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LEGENDA • keys

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C.I.T. (Centro di Informazione Turistica)

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Aeroporto/airport

Information Tourist Centres

Stazione/

lunedì al venerdì/mon-fry dalle/from 08.30 alle 13.30

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Ospedale/hospital

Parcheggio/parking Wi Fi Free

Teatro/theater Unesco Patrimonio Immateriale

Visitor Center Unesco

Museo Internazionale delle Marionette A. Pasquino

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Metropolitana

NUMERI UTILI useful numbers

underground

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Biblioteca/library

Opera dei Pupi Siciliani Collezione Cuticchio

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train station

polizia/police/113 • 091 210111 carabinieri/112 ambulanza/ambulance/118 vigili del fuoco/fire brigade/115 soccorso stadale ACI/brakdown service/116 soccorso in mare/coastguard/1530 viaggiare informati 1518

Teatro Opera dei Pupi Carlo Magno

Tour Arabo Normanno - Arab Norman Tour

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Cattedrale di Palermo Reale e Cappella Palatina  Palazzo Royal Palace and Palatine Chapel  Cathedral of Palermo Castello della Zisa di San Giovanni degli Eremiti  Chiesa  Zisa Castle St. John Church of the Hermits dell'Ammiraglio Chiesa di S. Maria dell’Ammiraglio  St.  Ponte Admiral Bridge Mary Church Cattedrale di Cefalù Chiesa di San Cataldo  Cathedral  St. of Cefalù Cataldo Church Cattedrale di Monreale  Cathedral of Monreale

NAVETTE GRATUITE A PALERMO FREE CENTRO STORICO. Ogni 11 minuti da Porta Felice a Piazza Indipendenza A/R attraverso tutto il centro storico Orari prima e ultima corsa: 06.35 - 21.00 FREE EXPRESS. Ogni 10 minuti dal Parcheggio Basile a Piazza Indipendenza A/R Orari prima e ultima corsa: 06.20 - 21.10

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COMUNICAZIONE e GRAFICA

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La Mappa Turistica di Palermo é una realizzazione: Lime Edizioni srl - Milano - [T] 02 36767660 - www.limedizioni.com Progetto grafico, testi, traduzioni e cartografie: Ufficio Grafico interno Fotografie: Wikipedia, 123RF Video spiaggia di Mondello: Davide Caramagno Un particolare ringraziamento a tutti gli inserzionisti che con la loro collaborazione hanno reso possibile la presente pubblicazione Copyright © 2018 - RIPRODUZIONE VIETATA - Campione gratuito esonerato da bolla di accompagnamento merci (Art.4 D.P.R. 627/78)

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36 - mm 80 X 60 h Orto Botanico

In the middle of the Mediterranean Sea between Art Nouveau and Neoclassicism 1

Palazzo Reale dei Normanni Normanni Royal Palace

spazio della cultura. Lo stile del periodo tra il XV e XVI secolo, il gotico catalano informa di sé tanto l’architettura civile quanto quella ecclesiastica. Palazzo Abatellis ne è un esempio: ospita la Galleria Regionale della Sicilia con l’allestimento di Carlo Scarpa del 1954, che valorizza in particolar modo l’Annunziata di Antonello da Messina. E, ancora, Palazzo Ajutamicristo, la porta del palazzo Arcivescovile – sede del Museo Diocesano – e le Chiese della Catena, di rito greco bizantino, S. Maria la Nuova, S. Maria degli Angeli, la Gancia. La Chiesa di S. Eulalia dei Catalani, ancora oggi territorio spagnolo, si trova nello storico mercato alimentare della Vucciria. Alla Vucciria si trova una delle otto misteriose rappresentazioni del Genio di Palermo: re barbuto che nutre al seno un serpente, è un archetipico genius loci che sta seduto sull’acqua, complementare alla santa patrona Rosalia, il cui santuario si trova alle falde del Monte Pellegrino. Un’altra Fontana del Genio si trova dentro la tardo settecentesca Villa Giulia, primo giardino pubblico d’Italia. Le peculiari forme tardo-rinascimentali della Palermo del XVI secolo sono rintracciabili nelle chiese di S. Maria di Porto Salvo e S. Giorgio dei Genovesi. La 13 piazza Pretoria, di fronte il Palazzo Pretorio, con l’acquisto da parte del senato palermitano di una fontana allegorica costruita per una villa fiorentina, diven-

ta vox populi Piazza delle Vergogne, con riferimento tanto alla nudità delle statue che ai discutibili potenti del tempo. Con la sistemazione del corso del Cassaro, arteria principale della città antica, ed il taglio nel 1600 della via Maqueda, la città assume le sembianze di uno scenografico teatro barocco che ha il suo fulcro nel di piazza Vigliena: ai Quattro Canti dell’incrocio tra i due assi urbani, centro fisico e simbolico della città, pubbliche feste ed esecuzioni capitali trovavano un palcoscenico marmoreo tra giochi d’acqua, figure allegoriche, i sovrani spagnoli e le sante patrone Agata, Ninfa, Oliva, Cristina. Tutte spodestate da S. Rosalia, le cui ossa, ritrovate miracolosamente e portate in processione il 14 luglio del 1624, liberarono Palermo dalla peste. “U fistinu “ da allora mette in scena ogni anno la vicenda: con fasti barocchi e, a furor di popolo, un carro trionfale è trainato dal Palazzo Reale a Monte fino Porta Felice sul mare, dove è tradizione assistere, da terra o in barca, agli spettacolari giochi di fuoco. Porta Nuova a Monte, Porta S. Antonino, 15 Porta Felice, Porta dei Greci... numerosi varchi monumentali stringevano tra i loro impianti decorativi la città barocca che alla poderosa attività costruttiva degli ordini religiosi, impegnati a diffondere lo spirito della Controriforma, tra ricche cupole, facciate plastiche e stupefacenti apparati decorativi trasbordanti stucchi e marmi policromi. Emblematica l’attività di Giacomo Serpotta e della sua bottega; maestro nell’arte povera dello stucco, porta questo tipo di decorazione, nivea ma tutt’altro che eterea, a livelli espressivi e artistici assolutamente degni di nota, come è evidente negli impianti decorativi di chiese (S. Agostino e S. Caterina) e oratori (S. Cita, S. Lorenzo, il SS. Rosario in S. Domenico). Coinvolta nei primi del Settecento nelle guerre tra Francia, Austria e Spagna, Palermo passa ai Borbone e a qui si rifugia Ferdinando IV in fuga da Napoli. Su sua commissione venne edificata all'interno della tenuta di caccia del “Real Parco della Favorita” la Casina Cinese: curio-

della Zisa 6 Castello Zisa Castle

so esempio di edificio che ispirò lo stile eclettico che di lì a poco avrebbe conquistato l’Europa. Nel XVIII secolo tutta la zona limitrofa della città muta considerevolmente grazie all’introduzione del sistema delle ville, la “moda della villeggiatura”. Alcune sono ancora in mano agli antichi proprietari, altre sono state trasformate in funzione ricettiva. I Borbone terranno la città fino all’arrivo di Garibaldi e dell’Unità d’Italia (1860). In quest’epoca il volto della città segue gli stravolgimenti politici e sociali, la città si rinnova. Emblema del rinnovamento la costruzione dei due teatri Massimo 10 e Politeama 11 e l’apertura di due nuove arterie: la via Roma, che collega la stazione ferroviaria con la zona portuale, e la via Libertà dove vengono costruite numerose ville in stile liberty, da Ernesto Basile ed i suoi allievi. Per la città è una nuova età dell’oro, grazie soprattutto all’opera della famiglia Florio, protagonista indiscussa della Belle époque. La cassata siciliana, trionfo di zuccheri e marzapane, si dice nasca in quel periodo quando il mercato non sembrò rispondere all’afflato imprenditoriale di un pasticcere che aveva deciso di investire nella frutta candita. L’ingegnoso pasticcere pertanto decise di ricoprire di canditi la tradizionale cassata al for-

Ponte dell’Ammiraglio

7 Admiral bridge

no e farne dono ai Florio che, trovandola splendida, cominciarono a farne dono ai loro ospiti come souvenir. Anche il fronte a mare diventa Foro Umberto I, o Foro Italico, ancora oggi un bellissimo panorama si offre dalla Terrazza delle Cattive: dal latino captivae (prigioniere), era la passeggiata riservata alle vedove che, pur tenendosi in disparte, non rinunciavano ad osservare le mondanità del frequentatissimo fronte a mare. Risale a pochi anni addietro l’intervento sul foro italico di Italo Rota. A poca distanza l’Orto botanico14,uno dei più importanti d’Europa per grandezza e numero delle specie conservate, progettato in stile neoclassico nel 1798 dal francese Léon Dufurny. Di epoca fascista l’Ingresso monumentale su Via Roma e il Palazzo delle Poste. Al futurismo fanno riferimento la Caserma dei Vigili del Fuoco “Ignazio Caramanna” e la Casa del Mutilato. Dopo gli anni Cinquanta e Sessanta, anni bui del sacco di Palermo in cui ville liberty vengono abbattute per fare posto al cemento armato, sono attivi in città architetti come Giuseppe Samonà con il Palazzo dell’Enel (1961) e Vittorio Gregotti: il progetto del Dipartimento di Scienze dell’Università di Palermo è del 1969. Ultimata nel 2002, nei pressi del Capo, l’edificio postmoderno della 12 Nuova Pretura è stato realizzato su progetto di Sebastiano Monaco.

CATTEDRALE DI MONREALE

14 Botanic Garden

rightfully the first of Palermo’s street food, together with “musso and carcagnola” salad or the sheep “stigghiola”, and furthermore, boiled octopus and sea urchins, “sfincione” pizza and rice “arancini” (oranges). The instability that follows the death of Frederick II helped the consolidation of the local potentates: the palace called Steri, residence of the Chiaramonte family, stands up immediately as the paradigm of the gothicchiaramontan style to which refers also Palazzo Sclafani. Residence of the Spanish Viceroy since 1415 and of the Inquisition from 1601, today the Palazzo Chiaramonte is the seat of the Palermo University Rector ship.For three centuries, after the expulsion of the Angevin with the Vespers Revolution of 1282, Palermo stayed under the influence of the Spanish kingdom of the Aragons, undergoing a social-economical decline to which corresponded as counteraction an exponential increase of the number of churches and palaces in competition for pomp and display of wealth: this mirrored both the many noble factions at war among themselves for gaining the control of the city, and the competition among the rich Mendicant Orders, above all the Dominican and the Franciscan ones, to whom were trusted the souls and the dowries. The Tribunale del Santo Uffizio (Holy Office Court), in its difficult aim of defending the faith, not rarely, was hiding perfunctorily trials and revenges among potentates. 13 Pretoria Square, in front of Palazzo Pretorio, with the purchase of an allegoric fountain built for a Florentine villa by the Palermo Senate, becomes Piazza delle Vergogne (Shames Square) vox populi, referring to the nakedness of the statues as well as to the questionable potentates of the time. The Saints who used to patronized Palermo were all dethroned by S. Rosalia, whose bones, miraculously found and carried in procession on July 14, 1624, freed the city from the plague. e Fontana Pretoria (P.zza della Vergogna) 13 P.zza Pretoria Place (Shame Square)

Palermo is a city where each street, each alley, each courtyard, is a new discovery. Phoenicians, Romans, Byzantines, Arabs, Normans, Swabians, Angevins, Aragoneses, Spaniards, Frenchmen one after the other took turns in ruling the city, each of them leaving some traces of their cultures. The plain around Palermo has been inhabited since the prehistory: the caves of the nearby Addaura confirm the presence of dwellings during the Paleolithic and Mesolithic periods. The reproductions of the cave drawings crafted in the nearby Addaura are kept at the Archeological Regional Museum A. Salinas. Palermo was founded by the Phoenicians around 734 B.C. It is in fact Phoenician the urban structure of the settlement: a maze of allies cut by a longitudinal axis, the Cassaro – today’s Corso Vittorio Emanuele. The Romans in the IV century B.C. conquered Palermo from the Carthaginians. The mosaic ruins in some old roman houses at Villa Bonanno and the Early Christian Catacomb of Ossuna Gate confirm their presence. In the IX century, from North Africa, arrived the Arabs. The city became the beautiful capital of the Emirate, with its three hundred mosques, its gardens, and its citrus plantations. Today, after the building speculation of the Sixties, hardly a memory remains of those plantations in the Conca d’Oro. The Arabs built the Kalsa, the fortified citadel outside the walls, while within the walls they settled on the site of the old Phoenician polis. An imposing hydraulic engineering project of those days, which has last till now, is the Qanat: underground channels built to bring the water of the natural ground water

Casina Cinese Chinese house

fabbriche arabe. Ciò tuttavia diede avvio a un interessantissimo sincretismo architettonico-figurativo tra elementi nordeuropei e sapienza delle maestranze arabe che continuarono a operare a Palermo nell’intensa attività costruttiva del tempo. Esempi paradigmatici del periodo sono laCattedrale e il Palazzo Reale dei Normanni. La persistenza della tradizione dell’architettura araba e bizantina si ritrova anche nelle chiese della S.S. Trinità detta Magione, S. Giovanni dei Lebbrosi, S. Giovanni degli Eremiti con le suggestive cupolette, in origine blu, oggi rosse, la raffinatissima e ascetica nudità di S. Cataldo e, a pochi metri di distanza, gli scintillanti mosaici di mano bizantina di S.M. dell’Ammiraglio – la Martorana, dal nome della fondatrice del monastero annesso nel XIV sec. Romantica la leggenda che racconta di una visita invernale di un sovrano o di un vescovo al monastero: le monache, per omaggio, ornarono gli alberi spogli del giardino con frutti di pasta di mandorle colorata. La frutta di Martorana campeggia ancora oggi in tutte le pasticcerie cittadine. Costruito dagli emiri nel IX secolo e ampliato dai re normanni per farne dimora reale, il Palazzo dei Normanni racchiude un fulgido modello del sincretismo di età normanna: nella Cappella Palatina il patrimonio decorativo astratto di matrice araba sposa il mondo culturale della religione cristiana, quest’ultima declinata nelle forme orientali familiari alle maestranze

Porta Felice

di San Giovanni degli Eremiti 2 Chiesa St. John Church of the Hermits

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 Spiaggia di Mondello Video a cura di Davide Caramagno

MONDELLO Palermo: una città in cui ogni via, ogni vicolo, ogni cortile è una scoperta. Fenici, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli, francesi si sono avvicendati nel dominio della città, lasciando un’impronta del loro passaggio. Tracce tangibili ancora oggi, tanto nella struttura urbanistica del centro storico, quanto fra i monumenti, i mercati, nella memoria linguistica, toponomastica e gastronomica, e nello straordinario repertorio di canti racconti e teatro popolare. A buon diritto il tradizionale teatro dei pupi figura nel patrimonio mondiale UNESCO della cultura immateriale. I teatrini dei pupari Cuticchio, Argento e Mancuso sono ancora attivi in città. La piana di Palermo è abitata sin dalla preistoria: le grotte dell’Addaura testimoniano di cavità abitate lungo il paleolitico e il mesolitico. Ossa e strumenti utilizzati per la caccia ritrovati all’interno sono custoditi al Museo Archeologico Regionale A. Salinas, dove si possono ammirare anche delle riproduzioni del complesso di incisioni rupestri dell’Addaura. Palermo fu fondata dai Fenici intorno al 734 A.C. nel territorio fra i due fiumi, oggi interrati, Kemonia e Papireto. Fenicia l’impostazione urbanistica dell’insediamento: un dedalo di vicoli tagliati da un asse longitudinale, il Cassaro, oggi Corso Vittorio Emanuele. I Romani nel IV secolo A.C. riuscirono a strappare Palermo ai Cartaginesi. I resti musivi di case romane a Villa Bonanno e la Catacomba paleocristiana di porta d’Ossuna testimoniano il loro passaggio. Nel IX secolo arrivano gli arabi, dal Nord Africa. La città è splendida capitale dell’emirato, con le sue trecento moschee, i giardini e gli agrumeti di cui oggi resta a malapena il ricordo. Gli arabi edificano la Kalsa, cittadella fortificata, oltre le mura, mentre all’interno si insedia-

Giardino Inglese 16 English Garden

É uno dei monumenti più solenni dell’architettura arabo-normanna (1172). L’intero complesso monumentale, dedicato a Santa Maria Nuova e costituito dalla chiesa, dal convento benedettino e dal palazzo reale, venne edificato per volere del re Guglielmo II d’Altavilla (1166-1189). La leggenda vuole che la Vergine Maria sia apparsa in sogno al re, che si riposava sotto un albero dopo la caccia, per spronarlo a costruire un luogo di culto in suo onore. L’esterno si presenta con un’imponente facciata con portico a trifora e due grandi torri fortificate (quella di destra è stata poi trasformata in campanile) e porte in bronzo di elevato valore. All’interno le navate sono divise da colonne, che sorreggono archi a sesto di tipo arabo. Le pareti dei tre absidi sono rivestite da mosaici a fondo oro del XII secolo, che rappresentano le storie del nuovo e dell’antico testamento e uno dei cicli più vasti del mondo medievale (oltre 6.000 mq). Il chiostro, in stile romanico con pianta quadrata, sembra evocare i cortili porticati delle dimore signorili islamiche. Della costruzione originaria rimangono solo il corpo della Chiesa e il chiostro. Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’Umanità (Unesco).

Al centro del Mediterraneo tra liberty e neoclassico

bizantine, cui si deve la decorazione musiva. Come attuale sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, il Palazzo dei Normanni mantiene intatto il suo ruolo istituzionale, nell’Osservatorio Astronomico voluto da Ferdinando I di Borbone, alcuni locali sono dedicati al Museo della Specola. Alla maniera araba, le splendide residenze reali erano circondate da giardini lussureggianti con peschiere, giochi d’acqua e costruzioni arabeggianti. In città, alCastello della Zisa, sono ancora visibili le muqarnas (stalattiti) e il sistema delle fontane. Federico II di Svevia, Imperatore del S.R.I., scelse Palermo come residenza per farne capitale di arti e culture. In continuità con il precedente periodo, il regno era caratterizzato dalla natura multietnica della convivenza tra svevi, normanni, ebrei, arabi musulmani, greci bizantini, e "nativi. Il sarcofago in porfido rosso di Federico II è nella Cattedrale che custodisce anche un interessante Tesoro. Alla presenza degli ebrei a Palermo fino alla diaspora del 1492, si deve il pane con la milza: una legge vietava lo scambio di denaro tra cristiani ed ebrei, pertanto era uso pagare con le frattaglie degli animali gli ebrei che lavoravano nei macelli, frattaglie che venivano rivendute, sottobanco, in forma di pane imbottito. Oggi ne esistono due varianti: la focaccia schietta (zitella), pane e ricotta, e la focaccia maritata (sposata), con straccetti di milza e polmone e formaggio caciocavallo. Il pani ca meusa oggi è a buon diritto il caposaldo del cibo da strada insieme all’insalata di musso e carcagnola o le stigghiola di pecora, e ancora polipo bollito e ricci di mare, pizza sfincione e arancine di riso. L’instabilità alla morte di Federico II non fa che consolidare i potentati locali: lo Steri, residenza dei Chiaramonte, si impone da subito come paradigma dello stile gotico chiaramontano a cui si rifà anche Palazzo Sclafani. Residenza dei Vicerè spagnoli dal 1415 e dell’Inquisizione dal 1601, oggi Palazzo Chiaramonte, detto Steri, con lo splendi-

do soffitto ligneo trecentesco decorato con scene di vita medioevale, è sede del Rettorato dell’Università di Palermo. Risale al XIII secolo anche il primo impianto gotico della chiesa di S. Francesco d’Assisi, affrescata in età barocca dal pittore Pietro Novelli. Per tre secoli, dopo la cacciata degli angioini con la Rivolta dei Vespri nel 1282, Palermo entra nell’orbita del regno spagnolo d’Aragona, subendo un’involuzione socioeconomica a cui faceva da contraltare un incremento esponenziale del numero di chiese e palazzi che rivaleggiavano in fasti e ricchezze: specchio tanto delle rissose fazioni nobiliari che si contendevano di fatto il dominio sulla città, quanto della concorrenza fra i ricchissimi Ordini mendicanti, Domenicani e Francescani su tutti, a cui si affidavano anime e doti nonché, attraverso il Tribunale del Santo Uffizio, la turbolenta difesa della fede che non di rado celava processi sommari e regolazioni di conti tra potenti. Nel ‘500 cominciano i lavori dell’incompiuta Chiesa di S. Maria dello Spasimo; già alla fine del secolo, proto-teatro stabile, la chiesa venne adibita a sede di spettacoli pubblici. In seguito fu lazzaretto, granaio, magazzino, ospizio e nosocomio. Nel 1985 l’Amministrazione Comunale decide di recuperare l’affascinante spazio a cielo aperto per farlo rivivere come

 ORARI Visita/ Open: giorni feriali/weekdays ore 8.30 - 12.45 e 14.30 - 16.30 www.monrealeduomo.it Video Unesco Palermo - www.youtube.com/watch?v=02PJtKBuxzs

“U fistinu“ puts on stage such celebration every year since then: with Baroques magnificence and with the acclaim of all the people, a triumphal car is drawn from Palazzo Reale to Porta Felice 15 on the sea, where it is tradition to watch, either from the shore or on board of boats, the spectacular fireworks. At the beginning of the Seventeenth century Palermo was involved in the wars among France, Austria and e Spain, it ended up under the Bourbons and became the refuge of Ferdinand IV who had fled from Naples. In the XVIII century all the area around the city changes considerably following the beginning of the villas system, the "moda della villeggiatura” (the fashion of going to the villa, going on vacation). The Bourbons held the city till the arrival of Garibaldi and of the Italian Unification (1860). In that period the aspect of the city follows the social and political disruptions that were taking place and the city renewed itself; emblematic of the change is the building of the two 10 theaters Massimo and Politeama 11 and the opening of two new arteries: Roma Street, that connects the railways station to the harbor area and Libertà (Freedom) Street where several new villas are build in Art Nouveau style. The Sicilian cassata, a cake made of sugar and marzipan is said to be borne in that period. An ingenious confectioner decided to cover with candied fruits the traditional baked cassata and to offer it as a gift to the Florio family, the local protagonist of the Belle epoque, that finding it wonderful started to offer it to their guests as a souvenir. Also the sea front becomes Foro Umberto I, or Foro Italico, still nowadays a beautiful panorama can be admired from the Terrazza delle Cattive, which used to be the walk reserved to the widows who, although staying some way off, did not give up looking at the worldly things of the well frequented sea front. At a little distance there is the 14 Orto botanico (Botanic Garden), one of the most important in Europe for size and number of species there preserved, developed in neoclassical style by the frenchman Léon Dufurny in 1798. The monumental Entrance on Via Roma and the Palazzo delle Poste is of Fascist period. Also the Caserma dei Vigili del Fuoco "Ignazio Caramanna" with the nearby Casa del Mutilato (House of the disabled person) refers to the Futurism style. After the Fifties and Sixties, the dark years during which took place the sac of Palermo when art nouveau villas were knocked down to make place to reinforced concrete, started to operate architects such as Giuseppe Samonà with the Palazzo dell’Enel (1961) and Vittorio Gregotti: the Science Department of Palermo University project is of 1969. Finished in 2002,there is the post-modern building of the 12 Nuova Pretura based on the project of Sebastiano Monaco.

Teatro Politeama 11 Politeama Theatre

Cattedrale di Palermo 5 Cathedral of Palermo

table to surface. The Arab quarter Seralcadio was the first nucleus of today’s Capo market, one of the historical markets of the city, which keeps the colors and types of goods of the Middle Eastern “suks”. In 1072 the Norman Ruggero d’Altavilla, conquered Palermo. The Christianization process that followed had as a consequence the destruction of the majority of the Arab buildings, starting from the mosques. This however gave birth to a very interesting architectural-figurative syncretism between Northern European elements and skillfulness of the Arab workers who continued to work in Palermo during the intense building activity of those days. The typical examples of that period are the Cathedral and the Palazzo Reale dei Normanni. The Cathedral is today a fascinating result of successive assemblies: from the first Norman building on the site of the ancient Gami mosque, to the gothic Catalan style of the Southern arcade, to the baroque dome and to the XVIII century bell tower, restored, as it was commonly done in those days, in neo-gothic style. The Palazzo dei Normanni, built by the Emirs in the IX century and enlarged by the Normans to become the king’s residence, holds a glowing model of the Norman era syncretism. Frederick II of Swabia, stupor mundi, Emperor of the Holy Roman Empire chose Palermo as residence to make it the capital of arts and cultures. In continuation with the prior period, the kingdom was characterized by the multi-ethnic nature of the living together of Swabians, Normans, Jews, Muslim Arabs, Byzantine Greeks, and “natives”. The typical bread with spleen is coming from the presence of Jews in Palermo up to the 1492 Diaspora: a law forbid the exchange of money between Christians and Jews, thus it was used to pay the Jews that worked in the slaughterhouses with the entrails of the animals, entrails that were then sold under the counter as sandwiches. The “pani ca meusa” today is

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no sul sito della fenicia paleapolis. Un’imponente opera di ingegneria idraulica del tempo, che al tempo ha resistito, sono i Qanat: canali sotterranei costruiti per portare in superficie l’acqua delle falde naturali. Il quartiere arabo del Seralcadio, fu il primo nucleo dell’odierno mercato del Capo – uno dei mercati storici della città, che dei suk mediorientali conserva colori e suddivisione merceologica. Il mercato, frequentato abitualmente dai palermitani, mantiene ancora molte delle sue caratteristiche originarie, tra le quali le abbanniate (grida) dei venditori. All'interno del quartiere del Capo si trova un gioiello barocco: la Chiesa dell’Immacolata Concezione, uno degli esempi più stupefacenti della scenografica decorazione a tarsie di marmi mischi. Sempre al Capo, in vicolo degli Orfani, murata all’ingresso di una camera sotterranea, una targa ricorda “l’antica sede dei Beati Paoli” misteriosa setta che forse operò a Palermo tra XV e XVI sec. amministrando segretamente, fra vicoli e ingrottati del ricchissimo sottosuolo di Palermo, una giustizia privata in difesa delle classi subalterne. Nel 1072 il normanno Ruggero d’Altavilla, spalleggiato dal Papa, conquista Palermo. Il processo di cristianizzazione portato da tale alleanza ha come conseguenza la distruzione di gran parte delle

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Mappa turistica Palermo 2018  

Mappa turistica Palermo 2018  

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