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pensieri on the road

ridateci l’orgoglio d’essere...

S

ubito vien voglia di gridare “Ridateci l’orgoglio d’essere italiani”, vien voglia di gridarlo ai politici, alle istituzioni, agli altri… Siamo stufi di sentirci fra gli ultimi nelle classifiche, di sopportare la puzza sotto il naso dei francesi, l’alterigia degli inglesi, il cowboismo degli americani, l’asfissiante gentilezza dei giapponesi… Siamo stufi di sentirci “non all’altezza”, di rifugiarci nella furbizia… Ma secondo me questa non è la strada giusta. Quella giusta è un’altra, più faticosa, più lunga, ma è quella che potrà portarci a riconquistare il nostro orgoglio. Passa per prima cosa attraverso la propria casa e attraverso il palazzo in cui abitiamo... e quindi mettiamo fiori alle nostre finestre, non gettiamo cartacce nelle nostre strade, e non permettiamo che altri lo facciano. Portiamo i cani nel verde, ma lasciandolo pulito. Non facciamo vergognare anche loro. Dopo la nostra strada, rendiamo dignitoso e pieno di vita anche il nostro quartiere, il nostro borgo, la nostra città. Partecipiamo, aiutiamo, facciamo la nostra parte. Soltanto così potremo riavere l’orgoglio della nostra stessa casa, del nostro stesso quartiere, della nostra stessa città. Della nostra Italia. Solo così riavremo l’orgoglio d’essere italiani

IO

DI

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T E T C I

L’ORGOGLIO DI APPARTENEre ALL’ECCELLENZA Ora pare che anche i grandi chef stiano riscoprendo le ricette tradizionali del territorio: certo, le adatteranno ai gusti di oggi, le renderanno preziose aggiungendovi quella particolare alga, raccolta al mattino alle 07.45, non un minuto prima né dopo… Ma credo che per sentire profondamente, visceralmente il vero sapore di quella terra dove la ricetta è nata, bisognerebbe lasciarla così com’è. Gustarci un’eccellenza che molti ci invidiano e di cui noi dobbiamo essere orgogliosi. È vero: ci hanno tenuti divisi per tanti secoli, ci hanno invasi, oppressi, derisi, ma nelle nostre cucine c’erano delle donne, a volte anche degli uomini, orgogliose che salvavano la loro dignità con le ricette povere, fatte con l’erba selvatica, con il pesce azzurro, con un pugno di farina condita con pomodoro. È in quella povertà creativa che è nata la nostra cucina, che va rispettata e di cui dobbiamo essere orgogliosi. Da Napoli, quel pugno di farina, con un cucchiaio di salsa di pomodoro ha invaso il mondo: si chiama Pizza. Da Treviso (qualcuno dice dal Friuli), un dolce fatto soltanto con marzapane, caffè e biscotti ha addolcito il mondo: si chiama Tiramisù. Siamone orgogliosi.

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di Raffaele d’Argenzio

AGG

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Sommario 3 Editoriale 6 Sommario 7 Montagna d’Estate 14 Weekend Code 15 WeekendCar Sport In Sardegna con Porsche Boxster 718 20 Jaguar E-Pace 22 Quando il mare è Green 30 Intervista allo chef Italo Bassi 32 In viaggio con Syusy Blady e sua figlia Zoe, con Renault Zoe 34 Liguria: a Varazze con l’Audi A4 Allroad 41 Lombardia: a Pozzolengo con la Infiniti Q50S 47 Lombardia: a Cernobbio con la Mercedes Classe B 52 Alto Adige: a Merano, Villa Eden, con la Porsche Cayenne Hybrid 6

60 Umbria: a Norcia e Castelluccio con la Citroën Space Tourer 74 Abruzzo: Capestrano 76 Puglia: Rodi Gargano 78 Campania: Napoli 81 Sicilia: Sambuca di Sicilia 84 Sardegna: Stintino 86 Special Hybrid Suzuki Swift 87 Toyota C-HR 88 Mini Cooper 89 Volvo XC90 T8 Twin Engine 90 Mercedes GLE 500 91 Bmw XDRIVE40E 92 Audi Q7 e-tron 93 Range Rover Sport PHEV 94 In the World San Sebastian

DIRETTORE RESPONSABILE Raffaele D’Argenzio r.dargenzio@weekendpremium.it HANNO COLLABORATO Nicola D.Bonetti, Bianca Caputo, Emanuele D’Argenzio, Marco Fasoli, Manuela Fiorini, Alessandra Fusè, Vittorio Giannella, Michelle Newton, Giuseppe Ortolano, Luca Pollini, Claudio Razzini, Carlotta Ruocco, Giancarlo Santarelli, Roberto Speranza, Silvia Terraneo, Anna Maria Terzi GRAFICA E IMPAGINAZIONE ADM Studio - Cologno Monzese (MI) STAMPA Mediaprint, San Giovanni Lupatoto (VR) MDM DISTRIBUZIONE MDM, Via C.Cazzaniga, 19. Milano Weekend Premium è registrato presso il tribunale di Milano al N 3.del 04-01-2018. Tutti i diritti sono riservati. Riproduzione vietata di testi e foto. EDIZIONI PREMIUM di D’Argenzio Raffaele Via Giovanni Prati10, 20145, Milano Tel 02.3450719 - P.I.109096950968 WEEKEND PREMIUM E’ DISTRIBUITO GRATUITAMENTE NEGLI HOTEL 5 stelle DELLA CATENA PLANETARIA


estate in montagna

arte, bike e cammini golosi Tra sentieri golosi e percorsi in mountain bike, senza tralasciare l’arte: dalla Valle d’Aosta all’Alto Adige ecco le proposte più svariate per un’estate tra le vette. In bicicletta o camminando, immersi in percorsi artistici incastonati nella natura e arrampicate tra solenni pareti rocciose: le nostre Alpi sanno come emozionare gli appassionati della montagna. Gli appuntamenti culinari non possono mancare, per invitare anche i più golosi a esplorare la natura che l’arco alpino ci sa regalare in tutte le stagioni. Vi sveliamo gli appuntamenti e le location più cool dove andare nei mesi più caldi dell’anno. di Alessandra Fusè

Fusé

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MONTE ROSA: alla scoperta dei walser

Se d’inverno è il paradiso degli sciatori, in estate il grandissimo massiccio del Monte Rosa, le cui vette superano i 4500 metri, offre spettacolari vallate, ghiacciai, pascoli e boschi dove scoprire la natura alpina più autentica. Val d’Ayas, Valle di Gressoney e Valle di Champorcher, in territorio valdostano, e Valsesia in Piemonte: quattro valli unite da un unico denominatore: il solenne Monte Rosa. L’imponente ghiacciaio è visto da quattro angolazioni diverse: tre valli adagiate ai suoi piedi ed una che lo ammira da più lontano. Quello che accomuna queste valli è la cultura delle popolazioni Walser, i villaggi dalla caratteristica architettura ed i luoghi incontaminati dove è

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la natura ad ammaliare il visitatore. Ad Alagna il Museo Walser è una baita perfettamente conservata, che risale al 1628: si varca la soglia e ci si immerge nella vita quotidiana attraverso gli strumenti di uso comune, gli abiti, gli oggetti di casa e gioco. A Riva Valdobbia, comune confinante con Alagna, si può visitare la Chiesa parrocchiale di San Michele, unica nel suo genere e considerata monumento nazionale per il suo imponente affresco cinquecentesco sulla facciata. Da non perdere per chi visita il Monte Rosa sono le pietanze della cucina Walser: il primo luglio, a Champoluc l’appuntamento goloso “Camminar Mangiando” conduce a scoprire i sapori antichi tra i villaggi walser; una degustazione itinerante, accompagnata da musica dal vivo. Si parte alle 9.30 e si sale con la funicolare a Ciar-

cerio: l’aperitivo è servito al Retsignon; per l’antipasto si prosegue al villaggio di Soussun, un piccolo centro immerso nella natura. Il primo piatto viene proposto al villaggio del Crest; segue una tappa al villaggio di Cuneaz per il secondo piatto, mentre la location per il dessert è il villaggio di Frantze (prenotazioni: tel. 39 3484458175). Per chi ama le escursioni in alta quota, con gli impianti si può salire da Alagna fino al ghiacciaio di Indren e raggiungere (accompagnati dalle guide alpine) i rifugi Mantova, Gnifetti e la Capanna Margherita, il rifugio più alto d’Europa. Dall’alto dei 4554 metri della Punta Gnifetti lo sguardo spazia dalla vertiginosa parete sud del Monte Rosa su Alagna e la Val Sesia, perdendosi nella pianura Padana fino alle Alpi Marittime. Info www.visitmonterosa.com


estate in montagna

La ricetta gonfiotti (Hòckiené) Ingredienti • 3 uova • Un bicchierino di grappa • 6 cucchiai di zucchero • Scorza grattugiata di un limone • 3 bicchieri di latte • Una presa di sale • Un pezzo di burro • Farina q.b. • Un pizzico di lievito • 2 mele

Foto: Roberto Cilenti

chi sono i walser? E’ una popolazione di origine germanica, che insediatosi intorno all’anno 1000 nel cantone svizzero Vallese ( da cui Walser) si è poi diffusa in tutto l’arco alpino, conservando la propria parlata, il Tisch ( da deutch). Oggi la piccola comunità walser ha diversi insediamenti alpini in Italia tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, attorno al massiccio del Monte Rosa. Altre comunità walser si trovano in Svizzera (Canton Ticino e Grigioni), in Liechtenstein e in Austria, nel Vorarlberg, regione che confina con la Svizzera. La lingua walser, il Tisch da deutch, è ancora parlata a Gressoney, a Issime, ad Alagna, a Rimella, a Macugnaga e in Formazza. Per rivivere la tradizione non perdete l’antica Fiera di San Bernardo a Macugnaga dal 6 all’8 luglio, con una sessantina di espositori di artigianato alpino.

DOVE DORMIRE Una splendida immagine del Monte Rosa è regalata dal giardino panoramico del Bed & Breakfast “Tre alberi liberi”, un’antica dimora a Riva Valdobbia, con piccolo angolo benessere e stanze strepitose, arredate con gusto. Ogni stanza ha una caratteristica, alcune mansardate, come la stanza Salice con un magnifico letto king size realizzato con legno antico e vasca idromassaggio; la stanza più intima si chiama Larice, ha uno spettacolare gioco di incastri dato dalle antiche travi recuperate, l’atmosfera è ricercata grazie ai mobili antichi come il letto, ricavato da una mangiatoia del 1800 e all’ampia doccia in pietra, corredata di idromassaggio. Il plus? I padroni di casa: Roberto, guida alpina, che accompagna gli ospiti a esplorare le montagne e Elena, appassionata di storia locale. www. trealberiliberi.it

Mescolare le uova con lo zucchero, aggiungere la grappa, il lievito, il sale, la scorza di limone e amalgamare. Un po’ per volta aggiungere il latte e la farina. Sbucciare le mele, tagliarle e pezzetti e unirle all’impasto. Friggere nell’olio bollente qualche cucchiaiata di impasto finché i gonfiotti diventano di un bel colore dorato.

Foto: Guindani

ZUPPA D’ORZO WALSER Ingredienti • 300 g di orzo perlato • 4 dl di latte • 50 g di pancetta tesa • 2 patate • 2 cipolle • 2 coste di sedano • 2 carote • sale e pepe In una casseruola a bordi alti, far soffriggere la cipolla e la pancetta tritate. Aggiungete le altre verdure tagliate finemente, lasciando insaporire per qualche minuto. Quindi, unire circa 2l di acqua leggermente salata e l’orzo, precedentemente lavato. Lasciar cuocere a fuoco lento, mescolando sovente. A cottura quasi ultimata, aggiungere il latte. Unire pepe a piacere. 9


A PILA IN BICLETTA

Foto: R. Francesconi

Foto: Celesia

poter vantare la partecipazione a quello che si prospetta come il più importante evento agonistico nazionale delle ruote grasse. Sarà l’occasione perfetta per provare le bici delle migliori aziende internazionali di ciclismo grazie all’area bike test con sentieri realizzati appositamente per gravity, e-bike e cross country, oltre a un ricco programma di show freestyle, escursioni guidate in mountain bike e tante attività outdoor per active family. Per chi preferisce il trekking, a Pila c’ è un ampio ventaglio di passeggiate, più o meno lunghe ed impegnative, per ammirare i più bei paesaggi alpini. In estate, ogni giovedì è possibile effettuare delle escursioni in giornata, accompagnati dalle guide naturalistiche della Trekking Habitat, disponibili a far conoscere a tutti gli angoli più remoti della conca di Pila, dove si possono seguire le orme degli animali, scoprire la vegetazione alpina e le particolarità delle montagne di questo territorio. Costo: 10 € a persona. Info www.pila.it DOVE MANGIARE Per una sosta golosa in un ambiente di design rivisitato in chiave alpina, il Ristorante in quota Société è un luogo immerso nella natura. In inverno è raggiungibile con gli sci o con il gatto delle nevi; in estate si arriva a piedi o in mountain bike. Da una vecchia baita è stata realizzata una moderna struttura contemporanea, con dettagli curati e largo uso di pietra, legno e vetro. Si assaggiano le specialità della casa e i piatti tipici valdostani ammirando le magnifiche montagne della catena delle Grand Jorasses. Un panorama semplicemente straordinario. www.ristorantesociete.it

Foto: P. Celesia

Foto: Vicquery

In Valle D’Aosta, tra i quattromila più famosi delle Alpi “made in Italy”, la conca di Pila è situata in una posizione privilegiata e sempre soleggiata: la località offre la comodità della telecabina, che dal centro di Aosta conduce in quota, a 1800 metri, in 18 minuti. Per chi preferisce salire in auto, una serie di dolci tornanti conduce al paradiso valdostano di questo territorio, da cui godere di un panorama incredibile sull’arco alpino. A piedi per sentieri, dai più agevoli alle ferrate, arrampicandosi alla maniera di Tarzan con funi e ponticelli nel parco avventura, in giro per baite o in sella alle due ruote, l’estate riserva le emozioni di una vacanza a misura di benessere e di divertimento. Pila è anche il regno delle biciclette: gli appassionati di mountain bike hanno a diposizione un vasto comprensorio adatto ad ogni livello di capacità e strutturato su percorsi di diversa difficoltà; la località vanta 16 percorsi di Downhill praticati da biker provetti, oltre a percorsi di free ride e al recente tracciato tecnico di cross country di 4 km, utilizzato anche per gare agonistiche giovanili ed per manifestazioni di livello internazionale. Pila è stata fra i primi comprensori dell’arco alpino a dotarsi di strutture per la pratica della MTB a partire dagli anni Novanta e ha ospitato molte dimostrazioni conosciute in tutto il mondo. Gli impianti di risalita, aperti durante bella stagione, sono stati accessoriati con speciali ganci che consentono ai bikers di trasportare gratis le bici, giungendo in quota senza fatica. Il 21 e il 22 luglio Pila diventa capitale nazionale della mountain bike con i Campionati Italiani assoluti di XCO, downhill e trial: sono attesi circa mille atleti iscritti alle varie specialità, in gara per conquistare il titolo Campioni Italiani e per

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estate in montagna

IN LOMBARDIA, ADRENALINA SULLE OROBIE

Le Orobie bergamasche costituiscono un territorio dalle mille proposte sportive, a cominciare dall’alpinismo e arrampicata grazie alle numerose pareti attrezzate che offre la Conca della Presolana; insieme a guide specializzate si impara a scalare queste meravigliose falesie. Adrenalina pura è scendere lungo i canyon della “Valle dell’Inferno”, calandosi in corda doppia lungo le cascate e attraversando le marmitte d’acqua; vietato a chi soffre di vertigini. Le discese prevedono un livello di difficoltà medio-alta, è obbligatorio essere accompagnati da una guida alpina. E’ in questo magnifico scenario che sono incastonate le cascate del Serio, per altezza seconde in Italia: 315 metri di fragorosa caduta d’acqua; una diga alla sommità chiude il passaggio dell’acqua che viene aperto solo una volta al mese, da giugno ad ottobre. Il 14 luglio ha luogo l’apertura notturna della cascata dalle 22 alle 22.30. Le Orobie possono essere anche esplorate a cavallo: i tre maneggi a Colle Vareno, Onore e Clusone offrono la possibilità di effettuare trekking horse sul “sentiero delle Orobie”: un’esperienza avventurosa ed affascinante; per i principianti è l’occasione di partecipare a un mini-corso di equitazione durante il soggiorno e imparare a cavalcare in montagna. Per una veduta panoramica delle Orobie il mezzo migliore è il parapendio: l’associazione “Alpifly” di Castione della Presolana, organizza corsi e lezioni private di lancio, con la possibilità di provare la disciplina anche singolarmente, in “tandem” imbragati all’istruttore, per vivere l’emozione di un “volo fra le vette”. Per le famiglie lo Snow tubing è l’ideale: una discesa veloce su pista con gommoni per ridere a crepapelle; da non perdere anche il bob estivo che scende su rotaie dai pendii della montagna.

DOVE DORMIRE A Bratto della Presolana, l’hotel Milano è il luogo perfetto per rilassarsi nella splendida spa e nel giardino dell’hotel; sorseggiare un drink in terrazza o nel bar di design; immergersi nei sapori della cucina che ogni domenica prevede un ricchissimo brunch (aperto anche a chi non soggiorna in hotel) dedicato ogni volta ad una diversa regione d’Italia. Tra le golosità del territorio: i casoncelli alla bergamasca. In hotel è possibile prenotare tutte le attività sportive per esplorare il territorio oppure noleggiare una bici elettrica per raggiungere gli angoli più belli delle Orobie. Tra i trattamenti da provare: lo Scrub Bergamasco con farina gialla, sali del mar morto e rosmarino e il romantico bagno balsamico delle Alpi Orobiche per le coppie. Per fare battere i cuori consigliamo le 6 stupende Emotional Spa suite, arredate con cura: tavoli in marmo, chaise longue, boiserie e parquet in rovere, bagno in pietra naturale, romantica vasca per due in legno, doccia doppia con cromoterapia e bagno di vapore. www.hotelmilano.com/

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IN TRENTINO, TRA ARTE E NATURA

Sally Matthews, Cervi

Arne Quinze, Trabucco di Montagna

Foto © Arte Sella - photo Giacomo Bianchi

Lee Jaehyo

Immersa in un paesaggio alpino bucolico, si arriva ad Arte Sella attraversando boschi e prati e visitando l’esposizione permanente dedicata all’Art in Nature, nata nel 1986 e gestita ancora oggi dall’omonima associazione culturale, che offre un percorso artistico nella natura. I progetti che Arte Sella produce e sostiene si inseriscono in un processo creativo in cui l’artista abbandona il ruolo di protagonista e si affianca alla natura, sua alleata nella creazione e nella conservazione dell’opera. Ciascun artista sceglie insieme alla direzione artistica il luogo in cui collocare la propria opera, senza apportare modifiche radicali del territorio, ma rispettandolo e agendo in sinergia e in sintonia con esso. Una volta individuato lo spazio e ideato il progetto, l’artista crea e consegna la sua opera alla natura, utilizzando materiali naturali affini al luogo; la mutazione del lavoro è continua, costante e sottomessa alle condizioni atmosferiche e allo scorrere delle stagioni. Arte Sella è costituita da due percorsi espositivi, geograficamente vicini e concettualmente legati. Ogni anno il direttore artistico di Arte Sella Emanuele Montibeller seleziona ed invita alcuni artisti a trascorrere un periodo di residenza presso Malga Costa, da cui scaturisce nel periodo successivo l’idea progettuale che verrà in seguito concretizzata. Nascono così, da condivisione, confronti e discussioni, le opere di Arte Sella. Nel corso di questi trent’anni, numerosi artisti di fama nazionale e internazionale si sono avvicendati ad Arte Sella. Circa cinquanta opere sono visibili lungo i percorsi e cambiano con il trascorrere delle stagioni, tra cui l’imponente Cattedrale Vegetale, realizzata nel 2001 dall’artista Giuliano Mauri e divenuta nel tempo uno dei simboli di Arte Sella. Info www.artesella.it

DA NON PERDERE Domenica 15 luglio alle ore 14.00 viene inaugurata una nuova opera ad Arte Sella: una nuvola inaspettata nel bosco della Val di Sella, una massa eterea sospesa tra gli alberi e mossa dal vento. L’opera vive letteralmente in funzione di come la natura ne modifica la forma, gocce d’acqua che si insinuano nella sua struttura o neve che ne muove le masse. Il cambiamento continuo mette in relazione il visitatore con i ritmi della natura, operando un continuo mutamento nella percezione del luogo, delle sue forme e della sua essenza. Ad accompagnare la presentazione della nuova opera ci sarà la performance di danza in collaborazione con Operaestate Festival. 12


estate in montagna

Novità in Alto Adige per l’estate 2018 è il Dolomites Unesco Geotrail che conduce ad un viaggio attraverso le più belle montagne del mondo – le Dolomiti – e si compone in totale di dieci tappe. Il percorso geologico a lunga percorrenza inizia nella gola del Bletterbach nei pressi di Ora e si conclude nelle Dolomiti di Sesto. I tour escursionistici sono adatti ad escursionisti esperti che desiderano vivere direttamente il paesaggio marino fossile del Patrimonio mondiale: l’occasione di prendersi dieci giorni per se stessi per ricaricare le batterie tra le montagne. L’apertura è prevista per il 10 giugno nell’ambito della Settimana della montagna di Sesto con la Festa Dolomites UNESCO. Tra i sentieri tematici nelle Dolomiti, nei pressi di Longiarü è interessante anche intraprendere il cammino sulla “Roda dles viles” una passeggiata nello scenario delle „viles“, i tipici insediamenti rurali con antiche case, fienili, forni, sentieri e mulini che conservano in buona parte le loro forme originali. L’itinerario circolare parte dal centro del paese di Longiarü per

raggiungere su sentieri tra boschi e prati le caratteristiche „viles”, dove il tempo sembra essersi fermato. Per i più golosi, il “Sentiero delle malghe 2000” è situato in Val Casies (denominata anche la valle degli alpeggi) un valle ad alta concentrazione di malghe tradizionali, protagoniste del “Sentiero delle malghe 2000”, un percorso ad anello a circa 2000 m di altitudine che conduce di malga in malga attraverso pascoli, boschi e ruscelli scroscianti. Sono undici le malghe che si trovano lungo il tragitto o collegate ad esso, le quali invitano ad una sosta invitante all’insegna dei sapori autentici e che permettono di dividere l’itinerario di circa 5 ore in più tappe e di premiarsi ad ognuna di queste. Il piacere non è solo del palato: anche gli occhi si riempiono di bellezza lungo questo percorso. “Tru dles liondes” è il sentiero che permette di scoprire le fantastiche leggende del “Regno di Fanes” che testimoniano la ricchezza culturale del popolo ladino e del fascino della vita tra le montagne tramite il sentiero tematico a San Vigilio di Marebbe. Info www.kronplatz.com

DOVE DORMIRE A Sesto nelle Dolomiti dell’Alta Pusteria, il Berghotel mette a disposizione una ricca biblioteca con libri e cartine per esplorare non solo il Geotrail ma anche i dintorni, verso le Tre Cime di Lavaredo; il proprietario Walter Holzer consiglia e accompagna gli ospiti sui più bei percorsi dolomitici. L’hotel si affaccia sulla Val Fiscalina, una delle valli più pittoresche delle Dolomiti che unisce Sesto con le Tre Cime di Lavaredo. La piscina panoramica esterna, con vista sulle Dolomiti è un luogo dove lasciarsi ammaliare dal paesaggio che circonda il Berghotel. La cucina curata, le nuove suite luminose che profumano di legno cirmolo (che combatte in modo naturale l’insonnia), l’area benessere con 7 saune e bagni turchi, tra cui la sauna salina ad inalazione e il programma sportivo sono gli highlight del Berghotel, specializzato nelle vacanze trekking e bike. Info: www.berghotel.com

VB Kronplatz Photo Alex Filz

Alto Adige: trekking tematici nella natura alpina

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weekend code NUOVA LINEA “JAGUAR” DELLA COMPAGNIA DEL VIAGGIO Compagnia Del Viaggio festeggia 40 anni! Con l’obiettivo di utilizzare sempre materiali di alto livello, Compagnia Del Viaggio sviluppa la nuova linea “Jaguar” integrata ai grandi marchi del mondo del viaggio, come National Geographic. Fondata in Toscana da Roberto e la moglie Lucia, oggi è in mano alla seconda generazione.

GUIDA “MILANO AL FEMMINILE” Nelle librerie è arrivata la nuova Guida Turistica di Anna di Cagno “Milano al Femminile”, edita Morellini, dedicata alle donne che vogliono vivere e scoprire una Milano ricca di sorprese e fuori dai luoghi comuni. La scrittrice e giornalista nasce a Bari ma si trasferisce a Milano nel 1992. Da subito nasce una passione intensa tra il capoluogo lombardo. 11,90 Euro.

ZAINETTO PER WEEKEND DI ROBERTA DI CAMERINO La Casa Roberta di Camerino, creata dalla celebre stilista veneziana degli anni ’50, ha realizzato borse senza tempo come “La Bagonghi”, indossata anche dalla Principessa Grace Kelly come vedete sulla copertina dell’Europeo del 1959. Oggi ha realizzato uno zainetto da viaggio che rispetta perfettamente le forme morbide e sciolte della sua linea, da sempre distintasi per la propria personalità ed eleganza.

Mazda ha presentato l’ultima serie speciale delle MX-5 Top Limited Editions nella splendida boutique Pollini a Milano. L’evento nella Maison di moda Pollini ha visto la partecipazione di esperti e celebrità, che hanno potuto apprezzare l’iconica roadster giapponese. La Casa automobilistica, che vanta la Spider più venduta al mondo, sancisce durante questo evento la partnership tra le due Aziende. Questa speciale edizione è dotata di un limitatissimo kit firmato Pollini con due borsoni da viaggio e due necessaire in tinta con la vettura. Il Direttore della Comunicazione di Mazda Claudio Di Benedetto (alla guida)con il Direttore Generale di Pollini Marco Piazzi

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con PORSCHE 718 BOXSTER GTS

weekend-car estate

di Nicola D. Bonetti Foto: Tibo - The Good Click

PROFUMI FORTI DI MARE E DI MONTAGNA TURISMO SPORTIVO A CIELO APERTO DA VILLASIMIUS AI MONTI DELLA BARBAGIA, CON UNA NUOVA PORSCHE: 718 BOXSTER IN VERSIONE GTS. PIÙ POTENTE E RAFFINATA, PER ESALTARE LA DINAMICA CON IL NUOVO MOTORE TURBO A QUATTRO CILINDRI

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oxster, con la gemella coupé Cayman, ha aggiunto il numero 718 davanti al nome, cambiando contemporaneamente propulsori. Il nuovo quattro cilindri boxer, montato in posizione posteriore centrale, può essere da due litri (con 300 CV), da 2.5 per le S (350) e ancor più potente con GTS, arrivando a ben 365. Sigla che risale al 1964: nata per le Porsche da corsa convertite in versioni stradali, con qualche comfort, come la 904 Carrera GTS, vittoriosa alla Targa Florio. I modelli attuali non necessitano di maggior comodità: le GTS diventano le versioni con più sportività, maggior potenza e diversi dettagli neri, ben

identificabili: dai loghi agli estrattori, dai cerchi alle lenti dei proiettori, fino ai terminali di scarico.

DESIGN SPORTIVO

La nuova serie 718, abbandonando i motori aspirati a sei cilindri, ritorna alle origini, quando leggerezza e prestazioni resero imbattibili le sportive Porsche a motore centrale. La versione GTS non è così radicalmente diversa rispetto a Boxster S (di pari cilindrata), eppure la percezione prestazionale, specie guidando nell’infinito divertimento delle curve che dalla costa di Villasi15


in sardegna Falkensteiner Resort, Capo Boi

mius portano ai monti della Barbagia, è netta e di piena soddisfazione. Weekend da vivere in piena sintonia con l’ambiente: viaggiare a cielo aperto fa apprezzare l’atmosfera circostante, con aromi che passano dal mirto alla mentuccia, fino all’intensità della curcuma selvatica. Nell’abitacolo, si godono i dettagli curatissimi, mentre da Cagliari puntiamo al centro della Barbagia, attraversandola in un regno di curve, per poi ridiscendere sempre all’interno della costa orientale lungo la scorrevole Statale 125, fino alla punta estrema di Villasimius, percorrendo circa 400 km, sempre in modo decisamente dinamico. Ambientazione perfetta per l’auto, con poco traffico, e percorsi che esaltano il piacere di guida. Peso contenuto, baricentro basso, bilanciamento, assetto con sterzo e sospensioni – con bracci in alluminio e ammortizzatori a regolazione elettrica, ribassate – raggiungono l’eccellenza, e il motore con coppia massima da soli 1.900 giri, capace di allungare fino a settemila. Trasmissione con differenziale autobloccante meccanico e sistema torque vectoring. Elementi che consentono la massima reattività, e per concludere, i freni sono potenziati: per staccate da Porsche.

QUALCOSA IN PIÙ

718 GTS ha già molto di serie: l’allestimento con sedili dal profilo sportivo e fascia centrale in Alcantara, oppure “sportivi plus” con logo GTS ricamato e maggior contenimento laterale, la meccanica è potenziata e la dinamica grintosa, scatta infatti da 0 a 100 in 4,6 secondi e raggiunge i 290 km/h. Ma come sem-

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con PORSCHE 718 BOXSTER GTS

La Porsche Cayman GTS, “sorella” coupé della Boxster

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in sardegna

pre le possibilità aggiuntive del catalogo Porsche sono numerose: al di là dell’eventuale comfort integrativo, la scelta per noi dovrebbe rimanere nell’ambito della sportività. Riterremmo irrinunciabili il servosterzo Plus e il pacchetto

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Sport Chrono, che offre le impostazioni Normal, Sport, Sport Plus e Individual, regolabili sul volante accanto alla razza destra. Con l’ultimo si personalizzano sospensioni, suono allo scarico, funzione start/stop automatica e spoiler posteriore.

Inoltre, con il cambio automatico PDK, si aggiunge il pulsante Sport Response al centro del comando, che attiva per 20” le massime prestazioni: pronti allo scatto in qualsiasi istante. E l’accelerazione scende a soli 4,1 secondi.

DOVE DORMIRE Un fascino “storico” per la costruzione del 1963, quando il lusso era raro ed esclusivo, al centro della baia privata nell’area marina protetta di Capo Carbonara. Completamente rinnovato e con la firma del gruppo Falkensteiner (altoatesino, pusterese per l’esattezza, con il relativo culto per l’ospitalità), offre 122 tra camere, suite e ville, tra prati, spiaggia di sabbia bianca e ben cinque piscine. Adatto alle famiglie, come pure alla tranquillità con esperienze di yoga, immersioni e tennis, più il Tanka Golf Club a soli due km. Cucina d’alto livello (dai “fondamentali” memorabili, come il branzino), in vari ristoranti: particolari come la “salumeria di mare”, il “superfood”, Mangiare d’Amare, buffet con stazioni di show cooking e griglia, pizzeria artigianale e Bottega del Gelato.

DOVE mangiare Un luogo semplice. Appena il tempo di entrare, e ci si sente accolti e coccolati come fossimo di famiglia: Marianna ha un entusiasmo contagioso, e la sua cucina è incredibile. Dagli antipasti ai vari primi, ai secondi: con i sapori dell’intera Sardegna, intensi e delicati, preparati e proposti con amore. Salumi, formaggi, confetture, miele: tutto fatto in casa, anche davanti a nostri occhi, come la pasta dei ravioli al formaggio e menta (vedere le ricetta), la ricotta, il torrone e perfino il sorbetto. Si torna indietro nel tempo, seguendo la tradizione più pura. Carni ovine dalla capra alla pecora, polpettine al sugo, maialetto alla brace. E i dolci. Si esce già con la voglia di tornare, presto. Molto presto.

Falkensteiner Resort Capo Boi ***** SP 17 Loc. Piscadeddus - I-09049 Villasimius, Cagliari Tel. +39.(0)472.97.56.57 www.falkensteiner.com/it/hotel/capo-boi

Ristorante Edera Via Roma - I-08030 Belvi, Nuoro Tel. +39.(0)874.62.98.98 www.hoteledera.org


con PORSCHE 718 BOXSTER GTS

Ricette di viaggio RAVIOLI TIPICI DELLA BARBAGIA DI BELVÌ Ingredienti Pasta • 500 g di semola • 1 uovo • strutto 2 cucchiaini • acqua, sale. Ripieno • 500 di patate • pecorino o caprino stagionato 300 g • 2 tuorli • 3 cucchiaini di menta essiccata. procedimento Impastare la semola con l’acqua (aggiunta a poco a poco) e il sale, unire l’uovo. Aggiungere lo strutto e lavorare bene e a lungo, fino a ottenere un impasto morbido ed elastico; lasciare riposare per circa 30 minuti al fresco in un telo infarinato. Schiacciare le patate precedentemente lessate, lavorarle bene con il formaggio, le uova e la menta. Preparare le sfoglie della pasta con il mattarello o con la macchina. La sfoglia deve essere sottile e larga più o meno 10 cm. Con il ripieno fare tante palline grandi quanto una noce. Disporle sulla pasta, staccate l’una dall’altra di circa 3 cm. Ricoprire con la pasta e premere con le dita intorno al ripieno per fare uscire l’aria. Tagliate a quadrato con la rosetta intorno alle palline lasciando intorno al raviolo un cm abbondante di pasta. Condire con un buon sugo di pomodoro e scaglie di pecorino. Buon appetito da Marianna.

Porsche 718 Boxster GTS (tra parentesi con cambio PDK)

Dimensioni 492/198/170 cm Dimensioni 438/180/127 cm Potenza: 365 CV a 6.500 giri Coppia 420 (430) Nm da 1.900 giri Velocità massima 290 km/h 0-100 km/h 4,6 (4,3) secondi Consumo medio 9,0 (8,2) l/100 km (11,1-12,2 km/l) Emissioni di CO2 205 (186) g/km

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weekend-car estate

JAGUAR E-PACE L’ELEGANZA COMPATTA

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jaguar e-pace

JAGUAR E-PACE 2.0D I4 180 CV Auto AWD First Edition Dimensioni: 439/198/165 cm Potenza: 180 CV a 4.000 giri Coppia: 430 Nm da 1.750 giri Velocità massima: 205 km/h 0-100 km/h: 9,3 secondi Consumo medio: 5,6 l/100 km (17,9 km/l) Emissioni di CO2: 147 g/km

L

a seconda sport utility del Giaguaro ha misure contenute ma non rinuncia all’immagine dinamica né all’eleganza spinta, secondo lo stile del marchio, con personalità. La nuova E-Pace si presenta con design che strizza l’occhio alla maggiore F-Pace, mostra gli artigli felini con una notevole caratterizzazione sportiva non fine a se stessa ma funzionale alla dinamica, e offre contenuti di sicurezza, infotainment e connettività di ultima generazione. Con più che discreto spazio a bordo, nonostante le dimensioni compatte. Tecnologia e qualità per una vettura interessante, offerta con gamma ben allestita, a due e quattro ruote motrici, con motori da due litri a gasolio da 150 a 240 cavalli e a benzina da 249 a 300.

DESIGN SPORTIVO

La linea ricorda la sportivissima F-Type: frontale con l’ampia calandra e fari che si slanciano fino al cofano, fiancata con passo abbondante e nel disegno della vetratura, e in coda per il lunotto inclinato con spoiler e nel taglio delle luci. Costruita in Austria da Magna Steyr a Graz, è lunga meno di 4,4 metri ma larga quasi due, con passo verso i 2,7 metri: piazzata con forme grintose, ha sospensioni anteriori sportive, motori turbo a quattro cilindri della nuova serie Ingenium, cambio automatico a nove rapporti o manuale a sei. Trazione anteriore o integrale All Wheel Drive con sistemi integrativi Active Driveline e Torque Vectoring, secondo le versioni.

INTERNI E DOTAZIONI

Abitacolo sportivo, spazio per quattro adulti, finiture e materiali adatti al rango come i sedili in pelle traforata e la strumenta-

zione su schermo da 12,3 pollici. Di serie su tutte: infotainment con display touch pro da 10,2 pollici, avanzata connettività, luci led con fari automatici, sensori anteriori e posteriori con retrocamera, clima bizona, cruise attivo, controllo attenzione del guidatore, frenata automatica d’emergenza con rilevamento pedoni, e tenuta di corsia. Aprendo la porta al buio, lo spot che illumina il terreno all’apertura proietta un giaguaro su un ramo, seguito da un simpatico cucciolo: la nuova “piccola” Jaguar.

PIACERE DI GUIDA

E-Pace è stata progettata per il piacere di guida e le prestazioni: sterzo diretto e consistente, assetto e bilanciamento, tutto è finalizzato a guidare come desidera il cliente Jaguar. Infatti le sospensioni, efficaci, sono dedicate: all’avantreno nuova geometria con apposito sottotelaio che migliora la sterzata e riduce il sottosterzo; retrotreno Integral Link che separa le forze laterali dalle longitudinali, combinando maneggevolezza e reattività dello sterzo. Quattro le possibilità di regolazione dello stile di guida: una per fondi a scarsa aderenza, Eco, Normal e Dynamic, cambiando la risposta del motore, del cambio automatico, dello sterzo, del clima e dell’Esp. Perché la guida, su una Jaguar, è prioritaria. Prezzi da meno di 37mila a poco più di 65mila euro per le ricchissime versioni First Edition, con tutte le opzioni possibili. Ma un modello medio-alto nella gamma, come il Diesel da 180 cavalli, automatico e integrale, ne costa 44mila, senza eccedere con gli allestimenti. 21


estate al mare

quando il mare è La costa italiana ha subito per decenni un vero e proprio assalto a colpi di cemento e speculazione edilizia, che l’hanno in parte distrutta e snaturata mettendo in pericolo ecosistemi e antichi equilibri tra uomo e natura. Per nostra fortuna alcuni luoghi si sono salvati e, grazie a una nuova sensibilità ambientale, sono diventati delle piccole oasi naturalistiche dove mare e verde si incontrano in una ritrovata armonia. Non pensate a luoghi irraggiungibili o riservati a pochi novelli Robinson, le vacanze green sono oramai alla portata di tutti. Basta conoscerli. Otto  sono i luoghi da scoprire in punta di piedi, per vivere a 360 gradi il piacere di un mare sempre piÚ green. di Giuseppe Ortolano

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bonassola e le cinque terre

La prima meta si trova in Liguria, nei pressi delle fin troppo frequentate Cinque Terre. È l’antico borgo marinaro di Bonassola  affacciato su un’ampia spiaggia di sabbia scura. Dal lungomare del piccolo centro abitato, in gran parte isola pedonale, parte una bella pista ciclo-pedonale,  lunga circa cinque chilometri e mezzo, che utilizza il tracciato della vecchia ferrovia per raggiungere Levanto e Framura. Il percorso, completamente pianeggiante, è interamente riservato solo a biciclette e pedoni e si snoda tra gallerie, perfettamente illuminate, e panoramici tratti all’aperto, dai quali si accede a piccole spiagge e suggestive calette. Un comodo sentiero collega la ci-

green

Vedute dell’eco-resort “La Francesca”

Lago Maggiore

Bonassola (SP)

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Vedute di Bonassola (SP)

clo-pedonale al giardino di roccia su cui si trova  l’eco-resort La Francesca, con le sue discrete casette affacciate su un mare che vanta ancora  fondali dalla bellezza sorprendente per la presenza di secche, scogli con gorgonie gialle, rosse, arancio, 24

rosa e bianche – particolarmente rare nel Mediterraneo – e qualche residua formazione di corallo. Banchi di Posidonia hanno creato rigogliose praterie sottomarine usate da pesci, molluschi e crostacei per deporvi le uova. Per i piaceri del

gusto, cercate nei ristoranti della zona il mitico Tegame di Vernazza, gustosissimo piatto della cucina povera di mare a base di acciughe, pomodori e patate cotte al forno. Da accompagnare con il vino bianco delle Cinque Terre.


quando il mare è green

Delta del Po

Delta del po: il Parco Marino delle Tegnùe (Bibione, ve)

sull’alto mar Adriatico, nei pressi del Delta del Po, non lontano da affollate località balneari, ecco un  parco marino con un vero e proprio reef naturale ancora tutto da scoprire. È il poco conosciuto    Parco Marino delle Tegnùe, un’area naturale caratterizzata da fondali dove affiorano insolite formazioni rocciose, uniche nel loro genere, che rappresentano delle vere e proprie oasi di biodiversità. Nuotando nelle acque del parco si possono ammirare spugne, anemoni, ascidie coloniali, crostacei, piccoli paguri, grandi astici, gronghi, corvine bavose, castagnole e scorfani che abitano questi reef, che si differenziano da quelli tropicali perché  gli organismi costruttori non sono i coralli ma le alghe rosse calcaree corallinacee.  Qui i sub possono  immergersi seguendo  i percorsi guidati predisposti per condurli nei punti di maggiore interesse, con un’immersione in sicurezza. Sulla terraferma, a pochi chilometri da questo angolo quasi sconosciuto dell’Adriatico,  il Villaggio Barricata  ac-

coglie gli ospiti in lodge di lusso per una vacanza eco-chic nella natura, proprio ai bordi del mare. E chi lo desidera può partecipare a passeggiata a cavallo sul bagnasciuga. Nei ristoranti della zona servono ottime vongole veraci e cozze, da mangiare in guazzetto o come condimento di un  piatto di spaghetti al dente. Da accompagnare con i poco noti vini delle sabbie del Bosco Eliceo.

Villaggio Barricata (Porto Tolle, RO)

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Lee Jaehyo

scarlino (GR)

Le Bandite di Scarlino  si affacciano sul tratto toscano del Tirreno, in provincia di Grosseto. Il loro nome deriva dall’antica usanza medievale di mettere al bando pezzi di bosco pubblico e oggi sono un vasto polmone verde sul mare, attraversato da sei percorsi ecologici da seguire a piedi o in bicicletta. L’itinerario più bello è quello delle Cale, lungo ben undici chilometri, che attraverso l’area più meridionale delle Bandite costituita da diverse colline costiere degradanti verso il mare e coperte da macchia mediterranea. Lungo il cammino si incontrano spiagge di rara bellezza, dalle acque trasparenti, tra le quali Cala Martina, Cala Terra Rossa e la  splendida Cala Violina,  che deve il nome alla sabbia bianca e finissima, che produce una sorta di “suono di violino” quando vi si cammina a piedi nudi. Per godersi appieno questa oasi naturale si può alloggiare ai Vedetta Lodges di Poggio La Forcola, agricampeggio maremmano a 5 stelle. Il glamping, ovvero glamorous camping, è oggi l’ultima tendenza in fatto di vacanze all’aria aperta: contatto diretto con la natura senza rinunciare ai comfort di una suite di lusso. Tanti i sapori locali da scoprire, tra i più piacevoli e originali l’acquacotta maremmana, una zuppa povera a base di verdure e uova, 26

anticamente consumata dai butteri, i cowboy della Maremma.

in molise

Riattraversando l’Italia e tornati sull’Adriatico, eccoci nel piccolo e ingiustamente trascurato Molise. Qui si trova la bella Pineta di Petacciano Marina dove, nonostante la presenza di alcuni stabilimenti balneari, l’ambiente è rimasto ancora in gran parte integro. La spiaggia  di soffice sabbia chiara è ampia e lunga parecchi chilometri, con dune tra le più interessanti della costa adriatica. Le acque del mare sono cristalline e con fonScorcio della riserva naturale Le Cesine (Vernole, LE)

dali bassi e sabbiosi. Nella dolce campagna collinosa alle spalle della pineta  si trovano una suggestiva torre di avvistamento del Cinquecento e la splendida Fattoria di Vaira, la più grande azienda biodinamica dell’Italia del sud, con un accogliente agriturismo dalle camere sparse per le case del vecchio podere e un ristorante che utilizza principalmente prodotti dell’azienda agricola. Qui lo sguardo spazia dalle isole Tremiti fino alla Maiella e tra le specialità vegetariane proposte vale la pena provare la polpette di fiocchi d’avena al forno con verdure, accompagnandole con l’ottima mozza-


quando il mare è green Cala Violina (Scarlino, GR)

Pineta di Petacciano e Petacciano Borgo (CB)

rella proveniente dal piccolo caseificio dell’azienda. Da abbinare al buon bianco biologico di produzione propria.

il salento

Il Salento è oramai una meta turistica fin troppo affermata e affollata nei mesi estivi, ma riserva ancora molte piacevoli sorprese al visitatore green che non si accontenta di visitare le mete più note. Come la Riserva Naturale Le Cesine, non lontano da Lecce, una vasta area verde con stagni, dune, canali di bonifica, bosco misto e macchia mediterranea dove sostano gli uccelli migratori, affacciata su una lunga spiaggia di sabbia bianca raggiungibile solo a piedi. Si tratta di un ambiente umido tra i più conservati e importanti dell’Italia meridionale, ultimo superstite della vasta zona paludosa e boscosa che si estendeva da Brindisi ad Otranto. Il mare, spesso mosso dalla tramontana, è ancora cristallino e conserva importanti colonie di poseidonia. Nell’immediato entroterra si alloggia nel nuovissimo Relais Masseria Le Cesine, un’antica masseria ristrutturata, immersa in un uliveto, con camere, piscina, sala ristorante e SPA. Tra i piatti di pesce più interessanti della cucina salentina i tagliolini ai ricci di mare, una vera poesia se preparati bene, ovvero senza panna e con una porzione generosa di ricci.  27


Calamosche (Noto, SR)

Riserva di Vendicari (SR)

nei pressi di noto (SR)

A questo punto ci spostiamo sulle due grandi isole italiane: Sicilia e Sardegna. Nella prima, nei pressi di Noto, gioiello del barocco Patrimonio Mondiale Unesco, troviamo la Riserva di Vendicari, un’ oasi faunistica e avicola per uccelli migratori con oltre sette chilometri di costa con sabbia fine e roccia. La spiaggia più selvaggia e green è quella di Marianelli, tra dune, mandorleti e limoneti nella zona nord della riserva. La più famosa è Calamosche, meglio conosciuta dagli abitanti del posto come “Funni Musca”, una caletta sabbiosa che si estende per circa 200 metri, delimitata da due promontori rocciosi che fanno da riparo alle correnti, con il risultato

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di un mare sempre calmo e cristallino. All’interno dell’area protetta si trovano la Torre Sveva edificata tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, in epoca aragonese; una tonnara abbandonata nei primi anni del Novecento e un impianto romano per la lavorazione del pesce e per la produzione del “garum”, tipica salsa usata dai romani per condire i cibi. L’alloggio in zona è assicurato dal resort Terre di Vendicari, ospitato in una masseria settecentesca all’interno della riserva. Il giardino ricchissimo di piante e fiori di ogni genere, dispone di ben 1800 piante di fichi d’india. Tra i piatti da provare sicuramente la pasta con il pesto di pistacchio di Bronte, una delle leccornie della cucina siciliana. 

le isole egadi

Per perdesi nel mare Mediterraneo dovete invece lasciare l’auto al porto di Trapani per imbarcarvi sul traghetto o sull’aliscafo che portano alla piccola isola di Levanzo, nell’arcipelago delle Egadi. Le sue spiagge selvagge sono in gran parte raggiungibili solo con le barche dei pescatori, anche se a Cala Fredda, contraddistinta da una spiaggia di sassi e un comodo scivolo, e alla più selvaggia Cala Minnola si può arrivare anche via terra. Un soggiorno a Levanzo è un’esperienza mistica, dato il silenzio e la presenza quasi invadente di quel mare che la circonda, dove pare sia ritornata a nuotare  la rarissima foca monaca. Famosa è la grotta del Genovese, con graffiti preistorici.  Levanzo non è particolarmente


quando il mare è green Cala Fredda (Levanzo, TP)

Grotta del Genovese (Levanzo, TP) Veduta di Scivu (Sud Sardegna)

ricca di strutture alberghiere ma un buona sistemazione è rappresentata dall’Albergo Paradiso, accogliente tre stelle a gestione famigliare. Nel suo ristorante va assolutamente provato il cous-cous con pesce, dalle evidenti influenze arabe.

la selvaggia scivu (SUD sardegna)

L’ultima tappa del nostro viaggia dove il mare è sempre più green è la selvaggia Scivu, una tra le  più incantevoli e incontaminate spiagge della Sardegna. Affacciata su un mare azzurro, spesso spazzato dal vento, la spiaggia è fatta da morbida sabbia chiara, “parlante” per via dell’eco che si sente camminandoci sopra. Divisa in due da una piccola scogliera è incorniciata

da rocce rossastre e soffici dune, punteggiate da lentisco, ginestra, corbezzolo e ginepro. Il mare è cristallino con un fondale vario fatto di canaloni, banchi di sabbia e rocce sparse, particolarmente adatto agli appassionati di snorkeling,  Alle spalle si trovano le suggestive vestigia degli antichi impianti minerari e il villaggio minerario di Montevecchio: un vero e proprio museo a cielo aperto. Qui si può alloggiare nel suggestivo Turismo Rurale La Miniera Fiorita, nato dalla ristrutturazione di un vecchio edificio minerario. La sera si pranza all’aperto con i piatti tipici della cucina sarda, tra i quali i  caratteristici malloreddus, gnocchetti fatti con farina di semola e acqua con un ragù a base di pezzetti la salsiccia sarda.

info utili Villaggio La Francesca, Bonassola (La Spezia) www.lafrancescaresort.it Villaggio Barricata, Porto Tolle (Rovigo) www.villaggiobarricata.com Vedetta Lodges, Poggio La Forcoloa, Scarlino (Grosseto) www.relaisvedetta.eu Fattoria di Vaira, Contrada Colle Calcioni, Petacciano (Campobasso): www.fattoriadivaira.it Relais Masseria Le Cesine, località Termolito, Vernole (Lecce) www.cdshotels.it/relais-masseria-le-cesine Resort Terre di Vendicari, contrada Vaddeddi, Noto (Siracusa) www.terredivendicari.it Albergo Ristorante Paradiso, Levanzo (Trapani) www.albergoparadiso.eu Turismo Rurale La Miniera Fiorita, Montevecchia (Arbus) www.laminierafiorita.it 29


IL GRANDE CHEF HA TRE STELLE IN COSTA SMERALDA MA SI RICORDA I PASSATELLI DELLA

I

n Italia abbiamo un patrimonio gastronomico enorme e i grandi chef non se lo dimenticano. Anche lo chef Italo Bassi, tre stelle Michelin conquistate durante i 27 anni di permanenza all’Enoteca Pinchiorri di Firenze e oggi alla guida del “Confusion Boutique Restaurant” di Porto Cervo. Lo incontriamo alla seconda edizione del tour Strade Stellate, sotto l’insegna dell’Alfa Romeo, in Veneto. Siamo al Byblos Art Hotel Villa Amistà di San Pietro in Cariano, l’esclusivo luxury hotel è ospitato in una delle più belle ville del veronese, nella quale i colori accesi e le forme plastiche degli arredi, del noto designer Alessandro Mendini, si fondono con gli affreschi e i marmi dei saloni

alcuni dei piatti innovativi dello chef

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settecenteschi dando vita ad un’unica ed esclusiva esposizione permanente di arte contemporanea e design. Ma con Italo Bassi parliamo di un altro tipo di arte. Noi siamo alla ricerca delle RICETTE DI VIAGGIO, quelle da ritrovare appunto nei nostri weekend in auto, qual è la tua ricetta preferita di questo territorio? Una delle mie ricette del territorio veronese può essere il classico risotto all’ Amarone con radicchio rosso stufato…mettiamoci una fonduta di formaggio Monteveronese e manteghiamo il tutto con olio d’oliva extra vergine del Garda. Però dobbiamo mettere qualcosa di particolare e così ho pensato alla polvere di liquirizia per far volare la gente un po’ più lontano.


di Silvia Terraneo

MAMMA IN ROMAGNA Ma le tue origini non sono venete? No, sono romagnolo e fiero di esserlo e il mio piatto preferito sono i passatelli in brodo della mamma cucinati con amore e passione. La tua passione ora ti ha portato lontano, in Sardegna? Sì, con il mio Confusion – Restaurant, nato dall’amore del territorio della Costa Smeralda dove propongo una visione di Grande Cucina, basata sulla tradizione italiana e arricchita da profumi esotici e ingredienti pregiati, con particolare attenzione ai prodotti tipici sardi, con un forte accento sulle cruditè di mare. Dal gusto nel piatto al piacere di guida: qual è il tuo rapporto con l’auto? L’auto è un mezzo che mi caratterizza perchè mi sposto molto e quindi deve essere comoda, confortevole, bella e potente. Come la Stelvio? Un amore maniacale, fantastico, è stata una bella sorpresa. Guidando la Stelvio si sente un motore sportivo in una condizione di comodità e di elegante lusso. Un piatto prima di mettersi alla guida? Una ricetta leggera, nata dall’emozione, da una esperienza alla guida che mi permetta di pensare alla strada e all’obiettivo da raggiungere.

Ricette

Passatelli in brodo ricetta tradizionale Ingredienti per 4 persone • 130 g pane grattugiato; • - 3 uova; • 1 noce di burro; • noce moscata q.b.; • pepe q.b.; • sale q.b.; • 1 L brodo di carne; • 1/2 scorza di limone; • 130 g parmigiano.

di

V i a g gio

Fai il composto dei passatelli. Miscela il pane grattugiato con il parmigiano reggiano in una ciotola e poi aggiungi il burro ammorbidito a crema e la scorza di limone (facoltativa). Mescola in modo omogeneo. Sbatti le uova in una ciotola con sale, pepe e noce moscata grattugiata. Versale a filo nella miscela di pane, mescolando. Lavora quindi l’impasto con le mani sulla spianatoia: deve risultare un composto piuttosto sodo. Avvolgilo nella pellicola e mettilo in frigo per mezz’ora. Prepara i passatelli. Dividi il composto di pane e formaggio in 3-4 pezzi. Mettili, 1 alla volta, nello schiacciapatate e premi con decisione, finchè usciranno tanti cilindretti. Tagliali con il coltello alla lunghezza di 4-5 cm e distribuiscili man mano su carta da forno infarinata. Porta a ebollizione il brodo in una casseruola. Appena il brodo bolle aggiungi i passatelli, mescola delicatamente e cuoci per circa 2 minuti

Dopo le tre stelle Michelin dove punti ad arrivare? Ad essere felice.

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autoedonna

UN’ITALIA (SOSTENIBILE) PER DUE SYUSY BLADY E SUA FIGLIA ZOE ON THE ROAD, A BORDO DELLA RENAULT ZOE, L’AUTO ELETTRICA PiU’ VENDUTA D’EUROPA, PER LA TRASMISSIONE “IN VIAGGIO CON MIA FIGLIA” SU RETE 4, ALLA SCOPERTA DI MERAVIGLIE E... RICETTE

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D

al Trentino alla Sicilia, dalla Toscana alla Basilicata, passando per il Lazio e la Campania: un singolare percorso a impatto zero che vede protagoniste Syusy Blady, l’ironica e irriverente conduttrice e attrice teatrale e televisiva, e sua figlia Zoe, da sempre sensibili ai temi legati alla salvaguardia ambientale. Ci raccontano con il loro stile inconfondibile, luoghi di interesse paesaggistico e culturale oltre che curiosità, usi, costumi e ricette di un’Italia che sta virando verso uno stile di vita più etico e responsabile. In lungo e in largo attraverso il Bel Paese: vi vedo particolarmente “ elettrizzate”, a chi va il merito? S: “E’ stato un fatto inevitabile: con l’auto che ha il nome di mia figlia, è nata l’idea di proporre a Rete 4 una trasmissione che raccontasse il viaggio in Italia con un’auto elettrica che ha il suo stesso nome. Z: “In primo luogo il merito va alla macchina, che è la più ‘elettrizzata’ di tutte. In secondo luogo, invece, è merito di mia madre.. Non ho fatto in tempo a rendermi conto che questa sua pazza idea era andata in porto che già stavamo filmando la prima puntata.” Il lato più interessante della Zoe, intendo l’auto, qual è stato? S: “I vantaggi sono nei 300 chilometri di autonomia che non è poco, si ricarica in discesa, il motore non fa rumore, va nelle Zone a traffico limitato e non paga i parcheggi sulle strisce blu. Ma l’importante è sapere che non stai inquinando”. Z: “Per me. il fatto di essere così silenziosa. Infatti la Renault ha dovuto aggiungere del rumore per far sentire la presenza della macchina ai pedoni.. La cosa buffa è che questo suono è simile a quello che ci si aspetterebbe in un’astronave, quindi quando si è per la strada con la Zoe sembra di star guidando un ufo.” Dividendo il vostro tour in weekend, in quali città avete trascorso quello più interessante? S: “I posti sono tutti interessanti per la loro caratteristiche. Dal Trentino col suo verde meraviglioso e i suoi laghi alla Basilicata, alla Sicilia, alla Campania e al Lazio. Difficile dire qual è il posto più bello”. Z: “Non ci è successo di visitare per un weekend una sola città. E ogni regione è stata sorprendente a modo suo. Una città che mi ha colpito molto è stata Napoli, in particolare per la ricchezza umana: il comitato di


ricette di viaggio

cittadini che si occupa di far rivivere le storiche scale di Napoli, gli abitanti del quartiere di Materdei che hanno ripulito e reso punto di aggregazione l’ex convento che ora è il Giardino Liberato, la gente di Pagani che rende viva la festa della Madonna delle Galline. Poi, come non citare la bellezza di Siena e Palermo, che è senza eguali? Nonché i santuari che abbiamo visto nelle città laziali, o l’ambiente montano delle città trentinee e la meraviglia del panorama di Noto dall’alto? In generale, c’era sempre qualcosa che meritava d’essere vissuto per ben più di un paio di giorni.” Stavolta non siete state turiste per caso, cosa cercavate in questo tour? S: “Di raccontare l’Italia e i suoi posti meravigliosi: dalla reggia di Caserta, a Capua, dalla Storia Bandita nel parco della Grancia, in Basilicata, all’infiorata di Noto in Sicilia, dai templi di Agrigento allo spettacolare duomo di Siena. Non solo. Cerchiamo di raccontare l’aspetto più social: la capacità che hanno i cittadini di migliorare il loro mondo”. Z: “ Ciò che ci interessava era vedere uno spaccato dell’Italia da una prospettiva ecologica e sociale. Per questa ragione abbiamo avuto l’opportunità di vivere molti luoghi e situazioni che sono lontani dall’idea del ‘normale giro turistico’. Per esempio, da turista, solo per puro caso sarei potuta capitare tra il gruppo di persone che si sta occupando di ripulire le mura di Siena, o tra il gruppo di ragazzi di scherma storica del Collegium Lunae di Carrara.” E qual è stata la scoperta che vi ha sorpreso di più? S: “Per Zoe, tanti luoghi “vicini” che non aveva mai visto. Era stata a Samoa, a Tongo, ma non sotto casa, intendo dire in Italia. La sorpresa maggiore, per tutte e due, è stata Matera che anche io non conoscevo... Altra sorpresa: in Campania alla festa della Madonna delle Galline a Pagani (Na). La Campania ha avuto il pregio di far sciogliere Zoe alla prima puntata: ha visto persone disponibili e simpatiche”. Z: “Soprersa? L’esistenza delle social street, strade ‘sociali’ in cui ci si conosce tra vicini di casa e ci si aiuta vicendevolmente, creando occasioni per stare insieme. Nella puntata sulla Sicilia, abbiamo incontrato la social street presente ad Agrigento; una sorpresa ancora più grande è stata venire a sapere che ce n’è un’altra in via Fondazza a Bologna, esattamente dietro casa nostra.” A Zoe, giovane antropologa, chiedo quale “popolo” della nostra composita Italia ti ha sorpreso di più? Con quale è scattata empatia? “Non mi è stato difficile interessarmi a chi abbiamo incontrato, né a fare scattare l’empatia, perché abbiamo avuto la grande fortuna di incontrare persone meravigliose. Come ragazza che è cresciuta nel Nord Italia, che non ha tanti parenti al Sud, per me ha influito moltissimo andare in Basilicata, in Campania e in Sicilia. In particolare la Campania dove c’è stata la prima puntata e mi sentivo molto tesa quando filmavamo, perché attiravamo gli sguardi della gente. Ma quella gente mi ha dato l’idea che nella vita è importante partecipare a quello che hai intorno, e chi ti sta osservando non ti sta necessariamente giudicando negativamente, anzi. Vedere quante realtà sociali attive ci siano in queste tre regioni mi ha entusiasmato e ha provocato in me un grande desiderio di raccontarle.” Siccome questo è l’anno del Cibo Italiano, quale piatto vi è piaciuto di più? S: “Abbiamo mangiato di tutto: in Sicilia ci hanno dato agnelli di marzapane, tanto belli che dispiaceva mangiarli. Ma poi abbiamo mangiato tanti altri loro piatti. Il cibo in Italia non ha eguali”. Z: “Per me è stata la pasta alla Norma assaggiata a Palermo.”

Siusy e Zoe in Trentino

Toscana: Santa Caterina da Siena

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ricette di viaggio Basilicata

Matera

Agrigento

Sicilia

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Amate le ricette tradizionali o quelle innovative? S: “Adoro le ricette tradizionali. Nel corso del viaggio abbiamo incontrato qualche chef, ma alla Badia Coltibuoni la cuoca faceva cibo tradizionale buonissimo. Trovo che le donne quando cucinano siano il massimo. Esprimono fantasia e creatività che non hanno eguali. Altro che chef”. Z: “Entrambe. Vanno a braccetto perché senza la ricetta tradizionale non esiste quella innovativa, e viceversa. Inoltre l’antropologia insegna che le tradizioni si modificano nel tempo e hanno confini molto più labili di quanto si pensi.” Quali ricette avete “rubato” per poi gustarle a casa? S: “Non siamo regine dei fornelli. Zoe dice che brucio tutto perché arriva sempre la telefonata in più e io mi dimentico le cose sul fuoco. Del resto il sapore di bruciato è sapore di mamma”. Z: “A Badia a Coltibuono, nella campagna toscana, abbiamo avuto l’occasione di tirare su le maniche e metterci in cucina con due cuoche d’eccezione. Mia madre è particolarmente golosa di fiori di zucca fritti, perché lei a casa li fa sempre e quelli che abbiamo assaggiato erano stati cucinati in modo molto leggero. Io invece ho “rubato” la ricetta per fare la pasta alla chitarra!” Meglio il ragù alla bolognese o alla napoletana? S: “Bella domanda. Sono entrambi gustosi, ma se faccio il tifo per quello bolognese è per la sola ragione che è il ragù della mamma: non posso tradire le mie origini e comunque credo che quando c’è bisogno di consolarsi, una bella tagliatella col ragù, napoletano o bolognese che sia, è sempre il massimo”. Z: “Che domande! Se rispondessi alla napoletana mia nonna Mafalda si rivolterebbe nella tomba, e non posso permetterlo.” Il vostro weekend Premium, anche extra tour, che non dimenticherete mai? S: “I weekend sono tutti belli con le persone giuste. Abbiamo incontrato due donne straordinarie: una in Sicilia, Elvira, che ha organizzato una social street ad Agrigento, e l’altra è Gianna, in Trentino. Persone eccezionali da cui abbiamo imparato molto nello stare insieme”. Z: “Un weekend che facemmo anni fa ad Assisi. Eravamo solo mia madre ed io. Era la prima volta che vedevo l’Umbria ed è stato emozionante.” Il posto dove ritornerete? S: “Tutti. Zoe ha già segnato l’indirizzo di tutti”. Z: “Quest’estate andrò a vedere lo spettacolo della Storia Bandita in Basilicata con un paio di amici.. Voglio tornare su quei colli e dentro quei boschi, godermi questa rievocazione storica e rivedere le persone che ho conosciuto. La tappa successiva sarà in Trentino, al Camin che fuma, il maso di Gianna e Cornelio.” Ultima domanda: secondo voi perchè dovremmo vedervi alle 11 della domenica su Rete Quattro? S: “Perché un viaggio di una mamma con la propria figlia è una cosa insolita. E’ bello vedere due donne che viaggiano commentando, divertendosi e chiacchierando di tutto. L’altro motivo è l’aspetto ecologico che cerchiamo di comunicare con l’auto a impatto zero. Non per ultimo, vedere questa Italia meravigliosa dove tanta gente fa cose inaspettate. Bisogna avere fiducia nelle persone che sanno costruire cose straordinarie, quando si uniscono e si mettono tutti insieme”. Z: “Per farvi due risate, ma soprattutto per godervi dei bei luoghi e delle belle persone che vivono sul territorio italiano e che davvero meritano la vostra attenzione. È il programma ideale per voi se vi interessano le realtà sociali costruttive e il rispetto dell’ambiente.”


Ricette di viaggio Ragù alla Bolognese

Ragù alla Napoletana

Ingredienti • 300 g di polpa di manzo macinata grossa, • 150 g di pancetta di maiale, • 50 g di carote gialle, 50 g di coste di sedano e 50 g di cipolla • 300 g di passata di pomodoro, • mezzo bicchiere di vino bianco secco, • mezzo bicchiere di latte intero, • poco brodo, olio di oliva o burro, sale, pepe • mezzo bicchiere di panna fresca (facoltativo)

Ingredienti • Corazza (scaramella) a pezzetti 700 g • Braciole (involtini) di locena (coppa) 2 • Tracchie (costolette) di maiale 2 o 3 • Cipolla 1 • Olio di oliva extravergine 6 cucchiai • Vino rosso 1 bicchiere (2 dl) • Passata di pomodoro 2,5 l • Concentrato di pomodori 150 g

procedimento La ricetta tradizionale del ragù alla bolognese prevede 300 g di polpa di manzo macinata grossa, 150 g di pancetta di maiale, 50 g di carote gialle, 50 g di coste di sedano, 50 g di cipolla, 300 g di passata di pomodoro, mezzo bicchiere di vino bianco secco, mezzo bicchiere di latte intero, poco brodo, olio di oliva o burro, sale, pepe e mezzo bicchiere di panna fresca, quest’ultimo facoltativo. In un tegame di terracotta va fatta sciogliere la pancetta tagliata a dadini e tritata con la mezzaluna. Unite 3 cucchiai di olio o 50 g di burro, gli odori tritati fini e fate appassire a fuoco dolce. Unite il macinato, mescolate bene e fate rosolare finché non sfrigola. Bagnate con il vino e mescolate delicatamente finché non sarà evaporato. Unite la passata, coprite e fate cuocere a fuoco basso per circa 2 ore aggiungendo, quando occorre, il brodo. Verso la fine della cottura, unite il latte e aggiustate di sale e pepe. Quando il ragù è pronto, l’uso bolognese prevede l’aggiunta di panna fresca per condire le paste secche; per le tagliatelle si può omettere.

procedimento Tritate la cipolla e unitela all’olio in un tegame, possibilmente di coccio, dopo un paio di minuti aggiungete la carne girandola continuamente senza lasciar bruciare la cipolla, che dovrà invece “consumarsi” man mano che procede la cottura. Quando la carne sarà rosolata e la cipolla apparirà trasparente unire il vino lasciandolo sfumare completamente prima di aggiungere il concentrato di pomodoro e successivamente la passata di pomodoro.
Abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per almeno 4 ore girando spesso per non far attaccare il ragù, con il coperchio parzialmente posato sulla pentola (appoggiatelo ad una cucchiarella di legno posta di traverso sula pentola).
La salsa sarà cotta quando vi apparirà densa, lucida, scurissima ed untuosa. Verificate il sale regolandolo eventualmente. Utilizzate il ragù per condire un piatto di pasta, possibilmente fatta in casa, o anche un piatto di ziti spezzati a mano.

Renault Zoe R110 La Renault Zoe nella sua versione più recente, siglata R110, ha un motore elettrico da 80 kW, pari a 108 cavalli. La coppia massima arriva a 225 Newton metri. La sua batteria ha una capacità di 41 kWh. Questo consente un’autonomia media reale di circa 300 Km in estate e 200 in inverno (le basse temperature fanno scaricare le batterie più in fretta). I tempi di ricarica dipendono dal tipo di dispositivo utilizzato. Il collegamento ad una normale presa domestica da 10 Ampère necessita 25 ore. Con una wall box da 16 A servono 15 ore. Le colonnine trifase permettono la ricarica completa in 4:30’, 2:40’ e 1:40’ con rispettiva potenza di 11, 22 e 43 kW. La Renault Zoe accelera da 0 a 100 Km/h in 11,4 secondi; velocità massima 135 Km/h. Il prezzo con batteria in acquisto è di 35.700 euro. Con batteria a noleggio il prezzo della vettura scende a 27.700 euro. Il noleggio della batteria ha un canone mensile basato

Compagna di viaggio sul chilometraggio annuo. Si va da 69 euro per 7.500 Km a 119 euro (valido solo per privati) per chilometraggio illimitato. Nel canone è compresa l’assistenza stradale.

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varazze

weekend “crossover” tra mare e avventura Un weekend sul mare della Liguria, dove la nostra compagna di viaggio, l’Audi A4 Allroad, riesce a farci scoprire colori e atmosfere molto differenti, a suo agio nel lusso della Marina di Varazze ma anche arrampicandosi nei tratturi offroad del Parco del Beigua. Da Arenzano a Varazze tra calette nascoste e spiagge attrezzate

I

l nostro weekend parte da Arenzano, una località di mare che si raggiunge facilmente sia dalla A7 che dalla A26. In realtà la nostra meta marittima è Varazze, ma scegliamo di uscire dall’autostrada prima perché, da cittadini metropolitani, siamo affamati di scorci sul mare, bougainville, muretti a secco e profumo di ginestre, pini marittimi e salsedine. Percorrendo la strada costiera che da Arenzano ci porta a Varazze, passando per Cogoleto, i nostri sensi vengono appagati e la nostra scelta si rivela azzeccata e consigliabile. La via è sempre affacciata su tratti di costa aspri e rocciosi, tra i quali si nascondono calette quasi invisibili dalla strada. In questo senso la zona più coinvolgente è quella dei Piani d’Invrea. Qui è rinomata la caletta denominata “Cala Loca”. Vi si accede con una ripida scalinata che porta ad una struttura incantevole che offre, su prenotazione, una spiaggia attrezzata affacciata su un mare cristallino. Continuiamo, verso Varazze.. Una curiosità per i più: all’inizio del lungomare, appena usciti dall’autostrada, si trova uno dei più rinomati spot di surf da onda d’Italia, sede di Contest internazionali. Nella giornata giusta, fermatevi ad ammirare le onde e respirerete un atmosfera un po’ da “Mercoledì da Leoni”.

Marina di Varazze: il porto come centro di aggregazione

Situato al termine del lungomare, dove finisce Varazze e inizia Celle Ligure, il porto rappresenta un notevole valore ag36

Genova

arenzano varazze Savona


con audi a4 allroad

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varazze

certo punto in una piazza lastricata di pietre portate dal mare. Piazza Sant’Ambrogio, sede dell’omonima chiesa che merita senza dubbio una visita. Ha pianta a croce latina con cupola e un campanile cuspidato in stile romanico-gotico. Proprio la rossa torre campanaria è ciò che rimane visibile del primo impianto originario del XIV secolo. Nuovi lavori furono intrapresi nel 1655 e più recentemente, nel 1916, con la nuova ed attuale facciata in stile Neorinascimentale su disegno del varazzino Luigi Guglielmo Camogli. Bellissimo anche il palazzo Beato Jacopo nel centro storico e sede del Municipio. Nella facciata rivolta verso l’interno del borgo è collocata una statua del beato. Sul lato del lungomare svetta la sua torretta e l’affresco dello stemma cittadino.

Alpicella e Parco unesco del Beigua: una boccata di aria fresca e natura giunto all’offerta turistica. Il Marina è infatti aperto e perfettamente integrato con il Paese. All’interno vi sono locali, ristoranti, negozi ed in più tutto il fascino di passeggiare sul mare tra imbarcazioni piccole e grandi. Decidiamo di godere anche noi di questo contesto, oltretutto la nostra A4 Allroad blu ci sta una favola. Nel Marina di Varazze scopriamo che c’è anche la possibilità di pernottare su un’imbarcazione dal fascino irresistibile.

Amerigo, una storia misteriosa che ne accresce il fascino

Si chiama Amerigo e offre oggi la possibilità di pernottare e gustare eccellenti colazioni coccolati dalla cortesia della proprietaria, la Signora Graziella. Dal suo varo come peschereccio del 1975, 38

la storia dell’Amerigo è stata però molto più avventurosa, addirittura al centro di traffici internazionali e spionaggio. Nato come peschereccio, trasformato in invisibile yacht di lusso per loschi traffici in tutto il mediterraneo, l’Amerigo offre oggi una raffinatissima ed unica esperienza: il piacere dell’alba dalla prua di una barca…non ha prezzo.

Alla scoperta di Varazze

Lasciato il porto, andiamo alla scoperta del borgo di Varazze. Come tradizione per i borghi marinari liguri, il suo vero centro è nascosto nel classico carrugio, una stretta via pedonale parallela al lungomare, racchiusa tra facciate dipinte nel più tradizionale stile ligure e negozi di ogni genere. Il carrugio si allarga ad un

La Liguria è una lingua di terra tra il mare e le montagne. Questa unica morfologia permette in pochi chilometri di passare dalla spiaggia a paesaggi e climi collinari, sapori e colori completamente differenti. Un po’ come le qualità dinamiche della Audi A4 Allroad che al solo tocco sul drive select passa da sportiva a offroad. Proprio questa versatilità e capacità di trasformarsi in una rude e avventurosa compagna di viaggio apre al nostro weekend nuove prospettive. Da Varazze si può infatti salire per circa 12 km e raggiungere Alpicella, un borgo che, come spesso accade in Liguria, rappresenta il primo insediamento urbano per la popolazione locale che solo dopo si è spostata verso il mare. La tanto desiderata “spiaggia a due passi” o abitazione “dans l’eau” di oggi nell’antichità voleva


con audi a4 allroad

Hotel Amerigo

dire essere esposti agli attacchi nemici ed alle mareggiate. Ad Alpicella si scorgono ancora le fortificazioni esterne, spicca l’imponente chiesa di Sant’Antonio Abate, ma si trovano anche un museo che espone reperti archeologici di epoca neolitica della zona del Comune di Varazze. Sempre nelle vicinanze è stato scoperto nel 1977 il Riparo sottoroccia di Fenestrelle del neolitico medio. L’area presenta inoltre diversi altri rilevamenti archeologici: menhir, incisioni rupestri e pietre “à polissoir” ed edifici rurali dalla tecnica costruttiva paragonabile a quella occitanico-spagnola che si trova sulla catena montuosa dei Pirenei. È possibile ammirare anche un ponte ad arco in pietra, risalente intorno all’anno Mille,

DOVE DORMIRE Per chi desidera l’esperienza unica di una notte in barca, senza per questo rinunciare a comfort e raffinatezza da resort di lusso, L’Amerigo rappresenta una soluzione perfetta. Accolti dalla signora Graziella, appassionata proprietaria dell’imbarcazione e impeccabile nel fare sentire a casa propria i suoi ospiti, salendo a bordo si entra in atmosfere di altri tempi. L’Amerigo offre diverse tipologie di cabine dalla suite matrimoniale a quelle a letti singoli e offerte: dal pernottamento con colazione, a pranzi e cena curati in maniera impeccabili dalla proprietaria. Imbarcazione Amerigo Via Maestri D’Ascia 18 Porto Turistico Marina di Varazze https://imbarcazioneamerigo.com

Ricette di viaggio Bavette con scampi, calamaretti, pomodorini e salvia In linea con il carattere crossover della nostra compagna di viaggio, anche dal punto di vista culinario ci regaliamo una proposta originale recandoci Da Alfredo, un ristorante all’interno del Marina gestito da Alfredo e suo figlio Luca, toscani doc di Forte dei Marmi che contaminano sapientemente e con garbo la più tradizionale e semplice cucina ligure. Semplicità che ritroviamo anche nella ricetta proposta: Bavette con scampi, calamaretti, pomodorini e salvia. Ingredienti per due persone • Olio Extra Vergine Oliva • Aglio • Peperoncino • Salvia • Pomodorini San Marzano • Pizzico di farina 00 • 140 g di bavette • Calameretti e scampi freschi • Prezzemolo procedimento Mettere in una padella l’olio, lo spicchio d’aglio e fare dorare a fiamma alta. Unire poi i calamaretti e gli scampi, fare insaporire per qualche minuto, quindi aggiungere il prezzemolo e peperoncino. Poco dopo aggiungere i pomodorini tagliati a cubetti, salvia e fare addensare con un pizzico di farina a fiamma dolce. Salare e pepare. Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolare e far saltare per qualche minuto nella padella del condimento. Servire con un’altra spolveratina di prezzemolo. il vino Luca, il figlio di Alfredo, grande appassionato e conoscitore di vini, ci consiglia di accompagnare il piatto con un Pigato locale delle Cantine Calleri. Ristorante da Alfredo Via Maestri d’Ascia, 3 Porto Turistico Marina di Varazze 39


varazze

detto “ponte dei saraceni” o “ponte dei Ratti”, che unisce il paese alla località di Campolungo attraversando il torrente Teiro. Alpicella è situato alle pendici del monte Beigua. Il comprensorio del Parco Naturale Regionale del Beigua è la più vasta area naturale protetta della Liguria e custodisce gelosamente la storia geologica della zona, raccontata attraverso affioramenti rocciosi, mineralizzazioni, giacimenti fossiliferi e spettacolari forme modellate dagli elementi, dal tempo e dal clima. Per l’eccezionale patrimonio geologico presente, nel marzo 2005 il comprensorio del Beigua è entrato a far parte delle reti internazionali come Geoparco Europeo e Mondiale. Dal 2015, lo stesso territorio è stato riconosciuto come sito UNESCO ed inserito nella prestigiosa lista dei Geoparchi Globali. Insomma un autentico paradiso naturalistico a portata di mano, che la Audi A4 Allroad fa apprezzare e godere ancor di più, capace come è di avventurarsi dove vetture normali non potrebbero.

Alpicella

Inquadra il codice col tuo smartphone per vedere il video della nostra esperienza di viaggio! www.weekendpremium.it

Audi A4 Allroad Audi A4 Allroad mantiene invariata la ricetta che ne ha decretato il successo fin dal suo lancio. Una raffinata wagon con assetto rialzato, immagine rinforzata da robusti parafanghi e protezioni, senza arrivare però a quella di una SUV. Di questa ha però le medesime capacità di disimpegnarsi anche fuori dall’asfalto e su terreni a scarsa aderenza. Qui la raffinata wagon tira fuori doti davvero inaspettate, il tutto con la qualità del sistema di trazione quattro. In questa sua ultima generazione A4 Allroad si presenta più leggera e introduce nuove sospensioni adattive. Abbiamo guidato la versione 2.0 TDI da 190 CV. Le prestazioni sono notevoli ed il cambio automatico S tronic a 7 rapporti si conferma uno dei più efficaci, sia in reattività che precisione. Grazie al Drive Select il comportamento della vettura può essere modificato a proprio piacimento, da incrociatore autostradale, a sportiva e reattiva wagon compatta, fino a vera SUV in grado di digerire anche mulattiere piuttosto impegnative. Insomma una vettura unica nel suo genere che racchiude il meglio di anime diverse, il tutto nel rispetto della migliore tradizione Audi. I prezzi partono dai 44.150 Euro della TDI da 150 CV manuale per arrivare ai 53.300 Euro della 3.0 TDI S tronic da 218 CV. 40

Compagna di viaggio Audi A4 Allroad 2.0 TDI 190 CV S tronic Dimensioni: 475/184/149 cm Potenza: 190 CV a 3.800 giri Coppia: 400 Nm da 1.750 a 3.000 giri Velocità massima: 222 km/h 0-100 km/h: 7,6 secondi Consumo medio: 5,0 l/100 km (20 km/l) Emissioni di CO2: 130 g/km Prezzo versione provata: 50.020 Euro


pozzolengo (BS)

con la infiniti Q50 s hybrid

Vista aerea del lago di Garda e del golf Chervo San Vigilio

Pozzolengo e i sapori del Garda Il più grande lago italiano è a due passi, il suo influsso benefico raggiunge le colline moreniche di Pozzolengo impreziosite dalle vigne del famoso vino Lugana dominate dal grande Castello che sembra ancora proteggerle. Il verde delle vigne e del grande campo da golf ne fanno un vero territorio green. per questo ci siamo venuti con un’auto di classe, la cui versione hybrid aiuta ad una visita sostenibile.

La Infiniti Q50 S Hybrid nel facelift di fine 2017 ha visto un generale aggiornamento tecnologico. Trattandosi di ibrida auto-ricaricabile, non ci servono spine e colonnine. Il motore elettrico assiste il poderoso V6 in città e contribuisce a tenere contenuti i consumi e rende la marcia decisamente silenziosa. Aiuta anche quando si vuole invece privilegiare le prestazioni. I viaggi in quest’auto non vorrebbero mai finire. E con la Infiniti andiamo alla ricerca delle eccellenze di Pozzolengo e dei suoi sapori.

Vigne &Castelli

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pozzolengo (BS)

Brescia

pozzolengo Cremona

Lago di Garda Verona

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hi in estate sceglie di trascorrere un weekend sulla sponda bresciana del lago di Garda, può fare una piccola deviazione per visitare Pozzolengo, splendido borgo che sorge tra le verdeggianti colline Moreniche. Il suo territorio è attraversato dal torrente Redone e caratterizzato dalla presenza di torbiere e pozzi, dai quali deriverebbe l’antico toponimo “Pocelengo”, cioè “Paese dei Pozzi”. Il borgo è inserito nel circuito “Città del Vino”, in quanto zona di produzione dei pregiati vini Lugana Doc e concentra ben 23 tra cantine e aziende agricole di produzione vinicola. Altre eccellenze sono lo Zafferano e il salame Morenico di Pozzolengo, ma anche il miele, le marmellate e i biscotti. La nostra visita comincia dal Castello, costruito attorno all’anno Mille sulla cima de monte Fluno e che è stato baluardo di resistenza nel 1630 durante la battaglia di Mantova e del Monferrato. Tale evento viene celebrato ogni anno con un imponente schieramento di rievocatori nel mese di giugno. Al suo interno è presente un centro medievale fortificato, abitato ancora oggi, con lunghe mura intervallate da torri a pianta circolare. Tra gli edifici degni di nota troviamo Palazzo Gelmetti-Zoppi, oggi sede del Municipio, con la sua imponente scalinata. Nelle immediate vicinanze, vale una visita la chiesa di San Lorenzo, del 1510, che conserva al suo interno un organo Antegnati del 1600 e alcune

COME ARRIVARE Da Milano, A51 poi Tangenziale Est e proseguire sull’A4 con uscita Sirmione, poi seguire per Pozzolengo-Solferino. Da Bologna, A14, poi A1, seguire per l’A22 in direzione Milano-Brescia e continuare sull’A4, uscire a Sirmione e indicazioni per Pozzolengo-Solferino. Da Genova, A7 in direzione Piacenza, poi A21, proseguire in direzione dell’A4 fino all’uscita Sirmione, poi come sopra. 42

tele di pregio. Procedendo ancora arriviamo al Mastio del castello, dove una targa ricorda Ugo Mulas, celebre artista e illustre cittadino. A lui è dedicata anche la piazzetta, sede di manifestazioni culturali. Splendidi gli “spicchi” di paesaggio che si intravedono dalle fenditure che, di tanto in tanto, intervallano i mattoni antichi. Dalla zona alta scendiamo fino a un belvedere, dove si può lasciare l’auto per ammirare uno dei tanti pozzi che hanno dato il nome al paese. Tra gli edifici degni di nota, segnaliamo Palazzo Piavoli, l’interessante Palazzo Albertini con la sua facciata mossa dalle arcate, sede della Biblioteca Civica. Dalla terrazza si gode di una splendida vista del castello e del Parco Don Giussani, di ben cinque ettari. Vale la visita anche l’Abbazia di San Vigilio, eretta nel 1104 dai monaci benedettini. Si possono ancora vedere la chiesa, il campanile, il cortile dell’antico convento e il porticato. Completamente restaurato, è oggi l’esclusiva sede del Chervò Golf Hotel e Resort San Vigilio, che vanta un campo da golf da 36 buche e una splendida SPA. Inquadra il codice col tuo smartphone per visitare il sito di Pozzolengo www.pozzolengoturismo.it


con la infiniti Q50 s hybrid

il secondo giorno

I Parchi del Garda e i luoghi del Rinascimento Pozzolengo è un ottimo punto di partenza per visitare i Parchi del Garda. Percorrendo la SP20, in poco più di 12 km si arriva a Castelnuovo del Garda, dove c’è Gardaland (www. gardaland.it) il parco divertimenti più grande d’Italia. Circa 23 km separano Pozzolengo dal CanevaWorld Movieland Park (www.canevaworld.it), per metà parco acquatico e per metà un grande set dove rivivere le scene più famose dei film di Hollywood, e appena 13 km dallo splendido Parco Sigurtà (www. sigurta.it) di Valeggio sul Mincio, un’oasi naturalistica fatta di specchi d’acqua, prati verdi e migliaia di fiori. Facilmente raggiungibile anche il Parco Natura Viva (www. Gardaland

parconaturaviva.it) di Bussolengo, a circa 20 km. Un itinerario alternativo può essere la visita a San Martino della Battaglia (www.solferinoesanmartino.it), che si raggiunge in 7 minuti percorrendo la SP13. Si può visitare la Torre (ingresso Torre + Museo € 5, ridotto € 2), alle spalle della quale si trova il Museo che conserva i cimeli della battaglia e altre testimonianze del Rinascimento. Seguendo il viale alberato si arriva alla Chiesa Ossario, dove, nella cripta, riposano i resti di 2619 caduti. Riprendendo sulla SP 13, in una decina di minuti raggiungiamo Solferino. Valgono una visita la Rocca medievale con il suo splendido parco e la terrazza panoramica, il Museo con cimeli rinascimentali, e la Cappella Ossario. Parco Sigurtà

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pozzolengo (BS)

Ricette di viaggio Risotto alla pasta di salame

Le eccellenze da gustare Lo zafferano di Pozzolengo è uno dei migliori d’Italia e del mondo per le sue proprietà organolettiche e per il clima mediterraneo dovuto alla vicinanza del lago. Tra le eccellenze, troviamo anche le marmellate e il miele, prodotto grazie alla diffusa apicoltura. L’antica tradizione dell’allevamento fornisce ottime carni fresche e i celebri Formaggi delle Colline Moreniche del Garda, a pasta molle, grassi e magri, prodotti con latte ovino o bovino. Infine, per i golosi, da non perdere il tradizionale Biscotto di Pozzolengo con farina di farro macinata a pietra, uova biologiche e latte fresco pastorizzato. Il Salame Morenico di Pozzolengo, a cui è stata attribuita la De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine), è un insaccato dal sapore unico, frutto di un clima non troppo rigido in inverno e ventilato in estate. La conservazione e la stagionatura avvengono in cantine fresche, ventilate, con spessi muri di mattoni e pavimentazione grezza o in terra battuta. Il valore aggiunto è l’abilità artigianale della produzione. Ancora oggi, a Pozzolengo, c’è la figura del norcino, o massalì, a cui è dedicato un concorso che si tiene in occasione della Festa di San Giuseppe, il 19 marzo.

Ingredienti • 1 kg di riso vialone • 700 g di pasta del salame morenico De.Co (Empiom); • 200 g di porro • ¼ di vino bianco lugana • Brodo naturale di carne di manzo e pollo q.b. • 200 g di burro • 100 g di parmgiano grattugiato procedimento In una pentola mettete la pasta del salame, il porro e una piccola parte di vino bianco. Fate rosolare il tutto con una noce di burro, poi aggiungete il riso e, a poco a poco, il brodo fino a completare la cottura. Un po’ prima della fine, unite anche lo zafferano e il vino bianco rimanente, fate sfumare, poi mantecate il risotto con il burro e il formaggio grattugiato. Il vino Lugana Superiore Doc, un bianco dal colore paglierino con tendenza al giallo dorato, il profumo delicato e il sapore morbido e armonico. Si abbina con i primi piatti con sughi, anche elaborati e ai formaggi, alle carni bianche e ai formaggi.

Golf Chervo San Vigilio

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Azienda Agricola Al Muràs - via Morazzo 3, 25010 Pozzolengo (BS) ITALY tel. 030 918188 • fax 030 6591871 • cellulari 3294130930 - 3474396281 - 3337679153

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pozzolengo (BS)

I vini del Lugana La Lugana si estende sulla sponda meridionale del Lago di Garda. Da Desenzano attraversa Sirmione, prosegue fino a Peschiera e si inoltra nei territori di Pozzolengo e Lonato. Questa è a zona di produzione dei vini Lugana DOC, selezionati dalle pregiate uve del vitigno autoctono Turbiana, non inferiore al 90% e dal gusto inconfondibile, grazie al terreno di origine morenica, costituito da argilla calcarea ricca di sali minerali. Nel territorio di Pozzolengo, poi, sono presenti ben 23 cantine. Info: www.consorziolugana.it

Infiniti Q50 S Hybrid La Infiniti Q50 Hybrid modello 2018 si avvale di un sistema ibrido che parte dal motore a benzina V6 3.5 aspirato ad iniezione diretta da 306 cavalli. Si aggiunge un motore elettrico da 50 kW, 68 cavalli. La potenza massima erogabile di sistema è di 364 cavalli, mentre la coppia massima arriva a 546 Newton metri. La trasmissione usa un cambio automatico a doppia frizione con un’avanzata gestione del calore. Trazione posteriore o integrale. Prestazioni di alto livello: accelerazione 0-100 in 5,4 secondi, velocità massima limitata elettronicamente a 250 Km/h. Il consumo medio è indicato in 5,9 litri per 100 Km. Dimensioni da berlina di segmento D: lunghezza 481 cm, larghezza 182 cm, altezza 145 cm, passo 285 cm. Peso 1.737 Kg. Il bagagliaio ha un volume di carico di 400 litri. I prezzi di listino vanno da 51.990 a 63.400. Infiniti Q50 S Hybrid MY 2018 0-100 km/h: 7,6 secondi Consumo medio: 5,0 l/100 km (20 km/l) Emissioni di CO2: 130 g/km 46

Compagna di viaggio


cernobbio (CO)

con la mercedes classe b

Questa deliziosa cittadina lacustre è famosa per essere una delle più chic del lago di Como, di questo lago ormai famoso nel mondo. Per il Manzoni che ne parla nei Promessi Sposi, ma oggi anche per i tanti di vip che vi arrivano e alcune volte vi restano. E’ famosa per le sue ville, ma anche per le ricette: da quelle del pesce lacustre a quelle degli antichi dolci. Non potevamo che venirci con una Mercedes.

Andar per ville e per “gusto”

Villa Erba

Panorama di Cernobbio

Mercedes Classe B

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Grand Hotel Tremezzo

cernobbio (CO)

Villa d’Este

cernobbio Como Milano

Brescia

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rotetta dalle vette del Monte Bisino e placidamente adagiata sulle sponde del Lago di Como, Cernobbio è una delle località più ammirate per le sue ville antiche, per i paesaggi mozzafiato e per le atmosfere chic. La nostra visita parte da Piazza Risorgimento, dove spicca l’Imbarcadero delle Navigazione, con la sua tettoia in stile Liberty, costruita nel 1906. Al centro, si nota invece il Monumento ai Caduti, di Angelo Galli, inaugurato nel 1907. In origine la piazza era un deposito di detriti del torrente Greggio e la spianata creata dal corso d’acqua era il fulcro della vita lavorativa degli abitanti. Nell’Ottocento, in seguito allo sviluppo di un turismo di lusso, la distesa sassosa scomparve a favore di un pontile e di numerosi negozi e locali. L’opera di qualificazione continuò fino agli anni Trenta del Novecento, quando la piazza assunse l’aspetto attuale. Merita una sosta anche la Chiesa di San Vincenzo, in stile romanico, ma ristrutturata nella seconda metà del Settecento, che si trova nel borgo storico, di fronte alla piazza Tolomeo Gallio. L’inconfondibile facciata bianca e rossa, invece, è stata realizzata nel 1861. In piazza Belinzaghi, invece, si trova l’Oratorio di dove MANGIARE Ristorante Gatto Nero In splendida posizione sul lago, offre un menù di piatti lombardi e nazionali. Prezzo medio € 60 a persona. Via Monte Santo 69, Cernobbio (CO), tel 031/512042, www.ristorantegattonero.it Osteria del Beuc Nel centro storico, offre piatti tipici del Lario con ingredienti legati alla stagionalità, in un’atmosfera deliziosamente retrò. Prezzo medio € 35/40 a persona. Via Cavallotti 1, Cernobbio (CO), tel 031/341633, www.osteriadelbeuc.it

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Santa Maria delle Grazie, con la sua bella facciata barocca e il suo campanile. All’interno, è conservata un’immagine della Madonna che allatta Gesù, oggetto di devozione. In via Regina si trova invece Casa Cattaneo, il più importante dei progetti realizzati dall’architetto razionalista Cesare Cattaneo, costruita tra il 1938 e il 1939. il secondo giorno

Le ville e la Cittadella della Seta La più bella e famosa è Villa d’Este, oggi sede di un hotel di lusso e location scelta per spot pubblicitari e film. È stata realizzata tra il 1565 e il 1570 dall’architetto Pellegrino Tibaldi, come residenza estiva di Tolomeo Gallio, cardinale di Como. Oggi, la villa conserva nelle sue ampie sale opere artistiche di grande pregio, tra cui gli affreschi di Andrea Appiani, pittore ufficiale di Napoleone. Sul lago si affaccia anche Villa Erba, realizzata nel XIX secolo da Luigi Erba. Negli anni Venti passò a Carla Erba, madre del regista Luchino Visconti, che durante uno dei suoi numerosi soggiorni ultimò il montaggio del film “Ludwig”. La villa si compone di COME ARRIVARE In auto: A9 Milano-Como -Chiasso, poi prendere l’uscita Como Nord e continuare sulla Statale Regina, il primo paese che si incontra, ad appena 5 km da Como, è Cernobbio.

DOVE DORMIRE Grand Hotel Tremezzo***** Sulle sponde del lago, è uno dei più antichi e lussuosi hotel del Lago di Como, un autentico palazzo in stile liberty. Doppia da € 800. Via Regina 8, Tremezzo (CO), tel 0344/42491, www.grandhoteltremezzo.com


con la mercedes classe b

La ricetta MiASCIA

Ingredienti • 500 gr di pane raffermo • ½ litro di latte • 2 uova • 3 amaretti • 1 mela e 1 pera • 20 gr di pinoli

• 50 gr di uvetta • 1 bicchierino di liquore • 30 gr di burro • 1 cucchiaio di farina • 50 gr di cioccolato fondente • 75 gr di zucchero

Tagliate il pane raffermo a fette e irroratelo con il latte in una zuppiera, facendolo riposare per circa due ore. Quando sarà ben morbido preparate un impasto con il pane, le uova, l’uvetta, i pinoli, la mela e la pera tagliate a fettine sottili, lo zucchero, gli amaretti sbriciolati e il liquore. Lavorate bene il tutto con un cucchiaio, poi versate il composto in una tortiera imburrata e infarinata. Spolverate con lo zucchero e il cioccolato a scaglie e guarnite con qualche ricciolo di burro a fiocchi. Infornate a 200°C per 15 minuti, poi proseguite la cottura a 150°C per altri 15. Sfornate e servite tiepida. il vino Un bianco delle Terre Lariane IGT, dal colore giallo paglierino e dal profumo fruttato. Al palato si rivela fresco e sapido. Ottimo per accompagnare anche i piatti a base di pesce.

dove comprare Latticini Cernobbio Produce e vende formaggi freschi come mozzarella e ricotta, ma anche scamorza e fiocchi di latte. Via 1° Maggio 11, Cavallasca (CO), tel 031/539173, www.latticinicernobbio.it La Cantina di Cernobbio Esercizio storico a pochi passi da Villa d’Este. Vanta circa 4000 etichette di vini, 300 di whisky da tutto il mondo. Via XX Settembre 21, tel 335/5354406, www.cernobbiowine.it

storia del piatto La Miascia è un dolce di origine assai antico, fatto con ingredienti semplici e avente come base il pane raffermo, che si “riciclava” quando ormai era diventato troppo duro. Con il tempo viene aggiunto il cioccolato fondente, per dar un tocco ancora più goloso. I formaggi del Lago Tra i formaggi, troviamo la semuda preparata con latte vaccino scremato, e lo zincarin, un ricavato dalla ricotta, aromatizzata a stagionata anche per più di un anno, ricoperta di pepe nero. Tipici della zona anche il Casoretta, il Taleggio Dop e il Gorgonzola Dop, ma anche il Fiorone, la Robiola e i Furmagitt.

Sapori di terra e di lago Ingrediente dei piatti tipici delle cittadine che si affacciano sul lago è il pesce d’acqua dolce, come il “lavarello in carpione”, fritto e marinato in aceto, cipolla e alloro. Ottimo anche il “pesce in salsa verde”, dove lavarelli, agoni e salmerini vengono prima grigliati e poi marinati in una salsa di prezzemolo, mollica di pane, aceto, capperi, acciughe, aglio, olio EVO e rosso d’uovo. Il piatto tipico del Lago di Como sono i missoltini, agoni di lago essiccati al sole e conservati nella missolta, un recipiente chiuso da un coperchio di legno, a strati alternati a foglie di alloro. Dalla tradizione povera contadina si sono tramandate la polenta taragna, la polenta “unci”, con burro, aglio e formaggio o la polenta con farina di grano saraceno. Tra i dolci ottimo il masigott. una torta di pasta rustica e friabile, fatta con farina bianca e di grano saraceno, dalla caratteristica forma semisferica, e la miascia, di cui vi abbiamo svelato la ricetta. 49


cernobbio (CO)

Cernobbio vista dal lago di Como

due piani collegati da una torretta panoramica e da uno scalone centrale. Splendido il parco storico di 100 mq, con prati e alberi secolari. Nell’area prospicente Villa Erba vale una visita la Cittadella della Seta, l’unico sito di archeologia industriale tessile di tutto il comasco, risalente al periodo tra Ottocento e Novecento. Oltre al sito industriale con la sua ciminiera e ai locali della direzione, si trovano anche le abitazioni degli operai, i capannoni per la tessitura, due tintorie e due ville della famiglia Bernasconi. Una di esse è oggi sede del Municipio di Cernobbio, mentre l’altra, in raffinato stile liberty, è oggi una prestigiosa sede per mostre ed esposizioni. Sull’omonimo promontorio si trova invece Villa Pizzo, del 1843, con il suo splendido giardino, frutto della passione per la botanica dell’arciduca Ranieri d’Asburgo e della nobildonna Elise Musard.

Villa Bernasconi

INFO: www.lakecomo.it - www.provincia.como.it

Mercedes Classe B Tech La Mercedes Classe B Tech da noi provata monta un motore diesel a quattro cilindri 1.5 dalla potenza di 80kW/109 cavalli e 260 Newton metri di coppia. Il peso contenuto (1.365 Kg in ordine di marcia senza conducente) e, soprattutto, l’ottimo accoppiamento col cambio automatico 7G-Tronic, rendono quest’auto brillante. I dati sui consumi indicano 4,2 litri per 100 Km nel ciclo misto, 4,5 in città e 4 nell’extraurbano. Prestazioni dichiarate: 11,9 secondi da 0 a 100 e 190 Km/h di velocità massima. Per quanto riguarda il bagagliaio, non siamo a livelli di station wagon, dato il corpo vettura lungo solo 4.393 mm. Il volume da 448 a 1547 litri è adeguato per viaggi brevi e medi. Completiamo le dimensioni ricordando l’altezza di 1.557 mm, la larghezza di 1.786 mm (2.010 con gli specchietti) e il passo di 2.699 mm. Il pacchetto Tech per la Mercedes Classe B aggiunge alla dotazione di serie diversi accessori importanti per ciascun allestimento; il vantaggio cliente, cioè la differenza tra so50

Compagna di viaggio vrapprezzo e valore degli accessori, è sempre piuttosto interessante. Infatti equivale ad oltre 2.500 euro sull’allestimento Executive, 2.900 su Sport e 5.240 su Premium. Il sovrapprezzo del pacchetto Tech per il modello Mercedes B180 d Premium è di 2.300 euro Iva inclusa. Quindi il prezzo di listino chiavi in mano diventa di 33.460 euro.


www.grandhoteltremezzo.com


merano

IN UN EDEN CON SISSI Parco sulla riva destra del fiume Passirio, con statua alla Imperatrice Elisabeth, detta Sissi

Dopo secoli di sfide con le città rivali, la  vittoria di Merano fu quella  di dedicarsi alla cura di chi arrivava qui per le sue bellezze ma anche per la sua aria salubre,   come la principessa Sissi e la sua bambina.  Fra le varie strutture, oggi spicca   Villa Eden. E ad un “Eden” si addice un’auto ibrida, che  rispetti l’ambiente. Negozi tipici sotto i portici

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Lungo Passirio Merano


con PORSCHE CAYENNE E-HYBRID

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Merano c’eravamo già passati per una gara di auto d’epoca, ci era piaciuta ma oggi capiamo d’averla vista ma non vissuta. merano Stavolta ci siamo arrivati lasciando la A14 a Peschiera del Garda, prendendo Bolzano la tangenziale per Affi, fino ad intercettare  la A22 verso l’Austria, e uscendo a Bolzano sud, per poi arrivare a Merano. Trento La guida della Cayenne E-Hybrid è all’altezza di una Porsche, il comportamento stradale molto brillante nonostante la massa imponente e il baricentro alto dovuto alla carrozzeria SUV. La chiave è nelle diverse modalità di guida, selezionabili tramite una manopola al volante. Ad esempio, quando stiamo per entrare in città e ci serve la batteria carica, attiviamo la modalità e-Charge che ricarica gli accumulatori tramite il motore termico, così potremo circolare nel centro urbano a zero emissioni senza problemi. Una volta usciti dai confini urbani il motore a benzina sarà libero di esprimersi, sempre aiutato da quello elettrico che, quando si tratta della Cayenne, gli regala un importante spunto aggiuntivo. Quindi modalità elettrica all’entrata di Merano. Bei palazzi, belle ville e subito una passeggiata nel parco lungo il fiume Passirio che attraversa la città con la sua frescura. Arrivati all’inizio del parco, ci accoglie una statua della Principessa Elisabeth, che poi tutti chiamano Sissi. Qui molto è dedicato a lei. Su un lato del Passirio si trova la passeggiata con tanti edifici bellissimi che ricordano tempi passati come il Kurhaus (Casa di Cura). Seguendo la Gilf Promenade si arriva fino al centro storico di Merano, con le vecchie porte, il museo, il Duomo, con l’impo-

Campanile del Duomo

Accoglienza. Angelika Schmid alla guida di Villa Eden e della sua Porsche Cayenne

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merano

Check cutaneo

Tecnologia e passione per le cure a Villa Eden

nente campanile, la torre delle polveri ( polveri da sparo , ovviamente) , cioè ricordi di quando Merano era la capitale di questo territorio, fin quando nel 1420 i conti di Tirolo non la spostarono ad Innsbruck. Seguirono secoli di decadenza finchè Merano non si dedicò alla CURA, partendo dalla sua aria salubre. Tanti i personaggi illustri che nel passato sono venuti a curarsi, oltre Sissi, fra cui lo scrittore Kafka.

le cinque stelle di villa eden

Villa Eden ha esaltato questa vocazione alla “cura” con mertodi moderni, in questo Small luxury Hotel a cinque stelle oltre l’aria c’è di più. Papà Schmid lanciò con fortuna l’amaro Jagermeister in Italia, ma con i capitali dell’amaro volle fondare qualcosa di più dolce, come Villa Eden, puntare la prua e spiegare le vele. Infatti all’entrate di Villa Eden troverete in alto un veliero inciso inciso nel marmo. Appena ci si affaccia sul parco, con gli alberi secolari, già si comincia bene, già ci si sente meglio. Ma oggi, sotto la guida di Angelika Schmid (pugno di ferro in guanto di sorridente velluto) oltre alla passione e alla competenza, si è aggiunta la tecnologia. Ad esempio un macchinario infermale che vi dice subito il vostro stato di salute, la massa grassa e muscolare… informazioni che un medico specializzato poi traduce in quello di cui avete bisogno, fra cui anche la propria autostima. Quindi troverete anche una sezione dedicata all’estetica. Villa Eden, via Winkel 68-70, Merano www.villa-eden.com - tel.0437.236583

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villa eden

Alta cucina gourmet ed anche detox

Il grande parco della villa con alberi secolari

La Porsche Cayenne E-Hybrid in modalitĂ elettrica

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merano

Ricette di viaggio Angelika Schmid presenta una innovativa ricetta detox con tofu e un tipico piatto tirolese con gulash

FEGATO DI TOFU ALLA VENEZIANA In linea con il carattere crossover della nostra compagna di viaggio, anche dal punto di vista culinario ci regaliamo una proposta originale recandoci Da Alfredo, un ristorante all’interno del Marina gestito da Alfredo e suo figlio Luca, toscani doc di Forte dei Marmi che contaminano sapientemente e con garbo la più tradizionale e semplice cucina ligure. Semplicità che ritroviamo anche nella ricetta proposta: Bavette con scampi, calamaretti, pomodorini e salvia. Ingredienti per due persone • Olio Extra Vergine Oliva • Aglio • Peperoncino • Salvia • Pomodorini San Marzano • Pizzico di farina 00 ABBINAMENTO • 140 g di bavette Rametz Südtirol DOC • Calameretti e scampi freschi Gewürztraminer, • Prezzemolo Traminer medio corposo procedimento Mettere in una padella l’olio, lo spicchio d’aglio e fare dorare a fiamma alta. Unire poi i calamaretti e gli scampi, fare insaporire per qualche minuto, quindi aggiungere il prezzemolo e peperoncino. Poco dopo aggiungere i pomodorini tagliati a cubetti, salvia e fare addensare con un pizzico di farina a fiamma dolce. Salare e pepare. Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolare e far saltare per qualche minuto nella padella del condimento. Servire con un’altra spolveratina di prezzemolo.

Gulasch alla tirolese Ingredienti per due persone • 1 kg di manzo (spalla o polpaccio) • 1 kg di cipolle ABBINAMENTO • 1 lt di brodo di carne Pinot nero • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro Rametz Südtirol DOC • 1 espresso Blauburgunder • 1/8 lt di vino rosso • 1 cucchiaino di maggiorana e 1 di cumino • 1 cucchiaio di paprika dolce e ½ cucchiaio di paprika piccante • 2 spicchi d’aglio, 2 foglie d’alloro • sale, pepe, olio procedimento Una volta tolto grasso e i tendini dalla carne, tagliarla a grossi cubetti di 3-4 cm. Tagliare le cipolle a rondelle. Rosolare con olio d’oliva la carne in una pentola a fuoco vivace, facendo attenzione che tutti i lati siano ben rosolati. Togliere la carne dalla pentola. Mettervi altro olio all’occorrenza e a fuoco medio far dorare le cipolle. Aggiungere il concentrato di pomodoro e deglassare per 1-2 minuti. Mettere nuovamente la carne nella pentola e alzare la fiamma. Appena il tutto è di nuovo caldo, aggiungere l’espresso e il vino. Lascia bollire per un po’. Aggiungere il brodo di carne e mescolare una volta vigorosamente. Aggiungere l’alloro e lasciar cuocere per almeno 3 ore senza coperchio e a fuoco lento (più a lungo la carne verrà brasata, più sarà tenera!). Ogni tanto girare la carne. Dopo 3 ore aggiungere cumino, maggiorana e aglio. Sciogliere la paprika in un po’ d’acqua e in seguito unirla nella pentola con la carne. Mescolare tutto per bene e lasciare per un’altra decina di minuti a fuoco basso. Aggiustare di sale e pepe.


castello di rameTz

Vigne &Castelli il secondo giorno il sorridente castello di rametz Dopo le cure (ma dureranno una settimana per rimetterci in forma) partiamo per i dintorni (i più allenati in bici assistita) c’è tanto da vedere, tanti castelli Ma ce n’è uno non arcigno ma sorridente: quello di Rametz. È piccolo ma con grandi cantine (XIII secolo), infatti qui si producono alcuni dei migliori vini dell’Alto Adige. Qui c’è un ristorante dove degustare i loro piatti, i loro vini ed anche il loro speck (attenzione al giorno di chiusura, che è la domenica). Se avete fortuna, sarà il giovane Stanislaus Schmid stesso, che lo dirige, a raccontarvi la storia e i segreti del castello. Anche Stanislaus è sorridente, specialmente quando c’è la festa White & Gold, una festa piena di sorrisi “bianco ed oro”. E’ un’occasione per visitare anche lo spaccio per portarsi via i preziosi vini, il loro speck, e altre mille prodotti, fatti con cura maniacale. Castel Rametz - via Labres 4, Merano www.rametz.com tel. 0437.211011 Ristorante del Castello

Cantine del XIII secolo

Evento WHITE & GOLD 2018

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merano

L’iguana Willie

IL GIARDINO BOTANICO PIù VISITATO D’EUROPA Una delle attrazioni di Merano è il giardino di Castel Trauttmansdorff, più conosciuti come i Giardini di Sissi, perchè vi soggiornò quando venne a Merano. Ma con i giardini attuali c’entra poco perchè sono o stati creati solo fra il 1990 e il 2001, con grande lavoro e lungimiranza, dalla provincia di Bolzano. Alberi, piante ed anche animali provenienti da tutto il nondo, fra cui un albero che è rimasto uguale a quello di milioni d’anni fa, scoperto per caso in un fossato australiano, in cui si era prodototto e rigenetrato per millenni, sempre uguale senz aver avuto evoluzioni. Utilissimo per i ragazzi ma anche per adulti. Una mascotte appena arrivata: l’iguana, detta Willie. Via S.Valentino 51, Merano - tel. 0437.255600

Castel TIROLO A pochi chilometri da Merano troviamo Castel Tirolo (prima costruzione nel 1100), da cui i Conti del Tirolo dominavano il territorio cui diedero il nome. Oggi è un museo storico della Provincia di Bolzano.

PORSCHE CAYENNE E-HYBRID La Porsche Cayenne E-Hybrid si è appena rinnovata, proprio e soprattutto nell’apparato elettrico. Rivisto anche il motore a benzina, il V6 3.0 turbo da 340 cavalli, 7 in più della versione precedente e una maggiore efficienza dal punto di vista dei consumi. Il motore elettrico è invece parecchio più potente rispetto alla vecchia serie, il 43% in più: da 95 a 136 cavalli. Questo consente alla Cayenne 2018 di erogare una potenza massima di sistema di ben 462 cavalli. Le batterie hanno ora una capacità di 14,1 kWh (erano 10,8). Significa che questa vettura è in grado di percorrere in modalità solo elettrica fino a 44 Km. Le prestazioni rimangono all’altezza di una Porsche, nonostante i 2.295 Kg di peso: 5 secondi nell’accelerazione 0-100 e 253 Km/h di velocità massima. Il consumo medio di benzina registra da 3,2 a 3,4 l/100 Km ed emissioni di CO2 da 72 a 78 g/Km. Il prezzo della Porsche Cayenne E-Hybrid 2018 parte da 93.402 euro. 58

Compagna di viaggio


Via Labers 4 (Maia Alta) | I-39012 Merano (BZ) Tel. +39 0473 211011 | Fax +39 0473 211 015

info@rametz.com | www.rametz.com


castelluccio di norcia

DOVE LA NATURA RINASCE E DIPINGE

Perugia

castelluccio Norcia Cascia

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Ascoli Piceno


con CITROëN SPACE TOURER

Norcia ed il suo territorio sono stati feriti dal terremoto, e noi abbiamo voluto tornarci per due ragioni. la prima è la fioritura della piana di Castelluccio: una meraviglia della natura da non perdere, che ci auguriamo possa simboleggiare la rinascita di questi posti eccezionali. La seconda è cercare di aiutarli in questa rinascita, con un nostro piccolo ma sincero contributo... Nostra compagna nella mission, la sorprendente Citroën Space Tourer di Marco Fasoli - Foto © phv Giannella

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castelluccio di norcia

Arrivo a Cascia Interno del Santuario di Santa Rita

Santuario di Santa Rita

L

a Regione Umbria è un territorio in cui natura, cultura, spiritualità e buona cucina si legano a doppio filo. La fioritura di Castelluccio di Norcia è stata l’occasione per immergerci in questi scenari mozzafiato, commuoverci per le ferite ancora aperte del terremoto. Ma abbiamo anche potuto lasciarli alle nostre spalle con la consapevolezza che la gente del posto ha tutta la forza per ripartire, così come la fioritura che, a dispetto di tutto e tutti, si rinnova ogni anno in uno spettacolo di colori caleidoscopici unico al mondo. Una terra splendida, sebbene ferita, che solo lungaggini e astrusità della burocrazia stanno frenando da una “rifioritura” che la gente del posto sta mettendo in atto con grande coraggio e volontà. L’Umbria rappresenta, e mai come in questo periodo, il cuore del nostro meraviglioso Paese: tra patrimoni culturali, paesaggistici e turistici inestimabili, e incapacità di formulare politiche ed attività in grado di valorizzarlo come meriterebbe.

Un viaggio fuori dai tracciati autostradali, per godersi ancor di più le bellezze del territorio

Per raggiungere la prima meta del nostro weekend a bordo di una compagna di viaggio perfetta, come la Citroën Space Tourer, abbiamo deciso di uscire


con CITROëN SPACE TOURER

Santuario di Santa Rita

dall’autostrada a Cesena e di goderci la statale che, attraversando tutta la Val Nerina, ci porterà a Cascia. La scelta si rivela azzeccatissima e, complice la comodità assicurata dalla nostra vettura (non a caso la chiamiamo vettura, perché di questa possiede tutte le qualità di comfort, silenziosità, guidabili e dotazioni tecnologiche), le irregolarità del manto stradale non ci disturbano minimamente nell’ammirare un paesaggio fatto di boschi, colline, rocce e gole all’interno del quale scorre il fiume Nera. Un’esperienza di viaggio come capita purtroppo sempre meno di compiere, in cui il tragitto stesso è parte del piacere. Un modo di spostarsi che sicuramente Citroën Space Tourer suggerisce con i suoi spazi interni in grado di ospitare fino a nove persone, modulabili a proprio piacimento, la sua posizione di guida panoramica, la sua insonorizzazione perfetta ed il comportamento stradale impeccabile. La struttura di questo MPV è infatti la stessa delle automobili del Gruppo e così anche la capacità di filtrare le asperità della strada. Nulla insomma a che vedere con mezzi analoghi, ma derivati da veicoli strettamente commerciali. A bordo della Space Tourer ci si sente come a casa, e macinare chilometri su chilometri non rappresenta altro che un piacere da condividere in compagnia. Da questa posizione privilegiata, abbia-

Verso Castelluccio

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castelluccio di norcia

mo ammirato dalle sue ampie “vetrate” (chiamarli finestrini sarebbe riduttivo e non renderebbe l’idea) ogni chilometro, fino ad arrivare all’apoteosi di gioielli come Assisi e Gubbio, resi ancor più suggestivi dalla luce del crepuscolo. A Castelluccio La prima meta del nostro weekend, che però in realtà è iniziato non appena ci siamo accomodati all’interno della Space Tourer che fa subito respirare un’atmosfera da vacanza e di convivialità, è Cascia. La città della Santa Patrona d’Italia offre di primo mattino colori bellissimi, una luce che rende ancora più suggestivo l’ingresso nella piazza della basilica dove svetta la chiesa eretta negli anni ’30. All’esterno le sue pietre bianche brillano al sole, ed il porticato che la incornicia ne esalta ancor di più la prospettiva. All’interno si rimane colpiti dai colori accesi della sua volta. Sono milioni i pellegrini che raggiungono questo luogo di culto e, tra le curiosità, ci raccontano che il sacerdote della basilica, su richiesta, può benedire le automobili e le motociclette. Lasciamo Cascia, che accoglie i visitatori all’ingresso del Paese con una statua della Santa, e ci dirigiamo verso quello che rappresenta il nostro vero obiettivo del viaggio: Castelluccio di Norcia e la sua fioritura. Si tratta di un borgo posizionato a 1.550 m.s.l nel cuore dei monti Sibilllini. Del borgo con il suo reticolo di stradine e casette arroccate una sull’altra, purtroppo non rimangono che macerie e sagome che solo da lontano riescono a fare intuire quale meraviglia potesse essere, ma nonostante ferito a morte, rimane tuttora una meta dalla bellezza da togliere il fiato. Da fine giugno alla prima decade di luglio,

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I meravigliosi colori della fioritura della piana di Castelluccio


con CITROëN SPACE TOURER

LA COOPERATIVA DELLA LENTICCHIA DI CASTELLUCCIO DI NORCIA La Cooperativa della Lenticchia di Castelluccio di Norcia nasce con lo scopo di riunire il lavoro degli agricoltori locali per la coltivazione di un prodotto di eccellenza che ha ottenuto il riconoscimento IGP nel 1997 dalla Comunità Europea: la lenticchia. La lenticchia, seminata non appena il manto nevoso è completamente disciolto, diventa la principale protagonista della Fioritura. I suoi fiori, infatti, da fine giugno colorano il piano di Castelluccio regalando uno spettacolo unico e attirando turisti da tutto il mondo. La Cooperativa nel mese di agosto inizia la raccolta della lenticchia per poi procedere dal mese di settembre alla vendita non solo della lenticchia ma anche di legumi e cereali prodotti localmente come la roveja e la cicerchia. È stata inoltre ampliata l’offerta con prodotti innovativi come le mousse di lenticchie e la birra artigianale alla lenticchia. È possibile consultare il sito www.saporidinorcia.com Per informazioni e ordini info@saporidinorcia.com - Tel. 0743/817073

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castelluccio di norcia

questo luogo attira visitatori da ogni parte del mondo per il fenomeno naturale della fioritura che dipinge di mille colori i campi di lenticchie. In realtà si tratta di fiori “infestanti” che, non danneggiando in alcun modo la coltivazione della lenticchia che avviene al 100% in maniera naturale e senza l’uso di diserbanti, vengono lasciati liberi di affrescare come neanche il più bravo degli impressionisti sarebbe in grado di riprodurre fedelmente. Uno spettacolo creato dalla natura che supera di gran lunga i colori di Monet, e che si rinnova ogni anno, un fenomeno che ci fa capire ancor di più quanto la natura sia immensamente superiore agli uomini. Noi con i lavori fermi, le pastoie burocratiche, lei in grado di rinnovarsi e di rendersi paradisiaca dopo essere stata infernale in quei lunghissimi minuti di devastazione. La stessa capacità di rinnovarsi e rinascere la ritroviamo negli sguardi, nelle parole e nella determinazione della gente del posto, che chiede soltanto di essere messa nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro e ricostruire. La morfologia del paesaggio completamente differente da quella appenninica a cui siamo abituati e più vicina ad atmosfere di tundre ed altopiani asiatici contribuisce a lasciarci senza fiato, immersi in questi colori. A completare la meraviglia, cavallini allo stato sembrano pascolano e corrono sui Piani e, a dominare la scena, l’ombra struggente ma ancora magnifica di quello che era il borgo di Castelluccio. Rientrando ci giriamo e lo osserviamo con la stesso sguardo con cui si ammira il tramonto di una magnifica giornata, quel velo di tristezza e malinconia che accompagna la fine, accompagnato dalla consapevolezza della rinascita.

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con CITROëN SPACE TOURER

Purtroppo, il Duomo di Norcia è ancora in restauro

I leoni di piazza San Benedetto a Norcia

il secondo giorno verso la rinascita di norcia Ancora inebriati dall’esperienza indimenticabile vissuta a Castelluccio, dedichiamo il secondo giorno del nostro viaggio alla scoperta di Norcia, una cittadina medievale ricca di storia e patria di San Benedetto, patrono europeo. Passeggiare tra le sue vie del centro ci piace intravedere i segni della sua “rifioritura”. Certo, molto più lenta e meno sgargiante di quella naturale di Castelluccio, ma altrettanto e forse ancor più emozionante, perché in questo caso frutto del lavoro, della volontà e dell’impegno degli uomini e delle donne del posto. Una splendida cittadina ferita Norcia, ferita, ma viva e in grado di offrire una piacevolissima offerta turistica fatta di botteghe riaperte, eno-gastronomia ed anche un resort di grande charme come Palazzo Seneca, un edificio risalente al XV secolo, miracolosamente uscito illeso dal sisma e splendidamente trasformato in albergo a cinque stelle con centro benessere al suo interno. La piazza centrale è dominata dalla facciata del Duomo rimasta in piedi, dal palazzo comunale illeso con i due leoni all’ingresso e dalla Statua di San Benedetto anch’essa risparmiata dal sisma. Per assaporare i sapori più autentici del territorio decidia67


castelluccio di norcia A sinistra, il suino nero cinghiato di Norcia, allevato semibrado, dalle carni pregiatissime alla base di molti dei prodotti locali. In basso, l’ottima birra artigianale con aggiunta di lenticchie di Castelluccio; uno dei titolari del Casale de li Tappi di Norcia e alcuni dei pregiati legumi in vendita.

mo di uscire dalla città e di recarci verso Il Casale dei li Tappi dove scoprire la più autentica atmosfera della Norcineria, ma anche molto molto altro. Il Casale è infatti una vera e propria fattoria dove gustare prodotti a chilometro zero, allevati e lavorati sul posto. Gi allevamenti sono autoctoni e allo stato semi brado e in stazzo. Maiali e galline sono alimentati in modo naturale, ma non basta. Alessandro Salvatori, che gestisce con passione ed amore per la sua terra e le tradizioni il Casale de li Tappi, ci mostra dei maialini neri che sono il frutto di un grande lavoro di selezione che ha lo scopo di ricreare una razza locale orami scomparsa come quella del maiale nero cinghiato. Si tratta di un affascinante operazione nata dalle ricerche del Professore Luciano Giacchè, docente di Antropologia Alimentare presso l’Università di Perugia e partita dallo studio di antichi dipinti iconografici in cui ai piedi di Santi e personaggi del tempo comparivano maialini neri con una striscia bianca sulle scapole. Dal 2007 ad oggi, una rete di allevatori si sta dedicando con passione a questo progetto per arrivare alla creazione di una razza di maiali neri cinghiati dalle caratteristiche uniche anche in termini di resistenza e qualità organolettiche delle carni. Tra le particolarità del Casale, anche la presenza di galline Auricane, una particolare specie originaria del Cile ed in grado di produrre uova dalla colorazione azzurra e ricche di colesterolo “buono”. Oltre all’allevamento e alla vendita di prodotti tipici nella più autentica tradizione delle Norcinerie, il Casale de li Tappi svolge offre anche esperienze didattiche a bambini, scuole e famiglie. Si tratta di momenti indimenticabili, specie per chi vive nelle città, a contatto con la natura e gli animali imparandone i segreti ed il rispetto, per acquisire una maggiore consapevolezza anche in termini di magiare sano e naturale. Proprio su queste chiavi di unicità dei prodotti e natura Alessandro e la sua famiglia sono riusciti a “rifiorire” ripartendo e reinventandosi nel riposto della 68


tradizione, dopo il sisma: un esempio per tutti, specie per chi ha a che fare con problemi che davanti a quelli vissuti dalla gente di queste terre vengono decisamente ridimensionati. Dopo aver degustato formaggi e salumi di loro produzione e assaggiato una particolarissima birra di lenticchie, è il momento dei saluti. Per chi volesse assaggiare queste prelibatezze, il Casale de li Tappi offre anche un servizio di vendita online dal sito www. norcineriadinorcia.it.

La scelta d’aver come compagna di viaggio la Citroën Space Tourer si è rivelata ottima. Infatti la seconda ragione per cui siamo venuti qui è quella di gustare i loro prodotti, comprali e farli conoscere quanto è più possibile. Venire qui è una grande esperienza, e un contatto con la natura meraviglioso. Arrivare alla piana di Castelluccio è un’esperienza indimenticabile, anche quando la fioritura è finita. Ma chi non potesse venire, può comprarli connettendosi, telefonando o scrivendo. E’ un modo per farsi del bene e aiutare questa terra a rinascere.

DOVE comprare

Casale de li Tappi Via Case Sperse 525 - Loc. Opaco - Norcia (PG) Tel. 0743828041 - info@norcineriadinorcia.it 69


Ricette di viaggio L’obiettivo del nostro viaggio era quello di venire ad ammirare la fioritura dei campi di lenticchie di Castelluccio di Norcia, inevitabile quindi proporvi due piatti con protagonista questo meraviglioso legume che qui viene coltivato in modo 100% naturale e dalle caratteristiche nutrizionali uniche. Fonte di nobili proteine vegetali, le lenticchie di Norcia rappresentano un vero e proprio tesoro che, come tale viene preservato e curato con metodi immutati da secoli. La prima ricetta è una semplice zuppa di lenticchie, salutare e ideale anche come accompagnamento, leggera e nutriente. la seconda abita il nobile legume alle salamelle anche queste rigorosamente locali: un piatto tanto semplice quanto gustoso, e con un piccolo segreto che la mamma di Alessandro del Casale de li Tappi ci ha autorizzato a rivelarvi.

Zuppa di lenticchie Ingredienti per 4 persone • 300 g lenticchie di Castelluccio di Norcia Igp • pomodorini • cipolla • carota • spicchio di aglio • patata • mezzo gambo di sedano • concentrato di pomodoro • olio extravergine d’ oliva • sale • pepe procedimento Sciacquate bene le lenticchie sotto l’acqua corrente. Tagliate la patata a cubetti di 5 mm, tritate la cipolla, la carota e il sedano. Schiacciate l’aglio ma non toglietene la buccia. Rosolate tutto in una casseruola, con un filo di olio per 5’. Aggiungete le lenticchie e fatele tostare a fiamma vivace per altri 5’. Togliete l’aglio e unite un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Versate nella casseruola acqua fredda sufficiente a coprire tutti gli ingredienti e cuocete, con il coperchio, per 35’, salate e pepate verso fine cottura.

Lenticchie con salamelle Ingredienti per due persone • Salamelle: 4 • Lenticchie: 150 Gr • Carota: 1 • Porro: 1 Gambo • Aglio: 1 Spicchio • Sedano: 1 Gambo • Salvia: 1 Ciuffo • Pomodori Polpa 250 Cc • Brodo Di Carne: Qb procedimento Ammollare le lenticchie per una notte. Bucherellare le salsicce.Tritare le verdure anche con il tritatutto se lo desiderate, preparare il brodo di carne, tagliare il porro a listarelle, rosolare le verdure nell’olio. Quando il porro comincia ad appassire aggiungere le lenticchie, coprire il tutto con il bordo bollente, aggiungere le salamelle ma solo dopo averle leggermente abbrustolite sulle griglia per far scolare un po’ di grasso .Cuocere a fuoco lento coprendo la padella fino a quando il brodo si sarà completamente assorbito.Quando le lenticchie sono diventate tenere aggiungere il sale e le polpa di pomodoro.Mescolare bene e far asciugare a fiamma viva.Quando le lenticchie sono asciutte servire.


la stella che brilla a norcia

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imasto intatto, dove tanti altri palazzi più recenti sono caduti, questo palazzo del XV secolo, ristrutturato e trasformato nel rispetto delle atmosfere dell’epoca dalla famiglia Bianconi, ospita il lussuoso e raffinato relais a cinque stelle. Oggi Palazzo Seneca è la stella di Norcia, ad indicare il percorso della rinascita, potendo ospitare una clientela di alto livello e di alto gusto. Non manca al suo interno un altrettanto eccellente centro benessere ed un raffinato ristorante denominato Vespasia e curato dallo chef Valentino Palmisano. E non per nulla anche il ristorante è stato premiato dalla Michelin con una stella. E brilla anche questa.

RELAIS palazzo seneca 5 h

Via Cesare Battisti 10, Norcia (PG) www.palazzoseneca.com/it/home/ Tel. 0743.817434

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castelluccio di norcia

Compagna di viaggio

Citroën Space Tourer Business BlueHDI 115 CV S&S Citroën Space Tourer è una MPV che riesce ad abbinare tutto il comfort di una berlina, con spazi interni, mudulabilità e versatilità inarrivabili per qualsiasi altro tipo di automobile. Una tipologia di vettura che sta conquistando sempre più clienti privati e che si è rivelata una perfetta compagna di viaggio, ideale per un turismo alla nostra maniera. Conviviale, da vivere in compagnia della propria famiglia, amici e attrezzature del nostro hobby o sport preferito e con la possibilità di portarsi a casa dal proprio viaggio anche ricordi voluminosi. La posizione di guida rialzata, le ampie superficie vetrate e le raffinatezza che a seconda degli allestimenti possono arrivare a quelle di una berlina di lusso, rendono piacevole e riposante ogni tipo di viaggio. Space Tourer è disponibile 72

in tre differenti lunghezze, da 461 a 531 cm, da sei a nove posti e con motorizzazioni benzina e diesel con potenza tra i 95 ed i 180 CV, con la più compatta che non si differenzia molto dalle dimensioni che non si differenziano da quelle di una normale wagon media, ma con una versatilità impareggiabile. Insomma una perfetta compagna di viaggio per le vacanze. Dimensioni 495/192/188 cm Potenza 116 CV a 3.500 giri Coppia 300 Nm a 1.750 giri Velocità massima 160 km/h 0-100 km/h 13,4 secondi Consumo medio 5,2 l/100 km (19,2 km/l) Emissioni di CO2 137 g/km Prezzo versione provata 32.100 Euro


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I nove posti della Space Tourer la rendono adatta anche a weekend familiari

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Capestrano (AQ)

Veduta di Capestrano

capestrano, la casa del “guerriero” Pescara

Sorge a 465 mslm ed è immerso nello splendido amcapestrano biente naturale del Parco Roma Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Capestrano, borgo medievale abitato da circa un migliaio di persone, deve la sua fama al celebre “Guerriero di Capestrano”, splendido esempio di arte italica risalente al popolo dei Vestini. La statua, oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Chieti, rappresenta un guerriero armato con una maschera funebre sul volto. Il suo ritrovamento, nel 1934, in una necropoli vicino alle sorgenti dl Tirino, fa pensare che segnalasse la tomba di un personaggio importante. Il borgo si sviluppa attorno all’imponente Castello Piccolomini, da dove inizia la nostra visita, sede del Municipio e della Pro Loco. L’accesso al castello è libero e gratuito nelle ore diurne. Poco distante, si trova anche la Chiesa di Santa Maria della Pace, del XVII secolo.Usciamo dal centro per raggiungere l’Abbazia di San Pietro ad Oratorium, Monumento Nazionale dal 1902. La sua presenza è attestata fin dal 752 d.C, anche se è stata ricostruita nel 1100. Sulla parete esterna si trova il cosiddetto “quadrato del Sator”, una lapida con l’iscrizione latina SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, un palindromo che si legge in tutti i sensi. Naturalmente, abbiamo provato per voi alcuni tra i piatti tradizionali del borgo, i cui ingredienti “simbolo” sono il gambero di fiume e L’Aquila

COME ARRIVARE In auto: Percorrere l’autostrada A14, da nord in direzione di Ancona, da sud in direzione Pescara, seguire per Roma, poi continuare sull’A25 e uscire a Bussi-Popoli. Seguire poi le indicazione per l’Aquila, continuare sulla SS5, poi prendere la SS 153 fino a Capestrano. INFO www.comunedicapestrano.it www.prolococapestrano.it 74

la trota del Tirino. Il primo lo si può gustare “in Purgatorio”, o arrosto, oppure come base per il sugo della chitarrina, una pasta lunga simile agli spaghetti. Alla trota del Tirino, invece, è dedicata una sagra che si tiene nella prima quindicina di agosto. Dalla piana di Navelli arriva poi il celebre zafferano, che accompagna diversi piatti, mentre con le mandorle si preparano deliziosi dolci, tra cui “la croccante”. La zona attorno al borgo, poi, è quella di produzione del grano solina, Presidio Slow Food e ingrediente di pani pregiati e gustosi. Nella valle tra Capestrano e Ofena, si trovano invece le tipiche “grotte del vino” per la vinificazione artigianale legate ai vigneti autoctoni di Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano e Pecorino.

DOVE MANGIARE Trattoria Il Castello. Locale di antica tradizione dove trovare piatti con ingredienti locali tra cui trota e gamberi di fiume. Piazza del Mercato 22, Capestrano (AQ), tel 348/8397638, www.ristoranteilcastello.net. Ristorante La Sorgente. Immerso in uno splendido bosco, propone ricette della tradizione, tra cui i celebri gamberi di fiume, , trota e funghi. via Presciano 1A, Capestrano (AQ), tel 0862/954341

DOVE DORMIRE Agriturismo Capodacqua. Azienda agricola biologica. Quattro camere con vista panoramica. Doppia da € 60. Nucleo Capodacqua 37, Capestrano (AQ), tel 328/9624982, www.agriturismocapodacqua.com Agriturismo Il Fortini. In edificio storico, camere e appartamenti per 21 posti letto. Doppia con colazione da € 82. C.da Forca di Penne, Capestrano (AQ), tel 389/1686673, www.agriturismoilfortino.it


Castello Piccolomini

I fondali di Capo d’Acqua

abruzzo

Il Guerriero di Capestrano

La ricetta Chitarrine con gamberi di fiume Ingredienti • 500 gr di chitarrine o spaghettini • 10 gamberi di fiume • 3 spicchi di aglio rosso • Vino bianco secco • Peperoncino • Prezzemolo • Sale • Olio EVO Pulite i gamberi eliminando il carapace, lavateli sotto l’acqua corrente e lasciateli sgocciolare. In una padella fate imbiondire nell’olio EVO due spicchi di aglio spellati e uno con la pelle. Unite i gamberi e fateli scottare a fuoco vivo. Bagnateli con un bicchiere di vino bianco secco e lasciate sobbollire 5 minuti. Appena il vino sarà evaporato, aggiungete il sale, il peperoncino e un mestolo di acqua calda. Poi coprite la padella con un coperchio e fate cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso. Prelevate metà dei gamberi e mettete a sobbollire per altri 10 minuti con una tazza d’acqua. Poi passateli in un passaverdure fino a ottenere una salsina, che rimetterete nella padella insieme ai gamberi rimasti. Mettete a cuocere le chitarrine in acqua salata, scolatele, versatele nella salsa e spadellate per 2/3 minuti. Servite con i gamberi interi rimasti e una spolverata di prezzemolo.

il secondo giorno

Il mondo sommerso di Lago di Capo d’Acqua Poco meno di 4 km, percorrendo Via del Lago, separano il borgo di Capestrano dal Lago di Capo d’Acqua, che sorge alle pendici del Monte Scarafano. Il lago è formato da sorgenti di acqua limpida e cristallina, che poi si immettono nel fiume Tirino. Attorno al bacino idrico si è creato un ambiente naturale di rara bellezza, ideale per gli amanti del birdwatching e della natura in genere. Qui vivono placidi germani reali, folaghe, gallinellle d’acqua, mentre, nelle acque del lago si trovano trote e lucci. Tuttavia, la peculiarità del Lago di Capo d’Acqua è quello che si trova… sott’acqua. La costruzione di una diga, nel 1965, ha fatto sì che le acque sommergessero le terre vicine, tra cui un colorificio e due mulini. Completamente immersi dalle acque del lago, hanno dato vita a un inedito e magico “mondo sommerso”, tra abitazioni, stradine di selciato e manufatti. Questo ambiente unico richiama qui da tutto il mondo gli appassionati di immersioni. Chi volesse provare l’emozione di visitare questa piccola Atlantide nel Parco Nazionale del Gran Sasso può rivolgersi per immersioni guidate all’Associazione Sportiva Atlantide Scuola Sommozzatori (www.atlantidesub.com).

Il vino Trebbiano d’Abruzzo DOC vino duttile dal colore giallo chiaro intenso, dal profumo floreale e aroma fruttato. dove comprare Frantoio Ottaviani Alle pendici del paesaggio collinare di Capestrano, il frantoio vanta una tradizione centenaria. produce e vende olio extravergine di oliva con spremitura a freddo. Nucleo Santa Pelagia, Capestrano (AQ), tel 347/5887887, www.aziendaagricolaottaviani.it Forno Dolce Maria Dal 1996 produce e vende dolci della tradizione abruzzese, tra cui i deliziosi amaretti. SS 153, Loc.Santa Pelagia km 16, Capestrano (AQ), tel 0832/954406

Capo d’Acqua

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Rodi Garganico, tra mare e agrumi

rodi garganico

Panorama di Rodi Garganico

Arroccato su un promontorio che si affaccia su una costa scolpita dal vento e Napoli dal mare, Rodi Garganico, in provincia di Foggia, è incluso nel territorio del Parco Nazionale del Gargano. Fin dal Medioevo ha saputo sfruttare le peculiarità ambientali per la produzione di agrumi. Tra questi spiccano, ancora oggi, le Arance del Gargano IGP e i Limoni femminello IGP con i quali si producono marmellate e liquori. Dalla terra deriva anche il pregiato olio extravergine di oliva, mentre dalla tradizione della pastorizia formaggi come la ricotta e il caciocavallo. Arriviamo su questo meraviglioso tratto di costa caratterizzato dalla presenza di faraglioni dalle forme pittoresche e bizzarre. Sulla sommità della roccia a est dei faraglioni si può invece notare un antico trabucco, utilizzato per la pesca e tutelato dal Parco Nazionale. La nostra visita parte dal centro storico, caratterizzato da vicoli stretti, scalinate, archi, terrazze e case ammassate le une sulle altre. Nel borgo si trovano quattro interessanti edifici religiosi. La chiesa del SS Crocifisso, completamente distrutta da un terremoto nel Seicento, è stata restaurata. Ora conta una sola navata, ma ben dieci altari. Vale una visita il Santuario della Madonna della Libera, che conserva sull’altare maggiore un dipinto del XV secolo e altre opere settecentesche di scuola napoletana. Si possono poi visitare anche la chiesa di San Nicola, del 1680, dove si trova la grande statua lignea di Foggia

COME ARRIVARE In auto: A14 Bologna-Taranto con uscita Poggio Imperiale. Seguire le indicazioni per la SS693 in direzione Vieste-Peschici-Rodi Garganico, poi percorrere a SP51 e dopo pochi metri immettersi sulla SS89 fino a destinazione. INFO www.comune.rodigarganico.fg.it 76

San Cristoforo, molto venerata. La chiesa di San Pietro e Paolo, invece, faceva parte di un antico convento la cui origine risale alla visita di San Francesco di Assisi. Fu costruita tra il 1216 e i 1221. Ci spostiamo poi al Vuccolo, la zona del porto antico, che deve il suo nome al vocabolo longobardo “vucculare”, cioè “chiamare”, poiché le rodiesi erano solite chiamare dalle terrazze i mariti intenti a pescare. Infine, per un pomeriggio di relax al mare, ci spostiamo a Lido del Sole, una frazione di Rodi Garganico a forte vocazione turistica. Qui si trova una splendida spiaggia sabbiosa a mezzaluna che si estende per circa 1 km e si affaccia su un mare cristallino. È anche un centro vivace, dove sorgono ville con giardini adornati dalle bouganville, negozi, ristoranti alla moda e hotel di lusso.

DOVE MANGIARE Bella Rodi. Menù di pesce, tra cui antipasti crudi e cotti, fritture e primi caldi. Vini con etichette locali. Prezzo medio a persona € 50. via Scalo Marittimo 49, Rodi Garganico (FG), tel 0884/965786 Borgo San Pietro. Nel centro storico di Rodi, propone un menù a base di pesce fresco, pasta con crostacei, grigliate e fritture. Prezzo medio € 30. via Giuseppe Mazzini 28, Rodi Garganico (FG), tel 0884/966187

La spiaggia cittadina

DOVE DORMIRE Hotel Parco degli Aranci***. A 4 minuti a piedi dalla spiaggia e circondato dagli agrumeti dell’Oasi Agrumaria. Doppia con colazione da € 120. Contrada Mulino di Mare, Rodi Garganico (FG), tel 0884/965033 Hotel Residence Tramonto***. A soli 10 metri dalla spiaggia e comoda alle principali attrattive. Doppia con colazione da € 75. via Trieste 85, Rodi Garganico (FG), tel 0884/965368, www.hoteltramonto.it


puglia

Veduta aerea delle isole Tremiti

Le stradine del borgo

La ricetta Alici “mollicate” alla rodiana Una ricetta che ha origini antiche e ingredienti semplici, forniti dal mare e dalla terra. Facile da realizzare, con pochi passaggi consente di portare in tavola un secondo o un piatto unico leggero e gustoso. Ingredienti • 500 gr di alici • pomodori pelati • olio extravergine di oliva • 2 spicchi di aglio • 1 mazzetto di prezzemolo • Mollica di pane q.b. • Sale Lavate e pulite le alici, eliminando la testa e le lische ed aprendole “a libro”. Asciugatele con la carta assorbente, poi disponetele in una teglia unta di olio di oliva. Preparate un composto con il prezzemolo e l’aglio tritati, la mollica di pane sbriciolata e i pelati tagliati a pezzi. Condite le alici, poi aggiungete ancora un filo di olio e mezzo bicchiere d’acqua. Infornata a 180° C per circa 15 minuti. Il vino Negramaro Rosato del Salento IGT, un vino dal colore rosa e dal profumo fruttato e floreale. Il gusto è fresco e piacevole, “estivo”, e si abbina bene ai piatti di pesce. dove comprare Agrumaria Ricucci, Produce e vende confetture e olio da agricoltura biologica, tra cui marmellata di arance bionde e amare e marmellata di Limone femminello del Gargano IGP. via Cristoforo Colombo 4, Rodi Garganico (FG), tel 0884/965043, www.agrumariaricucci.it Azienda Agricola Saggese L’Antico Agrumeto a Mare A metà strada tra Rodi Garganico e San Menanio, in posizione panoramica, l’azienda produce olio extra vergine di olivi secolari coltivati secondo il disciplinare di agricoltura biologica I.C.E.A e prodotti ricavati da antiche varietà di agrumi locali e biologici. SS89 Km 72, Rodi Garganico (FG), tel 0884/965262, 333/4720091, www.anticoagrumeto.it

il secondo giorno

Verso le Tremiti Dal porto di Rodi partono collegamenti per le isole Tremiti, o Diomedeee, poiché si pensa che qui ci sia la tomba dell’eroe greco Diomede. Dopo circa 50 minuti, attracchiamo al porto di San Domino, una delle due isole abitate, insieme a San Nicola. Le altre tre, Caprara, Cretaccio e Pianosa, sono isolotti solitari, fatti di dirupi, calette, faraglioni e grotte marine. Si può scegliere di fare un’escursione in barca tra le isole di circa un’ora e mezzo, comprese due soste per il bagno. Durante la navigazione, si possono ammirare anche le grotte marine, raggiungibili solo via mare, tra cui lo Scoglio dell’Elefante, la Grotta delle Viole, la Grotta del Bue Marino, quella delle Rondinelle e quella de I Pagliai. Chi ama le immersioni può visitare i fondali di Caprara dove, a 14 metri di profondità, si trova una statua di Padre Pio, alta tre metri. A San Nicola, invece, si possono visitare la Fortezza e l’Abbazia di Santa Maria a Mare, con l’annessa area archeologica con reperti risalenti a molti secoli prima, come la Vasca di San Nicola e la Tomba di Diomede. Infine, si può semplicemente trascorrere una giornata rilassante nelle spiagge di San Domino, come Cala delle Arene, e, a poca distanza, Cala Matana. I sapori del Gargano Il mare fornisce gli ingredienti per preparare gli antipasti tipici, come l’insalata di acciughe o le alici crude con sugo di olio e limone. Ottimi anche i cannolicchi con limone e prezzemolo e l’insalata di arance. Tra i primi piatti, si consigliano i ditalini con le telline con aglio e olio, i troccoli con seppie ripiene di pane e formaggio e i bucatini con le canocchie. Tra i secondi di carne, troviamo i ciambòtt, involtini di carne “alla rodiana”, mentre tra quelli di pesce, i bianchetti marinati, le cozze e le alici gratinate, e le alici “mollicate” alla rodiana, di cui vi sveliamo la ricetta. Infine, per i golosi e non, tra i dolci sono da provare i taralli al vincotto e i panzerotti dolci, accompagnati dai liquori locali, come il limoncello fatto con i limoni femminello, l’arancino, a base di arance locali, il laurino e il mostocotto, a base di amarene. 77


napoli

Porticciolo Santa Lucia

Vedi Napoli, poi vivi! Benevento

“V

edi Napoli e poi muori”, recita un Salerno antico detto legato a una leggenda popolare. Con il tempo, ha assunto l’accezione di “dopo aver visto una delle città più belle del mondo, puoi anche morire”. Tuttavia a Napoli bisogna tornarci, perché ogni volta è una sorpresa, ogni volta c’è un’emozione, si entra in contatto con la città. Con l’auto percorriamo Corso Umberto I, fino a Piazza Municipio, dove domina il Maschio Angioino, poi continuiamo lungo il molo Beverello e prendiamo la Galleria Vittoria che ci porta a piazza Vittoria, dove inizia Via Caracciolo. Parcheggiamo al Garage Morelli (via Domenico Morelli 61), una grande caverna da dove parte anche la Galleria Borbonica, e che fa parte della Napoli sotterranea. Il mare è ad un centinaio di metri, sfioriamo La Masardona, dove si mangia la migliore pizza fritta, all’angolo con via Caracciolo attraversiamo i tavolini di Sorbillo, qui dove comincia via Partenone con la zona pedonale. Castel dell’Ovo ci funge da faro. Sotto di esso, spunta il Borgo Marinaro di Santa Lucia, un isolotto legato alla costa con un ponte. Uno sguardo a sinistra, verso le barche dei pescatori, il mare e in fondo ecco il Vesuvio. Dopo pranzo, il pomeriggio è dedicato alla visita al Museo Archeologico (www.museoarcheologiconapoli.it). Per raggiungerlo, saliamo fino a Piazza Museo 19, dove spicca l’imponente edificio rosso mattone, che conserva pezzi eccezionali. Per NAPOLI

COME ARRIVARE In auto: da Nord, Autostrada del Sole Milano-Napoli. Dopo il casello Caserta Sud c’è un raccordo con diverse uscite verso la città. Per il centro seguire le indicazioni per Napoli Centro- Stazione Marittima-Stazione Centrale. Da sud: sulla Salerno-Reggio Calabria, seguire le indicazioni per Napoli Centro- Stazione Marittima-Stazione Centrale. Il raccordo si raggiunge anche dalla Bari-Napoli. 78

l’arte greco-romana c’è l’importantissima Collezione Farnese, che fu portata a Napoli da Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. La sezione Egizia è la terza in Italia per importanza, dopo il Museo Egizio di Torino e i Musei Vaticani, e decima nel mondo. La sezione che stupisce di più è quella dedicata a Pompei, che raccoglie gran parte delle meraviglie trovate negli scavi. Vi si trovano mosaici composti da tessere piccolissime, visibili soltanto se ci si avvicina a meno di un metro. Da Pompei arrivano anche sculture e pitture osé, vietate ai minori. La nostra visita continua. Lasciamo l’auto e prendiamo la metro. Nella stazione Museo ci sono alcuni bei reperti antichi e una galleria fotografica. Tutta la Linea 1 merita una visita, attraverso la Metro Art Tour, una visita in quella che è riconosciuta come la metropolitana più bella d’Europa. Tra le stazioni più belle e degne di note, c’è quella di via Toledo, realizzata dall’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca, con mosaici di William Kentridge e suggestivi lucernari. Castel dell’Ovo

DOVE mangiare Antica Osteria Pisano. A Forcella, piatti della tradizione napoletana. Prezzo medio € 25. Piazzetta Crocelle ai Mannessi, Napoli, tel 081/5548325, www.osteriapisano.it Osteria La Chitarra. Cucina tradizionale, “lenta”, che recupera gli ingredienti e la gestualità di un tempo. Prezzo medio € 25. Rampe San Giovanni Maggiore 1/bis, Napoli tel 081/5529103, www.osterialachitarra.it

DOVE dormire Hotel Palazzo Carracciolo. Struttura di lusso ospitata in un palazzo antico con la facciata neoclassica. Doppia da € 130. via Carbonara 112, Napoli, tel 081/0160111, www.palazzocaracciolo.com Grand Hotel Santa Lucia****. Maestosa struttura risalente al 1900, di fronte al porto turistico. Doppia da € 190. Via Partenope 46, Napoli lungomare, tel 081/7640666, www.santalucia.it


campania

Stazione della metropolitana

La ricetta la genovese Ingredienti • 1 kg e ½ di girello di vitello • 1 etto di pancetta • 2 gambi di sedano e 1 carota • 1 kg e ½ di cipolle rosse • 1 bicchiere di vino bianco • 1 kg di ziti spezzati o penne • Olio EVO • Parmigiano grattugiato • pepe procedimento In un tegame dal bordo alto fate rosolare la carne avvolta nella pancetta, poi aggiungete un po’ di sale e le verdure tagliate e proseguite per qualche minuto. Innaffiate con vino bianco e fate sfumare. Aggiungete le cipolle tagliate sottili e un bicchiere e mezzo d’acqua. Fate cuocere a fuoco basso, per tre ore, avendo cura di mescolare di tanto in tanto e di aggiungere acqua calda se occorre. Dopo tre ore avrete una salsa densa, cui aggiungere pepe. La carne va tagliata a parte e coperta da salsa, per il secondo. Nel tegame versate la pasta che intanto avete cotto al dente, e a fuoco alto mescolatela con la salsa che si attaccherà all’amido e riempirà le penne, o gli ziti. Impiattate e spolverate con parmigiano e pepe. il vino Coda di Volpe del Sannio, un bianco ricco di storia, dal colore giallo carico, profumo caldo, con note di paglia ed erbe mediterranee e dal sapore avvolgente, secco e sapido nel finale. Si abbina ai primi piatti di mare. dove comprare Cantina Grotta del Sole, azienda nata agli inizi degli anni Novanta per recuperare alcune zone vitivinicole di qualità. Produce la Falanghina e il Piedirosso, il Gragnano, il Lettere, il Fiano, l’Aglianico, il Vesuvio e altri vini campani. Via Spinelli 2, Quarto (NA), tel 081/0602981, www.grottadelsole.it Caseari Cautero vende formaggi tradizionali campani e nazionali, ma anche salumi, marmellate, conserve, sottoli e una selezione di oltre 200 etichette di champagne. Possibilità di degustazione al tavolo. Piazzetta Pontecorvo (NA), tel 081/19179449

Chi ha inventato la Genovese? La “Genovese” è un piatto di umili origini, la cui nascita è tuttavia, nebulosa. Una teoria la fa risalire al XV secolo, quando, durante il periodo aragonese, la zona del porto sarebbe stata piena di bettole e osterie dove la si preparava per sfamare i marinai genovesi che si fermavano a Napoli una volta a settimana per i commerci. Un’altra versione, invece, associa il nome di questa pietanza alla provenienza dei cuochi delle osterie portuali: genovesi, appunto. Una terza leggenda attribuisce alla Genovese un’origine più nobile: sarebbe stato un cuoco di Ginevra ad aggiungere la carne alla zuppa di cipolle francese, trasformandola nel celebre sugo. Per quanto riguarda “l’anno di nascita”; invece, nel Liber de coquina, un manuale di cucina napoletana del 1300, conservato all’Archivio Nazionale di Parigi, si trova traccia di una ricetta, De Tria ianuensis, che corrisponde proprio alla Genovese. Museo Archeologico

Sala del Museo Archeologico

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napoli

Monastero di Santa Chiara

il secondo giorno

Napoli sacra e profana La giornata parte con un visita alla Cappella San Severo, in via De Sanctis 19, per ammirare il celebre “Cristo velato” , opera di Giuseppe Sammartino del 1753. Nella cappella c’è un’altra bella scultura, “Disinganno” di Francesco Queirolo, che sbalordisce per la maestria con cui è scolpita nel marmo la rete che raffigura l’inganno. Usciti dalla cappella, giriamo a sinistra in piazza Domenico Maggiore, dove si trova la pasticceria Scaturchio che prepara le sfogliatelle tra le migliori di Napoli. Prendiamo poi un taxi per raggiungere il Monastero di Santa Chiara, in Piazza del Gesù. Dopo essere stata bombardata nel 1943, è stata ricostruita secondo il disegno originale del 1318, in stile gotico. Bellissimo il chiostro, il porticato, gli affreschi e le maioliche dipinte a mano

San Giorgio

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nel giardino ristrutturato nel Settecento da Domenico Antonio Vaccaro. Dal Duomo, dove ogni anno, il 19 settembre, si assiste alla liquefazione del sangue di San Gennaro, prendiamo via Toledo per raggiungere Palazzo Zevallos Stigliano, una delle Gallerie d’Italia di Intesa San Paolo che conserva opere di rara bellezza come “Il Martirio di Sant’Orsola” di Caravaggio, “Sansone e Dalila” di Artemisia Gentileschi e “Il Ratto di Elena” di Luca Giordano. L’arte della Pizza napoletana, Patrimonio dell’Umanità Napoli è anche la “capitale” indiscussa della pizza. Lo scorso anno l’Arte della Pizza Napoletana è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Culturale dell’Umanità. Nella celebre guida del Gambero Rosso, poi, vede ai primi sette posti delle migliori pizzerie della penisola, sette locali napoletani: la Pizzeria la Notizia (www. pizzarialanotizia.com) di Enzo Coccia, la Pizzeria Da Concettina ai Tre Santi (www.pizzeriaoliva.it), la pizzeria Gino Sorbillo (www. sorbillo.it), la pizzeria 50 Kalò (www.50kalò. it), la pizzeria Antonio e Gigi Sorbillo (www.pizzeria-sorbillo.it), l’Antica pizzeria da Michele (www.damichele.net) e la pizzeria Starita (www. pizzeriestarita.it)


Sicilia

Sambuca di Sicilia e il suo fascino orientale

Palermo

sambuca di sicilia

S

ambuca di Sicilia sorge nella Valle del Belice, a pochi chilometri da Agrigento Sciacca. Fondata nell’830 d. C dall’emiro arabo Al Zabut, conserva ancora segni della cultura orientale. La nostra visita comincia dalla parte inferiore di Corso Umberto I, dove si trova l‘ottocentesco Teatro Idea. Circa a metà, ci fermiamo ad ammirare Palazzo di Leo e Palazzo Oddo, poco più avanti, scorgiamo la bella facciata con il portale in pietra bianca della Chiesa di San Giuseppe. Svoltiamo in via Marconi, dove si trova la Chiesa della Concezione, con il suo portale a sesto acuto. Torniamo su Corso Umberto per visitare la splendida Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in stile barocco, caratterizzata da statue allegoriche, stucchi, colonne tortili e blasoni. Il barocco primeggia anche sul balcone del Casino dei Marchesi Beccadelli, che si affaccia su Piazza della Vittoria, mentre il cortile, in stile catalano, testimonia la presenza spagnola in Sicilia. Il palazzo fa parte di un complesso che include anche la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano, la torre e l’ospedale, che ci portano fino a via Caruso. Da non perdere una visita alla seicentesca Chiesa del Carmine, che custodisce le sepolture delle più importanti famiglie nobili di Sambuca. Torniamo ancora su Corso Umberto I e, dopo aver ammirato Palazzo Ciaccio, con il suo cortile cinto da un colonnato, ci fermiamo per una visita al Museo di Arte Sacra, ospitato nella Chiesa del Purgatorio del

COME ARRIVARE In auto: da Palermo prendere la SS624 Palermo Sciacca. Al km 70 uscire al Bivio Gulfa in direzione di Sambuca di Sicilia. In alternativa A29 Palermo-Mazara del Vallo con uscita Gallitello, seguire per la SS624 Palermo-Sciacca e poi SS624 come sopra. Da Trapani, A29 Palermo-Mazara del Vallo in direzione di Mazara. Al m 49 uscite a Gallitello, poi seguire per la SS624.

1631. Presso il Settecentesco Palazzo Oddo si trova la sede del Municipio e porta di accesso alla città murata, al di là della quale sorge il quartiere saraceno. Proseguiamo in Largo San Michele dove si trova Palazzo Amodei con il suo caratteristico cortile e, poco più avanti, la bella Chiesa di San Michele. Palazzo Panitteri è invece la sede del Museo Archeologico, che custodisce i resti dell’antica Adranon, la cittadella punico fenicia sulla cima del monte Adranone. Raggiungiamo Piazza Navarro e svoltiamo a sinistra, dove il groviglio di strade si fa ancora più fitto. Qui si trovano anche le purrere, cave di pietra ricavate dall’antica città sotterranea. Arriviamo quindi al belvedere che custodisce le ultime vestigia del Castello di Zabut, fatto costruire dall’emiro di cui porta il nome e primo insediamento saraceno INFO: www.comune.sambucadisicilia.ag.it www.prolocosambuca.it

DOVE DORMIRE Hotel Don Giovanni Nel centro storico di Orta, ricavato in una casa del Settecento restaurata. Ogni piano si apre su logge ad arco e piccoli corridoi. Le camere sono provviste di bagno con doccia o vasca idromassaggio, TV satellitare, wi fi. Doppia da € 110, junior suite da € 160. Contrada Pandolfina, Sambuca di Sicilia (AG) - Tel. 0925/942511

DOVE MANGIARE Ristorante Masseria Ruvettu Locale rustico e familiare, in splendido contesto naturale. Dispone di una grande sala e di un menù con piatti della cucina siciliana, tra cui frittatine, salumi, cacciagione, formaggi, arrosti, carne alla brace e pasta fatta in casa. L’olio e il vino sono prodotti nel comprensorio. Contrada Galluzzo, Sambuca di Sicilia (AG) 81


Sambuca di Sicilia (AG)

Terrazza Belvedere

La ricetta Minni di virgini Ingredienti per l’impasto • 400 gr di farina 00 • 150 gr di zucchero • 150 gr di strutto • 1 uovo • 1 bustina di vanillina • Latte q.b.

per il ripieno • 800 ml di latte • 160 gr di zucchero • 130 gr di amido per dolci • 100 gr di zuccata • 80 gr di cioccolato fondente • Cannella in polvere q.b.

per decorare • 200 gr di zucchero a velo • 1 albume • Acqua q.b • Confettini di zucchero Impastate la farina con lo zucchero, lo strutto a pezzetti, l’uovo e la vanillina. Impastate la farina con lo zucchero, lo strutto a pezzetti, l’uovo e la vanillina. Formate poi una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciate riposare in frigo per un’ora. Nel frattempo, preparate il ripieno. Versate tutto il latte, tratte un bicchiere, in un pentolino insieme allo zucchero e alla cannella, cuocete a fiamma moderata. Intanto, versate l’amido in una scodella e scioglietelo con il latte freddo. Unitelo poi al latte scaldato nel pentolino e mescolate finché il composto non si sarà addensato. Togliete la crema dal fuoco e versatela a raffreddare in una ciotola. Quando sarà tiepida, unite qualche scaglia di cioccolato. Togliete l’impasto dal frigo e stendetelo con il mattarello. Ritagliate un numero pari di dischi di pasta, metà con un diametro di 16 cm, l’altra con un diametro di 10 cm. Spalmate su ciascuno dei dischi piccoli uno strato di zuccata, poi ricopritela con scaglie di cioccolato e una dose abbondante di crema. Coprite la farcitura con uno dei dischi più grandi, sigillando tutto attorno premendo con le dita. Spennellate con un po’ di albume. Ripetete con le altre “minni”, poi cuocete per 20 minuti circa, in forno preriscaldato a 200°C. Sfornate, raffreddate, poi spennellate con una glassa ottenuta mescolando acqua e zucchero a velo. Cospargete con i confettini di zucchero colorati e lasciate asciugare. il vino Sambuca di Sicilia DOC bianco, bianco, dal colore paglierino con riflessi verdognoli, dal profumo delicato, intenso e dal sapore asciutto e fresco.

Un dolce tra sacro e profano Dolce tipico di Sambuca, i “seni di vergine”, secondo la tradizione, sono stati inventati nel 1725 da Suor Virginia, una monaca del Collegio di Maria, che aveva ricevuto dalla Marchesa di Sambuca l’incarico di preparare dei dolci per il matrimonio del figlio. La religiosa, si dice, prese ispirazione dalla forma delle colline che circondano Sambuca, e solo successivamente al dolce viene attribuito il nome “impudico”, come viene sottolineato anche dal Principe di Salina nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. street food locale / Il segreto Fiore all’occhiello è l’Olio Nocellara del Belice DOP, prodotto da oliveti autoctoni. La produzione vitivinicola locale è incentrata invece sulla produzione del Sambuca di Sicilia DOC. Tra i formaggi troviamo la Vastedda della Valle del Belice DOP e il pecorino. Da non perdere i i piatti tipici, come i cavatelli al cartoccio, un primo di pasta con un sugo di melanzane fritte, pomodoro e ricotta salata.

in tavola Da non perdere i piatti tipici, come i cavatelli al cartoccio, un primo di pasta con un sugo di melanzane fritte, pomodoro e ricotta salata. La Minestra di San Giuseppe è invece una zuppa di legumi misti e verdure, che si consuma in primavera a partire dalla festa di San Giuseppe, il 19 marzo. Celebri i dolci, tra cui le Minni di Virgini, i dolci di mandorle, i cucciddata, tortelli di pasta morbida ripieni di marmellata, fichi e frutta secca, e le cassatedde.


Sicilia Panorama di Sambuca dal Lago Arancio

Adranon, sito archeologico

il secondo giorno

Dal Monte Adranone al Lago Arancio Prendiamo l’auto e ci immettiamo sulla SP69 alla volta del Monte Adranone. La meta è il Sito Archeologico situato sulla cima del monte, l’antica Adranon, del 1450 a.C., uno degli insediamenti protostorici più importanti della Sicilia. Parcheggiamo e ci incamminiamo lungo il sentiero che ci porta all’acropoli. La peculiarità del sito è proprio la compresenza di testimonianze legate alle successive dominazioni: dalla cultura indigena, a quella greca e punica, a quella delle prime popolazioni italiche. Per concludere il nostro itinerario, torniamo verso Sambuca, la superiamo e, passando per la SS188, dopo 5,2 km dal centro abitato, arriviamo al cospetto del Lago Arancio, un bacino artificiale realizzato tra il 1949 e il 1952. Oggi è un’oasi naturale di rara bellezza e un paradiso della biodiversità, gestito dalla LIPU. Il gioiello del lago è il fortino di Mazzallakkar, un fortilizio di origine araba i cui resti spuntano dalle acque ogni volta che il livello si abbassa.

dove comprare Cantina Cellaro Produce e vende vini ricavati da vigneti che sorgono da 300 a 600 metri sul livello del mare, sulle colline di Sambuca. Tra le etichette: Due Lune, Micina, Luma, Quattro Borghi, Solea, Cellaro e Zabuttino. SS188, Sambuca di Sicilia (AG) - Tel. 0925/941230 Antico Frantoio. Le olive vengono selezionare a mano con metodi tradizionali e lavorate a basse temperature lo stesso giorno della raccolta. Il prodotto finale è un olio dal colore verde intenso, dal profumo deciso e dal sapore fruttato. Contrada Purcaria Mendolazza, Sambuca di Sicilia (AG), tel 0925/943316, www. oliovivo.it

I prodotti tipici da gustare Fiore all’occhiello è l’Olio Nocellara del Belice DOP, prodotto da oliveti autoctoni. La produzione vitivinicola locale è incentrata invece sulla produzione del Sambuca di Sicilia DOC. Tra i formaggi troviamo la Vastedda della Valle del Belice DOP e il pecorino. Da non perdere i i piatti tipici, come i di mandorle, i cucciddata, tortelli di pasta morbida ripieni di marmellata, fichi e frutta secca, e le cassatedde.

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stintino (SS)

stintino

Spiaggia della Pelosa

Olbia

Stintino, i colori del golfo

Ha rappresentato la Sardegna per concorrere al “BorAlghero Nuoro go dei Borghi 2018”, ma Stintino, e, in particolare la Spiaggia della Pelosa, con l’inconfondibile sagoma della Torre della Pelosa, che si staglia sul Golfo dell’Asinara. Vanta il primato di spiaggia più fotografata dell’isola. Tuttavia, Stintino è un borgo marinaro tutto da scoprire, a cominciare dai suoi tre porti, Porto Mannu (Porto Grande), Porto Minori (Porto Piccolo) e il Porto dell’Isolotto, da cui partono escursioni in barca e uscite di pescaturismo. Cominciamo la visita del borgo con una prima sosta al Museo della Tonnara (MUT), che si affaccia sul Porto Minori. Allestito in un ex stabilimento di lavorazione ittica, propone un “viaggio” multimediale, tra foto, documenti, abiti e utensili, delle diverse fasi della pesca e lavorazione del tonno. L’unico edificio religioso del borgo è invece la Chiesa dell’Immacolata Concezione che custodisce una statua della Madonna della Difesa, patrona della cittadina. Chi lo desidera può compiere un piccolo tour per ammirare le quattro torri difensive, realizzate nel Cinquecento dagli Spagnoli. La più famosa è la Torre della Pelosa, alta 10 metri, che si raggiunge anche a nuoto dalla vicina spiaggia della Pelosetta. Con una passeggiata su un agevole sentiero si può invece arrivare a Torre Falcone, che domina l’omonimo promontorio, per ammirare uno splendido panorama al tramonto. Valgono una visita anche la Torre delle Saline e la Torre Sassari

COME ARRIVARE In auto: traghetto Genova- Porto Torres. Da Porto Torres percorrere la SP57 per circa 17 km, poi al bivio di Pozzo San Nicola proseguire sulla SP34. Seguire indicazioni per Stintino che dista circa 12,5 km. Da Sassari: SS131 per Porto Torres, poi come sopra. Da Cagliari, Nuoro, Oristano e Olbia raggiungere Sassari tramite la SS131, poi seguire per Porto Torres e Stintino, come sopra. 84

della Finanza, che svetta solitaria sull’Isola Piana, tra Stintino e l’Asinara. Da non perdere un’escursione alla Valle della Luna, un tratto di costa modellata dal vento in scogliere e forme affascinanti, che sorge sulla parte occidentale del promontorio di Capo Falcone. Imperdibili le spiagge: oltre alle già citate Spiaggia della Pelosa e della Pelosetta, sono da non perdere la Spiaggia delle Saline, con gli stagni di Cesaraccio, Saline e Pilo, tra le zone umide più importanti e ricche di avifauna dell’isola, dove incontrare fenicotteri rosa, aironi rossi e martin pescatore. Proseguendo sul litorale si incontra la bella spiaggia di quarzo della Pazzona e, più avanti, quella di Ezzi Mannu. Sul lato occidentale della penisola, invece, si possono scorgere alcune calette incontaminate, tra cui Cala Coscia di Donna e Cala Vapore. INFO: www.comune.stintino.ss.it www.sardegnaturismo.it

Cala Grande, nella Valle della Luna

DOVE MANGIARE Ristorante La Calanca. Offre piatti della cucina marinara e piatti tipici sardi. Ottimo rapporto qualità prezzo. Lungomare Cristoforo Colombo 3, Stintino, tel 340/6634029 La Perla del Golfo. Menù tradizionale come il polpo con le patate, il risotto alla crema di scampi e la fregola con le vongole. Tra i piatti di terra, il maialetto al forno. Loc. Nodigheddu, Stintino, Tel 079/523646

DOVE DORMIRE Le Tonnare Village****. Resort con 182 sistemazioni, in posizione panoramica tra l’antico borgo marinaro e il golfo dell’Asinara. Doppia da € 200. loc. Le Tonnare, Stintino, tel 079/52231, www.letonnarevillage.com Cala Rosa Club Hotel****. Camere affacciate su giardini e sul mare. Navette gratuite per spiaggia privata e per la spiaggia della Pelosa. Doppia da € 131. via dei Ginepri, Stintino, tel 079/520006, www.hotelcalarosa.it


sardegna

Torre delle Saline

Asinara

La ricetta Polpo alla stintinese Ricco di proteine, ma povero di calorie, il polpo è ingrediente cardine di molti piatti della Sardegna. La versione “alla stintinese” prevede l’uso di erbe e aromi e l’accompagnamento con le patate, nelle varianti al forno o fritte, a seconda dei gusti. Ingredienti • 1 polpo di circa 1 kg • 5/6 patate • Aglio • Prezzemolo • Peperoncino • Vino bianco • Sale • Olio di oliva Fate sobbollire il polpo in acqua salata per circa 50 minuti. Nel frattempo, tagliate le patate a cubetti, disponetele in una taglia e mettetele a cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 50 minuti, finché non abbiano assunto un colorito dorato. In una scodella, preparate un pinzimonio con olio, sale, prezzemolo tritato e un pizzico di peperoncino. Scolate il polpo, poi tagliatelo a pezzettini e conditelo con il pinzimonio. Unitelo poi alle patate al forno. Lasciate raffreddare per circa 15 minuti e servite come antipasto o piatto unico. Il vino Vermentino di Sardegna Doc, un bianco dal colore giallo paglierino e i riflessi verdognoli, il profumo delicato e il sapore secco, fresco e acidulo con retrogusto amarognolo. Si abbina ai piatti di pesce, dagli antipasti, al pesce alla griglia, ai primi piatti regionali e ai molluschi. dove comprare Market Mura Enoteca e vendita al dettaglio di prodotti tipici sardi di qualità, tra cui birre di produzione locale, formaggi tipici, bottarga di tonno e muggine, miele, dolci sardi, tra cui il famoso torrone morbido di Tonara, pane carasau e gutiau. Via Sassari 53/55, Stintino Biscottificio Demelas Negozio con annesso laboratorio di pasticceria artigianale. Si possono trovare dolci tipici sardi, come le Seadas con il miele, le tiricche, i savoiardi, la papassine, il croccante e le formaggelle. Produce anche pasta fresca tra cui culurgiones, malloreddus, ravioli di patate e di ricotta di pecora. via Marconi 3, Stintino, tel 079/534016, www.biscottificiodemelas.com

il secondo giorno

Nel Parco Nazionale dell’Asinara Dal Porto Mannu di Stintino diverse compagnie effettuano trasferimenti al Parco Nazionale dell’Asinara (www.parcoasinara.org). L’isola è area protetta dal 2002 dopo essere stata carcere di massima sicurezza e colonia penale. Si può optare per un giro in barca con soste nelle calette più nascoste, oppure visitare l’isola a bordo del Trenino Asinara (www.treninoasinara.it) o, ancora, prenotare un’escursione guidata in jeep o un trekking. Consigliamo una sosta a Fornelli per una visita all’ex Carcere di massima sicurezza. Nella zona si possono già avvistare i celebri asinelli bianchi, che hanno dato il nome all’isola. Si possono poi vedere i resti delle undici colonie penali, dove i detenuti erano suddivisi in base alle “specializzazioni”. Qui era presente anche una stazione sanitaria dove i malati venivano messi in quarantena. Presso il Centro Recupero Animali Marini si possono invece incontrare le tartarughe. Tra i centri abitati, vale una visita Cala Reale, con in suoi edifici sabaudi. Nel centro di Cala Oliva, invece, si trova la “casa rossa” che ospitò Falcone e Borsellino mentre preparavano il processo contro la mafia. Salendo su Punta Scorno si può poi ammirare uno splendido panorama e incontrare cinghiali, capre e mufloni sardi. Infine, ci si ferma a Cala Sabina per un bagno nelle sue acque cristalline. I sapori del golfo Alla base della cucina di Stintino c’è il pesce, tra cui frutti di mare, crostacei e, soprattutto, l’aragosta, con cui si prepara la zuppa oppure si gusta accompagnata dalle patate. Famosa in tutta l’isola la bottarga di tonno (nella foto). Principe della tavola è il polpo che si prepara “alla Stintinese” o “all’agliata”. Tra i piatti di terra troviamo le tipiche paste fresche, come i malloreddus e i culurgiones e il maialetto sardo. Il dolce tipico di Stintino invece è la tumbarella, una variante della seada farcita con la ricotta, che viene fritta e cosparsa di zucchero a velo. Ottimi anche gli altri dolci regionali, tra cui tiricchie, papassine e formaggelle. 85


SPECIAL HYBRID

LA LIBIDO DELL’IBRIDO Le auto ibride stanno conquistando anche gli italiani. Infatti nei primi cinque mesi del 2018 le vendite sono aumentate del 31,8%, mentre l’intero mercato è rimasto stabile, superando come quota l’alimentazione a metano. Per quanto riguarda la fascia Premium, quella che più ci interessa, prevale la tipologia plug-in, che consente di percorrere discrete distanze solo in elettrico. Qui i SUV abbondano. Così anche i weekend turistici, in città e fuori, possono diventare più sostenibili.

da € 17.690

SUZUKI SWIFT HYBRID GIOVANE E RISPARMIOSA E’ piccola e giovane, scattante e risparmiosa, comoda e vivace. Ed essere ibrida le consente di andare nelle zone a traffico limitato. Per un weekend in giro tra i centri storici. La nuova Suzuki Swift Hybrid ha accentuato il look “sportivo” grazie a dimensioni ridotte, spoiler e fanali nuovi, ma lo spazio non è diminuito. La Swift usa una tecnologia di tipo mild hybrid, quindi l’apparato elettrico assiste il motore a benzina nelle accelerazioni, cioè quando consuma e inquina di 86


SPECIAL HYBRID

più. La differenza nei consumi tra Hybrid e normale: 4,5 l/100 Km in città contro 5,4. C’è anche la versione a trazione integrale. L’altro aspetto molto importante da considerare è che le ibride Suzuki, anche se mild, sono legalmente considerate ibride a tutti gli effetti. Quindi godono dei vantaggi fiscali sul bollo e delle agevolazioni su accesso alle zone a traffico limitato e soste. La dotazione elettronica è di alto livello per una citycar: ffrenata automatica d’emergenza; avviso d’invasione corsia oltre i 60 Km/h; allarme rilevamento stanchezza; abbaglianti automatici e cruise control adattivo. E telecamera posteriore per le manovre. Doppio display digitale, nel cruscotto per le informazioni principali e quello più grande da 7 pollici a centro plancia per multimedia e navigazione (con mappe 3D). Compatibilità con smartphone Apple CarPlay, Android Auto e Mirrorlink e radio digitale DAB+. Climatizzatore automatico. Insomma, può competere fra le migliori citycar sul mercato. E’ come una Premium ma è venduta a cifre popolari. La versione 1.2 Top: 17.690 euro, a quattro ruote motrici 19.190 euro.

da € 28.550

TOYOTA C-HR HYBRID IN CITTà CONSUMANDO POCHISSIMO C’è una ragione se spesso, per definire un sistema ibrido non ricaricabile, si usa l’espressione “ibrido Toyota”. La casa giapponese è stata la prima al mondo a credere in questa tecnologia, più di 20 anni fa, investendo in modo consistente e con ottica a lungo termine. Ora, non da poco tempo, è l’indiscutibile padrona assoluta del mercato. Modelli progettati con l’ottica della massima efficienza, per consentire consumi di benzina molto bassi, senza necessità di appesantire troppo l’auto con batterie voluminose. In questa scia si colloca il crossover Toyota C-HR Hybrid. Si tratta di un modello che sta ottenendo un consistente successo commerciale un po’ in tutto il mondo. Il design è certamente originale, si colloca nella categoria dei SUV-coupé. Veicolo compatto (436 cm di lunghezza) che nella città trova il suo habitat d’elezione, è destinato a chi ama la guida senza stress. E offre anche un ottimo spazio per i passeggeri. Nella sua versione ibrida dispone di particolari punti di forza; il motore a benzina 1.8 VVT-i è un quattro cilindri aspirato ad iniezione diretta e funzionamento a ciclo Atkinson (una variante particolarmente efficiente dal punto di vista energetico del tradizionale ciclo Otto, cioè il classico motore ad accensione comandata). La potenza è di 98 cavalli. Il propulsore termico è integrato da un motore elettrico da 72 cavalli, per un totale di 122 cavalli. I consumi vengono indicati in 26,3 Km con un litro, circa 10 in più della versione col solo 1.2 turbo a benzina. Il contributo del motore elettrico si nota soprattutto in città, dove la percorrenza raggiunge i 29,4 Km con un litro. Questi sono dati di omologazione nei test col ciclo Nedc: non particolarmente realistici, ma comunque accurati per valutare la differenza tra un modello e l’altro. Peso 1.495 Kg. Emissioni di CO2 87 g/Km. La Toyota C-HR Hybrid è disponibile in vari allestimenti. I prezzi di listino vanno da 28.550 a 34.850 euro.

LE TRE TIPOLOGIE DI HYBRID Mild Hybrid: motore elettrico e batteria hanno bassa potenza e capacità. Non sono in grado di alimentare la trazione, servono solo ad assistere il motore termico durante le partenze e la marcia a bassissima velocità; riducono l’uso del propulsore tradizionale nelle fasi in cui consuma di più. Tecnologia sempre più diffusa per consentire ai costruttori di rispettare le più recenti norme sulle emissioni contenendo i costi. Full Hybrid: motore elettrico e batterie sono in grado di sostenere la marcia del veicolo per brevi tratti e a bassa velocità, generalmente 3 Km e 50 Km/h. Le batterie si ricaricano recuperando l’energia cinetica da decelera-

zione e frenate o, all’occorrenza, ricorrendo al motore termico. E’ la tecnologia più redditizia nei centri urbani, dove la marcia è fatta soprattutto di fermate e ripartenze a velocità ridotta. Plug-in Hybrid: motore elettrico e batterie hanno potenze e capacità consistenti e possono sostenere la marcia del veicolo per tratti abbastanza lunghi, 50 Km e oltre, a velocità anche autostradali, di solito 120-130 Km/h. Possono esserci anche più motori elettrici. Di solito la trazione integrale viene ottenuta proprio collegando il motore termico all’asse principale e quello elettrico all’altro, risparmiando peso e complessità di una trasmissione 4x4 convenzionale. La ricarica delle batterie avviene, oltre che tramite il recupero dalle decelerazioni, collegando una spina ad una presa elettrica domestica o un’apposita colonnina. Questa tipologia è più diffusa nelle auto premium di grandi dimensioni. 87


SPECIAL HYBRID

MINI COOPER S E COUNTRYMAN ALL4 SPORTIVA VERSATILE ELETTRIZZANTE Ci sono le ibride nate per consumare il meno possibile e le ibride pensate per esaltare le prestazioni. Secondo voi una Mini Cooper a quale delle due categorie appartiene? La prima vettura ibrida plug-in mai costruita dalla casa britannica si chiama formalmente Mini Cooper S E Countryman All4. In linguaggio “minesco” significa che si tratta di un’auto sportiva con carrozzeria station-crossover e a trazione integrale. Molto versatile e ancora relativamente compatta: infatti è lunga solo 430 cm ma ha un bagagliaio la cui capacità va da 405 a 1.275 litri e quattro persone viaggiano abbastanza comoda, anche cinque per tratti non lunghissimi. L’assetto rialzato e le quattro ruote motrici permettono di fare tutte le scampagnate

da € 79.000

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che si vogliono. Il powertrain, come si usa dire oggi, punta sulla potenza: sono infatti ben 224 i cavalli disponibili tra i due motori. Quello a benzina è il tre cilindri 1.5 turbo da 136 cavalli che si trova in tanti modelli del gruppo BMW; esso agisce sulle ruote anteriori. Poi si aggiungono gli 88 cavalli del motore elettrico, abbinato all’asse posteriore. La coppia totale disponibile è di 385 Newton metri, meglio di un diesel di cilindrata abbondante. Nonostante il peso di 1.660 Kg senza guidatore, dovuto alle batterie, questa Mini riesce a scattare da 0 a 100 Km/h in 6,8 secondi, decisamente interessante. Velocità massima 198 Km/h. Veniamo alle cifre “elettriche”. Le batterie hanno una capacità di 7,6 kWh. Si ricaricano in 2,5 ore tramite una wall box da 3,6 kWh, altrimenti nel servono 3,25. Usando un piede leggerissimo, si potrebbero percorrere fino a 42 Km in modalità solo elettrica, secondo i dati di omologazione. Il consumo specifico è indicato in 14 kWh per 100 Km. Mediamente un kilowattora costa 25 centesimi. Il consumo medio di carburante nel ciclo combinato è dato in 2,3 l/100 Km. Emissioni di CO2 52 g/Km. E poi è una Mini. Prezzi di 39.100 euro per l’allestimento di partenza e di 42.700 per il più accessoriato Hype.


SPECIAL HYBRID

da € 39.100

volvo XC90 T8 Twin Engine COME UN JET EXECUTIVE Fra i modelli qui considerati, il SUV Volvo XC90 T8 Twin Engine è quello a maggior vocazione stradale, nel senso che l’offroad pesante non è nelle sue corde. Grandi viaggi comodi, sicuri ed extralusso, questi sono i tratti salienti di una Volvo, questa in particolare. In più aggiungiamo ora la tecnologia ibrida plug-in. Il motore a benzina a quattro cilindri 2.0 turbo ha 23 kW/320 cavalli, quello elettrico aggiunge 65 kW/87. Arriviamo quindi a 407 cavalli di potenza di sistema, coppiona di 640 Nm. Autonomia in modalità solo elettrica 40 Km, batteria da 10,4 kWh, consumi nel combinato 2,6 l/100 Km. Aggiungiamo la comodità lussuosa di un viaggio in un jet executive (perché la prima classe non è abbastanza). Lunghezza 495 cm. Prezzi da 79.900 a 120.400 euro.

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BMW X5 XDRIVE40E IL GIUSTO EQUILIBRIO

da € 75.300

La nuova generazione del SUV BMW X5, modello 2019, è stata svelata da pochi giorni; tuttavia, considerando il lancio a dicembre 2018 delle prime versioni, non passerà meno di un anno prima di vedere la relativa motorizzazione ibrida.

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Nel frattempo riepiloghiamo l’attuale BMW X5 xDrive40e, nome formale della versione ibrida plug-in. Il powertrain è derivato da quello della i8 precedente. Il motore a benzina a quattro cilindri 2.0 turbo eroga 245 cavalli; il motore elettrico ne sprigiona 113. La potenza massima di sistema è di 313 cavalli con una coppia di 450 Newton metri. Prestazioni di tutto rispetto per non perdere in sportività: 0-100 in 6,8 secondi e 210 Km/h di velocità massima, elettronicamente limitata. La batteria da 9 kWh permette di percorrere 31 Km in modalità solo elettrica, alla velocità massima di 120 Km/h. Peso 2.305 Kg. Consumi medi 3,3 l/100 Km. Emissioni CO2 77 g/Km. Il prezzo parte da 75.300 euro.


SPECIAL HYBRID

AUDI Q7 E-TRON IL RE DEI CONSUMI L’attuale versione di Audi Q7 e-tron è arrivata sui mercati lo scorso anno. Rispetto ai due concorrenti di questa pagina, questo è il SUV che consente la maggiore percorrenza elettrica. E anche i minori consumi generali, perché quest’auto con gli anelli ha una differenza sostanziale rispetto alle altre: il motore termico è diesel. Si tratta dell’inossidabile V6 3.0 TDI, qui configurato a 258 cavalli. Il motore elettrico ne eroga 128. La potenza massima di sistema è di 374 cavalli, insieme ad una coppia mostruosa di 700 Nm (l’accoppiata diesel+elettrico è imbattibile). Nonostante il peso di 2.445 Kg, anche il SUV di Audi si fa rispettare nelle prestazioni: 6,2 secondi nello 0-100 e 230 Km/h di velocità massima. La batteria da 17,3 kwH consente un’autonomia in modalità solo elettrica di 56 Km. Il consumo medio invece ha l’imbattibile valore di 1,8 l/100 Km. Emissioni a livello di citycar: 50 g/Km. Il prezzo di Audi Q7 e-tron parte da 87.000 euro.

da € 87.000

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SPECIAL HYBRID

RANGE ROVER SPORT PHEV CONSUMANDO POCO CON LUSSO Il SUV Range Rover Sport PHEV (la sigla PHEV sta ovviamente per Plug-in Hybrid) parte da un motore a benzina a quattro cilindri Ingenium 2.0 turbo da 300 cavalli, accanto al quale troviamo un motore elettrico da 85 kW, cioè 116 cavalli. La potenza massima combinata erogabile dal sistema è di 404 cavalli. Le batterie hanno una capacità di 13,1 kWh. Ciò si traduce in un’autonomia massima in modalità solo elettrica di 51 Km. La ricarica avviene in circa tre ore tramite una colonnina ad alta capacità, mentre dalla presa domestica occorrono sette ore. Uno dei vantaggi offerti dai motori elettrici è la coppia motrice elevata e disponibile immediatamente: su questa Range parliamo di ben 640 Newton metri, meglio di un diesel. A velocità da statale, sotto i 105 Km/h, le sospensioni attive abbassano l’assetto, migliorando l’aerodinamica e quindi diminuendo ulteriormente i consumi, che vengono dati a 2,8 l/100 Km nei test NEDC sul ciclo combinato. Anche adattandoli ad un utilizzo reale, restano decisamente bassi per un veicolo di circa 2,4 tonnellate. Dentro c’è tutto il lusso e lo spazio di cui le Range Rover sono capaci, quindi parecchio. Lunghezza 488 cm. Il prezzo è all’altezza dell’insieme: da 90.200 a 111.500 euro.

da € 85.050

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SPECIAL HYBRID

da € 90.200

MERCEDES GLE 500 VA FUORI STRAda MA CON CLASSE Non brucia benzina, non troppa almeno. Il SUV Mercedes GLE 500 e va forte come un V8 pur montando un V6, il 3.0 a benzina turbo da 245 kW/333 Cv. Il motore elettrico aggiunge 85 kW/116 Cv. La potenza di sistema è di 325 kW/442 cv. Coppia sempre micidiale, 650 Nm. In termini di energia, viene indicato un consumo nel ciclo combinato di 16,7 kWh/100 Km; più convenzionale e comprensibile riferirsi ai 3,5 l/100 Km. In modalità solo elettrica questo GLE può percorrere fino a 30 Km alla velocità massima di 130 Km/h. Disponibili come sempre diverse modalità di utilizzo dei due motori, a seconda che si vogliano privilegiare le prestazioni o l’autonomia. Lunghezza 482 cm, doti stradali e in fuoristrada impeccabili e all’altezza della tradizione Mercedes. Lusso? Va da sè. Prezzi da 85.050 a 96.220 euro.

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IN THE WORLD

San Sebastián

la capitale basca “stellata” dei pinchos Se vi piace “fare l’aperitivo” spostandovi da un locale all’altro, assaggiando di volta in volta stuzzichini, mini sandwich, crocchette e altre prelibatezze in miniatura, sappiate che questa tendenza arriva dalla Spagna, dove questi piccoli capolavori culinari dalle dimensioni ridotte si chiamano tapas. Ricette di Viaggio vi porta invece a Donostia -San Sebastián, dove le tapàs si chiamano pintxos o pinchos e sono un vero e proprio fiore all’occhiello della tradizione enogastronomica. Sono considerate, infatti, le migliori di tutta la Spagna.

di Manuela Fiorini

Pinchos o tapas?

E

ntrambi seguono la filosofia del finger food, cioè il cibo da mangiare con le dita, la differenza sta nella complessa elaborazione, nella fantasia nel proporre combinazioni di ingredienti sempre diversi e il risultato, anche visivo di questi capolavori gastronomici in miniatura. Un pincho può essere uno spiedino, una crocchetta, un crostino, una tartina con acciughe, olive e peperoni sottaceto, ma nella città basca vengono privilegiati gli ingredienti locali, come baccalà, prosciutto, acciughe, funghi, maiale e formaggio. Il nome, poi, deriva dallo stuzzicadenti con cui in genere sono servite le mini pietanze.

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La capitale dei ristoranti “stellati”

In tutta la Spagna ci sono sette ristoranti che possono vantare le prestigiose 3 stelle Michelin. Di questi, tre si trovano a San Sebastiàn. Considerando anche i locali “decorati” dalla famosa “guida rossa” con 2 stelle o 1 sola, la città ha nel suo medagliere un totale di 17 stelle Michelin, che la rendono una delle municipalità con la più alta concentrazione di Stelle Michelin per metro quadrato. Ma che cos’ha di speciale la cucina basca? L’arte culinaria si è sviluppata nel corso dei secoli e la posizione “di frontiera” della città di Donostia - San Sebastiàn ha concentrato nelle sue ricette tradizionali influenze spagnole e francesi, in particolare quella


Ricette di viaggio

Pinchos bar

La Coruña

san sebastián Saragozza Barcellona Madrid

Valencia

Bacalao al pil-pil

della nouvelle cuisine. Un’ influenza importante ha avuto anche la tradizione culinaria importata dagli ebrei in fuga da Spagna e Portogallo nel XV secolo. In seguito alla scoperta dell’America, poi, sono arrivati ingredienti quali le patate, il peperoncino ed il merluzzo, in particolare nella sua versione “conservata”, il baccalà. Dal mare antistante il Golfo di Biscaglia arrivano altri tipi di pesce, mentre, dall’entroterra, le verdure, i funghi, i legumi e la carne bovina, che viene cucinata alla brace e al sangue.

I piatti tipici di San Sebastiàn

Tra i piatti di pesce, assai diffuso è il marmitako, una zuppa di patate e tonno bianco. Ottima anche la zurrukutuna, una crema

di baccalà, uova e peperoni. Il baccalà si trova spesso cucinato anche in umido, oppure accompagnato da deliziose salse, come il bacalao al pil-pil, oppure “a la vizcaina”. Ottime anche le txipirones, seppioline in salsa a base del loro inchiostro, e le celebri kokostas, una specialità a base di guance di pesce. I baschi, poi, hanno un vero e proprio culto per la cottura alla brace. Sulla griglia si preparano le sardine, il pagello e la ventresca, ma anche enormi costate di manzo ed il villagodio, un particolare tagli ricavato dalla parte alta del lombo del bovino. Dalla tradizione dell’entroterra arrivano i piatti a base di selvaggina, verdure e funghi (perretxikos), come la piperrada, preparato con pomodori, cipolle e peperoni verdi, con l’aggiunta di olio di 95


in the world

Bahia de La Concha

Palacio Real Miramar

te alla metà del XVI secolo. Splendido il chiostro che espone dipinti dal Rinascimento al Barocco. Nelle vicinanze, si trova la Iglesia de San Vicente, il più antico luogo di culto della città. Attraversando, invece, Plaza de la Constitución è muovendosi in direzione est si incontra la Iglesia de Santa Maria del Coro che spicca per l’imponente facciata barocca, sulla quale si staglia una statua di San Sebastiano Martire. La cattedrale, inaugurata nel 1897, è in stile neogotico ed è l’edificio religioso più grande di San Sabastian. La torre campanaria, alta 75 metri, è il simbolo della città.

Passeggiando sul lungomare Plaza de la Constitución

oliva e pepe. Si tratta di un piatto molto amato e “patriottico”, poiché i colori dei suoi ingredienti, il rosso, il bianco ed il verde, sono quelli della bandiera nazionale. Il talau, invece, è un tipo di pane fritto, servito con le uova. I prodotti della terra costituiscono la base di squisiti dolci e dessert. Con il latte coagulato si prepara la mamía, oppure la intxaursalsa, crema di latte e farina di noci. Da non perdere i cannoli alla crema fritti e la pantxineta, una millefoglie alla crema. Assai simile, ma preparato con crema di mandorle e scaglie di torrone è il franchipán, mentre, la sopa cana, è una robusta zuppa di pane, latte, miele, cannella e grasso di cappone. Legato alla tradizione è anche il Gateau Basco, un dolce a strati che alterna pasta di farina di mandorle ad un ripieno di crema pasticcera e ciliegie sciroppate. 96

Che cosa vedere in città: la Parte Veja

Nel 2016, San Sebastiàn è stata Capitale Europea della Cultura. La sua storia, la sua posizione invidiabile, a mezzaluna sulla Bahia de La Concha, che si affaccia sull’Oceano Atlantico, i suoi musei, le sue splendide architetture e i suoi locali ne fanno una città tutta da scoprire. Vi suggeriamo di cominciare la visita alla città dalla Parte Vieja, che si sviluppa attorno alla centrale Plaza de la Constitución, caratterizzata da uno splendido colonnato e da palazzi dai colori vivaci e balconi che. Sulla piazza di affaccia il Palazzo del Municipio che, durante la Belle Époque, è stata la sede del Grand Casino e ritrovo per artisti, scrittori e notabili. Proseguendo in direzione nord est, merita una visita il Museo San Telmo (www.santelmomuseoa.com), ospitato in un antico convento domenicano risalen-

Dalla Parte Vieja parte il lungomare che costeggia la superba Playa de La Concha, una delle spiagge urbane più famose, spettacolari e fotografate d’Europa. Proseguendo in direzione ovest, la collinetta del Pico del Loro segna il confina tra la Playa de La Concha e la Playa de La Ondarreta, un’altra splendida striscia di sabbia bianca di circa 500 metri, racchiusa tra i lussureggianti giardini del Palacio Real Miramar, che domina la collina, ed il Monte Igueldo. Non si può visitare all’interno, ma vale la pena fermarsi per scattare qualche bella foto, il Palacio Real Miramar, costruito per la regina Maria Cristina nel 1888. Oltre all’edificio principale, fanno parte del complesso anche la Casa de los Oficios, il Cuerpo de Guardia e la Porteria. Sono invece accessibili i giardini, opera di Pierre Ducasse, che sembrano scivolare dolcemente verso la baia, come un tappeto di fiori colorati e aiuole variopinte. Proseguendo ancora verso ovest, si trovano le indicazioni per la Funicular del


san sebastiàn

Monte Igueldo, la più antica dei Paesi Baschi, attiva dal 1912, che conduce sulla cima del monte omonimo, uno dei punti panoramici più suggestivi della città. Nelle vicinanze della stazione di arrivo si può ammirare il Torreón de Igeldo, un antico faro del XVIII secolo, con una terrazza panoramica dove ammirare una superba vista della baia e dell’Isola di Santa Clara. Una volta presa la funicolare per tornare a livello del mare, vale la pena proseguire la passeggiata fino a Punta Torrepea, l’estremità occidentale della spiaggia, per ammirare il Peine de Viento (il pettine del vento), opera dello scultore Eduardo Chillida (1924-2002), una scultura astratta in ferro che nelle giornate ventose, quando il vento penetra nei fori emettendo un suono musicale.

I MIGLIORI PINCHOS BAR La Cepa. È uno dei locali più popolari con possibilità di mangiare anche seduti oltre al tipico aperitivo in piedi. Oltre ai pinchos offre anche piatti di carne e di pesce.. 31 de Agosto 7, tel 0034 943 42 63 94, www.barlacepa.com A Fuego Negro. Locale alla moda molto caratterizzato dall’arredamento total black. Offre diverse ed innovative varietà di pinchos alla carta o sotto forma di piccoli menù, ed un’ampia scelta di vini e bevande. 31 de Agosto 31, tel 0034 650 135 373, www.afuegonegro.com Meson Martin. Locale specializzato in piatti della cucina tradizionale basca preparati con ingredienti di stagione. Ampia varietà di pintxos sia caldi che freddi. Elkano 7, tel 0034 943 42 28 66 , www. mesonmartin.com)

Ricette di viaggio PIPERRADA Ingredienti • 4 pomodori maturi • 2 peperoni rossi • 1 peperone verde • 4 cipolle • 2 spicchi di aglio • ½ cucchiaio di origano • 4 fette di pane casereccio tostato • 4 uova • Olio EVO • Sale e pepe procedimento Lavate e pulite i pomodori e i peperoni, sbucciate le cipolle e l’aglio, poi tritate grossolanamente il tutto e mettete le verdure in una padella grande insieme all’olio di oliva, il sale e il pepe. Lasciate cuocere a fuoco medio e senza coperchio per circa 20-25 minuti. Nel frattempo, tostate le fette di pane. Poco prima di ultimare la cottura, ricavate nella verdura, aiutandovi con un cucchiaio, quattro piccole conche. Rompete le uova e versatene uno per ogni conca portandolo a cottura. Spolverate le uova con sale e pepe. Servite disponendo una fetta di pane casereccio su ogni piatto e disponendo sopra di esso la piperrada. DOVE MANGIARE Arzak Con le sue tre Stelle Michelin è considerato da molti il miglior ristorante di tutta la Spagna grazie all’estro dello chef Juan Mari Arzak, che propone piatti tipici della tradizione basca, della nouvelle cuisine e piatti all’avanguardia. Av. Alcalde J.Elosegi 273, tel 0034 943 28 55 93, www.arzak.es Akelarre Tre Stelle Michelin anche per questo prestigioso locale situato su un lato del Monte Igueldo con vetrate panoramiche e vista sull’oceano. Menù degustazione € 170 a persona, bevande incluse. P. Padre Orkolaga 56 (Igeldo), tel 0034 943 31 12 09, www.akelarre.net Martin Berasatequi Terzo “tre stelle” di San Sebastian, si trova a circa 8 km dal centro e offre una cucina fantasiosa e leggera, con ingredienti locali e fantasia. Prezzo medio € 185. Loidi Kalea 4, Lasarte-Oria, tel 0034 943 36 64 71, www.martinberasatequi.com 97


in the world

Verso est, il porto e l’Acquario

Tornando nella Parte Vieja, un altro bell’itinerario è quello che conduce nella parte est della città, compresa tra l’estremità orientale della Bahia de La Concha ed il Parco del Monte Urgull. Da qui, attraversando il Ponte di Zurriola, si attraversa il fiume Urumea e si raggiunge il Gros, la parte nuova di San Sebastián, dove si trovano diversi ristoranti, locali, edifici moderni e la bella e più isolata Playa de Gros. Poco distante, una delle attrazioni più interessanti della città è l’Acquario (www. aquariumss.com), uno dei più moderni musei oceanografici d’Europa. Il pezzo forte è il tunnel subacqueo, completamente realizzato in vetro, che consente di effettuare una vera e propria “passeggiata marina” circondati da squali, mante, razze ed altri pesci. Dal retro dell’Acquario parte un sentiero che conduce alla cima del Monte Urgull, dalla quale si può ammirare uno splendido panorama. Sulla vetta si trovano le mura difensive e quel che resta del Castello de La Mota. Sul lato nord del monte si può vedere anche il Cimitero degli Inglesi, mentre, sulla cima, si trova la scultura del Sagrado Corazón, un’imponente statua di Cristo alta 12 metri, opera di Federico Coullaut del 1950.

Kursaal

Acquario Teatro Victoria Eugenia

Funicular del Monte Igueldo

Il Gros, la parte nuova della città

Per raggiungere, invece, il Gros, la parte nuova della città, dal porto occorre prendere Calle Mayor e poi voltare in Alameda del Boulevard. Al civico 5, si trova il singolare Museo del Whisky (www.museodelwisky.com) un locale su due piani che ospita un bar e, al piano superiore una collezione di 3000 bottiglie di whisky provenienti da tutto il mondo.

dove dormire Astoria 7****. A pochi minuti dalle principali attrazioni turistiche e dalle vie dello shopping. Tutte le stanze sono provviste di aria condizionata, minibar, asciugacapelli, accesso a internet wireless gratuito. Doppia da € 67. Sagrada Familia 1, tel 0034 943 44 50 00, www.astoria7hotel.com Hotel Barcelò Costa Vasca***, Hotel di design situato nella zona residenziale di Ondarrera, a soli 300 metri dalla spiaggia. Doppia da € 90. Paseo de Pio Baroja 15, tel 0034 943317950, www.barcelocostavasca.com) 98

Dal museo, si prosegue fino a Blv Reina Regente, per poi arrivare al Puente de Zurriola, che attraversa il fiume Urumea a conduce al Gros. Sulla destra, in Plaza de la República Argentina, si può ammirare lo splendido Teatro Victoria Eugenia (www.victoriaeugenia.com), del 1912, che spicca per la superba facciata in arenaria decorata con colonne doriche e quattro gruppi scultorei che rappresentano la Tragedia, la Commedia, l’Opera ed il Dramma. Dopo aver attraversato il ponte, procedendo sempre dritto, si arriva in Avenida. de la Zurriola, dove si trova il Kursaal (www.kursaal.org), il Centro Congressi, che ospita, ogni anno, oltre 300 tra eventi, festival e manifestazioni. Capolavoro dell’arte contemporanea, il Kursaal è opera dell’architetto Rafael Moreo ed è il simbolo della città che guarda al futuro.

Dove passa il Camin de Santiago

L’ultima tappa dell’itinerario parte da una passeggiata sul Paseo de la Zurriola, il lungomare che costeggia la sugge-

stiva Playa de Zurriola, la più amata e frequentata dai surfisti di tutto il mondo. Percorrendo tutta la spiaggia fino alla sua estremità orientale, si giunge al Monte Ulia, un vero e proprio parco naturale “cittadino” che offre una splendida vista sulla città e sulla baia, grazie a due punti panoramici, utilizzati, in passato, per l’avvistamento delle balene, la Peña del Ballenero e la Peña del Rey. Dal Monte Ulia passa anche il Camino de Santiago, che attraversa la città da est a ovest, passando dalla Bahia de la Concha. Ritornando verso il Gros, a poca distanza dalla Stazione Nord della Renfe, merita una visita anche lo splendido Parque Cristina Enea (www.cristinaenea.org), un giardino di 94.960 mq, con sentieri, specchi d’acqua, boschetti. Nel parco sono ospitati anche pavoni, picchi, diverse specie di anfibi ed insetti e alberi di pregio come sequoie, ginko biloba e cedri del Libano. INFO: www.sansebastianturismo.com www.donostiasansebastian.com


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Weekend Premium - Luglio/Agosto 2018  

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