Sport Milano Magazine Edizione gennaio 2018

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Kodokan Judo e Butokukai

Torneo Nazionale CSEN

FISE e CSEN

Š Ivan Scotti

Storico accordo di collaborazione

Judo

Danza



14 Krow9 Camp Scuola a 4 zampe

Dal settore sportivo ai master monotematici

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Rassegna Nazionale CSEN Scuole Danza

2 Editoriali 4 Calendario dei corsi 6 CSEN Bergamo nuova sede e nuovi corsi 8 Una pericolosa dipendenza per i giovani 10 Rassegna Nazionale CSEN Scuole Danza 12 FieraCavalli Verona 2017 13 Accordo di collaborazione FISE e CSEN 14 Cinofilia: Krow9 Camp 16 Paladog: 1a gara di Water Dog 18 Judo: il senso del Kata 20 Torneo Kodokan Judo e Butokukai 22 Villaggio di Crespi d’Adda 24 Circuito Fight Warriors 26 Arti Marziali e Autodifesa 28 Pole Dance 30 2018 La svolta del CONI 32 ASD Bimbe nel Pallone

Torneo Kodokan Judo e Butokukai

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Sei anni di successi

CsenEquitazione FieraCavalli Verona 2017

in copertina: 1 gara di Water Dog a

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gli editoriali

Direttore Editoriale: Paolo Zerbino Direttore Responsabile: Fabiano Foschini Art Director: Ivan Scotti Direzione e redazione: Formalabor Srl Via Giacosa, 3 - 20127 MILANO Orario apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì, ore 9.30 - 13.00 Ufficio e Fax +39 02 39561256, e-mail: segreteria@formalabor.it

LA PAROLA AL PRESIDENTE

La vita ci impone continuamente delle sfide Cari amici, carissime affiliate

Realizzazione grafica: Lime Edizioni S.r.l. Hanno collaborato a questo numero: Francesco Ravasio, Ivan Scotti, Giovanna Zahami, Paolo Zerbino Fotografie e illustrazioni: ASD Bimbe nel Pallone, FISE, Ivan Scotti, Elena Tigiorian Testi, foto e disegni non richiesti e inviati in redazione non saranno resi Spedizione in abbonamento ARRETRATI: +39 02 39561256 segreteria@formalabor.it www.sportmilanomagazine.it Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Milano il 13 luglio 2016 nr. 181 Testi, fotografie e disegni: riproduzione anche parziale vietata In collaborazione con Centro Sportivo Educativo Nazionale Ente di Promozione Sportiva Riconosciuto dal C.O.N.I. D. Lgs n. 242 del 23-7-1999 (Delibera C.N. CONI n.1224 del 15-5-2002) Ente Nazionale con finalità assistenziali riconosciuto dal Ministero dell'Interno D.M. 559/C 3206.12000.A [101] del 29 febbraio 92 Associazione di Promozione Sociale iscriz. n. 77 Reg. Naz. Min. Lav. e Politiche Soc. (l. 7-12-2000 n.383) C.F. 97127000152

Paolo Zerbino é Maestro di Karate (5° Dan), Tai Chi e Difesa Personale. Ha praticato paracadutismo, nuoto subacqueo, equitazione ed è pilota di ultraleggeri.

L’inizio di questo nuovo anno è stato caratterizzato dall’entrata in vigore di una nuova serie di disposizioni, normative e delibere da parte del CONI, come ad esempio la nuova piattaforma 2.0, consultabile direttamente dall’Agenzia delle Entrate, dove bisognerà inserire una serie di dati relativi alla società sportiva che prima non erano richiesti. Sicuramente una delle più significative e controverse delibere da parte del CONI, è quella riferita all’esclusione dall’elenco delle discipline sportive di alcune tra le più importanti e diffuse, come ad esempio lo Yoga ed il Pilates, il Krav Maga ed altre ancora; stiamo parlando di milioni di praticanti che si dedicano a queste discipline. I risvolti negativi di questa delibera colpiscono soprattutto le Associazioni che promuovono queste discipline, escludendole da benefici fiscali sino ad ora goduti legittimamente, come ad esempio la possibilità di erogare i compensi sportivi ai propri insegnanti e tecnici. A questo punto la domanda sorge spontanea; perché dall’elenco del CONI sono state estromesse discipline sportive praticate da milioni di persone, limitando a loro i benefici fiscali previsti, a favore invece di attività (non voglio chiamarle discipline sportive) che in alcuni casi sono completamente sconosciute dalla maggioranza dei praticanti sportivi, praticate da un numero di persone che definirlo esiguo è dir poco? Mistero. La vita ci impone continuamente delle sfide, in ambito lavorativo, familiare e non solo; non soffermiamoci sulle problematiche che queste sfide comportano, ma prendiamo l’aspetto positivo di tutto questo, che consiste nell’affrontare le difficoltà della vita e superarle. Questo atteggiamento ci farà crescere e diventare più forti e saggi. Lo CSEN Milano è sempre al vostro fianco, mettendovi a disposizione il proprio staff di tecnici e professionisti, pronti ad assistervi per qualsiasi esigenza, in particolare in questo caso, alla risoluzione del problema riguardo l’elenco delle discipline del CONI. Un caloroso saluto a tutti voi. Paolo Zerbino, Direttore Editoriale e Presidente Comitato CSEN Milano


SportMilanoMagazine, non solo sport Testo e foto di Ivan Scotti partire da questo numero di Sport Milano Magazine prende il via una serie di articoli di approfondimento culturale, che accompagneranno con regolarità le nostre prossime uscite. Si tratta di un’idea che prende spunto da una delle caratteristiche più importanti della nostra rivista, ovvero la volontà di raccontare lo cultura dello sport, attraverso le imprese e gli eventi che vedono coinvolte le nostre Associazioni, in tutta la Provincia di Milano, ma anche sul resto del territorio nazionale, come già successo molte volte. La necessità di narrare queste storie mi ha portato a visitare molti luoghi, alcuni dei quali non conoscevo che per sentito dire, incontrando nuove persone e culture diverse, radicate su territori che conservano ancora oggi un patrimonio cul-

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turale e artistico di grandissimo interesse, ma che molte volte non viene valorizzato a sufficienza, come del resto sappiamo bene noi italiani. Da qui la decisione di cominciare a raccontare non solo dei fatti e delle persone, ma anche delle nostre terre, e delle loro ricchezze artistiche e culturali. Il primo articolo di questa serie, che troverete su questo numero, parla del Villaggio Operaio di Crespi d’Adda, in provincia di Bergamo; una frazione del Comune di Capriate San Gervasio, che ha ospitato la terza gara del Torneo giovanile CSEN Kodokan Judo e Butokukai. In questo articolo ho voluto descrivere non soltanto le caratteristiche di questo sito di incredibile importanza storica, architettonica e artistica, che fra l’altro nel 1995 è stato inserito, nella lista del Patrimonio Mondiale Protetto dal-

l’UNESCO, ma anche e soprattutto dei rapporti che si creano tra la cultura, la bellezza e il territorio che le ospita. Lo scopo di una rivista come la nostra è proprio quello di divulgare la cultura, non solo sportiva, ma più in generale quella multiforme e mutevole, che si viene a creare quando varie attività umane si incontrano e creano sinergie positive. Non solo sport quindi, o perlomeno non solo lo sport inteso come performance, agonismo o raggiungimento dei risultati, ma come un sentiero da percorrere con calma e riflessività, come una irrinunciabile occasione per scoprire il mondo e le persone che lo abitano.

Ivan Scotti Art Director SportMilanoMagazine SPORT MILANO MAG 3


calendario attività formative 2018 Ogni tipologia di corso viene riproposta più volte nell’arco dell’anno, in sessioni differenti

>> SETTORE SPORTIVO CORSO ISTRUTTORI DI FITNESS E B.B. 1° LIVELLO SESSIONI ANNO 2018 2° sessione : 24/25 Febbraio - 03/04 Marzo 2018 3° sessione : 21/22-28/29 Aprile 2018 4° sessione : 16/17-23/24 Giugno 2018 5° sessione : 15/16-22/23 Settembre 2018 6° sessione : 10/11-17/18 Novembre 2018

CORSO ISTRUTTORI DI FITNESS E B.B. 2° LIVELLO SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 Febbraio 2018 2° sessione : 07/08 - 14/15 Aprile 2018 3° sessione : 19/20-26/27 Maggio 2018 4° sessione : 06/07-13/14 Ottobre 2018

CORSO PER TECNICO IN EDUCAZIONE MOTORIA E POSTURALE 1° LIVELLO SESSIONI ANNO 2018 2° sessione : 10/11 - 17/18 Marzo 2018 3° sessione : 05/06-12/13 Maggio 2018 4° sessione : 07/08 – 14/15 Luglio 2018 5° sessione : 13/14 – 20/21 Ottobre 2018

CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK 1° LIVELLO

OPERATORE MASSAGGIO SPORTIVO AVANZATO 3° LIVELLO

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 Febbraio 2018 2° sessione : 07/08 – 14/15 Aprile 2018 3° sessione : 19/20 – 26/27 Maggio 2018 4° sessione : 20/21 – 27/28 Ottobre 2018

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 26/27 Maggio 2018 02/03-09/10- 16/17 Giugno 2018 2° sessione : 15/16 - 22/23- 29/30 Settembre 2018 06/07 Ottobre 2018

CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK 2° LIVELLO

CORSO DI ISTRUTTORE DI DIFESA PERSONALE

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 17/18 – 24/25 Febbraio 2018 2° sessione : 23/24/30 Giugno – 01 Luglio 2018 3° sessione : 10/11 – 17/18 Novembre 2018

CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK 3° LIVELLO SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 – 10/11 – 17/18 Marzo 2018 2° sessione : 09/10 – 16/17 – 23/24 Giugno 2018 3° sessione : 01/02 – 15/16 – 22/23 Dicembre 2018

CORSO DI ISTRUTTORE DI SPIN CICLISMO STATICO

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 10/11 – 17/18 Marzo 2018 2° sessione : 09/10 – 16/17 Giugno 2018 3° sessione : 17/18 – 24/25 Novembre 2018

MASTER IN TECNICHE MANUALI DI DRENAGGIO LINFATICO SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 21/22 - 28/29 Aprile 2018 2° sessione : 10/11 – 17/18 Novembre 2018

CORSO OPERATORE ATTIVITA’ SPORTIVA PER DISABILI SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 14/15 – 21/22 Aprile 2018 2° sessione : 10/11 – 17/18 Novembre 2018

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 14/15 – 21/22 Aprile 2018 2° sessione : 20/21 – 27/28 Ottobre 2018

CORSO DI ISTRUTTORE DI AEROBICA E STEP 1° LIVELLO

CORSO DI PREPARATORE ATLETICO

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 – 17/18 Marzo 2018 2° sessione : 13/14 – 27/28 Ottobre 2018

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 24/25 Febbraio 03/04 – 10/11 – 17/18 Marzo 2018 2° sessione : 06/07 – 13/14 – 20/21 27/28 Ottobre 2018

CORSO DI ISTRUTTORE DI AEROBICA E STEP 2° LIVELLO

CORSO OPERATORE MASSAGGIO SPORTIVO BASE 1° LIVELLO

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 12/13 – 19/20 Maggio 2018 2° sessione : 17/18 – 24/25 Novembre 2018

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 10/11 – 17/18 Febbraio 2018 2° sessione : 16/17 – 23/24 Giugno 2018 3° sessione : 06/07 – 13/14 Ottobre 2018

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 Febbraio 2018 2° sessione : 10/11 - 17/18 – 24/25 Marzo 2018 3° sessione : 05/06 - 12/13 - 19/20 Maggio 2018 4° sessione : 13/14 -20/21 – 27/28 Ottobre 2018

CORSO ISTRUTTORE ATTIVITA’ MOTORIA E SPORTIVA PER INFANZIA / ETA’ EVOLUTIVA

CORSO DI PERSONAL TRAINER FITNESS E BODY BUILDING

CORSO OPERATORE MASSAGGIO SPORTIVO INTERMEDIO 2° LIVELLO

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 – 10/11 – 17/18 Febbraio 2018 2° sessione : 09/10 – 16/17 – 23/24 Giugno 2018 3° sessione : 13/14 - 20/21- 27/28 Ottobre 2018

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 07/08 – 14/15- 21/22 28/29 Aprile 2018 2° sessione : 23/24730 Giugno 2018 01/07/08 –14/15 Luglio 2018

CORSO PER TECNICO IN EDUCAZIONE MOTORIA E POSTURALE 2° LIVELLO

4 SPORT MILANO MAG

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 17/18 – 24/25 Febbraio 2018 2° sessione : 17/18 – 24/25 Novembre 2018

MASTER DI TAPING SPORTIVO CORSO EFR (RCP – BLSD- DAE) SESSIONI ANNO 2018 DATE DA DEFINIRSI DI VOLTA IN VOLTA


Attenzione, le date e i luoghi dei corsi potrebbero subire variazioni: rimanete informati anche tramite il nostro sito, sempre aggiornato in tempo reale,o contattateci direttamente per ogni tipo di chiarimento vi fosse necessario. Il referente per l'attività didattico-informativa per Csen Milano è il

CORSO PER INSEGNANTE DANZA MODERNA E CONTEMPORANEA SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 05/06 - 12/13 Maggio 2018 2° sessione : 10/11 – 17/18 Novembre 2018

CORSO PER INSEGNANTE HIP HOP SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 10/11 Marzo 2018 2° sessione : 06/07 – 13/14 Ottobre 2018

MASTER IN COREOGRAFIA SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 18 Marzo 2018 2° sessione : 21 Ottobre 2018

CORSO PER ISTRUTTORE FUNCTIONAL TRAINING SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 10/11 – 17/18 Febbraio 2018 2° sessione : 16/17 – 23/24 Giugno 2018

M°. MARCIANO MASSIMO CELL. 393/4254268 – 02/39561256 PRESIDENTE PROVINCIALE CSEN MILANO M°. PAOLO ZERBINO CELL. 339/5789408 – 02/39561256 www.csenmilano.it – email: corsi@csenmilano.it

>> MASTER MONOTEMATICI 2018 ALIMENTAZIONE E SUPPLEMENTAZIONE DELLO SPORTIVO

GINNASTICA ANTALGICA E CORRETTIVA DELLA COLONNA VERTEBRALE

1° sessione: 11 FEBBRAIO 2018 2° sessione: 08 APRILE 2018

1° sessione: 11 MARZO 2018 2° sessione: 18 LUGLIO 2018

PARAMORFISMI E DISMORFISMI

CASI CLINICI IN PALESTRA 1

1° sessione: 04 MARZO 2018 2° sessione: 08 APRILE 2018

1° sessione: 01 APRILE 2018 2° sessione: 16 SETTEMBRE 2018

LA COMUNICAZIONE POSITIVA

CASI CLINICI IN PALESTRA 2

1° sessione: 18 MARZO 2018 2° sessione: 20 MAGGIO 2018

1° sessione: 04 MARZO 2018 2° sessione: 11 NOVEMBRE 2018

I PRINCIPI CHE REGOLANO UNA CORRETTA POSTURA

STRETCHING E TECNICHE DI RILASSAMENTO

1° sessione: 11 MARZO 2018 2° sessione: 01 LUGLIO 2018

1° sessione: 06 MAGGIO 2018 2° sessione: 17 GIUGNO 2018

CENTRO SPORTIVO EDUCATIVO NAZIONALE COMITATO PROVINCIALE DI BERGAMO n.b. I calendari possono subire variazioni nelle date e nei luoghi , si consiglia pertanto di riferirsi sempre al sito e contattare telefonicamente per informazioni: www.csenbergamo.it - M°. PAOLO ZERBINO CELL. 339 / 5789408 - MARCIANO MASSIMO CELL. 393 / 4254268

CORSO ISTRUTTORI DI FITNESS E B.B. 1° LIVELLO

CORSO ISTRUTTORI DI FITNESS E B.B. 2° LIVELLO

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 – 10/11 Febbraio 2018 2° sessione : 17/18 – 24/25 Marzo 2018 3° sessione : 05/06 – 12/13 Maggio 2018 4° sessione : 07/08 – 14/15 Luglio 2018 5° sessione : 29/30 Settembre 06/07 Ottobre 2018 6° sessione : 24/25 Novembre 01/02 Dicembre 2018

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : : 21/22 – 28/29 Aprile 2018 2° sessione : 20/21 – 27/28 Ottobre 2018 3° sessione : 15/16 – 22/23 Dicembre 2018

CORSO PER TECNICO IN EDUCAZIONE MOTORIA E POSTURALE 1° LIVELLO SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 17/18 – 24/25 Febbraio 2018 2° sessione : 07/08 – 14/15 Aprile 2018 3° sessione : 16/17 – 23/24 Giugno 2018 4° sessione : : 20/21 – 27/28 Ottobre 2018

CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK 1° LIVELLO SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 17/18 – 24/25 Marzo 2018 2° sessione : 05/06 – 12/13 Maggio 2018 3° sessione : 06/07 – 13/14 Ottobre 2018

CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK 2° LIVELLO SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 09/10 – 16/17 Giugno 2018 2° sessione : 24/25 Novembre – 01/02 Dicembre

CORSO PER TECNICO IN EDUCAZIONE MOTORIA E POSTURALE 2° LIVELLO

CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK 3° LIVELLO

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 – 10/11 Marzo 2018 2° sessione : 19/20 – 26/27 Maggio 2018 3° sessione : 10/11 – 17/18 Novembre 2018

SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 03/04 – 10/11 – 17/18 Marzo 2018

CORSO DI PERSONAL TRAINER FITNESS E BODY BUILDING SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 12/13 –19/20–26/27 Maggio 2° sessione : 03/04 - 10/11- 17/18 Novembre

CORSO DI PREPARATORE ATLETICO SESSIONI ANNO 2018 1° sessione : 05/06 – 12/13 – 19/20 – 26/27 Maggio 2018 2° sessione : 03/04 – 10/11 – 17/18 – 24/25 Novembre 2018 SPORT MILANO MAG 5




di Paolo Zerbino

Una pericolosa dipendenza per i giovani e dipendenze che minacciano la salute dei nostri ragazzi sono molte; droghe, alcol, gioco, ma in questo caso voglio citarne una subdola e insidiosa; essa è molto pericolosa in quanto in apparenza si manifesta come un normale e condiviso comportamento adottato da moltissimi giovani nei confronti di alcuni dispositivi elettronici, in particolar modo mi riferisco all’uso abnorme, eccessivo degli smartphone ,consolle e strumenti simili.

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PER LE STRADE, NEI LOCALI pubblici, addirittura nei cinema intanto che guardano un film, sui mezzi pubblici, alla guida delle auto (molti incidenti vengono fatti per questo motivo, alcuni sono mortali) possiamo notare una infinità di persone assorte e completamente catturate dai loro smartphone; nei ristoranti, anziché condividere un importante momento di socializzazione donando la propria presenza e dialogare tra di loro, percependo l’energia umana che ciascuno di noi trasmette verso i propri simili, essi sono assenti perché intenti a relazionarsi in modo virtuale con il proprio dispositivo, invece che farlo con le persone presenti. Questo atteggiamento nel tempo porterà queste persone a una incapacità sempre maggiore di dialogo e comunicazione reale con i propri conoscenti: la comunicazione virtuale, differentemente da quella reale, manca di rapporto umano, di empatia (cioè la capacità di sentire dentro nell’altro e percepirne l’aspetto umano), per questo risulta facile per molti soggetti, non esponendosi in prima persona direttamente e fisicamente, fare del bullismo mediatico

8 SPORT MILANO MAG

nei confronti di altri soggetti utilizzando i social, questo perché il rapporto non è vissuto in prima persona, in questo modo tutto diventa una sorta di videogame, sottovalutando il fatto che i soggetti colpiti dai propri atti sono persone vere, nella maggior parte dei casi sono adolescenti, con le proprie storie personali e le difficoltà che la vita a loro presenta. NON VOGLIO DEMONIZZARE a priori i dispositivi, in quanto se usati nella giusta misura e in modo appropriato, essi sono utili sul piano della comunicazione sociale e dell’apprendimento, difatti permettono di affacciarsi sul mondo intero e conoscerne avvenimenti e cose in tempo reale, cosa che altrimenti non si potrebbe fare con la stessa velocità in altre modalità. IL VERO PERICOLO CONSISTE nella possibilità di essere catturati da soggetti senza scrupoli e cadere in trappole pericolose, di chi nascosto dietro il web e i social, può indurre con una dialettica comunicativa accattivante i più giovani ad incontri o a relazioni insidiose, delle quali spesso divengono prigionieri, non riuscendo più a questo punto a tornare indietro: difatti i malintenzionati una volta venuti in possesso delle nostre credenziali, dei nostri dati sensibili, della nostra identità e dei vari aspetti privati della nostra vita, possono indurci con il ricatto e azioni di vero e proprio bullismo mediatico a compiere azioni che vanno contro la nostra stessa volontà. Quante volte sui giornali o sui TG veniamo a conoscenza di ragazzi /e che per il timore di essere esposti a una gogna mediatica con video o comunicazioni

compromettenti tentano di togliersi la vita, in alcuni casi purtroppo ci riescono; il dramma che vivono questi ragazzi è devastante sul piano psicologico, soprattutto perché nella maggior parte dei casi lo vivono in completa solitudine, per timore o vergogna a confidarsi con altri soggetti, come possono essere le forze dell’ordine, amici stretti o i propri familiari, cercando di affrontare e risolvere un problema più grande di loro senza aiuto altrui. MOLTO SPESSO ALLA BASE c’è una vera incapacità e inadeguatezza da parte di molti genitori ad orientare i propri ragazzi ad un uso corretto dei vari dispositivi, a dar loro con la dovuta autorevolezza delle disposizioni che possano regolamentare la quantità del tempo impiegato nel loro utilizzo, spesso c’è un atteggiamento di superficialità da parte di questi genitori verso una presa di coscienza che faccia capire loro gli effettivi rischi e pericoli che incombono sui propri figli. SAPPIAMO BENE che gli adolescenti sono in un momento in cui sono sottoposti a uno dei più importanti cambiamenti fisici e psicologici della loro vita; essi sono carichi di una potente energia vitale, devono contestare tutto e tutti, i primi ad essere travolti da questo atteggiamento sono proprio i genitori. Tutto ciò è fisiologico ed è normale, in quanto essi si stanno differenziando dall’essere bambini per poter affrontare un periodo di transizione che durerà alcuni anni nel processo evolutivo della loro vita, nel quale non avranno ancora una identità ben definita, in questa fase non sono né bambini né tantomeno persone adulte.

CI SONO MOLTI PADRI che soccombono di fronte alle contestazioni e resistenze dei propri figli quando tentano di impartire linee educative o regolamentare i loro comportamenti nella vita quotidiana in senso generale, ma in questo caso nei confronti degli strumenti elettronici di cui stiamo parlando. Alcuni genitori hanno letteralmente paura, vanno in ansia al solo pensiero di doversi scontrare con i propri figli per ottenere l’osservanza ed il rispetto di regole dettate dal buon senso che vadano anche a disciplinare tempi ed uso degli strumenti in questione, alcuni genitori quando affrontano il problema con i figli, lo fanno in modo timido, blando, senza convinzione e determinazione, va ancora peggio nel caso in cui i genitori ritenessero giusto applicare delle sanzioni dovute al mancato rispetto di regole precedentemente determinate, e poi si dimostrassero incapaci di farle rispettare: in questo caso falliscono clamorosamente nel ruolo di padre, perdono credibilità e la necessaria autorevolezza di cui necessitano per affermarsi nei loro confronti. UN GENITORE CHE INVECE mantiene fede nel far rispettare da parte dei figli l’osservanza di eventuali sanzioni assegnate (dovute al mancato rispetto di regole predefinite), che potrebbero essere ad esempio: “per uno, due o tre giorni tu non utilizzerai né la consolle, né tantomeno il tuo smartphone” ha fatto un enorme atto di coraggio e di coerenza, rafforzerà la sua immagine ed il suo ruolo e contribuirà allo sviluppo di una società migliore, alla formazione di un uomo che avrà imparato cosa sia il rispetto delle regole e delle istituzioni, valori e


UN GRUPPO DI RAGAZZI immersi nell’utilizzo dei loro smartphone principi che spesso vengono disattesi nella nostra società contemporanea. Alcune volte sento dire da alcuni genitori: “io e mio figlio abbiamo un rapporto di amicizia” forse perché provengono dall’epoca dei figli dei fiori, dell’isola di Wight e confondono il principio di libertà con il libertalismo; niente di più insensato ad assumere questo atteggiamento nei confronti dei figli. Non vi può essere un rapporto di amicizia tra genitori e figli, ma un sano rapporto di rispetto reciproco nei confronti dei ruoli che ciascuno dei due ricoprono in ambito famigliare e sociale, ciò non toglie la possibilità di manifestare il proprio bene e amore “anche con atteggiamenti amichevoli” verso il figlio, ma

essi saranno sempre manifestazioni da parte di un “Padre” e non di un amico. I GENITORI CHE CONFONDONO questo principio, saranno in difficoltà quando dovranno imporre l’autorità che compete a chi è detentore della patria podestà, difatti i figli in questo caso allevati con un rapporto di amicizia si troveranno di fronte a una sorta di dott. Jekyll e mister Hyde confondendo il ruolo tra padre e amico, in questo caso l’autorità del padre rischia di essere depotenziata e poco efficace nella sua affermazione, quando invece essa in alcuni casi devrebbe essere forte, chiara e determinata nei confronti di un figlio adolescente che tende ad opporsi a

indicazioni educative impartite dai genitori. Gli adolescenti a volte assumono atteggiamenti di sfida nei confronti dei genitori, i quali di fronte a simili comportamenti si sentono destabilizzati, inappropriati ad assumere una adeguata azione contenitiva a tali dinamiche, questo è dovuto forse, al troppo tempo in cui hanno “lasciato correre”, senza dare il giusto peso ad atteggiamenti non in linea con quello che dovrebbe essere un sensato comune e condiviso concetto di educazione. Un detto contadino popolare dice: “addrizza la pianta quando è piccola, altrimenti da grande non l’addrizzi più”. CARI GENITORI; soprattutto voi padri “Non abbiate paura…”, a mani-

festare e ad attuare la vostra autorevolezza nello svolgimento del vostro lavoro di padre, difatti i vostri figli fanno il loro, quello di persone adolescenti che contestano; solo in questo modo potete contribuire alla formazione di un modello di persona ideale inserito in modo giusto e autentico nella società, IN QUESTO MODO avrete lasciato in eredità ai vostri figli un modello di padre vero e giusto, fornendo loro elementi di spunto utili alla loro futura formazione, prima di uomini, e poi di padri, affinchè anche loro possano contribuire a una società migliore educando in modo giusto i propri figli. SPORT MILANO MAG 9


dance e volution

E Testo e fotografie di Ivan Scotti

Rassegna Nazionale CSEN delle Scuole di Danza gni qualvolta mi capita di assistere ad uno spettacolo di danza, vengo travolto da quella sensazione di totale coinvolgimento, di magica fusione tra il materiale e lo spirituale, che solo questa meravigliosa disciplina è in grado di trasmettere con tanta potenza. Dance Evolution, la rassegna andata in scena domenica 26 novembre, al teatro Agorà di Cernusco sul Navi-

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glio, è stata un’occasione formidabile per sperimentare ancora una volta queste intense sensazioni. A capo dell’organizzazione di tutto l’evento c’erano le nuove Responsabili del settore CSEN Milano Danza, Flavia Rubin e Greta Russo, che hanno saputo creare in breve tempo uno spettacolo superlativo, ma soprattuto un movimento importante, sia per quanto riguarda i numeri che, soprattutto, per la qua-

lità espressa sul campo. Lo spettacolo infatti è letteralmente volato, incantando il pubblico con le esibizioni delle bravissime allieve delle varie Scuole di Danza affiliate a CSEN Milano, grazie all’attenta regia di Flavia e Greta, alla professionalità del personale coinvolto e, ovviamente, alla bravura e alla passione delle ballerine e delle loro insegnanti. La rassegna ha visto la partecipazione di circa un centinaio di arti-


Incanti Salire sul palco per affrontare il pubblico e le proprie paure, uscire dalla penombra ed entrare nel raggio d’azione di quel fascio di luce, che illumina e rivela; chiudere gli occhi e lasciare che la musica entri dentro di te e pervada tutto il tuo corpo e il tuo spirito, lasciarla fluire nelle tue vene, nell’aria che riempie i tuoi polmoni, occupando ogni più piccola terminazione nervosa e poi, come d’incanto, danzare.

LA DANZA È ARTE DEL MOVIMENTO Nelle immagini alcuni momenti della Rassegna Nazionale di Danza CSEN alla quale hanno partecipato numerose società nostre affliate

ste, partendo dalle più giovani e inesperte, fino alle danzatrici più preparate e coinvolgendo complessivamente una quindicina di scuole di Danza, che hanno voluto testimoniare la loro presenza e la grande qualità del loro lavoro, portando sul palco le loro allieve, grandi e piccole. Quella di novembre è stata la prima edizione di una rassegna che ha l’intento di riunire e coordinare le varie Scuole di Danza affiliate al Comitato Provinciale CSEN di Milano, al fine di creare un movimento forte e compatto, pur mantenendo e rispettando le varie individualità, indispensabili anche per un confronto costruttivo ed una crescita costante.

Sul palco del Teatro Agorà sono sfilate coreografie di ogni tipo, con gruppi numerosi e performance individuali che hanno letteralmente incantato il pubblico in sala. Al termine della bellissima serata, il Presidente del Comitato Provinciale di Milano, Paolo Zerbino, ha consegnato personalmente le targhe e i riconoscimenti ad ogni Scuola di Danza, complimentandosi con tutti i partecipanti e l’organizzazione. Un ringraziamento particolare va fatto a tutte le insegnanti, che lavorano duramente dietro le quinte, seguendo e indirizzando costantemente il lavoro delle loro allieve, perché è solo attraverso un duro lavoro quotidiano, metodico e

razionale, che si possono ottenere buoni risultati in questa disciplina. Quando ammiriamo i sinuosi volteggi e i movimenti armoniosi di queste artiste, non dobbiamo dimenticarci che dietro al volo di queste piccole e meravigliose farfalle, ci sono grande sensibilità e talento, ma anche tanto impegno e spirito di sacrificio, un atteggiamento volitivo e positivo nei confronti della vita, che per continuare a vivere e a crescere ha bisogno di tutta la dirompente energia di una vera e grande passione.

"e coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica" F. Nietzsche

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FieraCavalli Verona 2017 sservando da vicino questi bellissimi animali, ci si rende conto di come siano imponenti e maestosi, quanto docili e disponibili nei nostri confronti. Ma è guardando il mondo dall’alto di una sella che le cose cambiano. A quel punto si capiscono tante cose, si comprende la straordinaria complicità che si crea tra il binomio cavallo-cavaliere, e si possono affrontare le più svariate attività sportive e ricreative. Quest’anno a Verona sono presenti circa tremila esemplari di sessanta razze equine provenienti da tutto il mondo. Fieracavalli ospita la più grande kermesse dedicata agli appassionati dell’equitazione, con un’esposizione di prodotti dedicati di ogni genere, che vanno dai capi d’abbigliamento ai prodotti dedicati alla cura e al benessere del cavallo, fino agli accessori tecnologici più ricercati, come ad esempio i caschi muniti di micro telecamere. Nel corso della manifestazione si svolgono molti eventi importanti, come il Jumping Verona, l’Horseball e il Westernshow, giusto per citarne alcune. La giornata conclusiva di domenica 29 ottobre è stata ricca di grandissimo spettacolo e momenti emozionanti. Nel padiglione n.9 il pubblico ha assistito alla bellissima cerimonia che ha visto premiati alcuni componenti della AAEE Italia, Associazione de Alta Escuela Spagnola in Italia, ma soprattutto il momento in cui Marco Barcella, Presidente in carica della AAEE ha consegnato al Maestro Roberto Bruno la targa di Presidente Onorario di AAEE, un momento davvero emozionante, che rimarrà nella storia dell’Equitazione italiana e di questa grandissima Associazione, che pratica l’at-

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tività sportiva equestre e ne divulga incessantemente la cultura e la grande nobiltà. Al padiglione n.9 della Fieracavalli si è svolto per tutto il pomeriggio il grande spettacolo offerto dalla collaborazione fra Csenequitazione, Scuderie Naxos e AAEE. Csenquitazione, rappresentato dal Maestro Roberto Bruno e dal Cav. Paolo Valentini, ha costituito l’ossatura di tutto l’intero spettacolo, portando un contributo indispensabile con l’insieme delle sue attività didattiche, organizzative e culturali, che solo il grande Ente che rappresenta può mettere in campo. Grazie alla capacità organizzativa del Cav. Paolo Valentini e al supporto logistico offerto da Paolo Zerbino, presidente del Comitato Provinciale CSEN di Milano, si potevano vedere ovunque striscioni, bandiere e rollup di Csenequitazione e Csen Nazionale, a ribadire la presenza forte e autorevole del nostro Ente di Promozione in questa prestigiosa manifestazione. Come sempre, Fieracavalli offre ai visitatori un’esperienza coinvolgente e indimenticabile. Nell’arco di tutta la giornata abbiamo infatti assistito a spettacoli di arte equestre, dall’Alta Scuola alla Doma Vaquera, all’arte circense, fino alle discipline più classiche e tradizionali. La giornata è stata ricca di appuntamenti e di attrazioni, dando a tutti la possibilità di vedere da vicino, e toccare con mano, quel meraviglioso spettacolo naturale che sono i cavalli, animali fantastici e veri e propri compagni di vita. Un bellissimo appuntamento, che ogni anno rinnova l’interesse dei visitatori e di tutti gli operatori del settore, offrendo uno spettacolo unico e indimenticabile, un vero e proprio sogno ad occhi aperti.

Testo e fotografie di Ivan Scotti


Accordo di collaborazione FISE e CSEN

ercoledì 17 gennaio 2018 è stato stipulato un importante accordo di collaborazione tra la FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e il CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), che ha come motto “Sport per tutti e di tutti”. Sulla base di questo presupposto, i due Enti prevedono di collaborare concretamente al fine di creare una potente sinergia, che favorisca la promozione e lo sviluppo di tutte le attività sportive legate al mondo degli sport equestri. La Convenzione prevede anche la formazione di tavoli di lavoro su tutto il territorio nazionale e di un “Gruppo di Monitoraggio” che avrà come scopo il controllo e la promozione delle iniziative culturali e di formazione, ideate congiuntamente da FISE e CSEN, la risoluzione di eventuali controversie ed il rilevamento delle esigenze territoriali. Per permettere ai rispettivi atleti di partecipare alle attività sportive organizzate da ambo le parti, è prevista la modalità del doppio tesseramento. Tale modalità verrà agevolata permettendo ai tesserati CSEN di sottoscrivere regolare tesseramento Federale presso società affiliate FISE, con la riduzione del 50% sul primo tesseramento, e per il primo anno sulle patenti A e, di conseguenza, di consentire ai tesserati FISE di sottoscrivere regolare tesseramento presso il CSEN con la riduzione del 50% sul primo tesseramento per il primo anno. Anche riguardo al tema della formazione, l’accordo prevede che i due Enti collaborino; infatti i corsi di formazione e di aggiornamento per Istruttori, Tecnici e Dirigenti organizzati da FISE, saranno aperti ai componenti del CSEN. Parimenti, i corsi di formazione e aggiornamento che il CSEN organizza, saranno aperti ai componenti FISE. Per quanto concerne infine l’aspetto educativo, talmente importante in CSEN da essere inserito nella denominazione stessa dell’Ente (Centro Sportivo Educativo Nazionale), compatibilmente con i programmi e i protocolli d’intesa CONI/MIUR, potranno essere attivate congiuntamente varie iniziative rivolte al mondo scolastico, con progetti specifici dedicati al corpo docente scolastico, coinvolgendo gli insegnanti in progetti che hanno come obbiettivo quello di educare con lo sport, attivare la promozione delle discipline equestri nelle scuole e predisporre l’utilizzo degli impianti sportivi scolastici per l’organizzazione di varie manifestazioni di promozione e divulgazione delle discipline equestri in genere.

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Presenti alla stipula della Convenzione erano il Presidente Nazionale FISE Marco Di Paola e il Presidente Nazionale CSEN Francesco Proietti, nonché il Referente Nazionale CsenEquitazione Paolo Valentini, il Segretario Generale della FISE Simone Perilli e il Segretario Nazionale CSEN Tommaso D’Aprile.

DA SINISTRA: il Presidente FISE Marco di Paola, il Referente Nazionale CSENEQUITAZIONE Paolo Valentini e il Presidente CSEN Francesco Proietti foto @FISE

DA SINISTRA: il Presidente FISE Marco di Paola e il Presidente CSEN Francesco Proietti alla firma dell’accordo foto @FISE


Testo e fotografie di Ivan Scotti

A scuola con tanti amici a 4 zampe l termine KROW-9 nasce dall'idea di unire la sigla statunitense K9 che identifica le unità cinofile ( e che ricorda il suono della pronuncia inglese "canine") con la parola WORK letta al contrario. Infatti il progetto che si intende sviluppare parte proprio dalla interazione, dal lavoro del binomio uomo-cane. L'obiettivo è quello di realizzare una organizzazione capace di fornire un piano formativo strutturato per una preparazione didattica capace di professionalizzare i candidati che vorranno intraprendere il percorso. Questa è la frase che campeggia sulla pagina Social della ASD KROW-9 Camp, una giovane ASD CSEN con base a Vimodrone (MI), che si occupa di formazione cinofila, e in particolare modo di unità cinofile di soccorso, con una specializzazione in “Superficie e Macerie” e “Catastrofe”. Per la crescita e lo sviluppo delle competenze in questo difficile settore, Riccardo, Helen e Francesco, i responsabili della Krow-9 Camp, collaborano ormai da anni con la K9 Unità Cinofila di Cormano e con la REDOG, società svizzera per

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La passione ti aiuta a lavorare duro e quando il tuo impegno coincide con ciò che più ti piace fare, anche la salita più ripida diventa leggera

cani da ricerca e salvataggio, in particolar modo con Fabio Giussani, Istruttore per la formazione di cani da soccorso e Capitano delle Guardie di Confine Svizzere. Come si può intuire da quanto appena detto, il Team di Krow-9 crede fermamente nella necessità di una grande preparazione per affrontare correttamente tutte le attività cinofile, di conseguenza, possiamo affermare che la vera e propria mission di questi ragazzi è proprio la formazione. A tal proposito, nella sede sono in fase di attivazione dei corsi di professionalizzazione di tre specifiche figure: Figuranti, Conduttori Cinofili e Istruttori, inoltre a maggio 2018 è prevista la partenza del primo corso per Educatori Cinofili CSEN. Per assicurare un alto profilo ai propri corsi di formazione, la scelta del team è stata quella di creare un corpo docenti formato da professionisti esperti e molto preparati, tra cui spiccano i nomi del sopracitato Capitano Fabio Giussani per quanto concerne il ruolo di Istruttore, nonché per la parte pratica e di programmazione didattica, del Veterinario Comportamentalista Adelmo Rossin e dell’Istruttrice CSEN Barbara Soprani per la parte sportiva. Ma oltre alla formazione cinofila vera e propria, alla ASD Krow-9 si affrontano anche temi di interesse più generale, interfacciandosi anche con le famiglie e tutte le persone che decidono di condividere la loro vita con un cane, e fornendo loro strumenti indispensabili per poter vivere in armo-


si che non vogliono separarsi dal loro amico a quattro zampe, nemmeno nel giorno del loro matrimonio. In questo caso i responsabili di Krow9 si occupano di gestire il cane seguendolo fin dalla prima mattina, andandolo a prendere a casa degli sposi e, se richiesto, coinvolgendolo anche nella cerimonia, sempre in maniera intelligente e rispettando il benessere del cane. Tirando le somme, possiamo dire che quello dei ragazzi di Krow-9 è un grande progetto dedicato al mondo cinofilo, che pone il binomio uomo-cane al centro di tutte le attività, nel tentativo di offrire a tutti la possibilità di vivere in armonia con il proprio cane e di ottenere grandi soddisfazioni, sia sul piano professionale che, ovviamente, su quello strettamente personale.

nia, affrontando e superando le frequenti problematiche, personali e sociali, che questa particolare convivenza porta con sé. La sensibilità nei confronti di un’utenza che non è solamente professionale, ma che è costituita anche da famiglie e aspiranti cinofili in

erba, è testimoniata dalle simpatiche presenze che possiamo incontrare nella sede di Krow-9 Camp: all’interno di un piccolo recinto si trovano infatti tre minuscole e affettuosissime caprette, che sono la gioia di tutti i piccoli visitatori della ASD, insieme alla bellissima asinella Holly, che regala a grandi e piccini la preziosa esperienza del contatto, non solo visivo ma anche fisico, con un grande animale, curioso e dolcissimo. Oltre quindi alle attività sportive e a quelle relative alle unità cinofile di soccorso, fra le varie attività proposte vi è anche il corso di Schasu, che è un metodo ludico per educare e rilassare il cane, basato sull’uso dell’olfatto, una sorta di caccia al tesoro che oltre ad essere molto divertente, migliora l’affiatamento del binomio e la capacità di lavorare in team. Per concludere, tra le varie proposte di Krow9 ci sono il Birthday Dog, ovvero una vera e propria festa di compleanno che si svolge passando del tempo insieme, facendo delle attività e creando una giornata speciale per accontentare cani e padroni, e per finire il Wedding Dog, che consiste in uno speciale servizio di dog sitting dedicato a quegli spo-

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1 gara di A

water dog al paladog di

cologno monzese omenica 14 gennaio, a partire dalle ore 10:30, presso il Centro Paladog di Cologno Monzese (MI), si è svolta la prima Gara CSEN di Water Sport Dog e a seguire, nel pomeriggio, lo Splash Dog. I Water Sport Dog sono una nuova disciplina cinofila sportiva svolta in acque chiuse ufficializzata col Presidente Nazionale Cinofilia CSEN Massimo Perla, nella primavera del 2017. Si tratta di un percorso svolto in acqua con il binomio cane-proprietario che è un mix tra agility e rally obedience, molto bello e stimolante sia per il conduttore che per il cane amante dell’acqua. I WSD sono discipline sportive acquatiche CSEN aperte a tutti i cani meticci e di razza, che hanno come obiettivo quello di migliorare il rapporto uomo-cane attraverso il lavoro costante e la collaborazione, all'interno di un elemento naturale come l'acqua, rispettando il benessere psico-fisico del cane e le sue attitudini naturali. Lo Speed water e il Freestyle esaltano le attitudini di collaborazione e sintonia del binomio cane-conduttore, mettendo in risalto il loro feeling e incrementando la solidità del loro rapporto. Lo Splash Dog invece mette in evidenza l'attitudine del cane a saltare in lungo per raggiungere la pallina che viene lanciata dal conduttore, e può essere praticato solo dal cane che

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Testo e fotografie di Ivan Scotti

gode di ottima salute (cane giovane, senza displasie e senza problemi articolari). A costo di dire un’ovvietà, sottolineo che la particolarità di queste discipline consiste nel fatto che vengono svolte in acqua, quindi non bisogna dimenticare che l'obiettivo primario del cane è il galleggiamento! In questa situazione particolare, la cosa più bella è proprio osservare come il binomio lavori in completa sintonia, affrontando insieme le difficoltà imposte da un ambiente diverso, quasi danzando sull'acqua. La gara è stata emozionante, a tratti anche buffa e commovente, con tutti quei meravigliosi cani, grandi e piccoli, meticci o di razza, che si destreggiavano come meglio potevano per compiacere il loro compagno e affrontare una situazione particolare. C’erano quelli esuberanti, che abbaiavano a più non posso e dovevano essere trattenuti dal conduttore perché fremevano dal desiderio di giocare e non vedevano l’ora di tuffarsi, e quelli più riflessivi e diffidenti che, giunti sul bordo della piscina, si voltavano a guardare in faccia il loro umano con aria interrogativa, come a dire “ma devo davvero tuffarmi qui dentro?”. Ma nonostante si trattasse di una vera e propria competizione, con tanto di Giudici ufficiali e di Commissione Tecnica, e con tutto il pathos che ne deriva, la cosa più bella in assoluto durante tutto l’arco della giornata, sono state proprio le espressioni di assoluta felicità e divertimento che si potevano osservare, dipinte sui volti (e sui musi) radiosi dei partecipanti. Una sensazione di benessere e di armonia che da sola vale tutto il resto.


Freestyle É un percorso in acqua costituito da un numero di ostacoli e virate che il binomio deve superare senza commettere errori e nel minor tempo possibile. La scelta del percorso è lasciata completamente all’immaginazione del Giudice, il quale sceglie il percorso, la distanza degli ostacoli e il tempo massimo del percorso anche in base alle dimensioni della piscina che ospita l’evento. La tipologia di ostacoli e la loro posizione determina il grado di difficoltà del percorso. Il binomio deve completare il percorso stando attento a non superare il tempo massimo stabilito dal Giudice. Il binomio che commette un errore durante lo svolgimento di un esercizio deve ripetere quest'ultimo fino all'esecuzione corretta, prima di poter passare all'esercizio successivo. Ad ogni errore commesso viene assegnata una penalità e al raggiungimento di 4 penalità il binomio viene eliminato.

Speed Water

DA SINISTRA: Franco Piccinni del Paladog, il Presidente CSEN Bergamo Silvia Mognaschi, il Presidente CSEN Milano Paolo Zerbino, il Resp. Nazionale Antonio Giannone, la Resp. Area Nord Cassandra Santi e la Resp. Area Sud Giorgia Faralla

Gli ostacoli e le virate saranno posti l’uno dopo l’altro formando una linea perpendicolare alla partenza, il cane deve eseguirli consecutivamente nel minor tempo possibile, alla fine del percorso il cane deve recuperare un oggetto e riportarlo verso la rampa fino al superamento del bordo linea. In classe 2 e 3 il cane dopo aver preso l'oggetto in bocca deve eseguire il percorso al contrario fino al superamento del bordo linea. La tipologia di ostacoli e la loro posizione determina il grado di difficoltà del percorso. In questa disciplina esistono solo penalità di tempo di 5 secondi che vanno ad aggiungersi al tempo impiegato dal binomio per compiere il percorso. Il cane che sbaglia un ostacolo o lo rifiuta deve ripeterlo più volte, fino alla corretta esecuzione, senza che ciò venga considerato una penalità.


Testo e fotografie di Ivan Scotti

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onosco personalmente il M° Giacomo de Cerce da parecchi anni, e quando lo incontro insieme al suo Uke, il M° Pierluca Padovan e gli stringo la mano prima di entrare in studio per il nostro servizio fotografico, avverto quella piacevole sensazione di confidenza e affinità, che si prova quando ci si trova in compagnia di persone con le quali si condivide la passione e la conoscenza di un intero mondo a parte, come può essere quello del Judo. La coppia de Cerce-Padovan è conosciuta in tutta la comunità judoistica per i grandissimi risultati otte-

nuti in campo agonistico, nel settore dei kata. A partire dall’anno 2000, sono tra i protagonisti assoluti delle competizioni nazionali e internazionali, con un palmares di impareggiabile livello: 5 ori ai Mondiali World Master Judo Association, tre ori ai Campionati Italiani, 1 oro ai Campionati Internazionali EJU, 2 ori ai Campionati Europei EJU, 1 oro agli Europei EJU Master e un Bronzo ai Mondiali IJF, più ovviamente tanti argenti e tantissimi piazzamenti in tutti i più importanti campionati nazionali e internazionali (per un elenco completo del palmares agonistico visitare il sito: www.giacomodecerce.com). Fra

le altre cose, unici italiani ad aver vinto tre Campionati Europei di Kime no Kata. La nostra chiacchierata inizia con una riflessione generale sull’importanza dello studio e della pratica del kata, all’interno del complesso sistema educativo del Judo. “Il kata è uno dei pilastri fondamentali del Judo. È la base” esordisce de Cerce, che fra le altre cose é Docente Federale Nazionale di Kata “Di conseguenza, ritengo che sia necessario e fondamentale insegnarlo anche ai più piccoli, ovviamente scegliendo i kata più adeguati e procedendo con i dovuti accorgimenti”.

judo: il senso del Kata 18 SPORT MILANO MAG


VELOCITÀ, ELEGANZA E DECISIONE. Queste sono le tre caratteristiche fondamentali nell’esecuzione di un kata, mi spiega Giacomo de Cerce, aggiungendo che il tutto deve essere svolto con la massima concentrazione e raccoglimento. Ed è proprio questa caratteristica, ovvero la necessità di essere concentrati, che fa del kata un ottimo strumento didattico anche per i più giovani, che in questo modo affinano le loro capacita di attenzione e di focalizzazione su un argomento. “Anche per i grandi campioni il kata è importante” interviene Luca Padovan, che si ricorda di aver visto recentemente, insieme a Giacomo de Cerce, un video in cui il grande campione olimpico giapponese Kosei Inoue si dedicava alla pratica del Nage no Kata, e conclude la riflessione dicendo: “Questo ci fa riflettere sul fatto che un Judoka, per essere completo, deve studiare e praticare anche i kata, a qualsiasi livello tecnico esso sia”. I due Maestri mi spiegano che la pratica del Kata, che è un esercizio costituito dallo studio di una serie prestabilita di tecniche di attacco, con-

trattacco e difesa, alternata a quella del Randori, non è un semplice esercizio di tecnica, bensì un’attività complessa, che stimola il praticante a sviluppare l’aspetto interiore della disciplina e un corretto atteggiamento mentale. Il Kata porta il praticante ad avere più consapevolezza di se stesso, del proprio respiro e del proprio equilibrio, sia fisico che spirituale. Il pensiero di Giacomo e Pierluca a questo proposito è molto chiaro; i due Maestri mi confermano che secondo loro è molto importante che tutti gli insegnanti riescano a trovare, all’interno della loro programmazione, un spazio da dedicare allo studio dei kata, da affrontare con tutti i loro allievi, sia i più piccoli che i giovani agonisti, fino a senior e master. Lavorare con attenzione sui kata è quindi indispensabile per una crescita judoistica a 360 gradi, ma è anche un modo per arrivare alla chiusura del cerchio, come diceva il Fondatore del Judo, il Prof. Jigoro Kano, e raggiungere il sei ryoku zen yo, ovvero il miglior impiego dell’energia.

Kime NO KATA Il Kime no Kata (forme della decisione) è suddiviso in due parti distinte, Idori e Tachi Ai. La prima si compone di otto tecniche, eseguite dalla posizione inginocchiata, la seconda invece prevede dodici tecniche eseguite in posizione eretta. La prima parte (Idori) prevede la difesa da attacchi di presa, atemi (colpi) e attacchi con il pugnale; la seconda parte (Tachi Ai), oltre agli attacchi già presenti nel primo gruppo , contiene anche due attacchi di spada. Il Kime no Kata rappresenta le forme di combattimento reale per la vita, dette anche Shinken Shobu no kata, ed è uno dei kata più legati alla tradizione antica; le situazioni di attacco e difesa infatti fanno riferimento all’etichetta medievale giapponese e alle cerimonie ad essa collegate.Lo studio del Kime no Kata è fondamentale per l’apprendimento di molte tecniche di Judo, e soprattutto per gli Atemi Waza (tecniche di percussione). È il kata in cui si sviluppa in maniera più evidente il concetto di decisione nell’azione, e in cui si allena la capacità di concentrazione delle energie psichiche e fisiche, nell’attimo dell’esecuzione della tecnica. Nel Kime si sviluppa inoltre il concetto di Kiai, che è l’espressione della massima concentrazione delle forze psichiche e fisiche. Esso si manifesta attraverso un grido secco e intenso, che viene emesso al culmine dell’esecuzione di una tecnica, ed è intimamente connesso all’energia vitale del praticante.


Torneo KODOKAN Judo e BUTOKUKAI Testo e fotografie di Ivan Scotti

SI È SVOLTA CON ENORME SUCCESSO, DOMENICA 4 FEBBRAIO, A CAPRIATE SAN GERVASIO (BG), LA TERZA TAPPA DEL TORNEO GIOVANILE CSEN KODOKAN JUDO E BUTOKUKAI DELLE PROVINCE ITALIANE. HANNO PARTECIPATO ALLA GARA COMPLESSIVAMENTE 525 ATLETI, DI CUI 174 AGONISTI. A DESTRA una foto di gruppo con tutti gli ufficiali di gara e i piccoli judoka

A SINISTRA un momento di un combattimento di due agonisti

SOTTO da sinistra il M° Gregorio Imperatore, il presidente CSEN Milano M°Paolo Zerbino, il Responsabile Nazionale Judo M° Franco Penna e il Referente Tecnico Organizzativo M° Roberto Fortunati

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l Torneo si compone di cinque gare, che si svolgono tra novembre e aprile, per arrivare a maggio con la cerimonia finale delle premiazioni. È un torneo CSEN Nazionale ma anche Federale, in quanto è ufficialmente riconosciuto dalla FIJLKAM, e vanta inoltre l’importante patrocinio dei Comitati Provinciali CSEN di Milano e Bergamo. Scopo principale di questa manifestazione è la promozione, l’avviamento e lo sviluppo del Judo giovanile in Lombardia. Il Torneo ha origine da un contesto locale e successivamente la sua area di influenza è stata allargata a livello provinciale, per poi arrivare ad essere una Gara Nazionale delle province italiane, con atleti che provengono da ogni parte d’Italia. Il patron della manifestazione è il Maestro Gregorio Imperatore, Responsabile Tecnico del Settore

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Judo CSEN Regione Lombardia, CSEN Milano e CSEN Bergamo. “Ogni persona che partecipa alla realizzazione della gara è una parte importante e quasi indispensabile del motore della manifestazione” afferma il M° Gregorio Imperatore, mentre mi racconta di quanto sia complicato organizzare un evento del genere, dove tutto deve funzionare alla perfezione, per evitare che si creino problematiche che andrebbero ad incidere negativamente sull’esito della giornata. “Tutti sanno qual’è il loro compito, dall’incarico più importante a quello meno gravoso, e tutti lo svolgono con grande attenzione e impegno” e aggiunge che una delle persone più importanti e che dedica maggior impegno alla buona riuscita dell’evento è il M° Carlo Scotti, Vice Presidente del Judo Coral, così come Roberto Colombo, Vice Presidente della Polisportiva, e tanti altri ancora, che sarebbe impossibile citare in que-

sta sede. Negli anni il Torneo è cresciuto tantissimo, e di conseguenza è cresciuta anche la parte che riguarda l’adempimento di tutte le pratiche burocratiche e legali, che è affidata ai figli di Gregorio Imperatore: Giuseppe, Luciano e Alessandro, mentre la Segreteria è in mano alla moglie, Marina. La particolarità del Torneo, che come dicevamo prima si compone di cinque gare, è un regolamento che sancisce che ad ogni gara gli atleti acquisiscano un punteggio in base ai risultati ottenuti, per andare a delineare una classifica finale con lo scopo di attribuire uno scudetto di Campione delle Province dell’anno, offerto dai Comitati Provinciali CSEN di Milano e Bergamo. Per concludere, va detto che una parte dei proventi del Torneo viene devoluta all’Ospedale San Gerardo di Monza, al Comitato Maria Letizia Verga, tramite il supporto del Dott. Giovanni Moriggi e la Dott.ssa

Mariangela Arnoldi. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo grande evento, in particolare modo alle Amministrazioni Comunali, alla Polisportiva Comunale di Capriate San Gervasio Crespi e al M° Franco Penna, Responsabile Nazionale CSEN del Settore Judo, che è venuto appositamente da Roma, accompagnato dal M° Roberto Fortunati, per assistere alla gara di domenica. Ultimo, ma non per importanza, un grande ringraziamento al M° Paolo Zerbino e alla Dott.ssa Silvia Mognaschi, rispettivamente Presidenti dei Comitati Provinciali di Milano e Bergamo, che hanno sempre sostenuto le attività del Settore Judo e sin dal primo giorno hanno creduto nelle capacità del M° Gregorio Imperatore e del suo eccezionale staff.

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Due quadrati sovrapposti e ruotati di 45° Un simbolo che è decorazione e messaggio

IL SUONO DEL SILENZIO le architetture di Crespi ci sussurrano ancora oggi il loro messaggio. Come una brezza leggera, le geometrie ci parlano di un ordine che è rigore, ma anche armonia, di un luogo dove anche i simboli sono presenze viventi e concrete

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n provincia di Bergamo, a due passi dal Comune di Capriate San Gervasio, sorge la frazione di Crespi d’Adda, un villaggio operaio realizzato a partire dal 1878, che è cresciuto e si è sviluppato nel corso di quasi cinquant’anni, divenendo nel tempo un modello esemplare di villaggio industriale, tanto che nel 1995 l’Unesco lo inserisce nella lista del patrimonio mondiale protetto, come “esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, che vide la luce in Europa e nell'America del Nord tra il 19esimo e il 20esimo secolo, espressione della filosofia predominante tra gli industriali illuminati nei riguardi dei loro operai”. La città nasce da un progetto unico, quello della famiglia Crespi, che scelse quest’area nei pressi del fiume per costruire un opificio, e a cui diede il suo nome. Cristoforo Benigno Crespi, imprenditore di Busto Arsi-

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zio, con la costruzione del Villaggio mise in pratica il suo sogno Illuminista di realizzare una comunità ideale, che coniugasse i bisogni della classe operaia con le esigenze della produzione. L’esigenza era legata al fatto di non obbligare la gente a spostarsi per andare in fabbrica ma di creare una comunità che ruotasse intorno ad essa, con tuti i relativi benefici in termini di produttività e di qualità della vita. Alla fine del diciannovesimo secolo, quando ancora gran parte del territorio italiano necessitava di grandi opere di bonifica, anche solo per essere considerato abitabile, la lungimiranza di Benigno Crespi diede vita ad una vera e propria città del futuro, dove gli abitanti potevano godere di servizi che in larga misura non erano ancora nemmeno ipotizzabili nel resto del territorio nazionale. Ospedale, Scuola, Centro Sporti-


Villaggio di Crespi d’Adda un’utopia sospesa nel tempo vo, Teatro, Piscina, sono solo alcuni dei servizi che il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda metteva a disposizione dei propri abitanti, alcuni dei quali addirittura impensabili a quell’epoca. Nel giro di pochi anni, la conduzione della fabbrica passò nelle mani di Silvio Benigno Crespi, figlio di Cristoforo, che perpetrò il progetto filantropico del padre ampliando e migliorando la produzione e si fece portavoce, come Onorevole della Repubblica Italiana, di una serie di proposte di legge legate alla riduzione dell’orario di lavoro, all’innalzamento dell’età minima per l’ingresso al lavoro dei bambini ad alcune importanti norme tecniche per la sicurezza sul lavoro. Nonostante tutto ciò, a partire dal 1930, per svariati motivi la fabbrica intraprese un lento declino, fino alla crisi del 1970, che culminò con la chiusura definitiva dei macchinari nel 2003. Percorrendo le strade del Villaggio Crespi non si può rimanere indifferenti alla forza delle simmetrie e delle geometrie, tanto semplici quanto efficaci, che ci parlano di una fiducia smisurata nel lavoro e di un bisogno assoluto di ordine e rigore. I volumi della fabbrica, le linee ordinate degli edifici, tutto ci riporta all’esistenza di un progetto estremamente controllato, ad una città che non nasce da una sedimentazione nel tempo di interventi slegati fra loro, bensì da una volontà estremamente razionale, da un desiderio di creazione quasi demiurgico. Il culmine di questo pensiero totalitario è perfettamente rappresentato dalla Villa Crespi, la cui enorme mole si staglia su tutto il villaggio come un castello medievale, e il cui proprietario, come un antico feudatario, è depositario del diritto di vita e di morte dei propri sudditi. Oltre allo stile Neo Medievale della Villa Crespi, nel Villaggio si possono osservare diversi stili architettonici, dal Neogotico Lombardo della fabbrica a quello Eclettico del Mausoleo della famiglia Crespi (progettato dall’Arch. Gaetano Moretti, autore anche della vicina Centrale Idroelettrica Taccani), dalle villette operaie in stile inglese, con spazio verde dedicato ad orto, fino allo stile rinascimentale della Chie-

sa, che il Crespi fece costruire come perfetta copia del Santuario di Santa Maria in Piazza di Busto Arsizio. Oggi il Villaggio Crespi è un posto che pare sospeso nel tempo, ma tuttavia è ancora sede di una piccola comunità, costituita in gran parte dai figli e nipoti dei primi operai che vi hanno vissuto e lavorato. Passeggiando per le vie semideserte, a volte sembra quasi di sentirne ancora le voci, di udire il rumore dei passi veloci e leggeri di tutte quelle persone umili e operose che vivevano e lavoravano all’interno di questa utopia, di questo piccolo mondo a misura d’uomo. Un mondo unico e singolare, dove anche la fabbrica e gli edifici produttivi erano pensati e realizzati come se fossero delle cattedrali, come se dovessero durare in eterno. Tutto è speciale a Crespi, la cura dei particolari, l’amore per i dettagli e per il lavoro “ad opera d’arte”, gli eleganti giochi cromatici realizzati con i diversi materiali, dal cotto delle decorazioni al ferro battuto dei cancelli e delle recinzioni, fino alla Ceppo dell’Adda del mausoleo e ai rosoni in cotto incastonati come stelle marine, tra le lesene sui muri della fabbrica. A distanza di più di un secolo si può dire che forse il progetto è fallito per colpa di eventi imprevisti o per errori umani, che forse non era quella la soluzione migliore ai grandi problemi che l’industrializzazione ci avrebbe posto, ma una cosa è certa: Crespi D’adda è un luogo dove ancora oggi risiede la bellezza, e dove il paesaggio dialoga con l’ambiente costruito. È un ambiente produttivo che si esprime come un fatto culturale, dove il Genius Loci è presente e vitale, al contrario delle moderne zone industriali, dove il paesaggio è violentato da volgari edifici senza identità, senza cultura e senza attenzione. Perché forse questo è lo scopo del progetto, dell’attenzione al più piccolo dettaglio, della ricerca del bello e dell’armonia, anche in situazioni produttive come questa. Forse lo scopo è proprio quello di esistere e durare per l’eternità, perché la vera bellezza suggerisce il rispetto, non solo dell’uomo, ma anche del paesaggio che la contiene.

Testo e fotografie di Ivan Scotti

La fabbrica e la città una sezione del fronte dell’opificio che si affaccia sulla strada principale

Gli spazi del vivere uno scorcio dei lavatoi pubblici, ancora in buono stato di conservazione


Il momento delle premiazioni

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Anche le ragazze non si tirano indietro quando c’è da combattere!

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’idea di sport realizzare u d la com a ring, ch n circuito p e er p prev r ese Boxin g, MM pline, com nza di dive edesse laborazion e Mu dalla i e di s rse dis AeS in Lom ay s p u grado celta del n bmission Thai, K1, ci- tivo bardia, in onsor di g Kick ome, degli Venet , part r di coin organ ch o e in ande pres e sciuti v re un tigio, i T z e det olgere anc e doveva proprio r c z entin ircui a to r e d a co e h mbat rminati n e gli atleti ssere in incontri in to nel qua i è quello d o. L’obietel mo le si p timen più co da su condi i reali per q nd os b n z t z u to è a ito un gran o: Fight W o degli sp o- il pe anto rigu ioni di tota sano svo zarsona l arda dissim g arrior vvenu l ort e ere s icu g le in col s labor to nel 201 o successo è stato staff di p coinvolto li atleti ch rezza, sia rofes azion e per , rego 2, a M . Il deb nizza tre si sio ec la tu tr u o Dopo ice degli e on Stefan zzanica ( t- nece è sempre nisti di pr mentati da tto BG), imo l tenut venti ia Pic quest ssità uno iv e a Y d oggi sono o primo ot okkao Ext lli, orga- ri, in grad i organizz in consid ello. Inolt e ra od ar rem st im trentin pubb lico. O i coinvolg e eventi sp zione la a di e ati organi o risultato e. venti, zzati e b ettac l , r o b f e i i di a no ett sia avval a o endos ll’incirca ad altis llargare l ivo a breve gli atleti laa par c una simo i sem h t e e il rmin te li pre di col- nale, al fin vello e di im cipazione e è quelad e p nanz a anc di conferi ortanza in atleti di re al c ora m ircuit ternazioaggio o una re. riso-

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Un momento di pausa durante il combattimento

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I fighters mettono in campo tutto il loro coraggio e la loro generosità

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SOPRA L’insegnante mentre dimostra una tecnica di leva articolare

al 2014 la ASD Milano Difesa Personale coopera insieme alla Casa delle Associazioni del Volontariato (che è un progetto del Comune di Milano per lo sviluppo dell’associazionismo in città) per l'organizzazione di Corsi Gratuiti per tutta la Cittadinanza Milanese. Il corso è gratuito, si paga solo l'iscrizione all'Associazione e serve il certificato medico di idoneità per attività sportiva non agonistica. Il titolare dei corsi è Olsi Krutani, che inizia all’età di cinque anni a praticare il Sambo, perfezionando negli anni la sua abilità fino a raggiungere il titolo di Kandidat Master. Parallelamente pratica anche il Ju-Jutsu raggiungendo il 3° Dan conferitogli dalla Federazione Russa Ju-Jutsu e riconosciuto anche dallo Csen. I partecipanti ai corsi sono preparati con tecniche base per la difesa sia in piedi che a terra, principalmente come difesa da aggressione e antistupro. Nel corso, della durata di tre mesi, si utilizzano tecniche miste delle

Arti Marziali Russo-Nipponiche come Sambo, Systema, Ju-Jitsu, Judo e Karate. Nella palestra di via Zurigo 20 a Milano, il responsabile tecnico dei corsi di autodifesa è Olsi Krutani, il presidente della ASD. All’inizio della lezione viene proposta una fase di riscaldamento e di stretching muscolare, per arrivare poi agli esercizi fisici di potenziamento, ma sempre con un occhio di riguardo alla mobilità e alla flessibilità generale. Dopo un’adeguata fase di riscaldamento la lezione entra nel vivo e il gruppo dei partecipanti si separa in due sezioni: da una parte gli allievi in judogi che praticano Arti Marziali, e dall’altra le ragazze che seguono il corso di autodifesa. Nella sezione Arti Marziali, l’insegnante mostra agli allievi una tecnica di leva articolare derivata dal Ju-Jitsu, chiedendo poi a loro di mettere in pratica e di ripetere quanto hanno osservato, mentre dall’altro lato della palestra, le ragazze vengono informate dall’Istruttore su come colpire l’eventuale aggressore, utilizzando la parte bassa del palmo

Testo e fotografie di Ivan Scotti

FOTO DI GRUPPO Una foto che ritrae un numeroso gruppo di partecipanti ai corsi promossi dalla ASD Milano Difesa Personale

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http://www.milanodifesapersonale.com

SOPRA e a LATO Le partecipanti al corso durante la fase di riscaldamento muscolare

della mano, dopodiché mettono in pratica la lezione sui colpitori. I corsi di autodifesa proposti dalla ASD hanno un programma che prende in esame varie tipi di situazioni, che vanno dalle nozioni preliminari (tecniche di respirazione, equilibrio e coordinazione, resistenza, eccetera) alle strategie di prevenzione, fino agli aspetti psicologici, per poi arrivare alle tecniche di difesa vera e propria

con schivate, parate e attacchi. Ovviamente c’è una parte dedicata alle tecniche antistupro, con difesa, gestione e attacco da terra con l’utilizzo delle leve articolari, fino ad arrivare alle tecniche di disarmo. Un percorso completo quindi, di sicuro interesse per tutte le donne, soprattutto in periodi difficili come quelli che stiamo vivendo negli ultimi anni, nelle nostre città. SPORT MILANO MAG 27


>> judo

© Elena Tigiorian

Pole Dance UNA VERA E PROPRIA DISCIPLINA SPORTIVA www.poledancingacademy.eu Testo e fotografie di Ivan Scotti a ASD Pole Dance Academy di Milano è una associazione sportiva affiliata a CSEN, che promuove uno sport molto particolare, la Pole Dance, che in molti confondono ancora con la Lap Dance, ma che in realtà è una vera e propria disciplina sportiva, quasi una forma di ginnastica artistica. La pole Dance è uno sport impegnativo, che necessita di grande disciplina per ottenere dei risultati, ma che regala grandi soddisfazioni sia sul piano della forma fisica che su quello personale ed espressivo. Osservando le graziose ragazze della Pole Dance Academy volteggiare sui pali o sui tessuti, esibendo con estrema naturalezza pose statuarie, può venire in mente che si tratti di una cosa tutto sommato semplice, ma in realtà non è così. È necessario un allenamento costante per superare le numerose difficoltà imposte da questa disciplina, che unisce una preparazione atletica da vere ginnaste ad una capacità espressiva del corpo che è arte del movimento, esattamente come accade nella danza. La titolare dalla ASD Pole Dance Academy è Medea Felina, nata in Romania e trasferitasi

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in Italia giovanissima, per realizzare il suo sogno di fondare una scuola di Pole Dance. Dopo varie esperienze professionali in diversi locali tra Catania e Roma, riesce ad aprire la sua prima palestra di Pole Dance nel 2007, a Catania. Successivamente, nel 2009 si trasferisce a Milano, per sfruttare le maggiori possibilità che la grande città del nord può offrirle. In quegli anni partecipa ad Italia’s Got Talent e successivamente a Romania’s Got Talent, ottenendo addirittura un piazzamento in finale, con la sua straordinaria performance. Nel 2010 ottiene il Diploma Nazionale CSEN di Maestro di Pole Gym e nel 2014, dopo avere ottenuto diversi risultati importanti anche nel Campionato Italiano di Pole Dance, apre l’attuale palestra, con sede in Via Termopili n.25 a Milano. Seguendo il percorso di Medea, si comprende quanto sia importante per lei la Pole Dance, e come questa rappresenti il sogno di un’intera vita. La pratica della Pole Dance è indicata non solo a chi ha ambizioni agonistiche, ma anche a tutte quelle ragazze che semplicemente desi-


derano rimettersi o mantenersi in forma, dimagrire aumentando in maniera funzionale la massa muscolare e recuperare mobilità e coordinazione, riscoprendo in maniera naturale il proprio corpo, i suoi limiti e le sue possibilità. La proposta della Pole Dance Academy non si basa solo sulla disciplina intesa in senso classico, ma diversifica la sua offerta, proponendo diversi tipi di lezioni, che vanno dalla Pole Trick, che si concentra sulla tecnica, alla Pole Gym, che prevede un potenziamento muscolare, fino alla Exotic Pole Dance, alla Pole Professional, alla Pole Master, Tessuto Aereo e molto altro ancora. Per scoprire l’offerta completa è sufficiente visitare il sito web:

www.poledancingacademy.eu . Ma oltre a tutto questo, alla Pole Dance Academy si tengo corsi per Istruttori Nazionali CSEN, strutturati secondo i programmi ufficiali dell’Ente, che prevedono studi pratici e teorici sia sulla materia in questione che sulle modalità di insegnamento vero e proprio. Nel concludere la nostra intervista, Medea mi ricorda che Pole Dance Academy è stata la prima scuola in Italia ad affrontare la disciplina della Pole Dance come una vera Disciplina Sportiva, e nel dirlo le si accende lo sguardo di una luce particolare, quella stessa luce che da ragazzina deve averle illuminato il viso, quando ha capito la direzione che avrebbe dovuto prendere la sua vita.

IN QUESTE PAGINE un caleidoscopio di immagini che mostrano la bravura delle ragazze della Pole Dance Academy

"uno sport impegnativo,

che necessita di grande disciplina, ma che regala grandi soddisfazioni sul piano della forma fisica e su quello personale ”

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2018 La svolta del CONI Testo del Rag. Francesco Ravasio

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l 2018 potrà essere considerato come l’anno zero per le attività sportive? Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2017 della legge di Bilancio 2018 (Legge 205/2017) sono entrate in vigore le ultime disposizioni che riguardano il mondo sportivo. Le principali novità per il mondo sportivo introdotte nel 2017 sono le seguenti: 1. l’elenco delle discipline sportive (delibere Consiglio Nazionale CONI n. 1566 del 16 dicembre 2016, n. 1568 del 14 febbraio 2017, n. 1569 del 17 maggio 2017 e n. 1575 del 18 luglio 2017) 2. il nuovo registro CONI 2.0 (delibera Consiglio Nazionale CONI n. 1574 del 18 luglio 2017) 3. la definizione giuridica dei rapporti di collaborazione sportiva (Legge 205/2017 commi 358–360) Francesco Ravasio

4. l’aumento dei compensi sportivi esenti (Legge 205/2017 comma 367) Iniziamo, con questo articolo, una prima e breve disamina delle incombenze e problematiche introdotte dalle sopracitate novità. 1.L’ELENCO DELLE DISCIPLINE SPORTIVE RICONOSCIUTE DAL CONI. E’ opportuno evidenziare come “La Carta Europea dello Sport” del Consiglio d’Europa del maggio 1992 enunciava la propria definizione di SPORT: "qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli". Il CONI, con la delibera n. 1566 del 16 dicembre 2016, ha individuato le discipline sportive la cui pratica consente alle Associazioni e alle Società sportive l'iscrizione al Registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche detenuto dallo stesso CONI e da cui deriva il "riconoscimento ai fini sportivi". Questo, come indicato nella premessa della delibera stessa, "al fine di adottare ogni misura tesa alla corretta individuazione dei soggetti che, riconosciuti ai fini sportivi, usufruiscono di trattamenti fiscali e previdenziali agevolati e per eliminare fenomeni di elusione, purtroppo, emersi in fase di verifiche successive". Purtroppo il punto di partenza per l'individuazione delle discipline sportive non è stato la definizione di sport e cioè cosa si intenda per sport, ma ci si è basati su tre criteri: a) discipline sportive riconosciute dal CIO; b) discipline sportive riconosciute da SportAccord;

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c) discipline sportive presenti negli Statuti delle FSN (Federazioni Sportive Nazionali) e delle DSA (Discipline Sportive Associate) approvati dalla Giunta Nazionale CONI. Il risultato, pertanto, è un elenco che non ha tenuto conto di altre attività sostenute dagli altri organismi di promozione dello sport, e cioè dagli Enti di Promozione Sportiva, anch'essi riconosciuti dal CONI. La conseguenza del mancato riconoscimento di alcune attività come discipline sportive "riconosciute" dal CONI è che le associazioni e società praticanti le attività "escluse" non potranno più ritenersi associazioni o società "sportive", non potranno più iscriversi al Registro nazionale del CONI delle società e associazioni sportive con conseguente perdita di tutte le agevolazioni fiscali e previdenziali riservate ai soggetti iscritti al Registro, in particolare per quanto attiene alla disciplina dei rapporti di collaborazione per l'esercizio diretto dello sport e le collaborazioni coordinate e continuative non professionali per attività di carattere amministrativo-gestionale rese nei confronti di associazioni o società risultanti iscritte al Registro CONI (ai sensi dell'art. 67 del TUIR - Testo Unico Imposte sui Redditi - DPR 917/1986). Ma nella realtà le problematiche che si possono riscontrare sono sicuramente più complesse e la complessità aumenterà ulteriormente quando entrerà in vigore il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. 2. IL REGISTRO DEL CONI 2.0 La delibera n. 1566, come già ricordato, evidenziava che l’obiettivo del CONI era quello di “adottare ogni misura tesa alla corretta individuazione dei soggetti che, riconosciuti ai fini sportivi, usufruiscono di trattamenti fiscali e previdenziali agevolati, e per eliminare fenomeni di elusione, purtroppo emersi in fase di verifiche successive”. La delibera prevede: a) che l’iscrizione al Registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche – che vale il riconoscimento ai fini sportivi del CONI – sia conseguita esclusivamente con riferimento alla pratica delle discipline sportive di cui all’allegato elenco; b) di fissare al 1° marzo 2017 il termine ultimo per tutti gli adeguamenti informatici necessari agli organismi sportivi per la trasmissione dei dati nonché per le attività di bonifica conseguenti alla presente deliberazione, sulle attuali iscrizioni al Registro, dando mandato al Segretario Generale di definire ed emanare i dettagli attuativi nonché di cancellare le iscrizioni non supportate dallo svolgimento delle discipline sportive in elenco. Termine successivamente prorogato prima alla fine della stagione agonistica 2017 e, infine, al 31/12/2017.


Il 27 novembre 2017 i presidenti delle associazioni hanno ricevuto una mail del Presidente del CONI con la quale evidenzia che la finalità della riforma risponde all’esigenza di garantire che il riconoscimento sportivo sia attribuito alle sole associazioni e società sportive che perseguono effettivamente attività sportive dilettantistiche, nella consapevolezza che la crescente credibilità del Registro possa costituire un baluardo anche nei confronti degli Organi di Vigilanza. Va ricordato che, ai sensi dell’art. 7 del D.L. 28/05/2004, n. 136: • il CONI è “l’unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni dilettantistiche”, • “le disposizioni di cui ai commi 1, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 dell'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, si applicano alle società ed alle associazioni sportive dilettantistiche che sono in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI, quale garante dell'unicità dell'ordinamento sportivo nazionale ...”, • “Il CONI trasmette annualmente al Ministero dell'economia e delle finanze - Agenzia delle entrate, l'elenco delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi.” Chiaramente l’obiettivo del «Registro 2.0» è quello di censire tutti i soggetti sportivi dilettantistici (ASD/SSD) riconosciuti dal CONI, di dare certezza del numero dei soggetti coinvolti, di registrare tutte le attività svolte dalle ASD/SSD nell’ambito dei programmi sportivi e di formazione adottati e autorizzati dalle FSN/DSA/EPS, di registrare tutte le attività svolte delle ASD/SSD nell’ambito istituzionale delle FSN/DSA/EPS e soprattutto rendere il Registro uno strumento affidabile per individuare la reale natura sportivo-dilettantistica delle ASD/SSD iscritte, tutelando le stesse in sede di controlli da parte dei soggetti istituzionali (Agenzia delle Entrate, SIAE, INPS). L’ultima finalità tende a il registro uno strumento con funzioni analoghe a quelle che il Registro Unico del Terzo Settore svolgerà in relazione agli Enti del Terzo Settore che dovranno iscriversi ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs 117/2017. Il nuovo Registro è disciplinato dalla Delibera del Consiglio Nazionale del CONI n. 1574 del 18/07/2017, che approva il nuovo “regolamento di funzionamento del registro nazionale delle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche”. L’art. 4 del Regolamento, prevede, che l’iscrizione al Registro delle società ed associazioni sportive dilettantistiche avviene esclusivamente per il tramite dell’Organismo Sportivo di Affiliazione (FSN, EPS, DSA). E’ questo il motivo per il quale gli Organismi Affilianti stanno inviando alle ASD/SSD le comunicazioni aventi

ad oggetto la richiesta di alcuni documenti necessari a perfezionare l’iscrizione. Ciò che ogni ASD/SSD già iscritta al Registro dovrà fare sarà di accreditarsi alla nuova piattaforma per recuperare i dati esistenti, stampare il certificato e utilizzare le eventuali funzioni opzionali. Tale accreditamento dovrà essere perfezionato solo dal Presidente o Legale Rappresentante di ASD o SSD. Sarà poi l’Organismo affiliante che si occuperà del “travaso” di tutti i dati nel “registro”, con conseguente semplificazione dell’iter e alleggerimento degli adempimenti per le singole società ed associazioni sportive. Il Registro prevede la possibilità (non l’obbligo) di indicare alcuni dati, come quelli economici e di bilancio, il cui inserimento non potrà avvenire solo da parte delle ASD/SSD. Dall’esame delle caratteristiche del nuovo Registro quel che emerge è che, ai dirigenti, viene richiesta una sempre maggior attenzione agli aspetti organizzativi e burocratici della propria ASD/SSD. 3. LA DEFINIZIONE GIURIDICA DEI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE SPORTIVA Per prima cosa è stata conferita al CONI la possibilità di definire le prestazioni finalizzate allo svolgimento della pratica sportiva “riconosciute” quali prestazioni sportive dilettantistiche ai fini di quanto stabilito nella circolare n. 1/2016 dell’Ispettorato nazionale del Lavoro. Con questo si è voluto evitare da un lato, una contrapposizione tra Federazioni Sportive e Enti di Promozione Sportiva, e, dall’altro, che ogni singola Federazione od Ente potesse fornire interpretazioni differenti. Viene stabilito che ogni contratto stipulato nello sport dilettantistico (lucrativo e non lucrativo), e relativo alle prestazioni individuate dal CONI si presume stipulato sotto forma di contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Per questo si richiama l’art. 2, comma 2, lett. d) del D.Lgs n. 81/2015 (Jobs Act), ai sensi del quale non si applica la presunzione di riclassificazione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato in presenza di rapporti di collaborazione “che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro, qualora tali collaborazioni siano rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., come individuati e disciplinati dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.” Pertanto, ogni prestazione di collaborazione sportiva sarà considerata rapporto di co.co.co, e non potrà essere riclassificata quale attività di lavoro subordinato; sarà, comunque, il CONI a definire quali saranno, “le mansioni rientranti … tra quelle necessarie per lo

svolgimento delle attività sportivo-dilettantistiche”, in merito a questo, occorrerà verificare quali figure il CONI inserirà tra quelle “riconosciute necessarie per lo svolgimento delle attività sportive dilettantistiche”. Questo comporta, secondo l’opinione prevalente, che i rapporti di collaborazione con le società e associazioni sportive dilettantistiche, al di là del trattamento fiscale e previdenziale agevolato stabilito dall’art. 67 del T.U.I.R., dovranno rispettare gli adempimenti burocratico/amministrativi tipici di tale tipologia di contratti, ovvero: - comunicazione al Centro per l’impiego prima dell’inizio del rapporto - tenuta del libro unico del lavoro. Ma queste nuove disposizioni potrebbero far scaturire qualcosa di ancora più complesso e per alcune associazioni ulteriori impegni amministrativi. Per essere più chiari, dobbiamo tener conto di quanto stabilito, sempre nella Legge di bilancio, al comma 910 “A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi: …” al successivo comma 911 “I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato” e al comma 912 “Per rapporto di lavoro, ai fini del comma 910, si intende ogni rapporto di lavoro subordinato … nonché ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa”. Di questa ultima disposizione, deve essere chiarita, la portata della frase “ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa”: - se varrà l’interpretazione che i rapporti di collaborazione ex art. 67 T.U.I.R., non generando redditi da lavoro ma redditi diversi, non sono “rapporti di lavoro”, allora questa disposizione non riguarda le collaborazioni sportive; - ma se invece varrà una interpretazione non basata sul trattamento fiscale ma sull’inquadramento giuslavoristico allora anche tutti i pagamenti dei compensi per collaborazioni sportive avranno l’obbligo della tracciabilità. 4. L’AUMENTO DEI COMPENSI SPORTIVI ESENTI Con decorrenza 01.01.2018 i compensi sportivi esenti da imposta previsti dall'art. 67 comma 1 lett. m) del TUIR, sono elevati da euro 7.500 a euro 10.000. Oltre i 10.000 euro resteranno applicabili le attuali aliquote IRPEF (23%) e relative addizionali regionali e comunali, mentre è confermato anche l'esonero da contributi previdenziali (INPS ex Enpals) ed assistenziali (INAIL).

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ASD Bimbe nel pallone

il calcio è anche femminile!

oanna Borella, una passione per il calcio che dura da una vita. Nata a Belgaum, vicino a Bombay, Joanna arriva in Italia nel 1968 come prima adozione internazionale nel nostro Paese. Sin dalla tenera età dimostra un’attrazione irrefrenabile per il gioco del calcio, giocando ovunque fosse possibile; per strada, al parco, principalmente con i maschi, perché quando era piccola non c’erano squadre femminili, e questo non ha mai costituito un problema per lei, perché si è sempre adattata senza problemi, fino a quando ha deciso di provare a realizzare il suo sogno, ovvero quello di promuovere e diffondere il calcio femminile. Dopo diverse esperienze di calcio giocato e di insegnamento come Allenatrice, nel 2015 fonda la ASD Bimbe nel Pallone, che ha lo scopo di promuovere il gioco del calcio a cinque femminile. Joanna è Presidente della ASD, Allenatore di Calcio e Operatrice d’infanzia con vent’anni di esperienza alle spalle, ma soprattutto è una persona appassionata che crede in quello che fa, che crede nel valore educativo dello sport e sogna che un domani il calcio potrà essere considerato uno sport non esclusivamente maschile, ma anche femminile, dove possano venire esaltati i valori più autentici dello sport, come lo spirito di squadra, la fantasia, il coraggio e la lealtà. Attualmente la ASD Bimbe nel Pallone ha un corso di sole mamme, di varie età e di varie etnie, con due allenamenti settimanali di un’ora e mezza, tutte ragazze appassionate che frequentano assiduamente, nonostante gli ovvi impegni famigliari. Joanna insegna calcio come Allenatore anche presso il Centro Sportivo La Salle, dove segue quattro corsi: due femminili con bimbe della scuola primaria e ragazzine della scuola media, un corso maschile della scuola media e un gruppo misto. Questa esperienza è molto importante, perché le consente di divulgare il calcio femminile anche all’interno dell’ambiente scolastico, creando una vera e propria Scuola Calcio. Il calcio a cinque è un gioco in continuo movimento, rispetto al calcio classico la squadra è più compatta e si stabiliscono delle dinamiche tra le giocatrici molto diverse da quelle del fratello maggiore, il calcio a undici. Lo scopo principale di questa attività non è l’agonismo, ma è sentirsi bene, divertirsi e fare gruppo. Sia in allenamento che in partita, tutte le ragazze della squadra di Joanna devono giocare e toccare la palla; tutte devono entrare in campo e tutte devono sapere che fanno parte di un gruppo, che è il gruppo che vince o perde e che, indipendentemente da ogni risultato, stare insieme, divertirsi e collaborare è sempre una vittoria.

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JOANNA durante una fase di gioco con le sue piccole allieve

“TUTTE DEVONO ENTRARE IN CAMPO E TUTTE DEVONO SAPERE CHE FANNO PARTE DI UN GRUPPO, CHE È IL GRUPPO CHE VINCE O PERDE E CHE, INDIPENDENTEMENTE DA OGNI RISULTATO, STARE INSIEME, DIVERTIRSI E COLLABORARE È SEMPRE UNA VITTORIA.” Fotografie di ASD Bimbe nel Pallone Testo di Giovanna Zahami

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