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Chi ha paura della matematica_STUDIAFACILE

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FACILE STUDIA FACILE STUDIA PAURA

matematica della ?

UNITÀ SEMPLIFICATE

Il piacere di

SINTESI

INDICE

ARITMETICA 1

unità 1 Gli insiemi 3

unità 2 Il sistema di numerazione decimale 8

unità 3 Le quattro operazioni e le loro proprietà 9

esercizi di ripasso 13

unità 4 Metodi per risolvere i problemi 17

unità 5 I grafici 18

unità 6 Le potenze 19

esercizi di ripasso 23

unità 7 Divisori e multipli di un numero naturale 27 unità 8 Le

unità 9 Operazioni e problemi con le frazioni

GEOMETRIA 1

unità 1 Misura di grandezze

unità 2 I primi elementi della geometria

Gli angoli

di

Coordinamento redazionale Marco Mauri

Responsabile editoriale Martina Mirabella

Redazione Edistudio, Paola Bollani

Art director Enrica Bologni

Progetto grafico Edistudio

Impaginazione Edistudio

Ricerca iconografica Martina Mirabella

Immagini di copertina Shutterstock

Si ringrazia la Professoressa Adele Maria Veste per aver curato la sezione Gioca con la matematica e Marinella Torri per il contributo progettuale.

Si ringrazia Federico Zanni per la collaborazione redazionale.

Referenze iconografiche

Shutterstock

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Contenuti digitali

Realizzazione bSmart labs, ITG Torino

Prima edizione: gennaio 2026

Printed in Italy

© 2026 - Proprietà letteraria riservata. È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la fotocopia, anche ad uso interno o didattico, non autorizzata. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633.

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UNITÀ 1

1. Caratteristiche e appartenenza

M 1. Caratteristicheeappartenenza

GLI INSIEMI

CARATTERISTICHE E APPARTENENZA MAPPA 1

Teoria in sintesi

Gli insiemi si indicano con le lettere

maiuscole: A, B, C ecc.

Gli elementi si indicano con le lettere minuscole: a, b, c ecc. e si separano uno dall’altro con le virgole.

INSIEME

In matematica è un gruppo di elementi che si possono individuare con certezza

tra un elemento e un insieme c’è una relazione di:

infinito: ha un numero di elementi illimitato

appartenenza (�)

Esempio:

se A = 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9

allora 8 � A

allora 11 � A in base al numero

finito: ha un numero limitato di elementi

vuoto: oppure non possiede elementi

non appartenenza (�)

Esempio:

se A = 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9

3. Sottoinsiemi e inclusione

Teoria in sintesi

Tra due insiemi ci possono essere le seguenti relazioni:

I sottoinsiemi di un insieme possono essere:

SOTTOINSIEMI E INCLUSIONE

Teoria in sintesi

B è un sottoinsieme di A (oppure B è incluso in A), se ogni elemento di B è anche elemento di A: B � A AB

C non è un sottoinsieme di A (oppure C non è incluso in A), se almeno un elemento di C non appartiene ad A: C � A AC

Esempio: se A � �0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9� e B � �0, 2, 4, 6, 8� allora B � A

Esempio: se A � �0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9� e C � �8, 9, 10, 11, 12� allora C � A

impropri

L’insieme vuoto � e se stesso

Esempio: se A � �1, 2, 3� i sottoinsiemi impropri sono: � e �1, 2, 3� propri Tutti gli altri

Esempio: se A � �1, 2, 3� i sottoinsiemi propri sono: �1�, �2�, �3�, �1,2�, �1,3�, �2,3�

4. Insieme intersezione

Teoria in sintesi

INSIEME INTERSEZIONE

Teoria in sintesi

INTERSEZIONE ( ) È l’insieme costituito dagli elementi comuni a due o più insiemi.

gli insiemi si dicono disgiunti

Esempio:

se A � �a, b, c, d�

e B � �c, d, e, f�

allora A B � �c, d�

Esempio:

se A � �1, 2, 3, 4, 5� e B � �6, 7, 8, 9, 10� allora A B ��

Esempio:

se A � �1, 3, 5, 7, 9� e B � �1, 5, 9� allora A B � �1, 5, 9� � B

UNIONE (�)

L’unione di due insiemi A e B è costituita da tutti gli elementi di A e da quelli di B non appartenenti anche ad A.

INSIEME UNIONE

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Esempio: se A � �0, 2, 4, 6, 8� e B � �1,3, 5, 7, 9� allora A � B � �0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9�

Esempio: se A � �a, b, c, d� e B � �c, d, e, f� allora

� B � �a, b, c, d, e, f

Esempio: se A � �l, m, n, o, p, q, r� e B � �m, p, r� allora

� B � �l, m, n, o, p, q, r�

SISTEMA

1. I numeri naturali

M 1. Inumerinaturali

I NUMERI NATURALI MAPPA 1

I numeri naturali costituiscono l’insieme N

pari

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

cardinali quando si usano per contare.

Esempio: Il ragno ha 8 zampe

sono detti

possono essere

24, 70,16, 78, 92 se terminano con una cifra pari

In simboli: numero pari → 2n

ordinali quando si usano per mettere in ordine.

Esempio: Nell’elenco della sua classe Mara occupa l’ottavo, 8°, posto

dispari

11, 67, 83, 45, 29 se terminano con una cifra dispari

In simboli: numero dispari → 2n 1

Ogni numero naturale, n, ha un: precedente n 1 99 è il precedente di 100, infatti 100 1 99

Il sistema di numerazione decimale

successivo n 1 101 è il precedente di 100, infatti 100 1 101

Due numeri naturali a e b, messi a confronto, possono risultare:

uguali ( ) 9 8 1 a b

diversi ( ) 30 10 3 a b

maggiori ( ) 17 10 a b

minori ( ) 25 38 a b

3. I numeri decimali

I NUMERI DECIMALI

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Le parti di un numero decimale sono:

5,831 parte decimale

parte intera

In ogni numero decimale la virgola separa la parte intera dalla parte decimale Il numero si legge “5 e 831 centesimi”.

La parte decimale comprende:

8 → decimi (d) 3 → centesimi (c) 1 → millesimo (m)

1 decimo 0,1 10 decimi 1 unità semplice

1 millesimo 0,001… 10 millesimi 1 centesimo…

1 centesimo 0,01 10 centesimi 1 decimo

12 U2 Il sistema di numerazione decimale

LE QUATTRO OPERAZIONI

1

ADDIZIONE

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Esempio: 18 � 14 � 32

1° addendo 2° addendo somma ADDIZIONE valgono le seguenti operazioni inverse: 32 � 18 � 14 e 32 � 14 � 18

0

è l’elemento neutro

Esempio: 8 � 0 � 0 � 8 � 8

In generale: a � 0 � 0 � 8 � 8

possiede la:

È definita in N cioè la somma è sempre un numero naturale.

PROPRIETÀ COMMUTATIVA

Esempio: 3 � 8 � 8 � 3

In generale: a � b � b � a

PROPRIETÀ ASSOCIATIVA In generale: a � b � c � �a � b� � c Esempio: 10 � 15 � 5 � 25 � 5

PROPRIETÀ DISSOCIATIVA

Esempio: 32 � 24 � 12 � 20 � 24

In generale: a � b � m � n � b dove: m � n � a

2. Sottrazione Teoria in sintesi

SOTTRAZIONE

Teoria in sintesi

Esempio: 54 18 � 36 ↑ ↑ ↑ minuendo sottraendo differenza SOTTRAZIONE valgono le seguenti operazioni inverse: 36 � 18 � 54 e 54 � 36 � 18

Non possiede l’elemento neutro

In generale: a � 0 � 0 � a Esempio: 5 � 0 � 0 � 5

possiede la:

Non è definita in N cioè il risultato non è sempre un numero naturale.

PROPRIETÀ INVARIATIVA

Esempi: 15 � 8 �

oppure: 15 � 8 � �15 � 3

In generale: a �

è l’elemento neutro

In generale: a � 1 � 1 � a � a Esempio: 7 � 1 � 1 � 7 � 7

0 annulla il prodotto: 3 � 0 � 12 � 0

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

MOLTIPLICAZIONE

Esempio: 12 � 4 � 48

fattori prodotto

valgono le seguenti operazioni inverse: 48 : 4 � 12 e 48 : 12 � 4

Esempio: 7 � 15 � 7 � 3 � 5 1

PROPRIETÀ COMMUTATIVA

Esempio: 4 � 3 � 3 � 4

In generale: a � b � b � a

PROPRIETÀ DISSOCIATIVA

In generale: a � b � a � �m � n� dove: b � m � n

possiede la:

È definita in N il prodotto è sempre un numero naturale

PROPRIETÀ ASSOCIATIVA

Esempio: 2 � 5 � 8�10 � 8

In generale: a � b � c � �a � b� � c

PROPRIETÀ DISTRIBUTIVA

In generale: �a � b� � c � a � c � b � c oppure: �a b� � c � a � c b � c Esempi: �7 � 3� � 5 � 7 � 5 � 3 � 5 oppure: �9 � 4� � 3 � 9 � 3 � 4 � 3

Non possiede l’elemento neutro

Esempio: 5 : 1 1 : 5

In generale: a : 1 1 : a

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi Teoria in sintesi

DIVISIONE

Esempio: 64 : 16 � 4

dividendo divisore quoziente

valgono le seguenti operazioni inverse: 4 � 16 � 64 e 64 : 4 � 16

PROPRIETÀ INVARIANTIVA

In generale: a : b � �a � m� : �b � m� oppure: a : b � �a : m� : �b : m� con m 0 Esempi: 12 : 4 � �12 � 5� : �4 � 5� oppure: 12 : 4 � �12 : 2� : �4 : 2�

18 U3 Le quattro operazioni e le loro proprietà

possiede la:

Non è definita in N cioè il quoziente non è sempre un numero naturale.

Lo zero e la divisione

Esempi:

a) 0 : 12 � 0

b) 7 : 0 � impossibile

c) 0 : 0 � indeterminato

In generale:

a)0 : n � 0

b) n : 0 � quoziente impossibile, se n ≠ 0

c)0 : 0 � quoziente indeterminato

PROPRIETÀ DISTRIBUTIVA

Esempi: �32 � 24� : 8 � 32 : 8 � 24 : 8 oppure: �45 � 15� : 3 � 45 : 3 � 15 : 3

In generale: �a � b� : c � a : c � b : c oppure: �a b� : c � a : c b : c

ESERCIZI DI RIPASSO

1 Risolvileoperazionisulquadernoescegliilrisultatoesatto.

Operazione

2 Completalatabella,applicandolaproprieta`commutativadell’addizione.

3 Completalatabella,applicandolaproprieta`associativadell’addizione.

4 Completa applicando la proprieta` invariantiva della sottrazione (pro cedi come nell’esempio).

5 Completaapplicandolaproprieta`commutativadellamoltiplicazione

6 Completa, applicando la proprieta` invariantiva della divisione

7 Completaapplicandolaproprieta`associativadellamoltiplicazione.

8 Completaapplicandolaproprieta`distributivadellamoltiplicazione.

� = � + � (3 + 5) � 8 = 3 � 8 + 5 � 8 = 24 + 40 = 64 a) (6+10) � 5 =6 � 5 +10 � 5 =30+............... (14–9) � 3

b) (15+7) � 4 =.............................. (15–7) � 6 =..............................

9 Completaapplicandolaproprieta`distributivadelladivisione. (+):=:+:

(24 + 16): 4 = 24 : 4 + 16 : 4 = 6 + 4 = 10

a) (21+35):7=21:7+35:7=3+5=........... (45–30):5=45:5–30:5=...............

b) (100+70):10=............................................. (32–24):8=.........................................

c) (15+27+18):3=................................................................................

d) (48+30–12):6=48:6+30:6–12:6=.........................................

10 Risolvileseguentimoltiplicazioniper10,100,1000.

a) 32 � 10 ¼ 320 b) 86 � 100 ¼ 8600 c) 9 � 1 000 ¼ 9 000 d) 720 � 100 ¼ 72000

11 Risolvileseguentidivisioniper10,100,1000.

a) 730 : 10 ¼ 73 b) 8900 : 100 ¼ 89 c) 2 000 : 1 000 ¼ 2 d) 5600 : 10 ¼ 560 a) 2500 : 100 ¼ ..........970 : 10 ¼ 43000 :

a) 567 : 10 ¼ 56,7 b) 903 : 100 ¼ 9,03 c) 41 : 1 000 ¼ 0,041 d) 2 : 100 ¼ 0,02 c) 125 : 10 ¼ .......... 23 : 10 ¼ .......... 871 : 100 ¼ ..........4398 : 1000 ¼ d) 47925 : 1000 ¼

12 Apartiredalnumero84eseguileseguentioperazioni: addiziona6 ! .......... ! sottrai12 ! .......... ! moltiplicaper2 ! ..........dividiper3 !

2. Metodi per risolvere un problema

1

M 2. Metodiperrisolvereunproblema

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Per risolvere un problema si possono utilizzare i seguenti metodi

Metodo grafico

Si utilizzano dei disegni, segmenti o strisce, che rappresentano le relazioni tra i dati

15 15 tappi di Claudia tappi di Alice

71 tappi in totale due parti uguali 15 tappi : 2 3 50 25 / 20 10 / 30 15 10

Tabelle a doppia entrata

Sono formate da righe e colonne, si usano per organizzare i dati quando sono di tipo diverso

Diagramma ad albero

Si utilizza per non escludere alcuna combinazione tra i dati

30 20

579; 597 Espressione risolutiva

Si mettono in successione le operazioni da svolgere per la risoluzione del problema e si utilizzano le parentesi per stabilire le precedenze

2 � 20 � (2 � 13,50 � 3 � 3,75) � 40 � (27 � 11,25) � 40 � 38,25 � 1,75

2. Rappresentazione grafica di dati

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

La rappresentazione grafica dei dati serve per una lettura immediata dei risultati di un’indagine.

I grafici più utilizzati sono:

Esempio: rappresentare graficamente i dati della seguente tabella relativi all’altezza in cm di 20 alunni di una classe di una scuola secondaria di primo grado.

LE POTENZE

2. Espressioni con le potenze

1

M 2. Espressioniconlepotenze

Teoria in sintesi

ESPRESSIONI CON LE POTENZE

Teoria in sintesi

REGOLE

E PROCEDIMENTI

per la risoluzione di espressioni con le potenze

Si eseguono prima le potenze, poi le altre operazioni seguendo la “regola di precedenza” che già conosci, cioè prima le moltiplicazioni e le divisioni, poi le addizioni e le sottrazioni.

Se c’è un esponente dopo una parentesi, si deve elevare a potenza il risultato che si ottiene eseguendo le operazioni racchiuse nelle parentesi.

Se l’espressione presenta parentesi, le operazioni racchiuse in esse si eseguono secondo la regola che già conosci, cioè prima le operazioni interne alle tonde, poi quelle nelle quadre e per ultime quelle nelle graffe

Esempio:

[(52 42) : 32 � 6 � (23 5)]3 �

[(25 16) : 9 � 6 � (8 5)]3 �

[9 : 9 � 6 � 3]3 �

[1 � 6 3]3 �

43 � 64

2

3. Proprietà di potenze con la stessa base

PROPRIETÀ DI POTENZE CON LA

Teoria in sintesi

STESSA BASE

Teoria in sintesi

Prodotto di potenze di base uguale an am an m

Esempio: 52 � 54 � 52�4 � 56

Le potenze con la stessa base possiedono le seguenti proprietà:

(a, b, m, n sono numeri naturali diversi da zero).

Esempio: 35 : 32 � 35 2 � 33

Quoziente di potenze di base uguale an : am an m con n � m

Potenza di potenza an m an m

Esempio: 23 4 � 23�4 � 212

4. Proprietà di potenze con lo stesso esponente

Teoria in sintesi

PROPRIETÀ DI POTENZE CON LO STESSO ESPONENTE

Teoria in sintesi

Prodotto di potenze con esponente uguale am bm a b m

Esempio: 42 � 32 � (4 � 3)2 � 122

Le potenze con lo stesso esponente possiedono le seguenti proprietà:

(a, b, m, n sono numeri naturali diversi da zero).

Quoziente di potenze con esponente uguale am : bm a : b m con a multiplo di b

Esempio: 103 : 53 � 10 : 5 3 � 23

5. La notazione scientifica e l’ordine di grandezza di un numero

Teoria in sintesi

LA NOTAZIONE SCIENTIFICA

E L’ORDINE DI GRANDEZZA DI UN NUMERO

Teoria in sintesi

Notazione scientifica o esponenziale (per indicare in forma sintetica numeri molto grandi)

Esempio:

384 000 000 � 3,84 � 100 000 000 � 3,84 � 108

Si esprime il numero come prodotto di un numero, maggiore di 1 e minore di 10, per una potenza di 10

Nelle scienze si usano le seguenti notazioni che fanno uso di potenze

Ordine di grandezza (quando non occorre indicare un numero con precisione)

Esempi:

a) l’ordine di grandezza di 175 000 è 105 perché la potenza di 10 più vicina al numero è 100 000.

b) 550, che è equidistante da 100 e 1000, ha come ordine di grandezza 103.

Si esprime con la potenza di 10 più vicina al numero stesso.

Se il numero è equidistante da due potenze di 10, si assume come ordine di grandezza la potenza maggiore delle due.

ESERCIZI

Metodiperrisolvereiproblemi Esercizi

DI RIPASSO ESERCIZI ‒ Metodi per risolvere i problemi Esercizi

aritmetica 1

1 Leggiiltestodeiseguentiproblemiecompletalatabella.

a) Marcoacquista7penne.Ognipennacosta1,35 E.Intuttospende 9,45 E.

b) Alessandrahaspeso8,25 E percomperare5CD.OgniCDcosta 1,65 E

c) Ungelatocosta0,90 E.Ilpapa neportaacasa8espende7,20 E

d) LamammahaacquistatoperMartina4braccialettiehaspeso 4,60 E.Unbraccialettocosta1,15 E

ProdottoCosto

Problema3

Problema4

2 Leggiiltestodeiseguentiproblemi,sottolineainrossoledomande econtrassegnaconunacrocettaidatiesatti.

a) Rosavuolesistemarelesueconchigliechesono176intantescatoline checontengonociascuna8conchiglie.Quantescatolineleservono? SeRosapossiedegia 7scatoline,quantesenedovra procurareancora?

Dati:

176 numerodelle scatoline numerodelle conchiglie numerodelle scatolinecheRosa possiede

8 numerodelle scatoline numerototale delleconchiglie numerodelle conchigliecontenute inogniscatolina

7 numerodelle scatolinepossedute daRosa numerodelle scatolineche mancanoaRosa numerodelle conchigliediRosa 31 UNITA ` 4

b) IlgiardiniereRoccopersistemareifioridiunparcohapreparato115 piantedirosa,98piantedigelsomino,137geranie3zappe.Quante piantehapreparatointotale? Senelparcovannomesse400piante,quantepianteservonoancora algiardiniereRocco?

Dati:

115 numerodelle piantedirosa

numerodigeraninumerototale dellepianteda sistemarenelparco

98 numerodigeraninumerodelle zappe numerodelle piantedigelsomino

137 numerodelle piantedigelsomino numerodigeraninumerodipiante occorrenti

3 numerodelle zappe numerodi aiutantidiRocco numerodelle piantegia ` presenti nelparco

400 numerodi giardinieri numerodelle piantedigelsomino numerodelle piantenecessarie perilparco

Risolviiseguentiproblemicompletandoletabelle.

3 Cristinaall’iniziodell’annoscolasticodevecomperareilmaterialedidatticoriportatointabella.Aiutalaafareiconti.

4 Correggiglierrori.

Errori 80 ¼ 8161 ¼ 1104 ¼ 4025 ¼ 10132 ¼ 2623 ¼ 662 ¼ 1219 ¼ 953 ¼ 15190 ¼ 19

Correzione

5 Veroofalso?

a) Nellapotenza3,54:3,5 e labase 4 e l’esponente

b) 2,70 ¼ 0

c) Lapotenza e unadivisioneparticolare

d) 321 ¼ 32

e) 26 ¼ 62

f) 105 ¼ 50

g) 105 ¼ 100000

h) Nellapotenza7,84 :7,8 e labase 4 e l’esponente

i) 9,50 ¼ 0

l) Lapotenza e unaaddizioneparticolare

m) 581 ¼ 58

n) 56 ¼ 65

o) 106 ¼ 60

p) 106 ¼ 1000000

6 Risolvileoperazionirigaperriga;puoisempreapplicareleproprieta` dellepotenze?

a) ð8 þ 5Þ2 ¼ ........................... b) 82 þ 52 ¼ ..........................

c) ð5 3Þ3 ¼ ........................... d) 53 33 ¼ .......................... e) ð2 � 3Þ4 ¼ ........................... f) 24 � 34 ¼ ..........................

g) ð35 : 7Þ2 ¼ h) 352 : 72 ¼

Risolvileseguentiespressioniconlepotenze.

5 � 23 �ð2 � 32 þ 7Þ¼ lepotenzehannolaprecedenza

5 � 8 �ð2 � 9 þ 7Þ¼

40 �ð18 þ 7Þ¼

40 25 ¼ 15 7 3 � 23 þ 2 � 3 33 þ 80

½ð3 � 22 þ 2Þ : 2 þ 52 � : 23 [4]

Abbinainmodocorrettoirisultati:dueespressionihannorisultato 1, una 5 eun’altra 0.

Risolvileespressionirelativeadognicasella(inognicaselladeviinserireunasolacifra).

1. 57 : 54 � 5

6. 35 : 33 � 2

8. 35 55 : 153

9. ð33 Þ2

10. ð5 � 32 Þ2 Verticali

1. ð25 : 24 Þ� 2 � 132

2. ð510 : 58 Þ2 : 52 4. 193

6. 142 : 22 �ð152 : 32 Þ 8. ð28 : 25 Þ2 : 22 �ð175 : 174 Þ

DIVISORI E MULTIPLI

1. Multipli e divisori Teoria in sintesi

MULTIPLI E DIVISORI

Teoria in sintesi

4 � 9 = 36 → 36 è multiplo di 4 e di 9

Il multiplo di un numero naturale è il prodotto del numero stesso per un altro numero diverso da zero.

36 : 4 = 9 → resto 0

36 : 9 = 4 → resto 0

4 e 9 sono divisori di 36

Un numero naturale è divisore di un altro se il r resto della loro divisione è 0

Dati due numeri naturali a e b, diversi da 0, se a : b c resto 0, allora: a è multiplo di b e b è divisore di a

Esempio:

si usano i simboli:

D15 � 1, 3, 5, 15 ; M15 � 15, 30, 45 ...

Da indica l’insieme di tutti i divisori di a

Ma indica l’insieme di tutti i multipli di a

•I multipli di un numero sono infiniti

• I divisori di un numero non sono infiniti

In particolare si ha che:

a) 15 : 15 = 1 resto 0; 42 : 42 = 1 resto 0 → Ogni numero è divisore di se stesso

b) 36 : 1 = 36 resto 0; 9 : 1 = 9 resto 0 → L’unità è divisore di ogni numero

M 3. Numeriprimiescomposizionedi

3. Numeri primi e scomposizione di numeri composti in fattori primi

NUMERI PRIMI E SCOMPOSIZIONE DI NUMERI COMPOSTI IN FATTORI PRIMI

Esempi:

D2 � 1, 2 ; D5 � 1, 5 ;

D11 � 1, 11 ; D23 � 1, 23 ; PRIMO

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

In base ai suoi divisori un numero naturale può essere:

Quando è divisibile solo per se stesso e per 1.

Esempi:

D4 � 1, ,2,4 ; D10 � 1, 2, 5, 10 ; D16 � 1, 2, 4, 8, 16 ; COMPOSTO

Quando oltre a se stesso e all’1 possiede altri divisori.

Ogni numero composto si può scrivere come prodotto di due o più numeri primi.

per scomporre un numero si procede così:

Esempio:

180 : 2 → 180 è pari, pertanto il suo più piccolo divisore primo è 2 90 2 → 90 è pari, pertanto il suo più piccolo divisore primo è 2

45 3 → il più piccolo divisore primo di 45 è 3 15 3 → il più piccolo divisore primo di 15 è 3 5 5 → 5 è un numero primo, quindi è divisibile per 5 1

180 � 2 � 2 � 3 � 3 � 5 � 22 � 32 � 5 →fattorizzazione di 180

Si divide il numero per il più piccolo dei suoi divisori primi; si divide, poi, il quoziente ottenuto ancora per il più piccolo dei suoi divisori primi e così via finché si trova per quoziente 1.

se un numero termina con più zeri lo si può scomporre rapidamente ricordando le fattorizzazioni delle potenze di 10:

10 � 2 � 5; 100 � 22 � 55; 1 000 � 23 � 53; 10 000 � 24 � 54; 100 000 � 25 � 55

Esempio:

75 000 � 23 � 3 � 55 :

75 000 1 000 � 23 � 53

75 3

25 5 5 5 1

5. Calcolo del Massimo Comun Divisore

CALCOLO DEL MASSIMO COMUN DIVISORE

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

così:

Il Massimo Comun Divisore di due o più numeri è il maggiore tra i divisori comuni. Si indica con il simbolo: M. C. D. per calcolare il M.C.D. si procede

1)Si fattorizzano i numeri dati.

2)Si calcola il prodotto dei fattori primi comuni, presi ciascuno una sola volta con il minore esponente.

Esempio: M.C.D. �8; 16; 24� � 8

Se tra due o più numeri uno di essi è divisore di tutti gli altri, questo rappresenta il M.C.D.

casi

particolari:

Esempio: M.C.D. �7; 12� � 1

Se due o più numeri hanno l’unità come unico divisore comune, il M.C.D. è 1 e i numeri si dicono primi fra loro

per calcolare il m.c.m. si procede

così:

CALCOLO DEL MINIMO COMUNE MULTIPLO DI PIÙ NUMERI

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Calcolare il m.c.m. di 12; 30; 45

1)Si fattorizzano i numeri dati.

2)Si calcola il prodotto dei fattori primi comuni e non comuni, presi ciascuno una sola volta con il maggiore esponente.

Il minimo comune multiplo di due o più numeri è il minore dei loro multipli comuni. Si indica con il simbolo: m.c.m.

casi

particolari:

Esempio: m.c.m. �3; 7; 21� � 21

Se in un gruppo di numeri uno di essi è multiplo di tutti gli altri, esso è il loro m.c.m.

Esempio: m.c.m. �4; 9� � 36

Se due numeri sono primi tra loro, il m.c.m. è uguale al loro prodotto.

LE FRAZIONI

1. Dai numeri naturali alle frazioni

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

DAI NUMERI NATURALI ALLE FRAZIONI

Il risultato della divisione 3 : 7 non è un numero naturale. La divisione si scrive così:

3 numeratore

linea di frazione o fratto, corrisponde al segno : 7 denominatore

La scrittura è una frazione. 3 7 ; hanno 1 al numeratore → sono unità frazionarie 1 4 1 12 � 1; � 1 con numeratore e denominatore uguali → valgono 1 8 8 11 11 ; hanno 0 al numeratore → valgono 0

Frazioni particolari:

al denominatore → corrispondono a un numero naturale

3. Frazioni proprie, improprie, apparenti Teoria in sintesi

Esempio:

Teoria in sintesi

FRAZIONI PROPRIE, IMPROPRIE, APPARENTI

FRAZIONE

IMPROPRIA

Esempio:

Esempio: 10 3 7 5 4 3 ;; ecc. 10 3 3 1 3 2 3 5 8 1 4 ;; ecc.

numeratore > denominatore

numeratore < denominatore

può essere: si trasforma in:

NUMERO MISTO

Esempio: 6 3 8 2 ;; ecc. 4 4

numeratore multiplo del denominatore

4. Frazioni equivalenti e semplificazione di frazioni

3

FRAZIONI

EQUIVALENTI E SEMPLIFICAZIONE DI FRAZIONI

4. Frazioniequivalenti esemplificazionedifrazioni

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

FRAZIONI EQUIVALENTI

Due o più frazioni sono equivalenti quando, applicate alla medesima grandezza, ne rappresentano la stessa parte.

si ottengono applicando la

Proprietà invariantiva delle frazioni

Moltiplicando o dividendo numeratore e denominatore di una frazione per uno stesso numero, diverso da zero, si ottiene una frazione equivalente a quella data.

sono frazioni equivalenti

Frazioni irriducibili → e

→numeratore e denominatore sono numeri primi tra loro (non hanno divisori comuni)

Frazioni riducibili → e

→numeratore e denominatore hanno divisori comuni.

Le frazioni riducibili possono essere ridotte ai minimi termini o semplificate

Per semplificare una frazione bisogna trasformarla in un’altra equivalente, ma con i termini più piccoli.

I metodi più usati

sono:

Divisioni successive

Esempio: 28 60 282 602 14 30 142 302 7 15 : : : :

Si dividono il numeratore e il denominatore per i loro divisori comuni

M.C.D. del numeratore e del denominatore

Esempio: 18 30 6 186 306 3 5 : : M.C.D. 18; 30 ()

Si dividono il numeratore e il denominatore per il loro M.C.D.

1. Addizione e sottrazione di frazioni

1

ADDIZIONE E SOTTRAZIONE DI FRAZIONI

Per calcolare la somma o la differenza di frazioni con lo stesso denominatore

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Per calcolare la somma o la differenza di frazioni con denominatore diverso

si procede nel seguente modo: si procede nel seguente modo:

Esempi:

1)si scrive per denominatore lo stesso denominatore; 2) per numeratore si scrive la somma o la differenza dei numeratori.

Esempi:

1)si riducono le frazioni ai minimi termini e si calcola il minimo comun denominatore (m.c.d.); 2) si trasformano tutte le frazioni al m.c.d.; 3) si calcola la frazione risultante che ha per denominatore il m.c.d. e per numeratore la somma o la differenza dei numeratori

Due frazioni si dicono complementari quando la loro somma è uguale a 1.

Esempi: 3 5 2 5 3 5 2 5 5 5 1 eperché

2. Moltiplicazione di frazioni

MOLTIPLICAZIONE DI FRAZIONI

Esempi: frazioni assegnate

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Per calcolare il prodotto di due opiù frazioni

si procede nel seguente modo:

(a)semplificazione delle frazioni (b)calcolo del risultato

1) si semplificano le frazioni dividendo il numeratore e il denominatore, anche non della stessa frazione, per uno stesso numero, cioè si semplificano in croce; 2) si calcola il risultato effettuando il prodotto dei numeratori e il prodotto dei denominatori

3. Divisione di frazioni

3. Divisionedifrazioni Teoria in sintesi

DIVISIONE DI FRAZIONI

Teoria

in sintesi

Due frazioni si dicono inverse o reciproche quando il loro prodotto è 1

Esempio:

Per calcolare il quoziente di due frazioni si moltiplica la prima frazione per l’inversa della seconda.

Esempio: 3

:

Le espressioni con le frazioni si risolvono applicando le regole di “precedenza” già studiate per le espressioni con i numeri naturali. Prima di eseguire le operazioni, è conveniente ridurre le frazioni ai minimi termini

Esempio:

Il numeratore e il denominatore di una frazione possono anche essere delle frazioni.

Questo tipo di espressione si dice a termini frazionari.

Esempio: 4 5 12 25

1)si risolvono la divisione e la moltiplicazione:

2)si risolve la sottrazione

si divide il numeratore per il denominatore.

Esempio: 4

: 3 si risolve nel seguente modo:

5

Operazioni e problemi con le frazioni

ELEVAMENTO A POTENZA DI FRAZIONI

M 4. Elevamentoapotenzadifrazioni Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Per elevare a potenza una frazione, si eleva a quella potenza sia il numeratore che il denominatore.

Prodotto di potenze di base uguale

Esempio:

Quoziente di potenze di base uguale

Esempio:

per le potenze di frazioni valgono le proprietà già studiate:

Prodotto di potenze di esponente uguale

Quoziente di potenze di esponente uguale

Nota Bene.

Nelle espressioni le potenze si risolvono prima di tutte le altre operazioni applicando, quando è possibile e conveniente, le proprietà delle potenze.

5. Problemi diretti e inversi con le frazioni

PROBLEMI DIRETTI E INVERSI CON LE FRAZIONI

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Il procedimento risolutivo del problema è il seguente:

Un problema con le frazioni si dice diretto quando si deve trovare il valore di una parte conoscendo l’intero.

Esempio: Anna possiede una collezione di 240 tessere telefoniche e ne scambia i i con Maria. Quante sono le tessere scambiate? 3 8 240830 1 8 : tessere corrispondenti a del t totale tessere corrispondenti a 30390 3 8 del totale

Si ottiene lo stesso risultato moltiplicando 240 per la frazione; infattii 240 3 8 2408390 : 240 3 8

Un problema con le frazioni è inverso quando si deve trovare il valore dell’intero conoscendo il valore di una sua parte.

Esempio: i di una strada misurano 64 km; quanto è lunga l’intera strada? 4 7

Il procedimento risolutivo del problema è il seguente:

64 km 4 7 Si ottiene lo stesso risultato dividendo 64 km per la frazione, cioè moltiplicando 64 km per la frazione inversa:

Operazioni e problemi con le frazioni U9

6. Problemi con somma e differenza Teoria in sintesi

M 6. Problemiconsommaedifferenza

PROBLEMI CON SOMMA E DIFFERENZA

Due amiche escono insieme per fare acquisti e spendono in totale 96 €. La prima, Gloria, spende i degli euro spesi dalla seconda, Mirella. Quanto spende ognuna di loro?

Indichiamo le somme spese con dei segmenti:

• AB → i soldi spesi da Gloria

• CD → i soldi spesi da Mirella

Rappresentazione grafica

AB → 3 5

CD → 5 5

ABCD →

Dati

ABCD 96 € AB 3 5 di CD

AB ? CD ?

Il segmento somma AD contiene 8 parti. Troviamo la misura di una parte: 96 : 8 12 € (misura di una parte → unità frazionaria)

AB comprende 3 parti e CD comprende 5 parti; quindi:

• AB 12 3 36 € → Gloria

• CD 12 5 60 € → Mirella 3 5 3 7

La differenza tra le altezze di due cespugli misura 52 cm e il più basso è i di quello più alto. Calcola l’altezza di ognuno dei due cespugli.

Indichiamo le altezze con dei segmenti:

• AB → l’altezza del primo cespuglio

• CD → l’altezza del secondo cespuglio

Rappresentazione grafica

AB → 3 7 CD → 7 7 CDAB →

Dati

52 cm

3 7 di CD AB ? CD ?

La differenza tra il segmento CD e il segmento AB comprende 4 parti. Troviamo la misura di una parte: 52 : 4 13 cm (misura di una parte → unità frazionaria)

AB comprende 3 parti e CD comprende 7 parti; quindi:

• AB 13 3 39 cm → altezza primo cespuglio

• CD 13 7 91 cm → altezza secondo cespuglio

DI FRAZIONI

MINIMO COMUN DENOMINATORE

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Per trasformare una frazione in un’altra equivalente di denominatore assegnato, si divide il denominatore assegnato per quello della frazione data (se è possibile) e si moltiplica il risultato per il numeratore dato.

Esempi:

Si calcola il minimo comune multiplo dei denominatori (m.c.d.) delle frazioni date.

Esempio: m.c.m. �5; 2; 20� � 20

Si riducono le frazioni date ai minimi termini, se non lo sono già.

Esempio: 24 30 5 10 6 40 4 5 1 2 3 20 , ,

Per trasformare due o più frazioni allo stesso denominatore si procede così: Esempio: 4 5 20 54 20 16

Si divide il m.c.d. per il denominatore di ciascuna frazione.

Si moltiplicano i numeratori delle frazioni per i corrispondenti quozienti ottenuti. 5

1 Completalescomposizioniinfattorideiseguentinumeriinserendo neipallini rossi solo numeriprimi.

2 Scomponiiseguentinumeripreparandosultuoquadernodegli schemicomequellidell’esercizioprecedente. 75,63,150,120,85,96.

3 Completaleseguentifattorizzazioni.

Osservaidisegniecompletalefrazioniscrivendoildenominatoreo ilnumeratore.

Osservaletabelle,confrontalefrazionierispondi.

6

Completalaseguentetabella.

Calcola Procedimentoerisultato

Esempio: 3 7 di63 E

5 9 di81 E 3 4 di240 E 7 12 di48 E 3 5 di80kg 2 9 di72kg 3 17 di85kg

7 9 di54anni 5 8 di16anni 1 4 diunsecolo

38 50 diunmillennio

Risolvi le seguenti espressioni con addizioni e sottrazioni di frazioni. Rispondi poi alla domanda.

Frairisultaticisonofrazioniimproprie?Ses

UNITÀ 1

2. Misura della lunghezza

MISURA DI GRANDEZZE

Teoria in sintesi

MAPPA 1

MISURA DELLA LUNGHEZZA

Teoria in sintesi

Lo schema riporta le unità di misura della lunghezza e le operazioni da eseguire per passare da una all’altra.

: 10 10 : 10 10 : 10

: 10

: 10

Esempi: a) 3 dam 10 30 m b) 4 700 m : 1 000 4,7 km

3. Misura della superficie e misura del volume

M 3. Misuradellasuperficie emisuradelvolume

MISURA DELLA SUPERFICIE E MISURA DEL VOLUME

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Lo schema riporta le unità di misura della superficie e le operazioni da eseguire per passare da una all’altra.

Lo schema riporta le unità di misura del volume e le operazioni da eseguire per passare da una all’altra.

4. Misura della massa e misura della capacità

MISURA DELLA CAPACITÀ E MISURA DELLA MASSA

M 4. Misuradellamassa emisuradellacapacita `

Teoria in sintesi

50,1

50 kg = massa

4 000 m

Montagna

49,78 kg = peso

50 kg = massa

Equatore

49,88 kg = peso

50 kg = massa

Livello del mare

50 kg = peso

50 kg = massa

50

Massa e peso sono grandezze differenti: in punti diversi della Terra il peso cambia, la massa no. Nel linguaggio comune, però, massa e peso vengono usati spesso come sinonimi

Inquestotestouseremosemprela parola“peso”

Il peso della ragazza è diverso all’equatore, ai poli, in montagna, al mare. La massa della ragazza non cambia ovunque si trovi.

Lo schema riporta le unità di misura della massa e le operazioni da eseguire per passare da una all’altra.

Esempi: a) 53 hg �100 � 5 300 g b) 620 dg : 100 � 6,2 dag

Lo schema riporta le unità di misura della capacità e le operazioni da eseguire per passare da una all’altra. Un litro di liquido equivale a un volume di 1 dm3, quindi: 1 � 1 dm3

Esempi: a) 18 hl �10 � 180 dal b) 4 300 cl : 100 � 43

Polo Nord
kg = peso
Polo Sud
50,1 kg = peso
kg = massa

5. Misura del tempo

M 5. Misuradeltempo

MISURA DEL TEMPO

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Le misure del tempo hanno un sistema misto, infatti:

–una parte non è decimale (anno, mese, giorno); –una parte è sessagesimale (ora, minuto, secondo); –una parte è decimale (i sottomultipli del secondo).

Lo schema seguente riporta le unità di misura del tempo e le operazioni da eseguire per passare da una all’altra.

Esempi: a) 2 ms � 30 � 60 g (giorni) b) 420 s : 60 � 7 m

di grandezze

I PRIMI ELEMENTI

1. La geometria: dalla realtà al modello

1

1. Lageometria: dallarealta ` almodello

LA GEOMETRIA: DALLA REALTÀ AL MODELLO

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Gli enti geometrici fondamentali

Il punto è privo di dimensioni.

E D F

Il punto si indica con una lettera in stampatello maiuscolo (A, B, C, D…)

Il piano si estende in due dimensioni: la lunghezza e la larghezza.

Il piano si indica con una lettera minuscola dell’alfabeto greco ( , , , ) chiusa semplice aperta semplice intrecciata chiusa intrecciata aperta

La linea ha una dimensione: la lunghezza.

Esempio: la retta r t s

La retta si indica con una lettera in stampatello minuscolo (a, b, c,... , r, s, t...)

Le linee possono essere:

2. Proprietà degli enti geometrici fondamentali

PROPRIETÀ DEGLI ENTI GEOMETRICI FONDAMENTALI

Teoria in sintesi

Per due punti distinti passa una e una sola retta.

Le proprietà degli enti geometrici fondamentali sono:

U2 I primi elementi della geometria

Per un punto passano infinite rette.

Per tre punti distinti, non allineati, passa uno e un solo piano.

Per una retta e un punto non appartenente a essa passa uno e un solo piano.

Per tre punti allineati, oper una retta, passano infiniti piani.

GLI ANGOLI

1. Semipiani e angoli

M 1. Semipianieangoli

SEMIPIANI E ANGOLI MAPPA 1

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Ogni retta disegnata su un piano lo divide in due semipiani retta r semipiano α semipiano β α β r

Angolo: ciascuna delle due parti in cui un piano è diviso da due semirette aventi l’origine in comune.

angolo CONVESSO angolo CONCAVO α O

O è il vertice, OA e OB sono i lati dell’angolo.

Un angolo può essere: A B

concavo → AOB: contiene i prolungamenti dei lati.

convesso → AOB: non contiene i prolungamenti dei lati.

2. Relazioni tra angoli

M 2. Relazionitraangoli

RELAZIONI TRA ANGOLI

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Due angoli possono essere

consecutivi: hanno il vertice e un lato in comune e gli altri due lati sono da parti opposte rispetto a quello in comune.

AO � B e BO � C angoli consecutivi

sovrapposti: hanno il vertice e un lato in comune e gli altri due lati sono situati dalla stessa parte rispetto al lato comune.

AO � C e AO � B angoli sovrapposti

90 U3 Gli angoli

adiacenti: sono consecutivi, ma i lati non coincidenti appartengono alla stessa retta.

BO � C e CO � A angoli adiacenti BOA

opposti al vertice: sono congruenti e i lati sono semirette opposte aventi l’origine in comune.

AO � CDO � B AO � DCO � B angoli opposti al vertice

4.

Operazioni con le misure angolari

M 4. Operazioni conlemisureangolari

Teoria in sintesi OPERAZIONI CON LE MISURE ANGOLARI MAPPA 3

Le operazioni possibili con gli angoli sono:

riduzione in forma normale: i primi e i secondi non superano 59.

Esempio: 74° 141� 92� → 74° 142� 32� → 76° 22� 32� (forma normale)

addizione: si dispongono in colonna le unità dei vari ordini (gradi, primi e secondi) e si addizionano separatamente.

Esempio: 35° 18� 27�� 16° 29� 47�� 91° 33� 18�� 143° 21� 32�

35°1 ʹ 82 ʹʹ7 + 16°2 ʹ 94 ʹʹ7 +

91°3 ʹ 31 ʹʹ8 = 142°8 ʹ 09 ʹʹ2 = 143° 21� 32� (forma normale)

sottrazione: si dispongono in colonna le unità dei vari ordini. Se necessario, si trasforma una unità dell’ordine immediatamente superiore nelle unità di ordine inferiore.

Esempio: 53° 21� 28� 34° 16� 45� non può essere eseguita perchè 28� è minore di 45�, pertanto trasformando nel minuendo 1� in 60� si ottiene:

53° 20� 88�

34° 16� 45�

19° 04� 43�

moltiplicazione: si moltiplicano i numeri delle unità di ogni ordine per il numero dato.

Esempio: (83° 25� 39�) � 3

83° 25� 39�� 34° 16� 4 3� �

249° 75� 117� �

16� 57� (forma normale)

divisione: si dividono i numeri delle unità di ogni ordine per il numero dato. Se esiste resto, va trasformato nelle unità di ordine inferiore.

Esempio: (122° 35 15 ) : 3

6. Operazioni con gli angoli

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

complementari: la somma delle loro ampiezze è 90°

94 U3 Gli angoli

supplementari: la somma delle loro ampiezze è 180°

esplementari: la somma delle loro ampiezze è 360°

La semiretta che ha origine nel vertice di un angolo e lo divide in due parti congruenti è la bisettrice dell’angolo.

ESERCIZI DI RIPASSO Esercizi

Esercizi Misuradigrandezze

geometria 1

1 Completaleseguentisequenzediunita ` dimisuraelefrasi.

a) mdm

Questeunita ` dimisurasonoleunita ` dimisuradi.................................

b) Mg dag

Questeunita ` dimisurasonoleunita ` dimisuradi.................................

c) ml

Questeunita ` dimisurasonoleunita ` dimisuradi.................................

2 Utilizzandoilseguenteschemarisolvileequivalenzetramisuredi lunghezza. MOLTIPLICA

chilo...etto...deca... metro deci...centi...milli... kmhmdam

a) 23hm ¼ m perpassaredahmamsimoltiplicaduevolteper 10,quindi �100 ! 23�100 ¼ m2300

b) 8014m ¼ km perpassaredamakmsidividetrevolteper10, quindi :1000 ! 8014 : 1000 ¼ km8,014

a) 26km ¼ dam.......................4dam ¼ dm..............................

b) 543m ¼ dm.........................18dm=mm.............................

c) 92m ¼ cm...........................7hm ¼ cm................................

d) 605dam ¼ m.......................86dm ¼ cm..............................

e) 4,1km ¼ m..........................9,5dam ¼ cm...........................

f) 864m ¼ dam.......................357cm ¼ dam..........................

g) 2300dm ¼ km....................608dam ¼ km..........................

h) 3168cm ¼ m......................4608m ¼ km...........................

i) 7049mm ¼ m.....................71600cm ¼ hm.......................

l) 653dm ¼ dam.....................109m ¼ hm..............................

3 Utilizzandoilseguenteschemarisolvileequivalenzetramisuredi peso-massa.

MOLTIPLICA

chilo...etto...deca...grammodeci...centi...milli... kghgdaggdgcgmg � 10 � 10 � 10 � 10 � 10 � 10 : F

RICORDA:il multiplo del chilogrammo e il Megagrammo (Mg)chenel linguaggiocomune e la tonnellata (t) 1Mg ¼ 1000kg ¼ 1000000g

a) 71hg ¼ dg ............... perpassaredahgadgsimoltiplicatrevolteper 10,quindi �1000 ! 71�1000 ¼ dg71000

b) 4570kg ¼ Mg perpassaredaMgakgsidividepermille, quindi : 1000 ! 4570 : 1000 ¼ Mg4,57

a) 73hg ¼ g.............................43g ¼ mg.................................

b) 8g ¼ mg..............................52hg ¼ dg................................

c) 920kg ¼ hg.........................8kg ¼ g....................................

d) 12dag ¼ dg.........................35dag ¼ cg..............................

e) 5,3kg ¼ dag........................7,9g ¼ mg................................

f) 8100hg ¼ kg......................2400g ¼ hg.............................

g) 500mg ¼ dg........................17800kg ¼ Mg........................

h) 2611dg ¼ hg......................9546dag ¼ kg.........................

i) 72186cg ¼ dag..................837cg ¼ g................................

l) 12,3mg ¼ g.........................613,4cg ¼ dag.........................

4 Utilizzandoilseguenteschemarisolvileequivalenzetramisuredi capacita.

MOLTIPLICA

a) 5hl ¼ cl ............... perpassaredahlaclsimoltiplicaquattrovolteper 10,quindi �10000 ! 5�10000 ¼ cl50000

b) 41cl ¼ ‘ perpassaredacla ‘ sidivideduevolteper10,quindi : 100 ! 41 : 100 ¼ ‘ 0,41

a) 674 ‘ ¼ cl.............................93dal ¼ ml...............................

b) 150 ‘ ¼ dl.............................8hl ¼ dl....................................

c) 514dal ¼ dl.........................70dl ¼ ml.................................

d) 2,8hl ¼ ‘ ..............................9,6dal ¼ cl...............................

e) 864 ‘ ¼ dal..........................507cl ¼ dal..............................

f) 3250dl ¼ hl........................867dl ¼ ‘

g) 698cl ¼ dal.........................942 ‘ ¼ hl.................................

h) 4529ml ¼ ‘ .........................63000cl ¼ hl...........................

5 Cerchiainognirigalemisureequivalenti.

a) 5km 5000m500mm50hm

b) 0,3m 30dam 3hm 0,3hm

c) 70dal 0,7hl 700 ‘ 70dl

d) 0,02dal 2 ‘ 200 ‘ 0,2 ‘

e) 0,120hg120dg 12kg 1,2dag

f) 25dag250hg 250g2500cg

Osservaquestostranodisegnoeaccantoaognicoppiadisegmenti indicasesonoconsecutivi,adiacenti,incidenti,sovrapposti.

a) AB e BC

b) LM e MN

c) PD e MD

d) BF e MD

e) HG e GF ..............................

f) CE e CD ..............................

g) CD e MD ..............................

Completalaseguentetabella.

3 � CD ¼ 3 � 7 ¼

5 � CD ¼ 12dm

6 � CD ¼ 2,5m 8dam AB : 2 ¼ 8 : 2 ¼ 27km AB : 3 ¼ 49,5hm AB : 9 ¼

h) HD e LF

i) GF e FE

l) LO e OF

m) LF e LM ...............................

n) AE e MD ..............................

o) HO e HD ..............................

M 3. Proiezionisuunaretta

RETTE NEL PIANO

3. Proiezioni su una retta

Teoria in sintesi

PROIEZIONI SU UNA RETTA MAPPA 1

Teoria

in sintesi

di un punto A su una retta: A'. A A' r

Proiezione

il segmento è parallelo alla retta: la proiezione è congruente al segmento.

A' A B' B

di un segmento su una retta: segmento che ha per estremi le proiezioni degli estremi del segmento dato.

Si possono verificare tre casi:

il segmento non è parallelo alla retta: la proiezione è minore del segmento. A' A B' B

il segmento è perpendicolare alla retta: la proiezione è un punto. A H B r la proiezione è un punto

4. Rette tagliate da una trasversale

RETTE TAGLIATE DA UNA TRASVERSALE

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Angoli formati da una trasversale che taglia due rette a e b

a e b sono incidenti a b t 4 1 2 5 6 7 8 3

4 e 6 ; 1 e 7

1 e 5 ; 2 e 6

3 e 7 ; 4 e 8

2 e 5 ; 3 e 8

1 e 6 ; 4 e 7

3 e 5 ; 2 e 8alterni interni alterni esterni corrispondenti corrispondenti coniugati interni coniugati esterni

e b sono parallele (a / / b)

•gli angoli alterni interni sono congruenti

( 3 5 e 2 8 )

•gli angoli alterni esterni sono congruenti

( 4 6 e 1 7 )

•gli angoli coniugati interni ed esterni sono supplementari

( 2 5 180°; 3 8 180°; 1 6 180°; 4 7 180°)

•gli angoli corrispondenti sono congruenti

( 1 5 ; 2 6 ; 3 7 ; 4 8 )

2. Classificazione dei poligoni

CLASSIFICAZIONE DEI POLIGONI MAPPA 1

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Rispetto ai lati triangolo quadrilatero pentagono esagono ettagono ottagono ennagono decagono endecagono dodecagono

Poligoni convessi: hanno tutti gli angoli convessi

Rispetto agli angoli

Equilateri: hanno i lati congruenti ABBCCDDA

Poligoni concavi: hanno almeno un angolo concavo

Rispetto ai lati e agli angoli

Equiangoli: hanno gli angoli congruenti

Regolari: sono equilateri ed equiangoli

3. Relazioni tra i lati e tra gli angoli di un poligono

Teoria in sintesi

RELAZIONI TRA I LATI E TRA GLI

ANGOLI DI UN POLIGONO

Teoria in sintesi

la lunghezza del lato maggiore deve essere minore della somma degli altri.

Esempio:

In ogni poligono

la somma degli angoli esterni è 360°.

la somma degli angoli interni (Si) è uguale a tanti angoli piatti quanti sono i lati meno due e si calcola con la formula Si � (n � 2) � 180° n è il numero dei vertici del poligono.

Esempio: Calcola la somma degli angoli interni di un ettagono. Si � (n � 2) � 180° � (7 � 2) � 180° � 5 � 180° � 900°

4. Diagonali di un poligono

DIAGONALI

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

la diagonale è il segmento che congiunge due vertici non consecutivi.

In ogni poligono n � 5 d ��� 5 5 � (5 3) 2 5 � 2 2

Il numero di diagonali uscenti da ogni vertice (dv) si calcola con la formula:

dv n 3

n numero dei vertici del poligono

Esempio:

n � 6 dv � 3

Il numero totale di diagonali (d), si calcola con la formula: n numero dei vertici del poligono d � nn 3 () 2

Esempio: A

1. Le caratteristiche dei triangoli

Teoria in sintesi

LE CARATTERISTICHE DEI TRIANGOLI

Teoria in sintesi

La lunghezza del lato maggiore deve essere minore della somma degli altri due lati.

Esempio:

Lato a � 12 cm, lato b � 25 cm, lato c � 19 cm; 25 � 12 � 19, quindi il triangolo esiste. b a c

relazione tra i lati

I triangoli sono poligoni con tre lati e tre angoli

relazione tra gli angoli

Il perimetro di un triangolo è la somma delle misure dei suoi lati.

Esempio:

2p � a � b � c � 12 � 25 � 19 � 56 cm

La somma degli angoli interni è 180°, cioè corrisponde a un angolo piatto.

Esempio:

2. Classificazione dei triangoli

M 2. Classificazionedeitriangoli

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

scaleno tre lati di misura diversa

isoscele solo due lati congruenti

equilatero tre lati congruenti

acutangolo tre angoli acuti

rispetto ai lati

rispetto agli angoli

rettangolo un angolo retto (90°)

Rispetto ai lati e agli angoli esistono quindi:

triangolo scaleno acutangolo

triangoli scaleni rettangoli

triangolo scaleno ottusangolo

ottusangolo un angolo ottuso

triangolo isoscele acutangolo

triangolo isoscele rettangolo

triangolo isoscele ottusangolo

TRIANGOLO

3. Punti notevoli di un triangolo

3

PUNTI NOTEVOLI DI UN TRIANGOLO

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

ORTOCENTRO

INCENTRO

BARICENTRO

CIRCOCENTRO

Punto di incontro delle tre altezze, segmenti perpendicolari condotti da un vertice al lato opposto.

Punto di incontro delle tre bisettrici, semirette che dividono gli angoli in due parti congruenti.

Punto di incontro delle tre mediane, segmenti che congiungono un vertice con il punto medio del lato opposto.

TABELLA RIASSUNTIVA

TIPO DI TRIANGOLO ALTEZZE

acutangolo

ottusangolo

rettangolo

nome del punto di intersezione

Punto di incontro dei tre assi, segmenti perpendicolari passanti per il punto medio di ogni lato.

4. Triangolo isoscele e sue proprietà

Teoria in sintesi

TRIANGOLO ISOSCELE

E SUE PROPRIETÀ

Teoria in sintesi

• AB � BC sono i lati obliqui

• AB è la base

• A CB è l’angolo al vertice

• A � B sono gli angoli alla base

• CH è l’altezza → CH AB

• CH è la mediana → AH � HB

• CH è la bisettrice → A CH � B CH

• I punti notevoli del triangolo isoscele appartengono all’altezza relativa alla base

•2pb 2

5. Triangolo equilatero e sue proprietà

TRIANGOLO EQUILATERO E SUE PROPRIETÀ

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

• E � F � G = 60° → poligono equiangolo

• EF � FG � GE → poligono equilatero quindi questo triangolo è un poligono regolare

• GH � EI � FL sono altezze, mediane, bisettrici e assi. Questi si incontrano in un unico punto che è il centro del triangolo equilatero

•2p 3

6. Triangolo rettangolo e sue proprietà

TRIANGOLO RETTANGOLO E SUE PROPRIETÀ

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

• AC → cateto minore

• AB → cateto maggiore

• BC → ipotenusa

• AH → altezza relativa all’ipotenusa

• B e C → angoli acuti

• A → angolo retto � 90°

• LN → cateto minore

• NM → cateto maggiore

• LM → ipotenusa

• NH → altezza relativa all’ipotenusa

• L e M → angoli acuti

• N → angolo retto � 90°

Triangoli rettangoli particolari

Triangoli rettangolo isoscele → è la metà di un quadrato

Triangoli rettangolo scaleno con angoli di 30° e 60° → è la metà di un triangolo equilatero

4. Criteri di congruenza dei triangoli

CRITERI DI CONGRUENZA DEI TRIANGOLI

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

Due triangoli sono congruenti quando hanno i tre lati e i tre angoli congruenti, cioè perfettamente sovrapponibili.

Primo criterio: due triangoli congruenti hanno due lati e l’angolo fra essi compreso ordinatamente congruenti.

Terzo criterio: due triangoli congruenti hanno tre lati ordinatamente congruenti.

Secondo criterio: due triangoli congruenti hanno un lato e i due angoli ad esso adiacenti ordinatamente congruenti.

I QUADRILATERI

1. I quadrilateri: definizioni e proprietà

Teoria in sintesi I QUADRILATERI: DEFINIZIONI E PROPRIETÀ

M 1. Iquadrilateri: definizionieproprieta ` Teoria in sintesi

relazione tra i lati:

I quadrilateri sono poligoni con quattro lati e quattro angoli

possono essere:

convessi: hanno tutti gli angoli convessi

A; B; C; D sono convessi

ogni lato è minore della somma degli altri tre

La somma degli angoli interni è 360°; infatti:

quadrilateri

QUADRILATERO CONVESSO

concavi: hanno un angolo concavo H G F E E; F; H sono convessi G è concavo

QUADRILATERO CONCAVO

I TRAPEZI MAPPA 2

scaleni

i lati non paralleli sono di diversa misura

TRAPEZIO SCALENO

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

TRAPEZI

quadrilateri con almeno una coppia di lati paralleli (basi): AB//DC

AB → base maggiore

DC → base minore

Gli angoli adiacenti allo stesso lato obliquo sono supplementari perché coniugati interni:

possono essere:

rettangoli

uno dei lati non paralleli è perpendicolare alla coppia di lati paralleli

TRAPEZIO

isosceli i lati non paralleli sono congruenti

Teoria in sintesi

• 2 coppie di lati //, congruenti a due a due

•2p � ( 1 � 2) � 2 → 1 � 2p : 2 � 2 e 2 � 2p : 2 � 1

•2 altezze �

•2 diagonali �

• A � D � B � C � 180° D � B e A � C

Ogni diagonale divide il parallelogramma in due triangoli congruenti. Le diagonali si tagliano scambievolmente a metà.

rettangoli

Teoria in sintesi

Teoria

Teoria in sintesi

I RETTANGOLI

Teoria in sintesi

teoria �eoria Geometria 1

• 2 coppie di lati //, congruenti a due a due. I lati consecutivi sono perpendicolari e detti altezza e base del rettangolo.

M 5. Irombi

5. I rombi

• 4 angoli interni di 90° (parallelogramma equiangolo)

•2 diagonali

• 2 coppie di lati //, congruenti a due a due. I lati consecutivi sono perpendicolari e detti altezza e base del rettangolo.

Teoria Iquadrilateri

teoria �eoria Geometria 1

• 4 angoli interni di 90° (parallelogramma equiangolo)

•2p � (b � h) � 2 → b � 2p : 2 � h e h � 2p : 2 � b

Teoria in sintesi

•2 diagonali

M 5. Irombi

oppure 2p � b � 2 � h � 2

Teoria in sintesi

•2p � (b � h) � 2 → b � 2p : 2 � h e h � 2p : 2 � b oppure

2p � b � 2 � h � 2

5

Teoria in sintesi

I ROMBI

Teoria in sintesi

• 4 lati congruenti (parallelogramma equilatero)

•2 diagonali e tra di loro. Ogni diagonale è bisettrice degli angoli interni. Le diagonali dividono il rombo in quattro triangoli rettangoli congruenti.

•2p 4 → 2p : 4

• 4 lati congruenti (parallelogramma equilatero)

•2 diagonali e tra di loro. Ogni diagonale è bisettrice

degli angoli interni. Le diagonali dividono il rombo in quattro triangoli

I QUADRATI

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

• 4 lati congruenti (parallelogramma equilatero)

• 4 angoli congruenti (parallelogramma equiangolo)

• Il quadrato è un poligono regolare

•2 diagonali e tra di loro

•2p 4 → 2p : 4

Teoria in sintesi

Teoria in sintesi

• I deltoidi hanno due coppie di lati consecutivi

• I deltoidi possono essere concavi o convessi

concavo convesso 1 2

• Due angoli sono e due non lo sono

•Le diagonali sono e dividono il deltoide in 4 triangoli rettangoli a due a due

•Una diagonale è bisettrice dei due angoli non congruenti

•2p ( 1 2) 2 oppure 2p 1 2 2 2

120 U7 I quadrilateri

geometria 1

1 Completaletabellefacendoriferimentoaltriangoloinfigura. , , sonogliangoliinternideltriangolo

2 Utilizzandoidatiforniticalcolailperimetrodeiseguentitriangoli.

Considerailtrapeziodellafigura:completaleaffermazionie latabella.

Completaletabellerelativealparallelogrammadellafigura.

Completaleaffermazionieletabellerelativealrettangolodellafigura.

b e h sonole dimensioni del rettangolo

Formule

Ilrettangoloha4 angoli ..........chemisurano..........� ciascuno.

Ledue basi ! b sonoparalleleedellastessalunghezza.

Ledue.................... ! h sonoperpendicolarialle........................................

Osservailrombo ABCD:completaleaffermazionieletabellerelative.

Ilrombo e unpoligono equilatero perche ha4lati, ‘,dellastessa lunghezza 2p ! perimetro

Formule

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