Giornale di Albignasego

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Anno I n°1 (2°Pubb.) Aut. Tribunale di Padova: in attesa di registrazione Editore: Lime Edizioni srl - Direttore responsabile: Matteo Venturini ordine dei giornalisti della Regione Veneto n. 150011 Realizzazione grafica e concessionaria esclusiva di pubblicità: Lime Edizioni srl - Via A. Capecelatro, 31 - 20148 Milano - Tel. 02 36767660 www.limedizioni.com - info@limedizioni.com Tiratura: 13.000 copie

giornali comunali

editoriale

Un sereno Natale a tutte le famiglie Gentilissimi lettori, voglio personalmente ringraziarvi per la stima e l’affetto dimostratomi il mese scorso. L’iniziativa de “Il Giornale di Albignasego” ha risvegliato un entusiasmo che probabilmente da tempo non si poteva percepire ad Albignasego. L’esigenza di poter raccontare ogni mese le nostre storie e le iniziative legate alla nostra Città è ogni giorno sempre più forte, e siamo felici di poter regalare questa occasione a tutti voi. Siamo felici che il nostro numero zero abbia raggiunto molti utenti nelle vostre case, e siamo altrettanto a conoscenza che qualcuno non ha avuto questa fortuna. A tal riguardo stiamo potenziando la distribuzione per renderla sempre più mirata e capillare; per le zone difficilmente raggiungibili o per coloro che vorranno beneficiare di una seconda copia, indicheremo dei punti di distribuzione nei quali sarà possibile entrare in possesso gratuitamente del giornale cartaceo. Garantiremo in ogni caso la visione online del periodico, anche per chi, magari, non è residente nel territorio e vuole rimanere aggiornato con i nostri articoli. La nostra più grande gioia è regalare un momento di svago, riflessione e lettura a tutte le persone che escono sempre meno di casa a causa dell’attuale pandemia. Approfitto per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie un sereno e Santo Natale e l’auspicio per un nuovo e positivo anno.

Matteo Venturini

Tutti uniti contro il covid 19 Albignasego reagisce con forza e con iniziative a sostegno di tutti per combattere il duro momento legato al Coronavirus

Q

di Matteo Venturini

uello che stiamo tutti vivendo non è un momento molto semplice. La seconda ondata di contagi ha colpito duramente e nuovamente tutto il mondo, compresa l’Italia. La Regione Veneto, grazie ai numerosi

interventi attuati durante la primavera, ha consentito a tutti di rimanere ancora in “fascia gialla”, dando la possibilità a diverse categorie economiche a non sospendere le attività e a proseguire in maniera contingentata e sicura.

(Segue a pagina 2)

6 INCONTRIAMO ETTORE PEZZETTI AuTORE DEL LIBRO “Prima che sia troppo tardi” Primo romanzo del cittadino albignaseghese

12 A.S.D CARPINE 2016 - INTERVISTA AL PRESIDENTE BERNARDI Ricche novità calcistiche per Carpanedo

10 VILLA SALOM, CASTELLETTO E BARCHEZZA EST Luogo incantevole e storico a Lion


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INIZIATIVE

Le varie iniziative ad Albignasego al sostegno delle persone nella lotta al Coronavirus. L’impegno dei volontari è di vitale importanza in questo momento delicato Questo non sarà il Natale che tutti noi siamo abituati a vivere. Sarà un periodo festivo molto diverso, segnato dai recenti fatti di cronaca legati al Covid-19

 Ma non dobbiamo disperare, questo mai! Il costante impegno di tutti, Amministrazione, commercianti, volontari e dei cittadini darà grossi risultati positivi, così come è stato al termine della prima ondata pandemica. Non abbiamo la sfera di cristallo, che sia chiaro, ma il popolo veneto e nella nostra specificità gli abitanti di Albignasego sanno affrontare al meglio le difficoltà ed ancora una volta ce la faremo, ne usciremo vittoriosi. Continuo a sottolienare con forza che questa novità editoriale è frutto di una iniziativa non legata alle istituzioni, e come anticipato nell’editoriale del numero zero “Il Giornale di Albignasego vuole raccontare notizie, curiosità, eventi, sport ed altro con un’ottica DEL TUTTO INDIPENDENTE, LONTANO DA LOGICHE PARTITICHE E POLITICHE”.

Questa premessa è fondamentale per far comprendere ai pochi che hanno o avranno l’intenzione di sollevare polemiche, che i nostri articoli non vogliono avvantaggiare nessuno schieramento politico, nessun movimento civico ed alcuna organizzazione partitica. Sarà ovvio e lecito parlare delle iniziative in essere portate avanti da chiunque a patto che l’informazione rimanga sempre pulita, corretta e puntuale. Informare i cittadini è un dovere deontologico, far conoscere che cosa il nostro Comune sta facendo per combattere questa terribile bestia chiamata Coronavirus diventa indispensabile. Dobbiamo anche puntualizzare che gli eventi legati alla pandemia corrono ad una velocità molto elevata e le informazioni contenute all’interno di questo articolo si riferiscono al momento nel quale è stato redatto (ultimi giorni di novembre 2020 n.d.r.), quindi qualcosa potrebbe essere cambiato, qualche Decreto Nazionale potrebbe essersi aggiunto alla lista, o il Governatore del Veneto potrebbe aver aggiornato o emesso una nuova Ordinanza Regionale. Intanto vediamo insieme quali iniziative sono state portate a termine in questo penultimo mese dell’anno.

saranno dotati di lampade riscaldanti per rendere più confortevole l’attesa. Da qualche giorno molti medici di famiglia del territorio hanno iniziato ad effettuare i tamponi ai propri assistiti nei loro ambulatori, secondo le modalità indicate dai protocolli.

PROSEGUE IL PROGETTO “SOSTENIAMOCI” a sostegno del sociale e delle famiglie bisognose L’iniziativa promossa dal Comune, dall’associazione dei commercianti Vivà e dal comitato della Croce Rossa di Maserà di Padova è attiva sul territorio già dal 1 settembre e prosegue nei sui intenti anche in questo momento. Entrando in uno dei trenta negozi aderenti, sarà possibile acquistare dei ticket da 3 euro: questi soldi saranno consegnati alla Croce Rossa, che userà 1 euro per attività sociali, gli altri 2 per le famiglie bisognose del territorio.

ALBIGNASEGO PROCLAMATA “COMUNE GENTILE” Grazie al lavoro di molti volontari che negli ultimi anni ed in modo particolare nei primi mesi del 2020 ha creato alto valore civico a sostegno della collettività, lo scorso 15 novembre Albignasego è stata proclamata “Comune Gentile” in un evento online e trasmesso in streaming nel quale erano presenti, oltre al Sindaco Filippo Giacinti, anche l’Assessore dei servizi sociali e all’istruzione Roberta Basana, il Consigliere Comunale Elisa Schiavon e due cittadine di Albignasego Annalisa Furlan e Simona Sini entrambe ricercatrici del Filo D’Oro.

Ogni 10 euro di ticket acquistati, il negozio emetterà un buono, che consegnerà alla Croce Rossa che a sua volta metterà a disposizione delle famiglie che dovessero richiedere un servizio o un prodotto, da comprare direttamente in quel negozio. In base all’esercizio commerciale al quale ci si rivolge, attraverso i ticket si possono donare generi alimentari, ma anche articoli di cancelleria, il ritiro di una pizza, un taglio di capelli. Le istituzioni rinnovano l’invito a maggior partecipazione da parte di attività che potrebbero aggregarsi a quelle già aderenti. Gloria Lelli, presidente della associazione commercianti Vivà ha così commentato: “Nell’emergenza ci si è concentrati sulla distribuzione di generi di prima necessita ma le persone hanno bisogno anche di altro per stare bene. Molti, per mancanza di soldi, rinunciano alla parrucchiera o a mangiare una pizza. Grazie a questo progetto, si è creato un circuito “circolare”, del quale beneficeranno le famiglie in difficoltà e anche noi commercianti, molti dei quali siamo rimasti chiusi e inattivi per quasi tre mesi”. Fino a fine anno sarà possibile acquistare i ticket recandosi nelle seguenti attività: Dalla birra al vino, Il gelato di Ludovica, pizzeria Silvio, Antichi sapori, Riparo, Salone Federica, Fiorenzato cartolibreria, panificio Bortolami, Pizza Al Cubo, Ermes parrucchieri, Pappapronta gastronomia, macelleria Griggio, gelateria Nonno Piero, Teddy l’orso abbigliamento, Lelimù giocattoli, Intimo merceria Sujen, Baloon ex-

Con l’occasione l’Amministrazione ha firmato il “Manifesto delle Città Gentili”, simbolo dell’accoglienza da parte delle istituzioni e della sempre più capillare diffusione del movimento Italia Gentile sul territorio nazionale.

Le iniziative Tante le iniziative portate a termine in questo penultimo mese dell’anno

press shop, bar Garden88, Tecnel, panificio Cattelan, trattoria Brutto Ruggero, Bar Principale, cartoedicola Da Nicola, Benessere più, supermercato Lazzarini, Gm.sette, Garden caffè. Le attività che hanno aderito si riconoscono dalla locandina esposta sulla vetrina.

PUNTO TAMPONI PER BAMBINI E RAGAZZI AL DISTRETTO SANITARIO CITTADINO Da qualche giorno è totalmente operativo il servizio di punto tamponi per giovani presso il distretto sanitario di Albignasego con apertura fissata, dal lunedì al sabato, dalle 8.00 alle 14.00. Oltre all’accesso delle scolaresche e

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

insegnanti inviate dal Sisp per i tamponi rapidi, è previsto l’accesso senza prenotazione per bambini e studenti del territorio con impegnativa del pediatra o del medico di medicina generale. Vi saranno inoltre effettuati i tamponi inviati dal Sisp (Servizio Igiene e Sanità Pubblica) e dagli Usca (Unità Specialità di Continuità Assistenziale). Il Comune di Albignasego ha messo a disposizione del distretto sanitario 23 gazebo rigidi per riparare dalle intemperie e dal freddo chi si appresta a sottoporsi ai tamponi e chi, una volta eseguito quello rapido, ne attende l’esito. Questi gazebo dal mese di dicembre, e per l’intero periodo invernale,

Per concludere, tra le più importanti iniziative legate alla nostra Città e doveroso ricordare che il 25 novembre si è celebrata la “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”. Per l’occasione Piazza del Donatore si è “vestita” a tema per ricordare quanto sia importante l’impegno costante in questa campagna che vuole dare speranza di cambiamento in positivo per una problematica che ancor oggi è un grave problema sociale. Purtroppo nello scorso lockdown si sono registrati moltissimi casi di violenza domestica. Regaliamo ogni giorno dolci carezze alle nostre donne, eliminiamo totalmente qualsiasi tipo di violenza.

Matteo Venturini


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DAllA REgIoNE

Veneto virtuoso: cresce in regione la raccolta differenziata degli imballaggi I dati CONAI: nel 2019 conferite 493mila tonnellate di rifiuti di imballaggio, +18% sul 2018. Il Consorzio ha versato ai Comuni oltre 67 milioni di euro Comuni attivano con CONAI tramite l’Accordo Quadro ANCI-CONAI. Nel dettaglio, la provincia di Venezia emerge con un primato per i conferimenti tre materiali: acciaio, carta e plastica. Quanto all’acciaio, raggiunge 8,1 kg per abitante (la insegue treviso con 5,8); nel campo della carta 36,1 kg per abitante (vicina Padova con 31,98); per la plastica 51 kg per abitante (seconda Verona con 26,56).

 Oltre 493mila tonnellate di rifiuti di imballaggio (493.802) sono state differenziate in Veneto durante il 2019, anche grazie agli accordi sottoscritti tra i Comuni della Regione e CONAI. Un dato importante, che fa registrare un +18% rispetto al 2018 (417.913) e che conferma i comportamenti virtuosi dei cittadini veneti già registrati da ISPRA collocando la Regione nella top five delle più virtuose, insieme a Marche, Lombardia, Sardegna e TrentinoAlto Adige.

Lo rende noto CONAI nel tracciare bilancio e consuntivo delle performance green del Paese nella raccolta degli imballaggi. Nel dettaglio, nel corso del 2019 i cittadini del

VeNetO hanno conferito 24.999 tonnellate di acciaio, 1.367 di alluminio, 126.189 di carta, 17.157 di legno, 126.153 di plastica e 197.938 di vetro. Per coprire i maggiori oneri della raccolta differenziata, CONAI, sempre nel 2019, ha trasferito ai Comuni del Veneto oltre 67 milioni e 678mila euro. Una cifra in crescita di oltre 13 punti percentuali rispetto agli oltre 59 milioni e 687mila euro ricevuti nel 2018. I dati pro-capite rivelano che gli abitanti si sono assestati su numeri importanti nei conferimenti di quasi tutti i materiali di imballaggio. Alti soprattutto i conferimenti di plastica e vetro: ogni abitante della Regione ha conferito al sistema una media di

26,67 kg di imballaggi in plastica (contro i 21,42 kg di media nazionale e i 22,57 kg di media nelle Regioni del Nord Italia) e di 41,59 kg di imballaggi in vetro (a fronte dei 33,51 nazionali e dei 39,73 della macro-area del Nord). Bene anche carta con un procapite di 26,50 kg (la media nazionale si ferma a 23,22 kg, quella del Nord arriva a 25,83 kg) e acciaio con un pro-capite di 5,35 kg (contro una media nazionale di 3,79 kg e una media settentrionale di 4,49 kg). Lo sguardo sulle province offre un panorama diversificato a seconda del materiale di imballaggio considerato, con dati influenzati - come ogni anno - dalle convenzioni che i

A Verona il primato per i conferimenti di legno: 4,95 kg per abitante, davanti a Padova che ne conferisce invece 4,59. dott. Emo Bruno

Attenzione... cosa fare se non si riceve il giornale Il giornale di Albignasego viene consegnato a tutte le famiglie residenti

Chi non dovesse ricevere il giornale, può ritirarlo presso il seguente esercizio

L’ARTE DELLA PASTICCERIA Via Roma, 76 - Albignasego Il giornale è visibile e sfogliabile on line dal seguente link http://www.limedizioni.com/tuttigiornalicomunali/ Per segnalazioni di mancata consegna scrivere a: info@limedizioni.com oppure telefonare a 393.3533932

https://www.conai.org/

Belluno svetta con i dati più alti per gli imballaggi in alluminio con un pro-capite di 0,66 kg (dietro c’è Padova con 0,45) e per gli imballaggi in vetro con un pro-capite di 57,63 kg (Venezia si ferma a 51,44).

CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, è un Consorzio privato che opera senza fini di lucro ed è un sistema che costituisce la risposta delle imprese private ad un problema di interesse collettivo, quale quello ambientale, nel rispetto di indirizzi ed obiettivi fissati dal sistema politico. Al Sistema Consortile aderiscono circa 800.000 imprese produttrici e utilizzatrici di imballaggi. Nato sulla base del Decreto Ronchi del 1997, il Consorzio ha segnato il passaggio da un sistema di gestione basato sulla discarica ad un sistema integrato, che si basa sulla prevenzione, sul recupero e sul riciclo dei sei materiali da imballaggio: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. CONAI collabora con i Comuni in base a specifiche convenzioni regolate dall’Accordo quadro nazionale ANCI-CONAI e rappresenta per i cittadini la garanzia che i materiali provenienti dalla raccolta differenziata trovino pieno utilizzo attraverso corretti processi di recupero e riciclo. Le aziende aderenti al Consorzio versano un Contributo obbligatorio che rappresenta la forma di finanziamento che permette a CONAI di intervenire a sostegno delle attività di raccolta differenziata e di riciclo dei rifiuti di imballaggi. CONAI indirizza l’attività e garantisce i risultati di recupero di 6 Consorzi dei materiali: acciaio (Ricrea), alluminio (Cial), carta/cartone (Comieco), legno (Rilegno), plastica (Corepla), vetro (Coreve), garantendo il necessario raccordo tra questi e la Pubblica Amministrazione.


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DAl CoMUNE

Il NUOVO PARCO URBANO IN CoRso D’opERA I lAVoRI IN VIA DEllA CosTITUZIoNE

Il nuovo spazio darà opportunità di aggregazione a giovani e adulti oltre ad uno spazio verde e ricco di alberi. Ed a proposito di fusti parleremo anche del progetto “Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana”, che ha coinvolto oltre cento famiglie di Albignasego

 Da pochi giorni sono stati affidati i lavori di realizzazione del nuovo e grande parco che sorgerà in via della Costituzione, nel quartiere di San Tommaso. Le macchine movimento terra hanno iniziato a lavorare da qualche giorno con le prime opere, cui seguirà la messa a dimora delle piante. Secondo il cronoprogramma stabilito dal Comune, salvo casistiche legate al maltempo, il parco sarà completato per la primavera e comunque prima dell’avvento dell’estate. Come affermato a livello istituzionale si estenderà su una superficie complessiva di 25 mila metri quadrati, 16 mila dei quali resteranno a verde dopo l’edificazione del teatro/auditorium. All’interno vi troveranno dimora oltre un migliaio di nuovi alberi, che daranno vita a un bosco urbano. Il grande parco sarà attrezzato inoltre con un’area giochi innovativa per i bambini più piccoli, il

baby race, lo spazio attrezzato per giovani e adulti, il teatro all’aperto e una piazzetta alberata. Il nuovo parco di via della Costituzione è pensato per offrire svago a tutte le fasce di età e sarà attrezzato con spazi

per il benessere, la socialità e i giochi dei bambini. Vi troveranno posto un’ampia zona gioco molto innovativa e un “baby race”, un circuito per correre in bicicletta dotato di segnaletica stradale verticale e

orizzontale, utile per le lezioni di educazione stradale. Per i giovani è stata ideata un’area multifunzione attrezzata per il gioco del tennis, basket, calcetto, pattinaggio e la corsa dei bambini, mentre le famiglie, grazie all’area dotata di tavoli per picnic, barbecue e chaise

longue, potranno godersi il relax all’ombra degli alberi. L’importo complessivo dei lavori ammonta a 780 mila euro. Una parte importante di questo nuovo parco saranno i circa mille alberi che vi troveranno

posto, a creare un bosco urbano, un polmone verde, che contribuirà ad abbattere l’inquinamento atmosferico. La disposizione delle piante non sarà casuale, ma strutturata in maniera da creare dei boschetti con essenze che creino dei cromatismi particolari in tutte le stagioni, dalle colorate fioriture primaverili alle sfumature rosse e arancio dell’autunno. Così come sarà accuratamente studiata la scelta dei fiori di campo nel grande prato che sarà allestito fino a quando non sarà edificato il teatro. L’area sarà adibita, infatti, a prato, con essenze (come ranuncoli e fiordalisi)

selezionate e piantate in maniera che fioriscano ciclicamente, creando effetti di colore sempre diversi. Sul prato sarà realizzata anche un’arena a gradini, comprensiva di un piccolo palcoscenico, che fungerà da teatro all’aperto, circondata da un frutteto. Ed a proposito di alberi, un’iniziativa che ha coinvolto oltre un centinaio di famiglie è “Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana”. In questa occasione non stiamo riferendoci al nuovo spazio urbano, ma ad un progetto della Regione Veneto che grazie alla partecipazione del Comune di Albignasego ha consegnato a 103 cittadini ben 882 giovani alberi ad alto e medio fusto e cespugli che saranno poi piantati nei giardini delle abitazioni private. L’obiettivo della Regione Veneto è quella di contribuire in maniera efficace all’assorbimento di CO2 presente nell’atmosfera. M.V.

Albignasego si è tinto di viola per la Giornata Mondiale della Prematurità

Insieme all’Associazione Pulcino si è celebrata questa importante iniziativa  Come gran parte delle città d’Italia, anche Albignasego martedì 17 novembre ha celebrato la Giornata Mondiale della Prematurità. Con l’occasione Villa Obizzi si è tinta di viola ed ha regalato un’atmosfera davvero affascinante in giorni nei quali non è stato facile, e non è facile, poter vivere in totale libertà le nostre serate a causa del coprifuoco imposto dal Covid.

L’iniziativa è stata promossa ad Albignasego dall’Associazione Pulcino che ha sede in via Verga 1. I fondatori ed i soci, molti sensibili ai temi legati alla prematurità, si propongono al sostegno delle “famiglie premature” contribuendo a migliorare le condizioni di accoglienza nei Reparti di Patologia Neonatale del Veneto sia attraverso la donazione di strumentazione medica sempre più sofisticata, sia proponendo, finanziando ed organizzando corsi di aggiornamento per gli operatori sanitari. Gli interventi sono promossi a favore delle famiglie e dei bambini, in particolare in relazione agli aspetti emotivi, psicologici e riabilitativi, connessi al forte trauma che i piccoli neonati ed i genitori vivono in maniera drammatica al momento della nascita. Da diversi anni l’associazione documenta ogni iniziativa e “successo” ottenuto nell’aiuto a questo importante obiettivo attraverso foto, video e servizi televisivi. Nel 2005, in cooperazione con altre sei sodalizi, l’Associazione Pulcino ha realizzato Vivere Onlus”, il Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia. Ad oggi il gruppo porta avanti tematiche di carattere nazionale ed istituzionale che coinvolgono le famiglie pretermine ed i reparti di patologia neonatale in Italia. Negli anni l’Onlus è riuscita a presentare la Carta dei Diritti del Bambino nato Pretermine alla Camera dei Deputati. Tra gli altri obiettivi portati a termine troviamo la partecipazione alla Fondazione Europea EFCNI, il riconoscimento del congedo di maternità prematuro, i primi contatti con le società scientifiche ed il completo riconoscimento del fondamentale ruolo genitoriale e associazionistico. L’evento ha ricevuto una bella accoglienza ad Albignasego e, nonostante le limitazioni dovute dalle imposizioni nazionali e comunali per il contenimento del Coronavirus, ha avuto la giusta visibilità e dignità. La Giornata Mondiale della Prematurità è stata promossa anche dal Ministero della Salute per la quale il relativo ministo Roberto Speranza ha speso le seguenti parole: "Sono più di 30.000 i bambini che ogni anno nascono prematuri nel nostro paese. Grazie ai progressi della medicina e alle cure del nostro Servizio Sanitario Nazionale sempre più spesso si riescono a superare tutte le difficoltà. Oggi, Giornata Mondiale della Prematurità, è l'occa-

+ di 30.000 sono i bambini che ogni anno nascono prematuri

7% vengono al mondo prima della 37a settimana di età gestazionale

1 su 10 nel mondo un bambino su 10 nasce prematuro

60 sono i paesi, che dal 2011 ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prematurità e della malattia nei neonati

sione per fare un grande in bocca al lupo a questi piccoli combattenti e ai loro genitori". Oltre a Vivere Onlus anche la SIN (Società Italiana di Neonatologia n.d.r.) ha partecipato attivamente all’organizzazione degli eventi nelle svariate città italiane. Il Prof. Fabio Mosca, presidente SIN ha così commentato: "Sostenere la vicinanza dei genitori al neonato significa riconoscerne il ruolo non di visitatori, ma di capacità curante. Con un coinvolgimento precoce della famiglia si rafforzano quelle connessioni emotive fondamentali per lo sviluppo neuro cognitivo del bambino e si determinano effetti positivi sull’esito della salute neuro-comportamentale a distanza”. Matteo Venturini


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DAl CoMUNE

Centro Diurno Il NODO di Albignasego un risposta ConCreta alle esigenze Delle persone con disabiLità

Favoriamo attività di inclusione, generando connessioni con la comunità, offrendo occasioni di partecipazione e crescita collettiva.  Dal 1995, grazie all’esperienza decennale nel mondo del volontariato dell’Associazione Il Millepiedi, all’impegno del Comitato Genitori Disabili di Albignasego e l’appoggio del Comune esiste Il Nodo, la risposta concreta alle persone con disabilità del nostro territorio.

Il Nodo dopo dieci anni dalla sua nascita e grazie alla fusione con la cooperativa Antares, è gestito dalla Cooperativa Solaris, nuova realtà sorta per migliorare la qualità dei servizi e per ottimizzare le risorse a disposizione. Oltre al Centro Diurno il Nodo, la Cooperativa ha altre sue sedi diurne: Antares, il primo, con sede nel Comune di Padova nato nel 1999 e La Tenda presente nel Comune di Montegrotto Terme sin dal 1980. Nel Centro Diurno Il Nodo ogni giorno vengono svolte attività rivolte a ragazzi con disabilità seguendo il Progetto Educativo Individuale al fine di valorizzare le potenzialità dei singoli sogget-

ti, tenendo presente le singole specificità e unicità della persona diversamente abile. Tutte le attività educative attuate nel centro tengono conto dei bisogni e delle richieste della persona con disabilità, sempre rispettandone la personalità nella sua interezza e con l’obiettivo costante nell’accompagnare nel percorso di crescita il ragazzo, che da giovane diventerà poi adulto ed il più possibile indipendente. L’organizzazione propone un piano educativo annuale suddiviso in diverse tipologie di attività: Attività di educazione all’autonomia, volte al mantenimento e sviluppo delle autonomie personali e sociali •cura e igiene della persona •riordino e pulizia ambienti Attività di tipo espressivo-occupazionale, con l’obiettivo di stimolare la libera espressione e la

creatività, al fine anche di favorire la collaborazione, la capacità organizzativa e il rispetto di ritmi e tempi •avorazione del legno, della ceramica, della carta riciclata •confezionamento di bombo niere, con oggetti creati nei laboratori del centro •assemblaggio semplice •lettura e commento di racconti •visione cineforum •stimolazione sensoriale Attività motorie e riabilitative per favorire il benessere psicofisico della persona espressione corporea •movimento •piscina Attività integrative e socializzanti, con l’obiettivo di sviluppare/mantenere le capacità cognitive e favorire lo sviluppo di relazioni significative nell’ambiente quotidiano, in famiglia, nel territorio

•collaborazione tra i centri della cooperativa •collaborazione con altre agen zie del territorio (scuole, par rocchie, cooperative sociali) •inclusione sociale nel territorio di appartenenza Oltre a tutto questo ed escluso questo particolare periodo segnato dalla pandemia, il centro organizza periodicamente gite culturali con visite a musei e mostre ed eventi ricreativi a seconda della disponibilità dei volontari e degli spazi offerti dal territorio. In estate a diversi ragazzi viene data la possibilità di usufruire di uno o più soggiorni per esperienze di svago e benessere anche al di fuori dell’abituale nucleo familiare. M.V.

Centro Il Nodo Operatore Locale di Progetto: Elisabetta Pantano 049 8629001 e-mail ilnodo@coop-solaris.it

Destinati 250.000 euro a supporto del commercio locale Al via, tra le altre, l’iniziativa “Metti un...“buono” sotto l’albero” promossa dall’associazione di negozianti Vivà e un contributo di 100.000 euro per le piccole attività colpite dalla crisi All’inizio della crisi sanitaria l’Amministrazione comunale ha messo in atto delle iniziative che alleggerissero la pressione sui commercianti costretti alla sospensione della propria attività, spostando le scadenze delle principali imposte comunali Tari, Imu e Cosap e consentendo ai pubblici esercizi, che avessero spazio sufficiente, di ampliare i loro plateatici per garantire il corretto distanziamento sociale. Successivamente è stata deliberata l’esenzione della Tari alle attività commerciali per i mesi di chiusura durante il “lockdown”, che ha comportato un esborso di 100 mila euro a carico delle casse del Comune. In questa ulteriore fase critica l’Amministrazione sta avviando e sostenendo delle nuove iniziative in favore del commercio locale, anche in considerazione del periodo natalizio. Inoltre ha deciso di stanziare un contributo alle piccole attività commerciali e artigianali che hanno chiuso o diminuito l’orario di apertura a causa delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. Per questa iniziativa il Comune di Albignasego ha messo a disposizione un fondo di 100 mila euro e tra qualche giorno uscirà il bando con i criteri per presentare domanda. In più prenderà avvio con il 2020, ma si concretizzerà poi nel corso del 2021, quando, dopo Natale, i consumi inevitabilmente caleranno, una lotteria istantanea, con sconti e buoni acquisto immediati, come incentivo agli acquisti nei negozi di Albignasego. Un progetto che impegnerà il Comune per 30 mila euro. Infine, diversamente da quanto accade in altre città, nelle quali le Amministrazioni chiedono ai commercianti di contribuire al pagamento delle luminarie natalizie, da anni invece ad Albignasego questa è una spesa di cui si fa completamente carico il Comune, che quest’anno ammonta a 14 mila euro.

dott. Emo Bruno


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lETTERATURA

INTEREssANTE INCoNTRo CoN ettore pezzetti, AUToRE DEl RoMANZo “Prima che sia troppo tardi” Ettore Pezzetti è un autore emergente residente al Albignasego, con molti progetti presenti e futuri nell’ambito della scrittura Il Giornale di Albignasego ha avuto il piacere di incontrare Ettore Pezzetti, autore del libro “Prima che sia troppo tardi” ed apprezzato cittadino di Albignasego. La nostra rubrica dedicata alla scrittura si arricchisce di un nuovo contributo con questa interessante intervista. Buona lettura! “Prima che sia troppo tardi” è il tuo primo romanzo, concepito dodici anni fa e concluso durante la prima fase pandemica che ha colpito nei primi mesi dell’anno 2020. Di cosa parla il tuo romanzo? E’ liberamente ispirato da un truce fatto di cronaca accaduto appunto una dozzina di anni fa in una ricca provincia italiana del Centro Nord, dettato da ignoranza, stupidità e tanto efferato quanto inutile, che tocca un argomento purtroppo sempre di estrema attualità. Episodi che si ripetono con notevole frequenza un po’ ovunque. In quel caso si era trattato di un’aggressione finita tragicamente, che io ho trasformato in incidente, proprio per non dare spazio e pubblicità a una banda di balordi perdigiorno.

ettore pezzetti L’autore emergente alla sua prima opera “Prima che sia troppo tardi”. In preparazione un secondo romanzo dopo il Covid

L’ho rielaborato per renderlo meno duro rispetto alla realtà e inserendolo in un contesto di fantasia, che si snoda tra un’ipotetica metropoli statunitense e l’incantevole paese di Dolceacqua, in Liguria, uno tra i più bei borghi italiani. Io stesso trascorsi diverse estati della mia adolescenza tra i magnifici luoghi della riviera di Ponente,

attingendo a piene mani tra quei ricordi. Nel romanzo Jannel è un giovane manager di origini italiane, tra i trenta e i quarant’anni, uscito malconcio e ferito da una turbinosa relazione con un’affascinante e volitiva donna in carriera. Ferito nei sentimenti vorrebbe escludere un nuovo rapporto e dedicarsi solo al lavoro e al suo futuro. E invece, ancora emotivamente fragile, viene travolto, suo malgrado, dalla storia con Ale che, con un divorzio alle spalle e un figlio adolescente, da tempo cerca stabilità con un compagno. Lavorano nella stessa azienda e devono partecipare a un’importante incontro per la salvaguardia dell’attività. Dovendo terminare il lavoro dopo la riunione, non si spostano dalla sala in cui si trovano. Rimasti dunque soli Ale, con una sottile arte seduttoria, và all’attacco di un vulnerabile Jan, che non sa resistere all’ardito corteggiamento. Ne è sorpreso, prova un’inusuale attrazione che mai avrebbe immaginato. Si trova precipitato in una nuova realtà, ne ha paura ma non riesce a respingerla. Nuove sensazioni lo stordiscono e alla fine cede. Ad una folle passione vissuta in un contesto assurdo. Ne rimane sconvolto, mettendone in discussione identità, personalità, certezze e futuro, come uomo e come professionista. Deve staccare per pensare e capire. Una vacanza premio sembra la giusta occasione.

Raggiunge in Italia il paese natale del padre, alla riscoperta di ricordi dell’adolescenza, dei valori semplici e genuini della vita delle persone sincere, che gli fanno abbandonare quelli che capisce essere inutili emblemi del consumismo più esasperato. Ale, più consapevole dei propri sentimenti, ne intuisce la meta e lo raggiunge con non poche difficoltà, dando prova della sincerità del suo affetto, riuscendo a far superare a Jan dubbi e paure. Il tutto in un ambiente più semplice e umano. Con sorpresa arriverà Angie, il figlio adorato di Ale, per un’ulteriore, difficile prova da affrontare. Tutto si appianerà e saranno giorni intensi. Il destino però è in agguato. E qui mi fermo … In realtà hai avuto altre esperienze in ambito editoriale nel campo della poesia. Raccontaci qualcosa. Quando ancora lavoravo, con computer e stampante detti corpo a due sillogi, omaggiandole come strenne natalizie ai miei Clienti. Scrivevo i miei componimenti ispirandomi al quotidiano, a temi sociali e, ovviamente, a sensazioni o vissuti personali. Niente di nuovo sotto il sole. Materiale che tenevo nel classico cassetto, fino all’incontro con una persona che, condividendo gli stessi interessi e leggendoli, mi spronò a non fermarmi. Nel frattempo continuavo con il romanzo semplicemente per arrivare a mettere la


7 parola fine, senza pensare troppo alla possibilità di stamparlo. Raggiunta la pensione e stimolato da amici, pensai a un’altra silloge, più curata in tutta la sua forma con l’apporto di un artista pittore per copertina e immagini all’interno, la cura di un grafico per l’impaginazione, la prefazione di un’ex insegnante, amica di famiglia. Il tutto venne dato alle stampe non per la vendita commerciale, ma proposto per una raccolta fondi a beneficio della biblioteca di Mandriola. A proposito della Biblioteca di Mandriola hai avuto un’importante esperienza. Raccontaci, in questo contesto, di cosa ti sei occupato. Si tratta di una piccola biblioteca di quartiere, dove sono raccolti libri frutto di donazioni. Si trova in una sala del CAT, Centro Annalena Tonelli, un edificio posto accanto all’antica chiesetta di Mandriola. Era stato la canonica, utilizzata più tardi addirittura come officina meccanica e poi, finalmente, oggetto di restauro, recuperata e riqualificata, insieme alla chiesetta stessa; una piccola storia di Albignasego, degna di un approfondimento specifico (ne terremo certamente conto, grazie Ettore n.d.r.). All’interno vi sono spazi multifunzione dedicati ai bimbi, ai giovani, utilizzati per riunioni o corsi di vario tipo, sala prove per cori e, appunto, anche con la biblioteca. Quando, su richiesta del parroco di allora, data la mia passione mi proposi per darle nuova vita, libri e scaffali erano distribuiti in tutti i locali. Assieme ad altri volontari provvedemmo a una ricollocazione più congeniale in un unico ambiente, cercando di ottenere l’aspetto di una vera biblioteca, dotata anche di salottino di lettura e ampliando il materiale già disponibile grazie ad ulteriori donazioni. Catalogammo romanzi, saggi, narrativa di ogni genere, classici della letteratura italiana e straniera, dai grandi nomi ai meno conosciuti, testi a tema che spaziano dalla religione al diritto, dall’arte alla cucina. Oltre a diverse enciclopedie, purtroppo ormai obsolete e superate dall’uso spregiudicato di internet, ma dalla veste grafica ancora elegante e curata. Vestigia di un passato nemmeno troppo lontano. Alla presenza di parrocchiani, amici e collaboratori venne fatta la presentazione ufficiale, con tanto di taglio del nastro e benedizione del nuovo ambiente. Il tutto, ovviamente, a beneficio di parrocchiani e non

solo. Nel tempo continuammo nel lavoro di riordino e archiviazione dei titoli presenti e di quelli nuovi, utilizzandola anche per incontri di vario genere, compresi corsi di scrittura creativa. Poi io ho dovuto lasciare, soprattutto per sopraggiunte necessità nei confronti di mio padre, anziano e pluripatologico. Devo però ammettere che l’affluenza di potenziali lettori, almeno in quel periodo, fu sempre piuttosto scarsa. Ci proponemmo anche per la lettura a domicilio, per persone anziane o non autosufficienti; se Maometto non va alla montagna… ma l’iniziativa purtroppo non ebbe riscontro. Mi dicevi che hai partecipato alle iniziative legate al Circolo Penna Calamaio & Web, una libera associazione di Padova. Quali attività svolgete? Devo parzialmente parlare al passato, in quanto il Covid ha bloccato parte delle attività. Nello specifico, gli incontri settimanali che si tenevano presso lo spazio Vecchiato del Centro San Gaetano, al chiuso, sono stati sospesi. Questi erano per lo più occasione di lettura degli elaborati da parte dei partecipanti, oppure venivano definiti i programmi e concertate idee e progetti del Circolo, sempre improntate ad uno sviluppo culturale aperto agli appassionati. Una volta al mese l’incontro si svolgeva presso la Sala verde del Caffè Pedrocchi, alla presenza di un Maestro con i suoi intermezzi musicali al piano. Annullato ovviamente anche questo. Nell’ambito delle attività, ora sviluppate forzatamente da casa, a volte viene proposto un argomento, cui può far seguito una selezione stampata se il quantitativo di scritti lo consente. Com’è stato nel caso della Giornata della Memoria, o con una raccolta accompagnata dall’audiovisivo su CD, che venne presentato presso la Galleria Cavour. O ancora sul tema sempre attuale dell’amore, in tutte le sue forme. Annualmente poi, sin dalla sua fondazione, il Circolo propone l’Antologia con una breve sintesi della produzione dei propri collaboratori. Come dicevo, attualmente ci si attiva da casa, con internet, anche se dal mio punto di vista lo scambio diretto, in presenza, è e rimane un aspetto fondante insosti-tuibile. Sei residente ad Albignasego da qualche anno. Hai in previsione

di presentare il tuo romanzo in futuro nel nostro Comune? La presentazione era già stata programmata a luglio per il corrente mese di novembre, contando in un rientro della pandemia. Così non è stato. Dal Comune ho ricevuto il Patrocinio e, in qualità di cittadino residente, a titolo gratuito mi era anche stata concessa la sala Verdi di Villa Obizzi. La riduzione via via delle possibili presenze, dovuta alla recrudescenza del virus, ha però reso improponibile l’evento, che avrebbe comunque comportato dei costi, ormai ingiustificabili. Meglio dunque rimandare il tutto a tempi migliori, a scapito ovviamente della promozione e possibile diffusione del libro. Al momento è ordinabile, oltre che dal sito dell’Editore, su alcune piattaforme online quali IBS, Unilibri, Libreria Universitaria e altre. Grazie Ettore, sei stato molto cortese. Un in bocca al lupo per questa e per le opere in futura programmazione Viva il lupo e grazie a te per la disponibilità di questo spazio. In effetti ho altre sillogi pronte, oltre ad alcuni racconti e un altro romanzo già terminato che continuo inevitabilmente a rimaneggiare, in attesa di una futuribile pubblicazione. Mi auguro che dal territorio del nostro Comune emergano altri appassionati per la scrittura e che possano anche loro trovare la positiva accoglienza che ho avuto io in questo giornale. Il capitale artistico e culturale, qualunque esso sia, va coltivato e mantenuto. Credo che le opportunità non manchino. Buon lavoro.

ettore pezzetti L’autore fotografato con il suo libro nella nuova Piazza del Donatore al Albignasego

IL BACO DA SETA 2.0 di Matteo Venturini e Alessandro Gioda

Nel prossimo numero parleremo del saggio "Il Baco da Seta 2.0". Il testo contiene anche il trattato originale dell'agronomo storico Alessandro Gioda e, nella versione istituzionale non commerciale la prefazione del Governatore del Veneto Luca Zaia.


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soCIAlE

UNA APP CHE AIUTA LE ASSOCIAZIONI Tre imprenditori – dei quali due albignaseghesi – hanno lanciato una App che aiuta le associazioni e le organizzazioni a venire incontro alle esigenze delle persone sul territorio. Abbiamo parlato con Andrea Tosello, uno dei fondatori di Aiut.app, l’applicazione che nella sua formula base è gratuita e torna molto utile anche in questo periodo pandemico  Incontriamo l’albignaseghese Andrea Tosello, uno dei tre soci che ha fondato Coincydence - gli altri due sono Marco Longhin da Albignasego e Fabio Tagliacollo n.d.r - una giovane startup innovativa nel settore informatico che ha scelto anche di impegnarsi anche nella realizzazione di progetti in ambito sociale e della solidarietà.

Andrea, Coincydence è una startup innovativa con una sfida molto coraggiosa, spiegaci come è nata questa idea. L’idea di fondare una azienda nel settore informatico sarebbe stata banale in un mercato che ne conta moltissime, se non fosse stato per le scelte valoriali condivise nel nostro incontro tra soci fondatori quasi casuale. I valori che sono stati la base e lo stimolo per proporre un modo diverso di fare azienda: semplificare le attività nel rispetto della dignità dell’uomo e del suo valore, una tecnologia al servizio non fine a se stessa, con una ricaduta sul mondo reale. Per questo l’impegno a dare risposte etiche e concrete, anche nella scelta di esserci quando c’è necessità, con la responsabilità e la consapevolezza che fare azienda vuol dire dare risposte non solo economiche al tessuto sociale, ma anche di solidarietà e aiuto. E’ così che abbiamo incrociato le nostre storie e le nostre esperienze

“Afferra la stretta di qualcuno che ti aiuterà, e poi utilizzala per aiutare qualcun altro.” Booker T. Washington

professionali. Con la convinzione che la tecnologia a servizio dell’uomo, se ben utilizzata, rende più libera e facile la vita, stimola la creatività, valorizza la bellezza, rispetta l’ambiente. E con l’intento, piccolo e umile, di rendere e renderci migliori. Uno dei progetti più interessanti è Aiut.app. Che cos’è? AiutApp è una piattaforma digitale creata con l’obiettivo di mettere in comunicazione chi offre aiuto e servizi di supporto sociale con chi ha bisogno di aiuto. Alla forza di noi tre fondatori si sono aggiunti dall’esterno e con entusiasmo Tiziano Barizza e Nicola Zambon. La piattaforma è costituita da una APP installabile su dispositivi mobili e da un portale di gestione per le organizzazioni. Il tutto è basato sulla possibilità di visualizzare cosa offre il territorio posizio-

nandolo nella mappa geografica. Le organizzazioni, Associazioni, Cooperative sociali, Enti del Terzo Settore, Enti pubblici, creano la propria presenza nella piattaforma inserendo alcuni dati identificativi e definendo le tipologie di aiuto e di servizio che sono in grado di offrire. Definiscono inoltre la loro zona di competenza tracciandola nella mappa geografica. Chi sono i fruitori finali di questa applicazione? Sono le persone che hanno bisogno di aiuto e di servizi. Si registrano nell’applicazione fornendo i loro dati anagrafici essenziali. La persona inserisce la propria richiesta di aiuto in modo guidato e le verranno così proposti l’aiuto ed i servizi che il territorio ha messo ha disposizione. Attraverso il Portale dedicato l’organizzazione destinataria riceve le

richieste inserite dalle persone e le prende in carico per seguirne l’iter, contattando i richiedenti, e per portare a termine l’aiuto o il servizio richiesto. Un sistema di notifiche avvisa le persone e le organizzazioni di quanto sta avvenendo: inserimenti, prese in carico, contatti, completamenti. Attraverso il portale le organizzazioni creano una rete territoriale nella quale alcune organizzazioni – strutture - “riconoscono” e svolgono una forma di monitoraggio su altre strutture con cui collaborano. E nel volontariato e nel sociale? AiutApp integra tra loro le realtà di volontariato e i servizi sociali del territorio, li rende visibili e permette così a coloro che ne hanno necessità di poter trovare un riscontro ai propri bisogni ed alle proprie richieste di aiuto, siano essi anziani, persone sole, disabili,

famiglie. La piattaforma permette inoltre alle persone del territorio, attraverso i servizi di vicinato, di organizzarsi autonomamente e di condividere esperienze, iniziative ed esigenze, costruendo e rafforzando la comunità in cui sono inseriti e migliorando la propria qualità della vita. AIUTAPP è scaricabile da Google Play e App Store. Il portale di AiutApp è raggiungibile all’url app.aiut.app Grazie Andrea, sei stato gentilissimo. Avremo modo di risentirci, so che oltre a AiutApp avete creato la piattaforma di adozioni a distanza “SGAD” per la quale mi piacerebbe parlarne nelle prossime uscite. Ti ringrazio per la disponibilità ed in bocca al lupo con “Il Giornale di Albignasego” M.V.


MEssAggIo pUBBlICITARIo

lA gEsTIoNE DEl TRASLOCO E Il RUolo DEllE EMOZIONI NEl MERCATo IMMoBIlIARE il mercato immobiliare e nello specifico il vero compito di un gruppo immobiliare è quello di affiancare dall’inizio alla fine il cliente mantenendo sempre a galla dei valori e mai dimenticando che le emozioni dell’acquirente siano alla base di tutto Anche in questo numero parleremo con Luca Vernuccio, titolare del Gruppo Vela – Servizi Immobiliari, che con le sedi di Albignasego e Cartura porta avanti un progetto coerente che si vuole diversificare dalla concorrenza. I cinque valori che contraddistinguono il Gruppo Vela sono Crescita, Fiducia, Onestà e Rispetto e su queste basi il progetto poggia le sue fondamenta. Vendere e acquistare rimangono le mansioni principali di una qualsiasi agenzia immobiliare, il segreto del successo del Gruppo Vela è saper individuare le emozioni dell’acquirente e soddisfarle in tutte le fasi, anche quelle correlate. E di emozioni parleremo oggi, sia legate alle prime sensazioni che si possono provare quando si sta acquistando una casa, sia quelle legate, per esempio, a situazioni più ostiche come il trasloco. Lasciamo la parola a Luca, avrà modo per raccontarci qualche aneddoto. Vendere e acquistare casa è una questione di emozioni. Quando un acquirente pensa di aver individuato l’abitazione dei suoi sogni, ha certamente provato e sentito delle emozioni che gli fanno capire di aver trovato la “casa giusta”. Dalla tua esperienza, quali spunti pensi di doverci raccontare tra le tante opinioni che hai raccolto in questi anni? In quindici anni e più di lavoro di momenti emozionanti ne ho vissuti tanti. Io sono una persona che osserva molto i clienti durante l'appuntamento di vendita. Gli sguardi e i gesti a volte dicono molto di più di una chiacchierata. Se una persona entra nella casa giusta lo percepisci! Posso garantirti che gli occhi hanno una luce diversa, il cliente inizia ad immaginare i suoi momenti di quotidianità spaziando da una stanza all'altra. Poi l'entusiasmo si percepisce alla grande! Sono questi i momenti in cui mi carico di più, perchè mi rendo conto di aver veramente capito le esigenze del mio cliente e so di aver fatto il possibile per trovare la casa che tanto desiderava.

Mettiamoci sempre dalla parte del compratore. Ha aperto la porta di casa e non ha sentito il classico odore di chiuso, ma ha respirato una sensazione diversa, rassicurante. Si è sentito insomma “a casa”. Quante volte hai percepito questo tipo di situazione? È davvero così incredibile il trasporto emotivo come viene raccontato?

potenziali acquirenti, ha ritirato una proposta a prezzo buono circa quattro mesi dopo aver ricevuto l'incarico di vendita. Non nego che la signora è sempre stata titubante nel mettere in vendita l'immobile dei genitori appunto perchè c'era un affetto molto forte che la legava all'immobile.

Assolutamente sì. Un po’ ti ho già risposto anche nella domanda precedente. Se sai cogliere ciò che l'acquirente si aspetta da te riesci a lavorare bene offrendo il massimo della professionalità. Arrivare ai risultati comunque non è solo frutto di anni e anni di esperienza, ma è anche dovuto alle aule dei corsi di formazione che seguiamo costantemente durante tutto l'anno lavorativo. Lo scambio di esperienze tra colleghi ci permette sempre di migliorarci e di crescere. D’altro canto le emozioni possono giocare scherzi di altro tipo . Sicuramente avrai dovuto gestire anche situazioni opposte nelle quali il venditore era molto legato alla casa che stava decidendo di mettere in vendita per svariati motivi. Molte volte è difficile staccarsi dalla prima casa o dall’abitazione dei propri genitori che sta per essere ceduta per sempre. Raccontaci qualche aneddoto. Mi vedi sorridere,e ti racconterò il perchè! Un po’ di anni fa ho conosciuto una famiglia qui della zona. Come sempre facciamo noi di Gruppo Vela, ci siamo conosciuti personalmente in ufficio da me e dopo un paio di appuntamenti utili a far chiarezza sul giusto posizionamento del loro immobile sul mercato, i gentili signori hanno deciso di affidarmi l'incarico in esclusiva per mettere in vendita la casa dei genitori di lei. Abitazione che aveva ereditato per successione essendo l'unica figlia. All'inizio tutto era tranquillo, ogni settimana ci si aggiornava sulle varie fasi della vendita. Se ci fosse stato qualche problemino tecnico lo si affrontava senza grosse preoccupazioni. Dopo un'accurata scrematura dei

“Se una persona entra nella casa giusta lo percepisci! Posso garantirti che gli occhi hanno una luce diversa, il cliente inizia ad immaginare i suoi momenti di quotidianità spaziando da una stanza all'altra”

Insomma, per fartela breve, il giorno del rogito notarile la proprietaria ha avuto un crollo emotivo e non voleva più consegnare le chiavi dell'immobile ai nuovi acquirenti. A volte succede quando lo stress emotivo è forte, ma grazie alla determinazione, alla calma e anche al marito è tornata la serenità e tutto si è concluso nel migliore dei modi. È proprio vero, le emozioni giocano un ruolo fondamentale. Sono sicuro che anche voi agenti provate alcune sensazioni di questo tipo quando accompagnate i vostri clienti alla vendita o all'acquisto di un immobile. Il vostro compito è proprio quello di capire le reali necessità dei clienti e rassicurarli sul fatto che troveranno nei vostri collaboratori delle persone corrette, leali e professionali, capaci di assumersi una responsabilità cosi importante: prendersi cura di una giovane coppia, di una famiglia e aiutarla in questa delicata fase del "cambio casa". Nella tua esperienza professionale hai un aneddoto che ti ha emozionato quasi allo stesso modo di una giovane coppia che ha acquistato casa? Certo! Noi di emozioni ne proviamo sempre tante: quando vado a fare il primo appuntamento di acquisizione ad esempio - su una casa che vedo anch'io per la prima volta - vivo questa fase come se fosse il primo appuntamento che faccio. Perchè ogni immobile racconta una storia, la propria. E questo aspetto se ci pensi è meraviglioso. Altra emozione forte che provo sempre e in questo caso posso parlare anche a nome dei miei colleghi e collaboratori si verifica quando sento la frase "QUESTA E' LA CASA CHE FA PER NOI E VOGLIAMO ACQUISTARLA". Significa che abbiamo svolto in modo esemplare il nostro ruolo di agente/consulente immobiliare.

Ed infine mi farebbe piacere se raccontassi un aneddoto molto interessante. La gestione del trasloco: hai dei preziosi consigli per gestire bene il momento del trasloco, dato che di recente hai vissuto anche tu questa situazione? Raccontaci com’è andata. Ho voluto parlare con voi oggi di questo argomento perchè hai ragione, ho affrontato proprio qualche settimana fa il trasloco di casa mia e di quella dei miei genitori. Sinceramente non pensavo di avere tutta quella roba in casa [ride nd.r.]. Scherzi a parte, vista l'esperienza vorrei tanto provare a dare qualche consiglio utile a tutte quelle persone che nei prossimi mesi dovranno affrontare un trasloco, perchè lo affermo sinceramente non si tratta assolutamente di una passeggiata! Io ho organizzato il tutto da solo con la famiglia ovviamente -, cioè non mi sono rivolto a imprese specializzate. L'ansia aveva iniziato a farsi sentire ma ho cercato di gestire la cosa con diplomazia e soprattutto mi sono organizzato per tempo. Il trucco è proprio questo. Non sottovalutate questi aspetti dandoli per scontati, perchè la preparazione del trasloco andrebbe effettuata con dei mesi di anticipo facendo una lista completa di mobili ed oggetti da trasportare. Io personalmente un mese prima circa ho iniziato a riporre negli scatoloni gli oggetti che usavo meno di frequente e ne ho approfittato per buttare le cose che sono diventate inutili nel tempo. Negli ultimi giorni ho smontato i mobili e ho imballato tutto facendo ovviamente attenzione a riporre gli oggetti ben avvolti e sistemati all'interno degli scatoloni per evitare danni. Solo anticipando i tempi potrete ridurre al minimo lo stress da trasloco. E poi è fondamentale accettare che ogni attività prevede dei tempi e che forzarli sarebbe controproducente. E alla fine vi dico anche di trovare comunque del tempo per voi stessi, per ricaricare le pile e recuperare le energie per andare avanti col lavoro!


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Villa Salom, Castelletto e Barchessa Est un luogo incantevole immerso nel verde a Lion

 In via Sant’Andrea a Lion, all’interno di un parco di tremila metri quadrati, è ubicata Villa Salom, la storica residenza della omonima e storica famiglia di Albignasego.

Costruita intorno al 1500 dai nobili veneziani della famiglia Bragadin è stata ammodernata ed ampliata nel 1840 dalla famiglia di cui ha preso poi la denominazione, e non a caso il suo nome completo – ed esatto – è proprio la combinazione dei due nomi: Villa Salom Bragadin. Nel periodo compreso tra la costruzione e la ristrutturazione è passata anche sotto la proprietà degli Obizzi che ne hanno influenzato in diverse caratteristiche sia architettoniche – per quanto riguarda la struttura – sia stilistiche ambientali – per quanto riguarda il parco. Ad oggi all’interno dello spazio verde si possono contare

diverse piante secolari di oltre duecento anni di vita e non molto distante dalla villa – nella stessa corte – è possibile ammirare anche il Castelletto e la Barchessa Est; dall’altro lato è presente un parcheggio adibito all’attuale ristorante ed un laghetto. Il Castelletto è una delle opere “aggiunte” proprio dalla famiglia Salom: in stile romanico-decadente con la presenza di una torretta presenta bifore gotiche, un interessante poggiolo sorretto da due grifi e diversi fregi risalenti al 1200 danno il tocco di classe finale all’opera architettonica; con molta probabilità questi ultimi dettagli sono stati recuperati dalle macerie dell’antico e storico castello di Lion, ora inesistente. All’interno della piccola fortezza sono presenti, nella parete a nord, molti decori originali dell’epoca. La Barchessa invece, costruita

presumibilmente intorno al 1700, era antica dimora di un granaio (al primo piano) e di una cantina (al pian terreno) all’esterno della quale è ancor oggi possibile mirare alcuni ganci utilizzati per l’essicazione del tabacco ed una bilancia impiegata per la pesatura dei carri. Come anticipato la Villa ospita oggi un ristorante-prosciutteria molto conosciuto ed apprezzato, mentre la Barchessa è resa disponibile per feste, matrimoni, manifestazioni e meeting vista anche l’interessante conformazione del parco ed i notevoli richiami al periodo settecentesco. Villa Salom Bragadin è stata catalogata ed inserita tra i gioielli storici dell’Istituto Regionale delle Ville Venete. Questa istituzione, sin dal 1979, si occupa della valorizzazione, ristrutturazione e catalogazione delle ville del

territorio veneto e friulano. Fino a pochi mesi fa, in tempi di non Covid era possibile visitare l’intera struttura da martedì a domenica a partire dalle 11.30 fino alle 15.30 chiamando il numero 049.8625904. Considerati questi ultimi tempi è consigliabile consultare telefonicamente il recapito indicato per capire eventuale disponibilità alla vista, sicuramente legata agli ultimi decreti nazionali ed ordinanze regionali. M.V. La Barchessa, barcòn o barco è un edificio rurale di servizio, tipico dell'architettura della villa veneta, destinato a contenere gli ambienti di lavoro, dividendo lo spazio del corpo centrale della villa, riservato ai proprietari, da quello dei contadini. Di norma le barchesse erano caratterizzate da una struttura porticata ad alte arcate a tutto sesto ed adibite ai servizi: dalle cucine, alle abitazioni dei contadini, alle stalle e agli annessi rustici.

Presepiando Padova DAl 5 DICEMBRE Al 6 gENNAIo

NELLA CITTà dEL SANTO

Dalle le restrizioni imposte alle norme di contenimento al Coronavirus in molte città e paesi sono stati sospesi gli eventi natalizi. Nella vicina Padova qualcosa verrà comunque garantito ed una delle iniziative che non dovrebbe essere soppressa è “Presepiando”. Organizzata dall’Associazione Gattamelata è alla sua settima edizione. È un modo per scoprire le vie più antiche di Padova entrando in contatto con nuovi ed antichi preziosi presepi. In collaborazione con artigiani e commercianti di Piazza e via del Santo, via San Francesco e via Cesa-

rotti sarà possibile visionare una vasta ed interessante selezioni di presepi. All’interno delle vetrine di diverse attività appassionati e curiosi potranno ammirare i presepi della collezione Elena Turchi: oltre 200 presepi provenienti da tutte le parti del mondo. Pezzi raffinatissimi e materiali utilizzati nella realizzazione sono un pregio per una passione che coinvolge molte persone: la costruzione di un presepe, simbolo del Natale cattolico in Italia. Dal 5 dicembre al 6 settembre lo spirito del Natale torna in città. M.V.


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INIZIATIVE

quATTRO NuOvE COLONNINE

pER 8 posTAZIoNI DI RICARICA PER LE AUTO ELETTRICHE al parcheggio dell’Ipercity di Albignasego è stato realizzato anche un murales dall’artista Carolina Blanco

 Il territorio comunale di Albignasego si arricchisce di altre otto postazioni per la ricarica delle automobili elettriche. Da pochi giorni é possibile, e gratuitamente, ricaricare la propria auto ibrida sostando negli appositi spazi all’interno dei parcheggi del Centro Commerciale Ipercity. In contemporanea alla messa in funzione delle colonnine si è tenuta anche l’inaugurazione di un imponente murales proprio alle spalle delle nuove apparecchiature. L’artista italo-argentina Carolina “Carolì” Blanco, per l’occasione, ha realizzato un murales di 40 metri. A commissionare questa nuova opera, che si inserisce nella recente tendenza che fa di Padova una delle province più vivaci per la street art in Italia, è stato il Centro Commerciale Ipercity di Albignasego. Il murales di Carolì ha come tema centrale quello del rapporto tra uomo e progresso, tra natura e tecnologia, e usa la forza iconica delle sue forme e dei colori primari per trasmettere un messaggio di responsabilità e far riflettere sui rischi e le contraddizioni della nostra epoca. L’opera è il primo passo di un insieme di iniziative messe in atto da Ipercity proprio a favore dell’ambiente e della mobilità sostenibile nel territorio.

Gruppo teatrale “The PLAY Teatro e Cinema” di Albignasego

È in quest’ottica che il murales è stato presentato assieme a 8 postazioni di ricarica per le auto elettriche, realizzate in collaborazione con Repower e gratuitamente a disposizione dei padovani e degli abitanti di Albignasego (negli orari di apertura del Centro Commerciale). La presentazione dell’opera è anche un’occasione per far dialogare street art e design: le colonnine sono infatti un progetto degli architetti Italo Rota e Alessandro Pedretti e non solo offrono una tipologia di servizio che tiene conto delle più recenti esigenze del trasporto elettrico, ma anche della storia del design italiano. Il murales di Carolì è stato pensato per creare un dialogo con la città, e, da un punto di vista produttivo, è stato studiato in maniera coerente con il tema che affronta e realizzato per il 70% con colori ad acqua, a basso impatto ambientale.

 Nello spazio dedicato alle associazioni in questo numero parleremo di The PLAY, Teatro e Cinema, una realtà presente sin dal 2016 e costituita a partire dal 2019 ad Albignasego. Il gruppo si occupa di attività formativa ed organizzazione di laboratori teatrali e di cinema sia per adulti che per ragazzi. Nell’attività prettamente formativa sono presenti il laboratorio di recitazione base, il laboratorio di recitazione avanzato, il laboratorio di Teatro per ragazzi “Play Kids” ed il laboratorio di recitazione Cinematografica “Action!”. Sin dal 2019 il lavoro prodotto dai laboratori ha dato vita agli spettacoli: •Quel che resta: Cronostoria di una guerra, realizzato dagli allievi del laboratorio avanzato 2018/2019 dedicato al centenario della Grande Guerra 1915-18; •Enrico, liberamente tratto da Enrico IV di Luigi Pirandello è stato realizzato dagli allievi del laboratorio avanzato 2018/2019.

L’opera è inoltre vicina ad un altro murales, realizzato da Tony Gallo nel 2017, fatto che contribuisce a rendere questo spazio una destinazione interessante per gli appassionati di street art.

caroLina bLanco Davanti alle postazioni di ricarica per le auto elettriche (sp) All’opera nella creazione del murales di 40 metri (st)

“L’idea di coinvolgere Carolì nel lanciare questo nostro nuovo servizio per i clienti non è nata per caso” dice Serena Galvan, Direttrice del Centro Commerciale Ipercity, “è un po’ nella nostra filosofia creare sinergie col territorio, valorizzare nuovi talenti e, nella fattispecie, nuove forme d’arte. Il concetto dell’unione, che vi sta dietro, ci avvicina ulteriormente alla comunità. Carolì è riuscita subito a entrare in sintonia col progetto e a rappresentare con le sue magiche donne il rispetto per l’ambiente e anche la stretta connessione tra mondi differenti. Ci piace l’idea di dare dei servizi ai clienti e al contempo rendere la loro permanenza da Ipercity il più piacevole possibile: avere delle opere d’arte di tale livello nel nostro spazio è certamente un valore aggiunto. In questo periodo estremamente particolare, speriamo peraltro che quest’opera possa strappare un sorriso e un’emozione a chi frequenta il nostro Centro”. dott. Emo Bruno

Nonostate i sopraggiunti problemi legati al Covid il gruppo non ha mai smesso di produrre idee. A tal proposito per quanto riguarda il laboratorio di teatro Base ha programmato Theaomai, un viaggio nel teatro, realizzato dagli allievi del Base per la stagione 2019/2020 che ora sta proseguendo interamente online. Per il laboratorio di recitazione avanzato è nato lo spettacolo A pranzo da Penny, una commedia brillante in due atti, un laboratorio di post-drammaturgia per il quale gli allievi si sono messi in gioco scrivendo insieme all'insegnante una commedia originale che tratta il recente periodo pre e post Lockdown. Le vicende di una famiglia che si ritrova a vivere insieme, durante la pandemia, e fa capolino a segreti e vecchi amori del passato. Per il laboratorio di cinema “Action!” l’organizzazione ha pensato a ben due cortometraggi dal titolo “La cena” e “La seduta”, momentaneamente accantonati e rinviati al prossimo anno a causa delle restrizioni dovute alla seconda ondata della pandemia. Questi due progetti prendono seguito ad un laboratorio antecedente al lockdown con le partecipazioni di corsisti che hanno approfondito la recitazione cinematografica con l'inserimento di un piccolo seminario di sceneggiatura condotto dallo sceneggiatore e regista Salvatore Frisina. A terminare la carrellata di iniziative portate a termine dall’organizzazione sono presenti anche gli spettacoli (tenuti nel 2019) NON RITORNEREMO - Cronistoria di un disastro, ispirati al disastro nucleare di Chernobyl del 16 Aprile del 1986. M.V.


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A.S.D. CARPINE 2016 INTERVIsTA Al pREsIDENTE E CofoNDAToRE GIuLIANO BERNARdI anche la gestione dell’impianto sportivo a Lion?

 Oggi abbiamo il piacere di parlare con il Presidente della A.S.D. Carpine 2016 Giuliano Bernardi, cofondatore della società che rappresenta calcisticamente la frazione Carpanedo di Albignasego.

Aggregazione non vuol dire accentramento ma coordinamento di risorse e uomini, sempre grandi appassionati di calcio, con suddivisioni delle varie categorie nei molti siti disponibili non pienamente a regime; in questo modo si arriverebbe a coinvolgere in maniera più efficace il territorio e la popolazione del nostro Comune. La nostra crescita è costante potremmo eventualmente valutare, in un futuro ancora non del tutto quantificabile, anche la gestione dell’impianto di Lion. Come dicevo, non dipende solo da noi, ma da una serie di fattori che si potrebbero verificare in futuro… Covid permettendo.

Fino a pochi anni fa il quartiere era presidiato calcisticamente dalla U.S.D. Carpanedo, storica società sportiva che negli ultimi anni dello scorso secolo ha collezionato l’importante traguardo della Coppa Veneto. Ho avuto il piacere di solcare i campi di Carpanedo qualche anno fa per due stagioni nel settore giovanile, quando ancora a fianco dell’impianto sportivo era presente un campo di allenamento (poi trasformato in parte in lotti destinati a costruzioni per abitazioni civili), mentre oggi il “campetto di allenamento” si trova posteriormente all’impianto principale. La storica società, dopo diverse movimentazioni ha deciso di unire le forze con il Teolo per creare la U.S.D. Carpanedo Teolo Calcio attualmente militante in Terza Categoria provinciale. Ma ora dedichiamoci a questa nuova realtà, la A.S.D. Carpine 2016, nata dalla volontà di diverse persone unite da un’unica passione: l’amore per lo sport e la dedizione nel volontariato sportivo. Dal 2020 il Carpine gestisce anche l’impianto sportivo Linda Scattolin sito in via Cimarosa, portando dunque una prosecuzione effettiva della storicità sportiva del quartiere. Siamo felici dunque di parlare con il Presidente Bernardi che ci ha dedicato con piacere qualche minuto per rispondere alle nostre domande.

Il Covid ha fermato gran parte delle società sportive, ma voi, grazie ai regolamenti nazionali del CSI siete in grado di garantire ancora le attività sull’impianto. Spiegaci perché questo è possibile.

Giuliano, raccontaci come è nata questa nuova società sportiva? La frazione di Carpanedo era rimasta orfana dal calcio dopo la rinuncia della squadra storica, ed era necessario rimettere in piedi i valori sportivi che hanno sempre caratterizzato la zona. Da questa situazione un gruppo di ragazzi, dei quali alcuni ex giocatori dello storico Carpanedo si sono uniti per ricreare quello spirito che era svanito coinvolgendomi in veste di Presidente. È così che nel 2016 ci siamo riuniti e abbiamo fondato insieme questo nuovo sodalizio, con tanta voglia di fare, forza di volontà e spirito di iniziativa. Certo, l’inizio non è stato facile! Nei primissimi tempi per avere uno spazio nell’impianto sportivo Scattolin ci siamo dovuti rivolgere all’ Albignasego Calcio che in quel momento ne aveva titolarità nella gestione, oltre, chiaramente all’Amministrazione Comunale che ha mostrato la

massima disponibilità. Abbiamo potuto così iniziare con una squadra amatori, primo reale passo sportivo donato al territorio, un vero e proprio seme che ci ha permesso di diventare quello che siamo, un vero e proprio albero, non a caso il nostro simbolo. Molti dei giocatori storici della vecchia società sportiva U.S.D. Carpanedo oggi sono colonne portanti della A.S.D. Carpine, altri sono componenti del Direttivo. Certo, come ho accennato prima quei ragazzi ora sono l’asse portante della Società, e anche grazie a loro questo progetto si è concretizzato ed ogni giorno sta dando i suoi frutti. Il Direttivo è composto dal Presidente, Vice Presidente, Segretario e Tesoriere

oltre ad altri consiglieri con competenze professionali e personali in più settori utili per la gestione del A.S.D. Carpine 2016. L’unione fa la forza, è proprio il caso di dirlo. Ognuno mette una piccola parte per rendere grande questo progetto. Quante squadre compongono l’Associazione? Attualmente le squadre sono sette del settore giovanile e tre compagini compongono il settore adulti; di questi ultimi nello specifico due sono le squadre amatori e una milita nel campionato di Terza Categoria provinciale novità acquisita quest’anno dalla rinuncia del Lion a partecipare al campionato.

Un grandissimo progetto, ma non dipende solo da noi, è quello di evituare che un po’ tutte le realtà attualmente esistenti non perdessero la loro storicità e soprattutto la tradizione giovanile. I giovani cresciti in queste società garantirebbero un bacino di qualità e conveniente a livello economico per la squadra più rappresentativa della nostra Città, l’Albignasego Calcio, che ora milita nel campionato di Eccellenza. È quello che è capitato al Lion. Piuttosto che rinunciare all’iscrizione al campionato si è rivolto a noi. Siamo stati felici di poterli accogliere per dare una continuità sportiva ad un progetto che durava da diversi anni. È vostra idea, vista la costante crescita, prendere in considerazione

Ci tengo a precisare che la nostra Società si è sempre attenuta alle regole sin dai primi decreti. Abbiamo sempre tenuti informati l’Assessorato allo Sport ed il Sindaco sulle attività che svolgevamo e svolgiamo ad oggi. Allo stato attuale noi continuiamo ad operare rispettando tutte le ristrettezze imposte dal nuovo decreto. La F.I.G.C. ha chiuso le porte ai campionati delle categorie giovanili e delle serie provinciali, mentre il C.S.I., essendo un Ente Nazionale ha continuato a garantire la possibilità di fare sport pur seguendo tutte le accortezze imposte dalla legge. I genitori ci ringraziano costantemente per il fatto che riusciamo a dare la possibilità ai propri figli di poter “sgambettare” in un periodo nel quale molte altre realtà sportive non sono in grado di garantire, ma la nostra più grande soddisfazione è quella di poter vedere in campo, grandi e piccini, incollati al pallone come sempre. Giuliano, ti ringrazio per la disponibilità e la cortesia, ed evviva lo sport! Ringrazio per la possibilità di illustrare anche con poche parole lo spirito di questa giovane società. Rinnovo i miei più sentiti ringraziamenti a tutte le persone che ricoprono un ruolo all’interno della nostra A.S.D., senza di loro tutto questo non sarebbe possibile. E come sempre Forza Carpine! Matteo Venturini


13 aureLia Ghirardo ED Il dott. Giovanni medici RACCoNTATI DAl REgIsTA NICOLA vEGRO

CURIosITà

Due figure molto conosciute e apprezzare in città, rispettivamente la levatrice ed il “dotore” di Albignasego Nel nostro numero zero abbiamo incontrato Nicola Vegro, regista e autore del libro “Antonio Segreto”. Parlando con lui abbiamo scoperto che albignasego cela molte curiosità interessanti legate ad un passato non troppo remoto. il grande interesse sulla scorsa intervista ci ha spinti a contattare nuovamente Nicola e chiedergli di raccontarci Il direttore qualche “chicca interessante”. lasciamo volentieri a lui la parola!

Giovanni medici e “i mitici 4” Il dott. Giovanni Medici (sx) I Mitici 4” in alto dott. Massimo Montagna da sx i dottori Silvio Simonato – Giovanni Medici – Carlo Poggi

 Tra pochi giorni sarà Natale: la festa della “nascita”. Allora, nel ricordare un pezzo di storia del nostro paese, ho pensato di dedicare un ricordo a chi ha letteralmente fatto nascere molti dei suoi abitanti e a chi poi, li ha aiutati a crescere in salute. Mi riferisco alla levatrice, e al dottore. Qualche riga dedicata a due persone che ho conosciuto da vicino: la signora Aurelia Ghiraldo madre dell’amico Diego e il dott. Giovanni Medici, mio nonno materno.

Ogni giorno verso le 10,30, sul fuoco della cucina economica, un pentolino basso e squadrato, pieno di aghi e siringhe di vetro, iniziava a bollire e immancabilmente, nonna Mita andava a bussare alla porta dell’ambulatorio. Poco dopo, il nonno entrava in cucina in camice bianco, si accendeva una sigaretta infilata in un bocchino bianco e sorseggiando il caffè, tra voluminose nuvole di fumo sbirciava i titoli del giornale aspettando che le siringhe finissero di sterilizzarsi. Poi tornava in ambulatorio portando con se il pentolino miracoloso. Era pediatra e a detta di molti, con occhi, mani e udito sapeva scovare anche le malattie più perniciose, salvando spesso la vita dalla morte. Per i suoi pazienti era un grande medico e… un grande fumatore. Sopra alla sua scrivania colma di medicinali e campioni di farmaci non poteva man

care il pacchetto di sigarette che ogni tanto accendeva anche durante la visita. A compensare qualche piccola licenza c’era il fatto però che lui, e tutti i suoi colleghi medici di quel tempo, farmacista compreso, davano la propria disponibilità 24h su 24.

un improvviso nubifragio o di quando lei, da sola, nel cuore della notte si perse in mezzo alla campagna; non riusciva a trovare la casa della partoriente e allora si diresse verso l’unica luce che in lontananza si vedeva. Pedala e pedala, si ritrovò dentro a un cimitero!

Mattino ambulatorio, pomeriggio visite a domicilio fino a sera e poi la notte… Succedeva spesso che il campanello o il telefono suonassero nel cuore del sonno. La casa si svegliava e tutti si mettevano in ascolto: un incidente, un malore improvviso, un malato che si era aggravato… una vita da salvare. Ma succedeva anche che quella voce invocasse aiuto per far nascere una vita: “Dotore, l’Aurelia ga bisogno de aiuto”. E allora via, a far nascere il bambino, di corsa… pedalando in fretta! Succedeva anche che, seduta sulla canna della bicicletta ci fosse Aurelia, la levatrice.

Capitava che tornasse a casa con una gallina in borsa ricevuta in segno di gratitudine o come anticipo sul pagamento! E poi qualche tempo dopo, medico e levatrice erano tutti invitati a far festa per il battesimo della creatura. Aurelia e il nonno Medici erano persone molto riservate che raccontavano sempre con gratitudine quello che ricevevano ma mai quello che davano.

Albignasego a quel tempo era una strada: via Roma. Il resto delle vie si perdeva nei campi. Nelle belle giornate la campagna era piacevole ma d’inverno, immerse nella nebbia, che a quel tempo era spessa come un muro impenetrabile, le strade prive di illuminazione si trasformavano in un labirinto. Ancora ridendo di gusto, Aurelia raccontava di quando lei e il dott. Medici finirono in un fosso pieno d’acqua; di quando vennero sorpresi da

Durante le feste di natale, a Lion, venne al mondo un bambino; la famiglia era molto povera e nella casa faceva così freddo che forse il bambino non avrebbe potuto vivere. Molti anni dopo, una signora mi confidò che Aurelia in quelle notti di freddo glaciale aveva donato a quella famiglia una stufetta in terracotta per riscaldare il piccolino. Per nonno Medici la bicicletta fu il primo mezzo per visitare gli ammalati, poi attaccò al telaio un motorino, come si usava, poi venne la Vespa, la Topolino, la Fiat 600. L’evoluzione del mezzo seguiva l’evoluzione del paese e della società.

La mia memoria diretta parte dal tempo delle siringhe sul bollitore e dalla 600. In garage, vicino all’auto c’era la mia nave da sogno. Piena di leve, manopole, pulsanti e quadranti con lancette: uno spasso. Non potevo saperlo, ma si trattava dei macchinari per effettuare le radiografie a raggi X. Ovviamente erano ormai dismesse e non più pericolose ma ora, nel ricordarle, non posso che riconoscere il merito del nonno nell’utilizzare uno strumento all’epoca molto avanzato, e anche molto pericoloso, ma che sicuramente offriva a tutto il paese un servizio di presidio della salute e di prevenzione, specie in quegli anni dove ancora imperversava l’incubo della TBC. Sicuramente quelle radiografie hanno permesso di curare molte persone, ma ogni tanto mi chiedo se quelle radiazioni, al tempo molto forti, non abbiano influito sulla morte della nonna, mancata molto giovane a soli 53 anni. Casa e ambulatorio si affacciavano su via Roma. Il distributore della Esso – di

Piero Volpin – illuminava la notte ed era un punto di riferimento. Non ricordo se a quel tempo, durante il Natale ci fossero delle luminarie lungo la strada. Ricordo però che Cesare, l’elettricista di fiducia – Cesare Crivellari – addobbava il grande pino vicino all’ambulatorio con decine di file di palle di natale di plastica colorata che ogni sera la nonna accendeva. Dall’altra parte della strada rispondeva, illuminandosi, l’albero della farmacia del dott. Montagna, e sulla via, tutte le vetrine si accendevano di luci per donare a tutti un po’ di serenità e riscaldare l’animo in attesa che il bambino nascesse. Pochi mesi fa, il comune di Albignasego ha meritatamente dedicato una via al nostro grande dott. Carlo Poggi. Sarei molto felice se in un prossimo futuro si dedicasse una via alla signora Aurelia Ghiraldo e una al dott. Giovanni Medici. Nicola Vegro


14 CUlTURA ALBIGNASEGO NELLA STORIA

Quando a Carpanedo e ad Albignasego

c’era il Tram

Le due fermate facevano parte della Tranvia Padova – Bagnoli di Sopra

I pRopRIETARI TERRIERI ED Il pAEsAggIo AgRARIo DEI primi anni deL novecento  Riprendiamo il nostro appuntamento con la storia di Albignasego da dove lo avevamo lasciato. Nello scorso contributo siamo riusciti a ricostruire la storia di alcune vie della nostra Città, oggi invece scopriremo la suddivisione delle proprietà terriere nei primi anni del secolo scorso, ma anche delle precedenti lottizzazioni, a chi appartenevano e come venivano sfruttate. Purtroppo non abbiamo notizie certe sugli scritti del giornalista tedesco Otto Jules Bierbaum, che attraversando Albignasego nel 1902 – ed altre città venete - a bordo della sua automobile ha poi documentato il tutto nel giornale “Berliner Lokal Auzeiger”. Sta di fatto che il Prefetto di Padova, nei primi mesi dello stesso anno ed in previsione della visita del giornalista, si premunì di invitare il Sindaco di allora ad adottare tutte le “disposizioni conformi” per evitare una figura poco consona con la stampa tedesca.

Vista l’assenza di mappe catastali comunali e di documentazione adeguata dei primi anni del Novecento (il nuovo catasto venne istituito a Padova solo ad inizio del 1903) è possibile ricostrire qualche dato risalendo a poche note del paesaggio agrario attraverso XXIV fogli del Catasto italiano del 1892. Nonostante queste informazioni siano accompagnate da scarse fonti d’archivio locale non è possibile definire quali fossero le scelte agrarie applicate ai terreni del nostro territorio. E per scelte non intendiamo solamente l’impiego di determinate colture piuttosto che altre, ma anche la precisa suddivisione delle proprietà, delle rese, dei contratti agrari e delle modalità sui pagamenti agricoli. Sono ignoti anche i valori degli immobili, dei casoni,

delle ville padronali oltre alle varie forme di insediamento che si differenziavano tra popolazione agglomerata e sparsa. A completare questa incertezza si aggiungono le coltivazioni prevalenti (non è possibile stabilire con dati certi quali fossero le culture più commercializzate in zona), le tempistiche di riposo per i lotti incolti (seppur molto marginali rispetto a quelle effettivamente all’attivo), la conformazione e l’utilizzo di fossati e canali di scolo, le vie consortili e di intramezzo tra le varie proprietà e così via. Una sola considerazione quasi certa è quella relativa alle coltivazioni nel periodo precedente all’Ottocento. Da alcuni testi antichi si può evincere che tutta la zona a sud di Padova – comprensiva anche del nostro territorio comunale – e nei periodi dal ‘400 in avanti, si prediligeva la coltivazione in aratura oltre all’agricoltura arborea da pascolo a scapito di edificazione edilizia e allevamento di bestiame, troppo impegnativi per la popolazione a livello economico. Negli anni precedenti allo scorso secolo si sono avvicendati diversi proprietari terrieri ad iniziare dalla famiglia degli Obizzi oltre a quella dei Lion per poi interessare anche i Dondi Dall’Orologio, i Da Zara, i Dotto, i Benedetti, gli Zabarella, i Bragadin, i Da Lazara, i Da Sala, i Cittadella, i Mantova, i Dal Verme ed infine la famiglia dei Negri. Nei mappali del Castasto Austriaco (1875), nei carteggiamenti relativi al Catasto italiano del 1892 ed infine nei documenti inerenti alla Carta d’Italia dell’Istituto geografico militare (1890, aggiornato poi nel 1910) è possibile constatare che ad Albignasego gran parte del territorio era interessato ad utilizzo rurale con indirizzo monotematico

delle colture; molte strade campestri, spesso allagate nonostante i numerosi canali di scolo, univano case sparse al centro ed alle frazioni di Lion, Cazzego, Roncon, Mandriola, Bugazzi e Carpanedo. Nei vent’anni precedenti al 1910 non si vedono grandi cambiamenti nelle strade, ed i canali principali – Battaglia e lo scolo Boracchia – non subiscono variazioni; è possibile denotare due peschiere, una di proprietà Salom, l’altro di Sambonifacio. Mandriola presentava due fornaci ed una fabbrica di mattoni appartenenti a Cassis, diversi terreni attribuiti a Salom, Da Zara, Castellani e Sambonifacio (quest’ultimo con annessa anche la Villa ed il Ponte della Cagna). Roncon vede altre proprietà dei Salom insieme a quelle dei Pasqualigo e dei Piovanello. Le famiglie che invece interessano il centro comunale di Albignasego appartenevano a Panella, Miari, Moschin, Voltan, Morpurgo, Zaggia e ancora una volta Salom; tra le costruzioni ben identificabili si possono riconoscere villa Papadopoli, villa Pesaro, l’oratorio dei Ferri, villa Osti, il Ponte della Fabbrica oltre alle varie boarie tra le quali quella Tosi e quella Merlo. Chiude il cerchio Lion che è quasi del tutto interessata alle proprietà della famiglia Salom - all’interno delle quali sono presenti villa Salom e Colpi – ma anche da quelle dei Corinaldi, dei Barzilai, dei Da Zara e dagli Ortolani; sulle mappe spiccano la chiesa di Sant’Andrea e l’oratorio di San Giacomo di Lion.

Albano Faggin

 Non stiamo parlando del Capolinea SUD che interessa attualmente i vicini confini di Albignasego dove oggi è possibile prendere il monorotaia che attraversa la città di Padova, ma del Tram che percorreva il nostro Comune fino al lontano 1954. Qualcuno ancora può ricordare, come spesso viene raccontato, la comodità nel prendere il “trenino” che portava a Bagnoli o direttamente a Padova alle diverse fermate disponibili. La Tranvia Padova- Bagnoli è stata inaugurata nel 1886 e faceva parte di un più ampio gruppo che serviva gran parte della Provincia di Padova. Amministrata dalla Società delle Guidovie Centrali Venete ha visto il primissimo tratto attivo per la linea

Padova – Fusina (Mestre) lungo la riviera del Brenta. Solo un anno più tardi la linea ferrata si arricchisce di due nuovi tronchi, il primo in partenza da Via Santa Sofia di Padova – destinato al trasporto merci – e l’altro con capolinea terminale a Bagnoli di Sopra con il progetto-obiettivo (mai raggiunto) di collegarsi fino alla città di Rovigo. È proprio questo il tratto che vide la realizzazione di due fermate, quella di Albignasego e di Carpanedo, comode alla congiunzione tra la città patavina e le estreme campagne della zona sud della provincia. Tutta la linea vantava due passaggi su ponti del Bacchiglione – il primo al Bassanello, l’altro tra Maserà di Padova e Cagnola – e fino al 1927 ha visto percorrere sui suoi binari locomotive leggere a vapore per un totale complessivo di carico di 19 tonnellate a 30 km/h di velocità massima. Come stabilito dal Regio Decreto n. 906 del 1927 venne approvata

la trasformazione della linea ad alimentazione elettrificata che impose il cambiamento delle locomotive. I mezzi furono così in grado di raggiungere la velocità di 40 km/h per un peso totale di 30 tonnellate. La dotazione delle cabine viaggiatori era composta da 42 vetture delle quali otto a terrazzini alternate a prima classe e terza classe o solamente di terza classe di differenti lunghezza e capacità. Alla dismissione della linea, l’intero parco macchine non smise di viaggiare, ma venne ceduto prima alla Società Romana per le Ferrovie del Nord che servirono in modo particolare il tratto Roma-Civitacastellana-Viterbo

per poi passare ancora di mano al Comitato per la Storia di Ferrovie e Tramvie di Bologna. Tra le fermate ed i tratti che interessarono la nostra Provincia ed in particolare il nostro Comune ricordiamo con piacere: Ponte sul Piovego (proveniente da Fusina-Mestre), Padova Piazza Eremitani, Padova Piazza Garibaldi, Padova Santa Sofia (fermata lunga), Ponte Corvo (fermata), Bassanello (fermata lunga), Guizza (fermata), Albignasego (fermata lunga), Carpanedo (fermata), Maserà di Padova (fermata), Cagnola (fermata), Cartura (fermata lunga), Conselve stazione (fermata lunga), Conselve (fermata), Palù (fermata), Arre (fermata) e Bagnoli (capolinea).

Albano Faggin


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VARIE

Quando viaggiare in tempo di Covid non è possibile. Ecco cosa offre la tecnologia Non è possibile viaggiare in tempo di Covid? Non sarà la migliore alternativa ma possiamo spostarci da Albignasego anche in questo modo  Queste vacanze di Natale saranno totalmente differenti da quello a cui siamo abituati, una novità che costringe tutti noi a scegliere “valide alternative” per poter almeno viaggiare virtualmente in tutto il mondo. Il Covid non lascia molte scelte e persino il turismo aeroportuale, dai dati dello scorso 13 ottobre pervenuti dalla IATA – International Air Transport Association, ha subito un calo del 90% degli abituali utilizzatori di aerei, figuriamoci quale sarà la decrescita effettiva durante le vacanze di fine anno. E così in questa crisi del turismo, stimata con una coda lunga che potrebbe portarsi avanti fino al 2024, le alternative sono a portata di mano… anzi a portata di smartphone. Ad arrivare in nostro soccorso è la Realtà Virtuale (VR) e la Realtà Aumentata (AR), due tecnologie già conosciute ai più, oggi sempre più presenti anche nel mondo del turismo. Attraverso il nostro smartphone, applicando dei supporti appositamente studiati per creare delle condizioni altamente emozionali, è possibile “viaggiare” per lo meno con la mente. Ralph Hollister di Global Data ha affrontato il tema di recente: “Più continuerà la pandemia, maggiori saranno le possibilità che la VR diventi una forma alternativa di viaggio. Tutto

sommato il Covid ha dato una scarica di adrenalina per questa tecnologia finora poco apprezzata e utilizzata”. Certo, noi tutti siamo coscenti di quanto sia più emozionante prendere un aereo e catapultarci in poche ore in una località calda di mare, piuttosto che in una pista da sci dei paesi del nord, nessuno lo nega. È anche vero

che questo ad oggi non ci è permesso, e quindi la vera alternativa è il piacere mentale nel poter vivere, anche se solo in maniera virtuale, una vacanza in un luogo caratteristico. Addirittura la compagnia aerea giapponese First Air che già dal 2017 offre opportunità di realtà virtuale con la possibilità di ottenere biglietti e pasti a bordo, ha visto un incredibile incremento delle vendite di oltre il 50%. La Germania è in pole-position per quanto riguarda il turismo europeo VR: attraverso il Microsoft Hololen e l’Ocolus Rift, due apparecchi che riproducono realtà virtuale alla portata di qualsiasi portafoglio, è permesso “visitare” i diversi ed affascianti castelli presenti nel paese oltre a visualizzare maestosi video a 360° del Mare del Nord e delle coste del Baltico. Chiaramente nulla potrà mai sostituire l’esperienza di un viaggiatore “dal vivo”, ma anche dopo il Covid la realtà virtuale potrà rimanere un buon mezzo per poter “fare una capatina” sul posto senza dover spendere un mucchio di soldi per poi, magari, scegliere con più precisione le destinazioni che più ci hanno colpito in questo primo VR-test. M.V.

Il Giornale di Albignasego 13mila copie che vengono distribuite direttamente nelle case dei cittadini di Albignasego. Le associazioni e le onlus cittadine possono dare il loro contributo e farsi conoscere, scrivendo a: matteoventurini@gmail.com

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Il Giornale di Albignasego è il periodico della città di Albignasego Reg. in corso presso il Tribunale di Padova Direttore responsabile: Matteo Venturini Coordinamento editoriale: Nadia Musoni Redazione: matteoventurini@gmail.com Albano Faggin Dott. Emo Bruno Nicola Vegro

il direttore riSPoNde Gentile Direttore, ho letto con entusiasmo il nuovo notiziario mensile della città di Albignasego. In un' epoca di confinamento come questa non poteva esserci iniziativa migliore. Ho apprezzato la sua precisazione sull'utilizzo che i bambini possono fare della piazza con giochi d'acqua e per questo vorrei chiedere se, anche con tutte le limitazioni possibili di orario, appuntamento, mascherina, guanti, disinfettante, coda e distanziamento potrà essere riaperta la Biblioteca di Albignasego per ritiro e consegna di libri. Anche senza il collegamento con altre biblioteche comunali per chi ama leggere sarebbe sufficiente poter disporre dei testi presenti nel nostro paese. Spero che qualcuno capisca che ritirare un libro non è proprio come andare dal dentista o bere l'aperitivo, nel senso che leggere è piacevole, ma non è pericoloso anzi. Ultimamente la cultura è una grossa Cenerentola, cosa ne pensa? Carla G. Carissima Carla, la sua mail mi è pervenuta nella prima metà del mese di novembre. Nel frattempo la Biblioteca di Albignasego sita all’interno di Villa Obizzi ha attivato il nuovo servizio Take Away: dalla finestra a piano terra sarà possibile ritirare libri precedentemente prenotati e restituire libri già letti. Le prenotazioni però dovranno essere effettuate attraverso una delle tre procedure: online dal sito web https://opac.provincia.padova.it , inviando una mail a biblioteca@comune.albignasego.pd.it o chiamando il numero 049.8042229. In alternativa, qualora ci sia impossibilità a raggiungere la Biblioteca, consiglio alcuni portali online nei quali è consentito scaricare ebook resi disponibili a titolo gratuito: Mondadori (https://www.mondadoristore.it/eBook-italiani-gratis/gr-3046), Bookrepublic (https://www.bookrepublic.it/ebooks/collection/ebook-gratis/), IBS (https://www.ibs.it/offerte-ebook/ebook-gratis-da-scaricare) e la vasta collezione di libri in inglese presente nella biblioteca internazionale dell’UNESCO (https://www.wdl.org/en/) Che dire… buona lettura!

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Matteo Venturini

Chiuso in redazione il 01/12/2020

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