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special issue for

08 11/02/2019 - bimestrale ISSN 2611-108X

feb. 2019 â‚Ź 7,00

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EA STL AB s .r.l._L IU JO


Accessory Fashion Magazine

INTERVIEW

John Richmond SPORT

Simona Quadarella cElEbRITy

Andrea Carpenzano OPINION lEADER

Annarita Pilotti

Annabelle Belmondo

08 11/02/2019 - bimestrale ISSN 2611-108X

feb. 2019 € 7,00

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C A L P I E R R E s . r.l .


elcome to MICAM MILANO 87° Let us guide you through the amazing new design of the worldwide leading trade event in the field of footwear.


FASHION SQUARE

A spacious area in pavilion 1 where the stands of the most famous high-end brands are to be found. It is here that MICAM’s opening ceremony, the fashion show and latest trends and seminars by WGSN are held. Its mirrored ceiling reflects the trade fair’s image campaign, making it the perfect place for visitors to enjoy a cup of coffee and take an original selfie.


FUN SQUARE

Situated in Pavilion 4, the area has LED walls and Oculus play-stations to create a fun VR environment, hair styling, make-up and customisation sneakers workstations.


MAN SQUARE

At the entrance to Pavilion 1, inside a huge replica of a man’s shoe, an exclusive free barber shop where every gentlemen can take care of theirs beard and hair.

STYLE SQUARE

Situated in the centre of pavilion 3 and featuring a gigantic heel installation in the middle. A place that welcomes international artists performances


iKIDS SQUARE An area dedicated to children’s shoes situated just inside the entrance to pavilion 4.


EMERGING DESIGNERS

Talent strides ahead. In pavilion 4, an area dedicated to emerging Italian and international designers who have distinguished themselves on the contemporary footwear scene, selected by a special panel of fashion experts.


MA RIO_VAL EN TIN O


A P I C C A PS


ARTI O L I _ C al z a t u r i f i c i o _ S TA R


Accessory Fashion Magazine

ISSUE 08/2019 EDIZIONI AF SRL Via Ippolito Nievo, 33 - 20145 Milano Tel. +39 02 319121 - Fax +39 02 33611619 www.edizioniaf.com info@edizioniaf.com Direttore responsabile Matteo Pasca Direttore editoriale Lorenzo Raggi Art director Angelo Lanza angelo.lanza@edizioniaf.com Fashion editor Luca Termine luca.termine@edizioniaf.com Fashion guru Giusi Ferré Music and fashion Joe T Vannelli Graphic design Michele Alberti michele.alberti@edizioniaf.com Entertainment Editor Fabrizio Imas Contributors Andrea Reis, Antony West, Dinalva Barros, Francesco Poroli, Joe Colosimo, Leonardo Brogioni, Michele De Andreis, Pierluigi Perfetto, Sabrina Mellace, Yadier Castro Piedra In redazione Erika Alberti, Cristina Locati, Enrico Martinelli, Barbara Solini redazione@edizioniaf.com Responsabile promozione fiere Giuseppe Picco Promozione Lorenzo Caresana, Filippo Crepaldi, Piernicola Fascetto, Giorgio Gori, Mario Gori, Gabriella Laino, Lucio Luiselli, Enza Masotti, Stefano Migliavacca, Natalie Spelge adv@edizioniaf.com Marketing, digital e abbonamenti Mariella Catalano, Mariel Cuba, Andrea Zampieri subscription@edizioniaf.com Operations Paolo Arosio, Elisa Trasi operations@edizioniaf.com Stampa Arti Grafiche La Milanesa - Rho (MI) Distributore nazionale: m-dis Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale - Autorizzazione MBPA/LO - NO/114/A.P./2017 ART.1 COMMA1 - LO/MI. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Milano al numero 374 in data 3 luglio 1995. © Copyright 1967 - È vietata la riproduzione senza autorizzazione dei testi e delle immagini. Il trattamento dei dati personali dei destinatari di “afmag” è svolto nel rispetto della Legge 675/96 sulla Privacy. È possibile chiedere la modifica o la cancellazione dei propri dati indirizzando la richiesta a: Edizioni AF S.r.l. sede di Via Ippolito Nievo, 33 - 20145 Milano - Italy ai numeri di fax e di posta elettronica sopraindicati.

Cover story: Annabelle Belmondo Jacket ARMANI - Bralette LA PERLA - Hat RADÀ - Pants RICOSTRU Bag and shoes LIU-JO - Jewels MARCO BICEGO Photo by Angelo Lanza - Fashion by Luca Termine


LORI BL U _S.p.A .


FAL C S.p.A . - VOIL E_BL


EDITORIAL

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Nel ciel che più de la sua luce prende fu’ io, e vidi cose che ridire né sa né può chi di là sù discende”.

La seconda terzina del Paradiso rivela tutta la bellezza del luogo. E in questo Paradiso si addentra anche MICAM, che negli ultimi anni ha dedicato le sue edizioni alle Cantiche di Dante, come ricorda la ‘pasionaria’ Annarita Pilotti nella nostra intervista.

The second triplet of Paradise reveals all the beaty of the place. And also MICAM, which in recent years has dedicated its editions to Dante’s Cantiche, dives into this Paradise as recalled by the ‛Pasionaria’ Annarita Pilotti in our interview.

Perché aprire questo editoriale parlando del Divin Poeta e di MICAM? Perché la più importante fiera internazionale, dedicata al mondo della calzatura, ha scelto proprio AF.MAG come media partner preferenziale per comunicare la bellezza e la qualità della calzatura italiana.

Why do we open this editorial by talking about the Divine Poet and MICAM? Because the most important international fair, dedicated to the world of footwear, has chosen AF.MAG as the preferred media partner to communicate the beauty and quality of Italian shoes.

La nostra rivista, perciò, continuerà a farsi portavoce dei valori qualitativi e dell’eccellenza del Made in Italy raggiungendo sempre più compratori internazionali, grazie a una distribuzione capillare durante l’evento fieristico.

Our magazine will therefore continue to speak up for the Made in Italy quality values and excellence, reaching more and more international buyers, thanks to a widespread distribution during the fair.

Così, tutti i visitatori dell’87esimo salone della calzatura potranno apprezzare la bellezza del ‘cielo empireo’ di Annabelle Belmondo che “quando arriva sul set, a lei si accompagnano fascino, bellezza e cultura”.

Thus, all visitors to the 87th fair of footwear will appreciate the beauty of the ‛empyrean sky’ by Annabelle Belmondo who “is accompanied by charm, beauty and culture when she arrives on the set”.

La grinta e il sorriso di Simona Quadarella, la campionessa di nuoto che, dopo aver fatto sognare l’Italia intera, ora vuole conquistare l’olimpico Giappone.

The determination and the smile of Simona Quadarella, the swimming champion who now wants to conquer the Olympic Japan after making Italy dream.

E se anche a voi - come accade a Giusi Ferré - irrita l’adagio “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”, torniamo in Paradiso a goderci la poesia delle idee creative delle anteprime di stagione, non a caso, prodotte con orgoglio nel più Bel Paese del mondo.

And if you too - as happens to Giusi Ferré – are annoyed by the saying “Beauty is in the eye of the beholder”, we go back to Paradise to enjoy the seasonal previews poetry of creative ideas, that he produced, not by chance, with pride in the Bel Paese country.

Matteo Pasca

Matteo Pasca

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Shoes GENNY


issuE n.08 fEB 2019

fashion guru

Giusi Ferré

music anD fashion

Joe T Vannelli inTErViEW

Annarita Pilotti sPorT

Simona Quadarella fashion

Annabelle Belmondo Stand by Andrea Carpenzano Moonlight Shadow on the wall arT

Giorgio Criscione runWaY

Milan/Paris-Woman S/S 19

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Preview Fall/Winter 19/20

inTErViEW

John Richmond

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Pasquale Della Pia

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Allure, quality, and selection: this is what MICAM buyers love

EXhiBiTions

Pitti Uomo

EXhiBiTions

Gardabags

nEWs

“I’m Not Cinderella, I Just Love Shoes”

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56020 SANTA MARIA A MONTE (PI) Italy Via Giacomo Brodolini, 5/A Tel. +39 0587 707 213 · Fax +39 0587 705 070 info@fratellivanni.it


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FASHION GURU

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Ugly chic

by Giusi Ferré Drawing by Francesco Poroli

è

un proverbio, un modo di dire, un’espressione di saggezza popolare. Ma quanto irrita questo “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Risfoderato per l’occasione, rimesso a nuovo e ben lucidato nell’anno in cui i giornalisti più astuti hanno inventato la categoria estetica di “moda sgraziata”. Trattasi di esaltazione del brutto senza prendersi alcuna responsabilità. Trovando anzi alcuni punti in comune con l’arte contemporanea dove il valore commerciale dell’artista – e dunque il suo valore estetico – è deciso in trattative private dai galleristi. Così può succedere che un meraviglioso abito sartoriale di cashmere valga meno di un piumino formato Bumblebee per una valutazione arbitraria del valore di un brand, ma accettata e sostenuta dal mercato. Si può sempre dire che imperano nuove categorie del gusto, dove colori, proporzioni, contrasti rispondono a regole personali, casuali, unica possibilità per costruirsi un’immagine non omologata. Contribuiscono a questa difficile operazione le sneakers monumentali di Maison Margiela e di Gucci, che moltiplicano la misura della scarpa, ma anche le ciabatte da accompagnare allo smoking, il cappuccio e gli stivali da pompiere firmati Calvin Klein, la maschera in maglia da clown assassino sul trench oversize a fiori di Gucci, la giacca a vento smisurata di Balenciaga.

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E qui il ragionamento si complica perché siamo in un’area di pensiero e comportamenti che arriva direttamente dall’ex blocco sovietico. Rappresentato da Gosha Rubchinskiy e Demna Gvasalia, che oltre alla sua linea Vetements è il creative director di Balenciaga, marchio venerato e venerabile che avrà anche trovato una nuova giovinezza - come cinguettano entusiasti gli esperti - ma fa rimpiangere una lontana maturità. Del resto, nel bel libro Quando c’era l’Urss. Settant’anni di storia culturale sovietica (Ed. Raffaello Cortina), Gian Piero Piretto sostiene che, con Stalin, le abitudini, i costumi e la sua politica dell’immaginario scivolarono verso l’eccesso, il cattivo gusto, il meraviglioso pacchiano, procedendo inesorabilmente verso il kitsch. Continuando per estremismi, anche la corrente giapponese del gigantismo gode di seguaci appassionati. Passi per Rei Kawakubo che con il suo Comme des Garçons si cimenta a costruire abiti lontani da quel banale concetto del vestire dal quale, agli inizi degli anni Ottanta, però non sfuggiva. Oggi, con i suoi volumi imbottiti e squadrati come fossero mobili e gli accostamenti sul filo dell’azzardo, cita il saggio di Susan Sontag Notes on “Camp” (1964). E teorizza che giocare con le provocazioni e il kitsch senza temere una sfumatura di volgarità sia il valore ribelle del quale la società ha più bisogno. Se la teoria è interessante, il risultato causa un certo turbamento. Sarà scultura, sarà design, sarà una sofisticata manifestazione intellettuale che permette di affermare la propria unicità, ma non è detto che unico sia una ragione d’essere. Amante degli estremismi è anche Junya Watanabe (non a caso pupillo di Kawakubo) che nella sua ultima collezione ha previsto capispalla, ma dalle spalle magicamente invisibili su leggings skinny, determinando un’immagine dall’appeal robotico.


FASHION GURU

Profeta dell’ugly chic, è stata comunque Miuccia Prada che anche ora non scherza, tra sproporzioni e quell’anticonformismo che può avere un’eleganza classica spiazzata da un pensiero ostico. Curioso, ma anche imbarazzante. Allora, che cosa sta succedendo? Già nel 1853 Karl Rosenkranz pubblicava l’opera “L’estetica del brutto”. Senza andare a capofitto troppo nel passato, possiamo rivolgerci al filosofo Remo Bodei, che in un’intervista di qualche anno fa diceva: “L’arte moderna ha bisogno dell’interessante, di qualcosa che ci metta continuamente in stato di eccitazione, perché siamo diventati degli individui insaziabili di novità”. Possiamo applicarlo anche alla moda, che dei consumatori voraci ha una certa esperienza, e questo forse aiuta a capire ciò che sta accadendo. Ma, certo, non a farcelo piacere.

It’s a proverb, a saying, an expression of folk wisdom. But how irritating is “Beauty is in the eye of the beholder.” Refashioned for the occasion, renewed and well-polished in the year when shrewd journalists have invented the aesthetic category of “ugly fashion.” It deals with the exaltation of the virtues of ugliness without taking any responsibility for it. However, it finds some common points with contemporary art where the artist’s commercial value – and therefore his aesthetic value – is decided in private negotiations by gallery owners. So it may happen that a beautiful tailored cashmere dress is worth less than a Bumblebee puffer jacket due to an arbitrary evaluation of the value of a brand, but accepted and supported by the market. It can be said that new categories of taste prevail, where colours, proportions, and contrasts abide by random personal rules, the only possibility to create an unconventional image. The monumental sneakers by Margiela and Gucci contribute to this difficult operation, where the size of the shoe is multiplied, as well as the slippers worn with a tuxedo, the hood and fireman’s boots by Calvin Klein, the knitted mask of a killer clown on oversized floral trench coats by Gucci, and the oversized windbreaker jacket by Balenciaga. The reasoning here becomes even more complicated because we are in an area of thought and behaviour that comes directly from the former Soviet Union. Represented by Gosha Rubchinskiy and Demna Gvasalia, who is not only responsible for the Vetements

collection, but is also the creative director of Balenciaga, an admired and admirable brand that has found a new youth – as the experts enthusiastically chirp – but one that makes us look back with nostalgia to a distant maturity. Moreover, in the book ”Quando c’era l’URSS. Settant’anni di storia culturale sovietica” (published by Raffaello Cortina), Gian Piero Piretto argues that with Stalin, habits, customs and his politics of the imaginary led to excess, bad taste, marvellous garishness, which inexorably progressed towards kitsch. Continuing with extremism, the current Japanese trend of gigantism also has its passionate followers. It passes through Rei Kawakubo, who with her Comme des Garçons tries to construct clothes far from the banal concept of dressing which, at the beginning of the 1980s, however did not escape her. Today, her padded and squared volumes, as if they were furnishings, and her risky combinations, were inspired by Susan Sontag’s essay, “Notes on Camp” (1964). And she theorises that playing with provocation and kitsch without fearing a nuance of vulgarity is the rebellious value that society most needs. If the theory is interesting, the result causes some disturbance. Sculpture, design, or a sophisticated intellectual manifestation may allow one to assert their own uniqueness, but this does not mean it is the only reason for being. Junya Watanabe (not by chance, Kawakubo’s student) is also a lover of extremism whose last collection included coats with magically invisible shoulders worn over skinny leggings to create an image with an almost robotic appeal. The prophet of ugly chic, however, was Miuccia Prada, who even now does not joke around, between disproportions and an anticonformism whose classic elegance can be disorientated by an unpleasant thought. Interesting, but also awkward. So, what’s happening? In 1853 Karl Rosenkranz published the book “Aesthetics of Ugliness”. More recently, the philosopher Remo Bodei said in an interview that: “Modern art needs something interesting, something that continues to excite us, because we have an insatiable appetite for new things.” This can also be applied to fashion, which has some experience with voracious consumers, and perhaps this helps us to understand what is happening. But, of course, it doesn’t mean we have to like it.

“It can be said that new categories of taste prevail, where colours, proportions, and contrasts abide by random personal rules, the only possibility to create an unconventional image”

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MUSIC AND FASHION

Gender equality behind the console

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by Joe T Vannelli Drawing by Joe Colosimo

brani che poi alla sera testerà davanti al pubblico che ne darà il più immediato e perentorio giudizio.

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ulla scia della provocazione natalizia di Miley Cyrus, che rivendica l’emancipazione delle donne odierne e non desidera più le cascate di diamanti, bensì la parità salariale, decido anche io di salire su questo grande carrozzone e affronto un tema più che mai attuale: quello delle donne dj. Non è mio intento dare voti o fare lezione alle tante donne che hanno approcciato questa carriera, ma ritengo doveroso ribadire, fin da subito, che quella del dj è prima di tutto una passione che si può trasformare in una seria professione. Le caratteristiche che qualunque dj deve possedere per potersi definire tale sono: 1) Un’ampia cultura musicale: non solo nell’ambito elettronico ma in tutta la scena musicale, dal funky, al pop, all’hip-hop, al rock… perché la musica house, techno, dance trae la sua ispirazione proprio da questi generi e la rielabora in forma elettronica con l’utilizzo di strumentazione altamente tecnologica che la trasforma e la adatta ad una serie di beat. 2) La conoscenza e l’utilizzo degli strumenti tecnologici sia in fase di produzione che in fase di esecuzione alla consolle, se non sai mixare (escludendo l’utilizzo di Traktor) o se sbagli la ritmica tra un disco e l’altro ti consiglio qualche banalissima lezione di musica per imparare la metrica e la ritmica. Spiegatemi come può un dj non saper andare a tempo, eppure ne ho visti anche di questi…o di queste. Quando il ritmo non fa parte della tua indole, non riesci a mettere a tempo due tracce neppure con il sync del computer. 3) La produzione musicale: il dj non è solo colui che si pone davanti al pubblico e propone la sua selezione musicale, ma è prima di tutto un produttore, una persona che lavora alla sera nei locali e durante il giorno in studio, ascoltando tantissima musica e producendo dei suoi

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4) Deve far ballare il pubblico: perché la bravura di un dj è proprio quella di far divertire e ballare la gente, inutile proporre una scaletta musicale virtuosa se il pubblico non la sa apprezzare. Troppe volte ho assistito a eventi in cui il dj suonava musica troppo difficile o cupa e la gente stava ai lati della pista con un drink in mano e muoveva un solo piede al battere della cassa. Per non parlare del classico disco “svuota pista” che determina il fallimento totale della tua missione. 5) Il carisma: lo stesso disco suonato da due dj diversi, con un diverso carisma, ottiene sul pubblico un risultato diverso. Il vero dj trasmette come per magia un’energia che dà una spinta maggiore allo stesso disco. Che si tratti di uomini o di donne, questi requisiti sono indispensabili per potersi definire dj e il pubblico pretende lo stesso tipo di divertimento sia da un dj uomo che da una dj donna. L’unico vantaggio che le donne possono avere, rispetto ad un uomo, dietro la consolle è l’avvenenza fisica. Le topless dj lo dimostrano… mostrare il seno e il lato B sono la principale attrazione di un dj set che spesso lascia molto a desiderare in termini di gusto musicale, di abbinamento di brani e di capacità tecnica. Lo stesso vale per le “donne famose” o addirittura le pornostar che improvvisamente finiscono dietro la consolle con costumi di scena che poco lasciano all’immaginazione, ammiccamenti e finte pose che tentano di imitare la serietà dei più noti dj uomini. Da Paris Hilton in giù, la lista di starlette che vanno a calcare i più importanti palchi delle discoteche mondiale è infinita, ma in questo caso alcuni esempi di ricchi o avvenenti uomini che decidono di intraprendere “seriamente” questa professione non fa che avvalorare il concetto che la parità di genere esiste anche in questo. Ammiro dj donne che hanno saputo creare un loro stile rappresentativo e hanno fatto la storia del clubbing e lavorano con grande serietà e capacità, come Miss Kittin, Ellen Allien, Nicole Maudabere, Nervo, Sam Divine, Nina Kravitz, Charlotte de Witte e così via. Tutto il resto, è noia. In the wake of the Christmas provocations made by Miley Cyrus, who gave an updated feminist twist to a Christmas classic by adding lyrics like “I don’t want diamonds, but equal pay,” I decided to jump on this bandwagon and address a theme more relevant than ever: female DJs. It is not my intention to preach or teach a lesson to the many women who have embarked on this career, but I think it is necessary to emphasise, right from the start, that Djing is above all a passion that can be transformed into a serious profession. The characteristics that any DJ must possess to be able to define themselves as such are: 1) Extensive knowledge of all music genres: not only electronic music, but also funk, pop, hip hop, rock… because house, techno, and dance music all draw their inspiration from these genres, readapting it in


MUSIC AND FASHION

electronic form with the use of high-tech instruments that transform and rearrange it into a series of beats. 2) Knowledge and use of technological instruments both in the production phase and at the console, if you don’t know how to mix (excluding the use of Traktor) or if you make a mistake in the rhythm between one record and another, I suggest you take some banal music lessons to learn about metrics and rhythms. Explain to me how a DJ cannot recognise the tempo of music, and yet I have seen some who can’t. When rhythm is not part of your nature, you will not be able to mix two tracks together, not even with the sync of the computer. 3) Musical production: the DJ is not only someone who stands in front of the audience and plays music, but first and foremost he/she is a producer, someone who works at night in the clubs and during the day in the studio, listening to a lot of music and producing songs that will then be played in the night clubs in front of a crowd who will immediately give you an indication of whether or not they are enjoying what you are playing. 4) Ability to get people on the dance floor: because the skill of a DJ is precisely that, to get people to dance and have fun, it’s useless to propose a line-up of cool music tracks if the crowd doesn’t know how to appreciate it. I have attended too many events where the DJ played music that was too difficult or too dark and people stood at the sides of the dancefloor with a drink in hand and tapping one foot in time with the beat. Not to mention the classic “floor emptying” track that completely destroys the DJ’s mission. 5) Charisma: the same record played by two different DJs having a different charisma gets a different reaction from the crowd. A real DJ transmits a magical energy that makes a track more appealing. Whether men or women, these requirements are essential for being a DJ and the public demands the same kind of entertainment from a male or female DJ. The only advantage that a female DJ can have over a man behind the console, is physical appeal. Topless DJs are a demonstration of this… exposed breasts and provocative poses are the main attraction of a DJ set that often leaves much to be desired in terms of musical taste, mixing of tracks and technical ability. The same goes for “famous women” or even pornstars who suddenly end up behind the console wearing costumes that leave little to the imagination, with winks and fake poses that try to imitate the professionalism of the most famous male DJs. From Paris Hilton downwards, the list of starlets who tread the most important stages in discos all over the world is endless, but in this case, some examples of rich or attractive men who decide to “seriously” take up this profession only confirms the concept that gender equality exists here too. I admire female DJs who have known how to create their own style and have made the history of clubbing and who work with great professionalism and skill, such as Miss Kittin, Ellen Allien, Nicole Maudabere, Nervo, Sam Divine, Nina Kravitz, Charlotte de Witte and so on. Everything else is boring.

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brunate.it

Calzaturificio Brunate S.p.A. ¡ +39 02 96779393 ¡ info@brunate.it


FEDERATION FRANCAISE


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OPINION LEADER

Annarita Pilotti

The pasionaria and champion of Italian footwear

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orte, volitiva, diretta: non a caso Annarita Pilotti è stata nominata ‘la pasionaria’ del settore calzaturiero. Perché ha sempre creduto nelle sue battaglie, ci si è sempre buttata a capofitto, fidandosi del suo intuito e della sua forza. Anticonformista, è una donna delle “prime volte”: prima poliziotta delle Marche, prima presidente donna a capo di Assocalzaturifici. Oggi che il suo mandato sta arrivando al termine, traccia assieme ad AF.MAG un consuntivo dei suoi quattro anni a capo di Assocalzaturifici. Ecco cosa ci ha detto. Ha iniziato il suo mandato con la metafora della macchina da corsa e lo sta terminando portando la calzatura del MICAM in Paradiso. Ne ha fatta di strada per il settore: cosa le ha insegnato questa esperienza? “All’Assemblea Nazionale del 2016 tenuta presso il museo Alfa Romeo, ho paragonato Assocalzaturifici ad una potente automobile da corsa: ero certa che ci avrebbe permesso di raggiungere grandi obiettivi. E così è stato. Riprendendo invece la metafora della Divina Commedia, diciamo che sono diventata presidente nel momento in cui la calzatura italiana era all’Inferno, e io mi sono ripromessa di farla uscire dalla crisi e portarla in Paradiso. Purtroppo, visti i dati di settore dei primi mesi del 2018, la calzatura italiana in Paradiso ancora non c’è: il numero dei calzaturifici è calato ancora di 120 unità e sono calati anche gli addetti, meno 314 lavoratori che – per fortuna – vista la richiesta di maestranze da parte del settore, sicuramente verranno riallocati. Abbiamo un mercato italiano in crisi e tra gli esteri cresce tanto soprattutto la Svizzera, tradizionale polo logistico e distributivo dei grandi marchi. La Russia, mercato di riferimento di molte aziende soprattutto delle Marche, va ancora male… e intanto, il mercato si sta polarizzando: da una parte crescono le griffe, dall’altra c’è richiesta di prezzi bassi. Non c’è più spazio per la fascia media che è la categoria di prezzo del made in Italy”. La sua è stata la prima volta per una donna alla presidenza di Assocalzaturifici e ha coinciso con un momento in cui il settore pelle-calzature è stato di tinta “rosa” con altre due donne a capo dell’Assomac e alla direzione di Lineapelle. Come la femminilità ha condizionato il suo essere presidente? “Sono la prima presidente donna in 74 anni di storia dell’associazione. All’inizio sono stata accolta con un po’ di diffidenza, ma piano piano ho dimostrato di essere all’altezza dell’incarico. Di saper lavorare con determinazione, voglia di fare, di saper interpretare le esigenze delle aziende, così come i desiderata dei consumatori. Penso di aver lavorato bene, ho dedicato molta energia e tempo al settore, con una presenza fisica costante. Ecco forse sono stata poco ‘politica’, se mi passa il termine: non sono brava a giocarmi sulle sfumature. Io sono diretta, verace e talvolta questo mio modo di essere mi ha portata a scontri con le istituzioni”. Quali sono state le battaglie per il settore che più l’hanno appassionata? “Innanzitutto la battaglia per il MICAM: all’inizio del mio mandato, a Ferragosto, mentre tutti facevano le vacanze, io ero a Rho in fiera. Volevo dare una svolta a MICAM e ci sono riuscita: ho portato i grandi brand in fiera, ho cambiato il suo layout, ho ideato le

piazze… ho cambiato l’immagine della fiera e il modo di comunicarla, ho anche cambiato le date anticipandole per rispondere alle esigenze dei compratori… Insomma, ho rinnovato la fiera e il risultato è stato che i buyer sono tornati a dare importanza al MICAM: oggi a fronte di 1400 aziende espositrici abbiamo 44mila visitatori. La nostra è una fiera in cui si scrivono gli ordini e dove si ritorna volentieri. Altre conquiste importanti per il settore sono state la defiscalizzazione dei campionari, ottenuta grazie al presidente Gentiloni. Con il Ministro Calenda e l’On. Scalfarotto abbiamo aperto un Tavolo della Moda. E poi c’è stata la nascita di Confindustria Moda, un evento epocale, che è riuscito a riunire tutti gli attori del settore moda. Abbiamo acquistato la sede di Milano che riunisce tutti i nostri uffici e oggi abbiamo una maggiore rappresentatività sia a livello nazionale che internazionale. Infine, sono contenta di aver dotato il CIMAC di una sede propria, che è stata inaugurata lo scorso 24 gennaio. Tutti questi successi mi inorgogliscono”. Qual è invece la mancata occasione di cui più si rammarica? “Il made in Italy è stata una battaglia dura e faticosa, che ancora non ha portato a un risultato. Ho istituito un desk appositamente dedicato a questo tema a Bruxelles, per lo sviluppo delle relazioni in seno all’UE. Purtroppo, a causa dell’opposizione di Paesi come la Germania e la Francia, ancora non siamo riusciti ad ottenere l’obbligo di etichettatura d’origine. Spero che in futuro qualcosa si smuova, magari per effetto dell’uscita dell’Inghilterra dall’UE. Un altro punto sul quale ho combattuto senza portare a casa un risultato è il costo del lavoro: l’Italia paga tre volte tanto quello che pagano, non dico i cinesi, ma i nostri vicini, come Croazia, Spagna e Portogallo. Così la concorrenza è davvero imbattibile. Tuttavia, per aiutare le imprese che si vogliono internazionalizzare, ho dato alle aziende dei voucher per permettere loro di partecipare alle fiere che organizziamo all’estero, come Moda Made in Italy a Monaco, Obuv mir Kozi, i nostri workshop…” A che punto è la calzatura italiana oggi e quali sono secondo lei le prospettive per la calzatura nel futuro? “Si parla tanto di innovazione e ricerca come risorse per uscire dalla crisi: le nostre aziende però fanno ricerca e puntano sull’innovazione tutti i giorni, cercando di equilibrare queste istanze con quelle della creatività e dell’artigianalità che sono le bandiere del made in Italy. Adesso queste risorse non bastano più. Oggi, in un mercato polarizzato tra le grandi griffe e le calzature economiche da 20-30 euro, non c’è più spazio per il medio di gamma, il riferimento del made in Italy. La scarpa di medio-alto livello soffre, è in difficoltà”. In base a quanto ci siamo dette, quale bilancio trae del suo mandato? “Per quanto mi riguarda, a livello di lavoro e di impegno, ho sempre dato il massimo. I progetti che ho promosso stanno andando avanti e spero che il mio successore li porti a termine. Quanto a me, devo ammetterlo, ora che sono al capolinea, mi rendo conto di essere stanca e di essere mancata alla mia famiglia e alla mia azienda”. Concluso il suo mandato si occuperà ancora del settore? “Sarò sempre attenta al settore, darò il mio contributo nel consiglio di Assocalzaturifici offrendo la mia esperienza e lungimiranza. È uno dei miei tratti: ho un buon intuito, che posso mettere a disposizione del nuovo presidente”.

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OPINION LEADER Strong, determined, and direct: it is not by chance that Annarita Pilotti was nominated as the pasionaria or champion of the footwear industry. Because she has always believed in her battles, fully committing herself to them, while trusting in her intuition and strength. Non-conformist in her approach, she is a woman who has had several important “firsts”: she was the first policewoman in the Marches and first female President to head Assocalzaturifici. Today, with her term as President almost at an end, she looks back with AF.MAG on her four years at the head of Assocalzaturifici. Here is what she told us. You began your term of office with the metaphor of race cars and you are ending it by bringing MICAM footwear to Paradise. You have done a lot for the sector: what has this experience taught you? “At the 2016 National Assembly, held at the Alfa Romeo museum, I in fact compared Assocalzaturifici to a powerful race car: I was sure it would allow us to arrive at great achievements. And this is what in fact happened. Looking at the metaphor of the Divine Comedy, you could say I became President at a time when Italian footwear was in Hell, and I promised I would help it emerge from the crisis by bringing it to Paradise. Luckily, if you look at the sector’s figures for the first few months of 2018, Italian footwear has not yet gone to Paradise: the number of Italian footwear manufacturers has once again fallen by another 120 units and there are now 314 fewer sector employees, which – luckily – considering the request for skilled labour by the sector, will undoubtedly be hired elsewhere. We have an Italian market in crisis, while among foreign markets, Switzerland is experiencing the most growth, as the traditional logistics and distributive hub for leading brands. Russia, the market of reference for many companies above all from the Marches, is still struggling… and in the meantime, the market is moving towards extreme and opposing ends. From one end, designer labels are growing, while from the other end, there is a demand for low prices. There is no more room for the mid-range, which is the price range of Made in Italy”. You were the first woman ever to serve as the President of Assocalzaturifici and this coincided with a moment in which the leather-footwear industry became more ‘pink’ with two other women at the head of Assomac and Lineapelle. How did being a woman influence you in your role as President? I am the first woman President in 74 years of the Association’s history. At the beginning I was treated with a certain amount of distrust, but I slowly demonstrated that I was capable of fulfilling my role, while working with determination and a desire to accomplish things, and the ability to interpret the needs of companies, as well as the desires of consumers. I think I did a good job. I dedicated a lot of time and energy to the sector and was always physically present in my role. Maybe I was too little ‘political’, if you’ll allow me to say so: I am not good at playing around with subtleties. I am direct and genuine, and sometimes this way of being led me to confrontations with institutions”. Which battles for the sector were most important to you? “First and foremost, the battle for MICAM: at the beginning of my term, during the Assumption, while everyone was on vacation, I was in Rho at the fair. I wanted to revolutionize MICAM and I succeeded: I brought leading brands to the fair, changed its layout, planned the squares… I changed the image of the fair and the way of presenting it, I also changed the dates, moving them up in order to reply to the needs of that buyers. In other words, I renewed

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the fair and the result was that buyers once again started giving importance to MICAM: today, for 1400 exhibiting companies there are 44 thousand visitors. Ours is a fair where orders are booked, and visitors are happy to return. Another important milestone for the sector was the tax exemption of samples, achieved thanks to President Gentiloni. With Minister Calenda and Hon. Scalfarotto, we worked together to launch a Fashion Table. There was then the debut of Confindustria Moda, an epic event, which managed to reunite all players in the fashion industry. We bought the headquarters in Milan, which hosts all our offices, and today we have greater representation both nationally and internationally. Finally, I am happy that I provided CIMAC with its very own headquarters, which was inaugurated on January 24th. All these successes have been a great source of pride”. What is the missed opportunity you regret the most? “Made in Italy was a long, hard battle, which has still not yet led to any results. I specifically set up a desk dedicated to this theme in Brussels, for the development of relations within the EU. Unfortunately, because of opposition from countries like Germany and France, we have still not succeeded in obtaining mandatory labels of origin. I hope that in the future something will change, maybe as a result of the UK leaving the EU… Another issue I fought for, without any concrete results, was the cost of labour: Italy pays three times what neighbouring countries like Croatia, Spain, and Portugal pay, without even considering the Chinese. This makes the competition truly unbeatable. Nevertheless, to help companies that want to become international, I have given them vouchers that allow them to participate in the fairs we organise abroad, like Moda Made in Italy in Munich, Obuv mir Kozi, our workshops…” At what point is Italian footwear today, and in your opinion, what are the opportunities for footwear in the future? “There’s lots of talk about innovation and research as well as resources for exiting from the crisis: our companies, however, do research and focus on innovation every day, while also trying to balance out these activities with those of creativity and craft workmanship, which are the emblem of Made in Italy. Now these resources are no longer enough. Today, the market is between the extremes of designer labels and cheap footwear that costs between 20-30 euros. There is no more room for the mid-range, which is the category of reference for Made in Italy. The mid to high-end range is suffering and in difficulty”. Based on what has already been said, what picture will you take with you from your experience and term of office? “As far as I’m concerned, on a professional level, I have always done my best. The projects I promoted are moving forward and I hope that my replacement will complete them. As far as I’m concerned, I must admit that now that I’m at the end of the line, I realize just how tired I am and all the time I spent away from my family and business”. Once your term of office is up, will you still remain active in this sector? And if so, in what capacity? “I will always keep an eye on this sector, making my contribution to the Assocalzaturifici board, while offering my experience and long-term outlook. It is one of my traits: I have a good intuition, which I can make available to the new President, the board, and the sector”.


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Simona Quadarella 400, 800, 1500

Fashion by Angela Qehaja

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miei numeri magici, quelli estratti dall’acqua e dai sacrifici, quelli dei sorrisi nell’estate di Glasgow. Spontanea e solare, mi fa piacere dicano questo di me. Perché è vero, nuotare è la mia passione, cercare ritmo e fluidità mi rende felice. Quando ho scoperto l’amore per la vasca? Fin da piccola… mio padre voleva portarmi in barca e da lì è sgorgato il mio destino. Mi piace la gara, confrontarmi con gli altri e prima di tutto con me stessa, sapere che quell’ultima bracciata davanti alle altre dipende da me e da me sola. Ora mi concentrerò sui dettagli (le virate per esempio) perché voglio prendere la corrente giusta, quella che sfocia a Tokyo 2020.” I numeri riportati nel titolo sono le distanze in metri coperte da Simona Quadarella durante i Campionati Europei di Glasgow del 2018 e che le hanno valso 3 superlative medaglie d’oro in stile libero. La nuotatrice italiana del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse non è nuova ai successi. Si vedano il bronzo nei 1500 m. stile libero ai Campionati Mondiali di Budapest nel 2017; la medaglia d’oro di due anni prima nella medesima specialità ai Campionati Mondiali Giovanili di Singapore; e la vittoria nei Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino 2014 sugli 800 m. (prima nuotatrice italiana a raggiungere tale traguardo).

“My magic numbers, those coming from water and sacrifices, those from smiles in the summer in Glasgow. Spontaneous and cheerful, this is how I hope people see me. Because it’s true, swimming is my passion, searching for rhythm and fluidity, makes me happy. When did I fall in love with water? When I was a child… my father took me out on a boat and that’s when my destiny began. I love racing. I love competing against others and above all, against myself, knowing that the last stroke in front of the others depends on me and on me alone. Now I will focus on the details (for example, the turns) because I want to find the right current, the one that takes me all the way to Tokyo 2020.” The numbers in the title are the distances in meters covered by Simona Quadarella during the European Aquatics Championships in Glasgow, and which earned her 3 gold medals in freestyle. The Italian swimmer, who is a member of the “Fiamme Rosse” Fire Department Sports Group, is no stranger to success. She won the bronze medal in the women’s 1500 metre freestyle event at the 2017 World Aquatics Championships held in Budapest; the gold medal two years earlier in the same event at the Youth World Championships in Singapore; and the gold medal in the 800 metres freestyle event at the 2014 Youth Olympic Games in Nanjing (the first Italian swimmer to achieve this goal).

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Bag Stella McCartney for ADIDAS Shoes ADIDAS


“...I love racing. I love competing against others, and above all, against myself, knowing that the last stroke in front of the others depends on me and on me alone.�


Total look Stella McCartney for ADIDAS


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Total look ADIDAS STARRING: Simona Quadarella AF. PRODUCTION Fashion by Angela Qehaja Make-up and hair: Giulia Gagliano using @Kiehl’s Glow formula


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Annabelle Belmondo Stand by Andrea Carpenzano Moonlight Shadow on the wall

Bag TORY BURCH Shoes RACINE CARRÉE


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Annabelle belmondo A made in France style icon Photos by Angelo Lanza Fashion by Luca Termine Text by Fabrizio Imas

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Total look GUY LAROCHE Culotte LA PERLA Shoes GENNY Bag UNISA Jewels MARCO BICEGO

uando Annabelle Belmondo arriva sul set, a lei si accompagnano fascino, bellezza e cultura… e la storia del cinema francese degli ultimi settant’anni. Cognome importante, il suo: è la nipote dell’attore Jean Paul Belmondo, che si è conteso il primato di uomo più bello del mondo con Alain Delon per moltissimi anni. Dopo essersi laureata in giornalismo, Annabelle intraprende la carriera di modella e attrice, e fin da subito diviene icona di stile sui red carpet di tutta Europa. Per lei il nonno è un nonno come tutti gli altri. Una figura di riferimento, certo, a cui ha sempre guardato e sempre guarderà, ma è dovuto passare molto tempo prima che si accorgesse della popolarità di Jean Paul. Fino ai quattordici anni, quando durante una vacanza in barca con tutta la famiglia, al momento dello sbarco, una folla gigantesca li aspettava sul molo. Chiese alla madre perché fossero tutti lì e lei rispose tranquillamente: “Ci sono le Spice Girls”, il suo gruppo preferito del momento. Capì che era uno scherzo, e rimase molto perplessa quando intuì che erano lì per suo nonno. “Come mai?”, pensò. Da quel momento capì quanto fosse veramente famoso. Annabelle Belmondo ha un rapporto molto speciale anche con l’Italia. Del resto le sue radici affondano in Piemonte, pur confessando, a malincuore (soprattutto per i tartufi di Alba), di non esserci ancora stata. “Presto rimedierò”, promette. Proprio il Bel Paese ha iniziato ad apprezzarla, dopo l’apparizione al Festival di Sanremo in cui Carlo Conti la volle fortemente al suo fianco, insieme alla nipote di Alain Delon. All’ultima edizione del Festival di Venezia è stata insignita del ‘Young International Talent Movie Award by Kineo’: “Una vera sorpresa. Mi hanno invitata, ma ha scoperto solo all’arrivo in Laguna che avrei ricevuto il premio”. Si è sentita davvero apprezzata dal pubblico italiano, il che la gratifica immensamente. Con molta innocenza le ho chiesto come ci si senta ad alzarsi al mattino con la consapevolezza di essere un’icona della moda, e di non poter mai sbagliare un colpo… di stile! Annabelle, uno humor davvero raro, ride di gusto, perché se la vedessero quando porta fuori i cani in pigiama e ciabatte – dice – forse qualcuno cambierebbe idea. Ma la moda è un sogno e noi continueremo a sognarla impeccabile. È un vero talento poliedrico. Recentemente, infatti, ha inciso un disco insieme al gruppo musicale francese ‘Le Femme’. Non ne si conosce ancora la data di uscita, ma lei ne è veramente soddisfatta. L’album ricorda, come stile, Jane Birkin con una voce maschile che parla in sottofondo e lei risponde in modo molto sexy e very

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Total look ERMANNO SCERVINO Jewels ELEONORA MANTINI


sixties. Ma la recitazione rimane la sua strada, su cui punta studiando molto, in questo periodo a Parigi. È grata per la bellezza che ha ricevuto in dono e, a proposito, dice di essere assolutamente ossessionata dai prodotti per il make-up. Ne compra di continuo e quando un professionista la prepara per un evento, lei lo bersaglia di domande, perché ne vuole conoscere tutti i segreti. Abbiamo parlato molto di suo nonno, ma quanto spazio, Annabelle, riesce a dedicare alla sua famiglia, per metà francese e per metà americana? “Trovo sempre il tempo di stare insieme a loro, nonostante i mille impegni. Alla fine sono il legame più importante”.

Jacket ARMANI Bralette LA PERLA Hat RADÀ Pants RICOSTRU Bag and shoes LIU-JO Jewels MARCO BICEGO

When Annabelle Belmondo arrives on set, she is accompanied by charm, beauty and culture... and the history of French cinema in the last seventy years. Hers is an important surname: she is the niece of actor Jean Paul Belmondo, who has been contesting for many years with Alain Delon the title of the most beautiful man in the world. After graduating in journalism, Annabelle embarks on a career as a model and actress becoming immediately a style icon on red carpets across Europe. For her, grandpa is a grandfather like everyone else. A figure of reference, of course, to whom she has and will always look at, but a long time passed by before she even realised the popularity of Jean Paul. Until the age of fourteen, when on a boat trip with the whole family, at the time of disembarkation, a giant crowd waited for them on the pier. She asked her mother why they were all there and she answered quietly: “Because of the Spice Girls”, her favourite group of the moment. She realised it was a joke and was very perplexed when she sensed that they were there for her grandfather. “How come?” she thought. From that moment on she understood how truly famous he was. Annabelle Belmondo has a very special relationship also with Italy. After all, she has her roots in Piedmont, although confessing, reluctantly (especially for the truffles of Alba), that she has never been there yet. “I will soon remedy”, she promises. It was the Bel Paese that began appreciating her, after her appearance at the Sanremo Festival in which Carlo Conti wanted her strongly by his side, along with the grandaughter of Alain Delon. At the last edition of the Venice Film Festival she was awarded with the ‘Young International Talent Movie Award by Kineo’: “A real surprise. They invited me, but I only discovered on arrival at the Lagoon that I would receive the recognition”. She felt really appreciated by the Italian public, which gratifies her immensely. I asked her quite innocently how it feels to get up in the morning with the awareness of being a fashion icon and of never being able to make a mistake... of style! Annabelle, with a really rare humour, laughs out loud, because if people saw her when she walks the dogs in her pajamas and slippers - she says - maybe they would change their mind. But fashion is a dream and we will continue to dream of it impeccably. She is a real multifaceted talent. Recently, in fact, she produced a record with the French musical group ‘Le Femme’. The release date is not yet known, but she is really satisfied with it. The album reminds of Jane Birkin, with a man talking in the background and she responding in a very sexy way and in very sixties style. But acting remains her path, in which she focuses on studying a lot, in this period in Paris. She is grateful for the beauty she has received as a gift and, by the way, says to be absolutely obsessed with make-up products. She buys them constantly and when a professional prepares her for an event, she asks him questions, because she wants to know all the secrets about them. We talked a lot about her grandfather, but how much space does Annabelle manage to dedicate to her half French and half American family? “I always find time to be with them, despite the thousand commitments. After all they are the most important bond”.


Total look BOTTEGA VENETA Jewels ELEONORA MANTINI


Total look CHANEL


Coat LONGCHAMP Bag, shirt and pants TORY BURCH Shoes RACINE CARRÉE


“She is grateful for the beauty she has received as a gift and, by the way, says to be absolutely obsessed with make-up products. She buys them constantly and when a professional prepares her for an event, she asks him questions, because she wants to know all the secrets about them�


Skirt and t-shirt TER ET BANTINE Shoes MALONE Bag LONGCHAMP Jewels MARCO BICEGO


Left: Coat PRINGLE OF SCOTLAND Pants TORY BURCH Sweater MALìPARMI Bag GENNY Shoes ERMANNO SCERVINO Jewels ELEONORA MANTINI Right: Jacket GIORGIO ARMANI Leotard LA PERLA Jewels MARCO BICEGO


Jacket TER ET BANTINE Bag AMANTI Shoes RACINE CARRÉE Sequin dress RAHUL MISHRA T-shirt ISABEL BENENATO Jewels MARCO BICEGO


STARRING:

ANNABELLE BELMONDO Photos: Angelo Lanza Fashion: Luca Termine Make-up: Theo Carias using @Filorgaitalia Hair: Elia Piatto and Martina Molinati @Elia Piatto, Torino, using Shieldon Photo assistant: Yadier Castro Piedra Styling assistant: Marta Scalise, Angela Qehaja Entertainer editor: Fabrizio Imas Production: Matteo Cassanelli @M.punto Roma Videomaker: Elia Acunto @Controluce Video Thanks to Studio Capture Image for the location Special Thanks to Alberto Lanini AF. PRODUCTION

Watch video at: www.af-magazine.com


Dress ERMANNO SCERVINO Jewels ELEONORA MANTINI


Left: Jacket, pants and belt bag ANNAKIKI Silk shirt PRIMARK Boots MALONE SOULIERS Right: Top ADELBEL


Stand by

Photos by Michele De Andreis Fashion by Sabrina Mellace


Trench OOF Shirt and pants LAURA BIAGIOTTI Sandals with studs RED VALENTINO


Coat ICEBERG Top PRINGLE OF SCOTLAND Coulotte and bag RED VALENTINO


Left: Sunglasses MYKITA Leotard e shorts ADELBEL Belt bag GAVAZZENI Boots ICEBERG Right: Knitwear with hood ANTEPRIMA Mountain hat LDO - LUCA DE OVIDIS


Shoes DISSONA

Bag HIBOURAMA


Jacket OOF T-shirt EDITH MARCEL Skirt MOMONÌ Socks ALTO MILANO Sneakers CAT


Left: Pants ANNAKIKI Texan boots BALDININI Right: Mini dress ANTEPRIMA Cuissards CRISTIANO BURANI


Left: Vinyl trench coat CALCATERRA Top ANGELOS FRENTZOS Leggings GIANCARLO CAPANNOLO Ballerina shoes BIMBA Y LOLA Right: Dress CATERINA MORO Leggings PUMA Mules FABIO RUSCONI Photos by Michele De Andreis Fashion by Sabrina Mellace Stylist assistant: Valeria Lombardi Hair: Luce Tasca @MhArtist Make-up: Sara del Re Model: Ellen Ten Berge @Independent


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Andrea carpenzano The accidental “champion” Photos by Angelo Lanza Fashion editor: Luca Termine Styling: Sara Castelli Gattinara Grooming: Massimo Ginesi Drawings by Joe Colosimo Text by Fabrizio Imas

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ndrea Carpenzano è sicuramente una delle vere promesse del cinema italiano, anche se lui per il momento fatica ancora a definirsi un ‘attore’ a tutti gli effetti. In realtà, si tratta di un raro esempio di modestia: forse perché lui è così, un giovane di 23 anni, concreto e con i piedi per terra, riconoscente delle esperienze che professionalmente sta vivendo. La sua carriera di attore, infatti, è cominciata quasi per caso. È cosciente del fatto che altrettanto per caso potrebbe finire, e di conseguenza la sua vita prendere una direzione del tutto diversa. La sua determinazione deriva forse proprio da questo: dall’essere un fatalista! Non sentendosi portato per nessuna professione in particolare, non ha mai avuto un’idea chiara di cosa volesse fare ‘da grande’. Così, anche nel mondo del cinema, ha preferito lasciar spazio al destino e cavalcare l’onda… In fondo, è stato proprio il destino ad averlo portato ad essere scelto per il casting di una sfilata di Gucci e poi diventarne addirittura una sorta di ‘ambassador’. Una tale eventualità lui non l’avrebbe neppure potuta immaginare! In realtà, si reputa molto fortunato ad avere così poca stima di sé, perché se quanto sta vivendo nella sua vita professionale fosse successo ad un’altra persona, probabilmente questa si sarebbe facilmente montata la testa. Lui, invece, guarda tutto ciò che lo circonda con una sorta d’incredulità e stupore. A cominciare dal contatto con persone del fashion system che, viste da fuori, possono sembrare quasi degli ‘extraterrestri’ mentre in realtà si rivelano assolutamente normali e ‘alla mano’. Così, quando gli domando cosa ne pensa del fatto di essere spesso paragonato a Valerio Mastrandrea, non esita a rispondermi: “Ma lui è un attore, mentre io…”; insomma, sente di appartenere a un mondo completamente diverso e come tale non comparabile a quello “dei grandi”.

Sweater and pants FAY Jacket LEVI’S Shoes HOGAN

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Total look GUCCI


Total look GUCCI


Il pubblico ha avuto modo di conoscerlo con “La terra dell’abbastanza”, film destinato in origine a una nicchia di pubblico e poi letteralmente ‘esploso’ con la presentazione al Festival del Cinema di Berlino. La critica favorevole, ma anche il cosiddetto ‘passaparola’, hanno portato la pellicola a essere distribuita in moltissime sale. Parlando dei suoi prossimi programmi per il grande schermo, mi racconta che è in uscita il film “Il campione”, dove si racconta la storia di una promessa del calcio fino a quel momento semisconosciuta, che all’improvviso viene ricoperta di soldi: un mix tra Balotelli (per la stravaganza) e Totti (per la sensibilità). Al suo fianco uno Stefano Accorsi sempre pronto a riportarlo sulla retta via e a farlo rigare dritto. In fondo, se si tratta di calcio, lui una certa passione per questo sport l’ha sempre avuta, se non altro come spettatore: la partita della domenica della Roma è sempre stata un evento imperdibile come il Natale. Andrea è così, cristallino come poche altre persone sanno essere. Felice di stare con gli amici e guardarli mentre si divertono, anche se per lui non è lo stesso; e non lo dice per piaggeria, lo pensa davvero. Presunzione, retorica e chi si prende troppo sul serio lo fanno veramente infuriare… quindi, state attenti!


Jacket and sweater N.21 Jeans LEVI’S Shirt XACUS Shoes TOD’S


Andrea Carpenzano is certainly one of the real promises of Italian cinema, even if at the moment he still finds it hard to define himself as a fully-fledged ‘actor’. In fact, it is a rare example of modesty: perhaps because, at only 23 years of age, he is so genuine with his feet firmly on the ground, grateful for the professional success he is experiencing. His career as an actor, in fact, began almost by accident. He is aware of the fact that it could also end by accident, and his life could take a completely different direction. Maybe his determination comes from this: from being a fatalist! Not interested in any profession in particular, he never really had a clear idea of what he wanted to do ‘when he grew up’. So, even in the world of cinema, he preferred to leave some room for destiny and to ride the wave… After all, it was destiny that led him to be chosen for a Gucci fashion show and to then become a sort of “ambassador.” He couldn’t even have imagined such a possibility!


Jacket, sweater and pants FAY Shoes HOGAN


Total look GUCCI


In fact, he feels very lucky to have so little self esteem, because if what he is currently experiencing in his professional life had happened to someone else, they would probably have easily let it go to their head. Instead, he looks at everything around him with a sort of disbelief and amazement. Starting with the contact with people in the fashion system who, when seen from the outside, can seem to be almost ‘extra-terrestrial’ when in reality they are absolutely normal and very down to earth. So, when I ask him what he thinks of the fact that he is often compared to Valerio Mastrandrea, he quickly responds: “But he is an actor, while I…”; basically, he feels as though he belongs to a completely different world and as such cannot be compared to the greats. Audiences got to know him in “La terra dell’abbastanza” (Boys Cry), a film originally intended for a niche audience, which then literally ‘exploded’ with the presentation at the Berlin Film Festival. Great reviews, as well as so-called ‘word of mouth’ led to the film being distributed in many cinemas. Talking about his next plans on the big screen, he tells me that the film “Il campione” (The Champion) is about to be released. It is about a young soccer champion, who suddenly becomes famous and begins making a lot of money: a mix between Balotelli (for his extravagance) and Totti (for his sensitivity). He is assisted and guided by Stefano Accorsi, who is always ready to bring him back to the right path, making sure he stays on the straight and narrow. He has always had a passion for soccer, especially as a spectator: he never missed his beloved Rome playing on Sunday, an unmissable event like Christmas. This is Andrea, crystal-clear like few other people know how. Happy to be with his friends and to watch them have fun, even if things have changed for him; and he doesn’t mean to be flattering, he really believes it. Presumption, rhetoric and those who take themselves too seriously really piss him off…..so be warned!


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Total look GUCCI Photos by Angelo Lanza Fashion editor: Luca Termine Styling: Sara Castelli Gattinara Grooming: Massimo Ginesi Drawings by Joe Colosimo Text by Fabrizio Imas


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Photos by Angelo Lanza Fashion by Luca Termine

Shirt ASOS Pants GAZZARRINI Bag LOUIS VUITTON


Jacket PAOLONI Shirt ALESSANDRO GHERARDI Necktie and pants PAOLONI Shoes NIKE Sunglasses OLIVER PEOPLE


Left: Jacket COR SINE LABE DOLI Pants MASSIMO REBECCHI Shoes BALENCIAGA Belt bag MELISSA Right: Jacket and pants MANUEL RITZ Shoes MELISSA Belt bag LEVI’S


Jacket and pants MANUEL RITZ Shirt ALESSANDRO GHERARDI Shoes HIDE&JACK Trolley and backpack MATTEO PERIN


From left: Shirt A.G. SMITH Vest TAGLIATORE Pants and bag LEVI’S Shoes MATTEO PERIN Polo and jacket TAGLIATORE Pants LEVI’S Shoes GIANNI GALLUCCI Shirt TOM REBL Jacket MASSIMO ALBA Jeans G-STAR Shoes MANUEL RITZ


From left: Sweatshirt C.P. COMPANY Leather jacket, pants MATTEO PERIN Sliders Melissa Jacket and pants COR SINE LABE DOLI Turtleneck sweater GAZZARRINI Shoes MATTEO PRESSAMARITI Suitcases MATTEO PERIN


Jacket and pants MATTEO PERIN Shoes HIDE&JACK Handkerchief COR SINE LABE DOLI


Jacket, pants, shirt and shoes TOM REBL Bag MATTEO PERIN


Jacket and pants TOM REBL Shoes MATTEO PERIN Belt bag and headband LEVI’S Photos by Angelo Lanza Fashion by Luca Termine Grooming: Elija Gutierrez @MKS Milano using @Urban Decay All nighter foundation Styling assistants: Andrea Giulia Vacca, Marta Peretti, Paulina Torre Models: Pk Holdbrook-Smith, Tamel Lee, Marlon Sakey @I Love Models Milano Thanks to Pietro Opasich - I Love Models Milano


Shadow on the wall Photos by Piero Perfetto Fashion by Dinalva Barros

Soft slipper and bag FRATELLI ROSSETTI


Sandals LORIBLU


Sneakers VOILE BLANCHE


Sandal and leather ankle boots BALDININI


Suede moccasin and sandals MORESCHI


Sandals, slip-on and bag A. TESTONI Photos by Piero Perfetto Fashion by Dinalva Barros Stylist assistant: Elena Fochesato Thanks to: Studio Ad Hoc


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Giorgio Criscione Heart to hand

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na formazione tra il Politecnico di Milano e l’University of Applied Sciences and Arts di Hannover, dai 18 anni in poi un vero cittadino del mondo per approdare oggi a Ibiza, Giorgio Criscione disegna fin da quando sa tenere una matita in mano: “Entrambi i miei genitori dipingevano. Saper disegnare non è un dono divino come molti credono, è solo frutto di dedizione e accanimento”. Tra le sue ispirazioni artistiche cita - tra quelli che più lo emozionano e influenzano - Egon Schiele, Tamara de Lempicka, Enki Bilal ma anche l’Art Spiegelman di “Maus”. Ma come nasce una sua illustrazione? Giorgio ci racconta che nasce tutto da un’emozione, un sentimento, uno stato d’animo che lo spinge ad esprimersi. Nei momenti più tristi della sua vita, la matita è stata la sua confidente, senza avrebbe fatto sicuramente più fatica a raccontarsi cosa stava provando. I disegni di ieri e di oggi si mettono a confronto e gli fanno ricordare momenti precisi ma anche capire l’evoluzione o l’involuzione delle sue linee: “I miei disegni non sono mai il soggetto che raffigurano ma sono sempre io con i miei sentimenti”. Con la moda e quello che ci gira intorno ha un rapporto conflittuale. Lo infastidiscono i concetti di “trend” o “colore dell’anno”, ma, quando un brand realizza qualcosa di speciale o di rottura lo apprezza, e - in qualche modo - ne trae ispirazione, sia dal punto di vista del prodotto che dal punto di vista della comunicazione visiva. “Un incrocio interessante tra me e il mondo della moda è stato quando qualche anno fa a Londra nello studio di design per il quale lavoravo ho avuto la fortuna di progettare per intero un libro sulla sartoria artigianale, “Quintessentially Gentleman”. Un progetto affascinante che mi ha fatto conoscere artigiani e professionisti al più alto livello possibile. Sono andato di persona negli atelier di Savile Row a Londra, dove ho conosciuto artigiani autori di preziosissime scarpe, cravatte e accessori moda. Al progetto hanno preso parte brand come Paul Smith, Ettinger, Gieves & Hawkes e Ralph Lauren, e grande soddisfazione quando quest’ultimo mi ha poi richiesto personalmente il ritratto che avevo realizzato per il libro”. Tra i prossimi progetti, da grande lettore di graphic novel (ma legge solo quelle che parlano di storie vere, di persone reali con problemi e gioie reali), c’è la voglia di disegnarsi e raccontarsi in una tutta sua: “Scriverò e illustrerò le mie fragilità”.

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After studying at the Politecnico of Milano and the University of Applied Sciences and Arts in Hanover, from the age of 18 he became a true citizen of the world. Today Giorgio Criscione is based in Ibiza, and has been drawing since he was able to hold a pencil in his hand: “Both my parents painted. Knowing how to draw is not a divine gift as many believe, it is the result of dedication and determination”. His artistic inspirations include – among those who most excited and influenced him – Egon Schiele, Tamara de Lempicka, Enki Bilal but also Art Spiegelman of “Maus”. How does one of his illustrations come about? Giorgio tells us that everything comes from an emotion, a feeling, a mood that drives him to express himself. In the saddest moments of his life, the pencil was his confidant, without it he would have had more difficulty in expressing his feelings. The drawings of yesterday and today are compared to each other, and make him remember precise moments but also to understand the evolution or involution of his lines: “My drawings are never the subject that they represent, but are always a reflection of me and my feelings”. He has a conflicting relationship with fashion and everything that revolves around it. He is annoyed by the concepts of “trend” or “colour of the year”, but when a brand makes something special or ground-breaking, he appreciates it, and – in some way – draws inspiration from it, both from the point of view of the product and that of visual communication. “An interesting encounter between me and the fashion world occurred a few years ago when I was working in a design studio in London. I was given the opportunity to design a whole book on traditional tailoring “Quintessentially Gentleman”. A fascinating project that introduced me to tailors and professionals at the highest possible level. I personally visited the ateliers of Savile Row in London, where I met artisans who created the finest shoes, ties and fashion accessories. Brands such as Paul Smith, Ettinger, Gieves & Hawkes and Ralph Lauren took part in the project, and I was very pleased when Ralph Lauren himself asked me for the portrait I had created for the book”. Among the next projects, as a great reader of graphic novels (but only those that tell real stories of real people with real problems and joys), there is the desire to draw one about his life: “I will write and illustrate my weaknesses”.


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ROMIT S.p.A ._VA L EN TI


runway Milan/Paris-Woman

Spring/Summer 2019

Givenchy S/S 2019


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Milan-Woman S/S 2019 Photos by Antony West

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hom Browne è alla frutta. Nel senso che interpreta la prossima estate con una ridda di colori sorbetto molto freschi e stampe cartoon. Gli fa da contraltare lo spirito rock di McQueen che con borchie, pietre e stringature a corsetto esalta il bianco e nero, le punte sfilate e il tacco a spillo. E se Balmain gioca con gli effetti materici e si diverte ad alternare metallizzati, trasparenze ed effetti marmorei di scenografico impatto, Chanel esalta l’inconfondibile eleganza del brand con un’informale passeggiata a piedi nudi sulla sabbia. Molto anni ’50. Vezzi a parte, è l’estate delle grafiche esasperate, delle piume colorate e, se volete, di un’eleganza multiforme che passa dal minimalismo di Hermès alla gioiosa poetica di Kenzo.

Thom Browne has reached the fruit course. In the sense that he interprets next summer with a whole series of extremely fresh sorbet colours and cartoon prints. That is counterbalanced by the rock spirit of McQueen who, with studs, stones and corsetlike lace-ups enhances black and white, slimmed-down tips and stiletto heels. And if Balmain plays with material effects and has fun alternating metallized fabrics, transparencies and marble-like effects with a scenographic impact, Chanel enhances the unmistakable elegance of the brand with an informal barefoot stroll on the sand. Very ‘50s. Frills aside, it is a summer with exasperated graphics, coloured feathers and, if you want, a multifaceted elegance that goes from Hermes’ minimalism to Kenzo’s joyous poetics.

MOSCHINO

JIl SaNder

134 af mag


EDITORIAL

alberta FerrettI

PHIlOSOPHy dI lOreNzO SeraFINI

af mag

135


EDITORIAL

leS COPaINS

SPOrtMax

bluMarINe

CaVallI

136 af mag


EDITORIAL

etrO

SalVatOre FerraGaMO

af mag

137


EDITORIAL

ICeberG

138 af mag

PalM aNGelS


EDITORIAL

tOd’S

VerSaCe

af mag

139


EDITORIAL

Paris-Woman S/S 2019 Photos by Antony West

rOCHaS

alexaNder McQueeN

140 af mag

Stella McCartNey


EDITORIAL

drIeS VaN NOteN

balMaIN

af mag

141


EDITORIAL

GIVeNCHy

142 af mag

KeNzO


EDITORIAL

lOuIS VuIttON

CHaNel

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143


EDITORIAL

HerMèS

144 af mag

tHOM brOwNe


GI RON A C C I P EL L ETTER


FRA N C A L FEIRA S


CA L ZAD OS PITIL L OS S


palcoscenico Preview Fall/Winter 2019/20

Drawing by Joe Colosimo


F/W 20

preview F/W 2019/20

148

In the name of elegance

148

palcoscenico

L

’eleganza del nero è accesa dai bagliori dei metallizzati e del rosso lacca fino al bordeaux, in una carrellata di calzature dalle linee sfilate e proiettate verso l’alto da tacchi spessi o sottili, mentre le borse prediligono le dimensioni medio-piccole e un gusto raffinato o prezioso.

The elegance of black is lit up by metallic flashes and red lacquer all the way to burgundy, in an array of footwear with streamlined shapes, which are projected upwards by thick and slender heels, while in bags, medium and small sizes and a sophisticated and precious style prevails.

AMALFI BY RANGONI

BRUNATE

COMART

CESARE MARTINOLI - CAIMAR


019/20

preview F/W 2019/20

AMATO DANIELE

CONFORT

ASSIA TREND

ANNA CECERE

BORRI GIOVANNI

ACCATINO

palcoscenico

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preview F/W 2019/20

150

palcoscenico

CROMIA

DANILO DI LEA

FIORANGELO

GIANNI CONTI

FLORENCE BAGS @Gardabags

LORENA PAGGI


GIANROS

CARLO SALVATELLI

LAURA DI MAGGIO

LIU-JO

LORIBLU

LARA BELLINI

F/W 2019/20

preview F/W 2019/20

palcoscenico

151


preview F/W 2019/20

GIRONACCI

LUCA VERDI

MODA DI FAUSTO

GIOVANNI FABIANI

152

palcoscenico

PAS DE ROUGE - CALZ. GRITTI


preview F/W 2019/20

GIORDANO

MARINO FABIANI

INNUE’ - D&D GROUP @Gardabags

MOT-CLÈ

DEI MILLE

PELLETTERIA CHARLOTTE @Gardabags

palcoscenico

153


preview F/W 2019/20

F/W 19/20

PLINIO VISONÀ

154

palcoscenico

STONEFLY

POMME D’OR

VITTORIO VIRGILI

PINOTTI MODA

REPO

VALENTINA RANGONI


preview F/W 2019/20

OFFICINARTIGIANA ITALIA @Gardabags

THIERRY RABOTIN - PARABIAGO COLLEZIONI

SARA BURGLAR

VALENTINO ORLANDI

SERGIO AMARANTI

VALENTINO ORLANDI

POP CORN - CHRISTIAN VILLA

palcoscenico

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F/W 19/20

preview F/W 2019/20

156

palcoscenico

156 L

Biker-girl, cow-girl and what else? a moda casual e sportiva punta per la donna soprattutto sullo stivaletto, perfetto da indossare con la gonna come con il pantalone, proposto in mille varianti: dal texano rivisitato con linee piĂš femminili o preziosi metallizzati, al biker arricchito da dettagli glam come i cristalli, senza dimenticare il chelsea boot e gli scarponcini con pelliccia.

Casual and sporty fashion for women focuses above all on the ankle boot, which is perfect for wearing with skirts and trousers and proposed in thousands of versions: from the revamped Texan boot with lines that are more feminine or with precious metallic accessories, to biker boots enriched by glam details like crystals, without forgetting the Chelsea boot and boots with fur.

COMART

CONFORT

BELLINI CALZATURE

CONNI


preview F/W 2019/20

ATEA @Gardabags

ELENCO BY ANSELMO SA @Gardabags

FAUZIAN JEUNESSE

CORVARI

FRU.IT

ELIZA DI VENEZIA

palcoscenico

157


preview F/W 2019/20

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palcoscenico

ILENIA P

FIORANGELO

JAPE

GIAMPAOLO VIOZZI

REPO

GIUDI


preview F/W 2019/20

MARINA C.

ILASIO RENZONI

H_CE

KELTON

KING TARTUFOLI

KHARISMA

LA BOTTEGA DI LISA

palcoscenico

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F/W 2019/20

preview F/W 2019/20

160

palcoscenico

GIANNI CONTI BY ELDA TRADE @Gardabags

LAB MILANO

LUCA VERDI

LAURA BELLARIVA

MALLY

LUIGI TRAINI


preview F/W 2019/20

LORETTA PETTINARI

MAP ITALY BAGS @Gardabags

MARINO FABIANI

MA.BI

MARCOS NALINI

MA&LO

palcoscenico

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preview F/W 2019/20

162

palcoscenico

F/W 19/ IWIS @Gardabags

T-PROGETTO

MEDITERRANEO @Gardabags

PIAMPIANI

PUNTO PIGRO

ROMEO GIGLI - SMP TRADE @Gardabags


/20

preview F/W 2019/20

NARDELLI @Gardabags

PELLETTERIE AVORIO @Gardabags

PEGAM

SARA KENT

XSA

VIOLA FONTI

palcoscenico

163


164

preview F/W 2019/20

Beyond the classic

L

’eleganza maschile si spinge oltre il classico, unendo stile e creatività: è così che brogue, francesine, double-strap e molti altri modelli della tradizione scelgono soluzioni inconsuete come camouflage di ispirazione militare o raffinate stampe tweed, colorazioni intense come il verde bottiglia o il rosso amaranto, oppure suole sportive in gomma. Restano comunque attuali anche le proposte più vicine alla tradizione classica, sia per le calzature, sia per la pelletteria.

Masculine elegance goes beyond classic, uniting style and creativity: this is how brogues, oxfords, double-strap styles and many other models of the tradition choose unusual solutions like camouflage of military inspiration or sophisticated tweed prints, intense colours like bottle green or reddish purple, or sporty rubber soles. The proposals closest to the classic tradition, in both footwear and leather goods, also remain in vogue and stylish.

164

palcoscenico

ALMAS

ALDO BRUÉ

ENZO VERDICCHIO

CACCIN LAUDINO


F/W 19/20

preview F/W 2019/20

FRATELLI ROSSETTI

ARAMES

FABIANO RICCI

GIOVANNI CONTI

MIRAGE

GOOD MAN

palcoscenico

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PrevieW F/W 2019/20

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palcoscenico

DANTE @Gardabags

PARISINI

LANCIO

DELL’GA

PAKERSON

NAZARENO CARELLI


PrevieW F/W 2019/20

STEFANO CORSINI

RICCARDO FRECCIA BESTETTI

ROSSI

PERSONAL SHOES

ROBERTO MORELLI

MARIO BRUNI

VACCARI

L.F. LIDFORT

palcoscenico

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preview F/W 2019/20

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Ankle boots for Him

N

on è solo la moda femminile a scegliere lo stivaletto come modello elettivo per l’inverno: anche per l’uomo spopolano più che mai chelsea boots, biker e scarponcini. Si punta in particolare su un mood artigianale, soprattutto per i modelli più eleganti, e sul Mountain per quelli sportivi.

It is not just women’s fashion to choose the ankle boot as the preferred style for winter: also for men, in great demand are Chelsea boots, biker boots, and boots in general. There is a focus above all on an artisanal mood, especially in more elegant models, and on the Mountain style for sportier proposals.

168

palcoscenico

ANTONIO MAURIZI

ANTICA CUOIERIA - F.LLI SOLDINI

BAGATTO

ALBERTO FASCIANI


preview F/W 2019/20

BARRETT

CORVARI

FRANCESCHETTI

DELAVE’

GIAMPIERONICOLA

DOUCAL’S

palcoscenico

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preview F/W 2019/20

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palcoscenico

GIANFRANCO LATTANZI

FRAU

GIORGIO

GIANFRANCO BUTTERI

GREEN GEORGE

GOOD MAN


JAPÉ

LIDFORT

LAB MILANO

LORENZI

LIDO MARINOZZI

LUCA GUERRINI

F/W 19/20

preview F/W 2019/20

palcoscenico

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F/

preview F/W 2019/20

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palcoscenico

LORENZI

MEASPONTE

NICOLA BENSON

MIRAGE

NAZARENO CARELLI

PUNTO PIGRO


/W VERBA

PERSONAL SHOES

ROBERTO MORELLI

RAPARO

STONEFLY

ROSSI

palcoscenico

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preview F/W 2019/20

174 P Urban sneaker

er il tempo libero (e non solo) la moda uomo punta sempre di più sulle sneaker, soprattutto su quelle più ricercate e cittadine, in pellami di qualità e morbidi camosci, con sofisticati accostamenti cromatici, ricercati camouflage oppure richiami al mood Mountain. Anche le suole giocano un ruolo di primo piano, spesso grosse e costruite anche se leggere, con inserti colorati, scritte, logo ecc...

For leisure time (and not only) men’s fashion increasingly looks to sneakers, above all when it comes to the most sophisticated and urban versions, in quality leathers and soft suedes, with refined chromatic matchings, original camouflage or throwbacks to the Mountain mood. Soles also play a role of primary importance, often thicker and more constructed, though lightweight at the same time, with coloured inserts, writings, logos, etc...

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palcoscenico

BAGATTO

A TESTONI

BARLEYCORN

BORGIOLI


preview F/W 2019/20

GIAMPIERONICOLA

FABI

LANCIO

FABIANO RICCI

palcoscenico

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preview F/W 2019/20

F/W 19/20

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palcoscenico

GALIZIO TORRESI

FESSURA

PANTOFOLA D’ORO

LIDO MARINOZZI

VOILE BLANCHE

DEL DAMI SHOES


preview F/W 2019/20

177 S Mini-me looks

LIU-JO

i diventa grandi, anche vestendosi come mamma e papà: per i più piccoli troviamo quindi stivali e biker glam per le femminucce, e per tutti le sneaker, che abbinano con sapienza fashion e comodità.

It’s possible to grow up, also simply by dressing like mom and dad: for the littlest set, we accordingly find glam boots and biker boots for girls, while sneakers are proposed for both boys and girls, in a skilful matching of fashion and comfort.

MELANIA

W6YZ

MISSOURI

palcoscenico

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PUNTI A SOPRAGGITTO

PUNTI A FANTASIA

PUNTI A SOPRAGGITTO DOPPIO

PUNTI A FANTASIA

PUNTI DECORATIVI

PUNTI INVISIBILI

PUNTI A FANTASIA

PUNTI A STRETCH

PUNTI SATIN

PUNTI A ZIGZAG MULTIPLO

PUNTI SATIN PUNTI A ZIGZAG DOPPIO PUNTI FASHION

PUNTI DI BORDO PUNTI A CONCHIGLIA

PUNTI DI BORDO PUNTI A TRIPLO STRETCH

PUNTI A FANTASIA

PUNTI SPECIALI PUNTI A ZIGZAG

“Mi divertono i punti della cucitura poiché sono di un alfabeto universale ed è per questo che noi possiamo creare un infinito numero di modelli per un indefinito numero di persone” I love stitches because they are a universal alphabet that allows us to create an infinite number of models for an endless number of people” 178

palcoscenico

Joe Colosimo


trade


MICAM MILANO Pad. 5 - Stand M22 M24

PEZZELLA Calzaturificio 81030 Sant’Arpino (CE) Italy | Via A. Volta, 49 Tel. +39 081 8333741 | Fax +39 081 3951861 | fllipezzella@libero.it

F. L L I P EZZEL L A di PIRO


MI SSOU RI s .r.l.


INTERVIEW

180 John Richmond “I choose Italy”

Quali ne saranno i contenuti? “Il progetto dello shop/ristorante/showroom (circa mille metri quadrati) è stato curato da Stefano Belingardi. L’idea è di costruire un edificio in “stile Stefano Belingardi” che io possa personalizzare con un arredo e un mood John Richmond. Andiamo molto d’accordo e siamo aperti alla discussione di idee nuove. Siamo entrambi entusiasti e amanti del design e della qualità. L’approccio al design e alle sue applicazioni è cambiato negli ultimi dieci anni, divenendo molto più collaborativo, e quindi anche molto più interessante. Così come la cultura dello shopping è cambiata e senza dubbio continua a cambiare… perciò l’idea di un negozio con ristorante è un passo avanti rispetto al tradizionale flagship store”. Una curiosità. Come è nata l’idea dei jeans RICH? “I primi jeans RICH sono nati per essere fotografati, non esistevano in collezione: avevo avuto l’idea di creare un annuncio con un logo scritto sul retro dei jeans. Ho accorciato la scritta al semplice ‘RICH’ e così le lettere sono diventate più grandi, sono diventate un logo… il resto è storia. È entrato in collezione dalla stagione successiva. Dopodiché sono andato da Zengarini e gli ho proposto di fare lo stesso con le sneaker: così è nata l’iconica RICH in argento”.

J

Quanto sono importanti gli accessori per il brand John Richmond? “Ritengo che gli accessori siano diventati importanti per ogni brand. Scarpe, borse, trainers sono parte integrante della collezione di ogni marchio”. ohn Richmond sceglie l’Italia. Lo ha fatto per la sua ultima sfilata genderless durante la Milano Fashion Week Uomo e lo farà ancora ad aprile 2019 con l’apertura del monobrand John Richmond a Milano, in Brera.

180 af mag

Dove trova l’ispirazione per il suo lavoro? E in particolare per gli accessori? “Sono come una spugna, assorbo tutto quanto mi sta attorno: mostre, libri, negozi vintage, gente per la strada, graffiti, ecc. Nulla è escluso. Poi mi siedo, strizzo la spugna e vedo cosa viene fuori”. Il Brasile, l’Europa dell’Est e l’Asia sono i suoi principali target dei prossimi anni. Come tratta questi mercati? “Zengarini ha trascorso gli ultimi 15 anni a stabilire una più forte distribuzione in Europa dell’Est, dove il brand è ben riconosciuto. In Cina meno, ma abbiamo iniziato a lavorare con partner molto in gamba e pianificato diverse nuove aperture. Il Brasile, invece, è il mercato per il futuro”.


INTERVIEW

“Italy has a history of quality and sophistication, there is a supply chain that has been in place for many many years, so much experience and knowledge” A partire da quest’anno, presenterà una capsule collection ogni sei mesi. Perché questo tipo di linee sono così importanti e come le strutturerà? “Instagram e i social media in genere hanno cambiato notevolmente il panorama della moda, tutto è diventato più veloce e immediato. Non si parla più di un look a stagione. È fondamentale essere ‘liquidi’ riguardo il come e il cosa andremo a vendere in futuro. Il cambiamento è stato incredibile negli ultimi due anni”. Lei è molto vicino all’Italia, sia per la produzione che per l’organizzazione manageriale. Pensa che l’Italia abbia una marcia in più? “L’Italia vanta una tradizione di qualità e raffinatezza, oltre a una catena di fornitura consolidata nel tempo, tanta esperienza e conoscenza. In questo mercato in continua evoluzione l’Italia ha solo bisogno di essere di mentalità più aperta. Il mondo è ormai internazionale”. Quali sono le caratteristiche di un prodotto made in Italy che non ritrova in altri Paesi? “Ho praticamente già risposto con la domanda precedente: l’Italia ha una storia di qualità e design che fa parte della sua cultura. Non c’è altro Paese con la stessa storia di moda, abbigliamento, manifattura, tessuti, pelle, finiture, bottoni… e la lista potrebbe continuare all’infinito”.

John Richmond chooses Italy. He did it for his last genderless show during the Milan Fashion Week Men’s and he will do it again in April 2019 with the opening of the John Richmond monobrand in Milan, in the Brera district. What features will it have? “The design of the shop/restaurant/showroom (a thousand square meters) has been done by Stefano Belingardi. The brief was: ‘Give me a Stefano Belingardi building that I can personalize with John Richmond furniture’. We get on very well, like minded and open to discussing. He, like me, is excited by design and quality. The attitude to design and its application has changed over the past 10 years, it has become more about collaboration which is far more interesting. The culture of shopping has also changed and without doubt continue, so having a shop and restaurant is a move away from the traditional ‘flagship’ store”. A curiosity. How did the idea of the RICH jeans unfold? “The first RICH jeans was made for a photo shoot. It didn’t exist in the collection, but I had an idea to create an advertisement with the logo written on the back of the jeans.

I shortened the logo to RICH so the letters were bigger, created the ad, the rest is history. It went into the collection the following season. I then went to Zengarini and told them we had to add a sneaker. So the iconic RICH silver trainer was added the following season”. How important are the accessories for the John Richmond brand? “I think accessories have become a large part of every brand. Shoes, trainers and bags have become integral to the look of all brands”. Where do you find inspirations for your work? Especially for the accessories? “I am like a sponge. I soak up everything around me: exhibitions, books, vintage shops, people on the street, graffiti etc. Nothing is excluded. I then sit down ‘squeeze the sponge’ and see what comes out”. Brazil, Eastern Europe and Asia are your main targets for the coming years. How do you ‘deal’ these markets? “Zengarini has spent the past 15 years building a strong distribution in Eastern Europe, the brand is very well known there. China less, but we have started working with good partners with a plan to open more stores. Brazil is a near future project”. Starting this year, you will show a capsule collection every 6 months. Why are these particular creations so important and how will you structure them? Instagram and social media has changed the fashion landscape. Everything is faster, more immediate, it’s not about one look per season. It’s important to be very fluid in how and what we sell going forward. The change has been incredible over the past couple of years”. You are very close to Italy, for production and the managerial organization. Do you think Italy has an extra gear? “Italy has a history of quality and sophistication, there is a supply chain that has been in place for many many years, so much experience and knowledge. In this changing market, Italy just needs to find the right road: the world is international, you have to be open minded”. What are the characteristics of a made in Italy product that are not be found in other countries? “I really answered this question above, Italy has a history of quality and design. It’s part of the culture. There is no other country with this history of fashion, clothing, manufacturing, fabrics, leather, trims, buttons… and the list goes on and on”.

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DESIGNER

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Pasquale Della Pia

Dei Mille: the great Neapolitan tradition

P

asquale Della Pia - responsabile commerciale del calzaturificio Dei Mille e socio dell’azienda di famiglia insieme al fratello - è anche nel consiglio di Assocalzaturifici e fa parte del direttivo della sezione moda di Confindustria Napoli. Ma soprattutto Della Pia è napoletano, anzi un calzaturiero napoletano. “Napoli è stata ed è ancora oggi uno dei centri calzaturieri protagonisti della moda, della qualità, di quella capacità di ‘fare bene’ che rappresenta il miglior made in Italy”. Così esordisce Pasquale Della Pia, che aggiunge: “Parlando dell’azienda che rappresento, si può sicuramente parlare di lusso accessibile. Oggi – dopo quasi cento anni di attività – produciamo collezioni donna sia a nostro marchio sia per alcune grandi firme della moda, aggiungendo organizzazione ed efficienza alla storica qualità. Mio nonno iniziò nel 1926 producendo meno di 20 paia al giorno. Un piccolo laboratorio che, dopo la guerra, trovò la forza di portare avanti. Con gli anni la conduzione passò a mio padre Antonio e poi a noi figli. Posso dire con orgoglio che ancora oggi la nostra produzione è al 100% made in Italy e si rifà all’artigianalità della bottega napoletana, sfruttando al meglio, nel contempo, l’innovazione tecnologica”. Della Pia è anche uno dei protagonisti dell’organizzazione del prossimo World Footwear Congress che si terrà proprio a Napoli: “Portare a Napoli il WFC è stato per me motivo non solo di una grande soddisfazione, ma anche il riconoscimento dell’importanza che la nostra industria ricopre a livello internazionale. Perché Napoli non è soltanto bella, non è soltanto un luogo dove si mangia bene e c’è il sole. Napoli significa anche idee, innovazione, lavoro concreto ed efficienza. Il congresso mondiale sarà l’occasione per presentare al mondo tutto questo. Perché il 4 e 5 aprile aspettiamo veramente tutto il mondo a Napoli”.

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Pasquale Della Pia - sales manager and owner together with his brother Giovanni of the Dei Mille shoe factory - is also on the Management Board of Assocalzaturifici and part of the board of directors of the fashion section of Confindustria Napoli. But above all Della Pia is Neapolitan, and,even better, a Neapolitan footwear producer. “Naples has been and today still is one of the footwear centres protagonists of fashion and quality, of that ability to ‛do well’ which represents the best of made in Italy products”. This is how Pasquale Della Pia begins, adding: “Speaking of the company I represent, one can certainly speak of accessible luxury. Today - after almost a hundred years of activity - we produce women’s collections both for our brand and for some big fashion brands, adding organisation and efficiency to the historical quality. My grandfather started in 1926 producing less than 20 pairs a day. A small laboratory that, after the war, found the strength to carry on. Over the years, the conduction passed to my father Antonio and then to us sons. I can proudly say that even today our production is 100% made in Italy and goes back to the craftsmanship of the Neapolitan workshop, at the same time taking advantage of technological innovation”. Della Pia is also one of the protagonists of the organisation of the next World Footwear Congress that will be held in Naples: “Bringing the World Footwear Congress to Naples represented for me not only grounds for great satisfaction, but also the recognition of the importance that our industry covers internationally. Because Naples is not only beautiful, it is not just a place where you eat well and where it is sunny. Naples also means ideas, innovation, concrete work and efficiency. The world congress will be an opportunity to present all this to the world. Because on April 4th and 5th we are really waiting to welcome the whole world to Naples”.


NEWS

U

Carmen Arias Castellano

WFC: digitalization and sustainability in footwear

n parterre fortemente caratterizzato dalla presenza di aziende calzaturiere: è quanto promette il 6° World Footwear Congress (WFC-Congresso Mondiale della Calzatura) che si terrà i prossimi 4 e 5 aprile a Napoli. Promosso da CEC – Confederazione dell’Industria Europea della Calzatura, ha come titolo “Digitalization for a sustainable footwear industry” (digitalizzazione per un’industria sostenibile della calzatura) e affronterà temi come la convergenza tra digitalizzazione e sostenibilità, la tensione dell’industria verso un’economia circolare, il consumatore globale “connesso e sofisticato” e la prossima generazione di retailer, con il contributo di un panel di relatori di prestigio internazionale e soprattutto con case history di successo. Tra gli speakers già confermati ci sono aziende come El Naturalista e Vivo Barefoot per il tema del prodotto sostenibile. Sul tema dei social media e gli influencer parleranno i casi di BROWN Group e Luisaviaroma, mentre per l’innovazione digitale e le tecnologie per la produzione si alterneranno Glent Shoes e Vibram. Infine, le best practice del retail nel mondo digitalizzato verranno proposte da Delpozo, Heme e Fratelli Rossetti. “Attendiamo circa 400 partecipanti da tutto il mondo, soprattutto produttori, ma anche dettaglianti, associazioni nazionali, istituzioni, centri di ricerca e formazione, nonché la stampa internazionale” dichiara Carmen Arias Castellano, segretaria esecutiva di CEC – Tra i nostri main sponsor c’è MICAM Milano, siamo altresì grati del supporto della città di Napoli che ha deciso di ospitare questo evento nel magnifico edificio di Palazzo Reale”. Dopo le due prime edizioni di Bruxelles (2003-2005), il Congresso Mondiale della Calzatura si è tenuto a La Rioja in Spagna (2007), e a Rio de Janeiro in Brasile del 2011 e Léon in Messico nel 2014. Per la prima volta in Italia, la scelta di Napoli non è casuale: la città di grande fascino e cultura, vanta una ricca tradizione calzaturiera che si esprime ancora oggi con la presenza di diversi prestigiosi brand della calzatura di lusso. Inoltre, è il capoluogo di una regione dove il settore calzaturiero esprime una importante forza lavoro e una decisa vocazione all’export.

verging realities of digitalization and sustainability, the industry’s pathway towards a circular economy, the “connected and sophisticated” global consumer, and the next generation of retailers, with the contribution of a panel of high-level international speakers and above all the presentation of successful case histories. Among the speakers already confirmed are companies like El Naturalista and Vivo Barefoot on the theme of sustainable products. BROWN Group and Luisaviaroma will instead address the theme of social media and influencers, while Glent Shoes and Vibram will take a look at digital innovation and technologies in production. Finally, the best retail practices in the digitalized world will be proposed by Delpozo, Heme and Fratelli Rossetti. “We expect around 400 participants from around the world, including above all producers, but also retailers, national associations, institutions, research centres and centres for professional training, as well as the international press – declares Carmen Arias, executive secretary of CEC – Among our main sponsors is Micam Milan, and we are just as grateful to the city of Naples that decided to host this event in the magnificent location of the Royal Palace”. After the first two editions in Brussels (2003-2005), the World Footwear Congress was then held in La Rioja in Spain (2007), Rio de Janeiro in Brazil in 2011, and Léon, Mexico in 2014. For the first time in Italy, the choice of Naples as the venue is not casual: a city of great appeal and culture, it claims a rich footwear manufacturing tradition that it continues to express today with the presence of different prestigious brands of luxury footwear. Additionally, it is the capital of a region where the footwear industry is characterised by a notable workforce and a strong vocation for exports.

A audience strongly characterised by the presence of footwear manufacturers: this is the promise of the 6th WFC - World Footwear Congress, which will be held on April 4th and 5th 2019 in Naples. Promoted by CEC – the European Confederation of the Footwear Industry, this edition of WFC is named “Digitalization for a sustainable footwear industry” and will tackles issues like the con-

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RETAIL BuyERs

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Allure, quality, and selection: this is what MICAM buyers love

s

appiamo che sono oltre 40mila, sappiamo che nell’86% dei casi provengono dall’Europa, soprattutto da Italia, Spagna e Germania. Che sul 10% di provenienze asiatiche primeggia il Giappone (21,3%) seguito da Cina (18,9%) e dalla Turchia (17,9%). Sappiamo che, nonostante la crisi geopolitica, la Russia e l’Ucraina nelle ultime edizioni hanno aumentato le presenze, rispettivamente del +71,5% e del +32,9%. Sappiamo anche che il pubblico di MICAM ha un importante ruolo decisionale nel 40% dei casi, che ama soprattutto la calzatura donna (65%) e, tra le aree della fiera, la proposta del Contemporary (50%) e del Luxury (25%). Ma le cifre, frutto della profilazione dei visitatori condotta dall’organizzazione di MICAM, non ci dicono cosa pensa del salone il suo parterre internazionale. Né quali siano i brand più amati e tantomeno perché si resti fedele a MICAM. Abbiamo interpellato su questi punti alcuni dei top buyer della manifestazione e siamo rimasti sorpresi dalle loro risposte. Kohei Takehara, buyer per Barneys Japan, catena del lusso fondata nel 1989 da Isetan e Barneys New York e dal 2015 controllata da Seven & I Holding, segnala un calo nelle vendite di abbigliamento contro l’aumento delle sneaker nei punti vendita. Le calzature più gettonate sono le sneaker di griffe famose e, in genere, “tutte le scarpe fotogeniche da postare sui social” commenta Kohei Takehara facendo riferimento ad una clientela ormai superconnessa. “A MICAM cerchiamo dei marchi che sono riusciti a cogliere e rappresentare il trend generale della stagione. – spiega Kohei Takehara – Allo stesso tempo, teniamo anche in alta considerazione il costo del prodotto, nonché i termini relativi a consegna e pagamento”. Informato sul lancio della nuova area Plug-Mi dedicata alla sneaker, approva l’iniziativa: “Siamo molto interessati: attualmente per valore questa tipologia di prodotto pesa

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sul nostro fatturato tra il 30-40%, In fiera cercheremo dei marchi che abbiano un impatto maggiore, che siano dirompenti rispetto ai marchi fino ad ora trattati”. Anche le coreane Bluemountainkorea Co. Ltd, attiva nel settore fashion (con una catena di 10 store di abbigliamento, calzature e accessori) e la Kolon Industries (grossista/distributore e importatore con un centinaio di stores di cui 75 a nome Series e 35 Epigram), mostrano un grande interesse nella selezione di MICAM. Blumountainkorea registra un forte reindirizzo verso “il segmento delle premium e street sneaker. – spiega Sanghoon Ahn, buyer dell’azienda - Vanno molto bene anche le sneaker con suola in gomma vulcanizzata, che hanno il pregio di potersi vendere tutto l’anno. Tra i brand, quelli di maggiore successo sono Golden Goose, Onitsuka Tiger e Vans”. Kolon Industries segnala tra i suoi clienti un più deciso orientamento verso il genderless e verso le luxury sneaker, con Voile Blanche leader tra i brand italiani. “A MICAM andremo alla ricerca di vari stili di sneaker, - dichiara Leeyun Mi, buyer dell’azienda - in particolare cerchiamo lo stile italiano in calzature in pelle di ogni fascia di prezzo, dal basso all’alto di gamma. Certamente la nuova area di Plug.Mi attirerà la nostra attenzione, perché ci offre la possibilità di reperire un grande mix di stili di sneaker in pelle e tessuto”. Beijing Lianyang Footwear Co. è una delle prime company ad importare made in Italy di alta gamma nel Celeste Impero, offre una selezione di brand del calibro di Thierry Rabotin, Loriblu, Barrett, Casadei, Bruno Magli, Alberto Gozzi, Baldan, Fabiani, Fabi…. “Vale davvero la pena partecipare a MICAM - afferma la signora Ke Huishan, buyer dell’azienda - è l’evento più influente, di gran lunga la più importante piattaforma internazionale della calzatura di alta gamma in Europa. Per noi che siamo del settore è un appuntamento irrinunciabile, ci permette


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di esplorare il mercato, accedere ad informazioni professionali e comprendere le tendenze in atto sui mercati internazionali”. Quanto alla proposta di Plug.Mi, c’è dell’interesse: “Anche se preferisco lo stile più elegante, ammetto di essere molto interessato a questa nuova proposta di MICAM – aggiunge -. Da quando lo sportswear è diventano il trend più popolare tra i giovani, si é spinto gradualmente a rimpiazzare le calzature in pelle come accessorio da accompagnare all’abito formale. Si tratta di un passo importante, che ha delle conseguenze sui brand. Speriamo di attrarre una nuova generazione di consumatori con l’innovazione di stile dei nostri prodotti e l’integrazione nello streetwear”. Richard Markovitz della David’s Footwear dal Canada segnala che nel suo mercato il business tende verso calzature di gamma lusso di marchi importanti, come Gucci, Balenciaga, YSL, Christian Dior oppure sui best seller della scorsa stagione: Christian Louboutin, Valentino, Aquatalia. “MICAM è la vetrina più importante per prendere visione dei trend del mercato. – ci confida - Rappresenta anche un’ottima opportunità per sviluppare il nostro brand e andare alla ricerca di prezzi migliori, lavorando direttamente con produttori”. “Alla prossima edizione guarderò con attenzione Plug.Me, - dichiara - siamo interessati al mercato delle sneaker: rappresentano un segmento importante del nostro business, sebbene non si tratti della tipologia principale. Tra i marchi che hanno ottenuto successo nei nostri store ci sono Golden Goose e All Black. A Milano cercheremo nuovi brand con proposte dal look esclusivo”. Emmanuel, catena di 16 stores israeliani (di cui 7 nella sola Tel Aviv) è stata fondata nel 1992, presenta un assortimento moda pret-à-porter donna, affiancato da una gamma di brand calzature di lusso che comprende anche diversi dell’alto di gamma made in Italy. “Visto il clima del Paese, la tipologia di prodotto che vendiamo di più sono di gran lunga i sandali – spiega Helid Ladkani, buyer di Emmanuel - ma si sta affermando sempre più un trend verso lo sportswear e lo streetwear, con sneaker e texani a fare da capofila delle vendite”. “Siamo clienti fedeli di MICAM, sappiamo come scegliere nella sua selezione le migliori collezioni – aggiunge - Tra i brand con i quali collaboriamo da maggior tempo ci sono Janet&Janet, Italtrend, Pons Quintana, Vic Matié, See by Chloé, Senso e Fabio Rusconi. MICAM ci ha aiutati a diventare quello che siamo oggi: il salone ci introduce a importanti novità, ha una ampia selezione di collezioni, marchi e stili che ci permettono di restare sempre aggiornati e di tendenza. Ad esempio, il progetto Plug.Mi che mi sembra molto interessante, una buona risposta al fatto che le sneaker sono diventate una parte importante dell’industria della calzatura. Per quello che mi riguarda, andrò alla ricerca di modelli dal design contemporaneo e di nuovi, eccitanti brand, che possano entrare a far parte del nostro portafoglio marchi in continua evoluzione”.

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We know that there are more than 40 thousand of them, of which 86% arrive from Europe and especially from Italy, Spain, and Germany. We know that 10% are Asian, with Japan leading the way (21.3%), followed by China (18.9%) and Turkey (17.9%). We know that despite the geopolitical crisis, the participation of Russia and Ukrainian visitors at the last few editions was characterised by an uptrend of, respectively, +71.5% and +32.9%. We also know that the MICAM audience plays a decisive role in 40% of the cases and that loves women’s footwear above all others (65%), with a preference for the proposals found in the Contemporary (50%) and Luxury (25%) areas of the fair. However, the data, which is fruit of the visitor profiling conducted by the MICAM organisation, do not tell us what this public thinks of the fair and its international stage. Nor does it tells us which brands are the most beloved and why this public remains faithful to MICAM. We decided to investigate this and more with some of the event’s top buyers and were surprised by their answers. Kohei Takehara, buyer for Barneys Japan, the luxury chain founded in 1989 by Isetan and Barneys New York, and controlled since 2015 by Seven & I Holding, reports a drop in clothing sales contrasted by a rise in sneaker sales in their stores. The most popular footwear is the sneakers of famous designer labels and, in general, “all photogenic footwear that can be posted on social media”, comments Kohei Takehara in reference to a clientele that by now has become hyperconnected. “At MICAM, we look for brands that have managed to pick up on and represent the general trend of the season. – explains Kohei Takehara – At the same time, we also consider the price of the product to be high priority, as well as the terms of delivery and payment”. Upon learning about the launching of the new Plug-Mi area dedicated to sneakers, he expressed his approval: “We are very interested: currently, in terms of value,

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this kind of product accounts for 30-40% of our sales revenue. At the fair, we look for brands that have a greater visual impact and which are breakthrough when compared to brands we’ve dealt with up until now”. Also the Korean companies of Bluemountainkorea Co. Ltd, active in the fashion industry (with a chain of 10 clothing, footwear, and accessory stores) and Kolon Industries (wholesaler/ distributer and importer with around one hundred stores including 75 under the name Series and 35 under the name Epigram), show strong interest in the MICAM selection. The redirection of Bluemountainkorea is characterised by a strong orientation towards “the Premium segment and street sneakers. – explains Sanghoon Ahn, buyer for the company – Sneakers with vulcanized rubber soles are also very popular, with the advantage of being able to sell them year-round. Among the brands, those with the most success are Golden Goose, Onitsuka Tiger and Vans”. Kolon Industries tells us that among its customers there is a stronger orientation towards genderless footwear and luxury sneakers, with Voile Blanche as the leading Italian brand. “At MICAM, we will be on the lookout for various sneaker styles. - declares Leeyun Mi, buyer for the company – In particular, we will be looking for Italian-styled leather footwear in every price range, from the low to high-end. Certainly, the new Plug. Mi area will be of interest to us, because it offers us the possibility of sourcing a big mix of sneaker styles in leather and fabric”. Beijing Lianyang Footwear Co. was one of the first companies to import the high-end range of Made in Italy to China, offering a selection of brands of the calibre of Thierry Rabotin, Loriblu, Barrett, Casadei, Bruno Magli, Alberto Gozzi, Baldan, Fabiani, and Fabi…. “Participating in MICAM is truly worth the time and effort: - comments Ms. Ke Huishan, buyer for the company – It is the most influential event and by far the most important international platform for high-end


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footwear in Europe. – declares – For those of us in this sector, it is an essential appointment, which allows us to explore the market, access professional information and learn about ongoing trends in international markets”. As far as the Plug.Mi proposal is concerned, there is clear interest: “Even if I prefer a more elegant style, I must admit I am very interested in this new MICAM proposal – adds -. Since sportswear has become the most popular trend among youths, there has been a gradual move towards replacing leather footwear as the preferred accessory for formal wear. This is an important step that will have consequences for brands. We hope to attract a new generation of consumers through the stylish innovation of our products and integration with streetwear”. Richard Markovitz from David’s Footwear in Canada explains that in his market business is oriented towards the luxury range of important brands like Gucci, Balenciaga, YSL, and Christian Dior, or towards the previous season’s bestsellers: Christian Louboutin, Valentino, and Aquatalia. “MICAM is the most important showcase for browsing the market’s trends. – he explains – It also represents an excellent opportunity for developing our brand and searching for the best prices by working directly with producers”. “At the next edition, I will carefully examine the Plug.Mi area; - he declares – we are interested in the market of sneakers: it represents an important segment for our business, even if it is not the main kind we deal in. Among the brands that have been successful in our stores are Golden Goose and All Black. In Milan, we will look for new brands with proposals characterised by an exclusive look”. Founded in 1992, Emmanuel, with a chain of 16 stores in Israel (of which 7 are located in Tel Aviv), proposes a fashion selection of women’s pret-à-porter, flanked by a range of luxury footwear brands that also includes a wide variety of Made in Italy high-end names. “Considering our country’s climate, sandals are the kind of product we sell the most by far – explains Helid Ladkani, buyer for Emmanuel – but there is an increasing orientation towards sportswear and streetwear, with sneakers and Texan boots leading the way in sales”. “We are loyal customers of MICAM; we know how to choose the very best collections from its selection. – he adds – Among the brands we have collaborated with for the most amount of time are Janet&Janet, Italtrend, Pons Quintana, Vic Matié, See by Chloé, Senso and Fabio Rusconi. MICAM has helped us become what we are today: the show introduces us to important innovations, proposing a wide selection of collections, brands and styles that allow us to remain always up-to-date and trendy. For example, the Plug.Mi project, which I find to be very interesting, is a good answer to the fact that sneakers have become an important part of the footwear industry. As far as I’m concerned, I will go in search of models with a contemporary design, while looking for new, exciting brands that could become part of our constantly evolving brand portfolio”.

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Not a bright trend for the sector: 2018 first 9 months data

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quanto delineato dall’indagine a campione condotta dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici che riguarda i primi nove mesi del 2018. Mesi in cui la produzione nazionale ha subito un’ulteriore contrazione, del 2,4% nei volumi, con -5% solo nel terzo trimestre. Da gennaio ad agosto 2018, i dati Istat sulle esportazioni fanno emergere nuovamente un quadro a luci e ombre: da un lato calano i quantitativi, fissi a 143,6 milioni di paia, -3,1%, dall’altro aumentano i valori a quota 6,5 miliardi di euro, un record assoluto che si riflette sul saldo commerciale estero ancora largamente positivo, sebbene in flessione: 2,9 miliardi di euro. La destinazione principale dell’export italiano resta l’UE (7 paia su 10 esportate) che registra +2,7% in valore, ma con andamenti altalenanti nei diversi mercati: in Germania, prima destinazione per quantitativi, i numeri sono stabili (+0,2%) e i valori aumentano del +2,4%. Calano invece Francia, Spagna, Paesi Bassi e UK (rispettivamente -8,7%, -9,8%,13,9% e 1,1% in quantità). Più soddisfacenti le vendite extra-UE (+4,7% in valore e +3,6% n quantità) che segnano +4,7% in valore e +3,6% in quantità. Tra i mercati più performanti ci sono la Svizzera (+15%) e la Cina (+20%): la prima si conferma l’hub commerciale preferito dai brand italiani, la seconda assieme alla Corea del Sud (+11%) compensa l’andamento negativo di Hong Kong e Giappone (rispettivamente -7% e -3,9%) sul mercato asiatico. Bene anche il Nord America, con Usa al +4,5% in volume e Canada che vola a +23,4% grazie al CETA. La nota dolente arriva invece dal mercato russo che approfondisce la crisi, arretrando dell’11,3% in volume: “I livelli restano purtroppo al di sotto quasi del 50% in valore rispetto allo stesso periodo pre-crisi del 2013- dichiara Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici – questo spiega le forti difficoltà che devono affrontare le aziende dei distretti da sempre votati a questo mercato e, più in generale, della CSI”. Altre piazze in negativo: il Medio Oriente (-7,6%) con UEA al -1,5% e Arabia Saudita al -14,7%. E l’Italia? Il mercato nazionale è ancora stagnante, con 0,8% in quantità e -0,9% nei valori. Un solo comparto a traina le vendite, quello delle sneaker, alle quali – tra l’altro - la prossima edizione di Micam (febbraio 10-13) dedicherà un progetto ad hoc: PLUG.MI. L’attuale congiuntura finisce inevitabilmente per impattare sulle aziende (-2,5%) e addetti del settore (-314 unità dall’inizio dell’anno).

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This is what emerged from the sample survey conducted by the Research Centre of Confindustria Moda for Assocalzaturifici on the first nine months of 2018. Months in which national production experienced a further drop of -2.4% in its volumes, while -5% was registered in the third quarter alone. From January to August 2018, ISTAT export data once again pointed towards an economic picture of lights and shadows: from one end, quantities dropped to 143.6 million pairs, for a -3.1% downtrend, from the other end, values rose to a total of 6.5 billion euros, a brand new record that is reflected in the foreign trade balance that is still extremely positive, although slightly down: 2.9 billion euros. The main destination for Italian exports remains the EU (which receives 7 out of 10 exported pairs), with a +2.7% overall rise in value, but with a variable trend in different markets: in Germany, the first destination for quantity, the numbers held steady (+0.2%), with values increasing by +2.4%. Instead, France, Spain, the Netherlands, and UK all experienced negative performances (-8.7%, -9.8%, -13.9% and -1.1% in quantity respectively). More satisfying were non-EU sales figures, which recorded +4.7% in value and +3.6% in quantity. Among the markets with the best performances were Switzerland (+15%) and China (+20%): the first is confirmed as the preferred commercial hub of Italian brands, while the second, together with South Korea (+11%), compensated for the negative performances of Hong Kong and Japan (respectively -7% and -3.9%) in the Asian market. North America also pulled through with goods results, with the USA at +4.5% in volumes, while Canada took a huge leap forward with a rise by +23.4%, thanks to the CETA agreement. Instead, the Russian market remains extremely problematic, with a continuing negative trend that arrives at -11.3% in volumes: “Unfortunately, the levels are still 50% inferior in value when compared to the same pre-crisis period in 2013 – declares Annarita Pilotti, President of Assocalzaturifici – This explains the great difficulties that companies oriented towards this market, and more in general, towards the CIS area, must continue to face”. Other areas characterized by a negative trend include the Middle East (-7.6%), with the United Arab Emirates at -1.5% and Saudi Arabia at -14.7%. And Italy? The domestic market is still stagnant, with 0.8% in quantity and -0.9% in value. Only one segment drives sales, that of sneakers, which – among other things – will have an ad hoc projected dedicated to it at the next edition of Micam (10-13 February): PLUG.MI. The current economic scenario inevitably ends up impacting companies (-2.5%) and those employed in the sector (-314 fewer jobs since the beginning of the year).


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Import tariffs at zero in ten years in Japan

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’Eu-Japan Economic Partnership Agreement (EPA) coinvolge un giro di affari pari ad un terzo del PIL Mondiale e impatta su 635 milioni di consumatori di entrambe le sponde. Per il Vecchio Continente, l’accordo si applicherà al 99% dei prodotti e dei servizi esportati in Giappone, per un valore totale di 86 miliardi di euro. Cifra che, secondo le previsioni degli analisti, grazie all’accordo dovrebbe lievitare di almeno 13,2 miliardi di euro, a cui si aggiunge un ulteriore miliardo di risparmio per le imprese europee. Tra i settori merceologici che beneficeranno di questa apertura c’è la calzatura, il cui export sino ad oggi era rimasto bloccato a causa di dazi vessatori (al 30%) e del penalizzante sistema delle quote. “Abbiamo raggiunto un accordo soddisfacente – commenta Cleto Sagripanti, presidente di CEC, la Confederazione Europea dell’Industria della Calzatura – i dazi sulle calzature scenderanno subito al 21%, per poi essere progressivamente eliminati entro dieci anni”. Alla calzatura italiana, prima nella classifica delle esportazioni europee del settore in Giappone, il nuovo accordo dischiude un mercato dal grande potenziale: “Tra dazi e quote, per anni le esportazioni italiane in Giappone sono rimaste ferme a 3 milioni di paia – ha dichiarato Andrea Brotini, Vice Presidente Assocalzaturifici con delega ai mercati asiatici – Non possiamo che salutare con favore l’accordo appena stretto, temo tuttavia che, anche se da un punto di vista ufficiale stiamo andando verso una liberalizzazione dell’accesso del mercato, dal punto di vista della distribuzione non tutti i problemi si risolveranno rapidamente. Il trend negli ultimi anni non è stato positivo e si è polarizzato sul segmento delle griffe e sulla ricerca del prezzo. Certo, il graduale abbassamento dei dazi e l’abolizione delle quote darà un bello scossone al rigido sistema

distributivo del Paese: vedremo nei prossimi mesi come cambierà la situazione e, speriamo, al meglio”. Condivide l’analisi anche Giuseppe Mazzarella, imprenditore titolare del calzaturificio Alex by Mercury, ma anche presidente di Confartigianato Marche e membro del consiglio di ICE Agenzia: “Se l’EPA rappresenta una importante occasione per tanti settori del made in Italy, purtroppo per la calzatura non vi è un impatto deciso – spiega – si parte a febbraio con -2% sul dazio e la fine del contingentamento delle quote: non abbastanza per dare una decisa svolta alle nostre importazioni. Gli importatori giapponesi, infatti, si stanno rivolgendo sempre più ai mercati del sud est asiatico per cercare prodotti a basso prezzo. Le nostre imprese, che hanno un prodotto medio tra i 70-80 euro al paio sono quindi penalizzate. Ovvio che gli imprenditori siano delusi dal mercato e che rinuncino a lavorarci”. Marco Salani, agente per l’area Asia del calzaturificio Boemos, conferma il drammatico cambiamento del mercato giapponese: “La calzatura è un prodotto che si acquista sempre meno dai distributori e nei department store, e sempre più nelle catene d’abbigliamento. Gli importatori, poi, hanno diminuito gli acquisti in Italia e si rivolgono sempre più spesso in Vietnam. Il calo più sensibile si è registrato sulla gamma media: si vendono le scarpe a basso prezzo o, altrimenti, le griffe. A noi l’EPA cambierà ben poco: perché ci sia un vero cambiamento occorre una svolta, che ci sia una decisa ripresa dei consumi. Anche la moda non ci aiuta: se ci fosse un trend più definito sarebbe più facile vendere. Invece, quando va di moda tutto, è come se non ci fosse nulla di nuovo”.

Marco Salani

Andrea Brotini

Cleto Sagripanti

Giuseppe Mazzarella

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The Eu-Japan Economic Partnership Agreement (EPA) involves a turnover equal to one-third of the Global GDP, impacting 635 million consumers in both the European and Japanese markets. For the Old Continent, the agreement will be applied to 99% of the products and services exported to Japan, for a total value of 86 billion euros. According to the estimates made by analysts, thanks to this agreement, this figure should rise by at least another 13.2 billion euros, while allowing European businesses to save an additional one billion euro. Among the product groups that will benefit from the elimination of these trade barriers is footwear, which up until today, had great difficulty in exporting to Japan because of oppressive import tariffs (equal to 30%) and a penalising system of quotas. “We reached a satisfying compromise – comments Cleto Sagripanti, President of CEC, the European Confederation of the Footwear Industry – the duties on footwear will immediately decrease to 21% and will then gradually be eliminated within a period of ten years”. For Italian footwear, which is first in the classification of European footwear exports to Japan, the new agreement opens up a market with great potential: “Between duties and quotas, for years, Italian exports to Japan have remained fixed at 3 million pairs – declared Andrea Brotini, the Vice President of Assocalzaturifici also in charge of Asian markets – We can’t help but look with favour upon the agreement recently concluded. Nevertheless, I fear that even if from an official point of view, we are moving towards the liberalization of market access, from a distributive standpoint, not all the problems will be quickly resolved. The trend in recent years has not been positive and the market has polarized between designer labels and low-cost products. Of course, the gradual lowering of import tariffs and elimination of quotas will deliver a nice shock

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to the country’s inflexible distribution system: we will see in the months to come just how the situation evolves, and let’s hope it is for the better”. Giuseppe Mazzarella, owner of the footwear manufacturing facility of Alex by Mercury, who is also President of Confartigianato Marche and member of the board of directors of the ICE Agency, is also of the same opinion: “If the EPA represents an important opportunity for many Made in Italy sectors, unfortunately for footwear the impact is not strong enough – he explains – In February, a -2% on import tariffs will go into effect with an end to the import quotas: this is not enough to create a clear reversal for our imports. Japanese importers, in fact, are increasingly looking to the markets of South East Asia for low-cost products. Our businesses, which have a product that costs between 70-80 euros per pair on average, are accordingly penalised. It’s no surprise that entrepreneurs are sick of the situation and have decided to stop working here. Marco Salani, sales agent in Asia for the Boemos footwear brand, also confirms the dramatic change in the Japanese market: “Footwear is a product that is bought less frequently from distributors and department stores, and increasingly from chains of apparel. Importers have also reduced their purchases in Italy and itend to address their needs in Vietnam. The most significant drop has been recorded in the mid-range: the shoes that sell are either low-cost or designer label. For us, the EPA will change very little: for there to be a real change, a true reversal must occur, with a clear recovery in the consumer market. Even fashion is of no help to us: if there was a clearer trend it would be easier to sell. Instead, when everything is fashionable, it’s as if nothing were new”.


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Pitti Uomo: the eco-technological turning point Focus sulla ricerca a tutto campo, che porta in Fortezza e a Firenze i grandi nomi del fashion design e i progetti espositivi dall’anima più contemporanea

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itti Uomo rappresenta un mondo del lusso che di edizione in edizione si evolve, per incarnare i movimenti più attuali della moda attraverso progetti dallo stile unico. In questa edizione, grande importanza ha avuto il focus sulle sezioni che declinano la ricerca nel menswear oggi e sulle aree più forwardthinking: progetti che coniugano passione outdoor e attitudine fashion, raccontano le nuove anime del guardaroba athletic-minded e svelano la creatività di giovani artigiani globali. Accanto alla nuova generazione di talenti dal Nord Europa e dal Far East, lo streetstyle di alta gamma e le punte del design più cuttingedge. Tutto questo senza dimenticare il cuore della tradizione di Pitti Uomo, l’eccellenza delle aziende del nuovo classico, insieme ai brand che incarnano la modernità dello sportswear.

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L’ecosostenibilità si fa key word anche nel mondo contemporary classic, nello specifico nel segmento capispalla, dopo aver contagiato lo sportswear. La ricerca, sempre più intesa come sperimentazione tecnologica, si applica a materiali creativi e alternativi per collezioni style-conscious, spesso etiche e sempre sorprendenti. All’anima eco si unisce un’estetica curata che non deroga allo stile, ma inserisce dettagli futuristici come termo-nastrature, tessuti catarifrangenti e tagli laser. Nei giorni di Pitti Uomo 95 l’estero ha confermato gli stessi livelli raggiunti un anno fa (quando si erano ampiamente superati i 9.000 buyer internazionali), mentre i numeri dei compratori italiani registrano un calo intorno all’8%. Seguendo questa tendenza, il totale buyer si assesta poco al di sotto delle 24.000 presenze, con un numero complessivo di 36.000 visitatori circa. Grande partecipazione e feedback molto positivi gli eventi speciali in calendario, sia quelli presentati da Pitti Immagine (la spettacolare sfilata di Y/Project nel Complesso di Santa Maria Novella, il debutto della applaudita collezione di Aldo Maria Camillo, l’happening tra arte e moda per i 30 anni di urban culture di Slam Jam al Museo Marino Marini, solo per citarne alcuni) sia quelli organizzati dalle aziende in Fortezza e in città. Appuntamento con la prossima edizione dall’11 al 14 giugno. Pitti Uomo represents a world of luxury that evolves from edition to edition, to embody the most current fashion movements through unique style projects. In this edition, great importance has been given to the sections that feature research in today’s menswear and in the most forward-thinking areas: projects that combine outdoor fashion,


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showcasing the new souls of the athletic-minded wardrobe and revealing the creativity of young craftspeople from around the world. This is joined by the new generation of talents from Northern Europe and the Far East, high-end streetstyle and top names in cutting-edge design. All this without forgetting the heart of the Pitti Uomo tradition, the excellence of new classic brands together with labels that embody the modernity of sportswear. Eco-sustainability is also a key word in the contemporary classic world, specifically in the outerwear segment, after having contaminated sportswear. Research, increasingly understood as technological experimentation, is applied to creative and alternative materials for style-conscious collections, often ethical and always surprising. The eco-soul is combined with a careful aesthetic that does not deviate from the style, but inserts futuristic details such as heat-welded seams, reflective fabrics and laser cuts. In the days of Pitti Uomo 95, foreign countries confirmed the same levels as a year ago (which saw well over 9,000 international buyers), while the number of Italian buyers fell by about 8%. Following this trend, the total number of buyers was just under 24,000, with a total of about 36,000 visitors. There was a lot of interest and very positive feedback for the special events, both those presented by Pitti Immagine (the spectacular Y/Project fashion show in the Complex of Santa Maria Novella, the debut of the applauded collection by Aldo Maria Camillo, the happening between art and fashion for Slam Jam’s 30th anniversary of urban culture at the Marino Marini Museum, just to name a few) and those organised by the companies at the Fortezza and in the city. The next edition will be held from June 11th to 14th 2019.

In questi quattro giorni ho girato per i padiglioni e i corridoi in Fortezza da Basso – e confesso la mia ammirazione per lo straordinario lavoro che le aziende stanno facendo. Un’ammirazione che condivido con i migliori compratori internazionali – tutti i più importanti top buyer, ai quali se ne sono aggiunti di nuovi da nuovi mercati e sul fronte del retail online. É come se tutta la catena della moda, maschile ma non solo, dall’ideazione alla progettazione, dalla produzione per finire alla presentazione delle collezioni si fosse concentrata sull’obiettivo di essere all’altezza di sfide sempre più impegnative”. Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine “Over these four days, I have walked around the pavilions and corridors of the Fortezza da Basso”, and I am in admiration of the extraordinary work being done by the companies. An admiration I share with all the top international buyers – all the most important top buyers, who have been joined by new ones from new markets and from the online retail sector. It’s as if the entire fashion chain, menswear and not only, from concept to design, from production to the presentation of the collections has focused on the objective of rising to meet the increasingly difficult challenges. Raffaello Napoleone, CEO of Pitti Immagine

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Gardabags: in the spirit of the Total Look

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iunto alla sua seconda edizione, il progetto espositivo dedicato alle borse e agli accessori ha segnato una crescita e un rafforzamento del proprio ruolo di completamento degli acquisti sempre più in un’ottica di total look, in linea con le tendenze del mercato (Riva del Garda, 12 - 15 gennaio 2019). Nella cornice distensiva e accattivante sulle rive del lago, la struttura del Palavela con i suoi oltre 2mila metri quadrati di superficie espositiva ha accolto una qualificata selezione di borse, cinture e accessori presentata da 60 espositori provenienti da 9 Paesi. Collegamenti continui con il palafiere di Expo Riva Schuh e un’apertura prolungata di Gardabags fino alle ore 20.00 hanno permesso ai compratori di ottimizzare la visita alle due manifestazioni e moltiplicare le occasioni di contatto e business, completando al meglio i propri acquisti. “La sinergia tra Expo Riva Schuh e Gardabags ha permesso di creare l’unico hub internazionale di business in grado di integrare un’offerta unica con calzature e accessori per il comparto di volume – ha affermato Carla Costa, responsabile dell’Area Fiere di Riva del Garda Fierecongressi. Il fashion system ragiona sempre di più in una logica di total look e ancora una volta siamo stati capaci di intercettare questa tendenza e di offrire agli operatori uno strumento fieristico in linea con le evoluzioni del

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Now in its second edition and in accordance with the latest market trends, the exclusive project dedicated to bags and accessories has seen the growth and reinforcement of its role in completing purchases inspired by the total look (Riva del Garda, 12 - 15 January 2019). In the extensive and striking setting located along the banks of the river, the Palavela structure with its more than 2000 square metres of surface area welcomed a qualified selection of bags, belts, and accessories presented by 60 exhibitors coming from 9 different countries. Continuous connections and transfers between the Palafiere and Expo Riva Schuh and the exceptional opening of Gardabags until 8 pm, allowed buyers to optimise their visit to the two events, with multiple opportunities for new contacts and business allowing them to better complete their purchases. “The synergy between Expo Riva Schuh and Gardabags has allowed for the creation of the only international business hub capable of integrating a unique footwear offering with accessories for the volume sector – confirmed Carla Costa, Exhibitions Manager for Riva del Garda Fierecongressi. The fashion system is increasingly thinking in a logic of total look, and once again we have been able to intercept this trend and offer exhibitors a trade fair tool in line with the evolution of the market”. The protagonist of fashion was the


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EXHIBITIONS

mercato”. Protagonista della moda è stata la stagione AI 2019-20, dominata da fantasie e stampe animalier, presenti soprattutto nei modelli per il giorno e il tempo libero, mentre per la sera la grande protagonista si è rivelata ancora una volta la clutch rigida impreziosita da pietre e dettagli scintillanti, che diventa un vero e proprio gioiello da indossare. Gardabags ha inaugurato questa edizione in modo particolarmente frizzante, alla scoperta della borsa dei desideri e della borsa per il look perfetto con l’aiuto della style coach, nonché icona televisiva Carla Gozzi, e della giornalista di costume e moda de La7 e Book Moda, Cinzia Malvini. Carla Gozzi è stata anche protagonista dell’evento “Share your bag”, che ha portato Gardabags ad aprirsi eccezionalmente al pubblico dei non addetti ai lavori, coinvolgendo circa duecento appassionate di moda che, ispirate dai consigli della fashion coach, hanno scelto nelle collezioni presenti in fiera, e poi postato su Instagram, la borsa ideale per il loro look. Carla Gozzi ha infine scelto tra i selfie postati quello che a suo parere rappresentava il match ideale tra outfit e accessori, decretando la ‘Ambasciatrice di stile’ di Gardabags. “La borsa è l’oggetto del desiderio di ogni donna, ma anche quello che contiene l’intero suo mondo – afferma Carla Gozzi -. Va scelta prima di tutto in base all’occasione: per il giorno, deve essere capiente, con una base rigida per permettere di ritrovare facilmente ogni cosa e con numerosi scomparti e pratiche zip. Le dimensioni devono essere proporzionate rispetto al fisico di chi la indossa, senza mai superare le 2 teste di altezza”. La borsa che non può mancare ad una donna? “Una tracollina di grandezza media, in grado di contenere tutto il necessario e di trasformarsi per la sera in un oggetto più femminile e prezioso, semplicemente nascondendo la tracolla all’interno così da farla diventare una pochette e applicando un dettaglio di stile come un fiocco o una spilla di cristalli”.

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FW 2019-20 season, dominated by patterns and animalier prints, especially found in the models for daytime and free time: for the evening, instead, the great protagonist once again revealed itself to be the rigid clutch, which becomes a real jewel to be shown, thanks to the sparkling details and the precious stones inserts. Gardabags inaugurated this edition in an especially dazzling way, in the discovery of the dream bag and the bag for the perfect look with the help of style coach and television icon Carla Gozzi, together with lifestyle and fashion journalist at La7 and Book Moda, Cinzia Malvini. Carla Gozzi was also the protagonist of the event “Share your bag”, which granted the general public exceptional access to Gardabags, while involving around two-hundred fashion lovers inspired by the advice of the fashion coach, who were asked to choose the ideal bag for their look from among the collections present at the fair. After posting these looks to Instagram, Carla Gozzi then went on to choose the selfie that best represented in her opinion the right match between outfits and accessories, nominating the winner as the Gardabags “Ambassador of style”. “The bag is the object of desire of every woman, while what it contains is her entire world – comments Carla Gozzi -. Before all else, it must be chosen with the occasion in mind: for the day, it must be spacious, with a rigid base that allows every item to be easily found and with numerous compartments and practical zips. The dimensions must be in proportion to the physique of the wearer, without ever exceeding 2 heads in height”. The bag that every woman must have? “A medium-size shoulder bag, capable of holding everything needed, which can then be transformed into a more feminine and precious object for the evening by simply hiding the strap inside it, thus allowing it to become a clutch with the addition of a stylish detail like a bow or crystal brooch”.


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EXHIBITIONS

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“I’m Not Cinderella, I Just Love Shoes” T Fondaco dei Tedeschi, Venice (Event Pavillion, 4th Floor) Up to March 13th2019

F

Givenchy (2013)

Kenzo (2011)

ondaco dei Tedeschi by DFS, il lifestyle department store nel cuore di Venezia, in collaborazione con il Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, presenta “I’m not Cinderella, I just love shoes”: un viaggio nella storia più recente nel design delle calzature femminili narrato attraverso quattro ritratti di donne singolari. Donne che scelgono di indossare delle scarpe coraggiose, eccentriche e ricercate: le scarpe con il tacco da sempre sono il simbolo della femminilità ed è dal piacere di piacere sia a sé stesse sia agli altri che nasce il loro stretto legame con chi le indossa. Sono circa quaranta i modelli di scarpa con tacco in mostra, dagli anni Sessanta ad oggi, provenienti dal Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, che raccoglie una collezione di oltre 1500 calzature femminili di lusso. Prodotte dal calzaturificio Rossimoda negli oltre settant’anni di attività, sono frutto della collaborazione con i marchi della moda più prestigiosi del panorama internazionale. La selezione dei curatori della mostra ha voluto rappresentare quattro possibili profili psicologici di donna. Tra i brand esposti, solo per citarne alcuni, figurano: Christian Dior, Givenchy, Emilio Pucci, Fendi, Nicholas Kirkwood, Kenzo, Loewe e Celine.

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Loewe (2009)

Donna Karan (2005)

T Fondaco dei Tedeschi by DFS, the lifestyle department store in the heart of Venice, in collaboration with the Villa Foscarini Rossi Shoe Museum, presents “I’m not Cinderella, I just love shoes”: a journey through the more recent history of women’s shoes portrayed through four portraits of unusual women. Women who choose to wear bold, eccentric, sophisticated shoes: high heel shoes have always been the symbol of femininity and it is from the pleasure of liking themselves and being liked by others that their close bond with those who wear them is born. Forty-odd models of high heel shoes from the Villa Foscarini Rossi Shoe Museum are on display, from the sixties to these days. The Shoe Museum has a collection of more than 1500 luxury women’s shoes. Produced by the shoe factory Rossimoda in more than seventy years of activity, they are the result of its collaboration with the most important fashion brands in the international panorama. The selection of the curators of the exhibition wanted to portray four possible psychological profiles of women. Among the brand on display are, just to mention a few, Christian Dior, Givenchy, Emilio Pucci, Fendi, Nicholas Kirkwood, Kenzo, Loewe and Celine.


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Sullo scorso numero - AFmag 07, a pag. 105, abbiamo commesso un errore: l’attrice Dajana Roncione, infatti, non ha mai partecipato al programma di Carlo Conti “Tale e quale show”. Ci scusiamo con l’interessata e con i lettori. On the last issue - AFmag 07, on p. 107, we made a mistake: the actress Dajana Roncione, actually, has never participated in the Italian TV show by Carlo Conti “Tale e quale show”. We apologize to the actress and the readers.


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