Greenup n. 205 - Marzo 2023

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Gli

Emanuele Simeoli, 25 anni, è il proprietario di Simegarden, alle porte di Napoli. Da qualche anno spopola soprattutto tra Instagram e Tik Tok, con oltre 200 mila follower. pag. 18

Quando

Edizioni Laboratorio Verde srlsvia Pasubio 16, 21020 Brebbia (VA) TRADE MAGAZINE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEL CANALE GARDEN E AGRARIE
marzo 2023
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il garden center evolve in esperienza digitale diventa un punto di riferimento. Il fenomeno Simegarden torna sulle pagine di greenup g COVER STORY
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le novità dal Myplant Cover story realizzata in collaborazione con
ultimi trend firmati Flower Council Holland e Floramedia. E
AGRARIE up
MAGAZINE Ogni numero è un nuovo numero, con la sua copertina, pagine di parole e foto che raccontano storie, fatti, ambizioni e speranze. Tutto su carta, perché solo così il pensiero si stampa nella memoria. laboratorioverde.net | info@laboratorioverde.net g Seguici su: SCELTA SOSTENIBILE EcoFibra è una materia prima naturale e rinnovabile, adatta a tutte le tipologie ottenuta dalla trasformazione, mediante processo di estrusione del legno di particolari arboree in fibre soffici, aerate e sterili dall’eccezionale valore agronomico. TRADE MAGAZINE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEL CANALE GARDEN AGRARIE greenup n.200 Edizioni Laboratorio Verde Enrico Cosenz 35, 20158 Milano giugno/luglio 2022 AGENDA DEL VERDE 2023 La festa dei fiori magazine tecnico-professionale del sistema pavimenti rivestimenti & RISPETTO DEL GENIUS LOCI + Architettura totalmente integrata nel paesaggio per la nuova cantina Leonildo Pieropan a Soave, in Veneto Pag. 18 Floor Wall dicembre/22 n.16 magazine Mapecontact PROGETTO Atmosfera istituzionale ma accogliente nella nuova sede milanese di Chiara Ferragni Brand REPORTAGE FIERE Le novità esposte in cinque manifestazioni in cui coinvolto il mondo delle superfici magazine 16 pagine di soluzioni,
TUTTO UN ALTRO
greenup www.laboratorioverde.net

10 anni di Edizioni Laboratorio Verde, un traguardo da festeggiare. 10 anni che sembrano passati in un soffio.

10 anni nati da una visione: costruire una casa editrice in grado di raccontare agli operatori del settore il mercato del florovivaismo, dandone una dimensione concreta.

In questi 10 anni ci siamo impegnati in quello che sappiamo fare meglio: raccontare storie.

Abbiamo raccontato storie attraverso le nostre riviste e i nostri prodotti digitali. Abbiamo raccontato storie di mercati e tendenze, di imprese, imprenditori e imprenditrici, mettendo in risalto i particolari e i tratti distintivi.

Un enorme grazie va ai nostri lettori – sempre attenti osservatori – e alle aziende che hanno scelto i nostri prodotti per promuovere le loro campagne di comunicazione. Grazie, perché voi avete reso possibile tutto ciò e ci avete continuamente supportato e stimolato.

Ora ci proiettiamo verso i prossimi 10 anni. Lo facciamo mantenendo la stessa visione e lo stesso entusiasmo, per raccontare altre storie, perché quelle, non finiscono mai.

Instagram/ FRA_SETTE ED.LAB.VERDE

Editoriale /

Scriviamo di tendenze, in questo numero di greenup che apre la stagione primaverile e ci proietta verso nuove opportunità di business, trainati dal periodo più rappresentativo per i consumi gardening. Perché, al di là del prodotto in se, è sempre un po’ come ti presenti, come presenti la tua attività, che determina il tratto distintivo del centro di giardinaggio.

Allora, ci siamo fatti raccontare da Emanuele Simeoli, protagonista della nostra cover story, cosa c’è dietro al suo volto, alla sua community di oltre 200mila follower… Di sicuro, la sua capacità di dialogare e di attirare i pollici verdi, ma ci confida che “non si tratta solo della vendita o del consiglio, si sta creando un forte legame e la voglia per il pubblico di vedere da vicino, e con i propri occhi, ciò che normalmente vede attraverso uno schermo”. E questo ci conferma quanto, anche per un’attività che ha fatto dei Social il suo canale privilegiato di comunicazione, l’esperienza fisica sia spesso imprenscindibile.

E per raccontare ancora di trend, a pagina 40, trovate gli ultimi stili lanciati dal Flower Council Holland e il messaggio è chiaro: l’anno da poco iniziato sarà caratterizzato da un ritorno alla natura, ma anche ai tratti vintage, con l’utilizzo di materiali riciclati e riutilizzabili, per riconnettersi al verde in modo sempre più sostenibile. In tutto cinque tematiche, senza tralasciare Millennials e Generazione Z.

E poi ci siamo posti una domanda: siete preparati per i LoHas? L’acronimo, life of health and sustainability, racconta di uno stile di vita diffuso da oltre 10 anni e che oggetto di studio nel settore del marketing da altrettanti. E allora, perché è importante raccontarne oggi? La risposta è che anche il garden center deve prepararsi per fronteggiare richieste e bisogni di questo gruppo sociale che, come scoprirete a pagina 56, possiede peculiarità proprie ed è difficilmente incancellabile in un’etichetta o in un numero.

E alla fine, come lo scorso anno, vi facciamo i nostri auguri di primavera grazie ai biglietti di auguri di Grafiche Tassotti, che ha selezionato per greenup alcune delle sue fantastiche creatività botaniche. Andate a pagina 10!

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g

016 Under Una storia di agricoltura sociale a cura del comitato di redazione di Fondazione Minoprio

018 Cover story Metterci la faccia piace, non solo all’algoritmo colloquio con Emanuele Simeoli di Alice Nicole Ginosa

022 New generation Dna verde colloquio con Pasquale De Luca di Rachele Pozzato

025 Associazioni Garden center pronti a sperimentare a cura di Francesco Tozzi

040 Stile

Colori, materiali, composizioni: le scelte 2023 di Flower Council Holland di Benedetta Minoliti

044 Progetti

Tradurre i trend di Bianca Ferraris

048 Prodotti

Una routine di benessere. Per le piante di Stefania Medetti

052 Primavera

Gerani a tavola di Bianca Ferraris

054 Design

Piante e fiori entrano in quartiere di Bianca Ferraris

056 Lifestyle

Siete preparati per i LoHas? di Alice Nicole Ginosa

060 Packaging

Cercare fornitori green ora è più semplice di Bianca Ferraris

062 Territorio

Florovivaismo

Made in Trentino colloquio con Mario Calliari di Alice Nicole Ginosa

064 Piccoli frutti

Il miglior assortimento possibile colloquio con Lorenzo Piran di Francesco Tozzi

066 Fiera

Ricca, internazionale e centrale di Alice Nicole Ginosa, foto di Mauro Consilvio

Emanuele Simeoli ci racconta cosa vuol dire diventare il volto del proprio garden center ma anche del suo ruolo come influencer per le aziende di settore.

Foto di Mauro Consilvio. Greenup sostiene AICG

g Sommario / 205 MARZO 2023
PRIMO PIANO TENDENZE 018 052 TRADE MAGAZINE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEL CANALE GARDEN E AGRARIE greenup n.205 PACKAGING Cercare fornitori green ora è più semplice. Grazie all’intelligenza artificiale Quando il garden center evolve in esperienza digitale diventa un punto di riferimento. Il fenomeno Simegarden torna sulle pagine di greenup g COVER STORY METTERCI LA FACCIA PIACE, NON SOLO ALL’ALGORITMO BARRIERA NATURALE Prodotti in equilibrio con la natura www.cifo.it Dalla natura la migliore protezione per le vostre piante. Scegli la qualità l’efficacia dei prodotti Barriera Naturale perché: • Intensificano le difese naturali delle piante. • Sono a base di componenti naturali che irrobustiscono favoriscono la crescita delle piante, stimolandone la resistenza alle avversità. • Non lasciano residui. • Rispettano la natura, con nuovi imballi riciclati ed ecosostenibili. La linea Barriera Naturale la soluzione ideale per prendersi cura delle piante di casa, orto e giardino. RICICLATI NATURALI ECOSOSTENIBILI ascolta le tue piante TUTTO UN ALTRO MAGAZINE Ogni numero è un nuovo numero, con la sua copertina, pagine di parole e foto che raccontano storie, fatti, ambizioni e speranze. Tutto su carta, perché solo così il pensiero si stampa nella memoria. laboratorioverde.net info@laboratorioverde.net
SOSTENIBILE greenup fiori Floor Wall TENDENZE Gli ultimi trend firmati Flower Council Holland e Floramedia. le novità dal Myplant Emanuele Simeoli, 25 anni, proprietario di Simegarden, alle porte tra Instagram Tik Tok, con oltre 200 mila follower. pag. 18 8 greenup
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MERCATI

073 Riflessione

Il futuro, mentre tutto cambia di Lucio Brioschi a cura di Alice Nicole Ginosa

076 Business

Desertificazione

commerciale:

evitarla si può di Benedetta Minoliti

080

078 Incontri

Groen-Direkt: le piante mediterranee conquistano il pubblico di Bianca Ferraris

080 Animali

Il pet è phygital di Bianca Ferraris

060

www.laboratorioverde.net / 205 marzo 2023

Direttore responsabile

Francesco Tozzi / direzione@laboratorioverde.net

In redazione

Alice Nicole Ginosa, Benedetta Minoliti, Rachele Pozzato / redazione@laboratorioverde.net

Grafica

Daniela Francescon / daniela.francescon@gmail.com

Collaboratori

Lucio Brioschi, Erica Cherubini, Mauro Consilvio (fotografo), Bianca Ferraris, Costanza di Matteo, Stefania Medetti, Marta Meggiolaro, Nicolò Pensa, Daniela Stasi, Filippo Terragni, Filippo Tommaseo

Produzione e segreteria

Katiuscia Morello / k.morello@laboratorioverde.net

Promozione e sviluppo

Stefano Carlin / s.carlin@laboratorioverde.net

Stampa Bieffe s.r.l.

Via Mariano Guzzini 38 62019 Recanati (MC)

Direzione, redazione e amministrazione

Via E. Cosenz 35, 20158 Milano, Tel. 02 42448445

www.laboratorioverde.net info@laboratorioverde.net

garden e interior

Casa editrice specializzata nei settori florovivaismo, Amministratore unico

Francesco Tozzi

Segreteria generale

Katiuscia Morello

Greenup è una rivista di Edizioni

Laboratorio Verde srls.

Fanno parte della stessa casa editrice:

• Agriflortec

• IL giardiniere

• Agenda del verde • Calendario del verde

• I Quaderni di greenup • FIORItales

Rappresentante e collaborazioni:

• floorewall.com

• F&W magazine

Edizioni Laboratorio Verde srls, titolare del trattamento dei dati relativi ai destinatari della presente pubblicazione, informa che le finalità di tale trattamento sono rivolte a consentire l’invio della presente rivista, e/o altre di propria edizione, allo scopo di agevolare l’aggiornamento dell’informazione tecnica, nonché alle operazioni necessarie alla gestione amministrativa e contabile dell’abbonamento. Edizioni Laboratorio Verde srls riconosce e garantisce ai medesimi destinatari i diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

GreenUp, periodico registrato: autorizzazione del Tribunale di Milano n.64 del 27/1/1999 - n. R.o.c. 2232, delibera del 30/06/2001. La pubblicazione o la stampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Gli articoli pubblicati su GreenUp sono sotto la responsabilità degli autori. www.laboratorioverde.net

issuu.com/edizionilaboratorioverde

Abbonamento da 6+1 numeri: 25,00 Euro

073 056 RUBRICHE 007 Editoriale di Francesco Tozzi 013 Greenshop Il meglio in primo piano 028 Brevi dal mercato 034 Visual idea Dietro al negozio adesso c’è la serra! di Erica Cherubini 036 Aipsa Informa Etichettatura ambientale, facciamo chiarezza in collaborazione con Aipsa 038 Le parole del numero Alla voce… di Nicolò De Rossi 082 #Sisboccia Chiamiamo le cose con il loro nome di Alessandro Fornasaro
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grazie ai motivi floreali eleganti che lo colorano. Diamo spazio, allo stesso modo, alle parole che, proprio come la carta puntano all’infinito e raccontano emozioni a chiunque le legga.

I biglietti della collezione Tassotti possono così entrare nel centro di giardinaggio come simbolo dell’unione tra natura, qualità e bellezza ma anche come proposta concreta e di pregio per regalare agli acquisti della clientela un dettaglio che non passerà di certo inosservato.

ETERNAMENTE PRIMAVERA

Un biglietto per celebrare l’arrivo della bella stagione e l’iniziativa tra la nostra casa editrice con Tassotti per portare l’unione tra natura e carta - che ci accomuna - dentro al garden center

Torna anche quest’anno l’iniziativa speciale tra greenup e stamperia Tassotti, che da oltre 60 anni è il punto di riferimento internazionale nel settore delle carte decorative pluriuso e della cartotecnica di alta gamma, erede della celebre stamperia Remondini. Come potete ammirare, tra le pagine di questo numero abbiamo scelto di inserire un biglietto che celebra la bellezza della primavera e il fascino senza tempo della carta

UN MARCHIO STORICO

Diventare un “laboratorio di stamperia creativa”. Da oltre 60 anni è questa la missione della famiglia Tassotti, che dal 1957, anno in cui Giorgio Tassotti iniziò l’attività di grafico stampatore a Bassano del Grappa in Veneto, ha raccolto l’eredità dell’antica stamperia Remondini, diventandone a tutti gli effetti la prosecutrice. Vera e propria ambasciatrice del “Made in Italy”, l’azienda è un punto di riferimento internazionale nel settore delle carte decorative. Fin dall'inizio Tassotti ha riprodotto vecchie stampe popolari e carte decorative da parato - prendendo spunto da xilografie policrome originali Remondini - per poi completare il catalogo con stampe d’arte, biglietti augurali, diari, libri, cartotecnica, del “fai da te” e dell’origami.

www.tassotti.it

g Per Tassotti /
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LA NUOVA COLLEZIONE 2023 SI ARTICOLA IN CARTE DECORATIVE, BIGLIETTI AUGURALI, DIARI, QUADERNI, SEGNALIBRI E OGGETTISTICA PER L’HOME DECOR E STIMOLERÀ LA CURIOSITÀ DI OPERATORI E APPASSIONATI, GRAZIE ALLA GIUSTA

DOSE DI TRADIZIONE E DI INNOVAZIONE CHE DA SEMPRE CONTRADDISTINGUE L’OPERATO DELL’AZIENDA VENETA.

Tema floreale e botanico immancabile come i toni accesi e primaverili di “Peonie”, dove fresche e vivaci sfumature del rosa sono in linea con le ultime tendenze in fatto di interior design.

Cuore pulsante della produzione Tassotti sono i motivi remondiniani rivisitatiin chiavemoderna, che riprendono vita ogni anno grazie a una ricerca stilistica meticolosa e arricchiscono di storia la collezione.

I bigliettid’auguriconbusta sono sempre molto apprezzati e ricercati da appassionati e non solo. Di piccolo o medio formato, sono utilizzabili in moltissime occasioni ed eventi speciali. In pregiato cartoncino avorio, si presentano accompagnati dall’inseparabile busta coordinata che ne completa e ne impreziosisce il contenuto.

Informazione pubbliredazionale greenup 11

IL MEGLIO IN PRIMO PIANO

 INTERPRETI DELL’INNOVAZIONE

Le nuove proposte di Teraplast e Tera, presentate peraltro anche all’ultima edizione di MyPlant & Garden, si allineano a quelli che sono i trend e le nuove esigenze di un mercato sempre più attento alle istanze ambientali: soluzioni che siano capaci di interpretare l’importanza del verde per la qualità della vita, innovazione e reperimento delle risorse. A cominciare dai sistemi di vasi e fioriere modulari Trama di Teraplast, realizzati in polipropilene con tecnologia ad iniezione e dotati di riserva d’acqua per evitare gli sprechi. Ma anche i nuovi attrezzi da giardino, pensati nella stessa ottica e per unire efficacia e stile, o la linea Aura di Tera, rinnovata con 12 modelli che mirano a ridurre al minimo l'impatto ambientale del ciclo produttivo e dei materiali utilizzati. Una collezione e un format al centro anche del Garden Center New Trend, estendendo a tutta la collezione 2023 l’obiettivo di ampliare la gamma prodotti in plastica riciclata e riciclabile. Una linea, insomma, che offre ai garden center una maggiore offerta e al contempo la possibilità di orientare il consumatore finale a fare scelte più responsabili con prodotti di qualità e di design.

www.teraplast.com/itewww.teraitaly.com

 PER UN PRATO RESISTENTE

Micogreen è il nuovo concime organo-minerale sviluppato da Il Paese Verde appositamente per soddisfare le necessità dei prati nel periodo primaverile. Per un prato in salute, verde, folto e in ordine, è infatti fondamentale una buona gestione fatta di pochi, ma importanti accorgimenti. Proprio in quest’ottica si colloca così un prodotto che, grazie alle matrici organiche vegetali inoculate con microrganismi utili, come micorrize, trichoderma o bacillus, ha un effetto positivo sull’apparato radicale, prevenendo l’insorgere di malattie fungine. Insieme a Starter, Growing, Biogreen, Greener e Fertilgreen, Micogreen completa così la Linea Prato, una gamma di prodotti efficaci ed ecosostenibili.

www.ilpaeseverde.it

g Prodotti / GREENSHOP greenup 13
La nostra selezione di soluzioni per gli spazi verdi, la casa e gli animali domestici

ALTERNATIVA SOSTENIBILE 

Quello del Gruppo Pöppelmann nei confronti dell’ambiente e delle nuove esigenze di sostenibilità è impegno solido e in continuo rinnovamento, che pone le sue basi in un approccio autentico all’economia circolare. In questo senso, la divisione Teku ha così sviluppato dei vasi per piante sigillanti circolari, per la categoria Circular360: costituiti al 100% da materiali riciclati post-consumo, permettono anche un completo riciclo alla fine del loro ciclo di vita. Con Baseline si offre così un’alternativa ai vasi e ai materiali non riciclabili, espandendo la gamma di articoli sostenibili dell’azienda specializzata in prodotti per l'orticoltura commerciale, proponendo prodotti che guardano al futuro, senza perdere di vista efficienza, qualità e durevolezza dei vasi. Un percorso e un’alternativa concreta, insomma, per accompagnare i clienti verso scelte più sostenibili.

www.poeppelmann.com/en/teku/

FARE MEGLIO GRAZIE ALLA TECNOLOGIA 

Landroid è il robot tagliaerba altamente tecnologizzato, controllabile da un'app dedicata, che permette una manutenzione del giardino automatizzata proposto da Positec, realtà globale specializzata nella progettazione e nella produzione di power tools, che con il proprio marchio Worx commercializza in tutto il mondo un'ampia gamma di strumenti a batteria e attrezzi da giardinaggio.

 UNA ROSA SPECIALE

Facile da coltivare come un geranio, resistente come una dipladenia e dall’aspetto elegante di una rosa: la Zepeti Meibenbino di Meilland Richardier offre una vera e propria innovazione nell’ambito della decorazione floreale. Resistente alle malattie e adatta agli ambienti rustici, questa rosa rimane fiorita dalla primavera fino alle prime gelate. La Zepeti Meibenbino accomuna così qualità di diverse specie e fioriture per offrire una pianta capace di decorare terrazze, balconi, viali, porte d’ingresso e piccoli giardini, garantendo qualità, estetica e una prolungata durata nel tempo. www.meilland.com

di un prodotto come questo, richiesto specialmente tra la primavera e la fine dell’estate, porta però in molti casi a un servizio di assistenza clienti. un’ottica, dunque, di attenzione al personale e al tempo stesso alla qualità e alla puntualità del servizio offerto, Cloudnova ha guidato Positec nell’adozione di soluzioni tecnologiche e organizzative che hanno migliorato il Customer Service e aumentato la soddisfazione degli utenti. Gli interventi di efficientamento si sono così mossi in direzione di una digitalizzazione, che ha permesso di ottimizzare i processi operativi aziendali, insieme a una formazione dedicata al personale, definendo un modello di assistenza al cliente uniforme e trasversale a tutte le zone di interesse di Positec-Worx.

www.positecgroup.com

 UNA NUOVA LINEA PER LA FALCIATURA

Una nuova gamma di rasaerba pensata per facilitare l’operazione di falciatura del prato. La proposta di Gardena punta a completare il ventaglio di proposte per la manutenzione, con i modelli PowerMax, tre a batteria e due elettrici. PowerMax 30/18V P4A, adatto per prati fino a 150 mq, il PowerMax 32/18V P4A per aree più grandi fino a 200 mq, e il PowerMax 37/36V P4A, che, grazie alla super potenza dovuta alla doppia batteria, è adatto per prati fino a 350 m, sono le proposte a batteria. Per l’elettrico, troviamo invece PowerMax 32/1200 e PowerMax 37/1800: pensati per prati di piccole e medie dimensioni e muniti di un potente motore, rispettivamente da 1200 o 1800 watt, garantiscono una larghezza di taglio di 32 e 37 centimetri.

www.gardena.com/it/

g Prodotti / GREENSHOP 14 greenup

Il professor Laerte Gamberoni parla della sua esperienza agli studenti durante la prima giornata della rassegna “Back to school. Gli ex studenti della Scuola di Minoprio si raccontano”, in occasione del 60° anniversario dalla nascita della Fondazione Minoprio

Una storia di agricoltura sociale

Ha iniziato il percorso nel 2003, quando si è iscritto all’Istituto Professionale per l’Agricoltura e per l’Ambiente (convertito, nel 2010, in Istituto Tecnico Agrario), un ambiente dinamico e attento allo studente, che sprona a dare sempre il massimo, una realtà in cui i docenti seguono gli alunni in modo autorevole ed esemplare. Durante lo svolgimento di diversi tirocini settoriali e grazie allo studio delle materie di indirizzo, tra cui agronomia, botanica, produzione vegetale, economia, materie che lo hanno sempre appassionato, ha capito che, dopo il diploma, avrebbe voluto conseguire la Laurea in Agraria. La sua scelta è ricaduta sulla Facoltà di Scienze Agrarie

e Ambientali dell’Università di Milano e, dopo la laurea triennale e magistrale, si è iscritto all’albo degli agronomi, superando l’esame di abilitazione. Seguono delle esperienze di lavoro brevi, seppur formative, che lo hanno arricchito di capacità e competenze tecnico-pratiche e operative. Attualmente è impegnato nell’insegnamento presso la Fondazione, sia per l’I.T.A. sia per il percorso professionale; inoltre, è impegnato nell’Istituto Tecnico Superiore, dove insegna Politiche Agroforestali.

L’ESPERIENZA IN COOPERATIVA Prima di insegnare, ha lavorato presso una cooperativa che lo ha portato a interagire con persone di

ORTO, DALLA TEORIA ALLA PRATICA

Nei gruppi di lavoro erano presenti le figure del tecnico agronomo e dell’educatore che lavoravano con 5/6 partecipanti alle lezioni, sia frontali in aula sia pratiche in campo. A scuola le lezioni si tenevano durante la bella stagione, mentre l’attività pratica durante tutto l’inverno, seguendo l’alternanza delle stagioni e le condizioni climatiche. Le tematiche trattate a lezione si incentravano sul come e dove creare un orto e puntavano alla conoscenza delle specie da coltivare perché gli asilanti partivano da zero, ignorando le principali colture presenti sul suolo italiano. Preparazione del terreno, pacciamatura, trapianto, raccolta, sfalcio erba e diserbo manuale erano tra le principali attività pratiche sul campo e in serra, mentre in classe si studiava agronomia, riconoscimento botanico, meteorologia, produzione vegetale e parassitologia. Al termine del percorso, si sostiene un esame con attestato di partecipazione al progetto, rilasciato dalla Fondazione Minoprio.

culture diverse e lo ha arricchito dal punto di vista umano perché, approcciarsi a persone che hanno idee e visioni differenti, lo ha aiutato a comprendere dinamiche, purtroppo e per fortuna, lontane da noi. L’ambiente di lavoro era dinamico e mirava al benessere dell’individuo e anche a migliorarne le capacità tecniche e conoscitive su determinati argomenti. Ogni persona aveva delle necessità e doveva essere “accompagnata” personalmente nel suo percorso, il che generava, ogni giorno, nuove sfide. In questo modo, ha potuto ampliare quelle competenze trasversali che sono un po’ trascurate nell’ambiente prettamente tecnico. Il lavoro, infatti, lo ha portato ad avere un contatto umano e una cura della persona non indifferenti. La struttura accoglieva persone provenienti dal continente africano e asiatico che scappavano dalle criticità di quei luoghi ed erano diretti verso il bacino del Mediterraneo. Grazie alla Convenzione di Dublino, il paese a cui approdavano doveva essere quello ospitante e, quindi, l’Italia ha dovuto mettersi a disposizione per un determinato periodo, motivo per cui sono nate molte cooperative.

* Progetto che vede Edizioni Laboratorio Verde collaborare con la Fondazione Minoprio ITS. Un comitato di redazione composto da allievi e professori, per raccontare il mondo del verde là dove si formano i professionisti del settore. Cinque gli studenti-redattori coinvolti: Iris Cazzaniga, Alessia De Micheli, Alessandro Ferri, Giacomo Gatti e Maddalena Mercandalli. Quattro i professori: Daniela D’Alessandro, Barbara Fedrigo, Andrea Tomé e Debora Piccolo

g Primo piano / in collaborazione con Fondazione Minoprio UNDER 16 greenup
Il professor Laerte Gamberoni.

L’ORTO COME LUOGO CHE UNISCE

Perché indirizzarsi proprio nella creazione di un orto? Perché è il luogo che concilia la produzione e le interazioni sociali tra i lavoratori. L’orto, inoltre, riqualifica zone abbandonate e non sfruttate come risorse. I campi erano dati in concessione alla struttura di accoglienza completamente incolti, con erba alta, piante cadute o terrazzamenti abbandonati. Il compito del professore Gamberoni, come tecnico agronomo, era quello di andare da un punto all’altro della provincia di Varese per individuare questi lotti di terreno, impiantare orti e mantenerli durante l’anno. La cooperativa era collegata a Fondazione Minoprio per aver formato il personale e, in questo modo, il professore ha mantenuto un contatto costante con la scuola dove ha studiato. La mission dell’azienda, oltre che il benessere e la riabilitazione psicofisici degli ospiti, mirava a occupare il loro tempo, formarli, produrre ortaggi da usare in mensa e generare moduli di orticoltura per le scuole.

NON SOLO INSEGNAMENTI PRATICI

L’occupazione del tempo degli ospiti era uno degli aspetti più importanti; si aveva a che fare con persone profondamente traumatizzate ed era necessario del tempo per “ammortizzare” lo stress post traumatico maturato nei loro paesi di provenienza. Bisognava concentrare il loro pensiero sul “fare” e non lasciarli fermi. Con la formazione personale, poi, gli si davano delle competenze in ambito pratico e tecnico su come coltivare un orto e quali tipologie di colti vazioni ci sono nelle nostre zone, considerando che la maggior parte delle colture africane sono diverse rispetto alle nostre. Anche i cicli colturali lo sono perché, a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre, all’Equatore si hanno molte più ore di sole e, rispetto alle nostre latitu dini, si alternano solo due stagio ni. La produzione di ortaggi da

L’AGRICOLTURA SOCIALE IN LOMBARDIA

È normata dalla legge regionale del 12/12/2017 n. 35 che definisce tutte le disposizioni in materia. È un’attività finalizzata a generare benefici inclusivi, favorire percorsi abilitativi, riabilitativi e sostenere l’inserimento sociale delle fasce di popolazione svantaggiate o a rischio di marginalizzazione e favorirne la coesione sociale in ambito locale. A livello nazionale, l’agricoltura sociale è definita dalla legge 141 del 18/08/2015 e, a tal proposito, il professore ci mostra alcuni dati relativi al settore per cui, dal 1979 circa fino al 2018, si registra una continua espansione dell’agricoltura nel sociale a causa della multifunzionalità delle imprese agricole e le viene riconosciuta il valore sociale, sanitario, educativo e lavorativo:

• Nel settore lavorativo la percentuale di crescita si attesta intorno al 70%

• Nei servizi comunali locali al 33%

• Il 45% in ambito sanitario

• Nel settore dell’educazione ambientale si aggira intorno al 51%

utilizzare in mensa è relativa al progetto perché gli asilanti potevano usare i prodotti che essi stessi avevano coltivato, il che incentivava la conoscenza e il senso di appartenenza degli stessi al progetto. Non bisogna sottovalutare l’aspetto linguistico: i richiedenti asilo arrivano in un paese nuovo, disorientati e senza quegli strumenti che gli avrebbero permesso di socializzare. Questi lavori aiutavano a impratichire la lingua italiana. Portare l’agricoltura nelle scuole esulava dal lavoro puramente pratico che avrebbe dovuto svolgere ma, dal momento che i percorsi didattici erano ben strutturati, si è deciso di incanalarsi nel campo dell’insegnamento. I bambini a cui il professore faceva lezioni, coadiuvato da un team di educatori, avevano necessità differenti: dovevano conoscere le piante anche attraverso esperienze sensoriali ed emozionali per ampliare le proprie percezioni; avere un orto a disposizione è stato fondamentale in tal

senso perché hanno potuto vedere e toccare con mano le cose di cui parlava a lezione. Lavoravano tanto in gruppo, rafforzando capacità cognitive e skill quali la cooperazione e il saper delegare, ponendo le basi per il lavoro di squadra. Durante il seminario, il Professore mostra alcune foto sulla giornata tipo in cooperativa che, ad esempio, prevedeva la pulizia delle colture vecchie e la vangatura manuale, perché in queste zone non si riusciva ad accedere con la motozappa. Erano stati anche installati un impianto di irrigazione e canne di bambù per permettere la crescita delle rampicanti, come i piselli, o per sistemare le zone pacciamate, come le lattughe. Per il professore si è trattata di un’esperienza formativa fondamentale che gli ha permesso di insegnare quanto sia importante preservare la bellezza e la produttività di un orto, tramite lo studio e lo pratica, e quanto esso generi un forte senso di appartenenza in persone che cercano di ricostruirsi una vita e darsi un’altra possibilità.

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Metterci la faccia piace, non solo all’algoritmo

Quando il garden center evolve in esperienza digitale diventa un punto di riferimento. Il fenomeno Simegarden torna sulle pagine di greenup per raccontarsi in qualità di volto social attraverso cui le aziende possono dialogare con la community dei pollici verdi colloquio con EMANUELE SIMEOLI di ALICE NICOLE GINOSA

g Primo piano / COVER STORY 18 greenup LE TRE FACCE DI SIMEGARDEN • Canali Social • E-commerce • Garden center
Foto di Mauro Consilvio

Della notorietà e del successo di Simegarden non si hanno grandi dubbi. E anche se se ne avesse avuto qualcuno, ora vi racconterò un episodio che è il simbolo della centralità del personaggio di Emanuele Simeoli alias Simegarden, il garden center di Quarto, alle por-

IL GARDEN CENTER

Tutto inizia con l’attività di produzione di piante e funghi per poi passare unicamente al verde. Da un piccolo appezzamento di terra di tre serre, si è passati a 2000 metri quadrati di garden center in cui hobbistica, piante da interno, fiorite, vaseria e terricci convivono con la produzione di piante da esterno di grandi dimensioni. Il Covid a marzo 2020 rappresenta l’occasione per iniziare a sperimentare i social media e una graduale trasformazione della comunicazione del punto vendita, raggiungendo a marzo 2023 80.6 mila follower su Tik Tok e 124 mila su Instagram. www.simegarden.it

Dte di Napoli, che spopola da qualche anno soprattutto tra Instagram e Tik Tok. “Simegarden, Simegarden!”. Sento una voce alle mie spalle, qualcuno sta chiamando Emanuele mentre si trova allo stand di Vigorplant, azienda che ha trovato nella sua destrezza digitale l’interlocutore ideale con cui stringere una partnership con l’obiettivo di dialogare con una community di devoti al verde. Il fatto avviene a Milano in occasione di MyPlant & Garden proprio mentre stiamo scattando la foto di copertina di questo numero in cui abbiamo scelto di tornare a parlare del fenomeno social Simegarden, già protagonista della cover story del numero 198 di greenup dedicato alle nuove generazioni. Davanti a me vedo avvicinarsi sorridente un ragazzo, coetaneo di Emanuele, che lo saluta

come se fossero amici da sempre. L’approccio è scherzoso e amichevole, è come assistere a una fusione tra virtuale e reale. Il filtro del social viene meno e la barriera che normalmente separa un follower da un influencer cade, svelando cosa significa costruire giorno dopo giorno un rapporto reale con la propria community e lo status privilegiato e di primo piano che occupa ormai Emanuele nel settore del verde hobbistico, soprattutto. In questa storia di copertina torniamo dopo un anno a fare il punto sull’evoluzione di Simegarden cercando di raccontare la sua influenza, la capacità di dialogare e di attirare i pollici verdi ma anche l’opportunità - in qualità di content creator a tema verde oltre che proprietario di un punto vendita - che rappresen-

greenup 19 NON SI TRATTA SOLO DELLA VENDITA O DEL CONSIGLIO, SI STA CREANDO UN FORTE LEGAME E LA VOGLIA PER IL PUBBLICO DI VEDERE DA VICINO E CON I PROPRI OCCHI CIÒ CHE NORMALMENTE VEDE ATTRAVERSO
UNO SCHERMO
Leggi l’intervista a pagina 25!

ta per le aziende del settore di arrivare a un pubblico in continua crescita. Quello che abbiamo compreso è che - come in questo caso - metterci la faccia ripaga e permette al garden center di diventaredavvero - punto di riferimento.

Dallo scorso anno quando ci siamo incontrati per lo speciale New Generation, quali sono i cambiamenti realizzati nel punto vendita e quali invece quelli che vorrai apportare nel corso del tempo?

«Dopo un anno dal nostro primo incontro ci sono tante novità e cambiamenti in atto. La crescita dei social in primis sta vivendo un boom. Se fino a un anno fa erano circa 30mila le persone che ci seguivano, attualmente sono più di 200mila tra Instagram e Tik tok. Ho lanciato anche un nuovo format su Youtube in cui sarà possibile trovare video che spiegano come curare la pianta in modo semplice, come se fossi io a casa del cliente. Un’altra idea che stiamo sviluppando è quello di accompagnaresempre attraverso un video - il cliente nell’acquisto, come se fosse una puntata di un programma televisivo. In questo modo cerchiamo di fidelizzare il cliente facendolo immergere completamente in un’esperienza concreta. Da marzo è nato anche un ulteriore progetto relativo alla vendita online, su cui noi eravamo già attivi ma a fari spenti. Ora invece siamo ripartiti e l’obiettivo è quello di stimolare il cliente verso l’acquisto tramite e-commerce e dopo tre mesi abbiamo già raccolto importanti risultati. Pur non avendo un catalogo vasto, puntiamo su determinate varietà che non si trovano da altri competitor. Per esempio dopo aver girato alcuni video sulla magnolia da fiore si è scatenato un interesse per questa pianta e questo ci ha fatto comprendere ancora di più che non possiamo avere sempre le stesse proposte ma dobbiamo cambiare e variare, creare quel motivo in più per coinvolgerli nell’acquisto oltre che sui canali social».

Come è andato il 2022 e come pensi sarà il 2023?

«Il 2022 è stato più difficile rispetto all’anno precedente. L’aumento dei prezzi ha inciso anche su di noi, è stato complicato tenerli sotto controllo. Per l’anno nuovo non so cosa aspettarmi anche se i social ci continuano a dare una mano e a incrementare la base di clienti».

Hai notato un calo di interesse da parte dei consumatori?

«Sicuramente un leggero calo rispetto ai due anni precedenti c’è stato, anche nel coinvolgimento verso determinati settori come l’orto. Dopo il Covid c’è stato un graduale allontanamento delle persone a questa pratica sia per il ritorno alla normalità sia probabilmente per mancanza di tempo. Nell’ottica di un continuo e costante coinvolgimento del pubblico, sto organizzando degli incontri dal vivo sul tema orto in collaborazione con un agronomo che parlerà dalla A alla Z di come iniziare e come curarlo. Il cliente ha bisogno di essere accompagnato nel cambiamento soprattutto dopo che dal 31 dicembre si è verificato un cambiamento epocale che vieta la vendita di fitofarmaci non per uso professionale. Abbiamo davanti a noi anni di transizione in cui educare il cliente a nutrire la pianta e a prevenire le malattie, facendo loro comprendere un approccio nuovo che cambierà le logiche di acquisto».

Questo costante dialogo con il tuo pubblico è centrale nella collaborazione con le aziende del settore.

«Anche la collaborazione con le aziende nasce proprio dal fatto che Simegarden è ormai una certezza per chi ci segue e si fidano dei nostri consigli e dei prodotti. Il mio obiettivo è quello di essere ambasciatore delle aziende che si affidano a me perché ho testato e consolidato le mie conoscenze sulla loro offerta tanto da poter consigliare con sicurezza ed essere il volto dell’azienda».

Oltre che essere un proprietario di garden center, si può dire che sei anche un personaggio pubblico e punto di riferimento. Come riesci a combinare i due aspetti?

«Quando ci siamo incontrati a MyPlant & Garden a febbraio tanti colleghi e altre persone che non conoscevo mi fermavano nei padiglioni, mi chiedevano una foto e scambiavamo due parole. C’è sicuramente stata una svolta perché solo in un anno passare da una piccola a una grande realtà non è scontato e soprattutto ho notato come tantissime persone vengano a trovarci nel punto vendita da diverse parti di Italia. Siamo diventati un luogo da visitare e questo mi rende felice. Non si tratta solo della vendita o del consiglio tramite social, si sta creando un forte legame e anche la voglia per il pubblico di vedere da vicino e con i propri occhi ciò che normalmente vede attraverso uno schermo. C’è un consolidamento della relazione sempre

SE FINO A UN ANNO FA ERANO CIRCA 30MILA LE PERSONE CHE CI SEGUIVANO, ATTUALMENTE SONO PIÙ DI 200MILA TRA INSTAGRAM E TIK TOK g Primo piano / COVER STORY 20 greenup
DIAMO I NUMERI • 124 mila follower su Instagram • 80.6 mila follower su Tik Tok

più costante che ci aiuta a creare un piano editoriale in linea con le richieste e i messaggi che riceviamo».

Da tanti consumatori deriveranno tante vendite. Cosa funziona e cosa piace di più? «Online vendiamo piante in piccolo formato e anche nel garden center le varietà baby continuano a conquistare il cliente. Credo che uno dei motivi che spinge verso il piccolo formato sia in parte la crisi. Spendere 60 euro per una pianta in vaso da 16 cm non è alla portata di tutti e probabilmente si preferisce una dimensione più ridotta con la prospettiva di una crescita nel corso del tempo. Al di là del comparto piante, se facciamo riferimento ai substrati - per i quali in concomitanza con l’uscita di un video sui social si incrementano le vendite - invece funzionano i piccoli formati anche in questo caso, per la praticità che ne deriva. Ma non solo, se entriamo nel dettaglio viene richiesto maggiormente substrato per piante da interno e inerti. Il cliente si fida di quello che raccontiamo, sa già - grazie ai social - quale prodotto cercare e comprende anche l’ampiezza dell’offerta pensata per ogni specificità: terriccio per acidofile, terriccio completo per le fioriture, terriccio per le piante verdi e per le piante tropicali. A cui aggiungere sacchetti di sfagno, perlite, carbone vegetale e molto altro. Oggigiorno siamo davanti a una modalità di acquisto e vendita più mirata che non si accontenta di un prodotto universale ma al contrario a una serie di ricette e preparazioni studiate ad hoc. Proprio come si sta muovendo Vigor-

Piccoli frutti

Formato ideale per un facile trasporto: un substrato nella pratica confezione in balletta da 10

L destinato alla coltivazione in vaso di fragole, lamponi, mirtilli, more, uva spina e ribes. Negli ultimi mesi i piccoli frutti hanno avuto una decisiva crescita in termini di consumo, a fronte di un aumento della domanda anche destagionalizzata, grazie alla presenza di prodotti surgelati.

VIGORPLANT PENSA AI CONSUMATORI

Seguire i trend e tradurli in un’offerta modellata sulla base degli interessi e delle passioni dei consumatori ha portato l’azienda a dare forma a una gamma via via sempre più completa. Qualche esempio?

Humus di Lombrico (5L)

Si propone come nutrimento organico per piante, fiori, orti e giardini ed è derivato dalla digestione da parte dei lombrichi di letami maturi, ricchi di flora batterica ed elementi nutritivi assimilabili dalle piante, in nutrimento organico inodore. piante,

mente non in tutte. La mia collaborazione con Vigorplant per esempio si è consolidata all’inizio di quest’anno ma già da tempo avevamo iniziato a entrare in contatto dal marzo 2021 e avviare una partnership soprattutto attraverso la realizzazione di video in cui mostravo come i loro substrati potevano essere utili per i rinvasi. Ma non solo, il nostro garden center è vent’anni che vende il marchio nel punto vendita. C’è fiducia».

plant che ha lavorato su un catalogo vario che facilita il nostro lavoro come garden center ma anche per il cliente che avrà così il terriccio perfetto per ogni tipologia di pianta».

Parliamo delle aziende e di come è nata la collaborazione con Vigorplant. «Attraverso la nostra comunicazione digitale e dal successo che ne è derivato oggi possediamo uno strumento a nostro vantaggio perché possiamo vendere e promuovere dei prodotti di un’azienda con la quale è stato sottoscritto un contratto di collaborazione. In Italia nel nostro settore sono ancora restie le aziende a stringere accordi di partnership con influencer o affini. Nel mondo delle piante c’è ancora chiusura ma fortunata-

Pomice (20L)

Un inerte ad elevata porosità a granulometria selezionata 8-14mm di origine vulcanica che può essere impiegato come ammendante anche in miscela ai substrati per aumentarne le funzioni di drenaggio e di aerazione. Può anche essere impiegata come pacciamante decorativo. Il prodotto è stato ideato e sviluppato tenendo in considerazione la tendenza delle persone dell’utilizzo di questo ammendante nelle proprie coltivazioni, anche nel crearsi da sé delle composte personalizzate.

Simegarden è ubicato a Quarto, alle porte di Napoli, nella zona dei campi Flegrei. Come si sta sviluppando il territorio nell’ambito gardening sia a livello di punti vendita sia a livello di figure professionali?

«Napoli è un territorio facile per noi come punto vendita perché abbiamo poca concorrenza. Il settore qui è rimasto un passo indietro e anche durante MyPlant & Garden mi sono reso conto della bassa percentuale di volti giovani. Nella maggior parte dei casi le attività della zona si sono fermate perché la generazione successiva non ha voluto portare avanti il lavoro dei genitori. Il cliente a Napoli trova poca offerta e noi, dal nostro punto di vista, siamo avvantaggiati perché possiamo rispondere a tutte le richieste».

Compost maturo di qualità (45L)

L’obiettivo di questo compost è riuscire a riattivare tutti i terreni dell’orto, giardino, vasi e fioriere in modo 100% vegetale, con un’ottima dotazione di sostanza organica. Si tratta di un composto organico esclusivamente vegetale derivato dalla trasformazione di matrici verdi selezionate, capaci di donare a tutti i tipi di terreni un livello elevato di sostanze nutritive necessarie per un ottimo sviluppo radicale di piante e ortaggi.

greenup 21

Quella di Pasquale De Luca è un’esperienza di passione e tradizione, che affonda le sue radici nel settore fin negli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia. Dal bagaglio di un’attività nota e popolare nel partenopeo, però, Pasquale è stato capace di imprimere al suo lavoro di green designer una visione tutta nuova, legata al territorio tanto quanto agli spunti e alle impressioni più recenti del mondo verde.

Come ti sei approcciato a questo settore?

«Sono cresciuto nel verde, si può dire che ce l’ho nel sangue. La mia è la quinta generazione della famiglia che lavora in questo mondo: siamo in attività dal 1870, una realtà storica per Napoli. Ai tempi, iniziò tutto con un negozio di fiori, poi nei decenni si è affermato il nostro marchio nel settore floristico partenopeo e sono arrivate via via tutte le novità. Fino ad arrivare a oggi, riuscendo a

Dna verde

Ad avvicinare Pasquale De Luca a questa professione è una lunga eredità di famiglia, che il giovane designer partenopeo ha fatto sua, senza rinunciare a una visione moderna e sostenibile. Una quinta generazione, fortemente legata al territorio, che ha fatto della flessibilità e della competenza i suoi assi nella manica

colloquio con PASQUALE DE LUCA di RACHELE POZZATO

offrire sempre più servizi e strutturando l’azienda formandoci e specializzandoci sempre di più».

A proposito di formazione, qual è stato il tuo percorso?

«Ho studiato garden design a Fondazione Minoprio, un contesto stimolante e tra i più rinomati qui in Italia. Dopodiché ho avuto modo di iniziare a confrontarmi con il

lavoro vero e proprio, prima con un tirocinio con Mazzucchelli, uno dei nomi più popolari nel nostro mondo. Dopo questa esperienza sono volato a Londra, dove sono rimasto per tre anni. In Inghilterra si assiste a una presenza decisamente significative della cultura del verde, proprio per questo è stata un’esperienza molto formativa e che mi ha

lasciato molto, anche nella mia attività di oggi. Partecipare attivamente a realtà importanti, come il Chelsea Flower Show, è stata occasione di vera e propria crescita personale, oltre che professionale. Mi ha dato modo di scoprire una predisposizione al mondo verde tutta nuova. Dopo contesti ben predisposti come questi, tornare a operare a Napoli non è stato immediatamente facile: l’approccio della clientela è diverso, ma dopo il Covid qualcosa è cambiato».

Si è trasformata la sensibilità, dopo la pandemia?

«Senza dubbio, il verde è stato riscoperto. Ci sono ancora passi da fare, ma francamente sono ottimista: percepisco crescere l’attenzione a queste tematiche, anche tra i miei clienti. Durante i mesi di lockdown le persone hanno final-

Primo piano / NEW GENERATION g 22 greenup
Per
@deluca_greendesign
scoprire di più su Pasquale e i suoi lavori, visita il suo profilo Instagram

mente compreso che dal verde deriva benessere, per la mente e per il corpo. Da qui ha iniziato a invertirsi la rotta. Questo non può che rendermi il lavoro più semplice. Mi approccio al mio mestiere tenendo molta considerazione dell’impatto sull’ambiente, quindi mi trovo sempre più in linea con una platea ben disposta a questi cambiamenti».

Come ritorna, nel tuo lavoro quotidiano, questa attenzione all’ambiente?

«La sostenibilità guida un po’ la mia filosofia di vita, oltre che professionale. Proprio per questo, sto anche avviando una mia produzione personale, da utilizzare nei progetti, perché penso sia fondamentale fare uso di piante autoctone per le nostre aree verdi. Piante del nostro territorio poi permettono anche di facilitare la manutenzione, e di conseguenza ridurre i costi».

Noti differenze significative tra il tuo approccio al settore e quello

delle generazioni precedenti?

«Sicuramente c’è una diversa flessibilità, capacità di adattarsi ai diversi contesti in cui è richiesto il nostro intervento, insieme a una maggiore attenzione e ricerca del dettaglio. Forse, in gran parte, dovuto agli strumenti a nostra disposizione, che sono senza dubbio più avanzati e performanti: da quelli tecnici con cui progettiamo, ai materiali che utilizziamo, ma anche internet e le nuove tecnologie. Di contro,

ci è richiesta, a mio parere, più professionalità e competenza, la competizione è moltissima. Per questo, il mio consiglio a chi vuole approcciarsi a questo settore è uno solo: studiare e formarsi, sempre e con costanza».

C’è un progetto al quale sei particolarmente affezionato, e altri lavori che invece ti sei trovato a rifiutare?

«È capitato, inevitabilmente, di dire di no ad alcuni clienti. Quando le richieste sono fuori contesto e non tengono conto del mio parere in qualità di professionista, trovo sia più coerente rifiutare piuttosto che snaturare il mio approccio e la mia visione. C’è un progetto, però, al quale non nego di essere parecchio legato: recentemente ho realizzato un giardino a Salerno, un lavoro di cui vado molto fiero. Complice il fatto che la committenza mi ha lasciato carta bianca per la progettazione e l’esecuzione, ho avuto modo di esprimere appieno la mia idea e di sfruttare tutto il potenziale del luogo».

L’IDENTIKIT

Pasquale De Luca arriva nell’azienda familiare napoletana di arredi floreali, piante e fiori dopo diverse generazioni. Ha studiato Garden Design presso la Fondazione Minoprio, e ha poi maturato una lunga esperienza lavorando a Londra con aziende leader nel settore del giardinaggio. La sua chiave di lettura per la progettazione è l’armonia con il luogo, che va analizzato e compreso, insieme ai desideri del cliente, studiando le caratteristiche delle piante e coniugando bellezza, economia nella manutenzione e cura del verde, nell’ottica di giardini e spazi sostenibili.

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Garden center pronti a sperimentare

Nell’ultimo convegno di AICG, in occasione della passata edizione di Myplant, sono stati presentati quattro dei cinque progetti pilota per lo sviluppo dei centri di giardinaggio, grazie al supporto di Kiki Lab a cura di FRANCESCO TOZZI

niziativa attrattiva per il cliente, attraverso la promozione di sconti sugli acquisti e premi, in modo che venga stimolato alla raccolta dei vasi e possa così percepire lo sforzo in chiave green del centro di giardinaggio. In pratica, il progetto si propone di creare un punto di raccolta di vasi in plastica, possibilmente sempre presidiato da personale formato sull’iniziativa, che verranno successivamente puliti e igienizzati per essere riutilizzati un secondo momento.

Dettagli

• Vasi con un diametro da 19 a 24 cm.

• Per ogni vaso riportato, il personale consegnerà un buono coupon di 0,1 centesimi, che potrà essere utilizzato entro una certa data. Il buono sconto potrà essere utilizzato su tutti gli articoli venduti sul punto vendita e non verrà dato un limite al quantitativo di vasi che il consumatore può riconsegnare.

Lo avevamo già annunciato sullo scorso numero, grazie all’intervista raccolta con Fabrizio Valente, CEO e fondatore di Kiki Lab (n.ro 204, pagina 22), nella quale ci aveva anticipato, in linea di massima, il lavoro svolto da AICG (Associazione italiana dei centri di giardinaggio) su 5 progetti pilota volti a migliorare l’organizzazione del punto vendita. Cinque progetti nati da 5 idee emerse durante una sezione partecipativa, in occasione dello scorso convegno nazionale a Riva del Garda, e che sono stati elaborati e presentati per l’incontro annuale 2023 dell’associazione, che per quest’anno è stato organizzato all’interno della cornice di Myplant & Garden. Ma andiamo con ordine. Sempre grazie alla consulenza di Kiki Lab, che ha affiancato AICG

nella selezione delle idee più interessanti e praticamente realizzabili, l’associazione ha lavorato su dei progetti pionieri, portati avanti da cinque soci, proprio per capire la fattibilità delle differenti idee, che sono: vaso a rendere, drive-in, istintività dei garden, cliente ambasciatore ed e-commerce. Quattro su 5 sono stati sperimentati, vediamo…

VASO A RENDERE

Il progetto, portato avanti da Mara Maschi (Idea Verde Maschi), si poneva come obiettivo quello di migliorare la conoscenza dei consumatori sul corretto smaltimento e riciclo dei vasi in plastica. Concretamente, il punto vendita alle porte di Cremona ha iniziato a proporre un’i-

• Il vaso riconsegnato dovrà essere integro, perché verrà riutilizzato nuovamente. Per cosa utilizzare i vasi raccolti?

• Utilizzo per il rinvaso di piante in serra.

• Donazione a scuole che operano nel settore del florovivaismo.

• Idee creative, come la realizzazione di cache-pot o altre destinazioni d’uso.

Idee future

• Coinvolgimento delle istituzioni per dare maggior risalto all’iniziativa, anche a livello territoriale.

• Sinergie con aziende locali che si occupano della raccolta dei rifiuti.

• Ricerca di un partner per il riciclo finale dei vasi.

greenup 25
g Primo piano / ASSOCIAZIONI

DRIVE-IN

“Rendere un acquisto difficile, facile in un garden center”… Potremmo dire che questa frase riassuma uno degli obiettivi principali del gruppo di lavoro che si è occupato del progetto Drive-in, guidato da Giacomo Brusa (Agricola Home&Garden) , concentrandosi sulla merceologia dei terricci. Ed è sempre sull’aspetto legato ai servizi che ci si è mossi anche in questo caso, cercando di rendere l’acquisto più veloce e più funzionale per il consumatore. La sperimentazione è partita dalla metà di marzo e durerà

Dettagli

• Identificazione di un’area, posizionando 2 gazebo dalla grandezza di 4x4 metri.

• Posizionamento di 10-20 bancali di terriccio.

• Studio di una comunicazione dedicata per guidare il cliente passo dopo passo all’acquisto, tipo, non scendere dall’auto, fai il tuo ordine e poi aspetta in auto, stiamo lavorando per te!

• Meglio progettare il drive-in in una zona visibile del punto vendita.

Alcuni consigli organizzativi

• L’area dovrà essere sempre presidiata da un addetto alla vendita, già impegnato a seguire un’area commerciale limitrofa.

• È consigliabile predisporre un campanello per la chiamata.

• Da segnalare che alcuni punti vendita ha già inserito questo servizio, con risultati interessati. • Investimento massimo 500 euro (personale escluso).

DISTINTIVITÀ DEI GARDEN

E qui veniamo a un tema decisamente caldo e di forte attualità, che si lega al concetto di identità del garden center, aspetto ripreso in più occasioni negli ultimi anni, proprio per rafforzare il tratto distintivo dell’attività commerciale del centro di giardinaggio. Unica nel suo genere, potremmo azzardarci a dire. L’obiettivo del progetto, guidato da Davide Michelini (Floricoltura Vivai Michelini), è stato principalmente evidenziare e far conoscere i punti di forza di un garden center, distinguendosi da altri canali distributivi, soprattutto Gdo e Gds) e porsi, così, come interlocutore preferenziale per gli acquisti green. Ma si è provato anche ad andare oltre, cercando di definire un documento, una sorta di manifesto, che definisca l’identità, appunto, del centro di giardinaggio.

Gli 8 del manifesto

1 Competenza professionale

2 Specializzazione in ogni reparto

3 Professionalità

4 Attenzione alle esigenze dei clienti

5 Impegno a diffondere la cultura del verde

6 Richiamo al valore della biodiversità Tradizioni familiari e settoriali che differenziano il garden dalla grande distribuzione Esperienzialità e didattica

CLIENTE AMBASCIATORE

L’imperativo, in questo caso, è quello di rendere protagonista il

consumatore, protagonista della propria esperienza sul punto vendita, del proprio acquisto, affinché diventi un portavoce indiretto del centro di giardinaggio. Social inclusi. Paolo Roagna (Roagna Vivai) per dare concretezza a questo progetto, ha seguito un programma pilota dalla metà di ottobre alla metà di dicembre dello scorso anno, con appuntamenti per adulti e bambini. Ecco i temi:

Adulti

• Creazione ghirlanda

• Creazione centro tavola

• Come arredare l’ingresso casa per Natale

Bambini

• Laboratorio di creazione palline di Natale

• Pittura su vasi in terracotta

• Prepara la alza della Befana

Descrizione degli appuntamenti

• Durata dei laboratori di 2 ore

• Due appuntamenti per tematica (mattino e pomeriggio)

• Prezzo del laboratorio variabile da 5 a 45 euro

• 15 iscritti per appuntamento Investimenti e attività per il lancio

• Materiali: poco meno di mille euro

• Ore del personale: circa 50

• Attività di comunicazione: sponsorizzazione Google, Facebook, Instagram e WhatsApp, volantini interni al garden Indicatori di successo

• Incasso totale dai corsi: poco meno di duemila euro

• Circa 120 persone coinvolte

• Clienti molto soddisfatti e coinvolti

• Collaboratori gratificati e motivati

g Primo piano / ASSOCIAZIONI 26 greenup

Macchine per il gardening: mercato in calo nel 2022

La persistente siccità e l’aumento dei costi di produzione, e quindi dei prezzi di listini, sono i due elementi che hanno determinato in Italia, nel 2022, un calo sensibile della domanda di macchina per il gardening, il decoro urbano e le aree all’aperto destinate alle funzioni ricreative e sportive. A rivelarlo è Comagarden, associazione dei costruttori, sulla base delle informazioni fornite dal gruppo di rilevamento Morgan. Se condo quanto emerso, nell’anno passato, le unità vendute sono state 1 milione e 403mila, a fronte di 1 milione e 650mila del 2021. Il decremento ha riguardato quasi tutte le tipologie di mezzi: rasaerba (-21,4%), de cespugliatori (-10%), motoseghe (-14,3%), macchine tagliasiepi (-24,4%), trattorini (-4,2%). In crescita, invece, i mezzi zero turn per uso hobbistico (+0,6%) e le potatrici ad asta (+10%). «Ciò che preoccupa i costruttori è il calo della domanda nella fascia media del mercato, che ha i numeri più importanti e che registrava un trend crescente» ha detto Renato Cifarelli, presidente di Comagarden. «Se questo andamento dovesse confermarsi anche nel nuovo anno, avremo un mercato sempre più polarizzato tra mezzi di fascia alta da una parte, costosi e accessibili a pochi, e prodotti economici dall’altra, spesso di bassa qualità e realizzati in quei Paesi che esportano tecnologie poco affidabili anche in termini di sicurezza». E Cifarelli ha poi aggiunto: «La concorrenza dei prodotti a basso costo è un tema centrale al di là delle attuali oscillazioni del mercato, perché le industrie italiane ed europee sono tenute al rispetto di normative comunitarie sempre più esigenti, e questo comporta investimenti che incidono sul prezzo finale dei nostri macchinari e rischiano di ampliare ancora di più la forbice con quelli realizzati fuori dall’UE».

TASKRABBIT ARRIVA A TORINO, BOLOGNA, RIMINI E PARMA

Disponibile in quattro nuove città, Torino, Bologna, Rimini e Parma, Taskrabbit mette in contatto chi ha bisogno di una mano per lavori dentro e fuori casa, con tasker competenti e affidabili. Al network globale, nelle nuove città italiane, sono già iscritti più di 450 lavoratori indipendenti,

che hanno la possibilità di offrire i propri servizi in più di 40 categorie diverse. La piattaforma, nel nostro Paese, ha registrato una crescita del 124% delle prenotazioni nell’ultimo anno. Tra i servizi più richiesti troviamo: montaggio e assemblaggio di mobili, traslochi e piccole riparazioni

domestiche. «Siamo entusiasti di portare Taskrabbit in 4 nuove città italiane, offrendo la possibilità a più di un milione di persone nuove di usufruire della piattaforma e della nostra gamma di servizi». A dirlo è Begüm Zarmann, Managing Director di Taskrabbit Europe. «Abbiamo rilevato una

forte domanda in Italia e ci aspettiamo che continui così, con prenotazioni che si prevede raddoppino nel prossimo anno». L’azienda, interamente controllata da INGKA Group (IKEA), continuerà ad espandersi in Italia e prevede di diventare accessibile in tutto il Paese nei prossimi mesi.

28 greenup g News / BREVI DAL MERCATO

Deco & Style: la prima edizione a Parma a settembre 2023

Si terrà a 23 al 25 settembre 2023, a Parma, la prima edizione di Deco & Style Italia, nuova fiera b2b lanciata da Messe Frankfurt Italia, filiale italiana del gruppo internazionale. Un evento che darà l’opportunità alle aziende, sia nostrane che internazionali, di presentare le loro collezioni autunnali, invernali e dedicate alla casa, con il focus sull’ambiente casalingo. Deco & Style Italia rappresenterà inoltre, per i rivenditori specializzati e al dettaglio italiani indipendenti che desiderano ordinare a breve termine, l’unico appuntamento nel secondo semestre del Centro-Nord Italia. In questa nuova fiera b2b saranno quattro i principali mondi tematici proposti: “Home & Garden”, “Gifts & Stationery”, “Jewellery & Fashion” e “Kitchen”. «Con Deco & Style Italia vogliamo offrire al settore un concept fieristico che possa rappresentare il punto d’incontro ideale per il retail italiano» ha dichiarato Donald Wich, Amministratore Delegato di Messe Frankfurt Italia. «Gli espositori avranno la possibilità di proporre ai loro potenziali clienti un’offerta di prodotti varia e di tendenza che completi il loro assortimento in vista dell’imminente periodo natalizio». Ma non solo, perché come ha aggiunto Wich: «Deco & Style Italia sarà anche un’ulteriore occasione per presentare i nuovi articoli in vista della stagione primavera/estate 2024». L’AD di Messe Frankfurt Italia ha poi spiegato perché la scelta è ricaduta su Parma: «L’abbiamo scelta come location in quanto si colloca in una posizione baricentrica rispetto alle aree di provenienza dei potenziali visitatori e dispone di un quartiere accessibile e facilmente raggiungibile. Siamo molto felici di compiere questo primo passo che rientra nel piano strategico che il nostro gruppo ha annunciato qualche mese fa e che mira a consolidare la presenza in Italia».

Dove: Fiera di Parma - Viale Delle Esposizioni, 393a

Quando: 23 - 25 settembre 2023

Ingresso visitatori: 09:30 - 18:00

Ingresso gratuito, previa registrazione, solo per gli operatori del settore

Guarda qui il video di presentazione di Deco & Style Italia 2023

L’Azienda Rosàflor

Gardenia-Aicg

In occasione della settima edizione di MyPlant & Garden, durante il convegno nazionale di Aicg, Emanuela Rosa-Clot, direttrice di Gardenia, ha premiato il vin citore della quarta edizione del Premio Gardenia-Aicg. A ricevere il riconosci mento è stata l'Azienda Rosàflor di Alber to Bisinella, con la seguente motivazione: “Per l’ampia scelta di piante ben cartelli nate, molto di produzione propria. Per il rinnovamento del garden che diventa così

VIRIDEA PUNTA SULLE ORTENSIE CON UNA SELEZIONE DAVVERO SPECIALE

In tutti i punti vendita Viridea, dal 17 marzo al 16 aprile, sarà disponibile una speciale selezione di ortensie, con numerose varietà insolite e particolari. Un invito a scoprire il fascino di queste piante, molto resistenti e caratterizzate da un’incantevole fioritura. Viridea per l’occasione propone 21 varietà particolari di Hydrangea, dalle macrophylla “Yola”, “King George” e “Marvelle”, più classiche, fino a quelle più particolari, come le macrophylla “Peppermint Pink”, “Kazan”, “Candy Lips Pink” e “Elfy”. La selezione sarà disponibile nei garden center Viridea fino a esaurimento scorte.

Zoomark International 2023 ha ottenuto la certificazione ufficiale del Dipartimento del Commercio USA nell’ambito del TEPP

Bologna Fiere e l’organizzatore di Zoomark International hanno annunciato la certificazione di fiera ufficiale rilasciata dal Dipartimento del Commercio USA nell’ambito del TEPP, il Trade Event Partnership Program, un accordo bilaterale volto ad incrementare la presenza america alle fiere all’estero e promuovere le esportazioni del Paese. La certificazione offre maggiori opportunità commerciali agli esportatori, sia americani che italiani, attraverso un programma b2b che mette in contatto partner commerciali mirati con gli esportatori americani, favorendo strategie di successo sui mercati internazionali. L’Ufficio Commerciale, principale agenzia governativa del Dipartimento del Commercio USA, sarà presente a Zoomark International con un team di esperti internazionali nel settore degli animali da compagnia. Questo per promuovere gli espositori del Padiglione USA e agevolare gli incontri con i buyer italiani ed esteri interessati.

g News / BREVI DAL MERCATO 30 greenup
è la vincitrice della quarta edizione del Premio

Claber entra a far parte del Gruppo FITT

I leader nello sviluppo di soluzioni per il passaggio di fluidi per uso domestico, professionale, industriale e il player dell’irrigazione domestica italiana uniscono le forze per crescere, nel segno della sostenibilità

Due aziende che hanno saputo evolvere il paradigma imprenditoriale, affermandosi sul mercato nel rispetto dei lavori e del legame con il territorio. Stiamo parlando di Claber e FITT, due realtà che hanno di recente firmato un accordo che vede l’ingresso della prima nel Gruppo FITT. Già in passato le due aziende, nate entrambe nel 1969, hanno collaborato, sulla base di uno scambio di competenze e sinergie di business che hanno preparato il terreno per questa acquisizione. Un accordo che si fonda sulla volontà di mettere a fattore comune le reciproche conoscenze sia in ambito materiali che IoT. Inoltre, vi è anche la scelta di porre la responsabilità sociale al centro del proprio operato per crescere insieme, piuttosto che optare per soluzioni più immediate e meno lungimiranti, come vendere a grandi gruppi esteri o delocalizzare la produzione. L’accordo permetterà così a FITT di potenziare la propria offerta in termini di soluzioni complete per il mondo dell’irrigazione domestica, in grado di associare all’innovazione diversi elementi: materiali sostenibili, una gestione efficiente e responsabile dell'utilizzo di una risorsa sempre più preziosa come l’acqua. «Da tempo FITT pone la sostenibilità al centro delle proprie scelte d’impresa indirizzando i propri investimenti nella creazione di prodotti che mirano ad essere carbon neutral». A dirlo è Alessandro Mezzalira, CEO di FITT. «Questa operazione nasce dalla volontà di unire le competenze tecnologiche e i risultati della Ricerca&Sviluppo di Claber e FITT per rispondere alla crescente sensibilità ecologica e sociale delle persone, valorizzando al contempo il patrimonio di esperienza umana e industriale nel nostro territorio a livello internazionale». A commentare l’accordo è anche Gian Luigi Spadotto, presidente di Claber: «Fare impresa oggi significa affrontare un’epoca di sfide globali che impone non solo di prepararsi ad affrontare e gestire il cambiamento, ma di diventarne protagonisti, attuando nuove iniziative e sinergie, guidando il mercato e non subendolo. Per questo ritengono che l’ingresso nel Gruppo FITT potrà portare nuovo impulso allo sviluppo dell’azienda».

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Alessandro Mezzalira, CEO di Fitt.

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Nella nostra visione c’è un mondo più verde, in cui il legame tra le persone e la terra è sempre più profondo e gratificante sotto ogni profilo. Un processo di crescita costante, alimentato da importanti investimenti in ricerca e sviluppo, finalizzati ad ottenere varietà orticole più ricche di sapore e a valorizzare le tipicità locali. Un’offerta multibrand che spazia dalle sementi ai prodotti per la cura del verde.

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DIETRO AL NEGOZIO ADESSO C’È LA SERRA!

In che modo questo trend può valorizzare e implementare il business nel nostro garden center?

Quanto più le sfide ambientali diventano globali e urgenti tanto più dobbiamo essere in grado di trasformarle in azioni pratiche da promuovere nel nostro centro di giardinaggio, sviluppando un forte legame con il territorio al quale apparteniamo. Un trend su tutti che ha la necessità di essere personalizzato è l’interesse e l’attenzione alla scelta di prodotti alimentari sicuri, freschi, nutrienti, biologici e locali, riassumibile per me in “Dietro al negozio adesso c’è la serra”. Questo trend è supportato da

CREA UN’AREA DEL PUNTO VENDITA CHE

RAGGRUPPI VASI, COMPLEMENTI E ALTRI ARREDI DA GIARDINO CHE RIFLETTANO LA REGIONE IN CUI VIVI

ricerche di mercato e dall’evidente nascita di numerose attività specializzate in questo senso, dalle flower farm a coltivazioni ortofrutticole a km zero e con tecniche rigenerative.

Come muoversi per sviluppare al meglio questa tendenza?

1) Trasformare il garden center in fonte di informazioni locali, raccontando e mettendo a disposizione dei visitatori elenchi accurati sulle migliori varietà di frutta e verdura per la zona in cui ci si trova e segnalarle con un’etichetta o un logo riconoscibile dalle altre.

elenchi scaricabili sul sito web e copie cartacee stampate nel punto vendita.

esperto di orti locali, interno o esterno allo staff, che possa fornire informazioni, programmi educativi, incontri o eventi per valorizzare le varietà legate al territorio e così differenziarle rispetto a informazioni generiche facilmente reperibili sul web.

curiosità sulle tradizioni dimenticate è un altro aspetto interessante da sviluppare.

sostenitore e promotore dei mercati agrio, se lo spazio lo consente, ospitarne uno. Compilare un elenco di tali mercati nell'area e metterlo a disposizione nel proprio centro di Giardinaggio affinché i clienti lo consultino. Tali elenchi potrebbero includere anche cantine, birrifici e panetterie locali. Sviluppare questo tipo di informazioni può creare sinergia e reciproca visibilità, muovendo anche tutta la comunicazione digitale dei social media collegata.

per rafforzare questa operazione provvedi a creare un’area del punto vendita che raggruppi vasi, complementi e altri arredi da giardino che riflettano la regione in cui vivi. Trova articoli legati alla tradizione e offri ai clienti motivi per amare e scoprire i luoghi in cui vivono e amano fare giardinaggio.

ERICA CHERUBINI/ Consulente, professionista e creativa del verde e non solo. Allestimento, organizzazione e visual merchandising di showroom, stand fieristici e garden center, sono alcune delle sue attività.

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ETICHETTATURA AMBIENTALE, FACCIAMO CHIAREZZA

Dal 1° gennaio 2023 gli imballaggi e le merci di qualsiasi settore dovranno avere l’obbligo di etichettatura ambientale. Il decreto ministeriale 360 del 28/09/2022, ha emanato l'adozione delle "Linee Guida tecniche per l’etichettatura ambientale degli imballaggi" ai sensi dell’art. 219 comma 5 del Dlgs 152/2006 e stabilisce che tutte le etichette dei prodotti debbano contenere le informazioni per consentire il corretto riutilizzo, smaltimento o riciclaggio del packaging. Con due anni di ritardo il decreto mette il punto sulle norme da adottare d’ora in poi per provvedere in maniera chiara a descrivere la natura degli imballaggi utilizzati per i vari prodotti. In particolare, le linee guida sono il frutto del lavoro del gruppo tecnico avviato dal CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, che con un protocollo d’intesa con il Ministero, ha raccolto le necessità di tutti i settori produttivi e fornito supporto per l'attivazione di una normativa che mira a diminuire le dispersioni di plastiche nell’ambiente, nonché di rendere consapevole il consumatore finale sullo smaltimento degli imballaggi stessi.

Quali informazioni dovrà contenere?

L’etichettatura dovrà dare indicazioni chiare e precise sul materiale dell’imballaggio, sullo smaltimento di fine vita, anche rimandando alle disposizioni comunali e sul riciclaggio dello stesso. Dovrà essere descritta la natura dell’imballaggio e dove presenti le eventuali marcature come ad esempio nelle plastiche biodegradabili o compostabili raccolti assieme ai rifiuti organici. Per la raccolta differenziata dove non sarà possibile

Ogni etichetta avrà un colore diverso: giallo per la plastica, blu per la carta, turchese per i metalli, marrone per l'organico, grigio per l'indifferenziato e verde per il vetro. Chi non osserverà il decreto andrà incontro ad una sanzione che va dai 5 mila ai 25 mila euro

avere l’etichetta diretta sull’imballaggio, secondo le linee guida si potrà rimandare, la stessa al sito web oppure tramite qr code. Ogni etichetta avrà un colore diverso: giallo per la plastica, blu per la carta, turchese per i metalli, marrone per l'organico, grigio per l'indifferenziato e verde per il vetro. Chi non osserverà il decreto andrà incontro ad una sanzione che va dai 5 mila ai 25 mila euro.

Ma in soldoni cosa cambierà per il settore?

Da anni il mercato è al passo coi tempi sia cercando soluzioni innovative per limitare l’utilizzo di materie prime vergini e utilizzando imballaggi ecofriendly, costituiti con percentuali elevate di plastica riciclata sia fornendo al consumatore finale chiare informazioni per un corretto smaltimento dei sacchi di terriccio, che consente di migliorare la raccolta e di ottenere un maggiore riciclo dei materiali. Dal 1° gennaio, sulle nuove confezioni non potranno mancare le indicazioni della tipologia di imballaggio, la codifica identificativa del materiale utilizzato, le indicazioni sulla raccolta. In aggiunta potranno essere presenti informazioni per arricchire di contenuti utili per una raccolta di qualità.

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36 greenup g Focus settori / di Daria Orfeo ha collaborato Luisa Falcone AIPSA INFORMA
In arrivo novità normative per le aziende italiane in materia di imballaggi ed etichettature. Ecco cosa sapere
in collaborazione con AIPSA
DARIA ORFEO/ Agronomo e consulente per il settore dei fertilizzanti, substrati e ammendanti. Dal 2007 è segretaria di AIPSA, l'associazione italiana dei produttori di substrati di coltivazione e ammendanti.

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ALLA VOCE…

Una nuova rubrica per prendere in esame alcuni termini significativi del nostro vocabolario, che spesso ritroviamo nel linguaggio professionale di tutti i giorni

Benvenuti e benvenute in questo nuovo spazio di riflessione sulle parole. Una rubrica che ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulla nostra lingua e – perché no? – accendere la curiosità dei lettori. Bando alle ciance! iniziamo con le nostre tre prime parole.

BOTANICA

Il sostantivo botanica si riferisce alla scienza (qui sottointesa) che ha come oggetto lo studio e la classificazione dei vegetali. Ma ritorniamo all’ambiente bucolico in cui, evidentemente, questa parola si origina. Sì, perché è proprio nel pascolo, nell’essere nutrimento per l’animale, che il greco antico botánē ‘erba, pascolo’ (poi ‘pianta’) (da cui l’aggettivo botanikḗ) racchiude la sua essenza. Il corrispondente latino del verbo greco bóskein ‘pascolare’ è pāscere ‘pascolare, nutrire, allevare’ che ha dato parole italiane come pascolo, pascolare, pasto ecc. Una flora, quindi, in origine concepita come nutrimento, come pascolo delle greggi.

QUESTIONI DI IDENTITÀ… COMMERCIALE

Non è affatto semplice riflettere sulla parola identità. Non per la sua etimologia, dal latino identitatem (da īdem ‘stesso, medesimo’), ma per il suo essere un contenitore da riempire. La chiave per capire questa parola risiede, secondo me, nell’accezione psicanalitica e psicologica di identità: il senso e la consapevolezza di sé come entità distinta dalle altre. Eccoci ad una definizione più congeniale, che, allargata al mondo dell’impresa, racchiude l’ambizione e la necessità odierna per un’azienda di rendersi (facilmente) identificabile e riconoscibile nel mercato. In questo senso, seguendo la metafora psicanalitica, un’azienda che non cura la sua identità è una azienda priva di consapevolezza e di coscienza, come un corpo senza senso dell’Io.

RESILIENZA

La parola resilienza, entrata nell’italiano a metà Ottocento come voce dotta dal latino, ha recentemente acquisito grande fortuna sulla scia del largo impiego della sua cugina inglese resilience

Lo sappiamo, la resilienza è la capacità di un individuo di non soccombere ai traumi e alle difficoltà, ma di reagire con spirito di adattamento, inventiva ed elasticità mentale. Questo senso oggi prevalente è in realtà un felice uso metaforico del suo originario impiego tecnico specialistico: la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi. In una narrazione italiana esasperata dalla triste e sconfortante parola crisi, il termine resilienza risplende per la sua carica positiva. Forse come parola sarà un po’ inflazionata, ma l’immagine che evoca non passerà mai di moda: assorbire i colpi della vita con elasticità.

NICOLÒ DE ROSSI/ Nato e cresciuto a Venezia. La marea lo ha portato a Torino e a Pavia, dove si è laureato in Lingue e poi in Linguistica. Ama la scrittura in tutte le sue forme, e le lingue, di oggi e di ieri. Il suo profilo Instagram: @nico_teca

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SIGNIFICATI
Le parole del numero / di Nicolò De Rossi
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Colori, materiali, composizioni: le scelte 2023 di Flower Council Holland

L’anno da poco iniziato sarà caratterizzato da un ritorno alla natura, ma anche agli stili vintage, con l’utilizzo di materiali riciclati e riutilizzabili, per riconnettersi al verde in modo sempre più sostenibile di BENEDETTA MINOLITI

Se quello che stiamo vivendo è un momento di incertezze, tra crisi climatica, guerre e ripresa post pandemia, si prova comunque a guardare al futuro con speranza e voglia di cambiamenti positivi. Lo Zeitgeist per il 2023, On Good Soil, è incentrato proprio sul fatto che le idee per il futuro non arriveranno automaticamente su un terreno rigoglioso, ma potranno andare comunque a plasmarlo, ricavandone qualcosa di positivo. Tutto questo attraverso cinque tendenze per il 2023: Instant Perfect, che riguarda soprattutto Millennials e Generazione Z, i più interessati a prodotti accessibili ma dall’aspetto “lussuoso”; Earthgency, che come dice il nome stesso rappresenta l’urgenza della sfida climatica e il riconoscimento di come anche noi siamo parte della natura, con uno sguardo alla produzione ecologica e sostenibile. E ancora: Restore Society, tendenza che si rispecchia nel “riparare” ciò che si è rotto, in senso letterale e figurato, e che porterà le aziende a costruire un vero rapporto d’amore con i clienti, offrendo idee per riutilizzare gli oggetti e donare una seconda vita anche alle piante; Metamorph Reality, che abbraccia la multidimensionalità, con la fusione tra città e natura e spazi interni ed esterni. Infine, Mind The Gap, quinta e ultima tendenza per il 2023 che riguarda la lotta ai cambiamenti climatici, con un focus sull’accessibilità ai prodotti in questo momento complesso e caratterizzato da continue incertezze.

Quattro trend, tra stratificazioni, colori vivaci e “old but gold”

Collecting Memories

Uso di fiori e piante dall’aspetto delicato e poetico, dove anche il vaso ha la sua grande importanza. La palette cromatica è armonica, caratterizzata dai toni pastello, con una predominanza del verde. Per quanto riguarda i materiali, invece, la scelta ricade su ceramica, vimini, porcellana, ratan, zinco e ghisa. Non mancano poi i tessuti naturali, come il legno, il sughero e la pelle.

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Layered Spaces

Una tendenza che vede l’utilizzo di fiori e piante con collocazioni in luoghi inaspettati, con bouquet stratificati e piante pensate per la multifunzionalità dello spazio in cui vengono collocate, di modo che possano essere facilmente spostate e riposizionate. La palette colori prevede l’utilizzo di tonalità a contrasto: calde e fredde, chiare e scure, vivaci e sbiadite. Anche i materiali utilizzati sono in contrasto tra loro, con un interesse verso le connessioni tra texture diverse

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Ode to nature

Le piante e i fiori sono utilizzati in modo eccentrico, dove ad essere esaltata è la sinergia tra i diversi elementi, naturali e non. A dominare, in questo trend, sono i toni del marrone e del verde, ma non mancano anche tonalità come bianco, beige, giallo, rosa e lilla. Importante l’attenzione ai materiali, naturali e riciclati quando possibile. Tutto è basato su un approccio ecologico, dove i vari elementi dialogano tra loro in perfetta armonia.

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Vintage Folklore

Un vero e proprio tripudio di vitalità, dove le piante contribuiscono al senso di calda convivialità, aiutate da una palette colori caratterizzata da tonalità vivaci, che richiamano gli anni ‘70 e le influenze folcloristiche. Un elemento che ritroviamo anche nella scelta dei materiali, dove vengono esaltati jersey, bouclé, velluto a coste, uncinetto e maglia, ma anche impiallacciatura, piastrelle e ceramica.

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Tradurre i trend

Abbiamo chiesto a Floramedia, azienda di comunicazione specializzata nel settore verde per il mercato europeo, come si

Per rimanere rilevanti in un mondo in rapida evoluzione, è necessario anticipare il futuro. Gli approfondimenti sulle tendenze possono aiutare a sviluppare una visione che funzioni anche “domani” per la propria azienda e fornire ispirazione per innovazioni di prodotto di successo. La domanda è: come utilizzare queste tendenze e tradurle in un marchio o in un prodotto? Si deve cercare innanzitutto la connessione tra il proprio marchio o prodotto e le tendenze del futuro. Floramedia è specializzata nella ricerca di questo punto di contatto e nello sviluppo di concetti e marchi. Vi presentiamo di seguito alcuni progetti che hanno catturato la nostra attenzione.

 Edelcactus ha chiesto a Floramedia di sviluppare il concetto di "cacti for kids" in una linea di packaging commerciale. Le mini piante grasse e i cactus sono molto apprezzati dai bambini. Dal momento che c'è poco interesse per questo gruppo target nel settore della vendita al dettaglio, questa è stata l'occasione perfetta per sviluppare un concept accattivante.

CACTI FOR KIDS

 Il concetto di "Cacti for Kids" si allinea perfettamente con la tendenza "Climate Disruption" del Green Trend Report #2. Coinvolgendo i bambini nell'importanza delle piante e della loro cura, diventano più consapevoli della natura e della sostenibilità.

 amore per le piante. Rivolto a bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, il packaging contiene storie scritte dai bambini e si basa sui loro stessi disegni. Il risultato è una collezione accattivante di imballaggi autentici e colorati in una scatola da esposizione.

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 Il risultato è un'identità visiva chiara e riconoscibile per chi incarna questi valori. Inoltre, la nuova immagine del marchio di Amigo Plant si adatta perfettamente alla tendenza "Global Individuals" del Green Trend Report #2: i millennial sono guidati dalla voglia di viaggiare e dalla loro curiosità per le altre culture.

AMIGO PLANT MIMESIS

 Floramedia ha sviluppato e disegnato una nuova brand identity per Amigo Plant. La nuova identità doveva consentire il posizionamento di diverse linee di prodotto. Il concetto per Amigo Plant doveva riflettere i valori del marchio amichevole e affidabile. Sono state completamente ridisegnate le loro etichette, il logo, le brochure e il sito web, oltre al packaging dell'intera gamma di succulente, dall'ideazione alla stampa.

 L’azienda produttrice di orchidee The Orchid Growers ha chiesto a Floramedia di costruire un forte marchio (di prodotto). Non solo in linea con l'ambizione e i valori fondamentali dell'azienda, ma anche riflettendo gli attuali sviluppi del mercato.

 I valori intrinseci del marchio Mimesis si basano sulla tendenza Green Connection del Green Trend Report #2: quando facciamo parte di qualcosa, diventiamo visibili e abbiamo l'opportunità di condividere le nostre esperienze. Il look del marchio si basa sulla tendenza

 Il concetto generale di "emozione" è stato il punto di partenza per questo incarico. Si è scelto di legare il 'mondo delle emozioni' al concetto di Mimesis, termine usato soprattutto nell'arte e nella filosofia, che significa riflessione. La mimesi riflette l'affetto mostrato quando diamo questo fiore a qualcuno e il senso di connessione che proviamo quando lo riceviamo in dono. Floramedia è responsabile dello sviluppo del marchio Mimesis dall'ideazione, nome del marchio e design fino alla realizzazione del suo packaging.

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 Floramedia ha progettato un'etichetta distintiva per van Neervenplant con il tema della fotografia lifestyle. L'etichetta doveva mirare al consumatore ed evidenziare l'infinito potenziale di utilizzo del Cyperus papyrus e del Cyperus alternifolius. Immagini stimolanti mostrano come queste piante fotogeniche possono essere utilizzate in contesti diversi. Il design dell'etichetta è piuttosto unico grazie all'aggiunta di una piccola carta telata con un carattere scorrevole.

GREEN TREND REPORT #3

Il Green Trend Report è un elegante libro di ispirazione pieno di tendenze pertinenti al settore. Nel Green Trend Report #3, l'ultima edizione, il gruppo elho, Floramedia e Royal Lemkes scoprono le opportunità strategiche che questi sviluppi offrono alla comunità florovivaistica. "Ripensare il futuro" è il filo conduttore che attraversa le tendenze, le idee e le innovazioni presentate nel rapporto. I tre partner vogliono innescare una rivoluzione verde ispirando l'intera industria verde a pensare in modi nuovi.

 Questo concetto si adatta perfettamente alla tendenza Instaplants del Green Trend Report #2. È chiaro che Instagram offre opportunità per il settore verde e lavorare con gli influencer può fornire l'accesso a nuovi segmenti di pubblico molto specifici.

46 greenup Tendenze / PROGETTI g Scopri l’azienda www.floramedia.com
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Una routine di benessere. Per le piante

Si ispira ai rituali della bellezza la formula in tre step di Sowvital, innovativo brand che riscrive le regole dei fertilizzanti e dà ai plant-parent metropolitani una ragione in più per prendersi cura del verde

C’è più di un tocco di design dietro al packaging minimalista di Sowvital, un nuovo brand Made in Britain che ripensa la categoria dei fertilizzanti. Le sue tre bottiglie di vetro smerigliato, infatti, segnano tre momenti di un nuovo rituale di cura delle piante da appartamento: cleanse, nourish e spritz. Ovvero: pulizia, nutrimento e spruzzo. «Il primo step è Aqua Leaf Cleanser , un “pulitore” che rimuove sporco e detriti dalle foglie della pianta e va utilizzato almeno una volta alla settimana», racconta da Londra Jack Lewis, il fondatore del marchio. (https://sowvital.com)

«La formula contiene Aomori Hiba EssensiaTM dal Giappone. Si tratta di un prodotto altamente anti-microbico generalmente utilizzato in composti farmaceutici e dermatologici di fascia alta. Questo step è anche un’opportunità per cercare foglie morte o morenti e rimuoverle prima che inizino a ospitare funghi e batteri». Il passaggio successivo è il nutrimento: «Possiamo paragonare Sowvtital Elixir al siero per il viso: poche gocce diluite in acqua forniscono miliardi di nutrienti alle radici, compreso il magnesio, importantissimo, perché una pianta non può produrre clorofilla e quindi fotosintetizzare

Tendenze / PRODOTTI g
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IL PACKAGING ISPIRATO ALL’INDUSTRIA DELLA BELLEZZA È UN ESEMPIO DI UNA CONTAMINAZIONE POSITIVA TRA IL VERDE E ALTRE CATEGORIE MERCEOLOGICHE

IL PACKAGING È CHIC

identity del marchio beauty Glossier e di campagne per Chanel, Isabel Marant e Diptyque.

senza questo elemento». Sowvital Elixir, inoltre, contiene nutrienti pionieristici dell’economia circolare, che riducono la sua impronta di CO2. Per finire, Sowital Spritz si vaporizza sulle foglie e, oltre a proteggere la pianta dai parassiti, incrementa il livello di umidità e fornisce micronutrienti aggiuntivi.

IL MICRO-FORMATO? IDEALE PER GLI SPAZI URBANI Ma come è nata l’idea? «Da bambino ero letteralmente ossessionato dalle piante. Coltivavo infinite varietà - risponde Lewis, una laurea in legge e una carriera come avvocato a Londra -. Passavo ore nel garden center locale a studiare i semi, gli attrezzi da giardinaggio, i fertilizzanti e gli accessori. Trasformavo vecchi contenitori di marmellata e barattoli di latte in piccole “case” per le piantine che

avrei fatto germogliare sul davanzale della finestra della cucina». La pandemia ha riportato questa antica passione in primo piano: «Lavorare in smart working non mi ha dato solo più tempo da passare con le piante che coltivo nel mio appartamento di Londra, ma mi ha fatto riflettere sul desiderio di creare un nuovo tipo prodotto - efficace, di design, sostenibile - per la nuova generazione di amanti del verde».

ATTUALMENTE IN VENDITA A LONDRA, PARIGI E NEW YORK, SOWVITAL VUOLE CONQUISTARE IL MERCATO INTERNAZIONALE.

Il target, infatti, sono i Millennials e la Gen Z, due miliardi di persone nel mondo che si affacciano al verde per la prima volta. L’intuizione è arrivata per caso: «Ho sempre comprato formulazioni speciali da laboratori

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Firmato da Leslie David, il designer che ha curato la brand

«Per quanto riguarda il prodotto di pulizia, Aomori Hiba Essensia è il nostro attivo proprietario che deriva dall’Aomori Hiba, una conifera indigena appartenente alla famiglia dei cipressi ricca di principi attivi preziosi come Hinokitiol dalle proprietà antibatteriche estremamente elevate tanto da essere stati utilizzati per scopi medici prima dell’avvento degli antibiotici - prosegue Lewis -. L’olio di Aomori Hiba, inoltre, contiene anche altre sostanze utili, tra cui il citronellolo, un agente anti-insetto altamente efficace e il trimetilnaftalene, un

agente per il controllo delle termiti». A complemento, il packaging ispirato all’industria della bellezza è un esempio di una contaminazione positiva tra il verde e altre categorie merceologiche. Non a caso, il packaging è firmato da Leslie David, il designer che ha curato la brand identity del marchio beauty Glossier e di campagne per Chanel, Isabel Marant e Diptyque. (https://leslie-david.com/ sowvital-brand-identity) «In realtà, il design è molto più di una questione di estetica - precisa Lewis -. Come nel caso di una routine di skin-

care che porta risultati, il segreto è la semplicità e la regolarità d’uso. Sowvital aggiunge quella componente estetica che mancava». Infine, un ultimo elemento chiude il cerchio: «Come nelle cerimonie del tè che ispirano armonia e serenità, i tre step di Sowvital non fanno bene solo alle piante, ma sono un’occasione per chi le usa per fermarsi, per staccare e immergersi in uno spazio di serenità». Attualmente in vendita a Londra, Parigi e New York, Sowvital guarda a conquistare il mercato internazionale degli avant-gardner.

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IL TARGET SONO I MILLENNIALS E LA GEN Z, DUE MILIARDI DI PERSONE NEL MONDO CHE SI AFFACCIANO AL VERDE PER LA PRIMA VOLTA

Estate?

Gelato sia

Anche i coni gelato floreali sono una fantastica idea grazie alla loro variegata e densa fioritura, i gerani ben si prestano a questo tipo di decorazione. Con qualche cono gelato, una spugna per fioristi, gerani recisi e bicchieri cilindrici, è possibile creare questa composizione davvero in poche mosse.

GERANI A TAVOLA

Avete mai sentito parlare di tablescaping? L’arte di allestire la mise en place a tema ora ricorre anche ai fiori. Lasciatevi ispirare e prendete spunto da queste semplici idee per allestire il vostro garden center di

Gli esperti di Pelargonium for Europe, associazione impegnata nella campagna divulgativa dedicata alla pianta del geranio, condividono tante idee per mettere in tavola coloratissime decorazioni con i gerani come protagonisti assoluti. Prendete nota!

Let’s flower party

In terrazza, i gerani in fiore multicolor, insieme alle lanterne, possono creare una piacevole atmosfera festosa. Per la tavola, decorazioni con gerani recisi posizionati in divertenti vasi ricavati da vecchie lattine. Grazie alla vernice spray e a un po’ di manualità si possono facilmente trasformare in coloratissimi pezzi unici!

PELARGONIUM FOR EUROPE

Come segnaposto o centrotavola

Posizionati centralmente con le loro fioriture rigogliose, creano una vera e propria esplosione di colore. Gli steli recisi, adagiati sui piatti, riprendono i colori delle piante in vaso disposte al centro del tavolo e completano l'immagine della

Geranio-sfera

Con le sfere di spugna per fioristi e le diverse tipologie di Geranio, è possibile creare bellissime sfere di fiori che saranno delle perfette decorazioni per ogni occasione

Anche a Pasqua

Posizionati qua e là in provette per fiori e piccoli vasi, possono essere usati per decorare nidi pasquali e creare delle decorazioni festose insieme alle uova variopinte.

Pelargonium for Europe è un’iniziativa di marketing fondata dai coltivatori di gerani Dümmen Orange, Elsner PAC, Florensis / P. van der Haak Handelskwekerij, Geranien Endisch, Selecta One e Syngenta Flowers. Iniziata nel 2016 con lo scopo di promuovere le vendite a lungo termine di gerani in Europa.

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PIANTE E FIORI ENTRANO IN QUARTIERE

Kiosk è l’installazione urbana che trasforma il verde in luogo di interazione di giorno e di notte e lo porta per le vie della città. A dimostrazione di come design e natura possano dialogare e creare relazione e bellezza

L’edizione 2023 di GREEN ISLAND, l’evento urbano che invita a riflettere sul tema urgente dello spazio collettivo e del verde pubblico e promuove una ricerca culturale sui paesaggi urbani contemporanei e le ecologie sociali, proporrà per la sua 21° edizione KIOSK. L’atrio della stazione di Porta Garibaldi a Milano durante la Milano Design Week (17-23 Aprile 2023) ospiterà un chiosco-cucina pop-up, mobile, leggero e multiuso in legno certificato, intorno al quale ruotano una serie di attività per il pubblico. Da luogo di scambio e d'incontro alla presentazione di cocktail alle erbe, letture di ricette inedite, eventi e performance, essenze e fioreria. Insomma design e natura quando ci si mettono sanno come attirare a sé le persone e creare la giusta atmosfera.

UN’IDEA ESPOSITIVA

(ANCHE PER IL GARDEN CENTER)

L’INSTALLAZIONE SARÀ POI RIPROPOSTA A SCUOLE D’ARTE E DESIGN, DOVE SERVIRÀ COME PROGETTO DI CONDIVISIONE PER GIOVANI E STUDENTI

Se il tema di GREEN ISLAND torna ad essere la natura e le sue declinazioni, allora anche il centro di giardinaggio può lasciarsi ispirare da KIOSK e dall’idea di richiamare intorno a sé le persone.

L’ARTISTA

Antonio Scarponi ha studiato architettura alla Cooper Union di New York e allo IUAV di Venezia dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Urbanistica. Attualmente insegna Exhibition

Scenography alla Zurich University of the Arts dove è Professore Associato. Fondatore dello studio Conceptual Devices con sede a Zurigo, il suo lavoro è stato esposto internazionalmente in musei e in Biennali d’Arte e di Architettura. Tra le sue pubblicazioni si ricorda ELIOOO, un manuale di istruzioni per crescere cibo fuori terra trasformando alcuni banali oggetti prodotti da IKEA. www.conceptualdevices.com

Antonio Scarponi, artista e creatore dell’installazione, a questo proposito, ha circondato lo spazio con piante e fiori, vegetazione ed erbe aromatiche selezionate dal Vivaio Coccetti. La sera invece tutto si trasforma e KIOSK diventa uno speciale palcoscenico, intorno al quale ruotano varie attività performative dal titolo suggestivo “In più d’ora”, accompagnate da una collezione di sette cocktails che utilizzano bevande desuete, rievocando il gusto antico di una memoria collegata alle atmosfere dei vecchi bar.

Bozzetto progetto by ANTONIO SCARPONI per GREEN ISLAND/ Atrio Stazione Porta Garibaldi/ Milano Design Week 2023.

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LA SEMPLICITÀ È LA NOTA FONDAMENTALE DI OGNI VERA ELEGANZA. (COCO CHANEL)

Siete preparati per i LoHas?

Potere d’acquisto, consumo consapevole, ricerca attiva di marchi trasparenti.

Da oltre 10 anni si sta osservando un multisfaccettato gruppo di consumatori che crede che la sostenibilità sia una cosa seria

Consumatori e tendenze trovano sempre spazio su greenup perché sono effettivamente due forze che indirizzano le decisioni e smuovono le dinamiche di mercato del settore. Così, quando ci siamo imbattuti in un articolo di approfondimento de Il Rabensteiner, il magazine dell’omonima azienda in cui si informano i clienti effettivi e potenziali delle novità, progetti e trend, non potevamo non notare l’acronimo LoHas (lifestyle of health and sustainability) in prima pagina. La verità è che dello stile di vita dei LoHas se ne parla da oltre dieci anni ed è oggetto di studio nel settore del marketing da altrettanti. E allora perché è importante raccontarne oggi su queste pagine a voi lettori?

La risposta è che anche il garden center deve prepararsi per fronteggiare richieste e bisogno di questo gruppo sociale che, come scopri-

remo a breve, possiede peculiarità proprie ed è difficilmente incasellabile in una etichetta o in un numero. Ma partiamo dall’inizio.

UN TARGET DA CONOSCERE PER IL SETTORE DEL VERDE

Seguire uno stile di vita in cui salute e sostenibilità si prendono per mano non è inusuale oggigiorno da parte dei clienti. Complice il cambiamento climatico e una serie di consapevolezze che si stanno imponendo nel nostro modo di ve-

dere il mondo e volerlo rendere un luogo migliore, i LoHas stanno vivendo una fase di revival. O forse non se ne sono mai andati e semplicemente solo ora tornano a farsi sentire più forti che mai. Conosciamoli allora nelle loro stranezze e nelle loro scelte, per fare chiarezza in primis ma anche per prendere appunti per saper leggere tra le righe e applicare questi principisemplici ma da conoscere - anche nel vostro punto vendita.

L’ACQUISTO NON È IMPULSO MA RICERCA

La parola chiave per i LoHas è autenticità, riferita ai prodotti per i quali decidono di aprire il portafoglio. Quello che dovete sapere infatti è che a smuovere un acquisto è la percezione che quest’ultimo sia uno stimolo per la propria

Tendenze / LIFESTYLE g 56 greenup
LA SPECIFICA DI
CHE NON POSSONO ESSERE INCASELLATI IN UN TARGET PRECISO. POSSONO AVERE SIA 25 ANNI SIA 65 ANNI, PUÒ ESSERE DONNA O UOMO, NON CI SI RIFERISCE A UNA GENERAZIONE SPECIFICA
QUESTO GRUPPO DI CONSUMATORI È
I LoHas in breve.

creatività, e i LoHas sono disposti a valutare con attenzione cosa comprare perché il consumo, se deve esserci, sarà consapevole e appagante. Senza tenere in considerazione o farsi bloccare da un prezzo troppo elevato. L’obiettivo ultimo dello stile di vita devoto alla salute e alla sostenibilità è la promessa di un mondo più verde, raggiungibile attraverso le scelte più giuste: giardinaggio, articoli biologici ed ecologici, prodotti a chilometro zero, marchi trasparenti. In questo senso anche le aziende devono sapere come presentarsi al meglio al proprio pubblico ma soprattutto essere veri e genuinamente sostenibili, senza incappare nella cattiva abitudine del greenwashing.

IL SETTORE DEL VERDE DEVE RISPONDERE

Il garden center ha l’occasione di presentarsi come azienda coinvolta attivamente nel cambiamento non solo perché il suo core business è necessariamente riconducibile alla natura ma anche perché ha le carte in regola per fare bene e per diventare un punto di riferimento. A partire dai princìpi che deve diffondere: una vita in cui la natura torna ad occupare il suo spazio e in armonia con l’uomo. Il personale del punto vendita diventa allora il ponte tra i LoHas e questi principi dal momento che sono in grado di informare e raccontare come l’azienda si sta impegnando nel proporre alla clientela come consumare responsabilmente. E l’impegno

NON SONO CONSUMATORI PASSIVI, FANNO RICERCA: STUDIANO LE AZIENDE E INTERAGISCONO SUI SOCIAL MEDIA

si deve non solo percepire nelle parole ma anche vedere nei fatti, o meglio, nell’offerta e nei materiali utilizzati per la costruzione del punto vendita o delle serre come materie prime naturali e materiali rinnovabili, oltre a un adeguamento delle superfici dei tetti e l’utilizzo di schermi termici per ridurre il consumo energetico. Insomma, i LoHas sono consumatori attenti e riflessivi che prima di acquistare vogliono conoscere approfonditamente il prodotto.

UNA CATEGORIA

CHE CONDIVIDE VALORI

Come avrete compreso essere LoHas non è una questione di età o di caratteristiche personali quanto più di condivisione di prospettive e valori. L’attenzione per il pianeta, l’autenticità, un approccio olistico alla salute e una coscienza sociale, come riportato su Il Rabensteiner, sono alcuni dei valori che meglio descrivono questa categoria sociale che ha fatto di uno stile di vita consapevole e appagante la sua missione. Il garden center dovrà mettersi d’impegno per non deluderli.

Focus /

Come possono i garden center attirare sempre di più i LoHas?

«Concentrandosi sul cliente e sulle sue esigenze evitando quanto possi bile di non essere mainstream».

Come può un garden center non essere mainstream?

«Ogni persona può esprimere la propria individualità. Durante MyPlant&Garden ho partecipato a un convegno in cui veniva raccontata e consigliata la possibilità di includere Pinterest nel garden center. Non sarebbe bello andare in un punto vendita e trovare un info point di Pinterest in cui avere accesso a idee e trend? Immaginiamo di poter acquistare direttamente nel punto vendita prodotti simili all’immagine a cui ci siamo ispirati. Secondo me è fondamentale cercare di mettere il focus sul consumatore cercando di trovare modalità creative e speciali per soddisfare le sue esigenze e richieste. Si dovrebbe uscire dalla logica del “abbiamo sempre fatto così” e mettersi all’opera per inventarsi qualcosa di nuovo. Il garden center deve diventare un luogo in cui le persone si divertono e si svagano, dove passare il proprio tempo libero in relax. Questo è quello che realmente fa la differenza».

Il legame con la natura come si può enfatizzare ulteriormente?

«Sicuramente con l’interior e l’exterior design del punto vendita. Ricorrere al legno come materiale da costruzione per esempio permette di comunicare determinati messaggi al tuo pubblico. Un altro elemento che aiuta in quest’ottica è la luce. L’effetto sulle piante è diverso se il punto vendita può puntare sulla luce naturale, lampade e l’atmosfera che si crea utilizzando serre con l’apertura sul tetto. Esterno e interno in questo senso possono comunicare attraverso la natura e trasmettere emozioni e sensazioni precise al visitatore».

A proposito dei LoHas, come avete identificato questo gruppo di consumatori e come cercate di rispondere alle loro esigenze?

«Questo gruppo di consumatori è stato oggetto di ricerche per oltre 10 anni. Visti i tempi difficili, attualmente sta vivendo una fase di ripresa. Noi rispondiamo alle loro esigenze prendendole sul serio. Un esempio? Il desiderio di sostenibilità. Quando pianifichiamo un nuovo progetto, ci concentriamo già sui metodi di costruzione sostenibili e a basso consumo di risorse. Per Rabensteiner, questo significa che un metodo di costruzione solido è sinonimo di un metodo di costruzione sostenibile. Dal punto di vista architettonico, aiutiamo i nostri clienti, ad esempio, progettando la facciata con materiali naturali. Raccontare i LoHas ci aiuta a presentare ai nostri clienti un nuovo gruppo di possibili consumatori, ripensando i LoHas nel contesto del garden center».

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I LOHAS DALLA A ALLA Z

COSA PIACE AI LOHAS?

1. marchi trasparenti

2. prodotti a chilometro zero

3. piante di cui conoscono

Come si informano?

• studiano i contenuti dei siti web delle aziende

• interagiscono sui social network

COSA SIGNIFICA LOHAS?

Lifestyle of health and sustainability ovvero uno stile di vita sano e sostenibile. L’acronimo si riferisce a una tipologia di consumatore dalle molteplici sfaccettature, oggetto di studi da oltre 10 anni

Sono consumatori che riflettono

PERCHÉ IL SETTORE DEL VERDE DOVREBBE CONOSCERLI?

I LoHas sono consumatori attivi che valutano con attenzione cosa e come acquistare:

• hanno un potere d’acquisto superiore alla media

• ricercano un consumo consapevole

• desiderano un mondo più verde

• si dedicano al giardinaggio nel tempo libero

Il garden center dovrebbe

• avere aree di vendita in materiali naturali

• una buona illuminazione

• puntare su un’esposizione ordinata e creativa

• avere un personale qualificato

Come è nato?

Dalle incertezze e instabilità di oggi che stimolano le persone a una piena realizzazione di sé. Questo gruppo non si basa sulla condivisione di caratteristiche sociali ma di valori

Nei loro terrazzi si trovano aiuole rialzate per l’ orto ed erbe aromatiche degli stessi colori dell’arredo del loro salotto

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***Le informazioni presentate sono una rielaborazione dell’articolo Vi presentiamo: i LoHas! comparso su Il Rabensteiner di Rabensteiner S.r.l.| rabensteiner.eu
Tendenze / LIFESTYLE g
la provenienza

QUEST’ANNO TI PORTIAMO A…. ARDALAND!

Una partnership importante iniziata nel 2022 che prosegue anche quest’anno grazie alla nuova promo on pack!

Infatti, acquistando una confezione di terriccio Professionale per Piccoli Frutti, ritagliando il coupon e consegnandolo direttamente alle biglietterie del Parco, i consumatori avranno diritto, a fronte dell’acquisto di due biglietti a tariffa intera diurna, a ricevere subito un ingresso OMAGGIO!*

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Cercare fornitori green ora è più semplice

L’Intelligenza Artificiale viene in nostro aiuto e identifica le realtà che producono imballaggi di cellulosa dedicate a piante e fiori. Accompagnare la filiera verso il cambiamento parte (anche) da collaborazioni in ottica sostenibile

di BIANCA FERRARIS

Sostenibilità e packaging sono due tematiche fortemente attuali e porre attenzione sulla loro gestione per un’azienda è fondamentale. Cruciale sarà allora saper scegliere fornitori che condividano le stesse prospettive e necessità per creare insieme un futuro più verde. Con questo obiettivo in mente, la società Matchplat - specializzata nella realizzazione di analisi di mercato B2B basate sull’Intelligenza Artificiale - ha realizzato un report che individua i centri produttivi

Tendenze / PACKAGING g
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LE AZIENDE SONO DISTRIBUITE IN PREVALENZA TRA LOMBARDIA ED EMILIA ROMAGNA, TRA LE PROVINCE DI MILANO E BOLOGNA

te e sementi. Lo studio è stato in grado di restituire una mappa che indica alle aziende del florovivaismo a quali fornitori rivolgersi per intraprendere un percorso volto alla circolarità.

I MATERIALI RICICLABILI SONO I PIÙ RICHIESTI

Per sottolineare l’importanza di rivolgersi a fornitori green, il report di Matchplat rivela che sarebbe del 44% la percentuale di consumatori che disposta a pagare un prezzo maggiore per prodotti con una confezione ecosostenibile. Da qui far partire una freccia con questo testo: Dati provenienti da uno studio europeo del 2020 realizzato da www.it.twosides.info. E il florovivaismo non è escluso da questa tendenza. Ma a chi rivolgersi? È proprio questa la domanda a cui il report ha tentato di rispondere

I RISULTATI IN BREVE

In una prima fase sono stati mappati i centri produttivi di imballaggi in cellulosa che sviluppano soluzioni dedicate a fiori e piante. A partire dai dati ufficiali di Comieco (2751 aziende consorziate), Matchplat ha utilizzato la propria piattaforma Explore per isolare le aziende con soluzioni per il florovivaismo. L’obiettivo era infatti individuare solo le realtà che sul proprio sito dichiarassero di offrire confezioni specifiche in materie riciclabili:

• Campione di partenza: 2751 aziende

• Campione elaborato: 2521 aziende

• Risultato finale: 26 aziende

«Matchplat nasce nel 2017 con un obiettivo: aiu tare le aziende a trovare altre imprese in linea con le loro strategie. Uniamo consulenza e tecnolo gie digitali per rendere più semplice questa attività, affiancando realtà di tutti i settori nella ricerca di clienti business, distributori, fornitori e partner industriali. Il tutto è reso possibile dall’applicazione di algoritmi di AI a un database con oltre 425 milioni di aziende nel mondo, classificate in base ai propri contenuti nata per portare nelle imprese un nuovo metodo di lavoro e aiutarle in un’attività cruciale come la ricerca di par-

Dove è nato l'interesse per il tema del packaging sostenibile nel florovivaismo?

«L’interesse nasce da un’osservazione del mercato che si è sviluppata in due direzioni. Da un abbiamo assistito alla crescita del florovivaismo italiano degli ultimi anni, con un aumento dei fatturati nell’ultimo triennio e un peso sempre maggiore anche per quanto concerne l’export. Dall’altro, anche tra le aziende che utilizzano Matchplat per la ricerca di nuovi foraumentata sempre di più la richiesta di imballaggi sostenibili, in materiali ricicla. Da qui l’idea di esplorare le soluzioni di questo tipo a disposizione dei florovivaisti, che negli ultimi anni hanno dimostrato sensibilità rispetto al tema».

Come possono i florovivaisti entrare in contatto con i centri produttivi?

«In Matchplat possiamo dare una mano da questo punto di vista. Riuscendo a individuare aziende con caratteristiche molto precise, offriamo anche ai florovivaisti la possibilità di disporre di liste di aziende capaci di sviluppare soluzioni adatte alle loro esigenze. Fiori e piante necessitano infatti della giusta protezione, senza rinunciare per questo a una confezione che tuteli l’ambiente e che sappia incontrare le richieste dei consumatori di oggi».

Sono previsti progetti in futuro per il settore florovivaismo?

«In occasione dell’ultima edizione Myplant & Garden a febbraio a Milano abbiamo rilevato un grande interesse per queste tematiche. Sostenibilità, packaging alternativo e fornitori in grado di offrirlo sono tematiche che stanno a cuore a sempre più operatori del settore. Per questo siamo certi che avremo modo di lavorare insieme a loro anche nei prossimi mesi».

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DUE CHIACCHIERE CON ANDREA GILBERTI,

Florovivaismo Made in Trentino

Paese che vai, usanze che trovi. Non un semplice modo di dire ma una realtà per il settore del verde. Diamo la parola di Mario Calliari, presidente di Aflovit Fiori del Trentino e proprietario di Calliari Fiori network

colloquio con MARIO CALLIARI di ALICE NICOLE GINOSA

In Trentino vivono circa 500mila anime sparse su un territorio ampio in cui le aziende floricole attive - secondo i dati - sono circa 80 impegnate tra floricoltura e florovivaismo. Per quanto riguarda i garden center invece dobbiamo in primis fare una precisazione. Secondo il modello Trentino, è definibile garden

center il luogo in cui avviene la vendita di piante in maniera preponderante e prodotti accessori. Del totale menzionato solo il 30% corrisponde a questa descrizione - circa 25 punti vendita. Parlando di fatturato, invece, la cifra totale si aggira intorno ai 50 milioni e sarebbero circa 1000 in totale le persone impiegate. Ne-

CALLIARI FIORI

gli ultimi 20 anni però si sono perse il 15% di aziende del territorio per il mancato ricambio generazionale. Quella appena presentata è la situazione delle aziende floricole in Trentino, una fotografia che siamo stati in grado di scattare grazie all’intervista con Mario Calliari, proprietario di Calliari Fiori network, presidente di Aflovit Fiori del Trentino (confagricolturatn.it) e referente per Assofloro. Per la sua azienda, come ci racconta, Mario si occupa

• Garden center con floricoltura annessa

• Un ettaro di dimensione totale

• Situato in provincia di Trento, a Volano

• 30 dipendenti

• L’azienda ha investito sul basso impatto ambientale optando per la caldaia a biomassa nel 2012, l’impianto fotovoltaico e il sistema a flusso e riflusso. L’impianto di fertirrigazione è stato sostituito invece con tecnologia 4.0.

www.calliarifiorishop.com

Tendenze / TERRITORIO g 62 greenup
Mario Calliari.

degli acquisti del materiale verde vegetale e del materiale del vivaio, sia di produzione sia di commercializzazione, oltre a seguire l’aspetto tecnico. Calliari Fiori network è infatti suddivisa in tre aziende: quella agricola di produzione, Calliari commerciale srl che gestisce l’acquisto dei materiali per la vendita e Verdi&co per la manutenzione esterna. Ecco il suo racconto.

Negli ultimi 20 anni si sono perse il 15% di aziende del territorio per il mancato ricambio generazionale. Credi sia ancora un grave problema?

«Negli ultimi quattro anni la fascia delle aziende medie ha vissuto un passaggio alla generazione dei figli, qualcosa si muove. Le possibilità a cui ci si trova di fronte sono due: andare verso la chiusura e andare verso uno sviluppo ulteriore. Le aziende in generale sono di piccole dimensioni proprio perché la popolazione è inferiore rispetto a quella di altre aree geografiche».

Perché la percentuale di garden center è bassa?

«Secondo me perché tutte le aziende sono nate come floriculture tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli 80 mentre il concetto garden center è arrivato dopo e si è radicato maggiormente nelle grandi città. A questo si aggiunge il fatto che le floriculture nascono su suolo agricolo mentre il garden center possiede una componente commerciale. Sul suolo agricolo infatti non è possibile aprire un’attività commerciale. Ecco perché il concetto di garden center non ha potuto svilupparsi totalmente. La normativa trentina è diversa da quella veneta o lombarda, siamo più chiusi in un certo senso anche se come Aflovit stiamo lavorando con la provincia autonoma di Trento per muoverci verso una maggiore apertura».

Parliamo di mercato: come si è mosso negli ultimi anni e come sta andando nel 2023?

«Il triennio del Covid è stato stra-

no. Se guardo i bilanci, a parte il 2020 che è stato leggermente in calo, il 2021 e 2022 sono andati bene. I numeri in generale sono superiori a quelli del 2019 e, dopotutto, siamo positivi anche se in maniera cauta, nonostante il trend di crescita di quest’anno è del 2% rispetto all’anno scorso».

Come si comportano le nuove generazioni nei confronti del verde?

«Si percepisce una voglia di verde anche da parte dei giovani. Cercano soprattutto piante particolari e vengono a cercarle in primis nel garden center e non sul web. Sono mediamente ben informati, anche se in determinati casi, come nell’ambito dei terricci, cercano consiglio. Si interessano anche al biologico e alle piante da interno, prediligendo prodotti a basso impatto. In generale sono più aperti al cambiamento».

Quanto vale sul fatturato generale la vendita di piante?

«In generale in Trentino la percentuale è altissima perché le floriculture non possono vendere altri prodotti. Nella mia azienda che invece ha un’offerta più ampia, se pensiamo in termini di volumi la percentuale è molto alta mentre in termini di fatturato ci aggiriamo sul 30-40%. Ti faccio un esempio: la superficie commerciale che occupa il garden center è 500-600 metri, mentre la superficie dell'a-

LO SAPEVI CHE…?

1• Sono presenti sul territorio trentino circa 80 aziende di floricoltura che forniscono servizi di giardinaggio e manutenzioni. Non sono presenti nel calcolo le aziende commerciali e artigianali di manutenzione

2• Negli ultimi 20 anni si è perso il 15% di aziende del territorio per il mancato ricambio generazionale

3• Le aziende che possono definirsi garden center (secondo il modello Trentino con vendita di piante in maniera preponderante e prodotti accessori) sono il 30% (circa 25 del totale)

zienda agricola è 7mila metri. In percentuale Calliari Fiori fattura 1⁄3 di quello che fattura Calliari Commerciale».

La vendita al pubblico da parte delle floriculture pensi che sia un’attività che funzionerà sempre?

«Per me funziona. Il marchio Fiori del Trentino è nato proprio per tutelare la nostra specificità e le piante coltivate nel territorio. Qui si coltiva senza la pressione di dover produrre un quantitativo prestabilito o secondo una logica intensiva. Si punta a un prodotto di alta qualità, a chilometro 0 e che resiste al freddo».

Come si sta muovendo

Aflovit - Fiori del Trentino?

«Stiamo cercando di dialogare maggiormente con le altre Regioni per cercare di creare una relazione tra le diverse categorie. Un altro aspetto che stiamo portando avanti è la formazione di un tecnico specifico per la floricoltura in Trentino perché il territorio è talmente vasto che richiamare una figura dall’esterno sarebbe stato eccessivamente oneroso. In passato c’è sempre stato un tecnico provinciale di cui, da oltre 10 anni, siamo sprovvisti. L’obiettivo è quello di formare una nuova figura da inserire sul territorio per monitorare e tutelare le specie e le problematiche correlate. A questo proposito stiamo prendendo contatti con grosse aziende italiane per favorire la formazione a 360° del tecnico per un’esperienza concreta e completa».

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IN
ATTIVATI
FORMAZIONE
CULTURALI.
DIVENTATI AGRITURISMI CON FATTORIA DIDATTICA DEDICATA ALLA FORMAZIONE
QUESTI ULTIMI ANNI MOLTI CENTRI DI GIARDINAGGIO E FLORICULTURE SI SONO
PER CREARE EVENTI PER IL PUBBLICO, DAI CORSI
AGLI EVENTI
ALCUNI SONO

gioca su quattro linee - Tutti frutti, Rampi Canti, AmoRose e RiZzzOmiche abbracciano ogni esigenza e una ricerca costante di varietà per adattarsi alle richieste e diventare un unico riferimento per la clientela

Il miglior assortimento possibile

Partiamo dalle presentazioni ufficiali. La Società Agricola Piran soc.s è una azienda specializzata nella produzione di piante da frutto, piccoli frutti e ornamentali in vaso che sviluppa su un’area di 17.000 mq, di cui 5.000 mq. coperti con strutture di ultima generazione. La produzione spazia da un ottimo assortimento di piante da frutto, ad una più ampia e completa fornitura di piccoli frutti, viti da tavola, rose, rampicanti ornamentali e rizomi. A raccontarci le novità del catalogo 2023 ci ha pensato Lorenzo Piran, responsa-

bile commerciale e della logistica dell’azienda di famiglia, che insieme al padre Gianni e al fratello maggiore Francesco porta avanti Vivai Piran. Il loro progetto? Arrivare ai punti vendita con il miglior assortimento possibile.

Vivai Piran e la sua nuova identità: come la state costruendo?

«In concomitanza con nuovo catalogo commerciale della stagione invernale - che manterremo fino a maggio-giugno - abbiamo creato quattro linee che corrispondono a quattro brand: Tutti Frutti, Ram-

pi Canti, AmoRose e RiZzzOmi Questi brand rappresentano la novità 2023, insieme all’introduzione di ulteriori varietà che scegliamo in corso d’opera per adattarci al consiglio e richieste della clientela. Ampliamo o rielaboriamo la gamma senza problemi. Queste quattro linee servono per darci un’identità insieme a varietà nuove come le piante autofertili che non hanno bisogno di impollinatori, le more da 15 grammi e le ciliege a cespuglio. Tutto è pensato per un cliente che cerca il miglior assortimento possibile in un unico posto».

Tendenze / PICCOLI FRUTTI g 64 greenup
TRE ANNI FA CI SIAMO ESPANSI E ABBIAMO AGGIUNTO UN ETTARO, PRINCIPALMENTE OCCUPATO DA PIANTE DA FRUTTO

Per quale prodotto riscontrate maggiore richiesta?

«Tra queste quattro linee, la più gettonata è Tutti Frutti a cui seguono AmoRose e Rampi Canti e RiZzzomi. La forte richiesta di questi prodotti è sicuramente dovuta a una maggiore attenzione dei consumatori e alla voglia di autoprodursi le piante a casa. Ma non solo. L’aumento nella richiesta per tutti frutti, piante da frutto, frutti di bosco e viti è causato anche dal fatto che molti produttori smettono di coltivarli e riducono le quantità principalmente per motivi di età anagrafica non essendoci ricambio generazionale».

E tra i frutti di bosco?

«La richiesta maggiore è sui lamponi rossi, mirtilli, more, e poi a seguire tutto il resto: uva spina, ribes, melograni piccoli».

Dove si concentra principalmente l’attività?

« Geograficamente vendiamo

LA STORIA IN BREVE

1976: Anno di fondazione in cui si inizia con la produzione di piante orticole

1986: Si avvia la produzione florovivaistica

2005: L’azienda si specializza in piante da frutto www.vivaipiran.it

dal Nord Italia, a scemare verso la zona sud dove, a dir la verità, non siamo presenti dal momento che è inutile proporsi se non si ha sufficiente produzione per rispondere anche a quella richiesta. Abbiamo anche qualche cliente estero. Ciò nonostante il grosso della distribuzione è il Centro-Nord. La continua richiesta è innescata sia dai nostri agenti sul territorio sia dalla vendita diretta ai clienti ed è tale che questo autunno ci siamo dovuti fermare perché non riuscivamo più a starle dietro».

Dalle orticole alla floricoltura, come è avvenuto il passaggio?

«L’azienda è stata fondata a fine anni Settanta da mio padre e da mio nonno, che inizialmente coltivavano orticole. Mio nonno Giuseppe durante i suoi viaggi in Olanda, in cui si arrangiava senza saper parlare né olandese né inglese, ha deciso di voler diversificare la produzione ed è partito con la floricoltura. Da quel momento in poi si sono susseguite produzioni diverse. Tre anni fa ci siamo espansi, dopo aver ottimizzato al massimo la capienza dell’area già in nostro possesso. Abbiamo aggiunto un ettaro, principalmente occupato da piante da frutto».

A quanto ammonta la produzione?

«La produzione annuale è di circa 100mila frutti di bosco, siamo intorno alle 40mila per le piante da frutto. A queste si aggiungono 25mila viti, 30mila rose a cespuglio, 3mila rampicanti e altre 7mila brevettate. I numeri naturalmente sono relativi perché ogni anno dobbiamo produrne sempre di più. Tutta questa produzione viene tutta assorbita, abbiamo una percentuale fisiologica di scarto ma idealmente non avanziamo niente. Anzi, in certi casi la terminiamo prima della fine della stagione».

A che punto del cambio generazionale vi trovate?

«Siamo nel mezzo del passaggio generazionale. Prima di iniziare mio padre Gianni ha spedito me e mio fratello Francesco a lavorare un’intera estate in Olanda. L’obiettivo era quello di vedere come lavorano gli altri, imparare, e tutto ciò che si era assorbito portarlo qui in azienda. Nel 2017 ho lavorato per un’impresa che si occupava di giovani piante. Quando sono tornato ho deciso di entrare ufficialmente nell’azienda di famiglia, creando dal 2018 il mio pacchetto clienti. Ad oggi siamo tre soci, io, mio fratello e mio padre».

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Lorenzo, Francesco e Gianni Piran. Le quattro linee presentate nell'ultimo catalogo.

Ricca, internazionale e centrale

665 espositori e 23.000 presenze confermano il successo dell’ultima edizione di Myplant & Garden - la più visitata in assolutoe in cui concetti come eco-friendly, biologico e digital hanno trovato uno spazio privilegiato in cui raccontarsi

NICOLE GINOSA • foto di MAURO CONSILVIO

Come ogni anno anche la nostra casa editrice ha partecipato alla fiera Myplant & Garden e come ogni volta abbiamo girato per i padiglioni alla ricerca di prodotti e novità che catturassero la nostra attenzione e che al tempo stesso potessero portare valore a voi lettori. Guardiamo insieme i dati che hanno caratterizzato questa edizione.

ESPOSITORI (SOPRATTUTTO)

DA LOMBARDIA, VENETO E…

PAESI BASSI

La classifica della provenienza degli espositori in fiera vede sul podio la Lombardia, il Veneto, Paesi Bassi e Toscana. Significativa la presenza di aziende danesi, francesi, tedesche e spagnole. Accreditate in fiera 85 insegne estere d’acquisto in

310

visita, 150 delegazioni ufficiali di buyer internazionali da 40 Paesi e 5 continenti , dal Nord America all’Oceania in cerca di prodotti, soluzioni e innovazioni per il vivaismo, la tecnica, la floricoltura, la chimica, la tecnologia, la meccanica e tutte le loro applicazioni pratiche, commerciali, immobiliari, paesaggistiche.

CRESCE LA PRESENZA DEL MEDIO ORIENTE

I GIORNALISTI ACCREDITATI (11% ESTERI, SOPRATTUTTO DA UK, SPAGNA E SVIZZERA)

LA PROSSIMA EDIZIONE SARÀ DAL 21 AL 23 FEBBRAIO 2024

Significativa la crescita delle presenze di compratori e operatori dal Medio Oriente (circa il 20% del totale). Tra le categorie dei buyer selezionati si sono evidenziate quelle interessate al mondo del paesaggio, del vivaismo, dei vasi, macchinari, manutenzione, sementi, reciso, verde sportivo, oltre a decisori di grandi catene di acquisto, Pubbliche Amministrazioni, accoglienza, pianificatori e sviluppatori.

Tendenze / FIERA g
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SPAZIO ALLE INNOVAZIONI

1. Terricci universali per agricoltura biologica, terricci universali pre-concimati a pronto effetto, pratici contenitori di terricci frutto di riciclo e riciclabili a loro volta, sistemi innovativi di ancoraggio delle rampicanti, pratici packaging da riciclo e anti puntura per le cactacee.

2. Vasi salva acqua, vasi provenienti al 100% dal recupero di rifiuti marini, contenitori in-outdoor nati dal riciclo, contenitori in resina e cocco, pasta di legno, torba, mais biodegradabili, sistemi a rete per coltivazioni totalmente decomponibili per piante, semi e talee, soluzioni per l’areazione ra-

RARITÀ E CURIOSITÀ

• olivi lillipuziani

• rose verdi

• pomodori neri

• salvia rossa

• basilico multigusto

• mini-agavi

• cactus cileno

• cocco di montagna

• margherite anti-caldo e anti-freddo

• petunia grandiflora resistente alla pioggia

• mini canne d’India

• grandi lisianthus nuance terracotta

• sontuosi ciclamini resistenti al caldo

• ciclamini color magenta con fogliame a contrasto

• limoni rossi

• bacche dai 5 sapori

• gerani che sembrano farfalle

• gerani anti-siccità

655 espositori (21% dall’estero)

150 delegazioni ufficiali di buyer dal mondo

60 convegni 23.000 presenze

dicale, il controllo dell’umidità e il rilascio di sostanze marco e micronutritive.

3. Terrarium e lamparium d’appartamento, il grande ritorno delle piante mellifere per attirare api e farfalle, di alberelli per i birdgarden e di incubatori di design in grado di riprodurre le condizioni ideali di crescita di piante da tutto il mondo.

4. Anche i materiali seguono, cavalcano o anticipano i trend green, con proposte frutto di riciclo, riuso, logistica semplificata, piuttosto che processi di produzione e/o selezione di fornitori certificati eco-friendly, e prodotti finali vicini all’ambiente.

5. Prodotti naturali a base di olii essenziali con estratti vegetali per allontanare animali selvatici indesiderati, e un design attento alla corretta cura delle piante nella proposta di attrezzi e accessori per il giardinaggio, sempre più ergonomici, sicuri e performanti.

LA FIERA HA SUSCITATO EMOZIONI, TRASMESSO POSITIVITÀ, DIFFUSO ENTUSIASMO, OFFERTO NUOVE PROSPETTIVE DI BUSINESS, INDIVIDUATO NUOVI TREND, INTERCETTATO SOLUZIONI INNOVATIVE, FAVORITO NUOVE RELAZIONI, CONNESSO PUBBLICO E PRIVATO

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Tendenze / FIERA g
I vasi firmati crescent Garden.

LE TEMATICHE

• Forestazione urbana: Myplant, con l’apertura al nuovo filone tematico a cura di Assofloro e Rete Clima, si candida a essere il grande laboratorio e punto di riferimento per la forestazione urbana a 360°

• Arboricoltura: approfondimenti specifico su tematiche, prodotti, dispositivi e servizi per i professionisti del settore, sino alla rassegna di soluzioni a favore della salute e della stabilità delle piante

• Smart mobility: nuova area dedicata a prodotti, servizi, arredo urbano, accessoristica, infrastrutture e tecnologie innovative per la mobilità dolce e sostenibile urbana ed extraurbana

• Innovazione: nell’area Myplantech e nei padiglioni, sempre più spazio a robotica, digitalizzazione, rinnovabili, soluzioni tecnologiche per la gestione e il risparmio idrico ed energetico, transizione ecologica, economia circolare

• Wonder Corner: nuova sezione dedicato a ricorrenze, celebrazioni e idee regalo, rappresentate per la prima volta a Myplant con metrature importanti, in continuità con l’offerta presente nel padiglione (garden center, wedding, decorazione)

“SIAMO MOLTO SODDISFATTI DEI FEEDBACK DIRETTI E INDIRETTI

RICEVUTI DA PARTE DI ESPOSITORI, VISITATORI, BUYER. LAVORIAMO INSIEME

ALLE AZIENDE, ALLE ASSOCIAZIONI, AI CONSORZI, AGLI ESPERTI DEL SETTORE

TUTTO L’ANNO PER POTER DARE VITA

A UNO DEI PIÙ IMPORTANTI E DECISIVI

EVENTI ESPOSITIVI E CULTURALI

INTERNAZIONALI. MOLTO PRESTO SAREMO

AL LAVORO PER GARANTIRE A IMPRESE

E OPERATORI IL MIGLIOR PALCOSCENICO

POSSIBILE PERCHÉ SVILUPPINO AFFARI, RELAZIONI E NUOVI CONTATTI”

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I ciclamini di Schoneveld Breeding.

Green Talk

Il salotto di Edizioni Laboratorio Verde

In occasione della settima edizione di Myplant & Garden abbiamo presentato un nuovo format in cui intervistare in ogni puntata un ospite diverso su un tema speciale

In questo nuovo servizio le tre redattrici della casa editrice, Alice Nicole Ginosa (responsabile di greenup), Benedetta Minoliti (responsabile di Agriflortec) e Rachele Pozzato (responsabile de IL giardiniere) incontrano le aziende del settore con l'obiettivo di affrontare tematiche di attualità, ma non solo, attraverso delle video-interviste un po' "fuori dagli schemi". L'intervista, infatti, non viene condotta attraverso il classico "domanda - risposta", ma con una serie di cartoncini che raccolgono domande e riflessioni sul settore e le tematiche affrontate. Per questa "prima volta" abbiamo voluto affrontare tre argomenti di fondamentale importanza: sostenibilità, packaging e mercato. Per farlo, i primi ospiti del nostro salotto sono stati: Romina Tribi di TerComposti, Maria Chiara Siciliani di Cifo e Gianfranco de Leo di Schoneveld Breeding.

Buona visione!

SOSTENIBILITÀ

AVETE QUALCHE TEMA O ARGOMENTO DA PROPORCI? SCRIVETECI A REDAZIONE@ LABORATORIOVERDE.NET

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PACKAGING MERCATO

Il futuro, mentre tutto cambia

Niente è più come prima. La domanda a cui dobbiamo rispondere ora è solo una: cosa ci aspetta domani? Cosa fare quando accade l’imprevisto?

Partiamo da una premessa: il triennio che abbiamo appena vissuto ha inciso su di noi non solo come singoli individui ma anche in qualità di clienti e aziende. In questo mondo liquido, risultato della pandemia, dei rincari e della guerra, è cambiato il paradigma in cui si opera. E quando qualcosa cambia è impossibile continuare a ragionare ed agire come prima di quella rottura. Il garden center si è trovato coinvolto nel caos di quei momenti, godendo di prosperità e benessere nel 2021 e restando in positivo, tutto sommato, anche nel 2022, anche senza raggiungere le cifre astronomiche e inarrivabili dell’anno precedente. I mesi di incertezza e instabilità ci sono serviti per renderci conto che programmare è facile quando tutto avviene e scorre in maniera lineare. E quando così non accade, come dovremmo comportarci?

REAGIAMO CON LA FORMAZIONE

Se dobbiamo pensare al futuro non possiamo essere ripetitivi: è il momento della reazione, del fare e naturalmente del puntare tutto sulla formazione. A partire dalla scuola, come il progetto ITS e ITS Manager sviluppato da Scuola di Minoprio e da AICG. Se non prepariamo chi lavora con noi avremo sempre più difficoltà ad essere efficienti e performanti. Gli andamenti del mercato non lasciano più spazio all’improvvisazione ma richiedono attenzione e pensiero e co-

sa c’è di più efficace ed entusia smante che allenare, preparare le nostre persone a un lavoro migliore?

poter pensare e definire le azioni successive. Nel breve periodo sarà vitale avviare un progetto di for mazione continua in azienda nel quale la vecchia guardia trasmetterà alle nuove leve i propri insegnamenti, oltre che a portare aria di novità con le testimonianze e le storie di collaboratori ed esterni. La formazione diventa uno strumento tramite cui imparare non solo l’arte dell’accoglienza in un centro di giardinaggio ma anche tante altre arti come quella di un punto vendita sostenibile che sia d’esempio per gli altri.

GENERIAMO AFFLUENZA CON QUALCHE ACCORGIMENTO Riprendiamo il discorso con una precisazione. Quando usiamo la locuzione “calo di fatturato” ci stiamo riferendo all’annata 2022 in confronto con gli anomali e irripetibili risultati del 2021. A questa considerazione dobbiamo anche ricordare che la primavera 2022 è totalmente mancata. Da marzo, come ricorderete, si è persa la maggiore quota di affluenza e di incassi. Senza dimenticare che l’estate, che poteva aiutarci a recuperare, si è abbattuta su di noi con temperature talmente elevate da avere ripercussioni sull’affluenza, clienti e di conseguenza sugli scontrini. Non c’è bisogno che lo dica io che perdere un trimestre primave-

PROGRAMMARE È FACILE QUANDO

TUTTO AVVIENE E SCORRE IN MANIERA LINEARE. E QUANDO COSÌ NON ACCADE, COME DOVREMMO COMPORTARCI?

rile non rende di certo le cose facili nel proseguire dell’anno. Che cosa possiamo fare per contrastare i fenomeni atmosferici avversi?

Iniziamo con il dire che il clima è una variabile poco controllabile, eppure qualcosa possiamo farla. Possiamo rivedere i nostri spazi esterni per esempio, creando motivi veri di affluenza ai nostri centri di giardinaggio con iniziative di varia natura oppure agire con leva promozionale nei momenti di pioggia, - tra l’altro un sistema che negli Stati Uniti sta riscuotendo successo).

PERSONALIZZIAMO

LA CONSULENZA ALL’ACQUISTO

Il calo vissuto nel 2022, per quanto non direttamente influenzato da dinamiche interne al garden center, ci ha sicuramente insegnato qualcosa. Non possiamo più essere

Mercati / RIFLESSIONE g greenup 73

passivi ma attori della nostra rinascita. Quello che abbiamo appena vissuto deve servirci per percepire il 2023 come un anno di ripartenza in cui non ripetere e compiere le stesse decisioni dell’anno precedente, anzi. Se vogliamo, questo andamento fatto di su e giù ci ha insegnato qualcosa: non essere più attori passivi, ma esecutori della nostra rinascita. Quanto appena vissuto fa sì che si guardi al 2023 come un anno di ripartenza, in cui prendere atto e coscienza sui nuovi bisogni dei clienti che hanno modificato il proprio modo di interagire con

• i punti vendita

• gli assortimenti

• il personale per questa ragione serve capire:

• quali sono i nuovi bisogni da soddisfare

• come favorire il consumo anche se apparentemente sembra statico

Credo che sia giunto il momento di fare un passaggio in più. Dobbiamo mettere al centro la consulenza alla vendita come risultato dell’incontro tra competenza ed esperienza. Il centro di giardinaggio del futuro non dovrà più essere l’ultimo anello della domanda ma assumere il ruolo di convogliatore e interprete dei desideri di un mercato in evoluzione. Per diventarlo però sarà essenziale saper interagire con il mercato e personalizzare la consulenza. Dobbiamo comprendere che il digitale per quanto elemento di valore e in costante crescita non è la sola via per offrire la bellezza e non è la sola via per comunicare la sostenibilità ai consumatori. Alla componente digitale manca la fisicità del prodotto, la relazione, le emozioni che il centro di giardinaggio possiede e deve sfruttare a proprio vantaggio.

DIMENTICHIAMO LA FILOSOFIA DEL PREZZO AL RIBASSO

Il triennio appena concluso ci ha mostrato una elemento chiave da seguire: il prezzo, la sua difesa, la sua presentazione e la sua valoriz-

zazione. Questa è la direzione che da ora in poi dobbiamo tenere a mente come conferma il fatto che nel 2021 il fattore prezzo non è stata la variabile di scelta, almeno non la principale. Smettiamo di considerarci le “cenerentole della distribuzione” con i prezzi al ribasso per rimanere competitivi nei confronti della vendita online e della grande distribuzione. Impariamo a fare i prezzi e applicarli con cognizione e non solo come esercizio matematico. Impariamo a dare valore ai prodotti che abbiamo selezionato dopo pensiero e sforzo. Impariamo a dare il giusto peso al prezzo, non più con prezzi gestiti singolarmente, ma con un mix dei prezzi applicato ad un determinato settore. Ancora più importante sarà insegnare alle persone accanto a noi questo valore affinché lo difendano e sappiano fornire risposte coerenti e motivate ai clienti.

PUNTIAMO SUI VALORI GIUSTI

Il centro di giardinaggio non è solo acquistare prodotti e assumere il personale per tappare i buchi organizzativi. È arrivato il momento di concentrarsi sugli strumenti a nostra disposizione per un successo sicuro e duraturo:

1. PERSONE: i clienti o consumatori del passato devono essere stimolati nuovamente. Riaccendiamo il loro interesse

2. COLLABORATORI: badate, non dipendenti ma collaboratori da formare, seguire e professionalizzare

3. PRODOTTI: non come oggetti, ma strumenti che uniti a un prezzo ragionato e pensato ci diano la possibilità di crescere e consolidarci

4. AZIENDE FORNITRICI: da percepire come partner e non solo come antagonisti da sconfiggere sul piano delle condizioni commerciali

5. PROPOSTA DI VALORE: non un semplice assortimento ma il motivo che spinge un cliente a venire nel nostro garden center e non altrove

Se trasformiamo questi cinque elementi nella nostra ragione di esistere, cosa ci può trattenere? Il clima forse, ma verrebbe attenuato da quanto di bello, entusiasmante il centro di giardinaggio ha da raccontare. Rifuggiamo la banalità e strutturiamo una vera proposta, diversa per ognuno ma con al centro gli stessi valori.

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UNA VERA PROPOSTA, DIVERSA PER OGNUNO MA CON AL CENTRO GLI STESSI VALORI
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Desertificazione commerciale: evitarla si può

In dieci anni sono sparite più di 99mila attività. È il dato emerso dall’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane” di Confcommercio, che ha evidenziato quali possono essere le azioni per contrastare il fenomeno delle chiusura degli esercizi commerciali

Provate a contare fino a dieci, poi fino a cento, e infine arrivate a mille. È stato complicato, vero? Probabilmente non sarete neanche arrivati a cinquecento. Adesso provate a immaginare di contare fino a 99mila. Non è una cifra casuale quella che vi stiamo proponendo. Questo numero, enorme, fa riferimento TRA

al totale delle attività di commercio al dettaglio che negli ultimi dieci anni, tra il 2012 e il 2022, sono sparite. Chiuse per sempre, come le 16mila imprese di commercio ambulante che sono parte del tessuto non solo economico, ma anche sociale e, perché no, storico del nostro Paese. Se per un versante diverse attività

sono andate scomparendo, altre hanno prosperato in questi dieci anni. Parliamo di alberghi, bar e ristoranti, che hanno registrato un +10.275. Nello stesso periodo, a crescere è stata anche la presenza straniera nel commercio. Un dato che riguarda sia il numero di imprese (+44mila), sia gli occupati (+107mila).

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di BENEDETTA MINOLITI
TOTALE
DI COMMERCIO AL DETTAGLIO
IL 2012 E IL 2022 IL
DELLE ATTIVITÀ
CHE HANNO CHIUSO È OLTRE 99MILA

SI RIDUCONO LE ATTIVITÀ COMMERCIALI, MA CRESCE L’OFFERTA TURISTICA

Quella a cui abbiamo assistito, in questi dieci anni, si può raccontare con un termine, semplice nella sua complessità: desertificazione commerciale. Prendendo in considerazione 120 città medio-grandi, Confcommercio nell’analisi realizzata dal suo Ufficio Studi, intitolata “Demografia d’impresa nelle città italiane” , ha notato come la riduzione delle attività commerciali sia coincisa con una crescita dell’offerta turistica. Un dato che risulta accentuarsi nei centri storici rispetto al resto del comune, con il Sud caratterizzato da una maggiore vivacità commerciale rispetto al Centro-Nord. A parlare chiaro sono i dati. Nei centri storici, infatti, si trovano sempre meno negozi di beni tradizionali (-31,5% libri e giocattoli, -30,5% ferramente e mobili, -21,8% abbigliamento), e sempre più servizi dedicati, come farmacie (+12,6%) e negozi dedicati alla tecnologia (+10,8%). A crescere, inoltre, so-

no anche le attività di alloggio (+43,3%) e ristorazione (+4%).

STRATEGIE UTILI PER EVITARE

LA CHIUSURA

Nonostante lo studio di Confcommercio non faccia, apparentemente, riferimento ad attività del settore, fornisce comunque delle strategie utili per ridefinire il proprio posizionamento all’interno della città, dalla periferia ai centri storici.

In particolare, per il commercio di prossimità, cuore pulsante delle città, ci sono diversi metodi applicabili per provare a evitare gli effetti della desertificazione com-

DIAMO I NUMERI

- 31,5% libri e giocattoli

-30,5% ferramenta e mobili

-21,8% abbigliamento

+12,6% farmacie

+10,8% tecnologia

+43,3% alloggi

+4% ristorazione

Dati emersi dall’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane” realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio

merciale. Sicuramente il primo punto da tenere in considerazione riguarda la maggiore innovazione. L’obiettivo è quello di aggiornarsi, rimanendo “al passo con i tempi”, senza però perdere la propria dimensione, quella che rende unica la propria attività. In questi termini, è importante anche pensare a una ridefinizione dell’offerta al pubblico. Bisogna quindi chiedersi non solo cosa rende “indispensabile” la propria attività, ma anche quale sia, effettivamente, il plus offerto ai propri clienti, ma anche agli avventori occasionali, che potrebbero diventare abituali, con una fidelizzazione curata. Ovviamente, importante anche parlare di efficienza produttiva, un elemento molto legato al concetto di innovazione.

Fondamentale, nell’era iperconnessa che stiamo vivendo, non dimenticare l’ominicanalità, utilizzando anche i canali online per comunicare al pubblico quali sono le attività che si svolgono nel proprio garden center, ma anche le novità e le promozioni, sempre di grande interesse. Non va infatti dimenticato che il canale online, come riportato da Confcommercio, ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, passando da 16,5 miliardi di vendite nel 2015 a 48,1 miliardi nel 2022. La vendita online diventa così uno strumento che non va osteggiato, perché anche se ha contribuito al fenomeno, rimane per tutte le attività, grandi o piccole che siano, un’opportunità che dovrebbe viaggiare in parallelo con il commercio “fisico” tradizionale.

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NON DIMENTICARE L’OMINICANALITÀ. È IMPORTANTE UTILIZZARE ANCHE I CANALI ONLINE PER COMUNICARE CON I CLIENTI, PARLANDO SIA DELLE PROPRIE ATTIVITÀ, NOVITÀ E PROMOZIONI

GROEN-DIREKT: LE PIANTE MEDITERRANEE CONQUISTANO IL PUBBLICO

Il 7 e l’8 febbraio 2023 la Fiera di Primavera non solo ha messo in mostra i 5.000 lotti di campioni unici, concetti, novità e 170 stand di produttori. Il più grande mercato verde d’Europa ha anche presentato le proprie importazioni dal Mediterraneo

L’obiettivo è chiaro: creare la più completa gamma di prodotti. E GROEN-Direkt sembra proprio esserci riuscita, come conferma il lancio - durante l’ultima fiera di primavera tenutasi il 7 e l’8 febbraio 2023 - delle proprie importazioni dal Mediterraneo. Sensazioni positive si mescolano con un’alta percentuale di pubblico, soprattutto internazionale, e si aggiungono a un “umore commerciale” decisamente buono. “Sono estremamente soddisfatto delle vendite. Nel frattempo il mercato è cambiato e i clienti capiscono che le cose non andranno male per loro questa primavera. Quindi c'è meno pressione per acquistare in anticipo. E le gamme stagionali aggiornate settimanalmente

PRESENTE ANCHE IL MINISTRO PER IL COMMERCIO ESTERO

Gran parte delle visite, come confermano da GROEN-Direkt, sarebbero giunte dall’estero, nello specifico da Germania, Europa dell’Est e dalle regioni scandinave. Ma non solo, anche i visitatori “di ritorno” hanno rappresentato una porzione del pubblico visitante. Tra le sorprese di questa fiera anche la visita di Liesje Schreinemacher, ministro per il commercio estero e la cooperazione allo sviluppo, che è stata accompagnata in un tour e con Hans Cok ha discusso degli aspetti internazionali del commercio di piante da giardino.

NOVITÀ: PRODUZIONI MEDITERRANEE

Novità di questa edizione sono state le piante mediterranee importate dall'azienda stessa come per esempio le erbe aromatiche e arbusti dal sud Europa. I visitatori sono stati molto entusiasti della nuova vasta gamma di piante mediterranee, per la quale hanno mostrato un notevole interesse. L'ampia gamma di prodotti mediterranei rimarrà disponibile presso GROEN-Direkt anche dopo la fiera di primavera.

Unisce da oltre 25 anni la domanda e l'offerta del mercato delle piante da giardino. Le 30 fiere campionarie annuali dell'azienda, integrate con il negozio online, offrono agli acquirenti interessati un'enorme gamma stagionale da cui ordinare piante tutto l'anno. Un lavoro possibile grazie allo stretto contatto con 500 coltivatori specializzati nella regione olandese di Boskoop, e anche molto oltre. Dal 2022, GROEN-Direkt fa parte di Green Retail Events, l'organizzazione responsabile del PLANTARIUM | Fiere GROEN-Direkt. www.groen-direkt.nl

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Alcune varietà delle importazioni mediterranee. Hans Cok, vicepresidente di GROEN-Direkt e il ministro Liesje Schreinemacher.

IL PET È PHYGITAL

La prossima edizione di Zoomark, a BolognaFiere dal 15 al 17 maggio 2023, è anticipata da una serie di webinar sullo stato attuale e futuro del settore in cui emerge ottimismo e la necessità di distinguersi e innovarsi costantemente

PET VISION

A Zoomark 2023, l’area Pet Vision sarà dedicata ai nuovi trend internazionali e qui troverà spazio anche la categoria degli snack, ‘Aperipet’. www.zoomark.it

“Gli scenari nazionali e internazionali del mercato pet. Uno sguardo in prospettiva di Zoomark 2023 per fare il miglior uso dello strumento fiera". Questo il titolo del primo di un ciclo di webinar organizzati da Zoomark in attesa della fiera del 1517 maggio 2023. A partecipare all’incontro e a svelare l’andamento del settore ci hanno pensato Luciano Fassa, Direttore Generale di Monge & C. S.p.A., Paolo Castegnaro, Responsabile Operativo di Trixie Italia S.p.A., e Paola Cane, Ceo di MiaSolutions. Che cosa è emerso da questo primo incontro?

1. Il pet è è un mercato Covid winner Negli ultimi due anni, infatti, si è assistito alla crescita del numero di mascotte nelle famiglie italiane ch e hanno generato risultati eccezionali in tutto il comparto. Anche se è ancora presto per capire come i rincari dell’energia e delle materia prime impatteranno, il mercato è in un buono stato di salute.

2. Snack, umidi monodose e giochi sono i più richiesti Le migliori performance in termini di vendite, secondo

i relatori del webinar, sarebbero gli snack, gli umidi in formato monodose e, per quanto riguarda gli accessori, i giochi. Quest’ultimi avrebbero infatti assistito a un incremento a partire dal 2021 proprio per l’ingresso in casa di nuovi pet. Secondo Paolo Castegnaro di Trixie Italia: “L’attuale situazione economica potrà indurre molti pet parent a rimandare la sostituzione degli accessori più durevoli ma riteniamo che il 2022 si concluderà comunque in modo positivo. E abbiamo buone ragioni per essere non meno ottimisti per il 2023”.

3. Le abitudini d’acquisto cambiano

I proprietari di animali continueranno ad acquistare il prodotto preferito, che fa star bene l’animale da compagnia, senza tralasciare però l’attenzione al prezzo. Per questa ragione la tendenza è quella di cambiare insegna e canale pur di avere ciò che si desidera. Anche le promozioni attirano consensi e si registra una maggiore sensibilità in questa direzione. Secondo Paola Cane stiamo andando verso una phygital experience: “Non abbiamo più uno shopper digitale contrapposto a uno fisico. Alcuni consumatori verificano online i prezzi dei prodotti e poi comprano in negozio, mentre altri studiano il prodotto in negozio e poi lo acquistano online”.

4. Omincanalità e multicanalità

Due parole chiave che contraddistinguono le strategie distributive del mercato pet. Ma attenzione, anche se il retail tradizionale continua a essere in un buono stato di salute, la necessità di innovarsi e distinguersi sarà centrale. Il rischio? Non essere competitivo.

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Nel 2021 l’arrivo di nuovi pet nelle famiglie ha dato impulso al settore accessori.
NON ABBIAMO PIÙ UNO SHOPPER DIGITALE CONTRAPPOSTO A UNO FISICO

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Edizioni Laboratorio Verde srls Pasubio 21020 Brebbia (VA) TRADE MAGAZINE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEL CANALE GARDEN E AGRARIE greenup febbraio 2023 n.204 Michael Perry, meglio una fra le 20 persone gardening da parte Sunday Times pag. 18 FATE TESORO DELLE VOSTRE TRADIZIONI Fiera Milano, Rho 22/24 FEBBRAIO 2023 PAD 16 STAND C23 SCELTA SOSTENIBILE green persone del fotografati dall’osservatorio di Myplant del settore e lancia un messaggio ai player italiani: investite sui vostri punti di forza RIVISTA TECNICO-PROFESSIONALE E DI AGGIORNAMENTO SULLE COLTIVAZIONI PROTETTE N. 4/2023 STORIE AGRICOLE DI IMPRESE FLORICOLE E VIVAISTICHE DALLA RICERCA ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE, OCCHI PUNTATI SULLE NOVITÀ VARIETALI attualità NUOVO Prove in campo Poinsettia, risultati eccellenti sul colore tradizionale e sul bianco Parola all’esperto Presente e futuro Silvio Fritegotto L’importanza dell’innovazione, le principali richieste dei produttori e l’attenzione sempre più forte del mercato All’interno approfondimenti su soluzioni tecniche e novità di prodotto
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CHIAMIAMO LE COSE CON IL LORO NOME

uando iniziai a vendere piante da esterno conoscevo poco della va stità di arbusti, cespugli, alberi in produzione, quindi comin ciai a studiarne le caratteristi che e i nomi. Provenendo dal mercato delle piante fiorite, mi accorsi che la vendita del vivaio si differenziava per alcuni tratti, ma uno mi sorprese più di tutti. Durante una visita, notai per caso l’ordine delle giovani piante di oleandri sulla scrivania del responsabile del vivaio. Incuriosito, lessi il vasto assortimento varietale che stava ordinando: oleandri nani, seminani, a fiore doppio, profumati, variegati. Esistevano tutte quelle varietà: effettivamente era stupido pensare esistesse solamente un ole andro rosa, un rosso, un bianco. Ma allora com’era possibile che in disponibilità li vendessimo solamente come “Nerium oleander”? Con tutta la gamma disponibile, ci stavamo auto sabotando non proponendo le varietà specifiche: perché li mitavamo le possibilità di scelta del cliente, e anche le possibilità di vendita di un prodotto che stava avendo una crescita esponenziale. Era come se l’azienda che vende le piante da frutto mettesse in disponibilità “Melo”, “Pero”, “Pesco” senza ulteriori specifiche di varietà. Quello, potremmo dire, fu il punto zero di quella che sarebbe stata la futura “Linea Oleandri” di Vivai Acciarri, nella quale si valorizzano le varietà, le colorazioni, il portamento delle varie categorie di oleandro (nano, seminano, normale). E anche i clienti cominciarono a inviarci gli ordini specifici per varietà o per tipologia. “Alessandro mandami il Maravenne che mi è piaciuto come varietà di rosso nano, ma fammi provare anche il Luteum Plenum che mi stanno chiedendo del giallo a fiore doppio”. Utilizzando quella divisione in categorie, anche i

grandi vivai esteri apprezzarono la specifica e ordinarono oleandri in numero e assortimento maggiore rispetto gli anni precedenti.

Episodio similare si è verificato con Milagross, ditta siciliana con la quale vendo prodotto fiorito mediterraneo, agrumi, palmacee e così via. Vi sono diverse varietà di limone esistenti in commercio, basti pensare a quelle in vendita al banco frutta di un qualsiasi fruttivendolo. E di conseguenza per quel che riguarda la produzione di limoni “ornamentali” è la stessa cosa: carrubbaro, cappuccio, zagara bianco, lunario; perchè limitarsi a proporre semplicemente “limone vaso 20” in disponibilità se la scelta varietale è così ampia? Attenzione, non sto dicendo che necessariamente il cliente debba avere l’assortimento completo nel punto vendita, ma provate a pensare a quando fate la spesa: io compro sempre lo stesso tipo di spaghetti, ma se entrassi un giorno e trovassi solo ed esclusivamente quello che acquisto solitamente, forse me ne andrei perché “non c’è nulla”.

Sia chiaro, questo sistema di nomenclatura che valorizza il prodotto non inventa nulla: le varietà erano già presenti. Ci si è limitati a categorizzarle chiamando ognuna con il proprio nome. Ponendo l’accento sulle loro caratteristiche e dando importanza al loro valore come piante a sè, non lasciandole nell’anonimato di un raggruppamento più grande, ognuna spicca, diventa interessante e può farsi vedere da chi cerca proprio quelle caratteristiche.

Albert Einstein disse “Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata”. Copiare non è un peccato, a patto si copi bene e si copi dai migliori. E la natura, si sa, resta sempre la migliore tra tutti noi.

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ALESSANDRO FORNASARO / È figlio di un floricoltore. Ex rugbista, oggi è agente di commercio in floricoltura ed è innamorato del suo lavoro.
A volte non serve inventare nulla di nuovo, né aggiungere altro all’assortimento: specificare quali varietà abbiamo a disposizione e che caratteristiche hanno rende la nostra offerta più interessante e coinvolgente
QCON TUTTA LA GAMMA DISPONIBILE, CI STAVAMO AUTO SABOTANDO NON PROPONENDO LE VARIETÀ SPECIFICHE: PERCHÈ LIMITAVAMO LE POSSIBILITÀ DI SCELTA DEL CLIENTE ©Vittoria
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