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12giovedì / 4 / 2018 12 aprile 2018 - n°6

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DISTRIBUZIONE GRATUITA

Berghem de Sota foto Ezio Sorti

Periodico Di Attualità, Cronaca, Sport e Annunci Vari Per I Comuni A Sud Della Città Di Bergamo

EDITORIALE

Aumenta il reddito. è perché siamo più ricchi o perché più onesti? Saremmo tentati di parlare di formazione del nuovo Governo. E’ il tema che assilla tutti noi. A quaranta giorni dal voto non si vedono ancora spiragli di soluzione. Assistiamo solo a schermaglie di leader che si sono arroccati sulle proprie posizioni. Lasciamo che sia Mattarella a imporre la soluzione più giusta (e auguriamogli di riuscirci...). Parliamo piuttosto di un argomento meno ostico, che può darci un po’ di fiducia. Dalle statistiche parrebbe che stiamo diventado tutti un pochino più ricchi. Lo si deduce (in teoria...) dai dati sulle dichiarazioni dei redditi fatte lo scorso anno, che il Ministero delle Finanze ha diffuso nei giorni scorsi. Almeno per quanto riguarda la bergamasca, l’area che maggiormente ci interessa, si nota un sensibile aumento della media delle dichiarazioni fatte dai singoli cittadini. Segno davvero che stiamo uscendo dal tunnel della crisi? O più semplicemente, segno che per paura o per coscienza civica siamo tutti un po’ più onesti con il Fisco? Speriamo che siano vere tutte e tre queste ipotesi.

Ecco la scala dei nostri redditi Paese per paese, la classifica del reddito medio dichiarato lo scorso anno per il 2016 Quali sono i paesi più ricchi della bergamasca? Ora è possibile dirlo grazie ai dati resi noti dal Ministero delle Finanze, sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 e relative al 2016. In testa c’è Gorle con un reddito medio di 29.000 euro, seguito da Mozzo. Il reddito di entrambi questi paesi è superiore a quello degli Ricorre in questi giorni il centenario della abitanti di Bergamo città. morte di Giuseppina Raimondi, donna I paesi più ricchi della nostra area di affascinante che fu al centro di un ‘triangolo amoroso’. Ve ne raccontiamo l’incredibile diffusione stando a questa ‘scala’ storia: Garibaldi la volle in sposa ma subito sono Treviolo e Curno; più in basso dopo le nozze la ripudiò perchè qualcuno gli troviamo Lallio, poi Dalmine, sussurrò all’orecchio che la notte prima del Azzano, Stezzano e più giù matrimonio lei l’aveva passata con un suo troviamo Zanica. amante, Luigi Caroli. Il Caroli della splendida

Caroli di Stezzano, il rivale in amore di Garibaldi

Nostro servizio a pagina 4

villa ancor oggi orgoglio di Stezzano (p. 3)

35.000 km in solitaria

“Sarà una piazza bella, ma senza vita” A Stezzano i residenti e i commercianti del centro storico esprimono forti dubbi e perplessità sulle conseguenze della riqualificazione di Piazza Libertà. A pagina 12

Record del bergamasco Davide Taravelli: ha attraversato l’America del Nord e l’America del sud, dall’Alaska alla Patagonia (35.000 chilometri) in bici in meno di 1.000 giorni. E il 22 aprile riparte dal Sud Africa per continuare il giro del mondo. Sempre in bici e sempre in solitaria “Viaggiare in bici dona una sensazione di libertà infinita”, dice. “Viaggiando in bici conosci veramente la cultura di un paese: lo si attraversa completamente” (p. 14)

ALL’INTERNO OROSCOPO - Vuoi conoscere i consigli per te del saggio cinese?

Pagina 2

EVENTI - A Bergamo week end all’insegna dei forti sapori Pagina 5 TREVIOLO - Domenica scopa e sacchi in mano: “Puliamo Treviolo” Pagina 6 COLOGNOLA - Un progetto la riqualificazione del Parco Madonna dei Campi P. 11 DALMINE - Tenda davanti al Comune per protestare contro gli sfratti Pagina 12 SPORT - Intervista a Mattia Caldara, difensore nerazzurro Pagina 14

(interviste a pag. 8)

Berghem de Sota


2 OROSCOPO DICE IL SAGGIO CINESE: Ogni giorno giornali, riviste, TV, ... ci rincorrono per dirci quale influsso avranno lungo la giornata sulla nostra vita affettiva, lavorativa, economica e sulla nostra salute gli astri, in base al nostro segno zodiacale

Per alcuni è un semplice gioco, come è un gioco infantile per loro quello di farsi leggere la mano; siamo noi - dicono gli artefici del nostro destino. Semmai, non sono certo gli Astri a influenzare il nostro cammino sulla Terra.

A coloro che all’oroscopo ci credono, diciamo: forse non sapete che esistono altri tipi di oroscopo oltre a quella dei segni zodiacali. C’è quello cinese, ad esmpio, frutto della millenaria filosofia e cosmogonia dell’antica Cina. Non predice il futuro, ma dà consigli di comportamento in base alle situazioni che si verranno a creare.

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LA PAGINA DEI LETTORI

CINESE

In questo periodo sarete portati (in uncerto senso: costretti) a prendere piena coscienza di un certo numero di problemi che fino ad oggi avete cercato di dimenticare o comunque di non affrontare direttamente. Questa volta dovrete prendere il toro per le corna e affrontarli questi problemi. Comunque, trranquilli: tra gli astrui qualcuno vi guarda benevolmente.

Siete in un particolare momento di euforia; sareste portati a fare promesse a destra e a sinistra. Il consiglio del saggio cinese: state attenti; non fate le cose alla leggera. Potreste correre il rischio di fare promesse a gente che non merita la vostra generosità. o di imboccare strade che vi porterebbero troppo lontano su terreni scivolosi.

Grazie ai buoni uffici del vostro astro protettore siete in un periodo particolarmente produttivo. Approfittatene. Dovreste riuscire a portare a termine un progetto al quale state lavorando da tempo. A condizione però che non sia progetto troppo ambizioso e al di sopra della vostra portata. In tal caso dovrete aspettare ancora e ridimensinare le vostre ambizioni.

Il clima strale di questo periodo vi porta a quello che può essere definito ‘eccesso di seriosità’. Va bene essere riflessivi, morigerati, attenti agli eccessi, sobri,meditativi; va bene essere sempre controllati in tutto e per tutto... Però non è così che si vive in società. E’ importante anche la spontaneità, l’essere se stessi senza troppe catene formali. «Dopo la pioggia c’è sempe il bel tempo», ci sentiamo spesso dire. Però forse non ci crediano fino in fondo... E’ una grossa verità: grazie all’assistenza benefica degli astri gli ostacoli che hanno reso difficile la vostra vita in quest’ultimo periodo stanno scomparendo uno a uno; ritroverete presto la sicurezza in voi stessi e la fiducia nell’ambiete che vi circonda.

Il consiglio del saggio cinese: fate un esame di coscienza sulla vostra vita affettiva. Avete ragione: tutto fila liscio; non ci sono seri problemi nel vostro ambito familiare, relazionale. Quindi non avete nulla da rimproverarvi. Però dovreste guardare più a fondo in voi stessi; scoprirete che in realtà non sapete amare: siete egoisti, pensate solo a voi stessi, non sapete dare affetto...

Momento fortunato: siete sotto l’influsso altamente benefico di ben tre astri; in particolare dell’astro Long Duc, il pianeta della Fortuna e della Riuscita. Sarete quindi pervasi di eneregia, e assistiti dalla fortuna. Si tratta però di canalizzare bene questa energia per non spercarla; non lasciatevi prendere dall’impulsività e dalla smania di fare; ponderate bene ogni cosa.

Avete attraversato un periodo nel quale avete sofferto di inspegabili sensazioni di ansietà; tutto vi pareva nero. Ma oramai questo è alle vostre spalle: grazie agli astri benefici state ritrovando la vostra piena forma psichica, morale. E ritroverete presto l’energia fisica che si era alquanto assopita causando un rallentamento della vostra resa sul lavoro, nell’ambito familiare.

Siete in calo di ‘autostima’; dovete avere più fiducia in voi stessi, nelle vostre capacità. Il pianeta Tue Pha vi ha preso sotto la sua protezione. Non esitate ad affermare le vostre convinzioni; non lasciatevi influenzare o condizionare da quello che dicono gli altri. Questo però senza fossilizzarvi nelle vostre idee: siate disponibili ad ascoltare altri pareri.

Periodo favorevole per grossi cambiamenti, in particolare quelli riguardanti la casa. Siate però prudenti; impostate un’attenta strategia finanziaria magari facendovi consiliare da chi se ne intende; i tracolli finanziari possono essere dietro l’angolo. Se non vi sentite molto sicuri, rimandate di qualche mese ogni decisione: il tempo di valutare meglio la situazione.

Gli acciacchi stagionali dei quali avete sofferto in queste settimane di cambio di stagione sono un lontano ricordo; preparatevi ad affrontare in piena forma la bella stagione, con ritrovata energia fisica e psicologica. E’ il momento di dar corpo a progetti che avete nel cassetto; gli astri vi aiuteranno a portarli a buon fine. Ovviamente, se progetti realistici...

Se siete curiosi di conoscerlo seguiteci sempre da questa pagina

Berghem de Sota

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Indirizzo mail: redazionebg@libero.it

“Così saranno le vostre prossime giornate”

L’oroscopo cinese si differenzia dall’oroscopo occidentale: i cicli di tempo sono determinati dai movimenti della Luna rispetto al globo terrestre, non dai movimenti del Sole. Ogni ciclo ha una durata di 60 anni, all’interno del quale si alternano 12 settori, rispetto ai cinque elementi (Acqua, Metallo, Fuoco, Terra e Legno). Ogni elemento ha una durata di un anno lunare (354 giorni). Ad ogni settore corrisponde un animale “reggitore”. Ogni essere vivente ha come ‘reggitore’ l’animale corrispendente al suo anno di nascita. Vuoi sapere qual è il tuo ‘reggitore’? Te lo può dire la tabella qui in basso. Quando saprai quale è il tuo ‘reggitore’, leggi il tuo oroscopo per le prossime giornate.

Dice il saggio cinese: «E’ meglio impegnare il nostro spirito a sopportare e a far fronte ai contrattempi che ci stanno capitando che angosciarci a prevedere i contrattempi che ci potrebbero capitare in futuro». Ecco quindi il suo consiglio: non perdete tempo a rimuginare idee nere immaginando chissà quali cose vi possono capitare; occupatevi piuttosto del presente, del concreto.

Dillo a

Nell’oroscopo cinese ci sono cicli (‘settori’) di 12 anni, ciascun anno con un proprio animale ‘reggitore’. Questa tabella ti dice quale è il tuo ‘animale reggitore’, in base all’anno di nascita

Questo è spazio aperto a tutti. Potete mandarci segnalazioni, esprimerci vostre opinioni. Se non si tratta di problemi strettamente personali, pubblicheremo le mail, le lettere, le telefonate che giungono in redazione, di interesse collettivo. Preghiamo di usare la massima concisione e di precisarci nome, cognome, indirizzo. Il nome verrà pubblicato solo dietro autorizzazione del mittente; diversamente in calce alla lettera pubblicheremo: lettera firmata

Più spazio al dialetto bergamasco Spettabile redazione, sono un 49enne dalminese appassionato di cultura bergamasca e del suo bello e colorito dialetto che coltivo, in senso scritto, da moltissimi anni sin da quando ho partecipato a uno dei corsi di scrittura tenuti dal Ducato di Piazza Pontida. Innanzitutto vi faccio i complimenti per aver scelto come denominazione della vostra pregevole testata un’espressione bergamasca al 100 % oltre al fatto che è strettamente legata al territorio nel quale sono distribuiti i vostri giornali. In secondo luogo però vi esorto a fare di più, cioè a pubblicare anche qualche articolo in dialetto, magari con la traduzione italiana a lato, affinché il dialetto possa essere visto anche come forma di espressione/comunicazione illustre come l’italiano e non solo, come comunemente si crede, come linguaggio schietto per relazioni personali, informali se non addirittura per apostrofare gli altri con epiteti più o meno ironici e volgari. Ovviamente, utilizzando rigorosamente l’ortografia tradizionale bergamasca. Dico questo perché spesso, nelle locandine degli spettacoli teatrali delle commedie in dialetto, si rilevano non pochi errori ortografici anche se pochi li sanno individuare. Scrivere articoli in dialetto avrebbe quindi anche una funzione didattica sul lettore aiutandolo a familiarizzare con la corretta ortografia bergamasca e si valorizzerebbe il nostro caro dialetto oggigiorno subissato dall’onnipresente italiano per non parlare dell’inglese. Un cordiale saluto, Sergio Gigante - Dalmine _____________________ Risponde la redazione: Signor Sergio, la ringraziamo per il suo suggerimento che riteniamo prezioso e che cercheremo di mettere in pratica. Anche se un articolo ‘bilingue’ occupa spazio (e purtroppo ne abbiamo poco a disposizione...). A meno di evitare di mettere la traduzione, sperando che tutti conoscano il dialetto bergamasco... La redazione ___________________________________

“Forse non resta che il voto anticipato” Spettabile Berghem de Sota, Ho letto con interesse l’editoriale del vostro ultimo numero. Penso che abbiate ragione. Anche se è una soluzione non auspicabile, però resta una soluzione che può sbloccare la situazione di stallo nella quale si trova la nostra politica. Non rimane davvero che ritornare alle urne, Certo, pesanti i danni perchè per altri mesi la gestione del governo resta paralizzata. Ma almeno si dovrebbero chiarificare le posizioni e si dovrebbe capire che cosa esattamente vogliono gli italiani, chi vgliono al potere. A meno che gli italiani ritornino a votare gli stessi partiti che avevano votato il 4 marzo... Il che è molto probabile. E allora non resta che modificare la legge elettorale e far in modo che anche in presenza di risultati come quelli del 4 marzo qualche meccanismo speciale conceda a chi ha ottenuto più voti il titolo di vincitore e possa da subito mettersi a governare. Luciano S. - Zanica

Berghem de Sota Periodico di informazione locale. Registrazione: R. S. Tribunale di Bergamo n° 15/17 del 26/09/2017. Anno 1 - Numero 6 Editore: Lime Edizioni srl Direttore responsabile: Bruno Maffeis Redazione - Graf ica - Pubblicità: Lime Edizioni srl via Capecelatro, 31 - Milano w w w. limedizioni.com - mail: redazionebg@libero.it Telefono 0236767660 Stampa: Rotostampa - Firenze Questo numero è stato chiuso nella giornata dell’ 11/04/2018


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CULTURA

Caroli di Stezzano: rivale in amore di Garibaldi

Cent’anni fa moriva Giuseppina Raimondi, al centro di un ‘triangolo amoroso’ che ha segnato la storia risorgimentale. Sposa per pochi minuti dell’eroe dei due mondi Le grandi storie d’amore hanno sempre un finale tragico. Ve ne raccontiamo una le cui pagine sono intrise di eroismo patriottico e i cui protagonisti sono personaggi eccezionali per coraggio ed anche per bellezza, cultura,oltre che per la ricchezza. E, appunto, l’epilogo è tragico. Uno dei tre protagonisti - è il classico ‘triangolo amoroso’, inutile precisarlo - è di Stezzano. Si chiama Luigi Caroli, rampollo di una tra le famiglie bergamasche più ricche e influenti che si era fatta una fortuna con il commercio dei bozzoli per la seta; a Stezzano avevano costruito una splendida villa che ancor oggi è l’orgoglio del paese, la sua magnificeza serviva a dar prestigio alla famiglia Caroli; quel palazzo serviva soprattutto per controllare più da vicino i contadini che allevavano bachi da seta. Stezzano era un centro nevralgico nella bergamasca nell’allevamento dei bachi da seta che alimentava un redditizio commerrcio nazionale e internazionale. Luigi Caroli è giovane, aitante, bellissimo dicono le cronache dell’epca e lo dimostrano i ritratti rimasti di lui; ha una cultura eccezionale per l’epoca: ha viaggiato molto in Europa, parla fluentemente il francese e il tedesco. Il secondo protagonista non ha bisogno di presentazione: è proprio lui, l’eroe dei due mondi: Giuseppe Garibaldi. Entrambi - Caroli e Garibaldi - sono innamorati di un’avvenente giovane, diciottenne, la marchesina Giuseppina della famiglia dei Raimondi di Fino Mornasco, tra le più ricche e nobili del comasco. E’ figlia naturale, riconosciuta ma non legittimata, del marchese Giorgio Raimondi Mantica Odescalchi. Una nascita tenuta un po’ nascosta: viene battezzata nella chiesa succursale di Socco e non nella parrocchiale e registrata come “figlia di ignoti”. Luigi e Giuseppina si erano incontrati - e subito era scoppiata la fiamma dell’amore in un incontro dell’alta società dell’epoca. L’incontro con Garibaldi ha invece dimensioni diverse. Lo ha incontrato in un memorabile giorno: la città di Como era stremata dallo sforzo di opporsi agli austriaci; avevano bisogno di aiuto; lei coraggiosamente si incarica di raggiungere Giuseppe Garibaldi (che in quei giorni stava attraversando il comasco con i suoi ‘Cacciatori delle Alpi’) per chiedergli di entrare in Como per aiutare gli insorti. Ci va in calesse, coraggiosamente (ha 18 anni!), accompagnata solo da un prete amico di famiglia. Incontra Garibaldi, gli espone la missiva e l’eroe accetta di andare a Como. Ma rimane soggiogato dalla bellezza, dal coraggio, dalla determinazione di quella ragazzina. E’ intorno a questo intreccio amoroso che si sviluppa a partire dal 1859 la triste storia che stiamo per rievocare in questa pagina, attenendoci alle più acredidate versioni storiche (si è scritto molto su

questa vicenda, e non tutti gli storici concordano nei dettagli. Dedichiamo questa pagina a questa vicenda amorosa perchè in questo mese d’aprile 2018 (esattamente il 27) ricorre il centenario della morte del terzo protagonista della nostra storia, l’infelice marchesina Giuseppina. Aveva 77 anni. Fu seppellita nel cimitero di Como; sulla sua tomba verrà scritta questa breve epigrafe “Amò l’Italia più di se stessa”. Amò l’Italia, ma di certo non era insensibile anche all’amore e al fascino dei molti uomini che il suo alto rango le permettevano di incontrare e frequentare. Due, in particolare, che segneranno il suo destino: appunto Luigi Cairoli e Giuseppe Garibaldi. Entrambi affascinanti, corteggiati dalle donne, dalla fortissima personalità, coraggiosi, veri eroi militari. Ma dal carattere opposto: l’eroe dei due mondi era rude, possessivo, eccessivamente autoritario per lei ancora ragazzina; e poi aveva la fama di un impenitente ‘tombeur de femmes...’; Luigi era invece dolce, romantico. E poi c’era di mezzo l’età; lei 18, Caroli 25; Garibaldi di anni ne aveva 52 (l’età di suo padre!), vedovo da dieci anni della prima moglie Anita che gli aveva dato quattro figli. Entrambi vogliono sposarla; il suo cuore le sugge-

Ritratto di Luigi Caroli. E’ il tipico esempio di ‘eroe risorgimentale’: coraggioso, intrepido, di grande cultura, oltre che affascinante e ricco. Il suo fascino e la sua personalità lo hanno portato a scontrarsi su piano sentimentale con Giuseppe Garibaldi, che pur era il suo eroe mitico nel suo sogno di libertà dei Popoli.

risce il giovane dolce Luigi; ma le convenienze sociali, la deferenza per quell’uomo dall’alto destino e poi il peso dell’autorità del padre le impongono di scegliere Garibaldi. E un giorno si decide e gli scrive: “Fammi tua”. Garibaldi non aspettava altro; vengono fissate le nozze per il gennaio dell’anno successivo, il 1860. Nozze che però vengono rimandate di qualche settimana perché Garibaldi è convalescente per una rovinosa caduta da cavallo mentre era ospite dei Raimondi. Luigi Caroli non si rassegna a perdere Giuseppina della quale era follemente innamorato e approfitta di questo ritardo per frequentarla (segretamente...) più da vicino e tentare di dissuaderla dal matrimonio. Giuseppina gli confida di essere incinta, ma dice a Luigi che oramai non può più tornare indietro. I due si incontrano anche la notte prima della cerimonia di nozze, celebrata con grande sfarzo e con la presenza dei maggiori notabili e delle più importanti autorità militari e religiose di Como nella cappella privata della sontuosa villa dei Raimondi a Fino Mornasco. Ma è cerimonia di nozze che passa alla storia non per lo sfarzo principesco, ma per la durata di quelle nozze: pochissimi minuti. Mai matrimonio è durato così poco... Dalle scarse cronache giunte fino a noi (la vicenda è stata subito circondata da silenzio dati i protagonisti, Giuseppe Garibaldi, un’altolocata faliglia lombarda...) riusciamo a sapere che dopo il tradizionale ‘sì’ degli sposi e il bacio, mentre usciva dalla cappella con al braccio la sua giovane sposa, Garibaldi è stato avvicinato da un un graduato militare che gli ha consegnato un foglio uscendo poi subito di scena. Il neosposo lo ha letto, scoprendo così che la sua giovane neosposa non era poi illibata... Chi aveva scritto quella lettera (pare fosse il maggiore Rovelli, parente di Giuseppina) si accusava di aver avuto relazioni intime con Giuseppina; e faveva anche un elenco di altri uomini che lei aveva frequentato; tra questi, in particolare Luigi Caroli, con il quale si era intrattenuta in una camera

In questa tela è ritratta la marchesina Giuseppina appartenente ad una tra le famiglie più ricche e nobili del comasco, i Raimondi. Intraprendente, coraggiosa, spirito ribelle, bellissima, nessun uomo rimaneva indifferente. Anche Garibaldi se ne innamorò e la volle sposare. Matrimonio che durò pochi minuti perchè l’eroe scoprì che c’era un rivale: Caroli

Villa Caroli: il ‘gioiello ‘ di Stezzano

Stezzano ha la fortuna di avere varie splendide ville costruite nella prima metà del 1800. La più sontuosa è quella fatta costruire dai fratelli Caroli su progetto di Giacomo Bianconi. Qui si ritirava spesso Luigi. Lo ricorda una lapide sulla parete esterna: «In questa casa / edificata dai suoi / visse Luigi Caroli eroe della spedizione polacca / vittima del suo amore alla libertà / dei popoli oppressi / nel sessantesimo della spedizione / cinque maggio 1923». La Villa è ora di proprietà della Zanchi srl.

segreta anche tutta la notte precedente il matrimonio. Garibaldi vi lesse anche che Giuseppina era incinta. Compresibile l’ira dell’eroe, che presa per un braccio Giuseppina la strattonò chiedendole di dire la verità. La giovane non potè che ammettere le sue colpe. Dai resoconti si apprende che senza attendere oltre Garibaldi cercò di colpire Giuseppina con un ceffone dopo averle lanciato contro una sedia. Poi ad alta voce pronunciò una frase di ripudio e la ingiuriò davanti a tutti gli invitati. Per completezza di cronaca non possiamo non riportare la frase, anche se poco onorifica nei confronti del personaggio del quale vogliamo ricordare i cent’anni dalla morte: secondo alcuni presenti Garibaldi le avrebbe gridato montando a cavallo per fuggire via da lei e dal suo mondo aristocratico: «Signora, voi siete una grande puttana!». Come avrebbe reagito Giuseppina? Sempre stando ad alcune testimoniaze, gli avrebbe detto una frase che denoterebbe il diverso livello: «Credevo d’essermi affidata ad un eroe e non siete che un soldato brutale». Ecco in breve il seguito della storia. Garibaldi profondamente deluso si dedicò anima e corpo all’organizzazione della spedizione in Sicilia, realizzatasi nel maggio dello stesso anno. Per questo qualcuno a bassa voce si azzarda a dire che se non ci fossero statique sto episodio sentimentale turbolento e questo affronto subito da Garibaldi forse la storia risorgimentale italiana avrebbe avuto un persocrso diverso... No comment: la storia nn si fa con i ‘se’. Comuque, qualche storico avanza l’ipotesi che dietro a questa vicenda ci sia lo zampino dello stesso Cavour che temeva che Garibaldi avvinto nelle spire delle dolcezze delle nozze e adagiato nel lusso e negli agi dell’aristocrazia non avrebbe portato a termine l’impresa della spedizione dei Mille, alla quale Cavour teneva moltissimo. Per quanto riguarda i rapporti tra Garibaldi e Giuseppina va detto che vennero interrotti. Garibaldi mobilitò i migliori av-

vocati e sollecitò l’intervento di influenti uomini politici per ottenere l’annullamento del matrimonio che ottenne con sentenza della Corte di Appello di Roma vent’anni dopo, nel 1880. A seguito della sentenza di divorzio Garibaldi potè sposarsi con Francesca Armosino, di Asti, di umili origini, con la quale Garibaldi aveva avuto già tre figli. Libera dal vincolo del matrimonio, anche Giuseppina Raimondi potè sposarsi con con il patriota e avvocato Lodovico Mancini, suo cognato, dal quale ebbe la sua unica figlia, Nina. Aggiungiamo che nell’agosto del 1860, anno della burrascosa cerimonia del matrimonio-lampo con Garibaldi, Giuseppina diede alla luce un feto morto, e si rifiutò di dire chi fosse il padre. E il terzo protagonista di questa storia, Luigi Caroli? Sempre follemente innamorato di Giuseppina, oramai irraggiungi per volontà di lei, cercò di soffocare la sua delusione amorosa buttandosi nell’amor patrio. Già si era distinto per il suo valore militare in battaglie nel corso delle guerre risorgimentali. Ora fremeva perchè voleva partecipare alla spedizione dei Mille nella quale credeva molto. Ma fu Garibaldi a non accettarlo tra i suoi; Luigi era soldato valoroso (Garibaldi lo sapeva) ma pur sempre era stato suo forte rivale in amore. Dopo questo rifiuto di mettersi al servizio per la Patria, amareggiato, lasciò tutto, la società che aveva fondato nel 1857 insieme all’amico Francesco Nullo e ad altri soci, specializzata nella fabbricazione di filati di seta. Lasciò.i privilegi della nobiltà della sua famiglia, gli agi di vivere nella lussuosa dimora del palazzo di Stezzano, per partire per una spedizione militare (composta da 15 uomini)finanziata interamente da lui stesso e organizzata insieme all’amico Nullo per liberare la Polonia dall’invasore russo. Spedizione fallimentare: Nullo venne ucciso dai russi in battaglia nel 1863; Caroli fu fatto prigioniero e condannato a morte; sentenza poi tramutata in dodici anni di lavori forzati che sontò in differenti località nell’estrema Siberia che aveva dovuto raggiungere con le catene ai piedi. Riuscì a sopravvivere solo due anni (morì nel 1865)agli stenti, al freddo, alle fatiche dei lavori forzati, alle privazioni, alle malattie (qualcuno però dice che la sua morte sia meno gloriosa: sarebbe deceduto a seguito di una furibonda lite con un compagno di prigionia italiano...). Unico conforto in quei mesi di solitudine e di sofferenza in Siberia il ricordo di Giuseppina alla quale mandava - quando gli era possibile - lettere appassionate. Portava sempre con sè una miniatura che la sorella Elisa da Bergamo era riuscita a fargli pervenire, sulla quale era impresso il volto della sua amata Giuseppina. Y. F.

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ATTUALITA’

Ecco la SCALA dei nostri REDDITI Chi sono i più ricchi del reame? Ora è possibile dirlo grazie ai dati resi noti dal Ministero delle Finanze, relativi alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017. Noi pubblichiamo quelli relativi ai Comuni di Bergamo e della provincia di Bergamo. C’è qualche interessante sorpresa.

Il Ministero delle Finanze nei giorni scorsi ha reso pubblici i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi effettuate dagli italiani nello scorso anno 2017 e relative all’anno di imposta 2016. Comparando questi dati si può avere una realistica fotografia dello stato di salute delle finanze degli italiani a livello - come si usa dire in questo settore - a livello di macroaree e di microaree. Puntiamo la lente sulla macroarea di Bergamo città/ provincia. Scopriamo un dato positivo che non può che essere confortante. Risulta che i bergamaschi nel corso del 2016 hanno potuto - in media, ricordiamolo - disporre di un reddito superiore di 540 euro rispetto al reddito dell’anno precedente. In numeri: la media delle dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2015 era di 26.493; quella del 2017 relativa al 2016 è passata a 27.483 euro. Una crescita pari ad un netto 2% che a detta degli esperti che hanno comparato la vanaga di dati colloca Bergamo come il capoluogo di provincia che nel corso del 2016 ha registrato la crescita più sostenuta per reddito medio a livello nazionale. Un confronto con altre città

che pur passano per le più ricche d’Italia dà la misura di questo eploit dei bergamaschi. Certo, Bergamo non batte Milano che con i suoi 30.737 euro risulta in assoluto il capoluogo più ricco in Italia. Ma rispetto all’anno precedente questo reddito è cresciuto solo di un risicato 0,4%. Abbiamo poi Monza, al secondo posto nella classifica delle città più ricche, con 27.662 euro medi dichiarati, però l’aumento rispetto all’anno precedente è ancor più basso rispetto a quello di Milano (0,3). Abbiamo poi al terzo posto della classifica nazionale il nostro Bergamo con i suoi 27.483 euro, ma è primo in assoluto per la crescita che, come detto, è pari ad un netto 2%. Continuando in questo elenco dei capoluoghi di provincia al top della classifica abbiamo Pavia, Treviso, Padova, Bologna, Parma. Una annotazione non può sfuggire. E’ una classifica che ancora una volta rivela un forte divario nord/sud; per trovare un capoluogo del sud nella classifica dei più ricchi 8mediamente...) bisogna scendere al ventesimo posto ove è collocato Cagliari Concludiamo questo breve excursu sulla macroarea bergamasca aggiungendo che a

Bergamo sono 2.077 i contribuenti che hanno dichiarato un reddito annuo superiore ai 120.000 euro. Diamo ora uno sguardo ai singoli paesi. Nella tabella a fianco abbiamo trascritto le dichiarazioni medie di una trentina di comuni, ricodandone anche il numero di abitanti per valutarne meglio l’importanza. Nella primametà abbiamo semplicemente seguito l’ordine decrescende delle dichiarazioni, poi, nella seconda. bbiamo riportato i dati dei comuni più rappresentativi della provincia bergamasca, includedovi tutti quelli della nostra area di diffusion (Treviolo, Curno, Lallio, Dalmine, Stezzano, Azzao, Zanica). E abbiamo messo il comune a più basso reddito: Casnigo. Classifica dunque che è aperta da Gorle, comune che ‘in teoria’ con i suoi 29.000 euro pro capite medi dovrebbe essere il comune più ricco della bergamasca; segue Mozzo con 28.483 euro; terza è la città di Bergamo con ben 1.000 euro in meno rispetto al secondo classificato. Ultimo Casnigo con un comunque non disprezzabile 19.325 euro. Per la nostra area di diffusione il più ‘ricco’ è Trevioloseguito da Curno e Lallio. Più in basso troviamo Zanica.

COMUNE

Ecco la tabella con il reddito medio dichiarato nel 2017 e relativo all’anno di imposta 2016 dagli abitanti di alcuni tra i più significativi comuni della bergamasca , incomincindo da Gorle (il più ‘ricco’) per finire a Casnigo (con il più basso reddito medio).Abbiamo incluso tutti i comuni di diffusione di questo nostro giornale (è esclusa Colognola, che fa parte del Comune di Bergamo città)

Fidarsi dei numeri, delle medie, delle statistiche? No, grazie

Basta che in un Comune ci sia anche un solo Paperone e le statistiche ti dicono che tutti gli abitanti sono ricchi. E’ il caso di Lajatico, il paese più ricco d’Italia. Ma vi abita Andrea Bocelli...

Ma che valore hanno questi valori medi delle dichiarazioni dei redditi dei quali si parla tanto in questi giorni? Si può davero dire che tutti gli abitanti di Gorle dal primo all’ultimo - per stare nel nostro caso - sono i più ricchi di tutti gli altri paesi della bergamasca? E che gli abitanti di Casnigo - tutti! - sono i più poveri?Ovviamente no. Sono solo valori medi: si sommano i redditi di tutti gli abitanti e poi si dividono per il numero di abitanti; quello che ne esce è il ‘valore medio’. Che però non dà la misura reale della situazione. Se in paese c’è un Paperone, la statistica è falsata. Basti un esempio. Il Comune in Italia che ha il maggior reddito pro capite è Lajatico, un piccolo comune della campagna toscana (1.312 abitanti). Il reddito medio dei Lajaticesii è di 45.000 euro (una somma che fa impallidire il reddito degli abitanti di Gorle che si ferma solo a 29.000). Davvero tutti i suoi abitanti sono così ricchi? No, purtroppo per loro... La media è così alta perchè tra loro c’è un Paperone che guadagna cifre altissime. E’ Andrea Bocell, che da solo fa pendere la bilancia.

Berghem de Sota

ABITANTI

REDDITO

Gorle

6.610

29.004

Mozzo

7.481

28.483

BERGAMO

119.381

27.483

Cenate Sotto

3.745

25.931

Ranica

5.981

24.421

Ponteranica

6.849

23.995

Torre de’ Roveri

2.436

23.829

Torre Boldone

8.690

23.564

Sarnico

6.660

23.563

Treviglio

29.706

23.446

Treviolo

10.682

23.245

Scanzorosciate

10.076

23.113

Curno

7.651

22.991

Brusaporto

5.569

22.931

Sotto il Monte Giov. XXIII

4.408

22.738

881

22.570

Viadanica

1.120

22.468

Lallio

4.172

22.450

Grumello del Monte

7.366

22.222

Valbrembo

4.229

22.221

Pedrengo

6.042

22.062

Dalmine

23.281

22.053

Stezzano

13.018

21.701

Azzano San Paolo

7.602

21.648

Lovere

5.270

21.468

Seriate

25.182

21.338

Zanica

8.616

21.078

Grassobbio

6.406

21.057

Verdello

8.018

20.945

Orio al Serio

1.170

19.919

Verdellino

7.663

19.546

Clusone

8.610

19.523

Casnigo

3.273

19.325

Riva di Solto


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EVENTI

Tozzi fa il pieno al Creberg Un week end dai sapori forti Il cantante torinese porta a Bergamo i successi scritti Gior nate all’insegna del gusto offerto dallo Street Food quelin quarant’anni di carriera. In tantissimi ad applaudirlo le che si viv ranno in Piazzale Alpini, nel cuore di Bergamo Dopo il successo riscosso in tutta Italia dal “Quarant’anni che Ti Amo” tour culminato con il concerto evento all’Arena di Verona, Umberto Tozzi ha ripreso il suo lungo tour per i teatri più importanti della penisola e il 20 aprile farà tappa anche al Creberg. Il cantautore torinese propone uno spettacolo tutto nuovo nel quale - oltre che proporre i grandi classici del repertorio come “Gloria”, “Si può dare di più”, “Ti amo”, “Gente di mare”, “Stella stai” e “Gli altri siamo noi” - interpreterà i brani più recenti della sua produzione, alcuni anche in una chiave molto minimal, con l’utilizzo solo della chitarra acustica e della voce. Nato a Torino il 4 marzo 1952, da Nicola Tozzi, agente di polizia originario di Vico del Gargano (in provincia di Foggia) e mamma Immacolata, casalinga, originaria di Montesarchio (in provincia di Benevento), entrambi emigrati a Torini nel 1945. Ultimogenito della famiglia, è fratello del Franco Tozzi, anche lui cantante negli anni sessanta, e di Mafalda Tozzi, sua sorella. Cominciò a suonare la chitarra a 13-14 anni, nella sala prove dell’oratorio della chiesa Gesù Adolescente, ma le vere prime esperienze musicali cominciarono l’anno dopo, nel 1967, come chitarrista della band del fratello maggiore Franco.

L’incontro nel 1975 con il paroliere-musicista-produttore Giancarlo Bigazzi diede inizio ad un duraturo sodalizio pieno di successi. Il debutto da solista avvenne nel 1976, con l’album “Donna amante mia”, comprendente nove canzoni, tra cui il brano “Io camminerò”, che Tozzi scrisse qualche mese prima per Fausto Leali e riproposto, nello stesso anno, da Mina, nell’album “Singolare”. Anche il suo brano Mi manca u ripreso da altri cantanti, dai Camaleonti, a Riccardo Fogli, fino a Marcella Bella, mentre del brano “Tu sei di me” fu fatta una cover da Gigliola Cinquetti. Da questo album fu estratto anche Donna amante mia/ Ripensando alla freccia del sud, ristampato su formato 45 giri. Sebbene contenesse brani riproposti da cantanti di successo, l’album, quell’anno, non riuscì a vendere più di 6.000 copie. Per Tozzi, il vero successo arrivò nel 1977, quando incise “Ti amo”, brano che

vinse il Festivalbar e rimase al primo posto dei singoli più venduti in Italia senza interruzioni dal 23 luglio al 22 ottobre dello stesso anno (1.147.000 copie vendute in Francia 8.000.000 in tutto il mondo). Nel 1979 “Gloria” vendette ben 29 milioni di copie in tutto il mondo e subito, occupò il primo posto nelle classifiche europee. Nel 2017, in occasione del 40º anniversario della canzone “Ti amo” effettua una tournée internazionale dal titolo 40 anni che “Quarant’anni che Ti Amo” con tappe in Spagna, Germania, Svizzera, Belgio, Canada, Italia, e molti altri paesi,Italia (tra cui il 14 ottobre dello stesso anno, un concerto- evento all’Arena di Verona), con l’uscita di una raccolta omonima. L’11 marzo 2017 esce una nuova versione di “Ti amo”in duetto con Anastacia. Sul palco, Tozzi è accompagnato da una band di assoluto livello, composta da Raffaelle Chiatto (chitarre), Gianni D’Addese (tastiere), Giambattista Giorgi (basso), Gianni Vancini (sax), Elisa Semprini (violino) e Riccardo Roma (batteria). Con 80 milioni di copie vendute, Tozzi è tra gli artisti italiani che hanno venduto il maggior numero di dischi: non stipisce, quindi, che il concerto del Creberg sia sold-out da tempo. Fabio Manara

Sarà un week end all’insegna del gusto quello che si vivrà in Piazzale Alpini, nel cuore della città. Ad animare la zona, fino a domenica 15 aprile (dalle 10 alle 24) ci saranno le sempre attese bancarelle dello Street Food. Come da tradizione si potranno provare specialità provenienti da tantissimi paesi stranieri, con profumi, colori e suoni che per qualche giorno trasformeranno Bergamo in una sorta di “capitale del mondo”. L’evento, organizzato da Confesercenti con la collaborazione e il sostegno del Comune di Bergamo, ha anche una funzione sociale. Attirando così tante persone si inten-

de dare importanza e centralità a una zona della città spesso poco vissuta dai bergamaschi, come conferma Giulio Zambelli, vicepresidente di Confesercenti: “Il degrado che affligge la zona si può combattere solo con una maggior presenza dei cittadini, chiamati a riappropriarsi di un pezzo di città che merita di essere rivalutato. L’occasione viene servita dallo Street food, una festa pensata per tutti, famiglie

comprese: la gente potrà assaggiare cibi gustosi all’aperto, riscoprendo un angolo del centro poco frequentato”. Complessivamente saranno una trentina di stand presenti pronti a soddisfare i palati più esigenti o semplicemente i più golosi con piatti della tradizione italiana sì, ma anche straniera. Non mancheranno, in fatti, le proposte provenienti dal Sud America, dall’Est Europa, dai paesi scandinavi, ma anche asiatici e africani. Una bella sfida a colpi di gusto con i piatti tipici della cucina tricolore e ovviamente bergamasca. F.M.

“Signori si nasce... E noi?” La compagnia teatrale dialettale milanese “I Legnanesi” promette di conquistare il pubblico bergamasco con uno spettacolo dal sapore genuino e divertente Arriva a Bergamo il nuovo spettacolo della compagnia teatrale dialettale de I Legnanesi, “Signori si nasce... E noi?”. Semplice ma coinvolgente la trama: è l’8 marzo: Festa della Donna, nonché compleanno della Teresa. Mentre nel cortile fervono i festeggiamenti, l’attenzione di Teresa viene attirata dal cellulare del Giovanni dimenticato sul tavolo. Un messaggio sospetto coinvolgerà i due in una discussione molto accesa che vedrà la figlia Mabilia in panico nel disperato tentativo di riappacificarli. La decisione finale dei coniugi sconvolgerà la pace del cortile. Tra Teresa e Giovanni trionferà l’amore o saran-

no schiacciati dall’ombra della separazione? Il Giovanni cadrà nelle grinfie di una ricca ereditiera o preferirà l’amore povero ma sincero della Teresa? Ai piedi del Vesuvio si risolverà l’arcano. In occasione dei 50 anni dalla scomparsa di Antonio De Curtis, il titolo dello spettacolo, i colori di Napoli, la “malafemmena” come colonna sonora renderanno omaggio alla maschera immortale di Totò. Sul palco Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Luigi Campisi. I testi portano la firma di Felice Musazzi e Antonio Provasio, le musiche quelle di Arnaldo Ciato e Enrico Dalceri, mentre la regia è di Antonio Provasio. F.M.

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Nuovo bocciodromo: proseguono i lavori Secondo i programmi, la luminosa struttura polifunzionale sarà completata e messa a disposizione degli abitanti entro il prossimo ottobre

LALLIO / TREVIOLO Gotha Cosmetics raddoppia

LALLIO

LALLIO - Apre a Lallio un secondo stabilimento della Gotha Cosmetics. A marzo è stata inaugurata la seconda sede dell’azienda, a pochi passi dalla prima. Un complesso di circa 26 mila metri quadri, che ha esteso anche le aree dedicate agli uffici e alla produzione. Un investimento di circa 10 milioni di euro, che può vantare un alto grado di tecnologia che garantisce acqua purificata di grado farmaceutico all’interno dei prodotti cosmetici. Gotha mira a obiettivi molto alti per i prossimi anni. Da un lato si prospetta l’assunzione di circa 30 dipendenti all’anno, in particolare nell’area ricerca e sviluppo, reparto di eccellenza dello stabilimento. Dall’altro si punta a raddoppiare il fatturato nel giro di un triennio. A. D’A.

Il Comune apre uno ‘sportello sociale’

LALLIO - Il comune di Lallio ha deciso di creare un servizio rivolto a tutti i cittadini, attraverso l’apertura di uno Sportello Sociale. La cittadinanza potrà usufruire delle prestazioni il mercoledì (dalle 15.00 alle 17.30) e il giovedì (delle 10.00 alle 12.30). A sostegno delle fasce più deboli, si attivano il R.E.I. (Reddito di inclusione), il buono energia, quello per il gas, l’assegno per il nucleo familiare numeroso e quello di maternità. Il R.E.I. come sostegno economico a chi possiede i requisiti, ma anche come intervento attivo di inclusione sociale. I buoni per il gas e l’energia sono un’agevolazione economica sulle utenze casalinghe. Mentre invece i due assegni familiari sono dedicati nel primo caso a famiglie con almeno tre minori a carico, invece nel secondo alle mamme in difficoltà economica. A. D’A.

TREVIOLO A Curnasco Aperte le iscrizioni ‘Festa di Primavera’ ai servizi scolastici LALLIO -In via Deledda da un qualche settiman si stano svolgendo i lavori al bocciodromo, con la nuova struttura che sarà completata entro il prossimo ottobre. Da fine marzo gli operai si stanno occupando dello smantellamento del vecchio edificio per fare spazio al nuovo complesso. Le attività si concentreranno nella bella stagione, definendo il progetto a luglio, che sarà poi pronto in autunno. Un investimento importante per il paese, che avrà il suo centro polifunzionale da 600 mila euro. Una parte dei costi infatti verrà coperta con 236 mila euro di bilancio, mentre una quota più sostanziosa di 364 mila euro è stata ricavata dalla cessione di un immobile comunale. Assunta D’Agnone

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TREVIOLO - Domenica 15 aprile dalle ore 8.00 alle ore 20.00 verrà organizzata, lungo la via principale di Curnasco, la “Festa di Primavera”, una domenica alternativa con negozi aperti, bancarelle, spettacoli, cibo di strada e tanto altro ... Chiunque fosse interessato ad avere uno spazio per esporre o semplicemente far conoscere la propria attività può chiedere informazioni al negozio Dietro l’angolo Curnasco, via Cadorna 49

TREVIOLO - Si ricorda che fino al 20 aprile sono aperte presso i servizi socioeducativi del Comune le iscrizioni al servizio di trasporto scolastico per l’anno scolastico 2018/2019. Gli orari di apertura dell’Ufficio sono i seguenti: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle 11.00 alle 13.00 martedì dalle 8.15 alle 17.30; sabato ( solo 14 aprile) dalle 8.30 alle 11.00. Sul sito del Comune si possono reperire ulteriori informazioni sui servizi scolastici messi a disposizione per il prossimo anno scolastico.

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“Puliamo Treviolo”

La cittadinanza invitata domenica a far più bello il paese. Alla fine un rinfresco per tutti TREVIOLO - Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare all’iniziativa “Puliamo Treviolo” che si terrà domenica 15 aprile. E’ un’iniziativa di alto valore sociale perchè ha lo scopo pratico di ripulire il paese da tutto quello che lo sta deturbando (rifiuti abbandonati, erbacce, ...) , ma ha anche uno scopo pedagogico: rafforzare in tutti la coscienza che il decoro cittadino parte da ciascuno di noi e tutti ce ne dobbiamo sentire responsabili . Allo stesso tempo è un concreto rimprovero a quanti non rispettano le regole più elementari di non disperdere l’immondizia. Molte le associazionie i gruppi che hanno dato l’adesione: Gruppo Oratorio Albegno, Gruppo Oratorio Roncola, Piedibus, Comitato Orizzonte Roncola, Carabinieri in congedo a Curnasco. In caso di pioggia l’iniziativa sarà annullata. _____________ Ecco il programma e i punti di incontro: RONCOLA ore 8.15 Ritrovo in piazza ore 8.30 Messa con i ragazzi della catechesi e con i volontari ore 9.45 inizio pulizia ore 11.15 Fine dei lavori ore 11.30 rinfresco offerto a tutti i volontari ALBEGNO ore 7.45 Ritrovo in piazza ore 8.00 Messa con i ragazzi della catechesi e con i volontari ore 9.15 inizio pulizia ore 11.15 Fine dei lavori ore 11.30 rinfresco offerto a tutti i volontari.


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COLOGNOLA / AZZANO

Nuova vita per il Parco Agricolo Ecologico Per il polmone verde che si estende tra i Conuni di Bergamo e di Stezzano, che prende nome dal Santuario della Madonna dei Campi che lo caratterizza, è oramai scongiurato il pericolo di diventare il ‘polo sportivo’ di Bergamo, con al centro un nuovo grandioso stadio. Ora si pensa ad un ampliamento dell’area e ad una sua importante riqualificazione

Nuova vita per il Parco Agricolo Ecologico (Pae) Madonna dei Campi. Scongiurata da tempo l’ipotesi di utilizzare gran parte dell’area per realizzare un nuovo polo sportivo incentrato sullo stadio è finalmente ora di pensare a dare una giusta dimensione a quello che è e dovrà restare il principale polmone cittadino dell’area sudovest di Bergamo. Con la definizione tecnica di parco locale di interesse sovra comunale (Plis), l’area verde si stende tra i comuni di Bergamo e Stezzano e per quanto riguarda la fetta cittadina è

stata recentemente ampliata di 50 ettari raggiungendo un’estensione di 258 ettari. Quella che sino ad oggi era sempre mancata era una visione d’insieme dell’area in termini di valorizzazione e fruibilità. Una situazione a cui finalmente il Comune di Bergamo ha deciso di metter mano con decisione a partire da questo anno 2018. Nel piano delle opere pubbliche è prevista la riqualificazione del percorso che connette Grumello del Piano a Colognola, con un investimento di mezzo milione di euro. Tuttavia il primo intervento visibile

Inaugurata nuova chiesina al Villaggio degli Sposi E’ dedicata a “Gesù Cristo, l’uomo forte non violento” VILLAGGIO DEGLI SPOSI - E’ stata inaugurata l’8 aprile scorso la nuova chiesina dedicata a “Gesù Cristo l’uomo forte non violento” al Villaggio degli Sposi. La piccola struttura di settanta metri quadrati e trenta posti a sedere, è stata realizzata recuperando uno spazio sino ad ora utilizzato come magazzino tra la chiesa parrocchiale e l’oratorio, grazie alla donazione di un abitante del quartiere che ne ha voluto il recupero per regalare alla comunità un nuovo luogo di culto. Una maniglia d’ottone sulla porta d’ingresso accoglie i fedeli in uno spazio semplice ma moderno e confortevole senza sedie ma con panche in legno, per un luogo di culto intimo dedicato al silenzio e alla riflessione e che diverrà col tempo spazio per le celebrazioni più raccolte e per gli incontri con i gruppi di ragazzi del quartiere. A impreziosire la chiesetta, al suo interno è collocata la scultura di Giancarlo Defendi rappresentante il Cristo deposto. Simbolicamente la scultura è lungo la chiesa e non sull’altare per richiamare la presenza del Cristo nella sua comunità. La celebrazione di inaugurazione della nuova chiesetta ha visto come ospite speciale ill Vescovo di Bergamo Francesco Beschi che haa potuto così abbracciare l’intera e vitale comunità del Villaggio degli Sposi. Come spiega il parroco don Patrizio Moioli, la realizzazione della chiesetta si colloca in un lungo programma di valorizzazione delle strutture dell’oratorio che negli ultimi otto anni ha visto un susseguirsi di interventi e ristrutturazioni, partendo dalla realizzazione dei campi da calcio per arrivare alla sistemazione e alla messa in sicurezza dei vari spazi che sono centro propulsore di una comunità in continua crescita. m. b.

Nel piano delle opere pubbliche è prevista la riqualificazione del percorso che connette Grumello del Piano a Colognola,

è quello della realizzazione di un frutteto biologico nato alle spalle della scuola media dell’Istituto comprensivo Muzio di Colognola. Cinquanta alberi da frutta biologica sono stati piantati su una superficie di cinquemila metri quadrati dalla Cooperativa Biplano che si cura fattivamente del progetto. Questo nell’ambito del progetto C.e.r.c.a. Bg, che coinvolge insieme ai comuni di Bergamo e Stezzano , il Plis Madonna dei Campi, Italia Nostra, Associazione Opera Bonomelli Onlus oltre alla Biplano. Un progetto finanziato

dal Comune di Bergamo per 120 mila euro e per 118 mila dalla Fondazione Cariplo, nell’ambito del bando 2016 “Comunità resilienti” e che oltre al frutteto porterà diverse novità nel parco agricolo. A Colognola infatti è in arrivo una nuova area attrezzata con panchine oltre ad un nuovo canale d’irrigazione e alcune siepi , mentre per verso Grumello del Piano sarà realizzata un’area umida con laghetto e boschetto, un nuovo canale d’irrigazione oltre alla piantumazione di varie specie arboree tea a favorire la biodiversità, in un am-

biente già di per sé prezioso come quello del parco. I lavori di tutto il progetto dovrebbero concludersi nella seconda metà del 2019. Il progetto però non si ferma alla realizzazione degli interventi nel parco, ma vuole coinvolgere la cittadinanza attraverso visite guidate per le scolaresche dei due quartieri al fine di far conoscere preci e peculiarità del parco. Ma attenzione anche i residenti saranno chiamati ad essere parte attiva del progetto: dopo dei corsi di frutticoltura dovranno essere loro a prendersi cura del frutteto. Marco Boffa

Il progetto vuole coinvolgere la cittadinanza attraverso visite guidate al fine di far conoscere le peculiarità del parco

Ecco gli amici degli ‘amici della notte’ Ad Azzano è attiva un’asociazione che si occupa di proteggere e di diffondere un clima di simpatia nei confronti dei pipistrelli, simpatici e utili animali notturni AZZANO - I pipistrelli si cibano di sangue umano? Queste e tante altre domande potranno trovare risposta grazie al Gruppo chirotterologico “Le Sgrignapole” che ha sede ad Azzano San. Paolo dal 2014. L’associazione di promozione sociale degli animali volanti collabora con Enti ed Amministrazioni per lo studio e la loro tutela nel territorio di Bergamo e Brescia. Il gruppo è composto da tredici persone, di cui alcuni naturalisti e laureandi in scienze biologiche. L’assortimento professionale permette loro un confronto di competenze tecniche utili per raccogliere dati sulla presenza dei pipistrelli, sui loro luoghi di alimentazione e sulle colonie. Tra le tante attività svolte dall’associazione non si possono dimenticare le serate divulgative (bat night) da loro organizzate presso musei, biblioteche, riserve naturali, parchi pubblici. “Sull’onda delle innumerevoli domande a me poste inerenti le bat box (cassette di legno rifugio dei pipistrelli) ho incominciato nel 2010 ad approfondire l’argomento mediante letture di settore e corsi specifici” racconta Anna Maria Gibellini, 35enne azzanese, fondatrice e presidentessa dell’associazione. “Quanto appreso mi ha permesso di conoscere questo fantastico mondo di ben 1376 specie che porta i Chirotteri al secondo posto nella categoria mammiferi. Così è nata l’idea di creare l’associazione Le Sgrignapole” che deriva il suo nome dal termine dialettale pipistrello”. La Ghibellini collabora attualmente con l’Oasi Wwf di Valpredina che ha promosso

“Le Sgrignapole” è il nome dell’Associaqzione di Azzano che si propone di far conoscere e proteggere i pipistrelli. In programma iniiative di presentazone al pubblico di questi interessanti e poco conosciuti esseri della notte

e partecipato al primo censimento delle specie di Bergamo supportato dall’Assessore all’Ambiente e Opere del Verde di Palafrizzoni a suo tempo retto da Massimo Bandera, con il supporto del Museo di Scienze naturali “E. Caffi”. Inoltre ha partecipato allo “Sportello Pipistrelli” bergamasco, nato nel 2016 nell’ambito del “Progetto Life Gestire 2020” che raccoglieva dati inerenti la tematica colonie e alimentazione dei pipistrelli, senza tralasciare l’importante questione della tutela. I programmi a breve termine delle Sgrignapole: una “bat nigh” ad Azzano San Paolo in data 26 maggio. Dopo un’ incontro aperto al pubblico si andrà a “caccia” di pipistrelli con il bat detector, un particolare strumento che rileva ultrasuoni e quindi la loro attività sul territorio. Le troverete d’estate in provincia di Bergamo e Brescia a esplorare il territorio, a conteggiare i pipistrelli nelle colonie storiche segnalate, a parlare di Chirotteri in occasione della Bat night internazionale a fine agosto presso il Museo di Scienze naturali “E. Caffi” . Inoltre saranno nuovamente presenti ad Azzano San Paolo a settembre presso la Notte Giovani con un tavolo in-

formativo. Il loro augurio più grande, visto l’essere l’unica associazione lombarda esclusivamente “chirottera” è quella di farsi conoscere a un pubblico più vasto. Vorrebbero rappresentare un punto di raccolta di segnalazioni di pipistrelli presenti in edifici o alberi e di bat box. Sul sito nella sezione segnalazioni, hanno predisposto un apposito modulo per tale mansione. Chi lo desidera lo può compilare, sarà di vitale importanza per orientare al meglio le loro uscite di monitoraggio. Le “Sgri-

gnapole” hanno a cuore i pipistrelli perché sono animali protetti dalla normativa nazionale ed europea. Sono specie ombrello, ossia vivono in un’area così grande da includere tante altre specie e la cui conservazione di riflesso salvaguardia una enorme biodiversità. Per conoscere le loro attività e per sostenerle consultare la pagina Facebook https://www.facebook. com/LeSgrignapole, il sito www.lesgrignapole.it. Scrivere a info@lesgrignapole.it per curiosità e rilevazioni di pipistrelli sul territorio. Cecilia Cortesi

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STEZZANO / DALMINE

“Sarà una piazza bella, ma senza vita...” Dubbi e perplessità da parte di residenti e commercianti sulle conseguenze della riqualificazione di Piazza Libertà

STEZZANO - Proseguono senza sosta i lavori per la riqualificazione di piazza Libertà, dove presto sarà istituito il senso unico. L’intera area appare quanto mai desolata e priva della vita che di solito caratterizza i centri storici di paese. Complice di ciò, il maltempo delle ultime settimane e i diversi cartelli di “deviazione” posti ai margini del paese che inducono gli automobilisti a evitare il passaggio diretto nel centro cittadino e che inducono, erroneamente, a pensare che la piazza sia completamente chiusa. È vero, la sezione di via Bergamo che si estende dalla farmacia alla strettoia è sbarrata (è questa la prima delle tre zone interessate ai lavori), ma al di là la piazza

è agibile e aperta anche alle vetture, che provenendo da Verdello possono accedervi senza problemi, passando per via Dante. I commercianti della piazza riscontrano un generale calo delle vendite a causa dei lavori in corso. Alcuni di loro sono rassegnati e non accettano volentieri di parlare della questione. C’è anche chi, invece, si mostra comunque positivo, nella speranza che questi lavori possano in futuro migliorare la vivibilità della piazza. Coloro che invece si lasciano andare a maggiore sfogo sono gli esercenti seriamente preoccupati per il forte calo delle vendite. Come ci fa notare la Profumeria Luisa, la chiusura della piazza ha ridotto drasticamente la

Impariamo l’arte della distillazione di oli essenziali Il fotoreporter Pigin svela i segreti delle popolazioni siberiane STEZZANO - Lunedì 16 aprile alle ore 20:00, presso l’Agriturismo Comeback di Via Catellana 15/a, si terrà l’incontro “Sibiris, distillare l’essenza del Cuore del Mondo”. Marco Pighin, fotografo e reporter specializzato in documentari sulla Siberia, racconterà al pubblico di questa magica terra e spiegherà l’arte della distillazione di oli essenziali. Pighin, oggi distillatore, è infatti fondatore e promotore del progetto “Sibiris” (che significa “Siberia”), che pone al centro il paesaggio nord-asiatico e la sua natura fatta di tundra, foreste di conifere e catene montuose. Il progetto porta avanti la dedizione per questo luogo, in cui geografia, filosofia e spiritualità si fondono nella pratica della distillazione degli oli essenziali. La Siberia, infatti, è un posto ancora incontaminato che offre materie prime straordinarie per la creazione di oli utilizzati per la cura psico-fisica della persona. L’ingresso all’evento è gratuito, ma su prenotazione. Tutte le informazioni sul progetto si trovano sul sito www.sibiris.eu Valentina Morlacchi

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In generale i commercianti non esprimono solo timori per l’attuale situazione di disagio per i lavori in corso, bensì anche per il futuro.

clientela di passaggio. Non solo coloro che vi passavano in auto, ma anche i clienti che vi giungevano grazie alla linea 6 dell’Atb, che ha soppresso la fermata posta al centro della piazza. La stessa preoccupazione trapela dal Panificio Boschini, che ci spiega che la riduzione dei clienti si riscontra anche tra i residenti: la maggior parte dei frequentatori delle botteghe sono gli anziani, i quali hanno riferito di avere difficoltà nell’accesso alla piazza, soprattutto con la bicicletta. Grandi dubbi anche sul progetto di togliere la maggior parte dei parcheggi a oggi presenti in piazza: verranno lasciati solo alcuni posti auto di fronte alla banca BCC, mentre tutti gli altri verranno eliminati. Ci saranno nuovi parcheggi in via Bergamo, di fronte alla banca UBI, ma secondo il Panificio Boschini togliere i posti auto dalla piazza in-

durrà la gente a sostare di meno per le commissioni veloci, poiché oggi le persone preferiscono avere tutto a portata di auto e sono poco propense a fare anche solo pochi passi a piedi lasciando la macchina appena fuori dal centro. Anche dalla Farmacia Sanguettola ci segnalano disagi, soprattutto per i forestieri che hanno difficoltà a trovare il negozio quando è aperto per il turno notturno. Il problema è il cartello “deviazione” (con la freccia direzionale verso il rondò che porta in via Stezzano) posto al rondò tra via Mascagni e via Bergamo: induce i clienti a non proseguire per via Bergamo in direzione dell’oratorio, da dove si possono subito

In tenda davanti al Municipio per protestare contro gli sfratti DALMINE - Da giovedì 22 marzo gli attivisti di Unione Inquilini hanno costituito un presidio davanti al Municipio di Dalmine in segno di protesta contro l’Amministrazione Comunale per la gestione dello sfratto di una ragazza madre e di suo figlio. Dal 13 marzo la donna ed il bambino, malato di asma bronchiale, hanno dovuto lasciare l’housing sociale in cui erano stati collocati dai servizi sociali in seguito ad un precedente sfratto per morosità eseguito mesi fa. Il Comune ed i Servizi Sociali avevano richiesto un canone mensile di 320 euro per l’alloggio (condiviso con un’altra famiglia), ma la donna, dopo un periodo lavorativo di 7 mesi, è ritornata disoccupata e non ha più potuto sostenere le spese ed ha dovuto abbandonare l’abitazione. Con il supporto di Unione Inquilini, la donna si è stabilita in una tenda davanti al Comune per protestare contro la decisione presa dall’amministrazione, in un presidio durato diversi giorni. Nell’incontro con il Sindaco di Dalmine gli attivisti che avevano richiesto la sistemazione della famiglia in una struttura protetta e finanziata con l’utilizzo del contributo stabilito dall’art. 5 del Decreto Mi-

nisteriale del 14/05/2014 n. 202 (finalizzato al versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione), hanno ricevuto un rifiuto e la richiesta che la donna ed il minore vengano spostati presso la famiglia di provenienza, residente in una casa popolare ALER. L’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, consultata dal sindacato, ha respinto la proposta a causa di un sovraffollamento dell’abitazione ed alla nuova legge regionale entrata in vigore. “Quello che più preoccupa dice uno degli attivisti - è

Dubbi anche sul progetto di togliere la maggior parte dei parcheggi in piazza: lasciati solo alcuni posti auto davanti alle banche

vedere la farmacia aperta e il parcheggio all’incrocio di via Papa Giovanni XXIII. Basterebbe spostare il cartello a fondo via, posizionandolo all’altezza del cinema. In generale i commercianti non esprimono solo timori per l’attuale situazione di disagio per i lavori in corso, bensì anche per il futuro. Le prospettive, secondo loro, non sono delle migliori: sempre più botteghe chiuse (soprattutto a causa dell’invasione dei centri commerciali e del pensionamento degli “storici” negozianti) e forti dubbi su una piazza pedonale sprovvista di parcheggi e il senso unico, indurranno le persone a frequentare sempre meno la piazza. Valentina Morlacchi

Attriti tra Comune e alcuni attivisti sulla gestione dell’emergenza abitativa

che nelle prossime settimane sono previsti decine di nuovi sfratti ed è inaccettabile che tutti vengano gestiti in questo modo”. Il Comune di Dalmine ha chiarito la propria posizione, dichiarando la mancanza di collaborazione e l’inadempimento di specifici impegni all’interno di un percorso di supporto (come la mancanza della presentazione di giustificate motivazioni o l’assenza degli attivisti nel ruolo di supporto alla signora nella ricerca di una soluzione abitativa stabile durante i mesi dell’housing), comprendente i Servizi So-

ciali, Unione inquilini e la famiglia. Gli unici compiti assolti sono stati quelli a carico dei Servizi Sociali, mentre Unione Inquilini e la famiglia non hanno collaborato, anche a fronte della possibilità di riduzione della quota di compartecipazione. Il Comune, dichiaratosi consapevole dell’emergenza sfratti, ha sottolineato il proprio impegno costante in questioni sociali delicate, la propria responsabilità verso i minori e la volontà di fare la sua parte fino in fondo, senza però sostituirsi alle responsabilità del singolo cittadino. Ezio Sorti


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AZZANO

Sono i giovani a tener viva la memoria del passato

Assegnato ad una scuola di Treviso il Premio istituito dal Gruppo Alpini di Azzano finalizzato a stimolare le scolaresche a conoscere da vicino l’eroica epopea dei soldati di montagna durante le guerre del secolo scorso

AZZANO - Sulle Alpi, teatro della prima guerra mondiale, esistono resti di opere militari e manufatti realizzati dalle Penne Nere. Per onorare le associazioni e i cittadini impegnati nel restauro di questi reperti in stato di abbandono e degrado, il Gruppo Alpini di Azzano ha istituito il premio Ifms, acronimo inglese di Federazione internazionale dei soldati di montagna. Sabato 7 aprile l’istituto comprensivo di Azzano ha ospitato la cerimonia di consegna del premio che quest’anno è stato conferito alla scuola San Zenone degli Ezzelini di Treviso per il “Progetto Edolo/Liedolo 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale. La commissione giudicatrice, dopo aver attentamente valutato tutte le candidature, ha deciso di omaggiare questi bambini delle elementari “per un’iniziativa rivolta al nobilissimo obiettivo di mantenere vive memoria e tradizione, coinvolgendo le più giovani generazioni in una diretta e personale attività volta a far sentire fortemente il legame tra gli uomini, il loro territorio ed il loro passato”. “Soltanto

attraverso un capillare e costante lavoro di sensibilizzazione e di coinvolgimento dei più giovani nel recupero e nella conservazione dei luoghi e dei temi della memoria collettiva – si legge nella motivazione – si può conservare integro il concetto di Patria e di identità: per questo, iniziative del genere sono esemplari ed essenziali per mantenere viva l’idea di Nazione”. Soddisfatti anche i ragazzi premiati che da ormai quattro anni stanno lavorando sodo, anche al di fuori delle aule scolastiche, con il supporto del docente Federico Monaco: “Durante le escursioni – spiegano – abbiamo scoperto che nei nostri colli ci sono numerose grotte, trincee e gallerie scavate nel corso della prima guerra mondiale. Abbiamo perciò cominciato dal monumento ai caduti che si trova a una quarantina di metri da scuola”. Durante il primo anno di lavoro, gli alunni hanno svolto ricerche naturalistiche nei boschi del paese di Liedolo al fine di descriverlo al meglio a una classe della lontana scuola primaria di Edolo in provincia di Brescia:

Nella foto a fianco gli alunni partecipanti al Premio IFMS (acronimo delle parole inglesi Federazione Internazionale dei Soldati di Montagna) in attesa dell’arrivo degli Alpini

E’ da quattro anni che gli alunni partecipanti al Premio stanno lavorando. Un lvoro che richiede ricerche sui libri ma anche ricerche naturalistiche nei boschi e nelle grotte scavate dagli Alpini

Ad Azzano una tappa del giro d’Italia Under 23 Previsto in paese l’arrivo della terza tappa, il 10 giugno AZZANO - Sarà proprio Azzano ad ospitare domenica 10 giugno l’arrivo della terza tappa del giro d’Italia under 23. La gara in partenza da Rio Saliceto (Reggio Emilia) arriverà su una volata spettacolare lungo via Papa Giovanni XXIII. La manifestazione, organizzata dalla Nuova ciclistica Placci 2013 di Mordano, in provincia di Bologna, si correrà dal 7 al 16 giugno. Si comincia con un prologo serale nella città di Forlì. Le nove tappe si snoderanno per l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Trentino e il Veneto, concludendosi con una cronometro. Il percorso complessivo di quasi 1300 chilometri coinvolgerà 14 squadre. Per la tappa azzanese sono stati già effettuati i sopralluoghi con l’assessorato a Sport e Tempo libero e il settore Istruzione Cultura e Sport, in collaborazione con la polizia locale che ha predisposto il piano di sicurezza. L’arrivo è previsto in zona parcheggio della Meridiana, dopo aver attraversato la via ex provinciale per Grassobbio, via Cremasca e via Papa Giovanni XXIII. Al centro Marchesi saranno invece ospitati i controlli antidoping e la commissione di gara. Laura Ceresoli

“Inizialmente non conoscevo nessuno a Edolo – racconta il maestro Federico Monaco – sono stato mosso dall’assonanza dei nomi e dall’intuizione che forse c’era stato qualcuno di Edolo che avesse combattuto qui, sul Monte Grappa. E così è stato. Tutto il resto è venuto avanti da sé, piano piano”. Sono quindi nati vari progetti, dal recupero di alcune grotte e trincee legate alle seconda linea del fronte Grappa-Piave, alla realizzazione di cartelloni commemorativi dedicati ai caduti da applicare su un sentiero dedicato. Durante la cerimonia del 7 aprile, coordinata dal dirigente scolastico Alfonso Cicchirillo, dal sindaco Simona Pergreffi e dall’assessore alla Cultura Lucio De Luca una menzione è stata attribuita anche al Comitato Carzano 18 Settembre 1917 “per la pluriennale attività spesa nella volontà di mantenere vivo il ricordo di un fondamentale episodio della Grande Guerra sul fronte trentino” e a Marco Mantini, valoroso ricercatore e profondo conoscitore della realtà geostorica della prima

guerra mondiale nel settore carsico-isontino, “per la sua indefessa attività di divulgatore e di studioso, che ha avvicinato a quei territori, meravigliosi e martoriati, migliaia di uomini e donne, lasciando in loro un segno indelebile: vera figura di storico e di cittadino esemplare”. Il premio Ifms è costituito da una pergamena con la motivazione dell’assegnazione, deliberata dalla Commissione, da un simbolico contributo in denaro e da un trofeo. Percorrendo sentieri e visitando zone storiche dove nasce lo spirito alpino e la sua sto-

Nella foto sotto: la cerimonia di premiazione del 7 aprile, coordinata dal dirigente scolastico Alfonso Cicchirillo, dal sindaco Simona Pergreffi e dall’assessore alla Cultura Lucio De Luca:

ria, la scelta per realizzare il trofeo è ricaduta su un classico e famoso itinerario del gruppo di Popera, un sentiero di guerra scavato nella viva roccia. Il trofeo rappresenta uno scorcio della famosa “Strada degli Alpini” che, dal rifugio Zsigmondy-Comici, in Val Fiscalina, si sviluppa lungo le pendici di Cima Undici. Il trofeo, realizzato dal Gruppo alpini Azzano, è composto di tre parti: il basamento in legno scolpito a mano raffigura le Alpi. La parte centrale in ferro rappresenta una profonda e orrida spaccatura sulla parete della montagna detta “la mitria”, una fessura che abbozza una croce che sembra abbracciare queste cime su cui in molti si sono sacrificati in nome della Patria per assolvere un dovere. La terza parte, in vetro azzurrato, funge da fondo unendo le tormentate montagne e i sacrifici compiuti su di esse. L’azzurro del cielo porta serenità e pace, ricordando alle penne nere di onorare il loro impegno. Laura Ceresoli

Parte il progetto “Riscoprire i sensi” Obiettivo: promuovere il benessere fisico e psichico delle persone anziane AZZANO - Promuovere il benessere delle persone anziane attraverso i sensi. E’ questo l’obiettivo del progetto “I sensi del cibo 2018” rivolto agli anziani ospiti della Residenza sanitaria assistenziale “San. Paolo”. Il percorso del progetto parte a aprile per concludersi a metà maggio: attraverso il cibo e i sensi coinvolti, gli ospiti della struttura a valenza socio-sanitaria-assistenziale

di via Trento ad Azzano San. Paolo (che accoglie, in via continuativa o temporanea, persone anziane la cui permanenza al proprio domicilio non è più perseguibile) hanno l’opportunità di vivere e condividere momenti svagati. Verranno “rispolverati” sapori, gesti, saperi antichi. Il progetto sensorialeè composta da due appuntamenti di un’ora e trenta ciascuno, caratterizzato da

La sede della Residenza Assistenziale Anziani Sal Paolo di Azzano ove si svolge l’iniziativa “Riscoprire i sensi”

un tema diverso. S’incomincia giovedì 12 aprile: “IL BENESSERE A PORTATA DI TAZZA”. Ri-scoperta degli aromi e delle erbe (olfatto) attraverso il sorseggiamento di infusi accompagnati da una gustosa merenda (gusto) a base di pane e marmellata. E’ prevista inoltre una proiezione (vista) di foto di erbe e di frutti. Si replica giovedì 17 maggio: MANI IN PASTAGARA DI CUCINA. Si lavoreranno gli ingredienti, odorandoli e successivamente assaggiando gli esperimenti culinari prodotti per decretare il vincitore della gara. La partecipazione all’iniziativa è aperta agli ospiti della RSA e relativi famigliari. Gli incontri si terranno nella sala polivalente della RSA di Azzano San Paoloalle ore 15.30. Laura Ceresoli

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SPORT

“Quale onore indossare la maglia della Dea!”

Lo confida ai ragazzi di Boccaleone Mattia Caldara, difensore nerazzurro. “La squadra merita il ritorno in Europa per quanto fatto in questa stagione” Dopo tante, troppe settimane ai box, Mattia Caldara ha voglia di riprendersi il posto da titolare al centro della difesa nerazzurra. Messo alle spalle il fastidioso infortunio muscolare, il giovane giocatore nerazzurro ha avuto un paio di settimane di tempo in più per affinare la forma e ora vuole chiudere la stagione in grande stile. Mister Gasperini fa grande affidamento sul suo talento, ma ha scelto la via della prudenza e contro Sampdoria e Spal ha scelto di non rischiarlo, con tutta probabilità per evitare ricadute e averlo al massimo della forma per il rush finale per la conquista di un posto in Europa League, un’intensa corsa a quattro che vede l’Atalanta confrontarsi con le ambizioni di Fiorentina, Sampdoria e Torino. Nei giorni scorsi il numero 13 nerazzurro ha incontrato i bambini degli oratori bergamaschi impegnati nella tappa orobica della “Junior Tim Cup – Il Calcio negli Oratori”, presso l’auditori-

um dell’oratorio di Boccaleone. Un vero bagno di folla tra piccoli calciatori che sognano di ripercorrere, un giorno, le sue stesse orme. “Ho iniziato anch’io a giocare all’oratorio e proprio li sono stato notato da un primo osservatore dello Scanzo. Quando ero bambino il mio idolo era Nesta, uno che faceva parlare il campo ma che non faceva mai parlare di sé fuori dal campo; anche per questo mi piaceva”. “Fare la stessa carriera di Nesta? Basterebbe la metà - ha detto rispondendo alla domanda del giornalista -. Per un bergamasco come me è una responsabilità vestire questa

“Infortunio? Ora io sto bene. Sto lavorando con la squadra ormai regolarmente e spero di essere al meglio della forma al più presto. Spero che il periodo negativo sia oramai messo alle spalle”.

maglia, perché so cosa significa l’Atalanta per un bergamasco; è quasi una religione, ma è anche uno sprone perché so bene cosa prova un bergamasco quando la Dea vince o quando perde”. Caldara, dopo due convocazioni consecutive ora tutti la vogliono vedere in campo, ma lei come sta? “Bene. Sto lavorando con la squadra ormai regolarmente e spero di essere al meglio della forma al più presto”. Come ha vissuto questo periodo di inattività forzata? “Restare fuori per così tanto tempo durante una stagione bella come quella che stiamo vivendo non è mai facile, ma gli infortuni fanno parte del calcio. Ho lavorato tanto per curarmi al meglio e trovare la condizione ideale e spero che il periodo negativo sia definitivamente messo alle spalle”. Gli infortuni stanno condizionando il vostro momento. Oltre a lei sono fuori da qualche partita anche Josil Ilicic e Leonardo Spinazzola. Un bel problema. “La squadra sta bene ma giocare ogni tre giorni non è facile per

nessuno. In questo momento paghiamo qualche assenza, ma tutti coloro che sono stati chiamati in causa per sostituire i così detti titolari hanno dimostrato di essere all’altezza. Siamo una grande squadra e anche quest’anno ne stiamo dando prova”. Peccato per qualche passo falso in casa, come accaduto settimana scorsa contro la Sampdoria... “Sì, è un peccato perchè battendola l’avremmo probabilmente tagliata fuori dalla corsa, ma non sempre nel calcio riesci a fare quello che vuoi. Ormai quella gara è passata. Dobbiamo solo pensare ai prossimi impegni e cercare di recuperare terreno”. In trasferta, invece, il rendimento è altissimo. Ci può spiegare perchè? “Forse dipende molto dall’atteggiamento che hanno di volta in volta i nostri avversari, che giocando in casa, devono fare la partita e quindi interpretano la partita in maniera un po’ più aperta, lasciandoci più spazi per colpire”. Sette gare alla fine del cam-

“Finire la mia avventura a Bergamo conquistando ancora una volta l’Europa sarebbe la ciliegina sulla torta al termine di due anni bellissimi. Poi arriverà la Juventus e spero di essere all’altezza”

pionato: il rush finale per arrivare in Europa League si fa sempre più interessante. “Sì. Abbiamo visto che la Fiorentina è tornata in gioco, ma noi siamo determinati più che mai; stiamo lavorando tanto per riconquistare un posto in Europa. Ce lo meritiamo per quanto fatto in questa stagione. Le squadre coinvolte nello sprint sono tante, ma dobbiamo pensare solo a noi stessi e cercare di raccogliere quante più vittorie possibili”. In questo periodo si parla tanto di ricostruzione in casa Juventus: lei si sente pronto per il salto in bianconero? “Sono un giocatore dell’Atalanta fino a fine stagione e il mese e mezzo che ci attende da qui a fine anno è il più importante della stagione per me e per la squadra. Finire la mia avventura a Bergamo conquistando ancora una volta l’Europa sarebbe la ciliegina sulla torta al termine di due anni bellissimi. Poi arriverà la Juventus e spero di essere all’altezza”. Fabio Manara

Tris Caloni nel derby contro Brescia 35.000 km in solitaria VOLLEY MASCHILE - La squadra di Graziosi si impone per 3-2 in trasferta e conquista le semifinali dei playoff di serie A2

Record del bergamasco Davide Taravelli: dall’Alaska alla Patagonia in bici in meno di 1.000 giorni. E il 22 aprile riparte per continuare il giro del mondo. Sempre in bici e sempre in solitaria

Non perfetta, ma dalla tempra d’acciaio. La Caloni Agnelli porta a termine la rimonta più importante della stagione e si rivela ancora corsara in quel di Brescia. Perché la banda Graziosi indossa l’abito del cecchino e al tie-break non sbaglia: il biglietto per la semifinale è in cassaforte. Esattamente come lo scorso anno. Sacrosante, a riguardo, le parole del coach al termine del super derby: “Obiettivo raggiunto. Ora ci divertiamo”. Il servizio, determinante in gara 1, spara a salve alla partenza dai blocchi come testimoniano i 7 errori (contro 1). Il risultato è che l’approccio già efficace di Brescia ne guadagna in termini d’aggressività i padroni di casa conducono costantemente le danze. Nulla a che vedere con la compagine quasi amorfa di mercoledì e infatti Bergamo, pur superiore a muro (5-1) riesce soltanto ad impattare (a 12, a 16 e a 19 anche complice il 33% in attacco). Bellei timbra l’ennesimo break, stavolta decisivo, in un parziale chiuso da una parallela out di Hoogendoorn. La Caloni Agnelli però rientra sul taraflex più sciolta e più decisa con Cargioli che prima firma a muro il primo allungo (1-4) e al servizio il secondo (3-7). Il + 7 (8-15)

Alla fine Davide Travelli ce l’ha fatta ed è riuscito a completare un’impresa che ha dell’incredibile: Pe r c o r r e r e dall’Alaska alla Patagonia in bicicletta. Un’avventura che per il 39enne bergamasco , ex consulente aziendale ed appassionato cicloturista, è durata la bellezza di 954 giorni. “Sono appassionato di bici e ho sempre avuto sete di avventura, di epopee d’altri tempi e di viaggio. Mi ha sempre attirato la Panamericana come parola, come strada più lunga al mondo che unisce le Americhe. Così, un giorno, ho scelto di partire per una ‘Grand Adventure’ attraversando l’intero continente, disegnando la mia Panamericana - ha dichiarato una volta raggiunta la sia meta -. Sono partito il 14 Agosto 2015 da Prudhoe Bay, Alaska, punto più settentrionale del continente e metro zero della Panamericana. Mi sono mantenuto prettamente con cartoline postali, che scambio nei ristoranti e nei negozi con del cibo e vendo a prezzo di collaborazione nelle piazze. Ma è in Colombia che la mia vita e’ cambiata: ho iniziato

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è opera di un doppio Dolfo (miglior realizzatore con 7 punti, 70%), che rimette pressoché definitivamente le cose a posto in casa rossoblù. Soprattutto perché, in fulminea successione, Hoogendoorn capitalizza un bel recupero di Innocenti e Pierotti aumenta i giri in battuta. Un tesoretto provvidenziale che consente di resistere anche alla lieve flessione che sopraggiunge in dirittura d’arrivo tanto da costringere Graziosi a chiamare un doppio time out ravvi-

cinato. Sale l’attacco (59%), all’alba del terzo parziale riecco l’incisività dai nove metri con gli ace di Pierotti e di Hoogendoorn (8-5) anche se l’Atlantide non si fa impressionare, piazza un malefico 7-1 e passa 129. Pierotti mette la freccia con l’ace del 14-15 anche se due stampate consecutive su Dolfo e un ace di Codarin capovolgono 1815. L’Olimpia aggancia a 22 prima che una battuta di Cisolla venga sciaguratamente lasciata scorrere e si trasforma nell’ace del +

Brescia – Bergamo 2-3 (25-22, 20-25, 25-23, 12-25, 13-15) Centrale del Latte McDonald’s: Tiberti 3, Mazzon 2, Esposito 4, Bellei 23, Cisolla 13, Codarin 13, Sommavilla (L), Fusco (L), Tasholli 2, Statuto 0, Margutti 6. N.E. Riccardi, Bergoli, Sorlini. All. Zambonardi. Caloni Agnelli: Jovanovic 2, Pierotti 18, Cargioli 15, Hoogendoorn 20, Dolfo 20, Valsecchi 12, Franzoni (L), Longo 0, Albergati 0, Innocenti (L). N.E. Cioffi, Carminati, Maffeis. All. Graziosi.

2 che viene mantenuto da Bellei che manda 2-1 i suoi. Nel momento di maggiore difficoltà ci pensa Hoogendoorn a tornare, con la battuta, sui livelli di quattro giorni fa con tre ace di fila (5-13). Cargioli che, alla stessa maniera, aveva griffato la prima spallata (4-9) mette le mani sul muro del 16-7 mentre il + 10 (8-18) arriva ancora dalla battuta, stavolta di Jovanovic. Come all’andata della regular season, dunque, la sfida del San Filippo si prolunga ad un tie-break d’importanza tuttavia neppure paragonabile a quello del novembre scorso. Ma oggi come ieri i bergamaschi si appellano al loro enorme carattere. Prerogativa che consente di tenere la mente fredda ed il braccio caldo anche dopo aver sprecato un doppio vantaggio di 2 punti (7-9 Hoogendoorn) e poi di 3 (murone di Cargioli). Cisolla e compagni agganciano a 13 ed il rush è vietato ai deboli di cuore: Graziosi ferma il gioco, Dolfo porta il match point e Bellei mette fuori il pallone più dolce per Bergamo. Che ora attende la vincente di Santa Croce-Spoleto: i toscani, infatti, hanno battuto a domicilio gli oleari e mercoledì avranno il fattore campo a favore. F.M.

a conoscere viaggiatori sudamericani che viaggiano per anni senza soldi. Mi sono detto: se lo fanno loro lo posso fare anch’io. Quando sono arrivato a Ushuaia dopo 35mila km, davanti al famoso cartello ‘Fine del mundo’ ho sentito un senso di liberazione”. Quella realizzata da Travelli è un’impresa per pochi, ma dalle sue parole traspare come la voglia di spingere molti di noi a provarci: “Viaggiando in bici conosci veramente la cultura di un paese: lo si attraversa completamente. Si va abbastanza lenti per interagire con le persone che si incontrano, si campeggia fuori dalle case di gente che, spesso, t’invita a mangiare da loro. Viaggiare in bici dona una sensazione di libertà infinita”. Ora un po’ di meritatissimo riposo, ma la testa del bergamasco è già alla prossima avventura: “Voglio continuare il mio giro del mondo, sto organizzando la logistica del mio trasferimento in Africa, dovrei arrivare a Città del Capo il 22 Aprile”. F.M.


12 / 4 / 2018 ORIZZONTALI 1. La si fa con il pomodoro 5. Una tra le più note vetture della Renault 7. Associzione per i Diritti degli Anziani 8. Sesta nota della scala musicale 9. Congiunzione latina che signfica ‘e’ 11. Congiunzione che indica una condizione 12. Susanna per gli americani 14. Alimento tipico del Nord Africa e anche della Sicilia Occidenale (ou = u) 15. Ottava lettere adell’alfabeto 16. Assicurazione obbligatoria per gli autoveicoli 18 - 19 - 22. Antica struttura civica medievale, orgoglio di un paese della bergamasca 27. Gran fortuna averlo nella manica... 28. Gabriel, il bell’attore dello schermo 30. Li offre chi dà una mano 31. Club Alpino Italiano 32. Antica città capitale dei Volsci, ora noto comune della città metropolitana di Roma 33. Si ricavano dalle zanne degli elefanti 34. Si tirano in un giro di parole scaramantico pernon usare la parola ‘morire’ 35. Ramazze 37. Il più famoso al mondo è quelloo di Carrara 38. Si accompagnano spesso all’ansia 39. Identificativo della Svizzera nell’indirizzo mail 40. Sultanato situato nella parte settentrionale dell’isola del Borneo 42. Così mormorava il Piave il 24 maggio 43. Vocali in pelati 44. Razza alla quale appartengono le pecore 45. Le nemiche dei nostri armadi perché si nutrono di tessuti 46. L’apparecchio di ricerca in caso di valanga 47. Comune abbreviazione di nostro 48. Vi si esibiscono trapezisti, clown e anche animali esotici 49. Il Ronald presidente degli Stati Uniti, qui nella versione originaria scozzese 50. Misura gli anni di vita 51. Può essere ad indirizzo classico o scientifico 52. La si frequenta per imparare

CRUCIVERBA FOTOGRAFICO Stanno tornando di moda esercizi che mettono alla prova la propria cultura e la propria memoria. Ve ne proponiamo uno tra i più classici e amati: il ‘cruciverba’. Le righe retinate sotto la foto ve ne diranno il soggetto.

Dalmine nei secoli medioevali aveva varie strutture difensive che ne dimostrano l’importanza strategica ed economica di questo territorio. Una di queste di particolare interesse è arrivata in buono stato fino ai giorni nostri. E’ la Torre Suardi (nella foto del cruciverba) che si erge presso la Biblioteca Civica; è erroneamente chiamata “Camozzi”, dal nome della famiglia che ne fu proprietaria tra il 1787 e il 1936;

VERTICALI

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1. Serve per scendere o per salire 2. La Merini, grande poetessa milanese 3. La seconda metà dell’Italia 4. Sulle auto di Sondrio e provincia 5. Nome di uomo nell’antica Roma; è la forma maschile di una tipica pianta dai grandi fiori 9. Personaggio biblioco,figlio di Isacco e Rebecca e fratello gemello di Giacobbe 10. Lo si dice in gergo familiare per indicare che si è preso un malanno, un raffreddore 12. Lo si dice di frutto pieno di succo (femminile) 13. Il Marco Emilio, noto ricco personaggio dell’antica Roma, difeso da Cicerone 14. Si usava (ora non più...) per fare più copie di un dattiloscritto 17. L’immancabile bevanda delle cinque per gli inglesi 19. E’ alla base della guerra commerciale in corso in queste settimane tra America e Cina 20. Siria decapitata 21. Prima nota della scala musicale 22. Lo lascia chi va in pesione 23. Lo è chi vede bene da vicino, male da lontano 24. Si contrappone a de ‘facto’ in una locuzione latina usata ancor oggi per indicare ‘secondo il diritto’ 25. Dispari in notaio 26. Esercito Italiano 28. Esseri favolosi, di bassa statura, anziani di età 32. Così era chiamata la ‘domus’ ricca di decorazioni dorate fatta costruire da Nerone dopo l’incendio di Roma 33. Perspicacia, acutezza di mente 34. Termine che ricorre nel modo di re «Essere povero in ...» 35. Composizione poetica ebraica di lode,, invocazione a Dio 36. Una tra le più famose e splendide vallate fertili tra Lazio, Umbria e Toscana. 37. Dispari in mauri 38. Lo si dice di uomo morigerato, sobrio, frugale 39. Se ti è stato donato non gli devi guardare in bocca 41. Rivisita senza vocali 42. Costano parecchio 43. Completa il famoso detto latino «Cogito, ... sum» 45. Quelli nervosi sono caratterizzati da movimenti involontari e convulsi, scosse o spasmi 46. Acronimo di Asia Euro University 48. A noi 49. Targa automobilistica di Reggio Calabria

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KOGAL

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Berghem de Sota N.6 del 12 aprile 2018  

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