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Edizioni Riza - Via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it

RIZA

RAFFAELE MORELLI

La formula della

felicità

La formula della felicità

una magia irrompe nella tua vita e ti regala la felicità che viene dal fiore che c’è, quello che sboccia dalla tua essenza interiore».

RIZA

«La felicità viene dall’assenza di pensieri, dalla perdita del senso del tempo, dall’abbandonarsi alle cose come sono e dal compiere azioni spontanee. Siamo tristi caricature quando riempiamo la mente di immagini ingannevoli, quando “cerchiamo di cogliere il fiore che non c’è”. Crediamo erroneamente di dover cambiare, di dover essere simili agli altri, di poter vivere vite diverse da questa: “Se avessi..., se fossi...”. Così restiamo nell’illusione, vediamo solo fiori che non ci sono. Non guardare fuori di te, resta immerso nelle azioni che fai; in questo modo

RAFFAELE MORELLI

La gioia di vivere non dipende dagli altri

RIZA


La formula della felicità Le pagine più belle scritte da Raffaele Morelli per gli editoriali di Riza psicosomatica Grafica di copertina: Roberta Marcante Illustrazione di Alberto Ruggieri © 2014 Edizioni Riza S.p.A. via Luigi Anelli, 1 - 20122 Milano - www.riza.it Tutti i diritti riservati. Questo libro è protetto da copyright ©. Nessuna parte di esso può essere riprodotta, contenuta in un sistema di recupero o trasmessa in ogni forma e con ogni mezzo elettronico, meccanico, di fotocopia, incisione o altrimenti senza il permesso scritto dell’editore.


RAFFAELE MORELLI

La formula della

felicità RIZA


INDICE

PREFAZIONE

Non cogliere il fiore che non c’è Questo è il senso della vita ...... 7 • Fa’ spazio al tuo nucleo è lui che ti fa stare bene ....................... 15 • Se sai attendere il tuo talento si manifesterà ......................... 19 • L’amore la sa più lunga di te ............................................... 23 • Le parole magiche sono: “sia quel che sia”.............................. 27 • Quando i peccati ti rendono unico ....................................... 31 • La spontaneità è il farmaco dell’anima ................................ 35 • C’è un lato di te che non vedi e che ti salva .......................... 39 • Le fantasie non sono mai infantili ...................................... 43 • Vuoi stare bene? Immagina il tuo rifugio ............................. 47 • Risolvi i tuoi problemi se cambi prospettiva ......................... 50 • Il tuo carattere fiorisce se rispetti l’immagine innata ............ 54 • Fai vivere gli opposti e risolvi i conflitti .............................. 58 • Se ci litighi... è l’anima gemella! gemella!.......................................... 62 • Il silenzio guarisce l’anima ................................................. 66 • La distrazione salva il cervello ........................................... 70 • Ogni giorno una divinità ti guarisce ................................... 74 • Solo chi è incerto può gustare la vita...................................... 78 • La vita è un giardino che fiorisce con l’età ............................ 82 • Basta uno sguardo per capire chi ti vuole bene ........................ 86 • Guardare senza pensieri è la vera medicina ......................... 90 • La soluzione arriva se ragioni... all’infinito......................... 94 • Il panico vuole che realizzi i tuoi sogni ................................ 99


La formula della felicità

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Com’è facile diventare saggi .............................................. 103 In te c’è una Dea che sa dove portarti ................................ 108 Non dare la colpa a mamma e papà ................................... 112 La via della Saggezza ...................................................... 117 Tra demonio e santità ...................................................... 121 Dove corri? Rallenta e... vinci l’ansia ............................... 125 Perdi un oggetto? Ritrovi te stesso ..................................... 129 Via la mente vecchia che ci fa ammalare ............................ 133 Lascia spazio alle emozioni e troverai la gioia ...................... 137 Quel sogno ha cambiato la sua vita ................................... 141 Per guarire ti basta un secondo .......................................... 146 Fai sbocciare il tuo fiore nascosto! ....................................... 151 La gelosia: una Dea che ti può salvare................................. 155


PREFAZIONE

Non cogliere il fiore che non c’è Questo è il senso della vita

Il Taoismo mi ha insegnato molto: più di tutto l’arte di non commentare le cose che succedono. Ho imparato che la soluzione a qualsiasi problema non può venire da me, men che meno dai miei pensieri. Giorgia ha cominciato a stare bene facendo la cosa che le veniva più facile, senza fatica, senza sforzi, cioè il bucato. Quando ascoltava l’acqua scorrere e la biancheria sbattere nella lavatrice, quando sentiva il profumo di pulito, si immergeva in un’atmosfera di pace, di serenità «che veniva da chissà dove». Lei che pensava e ripensava al marito che l’aveva lasciata senza un euro, per andare con una più giovane, lei che aveva studiato mille strategie per riprenderlo, lei che piangeva disperata dalle amiche, lei che aveva i bambini piccoli, lei che non sapeva fare niente, lei che sentiva la terra franare sotto i piedi... lei che aveva una crisi di panico dopo l’altra. «Ci sarà pur qualcosa che le piace» le ho detto in una seduta. Come tutti coloro che sono in preda al disagio, la risposta è stata la stessa: «Non c’è niente che mi piace, niente che mi fa star bene; niente mi dà sollievo. Continuo a pensare a come 7


sono finita, al disastro che mi è capitato, alle mie amiche che vanno a prendere i bambini a scuola e che tornano a casa a cucinare per i loro mariti. Loro sì che una famiglia ce l’hanno». Qualche giorno fa una giornalista mi ha chiesto che cosa c’entra il Taoismo con la cura dell’anima. Un mio allievo invece non riusciva a comprendere come la felicità abbia a che fare con qualcosa che «a guardarlo non lo vedi, di nome è detto l’Incolore». Non capiva come possiamo stare bene, essere felici, realizzare la nostra vita se del perno del nostro essere possiamo solo dire che «ad ascoltarlo non lo odi, di nome è detto l’Insonoro; ad affrontarlo non lo possiedi, di nome è detto l’Informe». Abbiamo a che fare con qualcosa (il Tao, il Senza Nome, la Via) di cui non c’è dato di sapere nulla, eppure regge e conduce la nostra esistenza. Difficile da comprendere per un’epoca che ha fatto del pensare il suo principio dominante. Quello che oggi chiamo “me stesso” non è altro che una serie di pensieri che dominano il mio mondo interiore, qualche sentimento prevalente ed emozioni che, come onde dell’oceano, rompono il mare tranquillo della mia interiorità. Giorgia pensava e ripensava... non guariva! Credo che il cerebralismo abbia rovinato il mondo e ci abbia reso profondamente scontenti, insoddisfatti, infelici. Per Giorgia era più importante pensare e ripensare al suo abbandono: eppure il bucato le dava la pace, la serenità, teneva lontano il panico; mentre lavava e rilavava i panni, le arrivava via via prima la tranquillità e poi la gioia di vivere. Faceva proprio come il grande saggio ebreo Abraham Chaim di Zlocow, che raggiunge l’illuminazione quando lava e rila8


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va i piatti, «ma senza posare lo sguardo altrove». Nelle azioni minime, qualsiasi, in cui siamo completamente immersi, c’è una luce che è pronta a illuminare tutta la nostra coscienza. Il pensiero chassidico e lo Zen sono veramente vicini tra loro, come ricordava il grande Martin Buber. Per lo Zen non ci deve mai essere un secondo pensiero: qualsiasi cosa fai, perditi in quello che stai facendo. Pulisci, lava, apparecchia, cucina, cammina, ma fallo totalmente immerso, come se non esistesse che quell’azione e quel momento. Molti mistici raccontano di attacchi di felicità, se non di estasi, mentre coltivavano l’orto o mentre erano immersi in lavori più che umili. In quell’agire spontaneo che è fare il bucato, il cervello sprigiona un altro Sapere, un’altra chimica, migliore di quella degli psicofarmaci, perché spontanea. Al mio allievo psicoterapeuta che chiedeva di spiegare con poche parole il senso del Taoismo, ho risposto: «non cogliere il fiore che non c’è...». Forse questa è la mia massima di vita, il mio mantra preferito. Sarei soltanto una caricatura, un’illusione vivente se cercassi di toccare, accarezzare, annusare, cogliere un fiore che non c’è... Che ne dite? Giorgia, che pensava per ore e ore durante la giornata a come riconquistare suo marito, non stava forse cogliendo un fiore che non c’era? Facendo il bucato invece entrava in un altro regno, in un Altrove dell’esistenza interiore, dove la sua Immagine Originaria, la sua Unicità, le portavano la pace. Già, che cos’è fare il bucato? Lavare come gli animali che leccano i piccoli e così li riconoscono; lavare come gettar via lo 9


sporco del corpo e della mente per rinascere; lavare come entrare nel regno delle acque: la saliva, le mestruazioni, le secrezioni; lavare come le femmine lavano la loro casa, che è la dimora dell’Essere. Lavare è chinarsi, abbassarsi, portare il viso vicino all’umido e all’acqua, come hanno sempre fatto le donne di tutti i tempi. Si potrebbe parlare per ore e ore del bucato, ma non riusciremmo a dire tutte le parole capaci di farci comprendere la scia infinita che contiene un gesto così semplice, così essenziale, così naturale. Nel lavare, ogni donna entra nel regno del Femminile Materno: Giorgia non faceva il bucato, si stava allattando, nutrendo dell’energia di Atena, della provvidenza celeste che abita il cuore di ogni donna. Lavare e chinarsi, è mimare un atto erotico, sacro ad Afrodite, come ben sapeva Zeus, quando ha visto la Metis mostrare i genitali ed eccitarlo proprio mentre lavava i panni. Il padre degli Dei ha sentito l’impulso irresistibile di possederla... Così è nata Atena, la Signora del mondo. Richard Wilhelm conosceva il pensiero cinese come nessuno e pensava che la miglior traduzione della parola Tao, fosse “il Senso”. Il Senso è presente solo quando siamo spontanei, quando non siamo prigionieri dei pensieri, quando non cogliamo i fiori che non ci sono, che non sono ancora spuntati. Nel fare il bucato c’è il sapore dell’eternità: il femminile lava e rilava, pulisce e rinnova il mondo, o meglio le menti del mondo, dal principio del tempo. Insomma quell’azione spontanea, che era lavare i panni, era la miglior cura, il miglior farmaco che Giorgia aveva trovato per lenire i dolori dell’abbandono. 10


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Guardando i bambini quando giocano e perdono il senso del tempo, ci si accorge che i loro occhi si impregnano della gioia di vivere: giocare è forse il miglior modo di parlare con il Tao. La felicità viene dall’assenza di pensieri, dalla perdita del senso del tempo, dall’abbandonarsi alle cose come sono e dal compiere azioni spontanee. Siamo tristi caricature quando riempiamo la mente di immagini illusorie. Da parte mia ho eliminato da molto tempo la parola “se”, così ho abolito il condizionale: «Se le cose fossero andate diversamente...», «se mi avesse voluto bene lui, non mi sarei sposata con mio marito...», se..., se... La parola “se” rappresenta molto bene le perdite di tempo con cui stanchiamo la nostra mente: il condizionale ci fa credere erroneamente che avremmo potuto vivere vite diverse da questa. Ma, se restiamo nell’illusione, vediamo solo fiori che non ci sono. Eppure, facendo il bucato o compiendo un’altra azione che ci coinvolge totalmente, una magia irrompe nella nostra vita e ci regala la felicità che viene dal fiore più vero, quello che è dentro di noi.

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La vera felicità viene dall’assenza di pensieri, dalla perdita del senso del tempo, dall’abbandonarsi alle cose cosÏ come sono e dal compiere azioni spontanee.


La formula della felicità

Fa’ spazio al tuo nucleo è lui che ti fa stare bene Come il tuorlo nell’uovo, anche in te c’è un “sole” pieno di vita che aspetta solo di nascere. Occorre imparare ad aspettare, non forzare le cose. Solo così il tuo vero volto potrà affacciarsi. E fare davvero la differenza

Mai come a ogni inizio d’anno ci viene in mente la voglia di rinascere. E allora si può pensare all’uovo. Gli alchimisti ritenevano che non ci fosse niente di più significativo del tuorlo dell’uovo. Rosso come il sole, nascosto come la vita che si genera da lui. C’è un “sole rosso” dentro di noi che non vediamo, eppure crea il nostro essere, come il pulcino che nasce dall’uovo. Per gli alchimisti il sole che vediamo fuori di noi è anche dentro di noi. È la coscienza, la consapevolezza che si affaccia al mattino al risveglio. Si tratta di un mistero che non tollera domande, ragionamenti, riflessioni. Bisogna svegliarsi al mattino e dirsi a voce bassa: «Buongiorno». Buongiorno a chi? Non a noi, che siamo esseri qualsiasi, che vivono nel tempo, fra le cose, tra le nostre inutili storie, cui diamo un’importanza che non hanno. No, il buongiorno va dato alla coscienza che riemerge dalla notte. È lei, come ricorda Roberto Calasso, che gli uomini vedici chiamavano «la divina che viene avanti da lontano quan15


do ci destiamo e che ricade quando ci assopiamo». Se rompiamo il guscio, vediamo il tuorlo: scopriamo cos’era un pulcino prima di manifestarsi al mondo. Ma non possiamo vedere il centro del nostro essere, non possiamo rompere il nostro involucro. Possiamo però sentire l’arrivo della coscienza al risveglio: la consapevolezza è della stessa sostanza del rosso d’uovo. Si tratta, come ricorda ancora Calasso citando i Veda, di un «prodigio inaudito, insediato negli esseri». Per questo molti riti sono dedicati al risveglio, al saluto al sole, che è un saluto alla coscienza che rischiara il nostro essere. Col solstizio d’inverno il sole “ritorna” e la coscienza esce via via dal regno della notte, delle tenebre. La luce vince l’inverno.

Non sognare vite migliori, stai su quello che c’è Farsi gli auguri per il mese di inizio d’anno è dire «Buon anno» al sole, al mondo che si ricrea dentro di noi. Alla coscienza che torna. E aspettare... Aspettare la primavera, la nostra primavera... Sapete, cari lettori, quanti mi chiedono: «Qual è la mia strada? Come faccio a scoprirlo, come faccio a saperlo?». Io consiglio di usare le immagini. C’è un esercizio semplice. Si tratta di immaginare a occhi chiusi per qualche istante un uovo. Il tuo uovo. E aspettare. Aspettare che cosa? Che si rompa il guscio e dall’uovo esca il tuo volto. A volte è il volto di quando avevamo pochi mesi, altre volte, per qualcuno, è il viso dei 30 anni 16


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o della vecchiaia, o della saggezza. O il volto innamorato, come ci è capitato alcune volte. Insomma il tuo volto che nasce dal tuo uovo... Quando è nato il nostro volto? C’era già prima che nascessimo, quando eravamo una cellula fecondata, c’era in ognuno di noi “qualcosa” che stava scolpendo il nostro volto. C’era una consapevolezza antica, “un prodigio inaudito” che creava il mio viso e lo sta creando ancora adesso. A questa consapevolezza antica, occorre dire tutti i giorni: «Buon anno, buongiorno, buon risveglio, grazie davvero di esserci...». In questo modo si impara a lasciare le cose come sono, a non sognare mondi migliori e vite migliori. Ma a sedersi su quello che c’è. E quello che c’è è questa energia misteriosa che è la coscienza. È lei la cura. È lei che ci manda via i disagi. Ogni volta che siamo presenti a noi stessi, la coscienza, puntuale, ci guarisce.

Niente domande, e aspettare Sentite Angela: «Grazie dottor Morelli, il suo libro (“L’unica cosa che conta”, Mondadori) lo leggo e rileggo nei momenti anche meno sereni, anzi soprattutto in quelli, seguendo alla lettera ciò che dice nel libro e mi accorgo di stare subito meglio, basta applicare piccoli e importanti accorgimenti. Per esempio: non mi dico nulla, ho smesso di parlare a me stessa. Quando mi vengono i soliti pensieri, li accolgo, sono presente al disagio che mi provocano, oppure rido se sono pensieri spiritosi, insomma li per17


cepisco; subito mi sento meglio e non penso più a nulla. Piano piano mi accorgo di fare le mie azioni con coscienza, nel senso di essere pienamente presente a quello che faccio in quel momento, dalla cosa più piccola, come può essere lavare un piatto, al fare la spesa. Le cose le faccio con maggiore scioltezza da un po’ di tempo a questa parte, sono più serena, a volte ho attacchi di tristezza, ma stanno scomparendo, da soli. Li accolgo quando arrivano, li percepisco... Ho notato che durano sempre meno. Il suo libro è diventato per me come la coperta di Linus».

La soluzione arriva E la prossima tappa? Il regalo lo fa solo il tuorlo... Quando si perde di vista che siamo i figli di un tuorlo misterioso, allora cominciano i problemi, diventiamo fragili fuscelli in balia del vento della vita. Ma adesso, proprio adesso, il tuorlo sta producendo la coscienza, la consapevolezza in me. È lei, solo lei la cura. Per questo non cerco mai di risolvere i problemi che si presentano nella mia vita. Qualsiasi cosa accada immagino l’uovo e aspetto. Sarà lui a rimettere le cose a posto. Non io.

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Se sai attendere il tuo talento si manifesterà Molti credono di non possedere alcun talento. Si sbagliano! A volte le capacità innate possono emergere anche a 60 anni, come ha scoperto Oliver Sacks. Bisogna imparare ad aspettare se stessi Leana mi scrive per chiedermi: «Dove si arriva a un certo punto? Come diventa la vita di chi conosce la Saggezza?». Sulla stessa scia, Francesco mi domanda se riuscirà un giorno, attraverso la meditazione e la consapevolezza, a liberarsi di quel suo «brutto carattere che ha messo in crisi tanti rapporti affettivi nella sua vita».

Una meta da raggiungere Sia Leana che Francesco pensano a un traguardo, a un obiettivo cui avvicinarsi. Per lei è una vita da Saggi, per lui è abolire le asperità del suo carattere. Invece Paolo mi scrive dalla Svizzera e si pone delle domande sul percorso da fare per arrivare al Nucleo, al centro di noi stessi. «Per ritrovare il centro che siamo, il profumo della nostra essenza, è proprio necessario andare in posti particolari per fare ritiri e cose simili?». Insomma, serve ritirarsi, andare in centri spirituali o dare spazio alla meditazione, alla pratica dello yoga? 19

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