Il Giornale di Albignasego aprile 2021

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Il GIORNALE DI ALBIGNASEGO, supplemento de “il Giornale di” Anno 2 n°3 (5°Pubb.) Aut. Tribunale di Padova n. 2509 Editore: Lime Edizioni srl - Direttore responsabile: Matteo Venturini ordine dei giornalisti della Regione Veneto n. 150011 Realizzazione grafica e concessionaria esclusiva di pubblicità: Lime Edizioni srl - Via A. Capecelatro, 31- 20148 Milano - Tel. 02 36767660 www.limedizioni.com - info@limedizioni.com - Tiratura: 13.000 copie

giornali comunali

editoriale

Pasqua come rinascita e ripresa dal Covid Siamo giunti alla quinta uscita de “Il Giornale di Albignasego”, la rivista che ogni mese si propone di portare ai lettori notizie, ricordi ed informazioni relative al nostro territorio. Abbiamo iniziato questo percorso nel bel mezzo della pandemia quando pochi o nessuno avrebbe mai potuto lontamente pensare di investire tempo e lavoro in un progetto come questo. Ho ricevuto moltissimi messaggi di stima e affetto da associazioni, autorità, persone più o meno note o semplici cittadini e tutti hanno colto il vero spirito di questo giornale: portare notizie positive, ricordi belli ed iniziative fresche e vicino alla gente.

356 giorni (ed oltre) di Covid ad Albignasego Ma nonostante tutto, sempre uniti e pronti a ripartire

Ed è davvero questo lo spirito che sentiamo di possedere, quello della positività, tanto da spingerci a continuare a parlare in chiave positiva nonostante il momento poco propizio… continueremo a farlo perché è la vera chiave del nostro “successo”. Nella nostra cultura cattolica la Pasqua è il momento della Risurrezione; anche quando tutto sembra perduto c’è sempre un valido motivo per credere che ci possa essere un momento di ripresa. E per questo auspico a tutti voi, cari lettori, anche se in ritardo un sereno augurio di Buona Pasqua per una sana ripartenza dopo questo periodo che ci ha colpiti e certamente segnati. Matteo Venturini

di Matteo Venturini

6 PASQUA AD ALBIGNASEGO. La Pasqua di oggi come la Pasqua di ieri - nella foto storica  Don Pietro Pircalli ufficia il Venerdì Santo

È già passato un anno da quel terribile giorno nel quale si è appreso di una epidemia, presto estesa e divenuta pandemia che ha colpito tutto il mondo. In questo articolo abbiamo voluto raccogliere “il diario di bordo” della

stessa pandemia raccontata dai comunicati ufficiali e non ufficiali delle istituzioni comunali… con la speranza che tutto questo possa finalmente finire e si possa tornare alla normalità. (Segue a pagina 2)

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CARLO GAIANI HA RAGGIUNTO LA  PENSIONE dopo anni di onorata carriera come

INTERVISTA AL GRAN MAESTRO  BAO LAN E ALLA fIGLIA GIULIA LIEN, tra

medico condotto ad Albignasego

i protagonisti del Viet Vo Dao, arte marziale vietnamita


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Pandemia È passato oltre un anno dall’inizio della tremenda notizia appresa dell’inizio dell’epidemia, ecco come Albignasego, e la sua amministrazione, teneva aggiornati i cittadini durante tutto il percorso

Cronistoria di una pandemia 21/02/2020: In questo momento

Sono passati oltre 365 giorni dal terribile giorno iniziato con la prima morte accertata causata da e per Coronavirus. Da allora la Città di Albignasego è rimasta vigile ed attraverso l’impegno degli amministratori, volontari e persone di buona volontà ha retto il colpo. Oggi abbiamo voluto raccogliere una cronistoria di quelli che sono stati terribili momenti – o almeno un estratto vista la grossa quantità di informazioni-, un anno di messaggi lanciati attraverso i social ed i canali ufficiali del Comune dal Sindaco Filippo Giacinti o altri componenti della Giunta. Un modo per ricordare alcuni dei momenti tragici che abbiamo attraversato noi tutti, ma anche un modo per non dimenticare quell’abbraccio virtuale che ci ha uniti e che ci unisce con l’unico obiettivo: sconfiggere il virus!

l’unico comune che ha ricevuto disposizioni di chiusura da parte dell’unità di crisi è Vo’ . Tutti gli altri comuni se la situazione dovesse evolvere riceveranno comunicazione dall’unita’ emergenziale. L’Ospedale di Schiavonia è chiuso e vengono fatti esami sui pazienti, medici e paramedici che si sono alternati durante la giornata. Vi aggiorneremo appena ci saranno novità. La situazione è in evoluzione continua ma siamo in contatto diretto con l’unità emergenziale;

22/02/2020: Rispetto a quanto scritto nella serata di ieri non ci sono, per ora, altre comunicazioni ufficiali da parte dell’Unita’ di crisi che impartiscano specifiche prescrizioni, rimanendo tutti in attesa che vengano trasmesse le linee guida dal Ministero; 23/02/2020: Il Decreto Legge emanato nella notte dal Governo non contiene nuove disposizioni che riguardino direttamente la nostra Città. Resta, quindi, l’ordinanza del Ministero della Salute di intesa con il Presidente Zaia;

24/02/2020: CORONAVIRUS ORDINANZA CONTINGIBILE E URGENTE del Ministero della Salute di intesa con il Presidente della Regione Veneto Zaia;

27/02/2020: Nuovo numero verde 800 032 973 attivato dall’Ulss 6 Euganea, per informazioni su coronavirus, che si aggiunge al numero verde regionale 800462340 e al numero nazionale di pubblica utilità 1500;

07/03/2020: Anticipazioni giornalistiche sembrano individuare tutta la nostra provincia tra le nuove zone rosse con prescrizioni sempre più rigide e presidiate da sanzioni più rigorose, valevoli fino al 3 aprile; siglio ha annunciato un nuovo inasprimento delle disposizioni restrittive; siglio ha annunciato l’estensione delle misure previste per la nostra provincia a tutto il territorio nazionale;

12/03/2020: NUOVO DPCM 11 MARZO 2020, in vigore dal 12 MARZO AL 25 MARZO; 14/03/2020: COMUNICAZIONE

ad Albignasego è risultato positivo al Covid-19;

17/03/2020: Su disposizione

01/03/2020: È stato, finalmente, reso noto il contenuto del DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, valevole fino a DOMENICA 8 MARZO 2020;

05/03/2020: Nuovo Decreto del Presidente del Consiglio del 4 marzo 2020;

18/05/2020: Riaprono tutte le attività dopo 70 giorni di stop: un nuovo Dpcm stabilisce le linee guida; 20/05/2020: Riapertura delle aree giochi e sanificazione delle strutture;

21/05/2020: Inizia la pianificazione per i centri estivi in Città;

24/05/2020: Linee guida da seguire per la nuova Ordinanza Regionale;

30/05/2020: 100 giorni di Covid; 03/06/2020: 02/04/2020: SPESA SOSPESA ALBIGNASEGO: SI PARTE! Dal 3 al 9 aprile puoi “lasciare una spesa” in uno dei supermercati e negozi aderenti; 03/04/2020: Nuova Ordinanza Regionale;

24/03/2020: Il capo di gabinetto del Ministero dell’Interno ha fornito attraverso una CIRCOLARE alcuni chiarimenti sugli SPOSTAMENTI;

06/04/2020: Già consegnati pacchi spesa a 70 famiglie in difficoltà nella nostra città;

27/03/2020: Prosegue la distribuzione degli schermi protettivi (mascherine) da parte della Protezione Civile, con il supporto dei volontari delle associazioni del territorio. ALBIGNASEGO, tra i primi comuni ad aprire un tavolo di confronto con le scuole e ad intervenire con fondo straordinario, preso atto delle novità normative, si è reso da subito disponibile ad aumentare l’importo dell’acconto dei contributi alle scuole per consentire di SOSPENDERE LE RETTE;

16/04/2020: La settimana scorsa abbiamo consegnato 1200 pacchi di spesa a 200 famiglie di Albignasego in difficoltà;

09/03/2020: Il Presidente del Con-

02/03/2020: un cittadino residente

ra delle scuole fino all’8 marzo;

22/03/2020: Programmazione e pianificazione con la Protezione Civile;

08/03/2020: il Presidente del Con-

SUI PRIMI INTERVENTI ECONOMICI STRAORDINARI DELLA CITTÀ DI ALBIGNASEGO: STANZIATI 90 MILA EURO. Da stasera, per tutta la durata dell’emergenza, il centralino della POLIZIA LOCALE sarà attivo TUTTI I GIORNI 24 ORE SU 24 per informazioni alla cittadinanza. Si prega di chiamare solo in caso di necessità;

29/02/2020:Proroga della chiusu-

20/03/2020: firmato il DMPC del 22 MARZO in vigore dal 23 marzo al 3 aprile;

stoffa si aggiungono, in omaggio anche le borracce termiche per gli studenti ed un libretto per i più piccoli;

dell’Ulss apre, presso la tenda della Protezione Civile istallata nel nostro Distretto Sanitario, un punto per eseguire i tamponi per l’emergenza Covid-19;

30/03/2020: NUOVO SERVIZIO DI SUPPORTO INFORMATICO GRATUITO PER FAMIGLIE E ANZIANI;

31/03/2020: Il nostro Tricolore a mezz’asta in tutti i Municipi d’Italia per ricordare chi ha perso la vita e stringersi attorno a tutte le famiglie che stanno soffrendo;

Calo netto dei contagi e continuano le sanificazione degli spazi comuni;

05/06/2020: Misure di sostegno al pagamento all’affitto per le famiglie in difficoltà con il Contributo della Regione Veneto;

10/06/2020: Proroga del pagamento contributo IMU per le famiglie in difficoltà; 15/06/2020: Partono i primi Centri Estivi;

24/06/2020: Viene realizzato il progetto SosteniAMOci, iniziativa a sostengo del commercio e della solidarietà;

24/04/2020: Ordinanza Presidente Regione Veneto;

06/07/2020: Nuovi contributi comunali alle famiglie in difficoltà;

27/04/2020: Decreto della Presidenza del Consiglio del 26 aprile IN VIGORE DAL 4 MAGGIO 2020 e Ordinanza Regione Veneto;

10/07/2020: Approvata riduzione tariffa rifiuti per artigiani e commercianti;

30/04/2020: Distribuzione mascherine di stoffa alla popolazione; 03/05/2020: Nuova Ordinanza Regione Veneto; 04/05/2020: Riapertura dei parchi, della biblioteca e consentiti spostamenti su mezzi pubblici in Italia e ad Albignasego; 09/05/2020: Rimborso mensa e trasporto pubblico; alle mascherine in

27/07/2020: Riapre il distretto sanitario di Albignasego;

28/07/2020: In Consiglio Comunale viene approvata all’unanimità la variazione di bilancio che mette a disposizione le risorse per adeguare le scuole alle norme anti-covid;

30/07/2020: Viene inaugurata la nuova Piazza del Donatore;


03/08/2020: Il Comune ha deciso

curva dei contagi si attenua e rimane poco sotto le 150 unità;

di sostenere le famiglie residenti prevedendo di rimborsare loro parte della spesa sostenuta per l'anno scolastico 2019/20;

28/01/2021: I cittadini accertati positivi ad Albignasego sono 73. È possibile presentare la richiesta di buoni spesa dalle famiglie in difficoltà economica;

16/08/2020: Nuova ordinanza del Ministero della Salute;

05/02/2021: Ancora in calo i casi di positività al Covid, questa volta sono 48. Si inizia a pianificare la fase di vaccinazione;

08/08/2020: Ordinati i nuovi banchi (non con le rotelle n.d.r.), Albignasego è pronta per la ripartenza della scuola; cesso l’iniziativa SosteniAMOci;

13/02/2021: Parte la campagna vaccinale in Comune, con precedenza ai nati nel 1941;

21/08/2020:

16/02/2021: Nuova riduzione della

Tamponi rapidi e tradizionali per i bambini e ragazzi.;

Tari a sostegno delle attività economiche del territorio;

09/08/2020: Prosegue con suc-

21/02/2021: Ad un anno esatto dal primo comunicato, vengono piantati centinaia di nuovi alberi nell’area boschiva del nuovo parco che sorgerà in via della Costituzione. Un simbolo che vuole sottolineare un sentimento di rinascita dopo un anno terribile segnato dal Covid;

20/11/2020: Potenziato il centro tamponi ad Albignasego, aperto a tutta la popolazione;

22/11/2020: La Protezione Civile installa un nuovo tendone nel punto tamponi in vista dell’arrivo del freddo invernale;

05/03/2021: Il Veneto viene decretato nuovamente in zona ARANCIONE;

02/12/2020: Stanziati nuovi fondi a sostengo delle attività che hanno subito danni economici a causa delle chiusure. Nasce anche l’iniziativa per i commercianti “Metti un buono… sotto l’albero”;

15/03/2021: Non passano molti giorni ed la Regione viene per la prima volta blindata in zona ROSSA. Ad Albignasego i concittadini risultati positivi si attestano intorno alle 170 unità;

04/12/2020: Nuovo Dpcm con presrizione previste. Siamo inseriti in ZONA GIALLA;

17/03/2021: Il Comune mette a disposizione ulteriori fondi per la formazione a distanza degli studenti delle scuole primarie;

05/12/2020: Iniziativa “Albignasego dona… un buon Natale”: anche chi è in difficoltà avrà un buon pranzo di Natale e regali per i bambini;

15/12/2020: La curva ha ripreso a salire, Ad Albignasego i cittadini positvi sfiorano le duecento unità;

19/12/2020:

10/01/2021:

15/01/2021: Torniamo in zona

Nuovo Decreto Legge del Governo, rimaniamo in zona GIALLA, tranne i giorni nevralgici delle festività (in tutta Italia le restrizioni aumentano n.d.r.);

Per la prima volta veniamo assegnati alla zona ARANCIONE. Preoccupazione da parte della Regione e del Comune;

GIALLA ed i contagi in Comune sono sempre poco meno di duecento;

20/01/2021: Nasce il nuovo Osservatorio Covid ad Albignasego. La

20/03/2021: In vista della Pasqua viene organizzata una nuova raccolta di generi alimentari e di prima necessità nei supermercati e mini market della nostra Città. L’iniziativa é rimasta attiva fino al 28 marzo. Matteo Venturini


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daL COmUne

TANTE NOVITÀ AD ALBIGNASEGO

ESCLUSIVA nUOvO PUntO vaCCini, i risULtati deL BiLanCiO ParteCiPativO Il nucleo Alpini di Albignasego e La nUOva gestiOne dei rifiUti da Parte di AcegAsaPsamga e la Sala Storica NUOVA GESTIONE DEI

 NUOVO PUNTO VACCINI QUARTIERI FERRI E SAN PER ANZIANI IN VIA MILANO GIACOMO, ARRIVATI I PRESSO LA SEDE COMUNALE RISULTATI DEL BILANCIO PARTECIPATIVO

Il 17 marzo si è tenuto lo spoglio delle schede per i residenti dei quartieri Ferri e San Giacomo per le idee-progetto del proprio quartiere. Ecco i risultati completi:

Il Comune di Albignasego ha allestito un centro vaccinale Covid per gli anziani all’interno della sede municipale di via Milano. Il punto vaccini è a disposizione dei residenti di Albignasego, ma anche dei cittadini dei Comuni di Maserà, Casalserugo e Ponte San Nicolò, avendo accolto la richiesta avanzata dai tre enti di avere una struttura più vicina alle abitazioni degli anziani, altrimenti costretti ad arrivare fino al padiglione fieristico di Padova. Per i residenti di Albignasego che si sono vaccinati in fiera e che abbiano necessità di recarsi nuovamente a Padova per la seconda dose del vaccino, è attivo il servizio di trasporto comunale gratuito, anche per i richiami, giudicato fin’ora in modo soddisfacente dagli utenti che ne hanno usufruito.

SERVIZI AMBIENTALI AD ALBIGNASEGO A partire dal 1 aprile partirà la nuova gestione di raccolta differenziata e pulizia stradale targata AcegasApsAmga. L’azienda è molto nota per essere una multiutility del nordest, frutto dell’aggregazione della già nota Aps Padova, Acegas Trieste e Amga Udine. L’accordo per il servizio di igiene urbana di Albignasego è frutto di un importante accordo tra il nostro Comune, quello di Casalserugo e di Ponte San Nicolò.

QUARTIERE FERRI: Elettori: 2.369 - Votanti: 86 (3,6%) Schede nulle: 1; •Più sicurezza al quartiere Ferri. Voti: 32; •Allestimento parco Ferri. Voti: 19; •Lo sport per tutti. Voti: 3; •Defibrillatore c/o parco Ferri. Voti: 4; •Una scuola “al passo coi tempi” cablaggio rete plesso Rodari. Voti: 16; Area cani Ferri. Voti: 11;

QUARTIERE SAN GIACOMO: Elettori: 1.982 - Votanti: 283 (14,3%); Schede nulle: 5; •Recinzione parco pubblico tra via S. Caterina da Siena e via S. Teresa di Liseaux. Voti: 15; •Campo basket / basket - calcetto. Voti: 53; •Bar Giallo. Voti: 64; •Strada in sicurezza. Voti: 18; •Circuito biciclette per piccoli e grandi al Parco dell’amicizia. Voti: 48; •San Giacomo risplende. Voti: 11; Sport e natura. Voti: 18; E’ possibile richiederlo telefonando •rESTATE al parco. Voti: 45; al numero 049 8042257, dal lunedì •Ping Pong - Un gioco per tutte le al venerdì dalle ore 9 alle 14. età. Voti: 6;

Documenteremo i preziosi tesori all’interno della Sala Storica di piazzetta Caduti sul Lavoro

 Siamo stati contattati da Giampietro Casano presidente della Sala Storica, storica struttura sita in piazzetta Caduti sul Lavoro, contenente un interessantissimo museo contenente reperti della Grande Guerra e della Seconda Guerra Mondiale.

Dalla prossima uscita del nostro giornale daremo la possibilità a tutti i lettori di effettuare una “visita virtuale” al museo attraverso una documentazione con foto e spiegazione delle varie rarità che si trovano al suo interno.

I cittadini potranno conoscere i dettagli del nuovo servizio partecipando al webinar gratuito informativo il giorno 13 aprile alle ore 18 collegandosi su piattaforma Zoom, preregistrandosi all’indirizzo www.acegasapsamga.it/albignasego entro le 13 del medesimo giorno. dott. Emo Bruno

Al piano superiore è presente invece la sede degli Alpini di Albignasego, nucleo nato nel 1985 per volere di Barison Antonio, Bastianello Severino, Battagin Bruno, Lanaro Angelo, Mabea Angelo, Noventa Graziano, Sartore Elio e Simioni Gianfranco. Per anni il gruppo Alpini ha trovato sede in diverse sedi: in un bar, a Carpanedo (dove ora sorge il CEOD), dentro Villa “Libero”, in via Roma sopra la sede della Croce

Verde (dove ora è presente la Scuola di Musica), a Lion (dove oggi sorge la Protezione Civile), in via Milano (dove erano presenti le vecchie scuole, oggi sede municipale del Comune). Dopo tutto questo peregrinare il nucleo ha trovato ospitalità presso casa “Baratto”, rinominata dopo la ristrutturazione “Sala Storica” nella quale sono presenti tre spazi: uno dedicato al Museo, un altro alla sede degli Alpini ed un terzo – After Hour” ospita un gruppo di giovani. Il Gruppo è iscritto alla Rete di Solidarietà mettendo a disposizione i propri associati per aiutare le famiglie bisognose per piccoli lavori di manutenzione, partecipa alle Raccolte Alimentari, erige la tenda per raccogliere fondi per terremotati e alluvionati. Nella Sala sono raccolti reperti e cimeli a testimonianza di ciò che è successo nelle due Guerre Mondiali che avremo il piacere di presentarvi a partire dal prossimo numero. Matteo Venturini


L’AssociAzione Ora11 aPs  Sono moltissime le associazioni del nostro Comune, molte sono operative nel volontariato, altre nello sport, altre nel sociale. Oggi abbiamo il piacere di parlare dell’Associazione ORA 11 APS che ha sede in via Vercelli 15 ad Albignasego. L'associazione si fonda su valori e comportamenti che eticamente vogliono esaltare e far emergere le potenzialità dell'individuo e di una comunità che oggi sente il bisogno di ritrovarsi ed espandersi. L’organizzazione intende creare sinergie generazionali per non disperdere saperi e tradizioni. Volendo abbracciare persone di ogni età ed estrazione deve essere possibile per ciascuno, trovare nella varietà di attività proposte, il proprio percorso ludico sociale e formativo. Organizza, quando possibile, occasioni di promozione sociale tra: serate informative/educative, conferenze, lavori socialmente utili, incontri conviviali, scambi di varia natura per creare un fondo economico di solidarietà. L'associazione intende essere aperta a collaborazioni, sinergie e disponibilità, con gli organi istituzionali, con altre associazioni senza preclusioni di generalità, territorialità ed interessi, con istituti formativi, con ambienti di lavoro, con scuole, con istituti per la cura della persona, con associazioni culturali. L’Associazione propone tra i progetti futuri: •un dialogo con le amministrazioni comunali per una collaborazione e gestione di fondi agricoli, per insegnare come fare agricoltura biologica e biodinamica nel rispetto dell'ambiente, costruire la comprensione del ciclo biologico e stagionale, l'impor-

tanza del cibo sano, la riduzione degli imballi, ecc.; •diffusione e ampliamento del Gruppo Acquisto Solidale, con eventi gastronomici e laboratori aperti per la valorizzazione del km 0/utile e la realizzazione e gestione della Banca del Tempo; •organizzare lettura, studio e dibattito per la conoscenza della Costituzione Italiana; •cene sociali, conferenze, riscoperta dei dialetti e delle specificità territoriali, attività teatrali amatoriali con riferimenti alla tradizione o alla contemporaneità, proposte di oggettistica artigianale; •promozione e realizzazione di corsi di crescita personale, opportunità di sollievo per operatori e lavoratori per una migliore gestione dello stress; •organizzazione di momenti utili per seguire i ragazzi nel doposcuola; •appuntamenti nei quali persone di varia competenza espongono i loro saperi e li condividono. Sostegno alle persone in difficoltà attraverso la possibilità di appropriarsi di maggiori competenze; •organizzare gruppi di lettura sia per approfondimento di argomenti sia per intrattenimento e condivisione. Promozione di concorsi letterari, per stimolare la composizione, la stesura di testi e poesie, ed organizzazione di attività artistiche; •formazione di un nucleo di persone che faranno parte di un'unità di crisi permanente; •Promozione e realizzazione di giornate alla scoperta delle bellezze del Veneto, eventi, mostre fotografiche, storiche, creazione di percorsi ludico-formativo nel territorio. Contatti: oraundici@gmail.com dott. Emo Bruno

Installazione nuove casette per il “Progetto leggiamo al parco” del Comitato Crea.ti.va

 Proseguono le iniziative del Comitato Crea.ti.va, molto presente ed operativo nel nostro Comune, soprattutto con il “Progetto leggiamo al parco”.

Il progetto consiste nel voler posizionare entro la fine del 2021 13 casette di legno per contenere libri che ognuno sarà libero di prendere e di mettere, creando la piu' grande libreria all'aperto del padovano. Il bookcrossing consiste proprio in questo, mettere a disposizione di tutti i propri libri letti e poter attingere da quelli presenti nelle casette. Verranno messe nei parchi perché i promotori ritengono possa essere bello poter

leggere un libro anche ai bambini, seduti al parco, all'aria aperta ed avere la possibilità di far circolare i libri che magari avrebbero avuto come sorte il macero. L'Amministrazione comunale di Albignasego ha sin da subito appoggiato il progetto credendo che la lettura e le casette nei parchi creino responsabilità per i giovani sul mantenere un bene comune, sul fatto che la lettura e la cultura in genere vada incentivata tanto da farsi carico dell'acquisto del-

le casette che i promotori del Comitato Crea.ti.va concostantemente trollerà facendo ruotare i libri da stazione a stazione. Il Comitato Crea.ti.va è un gruppo di abitanti con l'intento comune di voler intervenire con interesse sullo sviluppo di qualsiasi progetto possa portare un miglioramento degli spazi comuni del nostro Comune. Contatti: facebook @comitatocreativa comitatocreativa@gmail.com M.V.

ALBIGNASEGO NELLA STORIA La massiccia presenza di aristocratici nel territorio ad inizio del Novecento  Albignasego ha registrato nella sua storia un’interessante presenza di nobiltà all’interno del proprio territorio. Molto spesso queste persone si dedicavano all’amministrazione comunale rendendosi disponibili – ed eleggibili - dalla popolazione. Già a partire dagli ultimi anni dell’Ottocento dagli archivi è possibile notare nomi illustri quali i marchesi Antonio e Giovanni Dondi Dall’Orologio, del conte Milone Di San Bonifacio, del benestante Girolamo Giusti, del Cav. Giuseppe Treves, dell’Ing. Giuseppe Pesaro, del nobile Umberto Bonmartini e del conte Gio Batta Medin. Tutte persone e famiglie che, negli anni, hanno investito nelle proprietà terriere della zona e che erano ben disposte a partecipare attivamente nella vita del Comune. Altre motivazioni possono far pre-

supporre che il fatto di poter far parte di una giunta comunale avrebbe agevolato se non annullato le spese per i carreggi o, altrimenti, garantito per molti anni entrate da parte di mezzadri e contadini che ogni mese corrispondevano oneri di decima e tasse ai legittimi proprietari concessionari. Curiosamente è possibile consultare alcuni documenti negli archivi comunali che raccontano del respingimento della richiesta da parte del presidente della Cattedra ambulante di Agricoltura nella provincia di Padova di un contributo di 10 lire per l’anno 1903, proprio da decisione presa dal Consiglio Comunale, probabilmente per il fatto che gli stessi proprietari terrieri – anche eletti in consiglio – non avevano alcun interesse nello smuovere la stasi tecnica e produttiva.

In altri documenti ufficiali, è possibile scovare una scelta determinante da parte dei consigli composti da alcuni dei nobili nominati pocanzi che riporto come indicato all’interno del testo “Statistica agraria della provincia di Padova compilata per la Giunta speciale per l’Esposizione universale di Vienna” del 1873: “attese le critiche condizioni di bilancio, questo Consiglio Comunale ha deliberato di non poter accogliere la domanda”, richiesta rivolta dalla Commissione di viticoltura ed enologia per la provincia di entrare nel nuovo Consorzio antifillosserico versando un piccolo contributo economico, evidentemente faccenda non troppo interessante per i nobili consiglieri comunali di Albignasego. Albano Faggin


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sPeCiaLe

Pasqua di ieri e Pasqua di oggi, una festività che ad Albignasego è sempre stata gioiosa tra parenti e buon cibo La pandemia non fermerà la gioia nel ricordare le nostre radici, perché – anche se a distanza – la Pasqua ci unisce ai nostri cari

Già dallo scorso numero è iniziato un percorso di condivisione di intenti con la Pro Loco di Albignasego. Attraverso i suoi soci e le esperienze passate, presenti e future ci farà piacere raccontare e documentare diverse aspetti, usanze e iniziative che riguardano la nostra Città. Buona lettura La Redazione

Barbara Sartorato del Direttivo della Pro Loco È quasi Pasqua, la seconda “assurda” Pasqua, condivido il pensiero con i miei figli di 7 e 16 anni, mi guardano perplessi per capire di cosa mi sto preoccupando ... Malinconica, accendo una chat con mia zia e mia cugina, non ho il coraggio di chiedere cosa si è deciso di fare per festeggiare, sono tutti ancora terrorizzati dal virus, quindi chiedo cosa si faceva una volta, tanti anni fa per Pasqua e inizia, così, un viaggio nel passato, non c’ero ma i personaggi li conoscevo tutti ed è come esserci. Una settimana prima di Pasqua me nona Maria, ea Dee e a Nerina cominciavano a sfornare la torta Margherita, che sostituiva l’attuale colomba, per tutti. Si mettevano fuori casa, chi sbatteva albumi per renderli a neve, chi sbatteva i tuorli con lo zucchero da far diventare il composto bianco e omogeneo. Era un lavoro lungo e meticoloso e anche la cottura doveva essere fatta con attenzione altri-

menti si rischiava de fare elpulsin, cioè di rendere duro il composto, la vera torta margherita doveva sofegare mangiandola !!! Oltre alla torta Margherita, erano in uso anche i zaeti con uvetta, ma la Margherita non poteva mancare !!! Le torte erano destinate a tutte le famiglie coinvolte, una andava anche a Don Piero Pircalli, prete de san Tomaso, che conduceva la processione dei ciareti per tutta Albignasego il venerdì Santo. Il venerdì santo le macellerie addobbavano le vetrine con le mesene, parti di animali macellati, decorate con fiori e foglie per invogliare agli acquisti per la Pasqua. Per i bambini uova sode colorate, si usavano coloranti naturali, le ortiche per il verde, per il rosso e altri colori si bolliva con le uova pezzi di stoffa avanzati durante l’anno. Tante di queste cose non le ho vissute, ma ricordo la processione del venerdì santo con don Antonio, tutti con una candela bianca in mano, rivestita con una specie di calice di carta velina colorata, eravamo tanti, tanti colori in processione, e sulle finestre delle case tante altre candele, era un’atmosfera … speciale, mistica. Ma è la torta margherita de me nona Maria che fa la vera Pasqua !!! Quest’ anno ho deciso di festeggiarla così, preparandola per i miei figli, un’amica mi ha passato la ricetta originale, la voglio condividere con voi … Buona Pasqua a tutti !!!

Torta Margherita

Ingredienti 300 gr di zucchero 300 gr di fecola 9 uova medie Buccia gratuggiata di limone lievito (se sei alle prime armi) sale 1 gr

Procedimento Accendere il forno statico a 180°. Setacciare la fecola con la farina per 3/4 volte. Prendere due terrine, dentro a una metteremo i tuorli e nell’altra gli albumi. Nel frattempo facciamo bollire un pentolino di acqua, quando bolle, spegniamo e mettiamo sopra la terrina con i tuorli, aggiungiamo lo zucchero e sbattiamo fino a raggiungere il doppio del volume dell’impasto. Nella seconda terrina montiamo a neve gli albumi con il sale Uniamo ai tuorli, la farina e gli albumi a cucchiaiate e mescoliamo lentamente ma con mano ferma e decisa Prendiamo uno stampo da 25 cm di diametro, imburriamo e infariniamolo Inforniamo 25-30 minuti circa,al termine controllare con lo stecchino se la torta è cotta, altrimenti prolungate quanto basta. Sfornare, far raffreddare spolverare con zucchero a velo e… ...buon dolce !!!


messaggiO PUBBLiCitariO

iL nuovo ufficio deL grUPPO veLa servizi immOBiLiari  a Due cArrAre ed iL merCatO immOBiLiare ad ALbignAsego il mercato immobiliare e nello specifico il vero compito di un gruppo immobiliare è quello di affiancare dall’inizio alla fine il cliente mantenendo sempre a galla dei valori e mai dimenticando che le emozioni dell’acquirente siano alla base di tutto Un ritorno alle origini, come potrebbe definirlo qualcuno! Sono quasi vent’anni dal primissimo ufficio del Gruppo Vela Servizi Immobiliari, prima sito ed ubicato a Mezzavia (Due Carrare) successivamente, e negli ultimi otto anni, trasferito a Cartura. Ma la novità di questo 2021 è lo sposamento dell’ufficio di Cartura a Due Carrare, e più precisamente in via Roma 52, non distante dal Municipio e di fronte alla Chiesa di San Giorgio Martire. Rimane come sempre operativo l’ufficio ad Albignasego in Largo Obizzi, ed è da qui che partiremo con l’analisi riguardante il mercato immobiliare del territorio. È bene però ricordare che, molto spesso, un immobile valutato correttamente e nei giusti tempi risulterà più facilmente piazzabile sul mercato e venduto in tempi congrui. Fermo restando questo concetto, che chiaramente può avere risvolti del tutto positivi riguardanti una compravendita in ambito immobiliare – e riguarda in generale tutto il territorio veneto e oltre – è doveroso prendere in esame la casistica riguardante il nostro territorio comunale ed è bene valutare come si sostanzia il mercato immobiliare ad Albignasego e nelle zone limitrofe. Il mercato immobiliare ad Albignasego ha avuto una forte e costante crescita negli ultimi venticinque anni. La trasformazione di terreni agricoli in lotti edificabili ha permesso l’investimento di molte imprese edili e privati interessati a costruire un’abitazione o un condominio.

un immobile valutato correttamente e nei giusti tempi risulterà più facilmente piazzabile sul mercato e venduto in tempi congrui

Sorte simile, ma comunque sempre inferiore nei numeri alla nostra Città, è quella di tutta la bassa padovana, un territorio in forte espansione immobiliare. Navigando in internet è possibile notare che il numero maggiore di annunci di compravendita di immobili, per quanto riguarda Albignasego, è concentrata per le frazioni di Mandriola e Lion. In assoluto Mandriola supera i cinquecento annunci immobiliari pubblicati comprensivi tra affitti e vendite vere e proprie. Non mancano ovviamente proposte per gli altri quartieri ed il centro storico, confermando che la Città è molto richiesta soprattutto da padovani e provinciali che cercano un luogo dove poter vivere, senza allontanarsi

troppo dal capoluogo di Provincia mantenendo le comodità della rete bus/tram urbana ed interurbana. In totale si contano quasi tremila annunci, oltre cento ogni mille abitanti albignaseghesi, un dato davvero interessante e curioso. Il prezzo medio degli appartamenti in vendita rimane circa alla pari della quotazione regionale mentre si innalza di oltre un dieci per cento dalla statistica media riferita alla Provincia di Padova. Questo perché Albignasego è considerata un buon luogo dove vivere, grazie anche alle numerose opportunità messe a disposizione dalle amministrazioni, dalle associazioni e dalle comunità parrocchiali. Il vero compito di un’agenzia immobiliare, ed in generale di un agente immobiliare, è quello di capire le reali

intenzioni del futuro acquirente valutando le necessità che lo portano ad effettuare un’operazione così importante: l’acquisto di una casa. Alla stessa maniera chi è intenzionato a vendere un immobile deve trovare la correttezza, la serietà e la professionalità di operatori di settore che possano mettere nelle condizioni di massimizzare l’entrata e soprattutto costruire un rapporto di massima fiducia con l’agente immobiliare. L’imprenditore immobiliare che riesce a coniugare questi due aspetti si presenta sul mercato degli immobili con una marcia in più e può essere decisamente determinante durante una qualsiasi trattativa di compravendita. Non è facile infatti individuare un’agenzia in grado di gestire tutti

questi aspetti, capace di soddisfare le esigenze di nuovi e consolidati nuclei familiari, giovani coppie che vogliono investire nel loro futuro, professionisti e privati che cercano la propria realizzazione personale e persone attente che vogliono mettere al sicuro il proprio futuro magari con una rendita garantita (potrebbe essere il caso se si parla di case rese disponibili all’affitto). Un altro dato interessante è il record di vendite del 2015 a livello provinciale, ed ancora una volta la Città chiamata in causa è proprio Albignasego. Il Comune più grande della Provincia dopo la città universitaria di Padova è una delle destinazioni nella quale molte famiglia dedicono di investire nel proprio futuro abitativo. Per comprendere a fondo come funziona tutto il meccanismo immobiliare, soprattutto in questo periodo post Covid (con rischio di sempre nuove ondate) vi invitiamo a visitare una delle due sedi del Gruppo Vela - Servizi Immobiliari ed eventualmente parlare con il suo titolare ed esperto nell’ambito Luca Veruccio; le due realtà, come già anticipato site in Albignasego e Due Carrare, offrono un servizio affidabile tenendo sempre in mentre le quattro parole chiave che caratterizza il gruppo: attendibilità, fiducia, lealtà e serietà. Quattro caratteristiche che non sempre si possono riconoscere facilmente in un agente immobiliare, moltivo per il quale, spesso, l’opionione generale pubblica è inquinata da un pregiudizio non sempre positivo.




10 PersOnaLità

Intervista al dott. Carlo Gaiani, medico di famiglia di Albignasego da pochi giorni in pensione per raggiunti limiti di età

Dott. Carlo, lo scorso 24 marzo ha compiuto settant’anni e contemporaneamente ha segnato l’inizio del suo pensionamento, certamente con un pizzico di malinconia, visti i numerosi ringraziamenti ricevuti sui social. Ma ci racconti com’è iniziata questa avventura

insostenibile per cui ho benedetto tutte le iniziative che hanno portato, Sindaco in testa, alla apertura della medicina di gruppo di Albignasego di via Marco da Cles dove ho esercitato negli utimi 16 mesi. Per i primi tre mesi siamo andati bene. Riuscivo finalmente a rincasare alla sera e a cenare in ore decenti con la mia famiglia. Ma a marzo 2020 la pandemia di Covid ha stravolto le vite e il lavoro di tutti compreso il nostro.

M

i sono laureato a Padova nel 1976, allievo del prof. Zanesco direttore del centro leucemie infantili, avevo conseguito la specializzazione in cardiologia all’inizio degli anni ‘80 presso la scuola diretta dal prof. Sergio Dalla Volta. La mia vocazione però era sempre stata la medicina di famiglia. Per questo motivo appena vi è stata l’opportunità favorita dalla legge 833 che sanciva il diritto alle cure per tutti i cittadini indipendentemente dal ceto sociale e dal tipo di lavoro, ho aperto a 28 anni nell’aprile del ‘79 il mio ambulatorio vicino alla farmacia Montagna, nel centro del paese nell’ex ambulatorio del dr. Zambelli che era stato medico condotto durante la seconda guerra mondiale e nei primi anni post bellici. A lui negli anni cinquanta era succeduto come condotto il dr Carlo Poggi. Albignasego ha avuto diverse figure di medici che rimarranno nella storia proprio come lei…

I

l paese di Albignasego in quel periodo ebbe una crescita demografica enorme per cui arrivarono altri medici che ho il piacere di ricordare in quanto furono per me colleghi molto corretti ed esemplari nella professione. Cito i dottori Medici, Silvio Simonato, Isaia, Berdj Boulgarian, e Roberto Abrahamson. E sicuramente, rispetto ai primi anni di attività, oltre alla crescita del “paese” oggi divenuto “Città” qualcosa è cambiato.

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all’inizio degli anni ‘80 al 2021 il nostro lavoro si è costantemente modificato in meglio per certi aspetti. L’informatica ci ha permesso di utilizzare cartelle cliniche elettroniche, di stampare ricette e da un paio d’anni di mandare le prescrizioni direttamente nelle farmacie riducendo i tempi di attesa negli ambulatori.

Immagino non si a stato facile, uno stravolgimento del genere non era nemmeno lontanamente prevedibile

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I nostri collaboratori sono stai eccezionali nell’organizzare le visite e garantire un minimo di sala di attesa, avvicinando le persone alla finestra

Finchè non c’è stata una vera e propria rivoluzione.. satto! Fino al 2019 ho lavorato sempre da solo ma negli ultimi anni il carico burocratico era diventato

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Anche il Dott. Luigi Lucchiari va in pensione Non solo il dott. Gaiani, ma anche il dott. Luigi Lucchiari per raggiunti limiti anagrafici ha raggiunto l’età pensionabile. Lucchiari, fino a febbraio 2021 divideva le sue giornate lavorative tra lo studio di “Medicina di Gruppo Integrata Guizza” con il ruolo di medico di famiglia e lo studio dentistico di sua proprietà a Due Carrare. Anche se non direttamente ad Albignasego era medico di base per diverse famiglie del territorio comunale e limitrofo, comunque molto conosciuto vista la lunga carriera lavorativa. Laureato brillantemente in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso l'Università degli Studi di Padova e specializzato a Padova in Odontostomatologia nel

All’inizio credevamo che il computer ci desse una mano a svolgere piu’ velocemente il nostro lavoro, perche’ si stampavano le ricette con i vari codici. Niente di più sbagliato. Il computer è una macchina infernale che ha fame di dati che dobbiamo mettere dentro noi uno ad uno e questo è molto dispendioso in termini di tempo. La qualita’ del lavoro però migliora moltissimo. In un attimo possiamo vedere la storia del paziente e monitorare nel dettaglio ogni singolo aspettto. Questa evoluzione e l’incremento del lavoro legato alla medicalizzazione che si sta verificando negli ultimi anni ha portato alla necessita’ di organizzare la medicina del territorio istituendo le medicine di gruppo.

1982 è anche autore di pubblicazioni in Chirurgia Generale e Chirurgia implantare. Negli ambulatori della Guizza divideva la struttura con altri professionisti ed alcuni ambulatori medici e dal mese di marzo ha ceduto il posto al dott. Corrado De Luca, già medico con lunga esperienza nel Pronto Soccorso patavino. Il dott. Lucchiari, terminata la carriera da medico di base, continuerà invece l’attività da dentista insieme al figlio ed a molti altri collaboratori presso l’ambulatorio a Due Carrare. La redazione de “Il Giornale di Albignasego” a nome di molti cittadini di Albignasego e della Guizza ringrazia l’estrema professionalità del dott. Lucchiari in tutta la sua esperienza da medico di famiglia.

A.F.

bbiamo dovuto nuovamente cambiare modalità operative. Visitare le persone per telefono non è cosa facile. Non potevamo avvicinare i pazienti con febbre e sospetto di Covid. I nostri collaboratori sono stati eccezionali nell’organizzare le visite e garantire un minimo di sala d’attesa, avvicinando le persone alla finestra. Noi temevamo per la nostra stessa vita, come tutte le persone che reputiamo intelligenti. Temevamo anche che ammalandoci avremmo creato grandi disagi ai colleghi già carichi di impegni. Grazie al cielo con questo sistema nessuno di noi finora si è ammalato e io sono arrivato in piedi alla fine della mia carriera. Sono triste perche’ ho perso due amici cari a causa del Covid nella seconda ondata e un terzo è stato ricoverato per tre mesi e mezzo nella prima e ne è uscito vivo ma con danni irreparabili al sistema motorio. Un quarto è attualmente in rianimazione e speriamo che ne esca presto e guarito. Quanta amarezza. Almeno rimane la soddisfazione nell’aver ricevuto tanti complimenti e soprattutto un regalo inaspettato dai pazienti più vicini. Quindi anche noi de “Il Giornale di Albignasego” le auguriamo una serena e felice pensione, in modo che possa dedicarsi da oggi alle sue passioni. Grazie infinite e grazie ancora a tutte le persone che hanno speso un pensiero per me. Grazie davvero! Matteo Venturini


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LetteratUra

I Bambolotti di Lion,  seCOnda PUntata e seCOndO “BamBOLOttO”  iL manOsCrittO di Marino Basso in antePrima  ed esCLUsiva de iL giOrnaLe di aLBignasegO Faraona l’aristocratico Il secondo bambolotto davvero meritevole di annotazione, è senza dubbio quello che è stato il “direttore curatore” della nostra radio Lionese, la pionieristica e amatoriale “R T F” ovvero, l’indimenticabile Radio TV Faraona. “Farei”, questo lo pseudonimo usato per lui generalmente dai più; un uomo davvero imponente, sia per la sua statura che superava i 190 cm, sia per il suo rilevante peso che sfiorava i 130 kg. Era quindi piuttosto evidente, che con siffatta massiccia mole, quest’uomo senza ombra di dubbio, incutesse una indubbia seppur leggera soggezione tra i suoi vari e numerosi interlocutori, anche proprio per il suo modo “molto autorevole” di porsi rispetto gli altri; di certo era un uomo di grande carisma, predestinato a svolgere un ruolo da protagonista anche nella nostra piccola comunità. Come già poc’anzi accennato, Farei detto Faraona, con innata genialità, aveva messo in piedi questa “artigianale” radio a conduzione familiare, gestita formalmente da lui in prima persona, radio amatoriale che riportava piuttosto fedelmente e addirittura in anticipo, tutte le news del paese; notizie date e divulgate, con una rapidità davvero impressionante dal loro accadimento e in modo così attendibile, da non dubitare affatto della loro fonte. Già alle sei del mattino infatti, Farei era in grado di divulgare attraverso i suoi vari canali e collegamenti, le molteplici notizie della zona, che riuscendo a stupire anche i più informati, erano infatti date addirittura ancor prima che accadessero, con una puntualità a dir poco stupefacente se non definirla persino paranormale. Faraona da buon stratega, si avvaleva rigorosamente “via radio”, di una collaborazione alquanto attenta e competente, soprattutto per quanto riguardava l’anteprima di notizie primarie, della parte est del paese per lui un po' fuorimano, in modo che una volta unite a quelle della parte ovest, il bambolotto era senz’altro in grado di coprire tutta la “spina dorsale” dell’abitato; questo importantissimo e delicato incarico, lo svolgeva il vicecapo Marigusso. Marigusso a quel tempo, era una

donna già di una certa età, alquanto suggestiva nel modo di vestirsi e con i sensi mostruosamente sviluppati; una persona con rare capacità occulte e sciamaniche, che tuttavia per un relativo breve periodo, svolse questa importante mansione da cronista, come “subalterna”. Comunque, anche se sottostava ufficiosamente agli ordini impartitogli con autorità da Faraona, Marigusso forte della sua sapiente e vigorosa personalità, molto spesso faceva di testa sua e questo, creava di frequente conflitti interni e che sovente, divenivano anche palesemente pubblici. Ovviamente queste particolari “dispute” erano frutto di grande dibattito e divertimento per tutto il paese, se in quel periodo ci fossero stati i telefoni cellulari così duttili alle foto, vi sarebbero state senza dubbio, centinaia di immagini che avrebbero potuto immortalare questi spassosi e a volte perfino corporei battibecchi. Dopo qualche tempo infatti, proprio a causa di questi sempre più numerosi e frequenti diverbi, generati soprattutto per accaparrarsi con merito la rapidità della notizia, la loro collaborazione mediatica fatalmente si interrompeva, mettendosi così come spesso accade dove ci sono due galli in un pollaio, in una irascibile contrapposizione, ciascuno in modo autonomo e sfidandosi senza esclusione di colpi, sulla rapidità e sulle giuste fonti divulgative, per essere il primo/a nel diffondere la notizia del giorno con assoluta esclusività. Pertanto dopo qualche tempo dalla nascita della nuova “R T F”, le cellule mediatiche e promozionali di Lion, diventarono inevitabilmente due con il consequenziale ed inatteso avvento della fresca novità…la “R M G” Radio Mariagusso. Avvenimento questo, che verosimilmente solo dopo qualche tempo, si pensa possa aver dato spunto a qualcuno, di dar vita a livello nazionale a quella che ancora adesso è la famosa “R M” RadioMaria. Il raffinato e prestigioso Faraona, non era soltanto l’ideatore e ovvio gestore amministrativo della suddetta R T F, nei vari incarichi che svolgeva infatti, vi era anche quello e non di certo secondario, di “banchiere” del paese.

Per un “estraneo”, potrebbe sembrare banale o surreale, dare una simile rilevanza storica a dei fatti anche se realmente accaduti, da sembrare pressoché inconcepibili in questi anni; tuttavia in quel periodo, facevano parte della vita reale e basilare del paese, avendo come protagonisti dei personaggi così originali e totalmente insostituibili, che non a caso ho denominato bambolotti.

Chiaramente quando dico banchiere, non mi riferisco ad una banca vera e propria, che in un paese con meno di duemila abitanti sarebbe stata una vera eccezionalità, ma piuttosto a qualcosa di praticabile e meno impegnativo, come lo era la “Cassa Peota”. Molti non l’avranno nemmeno sentita nominare, ma altro non è che un’istituzione volontaria, atta alla raccolta di piccoli risparmi e che in quegli anni, come “banca no profit” era adottata da molti piccoli paesi; quindi era quasi scontato che Faraona ne fosse pure il cassiere responsabile, data la sua innata perspicacia e attitudine alla pratica finanziaria. Braccio destro di Faraona, in questa formale associazione “socioeconomica”, vi era un onesto e devoto bambolotto, come l’operoso Betèa…detto “Marco Polo”; pseudonimo datogli da Nilo, per il fatto che sentendo il Betèa, sembrava avesse girato il mondo intero, quando invece sapevano tutti, di quell’unico viaggio che aveva fatto ovvero, quando quella volta che la moglie a fatica, l’aveva convinto di aggregarsi ad una gita in Spagna, distaccandosi così per la prima volta dal suolo italico e poi forse, solo in un’altra occasione e anche lì persuaso a fatica, ed è stata quella volta che si andava in pullman a Viareggio per il carnevale. Quindi, con questi due arditi viaggi, Betèa da vero bambolotto di classe, si spacciava per il classico viaggiatore dei due mondi; tuttavia senza aver visto dal vivo quasi nulla, riusciva incredibilmente a descrivere luoghi, usi e costumi, con una tale precisione e accuratezza nei dettagli, che realmente chi l’ascoltava, riusciva ad immaginare quasi visivamente questi posti, proprio come se stesse guardando un autentico ed approfondito documentario. Devo dire che Faraona e Betèa, formavano davvero una speciale coppia e anche se non era affatto facile “convivere” con un carattere così autoritario come quello di Faraona, l’amico Betèa, aveva sicuramente trovato il modo di far funzionare questa difficile convivenza; per essere onesti, aveva trovato l’unico modo per non creare conflitti e cioè, quello di dargli sempre e comunque ragione!! Per quanto riguarda la Radio paesana…anzi devo dire più correttamente, le radio “paesane”, dal momento che la scissione come ho

già avuto modo di documentare, era ormai del tutto avvenuta, con la conseguente e inevitabile competizione alle news da parte dei due “direttori”, che già alle 6.00 del mattino scorrevano nei vari canali di informazione. Normalmente le notizie, si snodavano su tre punti fondamentali; il bar in piazza, la tabaccheria e ovviamente la bottega di generi alimentari. Di questi tre punti strategici e fondamentali, solo uno aveva un’apertura giornaliera piuttosto anticipata ed era guarda caso il bar. La lotta quindi per essere il primo consegnatario della news del giorno, era davvero serratissima; bensì soprattutto per la vicinanza abitativa a quel bar, la spuntava quasi sempre il “Doge”, altro pseudonimo usato a volte per identificare il nostro raffinato Faraona. Quindi, si potrebbe pensare che la lotta con l’unico “bambolotto al femminile” che ho riportato e che citerò nel mio racconto, ovverosia la accattivante Marigusso, pertanto si potrebbe pensare che la gara tra i due fosse impari, invece non era affatto così, perché sugli altri due versanti strategici, Marigusso era quasi imbattibile, soprattutto sulla celerità che dimostrava nell’essere onnipresente e se per qualche ragione improvvisa ne fosse stata impedita, nessun dramma poiché la sua astuzia ed ingegnosità, era quella di avere sempre e comunque la pedina giusta sul posto, così da poter comunicare in anteprima la “novità” quotidiana. Da non dimenticare poi, che Marigusso, oltre ad essere una valida reporter, come già accennato, aveva pure capacità sciamaniche ed esoteriche; molti si rivolgevano a lei infatti, per esporre alla sua conoscenza, svariati problemi specie di natura medica, come traumi o il “Fuoco di S. Antonio” ed increduli, sovente con risultati sorprendenti. Per un “estraneo”, potrebbe sembrare banale o surreale, dare una simile rilevanza storica a dei fatti anche se realmente accaduti, da sembrare pressoché inconcepibili in questi anni; tuttavia in quel periodo, facevano parte della vita reale e basilare del paese, avendo come protagonisti dei personaggi così originali e totalmente insostituibili, che non a caso ho denominato bambolotti. Marino Basso


12 sPOrt

Incontro con Bao Lan, Maestro e promotore in Italia del Viet Vo Dao, e la figlia Giulia Lien, che per anni sono stati residenti ad Albignasego

 Oggi abbiamo avuto il piacere e l’onore di parlare con il Maestro Bao Lan, tra i primi promotori dell’arte marziale vietnamita Viet Vo Dao in Italia, e la figlia Bao Lien Giulia, attuale Presidente della medesima Associazione per il Veneto. Sono stati legati al nostro territorio e residenti a Carpanedo per circa un ventennio, guidano anche una palestra a Padova in zona Voltabarozzo.

Con l’aumento di interesse nella disciplina è nata l’esigenza di aprire uno spazio dedicato totalmente al Viet Vo Dao, la palestra a Voltabarozzo

Sono stati molti i successi in ambito sportivo e le partecipazioni ad eventi anche internazionali. Ci racconti qualcosa a tal riguardo

Esatto. Nel 1982 ci trasferimmo nella nuova sede in via Caena 46 a Voltabarozzo, luogo in cui siamo rimasti fino ai giorni nostri, acquisendo successivamente il nome di “PALESTRA BAO LAN”. Ormai siamo quasi giunti a 40 anni di attività in questo luogo che per noi e per tutti gli allievi, vecchi e nuovi, è considerata come una seconda casa. Oltre alla disciplina del Viet Vo Dao è presente il Viet Tai Chi, una disciplina completa che allena equilibrio forza fisica e respiro, adattandosi alle esigente di ogni allievo e la kick boxing, il combattimento sportivo con l’utilizzo di protezioni, per il quale prevediamo anche una cospicua parte di preparazione atletica.

In questi 45 anni di attività, i nostri atleti ed Istruttori si sono sempre distinti nelle varie competizioni nazionali ed internazionali. Deteniamo molti titoli di Campioni d’Italia sia nelle competizioni di Viet Vo Dao nazionali che nelle competizioni Interstile (dove cioè ci cimentiamo con atleti che praticano altre arti marziali) e nei circuiti nazionali di kick boxing (come la celebre Iaksa). Nel 2016 a Saigon la squadra Italiana, con tanti membri della nostra palestra, si è classificata al secondo posto nel CAMPIONATO MONDIALE DI VO CO TRUYEN, arte marziale tradizionale vietnamita. Siamo stati la squadra Campione d’Europa nell’ultima edizione degli European Viet Vo Dao Championship a Porto in Portogallo nel 2019.

Sarebbe stato più facile insegnare una disciplina già nota e presente nel territorio ma ci tenevo ad insegnare ciò che avevo imparato in Vietnam, nel mio paese, dai miei Maestri.

Il Maestro Bao Lan, classe 1954, è discendente dell’ultimo imperatore del Vietnam Bao Dai. Attirato dalle arti marziali sin dalla giovane età pratica varie discipline tra le quali Judo e Tae Kwon Do e dopo diversi anni trovò una vera e propria passione per il Viet Vo Dao e per il il Vo Co Truyen conseguendo dapprima il grado di istruttore fino ad arrivare al grado attuale di Maestro 8° Dang Internazionale.

Buongiorno Maestro, è attivato in Italia nel 1972 ed ha deciso di introdurre la disciplina del Viet Vo Dao nel padovano, mentre al contempo frequentava l’Università degli Studi di Padova nella Facoltà di Ingegneria. Ha trovato difficoltà nei primi periodi visto che la disciplina era quasi totalmente sconosciuta? A dire il vero sì. Ho trovato molte difficoltà nel proporre il Viet Vo Dao a Padova per molti motivi; negli anni ‘70 la gente neanche immaginava potessero esistere arti marziali vietnamite. In città c’erano solamente scuole di Karate e di Judo. Poi hanno iniziato a circolare i film di Bruce Lee e credo sia nato un certo interesse verso i corsi di Kung Fu, visto che tutti volevano imparare i “colpi segreti “ che si vedevano nei film! All’epoca non parlavo molto bene l’italiano e non conoscevo la realtà culturale e sociale padovana quindi per me è stato difficile organizzare un corso di arti marziali partendo dal nulla. Sarebbe stato più facile insegnare una disciplina già nota e presente nel territorio ma ci tenevo ad insegnare ciò che avevo imparato in Vietnam, nel mio paese, dai miei Maestri. Ho cominciato così un corso dedicato ad amici studenti presso il Patronato della Basilica di Santa Giustina nel 1974. Nel 1975 insieme ad alcuni primi allievi ho aperto la mia prima palestra a Padova in Vicolo Dei Conti e successivamente nel 1979

presso la Palestra comunale, in via Frà Paolo Sarpi. Quello sì, fu un momento di grande sviluppo e diffusione del Viet Vo Dao. Vi fu un forte aumento del numero di allievi e si formarono anche le prime Cinture nere ed Insegnanti.

Il tempo e la dedizione hanno premiato il nostro lavoro dato che nei successivi dieci anni il Viet Vo Dao si è diffuso in tutto il territorio del Veneto, nelle province di Padova, Treviso, Verona e Vicenza guidato da capaci e validi Istruttori e Maestri. Dai primi anni ‘80 è iniziata anche la diffusione del Viet Vo Dao in Lombardia con corsi a Brescia, a Mantova e successivamente a Milano. Il cammino della diffusione non è stato semplice, ogni settimana ero in viaggio una volta a Brescia, un giorno a Mantova, ogni weekend c’erano dimostrazioni o gare, è stato un vero e proprio tour de force! Nel frattempo abbiamo gettato le fondamenta per la creazione della FEDERAZIONE Viet Vo Dao ITALIA con altri amici colleghi Vietnamiti in Italia e successivamente in Europa con la collaborazione dei Maestri presenti in Francia, Germania, Polonia, Svizzera, Portogallo e, fuori dal continente, in Marocco.

Si è occupato della diffusione del Viet Vo Dao in tutto il territorio Nord Est in Italia. Ci racconti qualche aneddoto dei primi anni dedicati a questa attività

ViET Vo Dao al centro il Gran Maestro Bao Lan (presente nell’intervista) sulla destra Giulia Lien (intervista a pag. 13)

Sin dall’inizio la mia attenzione era rivolta alla pratica di un’Arte marziale autentica, praticata così come si faceva alle origini. Ecco perché scelsi di investire molto nella formazione completa degli insegnanti, più che gettarmi a capofitto nella facile via della ricerca degli allievi.

Ora il Viet Vo Dao nel Veneto annovera ben 16 centri con circa 700 praticanti iscritti. La ringrazio per la disponibilità accordata Grazie a lei dell’intervista.

Matteo Venturini


Abbiamo poi avuto il piacere di dialogare con Giulia Lien, figlia del Maestro Bao Lan, attualmente Presidente Veneto per la disciplina del Viet Vo Dao oltre che istruttrice attiva nella palestra del padre. Hai avuto la fortuna di essere allenata da uno dei tre Maestri che rappresentano la disciplina in Italia, tuo padre. Sin da bambina, come ti sei approcciata a questa disciplina? Ho iniziato la pratica del Viet Vo Dao a 4 anni ma ero troppo piccola, la vedevo come una disciplina troppo seria e piangevo disperata ogni volta che i miei genitori provavano a portarmi in palestra. Ma sono stati pazienti, non mi hanno forzata a continuare e l’anno successivo hanno provato a riportarmi, questa volta con successo. Da quel momento in poi non ho più smesso e, anche se negli anni, sopratutto quelli dell’adolescenza, ho avuto qualche alto e basso, non posso immaginare la mia vita senza questa parte ormai fondamentale. Essere la figlia del Maestro poi non ha facilitato le cose come molti possano pensare. Dai figli del Maestro si è sempre preteso di più, le aspettative sono state sempre più alte e la responsabilità che io e mio fratello ci siamo sempre sentiti addosso non è sempre stata facile da gestire. Il privilegio più grande è stato invece quello di poter seguire direttamente i suoi insegnamenti e apprendere non solo le tecniche ma il suo modo di trasmetterle e di comunicarle, poter viaggiare in tutto il mondo e fare amicizia con tantissime persone che ormai fanno parte della nostra famiglia del Viet Vo Dao. Sono diversi anni che il Viet Vo Dao è praticato in Veneto. Visto il tuo ruolo, parlaci dell’attuale movimento in Veneto, quali sono i numeri e le prospettive future Il Viet Vo Dao in Veneto è una realtà ormai consolidata da anni. E’ la regione con più centri e più iscritti in Italia. Prima della pandemia contavamo più di 700 iscritti e ci tengo a sottolineare, che più della metà di questi iscritti sono ragazzi sotto i 18 anni e che i bambini fino ai 12 anni sono sicuramente il gruppo più numeroso fra i nostri allievi. Questo fa ben sperare per il futuro dato che i giovani sono il nostro vivaio più prezioso su cui la nostra attenzione è sempre stata ben focalizzata. Non dimentichiamo poi la fascia senior e over che va dai 18 anni in su che rimane comunque la fascia di allievi più costante e fedele nel tempo. Tra i progetti futuri importante ci sarà la formazione di nuovi insegnanti che ci darà l’opportunità di aprire nuovi centri e la comunicazione che ci permetterà di diffondere ed espandere il più possibile il Viet Vo Dao nella nostra regione.

“Essere forte per essere utile” è il motto della nostra Arte Marziale e “mano d’acciaio e bontà di cuore” è il significato del saluto che facciamo sempre ad inizio e fine allenamento

Attualmente vi occupate di diverse attività, a contatto con le scuole, i ragazzi e gli ospedali. Parlaci di queste iniziative Come detto in precedenza, per noi i giovani e i bambini sono la fascia più importante non solo in termini di numeri ma sopratutto in termini formativi. Il Viet Vo Dao è una disciplina completa che allena il corpo e la mente e che comprende diverse tecniche con l’utilizzo di pugni e calci, tecniche a coppia di difesa personale, tecniche di caduta e di combattimento e che prevede anche una parte di teoria basata sulla storia di questa disciplina e sulla filosofia orientale. Il bambino che alleniamo oggi potrà benissimo essere il Maestro di domani ecco perché è così importante iniziare a far conoscere la nostra disciplina fin dalla giovane età. Una delle collaborazioni che più funziona per far approcciare i ragazzi alla nostra arte marziale è sicuramente collaborare con le scuole (solitamente durante l’ora di educazione fisica) per far comprendere loro come non sia solo un’attività fisica ma anche formativa ed educativa. Negli ospedali operiamo principalmente con la pratica del Viet Tai Chi che, grazie ai suoi movimenti più lenti e morbidi e alla respirazione, aiuta a trasmettere in modo corretto l’energia a chi ne ha più bisogno. “Essere forte per essere utile” è il motto della nostra Arte Marziale e “mano d’acciaio e bontà di cuore” è il significato del saluto che facciamo sempre ad inizio e fine allenamento: credo che questo sia il punto di partenza di ogni cosa che facciamo quando indossiamo il nostro vo phuc (il kimono usato nella pratica del Viet Vo Dao). Il periodo COVID ha limitato sensibilmente lo sport in tutto il mondo. Voi e la vostra realtà come state reagendo a tutto questo? Purtroppo è già passato un anno

dallo scoppio della pandemia e la situazione dello sport è piuttosto critica. Diciamocelo, il settore è ormai ridotto allo stremo. Siamo chiusi da ottobre ma in realtà è da più di un anno che non riusciamo a praticare la nostra disciplina al completo dato che parte del programma prevede anche il contatto come, per esempio, nel caso delle difese personali. Senza contare gli ingressi contingentati e l’impossibilità di organizzare eventi (per noi Arte Marziale è innanzi tutto condivisione). Abbiamo cercato comunque di continuare la pratica attraverso video lezioni, classroom virtuali e a qualche allenamento all’aperto. La reazione dei nostri allievi, in questi casi, è stata sorprendente: non hanno mai smesso di allenarsi, ognuno con le proprie possibilità, ed hanno aderito sempre con entusiasmo ad ogni nostra iniziativa facendoci sentire costantemente la loro vicinanza. Non li ha fermati la logistica di case sovraccaricate dalla Didattica a Distanza, il freddo pungente delle serate d’inverno o tutte le altre criticità che un periodo come questo può portare ad ognuno di noi. Da parte nostra, invece, nonostante le crescenti preoccupazioni, abbiamo sempre cercato di trasmettere positività e serenità ai nostri allievi, in maniera tale che sentissero che quella cosa che stavano costruendo passo dopo passo, allenamento dopo allenamento (quella che noi chiamiamo “la via” marziale), non li avrebbe di certo abbandonati in questo periodo, pur riconoscendo la drammaticità di una situazione “più grande di noi”. Sia chiaro poi, nonostante tutte le preoccupazioni del caso, la sicurezza dei nostri allievi è sempre stata al primo posto per cui ci siamo sempre confrontati con gli enti di promozione e con le autorità per capire come agire. Massivi investimenti sono stati fatti per rendere sicura e a norma la palestra. Del resto mio padre fu chiaro già ad ottobre quando annunciò la chiusura della palestra. Da Maestro, ci disse, il suo compito era quello di proteggere i propri allievi. Per cui, in conclusione, viviamo in una specie di limbo, in attesa che qualcosa si muova e che la situazione migliori. Ma nel frattempo non ce ne stiamo con le mani in mano, stiamo portando avanti molte iniziative per e con i nostri allievi in stretta collaborazione e cooperazione con la Federazione e l’Ente di promozione a cui siamo affiliati. Grazie Giulia per averci raccontato qualcosa di questa bellissima disciplina Grazie a te Matteo per averci dato l’opportunità di farvi conoscere la nostra Arte Marziale. Matteo Venturini


14 riCOrdi QUandO aL Cinema si andava Per… ParLare Nicola Vegro, regista e autore del libro “Antonio Segreto” anche in questo numero ci racconta storie ed aneddoti dell’Albignasego di qualche anno fa, curiosità interessanti legate ad un passato non troppo remoto. Da poco il suo libro è disponibile non solo in libreria ma anche presso i punti vendita Alì, Aliper e i supermercati Interspar.  Negli anni ’70 il cinema Splendor aveva un fratello minore: il cinema Lux. Collocato vicino al centro del paese, ma in una via secondaria e poco visibile (via G. Bonetto), il cinema Lux offriva un’alternativa “democratica” e, cosa non meno importante, costava meno. La disposizione era solo a platea e, al posto delle comode poltroncine imbottite, le sedute erano di legno spartano. Come il brutto anatroccolo però, un mese all’anno, il Lux diveniva “il Cinema per eccellenza” e la folla davanti all’entrata lo testimoniava. Accadeva nei mesi invernali, la sera del mercoledì o del giovedì, quando decine e decine di persone attendevano di entrare al cinema per… parlare. Guardare il film e poi partecipare al CINEFORUM. Cine-Forum: il cinema trasformato come il Foro Romano, dove ognuno poteva dire la sua. Nella speranza che tra i lettori ci sia anche qualche giovane, è necessario dare delle spiegazioni; anzi è a loro che voglio dedicare le prossime righe. In quegli anni i film trattavano argomenti molto diversi da quelli attuali. Come si può vedere nelle preziose foto fornite dal collezionista Jose Speggiorin, i titoli in programmazione erano film “impegnati”, così venivano classificati, che quasi sempre parlavano di temi sociali e politici.

Nella maggior parte dei casi si trattava di film forti che scuotevano la mente e lasciavano un segno nell’animo. Quei film erano i nostri tatuaggi! Sì, erano veri e propri tatuaggi che ti rimanevano incisi nella pelle e ti davano un senso di

LoCanDinE

Alcuni esempi di locandine presenti nel Cineclub

appartenenza perché “averli, o non averli visti” creava un solco di demarcazione e faceva la differenza. Prima della visione il film veniva presentato: il regista, la trama, e poi partiva la proiezione. Alla fine, quando si riaccendevano le luci, iniziava il dibattito. Impressioni, curiosità, emozioni, interpretazioni… ognuno era chiamato a dire la sua, a trasmettere agli altri la propria opinione e confrontarsi sui diversi punti di vista. Parlare in pubblico non era facile, ma era utile. Ovviamente non era obbligatorio, ma anche chi non voleva parlare aveva una grande opportunità: imparava ad ascoltare. Tutto diveniva più facile quando c’erano dei moderatori che aiutavano ad animare il dibattito. Grande, grandissima la figura del dott. Carlo Poggi. Di rara e acuta intelligenza, sempre informatissimo su fatti ed eventi culturali, spesso era lui a condurre e

animare il dibattito, a provocare gli interventi che, con o senza microfono, alimentavano la discussione. Voce dopo voce, magicamente il film si amplificava. Qualcuno dava la testimonianza di una riflessione personale, l’emozione di una inquadratura, o di un fotogramma che a molti era sfuggito e tutto questo era utile a testimoniare quante diverse sfaccettature poteva avere lo stesso film visto da occhi diversi. A questo proposito vorrei invitare a una riflessione: dobbiamo sempre ricordare che il diamante è una pietra grezza e brilla al massimo quando viene inciso da 64 sfaccettature: solo allora diventa un “Brillante”. Allo stesso modo, durante il CINEFORUM, voce dopo voce, il film brillava di nuova luce ed era destinato a rimanere impresso nella memoria. Per sempre. Avere un video di quei dibattiti sarebbe meraviglioso; chiudo gli occhi e rivedo

gli interventi di Gino Visentin, Corrado Bassan, Lino Zancanaro, Emilio Garon, Marco e Claudio Poggi, e tante altre persone che hanno poi lasciato un segno del loro passaggio nella memoria del nostro paese come Angelo Garon, Giuseppe Zamarin, Renzo Bettella, Renato Valente e Vittorio De Filippi tutti divenuti sindaci di Albignasego. Nel pensare a quelle bellissime serate però mi viene un dubbio: eravamo solo uomini? Sì, credo proprio di sì. Un ricordo lo conferma. Era l’anno 1971 e il cineforum si teneva al cinema Lux. Facevo la 2° media. Raccontai alla mia prof. d’Inglese, Augusta Modica, del Cineforum e un film in programmazione la entusiasmò a tal punto che mi volle accompagnare con una sua amica. Quando entrammo in sala, loro erano le uniche donne. Io un poco ero a disagio e un poco ero con-

tento di avere quasi infranto un tabù. Non ricordo quando fu l’ultima sta gione del Cineforum. Probabilmente intorno alla fine degli anni ’70. Poco dopo, anche i due valorosi cinema - Splendor e Lux - chiusero i battenti. Poi iniziarono gli anni difficili. Le parole divennero silenzi intervallati da un sincopato… cioè. Il confronto politico si trasformò in uno scontro fisico dove le parole vennero sostituite dalle armi e la falce dell’eroina si diffuse ovunque, rubando il sorriso e la vita di tanti ragazzi nel fiore della loro gioventù. Purtroppo, l’onda tragica di quegli eventi attraversò anche le vie del nostro paese seminando dolore, sofferenza e lutti. Se la redazione mi darà la possibilità, in uno dei prossimi numeri sarei davvero onorato di ricordare la memoria di quei ragazzi, e tra loro tanti amici, che si sono fermati nel pieno della loro gioventù. Anche loro erano, e sono, di Albignasego e il loro sorriso è sempre con noi. Nicola Vegro


il direttore risponde

riManiaMo insiEME: ImmIgrazIone, IntegrazIone e dIaspora, temI che anche albIgnasego può trattare Abbiamo ricevuto qualche giorno fa una lettera da una nostra lettrice, A. Jucova, originaria dalla Moldavia e da quasi vent’anni residente nel Comune di Albignasego. Ha preso poi i contatti con la nostra redazione e ci ha raccontato le diverse difficoltà, soprattutto negli ultimi anni, riguardo l’organizzazione di iniziative che possano valorizzare l’integrazione e la diaspora da paesi come la Moldavia o limitrofi. Con piacere pubblichiamo la sua lettera in originale, con la speranza di poterla ritrovare, per altre tematiche anche in futuro La redazione

 Nonostante le distanze e diversità io sin da piccola ricordo con gioia l’arrivo del giornale comunale. Sono nata in un piccolo paesino sui colli in Moldavia. Attendevo e leggevo con piacere il quotidiano del nostro paese, e ancor di più provavo tanta felicità a poter scrivere alla redazione riconoscendo e condividendo con loro e con i lettori in particolare la mia gratitudine e i miei pensieri. Con questa passione, in seguito mi sono laureata a Tiraspol alla facoltà di giornalismo.

Adesso leggendo il giornale di Albignasego ho provato nuovamente quel desiderio di tornare a scrivere.

Sono ormai 19 anni in Italia, ho ottenuto orgogliosamente la cittadinanza italiana, e sono residente da 17 anni ad Albignasego. Ci siamo integrate bene assieme a mia figlia di 20 anni, la quale studia all’università di Giurisprudenza a Padova. In questo periodo, distante dai famigliari e dalla mia patria, le distanze sono ancora più

distanti e la mancanza d’affetto e di condivisione si fa dolorosamente sentire, l’impossibilita di partire nemmeno per la perdita dei nostri famigliari ci rende molto tristi. Proprio in questi momenti vorrei riconoscere che ho riscontato ancor di più la vicinanza calorosa dei miei paesani di Albignasego. È bello sentirsi accolti e rispettati. Ho, inoltre incontrato tanti cittadini da paesi diversi, e da diverse regioni d’Italia. Durante le festività ci siamo scambiati con delle pietanze tradizionali fatti in casa, era una gioia gustare dei dolci pugliesi o pane fritto napoletano da Cecilia , oppure pietanze ucraine di Valentina, delle kreps slavi con la ricotta per la festa di Masleniza” da Tatiana nata in Russia, scambio dei Martisor, un simbolo moldavo donato per l’arrivo della primavera, con l’augurio di salute, pace e amore.. e poi tante parole di conforto e di complicità da parte di tanti cittadini di Albignasego che sarebbe impossibile elencarli tutti…

Ringrazio anche Matteo Venturini per la sua professionalità e dedizione per il giornale che in questo periodo dei social e web ci da comunque la possibilità di leggere e sfogliare con gioia il giornale di Albignasego, che rimane un bel strumento di lettura, condivisione e riconoscimento. A. Jucova

Vorrei condividere questa gioia e riconoscenza al nostro

Il Giornale di Albignasego 13.000 copie che vengono distribuite direttamente nelle case dei cittadini di Albignasego. Le associazioni e le onlus cittadine possono dare il loro contributo e farsi conoscere, scrivendo a: matteoventurini@gmail.com

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Chiama: 329 0479770

comune, al nostro sindaco Filippo Giacinti, ai nostri compaesani e ai lettori del giornale. Da parte di tutta la nostra diaspora, da parte degli immigrati residenti nel comune, che non ci fanno mai sentire esclusi, e ci danno la possibilità di trasformare le diversità in gioia e allegria per tutti noi. Solo restando tutti uniti, le tristezze si sciolgono come dei nodi. Le emozioni condivise ci rendono più umani, uniti e forti. Trovo giusto che in questo periodo nessuno si senta solo e escluso e restiamo tutti vicini uni agli altri nel migliore dei modi.

Attenzione... Non hai ricevuto il giornale ? PUOI RITIRARLO QUI: L’ARTE DELLA PASTICCERIA Via Roma, 76 - Albignasego

Per segnalazioni di mancata consegna scrivere a: info@limedizioni.com oppure telefonare al 393 35 33 932

Buongiorno, sono un'insegnante di scienze motorie della scuola secondaria e fisiokinesiterapista, che vive ad Albignasego. Ho letto stamattina l'articolo sul giornale di Albignasego sulla strutturazione di aree per l'attività motoria ad Albignasego. Sul successo mediatico e culturale di questi strumenti sono completamente d'accordo, infatti i cittadini sono sempre più attenti alla salute fisica e ai mezzi più efficaci per contrastare la sedentarietà, penso quindi che siano iniziative lodevoli e di grande impatto. Devo però esprimere la mia perplessità sulla mancanza di aree dove poter fare attività di corsa prolungata senza dover correre sull'asfalto sulle vie cittadine, come molti runners fanno attualmente... personalmente, dalle mie competenze professionali, e dalla mia esperienza personale, correre su fondi come i lungo argini, o terreni tipo sottobosco per non danneggiare la colonna vertebrale, è l'attività per eccellenza più salutare e preventiva rispetto ad attrezzature che non vengono utilizzate da nessuno, o da poche persone.

Io vado lì in questi giorni, periodi in cui non è possibile oltrepassare il comune per raggiungere il meraviglioso lungoargine del Bacchiglione, luogo perfetto per il running. cercando di correre sui terreni che fiancheggiano le passerelle di cemento dei parchi di Albignasego Purtroppo sono terreni non adatti per la corsa, dove si sprofonda perchè terreno friabile e curato con idratazione tipica dei giardini pubblici........attualmente, dopo 30 anni di running, sto attraversando un periodo di malessere fisico, come credo i runner come me, che non possono correre su asfalto di strada e conoscono anche il danno vertebrale che queste superfici arrecano al nostro rachide. Mi auguro e spero che il Comune valuti anche l'opportunità di creare un percorso vita dove fare del running, a questo punto credo che sia il caso di rivolgersi direttamente al settore sportivo dello stesso per esprimere la mia esigenza e quella di molti appassionati della corsa salutare come me. In ogni caso grazie dell'attenzione e degli articoli interessanti che proponete alla nostra comunità di Albignasego. Buon lavoro Barbara Genise

Gentilissima Barbara, sono sempre stato molto sensibile alle tematiche legate allo sport ed in generale al benessere psico-fisico delle persone. Per passione ed interesse negli ultimi vent’anni ho fondato, guidato e seguito associazioni sportive e culturali portando nuove iniziative a supporto dei tesserati. Entrando in contatto con le istituzioni ho capito che, talvolta, per motivi legati alla conformazione territoriale, agli aspetti economici o a scelte puramente “politiche” certe iniziative sono difficilmente realizzabili.Parlo di realtà molto più grandi di Albignasego, dove per “accontentare” buona parte dei cittadini si ricorreva a scelte non sempre ben gradite dalla stessa popolazione. Posso dirle che ho potuto però notare nei giorni scorsi, passeggiando all’interno di due parchi nei quali sono state installate le nuove attrezzature, un buon numero di giovani intenti ad utilizzare gli impianti esterni durante la personale sessione di allenamento. Concordo con lei sul fatto che, ad oggi, non siano presenti in Comune grosse opportunità per la categoria dei runner. A tal proposito mi piacerebbe poter sentire un’opinione direttamente dall’Amministrazione o, ancora meglio dallo stesso Assessorato allo Sport di Albignasego. Attendiamo dunque una risposta concreta al suo quesito, mi farà piacere affrontare l’argomento all’interno delle pagine de Il Giornale di Albignasego.

Un caro saluto Matteo Venturini

Per porre domande al nostro Direttore Responsabile inoltrare una mail a matteoventurini@gmail.com

Il Giornale di Albignasego supplemento de “il Giornale di” Anno 2 n°3 (5°Pubb.) Aut. Tribunale di Padova n. 2509

Direttore responsabile: Matteo Venturini Coordinamento editoriale: Nadia Musoni

Redazione: matteoventurini@gmail.com Albano Faggin Dott. Emo Bruno Nicola Vegro

Stampa: copie n. 13.000 Distribuzione gratuita alle famiglie e bar della città di Albignasego Chiuso in redazione il 29/03/2021

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