NUOVI TR@GUARDI L'esperienza della meraviglia 4-5

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Nuovi

i Tr@guard

LA PRIMA OPERA LIRICA IN KARAOKE

A. MAZZARA

a z n e i r e ’ L Esp della I G V A L I R A E M 45

MUSICA Didattica Digitale Integrata

LIBRO DIGITALE

ARTE FILOSOFIA



INDICE musica L’OPERA LIRICA.............................................. 2

Da dove provengono le storie cantate nell’opera lirica?........................................................................................... 3 I brani più famosi dell’opera lirica................................ 4 largo al factotum ..................................................................... 4 va’ pensiero ................................................................................ 6

IL FLAUTO MAGICO.................................. 8

L’opera... A

fumetti ................................................... 9

AIDA ........................................................................... 21 L’opera... A

fumetti .................................................... 22

arte FRIDA KAHLO............................................... 31

Frida e il suo amore per la vita....................................... 32 frida kahlo... A fumetti ........................................ 32 Le opere.................................................................................... 37 dentro l’arte • La teoria dei colori.......................... 40 dentro l’arte • I colori.................................................... 42 Frida e la cultura messicana............................................. 44

RENÉ MAGRITTE ....................................... 45 rené magritte... A fumetti .................................. 46 Le opere.................................................................................... 52 dentro l’arte • Contrasti cromatici.......................... 57 dentro l’arte • Luci e ombre...................................... 58 dentro l’arte • La Notan Art....................................... 59 dentro l’arte • La prospettiva..................................... 60

L’ARTE INCONTRA... IL MITO...................................................................... 61

Quando le opere d’arte raccontano una storia: la Medusa......................................................... 61 Il mito di Medusa.................................................................... 64

L’ARTE INCONTRA... LA STORIA............................................................. 65

La storia degli Orazi............................................................... 65 Quando le opere d’arte raccontano una storia: il giuramento degli Orazi..................................................... 66

L’ARTE INCONTRA... L’ARCHITETTURA........................................... 69

La bellezza delle città............................................................ 69 Quando l’architettura diventa opera d’arte • Roma: l’Anfiteatro Flavio...................................................... 70 Quando l’architettura diventa opera d’arte • Milano: piazza Gae Aulenti................................................. 72 Quando l’architettura diventa opera d’arte • Napoli: le stazioni della metropolitana.......................... 74

filosofia L’ESPERIENZA DELLA MERAVIGLIA............................. 77 Le domande............................................................................ 78 Chi è il filosofo?..................................................................... 79 La valigia di un buon filosofo.......................................... 80 Ma che cos’è la filosofia?.................................................. 80

IL MITO...................................................................... 81 Platone....................................................................................... 82 Il mito della caverna............................................................ 83 il mito... A fumetti .................................................... 84 Riassumendo........................................................................... 88 Empedocle............................................................................... 90 Il mito di Amicizia e Lotta................................................. 91 il mito... A fumetti ................................................. 93


MUSICA

L’OPERA LIRICA Hai mai ascoltato un brano di musica lirica, anche solo casualmente? Sai che cos’è? Hai presente quei cantanti con la voce possente in grado di fare degli acuti lunghissimi, che ti sembra debbano rimanere senza fiato da un momento all’altro, come quando cantano “…all’alba vinceròòò”? Ecco, l’opera lirica è uno spettacolo teatrale molto particolare in cui gli attori, anziché parlare, cantano! Nell’opera lirica si racconta una storia attraverso dialoghi cantati, accompagnati dalla musica di un’orchestra che suona proprio sotto il palcoscenico!

I cantanti dell’opera lirica hanno diversi tipi di voce che, dalla più acuta alla più grave, vengono classificati in questo modo.

VOCE FEMMINILE

SOPRANO

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VOCE MASCHILE TENORE

MEZZOSOPRANO

BARITONO

CONTRALTO

BASSO


L’opera lirica

Da dove provengono le storie cantate nell’opera lirica? Molti sostengono che l’opera lirica sia noiosa e incomprensibile, roba da grandi! Beh, non è affatto vero! In realtà l’opera mette in scena storie molto affascinanti che sanno interessare e coinvolgere. Possono essere vicende che si ispirano a una leggenda o a un famoso romanzo; oppure possono essere interamente frutto della fantasia dello scrittore che, nel caso dell’opera lirica, si chiama librettista. Una volta scritta, la storia passa al compositore, che ne scrive le musiche sottolineando i vari stati d’animo dei personaggi con musiche romantiche e allegre oppure tristi e drammatiche.

r r r r r Amo Le partiture     e i libretti dell’opera sono scritti prevalentemente in lingua italiana; per questo, l’opera lirica ha contribuito e contribuisce ancora oggi alla diffusione della nostra lingua e della nostra cultura nel mondo! I teatri italiani, meta di tantissimi appassionati, sono tra i più famosi del mondo. Per conoscerne alcuni tra i più importanti, ti basterà guardare questa cartina. A volte, però, anche i teatri minori possono essere dei veri “gioielli”. Non perdere l’occasione di visitare i teatri più vicini a dove abiti.

Teatro Regio di Torino

di Venezia

Teatro La Scala di Milano

Teatro Petruzzelli di Bari

Teatro dell'Opera di Roma

Teatro San Carlo

La partitura è la scrittura di più righi musicali.

Teatro La Fenice

di Napoli

Teatro Massimo di Palermo

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L’opera lirica

I brani piu famosi dell’opera lirica

Largo al factotum Largo al factotum è un’aria     tratta dall’opera Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. In quest’aria il barbiere Figaro, vantandosi della propria popolarità, si presenta come il tuttofare della città. Infatti, a quel tempo, i barbieri non si limitavano a tagliare barbe e capelli, ma svolgevano più mestieri, arrivando a esercitare anche pratiche di medicina. L’aria è un brano scritto in strofe.

L’autore

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Gioacchino Rossini nacque a Pesaro nel 1792. “Il cigno di Pesaro”, come lo chiamavano i suoi ammiratori, mostrò un talento straordinario già da ragazzino. Scrisse quasi 40 opere ma poi all’improvviso, all’età di 37 anni, lasciò il teatro per ritirarsi a vivere in campagna, dove preferì dedicarsi alla cucina e ai propri interessi.


L’opera lirica

L‘ ARIA

Largo al factotum

Largo al factotum della città. Presto a bottega che l’alba è già. Ah, che bel vivere, che bel piacere, à! per un barbiere di qualità! Di qualit Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo! Fortunatissimo per verità! Pronto a far tutto, la notte e il giorno sempre d’intorno in giro sta. Miglior cuccagna per un barbiere, vita più nobile, no, non si dà. Rasoi e pettini lancette e forbici al mio comando tutto qui sta. V’è la risorsa, poi, del mestiere colla donnetta... col cavaliere... Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono, donne, ragazzi, vecchi, fanciulle. .. Qua la parrucca... Presto la barba. Qua la sanguigna... Presto il biglietto... Qua la parrucca, presto la barba, presto il biglietto, ehi! Figaro! Figaro! Figaro! Ahimè, che furia! Ahimè, che folla! Uno alla volta, per carità! Ehi, Figaro! Son qua. Figaro qua, Figaro là, Figaro su, Figaro giù. ine: Pronto prontissimo son come il fulm sono il factotum della città. o, Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissim a te fortuna non mancherà.

LA PARAFRASI

Largo al tuttofare della città. ba! Presto, vai al negozio che è già l’al e, Ah che bella la vita, che bel piacer ! Di qualità! per un barbiere di qualità come me Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo! Fortunatissimo a dire il vero! Pronto a far tutto, sia di notte sia di giorno sta sempre in giro. un barbiere, Non c’è vita migliore di questa, per vita più nobile, no, non c’è. Rasoi e pettini lamette e forbici tutto sta qui a mia disposizione. E poi c’è il bello di questo mestiere: gli uomini. avere a che fare con le donne e con o, Tutti chiedono di me, tutti mi voglion donne, ragazzi, vecchi, fanciulle. barba… Sistemo i capelli... faccio subito la Faccio un salasso... Scrivo un biglietto… ba, Sistemo i capelli, faccio subito la bar scrivo un biglietto, ehi! Figaro! Figaro! Figaro! Ahimè, quanta fretta! Ahimè, quanta gente! Uno alla volta, per carità! Ehi, Figaro! Sono qua. Figaro qua, Figaro là, Figaro su, Figaro giù. e il fulmine: Pronto, prontissimo, son veloce com sono il tuttofare della città. o, Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissim a te la fortuna non mancherà.

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L’opera lirica

Va’ pensiero

Tratto dalla celebre opera Nabucco, scritta nel 1842 da Giuseppe Verdi, Va’ pensiero è il coro degli Ebrei che piangono la sconfitta e la sottomissione al popolo dei Babilonesi. Anche il popolo italiano, nel periodo in cui Verdi compone l’opera, sogna di liberarsi dal dominio dell’impero austro-ungarico e di riconquistare la libertà. Così Va’ pensiero, oltre che essere l’inno di rivalsa del popolo ebreo, diventa anche l’inno rivoluzionario del popolo italiano. La scritta VIVA V.E.R.D.I., oltre che a inneggiare al famoso compositore, era usata come un acronimo per significare “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”.

L’autore Giuseppe Verdi nacque a Roncole di Busseto, vicino a Parma, nel 1813. Nonostante fosse di origini molto umili riuscì, grazie al suo talento, a diventare uno dei più grandi musicisti dell’epoca. Fu anche un patriota molto appassionato e sostenitore di coloro i quali si battevano per cacciare gli austriaci che avevano invaso l’Italia.

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L’opera lirica

L‘ ARIA

VA’ PENSIERO

Va’, pensiero, sull’ali dorate; va’, ti posa sui clivi, sui colli, ove olezzano tepide e molli l’aure dolci del suolo natal! Del Giordano le rive saluta, di Sionne le torri atterrate... Oh mia patria sì bella e perduta! Oh membranza sì cara e fatal! Arpa d’or dei fatidici vati, perché muta dal salice pendi? Le memorie nel petto riaccendi, ci favella del tempo che fu! O simile di Solima ai fati traggi un suono di crudo lamento, o t’ispiri il Signore un concento che ne infonda al patire virtù!

LA PARAFRASI

Va’, pensiero, sulle tue ali d’oro; va’, e posati sulle dolci colline dove profumano deliziose le brezze dolci della nostra terra natìa. Saluta le rive del Giordano, saluta le torri distrutte di Sion... Oh mia Patria, così bella ma lontana! Oh ricordo, così caro, ma così doloroso! Musa ispiratrice dei grandi poeti, perché taci e ti abbandoni al pianto? Riaccendi nel nostro cuore i ricordi, parlaci ancora della nostra storia gloriosa! Come Gerusalemme inerte verso il suo destino, ti sei arresa e la tua voce è oggi un orribile lamento, oh, che il Signore ti ispiri un canto corale che ci dia, nella sofferenza, il coraggio di rinascere.

E adesso riposa la voce e ascolta alcuni

famosissimi brani. Vedrai: ti trasmetteranno un’energia incredibile...

Wagner, La cavalcata delle valkirie, tratto da “La valkiria”. e dell’Asia occidentale.

Il Giordano è un fium

Sion è la città di Gerusalemme.

Solima è l’antico nome

poetico di Gerusalemme.

Bizet, Habanera, tratto dalla “Carmen”. Bizet, Les toreadors, tratto dalla “Carmen”. Ora che conosci un po’ di più questo magico mondo dell’opera lirica, che ne dici di “buttarti dentro” qualcuna delle sue storie? Un, due, tre... gira pagina e salta nel mondo del Flauto Magico e dell’Aida! 7


L’opera lirica

IL FLAUTO MAGICO Il Flauto Magico (1791) è un’opera in due atti musicata da Wolfgang Amadeus Mozart. Ambientata nell’antico Egitto (visto però come un fantasioso mondo magico), la storia racconta di come il principe Tamino, dopo aver superato diverse prove, riesce a liberare l’amata Pamina dalle forze del Male.

L’autore Wolfgang Amadeus Mozart fu il più grande genio della storia della musica. Nacque a Salisburgo nel 1756 e cominciò a mostrare il suo straordinario talento già da piccolissimo. A soli 5 anni scrisse la sua prima composizione, sorprendendo il mondo intero. Nonostante la sua breve vita (morì a soli 35 anni) scrisse più di 600 opere, dando dimostrazione di essere un genio assoluto!

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L'OPERA...

A F U M E T T I!

E alla fine... il Bene vince sul Male ATTO 1

ECCOMI QUI, SONO PROPRIO IO, PAPAGENO! PERÒ, QUANDO MI CHIAMERETE, RICORDATEVI DI INFILARE UN’H TRA LA G E LA E PERCHÉ IL MIO NOME SI PRONUNCIA COSÌ: P-A-P-A-G-H-E-N-O!

Vi presento Papageno, un personaggio tanto strano quanto divertente! Perché è strano? Perché se ne va in giro a catturare uccelli vestito come uno di loro: con un sacco di piume colorate! Che dire… Sembra proprio un pappagallo! Papageno è un tipetto sempre allegro, non sa proprio che cosa siano la noia e la tristezza! Gli piace cantare, fischiettare e suonare il suo flauto mentre se ne va in giro per il bosco.

PER FORTUNA LA REGINA DELLA NOTTE CI HA AVVISATE IN TEMPO!

MA... AVETE VISTO QUANTO È BELLO?

State a sentire che cosa gli successe un giorno durante una delle sue passeggiate… Poco lontano da lui, stava per accadere qualcosa di veramente terribile al giovane principe Tamino: dopo un lungo ed estenuante inseguimento, il povero principe stava per essere divorato da un enorme serpente e proprio quando si rese conto che l’orribile mostro l’avrebbe raggiunto, svenne! ANDATE VOI, IO RIMANGO QUI PER ASSISTERE IL PRINCIPE.

SÌ, È VERO! NON HO MAI VISTO UN GIOVANE COSÌ BELLO!!!

EH NO! TU VERRAI CON NOI DALLA REGINA!

Ma quando tutte le speranze sembravano ormai perdute, ecco che arrivarono tre dame che, con delle enormi lance dorate trafissero il mostro, appena in tempo per salvare il principe.

Avvicinatesi al principe ancora svenuto, le tre dame rimasero affascinate dalla sua bellezza. Loro avrebbero voluto aspettare il suo risveglio, ma dovevano tornare subito dalla Regina della Notte per riferirle l’accaduto; così, lo lasciarono a malincuore…

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L'OPERA...

A F U M E T T I!

Proprio mentre il principe Tamino stava per riprendersi, ecco che Papageno passò di lì, cantando a squarciagola come sempre.

L‘ ARIA

Gente è qui l’uccellatore, sempre allegro heisa, hopsasà! Io caccio tutto l’anno e tutti già lo sanno! E gli uccelli ad un mio fischio, trovan tutti o rete o vischio. Sono allegro, son contento, ‘ché miglior, miglior di me non c’è! Gente è qui l’uccellatore, sempre allegro heisa, hopsasà! Io caccio tutto l’anno e tutti già lo sanno!

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GENTE è QUI L’ UCCELLATORE Di donnette una dozzina con me aver vorrei, e venire a me vedrei, tutte, tutte l’altre in quantità. Domar con dolci note, io saprei d’amabil giovine, e la più bella, solo lei, di marzapane nutrirei. Poi teneri, baciandoci e subito sposandoci, la ninna nanna per dormire le canterei all’imbrunir.

LA PARAFRASI Eccomi qui, gente, sono l’uccellatore, sempre allegro heisa, hopsasà! Io caccio tutto l’anno e tutti lo sanno!

Vorrei tanto avere una dozzina di fanciulle insieme a me e vederne altre, in gran quantità, che vogliono tutte venire da me!

Gli uccelli a un mio fischio accorrono e restano intrappolati nella mia rete o nel vischio. Sono allegro, son contento, perché non c’è uccellatore più bravo di me!

Io le saprei conquistare con le dolci note del mio flauto perché sono un giovane amabile, tra tutte sceglierei la più bella e la nutrirei con il marzapane.

Eccomi qui, gente, sono l’uccellatore, sempre allegro heisa, hopsasà! Io caccio tutto l’anno e tutti lo sanno!

Ci scambieremmo teneri baci e ci sposeremmo subito, poi verso sera, per farla addormentare, le canterei la ninna nanna.


GRAZIE PER AVERMI SALVATO LA VITA! DEVI AVERE UNA GRANDISSIMA FORZA SE SEI RIUSCITO A UCCIDERE QUELL’ORRIBILE MOSTRO!

CHI IO? AH… SÌ CERTO… SONO FORTISSIMO E NON HO PAURA DI NIENTE!

Una volta sveglio, il principe Tamino, vedendo il serpente ucciso e non scorgendo altri intorno, se non Papageno, credette che a salvarlo fosse stato proprio quello strano essere… un po’ uomo, un po’ uccello. Papageno, lusingato, glielo lasciò credere.

COSÌ IMPARI A VANTARTI DI AZIONI CHE NON HAI MAI COMPIUTO!

MMMMM... MMMM...

All’improvviso, però, riapparvero le tre dame che, arrabbiate, fecero una magia e sigillarono la bocca di Papageno con un lucchetto, punendolo per la sua bugia!

LA NOSTRA REGINA TI IMPLORA DI ANDARE A SALVARE SUA FIGLIA CHE È TENUTA PRIGIONIERA DAL MALVAGIO SARASTRO!

MA… MA… È BELLISSIMA!

Le tre dame si rivolsero a Tamino e, dopo avergli rivelato che erano state loro a uccidere il serpente, gli mostrarono il ritratto della bellissima figlia della Regina della Notte.

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L'OPERA... DITEMI IL NOME DEL MIO AMORE AFFINCHÉ IO POSSA RIPETERLO IN ETERNO…

A F U M E T T I! IL SUO NOME È PAMINA!

Tamino era veramente frastornato! In un solo giorno aveva provato tante emozioni: prima la grande paura di essere divorato, poi la gioia di scoprirsi salvo e infine l’amore a prima vista per la bellissima Pamina! Ormai aveva deciso: avrebbe dato tutto se stesso pur di salvare la ragazza che gli aveva rapito il cuore!

AH, LE DONNE! QUESTO RAGAZZO NON SA IN CHE GUAIO STA PER CACCIARSI! RISCHIERÀ LA SUA VITA ANDANDO NEL REGNO DI SARASTRO!

Intanto Papageno, un po’ in disparte, assisteva alla scena, perplesso…

RIPORTAMI MIA FIGLIA! IO LA SALVERÒ!

AHHHHHH! CHE PAURA!!! MI TREMANO TUTTE LE PIUME!!!

Mentre Papageno era intento a fare le sue riflessioni, ecco che, preannunciata da un grande fragore, apparve la Regina della Notte, Astrifiammante! 12

Tutto il bosco si fermò: non si sentì più neanche un cinguettio d’uccello… Era come se tutti avessero smesso di respirare! Astrifiammante, avvolta nel suo mantello scuro e scintillante di luce di stelle, si mostrò a Tamino e gli chiese (per non dire gli impose…) di liberare sua figlia Pamina. Poi scomparve e il bosco riprese a vivere con un sospiro di sollievo…


PRENDILO, TI SARÀ UTILE!

QUANDO LO USERAI POTRAI AMMANSIRE ANCHE LE BESTIE FEROCI!

NON VORREI ESSERE NEI SUOI PANNI! GIÀ PARLANO DI BELVE FEROCI!

E POTRAI ANCHE TRASFORMARE L’ODIO E LA TRISTEZZA IN SERENITÀ E GIOIA!

Tamino era pronto a partire ma, proprio mentre si accingeva a farlo, ricomparvero le tre dame che gli consegnarono un dono da parte della regina Astrifiammante: un flauto magico! NO, NO, IO NON POSSO PARTIRE! HO TANTE COSE DA FARE!

DOVRAI PARTIRE! NON SI DISCUTONO LE DECISIONI DELLA REGINA.

Poi le tre dame, dopo aver liberato Papageno dal lucchetto, gli ordinarono di accompagnare il principe nella sua missione. Anche per lui c’era un regalo speciale: un carillon che, se suonato, lo avrebbe protetto nei momenti di difficoltà.

MONOSTATOS SARÀ SICURAMENTE PUNITO PER ESSERSI FATTO SCAPPARE PAMINA.

BEN GLI STA, A QUELL’UOMO CRUDELE!

Iniziò così il viaggio avventuroso di Tamino e Papageno, il quale non smetteva di lamentarsi e di rimpiangere di non essere rimasto a dormire quella mattina! Quando arrivarono nel regno di Sarastro, i due si divisero i compiti e mentre Tamino esplorava il bosco, Papageno si intrufolò di nascosto nel palazzo. Subito capì dal trambusto che Pamina era riuscita a scappare da Monostatos, il suo gigantesco carceriere. 13


A F U M E T T I!

L'OPERA... TAMINO È MOLTO INNAMORATO DI TE E PRESTO TI LIBERERÀ!

INNAMORATO DI ME? OH, FINALMENTE ANCH’IO CONOSCERÒ L’AMORE!

NON RIUSCIRAI A ENTRARE FINCHÉ NON AVRAI CACCIATO DAL TUO CUORE LA RABBIA E LA VENDETTA!

MA NON POSSO NON ODIARE SARASTRO! LUI HA RAPITO PAMINA!

Papageno, nonostante la paura, era riuscito a raccontare a Pamina la missione del principe Tamino. Subito dopo, però, Monostatos catturò entrambi.

Intanto Tamino si ritrovò davanti a un tempio con tre porte. Su ognuna di esse c’era scritto SAGGEZZA, RAGIONE e NATURA. Davanti al tempio un sacerdote lo avvisò…

QUAL È ALLORA LA VERITÀ?

DOVRAI SCOPRIRLO DA SOLO!

Il sacerdote ricordò a Tamino che spesso le cose non sono esattamente come sembrano e che per conoscere la verità non ci si deve fermare a una sola versione. 14

Tamino decise di suonare il flauto magico e fu così che successe un evento straordinario… Gli animali si radunarono intorno a lui incantati, anche quelli più feroci: tutti ascoltavano quel dolce suono, ammaliati.


Anche se legato dalla testa ai piedi, Papageno cominciò a suonare il carillon e udite udite... successe una cosa buffissima: Monostatos e le terribili guardie cominciarono a danzare in maniera goffa e sgraziata, senza nemmeno capire che cosa stessero facendo… Papageno e Pamina riuscirono, così, a liberarsi e a scappare.

L‘ ARIA

CHE SUONO STUPENDO

Che suono stupendo! Che incanto sovran! La la ra, la la la ra la... Che suono stupendo! Che incanto sovran! La la ra, la la la ra la...

LA PARAFRASI Che suono stupendo! Che grande incanto! La la ra, la la la ra la... Che suono stupendo! Che grande incanto! La la ra, la la la ra la...

PERDONAMI! SO CHE MI PUNIRAI PER ESSERE SCAPPATA, MA IL TUO SERVO MONOSTATOS MI TRATTAVA MALE! PER FORTUNA PAPAGENO MI HA AIUTATO A FUGGIRE…

Papageno e Pamina arrivarono, dunque, davanti al tempio dove, all’improvviso, apparve Sarastro in tutta la sua luce!

Entrambi si prostrarono ai suoi piedi, terrorizzati! La principessa, temendo il peggio, lo supplicò…

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L'OPERA...

A F U M E T T I!

LA VERITÀ NON È QUELLA CHE CREDI! TUA MADRE È UNA DONNA CRUDELE CHE VUOLE SOLO DISTRUGGERE IL NOSTRO TEMPIO E IMPOSSESSARSI DEL MIO POTERE PER I SUOI MALVAGI SCOPI!

MIA MADRE?

A quel punto Sarastro, leggendo il terrore negli occhi di Pamina, decise di rivelarle la verità.

COME PRIMA PROVA DOVRAI RIMANERE IN SILENZIO QUALUNQUE COSA ACCADA… E ANCHE TU, PAPAGENO, SE SUPERERAI LA STESSA PROVA AVRAI IN SPOSA UNA GIOVANE DONNA TALE E QUALE A TE!

GUARDIE! PUNITELO CON 77 FRUSTATE!

Un grande trambusto preannunciò l’arrivo di Monostatos che, intanto, aveva catturato Tamino! Ma Sarastro, ricordando le parole d’accusa di Pamina, fece liberare Tamino e punire Monostatos. HO UNA FIFA TERRIBILE MA SOPPORTERÒ TUTTO PUR DI CONOSCERE LA MIA FIDANZATA!

FIne ATTO 1 Finalmente i due innamorati si abbracciarono. Poi Sarastro prese da parte Tamino e Papageno, e senza farsi sentire da Pamina, disse loro che Tamino doveva superare tre prove, necessarie a dimostrare la sua purezza d’animo, prima di poter tornare da Pamina. 16


DEVI UCCIDERLO E PORTARMI IL PREZIOSO SCETTRO DEL SOLE, COSÌ FINALMENTE IL POTERE SARÀ MIO!

ATTO 2

Mentre Tamino era impegnato nella prima prova, Pamina ricevette la visita di sua madre che, consegnandole un pugnale, le ordinò di uccidere Sarastro.

L‘ ARIA

è nel mio cor

È nel mio cor il foco dell’inferno! Morte ed orrore, morte ed orrore sono dentro di me! Se per tua man Sarastro alfin non muore, Sarastro alfin non muore, Pamina più la figlia mia non è, Pamina più la mia figlia non è più! Pa pa pa pa pa... La figliola mia non è più! Pamina la mia figlia non è più! Pa pa pa pa pa... Scacciata sii per sempre, per sempre a ramingare! E infranto sia per sempre, il legame ch’è tra noi, cacciata per sempre, ed infranto sia il legame ch’è tra noi!

LA PARAFRASI Nel mio cuore c’è il fuoco dell’inferno! La morte e l’orrore la morte e l’orrore sono dentro di me! Se con le tue mani non ucciderai Sarastro, non ucciderai Sarastro, Pamina non sarà più mia figlia, Pamina non sarà più mia figlia! Pa pa pa pa pa... La mia figliola non sarà più. Pamina non sarà più mia figlia. Pa pa pa pa pa... Sarai scacciata per sempre dal mio regno e costretta a vagare per tutta la vita! Il nostro legame sarà infranto per sempre, sarai cacciata per sempre, e tra noi non ci sarà più alcun legame!

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L'OPERA...

A F U M E T T I!

SARAI PER SEMPRE BANDITO DAL MIO REGNO!

Monostatos, che aveva assistito all’incontro tra madre e figlia, cercò nuovamente di insidiare Pamina ma, al suo rifiuto, una feroce rabbia si impossessò di lui e cercò di colpirla. Proprio mentre stava per farlo, Sarastro lo fermò…

Tamino, intanto, per continuare a mantenere il silenzio respingeva tutte le tentazioni, mentre invece Papageno infranse il divieto parlando con una dolce vecchina…

AMORE MIO, PERDONAMI, MA NON POSSO PARLARE!

Pamina, non sapendo nulla della prova del silenzio, si recò dal suo amato principe ma quando lui le girò le spalle per evitare di infrangere il silenzio, lei, pensando che Tamino non l’amasse più, si disperò tantissimo. 18

Tamino superò la prova del silenzio mentre a Papageno, che non era riuscito a stare zitto, non fu consentito di proseguire. Così, per consolarsi, Papageno bevve un calice di vino e, un po’ allegro, cominciò a cantare.


L‘ ARIA

colomba o tortorella

Colomba o Tortorella, ha Papageno in cor; soave femminella, felicità d’amor. (3 volte) Che bel matrimonio farei, di più domandar non saprei. Felice la vita godrei e come in Eliso starei. Ai grandi sovrani da pari, felice la vita godrei e come in Eliso starei in Eliso starei.

Colomba o Tortorella, ha Papageno in cor; soave femminella, felicità d’amor. (3 volte) Ah, proprio nessuna mi vuole, di tutte le belle figliole? Accorra una sola a mio pro crucciato se no morirò! Ah, proprio nessuna mi vuole, accorra una sola a mio pro, crucciato se no morirò! Se no morirò!

Colomba o Tortorella, ha Papageno in cor; soave femminella, felicità d’amor. (3 volte) Costei non rifiuti d’amarmi e il fuoco vedrà consumarmi. Boccuccia di donna d’amor baciando mi illumini il cor. (3 volte)

LA PARAFRASI Una colomba o una tortorella Papageno ha nel cuore, una dolce fanciulla che mi faccia provare la felicità dell’amore! Se la trovassi farei un bel matrimonio e non chiederei più niente. Felice, mi godrei la vita e mi sentirei in Paradiso! Come i grandi sovrani, felice, mi godrei la vita e mi sentirei in Paradiso.

Una colomba o una tortorella Papageno ha nel cuore, una dolce fanciulla che mi faccia provare la felicità dell’amore! Ma non mi vuole proprio nessuna? di tutte le belle fanciulle? Venga da me una soltanto, altrimenti morirò molto triste.

Una colomba o una tortorella Papageno ha nel cuore, una dolce fanciulla che mi faccia provare la felicità dell’amore! Se la donna che verrà da me non rifiuterà d’amarmi il fuoco mi consumerà. Baciando la boccuccia della mia donna adorata il cuore mio si illuminerà.

Da sempre la colomba è il simbolo del matrimonio, mentre la tortora rappresenta l’eterna fedeltà. Si dice, infatti, che una tortora rimanga sempre fedele al suo compagno tanto che, se uno dei due muore, l’altro trascorre il resto della sua vita in solitudine.

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A F U M E T T I!

L'OPERA... OH, MIA BELLA PAPAGENA! ADESSO SÌ CHE SONO FELICE!

QUESTA VOLTA NON TI LASCERÒ DA SOLO.

OH, MIA DOLCE E CORAGGIOSA PAMINA!

Papageno non sapeva, però, che Sarastro aveva una sorpresa in serbo per lui… Gli apparve la dolce vecchina che aveva incontrato poco tempo prima e… puffff! Magia delle magie, la vecchia si trasformò in una bellissima fanciulla del tutto simile a lui, tutta ricoperta di piume colorate! Si chiamava Papagena!

Intanto Pamina, appreso il motivo del silenzio di Tamino, tornò a essere felice. La giovane, anziché attendere che il suo principe finisse di superare le altre due prove, decise di raggiungerlo per affrontarle insieme a lui!

AHHHHHHH!

CE L’ABBIAMO FATTA, AMORE MIO!

AHHHHHHH!

EVVIVA! SUONA IL TUO FLAUTO, TAMINO!

Così i due innamorati affrontarono e superarono le difficili prove del passaggio in mezzo al fuoco e in mezzo all’acqua … 20

Ormai sembrava tutto concluso: le prove erano state superate, Tamino e Pamina potevano finalmente coronare il loro sogno d’amore e Papageno aveva trovato la sua Papagena… Ma la Regina della Notte non si era rassegnata alla sconfitta; così, alleatasi con Monostatos, tentò un ultimo attacco al tempio. Ma la purezza di Tamino e Pamina, insieme alla potenza della luce, sconfissero definitivamente la Regina e le forze del Male. La giustizia, la saggezza e l’amore avevano vinto!


L’opera lirica

AIDA

L’Aida (1890) è una delle opere più famose del grande compositore Giuseppe Verdi. L’opera fu scritta in occasione dell’inaugurazione del Canale di Suez. Sai che cos’è? È un canale artificiale che venne costruito per realizzare il passaggio diretto delle navi tra il Mar Rosso e il Mediterraneo.

L’Aida venne rappresentata per la prima volta nella città de Il Cairo, in Egitto, con una monumentale scenografia. L’opera ebbe subito un successo strepitoso, che continua ancora oggi ogniqualvolta la si mette in scena. La storia è ambientata nell’antico Egitto e racconta lo sfortunato amore tra il prode condottiero Radames e la bella schiava etiope Aida. 21


L'OPERA...

A F U M E T T I!

L’amore eterno di Aida e Radames ATTO 1

In Egitto, nella bella città di Menfi, viveva Radames, il capitano delle guardie del faraone. Bello, giovane e coraggioso era rispettato e ammirato da tutti. MIA DOLCISSIMA AIDA, I TUOI OCCHI ILLUMINANO IL MIO CUORE.

Anche Aida amava moltissimo Radames e ogni volta che i due si incontravano, si dichiaravano il loro amore. Nessuno, però, conosceva la vera identità di Aida. Neanche Radames sapeva che la sua amata era, in realtà, la figlia del re etiope Amonasro. 22

Tutte le ragazze del regno erano innamorate di Radames ma lui aveva occhi solo per una donna: Aida, la bella schiava etiope catturata in guerra e ora al servizio di Amneris, la figlia del faraone. IO SONO LA FIGLIA DEL FARAONE E POSSO AVERE TUTTO CIÒ CHE VOGLIO! ANCHE RADAMES SARÀ MIO!

Quello tra Aida e Radames era destinato a essere un amore “difficile” perché, oltre alla diversa condizione sociale, a separarli c’era Amneris, la figlia del faraone. Segretamente innamorata di Radames, Amneris sperava di diventare la sua sposa.


AH, SE POTESSI ESSERE IO QUEL GUERRIERO... AVVEREREI TUTTI I MIEI SOGNI!

LA DEA ISIDE MI HA INDICATO IL NOME DEL GRAN CONDOTTIERO CHE GUIDERÀ IL NOSTRO POPOLO!

Il gran sacerdote Ramfis era rispettato da tutti, perché sapeva parlare agli dèi e ne interpretava il volere. Un giorno Ramfis convocò Radames nel sontuoso palazzo di Menfi e gli raccontò d’aver saputo dalla dea Iside che gli Etiopi avevano invaso le terre al confine, violando il trattato di pace. Bisognava entrare in guerra e scegliere al più presto il condottiero che avrebbe portato il popolo egizio alla vittoria.

Tutti aspettavano il messaggero che era stato inviato al confine per avere la conferma dell’invasione degli Etiopi. Intanto, nel palazzo di Menfi si erano radunati anche gli ufficiali, i sacerdoti e il faraone. VAI E PORTA IL NOSTRO POPOLO ALLA VITTORIA.

MIO SIGNORE, GLI ETIOPI STANNO MARCIANDO SULLA CITTÀ DI TEBE! LA PACE NON È STATA RISPETTATA!

MUOVEREMO GUERRA CONTRO I TRADITORI!

Quando il messaggero arrivò al cospetto del faraone, confermò tutto ciò che Ramfis aveva saputo dalla dea Iside: il popolo etiope, guidato dal re Amonasro, aveva invaso le terre d’Egitto!

MIO SIGNORE, TI PROMETTO CHE SARÒ DEGNO DELLA TUA FIDUCIA!

Su consiglio di Ramfis, il faraone annunciò il nome del condottiero che avrebbe guidato il suo popolo alla vittoria: RADAMES! 23


A F U M E T T I!

L'OPERA...

L‘ ARIA

su del nilo

CORO Su del Nilo al sacro lido sien barriera i nostri petti; non echeggi che un sol grido: guerra, guerra e morte ai traditor! [...] AMNERIS Di mia man ricevi o duce, il vessillo glorioso.

Ti sia guida, ti sia luce della gloria sul sentier. CORO Su del Nilo al sacro lido sien barriera i nostri petti; non echeggi che un sol grido: guerra, guerra e morte ai traditor!

Guerra, guerra, guerra, guerra, guerra! (2 volte) Guerra, guerra! Sia guerra ai traditor! (3 volte) Guerra, guerra, guerra, guerra, guerra.

LA PARAFRASI CORO A nord sulle rive del sacro Nilo faremo una barriera con i nostri corpi (contro gli invasori); echeggerà un solo grido: guerra, guerra e morte ai traditori! [...] AMNERIS Dalle mie mani riceverai, o condottiero, il glorioso stendardo.

24

Ti farà da guida e da luce sul sentiero della gloria. CORO A nord sulle rive del sacro Nilo faremo una barriera con i nostri corpi; echeggerà un solo grido: guerra, guerra e morte ai traditori! [...]

CHE SVENTURA!

FINE ATTO 1 Così Radames partì per la guerra acclamato e incoraggiato dal suo popolo che ripose in lui tutte le speranze di vittoria. Aida, intanto, se ne stava in disparte lacerata dal dolore: l’amato Radames stava per andare in guerra contro il suo popolo guidato da suo padre, il re Amonasro. Le due persone che più amava erano uno contro l’altro!


ATTO 2

SENZA DI LUI LA MIA VITA NON AVRÀ PIÙ SENSO!

VIVA RADAMES!

NON AVRAI MAI RADAMES!!! LUI SPOSERÀ ME E DIVENTERÀ FARAONE D’EGITTO!

Amneris, la figlia del faraone, cominciò a sospettare dell’amore che univa Radames alla sua schiava Aida. Per esserne certa, tese a quest’ultima un tranello: le disse che Radames era stato ucciso in battaglia. La povera Aida, credendo che la notizia fosse vera, cominciò a piangere disperata! Questa sua reazione confermò i sospetti di Amneris, che giurò di vendicarsi!

L‘ ARIA

Gloria all’Egitto a Iside che il sacro suol protegge! Al re che il Delta regge al re che il Delta regge inni festosi alziam! Gloria! Gloria! Gloria! Gloria al re! (3 volte) Inni alziam, inni alziam. Gloria al re! Al re!

GLORIA ALL’EGITTO (TRIONFO) Inni festosi alziam, s’intrecci il loto al lauro sul crin dei vincitori! Nembo gentil di fiori stenda sull’armi il vel. Danziam, fanciulle egizie, le mistiche carole come d’intorno al sole danzano gli astri in ciel.

Le carole erano

delle danze religiose.

VIVA RADAMES!

Intanto Radames, dopo avere combattuto valorosamente, aveva vinto la guerra contro gli Etiopi e si accingeva a entrare a Tebe con il suo esercito, vincitore. Tutto il popolo, con entusiasmo, si era riversato nelle strade per acclamare Radames.

LA PARAFRASI Gloria all’Egitto e a Iside che protegge il sacro suolo! Al re che regna sulle terre del delta del Nilo innalziamo inni di festa Gloria! Gloria! Gloria! Gloria al re! (3 volte) Innalziamo inni, innalziamo inni. Gloria al re! Al re!

Innalziamo inni festosi, si intreccino le foglie di loto e di alloro per incoronare i vincitori! Si preparino i tappeti di fiori e il velo da stendere sulle armi. Danzino in cerchio le fanciulle egizie attorno ai vincitori proprio come fanno i pianeti attorno al sole. 25


L'OPERA...

A F U M E T T I!

Anche il faraone, con la figlia Amneris, aspettava di accogliere Radames per riservargli tutti gli onori degni di un eroe.

AIDA, AMORE MIO, PRESTO SARAI LA MIA SPOSA…

Radames era al colmo della felicità! Ora che era un eroe poteva finalmente chiedere al faraone il permesso di sposare la sua dolce Aida. Non poteva immaginare che i piani del faraone sarebbero stati ben diversi dai suoi! 26

MARCIA TRIONFALE

TI SUPPLICO! RISPARMIA LORO LA VITA!

Intanto Aida era affranta dal dolore: vedere il suo popolo ormai schiavo e suo padre in catene le lacerava il cuore. Così, stando attenta a non rivelare l’identità del padre, si inginocchiò davanti al faraone per chiedere di risparmiare la vita al suo popolo.


AIDA ME LA PAGHERÀ!

Anche Radames chiese di risparmiare il popolo etiope. Amneris, intanto, non poteva fare a meno di osservare gli sguardi innamorati che il prode condottiero rivolgeva ad Aida. La sua gelosia era incontrollabile!

SPOSANDO MIA FIGLIA, UN GIORNO SARAI TU A PRENDERE IL MIO POSTO DI FARAONE.

Il faraone decise di concedere la grazia al popolo etiope ma, su consiglio del gran sacerdote Ramfis, trattenne come ostaggio Aida e Amonasro. Poi, come ricompensa per aver salvato l’Egitto, offrì in sposa a Radames sua figlia.

FIne ATTO 2 Radames era disperato: nessun trono valeva quanto l’amore della sua Aida! 27


L'OPERA...

A F U M E T T I! CHE COSA VORRÀ DIRMI RADAMES? SICURAMENTE VORRÀ DIRMI ADDIO…

ATTO 3

Amneris intanto, soddisfatta per essere riuscita ad avere in sposo Radames, si recò al tempio di Iside per pregare e per prepararsi alle nozze. MA PADRE, NON PUOI CHIEDERMI QUESTO! SE SCOPRISSERO CHE RADAMES HA RIVELATO DEI SEGRETI MILITARI LO UCCIDEREBBERO!

Ma Amneris non sapeva che proprio quella sera, e proprio in quel luogo, Radames e Aida si erano dati appuntamento in gran segreto.

NON HAI SCELTA! DEVI SALVARE IL TUO POPOLO O NON SARAI PIÙ MIA FIGLIA!

MA SE NON LO FARAI, TU TRADIRAI IL TUO POPOLO!

Ma, mentre Aida aspettava il suo amato, arrivò il re Amonasro, suo padre, che le chiese di aiutarlo a carpire a Radames dei segreti militari. 28

POVERA ME!

Aida si disperò! Doveva scegliere se tradire il suo popolo o il suo amato Radames!


DA DOVE PASSERÀ IL TUO ESERCITO, DOMANI?

DALLE GOLE DI NAPATA.

DOMANI SCONFIGGERÒ IL TUO ESERCITO GRAZIE ALLE TUE INFORMAZIONI!

HO TRADITO IL MIO POPOLO!

Sentendo arrivare Radames, Amonasro si nascose tra i cespugli. Il condottiero, dopo aver riabbracciato Aida, le propose di fuggire con lui. Lei, ricordando la richiesta del padre, gli fece rivelare un’importante informazione.

A quel punto Amonasro, soddisfatto delle informazioni ascoltate, uscì dai cespugli e prima di scappare rivelò la sua vera identità a Radames.

GUARDIE! ARRESTATELO!

Purtroppo Amneris e il gran sacerdote, di ritorno dal tempio, avevano ascoltato tutta la conversazione, nascosti tra la vegetazione.

OH, RADAMES! COME FARÒ A SALVARTI?

FIne ATTO 3 29


A F U M E T T I!

L'OPERA... ATTO 4

PERCHÉ SEI VENUTA QUI? DEVI SCAPPARE SUBITO!

SE NON POTRÒ VIVERE CON TE, ALLORA MORIREMO INSIEME!

Radames, accusato di tradimento, venne rinchiuso nei sotterranei del Tempio di Vulcano, dal quale non sarebbe più uscito vivo. Rivolse i suoi ultimi pensieri all’amata Aida, che era corsa da lui e gli apparve all’improvviso come in un sogno. I due innamorati rimasero insieme fino al loro ultimo istante: il loro amore sopravvisse all’odio, ai tradimenti, al tempo e alla morte, diventando eterno attraverso le parole di chi, ancora oggi, racconta la loro storia, in parole o in musica.

IMMENSO FTHA (FINALE)

L‘ ARIA

Immenso Fthà noi t’invochiam noi t’invochiam t’invochiam t’invochiam.

30

Fthà è il dio

creatore della città di Menfi.

LA PARAFRASI Immenso Fthà noi ti preghiamo noi ti preghiamo ti preghiamo ti preghiamo.


ARTE

FRIDA KAHLO Frida Kahlo è senza dubbio la pittrice messicana più famosa di tutti i tempi! La sua originalissima arte e la grande forza dimostrata nell’affrontare una vita piena di dolori fanno di lei una donna unica e speciale. La sua vita ha ispirato libri, film, mostre e opere teatrali.

31


Frida kahlo...

A F U M E T T I!

Frida e il suo amore per la vita Frida nacque a Coyoacán, in Messico, il 6 luglio 1907. In realtà, a proposito della sua data di nascita, lei amava dire una piccola bugia: diceva che era nata nel 1910, anno di inizio della rivoluzione dei contadini messicani, che lei sostenne per tutta la vita. Per questo motivo aveva deciso che lei e il suo “nuovo Messico” erano nati nello stesso momento! La vita di Frida fu breve ma intensa, vissuta e scandita dai battiti del suo cuore. Per lei la vita non fu un semplice susseguirsi di anni, ma un susseguirsi di emozioni e di passioni. Non è sempre vero che chi vive più a lungo vive di più…

MESSICO

PATA DE PALO! AH, AH, AH!

Frida conobbe la sofferenza già da bambina. A sei anni una brutta malattia le lasciò per sempre una gamba più corta dell’altra, che Frida nascondeva sotto pantaloni o gonne molto lunghe. Questo, però, non bastò a evitare che alcuni compagni la chiamassero “pata de palo” (gamba di legno). 32


MA È ANCHE TROPPO RIBELLE! SEI IL PAPÀ PIÙ BRAVO DEL MONDO, NESSUNO DIPINGE GLI ALBERI COME TE…

Per fortuna aveva molti amici che non la prendevano in giro. Frida preferiva giocare in strada con loro piuttosto che giocare con le bambole. Suo padre era un bravo fotografo con la passione per la pittura e Frida amava moltissimo stare con lui e osservarlo mentre lavorava o mentre dipingeva.

BRAVA FRIDA, SEI PROPRIO INTELLIGENTE!

Dopo aver frequentato vari gradi di scuola, Frida superò un esame veramente difficile ed entrò nella Scuola di medicina più prestigiosa del Messico, dimostrando grande capacità e determinazione. Su 2000 studenti, solo 35 in quella scuola erano donne! Finalmente nessuno la prendeva più in giro, anzi, tutti cominciarono ad apprezzarla per le sue doti. PURTROPPO FRIDA HA TANTE FRATTURE... POVERA PICCOLA MIA!

A scuola si innamorò di Alejandro, un suo compagno. Finalmente Frida era felice: frequentava una scuola che le piaceva, aveva tanti amici ed era innamorata!

Ma il destino stava per giocare a Frida un altro brutto scherzo, il più crudele… Un giorno, tornando a casa da scuola, il pullman sul quale viaggiava con Alejandro si scontrò contro un tram. Fu un incidente molto grave. Frida sopravvisse, ma le gravi ferite riportate le provocarono enormi sofferenze che la segnarono per tutta la vita! 33


Frida kahlo...

A F U M E T T I!

QUESTA È UNA TORTURA! MI SENTO IN GABBIA E MI ANNOIERÒ MOLTISSIMO!

I medici le misero un busto di gesso per cercare di sanare le fratture alla schiena. Quel busto, però, non permetteva a Frida di stare in piedi, per cui fu costretta a letto per molti mesi.

DIPINGO AUTORITRATTI PERCHÉ SONO LA PERSONA CHE CONOSCO MEGLIO!

Frida cominciò a dipingere, dapprima per noia, ma a poco a poco la pittura divenne una vera e propria passione! La madre le fece montare anche uno specchio sopra il letto in modo che lei potesse vedersi. Frida, per colmare la solitudine, nei suoi dipinti si raffigurava in compagnia di tanti animali. Dipinse così tanti autoritratti che, oggi, sarebbe eletta “Regina dei selfie”! 34

PROVA A DIPINGERE, COSÌ IL TEMPO TRASCORRERÀ PIÙ IN FRETTA!

Cominciò così la sfida di Frida contro il destino finora poco generoso. Tirò fuori tutta la sua grinta e il suo coraggio e decise che nulla le avrebbe tolto la voglia di vivere! Sua madre, intanto, ebbe una grande idea: le fece montare un cavalletto da pittore sul letto e le diede in mano i colori di suo padre… SECONDO ME, QUESTI BAFFETTI MI DONANO!

Nei suoi autoritratti Frida si dipingeva sempre con dei baffi abbastanza vistosi e delle sopracciglia folte e unite tra loro. Era una donna proprio fuori dal comune! Le piaceva distinguersi dalle altre donne ed essere se stessa senza seguire le mode del tempo, per cui anche se in molti la chiamavano “la baffuta”, si rifiutò sempre di rimuovere la peluria dal suo viso. Questo, insieme alle coloratissime gonne della tradizione popolare, la caratterizzava molto! Non c’era un’altra donna come lei!!!


TU SEI TUTTO IL MIO MONDO...

Dopo essersi liberata del busto, si buttò alle spalle tutti i giorni di immobilità assoluta e si catapultò nella vita con tutta la sua forza, decisa a prendersi la sua rivincita! Continuò a dipingere intingendo i suoi pennelli nei colori forti e allegri della tradizione messicana. Poi, un giorno, Frida incontrò Diego Rivera, un pittore già affermato che dipingeva soprattutto murales e se ne innamorò. Dopo qualche tempo, i due si sposarono.

FORZA MUCHACHOS! ANDIAMO A DIPINGERE LA VITA DELLA STRADA!

Frida e Diego amavano vivere nella loro Casa Blu e insieme diventarono sostenitori del popolo messicano che lottava per il riconoscimento dei suoi diritti.

SÌ! ANDIAMO A DIPINGERE L’ALLEGRIA MESSICANA!

Dopo un periodo trascorso a New York insieme al marito, Frida tornò in Messico, dove insegnò in una scuola d’arte distinguendosi dagli altri docenti, perché si rifiutava di insegnare all’interno delle classi. 35


Frida kahlo...

A F U M E T T I! VIVA LA VIDA!

Tutti, in Messico, conoscevano le opere di Frida! Tutti erano pazzi di lei e nel 1953 le fu dedicata una grande mostra. Frida, che in quel periodo stava nuovamente male, fu trasportata alla mostra insieme al suo letto. Anche in quell’occasione, nonostante i dolori, Frida mostrò tutta la sua allegria e trascorse la serata cantando e brindando, sempre costretta nel suo letto! FRIDA RIMARRÀ PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI. È STATA UNA DONNA VERAMENTE SPECIALE!

Purtroppo la sua grande voglia di vivere non bastò a salvarla dalla malattia; le sue condizioni si aggravarono e un giorno, dopo aver partecipato contro il parere dei medici all’ennesima manifestazione a sostegno del popolo messicano, Frida si spense nella sua amatissima Casa Blu. 36

Era il 13 luglio 1954. Moriva così una grande donna che era riuscita a trasformare la sofferenza in arte, le sconfitte in risorse e l’intera vita in un esempio di coraggio per il mondo e per tutte le donne!


Le opere

Le opere Autoritratto sulla frontiera tra Messico e Stati Uniti Che confusione, mia cara Frida! Quante cose hai dipinto in questa tela! Che cosa sono quegli strani oggetti metallici? Sembrano dei mostriciattoli con delle braccia lunghe lunghe! E come mai hai dipinto il sole e la luna insieme? Beh... il titolo in effetti un po’ aiuta...Tu, bella, nel tuo vestito rosa, con la collana di corallo al collo e i guanti di pizzo, sei al centro del dipinto come a voler segnare il confine tra le due terre: gli Stati Uniti, dove ti ritrovi a vivere per seguire il tuo Diego, e il tuo adorato Messico di cui hai tanta nostalgia! Quanto sono diversi questi due Paesi! Le tradizioni, i colori, le piante, la storia... sembrano due pianeti tanto lontani! Da una parte c’è il sole, , i cactus e il cielo terso che ti fa venir voglia di sognare; le piramidi degli Aztechi dall’altra ci sono le ciminiere delle fabbriche, il cemento, l’aria inquinata dal fumo e il cielo grigio che ti fa venir voglia di scappare... Non preoccuparti, Gli Aztechi furono Frida. Il Messico è lontano, ma è a un solo battito di cuore ed è sempre lì un antico popolo che che ti aspetta, accogliente e con le braccia ben aperte! abitò il Messico dal XIV al XV secolo.

OSSERVA E RIFLETTI

1 Prova a elencare tutti i particolari di questo dipinto che riesci a notare. ......................................................................................................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... .........................................................................................................................................................................................................................................

2 Quale elemento, nel dipinto, colpisce di più la tua attenzione? Perché? ......................................................................................................................................................................................................................................... .........................................................................................................................................................................................................................................

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Le opere

AUTORITRATTO CON SCIMMIE

OSSERVA E RIFLETTI

A chi non piacciono le coccole? Frida ne riceve tante dalle sue piccole scimmiette, che tiene in braccio amorevolmente proprio come una bambina fa con i suoi orsacchiotti. Le scimmiette le stanno tutte addosso e sembra non abbiano alcuna intenzione di lasciarla andare! Una le cinge il collo, l’altra le mette una zampetta sul petto e attorciglia la sua coda al braccio, mentre le altre due la tengono d’occhio da dietro le grandi foglie di strelitzia, il bellissimo fiore alto e slanciato che impreziosisce lo sfondo. Frida si lascia abbracciare. Lei ama tutti gli animali, ma ha un vero e proprio debole per quelle scimmiette così affettuose e vivaci che spesso le mettono sotto sopra il giardino della casa Blu. Lei, però, non se ne cura; del resto, l’allegria e un po’ di sana confusione, sono un ottimo rimedio per non pensare alla sofferenza! – Ehi Frida, il tuo cuore batte forte! – sembra dirle la scimmietta che le tocca il petto. Lei sorride e poi torna a guardare avanti con lo sguardo fiero di chi è abituato a lottare e a vincere, mentre il suo cuore scandisce il ritmo di una vita che lei vorrebbe bere tutta d’un fiato, per non perderne neanche una goccia!

1 Come definiresti l’espressione di Frida? ......................................................................................................................................................................................................................................... .........................................................................................................................................................................................................................................

2 Secondo te, a che cosa sta pensando? ......................................................................................................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... .........................................................................................................................................................................................................................................

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Le opere 3 Frida spesso si

dipingeva in compagnia di scimmie, pappagalli, cani sia per rappresentare la gioia sia per dimenticare la solitudine. Tu hai un animale preferito che vorresti disegnare accanto a te? Dai, prova a disegnare il tuo autoritratto insieme alla tua mascotte!

4 Adesso, divertiti a realizzare

uno sfondo diverso per il dipinto di Frida.

39


LA TEORIA DEI COLORI Chi non è mai rimasto con il naso per aria a osservare estasiato un arcobaleno? Sicuramente anche tu! L’arcobaleno è uno degli spettacoli naturali più affascinanti!

Giallo

Arancione Rosso

Verde

Ma dietro tutta la sua magia c’è una spiegazione scientifica ben precisa: l’arcobaleno si forma quando la luce del sole attraversa le gocce d’acqua rimaste sospese nell’aria dopo un temporale. Visivamente, l’arcobaleno appare come un arco formato da sette colori. Viceversa, quando questi colori si ricompongono si forma la cosiddetta luce bianca. Non ci credi? Prova a fare questo semplice esperimento con il disco di Newton e potrai verificarlo tu stesso!

azzurro

violetto

2

1 Riproduci su un foglio il disco. Colora gli spazi con i colori indicati.

indaco

azzurro verde

violetto

Indaco

Ritaglia il disco e incollalo su un cartoncino, per renderlo più rigido.

giallo

rosso

arancione

3

Con l’aiuto di un adulto, pratica un foro in centro e fai passare un filo di lana attraverso esso. Poi, insieme a un compagno, tendi i due capi del filo.

40

4

Fai girare molto velocemente il disco: i sette colori sembreranno scomparire e vedrai formarsi il bianco!


D E N T R O L'ARTE Il bianco è dunque il risultato della mescolanza di tutti gli altri colori ed è detto anche colore acromatico, cioè senza colori. Colori acromatici sono anche il nero e il grigio.

1 Colora il disegno usando soltanto i colori acromatici.

41


I COLORI I COLORI PRIMARI I colori primari si chiamano cosĂŹ perchĂŠ non derivano da altri colori. Sono tre:

Giallo

Rosso

blu

I COLORI SECONDARI I colori secondari sono, invece, quei colori che si ottengono dalla mescolanza dei colori primari. Ecco come si formano.

giallo

Rosso

arancione

I COLORI TERZIARI I colori terziari sono quei colori che si ottengono mescolando un colore primario con uno secondario. Osserva la tabella.

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ROSSO

blu

giallo

Verde

blu VIOLA

=

Giallo +

Verde

Giallo +

Arancione =

Giallo aranciato

Rosso +

Arancione =

Rosso aranciato

Rosso +

Viola

=

Rosso violaceo

Verde giallognolo

Blu

+

Verde

=

Blu verdastro

Blu

+

Viola

=

Blu violaceo


D E N T R O L'ARTE 1 Colora le due mongolfiere. Per la prima, usa i colori primari.

Per la seconda, usa i colori secondari.

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icana Frida e la cultura mess In molti dipinti di Frida sono presenti scheletri e teschi. Non perché la pittrice fosse ossessionata dal triste pensiero della morte, ma perché in Messico i simboli della morte fanno parte del folclore locale.

Il 2 novembre, giorno in cui si ricordano i defunti, il Messico si trasforma in un coloratissimo carnevale! Niente lacrime, niente tristezza! Oltre a coloratissimi fiori, tutti portano sulle tombe frutta e dolci e all’interno dei cimiteri si organizzano allegri concertini.

Davanti alle porte di casa, le famiglie lasciano cibo, bevande, cuscini e coperte affinché i loro cari defunti possano fare una bella merenda e schiacciare un pisolino!

QUATTRO ABITANTI DEL MESSICO

Questa festa particolare viene celebrata anche dai bambini, che vanno pazzi per le calaveras, piccoli teschi di zucchero colorato. Tutto ciò che riguarda la morte e i suoi simboli diventa motivo di festa e un inno alla vita. Grazie alle sue profonde radici storiche, questa festa è diventata Patrimonio dell’Umanità!

1 Divertiti a colorare la calavera con i bellissimi colori sgargianti della tradizione messicana.

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ARTE

’ MAG RITTE RENE Apparentemente René poteva sembrare un uomo comune, elegante ed educato, che se ne andava in giro con la sua inseparabile bombetta, proprio come tanti uomini dell’inizio del Novecento. In realtà sotto quel vestito scuro si nascondeva un artista geniale, capace di stupire come pochi altri!

René dipinse una realtà impossibile, illogica e misteriosa, come quella che appare nei sogni, dove spesso nulla sembra avere un senso. Forse, è proprio per questo che le sue opere affascinano tutti coloro che le osservano. Chiunque si trovi davanti a un quadro di Magritte si solleva da terra e si ritrova a passeggiare sui tetti delle case, tra calici di nuvole e rocce sospese nell’aria… Del resto, Magritte stesso amava ripetere: – La realtà non è mai come si vede; è soprattutto immaginazione! 45


. . . e t t i r g a m É ren

A F U M E T T I!

RENÉÉÉÉ!!! QUANTE VOLTE DEVO DIRTI DI NON GIOCARE NEL MIO LABORATORIO!

NON RIESCO PIÙ A VENDERE NULLA! DOVREMO TRASFERIRCI.

MA COSÌ DOVRÒ LASCIARE IL MIO LABORATORIO!

Il piccolo René amava stare nel laboratorio dove sua madre confezionava eleganti cappelli per signore. Si divertiva soprattutto a soffiare su piume e nastri facendoli svolazzare dappertutto! Che divertimento!

Il padre commerciava tessuti ma, nonostante l’impegno, gli affari non andavano molto bene. Così, un giorno fu costretto a prendere una decisione molto importante…

René era diverso dai suoi fratelli... era un grande sognatore! Anche a occhi aperti riusciva a far volare la fantasia e a vedere una realtà diversa da quella che appariva a tutti gli altri.

Un giorno però, la vita gli mostrò il suo lato peggiore: quello del dolore! La madre, malata da tempo, morì. Fu un dolore enorme per René, che sentì la mancanza della madre per tutta la vita.

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René, però, reagì con forza al dolore per questa grande perdita. Si aggrappò alla sua energia e, con i pennelli, cominciò a dipingere tutti i colori del mondo, come a voler contrastare e opporsi a tutti i costi alla sofferenza! Voleva segnare con forza la direzione della sua strada, nel senso opposto a quella del buio e della morte, una strada che portava verso la luce e la vita.

Un giorno a Bruxelles incontrò Georgette, la ragazza che aveva conosciuto su una giostra quando lui aveva solo 15 anni. Fu come se il tempo non fosse mai passato e la giostra non avesse mai smesso di girare... Tra i due nacque un grandissimo amore: si sposarono e non si lasciarono più.

I trasferimenti della famiglia Magritte si susseguirono uno dopo l’altro. A Bruxelles, René, dopo aver terminato gli studi classici, frequentò l’Accademia di Belle Arti. Aveva 18 anni e si affacciava alla vita pieno di aspettative...

I quadri di Magritte non erano sufficienti, all'inizio, a dargli da vivere, così cominciò a lavorare come grafico, disegnando manifesti e carte da parati. 47


. . . e t t i r g a m É ren

A F U M E T T I! ECCO! È PROPRIO COSÌ CHE IO VOGLIO DIPINGERE LA REALTÀ CHE MI CIRCONDA!

Giorgio De Chirico, Canto d’amore Un giorno, rimase letteralmente stregato davanti al quadro di De Chirico intitolato “Canto d’amore”. In questo quadro si vedevano l’enorme testa di una statua davanti al muro di un edificio e un gigantesco guanto. Fu una folgorazione: quel pittore era riuscito ad andare oltre la realtà rappresentandola proprio come avrebbe voluto fare anche René! Così, da quel momento decise di cambiare lo stile della sua pittura.

Tempo trafitto

Magritte diventò un seguace del Surrealismo. Si trattava di un movimento culturale che cercava di far incontrare il sogno e la realtà, unendo vari oggetti senza un apparente senso logico. Infatti, nei sogni può capitare di vedere o fare delle cose che nella realtà non esistono o sono impossibili. 48


CHISSÀ PERCHÉ LA GENTE PENSA CHE IO SIA STRANO! PROPRIO NON LO CAPISCO!

Il modello rosso

il castello dei pirenei

Il sogno era la vera fonte di ispirazione di Magritte! I suoi soggetti si riconoscevano tra mille e sorprendevano sempre chi li osservava: un paio di scarpe che si tramutavano nelle dita di un piede, un’enorme roccia sospesa nell’aria, una nuvola dentro un bicchiere... Tutte cose che potevano apparire soltanto nei sogni!

Ancora oggi chi osserva i quadri di Magritte si ritrova a dubitare della realtà stessa. Per esempio nel dipinto “Ceci n’est pas une pipe”, “Questa non è una pipa” si può osservare una semplice pipa sospesa in uno spazio indefinito. Ma… si tratta proprio di una pipa? Sì? E invece no! Magritte specifica che non si tratta di una vera pipa, ma della rappresentazione di una pipa: e infatti non si può fumare, come invece l’oggetto reale! Proprio per questa sua capacità di insinuare dubbi sul reale, René venne chiamato “Saboteur tranquille”, il “disturbatore silenzioso”.

Questa non è una pipa

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. . . e t t i r g a m É ren

A F U M E T T I! Beh... in effetti Magritte aveva ragione, non lo pensi anche tu? Se disegniamo una torta non possiamo affatto affermare che quella sia una vera torta!

CHE COS’È QUESTA?

È UNA TORTA.

NO, È UNA TORTA DISEGNATA, FINTA, NON SI PUÒ MANGIARE!

Il figlio dell’ uomo

BRAVO! QUESTA, INFATTI, È SOLO L’IMMAGINE DI UNA TORTA!

René, sempre elegante in giacca e cravatta, sembrava proprio una persona comune, e invece sotto quella bombetta nera si nascondeva una fantasia straripante che, non appena prendeva in mano un pennello, esplodeva come un fuoco d’artificio! A Magritte piacevano le mele, adorava mangiarle... ma ancor più dipingerle! Le metteva un po’ dappertutto, anche davanti a un viso, come a voler coprire qualcosa di misterioso! Che cosa nasconde la mela? Un bellissimo sorriso o una bocca sdentata? Uno sguardo magnetico o due occhi strabici? Quanto si divertiva, René, a fare il misterioso! 50


QUEST’ARTISTA È VERAMENTE GENIALE!

l'uomo con la bombetta

SÌ! ED È ANCHE DIVERTENTE!

mele mascherate

Come gran parte degli artisti, anche per Magritte il successo arrivò molto tardi. Nel 1965, soltanto due anni prima della sua morte, il Museum of Modern Art di New York gli dedicò una grande mostra che lo fece conoscere al grande pubblico. Tutti impazzirono per le sue mele, le sue nuvole e per gli omini con la bombetta che sembravano cadere dal cielo come pioggia.

Finalmente René era riuscito a fare ciò che aveva sempre desiderato: sorprendere e stupire il mondo, facendolo immergere nei suoi magici sogni! 51


Le opere

Le opere

Ormai è chiaro a tutti, Magritte non smette mai di sorprendere! Golconda Una pioggia di omini neri con la bombetta non ce l’aspettavamo proprio! Sono tutti vestiti allo stesso modo: cappotto, cravatta, bombetta, come se stessero tornando a casa dall’ufficio, con la cartellina sotto il braccio. – Scusi, mi sa dire dov’è via del Bosco Grande? – Certo, è semplice... terza nuvola a destra e poi dritto fino al tetto giallo! Che buffi questi omini! E poi, non si capisce se scendono giù come pioggia o se stanno risalendo verso il cielo perché hanno scoperto di saper volare! Non si scompongono, stanno tutti dritti dritti a piedi uniti come se fossero tanti soldatini! Aaaaaattenti! Ma quanti sono? Alcuni sono piccoli piccoli, perché sono lontani, altri invece sono più grandi perché più vicini e si può vedere il loro viso. C’è chi guarda di fronte, e chi è leggermente girato verso destra o verso sinistra. Tutti, però, hanno espressioni serissime! Devono aver lavorato tanto e adesso non hanno nemmeno voglia di sorridere! Su... coraggio... un po’ d’allegria! Domani è domenica e si va tutti a passeggiare al parco! 52


Le opere Sai che cosa significa lo strano nome di questo quadro, Golconda? È il nome di un’antica città indiana che nel passato era ricca e florida, mentre nel presente è solo una città in rovina.

OSSERVA E RIFLETTI

1 Osserva il dipinto. Quale sensazione provi? Di trovarti a terra con i piedi ben piantati sulla strada oppure di essere all’altezza degli uomini con la bombetta, sospeso tra cielo e terra? ......................................................................................................................................................................................................................................... .........................................................................................................................................................................................................................................

Perché? ................................................................................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... .........................................................................................................................................................................................................................................

2 Se gli uomini con la bombetta parlassero tra di loro, che cosa si direbbero, secondo te?

Scrivilo nei fumetti. ....................................................... .....................................................................

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Le opere

La corda sensibile

sospese? Ma come fanno le nuvole a stare Che cosa le tiene legate al cielo? Forse una corda invisibile? Ti sei mai posto domande di questo tipo, guardando le nuvole? Magritte prova a dare la sua fantasiosa risposta dipingendo una grande nuvola sorretta da un gigantesco calice di cristallo. “Ecco come fanno a essere sorrette le nuvole!” sembra dirci... Beh, caro René, ci piace proprio tanto stare al tuo gioco e fantasticare con le immagini proprio come fai tu!!! 54

Del resto, sei bravissimo a farci credere possibile l’impossibile! E allora tuffiamoci in tutta la delicata bellezza di questo dipinto e nella sofficità di questa grande nuvola che ci fa pensare all’inconsistenza: ci sarà ancora, domani? O sarà sparita come una bolla di sapone? Anche i pensieri sono come nuvole... se sono lievi volano alti e ci portano con loro nel cielo infinito, se sono pesanti, ci tirano giù! Ma sì... René, forse hai ragione tu, godiamoci la leggerezza della vita e liberiamoci delle preoccupazioni, poiché forse, domani, spariranno come le nuvole, frantumate dal vento...


OSSERVA E RIFLETTI

Le opere

1 Descrivi tutti gli elementi che vedi nel dipinto. ......................................................................................................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... ......................................................................................................................................................................................................................................... .........................................................................................................................................................................................................................................

2 Prova a immaginare un dialogo tra due signore che, sedute al bar, bevono...

due calici di nuvole... Signora A: ...........................................................................................................................................................................................................

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Signora B: ............................................................................................................................................................................................................

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3 E tu, se fossi un pittore, che cosa disegneresti dentro al calice vuoto?

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Le opere

i valori personali

A Magritte piaceva ribaltare ciò che normalmente tutti erano abituati a vedere e si divertiva un sacco a sconvolgere l’ordine delle cose. Il suo gioco era proprio questo: prendere degli oggetti dal posto dove era normale che si trovassero e disegnarli in un altro posto totalmente differente. “Vediamo come reagisce la gente se anziché riempire una stanza di mobili la riempio di oggetti giganteschi...” deve aver pensato quando dipinse I valori personali.

Non sempre, però, i suoi quadri celavano un messaggio. Anzi, lui diceva che i titoli dei suoi quadri non c’entravano niente con i dipinti e che ciascuno di noi poteva interpretarli liberamente. Qui, però, fa un’eccezione e vuole farci capire quanto esagerata sia l’importanza che diamo a certe cose, come il vino (rappresentato dal grande calice) o la cura del nostro corpo (rappresentata dal gigantesco pettine e dall’enorme pennello da barba...).

OSSERVA E RIFLETTI

1 Se tu fossi al posto di Magritte, quali oggetti metteresti in una stanza vuota per rappresentare i valori più importanti? ............................................................................................................................. ..........................................................................................................................................................................................................................................

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D E N T R O L'ARTE

I CONTRASTI CROMATICI I COLORI COMPLEMENTARI I colori complementari sono tutti quei colori che, se accostati, si evidenziano e si esaltano l’un l’altro.

1 Scegli due colori complementari

per colorare i fiori e altri due colori complementari per colorare il vaso.

giallo e viola rosso e verde

blu e arancione

2 Costruisci la ruota dei colori,

seguendo le istruzioni. 1

2

3

4 5

Fai una fotocopia, ingrandita in modo opportuno, dei modelli della ruota.

Incolla i modelli su un cartoncino e ritagliali.

Colora ciascuna delle sezioni con i colori primari e secondari. Colora gli spazi vicino al centro con i soli colori primari. Segui esattamente il modello. Sovrapponi le due ruote e fissale con un fermacampione. COMPLEMENTARI COMPLEMENTARE

Dopo aver ritagliato la zona tratteggiata del disco in basso, piegala verso l’esterno e scrivi all’interno la parola: COMPLEMENTARE. 57


LUCI E OMBRE Possiamo illuminare gli oggetti con diverse fonti luminose, naturali come il sole o artificiali come una lampadina. In entrambi i casi, colpendo gli oggetti, la luce crea delle zone d’ombra. Esistono le ombre proprie, cioè quelle che si formano sull’oggetto, e le ombre portate, cioè quelle che lo stesso oggetto proietta sulla superficie. La parte più illuminata dell’oggetto è separata da quella in ombra da una linea, chiamata separatrice d’ombra.

Nel caso di questo disegno, la luce proviene da destra: di conseguenza l’ombra andrà disegnata a sinistra.

1 Adesso prova tu a disegnare l’ombra, considerando la fonte luminosa posta a sinistra.

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D E N T R O L'ARTE

LA NOTAN ART La Notan art è una bellissima forma d’arte giapponese che si basa sui principi di luce e ombra. Segui le istruzioni e ti divertirai moltissimo a creare dei capolavori di grande effetto!

OCCORRENTE • Foglio bianco nero rato di cartoncino • Un piccolo quad • Matita • Forbici • Colla

1

3

Disegna sul bordo del cartoncino nero delle forme a tuo piacimento.

Incolla nel centro del foglio bianco ciò che rimane del quadrato di cartoncino nero.

2

4

Ritaglia le forme disegnate, facendo attenzione a non perdere i pezzetti ritagliati.

Incolla su ogni bordo del quadrato nero la forma corrispondente precedentemente ritagliata, creando un’esatta simmetria.

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LA PROSPETTIVA Se vuoi disegnare uno spazio in maniera realistica, è necessario conoscere alcune regole della prospettiva. Osserva.

Sfondo secondo piano

primo piano

primissimo piano

1 Completa il disegno aggiungendo porte e finestre ai palazzi, mantenendo la prospettiva.

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Gli oggetti in primo piano sono più grandi rispetto a quelli sullo sfondo. Questa varietà di piani serve a dare l’idea della profondità. Per disegnare un paesaggio usando la prospettiva è necessario: 1 tracciare una linea orizzontale a metà foglio; 2 segnare il punto di fuga dal quale partiranno le linee che servono a delineare lo spazio.


... IL M IT O

A R T N O C N I E T R A L’

Quando le opere d’ arte raccontano una storia: LA MEDUSA Il Cardinal del Monte entrò nella stanza di Michelangelo con passo deciso, e con un gesto stizzito aprì di colpo la tenda. La luce forte e prepotente di mezzogiorno entrò all’improvviso e andò dritta a sfidare le palpebre del giovane pittore che, però, continuava a tenerle ben chiuse nella pesantezza del sonno. – ALZATI!!! L’urlo perentorio del cardinale arrivò forte alle orecchie di Michelangelo e risuonò nella sua testa come un’eco. – Ma come fai a trascorrere tutte le notti nelle osterie tra risse e duelli? Guardati! Hai dormito anche stanotte con gli stivali! – aggiunse il cardinale. Da quando il Cardinal del Monte si era offerto di aiutare il giovane Michelangelo Merisi, dandogli ospitalità nel suo palazzo, aveva perso la tranquillità perché il giovane pittore, ragazzo molto irrequieto e ribelle, si era messo spesso nei guai a causa della sua litigiosità. – Il sole è già alto e tu hai un lavoro da finire, lo ricordi? Michelangelo aprì gli occhi a fatica e, bofonchiando, si mise a sedere lentamente sul letto. Tenendosi la testa tra le mani, rispose: – Certo che lo ricordo, eccellenza! Me lo ripetete tutti i giorni! La Medusa!!! – Mi avevi promesso che l’avresti finita prima di sabato! – Ho fatto di meglio, mio caro cardinale…

caravaggio Michelangelo Merisi è conosciuto con il nome di Caravaggio. Nacque a Milano nel 1571 e, poco dopo i vent’anni, si trasferì a Roma. Caravaggio fu uno spirito inquieto e con una certa predisposizione a mettersi nei guai, ma fu anche uno dei pittori più grandi e geniali dell’intera storia dell’arte, amato per la sua capacità di rappresentare sia scene di vita reale sia personaggi che colpiscono lo spettatore per le emozioni e i sentimenti che trasmettono.

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Medusa

Michelangelo si alzò dal letto, barcollando per il sonno che lo teneva ancora in ostaggio, e si diresse verso un cavalletto posto in centro alla stanza. Poi, con un gesto teatrale e con la solennità di chi apre il sipario di un palcoscenico, tolse il telo che lo ricopriva. Il cardinale, che aveva seguito i suoi passi, si protese verso l’opera e… dovette sorreggersi alla sedia per riuscire a contenere l’emozione che lo coglieva ogni qual volta si trovava davanti alla meraviglia… Con gli occhi umidi, il cardinale girò attorno all’opera più di una volta per cercare di cogliere ogni particolare di quel capolavoro. Lo sguardo della Gorgone lo seguiva implacabile da ogni angolazione! – Non posso crederci! Hai fatto un capolavoro! Una testa appena recisa, eppure così viva! Caravaggio abbozzò un sorriso di compiacimento mentre si fingeva indifferente ai complimenti. Medusa, raffigurata su una tela incollata a uno scudo convesso, chiusa nello stupore di chi ha appena capito d’essere stata decapitata, era davvero impressionante: i muscoli del viso erano contratti in quell’ultimo attimo di vita, gli occhi atterriti e le pupille, quasi fuori dalle orbite, fissavano lo spettatore trasmettendo tutto l’orrore della scena. L’urlo orribile proveniente da quella bocca spalancata sembrava tagliare l’aria della stanza e i nove serpenti attorno al viso parevano contorcersi continuamente, completando l’inquietante rappresentazione! Il Cardinal del Monte era certo che con quel capolavoro avrebbe ricevuto apprezzamenti e ringraziamenti a profusione da Ferdinando de Medici, al quale avrebbe voluto regalare la Medusa. Del resto la Gorgone, che da sempre simboleggiava la prudenza e la sapienza, ben si prestava a rappresentare i valori ai quali si ispirava la nobile famiglia fiorentina. Sì, ne era proprio sicuro: sarebbe stato un successo!

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Medusa Poi, soddisfatto, si rivolse al suo pupillo: – Bravo Michelangelo! Non capirò mai come fai a dipingere tanta perfezione… Mentre cercava di togliersi gli stivali, Caravaggio rispose: – Io non decido nulla! Assecondo solo il mio talento! Esso stabilisce ogni mio movimento e io gli obbedisco come in preda a una frenetica smania che guida il mio pennello! E quando l’opera è finita mi scopro finalmente soddisfatto e sazio, come se la mia arte mi avesse nutrito! La pittura è sicuramente la migliore cura alla mia inquietudine… Poi rimise il telo sul cavalletto e, prima di dirigersi verso il letto, si voltò verso il cardinale… – Adesso posso tornare a dormire?

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Medusa

Il mito di Medusa Prima della trasformazione in un orrendo mostro, Medusa era una bellissima ragazza, la più bella delle tre sorelle Gorgoni: Euriale, la Sapienza; Steno, la Forte; Medusa, l’astuta. Ciò che la differenziava dalle altre sorelle, oltre alla bellezza, era il fatto che tra le tre, lei era l’unica a essere mortale. La bellezza di Medusa suscitò l’attenzione di Nettuno, dio del Mare, che se ne innamorò perdutamente, al punto da rapirla e portarla nel tempio sacro dedicato alla dea Atena. del suo tempio, Atena, in preda all’ira a causa della profanazione anziché vendicarsi di Nettuno, inflisse una tremenda punizione a Medusa: la trasformò in un orribile essere mostruoso, con un groviglio di serpi al posto dei capelli e due occhi ardenti come tizzoni che trasformavano in pietra chiunque li guardasse!

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Una profanazione è un’offesa a qualcosa di sacro.


... L A S T O R IA

A R T N O C N I E T R A L’

La storia degli Orazi Molti episodi legati alla storia di Roma hanno un’origine leggendaria. Quello degli Orazi contro i Curiazi è un episodio che si fa risalire al VII secolo a.C. quando Roma, sotto il regno di Tullio Ostilio, si trovava in guerra contro la città di Albalonga. Per evitare ulteriori spargimenti di sangue i Romani e gli Albani concordarono di far combattere tra di loro tre campioni, in rappresentanza di ciascuna delle due città. La scelta degli Albani cadde sui tre fratelli Curiazi, mentre i Romani scelsero i tre gemelli Orazi. All’inizio della sfida due dei gemelli romani furono uccisi ma l’unico fratello sopravvissuto giocò d’astuzia così, fingendo di scappare, si fece inseguire e poi, cogliendoli di sorpresa, colpì i Curiazi uno a uno. Albalonga cadde perciò sotto il dominio dei Romani.

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Gli Orazi

Quando le opere d’ arte raccontano una storia: IL GIURAMENTO DEGLI ORAZI Jacques louis david, il giuramento de gli or

azi

– Te lo giuriamo padre! Ci batteremo con onore! Così dicendo, i tre gemelli distesero il braccio destro per dare solennità al giuramento. Tutti i muscoli del loro possente e atletico corpo raccontavano la loro grande forza e determinazione, mentre il loro sguardo parlava di tutta la fierezza di guerrieri! Avrebbero combattuto per la vittoria di Roma e avrebbero evitato lo spargimento di sangue di un intero esercito! – Ne sono sicuro, figli miei! Il vostro coraggio mi riempirà d’orgoglio!

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Gli Orazi

Le parole del padre si alzarono nell’aria, proprio come le sue mani. Quelle stesse mani che, non tanto tempo prima, avevano accarezzato i volti dei suoi figli ancora ragazzi, adesso stringevano tre spade. Era un padre fiero e orgoglioso, ma i suoi occhi tradivano la paura del combattimento e della possibile perdita prematura dei suoi figli! Dietro di loro, con i corpi abbandonati sulle sedie, c’erano le loro donne, che già presagivano la sventura e se ne dolevano. – Che giorno funesto! La morte crudele mi toglierà i miei affetti: perderò i miei fratelli oppure il mio fidanzato! Camilla, sorella degli Orazi, era infatti innamorata di uno dei tre fratelli sfidanti e sapeva bene, dunque, che quel giorno avrebbe pianto qualcuno dei suoi cari. Avvolta nel suo mantello, appoggiò la sua testa su quella della cognata e accolse tutto il dolore nel suo petto con la consapevolezza che nelle guerre non ci sono mai vincitori, solo vinti. I due figlioletti di uno degli Orazi cercarono rifugio tra le braccia della nonna. Il più piccolo nascose il suo viso tra le vesti della donna mentre il più grande, allontanando dai suoi occhi la mano che voleva risparmiargli la scena di addio, chiamò un’ultima volta il padre: – Padre, torna vincitore, ti prego! Devi ancora insegnarci tante cose e poi… mi avevi promesso che mi avresti insegnato ad andare a cavallo… Guardò ancora una volta il padre e gli zii che stavano offrendo il loro coraggio a tutto il popolo romano, poi chiuse gli occhi e la sua mente lo portò lontano, in una grande prateria sopra un cavallo bianco... mentre stringeva forte le redini insieme a delle mani più grandi delle sue. 67


Gli Orazi

1 Colora il dipinto.

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... l'a r ch i t e ttu r a

A R T N O C N I E T R A L’

La bellezza delle citta ROMA

MILANO

L’arte e la bellezza non si trovano soltanto dentro i colori di un quadro o nell’armonia di una scultura, si trovano anche nelle cupole, nelle torri, nei palazzi o nelle piazze di una città. Quando un architetto riesce a costruire qualcosa che oltre a essere funzionale è anche bello, allora siamo di fronte a un’opera d’arte! Nel passato ci sono stati grandissimi architetti che, concependo meravigliosi edifici, hanno reso il nostro patrimonio artistico famoso in tutto il mondo! Ma anche gli architetti contemporanei hanno fatto cose strabilianti, arricchendo la nostra bella Italia. Nelle prossime pagine rivolgeremo uno sguardo al passato e uno al presente, per andare alla ricerca della bellezza classica che tutti conoscono e di quella moderna, un po’ meno conosciuta, ma ugualmente rappresentativa delle nostre bellissime città italiane.

firenze

TRANI

vicenza 69


Roma

Quando l’ architettura diventa opera d’ arte

ROMA: l’Anfiteatro Flavio Urla, battiti di mani, rumore di catene, fragore di armi metalliche, grida di acclamazione… Sembra proprio di sentirlo, il pubblico inferocito che dagli spalti dell’Anfiteatro Flavio incitava i gladiatori nei combattimenti! Spade, scudi, tridenti…Chissà quante lotte e quante storie custodiscono i muri di questo splendido monumento! Storie di lotta e di coraggio! Già, perché gli antichi romani si divertivano molto ad assistere ai combattimenti tra gladiatori o con le belve feroci! Avevano anche i loro beniamini, si entusiasmavano moltissimo e facevano per loro un tifo sfegatato…un po’ come succede oggi durante

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le partite di calcio! Peccato, però, che quello non fosse un gioco inoffensivo! L’unica cosa che il popolo desiderava era “Panem et circenses”, cioè pane e divertimento, e gli imperatori, pur di ingraziarsi il popolo, non badavano a spese per organizzare i giochi dentro al circo. Più di 50 000 spettatori potevano assistere agli spettacoli! Eh già… Del resto l’anfiteatro era veramente grande! Quando venne costruito dall’imperatore Vespasiano, della dinastia dei Flavi, fra il 70 e il 72 d.C., era alto più di 52 metri, aveva 4 piani e aveva una circonferenza di 527 metri! Guardandolo oggi si vedono tutta una serie


Roma di archi vuoti, come se mancassero le porte (infatti a Roma per rimproverare qualcuno che ha dimenticato di chiudere la porta si dice: “Ma dove vivi, al Colosseo?”); in realtà, quando il Colosseo è stato realizzato, dentro ogni arco c’era una statua. E poi, all’ultimo piano, oltre le 40 finestre, c’erano i pali che servivano per aprire e chiudere il Velarium, un enorme tendone che riparava il pubblico dal sole e dalla pioggia. Tutti potevano assistere agli spettacoli, a patto che rispettassero gli spazi a loro dedicati. Il piano più alto era riservato al popolo, mentre il piano più basso ai nobili. L’imperatore e la sua famiglia invece sedevano nel Pulvinar, cioè nel palco imperiale.

Quando l’imperatore Costantino si convertì al cristianesimo, questi cruenti spettacoli ebbero fine. Oggi, questo edificio è diventato meta di tantissimi turisti e simbolo della città di Roma. Al suo interno non si sentono più voci di incitamento e di dolore, ma voci ed esclamazioni di stupore dei visitatori di tutto il mondo, che rimangono stregati dalla sua bellezza e dalla sua solidità, che ha sfidato i secoli con tanta fierezza.

Sai da dove deriva il nome “Colosseo”? L’Anfiteatro Flavio si chiamava così per via della colossale, cioè enorme, statua dell’imperatore Nerone che era collocata proprio davanti all’anfiteatro.

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Milano

Quando l’ architettura diventa opera d’ arte

MILANO: piazza Gae Aulenti No, non siamo a New York e nemmeno a Dubai: siamo a Milano, nella bellissima piazza progettata da Cesar Pelli e dedicata a Gae Aulenti, la bravissima architetta italiana che, con i suoi progetti, ha contribuito a far conoscere nel mondo il nostro talento e la nostra creatività. La piazza circolare, dal diametro di 100 metri, è diventata il nuovo simbolo di Milano, di una metropoli che guarda sempre avanti e che corre veloce, stupendo il mondo ogni giorno di più!

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La piazza è rialzata di 6 metri rispetto al livello della strada, proprio come se fosse un podio o un palcoscenico… e, in effetti, è proprio così, perché ogni giorno va in scena l’allegria dei bambini che si divertono con gli zampilli delle fontane e la vivacità dei giovani che ne hanno fatto un nuovo luogo di aggregazione! Ma è quando si alza lo sguardo che si viene sovrastati dallo stupore, da quella sensazione che fa esclamare:

Wo w w w w w w w !!!


Milano

Il bosco verticale A Milano, città che sembra volerti sorprendere a tutti i costi, c’è anche un grande bosco con più di 900 alberi e 2000 piante! Come? Non lo vedi? Ah, ma certo! Non è un bosco come tutti gli altri... ma un bosco verticale! Proprio così: un bosco che, anziché estendersi in larghezza, si estende in altezza. Come? Facile: si trova proprio dentro i balconi di un altissimo palazzo! Non è geniale? In questo modo è possibile portare gli alberi anche in mezzo al cemento, restituendo alla natura un posto di rilievo nella nostra quotidianità.

Grazie al bosco verticale è possibile migliorare anche la nostra vita, dal momento che tutte queste piante producono ossigeno e migliorano la qualità dell’aria! Infine, non dimentichiamo che questo palazzo cambia continuamente colore a seconda delle stagioni! Stare a guardarlo equivale a osservare un’opera d’arte in divenire, che cambia ogni giorno sotto i nostri occhi.

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Napoli

Quando l’ architettura diventa opera d’ arte NAPOLI: le stazioni della metropolitana U e e lei ò ! guag

Volete vedere qualcosa di veramente straordinario? Allora andate a Napoli e comprate un biglietto per la metro. Che cosa c’è di straordinario in una metropolitana? Tutto!!! Appena oltrepassati i tornelli vi troverete immersi in un oceano blu o in un intrigante gioco di specchi o ancora in mezzo a sculture e installazioni sorprendenti: insomma, vi troverete immersi nel fantastico mondo dell’arte contemporanea! La linea 1 della metropolitana di Napoli è una delle gallerie d’arte più belle d’Europa!

Tutto iniziò quando politici e artisti della Regione Campania si chiesero: “Perché non trasformiamo i grigi tunnel e le fredde scale mobili della metropolitana in coloratissimi luoghi d’arte? Perché non impreziosiamo con la bellezza questo grande servizio pubblico?”. Detto, fatto! L’idea era così bella che piacque a tutti. Iniziò così una meravigliosa avventura che coinvolse tantissimi artisti e architetti di fama internazionale che, con le loro opere, cambiarono il volto della Napoli sotterranea!

stazione DANTE

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Nel 1995 vennero inaugurate le prime stazioni d’arte, dei veri e propri musei dove i viaggiatori, al costo di un biglietto, potevano percorrere il loro tragitto godendo di bellissime opere. In questo modo non era più il cittadino che andava a trovare l’arte, come avviene di solito nei musei, ma era l’arte che andava a trovare il cittadino nei luoghi della sua quotidianità. Grazie a questo progetto, oggi i viaggiatori si soffermano, osservano e conoscono l’arte contemporanea, imparando anche a considerarla parte della loro vita.


Napoli Oggi le stazioni della metropolitana di Napoli accolgono più di

200 opere , realizzate da oltre

100 artisti , e sono tutte bellissime!

Entrare nella Stazione Toledo, progettata dall’architetto Oscar Tusquets Blanca, è come entrare dentro un incanto blu, fatto di luci che avvolgono il visitatore in una spettacolare scenografia, con i mosaici che parlano dei miti mediterranei e i pannelli che riproducono le onde del mare…

stazione toledo Quando invece si entra nella Stazione Università si viene subito accolti da una grande scultura in acciaio, chiamata Synapsi, e da due larghe colonne modellate come il profilo dell’artista che le ha realizzate, Karim Rashid. Sembra di essere sul set di un film di fantascienza! Il fucsia e il verde acido sono così vivi che è impossibile tenere basso il livello d’attenzione. Tutto richiama il mondo della tecnologia.

stazione università

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Napoli

stazione garibaldi

La Stazione Garibaldi, invece, è un intreccio di scale che sembrano sospese nel vuoto con viaggiatori che salgono, scendono, si sfiorano, ma non si incontrano mai… Tutto è un tripudio di specchi e acciaio che ti accompagnano fino all’installazione dell’artista Michelangelo Pistoletto dove, su pannelli d’acciaio, sono raffigurati viaggiatori di ogni età che aspettano la metro. Ma la cosa sorprendente è che, quando si scendono le scale, anche il visitatore diventa parte dell’opera d’arte, perché la sua immagine viene catturata dagli specchi. È proprio straordinario!!!

Certo che i napoletani sono proprio fortunati! Loro ogni mattina, per andare a scuola o al lavoro, non fanno mai un viaggio triste e grigio ma un tragitto vivace, che li predispone al buon umore. Quando si esce dalla metropolitana di Napoli si fatica un po’ a scrollarsi di dosso tutta quella meraviglia! Una volta in strada ci si ritrova nel rumore dei clacson e nella confusione del traffico e allora vien voglia di tornare nelle stazioni della metropolitana per un’altra boccata di stupore… Come se una vocina dicesse...

J a m m e g u a g li ò! Fa ci m m e ’n a tu g iro !

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Filosofia

L’ ESPERIENZA DELLA MERAVIGLIA socrate

platone Aristotele

Raffaello Sanzio, La scuola di Atene Nel grandioso affresco di Raffaello Sanzio, chiamato La scuola di Atene, sono raffigurati i più grandi filosofi dell’antichità, intenti a discutere tra loro. Al centro è rappresentato Platone, con il dito alzato a indicare il cielo; alla sua sinistra c’è Aristotele, il suo più importante allievo; Socrate si trova alla destra di Platone, di profilo e vestito con una tunica verde bottiglia. Nelle prossime pagine conoscerai qualche filosofo più da vicino, ma prima vediamo di scoprire che cos’è la filosofia! 77


Filosofia PERCHÉ L’ACQUA È BAGNATA?

Le domande

PERCHÉ È LIQUIDA.

Gli uomini cominciarono a “fare filosofia” quando iniziarono a meravigliarsi di tutto ciò che accadeva intorno a loro. Iniziarono così a porsi delle domande, cercando delle spiegazioni convincenti. Anche tu hai iniziato molto presto a “fare filosofia”: ricordi quando eri più piccolo e non facevi altro che rivolgere ai tuoi cari mille domande? Tutto era nuovo e tu avevi una grandissima voglia di esplorare e di conoscere il mondo! Non ti accontentavi mai di una sola risposta… Le persone non facevano in tempo a risponderti, che avevi pronta un’altra domanda... E così iniziava un vortice di domande senza fine, fino a quando qualcuno, esausto, passava la palla a un altro con la solita frase: – Chiedilo a lui. Oppure: – Chiedilo a lei.

E PERCHÉ DOBBIAMO BERLA?

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E PERCHÉ È LIQUIDA?

PERCHÉ ABBIAMO SETE E POI PERCHÉ... DOBBIAMO FARE TANTA PIPÌ!

PERCHÉ DOBBIAMO BERLA.


Filosofia

Chi e il filosofo? Il filosofo è dunque colui che resta stupito davanti alla bellezza e alla varietà delle cose e si pone molte domande su di esse mosso dal desiderio di conoscere la verità. Il filosofo è colui che non si stanca mai di cercare risposte sulla natura, sugli uomini, sulla vita, sul bene… e cerca di farlo ragionando, senza accontentarsi di quello che gli altri dicono. Insomma, per dirla tutta, i filosofi stanno tutto il giorno a pensare! Pensano, pensano, pensano e riflettono proprio su tutto! Devi sapere che una volta uno di loro, Talete, a furia di pensare, passeggiando con il naso all’insù, cadde in un pozzo molto profondo! E a te è mai capitato di riflettere tanto intensamente su qualcosa da ritrovarti gambe all’aria? Sì? E forse sei anche stato rimproverato dagli adulti che ti hanno dato del “distratto”? Beh, se dovesse capitarti un’altra volta, potrai giustificarti dicendo che questo ti succede perché ti stai preparando a diventare un filosofo!

Forza! Andiamo a recuperare il senso della meraviglia di quando eri più piccolo e partiamo per un viaggio verso il mondo della filosofia e dei grandi “perché”della vita. Anzi, chiediamo agli antichi filosofi di farci da guida, così sarà molto più facile conoscere la verità attraverso i loro affascinanti racconti!

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Filosofia

La valigia di un buon filosofo Come per ogni viaggio che si rispetti, è necessario preparare la valigia! Che cosa deve contenere la valigia di un buon filosofo?

Per essere un buon filosofo, inoltre, bisogna sempre essere consapevoli che non si smette mai di imparare, perché le cose da conoscere sono sempre più di quelle che già si conoscono! A questo proposito Socrate, il grande filosofo greco, diceva:

IO SO DI NON SAPERE!

Ma che cos’e la filosofia?

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Sembra che tantissimi anni fa, in Grecia, Pitagora, un grande curiosone che amava tanto andare alla ricerca del sapere, inventò una parola per descrivere questa sua attività. A voler essere precisi, Pitagora unì due parole già esistenti: FILO (che significava “amore”) e SOFIA (che significava “sapere”). Nacque così la parola FILOSOFIA che significa amore per il sapere. La filosofia, quindi, nasce dalla meraviglia e cerca di dare le risposte più giuste e sagge a tutto ciò che succede nel mondo e nella vita degli uomini.


Filosofia

IL MITO Gli antichi filosofi, per spiegare meglio un fenomeno naturale o pensiero importante, erano soliti raccontare delle storie semplici e accattivanti che, attraverso delle similitudini, rendevano comprensibili a tutti, quei concetti che altrimenti potevano essere di difficile comprensione. Queste storie sono i miti.

CAVERNA A L L E D O IT M Il raverso il

, att e di Platone eglio com m o m e ir i. quale cap are filosof t n e iv d a si fa

Nelle prossime pagine conoscerai due tra i miti piu belli della filosofia greca.

Il MITO Di amore e lott a di Empedocle, attrave rso il quale scopriremo un a delle teorie piĂš sugges tive sulla creazione del mon do.

Sei pronto per iniziare il tuo viaggio di scoperta? Preparati a incontrare il grande filosofo Platone.

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Platone

PLATONE

Platone nacque ad Atene nel 427 a.C. da una nobile famiglia. In realtà si chiamava Aristocle e probabilmente fu chiamato Platone per la sua costituzione robusta e le sue spalle larghe (dal greco platýs, che significa “ampio”). A 20 anni incontrò il grande filosofo Socrate, ne divenne un fedelissimo allievo e lo seguì fino all’ultimo giorno della sua vita. Platone si dedicò molto alla vita politica della sua città e fece del suo meglio perché fosse amministrata da uomini giusti. Purtroppo, le varie guerre e il governo di uomini incapaci, che si macchiarono di tante malvagità, provocarono in Platone una grande delusione. Per questo e per il dolore causato dalla perdita dell’amico e maestro Socrate, Platone iniziò a viaggiare. Al suo ritorno ad Atene fondò una scuola che chiamò Accademia. La fondazione di questa scuola fu un evento culturale importantissimo per tutto il mondo antico. In questa scuola, immersa in un grande parco, tanti discepoli trascorrevano le loro giornate tra passeggiate e discussioni. Platone visse fino all’età di 80 anni, regalando all’umanità un grande esempio di come andare alla ricerca della felicità attraverso la sapienza.

colora Socrate e Platone

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Platone

Il mito della caverna MA COME SI ARRIVA ALLA CONOSCENZA?

ALTÀ? RE LA AL E PR M SE DE N PO IS RR CO SECONDO TE, CIÒ CHE VEDIAMO

I filosofi cercano sempre la conoscenza per non rimanere nell’ignoranza. Ma che cosa cercano esattamente? Che cosa vuol dire “ignorante”? Qualcuno di sicuro risponderà che “ignorante” è una parola offensiva, una parolaccia che nessuno vuole sentirsi dire; eppure, questa parola non ha niente di offensivo, è semplicemente la condizione di chi “ignora i fatti e la verità”! Per i filosofi l’ignoranza è un importante punto di partenza, perché chi si sente ignorante avverte il bisogno di non esserlo più, di colmare la sua “non conoscenza” andando alla ricerca della verità. Per Platone uscire dall’ignoranza è come uscire da una caverna… Vuoi saperne di più? Vai avanti e leggi questo bellissimo mito, tratto dall’opera di Platone intitolata La Repubblica.

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A F U M E T T I!

il mitO...

Il mito della caverna C’era una volta una caverna lunga, stretta e buia. Solo l’entrata era illuminata da una splendida luce. Nel fondo di questa caverna c’erano degli uomini che stavano lì da sempre, fin dalla loro nascita. Non avevano mai visto ciò che c’era fuori dalla caverna, non avevano mai visto il mondo: erano tenuti prigionieri, legati con pesanti catene, e non potevano fare alcun movimento né tanto meno cambiare di posto. Non potendo neanche girare la testa, potevano solo guardare dritto davanti a loro.

GUARDA, IL CAVALLO È PIÙ PICCOLO DELL’UOMO.

SÌ, E I VASI SONO PIÙ GRANDI DI NOI!

Dall’altra parte della caverna c’era un grande fuoco. Tra il fuoco e i prigionieri c’era un muretto dietro il quale camminavano molti uomini in fila indiana. Ciascuno di loro portava un oggetto: statuette di uomini, di alberi, di animali, di case… oggetti diversi sia per forma sia per grandezza. Passando davanti al fuoco, gli oggetti proiettavano la loro ombra sulla parete di fronte ai prigionieri i quali, non potendo girare la testa, credevano che quelle ombre fossero oggetti reali. 84


MA… MA… ALLORA CIÒ CHE HO VISTO FINORA NON ERA LA VERITÀ!

Un bel giorno, uno dei prigionieri riuscì a liberarsi dalle catene e finalmente potè alzarsi e e vedere le statue che proiettavano le ombre. Man mano che si avvicinava all’uscita della caverna, provava un grande dolore agli occhi che, essendo abituati alla penombra, erano accecati dal sole.

NON RIESCO PIÙ A CAPIRE CHE COSA È VERO E CHE COSA NON LO È!

Una volta fuori, l’uomo si rese conto che non era facile, all’improvviso, distinguere la realtà dalle ombre, cioè la verità dalla finzione!

Nonostante si sentisse smarrito e impaurito, l’uomo continuò con grande sforzo a percorrere la strada in salita, verso l’uscita. Pian piano si abituò alla luce e cominciò a distinguere in maniera sempre più chiara, lo straordinario mondo che esisteva fuori dalla caverna e di cui non aveva mai sospettato l’esistenza! ADESSO HO CAPITO QUALI SONO LE COSE REALI!

L’uomo cercò di guardare il cielo ma, ancora una volta, la luce del sole, troppo forte per i suoi occhi abituati al buio, lo costrinse a guardare in basso, dove c’era un laghetto in cui si riflettevano gli alberi, le nuvole e gli uccelli. L’uomo credette, così, che quei riflessi fossero elementi reali… 85


il mitO...

A F U M E T T I!

ALLORA LE COSE REALI STANNO ANCHE LASSÙ!

TUTTO QUESTO È MERAVIGLIOSO! COME HO POTUTO VIVERE FINO A ORA SENZA CONOSCERE LA REALTÀ?

Scesa la notte, l’uomo potè finalmente alzare gli occhi verso il cielo, poiché la luce della luna era più delicata di quella del sole… Scoprì così le stelle e ne rimase incantato! Capì allora che la realtà non poteva essere soltanto quella che aveva visto nel laghetto ma reali erano anche tutte le meraviglie di quel cielo infinito!

Venne l’alba, e con essa la luce tenue del sole, che permise all’uomo di guardare il cielo senza temere il dolore agli occhi. Nel vedere la natura attorno a lui, dimenticò tutte le cose riflesse nell’acqua del laghetto e si meravigliò della bellezza degli alberi reali, degli uccelli reali, delle nuvole reali, dell’orizzonte e del mare e capì che solo quella era la vera realtà!

È DAL SOLE CHE VIENE LA VITA! ANCHE I MIEI AMICI DEVONO SAPERE!

Infine l’uomo, ormai abituato alla luce, riuscì a guardare direttamente verso il sole e… rimase senza fiato! Non aveva mai visto niente di più bello! A quel punto cominciò a ragionare e a rendersi conto che era il sole a determinare le stagioni e a governare tutta la natura! 86

Pieno di entusiasmo per aver finalmente compreso la verità, l’uomo tornò nella caverna per raccontare ciò che aveva scoperto ai suoi compagni, ancora prigionieri. Avrebbe tanto voluto liberarli dalle catene, portarli fuori dalla caverna e guidarli finalmente verso la luce e la conoscenza…


il mitO...

A F U M E T T I! MI CREDERANNO? E SE SI ARRABBIASSERO CON ME PERCHÉ LI FACCIO SENTIRE IGNORANTI? E SE PREFERISSERO NON CONOSCERE MAI LA VERITÀ E CONTINUARE A CREDERE NELLE OMBRE? DOPOTUTTO, A MOLTI LA VERITÀ FA PAURA!

All’improvviso, però, l’uomo fu assalito da un dubbio: e se i suoi compagni non fossero stati affatto felici di conoscere cose nuove? E se non avessero voluto mettere in discussione ciò che già sapevano? Che scelta difficile doveva compiere!

QUELLO CHE VEDETE QUI NON È LA VERA REALTÀ!!! VENITE FUORI A CONOSCERE IL MONDO REALE!

VUOI DIRE CHE FINO A ORA ABBIAMO VISSUTO NELLA MENZOGNA? COME TI PERMETTI, ARROGANTE CHE NON SEI ALTRO! VATTENE VIA E NON TORNARE MAI PIÙ!!

L’uomo, infine, decise di scendere nella caverna e di raccontare tutto ciò che aveva visto; i suoi compagni, proprio come aveva temuto, si offesero molto nel sentirsi dire che tutto ciò che conoscevano erano solo delle ombre! Alcuni, addirittura, si arrabbiarono veramente tanto e lo cacciarono via in malo modo, scegliendo di continuare a vivere nell’unica realtà che conoscevano: quella delle ombre. 87


Platone

Riassumendo . . . l’ UOMO ARRIVA ALLA CONOSCENZA FILOSOFICA PERCORRENDO DIVERSE TAPPE…

2

3 l’ UOMO VEDE l’ IMMAGINE DEGLI OGGETTI RIFLESSI NELL’ACQUA La conoscenza è un po’ più completa: si individuano me glio i colori, le dimensioni e il movim ento, ma mancano i particolari.

1 l’ UOMO VEDE DEGLI OGGETTI SUL MURO La conoscenza è mol to limitata: si intuiscono le forme, ma non si vedono i colori e le reali dimensioni.

l’ UOMO VEDE LE STATUE DEGLI OGGETTI

La conoscenza è sempre approssimativa: si distinguono le forme, ma mancano ancora i suoni, gli odori e i colori.

4 l’ UOMO VEDE l’ IMMAGINE DI NOTTE E STELLE CON LA LUCE DELLA LUNA E DELL

SÌÌÌ! FINALMENTE CONOSCO LA VERITÀ!!!

è più minuziosa: La conoscenza iduare le forme si possono indiv oni precise e reali, le dimensi ettagli. gran parte dei d

l’ UOMO VEDE GLI OGGETTI 5 ALLA LUCE DEL SOLE La conoscenza è compl eta: si individuano le forme re ali, le dimensioni precise e tu tti i detta

gli.

6 l’ UOMO GUARDA IL SOLE

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L’uomo capisce che la luce proviene dal sole e che è grazie a esso che si possono conoscere tutte le cose. La conoscenza, finalmente, diventa verità e dev’essere divulgata.


Platone

OSSERVA E RIFLETTI

1 Il senso delle metafore.

Unisci con una freccia i nomi alle definizioni corrispondenti.

La caverna

Coloro che rimangono schiavi delle apparenze e delle illusioni.

le ombre Pregiudizi e illusioni.

i prigionieri le catene

Il filosofo, colui che va alla ricerca della conosc enza, passando attraverso i suoi dubbi e superando la sua ignoranza.

La mente umana.

il prigioniero liberato

Fonte della verità.

i Il mondo fuor dalla caverna il sole

Il nostro sapere confuso, impreciso e a volte falso.

Il mondo reale che tutti, però, conosciamo gradualmente: prima in maniera imperfetta, poi in maniera più definita e alla fine in maniera chiara e precisa.

2 Rifletti come un vero filosofo. • Secondo te, le cose sono sempre così come ci appaiono a prima vista? • Se osservi l’arcobaleno pensi si tratti di piccolissime gocce d’acqua • • • •

o di qualcosa di diverso? Pensi che la conoscenza sia facile da raggiungere? Ti è mai capitato di cambiare opinione su qualcosa o su qualcuno che credevi diverso? Ti è mai successo di immedesimarti talmente tanto in un gioco da rimanerne suggestionato anche nella realtà? Secondo te, la TV può dare una falsa immagine della realtà? E la pubblicità? Le soluzioni ai quesiti sono disponibili nella Guida per l’insegnante.

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Empedocle

EMPEDOCLE Empedocle nacque nel 495 a.C. ad Akragas, l’attuale Agrigento, una splendida città della Sicilia. Era un medico ma tutti dicevano di lui che era un mago molto potente! Si diceva che, oltre a guarire dal male e dalla vecchiaia, avesse il potere di controllare il vento e le tempeste! Empedocle amava molto la natura e passava la maggior parte del suo tempo nei boschi o vicino al mare a osservare la bellezza del paesaggio. Empedocle trascorreva spesso il tempo libero in compagnia degli amici, ma quando doveva riflettere e studiare cercava il silenzio e la solitudine, sia per una totale concentrazione sia perché temeva che qualcuno potesse rubargli le idee. La sua morte è avvolta dal mistero, ma la tradizione racconta che Empedocle perse la vita buttandosi nel cratere dell’Etna. Si narra infatti che un giorno un uomo, passeggiando sulle pendici del vulcano, trovò un sandalo come quelli che Empedocle era abituato a portare: dal momento che il filosofo non si era più visto in giro, tutti iniziarono a credere che si fosse buttato nel vulcano. Se questa ipotesi fosse vera, si potrebbe pensare che Empedocle, sulla base delle sue convinzioni filosofiche, abbia voluto far ricongiungere il suo corpo con gli elementi della natura che nel vulcano sono tutti presenti (il fuoco della lava, la terra della roccia, l’aria contenuta nel vapore, l’acqua del vapore acqueo che salendo in cielo si trasforma in pioggia). Del resto, si sa, questi filosofi sono sempre stati dei tipi... originali e caparbi! Pur di dimostrare le loro teorie erano disposti a tutto!

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Empedocle

Il mito di Amicizia e Lotta

M DO? ON

TU

LO

OM’ È NATO C I A S IL

Tutti gli uomini si chiedono qual è l’origine delle cose: chi ha creato il sole, come è nato il mare, perché esistono le montagne o gli animali… Probabilmente anche tu avrai avuto qualche curiosità di questo tipo. Queste domande apparentemente potrebbero sembrare banali ma, invece, pongono un problema molto più complesso: perché esiste il mondo? Diversi filosofi cercarono una risposta individuando l’origine del mondo in un solo elemento: alcuni l’acqua, altri l’aria, altri il fuoco e altri ancora la terra. Anche Empedocle si chiedeva quale fosse l’origine del mondo e per darsi una spiegazione pensò che il mondo fosse nato da tutti e quattro gli elementi insieme. Per far comprendere agli altri questa sua teoria, inventò il mito che stai per leggere. 91


il mitO...

A F U M E T T I!

Il mito di Amicizia e Lotta Un giorno, Empedocle e il suo allievo Pausania, discutendo su quale fosse l’elemento che aveva dato vita alla natura, salirono su una collina e da lì si misero ad ammirare il mare in lontananza. Empedocle rimase in silenzio. Vedendolo così pensieroso, Pausania capì che il suo maestro stava per dire qualcosa di importante. Dopo più di un’ora, Empedocle iniziò a parlare con il tono di chi sta per affermare una grande verità e con lo sguardo rivolto all’orizzonte, disse...

All’inizio dei tempi, i quattro elementi fondamentali, Acqua Acqua, Aria Aria, Terra e Fuoco Fuoco, erano un’unica cosa perché erano uniti tra loro da una forza chiamata Amicizia Amicizia. Tutti insieme, stretti l’uno all’altro, formavano una palla perfettamente rotonda, chiamata Sfero Sfero, che stava immobile al centro dell’Universo. 92

ASCOLTA BENE LA STORIA CHE STO PER RACCONTARTI, MIO CARO PAUSANIA, E CAPIRAI COME È NATA LA VITA IN QUESTO NOSTRO MONDO!

Con il passare del tempo, dentro lo Sfero nacque un’altra forza, di nome Lotta Lotta, che incominciò a seminare discordia e a mettere in pericolo l’armonia tra i quattro elementi.


Lotta andò dall’Aria e la lusingò dicendo che lei, essendo il più puro e leggero degli elementi, non meritava di stare insieme agli altri, perché era superiore a loro. Aria, che era molto vanitosa, si convinse di essere un elemento troppo nobile per stare insieme a Fuoco, Acqua e Terra. Così, decise di staccarsi dallo Sfero e di volare verso l’alto, dove formò il cielo cielo.

Poi Lotta andò dal Fuoco e gli raccontò che Aria si faceva beffe di lui da lassù, perché diceva che non sarebbe mai riuscito a volare tanto in alto come lei. Fuoco, che era molto irascibile e permaloso, punto nel suo orgoglio, fece un enorme salto fino ad arrivare al cielo. Lo spazio però, era stato preso tutto da Aria e trovò libero solo un posticino. Arrabbiatissimo, si raggomitolò tutto su se stesso facendo nascere così il Sole Sole.

Sempre più soddisfatta, Lotta andò da Terra e le fece notare che solo lei era rimasta ferma immobile in mezzo all’Universo, mentre tutti gli altri elementi si muovevano liberamente! Così Terra, che aveva sempre avuto voglia di sgranchirsi un po’, si staccò da Acqua e andò a occupare lo spazio sotto il cielo, formando boschi boschi, montagne montagne, prati e colline colline. 93


il mitO...

A F U M E T T I!

Acqua, terrorizzata di rimanere da sola, nel momento in cui Terra stava per staccarsi da lei, le si aggrappò con tutte le sue forze, decisa a non mollarla! Lo Sfero, però, essendo privo del peso degli elementi che erano fuggiti via, perse il suo equilibrio e incominciò a girare su se stesso all’impazzata, senza riuscire a fermarsi. Così, per colpa di questo violento e improvviso movimento, Acqua perse la presa e, cadendo, andò a formare i mari mari, i fiumi e gli oceani oceani. E AMICIZIA CHE FINE HA FATTO?

AMICIZIA NON SI È MAI ARRESA E TUTTI I GIORNI COMBATTE CONTRO LOTTA CERCANDO DI RIUNIRE I QUATTRO ELEMENTI... E FORSE UN GIORNO CI RIUSCIRÀ!

− Fu così, mio caro Pausania− concluse Empedocle, − che si è formato il mondo dove viviamo. Tutta la natura e noi stessi siamo frutto di questa divisione degli elementi fondamentali. 94

Era ormai scesa la sera, il maestro e l’allievo tornarono a casa, dove continuarono a discutere della natura e del destino del mondo fino al mattino...


Empedocle

OSSERVA E RIFLETTI

1 Empedocle conclude il mito lasciando aperto il finale: riuscirà

Amicizia a riunire i quattro elementi o Lotta continuerà a tenerli separati? Prova tu a scrivere la conclusione del mito.

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2 Risolvi il cruciverba inserendo i nomi

corrispondenti alle definizioni.

1 1

i

definizioni Orizzontal

1 Il nome dell’allievo di Empedocle. 2 Fu il terzo elemento a staccarsi

dallo Sfero. 3 La forza che seminò la discordia all’interno dello Sfero. 4 L’elemento che formò il sole. 5 Era il più puro e leggero degli elementi.

2 2

definizioni verticali

3

4

1 La palla che conteneva i quattro elementi. 2 La forza che teneva uniti gli elementi.

5

Le soluzioni ai quesiti sono disponibili nella Guida per l’insegnante.

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Nel volume sono riprodotte, nell’ordine, le seguenti opere: • F rida Kahlo, Autoritratto sulla frontiera tra Messico e Stati Uniti , 1932 San Francisco (CA), University of California, School of Medicine • F rida Kahlo, Autoritratto con scimmie , 1943 The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20thCentury Mexican Art and The Vergel Foundation • F rida Kahlo, Quattro abitanti del Messico , 1938 Collezione privata, Palo Alto, California • G iorgio De Chirico, Canto d’amore , 1914 Museum of Modern Art, New York • R ené Magritte, Tempo trafitto , 1938-1939 Art Institute of Chicago Building •R ené Magritte, Il modello rosso , 1935 Musée National d’Art Moderne Centre Georges Pompidou, Parigi •R ené Magritte, Il castello dei Pirenei , 1959 Israel Museum, Gerusalemme

•R ené Magritte, Questa non è una pipa , 1928-1929 Los Angeles County Museum of Art • R ené Magritte, Il figlio dell’uomo , 1964 Collezione privata •R ené Magritte, L’uomo con la bombetta , 1964 Collezione privata •R ené Magritte, Senza titolo , anche noto come Mele mascherate , 1966 William Weston Gallery •R ené Magritte, Golconda , 1953 Menil Collection, Houston •R ené Magritte, La corda sensibile , 1960 Collezione privata •R ené Magritte, I valori personali , 1952 San Francisco Museum of Modern Art • J acques-Louis David, Il giuramento degli Orazi , 1784 Musée du Louvre, Parigi •R affaello Sanzio, La scuola di Atene , 1509-1511, Musei Vaticani

Le arie delle opere liriche sono tratte da: • N . Nigro, Il Flauto Magico , Edizioni in Canto •N . Nigro, Aida , Edizioni in Canto

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L’ Esperienza della Meraviglia Responsabile editoriale: Mafalda Brancaccio Redazione: Marina Amoia, Valentina Dell’Aprovitola Responsabile di produzione: Francesco Capitano Progetto grafico: A COME APE studio di Alessia Zucchi, Carmen Fragnelli Impaginazione: Paolo Bertoncini, Carmen Fragnelli, Valentina Zurla Copertina: I Nani Grafici (Filippo Delle Monache, Elisabetta Giovannini) Illustrazioni: Antonio Tregnaghi Ricerca iconografica: Marina Amoia, Valentina Dell’Aprovitola Referenze iconografiche: Bridgeman Images, Getty Images, iStock, Marka, Shutterstock, Archivio Spiga Stampa: Tecnostampa - Pigini Group Printing Division Loreto – Trevi 21.83.075.0 È assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questa pubblicazione, così come la trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo, senza l’autorizzazione della casa editrice ELI. Produrre un testo scolastico comporta diversi e ripetuti controlli a ogni livello, soprattutto relativamente alla correttezza dei contenuti. Ciononostante, a pubblicazione avvenuta, è possibile che errori, refusi, imprecisioni permangano. Ce ne scusiamo fin da ora e vi saremo grati se vorrete segnalarceli al seguente indirizzo: redazione@elionline.com

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METODO TESSITORE

L’ Esperienza della Meraviglia

CLASSE 4a

ISBN per l’adozione: 978-88-468-4184-1

• Letture 4: 264 pagine • Riflessione linguistica 4: 168 pagine • La Mia Grammatica Attiva 4-5: 160 pagine • Quaderno dei Riassunti e dei Testi 4: 96 pagine • L’Esperienza della Meraviglia (Musica, Arte, Filosofia) 4-5: 96 pagine • Educazione Civica 4-5: 72 pagine

CLASSE 5a

ISBN per l’adozione: 978-88-468-4185-8

• Letture 5: 288 pagine • Riflessione linguistica 5: 168 pagine • Quaderno dei Riassunti e dei Testi 5: 96 pagine

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