Il Giornale di Tradate luglio 2022

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PERIODICO DI INFORMAZIONE

il giornale di

TRADATE Anno 1 n°1 (2 °Pubb.) Aut. Tribunale di Milano: in attesa di registrazione - Editore: Lime Edizioni srl

Direttore responsabile: Massimo Vernacotola Ordine Nazionale dei Giornalisti tessera n.136745 - Realizzazione grafica e concessionaria esclusiva di pubblicità: Lime Edizioni srl - Via A. Capecelatro, 31 - 20148 Milano - Tel. 02 36767660 www.limedizioni.com - info@limedizioni.com - Tiratura: 10.000 copie

EDITORIALE

"VIVIAMO UNA REALTÀ IN CONTINUO MUTAMENTO"

Non sprecarla più Massimo Vernacotola

Non un semplice invito, ma un’ordinanza, quella del Sindaco di Tradate sull’utilizzo dell’acqua, fra i primi ad averla imposta in Italia come ci hanno rammentato i tg regionali. Ci mancava anche la siccità per completare la panoplia delle catastrofi in questi mesi funesti di coronavirus, conflitto armato, inflazione e altro ancora. Qualcuno comincia a trovare analogie con le “piaghe d’Egitto” del Vecchio Testamento, visto che in Sardegna sono persino arrivate le locuste. Lasciamo ai profeti di sventura le loro convinzioni e facciamo un plauso a chi ha compreso che “quando si viaggia su ghiaccio sottile il segreto sta nella velocità”, rammentandoci un principio inderogabile: quello di responsabilità. Perché il perdurare della siccità è un problema davvero grave, che impone contromisure immediate. Primo fra tutti pensare ai dissennati e spensierati consumi che facciamo quotidianamente di “sorella acqua”, che San Francesco definì “molto utile, humile, et pretiosa et casta”. Una risorsa, appunto, preziosa e insostituibile, che diamo per scontata ma che non è infinita.

Una gran bella città Una città alla quale non manca nulla, ma che deve iniziare a pensare il futuro con iniziative di medio-lungo periodo, coinvolgendo appropriate risorse manageriali

e senza timore di sperimentare nuove vie. A partire dal rilancio e la salvaguardia del commercio al dettaglio.

NUOVE AZIENDE

SANITA’

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CREG Production: giovani Il messaggio di AGUAV: imprenditori di talento la sordità oggi è curabile L’associazione AGUAV, in prima linea Una produzione fotografica e video all’avanguardia, apprezzata da marchi nel sostenere il servizio di Audiovestiquali Sony, Universal, Conad e Perfetti. bologia dell’ospedale di Varese. PAGINA 5

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Dal Comune

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TRADATE

UNITÀ D’INTENTI E INNOVAZIONE DI PENSIERO Sperimentazione di nuove idee, coraggio, managerialità e cultura diffusa: ecco la ricetta di Mauro Prestinoni perché una città dalle molteplici eccellenze non si trasformi in città dormitorio. Con uno sguardo particolare al mondo del commercio. di Massimo Vernacotola “Cos’è per lei Tradate?” Risponde senza indugi Mauro Prestinoni , capogruppo del Partito Democratico e consigliere comunale a Tradate: “la nostra è una bella Città!”. È molto ben servita, dispone di due stazioni, di un ospedale, di scuole di ogni ordine e grado, di una splendida biblioteca, di due bande musicali, di un osservatorio, di un ecoplanetario , del Parco Pineta… Non è scontato, parlando di una città di poco più di 18mila abitanti. In più viviamo nel verde, fatto che rende la qualità della vita ben diversa da altre realtà. “Ma…?”. Ma rischiamo di sprecare molte prerogative che fanno di noi un luogo di eccellenza e di diventare una città dormitorio, se non recuperiamo l’idea di comunità e cominciamo a lavorare anche su prospettive a medio-lungo termine. Per quanto mi riguarda, circa le macro aree di intervento, quelle che riguardano tutta la comunità e il suo benessere, non mi opporrò mai a scelte di buon senso, da chiunque queste arrivino, in nome del colore politico. Come consigliere ho il dovere di esercitare il controllo delle decisioni prese dalla Giunta e mi auguro che il mantenimento dell’acquisto “status quo” non porti a “murarsi vivi” nel passato per paura del cambiamento. Vivere nel solco delle tradizioni non significa non accorgersi di una realtà in continuo mutamento. In che modo, allora, bisognerebbe guardare al futuro? Innanzi tutto le molteplici asso-

ciazioni, coadiuvate dal Comune, dovrebbero unirsi maggiormente nello sviluppo di progetti condivisi e di ampio respiro, senza perdere di vista il proprio fine ultimo che è quello di migliorare la vita (e la vitalità) del Territorio. La tendenza a chiudersi, pensando solo alla propria sopravvivenza, è il primo scoglio da superare. In un periodo in cui vengono trasmessi solo timori, bisogna costruire con il coraggio e l’unità di intenti: dobbiamo operare per divenire un valido polo attrattivo per tutto il territorio, anche per paesi e città non vicinissime a noi, con i quali bisogna collaborare.

Ci faccia un esempio che illustri questa visione. Pensiamo al mondo del commercio al dettaglio e agli esercizi di vicinato, già in difficoltà per il diffondersi del commercio elettronico e il proliferare dei centri

commerciali, quindi fortemente provato dal Covid. La loro sopravvivenza è strettamente legata alla vita della Città, per questo non bisogna aver timore di sperimentare nuove strade…Vi è la possibilità che una iniziativa non dia i frutti sperati, ma se ci si muove sempre nella stessa direzione, ancorati solo al passato, i risultati non potranno mai cambiare. Sarebbe bello sperimentare, almeno davanti al Comune, in Corso Bernacchi e in Via Vittorio Veneto un’isola pedonale che magari per un paio di sabati al mese divenga centro di aggregazione, spinga la gente a uscire a passeggio e a fare acquisti. Soprattutto nei mesi con temperatura più mite, gli spazi condivisi all’aperto possono essere un modo nuovo perché i commercianti, gli artigiani, le start-up e le imprese individuali possano illustrare le proprie attività, maga-

Invocare la pioggia: un rito vecchio quanto il mondo

matrone scalze e con i capelli sciolti salivano sul Campidoglio, facevano ruzzolare pietre e invocavano Giove Pluvio a squarciagola simulando il brontolio del tuono (ancora oggi si pensa che il cantare stonando porti la pioggia!). L'idea che Dio mandi l'acqua in risposta ai comportamenti umani è nella Bibbia: "Se seguirai i miei comandamenti, ti manderò la pioggia". Se questa si faceva attendere, la gente pensava che qualcuno avesse peccato. Alcune processioni medioevali dei flagellanti venivano indette ogni volta che la siccità minacciava i raccolti.

Il meccanismo psico-sociale, disciplinato dalle religioni e che accomuna quasi tutte le preghiere e le cerimonie, è l'attribuzione della collera divina a una colpa della collettività degli uomini. L'espiazione che nelle culture arcaiche esigeva il sacrificio umano, ora richiede almeno una preghiera. Alla metà del quarto secolo, papa Liberio trasformò per la prima volta la cerimonia pagana di invocazione delle precipitazioni in una pubblica preghiera cristiana. Da allora l'uso è rimasto e ancora oggi il vescovo, in caso di prolungata siccità, indice una processione o un pellegrinaggio 'ad petendam pluviam' (per invocare la pioggia).

Le nuove povertà, acuite da due anni di pandemia, e una popolazione sempre più anziana e spesso non autosufficiente. Qual è la realtà tradatese? Le situazioni di grave disagio non sono moltissime a Tradate, ma non va per questo trascurato il problema, anche perché alcune sono davvero problematiche. Per questo gli aiuti devono essere sempre mirati, anche per non creare disparità di trattamento. Garantire a tutti un tetto sopra la testa, il cibo e le cure è il nostro dovere primario. Gli anziani, custodi della nostra storia, vanno seguiti e aiutati in caso di non autosufficienza, soprattutto presso la propria abitazione perché

portarli via da casa spesso provoca in loro un ulteriore disagio. Ma esiste un altro tipo di povertà, quella culturale e dello spirito: mangiare, bere, curarsi…non può bastarci! Gli anziani devono essere spinti a uscire, ad aggregarsi, a non smettere di imparare, a coltivare le proprie passioni…Per questo il Comune deve attivarsi con le associazioni per dar vita a corsi e iniziative in tal senso, si tratti di teatro, scrittura creativa, giardinaggio, musica, ginnastica o altro. E questo non solo per gli anziani, io auspico una sorta di “formazione permanente” per tutta la popolazione adulta, che consenta di arricchirci e garantisca benessere psicofisico diffuso.

Siete stati tra i primi a inaugurare la Casa di Comunità, ne percepite già i benefici? È presto per dirlo, mi auguro che l’impatto sia quello atteso soprattutto per quanto riguarda la prevenzione, unita a un forte indirizzo a condurre una vita sana. Viviamo anche noi una situazione di carenza di infermieri, molti dei quali vanno a lavorare in Svizzera attratti da retribuzioni decisamente più alte. Più in generale, auspico il ritorno a una coscienziosa sanità di base, in cui i medici facciano rete, mentre oggi purtroppo molti si limitano a scrivere ricette e a prescrivere esami, sgravandosi così da ogni responsabilità. Una più funzionale sanità di base porterebbe a una più alta efficienza del sistema sanitario, eliminando gli esami inutili e liberando spazio per chi ne ha davvero necessità.

Una preziosa reliqUia

di M. Vernacotola

La cerimonia per invocare la pioggia ha visto in processione un prezioso crocefisso, patrimonio della cristianità e oggetto di venerazione da parte di devoti che giungono in città da ogni dove.  Le preghiere per la pioggia sono sem pre esistite. Nell'antica Roma, durante  la cerimonia chiamata "aquilicium",

ri accompagnati da mostre, spettacoli e altre iniziative. Andare verso il futuro significa anche sfruttare il mondo digitale, realizzando, per esempio, un sito Internet che diventi una vetrina di proposte in grado di attrarre anche acquirenti dagli altri comuni del territorio. È fondamentale, comunque, che queste attività vengano svolte in modo estremamente professionale, con la supervisione di un vero e proprio manager del settore: l’improvvisazione e la mancanza di competenze oggi non pagano. A volte bisogna avere la forza di operare scelte che non accontentano tutti, se il fine è quello di non far morire la Città. Perché una città senza negozi è davvero una città morta. Lo ripete da anni il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, e ha proprio ragione.

A Tradate il rito, svoltosi il 2 Luglio, ha visto in processione una reliquia non comune, un crocefisso considerato fra i quattro miracolosi della Lombardia. Il crocefisso ligneo, portato a spalla attraverso i campi delle Ceppine fino alla chiesa di San

Bernardo, è venerato da persone provenienti anche da molto lontano ed è conservato come tutti sanno nel Santuario del Santo Crocefisso, la chiesa a cui sono maggiormente devoti i tradatesi. Che confermano come nei secoli passati più volte la misericordia di Dio abbia donato la pioggia in tempi di siccità e di carestia, dopo che i contadini ebbero portato il crocefisso per i campi inariditi. Come in occasioni anche recenti, in cui è stato necessario fare fronte comune per affrontare un problema di tutta la comunità, furono i cittadini di Tradate a provvedere al mantenimento della Chiesa quando nel 1770 una disposizione delle autorità austriache la mise in vendita: un’unità d’intenti che da sempre accomuna la Città e che non deve essere smarrita. Anche quando tornerà a piovere.


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oSPeDale

Due modi di dire grazie all’Ospedale di Tradate  Quindici luglio, ore 14.30, giardino anti stante la sede della Direzione medica  dell’Ospedale di Tradate. Più che una cele-

brazione, un’occasione per riflettere sull’impatto che la pandemia ha avuto sul nostro Paese. Soprattutto, sul ruolo che hanno giocato, nella lotta al Covid-19, operatori del servizio sanitario nazionale e volontari. È a loro che Danilo D’Arcangelo, dipendente dell'Asst Sette Laghi presso il nosocomio tradatese, ha voluto dedicare un monumento, per ricordare gli oltre 7.200 pazienti Covid assistiti e curati in questi anni.

Non è la prima testimonianza pubblica di stima che l’ospedale cittadino riceve. La tradatese Antonella Fonte ci ha descritto la Pasqua di quest’anno come la visita di due angeli, in carne e ossa. E dire che la giornata non era iniziata nel migliore dei modi. «Covizzata, a casa», mi racconta al telefono, sdoganando definitivamente un neologismo ormai in uso da tre anni a questa parte. Il peggio è arrivato a mezzogiorno, quando ha ricevuto una telefonata della madre, «donna autonoma, ma che per età e salute va anche seguita», che le ha detto di accusare mancamenti, dolori, sudori freddi. E da covizzata, era impensabile per la figlia portarla al pronto soccorso. Per questo, Antonella ha sùbito chiamato la guardia medica, attenta a darle i primi consigli e, soprattutto, a mandare una segnalazione agli Infermieri di Famiglia e Comunità. «Sono arrivati nel giro di 35-40 minuti massimo», forse anche le strade poco trafficate di Pasqua hanno aiutato, ma non si può non parlare di un celere pronto intervento, «da quel momento, sono stati due veri

Dal monumento ai medici e volontari impegnati nella lotta al Covid, alla felice esperienza della tradatese Antonella Fonte con la nuova figura degli Infermieri di Comunità. di Francesco Moscarella

il racconto di Antonella Fonte, è il 20 aprile, quegli stessi infermieri sono in casa della madre per un nuovo check della situazione. È interessante anche la sua lettura psicologica sulla differenza tra una visita di questo tipo e «vedersi arrivare sotto casa un’ambulanza, immagine che in alcune persone anziane o fragili può forse destare preoccupazione», pur lodando giustamente il lavoro dei nostri soccorritori. Avete letto una testimonianza di quale debba essere, e ci auguriamo sarà sempre di più, il servizio degli Infermieri di Famiglia e Comunità. A Tradate, che fortunatamente conta un organico numericamente idoneo, come in tutta la penisola. Sono stati toccati tutti i motivi alla base di questa figura professionale. Abituarsi, usufruire di questi servizi, comprenderne funzioni e limiti, faciliterà quello che è l’altro grande obiettivo della riforma sanitaria, ossia evitare un sovraccarico di ospedali e pronto soccorso.

angeli». Vito e Silvana, che la donna ancora ringrazia di cuore, come ha già fatto in un cliccatissimo post pubblico su Facebook, ripreso dalla stessa ASST Sette Laghi. Antonella seguiva la situazione dal telefono, ascoltando tutto ciò che succedeva. I due infermieri rassicuravano la madre, chiedevano quali farmaci prendesse e che tipo d’interventi avesse subìto, misuravano i parametri vitali. Soprattutto, la facevano reagire.

«Mi ha colpito la dolcezza nelle loro parole. L’hanno messa nelle condizioni per stare bene». Una visita dal felice esito, fortunatamente. Persino dopo aver lasciato il domicilio, il monitoraggio della situazione è stato attento e costante: «hanno lasciato il numero di telefono, in caso di bisogno. E hanno chiamato due volte, nel giro di un’ora e mezza circa, per verificare che fosse tutto ok». Nel momento in cui sto sentendo

Per info sui servizi dell’Ospedale di Tradate Ufficio Relazioni col Pubblico, Ospedale Galmarini di Tradate Villa Galmarini (Piano 1) Piazzale Zanaboni 1 Orari: • Accesso di persona: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 13.00 • Accesso telefonico al n° 0331-817446: da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 13.00. Per informazioni su tutti i servizi dell’ASST Sette Laghi Ospedale di Circolo Fondazione Macchi di Varese: tel. 0332/278395 E-mail: urp@asst-settelaghi.it


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SPettaColi

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TRADATE

Una stagione di prestigio:

il Cinema Teatro Nuovo ha vinto la sua sfida alla pandemia Spettacoli di livello nazionale, nell’anno più difficile per il teatro italiano e non solo. Per ripartire di slancio verso le prossime stagioni, con rinnovate ambizioni. di Francesco Moscarella

 Seppur ridotta, portare a ter- tatori, un biglietto da visita presti- Moneta, noto anche come dop mine una stagione teatrale in gioso per tutto il Tradatese. Una piatore di alcuni dei cartoni ani piena pandemia non era per filosofia che la gestione CREG Pro- mati più amati della tv. nulla scontato. Ma il Cinema Teatro Nuovo di Abbiate Guazzone, con i giovani volontari di CREG che ne rappresentano cuore e anima, ha persino alzato l’asticella, facendo sì che quei quattro appuntamenti in calendario fossero di altissimo profilo. Ognuno, un ricordo indelebile per gli spet-

duction segue già dal periodo pre Covid, quando il regista teatrale e televisivo Marco Rampoldi portò, proprio qui, due prime nazionali. “Montagne russe”, debutto assoluto a teatro di Martina Colombari, sul palco con Corrado Tedeschi, e “La coscienza di Zeno”, con lo stesso Tedeschi e Claudio

Proprio Rampoldi ha firmato la regia di tre degli spettacoli della stagione appena conclusa. Dal “Pigiama per sei” dell’8 gennaio scorso, sinergia vincente tra comici noti come Max Pisu e Antonio Cornacchione e protagonisti della scena teatrale come Laura Curino.

Per poi proseguire, il mese successivo, con “Partenza in salita”: regia di Rampoldi e Corrado Tedeschi, protagonisti lo stesso Tedeschi e la figlia Camilla. A marzo, è stata la volta di “5 centimetri d’aria”, con Lucia Marinsalta, monologo dall’alto contenuto sociale. Un progetto di Nando Dalla Chiesa sulla mafia delle nostre zone, prodotto dal Teatro Piccolo di Milano. Infine, il 21 aprile scorso, il gran finale di stagione con un altro monologo, “Serafino Gubbio Operatore”, con Giancarlo Fares, importante regista romano insieme a Sara Greco Valerio. Spettacolo agrodolce che, attraverso il racconto di una vita, ci invita a considerare che in ogni cosa c’è sempre un oltre. L’altro, grande obiettivo del Cinema Teatro Nuovo è ampliare la platea oltre ogni confine, generazionale o di gusto. Da sorprese fuori calendario, come l’apprezzatissimo “The Dark Side Of the Moon” - tributo ai Pink Floyd tra musica, eseguita da undici giovanissimi professionisti/musicisti usciti da conservatorio e CPM Music Institute, immagini e l’avvincente narrazione di Matteo

Pisu, giovane attore figlio di Max Pisu - sino al fondamentale rapporto con le scuole e gli studenti. Spettatori di più di una matinée dal profilo artistico e sociale, come “Il posto giusto”. Format teatrale ideato dal gruppo di lavoro “WeFree” della Comunità San Patrignano, realizzato grazie al sostegno di Ufficio di Piano del Comune di Tradate, Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus e Anglad Prealpina, con protagonista la giovane altoatesina Verena, che con coraggio ha raccontato la sua caduta tunnel della droga in età scolastica e di come sia infine riuscita a uscirne. Ma numerosi altri spettacoli hanno messo in scena tematiche come “Violenza sulle donne, Ecologia e sostenibilità, Dante, Wilde, ecc. o rappresentazioni come “A cup of tea with Shakespeare”, prodotto dal Piccolo di Milano, in lingua inglese. Insomma, quello di quest’anno è stato un panorama ricco, vivace e variegato, e l’ambizione per la prossima stagione è portare sul palco almeno sei-otto spettacoli. Un vanto per tutta Tradate.


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Una realtà giovane che si è fatta rapidamente strada nel campo della produzione video e fotografica, facendosi apprezzare da marchi come Sony, Universal e Conad. Ma investendo sempre sui giovani e sul territorio. Una formazione come attore, all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, per poi dedicarsi anima e corpo al teatro, nella città più bella del mondo: Tradate. Sì, perché per Emmanuel Galli, ventott’anni, nessun posto è come quello in cui si è cresciuti. Qui ha messo a frutto ciò che ha imparato, insieme a un gruppo di amici appassionati di teatro come lui, e cinque anni fa ha dato vita a una scuola di recitazione che contava inizialmente ventidue studenti. Ora sono centoquattro. «È grazie a loro, che iniziavano a frequentare ambienti come teatri, studi televisivi o pubblicitari, che ci siamo affacciati anche al mondo della produzione», ci racconta. Ed è così che, due anni fa, alla scuola di recitazione CREG si è affiancato

www.cregproduction.it Instagram: @creg_production

CREG Production: quegli amici di talento che fotografano l’eccellenza di Tradate CREG Production, uno studio all’avanguardia che offre servizi a 360°: produzione video, fotografica, grafica in 2D o 3D, social media, web design. Senza mai perdere la sua identità originale. CREG ha preso in gestione il Cinema Teatro Nuovo di Abbiate, dandogli slancio e vitalità. «Persino nel design dei nostri studi e uffici, abbiamo ristrutturato gli ambienti dando un aspetto moderno, ma che mantenesse sempre il legame con teatro e cinema». Ambienti che oggi, oltre a una strumentazione d’avanguardia, ospitano studi fotografici con fondali, una sala posa e

lo studio con limbo bianco (dotato di parete concava affittabile per servizi fotografici e video) e un moderno open space dotato di area relax, postazione trucco ecc. Ampio è anche il ventaglio di servizi offerti, dalla gestione social ai siti web, dai video aziendali alle grafiche pubblicitarie digitali e cartacee. Sony, Universal, Conad, Perfetti sono solo alcuni dei marchi che si sono già avvalsi dei loro lavori. La qualità è garantita dai collaboratori, ragazzi e ragazze tra i diciotto e i venticinque anni, diplomati alle migliori accademie: Civica e IED

(video), Bauer (fotografia), NABA (grafica). Giovanissimi, come la direttrice di produzione Arianna De Stefano, o il ventiduenne amministratore delegato, Nicolò Clerici. L’azienda collabora anche con scuole e atenei per stage e PCTO, l’ex alternanza scuola-lavoro, come pure con aziende storiche del tradatese e provincia. «Piccola o grande, copriamo a 360° le esigenze comunicative di ogni azienda. Non c’è bisogno di andare fino in centro a Milano o Roma, peraltro con costi maggiori, per produzioni di qualità». Per Emmanuel, Tradate sarà sempre la città più bella del mondo.



Benessere, mantenimento dell’autonomia residua e qualità della vita: sono questi i capisaldi attorno ai quali la RSA Pineta costruisce i progetti personalizzati di assistenza agli anziani.

RSA Pineta  La RSA Pineta di Tradate rappresenta l’ar chetipo della RSA in evoluzione, alla  ricerca di costanti crescita e sviluppo visto che il suo personale, altamente qualificato, è in “formazione permanente”, attenta a tutti quei dettagli che uniti fanno la differenza. Di dimensioni medie, consente ancora spazi di rapporto individuale con ogni ospite, dando vita ad un ambiente accogliente e famigliare gestito da personale non solo preparato ma soprattutto dotato di quella sensibilità ed empatia imprescindibili quando ci si occupa di persone fragili o in età avanzata. Che qui, ci dicono in coro, hanno sempre diritto di parola e di ascolto. «La nostra Struttura residenziale e il Centro diurno - afferma Tiziano Zazzarini, direttore della RSA Pineta - mettono al centro la libertà e soprattutto l’unicità dell’anziano. Il ricovero in RSA per le persone in età avanzata è un evento stressante, collegato all’abbandono di elementi conosciuti e rassicuranti. A partire da quando ci si sveglia al mattino e si (ri)scopre di non essere più nella propria casa. Per questo riconoscere i vissuti e le dimensioni emotive che l’anziano sperimenta durante l’esperienza di ricovero in RSA e dare loro valore rappresenta per la nostra équipe la condizione di partenza necessaria per l’avvio di una relazione accogliente e volta al mantenimento della residua autonomia».

PER OGNI ANZIANO UNO SPECIFICO PROGETTO

Sia il criterio di efficacia (verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti) sia quello di efficienza (il migliore utilizzo delle risorse per raggiungere gli obiettivi) sono intrinseci nelle attività della Casa di Riposo: «l’organizzazione – ci dice ancora Zazzarini - ha come obiettivo l’aumento del livello della qualità delle prestazioni socio sanitarie ed assistenziali, per questo ogni anno coinvolge i suoi operatori, attentamente selezionati, in percorsi di accrescimento e formazione per approfondire problematiche emerse nella quotidianità del lavoro, dalla relazione di aiuto al rapporto con le famiglie, dalle gestione dell’aggressività degli utenti fino alle nuove metodologie volte al ripristino e al mantenimento di adeguati livelli di salute fisica e di stimolazione cognitiva».

UNA STRUTTURA ALL’AVANGUARDIA Situata a fianco dell’Ospedale, La RSA Pineta è stata inaugurata nel settembre del 2004 e dispone di 95 posti letto accreditati (90 contrattualizzati con il SSN), di cui 19 dedicati a ospiti con demenze di tipo Alzheimer, situati in reparto specifico con diverse soluzioni rispondenti alle recenti teorie sulle “terapie non farmacologiche”. All’interno della struttura sono presenti ampie e luminose camere singole e doppie dove viene garantita la presenza h 24 di assistenza sociosanitaria, infermieristica e medica. La presenza di personale educativo/animativo e fisioterapico garantisce il mantenimento delle capacità motorie e cognitive degli anziani, anche grazie all’utilizzo della tecnologia: l’utilizzo di tablet e di app, con il supporto del personale, ove necessario, non solo consente di continuare a essere connessi col mondo ma si sposa con la volontà della Struttura di portare gli ospiti – grazie a un maxi-schermo interattivo – in tour virtuali

per il mondo, alla scoperta di città, musei, luoghi della memoria o sconosciuti. All’interno della RSA sono presenti anche servizi accessori, quali parrucchiere e barbiere, pedicure, lavanderia e palestra, oltre che un luogo dedicato al culto. Due curati giardini, oltre a un terzo riservato agli ospiti affetti da Alzheimer, permettono di vivere momenti e attività all’aria aperta. La giornata, comunque, per gli ospiti non trascorre mai in modo noioso grazie al coinvolgimento in attività singole e di gruppo e alla partecipazione a numerosi laboratori, fra cui quelli di cucina e di cucito, oltre che a momenti di animazione ed educativo-risocializzanti.

IL CENTRO DIURNO Ha riaperto, dopo lo stop imposto dalla pandemia, il Centro Diurno della RSA Pineta, soluzione alternativa all’ingresso permanente in Casa di Riposo. Con capienza ricettiva di 25 posti, qui gli anziani parzialmente autosufficienti potranno usufruire degli stessi servizi della RSA, a esclusione del pernotta-

mento notturno, ma con la possibilità anche di fare colazione e pranzare presso il Centro. Aperto tutti i giorni, da lunedì a venerdì (festivi esclusi), dalle ore 8 alle 18, offre diverse tipologie di prestazioni, al fine di soddisfare le esigenze delle persone anziane e delle proprie famiglie e disponendo anche di un servizio di trasporto, attivo dal lunedì al venerdì per il Comune di Tradate e per i paesi limitrofi. Una collocazione, questa, che prevede assistenza diretta alla persona, medica e infermieristica, oltre a terapia fisica e riabilitativa singola e di gruppo. Per questi ospiti, poi, sono previste quotidianamente attività ricreative e risocializzanti, momenti culturali, di animazione, oltre alla possibilità di dedicarsi a diverse attività manuali e partecipare a diversi laboratori. (Caregiver: familiare che a titolo gratuito si prende cura di un genitore malato, o un familiare non autonomo con difficoltà motorie). RSA Pineta Via Monte Nevoso, 12 - Tradate Numero Verde: 800.20 89 89

Messaggio pubblicitario

Accoglienza e presa in carico dell’anziano e del caregiver*, nell’ottica di un invecchiamento attivo e di prevenzione delle fragilità socio-sanitarie, costituiscono i punti di forza delle progettualità all’interno di questa RSA, che a ogni anziano attribuisce un progetto, chiamato PAI (Piano Assistenziale Individualizzato), che prevede il monitoraggio di ogni singolo ospite per la durata di un mese da parte di un team multidisciplinare (medici, infermieri, fisioterapisti, animatori, educatori, personale assistenziale…), al fine di redigere un documento di sintesi che raccolga e descriva le informazioni relative ai soggetti in condizioni di bisogno. Questo con l'intento di formulare ed attuare un progetto di cura e assistenza personalizzato che possa favorire la migliore condizione di salute e benessere raggiungibili per il soggetto di riferimento. Tale progetto – è bene sottolinearlo – deve tener conto delle priorità e delle aspettative dell’assistito e dei familiari, delle abilità perse e di quelle residue, delle funzioni recuperabili, oltre che dei fattori personali, ambientali, familiari. In poche parole, dell’unicità che rappresenta ciascun individuo.

al centro l’unicità degli ospiti


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SCienza

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TRADATE

LA MAGNIFICENZA DEL COSMO

Ben oltre la semplice associazione di appassionati, il GAT-Gruppo Astronomico Tradatese è una storica realtà fra le più quotate in Italia, nota anche al di fuori dei confini nazionali per la ricerca scientifica e la puntuale e rigorosa divulgazione di tutto ciò che riguarda lo Spazio. di Massimo Vernacotola  Per fortuna la RAI ha dato vita (almeno) alla trasmissione  “Space Walks”, una serie di puntate dedicate allo Spazio e  alla “space economy”. Per il resto, tutto ciò che riguarda le

missioni spaziali abitate (cioè quelle sulla Stazione Spaziale Internazionale), la progettazione di nuovi razzi e satelliti, le missioni di ieri e di oggi verso la Luna e Marte, l’osservazione della Terra e degli astri viene in Italia quasi tralasciato e relegato agli addetti ai lavori: qualche minuto per le nuove iniziative di “Astrosamantha”, la passeggiata spaziale di Luca Parmitano, gli esperimenti e le fotografie di Paolo Nespoli…fine! Quanti studenti di materie scientifiche conoscono la costellazione di satelliti Cosmo-SkyMed, tutta italiana, e la loro fondamentale missione nel monitorare dallo Spazio i cambiamenti in atto sul pianeta Terra? Peccato che nessun altro ambito possa superare lo Spazio in termini di ricadute su noi terrestri, sia tecnologiche che metodologiche e comportamentali. Lo spazio è infatti il contesto estremo della sperimentazione e del cambiamento, certo anche delle sfide più complesse, così, per limitarci agli space explorers, questi divengono proponitori (e testimonial autentici) del cambiamento stesso come concetto evolutivo e controllabile, in quanto sono protagonisti di uno scenario che impone adattamenti per sopravvivere in ambienti totalmente nuovi, dove non si finisce mai di esplorare e quindi di imparare, anche dall'analisi attenta del proprio agire, delle proprie emozioni, errori, dei propri disagi e paure.

“Due cose riempiono l’animo di ammirazione sempre crescente: la legge morale in noi e il cielo stellato sopra di noi…” Zambia, 2001: la Croce del Sud nel cielo della savana

Kant

La fondamentale funzione del Gruppo Astronomico Tradatese «Dobbiamo sopperire a una pecca congenita dei giornali e dei vari mezzi di informazione, che si interessano dei vari avvenimenti scientifici solo all'inizio e in maniera scarsa e parziale, per poi trascurarli totalmente di lì a qualche mese quando invece, grazie all'approfondimento delle scoperte, varrebbe più la pena di parlarne. È successo così per la Luna (giornali traboccanti di notizie per il primo sbarco umano di Apollo 11, e assenza quasi completa di documentazione per l'esplorazione più importante scientificamente, quella di Apollo 17); sono stati quasi totalmente trascurati gli affascinanti risultati della ricerca della vita su Marte, condotta dal '76 all' '82 dalla

missione americana Viking; la RAI ha addirittura rasentato il ridicolo in occasione del memorabile incontro della sonda Voyager 2 con Nettuno, avvenuto nell'Agosto'89. Potremmo continuare a lungo». Sono parole di Cesare Guaita, presidente e fondatore del GAT, il Gruppo Astronomico Tradatese, una eccellenza che da quasi cinquant’anni si occupa con professionalità e competenza – grazie ai suoi oltre 400 soci di divulgazione scientifica sul cosmo, di ricerca e di didattica per le scuole. Una realtà che negli anni è riuscita a portare a Tradate astronauti del calibro di Paolo Nespoli e Roberto Vittori, ma anche personaggi straordinari quali Halton Arp, il mitico scien-

ziato americano che ha lavorato 30 anni a Monte Palomar sul mistero dei quasar e in occasione del 50esimo anniversario della conquista della Luna, nel 2019 - l’astronauta americano Alfred Worden, che andò sulla Luna con la missione Apollo 15. Altrettanto indimenticabile, nell’ambito di IYA 2009 (Primo Anno Internazionale dell’ Astronomia) la venuta a Tradate, direttamente dagli USA, del Prof. Duccio Macchetto, direttore scientifico dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, ossia dell’ Istituto americano che pilota tutte le osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble. Infine non bisogna dimenticare che il GAT ha viaggiato praticamente in tutto il mondo per

andare a studiare i più importanti avvenimenti astronomici degli ultimi 25 anni. Un esempio su tutti: nell'Agosto del 1989, una delegazione del GAT era presente al Jet Propulsion Laboratory della NASA, a Pasadena in California, per seguire lo storico incontro della sonda Voyager 2 con Nettuno.

Scrutare il cielo Naturalmente, per studiare il cielo, ci vogliono i telescopi. Da questo punto di vista il GAT ha una tradizione invidiabile; sono stati autocostruiti infatti due riflettori giganti, uno con uno specchio principale da 60 cm, il secondo con uno specchio di 1 metro. Moltissimi sono poi gli strumenti portatili dei soci, ma a disposizione di tutti durante le manifestazioni e frequenti serate di osservazione pubbliche sia a Tradate che fuori Tradate. E poi c’è nel parco pineta di Tradate un Osservatorio astronomico gestito, indipendentemente dal GAT, dalla fondazione FOAM13. Si tratta di uno strumento importante per offrire al pubblico quello che il GAT non può fare con mezzi propri, ossia la possibilità di capire sul campo come funzionano gli strumenti per studiare il cielo e di osservare sistematicamente il cielo in particolari occasioni.


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Sanità

Il messaggio di AGUAV: la sordità oggi è curabile L’associazione AGUAV, in prima linea nel sostenere il servizio di Audiovestibologia dell’ospedale di Varese, i non udenti e le loro famiglie, ribadisce un concetto semplice. Se si ha la forza di ascoltarlo. di Francesco Moscarella

 La sordità tocca altre corde, oltre ai tim- d’imparare, prima di procedere con un inter pani. Non udire significa rischiare di non vento e l’installazione dell’impianto cocleare.  interagire mai, isolarsi, sviluppare, invec- «Altrimenti», fa notare Elena, peraltro infer-

chiando, vere e proprie forme di depressione. «Ma oggi, salvo casi di problematiche addizionali, è una patologia curabile», sottolinea Paolo Bagatin, presidente dell’Associazione Genitori ed Utenti Audiovestibologia Varese ODV-E.T.S., «ed è davvero possibile curarla a ogni età». La sordità è qualcosa che influenza non solo la persona che ne venga colpita, ma anche i suoi cari. «Per questo, come associazione, siamo molto attenti a stare vicino alle famiglie, tranquillizzarle e consigliarle sul percorso riabilitativo che i loro cari dovranno seguire». Conosce bene la sensazione, perché l‘ha vissuta sulla sua pelle. Nato a Varese e residente a Tradate, nel 2013 Paolo ebbe una figlia, Sara, insieme alla moglie Elena. «A quel tempo, lo screening uditivo neonatale non era ancora obbligatorio, ma solo caldamente consigliato». Purtroppo, questo comportò che la sordità grave e profonda della bimba non fosse diagnosticata prima di due anni. Rilevare tempestivamente tali problematiche è fondamentale, per rendere il successivo processo di riabilitazione il più possibile efficace. «Non udire significa non utilizzare una parte di cervello che, non essendo stimolata, nel tempo rischia di atrofizzarsi». Il cervello, il corpo, la persona deve abituarsi a qualcosa, sentire, che fino a quel momento non ha avuto modo

miera, «è come dare una Ferrari in mano a uno che non ha mai guidato». Fondamentale, si diceva all’inizio, è come la famiglia accompagni e contribuisca all’iter riabilitativo. «Ricordatevi sempre che Sara non è un grande orecchio. È una persona», era il mantra della loro logopedista. Furono certamente fortunati, perché la loro figlia non sviluppò patologie neurologiche e, dotata di spiccata intelligenza, riuscì a colmare naturalmente quei due lunghi anni di gap che l’avevano sin lì distinta dai suoi coetanei. Facilitando, così, la riuscita del successivo intervento e della riabilitazione che oggi le permettono di sentire e vivere senza complicazioni, «ma in caso di sordità profonda, è opportuno che sia rilevata sin dalla nascita e che si operi entro un anno di vita, permettendo così una crescita uditiva alla pari dei normoudenti», sottolinea Bagatin. Dalla passione di una vita, il rugby, ha imparato bene la lezione del rispetto degli altri. Per questo non si è fermato al lieto fine suo, di Sara e della sua famiglia. Ha voluto ringraziare l’Audiovestibologia Varese nel modo meno scontato, accettando l’incarico di presidente dell’associazione che da anni la sostiene e supporta. Un lavoro di molto impegno e nessun guadagno, se non la gratitudine delle famiglie.

Il metodo di Varese Il metodo protesico-cognitivo di Varese (B.A.M.B. Burdo-AttardoMoalli-Bartolini), noto più semplicemente come metodo di Varese, è stato sviluppato anni fa presso l’ospedale locale, dimostrandosi lungimirante nel trattamento e nella riabilitazione dei non udenti. La metodologia varesina prevede la presa in carico a 360°del bambino, dalla diagnosi alla risoluzione della disabilità uditiva e al raggiungimento delle abilità comunicative ed educative. La peculiarità è puntare direttamente al cervello, anziché allenare l’orecchio. L’abilitazione consiste nell’attivazione progressiva dei diversi livelli e funzioni dell’udito, imitandone la maturazione fisiologica. La prognosi sarà eccellente se si sfrutteranno la plasticità cerebrale e la memoria uditiva, se non ci sono turbe associate, se l’amplificazione acustica sarà di qualità e sfruttata al massimo delle sue potenzialità e se la famiglia collaborerà. L’approccio è moderno, multidisciplinare, in modo da studiare per ogni caso un percorso ad hoc.

Cos’è AGUAV Fondata nel 1997 da un gruppo di genitori di ex non udenti, l’Associazione Genitori ed Utenti Audiovestibologia Varese ODV-E.T.S. si pone come obiettivo garantire l’eccellenza e la crescita del Servizio di Audiovestibologia di Varese. Gli ambiti d’intervento sono quattro: ● Supporto economico al Servizio ospedaliero, secondo il principio di sussidiarietà, attraverso la Fondazione FAV (70% dei costi da Aguav e 30% dal 5×1000). ● Promuovere l’informazione scientifica e la formazione del personale dell’Audiovestibologia di Varese.

I genitori stessi, modelli principali per lo sviluppo del linguaggio parlato del bambino, devono imparare dai logopedisti tecniche e metodi da poter poi replicare in autonomia in casa. La madre, aiutata in diretta streaming dalla pedagogista, fa logopedia cognitiva al proprio figlio. Non meno importante è il rapporto con le scuole, luogo principe dove monitorare l’efficacia della riabilitazione, verificando che il bambino sia riuscito a mettersi in pari con i coetanei normoudenti.

● Fornire alla stampa informazioni scientifiche in merito alla possibilità di recuperare la funzionalità uditiva grazie al Metodo Protesico Cognitivo e a tecnologia adeguata alla perdita uditiva del paziente (Protesi acustiche e Impianto cocleare o a conduzione ossea). ● Informare e sostenere, anche a livello logistico, le famiglie che si trasferiscono da tutta Italia per curare i propri bambini. AGUAV è, inoltre, l’unica associazione italiana che fa parte dell’European Association of Cochlear Implant Users, associazione europea che riunisce 32 associazioni da 24 Paesi e rappresenta 220.000 portatori di impianto cocleare.

Per maggiori informazioni su AGUAV: https://www.aguav.it/ Per sostenere l’associazione: https://www.aguav.it/come-puoi-aiutarci/


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il giornale di

 Un progetto pilota d’integra zione, a cura di Tradate Rugby  e Cooperativa L’Arca. Protago-

nisti, ragazzi con autismo. Cinque allenamenti di un’ora, seguiti dalla neuropsicomotricista Maria Paola Colombo, due tirocinanti e Alessandro Azzimonti, giocatore e tecnico del Tradate Rugby. Per ogni seduta, 5-6 ragazzi dagli 8 ai 13 anni. L’obiettivo, da settembre, è allargare la partecipazione e creare un’attività annua di un incontro a settimana. L’ambizione è mettere i ragazzi nelle condizioni di poter proporre loro, un giorno, un inserimento a tutti gli effetti tra i pari

TRADATE

età normodotati. A coordinare l’iniziativa, Rossella Marcello per L’Arca ed Enzo Comunale, consigliere e direttore tecnico del Tradate Rugby, che ha fatto tesoro dei consigli di Primavera Rugby, team rugbistico romano che da dieci anni integra ragazzi con autismo e dell’Ufficio Responsabilità Sociale della Federugby, rappresentato da Federica Mussuto. «Ma l’idea me la diede Thomas Moro che, oltre che ex presidente de L’Arca, è un grande preparatore atletico», spiega Enzo, «e mi ha insegnato l’importanza, con questi ragazzi, di costruire già in giovane età». di F. M.

L'ARCA e TRADATE RUGBY

Dallo YOGA al PILATES: il benessere oltre l’idea di sport

insieme per lo sport integrato

di Francesco Moscarella

Concretezza, spiritualità, o una combinazione di entrambe. Ognuno secondo la sua personale natura.  «Qui non vogliamo che ci si senta in palestra,  dove c’è il continuo confrontarsi con gli altri.  Qui si viene per dedicarsi alla cura di sé stessi». Federica Sabatini ha incontrato lo yoga quando abitava a Berlino, prima da praticante, poi da insegnante, e ormai conosce bene questo mondo. Ossia, un’oasi di pace, come suggeriscono anche le tante fioriere all’ingresso del centro dove lei e le sue colleghe lavorano. L’ex Yoga Pilates Lab di Via Veneto, qui a Tradate, non caso ora ribattezzato Yoga Pilates Garden. Federica, Rosalina Barbati, Alice Gianni e Gloria Guzon hanno raccolto il testimone di Jeannette Villani ed Erika Bialas, fondatrici dell’associazione e ora pronte ad aprire un nuovo capitolo della loro vita a Fuerteventura. Impossibile elencare tutti i

benefici di questa disciplina di origine indiana. Dalla cervicale alla schiena, dalla postura alla mobilità ed elasticità. Inutile dire che praticarlo in fase di sviluppo porti ancor più giovamento. Per questo, l’associazione vorrebbe entrare anche nelle scuole. «Ognuno può approcciare lo yoga come preferisce, secondo i suoi bisogni e le sue volontà. Chi è interessato solo alla parte più fisica, chi a quella spirituale, chi voglia esplorare ogni sfumatura», spiega “Rosy” Barbati. I più “concreti” privilegiano invece il pilates beneficiando di diverse esperienze. Gloria Guzon è un’ex ginnasta, Alice Gianni viene dalla pallavolo. Seguendo ormai uno dei trend moderni, la personalizzazione, non solo per il proprio benessere, ma anche per esplorare e conoscere meglio sé stessi.

Lo scorso 4 luglio, il capitano del Tradate Rugby, Andrea Galuzzi, ha premiato i partecipanti all’iniziativa. Presenti, oltre al tecnico Alessandro Azzimonti e la dott.sa Maria Paola Colombo, il vicesindaco Franco Accordino, l’assessore Erika Martegani, il presidente de L’Arca Marta Caverzasio e la vicepresidente Maria Rina Vanini.

MI LIBRO NELL’ARTE: una mostra aperta sulle pagine di un libro Il sistema bibliotecario  Carino il film, ma il libro era meglio. Stimolare il pensiero, plasmare con Valli dei Mulini ospita   la nostra mente immagini e situaziouna mostra itinerante ni, filtrarle con la nostra unica ed esclusiva personalità, fa sì che quasi seme aperta a chiunque. pre ci appaiano migliori di qualsiasi film Dall’illustrazione o illustrazione frutto della creatività altrui. alla fotografia, È questo il filo conduttore di “Mi Libro tutte le immagini che nell’Arte!”, mostra itinerante tra le bibliola lettura sa ispirare. teche del sistema Valli dei Mulini. «La stesdi Francesco Moscarella

sa lettura può essere reinterpretata in modo diverso, ma egualmente meraviglioso, da ogni lettore. Creando immagini incontrollabili dall’uno o dall’altro», ci spiega Silvia Borella, coordinatrice della mostra curata da Paolo Negri e ideata dalla Cooperativa Vedogiovane, all’interno del progetto “Leggiamo Insieme”, col sostegno di Fondazione Comunitaria del Varesotto. «Davanti a un libro, siamo tutti uguali. Unisce persone e generi differenti».

Ecco perché alla mostra si potrà ammirare una tela campeggiare accanto a un’opera astratta, a un’illustrazione, a una fotografia o alle chine di un fumettista. O leggere i nomi dei writer “Sten Graffiti”, al secolo Luca Barachetti, e Fabrizio “Sea” Sarti, accanto a un artista classicista come Michele Ferrari o alla fotografa creativa Tiziana “TitìLibro” Barbaro. Ma non ci sono solo nomi affermati, tra gli autori delle opere esposte. «Vogliamo promuovere anche i giovani artisti del territorio, che attraverso la mostra possono entrare in contatto con i professionisti e mettere a frutto il loro talento». Basti pensare che una delle opere esposte a Castiglione Olona, l’aprile scorso, è stata acquistata da un visitatore. L’autrice è una studentessa del liceo artistico. Conclusa la tappa di Solbiate Ano dello scorso mese, la mostra sosta sino al 20 luglio a Saltrio.

Per restare aggiornati sulle prossime tappe, monitorate il sito del Sistema Bibliotecario Valle dei Mulini: https://sistemabibliotecariovallideimulini.wordpress.com/ Per info su come partecipare alla mostra, scrivere un’e-mail all’indirizzo: leggiamoinsieme2021@gmail.com


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SPoRt

Noi, eredi dei pionieri dell’arrampicata sportiva L’ASD Lezard di Tradate è stata una delle prime palestre di roccia in Italia. Con una filosofia di F. M. & M. V. che continua da trent’anni.  «Noi, praticamente, vivevamo sugli alberi». Capita  di sentire frasi del genere, da chi in età adulta  ricordi i giochi dell’infanzia nella natura. Anche

più dell’aspetto ludico, il progressivo abbandono di abitudini quali saltare la corda, fare le capriole o, appunto, arrampicarsi sugli alberi, ha comportato la perdita di quelli che a scienze motorie si definiscono “schemi motori di base”. Partendo da questo presupposto, si può intuire l’importanza di uno sport come l’arrampicata che, per sua natura, rappresenta una fondamentale scuola di alfabetizzazione motoria. «Mette in moto praticamente tutto il corpo e ha benefici anche per la postura», fa notare Andrea Lunardi, giovane presidente dell’ASD Lezard Tradate, prima associazione di arrampicata sportiva in Lombardia. Anche per questo, per i piccoli “climbers” che si avvicinino per la prima volta a questo sport, l’approccio dell’associazione è focalizzato anzitutto sul gioco. Salire su pareti basse, arrivare in cima, girarsi e guardare giù

– esercizio che aiuta anche a contrastare quella disabitudine a utilizzare la vista periferica che fissare per ore uno smartphone comporta – saltare… «È la scuola di pensiero che ci è stata tramandata e che ora trasmettiamo alle nuove generazioni», sottolinea Andrea, «Nel nostro percorso formativo, l’arrampicata vera e propria costituisce, inizialmente, una minima parte. Non pensiamo a formare subito lo specialista, ma prima la persona completa e, in un secondo momento, l’atleta completo». È uno sport che stimola anche il pensiero, riflettendo sull’appiglio migliore a cui aggrapparsi durante la scalata, ma la componente mentale assume anche significati più profondi. «Nelle specialità che utilizzano la corda di protezione, deve crearsi un legame di fiducia totale e reciproca con chi assicura la corda a terra. Non è il compagno di doppio a tennis: stai affidando a questa persona la tua sicurezza personale». Una dinamica che porta a vivere in modo vero e coinvolgente il senso di comunità.

Da avventurieri ad atleti olimpici: la “montagna” che ha scalato l’arrampicata sportiva di F. M. & M. V.

 Solo trent’anni fa, associare l’arrampicata all’idea  di una disciplina sportiva codificata sarebbe stato  considerato un’assurdità. Era roba da avventurieri

delle montagne, quasi un atto eroico. Un’idea romantica, ma che certo non contribuiva a renderlo alla portata di tutti. Fu grazie a pionieri come Gianfranco Ranzato, che il 13 settembre 1987 fondò Lezard (all’epoca palestra di ginnastica artistica, con annessa parete artificiale di roccia), che fu riconosciuto l’effettivo valore didattico e formativo dell’arrampicata sportiva. Uno sport che, per caratteristiche, si può considerare universale. Chi più potente, chi più agile, ognuno può trovare il suo personale percorso verso la cima.

Difficile quantificare gi attuali praticanti italiani, che ormai sfiorano la parità numerica tra uomini e donne. Ai tesserati della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, vanno aggiunti quelli dei tanti circoli e associazioni di promozione sportiva presenti sul territorio nazionale, come pure club e gruppi di montagna. Come ogni sport che si rispetti, ha un lato agonistico. Le gare si dividono in tre tipologie. Boulder, competizione senza imbragatura, ma con materassi di protezione, su pareti basse (massimo 5 m). Speed, che prevede la scalata nel minor tempo possibile di un tracciato conosciuto. Lead, la specialità di difficoltà ispirata alle arrampicate in ambiente naturale. Una scalata di almeno 12 m su di un tracciato inedito che mette, perciò, alla prova anche le capacità deduttive del climber, che deve rapidamente ragionare, individuare e percorrere la via migliore per la cima. I Giochi di Tokyo 2020 hanno sancito l’esordio olimpico per la disciplina, confermata anche per la prossima edizione di Parigi 2024. «A Tokyo il programma prevedeva solamente una gara maschile e una femminile», spiega Renato Cotta, tecnico e vicepresidente Lezard, «Pertanto, si è optato per una “combinata” che mescolasse le tre discipline. Questa scelta, da un lato, ha offerto ai neofiti una panoramica completa di questo sport.

Dall’altra, però, è stata un mix di specialità che prevedono una preparazione molto diversa l’una dall’altra». Da questo punto di vista, Parigi 2024 dovrebbe rappresentare un progresso, prevedendo una separazione tra gara speed e gara combinata (boulder & lead). Enormi, negli anni, sono stati anche i progressi tecnologici. Dai pesanti scarponi a punta quadrata alle scarpette da arrampicata, dai cordoni alle attuali corde sottili e performanti (per non parlare dell’evoluzione dei moschettoni e di tutta l’attrezzatura in generale), l’arrampicata sportiva continua la sua scalata.