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Maria Vago

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Storie per crescere

Abbasso l o s pR eco !

Storie per crescere

Casa editrice La Spiga Autrice Maria Vago Illustratrice Francesca Galmozzi 112 pagine

Maria Vago

Un quarto del cibo che viene coltivato nei campi e nelle serre, che troviamo al supermercato e ci passa tra le mani o dentro il piatto finisce nella spazzatura. Eppure milioni di persone non mangiano a sufficienza non solo in Paesi lontani, ma anche nelle nostre città. Lo spreco alimentare non ci può lasciare indifferenti. Cinque simpatici racconti accompagnati da molte informazioni, suggerimenti, esempi di iniziative offrono lo spunto per riflettere sul problema, diventarne consapevoli e anche scoprire quel che si può fare per cambiare le cose.

Cinque simpatici racconti accompagnati da molte informazioni, suggerimenti, esempi di iniziative offrono lo spunto per riflettere sul problema dello spreco alimentare, diventarne consapevoli e anche scoprire quel che si può fare per cambiare le cose. Un quarto del cibo che ci passa tra le mani o dentro il piatto finisce nella spazzatura. Eppure milioni di persone non mangiano a sufficienza non solo in Paesi lontani, ma anche nelle nostre città. Lo spreco alimentare non ci può lasciare indifferenti.

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Francesca Galmozzi Diplomata in Illustrazione presso L’Istituto Europeo di Design, si occupa di illustrazione pubblicitaria. Collabora con periodici femminili e per ragazzi anche come autrice. Francesca ha illustrato Lo SmontaBulli e Alèoò-La vittoria più bella.

Racconti e fiabe in stampato maiuscolo o minuscolo per imparare a leggere da soli. Storie per scoprire il piacere di un avvincente gioco lungo un libro. Avventure fantastiche e realistiche per ragazzi che già leggono da soli. Libri per scoprire il piacere di viaggiare con la mente seguendo un filo d’inchiostro. Romanzi e storie per lettori esperti. Libri per esplorare per filo e per sogno il mondo dentro e intorno a noi. A ciascun colore corrisponde un livello di difficoltà sia linguistica che tematica. Ogni libro accompagna i ragazzi lungo un progressivo apprendimento delle tecniche di lettura attraverso argomenti che rispondono al loro gusto. Storie per crescere Storie che nascono da argomenti quotidiani e raccontano in modo fantastico o reale i problemi dei ragazzi di oggi. La macchina del tempo Vicende ambientate nel passato, per vivere avventure a contatto con la nostra storia. Classici Avventure sempreverdi che contribuiscono alla crescita culturale e individuale di ogni ragazzo.

ISBN 978-88-468-3123-1

www.alberodeilibri.com

6,50

Cartoline Avventure in cui il paesaggio diventa uno dei protagonisti per stimolare i ragazzi a conoscere il mondo in cui viviamo. Artè Storie che hanno come filo conduttore l’arte in tutte le sue manifestazioni, dalla pittura alla musica al teatro.

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Titolo Abbasso lo spreco!

Abbasso lo spreco!

Maria Vago abbasso lo spreco!

Maria Vago Laureata in Pedagogia, è appassionata di letteratura per ragazzi. Dopo dieci anni di insegnamento e dieci di giornalismo, ora si dedica alla scrittura. Maria ha scritto anche Pizza, pidocchi e un genio nell’astuccio, Storie dalla preistoria, Tanti auguri!

La collana L’albero dei libri vuole proporre ai ragazzi della Scuola Primaria racconti e romanzi che rispettino i loro gusti e la loro graduale capacità di leggere e comprendere una storia, sia dal punto di vista linguistico che dal punto di vista tematico.


indice 1 2 3 4 5

• La gara • • • •

Dossier Un pacchetto per il cane? Dossier Al mercato con i baffi finti Dossier Un coniglio un po’ fissato Dossier La prova di coraggio Dossier

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Storia 1

La gara Io l’avevo detto, ma non mi ascoltano mai. L’avevo detto che non era l’ora giusta per fare la spesa al supermercato. «Alle 16 e 30 del sabato pomeriggio! Ci troveremo mezza città» avevo detto. «Allora vuol dire che mezza città pensa che questa sia l’ora giusta per fare la spesa. Sei in minoranza, mollusco» aveva replicato mio fratello Aldo. È diventato più maturo, da un paio di settimane, e usa questa sua nuova capacità di fare ragionamenti (semplici!) come arma contro di me. Infatti siamo in guerra. Da sempre: praticamente gliel’ho dichiarata io quando è nato. Purtroppo più passa il tempo più perdo il vantaggio iniziale. Aldo ora è più alto e robusto di me, infatti mi chiama mollu-

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Storia 1

nello scaffale perché non ce ne sono più. «A me piacciono di più alla ciliegia» le dico, ma non mi dà retta. Anche ai due papà è venuta una gran voglia di arraffare. Prendono biscotti di tutti i tipi e, siccome il carrello è stracolmo, alcuni pacchi se li tengono in mano o sotto le braccia. Finita la corsia, ci separiamo.

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La gara

Quelli spariscono nel reparto frutta, noi raggiungiamo la pescheria. Aldo come sempre strappa il bigliettino con il numero dal distributore. Glielo concedo, per poter avere un argomento a mio favore quando lo accuso di essere un moccioso (non dimentichiamo che lui mi chiama mollusco e limaccio). Settantotto! Abbiamo davanti a noi diciannove clienti!


Storia 3

un altro giorno le patatine le avevamo già comprate, allora le abbiamo regalate al bambino di quella ragazza. Di solito però facciamo finta di niente. Anche alle scene tristi ci fai l’abitudine. Stepan mi guarda, stupito anche lui, e sta zitto. Scuoto la testa per fargli capire che non ho proprio capito. Allora Alina si copre la bocca con la mano, come a trattenere un grido che stava per uscire. Mi viene vicino e mi sussurra nell’orecchio: «È il signor Michele!» «Ma va!» esclamo io. «È lui» insiste Alina.


Storia 5

che fa, che è come un piccolo scoppio. Il giorno dopo c’erano i bastoncini di pesce impanati, che non sono male, e la mela. A turno, uno dei cinque mi controllava perché in mensa, con la confusione che c’è, è facile far sparire qualcosa e dire che l’hai mangiata.

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La prova di coraggio

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L’arte di esporre Tutto, all’interno del supermercato, è pensato per indurre il cliente a comperare, in media circa tre volte di più di quello che gli serve. Ecco alcune strategie.

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La disposizione delle merci costringe il cliente a venire a contatto prima con prodotti non indispensabili (giochi, cosmetici, dischi) per raggiungere solo più tardi i reparti dei prodotti utili.

2 Zucchero, farina, fazzoletti e altre cose indispensabili si trovano negli scaffali bassi, dove l’occhio non cade. Il cliente farà ugualmente lo sforzo di cercarli e raggiungerli.

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3

In basso sono esposti anche i giochi e tutto quello che può attirare un bambino. Sono proprio all’altezza dei suoi occhi ed è quasi impossibile che riesca a resistere.

5 Vicino alla cassa si trovano piccole tentazioni che, mentre il cliente aspetta in fila, hanno tutto il tempo di esercitare il loro fascino. Spesso finisce che alla spesa si aggiunga il pacchetto di dolcetti o le gomme da masticare.

4 Ad altezza degli occhi, e comodi per il braccio, si trovano i prodotti sfiziosi, di cui il cliente potrebbe magari fare a meno.

6 In futuro dobbiamo aspettarci perfino di essere presi… per il naso. Per creare la giusta atmosfera, che induce il cliente a comperare, alcune catene di supermercati stanno studiando dei sistemi per diffondere nei reparti non solo musica ma anche profumi. Nel reparto pescheria aleggerà quindi un fresco profumo di mare!

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Una gara da non vincere! Il primo… perde e l’ultimo è il migliore Ogni olandese spreca 579 chili di cibo all’anno. A una certa distanza ecco un abitante del Belgio. I più bravi sono i greci, che buttano solo 44 chili di cibo all’anno ciascuno. Olanda 579 Belgio 399 Cipro 334

Estonia 264

Irlanda 250

Gran Bretagna 238 Polonia 235 Svezia 227

Austria 225

Lussemburgo 207 Finlandia 193 Ungheria 184 Spagna 176

Lituania 171

Italia 149

Francia 144

Portogallo 132 Germania 126

Danimarca 118

Slovacchia 109 Romania 105 Lettonia 94

Slovenia 89 Bulgaria 87

Repubblica Ceca 71 Malta 62

Grecia 44

La media è di 180 kg all’anno.

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Tanto vale poco... Perché si fa così poca attenzione agli sprechi domestici? Una ragione consiste nel fatto che negli ultimi decenni il prezzo dei cibi è diminuito. Nel 1970 una famiglia spendeva il 30% delle sue entrate per l’alimentazione; oggi non supera il 12%, eppure non si mangia di meno, anzi! Il cibo viene perciò visto come qualcosa di scarso valore e non ci si preoccupa se una parte viene buttata.

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Abbasso lo spreco!