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ENTE DI PROMOZIONE SPORTIVA RICONOSCIUTO DAL CONI ANNO I - NUMERO 01 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2016

Top news DOG Sitter

Un corso al Carcere di Bollate con Bibble e i suoi colleghi a 4 zampe...

Giornata dello Sport Tutti in Piazza del Cannone Pronti a volare!

Pillole da RIO 2016 Quel che rimane delle Olimpiadi

Judo

Una metafora educativa

autodifesa dolet

All Points

Coraggioso é colui che supera la paura

Niguarda

Terapia

I cavalli del Centro di Capua


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>> Indice

Scuderia San Gallo

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Dalla Brughiera alla Real Escuela

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Vi presentiamo Virgola,  la nostra mascotte!

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Indice

Editoriali Tai Chi Virgola è tutti noi! Cinofilia Tutti i corsi del 2017 Danza e ballo Judo a Pioltello Garcia Amadori Agopuntura e traumatologia Pillole di Olimpiadi I cavalli del Niguarda La Scuderia San Gallo Fotografia sportiva Judo, metafora educativa La Giornata dello Sport Vivere senza dolori? Si può Muhammad Ali Ricordo di Mario Pappagallo Difesa legale BaliYoga Il Linphotaping Leone Ortopedia: il ginocchio

Il Corso per Dog Sitter  al Carcere di Bollate

Tutti i corsi del 2017

Dal settore olistico al settore sportivo

8 IN COPERTINA Concorso Nazionale  CSEN Milano Danza 2016

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Lo sapevate  che al Niguarda ci sono anche i cavalli ?

Comunicare un’idea

Fotografia sportiva

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40°


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gli editoriali

Maria Cristina Magri, giornalista, pubblicista lavora da anni nel settore equestre. I suoi sport: Equitazione, Alpinismo, Aikido e Golf. Photo©IvanScotti

LA PAROLA AL PRESIDENTE La nuova rivista del Comitato Provinciale CSEN di Milano raccontata dai protagonisti “Quando apro il giornale, leggo sempre le pagine dedicate allo sport. Vi si parla infatti delle imprese compiute da uomini e donne, e delle loro vittorie. Mentre la prima pagina parla, in genere, dei loro fallimenti” Earl Warren

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are Società affiliate, sono lieto di presentarvi CSEN Magazine, la nuova rivista dello CSEN Milano, completamente rinnovata nella forma e nei contenuti rispetto alla precedente versione. La nuova edizione vuole essere utile per gli argomenti trattati, grazie ad articoli redatti da professionisti del settore come avvocati e commercialisti (che ci terranno informati sulle varie novità anche in merito agli adempimenti fiscali e alle loro scadenze) e medici specialisti nelle varie branche. Vuole essere informativa in merito alle varie attività sportive (gare, stage, convegni e seminari) promosse direttamente dallo CSEN Milano o dalle società a noi affiliate, e alle attività formative promosse dal nostro centro tecnico Nazionale di formazione. Vuole infine essere promozionale riguardo lo sport, la formazione, il sociale e la cultura a 360°. Questa nuova versione di CSEN Magazine darà importanza e rilievo anche all’immagine, in quanto riteniamo che forma e sostanza abbiano lo stesso peso: le fotografie saranno esclusiPaolo Zerbino é Maestro di Karate (5° Dan), Tai Chi e Difesa Personale. vamente di qualità e scattate dal nostro fotografo uffiHa praticato paracadutismo, ciale Ivan Scotti, un professionista che collabora da nuoto subacqueo, equitazione ed tempo con il nostro comitato. è pilota di ultraleggeri. Rispetto alla nostra precedente rivista uscita nel 2013 e 2014, stampata in 150/200 copie ed inviata solo a personaggi istituzionali, questa nuova versione verrà realizzata in 1000 copie ed inviata a tutte le società a noi affiliate. Penso che avere una testata a rappresentare tutti noi possa contribuire a sviluppare un senso di identità e appartenenza al nostro Ente - e colgo l’occasione per ricordare che Csen è al primo posto nello scenario nazionale degli Enti di promozione sportiva per numero di affiliate e di tesserati, riuscendo sempre a mantenere alto lo standard di qualità nella promozione sportiva, nella formazione, nella promozione sociale e nei servizi da noi erogati. Voglio poi ringraziare il nostro Presidente Nazionale CSEN, Prof. Francesco Proietti, il quale guarda al nostro comitato con attenzione e occhio benevolo e tutto lo staff redazionale: la responsabile ufficio stampa e comunicazione di CSEN Milano, Giusy Quagliuolo, Maria Cristina Magri che è il nostro direttore responsabile, Ivan Scotti riconosciuto fotografo ufficiale, la professoressa Silvia Mognaschi, il nostro Maestro Massimo Marciano, responsabile del Centro Tecnico Nazionale di Formazione e tutti coloro che hanno contribuito, in forma diretta o indiretta, alla realizzazione di questo importante progetto.

Paolo Zerbino, Direttore Editoriale e Presidente Comitato Csen Milano

UNA RIVISTA PER VOI II primo numero della nuova rivista del Comitato Provinciale C.S.E.N. di Milano: è quello che avete tra le mani ora, nato per raccontare le vostre storie di sport e di vita. Ringrazio tutti i collaboratori che con il loro impegno hanno reso possibile questa nuova esperienza: gente di sport, che ha saputo fare squadra da subito e portare avanti con entusiasmo un progetto ambizioso. Grazie anche a Paolo Zerbino che mi ha scelta come direttore di questa testata: mi regala la possibilità di scoprire tante realtà e tante persone che altrimenti non avrei mai incontrato con tutte le loro imprese, le loro fatiche e le loro vittorie. Che a pensarci bene sono le cose più belle della vita di ognuno di noi: sarà per questo che ci piace così tanto avere la possibilità di farle conoscere attraverso le nostre pagine? Rimanete con noi, sarà un bel viaggio insieme. Maria Cristina Magri, Direttore Responsabile Csen Milano Magazine

ENTE DI PROMOZIONE SPORTIVA RICONOSCIUTO DAL CONI ANNO I - NUMERO 01 SETTEMBRE - NOVEMBRE 2016

Direttore Responsabile: Maria Cristina Magri In redazione: Giusy Quagliolo, Ivan Scotti Coordinamento e logistica: Silvia Mognaschi Direzione e redazione: C.S.E.N. Milano - Via Giacosa, 3 - 20127 MILANO Orario apertura al pubblico: dal Lunedì al Venerdì, ore 9.30 - 13.00 Ufficio e Fax +39 02 39561256, e-mail: segreteria@csenmilano.it Realizzazione grafica: Lime Edizioni S.r.l. Hanno collaborato a questo numero: Lorenzo Ferrante, Maria Cristina Magri, Luigi Mazzoleni, Silvia Mognaschi, Anna Parente, Ruggiero Parente, Francesco Proietti, Giusy Quagliuolo, Ivan Scotti, Domenico Scupilliti, Paolo Zerbino Fotografie e illustrazioni: Ivan Scotti Testi, foto e disegni non richiesti e inviati in redazione non saranno resi Spedizione in abbonamento ARRETRATI: +39 02 39561256 e-mail: ufficiostampaecomunicazione@csenmilano.it www.csenmilano.it attivo da lunedì a venerdì 9-13/14-17 Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Milano il 13 luglio 2016 nr. 181 Testi, fotografie e disegni: riproduzione anche parziale vietata Centro Sportivo Educativo Nazionale Ente di Promozione Sportiva Riconosciuto dal C.O.N.I. D. Lgs n. 242 del 23-7-1999 (Delibera C.N. CONI n.1224 del 15-5-2002) Ente Nazionale con finalità assistenziali riconosciuto dal Ministero dell'Interno D.M. 559/C 3206.12000.A [101] del 29 febbraio 92 Associazione di Promozione Sociale iscriz. n. 77 Reg. Naz. Min. Lav. e Politiche Soc. (l. 7-12-2000 n.383) C.F. 97127000152


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Tai Chi l’elogio della lentezza

Testo di Paolo Zerbino, fotografie di Ivan Scotti

Introduzione alla pratica di una delle arti marziali più mistiche e armoniose di cui siamo debitori al mondo Orientale n una società frenetica in cui si vive, si pensa e si fanno le cose quasi sempre di corsa, pare difficile immaginare di poter scoprire la bellezza e provare piacere nel fare qualcosa lentamente, come ad esempio muoversi. Parliamo però di una lentezza consapevole: il movimento lento in un certo qual modo destruttura il comune senso del percepire da parte del nostro cervello, che è abituato a lavorare ad una velocità diversa, quella che definiremmo normale. Con il movimento lento invece il cervello deve impegnarsi ad essere attento dal punto di vista propriocettivo in quanto non è facile mantenere una corretta postura con i relativi equilibri

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“ Il Tai Chi permette di sviluppare l’energia vitale interna facendola fluire nei nostri meridiani “ durante uno spostamento che dura un tempo maggiore di quello usuale. Muoversi lentamente e con consapevolezza non è così semplice come può sembrare a prima vista, in particolare modo se il movimento deve essere continuativo e costante nella sua velocità (o per meglio dire nella sua lentezza): provate a immaginare di fare un passo di 80 cm. o un metro molto lentamente, mantenendo sempre il vostro equilibrio e baricentro sotto controllo e vi accorgerete di quanto sia difficile. Ottimo esempio di quanto sin qui esposto è il Tai Chi; disciplina conosciuta e praticata in Occidente come una sorta di ginnastica dolce dagli aspetti terapeutici, in realtà è un'arte marziale i cui principi applicativi sono alla base di molti metodi efficaci di Street Fight.

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In questa sede però non voglio parlare di questo aspetto che potremo affrontare prossimamente, ma della straordinaria bellezza e del piacere che si prova nel praticarlo. Il Tai Chi ti proietta in una dimensione meditativa dinamica in quanto è in movimento, e non statica come quella praticata ad esempio dai monaci Zen. Si parte dalla posizione eretta: attraverso il respiro si rilassano tutti i muscoli del corpo, basculando leggermente in avanti e indietro si individua il proprio baricentro (i praticanti di livello avanzato non hanno bisogno di farlo, lo individuano immediatamente) e da qui si iniziano ad eseguire spostamenti e movimenti secondo la forma e lo stile praticato; i più conosciuti da noi sono lo Yang e lo stile Chen. Nel Tai Chi la maggior parte dei movimenti non ha la componente di perdita e presa di equilibrio (azione che si realizza nel semplice atto di camminare normalmente), ma solo di quest'ultima: condizione che si deve raggiungere prima di iniziare ogni forma e mantenere sino al termine della stessa. I movimenti che compongono le forme del Tai Chi sono per lo più lenti, circolari e armoniosi; ma soprattutto sono continuativi, nel senso che tra un movimento e l’altro non vi sono interruzioni. Essi sono accompagnati da una corretta respirazione; sia i movimenti che la respirazione si basano sul principio di Yin e Yang (femminile e maschile) che regola l’alternarsi degli opposti. Come ad esempio: inspiro ed espiro, morbido e duro, la notte e il giorno e così via; dalla posizione eretta che si assume prima di iniziare ogni forma ci si predispone all’ascolto del proprio corpo, assumendo un atteggiamento mentale attento e propriocettivo. Ci si rappresenta mental-

Il suono profondo della campana tibetana aiuta la meditazione


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mente nello spazio circostante, si sente di essere “qui ed ora”. Immaginate quindi che l’aria intorno a voi abbia una sua consistenza e ponga una certa resistenza al vostro movimento; l’aspetto straordinario è che durante l’esecuzione del movimento, nonostante esso sia lento, si percepiscono la consistenza e resistenza dell’aria che il nostro corpo sposta. Sentirla mentre eseguiamo un movimento rapido e veloce è normale, ma non lo è altrettanto se il movimento è compiuto con estrema lentezza. La percezione di tale sensazione è possibile solo se il nostro livello di

Una consapevole  presa di equilibrio

sensibilità è ben sviluppato, e questa capacità aumenta con la pratica continua del Tai Chi. Il Tai Chi permette di sviluppare l’energia vitale interna facendola fluire nei nostri meridiani, i praticanti più esperti riescono a sentire questa energia che circola nei canali energetici fornendo loro una sensazione di pace interiore e di benessere generale in tutto il corpo. Durante la pratica del Tai Chi ci si sente in uno stato meditativo che trascende i comuni sensi del sentire e del percepire noi stessi e lo spazio circostante, condizione che ci pone in una dimensione che per alcuni aspetti è mistica: questo ci procura uno stato di quiete e calma interiore, facendoci provare una sensazione di beatitudine.


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Virgola è tutti noi Testo e illustrazioni di Ivan Scotti

Una mascotte molto speciale per rappresentare tutte le sfaccettature del variegato mondo CSEN Milano: ve la presenta in antemprima assoluta il suo papà, Ivan Scotti i narra che un tempo, quando la storia degli uomini non aveva ancora avuto inizio, nel mondo regnassero incontrastati i colori. Nel tentativo di eccellere e di prevalere gli uni sugli altri, i colori provavano ad imporre il loro carattere e la loro unicità, dando vita così a un confronto serrato, che aveva come risultato l'alternanza di momenti in cui tutto il mondo visibile era solo rosso, oppure giallo, verde e così via. Ma con l'andare del tempo si resero conto che questa competizione non portava buoni risultati, né per loro e nemmeno per il mondo, con i suoi abitanti, grandi e piccoli. Infatti quando il mondo era tutto indaco, nonostante il fascino e la profondità dei paesaggi dipinti di un blu intenso, gli animali e le piante avevano troppo freddo, e rischiavano di morire di gelo; lo stesso accadeva quando il rosso dominava, e il calore del fuoco e dei tramonti rinsecchiva ogni cosa; così con il verde, il giallo e tutti gli altri colori, in una variopinta e sfavillante alternanza di cromie, complementari e opposte fra loro. Venne così il momento in cui dovettero prendere atto della situazione, perché il Sole e la Pioggia, stanchi di queste baruffe e del continuo disaccordo, li convocarono chiedendogli di trovare una soluzione al problema, altrimenti se ne sarebbero andati, lasciando il mondo al buio e senz'acqua. Questo richiamo sortì un grande effetto, perché alla prospettiva di ritrovarsi in un mondo

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SONO ROSSO, e con tutte le mie fiamme riscaldo a più non posso. SONO GIALLO, come la luce che nutre la vita io brillo. SONO VERDE, vivo in quelle foglie che regalano ossigeno, e niente si perde; SONO BLU, e per 3/4 di questo mondo mare, per il resto sono vita da bere e osservare. SONO TUTTI I COLORI DELL'ARCOBALENO, come una squadra che di nessuno può fare a meno, nemmeno del suo più piccolo elemento: perché si vince soltanto sommando ogni singolo talento!

Giusy

Virgola e le sue declinazioni

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lino

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Il Lotta CSEN M I L A N O M AG

Virgola sarà il nostro modo di sottolineare piccoli interventi tecnici o approfondimenti su tematiche particolari: tenetelo d'occhio, vi farà scoprire tante cose interessanti!

tt L’Intelle

Virgo e   a l o g Vir

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arido e senza luce i Colori capirono finalmente che non erano gli unici elementi importanti e, soprattutto, che non potevano continuare a comportarsi in modo egoistico ed egocentrico ma dovevano imparare a vivere insieme e in armonia, godendo delle reciproche caratteristiche e differenze. Fu così che i colori si diffusero in ogni luogo della terra, del mare e del cielo, dalle immense distese del deserto fino agli oceani, per arrivare ai dettagli più piccoli e invisibili, mischiandosi tra loro e permeando l'intero mondo di infinite e meravigliose sfumature cromatiche. Il Sole e la Pioggia, in segno di approvazione e di ringraziamento, proposero ai colori di unirsi in cielo, sotto forma di un immenso ed etereo arco splendente, ogni qualvolta le gocce di pioggia fossero illuminate dai caldi raggi solari. Così nacque l'arcobaleno, simbolo di amicizia, di pace e di partecipazione. E così nasco io, Virgola, un piccolo arcobaleno come simbolo dell'unione e della collaborazione di un insieme di persone speciali, che hanno un sogno e una passione in comune, e che fanno del gruppo la loro forza. Tutti insieme per crescere e migliorare, questo è lo CSEN Milano!


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>> Cinofilia

Il talento di Bibble per gli umani Testo di Maria Cristina Magri, foto di Ivan Scotti

Un corso per Operatore Dog Sitter rivolto ai detenuti del carcere di Bollate: ce ne parlano Moreno Cestori e Celestino Marini della M&M Dog's Trainers A.S.D. Bibble è un barbone nano: un affarino piumoso dall'aria vezzosa, a guardarlo ti vengono in mente bigodini e cipria. «Ma in realtà è un tipo tosto, a casa è lui che comanda la banda dei nostri 7 cani» ci racconta sorridendo Moreno Sartori, educatore cinofilo «e sa fare veramente di tutto: con lui mia figlia ha partecipato a gare di agility, dog-dance ed esposizioni di bellezza. E si presta moltissimo a interagire con le persone: è questo il suo talento principale, quello per cui è stato così prezioso durante il corso per Operatori Dog-Sitter presso la Casa di Reclusione di Milano - Carcere di Bollate, svolto nel 2015 in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Veterinarie e Salute Pubblica della Università degli Studi di Milano e C.S.E.N.». Moreno è stato il responsabile tecnico di questo progetto molto speciale: e adesso 11 detenuti di Bollate, dopo 180 ore di lezioni teoriche e pratiche e un esame finale, hanno un diploma in tasca che potrà essere loro utile per trovare lavoro una volta usciti dal carcere. Grazie anche a Bibble e ai suo colleghi con la coda: «Quando è entrato in aula la prima volta nessuno gli dava peso, non si aspettavano un cagnolino così elegante: in realtà è stato una rivelazione, con lui puoi fare qualunque esercizio ed è diventato il beniamino di tutti. Una elasticità che ci ha permesso anche di modificare in corso d'opera il programma e inserire,

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Bambini aggrediti dai cani di casa: che fare? >> Tutte le estati leggiamo di cani che aggrediscono o uccidono persone. In questi casi non si possono incolpare esclusivamente gli animali, il

grazie a C.S.E.N. e all'impegno personale del Presidente nazionale Francesco Moretti, la qualifica di Operatore di Canile: volevamo fortemente questa chiusura del cerchio che permetterà a chi ha vissuto l'esperienza del carcere di aiutare cani che vivono, letteralmente, in prigione. Abbiamo quindi aggiunto degli aspetti didattici riguardanti le competenze gestionali necessarie alla realtà di un canile. Lo staff de “La Fenice” di Limbiate ha dato l'opportunità ai detenuti che rientravano nei parametri dell'articolo 21, di uscire dalla casa di detenzione per i periodi lavorativi. Uno dei partecipanti al corso in libertà condizionale è stato da loro per un periodo di volontariato di 3 settimane: una esperienza positiva per tutti. Per il canile che ha potuto contare su una persona formata ad hoc, per lui che non solo ha lavorato e si è reso utile nel sociale ma ha dato una mano a cani che, adeguatamente addestrati, avranno più possibilità di uscire da quel carcere che è un canile. Questo è molto importante per noi: è frustrante sapere che tanti cani vengono restituiti dopo un breve periodo di affidamento perché troppo problematici per inserirsi in una famiglia o magari mordono i volontari. Se i canili potessero finalmente contare su addestratori qualificati sarebbe un grande passo in più per i loro ospiti. Stiamo lavorando su questo: estendere questi corsi anche all'esterno».Oltre a Bibble quali altri operatori canini hanno dato una zampa a Bollate? «Durante l'esame sono stati importanti i miei 4 West Highland White Terrier: William, Re Artù, Margot ed Eragorn» ci spiega Celestino Marini,

cane risponde agli stimoli in modalità assolutamente istintiva. Teniamo bene a mente che è sempre rischioso lasciare un bambino a contatto con il cane senza supervisione di un adulto responsabile. E questo vale per tutti i cani, grandi e piccoli: non dimentichiamo che un cagnolino di 5 kg. può staccare il dito di un bambino con un morso. Le risposte comportamentali dei cani variano da situazione a situazione: le variabili da tenere in considerazione sono così tante che l'ideale è prevenire ogni occasione critica.

M&M Dog's Trainers A.S.D. Via Monte Bianco, 40 20026 Novate Milanese (MI) Tel:+39 347 818 87 84 Tel:+39 347 688 92 74 info@educazionecane.com Il loro sito: www.educazionecane.com

«Non avevano partecipato alle lezioni, quindi erano adattissimi a ricreare la situazione reale di un operatore che deve interfacciarsi con un cane sconosciuto. Mi è piaciuto molto notare che la presenza del cane rassicurava gli esaminandi: il sapere cosa fare di fronte all'animale li rendeva tranquilli. Ma tutti i cani che abbiamo portato a Bollate per le lezioni pratiche sono stati fondamentali – come Rosy, una timidissima levriera che costringeva gli allievi ad avere pazienza, per concederle il tempo necessario a stabilire un contatto». Già, la pazienza. Riprende il discorso Moreno: «La gente non ne ha, non riesce a uscire dai meccanismi da centro commerciale nemmeno quando si tratta del rapporto con un animale: sa in quanti mi chiedono “Me lo metti a posto, quanto tempo ti ci vuole?”. Mentre la base per un buon rapporto con un cane è che il suo proprietario cerchi di capirlo mettendosi nella sua ottica. Dobbiamo cercare di comprenderli, è quello il punto di partenza per ogni miglioramento». L'ultima domanda per Moreno Sartori: prossimi progetti? «Inserire all'interno del carcere 2 cani fissi, che vengano gestiti da 2 squadre di 3 detenuti per addestrarli a diventare cani per l'assistenza ai disabili. E i cani verranno scelti tra quelli dei canili: una doppia valenza positiva alla quale teniamo davvero molto, ci stiamo lavorando». CSEN M I L A N O M AG

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calendario attività formative 2016/2017 Ogni tipologia di corso viene riproposta più volte nell’arco dell’anno, in sessioni differenti >> SETTORE SPORTIVO CORSO ISTRUTTORI DI FITNESS 1° LIVELLO

CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK - 1° LIVELLO

CORSO OPERATORE MASSAGGIO SPORTIVO BASE - 2° LIVELLO

SESSIONI ANNO 2016 5° sessione: 17/18 - 24/25 Settembre 2016 6° sessione: 29/30 Ottobre 05/06 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione : 14/15 - 21/22 Gennaio 2017 2° sessione : 25/26 Febbraio - 04/05 Marzo 2017 3° sessione : 22/23 - 29/30 Aprile 2017 4° sessione : 17/18 - 24/25 Giugno 2017 5° sessione : 16/17 - 23/24 Settembre 2017 6° sessione : 28/29 Ottobre 04/05 Novembre 2017

SESSIONI ANNO 2016 3° sessione: 22/23 - 29/30 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 28/29 Gennaio 04/05 Febbraio 2017 2° sessione: 01/02 - 08/09 Aprile 2017 3° sessione: 20/21 - 27/28 Maggio 2017 3° sessione: 21/22 - 28/29 Ottobre 2017

SESSIONI ANNO 2016 4° sessione: 22/23 - 29/30 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 11/12 - 18/19 Febbraio 2017 2° sessione : 01/02 - 08/09 Aprile 2017 3° sessione: 17/18 - 24/25 Giugno 2017 4° sessione: 21/22 - 28/29 Ottobre 2017

CORSO ISTRUTTORI DI FITNESS - 2° LIVELLO SESSIONI ANNO 2016 4° sessione: 01/02 - 08/09 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 28/29 Gennaio 04/05 Febbraio 2017 2° sessione: 01/02 - 08/09 Aprile 2017 3° sessione: 20/21 - 27/28 Maggio 2017 4° sessione: 30 Settembre 01/07/08 Ottobre 2017

CORSO PER TECNICO IN EDUCAZIONE MOTORIA E POSTURALE - 1° LIVELLO SESSIONI ANNO 2016 5° sessione: 08/09 - 15/16 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 14/15 - 21/22 Gennaio 2017 2° sessione: 11/12 - 18/19 Marzo 2017 3° sessione: 06/07 - 13/14 Maggio 2017 4° sessione: 01/02 - 08/03 Luglio 2017 5° sessione: 07/08 - 14/15 Ottobre 2017

CORSO DI ISTRUTTORE DIFESA PERSONALE CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK - 2° LIVELLO SESSIONI ANNO 2016 3° sessione: 12/13 - 19/20 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 18/19 - 25/26 Febbraio 2017 2° sessione: 01/02 - 08/09 Luglio 2017 3° sessione: 11/12 - 18/19 Novembre 2017

CORSO DI ISTRUTTORE DI PILATES MATWORK - 3° LIVELLO SESSIONI ANNO 2016 3° sessione: 03/04 - 10/11 17/18 Dicembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 04/05 - 11/12 - 18/19 Marzo 2017 2° sessione: 10/11 - 17/18 - 24/25 Giugno 2017 3° sessione: 02/03 - 09/10 - 16/17 Dicembre

CORSO DI ISTRUTTORE DI SPIN CICLISMO STATICO SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 22/23 - 29/30 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 22/23 - 29/30 Aprile 2017 2° sessione: 21/22 - 28/29 Ottobre 2017

CORSO PER TECNICO IN EDUCAZIONE MOTORIA E POSTURALE - 2° LIVELLO

CORSO DI PREPARATORE ATLETICO

SESSIONI ANNO 2016 3° sessione: 24/25 Settembre 01/02 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 11/12 - 18/19 Febbraio 2017 2° sessione: 03/04 - 10/11 Giugno 2017 3° sessione: 23/24/30 Settembre 01 Ottobre 2017

SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 08/09 - 15/16 - 22/23 29/30 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 04/05 - 11/12 - 18/19 25/26 Marzo 2017 2° sessione: 07/08 - 14/15 - 21/22 28/29 Ottobre 2017

CORSO DI PERSONAL TRAINER FITNESS E CORSO OPERATORE MASSAGGIO BODY BUILDING SPORTIVO BASE - 1° LIVELLO SESSIONI ANNO 2016 3° sessione: 15/16 - 22/23- 29/30 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 11/12 - 18/19 25/26 Febbraio 2017 2° sessione: 03/04 - 10/11 - 17/18 Giugno 2017 3° sessione: 14/15 - 21/22- 28/29 Ottobre 2017

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SESSIONI ANNO 2016 4° sessione: 01/02 - 08/09 Ottobre 2016 5° sessione: 03/04 - 10/11 Dicembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 21/22 - 28/29 Gennaio 2017 2° sessione: 11/12 - 18/19 Marzo 2017 3° sessione: 20/21 - 27/28 Maggio 2017 4° sessione: 07/08 - 14/15 Ottobre 2017 5° sessione: 02/03 - 09/10 Dicembre 2017

SESSIONI ANNO 2016 3° sessione : 19/20 - 26/27 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 11/12 - 18/19 Marzo 2017 2° sessione: 03/04 - 10/11 Giugno 2017 3° sessione : 18/19 - 25/26 Novembre 2017

MASTER IN TECNICHE MANUALI DI DRENAGGIO LINFATICO SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 12/13 - 19/20 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 22/23 - 29/30 Aprile 2017 2° sessione: 04/05 - 11/12 Novembre 2017

CORSO OPERATORE ATTIVITA’ SPORTIVA PER DISABILI SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 05/06 - 12/13 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 22/23 - 29/30 Aprile 2017 2° sessione: 04/05 - 11/12 Novembre 2017

CORSO DI ISTRUTTORE DI AEROBICA E STEP - 1° LIVELLO SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 15/16 - 29/30 Ottobre 201 SESSIONI ANNO 2017 1°sessione: 04/05 - 18/19 Marzo 2017 2° sessione:14/15 - 28/29 Ottobre 2017


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Attenzione, le date e i luoghi dei corsi potrebbero subire variazioni: rimanete informati anche tramite il nostro sito, sempre aggiornato in tempo reale, o contattateci direttamente per ogni tipo di chiarimento vi fosse necessario.

Il referente per l'attività didattico-informativa per Csen Milano è il Maestro Massimo Marciano cell. 393/4254268, ufficio 02/39561256 www.csenmilano.it – email: corsi@csenmilano.it

>> SETTORE OLISTICO CORSO DI ISTRUTTORE DI AEROBICA E STEP - 2° LIVELLO SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 19/20 - 26/27 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 13/14 - 20/21 Maggio 2017 2° sessione: 18/19 - 25/26 Novembre 2017

CORSO ISTRUTTORE ATTIVITA’ MOTORIA E SPORTIVA PER INFANZIA / ETA’ EVOLUTIVA SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 14/15 - 21/22 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 18/19 - 25/26 Febbraio 2017 2° sessione: 18/19 - 25/26 Novembre 2017

MASTER DI TAPING SPORTIVO SESSIONI ANNO 2017 DATE DA DEFINIRSI DI VOLTA IN VOLTA

CORSO PER OPERATORE LAICO DAE (RICONOSCIUTO AREU 118) SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 10 Settembre 2017 2° sessione: Febbraio 2017 3° sessione: Marzo 2017 4° sessione: Aprile 2017 5° sessione: Maggio 2017 6° sessione: Giugno 2017 7° sessione: Settembre 2017 8° sessione: Ottobre 2017 9° sessione: Novembre 2017

CORSO DI PERSONAL TRAINER IN TECNICHE OLISTICHE SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 05/06 - 12/13 - 19/20 26/27 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione : 04/05 - 11/12 - 18/19 25/26 Marzo 2017 2° sessione: 04/05 - 11/12 - 18/19 25/26 Novembre 2017

CORSO DI RIFLESSOLOGIA PLANTARE BASE SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 05/06 - 12/13 - 19/20 26/27 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione : 04/05 - 11/12 - 18/19 25/26 Marzo 2017 2° sessione: 04/05 - 11/12 - 18/19 25/26 Novembre 2017

SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 12/13 - 19/20 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 06/07 - 13/14 Maggio 2017 2° sessione: 11/12 - 18/19 Novembre 2017

SESSIONI ANNO 2016 1° sessione: 15/16 - 22/23 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione : 04/05 - 11/12 Marzo 2017 2° sessione: 22/23 - 29/30 Ottobre 2017

CORSO PER INSEGNANTE HIP HOP

CORSO DI RIFLESSOLOGIA PLANTARE AVANZATO

CORSO PER ISTRUTTORE FUNCTIONAL TRAINING SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 05/06 - 12/13 Novembre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 11/12 - 18/19 Febbraio 2017 2° sessione: 17/18 - 24/25 Giugno 2017

NOVE26 - 27 MBRE

SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 08/09 - 15/16 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione : 04/05 - 11/12 Febbraio 2017 2° sessione: 03/04 - 10/11 Giugno 2017 3° sessione: 07/08 - 14/15 Ottobre 2017

CORSO SPECIALIZZAZIONE “WELLBEINGCOACH”

MASTER IN COREOGRAFIA SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 23 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 19 Marzo 2017 2° sessione: 22 Ottobre 2017

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CORSO OPERATORE DEL MASSAGGIO OLISTICO

CORSO PER INSEGNANTE DANZA MODERNA E CONTEMPORANEA

SESSIONI ANNO 2016 2° sessione: 01/02 - 08/09 Ottobre 2016 SESSIONI ANNO 2017 1° sessione: 04/05 - 11/12 Marzo 2017 2° sessione: 07/08 - 14/15 Ottobre 2017

csenM ILAN sar

PARAMORFISMI E DISMORFISMI 1° sessione: 05 Marzo 2017 2° sessione: 14 Maggio 2017

LA COMUNICAZIONE POSITIVA 1° sessione: 19 Marzo 2017 2° sessione: 21 Maggio 2017

I PRINCIPI CHE REGOLANO UNA CORRETTA POSTURA 1° sessione: 12 Marzo 2017 2° sessione: 02 Luglio 2017

SESSIONI ANNO 2016 e 2017 DATE IN VIA DI DEFINIZIONE

GINNASTICA ANTALGICA E CORRETTIVA DELLA COLONNA VERTEBRALE

MASTER MONOTEMATICI 2017

1° sessione: 11 Marzo 2017 2° sessione: 16 Luglio 2017

CASI CLINICI IN PALESTRA 1 1°sessione: 02 Aprile 2017 2° sessione: 17 Settembre 2017 Partner Privilegiato Csen http://www.sportservizinoprofit.it/

CASI CLINICI IN PALESTRA 2 1° sessione: 05 Marzo 2017 2° sessione: 12 Novembre 2017

ALIMENTAZIONE E INTEGRAZIONE DI SUPPLEMENTO ALLA ALIMENTAZIONE DELLO SPORTIVO

STRETCHING E TECNICHE DI RILASSAMENTO

1° sessione: 12 Febbraio 2017 2° sessione: 09 Aprile 2017

1° sessione: 07 Maggio 2017 2° sessione: 18 Giugno 2017

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>> danza e ballo

Ballerina per caso, insegnante per scelta Testo di Anna Parente, Responsabile tecnico regionale CSEN del settore danza e ballo e fotografie di Ivan Scotti

Una vita in palestra seguendo la passione dei genitori: ma Anna Parente ha trovato la sua strada personale, quella che l'ha portata verso un sogno... che non aveva nemmeno sognato!

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lla domanda «Cosa vorresti fare da grande?» molte bimbe rispondono: la ballerina! Per me non è stato così: la danza non era nei miei sogni di bambina, è una passione nata per caso. A quattro anni nella palestra dei miei genitori mi divertivo a fare irruzione durante le lezioni di Ginnastica, Judo e poi Danza. In seguito ho abbandonato lo Judo e continuato con le discipline musicali, come la Ginnastica Artistica e la Danza Classica. Non avevo mai detto farò la ballerina, l’insegnante, la coreografa...eppure mi sono trovata catapultata in questo mondo fantastico, studiando ore ed ore i diversi stili con importanti maestri e ballando in numerosi teatri. Ecco, il teatro: è stato il suo fascino che mi ha fatto decidere cosa avrei davvero voluto fare da grande. Ho iniziato ad insegnare Danza a 17 anni e da quel giorno ne sono passati ormai quasi 30, trascorsi in tante ore di lezione e creazione di spettacoli. La mia più grande soddisfazione è aver cresciuto delle ballerine e oggi ritrovarmi come allieve anche molte delle loro figlie. E circa cinque anni fa sono approdata nella grande famiglia Csen Milano, dove un giorno il presidente Paolo Zerbino mi ha proposto di occuparmi del settore danza e ballo: perché non accettare? Da questa esperienza sono nati nuovi stimoli che hanno dato il via all’organizzazione di rassegne e concorsi come Milano Danza Expò e la Rassegna “Alors on Dance”, arrivata quest’anno alla 5° Edizione e che è rivolta a tutte le scuole affiliate Csen. Poi le rassegne nate quest’anno, “Young dancers on stage” dedicata ai giovani ballerini e “Dancing on the lake”, svoltasi all’interno della manifestazione Milano Spring Para-

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de. Le rassegne sono ottime vetrine per le scuole, un modo per dare ai loro allievi una occasione di confronto al di fuori della loro realtà. A volte però non basta il piacere di mettersi alla prova davanti al pubblico e vincere fa sempre molta gola, anche se non sempre è possibile: così è nato il Concorso Nazionale Csen Milano Danza. Partito in sordina, è divenuto un appuntamento fisso per molte scuole raggiungendo quest’anno la sua 3° Edizione.

“ Bisogna ballare per trasmettere emozioni e per emozionarsi “ La kermesse ha visto in giuria Maestri come Ludmill Chakalli, Brian Bullard e Alessandro Armanni, numerosi premi e borse di studio offerte da importanti accademie ed eventi danza quali: Accademie Mas di Milano, Ateneo della danza di Siena, Salerno Danza d’Amare, Dance Diamonds, Sanremo Dance Festival. Ogni scuola cerca di dare il meglio di sé presentando le migliori coreografie e i ballerini più preparati tentando a tutti i costi di vincere di fronte ad una giuria competente: ma la danza certamente non è solo questo. Bisogna ballare per trasmettere emozioni e per emozionarsi. Andare oltre la tecnica, insegnare che non sempre si vince ma che ci saranno tante altre possibilità: e allora, forse, così facendo, i nostri allievi affronteranno il palcoscenico e la giuria con più serenità. E se qualche lacrima dovrà scendere sarà di gioia: per aver trasmesso un’emozione, e non per aver deluso le aspettative dell’insegnante.


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>> Judo

Sfida a Pioltello: l'Associazione Sportiva Yamato Testo di Ruggiero Parente, Responsabile tecnico regionale Csen del settore Judo e coordinatore nazionale settore Sambo e fotografie di Ivan Scotti

La mia più grande sfida è iniziata il 1° ottobre del 1973, quando ho deciso di fondare l'Associazione Sportiva Yamato a Pioltello, in provincia di Milano i nostri giorni sarebbe impensabile aprire una palestra in un piccolo negozio e creare un tatami usando come base 70 sacchi di segatura, ma io a quei tempi ho voluto rischiare. Così è nata la prima palestra di arti marziali in Pioltello, un paesino dove i giovani allora oltre alle ore di educazione fisica a scuola non avevano la possibilità di svolgere altre attività sportive. L'entusiasmo fu tale che in soli tre mesi avevo raggiunto i 100 allievi ed iniziato a creare i primi piccoli campioni: e con grande soddisfazione posso dire di aver contribuito ad allontanare dalla strada e aiutare molti

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ragazzi che facevano uso di droghe, a rimetterli sulla giusta strada e attraverso lo sport farli uscire puliti da una fase complicata della loro vita. Nel 1975 ho frequentato per 3 mesi l'Accademia Nazionale Italiana di Judo a Roma diplomandomi come insegnante tecnico. Una volta rientrato a casa continuavo a ripetermi che quegli spazi ormai troppo piccoli non mi bastavano più, e ancora una volta ho rischiato: così nel 1979 abbiamo aperto l'attuale sede della Associazione Polisportiva Yamato, 600 mq. dove oltre al Judo oggi si praticano Karate, Aikido, Muay Thai, Fitness, Body Building, Danza e Aerobica.

Tutte le discipline sono da sempre seguite da insegnanti tecnici qualificati, ma la mia più grande soddisfazione è che nonostante siamo cresciuti così tanto, Yamato è rimasto ancora oggi un ambiente accogliente, dove chi entra si sente in famiglia. Un valore aggiunto non di poco conto in questa società che ha la tendenza a render sempre più difficili i rapporti interpersonali di qualità. Tantissime le soddisfazioni personali e i riconoscimenti che abbiamo raccolto in questi anni: per 10 anni sono stato Consigliere Regionale del settore Judo, Ju Jitsu e Aikido e dal 1993 al 2000 presidente del Comitato Regionale Lombardia.

Ruggiero Parente é Maestro Benemerito 7° Dan di Judo, Stella di Bronzo al Merito Sportivo e Arbitro Nazionale 2° cat. FIJLKAM


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>> Mixed Martial Arts

Garcia Amadori Fotografie di Ivan Scotti

Lealtà, tolleranza, rispetto, concentrazione, fair play: certi valori sono fondamentali nelle discipline da combattimento, e l'atleta milanese li ha messi al centro del suo metodo All Points olto prima di diventare un mestiere, gli sport da combattimento e le arti marziali sono stati una passione per Garcia Amadori. Tutto è nato nella sua infanzia: l’influenza del padre è stata il punto di partenza per due motivi apparentemente lontani, ma che, successivamente, si sono rivelati complementari e fondamentali per la sua formazione e la sua evoluzione professionale. Il primo motivo è legato al contesto familiare, storico e sociale nel quale Garcia è cresciuto. Suo padre faceva parte di un gruppo artistico degli anni Settanta e si è distinto nel panorama mondiale dell’epoca intraprendendo una carriera innovativa e multidisciplinare nel mondo dell’arte. “Figlio d’arte”, dunque, Garcia è nato e cresciuto a Milano respirando la rivoluzionaria energia artistica di quegli anni. Il secondo motivo, invece, è stato la scarsa disponibilità economica familiare unita però alla volontà paterna di non far mancare nella vita del figlio la pratica dello sport. Così a sei anni Garcia ha iniziato a praticare la stessa attività sportiva del padre: la lotta libera. Più tardi ha praticato Judo, Viet Vo Dao e Kickboxing. L’incontro con il pugilato, invece, è arrivato all’età di 19 anni, periodo nel quale Garcia è stato costretto a lasciare la casa di famiglia a causa del suo carattere combattivo, un lato della sua personalità emerso dalle difficoltà nel rapporto con le figure genitoriali sperimentate soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza. Nel nuovo contesto, trovandosi da solo, la pratica del combattimento ha assunto, dunque, anche il valore di una valvola di sfogo, oltre che quello di una risorsa a cui aggrapparsi per affrontare le sfide della vita, i momenti più difficili, le sue insicurezze e le sue paure. D’altronde, come Garcia stesso sostiene: «La paura ti fa capire i tuoi

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limiti e ti fa capire che c’è un pericolo. Il coraggioso è colui che supera la paura». Da quel momento in poi, infatti, l’esigenza di imparare a difendersi gli ha dato il coraggio per superare le difficoltà che incontrava sul suo cammino, portando avanti la sua passione e trasformandola poi nella sua professione. Erede dello spirito artistico e multidisciplinare paterno, Garcia ha trasferito e applicato quest’eredità nel campo delle discipline di combattimento e delle arti marziali, alle quali si approccia in maniera creativa e innovativa. E ancora oggi si diverte ad allenarsi, proprio come quel bambino di sei anni che una volta aveva iniziato a giocare alla lotta con il

Garcia Amadori in azione durante la Giornata dello Sport del 5 giugno 2016

" La paura ti fa comprendere i tuoi limiti e ti fa capire che c’è un pericolo. Il coraggioso è colui che supera la paura " padre. Garcia, in effetti, descrive l’allenamento come una liberazione, come un modo per sentirsi vicini al proprio corpo. Una forma di felicità e di divertimento. «Se non ti diverti più in quello che fai, allora devi smettere», afferma infatti. Oggi la sua missione è insegnare alle persone come difendersi da un attacco che spesso non è solo fisico, ma che, al contrario, può essere rappresentato anche da tutte quelle paure che ognuno di noi affronta quotidianamente nel corso della vita. Le discipline affrontate attualmente da Garcia sono il Brazilian Jiu Jitsu, le MMA, il pugilato, la Muay Thai e la difesa personale. Le conoscenze maturate nelle singole discipline gli hanno permesso, inoltre, di sviluppare una sua metodologia di insegnamento denominata “ALL POINTS”, fondata sul rispetto non solo dei valori universali

dello sport (lealtà, tolleranza, rispetto, concentrazione, fair play), ma anche di alcuni specifici valori (passione, disciplina, competenza, esperienza, ricerca, innovazione, umiltà, costanza) selezionati dallo stesso Garcia e da lui considerati fondamentali per chi insegna come per chi apprende una disciplina di combattimento e anche nella relazione che si crea tra Maestro, allievo e tutte le figure coinvolte nel processo di formazione. Il nome “ALL POINTS” sta a indicare una visione aperta verso tutte le direzioni e una peculiare disposizione a modificare, reinterpretare, inventare, reinventare e rivalutare continuamente sia il modo di insegnare sia quello di apprendere le tecniche della difesa personale. È un metodo che riassume l’approccio di Garcia agli sport da combattimento e alle discipline marziali e che esprime la sua particolare visio-

ne del combattimento stesso, tutt’uno con il concetto dell’apprendimento continuo. Garcia, infatti, ripete sempre ai suoi allievi: «Non si smette mai di imparare, non si arriva mai alla fine». MMA Atletic a Boxe ASD Via dei Fonta nili, 11/A (M I) Tel:+39 338 7722681 www.atletic aboxe.com • Pagina I Lo ve BJJ (Piace a 95 .439 person e) •Sito e Pagi na Watchbjj. com (Piace a 68 .494 person e) • Sito www .bjji • Pagina No mmersion.com Gi Grapplin g (Piace a 45 .490 person e)


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i segni di un percorso...

2006

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diventa Tecnico Federale di Pugilato (FPI-CONI)

Creazione della “VAMPIRE CHOKE”: tecnica inedita di finalizzazione per il BRAZILIAN JIU JITSU Pubblicazione della “VAMPIRE CHOKE” sulla GRACIEMAG, la più importante rivista del settore a livello mondiale. IL CSEN (CENTRO SPORTIVO EDUCATIVO NAZIONALE) conferisce la nomina come referente della Lombardia dei settori MMA e BRAZILIAN JIU JITSU. Pubblicazione di un articolo sulla GAZZETTA DELLO SPORT, prima volta che la Gazzetta fa riferimento ad un Maestro di Brazilian Jiu Jitsu.

Pubblicazione del video “L’Arte della Difesa” (regia Riccardo Pittaluga) Riconoscimento e supporto dell’ ATAMA, marchio brasiliano riconosciuto mondialmente per la produ zione di kimoni per il BJJ. Pubblicazione sul periodico Class (Class Editori) dedicata al BJJ e la visione di Garcia Amadori. Porta il suo atleta Stefano Paternò alla vittoria nel Venator FC, principale evento italiano di MMA riconosciuto internazionalmente. Unico italiano ad avere le proprie tecniche di BJJ postate nelle principali pagine e siti internazionali del settore

2008

1975 nasce a Milano Garcia Amadori

1981 inizia a praticare la LOTTA LIBERA con suo padre

1995 presta il servizio militare presso Brigata PARACADUTISTI Folgore, Livorno

1997 viaggia a CUBA per studiare il pugilato

2002 vince la CINTURA LOMBARDA come atleta agonista

2004 primo step di un lungo percorso in BRASILE per lo studio del BJJ e “VALE TUDO” (MMA)

primo risultato importante come Tecnico Federale di Pugilato: ORO nel prestigioso torneo internazionale NATIONEN CUP con l’atleta Cauli Francesco

2012 viaggia a LAS VEGAS per il test di valutazione per il conseguimento della CINTURA NERA di BRAZILIAN JIU JITSU con il Maestro Sidney Silva

2013 passaggio della CINTURA NERA di BRAZILIAN JIU JITSU

2014 conquista del titolo Italiano Femminile di Pugilato con l’atleta Anita Torti Pubblicazione della metodologia ALL POINTS

Garcia Amadori ed e i suoi allievi di MMA

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>> dove andiamo per stare bene

Agopuntura e traumatologia: Terra e Cielo si uniscono dentro di noi A cura del dottor Domenico Scupilliti, Medico Chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia, Terapia Fisica e Riabilitazione, Odontoiatria, Posturologia, Agopuntura Medica

Scopriamo quale è l'ordine che regola le correlazioni tra il nostro corpo e l'Universo, secondo la tradizione medica e filosofica cinese er il pensiero orientale Il principio assoluto (Tao) produce l’energia, l’energia comprende lo Yin e lo Yang e si manifesta come ciclo terra e uomo. Per il pensiero tradizionale cinese l’uomo è rappresentato piegato verso la terra a raccogliere il riso, quindi è il trait d’union fra il cielo (Yang, ovvero l’energia) e la Terra (Yin, ovvero la materia) perché fatto di mente e materia. In sintesi si può dire che, per la concezione orientale, tutti gli stati dell’esistente calati nello spazio e nel tempo possono essere espressi dai cinque stati denominati legno, fuoco, terra, metallo, acqua. La teoria dei Cinque Elementi è un tentativo di comprendere i fenomeni e le trasformazioni dinamiche dell’Universo e ha avuto il merito di formulare in un sistema la visione globale dell’uomo inserito nel contesto dell’universo. La visione dell’uomo come parte dell’universo è espressa dalla relazione con le cose e gli eventi che presentano tra loro analogie e affinità: stagioni, colori, sapori, odori, pianeti, cibi, organi, visceri, istanze psicologiche - ogni cosa è correlata all’altra per generare un costante equilibrio dell’Universo. In armonia con tali principi esistono Cinque Organi fondamentali, ciascuno correlato ad uno stato di materia specifico. I Cinque Organi sono: il Fegato (legato al Legno), il Cuore (legato al Fuoco), la Milza (legata alla Terra), il Polmone (legato al Metallo) e il Rene (legato all’Acqua). Ciascuno di essi è correlato a sua volta ad un organo cavo o viscerale: il Fegato alla Vescica biliare, il Cuore all’Intestino tenue, la Milza allo Stomaco, il Polmone all’Intestino crasso, il Rene alla Vescica.

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Ogni sistema Organo/Viscere è in relazione con altre strutture anatomiche: i tessuti (tendini, vasi sanguigni, muscoli, pelle, ossa) e gli organi di senso (occhi, lingua, bocca, naso, orecchio). Questi sistemi anatomici sono correlati a loro volta con elementi della natura che agiscono nei loro confronti in senso di stimolo e di regolazione. Vi è così una strettissima correlazione tra l’uomo e l’universo, e gli stessi fattori climatici esterni svolgono ciascuno una specifica azione su ogni sistema organo/viscere associato. L’agopuntura fa parte delle terapie tradizionali cinesi (shiatsu, moxabustione, auricoloterapia) e delle tecniche di correzione degli stili di vita; cura le malattie pungendo determinati punti del corpo umano con aghi metallici sottilissimi, allo scopo di provocare la stimolazione a livello dello strato superficiale cutaneo. L’energia che viene dal Cielo è Yang e quella che viene dalla Terra è Yin: nell’uomo le vie che trasportano l’energia sono chiamate Meridiani e sono dodici (sei Meridiani Yang e sei Meridiani Yin), denominati con il nome dell’organo o del viscere a cui sono collegati. Hanno un percorso esterno ed uno interno che arriva all’organo o al viscere corrispondente. L’agopuntura, attraverso punti di comando dei meridiani, riesce a fare un intervento terapeutico: oltre che a riequilibrare riesce infatti anche ad intervenire sull’eziologia della malattia, ossia sulle cause che la determinano. Le indicazioni terapeutiche sono molteplici e riguardano patologie acute e croniche: terapia del dolore (periartriti, tendiniti, osteoartrosi, lombosciatalgie, cefalee, emicranie, vertigini), disturbi

ginecologici (dolori mestruali, vampate di calore postmenopausa) e disturbi digestivi (disfagia, coliti, nausee e vomito anche post chemioterapia). Per quanto riguarda la Traumatologia Sportiva l’agopuntura è indicata anche per la cura delle piccole lesioni tendinee (tendinopatie acute e croniche) e per quella delle lesioni articolari (contusioni, distorsioni e lussazioni) o addirittura muscolari (contusioni, distrazioni, mialgie da fatica, crampi). Va sottolineato che l’associazione di una terapia agopunturale ad una terapia occidentale (bendaggi e altre terapie fisiche) che serve da coadiuvante per lenire il dolore e l’edema post traumatico, favorisce una più veloce guarigione.

Armonia degli opposti “Tutto è uno. Questa idea della dicotomia è profondamente sbagliata. E niente meglio di un grande simbolo asiatico, in questo caso cinese, questa ruota con lo Yin e lo Yang, rappresenta la vita, l'universo... è l'armonia degli opposti. Perché non c'è acqua senza fuoco, non c'è femminile senza maschile, non c'è notte senza giorno, non c'è sole senza luna, non c'è bene senza male. E questo segno dello Yin e dello Yang è perfetto. Perché il bianco e il nero si abbracciano. E all'interno del nero c'è un punto di bianco e all'interno del bianco c'è un punto di nero” Tiziano Terzani


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>> 16 giorni bollenti

Pillole di Olimpiadi: la nostra Rio 2016 Testo di Maria Cristina Magri

on i suoi 43 atleti la Lombardia è stata la regione d'Italia più rappresentata ai giochi olimpici di Rio 2016, e la sola Milano ne ha schierati 6. Vi ricordiamo i loro nomi, la disciplina praticata e i risultati ottenuti in questa edizione dei Giochi Olimpici: • Marco De Nicolo, tiro a segno. E' campione italiano di carabina; a Rio 2016 5° nella carabina da terra a 50 mt. • Eleonora Anna Giorgi, atletica leggera. Marciatrice, 14° a Londra 2012; a Rio 2016 è stata squalificata nella finale della marcia 20 km. • Anna Maria Mazzetti, triathlon. Argento agli Europei 2015; a Rio 2016 è arrivata 29°. • Valentina Truppa, piemontese di adozione, dressage. Campionessa italiana dal 2009 al 2014; a Rio 2016 15°. • Matteo Rivolta, campione europeo di staffetta 4x50 misti e

Tutti abbiamo cercato di seguirle il più possibile, cercando di districarci tra dirette ad orari impossibili e streaming che funzionavano così così per seguire ognuno lo sport del cuore. Qui per voi qualche personalissimo e parziale ricordo dei 16 giorni sportivi più bollenti di questa estate appena terminata

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specialista nella farfalla. A Rio 2016 25°. • Luca Leonardi, specialista nello stile libero. A Rio 2016 9° con la staffetta 4x100 s.l. maschile. Perché ad appena un mese dalla cerimonia di chiusura già si confondono ricordi, nomi, classifiche e rimangono stampate nella memoria le emozioni più forti. Come quelle provate davanti al video seguendo le gare delle nostre ginnaste: alcune di loro si allenano a Milano e le loro avventure (sportive e non) sono state seguite per diverse stagioni dal programma di MTV Vite Parallele. Così guardando Carlotta Ferlito, Vanessa Ferrari, Erika Fasana ed

Elisa Meneghini a Rio de Janeiro la partecipazione era sicuramente più forte: il loro decimo posto a squadre e le buone prestazioni individuali (ancora un 4° posto nell'individuale che lascia l'amaro in bocca per Vanessa Ferrari, 6° per la Fasana e 12° per la Ferlito) è stato un po' come se fossero delle ragazze della porta accanto.

La torcia olimpica  scandisce la kermesse

I grandi successi della squadra azzurra di Judo Testo di Ivan Scotti

Fabio Basile con la sua medaglia d’oro è nell’Olimpo degli Dei del Judo. È il quarto atleta italiano a conquistare la medaglia d’oro olimpica della disciplina. Prima di lui soltanto Ezio Gamba nel 1980 a Mosca, Pino Maddaloni nel 2000 a Sydney e Giulia Quintavalle nel 2008 a Pechino. Ma la medaglia di Fabio ha anche un grande valore storico: è la numero 200 per l’Italia, quella che aspettavamo da tempo. Soltanto qualche mese fa erano in pochi quelli che avrebbero puntato su di lui. Ma nel giro di breve tempo, i successi nelle competizioni internazionali e la scalata alle classifiche della sua categoria lo hanno visto proporsi come il più forte, il più pronto per la grande impresa. E infatti, dalla sua posizione di selezionato per le Olimpiadi di Tokio 2020, Fabio ha saputo meritarsi un posto nella rosa dei candidati per Rio 2016 e poi, colpo su colpo, ha creato il vuoto intorno a sé mostrando un judo fantastico, per-

sonale e terribilmente efficace che ha costretto alla resa tutti gli avversari, fino all’ultimo splendido ippon sul fortissimo coreano An Ba-ul. Il judo di Fabio è anche il suo ritratto: è un judo scoppiettante e fantasioso, a volte anche irriverente, ma sempre corretto, proprio come sa essere lui. E poi c’è Odette Giuffrida, anche lei alla sua prima Olimpiade, con un risultato - medaglia d’argento - che ha dell’incredibile. Il suo percorso l’ha portata a scontrarsi con atlete che sulla carta potevano sembrare più forti di lei, e anche a combattere con diversi problemi fisici, ma la sua determinazione e la sua grande preparazione l’hanno portata fino in finale. E solo qui Odette ha dovuto arrendersi ad un’atleta fortissima, in un incontro che non ha visto una supremazia netta della vincitrice ma una vittoria di misura della numero uno al mondo, la fortissima kosovara Malinda Kelmendi. E che dire di Matteo Marconcini? Il suo quinto

posto non è una prestazione di secondo piano, Matteo ha combattuto in una categoria difficilissima, contro i più forti al mondo in assoluto. Il suo splendido judo ha avuto ragione fino ai quarti di finale, durante i quali ha collezionato ben tre Ippon e un Waza Ari, per poi arrendersi in semifinale a Sergiu Toma, degli Emirati Arabi Uniti. Ma il judo di Matteo, come quello di Fabio e di Odette, è un judo vincente anche a prescindere dai risultati perché è propositivo, fantasioso e geniale. Non è il judo che troppo spesso si è visto negli ultimi anni, pensato e progettato a tavolino per ottenere il risultato attraverso piccoli vantaggi e magari anche una penalità dell’avversario, bensì un judo esplosivo e intelligente fatto di generosità, coraggio e tantissimo cuore. Sono giovani, sono incredibilmente bravi e pieni di talento: questi ragazzi sono il futuro del nostro judo! CSEN M I L A N O M AG

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>> Riabilitazione equestre l Centro di Riabilitazione Equestre “Vittorio di Capua”, attivo dal 1981, è armonicamente inserito all’interno dell'ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e fa parte della Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. La Riabilitazione Equestre è un trattamento riabilitativo che, in conformità con le recenti Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali, impiega il cavallo come parte integrante della terapia.Il Centro segue soprattutto pazienti da 2 a 16 anni ma anche pazienti adulti in regime di ricovero e in fase post acuta. La possibilità di offrire proposte terapeutiche diversificate a seconda della specificità e del bisogno di ogni paziente permette interventi sia in ambito motorio, sia su aspetti cognitivi, psichici e relazionali, offrendo ai pazienti la possibilità di affrontare la riabilitazione in un ambiente dove l’attività a cavallo e a terra, a contatto con vari animali, favorisce il buon esito della terapia attenuandone il peso. Lo staff è composto da due neuropsichiatri, un fisiatra, uno psicologo, un coordinatore, tre terapisti con diversa formazione (Neuropsicomotricista, Terapista della Riabilitazione Psichia-

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I cavalli del Niguarda Fotografie di Ivan Scotti

Sono quelli del Centro di Riabilitazione Equestre Vittorio di Capua: andiamo a conoscerli nelle loro scuderie UTILIZZARE IL CAVALLO IN RIABILITAZIONE SIGNIFICA AVERE A DISPOSIZIONE UNA RICCHEZZA DI STRUMENTI CHE AL CAVALLO SONO NATURALMENTE CONNESSI: IL RITMO, IL MOVIMENTO, LA CORPOREITÀ DELL’ANIMALE.

trica, Terapista Occupazionale), quattro coadiutori dell'animale, un amministrativo e circa 30 volontari. Per quanto riguarda il management dei 7 cavalli presenti al Centro, collaborano con l’équipe un veterinario, un preparatore equestre/etologo e un istruttore. Nel 2005 è stato avviato dalla Onlus “Associazione Amici del Centro V. di Capua”, che sostiene il Centro, un progetto di attività sportiva-educativa che ha lo scopo di offrire ai ragazzi con disabilità che abbiano terminato il percorso terapeutico uno spazio di integrazione nella realtà sociale dove sperimentare le proprie competenze, in una concreta condivisione di esperienze e di emozioni con i coetanei normodotati in un contesto equestre che predispone alla comprensione e al rispetto reciproci.

“ Una relazione di rispetto reciproco e gioco complice “ È importante però ricordare che, anche se accomunate dal cavallo, attività sportiva e terapia equestre differiscono sostanzialmente tra loro. Come infatti dice il fisiatra Silvano Boccardi, «la terapia agisce specificamente sulla menomazione e sulla disabilità, mentre lo sport ha un effet-

to benefico sulla persona disabile (come su qualunque altra persona) ma non è mai così specifico da produrre cambiamenti su menomazione e disabilità». L’iniziativa, che ha come obiettivo la realizzazione di attività equestri senza finalità agonistica, prevede gruppi misti di bambini e ragazzi con disabilità e coetanei normodotati che, seguiti da istruttori riconosciuti da CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) e da LISE (Lega Italiana Sport Equestri), imparano a montare il cavallo alle tre andature (passo, trotto e galoppo) e a eseguire le principali figure di maneggio tipiche dell'equitazione in generale e del Dressage in particolare. Per i più piccoli sono stati avviati anche dei gruppi di volteggio a cavallo, attività che consiste in una serie di esercizi svolti sempre in squadra, in forma ginnico-acrobatica sul cavallo in movimento. Novità degli ultimi due anni è stata poi la creazione di gruppi di lavoro, sempre misti fra ragazzi con disabilità e normodotati, che prevedono l’interazione con il cavallo da terra: insieme in campo con i cavalli lasciati liberi i ragazzi imparano a conoscerli, a comprenderne il linguaggio corporeo e a stabilire con loro e con i loro compagni una relazione di rispetto reciproco e di gioco complice.

Bambini e cavalli in festa Ogni anno, il Centro Vittorio di Capua apre le sue porte con un grande evento di aggregazione, in cui tutti i bambini che frequentano il Centro possono ospitare amici e parenti. L'appuntamento “Bambini e cavalli in festa” del maggio scorso aveva poi un significato particolare, ricorrendo il 35° anniversario dell’attività del Centro. Questa festa è un momento di gioia e di condivisione per i ragazzi e le loro famiglie, ma è anche un’ottima occasione per dimostrare la nostra gratitudine a sostenitori, partner e amici del Centro. Tra questi, CSEN EQUITAZIONE è tra i nostri alleati più fedeli, grazie a una fattiva collaborazione iniziata nel 2005 quando sono stati avviati i corsi di

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attività sportiva-educativa. Da allora, lo CSEN non ci ha mai fatto mancare il suo supporto tecnico e organizzativo, necessario alla riuscita di questa iniziativa. In particolare per la la festa di quest’anno l’intervento dello CSEN EQUITAZIONE nelle persone di Paolo Valentini e Roberto Bruno ha reso possibile la partecipazione di cavalieri di grande calibro: Orfeo Triberti, che ha lasciato a bocca aperta il pubblico con una impeccabile esibizione di Scuola Spagnola, Carlos Rodriguez, che ci ha mostrato eleganti figure di Doma Vaquera e Silver Massarenti e Francesca Di Giovanni, che hanno presentato uno spettacolo di raffinata tecnica equestre esaltata dall’incontro con la danza.

I bambini si prendono cura dei cavalli, assistiti dagli operatori


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Circolo Ippico San Gallo Via Gioacchino Rossini, 1c 21011, Casorate Sempione (VA) Tel.+39 329.3582.294 scuderiasangallo@alice.it www.asdsangallo.weebly.com

Testo di Maria Cristina Magri, fotografie di Ivan Scotti

Con la Scuderia San Gallo: dalla brughiera di Casorate Sempione alla Real Escuela di Jerez de la Frontera Una tradizionalissima cascina lombarda dove la cura per l'istruzione è al centro di ogni cosa: dal Sistema Naturale alla Doma Classica, tutto secondo i crismi dettati da Csen-Lise Equitazione asorate Sempione è uno dei paesaggi più lombardi ed equestri che ci siano, una pianura dolce che a buon diritto è stata chiamata Piccola Inghilterra. Perché qui nel 1899 con la razza di Besnate arrivarono i primi cavalli di Purosangue Inglese, seguiti da quelle di tante altre scuderie di galoppo che furono il nucleo iniziale dell'ippica italiana. Poi arrivarono i cavalli da caccia e i cavalieri in giacca rossa ad inseguire le volpi in lunghi, interminabili galoppi: e oggi tra le tante scuderie che ancora si nascondono con eleganza tra il verde della brughiera c'è anche quella di San Gallo. Una cascina del 1600 in tutta la sua raffinata semplicità dove si impara ad andare a cavallo, ma non solo: il motto di Paolo Valentini, cavaliere ed istruttore, è “Take your time”, prenditi il tuo tempo. Per stare vicino ai cavalli, per imparare a gestirli da terra, per montarli e fare attività sportiva. Ma anche per stare con gli altri amici di scuderia, a due o quattro gambe che siano e fare i compiti

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insieme (molti degli allievi sono gio- Un criterio che ha portato Paolo vani e giovanissimi in età scolare), Valentini e il San Gallo, affiliato dal dedicarsi ad altre attività fisiche o 1996 alla Federazione Italiana Sport Equestri, ad aggregarsi alla Lega Itasemplicemente giocare insieme. Ma sempre seguendo le regole della liana Sport Equestri, il settore equebuona didattica equestre: qui le rego- stre di Csen. «Perché educare signile di riferimento sono quelle della fica aiutare con una opportuna disciScuola Naturale di Caprilli, il capitano plina a svolgere le buone inclinazioni italiano che all'inizio del 1900 rivo- dell'animo e della mente, portare l'alluzionò il modo di montare a cavallo, lievo fuori dai difetti e istruirlo: e questo è possibile trasmesse da sempre classica- “ La qualità dell'insegnamento, esclusivamente con una accurata mente con un prima di ogni altra cosa “ preparazione degli rigore militare; e l'effetto è quello che abbiamo visto istruttori preposti. Di qui l'importanza recandoci sul posto. Maneggio e scu- che attribuiamo alla crescita contiderie accoglienti e funzionali, allievi nua delle competenze dei nostri ordinati e puntuali, cavalli curati e docenti: il nostro progetto per il Corso tranquilli, riprese serene e produttive Istruttori di Equitazione pone l'acdove il lavoro viene svolto con tutta cento sulla qualità della formazione, la precisione tecnica indispensabile al fine di migliorarne la cultura equead un lavoro ben fatto. Che poi sia stre grazie alla possibilità di lavorare indirizzato al salto ostacoli piuttosto con cavalli e docenti di altissimo proche agli attacchi o alla doma classica filo», spiega Valentini. Un modus e al dressage non ha importanza, operandi che ha portato alla prestinulla cambia della filosofia di base: giosa collaborazione con la Fundacioè che la cosa veramente impor- cion Real Escuela Andaluza del Arte tante sia la qualità dell'insegnamen- Ecuestre nella formazione degli allievi istruttori di Doma Classica: è proprio to, prima di ogni altra cosa.

Csen Equitazione-Lise, di cui Paolo Valentini è responsabile nazionale, ad avere avuto la possibilità di creare una collaborazione con questo tempio spagnolo dell'equitazione. Grazie anche al Maestro Roberto Bruno, da sempre profondo conoscitore di questa disciplina e di casa nelle più nobili scuderie andaluse illuminate da azulejos e splendidi cavalli iberici, l'8 di luglio ultimo scorso si sono diplomati i primi cinque istruttori di Doma Classica presentati da CsenEquitazioneLise al corso effettuato in collaborazione con la Fundacion Real Escuela Andaluza del Arte Ecuestre: Giulia Eva Di Mauro, Francesca Di Giovanni, Simone Citelli, Emanuele Lavarini e Filippo Saltari, accompagnati dall'istruttore Silver Massarenti, hanno potuto formarsi e mettersi alla prova montando gli ottimi cavalli della Real Escuela sotto gli occhi attenti di maestri del calibro di Ignazio Rambla, Joaquin Vazquez Vela e Manuel Ruiz. Perché formare al meglio i formatori oggi è il primo passo per avere allievi ben preparati domani; come da progetto Csen Equitazione – Lise.


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Immagine: Azahara Perez


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Una giovane canoista impegnata in una discesa sulla Dora Baltea, durante la World Ranking Slalom di Ivrea, nel 2015

Fotografia sportiva, un punto di vista privilegiato

La fotografia ha un rapporto singolare e molto intimo con lo sport perché, storicamente, è il medium principale attraverso il quale le grandi e le piccole imprese degli atleti di tutto il mondo sono riuscite ad arrivare nelle nostre case, sotto i nostri occhi: immortalate sulle pagine dei giornali e delle riviste patinate, o conservate in un vecchio album di ricordi

Testo e fotografie di Ivan Scotti

a fotografia - lo sappiamo tutti - è comunicazione. In quanto tale, ogni foto dovrebbe contenere, se non un significato ben preciso, quantomeno un messaggio, seppur a volte velato di ambiguità e doppiezza.

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Anche la fotografia sportiva, pur essendo un settore specifico, non può sfuggire a queste semplici regole; deve saper trasmettere l’intensità e la perfezione esemplare del gesto atletico, del movimento, la potenza di un atleta o l’emozione degli spettatori che assistono alla performan-

ce, il flusso di sguardi tra due contendenti – questo, e tanto altro ancora. Soggetto, luce, inquadratura, composizione, scelta dell’esatto momento, sono gli elementi del discorso fotografico. Attraverso il controllo di questi fattori l’autore opera delle

scelte, e ci restituisce una parte di realtà, filtrata attraverso la sua idea, la sua Weltanschauung (o visione del mondo, per dirla in tedesco). Ma la foto non è la realtà, e nemmeno la sua copia; è una traslitterazione, un passaggio dal mondo reale, che è quadridimensionale (non


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>> Comunicare un’idea

Un’atleta di Pole Dance si libra nell’aria, come fosse senza peso

Sport spettacolo Lo sport è un’attività umana dove l’individuo ricerca l’eccellenza nel confronto con sé stesso e gli altri. L'origine di tutto risale ai Giochi dell'Antica Grecia, dove la natura delle manifestazioni era prevalentemente di tipo etico e religioso. Nel corso dei secoli, il concetto di attività ludico-sportiva ha subito molte trasformazioni, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui, riprendendo anche gli antichi caratteri di spettacolarizzazione e intrattenimento, lo sport introduce una nuova variante: la specializzazione, ovvero il professionismo. Ed è così che nasce il moderno sport-spettacolo, dove il fine ultimo è la conquista di nuovi primati, la ricerca dell'approvazione delle masse e il conseguente status di stella sportiva. Ma per fortuna - con una funzione di bilanciere che rimette in equilibrio una situazione potenzialmente inquietante - a lato del circuito maggiore, sussiste un intero universo sportivo che ha come obiettivo il benessere, il divertimento e il miglioramento personale del praticante. È il variopinto e sfolgorante mondo dello sport dilettantistico. dimentichiamo la dimensione del tempo) ad uno bidimensionale. Ed è proprio durante questo passaggio che la foto viene caricata, o privata totalmente, di significato. In una situazione come quella attuale, in cui tutti indistintamente sono o si ritengono in grado di fare click sul tastino del proprio dispositivo mobile, nel tentativo di fermare un istante e consegnarlo a chissà quale sventurata posterità, la fotografia trova la sua ragione d’essere solamente nel momento in cui si riappropria del suo ruolo primario, ovvero la possibilità di osservare e raccontare le cose e gli avvenimenti da un punto di vista peculiare e soggettivo. E il punto di vista, in questo caso, è quello dell’autore della foto. Utilizzo il termine autore, invece di fotografo, perché ritengo che prima ancora della tecnica o dell’attrezzatura usata, sia l’occhio che fa la foto. È l’intenzione di chi osserva la scena e decide di ricomporla all’interno di uno spazio limitato, restituendola al nostro sguardo in maniera che sia ancora più efficace, più intensa della stessa realtà che ha di fronte. Questo significa che la fotografia è sopratutto l’arte di evocare, di indicare un aspetto del mondo che già esiste, ma che la sensibilità del fotografo riesce a sottolineare e mettere in evidenza attraverso un punto di vista personale e unico. Fotografare significa quindi, prima di tutto, comunicare un’idea. Ma per poter esprimere un’idea bisogna prima formularla; la conditio sine qua non è che ci deve essere una precisa volontà di comunicare, e un’idea esatta del cosa e come.

Il processo che porta alla realizzazione di una buona fotografia è un processo di selezione. Il fotografo deve saper vedere, nella disgregazione del mondo reale, quel particolare momento o quella particolare luce che restituiranno alla sua immagine quello che lui voleva rivelare. E dentro al fotogramma, magicamente, dovranno esserci solo gli elementi utili al racconto, tutto il resto deve essere eliminato in partenza. Tornando al nostro argomento principale, la fotografia sportiva deve necessariamente essere testimonianza di un punto di vista privilegiato, e questo avviene quando l’autore, attraverso l’esperienza e la purezza della sua arte, riesce a congelare il momento perfetto, a cristallizzare un istante e renderlo immortale, restituendo all’osservatore tutta l’intensità e la sfolgorante bellezza di un attimo sfuggente, unico e irripetibile. Tutti abbiamo negli occhi delle immagini memorabili, fotografie che hanno consegnato alla storia grandi imprese sportive, epiche ed emozionanti; ciononostante, il mio mestiere mi ha insegnato che anche la più piccola manifestazione di provincia è in grado di regalare forti emozioni e grandi insegnamenti. Lavorare ai Giochi Olimpici e fotografare stelle mondiali per Sport Illustrated, certo non dispiacerebbe a nessun fotografo. Ma l’espressione raccolta, o stravolta dallo sforzo, di un atleta sconosciuto e il sorriso aperto e sincero di un bambino, felice per il suo risultato, non sono forse altrettanto importanti? Come fotografo professionista, ho il compito e il privilegio di trasmettere anche questo messaggio.

L’intesità dell’allenamento di due atleti di Muay Thai


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>> L’Arte Marziale

Uchi Mata (colpire all’interno della coscia) tecnica di gamba, che in una sua variante può essere eseguibile con l’ausilio dell’anca.

Judo, una metafora educativa Testo e fotografie di Ivan Scotti

Disciplina olimpica, metodo completo per l’educazione fisica, sport da combattimento e sistema educativo: il Judo è tutto questo, ma anche molto di più IL JUDO, OVVERO LA VIA DELLA CEDEVOLEZZA INTESA COME ADATTABILITÀ E FLESSIBILITÀ, NASCE IN GIAPPONE NELLA SECONDA METÀ DEL DICIANNOVESIMO SECOLO, PER OPERA DEL SUO FONDATORE, IL PROF. JIGORO KANO. IL SUO PATRIMONIO TECNICO VENNE DERIVATO DAL JUJITSU, DA CUI KANO ELIMINÒ LE TECNICHE RITENUTE PERICOLOSE PER GLI STESSI PRATICANTI AGGIUNGENDO UN PRINCIPIO MORALE CHE CONTRIBUISSE A EDUCARE E SVILUPPARE L’ESSERE UMANO, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE. 22

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copo del judo è la formazione di individui fisicamente sani, efficienti e spiritualmente evoluti. Quando si parla di arti marziali, e quindi anche del Judo, si cita spesso il concetto di disciplina - da non confondere con l’obbedienza che, come Don Lorenzo Milani ci ha insegnato mezzo secolo fa, non è una virtù. Per i più piccoli la disciplina può voler dire che praticando il Judo si impara a conoscere e osservare delle semplici ma importantissime regole, come il rispetto per il luogo in cui si pratica (Dojo), per i compagni e per sé stessi. Per i ragazzi più grandi è un aiuto a comprendere che solo l’impegno quotidiano e costante, unito a una consapevolezza della propria direzione, può portare ad ottenere dei risultati di qualità. Per i più esperti, la disciplina è uno degli strumenti per entrare in contatto con la propria interiorità, per un costante affinamento delle tecniche e degli aspetti spirituali della pratica nel tentativo di raggiungere l’unità tra corpo, mente e cuore. L’apprendimento del Judo è strutturato in maniera molto precisa: Taiso (ginnastica), Ukemi (studio delle cadute), Uchikomi (esercizio di ripetizione della tecnica), Randori (pratica libera, il controllo del caos), Shiai (il combattimento) ed infine i Kata (studio delle forme). Scopo dei Kata è dimostrare e tramandare i principi fondamentali del Judo, ma anche quello di avvicinare i praticanti alla dimensione intuitiva più intima e spirituale del Do (la Via, il Percorso). Attraverso lo studio dei Kata si stabilisce un contatto profondo con le tecniche del Judo, fino ad assimilarle completamente come se fossero parte di noi stessi, arrivando ad eseguirle con estrema naturalezza e raggiungendo così lo stato di Satori (espansione della coscienza). In Giappone si usa il termine Kata per definire i movimenti codificati del corpo, ed è un concetto che non viene applicato solo nelle arti marziali: ad esempio anche la

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cerimonia del tè, oltre ad essere un rito sociale e spirituale, è un vero e proprio Kata. Comprendere questo concetto aiuta a capire l’enorme importanza dei Kata nel Judo. Che però non è costituito soltanto da pratiche fisiche; come dicevo poc’anzi, persegue anche dei principi morali: Sei Rioku Zen Yo (miglior impiego dell’energia, fisica e spirituale) e Yita-Kyoei (tutti insieme per crescere e progredire, ossia mutuo progresso nella collaborazione). E come si propone di perseguire questi scopi? In che modo il Judo è in grado di educare, di trasmettere e infondere questi valori? Semplicemente attraverso la pratica e un sapiente uso della simbologia e della metafora. Nella cultura Giapponese, l’uso del simbolo e della metafora rivestono da sempre un ruolo determinante, basti pensare al Teatro NŌ, agli Haiku, ai Tanka (componimenti poetici brevi). Nel Judo la situazionalità e l’adattabilità sono solo alcuni degli aspetti più evidenti. Durante un combattimento non è sufficiente essere preparati fisicamente e tecnicamente, è necessario comprendere le problematiche che ci propone il nostro opponente, e saper cogliere le opportunità che ci si presentano per usare la sua forza a nostro favore, evitare o sferrare un attacco al momento opportuno. Questi aspetti, e molti altri che in questa sede non ho il tempo di citare, devono essere intesi come una metafora, perché nella vita ci si trova continuamente a doversi adattare a nuove situazioni e anche a dover cogliere delle opportunità che potrebbero non ripresentarsi. Nel Judo l’aspetto mentale controlla e indirizza l’azione, proprio come dovrebbe succedere nella vita di tutti i giorni, fuori dal Dojo. Il Judo è gioia, è amore, impegno e duro lavoro. Ma soprattutto è assoluta, onesta e appassionata dedizione all’agire e al pensare. È arte del movimento, è una metafora della vita.


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>> randori, il controllo del caos Il randori rappresenta il momento di confronto e di verifica per ogni praticante. Attraverso questo esercizio, gli atleti hanno modo di provare l’efficacia delle proprie tecniche di attacco e difesa, simulando un combattimento reale, nel rispetto delle regole del judo. Viene spesso definito anche pratica libera, in contrapposizione con la pratica più organizzata dei kata, che non soltanto prevedono lo studio di tecniche prestabilite, ma anche la suddivisione delle parti fra tori e uke, ossia chi esegue la tecnica e chi la subisce. Non è da confondere con il combattimento agonistico (shiai); nel randori non esistono vittoria o sconfitta, ma solo un nobile e generoso sentimento di confronto e la continua ricerca della tecnica perfetta. Una particolarità del randori nel judo sta nel fatto che, per come sono strutturate le tecniche, esse possono essere eseguite con grande forza ed intenzione senza bisogno di frenare i colpi, praticando così in completa sicurezza, senza nessun pericolo di ferire il proprio compagno. Il randori è una pratica attraverso la quale l’atleta cerca di migliorare la propria tecnica, ma anche di raggiungere il controllo del caos, affrontando situazioni impreviste e gestendo l’impulsività, tentando di guadagnare una dimensione spirituale superiore; il controllo della mente sul corpo. Ma oltre a tutto questo, il randori è sopratutto gioia e divertimento allo stato puro, lo si può vedere sui volti dei piccoli e dei grandi, fino ai praticanti più esperti, che rinuncerebbero a tutto, meno che a un randori come si deve. Per un atleta non c’è nulla di più appagante e divertente di un confronto diretto, del coinvolgimento totale che può offrire un combattimento in cui non si risparmiano le energie, in cui si offre generosamente tutto quello che si ha, in completa sicurezza e in totale armonia con il proprio compagno e con sé stessi.

Due judoka impegnati in una fase di randori, la pratica libera

>> azione e reazione

>> tecnica e filosofia  Ude Hishigi Juji Gatame (leva al gomito a croce). Derivate anch’esse dal patrimonio tecnico del Ju-Jitsu, le leve articolari consentite nel judo sportivo sono esclusivamente quelle portate al gomito; sono parte delle tecniche di lotta a terra e si suddividono in leve di torsione e di iper estensione. Due giovani praticanti alle prese con un argomento importante nel judo; il nodo alla cintura. Il sistema delle cinture colorate è utilizzato per rapportarsi correttamente con gli altri praticanti, inoltre rappresenta in maniera simbolica il concetto di società verticale, tipico della cultura giapponese, dove ognuno occupa un posto ben definito all’interno di una gerarchia sociale.

Yoko Tomoe Nage (proiezione laterale all’addome), è una tecnica molto utilizzata nelle competizioni agonistiche. Fa parte del gruppo dei Sutemi Waza, ovvero le tecniche di sacrificio. Utilizzando questo tipo di tecniche, tori rinuncia al proprio equilibrio e cade volontariamente al suolo, per poter proiettare il compagno. I Sutemi Waza sono un esempio pratico di come nel judo si cerchi di sfruttare nel migliore dei modi il peso e l’energia del proprio opponente, rivolgendola abilmente contro di lui. Se la tecnica viene applicata correttamente, ad una maggiore energia del nostro avversario, corrisponderà un minore sforzo per proiettarlo. CSEN M I L A N O M AG

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>> tutti in piazza

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La Giornata dello Sport del 5 giugno 2016: tutti in Piazza del Cannone Testo di Claudia Giordani, fotografie di Ivan Scotti

Il presidente Paolo Zerbino insieme a Silvia Mognaschi, Giusy Quagliolo e Laura Mariani (C.T. CONI Milano)

Le riflessioni di Claudia Giordani, delegato Coni per Milano, sulla manifestazione che ha riunito associazioni delle più diverse discipline nel cuore della nostra città “Le società sportive di Milano e provincia rappresentano una grande realtà sociale al massimo livello di eccellenza, sia tecnico che educativo. Si distinguono per intraprendenza, qualità e grande passione. Il Coni, attraverso la delegazione, è al loro fianco per sostenerle nelle attività quotidiane di fondamentale importanza e in occasione di eventi e iniziative promozionali e agonistiche. A breve riprenderanno i campionati, le gare, i tornei invernali. A tutti il miglior augurio per una nuova stagione di sport ricca di soddisfazioni e di esperienze positive” n’edizione speciale. Una grande festa dello sport in Piazza del Cannone a Milano. La Giornata Nazionale dello Sport del CONI, iniziativa nata nel 2003 per promuovere la pratica dell’attività sportiva e i valori ad essa correlati, si svolge su tutto il territorio nazionale la prima domenica di giugno, con eventi e manifestazioni in oltre 1500 Comuni italiani, coordinata dai Comitati Regionali e dalle Delegazioni CONI, in collaborazione con le FSN, DSA, EPS, AB e il prezioso supporto delle Istituzioni Locali. La grande disponibilità e collaborazione delle società sportive del territorio milanese ha sempre reso possibile l’incontro con le diverse discipline e l’opportunità di scoprire le singole realtà sportive con le loro caratteristiche, la loro distribuzione territoriale, gli obiettivi, i valori, le offerte formative e tanto altro. Domenica 5 giugno nella splendida cornice del Parco Sempione, grazie agli accordi con l’Assessorato allo Sport del Comune di Milano, moltis-

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Una rassegna delle discipline presentate durante la manifestazione milanese

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simo il pubblico che ha avuto modo di intrattenersi in attività ludico ricreative coordinate dallo Staff tecnico di Coni Milano. Tra i presenti: FIB-Federazione Italiana Bocce, FIPFederazione Italiana Pallacanestro, FIPAV-Federazione Italiana Palla a Volo, FPI-Federazione Pugilistica Italiana, FIS-Federazione Italiana Scherma, FIG-Federazione Italiana Golf, FIR-Federazione Italiana Rugby, FIC-Federazione Italiana Canottaggio, FIBa-Federazione Italiana Badminton, FIGB-Federazione Italiana Gioco Bridge, FGI-Federazione Ginnastica Italiana, FIDS-Federazione Italiana Danza Sportiva, Comitato Regionale Paralimpico Italiano, Ente di Promozione Sportiva CSAIn, Ente di Promozione Sportiva CSEN, Disciplina Sportiva Associata FITW-Federazione Italiana Twirling, Corpo Sportivo dell’Esercito. Numerosi gli atleti ospiti e le esibizioni che hanno regalato tante emozioni, coinvolgendo grandi e piccini.


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Lo stand di Csen Milano in Piazza del Cannone all’interno della splendida cornice del Castello Sforzesco

“Tu e i tuoi campioni insieme, pronti a volare” Questo era lo slogan utilizzato per la Giornata dello Sport del 5 giugno 2016. La sinergia straordinaria e coinvolgente che si è creata tra le Federazioni, gli Enti di Promozione Sportiva e il CONI, già nella prima fase organizzativa, si è percepita a pelle: gli sguardi attenti, la curiosità e la voglia di fare sono divenuti obiettivo comune per riuscire a concretizzare un evento sportivo di sicuro successo. CSEN Milano si è proposto con l’occupazione di un’area di 160 metri quadri, all’interno della quale ha dato la possibilità a circa dieci Associazioni di potersi esibire a turno con dimostrazioni e lezioni gratuite al pubblico e di poter distribuire materiale informativo, usufruendo anche di uno stand. Le Associazioni che hanno partecipato all’interno di quest’area sono: Tae-Tek Italia ASD (Lezione di fitness musicale con dei movimenti marziali, a corpo libero), ASD Società di Schermidori (Scherma storica), Il Salto ASD (Allenamenti fitness e running con programmi di prevenzione cardiaca), Pole Dancing Academy (Pole Gym), Milites Armati (Corsi di scherma medievale

e rinascimentale, combattimenti in armatura, battaglie, tornei, duelli teatrali e danze medievali), Paintball Milano ASD (simulazione di guerra a colpi di vernice), MMA Atletica Box (Sport da Combattimento), La Palestra SSD (Istruttori di Krav Maga e Difesa Personale) e Fun Education (Animazione per bambini). Persone del settore, importanti per i loro progetti, hanno prestato il proprio volto e soprattutto il proprio tempo per poter dimostrare che lo sport è un’alternativa vincente alle miriadi di tentazioni e deviazioni che la società di oggi purtroppo ci suggerisce, come soluzione ad uno stato di noia ed insoddisfazione sociale. I sopralluoghi e i continui confronti ci hanno consentito di trovarci preparati di fronte al consistente afflusso di gente che si è verificato: giovani, anziani e famiglie hanno potuto sentirsi parte integrante di una manifestazione che, per la varietà di discipline proposte, è riuscita ad avvicinare tutto il pubblico coinvolto, nessuno escluso. Testo di Giusy Quagliolo CSEN M I L A N O M AG

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>> educazione alla salute

Vivere senza dolori? Si può Testo di Lorenzo Ferrante, fotografie di Ivan Scotti

Dal titolo sembra che chi scrive voglia vendere sogni o facili illusioni. Chi, infatti, non vorrebbe realizzare questo desiderio? La miglior cura è il cambiamento, questo é il motto di Lorenzo Ferrante, docente di Educazione Posturale

el lavoro di ricerca posturale che mi vede impegnato dal 1998 sul come comprendere il dolore e come sconfiggerne gli effetti, emerge sempre più prepotentemente il dato che sportivi, popolazione in generale, giovani, persone avanti con l'età soffrano di dolori e non sempre riescono a trovare una soluzione. Personalmente seguo persone che vanno dagli 8 ai 97 anni e la prima osservazione che mi sento di condividere è che in questa lunga fascia di età in cui ho esperienza, tutti migliorano la loro condizione posturale. È ovvio che gli anni fanno la differenza, ma non della capacità bensì della velocità di risposta posturale. Una persona in età risponde più lentamente di quella giovane, ma entrambe rispondono alle sollecitazioni e agli allineamenti posturali con i medesimi adattamenti. Spesso sento pronunciare da

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chi ha problemi di dolori al corpo la parola ormai: ormai sono fatto così, ormai ho una certa età, ormai ho questo dolore da tanto tempo, ormai le ho provate tutte e non ho avuto risultati, ormai mi hanno detto che devo convivere con il dolore. Queste frasi di sottomissione a questo tipo di realtà non sono corrette e neanche reali, perché non si basano su una reale incapacità di stare meglio, ma sull'incapacità di chi ha proposto una soluzione di trovarne, momentaneamente, una valida ed efficace. Il riequilibrio posturale ad esempio ci insegna che il dolore che ci impedisce di vivere la nostra vita sportiva, al meglio delle nostre possibilità, ha spesso un'origine muscolare tensiva. Può essere causato da tensioni muscolari acute, oppure croniche e di lunga data. Perciò cominciamo a fare chiarezza su un punto: i problemi posturali molto raramente sono causati da muscoli deboli (per es. persone allettate immobili per settimane o mesi), nella maggior parte dei casi sono causati da muscoli troppo forti (rigidi): muscoli che hanno lavorato troppo e per tanto tempo, sia a causa di un’intensa attività sportiva, sia per ragioni legate alla vita di tutti i giorni. Da questa visione, cambia completamente l'approccio terapeutico o di intervento fisico, che consisterà nella ricerca dei muscoli forti da scaricare, piuttosto che di quelli deboli da potenziare. Questa ricerca è possibile applicarla a tutte le persone di qualsiasi età e di qualsiasi abitudine fisica. Ad esempio molto spesso si sente dire che quando una persona soffre di mal di schiena, deve poten-

ziare gli addominali perché, a dire di chi lo propone, questi stabilizzano la colonna vertebrale. Quest'affermazione può non essere corretta. La capacità che hanno gli addominali di stabilizzare la colonna è relativa per molti motivi: 1- a differenza di altri muscoli, non si inseriscono sulla colonna vertebrale, quindi hanno su di essa un effetto indiretto. 2 - molte persone che hanno avuto e hanno il mal di schiena hanno anche gli addominali tonici 3 - la funzione di stabilizzatore non è propria dei muscoli, anche se questi vi contribuiscono, ma è propria dei legamenti. 4 - se la postura è spostata perché ci sono dei muscoli forti che la deerminano, è su di essi che bisogna intervenire per ridurne la trazione sui segmenti ossei. È un processo complesso in apparenza, ma che si risolve con la semplice conoscenza dei Per c meccanismi posturali h ad ap i fosse int eress e muscolari che m profo ato nd e sono validi per us nto, a ire l'argo sette cirà u m b re n libr ognuno di noi. tivo o su d Sempre! che s l mal di ivulgas i senz intitolerà chiena a il m " Viver a ed. Te cnich l di schien e buon e a a oc Nuove. U " fare na casio chiar ezza ne per .


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Testo di Maria Cristina Magri, illustrazione di Ivan Scotti

L'importanza di chiamarsi Ali

Il più grande di tutti: Cassius Clay e la sua capacità di cambiare le cose, a partire dal nome uhammad Ali è morto il 3 giugno scorso all'età di 74 anni. Da tempo era afflitto dal Morbo di Parkinson, avversario implacabile anche per lui che era stato campione olimpionico dei mediomassimi ai Giochi di Roma nel 1960 e aveva fatto sue le cinture di tanti titoli mondiali. Eppure Ali non si è fatto mettere al tappeto nemmeno dal Parkinson, e la sua vera anima – quella della farfalla che danzava irridente sui ring di mezzo mondo – è rimasta intatta fino all'ultimo. Era nato a Louisville nel 1942 ed era stato battezzato Cassius Marcellus Clay Junjor: lo stesso nome del padre e del nonno, nato schiavo, chiamato così in onore di un politico e proprietario terriero abolizionista amico di Abraham Lincoln. La sua era una famiglia modesta ma rispettabile e il piccolo Clay era un bambino bellissimo, vivace e chiacchierone. Non troppo bravo a scuola, ma pieno di carattere; a dodici anni gli rubarono la sua nuova bicicletta bianca e rossa. Lui prometteva di stendere a cazzotti il colpevole, lo disse anche al poliziotto cui raccontò il furto. Il poliziotto si chia-

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mava Joe Martin, nel tempo libero diri- Cassius era veloce e leggero come una geva una palestra di boxe e chiese al farfalla: durante i combattimenti teneragazzino in lacrime per la rabbia se va le mani basse ai fianchi e la testa sapesse fare a pugni. Cassius disse di alta sottraendosi ai colpi con fare irrino ma che ci avrebbe provato lo stes- dente, ballava all'indietro, schivava e so e Martin gli consigliò di fare un salto mandava in bestia gli avversari che in palestra. non riuscivano a centrarlo. Guardando Quel ragazzino capì presto che la boxe i filmati dei suoi migliori incontri semera l'unico modo per emanciparsi dal bra di vedere un matador che provoca solito destino dei neri; per farlo si con cinica eleganza la potenza di un impegnò a fondo: toro ottuso, che a 12 anni Cassius “Dio con questa malattia mi sta non capisce come si allenava con la queldimostrando che sono solo convincere serietà di un adull'affare saltellante un uomo come tutti gli altri. a tornare coi piedi to e non sgarrava Lo sta dimostrando anche a te. per terra e a starmai dalle regole di In modo tale che tu possa sobrietà che si era sene un po' fermo dato. Le sue doti imparare dal mio esempio” a prendere finalmigliori erano mente qualche quelle caratteriali: freddo, in combat- onesto pugno. Solo dopo cominciava timento non perdeva mai la testa e a colpire: freddo, misurato, preciso aveva una capacità incredibile di con i suoi jab acuti e pungenti, mai osservazione e reazione. Con l'allena- furiosi, solamente veloci in modo micimento si costruì un fisico perfetto, era diale. un magnifico atleta anche dal punto Cassius Clay pensava e programmava di vista estetico; sviluppò una tecnica anche la tattica psicologica da usare che non piaceva ai puristi del pugilato contro i suoi avversari. In un mondo classico ma era terribilmente efficace, che sembrava aver condannato i pugili diversa da tutto quello che si era mai di colore a ruolo di marionette da visto su un ring sino ad allora. Perché macello nelle mani dei truffatori, lui

era l'artefice di sé stesso, non altri. Cambiò anche il suo nome e divenne Muhammad Ali dopo essersi ufficialmente convertito all'Islam. Perché Cassius Clay era un nome da schiavo, diceva Ali, che aveva trovato nella discutibilissima associazione Nation of Islam qualcosa che finalmente cercava di ridare l'orgoglio ai neri d'America. Nonostante questa ingenuità politica continuò ad usare le sue armi migliori, nella vita come sul ring: levità e ironia, assenza di cattiveria verso gli avversari. Rimase sempre una persona amabile che voleva essere felice ed aiutare quelli come lui cambiando il mondo, in meglio: grazie al suo esempio, strade mai percorse da una persona di colore furono aperte da lui con il suo studiatissimo chiasso da ufficio stampa e con il carisma di una personalità del tutto genuina. Il coraggio e la forza interiore che gli fecero dire no al Vietnam, a costo del titolo mondiale, lo hanno sostenuto durante gli anni del declino. E forse era più forte il Muhammed Ali, tedoforo tremante ai Giochi di Atlanta, del giovane Cassius Clay danzante sul ring di Miami nel 1964. CSEN M I L A N O M AG

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Il 1° giugno scorso è mancato il dottor Mario Pappagallo Lo ricordiamo con le parole del nostro Presidente Nazionale, Francesco Proietti Con profonda tristezza ci ha lasciati Mario Pappagallo, Vice Presidente Nazionale CSEN, nonché Presidente del Comitato Provinciale di Roma. Della sua figura ricordiamo le sue grandi intuizioni, i suoi modi composti di approcciarsi e relazionarsi con il prossimo, di formulare con rigidezza atti istituzionali tesi a migliorare e consolidare la presenza dell’Ente nel contesto dell’associazionismo italiano. Lo ricordiamo con profonda amicizia poiché è da annoverare tra i fondatori del nostro Ente a cui ha dedicato la parte migliore di sé stesso, dei suoi anni di vita, artefice ed ispiratore delle politiche di crescita del nostro Ente in questi anni di così grande successo. La sua opera è stata per oltre 30 anni insostituibile sia in seno alla Presidenza Nazionale che alla Direzione Nazionale, poichè punto di riferimento e di equilibrio per noi tutti. Da queste pagine di sport educativo, così come egli desiderava considerare lo sport CSEN, di Mario ne ricordiamo la dirittura morale e l’onestà intellettuale, che rimarrà sempre nei nostri cuori, poiché simbolo indelebile di una grande volontà umana a dare qualcosa di sé agli altri. E in questo spirito di lui conserveremo l’esempio che contraddistinguerà sempre e di più la nostra azione promozionale su tutto il territorio nazionale.

Il nostro ricordo Il Presidente e tutti i componenti del Comitato Csen Milano ricordano con affetto il dottor Mario Pappagallo, Vice-Presidente nazionale e presidente del Comitato Csen di Roma: era un punto di riferimento per tutti, una delle persone che ha contribuito in modo fondamentale a far crescere la nostra associazione. A lui erano affidati i rapporti con enti e istituzioni, lui era quello che si sedeva al tavolo della concertazione con il Coni per rappresentarci tutti. Quasi burbero al primo impatto ma mai avaro di battute, sempre preciso ed efficace: con la sua ironia muoveva le acque all'interno delle riunioni nei momenti di stallo, calmo e riflessivo non si faceva mai prendere la mano dalle agitazioni del momento. «Ragazzi calma, adesso vedrete che troviamo il sistema per fare anche questa cosa»: quante volte glielo abbiamo sentito dire? Ci mancherà.

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Difesa Legale CSEN Un estratto delle condizioni di assicurazione per la difesa legale a disposizione delle nostre società affiliate: perché è importante sapersi difendere anche con le carte bollate... Primo punto da focalizzare: l'oggetto dell'assicurazione La Società assume il proprio carico, nel limite di euro 20.000 per sinistro illimitato per anno assicurativo e delle condizioni previste in polizza, il rischio dell'assistenza stragiudiziale e giudiziale che si renda necessaria a tutela dei diritti degli Assicurati, in conseguenza di un caso assicurativo rientrante in garanzia. Rientrano in garanzia le seguenti spese: per l'intervento di un legale incaricato alla gestione del caso assicurativo; per l'intervento di un perito/consulente tecnico d'ufficio e/o di un consulente tecnico di parte; di giustizia previste dal D.P.R. 115/2002 (Testo Unico in materia di spese di giustizia aggiornato con le modifiche apportate dal D.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114); liquidate a favore di controparte in caso di soccombenza; conseguenti ad una transazione autorizzata dalla Società, comprese le spese della controparte, sempre che siano state autorizzate dalla Società; di accertamenti su soggetti, proprietà, modalità e dinamica dei sinistri; di indagini per la ricerca di prove a difesa, nei procedimenti penali; per l'indennità, posta ad esclusivo carico dell'Assicurato e con esclusione di quanto derivante da vincoli di solidarietà, spettante agli Organismi di Mediazione, se non rimborsata dalla controparte a qualunque titolo, nei limiti di quanto previsto nelle tabelle delle indennità spettanti agli Organismi pubblici; il contributo unificato per le spese deg1i atti giudiziari, se non ripetuto alla controparte in caso di soccombenza di quest'ultima (…). Ambito e garanzie La garanzia riguarda la tutela dei diritti degli Assicurati qualora, nell'ambito delle attività di competenza della Contraente nel settore sportivo, culturale, promozione sociale, protezione ambientale, ecc.: a) siano sottoposti a procedimento penale per delitto colposo o per contravvenzione; b) siano sottoposti a procedimento penale per delitto doloso, purché vengano prosciolti o assolti con decisione passata in giudicato. In tali ipotesi, la Società rimborserà le spese di difesa sostenute quando la sentenza sia passata in giudicato. Sono in ogni caso esclusi i casi di estinzione del reato per qualsiasi causa. Gli Assicurati sono sempre tenuti a denunciare il sinistro nel momento in cui ha inizio l'azione penale o quando abbiano avuto, comunque, notizia di coinvolgimento nell'indagine penale. Sono compresi i procedimenti penali per delitto doloso derivanti da violazioni in materia fiscale ed amministrativa; c) debbano sostenere Controversie relative a richieste di risarcimento di danni extracontrattuali avanzate da terzi, in conseguenza di un loro presunto comportamento illecito. Tale garanzia opera soltanto nel caso in cui il sinistro sia coperto da un'apposita assicurazione di Responsabilità Civile e ad integrazione e dopo esaurimento di ciò che è dovuto da detta assicurazione, per spese di resistenza e soccombenza, ai sensi dell' art. 1917 Cod.Civ. In tali ipotesi la Società garantisce le spese legali necessarie per l'eventuale citazione in giudizio della Compagnia che assicura la Responsabilità Civile. Si intendono escluse le altre spese di difesa: d) nel caso in cui la polizza di Responsabilità Civile verso terzi, pur essendo regolarmente esistente, non possa essere attivata in quanto non operante nella fattispecie in esame, la garanzia di cui alla lett. c) opera in primo rischio. Resta fermo che la Società si riserva di chiedere in qualsiasi momento l'esibizione della polizza di Responsabilità civile verso terzi: in mancanza di esibizione della polizza, la presente garanzia nonsarà operante. Assicurati: Il Presidente, i Comitati Regionali, i Comitati Provinciali, i Comitati Zonali e Metropolitani, i Dirigenti nazionali e Territoriali, i Tecnici Societari, i Tecnici iscritti nei registri dell'Ente e tutte le A.S.D. (Associazioni Sportive Dilettantistiche) affiliate all'Ente ed i rispettivi Dirigenti, i Circoli Culturali, Ricreativi e le Associazioni di Promozione Sociale. Il testo completo delle Condizioni di Assicurazione è disponibile su richiesta presso Centro Sportivo Educativo Nazionale Via Luigi Bodio, 57 – 00191 ROMA.


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>> tecniche olistiche

BaliYoga: il luogo dove puoi creare il tuo spazio BaliYoga.it ha origine da un viaggio della sua fondatrice, Simona Tarabini, nella magica isola degli Dei: Bali

a Bali che Simona ha scoperto lo Yoga e da allora la sua vita è completamente cambiata. L'atmosfera internazionale che ha respirato nella comunità yoga di Bali, il senso di libertà e l’immensa e palpabile voglia di condividere, scoprire e approfondire pratiche olistiche differenti tra di loro sono l’essenza del suo percorso. Il suo viaggio si è trasformato in anni di vita in quella splendida terra (alternati con lunghi periodi di ricerca e pratica in Australia e alle Hawaii) e, dopo aver definitivamente lasciato un lavoro appassionante di start-up per aziende multinazionali nel settore finanziario, Simona è diventata insegnante di Yoga in Australia. Quando

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gnanti del team, vacanze yoga a Bali, Kerala e Australia (da ricordare quella di fine 2016 a Byron Bay), ed eventi extra Yoga. BaliYoga.it ha attivato anche Yoga in azienda, un modo per portare lo yoga dinamico negli uffici ed aiutare chi lavora alla scrivania a migliorare la qualità delle proprie attività quotidiane. Ed infine BaliYoga.it è anche Charity: sostiene una piccola associazione che accoglie i bambini

lo confermano ogni volta che, dopo la prima lezione di prova gratuita, decidono di continuare a praticare. BaliYoga.it è un luogo ricercato con giardini zen e arredamento in stile balinese, con un’atmosfera tipica delle migliori shala di Bali. Un’attenzione spasmodica alla pulizia, accessori della migliore qualità, più di 20 insegnanti tutti certificati a livello internazionale, gli ospiti accolti sempre con un sorriso e a braccia aperte. Alla base di BaliYoga.it c'è il sogno : il sogno di voler realizzare qualcosa di unico, per sé e per gli altri. Con la consapevolezza di poterlo fare solo attraverso un'organizzazione strutturata che mira a valorizzare le persone che ne fanno parte e al tempo stesso mette al centro di tutto i pra-

neonati ed orfani di Bali. In particolare quest’anno sono stati raccolti fondi per sostenere le operazioni chirurgiche della piccola Amel, 18 mesi, senza le quali la piccola non potrà mai camminare ed integrarsi con gli altri bambini. Insomma gli studi di BaliYoga.it sono un’Isola Felice nella quale rifugiarsi per ritrovare se stessi, e nella quale trovare sempre il sorriso degli altri.

ticanti. Per questo si sono pianificate lezioni tutti i giorni - sabato e domenica inclusi- più lezioni al giorno di stili diversi e con differenti insegnanti e si è deciso di puntare su una struttura "internet centric", che desse alle persone la possibilità di prenotare le lezioni via internet e di creare relazioni continuative a mezzo social. Si sono scelte le locations con molta accuratezza creando ambienti con tutti i comfort – aria condizionata, bevande, tisane a libero servizio. Ma soprattutto c’è accoglienza, ascolto e poi yoga dinamico, energia pura e vitale. L'obiettivo di fondo del progetto era proprio creare una "Dynamic Yoga Home": quella che adesso può diventare anche il vostro spazio per respirare.

BaliYoga a Milano

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Presso BaliYoga.it si può praticare tutto l’anno (agosto e festività incluse) Yoga Dinamico, Ashtanga Yoga, Sivananda Yoga, Kundalini Yoga, Dharma Yoga e Yoga per Bambini. Ma BaliYoga.it non è solo lezioni di Yoga: offre anche teacher training (il prossimo in partenza ad ottobre 2016), workshop di insegnanti di livello internazionale, masterclass di approfondimento degli inse-

ha poi deciso di rientrare in Italia non ha potuto fare a meno di alimentare e condividere con tante più persone possibili quello che Bali le ha regalato per sempre: lo Yoga, il tempo per respirare. Così è nata questa oasi di pace, una Casa dello Yoga per tutti che diventa un luogo dove creare spazio e sentirsi liberi di essere, dove la tecnologia si sposa in modo armonico con la tradizione, in cui praticare stili di yoga diversi seguiti da un team di tanti diversi insegnanti complementari tra di loro. Una vera e propria comunità internazionale, proprio come quella che aveva ispirato Simona nel suo primo viaggio a Bali. E in tutti i quattro studi di BaliYoga.it di Milano si respira questa atmosfera: i suoi iscritti (ormai oltre 2000)

• Via Frua, 8 presso Centro Feldenkrais • Via Ravizza, 14 • Via Varese, 18 • Corso di Porta Romana, 129 info@baliyoga.it mobile: +39 333 88.78.078 www.baliyoga.it

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>> dalle aziende l sistema Linphotaping® di Demis Evangelista utilizza il tape elastico, che applicato sulle zone interessate, ottiene un effetto linfodrenante con conseguente riduzione dei centimetri di troppo. COME FUNZIONA? Questo sistema utilizza il nastro elastico noto come tape kinesiologico o taping elastico. Utilizzando una corretta tensione con il nastro sui vasi sanguigni, l'azione del Linphotaping solleva la cute, aumentando lo spazio interstiziale, migliorando la circolazione dei fluidi linfatici e plasmatici, favorendo il catabolismo degli acidi grassi. Applicato su zone predefinite, sul percorso linfatico e zone con marcato ristagno di liquidi, svolge un'azione di normalizzazione. Gli acidi grassi depositati nel tessuto adiposo, attraverso l'aerobiosi vengono prima disgregati e poi attraverso micelle trasportati nel torrente circolatorio per essere ulteriormente catabolizzati prima di essere convertiti ed eliminati. Il sistema circolatorio, tra le sue funzioni quali il trasporto dell'ossigeno ai tessuti, termoregolazione e omeostasi dei fluidi, ha il compito importante di trasportare i prodotti del catabolismo.

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Demis Evangelista

ci spiega il suo Linphotaping® Testo di Demis Evangelista

Una nuova finalità applicativa per il taping, i cerotti con funzioni curative che vediamo spesso utilizzati da atleti di ogni disciplina sportiva, e non solo Quando il sistema linfatico e quello circolatorio funzionano perfettamente, abbiamo un equilibrio ottimale dei fluidi ed i tessuti possono svolgere le loro funzioni. In questo modo anche tutte le reazioni chimiche, quali il catabolismo degli acidi grassi saranno favorite. Il risultato sarà la riduzione di quell'inestetismo fastidioso detto "buccia d'arancia", e si avrà nel tempo una riduzione importante dei centimetri, legata alla diminuzione del tessuto adiposo.

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QUALI SONO LE POSSIBILITÀ DI APPLICAZIONE? Caviglia Una zona importante da non sottovalutare mai è la caviglia. La stazione linfatica malleolare può impedire ai fluidi reflui di risalire verso la zona superiore creando un vero disagio ed una sensazione di pesantezza. Una giusta applicazione può aiutare già nei primi giorni ad alleviare questa sensazione sgonfiando l'articolazione. Gamba Come per l'articolazione tibio-tarsica, anche la zona delle gambe è correlata per alcune persone alla stanchezza dopo lunghe ore in stazione eretta. Linphotaping® con la sua azione drenante aiuta portando la circolazione a fluire verso la stazione linfatica poplitea del ginocchio, la sua azione è già apprezzabile in un paio di applicazioni. La scelta di utilizzare una applicazione sulle gambe deve essere concordata con l'operatore certificato. Coscia Linphotaping® basa la sua ricerca sopratutto su questo segmento corporeo, la sua applicazione è stata testata su più di 250 persone, riscontrando risultati incredibili dove su alcune persone si è avuta una riduzione di 6/7 cm. già tra la seconda e la terza applicazione. Uno dei risultati più riscontrati già dopo i primi 10 giorni è una forte riduzione della fastidiosa "buccia d'arancia". Le persone con un maggior tessuto adiposo necessiteranno di un numero maggiore di applicazioni. Glutei Anche queste zone sono spesso soggette a ritenzione di fluidi, il Linphotaping® può, con delle applicazioni studiate appositamente, aiutare a ridurre il fastidioso tessuto, facilitando lo smaltimento degli acidi grassi localizzati. In alcune delle persone trattate si è visto anche una regressione delle smagliature. L'operatore inoltre può consigliare di associare determinati esercizi fisici per migliorare la qualità del trattamento. Inoltre L’accademia Benessere e Postura a.s.d. promuove il corso di formazione per Operatore Linphotaping, sono gia 40 gli operatori sul territorio del nord Italia che operano con grande successo, dal 2017 i corsi si estenderanno anche sul resto del territorio Nazionale. Per le informazioni delle sessioni dei corsi operatore Linphotaping® vi rimandiamo al nostro sito: www.linphotaping.it


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>> dalle aziende copyright © Luigi Riberi

Orlando Fiordigiglio campione europeo  di pugilato

Leone: il marchio dei combattenti Una storia tutta milanese che parte dagli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale per arrivare sino a noi, sempre con la stessa passione isale al marzo 1947 l’inizio della storia della Leone 1947, un’avventura partita con coraggio nella Milano del Dopoguerra e che oggi prosegue il suo cammino con grande passione al fianco di chi pratica e insegna gli sport da ring. Da allora il marchio Leone è sempre salito sui ring di tutta Italia e del mondo portando ovunque la propria esperienza produttiva e il proprio amore per la boxe e infatti non c’è pugile italiano che non abbia indossato almeno una volta i mitici guantoni della Leone. Poi quando i tempi sono cambiati e gli sport si sono evoluti, la casa milanese ha messo tutto il suo know-how al servizio delle nuove discipline emergenti come kick boxing, thai boxing, savate e MMA, diventando anche in questi settori leader di mercato italiano e mettendo a disposizione degli atleti una vasta gamma di prodotti di qualità. Recentemente l’azienda è approdata nei mercati esteri sensibili al fascino, alla storia e al design dei prodotti Leone consolidando la propria immagine anche grazie a prestigiose sponsorizzazioni di campioni internazionali come Giorgio Petrosyan, Alessio

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Sakara, Leonard Bundu e molti altri ancora che calpestano i ring più importanti del mondo. L’azienda è arrivata ora all’operatività della terza generazione della famiglia che ne prosegue il cammino controllando personalmente le attività produttive nel nome della tradizione e investendo continuamente nell’innovazione dei prodotti. Per questo la progettazione dei materiali e le configurazioni degli articoli da combattimento vengono sviluppati internamente nel laboratorio “LaBoxe”, dove la sinergia diretta fra sviluppatori, atleti e maestri è in grado di generare di anno in anno un sensibile miglioramento della fruibilità, del comfort e della sicurezza dei prodotti Leone 1947. Ed è in nome del forte legame con il territorio milanese e lombardo che Leone 1947 mette oggi la propria esperienza a disposizione di CSEN Milano e dei suoi aderenti per rendere più facilmente fruibili gli sport da ring e dei prodotti ad essi dedicati. Ma non solo, Leone realizza anche prodotti per l’allenamento in genere, capi tecnici per il fitness, attrezzature di qualità e abbigliamento per il tempo libero capace di esprimere la grinta e la personalità che contraddistinguono il brand.

Primo Carnera e il fondatore di Leone 1947, Orlando Leone

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>> il nostro ortopedico

Le più comuni patologie del ginocchio nello sportivo e le innovazioni terapeutiche Il Dottor Luigi Mazzoleni é specialista in Ortopedia e Traumatologia, Chirurgia protesica e artroscopica di anca e ginocchio e Dirigente medico presso Istituto Clinico Città Studi, Milano

Nella foto un tennista mentre disputa un incontro indossando un tutore al ginocchio

Testo di Luigi Mazzoleni, foto di Ivan Scotti

Al giorno d’oggi è risaputo che la popolazione attiva e sportiva è aumentata in modo esponenziale, e con essa, tutte le patologie e i traumi che colpiscono le articolazioni na delle più sollecitate è il ginocchio, poiché molti sport impongono un’alta richiesta funzionale a tale articolazione. Possiamo dividere in due gruppi le patologie: quelle traumatiche e le patologie da sovraccarico funzionale. Nelle prime abbiamo principalmente lesioni legamentose e meniscali, mentre nel secondo gruppo inseriamo le tendiniti e la degenerazione cartilaginea. Trauma frequente nello sportivo è la lesione del crociato anteriore, spesso dovuta ad una distorsione o un calcio a vuoto. Tale menomazione porta ad una instabilità articolare che richiede nei pazienti sportivi un trattamento chirurgico di ricostruzione. Al giorno d’oggi, vengono utilizzati vari materiali, sia come tessuti biologici che artificiali, che vanno a sostituire il vecchio crociato, sia come dispositivi di fissazione. Anche le tecniche sono ormai mini invasive e difficilmente si hanno menomazioni estetiche dopo

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l’intervento, permanendo comunque un’ottima stabilità e una mobilità tale da poter riprendere le proprie attività sportive al medesimo livello precedente al trauma, anche nei pazienti over 50. Tali innovazioni portano anche ad una ripresa più veloce delle attività sportive. Stessa cosa riguardo le lesioni meniscali, che dopo una riparazione o regolarizzazione artroscopica, permettono al paziente di riprendere un’attività normale dopo poche ore e l’attività sportiva dopo alcuni giorni. Riguardo le tendiniti, che nel caso del ginocchio colpiscono principalmente il tendine rotuleo, il quadricipitale, la fascia lata e la zampa d’oca, sono debellabili con l’utilizzo della medicina rigenerativa. Infatti il PRP o gel piastrinico, che non è altro che un concentrato di elementi presenti nel sangue del paziente, prelevato e centrifugato, permette con una semplice infiltrazione, di risolvere in poco tempo questo tipo di infiammazioni.

Non sono patologie gravi, ma spesso sono “rognose” e lunghe da debellare, tanto da poter creare seri problemi per i pazienti sportivi che vogliono riprendere la propria attività. Infine la condropatia, che non è altro che una degenerazione e usura della cartilagine di rivestimento articolare, è purtroppo una patologia al momento irreversibile, ma nuove tecniche permettono di rigenerare parzialmente questo deficit. Infatti le infiltrazioni di cellule staminali (mesenchimali per l’esattezza), prelevate dall’addome con una semplice lipoaspirazione e poi trattate, hanno degli effetti molto importanti sull’articolazione, sia come diminuzione del dolore, sia come miglioramento della funzionalità e della struttura cartilaginea. Non manca ovviamente anche un’evoluzione degli acidi ialuronici, sempre più validi e performanti. Nei pazienti in cui l’usura cartilaginea è arrivata al culmine, si può intervenire con l’impianto di protesi su misura, anche con l’aiuto di navigazione robotizzata, permettendo al chirurgo di avere una precisione estrema. Questo breve excursus evidenzia come nelle patologie dello sportivo ci sia un continuo studio e la necessità di una permanente innovazione riguardo le terapie con cui curarle, che nel tempo saranno sicuramente sempre più valide ed efficaci. E’ quindi fondamentale affidarsi ad un chirurgo ortopedico aggiornato ed esperto, per poter intraprendere un percorso terapeutico valido, che possa portare velocemente e con minor invasività possibile alla ripresa dell’attività sportiva.

Sport: 300 mila infortuni all’anno, 15 mila necessitano di ricovero ospedaliero Il 70% degli accessi al Pronto soccorso per infortuni da attività sportiva è un codice bianco, il 27% verde e solo nel 3% dei casi rosso. Questi i principali dati di uno studio svolto dal Reparto Ambiente e Traumi Istituto Superiore di Sanità. Calcetto, calcio, sci, jogging, footing e atletica gli sport dove più frequentemente viene coinvolta nei traumi l'articolazione del ginocchio.


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