuovamente in circolazione;

Schema di funzionamento del “teleriscaldamento freddo”


Il pozzo di prelievo avrà il compito di fornire acqua “fresca” di falda, con il duplice scopo di: • mantenere costante la quantità di acqua stoccata, qualora utilizzata dall’utenza per scopi non potabili; • mantenere la temperatura del deposito entro un intervallo compatibile con il funzionamento ottimale delle pompe di calore. L’acqua geotecnica in eccesso ritornerà in falda con le medesime caratteristiche chimico-fisiche, con la sola temperatura variata di circa 6 °C rispetto a quella prelevata.

Pompa ad ALTA temperatura = caldaia a zero emissioni Il cuore tecnologico di questo innovativo sistema è una pompa di calore elettrica di ultima generazione, in grado di trasferire energia termica da un corpo a temperatura più bassa ad un corpo a temperatura più alta. • Per le utenze esistenti da riqualificare, le pompe di calore ad alta temperatura potranno sostituire l’esistente obsoleta caldaia, condividendone i medesimi spazi impiantistici;

munitaria, che intende a razionalizzare il sistema energetico puntando sul comparto termico, riducendone drasticamente i consumi e le emissioni. In particolare, il “teleriscaldamento freddo” permette di: • concentrare in un solo impianto la produzione di riscaldamento e raffrescamento; • conservare l’autonomia gestionale degli edifici serviti e la produzione individuale di riscaldamento, acqua calda sanitaria e condizionamento ambiente; • eliminare le perdite energetiche di distribuzione tipiche di una rete di teleriscaldamento tradizionale, dovute alla dispersione termica delle reti; • ridurre drasticamente le emissioni di CO2 per il riscaldamento urbano con l’eventuale azzeramento delle stesse mediante l’inserimento di un sistema fotovoltaico abbinato all’edificio servito dalle pompe di calore; • essere poco invasivo nei casi di riqualificazione di impianti esistenti in totale compatibilità con gli spazi precedentemente destinati alla centrale termica tradizionale; • eliminare le problematiche connesse con gli iter autorizzativi relativi alla Prevenzione Incendi ed alla Sicurezza per i Liquidi Caldi Sottopressione (ex Ispels). L’impianto, inoltre, è semplice nell’uso, nella manutenzione e nella conduzione, non si è legati all’impiego di specifiche marche impiantistiche, e genera bassi costi gestionali e manutentivi.

• Per le utenze nuove o ristrutturate, le pompe di calore tradizionali a bassa temperatura costituiranno il nuovo generatore termico dell’edificio da servire. In entrambi i casi, le pompe distribuiranno il calore geotermico dall’acqua di falda fino ai circuiti impiantistici, tradizionali termosifoni o moderni impianti radianti a pavimento.

Alcuni oggettivi vantaggi Questa soluzione progettuale è perfettamente aderente alle linee-guida della Politica Energetica Nazionale e Co-

ENERGIA

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Conclusione Per le aree geografiche come quella in cui opera Cogeme, caratterizzate da falde acquifere relativamente superficiali, piuttosto che da acquiferi e corsi d’acqua superficiali (in questo caso il termine geotermia dovrà essere sostituito dal termine idrotermia), il “teleriscaldamento freddo” può rappresentare un modo semplice, veloce, non invasivo ed economico, per qualificare energeticamente gli impianti di produzione calore utilizzando fonti energetiche rinnovabili. n

Paratico si scalda con Cogeme È stato affidato a Cogeme il servizio energia degli immobili comunali di Paratico. Il servizio, assegnato a seguito di gara, consiste nella gestione del calore, nella erogazione di acqua calda sanitaria e negli interventi di manutenzione e riqualificazione di 6 impianti termici (Municipio, scuole, palestre) del Comune, ma altri edifici di proprietà pubblica potrebbero aderire in futuro. La gestione di Cogeme, che prevede anche un sistema di telecontrollo, sarà operativa dal prossimo mese di maggio per i successivi 12 anni.

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Energie rinnovabili e ambiente Presentato il nuovo impianto a biomasse legnose di Rodengo Saiano

L

inea Energia, società del gruppo LGH attiva nel settore delle energie rinnovabili e Paradello Ambiente, realtà del Gruppo Paradello che opera nel settore dell’ambiente, del verde e dell’agricoltura biologica, hanno presentato nelle scorse settimane il nuovo impianto a biomasse legnose che sorgerà a Rodengo Saiano (BS). Il progetto, dal titolo “Franciacorta Rinnovabili”, è una risposta moderna, sicura ed efficiente per le esigenze ambientali ed energetiche del territorio, realizzata da realtà pienamente e strategicamente orientate alle energie rinnovabili e allo sviluppo sostenibile, alle quali si aggiunge come partner anche Cauto Onlus, cooperativa bresciana attiva nel reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

L’impianto: energia dall’ambiente In un ciclo completo di recupero, l’impianto a biomasse legnose riceverà il verde proveniente dalle attività di manutenzione dei parchi/giardini (erba, fogliame, sfalci di potatura, tronchi ..) e dalla raccolta del verde di isole ecologiche del nostro territorio, generando così un sistema “chiuso” ecocompatibile. Non sarà – infatti – utilizzato legno trattato, verniciato, o di natura non vergine, così come non si reperirà materiale lontano dal territorio, e

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nemmeno prelevato dai boschi o prodotto da coltivazioni dedicate. Oggi e per il futuro, infatti, – grazie a contratti pluriennali – LGH, Paradello Ambiente e Cauto Onlus sono già in possesso del legname per l’adeguata alimentazione dell’impianto. Questo è anche il frutto di innovative politiche ambientali, come la Raccolta Differenziata, che consentono di raccogliere quel legname necessario per “far funzionare” l’impianto.

Energia e compost L’impianto ha una potenzialità di produzione di energia di 1 megawatt elettrico ed è predisposto per la produzione di energia termica in cogenerazione. L’energia elettrica prodotta – certificata rinnovabile – verrà immessa nella rete nazionale. L’energia termica consentirà il riscaldamento di attività nell’area locale: i tecnici da tempo, infatti, stanno sviluppando possibilità di allacciamento atte a soddisfare fabbisogni termici. Questo consentirà un’ulteriore ottimizzazione del recupero del calore prodotto, già oggi in gran parte sfruttato. L’impianto potrà ricevere dalla sezione di compostaggio sino a 13.000 ton/a di legname, già attualmente gestite dai partner del progetto.


SCHEDA TECNICA IMPIANTO DI RODENGO SAIANO SEZIONE DI COMPOSTAGGIO DEL VERDE Biomassa verde in ingresso all’impianto di compostaggio

33.000 ton/a

Biomassa legnosa separata dall’impianto di compostaggio

13.000 ton/a

Biomassa verde erbacea da compostare

20.000 ton/a

Compost prodotto

10.000 ton/a

Acqua evaporata durante il processo maturazione compost

10.000 ton/a

SEZIONE RECUPERO ENERGETICO BIOMASSE LEGNOSE Biomassa legnosa in ingresso all’impianto a biomasse (*) Potenza elettrica impianto

13.000 ton/a 1 MW

Produzione energia elettrica

8.000 MWh/a

(*) biomassa in arrivo dalla sezione di compostaggio

Un impegno verso il territorio La tecnologia utilizzata per l’impianto non è – per scelta esplicita dei proponenti l’iniziativa – compatibile con la combustione di altri materiali (rifiuti, ad esempio). L’impianto si presenta quindi come una risposta efficiente e sicura alle necessità di smaltimento e valorizzazione della frazione di risulta del verde che viene raccolta sul nostro territorio, grazie all’efficiente funzionamento della Raccolta differenziata. Anche in termini di emissioni nell’atmosfera, tutto verrà sviluppato nell’ottica del massimo impegno tecnologico e del minimo impatto ambientale. Le emissioni saranno, infatti, pari a quella di una stufa. Oltre alle rigorose prescrizioni normative, e conseguenti controlli, delle autorità preposte, si aggiungerà l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, al fine di rendere l’impatto delle attività combustive ben al di sotto dei limiti di legge; Energie rinnovabili al servizio dell’ambiente, insomma. Questo il convinto impegno di Paradello Ambiente, che

ha ospitato nelle scorse settimane presso la sua sede di Rodengo Saiano la presentazione dell’impianto, e di Linea Energia. “Con questa soluzione – ha affermato l’Amministratore di Paradello Ambiente Ezio Piva – “chiudiamo” il “ciclo del verde” che quotidianamente raccogliamo o che ci viene conferito. Invece di impiegare energia e risorse per smaltirlo, traiamo proprio dal legno elettricità e calore. Il tutto in modalità tecniche e ambientali coerenti con quegli irrinunciabili principi che ispirano il nostro impegno nei settori del verde, del vivaismo, del compostaggio e dell’agricoltura biologica”. “La produzione di energia da parte della nostra Società – hanno poi sottolineato il Presidente e il Direttore di Linea Energia Gianluca Delbarba e Davide Alberti – è esclusivamente proveniente da fonti rinnovabili. Idroelettrico, fotovoltaico, biogas e – come per l’impianto di Paradello – biomasse, sono tutti capitoli dell’orientamento, strategico ed altamente impegnativo, di utilizzare esclusivamente fonti rinnovabili ed innovative per la produzione di energia elettrica, in linea con le politiche internazionali dello sviluppo sostenibile ed in conformità con le normative più rigorose”. L’impegno è quindi quello di sviluppare il settore delle energie rinnovabili in coerenza con le opportunità che il territorio consente. Partendo da potenzialità e peculiarità presenti nei luoghi in cui si opera, si possono fornire proposte efficienti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Ultimo, ma importante, aspetto, anche in uniformità con gli irrinunciabili valori di trasparenza e responsabilità sociale d’impresa che contraddistinguono tutti i protagonisti di questa nuova iniziativa: dall’attivazione dell’impianto, la cittadinanza sarà costantemente informata su dati tecnici e valori delle emissioni in atmosfera. n

ENERGIA

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Lombardia più verde con le biomasse

>

Una fonte energetica che trova il suo habitat nella Val Padana, il cui sviluppo consente una riduzione degli approvvigionamenti di idrocarburi e un contenimento delle emissioni nocive. Nel 2010, nel nostro Paese si contavano oltre 1.100 impianti con una potenza totale di 1.088 MW elettrici e 702 MW termici. Secondo i dati del GSE su un totale di circa 300 TWh di energia elettrica prodotta in Italia a fine 2011, circa 11,3 TWh sono stati generati da biomasse. Certo, non siamo ancora ai livelli di presenza sul territorio che competono a solare ed eolico che la fanno da prim’attori, ma le biomasse conquistano terreno, anzi conquistano le loro posizioni sul terreno della convenienza e del recupero di quanto la natura ha offerto e che altrimenti non verrebbe riutilizzato. Entriamo nel dettaglio, avvalendoci delle informazioni contenute nel rapporto di Legambiente Comuni Rinnovabili 2012. I Comuni in Italia che ospitano centrali a biomassa solida o centrali a biogas sono 1248, con una potenza totale degli impianti (biomassa solida più biogas) di 2.117 MW elettrici e 731,7 MW termici. Detto questo, un distinguo opportuno per conoscere che cosa viene immesso nelle caldaie delle centrali. Ovvero, negli impianti a biomassa solida il combustibile più comunemente utilizzato è il cippato. Parola strana? Non del tutto, poiché deriva dall’inglese chips “pezzettini”, ossia pezzettini di legno ricavati dagli scarti di segherie che lavorano piante prive di sostanze inquinanti. Altri tipi di biomasse solide utilizzate sono legno vergine (come quello che verrà impiegato nell’impianto che sorgerà a Rodengo Saiano), residui forestali, trucioli, segatura. Non vi è dubbio che le risorse naturali che formano il grande settore delle biomasse – grazie anche agli elevati livelli di raccolta differenziata – consentano di incrementare l’utilizzo di tecnologie che consentano la produzione di energia pulita.

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La raccolta vincente è quella globale A febbraio tutti sopra il 60%, guida Passirano con il 75,3%

C

ome di consueto, di seguito l’aggiornamento sui dati della RD negli 11 Comuni che, tra Franciacorta, Ovest e Bassa, hanno assunto il modello RD Globale per puntare alla massima differenziazione e recupero del rifiuto. Un gesto di attenzione per l’ambiente, per la qualità della vita delle nostre comunità, per un recupero di materie utili al riciclo e al riuso.

A febbraio tutti sopra il 60% Il primo dato che balza all’occhio (il dettaglio in tabella è che tutti i Comuni che hanno scelto questa modalità di servizio si posizionano oltre l’asticella del 60%. Un dato davvero significativo, soprattutto se si considera che esso è raggiunto sia dai Comuni che già dal 2008 hanno introdotto il servizio, sia dagli “ultimi arrivati” del 2010. Passirano, Castrezzato, Cazzago e Villachiara superano il 70%.

che permette la registrazione dell’effettivo svuotamento e la conseguente misurazione della produzione in termini di volume di rifiuto. In ogni Comune, per agevolare il passaggio alla RD Globale, sono stati realizzati materiali e incontri pubblici.

Come funziona il servizio

E i risultati si vedono

La RD è un sistema “globale”, come viene definito, perché punta a massimizzare i rifiuti recuperati, dalle famiglie e dalle imprese, e a ridurre al minimo il rifiuto cosiddetto “indifferenziato”, ovvero quello che viene smaltito direttamente presso le discariche e i termovalorizzatori. Il servizio di raccolta porta a porta progettato prevede la rimozione dei cassonetti stradali e la loro sostituzione con contenitori monofamiliari, uno per ciascuna delle frazioni di rifiuto raccolto, che vengono vuotati secondo specifica frequenza e calendario. A ogni famiglia vengono consegnati contenitori per la raccolta di carta e cartone, vetrolattine, imballaggi in plastica (sacco), frazione organica (scarti della cucina) e un contenitore carrellato per il rifiuto indifferenziato, ovvero i rifiuti residui della raccolta differenziata, ed è dotato di un rilevatore elettronico (“Tag”),

Ne parliamo diffusamente nell’articolo dedicato al Convegno dello scorso 2 febbraio, ma 4 Comuni sui primi 5, 5 sui primi 10 e 11 sui primi 20 Comuni nella classifica di chi meglio differenzia sono stati gestiti nel 2010 (anno di riferimento del Quaderno 2011 dell’Osservatorio Provinciale Rifiuti) da Cogeme Gestioni.

Dove trovare le informazioni È attivo, infine, un Numero Verde al quale rivolgersi – 800 721314 – e una sezione apposita del sito Internet di Cogeme www.cogeme.net. Il nuovo sistema è attivo in undici amministrazioni comunali dell’Ovest bresciano, per un totale di 80.000 abitanti. La media di rifiuti recuperati con il passaggio al nuovo sistema “globale” si aggira intorno al 70%. n

RACCOLTA DIFFERENZIATA GLOBALE RISULTATI MENSILI 2012

2012

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FEBBRAIO

Paderno

Passirano

Castegnato**

Erbusco

Castrezzato

Rudiano

Rovato

Cazzago

Berlingo

Villachiara

Maclodio

GIU. ‘08*

LUG. ‘08*

NOV. ‘08*

DIC. ‘08*

FEB. ‘09*

FEB. ‘09*

GIU. ‘09*

GIU. ‘09*

FEB. ‘10*

MAR. ‘10*

LUG. ‘10*

69,6%

75,3%

65,5%

62,9%

74,0%

64,9%

64,4%

73,9%

68,1%

74,8%

70,2%

*Data di attivazione del servizio. - ** Non calcolata la frazione vegetale (sfalci, ramaglie ecc.).


A Cogeme i rifiuti di sette Comuni Aggiudicata la gara per l’igiene urbana

I

l servizio di Igiene Urbana di alcuni importanti Comu- Comuni anni fa, ha un bilancio sano, e sa vincere le gare ni della Franciacorta e dell’Ovest continuerà ad essere presentando offerte economicamente e tecnicamente più fornito da Cogeme Gestioni. La società del gruppo LGH vantaggiose rispetto ai concorrenti: non è proprio questo che opera nel bresciano e nella bergamasca nel settore lo spirito delle norme del mercato? ambientale si è aggiudiTornando al servizio di cata a inizio dicembre la raccolta – che è ciò che gara indetta da Rovato, più interessa i cittadini – Amministrazione Comurimarrà quindi, per queste nale capofila di un bacino sette comunità, l’attuale di sette Comuni: Berlingo, raccolta differenziata gloCastegnato, Cazzago San bale: un sistema che ha Martino, Erbusco, Paderno consentito in questi anni Franciacorta e Passirano. di raggiungere livelli di La gara era imperniata sia eccellenza nella differensulla efficienza economiziazione dei rifiuti, giunca delle Aziende partecigendo a percentuali di panti rispetto al capitolaordine europeo (il 70% di to proposto dagli Enti, sia raccolta differenziata, con sulla qualità tecnica del punte dell’80%). Cogeme servizio offerto. Gestioni proseguirà quinCompattatore in Piazza Cavour a Rovato Come ultimamente accadi nel proprio impegno al de le aziende concorrenti servizio dei sette Comuni hanno inteso ricorrere al TAR di Brescia. La vicenda si ri- aggiudicati nella gara: un impegno che tende sempre alla solverà certo positivamente innanzi al Consiglio di Stato, massima efficienza e competitività, senza al contempo abanche se – come abbiamo già osservato in passato – la- bassare la qualità del servizio, del lavoro dei propri dipenscia una riflessione: Cogeme Gestioni, società voluta dai denti e dell’attenzione all’ambiente.  n

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Un convegno per la RD La Raccolta Differenziata Globale, un modello positivo

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n convegno per approfondire i temi della Raccolta Differenziata nell’Ovest bresciano e in Franciacorta, partendo dai dati pubblicati alcune settimane fa dall’Osservatorio Provinciale dei Rifiuti. Questo il tema del workshop, che lo scorso 2 febbraio Cogeme Gestioni ha promosso presso la sua sede, e attorno al quale ha chiamato a discutere diverse autorevoli voci. Obbiettivo: fare un bilancio della Raccolta Differenziata, alcuni anni dopo l’introduzione della RD Globale, prima a Paderno Franciacorta e, subito dopo, a Passirano, Cazzago e negli altri Comuni che hanno deciso di attivare il servizio. Alla presenza del Assessore provinciale all’Ambiente Stefano Dotti, e del Presidente nazionale di Federambiente Daniele Fortini, moderati dal Presidente di Cogeme Gianluca Delbarba, si è preso spunto dalla presentazione – da parte di Stefano Querci, Direttore di Cogeme Gestioni – dei risultati e delle performances raggiunte in questi anni nel settore della Raccolta Differenziata. Attività che hanno consentito a tre Comuni serviti proprio dalla Società rovatese di posizionarsi nelle prime tre posizioni della classifica Provinciale dei Comuni che più differenziano (Cazzago S/M col 78,86%, Passirano a col 78,67 e Paderno FC con il 76,29%). Oltre ad illustrare i positivi risultati raggiunti, l’intervento del Direttore Querci si è incentrato sulle modalità di effettuazione del servizio, sulle recenti evoluzioni normative e sui risultati raggiunti nelle gare per l’affidamento. Alla luce

Il tavolo dei relatori di queste considerazioni, si è poi sviluppato il confronto tra il Sindaco di Cazzago San Martino, Giuseppe Foresti, Comune capofila nel 2010 tra quelli che più hanno riciclato, l’Amministratore Delegato di LGH - la Holding di public utilities di cui Cogeme Gestioni fa parte – Fabrizio Scuri, e Daniele Fortini, Presidente Nazionale di Federambiente – la realtà associativa delle aziende attive nel settore ambientale - che con la sua presenza ha sottolineato la specificità del modello “Cogeme-LGH” nel bresciano e nel lombardo. Al termine, le conclusioni dei lavori sono state affidate all’Assessore Dotti, che ha evidenziato strategie ed obbiettivi per la Raccolta Differenziata nella Provincia di Brescia. Tra il pubblico, molti Amministratori locali, tra i quali i Sindaci di Passirano, Daniela Gerardini, e Paderno FC, Antonio Vivenzi, le cui realtà comunali sono seconde e terze classificate in questa particolare classifica. n

Tre domande a Foresti Sindaco di Cazzago San Martino

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L’Osservatorio provinciale Rifiuti, dopo aver collocato al primo posto nel 2010 Paderno, nel suo Quaderno 2011, ha evidenziato che il Comune ad effettuare meglio la raccolta differenziata in Provincia di Brescia è Cazzago. È una bella soddisfazione per noi, ed il merito va certamente ai cittadini di Cazzago San Martino, che hanno accolto favorevolmente l’introduzione di un sistema di raccolta rifiuti porta a porta che, se da un lato consente queste percentuali di raccolta differenziata, dall’altro richiede anche un piccolo e costante impegno da parte di famiglie e imprese. Da dove nasce l’intuizione di introdurre anche a Cazzago la Raccolta porta a porta? Avevamo avuto modo, negli scorsi anni, insieme ad altri amministratori locali, di conoscere esperienze similari in giro per l’Italia, penso in particolare a quella attuate in provincia di Treviso. Era sembrato a noi, come ad altri

Comuni della Franciacorta e dell’Ovest che hanno poi introdotto questa modalità di raccolta rifiuti, che il porta a porta “spinto” fosse una forma intelligente per massimizzare la raccolta differenziata, ridurre la produzione di indifferenziata, misurare e incentivare la RD. E i risultati vi hanno dato ragione. Grazie al supporto tecnico di Cogeme Gestioni, riuscimmo allora a declinare anche qui il modello al quale ci eravamo ispirati, costruendo su misura dei nostri territori la “Raccolta Differenziata Globale porta a porta”. Prima a Paderno, poi a Passirano, Cazzago e oggi in undici Comuni, è stato introdotto un sistema che i nostri concittadini hanno sin da subito ben accettato. Anzi, mi sento di poter dire che proprio il pieno convincimento della popolazione di praticare una concreta e positiva azione a favore dell’ambiente ha consentito il raggiungimento di una percentuale che sfiora quest’anno l’80% di RD.


A Iseo è boom per la differenziata La capitale del Sebino tra i Comuni ricicloni

A

nche Iseo sta entrando autorevolmente nel club dei Comuni bresciani capaci di raggiungere ottimi livelli di Raccolta differenziata. La capitale del Sebino lo scorso novembre aveva ,infatti, introdotto, grazie anche alla collaborazione tecnica di Cogeme Gestioni, un sistema misto di raccolta porta a porta con isole ecologiche, con l’obbiettivo di raggiungere entro la fine del 2012 il 60% di RD. In realtà, dopo solo un mese Iseo – che partiva da percentuali inferiori al 30% - ha risposto benissimo al nuovo sistema di raccolta, facendo segnare un bel 60,84% a dicembre 2011. Un dato questo raggiunto grazie all’impegno della cittadinanza, e alle molteplici occasioni di informazione, anche in lingue come il russo, o l’urdu, al fine di sensibilizzare ogni singolo abitante iseano sull’importanza del cambiamento messo in atto. Risultati davvero non scontati, pensando soprattutto alla conformazione urbanistica, o all’importante afflusso turi-

AMBIENTE

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stico che anche nel mese di dicembre la cittadina fa segnare, in particolare la domenica. Segnali incoraggianti, per proseguire in un impegno a favore dell’ambiente. n

Cogeme menzionata… dall’ONU! Oltre 20mila alberi piantati per il pianeta

C

erte storie sono davvero belle. Non solo perché raccontano di un recupero ambientale importante – quello della discarica di Castrezzato/Trenzano, divenuto un caso di eccellenza nazionale, premiato anche recentemente (ne scrivevamo proprio nell’ultimo numero di questa rivista) – ma perché vanno oltre i confini nazionali, e possono diventare un esempio da seguire. Potete immaginare quindi la soddisfazione nel vedere citata Cogeme nell’opuscolo pubblicato dall’ONU, in particolare dell’UNEP, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, in occasione della recente campagna planetaria a favore dell’ambiente “Billion Servizio Clienti

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tree” (in italiano, un miliardo di alberi), nell’ambito di Plant for the Planet (“Pianta per il Pianeta”). La nostra Società ha infatti contribuito all’iniziativa dell’autorevole Agenzia, piantando oltre 20.000 tra alberi e arbusti nell’ambito delle opere di recupero ambientale della ex discarica di Castrezzato – Trenzano. Un impianto di smaltimento che dal 1991 al 2003 ha accolto circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti, e che sin dalla sua chiusura ha visto impegnate Cogeme prima, e Linea Ambiente poi, in complesse ed impegnative attività di recupero per una futura piena fruizione da parte del territorio. Ora – dopo il Premio La Città per il Verde – questa segnalazione dalla più rappresentativa agenzia sovranazionale. A riconoscimento che sviluppo e attenzione all’ambiente possono camminare insieme. n Numero Verde

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AOB2 rende “limpida” la qualità dell’acqua Una nuova vetrina per la Società di gestione del servizio idrico

A

OB2 srl, la Società per la gestione del servizio idrico integrato nell’Ovest bresciano, ha realizzato un nuovo sito internet, con servizi ai clienti totalmente on line, tra cui le tabelle aggiornate 2011 sulla qualità dell’acqua in ciascuno degli acquedotti gestiti e il raffronto con le principali marche di acque minerali. In particolare, il sito internet riporta i dati di qualità delle acque di tutti gli acquedotti gestiti nell’Ovest bresciano (ben 44, al servizio di circa 270mila abitanti). I cittadini-

Comunicare l’acqua WWW.AOB2.IT Un nuovo sito internet per comunicare l’acqua

utenti potranno perciò verificare direttamente la qualità dell’acqua che sgorga dai rubinetti di casa, attraverso molteplici indicatori: il pH, la durezza, il residuo a 180° e molto altro. Comparando – inoltre – i dati di riferimento con quelli delle più diffuse acque in bottiglia. Il Presidente, Angelo Zinelli, e il direttore, Paolo Saurgnani, hanno sottolineato come “grazie alla notevole attenzione che i cittadini–utenti danno all’acqua, elemento fondamentale per la vita quotidiana, abbiamo voluto fornire il massimo possibile di informazioni. I visitatori del sito non solo troveranno i dati relativi al proprio acquedotto, ma anche utili e chiare indicazioni sul risparmio della risorsa acqua, sull’assistenza in caso di guasti, sulle attività educative nella scuole.”

Una sezione interamente dedicata ad informare gli utenti che devono istruire una pratica e non sanno come fare.

Informazioni sulle modalità, sugli orari e sugli impegni presi da AOB2 nei loro confronti.

Tramite un semplice form di registrazione, gli utenti potranno fare qualsiasi richiesta ad AOB2, nonché consultare l’estratto conto e comunicare la lettura del proprio contatore.

FORNITORI Una sezione interamente dedicata ai fornitori (bandi, esiti di gara, certificazione, albo).

Una serie di utili informazioni per conoscere l’acqua e consumarla in modo consapevole.

Una ricca sezione informativa, con la possibilità di conoscere esattamente la qualità dell’acqua dell’acquedotto comunale, e confrontarla con le principali etichette di acqua in bottiglia.

AOB2, grazie a un accordo con la Fondazione Cogeme, effettua ogni anno oltre 50 interventi in classe e visite guidate ai propri impianti da parte delle scolaresche. Qui è possibile ottenere dle materiale e prenotarsi.

Per gli utenti, il sito contiene una sezione interamente dedicata ad informare come istruire una pratica; tramite un semplice form di registrazione, gli utenti potranno fare qualsiasi richiesta ad AOB2, nonché consultare l’estratto conto e comunicare la lettura del proprio contatore. Vi sono poi informazioni sulle modalità di accesso e sugli orari degli sportelli e sugli impegni presi da AOB2 nei confronti delle utenze. Da ultimo, una sezione interamente dedicata ai fornitori (bandi, esiti di gara, certificazione, albo). n

Chi è AOB2?

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AOB2 è la società di gestione del Servizio Idrico Integrato di una delle tre aree omogenee in cui è stato suddiviso il territorio della Provincia di Brescia: area Sebino, Franciacorta e Pianura Occidentale. In AOB2, società interamente pubblica, sono confluite le Società che gestivano il Servizio Idrico Integrato nei Comuni dell’area Ovest della Provincia di Brescia, ovvero Cogeme spa, Cast (Castelcovati Azienda Servizi Territoriali srl) e TAS (Società Tutela Ambientale del Sebino) e i Comuni di Cortefranca, Monticelli Brusati, Orzivecchi, Paratico,

Quinzano d’Oglio, Rodengo Saiano, Sulzano e Zone. Sono ad oggi 53 i Comuni che vedono AOB2 impegnata nelle varie attività relative al servizio idrico. Gli abitanti serviti sono oltre 302.000, ovvero più di un quarto dell’intera popolazione della Provincia di Brescia. Nel corso del 2010, la gestione del servizio idrico integrato (acqua potabile, depurazione, fognatura) di AOB2 è stata estesa ad altre due importanti comunità della Provincia bresciana: Palazzolo sull’Oglio e Travagliato.


Un depuratore per il Gandovere Aperto il cantiere. Impianto pronto entro il 2013

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Comuni dell’Asta del Gandovere (Torbole Casaglia, Castelmella, Castegnato, Monticelli Brusati, Ospitaletto, Passirano, Rodengo Saiano, Roncadelle e Ome) avranno finalmente un efficiente sistema di depurazione, attraverso la realizzazione dell’impianto consortile a Torbole Casaglia. L’impianto sarà realizzato per conto del Comune-capofila di Torbole Casaglia da Gandovere Depurazione, Società presieduta da Eugenio Taglietti (consigliere di Cogeme), e costituita da Cogeme spa (52%), Syderidraulic Sistem spa (24%) e Consorzio UNILAND scarl (24%).

Costi e finanziamento Il costo dell’opera è di oltre € 25 milioni, messi a disposizione direttamente dalla Società Gandovere Depurazione con la formula del project finance, ovvero una possibilità che la legge concede agli Enti Pubblici di realizzare opere pubbliche affidando l’opera a una Società privata, scelta con apposito bando, che si impegna a portarla a termine senza costi per le casse comunali, in cambio di una concessione pluriennale di servizio. Alla gara indetta dal Comune nel 2005 ha partecipato anche Gandovere Depurazione in Associazione Temporanea di Impresa, che ha avanzato la proposta migliore, sotto il profilo tecnico ed economico.

mila abitanti equivalenti in vista di un incremento della popolazione dell’area. L’opera occuperà una superficie di 40mila metri quadrati. La rete fognaria di collettamento, invece, avrà una lunghezza di 24km, articolati in un tronco principale e da tre segmenti secondari.

ACQUA

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Tempi di realizzazione I lavori sono iniziati a gennaio 2012 con quattro cantieri in simultanea, di cui uno presso l’area ove sorgerà l’impianto e 3 lungo il tracciato dei collettori. La durata dei lavori, che sono eseguiti direttamente da Uniland e Sideridraulic, è di circa 2 anni. La Direzione Lavori è stata affidata ad AOB2, nella persona del Direttore Tecnico ing. Mauro Olivieri, già referente di Cogeme durante tutto l’iter di supervisione del progetto.

Gli obiettivi di sostenibilità dell’impianto

L’opera è attesa dalle comunità locali da quasi 20 anni. Il nuovo e moderno impianto sostituirà 8 depuratori - piccoli e poco funzionali - attualmente operativi negli otto Comuni, migliorando le prestazioni tecniche e risanando sui piani ambientale e igienico-sanitario una vasta zona territoriale. L’impianto consortile garantirà una razionalizzazione dei costi, una costante attenzione al processo e quindi alla qualità dell’effluente, al punto che l’acqua in uscita, imIl nuovo depuratore consortile del torrente Gandovere - messa nel Vaso Quinzanello, potrà essere utilizzata per usi che sorgerà a Nord della strada provinciale 19 - costerà irrigui per un vasto territorio agricolo, sino a Dello. circa 25 milioni di euro. Nella fase iniziale servirà un ba- Inoltre, la presenza di tre linee autonome di trattamento cino di circa 70mila abitanti, ma è stato progettato per 93 consentirà una maggiore flessibilità gestionale garantendo sempre la continuità funzionale dell’impianto anche di caso di operazioni di manutenzioni ordinaria e straordinaria sulle linee. Infine, la nuova dorsale di collettamento che attraverserà l’area del Gandovere velocizzerà l’allacciamento alla fognatura di ampie zone non ancora foVista impianto Gandovere gnate. n

Il depuratore in numeri

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Linea Com ad Urban Police 2011 All’Esposizione della Polizia locale con il Progetto Sicurezza Stradale

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inea Com è la società del Gruppo LGH che, forte della sua esperienza, propone alle Pubbliche Amministrazioni soluzioni tecnologiche per lo sviluppo del territorio; tra queste soluzioni il “Progetto Sicurezza Stradale” molto apprezzato durante “Urban Police 2011” a Bergamo. L’Esposizione della Polizia Locale organizzata dalla Edipol di Milano, che da oltre trent’anni pubblica il mensile “La Voce dei Vigili Urbani”, divenuto ormai il punto di riferimento per tutti gli operatori della Polizia locale italiana.

Vediamo nel dettaglio la proposta di Linea Com Il piano di sicurezza viabilistica Per ridurre gli incidenti stradali e migliorare le condizioni viabilistiche, Linea Com ha studiato un progetto che prevede la realizzazione di un Piano di Sicurezza Viabilistica attraverso l’attuazione di interventi per dissuadere i comportamenti pericolosi. Il monitoraggio: la conoscenza si fa strada Grande attenzione è riservata alla conoscenza della situazione viabilistica. Ciò avviene definendo le zone pi�� critiche della viabilità urbana e extraurbana, i punti dove si verificano un elevato numero di incidenti e le aree dove si registra un flusso di traffico intenso. I dati relativi al numero di incidenti sono attinti da banche dati diverse, mentre per il rilievo dei flussi di traffico si procede all’utilizzo di apparecchiature contaveicoli. L’attività di rilievo prevede: il sopralluogo lungo la viabilità interessata, l’individuazione delle postazioni di indagine, la configurazione, l’istallazione, la successiva rimozione delle apparecchiature contaveicoli e la acquisizione dei dati ottenuti.

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Il WebGIS: tecnologia al servizio della viabilità Il progetto prevede inoltre la creazione di un Sistema Informativo Geografico per la gestione e l’aggiornamento dei dati: il Web GIS. Accessibile via Web, il siste-

ma è in grado di gestire e visualizzare livelli informativi cartografici e alfanumerici, interrogare i dati, creare statistiche sul territorio, evidenziare in mappa i punti critici attraverso indici come la densità, la lesività e la gravità ed analisi spaziali come la Kernel Density. Il WebGIS permette inoltre di aggiornare i dati raccolti attraverso un apposito modulo che consente in tempo reale l’inserimento in mappa degli incidenti con la compilazione delle schede ISTAT che contengono tutti i dati necessari all’aggiornamento delle statistiche e delle tematizzazioni create in mappa dal sistema. Il WebGis  consente inoltre una piena integrazione con strumenti di analisi e simulazione viabilistica tematizzando i risultati di tali sistemi sulla base cartografica disponibile. Tale possibilità consente di storicizzare e studiare la movimentazione veicolare su appositi settori della viabilità. La fase operativa La fase operativa del progetto consiste nell’istallazione, in zone individuate come critiche, di strumenti in grado di dissuadere dall’eccessiva velocità attraverso sanzioni pecuniarie. Le tipologie di rilevatori di velocità possono essere di natura fissa o mobile, con una scelta adattabile in funzione delle esigenze specifiche. Gli introiti recuperati da tali sanzioni potranno essere utilizzati per coprire i costi di gestione complessivi del progetto di sicurezza, come previsto dalle normative vigenti. I vantaggi di un servizio completo

Esempio mappatura incidenti stradali

Il progetto proposto da Linea Com ha caratteristiche uniche in termini di completezza rispetto ad altre proposte di outsourcing. Si comincia dal recupero dei dati storici relativi agli incidenti stradali, al monitoraggio del traffico, all’istallazione e alla gestione di strumenti rilevatori di velocità, al rilievo delle infrazioni e alla gestione delle sanzioni amministrative in tutte le sue fasi, compresa l’emissione. Le attività svolte da Linea Com garantiscono la sicurezza dei risultati attraverso l’impiego di personale competente e di tecnologie innovative. n


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Il Disaster Recovery Un’importante esigenza per le Amministrazioni locali e le imprese

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venti naturali, guasti ai macchinari e intrusioni informatiche esterne sono le minacce più significative per gli IT manager; minacce che spingono ad adottare strumenti di Disaster Recovery. Una scelta che è oggi obbligo normativo per le Pubbliche Amministrazioni. Il servizio di Disaster Recovery dei sistemi informatici nella Amministrazioni locali è stato perciò al centro di un importante convegno tenutosi a Rovato, presso la sede di Linea Com, Società del gruppo LGH attiva nel campo dell’ICT. Alla presenza di alcuni autorevoli relatori, e dopo il saluto del DG di Linea Com Fabrizio Scuri, la discussione si è concentrata attorno alle richieste indicate nel Decreto Legislativo 235/2010 e all’esigenza di una assoluta sicurezza nell’archiviazione dati in casi di problematiche impreviste. Se Giancarlo Butti – consulente di informatica – e Francesco Baroncini (Asigra Italia) hanno introdotto i contenuti tecnici del convegno, Luciano Archetti responsabile Infrastrutture di Rete Settore Informatica e Telematica Provincia di Brescia ha tracciato un quadro complessivo Disaster Re-

Tavolo dei relatori covery della Provincia di Brescia, partendo dall’esperienza del C.I.T. (Centro Innovazione e Tecnologie) e dal ruolo che esso può svolgere a favore delle Amministrazioni Comunali. Ha concluso i lavori Fabio Zancanella, Responsabile Commerciale di Linea Com, che ha delineato le proposte di Linea Com per i clienti privati e pubblici. n

Sviluppare servizi per cittadini e imprese A Cremona importanti progetti pilota tra banda larga e tecnologia

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a banda larga, le tecnologie e i servizi che vengono veicolati attraverso di essa rappresentano un‘importante occasione per la crescita del tessuto economico e sociale anche della Lombardia. A Cremona, in occasione di un partecipato incontro promosso da ANCI Lombardia e da Aemcom sono state presentate struttura e finalità dell’ Agenda Digitale Lombarda (ADL), un’iniziativa promossa da Regione Lombardia per indirizzare e sostenere la crescita dell’innovazione tecnologica. Un progetto questo che vede Aemcom, società del Gruppo LGH, coinvolta in modo attivo e propositivo come prima area di sperimentazione. L’Agenda Digitale Lombarda 2012-2015 è un programma di azioni ed interventi finalizzati a massimizzare i benefici economici e sociali derivanti dall’utilizzo delle tecnologie informatiche; uno strumento per aumentare la competitività del territorio e l’attrattività degli investimenti, per rimuovere i vincoli e le barriere infrastrutturali e socioculturali che ostacolano lo sviluppo e la Servizio Clienti

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partecipazione alla società della conoscenza e dell’informazione. Tra i criteri guida dell’azione di governo, l’innovazione, la semplificazione e la digitalizzazione sono viste come leve fondamentali sia per un cambiamento culturale dell’azione della Pubblica Amministrazione sia per un aumento della competitività del tessuto economico lombardo. L’agenda digitale intende valorizzare esperienze nelle quali operatori pubblici e privati, come nel caso della sperimentazione già avviata nella Provincia di Cremona – ma destinata a coinvolgere tutto il territorio lombardo – accettano la sfida dell’innovazione allo scopo di massimizzare i benefici derivanti dall’utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche. Il presidente di Aemcom, Mirko Grasselli, sintetizza il ruolo della società all’interno dell’iniziativa: “La nostra apertura alla sperimentazione di iniziative sulla banda larga rende possibile testare soluzioni e servizi che possono rivoluzionare alcuni aspetti della quotidianità di imprese e cittadini”. n Numero Verde

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SPORTELLO SCUOLA

Cogeme e la “rete” scolastica I vincitori del Premio “Si può fare di più” 2011 e i nuovi bandi Diario della “Rete” Proseguono le attività con i 12 Istituti Comprensivi del territorio, con l’obiettivo di coniugare le competenze-chiave individuate nei documenti internazionali ai valori fondanti della Carta della Terra. Il nuovo progetto triennale vede la partecipazione di trenta docenti che durante questi primi quattro incontri (si chiuderanno a giugno), suddivisi in 5 gruppi, stanno mettendo a punto una serie di “compiti autentici”. I lavori sono coordinati dal prof. Mario Castoldi e con la supervisione del prof. Carlo Baroncelli. A settembre, un primo convegno sui risultati del lavoro e il lancio della seconda fase del progetto, che prevede una formazione capillare di tutti i 1.200 docenti della rete.

Premio dedicato a “Vittorio Falsina”, che consiste invece in un viaggio-soggiorno presso un centro internazionale di promozione della sostenibilità. Un evento semplice nella forma, ma impreziosito dai vertici delle Società coinvolte, dal prof. Laszlo, uno dei maggiori filosofi sistemici viventi e presidente della commissione di giuria del Premio “Vittorio Falsina” e, soprattutto, dai giovani premiati e dalle loro famiglie, che in alcuni casi hanno fatto un viaggio di centinaia di chilometri.

Online l’edizione 2012 Sono visibili dal sito della Fondazione Cogeme Onlus, www.fondazione.cogeme.net, oppure dal sito www.cartadellaterra.org, i nuovi bandi “Si può fare di più” (sez. Energia, in collaborazione con Linea Energia; sez. Acqua, in collaborazione con AOB2; sez. Rifiuti, in collaborazione con Cogeme Gestioni; E-government, in collaborazione con Linea Com) e “Vittorio Falsina”. n

“Si può fare di più” 2011: i vincitori Si è tenuta nelle scorse settimane la semplice cerimonia di premiazione della Prima Edizione del Premio per Tesi di Laurea “Si può fare di più”, che la Fondazione ha promosso insieme a Cogeme, AOB2, Cogeme Gestioni, Linea Energia, Linea Ambiente, Linea Com. Ben quattro i premi in palio, del valore di € 1.500 ciascuno (sezioni Energia, Ambiente, Acqua, Informatica e E-gov), con l’aggiunta del

Foto di gruppo durante la premiazione

I vincitori del premio

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Sezione Energia

Latorre Francesco - Bari Carbonara (Ba) - Università degli Studi di Parma, Facoltà di Ingegneria Gestionale

Sezione Acqua

Sebastio Filippo - Napoli (Na) - Università degli Studi di Bologna

Sezione Rifiuti

Nessi Simone - Maslianico (Co) - Politecnico di Milano, Facoltà di Ingegneria

Sezione Informatica

Mirabella Nadia - Milano (Mi) - Politecnico di Milano, Facoltà di Ingegneria

Premio “Vittorio Falsina” Carta della Terra

Alessandra Denaro - Università di Firenze, Facoltà di Filosofia


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DOSSIER SOSTENIBILITA’

Imprese del benessere L’economia e il ruolo dei consumatori “L’arte, la cultura, la natura, la bellezza, salveranno il mondo. Sono tutti beni che creano valore economico e benessere in maniera totalmente sostenibile, oltre ad essere apprezzati e desiderati dai cittadini di ogni comunità e nazione”. Paolo Ricotti

Siamo giunti al terzo e ultimo breve approfondimento sul tema del benessere. Dopo aver preso in considerazione le sue connessioni con il concetto di “bisogno” e di “ambiente”, ci rivolgiamo ora ai suoi legami con l’economia.

Economia vs. felicità? A prima vista, niente sembra così lontano dall’economia come l’idea di felicità. Mai come in questi tempi, parlare di economia evoca visioni di crisi e genera preoccupazioni. Forse, anche in questo campo, siamo giunti ad un punto di svolta. Come ci ricorda la Carta della Terra, i momenti di crisi portano sempre con sé nuove possibilità di trasformazione – sempre che scegliamo di volerlo. Forse non tutti sanno che la felicità ha una lunga tradizione in economia. Suona strano a dirlo oggi ma, nella seconda metà del Settecento, la tradizione italiana dell’economia - milanese e napoletana in modo particolare - scelse proprio la felicità come concetto centrale: una felicità pubblica. (http://www.utopie.it/economia_sostenibile/economia_della_felicità. htm).

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Ma questa tradizione è andata perduta: l’economia occidentale – soprattutto quella di stampo anglosassone – ha cominciato a credere che una maggiore ricchezza avrebbe automaticamente portato con sé un aumento della felicità. In questo modo, l’attenzione si è spostata dalla “felicità” alla “ricchezza” o benessere economico: la felicità è diventata così un sottoinsieme della ricchezza. Il fatto è che la storia ci sta dimostrando esattamente il contrario: nelle società sviluppate, avere più reddito rende più infelici. È il cosiddetto “paradosso di Easterlin”, noto dal 1974, quando Richard Easterlin - professore di economia presso l’Università della California e membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze - mise in evidenza come

la felicità delle persone dipenda molto poco dalle variazioni di reddito o di ricchezza. Al contrario, superato un certo limite di aumento del reddito, la felicità comincia a diminuire. A questo proposito, Robert Kennedy, nel lontano 1968, affermava. “…Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta…” (frase ripresa dal Festival della Felicità, che si è tenuto dal 27 maggio al 5 giugno 2011 nella Provincia di Pesaro e Urbino).

Cesarine d’Italia unitevi! Oggi si può essere ospiti di una famiglia in diverse località italiane e condividere con la padrona di casa i segreti della sua cucina e del territorio, gustandone le specialità immersi in un’atmosfera, informale e accogliente. A offrire questa possibilità è il progetto Home Food (http://www.homefood.it/), patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e da varie Regioni italiane, con la collaborazione dell’Università di Bologna, che si propone di creare un circuito virtuoso, nel quale antiche ricette, senso dell’ospitalità, valorizzazione del prodotto tipico, garanzia di qualità e sicurezza si fondono in una proposta che caratterizza e distingue uno specifico territorio. Le padrone di casa vengono affettuosamente chiamate Cesarine in omaggio a tutte le nonne, le dade, le zie, che hanno allietato di sapori la nostra infanzia. “Il cibo permette di collegarsi a monte al territorio e al lavoro dell’uomo che lo produce, a valle alle varie interazioni sociali delle quali fa parte e permette di creare un ponte con il passato e la storia del proprio e di altri territori” spiega Egeria Di Nallo - professore dell’Università di Bologna, e fondatrice dell’Associazione per la tutela e valorizzazione del patrimonio cucinario gastronomico tipico d’Italia – “ma anche di consolidare il senso del presente e di aprirsi al futuro con particolare riferimento all’ambiente e alle generazioni che verranno”. Così si collegano al cibo non più solo temi relativi alla qualità e convenienza, che spesso vanno a discapito di un uso ragionevole delle risorse complessive del Pianeta, ma argomenti come la partecipazione, l’etica, l’appartenenza, l’identità, il senso del vivere sociale e individuale: in altre parole, i temi che connotano la civiltà di un popolo e di un’epoca insieme a un nuovo modo di intendere la felicità.


Oggi dunque – dopo due secoli di assenza - la felicità sembra riapparire nelle riflessioni degli economisti. Non stiamo parlando di vecchi hippies o giovani no-global: sono proprio gli economisti, adesso, che si interrogano sui rapporti tra Pil e soddisfazione sociale, tra trend quantitativo dei consumi e qualità della vita (http:// www.utopie.it/economia_sostenibile/economia_della_felcit%C3%A0. htm).

Dall’Economia alla Planomia Come afferma Paolo Ricotti: “la nozione di qualità della vita non passa necessariamente attraverso una logica puramente monetaria, ma tiene in considerazione altre variabili di natura immateriale quali la vivibilità dell’ambiente, la partecipazione alla vita sociale, l’appagamento intellettuale, culturale e spirituale, il radicamento a valori e tradizioni proprie, le relazioni affettive, l’intrattenimento ludico, il piacere nel lavoro, la creazione di nuovi desideri e sogni, la salute, la bellezza, la felicità” (Sostenibilità e Green Economy. Quarto Settore, Franco Angeli, Milano 2010). “Oggi – incalza Luigino Bruni, ordinario di Economia Politica all’Università Milano-Bicocca - si inizia a parlare anche in economia di beni relazionali, cioè quei beni prodotti da rapporti, da “incontri” nei quali l’identità e le motivazioni dell’altro con cui interagisco sono elementi essenziali nella creazione e nel valore del bene l’amicizia è un tipico bene relazionale” (L. Bruni, L’economia e i paradossi della felicità, in P.L. Sacco e S. Zamagni, Complessità relazionale e comportamento economico, Il Mulino, Bologna 2002). La Fondazione Planet Life Economy (www.plef.org, nata per promuovere la realizzazione di un nuovo modello economico) ha organizzato un convegno dal titolo significativo: Nutrire il pianeta di immaterialità, un incontro importante in cui si è discusso di futuro e di economia sostenibile. La chiave di tutto  è spostare i consumi dai prodotti alle esperienze, dalla gratificazione materiale a quella emotiva, relazionale e culturale: questo devono fare le imprese del terzo millennio Servizio Clienti

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se vogliono che il profitto torni a generare benessere. (http://wisesociety.it/economia-eimpresa/i-consumatori-premiano-ibeni-immateriali/). Beni immateriali come quelli legati all’arte, o al know-how nelle scienze, alla varietà e diversificazione di culture, territori e aree naturali. “Nel 2004 l’attenzione delle imprese a questo tema non superava la soglia del 5%” spiega Ricotti – “mentre oggi, secondo Eurisko, se ne preoccupa un’impresa italiana su tre. Non si tratta di ridurre, ma di trasformare i consumi per aumentare la quota di quelli immateriali, capaci di produrre benessere e stimolare lo sviluppo senza pesare sul Pianeta”. Questo sarà possibile, continua Ricotti, se le imprese sostituiranno al “tradizionale e obsoleto” concetto di Profitto, la nozione di Valore Aggiunto, che riunisce in sé tutte le componenti essenziali necessarie al raggiungimento del Benessere. Il Valore Aggiunto è un insieme di componenti materiali e, soprattutto, immateriali. Nell’impresa del Benessere, il profitto non è un fine ma un “derivato naturale” del suo operare secondo la logica del Valore Aggiunto. Per rendere ancora più evidente questo cambiamento di prospettiva, Paolo Ricotti e collaboratori hanno coniato il nuovo termine di Planomia, che vuol dire “fondere l’esigenza di  felicità e benessere degli individui con quella di profitto delle aziende agendo sul rispetto del pianeta, sulla sostenibilità, sulla riduzione dei consumi. Rispettare l’ambiente e promuovere uno sviluppo sostenibile potrebbe far diventare tutti più felici ed economicamente più ricchi. (http://www.planomia.eu/). Un esempio concreto è l’EcoPoint Crai, dove il consumatore può acqui-

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stare pasta, riso, biscotti ed altri prodotti sfusi utilizzando per il trasporto confezioni ri-usabili di carta o di plastica compostabile. In questo modo, si può acquistare solo la quantità necessaria o desiderata di prodotto; il consumatore risparmia tra il 10% ed il 70% rispetto ai prodotti confezionati; si riduce l’impatto ambientale generato oggi in Italia da 12,5 Tonnellate di imballaggi destinate in gran parte a trasformarsi in rifiuti. (http://www. crai-supermercati.it/etica_e_ambiente/ecopoint.asp).

Una comunità di consum-attori Secondo questa prospettiva,  aziende e consumatori agiscono in perfetta sinergia.  Ma più che di semplici consumatori si comincia a parlare di consum-attori: cittadini maturi che sappiano fare delle scelte di consumo responsabile. E, in quanto cittadini, non siamo individui isolati: ciascuno di noi è parte di una comunità con profonde radici geografiche che si relazionano gli uni con gli altri. Ancora una volta il concetto importante è quello di relazione. Le comunità generano capitale sociale: il collante relazionale che tiene unite le persone. Esse hanno quindi un ruolo fondamentale: “a prescindere dagli ostacoli che devono affrontare, possono usare il capitale sociale per creare progetti di sviluppo comunitario, rinforzandosi e collaborando in progetti che migliorino il benessere alleviando l’impatto ecologico” (Erik Assadourian, Coinvolgere le comunità per un mondo sostenibile, in Worldwatch Institute, State of the World 2008. Innovazioni per un’economia sostenibile, Ed. Ambiente, Milano 2008). Quindi, mentre assistiamo agli interessanti cambiamenti di prospettiva dell’economia tratteggiati sopra, possiamo anche noi dare il nostro piccolo ma importante contributo. Come ci ricorda Luca Mercalli: “l’unica cosa che posso fare per ora è cominciare da me”. Lo ribadisce anche l’ultima Campagna lanciata dal Segretariato internazionale della Carta della Terra: It Start with One! Comincia da uno! Vedi anche http://humansatisfaction. it/human-satisfaction/ n

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