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DM Magazine Aprile 2026

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Territorialità, il valore che conquista lo scaffale

MAGAZINE

Territorialità, il valore che conquista lo scaffale

SUCCESSI

Iperal festeggia 40 anni e avvia a Pasturo (Lc) il nuovo piano di sviluppo

INTERVISTA

Stabilo: crescere, innovare ed emozionare per i consumatori di domani

3

Editoriale

Il largo consumo italiano alla prova del conflitto in Iran

4 Cover

Territorialità, il valore che conquista lo scaffale

18 Intervista

Stabilo: crescere, innovare ed emozionare per i consumatori di domani

21 Successi

Iperal festeggia 40 anni e avvia a Pasturo (Lc) il nuovo piano di sviluppo

23 Imprese

Gruppo Arena: 20 milioni da Cdp per nuovi investimenti in Italia

24 Mercati

Salumi tra contenuto di servizio e proposte di alta qualità

40 L’analisi Geo Marketing

I consumi familiari di salumi in Italia

42 Persone

43 Social&Pr strategies

L’importanza della rete di protezione

46 Retail Innovation

Comvita - Auckland, Nuova Zelanda

48 Customer

Micro trend 2026. Retail Big Show di Nrf

50 Mercati

Conserve ittiche, largo spazio al premium

68 L’analisi Focus Research

Analisi delle attività promozionali sul tonno al naturale

70 Retail Real Estate

Outlet e shopping tourism: da canale parallelo a infrastruttura territoriale

73 Digital club/Retail

Lo diciamo o lo facciamo?

76 Mercati

Prodotti da prima colazione, sani ma con gusto

91 Sostenibilità

Aldi rafforza il suo impegno per la prevenzione al fianco di Fondazione Umberto Veronesi

92 Tecnologistica

Eurospin investe 40 milioni sulla piattaforma di Chieti: 120mila mq di logistica

93 News

94 Video e podcast

95 Prossimamente

La territorialità si afferma come leva strategica nel largo consumo: crescita delle vendite, valore percepito e sostegno alle filiere locali spingono prodotti regionali e certificati nel carrello degli italiani.

DM Magazine

Supplemento mensile di Distribuzione Moderna Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano

Registrazione n° 52 del 30/1/2007

Direttore responsabile

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Direttrice editoriale

Maria Teresa Manuelli

Responsabile redazione EDM

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Responsabile publishing

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Federica Bartoli, Alberto Deiana, Veronica Fumarola, Maddalena Marconi, Paolo Pelloni, Jessika Pini, Michele

Rinaldi, Fabrizio Valente, Marco Zanardi

Progetto grafico Silvia Ballarin

Editore Edizioni DM Srl Via G. Piazzi, 2/4 20159 Milano P. Iva 08954140961

Contatti Tel. 02/20480344 redazionedm@edizionidm.it

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L’invio

Il largo consumo italiano alla prova del conflitto in Iran

L’apertura del conflitto in Iran nel marzo 2026 ha introdotto una variabile di instabilità sistemica che sta già impattando pesantemente il settore del retail e del largo consumo in Italia. Il primo segnale d’allarme arriva dal fronte psicologico: secondo le rilevazioni dell'Ufficio Studi Confcommercio, l’indice di fiducia dei consumatori è bruscamente calato a quota 92,6, il livello minimo registrato dall’ottobre 2023. Questa contrazione si riflette direttamente sulle intenzioni d'acquisto, con un’indagine Eumetra che evidenzia come il 68% delle famiglie italiane preveda di tagliare le spese non essenziali per compensare il rincaro dei costi energetici. La Cgia di Mestre stima che l'attuale scenario geopolitico genererà costi aggiuntivi per le imprese italiane pari a 9,8 miliardi di euro nel corso del 2026, una cifra che grava pesantemente sulla Gdo, costretta a gestire l'impennata del gas - cresciuto dell'81% in un solo mese - necessaria per il mantenimento della catena del freddo.

Sul piano della logistica, la crisi dello Stretto di Hormuz ha innescato un aumento dei noli marittimi sulle rotte Asia-Italia del 12% in una sola settimana, mentre il rincaro dei carburanti, con la benzina oltre 1,75 €/l e il gasolio che ha superato 2 €/l, colpisce il trasporto su gomma che movimenta quasi il 90% delle merci nel nostro Paese. In questo contesto, il rischio di trasferire i costi lungo la filiera è già realtà: emblematico è il caso di Eurospin, che lo scorso 20 marzo ha inviato una lettera formale ai propri fornitori richiedendo un contributo economico straordinario del 3% per far fronte proprio all'incremento dei costi di trasporto e del gasolio, citando esplicitamente l'impatto del conflitto. Mentre insegne come Coop predicano cautela contro rincari immediati giudicati ingiustificati, la mossa del leader del discount segnala una tensione altissima sulla tenuta dei margini. Con un Pil 2026 rivisto al +0,7%, la sfida per il retail sarà evitare che la necessaria difesa dei conti si trasformi in un crollo verticale dei volumi di vendita in un mercato interno sempre più fragile.

Territorialità,

il valore che conquista lo scaffale

La territorialità si afferma come leva strategica nel largo consumo: crescita delle vendite, valore percepito e sostegno alle filiere locali spingono prodotti regionali e certificati nel carrello degli italiani. Ma restano alcune criticità e non mancano le sfide.

La territorialità oggi va oltre la semplice tendenza. Racchiude valorizzazione delle specialità, sostegno all’economia locale e collaborazione lungo la filiera. Per molte aziende rappresenta un vero e proprio credo, capace di trasformarsi in un plus competitivo e di conquistare uno spazio sempre più rilevante nel carrello della spesa degli italiani. A confermarlo sono i dati della diciottesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che analizza le abitudini di consumo degli italiani, incrociando le informazioni riportate sulle etichette dei prodotti di largo consumo con le rilevazioni NielsenIQ su venduto in supermercati, ipermercati e libero servizio in Italia. L’ultima edizione ha monitorato l’andamento di 148.975 prodotti venduti nella grande distribuzione italiana tra luglio 2024 e giugno 2025. Le referenze che richiamano in etichetta il concetto di italianità hanno visto crescere il sell-out dell’1,9%, arrivato a quasi 13,5 miliardi di euro, e i volumi del +0,1%. A riscuotere successo è l’icona della bandiera italiana, che registra +0,4% a volume e +2,8% a valore, per un totale di 8,2 miliardi di euro di vendite. Le referenze Dop, invece, hanno beneficiato di un aumento di 7,2 punti percentuali della componente di domanda, mettendo a segno un aumento del 5,6% delle vendite in volume e del 9,4% a valore, con oltre 960 milioni di euro di sell-out. Più modesta, ma sempre positiva, la crescita del paniere di prodotti Igp, con vendite pari a quasi 562 milioni di euro (+1,2%) e un trend del +0,8% a volume.

di Veronica Fumarola

Amor di regione

Italianità, certificazioni, ma anche, e soprattutto, regionalità: i prodotti con riferimenti on pack sulla provenienza regionale nell’ultimo anno analizzato dall’Osservatorio Immagino hanno sviluppato oltre 3,5 miliardi di euro di sell-out, registrando un trend del +1,8% a valore e del +0,9% a volume. Il Trentino-Alto Adige si conferma la regione con il paniere a maggior valore di vendita (oltre 468 milioni di euro), mentre tra le altre regioni ne emergono tre per performance positive: Sardegna, Campania e Puglia. La Puglia, in particolare, è la best performer grazie a una crescita dell’11,4% a valore e del 10,5% a volume rispetto ai 12 mesi precedenti.

Ostacolo prezzo

Le abitudini di acquisto degli italiani riguardo i prodotti alimentari locali sono stati oggetto di indagine anche dell’Osservatorio Shopping DoveConviene 2025 di Shopfully, da cui emerge che oltre otto italiani su dieci (82%) considerano importante che i prodotti alimentari acquistati siano di origine locale (provenienti dalla propria regione o comunque dall’Italia). Qualità e freschezza rappresentano per il 61% degli intervistati il principale criterio che li spinge verso il prodotto locale, ma dietro la scelta dei prodotti locali si nascondono anche motivazioni valoriali. Oltre la metà (il 52%) li predilige per sostenere l’economia del territorio, mentre il 27% indica il bisogno di fiducia e trasparenza nella filiera come elemento chiave. Anche l’ambiente ha un suo ruolo: il 26% privilegia il prodotto locale perché percepito come più sostenibile, grazie a minori emissioni e a trasporti ridotti. Nonostante il forte interesse verso i prodotti locali, l’Osservatorio rileva però una barriera all’acquisto: il prezzo, indicato dal 52% degli intervistati. Seguono la limitata disponibilità e varietà dei prodotti locali (26%) e la scarsa riconoscibilità sugli scaffali (15%).

Supporto alle filiere: volano per l’economia

In Italia sono numerose le aziende del largo consumo che hanno investito sul territorio sviluppando filiere locali. Nel settore della pasta a dare il via è stata De Matteis Agroalimentare SB con la filiera Armando. Il progetto, nato nel 2010, prevede l’utilizzo di grano 100% italiano, coltivato in nove regioni italiane dagli agricoltori che aderiscono al Patto Armando, rispettando un rigoroso disciplinare che definisce l’elevato contenuto proteico da raggiungere (almeno 14,5%) e le pratiche agronomiche che permettono una concreta tutela del territorio. Un altro esempio è Granoro, che ha dato vita a Dedicato: una filiera nata in Puglia, granaio d’Italia, che coinvolge circa 350 aziende agricole pugliesi su oltre 15mila ettari coltivati a grano duro destinato esclusivamente all’azienda. Il grano viene coltivato nel rispetto del disciplinare che definisce varietà, standard proteici e pratiche agronomiche, ma l’azienda si impegna soprattutto a garantire stabilità attraverso contratti di coltivazione con prezzo minimo garantito, che tutela gli agricoltori dalle oscillazioni di mercato e consente una programmazione sostenibile, assicurando premialità.

I PRODOTTI LOCALI SI COMPRANO AL SUPERMERCATO

Secondo l’Osservatorio Shopping DoveConviene, per l’82% degli italiani il supermercato è di gran lunga il luogo preferito per la ricerca dei prodotti locali. Le attività commerciali di quartiere e di piccole dimensioni seguono a distanza: i mercati rionali attirano il 23% dei consumatori, mentre il 18% predilige il contatto diretto con il produttore e il 16% i negozi di prossimità. Per quanto riguarda il digitale, il quadro è ancora più netto: solo il 3% acquista prodotti locali online, a conferma di un’area ancora ampiamente inesplorata. Anche i negozi specializzati bio o salutistici restano un fenomeno limitato, con quote che si attestano intorno al 3%.

«Questo modello garantisce continuità di approvvigionamento e qualità costante, elementi chiave anche per la distribuzione moderna», evidenzia Giandomenico Marcone, responsabile acquisti grano del Pastificio Granoro. Non solo: Il valore generato resta interamente in Puglia. Questo vuol dire reddito agricolo diretto per centinaia di famiglie e un indotto che coinvolge stoccaggio, logistica e servizi agronomici locali. Un altro esempio è Conserve Italia, consorzio composto da 35 cooperative agricole con oltre 14mila produttori italiani che coltivano e conferiscono in particolare frutta, pomodoro, legumi e cereali perlopiù in Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio, Puglia e Basilicata. Nel corso dell’ultimo esercizio 2024-2025, Conserve Italia ha trasformato 550mila tonnellate di materia prima, di cui ben il 95% proveniente esclusivamente dalla propria filiera cooperativa, ed erogato 106 milioni di euro alla propria base produttiva, con un aumento in valore del 60% negli ultimi cinque anni. Oltre 1.600 soci produttori che sviluppano la propria attività su una superficie di circa 10mila ettari sono, invece, il cuore pulsante della filiera Orogel. I soci conferiscono, infatti, oltre il 90% delle orticole che l’azienda lavora e surgela, impegnandosi a ridistribuire il valore sul territorio «attraverso giuste remunerazioni e stabilità produttive, supportando i produttori con nuove tecnologie e servizi – dal controllo satellitare dei campi al supporto continuo dei tecnici agronomi – e pianificando strategia per migliorare la qualità e produttività», fa sapere Marco Stoppa, direttore operativo di Orogel. Nel 2010 è nata la filiera corta e certificata Inalpi, oggi composta da circa 300 conferitori piemontesi appartenenti alla cooperativa Compral Latte. «Il percorso compiuto in questi 16 anni ha contribuito alla costruzione di un sistema virtuoso, fondato su pilastri solidi

che ne guidano lo sviluppo e su un modello di indicizzazione del prezzo del latte riconosciuto alla stalla. Proprio questo meccanismo ha permesso di superare le logiche di contrattazione tradizionale, offrendo maggiore stabilità e la possibilità di pianificare con visione strategica il futuro – dichiara Gabriella Bollino, direttrice commerciale & marketing di Inalpi –. La filiera genera effetti positivi per il territorio anche in termini occupazionali. Sono circa 300 le aziende agricole coinvolte nella sottoscrizione dell’accordo, che creano oltre mille posti di lavoro».

Melicoltura: esempio virtuoso

Anche nel mondo ortofrutticolo non mancano esempi virtuosi di attenzione e valorizzazione del territorio. Vip – la cooperativa di produttori della Val Venosta –nasce dalla sinergia dei suoi 1.500 frutticoltori, che operano su 5.500 ettari di terreno, arrivando a raccogliere – in media – 320mila tonnellate di mele l’anno, oltre a 3mila tonnellate di cavolfiore, 500 tonnellate di fragole, 500 di ciliegie e 400 di albicocche. «Il nostro storico sistema della cooperazione che raggruppa microaziende agricole in un contesto di forza e stabilità è il garante per poter operare sul mercato con successo», afferma Martin Pinzger, direttore di Vip. «La garanzia di origine della Val Venosta è uno dei pilastri della qualità delle nostre mele. Da sola non garantisce un premium price, ma rafforza fiducia e trasparenza nel retail. Progetti come Farmerlife e Biography raccontano produttori e valori, anche tramite Qr code sul packaging», aggiunge Benjamin Laimer, head of marketing di Vip. Il Consorzio Vog, a sua volta, riunisce 11 cooperative ortofrutticole dell’Alto Adige-Südtirol e oltre 4mila aziende agricole a conduzione familiare, che ogni anno commercializzano 550mila tonnellate all’anno di mele. «Crediamo che il lavoro e la professionalità degli agricoltori rappresentino il vero patrimonio del sistema agricolo altoatesino; per questo operiamo nel loro interesse per preservarlo. A partire dal nostro modello di integrazione verticale che ci consente di coordinare l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione, permettendoci di controllare i processi, ridurre i rischi legati a tempi di fornitura e qualità e valorizzare concretamente il lavoro in campo. La struttura su piccola scala delle aziende agricole promuove la diversità nell'agricoltura, rafforza

i sistemi economici locali e favorisce un uso efficiente delle risorse. Insieme ai produttori affrontiamo sfide strutturali, come eventi climatici estremi, scarsità di manodopera e passaggio generazionale, con soluzioni che rendano la gestione dei meleti più sostenibile e rispettosa del territorio, nell’ottica di garantire continuità alle future generazioni», dichiara Hannes Tauber, responsabile marketing di Vog

Specialità regionali

Coltivazioni locali in molti casi si traducono nella valorizzazione di varietà tipiche del territorio. È il caso del Pomodoro Lungo dell’Emilia, selezionato da Le Conserve della Nonna per ridare spazio al gusto dei pomodori di una volta. «Questo pomodoro cresce in un’area limitata di pochi ettari, proprio a ridosso dello stabilimento di lavorazione – spiega Lorenza Baretti, brand manager Le Conserve della Nonna –. A coltivarlo sono alcuni agricoltori selezionati, custodi di un sapere agricolo tramandato. È un progetto di filiera corta e certificata che permette di scoprire il percorso del prodotto, dall’origine fino alla lavorazione grazie a un Qr code in etichetta e questo ha inciso sulle performance, testimoniando la veridicità di una produzione locale e la trasparenza dell’azienda. Non solo il pomodoro, ma anche la frutta delle nostri principali confetture (ciliegie, amarena, prugna) proviene dall’Emilia e tutte le altre referenze di confetture, sughi e sottoli sono realizzate principalmente con materie prime italiane, locali, provenienti dalle zone più vocate». Per la pugliese Valle Fiorita, specializzata nel bakery, la territorialità si esprime proprio attra-

verso la valorizzazione delle specialità regionali e del patrimonio gastronomico italiano. «Ogni territorio custodisce ricette, ingredienti e tradizioni che rappresentano un capitale culturale unico. Per noi significa interpretare e portare sugli scaffali della distribuzione moderna prodotti che raccontano queste radici, mantenendone autenticità e qualità – puntualizza Andrea Minisci, responsabile ricerca e sviluppo –. Lavorare sulle specialità regionali ci consente di differenziare l’offerta, proponendo referenze che non sono semplicemente prodotti, ma espressioni di un’identità gastronomica precisa. Questo rafforza il posizionamento del brand e crea un legame emotivo con il consumatore, che riconosce e apprezza il valore della tradizione. Dal punto di vista economico, rappresenta un vantaggio competitivo: le specialità regionali generano maggiore attrattività a scaffale, favoriscono la fidelizzazione e permettono di presidiare segmenti a più alto valore aggiunto. Inoltre, contribuiscono a costruire una reputazione solida e distintiva nel tempo». Anche l’acquisizione del Gruppo Marenchino da parte di Inalpi, avvenuta a ottobre 2025, vuole dare valore ai formaggi tipici piemontesi. «L’operazione rappresenta un intervento di potenziamento industriale ma anche di valorizzazione del territorio. Ha coinvolto una trentina di dipendenti diretti, assumendo così anche valenza nel preservare le competenze professionali dei lavoratori in un

Per Giovanni D’Alessandro del Gruppo Sogegross diventare un motore di sviluppo locale richiede tre cambiamenti concreti per la Gdo. «Il primo riguarda le filiere: scegliere di costruire relazioni stabili e trasparenti con i produttori del territorio, sostenendone la crescita. Il secondo riguarda i luoghi: ripensare i punti vendita come spazi aperti alla comunità, capaci di ospitare iniziative, incontrare le persone, diffondere la cultura enogastronomica dei territori. Il terzo, il più profondo, è la diffusione dei valori. Nei prossimi anni chi saprà integrare questa visione nel proprio modello di business non solo risponderà alle aspettative crescenti di consumatori e istituzioni, ma contribuirà a definire un nuovo standard per l’intero settore».

settore fondamentale per l’economia locale. Inoltre, assume valore strategico per il rafforzamento dell’offerta dei formaggi Dop piemontesi: Toma, Bra, Raschera, consentendo la realizzazione di sinergie produttive e logistiche», sottolinea Gabriella Bollino.

Un plus riconosciuto?

Se la territorialità è un plus, va comunicato. Come scelgono di farlo le aziende? Se Gruppo Fini ha puntato sul Qr code per il Pomodoro Lungo dell’Emilia, Granoro ha scelto il claim “100% grano pugliese”. «Con i retailer funzionano molto bene le attività di storytelling di filiera, le aree tematiche dedicate alla territorialità e i progetti condivisi di category che valorizzano l’origine come driver di scelta. Quando il racconto è coerente tra marca e punto vendita, i risultati migliorano sensibilmente. Infatti, le referenze Dedicato registrano performance superiori alla media nelle insegne che ne valorizzano il posizionamento. Il consumatore premia trasparenza, origine certa e coerenza tra promessa e prodotto. Per il buyer questo si traduce in rotazioni sostenute e fidelizzazione» dichiara Giandomenico Marcone. Il riconoscimento di questo valore, però, pare non essere sempre così scontato: «Origine e territorialità rappresentano certamente un elemento che ci caratterizza e ci differenzia nell’offerta a scaffale, perché siamo gli unici a poter vantare una vera filiera 100% italiana così ampia ed estesa – aggiunge Pier Paolo Rosetti, direttore generale di Conserve Italia –. Tuttavia, non sempre il re-

tailer prima e il consumatore poi sono disposti a riconoscerne il valore. Lo vediamo soprattutto laddove la presenza delle private label – come per i legumi e il mais dolce – è molto importante e rischia di togliere spazio ai prodotti 100% italiani, legati ai territori. Da parte nostra, cerchiamo di valorizzare al meglio questa specificità, in particolare con la marca Valfrutta, la più rappresentativa della nostra filiera, con la quale abbiamo lanciato il progetto “tracciabilità” nella frutta in pezzi e nei legumi e mais dolce, per consentire al consumatore di risalire all’azienda agricola produttrice tramite un semplice Qr code».

Regionalità: un valore anche per il discount

L’attenzione al territorio e ai prodotti tipici è diventata sempre più centrale anche per le insegne della Gdo. NaturaSì e Coop hanno consolidato una partnership strategica con Slow Food Italia sposando il progetto Presìdi Slow Food, nato attorno agli anni Duemila per salvaguardare o rilanciare piccole produzioni artigianali e tradizionali locali a rischio di estinzione introducendo nei loro punti vendita alcune specialità. Conad Nord Ovest ha dato forma al proprio impegno nella valorizzazione delle produzioni locali attraverso il marchio “I Nostri Ori”. «La gamma comprende numerose referenze locali e regionali in diverse categorie, con un focus importante su freschi e freschissimi, basate su filiera corta e controlli rigorosi che garantiscono qualità. Raccontiamo il territorio in modo integrato: nei punti vendita, con caratterizzazioni di reparto, materiali informativi e packaging con la silhouette regionale, e nei magazine dedicati, che approfondiscono storie e filiere locali. In questo contesto, un ruolo fondamentale è svolto dai nostri soci imprenditori, che conoscono da vicino le comunità locali e mantengono un rapporto diretto con i piccoli produttori. I prodotti locali vengono inoltre evidenziati dallo “scontrino parlante”, che mostra al cliente il dettaglio degli articoli acquistati e l’impatto della propria spesa sulle imprese del territorio. Nel 2025 abbiamo collaborato con 1.471 fornitori

locali, generando oltre 477 milioni di euro di volume d’affari: numeri che testimoniano una crescita costante e un contributo concreto allo sviluppo delle economie locali», racconta Alessandro Bacciotti, direttore commerciale di Conad Nord Ovest. Ma anche i discount non sono da meno. Lo dimostrano la linea “Lettere dall’Italia” di Md, che propone specialità regionali e prodotti tipici; “Regione che vai” di Aldi, con cui l’insegna tedesca vuole accompagnare il cliente in un viaggio attraverso gli infiniti sapori delle tante tradizioni locali; “Pascoli Italiani” di Eurospin, che si caratterizza per il latte di provenienza 100% italiana o “Amo Essere Eccellente”, che propone un’ampia scelta di sapori, molti dei quali Dop e Igp. Anche Lidl con la linea “Italiamo” offre l’eccellenza della tradizione italiana, mentre di recente ha proposto una gamma di prodotti tipici siciliani. «La valorizzazione del made in Italy è al centro della strategia di Lidl Italia e si traduce concretamente nella promozione delle eccellenze regionali nei punti vendita. L’ampliamento dell’assortimento siciliano, parte del progetto “Passione per il territorio”, ne rappresenta una chiara testimonianza – afferma Alessia Bonifazi, direttrice corporate affairs di Lidl Italia –. L'intenzione è continuare a crescere su questo fronte, coinvolgendo altre regioni italiane con lo stesso approccio. Alla base di questa strategia vi è un’attenta selezione dei fornitori locali, con l’obiettivo di rafforzare un legame strategico fondato su qualità, trasparenza e sicurezza. I prodotti tipici regionali mostrano una

risposta positiva da parte dei clienti: la possibilità di trovare in store prodotti come il cosacavaddu ragusano o l'Etna Rosso Doc, crea un legame concreto con il territorio e arricchisce l'esperienza d'acquisto, rappresentando un valore aggiunto rispetto all’offerta nazionale».

Cura delle comunità e del territorio

Territorialità è sinonimo anche di cura delle comunità. Come dimostra il recente progetto “Basko for Next Gen” promosso da Sogegross. «Non un progetto di visibilità, ma un impegno concreto a costruire relazioni autentiche con le comunità e restituire valore ai territori in cui operiamo – puntualizza Giovanni D’Alessandro, direttore bu retail del Gruppo Sogegross –. “Basko for Next Gen” si sviluppa attorno ai temi che più contano per la sostenibilità dei territori: sostenibilità economica, creazione della consapevolezza alimentare, inclusione, cultura, sano stile di vita, e lo fa attraverso talk, incontri e attività che mettono generazioni, istituzioni, associazioni e imprese a dialogare su idee e prospettive. Il punto di partenza è l'ascolto: capire i bisogni reali, raccogliere le idee, creare reti collaborative e declinare azioni dirette e concrete». L’idea di Luigi Bravi, presidente di Orva, è ben precisa: un’azienda non deve essere solo uno strumento per generare margine per proprietà e azionisti, ma deve svolgere anche una funzione sociale nel territorio in cui opera. «In quest’ottica, ci impegniamo a sostenere tutti gli stakeholder: fornitori, dipendenti, istituzioni e comunità locale. Se qualcuno si trova in difficoltà, l’azienda deve esserci. Questo significa garantire continuità occupazionale, solidità finanziaria e un supporto concreto nei momenti di bisogno. È un principio che per noi rappresenta il cuore della responsabilità sociale d’impresa». Un esempio concreto di questo impegno riguarda le alluvioni che hanno colpito il territorio romagnolo negli scorsi anni. L’azienda ha supportato attivamente le

persone colpite distribuendo oltre 2mila bancali di merce, dai generi alimentari ai frigoriferi, fino alle camerette. «Abbiamo inoltre promosso l’associazione Cuore Romagnolo. A fronte di danni subiti dai nostri dipendenti per circa 700mila euro, siamo riusciti a restituire quasi 400mila euro, coprendo oltre il 50% delle perdite», aggiunge Luigi Bravi. Per San Pellegrino il concetto di territorialità si declina in iniziative che coniugano sviluppo locale, tutela ambientale e gestione responsabile della risorsa acqua, lavorando in collaborazione con istituzioni, università e realtà locali. Lo dimostra il Progetto Paradiso, un intervento che prevede la riqualificazione ambientale e ricettiva della storica Area Paradiso a San Pellegrino Terme (Bg), con un investimento di circa 9 milioni di euro su un’area di 6 ettari. «Il progetto mira a valorizzare il paesaggio e rafforzare l’attrattività della Val Brembana. Sempre con San Pellegrino portiamo avanti iniziative per la tutela della risorsa acqua come il monitoraggio idrologico del bacino imbrifero realizzato con l’Università di Firenze e la realizzazione dell’impianto Nossana, destinato a garantire un approvvigionamento idrico stabile per oltre 300mila persone della zona della bergamasca», racconta Ilenia Ruggeri, direttrice generale del Gruppo Sanpellegrino n

Di Leva (Shopfully):

«Per i prodotti locali è fondamentale lavorare su leve informative, promozionali e digitali, chiarendo l’origine e la qualità, così da rendere più comprensibile il valore rispetto al prezzo».

A fronte dei dati emersi dall’Osservatorio

Shopping DoveConviene 2025, Raffaella Di Leva, grocery director di Shopfully, riflette sul ruolo della Gdo nella valorizzazione della territorialità.

Come la Gdo può esprimere al meglio il suo ruolo di “intermediario di fiducia” tra territorio e consumatore?

Nel food il negozio fisico resta centrale: infatti, quattro acquisti su cinque avvengono ancora in store, mentre la pianificazione si sposta sempre più online. Gli italiani passano oltre quattro ore al giorno sullo smartphone e valutano offerte, prodotti e convenienza prima di entrare in negozio. In questo contesto Shopfully supporta la Gdo potenziando la connessione tra digitale e punto vendita, grazie a tecnologie di geolocalizzazione, formati capaci di coprire tutte le fasi di pianificazio-

ne, personalizzazione dei messaggi basata su dati di prima parte e completa misurabilità delle attività. Elementi che permettono alla Gdo di rafforzare la propria presenza sul territorio, valorizzandone le specificità e trasformando l’attenzione online in visite reali e in una relazione più solida con la comunità locale.

Quali strategie possono aiutare a colmare il gap legato al prezzo?

Il prezzo può essere un ostacolo all’acquisto di prodotti locali sia per un reale differenziale di costo sia per una percezione del valore non sempre chiara. I dati del nostro report mostrano un consumatore ancora prudente: il 56% non prevede un miglioramento del potere d’acquisto, il 55% presta più attenzione alle promozioni rispetto all’anno precedente e uno su quattro acquista meno ma in modo più intenzionale e pianificando meglio. Le promozioni restano centrali (97%), ma qualità (73%) e prezzo (46%) guidano comunque le scelte. Per i prodotti locali è quindi fondamentale lavorare su leve informative, promozionali e digitali, chiarendo cosa è davvero “locale” e comunicandone origine e qualità, così da rendere più comprensibile il valore rispetto al prezzo.

Si può rendere più immediata l’identificazione del “locale” all’interno dell’assortimento?

Un progetto che valorizzi il territorio e i suoi prodotti richiede prima di tutto una comunicazione chiara e coerente lungo tutto il percorso d’acquisto. Non è un tema che riguarda solo il punto vendita: fornire in anticipo ai consumatori informazioni su origine, storia, disponibilità e prezzo facilita la scelta finale in negozio.

Panizza (Rialto):

«Per noi territorialità significa non snaturare le identità locali ma aiutarle a crescere con continuità, efficienza e visione di lungo periodo».

Il Gigante, insegna di Rialto, e Prestofresco hanno avviato una collaborazione che prevede la fornitura di prodotti alla rete Prestofresco, che conta circa 100 punti vendita di vicinato nel Nord Ovest. L’obiettivo è supportare lo sviluppo dell’offerta di prossimità nel pieno rispetto dell’identità e dell’autonomia dell’insegna. Giorgio Panizza, consigliere di amministrazione di Rialto, spiega il valore e potenziale della territorialità.

Qual è l’obiettivo strategico della partnership con Prestofresco in termini di prossimità e territorialità? L’obiettivo è dimostrare che la prossimità può essere sostenuta da un’organizzazione solida e centralizzata, senza perdere identità». Mettiamo a disposizione infrastruttura logistica avanzata, competenze organizzative e capacità di pianificazione per rafforzare l’assortimento di una rete di negozi di dimensioni contenute, fortemente radicati nel territorio. Non è un’operazione di integrazione, ma un modello di

collaborazione tra formati differenti: un grande operatore strutturato e un’insegna di prossimità che restano distinti, ma che insieme generano maggiore valore per il territorio.

Come la vostra Mdd garantisce territorialità e in che modo la collaborazione con Prestofresco completa la strategia sugli assortimenti locali?

La nostra Mdd opera secondo un principio chiaro: la territorialità deve essere misurabile e strutturale. Oggi oltre il 90% delle referenze a marchio Il Gigante è prodotto in stabilimenti italiani e circa il 97% dei nostri fornitori è italiano, con il 60% localizzato nelle regioni in cui operiamo. La territorialità, quindi, non è solo comunicazione, ma valore concreto. Il dialogo con Prestofresco, fortemente radicato nel Nord Ovest, ci consente di leggere in modo ancora più puntuale le specificità regionali e di valorizzare filiere territoriali.

In futuro quanto sarà importante per la Gdo dare valore alla territorialità?

I consumatori domandano trasparenza, origine chiara, filiere affidabili e un legame concreto con il territorio. Questo richiede una distribuzione capace di coniugare organizzazione industriale e prossimità reale. Le partnership tra operatori strutturati e insegne più piccole rappresentano una possibile evoluzione del modello: permettono di mantenere identità locali forti, sostenute però da infrastrutture efficienti e da una gestione professionale della filiera. In un contesto complesso, non basterà essere grandi o locali: la sfida sarà integrare scala e identità, costruendo reti collaborative che generino valore per territori, produttori e consumatori. La territorialità non sarà una tendenza, ma una responsabilità strategica.

Stabilo: crescere, innovare ed emozionare per i consumatori di domani

L’azienda porta innovazione in un mercato poco dinamico, ripensando la propria strategia nel mondo della cartoleria per avvicinarsi ai consumatori con proposte in linea con le esigenze delle nuove generazioni.

Gli anni passano, i mercati e i consumatori evolvono. Con loro anche le aziende che vogliono continuare a essere un punto di riferimento nel comparto in cui operano. È il caso di Stabilo, oggi impegnata a riformulare la propria strategia nell’universo cartoleria, che registra trend negativi sia a valore sia a volume. Alberto Mazza, general manager dell’azienda, svela come il brand stia ripensando il proprio ruolo – tra nuove linee, attività di comunicazione e iniziative nei punti vendita – per restare un punto di riferimento per le generazioni future.

Comevistatemuovendoinuncompartoinflessioneormaidaqualcheanno?

Stiamo lavorando con grande attenzione sulla Gdo attraverso un programma di sviluppo di medio periodo, con l’obiettivo di estendere la nostra presenza anche nei punti vendita di dimensioni più ridotte. Proprio in questo contesto, un’attenta personalizzazione dell'assortimento ci sta aiutando a essere particolarmente apprezzati anche sulle superfici più piccole. Parallelamente stiamo portando avanti un processo di razionalizzazione delle referenze permanenti, tenendo conto dell’attuale contrazione del potere d’acquisto delle famiglie, e privilegiando l'essenzialità dell'assortimento rispetto alle estensioni di gamma meno strategiche. Se prima della pandemia era relativamente semplice collocare anche prodotti di fascia alta all’interno del canale supermercati, oggi la strategia è focalizzata sugli articoli a maggiore rotazione e con il miglior

equilibrio tra valore e accessibilità. Le insegne monitorano rigorosamente i giorni di rotazione per mantenere gli stock bassi, un’esigenza cruciale che, come Stabilo, abbiamo recepito pienamente. Questo approccio può comportare, almeno all'inizio, una riduzione del fatturato medio per referenza, ma nel medio periodo favorirà un incremento dei volumi complessivi, sostenendo la redditività e il traffico nei punti vendita dei nostri partner.

Questoscenariocosaimplica?

La sfida dei prossimi anni sarà quella di ripensarci e ricollocarci sul mercato. A partire dalla prossima estate prevediamo un cambiamento significativo per Stabilo, che dovrebbe aiutarci a recuperare parte delle perdite dovute alla diminuzione dei consumi. Bisogna inoltre considerare che negli uffici la stampa è ormai ridotta al minimo, con firme e documenti sempre più digitali, un fenomeno a cui dobbiamo saperci adattare. Continueremo comunque a puntare sui ragazzi e sui prodotti emozionali.

Avetelanciatodellenovitàdiprodotto?

Nel 2025 abbiamo lanciato diverse novità, come la linea di colori naturali Stabilo Nature Color estesa a vari evidenziatori e il nuovo Desk 7 per il Point 88.Stiamo inoltre rafforzando la nostra presenza nella Gdo anche con i prodotti “learning to write”, come le matite EasyGraph e le matite colorate in grafite per destri e mancini, studiate per favorire una impugnatura corretta. Nel 2026, a grande richiesta, abbiamo lanciato Stabilo Boss Rosso e nuovi colori della penna a sfera pointball Colorful.

Suqualielementipuntateperlavisibilità deiprodottineipuntivendita?

Il momento principale resta il back to school, che genera circa il 55-60% del sell-out, ma cerchiamo di destagionalizzare le vendite con promozioni anche negli altri mesi dell’anno. Continueremo a puntare sulla teatralizzazione del punto vendita, laddove i clienti lo permettono, per garantire massima visibilità nel corridoio promozionale in cui i consumatori entrano per primi.

Obiettivo 2026?

L’obiettivo è rafforzare il nostro ruolo di love brand tra i ragazzi dai 14 ai 30 anni, estendendo allo stesso tempo il target verso un’età leggermente più alta. Inoltre, puntiamo a crescere in maniera significativa, anche in un mercatoincalo.n

gùsto al cibo o come delizioso snack

Senza coloranti e conservanti aggiùnti

Moussy Cat è la nuova linea di snack per gatti super appetibile studiata da Best Friend. Ideale come spuntino fuori pasto da masticare o come ricompensa.

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IPERAL festeggia 40 anni e avvia a Pasturo (Lc) il nuovo piano di sviluppo

Iperal punta a consolidare ulteriormente la sua presenza nel Nord Italia e a innovare i servizi alla clientela. Le parole d’ordine di questo miglioramento saranno innovazione, sostenibilità e comunità.

ecolla il nuovo piano industriale di Iperal: la catena, originaria di Sondrio, ha inaugurato nei giorni scorsi il nuovo punto vendita di Pasturo, il 57° della rete. Sviluppato su una superficie di 1.500 mq e con 130 posti auto, è situato in un comune montano della Valsassina alle pendici della Grigna Settentrionale. Fondata nel 1986 con l’apertura del primo supermercato a Castione Andevenno (Sondrio), l’insegna opera oggi nelle province di Sondrio, Lecco, Como, Bergamo, Brescia, Monza Brianza, nella città metropolitana di Milano e in provincia di Varese. «Il 2026 non sarà solo un anno di festeggiamenti, ma anche di nuove sfide. Grazie al nuovo Centro del fresco situato al confine tra Giussano (Mb) e Arosio (Co), di ben 50mila mq, siamo infatti pronti per le nuove aperture nelle province di Lecco, Milano e Monza Brianza, partendo proprio da Pasturo e arrivando fino a Monza, dove il nuovo supermercato seguirà un approccio architettonico innovativo e sostenibile, capace di integrare armoniosamente ambiente, socialità e qualità costruttiva. Un modello che rappresenta la nostra idea di sviluppo sostenibile, responsabile e consapevole» affermano dall’azienda. L’espansione passerà attraverso l’evoluzione e l’ampliamento delle produzioni nei propri laboratori, l’introduzione di tecnologie per migliorare l’esperienza d’acquisto in negozio, la continua valorizzazione del territorio e dei produttori locali e l’attenzione e l’ascolto dei bisogni dei clienti, attraverso un servizio moderno ed efficiente. Iperal, che recentemente è entrata in Federdistribuzione, ha raggiunto nel 2024 un fatturato di oltre 1.545 milioni di euro, contro il miliardo circa del 2021. Secondo i dati camerali dà lavoro a circa 5mila persone, con un utile di quasi 80 milioni di euro. n

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“Pepco punta a crescere in Europa Occidentale e pianifica l’espansione in Italia e Spagna”

DESCRIZIONE

CARATTERISTICHE TECNICHE

Materiali: cartoncino rinnovabile e riciclabile; coperchi in R-PET 100% riciclabili in alcune referenze

Applicazioni: bevande calde e fredde (anche con ghiaccio e alcol), zuppe, piatti caldi o freddi

Personalizzazione: logo e design personalizzabili; possibilità di personalizzazione anche per piccoli lotti

Stampa: opzione di stampa in quadricromia su tutta la superficie per valorizzare l’identità visiva del marchio

Fibraware® Personalizzato di ILIP è la soluzione take away che unisce praticità, sostenibilità e personalizzazione. Valorizza l’immagine del marchio. La gamma include bicchieri (anche compostabili), box panini, vaschette, porta patatine, deli boxes, pata-wraps e ciotole con coperchi in R-PET, per bevande, fritti, zuppe e piatti caldi o freddi. www.ilip.it

PLUS

Gamma completa di prodotti in cartoncino per il take away

Materiale rinnovabile e riciclabile nella raccolta differenziata della carta

Personalizzazione anche per piccoli lotti

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MARKETING E COMUNICAZIONE

Fibraware® Personalizzato è uno strumento di comunicazione visiva che unisce estetica, funzionalità e sostenibilità. La stampa in quadricromia valorizza il brand, rendendo ogni prodotto un’esperienza memorabile. Soluzione ideale per aziende food & beverage che puntano su design e packaging sostenibile.

Gruppo Arena :

20 milioni da Cdp

per

nuovi investimenti in Italia

Il finanziamento sarà finalizzato all’acquisizione di un nuovo centro logistico e di due immobili in Sicilia.

Assegno di 20 milioni di euro per Gruppo Arena, mediante un contratto di finanziamento sottoscritto con Cassa Depositi e Prestiti. Lo scopo è di sostenere nuove iniziative di sviluppo in Italia. L'espansione e il potenziamento, infatti, sono i capisaldi del Business Plan 2025-2027 della società, un programma con un valore di 185 milioni di euro che mira soprattutto a un forte incremento della produttività. Spiega l’ad, Giovanni Arena, che è anche presidente di VéGé: «L’accordo rappresenta un passaggio strategico nel nostro percorso. Investire nel potenziamento logistico e nell’ampliamento della rete significa rafforzare la nostra competitività e garantire un livello di servizio sempre più elevato ai territori in cui operiamo (Sicilia e, marginalmente, Calabria, ndr). La crescita dimensionale per Gruppo Arena è un progetto industriale fondato su efficienza, solidità finanziaria e visione di lungo periodo. Questa operazione ci consente di accelerare investimenti strutturali, che generano valore stabile per l’azienda, per i nostri collaboratori e per il sistema economico del Centro-Sud Italia». Più in dettaglio, rientra nel perimetro delle nuove risorse l’acquisto di un ulteriore centro logistico, destinato allo stoccaggio di merce e prodotti alimentari “non freschi”, che si integrerà con il polo già esistente al fine di potenziare la capacità distributiva, migliorare l’efficienza operativa e sostenere i piani di espansione della rete commerciale. Secondo, ma non meno importante, l’acquisto di due immobili in Sicilia comprensivi di edifici e aree esterne, strumentali al core business e che saranno destinati anche a ospitare nuovi punti vendita. Il socio Végé, con le insegne principali Decò e SuperConveniente, sviluppa oggi oltre 200 punti vendita, per un fatturato previsto 2025 di 1,5 miliardi di euro, rispetto a 1,29 miliardi del 2024. Il piano industriale 2024-2026 ha già comportato investimenti per un totale di 158,6 milioni di euro. n

Salumi tra contenuto di servizio e proposte di alta qualità

Mentre al banco servito sono apprezzate soprattutto le referenze premium, nei frigo del take away esplode l’offerta di soluzioni innovative, capaci di valorizzare il contenuto di servizio insito in queste saporite carni stagionate.

di Maddalena Marconi

Nell’anno terminante il 22 febbraio 2026, il comparto dei salumi archivia un lieve arretramento a valore (-0,9%), a fronte di una contrazione più marcata a volume (-3,6%), mentre il prezzo medio continua a salire (+2,8%). In altre parole, la tenuta del fatturato è stata in buona parte il riflesso di una dinamica prezzo-mix favorevole, che ha mitigato la flessione dei pezzi venduti. In termini assoluti, il giro d’affari sfiora i 5,26 miliardi di euro con 267,6 milioni di chilogrammi complessivi e un prezzo medio annuo di 19,65 euro al chilo (dati NIQ, Totale Italia, Iper+Super grandi+Super piccoli e liberi servizi; peso imposto + peso variabile).

Aree geogrAfiche e cAnAli distributivi

Scendendo nel dettaglio relativo alle aree, il quadro si presenta eterogeneo. «L’Area 4 –sottolinea Matteo Diaferio di NIQ – è l’unica che cresce a valore (+1,8%) pur con volumi in lieve calo (-2%): qui la corsa del prezzo medio (+3,8%) ha più che compensato la mi-

La strategia di Ferrarini per un consumo sano e di qualità

L’identità Ferrarini si riflette innanzitutto nei prodotti: salumi che parlano il linguaggio della qualità, a partire dalle materie prime, da lavorazioni artigianali, da un’attenzione costante alla sicurezza e al benessere, dall’impegno verso la sana alimentazione quale perno cruciale di uno stile di vita equilibrato. A rappresentare al meglio questa idea di salumeria moderna oggi è Pavo, il petto di tacchino arrosto.

Frutto dell’esperienza Ferrarini nella produzione di salumi cotti, il tacchino arrosto Pavo è prodotto con carne italiana, utilizzando il petto intero. Grazie ad una sapiente cottura al forno, il tacchino arrosto Pavo Ferrarini risulta particolarmente morbido e piacevolmente aromatico.

Carne bianca, magrissima per un’alimentazione leggera, con solo 1,5% di grassi. Il tacchino arrosto Pavo si presta a qualunque regime alimentare, ideale nella dieta ipocalorica in virtù del basso contenuto energetico e acidi grassi. Buono per tutti, perfetto per gli sportivi. Il tacchino arrosto Pavo Ferrarini è particolarmente indicato per chi pratica sport grazie al profilo nutrizionale ottimale, caratterizzato da un elevato contenuto di proteine nobili, vitamine del gruppo B e ferro; può essere consumato in qualsiasi momento della giornata, dal pre-allenamento al recupero, adattandosi perfettamente alle diverse esigenze nutrizionali dell'atleta.

Scopri di più!

Ferrarini porterà il tacchino Pavo e la sua visione, il suo impegno verso la sana alimentazione, al prossimo Rimini Wellness, l’appuntamento internazionale per i professionisti e gli appassionati del fitness, benessere e sport. C’è più gusto a mangiare

nore quantità venduta. L’Area 1 chiude in sostanziale stabilità (-0,9% a val. e -3,3% a vol.), mentre l’Area 3 mostra una contrazione contenuta nel fatturato (-1,5%) ma più sensibile nei volumi (-4,6%), nuovamente con il prezzo a sostenere l’area (+3,2%). Il rallentamento più visibile si registra in Area 2, dove il valore flette del 3% e i volumi calano del 5%; anche qui il prezzo cresce (+2,1%), ma non abbastanza da colmare il gap». L’andamento dei canali conferma le stesse forze in gioco.

FOCUS SU MATERIA PRIMA E BENESSERE

Il corporate brand “The Italian Protein Company” rappresenta per il Gruppo Amadori già di per sé una dichiarazione d’intenti e di priorità, tra cui spiccano la provenienza delle carni e l’accento sugli aspetti salutistici. «Al centro della nostra strategia di sviluppo e di comunicazione – dichiarano dall’azienda – ci sono i plus di prodotto come la carne 100% italiana da filiera senza l’uso di antibiotici, il basso contenuto di grassi, l’alta percentuale di proteine, l’assenza di glutine, latte e polifosfati e, ovviamente, l’offerta di alimenti pronti da gustare per un pranzo sano o uno spuntino ricco di gusto. La nostra strategia di comunicazione è centrata sull’incremento distributivo delle referenze principali, accompagnato dal sostegno al trade sui punti vendita e da comunicazioni dedicate, con investimenti social e digital».

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super Grandi+Super Piccoli e Liberi Servizi,

PESO PRINCIPALI SEGMENTI E TREND

6,6 (-8,3) 9,5 (-9,6)

Speck 4,4 (+3,5) 3,9 (+3,3)

Gli ipermercati segnano l’arretramento più netto a valore (-3,2%) e a volume (-5,7%), mentre i grandi supermercati contengono i danni: -0,4% a valore e -2,6% a volume, sostenuti da un prezzo in salita (+2,3%). Nel canale supermercati piccoli e liberi servizi, invece, il comparto cresce a valore (+0,3%), nonostante il calo dei volumi (-3,1%), grazie a un prezzo medio che avanza del 3,5%.

AndAmento dei segmenti

Guardando al carrello della distribuzione moderna, la mappa dei segmenti racconta un mercato che protegge il valore spostandosi verso referenze più “ricche”, mentre cede terreno dove la domanda è più sensibile al prezzo. «Nel perimetro complessivo che somma peso imposto e peso variabile, è il prosciutto crudo a guidare la tenuta – precisa Matteo Diaferio –: cresce a valore (+2%) pur con volumi in lieve arretramento (-1,1%), sostenuto da un prezzo medio in accelerazione (+3,1%). In scia positiva si muove lo speck, che mette a segno la miglior progressione tra i driver principali grazie a una crescita combinata di valore (+3,5%) e, soprattutto, di volume (+3,3%), con un prezzo tendenzialmente stabile: qui la domanda si è allargata davve-

Bresaola
Mortadella

SCHEDE PRODOTTI

CITTERIO

Nome prodotto: Tagliette di Guanciale

Caratteristiche: referenza pensata per valorizzare diversi tipi di piatti, si caratterizza per il taglio a coltello che richiama il metodo di lavorazione tradizionale e materia prima italiana. Formato da 90 g.

CLAI

Nome prodotto: Fragranze di Salame

Caratteristiche: cinque salami aromatizzati di carne italiana da filiera. Disponibili affettati (55 g e 70 g) o in pezzatura “classica”, sfusa (800 g) e sottovuoto (150 g).

FERRARINI/PAVO FERRARINI

Nome prodotto: Pavo Petto di Tacchino Arrosto

Caratteristiche: prodotto leggero, ricco di proteine nobili e povero di grassi (1,5%), fatto con petto di tacchino nazionale e caratterizzato da un sapore morbido e aromatico.

ro, non solo per effetto-mix. All’opposto, la mortadella segna il calo più marcato (-8,3% a val. e -9,6% a vol.) e anche prosciutto cotto e salame arretrano sia a valore (-3%) sia a volume (-4,5%), penalizzati da volumi con una flessione più intensa della dinamica prezzo. La bresaola continua il suo percorso di premiumizzazione, con un prezzo in forte crescita (+10,1%) e volumi in netto rientro (-9,5%)». La frattura tra peso imposto

SETTANT’ANNI FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

È un compleanno importante quello che celebra Ferrarini nel 2026. Nata nel 1956, la storica azienda compie infatti settant’anni. In occasione di questa ricorrenza, la società intende valorizzare in tutti i touch point la sua capacità di conciliare tradizione e innovazione. «I protagonisti del 2026 sono i nuovi packaging e i nuovi prodotti – dichiara Claudio Rizzi –, ma anche una nuova stagione di comunicazione, articolata secondo un unico storytelling emozionale, che trova la sua migliore sintesi nel claim “Una storia italiana”. Fiere, eventi e sponsorizzazioni, comunicazione social e adv su riviste specializzate di settore, sono i principali punti di contatto che contribuiscono a rafforzare la brand identity e la brand awareness».

PER CHI AMA PORTARE IN TAVOLA QUALITÀ E GUSTO

Gli arrosti a fette di fesa di tacchino e petto di pollo Qualità 10+ sono a base di pollo e tacchino 100% italiani allevati senza uso di antibiotici.

Cotti al forno, ricchi di proteine e a basso contenuto di grassi: la scelta ideale per un pranzo veloce o un pratico spuntino!

e peso variabile resta evidente. I salumi a peso imposto chiudono in crescita a valore (+1,7%) con volumi quasi stabili (-0,9%) e un prezzo medio in aumento moderato (+2,6%): un equilibrio virtuoso, dove l’aumento del listino non soffoca i pezzi venduti. Dentro questo perimetro spiccano prosciutto crudo (+3,5% a valore con volumi leggermente positivi), cotto (+1,3% a valore con volumi sostanzialmente piatti) e uno speck che accelera sia a valore (+5,8%) sia a volume (+6,3%); la bresaola, infine, replica lo schema premium con forte spinta di prezzo e contrazione dei volumi. Molto diversa la traiettoria dei salumi a peso varia-

PESO CANALI E TREND PI+PV (%)

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super Grandi+Super Piccoli e Liberi Servizi, a.t. 22/02/2026

Prima di ogni innovazione, prima di ogni traguardo, prima di ogni mobile frigorifero progettato, ci sono i nostri valori. Sono il punto di partenza e la nostra direzione: visione, ispirazione, cambiamento e servizio. Dal 1963, sono la bussola che guida il nostro viaggio in tutto il mondo. Orientano ogni scelta, accendono ogni nuova idea.

Insieme, costruiamo il futuro del retail.

SCHEDE PRODOTTI

FRATELLI BERETTA/BERETTA

Nome prodotto: Monetine

Caratteristiche: la referenza si distingue per proporre un nuovo modo di presentare il salame a fette. Prodotto confezionato in pouch richiudibile, in tre varianti: Settenani, Colli di Barzanò e Salamini Italiani alla Cacciatora Dop.

GESCO SCA/AMADORI

Nome prodotto: Arrosto a fette di fesa di tacchino

Qualità 10+

Caratteristiche: carne italiana da filiera senza uso di antibiotici, a basso contenuto di grassi, ricca di proteine e senza glutine, latte e derivati, polifosfati aggiunti. Prodotto ready to eat.

bile, che arretrano a valore (-3,1%) e a volume (-6,3%), a fronte di un prezzo medio in crescita (+3,3%). Qui la combinazione tra minori quantità acquistate al banco e minor frequenza penalizza soprattutto le “colonne” della tradizione: prosciutto cotto (-6,5% a val. e -7,8% a vol.), salame (-4,1% a val. e -6% a vol.) e, più di tutti, la mortadella (-12,1% a val. e -12,8% a vol.). Fanno eccezione il prosciutto crudo che resiste (+1,5% a val.) e lo speck in lieve progresso (+0,6% a val.): segnale che, laddove c’è distintività, il banco tradizionale riesce ancora a intercettare disponibilità di spesa, con una pressione che resta alta.

LA CONFEZIONE CHE FA LA DIFFERENZA

Un packaging distintivo può contribuire a far emergere i prodotti in uno scaffale affollato di referenze, ma bisogna fare la scelta giusta, per trovare il corretto equilibrio con il rispetto della tradizione, decisivo nel mercato dei salumi. «Per le Fragranze di Salame abbiamo introdotto importanti elementi di novità – sottolinea Gianfranco Delfini di Clai –. In questo progetto è stato fondamentale l’apporto dell’estro creativo dell’illustratrice Francesca Ballarini: i suoi disegni introducono le essenze in modo elegante e coinvolgente. Il naming dell’aromatizzazione stessa, proposto in primo piano, contribuisce a catturare il campo visivo del consumatore. Il concetto di “salame” viene messo in secondo piano, mentre il collegamento al termine “fragranze” enfatizza l’innovazione legata alla parte olfattiva».

consorzi in controtendenzA Sappiamo bene che le scelte di consumo sono sempre più orientate al salutismo e l’andamento del mercato dei salumi può certamente risentire di una generale tendenza alla riduzione del consumo di carne. In questo contesto, però, i prodotti certificati mostrano performance in controtendenza. «La crescente attenzione verso alimenti di qualità, anche quando hanno prezzi più elevati – spiega Alessandro Utini, presidente del Consorzio Prosciutto di Parma – premia le specialità come la nostra. Nella distribuzione moderna abbiamo recuperato quote rispetto al prosciutto generico, distinguendoci per gli ottimi risultati del formato in vaschetta. L’obiettivo che ci siamo posti per il 2026 è quindi quello di continuare a valorizzare i caratteri distintivi del Prosciutto di Parma, evidenziandone in primis l’italianità, la naturalità e l’assenza di additivi e mantenendo costantemente aperto il dialogo con il consumatore finale». Per una Dop meno nota, come quella del Prosciutto di Carpegna, è particolarmente importante mantenere un rapporto vitale e privilegiato con i consumatori ed evidenziare le caratteristiche distintive della specialità che tutela. «Il nostro è un prodotto d’eccellenza legato a un’identità territoriale straordinaria – sottolinea Marco Pulici, vicepresidente del Consorzio e direttore del Prosciuttificio di Carpegna –. Per questo presidiamo contesti autorevoli dove si parla sia al pubblico sia ai professionisti della ristorazione. Ci impegniamo inoltre nel valorizzare il legame con il territorio attraverso eventi come la Festa del Prosciutto di Carpegna Dop,

Le principali opportunità di crescita del comparto risiedono, secondo Arianna Di Giacomo, national category manager di Conad, nella capacità di rispondere alla crescente domanda di naturalità. «Non si tratta più di una semplice tendenza salutistica, ma di una richiesta strutturale di trasparenza, semplicità delle ricette e chiarezza delle etichette. La riduzione del contenuto di sale e, ove possibile, l’eliminazione di nitriti e nitrati aggiunti rappresentano oggi le principali sfide tecnologiche, destinate a rendere i salumi più coerenti con un concetto moderno di benessere. Accanto a questo, si consolida l’interesse verso formati “on-the-go” e soluzioni pratiche, come i kit merenda o gli snack proteici che integrano i salumi con componenti bakery o funzionali. Un’evoluzione che sposta il consumo dal pasto tradizionale a momenti di break veloci e funzionali. Un’ulteriore direttrice è rappresentata dalla sostenibilità del packaging, che non è più un elemento differenziante ma un prerequisito».

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: CONAD

QUALITÀ IN PRIMA LINEA PER DIVERSE OCCASIONI DI CONSUMO

I prodotti di qualità, fortemente identitari, sono al centro dell’attenzione, soprattutto nel fuori casa, ma non solo. «Tra questa tipologia di alimenti spicca il Prosciutto di Carpegna Dop – spiega Marco Pulici – che si inserisce molto bene in tale contesto, grazie alla sua tradizione secolare e alle caratteristiche organolettiche che lo contraddistinguono. Si tratta, infatti, di un prodotto versatile, che può essere protagonista nelle ricette dell’alta ristorazione, ma anche accompagnare occasioni di consumo informali e conviviali, come cocktail, aperitivi e degustazioni, oggi più che mai in crescita».

che ogni anno richiama nelle Marche appassionati e visitatori. Parallelamente, lavoriamo con importanti insegne della Gdo, realizzando attività rivolte al consumatore finale».

consumAtori più consApevoli

Il successo delle specialità del territorio garantite dal marchio Dop va di pari passo con l’aumento della polarizzazione della domanda. «Accanto all’attenzione per il prezzo – conferma Camilla Sepe, marketing director di Rovagnati –, cresce l’interesse verso prodotti di qualità superiore, come salumi premium, specialità regionali e referenze con certificazioni d’origine. Un’altra tendenza evidente riguarda l’attenzione verso scelte alimentari più consapevoli. Aumentano i consumatori che privilegiano prodotti percepiti come più bilanciati e trasparenti, premiando referenze con claim legati al benessere e alla qualità della filiera. A questo si affianca una sensibilità verso sostenibilità, tracciabilità delle materie prime e processi produttivi responsabili. Nel complesso, emerge un consumatore più selettivo: i salumi restano centrali nella dieta, ma le scelte sono coerenti con le nuove tendenze». La consapevolezza di aver a che fare con acquirenti che rivolgono una crescente attenzione al benessere e alla qualità è evidenziata anche da Claudio Rizzi, direttore marketing di Ferrarini: «Il salutismo si conferma un importante driver di crescita traducendosi in ricette con meno grassi e sale e in prodotti arricchiti di proteine. Un altro requisito imprescindibile è rappresentato dalla sostenibilità, che si esprime soprattutto in imballaggi eco-friendly e riduzione degli sprechi. In risposta a queste tendenze e a stili di vita sempre più veloci e dinamici, i salumi possono avere un ruolo chiave grazie alla praticità e alla versatilità loro intrinseca, al legame con la tradizione famigliare e artigianale e al loro profilo nutrizionale, caratterizzato da un elevato contenuto di proteine nobili, vitamine del gruppo B e ferro. Coerentemente con l’impegno dell’azienda verso una sana alimentazione, espresso dallo storico claim “C’è più gusto a mangiar sano”, abbiamo quindi recentemente lanciato il petto di tacchino arrosto Pavo Ferrarini, che si caratterizza per la provenienza nazionale e il sapore morbido e aromatico».

QuAndo lA QuAlità sposA il servizio

SCHEDE PRODOTTI

GRANTERRE/LIBERAMENTE

Nome prodotto: Tacchino Arrosto

Caratteristiche: il tacchino

Liberamente è un prodotto morbido e saporito. Con solo l’1% di grassi e il -25% di sale è un alleato per uno stile di vita attento.

ROVAGNATI/SNELLO ROVAGNATI

Nome prodotto: GranCotto Snello Rovagnati

Caratteristiche: referenza con solo 2% di grassi, senza nitriti e senza glutine. La lenta cottura a vapore dona morbidezza e gusto, rendendo il prodotto perfetto per preparazioni leggere e versatili.

L’attenzione dei consumatori per i claim proteici e per il basso contenuto di grassi è evidenziata anche da Amadori, che è sul mercato con due referenze cotte al forno, una di tacchino e l’altra di pollo. «Possiamo vantare una nuova ricetta che valorizza le caratteristiche organolettiche dei prodotti – spiegano dall’azienda –, oltre ad avere un contenuto di grassi molto ridotto e la garanzia dell’origine di materie prime da filiera “Qualità 10+”, con carne avicola italiana da allevamenti caratterizzati dall’assenza nell’uso di antibiotici. Tutto questo in pratici formati mono e bi-pack perché, senza rinunciare a gusto e leggerezza, i consumatori si orientano sempre di più anche in base al contenuto di servizio e alla praticità». Il benessere e, soprattutto, la semplicità e la velocità di utilizzo sono tendenze chiave per Luca Albertini, direttore commerciale di Salumifici GranTerre: «I nuovi stili di vita sempre più dinamici premiano i prodotti facili da utilizzare e ad alto contenuto di servizio, che intercettano nuove occasioni di consumo. Parallelamente, si consolida il tema del benessere inteso in senso ampio: ricette più

Se nel take away le referenze più apprezzate sono quelle a maggiore contenuto di servizio, al banco assistito i consumatori privilegiano i prodotti di alta gamma. Queste le tendenze rilevate da Coop Italia nel comparto. «Si sono differenziati per buone performance i prosciutti Dop, lo speck, il cotto nazionale e il guanciale, mentre mortadelle, salami e prosciutti non Dop hanno sofferto – dichiara Massimiliano Lazzari, responsabile business unit salumi e gastronomia, direzione grocery prodotto a marchio Coop –. In questo mercato maturo, riteniamo che le maggiori opportunità siano nella segmentazione di un’offerta ad alto contenuto di servizio e di qualità nel take away o con proposte premium al banco. In linea con queste tendenze, abbiamo lanciato delle referenze take away Fiorfiore, come il lardo a fette e il Gran Castagno (un crudo di filiera dal gusto particolare) e ci apprestiamo a proporre i petali di pancetta e di guanciale. Parallelamente, sulla vendita assistita, stiamo lavorando sulla proposta di prosciutto di Praga e speck premium».

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: COOP ITALIA

equilibrate dal punto di vista nutrizionale, ingredienti selezionati e pack sostenibili stanno assumendo un peso crescente nel determinare la scelta finale del consumatore; la nostra linea Liberamente intercetta tutti questi orientamenti». La capacità di coniugare qualità e servizio è al centro delle riflessioni di Alessandro Riva, direttore marketing di Citterio: «L’alta qualità è percepita come sinonimo di semplicità e genuinità. Lo shopper cerca prodotti poco elaborati, con una breve lista di ingredienti, semplici e selezionati. Per noi è fondamentale offrire referenze che garantiscano queste caratteristiche, con attente analisi svolte nel nostro laboratorio interno, insieme a un’innovazione e a una ricerca continua, che possano andare incontro alle nuove richieste dei clienti finali».

InnovAre per distinguersi

UNA SOLUZIONE UNICA TRA ESTETICA, EFFICIENZA E SOSTENIBILITÀ

Quando la tecnologia riesce a valorizzare ciò che rende unico un prodotto significa che innovazione e tradizione hanno trovato un equilibrio efficace. «È questo l’approccio che abbiamo seguito nello sviluppo di Salency, il nuovo mobile refrigerato semi-verticale per chi cerca massima versatilità e libertà di personalizzazione – spiega Giorgio Mazzucato, refrigeration cabinets design manager di Arneg –. Progettato per accogliere un’ampia varietà di prodotti confezionati, tra cui salumi, latticini, carne, pesce, formaggi, IV gamma e piatti pronti, questo mobile permette ai retailer di unire estetica, efficienza e sostenibilità in un’unica soluzione espositiva. In particolare, le porte scorrevoli in vetro sottovuoto rappresentano una soluzione tecnologica avanzata che garantisce un isolamento termico superiore rispetto ai vetri tradizionali, riducendo le dispersioni e assicurando una conservazione ottimale, maggiore sicurezza e un sensibile risparmio energetico».

L’attenzione all’innovazione e la capacità di offrire prodotti in grado di assecondare anche le esigenze delle nuove generazioni sono il cuore dell’offerta di Fratelli Beretta. Di fronte a quello che Enrico Farina, direttore comunicazione dell’azienda, definisce come «un consumatore particolarmente cauto, forse anche preoccupato dalle nuove tensioni geopolitiche che si riverberano sulla fiducia e sul comportamento d’acquisto», il brand Beretta propone referenze capaci di distinguersi a scaffale come il nuovo salame a fette, confezionato in pouch richiudibile. Un’offerta distintiva e capace di innovare, offrendo esperienze di gusto inedite è al centro anche delle nuove proposte di Clai, che guardano con particolare attenzione alle fasce di acquirenti più giovani. «La Gen Z sembra essere alla ricerca di qualcosa che sappia inserirsi con coerenza nel suo stile di vita, fatto di esperienze molteplici, momenti collettivi e ricerca di varietà – spiega Gianfranco Delfini, direttore marketing dell’azienda –. Questo target guarda con interesse e curiosità a sapori capaci di “contaminare” la tradizione. La nostra risposta a questa tendenza sono cinque differenti salami aromatizzati, creati dall’expertise del team di specialisti di Clai ai quali si è aggiunto il talento di Baldo Baldinini, professionista di valore assoluto nel campo delle essenze. Grazie a questa collaborazione siamo riusciti ad applicare ai salami essenze molto complesse con un’impronta forte, realizzando così un progetto unico e originale».n

I consumi familiari di salumi in Italia

Geo Marketing, con oltre 30 anni d’esperienza, si occupa di geo intelligence e market analytics, sviluppando progetti che utilizzano la dimensione geografica per migliorare le decisioni aziendali. Una delle domande a cui la società risponde più spesso è proprio come prendere decisioni accurate e ridurre l’incertezza. Per comprendere cosa, dove e come le persone acquistano e decidono di spendere, sono fondamentali l’analisi e il confronto dei comportamenti d’acquisto per specifiche categorie di beni e servizi. Geo Marketing utilizza lo studio dei consumi Coicop (Classificazione dei consumi individuali secondo lo scopo), grazie al quale è possibile ricostruire la spesa delle famiglie in oltre 200 categorie. Tale classificazione, infatti, è lo standard internazionale per organizzare la spesa famigliare in categorie omogenee con l’obiettivo di analizzare le abitudini di consumo, consentendo confronti affidabili nel tempo e tra territori.

La mappa mostra i consumi delle famiglie per la categoria salumi, intesa come preparazione di carne essiccata, salata, in salamoia o affumicata. La colorazione delle aree di gravitazione geografiche rappresenta il consumo annuale delle famiglie; il colore più scuro indica un consumo maggiore, che arriva fino a 600 euro annuali, come ad esempio l’area di Positano (600€). Aggiungendo un ulteriore livello di lettura, la dimensione del cerchio rappresenta il consumo totale regionale in milioni di euro: si va dagli estremi, con i 1.299 milioni di euro della Lombardia, ai 19 milioni di euro della Valle d’Aosta, passando per valori intermedi come i 538€ della Toscana. La lettura contestuale dei dati offre spunti di riflessione notevoli, mostrando come l’apparente consumo più elevato in Lombardia sia in realtà solo a valore assoluto, derivante da una popolazione più numerosa: oltre 10 milioni di abitanti e più di 4 milioni e mezzo di famiglie. La propensione delle singole famiglie, invece, è decisamente inferiore rispetto ad altre regioni come la Campania o la Sicilia, interamente colorate di rosso: in Lombardia il consumo familiare è di 288€ a famiglia, contro i 387€ della Campania e i 378€ della Sicilia.

Quali sono i tre comuni in cui il consumo familiare è più elevato? Troviamo solo comuni campani e, nello specifico, Sorrento (555€), Salerno (474€) e Caserta (470€) hanno il primato. Invece, Torino (210€), Venezia (194€) e Bologna (190€) mostrano i consumi più bassi.n

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Vittorio

Buonfiglio

nominato ceo di MediaMarkt Austria e Svizzera

Vittorio Buonfiglio, attuale coo di MediaWorld, è stato nominato ceo di MediaMarkt Austria e Svizzera. La nomina rientra nel più ampio aggiornamento della governance del Gruppo Ceconomy. Nel nuovo incarico, Buonfiglio guiderà lo sviluppo delle attività del Gruppo in Austria e Svizzera, contribuendo a rafforzarne ulteriormente la posizione di mercato e a promuovere l’evoluzione dell’esperienza offerta a clienti e collaboratori.

Chiara Gasparrini

è la nuova direttrice operations Italia e Grecia di Danone

Danone nomina Chiara Gasparrini direttrice operations Italia e Grecia. Nel nuovo ruolo, Gasparrini sarà responsabile della guida dei processi e dei team operations nei due paesi, con l’obiettivo di garantire l’eccellenza operativa e supportare la crescita del business. Entrata in Danone nel 2009, la manager ha maturato una solida esperienza in ambito finance, sales & marketing e operations, ricoprendo nel tempo ruoli di crescente responsabilità.

Luca Cheri è il nuovo amministratore

delegato di Acqua Sant’Anna

A seguito della scomparsa del dottor Alberto Bertone, che ha guidato Acqua Sant’Anna con visione imprenditoriale, lungimiranza e profondo senso di responsabilità, la società comunica la definizione di un nuovo assetto societario e organizzativo, nel segno della continuità e dello sviluppo. La nuova struttura societaria prevede la nomina di Fabrizio Bertone alla presidenza e di Luca Cheri ad amministratore delegato.

Massimo Lucentini eletto direttore

generale di Pewex (Cedi Gros)

Pewex, azienda romana di supermercati e primo attore in termini di quota di mercato all’interno del Cedi Gros, nomina Massimo Lucentini direttore generale. Lucentini, reduce da 15 anni alla guida di Todis, si unisce alla famiglia Cetorelli alla guida di una realtà che rappresenta, con una quota di mercato dell’11% nei canali iper+liberi servizi+super, il secondo player della Gdo nella provincia di Roma, con 40 store e il 3% della rete distributiva della provincia laziale in termini di numerica di punti vendita.

L’importanza della rete di protezione

Nel business di oggi la reputazione aziendale rappresenta un capitale strategico, al pari degli asset finanziari e operativi.

Come tale, richiede una gestione strutturata e preventiva.

Limitarsi ad attivare la comunicazione solo in presenza di una crisi significa esporsi a rischi amplificati da un ecosistema mediatico rapido e disintermediato. Meglio, dunque, lavorare anche “a fari spenti” per costruire una rete di protezione da poter utilizzare in caso di emergenza.

Costruire questa rete attorno alla reputazione aziendale implica sviluppare relazioni solide e continuative con media e influencer, fondate su trasparenza, accessibilità e coerenza. Non si tratta di presidiare esclusivamente i momenti critici, bensì di promuovere un dialogo costante, condividendo visione strategica, risultati e impegni, anche in assenza di tensioni. Questo lavoro quotidiano di relazione consente di creare fiducia e familiarità, elementi che nel tempo rafforzano la percezione di affidabilità dell’organizzazione.

Quando si verifica una situazione di crisi, che si tratti di un richiamo di prodotto, di una controversia digitale o di un tema legato alla sostenibilità, il fattore determinante non è unicamente la tempestività della risposta, ma il patrimonio di credibilità costruito nel tempo. Giornalisti e opinion leader che abbiano già instaurato un rapporto diretto con l’azienda saranno più inclini a verificare, approfondire e contestualizzare le informazioni prima di amplificarle.

In un contesto in cui la velocità può accentuare le criticità, la prevenzione relazionale diventa quindi uno strumento essenziale di tutela e stabilità reputazionale. Investire nella costruzione di relazioni prima che emergano problemi significa dotarsi di un capitale di fiducia capace di attenuare l’impatto delle crisi, favorire una narrazione più equilibrata e proteggere nel lungo periodo il valore del brand e la credibilità dell’impresa. n

Eletto Prodotto dell’Anno L’innovazione scelta dalle persone

prodottodellanno.it

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 20 di Kiki Lab – Ebeltoft Group

Area chiave: Sustain

Chiave complementare: Quick & Easy

Info chiave

Flagship di edutainment sul miele

2021: lancio

150 mq

Comvita

1974: inizio attività

40mila alveari

550+ dipendenti

Comvita Auckland, Nuova Zelanda

Un flagship che rivoluziona il modo di presentare le qualità del miele, valorizzando il ruolo vitale delle api nell’ecosistema: edutainment, esperienze immersive e storytelling multisensoriale.

Comvita è un’azienda neozelandese, nata nel 1974 e diventata leader mondiale nella produzione di miele di Mānuka e nei prodotti di consumo legati alle api, con oltre 550 dipendenti e 40mila alveari. Fin dalle sue origini, la società si è impegnata a garantire il rispetto dell’ambiente, a fare scelte sostenibili, a connettersi con il territorio e a informare ed educare i cittadini sull’importanza delle api nell'ecosistema naturale. Nel 2021 l’azienda ha creato il Comvita Wellness Lab, situato

Credits
foto: Photographer Kieran E Scott

nel vivace distretto Cbd di Auckland, per innovare il processo di vendita al dettaglio del miele.

Progettato in modo da non essere un semplice negozio, questo flagship immerge i visitatori nel mondo delle api con una narrazione multisensoriale e con esperienze coinvolgenti e innovative. Grazie a percorsi didattici, supportati anche da display interattivi e attività di realtà virtuale, i visitatori sono invitati a esplorare la consolidata storia del brand, il suo impegno per la sostenibilità e i benefici del miele di Mānuka per il benessere del corpo umano. Il retail design moderno contribuisce a declinare il tema della natura in un modo nuovo e coinvolgente anche per i target più giovani. L’esperienza di visita lascia una forte traccia nei clienti rispetto alla consapevolezza del ruolo vitale delle api nell'ambiente e dell’impegno del brand per proteggerlo e svilupparlo, oltre che delle proprietà benefiche dei prodotti.

Chiavi dell’innovazione

• Flagship-Lab basato su edutainment ed engagement

• Sostenibilità sviluppata sui temi dell’ecosistema e del benessere individuale

• Design che declina in chiave moderna la sostenibilità

Commento Kiki Lab

Retail is detail

• Location “cool” per posizionare il brand e i prodotti in modo attrattivo

Alcune categorie di prodotti naturali, come il miele di alta qualità, rischiano di essere banalizzati negli scaffali della Gdo. Per aiutare i clienti a comprendere le caratteristiche del proprio miele e gli effetti benefici sulle persone e sull’ecosistema, Comvita ha lanciato il concept Wellness Lab che funge da hub esperienziale per educare, ispirare e coinvolgere. La scelta di una location non rurale vicino alla produzione, ma iper-urbana nel dinamico distretto Cbd di Auckland, è interessante per sottolineare la modernità del brand, accentuata anche dal design contemporaneo del Lab. L’integrazione fra il flagship e i vari canali digitali consente anche l’engagement con i target più giovani, a volte meno vicini ai prodotti tradizionali.n

Fabrizio Valente , founder e amministratore di Kiki Lab (Gruppo Promotica)

Micro trend 2026

Retail Big Show di Nrf

Il Retail Big Show 2026 di Nrf, con oltre 41mila partecipanti provenienti da più di 100 Paesi e 6.200 brand presenti, ha confermato il proprio ruolo di principale piattaforma mondiale di confronto per la retail industry. Il tema di questa edizione è stato “The Next Now”, cioè il futuro che si manifesta già nel presente, con l’intelligenza artificiale come filo conduttore dell’intero evento.

Retail Institute Italy ha partecipato in presenza alla manifestazione per monitorare trend, innovazioni, keynote e startup emergenti. Per interpretare la complessità del settore è stata proposta una metafora efficace: quella dei “Lego bricks”, cioè mattoncini che, sovrapponendosi, costruiscono l’edificio del retail contemporaneo. Il primo mattoncino resta sempre lo stesso, costituito dai fondamentali del business: organizzazione, processi, supply chain, logistica, finanza, IT, gestione dei punti vendita e assortimento. Tuttavia, questi elementi, pur essendo indispensabili, non sono più sufficienti da soli a sostenere il settore, oggi trasformato da nuovi fattori economici, tecnologici e sociali.

Il contesto economico si fa rilevante

Il primo nuovo mattoncino riguarda il contesto economico, in particolare quello statunitense. L’economia Usa entra nel 2026 sostenuta dai consumi, nonostante un clima psicologico negativo. I consumatori continuano a spendere grazie alla crescita del reddito reale, ma sotto la superficie emerge una forte disuguaglianza a “K”: le famiglie più ricche aumentano la spesa, mentre quelle a basso reddito riducono soprattutto i consumi discrezionali, orientandosi verso discount e prodotti a miglior rapporto qualità-prezzo. L’inflazione rimane intorno al 3%, ma la vera area di attenzione riguarda la debolezza degli investimenti aziendali, frenati dall’incertezza economica.

AI generativa e agentica

Il secondo mattoncino è rappresentato dalla tecnologia, con l’intelligenza artificiale al centro delle strategie aziendali. La svolta recente deriva dalla AI generativa e agentica, capace di creare contenuti, analizzare dati e automatizzare processi end-to-end. Secondo diverse ricerche, se implementata correttamente, l’AI può generare incrementi di produttività tra il 20 e il 30%, soprattutto nelle attività di ricerca, analisi e supporto organizzativo. Tuttavia, l’AI richiede supervisione umana, strategia chiara e una trasformazione dei processi in logica AI-first. In questa direzione si inserisce anche la visione di Google, che interpreta l’AI come un nuovo cambio di piattaforma dopo internet e mobile. Attraverso modelli come Gemini, infrastrutture cloud avanzate e strumenti di discovery come Search, Lens e YouTube, l’azienda immagina un ecosistema di commerce agentico, in cui scoperta, decisione e acquisto diventano più fluidi.

Tra volatilità e opportunità creative

Un terzo mattoncino riguarda le macro-tendenze 2026-2028, caratterizzate da volatilità ma anche da opportunità creative. L’AI diventerà infrastruttura quotidiana (“AI as normal”), mentre emergerà il valore del “premium umano”, cioè creatività, empatia e relazione in un mondo automatizzato. Inoltre, crescerà il bisogno di esperienze sensoriali e fisiche, la resilienza climatica diventerà un imperativo operativo e le comunità di nicchia sostituiranno le segmentazioni demografiche tradizionali. In questo contesto, la fiducia diventerà l’asset competitivo principale.

I retailer evolvono in ecosistema di servizi

Un ulteriore mattoncino riguarda l’evoluzione dei retailer in ecosistemi di servizi, capaci di monetizzare asset come dati, logistica e relazione con i clienti. Casi come Cvs negli Stati Uniti o Magalu in Brasile mostrano come il retail possa espandersi verso servizi sanitari, finanziari, media e piattaforme digitali. Tra le nuove aree strategiche emerge anche il reverse commerce, cioè la gestione intelligente dei resi e della logistica inversa. Grazie ad AI e analisi avanzata è possibile prevedere i resi, ottimizzare la destinazione dei prodotti restituiti e ridurre frodi, trasformando un costo operativo in leva di efficienza e sostenibilità.

Il ruolo delle nuove generazioni

Infine, il consumer outlook 2026 evidenzia il ruolo delle nuove generazioni. Gen Z e Alpha guidano modelli di consumo sempre più digitali, social e mobile, con forte attenzione agli sconti e alla flessibilità dei pagamenti. Marketplace, social commerce e piattaforme come TikTok Shop stanno ridefinendo il percorso d’acquisto, mentre cresce la richiesta di esperienze omnicanali e personalizzate.n

Marco Zanardi, presidente Retail Institute Italy, partner Beready, adjunct professor Università Bicocca Milano
di Jessika Pini

I consumatori premiano i formati in vetro e le referenze certificate, con un occhio attento alla sostenibilità e alla praticità.

Nel corso dell’ultimo anno, terminante il 22 febbraio 2026, le conserve ittiche mostrano un incremento contenuto a valore e un buon recupero in termini di volume: il valore cresce dell’1,2%, raggiungendo 1,88 miliardi di euro, mentre il volume sale del 2,4%, arrivando a 129,9 milioni di chilogrammi, in un contesto di prezzo medio al kg in lieve flessione (-1,1%) dopo l’aumento dell’anno precedente. La promozionalità risulta in ripresa e l’assortimento medio per punto vendita si amplia lievemente, passando da 47 a 47,6 referen ze (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount).

AndAmento per Aree geogrAfiche e cAnAli distributivi «La lettura territoriale – osserva Alessia Follo di NIQ – restituisce un’Italia tendenzialmente omogenea nella direzione, con Area 4 a rappresentare il baricentro dell’accelerazione: +2,7% a valore e +4,9% a volume, grazie anche a un prezzo medio più accomodante e in maggior diminuzione. L’Area 1 e l’Area 3 recuperano in termini di volume dopo la perdita dello scorso anno, rispettivamente del +2,8% e del +1,3%. Area 2 appare più cauta, pressoché piatta nei volumi e leggermente negativa a valore (-0,3%)». Sul fronte distributivo gli ipermercati sono in buona salute (+2,2% a val. e +3,4% a vol.), sostenuti da una lieve contrazione del prezzo medio; i supermercati, allo stesso modo, registrano +1,9% a valore e +2,5% a volu-

Trend vendite a valore (%)

1,88 mld/€ (+1,2)

2,86 mld/€

Trend vendite a volume (%)

129,9 mln/kg (+2,4)

me, confermandosi la spina dorsale della categoria. Il libero servizio registra una fase più complessa, con flessioni a valore ( 2,8%) e a volume ( 2,9%), mentre il discount si mantiene sostanzialmente stabile a valore (+0,4%) e in crescita a volume (+2,9%).

AndAmento dei segmenti

«Guardando ai segmenti – prosegue Alessia Follo – il tonno sott’olio si conferma il cuore pulsante della categoria, sia per peso sia per contributo alla crescita. La componente complessiva mostra un progresso a valore di circa l’1,9% e una crescita dei volumi del 3,8%, con un prezzo medio in diminuzione. All’interno del perimetro, tutta l’offerta vaso vetro registra crescite significative a conferma di un posizionamento che intercetta esigenze di servizio e qualità percepita. Il sottosegmento filetti in vaso vetro emerge come driver premium di valore, con progressioni in doppia cifra a volume (+12,8%) e un aumento a valore (+9,8%)». Prosegue la crescita anche del tonno sott’olio in vaso vetro che, dopo l’incremento del 23,4% dell’anno precedente, nelle ultime 52 settimane sale ancora di 4,3% a volume. Anche il tonno naturale attraversa una fase vivace: il segmento registra un aumento a valore del 4%, accompagnato da un incremento dei volumi del 2,4%. Ancora una volta, i filetti in vaso vetro fanno da traino: l’ampliamento dell’offerta su questa tipologia di prodotto intercetta occasioni d’uso legate alla naturalità. «Di segno opposto – conclude l’analista di NIQ – è invece la dinamica del tonno ricettato/con contorno, che cede terreno sia a valore (-11%) sia a volume ( 9%). Il perimetro delle altre conserve di pesce, infine, risulta nel complesso quasi piatto a valore e leggermente in calo a volume, un insieme eterogeneo in cui coesistono segnali divergenti: le alici/acciughe mo-

L’USO DEL VETRO PER ESALTARE IL CONTENUTO PREMIUM

Il packaging ha un ruolo informativo in un contesto in cui i consumatori sono sempre più attenti a ciò che acquistano. «Nelle conserve ittiche – dichiara Angela Neglia – è importante indicare la tipologia di pesce utilizzato e il luogo di produzione in quanto fattori chiave di scelta. E in questo particolare momento storico risulta fondamentale anche difendere la lavorazione made in Italy. Rispetto alla tipologia scatola o vetro, nonostante sul mercato prevalga lo scatolame, nel caso di Callipo il rapporto tra le due confezioni è più equilibrato ed è il vaso in vetro a contraddistinguerci, grazie all’innovazione di selezionare le parti migliori del tonno e di confezionarle a filetti in vaso di vetro per esaltarne anche visivamente la qualità e la genuinità».

SCHEDE PRODOTTI

Callipo Conserve Alimentari/Callipo

Nome prodotto: Filetti di Tonno all’olio evo biologico

Caratteristiche: i filetti sono prodotti utilizzando tonno Yellowfin intero, cotto e pulito in Italia e invasettato a mano in olio extravergine di oliva biologico.

Formato da 170 g.

Delicius

Nome prodotto: Delicius Filetti di Alici in olio di oliva

Caratteristiche: le alici vengono selezionate e avviate a una lenta maturazione di almeno sei mesi, il tempo necessario per sviluppare profumi equilibrati, consistenza compatta e una delicata sapidità. Successivamente, i filetti vengono lavorati e rifiniti a mano e conservati in olio di oliva. Formato da 90 g.

Generale Conserve/Asdomar

Nome prodotto: Filetti di tonno pinne gialle con pomodoro semisecco e capperi

Caratteristiche: la referenza fa parte della linea Gli Stellati e unisce la migliore qualità dei filetti di tonno pinne gialle lavorati a mano con pomodoro semisecco di Sardegna e capperi in olio evo.

strano una lieve crescita (+1,8 a val. e a vol.) insieme alle vongole (+0,4% a val. e +2,9% a vol.), mentre lo sgombro si mantiene sostanzialmente stabile e il salmone appare in flessione; le sardine, infine, offrono un contributo positivo in termini di fatturato per l’aumento dei prezzi (+3,4%), ma sono in calo a volume del 4,9%».

olio, sempre meno o di QuAlità

Generale Conserve vede sul mercato una tendenza piuttosto chiara: una progressiva polarizzazione degli acquisti. Da un lato una forte attenzione al prezzo e dall’altro la ricerca di referenze premium. «Innovazioni come la riduzione dell’olio e del contenuto di sale hanno svolto un ruolo decisivo nel cavalcare i trend del naturale e salutistico prima e nel fronteggiare l’aumento dei co-

sti delle materie prime poi – spiega il direttore commerciale dell’azienda Adolfo Speranza –; allo stesso tempo, hanno migliorato l’esperienza di consumo, soprattutto in termini di praticità. Un esempio significativo è rappresentato appunto dai formati Meno Olio, che evitano gli sprechi e pongono rimedio a un comportamento ancora molto diffuso nelle case, ovvero lo smaltimento improprio dell’olio nel lavandino». Secondo una ricerca interna di Nostromo, oltre il 70% degli italiani sgocciola il tonno prima del consumo: «Un'abitudine – commenta Francesca Ganassi, marketing manager dell’azienda – che, tradotta in numeri, significa che bastano 15 grammi di olio in meno per lattina per ridurre significativamente gli sprechi. Abbiamo perciò introdotto un’ulteriore innovazione con un tonno che presenta una riduzione del 60% di grassi rispetto al nostro tonno all'olio d'oliva classico».

PESO SEGMENTI E TREND (%)

COLMARE IL GAP TRA QUALITÀ

REALE E PERCEPITA

Le strategie comunicative di Gruppo Consorcio mirano a colmare il divario tra l'eccellenza qualitativa reale e la percezione del consumatore. «Per raggiungere questo scopo, dopo un rinnovamento completo del packaging che punta proprio a sottolineare qualità, provenienza geografica ed eccellenza – spiega Dario De Stefano –, abbiamo rinnovato la linea degli espositori e degli strumenti di extra display nei punti vendita, cercando un equilibrio ottimale tra isole promozionali e posizionamento a scaffale. La trasparenza è un altro pilastro, supportata dalla piattaforma digitale "Viaggio all’origine", che consente di tracciare area e metodo di pesca di ogni singolo lotto, mentre per l'autunno 2026 prevediamo di rafforzare l'engagement attraverso il nostro primo concorso a premi instant win».

l’origine diventA importAnte

L’effetto positivo delle innovazioni di prodotto con meno olio e meno sale è condiviso da tutti i player del settore. Angela Neglia, direttrice commerciale di G. Callipo Conserve Alimentari, aggiunge: «Tra i trend in atto, si rileva anche una maggiore attenzione alla tracciabilità e ai metodi di pesca, con una predilezione per i prodotti certificati, e un’enfasi su qualità e provenienza. Il mercato richiede sempre di più tonno di fascia premium. La provenienza, la specie utilizzata e il metodo di lavorazione diventano fattori chiave nella scelta del prodotto». Questa tendenza favorisce l’utilizzo di ingredienti d’eccellenza come l’olio extravergine biologico e

IL PREMIUM CONTINUA A CRESCERE

Il segmento premium non solo mantiene la sua rilevanza, ma continua a crescere: nel 2025 Asdomar, brand di Generale Conserve, ha registrato un incremento della penetrazione di oltre 500mila famiglie. «Sempre di più i consumatori rivolgono una crescente attenzione verso qualità, gusto e distintività dei prodotti – commenta Adolfo Speranza –. In questo scenario si inserisce il lancio della linea “Gli Stellati di Asdomar”: la combinazione di materia prima selezionata, ricette ricercate con ingredienti del Mediterraneo e lavorazione a mano, integralmente effettuata a Olbia, in Sardegna, intercetta perfettamente la crescente domanda di prodotti premium.

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 22/02/2026

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EDUCARE IL CONSUMATORE SUL VALORE DEL PRODOTTO

Sul fronte della comunicazione, La Nef sta lavorando a una campagna dedicata al mondo delle conserve per raccontare in modo più efficace i propri elementi distintivi. «Oggi riteniamo fondamentale costruire una narrazione che valorizzi la qualità della materia prima, il controllo diretto della filiera, la lavorazione nel luogo di origine del pescato e le caratteristiche organolettiche che differenziano il nostro assortimento rispetto alle proposte più tradizionali – afferma Nico Palazzo –. In particolare, crediamo che ci sia spazio per educare il consumatore su aspetti che non sempre emergono a scaffale, come la differenza tra conserva e semiconserva, il tema del contenuto di sale e la delicatezza del gusto».

la valorizzazione dell'origine geografica. «Il segmento delle Acciughe del Cantabrico – dichiara Dario De Stefano, general sales manager Italia di Grupo Consorcio – nel 2025 ha realizzato +7,2% a volume rispetto all’anno precedente (fonte Circana). Vediamo inoltre interessanti opportunità di crescita nel comparto del fresco, che avevamo già iniziato ad approcciare con la linea di prodotti Hpp e che arricchiremo in primavera con nuove referenze in vaschetta. Parallelamente, rispondiamo alla crescente domanda di salute e di benessere attraverso una riduzione progressiva del sale nei nostri prodotti e con l’ampliamento costante dell’offerta in olio evo biologico in diversi formati strategici, sia per le acciughe che per il tonno». C’è ancora spazio per il premium, ma a condizione che sia la risposta a bisogni concreti e non un premium fine a sé stesso, puntualizza Andrea Maggioni, direttore generale sviluppo di Delicius: «Oggi il consumatore premia le innovazioni che sanno offrire un beneficio chiaro, rilevante e facilmente comprensibile, soprattutto nell’area del benessere quotidiano. È in questa direzione che si muove l’azienda. Con

METTERE IN RISALTO L’APPORTO NUTRIZIONALE

L’aumentato interesse verso la salute adottando cibi funzionali e un’alimentazione adatta per le terapie GLP-1 per il diabete di tipo 2 e l’obesità, portano L’Isola d’Oro a pensare e a riposizionare i prodotti con un approccio science-based. «Il pesce – spiega Donatella Zarotti – è ricco in Omega3, i grassi buoni alleati del cuore e della nostra energia, e fornisce proteine ad alto valore biologico, quindi bisogna dare al consumatore la consapevolezza che il prodotto di cui si nutre, nelle quantità corrette, fa bene e aiuta anche a ridurre le porzioni, quando indicato dal medico, pur mantenendo l’apporto nutrizionale necessario. Inoltre, fornisce minerali fondamentali, come potassio e sodio, che riequilibrano l’organismo».

SCHEDE PRODOTTI

Grupo Consorcio/Consorcio

Nome prodotto: Latta Acciughe

Caratteristiche: acciughe delle specie più pregiate, pescate nel mar Cantabrico e lavorate direttamente sul luogo di pesca, sfilettate e conservate in puro olio di oliva per garantire tutta la freschezza del mare. Formato da 74 g.

Jealsa/Mare Aperto

Nome prodotto: Totani

Caratteristiche: la linea Totani è disponibile in due referenze: alla marinara e al nero. Le ricette esclusive sono perfette per tante occasioni: come condimento per primi piatti, come soluzione veloce per il pranzo fuori casa, fino a diventare un’alternativa originale da servire con gli ospiti a cena.

L’Isola D’Oro

Nome prodotto: Pesce Bianco

Caratteristiche: la linea di filetti di pesce bianco pregiato include I Filetti di Orata e I Filetti di Spigola, entrambi lavorati a mano e conservati in olio di oliva in vaso di vetro da 105 g.

La Nef/Regina Isabella

Nome prodotto: Acciughe del Mar Cantabrico

Regina Isabella

Caratteristiche: acciughe fresche pescate in primavera, miglior periodo dell’anno. Ogni filetto viene lavorato sul luogo di pesca, pulito in modo artigianale e selezionato per qualità e dimensione. Dopo una leggera salatura e una maturazione di circa 10 mesi sotto sale nelle cantine di Laredo, le acciughe vengono confezionate in olio di oliva. Formato da 50 g.

Nostromo

Nome prodotto: Una Goccia d’olio

Caratteristiche: nasce dall’unione tra tonno pinne gialle e solo un goccio di olio di oliva di qualità. È racchiuso nell’innovativa confezione Apri Gira Facile, una lattina senza bordo interno e un coperchio Real Peel, che permette di rovesciare il tonno nel piatto in modo semplice, sicuro e pulito.

il Longevity Nutrition Program abbiamo sviluppato, insieme a Inrc, un’innovazione di programma per valorizzare il ruolo di sgombri e sardine in un’alimentazione sana e bilanciata. I risultati ci confermano che questa direzione è corretta: il programma ha sostenuto il sell-out degli sgombri Delicius con una crescita del 12,1% a valore e del 7,1% a volume (Fonte Nielsen H+S+S, maggio-novembre 2025), contribuendo non solo al giro d’affari ma anche al rafforzamento della struttura volumi».

un pAck per ogni esigenzA

A questi temi si aggiungono innovazioni legate alla praticità, attraverso nuovi formati e nuove porzioni. «La confezione in metallo – osservano da Mare Aperto – rappresenta ancora oggi la quota prevalente delle vendite, grazie a una combinazione di praticità, sicurezza e accessibilità, che resta centrale per il consumatore. Tra l’altro, a proposito di sicurezza, siamo già conformi alla nuova normativa europea sul bisfenolo A (BPA). Il vetro, invece, ha un ruolo più mirato all’interno della segmentazione: lo utilizziamo principalmente per referenze a più alto valore aggiunto, dove trasparenza del prodotto, qualità percepita e posizionamento premium sono elementi chiave». È una scelta che intercetta un consu-

TORNANO I CONCORSI A PREMI

Quest'anno Nostromo, per celebrare i 75 anni di attività, ha attivato tre concorsi a premi. «Sono in corso un’iniziativa instant win, una Caccia al tesoro che mette in palio 75 timoni d’oro – spiega Francesca Ganassi – e il grande concorso "Gardaland: un mare di divertimento", che ogni settimana assegna un soggiorno per quattro persone e l’ingresso a Gardaland. Ogni acquisto di Tonno Nostromo diventa anche l'occasione per accumulare punti e aggiudicarsi buoni dal valore crescente, registrando lo scontrino su nostroclub.it». Inoltre, l’azienda presidia i punti di vendita con strategie mirate di promozione in-store, forte di un marchio rimasto fondamentalmente immutato dal 1951 con un’elevata riconoscibilità tra i consumatori.

IL PACKAGING DEL TONNO

CAMBIA VESTE

Tetra Recart è la confezione Tetra Pak progettata per proteggere un’ampia gamma di alimenti a lunga conservazione, ideale anche per il tonno. La struttura a base carta e la forma rettangolare e compatta preservano le proprietà nutrizionali del prodotto e ottimizzano trasporto e stoccaggio, permettendo di sfruttare al meglio lo spazio su pallet, scaffali e dispense domestiche, con un impatto diretto sull’efficienza complessiva. I vantaggi si estendono anche al punto vendita, dove il formato supporta un’esposizione chiara e distintiva, aumentando la visibilità dei brand. Pensata per migliorare l’esperienza quotidiana, Tetra Recart è facile da riporre, aprire e utilizzare; è sicura grazie all’assenza di bordi taglienti e, una volta appiattita, semplice da conferire nella raccolta differenziata.

matore più attento, disposto a riconoscere un valore superiore anche attraverso il pack. L’Isola d’Oro esplora tutte le possibili varianti di packaging: dal vetro alla latta, dalla busta in alluminio alla vaschetta easy-peel in plastica. «L’azienda si è adattata alle esigenze del consumatore – dichiara Donatella Zarotti, trade marketing manager –, ora molto focalizzato sul versante salutistico e soprattutto sull’evergreen qualità/prezzo, investendo ad esempio sulle monoporzioni da 65 g di tonno in busta, il cui valore aggiunto principale è quello di dare il 95% di materia prima a fronte del 5% di olio. Un prodotto che risolve in modo friendly l’elemento proteico per i pasti controllati, insalate veloci e spuntini tra un pasto e l’altro. Un grande risparmio per l’eliminazione di olio in ec cesso, un grande impatto positivo per profilo nutrizionale equilibrato, praticità e facilità di acquisto e di consumo. Oltre a grande facilità di smaltimento del pack». Anche La Nef ha già risolto il problema del bisfenolo A: «Per evitare questa criticità – af-

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: DIT

Il settore delle conserve ittiche nei punti vendita delle insegne Sigma e Sisa di Dit chiude l’anno 2025 con un giro di affari di oltre 2 milioni di euro. Relativamente alla Mdd, nonostante il tonno rappresenti la categoria chiave del reparto (oltre il 70% del fatturato), le performance più interessanti sono state registrate oltre che sul tonno in filetti al naturale in vaso vetro (+28% a val. e a vol.), anche su sardine (+11% a val. e +24% a vol.), salmone in latta (+19% a val. e +25% a vol.) e sgombro (+14% a val. e a vol.). «La Mdd – afferma Simona Riccardo, category manager Mdd di Dit – ha diverse opportunità da sfruttare: innovazione di prodotto, come referenze adatte a diete specifiche; sostenibilità, come prodotti certificati Msc, che potrebbero attrarre nuovi consumatori giovani sensibili alle tematiche ambientali; espandere le nicchie di mercato ancora poco presidiate dai brand industriali, come i prodotti premium in vaso vetro. Di recente abbiamo iniziato a presidiare il tema salutistico, sviluppando con il marchio Equilibrio&Piacere il tonno leggero con meno grassi poiché contiene un quantitativo di olio di oliva inferiore rispetto alla media dei prodotti mainstream presenti sul mercato».

ferma il vicepresidente Nico Palazzo – impieghiamo BPANI (Bisphenol A Non-Intent), un rivestimento protettivo interno per lattine e contenitori alimentari progettato per escludere l’uso intenzionale di bisfenolo A (BPA) e di altri composti della stessa famiglia, come BPS, BPF e BADGE. Si tratta di una soluzione che rappresenta un’alternativa più sicura rispetto alle tradizionali resine epossidiche, mantenendo al tempo stesso elevate prestazioni tecniche in termini di adesione, flessibilità e resistenza chimica».n

UN TONE OF VOICE PIÙ SOCIAL FAVORISCE L’ENGAGEMENT

Dalla metà del 2025, Mare Aperto ha cambiato passo sul fronte comunicativo, adottando uno stile molto più pop, ironico e distintivo, in particolare sui social come Instagram, Facebook e TikTok. «È una scelta che ci ha permesso di avvicinarci a un pubblico più ampio e di rendere il brand più riconoscibile e contemporaneo – dicono dall’azienda –. Abbiamo registrato ottime interazioni da parte della community e performance rilevanti in termini di engagement. Parallelamente, stiamo lavorando al lancio di campagne dedicate ai nuovi prodotti in arrivo nel 2026, con un approccio integrato tra attività online e offline. Le collaborazioni con influencer giocano un ruolo importante in questa strategia, così come lo sviluppo di campagne sempre più mirate e targettizzate».

Analisi delle attività promozionali sul tonno al naturale

A cura di: Team Focus Italia

Focus Research South East/Focus Rappresentanza Italia

Focus Research è una delle agenzie leader in Europa che si occupa di ricerche di mercato e consulenza. Da 30 anni fornisce ai propri clienti soluzioni di dati, sistemi e software per l'elaborazione dei dati in 35 Paesi europei. Focus pone la propria attenzione soprattutto sull’analisi qualitativa e quantitativa delle attività promozionali dei volantini della grande distribuzione e di catene specializzate. Le quote qualitative sono orientate al GAV-valore pubblicitario lordo. Le attività promozionali posizionate in prima pagina, con un'immagine di dimensioni importanti pubblicati all’interno di volantini con un raggio d’azione lordo (Gross Reach) significativo, hanno un impatto maggiore sul consumatore. Di conseguenza queste promozioni risultano vantaggiose in termini del ritorno degli investimenti. In questo caso abbiamo elaborato i dati dei volantini dei rivenditori di beni di largo consumo italiani e preparato un'analisi che confronta i dati dal 2023 al 2025 (da gennaio a dicembre, 12 mesi). Le analisi si basano sul valore pubblicitario qualitativo lordo (GAV=Gross Advertising Value) nei volantini di tonno al naturale.

TOP BRANDS ONNO A NATURALE

Private Label Mareblu Nostromo Asdomar Callipo 2025 2024 2023

Il grafico illustra l’andamento delle quote di investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi di tonno al naturale nel periodo gennaio-dicembre 2023 2025. Nel 2025, le private label registrano la quota più alta, pari al 39,8%, in aumento rispetto al 37,3% del 2024 e al 30,7% del 2023. A seguire Mareblu, che cresce al 26,9%, consolidando il proprio valore pubblicitario lordo rispetto agli anni precedenti. Nostromo, invece, pur mantenendosi tra i principali marchi, cala al 22,4% rispetto al 25,5% del 2024 e al 25,7% del 2023. In diminuzione anche Asdomar (3,3%) e Callipo (2,5%), che evidenziano una riduzione progressiva della quota GAV nel triennio.

OP BRANDS TONNO A NATURALE IN OP RETAILERS

Il grafico mostra la ripartizione degli investimenti pubblicitari lordi (GAV) per marchio all’interno dei principali retailer nel periodo gennaio-dicembre 2025. Le private label registrano una presenza significativa soprattutto nei discount, con Eurospin (100%), Lidl (31,5%) e Penny (35,6%), ma evidenziano una quota rilevante anche in Despar, dove rappresentano il 36,8% degli investimenti pubblicitari. Tra i marchi industriali, Mareblu domina in diversi retailer, coprendo il 100% degli investimenti pubblicitari presso Aldi e Carrefour e mantenendo quote molto rilevanti anche in Esselunga (84,8%), Penny (64,4%) e Coop (60%). Nostromo registra i livelli più alti di investimento in Pam (71,6%) e Lidl (68,5%), mentre i marchi Asdomar e Callipo hanno una presenza più contenuta, con investimenti distribuiti in modo limitato tra alcune insegne della Gdo.n

Slide 2: Gennaio - Dicembre 2025; Valore pubblicitario lordo (GAV)
Private Label
Nostromo Asdomar Mareblu Callipo

Outlet e shopping tourism: da canale parallelo a infrastruttura territoriale

Per anni gli outlet sono stati considerati una componente laterale del retail. Oggi non è più così.

Secondo lo “Shopping Tourism Italian Monitor 2025” di Risposte Turismo, la spesa turistica generata dagli acquisti in Italia nel 2024 è stata di circa 22 miliardi di euro, con 2,4 milioni di turisti che hanno scelto il Paese avendo nello shopping la motivazione principale del viaggio. Dal lato opposto, per il 2025 era attesa una superficie complessiva degli outlet di 800mila mq, in crescita del 6% sul 2024, in un’offerta nazionale che Enit descrive anche attraverso 26 outlet village. In questo contesto macro, il punto è che gli outlet non crescono solo come luoghi di acquisto, ma come nodi di una geografia turistica più ampia. Non a caso il Forum Internazionale del Turismo 2026 ha posto al centro l’“undertourism”, cioè la redistribuzione dei flussi verso piccoli centri, mete secondarie e territori meno saturi, con attenzione a borghi, aree interne e isole minori. È qui che lo shopping tourism smette di essere solo un indicatore di spesa e diventa una leva territoriale. Non a caso l’abbassamento della soglia del tax free shopping da 155 a 70 euro è letto come strumento di riequilibrio dei flussi nel dossier ministeriale sui dati Global Blue: la misura avrebbe generato un +46% delle transazioni, attirato oltre un milione di nuovi shopper internazionali e spostato il peso di località fuori dai circuiti tradizionali e outlet dal 27% al 46% della quota di mercato. In questa prospettiva l’outlet diventa una vera infrastruttura territoriale. Anche il mercato dei capitali manda segnali chiari. Secondo Jll, nel 2025 il retail è stato

il primo comparto degli investimenti immobiliari in Italia, con circa 3,1 miliardi di euro e il 25% dei volumi complessivi. In questo quadro si colloca l’ingresso di Via Outlets, che a gennaio 2026 ha acquisito il 100% di Locate District, owner-operator di Scalo Milano Outlet & More, centro da circa 44mila mq e oltre 180 brand, che nel 2025 ha superato i 4 milioni di visitatori. Il punto non è solo finanziario. La crescita degli outlet coincide con un’evoluzione del format, sempre meno luogo della sola convenienza e sempre più destinazione integrata con il territorio. Lo conferma Mapic Italy 2026, che introduce per la prima volta un “Outlet Summit Italia”. A rafforzare questa lettura ci sono i nuovi sviluppi. Secondo fonte ufficiale, Roma Outlet Village prevede apertura della fase 1 nel 2026, circa 21mila mq di Gla nella prima fase e altri 11mila mq nella seconda, con 100 negozi iniziali, 50 successivi e oltre 2.500 posti auto. Il format outlet viene così progettato come esperienza di shopping e permanenza, capace di intercettare mobilità, servizi e attrattività di area vasta. La crescita del comparto non significa che ogni outlet sia destinato a performare. I capitali stanno tornando sul retail, ma in modo selettivo: il successo dipende da accessibilità, bacino di utenza, massa critica commerciale, mix di brand e capacità di intercettare pubblico locale e flussi turistici. Non basta la formula outlet: serve una collocazione territoriale forte e leggibile.

In definitiva, gli outlet non sono più un canale parallelo del retail italiano. Stanno diventando, nei casi migliori, infrastrutture ibride: piattaforme che tengono insieme marca, accessibilità, esperienza, servizi e territorio. Ed è questa la chiave del loro ritorno al centro del retail real estate: non solo vendere di più, ma generare flussi più ampi e coerenti con la nuova geografia del turismo e dei consumi in Italia.n

Bio e food retail | Intervista a Joe Bastianich Mercati e filiera F&B | Case history e nuovi format Verso Vinitaly | Opinioni

Seguici anche su ristorazionemoderna.it/rm-magazine R i s t o r a z i o n e M o d e r n a M A G A Z I N E Il tempo dell’approfondimento nel food retail 1 ° n u m e r o 2 0 2 6

o ricevuto una mail: "Siamo qui per te, sempre". Nel corpo, un'offerta con uno sconto di 20 euro sul primo ordine. Poi checkout: 18 euro di spedizione che non erano stati comunicati. Il contrasto fra la promessa e l'esperienza è quello che interessa. Non una semplice incoerenza di tono, ma una rottura fra quello che la marca Fino a pochi anni fa, la brand personality era principalmente narrativa: il tone of voice della campagna, la storia che racconti e il modo in cui comunichi. Eri affidabile perché dicevi di esserlo. Adesso il tracciamento è più fine. Quando una marca promette "rapidità" ma il primo response time sui social è di 48 ore, i consumatori lo notano. Secondo Sprout Social, la maggior parte degli shopper si aspetta risposte entro 24 ore. Non è una preferenza, è un'aspettativa. Allo stesso modo, Baymard evidenzia che fra i motivi

principali di abbandono del carrello figurano costi inaspettati e assenza di trasparenza sulla consegna. Questi non sono difetti di comunicazione, ma difetti di esperienza. Comunicano qualcosa sulla marca: la disattenzione ai dettagli che riguardano il cliente. L'osservazione è più diretta: checkout confuso, tempi di risposta lunghi, mancanza di chiarezza su costi e privacy. Non sono fallimenti di personalità in senso narrativo, sono evidenze comportamentali di quali siano i tratti effettivi.

Da sistema di messaggi a sistema di comportamenti

Una conseguenza è che governare la personalità diventa simile a governare un prodotto: richiede documentazione, coerenza fra touchpoint e metriche ripetibili. Non basta una campagna creativa. Significa decidere: quali sono i tempi di risposta accettabili per canale? Come comunico quando sbaglio? Come spiego l'uso dei dati? Cosa dico in situazioni critiche? Il caso Starbucks è utile qui. Gli otto anni per evolvere da un'app di loyalty a una piattaforma di personalizzazione non erano dovuti alla tecnologia (quella era pronta prima), ma al fatto che la personalizzazione, per diventare un tratto di personalità riconoscibile e sostenibile nel tempo, richiedeva test, misurazione e governance. Questo sposta il focus da "cosa comunichiamo" a "com’è effettivamente strutturato il nostro modo di operare". È governance più che creatività ed è coordinamento fra reparti che spesso non dialogano. La personalità di marca non è più solo un esercizio narrativo ma è un sistema di comportamenti verificabili. n

Paolo Pelloni, Digital Club/Retail

colazione,Prodotti da prima

sani ma con gusto

Le aziende rispondono a una stanchezza del settore con proposte che cavalcano i principali trend del largo consumo, dal ricco di fibre al proteico fino al senza zuccheri, e promettono un eguale appagamento del gusto.

Negli scaffali della Gdo italiana la prima colazione vive un anno di assestamento: non un crollo, ma un rallentamento misurabile. Nell’anno terminante il 22 febbraio 2026, infatti, il fatturato a totale Italia (dati NIQ, Iper+Super+Liberi servizi+Discount) arretra dell’1,5% a 3,84 miliardi di euro, mentre i volumi scendono del 2,7% a 687 milioni: «Una dinamica – afferma Ludovica Zarba di NIQ – che tradisce consumi più cauti, parzialmente compensati da un prezzo medio per chilo in crescita dell’1,2% (5,59 €/kg) e da un prezzo medio per confezione in lieve aumento (+1%). Il sentiero dei prezzi, in risalita, non è stato spinto da un eccesso di tattiche promozionali che restano di fatto stabili/lievemente in calo, con un’intensità promozionale a volume di 30,6% (-0,2%)».

Aree geogrAfiche e cAnAli distributivi

Sul piano geografico, il Paese si muove a più velocità.

L’Area 4 è la più resiliente: -0,4% a valore e -1,8% a volume, una frenata contenuta rispetto al resto della Penisola. L’Area 1 e l’Area 2 scontano la correzione più marcata (rispettivamente -2,2% e -2,1% a val.; -3,2% e -3,3% a vol.), mentre l’Area 3 si posiziona nel mezzo (-1,5% a val. e -2,8% a vol.). In sintesi: la tenuta del Sud e delle isole mitiga un Nord

COLTIVIAMO IL BENESSERE.

EURIAL ITALIA AMPLIA LA GAMMA BONTÀ VIVA CON IL NUOVO

KEFIR BIANCO DA 450 G.

I prodotti fermentati rappresentano un segmento in costante crescita e il kef ir si conferma tra i driver più dinamici della categoria.

In questo contesto, Eurial Italia amplia la gamma Bontà Viva con il kef ir intero senza lattosio bianco naturale, una proposta pensata per contribuire allo sviluppo e alla valorizzazione dello scaffale.

Una ricetta versatile, dal gusto equilibrato e dalla texture cremosa, ideale per accompagnare ogni momento della giornata, dalla colazione allo spuntino.

Il formato da 450 g lo rende pratico e adatto a un consumo frequente, in linea con le nuove abitudini alimentari.

Un prodotto senza zuccheri aggiunti e lattosio, naturalmente ricco di calcio e proteine, pensato per soddisfare le richieste di benessere e gusto, con un forte potenziale di crescita a scaffale

Portalo subito sui tuoi scaffali! Contattaci per saperne di più: marketing.it@eurial.it

Trend vendite a valore (%) Trend vendite a volume (%)

mln/kg

Elaborazioni DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 22/02/2026

e un Centro più prudenti negli acquisti. A livello di canali, gli ipermercati limitano il calo all’1,2% a valore (-2,4% a vol.), seguiti dai supermercati a -1,3% (-2,4% a vol.). Va peggio ai liberi servizi che arretrano del 5,2% a valore e del 6% a volume, risultato di uno shopper che razionalizza gli scontrini nei punti vendita di prossimità. I discount, invece, tengono la posizione: -0,5% a valore, pur con volumi in contrazione del 2,2%; un equilibrio che conferma la loro funzione di “ammortizzatore” nei momenti di pressione sul potere d’acquisto. «Il quadro che emerge – commenta Ludovica Zarba – è quello di un mercato in leggera correzione ma ordinato: i prezzi risalgono moderatamente, la promozionalità non eccede e la geografia dei consumi vede il Sud più tonico del Nord. Sul fronte dei canali, la coppia iper+super continua a fare da cardine della categoria, mentre la prossimità tradizionale vive un passaggio più complesso e il discount resta il rifugio tattico delle famiglie alla ricerca di convenienza strutturale».

AndAmento dei segmenti

Il mercato della prima colazione mostra chiaramente chi tiene il timone e chi, invece, arretra: biscotti quasi stabili a valore, merendine in ritirata, cereali per la colazione in crescita e fette biscottate in netto rallentamento. «I cereali per la colazione invertono la rotta e tornano a crescere – prosegue l’analista di NIQ –: il fatturato sale del 2,3% a 482,2 milioni di euro, sostenuto anche da volumi in aumento (+1,5%) e da un prezzo medio/ kg in lieve progresso (+0,8%). Il merito è soprattutto dei muesli (+4,3% a val.) e dei semplici (+3,6% a val.), mentre gli

SCHEDE PRODOTTI

Abaribi

Nome prodotto: “i Baby” di Abaribi Integrali

Caratteristiche: croissant di pasta sfogliata con lievito madre. Nell’impasto, la presenza del farro conferisce un sapore delicatamente rustico che rende questo croissant meno dolce e molto versatile, adatto anche ad accompagnare o ad essere farcito con ingredienti salati.

Balocco

Nome prodotto: Triangolosi Balocco

Caratteristiche: biscotti con crunchy flakes e gocce di cioccolato fondente perfetti da inzuppare. Disponibili nei formati da 350 g e da 700 g.

Barilla/Mulino Bianco

Nome prodotto: Campagnole con farina di riso

Caratteristiche: biscotti con farina di riso, ideali per l’inzuppo. Disponibili nei formati da 700 g e da 1 kg.

arricchiti restano in leggera flessione (-0,5% a val.). Si intravede, insomma, una colazione più funzionale e meno zuccherina, con un’intensità promozionale di +0,3%, segnale di una domanda reale più che di una spinta tattica». I biscotti, pilastro del mercato della prima colazione, reggono: il valore sfiora la parità (-0,1% a 1,697 miliardi di euro), pur scontando volumi in calo (-1,8%). A sostenere la tenuta è un mix/prezzo in risalita (+1,8% €/kg) e un assortimento che continua ad allargarsi (numero di referenze in aumento dell’1,2%), mentre la promozionalità cala leggermente. Dentro al perimetro, spiccano i biscotti tradizionali, che avanzano dello 0,1% a valore nonostante i pezzi in calo, trainati dai frollini arricchiti (+0,6% a val.), mentre i frollini semplici arretrano di misura (-0,5% a val.), così come l’universo integrali/multicereali (-0,4% a val.). I biscotti salutistici restano in lieve correzione (-0,9%), coerenti con uno shopper che premia la tradizione quando il budget si fa più attento. Le merendine, invece, vivono un anno più complicato: il fatturato scende del 3,5% a 1,331 miliardi

e i volumi calano del 5%, con il prezzo medio che sale moderatamente (+1,5%). Il quadro, però, non è uniforme: soffrono i blocchi storici, come i croissant (-6,7%), i plumcake (-4,5%), le crostatine (-7,8%) e, soprattutto, le sfoglie (-13,5%). In controtendenza due nicchie ad alto segnale: i pancake mettono a segno una crescita a doppia cifra, pari a +15% a valore e a +14,8% a volume, mentre le altre brioches avanzano del 9,7% a valore. È il racconto di una colazione che si concede formati “novità” e più indulgenti nel fine settimana, limando sugli acquisti ripetitivi di tutti i giorni. La leva promozionale, per il segmento merendine, resta sostanzialmente stabile; quindi, la dinamica è autenticamente di consumo. Il segmento fette biscottate è il tassello più in affanno. Il giro d’affari scivola del 5,5% a 304,9 milioni di euro e i volumi arretrano del 5,5%, con un prezzo medio/kg sostanzialmente piatto e una pressione promozionale in attenuazione (-8%). La contrazione è trasversale ai sottosegmenti: integrali (-5,6%), normali (-6,3%) e arricchite (-5,2%), mentre le fette biscottate lagaccio limitano i danni (-0,5%). «In controluce – conclude Ludovica Zarba – si legge una minore propensione a stoccare prodotti da dispensa quando il budget è sotto pressione. Infine, la voce altri prodotti per colazione, piccola ma indicativa, perde il 6,1% a valore e l’8,3% a volume, nonostante un prezzo medio in aumento: un segnale che la domanda rinvia gli acquisti ancillari privilegiando i pilastri della colazione».

L’INTEGRALE STRIZZA L’OCCHIO AL SALATO

Una delle evoluzioni della colazione rilevata da Abaribi e che costituisce una delle criticità di contesto per il settore delle merendine, è che moltissimi consumatori hanno virato verso il salato, saltuariamente o regolarmente. «La versione integrale del croissant, che abbiamo da tempo nel formato tradizionale e che abbiamo introdotto anche nella grammatura ridotta – racconta Francesca Abaribi – rappresenta un ponte sia per chi ricerca sapori rustici sia per interpretazioni salate. Questa novità permette di godere del nostro croissant anche in abbinamento a ingredienti salati a colazione, ma non solo. Può infatti essere il protagonista di brunch, aperitivi e antipasti semplicemente servendolo farcito con formaggio, salumi, salmone, verdure e avocado. È un prodotto versatilissimo che, rimanendo fedeli a noi stessi, ci apre a interpretazioni nuove e nuovi spazi nella grande distribuzione».

coniugAre gusto e sAlutismo

Il mercato dei biscotti si conferma di assoluta centralità per le famiglie italiane. È, infatti, la categoria di riferimento per quota a volume (52,8%). «I tre segmenti principali di offerta stanno vivendo un’evoluzione – osservano da Barilla –: gli arricchiti si confermano in grande stato di salute, nonostante sia il segmento che ha subito maggiormente l’inflazione a causa dell’aumento dei costi delle materie prime; il segmento salutistico mostra sempre più proposte che, oltre alla ricerca di un benessere olistico, vogliono soddisfare i gusti delle persone con proposizioni sempre più gustose e ricche; infine, il segmento dei classici rimane un evergreen con i frollini da colazione e sta mostrando negli ultimi anni un rinnovato interesse da parte delle persone». Parlando di frollini,

Colussi Group/Il GranTurchese

Nome prodotto: Merendaaa

Caratteristiche: merenda con l’iconica forma a griglia del biscotto GranTurchese dalla consistenza soffice e piacevole. Disponibile in due gusti: cioccolato bianco e panna fresca e cacao con gocce di cioccolato senza lattosio.

Eridania

Nome prodotto: Torta Subito! Family

PARLARE ALLA GEN Z, CONSUMATORI

DI OGGI E DECISORI DI DOMANI

Sul fronte comunicazione, Eridania

continuerà a investire in campagne digitali mirate su TikTok e Meta, con contenuti progettati per attrarre e coinvolgere in modo autentico la Generazione Z. «Intercettare i giovani ha una doppia valenza – spiega Alice Roncagli –: ricoprono un ruolo di influencer all’interno del nucleo familiare nella scelta dei prodotti da condividere a casa per la colazione e saranno in un prossimo futuro, da giovani adulti, i responsabili d’acquisto. Le attività realizzate lo scorso anno hanno già registrato risultati eccellenti, superando i Kpi prefissati e confermando l’efficacia di un approccio capace di parlare il linguaggio dei giovani e di rafforzare la connessione emotiva tra brand e consumatori».

Caratteristiche: torta da 8 porzioni ready to cook nel microonde o in forno, confezionata in carta certificata Fsc. Basta aprire la confezione, aggiungere 180 ml di acqua, mescolare e inserirla in microonde a 800 watt per circa 7 minuti o nel forno tradizionale a 200°C per il gusto cioccolato e 180°C per il gusto cocco per circa 18/20 minuti.

SCHEDE PRODOTTI

IMPROVVISA VOGLIADI TORTA?

Torta Subito! è la linea di Eridania di torte in vasetto da cuocere direttamente in MICROONDE, pronte in circa 2 MINUTI con la sola aggiunta di acqua.

Prova anche il formato pronte in circa 7 MINUTI! FAMILY

Maria De Vivo, head of marketing di Balocco, rileva che i consumatori sono sempre più consapevoli, informati e attenti alle novità: «Gusto, texture, ingredienti di alta qualità e prezzo rappresentano i principali driver d’acquisto. Il nostro obiettivo è offrire un portafoglio prodotti contraddistinto da una forte innovazione. In questa prospettiva stiamo lavorando su tre leve: sostegno e potenziamento della gamma esistente supportato da un continuo e costante lavoro di studio e ricerca da parte del nostro dipartimento di r&d; sviluppo di prodotti in linea con i crescenti trend healthy e indulgent e ingresso in segmenti ad oggi non presidiati ma ad alto potenziale».

l’innovAzione guArdA Al “senzA”

Anche Galbusera lavora fin dalle sue origini per coniugare gusto e benessere, privilegiando ingredienti di qualità e funzionali: «I dati a nostra disposizione – dichiarano dall’azienda – rilevano per esempio che il segmento dei biscotti senza zuccheri ha registrato, dal

Biscotti Merendine Cereali prima colazione Fette biscottate Altri prodotti per colazione
Val.
Vol.

SCHEDE PRODOTTI

Ferrero Commerciale Italia/ Kinder

Nome prodotto: Kinder Kornetti Crema al Latte

Caratteristiche: unisce la sofficità del cornetto a una farcitura alla crema al latte. Un nuovo gusto della gamma Kinder Kornetti che affianca la referenza al cioccolato.

Galbusera

Nome prodotto: Protein-G

Caratteristiche: frollini con farina 100% integrale. Fonte di proteine (14%), con sali minerali quali zinco, potassio e magnesio. Con fiocchi di avena, granella di soia e gocce di cioccolato. In 6 comode monoporzioni.

Gruppo MondelĒz International/Oro Saiwa

Nome prodotto: Oro Saiwa Classico

Caratteristiche: il biscotto secco lanciato in Italia nel 1956, dall’iconico claim “profumatissimi perché impacchettati caldi”, con solo 22 kcal, fatto con 100% grano italiano e con il 75% di grassi saturi in meno rispetto alla media dei biscotti secchi più venduti in Italia.

2024 al 2025, una crescita di quasi il 12%. Guidiamo il comparto dei prodotti senza zuccheri aggiunti e in prospettiva allargheremo ulteriormente l’offerta. In generale, aumenta la domanda di referenze che rispondano a esigenze nutrizionali specifiche e di prodotti “senza”, ad esempio privi di latte e uova; da qui le nostre innovazioni 100% vegetali». Stanno emergendo anche nuovi trend, osservano da Colussi: «Tra i più rilevanti quello delle referenze senza lattosio, sempre più presenti sugli scaffali e ricercate dai consumatori. Si stima infatti che in Italia circa il 50% della popolazione presenti una ridotta capacità di digerire il lattosio, per questo non sorprende che questi prodotti siano ormai molto diffusi: oltre l’80% delle famiglie italiane li ha acquistati almeno una volta nell’arco di 12 mesi e anche noi abbiamo allargato la nostra offerta in tal senso». In netta controtendenza rispetto al

comparto dei biscotti, la gamma Oro Saiwa, brand di Mondelēz Interna tional, registra +11,3% a volume e +10,6% a valore, secondo i dati in possesso dall’azienda. «La strategia del brand si evolve – spiega Francesco Uguccioni, marketing manager Oro Saiwa del Gruppo Mondelēz International in Italia – verso un portafoglio che si è notevol mente evoluto in risposta a trend di consumo sempre più orien tati alla ricerca di benessere, gusto e nuovi mix di ingredienti, in ogni momento della giornata, intercettando la richiesta di prodotti ricchi di fibre, senza zuccheri aggiunti e senza glutine. Il 68% degli italiani dichiara di avere un approccio proattivo alla salute e questo si riscontra anche nelle scelte per la prima colazione». Per Nutrition & Santé, azienda specializzata in prodotti funzionali e salutistici con il marchio Céréal, i consumatori sono sempre più orientati verso un profilo nutrizionale ottimale che contribuisca al benessere fisico e mentale. «Ma il gusto rimane uno dei principali driver d’acquisto – spiega Elena Angeloni, senior brand manager Céréal

SALES LOCATION (%)

Per il 2026, la nostra strategia mira ad allargare le linee nel mondo della colazione sia nei biscotti che nelle merendine, puntando con decisione sul senza zuccheri – con un frollino classico e uno al limone – e il brownie. Lo zucchero sarà sostituito con il maltitolo per ridurre l’impatto sulla glicemia».

confezioni, singole o richiudibili

Per Vicenzi, la colazione in Italia rimane un rito centrale e prevalentemente dolce, ma che deve rispondere a nuove esigenze di consumo domestico. L'azienda punta sulla praticità e sulla velocità di fruizione. «Un esempio concreto di questa strategia – afferma Elena Personi Musola, marketing manager dell’azienda – è l'adozione di soluzioni di confezionamento funzionali, come il doypack richiudibile per chi alla mattina ha poco tempo. Parallelamente lavoriamo, soprattutto attraverso Mr. Day, il brand più giovane del Gruppo, per reinterpretare la tradizione pasticcera in chiave contemporanea, intercettando le tendenze più attuali del mercato come il senza lattosio». Come abbiamo visto dai dati, il comparto delle merendine sta vivendo un momento di sofferenza. «Emergono alcune criticità per le aziende che come noi operano nel settore – afferma Francesca Abaribi, responsabile comunicazione e marketing di Abaribi –, derivanti da un insieme di fattori, tra cui certamente la crescita di nuove categorie di prodotto che hanno contribuito a cambiare alcune abitudini di consumo, in particolare nel momento della colazione. In questo contesto complicato siamo riusciti a mantenere la nostra posizione nonostante la focalizzazione verticale sul croissant. Avere un pro-

SCHEDE PRODOTTI

dotto premium con caratteristiche distintive è premiante e ci ha permesso di non essere sostituiti; giochiamo sul fatto che il nostro competitor sia il croissant del bar (“O al bar o… Abaribi!”). Su questo puntiamo sia per consolidare la nostra presenza nella Gdo italiana sia per esportare in altri Paesi. Per intercettare le nuove opportunità di consumo, anche fuori dalla colazione, abbiamo proposto la grammatura ridotta in confezioni singole». Infine, nuovi player fanno il loro ingresso nel mercato della prima colazione. Eridania lo fa con una linea ready to cook per una torta monoporzione o da 8 porzioni. L’azienda, player storico nel settore dello zucchero e dolcificanti, si apre così a un nuovo segmento di mercato per intercettare le esigenze delle nuove generazioni. «Tra le referenze della gamma, il gusto cioccolato con gocce di cioccolato fondente – afferma Alice Roncagli, marketing manager di Eridania Italia – sta registrando un riscontro particolarmente positivo. Il cioccolato continua, infatti, a rappresentare un linguaggio universale capace di mettere tutti d’accordo e di guidare la scelta a scaffale. Non sorprende quindi che il cioccolato si confermi un driver strategico di performance, con ottimi risultati in termini di rotazione, propensione all’acquisto e riacquisto».n

Nutrition & Santé/Céréal Senza Zuccheri

Nome prodotto: Brownie Caratteristiche: perfetti per la colazione o durante il break pomeridiano. Grazie al contenuto di maltitolo anziché zucchero hanno un minore impatto sulla glicemia. Senza latte e senza lattosio e con cacao certificato Rainforest Alliance.

Vicenzi/Mr.Day

Nome prodotto: Donuts alla Fragola Caratteristiche: soffici, non fritti e senza lattosio, disponibili anche nella variante al cioccolato, con una combinazione irresistibile di impasto morbido, glassa croccante e ripieno cremoso.

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PASTA

La parola agli esperti

Aldi rafforza il suo impegno per la prevenzione al fianco di

Fondazione Umberto

Veronesi

L’insegna porta avanti un progetto pensato per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di I grado, invitati a scoprire in maniera interattiva l’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata per il benessere collettivo.

Aldi riconferma il proprio impegno al fianco di Fondazione Umberto Veronesi a favore dell’educazione alimentare, sostenendo il nuovo progetto “Foodland, viaggio tra alimentazione, movimento e sostenibilità”.

Attraverso la piattaforma digitale di Foodland, infatti, Aldi e Fondazione Veronesi hanno coinvolto 1.250 studenti tra gli 8 e i 12 anni, in 16 scuole presenti in Veneto, Lombardia e Piemonte, in un percorso modulare all’insegna della gamification, che si propone di avvicinare i più giovani all’importanza della prevenzione attraverso la corretta alimentazione e l’attività fisica.

Sviluppata in stile cartoon e concepita come un arcipelago digitale esplorabile attraverso attività digitali e phygital in classe, Foodland si compone di cinque isole tematiche, ognuna dedicata a un tema educativo fondamentale: Isola di Cook (piatto sano modello Harvard e metodi di cottura), Isola di Larnia (nutrienti, etichette alimentari), Isola Eutopia (sostenibilità ambientale e One Health), Isola Santè (prevenzione relazione tra sana alimentazione e prevenzione delle malattie croniche) e Isola Gymnasia (fabbisogno energetico e attività fisica).

Il percorso ha avuto inizio con un primo incontro in classe di 90 minuti guidato da un divulgatore scientifico di Fondazione Veronesi. Protagonista l’Isola di Cook e alcune attività volte a comprendere l’impatto che le scelte alimentari quotidiane possono avere sul benessere personale con ricadute dirette sull’ambiente. Con “Cotto a puntino”, gli studenti, in gruppo, hanno poi creato pasti bilanciati da destinare agli abitanti dell’Isola di Cook. Ciò li ha portati a riflettere sull’importanza dei corretti metodi di cottura e sulla varietà degli alimenti.n

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Eurospin investe 40 milioni

sulla piattaforma di Chieti: 120mila mq di logistica

Il centro distributivo si inserisce nel contesto di Chieti Scalo, un quadrante della città ultramoderno adibito a servizi di tipo commerciale e industriale, ma anche agli studi, grazie alla presenza dell’ateneo "Gabriele D’Annunzio".

Prende forma e si avvicina sempre di più al taglio del nastro il nuovo Cedi Eurospin di Chieti, in Abruzzo. L'inaugurazione è prevista per l’autunno 2027 e di questa operazione si sa già parecchio. Il re dei discount ha investito sulla piattaforma qualcosa come 40 milioni di euro, mentre l’estensione sarà di 120mila mq di cui 40mila coperti. Come ha confermato il Comune di Chieti, saranno creati ben 600 posti di lavoro, mentre l’hub sarà in grado di rifornire, oltre alla regione Abruzzo, anche il Molise e parzialmente le Marche. Ci sarà, inoltre, un’area per ospitare comodamente almeno 200 camion e altri mezzi pesanti. Chieti Scalo, in posizione Nord rispetto al centro storico, è molto ben collegato al resto del nucleo urbano e ai percorsi di uscita dalla città, servito com’è dalla stazione ferroviaria centrale (linea Roma-Pescara), dall’asse Chieti-Pescara e dalla vicina autostrada A25, un passante che mette in connessione l’Abruzzo con il Lazio. Oggi Eurospin, sulla propria pagina web, dichiara un insieme di 11 centri distributivi sul territorio nazionale. I punti vendita sono 1.350 fra Italia, Croazia (20 indirizzi) e Slovenia, nazione dove lo sviluppo retail è affidato a Eurospin Eko d.o.o. e dove la rete ha 59 negozi. Il gruppo è inoltre attivo nell’isola di Malta, nella città di Mosta, dove è sbarcato il 14 marzo 2024, ma dove sarebbero già in corso progetti per il secondo opening. Lo scorso anno la catena ha superato i 9 miliardi di euro di fatturato, grazie a un un valore della produzione di 9,14 miliardi di euro (+4,9%), un Ebitda di 635 milioni (-2%) e un utile netto di 395 milioni (-7,4%). Fra i prossimi orizzonti di sviluppo c’è un altro Paese, la Serbia, dove sono già state individuate alcune nuove sedi e dove la partenza è attesa nel corso di quest’anno.n

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DILS ENTRA IN FRANCIA E CONCLUDE LA SUA 4° ACQUISIZIONE ESTERA

La milanese Dils, specialista del settore immobiliare e in particolar modo del segmento high street, fa il suo ingresso nel mercato francese con l’acquisizione del 100% di Eol (Entrepôt On Line). L’operatore d’oltralpe è attivo, da più di 25 anni, nel real estate commerciale.

DALTERFOOD GROUP ACQUISISCE IL DISTRIBUTORE FRANCESE FOR FOOD FRANCE

Dalterfood Group, gruppo emiliano attivo nel settore lattiero-caseario a livello europeo, acquista For Food France, storico distributore di formaggi italiani sul mercato francese. L’operazione si inserisce in una strategia di crescita mirata che punta a consolidare la presenza di Dalterfood Group in Francia come partner di riferimento per la grande distribuzione, l’industria alimentare e i canali specializzati.

ACTION FA QUINDICI PAESI CON LA CROAZIA. PRIMA APERTURA A SESVETE

Action: 200 negozi in Italia a fine dicembre, 900 in Francia e 15 Paesi coperti con la Croazia che si è aggiunta l’11 marzo. Numeri e fatti che esprimono la velocità di manovra della catena olandese e i continui consensi che i suoi prezzi e i suoi prodotti riscuotono. In terra croata lo sviluppo è iniziato a Sesvete, città da 71mila abitanti nel distretto di Zagabria, cioè nella parte Sud della nazione.

FIERA MILANO: L’UTILE SALE A TRIPLA CIFRA

Fiera Milano archivia il 2025 ai massimi storici e con i migliori risultati dalla quotazione del gruppo (2002). I ricavi consolidati balzano a 379,9 milioni di euro, con un +39,1%. E questo rispetto ai 273,2 milioni di euro del 2024 (+106,7 milioni) e in forte aumento sul dato 2023, che era di 283,8 milioni.

UNA NUOVA CAMPAGNA PER LIDL ITALIA . CANNAVACCIUOLO TESTIMONIAL DEL BRAND ITALIAMO

Lidl Italia annuncia l’avvio di una collaborazione con il celebre chef stellato Antonino Cannavacciuolo, che sarà il testimonial del brand Italiamo e della selezione di frutta e verdura Igp e Dop.  Lo chef guiderà i consumatori alla scoperta di prodotti simbolo come i rigatoni di Gragnano Igp trafilati al bronzo, l’olio Dop Terra di Bari e i cantucci toscani Igp e si affiancherà al meglio del patrimonio ortofrutticolo italiano.

NIQ, L’INFEDELTÀ DEI CONSUMATORI SI ACUISCE IN ITALIA E ALL’ ESTERO

Nuovi consumi e consumatori, abitudini che cambiano e una distribuzione che deve imparare a interpretare la realtà. Una fotografia dell’andamento della distribuzione moderna, dati non convenzionali e AI emergono come leve chiave per progettare il successo attraverso una lettura più ampia e profonda del contesto competitivo. Superare semplificazioni e letture tradizionali per interpretare l’evoluzione di mercati e consumatori è stato il filo conduttore del NIQ Insight Summit Italy 2026 che si è svolto a Milano.

CALDERONE (SSICA), IQF E NUOVE FRONTIERE DELLA SURGELAZIONE ALIMENTARE

Nel settore agroalimentare, la surgelazione rappresenta da tempo una tecnologia chiave per garantire sicurezza, qualità e continuità di approvvigionamento lungo la filiera. Non è soltanto uno strumento di conservazione: oggi è sempre più riconosciuta come una leva strategica sia per l’industria sia per i consumatori, perché consente di preservare le caratteristiche nutrizionali e sensoriali degli alimenti e allo stesso tempo contribuisce alla riduzione degli sprechi.

FILIERA ITALIA PRESENTA L’ASSOCIAZIONE AOP UNIONE QUARTA GAMMA

Filiera Italia, l’organizzazione che unisce l’intera filiera agroalimentare nazionale, ha presentato nella sede di Palazzo Rospigliosi a Roma l'AOP Unione Quarta Gamma, l'associazione che aggrega oltre il 60% del mercato della produzione agricola italiana destinata alle insalate in busta, nata con l'obiettivo di superare le criticità che affliggono il comparto.

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