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NUM ERO 1/2010

giornalino educativo

L a i d e n t i t a` sessuale del bambino!


I VALORI DI RIFERIMENTO PER L’EDUCAZIONE DELLA PERSONA COME UOMO E COME DONNA er quanto riguarda il mondo dei valori,

P l’educazione nell’ambito della sessualità

dovrebbe essere compiuta in riferimento a queste realtà che sono indissolubilmente legate alla corporeità e che vengono universalmente vissute come valori. L’indicazione di tali valori fornisce la motivazione per realizzare nella propria esistenza il bene, anche se il suo raggiungimento è difficile. LA FAMIGLIA

Il primo valore è la vita familiare, in relazione alla quale l’educatore può incontrare grosse difficoltà: infatti spesso nelle famiglie ci sono segni di patologie. Tuttavia, non esiste alcun uomo che non vorrebbe essere felice in famiglia. I bimbi conoscono bene la vita familiare,

poiché partecipano ininterrottamente ad essa. Per loro è un dramma se la vita familiare costituisce la sorgente di tensioni e di offese. Tuttavia l’educatore può mostrare al suo educando che l’esistenza in famiglia è per lui un vero valore, proprio perché egli collega ad essa così tante aspettative. Quindi non sarà difficile mostrare la vita sessuale come elemento importante per creare l’esistenza della famiglia: sarà il fattore che o distrugge la famiglia o forma la sua unità. Proprio i principi etici riguardanti la vita sessuale troveranno la propria giustificazione nel bene dell’esistenza della famiglia. Discutendo sulla vita familiare, sarà positivo rivolgere l’attenzione sulle leggi della comunità familiare (l’amore e la giustizia) e sui legami che la uniscono (la paternità e la maternità; l’amore).


INTRODUZIONE gni neonato nasce come femminuc-

O cia o come maschietto. Non è impor-

tante se volevamo una bimba o un bimbo. L’importante è accettare il sesso del bimbo o della bimba, poiché se senza accorgercene accenniamo al fatto che desideravamo fosse di sesso opposto, questa nostra affermazione sarà molto dolorosa per il nostro figlioletto o la nostra figlioletta, e potrà riflettersi molto negativamente sulla sua esistenza futura. I nostri figli sono molto sensibili a proposito della questione: “Realizzo le aspettative dei miei genitori?”, e se hanno l’impressione di non appagarle, essi giustificano con questo motivo ogni mancanza di amore da parte dei genitori, anche compiuta involontariamente. Spesso sono in grado di fare tutto per soddisfare il papà e la mamma, per conquistare il loro amore. Infatti per loro l’affetto è come l’ossigeno per respirare. I seguenti numeri delle “Briciole” saranno dedicati alla sessualità della persona umana: qual è il suo ruolo, come la donna si differenzia dall’uomo, a quali compiti sono destinati l’una e l’altro. Successivamente ci occuperemo dei problemi legati alla difficoltà di identificarsi con il proprio sesso da parte dei giovani contemporanei. In questo numero rifletteremo in che modo si presenta la sessualità umana, come affrontare la questione dell’educazione di un bambino e quella di una bambina, come tale processo si differenzia e a partire da quale età bisogna rivolgere la propria attenzione sulla diversa crescita del nostro bimbo o della nostra bimba. La Redazione della Casa Editrice Mimep-Docete

CONTENUTI

nella sfera del sesso •-LaDuematurità modi di essere: quello femminile e quello maschile (parte 1) .

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sviluppo del bambino •eLodella bambina . . .

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in accordo con i principi . . •Vivete La femminilità la mascolinità . . •L’identificazioneesessuale dei bambini . •

. 6 . 8 . 10

ed il papà . . . . . . 12 •LaLe figlia bimbe... I bambini... . . . 14 •Lo sviluppo del bambino e. della. bambina • . . . . . . . 16 (una continuazione)

BRICIOLE EDUCATIVE Un e-giornalino per i genitori. Edito dalla Casa Editrice MIMEP-DOCETE, via Papa Giovanni XXIII, 4; 20060 Pessano con Bornago (MI). Preparato dal gruppo redazionale.

Briciole educative

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PARTE 1

ESISTONO DUE MODI DI ESSERE: quello femminile E QUELLO MASCHILE LA

MATURITA’

NELLA

SFERA

La sessualità è un fatto: nessuno di noi esiste semplicemente come individuo, così in generale ed in teoria, ma viviamo o come donne o come uomini.

nizio forse con un sorriso, poiché mi piace

Iiniziare “sorridendo”. Quando incontro i

giovani nelle varie scuole, guardando la sala, nella quale a volte si trovano perfino 600 persone, affermo: “Vi osservo, miei cari, e vedo che in questa sala non c’è nemmeno un individuo”. Ed allora questi giovani, incuriositi, esclamano: “Come può essere? Don, spiegateci!”. Allora io sorrido e dico: “Davvero in questa sala… anche se guardo attentamente, non vedo alcun individuo. Infatti noto che ci sono soltanto ragazze e ragazzi. Indicatemi qualcuno che non sia né una ragazza né un ragazzo, ma soltanto un individuo. Non lo troveremo”. LA SESSUALITA’ UMANA

La sessualità consiste nel fatto che nessuno di noi vive semplicemente come individuo, in generale, in teoria, ma che viviamo o come donne o come uomini. Sono due modi dell’essere uomo, ed ognuno di noi vive secondo uno di questi due modi: o sono una donna o sono un uomo. E’ difficile essere uomo-donna o donna-uomo, sarebbe un disordine, parlando “con un sorriso”, ma sicuramente non sarebbe un criterio di maturità. Quindi la sessualità è un fatto, secondo cui non esiste semplicemente l’individuo, ma l’individuo o come donna o come uomo.

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LE FEMMINISTE

Briciole educative

DEL

SESSO

Voglio subito affermare un po’ in modo provocatorio che questo fatto non piace a tutte le persone. Il fatto che esistiamo o come donne o come uomini non piace soprattutto a due gruppi molto seguiti dai media: le femministe e gli attivisti omosessuali. Devo pronunciare tali gravi parole, poiché questa è la verità. Le femministe non vogliono parlare a proposito della sessualità e fanno finta di non sapere che la gente è influenzata dalla sessualità, perché esse trattano la parificazione tra le donne e gli uomini basandosi sul principio che le donne devono diventare simili agli uomini: lavorare in modo simile, vivere in modo simile, avere abitudini simili, divorziare in modo simile, e quindi alle femministe non piace mostrare le differenze tra i sessi, e soprattutto esse non concordano con il fatto che l’individuo esiste in due modi diversi. ATTIVISTI OMOSESSUALI

Dall’altra parte, anche agli attivisti omosessuali piace nascondere il fatto che esistia-


mo in due diversi modi, perché essi propongono l’isolamento tra le donne e gli uomini: che ciascun sesso si isoli dall’altro e che cerchi i legami all’interno del proprio sesso. E di conseguenza vogliono convincere innanzitutto se stessi ma anche gli altri, che il contatto con il proprio sesso è ugualmente buono e rende felici come il rapporto con le persone dell’altro sesso. Questa non è la verità, ma quando si vuole nascondere che ciò non è vero, bisogna nascondere il fatto che le differenze tra i sessi esistono e sono grosse. QUALI SONO LE DIFFERENZE?

Ed ecco la domanda: che cosa ci differenzia prima di tutto? L’uomo e la donna sono due modi molto simili di essere persona, o sono diversi, e forse molto diversi? Ovviamente, per quanto riguarda la dignità, sia le donne che gli uomini hanno identico valore. Siamo pienamente persone, possediamo completa dignità dei figli di Dio, e siamo totalmente chiamati alla santità ed alla salvezza. Invece, per quanto riguarda il modo di esprimere l’umanità, siamo molto differenti. Tra le migliaia di differenze tra donne e uomini, la diversità più importante a mio parere, consiste nel fatto che le donne vivono di più nel mondo delle persone e gli uomini vivono di più nel mondo degli oggetti, e a volte trattano come oggetti anche le persone. Perciò le donne sono più geniali degli uomini: l’uomo è comune, mentre la donna è geniale.

persone, si interessano di più al mondo delle persone, agiscono di più per gli altri. Sono più sensibili e più competenti nelle relazioni con le altre persone. Sono più capaci nell’ascolto rispetto agli uomini. Parlo di caratteristiche statistiche, poiché ci possono sempre essere delle eccezioni, ma statisticamente le donne ascoltano meglio gli altri e sono educatrici più brave. Gli uomini scrivono libri di psicologia e di pedagogia, ma sono soprattutto le donne ad essere educatrici, non gli uomini. Gli uomini al massimo elaborano le teorie, e a volte propongono delle strane teorie. Quindi le donne vivono più nel mondo delle persone rispetto agli uomini. Ed il funzionamento nel mondo delle persone è più difficile del funzionamento nel mondo degli oggetti. E per questo motivo, nel senso della sensibilità, dell’umanità e della capacità di relazionarsi nel mondo umano, e non soltanto nel mondo degli oggetti, le donne dominano sugli uomini. Non c’è bisogno di nasconderlo. D’altra parte, la Chiesa da sempre ha affermato che la Persona più magnifica dell’universo e di tutti i tempi è una donna, e non un uomo: Maria. Qualcuno dirà che questa Persona più significativa di tutti è Gesù, ma Gesù si trova al di sopra degli uomini perché è Figlio di Dio. Invece quando parliamo di noi, uomini, riconosciamo che la Persona più stupenda è proprio Maria. s

LA GENIALITA’ FEMMINILE

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha parlato molto spesso a proposito del “genio femminile”. Non mi sembra abbia mai parlato della genialità maschile, poiché Giovanni Paolo II non aveva l’abitudine di parlare di cose inesistenti. Anche l’uomo può diventare geniale nella propria umanità, se imparerà dalle donne, questa è la condizione indispensabile. Le donne vivono più nel mondo delle persone, sono più sensibili al mondo delle

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Lo sviluppo

DEL BAMBINO E DELLA BAMBINA I bimbi nascono come maschietti o femminucce. Noi, genitori, abbiamo influsso sulla loro comprensione della propria mascolinità o femminilità. Amiamo i nostri piccoli indipendentemente dal loro sesso – questo è ovvio. Ma educheremo nello stesso modo una figlia ed un figlio?

CHE COSA CI HA DATO LA NATURA?

L’educazione di un bimbo deve essere differente da quella di una bimba, almeno a causa della diversa struttura del cervello, che influisce sugli altri comportamenti già quando si è neonati. Le bambine si concentrano sui volti, ascoltano più attentamente. I bambini sono più interessati all’ambiente circostante, perciò cercano gli oggetti, gesticolano di più, sono più irrequieti. Le bambine, e poi le donne, sono più sensibili al tatto, e perciò è più facile calmarle abbracciandole, mentre un bambino si tranquillizza attirando l’attenzione su di sé. Così avviene il più delle volte. Con il passare degli anni, con la crescita, le differenze aumentano. Le bambine dalla nascita sono capaci di ascoltare, perciò i genitori parlano di più a loro ed esse sviluppano più velocemente la capacità di parlare. Questo fatto ha anche un legame con gli estrogeni, ormoni femminili, che velocizzano lo sviluppo dei collegamenti tra le

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due metà di cui è composto il cervello. Per quanto riguarda i bambini, il testosterone maschile rallenta questo processo, mentre la loro parte destra del cervello è più sviluppata che nelle bambine. Essi hanno più bisogno di spazio, di movimento, sono più sviluppati fisicamente, ma anche, spesso, si comportano in modo più aggressivo. Invece le bambine sono più emotive. Poiché utilizzano prima entrambe le metà del cervello, le loro emozioni sono più caotiche. I bambini, che utilizzano più spesso una sola metà del cervello, sono più capaci nel controllarle. I BAMBINI DI DUE E TRE ANNI

I bambini hanno più difficoltà a condividere le proprie cose, fatto che si nota soprattutto quando hanno due - tre anni, perché allora nei bimbi prende forma il bisogno del possesso. Le bambine di due o più anni accettano molto più facilmente i coetanei che si aggiungono al gruppo, mentre i bambini di solito non prestano attenzione a loro. I bambini hanno più difficoltà ad imparare i principi che guidano un gruppo, per esempio che bisogna aspettare il proprio turno. I bambini hanno più spesso difficoltà a separarsi dai genitori. Percepiscono maggiormente la sensazione del timore, forse perché maturano emotivamente più tardi. Le bambine sono più socievoli, intessono le relazioni più


facilmente, sono più indipendenti e di solito più gentili. In questa età le bambine sono anche più abili manualmente – disegnano e scrivono più facilmente. Invece i bambini hanno più intuito nel costruire. Le bambine si esprimono meglio verbalmente e leggono con più facilità. Per un bambino di tre anni è più difficile concentrarsi sull’apprendimento, spesso preferisce giocare ancora. Le bambine si concentrano meglio ed ascoltano più attentamente. Tuttavia queste differenze poi si bilanciano per mezzo delle esperienze compiute dai bimbi. I bambini e le bambine in età d’asilo hanno differenti preferenze e diversi interessi. Bisogna creare modalità di attività nelle quali ciascun sesso possa realizzare le proprie esigenze. Ma ovviamente i bambini dovrebbero possedere anche uno spazio comune, almeno per notare in che cosa differiscono gli uni dalle altre. QUALI STEREOTIPI EVITARE QUANDO SI EDUCA?

Alle bambine la società permette maggiormente di piangere, di mostrare i propri sentimenti. Invece ai bambini da quando sono piccoli si dice: “Non piangere, non sei una femminuccia!”.

Vogliamo educare i bambini come uomini duri. Ma questo è uno stereotipo errato. La conseguenza? Poi le donne si aspettano che gli uomini mostrino le proprie emozioni, mentre essi non ne sono capaci, poiché quando erano bambini hanno appreso l’insegnamento tacito: “Non sta bene che i ragazzini siano sensibili”. Ogni bambino deve trovare uno sfogo per le proprie emozioni. A volte deve poter piangere, e trovare il tempo per “buttar fuori” le emozioni negative. Vale la pena creare in casa un angolo per i giochi, nel quale il bimbo si senta sicuro ed abbia la sensazione che in quel luogo può agire liberamente. Ovviamente un ragazzino ha bisogno di autorità più forti, di regole più chiare. Un ruolo importante nella sua educazione spetta al padre, perché è lui che deve indicare il modello di comportamento; per esempio, che si può essere contemporaneamente ben educato e deciso, che la virilità non esclude l’affettuosità. Invece nella figlia il padre deve far sorgere la convinzione che l’uomo può dare alla donna la sensazione di sicurezza. continuazione - pagina 16

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VIVETE IN ACCORDO CON I PRINCIPI

A

Per troppi bambini contemporanei, le falsità e le bugie sono accettabili, a patto che non vengano scoperti. E se vengono scoperti, purtroppo la loro risposta consiste in un’alzata di spalle e nella domanda: “Beh, e allora?”.

l giorno d’oggi si parla molto dell’insegnare ai nostri figli i principi, mentre dovunque ci giriamo, vediamo dei bambini di otto anni che guardano serial televisivi volgari, dei bambini di dieci anni che ballano al ritmo di canzoni i cui testi sono pieni di erotismo, e delle ragazzine di dodici anni che si truccano come Britney Spears. Per troppi bambini contemporanei, le bugie e le falsità sono accettabili, a condizione che non verranno scoperti – e se vengono scoperti, la loro risposta consiste unicamente in un’alzata di spalle e nel commento: “Beh, e allora?”. La società cerca una via d’uscita da questa situazione. Ecco la regola numero uno: agite in accordo con i vostri principi. I vostri figli imparano osservandovi. Che cosa apprenderanno? Che cosa fate se la cassiera vi dà di resto 20 euro al posto di 10? Nascondete la differenza in tasca, secondo la tacita regola: “E perché no?”, mentre i vostri figli vi osservano? Che cosa impareranno a proposito dell’onestà? Quando per strada una macchina vi impedisce un veloce attraversamento, che cosa apprenderanno da voi i vostri figli? Quando una persona attraente dell’altro

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LA DISCIPLINA PRATICA PARTE 4 sesso vi passa accanto, quando i vostri amici iniziano a prendere in giro qualcuno, quando l’arbitro prende una decisione sbagliata durante una partita degli juniores – quali valori notano in voi i vostri figli? Non potete lamentarvi che è colpa della società, se voi stessi non siete migliori. Recentemente, la nostra figlia più piccola, Lauren, si pavoneggiava di possedere 10 euro, che per una bambina di 7 anni è tanto. Tuttavia, non li aveva ricevuti da me. Le ho chiesto: “Lauren, da dove hai ottenuto questo denaro?”. Si è irrigidita, con gli occhi fissi, ed ha balbettato: “L’ho trovato”. “Dove l’hai trovato?”” “Per strada”. Grazie a Dio, non è una bugiarda convincente. Mia moglie si è avvicinata a noi ed ha iniziato ad approfondire la questione. “Lauren, dì la verità, dove hai trovato questo denaro?” “Nella borsa”. “In quale borsa?”. “In cucina”. “Cara, è importante che tu dica la verità. Dove era questo denaro?”.


Tutto ha iniziato a comporsi come in un puzzle. All’altra nostra figlia sposata, Kris, abbiamo dato 20 euro per le spese. Ella ha messo la borsa con le compere sul tavolo in cucina, con il resto del denaro in mezzo (circa 15 euro). Il contenuto della borsa è stato estratto, mentre il denaro è rimasto, e Lauren lo ha trovato. Infatti stava proprio estraendo dalle tasche il resto della “conquista”: una banconota spiegazzata da 5 euro. Come dovevamo comportarci? Quale punizione sarebbe stata in accordo con lo spirito della disciplina pratica? Penso che potevamo punirla, per esempio, togliendole la paghetta settimanale, oppure portarle via qualcosa d’altro, tuttavia “una tale somma di denaro” era una novità per Lauren. Percepivamo che lei non si rendeva completamente conto di ciò a cui era andata incontro. Comunque, doveva apprendere un qualche insegnamento da questa situazione. Di sera, mentre la accompagnavo a dormire, le ho raccontato la storia di un bambino che aveva rubato qualcosa. Avevo inventato questo raccontino durante una breve pausa, ma mi ci ero impegnato molto. Il bambino era stato imprigionato. Volevo che Lauren comprendesse in che cosa consiste un furto. Il giorno seguente, in macchina, le ho chiesto: “Che cosa succede alle persone che rubano?”. Ed ella ha risposto: “Vanno in prigione”. Quindi ha compreso bene di che cosa si tratta. Tuttavia, nei giorni successivi, ritornavo sul tema del furto e delle menzogne. Doveva rendersi conto che tale comportamento era inaccettabile sia nella nostra casa che nella vita. Qualcuno potrebbe affermare che Lauren non è stata punita. Ebbene, anche se non l’abbiamo punita per aver preso quei soldi, comunque le abbiamo impartito un insegnamento. Abbiamo affrontato questa situazione da cui nostra figlia poteva imparare, e la abbiamo utilizzata a nostro vantaggio. In questo caso, le parole senza le azioni sono basta-

te. Se ciò si ripeterà (ma dubito che riaccadrà), posso scommettere che agiremo velocemente e duramente. Ho in mente proprio questa cosa quando affermo che la disciplina pratica assomiglia ad un’arte. La chiave consiste nel fare sì che i bambini comprendano le circostanze, notino le conseguenze del proprio comportamento, e nel futuro compiano scelte migliori. Non dovete esagerare. Conosco un uomo che, quando i suoi due figli maschi tornavano a casa da scuola con voti brutti, li obbligava a zappare delle buche di due metri nel cortile. Quale era l’obiettivo di un tale atteggiamento? Mostrare ai figli che se non miglioreranno nell’apprendimento scolastico, fino alla fine dei loro giorni dovranno scavare delle buche. Ecco un esempio eloquente di reazione non proporzionata. Credo che la disciplina pratica rappresenta la realizzazione, nella nostra esistenza, delle parole della Lettera agli Efesini, e non la frustrazione dei nostri figli per mezzo della nostra incoerenza – che ci porta ad essere a volte permissivi e a volte severi. La disciplina pratica esige pazienza, capacità e sacrificio nella guida dei nostri figli, affinché maturino. L’applicazione di tale disciplina non consiste nello scaricare all’esterno le nostre emozioni s negative, come la collera.

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LA FEMMINILITA’ E LA MASCOLINITA’ La donna si concentra sui dettagli e possiede un’eccezionale capacità di fare più attività contemporaneamente. Invece l’uomo racchiude in un pensiero tutto un problema e spesso non nota molti dettagli. Bisogna educare i nostri figli in accordo con il sesso a cui appartengono.

L’EDUCAZIONE DELLE BAMBINE IN ACCORDO CON IL LORO SESSO

La caratteristica più importante e più bella della donna è la maternità, concepita non soltanto come una predisposizione biologica a far nascere un bambino, ma anche come capacità di fornire ininterrottamente l’amore. Il gioco di una bambina a “fare la casa”, in cui abbraccia e culla le bambole, in un certo senso costituisce una preparazione al ruolo di madre ed un risveglio della specifica predisposizione a mostrare i sentimenti, l’affetto, la cura. Il bisogno naturale di una donna consiste nel legarsi ad un uomo, non soltanto sotto l’aspetto erotico. Quindi sono molto importanti le relazioni adeguate di una figlia con il proprio padre – primo modello di uomo. La donna è esteta per natura. Si prende cura della propria bellezza, dell’arredamento degli interni in cui abita, stima l’aspetto delle cose, è in grado di notare i dettagli ed estrapolarli dal contesto. Quindi il compito dei genitori consiste nello sviluppare tale caratteristica nelle loro figlie piccole, lodando il loro bel vestito, la pettinatura, il buon gusto, ed anche essendo comprensivi nei confronti dell’adolescente che trascorre intere ore davanti allo specchio. L’esempio dei genitori è il fattore più importante nell’educazione. Come scrive E. Fromm – la madre può nutrire il bimbo con il latte, soddisfacendo i suoi bisogni fisiologici, ma un piccolo veramente felice è rafforzato per mezzo del “miele”, ossia della gioia di

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vivere. Soltanto la madre che accetta la propria femminilità e la maternità ad essa collegata, può vivere sentendosi interiormente coesa, equilibrata, realizzata, e fiorire per la radiosità. Invece la donna che rifiuta le caratteristiche tipiche per il suo sesso, si sentirà smarrita, piena di inquietudine indefinita, non realizzata e – in definitiva – infelice. Non diffonderà intorno a sé la gioia di vivere. Il padre che rispetta la femminilità della propria moglie e della propria figlia, aiuterà quest’ultima ad accettare la propria identità sessuale. L’EDUCAZIONE DEI BAMBINI IN ACCORDO CON IL LORO SESSO

L’uomo rappresenta innanzitutto il protettore naturale della donna. Questa sua caratteristica è collegata al suo ruolo esistenziale fondamentale – che è la paternità. Nella famiglia egli realizza la funzione di “salvagente” quando la donna esprime le proprie emozioni troppo fortemente (fatto che per lei è tipico). Perciò deve essere equilibrato e non può permettersi di essere effeminato. Queste caratteristiche esigono molto lavoro ed esercizio sul proprio carattere, ma non implicano l’abdicazione al diritto di esprimere i propri sentimenti. E’ menzognero il mito secondo cui “il vero uomo non piange mai”, poiché


suggerisce che le emozioni maschili debbano essere eliminate. Non c’è alcuna prova per affermare che nell’uomo la sfera affettiva è meno sviluppata che nella donna. LA SFERA AFFETTIVA DEI BAMBINI

Tuttavia se i rappresentanti del sesso maschile reagissero in modo simile alle persone di sesso femminile, i legami uomodonna non avrebbero ragion d’essere (la vita in due diventerebbe insopportabile). Una delle due parti deve saper trattenere la propria collera, anche se motivata. E gli uomini possiedono una predisposizione proprio a calmarsi velocemente dopo un momento d’ira. Non facciamo vergognare un ragazzo deridendolo quando in modo naturale ed umano mostra la compassione, piange o si commuove. Tale situazione di denigrazione potrebbe provocare un blocco dei suoi sentimenti e quindi renderlo “un tipo duro e senza scrupoli”. Tuttavia è dovere dei genitori di insegnargli a controllare gli scoppi violenti delle sue emozioni negative. IL CORRETTO COMPLETARSI

L’uomo osserva il mondo ed i fenomeni che accadono in esso secondo categorie logiche (cerca di spiegare tutto in modo razionale), a differenza della donna, che prima reagisce emotivamente e poi vi aggiunge una riflessione. Inoltre il modo di pensare maschile fondamentalmente si differenzia da quello femminile. La donna si concentra sui dettagli e possiede una insolita capacità di compiere molte attività contemporaneamente. Invece l’uomo abbraccia con il pensiero il problema nella sua interezza e spesso non nota molti dettagli. Perciò educando un figlio bisogna rispettare questa sua caratteristica e non esigere da lui le capacità di agire tipicamente femminili. Le sue occupazioni dovrebbero possedere un inizio ed una conclusione. Non bisogna interromperlo mentre sta facendo

qualcosa, bensì permettergli di terminare. L’INSEGNAMENTO DEL RISPETTO AI BAMBINI

L’espressione che innanzitutto viene in mente quando si parla degli uomini è la mascolinità, la virilità (termini oggi raramente utilizzati). Al giorno d’oggi, questa parola viene riferita al coraggio civile. Un uomo vero difende la dignità della donna. Non soltanto di sua moglie, ma di qualunque donna ne abbia bisogno. Le attività educative dei genitori dovrebbero essere indirizzate in modo da raggiungere il seguente obiettivo: che il loro figlio mostri il rispetto prima nei confronti di sua madre, poi di ogni amica, della sorella, della nonna, ecc… I ragazzi così allevati sono stimati dai coetanei e si può sperare che, quando matureranno, nella loro vita adulta formeranno una famiglia felice. L’IMPORTANZA DELL’ESEMPIO DEL PADRE

Una vera mascolinità è frutto di un lavoro consapevole su di sé. I figli maschi hanno bisogno dell’esempio del padre – che sia equilibrato, coraggioso, e contemporaneamente che rispetti e stimi le donne, e che si prenda cura dei suoi figli. Da lui appunto imparerà che bisogna assumersi le responsabilità per il proprio comportamento. La mancanza dell’esempio maschile costituisce una perdita incredibile e può condurre allo smarrimento, all’insicurezza, e alle disfunzioni nella formazione della s mascolinità dei figli maschi.

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L’identificazione sessuale

DEI BAMBINI

PARTE 1

I bimbi, durante i primi anni di vita, devono decidere se sono maschietto o femminuccia; essi devono intraprendere questo incredibile lavoro, un lavoro molto pesante, quale è appunto l’identificazione sessuale.

P

er un neonato è davvero indifferente se è maschietto o femminuccia. In quel primo periodo della sua esistenza, questo problema per lui/lei non esiste per nulla. A volte succede che dopo il bagnetto, un bimbo piccolo gioca con i propri genitali, ed allora i suoi familiari spaventati urlano: “Che sporcaccione!”. Ma non è uno sporcaccione: egli sta conoscendo il proprio corpo, il proprio organismo, è normale. E che sia un orecchio, un occhio, un piede o i genitali, non ha significato per lui, e non ha significato dal punto di vista sessuale. Per il bimbo non c’è legame con la sessualità. Poi il bambino osserva il mondo e scopre che il mondo è sessuale. E deve trovare il proprio posto in tutto ciò. E deve decidere se è maschietto o femminuccia. Il bimbo deve compiere un incredibile lavoro, un lavoro molto pesante, che è l’identificazione sessuale. Deve scoprire la propria identità sessuale. E ad un certo momento questo processo di identificazione sessuale dovrebbe concludersi: il bimbo dovrebbe giungere a sapere di essere un maschietto o una femminuccia. E dovrebbe accettare questo fatto.

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Ovviamente esistono varie teorie. Alcuni ritengono che la persona si sviluppa non in modo continuativo, ma piuttosto per mezzo di salti, e che tali salti avvengono ogni 7 anni, mentre a volte si dice che accadono ogni 6 anni. Questa è una teoria psicologica, forse vera. Quindi, intorno al quinto, sesto o settimo anno di vita, il processo di identificazione sessuale del bimbo dovrebbe concludersi. E tutto ciò dunque prima che vada a scuola. La questione non è facile. Quali possono essere i problemi in relazione all’identificazione sessuale? L’IDENTIFICAZIONE NEGATIVA

Il primo problema, che per fortuna avviene molto raramente, è l’identificazione opposta. Significa che la bambina inizia ad identificarsi con il sesso maschile, ed il bambino con quello femminile. Spesso il problema principale non è l’identificazione sessuale, ma le difficoltà della persona inerenti alla propria identità umana, ossia riguardanti tutto il modo di essere individuo. Chi è infelice come persona, poiché ha legami miseri e possiede valo-


ri miseri, costui crederà a tutto, per esempio quando gli diranno che per essere felici è necessario drogarsi oppure cambiare sesso. Un nuovo problema è l’utilizzo degli anticoncezionali, perché esso davvero conduce direttamente alla nascita di bimbi aventi una identità sessuale non chiara, anche dal punto di vista fisiologico! LA MANCANZA DI ACCETTAZIONE DEL PROPRIO SESSO

Il secondo problema consiste nel fatto che in verità il bimbo compie una identificazione sessuale, ossia scopre di essere maschietto o femminuccia, ma non vuole accettare questo fatto. LA MANCANZA DI IDENTIFICAZIONE

Il terzo problema consiste nel fatto che il bimbo non vuole assolutamente compiere una tale identificazione. Non sceglie, ed in generale rifiuta questa tematica dal proprio sviluppo. COME CAVARSELA CON QUESTI PROBLEMI?

Penso che in ognuno di questi tre casi bisogna rivolgersi ad un esperto. Ma per l’amor del Cielo non affermate: “Vieni, figlioletto-pervertito, andiamo dal medico”. Assolutamente non

bisogna dire alcunché di tutto ciò. Nulla di ciò può aver luogo nell’esistenza del bimbo. Queste sono situazioni normali durante il processo dello sviluppo, e possono accadere. Quindi lasciamo in pace il bimbo e rechiamoci da soli dall’esperto, al quale chiederemo come possiamo aiutare il nostro figlioletto. Ovviamente i medici sono diversi l’uno dall’altro. Ho già visto varie idee degli specialisti a proposito della cura di questa problematica. Per esempio ero in contatto con un ragazzino che era curato dall’esperto per mezzo della masturbazione. Quindi a volte possiamo sentire dagli specialisti teorie proprio pazze. Allora come gestirsi? Il principio è semplice. Se ciò che lo psicologo afferma è abbastanza in accordo con il sano buon senso, si può riconoscere le sue parole come un buon consiglio. A volte davvero vale la pena basarsi sul semplice buon senso. In questo caso potremo educare i nostri figli in modo abbastanza sicuro. Quindi, in tali casi estremi, l’aiuto esterno è necessario. Esistono i centri specializzati di psicologi sia regionali che familiari, spesso presso s le Parrocchie. Possiamo usufruirne.

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La figlia

P

ED IL PAPA’

er crescere adeguatamente, ogni bambina ha bisogno di un padre. L’amicizia tra una bimba ed il suo papà, le impedisce di compiere molti sbagli, e soprattutto di evitare una prematura iniziazione sessuale. Ogni bimba necessita del legame con il proprio padre, affinché in qualche modo egli sia “il primo uomo” della sua vita. Un affetto profondo tra una figlioletta ed il suo papà le permette di comprendere la psiche maschile e la rende capace di “immunizzarsi” per quanto riguarda la sua concezione degli uomini. IL RUOLO DEL PADRE

Il padre può avvisare sua figlia di stare attenta al mondo degli uomini. Quando la madre di una figlia che sta crescendo, le vieta di “uscire con un ragazzo”, il tutto molto spesso termina con delle bugie, per cui la ragazzina dice che si sta recando da un’amica, mentre sta andando ad incontrarsi con il “fidanzatino”. Ma quando il papà le descriverà come possono comportarsi gli uomini – ed egli se

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I padri sono necessari durante ogni fase dell’esistenza ed hanno un proprio ruolo da realizzare; le figlie che stanno crescendo hanno particolarmente bisogno dell’amicizia con il proprio papà.

ne intende, ovviamente perché è un uomo egli stesso -, allora l’adolescente reagirà in modo diverso. Ad ogni fase dell’esistenza il padre è necessario e possiede un proprio ruolo da realizzare, ma è soprattutto importante per una bambina che sta maturando. Il periodo della crescita porta nuovi problemi, allora si sveglia l’affettività della ragazzina, la quale inizia a desiderare di amare. Così, il primo ragazzo che ella conosce, nel momento in cui realizza qualche suo sogno, può venire considerato da lei come “quell’unico amore”. IL CUORE DI UNA RAGAZZINA

I bisogni del cuore di un’adolescente sono evidenti – desidera innanzitutto di venire accettata, compresa, ossia di poter dialogare, di sentirsi sicura ed affettivamente stabilizzata. Se non troverà questi fattori a casa propria, allora molto facilmente qualcuno la potrà sfruttare mentendo, per esempio per mezzo delle parole dolci che ella stava aspettando da tanto tempo e che nessuno le aveva rivolto in casa. Il cuore non è in grado di valutare se le parole sono vere; il cuore percepisce soltanto il tono delle espressioni. Il ragazzo la abbraccia, quindi ella si sente sicura, le rivolge alcune parole affettuose, quindi ella si sente accettata ed amata, egli ascolta ciò che gli viene detto da lei, dunque la comprende. La ragazza è già innamorata, anche se è appena adolescente. Adesso il suo destino dipende da chi è colui al quale lei ha affidato il suo cuore. Se è d’animo nobile, va bene. Ma se è un mascalzone? In quest’ultimo


caso, la ragazzina rimane abbandonata, frustrata ed emotivamente distrutta, e non raramente anche de-moralizzata, rovinata se le viene fatta violenza, e può anche scoprire di essere incinta, e sappiamo che spesso in tale situazione ella sceglie di abortire, quindi “condannando a morte” l’embrione. IL PAPA’ INSEGNA ALLA FIGLIA

Proprio per questi motivi ella ha bisogno di un padre che la ami, tale da potere essere ammirato da lei e lodato dagli altri, con il quale può fare una gita in montagna, andare in pasticceria e pavoneggiarsi di fronte alle amiche. Intanto, il papà vuole bene alla sua principessa, la valorizza, e contemporaneamente le insegna quanto crudelmente gli uomini possono comportarsi, ossia che le paroline dolci possono non significare per nulla che il ragazzo la ama veramente, e che un uomo è in grado di sfruttare la prontezza di cuore della ragazza affermando che è lei il suo vero amore e che le altre erano soltanto degli sbagli. Durante le gite con la propria figlia, un padre può, delicatamente ma in modo inequivocabile, indicarle il pericolo. Egli la circonderà con le sue braccia paterne, che sono forti, sensibili, ma anche disinteressate e protettive. La figlia ha bisogno dell’affetto del padre per essere capace di distinguere un gesto di amore puro e disinteressato dal comportamento egoista dell’avida concupiscenza maschile. Ed il padre potrà, in caso di necessità, parlare “da uomo a uomo” con chi ha attirato l’attenzione di sua figlia. Al papà la sua figlioletta dirà più che alla mamma, poiché il padre ha uno sguardo più freddo e calmo. Inoltre, la ragazzina di solito darà più importanza all’opinione di suo padre che a quella di sua madre. Una figlia che instaura una profonda amicizia con suo padre e che può ammirarlo, nelle relazioni con gli uomini mostra un maggiore equilibrio ed è maggiormente in grado

di compiere una valutazione ed una scelta oggettiva. Si può affermare che ella non cerca subito e in fretta un ragazzo, poiché al suo fianco c’è il suo amato papà, che la comprende e che “la porta in braccio”. Una donna si sente più sicura quando trova il sostegno tra le forti braccia maschili durante la sua infanzia ed adolescenza. Proprio le braccia del padre dovrebbero garantirle uno sviluppo vero e corretto della sua femminilità. I SOGNI A PROPOSITO DEL PADRE

Un giorno sono stata in un centro di assistenza per le ragazzine. Vi si trovava una bambina che inventava incredibili racconti a proposito di suo padre, ossia affermava che suo papà era il capitano di una nave e navigava attraverso mari distanti e che in futuro la avrebbe visitata. In verità, suo padre abitava vicino, e purtroppo era alcolizzato. L’educatrice mi disse: “Non so se lei dice le bugie di proposito, o se è affetta da qualche malattia psichica?”. Ed io ho risposto: “No! Lei non mente, ma sogna di avere un padre da poter ammirare…”. s

Briciole educative 13


LE BAMBINE... I BAMBINI...

Le donne sono guidate più dalla logica dei legami, mentre gli uomini maggiormente dalla logica dei fatti. Queste differenze sono innate e sono riconoscibili chiaramente perfino nei bimbi.

L

e differenze tra gli uomini e le donne sono percepibili chiaramente perfino nei piccoli, e non possono risultare da un diverso percorso di socializzazione o da diverse aspettative dell’ambiente circostante nei confronti dei maschietti e delle femminucce. Infatti queste differenze sono innate. LE BAMBINE E I LORO GIOCHI

Le bambine di solito preferiscono giocare con le bambole, ricreando il mondo delle persone, mentre i bambini si concentrano sui mattoni del LEGO e sui giochi in scatola, perché sono più interessati al mondo degli oggetti. E’ anche facile osservare che le bambine hanno un rapporto maggiormente personale nei confronti dei loro giocattoli rispetto ai bambini. Infatti fanno amicizia con le proprie bambole ed i propri orsacchiotti, e sono in grado di “parlare” a loro e di confidarsi con loro, raccontandogli delle loro gioie vissute oppure piangendo di nascosto in loro presenza se soffrono o se hanno paura. A volte i genitori, soprattutto i padri, constatano sorpresi che le loro figlie sono più contente di giocare con un orsacchiotto vecchio e rovinato piuttosto che con un bellissimo peluche nuovo, appena regalato a loro. Il motivo di

tale comportamento consiste nel fatto che esse ritengono il bel peluche nuovo come qualcosa di ancora estraneo, con cui per ora la bambina non si può confidare perché non si sente sicura in sua presenza. Deve trascorrere un po’ di tempo, come nel mondo delle persone. Invece, il vecchio orsacchiotto è già addomesticato, e perciò è il più importante di tutti per la sua piccola padroncina. A volte le bambine non permettono nemmeno che i loro peluche vengano lavati o puliti, affinché non cambino nel loro aspetto. I BAMBINI E I LORO GIOCHI

Invece i maschietti si rapportano in modo totalmente diverso dalle femminucce nei confronti dei loro giocattoli: semplicemente li trattano come oggetti. Non li “addomesticano”. I propri mattoni LEGO, i palloni e gli altri giocattoli vengono da essi valutati in relazione alla loro esteriorità ed alla loro utilità nei giochi concreti. Quindi si liberano facilmente delle macchinine o dei trenini con i quali giocavano fino a quel momento, quando questi si rompono o quando ne ricevono in regalo di nuovi: più belli, più grandi e più veloci. Sono capaci di buttare via i vecchi giocattoli (sia letteralmente che metaforicamente) senza soffrire particolarmente. I LEGAMI – IL CRITERIO PER LE BAMBINE

14 Briciole educative

L’atteggiamento nei confronti dei giocattoli è la conferma del fatto che le bambine tendono a rapportarsi a tutti e a tutto in modo personale. Ne consegue quindi anche la loro sensibilità verso il mondo degli animali ed il fatto che per esse il contatto con un gatto, un cane, un criceto o un cavallo,


può diventare come un’amicizia. L’UTILITA’ – IL CRITERIO PER I BAMBINI

Invece i maschietti hanno la tendenza di rivolgersi in modo molto concreto e “materialista” verso tutto e verso tutti. Anche verso le persone. Per esempio, il criterio più importante per la scelta degli amici da parte di un ragazzino può essere la loro bravura nel gioco del calcio, per poterli inserire in una propria squadra. Essi diventano preziosi ed utili durante la partita, ma poi ci si può dimenticare di loro, fino alla partita seguente. L’ATTIVITA’ DOMESTICA E L’ATTIVITA’ SOCIALE

Le differenze tra i due sessi aumentano in modo ancora più evidente nel mondo degli adulti. Se osserviamo attentamente le persone intorno a noi, notiamo che le donne di solito si preoccupano di più per gli altri, per le relazioni interpersonali, o per l’educazione. Invece gli uomini si dedicano maggiormente al lavoro professionale, all’attività sociale, agli hobby e agli ambiti che li interessano nel privato. Di conseguenza le donne hanno più o meno autostima principalmente basandosi sui propri successi nel mondo delle persone: quanto amano e sono amate, se hanno legami armoniosi con il consorte, con i figli, con i vicini, con Dio. Invece gli uomini hanno maggiore o minore autostima soprattutto in base al successo nel mondo degli oggetti: quanto sono competenti al lavoro, se sono apprezzati come esperti nella loro professione, se fanno carriera e quanto guadagnano. I COMPORTAMENTI NELLE SITUAZIONI DI CRISI

Un tipico esempio di differenze, delle

quali stiamo parlando, è il modo di risolvere situazioni di crisi, come il momento in cui si scopre che uno dei coniugi è alcolizzato. Se è il marito ad essere dipendente dall’alcool, statisticamente fino nel 90 % dei casi le mogli rimangono con loro. Se invece è la moglie ad avere seri problemi con l’alcool, fino nel 90 % dei casi i mariti le abbandonano. La decisione dei mariti si basa su un’analisi concreta: la moglie che dipende dall’alcool deve subire le conseguenze dolorose dell’ubriacarsi, poiché allora sarà più facile per lei riconoscere di essere malata e quindi iniziare la terapia di disintossicazione. La decisione di lasciare sole le mogli alcolizzate, appare ai mariti come causa di sofferenza ma anche come l’unica via d’uscita razionale. Invece le mogli prendono in considerazione non tanto le analisi concrete ed oggettive, quanto la preoccupazione per il legame, per essere vicino, per rimanere fedeli ai mariti alcolizzati, anche se questi in quel periodo della loro esistenza non sono capaci di amare e di essere responsabili. LA LOGICA NELLA VITA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI

Le donne vivono maggiormente seguendo la logica dei legami, mentre gli uomini seguendo di più la logica dei fatti. Tutto ciò che è nella donna facilita il funzionamento nel mondo delle persone e la cura dei contatti interpersonali, mentre tutto ciò che è nell’uomo facilita il suo muoversi nel mondo degli oggetti ed il suo occuparsi della trasformazione di questo mondo. Ogni differenza specifica tra i due sessi quindi non è casuale, ma è la logica conseguenza di questa diversità fondamentale, e cioè del rapportarsi al mondo delle persone – per le donne, e al mondo degli oggetti s – per gli uomini.

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Lo sviluppo

continuazione da pagina 5

DEL BAMBINO E DELLA BAMBINA INDIVIDUALMENTE

Ogni bambino deve essere trattato individualmente. Non esistono ricette pronte, e diverse per la bambina e per il bambino. Bisogna conoscere i lati forti dei bimbi. Forse ad un bambino timido bisogna aumentare la sua autostima, e riflettere sul perché una bambina scortese vuole attirare l’attenzione su di sé. Spesso i bambini che sono particolarmente intelligenti non sono capaci di gestire la sfera emotiva. I GIOCHI

E’ normale che ad una bambina compriamo una bambola ed una carrozzina, mentre ad un bambino un camioncino. Vale la pena tuttavia che il mondo dei giochi del bimbo e della bimba venga ampliato. Per esempio, ad alcuni bambini piace giocare con gli oggetti legati alla cucina o ad altre attività quotidiane. Così come facciamo con le nostre figliolette, vale la pena che anche i maschietti partecipino ai lavori domestici – stendiamo insieme la biancheria, spolveriamo, … Non è difficile, poi-

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ché i bambini adorano imitare gli adulti. Poi i nostri figli aiuteranno le loro mogli. D’altra parte, non vietiamo alle bambine di giocare con la zappatrice o con un trapano–giocattolo, se ne hanno voglia. Non bisogna avere paura, poiché grazie ad essi acquisiranno più esperienza, e quindi saranno aiutate a crescere. Ai bimbi, indipendentemente dal loro sesso, bisogna creare le occasioni affinché conoscano le forme e le consistenze delle sostanze materiali. Che versino lo zucchero, la farina, ecc…, che si sporchino con i colori disegnando, che suonino gli strumenti. A volte succede che i genitori vorrebbero tanto avere una bambina, invece nasce un bambino, o viceversa. Questi desideri sono visibili più tardi per esempio quando comprano i vestitini, i giocattoli, e quando li pettinano. Tale fatto traspare anche dall’educazione. E questa situazione ovviamente non va bene. Se trasmettiamo a nostro figlio il messaggio: “Preferivamo che fosse nata una bambina” o a nostra figlia: “Ma dovevi essere un bambino”, feriremo l’autostima del bimbo o della bimba, e distruggeremo lo schema fondamentale dell’amore, che si basa sul fatto per cui bisogna volere bene ai figli incondizionatamente. Ad ogni bambino bisogna mostrare che è eccezionale. s


IL MATRIMONIO

una continuazione da pagina 2 dalla copertina

Il matrimonio unisce i genitori, e quindi per i loro figli è un fattore importantissimo. Ovviamente se nel matrimonio non c’è vero amore o cordialità, quando i coniugi non sono profondamente affezionati l’uno all’altra, ci saranno difficoltà nell’indicare ai figli il fatto che il matrimonio rappresenta un valore. Quindi nei matrimoni divisi o che stanno attraversando dei periodi di conflittualità, introdurre i bambini nella realtà sessuale sarà difficile. Il principio etico per cui tutto ciò che costruisce l’unità, la compattezza, l’amore e la dedizione nel matrimonio è un bene morale, costituisce per i bambini un principio comprensibile ed ovvio. Esso potrà difendere i bambini dal compiere errori nel futuro.

L’AMORE TRA LE PERSONE

Bisogna mostrare chiaramente ai nostri figli che l’amore consiste nel prendersi cura del bene dell’altra persona e nel comportarsi sempre pensando al bene degli altri. L’amore rappresenta la capacità di fare qualcosa per il prossimo, anche se ciò richiedesse il sacrificio da parte nostra. Vivendo l’amore, l’individuo dovrebbe diventare migliore. L’ESISTENZA UMANA

Ogni vita umana, dal momento del concepimento alla morte, è sacra, perché fin dall’inizio ha bisogno dell’azione creatrice di Dio, e rimane sempre in uno speciale riferimento al Creatore, suo unico obiettivo. Quindi l’esistenza è un valore fondamentale.

I VALORI DI RIFERIMENTO PER L’EDUCAZIONE DELLA PERSONA COME UOMO E COME DONNA


Non si rinnovano i rapporti famigliari deboli, non si guariscano le ferite causate dalla debolezza e dal peccato umano senza il ritorno a Cristo e al sacramento di matrimonio! Giovanni Paolo II

BRICIOLE EDUCATIVE 1/2010  

Piccolo giornalino per genitori. Questo numero descrive l’identità sessuale del bambino.

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