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WEEKEND GUIDE MAGAZINE DIGITAL EDITION

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PREMIUM EVENTS

Sommario 8

Editoriale

10 Nomination Weekend Premium 2019 12 Weekend in Salus: le lenti evolute 13 Green Resort: Chalet del Sogno (TN) 14 Le Tendenze dell’Estate di Giuseppe Ortolano 18 Per una volta: Barcellona con Jacopo 20 Weekend in Salus 22 Auto Premium di Paolo Artemi 26  Cibi da Strada 32 I Castelli di Ivrea 34 Comacchio

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54 Weekend con la Lexus UX Hybrid 58 A Bellaria-Igea Marina con la Ford Mondeo Wagon Hybrid 64 Al Lago Maggiore  con la Citroën C3 Aircross 75 Speciale Van & Bici 80 Sull’Adda di Leonardo con la Mercedes Classe V 88 Fra i castelli  piacentini  con il Peugeot Traveller 95 Weekend in  bici 99 In Bici in Lombardia IN THE WORLD 106 In Corsica con la nuova Porsche 911 112 In Alvernia,  Francia

36 Termoli

112 A Vilnius, Lituania

38 Baia Domizia

116 A Danzica, Polonia

40 Isamar 42 Veneto Segreto

118 In Germania per il centenario del Bauhaus

50 Milano e Monza con la Bentley Convertibile

126 Speciale Tel Aviv

122 A Colonia per lo charme

DIRETTORE RESPONSABILE Raffaele D’Argenzio r.dargenzio@weekendpremium.it HANNO COLLABORATO Paolo Artemi, Nicola D. Bonetti, Dafne Cervi, Emanuele d’Argenzio,  Vittorina Fellin, Manuela Fiorini, Vittorio Giannella, Silvana Lattanzio, Jacopo Marotta, Giuseppe Ortolano,  Benedetta Rutigliano, Giancarlo Santarelli,  Anna Maria Terzi, Tommaso Vanoli, Cesare Zucca GRAFICA E IMPAGINAZIONE ADM Studio - Cologno Monzese (MI) STAMPA Mediaprint, San Giovanni Lupatoto (VR) MDM DISTRIBUZIONE MDM, Via C.Cazzaniga, 19. Milano Weekend Premium è registrato presso il tribunale di Milano al N 3.del 04-01-2018. Tutti i diritti sono riservati. Riproduzione vietata di testi e foto. EDIZIONI PREMIUM di D’Argenzio Raffaele Via Giovanni Prati10, 20145, Milano Tel 02.3450719 - P.I.109096950968

WEEKEND PREMIUM È distribuito nellE agenzie di viaggio del network Gattinoni e GRATUITAMENTE NEGLI HOTEL 5 stelle DELLA CATENA PLANETARIA


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La rete delle strade a tema La rete delle strade a tema raggruppa 50 strade a tema. Si tratta delle colonne portanti per il GRAND TOUR, una fonte d’ispirazione per viaggi turistici in Germania in auto, in camper o con la moto. La rete si snoda lungo gli itinerari più belli, porta a destinazioni elette e alle più significative attrazioni turistiche; rende la Germania piacevolmente viva all’insegna del motto “Slow Travel”. Il nostro portale FERIENSTRASSEN.INFO, il nostro travel planner DREAMANGO, la nostra App fornita di una funzione unica di navigazione e la nostra guida, sono fonti d’ispirazione, sostegni per la pianificazione e la navigazione sia per brevi escursioni, che per viaggi turistici pretenziosi in auto, in camper o in moto lungo gli itinerari della rete delle strade a tema. Ulteriori informazioni: www.ferienstrassen.info


pensieri on the road

In scena a Bellaria-Igea Marina, nella Romagna segreta Personaggi: la lettrice star della lirica, il sindaco sornione, la giornalista di RMC e il direttore che non crede

di Raffaele d’Argenzio

È

cominciato tutto tre anni fa (quattro?), quando una lettrice di WEEKEND PREMIUM mi scrisse dicendo che non riusciva a trovare il nuovo numero della rivista nella sua edicola, e non voleva perderlo. Si chiamava Nadia Rossi. Le risposi che sul sito poteva leggere la versione digitale e pensavo d’aver risolto. Ma Nadia Rossi insisteva, voleva la copia cartacea, perchè le conservava tutte... le servivano per poter scegliere velocemente i weekend da passare con il suo bambino e suo marito. Lei era spesso lontano e voleva vivere i weekend con loro nel modo migliore... Mi incuriosii e stavolta fui io a chiedere cosa facesse... “Sono una cantante lirica e ho varie tournèe”, rispose. Mi diede un indirizzo, una strada, una città: Bellaria-Igea Marina. Dopo tre anni (quattro?), sono arrivato a Bellaria-Igea Marina alla scoperta di una Romagna segreta, preziosa, che viene troppo spessa dimenticata (servizio in questo stesso numero). E fra le sue preziosità ho scoperto la Torre Saracena con la collezione di conchiglie da tutto il mondo, la Casa Rossa di Panzini, la barca Teresina. Ma Rossella, collega milanese di RMC, mi ha sussurrato: “E poi di prezioso c’è Gladys, una soprano eccezionale che terrà un concerto il 22 agosto, proprio qui a Bellaria, che è la sua città…” Un ricordo improvviso, come un sasso che allarga cerchi nella memoria… anche io conoscevo una cantate lirica di Bellaria… la nostra lettrice, il nome? Mi pare Nadia…sì, Nadia Rossi. Ne parlo con Laura che ci guida nel tour: “... Mi piacerebbe conoscere quella lettrice cui piace la rivista di carta, perchè dice che di carta è un’altra cosa, perchè le conserva… vorrei dirle grazie, grazie per dare un senso al nostro lavoro, al costo della rivista cartacea, all’odore della carta stampata, alla carezza della carta bella da toccare”. Volevo dirle grazie, ma chi conosce Nadia Rossi? La cantante lirica, star di Bellaria, era Gladys… Ultimo giorno a Bellaria, pranzo di passatelli e pesce all’Hotel Ermitage, uno dei migliori, il sindaco uscente Enzo Ceccarelli (dopo due mandati non può ricandidarsi) ci saluta, brindisi e abbracci... e poi Rossella-RMC mi scuote: “... è arrivata GLADYS, è arrivata per te… è lei Nadia Gladys Rossi, la tua lettrice!” Lei, che ha cantato in tutto il mondo, con Josè Carreras e Placido Domingo, lei la star... è apparsa fra noi bruna come Carmen, intensa come Violetta, spumeggiante come Musetta nella Boheme. Avere una lettrice così è un’emozione enorme per un direttore! E mi guardavo intorno e non credevo che stesse accadendo: come è successo? Perchè, percome? E per un atttimo, PER UNA VOLTA, ho volato, la mia anima ha volato.  Che grande regalo. Il sindaco uscente Enzo Ceccarelli sorrideva sornione. Era stato lui a capire che Nadia e Gladys erano la stessa persona, lui che l’aveva rintracciata e le aveva chiesto di venire. E lei era venuta, a conoscere l’anziano direttore della rivista che legge, che non butta, che raccoglie, di cui accarezza le pagine. Io che l’abbraccio, lei che canta, il sindaco che sorride. Ci sono anche belle cose che capitano nella vita, come un regalo che non ti aspetti. Un regalo  non comprato, non conquistato... un regalo che non devi ricambiare... senza partita doppia... e se i conti non tornano chi se ne frega... i veri regali sono fuori dalle righe... arrivano senza un perché... fiori di cactus che devi cogliere senza chiederti perché sono nati nella roccia arida, perché sono sbocciati nel sole afoso... I regali non devono avere un perché, i veri regali non si comprano... arrivano e basta. Grazie Gladys.

ENZO CECCARELLI, il sindaco (uscente) sornione

ROSSELLA, la collega milanese di RMC, organizzatrice del press-tour

GLADYS ROSSI, la soprano star, e il direttore che non crede


WEEKEND PREMIUM AWARDS 2019 Weekend Premium vi propone tutte le nomination per i Weekend Premium Awards 2019 nellle cinque categorie da votare: Weekend con Gusto, Borgo Green, Green Resort, Top Weekend Car, Per una Volta-In the World Potete indicare le vostre preferenze fra le proposte che seguono, ma potete anche segnalarci nuovi candidati. L’iniziativa, con elevato riscontro, si chiuderà il 15 settembre, con proclamazione dei vincitori nel nostro consueto WEEKEND PREMIUM EVENT a fine settembre, a Milano, alla presenza di  personaggi importanti della stampa italiana.

Di seguito tutte le nomination in ordine alfabetico WEEKEND CON GUSTO p Castelluccio di Norcia (PG) p Luogosanto (SS) p Matera p Milano p Napoli p Orsara di Puglia (FG) p Sannio Falanghina (BN) p Sappada (UD) p Trezzo e Vaprio d’Adda (MI) p Vinci (FI) p Altro........................................... BORGO GREEN p Asiago (Vicenza) p Cabella Ligure (Alessandria) p Edolo in Val Camonica (Brescia) p Ostana (Cuneo) p Pomaretto (Torino) p Valdarno/Valdisieve p Altro........................................... GREEN RESORT  p Aqualux Hotel, Bardolino (VR) p Azienda agrituristica Bergi, Castelbuono (PA) p Biohotel Stanglwirt in Tirolo (Austria)

p Capo Faro Spartivento, nella zona di Chia (CA) p Casa sull’Albero, Malgrate (CO) p Casa del Mulino, ecofrazione di Baggero, Merone (CO) p Eco Serendib, St. John, Isole Vergini (USA) p Ermitage Bel Air, di Teolo-Abano Terme (PD) p Fanes Hotel, San Cassiano (BZ) p Fattoria San Martino, Montepulciano (SI) p Hotel Pfoesl di Nova Ponente (BZ) p Hotel Tirler di Alpe di Siusi (BZ) p Masseria Camarda, Ceglie Messapica (BR) p Altro........................................... TOP WEEKEND-CAR 2019 p Audi Q 4 E Tron p Bentley Continental Gtc p Citroën C5 Aircross p DS3 Crossback p Ford Mondeo Hybrid Wagon p Jeep Renegade Phev p Lexus Ux Hybrid p Mercedes Eqc p Nuova Porsche 911

p Peugeot 508 Sw p Range Rover Evoque p Subaru Forester 2019 p Toyota Rav4 p Volkswagen T-Cross p Altro........................................... PER UNA VOLTA IN THE WORLD p Bali p Galapagos p Gerusalemme p Giordania p Granada  p Guadalupa p Islanda p Lisbona  p Namibia p Nantes p Norvegia p Quebec  p Samarcanda  p Singapore p Altro...........................................

Per esprimere la vostra preferenza: www.weekendpremium.it/wp/sondaggi-2019/ ALLO STESSO CANDIDATO PIU’ VOTI PERVENUTI DALLO STESSO INDIRIZZO SARANNO ANNULLATI 10


weekend in salus

PER UN VIAGGIO LUMINOSO CON LE LENTI “EVOLUTE” NESSUN PROBLEMA CON LA CATARATTA

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a cataratta è stata considerata tradizionalmente una malattia della vecchiaia, e l’operazione per porvi rimedio una dolorosa necessità, spesso anche dagli esiti incerti. Niente di più sbagliato: oggi l’intervento può essere considerato come un’occasione per recuperare la vista che si aveva da giovani, correggendo in pratica tutti i difetti di vista, sia da vicino sia da lontano. Il merito va sicuramente ai progressi della medicina e delle tecniche chirurgiche, che hanno avuto un successo formidabile in termini di efficacia, di sicurezza e di tollerabilità. Ma che cos’è effettivamente la cataratta? “La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la piccola lente che abbiamo nell’occhio, e riduce la capacità visiva dell’occhio stesso”, dice Marco Fantozzi, medico oculista di Pescia, in provincia di Pistoia  che opera presso Casa di Cura San Rossore a Pisa e tutor di Ultralaser (www.ultralaser.it) che da molti anni si occupa di cataratta. Si presenta nella quasi totalità delle persone superata una certa età. L’intervento è uno dei più praticati in tutto il mondo, e solo in Italia se ne fanno 650mila circa ogni anno. E gli avanzamenti sono continui. “L’intervento di cataratta standard consiste sostanzialmente nella facoemulsificazione: il cristallino viene rotto con gli ultrasuoni; poi viene aspirato e sostituito con un cristallino artificiale”, aggiunge il dottor Fantozzi. “Un notevole progresso si è avuto in anni recenti con uno speciale laser, chiamato laser a femtosecondi, che emette impulsi di luce estremamente brevi: questo dispositivo sostituisce di fatto gli ultrasuoni nella frantumazione del cristallino opacizzato con una procedura robotizzata. La sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale –è un’operazione che consente di recuperare la trasparenza della visione, tanto che i pazienti sottoposti all’intervento si meravigliano di come i colori della realtà ritornino molto più vividi. Ma il valore aggiunto è che l’intervento consente anche di correggere i difetti di vista.

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In presenza di cataratta la cui diagnosi viene definita dopo un’attenta visita oculistica da parte dell’oftalmologo, si definisce insieme al paziente che tipo di lente impiantare. “Il paziente viene attentamente selezionato anche in base alle caratteristiche anatomiche dell’occhio, durante un’approfondita visita da parte dell’oftalmologo perché ogni paziente ha la sua lente”, puntualizza Fantozzi Le lentine che vengono inserite possono essere monofocali, che hanno un solo fuoco immagine e per le altre distanze si necessita correzione ottica, ma oggi sono a disposizione anche le lenti monofocali di ultima generazione che hanno la capacità di rendere più agevole la visione ad una distanza intermedia cioè 60\80 cm. Si tratta di una novità tecnologica e vengono appunto definite le lenti monofocali “evolute. “Si tratta di lenti disponibili da pochi mesi, che per le loro caratteristiche consentono di vedere bene da lontano, come le monofocali standard, ma in compenso garantiscono una soddisfacente visione anche nell’intermedio: per queste loro caratteristiche, possono essere indicate per esempio per le persone che passano molte ore al computer e non hanno particolari esigenze di vedere perfettamente da vicino”, spiega il dottor Fantozzi. “Quindi in sostanza hanno tutti i vantaggi delle monofocali in termini di tollerabilità, ma offrono molto di più in termini di visione”. L’ intervento di cataratta è estremamente sicuro ma ovviamente non deve essere banalizzato perché si tratta sempre di un’operazione chirurgica e bisogna rivolgersi all’oculista e seguire tutte le istruzioni pre e post chirurgiche indicate. Si effettua con un’anestesia topica con il solo utilizzo di gocce in collirio e il  recupero post-operatorio, è estremamente breve. Se le condizioni generali del paziente sono ottimali, come accade nella maggior parte dei casi, il paziente può tornare a casa dopo massimo 1 ora dall’intervento. Dafne Cervi


green resort

madonna di campiglio

ALLO “CHALET DEL SOGNO” IL LUSSO È tutto GREEN È una struttura unica nel suo genere nell’arco alpino, costruita secondo i principi della bioarchitettura con riscaldamento in geotermia

Hotel Chalet da Sogno***** Via Monte Spinale 37b, Madonna di Campiglio (TN) tel 0465/441033 - www.hotelchaletdelsognocampiglio.com

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Madonna di Campiglio (TN) si trova l’Hotel Chalet del Sogno, una struttura a 5 stelle unica nel suo genere. Costruita dalla famiglia Schiavon nel 2006 secondo i principi della bioarchitettura, con materiali scelti tra legni e pietre locali, ricrea l’atmosfera accogliente delle case di montagna, senza rinunciare al lusso. Le diciotto suite hanno ambienti spaziosi, ma intimi e raffinati, con dettagli e decorazioni ispirati alla flora e alla fauna alpina. Dai balconi panoramici, poi, si ammirano le Dolomiti. La colazione a buffet offre una vasta scelta di prodotti locali e biologici selezionati, tra cui pane appena sfornato, miele, confetture di frutta, yogurt, torte fatte in casa, formaggi di malga, salumi … Presso il ristorante gourmet Due Pini, poi, lo chef Stefano Righetti propone una cucina tradizionale con una rivisitazione contemporanea. Particolare attenzione viene riservata alle materie prime, provenienti da coltivazioni e allevamenti locali. Per vivere momenti romantici o di relax c’è lo Stube Dom. un ambiente esclusivo e raccolto di soli quattro tavoli, dove ci si può rilassare tra una lettura e il calore di una stufa a legna sorseggiando una cioccolata con i pasticcini, oppure degustare una grappa o un infuso accompagnato da stuzzichini dolci e salati. Porfidi, graniti e rocce della montagna circostante sono i materiali di cui è fatta la terrazza, con vista sulla 3Tre, teatro della Coppa del Mondo di sci. È all’insegna del rispetto ambientale anche il centro benessere L’Oasi del Sogno, con muri spalmati di una particolare laccatura di resina e paglia e zone relax, dove stendersi su lettini ergonomici di larice. Si può scegliere tra la biosauna con fragranze alpine, oppure rinfrescarsi nella fontana di ghiaccio. Per i più sportivi, c’è la palestra attrezzata, oppure la piscina con macchinari ginnici. Ampia anche la scelta dei trattamenti estetici à la carte. E, per tornare in forma, si può usufruire dei consigli di un atleta olimpico. 13


weekend premium

Marettimo (Isole Egadi)

Marettimo: Punta Libeccio

le tendenze per Isola dei Conigli, Lampedusa

Isola d’Elba: le miniere (foto Roberto Ridi)

Buon cibo, divertimento senza eccessi e relax. Sono le tendenze per l’estate 2019, anno del turismo lento. Ed ecco allora le mete che noi di Weekend Premium abbiamo selezionato per voi, all’insegna di una piacevole vacanza non banale e come sempre green e sostenibile.

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artiamo dal mare Italia. Ignoriamo per una volta le diverse bandiere ( blu, gialle...), le classifiche a dire il vero un po’ ripetitive e cerchiamoci la nostra isola, per farci avvolgere dalle acque del mare. Iniziamo da quelle più lontane, protese verso la vicina costa tunisina. Marettimo è un piccolo gioiello, facilmente accessibile nell’arcipelago delle Egadi. Nessuna auto, i ricchi piatti della cucina di mare a base di pesce freschissimo in tavola, sane passeggiate tra spiaggette e castelli, incantevoli gelati al gelsomino e un mare da sogno non deluderanno nessuno. Passiamo poi a Lampedusa con la super gettonata Spiaggia dei Conigli, ritenuta una tra le più belle del pianeta, dalla sabbia dorata e l’acqua cristallina, tanto cara alle tartarughe Caretta caretta che qui approdano ogni anno per depositare le uova. Un lembo di terra selvaggia, adatta a una vacanza senza fronzoli, dove scoprire il piacere dei sapori della cucina isolana, ovvia-

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mente a base di pesce appena pescato. Ma anche un’isola che invita a comprendere il tema delle grande migrazioni di questo millennio. Per un’esperienza veramente rilassante e comoda c’è invece l’isola d’Elba, dove è possibile alternare le giornate in spiaggia a escursioni a piedi, in bici, con trenino e a dorso d’asino alle antiche miniere ferrose, ai vecchi cantieri di lavoro e ai musei dedicati all’attività estrattiva. Senza ovviamente dimenticare la coraggiosa viticultura di mare, da scoprire in luoghi affascinanti e insoliti come la Tenuta delle Ripalte, luogo particolarissimo, probabilmente unico in Italia, situato nella costa sud-est dell’isola. E se al mare preferissimo i monti? Beh allora possiamo avventuraci lungo la Via Spluga, un sentiero escursionistico-culturale nelle Alpi occidentali molto meno affollato di altri cammini ben più gettonati. Collega Thusis, in Svizzera, a Chiavenna, in Italia,


Via Spluga

tendenze

di Giuseppe Ortolano

l’estate Vette d’Artificio

(foto Giancarlo Perazzoli)

Fermo

è lungo circa 65km e attraversa un paesaggio suggestivo, tra borghi storici e profonde gole, seguendo sentieri, mulattiere e stradine che un tempo venivano percorsi da pellegrini e mercanti. Cercate invece una vacanza rilassante? Ecco i masi Gallo Rosso tra i monti dell’Alto Adige, in molti dei quali si utilizza da secoli il legno di cirmolo, che possiede delle virtù benefiche per la salute e il benessere, per arredare le stanze. Senza dimenticare la grappa Knöspele, che al cirmolo abbina la mela. Per una sano divertimento in quota tante le rassegne musicali di qualità, dai Suoni delle Dolomiti, tra i monti del Trentino, alle Vette d’Artificio nelle Alpi Piemontesi, prima ed unica rassegna di spettacoli piromusicali in alta quota d’Italia. Poi c’è l’Italia ingiustamente definita minore. Come il verde Molise, con le sue lunghe spiagge di sabbia finissima, come quella di Petacciano, e la natura severa del Matese. E alla Fattoria di Vaira, una manciata di chilometri dalla costa, si scopre la buona

e sana agricoltura biodinamica e la cucina vegetariana di qualità. Delle vicine Marche va scoperto l’affascinante entroterra. Due mete da non perdere? Fermo, con la rinascimentale Piazza del Popolo, il cinquecentesco Palazzo dei Priori e le numerose trattorie che si affacciano sui vicoli del centro storico. E poi Ripatransone, il belvedere del Piceno, dove ammirare tra le altre cose il vicolo più stretto d’Italia. La nostra penisola vi sta stretta, ma non volete andare troppo lontano? Tre le mete che vi suggeriamo. Il tranquillo Portogallo, dove crogiolarsi al sole della Praia da Falesia, sul mare dell’Algarve; farsi incantare dal fascino di Lisbona o inebriare dai vapori alcolici delle cantine di Porto. Per i mistici c’è invece la regione austriaca del Kufsteinerland dove dall’anno 1623 gli abitanti del paese di Erl (circa 600) recitano ogni sei anni i Passionsspiele, che mettono in risalto la drammaticità della Passione di Cristo. 15


Passionsspiele

weekend premium

Fête des Vignerons, Vevey (Svizzera)

E il rito si ripete quest’anno, fino ad ottobre, abbinato a golosissime cene segrete, dal menu tutto da scoprire. Altro appuntamento da non perdere è la Fête des Vignerons a Vevey, in Svizzera. Una tradizione unica al mondo, pluricentenaria e molto partecipata che si ripete ogni 25 anni ed è stata inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale UNESCO. Protagonisti i vigneti del Lavaux e la rappresentazione teatrale con 5500 figuranti e la tradizionale incoronazione dei viticoltori più meritevoli. Le ultime dritte sulle tendenze estive sono riservate a chi ha voglia di affrontare lunghi viaggi. In America Latina fate rotta verso Cuba, il calore del suo popolo, l’incanto dell’Havana coloniale e le sue spiagge non deludono mai. In Asia vale invece la pena scoprire il fascino contraddittorio del Giappone, perennemente sospeso tra futuro e tradizione, da Tokyo a Kyoto. 16

per saperne di più Isola di Marettimo: www.marettimo.tp.it Isola di Lampedusa: www.marettimo.tp.it Isola d’Elba: www.visitelba.info - www.tenutadelleripalte.it Via Spluga: www.viaspluga.com Masi Gallo Rosso: www.gallorosso.it Suoni delle Dolomiti: www.isuonidelledolomiti.it Vette d’Artificio: http://vettedartificio.it Molise: www.regione.molise.it/turismo - www.fattoriadivaira.it Marche: www.turismo.marche.it Portogallo: www.visitportugal.com Kufsteinerland (Austria): www.kufstein.com Vevey (Svizzera): www.fetedesvignerons.ch Cuba: www.cuba-si.it Giappone: www.turismo-giappone.it


tendenze Palermo

le Tendenze per il prossimo autunno Quando le giornate si accorciano, i colori diventano più tenui e la natura perde la sua irruenza estiva capiamo che è arrivato l’autunno. La stagione giusta per gironzolare tra borghi e città d’arte, per farsi ammaliare da saperi e sapori. Le mete giuste? In Italia sicuramente il Monferrato, con i suoi vigneti, le cantine dove il mosto inizia a trasformarsi in vino, le antiche distillerie da visitare, come le Berta a Mombaruzzo, o i luoghi, come il Boscareto di Serralunga d’Alba dove la cucina diventa poesia e dialoga con il territorio circostante. All’altra estremità del paese

c’è la rinata – turisticamente – Palermo, dove culture, religioni e architetture s’incontrano in un armonioso concerto di splendori che si combinano con i piaceri di un’enogastronomia che solo a raccontarla incanta. Uscendo dai confini italici ecco Inssbruck, la capitale della Alpi austriache dove, tra dolci pasticcerie e panorami autunnali, si celebrano i 500 anni della morte di Massimiliano I d’Asburgo, l’imperatore che segnò il passaggio dall’alto medioevo al rinascimento. Poi c’è la Germania che celebra i 100 anni dalla nascita del movimento Bauhaus, con mostre, nuovi musei ed eventi da Weimar a Dessau. Un’occasione per lasciarsi ingolosire da un’enogastronomia ancora capace di riservare inaspettate sorprese, a partire dai profumati vini.

Monferrato

Inssbruck

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per una volta

barcellona, il sogno catturato

VEDERE PER UNA VOLTA LA PARTITA DEL BARCELLONA, AVERE LA MAGLIA FIRMATA DA MESSI, VISITARE LA SAGRADA FAMILIA, IL CASTELLO DI MONTJUIC E LE ALTRE BELLEZZE DI BARCELLONA: UN WEEKEND COSÌ ERA IL SOGNO DI JACOPO. E PER UNA VOLTA HA CATTURATO IL SUO SOGNO, LO HA REALIZZATO di Jacopo Marotta Allo stadio Nou Camp, con maglia firmata da Messi

Con mamma e sorellina al Castello di Montjuic

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arcellona è sempre stata per me una città affascinante, sarà per i racconti sentiti da amici e per le immagini viste su riviste, sarà per il fatto che Messi, uno dei migliori calciatori al mondo, giochi proprio in questa squadra, sta di fatto che un mio desiderio era proprio quello di girare per la città rubando attimi di vita degli spagnoli, assaggiare quello che mangiano loro e tifare per la loro squadra… ebbene, grazie a Weekend Premium; il mio sogno si è realizzato: ho trascorso tre giorni e due notti in questa affascinante città con la mia famiglia. Il mio viaggio è iniziato sabato a Malpensa, dopo un’ora e mezza di volo sono atterrato e un autista ha accompagnato me e mio papà al Nou Camp a vedere il derby Barcellona/Espaniol. Lì mi aspettava una sorpresa: la maglia autografata di Messi.

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con JACOPO

Da quel momento è iniziato un viaggio organizzato nei minimi particolari…l’hotel a 4 stelle vicino alla stazione era spaziale nel vero senso della parola, il bus turistico con tre itinerari per accompagnarti in giro per la città, le mete suddivise in base ai giorni e pensate apposta per me. Tra le più belle consiglierei: i giochi delle fontane alla sera con musica e luci, la passeggiata lungo la Rambla con negozi e ristoranti, il Castello di Montjuic molto curato e visitabile quasi nella sua totalità: si può raggiungere sia a piedi che con una funicolare. Per accontentare anche la mia sorellina, siamo stati anche all’acquario, dove si possono osservare molte specie di pesci ma soprattutto passare sotto un tunnel d’acqua con gli squali che nuotano sopra la tua testa. Park Guell e la casa di Gaudi’, la Pedre-

ra, il Museo di Picasso con parte delle sue opere e per ultima, ma non per importanza, la Sagrada Familia con l’audioguida, una costruzione imponente con un significato davvero unico. A Bercellona il cibo è ottimo, abbiamo potuto assaggiare una paella di pesce accompagnata da sangria, ma, personalmente, ho trovato squisita la carne. Per curiosità ho assaggiato anche la pizza: direi discreta. L’utilizzo del bus turistico ti permette davvero di vedere molti monumenti, anche se, a Barcellona, i taxi sono comodi ed economici. Ringrazio nuovamente la rivista Weekend Premium per il regalo fattomi e per l’accuratezza di ogni minimo particolare. Barcellona è davvero una meta che va vista almeno “PER UNA VOLTA!”. Jacopo

Paella Sagrada Familia

Siamo noi a ringraziare te Jacopo per essere stato il nostro più giovane inviato speciale, che ha scritto l’articolo e fatto le foto. Ma grazie soprattutto per averci permesso di catturare un tuo sogno e di realizzarlo. Un Weekend di sollievo nella tua difficoltosa giovane vita. La redazione p.s. Un ringraziamento speciale va a Maite Vicente de Juan, dell’ufficio Turismo Spagnolo in Italia, che ci ha aiutati a catturare il sogno del giovanissimo Jacopo. 19


weekend in salus

PARTI IN VACANZA? GLI ORDINI DELLE PROFESSIONI SANITARIE SONO UNA TUTELA PER LA SALUTE Tanti Ordini Professionali in un’unica Federazione TSRM PSTRP, che ti potrà essere utile se in vacanza o in città dovrai rivolgerti ad un professionista. Ecco di che cosa si tratta di Dafne Cervi

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SRM PSTRP... non si tratta di un Codice Fiscale, bensì delle sigle appartenenti ad una Federazione che raggruppa tanti ordini professionali che sia in vacanza che in città ti potranno essere utili. Dallo studio dentistico al negozio di ottica, dall’ambulatorio di logopedia alla sala diagnostica di risonanza magnetica: che si tratti di una visita di routine, di un percorso terapeutico complesso o di un esame strumentale di alta tecnologia diagnostica, le situazioni in cui molti di noi si avvalgono dell’operato dei professionisti della salute sono pressoché quotidiane.

Gli Ordini Professionali, che cosa dice la legge

Da quasi un anno, ogni cittadino ha una garanzia in più: tutti i professionisti sanitari – non solo i Medici, quindi – hanno l’obbligo di iscriversi all’ordine professionale di riferimento. Lo ha stabilito la Legge di riforma Lorenzin, indicata anche più formalmente come Legge 11 gennaio 2018, n. 3. Tutti gli Ordini neoistituiti sono poi riuniti in un’unica Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM) e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, che rappresentano ben 19 profili professionali. 20


FEDERAZIONE ORDINI PROFESSIONALI

I vantaggi per medici e cittadini

“La prima cosa che vorrei sottolineare è la complessità del progetto che stiamo portando avanti”, dice Alessandro Beux, presidente della Federazione nazionale. I numeri sono rilevanti se guardiamo il numero dei professionisti coinvolti: 33mila circa tra Tecnici di radiologia e Assistenti sanitari, e circa 200mila per le alte 17 professioni, per un totale che a fine censimento dovrebbe attestarsi intorno ai 230.000 iscritti. I vantaggi di riunire in un unico Ordine gli operatori di 19 professioni della salute sono sostanzialmente tre. Il primo è un censimento dei soggetti abilitati a operare sul territorio italiano, che farà sì che coloro che ne hanno titolo potranno continuare a esercitare, mentre coloro che non hanno i titoli necessari saranno costretti a interrompere l’esercizio abusivo di una professione sanitaria. In sostanza, sarà più facile di prima contrastare chi esercita con un titolo di studio falso o non adatto. “Il secondo grande vantaggio è relativo alla interprofessionalità, cioè il collegamento e la collaborazione stretta tra professioni che si trovano a operare nello stesso luogo fisico. Grazie agli Ordini delle professioni sanitarie le differenze che caratterizzano i singoli operatori non saranno più motivo di separazione tra le professioni, ma elemento di ricchezza di un’unica grande famiglia di professionisti sanitari”. Il terzo vantaggio è la condivisione delle risorse, che andrà a vantaggio dell’efficienza e, soprattutto, della qualità e della sicurezza delle prestazioni sanitarie. Un altro importante vantaggio è relativo alla formazione continua, importante per il mantenimento e l’aggiornamento delle competenze dei professionisti. “Al di là dell’aspetto burocratico e contabile, noi puntiamo a far sì che ogni iscritto segua un percorso formativo coerente e di qualità, in grado di implementare le competenze davvero utili al professionista all’interno del suo specifico contesto lavorativo”, ha sottolineato Beux”. D’ora in poi, quindi, chiunque potrà andare sul sito http:// www.tsrm.org/ e, attraverso l’albo unico nazionale, verificare se il professionista sanitario a cui si sta rivolgendo è iscritto ad uno dei 61 Ordini territoriali.

Alessandro Beux, presidente della Federazione

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weekendcar

PER UN’ESTATE BMW X7

Fiat 500 Jolly

Q

uelli che hanno scoperto che non ci sono più le mezze stagioni ricorderanno che il sogno dell’estate a quattro ruote erano le Spiaggine, come la Fiat 500 Jolly del 1958, decapitata e dotata di sedili in midollino intrecciato, la britannica Mini Moke costruita anche in versione da essere paracadutata, l’indistruttibile Citroen Mehari. Vetture sciccose che appena le vedevi ti facevano venire la voglia di scappare su un’isola, buttarti in acqua e sdraiarti sotto il solleone preferibilmente accarezzato dal maestrale. Oggi a prendere il loro posto può essere l’ultima Fiat 500C Rock, color rosa polvere di stelle, che si scappotta come una cabrio e ha un hi-fi tale da trasformarla in discoteca viaggiante o l’Ape Calessino, veicolo a tre ruote, che ripara dal sole con una tenda e ha sostituito molti dei famosi taxi di Capri. E se è vero che diversi ragazzi preferiscono i voli low cost e i viaggi virtuali seduti sul divano di casa a chattare con i loro amici, è altrettanto vero che i loro genitori alla stessa età aspettavano con ansia la consegna dell’auto nuova di famiglia per fare il rodaggio sulle strade delle vacanze e mostrarla con orgoglio ad amici e parenti. Di certo il fascino dei periodi di svago “on the road” rimane immutato. Anzi tende a crescere. Secondo le statistiche, infatti, aumenta il numero di chi fa le vacanze itineranti, fermandosi non più di due-tre notti nella stessa località, e di coloro che alternano con weekend più lunghi, cioè da tre-quattro giorni, le due monotone settimane di vacanze stanziali. L’auto giusta, allora, diventa fondamentale, nonostante tutto sia incredibilmente cambiato.

L’AUTOREVOLE BMW X7

A cominciare dalla fedeltà al marchio. Ricordate i bmwuisti d’una trentina d’anni fa? Erano tutti assai poco propensi a cambiare bandiera automobilistica e proprio per questo motivo patrimonio inestimabile della casa di Monaco. Compravano una Serie 3, poi passavano a una Serie 5 Wagon per poi approdare al top, la Suv X5. E valeva per tutte le case, Mercedes e Audi, Opel e Fiat, Citroen e Renault. Oggi invece non si è più tanto fedeli al brand quanto alla tipologia della vettura, dominata inequivocabilmente dalle Suv di tutte le categorie, che spuntano un acquisto su tre. 22


ON THE ROAD

weekendcar

di Paolo Artemi

Range Rover Evoque

Fiat 500C Rock

Fiat 500 Jolly

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weekendcar DS3 Crossback

In questa prima parte del 2019 ne sono state lanciate una valanga. Anche un’autorevole Suv Bmw, la X7, fatta apposta per soddisfare i gusti dei più abbienti (costa da 94.900 euro), che vantano famiglie numerose o godono a muoversi in compagnia. L’X7 è tanta, tantissima: lunga 515 centimetri, larga 200, alta 180, con sette (o sei) sontuosi posti a sedere, che fanno viaggiare anche gli ospiti della terza fila come se fossero seduti nel soggiorno di casa. Con la guida automatica, frena, riparte da sola riconosce i cartelli di stop, si vince la noia delle code. In marcia si comporta come un tappeto volante. Silenziosa, con le sospensioni che stirano l’asfalto, per spostamenti in souplesse. Parcheggiarla nelle località balneari o nei villaggi montani è un’altra storia, che invita a prenotare un albergo con posti auto extra large.

senza sfiorare con ginocchia il sedile davanti né sfiorare con la testa il tetto. Due, la connettività e i sistemi di sicurezza, tantissimi e semplice da usare, visibili su tre schermi con la chicca di una telecamera montata sull’antenna radio che consente di “spiare”, come direbbe il commissario Montalbano, chi marcia e cosa succede dietro di noi. Tre, l’incredibile agilità e sicurezza in fuori strada, grazie alla generosa altezza da terra di 21 cm che permette di superare salite e discese piene di fango, buche e rocce, e all’elettronica di controllo. Il quarto jolly sono le tre versioni ibride da 150, 180 e 240 cv, nate dall’abbinamento tra motori Diesel ed elettrico, che percorrono con un piede leggerissimo fino a 14 km con un litro di gasolio.

IL POKER DELLA RANGE ROVER EVOQUE

Stile Suv anche per la debuttante Ds3 Crossback, lunga poco più di quattro metri, nei quali si concentrano raffinatezze da far girare a testa dato che non si parla di un banale brand ma di una nobile griffe. Il lusso parte dalla maestosa calandra racchiusa in una cornice cromata che si sviluppa fino ai fari a led e si impossessa delle fiancate scolpite a suon di scalfature, con la finezza delle maniglie a scomparsa. Alla colonna sonora provvede un impianto hi-fi dotato

Chi invece è attratto dalla “Britishness” non può sfuggire al fascino della nuova Range Rover EVOQUE (da 39.250 euro), una mutazione intelligente, elegante, dinamica di un’icona delle Suv. Rispondere alla domanda “un poker di motivi per posteggiarla nel proprio garage?” è di una facilità sconcertante. Uno, l’abitabilità, che consente a una persona alta 190 cm di sedere dietro Volvo S60

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LA RAFFINATA DS3 CROSSBACK


weekendcar Audi Q5

di 12 altoparlanti e di un’amplificazione da 515 watt e a chi si reca nelle città d’arte piacerà sapere che grazie al sistema Park Pilot, la Ds 3 Crossback (da 26.200 euro) parcheggia da sola, senza che chi sta alla guida debba agire sul volante o sui pedali.

L’AUDI Q5, UN SUV CON LA “S”

Altra griffe Premium, Audi, altra Suv che spicca per le prestazioni e soddisfa i desideri dei globetrotter a quattro ruote. Una Q5 che si fregia della lettera S, sport, grazie a un motorone Diesel che gestisce una mandria di 347 cavalli e abbatte particolato e ossidi di azoto. Di più: li elimina quasi completamente. Tanta potenza si abbina a una dotazione di tecnologia a livello di guida autonoma che si potrebbe usare se le infrastrutture stradali e le altre auto fossero in grado di dialogare con questa S Q5 e le leggi aggiornate a dirimere conflitti con l’intelligenza artificiale.

LA VOLVO S60, BERLINA MA ECCITANTE

Il mercato tuttavia non dimentica che oltre al terzo degli acquirenti amante delle Suv restano pur sempre due terzi di automobilisti italiani che acquistano ancora vetture tradizionali. E anche a loro non manca certo il dilemma della scelta. Per esempio, agli

amanti della classica berlina a quattro porte, Volvo destina una nuova sedan autorevole e ovviamente sicura. Si chiama S60, viene costruita a Charleston in Carolina del Sud, negli Stati Uniti, nazione in cui la berlina piace ancora tanto. “E’ una delle macchine più eccitanti che abbiamo mai realizzato», ha dichiarato Håkan Samuelsson, presidente di Volvo Cars. Una spacconata? Recatevi in uno showroom e provate l’ibrida da 400 cavalli a trazione integrale… finirete per dargli ragione. Magari mentre fate il bonifico da 60.400 euro per portarvela a casa.

LA PEUGEOT 508SW, UNA SECONDA CASA DA GUIDARE

E le familiari? Sempre presenti, sempre più tecnologiche, sempre più versatili. L’elegantona pronta al decollo si chiama Peugeot 508 SW (da 31.630 euro) e ha sfilato agli Internazionali di Tennis a Roma. I tanti sportivi che le sono girati intorno hanno riconosciuto un design di carattere che non eccede in barocchismi, un equipaggiamento tecnologico d’avanguardia che include il sistema per la visione notturna e il piacere di guida che deriva da un telaio sportivo e dall’ormai nota configurazione Peugeot i-Cockpit. Insomma se per le vacanze puntate sulla seconda casa, con la 508 SW potete portarvi dietro anche il frigo americano.

Peugeot 508SW

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weekend con gusto

Tutti pazzi per il Mangiar di

Nei veri Weekend con Gusto non possono mancare i gusti dei cibi autentici del territorio, i “cibi di strada”, che ci permettono di conoscerne le origini e le tradizioni: anche loro fanno parte della storia e della cultura. Per ora parliamo dei più importanti, “guidati” da Giuseppe Calabrese, più noto come Peppone di Vittorina Fellin

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egli ultimi anni il tradizionale cibo di strada italiano sta andando incontro a una vera rivoluzione delle abitudini alimentari, stimolato dal dibattito culturale prodotto da globalizzazione, migrazioni, mescolanza delle tradizioni culinarie. La fotografia del settore della ristorazione ambulante scattata da Unioncamere-InfoCamere sulla base dei dati ufficiali del Registro Imprese evidenzia un fenomeno in forte espansione. Dal 2013 al 2018 le attività del settore sono passate da 1.717 unità alle attuali 2.729, un incremento in termini percentuali del 60%. Ma, come ogni fenomeno, si evolve e si trasforma di anno in anno, lasciando poche certezze e molti punti da indagare.

Una tradizione secolare

Ma va detto, prima di tutto, che non c’è nulla di nuovo sotto il cielo visto che quella che viene definita una nuova tendenza 26

alimentare in realtà esiste fin dall’antica Grecia e che, prima di diventare un genere imprenditoriale, era una consuetudine alimentare dei contadini che, tra il pranzo e la cena, necessitavano di rifocillarsi con una merenda sostanziosa fatta di cibi poveri. Una realtà presente in molti paesi del mondo, come i tacos spagnoli, le patate fritte belghe, ma anche preparazioni più particolari come i falafel (polpette di legumi) israeliani e i souvlaki greci (spiedini di carne o verdure). Ma attenzione lo street food è qualcosa di diverso dal cibo di strada inteso nel senso più strettamente artigianale e locale.

Una definizione possibile

L’autentico cibo di strada, patrimonio di vicoli e mercati, deve avere caratteristiche “genetiche” comuni come l’appartenenza alla tradizione, la qualità delle materie prime, siano esse frattaglie o


street food

strada PEPPONE In alto, da sinistra: Street Food Festival di Andria; Cous cous Festival; Cibo da strada; sotto: Bangkok Street Food; Falafel; Street Food a Palermo.

prodotti più nobili, la convenienza economica, la disponibilità immediata. Il suo godimento non implica la necessità di piatti e posate. ma semplicemente l’uso delle mani e la voglia di sporcarsi un po’ con la tradizione. Se questo è vero, allora è facile intuire che quello che vediamo nelle nostre città sono più che altro dei format gourmet che trasformano la cucina della tradizione in ricette di street food casual e innovativo. Se a questo aggiungiamo la formula del franchising, concept internazionali che intercettano le nuove tendenze del mercato (Oktoerfest, Festa di San Patrizio, ecc) e l’innovazione garantita da foodtruck super attrezzati, street lab farm, (piccoli laboratori ambulanti in cui si pratica anche la pastorizzazione) e soluzioni più green come bici cargo perfettamente attrezzate, il business è servito.

la star televisiva dell’italian food: “Ecco i cibi di strada che prediligo”

P

er indagare il vero significato del “mangiar di strada” abbiamo interpellato Giuseppe Calabrese, in arte “Peppone”, gourmet potentino salito alla ribalta grazie a note trasmissioni televisive. Lui sa raccontare l’Italia come pochi, la sua arena sono mercati, sagre, vie del centro nelle quali carretti, banchi, furgoncini accolgono storie, profumi e sapori avvolti in un cartoccio. Da lui abbiamo appreso che il cibo di strada è la quintessenza della territorialità. Quali sono i luoghi e gli street food che più ti hanno appassionato in Italia? Lo street food è l’ultimo baluardo della cultura contadina. Si compone di piatti poveri, solo in rarissimi casi troviamo qualcosa di più complesso come in Puglia, per esempio, dove con il rustico leccese è abbinata la besciamella. Il cibo di strada ha un valore antropologico importantissimo che fonda la sua forza sul tema del ricordo. Ogni regione esprime il meglio della propria tradizione con questi prodotti che amo declinati in ogni forma. Ho una predilezione per quelli campani, come la pizza portafo27


weekend con gusto

November Porc, Parma

Pomaria, Val di Non (TN)

glio, il panzerotto, perché amo i lievitati e in particolare il grano, materia prima che ha subìto numerosi soprusi negli anni. Se ti chiediamo di associare un prodotto della tradizione ad un borgo o ad una città, cosa ti viene in mente? Ricordo con piacere il panino con la pampanella in Abruzzo, un formaggio fresco simile al cacioricotta prodotto con latte caprino, e la porchetta di Ariccia, ora assurto a piatto nazional popolare. La forza del turismo enogastronomico si fonda anche su questi prodotti. Cosa cerca il consumatore-viaggiatore? Il cibo è legato indissolubilmente al territorio, nei miei viaggi le due cose non possono essere slegate. La vera bellezza consiste nel capire perché in un determinato territorio vi sia quel prodotto o quel piatto. Per esempio a Reggio Calabria nel giorno della Festa di Madonna c’è un piatto che si chiama le frittole che altro non sono che il quinto 28

quarto del maiale (il muso, la testa, ecc.) cotto nel suo lardo. La tradizione prevede la cottura lenta delle frattaglie in enormi pentoloni durante la notte. La gente assiste al rito e al termine lunghe file di persone attendono pazientemente davanti alle macellerie per acquistarle. La particolarità è data dal fatto che stiamo parlando di un popolo stanziato sul mare che ama un prodotto legato alla terra. Un’altra preparazione che mi ha incuriosito molto è la pearà, una salsa tipica della cucina tradizionale di Verona accompagnata ai bolliti. Nel mio ristorante ormai è diventata un classico. Quale rapporto esiste tra il cibo di strada e la qualità? Il cibo di strada ha una qualità intrinseca. Immaginiamo un pane di grano mono cultivar fatto lievitare con una pasta madre accompagnato ad un caciocavallo podolico, il cui latte è prodotto da animali nutriti su un pascolo polifita (con diversi tipi di erba), o una salsiccia di suino nero allevato allo stato brado ricco di omega 3 e 6. La cosa im-


street food

l’italia a morsi i cibi da strada tricolori più famosi

Arancino (Sicilia. A Palermo si chiama arancina). Dalla forma di palla o di cono di riso impanato e fritto, farcito con ragù, piselli o caciocavallo, ma anche prosciutto cotto e mozzarella. Il nome deriva dalla forma e dal tipico colore dorato, che ricorda un’arancia.

Arrosticini (Abruzzo). I caratteristici “spiedini” di carne ovina tagliata in pezzi di piccole dimensioni, infilati sui bastoncini di legno e cotti alla brace.

portante è poter scegliere, come nel mondo del vino dove si è riusciti a marcare questa differenza: il prezzo cambia in funzione della qualità. Nel cibo invece questo non accade. Se un animale è alimentato ad erba fresca o insilati (foraggio conservato in silos) cambia la materia prima prodotta e così anche il prezzo. Chi fa un’attività di transumanza, per esempio, va remunerato il giusto in funzione del proprio lavoro e del valore che questo ha per il territorio e per le generazioni future. Quali sono i Weekend con gusto che consigli? Quelli in cui si può associare gastronomia e cultura. Come la Festa di Madonna a Reggio Calabria dove, oltre alle frittole, specialità di cui si è già parlato, si possono vedere i Bronzi di Riace e il magnifico lungomare. Oppure la Sagra della Strazzata (tipo di focaccia, che si strappa e non si taglia) ad Avigliano in Basilicata per scoprire anche bellezze quali i Castelli di Lagopesole e di Menfi, ma anche la Fiera del riso a Isola della Scala per riscoprire Verona e le sue romantiche vie.

Borlengo (Emilia, colline tra Bologna e Modena). È una crépe molto sottile e croccante che si ottiene da un impasto molto liquido, detto colla, a base di acqua, farina e sale. Il ripieno, detto cunza, consiste in un battuto di lardo, aglio e rosmarino con una spolverata di Parmigiano Reggiano. 29


weekend con gusto

Brezel con wurstel e crauti (Alto Adige). Il caratteristico “pane” dalla forma ad anello con le due stremità intrecciate. Si prepara con farina, malto, lievito di birra, acqua e bicarbonato di sodio. Sulla glassatura si spolvera sale o semi di sesamo.

Caddozzoni (Cagliari), classici panini venduti in origine nei chioschi della spiaggia del Poetto e poi diffusi in tutta la città. Dal classico panino con salsiccia o wurstel e cipolla si è passati alla specialità più richiesta, con carne di cavallo e melanzane grigliate.

Cuoppo napoletano, un cartoccio conico che si riempie di ogni sorta di fritto, da quello di pesce (con anelli di totani, alici, baccalà, calamari e moscardini) a quello di terra, con crocchette di patate, zeppoline di pasta, verdure pastellate e fiori di zucca, fino alla versione dolce, con mini zeppole ricoperte di zucchero o cioccolato.

Fügassa-focaccia (Genova), classica focaccia alta un centimetro, di colore ambrato. Richiede una lunga lievitazione e prima di essere infornata viene spennellata con una emulsione di olio extravergine di oliva e sale grosso. Le varianti più comuni sono con cipolle e olive.

Granita messinese (Messina), quella per eccellenza è la mezza con panna, cioè la granita al caffè che viene servita nel classico bicchiere di vetro, sormontata da abbondante panna e accompagnata da una calda brioscia, da inzuppare mischiando la panna al caffè.

Lampredotto e Covaccini (Firenze). Il primo è il classico “panino di strada” a base di una parte di stomaco di bovino, l’abomaso. Il nome “lampredotto” deriva da lampreda, un animale acquatico simile all’anguilla. Il covaccino è invece una schiacciata di farina e lievito molto sottile, che viene cotta nel forno a legna e condita con olio e sale, a volte anche rosmarino.

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l’italia a morsi

Murzeddhu calabrese (Calabria), piatto tipico della provincia di Catanzaro a base di organi e frattaglie di vitello, concentrato di pomodoro, peperoni piccanti, sale, origano e allora. Si consuma al piatto, oppure nella pitta “a ruota di carro”, un pane casereccio di forma circolare con un’ampia circonferenza, così che il pezzo tagliato risulti lungo e stretto.

Supplì (Roma), il nome deriva dall’italianizzazione del termine francese surprise (sorpresa). Consiste in un preparato dalla forma cilindrica a base di riso, bollito in acqua salata e condito con ragù e pecorino romano. L’impasto viene poi lasciato raffreddare e lavorato con uova crude, poi viene arrotolato su una stroscia di mozzarella, passato nel pane grattugiato e fritto nell’olio bollente.

LOCALI della tradizione D’ECCELLENZA Bolzano: Piazza Erbe (storico ambulante che vende panino con wurstel) Firenze: Amici di Ponte Vecchio, via de’ Bardi 49R, tel 055/285301. Specialità covaccino con stracchino e salsiccia

Pani ca’ Meusa, pane e panelle (mercati della Vucciria, il Capo, Ballarò, a Palermo). Il primo è tipico della zona di Palermo e consiste in un panino morbido con la superficie spolverata di sesamo, imbottito con frattaglie e interiora di vitello, che vengono prima bollite intere, poi tagliate a fettine sottili e soffritte nella sugna, o strutto.

Padova: La Folperia di Max e Barbara, Piazza della Frutta 1. Chioschetto dove si possono gustare bovoletti (lumachine) e masenette (granchi) lessi, polpette di gamberi, baccalà mentecato e altre specialità. Palermo: Nino U’Ballerino dal 1802, Corso Camillo Finocchiaro Aprile 76/78, tel 339/6950106, www.ninouballerino.it - Pani ca’ meusa, ma anche arancini, pane e panelle e cazzilli

TOUR GASTRONOMICI STORICI Aria di festa dal 21 al 24 giugno 2019 a San Daniele (UD). Storica manifestazione dedicata al Prosciutto di San Daniele. www.ariadisandaniele.it Sagra dei canederli, l’8 settembre 2019 a Vipiteno (BZ), dove si possono gustare settanta tipi diversi di canederli. www.sagradeicanederli-vipiteno.com Cous Cous Fest, dal 20 - 29 settembre a San Vito Lo Capo (TP). www.couscousfest.it Fiera del riso, in settembre/ottobre a Isola della Scala (VR). www.fieradelriso.it Rustici leccesi (Puglia). Tipico “cibo di strada” salentino, consiste in due dischi di pasta sfoglia ripieni di mozzarella, besciamella, pomodoro e spesso pepe e noce moscata, che vengono spennellati con uovo e cotti al forno.

Pomaria, in ottobre in Val di Non (TN), la leggendaria festa della mela. www.pomaria.org November Porc, in novembre in tre comuni del parmense (PR). Il maggior evento mondiale dedicato al maiale e ai suoi prodotti. www.novemberporc.it 31


WEEKEND con gusto

Comacchio, la regina del Parco Delta del Po

C

on i suoi ponti e i suoi canali, Comacchio, è stata Area del Delta Ferrara ribattezzata “la piccola Venezia”. E a ragione, per le comacchio atmosfere romantiche, per gli scorci inattesi, per i riflessi delle case sull’acqua. Città lagunare distribuita su tredici piccole isole, sospesa tra terra e acqua, si dice sia stata fondata dagli Etruschi per la sua posizione strategica tra il delta del Po e il Mar Adriatico. PO

Rovigo

L’incanto del centro storico

Oggi, Comacchio è una cittadina romantica e vivace, ricca di locali e ristorantini dove apprezzare la sua cucina a base di pesce freschissimo e, soprattutto, le sue anguille. Il modo migliore per visitare il suo cento storico è a piedi, ma, se volete rendere indimenticabile la vostra visita, visitate la città a bordo delle batane, le antiche barche dalla forma lunga e sottile che consente loro di muoversi veloci e sinuose lungo i canali. L’attracco è nei pressi dei Trepponti, simbolo della città, e il servizio è gratuito grazie all’impegno di diverse associazioni di volontariato. Tra gli edifici degni di nota ci sono la bella cattedrale di San Cassiano con la Torre dell’Orologio. Dal Ponte degli Sbirri, che deve il nome alle carceri che si trovavano proprio accanto, si gode di una splendida vista su alcuni dei monumenti più rappresentativi. Da una parte ci sono Palazzo Bellini, risalente

COME ARRIVARE In Auto: Autostrada A13, uscire a Ferrara Sud, poi proseguire sul raccordo autostradale Ferrara -Porto Garibaldi, prendere l’uscita Comacchio. Da Ravenna o Venezia prendere la SS 309 Romea e seguire indicazioni per Comacchio.

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all’Ottocento e oggi sede della Biblioteca Civica e dell’archivio storico, e Trepponti.

Alla scoperta delle Valli di Comacchio

A Sud del centro storico si snodano i meravigliosi paesaggi delle Valli di Comacchio, ancora più belle al tramonto, quando si colorano di sfumature che sembrano uscita dalla tavolozza di un pittore. Vi consigliamo di visitarle con un’escursione in motonave per scoprirne tutti gli aspetti. Per esempio, se siete appassionati di birdwatching (a proposito, in primavera qui si svolge anche la Fiera Internazionale del Birdwatching) potrete ammirare i luoghi di nidificazioni dei fenicotteri e di altri uccelli tra cui Cavalieri d’Italia, spatole, volpoche e avocette. Si potranno poi scoprire i casoni e le tabarre per osservare il lavoro dei pescatori e gli strumenti della pesca all’anguilla, ma anche di sogliole e gamberetti.

Il Parco del Delta del Po, Patrimonio UNESCO

Le Valli di Comacchio costituiscono il cuore pulsante del Parco del Delta del Po (www.parcodeltapo.it), che l’Emilia Romagna condivide con il vicino Veneto. Nel 1999 è stato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. La parte romagnola comprende circa 54 mila ettari di area protetta che circonda Comacchio, comprende le sue Valli, la Valle Bertuzzi, i boschi della Mesola e di Santa Giustina. Attraverso escursioni in bicicletta e in motonave si possono scoprire i diversi aspetti del parco, da quelli naturalistici a quelli legati alle attività economiche basate sulla pesca, per spingersi poi fino alla Sacca di Goro, una laguna a forma di mezzaluna racchiusa

DOVE MANGIARE Trattoria Vasco e Giulia, via L. Muratori 21, Comacchio (FE), tel 0533/81252, www.vascoegiulia.it - Osteria storica che mantiene ancora il forno a legna per la corretta cottura delle anguille. Ristorante Al Cantinon, via Muratori, Comacchio, tel 0533/314252, www.alcantinon.com. Menù di piatti di pasta fresca, crudité e la famosa anguilla di Comacchio.

DOVE dormire Hotel La Comacina***, via Fogli 17-19, Comacchio, tel 0533/311547, www.lacomacina.it Albergo con ristorante. Doppia da € 85. B&B La Corte dei Ducati, Corso G. Mazzini 22, Comacchio, tel 0533/81156, www.lacortedeiducati.it Ricavato in una dimora storica. Doppia da € 87.


delta del po - Romagna Vedute di Comacchio con i suoi canali

La ricetta

Parco del Delta

Risotto all’anguilla di Comacchio Ingredienti • 500 gr di riso • 1 kg di anguille di Comacchio • 1 carota, 1 cipolla, 1 gambo di sedano • ½ noce moscata • 1 dado da brodo • 6 cucchiai di passata di pomodoro • 50 gr di pecorino • 150 gr di Parmigiano grattugiato • olio extravergine di oliva q.b. • 1 scorza di limone grattugiata • sale Pulite le anguille spellandole e spinandole e ricavandone la polpa. Mettete la pelle e le spine in una pentola con acqua, sedano, carota e cipolla e farne un brodo. Mettete a soffriggere 50 gr di cipolla in un cucchiaio di olio, aggiungete poi la polpa delle anguille e un quarto di litro di acqua. Dopo circa 30 minuti, quando la polpa sarà sufficientemente cotta, passate il tutto nel passaverdura. In un tegame capiente unite l’anguilla passata, il riso e un quarto di noce moscata, una scorza di limone grattugiata e un po’ di concentrato di pomodoro. Fate bollire aggiungendo a poco a poco il brodo filtrato da frattaglie e verdure, fino a cottura. Poco prima di togliere dal fuoco, condite con una spolverata di pecorino e di parmigiano. Servite molto caldo.

tra il Po di Goro e il Po di Volano, dove i pescatori potranno svelarvi tutti i segreti della raccolta delle vongole, detta rasca. E, se volete rilassarvi con una giornata tra mare e spiaggia, potete scegliere uno dei sette lidi di Comacchio: Lido degli Estensi, Lido degli Scacchi, Lido delle Nazioni, Lido di Pomposa, Porto Garibaldi, Lido di Volano e Lido di Spina. Quest’ultimo ospita anche il MARB – Museo Alternativo Remo Brindisi immerso in una verde pineta. Il museo è ricavato nella casa delle vacanze del Maestro Remo Brindisi e custodisce la sua preziosa collezione di arte contemporanea con opere di Picasso, Warhol, Fontana e Pollock.

La cucina di Comacchio e delle sue valli

Quella di Comacchio è sempre stata una cucina “indipendente”, soprattutto da quella di corte di Ferrara, dove i cuochi dei Duchi Estense dettavano legge. A fornire gli ingredienti principali delle ricette in passato come oggi, è il Mare Adriatico e le Valli di Comacchio. La “regina della tavola” è sicuramente l’anguilla, che si consuma alla brace, con polenta, con il risotto, a cui è dedicata una famosa Sagra (www.sagradellanguilla.it) che si tiene ogni anno nella prima quindicina di ottobre. Dal mare arrivano anche sogliole, rombi, branzini, gamberi, passere di mare e soasi, cozze, canolicchi, e le famose Vongole di Goro. Da consumare sotto forma di frittura, alla griglia, ma anche con aglio e prezzemolo oppure al gratin, oppure come ingredienti di raffinati e gustosi primi piatti. INFO: www.turismocomacchio.it - www.comune.comacchio.fe.it www.ferrarainfo.com/it/comacchio 33


green resort

Isamar Holiday Village

una vacanza “green” tra divertimento, natura e sport

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mmerso in un’area verde di 30 ettari, affacciata sul mare, con un’ampia spiaggia privata e un grande parco acquatico, ma anche aree divertimenti per bambini e ragazzi, attrezzature sportive, centro wellness, animazioni internazionale, e, appena poco distante, la Tenuta Santa Grazia, uno dei più importanti centri ippici a livello nazionale, per rilassanti passeggiate a cavallo sulla spiaggia o nella natura. È l’Isamar Holiday Village di Isola Verde di Chioggia (VE), che ha inaugurato ufficialmente la stagione estiva, insieme al Barricara Holiday Village, situato nel cuore del Parco del Delta del Po, Riserva della Biosfera UNESCO. Due strutture in grado di offrire una vacanza all inclusive, dove la parola “noia” non esiste e dove a tutte le età si possono trovare occasioni di relax e divertimento. E, dopo le lunghe giornate di sole, dopo il tramonto, si può sorseggiare un aperitivo con gli amici, oppure cenare in uno dei tanti ristoranti del villaggio con piatti tipici e prodotti a km 0. E, dopo cena, divertimento per tutti tra Beach Party, Aloha Party, spettacoli, degustazioni, balli e musica.

Chalet o residence?

Cominciamo dalle sistemazioni. Per le famiglie numerose, si può scegliere, per esempio, uno degli chalet della linea Luxury, dal design innovativo, ecofriendly. Sono immersi nel verde e tutte vicino al mare, caratterizzati da linee pulite e raffinate e nei tipici colori “marini”, azzurro, blu e bianco. Sono provvisti di tre camere da letto e due bagni, frigorifero, lavastoviglie e microonde. Con una capienza fino a sette persone.

Chi invece preferisce il residence, può contare sul nuovo appartamento Tipo 3 Speciale XXL di Isaresidence, il residence di Isamar Holiday Village, di 75 mq, composto da due ampie camere matrimoniali e una terza con due letti a castello, per ospitare fino a 10 persone. L’appartamento si apre su un giardino privato con fronte piscina, insomma, l’ideale per chi in vacanza cerca comodità, relax e privacy.

Divertimento per tutti i gusti al Parco Aquatico

Incredibile, ma vero! All’interno di Isamar si trova un vero e proprio Parco Acquativo, con ben otto piscine! Tra queste la splendida Piscina Laguna di quasi 2000 mq e con una profondità massima di 40 cm per permettere anche ai più piccoli di divertirsi con l’acqua in sicurezza. Ai bambini sono dedicate anche le aree gioco, mentre alcune piccole isole fungono da scivoli per gettarsi direttamente in acqua. Lungo la terrazza panoramica, poi, corre un’enorme cascata d’acqua che sovrasta la piscina, mentre l’accesso avviene da un largo scivolo lungo 8 metri. Non è ovviamente finita qui. Per i più grandi, invece, ci sono sei scivoli per discese mozzafiato a cui si accede salendo su una torre alta 7 metri, dotata di impianto semaforico per garantire la sicurezza delle discese. Dall’alto, si può poi scegliere lo scivolo preferito, dal giallo Toboga, lungo 65 metri e con una pendenza del 12,5%, oppure il tubo Blue Hotel, dove si scivola in un tubo chiudo del diametro di 90 cm, una lunghezza di 66 m e una pendenza del 12%, o, ancora, lo scivolo Multipista, rettilineo, con quattro piste di altrettanti colori diversi, una pendenza del 40% e un dislivello di 7 metri. Il parco include anche una piscina per il nuoto in corsia e controcorrente, idromassaggio e centro estetico con massaggi e trattamenti di bellezza. Inoltre, dispone di una palestra aperta a tutti gli ospiti con ingresso gratuito e personale a disposizione per allenamenti personalizzati.

Una vacanza…a tutto sport

Chi ama lo sport, ne pratica già uno o desidera provarne altri, qui non avrà che l’imbarazzo della scelta, tra acquagym, nuoto, tennis, tiro con l’arco, tornei di calcio, basket, ping pong, beach volley, ma anche skate board, canoa, windsurf e danze latino americane. Il tutto dall’alba al tramonto, per non annoiarsi mai e mantenersi sempre in forma e attivi. Se amate l’equitazione, presso la vicina Tenuta Santa Grazia si può 34


delta del po - veneto

School dell’Isamar Holiday Village organizza corsi di vela distribuiti su più turni: da sabato 8 a sabato 15 giugno 2019, da sabato 15 a martedì 25 giugno 2019, da martedì 25 giugno a martedì 2 luglio 2019 e da martedì 2 a sabato 13 luglio 2019. La giornata dei giovani velisti inizierà alle 8.30 con la sveglia, a cui seguirà la colazione e la prima lezione, con una parte teorica, la preparazione delle barche e una lezione pratica in mare. Dopo la pausa pranzo e un meritato relax, si riparte con le lezioni in mare e si chiude la giornata con giochi sportivi. Dopo cena ancora giochi di società. Le luci si spengono alle 22. Per chi invece preferisce il basket, dal 9 giugno al 6 luglio c’è il Summer Rugby Camp (www.campusmaurobergamasco.it). con il campione Mauro Bergamasco e il suo staff di professionisti. Il programma prevede due sedute di allenamento giornaliere, calibrate per intensità dei contenuti, in rapporto all’età dei ragazzi. La prima settimana, che si terrà dal 9 al 15 giugno 2019, è aperta ai nati nel 2009 e 2010, la seconda, dal 16 al 22 giugno 2019, è per i nati nel 2007 e 2008, mentre la terza, dal 30 giugno al 6 luglio 2019 è per i nati dal 2004 al 2006. I partecipanti verranno ospitati in lussuosi bungalow del villaggio, con 4/5 posti ciascuno, dotati di ogni comfort iniziare con un corso per principianti, sperimentare l’ippoterapia, oppure organizzare escursioni a cavallo in spiaggia, alla foce dell’Adige o nell’entroterra. I più piccoli, invece, potranno vivere l’emozione di cavalcare simpatici pony. Amanti delle immersioni? Presso il diving center si possono organizzare uscite in mare aperto, alla scoperta del Parco Marino della Tegnùe di Chioggia, il cui nome deriva dalle rocce sommerse del nord Adriatico, veri e propri reef naturali che occupano un’area di circa 35 km, dimora di spugne, anemoni, paguri, gronchi, scorfani, corvine bavose e castagnole. Il centro organizza anche corsi di immersione per adulti e bambini, da quello per principianti a quelli più avanzati. Per chi è più preparato, poi, ci sono le escursioni marine alla scoperta dei relitti, tra cui il misterioso mercantile Eudokia II, affondata nel 1991 a sei miglia dalla costa in seguito alla collisione con un cargo.

I Summer Camp, dalla vela al basket

I più giovani potranno vivere una vacanza all’insegna dell’amicizia, dello sport e dei suoi valori. Da metà giugno a metà luglio la Playlife

Anche Fido è il benvenuto!

In entrambi i villaggi Isaholidays gli amici a quattro zampe sono i benvenuti! Tanti i servizi a disposizione dei “pelosi” che potranno alloggiare con i loro proprietari in tutte le sistemazioni e troveranno una Dog Beach, dove potranno anche fare il bagno, e Agility Camp dove potersi divertire negli spazi gioco. Nelle vicinanze del villaggio, poi si trova tutto il necessario, tra veterinario, negozi specializzati e toelettatura. Il Barricata Holiday Village nel 2018 è entrato nella top ten dei migliori villaggi per friendly in Italia. Il riconoscimento viene assegnato ogni anno nell’ambito dei certificati di eccellenza KoobCamp, network specializzato nelle vacanze en plein air. INFO www.villaggioissamar.com, www.villaggiobarricata.com 35


WEEKEND con gusto

Termoli, la perla che non ti aspetti Borgo antico Pescara

Vasto

termoli

P

er la prima volta ci siamo capitati per caso, qualche anno Campobasso fa, durante un nostro weekend dedicato alla Foggia riscoperta della transumanza che dall’Abruzzo passava per il Molise. Sapevamo che Termoli era il porto da cui partivano i traghetti per le Isole Tremiti, ma finiva lì. Una tappa veloce di passaggio. Ma mi era rimasta nel tessuto della memoria questa cittadina che si tuffa nel mare come una sirena dalla classe riservata, pudica ma libera di farsi ammirare. Appare giovane e linda eppure è antica. Creata da qualche popolazione orientale, ha visto passare Greci, Etruschi, Sanniti, Romani, Longobardi, Carolingi, Normanni, Svevi…Ed è il Castello Svevo, che ci appare subito impotente come nume protettore del Borgo Antico. Purtroppo vediamo sulla cima non una bandiera, ma una blasfema casupola appollaiata, con irte antenne e parabole: e scopriamo che il castello Svevo è ancora una stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare. Assurdo. Ma certo prima o poi troveranno altra più consona ubicazione. Speriamo che si verifichi prima del prossimo 15 agosto quando ci sarà l’incendio del castello, con fuochi d’artificio fra i più belli d’Italia, per rievocare l’assalto dei Turchi del 2 agosto del 1566. Un grande spettacolo.

COME ARRIVARE Da Nord e da Sud, prendere la A14 in direzione Pescara con uscita Termoli e proseguire lungo la SS87 Bifernina. Da Roma, prendere l’A24 Roma-L’Aquila, continuare sull’A25 per Pescara, poi sulla A14. Uscire a Termoli e proseguire sulla SS87 seguendo le indicazioni per Termoli. 36

Il Duomo dove si scoprono i santi Stavolta non ci siamo arrivati per caso, ma perché volevamo tornarci e scoprirne i tesori. Ed il Duomo si apre subito come uno scrigno, a cominciare dalla sua parte sotterranea in cui si può leggere la storia della città. E dove nel 1761 sono state trovate le reliquie di San Basso, oggi patrono della città, e nel 1945 le preziose reliquie di San Timoteo, discepolo prediletto di San Paolo. Forse se si scava ancora… La facciata ha un gran fascino specialmente di sera, peccato che un lato è rovinato dal palazzo vescovile costruito a ridosso, senza rispetto per i Santi, per i Fedeli e per il buon gusto italiano.

DOVE DORMIRE Residenza Sveva, Piazza Duomo 11, Termoli, tel 0875/706803 www.residenzasveva.com *Hotel Corona****, Corso Mario Milano 2N, Termoli, tel 0875/84041 www.hotelcoronatermoli.it Hotel Mistral****, via Cristoforo Colombo 50, Termoli, tel 0875/705246 www.hotelmistral.net

Il porto

DOVE MANGIARE Ristorante Svevia, via Giudicato Vecchio 24, Termoli, tel 0875/550284, www.svevia.it Trattoria l’Opera, via Adriatica 31, Termoli, tel 0875/808001, www.trattorialopera.com Il Binario dei Sapori, via XXIV Maggio 12, Termoli, tel 0875/705645


molise La spiaggia sotto il Castello Svevo

Museo leonardiano

La ricetta U’ Pappone È una ricetta tipica della cucina povera della costa Molisana. Nella tradizione era a base di pane raffermo e pesce poco pregiato. Costituiva il nutrimento principale delle famiglie di pescatori. Qui vi presentiamo la ricetta nella versione moderna rivisitata dallo chef Massimo Talia del ristorante “Svevia” Ingredienti 280 gr di pane di grano duro raffermo, 10 gr di cipolla, 20 gr di aglio, 80 gr di peperoni verdi a cornetto, 120 gr di olio extravergine di oliva di Larino, 400 gr di ali di razza spellata e pulita, 240 gr di seppioline, ½ bicchiere di vino bianco, peperoncino secco intero, prezzemolo, basilico, alloro, rosmarino fresco, sale fino q.b Per il fumetto leggero: 30 gr di cipolla, 30 gr di sedano, 30 gr di champignons, 10 gr di aglio, prezzemolo, lische di razza e carapaci di scampi, 1,5 l di acqua Per la salsa di pomodoro: 1 spicchio di aglio, 40 gr di olio extravergine di oliva, 1,2 kg di pomodori freschi maturi, Foglie di basilico fresco Per il fumetto di scampi: 40 gr di olio extravergine di oliva, 10 gr di aglio, 10 gr di peperone verde, 300 gr di salsa di pomodoro, 500 gr di fumetto leggero, ½ bicchiere di vino bianco secco, Basilico, prezzemolo e sale q.b. Cominciate dal fumetto leggero portando a ebollizione le lische della razza e i carapaci degli scampi, schiumate e aggiungete le verdure. Sobbollite per 20 minuti, fare riposare, poi filtrate. Preparate poi la salsa di pomodoro fresco. Sbianchite i pomodori, fateli raffreddare, poi spellateli, privateli dei semi e tagliateli a cubetti. Soffriggete uno spicchio di aglio con l’olio extravergine di oliva, poi aggiungete i pomodori a dadini, il basilico e fate cuocere per 20 minuti. Regolate di sale poi frullate con il mixer a immersione. Passate ora al fumetto di scampi. Fate saltare i gusci degli scampi in olio di oliva con l’aglio e il peperone, bagnate con il vino bianco e aggiungete un mestolino di salsa di pomodoro e due di fumetto leggero. Regolate di sale, profumate con basilico e prezzemolo e cuocete per 20 minuti. Infine, preparate il pappone. Il un tegame alto mettete a soffriggere la cipolla affettata, l’aglio e il peperone verde. Unite la fogliolina di allora, la seppiolina a julienne, gli scampi sgusciati e la razza. Fate rosolare il tutto e aggiungere la salsa di pomodoro e 600 gr di fumetto. Lasciate sobbollire per 20 minuti. A cottura ultimata mettete il pane raffermo tagliato a dadini, girate e lasciate che il composto di unisca nel pappone. Impiattamento: con l’aiuto di un cilindro formate e comprimete il pappone in un piatto fondo, sistemate a lato il fondo di scampi e molluschi. Guarnite con uno spiedino di seppia, completate con un peperone fritto e croccante e un goccio di olio extravergine.

Le spiagge più belle e il vicolo più stretto La bella Termoli antica, il Borgo Vecchio, è come polena che fende il mare e si lascia ai lati scie di sabbia dorata. Due splendide spiagge, per nove chilometri, da cui si ammirano le isole Tremiti che possono essere raggiunte in poco tempo: da un’ora a un’ora e 40. Da vedere anche nel Borgo Vecchio uno dei vicoli più stretti d’Europa. La lotta è aperta e siccome è una questione di millimetri, non si riesce a decidere quello più stretto.

Nella “bellezza diffusa”, anche una residenza diffusa: la Residenza Sveva

Termoli dà la sensazione di bellezza, pulizia e simpatia diffusa. Qui non si respira lusso, ma qualità ed empatia. Le strade, i vicoli sono tutti curati. È come se fosse la porta d’ingresso del Molise e i termolesi volessero far fare bella figura a tutta la loro regione. E pensare che non è neppure provincia. E qui vi è anche uno degli alberghi diffusi più belli d’Italia: la Residenza Sveva, cui si affianca anche il ristorante Svevia in un antico palazzo del 1700, con volte a botte, davvero bello e suggestivo, con un menù di classe a km zero con prodotti del territorio e del mare. La cucina è diretta dallo chef Massimo Talia.

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weekend mare

UN’OASI NEL GOLFO DI GAETA Terracina

Formia Gaeta

baia domizia Castel Volturno

Ponza

S

ì, è un’oasi protetta da una grande pineta, che la protegge dal traffico della Strada Domiziana, aperta sul lato sud del Golfo di Gaeta. Divisa tra il comune di Sessa Aurunca e quello di Cellole (nome derivato dalle celle in cui i Romani conservavano cibi e vini, tra cui il Falerno, che veniva prodotto proprio in questo territorio) Baia Domizia era una sorta di stazione di sosta e di rifornimento degli antichi Romani sulla strada che portava verso il sud. Ed oggi i cellolesi pare abbiano ancora nel dna il carattere attivo dei viaggiatori, insomma di chi non sa stare con le mani in mano e si propone sempre nuovi traguardi. Non per nulla qui si trovano prestigiose strutture.

Roga Beach

dove dormire Hotel Marina Club, via dell’Erica, Baia Domizia www.marinaclubhotel.it - tel 0823.721100 dove mangiare Lido Elena, via Fontanavecchia 9, Baia Domizia Tel. 0823.721350 Roga Beach, Via Fontanavecchia, Baia Domizia tel 0823.722035 DOVE COMPRARE Caseificio San Vito, via Domiziana, km. 7,100 Cellole te.0823.680107 38

Hotel Marina Club


baia domizia

UN’AZALEA CHIAMATA ROSITA Situata nell’alto casertano, ai confini con il Lazio, da cui la divide

il fiume Garigliano, Baia Domizia è sorta negli anni ‘70 in una grande e intatta pineta. Divenne di moda, ed era frequentata anche da tanti Vip. Ora Vip ce ne sono pochi, ma c’è rimasta tanta gente simpatica e cordiale, con cui è facile che scatti empatia. Anche qui begli alberghi ed acqua pulita, dato che alle spalle del mare e della pineta non ci sono agglomerati urbani, ma la fascia di  una pianura  ben coltivata, che sale man mano verso il vulcano spento di  Roccamonfina (da cui sgorga l’acqua Ferrarelle), alle cui pendici siede su una sorta di sedile  il borgo di  Sessa Aurunca. Baia Domizia è un seguito di ville, villette,  qualche albergo, tanti pini e viette  con nomi di fiori che portano al mare. E una di queste viette, via delle Azalee porta ad un sentiero  che attraversa suggestive  dune coperte dalla macchia mediterranea e da gigli di mare che qui coraggiosamente resistono. Tante sono le viette, tanti i lidi, ma pochi sono quelli che ti fanno venir voglia di tornarci. Uno fra tutti  è il Lido Azalee, o  meglio Rosita, la sua patron, la dea di questo piccolo paradiso di empatia. Rosita, se capitate qui verso il tardo pomeriggio, non vi chiede nulla e vi dice “Solo per fare un bagno?... Allora appoggiatevi su qualche sdraio libera…”. Non vi chiede ingresso o il costo dell’om-

brellone, non chiede nulla, ma noi vi consigliamo di prendere un caffè, perchè è il caffè di Rosita, il più buono di Baia Domizia, o almeno fra i più buoni. Perchè, fra i tanti parliamo di lei? Perchè il mondo delle vacanze ha bisogno di persone come lei che ti fanno sentire benvenuto, ti fanno sentire a casa, ma  in una casa con il mare e  tanta  simpatia.

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Anfiteatro romano

WEEKEND con gusto

LUCERA, IERI PALAZZI E FORTEZZE, OGGI RISTORANTI E CANTINE

Termoli

Vieste

È

chiamata “La Chiave di Puglia”, molto probabilmente Foggia perché è da questa città che si accedeva alle terre di Puglia. E fu per questo che intorno alle sue mura si sono combattute tante battaglie. Da qui sono passati i Dauni, i Sanniti, i Greci, ma le testimonianze più evidenti le hanno lasciate i Romani con il grande anfiteatro e i tanti mosaici che riaffiorano appena si scava. Tuttavia, oggi, Lucera non combatte più lo “straniero”, ma lo accoglie. Tanti borghi e piccole città oggi si svuotano, invece qui abbiamo visto una città viva, piena di giovani, il sabato sera è una festa e crediamo che poche città abbiano tanti ristoranti come Lucera. E certo una parte di merito va al sindaco Antonio Tutolo. Campobasso

lucera

IL MUSEO CIVICO “GIUSEPPE FIORELLI” E L’ANFITEATRO

Si trova all’interno del palazzo De Nicastri-Cavalli. Nel 1905 è stato uno dei primi a raccogliere questi “pezzi” di storia. Vi si trova il periodo daunio, quello greco e quello romano con anche una Venere Pudica e un mosaico con le anticipazioni dei segni zodiacali. E poi, fra i tanti reperti, si può ammirare un elmo medievale, un presepe napoletano del ‘700 e alcuni bronzetti del Carrello di Lucera del VII secolo a.C. Ora una grande curiosità ci spinge all’anfiteatro romano. L’iscrizione nella porta ci ricorda che fu un privato a costruirlo in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto, probabilmente per ingraziarselo. È senza dubbio una grande testimonianza romana, tra le più importanti della Puglia. Certo, nei Museo Civico

QUANDO IL B&B È UN PALAZZO NOBILIARE

Ma iniziamo con ordine un percorso per conoscerla. La prima tappa può essere Palazzo Cavalli, in piazza Duomo, un antico palazzo nobiliare ampliato nel ‘700 su un nucleo preesistente. Ora una parte è diventata un B&B, ma per trovare posto è meglio prenotare per tempo. La proprietaria è molto gentile e vi farà visitare anche la biblioteca che conserva libri e documenti antichi.

COME ARRIVARE In auto: da nord, A14 Bologna-Bari, uscire al casello di Foggia, proseguire sulla SS 17 Foggia-Campobasso e immettersi poi sulla SS 17 per Lucera. Da Sud, A16 Napoli-Bari, uscire al casello di Foggia, poi prendere la superstrada Candela-Foggia e immettersi sulla tangenziale. Proseguire fino alla deviazione per la SS 17 Foggia-Campobasso e seguire per Lucera. 40

DOVE DORMIRE Hotel Residenza di Federico II*** Piazza del Popolo 25, tel 0881/201421, www.hotelfedericosecondolucera.it Grand Hotel Vigna Nocelli Resort & Spa*****, Strada Statale 17, Lucera, tel 0881/548109, www.grandhotelvignanocelli.com

DOVE MANGIARE Il Cortiletto, via De Nicastri 26, tel 347/1503403, www.ristoranteilcortiletto.it Prezzo medio a persona per menù alla carta € 30/35. Coquus, via Luigi Bianchi 19/21, tel 320/2846950, www.coquus-it.webnote.it


Duomo

La ricetta Coscia di agnello

al mosto cotto di fichi con mandorle tostate del ristorante “il cortiletto” Ingredienti • 8 fette di pane toscano • 300 gr di fagioli borlotti • ½ cavolo verza • 2 mazzetti di cavolo nero • 1 patata • 1 cipolla • 2 carote + 2 gambi di sedano • 1 pomodoro • 1 spicchio di aglio • Olio extravergine di oliva • Sale e pepe Disossare la coscia di agnello, farcirla e ricomporla con lo spago da cucina con prezzemolo, pecorino, pepe nero e un pizzico di sale e passarla in farina. In una padella versare l’olio d’oliva, la noce di burro e il soffritto finemente preparato, rosolare la carne per 5 minuti su tutti i lati e sfumare con il vino e poi aggiungere circa 200 cc. di brodo preparato con le ossa dell’agnello. Riporre l’agnello in una teglia a bordi alti, spennellarla con il mosto cotto di fichi e cospargere sopra una parte delle mandorle a fette, infornarla a 180 gradi per 30 minuti. Dopo la cottura prendere tutto il fondo di cottura, tritarlo ottenendo una salsa. Nel centro di ogni piatto adagiare una fetta di coscia di agnello, napparla con il suo fondo di cottura e completare con le altre mandorle a fette tostate. secoli è stato spogliato di quell’antico splendore e ora il verde del prato ha preso il posto dei gradini di pietra, ma tutto sommato rende l’idea della sua antica grandezza. Un vero “anfiteatro green”, insomma. La data di costruzione è attorno al I secolo d.C, mentre il ritrovamento è abbastanza recente, risale, infatti, al 1932.

LA FORTEZZA SVEVA ANGIOINA

Situata sul colle Albano, è un concentrato di archeologia, dal momento che vi sono state trovate tracce del periodo neolitico, daunio, romano, svevo e angioino. Quando Federico II di Svevia

Fortezza sveva angioina

puglia

arrivò a Lucera, la scelse per farvi costruire il suo palazzo, e portò qui anche una parte dei musulmani che aveva sconfitto in Sicilia. Essi lavoravano e combattevano per lui, e Federico consentì loro di costruire moschee e di vivere liberamente la loro vita. Tuttavia, quando arrivarono gli Angioini, la musica cambiò. Carlo D’Angiò sterminò i musulmani e fece arrivare a Lucera i cristiani provenienti da altri territori da lui dominati. E sul Monte Albano fece costruire una grande fortezza. Quando vi si entra, il colpo d’occhio è fantastico. Alla vista si apre uno spazio enorme circondato da alte mura, una vera e propria cittadella fortificata. All’interno, tuttavia, rimane davvero poco e sarebbe necessario creare un camminamento, un percorso per mostrare meglio quello che rimane dei vari periodi. La visita è comunque emozionante.

LUCERA DI SERA: IL TEATRO E I RISTORANTI

Lucera è una cittadina viva e di sera si anima ancora di più. Un’altra sorpresa è stato il Teatro Garibaldi, uno spazio che non ti aspetti. Il teatro è infatti ben tenuto, ben frequentato, con spettacoli di qualità e diretto da Fabrizio Gifuni, di origini lucerane, bravo attore e regista, nonché marito di Sonia Bergamasco, “compagna” televisiva del commissario Montalbano. E noi siamo capitati proprio nella sera in cui Davide Enia presentava il suo ABISSI, tratto dal suo romanzo “Appunti di un naufragio”, e abbiamo comprato il libro. Ma oltre al teatro e ai tanti giovani per strada, ci hanno stupito anche i tanti ristoranti, che in una piccola cittadina propongono una cucina tradizionale di base, ma rivisitata, tendente allo “stellato”. Ne abbiamo provati alcuni, come il Coquus del giovane chef Mirko Esposito, figlio di un ristoratore, che punta a una cucina nuova e diversa e che punta alla Stella Michelin. E poi c’è “Il Cortiletto”, il cui patron Paolo Giuseppe Laskavj, da manager di aziende agroalimentari, ha scelto una seconda vita come chef. La sua cucina è fatta di prodotti freschi, rigorosamente del territorio. Il menù propone piatti rivisitai, affinati, resi eleganti dalla sua mano esperta e il suo gusto inconfondibile. E con il dolce non sbaglia: si rifà infatti allo spumone napoletano. E, prima di andarcene, Paolo Giuseppe ci regala una delle sue celebri ricette. INFO: www.comune.lucera.fg.it 41


italia segreta

Al di là delle mete turistiche più frequentate, il Veneto nasconde altre piccole località custodi di bellezza: dimore nobiliari e città fortificate, terme secolari e musei delle nuvole, mulini, torri, monasteri, ponti antichi e giardini da sogno. Tra colline verdeggianti, laghi, canyon. Con itinerari enogastronomici d’eccellenza

cibiana di cadore Belluno

S.antonio tortal S.Giorgio Verona

borghetto s.m. montagnana

Treviso Vicenza Padova

Venezia

battaglia t. Pizzoni A.

Rovigo

IL BORGO MURATO DI MONTAGNANA (PADOVA) Tra atmosfere medievali, palazzi palladiani e capolavori del Veronese

A

pochi chilometri da Padova e con i Colli Euganei all’orizzonte, è possibile immergersi in un’atmosfera medievale che ancora pare intatta. Sulla pianura, a cingere il borgo senza tempo di  Montagnana, si ergono  ben due chilometri di mura fortificate, scandite da 24 torri e 4 porte (Porta Legnago, Porta XX Settembre, Porta Vicenza e Porta Padova), contornate dall’immancabile fossato ora verdeggiante. Le mura vennero fatte erigere da Ezzelino da Romano, e nel Trecento, durante la dominazione della famiglia dei Carraresi, furono ampliate poiché la cittadina divenne il punto di estrema difesa contro le incursioni degli Scaligeri veronesi.  Camminando per le strade del borgo s’incontrano numerosi edi42

fici di pregio, tra cui Porta Legnago, detta anche Rocca degli Alberi (XIII secolo) con portone in legno di rovere originale, e il Castello di San Zeno, oggi sede del Museo Civico e nucleo più antico della cinta fortificata, irrobustito da Ezzelino nel 1242 con un mastio di 38 metri.  Bandiera Arancione del Touring Club, Montagnana svela ai turisti curiosi altri capolavori: all’interno del Duomo, costruito tra i secoli XV e XVI sulla precedente basilica romanica, sono conservati la Trasfigurazione di Paolo Veronesee un altare maggiore probabilmente del Sansovino. Sulla piazza si affacciano una serie di importanti palazzi civili, per la maggior parte settecenteschi e di gusto veneziano: tra questi la sede del Monte di Pietà, il Palaz-


veneto

le 7 meraviglie segrete del

VENETO di Benedetta Rutigliano

Parte delle mura di Montagnana (credits: Attribution ShareAlike 3.0, autore Hans A. Rosbach)

dove mangiare Cucina tradizionale con elementi nuovi e creativi in un ambiente elegante al Ristorante Aldo Moro (www.ristorantealdomoro.com). Pasta fatta in casa e ingredienti genuini della tradizione al Ristorante Le Mura - Bar Trattoria Bigoleria, trattoria con vista sulle mura medievali di Montagnana (Via Circonvallazione 145, 35044 Montagnana, Tel. 0429 800288)   dove dormire Nel centro di Montagnana sorge, all’interno di una dimora storica e gestito da tre generazioni, l’Hotel Aldo Moro***, con camere confortevoli, suite, unità abitative (www. hotelaldomoro.com/it). Per chi vuole provare l’ebrezza di dormire in un vero castello medievale, a soli 5 chilometri da Montagnana, nel comune di Bevilacqua, sorge il Relais Castello Bevilacqua**** (www.castellobevilacqua.com/it).

Piazza Vittorio Emanuele II con il Duomo di Santa Maria Assunta (credits: CC-BY-3.0)

zo Valeri e il Palazzo Settecentesco. Fuori dalla cinta muraria si trova Palazzo Pisani, progettato nel 1552 da Andrea Palladio per la nobile famiglia veneziana dei Pisani. INFO: www.prolocomontagnana.it/ 43


italia segreta

Pieve di San Giorgio, il campanile e (a destra) il chiostro (credits: CC BY-SA 3.0, autore Adert)

SAN GIORGIO DI VALPOLICELLA (VERONA) Il borgo “ingannatore” e la pieve con due absidi, tra pietra e vino

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ia che si arrivi in Valpolicella da ovest, quindi dal Lago di Garda, da sud o da est, cioè dal centro di Verona, si noterà sempre, su una collina verdeggiante macchiata da vigne e ulivi, un campanile bianco che sembrerà sempre così vicino...ma in realtà ci vorrà parecchio tempo per raggiungerlo! Il campanile si trova al centro di San Giorgio di Valpolicella, frazione di Sant’Ambrogio di Valpolicella in provincia di Verona, che per questo motivo è detta anche San Giorgio  Ingannapoltron. Il soprannome pare risalire al medioevo quando la scherzosa parola “poltron” (persona pigra) fu aggiunta al toponimo “San Giorgio in Ganna”, che significherebbe (da un nome pre-romano delle Alpi Orientali) semplicemente “mucchio di pietre” o “località rocciosa e pietrosa”. Il paese di San Giorgio è infatti legato, sin dall’antichità, a un’intensa attività di estrazione e dove mangiare A due passi dalla Pieve di San Giorgio, al Ristorante La Divina è possibile gustare un menu raffinato e genuino godendo di un panorama mozzafiato, con vista sul Lago di Garda e la vallata della Valpolicella fino alla città di Verona (www.ristoranteladivina. it). Vista incantevole anche al Bistrò del Borgo, a Sant’Ambrogio di Valpolicella, dove i proprietari sapranno deliziare i palati con un menu originale basato sui prodotti stagionali e del territorio. Ampia scelta anche di vini, birre artigianali, cocktail della casa (Via Case sparse conca d’oro 1, Sant’Ambrogio di Valpolicella. Tel. 045 683 8170).    dove dormire Per chi non vuole rinunciare al lusso, a soli 10 minuti da San Giorgio Villa Quaranta Park Hotel**** garantisce un’esperienza completa, in una villa seicentesca con giardino all’italiana, spa, ristorante, e possibilità di degustazioni enogastronomiche in loco (www.villaquaranta.com). All’ingresso di San Giorgio Ingannapoltron, chi cena al Bistrò del Borgo può decidere di fermarsi nel casale in pietra ben restaurato di Villa San Giorgio, un b&b con vista mozzafiato e colazioni ricche (www.valpolicellaline.it/ villa-san-giorgio.html).  44

lavorazione della pietra, per cui le case del borgo sono in pietra calcarea, e sono presenti nei dintorni numerose cave di marmo- il marmo Rosso Verona detto di Sant’Ambrogio - e di pietra, ora in disuso. Il campanile che si scorge avvicinandosi alla piccola frazione annoverata tra i borghi più belli d’Italia è parte dell’antica pieve che domina San Giorgio di Valpolicella, che risale al VII secolo e rimane uno dei luoghi di culto più antichi di tutto il veronese. L’edificio a tre navate è stato ricostruito agli inizi del XII secolo, come evidenziano le strutture romaniche della parte orientale e del campanile. Un’altra peculiarità è la presenza di due absidi contrapposte, testimonianza delle diverse fasi vissute in questo luogo, a partire dai culti pagani di cui racconta l’affascinante ciborio longobardo di Maestro Orso, baldacchino in pietra finemente scolpito con nodi celtici e figure zoomorfe e vegetali. Semplici e suggestivi gli affreschi trecenteschi, così come il chiostro, che permette l’accesso all’area archeologica con edifici dell’età del ferro. A fianco della chiesa, sulla piazza del borgo, si trova l’ingresso dell’Antiquarium, museo che raccoglie tutti i reperti della preistoria, dell’età del bronzo e del ferro e dell’età romana.  Altra particolarità di questo borgo particolarmente creativo è la via Crucis: accanto al cimitero, gli allievi della Scuola d’Arte,  l’unica scuola d’arte italiana di proprietà comunale, hanno rappresentato le 14 stazioni come libri aperti in pietra: da un lato è scolpita la passione di Cristo, dall’altro la passione degli scalpellini e dei marmisti del Comune che hanno dovuto emigrare in cerca di lavoro. Due le feste da non perdere: Cantar in corte, il primo sabato d’estate, dove il coro La Chiusa si esibisce nella Corte Matio, edificio in cui dimorarono le milizie di Francesco Giuseppe d’Austria nelle battaglia di Custoza, e la Festa de le Fae, la fava, simbolo dell’immortalità dell’anima, che si tiene la seconda domenica dopo la festa dei morti: da assaggiare la zuppa, realizzata con le fave e la ricetta segreta. A proposito di enogastronomia, l’area, circondata da vigneti che producono Amarone, Recioto e Ripasso, è l’ideale per visite con degustazione nelle numerose cantine.  INFO: http://www.sangiorgiodivalpolicella.it/


veneto Una veduta dal balcone della Villa del ‘Piazzale delle Rivelazioni’ con sullo sfondo il ‘Cardo’ o ‘Viale Centrale’ (vista Nord-Sud) - Copyright:

Tenuta Valsanzibio srl

‘Padiglione di Diana’ (l’entrata principale al giardino via acqua nel 17° e 18° secolo) Copyright: Tenuta Valsanzibio srl

iL GIARDINO DI VILLA BARBARIGO - PIZZONI ARDEMANI (PD) L’Eden salvifico progettato dal Bernini

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on tutti sanno che a solo mezz’ora da Padova, in località Valsanzibio a Galzignano Terme, nel verde Parco dei Colli Euganei, sorge un giardino all’italiana davvero esemplare. Il giardino, opera del noto architetto Luigi Bernini, si estende su una superficie di quindici ettari, e fa da scenario alla seicentesca Villa Barbarigo (prima dei Contarini), dal nome della famiglia che, a fine XVI secolo, fu responsabile di quest’impresa. Oltre ottocento piante, settanta statue dello scultore Enrico Merengo, cascate, ruscelli, fontane, peschiere e giochi d’acqua si susseguono provocando stupore il visitatore. Ma non sono solo l’impeccabile estetica e il valore ludico di quest’opera unica a meritare nota, bensì il suo significato simbolico, legato al percorso spirituale che l’uomo dovrebbe compiere verso la purificazione e la salvezza, reso più intricato per via di un labirinto di bossi lungo circa un chilometro e mezzo. Varcato il Portale di Diana, un tempo punto d’approdo del canale, oggi interrato, che rendeva raggiungibile il complesso in

dove mangiare Chi cerca l’eleganza e gli antichi sapori della cucina veneta rivisitati, unendo l’alta qualità e i prodotti a chilometro zero, trova questi elementi al Ristorante Afazenda, a Torreglia (www.ristoranteafazenda.it).Trattoria al Bigolaro è un’osteria tipica situata a Galzignano Terme che, come suggerisce il nome stesso, attira locali e turisti per i bigoli fatti a mano in maniera esemplare (albigolaro.it).   dove dormire Per un soggiorno da favola è possibile soggiornare nel Castello di Lispida, vicino a cui sorge un lago termale con sorgenti calde in 90 ettari di boschi, vigneti e uliveti nella vicina Monselice (www.lispida.com). Non lontano dal giardino sorge il Resort Belvedere***, per godersi il verde dei Colli Euganei in stanze confortevoli e raffinate (www.resortbelvedere.it). 

Una vista aerea del ‘Padiglione di Diana’ (l’entrata principale al giardino via acqua nel 17° e 18° secolo)

Copyright: Stefano Maruzzo & Tenuta Valsanzibio srl

barca dalla Laguna di Venezia, e sorpassato l’Arco Sileno, ci si addentra nel giardino, ammaliati da fontane con zampilli arcobaleno, figure allegoriche, isolette dedicate al superamento dei limiti umani, e statue che simboleggiano il tempo scandendo il cammino dell’uomo. Il giardino è stato insignito del premio internazionale “Il più Bel Giardino d’Europa”. INFO: www.valsanzibiogiardino.it/ 45


italia segreta

Castello del Catajo, Battaglia Terme (credits: CC BY-SA 4.0, autore Marcok)

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Battaglia Terme, veduta

(credits: Collieuganei.it)

Castello del Catajo, Battaglia Terme (credits: CC BY-SA 4.0, autore Marcok)

BORGHETTO DI VALEGGIO SUL MINCIO (Verona) Un Borghetto unico, tra fortificazioni e mulini ad acqua

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on tutti, avvicinandosi alla città scaligera, sanno che Borghetto, piccola frazione del comune di Valeggio sul Mincio in provincia di Verona, è uno dei borghi più belli d’Italia. Un vero e proprio unicum urbanistico con il suo succedersi di cascatelle, case basse e caratteristiche, mulini ad acqua edificati per la molatura del frumento e la pilatura del riso. Borghetto, la cui fondazione risale al periodo longobardo (VII- VIII d.C.) e il cui nome significa “insediamento fortificato”, si sviluppò in una posizione ideale per costruire una Curtis Regia sulle rive del fiume Mincio e a ridosso delle colline moreniche del Garda. Le dolci curve di queste ultime, che si fondono con l’andamento del fiume incorniciato da giardini fioriti in un paesaggio senza tempo, da sempre hanno suscitato gli interessi di possibili dominatori, in una zona di transito e naturale confine tra il Veneto e la Lombardia. Fra l’XI ed il XII secolo, sulla riva sinistra del fiume, fu edificato il piccolo monastero di S. Maria, che svolgeva probabilmente funzioni di xenodochio, struttura di assistenza per viaggiatori e pellegrini. Il monastero fu poi controllato dall’Abbazia veronese di S. Zeno fino al 1331, quando la Signoria Scaligera lo inglobò nelle strutture del Caposaldo occidentale della fortificazione del Serraglio. Gli Scaligeri costruirono le prime possenti mura per la difesa del centro e i due ponti levatoi che collegavano il Borghetto alla Curtis Regia. Il castello Scaligero, in posizione panoramica con vista sulla pianura e sulla valle del Mincio, è un’altra testimonianza del pas-

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saggio di questa famiglia, e fu in seguito collegato al ponte Visconteo, voluto dai Visconti a difesa dei territori veronesi appena conquistati. Ma il castello fu abbandonato ai privati perché si puntò sulla fortificazione di Peschiera sul Garda, e il ponte divenne causa iniziale del declino di Borghetto: modificò il corso del fiume e la navigazione fu bloccata, per cui la forza idraulica del corso d’acqua venne sfruttata dai mulini, nuova fonte di sostentamento assieme alla pesca, prima dell’arrivo dell’attuale flusso di turisti innamorati di questo luogo magico. A solo un chilometro dal ponte di Borghetto sul Mincio si trova l’altra meravigliosa attrazione della zona, il Parco Naturale di Sigurtà. INFO: www.valeggio.com


veneto

BATTAGLIA TERME (Padova) Tra grotte termali amate da Stendhal e architetture nobiliari

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pesso le cose piccole sono quelle più preziose, e i comuni molto piccoli e poco conosciuti possono ospitare un inaspettato patrimonio culturale e naturalistico. Questo è il caso del comune più piccolo della provincia di Padova,  Battaglia Terme, collocato sulle pendici orientali dei Colli Euganei e sviluppatosi urbanisticamente sul canale navigabile Battaglia. La “Porta del Parco dei Colli Euganei”, così come è chiamata questa preziosa località, deve la sua fortuna ai corsi d’acqua: qui sorge anche, presso il Monte Sant’Elena,  l’unica grotta termale naturale dell’area euganea, visitata nel corso dei secoli, per le sue proprietà curative, da personaggi illustri come Michel de Montaignee Stendhal. Risale ai tempi della Serenissima la tradizione della navigazione fluviale, a testimonianza di cui è stato istituito il Museo della Navigazione Fluviale e sono visibili l’Arco di Mezzo, che regola ancora oggi il deflusso delle acque padovane, e la Conca di Navigazione, monumento di ingegneria idraulica. Battaglia Terme ospita anche due notevoli residenze nobiliari: il Castello del Catajo, oggi sede di eventi e congressi, è un castello fortezza costruito dal marchese Pio Enea degli Obizzi intorno al 1570 - 1573. Le gesta della famiglia Obizzi sono celebrate dagli affreschi di Giovan Battista Zelotti, allievo del Veronese, mentre la villa castello è circondata da un giardino con fontane e un vasto parco dove passeggiano liberamente i daini. Altro scenario di prestigio per gli eventi culturali è Villa Selvatico Sartori, nei pressi della grotta

Castello del Catajo, Battaglia Terme (credits: CC BY-SA 4.0, autore Marcok)

termale. La villa, la cui cupola è decorata con la Rosa dei venti di Lorenzo Bedogni e la Gloria dei Selvatico del Padovanino, è affrescata con le storie mitologiche di Padova. Chi ama la natura e vuole godere di panorami unici, può avventurarsi per uno dei percorsi segnalati del Parco Regionale dei Colli Euganei, il Sentiero Ferro di Cavallo, che si snoda tra la pianura e il gruppo di colli del Monte Ceva. INFO: www.parcocollieuganei.com; www.comune.battaglia-terme.pd.it/

dove mangiare Angolo intimo e curato nei dettagli è Il Ristorantino a Battaglia Terme, con piatti della tradizione veneta, materie prime e ottimi vini (via Roma, 75 Battaglia Terme. Tel. 348 858 1703). Pesce fresco a buoni prezzi, con menu fisso scritto su una lavagna nel piccolo e curato El Barcaro (via Terme 66, Battaglia Terme, Tel. +39 331 952 7404).   DOVE DORMIRE: Chi vuole vivere un’esperienza di lusso e benessere può deliziarsi, a soli 5 km da Battaglia Terme, presso l’Hotel Majestic**** all’interno del Radisson Blu Resort delle Terme di Galzignano, con arredi moderni e spa (www.galzignano. it/majestic/ita/). Chi ama la natura, invece, può immergersi nei 10 ettari di vigneti, piante da frutto e ulivi, che circondano la seicentesca Villa Egizia, con due ampie camere elegantemente ristrutturate (www.villaegizia.com). 

dove mangiare Assaporare i gusti della tradizione in piatti curati con vista panoramica sul Mincio: un sogno che diventa realtà al ristorante Lo Stappo (www.lostappo.com). L’autentico gusto di Borghetto in ottimi piatti caserecci, preparati freschi e cucinati con passione, da provare a I Giardini di Borghetto (www.giardinidiborghetto. com). In entrambe le location è da assaggiare il famoso tortellino di Valeggio, o “nodo d’amore”. dove dormire Alle porte di Valeggio sul Mincio, nominata “città d’arte”, si trova l’Hotel Corte del Paggio, ospitato in una casa di campagna ristrutturata dall’arredo moderno e minimalista, con grande giardino e piscina (hotelcortedelpaggio.it). C’è anche la possibilità di alloggiare in uno dei dieci mulini completamente ristrutturati e affacciati sul fiume, nell’albergo diffuso Il Borghetto Vacanze nei Mulini (www.borghetto.it).


italia segreta

I BRENT DE L’ART A SANT’ANTONIO TORTAL (FRAZIONE DI TRICHIANA, BELLUNO) Improvvisamente canyon

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uanti pensano che sia possibile arrivare in provincia di Belluno per trovarsi inaspettatamente immersi in uno spettacolo naturalistico unico, tra veri e propri canyon? Si tratta dei Brent de l’Art, i caratteristici canyon scavati nella roccia dal torrente Ardo, nella Valbelluna. I Brent de l’Art costituiscono uno dei siti di maggior interesse geologico della sinistra Piave Bellunese, e si trovano nei pressi di Sant’Antonio Tortal, frazione di Trichiana (Bl). Si possono raggiungere con una piacevole passeggiata partendo dal paese, percorrendo un sentiero protetto e costellato di pannelli illustrati sulla flora e la fauna locale, che stupiranno il visitatore. Il percorso solo negli ultimi tratti diventa un po’ ripido e scivoloso, per cui risulta necessario attrezzarsi con scarpe da canyoning, un caschetto e una muta.  Il nome “Brent” viene dall’espressione dialettale ‘’brentana’’, che indica una situazione di piena di un torrente o di un fiume dopo una forte pioggia, mentre ‘’Art’’ è il diminutivo del nome del torrente Ardo. Questi canyon si formarono, secondo gli studiosi, a partire dalla fine della glaciazione Wurmiana (circa 8-10 mila anni prima di Cristo), per l’erosione dovuta alle acque meteoriche ricche di polveri e granelli abrasivi. Nonostante si tratti di gole di dimensioni ridotte, per la particolare forma e per la composizione degli strati calcarei marmorei, oltre che per i caratteristici colori tra il rosso, il bianco e il grigio verde, sono Credits: CC BY-SA 3.0, autore LucaSper92

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tra le più suggestive dell’area, tra i monumenti ecologici delle Prealpi Bellunesi. INFO: https://prolocotrichiana.it/territorio/brent-de-l-art/ dove mangiare Per gli amanti della pizza, la Pizzeria dell’Ancora a Trichiana non deluderà i palati. Anche i piatti del ristorante sono molto apprezzati (Piazza Toni Merlin, Trichiana. Tel. 0437 754049). Immerso nella natura l’Agriturismo Le Zércole, dove dall’antipasto al dolce le pietanze sono realizzate con erbe aromatiche e fiori, con menu fisso e alternative per tutte le esigenze. L’agriturismo propone laboratori didattici per ogni età e vendita di prodotti derivati dalle loro coltivazioni (lezercole.it).    dove dormire L’Agriturismo Casteldardo offre la possibilità di immergersi in un ambiente rurale e silenzioso, ideale per escursioni tra le montagne e visite ai siti d’arte. Ricavato da un’antica dimora colonica finemente ristrutturata rispettando le antiche tradizioni architettoniche bellunesi, è punto sosta del progetto ippovie Prealpi Trevigiane e Bellunesi (www. agriturismocasteldardo.it). Da oltre cinquant’ anni il Rifugio Pranolz rappresenta un punto di passaggio per gli amanti della natura, dello sport e della vita all’aria aperta, con un ottimo servizio di ristorazione e camere a disposizione(www.rifugiopranolz.com). 

Credits: CC BY-SA 3.0, autore Zavijavah


veneto

Il Messner Mountain Museum (credits: CC BY-SA

3.0, autore Ravera Cristoforo)

LA VENA ARTISTICA DI CIBIANA DI CADORE (BELLUNO) Muri d’autore, artigianato e musei nelle nuvole

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uanti sanno che in un piccolo borgo a oltre mille metri sul livello del mare esiste un piccolo paese con muri d’autore e un museo delle nuvole? Circondato da montagne e dalla sua verdeggiante valle, Cibiana di Cadore è un comune nel bellunese dove a partire dagli anni 80, alle bellezze naturali, si sono aggiunti una cinquantina di affreschi su muro, grazie all’idea di un emigrante, Osvaldo Da Col, e di un importante artista, Vico Calabrò. Queste pareti intrise di colore che ravvivano i vicoli del paese, raccontano la vita, il lavoro, gli usi e costumi del territorio e della civiltà alpina. Artisti italiani e provenienti da tutto il mondo hanno contribuito al rilancio di questo piccolo gioiellino che ha subito dal Novecento a oggi il fenomeno dello spopolamento, tanto che almeno due dei murales sono dedicati all’emigrazione.  Un’altra attrazione, oltre ai rinomati impianti per gli sport invernali, porta a Cibiana molti visitatori: è il museo più alto del mondo in dove mangiare Nel cuore di Cibiana, in un antico Tabià restaurato e con una magnifica vista nasce il ristorante Taulà dei Bos, con piatti della tradizione locale (e non solo) realizzati con cura  e passione (Via Masariè 51, Cibiana di Cadore, Tel. 0435 540039). A Vodo di Cadore, in un caldo chalet impeccabilmente arredato, sorge il Ristorante Acerorosso, che serve piatti di alta cucina con ingredienti a km0, da gustare anche dalla terrazza panoramica (www.acerorossodolomiti.it). dove dormire A soli quindici minuti da Cortina e a mezz’ora da Cibiana, l’Antelao Dolomiti Mountain Resort 4 stelle superior a Borca di Cadore è il massimo del comfort, accogliendo gli ospiti in moderni ambienti di design, dotato di SPA e ristorante con vista (www.hotelantelao.it/it/). Rimanendo a Cibiana invece, la Baita Deona offre camere e ristorazione in una baita in larice accogliente come un antico Tabià, e con vista panoramica dalle due terrazze (www.baitadeona.it).

cima al Monte Rite, parte delle Dolomiti, tra Pieve di Cadore e Cortina d’Ampezzo. Qui, a 2183 metri, il Messner Mountain Museum Dolomites di Reinhold Messner è aperto dal 2002: allestito in un forte della Grande Guerra e dedicato all’elemento “roccia”, il “museo nelle nuvole” narra la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico. Nella galleria trovano spazio, dalla collezione Reinhold Messner, quadri e opere rappresentanti le Dolomiti dal Romanticismo fino all’arte contemporanea. Per gli amanti delle camminate, sono diversi gli itinerari: dalle vecchie miniere di Vallinferna, Ronzei e Ciarsies, che danno l’idea di quella che fu la via del ferro a Cibiana, all’alta via n. 3 delle Dolomiti che spazia dal Rite al Sassolungo, alle Tovanelle, per Copada verso il Bosco Negro e Forcella Bella, fino al rifugio Ciampestrin. Numerose le lavorazioni artigianali che si tramandano nel tempo: dai ben noti “scarpete” (pantofole di corda e velluto), ai “zestoi” (gerle in legno dai molteplici usi), a bambole di stoffa e paglia, trapunte e scialli in lana, decorazioni in legno. INFO: www.cibianapaesedeimurales.it/ - www.monterite.it/

Murales Cibiana di Cadore realizzato da Giuliana de Rocco “Lettere da Lontano”, 1980

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milano e monza

se Leonardo fosse vivo, l’avrebbe disegnata cosÏ?

Con la Bentley Cabrio dai grattacieli di Milano alla Villa Reale di Monza... con il vento fra i capelli

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CON bentley cabrio

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na donna, una bella donna, come suo motto ha scelto “Voglio sentire il vento nei capelli”, e mi sono ricordato di lei, quando sono salito sulla Bentley Continental GTC, ho cancellato il tetto vedendo il cielo sopra di me ed ho dato vita al dodici cilindri. Il suo ruggito non eccede, il suo scatto è misurato, ti vibra dentro senza scuoterti. Urla chi non ha classe. E questa Bentley del centenario ne ha di classe! Fra le ali del logo riporta le sacre date 1919-2019. Bentley Continental GT Convertible è la gran turismo della casa di lusso inglese in versione cabrio. Disegnata, progettata e realizzata a mano in Gran Bretagna, incarnazione di tutto il sapere acquisito da Bentley nella sua longa storia su come creare le Granturismo più eleganti e raffinate al mondo, La GTC Convertible rappresenta l’essenza stessa del brand britannico. In questo 2019 è importante cominciare il nostro weekend da Milano, la città che oltre ad essere l’ombelico d’Italia, festeggiando il genio italico di Leonardo oggi lo diventa anche del mondo. I tre grattacieli di City Life lo testimoniano, a Milano si va avanti verso il futuro, ma senza dimenticare la natura, infatti nei piani comunali c’è il recupero di angoli verdi e la creazione di nuovi parchi. E la Bentley si trova suo agio in questa città che oggi è piena di eventi e lo è sempre di più dal 2 maggio, data della morte di Leonardo. Molti l’ammirano, si fermano a guardarla, chiedono informazioni, dettagli… Una domanda mi sorge spontanea: se Leonardo fosse vivo, avrebbe disegnato anche auto? E questa Bentley l’avrebbe disegnata così?

Stile senza tempo

Parlando di stile, gli esterni di Bentley GTC sono eleganti e si fondono in perfetta armonia con lo splendido abitacolo realizzato a mano e impreziosito dai materiali piú pregiati, con rivestimenti in cuoio di alta qualità e radiche da fonti sostenibili. Il meccanismo di apertura e chiusura della capote agisce in 19 secondi, anche in movimento, fino a una velocità di 50 km/h, mentre il tessuto del tetto sé disponibile in sette diverse tinte per l’esterno e otto finiture per l’interno. Per quanto riguarda i sedili anteriori, Bentley ha pensato di venire incontro ai suoi clienti che viaggiano con la capote abbassata anche d’inverno, installando delle bocchette del riscaldamento sui poggiatesta. La vettura


milano e monza

è personalizzabile con 70 colorazioni per gli esterni e 15 differenti sellature per gli interni.

Verso Monza con il vento tra i capelli

Ma a Milano è difficile sentire il vento nei capelli, allora puntiamo verso Monza. Appena vediamo in fondo al via la Villa di Monza. Schiacciamo un bottoncino ed ecco che il tetto scompare e sentiamo il vento nei capelli. Quindi dai grattacieli alla villa, proprio come la Bentley verso il futuro senza dimenticare la classe e la bellezza del passato. Acceleriamo e sentiamo il 12 cilindri modulare:lo stesso della sorella col tetto fisso: un 6.0 litri biturbo da 635 CV e 900 Nm abbinato a un cambio automatico doppia frizione a otto rapporti con trazione integrale attiva. Tra le tecnologie a bordo è presente un sistema di controllo del rollio da 48V e dello sterzo che permettono di rendere l’auto più sportiva sportiva o confortevole in base al settaggio che si desidera. Nel cruscotto passato e presente girano come per magia: dai manometri degli anni ’60 al display futuribile e poi passare alla linea pura quando si spegne il motore. La villa di Monza val bene una visita, e la Bentley si trova a suo agio anche qui, si pavoneggia e nel suo blu si riflette il cielo di Lombardia.  Il sole è già forte, ma la Villa ci offre il suo immenso parco, dove le auto possono entrare e trovare frescura. Entrando dalla porta di Vedano (dove si arriva anche all’Autodromo) si incontra il San George Premiere, dove vale la pena fermarsi a bere qualcosa. Anche la 52


CON bentley cabrio

Bentley si riposa e noi le diamo un’ulteriore carezza con lo sguardo alla linea, alle finiture…ai suoi km di cuciture, al suono del dodici cilindri. Si riparte con il vento fra i capelli, stavolta dal fascino del passato della Villa di Monza verso la bellezza del futuro di Milano.

Compagna di viaggio

Bentley Continental GTC È lunga 4850 mm, larga 2187 mm e alta 1399 mm. Il passo è di 2851 mm. Il motore ha una potenza di 645 CV e una coppia di 900 Nm. . Le prestazioni dicono da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi e 333 km/h di velocità massima.  Consumo di carburante, mpg (l/100 km): ciclo combinato WLTP 20,2 (14). Emissioni CO2 su ciclo combinato WLTP 317 g/km. Consumo carburante mpg (l/100 km): ciclo combinato NEDC 22,8 (12,4); emissioni CO2 su ciclo combinato NEDC 284 g/km.

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weekendcar

crossover PER vivere WEEKEND PREMIUM di Emanuele d’Argenzio

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con Lexus UX Hybrid

L’ESTATE E’ LA STAGIONE IN CUI SI VIAGGIA DI PIÙ, PER CUI SI HA BISOGNO DI AUTO AFFIDABILI E COMODE. ED ANCHE BELLE. QUESTA LEXUS NON CI NEGA NULLA. E ANCHE AL MARE, SU PIETRISCO O SABBIA, BASTA INNESTARE LA TRAZIONE INTEGRALE PER TOGLIERSI DA EVENTUALI COMPLICAZIONI. E PASSARE ALL’ELETTRICO PER SENTIRSI ECOLOGICI.

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exus UX Hybrid é un SUV crossover compatto premium dal design molto particolare, proposto esclusivamente con tecnologia Full Hybrid Electric di quarta generazione. UX è un’auto che non vuole essere sportiva ma ha l’ambizione di spiccare, oltre che per la qualità dei materiali e degli assemblaggi, per comodità di guida e comfort, ovvero tutto quello che cerchiamo per trascorrere un weekend estivo al mare. La tecnologia elettrica che compone il sistema ibrido è priva di prese e quindi si autoricarica durante la marcia. Questo permette di abbassare notevolmente i consumi e di viaggiare, almeno in città e sul lungo mare, in modalità a zero emissioni.

Un look per chi sa come distinguersi A prima vista il design esterno di UX si distingue per le sue linee appuntite. La calandra dalla tipica forma a clessidra rovesciata contiene al suo interno il logo della casa di lusso giapponese, nel quale è situato il radar per gli assistenti alla guida. I fari anteriori si integrano con la parte superiore della calandra, mentre nel posteriore risultano ancora più affilati e con una funzione aerodinamica. I gruppi ottici posteriori sono uniti da una striscia led che rende subito riconoscibile il SUV. Saliti a bordo si possono apprezzare gli Interni con materiali di qualità e assemblaggi molto curati che pongono UX sullo stesso livello delle concorrenti premium. Particolare è la plancia realizzata su più piani, al centro della quale è ubicato un grande schermo. Gli unici elementi che stonano leggermente, sono la grafica e contenuti di infotainment che sono sicuramente migliorabili. Da ap-

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weekendcar

prezzare invece il cockpit completamente digitale che permette di avere tutte le informazioni sott’occhio. Nel complesso la vettura risulta molto spaziosa in altezza, anche per i passeggeri dietro nonostante il tetto scenda nel posteriore. I sedili in pelle sono davvero confortevoli e avvolgenti, comodi per i lunghi viaggi, soprattutto in estate.

Prova su strada Viaggiando in autostrada si scopre una buona insonorizzazione dell’abitacolo favorita anche da un motore non particolarmente rumoroso. UX è un’auto di cui va apprezzata la comodità di guida piuttosto che le brusche accelerate, così 56

come l’agilità in curva, dove il rollio è davvero minimo considerato che si tratta sempre di un SUV. I consumi sono molto interessanti, soprattutto se si impara a sfruttare la ricarica automatica tramite le frenate e alzando il piede dall’acceleratore in discesa. Nella versione con quattro ruote motrici la potenza non cambia, ma serve per viaggiare sicuri. I sistemi di assistenza alla guida sono di secondo livello è disponibile di serie il Lexus Safety System+, un pacchetto di avanzati sistemi di sicurezza attiva che include: Pre-Crash system (PCS) con rilevamento pedoni (anche notturno) e ciclisti (solo diurno), assistenza al mantenimento di corsia con funzione di allerta (LTA), fari abbaglian-


con Lexus UX Hybrid

ti automatici (AHB) per migliorare la visione notturna, riconoscimento segnaletica stradale (RSA) e Cruise Control adattivo (DRCC) che regola la velocità in base al veicolo che precede e dotato anche di funzione ‘start and stop’.

Compagna di viaggio Il nuovo Lexus UX Hybrid nasce sulla nuova piattaforma GA-C e misura 4.495 mm di lunghezza, 1.520 mm di altezza e 1.840 mm di larghezza, con un passo di 2.640 mm. In Italia UX è disponibile solo in versione ibrido elettrica con un sistema che combina un nuovo motore benzina 2.0L a ciclo Atkinson con un potente motore elettrico da 80 kW per

una potenza complessiva di 184 CV ed un’accelerazione da 0-100Km/h in solo 8.5 sec. UX Hybrid riesce a percorrere fino al 50% del tempo in modalità elettrica in città, i consumi e le emissioni di Co2 nel ciclo combinato si attestano rispettivamente a 4.3 l/100km e a 97 g/ km, mentre le emissioni degli ossidi di azoto NOx sono inferiori del 92% rispetto ai limiti previsti per l’omologazione. Per quanto riguarda i prezzi si parte da 37.900 euro per le versioni Business ed Executive. 40.900 per la versione Premium, 45.400 per la F-Sport e 47.900 per la Luxury. Per la versione a quattro ruote motrici occorrono € 2000. 57


WEEKEND IN AUTO A BELLARIA-IGEA MARINA

PER CONOSCERE L’ALTRA ROMAGNA È un buon punto di partenza perché da qui si raggiungono agevolmente Sogliano, Santarcangelo, Verucchio, Cervia… luoghi che custodiscono eccellenze e tesori da scoprire. Ma cominciamo a raggiungere i tesori di Bellaria-Igea Marina, FRA CUI LA TORRE SARACENA E LA SOPRANO GLAdYS ROSSI. E lo facciamo con la nuova Ford Mondeo Wagon Hybrid, per rispettare e non inquinare questi borghi romagnoli fermi nel tempo

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ià dal nome si comincia bene: Bellaria evoca subito un’aria pulita ed Igea ricorda la dea della salute, da cui ha preso il nome l’igiene. Ma è importante non disattendere queste premesse, rispettarle e infatti Bellaria-Igea Marina continua ad essere bandiera blu, rassicurando e proteggendo i turisti che affollano le sue spiagge ogni estate. Come nostra compagna di viaggio stavolta abbiamo scelto la nuova Ford Mondeo Wagon Hybrid, per due ragioni: perché è una grande viaggiatrice e perché, essendo ibrida, può entrare nei borghi in versione elettrica senza inquinare né con il rumore né con la combustione. A prima vista Mondeo Hybrid ha un aspetto più sportivo rispetto al passato, grazie agli aggiornamenti este58


CON FORD MONDEO WAGON HYBRID

in eco-station

di Raffaele d’Argenzio

Bologna

Ravenna

BELLARIA Rimini Pesaro

La cantante soprano Gladys Rossi, nativa di Bellaria, dove terrà un concerto il prossimo 22 agosto

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WEEKEND IN AUTO A BELLARIA-IGEA MARINA

tici. Gruppi ottici rinnovati anche nel posteriore con portellone ad apertura elettrica. Completano il tutto i nuovi cerchi da 17, 18 o 19 pollici. Gli interni sono premium: I materiali sono pregevoli al tatto e alla vista, con sedili in pelle e superfici morbide.

Bandiera Blu con il sorriso

Quindi qui sventola la Bandiera Blu con mare pulito e sole assicurato. Con aggiunta della simpatia dei romagnoli che, come dice un loro sloga, ti accolgono sempre con un sorriso. Ed io dico invece che chissà perché appena arrivi in Romagna il sorriso ti arriva da solo, ti passa ogni incavolatura, forse perché inconsciamente sai che ogni problema i romagnoli sono pronti a risolverlo, non a crearlo.

Pesce, tagliatelle e passatelli

Un buon weekend, una buona vacanza dipende molto dal cibo: provate a vedere anche opere d’arte una dietro l’altra, ma se poi a cena non mangi bene, ti sparisce il sorriso. Ecco perchè anche il cibo ha la sua importanza, e qui in Romagna si ha sempre la sensazione di mangiare in casa di un’amica, di assaporare pasta fatta in casa e pesce grigliato sulla spiaggia. Bisogna dire anche che qui non si trova una grande varietà di piatti, ma chi se ne frega. I passateli in brodo sono sublimi, le tagliatelle sono gustose ed il pesce è fresco.

Al Porto Canale con la Mondeo

E per chi ha la casa, il pesce si compra lungo il porto canale, dove c’è sempre qualche signora sorridente che lo vende,che ti fa vedere la macchia gialla del cefalo d’altura o la sogliola che si muove ancora. L’orario migliore è alle sette, per scegliere i pesci migliori. In città la Mondeo Hybrid è maneggevole e facile da guidare nel traffico. Ma è in autostrada che la vettura dà il meglio di sé risultando comoda e silenziosa. I sistemi Lane Keeping Aid e Drive Allert sono disponibili di serie e ci permettono di viag-

Porto canale

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CON FORD MONDEO WAGON HYBRID

Bellaria è Bandiera Blu 2019

La famosa barca Teresina

Murales nella Borgata Antica

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oli con formaggio Cuori di Romagna, ravi nte di Fossa, dell’hotel Leva

giare sicuri: il primo fa vibrare il volante se si supera la linea di carreggiata, il secondo avvisa in caso di colpi di sonno.

Romagna non solo mare

Può essere un altro slogan per questa terra, ma è la verità. Così a Bellaria scoprirete la Torre Saracena, una delle poche rimaste in piedi, intatta, fra le tante costruite per difendersi dai pirati saraceni. Ora i pirati non ci sono più e invece di guardie la torre contiene una ricca collezione di conchiglie provenienti da tutto il mondo. Da vedere. Come da vedere è il museo “NOI. Museo della storia e della memoria”, con i reperti della storia di questa cittadina fra cui eccelle il mosaico di una villa romana del terzo secolo dopo Cristo. Altro luogo da visitare è il museo la Casa Rossa, residenza estiva dello scrittore Alfredo Panzini, che qui era nato, sita in un bel parco.

Eventi, dalle “vele al vento” alle note della soprano Glady Rossi

Bellaria è terra di eventi, per far vivere e gioire i suoi ospiti e gli stessi bellariesi. Fra i tanti c’è il 29 giugno, VELE AL VENTO, a cui parteciperà la Teresina, un bragozzo che rappresenta Bellaria-Igea Marina, con la sua magnifica vela. Altro evento importante e di grande spessore è il concerto Lirica sotto le stelle che si terrà il 22 agosto alla Borgata Vecchia, con la famosa soprano, qui nata, Gladys Rossi. INFO: www.bellariaigeamarina.org Frida, famosa “azdora” di Bellaria

DOVE DORMIRE Hotel Miramare, Via Cristoforo Colombo, 37, Bellaria RN www.hotelmiramarebellaria.it Hotel Levante Via Cristoforo Colombo, 1, Bellaria-Igea Marina RN www.hlevante.com DOVE mangiare Ristorante Primo Via Alfonso Pinzon, 120, Igea Marina RN Hotel Ermitage Via Ala, 11, 47814 Bellaria-Igea Marina RN www.hotelermitage.it

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CON FORD MONDEO WAGON HYBRID

Compagna di viaggio

FORD MONDEO WAGON HYBRID Mondeo Hybrid è dotata di una doppia alimentazione elettrica e benzina. Sotto il cofano si muove un motore 4 cilindri 2 litri, che unito a due motori elettrici eroga una potenza totale di 187 CV. È interessante come lavorano i due motori elettrici: il primo ha infatti una funzione propulsiva e trasferisce potenza alle ruote, mentre il secondo è utilizzato per la ricarica delle batterie agli ioni di litio. Può percorrere brevi distanze a zero emissioni, con il solo il motore elettrico, all’interno dei borghi, senza disturbare. E’ lunga 4.867 mm, è larga 1.852 mm e alta 1.501 mm. Il volume del vano bagagli è di 403 l e arriva a 1508 l abbattendo il divano posteriore. Il motore benzina 2,0 l a ciclo Atkinson e il motogeneratore elettrico erogano una potenza complessiva di 138 kW (187 CV). Il sistema di frenata rigenerativa recupera fino al 90% dell’energia in fase di decelerazione per alimentare una batteria agli ioni di litio da 1,4 kWh. Il consumo normalizzato della Mondeo Hybrid Station Wagon scende a soli 4,4 l/100 km corrispondenti a emissioni di CO2 di 101 g/km. La berlina 4 porte si accontenta persino di 4,2 l pari a 96 g/km. L’allestimento Titanium Business Hybrid parte da € 36.050 mentre il Top di gamma Vignale parte da € 42.350. 63


SUL LAGO MAGGIORE

DOVE ANCHE LE ISOLE DIVENTANO FIORI

Isola Bella

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CON LA CITROËN C3 AIRCROSS

SE DALL’ESTERO I TURISTI ARRIVANO A FROTTE PER VISITARE I NOSTRI LAGHI, CI SARA’ UNA RAGIONE! E CI SARà ANCHE UNA RAGIONE SE QUESTO, DETTO ANCHE VERBANO, SI CHIAMA MAGGIORE. PER SCOPRIRLa, CI SIAMO ANDATI CON LA CITROËN C3 AIRCROSS CHE FRA I FIORI CHE INCORNICIANO IL LAGO SI TROVA BENE

di Raffaele d’Argenzio

Mergozzo Intra Verbania Stresa

Lesa Meina Candoglia

Arona

Angera

I

l nostro weekend alla scoperta dei segreti del lago Lago Maggiore comincia. Ci siamo  già stati ma stavolta sarà diverso. Puntiamo alla sponda piemontese, a quella lombarda andremo un’altra volta. E forse un giorno anche a quella svizzera, lassù, in alto. Come compagna di viaggio abbiamo scelto la Citroen C3 Aircross,  un SUV crossover compatto che fa di tutto per distinguersi in un segmento molto popolato. A prima vista è caratterizzato da un’indole  off-road e presenta un’altezza media piú alta rispetto alle concorrenti. Esteticamente colpiscono  le  protezioni della carrozzeria e i fari anteriori su due livelli, i volumi  sono importanti, ma il tutto appare leggero ed ispira simpatia. Salendo a bordo si scopre anche  un’abitabilità sopra la media 65


SUL LAGO MAGGIORE Il Sancarlone

e interni  funzionali e di design. Prendiamo l’Autostrada  dei  Laghi A8/26 per Gravellona Toce, usciamo ad Arona e seguiamo le indicazioni in giallo turistiche per raggiungere il colosso di S.Carlo Borromeo, che è nato proprio nella rocca di Arona. Di fronte, sulla riva lombarda, svetta la Rocca  di Angera.  La statua di bronzo, chiamata affettuosamente Sancarlone, compreso il suo piedistallo, è alta 35 metri e ha al suo interno una scala a chiocciola per visitarla.Terminata nel 1698, per due secoli è stata la statua visitabile più alta al mondo. Prima che nel 1886 la Statua della Libertà di New York  le soffiasse il primato. Riscendiamo per riprendere la strada n°33 lungolago fino a Meina, con splendide ville e meravigliosi giardini  colorati da decine di rododendri arborei, poi Lesa col suo piccolo porticciolo, e infine arriviamo a Stresa, con la strada principale che percorriamo all’ombra di giganteschi ed eleganti hotel di charme, fra cui primeggia il Vittoria.

Hotel Vittoria

Il lungolago verso Stresa

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CON LA CITROËN C3 AIRCROSS Lungolago di Stresa con l’Isola Bella

Lesa

Meina

Ponte di fronte a Villa Melzi verso Canonica d’Adda, provincia di Bergamo

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SUL LAGO MAGGIORE

LE ISOLE BORROMEE E IL SITO UNESCO “SACRO MONTE DI GHIFFA”

Immagini dal Sacro Monte di Ghiffa

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Verrebbe da fermarsi ad ogni metro, ma ci fermiamo sul lungolago di Stresa, per ammirare anche le   tre isole isole Borromee, che dall’acqua sembrano spuntare come tre splendidi e giganteschi fiori. Le tre isole si raggiungono facilmente con barche sempre disponibili. Isola Bella, anticamente un grosso scoglio,  poi trasformata in uno  splendido giardino all’italiana, tra i più belli d’Italia, inondata di rododendri e azalee in fiore.L’ Isola dei Pescatori e più lontana l’Isola Madre. Proseguiamo sulla costa fino a Baveno, pittoresco borgo con sullo sfondo le  impervie montagne del Parco della Valgrande, quello più selvaggio d’Italia. Ancora 5 chilometri sulla N°34 e arriviamo a Ghiffa, svoltiamo a sinistra proprio di fronte al comune, per seguire le   indicazioni per SS.  Trinità Sacro Monte di Ghiffa, tutelato dall’UNESCO, posto in alto a 400 metri sul lago e immerso in un ombroso bosco di castagni.  E’ anche parco naturale, con numerosi sentieri  ben segnalati.  Purtroppo la trattoria posta accanto alle chiesette è chiusa e non possiamo goderci uno spuntino all’ombra delle cupole. Riscendiamo e mangiamo  al ristorante Canfora di Ghiffa, con vista sul lago e su un gigantesco albero di canfora, accanto al quale si può anche parcheggiare.


CON LA CITROËN C3 AIRCROSS

Isola Bella

Isola Madre

Isola dei Pescatori

Foto © Archivio Distretto Turistico dEI Laghi

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SUL LAGO MAGGIORE

VILLA TARANTO

Villa Taranto

La C3 Aircross ti conquista, con le sue forme personali e simpatiche, le sue infinite possibilità di personalizzazione  e quello spirito anticonformista  tipico del marchio Citroen. Dietro a questa grande energia del suo design, si scopre però con il passare dei chilometri che C3 Aircross è un’auto estremamente razionale e “concreta”: insomma forma e sostanza.   Riconosciamo che la C3 Aircross è l’auto ideale per i weekend: spazio, versatilità, simpatia e motorizzazioni di qualità. Seguiamo i cartelli ben visibili per Verbania, fino a quando appare il cartello per Villa Taranto, altro prezioso giardino da non perdere, anche questo tra i più belli d’Italia con le sue collezioni di tulipani e alberi monumentali. “Un bel giardino non ha bisogno di essere grande, ma deve essere la realizzazione del vostro sogno anche se è largo un paio di metri quadrati e si trova su un balcone”. Così spiegava il Capitano Neil Mc Eacharn a cui dobbiamo la nascita di questi meravigliosi giardini. Tra le piante presenti alcune delle quali uniche in Europa ed acclimatate dopo lungo lavoro, sono state disposte con senso d’arte in una cornice di bellezza, fra lago e monti. Nel lontano 1931, infatti, il Capitano Scozzese decise di acquistare la proprietà dalla Marchesa di Sant’Elia per trasformarla in   giardino all’inglese, ubicato in un lembo d‘Italia che, pur con maggior morbidezza e ricchezza di toni, poteva ricordargli la nativa Scozia... che chiamò Villa Taranto, in memoria di un suo antenato, il Maresciallo McDonald, nominato Duca di Taranto da Napoleone, il Capitano volle che il significato dell’opera gentile e poderosa venisse proiettato nel tempo e donò la proprietà allo Stato Italiano esprimendo il desiderio che la sua opera avesse continuità nel futuro.” Villa TARANTO, Via Vittorio Veneto  111, Verbania-Pallanza , Tel.0323,556667

LA CAVA DEL DUOMO DI MILANO Villa Taranto

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Si torna indietro con la stessa strada ma a Verbania seguiamo per Mergozzo, pittoresco borgo posto sulle rive del piccolo lago omonimo, nel cui comune ci sono le celebri cave di marmo di Candoglia  da dove è stato estratto,  e si estrae,  il marmo roseo con cui è stato costruito il Duomo di Milano, che veniva trasportato su chiatte lungo il corso del Ticino fino ad Abbiategrasso, dove si immettevano nel Naviglio Grande, per arrivare in città. Una coppia di turisti tedeschi spalancano gli occhi di meraviglia quando gli diciamo che da quella cava arrivava il marmo del Duomo,  poi ritornano a guardare il lago con occhi ancora più pieni di meraviglia.  Abbiamo scoperto perchè dall’estero vengono a frotte sul nostro lago, è una  bellezza empatica che esplode ad ogni angolo e che ti entra dentro. Ma perchè questo lago si chiama Maggiore, anche se il più grande è il Garda, lo sanno anche i bambini: quando gli diedero il nome pensavano davvero lo fosse. Avevano sbagliato le misure, ma il nome è rimasto.


CON LA CITROËN C3 AIRCROSS Fra i fiori del Lago Maggiore

La cava di Mergozzo, da cui è stato estratto il marmo per il Duomo di Milano

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SUL LAGO MAGGIORE

dove mangiare Trattoria La Canfora Corso Belvedere 127, Ghiffa tel.032359402 MenĂš vario anche di mare.

Piccolo Lago

Ristorante stellato Piccolo Lago Via Filippo Turati, 87Â - Verbania Tel. 0323.586792 - http://www.piccololago.it/menu/ Sul piccolo lago di Mergozzo, lo chef con due stelle Michelin Marco Sacco propone piatti del territorio rivisitati con alta classe. Lo chef Marco Sacco e due delle sue creazioni

Lago di Mergozzo

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CON LA CITROËN C3 AIRCROSS

Compagna di viaggio

C3 Aircross C3 Aircross è in grado di adattarsi ad ogni tipo di fondo stradale. Grazie al sistema Grip Control che viene impiegato al posto della trazione integrale la vettura si comporta abbastanza bene in salita. Questo sistema trasferisce la potenza necessaria alla ruota che ha più aderenza e permette di avere più trazione anche su fango e sabbia. In fuoristrada le morbide sospensione permettono l’assorbimento della buche e in discesa l’Hill Assist Descent permette di scendere in sicurezza. o spazio a bordo è abbondante sia per chi siede davanti che per i passeggeri posteriori e per i loro bagagli. I sedili sono comodissimi e non mancano vani portaoggetti pratici e funzionali. Alla guida si apprezza il grande comfort del suo assetto, merito anche delle sue esclusive sospensioni idrauliche. Affrontare ogni genere di percorso non rappresenta mai un problema o una fonte di stress. Insomma è la perfetta compagna per gli amanti dei viaggi e del tempo libero, ma anche perfetta per la città e la guida di tutti i giorni. Questa versione è una 1.6 BlueHDi 100 da 99 CV nel più completo allestimento Shine, ma la gamma comprende anche tre motorizzazioni PureTech a benzina da 82,110 e 130 CV ed una Blue HDi da 120 CV con cambio a 6 marce, da 99 CV, senza per questo andare ad incidere sui consumi. I prezzi di C3 Aircross sono compresi tra i 16.400 ed i 24.800 Euro. 73


i&nVAN in bici

LE SUPER WEEKEND-CAR PER UN’ESTATE OUTDOOR Con l’arrivo del caldo arriva anche la stagione dei viaggi all’aria aperta. Secondo Yescapa, la piattaforma di camper sharing leader in Europa, luglio, agosto e settembre sono i mesi preferiti dagli italiani per vivere l’ebrezza di un viaggio a bordo di van. Queste Super Weekend Car sono quindi l’ideale per chi vuole godersi una vacanza a stretto contatto con la natura e magari portarsi dietro la bici per un po’ di attività sportiva. Gli MPV (multi purpose vehicle) sono vetture che in termini di guidabilitá e di tecnologia a bordo ormai non hanno quasi piú nulla da invidiare alle comuni auto e anzi, a volte, risultano piú comode e sicuramente piú spaziose. Possono essere a 5 o 7 posti ed essere persino attrezzati per trascorrerci la notte a bordo. Andiamo a scoprire insieme i migliori van per i vostri weekend.


weekend in van

1 Mercedes Classe V (1)

Il restyling di Mercedes Classe V porta dei miglioramenti nel look del monovolume tedesco, in particolare nel frontale, che è stato ridisegnato ed è ora caratterizzato da nuove linee del paraurti con la distintiva presa d’aria e dalla nuova struttura a rombi della mascherina del radiatore. Nuovi anche i cerchi in lega leggera che conferiscono alla vettura un look vigoroso e all’avanguardia. Sono state apportate diverse modifiche anche all’abitacolo. La Classe V restyling è dotata di nuove bocchette d’areazione nello sportivo look a turbina e di un nuovo quadrante nel quadro strumenti. Sono presenti nuovi rivestimenti in pelle. I passeggeri posteriori possono ora beneficiare di un comfort particolarmente elevato, paragonabile a quello offerto dalla Classe S, grazie ai sedili di lusso per la prima fila (disponibili a richiesta), che integrano funzione riposo, massaggio alla schiena e climatizzazione. Disponibili tre motorizzazioni: V 220 d da 120 kW (163 CV) e 380 Nm di coppia, V 250 d da

140 kW (190 CV) e 440 Nm di coppia e V 300 d da 176 kW (239 CV) e 500 Nm di coppia (consumo nel ciclo combinato 6,3-5,9 l/100 km, emissioni di CO2 nel ciclo combinato 165-154 g/km). Il prezzo di Mercedes Classe V è a partire da 36.448 euro.

Mercedes Marco Polo (2)

Mercedes da l’opportunità agli amanti del turismo in libertà di viaggiare secondo una filosofia premium. Marco Polo é il van caravan della stella che si basa su classe V e si caratterizza per un accurato design e una scelta di materiali pregiati per la realizzazione degli interni. Il facelift del 2019 introduce alcuni miglioramenti, tra cui una nuova motorizzazione con cambio automatico 9G-TRONIC, restyle di interni ed esterni, nuovi accessori e nuovi sistemi di sicurezza. Merco Polo é disponibile in tre misure: compact (L 4,90 m), Long (L 5,14 m) e Extra Long (5,37 m). I nuovi

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motori diesel 2.0 L da 190 e 239 cv consentono di mantenere alte le prestazioni rispettando maggiormente l’ambiente. Inoltre, i consumi sono più contenuti per una maggiore sostenibilità. Per quanto riguarda il design esterno sono previste nuove vernici, nuovi cerchi in lega, nuovi paraurti e dei miglioramenti per la griglia del radiatore. Internamente sono presenti nuovi rivestimenti e nuovi inserti in plancia. Le versioni sono dotate di Radio DAB (digitale), Audio 20 CD e prese a 12 V nel vano passeggeri. Il tetto abitabile e la panca a 3 posti trasformabile permettono di ospitare comodamente per la notte 5 persone. La zona cucina è allestita con un frigorifero da 40 litri di capacità, un tavolo ribaltabile, un lavello e un piano cottura con due fornelli.Tra i punti di forza di Mercedes ci sono senz’altro sistemi di sicurezza di prima qualità come la regolazione della distanza DISTRONIC, il sistema di assistenza alla frenata adattivo e il sistema antisbandamento. Prezzi a partire da 42,069 euro.


weekend in van

CitroËn SpaceTourer (3)

La casa francese Citroen fornisce SpaceTourer come base per l’allestimento di un Van da viaggio. Con una lunghezza variabile da 4,60 m a 5,30 m, 1,92 di larghezza e 1,90 di altezza, ha dimensioni ottimizzate, che insieme allo sterzo elettroidraulico e a un diametro di sterzata compreso tra 11,30 m e 12,40 m rendono SpaceTourer una vettura molto agile. Questo van è dotato delle tecnologie disponibili sulle normali vetture per garantire un viaggio confortevole e in sicurezza: L’head up display per restare concentrati sulla strada, il sistema di navigazione 3D con riconoscimento vocale e touch pad da 7”, e Mirror Screen che funziona con Apple Car Play. Tra i sistemi di sicurezza presenti ci sono il regolatore di velocità veicolo autoadattivo, i sistemi di sorveglianza dell’angolo morto, la lettura dei segnali stradali e l’Active Safety Brake. Le motorizzazioni che equipaggiano SpaceTourer sono Diesel BlueHDI che partono da 95 Cv fino a 180 CV. Citroen propone, inoltre, una propria gamma di allestimenti realizzata in collaborazione con l’azienda australiana di articoli per il surf Rip Curl. Ispirato ai van dei surfisti, SpaceTourer Rip Curl è disponibile con una verniciatura esterna bicolore color kaki scuro e beige nella parte inferiore. Dotato di due portelloni scorrevoli elettrici Hands-Free permette a 7 persone di viaggiare comodamente in versione Giorno. Mentre nella configurazione Notte può ospitare 4 persone disposte in due cuccette: una situata sul divanetto posteriore e una sul tetto apribile, sopra l’abitacolo. Il cucinotto integrato contiene un lavello, un fornello e numerosi vani portaoggetti. In dotazione è presente anche una doccia integrata nel portellone posteriore. I prezzi di SpaceTourer Rip Curl variano dalle dimensioni: nella taglia “M” parte da 43.150 euro, nella taglia XL parte da 44.150 euro.

Opel Zafira Life

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e il concept van ispirato alla serie tv A-Team Opel Zafira Life è una multispazio disponibile in tre lunghezze: la versione “Small” lunga 4,60 metri, la “Medium” da 4,95 m e la “Large” da 5,30 m, ognuna delle quali può montare fino a nove sedili. Zafira Life è adatta a qualsiasi necessità per i viaggi in famiglia e per il trasporto di persone, grazie a interni versatili, comfort elevato, infotainment all’avanguardia e intelligenti sistemi di assistenza alla guida. La caratura premium di Zafira Life si percepisce subito salendo a bordo grazie alle portiere laterali scorrevoli che si aprono elettricamente con un semplice movimento del piede sotto la carrozzeria. Anche a livello di design Zafira Life si fa notare grazie al tetto panoramico in due sezioni e al vetro apribile del portellone. Internamente la monovolume tedesca é dotata di tutto il necessario per viaggiare nel comfort, visto che il segmento è caratterizzato da una forte richiesta di navette eleganti e ricche di dotazioni. Su tutte le versioni sono presenti sedili in pelle montati su binari di alluminio che consentono una regolazione flessibile e facile. Sono presenti elevati e sofisticati sistemi di assistenza alla guida, head-up display e cruise control

attivo basato su telecamera e radar. L’infotainment é di ultima generazione e permette di integrare il telefono con Apple CarPlay e Android Auto. Sulle versioni a passo lungo è disponibile il lussuoso allestimento “Lounge”, in cui i sedili anteriori hanno la funzione massaggio e il riscaldamento elettrico. Ci sono quattro sedili posteriori regolabili in pelle e i passeggeri VIP possono così sedersi

gli uni di fronte agli altri con la massima comodità. Il tavolino mobile è ripiegabile e aumenta lo spazio dove stivare piccoli oggetti. I passeggeri possono ricaricare i dispositivi mobili utilizzando la presa da 230 V. Zafira Life Business parte da 31.130 euro mentre il top di gamma Business Innovation parte da prezzo di 41.980 euro in taglia “M” e “L”. 77


weekend in van

Peugeot Traveller (5)

Traveller è il multispazio a 9 posti di Peugeot destinato principalmente al trasporto combinato e anche per servizio shuttle di strutture alberghiere e di agenzie viaggi. Disponibile in tre lunghezze Compact da 4,61 m, Standard da 4,96 m e Long da 5,31 m, promette viaggi tranquilli e un ottimo comfort di marcia. Le motorizzazioni moderne ed efficienti Euro 6 da 95 a 180 CV e il cambio automatico EAT6 assicurano un buon livello di piacere di guida e consumi/emissioni di CO2 record nel segmento. La versione più efficiente consuma 5,1 l/100 km, ossia 133 g/km di CO2, e tutta la gamma – con una media di 5,4 l/100 km, pari a 140 g/km, – è “Best in class”. Sono tre gli allestimenti disponibili su Traveller: Active (da € 34.750) Business (da € 31.050) e Allure (da € 42.150). A bordo non mancano le ultime novità tecnologiche come Head Up Display e VisioParck 180° e navigatore. È possibile inoltre collegare il proprio smartphone tramite bluetooth per gestire la propria musica e ricaricalo tramite presa USB o presa 12 V. Sull’allestimento Business è possibile girare i sedili della seconda fila per utilizzare il tavolino centrale a scomparsa in modo da godersi al meglio le trasferte. Esiste anche una versione a quattro ruote motrici: il Traveller Dangel, disponibile in due versioni, Traction Control e Traction Control Plus, entrambe abbinate al motore Blue HDi da 150cv e proposte nelle tre diverse lunghezze. Sono tre poi le modalitá di guida: la prima è quella denominata Eco e con essa la motricità è affidata alle sole ruote anteriori. La seconda è la Auto 4WD. In questo caso, qualora si verifichi una perdita di trazione, il giunto viscoso provvede a trasferire progressivamente la coppia motrice al retrotreno, senza nessun intervento da parte del guidatore. La terza modalità è definita R.Lock e consente il bloccaggio del differenziale posteriore in caso di condizioni estreme.

a 10 diffusori, regolati per il bilanciamento di un suono ricco e avvolgente. L’allestimento premium si chiama upscale Titanium X e comprende rivestimento dei sedili in pelle, SYNC 3 con navigatore satellitare e telecamera posteriore, nonché i proiettori HID Xenon, di serie. Per quanto riguarda i motori, il Ford EcoBlue 2.0 che equipaggia il Tourneo Custom è disponibile con potenze da 105, 130 e 170 cavalli. Disponiile la trasmissione automatica SelectShift a 6 rapporti. Questo monovolume ha un prezzo di partenza di 30.500 euro.

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Ford Tourneo Custom (6)

Il veicolo per il trasporto di persone di Ford si chiama Tourneo Custom e puó portare fino a 9 passeggeri. Il design accattivante di Tourneo presenta una griglia anteriore cromata a 5 barre, e fari a LED o Xenon HID, che si integrano donando una linea ancora più muscolare al veicolo. Gli interni sono realizzati con materiali premium che garantiscono un alto comfort e un ottimo livello di silenziosità a bordo. il nuovo pannello strumenti si presenta intuitivo, con layout semplice e user-centrico, studiato per essere altamente funzionale partendo dall’osservazione delle modalità di interazione dei consumatori con smartphone e tablet. Per offrire ai clienti il massimo della versatilità, nella zona passeggeri il nuovo Tourneo Custom offre 6 sedili individuali, con la possibilità di organizzare le due file posteriori in formato ‘conferenza’ in grado di garantire una maggiore interazione tra i passeggeri delle ultime 2 file.I nuovi sedili hanno una imbottitura perfezionata e una struttura rivestita in gomma per un supporto ottimizzato. Sono 6 le porte USB presenti e un sistema audio 78

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weekend in van

Volkswagen California (7)

California è il camper Van della casa tedesca per i viaggi e il tempo libero disponibile nelle versioni “Beach”, “Ocean”, “Beach Edition” e “Ocean Edition”. California si trasforma in camera da letto in grado di ospitare 4 persone grazie al tetto sollevabile regolabile manualmente. La cucina è attrezzata con un box frigorifero, e un blocco fornello-lavello con numerosi scomparti. California è in grado di estendersi anche esternamente, grazie a un tavolo da campeggio con sedie facili da montare e riponibili in un apposito vano. Il serbatoio dell’acqua per la doccia è situato nella parte posteriore. I motori in dotazione su California hanno consumi particolarmente ridotti senza sacrificare il piacere di guida. È inoltre disponibile su richiesta la trazione integrale e il cambio automatico DSG5 a doppia frizione a 7 rapporti. Infine è possibile regolare l’assetto del veicolo secondo 3 modalitá: Normal, Sport e Eco in base alle esigenze. Il prezzo di partenza di California è di 40.600 euro.

Volkswagen Multivan

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Nel 2019 Multivan ha subito un restyling importante con l’arrivo della versione 6.1 che ha portato novità interessanti in termini di digitalizzazione dell’abitacolo. La plancia del T6.1 è stata ridisegnata e dotata di digital cockpit da 10,25 pollici e di sistema modulare di infotainment di terza generazione che arriva fino a 9,2 pollici. La novità più importante per quanto riguarda tutti i sistemi di infotainment è rappresentata peró da una scheda SIM integrata (eSIM) che rende possibile l’accesso ad una vasta gamma di funzioni e servizi online. Con il MIB3 viene perfezionata un’altra importante interfaccia: App Connect. Con l’introduzione del servosterzo elettromeccanico è stato possibile innalzare il livello dei dispositivi di assistenza alla guida, includendo quelli in grado di intervenire sullo sterzo del mezzo. E’ il caso del ‘’Lane Assist’’, capace di mantenere automaticamente il veicolo all’interno delle linee di demarcazione della corsia di marcia, o del ‘’Park Assist’’, che facilita l’entrata o l’uscita dai parcheggi, lasciando al guidatore il solo compito di gestire acceleratore e freno. Anche la gamma di propulsori è stata configurata ex novo. La nuova motorizzazione base eroga una potenza di 90 CV (66 kW), è presente poi il 2.0 TDI sviluppa 110 CV (81 kW). Sul motore 2.0 TDI 150 CV sono disponibili tutte le combinazioni trazione/cambio: sia con cambio manuale che DSG anche in combinazione con la trazione 4MOTION. La versione top di gamma 199 CV (146 kW) viene offerta di serie con il cambio DSG (a richiesta con 4MOTION). Multivan parte da un prezzo di 39.720 euro. 79


WEEKEND IN VAN

DAI CRESPI A LEONARDO

SULLE TRACCE DEL GENIO ITALIANO

Centrale idroelettrica di Trezzo d’Adda Castello del Villaggio Crespi

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CON MERCEDES-BENZ CLASSE V 220 d

Como

TREZZO d’adda CRESPI d’adda Milano

VAPRIO d’adda

UN WEEKEND SPECIALE TRA IL VILLAGGIO CRESPI D’ADDA, SITO UNESCO, E TREZZO, INSEGUENDO LE ORME DELLA GENIALITÀ “MADE IN ITALY”, A BORDO DI UNA COMPAGNA DI VIAGGIO SPECIALE: MERCEDES CLASSE V, VAN PREMIUM DELLA STELLA. L’IDEALE PER LASCIARSI TRASCINARE E SEDURRE DAL FASCINO DELLA STORIA

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n weekend premium tra le bellezze del nostro Paese, per essere gustato fino in fondo, deve comprendere il privilegio di cercare (e trovare) il genio italiano. Ecco perché abbiamo scelto ancora una volta il cuore della Lombardia. Da Milano a Crespi d’Adda, in provincia di Bergamo e, da lì, a Trezzo sull’Adda, nei pressi delle rive del principale affluente del Po. Luoghi intrisi di tradizione che ci consentono di incontrare, nel giro di pochi chilometri, le tracce indelebili di due esempi di creatività illuminata nostrana: quella dei Crespi, nota famiglia di industriali cotonieri lombardi che a fine Ottocento realizzò un moderno “Villaggio ideale del lavoro”, dall’altra quella di Leonardo da Vinci che, pur essendo nato in Toscana, visse per oltre 20 anni della sua vita in queste zone. Per andare alla ricerca di tanta genialità, non potevamo che scegliere una compagna di viaggio speciale: la Mercedes Classe V, nella versione 220d 163 Cv (2.0 di cilindrata). Un modello che ha ridefinito gli standard nel segmento dei van grazie al design, alla qualità percepita, al livello di comfort e ai sistemi di sicurezza e di assistenza. L’attuale restyling punta a valorizzare ulteriormente queste qualità. Una vera fuoriclasse, così come veri fuoriclasse sono i protagonisti delle vicende che andremo a raccontare.

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WEEKEND IN VAN Chiesa del Villaggio Crespi

Centrale idroelettrica di Trezzo d’Adda

A CRESPI D’ADDA CON UNA WEEKEND CAR

Partiamo dunque da Milano, e percorriamo l’autostrada A4 Milano-Venezia fino all’uscita di Capriate, che dista solo un paio di chilometri dalla nostra prima meta, Crespi D’Adda. Una volta al volante della Classe V, la prima cosa che si apprezza è lo status inconfondibile da weekend car: la guida è molto “automobilistica” e, grazie anche al lavoro delle sospensioni, non si percepisce la pesantezza del mezzo. Anzi, sulle strade scorrevoli viene voglia di schiacciare un po’ di più l’acceleratore. Arrivati a destinazione, rimaniamo subito affascinati: non ci stupiamo che l’Unesco abbia accolto Crespi d’Adda nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto. Qui sorge infatti la più importante testimonianza del fenomeno italiano dei villaggi operai a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Il Villaggio Crespi fu costruito nel 1878 grazie all’intuizione illuminata di due capitani di industria, Cristoforo Benigno Crespi, titolare di un celebre cotonificio, e il figlio Silvio Benigno, che, come raccontano le testimonianze dell’epoca, diedero vita a “un piccolo feudo dove il castello del padrone era simbolo sia dell’autorità sia della benevolenza, verso gli operai e le loro famiglie”. Ancora oggi l’atmosfera che qui si respira è rimasta quella di un microcosmo ideale, con la vita dei cittadini armoniosamente costruita attorno alla loro fabbrica. Intuizione geniale dei Crespi, infatti, fu quella di dotare tutti i dipendenti di una villetta, con orto e giardino, e di fornire loro tutto ciò che serviva per vivere bene, dalla scuola alla chiesa, fino al medico e al teatro. Ancora oggi la “Casa del prete” e la “Casa del dottore” sono una testimonianza indelebile di un tempo che sembra essersi fermato, ma che ha tramandato fino ai giorni nostri un modello di benessere, di vera comunità, di cultura del lavoro. Altro esempio, ma molti anni dopo, è stato quello di Adriano Olivetti ad Ivrea, anch’essa eletta sito Unesco come Città Industriale del XX secolo. Esempi illustri, abbandonati a favore del puro profitto e della cinica finanza. Peccato! Rimasti colpiti dal genio dei Crespi, decidiamo di proseguire il nostro weekend andando alla ricerca di un altro genio, che affonda le radici in un’epoca ancora più antica.

LA CENTRALE IDROELETTRICA E LE TRACCE DI LEONARDO

Riprendiamo la nostra Mercedes Classe V, per recarci nelle vicine Vaprio D’Adda e Trezzo sull’Adda. Proprio qui Leonardo da Vinci trascorse molti suoi giorni nei suoi anni milanesi, quando fu ospite di Ludovico il Moro, la prima volta dal 1482 al 1499 e poi dal 1507 al 1513. Prima di ripartire sulle tracce del genio toscano, diamo un’occhiata più approfondita alla Classe V. Dal punto di vista estetico, le modifiche più rilevanti si concentrano nel frontale, che adesso sfoggia un’espressione simile a quella delle Mercedes più recenti. Abbinamenti cromatici inediti, maggiore varietà di rivestimenti pregiati, dettagli dell’arredamento rivisitati e una strumentazione più funzionale sono gli ingredienti che rinnovano l’ampio abitacolo. Il cruscotto presenta delle linee curve molto piacevoli. Al centro della plancia, al 82


CON MERCEDES-BENZ CLASSE V 220 d

Villaggio Crespi d’Adda, sito Unesco

Centrale idroelettrica di Trezzo d’Adda

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WEEKEND IN VAN

posto del cambio, troviamo la classica ghiera sormontata dal pad con funzioni touch, comandi che servono per interagire con il sistema d’infotainment con schermo da 10 pollici. Arrivati alla meta, ci imbattiamo in un altro segno della creatività imprenditoriale dei Crespi: la centrale idroelettrica Taccani, impianto realizzato nei primi anni di Novecento dall’architetto Gaetano Moretti su commissione degli stessi Crespi. L’obiettivo raggiunto è stato quello di costruire una struttura in grado di fornire energia al cotonificio e ben inserita nel contesto ambientale. Circa

Villa Melzi, Vaprio d’Adda

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quattrocento anni prima, anche Leonardo rimase colpito da questi luoghi e dallo scorrere impetuoso dell’Adda, tanto da approfondire qui i suoi studi teorici sull’acqua e sui fluidi. Le viste del corso del fiume, addirittura, secondo la documentazione storica, ispirarono il famoso dipinto “La Vergine delle Rocce”. Per completare questo viaggio a ritroso nel tempo, non resta che recarci a Villa Melzi nella vicina Vaprio D’Adda, una dimora in cui Gerolamo Melzi ospitò a cavallo del primo decennio del Cinquecento il genio toscano e in cui Leonardo trovò il suo più fedele discepolo in Francesco Melzi. Proprio qui Leonardo realizzò disegni conservati presso la Biblioteca Ambrosiana, proponendo un grandioso restauro dell’edificio, che però poi non venne eseguito. Proseguiamo, lieti di risalire a bordo della nuova Classe V, che regala un’esperienza rilassante e di puro benessere. La sicurezza è garantita, grazie ai vari Adas ( assistenze alla guida) presenti a bordo. Da passeggeri ovviamente si sta da re, ma anche al volante di certo si è “in prima classe” . Dietro, in particolare, tutti possono beneficiare di un comfort decisamente elevato, paragonabile a quello offerto dalla Classe S, grazie ai sedili che integrano funzione riposo, massaggio alla schiena e climatizzazione. Sulla strada, la vettura mostra un ottimo passo. Mai un’incertezza, con il nuovo motore diesel che rende merito alla stazza e alla vocazione da viaggiatrice. Il due litri è pronto e anche reattivo; i consumi sono abbordabili, più bassi rispetto al passato (così come le emissioni). Adeguati sterzo e assetto: la guidabilità non è certo quella di una berlina, ma non crea imbarazzo. Il Parco Adda Nord ci aspetta domani, ma ora urge una tappa del nostro viaggio, per riposare , ma anche ripensare alle emozioni che questo weekend alla ricerca del genio italiano ha saputo darci. Ma forse sarebbe il caso di parlare di geni europei.


CON MERCEDES-BENZ CLASSE V 220 d

dove dormire Best Western Villa Appiani**** Via Adriano Sala 17, Trezzo sull’Adda Tel.: +39 02 92002401 E-mail: info@villappiani.it Sontuoso boutique hotel 4 stelle dal grande fascino: una dimora storica di fine Settecento, incastonata tra le mura del piccolo borgo medievale di Trezzo sull’Adda. Totalmente immerso nei paesaggi della campagna lombarda, è particolarmente indicato per una pausa lontano dalla città. Ed è ideale per ospitare la nostra Classe V, che trova il suo terreno d’azione ideale dato che è molto richiesta anche come transfert negli hotel premium. L’hotel ospita un omaggio a Leonardo da Vinci: al piano terra, possiamo trovare il “Volano” a ruota, una struttura in legno ispirata ad un accumulatore di energia cinetica inventato dal genio toscano. Inoltre, una sezione del sito dell’albergo (www.villappiani.com/it/esco-a-fare-due-passi.html) ospita tutte le informazioni dedicate ai “luoghi di Leonardo”. Situato a breve distanza dall’ uscita dell’autostrada A4 di Capriate San Gervasio e dall’aeroporto di Orio al Serio, il Best Western Villa Appiani è un albergo premium, nato attorno a una dimora storica del Settecento, che sorge tra le mura del borgo di Trezzo sull’Adda.

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WEEKEND IN VAN

dove mangiare Osteria da Mualdo Via Privata Crespi, 6 - Crespi D’Adda Capriate San Gervasio (BG) Tel: 02 90937077 - Email: osteria@osteriadamualdo.it

Piccolo Lago

L’antico Casale di Mualdo è immerso nel verde, vicino alle rive del fiume Adda. Si trova davanti al Castello patronale di Crespi d’Adda, a solo un chilometro e mezzo dall’uscita di Capriate, sulla Milano-Venezia. Un luogo raffinato per gustare piatti tradizionali e vini selezionati.

Compagna di viaggio

Mercedes Classe V L’ultimo restyling della Mercedes Classe V è caratterizzato da un nuovo frontale, mutuato dalle sorelle vetture di Mercedes, e da un cruscotto elegante, dalle linee molto gradevoli. L’aspetto principale è il comfort. Il 2.0 quattro cilindri a gasolio è un cavallo di razza dell’alto di gamma Mercedes, disponibile su Classe V in tre versioni: V 220 d (163 Cv e 380 Nm di coppia), V 250 d (190 Cv e 440 Nm di coppia) e V 300 d (239 cv e 500 Nm di coppia). Per vivere il nostro weekend premium, abbiamo provato la 220 d, in abbinamento al cambio automatico 9G-Tronic a nove rapporti e alla trazione posteriore (sul modello è anche disponibile la trazione integrale 4Matic). Oltre ad essere appannaggio del mondo business, la Mercedes Classe V si rivolge anche ai privati che vogliono condividere con gli amici o con la famiglia il loro tempo libero, senza rinunciare allo spazio e al comfort. Per questo la nuova Mercedes Classe V è una vera weekend car. Potenza: 120 kW-163 CV a 4.200 giri Coppia: 380 Nm a 1.200 giri Velocità massima: 195 km/h Consumo medio: 6,2 l/100 km (16,1 km/l) Emissioni di CO 2 : 157 g/km Prezzi: da 40.543 euro

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van/camper

Mercedes-Benz Marco Polo

M

ercedes Marco Polo è il monovolume della casa della stella in versione camperizzata che deriva direttamente da Mercedes-Benz Classe V. Il restyling che ha coinvolto il van ha fatto si che si possa avere di serie tutto il necessario per trascorrere una vacanza in pieno comfort. A partire dalla zona di guida che è stata migliorata fino alla parte abitabile davvero molto spaziosa che. La compattezza del veicolo rende piacevole e facile da guidare il van e i nuovi sistemi di sicurezza vi garantisco di viaggiare senza paura. Marco Polo è il weekend Van ideale per vivere avventure in mezzo la natura con la famiglia o gli amici senza sacrificare comfort e stle.

Restyling esterno e interno

Innanzi tutto, Marco Polo è disponibile in tre misure: compact (L 4,90 m), Long (L 5,14 m) e Extra Long (5,37 m). Per quanto riguarda il design esterno, il restyling ha coinvolto in particolare la parte anteriore del veicolo: nuovi paraurti, cosí come la mascherina, insieme ai gruppi ottici e la presa d’aria anteriore. Per il nuovo Marco Polo sono proposte quattro nuove vernici: grigio grafite metallizzato e grigio selenite metallizzatm, Hyacinth red metallizzato e la nuova vernice blu acciaio. Disponibili anche nuovi cerchi in lega leggera da 19”a dieci razze in nero, da 18”o da 17” a cinque doppie razze in nero e torniti a specchio. Internamente si trova il livello degli allestimenti che ci si puó aspettare da Mercedes con una plancia che ha subito dei minimi miglioramenti come le bocchette dell’aria e l’adozione di un nuovo

inserto a doppia striscia. Le nuove versioni sono poi dotate di Radio DAB (digitale), Audio 20 CD e prese a 12 V nel vano passeggeri. Il tetto abitabile e la panca a 3 posti trasformabile permettono di ospitare comodamente per la notte 5 persone. La zona cucina è allestita con un frigorifero da 40 litri di capacità, un tavolo ribaltabile, un lavello e un piano cottura con due fornelli.Tra i punti di forza di Mercedes ci sono senz’altro sistemi di sicurezza di prima qualità come la regolazione della distanza DISTRONIC, il sistema di assistenza alla frenata adattivo e il sistema antisbandamento.

Motorizzazione e sistemi di sicurezza

I nuovi motori diesel 2.0 L da 190 e 239 cv consentono di mantenere alte le prestazioni rispettando maggiormente l’ambiente. Per la nuova generazione di motori è presente il nuovo cambio automatico 9G-TRONIC con convertitore di coppia, particolarmente confortevole ed efficiente. Inoltre, i consumi sono più contenuti per una maggiore sostenibilità. Nuovi sistemi di sicurezza tra cui Blind Spot Assist, sistema antisbandamento, Brake Assist attivo e sistema di protezione preventiva degli occupanti PRE-SAFE . ë diponibile il sistema di assistenza al parcheggio attivo con telecamera per la retromarcia assistita ed il sistema di assistenza al parcheggio attivo con telecamera a 360°. Infine, il sistema di riconoscimento automatico dei segnali stradali indica sia i limiti di velocità sia i divieti d’accesso e sorpasso rilevati tramite la relativa segnaletica. Prezzi a partire da 42.069 euro. 87


weekend in van

FRA I CASTELLI PIACENTINI ALLA RICERCA DI FANTASMI E BUONi VINi guarda il video

Fra i vari Van del nostro speciale, abbiamo scelto lo spaziosissimo e tecnologico Peugeot Traveller come compagno di viaggio per un weekend sui colli piacentini, tra borghi immersi nel verde, castelli medioevali, misteri e fantasmi... Il piano di carico offre spazio a volontà : ci stanno perfino la bicicletta e qualche cassetta di buon vino del luogo‌ Il Castello di Agazzano di notte (col fantasma)...

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CON PEUGEOT TRAVELLER

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iak, si gira. E anche i protagonisti di “Ghostbusters”, possiamo scommetterci, avrebbero da divertirsi. Cosa c’è di meglio di un weekend estivo sui colli piacentini, a caccia di fantasmi e misteri che ancora oggi abitano nelle valli immerse nel verde, situate a pochi chilometri dalla città? E allora è tempo di salire a bordo e respirare queste atmosfere incantate. Il nostro compagno di viaggio è il nuovo Peugeot Traveller BlueHDi 180 S&S EAT6 177 CV, lo shuttle del Leone. La meta è la Val Luretta, a una ventina di chilometri da Piacenza (uscita Piacenza Sud), l’entroterra emiliano più vicino alla Lombardia incuneato tra le più famose Val Trebbia e Val Tidone. Qui, storia e leggende si intrecciano, accompagnate dalla buona tavola e dal gusto inconfondibile del relax. Tra le mura del castello Agazzano, il borgo più grande della zona, si dice viva ancora il fantasma del Conte Pier Maria Scotti, detto “il Buso”, abilissimo spadaccino ucciso in circostanze misteriose nel Cinquecento. Troveremo il suo spirito nel corso del nostro viaggio, che prevede, come tappe, anche il Castello di Rivalta e una gita a Rivergaro, nella bassa Val Trebbia? Per scoprirlo basta addentrarsi nel cuore della valle, su quelle strade provinciali ricche di curve e affascinanti scorci panoramici.

A spasso per i colli

Viaggiare con il Traveller è un vero piacere. Il comando del cambio automatico “a rotella” rilassa immediatamente. Su un mezzo come questo, ovviamente, si predilige il comfort di ... e di giorno

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weekend in van

Altre vedute del Castello

di Agazzano

Una delle sale del Castello di Agazzano

marcia, ma premendo a fondo sull’acceleratore la reazione del motore turbodiesel BlueHDi 180 S&S da 177 CV (coppia massima: 400 Nm a 2.000 giri/ minuto) è comunque piuttosto buona. La sensazione di agio si confonde con il verde del paesaggio: una volta arrivati nel cuore della Val Luretta, ad Agazzano, facciamo due tappe: la prima, nella parte bassa del borgo, al Castello e alla Rocca, antica proprietà della famiglia Scotti, che ancora oggi, con la principessa Luisa Gonzaga Anguissola Scotti, ne detiene il dominio. La Rocca è un mix di grande fascino tra l’architettura medioevale e quella rinascimentale, mentre il Castello, che dalla fine del Settecento si presenta come una tranquilla dimora nobiliare, è ricco di affreschi e mobili d’epoca. Ma anche di misteri. Proprio qui ci imbattiamo infatti nella storia del “Buso”, il Conte spadaccino ucciso nel 1529 il cui corpo, secondo la storia tramandata di generazione in generazione, venne gettato nel fossato che circonda la Rocca, ma poi non fu più ritrovato. Da allora, la leggenda racconta che la sua presenza al castello si è fatta sentire più volte in modi inequivocabili: porte che si aprono da sole, luci che rimangono accese, vetri trovati nelle stanze. Tant’è vero che sono stati compiuti in questi anni diversi sopraluoghi da parte di associazioni esperte di fantasmi, che hanno rilevato tracce di presenze ultraterrene. Di sicuro, il fantasma del Conte alimenta il fascino di questo borgo antico. “Incontrato” il fantasma, la seconda tappa è nel centro del paese, la grande piazza Europa dominata dall’albergo-ristorante “Il Cervo” sullo sfondo, con la gente che, se capiti all’ora di pranzo, sembra invitarti con gli occhi a entrare per gustare un piatto di salumi con lo gnocco fritto (o torta fritta viene chiamato qui) e un buon bicchiere di Gutturnio. Ci spostiamo di qualche chilometro, uscendo da Agazzano e seguendo la provinciale verso Piacenza, ed eccoci al Castello di Rivalta, altro luogo intriso di storia. L’attuale facciata risale al Settecento, ma la zona, in tempi molto più antichi, è stata addirittura teatro di uno degli episodi più sanguinosi delle Guerre Puniche, quando l’esercito cartaginese di Annibale, con i suoi famosi elefanti, si scontrò con quello romano. Poco lontano, infatti, scorgiamo proprio la statua di un elefante a ricordare l’accaduto.

Al volante

A bordo del Traveller, le curve scorrono fluide. Quando parliamo di comportamento su strada normalmente ci focalizziamo sul piacere di guida, la tenuta o il feeling dello sterzo. In questo caso, però, è forse ancora più importante raccontarvi l’esperienza a bordo dal punto di vista di chi siede a destra del guidatore, ma soprattutto sulle due file posteriori. E allora, spiccano l’ottima insonorizzazione, varie prese e vani portaoggetti, lo spazio abbondante (sia 90


CON PEUGEOT TRAVELLER Veduta panoramica del Castello di Agazzano

Piazza di Agazzano

Al Castello di RIvalta


weekend in van Castello di Rivalta

info sui castelli Castello e Rocca di Agazzano Via Del Castello, 4 - Agazzano (PC) Telefono: 0523 325667 Per info: info@castellidelducato.it - www.castellidelducato.it Il Castello di Agazzano, parte del circuito dei 31 Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, composto da due strutture e un ampio giardino-parco a terrazza che si affaccia sulla Val Luretta, terra di vigneti, cantine e vini d’eccellenza. La Rocca rappresenta una felice sintesi tra l’architettura difensiva medioevale e l’eleganza della dimora signorile rinascimentale. Apertura per le visite dal 17 marzo al 4 novembre.

Albergo-Ristorante “Il Cervo”

Castello di Rivalta Località Rivalta - Gazzola (Piacenza) Telefono: 366 6935622 Per info: info@castellidelducato.it - www.castellidelducato.it Il Castello di Rivalta, situato anch’esso nel cuore dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, è una sontuosa residenza signorile, circondata dal magnifico parco, Proprietà della nobile famiglia Landi, interamente arredato, ospita il nuovo Museo del Costume Militare con una sezione espositiva dedicata a 90 divise militari dal Risorgimento alla seconda Guerra Mondiale. Offre anche 12 stanze di lusso per l’ospitalità alberghiera e numerosi romantici cottage nel borgo dove pernottare. Aperto e visitabile tutto l’anno. dove mangiare Albergo-ristorante “Il Cervo” Piazza Europa, 20 - Agazzano (PC) Tel: 0523 975208 - ristoranteilcervo.it@gmail.com Situato in posizione strategica, nel centro del borgo di Agazzano e di fronte all’ingresso della centrale Piazza Europa, “Il Cervo” rende merito all’atmosfera di storia che circonda la Val Luretta. Sarà per la sala, dove si respira il sapore della tradizione, con i camini alle estremità in bella vista, sarà per il menù, che riprende la tradizione piacentina, dai salumi, agli anolini in brodo, fino ad arrivare ai classici tortelli con la coda e alla tartàre di cavallo. Ideale per un pranzo veloce o, in alternativa, per una cena più rilassata.

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CON PEUGEOT TRAVELLER

dove dormire Relais “La Colombara” Frazione Pigazzano - Travo (PC) Tel: 0523 952146; 0523 952353 info@relaiscolombara.it

Relais La Colombara

Elegante centro benessere situato tra i colli piacentini, offre camere e suites e una vista panoramica mozzafiato sulla campagna. La struttura è composta da diversi casali in pietra restaurati. Sulla terrazza panoramica c’è una piscina all’aperto, accessibile in estate, mentre per le altre stagioni c’è una piscina coperta con idromassaggio, un bagno turco e un percorso Kneipp. Il ristorante offre un mix tra cucina tradizionale e “fusion”.

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weekend in van

per la seconda che per la terza fila). Quanto alla dinamica di guida, il rollio c’è, ma contenuto. Le carreggiate dei colli piacentini sono costellate da contorni off-road. La voglia di farci un giretto viene, anche perché sul Traveller c’è il Grip Control: un sistema di motricità estesa (brevettato da Groupe PSA), che permette di estendere il campo di utilizzo del veicolo alle strade o ai percorsi con scarsa aderenza (Neve, Fango, Sabbia).

Pedalate nel verde

I chilometri volano nel verde del paesaggio e, dalla Val Luretta, seguendo per Rivergaro, si arriva in meno di un quarto d’ora nella bassa Val Trebbia, sulle rive del fiume. Il nostro Traveller ospita a bordo una bicicletta di Peugeot e, lasciato lo shuttle al primo parcheggio, ecco che la passeggiata pedonale che circumnaviga le acque del Trebbia diventa il terreno ideale per una sgambata rilassante. Si pedala all’ombra degli alberi, ma se si è allenati ecco che ci si può avventurare più lontano. Neanche a dieci chilometri di distanza, c’è Pigazzano, altro antico paesino dominato da un castello medievale. Teatro ideale per concludere in bellezza il nostro viaggio del weekend: poco fuori dal borgo, in località Molinetto, c’è infatti il Relais “La Colombara”, il più noto della zona, con eleganti camere, suites e centro benessere. Sì, per qualche ora fantasmi e misteri possono anche aspettare fuori...

Compagna di viaggio

PEUGEOT TRAVELLER Grazie al telaio derivato dalla piattaforma modulare EMP2, leggerissima ma anche molto rigida, il Traveller combina dimensioni esterne non troppo ingombranti con un’abitabilità al top, permettendo di trasportare fino a 9 persone. Il bagagliaio ha un volume di 1500 litri (si può arrivare fino a 4900 litri grazie ai sedili rimovibili). Ci sta pure la bici, per una sgambata rilassante. Versatilità e modularità sono le parole d’ordine. Senza dimenticare la possibilità di trasportare oggetti lunghi fino a 3,50 metri. Con un’altezza di soli 1,90 metri (che gli consente l’accesso nei parcheggi sotterranei), il multispazio del Leone è disponibile in versione Compact da 4,61 metri, Standard da 4,96 metri e Long da 5,31 metri. Il Traveller offre comfort a bordo e tante attenzioni di livello ai passeggeri. Un esempio? I grandi vetri oscurati garantiscono la privacy di chi viaggia dietro, godendosi il paesaggio senza rinunce. Potenza: 130 kW-177 CV a 3.750 giri Coppia: 400 Nm a 2.000 giri Velocità massima: 185 km/h Consumo medio: 6,4 l/100 km (15,6 km/l) Emissioni di CO2: 144 g/km Prezzi: da 31.050 euro 94


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www.weekend-in-bici.com

10 itinerari da non perdere in bicicletta, arrivando sul posto con la propria auto (la nostra quattro ruote), scaricare la bici (la nostra due ruote) e via, pedalando nella natura di Silvana Lattanzio

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er una vacanza in bici o per una puntatina fuori porta per il weekend, ecco 10 destinazioni che non possono mancare nel “palmarès” del ciclista che ama muoversi per divertimento lungo strade silenti alla scoperta di territori ospitali, alla ricerca di esperienze uniche e irripetibili. Il tratto distintivo del ciclista moderno alla ricerca di nuove emozioni porta alla ricerca di percorsi inediti legati a doppio filo con la storia e le tradizioni del territorio che attraversano. L’utilizzo della bicicletta diventa, quindi, una “moderna transumanza”, sempre più in crescita, che segue l’andare delle stagioni, mutando pelle e tipologia, in relazione ai terreni che si incontrano durante il pellegrinaggio. Ecco che allora le moderne

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fat bike (ideali per terreni innevati e sabbiosi) lasciano spazio alle consolidate mountain bike (superbe su sterrati anche estremi) fino alle “tradizionali” road bike che restano le regine indiscusse delle strade su asfalto che portano nei luoghi storici del ciclismo d’autore. Interessante, negli ultimi tempi la crescita e l’affermarsi di due nuove tipologie di turismo in bici, quelle delle borse, dei bauletti, delle appendici in gergo chiamate bikepacking, con utilizzo di tipologie di bici che vanno dalla trekking bike fino alla interessantissima gravel bike. Mezzi dove è possibile caricare tutto il necessario per una vacanza d’avventura, fermandosi dove il luogo lo permette, gustandosi scenari unici e irripetibili. Una sorta di camper su due ruote, insomma. Che dire poi della rivoluzione in formato E? Una rivoluzione tecnica che ha avuto il merito di avvicinare tantissime persone al ciclismo, portando la crescita del movimento turistico in bicicletta, a due cifre. Le bici a pedalata assistita hanno di fatto contribuito a cambiare scenario e a modificare il tratto distintivo del turista su due ruote fino ad allora conosciuto. Oggi non più solo maniaci super allenati e super preparati alla tecnica ciclistica, oggi sempre di più intere famiglie, con e-bike e munite di carrellino porta bimbi si vedono lungo le più famose ciclabili per assaporare il gusto e il piacere di un viaggio in bici alla scoperta di antiche tradizioni, arte, cultura e storia. Con queste premesse, ecco che allora nel descrivere i 10 itinerari che non possono mancare nella memoria (ma anche nel cuore e nella mente) del perfetto turista in bici vanno considerati anche questi nuovi fruitori. Dal nord al sud della Penisola passando per il centro fino a toccare le isole, tutto in Italia parla di cicloturismo!


I modelli Opel sono fra i più preparati per le “Sei ruote”

I 10 ITINERARI TOP 2019 La Via Francigena

La CicloVia più lunga d’Italia, completamente segnalata lungo i 1.040 km del percorso italiano, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, in 23 tappe. Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana, Lazio, le regioni attraversate tra borghi e castelli in scenari autentici come le persone che si incontrano lungo la via percorsa anche a piedi. Difficoltà: alta (per ciclisti preparati) Bici consigliata: Gravel/Trekking Bike (e-Bike)

Ciclovia Alpe Adria Radweg.

In poco più di una settimana da Salisburgo a Grado: dalla città di Mozart, il percorso attraversa la Carinzia toccando Villach, fino al confine italo-austriaco. In territorio italiano il percorso si snoda in parte sul tracciato della vecchia linea ferroviaria dismessa, e da Tarvisio tocca Gemona, Udine, Aquileia e, infine, Grado, sul mare Adriatico. Paesi deliziosi, monumenti naturali, interessanti attrazioni turi-

stiche e magnifici paesaggi accompagnano il cicloturista lungo tutto il percorso, lungo circa 400 km in 9 tappe. Difficoltà: alta (per ciclisti preparati) Bici consigliata: Gravel/Trekking Bike (e-Bike)

La via della Transumanza sul Tratturo Regio

Questo è un percorso che combina la passione per natura e storia con la pratica della Mountain bike. Si snoda nei territori delle regioni centro-meridionali, in particolare dall’Abruzzo alla Puglia, passando per il Molise, sulle tracce dei pastori dediti a questo flusso migratorio con le loro greggi. Il Tratturo Magno, L’Aquila-Foggia, noto anche come, appunto, il Tratturo Regio, è il più lungo tra i tratturi italiani con i suoi 244 km; occorrono, infatti, diversi giorni (8) per percorrerlo. È stato utilizzato dai pastori fino a circa 50 anni fa. Difficoltà: media (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Mtb (e-Bike)

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Tour nella Romagna del Pirata

Vivremo i luoghi e le strade sulle quali ha pedalato Marco Pantani nella sua splendente carriera. Il percorso prevede la “scalata” di due delle salite che hanno allenato le sue gambe, attraversando territori meravigliosi in quella Romagna da sempre patria di grandi campioni. 6 giorni indimenticabili percorrendo i 300 km del percorso lungo la storia di un grande campione, tra gente vera e ospitalità genuina. Difficoltà: medio/alta (per ciclisti preparati) Bici consigliata: Gravel/Road Bike (e-Bike)

Abruzzo Bici di Gusto

Matera-Lecce, in bici tra Basilicata e Puglia

Pedalando verso Sud, tra Matera (capitale Europea della Cultura 2019) e Lecce (capitale del Gotico), si fa un viaggio che racconta la storia attraverso il paesaggio, tra natura e villaggi che accompagnano l’itinerario fondendosi con la tradizione e il folklore locale. Ciclovie collinari che portano fino alle spiagge bianche del salento. Circa 400 km in 8 tappe. Difficoltà: media (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Gravel/Mtb (e-Bike)

Tour nella Sicilia del Sud

Un viaggio in bici nella Sicilia del Sud raccontata da Camilleri, autore degli episodi trasmessi in Tv col famoso personaggio del commissario Montalbano. Un tour nella zona sud-orientale della Sicilia, l’isola più grande del Mediterraneo. Si pedala attraverso la Val di Noto, che a partire dal 2003 è patrimonio mondiale dell’Unesco, per scoprire le città più affascinanti della regione. Circa 190 km in 7 entusiasmanti tappe. Difficoltà: medio/facile (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Gravel/Trekking Bike (e-Bike)

Sardegna, nell’isola in bici

Bike tour di isola in isola, nel sud della Sardegna. Un viaggio “pedalando” in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa è la Sardegna, un’isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Servono 8 tappe per percorrere i 290 km del percorso incantato. Difficoltà: media (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Gravel/Mtb (e-Bike) Bikelife Live Your Passion Bikelife, Tour Operator italiano per la vacanza attiva, organizza tour per cicloturismo con servizio guida e trasporto bagagli. Itinerari fatti su misura per persone pronte a esplorare il territorio nazionale tra magnifici paesaggi e sapori tradizionali. Inoltre, noleggia biciclette per viaggi su misura. INFO www.bikelife.it

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Conoscere i luoghi con la bici in un contesto unico ed esclusivo, alloggiando in relais di campagna, con lezioni di yoga e pilates e “assaggiando” il territorio attraverso soste in cantine e indirizzi gourmet tra calici di vino e pietanze prelibate, questo è il tour di Abruzzo Bici di Gusto, un viaggio attraverso i sapori e i colori dell’Abruzzo genuino. 5 giorni nel benessere della campagna abruzzese percorrendo i circa 90 km tra un calice e l’altro. Difficoltà: facile (per ciclisti neofiti) Bici consigliata: Gravel/Trekking bike (e-Bike)

Dobbiaco-San Candido-Lienz, la ciclabile della Drava

La più famosa pista ciclabile d’Italia! Un’escursione sul tratto più conosciuto della pista ciclabile della Drava: da Dobbiaco passando per San Candido a Lienz. In mezzo a un paesaggio alpino e selvaggio, tra prati dal verde splendente e castelli isolati, si pedala sempre in leggera discesa fino a Lienz, seguendo il corso del fiume Drava. La cittadina austriaca di Lienz invita a fare una passeggiata. La sua ampia piazza centrale, zona pedonale da inizio giugno a fine settembre e in cui un mare di fiori e palme mostrano l’influsso mediterraneo, è luogo di attrazione. Escursione giornaliera, di circa 5 ore per percorre i 48 km di sola andata, con rientro in auto o in treno. Difficoltà: facile (per ciclisti neofiti) Bici consigliata: Gravel/Trekking bike (e-Bike)

Garda by Bike

La pista ciclabile del Lago di Garda in via di completamento: una pista lunga 190 km che percorre l’intero periplo del Lago di Garda attraversando paesaggi mozzafiato, paesini, promontori e punti in cui sembra di essere sospesi sull’acqua. La particolarità della Garda by Bike è, infatti, che la pista ciclabile è in parte costruita a mezz’aria, attraversando tre regioni: Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto. Sarà ultimata nel 2021, ma già alcuni km di ciclabile intorno a Limone del Garda sono pronti per essere percorsi. Sei giorni sul lago con i colori di tre regioni tra le più belle d’Italia. Difficoltà: media (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Gravel/Trekking bike (e-Bike)


Il vostro paradiso di pace interiore. Il luogo in cui trovare un benessere autentico.

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Un Bike Tour pieno di sole a due passi da Milano

Parco di Montevecchia e Valle del Curone

P

er evitare code interminabili in autostrada vi suggeriamo un’escursione in e-bike tra colline e vigneti a due passi, o meglio a due pedalate da Milano. L’escursione di circa 2,5-3 ore nette di pedalata che vi proponiamo è all’interno del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, un’area protetta che si trova a circa 30 km da Milano. Per i brianzoli, ma anche per un buon numero di milanesi, Montevecchia è conosciuta per il Santuario del Carmelo, che si erge in cima alla Collina e che lo si può scorgere già dalla tangenziale. Il Parco del Curone è un territorio che, per la sua conformazione collinare e il clima mite, favorisce la crescita sia di erbe aromatiche sia soprattutto di viti, che hanno dato vita al vino Pincianell, un vino poco raffinato ma molto diffuso nella zona in passato. Oggi il territorio, grazie alla riqualificazione dei vitigni, alla produzione biologica, alla ricerca e all’innovazione, produce differenti vini di ottima qualità. Vitigni e conformazione del territorio (collinare con viti e con la presenza di cipressi) ricordano la Toscana, ma se il tempo a disposizione non è tanto, ecco che Montevecchia è un’ottima alternativa a una più impegnativa Toscana.

L’escursione

La nostra escursione parte dal parcheggio di Cà Soldato, oggi sede del museo zoologico del parco, dove possiamo lasciare in sosta la nostra auto, scarichiamo le e-bike e iniziamo il bike tour imboccando la strada asfaltata in direzione sud-est e deviando in uno dei numerosi sentieri all’interno del Parco, quello che ci porterà

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nella frazione Valfredda e precisamente a Cascina Butto, oggi sede dell’ente Parco. Dopo una visita ai giardini esterni della Cascina, imbocchiamo la Via Belvedere salendo fino al centro di Montevecchia alta. Dalla piazzetta possiamo scorgere in lontananza i grattacieli di Piazza Gae Aulenti a Milano.


Riprendiamo il percorso in discesa sino alla deviazione che ci porta in una delle numerose aziende vitivinicole del Parco: le Cantine Cattaneo. La strada si stringe fino a diventare un viottolo in pavè che riprende una ripida salita, immergendosi nel bosco all’ombra di piante secolari per poi sbucare alla Tenuta Valcurone, un agriturismo con una bella vista sulla Pianura Padana. Da qui in discesa inizia il tratto forse più particolare del percorso che prende il nome di Sentiero n° 8: l’ambiente è bucolico con tanto di attraversamento di un piccolo, piccolissimo ruscelletto. Sbuchiamo su un terrazzamento con rosmarino e piante da frutto e quasi entriamo in un’altra cascina, la Vertaggera. Da qui in poi la strada bianca in ghiaia ci conduce su una strada asfaltata che ci porterà verso la parte finale dell’escursione, dove ci aspetta, dopo un tratto pianeggiante, una delle salite più dure del Parco: la Salita del “Cancello” o del “Sindaco”, dove troviamo una sbarra, che ha sostituito il vecchio cancello che ha dato il nome alla salita. Fortunatamente avendo la pedalata assistita non sentiamo il 12% di pendenza della salita di 1,1 km. Finalmente arriviamo a una seconda sbarra che ci indica la fine della salita. Svoltando a sinistra sulla strada panoramica, possiamo ora scegliere tra due possibilità il percorso per scendere all’inizio dell’anello: uno più tecnico per divertirsi in discesa o uno su strada bianca e asfalto per chi preferisce scendere con più tranquillità. In entrambi i casi, il consiglio è quello di allungare il percorso e procedere seguendo i cartelli per la Galbusera Nera, dove si potranno assaporare vini

prodotti da uve autoctone e piatti tipici rivisitati, mantenendo però ingredienti biologici del territorio. La Galbusera Nera fa parte delle proprietà della Tenuta La Costa, il cuore pulsante del Parco, da un lato perché è l’edificio più antico del Parco e dall’altro perché fa parte di un progetto di riqualificazione del territorio che ha dato vita a una bonifica dei vitigni autoctoni mantenendo le uve che si sono sempre coltivate nell’area, migliorandone però produzione e qualità. Alla Galbusera Nera prima di mettere le gambe sotto il tavolo i proprietari su prenotazione raccontano la storia dell’azienda e del territorio facendo una breve visita nella cantina. Il Parco del Curone è comunque ricco di aziende agricole biologiche che producono formaggi, insaccati, miele e vini rigorosamente in modo biologico, per cui c’è l’imbarazzo della scelta. Concluso il pranzo, due pedalate e torniamo alla macchina chiudendo così il nostro giro ad anello, soddisfatti di aver fatto una bellissima escursione in un territorio vicino a Milano che nasconde itinerari interessanti per tutti i gusti. Bikelife Live Your Passion Questa e altre escursioni sono organizzate da Parcobici, realtà che si occupa a 360° di e-bike: eventi, escursioni, noleggio e vendita. Le attività proposte sono adatte a tutti con differenti livelli di difficoltà. Le escursioni sono all inclusive: guide mountain bike locali, noleggio e-bike front e full suspended, trasporto e assistenza. INFO: www.parcobici.it info@parcobici.it ParcoBici, via Prina 22, Monza

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IN CAMPER A VILLA ARCONATI Castellazzo di Bollate, in provincia di Milano, ospita la residenza del Seicento che fu utilizzata per due secoli dalla famiglia Arconati. 12 ettari di giardino monumentale all’italiana e alla francese, 7 teatri nel giardino, 40 statue classiche e fontane caratterizzano questa proprietà, denominata anche la piccola Versailles di Milano. Il palazzo copre una superficie di 10.000 mq, nei quali sono collocate 70 sale nobili; tra queste la Sala da Ballo - ricamata di stucchi e dorature, esempio illustre di barocCARAVAN E CAMPER GRANTURISMO

chetto lombardo - e la Sala dei Ricevimenti con gli affreschi settecenteschi dei Fratelli Galliari, gli scenografi della Scala di Milano. A completamento della proprietà, che fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani con il parco storico ispirato ai progetti di Leonardo, anche le Scuderie Leonardesche e numerose opere d’arte, tra le quali quattro dipinti monocromi su muro di Francesco Podesti e la scultura di Tiberio, storicamente detta di Pompeo Magno.

Grazie al progetto di recupero iniziato nei primi anni 2000 in collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni Architettonici, Regione Lombardia, la Provincia di Milano, insieme con il Comune di Bollate e Fondazione Cariplo - oltre un gruppo di partner privati - Villa Arconati ha potuto godere di significative migliorie sia degli spazi interni sia del giardino ed esterni. All’interno della fondazione un nutrito gruppo di volontari lavora alla realizzazione di una serie di attività didattiche e visite guidate


per il pubblico delle scuole e le famiglie con bambini, da gruppi di adulti a singoli visitatori, per far conoscere la villa e la sua storia. Il giardino di Villa Arconati-FAR fu concepito fin dalla sua costruzione quale monumentale all’italiana. Sculture classiche in pietra, viali prospettici e berceaux si intersecano fra loro a formare vere e proprie gallerie del fresco, fontane zampillanti con giochi d’acqua costruiti partendo dallo studio diretto

del Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci. Galeazzo Arconati, che acquistò il Castellazzo medievale a inizio ‘600 trasformandolo in residenza estiva, fu infatti proprietario di alcuni fogli del Codice, donati alla sua morte alla Biblioteca Ambrosiana dove sono conservati tutt’oggi. In seguito al giardino rinascimentale fu aggiunto un parterre con carpini topiati secondo il gusto francese a “ballerine”. Il giardino di Villa Arconati–FAR è visitabile dal pubblico in piena autonomia senza limiti di tem-

po durante tutto l’arco della giornata. Così come il Giardino monumentale, anche il piano terra del palazzo è interamente visitabile: attraverso pannelli informativi, i visitatori possono conoscere la storia che ha trasformato il “castellazzo medievale” nella piccola Versailles lombarda. L’ambiente più esclusivo del piano terra è la Sala del Museo, un tempo adibita a gipsoteca. Tra gli altri ambienti del piano terra, sono visitabili le Scuderie nobili, che secondo alcuni studi in fase di approfondimento, sarebCARAVAN E CAMPER GRANTURISMO


SOSTA Sul fronte principale della villa un terreno agricolo è adibito a parcheggio diurno non custodito, utilizzabile esclusivamente in occasione delle aperture al pubblico di Villa Arconati. Bollate: ampio parcheggio per sosta diurna e notturna con carico e scarico gratuiti in via G. Verdi angolo via Attimo. Illuminazione notturna, non sorvegliata, animali ammessi. Apertura annuale. Posti molto limitati il martedì per mercato rionale e la domenica in occasione del mercato dell’antiquariato. GPS: 45°32’50.154”N 9°6’41.5584”E In entrambi i casi con la bicicletta è possibile raggiungere in breve tempo la stazione o la villa – ferrovie Nord, Bollate Centro. Da qui con il passante ferroviario per Lodi o con il treno per Milano-Cadorna è possibile visitare il centro di Milano.

CARAVAN E CAMPER GRANTURISMO

bero state costruite partendo dal foglio leonardesco della “Scuderia ideale” oggi conservato alla Bibliothèque nationale de France. Il percorso di visita guidata permette al pubblico di essere guidato alla scoperta di alcuni tra gli ambienti in assoluto più rappresentativi e meglio conservati al Piano Nobile: l’Ala delle Signore con le spettacolari quadrature sulle volte e la misteriosa Alcova, le camere da letto dei padroni di casa, la Sala da Ballo ricamata di stucchi e dorature e l’imponente Stanza di Fetonte in cui i Fratelli Galliari nascosero il messaggio segreto di Giuseppe Antonio Arconati per i suoi ospiti. www.villaarconati-far.it


in the world: cap corse

A CAP CORSE CON LA NUOVA PORSCHE “992”

L’ultimissima Porsche Carrera “992”, cattiva e sicura come non mai, per un weekend esplorando Cap Corse, il “dito” settentrionale della Corsica, dove ai paesaggi coinvolgenti e selvaggi, si unisce il piacere di guida dinamica lungo i percorsi di un rally tra i più famosi Bastia

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CON PORSCHE “992”

di Nicola D. Bonetti Foto Tibo - The Good Click

S

i chiama sempre 911, ma per distinguere le generazioni, l’ottava è detta “992”: più potente, efficiente e sicura, incrementa anche il fascino con misure aggressive. Tutta nuova e tutta costruita in alluminio, è infatti più larga e cattiva, con la carrozzeria che evidenzia senza pudore le grandi forme, soprattutto in larghezza, con l’unificazione dimensionale tra S e 4S (la versione integrale). Nuova anche di meccanica, che approfondiremo più oltre, 992 è inedita negli interni per estetica e funzioni: linee tese sul cruscotto con piano strumenti incassato, dove – accanto al contagiri analogico centrale – due display senza cornice mostrano informazioni personalizzabili. Sulla plancia troneggia lo schermo principale da 10,9 pollici con responso tattile che ha permesso di ridurre i pulsanti fisici. Connettività permanente arricchita da nuove funzionalità e servizi, per il massimo aggiornamento.

IN LUNGO E IN LARGO

Due giorni a spasso – non sempre ad andatura turistica, lo riconosciamo – per il “dito” della Corsica, dove passare da un mare all’altro partendo da Bastia, dove arrivano traghetti da Vado Ligure (SV), Genova, Livorno e Portoferraio, e naturalmente da Nizza, Tolone e Marsiglia. Subito passiamo alla costa occidentale, spaziando dal Golfe de Saint-Florent per costeggiare verso Ogliastro, Minerbio, Pino, fino al limite settentrionale dell’isola di cap corse fronte alla Giraglia. Quindi ridiscendere la “east coast” da Macinaggio, Santa Severa, le “MariBastia ne” di Luri, Porticciolo, Pietracorbara e Sisco, poi Erbalunga, Lavasina e Pietranera per ritornare a Bastia. Non un semplice anello, ma diversi attraversamenti montani tra le colli e montagne che si Ajaccio ergono fino ai 1138 metri di Cap Corse e ai 1307 del Monte Stello. Non esistono zone pianeggianti, permettendo di guidare come si con-

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in the world: cap corse

Scorci di Bastia

viene a una Porsche. Specialmente questa, con la maneggevolezza indotta dalle quattro ruote sterzanti e l’erogazione che permette allunghi fulminei: scatta da 0 a 100 in tre secondi e mezzo. Frenando, all’occorrenza, da Porsche, meglio se con l’impianto ceramico-composito Brembo.

TECNICA E SICUREZZA

L’asse posteriore sterzante aumenta di pari misura sia la fruibilità nell’utilizzo quotidiano che le prestazioni: il sistema, già adottato da altri modelli Porsche, per la nuova 911 è stato ulteriormente affinato. Secondo la velocità, sterza le ruote posteriori fino a due gradi in direzione opposta (in manovra) o nella stessa rispetto all’angolo di sterzo dell’asse anteriore. La vettura diventa più agile in curva e manovrabile nel traffico e in montagna. A velocità maggiori beneficia di maggior stabilità di marcia, utile nei cambi di corsia. Fattore che si unisce alla “fisicità” della nuova 992: ben piazzata, per la prima volta, il diametro delle ruote è differenziato tra avan108


CON PORSCHE “992”

treno (20”) e retrotreno (21”), lo sterzo è più diretto e i freni sono tarati per essere più reattivi. La sicurezza è amplificata da nuovi sistemi: assistente di avvertimento e frenata che calcola il rischio di collisioni con veicoli, pedoni e ciclisti, intervenendo in emergenza. Il sistema attivo di regolazione della velocità include la regolazione automatica della distanza con funzione stop-and-go. Se, stregati dal paesaggio, volessimo indugiare su qualche spiaggetta occidentale per goderci il tramonto, non è un problema rientrare di notte: eccellenti i fari Matrix a 84 led attivi singolarmente, e per la prima volta su 911 c’è la visione notturna con termocamera. Entrambi i sistemi sono utilissimi sia per la guida dinamica, sia per identificare la fauna, con i diffusissimi e temibili cinghiali.

TOUR DE CORSE

La corsa automobilistica che si disputa sull’isola mediterranea dal 1956 è soprannominata “Rally delle 10.000 curve”: sembra infatti che da queste parti non siano stati ancora inventati i rettilinei. Montagna e saliscendi, passi e scogliere, tortuosità con pochi allunghi e improvvisi tornanti: configurazione che richiede capacità di guida e agilità impressionanti. Percorsi incredibili, dove occorre coraggio, tanto, per l’assenza di sicurezza, per i muretti di protezione alti anche solo una spanna. Ricordiamo che nella storia del Tour de Corse, la prima vittoria andò a una Renault Dauphine (ma la seconda toccò a una Giulietta), che solamente Darniche e Auriol hanno vinto sei volte, e che gli unici non francesi a vincere più di una gara sono stati i

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in the world: cap corse

Particolari dell’Hôtel Misíncu, interno (a sinistra) ed esterno

Particolari dell’Hotel del Gouverneurs

dove dormire Hôtel Misíncu Cap Corse ***** Lieu-dit Misíncu - F- 20228 Cagnano, Cap-Corse, Francia Tel. +33.(0)4.95.35.21.21 - www.hotel-misincu.fr

dove mangiare Hotel des Gouverneurs 3 bis, Rue des Turquines - F-20200 Bastia, Corse, Francia Tel. +33.(0).4.95.47.10.10 - www.hoteldesgouverneurs.fr

In posizione appena rilevata sul mare, che consente la vista sulla baia, dalla spiaggia all’orizzonte, questo nuovissimo albergo a cinque stelle sulla costa orientale del “dito” è abbarbicato sulle rocce, con verde e boschi che celano le varia costruzioni separate. Camere, suite e ville spaziose e curatissime, tutto con oggetti d’arredamento d’arte, per una raffinatezza diffusa. Meravigliosa la vista dalla terrazza, al di sopra della piscina, dove cenare o degustare una prima colazione d’assoluta eccellenza. Una piccola Spa si raggiunge con pochi passi nel bosco, per rilassarsi con piscina, sauna, bagno turco. Magari dopo aver utilizzato le biciclette a disposizione.

Sarebbe un albergo, ma per un pranzo, una cena, o anche un brunch a tema o addirittura solo una prima colazione, ha un fascino molto particolare. Nel centro storico attorno alla Cittadella di Bastia, tra viuzze e carruggi di costruzioni fortificate compreso lo storico U Palazzu Ghjenuvese, l’Hotel des Gouverneurs accoglie con una terrazza la cui vista domina la città e il porto da una posizione unica. Dove degustare specialità corse, semplici come si conviene alla gastronomia dell’isola e curate nella presentazione, come il servizio di eccellente livello. E una cantina di alta qualità per qualsiasi abbinamento.

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CON PORSCHE “992”

funamboli Sandro Munari, Markku Alén e Colin McRae. E che il Rally di Corsica ha decretato, dopo i funesti incidenti del 1985 e ’86, la fine dell’epopea dei “mostri” del Gruppo B.

GUIDANDO SULL’ISOLA

Sembra che i nativi siano tutti piloti: mentre stiamo semplicemente andando a spasso, arrivano piccole vetture di oltre vent’anni e persino furgoni che consegnano merci nei paesini, i cui conducenti “tirano” in modo sorprendente, sembrano non frenare mai, osando perché conoscono le strade, e perché hanno imparato a guidare qui. Noi cerchiamo di prendere le misure (soprattutto in senso di larghezza) alla nuova 992 e guidiamo un po’ più circospetti: temendo soprattutto i micidiali dossi rallentatori che abbondando in ogni paesino. Ignorati dai conducenti dei furgoni, che ne approfittano per sorpassarci scorrettamente mentre dobbiamo quasi fermarci. Poi, al prima varco fuori dall’abitato, ci pensano l’acustica dello scarico sportivo che mostra il carattere del sei cilindri boxer sovralimentato, sinfonia di erogazione ed ululato, con cambiate rapidissime. E ciao furgoni, almeno fino al paese successivo.

Tra osservazione e guida anche molto spinta dove ci sia buona visibilità, una riflessione ci fa considerare che, nelle 62 edizioni del Tour de Corse, solo due sono state vinte da Porsche 911 (precisamente nel 1969 e nell’80), essendo favorite vetture più piccole e agili, mancando gli allunghi dove scatenare la potenza. Pensiamo ai piloti di quegli anni, che non avrebbero mai potuto immaginare la guidabilità, facile e impressionante, delle ultime generazioni. Soprattutto di questa splendida 992.

SENSAZIONI PORSCHE

Dibattuti tra il fascino del paesaggio e la voglia di guidare, ci tornano tentazioni di remote gite in moto: quando, da ragazzi, si tornava indietro e si ripercorreva nuovamente lo stesso percorso per goderlo meglio. Con la 992 troviamo un compromesso: dove possibile ci si ferma, si scende a si ammira lo spettacolo del Cap Corse.

Compagna di viaggio

LA NUOVA 911 CARRERA L’ottava generazione della sportiva unica al nata nel lontano 1963 e da allora oggetto di culto, si presenta, come abbiamo visto, con estetica ridisegnata, ma le innovazioni più importanti, sono meccaniche. Questa è la filosofia di Porsche 911: avanguardia tecnologica con brevetti e sistemi evoluti, per prestazioni possenti e, a tempo stesso efficienza energetica, utilizzabilità quotidiana e affidabilità duratura. Perché, lo ricordiamo, le 911 sono vetture in grado di durare venti, trenta, quarant’anni e più. Anche correndo. Il salto di generazione, per i motori a sei cilindri boxer turbo, ha comportato la maggior potenza di 22 kW-30 CV raggiungendo i 331-450 a 6.500 giri, l’aumento della coppia di 30 Nm: ora sono 530, disponibili da 2.300 a 5.000 per un’erogazione piena su un arco ampio, fino all’allungo. Per migliorare l’efficienza, gli intercooler sono stati spostati sotto la griglia del cofano posteriore, mentre i due filtri dell’aria sono nei parafanghi posteriori, dove prima si trovavano gli intercooler. La trasmissione ha cambio Pdk a doppia frizione con otto rapporti di nuova concezione, trazione posteriore oppure integrale con gestione elettronica, sterzo più diretto e freni tarati per essere più reattivi. Nuovi passi avanti anche per i sistemi di sicurezza: se diversi sono già apparsi su altri modelli, l’anteprima tocca a 992 per la funzione Wet, in grado di riconoscere la strada bagnata, oppure selezionabile manualmente, che agisce secondo i rilievi della telecamera e consente guida dinamica in sicurezza, senza quegli interventi dei controlli che tagliano drasticamente erogazione e piacere di guida al tempo stesso. www.porsche.it

Dimensioni: 451/185/130 cm Potenza: 331 kW-450 CV a 6.500 giri Coppia: 530 Nm da 2.300 giri Velocità massima: 308 km/h 0-100 km/h: 3,5 secondi Consumo medio: 8,9 l/100 km (11,2 km/l) Emissioni di CO2: 205 g/km Prezzi: da 123.999 euro

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CITY in the BREAK world

di Vittorina Fellin

Catena dei Puys

ALLA SCOPERTA DEI GIGANTI DORMIENTI DELL’ALVERNIA

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el cuore della Francia c’è una piccola regione dove la natura domina incontrastata. E’ l’Alvernia, Auvergne in francese, una terra verde fuori dai radar del turismo di massa, che riesce a sorprendere con la maestosità dei suoi vulcani spenti, coni perfetti che emergono dal Massiccio Centrale e che disegnano la cosiddetta Chaine des Puys. Ma è l’intera natura della regione, così intatta e poco antropizzata, che offre suggestioni continue agli amanti dei paesaggi di montagna e dei passatempi all’aria aperta. Esplorare questa regione, per inerpicarsi sulle cime, camminare attorno ai crateri ormai spenti o percorrere gli oltre 90 chilometri di piste ciclabili che si collegano alla celebre ViaRhôna, è un’avventura continua che vale il viaggio.

ALLA SCOPERTA DEL PARCO DEI VULCANI D’AUVERGNE

Sul Massiccio centrale in Francia si sviluppa uno dei sistemi vulcanici più importanti in Europa, i vulcani dell’Alvernia, una fascia di 4 massicci vulcanici allineati: la catena dei Puys, i Monti Dore, i Massif Cantalien ed il Velay vulcanico. La Catena dei Puys, dominata dal Puy de Dôme (1465 metri dichiarata ‘Grand site de France’), è costituita da una splendida fila di ben 80 vulcani tra coni, dômes (vulcani dalla cima arrotondata) e crateri di origine idromagmatica detti “maar”, che si allungano per una quarantina di chilometri fino alle porte della città di Clermont-Ferrand. Uno spettacolo unico, sia dal punto di vista scientifico che turistico, tanto che ogni anno è visitata da più di 300.000 turisti. La cima del Puy de Dôme offre un panorama molto suggestivo sulla Chaine des Puys, sulla Limagne, su Clermont-Ferrand e sul grandioso Massiccio del Sancy. Per i più temerari la vetta è raggiungibile a piedi, altrimenti in 15 minuti, il Panoramique des Dôme, un treno elettrico a cremagliera vi porterà sulla sommità (in estate parte ogni 20 minuti dalle 9 alle 20,40, costo 14 euro). Sulla vetta, dominata dall’Osservatorio di Fisica del Gloco, c’è la possibilità di visitare il Temple de Mercure (resti gallo-romani). Ad una quindicina di chilometri da Clemont-Ferrand, nel comune di SaintOurs-les-Roches, imperdibile la visita a “Vulcania”, 57 ettari in 15 chilometri di lunghezza, dedicati all’universo del vulcanismo. Il sito, costruito in seminterrato, è stato scavato in una colata di lava 112

COME ARRIVARE In aereo si arriva facilmente grazie ai 3 aeroporti di Lione, Ginevra e Clermont-Ferrand (Air France garantisce voli da 18 diverse città francesi e alcune europee tra cui Milano e Bologna). Lo stesso vale se l’opzione è il treno, tra cui il TGV Francia/Italia che passa per Chambéry e Lione. Partendo dall’Italia del Nord in auto si raggiunge prima Lione (tre ore da Torino e poco più di quattro da Milano), per proseguire per Clermont-Ferrand (in circa due ore). La regione è servita da autostrade e strade a scorrimento veloce e da numerose ciclovie. DOVE MANGIARE Sulla sommità del Puy de Dôme il più suggestivo (pure buono) è il Resto d’Epicure, cucina tradizionale abbinata a un servizio curato ed elegante. Nell’Ardeche, nel caratteristico villaggio di Labeaum, le Bec Figue (www. lebecfigue.fr), etichettato Bistro de Pays nel 2008, piatti della tradizione serviti sulla piccola terrazza situata sulla piazza della chiesa. Nell’ex refettorio delle suore, il bel ristorante La Boissière dell’Hotel Le Convent, accoglie l’ospite in una cornice di volte a pietra e mattoncini rossi e una cucina composta da prodotti locali accompagnati con erbe aromatiche e fiori commestibili del giardino. Presso il Volca’lodges non dimenticatevi di prenotare al “Marceline Edgar & Company”, il ristorante di casa per un’esperienza gastronomica a chilometro zero. A Lione, capitale francese del gusto, cucina d’autore con qualche inedita modernità, alla Brasserie Bocuse nel nome del indimenticato chef stellato. DOVE DORMIRE Comfort a 4 stelle all’Alexandre Vialatte Literary Hotel a Clermont-Ferrand, 62 camere dal design elegante e una terrazza colazioni situata al sesto piano con vista a 180 ° sul Puy de Dôme, sulla catena dei Puys e sulle guglie del duomo. A Vagnas il Convent Hotel (couventvagnas.com) offre sonni tranquilli nelle stanze appena ristrutturate di un vecchio convento. A Tournebise, nel cuore della zona dei vulcani, il Volca’lodges prevede la sistemazione in 21 eco-lodge, un tipo di alloggio accogliente ed insolito, perfettamente integrato nel Parco Naturale Auvergne Vulcani. A Lione, il Lyon Métropole & Spa offre oltre ad una comoda posizione per visitare la città, campi da tennis, una piscina e un moderno centro spa.


francia

Grotta di Chavet con pitture rupestri di 30.000 anni fa

di 30.000 anni fa. Grazie ad animazioni in 5D e filmati proiettati sullo schermo più grande d’Europa (ben 415 mq) è possibile compiere imprese spettacolari come scendere in un cratere o assistere ad un’eruzione vulcanica. (costo del biglietto dai 18 ai 25 euro). Dalla sua apertura, nel 2002, il parco ha accolto oltre 6 milioni di visitatori. Merita una sosta più prolungata anche la bella cittadina di Clemont-Ferrand per godere del ricco patrimonio storico e culturale di cui sono testimonianza i palazzi signorili, la cattedrale gotica di Notre Dame de l’Assomption e la basilica romanica di Notre Dame du Port, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

TESORI NATURALI E CULTURALI NELLA REGIONE AUVERGNE-RHÔNE-ALPES

L’Alvernia appartiene alla più vasta regione dell’Auvergne-Rhône-Alpes, istituita amministrativamente nel 2016, per accorpamento delle precedenti. Un’area importante dal punto di vista turistico capace di offrire destinazioni come Lione, capitale europea, il Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa, l’Ardèche e la Drôme a sud, oltre all’Alvernia appunto con la sua Catena dei Vulcani, senza tralasciare famose località di sport invernali, come Megève, Courchevel, Chamonix, Les 2 Alpes. Da non dimenticare, inoltre, che questa regione è rinomata anche per il termalismo, grazie a centri balneari d’eccellenza come Vichy, Evian e Aix-Le-Bains. Dal punto vista culturale offre ben 5 siti e destinazioni patrimonio dell’UNESCO quali Lione, con i suoi quartieri rinascimentali e la Presqu’ile (sito Unesco dal 1991), Saint–Etienne, città creativa dell’UNESCO, La Grotta Chauvet con le sue pitture rupestri, la Cattedrale di Puy-en-Velay nell’ambito dei cammini per S. Giacomo di Compostela, e la chiesa romanica di Notre Dame du Port a Clermont Ferrand.

MERAVIGLIE DELL’ARDECHE

Ci sono voluti più di cento milioni di anni perché le acque del celebre fiume che ha dato il nome al dipartimento scavassero un canyon di 32 chilometri di gole spettacolari. È quello che gli appassionati di paesaggi maestosi possono ammirare tra Vallon-Pont-

Pont d’Arc

d’Arc e Saint-Martin-d’Ardèche, un susseguirsi di enormi pareti calcaree a strapiombo che raggiungono anche i 300 metri di altezza, immerse in una natura ancora selvaggia e intatta. Il celebre arco naturale chiamato Pont d’Arc, costituisce l’ingresso alle gole e rappresenta il punto di partenza ideale per discendere il fiume Ardèche in canoa o kayak. È possibile scegliere fra diversi percorsi, della durata di uno, due o tre giorni, che vanno dalla discesa di 8 chilometri a quella di 32. Il nirvana per gli appassionati del genere.

LA GROTTA CHAUVET 2 DI VALLON-PONT-D’ARC

Nel dicembre 1994, Jean-Marie Chauvet assieme a Éliette Brunel e Christian Hillaire notarono una debole corrente d’aria proveniente da una piccola apertura nel fondo di una cavità nel canyon dell’Ardèche. Ai loro occhi si rivelò una delle più importanti testimonianze preistoriche esistenti che l’Unesco, nel 2014, ha inserito nel suo Patrimonio. All’interno della cavità sono state rinvenute più di 1000 immagini dai motivi zoomorfi e antropomorfi risalenti a oltre 30mila anni prima dell’era cristiana, le più antiche pitture oggi conosciute. La grotta è chiusa al pubblico per ragioni di tutela, ma dal 2015 esiste una replica perfetta che permette, attraverso un sorprendente gioco di luci e ombre, di ammirare le sorprendenti pitture e di non avere troppa nostalgia dell’originale.

PER BUONGUSTAI E NON SOLO

La regione è un paradiso gastronomico ambientato in 22 tra i “Più bei villaggi di Francia”: 21 grandi formaggi DOC (il Picodon è un’istituzione da queste parti) sui 45 della Francia e una gran varietà di vini, dai Côtes du Rhône, al Beaujolais, dai vini della Savoia, ai Côtes d’Auvergne, al Saint Pourçain. Qui vi operano 93 chef stellati fra cui 7 chef 3 stelle. Il prodotto principe è la castagna, declinata in diversi utilizzi, dal liquore, alle creme, fino alla cosmetica. INFO: Atout France, Ente per lo sviluppo del Turismo francese Auvergne Rhône-Alpes Tourisme fr.auvergnerhonealpes-tourisme.com/ www.ardeche-guide.com - www.gorgesdelardeche.fr www.grottechauvet2ardeche.com/ 113


CITY BREAK

L’IMPREVEDIBILE CAPITALE DELLA LITUANIA

Incontrare l’ultima dinastia dei Tartari, visitare un quartiere che si proclama Repubblica indipendente, comprare le uova decorate a mano della nonna, gustare un cepelinai, bere l’acqua di betulla, fidanzarsi in mongolfiera, fare trekking nella palude e ancora...

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LAGO TRAKAI: CUCINA KARAIMA E PALUDI Poco lontano dalla città, intorno al tranquillissimo lago Trakai, vivono circa 300 kairaiti, popolo di ceppo tartaro e lingua turca. Abitano in case con solo tre finestre: una per Dio, una per la famiglia e una per il granduca Vytautas. E’ gente cordiale e ospitale, felice di accogliervi nel ristorante Kybynlar dove scoprirete il kibinai, squisito fagottino alla carne di’agnello in crosta servito in una tazzona di terracotta. Se avete la passione per l’avventura e avete piu’ di 16 anni, potete fare swamp hiking un trekking attraverso paludi e terme naturali nelle vicinanze del lago e nel quartiere Semeliskiu a circa 50 km da Vilnius.

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L’ANELLO IN MONGOLFIERA Vilnius è una delle poche capitali che permettono alle mongolfiere di sorvolare la città. Futuri sposi, questa è davvero una situazione magica per dichiarsi e sfoderare il fatidico anello di fidanzamento, il tutto inaffiato da champagne.I colorati palloni volano tutto l’anno ma sono richiestissimi nel periodo di San Valentino.  Il tour si chiama Machmaking in the Sky e la vista sulla città è davvero mozzafiato. Vi assicuro che, viste dall’alto, la Città Vecchia, la maestosa Università,  le cupole gotiche e barocche  sono davvero un’emozione indimenticabile.

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INDIPENDENTEMENTE TRENDY Al di là del fiume Vilnia sorge la Repubblica Indipendente di UZupis. Cosi’ si autodefinisce il quartiere piu’ trendy della citta’ che vanta una propria costituzione, scritta sui muri della Via Paupio. Tra il serio e l’ironico, viene decretato che “ L’uomo ha diritto di essere uomo e il cane di essere cane” oppure “La gente ha il diritto di 114

vivere vicino al fiume e il fiume di scorrere vicino alla gente”. Costituzione a parte, UZupis è il nuovo ritrovo di artisti e avanguardisti. Tutto da scoprire.

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MANGIAR BENE, ASSAGGIARE BENDATI E CIOCCOLARSI... Per mangiare alla lituana, assaggiate le cepelinai, gnocconi di patate a forma di Zeppelin ripieni di carne. I più popolari da Forto Dvaras I piu’ raffinati al pesce e zafferano daTelegrafas. Il kibinai, fagottino d’agnello in crosta, servito in tazzona di terracotta


WEEKEND A vilnius

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SHOPPING: LA NONNA E IL MASSAGGIO AMBRATO Old Crafts Workshops qui troverete negozi souvenir e prodotti artigianali tra cui raffinate lenzuola, meravigliose tavoglie, tessuti in lino per abbigliamento e le uova della nonna, minuziosamente decorate a mano. Se amate l’ambra, soprannominata l’oro della Lituania, potrete seguire un tour che racconta la storia della pietra e insegna a creare il vostro gioiello amuleto. Al termine dello shopping vi aspetta un lungo massaggio all’ambra, olio e pietre.

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LET’S PARTY! Pronti per la serata? Vilnius ama fare festa e far tardi. Una valanga di discoteche, capeggiate dalla popolarissima MojoLounge Il sito vilniusbynight.lt/en informa su orari e aperture di enoteche, bar, lounges e sexy stripper club concentrati nei distretti di Vokieciu e Islandijos.

7 Pane e dolci fatti in casa sono un classico della gastronomia lituana. Non perdetevi la saltibarsciai, zuppa di barbabietole. uovo e crema acida di yougurt da bere con berzù,delicata acqua di betulla. Non mancano dei tour gastronomici piuttosto insoliti come Tasty Vilnius che organizza degustazioni gastronomiche in giro per la citta’. Assaggiarete la cucina tradizionale lituana e verrete bendati per indovinare un dolce. Per cena vi consiglio 14 Horses dove lo Chef Andrius Kubilius propone una cucina ispirata alla natura, alla storia e allo stile di vita della Lituania e del Baltico. Dimenticate la dieta e tuffatevi nelle pasticcerie Dolci Kepyklele e Pinavija. Da Kepejai vi sembrerà d essere nel set del flm Chocolat. D’accordo manca Johnny Deep, ma le pasticcere vi sedurranno con loro delizie.

DOVE ALLOGGIARE: IL LUSSO E LA BARONESSA Kempinski - Un’ avventura 5 stelle. A cominciare dall’ingresso decorato da cascate di fiori, alle eleganti suites con balcone che danno sulla spettacolare piazza della Cattedrale, Atmosfera da Vienna imperiale, SPA e piscina da sogno azzurro. Servizio impeccabile, breakfast da capogiro e il ristorante che propone i tesori della cucina lituana. Grotthus boutique-hotel - 4 stelle, residenza della Baronessa Von Grotthus. Camere accoglienti, tutte diverse, arredate con pezzi antichi dall’aria nobile di un tempo. Vilnius è raggiungibile con voli low cost Ryan e Wizzair e il sito Lithuania.travel sarà utilissimo per documentarvi sul vostro prossimo viaggio alla scoperta della Lituania. INFO: Lithuania Travel http://vilnius-tourism.lt/en/ https://www.lithuania.travel/en/ info.lituania@aigo.it 115


CITY BREAK

di Cesare Zucca

STORIA, ARTE, ELEGANZA, BUON CIBO E... AMBRA, LA PIETRA DELLA SALUTE Napoleone l’ha definita “La chiave di tutto”. Dal florido commercio medioevale all’occupazione nazista, alla nascita di Solidarnosc, oggi Danzica è meta di visitatori che amano l’arte, la storia, l’eleganza, il buon cibo e... l’ambra. Ecco un weekend in 7 mosse

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onsieur Bonaparte aveva ragione: questa città, affacciata sul Mar Baltico, era un punto strategico per chiunque avesse ambizioni di dominio sull’Europa centro-orientale. Nel corso dei secoli Danzica è diventata uno dei luoghi più cruciali della storia del mondo. Dallo scoppio della seconda guerra mondiale alla nascita di Solidarnosc che ha dato inizio, con effetto domino, al crollo dei regimi comunisti. Non solo storia, però. Danzica è per tradizione dedita al commercio e al turismo. Molti i visitatori polacchi e stranieri, amanti della natura che si manifesta nelle dolci colline della Casciubia, coperte di laghetti e boschi di betulle

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Le porte e i murales Partite dalla Porta Verde e percorrete la Via Reale (Ulica Dluga) fino a Dlugi Targ, centro pieno di ristoranti, bar, saltimbanchi, attori in costume e palazzi importanti: ilMunicipio con la torre più alta di Danzica che ora ospita il Museo storico della città, la Casa d’Oro e l’iconica Fontana di Nettuno, dove un selfie è d’obbligo. Superata la Porta Superiore, vedrete apparire la Casa delle Torture, la Torre di Prigionia, la Chiesa di S.Maria, ritenuta la più grande chiesa in mattoni al mondo e la pittoresca strada Ulica Mariacka. Se amate i murales d’autore, dirigetevi verso il quartiere Zaspa, case pastello e spettacolari murales. Gli abitanti della zona organizzano tour gratuiti.

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Glowne Miasto e SolidarnoSC Il centro città ricostruito com’era circa 400 anni fa, con edifici gotici in mattoni rossi e casette strette che tradiscono l’influenza olandese. Qui potete fare shopping (e magari qualche buon affare) nelle botteghe artigiane, negozi d’antiquariato, wine-bar e boutiques di moda. Le strutture che onorano Solidarność, il movimento che

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nel 1980 sconfisse il regime comunista. si possono visitare a bordo di un pulmino d’epoca attraverso l’area portuale di Gdynia, con tappa nell’officina dove lavorò Lech Walesa, fondatore del movimento. Oggi gli ex-spazi industriali ospitano mostre d’ arte contemporanea. European Solidarity Center, nuovo museo dedicato alla solidarietà, al movimento anticomunista e al dialogo con il mondo attuale. Molte dei cupi spazi industriali sono diventati strutture design e un winter garden in piazza Bartoszewsk. Fuori dal museo spicca il grande Monumento ai Portuali Caduti che commemora gli operai uccisi durante la rivolta del 1970.


WEEKEND A DANZICA

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Fame? Come alternativa al ristorante classico, ecco (purtroppo in via di estinzione) i MILK BAR , bar mleczny, modesti e economici self-service, retaggio dell’era comunista. Cucina casalinga e… limitata. I piatti sono scritti, rigorosamente in polacco, su una lavagna mentre la burbera signora tuttofare (cuoca, manager, cameriera) li cancella mano a mano che vengono esauriti. Meglio andarci presto… e diffidare dalle ‘nuove versioni’ con banconi ricchi di cibo, musica, servizio organizzato e wi-fi e (ahimè) il sito web… Qualche nome? Neptun, Syrena, Turystyczny, il Mleczny, purtroppo tutti un po’ ‘modernizzati’. Il più autentico l’ ho trovato per caso, di fronte al maestoso Castello Malbork (che vale la pena di visitare) appena fuori Danzica. Anonimo, nessuna insegna e una strepitosa zuppa zurek (la mia preferita) Voglia di street food? Nel mercato Hala Targowa troverete la più genuina gastronomia locale: carne e insaccati affumicati, pesce essiccato, dolci ai semi di papavero, tanta frutta e verdura (le prugne sono squisite) e il meraviglioso pane nero

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Due musei Hewelanium Center, immerso nel verde con spettacolare vista sul porto, è un museo interattivo dedicato alla scoperta dalla scienza e dei fenomeni naturali. Si va dalla fisica dell’energia alla sperimentazione dei fenomeni luminosi. Museo della II guerra mondiale, uno dei musei più innovativi d’Europa, e nuova icona cittadina. La sghemba costruzione su 5 piani commemora gli eventi bellici e racconta com’era la vita della gente comune durante quei terribili anni. A causa dell’argomento e delle immagini dure, il museo ha creato anche un itinerario più ‘leggero’ dedicato ai bambini.

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Ambra! La portentosa pietra portafortuna e protettrice. Tipica della zona, questa pietra millenaria dalle proprietà benefiche, al contatto con la pelle, è in grado di rilasciare acido succinico che funziona come agente antinfiammatorio, analgesico e antitossico. Combatte, dicono, artrosi e reumatismi, dolori alla schiena, sciatica,

tendiniti, e i disturbi di stomaco. Favorisce la guarigione di ematomi e piccole ferite, combatte lo stress, procura calma e buon sonno. E’ considerata un infallibile portafortuna. Prima di comprarla. vi consiglio una visita al Museo dell’Ambra per conoscere l’affascinante storia di questa millenaria pietra ( resina fossile) portafortuna dalle proprietà benefiche. Scoprirete gioielli d’epoca, oggetti artigianali, scatole preziose, quadranti di orologio e pettini. E poi… tuffatevi da Bursztynowe o setacciate la Mariacka, strada popolata da negozi, bancarelle e venditori della pietra dai mille toni di giallo. L’ambra più preziosa? Quella con le sfumature blu.

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Una tappa chic a Sopot Vicina stazione balneare dove da oltre un secolo benessere e cura del corpo si coniugano a una vivace vita mondana. Troneggia il Grand Hotel, che ha ospitato politici illustri e stars, tra cui Marlene Dietrich, Greta Garbo, Annie Lennox. Nella relax room viene servito champagne e caviale mentre vengono proiettati vecchi film francesi in bianco e nero. Che chic!

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Per una notte da sogno Radisson Blu Hotel, nella storica via del Mercato Lungo. Deluxe rooms, 9 suites, tra cui la presidenziale con vista spettacolare. Hotel allergic-friendly, attento a chi soffre di allergie. Lenzuola anti-acaro, toiletterie per pelli sensibili e aspirapolveri dai filtri antiallergici. Nel ricco buffet-colazione troverete muesli senza noci, latte senza lattosio e prodotti senza glutine. Comfort, servizio e accoglienza 5 stelle. Hotel Gdansk nel 1700 era un granaio, oggi ospita una clientela internazionale. Elegante e sobrio, camere stile yacht, attrezzatissima Spa e un ottimo ristorante di cucina polacca. Lasciatevi tentare dal trittico di sardine e dagli immancabili pierogi, tradizionali ravioli polacchi, serviti con finferli e cavolo. Nel suo pub Brovarnia troverete il meglio delle birre artigianali, compresa la superlativa Schwarzbier nera. INFO: Visit Gdansk https://visitgdansk.com/en/ • www.polonia.travel/it 117


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DAL DESIGN DEL BAUHAUS ALLO Dessau

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CHARME DI COLONIA Bauhaus è il nome della scuola creata da Walter Aldolph Groupius. Il nome deriva da un termine medievale che indicava la loggia dei muratori

QUESTO E’ UN ANNO SPECIALE PER IL TURISMO TEDESCO, INFATTI SONO CENTO ANNI DALLA NASCITA DEL BAUHAUS, MOVIMENTO DELL’ARCHITETTURA MODERNA CHE UNIVA ARTE E TECNICA, CREATO A WEIMAR DA WALTER ADOLPH GROUPIUS, MA POI PURTROPPO ARRIVO’ UN ALTRO ADOLPH CHE DISTRUSSE TUTTO. DOPO I VARI EVENTI DEL BAUHAUS, NON GUASTA UNA VISITA A COLONIA, LA CITTA’ DELLA FAMOSA “ACQUA”... ITALIANA.

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l Bauhaus, il movimento che nella prima metà del XX secolo ha stravolto il mondo del design diventando un’icona di stile e di arte, compie cent’anni e per l’occasione è stato predisposto un calendario fittissimo di eventi. Se ne contano 600 in Germania di cui 45 nella sola Berlino nei primi sei mesi dell’anno. Nella capitale si è appena concluso un primo evento di nove giorni presso la Berliner Akademie der Künste: concerti, installazioni, workshop, spettacoli di teatro e di danza, con oltre 100 artisti internazionali. Aperta nel 1919 e rimasta operativa solo fino al 1933 la scuola ha ospitato personaggi del calibro di Paul Klee, Vasilij Kandinsky, Walter Adolph Gropius, Anni Albers e Theo van Doesburg. Sempre a Berlino, ma anche a Dessau e Weimar, dal 16 settembre al 13 ottobre 2019 si terrà il festival itinerante che permetterà di riscoprire il patrimonio mondiale dell’architettura moderna in Germania. Non solo.


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Park Weimar

In tutto il Paese è stato organizzato il Grand Tour of Modernity con l’apertura al pubblico degli edifici storici costruiti nel XX secolo che ripercorrono gli ultimi 100 anni di storia dell’architettura attraverso sette percorsi in diverse città tedesche. Per l’occasione sono stati inaugurati anche due nuovi musei dedicati a questa importante scuola.

DA WEIMAR A DESSAU

A Weimar, città simbolo della Bauhaus (qui nel 1919 Gropius ebbe la possibilità di mettere in pratica il suo ideale di forgiare gli uomini moderni attraverso gli oggetti d’uso quotidiano), nella zona nord della città, ai confini con il Weimarhallen Park, a inizio aprile è stato inaugurato il nuovo museo voluto dalla fondazione Klassik Stiftung Weimar. Il museo è ospitato all’interno di un edificio in vetro striato dalle linee essenziali e minimaliste. In autunno invece sarà inaugurato il nuovo Bauhaus Museum, a Dessau, la cittadina che ospitò la Bauhaus nel 1925. Disegnato dallo studio catalano Addenda Architects, il nuovo spazio espositivo di 2100 metri quadrati, costato 28 milioni di euro, è stato allestito all’interno di un edificio metallico a 120


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forma di scatola e sarà contenuto in un altro edificio in vetro per ospitare circa 49 mila disegni e oggetti. Dessau è il fulcro del Bauhaus, è un punto di riferimento unico per tutti gli studenti di architettura che qui trovano la massima concentrazione di edifici risalenti al periodo compreso tra il 1925 e il 1932, alcuni inseriti tra i siti UNESCO. In città colpisce il contrasto tra gli opulenti palazzi barocchi e l’essenzialità funzionale degli edifici Bauhaus che sono concentrati a ovest della Hauptbanhof e si raggiungono a piedi: il Bauhausgebäude, l’edificio in cui aveva sede la scuola, le Meisterhäuser, le case dei maestri, e il complesso Törten. Il primo è oggi utilizzato in parte come scuola d’arte, design e architettura del Bauhaus e in parte è aperto al pubblico. La Gropiushaus, la casa di Walter Adolph Gropius aperta al pubblico nel 2014, è stata l’ultima delle case dei maestri a essere ricostruita. All’interno sono ospitati anche eventi speciali.

UN UNICO BIGLIETTO PER TUTTE LE MOSTRE E I MEZZI PUBBLICI

Il Kurt Weill Zentrum in Haus Feininger è la casa dove abitava Lyonel Feininger e che oggi è intitolata a Kurt Weill

che diventò collaboratore di Bertold Brecht per il quale scrisse le musiche de “l’Opera da tre soldi” e il suo brano più famoso “Mackie Messer”. E poi c’è la Haus Muche/Schlemmer in cui risulta evidente il contrasto fra le proporzioni di alcuni ambienti troppo piccoli per le esigenze del mondo moderno e altri elementi invece estremamente innovativi. Da non mancare la visita poi alla Haus Kandinsky/Klee molto particolare per via dei colori pastello con cui i due grandi artisti dipinsero le pareti. Il complesso Törten, realizzato negli anni Venti, è un complesso residenziale immerso nel verde nella parte sud di Dessau e rappresenta il prototipo dei quartieri popolari odierni. Nella maggior parte delle case tutto è rimasto com’era stato progettato in origine da Walter Gropius ma in alcuni casi si trovano robuste porte tedesche e larghi patii. Il modo migliore per visitare tutti i siti Bauhaus è acquistare il biglietto che include le mostre nel Bauhausgebäude, le visite guidate alle Case dei Maestri e un tour guidato al quartiere Törten. Il biglietto ha validità di un giorno e consente anche l’uso gratuito dei mezzi pubblici. INFO: www.bauhaus-dessau.de

Grophiuhaus

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La cattedrale e il ponte Hohenzollern

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(foto Francesco Carovillano)

di Cesare Zucca

COLONIA: LA CATTEDRALE, LA STORIA, LA GASTRONOMIA, TANTA BIRRA E... L’ACQUA Impossibile perdersi: grazie, Dom!

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l benvenuto a Colonia ce lo dà proprio il simbolo della città, l’imponente Cattedrale, il Dom, miracolosamente sopravvissuta al bombardameto del ’45 che ha rasato la città al suolo. Le sue guglie gemelle, visibili da ogni punto della città, fanno da bussola per il turista. Al’interno spiccano le splendide vetrate istoriate e il sarcofago dorato tempestato di gioielli in cui sono ospitate le reliquie dei Re Magi, portate da Federico Barbarossa e motivo di pellegrinaggio da secoli. E’ il cuore spirituale della città, parte tutto da lì: le line ferroviarie, la metropolitana, i bus rossi Hop on/off  che vi consigio di prendere per un tour di un’ora e mezza che attraversa tutta la città. Esperienza un po’ turistica, ma utile e essenziale. La storia di Colonia  è raccontata (anche in italiano) in auricolare e il bus a due piani vi porta nei luoghi più significativi dando la possibilità di  scendere quando si arriva a un punto che desiderate vedere per poi risalire sul prossimo.

Wallraf-Richartz-Museum

Nel centro di Colonia, l’ importante museo ospita capolavori della scuole tedesca, italiana, fiamminga e olandese illustra la dimensione europea della pittura religiosa dell’epoca. Grande spazio all’arte barocca, con Rubens, Ruysdael,Rembrandt, Murillo, Tiepolo, Lorrain. Una delle più importanti collezioni al mondo di dipinti medievali oltre a opere di Rubens, Rembrandt, Murillo di Boucher, pittura

PIù di 40 musei da visitare

Tra tutti, ho scelto il meraviglioso Ludwig Museum, arte moderna e contemporanea, spazi larghi e suggestivi.  Pop Art d’autore, tanto Dada, illustri esempi dell’ espressionismo tedesco (che adoro) e una strabiliante sala dedicata alla PopArt d’autore: da Andy Warhol a Roy Lichtenstein. Il museo ospita una delle più vaste collezioni di opere di Picasso, alcune poco viste, come le sculture, i patti di ceramica e un’improbabile nurse che spinge una carrozzina. 122

Museo del Cioccolato


La famosa Acqua di Colonia

germania Estate a Termoli

L’ascensore dell’Hotel Pullmann Hotel 25 Hours

CON PROFUMO D’ITALIA tedesca da Caspar David Friedrich, Max Liebermann e la più ampia collezione di arte impressionista e neo-impressionista in Germania: Monet, Van Gogh, Cézanne e Edvard Munch. Corrente esibizione la suggestiva mostra Barock Lifestyle.

Birra, birra, birra!

Spillata al mattino, pomeriggio, sera e notte, insomma sempre. La birra di Colonia è la bionda Kölsch in ben 40 etichette, leggera e un po’ amara, servita nel tipico Kolsch Stange, un bicchierino alto e stretto che viene  riempito non-stop dai camerieri, così la birra è sempre fresca. E un affarone...un bicchiere di Kölsch costa meno di 2 euro, decisamente più economica dell’acqua, visto che una bottiglietta costa 2 o 3 euro…

Scoprire Ehrenfel

Quartiere multietnico e multiculturale dall’ atmosfera bohémienne, popolato da creativi e artisti. Distretto eclettico, prediletto da gioTre cose che un turista non dovrebbe fare 1. Se raggiungete Colonia in auto, non pensate di posteggiarla in centro... non troverete posto e i parcheggi costano una fortuna. Meglio lasciarla in periferia, magari vicino a una stazione del metro. 2. Non lasciare il ristorante senza aver lasciato una mancia di almeno il 10% 3. Non nuotare nel Reno. E’ attraente ma pericoloso.

vani artisti e stilisti che qui hanno aperto spazi d’arte, boutique di moda e di gioielleria. Qui troverete arredi, oggettistica, barbieri hipster, parrucchieri tendenza, negozi di musica e vinili a prezzi davvero interessanti. Vi consiglio di scendere alla stazione del metro UBan Venloer e di avventurarvi nelle stradine laterali dove scoprirete grande creatività: piccoli bar giovani e accoglienti, miniboutiques dove i capi sono realizzati sul posto e su misura e spettacolari graffiti che tappezzano muri, case, finestre.Ho fatto una sosta da Sehnsucht, un piccolo bar con giardino, caffè e deliziose torte. Qua e là troverete negozi vintage, bric-à-brac, oggetti per la casa, perfino una caffetteria dove il contenitore lo portate voi. Tanta moda insolita e esclusiva , visto che a produrla, sul posto, sono gli stessi stilisti,  pronti a adattare le loro creazioni alle vostre misure . Tra le boutiques più trendy, la minuscola Kleidsam, tutto fatto a mano.

La cucina kolsch

A tavola l’orgoglio locale è il pane. Pare ce ne siano di 200 tipi, venduti nei classici panettieri o nei baracchini per strada. In accoppiata una valanga di croissants, pane dolce e altissime e farcitissime torte.  Flönz, una salsiccia di sangue da mangiare fredda, accompagnata da soffritto con cipolle o in versione gourmet, abbinata all’ Himmel un Ääd, purè di patate e mele. Sauerbraten, uno stufato di carne marinato in un mix di vino, acqua, erbe, spezie e altri condimenti e servito con un sughetto agrodolce a base di uva. Uno dei ristoranti più tipici (e affollati) di Colona è Frueh Am Dom  Lì ho gustato un enorme e succulento hämmchen, stinco di maiale bollito servito con krauti e purè di patate. 123


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Quartiere Ehrenfel

Un quartiere non turististico?

Chlodwig Platz. Se chiedi a un abitante di Colonia ‘chi sei?, ti risponderà ‘sono un patriota’ e se vuoi sapere quale zona ama bazzicare, ti indirizzerà verso ‘il quartiere Chlodwig,dove purtroppo,aggiungerà,  gli affitti sono saliti alle stelle…’ Anch’io ho zigzagato per le viuzze del quartiere e ho trovato tutto ciò che si può trovare in un tipico villaggio, dal salumiere, al fruttivendolo, al calzolaio. Gente super cortese e sorridente. ‘Ci chiamamo i meridionali della Germania, aggiunge la mia guida, perchè siamo affabili, allegri e solari…

Un’imperdibile escursione fuori città

Nella vicina e graziosa Brühl (20 minui di treno) vi aspetta il maestoso Castello Augustusburg, un gioiello barocco dichiarato patrimonio Unesco. Le visite sono necessariamente guidate, ma aiutate da audioguida anche in italiano. Tra le bellezze spicca la monumentale scalinata e la cupola dall’impressionante trompe-l’oeil, un vero capolavoro di prospettiva. Lasciamo il barocco, per tuffarci nella straordinaria creatività e nel mondo surreale di Max Ernst a cui è dedicato il museo. Moltissime opera dell’eclettico artista pittore, scultore e fotografo. Fino a Agosto, il museo ospita una strabiliante mostra di Joana Vasconcelos, stravagante (a dir poco) artista portoghese, che non mancherà di stupirvi con le sue sorprendenti creazioni e insolite creature che vanno da un maxicuore luminoso che danza al ritmo del fado a una gigantesca scarpa realizzata con più di 200 pentole e coperchi. Vedere per credere!

Dirsi ‘ti amo’ sul ponte

Succede sul Ponte Hohenzollern, diventato uno dei luoghi preferiti dagli innamorati che dal 2008 hanno iniziato a tappezzarne le ringhiere con i lucchetti dell’amore. Un must ‘romantico’ per chi si vuole bene.

Fare una passeggiata lungo il Reno

Il parco che si affaccia sul Reno nella sponda opposta alla cattedrale, il Rheinpark, è un’immensa area verde , oasi di tranquillità che in estate regala una zona quasi-mare con una quasi-spiaggia che piace molto ai locali.

Cioccolatiamo?

Sprofondatevi nel profumo del Schokoladenmuseum,    il museo del cioccolato sponsorizzato dalla Lindt, piuttosto sovrappopolato e rumoroso… mi sono bastati 5 minuti: un brevissimo stop al bar per acquistare… un cioccolatino. Una meta perfetta per i bambini, ottime torte ma troppo chiasso.

Acqua superstar

La famosa “Acqua di Colonia” fu inventata dall’italiano Johan Maria Farina e l’essenza originale porta il suo nome in un’etichetta rossa. E’ nata proprio a Colonia nel 1700 e ha ‘sedotto’ personaggi celebri come Voltaire, Goethe, la Regina Vittoria e perfino Napoleone  Bonaparte che pare ne consumasse 60 flaconi al mese. La potete trovare all’interno del negozio-museo  Farina  Oben-

SCELTI E PROVATI PER VOI Colonia Centro è di dimensioni piuttosto limitate. Meglio quindi puntare su un hotel centrale, vicino a una fermata del metro, che è efficace e, manco a dirlo, estremamente puntuale. Ecco quattro strutture alberghiere, diverse tra loro, ma tutte raccomandabili.

popolata da mini shops di biciclette, gadgets, musica e vinili, barbiere, eccetera. Le sorprese continuano nelle camere super confort, dal pupazzetto tra i cuscini, ai quadri pop, al telefono vintage. Alcune camere con terrazzino e vista della cattedrale e per rilassarvi, una splendida SPA tra piante tropicali.

Hotel 25 Hours the Circle Giovane, moderno e sorprendente... fin dall’ingresso, ovviamente circolare, una specie di piazza futuristica

Boutique Hotel Chelsea Artistic, hipster, trendy... avete capito il genere? Questo boutique hotel si diverte a essere senza dubbio

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Hotel Steigenberger

unico e originale. Nella sua minimalistica essenzialità (anche dei prezzi) riserva piacevoli sorprese, dall’ascensore con la parete effetto cinema, alle camere ricche di vetrate, anche nel soffitto. Hotel Steigenberger  Classe, servizio e comfort. Questa gemma della prestigiosa catena Steigenberger offre eleganti camere con vista sulla Cattedrale,  dotate di letti super confortevoli, un angolo tè e caffè e un minibar,  tutto


germania

Brasserie

marspforten 21, dove si possono seguire tour guidati da attori abbigliati da damerini del ‘700 che vi porteranno attraverso le cantine e le distillerie (ovviamente ricostruite) per illustrarvi la storia della leggendaria acqua profumata e farvi indovinare diverse essenze. A chi azzecca (e a chi non) viene regalato un mini profumo. ovviamente Farina. Solo Farina 1709 è la vera Acqua di Colonia, attenzione alle imitazioni, come la ‘4711’, venduta in molti negozi, alcuni dei quali piuttosto chic. In quello della  Glockengasse,  per esempio, troverete una fontanella dal cui rubinetto sgorga… acqua di Colonia.

Pronti per un viaggio nel tempo?

Per un tuffo (virtuale) nella Colonia di ieri, niente di meglio che un’esperienza TimeRide a bordo di un tram d’epoca per infilarsi gli occhialoni e avventurarsi virtualmente in un tour attraverso la città, com’era all’inizio del ‘900, popolata dai personaggi che animavano il centro di Colonia:  signori con bombetta e bastoncino, eleganti signore dai cappellini piumati, venditori ambulanti,  bottegai e persino un ladruncolo.

A TAVOLA

Colonia offre un’immensa diversità multi-etnica. Ben 182 nazioni sono presenti in città e potrete scegliere tra 3000 posti di ‘ristoro’ che vanno dalla birreria tipica, al ristorante stellato, allo street food, dove, visto il grande numero della popolazione turca, imperano i kebab, compreso l’affollatissimo Mangal Döner, aperto da Lukas Podolski,

curatissimo e un servizio ineccepibile. In serata, gli ospiti possono ritrovarsi al lounge bar per sorseggiare un drink, godersi la vista e un’ atmosfera davvero magica. Hotel Pullman Nel cuore di Colonia, un ‘4 stars superior’ firmato dalla prestigiosa catena Accor  e mirato soprattutto a viaggiatori cosmopoliti, un gioiello, a cominciare dall’ ascensore trasparente con una vista talmente

Quartiere Ehrenfel

ex attaccante dell’Inter. Pare sia il migliore della città, preparatavi a fare la fila... Dal 31 agosto all’8 settembre la città si trasformenrà in una Mecca in occasione di Fine Food Days Cologne con la partecipazione di una grande brigata di top chef dell città che prepareranno i loro piatti più famosi. Ho scelto per voi due ristoranti molto diversi ma, secondo me, ugualmente interessanti. Neo Biota - Alternativo-tendenza, piatti freschi, sani e comunque ricercati. Tra poco festeggiarà il primo anno di attività e pensare che a soli 6 mesi dall’ apertura si è guadagnato una stella Michelin. Al bancone a vista operano  Sonja Baumann e  Erik Scheffler chef-amici-soci del piccolo ristorante che offre un menu semplice e schietto, con molte verdure, pesce e che imperiosamente proclama: ‘Il brunch è morto’ optando per un variopinto breakfast non-stop dalla mattina al pomeriggio. Mi sono affidato ai consigli degli chef : salmone, asparagi bianchi, 7 erbe e aceto di uova servito su una tartina di pane integrale e accompagnato dal ‘drink del giorno’: anguria, pelmo, ginger, cetriolo, pepe, paprika e chissà cos’altro... deliziosi tutti e due. Brasserie E.L.F. - Cambiamo atmosfera. Al pianterreno dell’hotel Pullman, Ho trovato un locale elegante e nello stesso tempo piuttosto sobrio con un menu che punta sul prodotto locale e sulla tradizione della cucina del Reno. Era una serata speciale dedicata ai dolcissimi, tenerissimi e irresistibili asparagi bianchi della zona di Bornheimer accoppiati alla classica wienerschnitzel, quasi una cotoletta alla milanese, e irrorati da una ‘peccaminosa’ salsa olandese. Cucina top.

spettacolare che da solo vale il soggiorno (facevo su e giù almeno 10 volte, sia di giorno che di notte)... Il breakfast? Indescrivibilmente ricco  e abbondante: dalle specialità locali, dolci salumi, formaggi, salmone e anguille, verdure cucinate in mille modi, una parata di succhi di frutta e verdure appena spremuti, di pane e dolci, per non parlare delle uova, cucinate da uno Chef specializzato, al momento e come le preferite.

Pronti a prenotare il vostro weekend a Colonia? RyanAir, EasyJet e Wizzair vi portano low-cost verso una meta ospitale, ricca di storia, arte, gastronomia e... tanta birra! INFO Per informazioni turistiche www.koelntourismus.de 125


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Tel Aviv, arte e fascino Sorprendente, giovane, frizzante: Questa è Tel Aviv, grande città di Israele, affacciata sul Mediterraneo. È chiamata anche “WHITE CITY” per i suoi oltre 4000 edifici in stile BAUHAUS, che le hanno fatto ottenere il riconoscimento dell’unesco di Patrimonio Mondiale dell’Umanità di Anna Maria Terzi

Dessau

TEL AVIV

Veduta di Tel Aviv

(foto di Dana Friedlander)

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tel aviv

G

rattacieli che puntano verso il cielo, un lungomare animatissimo, le piccole case del quartiere yemenita, i bellissimi palazzi storici di Jaffa, i negozi oltre ai tanti locali dove divertirsi sino a tarda notte. La White City, così è chiamata, regala tutto questo sullo sfondo di scenari incantevoli. E a soli 50 km c’è Gerusalemme, la città simbolo della storia. Tutto ciò rende un soggiorno in Israele indelebile. Tel Aviv è una città giovane: fu costruita poco più di 100 anni fa, nel 1909, eppure una volta arrivati a destinazione respirerete storia e vi sembrerà di camminare in un museo a cielo aperto. Grazie agli oltre 4.000 edifici costruiti in stile Bauhaus. Il movimento Bauhaus nacque in Germania, a Weimar per la precisione, trasferendo poi la sede a Dessau e infine a Berlino. Nel 1933, l’avvento del nazismo portò alla chiusura della scuola e

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Dettagli Bauhaus a Tel Aviv

molti architetti si rifugiarono a Tel Aviv portando qui questo stile minimalista, pulito, lineare, dai colori bianchi. È proprio quest’ultima caratteristica che ha fatto guadagnare a Tel Aviv l’appellativo di The White City. Per la sua particolarità architettonica, caratterizzata da linee orizzontali in contrapposizione agli angoli arrotondati visibili soprattutto nei balconi, nel 2003 Tel Aviv ha ricevuto il riconoscimento da parte dell’Unesco di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Per ammirare lo stile Bauhaus conviene fare una passeggiata nei quartieri compresi tra viale Rotschild e Via Shenkin dov’è concentrato il maggior numero di edifici realizzati in questo stile. Ma andiamo con ordine, cosa fare una volta giunti in città? Come prima cosa vi consigliamo di andare a passeggiare sul lungomare (13 chilometri) in ebraico chiamato Tayelet. Vi sorprenderà perché sembra di trovarsi a Miami, in Florida, con moltissime persone di ogni razza, ragazzi che praticano windsurf, bambini in monopattino, persone che fanno jogging altre che percorrono la pista ciclabile con 128

la loro bicicletta. È proprio il ciclismo lo sport più amato (non è un caso che l’edizione 2018 del Giro d’Italia, la 101ma, si è tenuta a Gerusalemme, e ha toccato Tel Aviv ed Eliat come prime tappe). Se vi piace pedalare potete noleggiare una bicicletta e muovervi con questo mezzo per la città. E se non amate faticare… ci sono anche le bici elettriche. La spiaggia e il mare sono un incanto, la brezza marina, il sole, la gentilezza della gente, i ristorantini sulla spiaggia sono la giusta combinazione per rilassarsi. Continuate la vostra giornata con la visita al museo Beit Hatfutsot (https:// www.bh.org.il/) che si trova nel campus dell’Università di Tel Aviv a Ramat Aviv. È il museo degli ebrei che vi permetterà di comprendere la storia delle comunità ebraiche sparse per il mondo. È unico nel suo genere, un vero tuffo nella storia. E come sempre vi consigliamo di visitare il mercato perché è il luogo ideale per scoprire lo stile di vita degli abitanti. Dunque destinazione Carmel Market (Simtat HaTavor 2, Tel Aviv-Yafo) che si trova di fronte all’incrocio tra King George e


tel aviv Un tratto del lungomare (foto di Dana Friedlander)

Sheinkin. È un mercato principalmente ortofrutticolo, coloratissimo e saturo di odori inebrianti, ma si trovano anche capi di abbigliamento e oggetti. Qui avrete modo di gustare ottimo street food a base di prodotti tipici. Suggeriamo di assaggiare i falafel su pita (vi proponiamo la ricetta in queste pagine). Una delizia. Il Neve Tzedek è il più antico quartiere ebraico della città ed è incantevole, punteggiato di negozi di design, boutique per fare shopping e piccoli negozi di artigianato dove acquistare souvenir. Non mancano bar, ristoranti alla moda con cucina locale ma anche internazionale. La sera gli stessi locali che durante il giorno hanno servito caffè e bevande si trasformano in jazz bar. Per scoprire i mille volti di questo quartiere

vi consigliamo di passeggiare lentamente perdendovi nelle bellissime vie. Merita una visita anche la grande piazza Rabin Square, prima conosciuta con il nome di Piazza dei Re di Israele. Ospita il monumento dedicato a Yitzchak Rabin, leader israeliano, primo ministro dello stato di Israele nonché Premio Nobel per la pace nel 1994 e assassinato l’anno dopo il conferimento. Da non perdere, in Piazza Dizengoff, il Monumento dell’Acqua e del Fuoco, la scultura realizzata da Yaacov Agam e formata da 5 anelli colorati che ruotano spruzzando acqua verso il cielo: ogni ora, partendo dalle 11 e fino alle 22, il monumento dà inizio al suo spettacolo che dura 20 minuti. Non si può lasciare la regione senza co-

noscere Giaffa, cittadina pochi km a sud di Tel Aviv, raggiungibile con pullman o con una lunga passeggiata sul lungomare. Se optate per la camminata la fatica sarà ricambiata dalla vista spettacolare sullo skyline della nuova Tel Aviv. A Giaffa andate in Piazza Kdumim per ammirare la fontana di Zodiac che rappresenta i 12 segni zodiacali e gli effetti dei giochi d’acqua e dell’illuminazione. Sembra che questa fontana abbia poteri straordinari: chi lancia nella vasca una moneta esprimendo un desiderio lo vedrà avverarsi direttamente sul posto. Provare non guasta, no? Anche il Ponte Wishing, o ponte dei desideri, vicino alla Chiesa di Peter, sembra avere poteri magici. O meglio sembra faccia avverare i desideri di chi appoggia le 129


in the world Neve Tzedek

(foto di Dana Friedlander)

l’albero dei ciucci A chi viaggia con bimbi piccoli segnaliamo l’albero dei ciucci (di fronte al numero civico 25 di Dubnov Street, un grosso albero da cui pendono centinaia di ciucci colorati. Sono i ciucci di tanti bambini che hanno deciso di non farne più uso. La mamma e il papà possono rendere il distacco meno doloroso per il bimbo raccontando appunto dell’albero a cui tutti i bambini regalano il proprio ciuccio segno che sono diventati grandi. Inoltre è un’occasione per rendere l’evento un gioco oltre che una cerimonia. Non dimenticate di scattare tante foto in modo da ricordarlo negli anni. 130


tel aviv

Ricette di viaggio FALAFEL e PITA Nel materano l’età biologica è inferiore a quella cronologica grazie al consumo delle erbe. La conoscenza delle erbe è una storia di donne, la mia è una famiglia matriarcale. Questa ricetta ha una versione sia invernale che primaverile. L’inverno si utilizzano le fave secche con le cicorie dell’orto, in primavera fave fresche con le cicorie di campo. Ecco allora una ricetta antica materana rivisitata dalla chef Antonietta Santoro del ristorante Al Becco della Civetta. per i falafel • 250 g di ceci secchi • 1 cipolla • 2 spicchi di aglio • prezzemolo fresco • 1 cucchiaino di cumino • sale e pepe q.b. Iniziate lasciando a mollo tutta la notte i ceci. Scolateli e frullateli con la cipolla, l’aglio, il prezzemolo, il cumino, sale, pepe. Ottenuto l’impasto lasciatelo riposare circa un’ora. È il momento di formare le vostre palline lavorando molto bene l’impasto, schiacciandolo continuamente. Friggete le vostre polpette in olio caldo sino a fargli assumere un colore dorato.

Scolatele con delicatezza su un foglio di carta assorbente da cucina e servite ben calde per la pita • 500 g di farina bianca • 15 g di lievito di birra • 1 cucchiaino di sale • 1 cucchiaio di zucchero di canna • 1 cucchiaio e mezzo di olio d’oliva • 350 gr. acqua In un’ampia ciotola mescolate la farina con il sale. Aggiungete gradatamente l’olio e l’acqua. Mescolate bene staccandovi l’impasto dalle mani. Aggiungete dunque il lievito e lo zucchero che avrete fatto sciogliere in poca acqua. Mescolate a lungo sino a ottenere un impasto morbido. Lasciate riposare in luogo caldo almeno per un’ora o quando il vostro panetto ha raddoppiato il suo volume. Una volta lievitato dividete l’impasto in 10 pezzi e fate nuovamente lievitare per 15 minuti. Prendete ogni pezzo e schiacciatelo dandogli forma piatta (il diametro dovrà essere di circa 8/9 cm). Sono pronti da infornare in forno già caldo a 220°. Cuoceranno in circa 10 minuti e ve ne accorgerete per la tipica bolla d’aria in superficie.

Tahina e (nella foto piccola) Hummus

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in the world Rabin Square

(foto di Dana Friedlander)

Parata Gay Pride

EVENTI Non dimentichiamoci inoltre dei tantissimi eventi a cui si può partecipare in questa città. Quasi ogni mese a Tel Aviv si svolgono festival, concerti, parate. Ne vogliamo ricordare uno in particolare perché ha avuto un successo senza precedenti: la Gay Pride Parade che si è tenuta il 14 giugno scorso ma soprattutto passa il concetto della personalità di questa città: tollerante, libera, aperta, di tendenza ovvero diritti uguali per tutti. Un appuntamento che ha richiamato oltre 250000 persone da tutto il mondo. Tel Aviv è anche questo ed è anche per questo che è così facile amarla. Il 3 e 4 luglio è invece il momento del Festival Wine&Plenty, per conoscere i vitigni della zona che ormai hanno raggiunto anche la scena internazionale. 132

(foto di Guy Yechiely)


tel aviv Hummus e Pitas (foto di Haim Yosef)

mani sul rilievo del proprio segno zodiacale ed esprime un desiderio guardando il mare. Non garantiamo che questo avvenga ma è bello pensarlo.

Tel Aviv con gusto

Non possiamo non citare la gastronomia che è ormai conosciuta in tutto il mondo. Tel Aviv è una città gourmet e vanta chef stellati come Meir Adoni e la ormai leggenda in Israele Uri Buri. Ma che tipo di cucina si trova? Gli emigrati ebrei provenienti da ogni parte del mondo hanno arricchito e hanno contaminato la cucina e anche le abitudini israeliane. È una cucina varia e speziata che fa largo uso di verdure, carne di agnello ma anche pesce e le immancabili spezie. Per citare alcuni piatti tipici ma ormai serviti in ogni parte del mondo segnaliamo i 133


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Carmel Market

(foto di Dana Friedlander)

falafel, polpette a base di ceci o fave arricchite da tante spezie e fritte poi in olio bollente e servite solitamente con una salsa di sesamo e sottaceti (a fondo pagina la ricetta). L’Hummus, che accompagna i falafel ma è servito con tutto, o anche da solo, è una sorta di purea di ceci con pasta di sesamo e servito con la pita. Ci sono poi altri piatti di origine araba molto conosciuti come il mejadra, riso e lenticchie accompagnato da cipolle fritte. Un altro piatto tipico della cucina israeliana è il baba ganush, una salsa di melanzane, tahina (ulteriore salsa mediorientale a base di semi di sesamo), limone, olio e aglio. Il baba ganush accompagna generalmente il pane pita e falafel. I vini? Sempre più spesso si dice che il vino migliore lo si beve in Israele. Ebbene chi ha avuto il piacere di assaggiarlo lo può confermare. I cultori del vino possono fare tour dedicati nelle aree del vino. Come per esempio la zona di Zichron Yacov non lontano da Cesarea Marittima o il Monte Carmel. A Tel Aviv, alla cantina Recanati, si produce il cosiddetto “vino della Bibbia” brevettato dall’università di Ariel. 134

Infusi

(foto di Haim Yosef)


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