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EDIZIONE ITALIANA - FEBBRAIO 2019

ARREDO

Joe Colombo Revival Tributo ai Sixties

ARTE

Erwin Olaf Christian Tagliavini Hauser & Wirth

lifestyle

MATERA CAPITALE DELLA CULTURA

ENGLISH TEXT

MODERN LIVING

NEW DÉCO, VELLUTI, ACCENTI PREZIOSI. IL SALOTTO INDOSSA IL SUO ABITO DA SERA


S OMMARIO

Febbraio

N. 148 – A Parigi, sfoggia un'allure decisamente Déco un appartamento firmato da Damien Langlois-Meurinne. In copertina, l'elegante studio arredato con tavolo e sedute bespoke. Foto di Stephan Julliard, pag. 72.

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Editoriale Festeggiate il 2019 con una scelta davvero rivoluzionaria: puntate finalmente su voi stessi!

EVENTI

39

23

News Esposizioni, libri, progetti, vernissage, debutti nel ricchissimo calendario di questo mese. Focus sull'imperdibile docu-film dedicato a Leonardo da Vinci, a cinquecento anni dalla sua scomparsa.

DESIGN

39 45

Menu à la carte Papier peint pittoriche dettano lo stile, tra simmetrie razionali e disegni futuristi. Circle Line Bethan Gray cattura la magia di mondi lontani per trasporla in pezzi dallo charme attuale.

PEOPLE

49 61

34

53

My Fair Lady Il talento di Agustina Bottoni? Nobilitare gli oggetti del quotidiano con un'inaspettata bellezza. Filo conduttore Success story di una famiglia: il brand Christian Fischbacher celebra due secoli di attività.

ARTE

61

64 67

Photogallery Attraverso una doppia retrospettiva L'Aia consacra il maestro della fotografia Erwin Olaf. La fiera delle vanità Al Tour & Taxis di Bruxelles va in scena Brafa, mecca di collezionisti e connoisseurs. Tartan Club I galleristi di Hauser & Wirth ci aprono le porte del loro nuovo hotel Fife Arms, in Scozia.

45 53

13


S OMMARIO

LE CASE

72

82 94 104

Nouvelle Déco Eleganza sartoriale nel progetto di Damien Langlois-Meurinne nella Ville Lumière. Panoramica Spettacolare vista su Manhattan per un pied-à-terre all'interno del Toy Building. Rivoluzione francese Interiors parigini scanditi da una prestigiosa collezione d'arte internazionale. Urban Green Nell'appartamento della paesaggista Kimberly von Koontz la natura dialoga con il design.

ARREDO

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Joe & Friends Comfort avvolgente e colori esuberanti. Tributo a Colombo e ai "late Sixties".

LIFESTYLE

130 138 158

Matera La capitale europea della cultura nel racconto di Francesco Invernizzi, regista di un film sulla città. Rigore creativo In Bretagna, l'originale giardino de la Ballue punta su stilemi d'ispirazione classica. Shopping in Paris Appuntamento da Super Vintage: indirizzo di culto appena inaugurato.

94 130

MAISON SELECTION

145

Sleeping Beauty Stanze da letto haute couture sfoggiano nuance sofisticate e linee armoniose.

RUBRICHE

162 164 170

Primafila Musica. Cinema. Lettura. Party Design cocktail da Meridiani. Eclectic Portrait La foto di Christian Tagliavini.

INDIRIZZI

166

138

Dove trovare i mobili e gli accessori di questo numero di Marie Claire Maison.

ENGLISH TEXT

171

Le traduzioni degli articoli principali.

11 5 162 APPUNTAMENTO DALL’ 1 MARZO CON IL PROSSIMO NUMERO DI


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HMC ITALIA SRL VIA R. BRACCO, 6 20159 MILANO

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C I NZ I A F E L IC ET T I cfelicetti@hearst.it

Caporedattrice ELE NA VAGHI evaghi@hearst.it

ARREDO Joe Colombo Revival Tributo ai Sixties

ARTE

Erwin Olaf Christian Tagliavini Hauser & Wirth

lifestyle

Redazione print & digital DANILO ASCANI dascani@hearst.it CR IS TIA NA CECI cceci@hearst.it

MATERA CAPITALE DELLA CULTURA

PATR IZ IA PICCIN IN I ppiccinini@hearst.it G AETANO Z O CCA LI gzoccali@hearst.it ENGLISH TEXT

Redazione grafica MARCO PASSI (Caposervizio) mpassi@hearst.it

MODERN LIVING NEW DÉCO, VELLUTI, ACCENTI PREZIOSI. IL SALOTTO INDOSSA IL SUO ABITO DA SERA

BAR BAR A VARET T O (Caposervizio) bvaretto@hearst.it SILV IA M. REPPA sreppa@hearst.it Segreteria e produzione FR ANCA B O CCOLI fboccoli@hearst.it

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Collaboratori Benedetta Bernasconi, Chiara Chiapparoli, Chiara Corridori, Chiara Dal Canto, Mariacristina Ferraioli, Rita Ferrauto, Silvia Icardi, Marta Mariani, Beba Marsano, Cristina Nava, Giacomo Nicolella Maschietti, Ian Phillips, Wilson Polegato, Beatrice Rossetti, Francesca Scaramagli, Gioia Sopelsa, Bruno Tarsia.

Fotografi Marco Bertolini/Living Inside, Sim Canetty-Clarke, Matteo Carassale, Fabrizio Cicconi/Living Inside, Gianni Franchellucci, Matteo Imbriani, Stephan Julliard/ Tripod Agency, Lorenzo Pennati, Wolfgang Stahr.

DI R E Z ION E , R E DA Z ION E , A M M I N I S T R A Z ION E HMC Italia Srl - Via R. Bracco 6, 20159 Milano. Tel. (02) 6619.2433. Fax (02) 6619.2686. Direttore responsabile: Cinzia Felicetti Editore HMC Italia s.r.l. - Via R. Bracco 6, 20159 Milano. Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 23 del 20 Gennaio 2003


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LOMBARDIA MODA + ESTERO: Direttore Vendite Simone Silvestri ssilvestri@hearst.it

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TRIVENETO E MANTOVA: Direttore Vendite Massimiliano Fusi mfusi@hearst.it.

STAMPA E DISTRIBUZIONE Arti Grafiche Boccia, Via Tiberio Claudio Felice 7, Salerno. Per l’Italia: m-Dis Distribuzione Media Spa, via Cazzaniga 19, 20132 Milano, tel.02.2582.1.

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PIEMONTE, LIGURIA E VALLE D’AOSTA: Adv SpazioErre Srl – Andrea Ravetta a.ravetta@advspazioerre.it GRANDI MERCATI LOMBARDIA: Agente coordinatore Daniel Davide davideagenpubb@hearst.it Hearst Advertising Worldwide Italy Robert Schoenmaker Tel. 02/6269.4441

FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI GIORNALI

ISSN 1722-2702

ACCERTAMENTI DIFFUSIONE STAMPA CERTIFICATO ADS N° 8416 DEL 21/12/2017


L A

C A S A

I N T E R I O R E

di CINZIA FELICETTI

Non abbiamo il potere di prevedere gli eventi, ma in compenso possiamo sviluppare la resilienza necessaria per affrontare anche le

prove più sfidanti senza rimanerne sopraffatti.

Stress, stanchezza, alimentazione trascurata esercitano su di noi lo stesso effetto debilitante della kryptonite per Superman. Ecco perché vi propongo di accogliere il 2019 con una scelta quasi sovversiva: iniziate a prendervi seriamente cura di voi stessi, mettendovi al

VOLETE CHE L’ ANNO

APPENA INIZIATO RISULTI MEMORABILE ? F ATE UNA SCELTA SOVVERSIVA : PUNTATE SU VOI STESSI, METTENDOVI FINALMENTE IN CIMA ALLA CLASSIFICA

primo posto. Siete così fuori al-

lenamento da non sapere a che santo votarvi? Partite da qui. 1) Rendete la qualità del sonno una priorità assoluta, astenendovi da smartphone, computer o tv per almeno due ore prima di coricarvi. 2) Idratatevi bevendo un bicchiere d'acqua a intervalli regolari. 3) Inserite un po' di movimento nella vostra

giornata. Per non dimenticarvene, programmate un

reminder sul cellulare ogni mezzora; al suo scoccare, alzatevi dalla sedia, allungate collo e schiena o fate gli esercizi da scrivania proposti da Fabio Inka (Impacto Training, su YouTube). 4) Praticate la

gratitudine stilando al risveglio un elen-

co degli ottimi motivi per i quali essere riconoscenti alla vostra divinità di riferimento. E non date per scontati i piccoli

regali che illuminano gli istanti vissuti con consapevolezza (profumi, sapori, emozioni, affetti...). Questo semplice rito sortisce un effetto miracoloso sull'umore. 5) Trovate il tempo di leggere quotidianamente dieci pagine di un libro. Il sugge-

Foto, Stefania Giorgi

rimento ad hoc: Rivoluzione self care, di Suzy Reading (pubblicato da Gribaudo), ispirazione dell'editoriale di questo mese.

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E V E N T I M O S T R E , L I B R I , A N T I C I PA Z I O N I , P R O G E T T I , D E B U T T I . C A L E N D A R I O D E G L I A P P U N TA M E N T I D A N O N P E R D E R E Q U E S T O M E S E d i DA N I LO AS C A N I , C H I A R A C H I A P PA R O L I , M A R I AC R I ST I N A F E R R A I O L I e PAT R I Z I A P I CC I N I N I

GENIO RIBELLE

© Joseph S Martin/Artothek/Archivi Alinari

L’UNIVERSO DI LEONARDO APPRODA AL CINEMA. IN PRIMO PIANO L’EVOLUZIONE SCIENTIFICA DELLE SUE TEORIE PIÙ RIVOLUZIONARIE

Trattati di ingegneria idraulica, civile e militare, capolavori e codici analizzati, tra gli altri, dall'ex direttore degli Uffizi Antonio Natali, dalla storica dell'arte Gigetta Dalli Regoli, dal professore Claudio Giorgione. A cinque secoli dalla scomparsa di Leonardo da Vinci (1452 – 1519) arriva sul grande schermo un docu-film che fa luce sull'attuale sviluppo delle sue intuizioni. Leonardo Cinquecento – questo il titolo della pellicola di Francesco Invernizzi per Magnitudo Film e Chili – è nelle sale dal 18 al 20 febbraio (nella foto, Dama con l'ermellino – Ritratto di Cecilia Gallerani, 1490 circa). magnitudofilm.com


STELLA FILANTE

SOGNO E REALTÀ

EQUILIBRIO PERFETTO Un'estetica sublime dove tutto è studiato e perfino il filo elettrico crea una curva ad hoc. Stiamo parlando della lampada da terra Globe, firmata da Emil Thorup per Handvärk. Sensibile ai principi Bauhaus di forma e funzione, il collettivo danese promuove un design sostenibile, nel rispetto dei materiali. handvark.com

SURREALISMO SVIZZERA MASI, Lugano. Dal 10/2 al 16/6 Immagini oniriche e inconscio – come stato più autentico dell'esistenza – sono alcuni dei temi cari agli esponenti del Surrealismo. Che questa mostra scandaglia con l'opera di Hans Arp, Serge Brignoni, Meret Oppenheim, Paul Klee (qui, il suo Marionetten – bunt auf Schwarz, 1930). masilugano.ch

DI TUTTO PUNTO Fiori e ramage, cuori trafitti da pugnali come ex voto, scheletri vestiti in modo eccentrico e memento mori. Il design tessile impreziosito dai ricami di Gayla Partridge scorre tra le pagine di questo nuovo coffee table book. Stitch Craft, pp. 208, €18. bluestarcoloring.com

© ProLitteris, Zurich 2018

© Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, Ferrara

BOLDINI E LA MODA Palazzo dei Diamanti, Ferrara. Dal 16/2 al 2/6 Non solo le sue tele che enfatizzano pose eleganti e abiti sontuosi, ma anche indumenti e accessori d'epoca. Giovanni Boldini viene celebrato da una retrospettiva incentrata sulla moda durante la Belle Époque (qui, Fuoco d'artificio, 1892-95). palazzodiamanti.it


NEL SEGNO DEL MITO

Š The Estate of Erwin Blumenfeld

ERWIN BLUMENFELD Foam, Amsterdam. Dal 15/2 al 14/4 Una galleria di scatti realizzati tra il 1941 e il 1960 documenta lo stile inconfondibile di Erwin Blumenfeld (1897 – 1969), fotografo di moda che ha lavorato per magazine iconici, da Harper's Bazaar a Life, fino a Cosmopolitan (qui, la modella Pat Blake ritratta nel 1954 per Vogue). foam.org

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E VE N T I

Una coppia d'assi per la prima linea di candele firmate Louis Vuitton: il designer Marc Newson e il "naso" Jacques Cavallier Belletrud. Quattro le profumazioni, in ceramiche realizzate a mano (qui, Dehors il neige). louisvuitton.com

© Estate of Joan Mitchell

BIANCA NEVE

TEXTURE POLICROME DAL GESTO ALLA FORMA Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Dal 26/1 al 18/3 Sotto i riflettori le opere più belle della collezione Schulhof, corpus di arte europea e americana del Dopoguerra. In primo piano, tra le tante, le tele di Mark Rothko, Cy Twombly e Joan Mitchell (nella foto, Composizione, 1962). guggenheim-venice.it

NUOVA OGGETTIVITÀ

CORTESIE PER GLI OSPITI Perla del gruppo Rosewood a Parigi, l'Hôtel de Crillon ha da poco conquistato un prestigioso riconoscimento: vanta la migliore Spa di tutti i cinque stelle di Francia. Si chiama Sense, ha una piscina coperta inondata di luce naturale (nella foto) e il salone di bellezza di David Lucas; inoltre, propone lezioni di hatha yoga con Nicole Marty e corsi di kiyindo shiatsu dell'esperto Pierre Clavreux. rosewoodhotels.com 28

© 2018 Artists Rights Society (ARS), New York

THE SELF-PORTRAIT Neue Galerie, New York. Dal 28/2 al 24/6 Al centro della scena l'Espressionismo e gli autoritratti più famosi dipinti nella prima metà del Novecento. Si va da Egon Schiele a Max Beckmann, passando per il tedesco Georg Scholz (qui, il suo Self-Portrait in front of an Advertising Column, 1926). neuegalerie.org


EV EN T I

IL NOME DELLE ROSE

© Liechtenstein, The Princely Collections, Vaduz-Vienna

RUBENS TO MAKART Albertina, Parigi. Dal 16/2 al 10/6 Autentici capolavori delle collezioni appartenenti al principato del Liechtenstein – che festeggia quest'anno il giubileo per i suoi tre secoli di storia – sono al centro di una grande mostra. Si spazia da Pieter Paul Rubens all'austriaco Ferdinand Georg Waldmüller (qui, Roses, 1843). albertina.at

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EDEN PSICHEDELICO PIPILOTTI RIST. OPEN MY GLADE Louisiana, Humlebæk. Dal 28/2 al 23/6 Videoinstallazioni ipnotiche come Mercy Garden, progetto del 2014 (sopra), ma anche le sue opere meno famose realizzate con i tessuti. Prima assoluta in Danimarca per l'universo a tinte fluo dell'artista svizzera. louisiana.dk

Collection of Mr. and Mrs. J. Tomilson Hill; courtesy Shepherd Conservation, London

Courtesy the artist, Hauser & Wirth and Luhring Augustine

E VEN T I

PASSIONE SEGRETA

Foto, Trevor Paglen

PONTORMO: MIRACULOUS ENCOUNTERS The J. Paul Getty Museum, Los Angeles. Dal 5/2 al 28/4 Oltre ai celeberrimi capolavori Visitazione e Alabardiere, questa esposizione ospita Ritratto di giovane uomo con berretto rosso (nella foto), tela dipinta dal Pontormo attorno al 1529 e raffigurante un ragazzo che tiene una misteriosa lettera nella mano destra. getty.edu

BLIND TEST HITO STEYERL Serpentine Sackler Gallery, Londra. Fino al 6/5 Video che raccontano di intelligenza artificiale, ma anche di potere e disuguaglianze. L'artista tedesca Hito Steyerl (nella foto) – tra i creativi più influenti al mondo secondo il magazine inglese Art Review – s'interroga su pro e contro della tecnologia digitale. serpentinegalleries.org

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FRANZ WEST Tate Modern, Londra. Dal 20/2 al 2/6 Opere manipolabili, installazioni maxi, collage e sculture in cartapesta come Untitled realizzata nel 2007 (nella foto). In mostra la produzione di Franz West connessa a tematiche filosofiche e psicanalitiche familiari all'artista. tate.org.uk

© Estate Franz West, Archiv Franz West

AZIONE E REAZIONE


E VEN T I

PIATTO FORTE

Courtesy Christian Dior

Parole tratte dai versi del poeta William Blake. Sono motivo d'ispirazione per Ippolita Rostagno, designer fiorentina di gioielli, che firma una collezione concepita con Richard Ginori in esclusiva per Artemest. Calligrafie attraversano i pattern tradizionali in un mix artistico di grande effetto. artemest.com

RICERCA INTIMISTA THE YOUNG PICASSO – BLUE AND ROSE PERIODS Fondation Beyeler, Riehen. Dal 3/2 al 26/5 Con una galleria di capolavori realizzati tra il 1901 e il 1906 si analizzano i periodi blu e rosa, che hanno portato Picasso – qui proprio in un autoritratto del 1901 – alla sperimentazione cubista. Tra i temi centrali della mostra: la vita, la sessualità, il fato e la morte. fondationbeyeler.ch

HAUTE COUTURE

Michael Wilkinson, © DACS, 2018

© Succession Picasso/2018, ProLitteris, Zurich; foto, RMN-Grand Palais/Mathieu Rabeau

CHRISTIAN DIOR: DESIGNER OF DREAMS Victoria and Albert Museum, Londra. Dal 2/2 al 14/6 Qui ritratto con la modella Sylvie attorno al 1948, Christian Dior è il protagonista di una grande esposizione che porta in scena per la prima volta gli abiti da lui creati per la principessa Margaret e la ballerina classica Margot Fonteyn. vam.ac.uk

SEDUTA PLENARIA DOROTHEA TANNING Tate Modern, Londra. Dal 27/2 al 9/6 Costumi per il teatro, tele d'impronta surrealista e sculture antropomorfe. Un'antologica svela l'opera omnia dell'artista che era anche brillante scrittrice (qui, La truite au bleu, 1952). tate.org.uk


D E S I G N Q U A N D O I L P R O G E T T O D I V E N TA F I L O S O F I A D I V I TA , I N U N A S I N T E S I A R M O N I O S A D I F U N Z I O N A L I TÀ E D E S T E T I C A

Da sinistra, pannello in carta da parati Rays, LondonArt. Tavolino Hiroko, di Jumbo Collection; sopra, brocca Five o'Clock, in ottone, di Hamilton Conte; specchio da trucco Selfportrait, di Portego; vaso in lega argentata, di Greggio; foglie, da Numero 9; piattino, cucchiaino, tazza e teiera del servizio My China! Treasure Gold, Sieger by Fürstenberg; libellula in lacca e plastica, da Ricerca. Pouf Lawrence, di Armani/Casa; sospensione Suprematic Three CS1, Noom.

MENU À LA CARTE

PAPIER PEINT PITTORICHE DETTANO LO STILE. COSÌ, TRA SIMMETRIE RAZIONALI E DISEGNI FUTURISTI, TRIONFA IL MOBILE CONTEMPORANEO d i B R U N O TA R S I A - fo to LO R E N ZO P E N N AT I h a co l l a b o ra to F R A N C E S C A S C A R A M AG L I


A parete, da sinistra, wallpaper personalizzabile Mosaic, di Riccardo Zulato per LondonArt, cm 282x310h, €89/mq, e carta da parati BH 100, di Wladimiro Bendandi per Wall&decò, €160/mq. Consolle Banner, in acciaio nella finitura oro satinato, con top in marmo grigio Arabescato Orobico, di Fabio Bonfà per Visionnaire, cm 180x40x95h; sopra, scultura in ottone, da Ricerca, cm 70x13x70h, €320; vaso in lega argentata rifinita blu, di Gio Tirotto per Greggio, cm 12Øx22h, €660; vaso di ottone dorato Caneva, Armani/Casa, cm 23Øx45h, €410; coppa Fukui, in bronzo, ottone e rame, coll. I cuciti, di Zanetto, cm 23Øx13h, €532. Coppia di poltrone Parabolica, in metallo e tessuto, di Vittorio Paradiso per Paolo Castelli, cm 73x80x73h. Lampada da terra Alzabile (1948), in ottone e marmo, design Ignazio


DES IGN

Gardella, TATO, cm 20x38x124/216h, €1.157. Tappeto in lana taftata a mano Paris Paname, di Bruno Moinard, Roche Bobois, cm 330Ø, €4.140. Coffee table Samarcanda, in ottone e marmo, di Etro Home Interiors, cm 50Øx50h, €2.870; tavolino in acciaio nella finitura oro, Opinion Ciatti, cm 52x52x33h, €926; sopra, bottiglia di Ceramiche Milesi, cm 40h, €300; vassoio del servizio Five o'Clock, in ottone, di Hamilton Conte, da €1.698 set completo. Vaso sferico Giò, in maiolica, di Saura Vignoli per Bottega Vignoli, cm 32Ø, €1.200. Divano Sole Luna, con struttura in metallo, di Giorgio Soressi per Erba, cm 250x100x94h, €7.530; cuscino in tessuto Palladio Azure, Designers Guild, cm 140h, €121/m; cuscino in misto lino L'Eden Bois de Rose, della coll. Christian Lacroix per Designers Guild, cm 140h, da €193/m.

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DES IGN

A parete, da sinistra, carta da parati Archipelago, design Laura Pozzi per LondonArt, modulo da cm 423x310h, €89/mq; wallpaper Les Gitanes, di Debonademeo per Wall&decò, €160/mq. Paravento Dinamarca, di Hamilton Conte, cm 160x3x200h, da €4.658. Daybed Engadin, in tessuto Nanjing, di Armani/Casa, cm 223x80x75h; tappeto Deco S1, Design Collection di Illulian, cm 311x250; tavolino Drop, in metallo, di Antonella Tesei per AnTes Design, cm 80Øx32h, €1.952 il set da due; sopra, specchio Naia, di JCP, cm 26x6x33h, €1.708; tavolino tondo Lithos, in acciaio con piano in marmo Sahara, di Antonio Citterio, coll. Maxalto di B&B Italia, cm 35Øx49,5h, costa €1.681. Buffet Nessun Dorma, in acciaio e legno con finitura a foglia oro, di Giorgio Soressi per Erba, cm 230x55x75h, prezzo €16.410; sopra,

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lampada Tre Piastre, in ferro, ottone e travertino, di Esperia, cm 50Øx72h, €3.100; coppa in ottone della collezione Vela, di Zanetto, cm 22Øx15h, €285; vaso scultura Giano, in ceramica e legno, prodotto solo in sei esemplari numerati, design Alice Vitale per The Gallery, cm 40,7x7x47,5h, €2.500. Sospensione Yanzi, in ottone spazzolato e vetro bianco, di Neri&Hu per Artemide, cm 156x95h, da €1.290. Vasca Spoon XL, con rubinetto Fez, di Agape, cm 180,9x97x49h. Specchio Tresse, di Martina Bartoli per Mason Editions, cm 67,3x77h, €871. Tavolino impiallacciato, di Zanaboni, cm 58x50x30h; asciugamano in lino, collezione Riprese & Ribattute, La Fabbrica del Lino, cm 60x100, €87 il set da due; vaso Tizio, in rame lucido e vetro, design Lazzarini & Pickering per Marta Sala Éditions, cm 17Øx21h, €930.


DES IGN

CIRCLE LINE

GLOBETROTTER APPASSIONATA, L’INGLESE BETHAN GRAY CAT TURA LA MAGIA DI MONDI LONTANI PER TRASPORL A IN PEZZI DALL’ALLURE AT TUALE d i PAT R I Z I A P I CC I N I N I


DES IGN

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attern ispirati all'architettura, sfumature delicate e lavorazioni preziose. Il tratto di Bethan Gray è unico e inconfondibile. Nata da padre scozzese e madre gallese, in linea materna discende da un antico gruppo nomade del Rajasthan. «Sono molto orgogliosa delle mie radici gipsy; per esempio, credo sia stata la nonna a trasmettermi una passione infinita per i viaggi e il desiderio di conoscere altre culture», riflette. Così, ecco i tavoli della linea Band, che riprendono gli intarsi marmorei bianco/nero della Cattedrale di Siena, mentre i cabinet Dhow portano il nome ed evocano i motivi delle tipiche imbarcazioni che veleggiano nel Golfo di Oman. Anche la nuova collezione di porcellane Lustre riflette fascinose silhouette mediorientali, mentre i sideboard della serie Nizwa ripropongono le cupole e gli archi dell'omonimo forte, sempre nel sultanato arabo. «Cerco realtà che catturino la mia immaginazione; solo in questo modo i progetti prendono vita come se fossero dei racconti», rivela. Ogni collezione narra una storia fatta di dettagli inediti, materiali ricercati (con una predilezione per quelli naturali) e cromie intriganti. E per non lasciarsi sfuggire neppure una nuance, ha l'abitudine di immortalare con una foto le palette più suggestive in cui le capita di imbattersi. «Una ricerca appassionata, che negli anni ha generato una tavolozza dichiaratamente personale: romantica e incisiva». La sua è una sensibilità spiccata, capace di far convivere gusto contemporaneo e tecniche antiche di lavorazione. «Nei vagabondaggi ai quattro angoli del pianeta ho scoperto il lavoro di artigiani che meritano di essere celebrati e sostenuti»; per questa ragione, in partnership con la Cardiff Metropolitan University, ha da poco istituito il premio Women in Craft, teso a premiare la creatività al femminile. Per mobili stilisticamente "crossover", accomunati da un design caldo e avvolgente. In un armonioso melting pot. O 46


Qui dettaglio della luce da tavolo Victoria, in marmo Arabescato, per Editions Milano; a sinistra, piatto della linea Lustre, realizzata dalla designer in bone china e decori oro (anche in apertura), 1882 Ltd. Nell'altra pagina, Bethan Gray ritratta tra i piani di tavoli e coffee table delle sue ultime collezioni.

Qui, fanno parte della Shamsian Collection i tavoli con top in marmo Bianco Cararra, Nero Marquina e Verde Guatemala, dalla struttura in ottone massiccio. A sinistra, sospensione hand made della linea Victoria, disegnata per Editions Milano; sopra, la collezione di porcellane Lustre, composta da scodelle, insalatiere, servizi da tè e caffè, tazze col manico.


P E O P L E

INFLUENCER E INFLUENTI. I PERSONAGGI CHE INCIDONO SULL’EVOLUZIONE DEL GUSTO CONTEMPORANEO, IN VERSIONE HOME + LIVING

Di origini argentine, Agustina Bottoni, 24 anni, laureata a Buenos Aires, ha mosso i primi passi nella moda. In seguito ha frequentato un master in Design alla NABA di Milano.

Foto, Giovanni Gastel

MY FAIR LADY

IL TALENTO DI AGUSTINA BOT TONI? NOBILITARE GLI OGGET TI DEL QUOTIDIANO CONFERENDO A CIASCUNO UN ’INASPET TATA BELLEZZA d i PAT R I Z I A P I CC I N I N I


Foto, Roberto Nino Betancourt

Foto, Roberto Nino Betancourt

C

reazioni dal tratto garbato, cosmopolita, indipendente. Progetti dal fascino evergreen, capaci di far convivere design, arte e artigianato, consacrando così la giovane artista Agustina Bottoni tra i grandi nomi dell'arredo contemporaneo. Classe 1984, di origini argentine, rivela: «Mi ispiro all'architettura; ne sono un esempio Calici Milanesi, collezione-omaggio all'eleganza razionalista di Villa Necchi Campiglio». In vetro borosilicato, il tris di bicchieri rappresenta pure un tributo alla consuetudine meneghina dell'aperitivo («Un rito di puro edonismo, pausa e fuga dalla frenesia quotidiana», commenta divertita Bottoni). Armonia e funzione stanno al primo posto, declinate in silhouette oniriche, come la serie Melodicware: sculture sonore realizzate con tubi in ottone in grado di creare note soavi. «Le frange incuriosiscono e incoraggiano l'interazione, portando lo spettatore oltre la vista e il tatto», spiega. Oppure l'installazione site-specific In Itinere, presentata alla Building Gallery durante il Salone del Mobile 2018. Cofirmata assieme a Ilaria Bianchi e Astrid Luglio con il nome The Ladies' Room, prevedeva un dialogo virtuoso tra disegno e natura, alla scoperta di forme archetipiche. Una dimensione poetica che contraddistingue tutto il meraviglioso mondo di Agustina. O

Foto, Lorenzo Pennati

Un'ambientazione creata dalla stylist Cristina Nava per Marie Claire Maison fa da cornice alla collezione di tende e sculture sonore Melodicware (riproposte sotto in versione still life), dove il colore esalta la finalità di utilizzo.


Agustina con il cesto artigianale in raďŹ a Lazos; a sinistra, sculture create per l'esposizione In Itinere, alla Building Gallery di Milano. Sopra, cocktail glass della serie Calici Milanesi: l'architettura modernista in versione bicchiere.

Foto, Roberto Nino Betancourt

Foto, Roberto Nino Betancourt

ACCESSORI DAL SEGNO DELICATO, CAPACI DI ANNULLARE I CONFINI SPAZIO-TEMPORALI E SUSCITARE EMOZIONI RISPETTANDO LA FUNZIONE


PEOPLE

Michael Fischbacher e la moglie Camilla. La poltroncina porta la firma del nonno di lui, che nel 1959 volle questa villa in stile Mid-Century Modern, sul lago svizzero di Costanza.

FILO CONDUTTORE IL BRAND DI PREGIATI TESSUTI CHRISTIAN FISCHBACHER CELEBRA DUE SECOLI DI AT TIVITÀ. SUCCESS STORY DI UNA FAMIGLIA CON LA PASSIONE NEL DNA d i C R I ST I A N A C E C I - fo to WO L FG A N G STA H R


PEOPLE

C

osmopoliti eppure radicatissimi nella cultura del Vecchio Continente, rispettosi del passato e al contempo innovatori. È il profilo dei coniugi Camilla e Michael Fischbacher, in perfetta sintonia con la loro azienda. Lui, l'erede, nonché Ceo alla sesta generazione nella gestione dello storico brand – sinonimo di prestigiosi tessuti per l'arredamento – ha ora il compito lusinghiero di celebrare una ricorrenza importante: i duecento anni del marchio. Un successo che inizia nel 1819, quando il suo avo Christian fonda la maison a San Gallo, città della Svizzera tedesca. La moglie lo affianca nella vita e nel management, in qualità di art director. «Due secoli ininterrotti di attività costituiscono un traguardo considerevole. Il fil rouge? Prodotti duraturi, di un'eleganza senza data di scadenza. È emozionante vestire gli interni, perché presuppone una creatività gentile e concede il lusso di pensare a lungo termine», ci dice Michael. Dagli esordi nel borgo elvetico, con le stoffe in cotone confezionate dalle contadine, fino alle ormai iconiche stampe, Fischbacher ha percorso un viaggio avvincente stabilendo sedi in tutto il pianeta, Italia compresa, e collaborando al décor Nel living affacciato dell'Eliseo e di sontuosi palazzi reali in sul parco si stagliano Medio Oriente, per fare solo alcuni esempi. il tavolo e le sedie Appassionati globetrotter sono gli stessi intagliati da Christian Michael e Camilla, poliglotti e in continuo Fischbacher IV. Sullo sfondo, statue Khmer movimento, a proprio agio in Asia (hanno e, a sinistra, mobili vissuto in Malesia, a Tokyo e Hong Kong) cinesi. La cagnolina come nella loro residenza privata: la villa havanese Lala riposa di famiglia sul Lago di Costanza abbracciata sul tappeto Sarough. da un parco, dove abitano con i tre figli. La dimora, ritratta nelle immagini di questo servizio, fu fatta progettare nel 1959 dal nonno, il quale, di ritorno dagli Stati Uniti, la volle in stile Mid-Century Modern. Un'impronta tuttora evidente, addolcita però dagli splendidi tappeti persiani d'antiquariato, rivelatori delle origini di lei (padre iraniano e madre americana), pronti a dialogare con sofisticati tendaggi, preziosi arredi e pezzi d'arte orientale. Se Michael ama l'allure speciale dei mobili provenienti dai luoghi tradizionalmente dediti al commercio, e dunque testimoni del passaggio di molti popoli, Camilla adora le suggestioni esotiche, reinterpretate con gusto e savoir-faire europei, in una formula che coniuga internazionalità e vocazione artigiana, ma senza rinunciare a una certa dose di audacia. La sua personalità e la straordinaria energia si riflettono sui colori più apprezzati («Il blu e il verde peacock accostati a tocchi golden») e sulla predilezione per i motivi botanici. Assieme al fidato team di designer da lei diretto, ha appena lanciato al Déco Off parigino la collezione Jubileum, così denominata in onore dell'anniversario. Un trionfo di trame damascate o moiré, rami e fiori, intriganti giochi di lucido/opaco con velluti e fili effetto metallo. Incontro virtuoso tra lavorazioni di antica memoria e alta tecnologia. O 55


Qui, a rivestire le poltrone, il velluto Verona abbinato al tessuto Venezia dei cuscini: lo stesso delle tende in pendant; tutto dell'ultima collezione Jubileum di Fischbacher. Sotto, a destra, letto in jacquard Jangala e, alla parete, opera su carta dal Giappone; a sinistra, tendaggi Luminate, della linea Urban Luxury.

Qui e sotto a sinistra, photo courtesy

PEOPLE


A R T E

RIFLETTORI PUNTATI SULLA CREATIVITÀ. PITTURA, SCULTURA E ARCHITETTURA, T R A N O M I C E L E B R I E TA L E N T I D A S C O P R I R E

Della serie Berlin, 2012, la denuncia di Olaf contro la Germania nazista: Porträt 5 – 9th of July vede ritratta una bambina di "razza ariana" dal temperamento molto autoritario.

PHOTOGALLERY

TRASGRESSIVO, AUDACE, GENIALE. CON UNA DOPPIA RETROSPETTIVA L’AIA CONSACRA IL MAESTRO DELLA FOTOGRAFIA ERWIN OLAF

d i B E N E D E T TA B E R N AS CO N I


ART E

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cuotere le coscienze e risvegliare le emozioni attraverso il ricorso all'immaginazione. Una vera e propria missione per Erwin Olaf: genio irriverente della fotografia contemporanea, abituato a provocare da oltre trent'anni, sia che si tratti di una pubblicità − celebri le campagne concepite per Bottega Veneta e Diesel − sia di un allestimento scenografico come quello al Salone del Mobile di Milano per il brand d'arredo Moooi (collezione 2013). Ma supera se stesso con i visionari racconti per immagini, dove integra perfettamente reportage giornalistici, staged photography, ritratti posati. Proprio questi ultimi si stagliano protagonisti indiscussi della duplice retrospettiva a lui dedicata all'Aia, che anticipa il suo sessantesimo compleanno. Dal 16 febbraio al 12 maggio, Gemeentemuseum e The Hague Museum of Photography ospitano in contemporanea due mostre tese a ripercorrere l'intera carriera del maestro olandese. Esposte ci sono tutte le enigmatiche mise-en-scène che, sfruttando un registro personale,

vanno al di là della realtà per condurre il visitatore in una sfera intima e personale. Quella dello stesso Olaf, in cui frammenti di storia dell'arte e citazioni colte − il cinema di Luchino Visconti e Douglas Sirk in primis − contaminano ogni scatto, restituendo uno spaccato fortemente critico della nostra società. Dalle fotografie dominate da interiors impeccabili e attori avvenenti emergono a contrasto dettagli dissonanti o un profondo senso di spaesamento, stimoli per una riflessione sui temi esistenziali: dalla solitudine al dolore e alla violenza. Ne è un esempio Porträt 5 – 9th of July (in apertura) con una bimba che pare una recluta della Hitlerjugend e ancora The Hallway (qui sotto), dove si crea una forte tensione tra la posa della modella − perfetta per un servizio di moda − e il volto disorientato dell'uomo. Anche l'ambientazione, nel corridoio di un hotel anonimo, enfatizza la sensazione di incertezza. Questi capolavori dalle luci caravaggesche si traducono in attimi sospesi nel tempo, scene dell'universo onirico di Erwin Olaf. Sognando (e sperando) che qualcosa di buono finalmente accadrà. O

SCATTI ACCOMUNATI DA UN PATINATO NITORE FORMALE, MA ANCHE FORTEMENTE PROVOCATORI. È QUESTA LA CIFRA DELL’ARTISTA OLANDESE

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Sopra, sempre della serie Berlin, l'opera Freimaurer Loge Dahlem (22 April 2012); sotto, a sinistra, Keyhole #6, 2012; accanto, Pearls (Sabine), 1986, rappresenta una critica feroce da parte di Erwin Olaf al mondo della moda, con una top model dallo sguardo ďŹ sso e assente, che vomita gioielli preziosi. Nella pagina accanto, fa parte del ciclo Hope la foto The Hallway, realizzata nel 2005.


ART E

LA FIERA DE L L E VA N I T À

AL TOUR & TAXIS DI BRUXELLES VA IN SCENA BRAFA. RIFLETTORI PUNTATI SU RARITÀ DAL VALORE INESTIMABILE d i G I ACO M O N I CO L E L L A M AS C H I E T T I

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leganza, conoscenza, infinita passione. Il nord Europa è tradizionalmente terra di grandi connoisseurs ed estimatori entusiasti. Le case private della ricca borghesia belga, olandese, fiamminga e francese celano capolavori dal valore inestimabile, in un caleidoscopio di stili e influenze provenienti da tutto il mondo. Non è inusuale vedere accostati arazzi preziosi a sculture in terracotta della dinastia Tang, magari sistemate sopra un tavolino da caffè degli anni Cinquanta disegnato da Gio Ponti. Il collezionismo è in questi luoghi una buona consuetudine che si tramanda di generazione in generazione e tale cultura per il bello spiega la presenza di centinaia di gallerie sparse per le suggestive strade di Bruxelles, Maastricht, Utrecht e Anversa. Proprio per soddisfare questa domanda, nel 1956 nacque Brafa, la più prestigiosa mostra-mercato d'arte antica e moderna d'Europa. La prossima edizione è in programma dal 26 gennaio al 3 febbraio nella splendida cornice del Tour & Taxis, gemma dell'architettura industriale nella capitale belga, perfetta per accogliere un importante numero di espositori, oggi più di 130. Anche per questo appuntamento sono attesi alcuni tra i maggiori mercanti e dealer internazionali, che offriranno al pubblico opere dal precolombiano ai giorni nostri, fino all'arte orientale classica, il design d'autore e il contemporaneo. Non solo. Archeologia, dipinti, sculture, mobili antichi, ceramiche e gioielli permetteranno ai visitatori di ripercorrere oltre quattro millenni di storia con due peculiarità legate al panorama storico e culturale locale: le collezioni africane e le tavole originali dei fumetti. Tra i nomi spiccano Didier Claes − specializzato in arte tribale delle regioni del centro Africa − e l'italiana Chiale Fine Art, fresca di apertura a Bruxelles, con in serbo rare sculture lignee del 1200 piemontese. Anticipazione: mentre il 2018 ha visto protagonista Christo, questo sarà l'anno di Gilbert & George, il duo italo-inglese che produrrà un inedito. O

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MECCA DI COLLEZIONISTI E CONNOISSEURS, QUESTA MOSTRA-MERCATO RAPPRESENTA UNA SINTESI DELL’ECCELLENZA ATTRAVERSO I SECOLI


Sopra, da sinistra, tappeto Yurt, Kirghizistan, 1900, di Galerie Vrouyr. A seguire in senso orario, bronzo Young Woman Denise, Pierre Bouret, 1938, di Galerie Victor Werner; Bianhu, bronzo rituale cinese, Dinastia Zhou, di Galerie Christian Deydier; olio su tavola Coucher de Soleil, Odilon Redon, 1902, di Galerie von Vertes; idropittura su tela Concetto Spaziale, Attese, Lucio Fontana, 1960, di Samuel Vanhoegaerden Gallery; Concrete Chair di Jonas Bohlin, 1981, prodotta in cemento e acciaio da Källemo, di Axel Vervoordt Gallery; scultura in bronzo di autore anonimo, V secolo a.C., di Galerie Aaron.


ART E

TARTAN CLUB

I FONDATORI DI HAUSER & WIRTH CI APRONO IN ESCLUSIVA LE PORTE DEL FIFE ARMS: IL LORO DEBUTTO SCOZZESE NELL’HÔTELLERIE d i DA N I LO AS C A N I - fo to S I M C A N E T T Y- C L A R K E

Di fronte al pannello in mogano e pino intagliato da Gerrard Robinson e decorato con scene ispirate a Robert Burns, Iwan e Manuela Wirth con il bassotto Yoko e l'alano Bruno.

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A RTE

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na galleria inaugurata da pochissime settimane a St. Moritz con una mostra dedicata a Louise Bourgeois (apertura che porta a quota nove le sedi del prestigioso network Hauser & Wirth) e ora un sofisticato art hotel nel cuore delle Highlands: il Fife Arms, a Braemar. Manuela e Iwan Wirth puntano in alto anche nel panorama dell'accoglienza e replicano la formula già rodata nel Somerset con la Durslade Farmhouse, bed and breakfast di grande charme ricavato in un edificio del Settecento. «Per questa nuova sfida ci siamo lasciati ispirare dallo spirito di una regione straordinaria, dove la luce e il paesaggio giocano un ruolo da protagonista assoluto», racconta Mr Wirth. Così, dopo un attento restauro conservativo, quella che in epoca vittoriana era una stazione di posta adesso ospita quarantasei sontuose camere e suite, ognuna intitolata a personaggi e simboli legati alla lontana contea a nord di Edimburgo. Si va da Robert Louis Stevenson a Lord Byron, perché se a Braemar il primo ha iniziato a scrivere L'isola del tesoro, l'altro ha composto Dark Lochnagar, ode alle terre aspre della Scozia. Firmato da Russell Sage e Moxon Architects, il progetto mescola rarità, dipinti antichi e numerosi artwork (da Subodh Gupta a Zhang Enli, Bharti Kher, James Prosek e Guillermo Kuitca), mentre una litografia del principe Carlo duetta con pitture di coloristi scozzesi quali Archibald Thorburn e John Maclauchlan Milne. A vestire salotti e corridoi sono, invece, tappezzerie bespoke in tweed e tartan disegnate da Araminta Campbell. Incastonato tra i maestosi monti Cairngorm e la valle del fiume Clunie, il Fife Arms vanta pure un ristorante, un bar e un giardino d'autore. Opera della paesaggista inglese Jinny Blom – medaglia d'oro al Chelsea Flower Show 2007 – il parco sposa i colori delle brughiere circostanti e separa l'hotel dalla Spa, oasi in cui concedersi trattamenti ispirati altresì a scenari dominati da altopiani sconfinati e leggendari loch. Ed è questo lo spettacolo ammirato da chi decide di soggiornare nella artist's residence, camera con vista dalla luce ideale per dipingere e apprezzare fino in fondo l'arte dell'ospitalità. O

NELL’EX STAZIONE DI POSTA, WALLPAPER D’AUTORE E ATMOSFERE VITTORIANE FANNO DA SFONDO A UNA PERMANENTE DAL CÔTÉ INTERNAZIONALE 68


Qui, il salone con arredi vittoriani e soffitto decorato da Zhang Enli. Nell'altra pagina, wallpaper tartan di Araminta Campbell e Lifting VII, di StĂŠphanie Vandem.


LE CASE

Foto, Stephan Julliard

C O LT O , R A F F I N AT O , C O S M O P O L I TA : L O S T I L E M A I S O N D E C L I N AT O N E L L E D I M O R E P I Ù E S C L U S I V E

La hall sofisticata di un appartamento parigino. Gli arredi sono tutti su progetto, in delicate nuance, mentre lo specchio è un lavoro del glass artist Kiko Lopez.


Nella sala domina il sofĂ sinuoso, in lino e lana bouclĂŠ, accostato alle due poltrone Drummond, di Plant.Collections; coffee table su disegno; luce Luminator creata da Pietro Chiesa nel 1933, FontanaArte. Tappeto e camino custom-made. Qui sotto, Esprit de Baron Ochs-Five (1977), acrilico di Jules Olitski.


NOUVELLE

DÉCO

ELEGANZA SQUISITAMENTE SARTORIALE NEL PROGETTO FIRMATO DAMIEN LANGLOIS-MEURINNE. E UNA PUNTEGGIATURA DORATA, CHE BRILLA ALL’UNISONO CON LA VILLE LUMIÈRE d i I A N P H I L L I P S - fo to ST E P H A N J U L L I A R D te sto C H I A R A CO R R I D O R I


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Nello studio, sedute in primo piano e tavolo, tutto su progetto; set di coffee table Brass Teardrop, di Jonathan Adler; lampada Halifax, di Plant.Collections; luce a soffitto Axon, design Katerina Kladi per ToposWorkshop. Nell'altra pagina, vista della scenograďŹ ca scala del palazzo parigino.


L'ingresso comunicante con il living sfoggia un magnifico pavimento grafico, in due tipologie di marmo: Verde delle Alpi e Statuario, profilati in bronzo; lampadario Strada, Kelly Wearstler. Sullo sfondo, tavolino custom-made e, a destra, scultura in ebano dal titolo La Source (2018), di Bertrand Créac'h.


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i percepisce il respiro di Parigi in questa dimora charmant situata in un palazzo di inizio Novecento, con la facciata concepita dall'architetto Art Nouveau Louis Sorel. Ubicato sulla collina di Chaillot, nel XVI arrondissement, l'appartamento gode di un affaccio magnetico sui gioielli della città: la Tour Eiffel, Montmartre, l'Opéra, il Louvre, il Grand Palais. Un contesto sublime, che Damien Langlois-Meurinne ha onorato negli interni da lui firmati per una coppia di imprenditori americani in ambito dot.com. Il designer, dopo un avvio di carriera nello studio di Christian Liaigre, è oggi autore di spazi retail a Manhattan, sontuose Spa in Cina e progetti di case in tutto il globo; vanta inoltre collaborazioni prestigiose con brand quali Zimmer + Rohde, Pouenat e il londinese Sé. Il suo primo passo, nella residenza, è stato rivoluzionare il layout in modo che il terrazzo (quaranta metri quadrati) confinasse con la maggior parte delle stanze, regalando scorci impareggiabili. Ha poi affidato a trame e colori un dialogo virtuoso tra in & out. La Senna è evocata dal motivo a gocce stilizzate dei maxitappeti, mentre il fluire del fiume è richiamato dal top del tavolo in vetro, dipinto da Florence Girette: la stessa decoratrice che sulla parete della camera padronale ha creato il carismatico pannello a onde e increspature. Il cielo della capitale è citato invece dalla palette di grigi e azzurri. «Per un corridoio mi sono ispirato all'artista statunitense James Turrell e alle sue ricerche sulla luce. Così, ho verniciato di celeste un solo muro, che produce riflessi cangianti sugli altri lasciati bianchi e sul soffitto», rivela Damien. Strategici tocchi celebrano la Ville Lumière punteggiando i locali di bagliori. In un concerto di ottone, bronzo e oro brillano gli chandelier, le finiture della boiserie nel foyer (di spettacolare minimalismo) e una costellazione di coffee table, alcuni custom-made, altri del geniale Jonathan Adler. Langlois-Meurinne ha optato per uno squisito taglio sartoriale, disegnando lui stesso molti arredi o affidandosi a interventi bespoke di aziende selezionate, in un quadro d'insieme all'insegna del soft touch. «Prediligo gli elementi sussurrati, capaci di svelarsi poco a poco, per trasmettere vibrazioni sottili», spiega. La disposizione simmetrica degli accessori comunica ordine e leggerezza; il rigore della proporzione risulta addolcito da materiali nobili e soffici velluti, mentre le linee flessuose di sofà e poltrone paiono abbracciare gli ambienti. Le opere d'arte – quadri e sculture – sono inserite con discrezione, in virtù di una impeccabile coerenza cromatica. L'armonioso affresco abitativo è infine vivacizzato da divertissement grafici. È il caso del camino in gesso nel living, ornato da un fascio di raggi: una suggestione che viene ripresa nel pavimento dell'ingresso, ottenuto alternando marmo Verde delle Alpi e Statuario. Simboli del sole parigino, che bacia la pura bellezza. O

IL MOTIVO A RAGGIERA RICORRE SU VARI ELEMENTI: CITAZIONE DELLA PERFETTA GEOMETRIA DEL SOLE, ASTRO LUCENTE


Tavolo su progetto, con piano in vetro dipinto da Florence Girette; scultura Tumbleweed, di François Mascarello; sedie rivestite in tessuto chiaro Stella, Nobilis, e velluto di TFA Fabrics; chandelier Constellation, Langlois-Meurinne per Pouenat. Opera sullo sfondo, Carbon Painting #8, di Pierre BonneďŹ lle.

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Qui, letto bespoke e sospensione Float, di SkLO; scrittoio in legno e ottone con sedia Frida, di Mambo, e lampada Cliff, Aerin. Sotto, a destra, nella hall, boiserie in rovere e ottone; panca su misura; specchio di Kiko Lopez; a sinistra, vista sulla Tour Eiffel dall'appartamento.


Qui, consolle con lampada Bayliss, Kelly Wearstler; stampe della serie Light Projection, di Thomas Brummett; a sinistra, specchio di Kiko Lopez. Sotto, letto e panca bespoke; comodini Three Rocks, InsidherLand; luci twin, di Langlois-Meurinne, Pouenat. Parete dipinta da Florence Girette.

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La sala da bagno padronale interamente realizzata su progetto. Il mobile è in rovere laccato e marmo Nero Marquina, con set rubinetteria in ottone spazzolato, del brand Margot. Lampadario Caracas, di Jonathan Adler; applique Hertford, di Plant.Collections. Pavimento in travertino.


AL QUINDICESIMO PIANO DELLO STORICO TOY BUILDING NORTH DI MANHATTAN, UN PIED-À-TERRE SI GODE LO SPETTACOLO DI UN CINEMATOGRAFICO SCENARIO METROPOLITANO d i S I LV I A I C A R D I - fo to G I A N N I F R A N C H E L LU CC I


PANORAMICA Nel living baciato dalla luce, il tavolo da pranzo è di BDDW, con sedie 851, del brand A. Rudin; pouf gemelli in stuoia del Borneo intrecciata a mano, firmati Walker Zabriskie Furniture. Qui sotto, la poltrona degli anni Cinquanta è Senior, di Marco Zanuso per Arflex; tavolino dorato acquistato su 1stdibs.


Il tavolo da pranzo realizzato con piano unico in legno, del marchio statunitense BDDW, è completato dalla serie di sedie 851, di A. Rudin, rivestite in mohair di Holly Hunt. A illuminare la zona dining, lo scenograďŹ co chandelier concepito su disegno per questa dimora, di BDDW.


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o straordinario maxischermo su Manhattan accende lo stupore in questa casa dall'affaccio effetto cinemascope. L'iconica silhouette Art Déco dell'Empire State Building, incorniciata dall'immensa vetrata della sala, si staglia come una decalcomania, mentre dalla camera padronale si ammirano gli splendidi fregi del palazzo di fronte, storico landmark concepito nel primo Novecento da Maynicke & Franke. Tutt'intorno si apre il tanto celebrato scenario newyorkese: una teoria di tetti e cornicioni intarsiati, cisterne e scale antincendio, i grattacieli che disegnano lo skyline in un fitto mosaico dal fascino unico. E quando, all'imbrunire, iniziano a brillare le luci, lo sguardo si perde nell'immensa "foresta" iridescente. Di notte, da qui, lo spettacolo si fa ipnotico, l'eco della città insonne giunge attutito, simile al ronzio laborioso di un alveare, e si ha la sensazione di galleggiare sulla metropoli sottostante. Siamo a Madison Square Park, 24th Street, quindicesimo piano di un edificio dalla tipica facciata in pietra e mattoni, eretto nel 1915; in origine denominato Toy Building North (ex manifattura di giocattoli), porta la firma di William Van Alen, il famoso architetto che soltanto qualche anno più tardi avrebbe concepito il Chrysler, gioiello dalle eleganti geometrie. Il progetto di ristrutturazione del prestigioso appartamento – pied-à-terre di una coppia con due figli – è stato affidato all'interior designer David Scott, titolare dell'omonimo studio. «La committenza desiderava ambienti luminosi dai colori caldi, in grado di "parlare" al panorama urbano che così prepotentemente si impone all'attenzione, assurgendo a protagonista assoluto. Ho quindi cercato nel concept la totale empatia in & out, partendo dai mobili e dai tessuti, fino ad arrivare alle tinte di divani, poltrone e tendaggi», spiega. Ogni dettaglio décor è funzionale, pensato nell'ottica di comporre una sinfonia fluida e armoniosa.

Divano Caspian, di Holly Hunt, in tessuto Rogers & Goffigon; coffee table Audrey, di Profiles NY; poltrone Senior, di Marco Zanuso, Arflex; armadio Kuai, di Robert Kuo; pouf di Walker Zabriskie Furniture; tappeto Seychelles, di Joseph Carini Carpets. Alla parete, il dipinto è Zen-Sation, di Vicky Barranguet.


Cassettiera Thompson, di Desiron; poltrona Anton Club, Studio Van den Akker, in alpaca di Holly Hunt; lampada da terra Clarkson, Aerin. Nell'altra pagina, madia The Mastercraft con lume Westport, Circa Lighting; il mobile libreria dalle ďŹ niture dorate è su progetto, di New Day Woodwork.


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L'immensa vetrata del soggiorno incornicia l'iconico Empire State Building e i palazzi circostanti. Ăˆ il tipico paesaggio newyorkese: rooftop e verande, cisterne, un teorema ipnotizzante di ďŹ nestre e cornicioni. Il tavolo "belvedere" e la luce a soffitto sono entrambi disegnati da BDDW.


Nella camera della ďŹ glia dei proprietari, letto custom-made, di David Scott, in tessuto Jerry Pair; comodino di T. H. Robsjohn-Gibbings con lume Miramar, Arteriors, come la luce Bond sopra lo scrittoio Bridgeton, selezionato da Century Furniture; lampadario Heracleum II, design Bertjan Pot per Moooi.


Nello studiatissimo gioco estetico, gli interni si sintonizzano alla perfezione sull'esterno, dissolvendo i confini. David ha punteggiato gli spazi di tocchi dorati (la libreria nel living, in particolare, ne è un esempio), tesi a impreziosire l'atmosfera generale, ma pure a lasciare presagire, di giorno, il magico effetto luminescente che pervade la dimora al calare della sera. Quanto alla palette, si declina in un ventaglio di sfumature neutre ispirate ai palazzi circostanti e al contesto: ocra e cipria, con incursioni grigio tortora. Gli arredi sono di dichiarata sobrietà, in gran parte su disegno dello stesso Scott, che ha commissionato la realizzazione ad aziende selezionate: Profiles NY per il coffee table dal piano in pelle stampata e finitura in ottone, NY Custom Furnishings per i letti. A garantire l'impeccabile qualità dei rivestimenti – alpaca e mohair – intervengono brand del calibro di Loro Piana, Holly Hunt, Romo e Kravet. Il rigore di timbro maschile è ammorbidito da soluzioni all'insegna della femminilità, rappresentate dall'armadio effetto ricamo del cinese Robert Kuo e dalla carta da parati marmorizzata nella powder room. Gli elementi decorativi interagiscono creando un sofisticato ordito di materiali e superfici, dove entrano con discrezione anche le opere d'arte contemporanea: lavori di Vicky Barranguet, Santiago Castillo, Wei Ligang e Pierre Malbec. L'illuminazione esprime un ricercato eclettismo. «Un cocktail calibrato di pezzi di ultima generazione e vintage, che riflette al contempo lo stile personale dei clienti e la quintessenza del Flatiron District. Convivono classico e avanguardia, forme lineari e organiche, suggestioni alla Serge Mouille e Lindsey Adelman, abat-jour italiane anni Sessanta e lampadari modello Sputnik; nella stanza della figlia dei proprietari, la sospensione Heracleum di Moooi dona giovanile freschezza», conclude Scott. Chandelier delicato e assieme carismatico, nell'imitare rami e foglie con tutta la potenza del metallo e del policarbonato. O

Sopra, a sinistra, l'interior designer newyorkese David Scott, che ha curato la ristrutturazione dell'appartamento. A destra, la powder room è decorata con una wallpaper di Harbinger; lo specchio dalla cornice laccata è di Aldo Tura, le applique risalgono al precedente proprietario.


Nella master bedroom, letto bespoke in tessuto di Kravet, realizzato su disegno da NY Custom Furnishings e abbinato alla panca Sharon, The Bright Group; comodino Parsons, di Ruby Beets, con lampada vista da John Salibello; poltrona Anton Club, Studio Van den Akker, e lume da terra Clarkson, di Aerin.

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RIVOLUZIONE

Nella sala, sedute design Fabrice Juan: il divano è rivestito in tessuto Carson, la poltrona in Tweed, entrambi di Nobilis; tavolo centrale bespoke; side table Promises, di Wendell Castle, da Carpenters Workshop Gallery, come la consolle qui sotto, DC1713, Vincenzo de Cotiis. A parete, Lumière, opere gemelle, Hitomi Uchikura.

FRANCESE


LOOK TUTTO NUOVO PER UNA RESIDENZA PARIGINA, FRUTTO DI SVARIATI RESTYLING. LUMINOSI SPAZI APERTI, DECORAZIONE ECLETTICA E UNA COLLEZIONE D’ARTE ASTRATTA DAL PIGLIO COSMOPOLITA di IAN PHILLIPS - foto STEPHAN JULLIARD - testo MARIACRISTINA FERRAIOLI


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iali alberati, il lungofiume, i landmark del paesaggio parigino che svettano sull'intersecarsi dei tetti. Il XVI arrondissement è uno dei luoghi più affascinanti dell'intero pianeta, nonché il quartiere privilegiato della ricca borghesia cosmopolita. Qui, a pochi passi dal Musée Guimet, sorge anche questo pied-à-terre haussamanniano: trecentottanta metri quadrati disposti su due livelli, di proprietà di un facoltoso uomo d'affari delle Filippine con famiglia. La ristrutturazione è stata affidata a Fabrice Juan, allievo del guru dell'interior design Jean-Louis Deniot. «Nonostante i due precedenti restyling, eseguiti negli anni Ottanta e Novanta, le potenzialità della residenza non erano state sfruttate al meglio e la rendevano un luogo senz'anima», confida Fabrice. Il suo intervento ha puntato ad aprire gli spazi, eliminando molte pareti divisorie per lasciare scorrere la luce naturale. La zona living è diventata il cuore pulsante della casa, in un libero fluire di sala da pranzo, salone centrale e home cinema, decorati con pezzi di design da tutto il mondo: dal vintage italiano di Vincenzo De Cotiis ai lampadari di Kelly Wearstler. Il professionista stesso ha firmato alcuni interventi architettonici (il camino in ceramica), oltre a una sofisticata serie di arredi, in una composizione che alterna garbatamente sinuosità e nette linee ortogonali.

RICORRE IN OGNI LOCALE UNA SAPIENTE ALTERNANZA DI FORME TONDEGGIANTI E SQUADRATE: STUDIATO CONTRASTO, FONTE DI DINAMISMO E non poteva mancare un tributo concettuale agli anni Settanta (epoca di grande fervore, particolarmente amata da Fabrice), costituito dalle sue poltrone gemelle ispirate a un celebre modello di Pierre Cardin. «Ho affidato la produzione dei mobili custom-made solo ad aziende francesi. Pur essendo per metà italiano, da parte di madre, sostengo l'inimitabile savoir-faire del mio Paese», dichiara con orgoglio. E per le finiture di porte e soffitti ha coinvolto gli artigiani che hanno collaborato alla realizzazione della chiesa ortodossa visibile dall'appartamento, la Cathédrale de la Sainte-Trinité. In questa atmosfera di confortevole eleganza, il rovere laccato dialoga con velluti e lane bouclé, il parquet accoglie soffici tappeti e l'ottone di certi dettagli si specchia sui pavimenti in marmo, materiale che ritorna sulle lampade e sui tavoli ornati da una raccolta di porcellane. I quadri della collezione privata sono disseminati lungo gli ambienti, con una predilezione per l'astrattismo di autori della scena internazionale (Asia compresa), mentre intriganti geometrie si sintonizzano sul décor diventandone coprotagoniste, come nel caso dei pannelli in carta lavorata a sbalzo del giapponese Hitomi Uchikura. In una sequenza studiatissima, degna di una galleria d'arte. O


Sedute e coffee table abbinato, tutto di Fabrice Juan; il tavolino tra le poltrone è Saving Grace, firmato Wendell Castle; lampade modello Dunn, di Arteriors. Camino in ceramica con, a muro, Miroir Froissé JC, Mathias Kiss, scultura di Wouter Hoste e portacandele di Delatour Design Lab. Tappeto XL di Stepevi.


Consolle di Marc de Berny, con vaso da Asiatides e lume Nico, di Arteriors, come i due lampadari Ramirez. Le opere d'arte: a sinistra, tela Untitled (Transfer), Anne Neukamp; a destra, 2007, Hannover (Phosphorbrandbombe), Adam McEwen; sul fondo, sculture di Franรงois Stahly. Pavimento in marmo di Carrara e Nero Marquina.

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Qui sotto, Fabrice Juan; a destra, credenza su misura con lampade Culloden, Circa Lighting. In basso, poltrone bespoke e coffee table di Marc de Berny; sopra il camino, a parete, l'artwork Les gabarits (Spath muriatique), di Evariste Richer.

LA PREDILEZIONE È PER IL MOOD ANNI SETTANTA, CON NOSTALGICHE RIEVOCAZIONI DI ARREDI BY PIERRE CARDIN


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Tavolo su disegno (con vasi Lichen, Sandra Zeenni) e sedie di Marc de Berny, in velluto Pierre Frey, modello George; chandelier Strada, Kelly Wearstler; qui sotto, Wind Study (Hilbert Curve), tela di Jitish Kallat. Nell'altra pagina, panca bespoke; wallpaper Intona, Villa Nova; tendaggi in tessuto Shiso ďŹ rmato Lelièvre.


Gli arredi della camera padronale sono tutti su progetto, con lampade gemelle Babette, design Aerin per Circa Lighting. Tendaggi di Maishaa; tappeto in fibra vegetale, Ateliers Picot. L'opera sopra il letto è un acrilico su tela della pittrice Désirée Engelen, mentre il quadro a destra è Sans titre, di Guy Leclercq.


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La zona pranzo ruota attorno al tavolo ďŹ rmato Franck Chartrain per MR Architecture & Decor, con sedie Superleggera, di Gio Ponti, Cassina; a sinistra, consolle dal top in marmo scelta da Maison Leleu (Parigi) e ornata dal bronzetto Le muse, di Giorgio de Chirico; specchio di Kiko Lopez. Tappeto Golran.


URBAN GREEN

NELLA DIMORA NEWYORKESE DELLA PAESAGGISTA KIMBERLY VON KOONTZ, LA NATURA DIALOGA CON CAPOLAVORI DEL MADE IN ITALY d i B E B A M A R SA N O - fo to M A R CO B E RTO L I N I


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n villaggio con grattacieli. La nota paesaggista californiana Kimberly von Koontz ama definire così l'affascinante area di Manhattan, dove ha realizzato per sé una dimora delicata come un cammeo. Il suo rifugio sorge nel cuore del Financial District, «il quartiere più antico di New York, solcato da un groviglio di stradine irrispettose dell'ordinata planimetria tipica di questa città», spiega la padrona di casa. L'affaccio dell'appartamento è mozzafiato e la luce intensa accarezza la vegetazione indoor: un ensemble di piante da foglia e mazzi monospecie, che addolcisce la visione del panorama urbano. I tocchi green sono all'insegna di una garbata semplicità, tra colocasie, orchidee e rami di fico in vasi materici. Il leitmotiv è l'amore assoluto della proprietaria per gli oggetti di cui si è circondata. «Per ciascuno di essi provo una profonda empatia estetica», confessa, rivelando una predilezione per quelli dall'anima italiana (Kimberly ha vissuto quattordici anni nel nostro Paese, dopo l'approdo nel 1999 per studiare architettura). Trionfano i pezzi dei maestri del made in Italy: le poltrone di Gae Aulenti, le sedie Superleggera di Gio Ponti, lo specchio Ultrafragola di Ettore Sottsass, un vaso in silicone di Gaetano Pesce, oltre ai tavolini di Roberto Baciocchi, l'architetto con il quale collabora per i progetti residenziali. I mobili ricercati si sintonizzano sugli artwork, in particolare piccole ma prestigiose sculture, quali L'etrusco di Cesare Arduini, Espace Ouvert di Marino di Teana (autore lucano di fama internazionale) e Le muse, prezioso bronzetto di Giorgio de Chirico. Una statua di fanciulla in gesso patinato creata da Henri Martinet – ritrattista di celebrities al tempo degli Impressionisti – orna il tavolo da pranzo; sullo sfondo, il romantico pannello a parete con scena di donne al bagno: «Un elemento che adoro, reincarnazione delle ante di un armadio italiano della metà del Novecento, acquistato a Milano». Altri interventi artistici, assieme alle opere tessili, interrompono con guizzi di colore la palette acromatica imperante. La sala da bagno ospita un dipinto di Jules Olitski, primo americano vivente consacrato nel 1969 da una personale al Metropolitan Museum of Art. Tappeti nella scala dei rossi e dei verdi accendono il living, mentre il corridoio esce dall'ombra sfoggiando un arazzo ispirato a una tela di Edgard Pillet: composizione geometrica dal ritmo esuberante. O

Nelle immagini di queste pagine, lo spettacolare affaccio dell'appartamento nel cuore del Financial District, a un passo da Wall Street, Lower Manhattan. È un'area caratterizzata da vie brulicanti e palazzi dal fascino d'antan, che ospitano banche e uffici.


La cucina su misura è vivacizzata dal tappeto yastik anatolico. Nella foto al centro, scultura di fanciulla, Henri Martinet (1930); sullo sfondo, le ante di un armadio italiano della metà del Novecento, acquistato in uno store a Milano, sono usate come decorazione a parete. A destra, la paesaggista Kimberly von Koontz.

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LA POETICA FRESCHEZZA DI COMPOSIZIONI MONOSPECIE E PIANTE VERDI, IN VASI DI SPICCATA MATERICITÀ


Scena di donne al bagno sul pannello murale. Nell'altra pagina, poltrone gemelle di Gae Aulenti; divano Suzanne, design Kazuhide Takahama, Knoll; a destra, sedia mm3, di Mario Milana; ad angolo, sullo sfondo, la scultura Espace Ouvert, Marino di Teana, e lampada da terra in acciaio e alabastro Monk, Stephen Downes.


Sedia italiana Anni 60; arazzo da un dipinto di Edgard Pillet e specchi di Carl Fagerlund per Orrefors. Al centro, nel bagno, quadro Paradise Lift, di Jules Olitski. A destra, seduta Rod + Weave, di Eric Trine; letto serie Fronzoni '64, Cappellini; tavolino Garrison, di Stacklab; specchio Achille Salvagni.

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DIPINTI E VIRTUOSISMI TESSILI PER RAVVIVARE LA PALETTE ACROMATICA CON TOCCHI DI COLORE ACCESO


ARREDO L A N O S T R A I N T E R P R E TA Z I O N E D E L L’A B I TA R E C H I C , T R A A M B I E N TA Z I O N I E L E G A N T I S S I M E E D E T TA G L I S U M I S U R A

A parete, libreria Continental AL, di Industrie Carnovali; sopra, da sinistra, brocche, da Mauro Bolognesi; vaso Amelie, di MANI; vaso di Yali, da Six Gallery; libri, Taschen. Cubo in marmo, da Robertaebasta. Tavolino Boden, di Minotti; sul top, lampada Minitopo, Stilnovo; vassoi impilabili Zhuang, Poltrona Frau, €778 quattro; bicchieri Smoke Double Old Fashion, Arnolfo di Cambio; vaso, da Galleria Luisa Delle Piane. Tappeto Roulette, da Alberto Levi Gallery.

JOE

& FRIENDS

COMFORT AVVOLGENTE E TONALITÀ ESUBERANTI. TRIBUTO A COLOMBO E AI “LATE SIXTIES” d i B E AT R I C E R O SS E T T I co n W I L S O N P O L E G ATO fo to M AT T E O I M B R I A N I - h a co l l a b o ra to G I O I A S O P E L SA


I mobili di questo servizio sono citati a pagina 124.


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ARREDO Da sinistra, libreria in legno e ottone, da Six Gallery, €1.620; sopra, vaso in vetro soffiato Happy Pills, di Fabio Novembre, Venini, da Rinascente, €1.450; vasi Millequadri, in cristallo di Murano, di Carlo Moretti, €1.100 il piccolo e €1.700 il grande. Tavolino Drop, in legno laccato avorio e ottone, di Fendi Casa, cm 48Øx58, €6.800. Piantana Coupé 3320R (1967), in metallo cromato e verniciato, design Joe Colombo, Oluce, €2.835. Divano in pelle Marenco, di Mario Marenco per Arflex, cm 225x96x70h, €8.561. Tavolino Drop, in legno laccato e ottone, Fendi Casa, cm 55Øx58, €6.800. Poltrona Multichair, in tessuto, di Joe Colombo per B-Line, €2.288. Dietro, pannello in velluto di puro cotone Stripes, firmato India Mahdavi per Pierre Frey, €214/m, cm 138h. In primo piano, tappeto in lana JC-7 Isola Orange, di Joe Colombo, Amini Carpets, cm 240Ø, €1.940; coffee table Alanda '18, in metallo nero e vetro, di Paolo Piva per B&B Italia, cm 120x180, €1.890. Vaso in ceramica, di Ceramiche Bucci, da Galleria Luisa Delle Piane, €600, e vasi in vetro di Murano color ambra, di Fendi Casa, da €3.320. A destra, poltroncina Joe Colombo, in polimetilmetacrilato, Kartell, costa €1.812.

Da sinistra, pianta da Maryflor e coppia di poltroncine in sughero Cork 05, design Paola Navone per Gervasoni, 45x74x59h, €1.051 l'una. Tappeto Convex, in lana e seta, di Illulian, cm 250Ø, con vassoio in marmo, di Sébastien Cordoleani, da Galleria Luisa Delle Piane, €330; bicchieri in vetro, di Seletti, da Rinascente, €26 e €30; bicchiere in vetro soffiato con bastoncino per cocktail, da Six Gallery. Poltrona in polietilene Roly Poly, design Faye Toogood per Driade, €476. Specchio con cornice specchiante Aqua, di Luca Roccadadria per Riflessi, cm 100Ø, da €1.037. Coffee table Waves, in alluminio e vetro, di Nendo per Minotti, cm 116x60x35h, €6.950; sopra, bicchiere in vetro di Murano, Yali, da Six Gallery; vaso in vetro soffiato, di Henry Dean; posacenere in vetro, da Mauro Bolognesi, €150. Lampada Je Suis, in rovere e vetro, design Carlo Colombo per Penta, €2.416. A terra, scultura Vase-No-Vase Double, in argilla semirefrattaria bianca, di Robi Renzi, €1.293. Poltrona in noce e tondino di metallo, di Quincoces-Dragò, da Six Gallery, €3.660, con cuscino rivestito in tessuto per esterni Perspective Cavalière Bayadère, di Hermès, cm 136h, €320/m.

Da sinistra, sedia in acciaio e materiale plastico Glove, con rivestimento in velluto sfoderabile, di Patricia Urquiola per Molteni&C, cm 52x51x79h, €606; tavolo Tondo, con piano in cristallo e base in legno laccato, di Porada, cm 120Øx75h, €2.988. Sul piano, ciotole in rame Hex, di Tom Dixon, in vendita da Rinascente, da €73, e vaso scultura in innovativa plastica biodegradabile Impose Vase, di Handmade Industrials, da Galleria Luisa Delle Piane, €1.400. A destra, coppia di sedie originali Universale 4867 (modello esposto al MoMA di New York), impilabili; sono in polipropilene testa di moro con gambe staccabili, disegnate da Joe Colombo nel 1965 e prodotte da Kartell a partire dal 1967, in vendita da A15, €240 il set da tre. Sospensioni in diverse misure Futura, in cristallo trasparente con anelli in metallo nella finitura rame, design Hangar Design Group per Vistosi, da €355 l'una. Sullo sfondo, piante di monstera con cachepot in resina, tutto da Maryflor; appoggiati alla parete, due pannelli decorativi realizzati in tessuto stampato Diamonds, della collezione in velluto di puro cotone True Velvet, design India Mahdavi per Pierre Frey, cm 138h; costa €214/m.

Da sinistra, lampada in metallo Shangai, di Riflessi, cm 55x55x185h, €659. Tappeto Filikli bianco, da Alberto Levi Gallery, cm 305x243. Coffee table books di Taschen e opera Aïr, in polimetilmetacrilato, di Sergio Calatroni, cm 35x35x35h, €4.200. Poltrona Tube Chair, in plastica e tessuto elastico, design Joe Colombo, Cappellini, €2.642. Lampada tubolare Boalum Led, di Livio Castiglioni e Gianfranco Frattini per Artemide, €970. Lounge chair Popsi, in metallo e cuoio, design Ferruccio Laviani per Lema, cm 67,8x72,5x69h, €1.485 (anche a destra, nella versione avorio). Cassettiera in metallo Haller, di USM, cm 75x35x75h, €939; sopra, vaso Clelia, in marmo bianco di Carrara, coll. Avalon, design Valentina Cameranesi Sgroi per Bloc Studios, €1.280; vaso in ceramica di lava, design Ettore Sottsass, da Galleria Luisa Delle Piane, €1.800; vaso blu in ceramica di Ceramiche Bucci, da Galleria Luisa Delle Piane, €400; vaso in vetro soffiato color ametista, di Henry Dean. Lampada da terra Stacking B, in vetro e acciaio, design Rockwell Group per Leucos, da €3.090. Pouf imbottito rivestito in mongolia bianca, con piedini in legno dorato, in vendita da Robertaebasta.

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Foto, Alberto Strada

MATE RIE DI STU DIO ESCLUSIVO CONCEPT STORE E SPAZIO DI RICERCA MILANESE, SIX GALLERY ESPONE UNA RACCOLTA DI FINITURE PREGIATE. PER I CULTORI DEGLI INTERIORS d i G A E TA N O ZO CC A L I

mbienti dal look underground ravvivati da lussureggianti innesti di vegetazione tropicale, per un'atmosfera di pura fascinazione. Dietro il portone di un cortile "vecchia Milano", in via Scaldasole 7, si svelano le scenografie di Six Gallery: concept store specializzato in luxury interiors, scelto come sfondo del nostro servizio Arredo (vedi pagine precedenti). Un indirizzo segreto, da scoprire all'interno dello spazio polifunzionale Six. «Sei, ovvero il primo numero perfetto dal punto di vista matematico», ricorda Samuele Savio, art director di questo hub creativo, nato da un'idea dell'imprenditore Mauro Orlandelli. Uno shopping address capace di far convivere il design più eclettico con il corner gourmand Sixième Bistrò (di Sergio Carnevale e Nick Cester) assieme alla boutique di progettazione del verde Irene (di Irene Cuzzaniti). Senza contare che la location vanta un patio di origini cinquecentesche appartenuto a

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un monastero, ornato di ballatoi e suggestive aperture ad arco; Six Gallery si sviluppa nella parte centrale dell'edificio, presentandosi come un open space rischiarato da un ampio lucernaio. Da parte loro, i fondatori − nonché autori degli interni: gli architetti David Lopez Quincoces e Fanny Bauer Grung, dello studio Quincoces-Dragò & Partners − hanno riportato alla luce i pavimenti originari ed eliminato gli intonaci dalle pareti, in modo da far affiorare il motivo dei mattoni a vista, ora tinteggiati di grigio fumé. Una cornice perfetta per ospitare una selezione di arredi sofisticati e artigianato artistico, dalle icone scandinave ai vasi vietnamiti, dai tappeti di Altai alle poltroncine di Gio Ponti. Grande attenzione è poi riservata ai materiali naturali e ai servizi tailor-made. Partendo dalla Materioteca di Forest, inedita Wunderkammer dedicata a cultori e professionisti della decorazione. Un percorso sensoriale, dove scegliere finiture capolavoro. O

In alto, alcuni scorci della Materioteca di Forest, percorso sensoriale che propone una selezione di finiture uniche al mondo, nel concept store milanese Six Gallery. six-gallery.com

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LIFESTYLE

Foto, Matteo Carassale

V I AG G I , G I A R D I N I E L U O G H I D I P U R O E D O N I S M O. P R O TA G O N I S TA A S S O L U T O : I L P I A C E R E D E L T E M P O P E R S É

La facciata della settecentesca Chiesa del Purgatorio, dalle singolari decorazioni a teschi e scheletri. Siamo a Matera, meta must di quest'anno.


Un'immagine ipnotica del Sasso Caveoso, il piĂš antico, che copre la zona meridionale. Inoltrandosi nel labirinto di minuscole vie, case scavate nel tufo e nude grotte, si ammirano gli arcaici luoghi di culto rupestri e la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (del tardo XIII secolo).


MATERA PRIMA V ISION E

LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA NEL RACCONTO DI UN INSIDER: FRANCESCO INVERNIZZI, REGISTA DI UN FILM SULLA CITTÀ d i C R I ST I A N A C E C I - fo to M AT T E O C A R ASSA L E


LIF ES T Y LE

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nica, poetica, emozionante e di incontaminata purezza, benché tra i più antichi insediamenti umani del pianeta, fin dal Paleolitico. Perché Matera – geograficamente isolata e per lunghi secoli esclusa dal progresso – ha saputo trasformare il ritardo in un'immensa risorsa, valorizzando il territorio vergine, mai sfiorato dall'assalto edilizio, restaurando i monumenti principali e promuovendo iniziative prestigiose. Ora può mostrarsi orgogliosa agli occhi del mondo, dall'alto di un sensazionale traguardo: l'elezione a Capitale Europea della Cultura 2019. Scavata nelle viscere della terra, dove la natura stessa si è fatta architettura, la città lucana è un ideale set cinematografico, capace di stregare mostri sacri dal forte sentire come Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson. Ma oggi a interpretarla magnificamente attraverso un film evento è il regista Francesco Invernizzi: autore di Mathera, in programmazione nelle sale il 21, 22 e 23 gennaio (terza opera della serie "L'arte al cinema", di Magnitudo Film con Chili). Ed è proprio lui a guidarci in questo viaggio sensoriale a immagini. «Un mese di riprese mi ha permesso di accedere da privilegiato a una realtà ricca di fascino. All'alba ho orientato la telecamera verso i Sassi, che lambiti dai primi raggi perdono la tipica cromia del tufo per tingersi di un tenue colore tra il rosa e il dorato.

I MONUMENTI SCINTILLANO DOPO ANNI DI RESTAURI. PROTAGONISTI DELLA RINASCITA, TORNANO A NUOVA VITA COME SUGGESTIVE SEDI MUSEALI E SALE CONCERTO Al tramonto, quando il borgo proietta le sue ombre sull'altopiano, ho invece guardato in direzione della Murgia», ci racconta. Quindi ha ritratto i luoghi della rinascita, soffermandosi non solo su quelli ufficiali (il Duomo in stile romanico pugliese, i gioielli del Barocco, la rupestre Cripta del Peccato Originale, i palazzi nobiliari divenuti musei di arte contemporanea), bensì girando anche in interni, «nelle case, per entrare nel cuore delle persone, soprattutto di coloro che in passato hanno vissuto nei Sassi». Adesso nelle cave – assurte da simbolo di povertà a location fascinose – abitano le giovani generazioni, nonché i visitatori deliziati dalla locale ospitalità di charme. Sullo schermo scorrono le due anime del posto: una sotterranea e labirintica, l'altra aerea. «Ho lasciato parlare i protagonisti: un muratore, l'architetto scopritore degli Ipogei, il sindaco e la creativa sudafricana che ha inaugurato lo spazio polifunzionale Area 8». Le voci si sovrappongono, metafora della stratificazione della storia, e si mescolano agli altri inconfondibili suoni. «Una colonna sonora spontanea composta dal ritmo del dialetto, dal crepitare dei forni nelle panetterie, dalle percussioni dei mestieri artigiani vecchi e nuovi», conclude Invernizzi. Nel background, i gorgoglii della gravina e il respiro della pietra sulla campagna silente. O 132


I sontuosi affreschi della cupola ottagonale in legno, nella Chiesa del Purgatorio dedicata al culto dei defunti. EdiďŹ cato nel 1727, poi consacrato nel 1756, il tempio è considerato uno sfavillante esempio di Barocco, tripudio di dipinti e stucchi oro su uno sfondo verde.


Qui, una delle sale al ristorante Dimora Ulmo; a destra, la facciata della Chiesa di San Francesco d'Assisi, con lesene e volute a tema vegetale; in alto, un interno del resort Palazzo Margherita, in localitĂ Bernalda. Nell'altra pagina, veduta del Sasso Barisano.


Qui, una delle colonne tortili nella Chiesa del Purgatorio. Dall'alto in senso orario, scorcio della zona bar nell'hotel Palazzo Margherita; il tempio greco di Hera (VI secolo a.C.), gioiello del sito archeologico di Metaponto; il barman al bancone, ancora a Palazzo Margherita.


LIF ES T Y LE

CARNET DE VOYAGE

IN AGENDA: I LUOGHI PIÙ ESCLUSIVI, GLI INDIRIZZI DEL MOMENTO

VEDERE MATERASUM Milleduecento metri quadrati sotterranei per esplorare una città parallela completa di strade, cisterne, ambienti dedicati alle attività produttive e al culto. L'Ipogeo, carico di mistero, nei secoli ha visto avvicendarsi diverse funzioni e ospita oggi concerti ed eventi, in un ricchissimo calendario. ipogeomaterasum.com PALAZZO LANFRANCHI Massima testimonianza della locale architettura secentesca, l'edificio fu voluto dall'Arcivescovo che gli diede il nome. Divenuto liceo classico dopo l'Unità d'Italia (dove insegnò anche Giovanni Pascoli), dal 2003 è la sede del Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata, oltre che del Centro Carlo Levi. materainside.it/palazzo-lanfranchi MUSMA Si tratta del museo della scultura contemporanea, l'unico al mondo a essere in parte organizzato in una grotta. Una sezione è infatti allestita nelle cave affrescate e avvolte dalle seducenti nuance del tufo, in una simbiosi di fascino assoluto. Il resto della permanente (composta da cinquecento pezzi) si snoda negli aristocratici saloni e nei cortili di Palazzo Pomarici. musma.it

MADONNA DELLE VIRTÙ Chiesa rupestre scavata nella roccia intorno all'anno mille, parte di un complesso monastico e sovrastata dalla cripta di San Nicola dei Greci. In entrambi gli spazi, il Circolo La Scaletta promuove interessanti mostre temporanee tra absidi e navate. visitmatera.it

COMPRARE CIVICO NOVE Aggregatore di giovani talenti custodi di un'artigianalità dal piglio attuale, il laboratorio/shop propone ceramiche, eleganti luci in ferro battuto lavorato e accessori décor per la casa. Poi, mosaici, fotografie e quadri. civiconovematera.com ELISA&JANNA Una gemmologa inglese e un'orafa italiana creano gioielli che combinano pietre e metalli raw, per uno stile fortemente materico. La linea ecofriendly integra materiali di recupero, come nastri e fili elettrici. elisajanna.com

MANGIARE DIMORA ULMO In una residenza del Settecento, ristorante e art gallery firmato Nico Andrisani, che vanta chef e sommelier lucani (Michele Castelli e Francesco Russo) con esperienza a Modena, da Massimo Bottura. Imperdibile: l'agnello in salsa di cavolo e cicorielle. dimoraulmo.it

ENOTECA DAI TOSI Trecento referenze di vini italiani, da degustare accompagnati da salumi e formaggi con il celebre pane, crocchette di fave o polpo murgiano. Il nuovo progetto, negli iconici Sassi, è dello studio belga De Vylder Vinck Taillieu: su tre livelli, in una soffice monocromia interrotta da lampade e sedute smeraldine. Un vero spettacolo. enotecadaitosi.it

DORMIRE PALAZZO MARGHERITA Nel borgo di Bernalda, tra Matera e il sito archeologico di Metaponto, sorge il resort di proprietà del regista Francis Ford Coppola, che ha qui lontane origini. Nella location del 1892, rivitalizzata da Jacques Grange, sette suite e due garden room, cinema con un nutrito catalogo di titoli e il ristorante tipico/gourmet. Da €430, stanza e breakfast. thefamilycoppolahideaways.com SEXTANTIO Si pernotta nel cuore storico della Civita, in diciotto ex case ricavate nella pietra e recuperate con cura filologica. A effetto presepe l'illuminazione diffusa da lumi e candele; arredi di memoria contadina, lenzuola in lino grezzo e vasche freestanding minimaliste. La doppia Classic costa a partire da €200, colazione compresa. legrottedellacivita.sextantio.it


L'eccezionale vista sul giardino formale posto di fronte alla facciata principale del castello; a sinistra, un colonnato in tasso sorregge i glicini e introduce alle stanze verdi. Il parco conta circa cinquecento topiari di rilievo, cesellati quattro volte l'anno.

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RIGORE CREATIVO INCASTONATO NEL PAESAGGIO BRETONE, L’ORIGINALE GIARDINO DE LA BALLUE PUNTA SU STILEMI D’ISPIRAZIONE CLASSICA d i G A E TA N O ZO CC A L I - fo to M AT T E O C A R ASSA L E


Sopra, il viale d'accesso accompagnato da rose e altre ďŹ oriture bianche. A destra e sotto, l'ingresso al giardino a stanze e la porta di Venere, ritagliata nei cipressi di Leyland. Nella pagina accanto, le geometrie della terrazza principale viste dal piano nobile. Il parco ospita numerosi eventi, come il festival di danza contemporanea Extension Sauvage e la mostra botanica Topiary, Art and Mannerism.


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Il parco, tra i più spettacolari della scena mondiale, inneggia allo splendore delle ville rinascim entali toscane

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pochi chilometri da Mont Saint-Michel, una straordinaria mise-en-scène delinea uno tra i capolavori topiari più importanti di Francia e del mondo: i giardini de La Ballue. Un ensemble di sculture vegetali sublimato dalla magia dell'inverno, quando gli alberi perdono le foglie, dando risalto a sempreverdi scolpiti come opere d'arte. A Bazouges-la-Pérouse, questo progetto contemporaneo dalla spiccata allure classica incornicia un castello in stile Luigi XIII giocato su simmetrie perfette. Icona dell'architettura bretone del XVII secolo, il maniero − costruito già in epoca medievale − è trasformato in sontuosa residenza con parterre all'italiana nel 1615 per volontà di Gilles Ruellan, consigliere di Enrico IV e ministro delle finanze di Bretagna. Nei secoli la tenuta conosce alterne fortune; durante la Seconda guerra mondiale, il parco viene addirittura trasformato in un campo di patate. È nel 1973 che l'editrice Claude Arthaud acquista il complesso e ripristina l'antica meraviglia, reinterprentando l'originario concept formale denso di geometrie e figure simboliche. Nasce così l'odierno layout disegnato dagli architetti Paul Maymont e François-Hebert Stevens. Un'operazione portata avanti, a partire dal 2005, dall'attuale proprietaria Marie-Françoise Mathiot-Mathon; la padrona di casa, infatti, intraprende un restauro approfondito, al punto che il sito si aggiudica il secondo posto all'European Garden Award 2017. Fulcro del progetto è la terrazza davanti alla facciata principale in granito dorato e ardesia: domina il panorama arcadico legandosi idealmente al paesaggio attraverso una siepe di tassi potati a onda. 141


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Il labirinto dalle linee moderniste e astratte riproduce alla perfezione u n progetto del maestro Le Corbusier Il belvedere a forma quadrata − firmato da Hébert-Stevens − rispecchia le proporzioni rigorose dell'edificio, combinando sentieri diagonali, triangoli di prato e cordoli, intorno a un esagono topiario sormontato da otto alberetti modellati a sfera. L'insieme è concepito alla maniera di un maestoso green carpet da ammirare dalle finestre della residenza, mentre sulla sinistra un doppio colonnato di tassi potati sostiene la pergola di glicini e introduce al giardino a stanze. Unico nel suo genere, è ispirato al testo Combattimento amoroso, in sogno, di Polifilo (1499) − opera di Francesco Colonna che invita alla meditazione e alla ricerca interiore − qui tradotto da Maymont in un universo verde composto da tredici ambienti a tema, capaci di armonizzare scorci naturali e corner formali. Si spazia dal bosco misterioso alla Camera della musica, alla Porta di Venere, al teatro di verzura e alla vasca delle ninfee, fino al labirinto di bossi: riproduzione di un disegno del maestro del design moderno Le Corbusier (con il quale Hébert-Stevens collaborò alla Cité Radieuse di Marsiglia). La tensione narrativa del luogo gioca su una poetica alternanza di luci e ombre attraverso le sapienti "potature di trasparenza" effettuate dall'arboricoltore Claude Le Maut per alleggerire le chiome dall'aspetto spontaneo. Inoltre, a La Ballue, si coltivano in forma naturale anche i bossi di un'incredibile raccolta di ben settantotto varietà. Voluto da Marie-Françoise Mathiot-Mathon per contribuire alla biodiversità di una specie che negli ultimi anni è flagellata dai parassiti, l'ambizioso progetto è stato premiato come Collezione vegetale speciale all'ultima edizione della prestigiosa Journées des plantes de Chantilly. Per un virtuoso connubio tra bellezza ed eccellenza botanica. O 142


Molte delle stanze affacciate sul giardino sono state trasformate in chambres d'hĂ´tes: qui hanno soggiornato anche Victor Hugo e Niki de Saint-Phalle. Nella pagina accanto, il labirinto in bosso, con oltre millecinquecento piante. france.fr/it e laballuejardin.com


SELECTION

SLEEPING BEAUTY

STANZE HAUTE COUTURE SFOGGIANO NUANCE SOFISTICATE E LINEE ARMONIOSE. PER SOGNI SU MISURA d i PAT R I Z I A P I CC I N I N I - h a co l l a b o rato M A RTA M A R I A N I

Il rivestimento in velluto Celadon impreziosisce la testiera imbottita e trapuntata del letto Iseo, con piedi in alluminio effetto bronzo, di Cantori.


SELECTION

La trapuntatura dal disegno graďŹ co connota la testiera del sommier in pelle Curtis, design Rodolfo Dordoni per Minotti, cm 210x 222x108h, â‚Ź6.470.


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Still life Cristina Nava, foto Simone Fiorini

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18 1. Plaid in misto lana Chevron, La Fabbrica del Lino, cm 140x190, €166. 2. Federa serie Bottoni&Asole, La Fabbrica del Lino, cm 60x60, €60/2 pz. 3. Copriletto con frange lavorate a mano, Shuj, cm 260x240, €380. 4. Orologio da tavolo, Zara Home, cm 14x4x14h, €46. 5. Federa stampata in raso Twist, coll. Trussardi Home Linen, Mirabello Carrara, cm 50x80, €262 il set. 6. Scatola in ceramica Don't be too square, Bosa, da €55. 7. Set matrimoniale in raso Charme, di Reevèr, su Carillohome.com, €122. 8. Candela Feu de Bois, Diptyque, €55. 9. Piattino Form Bowl, Tom Dixon, da Rinascente, €100/5 pz. 10. Fotografia California Kiss, Santa Monica (1955), di Elliott Erwitt. 11. Copriletto in percalle di puro cotone Origami, Somma, cm 180x250, €84. 12. Sasso décor di Bosa, €33. 13. Libro L'arte dell'incontro, di Fabiano Spessi, Italic & Pequod. 14. Cuscino in raso Bisanzio, Somma, cm 40x40, €22. 15. Coppia di federe di Shuj, €116. 16. Tazza da caffè di Bosa, €27. 17. Cucchiaino da caffè Natura, Mepra. 18. Materasso Nouvelle sfoderabile climat, Epeda, cm 90x180x26h, €646.

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ScenograďŹ ca testiera in seta per il letto sartoriale Vertigo, dalla lavorazione capitonnĂŠ radiale, Opera Contemporary; misure cm 242x 220x171h, â‚Ź16.308.


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1. Madia Peacock, dalla struttura in Mdf laccato gloss, ante in vetro stampato e maniglie di ceramica, Paolo Castelli, cm 120x47x171h. 2. Chandelier Grappolo, con sfere in vetro soffiato a bocca e struttura in ottone, design Fabio Bergomi, 1stdibs.com, cm 81Øx104h, €6.825. 3. Tappeto handmade e su misura Venus, in lana e seta, della Palace Collection di Illulian. 4. Poltrona Clifford caratterizzata da rivestimento in velluto, schienale capitonné e base in ottone, Zanaboni, cm 97x86x86h. 5. Rivestimento in gres porcellanato Grande Marble Look, nella finitura Frappuccino, di Marazzi, cm 120x120. 6. Consolle Cross, in massello di rovere Coke termotrattato e top in ceramica Noir désir, Riflessi, cm 90x36x75h, €1.037. 7. Vaso lavorato a mano in vetro soffiato e sfumato, del brand Henry Dean, cm 16Ø, €120. 8. Lampada da tavolo Brigitta, in cristallo intagliato nella finitura oro, Italamp, cm 38Øx65h, €1.528. 9. Letto Gemma, con testiera rivestita in pelle e comodini integrati, Rugiano, cm 217x293x114h. 10. Pouf in pelle Leplì, di Poltrona Frau, cm 80x190x23h.

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Letto modello Chloe, ampia testiera e giroletto imbottiti, rivestiti in tessuto Naxos 7, design Carlo Colombo, Poliform; misure cm 197x239 x112h, da â‚Ź4.000.


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Letto imbottito Dot, con testiera e giroletto trapuntati a formare una griglia regolare, piedi in noce, design di Paola Navone, Letti&Co, da cm 182x 221x117h, â‚Ź2.022.


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Still life Cristina Nava, foto Simone Fiorini

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19 1. Agenda di Montblanc, €65. 2. Occhiali da vista coll. Prada Ultravox, Prada Eyewear, €215. 3. Trapunta in piumino d'oca, Cinelli, cm 180 x260, €425. 4. Cuscino décor in raso Milano, Svad Dondi, cm 42x42, €33. 5. Copripiumino lavorato artigianalmente, Shuj, cm 250x200, €350. 6. Fotografia Felix, Gladys and Rover, New York (1974), di Elliott Erwitt. 7. Fermacarte da coll. privata. 8. Tazza da caffè, Bosa, €27 con piattino. 9. Vassoio Le bleu de Nîmes, di Tokyo Design Studio, da Rinascente. 10. Federa Luxury Tile, Frette. 11. Pigiama in cotone Avenue, Frette, €430. 12. Mascherina in nappa Checker, Bottega Veneta, €180. 13. Candela alla lavanda, Trussardi Casa by Luxury Living, €60. 14. Plaid jacquard New Border Stitch, coll. Trussardi Home Linen, Mirabello Carrara, cm 130x180, €206. 15. Parure matrimoniale Bordi&Cornici, La Fabbrica del Lino, €228. 16. Busta con mascherina Buonanotte, Shuj. 17. Completo letto matrimoniale Charme, Reevèr, €122. 18. Lampada in vetro di Murano, da Mauro Bolognesi. 19. Materasso Excellence anallergico, Simmons, cm 90x200x24h, da €922.

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Testiera morbida e sagomata per èS, letto disponibile in un'ampia gamma tessile, pelle o ecopelle, di Twils, misure da cm 170x230 a 200x200, altezza cm 101h, da ₏1.280.

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Eleganza sartoriale, dettagli ricercati e testiera con soffici cuscini per il letto Adda, con base in metallo e rivestimento tessile, di Antonio Citterio, Flexform.

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1. Comodino Sign, caratterizzato da struttura in metallo bronzato, top laccato e cassetto, design Studio Kairos per Lema, cm 45Øx48h, €771. 2. Luce a sospensione Aplomb, con diffusore in cemento: un progetto di LucidiPevere per Foscarini, cm 16,5Øx35,5h, €372. 3. Rivestimento in lastre su misura Ferro Délabré B, in metallo ossidato e verniciato, prodotto da De Castelli. 4. Poltroncina imbottita dal rivestimento tessile Russell Lounge, con base a crociera in metallo bronzo e piedi in rovere Moka, design Rodolfo di Dordoni per Minotti, cm 65x63x72h, €2.160. 5. Armadio Freedhome|Core, dal sistema di apertura brevettato con ante in vetro, di Caccaro, cm 352x62x352h. 6. Cuscino in velluto Jaipur, nella tonalità Ink, Amara, cm 45x45, €43. 7. Tazza da tè in porcellana con piattino Polka, LSA International, €115 il set da quattro. 8. Letto Joy, con ampia testiera imbottita e piedi in metallo, Bolzan Letti. 9. Tappeto Shaggy, in pelle lavorata, Beliani, cm 150x80, €149. 10. Credenza Tamok, in noce Canaletto e marmo, Porada, cm 264x56x75h, da €8.784.

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SHOPPING IN PARIS APPUNTAMENTO DA SUPER VINTAGE: INDIRIZZO DI CULTO DELLA CAPITALE, APPENA INAUGURATO DA UNA COPPIA DI CREATIVI (PER GLI INSIDER, LEI È LA STYLIST DELLO STORE MERCI!) d i C H I A R A DA L C A N TO - fo to FA B R I Z I O C I CCO N I - te sto B E B A M A R SA N O


LIF E S T YL E

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L'ingresso con due progetti firmati Igor-David Becker: il tavolo FL dal piano sintetico e le gambe di metallo e la libreria in gesso rinforzato.

on è una Parigi patinata quella del X arrondissement. Niente musei blockbuster, monumenti famosi, vetrine couture. Si tratta piuttosto di una Ville Lumière multietnica ed eclettica, domicilio di artisti e creativi d'ogni sorta. Tra loro spiccano Igor-David Becker (affermato designer incline a pezzi custom-made) e la compagna Shiri Slavin (stylist per lo store Merci), che in Rue des Petites-Écuries hanno da poco inaugurato Super Vintage: negozio chic di arredi, complementi e capi rétro al terzo e quarto piano di un edificio del XIX secolo, proprio di fronte a quello in cui abitò anche Paul Verlaine. Uno spazio che è showroom, laboratorio e casa, ottenuto dall'accorpamento di tre appartamenti e da un intervento di restauro durato diversi anni,«riassumibile in quaranta tonnellate di intonaco!». Il risultato? Un microcosmo di colta e avvolgente atmosfera, capace di fondere memorie di viaggio, riferimenti letterari, citazioni Grand Siècle, originali trouvaille scovate nei mercatini delle pulci di tutto il mondo e accostate a progetti di maestri del design. «Naturalmente non potevano mancare i nostri riferimenti estetici: Jean Prouvé, Mathieu Matégot e Vladimir Kagan, accomunati da un eccezionale nitore formale, che qui abbiamo interpretato attraverso un uso generoso del metallo», spiegano. Uno stile Mid-century – ora di gran moda – a cui si ispira lo stesso Becker. Le due creazioni che lo rendono particolarmente orgoglioso: una libreria immacolata in gesso rinforzato a moduli quadrangolari, protagonista dell'ampio living, e un tavolo FL dalla base in metallo nero e il piano sintetico verde lime, al centro dell'area pranzo. Leitmotiv di questi interiors sono il legno − dal parquet al soffitto a cassettoni, per infondere intimità − e il colore, omaggio alla caleidoscopica India, il Paese più amato dalla coppia. Infine, il tocco di carattere di questa dimora-atelier: il gemellaggio vincente di antico e contemporaneo, artigianato etnico e accessori industriali, assieme alla disinvolta presenza di dettagli ironici, volutamente kitsch. Come le statuine in porcellana con le fattezze di Mao Tse-tung, acquistate durante un viaggio in Cina, o la collezione di vergini in gesso. Perché come da Merci, Shiri mette in scena estrosi allestimenti con oggetti del quotidiano. A suo modo un'espressione artistica, quella del mix & match. 159


Sul tavolino in acciaio, brocche di ceramica dal Giappone e sofĂ di famiglia (XVIII secolo); a parete, dipinto del fratello di Shiri, Ran Slavin.


Qui e in senso orario, Igor-David Becker ritratto con Shiri Slavin; l'area living aperta sull’ingresso; seggiolina tedesca proveniente dalla Foresta Nera, decorata con un ricamo a piccolo punto (del XVIII secolo); l'angolo cucina: isola in rovere e acciaio inox, con arredi americani anni Cinquanta.


PRIMAFILA

MUSICA, LIBRI, CINEMA, SPETTACOLI. RECENSIONI MIRATE PER VIVERE LA CULTURA d i R I TA F E R R AU TO

KHRUANGBIN 6 febbraio, Milano, Fabrique

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Foto, David Salafia

rrivano da Burton, Texas, villaggio di appena 359 abitanti, ma il loro orizzonte è il mondo intero. I Khruangbin sono spericolati nomadi sonici, capaci di far vibrare assieme funk thailandese anni Sessanta e sinfonie algerine degli Eighties, twist di soul e lustrini tipicamente disco. Non contenti, ogni settimana fanno risuonare dal sito il sound di destinazioni esotiche, come Istanbul, Teheran, Addis Abeba. I festival internazionali si contendono la loro presenza, il live vi spiegherà perché…

BEIRUT

MERCURY REV

THE DANDY WARHOLS

Gallipoli (4AD)

Bobbie Gentry's The Delta Sweete Revisited (Bella Union)

Why You So Crazy (Dine Alone Records)

Album vagabondo assemblato tra New York, Berlino e la Puglia, in un clash creativo di organi Farfisa, synth, ottoni e bande paesane. Irriverente pop-folk del nuovo millennio, a tratti scherzosamente urticante. Come il peperoncino rosso, ingrediente ricorrente nel menu della band, durante la lavorazione del disco.

Omaggio travolgente a Bobbie Gentry, sirena psichedelica del profondo sud degli States e cantautrice country pop di ammaliante incanto. A interpretare le sue ballad, tese come racconti gotici, un coro di artiste − da Norah Jones a Hope Sandoval e Beth Orton − impegnate in performance che prendono il cuore.

Decimo album e venticinque anni di carriera per i Dandy Warhols, pronti a riproporre il mood intenso e stralunato dei loro progetti migliori. La tracklist del disco incastra psycho pop e alt rock con citazioni capaci di spaziare da Fred Astaire e Ginger Rogers fino a David Bowie. Surrealista con grande spasso.


BOY ERASED VITE CANCELLATE di Joel Edgerton, con Nicole Kidman, Lucas Hedges, Russell Crowe, Joel Edgerton, Xavier Dolan Storia di una difficile affermazione di sé, tratta da una vicenda vera diventata libro di memorie (e denuncia) firmato da Garrard Conley. Il figlio di un pastore battista manifesta la propria omosessualità e si ritrova ricoverato per volontà dei genitori in un centro religioso dedito a terapie di conversione sessuale forzosa. Odissea contro l'annullamento bigotto della personalità, sostenuta da un cast davvero eccellente.

NATASHA SOLOMONS I GOLDBAUM (Neri Pozza, pp. 448, €18) Tra Inghilterra e Austria, sullo sfondo della Prima guerra mondiale, una saga d'amore e senso del dovere. Protagonista una famiglia di banchieri ebrei, in un racconto ricco di sorprese, incastro perfetto di storia e fiction.

MASSIMO ONOFRI ISOLITUDINI (La Nave di Teseo, pp. 420, €20) Un viaggio magmatico tra isole, mari e miti letterari, dall'Atlantico al Pacifico, vagando dai Tropici al Polo. Compagni d'avventure: Saramago, Allan Poe, Houellebecq e Melville. Atlante illustrato per letture sognanti.

ALAN HOLLINGHURST IL CASO SPARSHOLT (Guanda, pp. 516, €20) Satira graffiante sulla cultura, la politica e l'arte. Dalla Oxford anni Quaranta alla Londra di oggi, una serie di potenti flash narrativi che hanno il loro focus nell'enigmatica figura di David Sparsholt.

GREEN BOOK di Peter Farrelly, con Viggo Mortensen, Linda Cardellini, Mahershala Ali, Don Stark Tuffo negli anni Sessanta per guardare con estrema lucidità agli Stati Uniti di oggi. Il titolo indica la guida che segnalava agli afroamericani i pochi locali in cui fossero benaccetti in tutto il Paese; una sorta di Lonely Planet tanto razzista quanto necessaria a chi osasse mettersi in viaggio nonostante la pelle nera. Ed è proprio un itinerario nel Sud a unire un raffinato musicista e il suo rozzo autista di origini italiane. Denuncia contro ogni pregiudizio condotta con sferzante ironia.

L A FAVORITA di Yorgos Lanthimos, con Olivia Colman, Rachel Weisz, Emma Stone Tre donne protagoniste di una serrata partita a scacchi, la cui posta è il potere. Nell'Inghilterra del XVII secolo, sullo sfondo delle lotte politiche tra Whig e Tory, Sarah Churchill e Abigail Hill si contendono il favore dell'umorale Regina Anna. Una storia vera, che Lanthimos trasforma in cinica commedia politica; una sorta di Eva contro Eva dall'umorismo corrosivo, ambientata nelle stanze più intime del comando. Flamboyant le riprese, bagnate in calde tonalità champagne e giocate su scorci imprevedibili, angolazioni a 360 gradi, distorsioni delle proporzioni, che scaraventano i personaggi in spazi dilatati e accentuano la loro folle solitudine. Con tre interpreti d'eccezione e costumi sontuosi, firmati dalla leggendaria Premio Oscar Sandy Powell.


PA RTY

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DESIGN COCKTAIL

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IL NOSTRO APERITIVO NELLO SHOWROOM DI MERIDIANI, CON ARCHITETTI E CREATIVI

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arie Claire Maison ha chiuso in bellezza il 2018 con una festa esclusiva. L'evento ha avuto luogo il 13 dicembre nello showroom Meridiani, in Corso Venezia 29, a Milano. Per l'occasione, la direttrice Cinzia Felicetti e la redazione del magazine hanno accolto gli ospiti della serata nei raffinati spazi arredati con i pezzi iconici e le novità del brand. A rendere l'atmosfera ancora più seducente, le avvolgenti fragranze per ambiente firmate Dr. Vranjes: l'azienda di profumi fiorentina ha offerto ai partecipanti una preziosa Christmas gift box composta da uno spray e un diffusore con essenze boschive. Champagne Pommery Brut Silver e amuse-bouche hanno allietato il party, gremito di designer e creativi.

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1. Lo showroom Meridiani. 2. Cinzia Felicetti, direttrice di Marie Claire Maison, e Paolo Badesco. 3. Lo champagne Pommery Brut Silver. 4. Titty Pedone. 5. Maria Laura 13 e Seazzu e Annamaria Vranjes. 6. Roberta Perini, Paola Lanfranchi, Cinzia Scacchetti Claudia Ardizzoni. 7. Gabriella De Biase, Bendis Ronchetti Illulian, Nicoletta Gatti. 8. Gaetano Zoccali, Francesca Guarino, Derek Castiglioni. 9. Elettra Mineo e Luana Bescapé. 10. Elena Vaghi e Cristina Bisognin. 11. Bruno Tarsia e Jacopo Baldicchi. 12. Antonella Chiesa e Raffaella Scapolo. 13. Marta Ascani, Cristiana Ceci. 14. La fragranza Dr. Vranjes. 15. Il bar à parfums Dr. Vranjes. 16. Denise Fraccaro e Costantino Affuso. 17. Mattia Martinelli. 18. Giorgio Gobbi, chief executive di Italian Design Brands, Roberta Battocchio, publisher di Marie Claire Maison, Paolo Vranjes, Fabio Sattin, presidente esecutivo di Private Equity Partners, e Andrea Parisio, art director di Meridiani.

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Foto, Mirko Cecchi

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I N DI R I Z Z I

E C I F J K B DG H L ACHILLE SALVAGNI, salvagniarchitetti.net

BOTTEGA VIGNOLI, ceramichevignoli.com

AERIN, aerin.com

AGAPE, agapedesign.it

AGUSTINA BOTTONI, agustinabottoni.com

ALBERTO LEVI GALLERY, albertolevi.com AMARA, amara.com

AMINI CARPETS, amini.it

CACCARO, caccaro.com CANTORI, cantori.it

CAPPELLINI, cappellini.it

CARLO MORETTI, carlomoretti.com

EDITIONS MILANO, editionsmilano.com

HENRY DEAN, henrydean.be

EPEDA, epeda.it

HERMÈS, hermes.com

ERBA, erbaitalia.it

HOLLY HUNT, hollyhunt.com

ERIC TRINE, erictrine.com

ESPERIA, esperialuci.com

ETRO HOME INTERIORS, etro.com

ILLULIAN, illulian.com

INDUSTRIE CARNOVALI, industriecarnovali.com INSIDHERLAND, insidherland.com

ANTES DESIGN, antesdesign.it

CARPENTERS WORKSHOP GALLERY, carpenterswork shopgallery.com

ITALAMP, italamp.com

ARFLEX, arflex.it

FABRICE JUAN, fabricejuan.com

CASSINA, cassina.com

ITALIC & PEQUOD, italicpequod.it

ARMANI/CASA, armanicasa.com

FENDI CASA, luxurylivinggroup.com

CENTURY FURNITURE, centuryfurniture.com

1STDIBS, 1stdibs.com

ARNOLFO DI CAMBIO, arnolfodicambio.com

CERAMICHE BUCCI, ceramichebucci.com

ARTEMEST, artemest.com

CERAMICHE MILESI, ceramichemilesi.com

ARTEMIDE, artemide.com

CHRISTIAN FISCHBACHER, fischbacher.com

ARTERIORS, arteriorshome.com A. RUDIN, arudin.com

ASIATIDES, asiatides.com

ATELIERS PICOT, ateliers-picot.fr

BDDW, bddw.com

B&B ITALIA, bebitalia.it BELIANI, beliani.it

BETHAN GRAY, bethangray.com B-LINE, b-line.it

CHRISTIAN TAGLIAVINI, christiantagliavini.com CINELLI, cinellipiumini.it

CIRCA LIGHTING, circalighting.com

DAMIEN LANGLOIS-MEURINNE, dl-m.fr DAVID SCOTT INTERIORS, davidscottinteriors.com

FLAMMARION, editions.flammarion.com

JCP, jcp.design

FLEXFORM, flexform.it

JERRY PAIR, jerrypair.com

FLORENCE GIRETTE, florencegirette.com

JONATHAN ADLER, jonathanadler.com

FONTANAARTE, fontanaarte.com

JOSEPH CARINI CARPETS, josephcarinicarpets.com

FOSCARINI, foscarini.com

JUMBO COLLECTION, jumbo.it

FRETTE, frette.com

KARTELL, kartell.com

GALLERIA LUISA DELLE PIANE, gallerialuisadellepiane.it GERVASONI, gervasoni1882.it GOLRAN, golran.com

DE CASTELLI, decastelli.it

GREGGIO, greggio.com

DELATOUR DESIGN LAB, delatourdesignlab.com

GUANDA, guanda.it

KELLY WEARSTLER, kellywearstler.com KIKO LOPEZ, kikolopez.com KIMBERLY VON KOONTZ, vonkoontz.com KNOLL INTERNATIONAL, knoll-int.com KRAVET, kravet.com

BLUE STAR, bluestarcoloring.com

DESIGNERS GUILD, available through Nicoletta Ferrara, ferrara.nicoletta@gmail.com, designersguild.com

BOLZAN LETTI, bolzanletti.it

DESIRON USA, desiron.com

HANDMADE INDUSTRIALS, handmadeindustrials.com

BOSA, bosatrade.com

DIPTYQUE, diptyqueparis.it

HANDVÄRK, handvark.com

LELIÈVRE, lelievre.eu

BOTTEGA VENETA, bottegaveneta.com

DRIADE, driade.com

HARBINGER, harbingerla.com

LEMA, lemamobili.com

BLOC STUDIOS, bloc-studios.com

HAMILTON CONTE PARIS, hamiltonconte.com

LA FABBRICA DEL LINO, lafabbricadellino.com LA NAVE DI TESEO, lanavediteseo.eu


LETTI&CO, lettiandco.com

MOOOI, moooi.com

LEUCOS, leucos.it

MR ARCHITECTURE & DÉCOR, mrarch.com

RT REEVÈR, reever.it

TASCHEN, taschen.com

RICERCA, ricercamilano.com

TATO, tatotato.com

RIFLESSI, riflessisrl.it

THE BRIGHT GROUP, thebrightgroup.com

RINASCENTE, rinascente.it

THE GALLERY, thegallerybruxelles.com

ROBERTAEBASTA, robertaebasta.com

TOKYO DESIGN STUDIO, tokyo-design-studio.com

N MOS U V P W Z LONDONART, londonart.it

LOUIS VUITTON, it.louisvuitton.com

LSA INTERNATIONAL, distr. Maino Carlo, mainocarlo.it, lsa-international.com

MAISHAA, maishaa.com

MAISON LELEU, maisonleleu.com

MAMBO UNLIMITED IDEAS, mambo unlimitedideas.com

NERI POZZA, neripozza.it

NEW DAY WOODWORK, newdaywoodwork.com NOBILIS, nobilis.fr

NOOM, noom-home.com NUMERO 9, numeronove.it

NY CUSTOM FURNISHINGS, nycustomfurnishings.com

ROBERT KUO, robertkuo.com ROBI RENZI, robirenzi.it

ROCHE BOBOIS, roche-bobois.com

ROGERS & GOFFIGON, rogersandgoffigon.com RUBY BEETS, rubybeets.com RUGIANO, rugiano.com

TOM DIXON, distr. Tj International Design, tomdixon.net TOPOSWORKSHOP, toposworkshop.com

TRUSSARDI CASA, luxurylivinggroup.com TWILS, twils.it

USM, usm.com

MANI, manimadeinitaly. blogspot.it

OLUCE, oluce.com

MARAZZI, marazzi.it

OPERA CONTEMPORARY, operacontemporary.com

SANDRA ZEENNI, sandrazeenni.com

MARGOT, margot.fr

OPINION CIATTI, opinionciatti.com

SÉBASTIEN CORDOLEANI, sebastiencordoleani.com

MARIO MILANA, mariomilana.com

ORREFORS, distr. Messulam, messulam.net

SELETTI, seletti.com

VILLA NOVA, distr. ROMO, romo. com,villanova.co.uk

SERGIO CALATRONI, sergiocalatroni.com

VINCENZO DE COTIIS, decotiis.it

SHUJ, shuj.it

VISIONNAIRE, visionnaire-home.com

PENTA, penta-light.it

SIEGER BY FÜRSTENBERG, distr. Corrado Corradi, corrado-corradi.it

VISTOSI, vistosi.it

PIERRE FREY, pierrefrey.com

SIMMONS, simmons.it

PLANT. COLLECTIONS, plant-collections.com

SIX GALLERY, sixgallery.com

WALKER ZABRISKIE FURNITURE, walkerzabriskie.com

SKLO, sklo.com

WALL&DECÒ, wallanddeco.com

SOMMA 1867, gabelgroup.it

WENDELL CASTLE COLLECTION, wendellcastlecollection.com

MARK DE BERNY, markdeberny.com

MARTA SALA ÉDITIONS, martasalaeditions.it MARYFLOR, maryflor.com

MASON EDITIONS, mason-editions.com MATHIAS KISS, mathiaskiss.com

MAURO BOLOGNESI, maurobolognesi.com MEPRA, mepra.it

MINOTTI, minotti.com

MIRABELLO CARRARA, mirabellocarrara.it

PAOLO CASTELLI, paolocastelli.com

POLIFORM, poliform.it

POLTRONA FRAU, poltronafrau.it PORADA, porada.it

PORTEGO, portego.it

MOLTENI&C, molteni.it

POUENAT, pouenat.fr

MONICA GASPERINI, monicagasperini.com MONTBLANC, montblanc.com

STACKLAB, stacklab.ca STEPEVI, stepevi.com

STILNOVO, stilnovoitalia.it

VENINI, venini.com/it

ZANABONI, zanaboni.it

PRADA EYEWEAR, prada.com

STUDIO VAN DEN AKKER, studiovandenakker.com

ZANETTO, distr. B.Morone, bmorone.it, zanetto.com

PROFILES, profilesny.net

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E C L E C T IC

P ORT R A I T

OBIET TI VO V IRTUO S O I SORPRENDENTI RITRATTI DI CHRISTIAN TAGLIAVINI SONO IL NUOVO COUP DE FOUDRE DELLA NOSTRA “ULTIMA PAGINA” d i DA N I LO AS C A N I

olti di nobildonne d'epoca rinascimentale, dame e cavalieri in versione carta da gioco, personaggi avvolti in atmosfere che rimandano ai mondi fantasiosi nati dalla penna di Jules Verne. Gli scatti firmati Christian Tagliavini chiuderanno − con effetto sorpresa − tutti i numeri di Marie Claire Maison per l'anno 2019. Si parte da Blanche, opera del 2014 della serie Portraits, primo atto della nota trilogia intitolata Voyages Extraordinaires. «Le mie fotografie sono autentiche mise en scène pensate per narrare storie con un preciso riferimento temporale o, al contrario, lasciate alla libera interpretazione dell'osservatore», rivela l'artista italo-svizzero. Acclamato da critica e grande pubblico nei musei più famosi del mondo, nonché celebrato da una sofisticata monografia pubblicata da teNeues, Tagliavini si è cimentato per la prima volta con l'obiettivo nel 2000. Forte del suo passato

di disegnatore del Genio Civile e di una solida expertise grafica, agli esordi ha realizzato immagini pubblicitarie, poi è approdato a uno stile dall'ispirazione onirica. «Da sempre mi affascina il linguaggio fotografico di Erwin Olaf, David LaChapelle, Pierre et Gilles e Gregory Crewdson. Scoprire questi talenti mi ha permesso di trovare la quadratura del cerchio». Ma Christian prende spunto anche dal cinema, dalla letteratura e dalle meraviglie pittoriche del passato: «Amo spaziare dal Rinascimento al Novecento, passando per l'Art Nouveau e i capolavori di Amedeo Modigliani. Curo il concept, realizzando bozzetti e scenografie; delego invece ai professionisti del settore il makeup, mentre sono sempre io a disegnare i costumi». Come quelli che caratterizzano L'attente, galleria di aristocratiche silhouette. Ritratti che sembrano veri e propri oli su tela. Foto, Thomas Spikermann

V

Qui, un primo piano di Christian Tagliavini. In alto, da sinistra, La petite sœur, Avenue des Titans e Profil de femme dalla serie L'attente (2015), ultimo atto di Voyages Extraordinaires.

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E C L E C T IC

P ORT R A I T

Christian Tagliavini – Blanche (2014) – Serie Voyages Extraordinaires


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Foto, Stephan Julliard

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F E BRUA RY

53/56 COMMON THREAD - 61/63 PHOTOGALLERY - 62/63 VANITY FAIR 72/81 NOUVELLE DÉCO - 82/93 PANORAMIC - 94/103 FRENCH REVOLUTION - 104/113 URBAN GREEN - 130/137 MATERA PREMIERE - 138/143 CREATIVE PRECISION - 158/161 SHOPPING IN PARIS

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ENGLI S H

PEOPLE

PEOPLE

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Michael Fischbacher e la moglie Camilla. La poltroncina porta la firma del nonno di lui, che nel 1959 volle questa villa in stile Mid-Century Modern, sul lago svizzero di Costanza.

FILO CONDUTTORE IL BRAND DI PREGIATI TESSUTI CHRISTIAN FISCHBACHER CELEBRA DUE SECOLI DI ATTIVITÀ. SUCCESS STORY DI UNA FAMIGLIA CON LA PASSIONE NEL DNA di CRISTIANA CECI - foto WOLFGANG STAHR

osmopoliti eppure radicatissimi nella cultura del Vecchio Continente, rispettosi del passato e al contempo innovatori. È il profilo dei coniugi Camilla e Michael Fischbacher, in perfetta sintonia con la loro azienda. Lui, l'erede, nonché Ceo alla sesta generazione nella gestione dello storico brand – sinonimo di prestigiosi tessuti per l'arredamento – ha ora il compito lusinghiero di celebrare una ricorrenza importante: i duecento anni del marchio. Un successo che inizia nel 1819, quando il suo avo Christian fonda la maison a San Gallo, città della Svizzera tedesca. La moglie lo affianca nella vita e nel management, in qualità di art director. «Due secoli ininterrotti di attività costituiscono un traguardo considerevole. Il fil rouge? Prodotti duraturi, di un'eleganza senza data di scadenza. È emozionante vestire gli interni, perché presuppone una creatività gentile e concede il lusso di pensare a lungo termine», ci dice Michael. Dagli esordi nel borgo elvetico, con le stoffe in cotone confezionate dalle contadine, fino alle ormai iconiche stampe, Fischbacher ha percorso un viaggio avvincente stabilendo sedi in tutto il pianeta, Italia compresa, e collaborando al décor Nel living affacciato dell'Eliseo e di sontuosi palazzi reali in sul parco si stagliano Medio Oriente, per fare solo alcuni esempi. il tavolo e le sedie Appassionati globetrotter sono gli stessi intagliati da Christian Michael e Camilla, poliglotti e in continuo Fischbacher IV. Sullo sfondo, statue Khmer movimento, a proprio agio in Asia (hanno e, a sinistra, mobili vissuto in Malesia, a Tokyo e Hong Kong) cinesi. La cagnolina come nella loro residenza privata: la villa havanese Lala riposa di famiglia sul Lago di Costanza abbracciata sul tappeto Sarough. da un parco, dove abitano con i tre figli. La dimora, ritratta nelle immagini di questo servizio, fu fatta progettare nel 1959 dal nonno, il quale, di ritorno dagli Stati Uniti, la volle in stile Mid-Century Modern. Un'impronta tuttora evidente, addolcita però dagli splendidi tappeti persiani d'antiquariato, rivelatori delle origini di lei (padre iraniano e madre americana), pronti a dialogare con sofisticati tendaggi, preziosi arredi e pezzi d'arte orientale. Se Michael ama l'allure speciale dei mobili provenienti dai luoghi tradizionalmente dediti al commercio, e dunque testimoni del passaggio di molti popoli, Camilla adora le suggestioni esotiche, reinterpretate con gusto e savoir-faire europei, in una formula che coniuga internazionalità e vocazione artigiana, ma senza rinunciare a una certa dose di audacia. La sua personalità e la straordinaria energia si riflettono sui colori più apprezzati («Il blu e il verde peacock accostati a tocchi golden») e sulla predilezione per i motivi botanici. Assieme al fidato team di designer da lei diretto, ha appena lanciato al Déco Off parigino la collezione Jubileum, così denominata in onore dell'anniversario. Un trionfo di trame damascate o moiré, rami e fiori, intriganti giochi di lucido/opaco con velluti e fili effetto metallo. Incontro virtuoso tra lavorazioni di antica memoria e alta tecnologia. O 53

53/56 COMMON THREAD Luxury fabric brand Christian Fischbacher celebrates two centuries in business. The success story of a family with passion in their DNA By Cristiana Ceci - Photos Wolfgang Stahr

Cosmopolitan, yet sure of their roots, firmly planted in European culture. Innovators, but with great respect for the past. This is the profile of husband and wife duo Camilla and Michael Fischbacher, in perfect harmony with their company. Michael, sixth generation heir and CEO responsible for the management of the historic brand – the ultimate symbol of fine furnishing fabrics – now has the gratifying task of celebrating an important anniversary: the bicentenary. A success story that began in 1819, when his ancestor Christian established the maison in the city of St. Gallen, in German Switzerland. His wife is always by his side, both in life and at work, as art director. “Two uninterrupted centuries of business are a considerable milestone. The common thread? Durable products with a timeless elegance. It’s exciting to dress interiors, because to do so you must have a delicate creativity and allow yourself the luxury of thinking about the long-term”, Michael tells us. From its beginnings in the Swiss town, with the original cotton fabrics made by countrywomen, to the present time, with what have now truly become iconic prints, Fischbacher has completed a victorious journey, establishing branches worldwide, including in Italy, and providing the materials for the décor of the Élysée Palace and other lavish royal homes in the Middle East, to name but a few. Michael and Camilla are also enthusiastic globetrotters, speaking several languages and always on the go. They feel just as at home in Asia (having lived in Malaysia, Tokyo and Hong Kong) as in their private residence: the family villa on Lake Constance, surrounded by a park, where they live with their three children. The design of the home, shown here in the photos, was the idea of Michael’s grandfather, who had had it built in 1959 in Modern Mid-Century style upon his return from the United States. His mark is still visible, although it is now mellowed by a splendid set of antique Persian rugs, which reveal the origins of the lady of the house (daughter of

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an Iranian father and an American mother), and readily mingle with sophisticated drapes, precious furniture and pieces of oriental art. While Michael loves the special allure of furniture from locations traditionally known for trading and therefore which have witnessed of the passing of many populations, Camilla adores hints of exoticism, reinterpreted with European taste and savoir-faire, in a formula that blends an international identity with a vocation for craftsmanship, always with a pinch of audacity. Her personality and extraordinary energy are reflected in her favourite colours (“dark blue and peacock green with touches of gold”) and in her preference for botanical motifs. Together with her trusted team of designers, Camilla has just launched the Jubileum collection, a name chosen in honour of the bicentenary. A triumph of damask or moiré patterns, branches and flowers, intriguing combinations of shiny/matt surfaces with metallic threads and velvets. A triumphant encounter between age-old workmanship and technology. O

A R T E

RIFLETTORI PUNTATI SULLA CREATIVITÀ. PITTURA, SCULTURA E ARCHITETTURA, T R A N O M I C E L E B R I E TA L E N T I D A S C O P R I R E

ARTE

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Della serie Berlin, 2012, la denuncia di Olaf contro la Germania nazista: Porträt 5 – 9th of July vede ritratta una bambina di "razza ariana" dal temperamento molto autoritario.

cuotere le coscienze e risvegliare le emozioni attraverso il ricorso all'immaginazione. Una vera e propria missione per Erwin Olaf: genio irriverente della fotografia contemporanea, abituato a provocare da oltre trent'anni, sia che si tratti di una pubblicità − celebri le campagne concepite per Bottega Veneta e Diesel − sia di un allestimento scenografico come quello al Salone del Mobile di Milano per il brand d'arredo Moooi (collezione 2013). Ma supera se stesso con i visionari racconti per immagini, dove integra perfettamente reportage giornalistici, staged photography, ritratti posati. Proprio questi ultimi si stagliano protagonisti indiscussi della duplice retrospettiva a lui dedicata all'Aia, che anticipa il suo sessantesimo compleanno. Dal 16 febbraio al 12 maggio, Gemeentemuseum e The Hague Museum of Photography ospitano in contemporanea due mostre tese a ripercorrere l'intera carriera del maestro olandese. Esposte ci sono tutte le enigmatiche mise-en-scène che, sfruttando un registro personale,

vanno al di là della realtà per condurre il visitatore in una sfera intima e personale. Quella dello stesso Olaf, in cui frammenti di storia dell'arte e citazioni colte − il cinema di Luchino Visconti e Douglas Sirk in primis − contaminano ogni scatto, restituendo uno spaccato fortemente critico della nostra società. Dalle fotografie dominate da interiors impeccabili e attori avvenenti emergono a contrasto dettagli dissonanti o un profondo senso di spaesamento, stimoli per una riflessione sui temi esistenziali: dalla solitudine al dolore e alla violenza. Ne è un esempio Porträt 5 – 9th of July (in apertura) con una bimba che pare una recluta della Hitlerjugend e ancora The Hallway (qui sotto), dove si crea una forte tensione tra la posa della modella − perfetta per un servizio di moda − e il volto disorientato dell'uomo. Anche l'ambientazione, nel corridoio di un hotel anonimo, enfatizza la sensazione di incertezza. Questi capolavori dalle luci caravaggesche si traducono in attimi sospesi nel tempo, scene dell'universo onirico di Erwin Olaf. Sognando (e sperando) che qualcosa di buono finalmente accadrà. O

SCATTI ACCOMUNATI DA UN PATINATO NITORE FORMALE, MA ANCHE FORTEMENTE PROVOCATORI. È QUESTA LA CIFRA DELL’ARTISTA OLANDESE

Sopra, sempre della serie Berlin, l'opera Freimaurer Loge Dahlem (22 April 2012); sotto, a sinistra, Keyhole #6, 2012; accanto, Pearls (Sabine), 1986, rappresenta una critica feroce da parte di Erwin Olaf al mondo della moda, con una top model dallo sguardo fisso e assente, che vomita gioielli preziosi. Nella pagina accanto, fa parte del ciclo Hope la foto The Hallway, realizzata nel 2005.

PHOTOGALLERY

TRASGRESSIVO, AUDACE, GENIALE. CON UNA DOPPIA RETROSPETTIVA L’AIA CONSACRA IL MAESTRO DELLA FOTOGRAFIA ERWIN OLAF di BENEDETTA BERNASCONI

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61/63 PHOTOGALLERY Rule-shattering, bold, ingenious. The Hague sanctifies the master of photography Erwin Olaf with a double retrospective By Benedetta Bernasconi

Shaking up our consciences and reawakening our emotions by calling upon the imagination. A real mission for Erwin Olaf, audacious genius of contemporary photography, who has been used to provoking the public for over thirty years; sometimes with an advert – the campaigns he conceived for Bottega Veneta and Diesel are famous – and others with the design of a striking display like the one he created at Salone del Mobile the Milan for furniture brand Moooi (2013 collection). But the event in which he truly goes for gold is that of his visionary stories told through images, a perfect mixture of journalistic reports, staged photography and posed portraits. And indeed it is the latter which stand on the podium as the undisputed stars of the double retrospective dedicated to him in The Hague,


shortly before his sixtieth birthday. From 16 February to 12 May, The Hague Museum of Photography and the Gemeentemuseum will host two simultaneous exhibitions tracking the entire career of the Dutch master. These will showcase all his enigmatic mise-en-scènes that draw on a personal tone to foray beyond reality and lead the visitor into an intimate, personal sphere. That of Olaf himself, in which the fragments of history of art and the references he has gathered over the years – the films of Luchino Visconti and Douglas Sirk above all – contaminate each and every shot, offering up a highly critical cutaway of our society. In stark contrast, discordant details or a profound sense of disorientation also emerge from his photos dominated by flawless interiors and attractive actors, in a bid to make us reflect on existential themes: from solitude to pain and violence. One example is Porträt 5 – 9th of July with a young child who looks as if she is a recruit of the Hitler Youth, and another is The Hallway, in which a strong tension is perceived between the woman’s pose – perfect for a fashion shoot – and the man’s confused face. The setting, the hallway of a random hotel, also emphasises this sensation of uncertainty. In this way, these masterpieces with their dramatic lights – reminiscent of Caravaggio – are nothing less than moments suspended in time, scenes from the ethereal universe of Erwin Olaf. Dreaming (and hoping) that something good will happen. O

Nella sala domina il sofà sinuoso, in lino e lana bouclé, accostato alle due poltrone Drummond, di Plant.Collections; coffee table su disegno; luce Luminator creata da Pietro Chiesa nel 1933, FontanaArte. Tappeto e camino custom-made. Qui sotto, Esprit de Baron Ochs-Five (1977), acrilico di Jules Olitski.

ARTE

LA FIERA DE L L E VA N I T À

NOUVELLE

DÉCO

ELEGANZA SQUISITAMENTE SARTORIALE NEL PROGETTO FIRMATO DAMIEN LANGLOIS-MEURINNE. E UNA PUNTEGGIATURA DORATA, CHE BRILLA ALL’UNISONO CON LA VILLE LUMIÈRE

AL TOUR & TAXIS DI BRUXELLES VA IN SCENA BRAFA. RIFLETTORI PUNTATI SU RARITÀ DAL VALORE INESTIMABILE d i G I ACO M O N I CO L E L L A M AS C H I E T T I

Sopra, da sinistra, tappeto Yurt, Kirghizistan, 1900, di Galerie Vrouyr. A seguire in senso orario, bronzo Young Woman Denise, Pierre Bouret, 1938, di Galerie Victor Werner; Bianhu, bronzo rituale cinese, Dinastia Zhou, di Galerie Christian Deydier; olio su tavola Coucher de Soleil, Odilon Redon, 1902, di Galerie von Vertes; idropittura su tela Concetto Spaziale, Attese, Lucio Fontana, 1960, di Samuel Vanhoegaerden Gallery; Concrete Chair di Jonas Bohlin, 1981, prodotta in cemento e acciaio da Källemo, di Axel Vervoordt Gallery; scultura in bronzo di autore anonimo, V secolo a.C., di Galerie Aaron.

E

leganza, conoscenza, infinita passione. Il nord Europa è tradizionalmente terra di grandi connoisseurs ed estimatori entusiasti. Le case private della ricca borghesia belga, olandese, fiamminga e francese celano capolavori dal valore inestimabile, in un caleidoscopio di stili e influenze provenienti da tutto il mondo. Non è inusuale vedere accostati arazzi preziosi a sculture in terracotta della dinastia Tang, magari sistemate sopra un tavolino da caffè degli anni Cinquanta disegnato da Gio Ponti. Il collezionismo è in questi luoghi una buona consuetudine che si tramanda di generazione in generazione e tale cultura per il bello spiega la presenza di centinaia di gallerie sparse per le suggestive strade di Bruxelles, Maastricht, Utrecht e Anversa. Proprio per soddisfare questa domanda, nel 1956 nacque Brafa, la più prestigiosa mostra-mercato d'arte antica e moderna d'Europa. La prossima edizione è in programma dal 26 gennaio al 3 febbraio nella splendida cornice del Tour & Taxis, gemma dell'architettura industriale nella capitale belga, perfetta per accogliere un importante numero di espositori, oggi più di 130. Anche per questo appuntamento sono attesi alcuni tra i maggiori mercanti e dealer internazionali, che offriranno al pubblico opere dal precolombiano ai giorni nostri, fino all'arte orientale classica, il design d'autore e il contemporaneo. Non solo. Archeologia, dipinti, sculture, mobili antichi, ceramiche e gioielli permetteranno ai visitatori di ripercorrere oltre quattro millenni di storia con due peculiarità legate al panorama storico e culturale locale: le collezioni africane e le tavole originali dei fumetti. Tra i nomi spiccano Didier Claes − specializzato in arte tribale delle regioni del centro Africa − e l'italiana Chiale Fine Art, fresca di apertura a Bruxelles, con in serbo rare sculture lignee del 1200 piemontese. Anticipazione: mentre il 2018 ha visto protagonista Christo, questo sarà l'anno di Gilbert & George, il duo italo-inglese che produrrà un inedito. O

tom and this culture of nurturing the desire for beauty explains the presence of the hundreds of galleries. And indeed, Brafa was created in 1956 precisely to meet this demand: the most prestigious market-fair of ancient and modern art in Europe. The next edition is scheduled to take place from 26 January to 3 February against the splendid backdrop of Tour & Taxis, a gem of industrial architecture perfect for hosting a large number of exhibitors, now exceeding 130. This year too, some of the most important international traders and dealers are expected to attend, with works ranging from the Pre-Colombian period until our own times, including classic oriental art, original design and contemporary pieces. But that’s not all. Archaeology, paintings, sculptures, old furniture, ceramic objects and jewellery all promise to lead visitors through more than four millenniums of history, with two particular features linked to the local historical and cultural panorama: the African collections and some original comic panels. Some of the most interesting names on the list are Didier Claes – specialised in tribal art from the central African regions – and Italian gallery Chiale Fine Art, recently opened in Brussels, which will exhibit rare 13th century Piedmontese wooden sculptures. Some news hot off the press: whereas Christo played a leading role in the event in 2018, this year it will be the turn of Gilbert & George, an Italo-English duo who will produce an original work. O

d i I A N P H I L L I P S - fo to ST E P H A N J U L L I A R D te sto C H I A R A CO R R I D O R I

MECCA DI COLLEZIONISTI E CONNOISSEURS, QUESTA MOSTRA-MERCATO RAPPRESENTA UNA SINTESI DELL’ECCELLENZA ATTRAVERSO I SECOLI

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64/65 VANITY FAIR

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At the Tour & Taxis venue in Brussels, Brafa is taking to the stage. With the spotlight on rare objects and unique pieces

An exquisitely tailored elegance characterises the project by Damien Langlois-Meurinne. And a golden punctuation, shining brightly in unison with the Ville Lumière

By Giacomo Nicolella Maschietti

Elegance, knowledge, infinite passion. Northern Europe is traditionally a land of grand connoisseurs and enthusiastic appreciators. The private homes of the rich Belgian, Dutch, Flemish and French middle classes conceal masterpieces of unimaginable value, in a kaleidoscope of styles and influences from all over the world. In these places, collecting is an admirable cus-

By Ian Phillips - Photos Stephan Julliard - Text Chiara Corridori

You can almost hear Paris breathing in this charmant home located in an early 20th century building, complete with façade conceived by Art Nouveau architect Louis Sorel. Perched on the Chaillot hillside, in the XVI arrondissement, the apartment affords a spellbinding

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view of the city’s gems: the Eiffel Tower, Montmartre, the Opéra, The Louvre, the Grand Palais. A sublime context, to which Damien Langlois-Meurinne paid tribute, when designing the interiors of this magical place for a couple of American entrepreneurs in the dot.com field. Having started out in Christian Liaigre’s studio, today the designer creates retail spaces in Manhattan, luxurious Spas in China and house designs worldwide; he has also completed a number of prestigious joint projects with brands such as Zimmer + Rohde, Pouenat and London-based Sé. Here, his first step was to revolutionise the layout so that the terrace (spanning forty square metres) could be accessed from most of the rooms, treating the occupants to unbeatable views. He then set up a virtuous dialogue between the patterns and colours, enacted both inside & out. He evokes the Seine with the stylised teardrop motif of the giant rugs, and the flowing of the river with the table top in glass, painted by Florence Girette: the same decorator responsible for the charismatic wavy, rippled panel on the bedroom wall. Instead, we are reminded of the Parisian sky by the palette of greys and light blues. “For one of the hallways, I took my inspiration from American artist James Turrell and his studies on light. In this way, I painted a single wall light blue, so that it made iridescent reflections on the others left white, and on the ceiling”, reveals Damien. Strategic touches celebrate the Ville Lumière, dotting flashes of light here and there in the rooms. The chandeliers sparkle in a concert of brass, bronze and gold, along with the finishes of the wood panelling in the foyer (of a spectacular minimalism) and the constellation of coffee tables, some custom-made and others by the ingenious Jonathan Adler. Langlois-Meurinne has opted for an exquisitely tailored style, designing many of the furniture pieces himself or commissioning bespoke items from selected companies, in an overall effect that seeks to convey a soft touch. “I focus on whispered elements, those that reveal themselves little by little, by sending out subtle vibrations”, he explains. The symmetrical layout of the accessories expresses a sense of order and lightness: the stern rigour of the proportion is mellowed by noble materials and soft velvets, while the graceful lines of the sofa and armchairs appear to embrace the environments. The works of art – paintings and sculptures – are discreetly placed to blend in with the flawlessly coherent colour scheme. Finally, this harmonious fresco of a home is brought to life by graphic divertissements. Such as the gypsum fireplace in the living area, embellished

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by a beam of light: a striking effect reiterated in the floor in the hall by alternating Green Alpine and Statuario marble. Symbols of the Parisian sun, as it gently stoops to kiss beauty in its purest form. O

AL QUINDICESIMO PIANO DELLO STORICO TOY BUILDING NORTH DI MANHATTAN, UN PIED-À-TERRE SI GODE LO SPETTACOLO DI UN CINEMATOGRAFICO SCENARIO METROPOLITANO d i S I LV I A I C A R D I - fo to G I A N N I F R A N C H E L LU CC I

PANORAMICA Nel living baciato dalla luce, il tavolo da pranzo è di BDDW, con sedie 851, del brand A. Rudin; pouf gemelli in stuoia del Borneo intrecciata a mano, firmati Walker Zabriskie Furniture. Qui sotto, la poltrona degli anni Cinquanta è Senior, di Marco Zanuso per Arflex; tavolino dorato acquistato su 1stdibs.

82/93 PANORAMIC On the fifteenth floor of the legendary Toy Building North in Manhattan, a pied-à-terre sits back and enjoys the view of a metropolitan scene in cinemascope By Silvia Icardi – Photos Gianni Franchellucci

The extraordinary giant screen overlooking Manhattan is truly amazing in this house with its cinemascope view. The iconic Art Déco silhouette of the Empire State Building, framed by the immense living room window, stands out like a decal while from the master bedroom one can admire the splendid friezes of the building opposite, a historical landmark conceived in the early 1900s by Maynicke & Franke. The much-celebrated New York scenery opens up around it: a scheme of rooftops and carved cornices, water towers and fire escape stairs, the skyscrapers that outline the skyline in a dense mosaic oozing with unique charm. And when evening falls, and the city lights up, the gaze loses itself in an immense iridescent “forest”. Here, at night the spectacle becomes hypnotic, the echo of the city that never sleeps comes in loud and clear, similar to the laborious buzzing of a beehive, and it feels as if you are floating over the metropolis down below. We are in Madison Square Park on 24th Street, on the fifteenth floor of a building with a characteristic stone and brick façade, built in 1915; originally dubbed Toy Building North (formerly a toy factory), it was designed by William Van Alen, the famous architect who, only a few years later, would go on to design the Chrysler, a jewel with elegant geometries. The task of renovating this fine apartment – pied-à-terre belonging to a couple with two children – was entrusted to in-


terior designer David Scott, owner of the David Scott Studio. “The client wanted bright spaces in warm colours, capable of ‘speaking’ to the urban panorama that muscles in and grabs the attention, always coming out on top. I therefore sought a concept infused with total in & out empathy, starting from the furniture and fabrics and ranging to the shades of the sofas, armchairs and drapes”, she explains. Every detail of the décor is functional, created with a view to composing a fluid, harmonious symphony. In the extremely clever aesthetic effect, the interiors perfectly match the exterior, dissolving their boundaries. David has punctuated the spaces with touches of gold, (the bookcase in the living room is a particularly notable example), in a bid to enrich the general atmosphere but also to anticipate, during the day, the magical luminescent glow that pervades the home at dusk. The colour palette presents a wide range of neutral shades inspired by the surrounding buildings and context: ochre and powder pink, with forays of dove grey. The furniture is purposely frill-free, mostly designed by Scott himself, who commissioned selected companies to produce it: Profiles NY for the coffee table with top in printed leather and brass finish, NY Custom Furnishings for the beds. To ensure the impeccable quality of the coverings – alpaca and mohair – he called upon prestigious brands such as Loro Piana, Holly Hunt, Romo and Kravet. The staid, masculine mood is mellowed by solutions full of with feminine charm, like the embroiderylook wardrobe by Chinese designer Robert Kuo and the marble effect wallpaper in the powder room. The decorative elements interact, creating a sophisticated warp and weft of materials and surfaces that discreetly hosts works of contemporary art: pieces by Vicky Barranguet, Santiago Castillo, Wei Ligang and Pierre Malbec. The lighting expresses a stylish, eclectic mood. “A calibrated cocktail of cutting edge and vintage pieces, reflecting both the customer’s own style and the quintessence of the Flatiron District. Here, classic flair struts elegantly hand-in-hand with innovation, linear forms mingle with their organic counterparts, in an environment animated by inspirations à la Serge Mouille and Lindsey Adelman, 1960s Italian bedside lamps and Sputnik lamp shades; in the owners’ daughter’s bedroom the Heracleum pendant light by Moooi adds a youthful breath of fresh air”, concludes Scott. A delicate, charismatic chandelier that imitates branches and leaves with all the power of metal and polycarbonate. O

RIVOLUZIONE

Nella sala, sedute design Fabrice Juan: il divano è rivestito in tessuto Carson, la poltrona in Tweed, entrambi di Nobilis; tavolo centrale bespoke; side table Promises, di Wendell Castle, da Carpenters Workshop Gallery, come la consolle qui sotto, DC1713, Vincenzo de Cotiis. A parete, Lumière, opere gemelle, Hitomi Uchikura.

FRANCESE

LOOK TUTTO NUOVO PER UNA RESIDENZA PARIGINA, FRUTTO DI SVARIATI RESTYLING. LUMINOSI SPAZI APERTI, DECORAZIONE ECLETTICA E UNA COLLEZIONE D’ARTE ASTRATTA DAL PIGLIO COSMOPOLITA di IAN PHILLIPS - foto STEPHAN JULLIARD - testo MARIACRISTINA FERRAIOLI

94/103 FRENCH REVOLUTION A brand new look for a Parisian home, fruit of various restyling projects. Bright open spaces, an eclectic decor and a collection of international abstract art By Ian Phillips – Photos Stephan Julliard Text Mariacristina Ferraioli

Tree-lined boulevards, river banks, the landmarks of the Parisian landscape towering over intersecting rooftops. The XVI arrondissement is one of the most charming locations on the whole planet, as well as a neighbourhood favoured by the rich, cosmopolitan middle class. Here, a short walk from the Musée Guimet, is also the location of this Haussmannian pied-àterre: three hundred and eighty square metres spanning two floors, owned by a wealthy Filipino businessman with a family. Fabrice Juan, a student of interior design guru Jean-Louis Deniot, was appointed to oversee the renovation. “The two previous restyling projects, carried out in the 80s and 90s, had failed to exploit the potential offered by the residence, rendering it a rather soulless place”, reveals Fabrice. Instead, his own intervention focused on opening up the spaces – by removing many of the dividing elements – to let the natural daylight stream in. The living area has now become the beating heart of the house, in a free flow of dining room, central drawing room and home cinema, dotted with decorative design pieces from all over the world: from the Italian vintage creations of Vincenzo De Cotiis to the chandeliers by Kelly Wearstler. The professional himself designed some of the architectural features (the ceramic fireplace), and a sophisticated set of furniture, in a composition that neatly alternates between curvy shapes and clean-cut perpendicular lines. There is also the inevitable conceptual tribute to the 1970s (an age of great energy, for which Fabrice harbours a particular passion), consisting of his twin armchairs inspired by a famous model by Pierre Cardin. “I only commissioned the production of the custom-made furniture to French companies. Although I’m half Italian, on my mother’s side, I’m a stickler for the inimitable savoir-faire of my home country”, he declares proudly. For the door and window finishes, he engaged the artisans who

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helped to build Cathédrale de la Sainte-Trinité, the Orthodox church visible from the apartment. In this atmosphere of comfortable elegance, lacquered oak wood dialogues with velvet and bouclé wool textures, the parquet host soft rugs and the brass of certain details is reflected in the marble floors, a material that reappears on the lamps and the tables enhanced by a collection of china. The paintings in the private collection are scattered along the length of the spaces with a preference for abstract art by international authors (including some from Asia), whereas intriguing geometries tune in with the décor, sharing its spotlight, as in the case of the embossed paper panels by Japanese designer Hitomi Uchikura. In a meticulously planned sequence, worthy of an art gallery. O

La zona pranzo ruota attorno al tavolo firmato Franck Chartrain per MR Architecture & Decor, con sedie Superleggera, di Gio Ponti, Cassina; a sinistra, consolle dal top in marmo scelta da Maison Leleu (Parigi) e ornata dal bronzetto Le muse, di Giorgio de Chirico; specchio di Kiko Lopez. Tappeto Golran.

URBAN GREEN

NELLA DIMORA NEWYORKESE DELLA PAESAGGISTA KIMBERLY VON KOONTZ, LA NATURA DIALOGA CON CAPOLAVORI DEL MADE IN ITALY d i B E B A M A R SA N O - fo to M A R CO B E RTO L I N I

104/113 URBAN GREEN In the New York home of landscape architect Kimberly von Koontz, nature mingles with masterpieces of fine Italian craftsmanship

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one of them”, she confesses, revealing a preference for those with an Italian soul (Kimberly lived in our country for fourteen years, having arrived in 1999 to study architecture). Centre stage is taken by the pieces displaying the mastery of fine Italian craftsmanship: the armchairs by Gae Aulenti, the Superleggera chairs by Gio Ponti, the Ultrafragola mirror by Ettore Sottsass, a silicone vase by Gaetano Pesce, not forgetting the small tables by Roberto Baciocchi, the architect she works with on residential projects. The stylish furniture is perfectly in tune with the artwork, in particular the small yet prestigious sculptures, such as L’etrusco by Cesare Arduini, Espace Ouvert by Marino di Teana (internationally renowned artist from Lucania) and Le muse, a fine bronze statuette by Giorgio de Chirico. A statue of a young girl in patinated gypsum created by Henri Martinet – portrait artist of celebrities at the time of the Impressionists – decorates the dining table; in the background, a romantic wall panel with scenes of bathing women: “An element I adore, the reincarnation of the doors of an Italian wardrobe from the mid1900s, purchased in Milan”. Other artistic interventions, together with textile works, interrupt the reigning achromatic palette with splashes of colour. The bathroom hosts a painting by Jules Olitski, the first living American to have been honoured by a solo exhibition at the Metropolitan Museum of Art in 1969. Rugs in shades of red and green brighten up the living room, while the hall emerges from the shadows, flaunting a tapestry inspired by a canvas by Edgard Pillet: a geometric composition with an irrepressible rhythm. O

By Beba Marsano - Photos Marco Bertolini

A village complete with skyscrapers. This is how wellknown Californian landscape architect Kimberly von Koontz loves to define the charming area of Manhattan in which she has created a home for herself with the delicacy of a cameo. Her own personal hideaway stands tall in the heart of the Financial District, “the oldest neighbourhood in New York, marked by a tangle of little streets that care little for the characteristically tidy plan of this city”, explains the lady of the house. The view from the apartment is breathtaking and the intense light lovingly caresses the indoor vegetation: an ensemble of leafy plants and single species bunches, which mellow the perception of the urban panorama. These touches of green aim to create an elegant simplicity, among elephant ears, orchids and fig tree branches in textured pots. The leitmotiv is the owner’s absolute love for the objects surrounding her. “I feel a deep aesthetic empathy with each

MATERA PRIMA V ISIONE

LA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA NEL RACCONTO DI UN INSIDER: FRANCESCO INVERNIZZI, REGISTA DI UN FILM SULLA CITTÀ d i C R I ST I A N A C E C I - fo to M AT T E O C A R ASSA L E

Un'immagine ipnotica del Sasso Caveoso, il più antico, che copre la zona meridionale. Inoltrandosi nel labirinto di minuscole vie, case scavate nel tufo e nude grotte, si ammirano gli arcaici luoghi di culto rupestri e la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (del tardo XIII secolo).

130/137 MATERA PREMIERE The story of the European capital of culture told by an insider: Francesco Invernizzi, director of a film about the city By Cristiana Ceci – Photos Matteo Carassale

Unique, poetic, exciting and of an uncontaminated purity, even though it is one of the most ancient human settle-


ments on the planet, here since the Palaeolithic Age. Because Matera – geographically isolated and for many centuries forgotten by progress – has succeeded in transforming this delay into an immense resource, by assigning value to its virgin territory, untouched by the onslaught of construction, restoring its main monuments and promoting prestigious initiatives. Now it can proudly show itself off to the eyes of the world, from its high perch of the ultimate sensational achievement: its election as European Capital of Culture 2019. Dug into the bowels of the earth, where nature itself has become architecture, the Lucan city is an ideal cinema set which has managed to beguile giants of strong emotions such as Pier Paolo Pasolini and Mel Gibson. But today it is magnificently interpreted in a film event by director Francesco Invernizzi: Matera, showing in theatres on 21st, 22nd and 23rd January (third work in the series “L’arte al cinema”, by Magnitudo Film with Chili). And in fact, he is the one who guides us in this image-based sensory journey. “A month of shooting has afforded me a privileged view of a location bursting with charm. At dawn I would point my camera towards the Sassi which, lapped by the first rays of sunlight, lose their typical tuff nuance and take on a soft shade, somewhere between pink and gold. Instead, at dusk, when the town casts its shadows on the plateau, I would look in the direction of the Murge”, he tells us. In this way, he focused on the venues of rebirth, not only lingering on the official ones (the Duomo in Apulian Romanesque style, the jewels of the Baroque period, the Crypt of Original Sin set in the rock, the noble palaces which have become museums of contemporary art), but also shooting indoors, “in homes, to enter the hearts of the people, especially those who lived in the Sassi in the past”. Now the younger generations live in the caves – risen from symbols of poverty to become chic locations – as well as visitors, delighted by the characteristic local hospitality. The two souls of the place scroll across the screen: one underground and labyrinthine, the other aerial. “I let the protagonists speak: a bricklayer, the architect who discovered the hypogea, the mayor and the South African designer who opened the Area 8 multi-functional space”. The voices shout one another out, a metaphor of the stratified history of the town and mix with the other unmistakeable sounds. “A spontaneous soundtrack composed of the rhythm of dialect, the crackling of the ovens in the bakeries, the percussions of the old and new artisan trades”, concludes Invernizzi. In the background, the gurgling of the ravine and the breath of the stone on the quiet countryside.O

LIFESTYLE

RIGORE CREATIVO INCASTONATO NEL PAESAGGIO BRETONE, L’ORIGINALE GIARDINO DE LA BALLUE PUNTA SU STILEMI D’ISPIRAZIONE CLASSICA d i G A E TA N O ZO CC A L I - fo to M AT T E O C A R ASSA L E

L'eccezionale vista sul giardino formale posto di fronte alla facciata principale del castello; a sinistra, un colonnato in tasso sorregge i glicini e introduce alle stanze verdi. Il parco conta circa cinquecento topiari di rilievo, cesellati quattro volte l'anno.

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138/143 CREATIVE PRECISION Nestled in the Breton countryside, the eclectic Gardens of La Ballue focus on geometries of classic inspiration By Gaetano Zoccali – Photos Matteo Carassale

A few kilometres from Mont Saint-Michel, an extraordinary mise-en-scène outlines one of the most important topiary masterpieces in France and indeed the whole world: the Gardens of La Ballue. An ensemble of plant sculptures enhanced by the magic of winter, when the trees lose their leaves, clearly revealing evergreens crafted like works of art. In Bazouges-la-Pérouse, this contemporary set-up with a distinctive classical allure provides the backdrop for a Louis XIII-style castle based on perfect symmetries. An icon of 17th century Breton architecture, the manor house – built back in medieval times – was transformed into a luxurious residence with an Italian-style parterre in 1615 by Gilles Ruellan, advisor to Henry IV and Minister of Finance of Brittany. Over the years, the property would fall in and out of fortune; during the Second World War, the park was even turned into a potato field. In 1973, editor Claude Arthaud purchased the complex and restored it to its former glory, adopting a new take on the original formal concept, full of geometries and symbolic figures. Architects Paul Maymont and François-Hebert Stevens were engaged to work on its new layout, an operation continued from 2005 by current owner Marie-Françoise Mathiot-Mathon. Indeed, the lady of the house embarked upon an in-depth restoration project, which proved so effective that it was runner-up in the 2017 European Garden Award competition. The linchpin of the design is the terrace in front of the main façade in golden granite and slate: the Arcadian panorama it affords is spell-binding, merging perfectly with the landscape by way of a yew hedge cut in a wavy pattern. The square panoramic viewpoint − by Hébert-Stevens – mirrors the precise proportions of the building, combining diagonal paths, triangles of lawn and kerbs, around a hexagon of hedging topped by eight small trees clipped into spheres. The global effect is that of a majestic green carpet

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to be admired from the windows, whereas on the left, a double colonnade of yew hedging sustains a trellis of wisteria and leads into the garden with its outdoor rooms. One of a kind, it was inspired by the text Poliphilo’s Strife of Love in a Dream (1499) – a work by Francesco Colonna that invites readers to meditate and find their inner being – here translated by Maymont into a green universe composed of thirteen themed areas featuring both natural scenes and formal corners. It spans from the mysterious forest to the Chamber of music, the Gate of Venus, the garden theatre and the fountain of the nymphs, until the boxwood maze: the reproduction of a drawing by Le Corbusier, the master of modern design (with whom Hébert-Stevens worked at the Cité Radieuse in Marseille). The suspense instilled in the visitor by the location derives from a poetic alternation of light and shadow, in the form of the clever “transparency pruning” performed by arborist Claude Le Maut to tone down the wilder foliage. Besides, an incredible collection, comprising no less than seventy-eight varieties of boxwoods, is grown naturally in La Ballue. This is thanks to Marie-Françoise Mathiot-Mathon’s desire to contribute to the biodiversity of a species which, over the last few years, has been scourged by parasites, and her ambitious project won the award for Best Special Plant Collection at the latest edition of the prestigious Journées des Plantes de Chantilly. In short, a magnificent mixture of beauty and botanical excellence. O

LIF ESTYLE

SHOPPING IN PARIS APPUNTAMENTO DA SUPER VINTAGE: INDIRIZZO DI CULTO DELLA CAPITALE, APPENA INAUGURATO DA UNA COPPIA DI CREATIVI (PER GLI INSIDER, LEI È LA STYLIST DELLO STORE MERCI!)

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d i C H I A R A DA L C A N TO - fo to FA B R I Z I O C I CCO N I - te sto B E B A M A R SA N O

L'ingresso con due progetti firmati Igor-David Becker: il tavolo FL dal piano sintetico e le gambe di metallo e la libreria in gesso rinforzato.

on è una Parigi patinata quella del X arrondissement. Niente musei blockbuster, monumenti famosi, vetrine couture. Si tratta piuttosto di una Ville Lumière multietnica ed eclettica, domicilio di artisti e creativi d'ogni sorta. Tra loro spiccano Igor-David Becker (affermato designer incline a pezzi custom-made) e la compagna Shiri Slavin (stylist per lo store Merci), che in Rue des Petites-Écuries hanno da poco inaugurato Super Vintage: negozio chic di arredi, complementi e capi rétro al terzo e quarto piano di un edificio del XIX secolo, proprio di fronte a quello in cui abitò anche Paul Verlaine. Uno spazio che è showroom, laboratorio e casa, ottenuto dall'accorpamento di tre appartamenti e da un intervento di restauro durato diversi anni,«riassumibile in quaranta tonnellate di intonaco!». Il risultato? Un microcosmo di colta e avvolgente atmosfera, capace di fondere memorie di viaggio, riferimenti letterari, citazioni Grand Siècle, originali trouvaille scovate nei mercatini delle pulci di tutto il mondo e accostate a progetti di maestri del design. «Naturalmente non potevano mancare i nostri riferimenti estetici: Jean Prouvé, Mathieu Matégot e Vladimir Kagan, accomunati da un eccezionale nitore formale, che qui abbiamo interpretato attraverso un uso generoso del metallo», spiegano. Uno stile Mid-century – ora di gran moda – a cui si ispira lo stesso Becker. Le due creazioni che lo rendono particolarmente orgoglioso: una libreria immacolata in gesso rinforzato a moduli quadrangolari, protagonista dell'ampio living, e un tavolo FL dalla base in metallo nero e il piano sintetico verde lime, al centro dell'area pranzo. Leitmotiv di questi interiors sono il legno − dal parquet al soffitto a cassettoni, per infondere intimità − e il colore, omaggio alla caleidoscopica India, il Paese più amato dalla coppia. Infine, il tocco di carattere di questa dimora-atelier: il gemellaggio vincente di antico e contemporaneo, artigianato etnico e accessori industriali, assieme alla disinvolta presenza di dettagli ironici, volutamente kitsch. Come le statuine in porcellana con le fattezze di Mao Tse-tung, acquistate durante un viaggio in Cina, o la collezione di vergini in gesso. Perché come da Merci, Shiri mette in scena estrosi allestimenti con oggetti del quotidiano. A suo modo un'espressione artistica, quella del mix & match. 157

158/161 SHOPPING IN PARIS Appointment at Super Vintage: cult store in the capital, opened recently by a couple of creative minds (for insiders, she is the stylist of the Merci store!) By Chiara Dal Canto - Photos Fabrizio Cicconi Text Beba Marsano

The Paris of the tenth arrondissement is not the one you

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might see in a glossy magazine. There are no blockbuster museums, famous monuments or shop windows brimming with haute couture. Instead, it is more of an eclectic, multiethnic Ville Lumière, hosting all sorts of artists and creative minds. Two of these who stand out are Igor-David Becker (successful designer with a penchant for custom-made pieces) and his partner Shiri Slavin (stylist for the Merci store), who have just opened Super Vintage in Rue des Petites-Écuries: a chic store offering furniture, furnishing accessories and retro clothing on the third and fourth floors of a 19th century building, directly opposite where Paul Verlaine once lived. A space that serves as a showroom, laboratory and home, obtained by combining three apartments and completing a renovation project that lasted several years, “which all boiled down to forty tons of plaster!” The result? A microcosm with a cultured, enthralling atmosphere, capable of offsetting travel memories, literary references, Grand Siècle quotations and original trouvailles uncovered in flea markets all over the world with works by the masters of design. “Of course we couldn’t have done without our aesthetic references: Jean Prouvé, Mathieu Matégot and Vladimir Kagan, who all share an exceptional formal sharpness, interpreted here by the generous use of metal”, they explain. A Mid-century style – now the height of fashion – from which Becker himself takes inspiration. The two creations that make him particularly pride are an immaculate bookcase in reinforced gypsum with quadrangular units, the centrepiece of the large living room and a FL table with black metal base and lime green synthetic top in the middle of the dining area. The leitmotivs of these interiors are wood – from the parquet floor to the coffered ceiling, which instils intimacy – and colour, a tribute to kaleidoscopic India, the couple’s favourite country. And last but not least: the touch of personality in this studio-home: the virtuous pairing of the ancient and the contemporary, ethnic craftsmanship and industrial accessories, set nonchalantly alongside ironic details, with a purposely kitsch feel. Like the porcelain statuettes in the form of Mao Tse-tung, purchased during a trip to China, or the collection of virgins in gypsum. Because at home, Shiri does exactly what she does at Merci: stage fanciful displays using everyday objects. Her own kind of artistic expression, in mix & match format. O


Profile for El loco1919

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