IO E TE Letture 2 LIBRO A

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Mira Bianchi Emanuela Colombo Supervisione scientifica di Lorenzo Castelli LIBRO DIGITALE

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e

...Alla ricerca del re

LIBRO

LETTeURARA SCRITTU

A

LESSICO

COMPRENSIONE CONSIGLI DI LETTURA EDUCAZIONE CIVICA YOGA ARTE MUSICA TH INKERING

Il piacere di apprendere

Gruppo Editoriale ELi



Mira Bianchi Emanuela Colombo Supervisione scientifica di Lorenzo Castelli

2

e

...Alla ricerca del re

LIBRO

A

LETTeURAA R U T T I R C S

Il piacere di apprendere

Gruppo Editoriale ELi


INDICE INSIEME A SCUOLA!

............4 .......6 Il primo giorno di scuola ....................8 Questa è la storia Come ti senti oggi? TRA P O E S I A E M U S I C A .......9 Mattia nella lavagna.....................10 L’alfabeto dei numeri................... 12 Errori magici.................................14 .......... 15 Evviva la matematica!

NUOVI COMPAGNI DI VIAGGIO:

GLI UCCELLI

........................16 Le carte..........................................18 Poldo............................................. 20 ....................... 21 Il cane magico Il gatto Maffeo ........................22 Il pappagallo Timodeo............... 24 La rondine ................................25 MI ALLENO PER IMPARARE

Lo zbrwsktytwyxc....................... 26 Nel mondo di Miró A R T E .... 28 La nascita di Cipì CONSIGLI DI LETTURA ....................... 29

TRACCE DI STAGIONE... �l’�autunno Le foglie...................................... 30 Alberi d’autunno.........................32 L’autunno pittore.......................33 Paesaggio autunnale A R T E ...................................... 34 Grazie, nonno.............................35 È Halloween... facciamo festa!............................................ 36 Nel mondo dell’Arcimboldo A R T E .........................................37

AVERE UN’IDEA PER...

VOLARE VIA

....................... 38 L’idea............................................. 40 Il canto delle sirene.....................41 L’uccellino di Pietra.................... 42 La luna scomparsa...................... 43 Frullo ha un’idea... ................. 44 Verso la città................................ 45

MI ALLENO PER IMPARARE

Pezzettino.................................... 46 Nel mondo di Paul Klee A R T E ........................................ 48 Che idea! CONSIGLI DI LETTURA ..... 49

SULLE ALI DELLA...

FANTASIA

....................... 50 ......52 La bambina di piume Il gioco delle nuvole................... 54 Una principessa piccola così.................................. 56 La principessa sul pisello........... 58 ........................ 60 Tutti a bordo! La carota gigante.........................61 Il sogno di Re Giannone TRA P O E S I A E M U S I C A .... 62 C’era una volta... Biancaneve................................... 63 MI ALLENO PER IMPARARE

I vestiti nuovi dell’imperatore............................. 64 Nel mondo di Marc Chagall A R T E ........................................ 66 L’uccello d’oro CONSIGLI DI LETTURA ........................67

UNA CASA CHIAMATA

MONDO

....................... 68 Tanti modi per abitare.................72 Un albero come gli altri..............74 Il mondo è casa nostra...............75 La capanna ..............................76 Una navicella tra terra e cielo............................................77 La casa di Alberto.........................78 La casa TRA P O E S I A E M U S I C A .....79 MI ALLENO PER IMPARARE

La casa più grande del mondo.................................... 80 Nel mondo di Wassily Kandinsky A R T E ........................................ 82 Il mondo in una casa CONSIGLI DI LETTURA ....................... 83

FINALMENTE...

SI VOLA!

............................. 84 Raccontare il paesaggio A R T E ........................................ 86 Nella foresta..................................87 Sulla riva del mare....................... 88 L’isola rosa .............................. 89 In montagna................................ 90 Un cielo di mirtilli........................ 92 MI ALLENO PER IMPARARE

La magia del fiume..................... 94 Nel mondo di Vincent van Gogh A R T E ..................... 96 Sopra e sotto CONSIGLI DI LETTURA ........................97

LA PRIMA VOLTA

CHE...

............................. 98 ............... 100 Per la prima volta .............101 Quando sono nato La prima volta ..................... 102 che ti ho visto A scuola di colori...................... 103 Una mattina diversa.................. 104 ..................... 105 La prima neve MI ALLENO PER IMPARARE

La prima volta da sola.............. 106 Mandala tH inkering................. 108 La prima volta che… CONSIGLI DI LETTURA ..................... 109

TRACCE DI STAGIONE... �l’�inverno La neve .....................................110 Fiori di neve.............................. 111 Nevica........................................ 112 Nel mondo di Giovanni Segantini A R T E ................... 113 La carta è un fiocco di neve tH inkering.................. 114 Tutto pronto... è Natale!......... 115 Il Natale nel mondo................. 116 Buon Natale in tanti modi...... 117 Le due Befane........................... 118 Tutto in una notte CONSIGLI DI LETTURA ................... 119


Ciao bambine! ciao bambini! Siete pronti per fantastiche avventure insieme? viaggio saremo i vostri compagni di viaggio!

IL VOLO DELLE IDEE Il tempo del cerchio

MI ALLENO PER IMPARARE i A VOLARE con le mie al

NEL NIDO Il tempo del racconto

TRA POESIA E MUSICA IL CANTO DEGLI UCCELLI

PO PENNE E PIUME IL TEM DELLA SCRITTURA

LI PIUME, PENNE E PENNEL per fare arte

O SULLE STRADE DEL CIEL comprensione

TRA TERRA E CIELO IL TEMPO DELLO YOGA

IN PICCHIATA lessico e a riflessione linguistic

UN LIBRO CON LE ALI CONSIGLI DI LETTURA

A PELO D’ACQUA BAMBINI E BAMBINE CURIOSI

FACCIAMO IL PUNTO PER SCOPRIRE DI CHE TESTO SI TRATTA


INSIEME A SCUOLA! È INIZIATO UN NUOVO ANNO INSIEME. PICCOLA PIETRA È VOLATA VIA CON STELLA MARINA E SULLA SPIAGGIA SONO RIMASTE LE ORME DEGLI UCCELLI. UCCELLI DI PIANURA, DI LAGO, DI MONTE E DI MARE. UNO STORMO DI UCCELLI CHE VOLERÀ CON NOI IN UN NUOVO VIAGGIO, UNA NUOVA AVVENTURA INSIEME.

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IL VOLO DELLE IDEE

IL TEMPO DEL CERCHIO

Anche noi come gli uccelli oggi ci ritroviamo dopo tanto tempo. Ci sediamo per la prima volta nel Cerchio. Che bello essere di nuovo insieme! Come siamo cresciuti! Come siamo cresciute! Per iniziare un nuovo anno apriamo la “valigia del tempo” che NON abbiamo trascorso insieme e proviamo a ricordare e a raccontare.

Un ricordo felice

HO SCOPERTO...

Durante le vacanze…

HO IMPARATO...

HO INCONTRATO...

Un ricordo felice ma anche un po’ triste

Riempi la valigia con tutto ciò che ritieni importante da mostrare ai compagni e alle compagne. Disegna.

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INSIEME A SCUOLA

IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA Domani è il primo giorno di scuola! Valentina ha già preparato lo zaino. Nell’astuccio ci sono: le matite colorate, i pennarelli, la gomma, il temperamatite, il righello, un quaderno a righe e uno a quadretti. E ancora, una penna rossa e una blu, una matita e un album per disegnare. Valentina non riesce a dormire. Allora si alza senza far rumore e prende il suo panda di peluche. – Che ne dici di venire a scuola con me, domani? Te ne stai zitto zitto nello zaino, a me basta sapere che ci sei. Il panda sorride. Sorride sempre, lui! Valentina lo stringe fra le braccia e gli dice: – Adesso è meglio che dormiamo. Domani sarà una giornata lunga! A. Petrosino, Valentina va a scuola!, Piemme Junior

tra terra e cielo

il tempo dello yoga

Mi muovo nello spazio, imitando il volo di un uccello. Allo stop dell’insegnante, formo una coppia con il compagno o la compagna più vicino/a. Ci sediamo nella posizione dell’INCONTRO e ci osserviamo per un po’, cercando di cogliere tutte le nostre caratteristiche. Alla fine possiamo dire di esserci incontrati per davvero! 6


Il filo rosso

�della storia

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

Completa.

Oggi, per me, è il primo giorno della classe seconda. Anch’io, come Valentina, ieri ero emozionato/a ed ero in ansia. • Ieri ero felice perché ......................................................... ......................................................................................................................

• Ieri ero un po’ agitato/a perché ........................... ......................................................................................................................

Valentina ha preso il suo panda di peluche per trovare la calma prima di addormentarsi. Anche tu hai un oggetto che ti tranquillizza? Scrivi. ........................................................................................................................... ...........................................................................................................................

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Alla fine del tuo primo giorno di scuola, pensa a che cosa hai provato e colora.

Non avrei voluto iniziare la scuola.

Che faticaaaa!

Beh, è andata abbastanza bene!

Mi sono sentito/a bene.

Che bello… un nuovo anno è iniziato! 7


INSIEME A SCUOLA

QUESTA È LA STORIA

Il filo rosso

�della storia

A volte, in classe, vorremmo essere come qualcun altro: vorremmo avere i capelli di…, gli occhi di… Questa è la storia del pesce che, in cambio di quattro gambe, vendette le sue scaglie per sgranchirsi un po’... Ma è anche la storia del centopiedi che dette un po’ delle sue zampe per una coda di elefante per scodinzolare un po’... Ed è la storia dell’elefante che in cambio di un paio d’ali diede la propria coda per svolazzare un po’... Poi è la storia dell’uccello che scambiò le sue due ali per altrettante braccia per salutare un po’... T. Romanin, Questa è la storia, Jaca Book

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

Continua tu.

Questa è la storia del ............................................................................................................................. ............................................................................................................................................................................................

E poi è la storia del .................................................................................................................................... ............................................................................................................................................................................................

Infine è la storia del mostro che in cambio di un cuore buono... ridiede le scaglie al pesce, la coda all’elefante, le zampe al centopiedi, le ali all’uccello… ............................................................................................................................................................................................ ............................................................................................................................................................................................

Ognuno fu contento di tornare di nuovo nei suoi panni, anche se poi pensava ad altri scambi per avvicinarsi un po’ gli uni agli altri. 8


TR A

P O E S I A

E

M U S I C A

IL CANTO DEGLI UCCELLI

COME TI SENTI OGGI? Il fiore sul sentiero

C A M ALEON T E? Sì, perché No, perché

PAVON E? Sì, perché No, perché

ST RUZ ZO? Sì, perché No, perché

T IG R E? Sì, perché No, perché

Mi sento dentro come il camaleonte che cambia di colore su ogni foglia. ............................................................................................................................................................. .............................................................................................................................................................

E invece vorrei essere un pavone che fa la ruota solo se ne ha voglia. ............................................................................................................................................................. .............................................................................................................................................................

Mi sento dentro come un grosso struzzo che nasconde la testa nella sabbia. ............................................................................................................................................................. .............................................................................................................................................................

Invece vorrei essere una tigre che ruggisce e racconta la sua rabbia. ............................................................................................................................................................. .............................................................................................................................................................

Dentro non so ancora come sono se sono gatto oppure leonessa. Ma forse più che essere animale mi piacerebbe essere me stessa. J. Carioli, I sentimenti dei bambini, Mondadori

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INSIEME A SCUOLA

MATTIA NELLA LAVAGNA Mattia frequentava la seconda e gli piaceva leggere e scrivere, ma più di tutto gli piaceva cancellare la lavagna. Un giorno, però, mentre manovrava il cancellino, cadde nella lavagna in una specie di pianura nera con tanti alberelli bianchi. Mattia si avvicinò a quelle strane piante e scoprì che erano lettere dell’alfabeto! Si fermò vicino a una “A”. Era una delle “A” che scriveva Gianmarco, uno dei suoi amici. Corse per la pianura nera della lavagna, aggiustando lettere e parole. Ora la frase era perfetta, così spinse forte con il cancellino e si ritrovò nella sua classe.

IN PICCHIATA

LESSICO

Perché l’autore dice che la lavagna è come una pianura nera? ........................................................................................................................................................................................................

Che cosa sono gli alberelli bianchi che crescono sulla lavagna? ........................................................................................................................................................................................................

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Il filo rosso

�della storia

– Mattia è il mio migliore amico – stava leggendo Gianmarco. – Bravo! – gli disse la maestra. – Non hai fatto errori! Mattia pensò che un giorno o l’altro l’avrebbe fatto di nuovo un giretto nella lavagna della maestra! S. Bordiglioni, Una storia in ogni cosa, Einaudi Ragazzi

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Leggi le domande e rispondi.

CHI? Chi sono i protagonisti della storia? .......................................................

CHE COSA? Che cosa succede quella mattina in classe? ......................................................................

............................................................................................

...................................................................................................

............................................................................................

...................................................................................................

DOVE? In quale ambiente si svolge la storia? ................................................................ QUANDO? In quale momento avviene la storia? ................................................................

...................................................................................................

PERCHÉ? Perché il protagonista vuole tornare ancora dentro la lavagna? ..................................................................

............................................................................................

...................................................................................................

...................................................................................................

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INSIEME A SCUOLA

L’ALFABETO DEI NUMERI Ora a scuola va molto meglio, rispetto alle prime settimane. Ora capisco quasi tutto quello che dicono le maestre e gli altri bambini. Ma non ho avuto ancora il coraggio di parlare in italiano con loro, non ho ancora avuto il coraggio di rispondere alle loro domande. Non voglio sbagliare, non voglio che ridano di me. Ma io so risolvere i problemi. Sono sempre il primo ad alzare la mano. I numeri in italiano sono identici ai numeri in albanese. Si scrivono allo stesso modo. Un 3 a Milano è uguale a un 3 in Albania. E anche le operazioni sono identiche: 3 + 7 fa 10, sia in Italia sia in Albania. La matematica non ha differenze di lingua. Per questo mi piace tanto. F. Gatti, Viki che voleva andare a scuola, Fabbri Editori

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Il filo rosso

�della storia

A PELO D’ACQUA

BAMBINI E BAMBINE CURIOSI

Nella tua classe o nella tua scuola, ci sono bambini e bambine che provengono da lontano? Chiedi loro come si scrivono i numeri in parola da zero a dieci nella loro lingua e impara come si pronunciano. I NUMERI IN

.................................................

I NUMERI IN

.................................................

...................................................................................

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Scopri anche come si saluta nella loro lingua. italiano

iNGLESE

Ciao!

Hello!

............................................

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............................................

.............................................. .............................................. ..............................................

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INSIEME A SCUOLA

ERRORI MAGICI Oggi Giorgia ha fatto un errore, un errore molto speciale: un errore magico. Ecco: Giorgia doveva scrivere “a me piace nuotare a dorso”, invece ha scritto “a me piace nuotare a d’orso”. Ci sono stati tre minuti di risate. Intendiamoci, non è che nella nostra classe si possa ridere degli errori che fanno i compagni o le compagne. Anzi, il maestro ci mangia se ci azzardiamo a fare cose del genere. Si può ridere solo degli errori magici, anche perché di solito non si riesce a resistere. E rideva di gusto anche Giorgia. Quando le risate sono terminate abbiamo immaginato la storia di una bambina che diventa una grande campionessa di nuoto inventando stili nuovi: il nuoto ad orso, il nuoto a canguro, il nuoto a granchio… S. Bordiglioni, Il capitano e la sua navi. Diario di bordo di una quarta elementare, Einaudi Ragazzi

IN PICCHIATA

riflessione linguistica

Conosci l’apostrofo? Ci sono parole che con l’apostrofo, come per magia, si trasformano e cambiano il loro significato. Segui l’esempio e continua tu.

Lago diventa Lotto diventa Luna diventa

L’ago ...................................... ......................................

Loro diventa Lacca diventa

Luna o l’una? Scegli la parola giusta e completa le frasi.

• La ................................................ illuminava il mare. • È ..................................................: è ora di pranzo. 14

............................................... ...............................................


Il filo rosso

EVVIVA i LA MATEMATICA

�della storia

Avevamo appena preso il quaderno a quadretti quando… Toc! Toc! Qualcuno bussa alla porta. – Avanti! – dice la maestra. La porta si apre ed entra un clown. – È qui che si fa matematica? Credevo di avere sbagliato aula. Noi clown facciamo sempre dei pasticci. Ha tirato fuori tante palle colorate e si è messo a lanciarle e a riprenderle. – Quante sono? – Sono sette – ha detto Paolo. Poi il clown ha tirato fuori dalle tasche altre palle colorate, le ha distribuite e ci ha insegnato a lanciarle. Io riesco a lanciarne due, Giulia tre e la maestra Ursula, che è grande, quattro. Secondo me, non ci sono modi migliori dei giochi e delle sorprese che inventa ogni giorno la maestra Ursula per imparare la matematica. M. Vago, La scuola delle sorprese, Piemme Junior

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

Hai mai ricevuto una sorpresa inaspettata? Racconta brevemente. .................................................................................................................... .................................................................................................................... ....................................................................................................................

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NUOVI COMPAGNI DI V IAGGIO:

GLI UCCELLI

NEL NIDO

IL TEMPO DEL RACCONTO

Il testo completo si trova nella Guida insegnantE.

Arrivavano da diverse parti del mondo. Si vedevano i cigni dal lungo collo che volavano bassi sfiorando l’acqua del lago; li seguivano le anatre in una formazione a V, starnazzando per incitare i più piccoli dello stormo a volare. Gli aironi color della cenere erano partiti tutti insieme dalla radura vicino alla palude: erano rimasti qualche tempo in piedi, ad aspettare tutti. I fenicotteri rosa formavano una macchia di colore nel cielo e, quando planarono nel luogo dell’appuntamento, disegnarono un cuore grande; dai mari i bianchi stormi dei gabbiani seguirono il corso dei fiumi per incontrare gli altri uccelli. Il luogo dell’appuntamento si stava colorando di becchi e piume: tutti erano in attesa del gufo saggio che li aveva chiamati in assemblea. Ma il gufo era ancora nascosto nella cavità più profonda del vecchio castagno. Ecco i pavoni, dalle fantastiche code variopinte; le cince che chiacchieravano rumorosamente; l’usignolo dal canto melodioso che rappava con i pappagalli, accompagnati dal battito ritmico del becco dei picchi. Le colombe e i canarini arrivarono in ritardo, perché, in gabbia da molto tempo, non erano più capaci di volare. Le grida dei falchi, dominati dalle aquile reali, svegliarono il gufo, che si presentò e iniziò a parlare.

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TUTTI GLI UCCELLI DEL MONDO SI RIUNISCONO PER UNA decisione importante.

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NUOVI COMPAGNI DI V IAGGIO:

GLI UCCELLI

Osserva le carte dei tuoi nuovi compagni di viaggio e leggi le loro caratteristiche.

SONO SAGGIO.

SONO VELOCE.

AMO LA MIA FAMIGLIA.

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SO TUTTO.

IMITO GLI ALTRI.

AMO IL SILENZIO.

SONO GOLOSA.

SONO VANITOSO.

MI SENTO BELLO.


MI SENTO FORTE.

IAGGIO: NUOVI COMPAGNI DI V

GLI UCCELLI

SONO FELICE.

MI NASCONDO. SONO CURIOSA.

AMO LA LIBERTÀ.

AMO LA PACE. SONO INSISTENTE.

E tu, che uccello sei? Scegli la carta che più rispecchia il tuo carattere.

SONO ELEGANTE.

MI PIACE STARE IN CASA.

de stormo n a r g l e d e t r a p i a f a r O della storia.. A T IS N O G A PROT

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VIAGGIO: GLI UCCELLI NUOVI COMPAGNI DI

POLDO Un cagnolino di nome Poldo aveva tanta paura dei bambini. Un giorno, mentre scendeva le scale insieme alla sua padroncina, incontrò un bambino che stava salendo le scale tornando da scuola. Poldo, dalla paura, scappò di corsa abbaiando. Il bambino, che aveva paura dei cani, scappò anche lui. E così, ogni volta che si incontravano, cane e bambino scappavano. Dopo qualche giorno il bambino chiese al cane perché gli abbaiava sempre dietro. La sua padroncina spiegò al bambino che come lui aveva paura del cane, così anche il cane aveva paura di lui. Gli consigliò di provare a camminare tranquillo. Allora il giorno successivo il bambino, incontrando il cane, fece finta di niente e il cane abbaiò, scappò, ma non successe nulla. S. Carnevali Rocca, I cioccolatini, Edizioni EL

IL VOLO DELLE IDEE

IL TEMPO DEL CERCHIO

Il cane e il bambino hanno paura l’uno dell’altro perché non si conoscono. Rispondi sul quaderno, poi confrontati con i compagni e le compagne.

• Se Poldo fosse il tuo cane, come lo incoraggeresti? • Se tu fossi il bambino, ti comporteresti allo stesso modo? • Secondo te, questa situazione può capitare tra nuovi compagni e nuove compagne di scuola? Come si può superare? 20


Il filo rosso

IL CANE MAGICO

�della storia

Io ho un cane magico, anche se questo è un segreto. Si chiama Fillo e conosce tutte le lingue del mondo. Ai giardini trova cose speciali che fa vedere solo a me. Se qualcuno ha bisogno di aiuto, Fillo ha sempre la soluzione. Una volta, ai giardini, ha scovato un’intera famiglia di gnomi piccoli come il mio dito mignolo, ma molto più arrabbiati. Fillo, che conosce la lingua degli gnomi, ha domandato perché, e loro glielo hanno raccontato. A. Vivarelli, Io ho un cane magico, Piemme

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

Dopo aver letto la storia di Fillo, prova a scrivere che cosa gli hanno raccontato gli gnomi per spiegare al bambino perché erano arrabbiati. ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. ................................................................................................. .................................................................................................

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VIAGGIO: GLI UCCELLI NUOVI COMPAGNI DI

IL GATTO MAFFEO Quando il gatto Maffeo aveva solo un mese, lo chiamavo “Zipo”, “Camillo” e persino “Briciola”. Io da piccolo lo chiamavo ogni giorno con nomi diversi, perché dimenticavo sempre il nome che gli avevo affibbiato il giorno prima. Il gatto Maffeo cammina lento, a passi felpati, e viene a strofinarsi contro le mie gambe. Lo riconosco e riconosco la sensazione di tenerezza che mi dà ogni volta che viene a fare le fusa.

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Qual è il gatto Maffeo?

Chi racconta la storia del gatto Maffeo?

La nonna. 22

Il gatto.

Un bambino.


Il filo rosso Ha il pelo morbido e tigrato, a strisce nere e marroni; è bello grosso ed è un furbacchione perché sa fare gli occhi dolci, si rotola ai piedi delle persone, in attesa di una carezza o di un gesto per saltare sulle ginocchia del primo che trova seduto. Se nessuno lo guarda, allora il gatto Maffeo diventa una ciambella e si fa un sonnellino. Quando arriva la nonna, lo fa scappare e Maffeo si rintana dietro un angolo della casa e si scalda al sole come una lucertola.

�della storia

M. Picinich, Jakob torna a casa, Le marasche

IN PICCHIATA

LESSICO

Che cosa significa? Completa.

Affibbiato deriva da fibbia ................................................................................. e significa ............................................................................................................................................................................................

Felpati deriva da ............................................................................................................ e significa muoversi ................................................................................................................................................................ Furbacchione deriva da ....................................................................................... e significa ............................................................................................................................................................................................

Spiega il significato delle espressioni scritte in blu nel testo. 23


VIAGGIO: GLI UCCELLI NUOVI COMPAGNI DI

IL PAPPAGALLO TIMODEO Timodeo era un bellissimo pappagallo colorato: le piume delle ali erano verdi striate di rosso e di giallo e la testa era di un blu scuro come quello del cielo. Sul muso aveva tre piccoli nei rosa che gli conferivano un aspetto buffo. Timodeo era solito vivere sui lampadari, soprattutto di notte. Quando il passaggio delle rondini annunciava la primavera, saltellava di albero in albero fino a tarda sera. Il suo albero preferito era una grande quercia che aveva più di cento anni. La quercia gli ricordava i giganteschi baobab che aveva lasciato al suo Paese natale. Quando aveva un po’ di nostalgia, volava diritto sulla quercia e il contatto delle sue zampe con i rami forti gli dava conforto. V. Mmaka, Il mondo a colori della famiglia Bwana Val, Kabiliana

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Leggi la storia e completa. 1 Timodeo era un ................................................................................ 2 Le piume erano ................................................................................. 3 La testa era ............................................................................................. 4 Di notte stava ....................................................................................... 5 In primavera Timoteo ................................................................ 6 La quercia gli ricordava ............................................................

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Il filo rosso

�della storia

LA RONDINE Le rondini sono piccoli uccelli che volano velocemente, come fulmini. Hanno le ali a V. In autunno migrano verso i Paesi caldi e in primavera ritornano al proprio nido! Costruiscono il loro nido sotto i cornicioni dei tetti delle case, dei fienili o delle stalle. Il nido è fatto con fango, erba e piume; depongono quattro o cinque uova per volta. I piccoli imparano a volare in due settimane e impiegano un’altra settimana a diventare “grandi”, cioè autonomi e in grado di procurarsi il cibo da soli. I loro nemici sono i grandi uccelli rapaci. La rondine, Lipu

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Metti in ordine le sequenze della vita della rondine. Numera da 1 a 6.

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MI ALLENO PER IMPARARE

�a volare �con �le mie �ali Impariamo a leggere e a comprendere bene un testo. Ogni riga è numerata: il numero serve per orientarti nel testo, come in una mappa. Per aiutarti, abbiamo colorato in giallo alcune righe con le frasi-guida, che corrispondono alle domande. Leggi ogni domanda e, prima di rispondere, vai a cercare il numero della riga. Lì troverai una o più parole chiave che ti aiuteranno a rispondere.

LO ZBRWSKTYTWYXC 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 26

Nessuno sa pronunciare il suo nome. Per questo lo zbrwsktytwyxc è sempre solo. Lui ci prova a giocare con gli altri. Corre, saltella, fa il simpatico. Quando un cane muove la coda, anche lui agita le sue. Se un gatto fa le fusa, fa le fusa anche lui. Finché il gatto o il cane lo guardano con attenzione, vedono le sue orecchie d’asino e gli chiedono: – Ma tu chi sei? Lui risponde: – Sono lo zbrwsktytwyxc! Ed è la fine del gioco. A quel punto c’è sempre qualcuno che chiama il cane. Un altro chiama il gatto. Lui non lo chiama mai nessuno. Gli piacerebbe che ogni tanto qualcuno dicesse: – Guarda, uno zbrwsktytwyxc!


18 19 20 21 22 23 24

Pian piano lo zbrwsktytwyxc abbassa le orecchie. Si guarda intorno smarrito. È buio, nel parco non c’è più nessuno. E allora si lecca la proboscide, aspetta ancora un poco e alla fine, triste, si addormenta sotto a un albero. A. Sottile, Urbuq. Bestiario portatile per giovani lettori, Rizzoli

Indica con una x.

1. Lo zbrwsktytwyxc (riga 1): A. non ha un nome. B. ha un nome impronunciabile. C. ha un nome maschile. D. ha un nome femminile. 2. Lo zbrwsktytwyxc (righe 3-4): A. non corre ma saltella. B. corre e saltella. C. saltella ma non corre. D. corre. 3. Lo zbrwsktytwyxc (righe 4-5): A. ha la coda. B. non ha la coda. C. ha tante code. D. ha una coda lunga.

4. Lo zbrwsktytwyxc (righe 7-9): A. ha le orecchie lunghe. B. ha le orecchie d’asino. C. non ha le orecchie. D. h a le orecchie d’elefante. 5. Gli piacerebbe che ogni tanto qualcuno dicesse (riga 17): A. Guarda, uno zbrwsktytwyxc! B. Guarda, un elefante! C. Guarda, un asino! D. Guarda, un animale sconosciuto! 6. Si lecca la proboscide, aspetta ancora un poco e alla fine, triste, si addormenta (riga 24): A. sotto a una panchina. B. sotto a un lampione. C. sotto allo scivolo. D. sotto a un albero. 27


A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

NEL MONDO DI MIRÓ CHI SEI?

Hola, chicas! Bienvenidos! Il mio saluto vi suggerisce le mie origini. Sono nato in Spagna e mi chiamo Joan Miró. Fin da piccolo, a scuola, ero molto interessato alle lezioni di disegno, che preferivo in assoluto. Ero molto testardo e mi impegnavo al massimo anche nella pittura; volevo esprimere sempre meglio la mia immaginazione. Amo i colori e i collages. Il blu è il mio colore preferito.

Joan Miró, Uccello - particolare

Nel quadro, il pittore ha utilizzato i tre colori primari: il rosso, il giallo e il blu. Realizza anche tu il tuo capolavoro, usando solo questi colori.

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UN LIBRO CON LE ALI

CONSIGLI DI LETTURA

LA NASCITA DI CIPÌ

Cipì Mario Lodi

C’era una volta (e c’è ancora) un piccolo paese disteso nel verde, al sole: nel paese c’era un palazzo alto alto e sul tetto del palazzo, nascosta sotto una tegola, una passera covava tre uova piccine, senza abbandonarle mai. Un bel mattino di primavera la passera sentì: cric, cric…, allora alzò le ali al sole e vide che erano nati tutti e tre. – Come sono felice! – esclamò, e, insieme con il Babbo passero, spiccò il volo verso il cielo azzurro. Al sole tiepido frullò le ali intorpidite, poi si alzò sopra i comignoli, più in alto della punta del campanile, più su del parafulmine, sempre più in su, nell’azzurro. – Sono nati! Sono mamma! Sono tre! Tornata al nido, li osservò attentamente: com’erano belli, pur senza piume, i suoi figlioli! Allungavano il collo verso la mamma, aprivano il becco, chiamavano. Uno, il più piccino, era il più birichino: sbatteva le alucce e si girava di qua e di là come se il nido fosse troppo stretto per lui. I fratellini facevano: cip, cip, cip, con garbo. Lui invece gridava: CIPÌ, CIPÌ e non smetteva mai.

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o n n tu u ’�a ²l E… N IO G A ST I D TRACCE LE FOGLIE A ogni ritorno dell’autunno gli alberi lasciano cadere le foglie. Sono stanchi, sfiniti, disorientati dalle carezze di bizzarre primavere e torride estati. Hanno sopportato, pazienti, temporali, uragani, venti improvvisi e violenti e il sole di luglio che ha brunito le loro chiome di un bel verde bronzo antico. Ora hanno voglia di riposare, riflettere e prepararsi al sonno dell’inverno, perciò lasciano cadere le loro foglie sulla terra. Ma, prima di abbandonarle ai venti dell’autunno, le vestono con abiti splendidi, tinti di mille colori, caldi e accesi. Se vai nei boschi il mese di novembre, siediti e ascolta. M. Corona, Il volo della martora, Mondadori

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Ricostruisci le azioni degli alberi. Fai attenzione alle parole colorate nel testo.

Ora gli alberi ..................................................................................................................................................................... Perciò ....................................................................................................................................................................................... Ma, prima ............................................................................................................................................................................. 31


²l’autunno ALBERI D’AUTUNNO Alberi d’autunno Quante foglie sono cadute La notte scorsa Pare che gli alberi Si siano girati sottosopra E abbiano adesso La chioma in terra e le radici in cielo. J. Ramón Jiménez

CLIL

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piccolo vocabolario dell’autunno

Autunno

Autumn

Albero

Tree

Foglia

Leaf


L’AUTUNNO PITTORE Leggi e completa il testo inserendo le parole al posto giusto.

colori • nevica • pallini • zanzare • alberi • foglie • alberi Gli elfi degli alberi non amano l’inverno perché ...............................................; non amano la primavera perché ci sono i ...............................................; non amano l’estate perché ci sono le ...............................................; ma quando arriva l’autunno gli elfi non riescono a frenare il loro entusiasmo. Siccome hanno uno spiccato senso artistico, si armano di pennelli e di ............................................... e, divisi in squadre ben organizzate, aiutano la natura a dipingere le foglie degli ................................................ Solo loro conoscono le esatte tonalità di giallo e di rosso che ci vogliono per ciascun albero, e quando bisogna passare al marrone. Solo loro sanno come si fa a seccare le ........................................................................ e ad accartocciarle. Gli elfi si mettono a dipingere anche le foglie degli ............................................... sempreverdi e le code degli uccelli. A.A.V.V., Creature fantastiche metropolitane, Salani

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A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

PAESAGGIO AUTUNNALE Con il sottofondo dell’Autunno di Antonio Vivaldi, come un elfo, dipingi un paesaggio autunnale. 1

MATERIALE OCCORRENTE

Tempera diluita dei tre colori primari Bacinella con acqua Un pennello a punta piatta Un foglio di cartoncino ruvido 2

Immergi il foglio in acqua e stendilo su un piano.

3

4

Con il pennello stendi In basso stendi la luce blu dall’alto: sarà delle strisce di blu, l’aria, il cielo, il freddo. per costruire la terra. 5

Getta le foglie nell’erba con delle pennellate di rosso. 34

Copri il blu con il giallo e diventerà un prato.

6

Con il pennello, stendi le radici, il tronco, i rami e colora le foglie del tuo albero d’autunno.


GRAZIE, NONNO Ciao nonno, grazie perché mi hai portata nel bosco e mi hai aiutata a capire un sacco di cose. Ricordi quei fiorellini bianchi piccolissimi che mi hai fatto vedere tra l’erba gialla? Siamo in autunno, mi hai detto, ma ce ne sono ancora; loro si accontentano di pochissimo sole. E così ho capito che il bosco era ancora vivo e non c’erano soltanto tutte quelle foglie gialle per terra. Ma poi mi hai detto che le foglie muoiono, però intanto danno vita all’albero. Non lo sapevo, ma mentre tu me lo spiegavi, tutto diventava chiarissimo. Le foglie a poco a poco si disfano e la terra le raccoglie per nutrire le radici. Ho capito che la vita non si interrompe mai. Voglio tornare ancora nel bosco, nonno, prima che l’autunno finisca! Silvia P. Orsetto, Autunno, Edizioni Paoline

Ti è mai capitato di andare in un bosco in autunno? ............................................................. Quali colori hai visto? ......................................................................................................................................... 35


²l’autunno È HALLOWEEN… FACCIAMO FESTA! Sembra facile organizzare una festa… ma una festa di Halloween non è uno scherzo! Io e Jess volevamo che, quella a casa sua, fosse la festa più spaventosa, divertente e curiosa della città. Così abbiamo deciso di servire solo spremute di arance sanguinelle e succo di pomodoro, chiamato per l’occasione beverone sanguisughis sanguinolentum. Poi abbiamo trovato in una pasticceria siciliana una varietà di dolci a forma di ossa e dentiere: biscotti fantastici per la nostra festa! Abbiamo sparso per tutto il soggiorno zucche e zucchette di ogni genere, mentre lo spaventoso scheletro fosforescente è stato collocato in un angolo della stanza. L’effetto finale era incredibile, anzi perfetto! Ti travesti di solito ad Halloween? Ecco alcune idee!

Con una matita nera da trucco puoi… • disegnare dei terribili ragnetti o dei pipistrelli sul tuo viso; • colorare un occhio nero come se tu avessi un buco.

Con una matita rossa da trucco puoi: • disegnare gocce di sangue sulle mani, sul viso…; • disegnare dei vermi schifosi e/o alcune cicatrici sulle braccia.

Con una matita bianca da trucco o la tempera puoi: • disegnare un fantasma sul tuo viso. 36


A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

NEL MONDO DELL’ARCIMBOLDO CHI SEI?

Sono nato a Milano e mi chiamo Giuseppe Arcimboldo. Sono diventato un famoso pittore. Mi ricordano tutti perché ho dipinto ritratti con frutta, verdure e tanti oggetti, come i libri. Giuseppe Arcimboldo, Autunno

Realizza il tuo ritratto come farebbe Arcimboldo. MATERIALE OCCORRENTE

Riviste e giornali Un foglio da disegno

Colla Forbici

Cerca e ritaglia immagini di frutta e verdura. 2 Seleziona le immagini, prima però completa. • Frutti e ortaggi rotondi come una mela sono adatti per ........................................................................................ • Piccoli frutti e piccoli ortaggi sono adatti per ............................................................ • Frutti e ortaggi allungati sono adatti per ........................................................................... • Ortaggi a foglia larga o allungata sono adatti per ........................................................................................ 3 Componi il tuo ritratto assemblando i materiali che hai preparato. 4 Incolla i materiali quando il tuo ritratto ti piacerà! 1

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AVERE UN'IDEA PER…

VOLARE VIA

NEL NIDO

IL TEMPO DEL RACCONTO

Il testo completo si trova nella Guida insegnantE.

– Benvenuti, uccelli! Un giorno, tanto, tanto tempo fa, mentre ero appollaiato su un ramo, ho avuto un’IDEA. La mia idea, giorno dopo giorno, è cresciuta, è diventata sempre più grande, finché oggi… vi ho chiamato per parlarvi dei tanti problemi del mondo. Il problema più grave è l’INQUINAMENTO dell’aria, delle acque e della terra: i fumi degli aerei, delle automobili, delle case e delle fabbriche oscurano le nostre strade del cielo. Fatichiamo a nutrirci perché gli insetti vengono uccisi dai pesticidi, così come le erbe spontanee che davano bacche e fiori; la terra è dura e fatichiamo a trovare i vermi. Anche gli umani non sono più felici: il clima sta cambiando e le stagioni stanno scomparendo. Conosco un RE che potrebbe aiutarci a risolvere i nostri problemi. Il Re abita ai confini del Mondo, molto lontano e dovremo metterci in viaggio per chiedere consiglio e aiuto a lui. Gli uccelli ascoltarono attentamente e, di colpo, si zittirono pensierosi. Le parole del gufo li avevano preoccupati. Il gufo cercò tra la folla colorata la cresta vistosa dell’upupa, ma ancora non c’era…

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TUTTI GLI UCCELLI DEL MONDO ASCOLTANO LA VOCE DEL GUFO E LA VOCE DI TUTTI. CHE IDEA!

IL VOLO DELLE IDEE

IL TEMPO DEL CERCHIO

Seduti nel Cerchio d’Incontro o a piccoli gruppi, abbiamo tanti spunti per discutere insieme. Scegli la tematica che ti piace di più e proponi la discussione nel gruppo.

Le idee mi seguono quando sono…

La mia idea è qualcosa di…

La mia idea è giusta perché…

Mi è piaciuta l’idea di… 39


VOLARE VIA AVERE UN’IDEA PER…

L’IDEA Un giorno ho avuto un’idea. Non sapevo che cosa fare e mi allontanai. Ma l’idea mi seguiva. Mi preoccupavo di quello che avrebbero pensato gli altri. La tenevo per me e non ne parlavo. Ma quando era vicina mi sentivo felice. La mia idea continuava a crescere e così il mio amore per lei. Mi piaceva stare con lei. Mi faceva sentire più viva, come se potessi fare qualsiasi cosa. Poi un giorno è successo qualcosa di straordinario: la mia idea è cambiata, ha spiegato le ali, ha preso il volo e si è lanciata nel cielo. Non era più solo parte di me: adesso era parte del tutto. E mi sono resa conto che quando nasce un’idea puoi cambiare il mondo! K. Yamada, Che idea!, Nord-Sud Edizioni

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

Un giorno anch’io ho avuto un’IDEA e ora la voglio raccontare… ................................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................................

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Il filo rosso

�della storia

IL CANTO DELLE SIRENE Adelmo era un pescatore. Una notte, sentì un canto strano che veniva dal mare. Uscì, ma non vide nessuno. Che fosse una sirena? La notte successiva la voce lo svegliò di nuovo. Adelmo corse subito fuori dalla sua capanna e si mise a remare. La voce della sirena era vicinissima. Dopo pochi colpi di remo, scoprì che a cantare era una balena. – Grazie per essere accorso ai miei richiami, Adelmo – disse. – Il mare mi ha detto che mi puoi aiutare… Raccontò al pescatore che i sacchetti di plastica gettati in mare uccidevano i delfini, le tartarughe, gli squali, le balene… Adelmo andò in città e raccontò la storia della balena a un suo amico giornalista. Il giornalista scrisse un articolo che fece pensare gli uomini della città. Così fu emanata una legge che proibiva che la plastica fosse gettata in mare, e fu costruita una fabbrica per riciclarla. R. Piumini, Mi leggi un’altra storia?, Einaudi Ragazzi

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Leggi e completa.

La balena chiede aiuto al pescatore perché gli uomini stanno .................................................. il mare. Infatti gli uomini gettano in mare .............................................. di ................................................ I sacchetti di plastica uccidono ....................................................., ..................................................., .................................................., ................................................... Il pescatore chiede aiuto al suo amico ................................................... 41


VOLARE VIA AVERE UN’IDEA PER…

L’UCCELLINO DI PIETRA Ermete aveva avuto un’idea: aveva trovato il modo di lavorare con ciò che più gli piaceva: le pietre. Fin da bambino aveva avuto una vera e propria passione per le pietre. Quando poteva, andava al fiume e raccoglieva sassi che avevano forme strane: il sasso albero, il sasso uomo, il sasso nave. Ne aveva perfino trovato uno che faceva pensare a un orco con le braccia spalancate, pronto a catturare una preda. Da grande era diventato cercatore e commerciante di pietre e di fossili. Un giorno trovò sulla riva del fiume una pietra arenaria a forma di uccellino: non solo si potevano riconoscere le ali, la coda, la testa e il becco, ma addirittura anche l’occhio. Ermete raccolse la pietra perché era bella: ritornava l’Ermete bambino, quello che si innamorava dei colori e delle forme dei sassi. La mise in un armadietto di vetro, in garage, dove teneva i sassi più cari, quelli che non avrebbe mai venduto. L’uccellino di pietra era così ben fatto che sembrava stesse per spiccare il volo… S. Bordiglioni, Una storia in ogni cosa, Einaudi Ragazzi

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA IN PICCHIATA

lessico

La pietra arenaria è una roccia composta da granelli di sabbia. 42

Come continuerà la storia? Prova a inventare tu il finale e scrivilo sul quaderno.


Il filo rosso

LA LUNA SCOMPARSA

�della storia

Una notte, la Luna scomparve dal cielo. Allora un omino decise di fare qualcosa e disegnò una grande nave con grandissime vele per volare nel cielo. Poi partì in cerca della Luna. La nave cavalcava sopra la città, in un cielo pieno di fumo nero. L’omino faceva fatica a respirare dentro quella nebbia scura e sporca. All’improvviso, davanti ai suoi occhi, si aprì il cielo blu pieno di stelle. – Luna! Luna! – gridò l’omino indicando un pallido spicchio d’argento. L’omino capì qual era il mistero della Luna scomparsa. – La Luna non se ne è mai andata. Non la vedevamo più perché il cielo era pieno di smog. Devo correre in città, tutti devono sapere la verità! V. Porcelli, Luna, Luna!, San Paolo Edizioni

AGENDA 2030

A PELO D’ACQUA

BAMBINI E BAMBINE CURIOSI

1

Hai mai sentito parlare di smog? Cerca notizie, immagini, articoli di giornale che parlano dell’inquinamento dell’aria e discutine in classe.

2

Secondo te, quali comportamenti potrebbero aiutare a non inquinare l’aria della città? Elencane almeno tre. .................................................................................................................................................. ..................................................................................................................................................

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VOLARE VIA AVERE UN’IDEA PER…

FRULLO HA UN’IDEA… Il bosco delle querce era bruciato. Cervi, fagiani, volpi, scoiattoli, uccelli, insetti erano fuggiti per cercare un altro posto dove vivere, ma Frullo il passero no. Amava il suo bosco e, quando lo aveva visto bruciare, aveva sofferto molto più degli altri animali e aveva avuto un’idea: voleva ricostruirlo. Frullo cominciò a volare nei dintorni alla ricerca di ghiande. Quando ne trovava, volava sul bosco bruciato e le lasciava cadere nella cenere. Venne l’inverno e Frullo lavorava ancora. Quando ritornò la primavera, il calore del sole svegliò le ghiande che Frullo aveva gettato e tante piccole querce cominciarono a crescere. Gli altri uccelli videro tutto quel verde e iniziarono a capire. Così si misero ad aiutare il piccolo passero a seminare ghiande. Qualche anno dopo il bosco era di nuovo vivo. S. Bordiglioni, Una storia in ogni cosa, Einaudi Ragazzi

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Metti in ordine le sequenze della storia di Frullo. Numera da 1 a 6.

Il bosco è di nuovo vivo. Un incendio distrugge il bosco. Gli animali fuggono, ma Frullo rimane. 44

utti aiutano Frullo T a seminare ghiande. Frullo ha un’idea e semina ghiande. Arriva la primavera e il sole sveglia le ghiande.


Il filo rosso

VERSO LA CITTÀ

�della storia

Tanto tempo fa i bambini non vivevano nelle case degli uomini, ma nelle foreste degli elefanti. Quando faceva caldo, gli elefanti muovevano forte le orecchie per fare il vento. Se scoppiava un temporale, i bambini correvano fra le loro zampe. Se arrivava un animale feroce, gli elefanti erano pronti a mollare una pedata, perché i re della foresta erano loro. Ma un giorno nella foresta passò un treno che andava in città. Trasportava vagoni pieni di quaderni, lettere, matite. I bambini dissero agli elefanti che dovevano partire. – Vado in città a fare il postino! – Io vado a fare il maestro! Un bambino più piccolo degli altri esclamò: – Io farò il veterinario e vi porto con me! – e cercò di far salire gli elefanti sul treno. Ma gli elefanti, a ogni mossa, spaccavano qualcosa. I bambini capirono che dovevano partire da soli e abbracciarono forte le zampe dei loro amici. E. Nava, Quando i babbuini andavano al cinema, Feltrinelli

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Dove vivevano i bambini prima che arrivasse il treno? ....................................................... ........................................................................................................................................................................................................

Che cosa trasportava il treno? ...................................................................................................................... Perché gli elefanti non riuscirono a salire? ....................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................

I bambini vanno in città perché hanno dei progetti. Tu che cosa avresti fatto al loro posto? Racconta. 45


MI ALLENO PER IMPARARE

�a volare �con �le mie �ali PEZZETTINO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28

Il suo nome era Pezzettino. Tutti i suoi amici erano grandi e coraggiosi, lui invece era piccolo e di sicuro era un pezzetto di qualcuno. Un bel giorno decise di scoprirlo. – Scusa… – chiese allora a Quello-Che-Corre, – per caso sono un tuo pezzettino? – Come potrei correre se mi mancasse un pezzetto? – Sono un tuo pezzettino? – domandò a Quello-Forte. E quando Quello-Che-Nuota emerse dalle onde, gli rivolse la stessa domanda. Quando ebbe raggiunto Quello-Che-Vive-SulleMontagne chiese: – Sono un tuo pezzetto? – lui scoppiò a ridere. Chiese la stessa cosa a Quello-Che-Vola e a Quello-Saggio, ma la risposta fu identica. – Ma io devo essere di qualcuno! – gridò Pezzettino. – Come faccio a scoprirlo? – Vai all’Isola Chi-Sono – rispose Quello-Saggio. Arrivò all’Isola, camminò e camminò, finché inciampò e cadde… e si ruppe in tanti pezzetti. Quello-Saggio aveva ragione! Pezzettino adesso sapeva che anche lui, come tutti, era fatto di tanti piccoli pezzi. – Io sono me stesso – gridò Pezzettino tutto contento. L. Lionni, Pezzettino, Babalibri

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L’uccellino dell’attenzione ha numerato le righe del testo per aiutarti a rispondere alle domande in modo corretto. Lo farà sempre!


Indica con una x.

1. Pezzettino non va…

2. Tutti i suoi amici erano (riga 2): A. grandi e coraggiosi. B. grandi e prepotenti. C. piccoli e coraggiosi. D. timidi e coraggiosi. 3. “La risposta fu identica” (riga 18) significa che: A. fu sbagliata. B. fu la stessa. C. fu quasi uguale. D. fu diversa.

4. “Pezzettino adesso sapeva che anche lui, come tutti, era fatto di tanti piccoli pezzi” (righe 25-26). Quale frase ha lo stesso significato? A. Pezzettino adesso sapeva che anche lui, come Quello-Che-Vola, era fatto di tanti piccoli pezzi. B. Pezzettino adesso sapeva che anche lui, come tutti, non era fatto di tanti piccoli pezzi. C. Pezzettino non sapeva che anche lui, come tutti, era fatto di tanti piccoli pezzi. D. Pezzettino adesso sapeva che anche lui, come gli altri, era fatto di tanti piccoli pezzi. 5. “Camminò, inciampò, cadde, si ruppe” (righe 22-23) sono: A. parole azioni. B. parole nomi. C. parole aggettivi, che indicano delle qualità. D. parole articoli.

E tu? Sei Quello-Che-Corre o Quello-Che-Vola? Sei Quello-Che-Nuota? Sei Quello-forte o Quello-Saggio? Scrivi chi sei e racconta perché sul quaderno. 47


A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

NEL MONDO DI PAUL KLEE CHI SEI?

Sono nato in Svizzera da una famiglia di musicisti e mi chiamo Paul Klee. Anch’io sono un bravo musicista e fin da piccolo ho studiato violino. Penso che l’amore per il ritmo e la musica si vedano nei miei quadri. Amo l’arte dei bambini e una volta ho detto che disegnare è come portare una linea a passeggio. Paul Klee, Il paese I miei quadri sono ricchi di forme e pieni di colore. dei quadrati magici

Realizza il quadro dei quadrati magici, come lo farebbe Paul Klee. 1

MATERIALE OCCORRENTE

Fogli di carta bianca Colori Colla 1

Un foglio da disegno grande

Con le mani, strappa da uno dei fogli bianchi

il tuo pezzettino: può essere grande, piccolo o minuscolo… come ti senti tu. 2 Colora il pezzettino con un colore che ti rappresenta. 3 Attacca il tuo pezzettino sul foglio da disegno. I tuoi compagni e le tue compagne faranno lo stesso. I vostri pezzettini formeranno il grande quadro. 48

2

3


UN LIBRO CON LE ALI

CONSIGLI DI LETTURA Che idea! Kobi Yamada

CHE IDEA Questa è la storia di un’idea brillante, e di un bambino che la fa conoscere al mondo. L’idea cresce con il crescere della fiducia, finché un giorno accade qualcosa di straordinario. Un giorno ho avuto un’idea. “Da dove sarà venuta?” mi sono chiesto. “E perché? E adesso che cosa ne faccio?”. All’inizio non ci ho pensato troppo. Mi sembrava qualcosa di strano, di fragile. Non sapevo che cosa farne, quindi me ne allontanai. Mi comportavo come se non mi appartenesse. Ma lei mi seguiva. Mi preoccupavo di quello che avrebbero pensato gli altri, di che cosa avrebbe detto la gente della mia idea. La tenevo per me e non ne parlavo. Cercavo di comportarmi come se tutto fosse come prima che nascesse. Ma nella mia idea c’era qualcosa di magico… 49


SULLE ALI DELLA…

FANTASIA

NEL NIDO

IL TEMPO DEL RACCONTO

Il testo completo si trova nella Guida insegnantE.

Il silenzio durò un tempo lungo. Gli uccelli erano sorpresi di quanto aveva detto il gufo. Il gufo li osservava dall’alto, cercando ancora la cresta dell’upupa. Si sentì un brusìo dalle ultime file, dove si erano fermati gli stormi degli uccelli migratori. Gli anziani parlottavano con i più giovani per convincerli che il gufo aveva ragione: volavano da anni, loro, e si erano trovati tra le nubi nere dei fumi inquinanti; gli aironi dalle grandi ali, che amavano sostare nelle acque limpide di stagni e laghi, avevano notato la schiuma bianca che soffocava le ninfee e le giovani canne: erano d’accordo ad aiutare il gufo, così come le anatre selvatiche, che ogni anno volavano dal Nord al Sud e il mondo lo conoscevano bene. I fenicotteri rosa, che abitavano le acque dove finiscono i fiumi e inizia il mare, avevano visto i pesci morire sulla sabbia e si erano domandati perché. Non avevano trovato risposte, ma ora avevano capito: sarebbero dovuti andare alla ricerca del Re. La parola era passata ai falchi, che erano sempre desiderosi di scoprire nuove terre dove trovare carne per nutrirsi: quest’anno aveva nevicato tanto e la neve ancora impediva di trovare il cibo. I falchi affamati decisero di partire.

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TUTTI GLI UCCELLI DEL MONDO SCELGONO L’IDEA DEL GUFO: “PARTIAMO PER UN VIAGGIO ALLA RICERCA DEL RE!” IL VOLO DELLE IDEE

IL TEMPO DEL CERCHIO

Vuoi affrontare questo viaggio fantastico? Colora il cerchio: • in giallo se vuoi partire, se vuoi viaggiare con gli altri, se vuoi cercare il Re; • in grigio se invece non vuoi partire e non ti interessa cercare il Re. Siediti nel Cerchio d’Incontro con i compagni e le compagne e ascolta i loro desideri. Sarete in tanti a partire?

Non voglio partire perché non riesco a volare per lunghi viaggi.

Dove si trova il Re? Noi uccelli migratori siamo pronti a partire!

Sarà un viaggio avventuroso?

Anche noi falchi siamo pronti! 51


NTASIA SULLE ALI DELLA… FA

LA BAMBINA DI PIUME La bambina di piume era così morbida e leggera che tutti la stringevano forte e la trattavano come un pupazzo. – Sei così soffice, sei tanto dolce – le dicevano gli altri bambini. – Sì, ma non sono un cuscino – diceva lei e cercava di scappare via. Solo che, essendo così leggera, tutti riuscivano a tenerla tra le loro braccia. – Sei meglio di una bambola perché sei vera – le dicevano strizzandola forte. SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Indica con una x la frase corretta.

a bambina di piume era morbida e leggera. L La bambina di piume era morbida e pesante. I bambini la trattavano come un pupazzo. I bambini la trattavano come una bambola. a sua mamma cercò di acchiapparla L con una rete della porta di calcio. La sua mamma cercò di acchiapparla con una rete per le farfalle. a bambina volò in alto spinta dai bambini. L La bambina volò in alto spinta dal vento. FACCIAMO IL PUNTO

UN TESTO CHE INFORMA

Secondo te, questa storia:

è reale. 52

è fantastica.

ci vuole informare.


Il filo rosso

�della storia

Un giorno un vento fortissimo la strappò dalle braccia di una bambina. Il vento soffiava, e la bambina di piume andava. La sua mamma la vide dalla finestra e gridò: – Vieni giù subito! – e cercò di acchiapparla con una rete per le farfalle, ma lei era troppo in alto e troppo lontano. Allora cercò di catturarla con una rete da pescatori, ma niente da fare. – Vado via, mamma, ciao! – gridò la bambina di piume mentre volava in alto, spinta dal vento.

PENNE E PIUME

B. Masini, La bambina di burro (e altre storie di bambini strani), Einaudi Ragazzi

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

Se tu potessi scegliere, vorresti essere un bambino o una bambina…

… di ghiaccio

… fiore

… limone

… fragola

… ape

… tigre

… orso

… di neve

… albero

Perché? Racconta brevemente. ........................................................................................................................................................................................ ........................................................................................................................................................................................ ........................................................................................................................................................................................

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NTASIA SULLE ALI DELLA… FA

IL GIOCO DELLE NUVOLE Il sole batte ancora forte. Mi sono disteso sul prato e mi sono messo a guardare le nuvole bianche che passavano alte. Alcune erano enormi, panciute, sicuramente soffici, anche se non le ho toccate; altre erano tutte sfrangiate, sottili e sembravano scarabocchi. Sono rimasto una mezz’oretta così, sdraiato con il naso per aria, a guardare le nuvole come se fossero uno spettacolo, un film al cinema. Dunque, nella mezz’ora del mio cinema all’aperto ho visto: la coda di un castoro, un maiale, un giaguaro, un veliero pirata con le vele spiegate, e poi ancora una balena, un iceberg… Sembrava che le nuvole si fossero quasi messe d’accordo per raccontare una storia con le forme… S. Bordiglioni, Diario di Giulio. Top secret, Einaudi Ragazzi

tra terra e cielo

il tempo dello yoga

Prova ad assumere con il tuo corpo la posizione yoga della PACE. Stai in silenzio e senti il respiro dei tuoi pensieri e delle tue idee che volteggiano nell’aria. Se chiudi gli occhi, puoi volare come una nuvola. 54


Il filo rosso

�della storia

IN PICCHIATA

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

In quale ambiente si trova il bambino che racconta? .......................................................................................

In quale altra situazione puoi avere “il naso per aria”? ........................................................................................

Perché guardare le nuvole è come stare in un cinema all’aperto? .........................................................

riflessione linguistica

Che forma ha una nuvola panciuta? ........................................................... Da quale parola deriva “panciuta”? ...................................................... Cerca nel testo almeno cinque nomi di cosa e scrivili. ....................................................................................... ....................................................................................... .......................................................................................

Cerca nel testo i nomi di animale e scrivili. .......................................................................................

........................................................................................

.......................................................................................

........................................................................................

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NTASIA SULLE ALI DELLA… FA

UNA PRINCIPESSA PICCOLA COSÌ C’era una volta, in un castello, una principessa molto carina ma anche molto piccola. Un giorno la principessina Caterina – questo era il suo nome – andò a trovare la regina Nonna e le chiese: – Perché sono così piccola e tutti mi prendono in giro? – Non preoccuparti. Anche tuo nonno era piccolo, ma ha combattuto contro tanti nemici. Per questo il nostro paese ora vive in pace. – Voglio partire anch’io e fare grandi cose – decise Caterina.

IN PICCHIATA

LESSICO

Che cos’è un fagottino?

• Il fagottino è un ................................................................................................................................................... Trova altre parole che hanno lo stesso significato. ....................................................................................................................................................................................................

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Il filo rosso

�della storia

La regina le diede un fagottino: un arco e una freccia e tre caramelle. Caterina si incamminò e attraversò boschi, montagne e un deserto; arrivò in un paese dove tutti gli abitanti avevano paura di un drago. Mangiò le tre caramelle e andò sulla montagna dove abitava il drago. Lanciò una freccia, che si conficcò nella pancia del bestione. Tutti gridarono: – Brava, piccola principessa! Evviva, il drago è andato via! B. Masini, Una principessa piccola così, ma…, Arka

FACCIAMO IL PUNTO

LA FIABA

Secondo te, questa storia:

è reale.

è fantastica.

ci vuole informare.

• Perché hai scelto questa risposta? ............................................................................................ ...............................................................................................................................................................................................

Questa storia è una fiaba. SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Collega ciascun personaggio alle sue caratteristiche.

Caterina

saggia, affettuosa

Il drago

piccola, carina

La regina nonna

enorme, cattivo 57


NTASIA SULLE ALI DELLA… FA

LA PRINCIPESSA SUL PISELLO C’era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma doveva trattarsi di una principessa vera! Viaggiò per il mondo, principesse ce n’erano un po’ dappertutto, ma erano principesse vere? Il principe decise di tornare a casa sua. Era pieno di tristezza. In una notte di temporale, qualcuno bussò alle porte della città e il vecchio re andò ad aprire: c’era una principessa fradicia, eppure sosteneva di essere una principessa vera. “Questo si vedrà” pensò la vecchia regina: andò in camera, tolse il materasso dal letto e mise sul fondo un pisello; poi prese venti materassi e li mise sul pisello e, sopra i materassi, mise ancora venti cuscini di piume. Quella sera la principessa dormì lì. La mattina dopo il vecchio re e la regina chiesero alla principessa come aveva dormito. – Malissimo! – si lamentò. – Chissà che cosa c’era in quel letto! Ero coricata su qualcosa di duro. Allora capirono che era una principessa vera, perché aveva sentito il pisello attraverso venti materassi. Così il principe la sposò.

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Il filo rosso SULLE STRADE DEL CIELO

�della storia

COMPRENSIONE

Ricorda i fatti principali della storia che hai letto e completa.

1 Una notte

......................................................

4 La giovane

..................................................

.....................................................................................

...................................................................................

.....................................................................................

...................................................................................

2 La ragazza

....................................................

5 La mattina dopo la giovane

.....................................................................................

...................................................................................

.....................................................................................

................................................................................... ...................................................................................

3 La vecchia regina

.................................

6 Il principe

.....................................................

.....................................................................................

...................................................................................

.....................................................................................

...................................................................................

59


NTASIA SULLE ALI DELLA… FA

i TUTTI A BORDO – Davvero pensi di andare su Marte in automobile? – domandò Martino pensando alla Panda rossa dello zio. – Monta e allaccia le cinture – disse lo zio. Martino saltò su. I fari si accesero illuminando il garage: davanti, dietro, di lato, sul cofano, sul tetto… All’interno della Panda, il cruscotto si riempì di lancette, lucine, contagiri… I finestrini si chiusero da soli, i sedili si gonfiarono, il motore cominciò a rombare. Ogni volta che Zioguido premeva un bottone, l’auto diventava sempre meno un’auto e sempre più… un’astronave! Allora su Marte sarebbero andati in Panda, anzi, in Astropanda! U. Guidoni - A. Valente, Martino su Marte, Editoriale Scienza

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

Martino parte per un viaggio su Marte con l’Astropanda di Zioguido. Chiudi gli occhi e immagina di partire anche tu per un viaggio.

Quando vorresti partire? .................................................................................................................... Dove vorresti andare? ............................................................................................................................ Con chi? ................................................................................................................................................................. Come? Con quale mezzo di trasporto? ........................................................................... Perché? ................................................................................................................................................................... Raggruppa tutte le informazioni e scrivi sul quaderno un piccolo testo fantastico. 60


Il filo rosso

LA CAROTA GIGANTE

�della storia

C’era una volta un vecchietto che piantò una piccola carota e disse: – Carota, carota, cresci carnosa e forte. La carota crebbe robusta e tanto grande. Un giorno il vecchietto andò nell’orto per coglierla. Tira, tira, tira ma… non riuscì a strapparla. Chiamò allora la nonna, che si mise a tirare il nonno, che a sua volta tirava la carota. Tira, tira, tira, ma… non riuscirono a sradicarla. Allora la nonna chiamò la nipotina, che si mise a tirare il vestito della nonna, che tirava il nonno, che a sua volta tirava la carota. Ma nemmeno questa volta riuscirono a strapparla. La nipotina chiamò allora il suo cagnolino. Il cane tirò la nipotina, che tirava la nonna, che tirava il nonno, che tirava la carota. La carota non si muoveva. Il cane chiamò il gatto. Il gatto tirò il cane, la nipotina tirò la nonna, la nonna tirò il nonno, il nonno tirò la carota. Ma la carota rimaneva al suo posto. Allora il gatto chiamò il topo. E finalmente, grazie a un topolino piccolo così, la carota venne fuori. SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Indica con una x la sequenza corretta.

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TR A

P O E S I A

E

M U S I C A

IL CANTO DEGLI UCCELLI

IL SOGNO DI RE GIANNONE Re Giannone pisolava sul suo trono alto e robusto. Pisolava e si sognava di poter essere giusto. Re Giannone pisolava sul suo trono stagionato. Pisolava e si sognava di poter essere amato. Re Giannone pisolava sul suo gran trono di legno. Pisolava e si sognava che felice fosse il regno.

Continua tu la poesia di Re Giannone. Usa tutta la tua fantasia!

Re Giannone pisolava .....................................................................................................

Pisolava e si sognava ..................................................................................................... ..................................................................................................... ..................................................................................................... ..................................................................................................... .....................................................................................................

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PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

C’ERA UNA VOLTA… BIANCANEVE Conosci la fiaba di Biancaneve? Osserva i disegni e completa il testo.

C’era una volta una bella di nome

.................................................................

La sua di

.................................................................

................................................................. .................................................................

.................................................................

dei sette

.

era invidiosa della bellezza

e voleva ucciderla.

si nascose nella casetta

.................................................................

Allora la regina si trasformò in una e preparò una

. .................................................................

.................................................................

avvelenata per Biancaneve.

Appena Biancaneve mangiò la

.................................................................

I sette

la misero

in un

................................................................. .................................................................

Arrivò un bellissimo

, che baciò

.

Biancaneve si svegliò e con il andò al

.

.................................................................

.................................................................

cadde a terra.

.................................................................

.................................................................

, dove vissero per sempre

felici e contenti. 63


MI ALLENO PER IMPARARE

�a volare �con �le mie �ali I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26

Molti anni fa viveva un imperatore che amava tanto avere sempre bellissimi vestiti nuovi. In città, una volta arrivarono due impostori: si fecero passare per tessitori capaci di tessere vestiti che avevano il potere di diventare invisibili. “Sono proprio dei bei vestiti!”, pensò l’imperatore. “Questa stoffa dev’essere tessuta per me.” I due impostori montarono due telai e fecero finta di lavorare. “Mi piacerebbe sapere come proseguono i lavori per la stoffa” pensò l’imperatore dopo qualche giorno. “Manderò il mio vecchio bravo ministro.” Il vecchio ministro, che non vedeva niente, disse: – È splendida! Bellissima! Tutti in città parlavano di quella magnifica stoffa. L’imperatore volle vederla. Così si recò dai furbi truffatori, che stavano tessendo con impegno, ma senza filo. Finsero di togliere la stoffa dal telaio e annunciarono: – Ora il vestito è pronto. La stoffa è leggera come una tela di ragno! Si potrebbe credere di non aver niente addosso... E così l’imperatore aprì il corteo e la gente diceva: – Che meraviglia i nuovi vestiti dell’imperatore! – Ma non ha niente addosso! – disse un bambino. Così svelando il segreto del vestito che non c’era. H.C. Andersen, I vestiti nuovi dell’Imperatore, Liboli

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L’uccellino dell’attenzione ha evidenziato alcune parti del testo per aiutarti a rispondere alle domande in modo corretto.


Indica con una x.

1. L’imperatore amava tanto (righe 1-2): A. i vestiti nuovi. B. gli animali. C. i vestiti colorati. D. i vestiti usati. 2. In città un giorno giunsero (righe 3-4): A. due giocolieri. B. due tessitori impostori. C. due stranieri. D. due commercianti. 3. I vestiti che tessevano (riga 5): A. facevano volare le persone. B. diventavano invisibili. C. facevano diventare piccoli. D. facevano diventare ricchi.

4. L’imperatore mandò dai tessitori (riga 12): A. il vecchio bravo ministro. B. il vecchio bravo medico. C. il bravo ambasciatore. D. il vecchio bravo cuoco. 5. Tutti in città parlavano (righe 15-16): A. dei tessitori. B. della magnifica stoffa. C. dei vesti nuovi. D. del corteo del re. 6. Un bambino svelò il segreto del vestito (riga 26): A. che non c’era. B. nuovo. C. leggero. D. dell’imperatore.

Secondo te, perché tutta la gente faceva finta di vedere il vestito del re? .............................................................................................................................................................

IN PICCHIATA

LESSICO

Sottolinea le parole che hanno lo stesso significato.

impostore • pittore • truffatore • aviatore • imbroglione Il telaio è uno strumento che serve a ................................................................................

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A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

NEL MONDO DI MARC CHAGALL CHI SEI?

Sono nato in Russia, in un piccolo villaggio, e mi chiamo Marc Chagall. Ero un bambino allegro e mi piaceva osservare le cose intorno a me: i suonatori di violino, le casette di legno, le mucche, le galline. La notte, mentre sgranocchiavo una carota, pensavo a che cosa sarei diventato da grande. Sognavo di diventare famoso. A scuola mi piacevano le lezioni di disegno. Mi piacevano i colori e con i colori ho rappresentato un mondo di fiabe. Sono diventato un artista.

Marc Chagall, Il lupo e la cicogna

Con gli acquarelli, dipingi su un foglio un personaggio fantastico o la maschera di un animale che può volare in un mondo di fantasia, come lo farebbe Marc Chagall. Prima fai una prova qui con la matita.

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UN LIBRO CON LE ALI

CONSIGLI DI LETTURA

L’UCCELLO D’ORO

Le più belle fiabe dei fratelli Grimm Roberto Piumini e Stefano Bordiglioni

Nel giardino di un re cresceva un albero di mele tutte d’oro. Un giorno il re scoprì che ne mancava una e ordinò ai suoi tre figli di fare la guardia all’albero. Il maggiore però si addormentò e al mattino mancava un’altra mela. La notte dopo, anche il secondo figlio prese sonno e un’altra mela sparì. Quindi toccò al terzo figlio, il più giovane, fare la guardia all’albero. Questi rimase sveglio e vide un uccello dalle piume tutte d’oro che prendeva una mela d’oro e volava via, così gli scagliò contro la freccia e gli fece perdere una penna d’oro. Quando il re vide la penna decise che voleva quell’uccello meraviglioso per sé. Il figlio maggiore si mise subito in viaggio. In una foresta incontrò una volpe che gli disse: – Principe, stasera vedrai due locande: una illuminata e piena di gente, l’altra buia e misera. Dormi in quella buia, o te ne pentirai. Il principe le scagliò contro una freccia, ma non la colpì. Quella sera dormì nella locanda affollata, dimenticò l’uccello d’oro e il padre e non tornò mai più…

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UNA CASA CHIAMATA

MONDO

NEL NIDO

IL TEMPO DEL RACCONTO

Il testo completo si trova nella Guida insegnantE.

Il gufo si era accorto che tra le prime file serpeggiava il malumore. Presero la parola i cigni: – Non vogliamo partire. Stiamo bene nelle acque calme dei laghi. Tanti cigni vivevano nei parchi e nelle oasi protette dall’uomo, anche nelle grandi città, ed erano abituati a essere ammirati, fotografati e nutriti dai bambini e dalle bambine. I pavoni erano d’accordo con i cigni: – Se partiamo, non verranno più ad ammirare le nostre code. Invece i gabbiani amavano la libertà di andare dove volevano e dove li portava il vento; decisero quindi di non partire. Desideravano seguire i pescherecci e vivere ogni giorno nuove avventure. Un canarino, preoccupato, disse: – Così tanta libertà mi fa paura. Le mie ali non sono allenate al volo. Voglio restare qui. – Anch’io voglio rimanere nel bosco, a beccare il tronco morbido del vecchio castagno – disse il picchio. Il gufo chiamò l’aquila, che non si era ancora espressa. – Le montagne sono il mio regno e io sono una regina – disse. – Non mi interessa incontrare un altro Re.

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ALCUNI UCCELLI DEL MONDO STANNO BENE DOVE SONO E NON VOGLIONO PARTIRE ALLA RICERCA DEL RE.

IL VOLO DELLE IDEE

IL TEMPO DEL CERCHIO

Alcuni uccelli non vogliono ascoltare la proposta del gufo e non vogliono partire perché sono legati al loro nido, alla loro casa, al loro ambiente. Seduti nel Cerchio d’Incontro abbiamo tanti spunti per discutere insieme. Dividiamoci in due gruppi: • il gruppo che vorrebbe partire • il gruppo che vorrebbe stare a casa Ognuno degli appartenenti a ciascun gruppo dà le proprie motivazioni. Come possiamo convincere chi non vuole partire ad avere il coraggio di lasciare la propria terra? 69


una casa chiamata

mondo

Alcuni uccelli hanno espresso i loro dubbi al gufo. Il gufo sta pensando a come potrebbe aiutarli. Prova anche tu a dare dei consigli o a trovare delle soluzioni. Segui l’esempio.

Non voglio partire. Sto bene nelle acque calme del lago.

Non avere paura. Forse troverai un altro lago dove riposare durante il viaggio.

Durante il viaggio non potrò beccare il tronco morbido del mio amico castagno. ........................................................................................................... ........................................................................................................... ........................................................................................................... ...........................................................................................................

Le montagne sono il mio regno e io sono una regina. Non mi interessa incontrare un altro Re.

........................................................................................................... ........................................................................................................... ........................................................................................................... ...........................................................................................................

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una casa chiamata

Se parto, non verranno più ad ammirare la mia coda.

mondo

........................................................................................................... ........................................................................................................... ........................................................................................................... ...........................................................................................................

Amo la mia libertà e non voglio partire con gli altri. ........................................................................................................... ........................................................................................................... ........................................................................................................... ...........................................................................................................

La libertà mi fa paura. Le mie ali non sono allenate al volo.

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tra terra e cielo

il tempo dello yoga

Prova ad assumere la posizione yoga dell’ALBERO. Stai in silenzio e prova a sentire le tue radici crescere nella terra e i tuoi rami dirigersi verso il cielo. All’aperto, in un bosco, prova ad abbracciare un albero: senti il suo tronco e ascolta il suo cuore. Se non puoi andare in un bosco, abbraccia un compagno o una compagna e ascolta il suo respiro. 71


MONDO UNA CASA CHIAMATA

TANTI MODI PER ABITARE Quando parliamo di case, non sempre ci viene in mente che esistono abitazioni molto diverse dalle nostre. Le forme delle case dipendono dai materiali che la gente usa per costruirle, dal luogo, se è freddo o caldo, da quante persone debbano abitarci, se tante o poche. Le case cambiano secondo la fantasia dei popoli. In montagna, dove cade la neve e fa freddo, le case sono spesso di pietra e di legno. Dove fa caldo le case riparano dal sole e in genere sono dipinte di bianco per essere più fresche. I beduini del deserto, pastori nomadi, abitano in grandi tende che si possono montare o smontare facilmente. In certi Paesi dell’Oriente molte persone vivono sulle barche e a Hong Kong le barche, chiamate “sampan”, formano una vera e propria città. Pinin Carpi, Il libro delle case, Utet

FACCIAMO IL PUNTO

UN TESTO CHE INFORMA

Secondo te, questo testo:

è reale.

è fantastico.

ci vuole informare.

• Perché hai scelto questa risposta? .........................................................................................................................................................................................

Che cosa hai imparato leggendo questo brano? ............................................................................................................................................................................................ .............................................................................................................................................................................................

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Il filo rosso

�della storia

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MONDO UNA CASA CHIAMATA

UN ALBERO COME GLI ALTRI A prima vista poteva sembrare un albero come tutti gli altri. Stava nel mezzo di un prato e aveva un tronco piuttosto grosso e una chioma folta e voluminosa. Il tronco era ricoperto da una rugosa corteccia marrone e nodose radici affioravano dal terreno. Le foglie erano verdi e folte. Ai piedi dell’albero c’erano ciuffi d’erba, margheritine e, dopo la pioggia, qualche fungo dal cappello rosso. Sui rami c’erano fiori e frutti, farfalle, api, uccellini... Un albero come tutti gli altri! Ma, a guardare bene, si scopriva una porticina nascosta, in basso, fra le radici nodose. Una porticina abbastanza grande per poterci passare senza rimanere incastrati. Il tronco era cavo, e dentro c’era una scaletta a chiocciola che portava in alto, fino ai rami pieni di foglie. Sulla parte esterna del tronco alcuni spuntoni di rami formavano ottimi gradini o appigli per chi volesse arrampicarsi senza passare per la porticina segreta. Aglaia preferiva questa scaletta esterna. Aglaia aveva otto anni, e abitava sull’albero insieme con la sua amica Bianca, che invece era una persona grande. Tutte e due si erano stufate di stare in un appartamento di città. B. Pitzorno, La casa sull’albero, Mondadori

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Perché Aglaia e Bianca vivono sull’albero? ........................................................................................................................................................................................................

Ti piacerebbe abitare in una casa sull’albero? Come la immagini? Disegnala su un foglio. 74


Il filo rosso

�della storia

IL MONDO È CASA NOSTRA La casa-dentro (l’abitazione) e la casa-fuori (il mondo) hanno molte cose in comune. Cambiano solo alcuni nomi. Per esempio, nella tua abitazione, quello su cui cammini si chiama pavimento. Fuori invece si chiama strada. Anche se hanno due nomi diversi, il pavimento e la strada vanno tenuti puliti allo stesso modo, perché è sempre un piacere camminare sul pulito, ti pare?

Per esempio, quando cammini nella tua abitazione devi forse scavalcare cacche di cane, bottigliette di plastica, lattine di bibite, mozziconi di sigarette, carte di caramelle, biglietti del tram, bucce di banana? Allora sappi che in alcune nazioni, dove tutti sanno che il mondo è casa nostra, le strade fuori sono come i pavimenti dentro. Là è un piacere passeggiare. V. Lamarque, Piccoli cittadini del mondo, Emme Edizioni

A PELO D’ACQUA

BAMBINI E BAMBINE CURIOSI

Ciao, sono il pellicano, amico del mondo pulito!

Sul quaderno, scrivi almeno quattro consigli per tenere pulita la tua scuola e il tuo paese. In classe, realizzate un cartellone con i consigli di tutti i compagni e le compagne. 75


MONDO UNA CASA CHIAMATA

LA CAPANNA Tutti i bambini parteciparono alla costruzione della nostra casa. Costruimmo una curiosa baracca, con due materassi, una sedia a sdraio e un tavolino. Il tetto era spiovente, sostenuto al centro da un bastone di alluminio tolto a un ombrellone; come tegole avevamo usato lattine aperte e ben martellate. Forse avrebbe fatto da richiamo per le cicogne. I muri e le porte della capanna, invece, erano di assi rivestite con la tela da ombrello. Per una finestrina, Arianna trovò una stoffa a fiorellini bianchi e azzurri. Sul pavimento avevamo disposto gli stuoini riciclati e, sopra il tavolino, avevamo radunato i preziosi tesori raccolti sulla spiaggia. S. Gandolfi, L’isola del tempo perso, Salani

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Cancella gli oggetti che NON sono nella capanna.

tavolino

stuoini

divano

mensole

ombrellone sedia e sdraio 76

lattine assi

Collega ciascun oggetto alla qualità corrispondente.

tetto

martellate

stoffa

riciclati

tesori

spiovente

stuoini

fiorata

lattine

preziosi


Il filo rosso

�della storia

UNA NAVICELLA TRA TERRA E CIELO – Cominciamo dal fondo – aveva mormorato il nonno. E inchiodò cinque tavole con due assi di traverso. Il ripiano si incastrò alla base dei rami come un pavimento. Una scaletta di corda completava l’opera. Stare sospeso in quella navicella fra la terra e il cielo mi dava una sensazione di leggerezza e di euforia. Gli alberi sono il sostegno del cielo. Se saranno tagliati, il cielo cadrà sopra di noi. Così recita un’antica leggenda. – Dai, intornami! – dicevo da piccolo a mia madre per essere abbracciato. Adesso era l’albero che mi “intornava” con le sue mani di legno, le lunghe dita tese a proteggermi e a tenermi sollevato per impedire alla terra di inghiottirmi. M. Moschini, I rapatori di teste, Raffaello

IN PICCHIATA

LESSICO

Euforia è una parola che indica:

felicità.

noia.

tristezza.

Intornare è una parola inventata che nel testo viene usata con il significato di “abbracciare”. Secondo te, perché? ........................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................

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MONDO UNA CASA CHIAMATA

Il filo rosso

LA CASA DI ALBERTO

�della storia

Ho visto la casa di Alberto: è pazzesca e non volevo più venire via da lì. Tanto per cominciare, c’è un profumo dolce molto intenso: sono le spezie che la mamma di Alberto usa in cucina per cucinare i piatti marocchini. Poi… Alberto ha una stanza con la ringhiera che dà sul salotto. Fantastica! Ci arrivi salendo delle scale in acciaio. Appena ti affacci, vedi un gran disordine! Sulla parete di sinistra puoi intravedere il letto, ricoperto di magliette, felpe e pantaloni e, a destra, una scrivania colma di libri, perché Alberto legge un sacco. Alberto mi ha fatto vedere anche la sua collezione di conchiglie, che tiene sullo scaffale sopra la scrivania. Ne ha di incredibili, perché gli amici della sua mamma, che vivono in Marocco, abitano sul mare e, ogni tanto, gliene spediscono qualcuna. Alberto da grande vuole fare l’oceanografo. A.Lavatelli - A.Vivarelli, CARA C@RLA, TUA DAIAN@, Edizioni Piemme

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Quali dei cinque sensi sono stati utilizzati per raccontare la casa di Alberto?

Vista. Gusto.

Udito. Odorato.

Tatto.

Sul quaderno, disegna la camera di Alberto, mettendo gli oggetti al posto giusto. 78


TR A

P O E S I A

E

M U S I C A

IL CANTO DEGLI UCCELLI

LA CASA Era una casa molto carina Senza soffitto senza cucina Non si poteva entrarci dentro Perché non c’era il pavimento Non si poteva andare a letto In quella casa non c’era il tetto Non si poteva fare pipì Perché non c’era vasino lì Ma era bella, bella davvero In via dei matti numero zero! S. Endrigo, La casa

Immagina anche tu una casa molto carina ma stravagante e disegnala su un foglio. Le domande-guida ti saranno di aiuto.

Dove potrebbe stare? In quale ambiente? Come immagini le persone che ci vivono? Ascolta per intero “La casa” di Sergio Endrigo. Se vuoi, dello stesso autore, puoi ascoltare e cantare anche “Ci vuole un fiore”. 79


MI ALLENO PER IMPARARE

�a volare �con �le mie �ali LA CASA PIÙ GRANDE DEL MONDO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25

C’era una volta una piccola lumaca che un giorno disse a suo padre: – Quando sarò grande voglio avere la casa più grande del mondo! – Certe cose sono meglio piccole! – le rispose il padre. – Fai sempre in modo che la tua casa sia piccola e leggera da portare! Ma la lumachina non volle dargli ascolto e, nascosta da una grande foglia, cominciò a torcersi e a stirarsi, da una parte e dall’altra, fino a che non riuscì a scoprire come far crescere la propria casa. E così la casa cominciò a crescere e a crescere… La piccola lumaca continuò a spingere fino a che la sua casa fu grande come un melone. Ora la lumaca aveva la casa più grande e bella del mondo. Ne era orgogliosa e felice. Una famiglia di rane si fermò stupita a guardare quell’enorme casa: – Una piccola lumaca qualunque con una casa grande come una torta di gelato! Un giorno le lumache finirono di mangiare tutte le foglie del cavolo e così decisero di trasferirsi su un altro cavolo. Ma la piccola lumaca non poteva più muoversi: la sua casa ormai era troppo pesante. Fu lasciata indietro e, poiché non c’era più niente da mangiare, la piccola lumaca lentamente morì. Anche la grande casa a poco a poco si sgretolò. L. Lionni, La casa più grande del mondo, Babalibri

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Indica con una x.

1. La lumaca desiderava (riga 3): A. la casa più leggera del mondo. B. la casa più piccola del mondo. C. l a casa più grande del mondo. D. la casa che aveva già. 2. Che cosa le disse suo padre (righe 5-6)? A. Fai sempre in modo che la tua casa sia piccola e leggera da portare! B. Fai sempre in modo che la tua casa sia leggera da portare! C. F ai sempre in modo che la tua casa sia pulita e piccola da portare! D. Fai sempre in modo che la tua casa sia grande e leggera da portare! 3. Un giorno le lumache decisero di trasferirsi (righe 20-21): A. vicino al ruscello. B. nell’orto vicino. C. v icino all’albero delle noci. D. su un altro cavolo.

4. Perché la piccola lumaca non riuscì a seguirle (riga 22)? A. Perché la sua casa era diventata troppo pesante. B. Perché la sua casa si era attaccata al terreno. C. Perché la sua casa era diventata enorme. D. Perché la sua casa era incastrata nei sassi. 5. Che cosa accadde alla piccola lumaca (riga 24)? A. Lentamente morì. B. Lentamente si avvicinò alle sue amiche. C. Lentamente chiese a suo padre di portarle del cibo. D. Lentamente abbandonò la sua casa. 6. Che cosa accadde alla sua casa (riga 25)? A. Continuò a crescere. B. Diventò sempre più piccola. C. Si sgretolò. D. Sparì.

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A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

NEL MONDO DI WASSILY KANDINSKY CHI SEI?

Sono nato in Russia e mi chiamo Vassily Kandinsky. Da bambino, vivevo con una zia che mi raccontava le fiabe popolari russe e che mi insegnò a suonare il violoncello e il pianoforte. Da lei ho imparato anche a disegnare. Vassily Kandinsky, Paesaggio invernale Amo la musica e i colori accesi; mi piace esprimere le mie emozioni attraverso quadri che ricordano le fiabe e i mondi fantastici. Ho dipinto un paesaggio usando toni di colore molto diversi dalla realtà: il giallo e il verde sono colori allegri e li ho usati per il cielo e la casa; le montagne le ho colorate di blu e rosa. Secondo me… • il è il suono della tromba; • il è un colore caldo ed è il suono della tuba; • il è il colore della calma ed è il suono del violoncello; • il è una pausa, un momento di silenzio; • il è mancanza di luce: non ci sono suoni. Sei d’accordo con il pittore? A quale colore assoceresti questi strumenti?

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Contrabbasso ....................................

Violino ................................................................

Arpa ...............................................................

Tamburo ...........................................................


UN LIBRO CON LE ALI

CONSIGLI DI LETTURA

IL MONDO IN UNA CASA

Il mondo in una casa Pascale Hédeline

Farah, Omar, Emanuele, Ruth, Alessandro, Giulio ed Elio ti nviatano a casa loro. Sono mussulmani, ebrei e cristiani. In loro compagnia scoprirai come vivono e quali sono le loro tradizioni e abitudini nel corso di un anno. Prima, però, devi fare un salto al negozio di alimentari del signor Felix, che nel palazzo conosce tutti…

Al terzo piano di questa casa vive una famiglia musulmana: Hussein, Amina e i loro figli Omar, di 14 anni, e Farah, di 21; anche nonna Kabira abita con loro. La loro religione, l’Islam, è stata fondata da Maometto. Nell’Islam, Dio si chiama Allah. Al secondo piano del palazzo abita una famiglia ebrea: Davide e Miriam, con i figli Emanuele, di 12 anni e mezzo, e Ruth, di 8. Nell’antichità, gli uomini veneravano tanti dèi. Il primo a credere che esistesse un solo Dio fu Abramo l’antenato degli ebrei. Il calendario ebraico inizia con la Genesi, cioè la creazione del mondo da parte di Dio. Al primo piano del palazzo abita una famiglia cattolica…

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finalmente…

SI vola!

NEL NIDO

IL TEMPO DEL RACCONTO

Il testo completo si trova nella Guida insegnantE.

Gli uccelli erano tutti già schierati nelle loro formazioni di volo e si stavano preparando a partire. Il gufo aveva trascorso la notte a convincere i dubbiosi e i paurosi ed era riuscito nel suo intento. L’assemblea degli uccelli aveva votato e tutti erano a favore. Volevano salvare il mondo andando alla ricerca del Re. – Hup… hup… hup… hup… Il gufo riconobbe il verso dell’upupa che, volando leggera come una farfalla, stava arrivando al luogo stabilito. L’upupa non amava stare con gli altri e preferiva vivere in luoghi silenziosi e spazi aperti. Aveva una grande conoscenza del mondo perché viaggiava dall’Europa, all’Asia, all’Africa. Conosceva deserti, steppe, pianure, colline, radure. Era sapiente e chiamava gli alberi con il loro nome. L’upupa era stata invitata dal gufo proprio per la sua grande sapienza e la sua capacità di osservazione. Atterrò e, timidamente (era un uccello solitario), prese la parola: – Amici uccelli, sono venuta a dirvi che il Re esiste e che io vi guiderò alla ricerca del suo Paese. Il viaggio sarà lungo e dovrete sottoporvi a tante prove, per arrivare al suo cospetto coraggiosi, sapienti e saggi. Buon viaggio! Non sempre riuscirete a vedermi, ma io sarò comunque sempre vicino a voi.

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TUTTI GLI UCCELLI DEL MONDO SCELGONO DI PARTIRE. - ANDIAMO, VOLIAMO, PLANIAMO! DICE IL GUFO.

IL VOLO DELLE IDEE

IL TEMPO DEL CERCHIO

È tutto pronto per affrontare insieme il nostro viaggio tra terra, mare e cielo? Voleremo sulle montagne più alte, attraverseremo mari e deserti, osserveremo gli oceani, planeremo sulle pianure e ci disseteremo con l’acqua dei fiumi e dei laghi. Come immaginiamo questi ambienti? Parliamone tutti insieme. 85


A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

RACCONTARE IL PAESAGGIO Osserva e completa.

Le montagne sono come ..........................................

Le pianure assomigliano a

Il lago è come Il deserto è come ......................................................

Raccontate i paesaggi con carte, semi, colori, utilizzando tutti questi materiali per fare dei collage. Lavorate in gruppo, come tanti piccoli stormi di uccelli. 86

.................................................

..............................................

Il mare è come ......................................

Il fiume è come

.....................................................


LA! FINALMENTE… SI VO

Il filo rosso

NELLA FORESTA

�della storia

Nella foresta il cielo è sempre invisibile e il sole, a volte, si intravede attraverso il fogliame che fitto fitto nasconde la luce. In ogni giorno, in ogni stagione, la foresta è sempre diversa, ma nasconde i suoi tesori come segreti. Nella foresta regna una calma quasi paurosa e la natura sembra assopita. Ma, se presti attenzione, puoi sentire un suono, un grido, un sibilo, un rumore che non avevi mai sentito prima… la presenza di un uccello, il guizzo di uno scoiattolo, il volo di un insetto. Nella foresta ti senti libero anche se procedi lentamente e con la bussola in mano. Non è come nell’oceano o nel deserto, dove ti puoi orientare con il sole di giorno e con le stelle di notte. O. Beccari, Nelle foreste di Borneo, Clichy

IN PICCHIATA

LESSICO

Completa.

• Il fogliame è .............................................................................................................................................................. • La natura assopita significa che la natura ............................................................................. • Il sibilo è il rumore che fa il .................................................................................................................... • Il guizzo di uno scoiattolo è ................................................................................................................. Perché nella foresta regna una calma quasi paurosa? ........................................................................................................................................................................................................ ........................................................................................................................................................................................................

87


LA! FINALMENTE… SI VO

SULLA RIVA DEL MARE Sono distesa sulla sabbia, a fissare il confine tra il mare e il cielo: è uno spettacolo inimmaginabile. Apro gli occhi: all’orizzonte si vedono il mare e una spiaggia di granelli di sabbia bianca lunga chilometri. È ormai sera: c’è una leggera brezza molto piacevole che ha un odore salmastro, perfetto per il tramonto. Mentre guardo il tramonto sento una voce: è l’infrangersi delle onde sugli scogli e provo la gioia di essere al mare. Sento un altro rumore... è l’onda che mi ha bagnato tutta. E. Giribaldi, Sulla riva del mare

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Riconosci le frasi presenti nel testo e colorale.

Sono distesa sul prato a fissare il confine tra il mare e il cielo.

IN PICCHIATA

Si vedono il mare e una spiaggia di granelli di sabbia.

È ormai sera: c’è una leggera brezza.

LESSICO

Completa.

• Inimmaginabile è difficile da ............................................................................................................... • Odore salmastro è odore di .................................................................................................................. 88


Il filo rosso

L’ISOLA ROSA L’isola aveva la forma di una barca. Al centro c’era una gobba e le rocce scendevano confusamente verso la spiaggia. Sui due fianchi c’erano pareti di roccia, alberi e un pendio ripido. Davanti c’era un pendio più dolce, ricoperto di alberi con chiazze rosa. In fondo la pianura era invasa dalla giungla di un colore verde cupo. Laggiù dove l’isola finiva nell’acqua c’era un’altra isola: una roccia quasi staccata, una scogliera di corallo. La scogliera sembrava uno scarabocchio fatto nel mare da un gigante. All’interno l’acqua era azzurro chiaro come la coda di un pavone, e si vedevano le rocce e le alghe come in un acquario; al di fuori il mare era blu scuro.

�della storia

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Indica con una X il disegno che rappresenta il paesaggio descritto nel testo.

W. Golding, Il signore delle mosche, Mondadori

IN PICCHIATA

LESSICO

Indica con una X il disegno che corrisponde a una chiazza. Uno scarabocchio è

...........................................................................................................................................

89


LA! FINALMENTE… SI VO

IN MONTAGNA La grande montagna è più viva che mai. Ce lo dicono la voce allegra e a volte fragorosa dei suoi torrenti, delle sue cascate, il frusciare del vento, il cinguettio degli uccelli, il fischio lontano delle marmotte, il ronzio degli insetti attirati fin quassù dai fiori odorosi. Spesso si avverte il profumo piacevole della terra umida, a tratti ancora impregnata del buon odore di erba secca della passata stagione. Sopra di noi, ogni tanto, volteggia incuriosita una cornacchia, gracchia e se ne va. Un sasso che rotola all’improvviso verso valle ci rivela una gradita sorpresa: due magnifici stambecchi passano con lunghi salti sopra di noi. Infine, arrivando al rifugio sorprendiamo una grossa marmotta che si sta scavando la tana proprio lì sotto. Scappa velocissima, emettendo il suo caratteristico fischio. W. Bonatti, Le mie montagne, Zanichelli

tra terra e cielo

il tempo dello yoga

Prova ad assumere con il tuo corpo la posizione yoga della MONTAGNA. Stai in silenzio e prova a sentire i tuoi piedi nella terra e il tuo volto verso il cielo. Sei una montagna che è sempre al suo posto, di giorno e di notte, con la pioggia, con la neve e con il sole. Sei calma e ami il silenzio. 90


Il filo rosso

�della storia

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Sottolinea nel testo in azzurro le parole che suonano, come cinguettio, in rosso chi produce i suoni, come uccelli. Poi completa la tabella. CHI È / CHI SONO?

CHE SUONO FA / FANNO?

.........................................................................

voce allegra e fragorosa

cascate

.........................................................................

vento

.........................................................................

uccelli

.........................................................................

.........................................................................

fischio

.........................................................................

ronzio

cornacchia

.........................................................................

FACCIAMO IL PUNTO

UN TESTO CHE DESCRIVE

Hai letto un testo che, probabilmente, ti ha fatto immaginare di essere per un momento in montagna. Perché?

erché mi trovavo in montagna con l’autore. P Perché l’autore ha saputo descrivere molto bene l’ambiente della montagna. Secondo te, questo testo possiamo definirlo:

fantastico.

descrittivo.

Insieme ai compagni e alle compagne, provate a descrivere la marmotta della foto. Poi scrivete sul quaderno. 91


LA! FINALMENTE… SI VO

UN CIELO DI MIRTILLI Era una notte di primavera, lassù in montagna. Di solito, in aprile e maggio, le stelle sono fosche, un po’ spente, a causa del respiro dei prati e dei boschi risvegliati. Il loro respiro si alza come una nebbiolina e va su, a vestire le stelle come un lenzuolo. Tra questo lenzuolo passa appena la luce per venire sulla terra. Invece quella notte, non si sa perché, le stelle sembravano secchiate di mirtilli luminosi buttati nel cielo e stavano così accese che a guardarle bucavano gli occhi. La luna calante pareva un formaggio d’oro dove la parte mancante se l’erano mangiata i topi. Ogni tanto una stella si muoveva come lanciata da un bambino con la fionda. Quella sera erano diverse le stelle lanciate con la fionda e non si capiva perché non stessero ferme al loro posto. Invece che volare, quella sera gli uccelli notturni camminavano a piedi sui tetti e sulle grondaie per vedere le stelle che si muovevano. Camminando, guardavano in su. M. Corona, Il canto delle manere, Mondadori

92


Il filo rosso

�della storia

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Conosci il significato della parola similitudine? Inizia con simile, che significa essere uguale a qualcosa o a qualcuno. La similitudine avviene quando si vuole fare un confronto. Per esempio, possiamo dire che le nubi bianche sono come panna montata perché le caratteristiche che hanno in comune le nubi bianche e la panna sono il colore, la leggerezza, la forma. Prova a sottolineare nel testo le immagini che l’autore ha raccontato con le similitudini. Ora che hai scoperto che cosa sono le similitudini, completa le frasi e trova una caratteristica in comune.

• La nebbiolina era come un lenzuolo. La caratteristica comune è ............................................................................................... • Le stelle sembravano secchiate di mirtilli luminosi. La caratteristica comune è ............................................................................................... • La luna sembrava un formaggio d’oro. La caratteristica comune è ............................................................................................... 93


MI ALLENO PER IMPARARE

�a volare �con �le mie �ali LA MAGIA DEL FIUME 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13

Il cielo rosso come un gambero. Come i gamberi che ho visto oggi al fiume. Infatti oggi mi è venuta voglia di fare una passeggiata. Il fiume è poco più di un ruscello, almeno d’estate, quando non piove troppo. Sulle sue rive crescono alberi e cespugli fitti. Mi sono seduta su una pietra e sono rimasta lì a guardare l’acqua che scorreva. È una specie di magia, come guardare il fuoco acceso. È uno spettacolo forse un po’ monotono, però mi rilassa. Mi sono guardata attorno. Tutto quel verde, il canto dell’acqua: mi sembrava di essere in una lussureggiante foresta tropicale. S. Bordiglioni, Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, Einaudi Ragazzi

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Indica con una x.

1. Il titolo si riferisce a: A. un testo che descrive la magia dei colori di un fiume. B. un testo che racconta di un fiume che fa le magie. 2. In estate il fiume è (riga 4): A. in piena. B. poco più di un ruscello. C. senza acqua. D. una cascata.

5. Albero, ruscello, fuoco, cielo sono: A. nomi femminili singolari. B. nomi femminili plurali. C. nomi maschili singolari. D. nomi maschili plurali. Aiuta l’autore del testo a completare le frasi, cercando delle similitudini.

• Cielo rosso come .................................... ......................................................................................... .........................................................................................

3. Osservare l’acqua è come guardare (riga 9): A. uno specchio. B. il mare. C. il fuoco acceso. D. una stoffa rossa. 4. “Monotono” (riga 10) significa: A. noioso. B. vivace.

C. allegro. D. triste.

• Fiume lungo come ................................. ......................................................................................... .........................................................................................

• Alberi alti come .......................................... ......................................................................................... .........................................................................................

• Acqua chiara come ............................... ......................................................................................... .........................................................................................

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A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

NEL MONDO DI VINCENT VAN GOGH CHI SEI?

Sono nato in Olanda e mi chiamo Vincent van Gogh. Ho iniziato a dipingere quando ero già grande. Puoi riconoscere i miei quadri per la mia strana pennellata. Amo i colori vivaci, soprattutto il giallo. Nel paesaggio che ho dipinto, il cielo sembra avvolgere gli astri e le stelle diventano grandi e luminose.

Vincent van Gogh, La notte stellata

Realizza un paesaggio come lo farebbe Van Gogh. MATERIALE OCCORRENTE

Giornale Cartoncino Pennello

Colori a tempera Forbici Colla

1

2

3

Ritaglia da un giornale l’immagine di un paesaggio.

Incolla l’immagine su un cartoncino.

Con colori molto vivaci e lunghe pennellate, trasforma l’immagine in un quadro.

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UN LIBRO CON LE ALI

CONSIGLI DI LETTURA

SOPRA E SOTTO

Sopra e sotto Patricia Hegarty

L’oceano Gli oceani coprono gran parte della superficie terrestre e hanno un ruolo fondamentale nel determinare il clima del nostro pianeta. Sapevi che più del 95% del mondo subacqueo (quindi quasi tutto!) è inesplorato? Significa che c’è ancora molto da scoprire.

Corallo

Palma

Le barriere coralline si formano durante milioni di anni. I coralli sono costruiti da molti minuscoli polipi e prendono il loro colore dalle alghe che ospitano.

Le palme da cocco fanno semi galleggianti in grado di attraversare gli oceani: sono le noci di cocco.

Tartaruga marina comune Le femmine scavano un buco nella sabbia, depongono le uova e tornano nel mare. Al momento della schiusa, i piccoli devono cavarsela da soli. 97


LA PRIMA VOLTA

CHE…

NEL NIDO

IL TEMPO DEL RACCONTO

Il testo completo si trova nella Guida insegnantE.

Gli uccelli, curiosi, vollero sapere qualcosa di più dall’upupa. C’era ancora tempo prima di partire, perché stavano aspettando gli uccelli esploratori. Gli uccelli esploratori erano giovani, forti e coraggiosi. Venivano mandati in ricognizione per verificare le condizioni dei cieli e dei venti, e scrutavano la terra alla ricerca di cibo per le soste o di eventuali pericoli: i cacciatori spesso si appostavano o tendevano reti per catturarli. Solo gli uccelli esploratori potevano dare il via allo stormo. L’upupa parlò. Raccontò che avrebbero sostato in dieci valli, una diversa dall’altra. Ognuno, per la prima volta, avrebbe superato alcune prove e ne sarebbe uscito perdente o vincitore. I falchi chiesero quale sarebbe stato il bottino della vincita. – Lo capirete alla fine del viaggio, quando incontreremo il Re – rispose il gufo. Gli esploratori tornarono e finalmente ognuno, con il suo battito di ali, si alzò in volo.

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TUTTI GLI UCCELLI DEL MONDO INCONTRANO QUALCOSA PER LA PRIMA VOLTA. - ANDIAMO! - DICE IL GUFO. - INCONTREREMO nuove VALLI.

IL VOLO DELLE IDEE

IL TEMPO DEL CERCHIO

Il gufo ci accompagna alla scoperta delle dieci valli. Come le immagini? Inventa un nome per ciascuna di esse, poi disegnale sul quaderno. .........................................

.........................................

.........................................

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PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

PER LA PRIMA VOLTA Per la prima volta, lo stormo vola verso le dieci valli. Ti ricordi quando hai fatto qualcosa per la prima volta? Racconta. .................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................

Ti ricordi quando hai imparato qualcosa per la prima volta? Racconta. .................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................... .................................................................................................................................................... ....................................................................................................................................................

Ti ricordi quando hai incontrato qualcuno per la prima volta? Racconta. ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. .............................................................................................................................

Ti ricordi quando hai visto qualcosa per la prima volta? Racconta. ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. ............................................................................................................................. .............................................................................................................................

100


… LA PRIMA VOLTA CHE

Il filo rosso

QUANDO SONO NATO

�della storia

Quando sono nato, non avevo ancora visto il sole o un fiore o un viso. Non conoscevo nessuno e nessuno conosceva me. Quando sono nato, non sapevo ancora che cosa fosse il mare, e che c’erano le foreste, e che nel mondo esistono spiagge e montagne. Quando sono nato, non avevo ancora visto un uccellino, e non sapevo che ci sono animali con le piume, animali con le squame e animali con il pelo, come il mio cane. Quando sono nato, non avevo ancora giocato con i sassi, e non avevo mai toccato il fango, e non avevo mai scavato un tunnel nella sabbia. Quando sono nato non immaginavo che ci fosse un cielo. Quando sono nato, non sapevo quasi niente. Ma, adesso, qualcosa ho imparato. I. Minhós Martins - M. Matoso, Quando sono nato, Topipittori

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

Anche tu, quando sei nato/a, non sapevi quasi niente. È così per tutti! Adesso che cosa hai imparato? Racconta, come ha fatto il bambino del testo che hai appena letto. ........................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................

101


… LA PRIMA VOLTA CHE

LA PRIMA VOLTA CHE TI HO VISTO La prima volta che ho visto il papà stava piangendo. Ma aveva anche un sorriso immenso. Mi guardava come se mi guardasse per la prima volta. In effetti, mi vedeva per la prima volta. La prima volta che ho sentito il mio nome, non sapevo ancora che fosse il mio. Papà diceva tante parole, e fra quelle si nascondeva il mio nome. La prima volta che mi hanno fatto le coccole, impossibile sapere chi sia stato. Ricordo soltanto che mi piaceva molto e che avrei voluto continuasse a lungo. Ho avuto fortuna, è continuato a lungo. La prima volta che ho camminato sono caduta. La prima volta che sono caduta mi sono rialzata. La prima volta che mi sono rialzata ho camminato. V. Cuvellier - C. Dutertre, La prima volta che sono nata, Sinnos

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

La protagonista del testo che hai appena letto racconta che il suo papà ha pianto la prima volta che l’ha vista. Secondo te, si piange solo quando si è tristi o anche quando si è felici? A te è mai capitato di piangere dalla gioia? Racconta sul quaderno. 102


Il filo rosso

A SCUOLA DI COLORI

�della storia

– Oggi faremo la prima lezione sui colori – disse il maestro. Subito i camaleonti diventarono di tutti i colori perché ognuno di loro aveva pensato a un colore diverso. – Così non va – disse il maestro. – Tutti questi colori fanno confusione. Tanto per iniziare, diventate tutti bianchi. Tutti obbedirono, tranne Kamillo, che era di un vivace colore rosso e sorrideva. – Kamillo! – esclamò il maestro. – Ho detto bianco, bianco come il latte! Kamillo si guardò attorno, e diventò rosa chiaro e poi bianco come i suoi compagni. – E adesso tutti rossi! – ordinò il maestro, e tutti diventarono rossi, tranne Kamillo. – Rosso, Kamillo! – ripeté il maestro. Kamillo, imbarazzato, diventò verde. Poi viola. – No! – Ho detto rosso, rosso come il papavero, il fuoco! – gridò il maestro perdendo la pazienza. Kamillo si sforzava, ma non riusciva a diventare rosso! Altan, La vera storia di Kamillo Kromo, Elle Edizioni

SULLE STRADE DEL CIELO

COMPRENSIONE

Completa seguendo le indicazioni.

Quello che dice il maestro. Come diventano i compagni. Come diventa Kamillo. 103


… LA PRIMA VOLTA CHE

UNA MATTINA DIVERSA Era una mattina in apparenza uguale a tante altre. Antonio, dopo essersi rigirato più volte nel letto, cominciò a stropicciarsi gli occhi e a sentire i rumori usuali di tazzine e di cucchiaini, ma stranamente non gli giungeva il rombo di sottofondo delle automobili. Percepiva solo un ovattato silenzio. Entrò in camera Patrizia, tutta eccitata. – Antonio, indovina che cosa è successo? C’è la neve! Ed è alta! Esci e vai a vedere! Antonio scese dal letto ancora dubbioso. Camminò a occhi chiusi fino alla porta e la aprì a tastoni. Una ventata soffice ma gelida lo investì sul viso. Solo allora aprì gli occhi. Una massa interminabile di bianco riluceva tutt’intorno; il manto morbido aveva completamente coperto il giardino. L. Chiavarone, Via degli Anemoni 42, Edizioni Ensemble

IN PICCHIATA

LESSICO

Riscrivi ogni frase sostituendo le parole colorate con altre.

• I rumori usuali di tazzine e di cucchiaini. .................................................................................................................................................................................................

• Camminò a occhi chiusi fino alla porta e la aprì a tastoni. ....................................................................................................................................................................................................

• Una ventata soffice ma gelida lo investì sul viso. ....................................................................................................................................................................................................

• Una massa interminabile di bianco riluceva tutt’intorno. ....................................................................................................................................................................................................

104


Il filo rosso

LA PRIMA NEVE

�della storia

In casa e fuori c’era un silenzio profondo. Mi fermai davanti alla finestra e tirai le tende. Ed ecco la neve: una perfetta coperta bianca che nascondeva il prato, gli alberi, la strada, intatta, immacolata, immobile. Non c’erano rumori, tranne il mio respiro e il battito del mio cuore. Non c’erano uccelli nel cielo argenteo, niente scoiattoli sugli alberi, niente cani. Scesi gli scalini nella neve spumosa. Non era silenziosa, ma sotto il piede si sentiva uno scricchiolio crepitante. Davanti a me si stendeva la perfezione. Volevo avere questo meraviglioso regalo tutto per me, prima che le impronte degli altri lo rovinassero per sempre. J. Kelly, L’evoluzione di Calpurnia, Salani

PENNE E PIUME

IL TEMPO DELLA SCRITTURA

La neve è:

• • • •

intatta perché ........................................................................................................................... immacolata perché ............................................................................................................ immobile perché ................................................................................................................... spumosa perché ....................................................................................................................

Aggiungi la qualità della neve che preferisci: .................................................. La neve NON è:

• •

perché ........................................................................................... .................................................... perché ........................................................................................... ....................................................

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MI ALLENO PER IMPARARE

�a volare �con �le mie �ali LA PRIMA VOLTA DA SOLA 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Nel pomeriggio la mamma si è accorta che in casa manca il sale e scende a comprarlo al negozio vicino all’incrocio. – Starò via solo pochi minuti – dice a Valentina. – Non aprire a nessuno e per nessuna ragione. – Stai tranquilla, ti aspetterò nella mia camera – le dice Valentina. Se ci pensa bene, è la prima volta che resta da sola. Mentre è nella sua camera, ascolta il silenzio della casa. È un silenzio come quello che c’è di notte, quando tutti dormono. Beh, non proprio come quello. Di notte lei sa che nel letto accanto c’è Luca, il suo fratellino, e che i suoi genitori sono nella loro camera. Se fa attenzione, può sentirne il respiro. Adesso, invece, in casa non c’è nessuno. Anzi no, c’è Mery. Valentina si avvicina alla sua cesta, l’accarezza e la gatta incomincia a fare le fusa. È bello ascoltarla: con il suo ron ron, Mery scaccia tutte le paure di Valentina. A. De Bode - R. Broere, Papà cambia casa, EGA

106


Indica con una x.

1. “La mamma scende a comprarlo al negozio “ (riga 2). “Lo” si riferisce: A. al negozio. B. al sale. C. all’incrocio. D. al pane. 2. “Ti aspetterò nella mia camera” (riga 5). “Ti” si riferisce: A. alla mamma. B. a Valentina. C. a Luca, il fratellino. D. alla gatta. 3. “Se ci pensa bene, è la prima volta che resta da sola” (riga 7). Quale stato d’animo manifesta Valentina? A. Ha paura. B. È tranquilla. C. È preoccupata. D. È felice.

4. Mentre è nella sua camera, Valentina ascolta (riga 8): A. la musica con le cuffie. B. il canto degli uccellini. C. la televisione. D. il silenzio. 5. “Fare le fusa” (riga 18) significa: A. miagolare. B. giocare con un gomitolo. C. fare ron ron. D. scavare una buca. 6. Mery (riga 16) è il nome: A. della mamma. B. della gatta. 107


NELLA BOTTEGA

tH inkering

DELLA CICOGNA

MANDALA Il “mandala” è una parola di origine indiana e significa “cerchio”. Rappresenta l’universo, il mondo. Dentro al cerchio ci puoi disegnare figure geometriche, ma anche elementi della natura. Realizza un mandala utilizzando solo la forma del cerchio. MATERIALE

foglio bianco matita colori

ATTREZZI

1

tante forme rotonde di diverse dimensioni

MANI

Sul foglio bianco, disegna un cerchio grande, con una delle forme rotonde. 2 Dividi il cerchio prima in due, poi in quattro e poi ancora in otto parti. 3 Inserisci in ogni spicchio dei cerchi di tutte le dimensioni, aiutandoti con le forme rotonde. Colora a piacere. 1

3

108

2


UN LIBRO CON LE ALI

CONSIGLI DI LETTURA La prima volta che sono nata Vincent Cuvellier, Charles Dutertre

LA PRIMA VOLTA CHE… Oh, mi piace tanto quella prima volta lì, era una domenica sera, rientravamo dal mare. Io mi ero avvolta in una coperta, sul sedile posteriore della macchina. Al semaforo papà si è girato e ha detto: – La bambina dorme. Quando siamo arrivati a casa, ho tenuto gli occhi chiusi solo per ascoltare papà che diceva: – Shhh – e sentirlo prendermi tra le braccia. Ho sorriso. Papà ha avvicinato la bocca al mio orecchio ed è stata la prima volta che gli ho sentito dire: – La mia marmottina… la mia marmottina adorata. 109


TRACCE DI STAGIONE…

²l’�inverno

LA NEVE Mentre il buio nascondeva ogni cosa, la neve silenziosa ha rubato i colori e attutito i rumori. Al risveglio tutto è mutato, meravigliosamente imbiancato. C. Broutin, Filastrocche del tempo che fa, Motta Junior

TITOLO

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Scrivi la tua poesia d’inverno con le seguenti parole e altre che troverai tu.

neve • rumori • bianco • fiori • ghiaccio • inverno 110

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FIORI DI NEVE Fiori di neve Erba ghiacciata L’inverno è un’estate pietrificata. V. Lamarque, Poesie di ghiaccio, Einaudi Ragazzi

CLIL

PICCOLO VOCABOLARIO DELL’INVERNO E DEL NATALE

inverno

winter

neve

snow

pupazzo di neve

snowman

Natale

Christmas

Babbo Natale

Santa Claus / Father Christmas

abete

Christmas tree

decorazioni

Christmas decorations

stella

star

agrifoglio

holly 111


²l’�inverno NEVICA Scende il silenzio in fiocchi gelati. Scende un silenzio che ammanta i prati. Piove la danza di lucciole cristalline. Piove una danza di mille stelline. Fiocca la speranza di un giorno lieve. Fiocca la speranza di giocare con la neve. M. Hion, Filastrocche delle stagioni, Motta Junior

Insieme, in classe, trovate altre parole che fanno rima con…

• • • • 112

prati danza stelline neve

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A R T E

PIUME, penne E PENNELLI

NEL MONDO DI GIOVANNI SEGANTINI CHI SEI?

Sono nato a Trento e mi chiamo Giovanni Segantini. Nei miei quadri ho dipinto la vita sulle montagne: i paesaggi, i villaggi, le malghe, il bestiame, la gente di montagna.

Giovanni Segantini, Inverno a Savognin

Osserva con attenzione il quadro di Giovanni Segantini e rispondi.

• Che cosa rappresenta il dipinto? .......................................................................................................... • In quale stagione è ambientato il paesaggio? ....................................................................... • Quali sono i colori predominanti? ....................................................................................................... • Secondo te, perché il pittore ha usato questi colori? .................................................. .........................................................................................................................................................................................................

113


NELLA BOTTEGA

tH inkering

DELLA CICOGNA

LA CARTA È UN FIOCCO DI NEVE Vuoi realizzare tanti fiocchi di neve da appendere al tuo albero o in casa? Ecco come fare! MATERIALE

ATTREZZI

Pirottini di carta per dolci

Forbici

MANI 1

Prendi un pirottino e aprilo. 4

Fai l’ultima piegatura. Con le forbici ritaglia il bordo in modo ondulato. 114

2

3

Piega a metà il pirottino Piega ancora a metà. e ottieni un semicerchio. Ripiega ancora. 5

Crea dei piccoli ritagli triangolari nella parte centrale. Apri il foglio di carta ed ecco che il fiocco di neve è fatto!


TUTTO PRONTO… È NATALE Sulla porta di casa avevo appeso un pungitopo dalle foglie verdi e lucide, con allegre bacche rosse. Sulla corona avevo messo un nastro con la scritta “BUON NATALE!”. In salotto avevo messo una ghirlanda di vischio dalle bacche di un color bianco latte, adorna di fiocchi di seta rossa e spolverata di lustrini dorati. Sotto la finestra c’era una piccola giostra di metallo, con cinque angioletti dorati e al centro una candelina rossa. La giostra girava mentre un carillon suonava una canzone natalizia. E l’albero di Natale? Naturalmente avevo scelto un abete che, dopo le feste, avrei piantato nel mio giardino. Aprii il frigorifero: su un piatto dorato c’era un enorme panettone. Poi andai in camera da letto e aprii l’armadio. C’erano scatole di tutte le forme: erano i regali per gli invitati! Era tutto come previsto. Sarebbe stato proprio un Natale con i fiocchi! Geronimo Stilton, È Natale, Stilton!, Piemme

Racconta e disegna una festa tradizionale del tuo Paese. ............................................................

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²l’�inverno IL NATALE NEL MONDO Sai come si festeggia il Natale nel mondo? in finl a ndia

E in GIAPPON

All’esterno delle case viene preparato un piccolo alberello per gli uccellini, addobbato con semi appetitosi.

in RUSSIA

Durante la cena della vigilia di Natale si mangia zuppa di grano e miele.

In ALBANIA

Il momento più importante è il pranzo di Natale: si cucina il tacchino ripieno e il piatto tipico è la baklava, un dolce fatto con miele e frutta secca.

Tanti, tanti, tanti anni fa fu inventata l’arte di impacchettare i regali: si usava un foglio bianco, il colore della purezza.

in ETIOPIA

Il Natale viene celebrato il 7 gennaio e tutti si vestono di bianco. A In ARGENTIN

I Re Magi portano i regali a gennaio e i bambini lasciano fuori dalla porta una scarpa, un po’ d’acqua e dell’erba per i cammelli.

Il Natale nel mondo è una festa si. di PACE che unisce popoli lontani e diver 116

nire in mente Scrivi una tua parola che ti fa ve ................................. la PACE ..................................................................


BUON NATALE IN TANTI MODI La maestra per Natale ci ha fatto un discorso. Siamo una classe in cui è presente un bambino di ogni continente, eccetto l’Australia. La maestra dice che la nostra classe è come il Mondo in una stanza. Ed è come un regalo per noi, perché, senza accorgercene, impariamo tante cose! Poi la maestra ci ha chiesto di domandare ad amici, parenti e vicini di casa come e quando si fanno gli auguri in altre lingue. Abbiamo trovato diciassette traduzioni! Abbiamo tutti un quaderno dove scriviamo le parole strane che troviamo, le parole che ci piacciono perché hanno un bel suono o anche quelle che fanno inciampare la lingua. B. Pumhösel - A. Sarfatti, Amore e pidocchi, EDT Giralangolo

Come si dice BUON NATALE IN...

te d e s c o sv ed es e s pag n o lo i ng l e s e f r a nc e s e p o rto g h e s e

Frohe Weihnachten God Jul Feliz Navidad Merry Christmas Joyeux Noël Feliz Natal 117


²l’�inverno LE DUE BEFANE La Befana volava a cavallo della scopa. Vola e vola, a un certo punto vide una vecchina proprio uguale a lei a cavallo di una scopa. – Chi sei? – chiese la Befana. E quella rispose: – Sono la Befana. 1

La Befana era confusa, perché era sicura di essere lei la Befana: ma anche l’altra sembrava che lo fosse. A un certo punto la Befana, guardando la rivale, vide una cosa strana: sotto i capelli aveva dei bulloni, delle giunture, delle cerniere di metallo. Allora capì: quella era una Befana robot, inventata da qualche malandrino per qualche scopo dannoso. 2

Allora gridò: – Il traguardo è laggiù – e puntò verso il Monte Calamita, tutto magnetico, mentre l’altra Befana strillava: – Arrivo prima io! 3

E infatti arrivò prima, perché il Monte Calamita la tirò verso di sé a una tale velocità che, quando ci cadde sopra, si sparpagliò in mille pezzi di metallo, che rimasero appiccicati per sempre lassù. Roberto Piumini, C’era una volta, ascolta, Einaudi Ragazzi

SULLE STRADE DEL CIELO

Nel racconto manca una sequenza. Inseriscila al posto giusto, scrivendo il numero corrispondente. 118

COMPRENSIONE

La Befana in carne e ossa, anche se poca carne e molte ossa, se ne tornò a volare per il mondo con il suo sacco di doni.


UN LIBRO CON LE ALI

CONSIGLI DI LETTURA

TUTTO IN UNA NOTTE

PAROLE DI NATALE Cristina Bellemo

La notte del ventiquattro dicembre di quell’anno fu una delle notti più straordinarie di tutti i tempi. Per esempio, nel deserto, la gobba di una duna fu spazzata a lungo dal vento, che la appianò. In una cameretta del civico 25, viale della Repubblica, un bimbo fece un sogno bruttissimo e si svegliò urlando. A un poeta finì improvvisamente l’inchiostro della penna, proprio quando stava componendo il suo capolavoro. Si dimenticò ciò che voleva scrivere, e così andò a dormire. Un signore di nome Gianni si alzò per chiudere la porta. E, dato che c’era, uscì a vedere le stelle e le trovò sorprendentemente belle. Dentro le nuvole si preparava la neve che sarebbe caduta l’indomani. Giuseppe, alzatosi in segreto alle due di notte, trovò nella bustina che gli aveva regalato il nonno la figurina che gli mancava per completare il suo album. Amedeo si addormentò sul divano, mentre accarezzava il suo gatto nero Merlino. Un bambino nacque in una stalla, perché non si trovò posto, per lui, da nessun’altra parte… 119


Hai completato la prima parte del tuo nuovo viaggio in classe seconda. È inverno. Tempo di freddo, di silenzio, di pace, di un po’ di vacanza.

! O A I C

O T S E A PR

Riponi questo libro nella tua piccola biblioteca e... aspetta: presto il volo ripartirà, con tante sorprese! 120


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2

Alla ricerca del re

LETTURA E SCRITTURA LIBRO A Responsabile editoriale: Mafalda Brancaccio Consulenza didattica: Luciana Ventriglia, formatrice AID, specialista in pedagogia clinica Supervisione scientifica: Lorenzo Castelli, psicoterapeuta e psicologo scolastico Coordinamento redazionale: Nicoletta Baldini Redazione: Nicoletta Baldini, Camilla Di Majo, Nadia Negri Responsabile di produzione: Francesco Capitano Progetto grafico e impaginazione: A come Ape di Alessia Zucchi Illustrazioni: Gabriel Cortina, Rita Rosa Del Sorbo, Elisa Enedino, Tommaso Gianno, Manuela Leporesi, Vanessa Montonati, Richolly Rosazza, Annie Caroline Roveyaz Copertina: A come Ape di Alessia Zucchi Ricerca iconografica: Nicoletta Baldini Referenze iconografiche: Shutterstock Stampa: Tecnostampa – Pigini Group Printing Division Loreto – Trevi 22.83.012.0 Per esigenze didattiche i testi sono stati quasi tutti ridotti e/o adattati. L’editore è a disposizione degli aventi diritto tutelati dalla legge per eventuali e non volute omissioni o errori di attribuzione. È assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questa pubblicazione, così come la trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo, senza l’autorizzazione della Casa Editrice. Produrre un testo scolastico comporta diversi e ripetuti controlli a ogni livello, soprattutto relativamente alla correttezza dei contenuti. Ciononostante, a pubblicazione avvenuta, è possibile che errori, refusi, imprecisioni permangano. Ce ne scusiamo fin da ora e vi saremo grati se vorrete segnalarceli al seguente indirizzo: redazione@elionline.com

Tutti i diritti riservati © 2022 La Spiga, Gruppo Editoriale ELi info@gruppoeli.it EquiLibri • Progetto Parità è un percorso intrapreso dal Gruppo Editoriale ELi, in collaborazione con l’Università di Macerata, per promuovere una cultura delle pari opportunità rispettosa delle differenze di genere, della multiculturalità e dell’inclusione. Si tratta di un progetto complesso e in continuo divenire, per questo ringraziamo anticipatamente il corpo docente e coloro che vorranno contribuire con i loro suggerimenti al fine di rendere i nostri testi liberi da pregiudizi e sempre più adeguati alla realtà.


e CLASSE

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.. Lettura e Scrittura LIBRO A: 120 pp. e Scrittura LIBRO B: 144 pp. .. Lettura Educazione Civica: 48 pp. linguistica: 96 pp. .. Riflessione Matematica con eserciziario: 168 pp. , Geografia, Storia: 96 pp. . Scienze STEAM 2-3: 48 pp.

ISBN per l‘adozione: 978-88-468-4276-3

CLASSE

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.. Lettura e Scrittura LIBRO A: 144 pp. e Scrittura LIBRO B: 144 pp. .. Lettura Educazione Civica: 48 pp. linguistica: 120 pp. .. Riflessione Scienze, Matematica: 288 pp. Storia, Geografia: 216 pp.

ISBN per l‘adozione: 978-88-468-4277-0

altuofianco KIT DOCENTE comprensivo di guida alla programmazione, facilitati per alunni/e con BES e DSA e tutto il necessario per il corso. LIBRO DIGITALE (scaricalo subito seguendo le istruzioni all’interno della copertina): volumi sfogliabili, esercizi interattivi, audiolibri, tracce audio, libro liquido, percorsi facilitati stampabili.

Benvenute e benvenuti al

, un allegro ambiente di apprendimento interattivo che offre tanti oggetti digitali didattici sotto forma di gioco o attività. Bambine e bambini si divertiranno ad aiutare chef Alfredo: prepareranno insieme a lui tante “ricette” divertenti, organizzeranno feste a tema, allestiranno grandi eventi per tutte le discipline scolastiche, nelle sale o all’aperto! Potranno così rinforzare le abilità e verificare le competenze nelle varie materie attraverso le diverse prove proposte in cucina, facendo ogni volta attenzione al guastafeste Splat, sempre in agguato!

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www.gruppoeli.it

PREZZO MINISTERIALE

ISBN 978-88-468-4276-3