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Anno I n°1 (1°Pubb.) Aut. Tribunale Ragusa: in attesa di registrazione Editore: Lime Edizioni srl - Direttore responsabile: Carmelo Riccotti La Rocca Realizzazione grafica e concessionaria esclusiva di pubblicità: Lime Edizioni srl - Via A. Capecelatro, 31 20141 Milano - Tel. 02 36767660 - www.limedizioni.com - info@limedizioni.com Tiratura: 15.000 copie

editoriale

A VOI QUI COMISO... Qual è il senso di un periodico “cartaceo” in un momento storico in cui le news usa e getta vengono consumate sui social con estrema rapidità e in un fase dove a proliferare sono centinaia di testate online in grado di pubblicare decine di notizie ogni giorno? È con la stessa rapidità con la quale le notizie vengono pubblicate che il lettore le consuma, fermandosi spesso al titolo, rimanendo nella superficie della news. In questo contesto un giornale cartaceo rappresenta uno strumento in via di estinzione, certo, ma ancora in grado di offrire però una dimensione dell'informazione che si è persa nel tempo. Il cartaceo può essere letto in contesti e in momenti diversi, suggerisce la riflessione. Ecco è proprio questo che vogliamo fare, offrire ai lettori uno strumento di riflessione su ciò che accade nella propria città

la banca aGrIcola popolare dI raGuSa cambIa volto. nominati nuovo

Il punto dI vISta dell'oppoSIzIone aeroporto: ammInIStratore Gaetano GaGlIo Sprona la GIunta: deleGato nuovo, problemI vecchI

presidente e direttore generale per il futuro

"aspettiamo che iniziate a governare"

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la sfida di renato Serrano: da tecnico a a.d.

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COMISO: L’ANNO CHE E’ STATO E QUELLO CHE VERRA’ Agenda Quello in corso per Comiso è stato un anno di grandi cambiamenti. Alla guida della città è arrivato il primo sindaco donna nella storia della città kasmenea. Maria Rita Schembari si è insediata a giugno e subito si trovata tra le mani la patata bollente dell’Aeroporto “Pio La Tor-

re”. Lo scalo comisano si appresta a vivere la fase più delicata della sua storia, una fase che, certamente, ne segnerà le sorti. Il sindaco sente di essere sulla strada buona ed è convinta di essere riuscita a mettere i tasselli al posto giusto perchè la città possa vivere una nuova

stagione di grande sviluppo. Al primo cittadino, però, non parlate di fare il presidente del Libero Consorzio, il suo impegno è solo per Comiso. Maria Rita Schembari racconta i primi suoi mesi di mandato in una lunga intervista a Qui Comiso

Pio La Torre una cittadella per la ricerca Dalle nuove rotte ai progetti per il futuro SERVIZIO A PAGINA 5

Teatro una nuova stagione al Naselli Tanti spettacoli e assolute novità SERVIZIO A PAGINA 8

Socaile. Aperto il nuovo CSR-AIAS Il centro di riabilitazione per disabili SERVIZIO A PAGINA 9


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pOLITICA

IL mIO pIù grANdE prEgIO? L’EQUILIbRIO Incontro con Maria Rita Schembari, prima “sindaca” donna della città kasmenea il 2019 sarà un anno di progetti e sviluppo. Parola di Maria rita Schembari che, nella lunga intervista che segue, racconta i primi sei mesi di legislatura. dall’aeroporto al Cimitero sono ancora tanti i temi da affrontare e risolvere, ma la prima cittadina vede il bicchiere mezzo pieno e considera la strada intrapresa quella giusta Primo sindaco donna della storia di Comiso, unico primo cittadino “rosa” della Provincia di Ragusa, Maria Rita Schembari è stata eletta dal 50, 25 percento dei comisani. Una vittoria al fotofinish, solo sessantadue voti di scarto al ballottaggio contro il sindaco uscente Filippo Spataro, che le ha consentito di riportare il centrodestra al governo della città kasmenea. Lei, a capo di un’area civica di centro destra, è stata voluta e appoggiata dal Presidente della Regione Nello Musumeci e dal deputato regionale comisano di “Diventerà Bellissima” Giorgio Assenza. Insegnante, moglie e mamma, Maria Rita Schembarì, già assessore nella giunta Alfano, si appresta a completare il primo semestre del suo mandato. Qual è il bilancio? C’è lo dice lei….

Quali le maggiori difficoltà riscontrate? e difficolta riscontrate sono quelle che oggi si riscontrano per la gestione di qualsiasi Ente pubblico e sono sempre, comunque, di natura finanziaria. Agli Enti locali, soprattutto ai comuni, vengono delegati una serie di servizi da offrire ai cittadini senza che dall’altra parte, cioè da gli Enti a più alto livello, ci sia un opportuno supporto di tipo economico

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Qual è ad oggi l'azione che evidenzia al meglio il suo operato.. resumo che ciò che mi caratterizza di più sia l’equilibrio, ho dimostrato fino ad oggi di non volere sconvolgere nulla, di operare in continuità per le cose che reputo siano state fatte

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dopo l’acquisizione del parere legale, saranno in direzione di una gestione pubblica del cimitero di Comiso”. L'aeroporto rappresenta sicuramente la più importante infrastruttura della Provincia di Ragusa, ma le criticità non mancano: che futuro vede per lo scalo comisano? enza dubbio l’aeroporto è la più importante infrastruttura della provincia di Ragusa ed è evidente che le criticità non mancano. Il futuro che io intravedo per lo scalo comisano è un futuro in parte confortante perché ho trovato attorno a me, nella scorsa riunione tenutasi nell’aula consiliare il 9 novembre scorso, l’aiuto e il sostegno solido e massiccio dell’intero territorio, di moltissimi comuni, dell’ex

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liana, al possesso e all’uso del Comune di Comiso. In quegli ottantacinque ettari sarà quindi possibile sviluppare concretamente una piattaforma cargo. Elezioni provinciali per il Libero Consorzio, voci di corridoio la collocano in lizza per la presidenza, cosa c'è di vero? ueste voci però non sono arrivate nel mio corridoio; dico questo innanzitutto perché non mi reputo all’altezza di assumermi un onere del genere, ci sono sicuramente sindaci nella Provincia di Ragusa più capaci e più in gamba di me. Poi perché reputo che fare contestualmente il sindaco della propria città e il presidente del Libero Consorzio tolga risorse importanti sia all’Ente di Ragusa che alla

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Sindaco, si accinge a completare il primo semestre di sindacatura, fino ad oggi come descriverebbe questa esperienza? uasi alla fine del primo semestre posso certamente iniziare a fare un bilancio, non definitivo naturalmente, ma temporaneo e provvisorio, posso dire fino ad oggi che l’impegno è stato ed è tantissimo ed anche molto, molto entusiasmante”.

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CONTINUEREMO ANCHE IN FUTURO ad

accendere  i riflettori sul territorio,  in termini  di visibilità e  promozione.

bene, ma con decisa discontinuità per le cose che penso non siano state fatte per l’esclusivo interesse dei nostri concittadini. Uno dei nodi da sciogliere è quello relativo alla privatizzazione del cimitero cittadino, voi in campagna elettorale siete stati abbastanza chiari in merito, qual è la situazione adesso? ispetto alla privatizzazione del cimitero cittadino, questa Amministrazione rimane ferma alle cose dette in campagna elettorale e cioè che il cimitero va gestito da parte del Comune, quindi le mie azioni prossime immediate,

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provincia, ma c’è anche una parte importante della nostra imprenditoria che vuole spendersi a favore del nostro aeroporto. Il futuro è quindi particolarmente positivo non tanto e non solo per lo scalo passeggeri, tanto per la possibilità di sviluppo concreto del “cargo” a Comiso. Il 22 novembre, nella riunione che abbiamo avuto a Palermo (leggi a pagina 5 ndr) il Generale Gambardella ha messo una pietra miliare in questo senso perché l’intera parte dell’ex base USA sarà destinata alla proprietà della Regione Sicilia che la destinerà, esattamente come è successo già tempo fa per la parte ita-

propria città. Si avvicina il Natale, quali i migliori auguri per i suoi concittadini.. l migliore augurio che vorrei fare ai miei concittadini è quello della massima serenità e soprattutto della consapevolezza che il loro Sindaco sta veramente cercando di operare per il bene di tutta la città di Comiso e della frazione di Pedalino.

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Come vede l’anno che verrà per Comiso? ’anno che verrà per Comiso lo vedo come un anno di grandi progetti e di sviluppo per il nostro territorio tutto.

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ECONOmIA

LA RIVOLUzIOnE dELLA BANCA AgrICOLA pOpOLArE dI rAguSA la mamma dei risparmiatori iblei per la prima volta cambia volto. dopo oltre un secolo finisce la dinastia dei “Cartia”. arriva un nuovo management chiamato a dare risposte a risparmiatori e investitori. toccherà al presidente arturo Schininà e al direttore generale Saverio Continella, dare la sterzata vincente per proiettare l’istituto di credito verso il futuro opo oltre un secolo di “gestione familiare”, la Banca Agricola Popolare di Ragusa cambia volto e, soprattutto, management nella fase più delicata della sua lunga e felice storia. La BAPR, considerata ancora tra le più solide, ha costruito la sua storia nel fortissimo radicamento nel territorio di appartenenza. Mentre la Provincia di Ragusa si apprestava a divenire la “Lombardia di Sicilia” grazie al sempre più florido settore dell’agricoltura, la Bapr ingigantiva il proprio patrimonio acquisendo la fiducia di imprenditori, investitori o semplici risparmiatori felici di poter instaurare un rapporto con una Banca a portata di mano.

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Oggi la Bapr, non quotata, ha oltre 18mila azionisti e circa il 10 percento sono sul piede di guerra perché non riescono a rivendere le loro azioni e chiedono maggiore trasparenza. Insomma, la Banca Agricola Popolare di Ragusa ha vissuto sicuramente momenti migliori, ma rimane comunque ancora solida ed un punto di riferimento per migliaia di clienti. Adesso serve però una spinta ed è anche per questo che dopo oltre un secolo ha abdicato la dinastia dei “Cartia” (Giovanni Cartia rimane comunque presidente onorario) e al vertice della banca sono arrivate nuove figure. Il nuovo presidente è Arturo Schininà, imprenditore di successo nel settore delle autovetture. Il consiglio di amministrazione della banca risulta invece composto da: Carmelo Arezzo, Paolo Bonaccorso, Bruno Canzonieri, Santo Cutrone, Angelo Firrito, Giuseppe Guastella, Gaetana Iacono, Leone La Ferla, Antonella Leggio. La grande novità sta nella nomina del nuovo direttore generale dell’istituto di credito, una carica che per la prima volta va ad una persona che non è della provincia di Ragusa. Si tratta di Saverio Continella. Nato a Catania nel 1967, dove si è laureato in Economia e Commercio, Continella ha completato la sua formazione con il Master in Direzione bancaria al CEFOR di Milano. Iscritto all’Albo Speciale dei Dottori Commercialisti e all’Albo dei Revisori Contabili. Ha maturato la propria esperienza professionale fino a oggi nel Gruppo

LA BANCA AGRICOLA

cambia Management: “Adesso dare risposte immediate a investitori e risparmiatori”. A sinistra il Presidente Arturo Schirinnà in alto il D.G. Saverio Continella bancario Credito Valtellinese, sviluppando competenze specifiche nelle aree pianificazione, crediti, commerciale, organizzazione e risorse umane. Dirigente dal 2002, è stato Direttore Generale prima ed Amministratore Delegato poi del Credito Siciliano S.p.A. sino alla recente fusione della banca nella capogruppo Credito Valtellinese. A decorrere già dal 1° luglio 2016 e fino alla data odierna ha altresì ricoperto la carica di Vice Direttore Generale del Credito Valtellinese. “Ringrazio tutti i membri del CdA che hanno fortemente creduto nella mia figura umana e professionale, nominandomi a ricoprire un ruolo così prestigioso” ha dichiarato il nuovo DG Continella. “Il nostro Istituto deve continuare a essere un punto di riferimento per il territorio, per le imprese e per le famiglie che ci vivono e lavorano. Il mio impegno sarà volto alla crescita della Banca, dei suoi dipendenti, dei Soci e dei clienti”. “Siamo molto felici di dare il benvenuto al Dott. Continella in BAPR”, ha dichiarato il presidente Schininà. “Con oltre 25 anni di esperienza nel mondo bancario, sia siciliano sia nazionale, porta una profonda conoscenza delle dinamiche del settore, che sarà strategica per proseguire nei progetti di crescita dell’Istituto”. Insomma, la mamma dei risparmiatori ragusani cambia volto, riuscirà il nuovo management a dare la sterzata che serve a rilanciare l’istituto di credito ibleo? Riuscirà a dare risposte esaustive agli azionistirisparmiatori che negli ultimi anni, preoccupati dall’avanzare della crisi, hanno richiesto indietro i soldi investiti, ma senza riuscirci? Sono queste le sfide che oggi i nuovi vertici sono chiamati a risolvere per garantire solidità alla banca, tutelare i risparmi e poter vendere le azioni come richiesto da miglia di azionisti.


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pOLITICA

INCONTrO CON “bAby SIgnS” IL prESIdENTE dEL CONSIgLIO prESENTATO IL prOgrAmmA dI

SALVAtORE ROMAnO Romano, si sta per chiudere il primo semestre della nuova legislatura, fino a questo momento che esperienza è stata?

Presidente Del Consiglio Salvatore Romano

“Fare il presidente del Consiglio comunale di Comiso oggi rappresenta sicuramente un onere e un onore, impone grande responsabilità, ma allo stesso tempo è anche molto gratificante. Sin dall’inizio del nostro insediamento ci siamo trovati davanti a delle scadenze importanti e improrogabili, abbiamo così, in brevissimo tempo, approvato degli atti determinanti per il futuro della città. Uno dei primi è stato quello relativo alla presa d’atto del permanere degli equilibri generali di bilancio. Abbiamo anche subito fatto i conti con l’infrastruttura più importante della provincia di Ragusa, vale a dire l’aeroporto Pio La Torre che vede il comune di Comiso, quindi il Consiglio, parte determinante nella gestione; uno dei primi atti di questo Consiglio è stato quello di trasferire le somme alla Soaco per i servizi di torre di controllo, somme pervenute dalla Regione. Venendo poi incontro alle richieste dei nostri concittadini, il civico consesso si è fatto poi carico di prorogare la scadenza del canone idrico. La nostra visione di città ci ha visti impegnati in vari fronti e in diverse

direzioni. Penso, ad esempio, al riconoscimento dato a tutti quegli studenti comisani meritevoli che si sono distinti nel loro percorso di formazione. Uno degli ultimi atti approvati è stato il consuntivo portato a casa con un disavanzo di 1,2 milioni di euro ereditato dalla passata amministrazione. Questo ci ha portato a votare le variazioni di bilancio proprio a risanamento del disavanzo per l’anno 2018/2020” Quali i suoi prossimi obiettivi? “Uno dei miei prossimi impegni sarà quello di dotare i capigruppo consiliari di una sede comunale per metterli nelle condizioni di poter svolgere al meglio le proprie attività. L’altra priorità è quella di avviare le riprese streaming del Consiglio Comunale perché ritengo importante che ogni cittadino possa sapere ciò che avviene all’interno dell’aula”.

COmuNICAzIONE gESTuALE dEI NEONATI Favorire la comunicazione tra adulti e neonati. È lo scopo del seminario “lo sviluppo delle abilità comunicative nei primi anni di vita, il programma Baby Signs e i suoi benefici”, che si è tenuto a Comiso. urante il corso è stato presentato il Programma “Baby Signs”. Nato in America più di trent’anni fa, è stato adottato in più di quaranta paesi in tutto il mondo. Rita Poidomani, logopedista ed istruttrice certificata, ha curato e presentato il progetto. L’iniziativa è stata pensata per assistere i neogenitori e tutte le figure professionali che ogni giorno interagiscono

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permette di superare quella barriera che purtroppo si frappone tra adulti e piccoli. La stessa risulta, peraltro, utilizzata dai bambini in modo del tutto spontaneo precedendo la parola. Contrariamente a quanto si pensa, i gesti aiutano il neonato ad acquisire la parola. Ogni segno trasmette, infatti, un significato bene preciso.

Qual è il suo augurio di Natale ai suoi concittadini? “Auguro a tutti i miei concittadini un sereno Natale e un felice anno nuovo, da parte nostra posso garantire il massimo impegno per rendere il Comune di Comiso sempre più efficiente”

con i più piccoli, risultando uno strumento molto utile. Quando utilizzato permette di ridurre i momenti di frustrazione dei genitori, dovuti alla difficoltà di comprendere i segnali o il bisogno del proprio figlio. L’interazione tra genitori e figli, inoltre, risulta fondamentale per lo sviluppo emotivo e sociale del bambino. Favorisce peraltro la regolazione del comportamento e delle emozioni. Numerosi sono gli studi effettuati in grado di confermarne tutti i benefici apportati. La comunicazione gestuale di tipo manuale, affiancata alla parola,

Nascono dal gioco ma assumono un significato ben preciso. Presenti all’evento: logopedisti, educatori professionali genitori e medici. L’evento, patrocinato dal Comune ed organizzato dall’associazione “Libera Informazione Formazione Azione”, ha avuto luogo nella sala Pietro Palazzo è stato molto partecipato. Il prossimo appuntamento è fissato il 12 gennaio. www.babysignsitalia.com


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IN CITTà

bEnE (mA NON TrOppO) LE nUOVE ROttE. ASSEgNATI SOLO duE LOTTI Su QuINdICI dISpONIBILI, OrA TOCCA LA NuOvO A.d. in palio c’erano 15 lotti, ma di compagnie aeree se ne sono presentate due e di lotti ne sono stati assegnati solo due. Un magro risultato per il bando da 7 milioni di euro che avrebbe dovuto dare nuova linfa all’infrastruttura comisana. desso, però, occorre guardare il bicchiere mezzo pieno, anche se la strada appare ancora tutta in salita. Quali nuove rotte ci saranno quindi la prossima estate all’ae-

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roporto di Comiso? Dopo l’apertura delle buste pervenute a seguito del bando relativamente all’incentivazione delle rotte, si scopre che due saranno per la Germania del sud ed una per Torino. Eurowings, la low cost di Lufthaansa, e la compagnia rumena Blue Air, hanno partecipato al bando per l’attivazione delle rotte da e per Comiso, aggiudicandosi le tratte in questione.

Per la Germania potrebbero essere Monaco di Baviera e Stoccarda mentre Blue Air volerà da e per Torino. Sono invece andate deserte le incentivazioni per le altre tratte proposte dal management di Soa-

co. Queste riguardano Roma, Bergamo, Pisa ed una tra Bologna e Verona. Restano scoperte anche quelle internazionali per l’Inghilterra, il Nord Europa (Finlandia o Svezia), l’est europeo e una tra Spagna e Francia. Nessun’ altra compagnia infatti ha manifestato interesse al bando ed a questo punto Soaco potrebbe avviare una procedura negoziata con le singole compagnie, a cominciare da Ryanair, visto che il contratto con la

low cost irlandese è scaduto il 31 marzo scorso. Nonostante tutto Ryanair ha continuato a garantire le tratte per Milano, Pisa, Roma, Londra, Francoforte e Bruxelles-Charleroi. I voli sono infatti schedulati già sul sito ufficiale della compagnia irlandese anche per l’estate 2019. Ryanair non ha ritenuto di partecipare al bando e probabilmente intavolerà trattative direttamente con Soaco per allargare il proprio raggio operativo da e per il Pio La Torre. Adesso le compagnie dovranno interloquire con il nuovo A.D. arrivato dopo le dimissioni di Giorgio Cappello annunciate a inizio novembre e rese effettive dal primo dicembre. La scelta spetta tuttavia al socio di maggioranza, Intersac, che detiene il 65 per cento delle quote. L’urgenza di nominare il nuovo A. D. é scaturita dalla necessità di definire gli accordi con le compagnie aeree. Ritornando all’argomento delle nuove rotte assegnate é chiaro che ci si aspettava qualcosa in più , ma adesso occorre fare di necessità virtù. Questo é il compito che spetta a Renato Serrano.

Serve un management all’altezza della situazione “L’aeroporto di Comiso necessita di un management che sia all’altezza delle problematiche da affrontare”. Ad affermarlo la Presidente della commissione Affari sociali alla Camera, Marialucia Lorefice che spiega come il Ministro Toninelli conosca le priorità infrastrutturali

e dei trasporti siciliani. Tra queste anche l’aeroporto di Comiso e la sua importanza strategica sia da un punto di vista turistico-economico che di posizione centrale nel Mediterraneo. “Il Governo regionale- continua Lorefice- deve però prendere una

posizione chiara e portarla avanti, realizzarla. Fin quando gli aeroscali non saranno in rete sarà difficile trovare delle soluzioni possibili. Per quanto concerne, poi, il territorio ragusano non si può più derogare alla realizzazione di autostrade e strade che connettano i Comuni con il resto della Sicilia”.

Una cittadella per la ricerca a Comiso? E’ possibile lo stato cederà gratuitamente il sedime al Comune. il sindaco: lo utilizzeremo per centri di ricerca e di studio relativi all’attività aeronautica in collaborazione con alcune università italiane e per finalità turistico/ricettive

“DAREMO NUOVA vita all’ex base USA. nascerà una cittadella per la ricerca”

ttocentocinquantamila metri quadrati. Questa è l’ampiezza della “zona Americana” dell’ex base Nato di Comiso. Nell’ottica del completamento della riconversione ad uso civile, cominciata nel 2000, l’area sarà ceduta al comune di Comiso grazie alla volontà del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che probabilmente concluderà un percorso avviato poco meno di vent’anni fa. A darne notizia è stata l’amministrazione comunale dopo un tavolo tecnico che si è tenuto a Palermo per volontà del Generale Gambardella per focalizzare i vari step del passaggio di tutta l’area. Per la sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari, si è trattato di un incontro molto proficuo che porterà a dei risultati importanti relativamente allo studio di appositi percorsi che potranno garantire una procedura veloce per il passaggio del sedime. Il Ministero della Difesa infatti darà il sedime aeroportuale alla Regione e questa, a sua volta, lo cederà in concessione gratuita al comune di Comiso. “E’ molto importante in questa fase – ha spiegato ancora il Sindaco – puntualizzare che il comune non sarà gravato da alcuna spesa per la cessione demaniale poiché l’area ex USAF è già

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dismessa e quindi non vi sono costi a carico”. Entro i primi mesi del 2019 da parte dell’Aeronautica Militare, venga fatta tutta la ricognizione particolareggiata del patrimonio immobiliare interno all’area, propedeutica al verbale di cessione. “L’acquisizione – spiega ancora il Primo Cittadino – è un passaggio importante per potere iniziare fattivamente a programmare un futuro prossimo che non è legato solo allo sviluppo del progetto cargo presso il Pio La Torre, ma può includere altre possibilità di utilizzo di tutta l’area per centri di ricerca e di studio relativi all’attività aeronautica in collaborazione con alcune università italiane e per finalità turistico/ricettive”. Schembari ha anche evidenziato come questo importante percorso sia frutto della collaborazione della politica e degli enti a vario livello. Al tavolo tecnico hanno partecipato il Comune di Comiso, i rappresentanti del Comando Logistico Aeronautica Militare di Sigonella, della Regione Sicilia, dell’Agenzia del Demanio, di ENAC e di SOACO. Insomma, un altro piccolo tassello verso il consolidamento di una infrastruttura ancora tormentata.


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STOrIA

AEROpORtO: pEr pArLArE dI fuTurO BISOgNA CONOSCErNE LA STOrIA Naval History and Heritage Command

DA BASE  MISSILISTICA a scalo Civile: una storia lunga e complessa

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’aeroporto di Comiso ha avuto tante facce e tante vite. Da aeroporto militare a quello civile e viceversa più volte nel corso della sua “travagliata” esistenza. Le origini dell’aeroporto di kasmeneo affondano le proprie radici nel periodo fascista. Le ragioni della costruzione di un’infrastruttura di questo tipo, a quei tempi, non potevano che essere “belliche”. D’altronde, questa parte della Sicilia, che oggi si affaccia alla grande opportunità della zona di libero scambio, è stata da sempre individuata dai popoli che l’hanno abitata come la più strategicamente idonea in ambito militare, soprattutto in merito a conflitti con il Nord Africa, essendo infatti il territorio più a Sud d’Italia, ma immediatamente a Nord del continente africano. Non a caso dalle nostre coste, ad esempio, in epoca precristiana sono partite le spedizioni alla volta di Cartagine durante le Guerre Puniche. Durante l’era fascista, le mire espansionistiche del Governo Mussolini imponevano innanzitutto un avamposto militare che potesse controllare Malta, allora britannica, e di conseguenza gli spostamenti della flotta inglese che da oltre un secolo “pattugliava” il Mediterraneo a vista sia da Gibilterra che dal Canale di Suez. Con l’Isola dei Cavalieri erano ben tre, dunque, le basi del Regno Unito in grado di rallentare le velleità di Mussolini. I vertici militari del Regime individuarono, come era prevedibile, proprio nella giovane provincia di Ragusa, la scelta migliore per volgere lo sguardo ai territori da conquistare in Africa. Dai tempi dei Romani, le esigenze belliche erano cambiate radicalmente e non si doveva pensare solo alla Marina Militare, ma a quel nuovissimo ed importantissimo strumento offensivo messo su

con la nascita dell’aviazione. In questa circostanza, dunque, intorno alla metà degli anni trenta, si pensò alla opportunità di realizzare, proprio nella nostra provincia, un aeroporto. Si cominciò così a discutere su quale comune fosse il più idoneo per una struttura di tale importanza. Un argomento che accese in un primo momento delle polemiche dai toni prettamente politici, ma che si tramutarono in “tecnici” quando le prime proposte (contrada Annunziata sull’altopiano ibleo all’interno del territorio Ragusano, sostenuta dal sen. Pennavaria, e Contrada Canicarao, ad un chilometro da Comiso, ma sempre all’interno del comune di Ragusa, scelta dai vertici dell’Aereonautica) furono bocciate perché troppo pericolose o insufficienti. Alla fine, la scelta ricadde su Contrada Cannamellito, zona situata a tre chilometri da Comiso, in aperta pianura, ma ricadente nel territorio comunale di Vittoria. I terreni, 146 ettari circa, furono espropriati alle famiglie Gioacchino Iacono di Vittoria e Nunzio Iacono di Comiso nonché della famiglia Caruso di Comiso. A metà del 1937, grazie dell’archeologo comisano di fama internazionale, Biagio Pace, deputato, vennero ridisegnati i confini dei Comuni della Provincia e Comiso guadagnò oltre duemila ettari, di cui 620 appartenevano a Vittoria: gli stessi 620 all’interno dei quali insistevano i lavori di costruzione dell’aeroscalo. Inutile dire che i vittoriesi non esultarono per questo risultato tutto comisano. Nell’estate del ’37, Mussolini venne in visita ufficiale in provincia ed ebbe contezza del fatto che i lavori, nonostante fossero iniziati da poco, procedevano con celerità. In quella stessa occasione una lastra di marmo, in seguito distrutta alla caduta del Regime, venne apposta sulla fac-

ciata del Municipio. Nel 1939, l’aeroporto viene ultimato ed intitolato ad un eroe siciliano dell’aviazione, deceduto il 27 giugno del ’36 a Lekempti (Africa Orientale Italiana): si trattava del generale Vincenzo Magliocco. L’inaugurazione è salutata da una manifestazione fascista, con la popolazione in festa e riunita al centro della città, in piazza Fonte Diana. L'ottimismo e l'esultanza dei comisani, però, erano destinati a durare molto poco. Nel 1940, Mussolini ordinò di attaccare l'Egitto, importante base britannica, aprendo così un altro fronte di guerra: il nord-Africa. L'esercito italiano fu ripetutamente respinto dagli inglesi che si spinsero in Libia, allora colonia italiana, occupandone parte del territorio. In ragione di ciò, l'anno successivo, Hitler decise di mandare in aiuto dei maldestri alleati un corpo speciale istituito proprio per la guerra nel deserto e affidato al comando del feldmaresciallo Erwin Rommel: l'Africa Korps ( si ricorda ancora la presenza nell'aeroporto di Comiso di alcuni reparti di questo corpo tedesco, diretti in Africa). Il "Magliocco", quindi, cui peraltro faceva capo una miriade di piccoli campi d'aviazione mimetizzati nelle zone adiacenti (contrada San Pietro, Mortilla, Gela e, piu' in la', Sciacca, Licata, ecc.) che servivano come depositi di munizioni, con l'intensificarsi delle operazioni di guerra in Africa, diventò uno scalo aeroportuale di grande importanza strategica, tale da non poter più sfuggire all'obiettivo degli aerei alleati. Le prime incursioni nemiche non fecero alcuna distinzione fra militari, giunti nel frattempo in numero sempre crescente, e civili. "Gli avvenimenti sanguinosi per la popolazione comisana - raccontava nelle pagine de La Sicilia l'allora giovanissimo cronista locale Lino Rimmaudo - portano due

date che nessuno ancora dimentica: 26 maggio e 17 giugno 1943. Ecco, in breve, cosa avvenne quella mattina di maggio nel ricordo degli anziani: mancava poco alle 10,30 e il cielo sembrò oscurarsi. Uno spettacolo terrificante si presentò agli occhi della popolazione civile. Una quantità enorme di aerei, le famose fortezze volanti della R.A.F., disposti in formazione da combattimento, piombò sulla città, diretta verso l'aeroporto. A un certo punto gli aerei cominciarono a vomitare bombe ancor prima di giungere sulla verticale dell'aeroporto. Un vero bombardamento a tappeto che fece subito le prime vittime fra i civili, contadini principalmente, sorpresi a lavorare nei campi adiacenti alla zona militare. La contraerea oppose una tenue resistenza essendo stata colta di sorpresa, mentre moltissimi aerei vennero distrutti a terra ancor prima che potessero prendere il volo. I pochi che ci riuscirono furono decimati dai caccia nemici che scortavano i bombardieri inglesi. In pochi minuti l'aeroporto divenne un ammasso di rovine fumanti con corpi orrendamente mutilati sparsi un pò ovunque. Molte le vittime anche tra gli operai civili che lavoravano all'interno dell'aeroscalo. Quella data del 26 maggio 1943 segnò l'inizio della cosiddetta operazione Husky, il nome convenzionale con cui venne battezzata l'invasione della Sicilia da parte delle truppe alleate. Non erano trascorse poche settimane da quel tragico evento che la mattina del 17 giugno, alle 11,00 circa, se ne verificò un altro, ancor più micidiale e sanguinoso. I morti, stavolta, si contarono a decine e i feriti a centinaia, moltissimi fra la popolazione civile.

L'aeroporto venne letteralmente "raso al suolo". Immediatamente dopo la guerra, si cercò di utilizzare la struttura aeroportuale per usi civili, ma il tentativo fallì: la LAI (Linee Aeree Italiane), che gestiva i voli di linea con Catania mediante un bimotore capace di ospitare fino a cinquanta passeggeri, dopo pochi anni "chiuse bottega". Questa infrastruttura, che poteva diventare decisiva per lo sviluppo, anzi, a dire dei politici dell'epoca, per il "decollo", dell'economia della provincia di Ragusa, in quanto avrebbe contribuito in maniera rilevante alla rottura dell'atavico isolamento geografico (e commerciale) di quest'area con il resto del Paese, rimase invece chiusa e in uno stato di completo abbandono, fino al 1965. Quell'anno, infatti, l'aeroporto fu riaperto. Quando un'altra società aerea, l'ATI, in quella lontana domenica di maggio, inaugurò la nuova linea Palermo-Comiso e viceversa, autorità e uomini politici della provincia, a bordo del Fokker 27, conversavano sulle fortune che si stavano aprendo per la provincia iblea: sviluppo dell'agricoltura, i cui prodotti avrebbero finalmente potuto raggiungere senza perdita di tempo i grandi mercati del nord; crescita dei turisti che, riversandosi numerosi, avrebbe inondato le soleggiate viuzze barocche del ragusano. Progetti, questi, forse molto ambiziosi, di sicuro troppo ottimistici. Non furono mai realizzati, purtroppo.


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TErrITOrIO

DAgLI AnnI 80 AD OggI: TrA INCErTEzzE E SpErANzE LA CARTA DEI SERVIZI 2018 Aeroporto Pio La Torre

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ei primi anni Ottanta si tornò a parlare dell'aeroporto di Comiso, ma con toni apocalittici, con espressioni di morte e devastazione che suscitarono paura. Agli inizi dell'agosto del 1981, venne diffusa la notizia che il Consiglio dei ministri aveva deciso di localizzare

la base NATO a Comiso, presso il semi-abbandonato aeroporto che, poichè era destinato ad accogliere 112 missili Cruise a testata nucleare, sarebbe diventato la piu' grande base d'Europa. Da allora, fino agli accordi di pace tra USA e URSS del 1987, Comiso fu nel centro del ciclo-

ne massmediatico e meta dei pacifisti di tutto il mondo. Nonostante gli accorati appelli di pace della gente comune e degli intellettuali di ogni credo politico e nazione, nonostante gli accesi dibattiti in piazza come nelle sedi istituzionali, nonostante l'eclettico e deciso impegno dell'

"esercito" pacifista, e nonostante echeggiassero, come moniti, nelle viuzze del paese e, forse, nel riposto della coscienza di ognuno, il triste canto religioso del monaco buddista Morishita, simile ad una nenia, ed il suono cupo del suo tamburello battuto a ritmo regolare, i lavori al

"Magliocco" continuavano senza soluzione di continuità e nel marzo del 1984 la prima batteria di 16 missili fu dichiarata operativa. Per fortuna la "guerra fredda" fini. E dopo la caduta del "muro" e gli accordi Salt 1 e Salt 2 la base venne smantellata. Negli anni 90 si fece strada l'idea che l'aeroporto di Comiso potesse tornare a vivere come scalo “civile”, l'iter burocratico fu lunghissimo e la posa della prima pietra avvenne il 23 ottobre del 2004. I tempi di realizzazione dovevano essere di appena 900 giorni, ma non andò così. L'inaugurazione avvenne ufficialmente a fine maggio del 2013. L'aeroporto, oggi intitolato a Pio La Torre è gestito dalla Soaco SPA. Il capitale di questa società e detenuto per il 35% dal Comune di Comiso e per il 65% da società controllate dalla Sac che gestisce l'aeroporto di Catania. Ma su questo si è aperto un dibattito e il comune di Comiso guidato oggi dal sindaco Maria Rita Schembari ha paventato la possibilità che alcune quote possano essere vendute. Il dibattito è ancora tutto aperto.


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CuLTurA

Comiso: cenni storici per chi non conosce le origini della città

I

LA gRAnDE StAgIOnE 2018/2019 AL TEATrO NASELLI dai grandi classici allo spazio per i ragazzi: una offerta ricca e variegata di spettacoli

L

’arte drammaturgica torna protagonista a Comiso grazie al nuovo cartellone del teatro Naselli che, da dicembre fino a maggio del prossimo anno, vedrà alternarsi importanti autori, registi e attori italiani. Un programma che spazia dal teatro classico a quello contemporaneo. Si inizierà già con uno spettacolo molto atteso, in programma il prossimo giovedì 6 dicembre. In scena “Il fu Mattia Pascal” di Luigi Pirandello, con la regia di Guglielmo Ferro e come protagonista l’attore Daniele Pecci. Il secondo appuntamento della stagione organizzata dallo Spazio Naselli che ricordiamo oltre al teatro vero e proprio comprende anche un foyer/caffetteria, un auditorium e un esterno che lo rendono un posto magico e unico nel panorama provinciale, vedrà invece all’opera uno dei più grandi attori siciliani: Leo Gullotta che interpreterà il professor Toti nell’opera “Pen-

saci Giacomino”, un testo nuovamente di Luigi Pirandello che, dopo più di cento anni, risulta ancora contemporaneo e di grande attualità e che verrà proposto martedì 18 dicembre. Successivamente gli incontri continueranno nel 2019, anno in cui partirà anche una stagione di teatro ragazzi con quattro appuntamenti, a partire dall’11 gennaio con la rappresentazione del “Gran Consiglio (Mussolini)” di e con Tom Corradini. Il 2 febbraio, si continuerà con l’opera “Sogno di una notte a Bicocca” scritto e diretto da Francesca Ferro in cui si reinterpreterà in chiave comica l’opera di Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”. Giorno 27 febbraio invece sarà la volta di un altro dei nomi più attesi della stagione. Ad esibirsi sul palco del Teatro Naselli sarà infatti Francesco Mandelli con l’opera “Proprietà e atto – Esilio permanente”. A seguire, il 22 marzo, ancora un altro grande nome sul pal-

co del Naselli, l’attore Francesco Pannofino che sarà insieme al musicologo e giornalista Alfredo Saitto. I due, accompagnati dalle chitarre di Lino e Yuki Rufo, proporranno lo spettacolo “Io vendo le emozioni”, uno show contemporaneo in cui il protagonista parlerà di sé introducendo con i suoi racconti i brani che intervalleranno lo spettacolo stesso. Mercoledì 10 aprile sarà protagonista il progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso dal titolo “Le relazioni pericolose” tratto dall’omonimo romanzo di Choderlos de Laclos. La grande chiusura di questa stagione teatrale 2018/2019 è prevista per sabato, 11 maggio, con un opera drammaturgica dedicata ad uno dei più grandi poeti della nostra terra: Gesualdo Bufalino. Uno spettacolo prodotto dal Naselli e che girerà l’Italia nel 2020 in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dello scrittore comisano.

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l comune di Comiso sorge in una zona pianeggiante, posta a 209 metri sopra il livello del mare e dista 19 Km da Ragusa. Sistemato sulle appendici collinari dei monti Iblei, gode di una posizione panoramica molto suggestiva. Dai contrafforti di Comiso si apre la veduta dell’ampia pianura, fitta di insediamenti abitativi, che arriva fino alla fascia costiera. Le prime tracce di insediamenti umani nel territorio di Comiso appaiono nel periodo eneolitico, lungo l'arco collinare ibleo, dove si svilupparono i primi villaggi di popolazioni italo-sicule. Si tende a identificare l’odierna Comiso con l’antica e leggendaria Casmene, fondata da Siracusa nel 644 - 643 a. e della quale si ha scarsa conoscenza. Lo scrittore e geografo arabo Idrisi riporta che, dopo l’anno 1000 d.C., il nucleo abitato era chiamato “Yomiso” ossia “testa d’acqua”, per la presenza di una sorgente “la fonte Diana”, nel cuore della comunità. Alcuni resti archeologici risalenti al sec. II d.C. attestano la presenza di un nucleo abitato già in epoca romana. Tuttavia, la fondazione del casale di Comiso avvenne nel sec. IV d.C. in età bizantina intorno ai monasteri di San Nicolò e di San Biagio ed ebbe un'espansione

urbanistica sotto i Normanni e gli Aragonesi. Verso la fine del XIII secolo, il primo signore di Comiso fu Berlingheri di Lubera, il quale nei primi anni del XIV secolo lo vendette a Giovanni di Chiaramonte. Costui inimicatosi Federico II fu spogliato dei suoi beni che furono assegnati a Pietro Regio, la cui pronipote, Anfisia, porterà in dote Comiso a Nicolò Bonfiglio. Nel 1408 la città fu occupata da Berardo di Cabrera, che la terrà fino al 1453, fino a quando la venderà alla famiglia Naselli. Sotto il dominio della famiglia Naselli, dal sec. XV al sec. XVIII, la città si estese oltre la cinta muraria medievale, registrando un notevole incremento demografico e sviluppo urbanistico rendendo necessaria la costruzione di nuovi quartieri. Nel 1570 il feudo venne elevato a Contea e Gaspare II Naselli ne fu il primo conte. Furono proprio i Naselli, nominati nel Cinquecento, conti di Comiso, a favorire la crescita della città, che si estese oltre le antiche mura medievali. Distrutta dal terremoto del 1693, assunse dopo la ricostruzione, un aspetto barocco.

NELLA FOTO IN ALTO: la facciata del Comune di Comiso in piazza Fonte Diana


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dIrITTI

INAugurATO IL nUOVO CEntRO DI RIAbILItAzIOnE pEr dISABILI:

uNO SpIrAgLIO dI LuCE pEr LE fAmIgLIE il nuovo centro del C.S.r-aias si candida a divenire punto di riferimento per l’intera provincia di ragusa. le richieste di aiuto da parte delle famiglie con persone affette da disabilità sono aumentate in maniera esponenziale, occorre quindi dare risposte concrete e investire maggiori risorse

S

i è inaugurato a Comiso un nuovo centro che sarà un importante punto di riferimento per la città ma anche per la provincia per l’assistenza ai disabili. Rappresentanti istituzionali, operatori e tante famiglie nel giorno dell’apertura del nuovo Centro di riabilitazione del Csr-Aias di contrada “Deserto”. A presenziare alla cerimonia del taglio del nastro c’era l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari, il prefetto di Ragusa Filippina Cocuzza e altre autorità politiche, militari e religiose. Il Consorzio Siciliano di Riablitazione, nato a Catania, da quasi quarant'anni opera per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, offrendo prestazioni riabilitative (in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale) e

attività di integrazione sociale, scolastica e lavorativa. In provincia di Ragusa è presente, oltre a Comiso, anche a Modica, Pozzallo e Ragusa. Il Centro di riabilitazione di Comiso iniziò ad operare nel 1980 e cinque anni dopo fu costituita anche una Sezione dell’AIAS. Nel Centro vengono effettuati trattamenti riabilitativi neuromotori, psicomotori, logopedici e trattamenti cognitivi e neuro-psicologici ad un’utenza annua di oltre 220 Assistiti. E’ una realtà

importante nel comprensorio di Comiso e Vittoria ed è diventato, nel tempo, un punto di riferimento per le attività riabilitative rivolte alla cura delle patologie dell’età evolutiva, tanto che circa l’80 per cento delle prestazioni ambulatoriali sono somministrate in particolare a neonati e bambini. Una struttura importante (in cui lavorano circa 25 persone) e proprio per questo il Csr ha deciso di realizzare una nuovissima struttura, che sostituisce la vecchia sede di via Nazario Sauro, in affitto. A giugno del 2015 il Consorzio ha acquistato un ampio terreno in Contrada Deserto, lungo la Strada Statale 115 Comiso-Vittoria, costruendo un nuovo e moderno Centro di riabilitazione per disabili. La nuova struttura, è disposta su due piani, collegati da un ascensore. Il piano terra, ampio 425 metri quadrati, è il

luogo in cui si svolgono le attività ambulatoriali: sono presenti cinque grandi box per le terapie, stanze per il Direttore sanitario, i medici, gli assistenti sociali e gli psicologi, sala d'attesa, palestra, aula multimediale e un sala pluriuso per eventi. Al primo piano, che ha una superficie di 335 metri quadrati, si trovano gli spazi per il domicilio e per eventuali attività di seminternato: il C.S.R. di Comiso è infatti accreditato dalla Regione per poter svolgere anche terapie

in semiconvitto, ma l'attuale autorizzazione sanitaria prevede che vengano effettuate terapie domiciliari e ambulatoriali. Al primo piano si trovano le stanze che ospitano assistenti sociali, psicologi e medici, aule e box per le terapie, una stanza per la pausa pranzo del personale e due aule dedicate ai laboratori di disegno, pittura, cucito e collage per gli Assistiti. Il nuovo Centro dispone anche di ampi spazi esterni: circa 1200 metri quadrati per il parcheggio e mille metri quadri di verde attrezzato. Soddisfatto l’assessore Razza che ha parlato di eccellenza in campo sanitario: “ Una grande giornata anche perché bisogna essere accanto a chi si trova in difficoltà e la Regione in questo primo anno di governo Musumeci l’ha dimostrato con investimenti e fatti concreti. Mi fa piacere perché quando si inaugura una nuova struttura e c’è un clima di festa da parte di chi dovrà essere accolto vuol dire che si è sulla strada giusta. Ed è per questo che la Regione non può che essere vicino a tutto il mondo della disabilità e lo fa con senso di responsabilità soprattutto perché vuole essere vicino direttamente ai disabili e alle loro famiglie”. “Un punto di riferimento per la città ma anche per l’intera provincia – ha commentato il sindaco di Comiso Schembari - per tante famiglie che provano sicurezza nell’affidare i propri cari con disabilità a questo centro che è un centro molto rinomato e che ha trovato adesso un’allocazione ideale con un ampio parcheggio e con ampi spazi anche all’esterno e che è stato curato con tutto l’amore con tutta la passione che questo gruppo di persone hanno sempre messo nell’aiutare i nostri amici più deboli .“ “Un momento importante per la nostra associazione – afferma il Presidente del CSR, Sergio Lo Trovato, è quella di consegnare alla città di Comiso e a tutto l’hinterland questa nuova struttura funzionale più adeguata, più rispondente alle necessità moderne di quelle che sono le attività che svolgiamo all’interno dei centri di riabilitazione. È un momento di progresso per la nostra città perché ogni passo che contribuisce a migliorare a fare progredire la nostra stessa terra è un passo importante per tutta la Sicilia” . In un momento storico in cui i centri specialistici per persone affette da disabilità sono in enorme difficoltà legate alla scarsa distribuzione di risorse da parte del Governo centrale e regionale, Comiso si candida a divenire punto di riferimento per il terzo settore. Una vera sfida nella sfida che, al momento, sembra essere iniziata sotto una buona stella. Si tratta di una risposta alle tante domande presentate all’Asp di Ragusa dalle famiglie di utenti disabili che necessitano di cure costante. E’ ad esempio di pochi mesi fa la protesta delle mamme di bambini autistici che hanno lamentato la sospensione del servizio in attesa di un nuovo bando che, comunque, prevedeva l’innesto di nuovi

operatori e la perdita di alcune figure professionali. Per persone affette da disturbo dello spettro autistico l’abitudinarietà è tutto, hanno bisogno di sviluppare un percorso di crescita continuo e la sospensione dello stesso può essere vissuta come un trauma. Non tutte le famiglie possono permettersi di ricorrere a percorsi terapeutici privati, per questo è importante il buon funzionamento del servizio pubblico che, purtroppo ancora oggi, riesce a soddisfare solo una minima parte delle richieste dei genitori. Centri come quello del C.S.R – AIAS aperto a Comiso sono quindi molto importanti a supporto dei centri di Ragusa. Certo, considerata le notevoli domande può forse rappresentare una goccia nel mare, ma è pur sempre un punto di riferimento importante per le famiglie. Per dare risposte esaustive alle famiglie dei disabili occorre lavorare ancora tanto e investire sempre maggiori risorse, ma l’apertura del centro per la riabilitazione di Comiso rappresenta un ottimo punto di inizio.

IL  NUOVO CENTRO DI RIABILITAzIONE per disabili rappresenterà un punto di riferimento per la Provincia di Ragusa.


10 IL puNTO

ABBATTImENTO dEgLI ALbERI dELL'ASILO DOn bOSCO: uNA fErITA ANCOrA ApErTA Quella dell'a bbattimento dei venti alberi dell'a silo don Bosco è una ferita che a Comiso brucia ancora colpevole, ma la vicenda per lungo tempo è stata oggetto di dibattito, a tratti anche molto acceso, che ha visto scontrarsi l'attuale amministrazione comunale con quella precedente. L'assessore agli affari legali Manuela Pepi ha fatto interamente ricadere la responsabilità sulla giunta che ha preceduto l'amministrazione Schembari.

C

'è qualcuno all'ombra oggi perchè qualcun altro ha piantato un albero qualche tempo fa”. Questo aforisma rende perfettamente l'idea del perchè oggi gli alberi si celebrano, si festeggiano e di come rappresentino un patrimonio dal valore inestimabile da salvaguardare. Bambini e alberi vengono celebrati a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro e, in fondo, non ci può essere connubio più suggestivo: un piccolo che pianta un alberello oggi contribuisce a rendere migliore la società di domani. Vedere crescere un albero, in fondo, è come vedere crescere e maturare la società ed è per questo che oggi, più che in passato, il rispetto dell'ambiente e della natura, ha acquisito un valore fondamentale. Per troppo tempo l'uomo ha abusato della natura, l'ha mortificata, umiliata, bistrattata ed è anche ogni piccolo gesto sbagliato a creare danni all'ambiente che ci circonda. Se oggi il clima è radicalmente cambiato e la natura mette spesso a dura prova la tenuta dei territori è proprio perchè l'uomo nel tempo ha cercato di occupare ogni centimetro di suolo non considerando le conseguenze. Troppo catastrofico? Assolutamente no, esistono dei dossier diffusi da organizzazione non governative che sono tutt'altro che rassicuranti e, di questo, non si può più far finta di niente. Si tratta di un problema che magari sembra quasi distante, che va affrontato a livelli più alti, in parte è vero, ma ognuno deve fare la propria parte. Questa premessa è doverosa per spiegare

perchè, passando dal generale al particolare, quella dell'abbattimento dei venti alberi dell'Asilo Don Bosco è una ferita che a Comiso brucia ancora. Uno scempio avvenuto proprio nel mese in cui gli alberi si celebrano, si festeggiano. Novembre è il mese della festa degli alberi, ma nella città kasmenea invece se ne è sancita la morte in un silenzio quasi surreale. Alla fine hanno perso gli studenti e le mamme che per ben due volte sono riusciti a far rinviare l'abbattimento voluto da una signora anziana che non sopportava il fatto che i rami finissero nella sua proprietà privata. Ha perso la città tutta perchè quegli alberi, ritenuti invadenti e ingombranti da un giudice, rappresentavano un simbolo, hanno accompagnato la crescita di tanti studenti, l'albero è sinonimo di vita, di purezza. Quelli dell'asilo Don Bosco non erano alberi qualunque, ma circa trent’anni fa furono piantati dagli scolari in occasione della Festa dell’Albero, che si celebra il 21 novembre, su iniziativa allora congiunta di diverse Associazioni ambientaliste e che erano un pregevole polmone verde di cui ne hanno beneficiato i bambini frequentanti la Scuola Materna. Non si comprende bene neanche il perchè non è stato disposto il solo taglio della parte ricadente della proprietà privata. La sentenza è stata emessa il 19 ottobre 2017 è divenuta esecutiva il 30 dello stesso mese poiché non è stata appellata. Inutile adesso ricercare per forza un

“ll taglio degli alberi trentennali all’asilo Don Bosco – ha spiegato l'assessore- è l’epilogo scontato di una vicenda che, senza ombra di dubbio, è stata difficile da gestire. La notizia che la radicale potatura sarebbe avvenuta ci è pervenuta, ma ci è stata chiesta la massima riservatezza per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Oltre ai vertici dell’amministrazione, ne è stato messo a conoscenza solo il comandante dei Vigili Urbani. Per questo motivo, purtroppo, non è stato possibile divulgare la notizia. Siamo davvero rammaricati di non avere potuto raggiungere un esito diverso dalla transazione posta in essere ed è ovvio che questa amministrazione ha tentato di percorrere tutte le vie consentite. Il danno alla città è sotto gli occhi di tutti ma piangersi addosso non è più utile, conta insegnare ai bambini di quell’asilo ed a tutti i bambini comisani che dopo le cadute bisogna rialzarsi. Adesso è nostro impegno concreto trovare l'alternativa al danno ed è per questo che avvieremo alcune iniziative importanti che vedranno il coinvolgimento della città. Gli alberi tagliati potranno essere utilizzati per tante iniziative che presto presenteremo alla città, già in vista del Natale oramai alle porte”. L'amministrazione comisana ha poi anche puntato il dito contro la giunta uscente rea di non essersi appellata alla sentenza del giudice, una accusa rispedita al mittente dalle opposizioni del gruppo PD e Spiga. “Dispiace rilevare come, anche nelle battaglie che potrebbero vedere una forte collaborazione e sinergia tra amministrazione e opposizioni – hanno scritto i consiglieri di opposizione - l’Ammi-

nistrazione Schembari sceglie la via della scorrettezza e dello scarica barile. "Dispiace ancora di più constatare come l’assessore Manuela Pepi sia recidiva nell’affidare alla stampa dichiarazioni che dimostrano superficialità e malafede. La potatura radicale degli alberi che circondano l’asilo Don Bosco, resa indifferibile ed inevitabile dall’esecuzione obbligatoria di una sentenza del giudice di Pace di Ragusa che condanna l’Ente, si sarebbe a suo dire potuta evitare se la precedente amministrazione avesse fatto ricorso in appello.

spiegare ai bambini il perchè dell'abbattimento, perchè quegli alberi non sono più lì dove sono stati per circa trent'anni. Sono stati gli stessi insegnanti, in collaborazione con il gruppo “Ricerca Ecologica” a organizzare una vera e propria festa dando ai bambini la possibilità di piantare un seme per il proprio futuro. Nel cortile della Scuola, infatti, sono stati piantati degli alberi di piccolo fusto, sempreverdi, come simbolo di speranza e di crescita.

Peccato che all’assessore Pepi, che dovrebbe avere la delega agli affari legali e che è avvocato, sa-

“Abbiamo donato le piante di “Alloro” e una quercia – ha spigato Michele Assenza, dell'Associazione

rebbe bastato consultare il fascicolo presente nei suoi uffici per scoprire che l’amministrazione precedente ha bensì rinunciato a ricorrere in appello (ricorso che, a detta dei legali, si sarebbe senz’altro rivelato inutile), ma per intraprendere un’altra via, più proficua e conducente: avviare la procedura di esproprio dell’area per realizzarci un parcheggio pubblico, così come previsto nel vigente Piano Regolatore Generale dell’Ente, indispensabile, tra l’altro, visto che lì vicino insistono diversi, importanti plessi scolastici e il Centro Diurno per Minori”. Il Movimento 5 stelle ha invece deciso di prendere posizione organizzando una iniziativa di sensibilizzazione sull'importanza dell'albero. Ai maestri della scuola dell'infanzia è stato anche difficile

“Ricerca Ecologica”- come simbolo di forza e di gloria per il futuro e per le nuove generazioni.” L'abbattimento degli alberi – ha commentato la sindaca Maria Rita Schembari in occasione dell'iniziativa con i bambini- rappresenta una ferita ancora aperta, ma non ha senso guardare al passato con nostalgia, bisogna invece ripartire con più forza per risarcire la città di quello che le è stato tolta”. Insomma, quella dell'abbattimento degli alberi non è una vicenda che può essere tratta con distacco e indifferenza, a Comiso è avvenuta la profanazione di un simbolo in un luogo altrettanto simbolo: a casa dei bambini, per questo la feria di quanto accaduto nella mattina del 17 novembre, rimane ancora aperta.


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TrAdIzIONI

“Natale RItROVAtO, SApORI, CAntI E CUntI”: LA rISCOpErTA dELLE TrAdIzIONI NATALIzIE dI COmISO iproporre l’atmosfera natalizia dando il giusto spazio alle tradizioni antiche: canti, racconti, storie e ricette di piatti tipici. È stato l’obiettivo di “Natale ritrovato, sapori, canti e cunti”. L’evento si è svolto a Comiso nella fondazione Bufalino Onlus, ex mercato ittico, dal 30 novembre al 2 dicembre. Un’opportunità per tramandare questa cultura ai più giovani, radicando l’appartenenza al territorio. Giunta alla sua seconda edizione, l’adesione è stata gratuita per tutti i partecipanti. L’iniziativa è stata realizzata dall’associazione LiberArte. Molto apprezzata dal Sindaco, Maria Rita Schembari.

r

“Bella l’idea questa - spiega, infatti, il Sindaco - di ritrovare il Natale dei tempi passati. Ricordare e rivivere gusti, sapori e gli odori di una festa che, purtroppo rischia di perdere il suo significato. L’evento di LiberArte, per questo motivo, è esemplare perchè riporta alla memoria dei più giovani il vero senso profondo di calore, di intimità e di unione che costituiva il vero spirito del Natale di un tempo.

Il Libero Consorzio informa Torna anche quest’anno il concorso “Presepe negli iblei”. Il concorso, giunto alla sua trentottesima edizione, è riservato alle categorie privati, comunità scolastiche religiose e pubbliche. Esclusi, invece, tutti i presepi viventi. Emesso dal Libero Consorzio comunale di Ragusa il bando. Il termine ultimo per presentare istanza di partecipazione è il 23 dicembre. La domanda, può essere redatta in carta semplice o secondo il modulo apposito, deve pervenire in Viale del Fante a Ragusa. Il modulo è consultabile e scaricabile sul sito: www.provincia.ragusa.it oppure presso lo sportello U.R.P. del Libero Consorzio. Altro modo per fare pervenire l’istanza è tramite indirizzo email (segreteria.turismo@provincia.ragusa.it) o fax (0932/675270) . Occorre indicare, oltre i dati dettagliati del partecipante ed anche la categoria per la quale si vuole concorrere. Per maggiori informazioni ci si può rivolgere allo sportello apposito chiamando il seguente numero: 0932/675270. Il progetto nasce con lo scopo di ricordare i valori della Natività e radicare l’appartenenza al territorio della comunità. Saranno valutati: la tecnica, armonia e proporzione, effetti cromatici e ricorso alla tradizione nel presepe.

Si è esibito il Corpo bandistico Diana diretto dal maestro Claudio Di Giacomo. Altra esibizione quella degli allievi del laboratorio teatrale Kreatimondo diretti da Tiziana Bellassai. Le scuole elementari e medie hanno incontrato Catena Fiorello, autrice del libro “Picciridda” e “Un amore tra le stelle”. Uno Show cooking è stato tenuto dallo chef Alessandro Pace. Diverse le esposizioni organizzate: tra queste il presepe realizzato con materiale riciclato dagli alunni delle scuole primarie della città. Uno spazio è stato dedicato ai Carretti siciliani, ai pupi, ai burattini e allo zampognaro. Uno spazio permanente è stato, inoltre, allestito con cibo tipico del luogo: dolci fatti in casa, formaggi, zucchero filato, caldarroste e vini pregiati. L’associazione LiberArte, molto presente in città, è nata con lo o scopo di incentivare e diffondere la cultura della nostra terra, facendo riscoprire la storia e le tradizioni casmenee e iblee. Organizza eventi occupandosi di teatro, letteratura, pittura e fotografia.

BANdITO IL CONSOrSO “IL pRESEpE nEgLI IbLEI” QUICOMISO è il periodico della città di Comiso Tribunale di Ragusa in attesa di registrazione Direttore responsabile: Carmelo Riccotti La Rocca Giornalista Pubblicista N. Tessera 116281 In Redazione: Piero Burrugano, Roberta Caccavo, Diana Cairati, Valentina Di Rosa, Danny Raimondi Raccolta pubblicitaria, impaginazione e grafica clienti: Lime Edizioni Srl - Milano t. 02 36767660 - www.limedizioni.com Stampa: copie n. 15.00 Distribuzione gratuita a tutte le famiglie della città di Comiso Chiuso in redazione il 30/11/2018


12 IL puNTO dI vISTA dELL’OppOSIzIONE L’AmmINISTrAzIONE gALLEggIA, ASpETTIAmO uN SuSSuLTO CHE NON ArrIvA

il punto di vista dell’opposizione spiegato dal consigliere Gaetano Gallo: “ la maggioranza si guarda troppo indietro perdendo di vista il programma elettorale che hanno presentato agli elettori”

Gaetano Gaglio è uno dei pilastri dell’opposizione comisana. Esponente della lista “La Spiga”, è stato il consigliere che ha preso più voti alle ultime elezioni. Nella passata amministrazione è stato assessore al bilancio e vice-sindaco. Ecco cosa pensa di questi primi sei mesi di legislatura Come giudica i primi sei mesi di amministrazione Schembari? nizio col dire che di solito il primo anno alle amministrazioni si concede anche perché, a parte il sindaco Schembari e il vide sindaco Cassibba, tutti gli altri sono alle prime armi. Insomma, un anno di rodaggio è consentito. Posso però anche dire che siamo un po’ delusi perché intanto dei quattro punti che avevano annunciato per i primi cento giorni non ne hanno realizzato nemmeno uno, poi perché hanno passato i primi mesi di legislatura a cercare di revocare gli atti della passata amministrazione, in tutto questo la città non vede nulla, non ci sono stati interventi degni di nota se non la riapertura al traffico dell’isola pedonale di Via Della Resistenza che per noi è una iattura, in un momento in cui la tendenza è creare nelle città zone di aggregazione chiuse al traffico veicolare, a Comiso, che aveva questa area, è stata riaperta. Insomma tante chiacchiere, molti annunci, ma senza sostanza.

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Quando parla di revoca di atti della passata amministrazione, si riferisce all’esternalizzazione del cimitero? i riferisco alla revoca di una delibera per l’acquisto dell’ex

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Cartiera Naselli, un provvedimento che era stato fatto per attingere a dei finanziamenti regionali per la ristrutturazione della Cartiera per la creazione di un contenitore culturale. Poi mi riferisco anche alla revoca di un progetto di finanza per l’esternalizzazione per il servizio di sollevamento delle pompe idriche che sarebbe servito ad abbassare il costo del servizio idrico, dunque le tasse ai cittadini e, in fine, la revoca del progetto di finanza per la costruzione del cimitero di Comiso –Pedalino. Nessuno di questi ultimi due si è potuto fare perché i pareri legali che la Giunta ha acquisito, facendoli pagare a noi cittadini, pare non siano univoci, nel senso che non hanno dato modo di revocare immediatamente. Noi abbiamo sostenuto, in tutte le sedi possibili, che revocare questi provvedimenti poteva esporre il comune al rischio di risarcire chi si è aggiudicato le gare o chi era promotore del progetto di finanza. Il comune di Comiso si trova ad avere in casa una delle più importanti infrastrutture della Provincia, mi riferisco all’aeroporto, come sta gestendo secondo lei, l’amministrazione le varie situazioni, a volte critiche, che si stanno presentando? on le stanno gestendo bene, nel senso ce è ovvio che quello che ha voce in capitolo è il socio di maggioranza (Intersac) ed è quello che decide le strategie. Da parte sua, però, l’amministrazione, aveva detto di aver revocato il CDA, ma nei fatti non hanno revocato nessuno perché il consiglio, nominato dal sindaco precedente non ha nessuna responsabilità. Dicono alla stampa che le quote del Comune saranno vendute ad altri comuni ed altri enti locali, ma ovviamente è uno specchietto per le allodole perché in realtà non ci sono enti locali in grado di sobbarcarsi questo tipo di investimento. Più ragionevole, ma non solo a detta nostra, ma anche delle associazioni di categoria, sarebbe aprirsi ai privati, a cordate di imprenditori e andare verso l’azionariato diffuso. In ogni caso penso, e pensiamo, che non ci si possa salvare con una ricapitalizzazione che il Comune non ha la forza di soste-

N

nere. Tutto passa oggi quindi da una trattativa più serrata con il socio di maggioranza, cosa che mi pare non stia avvenendo. Sinceramente, vede un futuro per l’aeroporto? ssolutamente si, l’aeroporto di Comiso, inserito a sistema con lo scalo di Catania, ha un futuro non soltanto roseo, ma brillante. E’ chiaro che però bisogna superare

A

la fase di start up che purtroppo ancora non è stata superata. Noi siamo, nonostante l’aeroporto abbia aperto i battenti nel 2013, ancora dentro la fase di start up e cinque anni adesso cominciano ad essere tantini. Occorre quindi che oggi il socio di maggioranza investa di più, che sposi la logica di sistema e non di scalo di riserva in cui vai a destinare le tratte che non hanno grandi potenzialità commerciali oppure che ti serve quando l’Etna impedisce l’utilizzo del “Fontana Rossa”. Faccio un esempio banale: se Catania va a trattare con Ryanair ha un potere contrattuale superiore a quello che potrebbe avere solo Comiso, quindi può ottenere delle condizioni più favorevoli, quindi poi al Pio La Torre dovrebbero esser destinate ad esempio due o tre tratte giornaliere che sono quelle che poi ti generano i volumi di passeggeri. C’è poi anche da dire che finalmente nell’aeroporto si sono assegnati gli spazi commerciali, ciò vuol dire un aumento

di guadagni dal lato terra. La maggioranza rimprovera alla passata amministrazione, l’eredità di un disavanzo di 1,2 mln di euro, lei era assessore al bilancio, quindi si sentirà per ovvie ragioni chiamato in causa, come risponde? er rispondere a questa domanda occorre fare una premessa importante. Noi

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(amministrazione Spataro ndr) abbiamo ereditato un Comune in dissesto finanziario, basti pensare che noi siamo entrati a luglio 2013 e l’ultimo bilancio approvato dal nostro Ente era il consuntivo 2010. Abbiamo quindi ereditato un caso unico in Italia, con un Ente privo di bilanci da tre anni. Abbiamo riequilibrato, abbiamo fatto i bilanci nostri e quelli degli altri, abbiamo razionalizzato le spese e risanato i conti; abbiamo trattato 30 milioni di euro di massa fallimentare riducendola a 1,5 milioni. In cinque anni abbiamo chiuso tutte le partite aperte. L’ultimo consuntivo di quest’anno, presenta un disavanzo tecnico di 1,2 milioni di euro, di queste somme 200mila euro sono state già compensate con un credito iva, quindi il disavanzo tecnico è di un milione. A chi non conosce la materia dobbiamo spiegare che quando parliamo di disavanzo tecnico vuol dire che la gestione della spesa corrente dell’Ente è in avanzo di 600 mila euro però, per effetto di una serie di ac-

cantonamenti obbligatori, non si è riusciti a coprirli tutti e si è andati sotto di un milione, ma non è che abbiamo un milione di debito. Questa barzelletta dei conti non in ordine è una sciocchezza raccontata dalla maggioranza solo alla stampa, perché sia in Commissione che negli atti consiliari l’amministrazione ammette che tutto è in equilibrio, i conti sono apposto, che non è stato necessario modificare entrate o spese.

Si avvicina il Natale e la fine dell’anno, cosa si augura per Comiso? o mi auguro che l’amministrazione comunale abbia un sussulto di attività, che cominci a governare, hanno vinto le elezioni ed è giusto che realizzino il programma presentato ai cittadini. Al momento, però, stanno solo galleggiando, dovrebbero smettere di guardare indietro cercando di annullare gli atti della precedente amministrazione. Da parte nostra faremo una opposizione costruttiva, devo dire anche che ci sono dei punti che condividiamo come, ad esempio, la messa in sicurezza di Via Papa Giovanni o cose che proseguono ciò che avevamo avviato. L’augurio è quindi che per Natale finisca la fase di Campagna elettorale e si cominci a governare, noi ci saremo, non è nostra intenzione fare una opposizione preconcetta e distruttiva.

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SOCIETA’

vIAggIArE grATIS pEr CONOSCErE L’uNIONE EurOpEA: DISCOVEREU, IL prOgETTO pEr I NATI NEL 2000 ’è ancora tempo per presentare la domanda di partecipazione per aderire al progetto DiscoverEu. L’iniziativa offre la possibilità di viaggiare gratuitamente per conoscere i territori dell’Unione Europea. Il progetto è rivolto ai ragazzi che compiranno diciotto anni entro il 31 dicembre 2018, nati quindi tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2018. Le iscrizioni possono essere effettuare soltanto online. Il termine ultimo è giorno 11 dicembre. I viaggi si svolgeranno a partire dal 15 aprile 2019 e si concluderanno entro il 31 ottobre. Sono quattro le tappe previ-

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utti i plessi scolastici di Comiso e Pedalino hanno partecipato al progetto “RAEEccogliamoli” promossa dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Comiso in occasione della “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti” (SERR), che quest’anno si è tenuta dal 17 al 25 novembre scorsi. Sarà attribuito un premio di 500,00 Euro a favore della scuola che ha raccolto il maggior quantitativo di materiale in proporzione alla popolazione studentesca. L’iniziativa, che si è conclusa nei giorni scorsi. La settimana europea per la riduzione dei rifiuti è giunta alla decima edizione. Nasce su proposta della Commissione europea all’interno del Programma “LIFE+”. Mira a sensibilizzare le istituzioni, i consumatori e tutti gli altri stakeholder circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea sulla tutela ambientale. Invita in altre parole tutti gli stati membri a rispettare quelle che sono le disposizioni e direttive vigenti in materia. Quest’anno ha avuto come tema i rifiuiti pericolosi. Sono stati installati contenitori speciali all’interno dei quali è stato possibile conferire rifiuti di apparecchiature elettroniche, giocattoli elettronici, piccoli elettrodomestici, dispositivi medici o lampadine. Tutti questi sono considerati rifiuti speciali, perchè contengono metalli pesanti che causano non pochi danni all’ambiente. Sono stati complessivamente raccolti 860 kg di rifiuti da apparecchi elettrici ed elettronici, coinvolgendo 3.666 studenti.

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“Occorre riporre maggiore attenzione nelle generazioni future. - commenta il sindaco Maria Rita Schembari - la tutela dell’ambiente, la corretta differenziazione è un fatto culturale che rigurda tutti. Si tratta di un un grande investimento per il fututo. Il Comune di Comiso ha aderito per la prima volta a questo progetto. Sono molto entusiasta - conclude- di aver coinvolto le scuole”. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) possono continuare ad essere smaltiti presso il centro comunale di Raccolta in Contrada Mendolilla.

ste. I ragazzi potranno, inoltre, aderire ad eventi organizzati collaterali al viaggio. I viaggi, possibili anche in gruppo, potranno durare fino a un massimo di 30 giorni. Sarà il treno il principale mezzo di trasporto, ma non si esclude l’aereo, il traghetto o l’autobus. DiscovEU nasce come proposta del Parlamento europeo con l’obiettivo di far conoscere ai giovani i territori dell’Europa, favorendo la conoscenza e l’integrazione. cliccare sul seguente Per iscriversi, basta andare sul sito dedicato ( http://europa.eu/youth/discovereu.it e registrarsi.

ImpArIAmO A DIffEREnzIARE E RICICLARE Un ambiente più pulito è possibile grazie alle nuove generazioni. Premiati gli alunni virtuosi: imparare a riciclare equivale a creare una sociatà migliore


14 SICurEzzA OpErAIO CAduTO dA ImpALCATurA A COmISO LA CgIL: adesso basta, fermiamo questa escalation troppi incidenti sul lavoro, troppe morti bianche. a fine novembre a Comiso un operaio è caduto da una imbragatura e solo per miracolo si è evitata la tragedia. la Cgil adesso chiede maggiori controlli nei cantieri. l’incidente sul lavoro di Comiso è stato il terzo in 24 ore della Provincia di ragusa, una escalation culminata con un bilancio di due morti e un ferito grave.

omiso teatro dell’ennesimo incidente sul lavoro. Solo per miracolo si è evitata la tragedia, ma adesso occorre fare in modo che episodi come questo non accadano più. L’episodio registrato nella città kasmenea è stato l’ultimo di una serie incredibile culminata, nel giro di sole 24 ore, con un bilancio di due morte ed un ferito grave, l’operaio di Comiso, appunto. Non si conoscono ancora le risultanze delle indagini effettuate dai carabinieri della Compagnia di Vittoria, ma quel che è certo è che per il datore di lavoro si profilano delle gravissime responsabilità. Sin da subito, comunque, sono emerse gravi carenze di diversa natura, nel cantiere non sarebbero state rispettate alcune misure legate alla sicurezza per i lavoratori: l'operaio caduto era privo dell'imbragatura e l'impalcatura, stando a quanto dichiarato dal segretario generale provinciale della Cgil, Giuseppe Scifo che ha effettuato un sopralluogo sul posto il giorno successivo all’incidente, non era a norma. Dai primi rilievi era emerso anche

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che l’operaio non fosse stato regolarmente assunto dal datore di lavoro, insomma lavorava in nero. Dopo l’incredibile escalation registrata in provincia di Ragusa la Cgil ha deciso, a ragione, di riaccendere i riflettori sulla tematica relativa alla sicurezza degli ambienti di lavoro. La crisi ha spinto sempre più aziende ad assumere in nero e dalla politica non arrivano risorse sufficienti per sovvenzionare i controlli. L’ufficio preposto a farlo, cioè quello dei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) non ha personale sufficiente per coprire l’intero territorio. Su questo argomento si torna ogni qualvolta accade un episodio degno di nota, poi l’attenzione mediatica va a scemare e tutto ritorna come prima. Ripotiamo di seguito la nota del sindacato ragusano che prova a spronare politica e imprenditori su un tema molto delicato: “Tre gravi incidenti sul lavoro in provincia di Ragusa nel giro di poche ore di cui due mortali. Il primo giovedì scorso a Modica dove ha perso la vita un operario Antonio Scifo caduto da un altezza di circa 10 metri;

il secondo incidente mortale a Pozzallo dove un agricoltore è stato travolto da una motozappa. L'ultimo venerdì pomeriggio scorso a Comiso dove un giovane è caduto dall'impalcatura di un cantiere edile nel centro storico ed ora è ricoverato in gravi condizioni. Un’escalation che ci indica ancora una volta la gravità della situazione. Ormai è chiaro che la crisi ha quasi spazzato via l'applicazione delle norme sulla sicurezza. Il lavoro che riparte è molto più fragile di prima, meno pagato e tutelato. Non solo la crisi economica e la disoccupazione dilagante in questi anni, ma anche tutte le riforme in materia di lavoro hanno sancito la concreta condizione di debolezza dei lavoratori di fronte all'impresa. Il dato sull'aumento degli incidenti sul lavoro è significativo di un processo generale di retrocessione, in cui il ribasso dei costi della produzione determina lavoro povero e sempre più esposto a rischi per la salute dei lavoratori. E'un arretramento epocale che occorre contrastare con tutti i mezzi possibili. La Cgil di Ragusa da due anni incalza il Governo regionale ad intervenire sui servizi di controllo a partire dagli Ispettorati del lavoro quasi del tutto azzerati dal governo Crocetta. Lo stesso vale per gli organismi di prevenzione in capo all'Asp dove opera lo SPRESAL (Servizio di prevenzione e di sicurezza negli ambienti di lavoro) in perenne carenza di organico. La situazione è tale da determinare iniziative straordinarie, serie e puntuali. Non è possibile ascoltare l'indignazione della politica nelle ventiquattro ore successive ai tragici fatti per poi tornare all’inerzia quotidiana su questi temi. In tema d’incidenti sul lavoro la

situazione è ancora più grave di quella che emerge dalle statistiche se consideriamo i tanti incidenti non denunciati da parte dei lavoratori che dichiarano altro per paura di perdere il posto di lavoro. Occorre un'assunzione straordinaria di responsabilità da parte di tutti, a partire dalle organizzazioni sindacali e dal mondo imprenditoriale attraverso le organizzazioni datoriali. In questi anni si è sviluppata la bilateralità con l'incremento di enti che operano nei diversi settori; questo per la Cgil rappresenta un fatto positivo se si lavora in direzione di una crescita della formazione in materia di sicurezza con la conseguente applicazione da parte delle aziende di tutte le prescrizioni previste dalle norme. Ma la politica e le Istituzioni non possono restare ferme di fronte al lavoro sempre più mercificato e privo di valore sociale ed umano. Il decreto Dignità e l'attuale proposta di DEF sembrano andare verso altre direzioni. E’ necessario che il Governo nazionale cominci a dare un vero e serio segnale d’inversione di tendenza rispetto a quest’ultimi anni in tema di politiche del lavoro e aggredire la piaga degli incidenti e delle morti sul lavoro che rappresenta un'altra grave emergenza nazionale. Ieri mattina ho fatto un sopralluogo al cantiere di Comiso, teatro dell’incidente avvenuto venerdì sera e ho osservato un'impalcatura non a norma, l'avviso di sequestro preventivo disposto dall'Asp attraverso lo SPRESAL e a terra ancora le macchie di sangue. Una scena triste che stringe il cuore pensando che una persona esce la mattina da casa per procurarsi da vivere per se

e la famiglia e poi non rientra o rimane gravemente ferito sul lavoro”. Insomma, quella degli incidenti sul lavoro è una vera e propria piaga sociale, il problema è che tanti, pur di lavorare, oggi accettano condizioni davvero rischiose anche per la propria incolumità. Si tratta di un fenomeno del quale non si può di certo avere la reale dimensione, per qualcuno che denuncia in tanti decidono di stare in silenzio e molti incidenti, probabilmente, vengono sottaciuti. Dopo un periodo di calo delle cosiddette morti bianche, forse dovuto al fatto che in Italia si realizzavano meno cantieri per via della crisi economica, si è registrato di nuovo un incremento. Secondo i dossier dell’Inail, nel 2017 si sono registrate due vittime al giorno sul posto di lavoro. Lo scorso anno sono state accertate 617 morti (notizie diffuse nel giugno di quest’anno a fronte delle 1.112 denunce arrivate). Nel 2016 si registrarono 670 morti sul lavoro. Nel periodo che va da Gennaio ad Aprile del 2018 le morti acclarate negli ambienti di lavoro sono state 190, quattro in meno rispetto agli anni precedenti. Per i sindacati non è mai sbagliato parlare di vera e propria emergenza, va fatto di tutto perché gli incidenti vengano evitati. Occorre sempre più una maggiore sensibilizzazione verso i lavoratori perché si facciano promotori del rispetto delle norme nei cantieri di lavoro a tutela della propria incolumità personale.


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NEWS

REnAtO SERRAnO è IL NuOvO AmmINISTrATOrE dELEgATO Serrano era già accountable manager, prende il posto del dimissionario Giorgio Cappello..

Le Critiche del comitato Vussia: così non si va da nessuna parte

’aeroporto Pio La Torre di Comiso, lo avete letto più volte in questo giornale, rappresenta uno dei punti che in Provincia di Ragusa, ma non solo, nutre di grande interesse. Proprio poco prima di andare in stampa abbiamo appreso la notizia che in molti aspettavano: il CDA della Soaco, l’azienda che gestisce lo scalo kasmeneo, ha nominato il nuovo amministratore delegato: è Renato Serrano. Fino al 1 dicembre accountable manager dell’aeroporto di Comiso, quindi figura prettamente tecnica, Serrano prende il posto di Giorgio Cappello che, spiazzando tanti, ma non tutti, ha rassegnato le dimissioni ad inizio Novembre scorso. Renato Serrano viene presentato come un tecnico preparato e attento, ma adesso dovrà dettare anche le strategie per cercare di portare l’infrastruttura fuori dal tunnel. Approdato all’aeroporto di Comiso

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nel 2008, in precedenza è stato direttore generale di Fontanarossa. Proprio da Catania è arrivata la nomina, visto che la scelta dell’amministratore delegato spetta al socio di maggioranza, in questo caso Intersac. Il nome di Serrano è stato indicato dal liquidatore di Intersac, Salvatori Nicolosi, presente all’assemblea dei soci insieme all’altro liquidatore Giuseppe Leone e al sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari (va ricordato che il Comune detiene il 35% delle quote). Con Serrano inizia quindi il nuovo corso dell’aeroporto, una strada che per certi versi appare tutta in salita. Giorgio Cappello, anche se non lo ha detto apertamente, è andato via perchè in qualche modo si sentiva con le mani legate, bloccato da una burocrazia lenta e farraginosa. Se non fosse stato per prestiti, aiuti e aiutini, l’aeroporto di Comiso probabilmente avrebbe già chiuso e spesso è stato criticato proprio il management della Soaco. Lo ha fatto ad esempio spesso il comitato “Vussia” per bocca del suo presidente Claudio Malchiorre che ha sovente accusato il piano di sviluppo. Secondo il comitato, i piani di sviluppo del "Pio La Torre" non si basano sul contenimento dei costi o sullo sviluppo del traffico, ma sulla disponibilità di risorse aggiuntive,

che dovranno essere ottenute inevitabilmente a debito.

sione di rotta, allontanando la Soaco dall’attuale condizione di rischio.

“Il prestito che Sac, società partecipante a Intersac in liquidazione, a sua volta proprietaria di Soaco per il 65%, - ha scritto in un recente comunicato “Vussia”- ha deliberato per un milione e duecentomila euro, è benzina sul fuoco”.

“Non va dimenticato che, a parte una piccola quota in liquidazione, tutti i soci, diretti e indiretti della società di gestione sono enti pubblici. Per il comitato il Comune oggi dovrebbe revocare la concessione a Soaco. Ecco cosa hanno scritto in un recente comunicato:

Secondo Claudio Melchiorre, presidente del comitato, “Comiso potrebbe resistere agli attuali regimi di costo solo se triplicasse l’attuale traffico passeggeri. Nella realtà, il traffico si è ridotto del 15% e gli operatori potrebbero non fidarsi di programmare la loro attività in un aeroporto che agisce come se fosse florido mentre è sull’orlo della bancarotta. Anzi, a norma di legge e secondo le dichiarazioni dei suoi stessi amministratori, in questa condizione di esaurimento del capitale e di impossibilità a fare fronte ai propri obblighi la Soaco già ci si trova, specie se si applicano gli stessi criteri che hanno portato nel 2012 la Sac a decidere di dare la 'spallata finale' a Wind Jet, peraltro senza ottenere il saldo del credito che vantava”. Il comitato ha chiesto che si inverta la rotta, verso una gestione produttiva, nell’interesse dell’impresa Soaco e dei viaggiatori che segni un’inver-

“Il Vussia, comitato degli utenti aeroportuali del Sud Sicilia, appreso del comunicato della Camera di Commercio di Catania, Ragusa, Siracusa sull’aeroporto di Comiso, esprime sorpresa per la comunicazione dell’amministratore delegato della Soaco alla Giunta camerale circa la necessità della ricapitalizzazione della società. “Troviamo irrituale - ha dichiarato Claudio Melchiorre, presidente del Vussia - che amministratori societari svolgano relazioni su argomenti tanto sensibili di una società partecipata anche da enti pubblici, a soggetti esterni alla compagine dell’aeroporto che, in sovrappiù, auspicano decisioni, come fossero padroni dell’infrastruttura. Comprendiamo l’interessenza della Camera di Commercio, ma essa è mediata e diluita attraverso almeno altre due società, di cui una in liquidazione. A memoria, non ho mai sentito parlare, negli anni passati, di comunicati ufficiali in cui, ad esempio, l’amministratore delegato del Corriere della Sera andava a relazionare sullo stato dei conti del Sole 24 Ore a Mediobanca, senza coinvolgere gli altri soci.” Il Vussia ha poi concentrato la sua attenzione sulla partecipazione di enti pubblici alla compagine sociale.

“Pochi giorni fa abbiamo stilato una precisa lista di domande per sapere come mai, in soli cinque anni, sia stato consumato il capitale sociale. Al momento, non abbiamo ricevuto alcuna risposta e crediamo che, in assenza di comunicazioni che invece vengono offerte ad altri soggetti, provvederemo a coinvolgere la Procura della Repubblica, considerato che la Corte dei Conti è stata già informata delle nostre richieste.” Ma il Vussia non si ferma qui. “Considerato che tanto l’amministratore della Sac che quello della Soaco hanno presentato le loro deduzioni alle Camere di Commercio, rendendo pubblica e ufficiale la crisi irreversibile della società di gestione dell’aeroporto di Comiso, a nostro avviso si rende necessaria la revoca immediata della concessione, come gestore dell'aerostazione, alla Soaco per poter offrire al Sud Sicilia la continuità operativa dell’attività aeroportuale che l’attuale società ha dichiarato di non poter garantire.” Secondo gli utenti, infatti, con questo comunicato, la cui portata in termini di responsabilità giuridiche e penali andrà valutata, si è ufficializzata l’incapacità, finanziaria o gestionale, degli attuali management e struttura societaria, di gestire l’aerostazione. “Il nostro appello è alle forze economiche e sociali del Sud Sicilia perché raccolgano la sfida di dimostrare che, senza condizionamenti esterni che poco hanno a che vedere con l’attività d’impresa aeroportuale, Comiso è in grado di funzionare senza problemi e con successo”, ha concluso Melchiorre”.


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QuiComiso dicembre 2018  

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