Giornale Albignasego

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Anno 2 n°1 (3°Pubb.) Aut. Tribunale di Padova: in attesa di registrazione Editore: Lime Edizioni srl - Direttore responsabile: Matteo Venturini ordine dei giornalisti della Regione Veneto n. 150011 Realizzazione grafica e concessionaria esclusiva di pubblicità: Lime Edizioni srl - Via A. Capecelatro, 31 - 20148 Milano - Tel. 02 36767660 www.limedizioni.com - info@limedizioni.com Tiratura: 13.000 copie

giornali comunali

editoriale

10 febbraio: il Giorno del Ricordo Come ogni anno il 10 febbraio viene celebrato il Giorno del Ricordo, in memoria dei massacri delle foibe e dell’esodo dalmata-istriano accaduto nel Secondo Dopoguerra. Sin dal 2004, anno della sua istituzione, è una giornata alla quale tengo dare molta visibilità in quanto ritengo che, ancora oggi, ci siano molte persone che possano raccontare sofferenze e disgrazie accadute non troppi anni fa.

Il nucleo della Protezione Civile di Albignasego (Segue a pagina 2)

In questa intervista ci sarà spiegato la vera utilità e lo spirito volontaristico di molte persone al servizio della popolazione

È giusto ricordare quando i trattati di “pace” di Parigi del 1947 assegnarono le italiane Istria e parte della Venezia-Giulia alla Jugoslavia, allora retta dal dittatore Tito, lo stesso che fece eseguire massacri capitali senza eguali a poveri italiani che, in fin dei conti, non avevano fatto nulla di male ed anzi avrebbero voluto solamente vivere, credere e morire nella terra nella quale avevano affondato le proprie radici. E così è stato, solo che tra vivere, credere e morire è rimasta solo l’ultima opzione. Non voglio entrare in merito in cosa è giusto o non è giusto, vorrei solo, con una preghiera, ricordare le tante vittime inconsapevoli, affinchè qualcuno di noi o per lo meno il Buon Dio possa continuare a tenerle vive e presenti anche oggi. Matteo Venturini

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bbiamo intervistato Alessandro Fiorese, Coordinatore del Gruppo comunale della Protezione Civile di Albignasego.Siamo rimasti molto colpiti dalla moltitudine di attività che ogni giorno

6 il riCorDo a PriMo DE Paoli a 15 anni Dalla sCoMParsa

intervista a giuseppe Zamarin e al figlio ileano

di Matteo Venturini molti giovani e meno giovani con gratuità e devozione. Durante questo periodo di Covid-19, e non solo, uomini e donne hanno prestato servizio a supporto delle esigenze della nostra comunità.

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EnErgy BaskEtBall, intErvista a Carlo BEttElla

intErvista EsClUsiva al karatEka Mariano gastalDEllo

Piccoli atleti della pallacanestro ad alBignasEgo

Pluricampione mondiale ed europeo


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PROTEZIONE cIVILE

Intervista ad Alessandro Fiorese, il Coordinatore del gruppo comunale della Protezione Civile di Albignasego il nucleo è attivo durante tutto l’anno ed impegnato in diverse attività a sostegno della comunità. durante questo periodo di pandemia stanno dando un apporto positivo alla comunità di albignasego

 Alessandro, già da qualche anno è operativa la Protezione Civile ad Albignasego. Raccontaci qualcosa del vostro gruppo.

zione. Interveniamo in caso eventi meteo avversi, ci esercitiamo periodicamente, promuoviamo la cultura di protezione civile nelle scuole. Durante l’estate concorriamo alla sorveglianza antincendio sui Colli Euganei. Siamo stati impiegati in emergenze regionali e nazionali: l'alluvione del 2010, la tromba d'aria Dolo/Mira del 2015, la tempesta Vaia del 2018, il soccorso a Verona e Modena nel 2020, i terremoti in Abruzzo del 2009 e Centro Italia del 2016. Siamo presenti nei piccoli/grandi interventi ad Albignasego,per mitigare gli effetti di eventi meteo avversi, purtroppo sempre più frequenti e intensi. Come volontari AIB partecipiamo alle azioni di spegnimento sui Colli Euganei. A Rocca Pendice, a giugno 2020, abbinando le specializzazioni AIB e SIRE siamo intervenuti in parete con il supporto dell’elicottero di Regione Veneto.

Il Gruppo si è costituito ufficialmente nel 1984, tra i primi della Provincia, riconosciuto dalla Regione Veneto e dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Noi volontari non percepiamo compensi e la passione che mettiamo in ciò che facciamo è la nostra forza. Ci avvaliamo di attrezzature acquistate negli anni dall’Amministrazione Comunale, con i contributi regionali e anche grazie a donazioni di aziende private. Siamo dotati di quattro mezzi di servizio: il polisoccorso attrezzato per il primo intervento in varie emergenze, il furgone per il trasporto di materiali, due fuoristrada attrezzati per l’antincendio boschivo, un carrello rimorchio porta materiali e una barca in vetroresina.

Questo periodo Covid è stato molto impegnativo. Come avete affrontato il momento difficile e quali attività avete svolto?

Attualmente quanti volontari sono impegnate nelle attività? Avete ruoli precisi o tutti si rendono disponibili per le attività? 40 volontari, uomini e donne, dai 17 agli oltre 70 anni, 10 dei quali nuovi iscritti durante la pandemia, sono la vera anima del Gruppo! Ogni volontario partecipa a tutte le attività, alcune delle quali richiedono formazione e abilitazione specifica: Squadra Intervento Recuperi Emergenza (SIRE), abilitata ai lavori in fune e in quota, AIB Antincendio Boschivo per prevenzione, sorveglianza e spegnimento incendi bo

schivi ed il Nucleo Tutela Beni Culturali (NTBC) per il recupero dei beni culturali in caso di calamità. Alcuni volontari sono formati per la funzione di Caposquadra/Preposto, come richiesto dalle normative sulla sicurezza. Quali sono le attività che normal-

mente – quindi escludendo questo periodo pandemico – vi impegnano durante l’anno? Ci troviamo nella sede di Lion ogni giovedì sera alle 21, ci addestriamo per mantenere la capacità operativa del gruppo e ci formiamo con corsi sui rischi, sulle attrezzature, sui mezzi che usiamo e sulla preven-

Questa emergenza ci ha impegnato in modi diversi rispetto alle esperienze del passato, ma ci siamo adattati in fretta ai nuovi scenari. In accordo con l'Amministrazione abbiamo fornito assistenza alla popolazione dall’11 marzo, comunicando le restrizioni alla mobilità con mezzi dotati di megafono, ritirando materiali dal magazzino Provinciale di Protezione Civile, consegnando a domicilio le mascherine ai cittadini, raccogliendo generi di prima necessità dai supermercati, collaborando

coi Servizi Sociali per la gestione e consegna dei pacchi spesa solidale (350 a Pasqua, 200 a Natale), rifornendo le associazioni benefiche di Albignasego, installando tende e gazebo al Distretto Sanitario e al Centro Medicina di Gruppo per l'attesa dei pazienti e per lo svolgimento dei tamponi. Per queste attività ciascun volontario ha donato alla comunità l’equivalente di un mese di lavoro. In questo ultimo periodo quali attività sono state maggiormente apprezzate e valorizzate dalla popolazione? Tutte quelle che hanno avuto un impatto sulle persone più fragili, quelle rese più deboli economicamente o socialmente. Ci sono stati momenti di commozione reciproca, tra volontari e cittadini e momenti in cui siamo stati consapevoli di aver fatto la differenza per le persone. Grazie Alessandro è stato un piacere poter scambiare quattro chiacchiere con te e conoscere la vostra splendida realtà Grazie a te e alla redazione per questa opportunità, è importante far conoscere quello che facciamo, e poi non si sa mai, qualcuno leggendo potrebbe pensare di avvicinarsi al nostro mondo! Per chi volesse contattarci la nostra mail è : pcivile.alb@gmail.com , vi aspettiamo!

Matteo Venturini


DaLLa REgIONE

La pandemia non ha fermato la corsa ai regali

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come è cambiato lo shopping natalizio in Veneto ed in Italia Secondo i dati ricevuti da Klarna, leader mondiale nei servizi di pagamento e acquisto, anche il Veneto é stato influenzato negli acquisti on-line durante la pandemia del COVID 19 in regali, comunque, sono stati gli uomini: il 56% di loro ha previsto di spendere oltre 200 €, mentre fra le donne solo il 39% ha superato tale soglia. Cambiano le abitudini, ma le passioni restano. Tra i prodotti acquistati rigorosamente online, abbigliamento e calzature la fanno da padroni: a sceglierli come regalo di Natale, quasi la metà degli italiani (49%), tra questi poco più del 50% sono donne. Seguono i prodotti tecnologici, quelli di bellezza e di intrattenimento (tra cui libri, musica e film), scelti rispettivamente dal 45%, 37% e 35% degli intervistati. Tra gli ever green, i giocattoli (32%), dono privilegiato dei nonni over 75enni (64%). Chiudono la classifica gioielli e accessori (27%), oggetti di arredamento, Klarna é la shopping community con la crescita più veloce al mondo. Da più di 15 anni Klarna elettrodomestici e accessori mette in contatto i principali brand mondiali con milioni di clienti ogni giorno. Grazie alla possibilità per la casa (20%), articoli di suddividere l'importo del proprio ordine con estrema facilità, i clienti sviluppano un nuovo senso sportivi (17%) e gadget relatidi libertà nel fare acquisti come e quando vogliono. Offre infatti agli shopper la possibilità di vi alla salute e alla cura della dilazionare il costo dell'ordine nel corso del tempo, a interessi zero. I commercianti vengono pagati persona (15%). immediatamente e gli shoppers ottengono un piano di pagamento flessibile. Il Country Manager Italia di Klarna Francesco Pessone ha  Natale è il momento dalKlarna rivelano che a fare da mano al portafogli rinuncian- poi tratto le seguenti conclul’anno più atteso da grandi e protagonista, quest’anno più do agli acquisti natalizi: tra sioni: piccini, con la sua atmosfera che mai, è stato l’e-commerce: questi, la maggioranza è con“Il 2020 è stato un anno particomagica costellata da pranzi e la maggioranza del campione, centrata nel Nord Italia, lare, a causa dell’emergenza sanicene in famiglia, pacchetti sotinfatti, ha acquistato principal- soprattutto in Veneto (24%), taria e del lockdown che ha impoto l’albero e lunghe code nei mente (44%) o esclusivamente Lombardia (17%) ed Emilia sto la chiusura dei negozi fisici. negozi. Quest’anno, però, le (14%) online. Si tratta di scelte Romagna (12%). Ciò ha avuto inevitabilmente un festività sono state molto diffe- differenti rispetto al passato, Se i timori legati al Coronavieffetto molto positivo sull’e-comrenti. Klarna, leader globale che stanno conquistando il rus non hanno cancellato la merce e l’arrivo del Natale non nei servizi di pagamento e di quotidiano di molte famiglie: voglia di shopping, tuttavia, ha fatto altro che confermare una acquisto, ha condotto un’inda- quasi il 40% degli italiani, gli effetti di quest’anno partitendenza già in atto per i processi gine per comprendere come infatti, quest’anno ha increcolare si ripercuotono sul bud- d’acquisto. Diventa quindi fongli italiani si sono comportati a mentato lo shopping natalizio get a disposizione degli abidamentale per i brand che voglio un Natale inedito come questo effettuato online, seguito da tanti dello Stivale. Oltre la rimanere competitivi sul mercaappena passato. un 16% che ha acquistato su metà del campione (53%), to, adattarsi a questa rivoluzione Se finora la pandemia da piattaforme digitali per la pri- infatti, ha ridotto la spesa per i digitale sviluppando servizi e COVID-19 ha influenzato la ma volta. Tra questi, la magregali sia a causa delle difficol- soluzioni in linea con le aspettaquotidianità, il Natale non ha gior parte si trovano in Sicilia, tà economiche causate dalla tive degli utenti. Verranno prerappresentato di certo un'ecce- Lazio (entrambe al 12%) e pandemia (53,5%), sia per l’im- miate quelle aziende che hanno zione. Per godersi le festività e Campania (9%). possibilità di scambiare i doni saputo potenziare i propri canali sfruttare il periodo di shopI tempi cambiano e il Natale con amici e parenti (31%). di vendita online, permettendo ai ping più intenso dell’anno nel pure, ma restrizioni e incertez- Per oltre la metà del campione consumatori di vivere esperienze rispetto delle norme di distanza economica non hanno per (52%) la spesa per lo shopping d’acquisto quanto più prossime ziamento sociale, gli italiani mato la corsa ai regali. Seconnatalizio oscillava tra 100 € e alla persona”. hanno orientato i propri do i dati di Klarna, infatti, 300 €, mentre il 18% ha avuto acquisti verso opzioni alterna quest’anno solo il 5% degli ita- un budget più contenuto, tra dott. Emo Bruno tive rispetto ai negozi. I dati di liani ha evitato di mettere 50 € e 100 €. A investire di più

PROCEDURA APERTA PER L'AFFIDAMENTO IN LOCAZIONE DELL'ERIGENDO FABBRICATO USO BAR NEL PARCO DI MANDRIOLA IN VIA SAN BELLINO Con determinazione del Responsabile del 2° Settore "Risorse finanziarie e Patrimonio" n. 31 del 21/01/2021, si approvano l'avviso pubblico e gli atti di gara per l'affidamento in locazione dell'erigendo fabbricato uso bar nel Parco di Mandriola in via San Bellino, compresa la concessione di porzione di area esterna adiacente al fabbricato. Si pubblica nella sezione "Allegati" di seguito: Avviso pubblico (acquisito agli atti con prot. 2189 del 21/01/2021) Disciplinare di gara Capitolato tecnico Planimetria Modello "Istanza n. 1" Modello di offerta economica Modello di attestazione di presa visione progetto Protocollo di legalità 2019 - 2022 Codice di Comportamento dei Dipendenti Pubblici (D.P.R. n. 62/2013) Codice di Comportamento dei Dipendenti del Comune di Albignasego (approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. 217/2020). Scadenza per la presentazione delle istanze: venerdì 19 febbraio 2021 alle ore 12:00. Consultare il sito del Comune di Albignasego comune.albignasego.pd.it

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DaL cOMUNE

Il Comune stipula una nuova IL NUOVO OsservatOriO COvid ED  convenzione anche con I REcENTI PROgETTI ED INIZIaTIVE  i micronidi NOVITA AD ALBIGNASEGO RIVOLTE aI giovani

Nonostante il periodo pandemico e le poche possibilità di spostamento delle ultime settimane a causa delle restrizioni dovute dalla “zona arancione”, le iniziative presenti ed i progetti futuri riguardanti la nostra Città sono all’ordine del giorno. Vediamo insieme di cosa si tratta. 

nomiche che la pandemia ha causato in questi mesi. L’idea di questo osservatorio era emersa durante il Consiglio comunale di fine settembre, quando venne presentato il Documento unico di programmazione (DUP 20212023); si è data immediata approvazione alla delibera lo scorso 27 novembre 2020, che istituiva la commissione con il voto unanime dell’Assemblea. Questa commissione si attiverà ogni qual volta sarà necessario, in caso di necessità, intervenire approfondire la situazione del per riparare o limitare i danni territorio e di programmare dovuti da una ulteriore ricaadeguate iniziative, per far duta socio-economica. fronte alle ricadute socio-eco-

Parte della retta sarà sostenuta direttamente dalle casse comunali a favore delle famiglie Matteo Venturini

Nuovo Osservatorio Covid

È stato recentemente istituito un Osservatorio Covid attraverso un’apposita commissione speciale: avrà il compito di

 Progetti ed iniziative a sostegno dei giovani

Continua l’impegno del centro ragazzi After Hour e dello Sportello Informagiovani per l’integrazione sociale e per la ricerca del lavoro online orientata agli adolescenti e ai giovani, molto penalizzati a causa dalle restrizioni legate alla pandemia. Il centro aggregazione ragazzi After Hour incontra gli adolescenti dagli 11 ai 15 anni sulla piattaforma web Zoom, ogni lunedì e venerdì dalle 16 alle 18, con giochi e attività da fare insieme. Per partecipare basta inviare una mail ad ahalbignasego@gmail.com: si riceverà quindi il link attraverso cui connettersi. All’Informagiovani si trovano invece indicazioni sulle più efficaci strategie di ricerca di un lavoro e sulle opportunità all'estero rivolte ai giovani, oltre a informazioni su formazione, istruzione, tempo libero e attività nel sociale. Lo sportello è aperto il martedì dalle 15.30 alle 18.30 e il venerdì dalle 9.30 alle 12.30, mentre l’Informalavoro su appuntamento il martedì dalle 12 alle 13. Nel periodo di lockdown lo sportello ha continuato ininterrottamente la sua attività utilizzando la modalità da remoto. Anche quest’anno il Comune di Albignasego ha provveduto a consegnare borse di studio agli studenti meritevoli: le prime da 100 euro agli studenti con una media alta di voti che frequentano le superiori e di 400 per gli universitari. Dieci i ragazzi premiati che frequentano le superiori, dodici gli universitari. Discorso a parte meritano le navette bus dirette ad alcuni istituti superiori padovani, che dal 2019 accompagnano gli studenti al mattino: anche per quest’anno sono state confermate ed, anzi, potenziate e quando le lezioni torneranno in presenza gli studenti di Albignasego troveranno infatti una corsa in più. Una delle linee dirette arriva agli istituti sco-

lastici superiori Cornaro e Gramsci, con servizio di sola andata e con partenza dal quartiere di Sant’Agostino. L’altra linea raggiunge invece gli istituti scolastici superiori del Polo Cave (Scalcerle, Duca degli Abruzzi e San Benedetto da Norcia), sempre con servizio di sola andata e con doppio percorso: uno parte dal quartiere di San Giacomo e l’altro, arrivando da Padova lungo via Roma, imbocca via Petrarca e si dirige verso Mandriola e Sant’Agostino, per dirigersi quindi alle scuole. Per fornire questo servizio il Comune spende circa 97 mila euro all’anno, più il costo della seconda navetta verso il Cornaro/Gramsci che dipenderà dai mesi di esercizio. M.V.

 Arrivano buone notizie per le famiglie con bimbi piccoli che vedranno grosse agevolazioni per l’iscrizione del proprio pargolo all’asilo nido. Negli ultimi anni la richiesta di spazi scolastici per bambini in tenerissima età è stata molto elevata e grazie soprattutto al fatto che molte giovani coppie scelgono Albignasego per trasferirsi, ogni anno nascono circa 200 bambini. Nel corso del 2019 la Città di Albignasego ha dato il benvenuto a 201 piccoli concittadini; l’anno appena trascorso, ha visto quasi eguagliare il precedente tra bambine e bambini che si aggiungono alla popolazione esistente. Le famiglie che necessitino di inserire i loro figli negli asili nido trovano, innanzitutto, l'asilo nido comunale “Marco da Cles”, che accoglie fino a 52 bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni. Vi sono poi altri cinque nidi integrati, che accolgono i bambini di età compresa tra i 12 mesi e i tre anni, istituiti presso le scuole per l'infanzia C. Liviero (zona San Lorenzo), Sant’Agostino (nel

quartiere omonimo), Sacro Cuore (a Carpanedo), Padre Antonio (a Mandriola), Giovanni XXIII (in zona Ferri). Le scuole dell’infanzia, invece, dedicate ai bimbi dai tre ai cinque anni sono otto, una per frazione. Da anni, per contenere le rette che le famiglie sono chiamate a sostenere mensilmente, il Comune eroga alle scuole un contributo di 500 euro all’anno, per ogni bambino di Albignasego che le frequenta. I cinque nidi integrati accolgono attualmente 132 bambini, per un contributo comunale di 66 mila euro, mentre le otto scuole per l'infanzia non statali accolgono 695 bambini, pertanto il contributo comunale ammonta a 347.500 euro. Ci sono poi due micronidi, il Girotondo e il Kirikù: un’importante novità per l’anno scolastico 2020/2021 riguarda proprio loro ed è la stipula di una convenzione, analoga a quella siglata con le scuole dell’infanzia, in base alla quale vengono equiparati ai nidi integrati. Il Comune pertanto riconoscerà anche a loro il contributo di 500 euro. Per l’anno

scolastico in corso i bambini che frequentano i due micronidi sono 29, per un contributo comunale quindi di 14.500 euro. Come precisato dal Comune, per sostenere le scuole dell’infanzia, i nidi integrati e i micronidi l’amministrazione ha previsto a bilancio una spesa di 428.000 euro. I servizi dedicati all’infanzia sono aumentati progressivamente nel corso del tempo, introducendo ogni anno una novità. Si è partiti con le agevolazioni per le spese di mensa e trasporto scolastico dedicate alle famiglie numerose, che hanno da tre a più figli. È stato poi istituito il contributo a sostegno delle famiglie, i cui figli frequentano le scuole dell’infanzia e usufruiscono del servizio di pre-tempo, che dall’anno in corso è stato esteso anche al post-tempo. Per quando riguarda, infine, il supporto al nido comunale Marco Da Cles, la previsione di spesa è di circa 392.700 mila euro. Per l'anno educativo in corso la spesa prevista è maggiore dell'anno precedente (che ammontava a 348.700 euro), poiché comprende i nuovi costi dovuti alle disposizioni previste dai protocolli antiCovid, di cui l'amministrazione si farà carico per non aggravare il peso economico delle famiglie. Mediamente, comunque, per la frequenza del nido durante l’anno scolastico in corso una famiglia di Albignasego paga una retta mensile di 259 euro, molto vantaggiosa rispetto al dato del Veneto (351,00 €) e al dato Italia (303,00 €).

 Nuova data per un OpenDay all’Asilo Marco da Cles

Riportiamo infine una notizia che potrebbe riguardare alcune famiglie interessate all’inserimento del proprio figlio all’interno di una struttura convenzionata. La cooperativa Progetto Now avvisa che, al fine di rispettare la normativa anticontagio, è stato fissato un secondo open day presso la struttura. Si terrà il giorno 9 febbraio 2021 dall ore 17:00. Si informa la cittadinanza che l'asilo nido comunale Marco da Cles, sito in via XVI Marzo 12, organizza un open day per i genitori che volessero visitare la struttura. La prima giornata si è tenuta lunedì 18 GENNAIO 2021 alle ore 17:00. Al fine di evitare assembramenti e rispettare le

disposizioni anticontagio disposte dai DPCM, gli interessati potranno prenotarsi alla visita scrivendo un messaggio di posta elettronica all'indirizzo e-mail paola.curcuruto@coopnow.it, oppure contattando telefonicamente l'operatrice al n. 346.1374329.


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DaL cOMUNE

Novità a favore della disabilità: due Nuovi attraversameNti pedoNali investimenti per centinaia di migliaia di euro a favore della disabilità, uno dei temi sempre attuali per la Città Via Roma. Una delle via principali nelle quali verranno installati i dispositivi acustici di attraversamento pedonale

Sistema tecnologico applicato sopra i semafori per agevolare l’attraversamento pedonale degli ipovedenti e dei non vedenti

 Buone novità a favore della popolazione che vedrà, a giro stretto, due passaggi pedonali dotati di un dispositivo acustico per gli ipovedenti lungo le strade principali che attraversano Albignasego. Tale dispositivo, che si attiva in automatico quando viene premuto il pulsante pedonale, emette diversi segnali acustici attraverso i quali le persone con problemi di vista saranno in grado di capire se e quando attraversare la strada. La destinazione dei due nuovi dispositivi è già stata decisa: uno sarà installato in

via Risorgimento e l’altro in via Roma, in corrispondenza di piazza del Donatore, nella quale è previsto l’inserimento di percorsi dedicati alle persone ipovedenti e non vedenti. Come illustrato attentamente dall’Amministrazione questi interventi sono contenuti e previsti nel Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), del quale il Comune di Albignasego si è dotato sin dal 2007. Attualmente il Peba è in fase di revisione e adeguamento e sulla base di appositi finanziamenti regionali, è stato assegnato un inca-

rico tecnico per l’adeguamento di questo piano. Gli elaborati sono in fase di stesura e devono essere approvati in tempo utile per la ratifica della rendicontazione del contributo, la cui scadenza è prevista per fine settembre. Nel frattempo è stata dunque avviata una fase di concertazione con i cosiddetti stakeholders, cittadini, comitati e associazioni portatori di interesse, per la loro valutazione ed eventuale integrazione. Questa operazione darà una effettiva possibilità di confronto e di sviluppo per nuove idee. All’interno del Peba sono elencati i lavori da eseguire per eliminare le barriere architettoniche negli edifici comunali e lungo i percorsi pedonali, come ad esempio marciapiedi e attraversamenti stradali. La gran parte degli interventi, in particolar modo all’interno degli edifici scolastici, è già stata portata a compimento negli ultimi mesi ed anni. Tra questi sono stati realizzati alcuni interventi indicatici dai cittadini attraverso il numero Whastapp dedicato alle segnalazioni, o da persone con disabilità nel corso di incontri organizzati ad hoc con l’Amministrazione Comunale, o ancora dai suggerimenti pervenuti dai Comitati di quartiere e dalla scuola nell’ambito del Bilancio partecipativo. Oltre a questa novità sono molte le altre iniziative ed i servizi che il Comune eroga alle persone disabili e che non si sono arrestate nemmeno nel corso della fase di lockdown legata alla pandemia. M.V.

Il nuovo Polo Sociale della Croce Rossa ad Albignasego

Non molti giorni fa è stato inaugurato il nuovissimo Polo Sociale di Albignasego gestito dai volontari della Croce Rossa Italiana Comitato di Maserà. L’emergenza sanitaria di questi ultimi tempi dovuti al Covid-19 ha visto la Città di Albignasego impegnata in prima linea per la lotta di questo tremendo flagello; l’assistenza alle famiglie in difficoltà economica e l’ascolto delle varie problematiche non è mai mancato. Il nuovo Polo Sociale, oggi attivo ad Albignasego e presente all’interno dei locali del Municipio in via Milano, offre diverse oppor tunità a sostegno del cittadino. Tra queste possibilità è presente la spesa a domicilio per persone in diff icoltà motoria, la consegna a casa dei farmaci per le persone anziane e diversamente abili, la consegna senza alcuna spesa di generi alimentari di prima necessità a persone e famiglie più bisognose, il progetto “Voce Amica” con la possibilità di chiamare un numero telefonico al quale risponderà un operatore e si renderà disponibile al dialogo con persone che soffrono la solitudine, “Diamoci una zampa” il servizio a suppor-

to delle persone attualmente in isolamento Coronavirus ed impossibilitate nel portare a passeggio il priprio cane ed infine la raccolta e distribuzione di detergenti e materiale scolastico alle famiglie in difficoltà. Molti di questi servizi non sono una novità nel nostro Comune, infatti la Croce Rossa si adopera da qualche tempo e si affianca egregiamente alle esigenze delle persone meno for tunate e bisognose. Il Polo Sociale sarà per i volontari un’ulteriore oppor tunità a sostegno e a sviluppo di nuovi progetti benefici e vicini alle persone in diff icoltà del nostro territorio. La scelta logistica della sede, coincidente con la sede Comunale e gli uffici di diverse istituzioni della Città di Albignasego, tornerà strategicamente comoda per la fruizione dei servizi dedicati alla popolazione. Gli uffici saranno a disposizione degli abitanti di Albignasego il martedì ed il giovedì dalle 18,30 alle 21,00 e la domenica mattina dalle 9,00 alle 12,00 previo appuntamento contattando il numero 351 7302494. dott. Emo Bruno


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PoESIa

A 15 anni dalla morte del poeta albignaghese PriMO de PaOLi Il ricordo da parte Giuseppe Zamarin, ex sindaco di Albignasego e curatore di due volumi di poesie di De Paoli, e del figlio Ileano

PriMO de PaOLi SOPRA Il poeta con il gemello ed uno zio SOTTO Il primo libro di poesie dedicato all ‘autore

 Il 21 febbraio 2006 è mancato un albignaseghese doc che ha saputo raccontare, nelle sue poesie in dialetto ed in italiano, le abitudini e la quotidianità del nostro territorio. Stiamo parlando di Primo De Paoli, classe 1919, un uomo semplice ma allo stesso tempo ricco di cultura, mancato all’età di 86 anni. Abbiamo avuto il piacere di incontrare Giuseppe Zamarin, ex professore di Lettere – oggi in pensione – del Liceo Scientifico Ippolito Nievo di Padova, ex Sindaco di Albignasego – nei primi anni ’90 – nonché curatore di due volumi di poesie di Primo de Paoli. Giuseppe Zamarin ha conosciuto personalmente Primo De Paoli e sicuramente ci può raccontare qualcosa di lui e della sua vita.

Quando ripenso a Primo, mi viene subito in mente la realtà della campagna e la vita d’un uomo condotta in una casa assai comune ed a contatto con la sobrietà e l’austerità di quegli anni difficili per tutta l’Italia. Nato a Padova il 27 settembre 1919 e primogenito gemello, fu allevato dai nonni che conducevano una masseria a Salboro: non ci poteva essere luogo migliore per un ragazzo vivace e amante della libertà, dell’aria aperta, dei giochi, curioso e lieto di ascoltare dagli zii e dai nonni le tante “storie” del passato. Ogni mattina il giovane Primo raggiungeva a piedi la scuola, nel Comune di Albignasego, dove qualche anno dopo si trasferì con la famiglia. Avrebbe anche voluto proseguire negli studi, ma le possibilità economiche del duro periodo storico glielo impedirono. Dovette perciò accontentarsi adeguandosi a svolgere la sua parte attiva nel lavoro dei campi, “luogo” che filtrò tutte le sue esperienze di vita, in famiglia, con gli amici, secondo un ritmo scandito dalle feste, a cominciare dalla domenica per proseguire con i tempi forti della Settimana Santa, della mietitura, della vendemmia, delle sagre di San Martino e della Madonna del Rosario, del Natale e del capodanno. Si unì in matrimonio con la moglie Pierina nel 1946 ed ebbe tre figli. Svolse poi fino alla pensione il lavoro da centralinista presso l’impresa edile Ferraro che gli permise di coltivare anche la sua vena di “cantore popolare”. Frequentò per tre anni “La Varia”, una Compagnia padovana di Ruzantini e ne fu anche presentatore. Ebbe modo, allora, di cimentarsi anche personalmente col dialetto pavano, il dialetto rustico padovano, che filtrerà poi in gran parte della sua poesia, passione che iniziò a coltivare sistematicamente dagli anni Cinquanta per proseguire fino alla sua scompar-

sa. Primo De Paoli si è sempre sentito un albignaseghese doc. E non è difficile capirne il perché. Primo si è sempre definito un “cittadino” di Albignasego: uno che conosceva, amava, si interessava alla sua terra e a quanti vi abitavano. Lui stesso, qualche anno prima di lasciarci, affermava: “Io gustavo la vita, qualunque fosse il tempo o la vicenda della giornata; componendo la poesia riuscivo a ricavarne il dolce anche dall’amaro”. Tra le varie poesie raccolte è facile riscontrare le rapide trasformazioni della campagna e della sua vita, oltre al variegato mondo dei sentimenti che si agitavano dentro di lui, portato alla vita partecipata, al contatto con la gente, all’amicizia più aperta e schietta. Sono ben raccontati anche gli anni oscuri e tristi del Ventennio, quelli pieni di attese e di voglia di fare della ricostruzione e infine quelli del raggiunto benessere e del “progresso” diffuso pure in campagna. De Paoli ha incarnato perfettamente la tradizione del dialetto veneto in poesia. L’opera di Primo De Paoli si colloca a buon diritto nell’alveo, mai disseccato, della poesia dialettale, che in questi ultimi anni sta conoscendo, anzi, una significativa ripresa, specialmente nella nostra Regione. Il poeta ha scritto molto, anche se non sempre con la stessa intensità, solitamente in dialetto, ma offrendo prove anche in italiano, presenti nell’Appendice della raccolta: in esse traspare la particolare finezza di sentimenti nei confronti dei famigliari: la moglie, i figli, i nipoti. La sua poesia resta pur sempre la “poesia di casa”. Ha avuto il piacere di curare “Oltre la memoria”. Come si è trovato di fronte ai testi del poeta?

Sono della libertà estrema che l’Autore mi ha concesso, consegnandomi il fascicolo dei suoi testi: “Professore, faccia lei; scelga le poesie da inserire e le disponga come meglio crede!” Erano circa 200 fogli, scritti a macchina da lui; alcuni datati, la maggioranza privi di qualunque indicazione compositiva, alcuni anche di titolo. Le confesso che per me è stata un’esperienza unica: orientarmi su una produzione così vasta ed estesa temporalmente è stato un impegno e soprattutto una responsabilità non indifferente: dovevo ad ogni costo essere fedele alla parola dell’Autore, mentre cercavo di interpretarne la storia nel suo sviluppo. Leggendo e rileggendo i testi, facendo tesoro pure delle conversazioni sempre ricche e simpatiche con lui prima di mettermi al lavoro, non ho trovato difficoltà a cogliere un “fil rouge”, che univa la maggioranza dei testi. E quale sarebbe questo “filo conduttore”? Potrei indicarlo con la sintetica espressione “storia di un’anima e di un’esistenza” un documento d’un cammino compiuto su questa, che per lui resta “come una madre”, la terra. Tutto abbiamo ricevuto da lei e spesso nei suoi confronti ci mostriamo anche troppo ingrati. Ho cercato di recuperare la sottile traccia di una biografia, che vede il poeta sempre presente in prima persona, anche quando sembra soffermarsi su considerazioni generali o sostare ammirato sui contorni di un quadro campestre o riportare la gnomica battuta di un evento o di un comportamento. Si può parlare di un “racconto autobiografico”, scandito in momenti, modulati su altrettanti “centri di interesse” della sua esistenza. Sull’onda della memoria si ritorna così all’infanzia e alla giovinezza, nella casa patriarcale, a


7 scuola della vita nella realtà della famiglia a contatto con figure significative tra le mura domestiche. Al riguardo, le due Sezioni sono particolarmente interessanti ed eloquenti, come ben indicano i titoli: Desgropando i ricordi - ’Torno ’l fogolaro. Nel contesto trova posto anche la fede religiosa, che illumina il quotidiano, conferendogli senso e significato. Le altre quattro Sezioni completano la visione del poeta, che ha modo di “uscire” dall’orizzonte domestico e farsi interprete, saggio e sapido, della società e della storia. Apprezzato è il dialetto utilizzato da De Paoli. Per la fonetica e la grafia ci sono state difficoltà tecniche? De Paoli si esprime nella parlata della zona periferica ed immediatamente a sud di Padova, che usa termini e sfumature di significato a volte diversi da altre zone della stessa provincia padovana. Per quanto attiene alla fonetica, il dialetto della zona contiene dei suoi e delle caratteristiche che nella veste grafica si devono poi rappresentare con segni particolari, per non disperdere la genuinità del verso poetico.

POESIA DI ALBIGNASEGO

(Tratte dalla raccolta “Oltre la Memoria”) In gita con Don Antonio della parrocchia di San Lorenzo

Bignàsego co ‘e braghe taconà (1983) Poche case assè veciote, incornizà de la miseria, strade a buse, tute rote, tanta fame, e cativeria.

Nella raccolta poetica di “Oltre la memoria” ed in accordo con l’autore, si è proceduto lungo una via mediana, che ha cercato di rispondere alle indicazioni del Dizionario etimologico veneto italiano per quanto riguarda i termini e al Manuale pubblicato a cura della Giunta regionale del Veneto, per quanto riguarda la grafia stessa.

Jero boca assè sgadà, ‘ndavo scola co la sacheta, do o tre libri funfignà e ‘na gran fame maedeta. Me ricordo ‘l treno moro, eò ciamàvimo “la maseneta”, el supiava come on toro se ‘l catava ‘na buseta.

La ringrazio per la disponibilità a far conoscere ai lettori di Albignasego poeta Primo De Paoli, loro conterraneo, del quale forse alcuni ignoravano l’esistenza. Grazie a lei per l’opportunità

Quando po’ se ‘ndava esame, el Vicario me spetava, el servaca de insegarme e ogni tanto ‘l scopeotava.

Matteo Venturini

La domènega messa prima, po’ dotrina, e anca funsion, me faseva mal de schina forsa de stare in zenocion.

FOtO di FaMiGLia Con il padre Alessandro e in compagnia del gemello ed altri parenti

‘Na palanca ne la scarsèa co la mosca proprio insima, o ben fava o carmèa ‘ndàvimo tor da la Brischijina.

Il PENSIERO DEL FIGLIO ILEANO Siamo entrati in contatto anche con il figlio di Primo, Ileano, che molto liberamente ci ha raccontato diversi aneddoti di vita quotidiana del poeta. “I ricordi tornano sempre a mente, soprattutto quando ripenso a mio padre ed alla sua vita insieme a mia madre Pierina, mancata nel 2013. Ricordo molto bene le lunghe serate ad aspettare il rientro a casa di mio padre e di mia madre – che lavorava a Padova -, momenti che si dilungavano fino all’arrivo del buio totale. Questo in effetti stava a significare, ma forse ero ancora troppo piccolo per capirlo da solo, che i mille sacrifici di vita dei miei genitori erano, in un certo senso, una grande croce per entrambi. Nonostante tutto Primo è sem-

pre stata una persona molto allegra e questo suo atteggiamento, probabilmente scacciava via da se’ i cattivi pensieri ed i ricordi di una vita dura e ricca di insidie. Mio papà ha sempre affrontato la vita in maniera coraggiosa e senza paura, questo ci tengo a dirlo ed a ripeterlo. Primo aveva poi un fratello gemello che viveva a Torino ed i due si rincongiungevano nel periodo estivo a Lion; mio padre, sempre molto burlone e pronto a far ridere amici, vicini e concittadini, in occasione del ritorno a casa del fratello, era solito vestirsi in maniera buffa, quasi da turista, e comparire per le strade del paese facendo credere alla gente di essere il fratello. I compaesani lo conoscevano bene, come una persona con la quale poter non solo scambiare quattro chiacchiere ma

anche poter ascoltare una bella ed esilarante barzelletta: molti infatti, ogni mattina, facevano tappa e sostavano davanti all’edicola attendendo l’arrivo di Primo, con la costante speranza di poter ricavare il racconto di una nuova barzelletta. E per concludere vi racconto un’ultimo fatto. Il Comune di Albignasego organizzava le vacanze estive al mare per la popolazione che voleva aderirne e mio padre, immancabilmente, era presente. Un anno in particolare, ci giunse voce, da parte di un organizzatore di quanto la sua presenza e la sua simpatia nel raccontare aneddoti, poesie e barlezzette fosse richiesta non solo dal gruppetto di concittadini, ma anche dai numerosi gruppi di altri paesi che erano presenti nella località marina”.

Se contentàvimo de vinti schei So ‘na stimana ‘na volta sola, e via de corsa da Tonèi a conprarse la tiramola. Pascoa! Festa de rispeto: dasendome on ovo incolorìo; anca ‘e gaine fasèa par dispeto, eò fasèa pìcoeo e anca patìo. Omeni tuti co ‘l so tabaro, fèmene co siae e fassoetòn, noaltri co sòcoe, del socoearo marcàe de orìgine: Faraòn. Zanbèi dotore del paese, co cavàlo e barussina vìsite urgenti: dopo on mese, e se moriva co la scarlatina. Se jera poareti in tal maniera che i fighi me parèa caviàe; poenta senpre, matina e sera. Se stava ben, co’ se stava mae. Primo De Paoli



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DOLcI RIcORDI

ALBIGNASEGO NEI RICORDI IL PaNINO DELLa INES

Case Vode (1954) di Primo De Paoli

Nicola Vegro, regista e autore del libro “Antonio Segreto” anche in questo numero del nuovo anno ci racconta storie ed aneddoti dell’albignasego di qualche anno fa, curiosità interessanti legate ad un passato non troppo remoto. Questa volta il regista ci racconta un simpatico – e gustoso - ricordo legato al “merendino” di metà mattina. tere l’attesa. Dentro alle lunghe corriere articolate di colore bianco e azzurro della Siamic, passeggeri assonnati, intorpiditi dalla lentezza del viaggio, pulivano la condensa dai finestrini col palmo della mano e immersi in una nuvola di fumo delle prime sigarette del mattino, guardavano con sguardo acquoso chiedendosi cosa fosse quella specie di animata processione che ogni mattino, alla stessa ora, sostava davanti al panificio. Per scoprirlo però… bisognava entrare. maschi e da femmine, e per la pri- Qualche istante e subito una voce  Il 1° Ottobre del 1970, come ma volta compariva tra le materie sonante svelava l’arcano: tradizione, iniziavano le lezioni “Ines, un panin de ciocolata!” scolastiche di ogni grado e ordine. scolastiche la lingua Inglese! Se i toni erano troppo euforici, L’estate, e a dire il vero tutto l’an- L’attuale complesso scolastico Ines con autorità invitava a “Manara Valgimigli” era ancora no, erano stati carichi di avvenimenti: “Chi non lavora non fa l’amo- sulla carta e la scuola media aveva moderare i modi e poi con dedisede in Villa Obizzi, nel centro del zione procedeva a comporre il re” - canzone vincitrice a san panino. Certo, la Nutella esisteva Remo, cantata da Celentano – era paese. già, identica a quella attuale, e Nei giorni tiepidi di inizio autunconosciuta più dell’inno Nazionano, si giungeva a scuola in antici- probabilmente era presente in le, e la seconda classificata, quasi ogni casa. Ma il panino delpo, e allora il bellissimo parco, “La prima cosa bella” usciva da pieno di alberi secolari, si trasfor- la Ines aveva qualcosa in più: il ogni finestra. mava in un perfetto campo da cal- cioccolato era in fetta! Una sottile A fine aprile la musica mondiale cio dove riaccendere l’eterna riva- stagnola color oro avvolgeva un aveva subito un duro colpo: the blocco di cioccolato facendolo lità tra i seguaci di Rivera e di faboulos for ovvero i Beatles si erano sciolti, rattristando persino i Mazzola mentre, poco più in là, le apparire del tutto simile a un massiccio lingotto d’oro. Ines ragazze parlavano di cose che i seguaci dei Rolling Stones che affondava la lama con due mani e non avevano più con chi discutere maschi non potevano sentire né poi, mentre la saliva ti saliva in tantomeno capire. su chi fosse il gruppo più bravo. Dopo pochi giorni di scuola s’im- bocca, lo adagiava sulla mezza Il Cagliari aveva sbalordito vinpagnottina che aspettava di essere cendo a sorpresa il campionato di parava però che c’era un’altra coperta dall’altra metà e avvolta calcio e in una calda notte d’estate, buona ragione per arrivare in anticipo. I veterani, cioè gli alunni velocemente in una salvietta. Il tutta l’Italia davanti al televisore delle classi più avanzate ne dava- panino era pronto per sprigionare aveva partecipato alla partita più no l’esempio. Disposti a gruppet- a metà mattina, durante la ricreaappassionante di tutti i tempi: Itatini più o meno composti di due o zione delle 10,30, tutta la sua lia-Germania finita 4 -3 per noi. tre persone, silenziose le ragazze e energetica bontà. scalmanati i maschi, tutti attende- Immancabilmente, alla pari di Ad Albignasego, le scuole medie iniziavano con una grande novità: vano che dalla porta del negozio Inter, Milan o Juventus, anche il per la prima volta si formava una uscissero un po’ di persone per panino della Ines aveva i suoi tifoavanzare di qualche passo e ripe- si. Quel delizioso lingotto si prosezione mista composta da

poneva in due versioni: quella al cioccolato, e quella bicolore nocciola&cioccolato. Dopo qualche esperimento ognuno si schierava sostenendo la bontà della propria scelta e le due fazioni trovavano accordo solo quando c’era da affrontare il terzo contendente: il panino con la mortadella. Ines era pronta ad accontentare anche quella richiesta che trovava il suo naturale antagonista solo nel panino al salame. Chi portava nella cartella un panino al salame non aveva motivo di fermarsi dalla Ines e questo, all’inizio, per qualcuno era fonte di dispiacere perché non c’era modo di farlo capire a casa che anche lui voleva il panino della Ines, come tutti gli altri. Niente da fare: niente soldi e panino rifilato in cartella… e guai a non mangiarlo! Ma era un dispiacere destinato a durare poco. La fragranza scaturita da quei salami fatti in casa si diffondeva nella classe fin dal primo mattino e appena suonava la campanella l’imbarazzo per quel panino nascosto in cartella si tramutava in una preziosa merce di scambio da barattare con mezzo panino della Ines e rinforzare così sane amicizie destinate a durare nei decenni. All’orizzonte, iniziavano ad affacciarsi timide alternative di merendine industriali, panetti di pan di spagna farcita alla marmellata che inesorabilmente avrebbero trasformato il panino della Ines in un lontano e piacevole ricordo. Nicola Vegro

Dove xee 'ndà quee done de vecio stanpo, che piè descalse parava via 'e vache arando la tera del canpo? Dove xee quee sante done, che se inzenociava sora 'e sope de tera quando i sonava la canpana del vespro de la sera? Dove se ga inbusà 'e none, che al sabo verso sera, a l'onbra de la nogara, co 'l pètene fisso onto de struto se petenava la scavejara? 'E nostre mame, che me asiava el pajon co i scartossi del novo racolto, e de inverno 'e scaldava i leti co la fogara piena de bronse de nogara? Dove sio, zia Nena, via Ida? Qua ghe xe la sapa, el rostèo, col mànego oncora caldo; qua ghe xe 'l capèo, i vostri sòcoi inpaltanà: ma in canpi no ghe si pi; dove sio 'ndà? E ti, nona Beta: dove sito? Qua ghe xe el to fuso, qua ghe xe el tearo, qua ghe xe el corlo, qua ghe xe tuto mucià sù: ma tela no ghe ne xe pi. E tuta la pressa de tornare a la sera, de mètare sù el caliero par fare la poenta so 'l fogolaro, cusinare 'e verze, in tecia, scaldare la minestra vansà, de fasòi e garibaldini, par quando tornava straco da la fornasa el popà? Dove xea 'ndà quea pressa? El farve sù de màneghe, par fare la issia granda el giorno dopo nel mastèo, par mètare la sènare drento al bugarolo? Par curare 'l radicio e pissacani, co ròsoe in abondansa, magari in ùltima de gravidansa? Fin in ultima 'e laorava co l'aiuto del Signore e co la pràtica de la comare: ...e n'altra creatura a st'altri se 'ndava a zontare. Done, speteme co' rivè so la caresà: deboto 'l trino lo go finìo ... Se cateremo so la riva strache, ma finalmente ve gavarò trovà.


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aSSOcIaZIONE VaNDEa

L’attività dell’associazione Rangers d’Italia Attivi ad Albignasego già da qualche anno hanno sede in via Roma 224

e le proposte sul territorio

attività Tra le svariate attivita, i volontari presiedono i parchi

 Quando si parla di contributi attivi all’associazionismo ad Albignasego, tra le tante organizzazioni locali attive si parla anche del nucleo comunale dell’associazione Rangers d’Italia. L’associazione, attiva legalmente sin dal 1977 a livello nazionale, si è fin dalle sue origini proposta ed attivata per la salvaguardia dell’Ambiente Naturale. Nel 1982 ottiene direttamente dal Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste l’importante riconoscimento di Associazione di Volontariato con personalità giuridica nell’ambito della salvaguardia dell’Ambiente Naturale e per la Protezione Civile con Decreto firmato dal Presidente della Repubblica. Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente ed iscritta agli Albi Regionali, è composta da numerose Associazioni Regionali e nuclei comunali

con al loro interno numerosi volontari attivi in diversi servizi a servizio della comunità e dell’ambiente. Tutti i soci operano secondo un “modus operandi” di alta professionalità; molti volontari, seguendo dei corsi indetti dalle istituzioni delle rispettive Province e Regioni, ottengono Decreti da Guardia Particolare Giurata – che permette loro di essere operativi e riconosciuti dalla legge in ambiti ambientali, ecologici, micologici-tartufigene, zoofili, venatori e ittici – prestando servizio in uniforme riconosciuta e approvata dall’Associazione e autorizzata dalle Prefetture di riferimento. Dalla Presidenza Nazionale – attualmente in provincia di Como – si diramano le Associazioni Regionali Federate che rappresentano ufficialmente l’Associazione Nazionale in ben dieci Regioni d’Italia.

In Veneto l’Associazione trova la sua naturale collocazione nel quadro generale delle attività promosse per l’educazione e tutela dell’ambiente e la protezione degli animali. I Rangers d’Italia hanno un ruolo fondamentale nei servizi forniti dal “terzo settore”, a differenza infatti di personale remunerato I volontari pur non essendo professionisti acquisiscono la necessità di maturare una professionalità che consente loro di affrontare al meglio le complesse situazioni nella quale prestano il loro servizio. In Regione Veneto i servizi offerti spaziano in diverse operatività tra le quali le attività di informazione e di educazione finalizzate alla conoscenza ed alla tutela dell’ambiente, servizi di monitoraggio ambientale delle aree pubbliche/private e comunicazione di rapporti dettagliati unitamente alla cartografia

satellitare delle aree interessate, alle segnalazioni via PEC o semplici e-mail agli indirizzi delle amministrazioni o Enti. Ad Albignasego viene offerto un servizio finalizzato alla gestione delle problematiche legate alla lotta contro il maltrattamento e l’abbandono degli animali d’affezione, nonché il rispetto delle norme sanitarie e del randagismo, ed è attiva una collaborazione con la Polizia Locale Unione Pratiarcati nella rilevazione delle discariche abusive presenti sul territorio comunale e della corretta effettuazione della raccolta differenziata da parte dei cittadini e delle aziende. Altri volontari si occupano della tutela e la gestione degli spazi verdi all’interno del territorio comunale. Matteo Venturini

 L’Associazione Culturale Vandea è una libera associazione di Promozione Sociale sita ad Albignasego e nata nel giugno 2020 e composta da uomini e donne che si riconoscono in una concezione etica della vita nel rispetto dei valori della tradizione e della difesa dell’identità locale, nazionale ed europea. I soci credono nei principi inderogabili e non negoziabili di lealtà, fedeltà, rispetto ed onestà ed é a questi che si ispira un’azione di crescita morale e spirituale. Attraverso le attività l’associazione si prefigge di favorire la crescita culturale, ideale, etica e morale di tutti i membri e di tutti coloro che intendono collaborare o aderire al progetto associativo.

Il board direttivo è composto dal Presidente Claudio Ramovecchi, dal Vice Presidente Davide Mauri e dal Tesoriere Francesco Peloso. Le attività si articolano dall’organizzazione di convegni, congressi, incontri, dibattiti, tavole rotonde dedicati all’attualità socio-

politica, alla storia, all’arte, alla cultura. Altrettanta attenzione viene data al patrimonio storico, artistico, culturale e sociale, all’organizzazione di rassegne cinematografiche, teatrali, di danza, mostre, festival, oltre all’organizzare visite guidate a siti monumentali ed ambientali La prima, ed unica fino ad oggi, iniziativa organizzata dall’Associazione è “Il battello della legalità” tenutasi il 19 luglio 2020 in ricordo del tragico attentato mafioso in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e gli uomini della scorta. L'evento si è svolto interamente lungo le vie d'acqua che attraversano la città di Padova e durante questo straordinario viaggio fluviale uomini in divisa, criminologi, giornalisti e studiosi hanno potuto narrare le vicende legate al tragico attentato. In attesa della ripresa postCovid19, l’associazione ed i suoi compotenti proporranno nuove iniziative rivolte ai soci ed agli interessati. M.V.


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TEcNOLOgIa E PUbbLIcaZIONI

Nello scorso numero de “il Giornale di albignasego” abbiamo incontrato il nostro concittadino andrea tosello che ci ha spiegato come funziona aiutapp, l’applicazione che “aiuta” le associazioni. oggi invece parleremo di SGAD…

SGAD

La PIaTTaFORMa PER LE ADOZIONI A DISTANZA

PiattaFOrMa sGad I Progetti a sostegno delle adozioni a distanza

 Ciao Andrea, ci eravamo lasciati alla fine dello scorso numero con la promessa di risentirci. Ho preferito dedicarti un’altra chiacchierata per parlare di SGAD, la piattaforma dedicata alle adozioni. Lascio a te la parola SGAD è l’acronimo di Sistema di Gestione Adozioni a Distanza e nasce dall'esigenza di gestire in maniera organizzata ed efficiente progetti di adozioni a distanza, progetti di sostegno per realizzazioni di strutture, progetti di microcredito in varie parti del mondo. Si tratta di una piattaforma software avanzata, ma semplice, che ottimizza i progetti legati alle persone e ai luoghi, oltre che rendere trasparenti i flussi economici degli aiuti, sempre con l’attenzione all’obiettivo della struttura/associazione che li gestisce. Il tutto è destinato ad Associazioni, Enti e Strutture del no profit impegnate a realizzare progetti di crescita, educazione, solidarietà.

Quali sono i punti di forza di questa piattaforma? Con SGAD si ha la visione completa dell’andamento dell’associazione in pochi passaggi attraverso i quali vengono migliorate le fasi di lavoro interne, con funzionalità all’altezza delle esigenze e che facilitano le attività riducendo notevolmente i tempi di gestione. Uno degli strumenti migliori per stimolare gli sponsor al proseguire le adozioni, consiste nel fornire loro informazioni quanto più aggiornate possibile. Il sistema consente di registrare per ogni bambino o nucleo familiare una serie di informazioni che ne descrivano la situazione ed il percorso, inoltre è presente uno stru-

mento di raccolta delle foto del bambino che consente di popolare una fotogallery. E’ possibile storicizzare le schede, archiviarle o ricercarle filtrando tra quelle attive o archiviate. Quindi le informazioni sulle adozioni sono facilmente reperibili all’interno del portale? Le adozioni sono l’elemento primario di SGAD in cui sono raccolte tutte le informazioni che riguardano l’adozione e lo sponsor: i versamenti ricevuti, la documentazione inviata allo sponsor, con risposte immediate che evitano attività ripetute. Funzionalità fondamentale è il “Monitoraggio adozioni”, strumento che consente di tenere sotto controllo lo stato dei versamenti e soprattutto monitorare quali sono le adozioni in scadenza o scadute in modo da poterle comunicare tempestivamente allo sponsor, per mantenere l’adozione attiva per un lungo periodo evitando il rischio di dimenticanze. SGAD consente con semplicità il costante monitoraggio dei versamenti e delle quote coperte. Lo sponsor è chiamato a versare una quota annuale, con periodicità a piacere -mensile, trimestrale, semestrale, ecc. - , questo offre un elevato grado di flessibilità per incontrare le diverse necessità degli sponsor, ma introduce notevole complessità nel controllo, con il rischio concreto di “perdere per strada” degli sponsor. SGAD inoltre monitora, raccoglie e registra gli sponsor con semplicità ed immediatezza. Presumo ci possa essere l’intervento di più “attori” all’interno del sistema, persone che dovranno fisica-

mente utilizzare la piattaforma. Come si riescono a cordinare tutte insieme? SGAD offre una serie di funzionalità di amministrazione che consentono di gestire un gruppo di lavoro esteso e distribuito, rivolto principalmente ad utenti che svolgono la loro attività come volontari. E’ fondamentale che l’attività possa essere svolta da postazioni diverse ed in momenti diversi, che richiede funzionalità che consentono di gestire il team di lavoro. Principalmente potrei suddividere queste funzionalità in quattro punti: la gestione utenze - attivare, creare, modificare utenze e quindi gli accessi al sistema -, la profilatura utenze - possibilità di decidere chi fa cosa -, i gruppi utente - per raggruppare gli utenti che effettuano operazioni omogenee – ed infine la configurazione notifiche -il sistema invia notifiche interne, l’amministratore può decidere quali e in che momento -. Sgad è inoltre disponibile su cloud di Amazon Web Services. Il sistema in un’infrastruttura flessibile, economica e in linea con le più moderne soluzioni software che consente di adottare SGAD senza pensieri, è sufficiente registrarsi per cominciare ad utilizzarlo, senza costi aggiuntivi di hosting o di gestione. Andrea ti ringrazio nuovamente per la tua cortesia e disponibilità, ti auguro tanti auguri per i tuoi progetti presenti e futuri a servizio del volontariato Grazie a te Matteo per il servizio offerto alla comunità con questa interessante pubblicazione Matteo Venturini

“IL BACO DA SETA 2.0” SAGGIO DI MATTEO VENTURINI E ALESSANDRO GIODA CON PREFAZIONE DEL GOVERNATORE DEL VENETO LUCA ZAIA  È uscito recentemente il nuovo libro “Il baco da seta 2.0” edito Primiceri edito un saggio scritto e trattato del nostro direttore Matteo Venturini che ho il piacere di intervistare.

Il baco da seta 2.0 è un saggio molto particolare che prende in analisi un tema già trattato da Alessandro Gioda circa cento anni fa. All’interno del libro è possibile leggere l’opera storica di Alessandro Gioda ed una tua rivisitazione dell’argomento attinente all’attuale periodo storico. Riportare alla luce un’opera così interessante quale “Il baco da seta” di Alessandro Gioda è stato per me un grande onore e soprattutto un’enorme soddisfazione. Sono varie le motivazioni che mi hanno spinto ad affrontare un argomento che mi riporta indietro nel

tempo, alla mia infanzia. Ai tempi delle scuole elementari la mia maestra Nella mi avvicinò ad un mondo che stava pian piano scomparendo: la bachicoltura. Una serie di esperimenti mi fecero saggiare un’arte che non conoscevo affatto e che, in un certo modo, avrebbe segnato il mio futuro. L’arte della tradizione, non solo la produzione della seta da baco ma anche quella di vino, olio ed altri beni che nelle epoche passate hanno fatto diventare grande e conosciuto il nostro Paese. A completare la spendida opera della mia insegnante è l’amore per la mia città, Padova, che tutt’oggi porto avanti con dedizione e rispetto nelle mie ricerche. Dopo aver scoperto questo testo interessantissimo, mi sono reso conto che la mia città ha dato i natali proprio all’autore Alessandro Gioda, altra motivazione per la quale mi

sono deciso nell’iniziare una ricerca che mi ha portato alla produzione di quest’opera comprensiva del testo originale “Il baco da seta” del 1926. “Il baco da seta 2.0” si integra perfettamente con il testo storico, in quanto introduce tutto l’argomento relativo alla gelsicoltura ed alle normative attualmente vigenti a sostegno di questo mestiere che somiglia sempre più ad un’arte eccelsa; la cosa altamente interessante è la possibilità di poter rapportare i tempi nostri con la situazione che si poteva vivere circa un secolo fa e scoprire tutte le differenze e le similitudini tra ieri e oggi. Hai avuto la fortuna di avere una prefazione direttamente dal Governatore del Veneto Luca Zaia nella versione istituzionale non in commercio. Appena terminato e revisionato il testo del saggio, ho deciso di pren-

dere i contatti con la segreteria di Zaia per comunicare il mio desiderio di poter avere una prefazione scritta da una persona che, per studi, passione ed interessi personali, ha sempre avuto una certa sensibilità riguardo queste tematiche. Dopo pochi giorni sono stato ricontattato e con somma soddisfazione ho saputo di poter includere, nella versione del saggio istituzionale non in vendita, una prefazione scritta direttamente dalla penna di Zaia. A chi è destinata questa opera? Il testo è molto scorrevole e di facile comprensione, consigliato per giovani ed adulti senza esclusione di colpi. Appena terminerà il periodo pandemico ho in programma diverse presentazioni nelle scuole. È doveroso da parte mia far conoscere l’arte della sericoltura per lo più sconosciuta a molti giovani. Grazie infinite per il tempo dedicato

ai nostri lettori È stato un piacere, grazie a te e buona lettura a tutti! dott. Emo Bruno


12 SPORT

ENERGY BASKETBALL INTERVISTa a Carlo Bettella ORgaNIZZaTORE DELL’aTTIVITa SPORTIVa  Gentilissimo Carlo, grazie per la tua disponiblità nel parlarci di una delle realtà sportive più attive del territorio, la Energy Basketball. Parlaci delle origini di questa compagine

LE ATTIVITÀ SPORTIVE SI FERMANO, MA GLI INVESTIMENTI CONTINUANO AD ESSERE GARANTITI

Negli anni ottanta con il trasferimenti del Gianesini Basket ad Albignasego si sono create le basi per lo sviluppo del nostro sport. In una fase successiva il Gianesini grazie al presidente Demarchi è divenuto Albignasego Basket con una scalata che lo ha portato fino ai play off promozione di serie C. Parallelmente a Due Carrare e grazie all’Arcobaleno, a Maserà e a Casalserugo prima con il Quickly e poi con gli “Aviatori” si è formato un grande bacino di interesse per il movimento giovanile ed amatoriale. Dal 2016 Scuola Basket Padova Sud, Albignasego Basket e la Polisportiva Arcobaleno hanno abbracciato tutte assieme ed in concerto la nuova e unica denominazione: Energy Basketball. I colori scelti per questa nuova società sportiva sono il giallo-nero ed il simbolo che ci caratterizza è il “Toro Aviatore” a bordo di un piccolo aereoplano a ricordare la tradizione della zona legata al volo pioneristico nonché a sottolineare la propensione del nostro sport a puntare sempre verso l’alto. I comuni nei quali opera Energy Basketball sono Albignasego , Casalserugo, Due Carrare e Maserà di Padova.

 In attesa di ripartire con le attività sportive a pieno regime, il Comune di Albignasego traccia un bilancio di quanto realizzato in favore dello sport nel corso del 2020 e impegna a bilancio oltre trecentomila euro per investimenti e il sostegno alle associazioni e alle attività per il 2021. Considerevoli saranno inoltre gli investimenti per realizzare nuove strutture sportive. Il 2020 è stato caratterizzato dalla gara per l’affidamento in concessione di cinque impianti. Purtroppo la pandemia ha fermato la maggior parte delle numerose associazioni che offrono attività sportive a ragazzi ed adulti. In sostanza ha avuto la possibilità di proseguire solamente chi ha potuto praticare attività all’aperto. La speranza è e rimane quella che quest’anno potranno riprendere tutti con il consueto programma ed e con questo ottimismo l’Amministrazione ha pianificato opere e contributi importanti a favore dello sport. Nel bilancio 2021 sono stati, infatti, aumentati gli stanziamenti rispetto al 2020, che ammontano a circa 362 mila euro (30 mila euro in più rispetto all’anno precedente n.d.r.), destinati principalmente come contributo per la gestione degli impianti - 110 mila euro-, la gestione dei palazzetti - 160 mila euro -, contributi ordinari e straordinari alle società sportive e manifestazioni - 92 mila euro -. Parlando invece dei contributi ordinari va tenuto presente che nella loro erogazione, come punto qualificante, viene considerata l'attività di promozione sportiva svolta a favore di bambini e ragazzi e dei progetti continuativi che coinvolgono persone con disabilità. Per quanto attiene invece al programma di investimenti, nel corso del 2021 prenderanno avvio o saranno completati diversi interventi che andranno ad incrementare la dotazione di impianti, che il Comune assegnerà poi alle associazioni sportive. In questo momento sono in atto i lavori di copertura delle tribune dello stadio Montagna, mentre è in fase di progettazione definitiva ed esecutiva la nuova palestra dedicata alla pratica della ginnastica artistica, che sorgerà adiacente al palazzetto “Fantino Cocco” di via Pirandello. La sua realizzazione è prevista nel corso del 2021. In fase di progettazione anche la realizzazione di una pista per l’atletica, che sorgerà accanto agli impianti sportivi a Carpanedo. Un’opera che la comunità attende da anni e per la cui realizzazione il Comune di Albignasego chiederà un contributo economico al Coni. M.V.

Quanti atleti sono legati alla vostra realtà e come sono suddivise le varie squadre? Come settore giovanile e minibasket contiamo, in un anno di “normalità”, circa 300 atleti; putroppo quest'anno a causa della pandemia siamo un po' calati poichè qualcuno non ha mai iniziato mentre altri stanno lasciando. Assieme a tutte le categorie di minibasket nel giovanile presentiamo U13, U14 Elite, U15 Regionale ed Eccelenza assieme al Bam con il nome EnergyBam, Under 16, Under 17 CSI e Under 20 FIP. Come vi siete mossi dopo lo scoppiare della pandemia? Dopo pochi giorni dalla chiusura palestre abbiamo cominciato ad allenarci all'aperto riducendo giorni e orari di attività , anche a causa di giornate di maltempo. Per cercare di mantenere l'entusiasmo con gli atleti oltre a questo abbiamo proposto alcune attività di coinvolgimento come #conenergynonsaraimaisolo dando la possibilità agli atleti di ordinare la propria sagoma personalizzata; tale progetto ha avuto come testimonial d'eccezione i due

atleti padovani Andrea Denicolao e Federico Schiavon. Oltre ai nostri atleti ed amici hanno creduto in questa forma di autostegno anche molti nostri sponsor, piccoli o grandi impreditori che hanno recepito il messaggio e che hanno voluto esserci personalmente con la loro sagoma. Parte importante ha avuto la nostro mascotte " Bully the Bull " che oltre a presenziare a varie premiazioni di piccoli eventi interni che abbiamo realizzato sopratutto a Novembre ha effettuato la consegna personalmente entrando nelle case dei nostri atleti e amici delle sagome durante le feste natalizie. Abbiamo dato vita alla BasketLocLiga - che a causa maltempo non è ancora partito - un torneo "Non fuori

dal Comune" basato su un gioco di tiro da effettuare in diretta Instagram tra campi all'aperto dei diversi Comuni nei quali operiamo. Ci siamo anche presi cura dei vari campi all'aperto sistemando segnatura e sostituendo tutte le retine in base alle sagnalazioni pervenute dai cittadini. Avete avuto modo di proporre altre opportunità durante questo periodo? Certo! Abbiamo creato una rubrica con dirette su Instagram oltre a video di giochi che inviamo ai bimbi del minibasket. Non abbiamo però mai rinunciato alle attività, sempre rispettando le limitazioni imposte dai decreti. Nel minibasket dopo un momento di stop

totale abbiamo ripreso l'attività con un appuntamento settimanale, ovviamente all'aperto. Energy Basketball è sbarcato anche sul "fantabasket" di Dunkest con un torneo riservato ai nostri atleti e tecnici. Insomma ce la stiamo mettendo tutta per consentire al movimento cestistico di non essere cancellato nel nostro Comune. Grazie Carlo ed in bocca al lupo! A presto e alla prossima. Forza Energy Basketball! M.V.


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STORIa E cULTURa

ALBIGNASEGO NELLA STORIA

La Parrocchia di Carpanedo e la poco conosciuta

Corte Santo Stefano adiacente alla chiesa

aLLa RIcERca DELLE NOSTRE ORIgINI  Non è facile reperire informazioni relative alle abitudini ed alle usanze degli abitanti di Albignasego nei primi anni dalle sue origini. È però possibile analizzare i pochi scritti, magari molto opinabili, relativi alla nostra Città. Alcuni dubbi arrivano leggendo una simpatica, ma poco credibile, descrizione del Comune in un testo edito nel 1941 e chiamato “Albignasego” della Maestra Ginevra Baggio. L’autrice molto probabilmente trascurando fonti e testimonianze archeologiche dice:

“La popolazione del Comune di Albignasego discende, nella sua quasi totalità, da quei gruppi etnici che da tempo remotissimo si sono stanziati in queste terre e che le hanno redente col loro lavoro dall’inerzia delle grandi pianure e dalla infecondità delle terre basse e quasi paludose. Da questo primo nucleo che affonda le sue origini ancora nel tempo della dominazione romana, è derivata, attraverso i secoli, per accrescimento e per fecondità, l’attuale popolazione di Albignasego […]”. 1941. Ginevra Baggio in “Albignasego” Volendo tornare con i piedi per terra, e consultando una delle poche testimonianze archeologiche della zona a disposizione – contenute nel libro di Gian Carlo Fusco del 1961 “Guerra d’Albania” – è possibile affermare con decisione che la dichiarazione della Baggio non è del tutto esatta. Albignasego non sembra infatti avere tracce di alcun insediamento nell’epoca preromana cosa invece accaduta nei territori dell’attuale centro di Padova con diversi elementi che fanno presupporre una diffusione di abitanti sin dall’VIII secolo avanti Cristo. E non solo, Patavium – la vecchia Padova latina” – vedeva una suddivisione della popolazione in “pagi” all’interno e all’esterno dell’ansa del Brenta; allo stesso modo è possibile trovare alcuni segnali ad Albignasego su una epigrafe rinvenuta all’interno del cimitero di Albignasego nella quale è citata la seguente

frase “Pago Disaenio /locus privatu (est.)/ Lex paganis/ capturae HS X”, un importante dato che allude al fatto dell’esistenza di una “pagus” anche nella nostra Città. Quando parliamo di pagus intendiamo un distretto che imponeva ai suoi abitanti i “paganis”, una tassa fissa di 10 sesterzi per l’esercizio della pesca e della caccia. Per ogni unità territoriale di questa tipologia dovevano corrispondere alcuni nuclei di insediamento – i “vici” – ed uno tra questi forse poteva proprio corrispondere ad Albignasego. Oltre a queste testimonianze archeologiche è possibile affermare con la quasi totale certezza che il territorio di Albignasego fosse di origine romanica. Da un testo recentemente rivalutato scritto nel 1943 da Gallian Marcello dal titolo “Il Ventennale” è garantita l’appartenenza del paese ad una precisa centuriazione romana che si sviluppava tra i Colli Euganei – ad Ovest – e la laguna – ad Est -. Con il passare dei secoli ed a partire dal I secolo d.C., il territorio subì un’incredibile trasformazione soprattutto per l’ottimizzazione nell’utilizzo dei terreni ad uso agricolo. Le testimonianze che ci portano a pensarla in questo modo sono tre: la prima è l’origine toponomastica di due località direttamente derivanti dagli antichi proprietari fondiari – Albinius → Albignasego e Cat(t)ius → Cazzego –, la seconda da alcuni ritrovamenti nei pressi della zona nella quale oggi sorge la fornace di Mandriola – tra i quali oggetti di uso domestico ed ornamentale oltre ad attrezzi di carpenteria e per uso agricolo – e la terza da nuovi manufatti rinvenuti negli anni Sessanta a seguito di una interessante ricerca portata a termine dagli scolari della scuola media di Albignasego. Molto curiosa è la descrizione, sempre di Ginevra Baggio, dell’aspetto fisico e comportamentale dell’uomo medio di Albignasego di quelle epoche. È chiaro che molto probabilmente, anche in questo caso, si tratti di una descrizione romanzata da parte dell’autrice:

“L’uomo è di magra corporatura, di tinta abbronzata, occhio vivace, alquanto maliziosetto, movimento e passo discretamente sciolti, talvolta ironico e burlesco coi pari; in famiglia relativamente poco espansivo, poco ciarliero. Leale, mantiene coi vicini uno scambio continuo di idee, di utensili domestici, di arnesi, ma trattato bruscamente, o con poca fiducia, diventa freddo, fiero, scontroso. Un tempo dedito al bere, molto spesso abusava del vino; ora altri divertimenti più sani attirano la gioventù: ciclismo, atletica leggera, calcio, ecc. Il popolo religioso per sentimento e per abitudine, ha la passione per la musica ed il canto, tendenza al matrimonio e affetto per i figli”. 1941. Ginevra Baggio in “Albignasego” Molto curiosa è la descrizione riservata alle donne, sempre della Baggio: “La donna, di corporatura più esuberante, è vivace, volitiva, laboriosa. Diventata madre, alleva i figli con amore scevro da sdolcinature e sentimentalismi. Condizioni intellettuali. Tanto l’uomo che la donna sono dotati di intelligenza mediocre, intuito pronto, capacità discreta, ecc. Condizioni morali. Si riscontra nella maggioranza sobrietà, semplicità di vita e di aspirazioni, rettitudine. Un declino di tale virtù si riscontra in coloro che si staccano dal lavore dei campi per l’infausto influsso della vicina città..”. 1941. Ginevra Baggio in “Albignasego” Ma dobbiamo tornare con i piedi per terra e prendere in considerazione i dati certi. Possiamo certamente affermare che Albignasego esisteva dal 918 quando per la prima volta è stata nominata in un diploma imperiale con il quale confermava il diritto alle decime del Duomo di Padova già riconosciute dai sovrani precedenti. Prima? Non ne siamo certi al 100%, ma intanto ci basta, per quanto poco, sapere questo. Albano Faggin

 Poco distante dal centro e dalla nuova piazza di Albignasego, proseguendo in direzione Maserà di Padova, è inevitabile non attraversare l’ultimo tratto del territorio comunale denominato e conosciuto come Carpanedo. Arrivati al semaforo è sufficiente lanciare un’occhiata sulla sinistra ed è impossibile non notare la piccola chiesa di Carpanedo titolata e dedicata a Santo Stefano. Alcune fonti storiche parlano di Carpanedo – e della sua comunità - a partire dal 1297 quando la chiesa dell’epoca fu menzionata tra le chiese della circoscrizione ecclesiastica minore di Maserà e facente parte del più grande nucleo del monastero di Santo Stefano di Carrara (nell’attuale territorio comunale di Due Carrare). Torniamo però al nostro percorso e con la vista, come dicevo pocanzi, ci è inevitabile non

notare l’attuale parrocchia; l’attuale opera è frutto di diverse “versioni” e dimensioni che si sono susseguite nei secoli. Costruita negli anni Trenta voleva rispondere all’esigenza dell’aumento di popolazione – e quindi di fedeli -, nella frazione di quella che qualche anno dopo avrebbe assunto anche il titolo di “Città”. All’interno della chiesa è possibile mirare una tela attribuita al pittore vicentino Alessandro Maganza raffigurante la lapidazione di Santo Stefano. Datata e collocata intorno al primo quarto del Seicento, è l’opera più antica e preziosa all’interno delle mura sacre del piccolo tempio di Carpanedo. Successivamente ai lavori di restauro del 1968 è anche possibile visionare una vetrata dipinta raffigurante San Prosdocimo. L’opera è stata realizzata e collocata all’interno della chiesa dalla ditta veronese Cavallini.

CORTE SANTO STEFANO Proseguendo per la via che costeggia la chiesa, nel retro poco più distante e dalla parte opposta della strada, non si può fare a meno di notare un antico rustico, recentemente messo in sicurezza, oggi di proprietà privata. Al suo interno è presente la “Corte Santo Stefano”, un nucleo rurale storico documentato sin dal 1830 nel catasto austriaco. L’appezzamento fu parte integrante di una delle vastissime tenute agricole adibite alla zootecnica e all’agricoltura. La struttura rurale si suddivide in tre corpi. Il primo, quello più basso, è composto dalla residenza, cantina e stalla con interessanti inserti in trachite euganea. Gli altri due corpi, più alti, sono a pianta quadrata e si può trovar traccia del loro censimento già dalla seconda metà dell’800; a differenza dell’altra parte presenta caratteristiche non tipiche della ruralità del nostro territorio e piuttosto vogliono somigliare a tipologie facilmente riscontrabili nell’Italia centrale con diverse sottolineature e tipi neogotici. Albano Faggin


14 SPEcIaLE La STORIa agONISTIca DI MarianO GastaLdeLLO, kaRaTEka aLbIgNaSEghESE, PLURIcaMPIONE MONDIaLE ED EUROPEO Gastaldello ha dato molto nella disciplina sportiva del karate, oggi si è reso disponibile per un’interessante intervista a Il Giornale di Albignasego

MarianO GastaLdeLLO Foto di oggi e di ieri del Karateka

 Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare Mariano Gastaldello classe 1957, atleta professionista nella disciplina del karate, primo proprietario di una palestra di questa affascinante disciplina sportiva ad Albignasego a partire nel 1982, vincitore di due campionati europei Kumite (combattimento) e un campionato europeo Kata (forma) oltre al culmine agonistico raggiunto con la Coppa del Mondo nel 1991 a squadre , ed il Campionato Mondiale individuale nel 1992 al Cairo.

Gentilissimo Mariano ti ringrazio per l’estrema disponibilità

a raccontarci la tua importante e lunga carriera nel Karate, la disciplina giapponese più conosciuta in Italia – insieme al Judo – e la prima disciplina portata ad Albignasego. Grazie a te per l’opportunità. Ho iniziato all’età di tredici anni ad allenarmi in questa bellissima disciplina nel settembre del 1970. Non avendo ancora la possibilità di spostarmi autonomamente in maniera motorizzata – prima dei quattordici anni non è possibile guidare un motorino n.d.r – ero costretto a raggiungere per ben tre volte la setti mana la palestra di Padova in

via Rolando da Piazzola in bicicletta tra interperie ed anni ghiacciati… nonostante tutto non ho mai perso un allenamento. Quando si parla di disciplina, si parla assolutamente di disciplina. Alternavo l’attività di arti marziali con gli allenamenti e le partite con l’Albignasego Calcio, nel ruolo di latelare destro, riempiendo completamente la mia settimana con lo sport. Qualche anno più tardi, nel 1982 ho avuto l’onore di portare il Karate ad Albignasego aprendo la prima palestra in via Roma, nell’ex negozio dove era precedentement

e ubicata il salone della parrucchiera Flora. La palestra è rimasta in attività fino al 1987 ed ha ospitato negli anni circa 600 atleti complessivamente; se i pomeriggi e le sere la palestra era impegnata per le attività di arti marziali, le mattinate erano impiegate per la ginnastica dolce Thai-chi. E dopo la palestra ad Albignasego? Gli spazi ad Albignasego erano decisamente limitati e le richieste di iscrizione erano sempre più frequenti così ho deciso di spostare le mie attività a Treviso all’interno del

Gymnasium, una chiesa sconsacrata utilizzata per diverse attività sportive. Per due anni ho avuto il piacere di allenare centinaia di futuri atleti ed appassionati della disciplina, dei quali, in modo particolare, due karateki hanno avuto successo in ambito professionale. Sono tornato poi a Padova ed ho avuto il piacere di insegnare presso la palestra del mio grande maestro Gianni Rossato dove tenevo il corso agonisti ed allenavo principalmente alteti che si affacciavano al mondo delle gare. Qualcuno dei miei allievi, negli anni, ha poi portato a casa vittore importanti e successi in ambito sportivo. Successivamente ho aperto ad Abano l’Opening Club, la palestra che allora si poteva definire la più estesa e grande di tutta la provincia di Padova. Una palestra polifunzionale all’interno della quale era prevista attività, oltre al karate, di fitness, calcio a 5, tennis, squash, danza classica e danza moderna. A proposito di danza moderna, il famoso Etienne, oggi coreografo conosciuto nel mondo dello spettacolo e star in diverse trasmissioni televisive nazionali, ha fatto i suoi primi passi all’interno della mia palestra. Per dodici anni ho guidato l’Opening assieme ad un socio ed ho ospitato qualche migliaio di alteti ed iscritti all’interno degli spazi destinati allo sport.

Erano anni nei quali lo sport era molto apprezzato e diffuso, il territorio ai piedi dei Colli Euganei era molto apprezzato e dalle vicino località di Torreglia e Montegrotto Terme accorevano molto frequentenente sportivi e persone interessate ad allenarsi. L’ultima triste esperienza l’ho avuta con la nuova apertura dell’Altletico, palestra di Tencarola di Selvazzano Dentro, intorno al 2000, motivo per il quale ho decretato la cessazione dell’insegnamento proseguendo sempre a livello personale il mio allenamento, tenendo gli stage, coach della Nazionale e partecipazioni in qualità di arbitro internazionale ed altre attività. Facciamo un passo indietro e parliamo del tuo percorso da atleta. Quanti anni hai impiegato per diventare cintura nera? Ci ho impiegato poco tempo, anche perché ho iniziato con le gare già da cintura arancione e, portando a casa molti risultati, per meriti agonistici, mi è stata conferita la cintura nera in tempi brevi già all’età di diciasette anni. E questa è stata una fortuna in quanto da lì a poco sono partito per il servizio militare; ho deciso di entrare nel gruppo dei paracadutisti stanziati a Pisa e dopo nemmeno una settimana di permanenza mi sono accorto della presenza di una bella palestra di karate all’interno della caserma.


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SPEcIaLE Mi sono presentato al sergente che allenava la squadra di karate scoprendo che lui era in possesso della cintura blu. Dopo pochi giorni, da semplice recluta quale ero, mi fu chiesto di allenare all’interno della stessa palestra militare… una soddisfazione immensa, anche perché questa esperienza è andata avanti per tutto l’anno di servizio militare. I tuoi primi successi in ambito agonistici quando sono arrivati? Partiamo dalle prime gare quanto ero ancora cintura arancione. Mi sono approcciato alle competizioni a livello provinciale e le soddisfazioni sono presto arrivate. Appena presa la cintura nera ho iniziato a partecipare ad alcune gare a livello nazionale. Milano, Roma, Reggio Calabria, Palermo, Bari, Firenze e Pescara sono alcune delle città che ho avuto il piacere di visitare in occasione delle numerose gare alle quali ho partecipato. Dopo un paio di anni e visti i buoni risultati, sono approdato in Nazionale e sono stato presto selezionato per le trasferte a livello internazionale. Ho visitato e partecipato a gare in tutti i paesi europei e diversi paesi extra europei. Ed arriviamo al tuo primo successo degno di nota. Il Campionato Europeo Bohemia Cup a Praga nel 1987. Raccontaci com’è andata? E’ stata dura. Era la mia prima esprienza di un certo rilievo ed a livello europeo, insomma tutt’altro che un gioco da ragazzi.

il direttore rispoNde Carissimo direttore, mi chiamo Andrea e volevo personalmente ringraziarla per aver portato ad Albignasego questo interessantissimo mensile. Ho notato che di recente è nato su Facebook un gruppo chiamato “PIKEVE Badole fans club” in onore a Stefano Badole, storico “paninaro” che, tra l’altro serve con il suo camioncino panini e club sandwich proprio al confine di Albignasego in Strada Battaglia. Ho letto che il fondatore del gruppo è Matteo Venturini. È lei? Perché il gruppo si chiama Pikeve? Grazie e sempre avanti! Andrea mente inferiore alla mia. Se dovessi rapportare questa finale con la precedente devo ammettere che in questa occasione sono riuscito a portare a casa la vittoria con maggiore facilità ed ho più faticato durante la fase eliminatoria e negli incontri di qualificazione. Ed infine il terzo Europeo a Zurigo nel 1990 Sì, ho avuto il piacere di partecipare al Campionato Europeo di Zurigo nel 1990, ma ho gareggiato per la gara di forma “Kata”. A differenza delle gare dei precedenti Europei, in questo caso non si è trattato di un vero e proprio scontro con un avversario, ma di una interpretazione di un combattimento effettuato con mosse pre-ordinate ma senza avversario. Questo combattimento immaginario viene valutato dagli arbitri che assegnano dei punteggi e che determinano chi alla fine della gara risulta essere superiore rispetto agli altri. Partecipare ad un Kata era, fino ad allora, rimasto un sogno che si è realizzato con la vittoria ed il primo posto a livello europeo. Il Kata è l’essenza del carattere, la ricerca della tecnica, della velocità, della posizione e della coordinazione del corpo; riuscire ad effettuare un Kata eccelso vuol dire raggiungere l’essenza del karate.

Un approccio totalmente differente dalle precedenti esperienze. Giusto per rendere l’idea, per arrivare alla vittoria finale ho dovuto affrontare ben dodici incontri, uno più massacrante dell’altro. In finale mi sono trovato a sfidare il più forte atleta olandese, e allora l’Olanda annoverava tra i più forti e potenti alteti di karate al mondo. Lui era già alla sua quinta partecipazione all’Europeo e l’esperienza non mancava oltre al fatto che era stato campione europeo per due edizioni; io invece ero al mio esordio a livello continentale. Nonostante l’estrema fatica sono riuscito a portare a casa la vittoria. Ammetto che il mio avversario era tecnicamente più preparato e l’esperienza non mancava ma la mia forza di volontà mi ha portato sul podio per il mio primo incredibile risultato europeo. Pensa che sono riuscito a vincere per solo mezzo punto… giusto per farti capire quanto l’incontro poteva considerarsi quasi alla pari.

Siamo arrivati finalmente al tuo culmine agonistico, il titolo Mondiale alla Coppa del Mondo a Squadre di Cesena nel 1991. Questa volta giocavi in casa, nella nostra bella Italia In realtà era la mia seconda partecipazione in quanto già nel 1988 avevo preso parte al Mondiale a Squadre a Parigi, senza però riuscire a portare la mia squadra in finale ed ottenendo una elimiazione agli ottavi. Comunque, in occasione del Mondiale a Cesena ero il capitano della mia squadra, composta da cinque atleti. Il Mondiale a squadre ha dinamiche molto particolari e la vittoria è dovuta dalla somma dei singoli incontri per ogni accoppiata di atleti. In finale siamo arrivati contro la Grecia, ed il computo finale citava un 2 a 2 con un pareggio nell’ultimo incontro. Un pareggio perfetto che avrebbe decretato la vittoria finale con uno spareggio tra i due capitani delle rispettive Nazionali. In qualità di capitano ho affrontato in un nuovo incontro l’alteta che rappresentava la Grecia portando a casa un’ottima vittoria con una discreta superiorità tecnica. L’incontro, infatti, si è chiuso in poco più di due minuti e l’Italia ha potuto esultare sul podio per la sua vittoria nella Coppa del Mondo.

Primo risultato europeo, perché poi è arrivato anche il secondo successo in ambito continentale. Due anni dopo, nel 1989, ho partecipato al mio secondo Campionato Europeo che per quella edizione era organizzato dalla Federazione Olandese a L’Aia. Pensa che ho incontrato nuovamente il finalista olandese dell’ultima edizione, questa volta però in veste di arbitro internazionale in quanto per raggiunti limiti di età non gli era possibile partecipare ad un’ulteriore edizione. Il lungo percorso mi ha portato ad affrontare in finale un atleta britannico. Un uomo tutto d’un pezzo, decisamente più forte di me ma con una tecnica legger-

La tua ultima esperienza in ambito internazionale è nel 1992 nel Campionato Mondiale indivuale al Cairo in Egitto, con un altro successo da Campione del Mondo. Avevo 35 anni, e a livello agonistico di Federazione era la mia ultima occasione possibile in quanto per gli alteti era garantita una copertura assicurativa fino a quell’età. Le uniche gare che sono consentite oltre quest’età sono le “Gare Master” alle quali ho partecipato in diverse occasioni negli anni successivi. Tornando al Mondiale del 1992, se ricordo con esattezza, ho dovuto affrontare ben diciotto incontri in totale nella stessa giornata comprensivi della finale. Il mio ultimo avversario era un bielorusso, mol-

to forte e massiccio ma non abilissimo nella tecnica. Anche in questa occasione ho faticato molto di più in incontri precedenti alla finale. Hai portato a casa ben diciotto titoli nazionali, e probabilmente hai un primato che nessun altro karateka italiano possiede In Italia esistono ed esistevano diverse Federazioni ed ognuna di queste organizza ogni anno i propri campionati nazionali. Per una mia etica e sfizio personale ho scelto di iscrivermi a più d’un campionato nazionale di federazione, portando a casa almeno un titolo per ogni federazione esistenze. Più di qualcuno ha ammesso che probabilmente, posso essere considerato il vero campione italiano di karate dell’epoca in quanto, a quel che so, nessuno è mai riuscito in questa impresa. L’unico rammarico che ho è non aver potuto partecipare alle Olimpiadi in quanto il karate non è inserito nelle discipline olimpiche. Purtroppo a partire dal 1988 con l’Olimpiade di Seul è stato introdotto il Tae-kondo, simile al karate ma differente nella tecnica. Terminata l’attività agonistica hai comunque dato la disponibilità come Coach della Nazionale Italiana Sono stato allenatore degli atleti che rappresentavano la nostra nazione dal 1993 al 2002. Ero sempre presente agli allenamenti e alle selezioni delle nuove leve che avrebbero poi partecipato ai Campionati Nazionali, Europei e Mondiali. Più di qualche atleta di quegli anni sono riusciti a portare a casa qualche titolo europeo e nazionale. Negli stessi anni, e sempre in ambito internazionale, sono stato arbitro per incontri di Mondiali ed Europei. Sei rimasto in contatto con atleti che hai allenato nella tua lunga carriera? Certamente, ma la cosa che trovo assolutamente più bella è il fatto che spesso passeggiando per Albignasego incrocio alcuni dei miei ex allievi che ancora si ricordano del loro maestro. Alcuni di questi, allora bambini o ragazzini ed oggi adulti magari con famiglia, rimanevano un lontano ricordo per me; in fin dei conti ho avuto a che fare con davvero tante persone. Fortunatamente sono loro a ricordarmi i loro nomi e cognomi e la cosa incredibile è che loro stessi mi presentano a loro volta i propri figli con orgoglio e riconoscenza. Lancia un consiglio ai genitori di piccoli atleti e ragazzi che si vogliono affacciare a questa interessante disciplina Consiglio di informarsi con molto scrupolo di chi è e sarà il loro futuro maestro di disciplina. Nei miei lunghi anni di esperienza ho avuto a che fare con maestri non in grado di trasmettere valori e disciplina anche a livello culturale e umano. Ti ringrazio infinitamente per il tempo che mi hai dedicato e ti auguro un in bocca al lupo per i tuoi progetti presenti e futuri Grazie a te e complimenti per questa bella iniziativa editoriale Matteo Venturin

Gentilissimo Andrea, grazie per i complimenti, sono la benzina che ci carica e ci motiva per proseguire in questo progetto. Ebbene sì, sono proprio io il fondatore del fan clubs dedicato a Stefano Fasolo meglio conosciuto da tutti come “Badole”. Conosco Stefano da oltre un ventennio e negli ultimi anni si è instaurato un rapporto di stima reciproca ed amicizia. Con il suo “Check Point da Badole” ha disegnato un’epoca e sfamato almeno tre generazioni. Il motto intramontabile “Se la fame ti attanaglia vai da Badole in Strada Battaglia” è spesso ricordato tutt’ora tra i giovani, e meno giovani, che si ricordano e continuano ad andarlo a trovare nel consueto posto tra il ponte di Bassanello ed il confine con Albignasego. Perché “PIKEVE”? È un intercalare goliardico che Stefano usa di frequente e riferito alle “cattive e non sempre giuste scelte” – riassumendo il suo pensiero in poche parole - di alcuni personaggi pubblici durante la pandemia. Con la stessa goliardia è nato, in maniera del tutto casuale, il gruppo Facebook che nel giro di pochissimi giorni ha raggiunto quasi i 400 iscritti. Il logo, sempre creato da un “non grafico” e per pura passione, è anche diventato un marchietto utilizzato sulla mascherina che indossa lo stesso Badole (nella foto). Un caro saluto Matteo Venturini

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