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Senti che Storia! è un percorso avvincente e motivante alla scoperta della storia dell’Italia attraverso le canzoni che hanno segnato le epoche più significative dall’Unità ai nostri giorni.

Luca Di Dio - Rosella Bellagamba

Senti che Storia!

Le 10 canzoni scelte come punto di partenza di ogni percorso, oltre alla successione cronologica, seguono una progressione linguistica dal livello A2 al B2 che rappresenta l’ideale completamento di qualsiasi corso di italiano (in classe o in autoapprendimento) di livello intermedio. Gli autori presentano la storia in modo induttivo permettendo allo studente di scoprire, attraverso attività di comprensione e produzione orale e scritta dal taglio ludico, la ricchezza della storia italiana. Al tempo stesso sarà possibile riflettere sulla lingua e sulla cultura in maniera interculturale, attualizzando le vicende del passato mediante il ricorso a materiale autentico che affronta il riflesso delle medesime tematiche al giorno d’oggi.

Completano il volume: • un Audio CD con i testi delle canzoni, ascolti ed interviste • una Guida per l’insegnante con schede supplementari

Senti che Storia!

Ogni percorso permette infatti di lavorare in maniera integrata su: • testo della canzone • contesto storico • argomenti linguistici • lessico ed espressioni idiomatiche della lingua italiana • argomenti di attualità attraverso articoli di giornale o siti internet • confronto interculturale

Senti che Storia! Percorsi italiani

Luca Di Dio Rosella Bellagamba

Storia d'Italia attraverso le canzoni in collaborazione con

Luca Di Dio e Rosella Bellagamba si occupano di insegnamento della lingua e cultura italiana in Italia e all’estero da oltre un decennio. Collaborano rispettivamente con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Macerata. Lavorano alla scuola Edulingua - Laboratorio di Lingua e Cultura italiana: www.edulingua.it

Per una presentazione del libro e/o una lezione-concerto contattare info@edulingua.it o info@elionline.com

in collaborazione con

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Senti che Storia! Percorsi italiani

Luca Di Dio Rosella Bellagamba

Storia d'Italia attraverso le canzoni in collaborazione con


Senti che Storia! Storia d’Italia attraverso le canzoni Autori: Luca Di Dio, Rosella Bellagamba Redazione: Gigliola Capodaglio Art Director: Marco Mercatali Progetto grafico e impaginazione: Enea Ciccarelli Produzione: Francesco Capitano Illustrazioni: Antonio Tregnaghi Picture Editor: Giorgia D’Angelo Fotografie: Corbis: p. 46 (dall’alto in basso: foto 5); ESA (gentile concessione): p. 78 (dall’alto in basso: foto 6); Gettyimages: pp. 13, 22, 30 (dall’alto in basso: foto 1, 4), 38 (dall’alto in basso: foto 3,4) ,46 (dall’alto in basso: foto 1), 47, 62 (dall’alto in basso: foto 4, 5), 70 (dall’alto in basso: foto 4), 72 (foto D); Marka: pp, 23, 29, 30 (dall’alto in basso: foto 2, 3, 5), 38 (dall’alto in basso: foto 2), 62 (dall’alto in basso: foto 2), 70 (dall’alto in basso: foto 2), 76, 82 (foto C); Olycom: p. 79; Archivio Presidenza della Repubblica (gentile concessione): pp. 77 (foto I); Shutterstock: pp. 6 (dall’alto in basso: foto 4), 12, 19, 20, 24, 34, 36, 52 (foto in basso), 58, 61, 66, 68 (foto 9, 33), 69, 70 (primi piani es. 1), 75, 77 (foto G, H, N), 78 (dall’alto in basso: foto 1, 2, 3, 4), 80, 82 (foto G), 83. Copertina: Curvilinee Ringraziamenti Gli autori e la casa editrice ringraziano il direttore Giorgio Massei, l’A. D. Alessandra Coderoni e tutti gli insegnanti della scuola Edulingua – Laboratorio di Lingua e Cultura Italiana di Castelraimondo per lo scambio di idee nella fase di progettazione e sperimentazione di questo volume. Ringraziano altresì tutti gli studenti che si sono prestati alla sperimentazione dei materiali. Un ringraziamento speciale va a Angelica, Damian, Maya e Rita per la loro disponibilità alle interviste.

Hanno gentilmente concesso la riproduzione di brani per questo volume: Warner Chappell Music (Brigante se more, Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò, p. 14) Nazional Music/Leonardi Edizioni (La leggenda del Piave, Giovanni Gaeta, p. 38) Bixio Edizioni (Faccetta nera, Giuseppe Micheli e Mario Ruccione, p. 46) Universal Music (Tu vuo’ fa’ l’americano, Renato Carosone e Nicola Salerno, p. 62, Viva l’Italia, Francesco De Gregori, p. 78) Sugar Music (Nessuno mi può giudicare, Luciano Beretta e Miki Del Prete, p. 70) Gruppo editoriale Rizzoli/RCS (L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi, Gian Antonio Stella, p. 27, La testa degli italiani, Beppe Severgnini, p. 85) Editore Allemandi (Cento anni di canzoni italiane, p. 71) L’editore resta a disposizione degli aventi diritto per qualsiasi involontaria omissione o inesattezza nella citazione delle fonti di brani o immagini riprodotti in questo volume. © 2011 ELI srl C.P. 6 – 62019 Recanati Italia Tel. +39 071 750701 Fax +39 071 977851 info@elionline.com www.elionline.com Stampato in Italia presso Tecnostampa - 11.83.352.0 ISBN 978-88-536-1313-4 Tutti i diritti riservati. È assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questa pubblicazione, così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma e con qualunque mezzo, anche attraverso fotocopie, senza l’autorizzazione della casa editrice ELI.


Sommario Prefazione di Graziano Serragiotto

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Percorso

Canzone

1 Il Risorgimento

Fratelli d’Italia

6

2 Il brigantaggio

Brigante se more

14

3 L’emigrazione

Mamma mia dammi cento lire

22

4 La questione sociale

O padron dalle belle braghe bianche

30

5 La Ia guerra mondiale

La leggenda del Piave

38

6 Il fascismo

Faccetta nera

46

7 La Resistenza

Bella ciao

54

8 Il secondo dopoguerra

Tu vuo’ fa’ l’americano

62

9 Gli anni ’60 e ’70

Nessuno mi può giudicare

70

10 L’Italia… oggi

Viva l’Italia

78

Trascrizioni e soluzioni

86

Senti che Storia!

3


Prefazione Il libro “Senti che Storia!” si pone come un’avvincente sfida glottodidattica. Non solo in quanto l’uso in classe della canzone suscita di per sé motivazione negli apprendenti e permette di creare interesse verso la cultura italiana in generale, ma anche perché i dieci percorsi tematici che raccontano la storia d’Italia arrivano proprio in un anno particolare, quello della celebrazione dei 150 anni dell’Unità e permettono di ridare importanza alla storia contemporanea. Oltre all’obiettivo culturale il libro propone un valido percorso di apprendimento linguistico per studenti stranieri (ma non solo), partendo dall’idea che attraverso input autentici e motivanti si impara meglio una lingua. L’attenzione si sposta dalla lingua al contenuto e ciò favorisce l’acquisizione e abbassa il filtro affettivo in una differente concentrazione sulle strutture astratte. Dal punto di vista linguistico, infatti, in ogni percorso vengono potenziate in modo bilanciato sia le principali abilità linguistiche sia quelle integrate attraverso la partecipazione attiva e creativa degli studenti; nel pieno della didattica umanistico-affettiva, il tutto viene fatto in modo accattivante con numerose attività ludiche che combinano le conoscenze acquisite mediante l’analisi dei diversi contesti storici con aspetti morfosintattici. Viene proposta altresì una efficace esposizione dei lettori a diverse varietà sociolinguistiche, diacronica e diatopica in particolare, a testimonianza di un modello di rappresentazione della lingua mai statico, ma ricco delle sue tante, autentiche sfumature. Dunque “Senti che Storia!” non vuole essere un testo di storia, ma un testo per apprendere l’italiano attraverso la storia, utilizzando la canzone come genere perché, oltre alle implicazioni di valore legate alla cultura e alla lingua, essa rappresenta un documento autentico capace di stimolare l’interesse e di fare da ponte tra la cultura passata e quella attuale. Per rendere più vivi e interessanti i momenti storici presi in esame, infatti, gli autori propongono in ogni percorso collegamenti con l’attualità e la quotidianità, in un’ottica pienamente interculturale capace sia di creare un link con le culture ‘altre’, sia di favorire la comprensione di quanto accade ai giorni nostri.

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Senti che Storia!


Il libro, concepito grazie ad un’esperienza ultradecennale nell’insegnamento della lingua e cultura italiana a italiani e stranieri, sia in Italia che all’estero, è stato sapientemente tarato per discenti che vanno dal livello A2 al B2 del Quadro Comune Europeo; le strutture vengono presentate in modo induttivo, facendo sì che sia lo studente a scoprire le regole e lasciando comunque la possibilità al docente di svolgere gli opportuni approfondimenti. È stato svolto un buon lavoro a livello di lessico, mediando l’ovvia complessità del frasario relativo alla storia dei vari periodi con le reali necessità dei discenti. In tal modo “Senti che Storia!” diventa uno strumento particolarmente flessibile e snello che può essere usato come riferimento monografico per un corso dedicato alla Storia d’Italia, come approfondimento culturale di un corso di lingua o per ricavare attività specifiche che prendono spunto direttamente dalle canzoni o dagli argomenti linguistici proposti.

Graziano Serragiotto Università Ca’ Foscari – Venezia

Senti che Storia!

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Percorso

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Il Risorgimento 1

Leggi le domande e rispondi con un compagno. Tutti i Paesi hanno un inno nazionale. - Generalmente di che cosa parla? - Secondo te quali valori esprime? - Di che cosa parla l’inno del tuo Paese e che cosa provi quando lo ascolti? - Conosci l’inno nazionale italiano?

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1

Leggi il testo e ascolta la canzone.

Il canto degli italiani, che tutti conoscono come “Inno di Mameli” o “Fratelli d’Italia”, è una poesia scritta nell’autunno del 1847 da un giovane studente genovese, Goffredo Mameli. Nel 1848 un altro studente, Michele Novaro, aggiunge la musica e in pochi mesi la canzone diventa molto famosa durante le manifestazioni e le ribellioni per l’Unità d’Italia. Mameli, ferito in battaglia nel 1849, muore a 22 anni cantando “Fratelli d’Italia” e anche Garibaldi e i suoi uomini la cantano durante la “spedizione dei Mille” nel Sud dell’Italia. È un inno “repubblicano” e Mussolini lo proibisce durante tutto il periodo del fascismo. Il 12 ottobre 1946 diventa l’inno nazionale della Repubblica Italiana.

Fratelli d’Italia Fratelli d’Italia, L’Italia s’è desta Dell’elmo di Scipio S’è cinta la testa. Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma; Ché schiava di Roma Iddio la creò. (2) Stringiamoci a coorte! Siam pronti alla morte Siam pronti alla morte L’Italia chiamò. (2)

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6

Il testo integrale continua così: Noi fummo da secoli Dall’Alpe a Sicilia, Calpesti, derisi, Dovunque è Legnano; Perché non siam popolo, Ogn’uom di Ferruccio Perché siam divisi. Ha il core e la mano; Raccolgaci un’unica I bimbi d’Italia Bandiera, una speme; Si chiaman Balilla; Di fonderci insieme Il suon d’ogni squilla Già l’ora suonò. I Vespri suonò. Stringiamoci a coorte! Stringiamoci a coorte! Siam pronti alla morte; Siam pronti alla morte; L’Italia chiamò. L’Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci; L’unione e l’amore Rivelano ai popoli Le vie del Signore. Giuriamo far libero Il suolo natio: Uniti con Dio, Chi vincer ci può? Stringiamoci a coorte! Siam pronti alla morte; L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano Le spade vendute; Già l’Aquila d’Austria Le penne ha perdute. Il sangue d’Italia E il sangue Polacco Bevé col Cosacco, Ma il cor le bruciò. Stringiamoci a coorte! Siam pronti alla morte; L’Italia chiamò.

Leggi le domande e parla con un compagno. - È la prima volta che ascolti l’Inno d’Italia? - Quali emozioni provi quando lo ascolti? - La musica e il ritmo della canzone corrispondono all’idea che tu hai degli italiani?


Percorso 1

4

Leggi il testo e osserva le cartine.

Verso l’Unità Prima del 1861, l’Italia politica non è una sola nazione, ma è divisa in 5 Stati maggiori (e 2 ducati più piccoli): a Nord-ovest i Savoia guidano il Regno di Sardegna con capitale Torino; a Nord-est il Lombardo-Veneto è sotto la regina Maria Teresa d’Austria; poi il Granducato di Toscana, al centro lo Stato Pontificio e nel Sud il Regno dei Borboni. Ma dopo il Congresso di Vienna (1815) inizia il “Risorgimento”, il periodo storico in cui l’Italia diventa una sola nazione. Tra i più importanti L’Italia prima del 1861 protagonisti c’è Giuseppe Mazzini, fondatore di un movimento chiamato “Giovane Italia”. Ci sono anche i Re Savoia che appoggiano la “causa risorgimentale”: prima Carlo Alberto, poi – dopo la I guerra di indipendenza (1848-49) – Vittorio Emanuele II, vogliono allargare il loro Regno a tutto il Nord. Il Primo Ministro Cavour fa un accordo segreto (Plombières 1858) con Napoleone III contro l’Austria. L’uomo di azione, invece, è Giuseppe Garibaldi. Quando scoppia la II guerra di indipendenza l’esercito dei Savoia e Garibaldi sconfiggono gli austriaci e conquistano tutta la Lombardia, mentre l’Emilia Romagna e la Toscana si uniscono al Regno di Sardegna. Napoleone III si ritira e lascia uno Stato al Nord (Savoia), uno al Centro (Stato Pontificio di Papa Pio IX) e uno al Sud (sotto Francesco II di Borbone). È l’Italia federale che tanti, come Vincenzo Gioberti, sognano. Ma Garibaldi vuole tutta l’Italia unita. Allora, con mille uomini in camicia rossa e due navi, parte da Quarto, vicino Genova, per ‘liberare’ il Sud. L’11 maggio 1860 sbarca a Marsala (Sicilia) con l’aiuto della flotta inglese e in pochi mesi conquista tutta l’isola. Poi passa in Calabria e sconfigge Francesco II a Gaeta (tra Napoli e Roma). Intanto Vittorio Emanuele II scende verso Sud e sconfigge l’esercito del Papa a Castelfidardo (vicino Ancona), conquista le Marche e l’Umbria e arriva a Teano dove incontra Garibaldi che pronuncia la famosa frase: “Saluto il Re d’Italia”. Il 17 marzo 1861 il Parlamento si riunisce a Torino (capitale) e proclama il Regno d’Italia. Un importante personaggio, Massimo D’Azeglio, dice: “L’Italia è fatta… adesso occorre fare gli italiani!”1.

Il Risorgimento si considera normalmente concluso 10 anni più tardi con la presa di Roma e del Lazio (20 settembre 1870), anche se per Trento e Trieste sarà necessario aspettare la I guerra mondiale. 1

L’Italia dopo il 1861

Senti che Storia!

7


Percorso 1

5

Segna con una “x” se le affermazioni sono vere (V) o false (F). 1 2 3 4 5 6 7 8

6

V

7

Nel 1848 l’Italia è formata da 5 grandi Stati. Nel Risorgimento l’Italia diventa una nazione unita. Giuseppe Mazzini fonda un movimento religioso. Vincenzo Gioberti vuole l’Italia come una federazione di Stati. Garibaldi conquista tutta l’Italia con pochi uomini e poche navi. L’esercito dei Savoia perde contro l’esercito del Papa. Vittorio Emanuele II e Garibaldi si incontrano a Gaeta. Per Massimo D’Azeglio adesso è necessario formare un solo popolo.

2

F

Ascolta le descrizioni e abbina i nomi alle immagini.

A B

D

C

F E 1

Vittorio Emanuele II

5

Vincenzo Gioberti

Francesco II di Borbone A 3 Papa Pio IX

6

Giuseppe Garibaldi

7

Camillo Benso Conte di Cavour

4

8

Massimo d’Azeglio

2

8

H

G

Giuseppe Mazzini

Senti che Storia!


Percorso 1

7

2

1 A 2 3 4 5

Ascolta nuovamente e abbina i personaggi alle frasi. È stato l’ultimo pontefice con un potere politico. Il suo soprannome è “Franceschiello”. Ha vissuto a lungo in esilio. È stato il primo Re d’Italia. Il suo soprannome è “l’eroe dei due mondi”.

6 7 8

Ha scritto “Del primato morale e civile degli italiani”. Ha detto che era necessario “fare gli italiani”. Nel 1852 è diventato Primo Ministro del Regno di Sardegna.

Adesso ritorna alla canzone!

8

Rileggi la prima strofa e scegli il significato corretto delle parole. Generalmente gli italiani conoscono e cantano solo la prima strofa dell’inno nazionale. È un linguaggio diverso da quello moderno, prova a riflettere sulle espressioni più importanti. 1 s’è desta A si è ribellata B ha detestato C 7 si è svegliata

4 s’è cinta A si è circondata B aspetta un bambino C si è dipinta

7 schiava A pulita, senza macchia B aperta, senza chiave C prigioniera, al servizio

5 Le porga A offra a Lei (Italia) B divida con Lei (Italia) C compri per Lei (Italia)

8 coorte A grande supermercato diffuso in tutta l’Europa B formazione militare 6 chioma A capelli di una persona dell’esercito romano C piccolo cortile interno o piume dell’elmo 3 Scipio delle abitazioni A Paris Scipione, scultore e B lunghi peli sulla schiena del cavallo intagliatore del 1600 C una voce forte e decisa B Asclepio, medico greco di richiamo figlio di Apollo e Arsinoe C Scipione l’Africano, generale dell’antica Roma Sai che...? 2 elmo A piccolo personaggio delle fiabe B copricapo di metallo dei militari C frutto giallo dal succo aspro

9

Trova nel testo i 3 verbi riflessivi e scrivili nella tabella, poi scrivi l’infinito di ogni verbo. Verbo riflessivo

Infinito

Nella lingua della poesia e spesso anche nella lingua parlata, la particella personale “si” della forma riflessiva viene apostrofata davanti alle forme del verbo essere che iniziano per vocale. Si è desta

s’è desta

Si è dimenticata

s’è dimenticata

Senti che Storia!

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Percorso 1

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Completa le frasi con il verbo al presente indicativo, poi abbinale alle immagini.

A

B

C

D

E

F

G

H

I

si mettono 1 B Mille soldati ________________ (mettersi) la camicia rossa. 2 Garibaldi e Vittorio Emanuele II ________________ (salutarsi). 3 Cavour e Napoleone III ________________ (stringersi) la mano. 4 Massimo D’Azeglio ________________ (pettinarsi) i baffi. 5 L’Italia ________________ (svegliarsi). 6 Goffredo Mameli ________________ (concentrarsi) per scrivere il “Canto degli italiani”. 7 Qualche volta gli italiani ________________ (dimenticarsi) le parole dell’Inno. 8 Io ________________ (commuoversi) quando ascolto l’Inno. 9 Voi studenti ________________ (annoiarsi) quando studiate la storia?

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E adesso prova a trasformare le frasi dell’attività 10 al passato prossimo. 1 Mille soldati si sono messi la camicia rossa.

12

Trasforma la canzone! In piccoli gruppi: trasformate la prima strofa dell’Inno d’Italia nell’inno della vostra classe. Usate almeno 3 parole del testo originale, poi cantate il nuovo inno. La classe vota l’inno migliore.

10 Senti che Storia!


Percorso 1

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Il protagonista sei tu! Con un compagno: scegliete una coppia famosa del Risorgimento, seguite le indicazioni, inventate un dialogo e provate a recitarlo alla classe.

Saluto il Re d’Italia Garibaldi: Incontri a Teano il Re dell’Italia che adesso è unita. Lo saluti e gli racconti che cosa hai fatto con i tuoi soldati per conquistare il Sud. Speri di ricevere un bel premio da lui!

Vittorio Emanuele II: Incontri Garibaldi che ha conquistato tutto il Sud. Lo saluti e gli racconti che cosa hai fatto con i tuoi soldati per conquistare il Nord. Lui vuole un premio. Che cosa gli offri?

Federale o unitaria? Giuseppe Mazzini: Discuti con Gioberti il futuro dell’Italia. Tu vuoi un Paese tutto unito e repubblicano, senza Re e senza Papa. Ma lui non è d’accordo! Prova a convincerlo che hai ragione tu.

Vincenzo Gioberti: Parli con Mazzini della tua idea per unificare l’Italia. Deve essere una federazione di Stati con il Papa e i vari Re! Ogni Stato può essere indipendente, ma si possono decidere insieme tante cose (leggi, moneta, ecc.).

Musica e parole Goffredo Mameli: Hai appuntamento con Michele Novaro che ha composto la musica per la tua poesia, ma non ti piace molto. Quel ritmo è così strano… Devi convincerlo a trovare una musica più adatta.

Michele Novaro: Arriva Goffredo e tu hai scritto la musica della sua poesia, ma non gli piace. Il vero problema, però, sono le parole. Non potevano essere più semplici e ‘moderne’? Devi convincerlo a cambiare il testo.

Roma o Torino? Papa Pio IX: Parli con Cavour. Lui vuole portare la capitale d’Italia a Torino. Ma Roma è la città eterna, è al centro dell’Italia, ha una storia antichissima, il Colosseo, San Pietro… solo tu, che sei il Papa, puoi fargli cambiare idea.

Cavour: Torino deve essere capitale! Il Papa vuole Roma. Però Torino è più vicina alla Francia e all’Europa, è una città moderna e ricca. Potremo fare tante fabbriche! Devi convincerlo che Torino è la città giusta. Senti che Storia!

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Percorso 1

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Ascolta il brano, scrivi le domande… e vinci!

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Formate almeno 3 squadre, scegliete un nome e un caposquadra. Ascoltate insieme la storia di Garibaldi. Dopo l’ascolto ogni squadra prepara 5 domande. La squadra A fa le domande alla squadra B, la squadra B alla squadra C e così via. Ogni risposta esatta vale 1 punto. Vince la squadra che ha più punti.

Squadra A: Chi racconta la storia?

Squadra B: Come si chiama il nipote?

Squadra

A

Squadra B: Nonno Francesco al nipote. Squadra C: Si chiama Luigi.

Squadra

B

Caposquadra Domanda 1 Domanda 2 Domanda 3 Domanda 4 Domanda 5 PUNTEGGIO

Culture a confronto

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L’inno nazionale. Individualmente (o in piccoli gruppi) rispondi a queste domande. • Sai tradurre il ritornello dell’inno nazionale del tuo Paese in italiano? • In quali occasioni si canta l’inno nazionale nel tuo Paese? E in Italia? • Nel tuo Paese l’inno nazionale piace a tutti? C’è qualcuno che vuole cambiarlo? 1 In Italia alcune persone vorrebbero cambiare l’Inno di Mameli con Va’ pensiero, la celebre aria del coro del Nabucco di Giuseppe Verdi. Il famoso musicista, infatti, ha vissuto intensamente il clima del Risorgimento (sui muri di Milano compariva spesso la scritta “W VERDI”, acronimo della frase “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”). Secondo queste persone Va’ Pensiero era il canto del popolo italiano che sognava la libertà dall’Austria, così come nel Nabucco il popolo ebreo prigioniero sognava la libertà da Nabucodonosor, Re di Babilonia. 1

12 Senti che Storia!

Squadra

C


Ieri e Oggi 16

Percorso 1

Leggi l’articolo e poi parla con i tuoi compagni.

La giornata più simbolica

L’inno di Roberto al Festival

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta… dalla noia sanremese, dalla stanchezza di questi giorni nervosi e insieme tragicomici. Tocca a Roberto Benigni, a cavallo di un cavallo, dare un senso a questa serata di canzoni «storiche», celebrare la messa della giornata più simbolica del Festival1, «nata per unire». Ci mancava la sua esegesi dell’Inno di Mameli (unico inno al mondo che porta il nome del paroliere e non del musicista); ci mancava il suo inno all’Italia per ritrovare un po’ di orgoglio, un po’ di identità nazionale. E allora viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè… Van De Sfroos2, sfidando persino le ire leghiste3, ha cantato De Gregori4 perché c’è una sola cosa che unisce indistintamente tutti gli italiani, ed è la canzone, la nostra sola «religione civile». Non la bandiera, non il made in Italy, non la moda, non le forze armate, non la Nazionale5. Forse Sanremo. Che la serata sanremese ci serva da lezione: le celebrazioni non sono polverose feste della nostalgia o della retorica. Sono invenzione, gioia, canto e incanto, amor proprio e amor di nazione. Se la canzone ci unisce, l’Inno di Mameli, al più presto, ci desti! Adattato da un articolo di Aldo Grasso - Il Corriere della Sera, 18 febbraio 2011. Festival di Sanremo: il festival della canzone italiana che ha luogo ogni anno nella città di Sanremo cantautore italiano del Nord Italia 3 la rabbia del partito politico “Lega Nord” che non crede nell’Unità d’Italia e chiede il federalismo 4 Francesco De Gregori, famosissimo cantautore italiano che ha scritto la canzone “Viva l’Italia” 5 squadra nazionale di calcio 1 2

“... ci mancava il suo inno all’Italia per ritrovare un po’ di orgoglio, un po’ di identità nazionale” Gli italiani sono molto o poco orgogliosi di essere italiani? Di che cosa possono essere orgogliosi? E di che cosa no? E nel tuo Paese la gente è orgogliosa della sua nazionalità?

“... c’è una sola cosa che unisce indistintamente tutti gli italiani, ed è la canzone, la nostra sola «religione civile»” La musica è veramente l’unica cosa che unisce gli italiani? Quali sono le altre cose che uniscono tutti gli italiani? E quali sono le cose che uniscono la gente del tuo Paese? PER APPROFONDIRE

Un film: Senso, di Luchino Visconti (1954). Un libro: Il cuore e la spada, di Bruno Vespa (Mondadori, 2010). Un sito Internet: www.italiaunita150.it Senti che Storia!

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Percorso

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Il brigantaggio 1

Guarda le immagini e rispondi alle domande.

- Quali aggettivi puoi usare per descrivere l’uomo nell’immagine? - Secondo te, perché è nella foresta? Dove sta andando?

2

4

Leggi il testo e ascolta la canzone.

La canzone “Brigante se more” nasce nel 1979 da un’idea di Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò, due cantautori napoletani appassionati di musica popolare e storia. L’anno successivo diventa la colonna sonora di “L’eredità della Priora”, un film a puntate prodotto dalla televisione italiana (Rai) sul fenomeno del brigantaggio meridionale dopo l’Unità d’Italia. Questa canzone è diventata una specie di “inno nazionale del Sud”. Secondo molte persone il testo originale è della metà del 1800.

Brigante se more Ammo pusato chitarre e tambure pecché sta musica s’adda cagna’ simmo brigante e facimmo paura e cu a scuppetta vulimmo canta’

Chi ha visto o lupo e s’è miso paura nun sape buono qual è a verità o vero lupo ca magna e criature è o piemontese c’avimma caccia’

E mo cantammo sta nova canzone tutta la gente se l’adda ’mpara’ nun ce ne fotte d’ o Rre Burbone ma a terra è a nostra e nun s’adda tucca’

Femmene belle ca date lu core si lu brigante vulite salva’ nun ’o cercate, scurdateve o nomme chi ce fa guerra nun tene pietà

Tutte e paise d’a Basilicata se so’ scetate e vonno lutta’ pure a Calabria mo s’è arrevutata e stu nemico ’o facimmo tremma’

3

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Ommo se nasce brigante se more ma fino all’ultimo avimma spara’ e si murimmo menàte nu fiore e na bestemmia pe sta libertà

Leggi le domande e parla con un compagno. - Che cosa pensi quando ascolti la canzone? - Secondo te è una canzone triste o allegra? - La canzone è in lingua italiana? - È difficile da capire?


Percorso 2

4

Leggi e fai attenzione ai paragrafi.

Il Sud si ribella L’Italia diventa una sola nazione attraverso l’unione di cinque e più Stati molto diversi per tradizioni, lingua ed economia; questo passaggio non avviene in modo semplice e senza problemi. 1

I problemi del nuovo stato unitario

Infatti le condizioni dei contadini e degli abitanti più poveri peggiorano. Questi avevano la possibilità di vivere con poco, coltivando a giornata molte terre demaniali (cioè pubbliche) o della Chiesa. Ma il nuovo Stato, che ha bisogno di soldi per organizzare il territorio molto grande di una nazione appena nata, privatizza e vende all’asta queste terre a ricchi proprietari. Le nuove tasse a carico della popolazione, poi, aumentano di molto e, infine, il servizio militare diventa obbligatorio per quattro anni per tutti gli uomini del Regno; molte famiglie vedono partire giovani necessari per il lavoro dei campi.

che combattono contro il nuovo Stato – si uniscono per resistere ai “nuovi padroni”. 3 Il generale dell’esercito italiano Cialdini, inviato a Napoli nel luglio del 1861, usa subito la forza e distrugge due piccoli paesi dove si nascondono i briganti (Pontelandolfo e Casalduni, in Campania, agosto 1861). Ma questo provoca nella popolazione del Sud una rabbia ancora maggiore, la guerriglia aumenta e prosegue fino al 1867, quando il fenomeno del brigantaggio lentamente finisce.

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Queste ed altre motivazioni (tra le quali, anche una forma di resistenza incoraggiata dai Borboni) spingono molti uomini ad organizzarsi in bande armate che combattono l’ “esercito piemontese” (chiamato così anche se i soldati provenivano da tutte le regioni del Nord e del Centro). È una guerra civile, una guerra di resistenza che inizia già nel 1860: Civitella del Tronto, un piccolo paese tra l’Abruzzo e le Marche, si arrende al nuovo Stato solo il 20 marzo 1861, tre giorni dopo la proclamazione del Regno. Anche in Campania, Calabria, Basilicata e Puglia, i briganti – così vengono chiamati quelli

Il nuovo Stato invia oltre centomila uomini per garantire la fine di questo contrasto, usando ogni mezzo. La legge Pica, emanata il 15 agosto 1863, porta davanti al tribunale militare non solo i briganti, ma anche i parenti, gli amici e tutti quelli semplicemente sospettati di collaborazione con i “ribelli”. 5 Carmine Crocco Donatelli, Ninco Nanco, Michele Caruso, Pasquale Romano, considerati “banditi” da una parte ed “eroi” dall’altra, sono – a modo loro – protagonisti del difficile momento della nascita della nazione italiana. Senti che Storia!

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Percorso 2

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Scegli i titoli per i paragrafi del testo “Il Sud si ribella”. I problemi del nuovo stato unitario

L’inizio del brigantaggio

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La dura reazione dello Stato italiano

La legge speciale contro “i ribelli”

I nomi dei “banditi eroi”

Metti gli eventi storici in ordine cronologico. A

Civitella del Tronto si arrende all’Italia

B

Massacro di Pontelandolfo e Casalduni

C

Il generale Cialdini arriva a Napoli

D

Scompare il brigantaggio

E

Si applica la Legge Pica

F 1 Nasce il nuovo Stato italiano

7

Collega e forma le frasi. 1 Il nuovo Stato usa la forza… 2 Carmine Crocco e Ninco Nanco…

A quando l’esercito prende parenti e amici dei briganti.

3 L’Italia è una nuova nazione…

B perché non capisce i problemi sociali del Sud.

4 Il ‘vecchio’ Re Francesco di Borbone…

C aiuta i briganti a ribellarsi al nuovo Stato.

5 Gli abitanti del Sud si arrabbiano…

D perché non vogliono “nuovi padroni”.

6 I briganti combattono contro l’esercito…

E sono le principali cause del brigantaggio.

7 La mancanza di terra, le tasse e il servizio militare…

F sono eroi per il Sud, banditi per il Nord.

16 Senti che Storia!

G che affronta molte difficoltà.


Percorso 2

Adesso ritorna alla canzone!

8

Completa il testo con i verbi al passato prossimo. Rileggi con attenzione il testo originale in dialetto napoletano e prova a completare la traduzione in italiano.

9

Abbiamo lasciato (noi, lasciare) chitarre _______________ e tamburi perché questa musica deve cambiare. Siamo briganti e facciamo paura, e con il fucile vogliamo cantare.

Chi _______________ (lui, vedere) il lupo ed _______________ (lui, avere) paura non sa bene qual è la verità. Il vero lupo che mangia i bambini è il piemontese che dobbiamo scacciare.

Ed ora cantiamo questa nuova canzone tutta la gente la deve imparare, non ci importa nulla del re Borbone la terra è nostra e non si deve toccare.

Donne belle che ci date il cuore, se volete salvare il brigante, non lo cercate, dimenticate il suo nome perché chi ci fa guerra non conosce pietà.

Tutti i paesi della Basilicata _______________ (loro, svegliarsi) e vogliono lottare, anche la Calabria ora _______________ (lei, ribellarsi) e questo nemico facciamo tremare.

Uomo si nasce e brigante si muore ma fino all’ultimo dobbiamo sparare e se moriamo, portate un fiore ed un’imprecazione per questa libertà.

Nel testo ci sono alcune parole difficili. Collega le parole alle immagini. 1 lupo 2 tamburi 3 fucile B 1

4 tremare

C

A 5 scacciare 6 lottare

E

F

D Senti che Storia!

17


Percorso 2

10

Che cosa ha fatto il brigante Carmine? Racconta la storia usando il passato prossimo.

A

B

C

Il brigante Carmine è partito 1 _______________________ ha salutato moglie e figli. e_______________________

2 _______________________ _______________________

3 _______________________ _______________________

D

E

F

4 _______________________ _______________________

5 _______________________ _______________________

6 _______________________ _______________________

Si dice così Nel testo della canzone ci sono le parole “musica” e “lupo”. In italiano si costruiscono con queste parole tante espressioni idiomatiche. Le conosci?

11

Metti in ordine le parole, forma le espressioni e abbinale al loro significato. 1 cambiare deve musica si

si deve cambiare musica ____________________

2 musica è altra tutta un’

____________________

3 mie per orecchie musica è le

____________________

4 stessa sempre è musica la

____________________

5 una lupi fame da ho

____________________

6 lupo bocca al in

____________________

7 un lupi fa da tempo ____________________ 8 ma lupo il perde vizio il non pelo il

18 Senti che Storia!

____________________

A Le cose vanno molto meglio. B Il tempo (atmosferico) è molto brutto. 1 C Le cose devono cambiare. D Le parole che sento mi piacciono molto. E Non perde le sue brutte abitudini. F Buona fortuna! G Ho molto appetito! H Le cose non cambiano mai.

Sai che...? All’augurio “In bocca al lupo!” non si deve assolutamente rispondere “Grazie!”, ma con l’espressione “Crepi il lupo!”.


Percorso 2

12

Il protagonista sei tu! Completa i dialoghi e prova a recitarli con un compagno e/o una compagna.

13

1 Francesco: Ciao Antonio, come stai? Antonio: Male… tra poco devo fare l’esame di italiano. in bocca al lupo Francesco: Allora ___________________!

4 Luisa: Caro, per cena ti ho preparato il tuo piatto preferito. Filippo: Davvero? Le melanzane alla parmigiana? Luisa: Proprio quelle. Filippo: Mmmmm, questa è _________________!

2 Sara: Ciao Rossella, che faccia arrabbiata! Che cosa succede? Rossella: Niente. Mio figlio promette ogni giorno di fare i compiti, ma poi lo trovo sempre a giocare. Sara: Eh lo sai… ____________________!

5 Laura: Enrico, quanto tempo è che non ci vediamo… come stai? Enrico: Benissimo! Finalmente ho cambiato lavoro. Non ne potevo più di quell’ufficio. Ma adesso ____________________!

3 Mamma: Bentornato amore mio, come è andata la scuola oggi? Luca: Bene, mamma. È pronto il pranzo? Ho ____________________!

6 Carla: Brrrrrr, ciao Marta, hai sentito che freddo? Marta: Sì Carla, fa proprio ____________________!

5

Ascolta la storia, prendi appunti… e vinci!

Dividetevi in due squadre, scegliete un nome e un caposquadra. Ascoltate due volte l’intervista sulla storia di Maria e Marianna (due donne famose dell’epoca del brigantaggio), poi scrivete le informazioni. Alla fine ogni squadra presenta la protagonista e la sua storia. L’insegnante premierà il gruppo che ha fatto la migliore presentazione. Squadra

A

Squadra

B

Caposquadra Informazioni

Maria

Marianna

Qual era il soprannome della donna? Dove viveva? Con quale brigante? Come era lei? Perché è diventata “donna del brigante” o “brigantessa”? Come è finita la sua storia?

14

Scrivi una lettera. Sei un brigante o una brigantessa e vivi lontano da casa: scrivi una lettera alla tua famiglia. Porta la lettera a una compagna o un compagno che ti risponderà. Senti che Storia!

19


Ieri e Oggi 15

Nord e Sud d’Italia. Che cosa sai del Nord e del Sud dell’Italia? Scrivi tutte le parole che conosci e poi parla con un compagno. Non è necessario usare tutte le righe. ____________

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____________

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____________

16

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Adesso leggi la prima parte dell’articolo.

Benvenuti al Sud

Benvenuti al Sud. È il titolo di un film di Luca Miniero con Claudio Bisio, un film che affronta con ironia il divario1 tra Nord e Sud, senza passare dalla politica o dal razzismo ma con uno sguardo2 curioso e divertito alle diversità che caratterizzano le due metà del nostro Paese cercando di eliminare gli stereotipi più comuni: Sud uguale illegalità, mafie, cattiva amministrazione pubblica, clientelismo3, statalismo. Claudio Bisio ha commentato così: “In Italia la questione meridionale è ancora fortissima e le differenze tra Nord e Sud sono troppo forti. Noi volevamo navigare sul filo della commedia e quindi non c’era bisogno di inserire elementi come le dichiarazione di Bossi4 oppure le immagini dell’immondizia a Napoli. In effetti il messaggio che lanciamo è quello di valorizzare le diversità, non nascondere o smussare5”.

17

Come finisce l’articolo? Secondo te, i giovani del Sud come risolvono i problemi presentati nella prima parte dell’articolo? Scegli tra queste possibilità. 1 2 3 4 5

Diventano briganti o mafiosi. Vanno via dal Sud per cercare lavoro. Entrano in politica per cercare di risolvere i problemi. Perdono fiducia in se stessi. Organizzano associazioni di volontariato per aiutare lo Stato a risolvere i problemi.

20 Senti che Storia!


Percorso 2

18

Continua a leggere l’articolo per verificare se le tue ipotesi sono giuste.

Gli ultimi dati Istat6 sulla disoccupazione giovanile ci forniscono cifre sconcertanti7: il 27,9 per cento di media in Italia, con un picco del 40 per cento, soprattutto donne, nelle regioni del Sud. La logica conseguenza è la ripresa dell’emigrazione dei giovani italiani meridionali, la fuga8 dei cervelli migliori che altrove9 trovano un impiego e il conseguente impoverimento del tessuto sociale, economico e culturale locale. Per non parlare della crisi di fiducia in sé stessi che la mancanza di lavoro comporta. Gli altri mali congeniti10 li conosciamo bene: una lotta alla mafia insufficiente, una cattiva amministrazione della cosa pubblica. Permane11 inoltre una concezione per molti versi neostatalista, in cui si aspetta passivamente l’intervento della politica per la risoluzione dei problemi. E che quella meridionale sia questione di tutta l’Italia lo dimostra il livello di infiltrazione delle cosche12 malavitose che, ad esempio, nella provincia di Milano hanno la stessa penetrazione che in Calabria. Adattato da un articolo di Aurelio Molé, Città Nuova (on line). differenza visione, punto di vista 3 fare favori in cambio di denaro o altri compensi 4 leader del partito politico Lega Nord 5 presentare un problema in modo più leggero 6 Istituto Nazionale di Statistica

che danno preoccupazione partenza, abbandono 9 in altri luoghi 10 naturali, ereditari 11 rimane, resta 12 gruppi organizzati di tipo mafioso

1

7

2

8

19

Vuoi sapere qualcosa di più? Guarda su Internet il trailer del film, poi ritorna all’attività 15 e aggiungi nuove parole.

Culture a confronto

20

Un Paese… tante differenze! Disegna qui accanto la forma del tuo Paese, rispondi alle domande e mostra al tuo compagno le differenze tra le varie aree geografiche. - Quali differenze culturali ci sono? - Esistono stereotipi che si riferiscono a queste aree? - Ci sono anche differenze gastronomiche e linguistiche? - Ci sono state guerre tra diversi territori del tuo Paese? - Com’è la situazione oggi?

PER APPROFONDIRE

Un film: Li chiamarono briganti!, di Pasquale Squitieri (1999). Un libro: Terroni, di Pino Aprile (Piemme edizioni, 2010). Un sito Internet: www.brigantaggio.net Senti che Storia!

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Senti che storia  

Senti che Storia! è un percorso avvincente e motivante alla scoperta della storia dell’Italia attraverso le canzoni che hanno segnato le epo...

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