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LA NEWSLETTER WEEKEND GUIDE

WEEKEND GREEN weekend con gusto weekend in salus

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PREMIUM EVENTS

Sommario 8 Editoriale 10 Per una volta: Lisbona 12 Weekend in Salus: Via gli occhiali 14 Weekend green: Pozzolengo 16 Green resort : Villa Eden Merano 18 WeekendCAR 20 Bici +Auto: 10 Bike Tour 24 Weekend Premium: dove e come andare 28 Green resort 2019: Hotel Fanes 31 Green resort 2019: Hotel Aqualux 32 Green resort 2019: Hotel Pfsols 34 Nomination Green Resort 2019 36 Rapporto enogastronomico 2019 40 Nomination Weekend Premium 2019 41 Trezzo e Vaprio d’Adda con la Mazda CX-5 48 Milano 50 Sappada 52 Vinci 54 Castelluccio di Norcia 56 Sannio-Falanghina 58 Napoli 64 Orsaga 65 Luogosanto 66 Matera 72 Nomination WeekendCAR 2019 73 Sul lago di Garda con Audi Q5

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Audi Q4 Bentley Continental cabrio Citroën C5 Aircross DS3 Crossback Ford Mondeo Wagon Hybrid Jeep Renegade Lexus UX Mercedes EQC Porsche 911 Peugeot 508 SW Range Rover Evoque Subaru Forester Toyota RAV4 Volkswagen T-Cross

IN THE WORLD 104 Città Gourmet 2019 105 Le strade alberate della Germania e il centenario del Bauhaus 116 Nomination Viaggi “PER UNA VOLTA” 2019 117 Namibia 124 Bali 125 Giordania 126 Granata 127 Islanda 128 Lisbona 129 Madagascar 130 Maynmar 131 Norvegia 132 Quebec 133 Samarcanda 134 Singapore

DIRETTORE RESPONSABILE Raffaele D’Argenzio r.dargenzio@weekendpremium.it HANNO COLLABORATO Paolo Artemi, Dafne Cervi, Davide Ciceri, Emanuele d’Argenzio, Marco Fasoli, Manuela Fiorini, Alessandra Fusè, Vittorio Giannella, Isa Grassano, Katerina Molteni, Giuseppe Ortolano, Giancarlo Santarelli, Luciana Sidari, Edoardo Stucchi, Anna Maria Terzi, Tommaso Vanoli, Cesare Zucca GRAFICA E IMPAGINAZIONE ADM Studio - Cologno Monzese (MI) STAMPA Mediaprint, San Giovanni Lupatoto (VR) MDM DISTRIBUZIONE MDM, Via C.Cazzaniga, 19. Milano Weekend Premium è registrato presso il tribunale di Milano al N 3.del 04-01-2018. Tutti i diritti sono riservati. Riproduzione vietata di testi e foto. EDIZIONI PREMIUM di D’Argenzio Raffaele Via Giovanni Prati10, 20145, Milano Tel 02.3450719 - P.I.109096950968

WEEKEND PREMIUM È distribuito nellE agenzie di viaggio del network Gattinoni e GRATUITAMENTE NEGLI HOTEL 5 stelle DELLA CATENA PLANETARIA


LA RETE DELLE STRADE A TEMA A EDESCA DE LL I

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Vivere la Germania sugli itinerari più belli!

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La rete delle strade a tema La rete delle strade a tema raggruppa 50 strade a tema. Si tratta delle colonne portanti per il GRAND TOUR, una fonte d’ispirazione per viaggi turistici in Germania in auto, in camper o con la moto. La rete si snoda lungo gli itinerari più belli, porta a destinazioni elette e alle più significative attrazioni turistiche; rende la Germania piacevolmente viva all’insegna del motto “Slow Travel”. Il nostro portale FERIENSTRASSEN.INFO, il nostro travel planner DREAMANGO, la nostra App fornita di una funzione unica di navigazione e la nostra guida, sono fonti d’ispirazione, sostegni per la pianificazione e la navigazione sia per brevi escursioni, che per viaggi turistici pretenziosi in auto, in camper o in moto lungo gli itinerari della rete delle strade a tema. Ulteriori informazioni: www.ferienstrassen.info


pensieri on the road

editoriale

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Dopo aver eletto la Jaguar i-Pace Top Eco-WeekendCar nel 2018, oggi proponiamo le nomination per il 2019 Proprio così, lo scorso anno noi eleggemmo la Jaguar I-PACE come TOP Eco-WeekendCAR, ed a Ginevra è stata eletta Auto dell’Anno 2019. Questo è motivo d’orgoglio per noi: significa che la nostra linea di preferire come compagne di viaggio le WeekendCar ecologiche è vincente. La

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La nostra Top Eco-WeekendCar 2018

T E T C I

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di Raffaele d’Argenzio

Armonia: una parola magica per i nostri weekend con gusto Alcuni anni fa, dieci o venti ?, parlavo con un preparato emiliano collezionista di auto d’epoca, e lui mi disse che le nostre auto erano le più belle del mondo perchè noi abbiamo l’armonia. Evidentemente, noi nei secoli l’abbiamo assimilata questa armonia vivendo in Italia e vedendo opere d’arte ad ogni angolo. Anche se ci sembra di non vederle più, esse ci restano nella memoria, entrano in noi, sono dentro di noi, scolpite nel nostro DNA. Ricordo ancora che a Barcellona, venti o trenta anni fa?, una signora si avvicinò a me e alla mia fidanzata e ci chiese: “Voi siete italiani, vero? Si vede dal vostro gusto nel vestire”. Sì, il gusto italiano che noi abbiamo dentro, che è parte di noi, che ci contraddistingue. Un gusto che si esprime anche nel mondo del cibo, nel non-eccesso, nella nostra misura. E questa misura si può chiamare anche armonia. Gusto nell’arte ed anche nel cibo. E noi di Weekend Premium da anni, cinque o dieci?, continuiamo a proporre weekend, in cui visitare un borgo o una città, alla ricerca dell’arte ma anche del cibo tradizionale di qualità, perchè in entrambi troveremo del gusto. Nel piatti potremo sentire il sapore della storia e nei monumenti, nei musei, il profumo dell’arte. Ecco i nostri Weekend con gusto. E quella che poteva essere una nostra intuizione è stata confermata dal secondo Rapporto del Turismo Enogastromomico Italiano, condotto da Roberta Garibaldi, con l’Università di Bergamo, la cui ricerca conferma che i weekend preferiti sono quelli in cui arte e cibo si sposano. Uniti dal nostro gusto, aggiungo io. In questo numero troverete le nomination di 10 Weekend con gusto: toccherà a voi votarli per assegnare il Weekend Premium 2019. Per votare, andate sul nostro sito weekendpremium.it o sulla nostra pagina FB.

AGG


mobilità nelle città si sta evolvendo, la propria auto si usa sempre meno, in nome dell’aria pulita. Anche se con qualche eccesso. Infatti l’inquinamento delle auto è molto minore di quello dei riscaldamenti e di altro. Ma ciascuno deve collaborare per salvare il nostro pianeta e i nostri figli che lo abiteranno dopo di noi. Quindi anche il mondo delle auto deve fare la sua parte. Ma se in città serviranno meno, le auto restano indispensabili per essere le compagne di viaggio dei nostri weekend, dei nostri viaggi. Noi abbiamo scelto quelle che ci sembrano le più interessanti: su questo numero troverete anche queste nomination, ma sta a voi scegliere la TOP WeekendCAR 2019, sempre votando sulla nostra pagina FB o sul nostro sito. Tante firme importanti “Per una volta” Viviamo, lavoriamo, ma un certo giorno l’Ulisse che è dentro di noi si sveglia e sveglia anche noi. È tempo di partire, di conoscere una parte di questo mondo che appartiene a tutti noi, che è la nostra grande casa, di cui però spesso conosciamo soltanto un angolo, anche se magari magnifico. Ma dove andare? Quali sono i luoghi che almeno “Per una volta” dobbiamo visitare? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei più importanti giornalisti/scrittori/ viaggiatori: loro ci hanno raccontato un luogo, una città, un paesaggio e ce ne hanno indicati altri. Aggiungo che, capendo lo spirito di questa mission, lo hanno fatto per un compenso simbolico. E noi li ringraziamo insieme a voi. Su questa pagina trovate i loro nomi, sul sito i loro “racconti”. Anche stavolta, noi vi proponiamo le nomination, ma sarete voi a scegliere la meta Per una volta 2019, sempre votandola sul nostro sito o sulla pagina FB.

Raffaele d’Argenzio

Luca Pollini

Manuela Fiorini

Vittorio Giannella

Giuseppe Ortolano

Isabella Brega

Salvatore Giannella

Isa Grassano

Anna Maria Terzi


per una volta

LISBONA, UN SOGNO CHE SI AVVERA

per tutti c’è una città, una meta che vogliamo vedere almeno PER UNA VOLTA: ecco il racconto di davide sul suo viaggio nella capitale lusitana

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isbona, meta che io e la mia ragazza desideravamo da tempo visitare e grazie a Weekend Premium è stato possibile farlo. Lisbona ci ha sempre affascinato, dalle foto viste ai commenti sentiti, avevamo deciso, da appassionati di viaggi, che quella sarebbe stato un viaggio che almeno per una volta dovevamo fare. Viaggio organizzato in maniera impeccabile. Volo da Milano Malpensa fino all’aeroporto di Lisbona dove il nostro autista ci aspettava per portarci in un hotel 4 stelle a pochi passi da Avenida de Liberdade, la famosa via dei negozi di Lisbona. Tre notti e quattro giorni dove abbiamo visitato maggior parte delle mete più amate dai turisti: il Monastero dos Jeronimos, la Piazza del Rossio, la Piazza del

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con davide

Davide e Martina, la sua fidanzata, a Pink Street, nel centro storico

Commercio, la Torre di Belem e tante altre cose incantevoli che vi consiglio di visitare almeno per una volta.  Anche il cibo non delude, se vi piace il dolce vi consiglio il pastel de belem, un pasticcino portoghese a base di sfoglia e uova, mentre se siete amanti del pesce in quel di Lisbona si cucinano 366 diverse ricette con il baccalà. Tra una cosa e l’altra i 4 giorni sono volati. per il ritorno, così come per l’andata è venuto direttamente in hotel l’autista per portarci in aeroporto per prendere l’aereo di ritorno diretto a Milano Malpensa. Lisbona è una meta  che consiglio a tutti, clima spesso e volentieri molto gradevole, cibo buono e con prezzi ragionevoli, molti monumenti, viste mozzafiato grazie al paesaggio ricco di colli e le sue

1000 altre fantastiche caratteristiche. Sono sicuro che non rimarrete delusi da questa città. Ringrazio ancora infinitamente la rivista Weekend Premium per questo fantastico regalo e la consiglio nuovamente a tutti come tappa da fare almeno per una volta. Davide Ciceri

Ringraziamo noi Davide per questo suo reportage su Lisbona, una città che lui sognava di visitare, perchè per tutti c’è una città, una meta  che vogliamo vedere   almeno PER UNA VOLTA. E noi lo ringraziamo per averci permesso di esaudire questo suo sogno. La redazione 11


weekend in salus

Via gli occhiali!

In viaggio con occhi nuovi

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ilassarsi in un luogo lontano da casa, assaporare un weekend fuori porta, scoprire luoghi belli e interessanti, è magnifico e lo è di più se i nostri occhi possono vedere nitidamente e mettere a fuoco paesaggi vicini e lontani. Dopo gli “anta” però i nostri occhi, invecchiano e, ci si accorge che per guardare le lancette dell’orologio del campanile o le istruzioni su Google Map sullo smartphone è necessario allungare le braccia e aumentare il carattere. Dopo i 60 anni la vista invece diviene gradualmente annebbiata perché il cristallino naturale che abbiano all’interno del nostro occhio gradualmente si opacizza. Questi due eventi sono comuni alla quasi totalità delle persone perché insorgono con l’avanzare dell’età. Il primo è la presbiopia, cioè il calo della vista per vicino, che si presenta appunto dopo i fatici “anta” mentre il secondo si presenta un po’ più in là negli anni, ed è la cataratta, cioè l’offuscamento del cristallino.

Dopo gli “anta” ci si vede meno chiaro

Ora i due disturbi possono essere risolti insieme, prendendo a prestito la tecnica chirurgica tradizionalmente riservata alla cataratta. Ne abbiamo parlato con il dottor Marco Fantozzi, medico oculista che opera presso due strutture d’eccellenza, la Casa di cura San Rossore (Pisa) e la Clinica San Camillo a Forte dei Marmi. “Il cristallino, con il tempo, perde l’elasticità che aveva nell’età giovanile e s’indurisce: insorge così un deficit di accomodazione che è all’origine della difficoltà di mettere a fuoco gli oggetti vicini”, ha spiegato Fantozzi. “La cataratta invece è una condizione para-fisiologica, perché chi arriva alla vecchiaia va quasi sicuramente incontro a un’opacizzazione del cristallino, che all’interno dell’occhio ha il compito di mettere a fuoco le immagini sulla retina”. Verso i 50-60 anni di età, si può dunque creare una congiunzione di eventi critica, in cui un occhio già da molti anni con un vizio rifrattivo, come la miopia o l’astigmatismo, si trova colpito anche da 12

presbiopia e inizia a mostrare i segni della cataratta. In questi casi, si può considerare l’opzione di un intervento di sostituzione del cristallino con uno artificiale di nuova generazione, chiamato EDOF (Extended Depth of Focus).

Un aiuto dalle nuove tecnologie

“La caratteristica di questo cristallino è quella di essere multifocale: in sostanza, è in grado di correggere diversi difetti della vista, sia quelli da vicino sia quelli da lontano, a differenza dei cristallini tradizionali monofocali e che quindi difficilmente possono liberare dalla schiavitù di portare gli occhiali dopo l’intervento”, ha sottolineato Fantozzi. “Ultimamente si sono rese disponibili anche nuove lenti cosiddette ‘toriche’, che correggono l’astigmatismo; quindi, in definitiva, abbiamo una vasta gamma di scelte per portare il paziente con cataratta a essere sempre più indipendente dalle correzioni successive”. Dunque, per il 50-60-enne con difetti di vista l’occasione è ghiotta: ritornare a vedere bene con una sostituzione del cristallino, o lensectomia, anche con una cataratta solo incipiente, o addirittura assente. Sempre più pazienti si avvicinano a questa metodica, e a un’età sempre più precoce, complice il fatto che si tratta di un intervento molto ben tollerato ed estremamente sicuro. “L’intervento di cataratta non ha particolari controindicazioni per quanto riguarda lo stato di salute generale del paziente e della salute dell’occhio in particolare; non è un’operazione dolorosa, e viene eseguita in anestesia topica, cioè solo instillando gocce di collirio nell’occhio”, rassicura Fantozzi. Le prospettive di recupero sono ottimali per i pazienti. I colori diventano più nitidi e si riscopre una visione che non si ricordava dai tempi della fanciullezza. E vedere meglio significa vivere meglio, perché la qualità della vista coincide spesso con la peculiarità della vita. Dafne Cervi


©Atout France/Tripelon-Jarry/N. Baetens

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WEEKEND GREEN

POZZOLENGO DEL GARDA

BRINDISI CON LA STORIA Q uesto borgo, che fa derivare il suo caratteristico nome dai tanti pozzi per la sua ricchezza d’acqua, è in provincia di Brescia e a pochi chilometri dal Lago di Garda. Vanta una percentuale del 90% di suolo verde, addolcito dal clima mite del lago, in cui le vigne partono da poco fuori le mura del castello, fino a raggiungere uno dei campi da golf più estesi d’Italia. Qui c’è la più alta concentrazione di cantine produttrici di vino Lugana, che puntando anche a un’agricoltura biologica, realizzando prodotti green di qualità, si impegnano a mantenere questo territorio il più verde possibile, per salvaguardare l’habitat delle sue pregiate uve. Pozzolengo,però, oltre ad essere Città del Vino con varie manifestazioni, è anche un borgo importante per la Storia, in quanto fu

gli eventi Marzo Fiera di San Giuseppe De Gustibus Morenicis - Wine & Food Agosto Palio di San Lorenzo Settembre Mosaico Scienze Dicembre Sabato del Villaggio - Mercatini di Natale 14

da qui che iniziò la famosa battaglia di San Martino e Solferino che vincemmo contro gli austriaci. Una vittoria che si rievoca ogni anno con l’evento dell’assedio al castello. Ma ci sono anche altri eventi durante l’anno che vale la pena di segnalare e di seguire.


green resort

villa eden

VIA DALLA CITTÀ PER RITROVARE SE STESSI SMALL LUXURY HOTEL A 5 STELLE E MEDICAL SPA, A MERANO, DOVE ABBANDONARSI AL RELAX E CONCEDERSI PERCORSI HEALTHY PERSONALIZZATI

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oglia di staccare e dedicarsi solo al proprio relax? Uno degli indirizzi giusti è VIlla Eden, vero e proprio regno del benessere, dove l’ospite è coccolato in ogni momento della giornata. Per ritrovare la forma psicofisica, ottimo un fine settimana nel quale concentrarsi su se stessi, senza stress e preoccupazioni. Il magnifico parco di Villa Eden, popolato di scoiattoli, le accoglienti suite, l’efficacia dei programmi di bellezza e salute e la cucina, leggera e gustosa al tempo stesso, sono un invito ad assaporare i piaceri della vita, che troppo spesso possono sfuggire a causa della frenesia del quotidiano. Qui i ritmi sono dolci, i tempi calibrati sulla tranquillità, ed è più semplice risintonizzarsi sul proprio equilibrio interiore.

Trattamenti ideali per lui e per lei

Villa Eden Leading Park Retreat Merano (BZ) via Winkel 68/70 - Tel. 0473.236583 www.villa-eden.com - info@villa-eden.com

Per chi ha poco tempo e vuole massimizzare i risultati è perfetta la proposta Manager Relax: l’obiettivo in questo caso è allontanare la fatica per affrontare con nuova vitalità ed energia gli impegni di ogni giorno. Un programma d’urto, una decompressione necessaria per allontanare il rischio della sindrome del burn-out, che prevede due notti di soggiorno con la mezza pensione e una terapia che coinvolge proprio tutto il corpo: dal trattamento del cuoio capelluto alla riflessologia plantare, passando per un massaggio corpo e la stimolazione dei punti chakra. E se il volto è lo specchio del benessere interiore ecco la proposta Antiaging intensiva che concentra in tre giorni il top della ricerca beauty per ottenere un viso fresco, riposato e assolutamente.. giovane! Durante il soggiorno vengono effettuati uno scrub iodato, un massaggio corpo neuromuscolare e drenante con Omega 3 e tre trattamenti viso-collo alla molecola superossidodismutasi. La chiave dell’effetto anti-age è proprio in questa molecola preziosa, che è detta anche la molecola della giovinezza poiché contrasta i radicali liberi, responsabili di rughe e inestetismi da invecchiamento cutaneo. La sua azione è estremamente efficace in quanto attiva un processo naturale di rigenerazione interna alla pelle, e concentrando i trattamenti il risultato è davvero sorprendente. Il programma è perfetto sia per le pelli giovani che per quelle più mature, e l’effetto è rimodellante e ricompattante, per viso e collo.

Equilibrio e benessere per vivere meglio

Il perfetto escape weekend è servito, bastano due o tre notti a Villa Eden The Leading Park Retreat per vedersi, e sentirsi, subito più giovani e in forma, in un perfetto equilibrio tra interiorità ed esteriorità. E imparare che prendersi cura di se stessi è qualcosa da fare spesso! 16


weekendcar

2019: IL BUONO MA ANCHE IL BELLO S

e la colonna sonora del mercato dell’auto fosse una sinfonia assomiglierebbe molto a “Rapsodia in blu” di George Gershwin, perché quest’opera, che mescola il pianoforte con il clarinetto e fonde il jazz con la musica colta, perfetta da ascoltare in auto durante una trasferta romantica, assomiglia alla strategia con cui i costruttori lanceranno i principali modelli durante il 2019: un melting pot di offerte. Il Salone di Ginevra, dal 7 al 17 marzo, è stato il primo appuntamento a cercare di fare chiarezza e a creare un ordine di importanza. Perché le carte a quattro ruote sono state rimescolate brutalmente dalle decisioni della politica e dalla demonizzazione del diesel, che peraltro rimane, secondo un gran numero di esperti, il motore che sfrutta meglio il carburante ed emette meno anidride carbonica (la CO2) rispetto ai motori a benzina. Così se una volta ai primi posti sulla lista dei desideri c’erano la bellezza e le prestazioni, ora invece dominano il tipo di propulsione (in parole semplici, il motore) e la connettività. Ma poiché la stagione dei weekend incalza ecco qualche consiglio sui modelli più interessanti che stanno arrivando negli showroom. A coloro che prediligono visitare i borghi e le città d’arte sono destinati modelli “elettrizzanti”, capaci di limitare le emissioni nocive e quelle di CO2 per assicurare quasi sempre la mobilità anche nelle zone a traffico limitato. La scelta spazia dalla Lexus UX, interessante crossover benzina-elettrico, alla grande familiare Ford Mondeo Hybrid; dalla Suv Toyota Rav4, spigolosa e molto richiesta e dalla Range Rover Evoque, elitaria ed ecologica Suv britannica, alla Jeep Renegade che arriverà in versione ibrida prima della fine dell’anno. E sono proprio le Suv e le crossover, le WeekendCAR, a far tremare il cuore degli auto-

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mobilisti in questo primo scorcio di terzo millennio, anche quelle con la sola trazione anteriore, votate più che all’avventura a sfidare la giungla d’asfalto dei quartieri più cool. Al grido di “piatto ricco mi ci ficco”, l’offerta da parte di tutti i brand è a dir poco copiosa. Mazda Cx5 e Audi Q5 e Q4, Citroën C5 Aircross e Mercedes Suv EQC, Subaru Forester e Volkswagen T-Cross sono le novità più ghiotte.  Se, invece, si preferiscono automobili più tradizionali, adatte a viaggiare in lungo e in largo con la famiglia al seguito, è in fase di lancio un’interessante e bella station wagon progettata da Peugeot, la 508 SW, mentre per risolvere brillantemente la pratica della scoperta di vini e cibi biologici nelle campagne limitrofe a dove si abita è perfetta l’elegante e un filo snob DS3 CROSSBACK. E i diversamente abbienti? Gli appassionati, e potenziali clienti di supercar, ai violini ecologici dei modelli green rispondono ancora con il piacere della guida, il governo di mandrie spropositate di cavalli e il sound imperioso degli scarichi, vere delizie per chi condirebbe l’insalata con l’olio Castrol. A loro il 2019 promette una Bentley Continental Gt convertibile con un motore a doppia V da 635cv ma anche l’ultima edizione della Porsche 911.   Perfette sulla Moyenne Corniche, per raggiungere il Principato di Monaco da Nizza, accompagnati dalla melodia delle cambiate di marcia e scortati dal verde e marrone dei pini marittimi, dall’azzurro del cielo e dal blu del mare. Volete saperne di più sulle WeekendCAR 2019? Basta girare qualche  pagina...


di Paolo Artemi

Al volante della Touring Superleggera Scià di Persia Cabriolet, presentata in prima mondiale al Salone di Ginevra. La “pelle”, in alluminio battuto a mano e fibra di carbonio, è realizzata artigianalmente dalla carrozzeria milanese: la scocca, il telaio e il motore V8 aspirato sono quelli di una Maserati GranCabrio. Tiratura 15 esemplari, prezzo top secret... 19


auto + bici

6=NUMERO VINCENTE

10 itinerari da non perdere in bicicletta, arrivando sul posto con la propria auto (la nostra quattro ruote), scaricare la bici (la nostra due ruote) e via, pedalando nella natura di Silvana Lattanzio

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er una vacanza in bici o per una puntatina fuori porta per il weekend, ecco 10 destinazioni che non possono mancare nel “palmarès” del ciclista che ama muoversi per divertimento lungo strade silenti alla scoperta di territori ospitali, alla ricerca di esperienze uniche e irripetibili. Il tratto distintivo del ciclista moderno alla ricerca di nuove emozioni porta alla ricerca di percorsi inediti legati a doppio filo con la storia e le tradizioni del territorio che attraversano. L’utilizzo della bicicletta diventa, quindi, una “moderna transumanza”, sempre più in crescita, che segue l’andare delle stagioni, mutando pelle e tipologia, in relazione ai terreni che si incontrano durante il pellegrinaggio. Ecco che allora le moder-

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ne fat bike (ideali per terreni innevati e sabbiosi) lasciano spazio alle consolidate mountain bike (superbe su sterrati anche estremi) fino alle “tradizionali” road bike che restano le regine indiscusse delle strade su asfalto che portano nei luoghi storici del ciclismo d’autore. Interessante, negli ultimi tempi la crescita e l’affermarsi di due nuove tipologie di turismo in bici, quelle delle borse, dei bauletti, delle appendici in gergo chiamate bikepacking, con utilizzo di tipologie di bici che vanno dalla trekking bike fino alla interessantissima gravel bike. Mezzi dove è possibile caricare tutto il necessario per una vacanza d’avventura, fermandosi dove il luogo lo permette, gustandosi scenari unici e irripetibili. Una sorta di camper su due ruote, insomma. Che dire poi della rivoluzione in formato E? Una rivoluzione tecnica che ha avuto il merito di avvicinare tantissime persone al ciclismo, portando la crescita del movimento turistico in bicicletta, a due cifre. Le bici a pedalata assistita hanno di fatto contribuito a cambiare scenario e a modificare il tratto distintivo del turista su due ruote fino ad allora conosciuto. Oggi non più solo maniaci super allenati e super preparati alla tecnica ciclistica, oggi sempre di più intere famiglie, con e-bike e munite di carrellino porta bimbi si vedono lungo le più famose ciclabili per assaporare il gusto e il piacere di un viaggio in bici alla scoperta di antiche tradizioni, arte, cultura e storia. Con queste premesse, ecco che allora nel descrivere i 10 itinerari che non possono mancare nella memoria (ma anche nel cuore e nella mente) del perfetto turista in bici vanno considerati anche questi nuovi fruitori. Dal nord al sud della Penisola passando per il centro fino a toccare le isole, tutto in Italia parla di cicloturismo!


BIKE TOUR 2019 I modelli Opel sono fra i più preparati per le “Sei ruote”

I 10 ITINERARI TOP 2019 La Via Francigena

La CicloVia più lunga d’Italia, completamente segnalata lungo i 1.040 km del percorso italiano, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, in 23 tappe. Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana, Lazio, le regioni attraversate tra borghi e castelli in scenari autentici come le persone che si incontrano lungo la via percorsa anche a piedi. Difficoltà: alta (per ciclisti preparati) Bici consigliata: Gravel/Trekking Bike (e-Bike)

Ciclovia Alpe Adria Radweg.

In poco più di una settimana da Salisburgo a Grado: dalla città di Mozart, il percorso attraversa la Carinzia toccando Villach, fino al confine italo-austriaco. In territorio italiano il percorso si snoda in parte sul tracciato della vecchia linea ferroviaria dismessa, e da Tarvisio tocca Gemona, Udine, Aquileia e, infine, Grado, sul mare Adriatico. Paesi deliziosi, monumenti naturali,

interessanti attrazioni turistiche e magnifici paesaggi accompagnano il cicloturista lungo tutto il percorso, lungo circa 400 km in 9 tappe. Difficoltà: alta (per ciclisti preparati) Bici consigliata: Gravel/Trekking Bike (e-Bike)

La via della Transumanza sul Tratturo Regio

Questo è un percorso che combina la passione per natura e storia con la pratica della Mountain bike. Si snoda nei territori delle regioni centro-meridionali, in particolare dall’Abruzzo alla Puglia, passando per il Molise, sulle tracce dei pastori dediti a questo flusso migratorio con le loro greggi. Il Tratturo Magno, L’Aquila-Foggia, noto anche come, appunto, il Tratturo Regio, è il più lungo tra i tratturi italiani con i suoi 244 km; occorrono, infatti, diversi giorni (8) per percorrerlo. È stato utilizzato dai pastori fino a circa 50 anni fa. Difficoltà: media (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Mtb (e-Bike)

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auto + bici

Tour nella Romagna del Pirata

Vivremo i luoghi e le strade sulle quali ha pedalato Marco Pantani nella sua splendente carriera. Il percorso prevede la “scalata” di due delle salite che hanno allenato le sue gambe, attraversando territori meravigliosi in quella Romagna da sempre patria di grandi campioni. 6 giorni indimenticabili percorrendo i 300 km del percorso lungo la storia di un grande campione, tra gente vera e ospitalità genuina. Difficoltà: medio/alta (per ciclisti preparati) Bici consigliata: Gravel/Road Bike (e-Bike)

Abruzzo Bici di Gusto

Matera-Lecce, in bici tra Basilicata e Puglia

Pedalando verso Sud, tra Matera (capitale Europea della Cultura 2019) e Lecce (capitale del Gotico), si fa un viaggio che racconta la storia attraverso il paesaggio, tra natura e villaggi che accompagnano l’itinerario fondendosi con la tradizione e il folklore locale. Ciclovie collinari che portano fino alle spiagge bianche del salento. Circa 400 km in 8 tappe. Difficoltà: media (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Gravel/Mtb (e-Bike)

Tour nella Sicilia del Sud

Un viaggio in bici nella Sicilia del Sud raccontata da Camilleri, autore degli episodi trasmessi in Tv col famoso personaggio del commissario Montalbano. Un tour nella zona sud-orientale della Sicilia, l’isola più grande del Mediterraneo. Si pedala attraverso la Val di Noto, che a partire dal 2003 è patrimonio mondiale dell’Unesco, per scoprire le città più affascinanti della regione. Circa 190 km in 7 entusiasmanti tappe. Difficoltà: medio/facile (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Gravel/Trekking Bike (e-Bike)

Sardegna, nell’isola in bici

Bike tour di isola in isola, nel sud della Sardegna. Un viaggio “pedalando” in un mare di smeraldo, tra piccole e grandi insenature dalla sabbia bianchissima: questa è la Sardegna, un’isola che stupisce il visitatore per i suoi contrasti naturali, luci e colori, un paese di antichissime tradizioni, immerso in una natura selvaggia e incontaminata. Servono 8 tappe per percorrere i 290 km del percorso incantato. Difficoltà: media (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Gravel/Mtb (e-Bike) Bikelife Live Your Passion Bikelife, Tour Operator italiano per la vacanza attiva, organizza tour per cicloturismo con servizio guida e trasporto bagagli. Itinerari fatti su misura per persone pronte a esplorare il territorio nazionale tra magnifici paesaggi e sapori tradizionali. Inoltre, noleggia biciclette per viaggi su misura. Per info: www.bikelife.it

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Conoscere i luoghi con la bici in un contesto unico ed esclusivo, alloggiando in relais di campagna, con lezioni di yoga e pilates e “assaggiando” il territorio attraverso soste in cantine e indirizzi gourmet tra calici di vino e pietanze prelibate, questo è il tour di Abruzzo Bici di Gusto, un viaggio attraverso i sapori e i colori dell’Abruzzo genuino. 5 giorni nel benessere della campagna abruzzese percorrendo i circa 90 km tra un calice e l’altro. Difficoltà: facile (per ciclisti neofiti) Bici consigliata: Gravel/Trekking bike (e-Bike)

Dobbiaco-San Candido-Lienz, la ciclabile della Drava

La più famosa pista ciclabile d’Italia! Un’escursione sul tratto più conosciuto della pista ciclabile della Drava: da Dobbiaco passando per San Candido a Lienz. In mezzo a un paesaggio alpino e selvaggio, tra prati dal verde splendente e castelli isolati, si pedala sempre in leggera discesa fino a Lienz, seguendo il corso del fiume Drava. La cittadina austriaca di Lienz invita a fare una passeggiata. La sua ampia piazza centrale, zona pedonale da inizio giugno a fine settembre e in cui un mare di fiori e palme mostrano l’influsso mediterraneo, è luogo di attrazione. Escursione giornaliera, di circa 5 ore per percorre i 48 km di sola andata, con rientro in auto o in treno. Difficoltà: facile (per ciclisti neofiti) Bici consigliata: Gravel/Trekking bike (e-Bike)

Garda by Bike

La pista ciclabile del Lago di Garda in via di completamento: una pista lunga 190 km che percorre l’intero periplo del Lago di Garda attraversando paesaggi mozzafiato, paesini, promontori e punti in cui sembra di essere sospesi sull’acqua. La particolarità della Garda by Bike è, infatti, che la pista ciclabile è in parte costruita a mezz’aria, attraversando tre regioni: Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto. Sarà ultimata nel 2021, ma già alcuni km di ciclabile intorno a Limone del Garda sono pronti per essere percorsi. Sei giorni sul lago con i colori di tre regioni tra le più belle d’Italia. Difficoltà: media (per ciclisti mediamente preparati) Bici consigliata: Gravel/Trekking bike (e-Bike)


weekend premium

Rovine maya in America Latina

PRONTI, SI PARTE! ECCO PER Plovdiv

Matera

PER I WEEKEND IN ITALIA NON BISOGNA DIMENTICARE MATERA, IL SANNIO FALAnGHINA, GENOVA E LE CITTA’ DI LEONARDO. PER I WEEKEND IN EUROPA, PLODVID IN BULGARIA e L’ALBANIA. grandi viaggi: IL GIAPPONE, IN LUGLIO CILE E ARGENTINA PER L’ECLISSI TOTALE DI SOLE

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ranquilli, anche questa volta ci siamo noi di Weekend Premium pronti a consigliarvi. Innanzitutto lasciate a casa la fretta, il mordi e fuggi, il fast. Il 2019 è l’anno del turismo lento. Il modo migliore di celebrarlo è mettersi in cammino ( a piedi ma anche in bicicletta, a cavallo, a bordo di un treno storico o con il mezzo slow a voi più gradito). O comunque con una weekendCar fino ad un certo punto e poi prendere la bici o le scarpe da trekking. Camminare, pedalare, ma senza dimenticare una sosta dedicata ai sapori dei territori visitati, tema assai gradito come conferma l’aumento del 48% del turismo enogastronomico. Per trovare il proprio itinerario vale la pena farsi guidare dall’Atlante dei Cammini d’Italia messo a punto dal Ministero del Turismo e dei Beni Culturali: una mappa delle mobilità slow che comprende anche 500 punti di interesse tra borghi, grotte, siti UNESCO, ferrovie storiche e parchi naturali. Per scoprire che non esiste solo la Via Francigena ma che ci si può avventurare anche lungo il Sentiero del Brigante nell’Aspromonte o sulla Via Spluga in Lombardia. 24

COSA C’E’ DI PiU’ SLOW DELLA CULTURA?

Ecco quindi che tra le nostre mete non può mancare Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Tanto si è già scritto, visto di questo appuntamento che non ci resta che consigliarvi di acquistare il Passaporto per Matera ( 19 euro) che da diritto a partecipare a tutti gli eventi in programma, tra i quali più di 50 produzioni culturali originali e 5 imperdibili grandi mostre. Plodviv, l’altra Capitale Europea della Cultura 201, si trova in Bulgaria ed è considerata la più antica città continuativamente abitata del Vecchio Continente. Costruita su sette colli, come Roma, l’antica Filippopoli offre al visitatore curioso tracce del passaggio di Traci, Greci, Romani, Bizantini e Ottomani. E regala emozioni per tutto l’anno.

PER I WEEKEND CON GUSTO

Anche sedersi a tavola e andare alla scoperta dei sapori e dei saperi del luogo che ci ospita è slow. E allora tra i luoghi da non perdere nel 2019 non può mancare Cracovia, la città polacca dichiarata


Sant’Agata dei Goti

weekend premium

di Giuseppe Ortolano

DOVE E PERCHé Guardia Sanframondi

Sant’Agata dei Goti

Capitale della cultura gastronomica del 2019 dall’Accademia Europea di Gastronomia. E’ l’occasione per andare alla scoperta di un centro storico dichiarato Patrimonio Unesco e dei decisi sapori della cucina polacca, dal celebre Bigos (stufato di carne, verza e crauti) al Barszcz (zuppa di barbabietole) e ai Pierogi (ravioli ripieni a forma di mezzaluna). La Città Europea del Vino 2019 si trova invece in Italia. Non è un singolo centro abitato ma un territorio, il Sannio Falanghina, che include incantevoli borghi del beneventano come la suggestiva Guardia Sanframondi, recentemente scoperta anche dai turisti d’oltreoceano, l’elegante Sant’Agata dei Goti e la bella Castelvenere. Un territorio tutto da scoprire, dai vigneti ai siti archeologici, dai silenzi dei centri storici alle imponenti fortezze e alle radicate tradizioni popolari.

SOLIDARIETA’ E SOSTENIBILITA’

Con la nostra iniziativa Per una volta, noi nel nostro piccolo stiamo cercando di donare un viaggio a chi da sempre lo sogna ma non ha la possibilità di farlo. Per tutti gli altri ci sono i

viaggi del turismo sostenibile promossi dalle diverse associazioni aderenti all’Associazione Italiana Turismo Responsabile, che propongono viaggi lenti e a occhi aperti dal Cilento all’entroterra ligure, dai parchi nazionali della Nuova Zelanda alle terre indigene dell’America Latina. Per scoprire, come diceva Marcel Proust, che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. E parlando di solidarietà il nostro pensiero va a Genova alle prese con il ritorno alla normalità dopo il crollo del ponte Morandi. Vale quindi la pena visitare nel 2019 la Superba, come è soprannominato il capoluogo ligure, per scoprire che oltre al celebre Acquario c’è l’interessantissimo Galata Museo del Mare, ci sono gli straordinari Rolli - 42 palazzi nobiliari edificati tra Rinascimento e Barocco per accogliere gli ospiti illustri - e le botteghe storiche nel dedalo del centro, senza ovviamente dimenticare la Lanterna e il Palazzo Ducale. Ma non dimentichiamo neppure l’Altipiano di Asiago, con i suoi boschi certificati FSC (Forest Stewardship Council®, cer25


weekend premium

Guardia Sanframondi Asiago

tificazione forestale riconosciuta a livello internazionale che si traduce nell’assunzione e nel rispetto di regole per una gestione forestale rispettosa dal punto di vista ambientale, benefica a livello sociale ed economicamente efficace) in parte distrutti dal vento lo scorso autunno. Un piccolo mondo antico da tempo impegnato nella promozione di un turismo slow e a misura d’uomo e ambiente, assolutamente da visitare.

L’ANNO DI LEONARDO DA VINCI

Il 2019 è anche l’anno dei 500 anni dalla morte del genio italiano (15 aprile 1452 / 2 maggio 1519). Tante le mostre, gli incontri e le iniziative per celebrare l’evento, ma a noi piace l’idea di lasciare almeno per un giorno gli appuntamenti più affollati per andare ad Anchiano, alle pendici del Montalbano, raggiungibile dalla vicinissima cittadina di Vinci percorrendo l’antico sentiero 26

Asiago

chiamato Strada Verde. Qui Leonardo trascorse infanzia e giovinezza e nelle sua casa natale un ologramma a grandezza naturale ne riproduce le fattezze per raccontare la vita e i rapporti dell’artista con la sua terra. A Vinci si trova il museo che conserva la più antica collezione di modelli delle opere di Leonardo artista, architetto, scienziato e ingegnere.

IN THE WORLD

Abbiamo parlato troppo d’Italia e voi guardate con occhi curiosi mete più lontane? Niente paura, il 2019 potrebbe essere l’anno giusto per visitare l’Albania, meta turistica ancora tutta da scoprire specie nel suo affascinante entroterra; per ritornare in una Tunisia che si vuole nuovamente sicura e accogliente, specie nelle belle ed economiche località marine; e per affrontare un impegnativo viaggio in Giappone, dove nelle ultime settimane


weekend premium

Genova, Palazzo Ducale Giappone

di marzo iniziano a sbocciare i fiori di ciliegio, simbolo di innocenza e purezza, nonché della cultura samurai che li associa alla brevità della vita. Il 2 luglio saremo infine tutti con gli occhi al cielo per osservare l’eclissi totale di sole, visibile però solo lontano dall’Italia. I luoghi migliori: l’Osservatorio dell’ESO (European Southern Observatory) di La Silla in Cile, che ha dato appuntamento ai visitatori di tutto il mondo per una giornata dedicata all’evento, e la cittadina di Rodeo in Argentina, una delle poche zone sul cammino dell’eclissi che garantisce una probabilità di cielo sereno superiore al 70%. Siete ancora pronti a partire? Allora continuate con Weekend Premium e troverete tante altre idee per i vostri viaggi nel 2019. Lenti, sostenibili e consapevoli, per scoprire il mondo in punta di piedi.

Giappone

LE INFO Cammini d’Italia: www.turismo.beniculturali.it/home-cammini-ditalia Matera 2019: www.matera-basilicata2019.it Plodviv: https://plovdiv2019.eu/en Cracovia: www.krakow.pl/english Sannio Falanghina: www.santagatadegoti.net/eventi2018/cittaeuropeadelvino2019. htm e www.comuneguardiasanframondi.gov.it/turismo Associazione Italiana Turismo Responsabile: www.aitr.org Genova: www.visitgenoa.it Vinci: www.vinciturismo.com Albania: http://albania.al Tunisia: www.discovertunisia.com/it/ Giappone: www.turismo-giappone.it Eclisse di sole: www.eso.org/public/events/astro-evt/solareclipse2019 27


green resort 2019

FANES HOTEL

L’ANTICO MASO VERSO IL FUTURO VERDE innumerevoli avventure a contatto con la natura attendono gli ospiti del lussuoso 5 stelle di San Cassiano

Dolomiti Wellness Hotel Fanes San Cassiano (BZ) via Pecei 19 Tel. 0471 849470 - www.hotelfanes.it/it L’Hotel Fanes ha anche la colonnina per la ricarica delle auto elettriche, come la Tesla

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radizione e lusso sono le parole chiave che hanno guidato la famiglia Crazzolara nella realizzazione di quello che oggi è il maestoso Dolomiti Wellness Hotel Fanes. L’apparente contrasto si rivela la vera anima dell’hotel, rifugio a contatto con la natura adagiato sulla terrazza più soleggiata di San Cassiano, con panorama unico sulle Dolomiti dell’Alta Badia. Tutti gli ambienti, eleganti e curati nei minimi dettagli, offrono ogni comfort per l’ospite in un arredamento moderno e lineare, che richiama la tradizione grazie all’utilizzo di materiali naturali - legno, marmo e pietra - e alla collezione di arredi e oggetti antichi della cultura ladina. Escursioni a piedi, in bici, a cavallo, meravigliose vie ferrate, trekking, parapendio, sono solo alcune delle innumerevoli avventure a contatto con la natura che attendono gli ospiti del 5 stelle di San Cassiano, anche membro fondatore del Golf Club Alta Badia. Il lusso inteso come benessere a 360° si può vivere sia nei 3.000 mq di area wellness con diversi tipi di saune, piscine e infinity pool di 25 metri, sia assaporando la cucina genuina e ricercata del ristorante gourmet. Realizzato riqualificando la struttura di un antico maso del 1560, l’Hotel Fanes è all’avanguardia nei servizi di ricezione, offrendo agli ospiti un eliporto “green”, ovvero la possibilità di arrivare in elicottero nella pista privata di 21 metri di diametro, situata in un prato adiacente all’hotel. Attento alla sostenibilità, è dal 2016 “Tesla destination charging” mettendo a disposizione degli ospiti postazioni di ricarica delle auto elettriche; la posizione soleggiata per la maggior parte dell’anno permette inoltre alla struttura di sfruttare l’energia solare. «Siamo molto fieri di essere ora un 5 stelle ma non dimentichiamo le nostre origini: la nostra famiglia possiede da secoli questa struttura e l’ha trasformata da fattoria a resort di lusso – dice Reinhold Crazzolara, proprietario dell’hotel – Quello che vogliamo fare all’Hotel Fanes è proprio esprimere la nostra tradizione in un luogo dove poter trovare il benessere perfetto, fisico e mentale».


Bolzano, città degli incontri Bolzano è una città giovane, vivace e dinamica, merita una visita in ogni stagione. Le sue diverse anime si incontrano, si affiancano, vengono sprigionate in ogni scorcio e conferiscono alla città un fascino unico: a Bolzano il Nord incontra il Sud, le peculiarità italiane si mescolano a quelle tedesche, la Mitteleuropa incontra il fascino mediterraneo. Bolzano Vi attende con un ricco calendario di eventi! Non perdete gli appuntamenti con La Mostra dei Vini (28-31/3/2019) e la Festa dei Fiori (30/4 e 1/5/2019).

Azienda di Soggiorno e Turismo Bolzano Via Alto Adige 60, 39100 Bolzano T +39 0471 307000, info@bolzano-bozen.it, www.bolzano-bozen.it


green resort 2019

aqualux hotel - lago di garda

ACQUA, LUCE E VERDE BENESSERE TOTALE E ARMONIA RIGENERANTE: QUESTO IL BINOMIO CHE CONTRADDISTINGUE AQUALUX HOTEL SPA SUITE&TERME DI BARDOLINO

AQUALUX HOTEL SPA SUITE&TERME Bardolino (VR) - Via Europa Unita, 24/b Tel. 045 622 9999

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cque azzurre, clima dolce, ulivi e vigneti contribuiscono a un bien vivre basato sulla sostenibilità e sullo charme. Il concetto di benessere si concretizza anche nella scelta dei materiali bio-compatibili utilizzati per la  costruzione, il legno costituisce infatti l’ossatura 100% green dell’hotel, nell’impiego di energie rinnovabili e nell’utilizzo di software gestionali che controllano il risparmio energetico idrico e l’insonorizzazione naturale certificata. Cascate di piante disegnano il perimetro della struttura e giardini pensili ricoprono il tetto. L’ospite è al centro di un ecosistema che ha ottenuto la certificazione Clima Hotel: Aqualux è la prima struttura non situata in Alto Adige ad aver ottenuto questo importante riconoscimento. L’ampia corte interna ospita AquaExperience: otto piscine – interne ed esterne – oltre a percorsi di acqua corrente, una zona dedicata al nuoto, stazioni idro e aeromassaggio, una vasca salina dedicata al relax, batteriologicamente pura, che scaturisce da una profondità di oltre 300 metri e ha origine dal bacino idrogeologico del sistema termale adiacente alla riva orientale del Lago. È particolarmente ricca di calcio, magnesio e bicarbonati che le conferiscono proprietà terapeutiche ideali per effettuare la balneoterapia. Nel  parco acquatico, circondato da un lussureggiante giardino, il Pool-Bar è perfetto durante i mesi estivi per sorseggiare una ricca selezione di drink energetici e gustose bevande ricche di vitamine.  Le 125 camere sfruttano i principi dettati dall’eco climatizzazione che  veicola  l’energia naturale senza utilizzo di radiatori e condizionatori. La ricerca gastronomica, rappresentata dai due ristoranti, Italian Taste – riservato agli ospiti dell’hotel – e EVO Bardolino– pensato anche per chi non soggiorna in hotel -, punta alla qualità e originalità delle ricette che esaltano i sapori e i profumi dei cicli naturali delle materie prime del territorio e privilegiano cotture brevi e accostamenti innovativi. I piatti sono esaltati dall’accostamento a vini e oli locali la cui produzione gode della dolce e inebriante carezza dell’Ora, la piacevole brezza del Garda. 31


green resort 2019

HOTEL PFÖSL

GREEN phILOSOphY FRA LE DOLOMITI

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due passi da Bolzano, nella splendida Val D’Ega, l’hotel Pfösl è uno dei pochi hotel in Europa certificato KLIMAHOTEL, un sigillo di qualità per alberghi sostenibili attenti alla protezione ambientale e climatica. La cura e l’attenzione per l’ambiente che la famiglia Zelger-Mahlknecht pongono nella gestione dell’hotel è in tutti i settori: il sistema di teleriscaldamento a biomassa è un sistema green, rispettoso dell’ambiente; la piscina panoramica è pulita in modo naturale attraverso l’elettrolisi salina, senza aggiunta di cloro; l’intera pulizia dell’edificio è effettuata con prodotti ecologici; la biancheria viene lavata senza l’impiego di additivi chimici. Grazie alle procedure ecocompatibili l’hotel Pfösl è stato insignito del severo sigillo ecologico “ECO Label”.

uno dei pochi hotel europei certificati KLIMAHOTEL , l’hotel Pfösl pone assoluta cura e attenzione all’ambiente in tutti i settori

PREMIATO DAL GIST

A febbraio l’hotel ha vinto anche il prestigioso premio “Green Travel Award” (categoria “bio-spa”) del gruppo GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica). L’ecologia è il punto cardine attorno il quale lavora tutto il team dell’hotel Pfösl: dall’utilizzo di prodotti naturali alla naturaspa agli ingredienti dell’orto e del territorio che utilizza lo chef Markus Thurner; dalle riduzioni di emissioni di CO2 all’attenzione nell’evitare gli sprechi e produrre spazzatura.

SENSAZIONI VERDI

I 3 splendidi lussuosi chalet in legno di 60 metri quadri costruiti nel bosco, le luminose suite panoramiche con giardino, la piscina e la sauna panoramiche sono un plus che gli ospiti apprezzano. Per una vacanza indimenticabile sempre più in sintonia ed in contatto con la natura, l’hotel è stato progettato secondo criteri green. Il perimetro della struttura è circondato da un percorso aromatico che permette di assaggiare le piante direttamente dove crescono; con l’ambiente e l’aria salubre di montagna l’esperienza sensoriale naturale diventa davvero completa. I mobili in legno massiccio, i tessuti sapientemente realizzati dai laboratori alto atesini, l’illuminazione degli spazi che rende le atmosfere idilliache e sospese, il panorama sulle Dolomiti e la location soleggiata, l’area benessere rinnovata e ampliata sono i numerosi plus che l’hotel Pfoesl è lieto di offrire agli ospiti. 32

Hotel Pfösl Bolzano - Fam. Zelger-Mahlknecht Nova Ponente/ Dolomiti - Tel: +39 0471616537 - www.pfoesl.it


MUSICA NE RA SU V

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e, 9 - 17 m FONDO BIANCO arzo 2019 il programma completo: www.dolomi�skijazz.com al di Fiemm


GREEN RESORT 2019

QUANDO L’ALBERGO E’ SE Anche i fari stanno diventando strutture eco-sostenibili

Il rivestimento con legno di cirmolo  è rilassante perchè riduce il  battito cerdiaco La Casa del Mulino produce elettricità con l’antico mulino funzionante

La casa sull’albero è green

a voi lettori la scelta: quali sono le strutture con le migliori caratteristiche di eco-sostenibiità per l’accoglienza “salutare” degli ospiti? ecco le nostre nomination

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eekend Pemium, l’anno scorso ha premiato Villa Eden di Merano, per le sue caratteristiche di eco-sostenibilità e per l’accoglienza “salutare” degli ospiti. Quest’anno sarete voi lettori con i followers del sito weekendpremium.it a decidere chi risponde di più alle esigenze di questa tendenza ormai mondiale. Strutture eco sostenibili - Ecco quindi il fiorire di alberghi costruiti con legni del posto, con materiali inerti che non rilascino esalazioni, uniti con colle naturali, con produzione di energia elettrica a basso tasso d’inquinamento, con la raccolta rifiuti differenziata, insomma una gestione alberghiera sostenibile, che non danneggia il territorio e che affascina il turista, sempre più esigente nel voler trascorrere vacanze senza stress e salutari. Ne sono un esempio alberghi del Trentino-Alto Adige, dove questa sensibilità è innata, abituata ai ritmi della montagna e dei pascoli. Ma anche nel centro Italia, nelle masserie e nei bagli siciliani si cerca di offrire al turista un ambiente sempre più vicino alla natura. Case cantoniere e fari - Anche lo Stato ci sta provando con Il recupero delle Case Cantoniere, che nacquero come alloggi di servizio per chi si occupava della manutenzione delle strade sta34

tali. Oggi sono inutilizzate per cui se ne è previsto un riutilizzo turistico per promuovere la vacanza in chiave ecosostenibile. Si sta pensando anche al recupero dei fari, luoghi di incomparabile bellezza, destinati a diventare resort di lusso. Riconoscimenti -E diversi sono i premi che rendono merito a queste eccellenze alberghiere. Oltre a Weekend Premium, anche quest’anno, in occasione della BIT, la Fiera internazionale del turismo, il GIST (Gruppo italiano stampa turistica) ha premiato le località che rientrano nelle caratteristiche del premio Green Travel Award 2019, le eccellenze per un turismo responsabile e sostenibile. Alpine Pearls - A proposito di vacanze “dolci” ecosostenibili, in Europa è nata Alpine Pearls, un’organizzazione che seleziona località dell’arco alpino che corrispondano a criteri di sostenibilità ambientale, per la mobilità, per l’accoglienza e proposte di attività sportive. Finora sono 25, dieci delle quali in Italia: Limone Piemonte, Cresole Reale, Cogne, Chamois La Magdeleine, Malles, Moso in Passiria, Racines, Funes, Moena e Forni di Sopra.


nomination

MPRE PIU’ VERDE di Edoardo Stucchi

12 RESORT DA VOTARE

Ecco le nomination. Per votare seguiranno istruzioni sul sito www.weekendpremium.it e sulla nostra pagina FB Sant’Agata dei Goti

Aqualux Hotel, Bardolino (VR) www.aqualuxhotel.com

Eco Serendib, St. John, Isole Vergini (USA) www.ecoserendib.com

Azienda agrituristica Bergi, Castelbuono (PA) www.agriturismobergi.com

Ermitage Bel Air, di Teolo-Abano Terme (PD) www.ermitageterme.it

Biohotel Stanglwirt in Tirolo (Austria) www.stanglwirt.com/en/

Fanes Hotel, San Cassiano (BZ) www.hotelfanes.it/it

Capo Faro Spartivento, nella zona di Chia (CA) www.farocapospartivento.com

Fattoria San Martino, Montepulciano (SI) www.fattoriasanmartino.it

Casa sull’Albero, Malgrate (CO) www.casa-sull’albero.eu Casa del Mulino, ecofrazione di Baggero, Merone in provincia di Como www.lacasadelmulino.com

Hotel Pfoesl di Nova Ponente (BZ) www.pfoesl.it/it/hotel-dolomiti/1-0.html Hotel Tirler di Alpe di Siusi (BZ) www.hotel-tirler.com/it.html Masseria Camarda, Ceglie Messapica (BR) www.masseriacamarda.it 35


Turismo Enogastronomico Italiano

cibo, paesaggio e arte la ricetta vincente

Dieci anni dopo la nascita di Weekend Premium, il rapporto realizzato dall’equipe di Roberta Baraldi conferma il nostro impegno, nato con Ricette di Viaggio, le nostre proposte di itinerario dove nelle ricette e nelle tradizioni enogastronomiche emerge il sapore della storia e il profumo dell’arte. di Raffaele d’Argenzio

È

stata presentata la seconda edizione del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, la più completa e autorevole ricerca sul settore, che fornisce un quadro preciso e dettagliato di questo segmento turistico e ne delinea le principali tendenze. Questa seconda edizione, poi, si fregia della supervisione scientifica della World Food Travel e dell’Università degli Studi di Bergamo. Si tratta di un rapporto che evidenzia e analizza uno dei fattori di traino del turismo italiano, quello basato sul nostro cibo, sulle nostre ricette, insomma del nostro “Eat in Italy”. Tuttavia, i contenuti del rapporto confermano quanto noi di Weekend Premium, da dieci anni, portiamo avanti con

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convinzione, attraverso le nostre proposte weekend, gli itinerari di viaggio e le nostre “Ricette di Viaggio”, esperienze che raccontano la nostra splendida Italia dal punto di vista dell’arte, della storia, della civiltà, del cibo. Piccoli borghi dove si possono trovare grandi tesori d’arte, pietre intrise di storia e ricette con gli stessi ingredienti di secoli fa. Basti pensare che l’Italia, benché come estensione sia tra le nazioni piccole del mondo, ha tramandato nei secoli la sua lingua, la sua arte, la sua storia e la sua tradizione culinaria. Non per nulla è il Paese che ha la più alta concentrazione di siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. E tra questi ci sono anche i siti vitivinicoli e l’arte della Pizza.


Il castello di Grinzane Cavour: bellezza del paesaggio e vino pregiato delle Langhe

intervista a roberta garibaldi “Bellezza, storia e cultura dei prodotti locali e varietà di esperienze sono la formula vincente del nostro turismo enogastronomico”. Il Rapporto realizzato da Roberta Garibaldi è molto importante per l’Italia turistica, perché dà delle indicazioni da seguire a tutti gli addetti ai lavori. Ma è importante anche per noi, perché ci dà delle conferme sulle linee che segue Weekend Premium da ormai dieci anni. La incontriamo con piacere ed interesse, e ne approfittiamo per farle qualche domanda.

Roberta Garibaldi, dell’Università di Bergamo

Quali sono la città e la regione preferite nel 2019 dai turisti del gusto? La città è Napoli, mentre la regione più desiderata è la Sicilia, che quest’anno supera la Toscana di un punto percentuale. La Sicilia ha una cucina tipica diffusa dove è possibile degustare i prodotti del territorio più che in altre parti. In questa vostra ricerca quali sono state le sorprese? Mi ha sorpreso la crescita davvero forte. È 37


Anche i millenians ora amano il turismo gastronomico

da quattro anni che mappo questo settore e noto che ogni anno continua a crescere. Un tempo il turismo enogastronomico era di persone con un certo reddito, di media età e di buon livello culturale. Oggi, invece, è diventato trasversale: tutti vogliono vivere esperienze enogastronomiche, anche i millenians, e questo è molto bello. Come mai dell’enogastronomia di alcune regioni si parla poco? Sì, ci sono delle regioni italiane di cui la maggior parte degli italiani ad esse non sa ancora abbinare i loro prodotti, nel senso che dobbiamo ancora conoscere tutta la ricchezza enogastronomica del nostro Paese. Vuol dire che abbiamo ancora tante cose da scoprire. Già, l’Italia è stata divisa per secoli, però questa debolezza di allora é diventata la nostra ricchezza. Oggi non abbiamo una cucina sola, ma ne abbiamo 22 diverse. Quali sono quindi i punti di forza di una città o di un borgo per utilizzare questa ricchezza ed avere un turismo enogastronomico? Abbiamo mappato un po’questi elementi ed è venuto fuori che per essere meta di turismo enogastronomico, oltre ad avere prodotti e

La pizza napoletana e i vigneti piemontesi delle Langhe, l’Italia enogastronomica UNESCO

tipicità, è importante avere una bellezza del luogo, opere d’arte, una storia e una cultura legata ai prodotti ed anche la varietà di esperienze. Questi sono i tre elementi più importanti: cibo, bellezza ed esperienze. Mi fa qualche esempio di esperienza? Non un percorso solo cibo o vino, ma anche luoghi dove oltre a mangiare si possono visitare l’azienda agricola, il pastificio, il caseificio… Quali sono i suoi “Weekend con Gusto” preferiti, e quelli che non ha ancora fatto e vorrebbe fare? Io devo dire che ogni luogo è una scoperta e quindi davvero in Italia non c’è un angolo dove non è possibile scoprire qualcosa di nuovo. Difficile scegliere, comunque preferisco i luoghi dove si riesce a integrare il tema dell’arte e della cultura a quello del cibo, come la dimora storica con il cibo e il vino, oppure una cantina che espone l’arte contemporanea. Ma il mio weekend del cuore preferito è sul Lago d’Iseo, dove andavo in vacanza da bambina. Invece tra le mete estere, mi manca un weekend in Francia, nell’area dello Champagne.

Chi è il turista enogastronomico italiano

Le esperienze gastronomiche preferite dai turisti

39% Proviene dalle regioni italiane del Nord Est 41% Proviene dalle regioni italiane del Nord Ovest 47% Proviene dalle regioni italiane del Centro 52% Proviene dalle regioni del Sud e dalle Isole 75% Ha effettuato un viaggio enogastronomico in Italia 17% Ha effettuato un viaggio enog. sia in Italia che all’estero 8% Ha effettuato un viaggio enogastronomico all’estero 46% Ha un reddito fino a 28 mila euro 50% Ha un reddito superiore a 28 mila euro

1 Proviene dalle regioni italiane del Nord Est 2 Proviene dalle regioni italiane del Nord Ovest 3 Proviene dalle regioni italiane del Centro 4 Proviene dalle regioni del Sud e dalle Isole 5 Ha effettuato un viaggio enogastronomico in Italia

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88% 82% 72% 70% 67%


Roberta Garibaldi in visita esperenziale in una cantina

chi è roberta garibaldi

Roberta Garibaldi è Professore presso l’Università degli studi di Bergamo. È membro del Board of Advisors e Ambasciatore per l’Italia della World Food Travel Association, e del Board del World Gastronomy Institute e di IGCAT – International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism. Fa inoltre parte del Consiglio di Presidenza della Società Italiana di Scienze del Turismo (SISTUR), è membro di ATLAS e Aiest e di Treccani Gusto, oltre che del Comitato Scientifico di BTO. Organizza il “Food Tourism Day” della Bit – Borsa italiana del Turismo.

Il turista? È a caccia di esperienze Al primo posto delle esperienze vissute dai turisti enogastronomici c’è la degustazione di prodotti tipici. Al secondo (82%) il visitare un mercato, seguito dal recarsi presso ristoranti e locali storici (72%). Grande interesse suscitano anche le visite ai luoghi di produzione, con in testa le aziende agricole (62%), seguite dalle cantine (56%). Dati che fanno registrare un trend in crescita (+22%) rispetto ai dati dell’edizione precedente del Rapporto. Toscana, Emilia Romagna e Sicilia le regioni più apprezzate I turisti enogastronomici? Il 92% ha scelto negli ultimi tre anni una vacanza in Italia. E le regioni più apprezzate, secondo il Rapporto, risultano essere Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna, mentre tra le città primeggiano Napoli, Roma e Firenze. Il 17% di chi ha fatto una vacanza enogastronomica in Italia è stato anche all’estero. Tra le città più frequentate e “gradite” ci sono Parigi, Barcellona e Madrid.

Le regioni e le città più “desiderate” dai turisti enogastronomici italiani REGIONE CITTà 1 Sicilia Napoli 2 Toscana Roma 3 Emilia Romagna Firenze 4 Puglia Bologna 5 Campania Palermo 6 Lazio Bari

I Paesi e le città europee più gettonate paese CITTà 1 Spagna Parigi 2 Francia Barcellona 3 Grecia Madrid

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vota il WEEKEND PREMIUM 2019 Come per il 2018, vogliamo indicarvi i migliori weekend da fare durante l’anno. Certo, ciascuno ha  propri gusti ed  esigenze, ma per il 2019 non potevamo non tener contodel 500° anniversario della scomparsa di Leonardo e anche del boom che stanno avendo i weekend enogastronomici.  Sappiamo benissimo che ci  sono migliaia di località che meritano la nostra attenzione, ma non potevamo indicarne più di dieci. Per poterle votare, nei prossimi giorni troverete informazioni sul nostro portale  WEEKENDPREMIUM.IT e sulla nostra pagina FB. Il nostro sondaggio terminerà il 15 maggio, ed i premi saranno consegnati   in un  prestigioso evento che si terrà a Milano nei primi giorni di giugno, alla presenza della stampa. Sappada

Trezzo e Vaprio d’Adda

Milano

Castelluccio di Norcia

VINCI

Sannio Falanghina Luogosanto

orsara di puglia

Napoli

Matera


WEEKEND PREMIUM 2019: VAPRIO E TREZZO D’ADDA

CON MAZDA CX-5

cercando l’uomo SEGUENDO LEONARDO

NEL ‘500° DELLA MORTE, TUTTO L’ANNO SARÀ DEDICATO AL GRANDE GENIO , A MILANO IN PARTICOLARE DOVE TRASCORSE OLTRE VENT’ANNI. MA LEONARDO VISSE ANCHE A VILLA MELZI, A VAPRIO D’ADDA, DOVE STUDIÒ LE ACQUE DEL FIUME ED IL SUO CORSO. E NOI ABBIAMO VOLUTO SEGUIRNE IL PERCORSO CON LA CX-5, UN SUV DELLA MAZDA, UNA CASA CHE COME LEONARDO METTE L’UOMO AL CENTRO DI OGNI COSA

Vaprio, tra Naviglio Martesana e fiume Adda

Mazda CX-5

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WEEKEND PREMIUM 2019: VAPRIO E TREZZO D’ADDA Villa Melzi

Como Milano

TREZZO d’adda

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e nostre proposte di weekend premium non potevano che cominciare nel solco di Leonardo. Per più di vent’anni Leonardo da Vinci, pur essendo toscano, visse in Lombardia, ospite graditissimo di Ludovico il Moro tra il 1482 e 1499, e poi dal 1507 al 1513, ma spesso si trasferiva nella vicina Vaprio d’Adda, invitato nella sfarzosa villa del duca Gerolamo Melzi. Passava gran parte del suo tempo a studiare il moto delle acque e la natura fluviale dell’Adda, osservando e ritraendo più volte il fiume e il naviglio Martesana, che prende origine da Trezzo e in 38 chilometri lo collega a Milano, ma qui ebbe anche modo di conoscere il giovane Francesco Melzi, che divenne suo discepolo prediletto ed erede dei suoi manoscritti, come si legge sulla targa affissa all’entrata della villa, oggi monumento nazionale. A Vaprio c’è anche la più alta concentrazione di “ville di delizia”, ville nobiliari che i ricchi possidenti milanesi a partire dal Cinquecento cominciarono a costruire lungo il naviglio per sfuggire alle temperature estive soffocanti della città.

SEGUENDO LEONARDO CON UN SUV DI DESIGN

E noi abbiamo voluto seguire il suo percorso da Milano a Vaprio d’Adda per ritrovare il ricordo del suo passaggio. Per questo viaggio abbiamo voluto avere come compagna, la Mazda CX-5, lo speciale suv giapponese modellato secondo la filosofia costruttiva umano-centrica di Mazda, cioè il profondo e accurato studio del corpo umano e le sue reazioni agli stimoli esterni, come base di progetto delle auto, degli interni e della tecnologia del veicolo. E quindi l’Uomo al centro come insegna Leonardo. Della CX-5, a prima vista si viene catturati dal design e dalla tinta Soul Red Crystal, che permette di apprezzare meglio le linee della vettura, in particolare il frontale che è dominato da una grande griglia contornata da fari a LED adattivi molto sottili. Molto ben riuscita anche la siluette con dei cerchi in lega da 19 pollici. Una volta saliti a bordo, si ha proprio l’idea di essere seduti su una vettura di alta gamma progettato per te, grazie alla qualità dei materiali e alla cura dei dettagli. L’allestimento Exclusive della nostra Mazda CX-5 comprende sedili rivestiti in pelle White molto confortevoli e il sistema audio potenziato firmato Bose.

TREZZO SULL’ADDA E VILLAGGIO CRESPI PATRIMONIO UNESCO Casa del custode delle acque a Vaprio d’Adda

Cominciamo il nostro weekend uscendo al casello di Trezzo sull’Adda, dell’autostrada A4 Milano – Venezia. Decidiamo per

Castello di Trezzo

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Canoisti a Trezzo d’Adda


CON MAZDA CX-5

A Villa Melzi Leonardo ebbe come discepolo Francesco Melzi, che poi lo seguì fino alla morte e ne divenne  l’erede Centrale idroelettrica Taccani, Trezzo d’Adda

Ponte di fronte a Villa Melzi verso Canonica d’Adda, provincia di Bergamo

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WEEKEND PREMIUM 2019: VAPRIO E TREZZO D’ADDA

Archeologia industriale a Crespi d’Adda

una prima tappa alla ben segnalata centrale idroelettrica Taccani. Dopo aver attraversato il fitto reticolo di viuzze del centro storico e dopo una ripida discesa, si arriva ad un ampio parcheggio con disco orario di 2 ore, più che sufficienti per godere delle bellezze architettoniche e naturali dei dintorni, tutti facilmente raggiungibili a piedi. Era l’alba del Novecento quando, un grande personaggio aprì una nuova era per l’economia lombarda: Cristoforo Benigni Crespi, fondatore dell’omonimo villaggio operaio ideale di Crespi d’Adda, inserito nella lista UNESCO del Patrimonio mondiale dell’umanità. Comprò nel 1894 il promontorio dove sorgevano i resti del castello visconteo di Trezzo, ma il suo obiettivo (avendo forte bisogno di energia elettrica per il suo opificio) era di realizzare una centrale idroelettrica; nacque così la splendida centrale Taccani in stile liberty nata dall’ingegno dell’architetto Gaetano Moretti.

LEONARDO E I SUOI STUDI SULL’ACQUA

Conca Vinciana alla Rocchetta

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Qui il fiume scorre incassato fra alte rive moreniche, sinuoso e spumoso, con piccoli isolotti che hanno, da sempre, impedito la navigabilità del quarto fiume più lungo d’Italia, ben visibili dall’alto del piccolo santuario della Rocchetta (XIIsec.) un luogo dello spirito, tappa del Cammino di Sant’Agostino. E qui a cavallo del 1500 poteva capitare d’incontrare Leonardo da Vinci, intento a schizzare e progettare chiuse e conche per poter “by- passare” queste impetuose rapide, formate dalla presenza di alte pietre acuminate ( Tre Corni), ostacolo per la navigazione di piccole imbarcazioni, che fanno anche da scenario a una sua celebre tela: la Vergine delle rocce. Riprendiamo la nostra Mazda CX-5, dove riconosciamo che si viaggia comodi, grazie ad una ottima seduta studiata dalla Mazda, che permette di godere di un’ottima visibilità anteriore. I 4,55 metri di lunghezza di questo sport utility vehicle sono adatti al contesto urbano ma anche alle lunghe percorrenze. Infatti è con-


CON MAZDA CX-5

Ponte di Paderno

fortevole sia in città che in autostrada, dove risulta particolarmente silenziosa grazie ai doppi vetri Silence. Nel tragitto, abbiamo notato che anche lo sterzo ha un buon comportamento e grazie al G-Vectoring Control si migliora l’inserimento del nelle curve riducendo o aumentando la coppia del motore. Arriviamo a Vaprio d’Adda per costeggiare il naviglio Martesana, dominato dalla Villa Melzi, con a sinistra l’Adda e l’ardito ponte che unisce Vaprio, in provincia di Milano, a Canonica d’Adda, già provincia di Bergamo. Due passi e si arriva alla casa del Custode delle acque: sue prime notizie si hanno a partire dal 1582, punto di controllo per favorire la navigazione e il traffico di merci che da qui transitava per raggiungere Milano. Oggi è sede della galleria interattiva “Leonardo e l’Adda” (aperto solo sabato dalle 10 alle 12). Costeggiando la riva ombreggiata da enormi alberi di ontani e pioppi, si possono vedere cigni in cova e gli anatroccoli appena nati, svassi e folaghe intente a imbeccare i piccoli a pochi metri più in là, oltre a sfiorare le altre centrali idroelettriche che dispongono di potenti turbine come la Bertini, a Cornate d’Adda, con la bella

Compagna di viaggio

mazda cx-5 Per quanto riguarda la motorizzazione, si tratta di un benzina 2.0L 165 CV Skyactiv-G 2WD, abbastanza reattivo e adeguato a tutti i contesti con una trazione anteriore e un cambio manuale a 6 rapporti. Gli altri motori disponibili sono: un benzina 2,5 L Skyactiv-G da 194 CV, oppure i due diesel 2,2 L Skyactiv-D da 150 o 184 CV con cambio manuale o automatico. Le tecnologie di sicurezza i-ACTIVSENSE valgono al SUV nipponico 5 stelle Euro NCAP. Oltre alle telecamere e ai sensori incorporati, troviamo l’Active Driving Display che proietta le informazioni importanti per il guidatore sul parabrezza, in modo avere sempre la situazione sotto controllo. Il Supporto intelligente di frenata in città SCBS con Riconoscimento dei segnali stradali (TSR), Cruise control adattivo di Mazda, fari a LED adattivi

(ALH) e molte altre innovazioni di sicurezza rendono la guida sicura in tutte le condizioni. Oggi è disponibile anche la CX-5 2019 che porta l’aggiornamento del sistema GVC alla seconda generazione: ora G-Vectoring Plus è di serie su tutte le versioni. Sono di serie anche molte delle tecnologie citate di sopra, insieme ai nuovi comandi del climatizzatore e, a partire dalle versioni Exceed, una nuova strumentazione con display da 7” con grafica TFT. Inoltre, esordiscono le nuove versioni Executive e Signature che portano a 6 gli allestimenti disponibili su Mazda CX-5: Evolve a partire da 29.400 euro, Business (30.250 euro), Executive (31.450 euro) Exceed (33.050 euro), Exclusive (da 35.550 euro) e il nuovo top di gamma Signature da 36.700 euro (listino aggiornato a gennaio 2019). 45


WEEKEND PREMIUM 2019: VAPRIO E TREZZO D’ADDA

Ricette di viaggio brasato con polenta Ingredienti Per il brasato: 1 kg di carne di vitello, 20 gr di burro, 1 carota, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 cucchiaio di farina, 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 rametto di salvia e 1 di rosmarino, 2 chiodi di garofano, 1 litro di vino rosso, Sale e pepe Per la polenta: 600 gr di farina di mais, 1 l di acqua, sale procedimento In una casseruola abbastanza grande mettete a rosolare la carne senza tagliarla, insieme a sei cucchiai di olio EVO avendo cura che sia dorata su tutti i lati. Aggiungete poi la carota, la cipolla e il sedato tritati e fate insaporire insieme per circa 10 minuti avendo cura di non bucare la carne per non farne uscire i succhi. Unite poi anche un litro di vino rosso, i chiodi di garofano, il rosmarino e la salvia sminuzzate. Aggiustate di sale e di pepe e cuocete per circa 3 ore, con coperchio e a fuoco basso. Se il fondo di cottura dovesse restringersi troppo, allungatelo con un po’ di brodo. Nel frattempo, passate a preparare la polenta facendo bollire un litro di acqua salata. Versate la farina di mais a pioggia e mescolate con una frusta. Quando la polenta comincerà a staccarsi dai bordi, versatela su un tagliere e lasciatela raffreddare. Una volta pronto il brasato, avvolgete la carne in un foglio di alluminio e lasciatelo riposare per 5 minuti. Unite al fondo di cottura un cucchiaio di farina, il burro e frullate il tutto. Tagliate la carne a fettine e la polenta a fette. Servite il brasato con la salsa e la polenta.

info utili www.addadileonardo.it Per noleggio bici e navigazione sul fiume: www.addainsieme.it dove dormire Best Western Villa Appiani **** www.villappiani.it - Via A. Sala, 17 - Trezzo sull’Adda (MI) tel 02 92002401 - info@villappiani.it dove mangiare Ristorante Al Molo 13 - Via Alzaia,13 - Trezzo s/A (MI) tel. 02 90939710 - www.ristorante-almolo13.com Osteria della Buona Condotta Via Cavenago 2, Ornago - Tel.039.6919056

ANALOGIE DELLa FILOSOFIA UMANO-CENTRICA DI MAZDA Un esempio: il profondo e accurato studio del corpo umano e le sue reazioni agli stimoli esterni, come base di progetto delle auto, e la determinazione  a trovare soluzione tecniche ingegnose per risolvere temi complessi

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La posizione naturale durante la guida Obiettivo • Angolazioni ideali per ogni articolazione • Postura rilassata • Manovre rapide e precise con meno fatica


CON MAZDA CX-5

facciata e finestroni liberty, realizzata nel 1898 per fornire elettricità alla neonata rete tramviaria di Milano, fino all’ardito ponte in ferro di S.Michele a Paderno, candidato all’UNESCO, opera simbolo dell’archeologia industriale lombarda, che sorregge su due piani, la strada e la ferrovia, alti 80 metri sul livello dell’acqua, da qualche mese in restauro. E se a qualcuno venisse voglia di attraversare il fiume in un modo insolito, a Imbersago può approfittare dell’ultimo esempio di traghetto leonardesco cosi come lo si vede negli schizzi di Leonardo raccolti nel suo Codice Atlantico: con la sola forza iniziale delle braccia e una fune, la corrente del fiume vi porterà con la vostra auto a seguito, alla riva opposta di Villa d’Adda. E vi farà tornare indietro anche se controcorrente. Provare per credere. (Vittorio Giannella ha collaborato per testo e foto) Traghetto leonardesco di Imbersago, realizzato secondo i disegni del Maestro (sotto)

SEGUENDO LEONARDO filosofia umano-centrica mazda

skyactiv vehicle dynamics

posto guida a testa alta

• nuove tecnologie per migliorare le dinamiche di guide • controllo integrato di motore, trasmissione, telaio e carrozzeria

• priorità alla sicurezza di guida • permette l’accesso ad una serie di informazioni senza distogliere l’attenzione dalla guida

chassis skyactiv

motori skyactiv skyactiv vehicle dynamics

feature fondamentali • active driving display • display centrale • hmi commander

informazioni di guida

altre informazioni

trasmissioni skyactiv

carrozzeria skyactiv

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Studio di ala meccanica, dal Codice Atlantico (Biblioteca Ambrosiana)

WEEKEND PREMIUM 2019

Il cavallo leonardesco all’Ippodromo

Milano celebra Leonardo Como

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ell’ambito delle celebrazioni per i cinquecento anni MILANO della morta di Leonardo da Vinci, Milano celebra il genio toscano con un vario e vasto calendario di iniziative per ricordare il forte legame tra la città e quello che è considerato il “genio” per antonomasia. È il 1482, infatti, quando Leonardo giunge a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro, che ne fu il mecenate, e ci rimane per circa vent’anni, lasciando tracce della sua arte e della sua scienza. Una visita ideale sulle tracce di Leonardo parte dal Refettorio di Bergamo

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica, dedicato a Leonardo

COME ARRIVARE In auto Milano si raggiunge percorrendo l’A8 da Como e Varese, l’A4 da Torino, l’A7 da Genova e l’A1 da Bologna, poi tangenziale Ovest. A1 e A4 da Bergamo, poi tangenziale Est. In treno: sono presenti tre stazioni: Centrale, Cadorna e Garibaldi. 48

Santa Maria delle Grazie, dove è si trova il Cenacolo, noto anche come l’Ultima Cena. Presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, invece, è custodito dal 1637 il Codice Atlantico, la più grande raccolta al mondo di disegni, progetti, scritti autografi di Leonardo, che spaziano dall’anatomia all’architettura, dalla scienza alla pittura. Spostandosi invece al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” (www.museoscienza.org) è possibile invece ammirare la più importante collezione a livello mondiale di modelli leonardeschi, realizzati tra il 1952 e il 1956 da un gruppo di studiosi, che si sono basati sui disegni dello scienziato. Fino al 13 ottobre, poi, presso il museo di tiene la mostra temporanea “Leonardo da Vinci Parade”, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Brera. Si tratta di un accostamento inconsueto e inedito tra arte e scienza, dove i modelli leonardeschi, che spaziano dall’ingegneria La vigna di Leonardo Nel 1498 Ludovico il Moro dona a Leonardo una vigna di 8300 mq situata sul retro della Casa degli Atellani. Il genio vinciano le era particolarmente affezionato, tant’è che, quando nel 1500 le truppe del re di Francia sconfiggono Ludovico Sforza e lo imprigionano, prima di lasciare Milano Leonardo affitta la vigna al padre del suo allievo prediletto Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì. E anche quando i francesi la confischeranno, farà in modo di rientrarne in possesso. Nel suo testamento ne lascerà una parte al Salì e un’altra a un suo fedele servitore. Oggi la vigna e il museo annesso si possono visitare con tour guidati di 30 minuti (biglietto € 10 intero, € 8 ridotto).

DOVE DORMIRE Star Hotel Rosa Grand Milano****, Piazza Fontana 3, Milano, tel 02/88311, www.starhotelscollezione.com/it/ i-nostri-hotel/rosa-grand-milano Hotel Milano Castello***, via San Tomaso 2, Milano, tel 02/38241026, www.hotelmilanocastello.com

DOVE MANGIARE Trattoria Nuovo Macello, via Lombroso 20, Milano, tel 02/59902122, www.trattorianuovomacello.it Antica Trattoria della Pesa, viale Pasubio 10, Milano, tel 02/6555741, www.anticatrattoriadellapesa.com


milano

Il Cenacolo vinciano

La ricetta Ossibuchi alla milanese Ingredienti • 4 ossibuchi di vitello da 300 gr cadauno • 500 ml di brodo di carne • 1 cipolla dorata • 50 gr di farina 00 • 50 ml di vino bianco • 40 gr di burro • 3 cucchiai di Olio EVO • Sale e pepe Per la gremolada • 2 spicchi di aglio • 1 ciuffo di prezzemolo • Scorza di 1 limone In una padella mettete a rosolare la cipolla tritata finemente con il burro e l’olio. Incidete la membrana che circonda gli ossibuchi e passateli nella farina da entrambi i lati. Quando la cipolla sarà appassita unite gli ossibuchi e fateli rosolare. Bagnateli poi con un bicchiere di vino bianco, lasciate evaporare poi aggiungete il sale, il pepe e il brodo. Lasciate cuocere per circa un’ora e mezzo a fuoco lento, muovendo di tanto in tanto la padella per non fare attaccare gli ossibuchi. Nel frattempo preparate la gremolada, tritando insieme il prezzemolo, l’aglio e la buccia del limone. Aggiungete agli ossibuchi a 5 minuti dalla fine della cottura. Servite con abbondante sugo, accompagnati da un risotto alla milanese o dalla polenta. alla tecnica, vengono messi a confronto con gli affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, valorizzando la collezione storica con cui il Museo inaugurava ufficialmente la sua apertura, nel 1953. Una delle testimonianze più suggestive, invece, si trova presso la Sala delle Asse del Castello Sforzesco (www.saladelleassecastello.it/) dove Leonardo ha realizzato nel 1498 un finto pergolato con rami intrecciati che formano l’emblema vinciano del nodo che forma un cerchio che inscrive una doppia croce e una possente radice disegnata sulla parete est della sala. La Sala sarà riaperta al pubblico il 16 maggio dopo una prima fase di restauri che riprenderanno nel 2020. Per l’occasione sarà possibile ammirare i disegni preparatori

emersi durante i lavori, finora visibili solo ai restauratori, tra tronchi, paesaggi, rami e foglie che rimodellano la percezione dello spazio e confermano la volontà dell’artista di sviluppare il suo concetto di imitazione della natura. Le mostre e gli eventi Nove mesi di eventi e iniziative, dal maggio 2019 a gennaio 2020, celebrano il legame tra Milano e Leonardo. Vediamone alcune. Fulcro del palinsesto sarà il Castello Sforzesco, le cui sale ospiteranno la mostra Leonardo e la Sala delle Asse tra Natura, Arte e scienza (dal 16 maggio al 18 agosto) presso la Cappella Ducale. Nella Salam delle Armi, fino al 12 gennaio 2020, sarà allestito un percorso multimediale che ricostruisce la città come doveva apparire agli occhi di Leonardo tra il 1482 e il 1512. Tre i progetti espositivi a Palazzo Reale, simbolo del potere sforzesco. Fino a luglio si tiene la mostra Il meraviglioso mondo della natura, che ha come filo conduttore la rappresentazione leonardesca del naturale. Dal 7/10 al 17/11 mostra La Cena di Leonardo per Francesco: un capolavoro di seta e argento, che espone per la prima volta al pubblico dopo i restauri la copia del Cenacolo realizzata ad arazzo tra il 1505 e il 1510. Il collettivo di artisti Studio Azzurro, fino a luglio, propone un percorso interattivo dedicato alle macchine leonardesche. Altre iniziative si svolgeranno al Museo del Novecento, presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, a Palazzo Litta e nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Programma completo su www.leonardomilano.org. INFO: www.turismo.milano.it www.comune.milano.it Mostra al Castello Sforzesco (foto Mauro Ranzani)

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WEEKEND PREMIUM 2019

Sappada, il paese delle maschere di legno SAPPADA

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l 2019 è lDal 2007 mantiene ben saldo Pordenone il marchio di qualità Udine del Touring Club “Bandiera Arancione”. Ma Sappada, Plodn in diaTrieste letto tedesco sappadino, può vantare un’altra peculiarità: nel novembre 2017, dopo una “battaglia” durata dieci anni, ha ottenuto di poter passare dalla provincia di Belluno, in Veneto, a quella di Udine, in Friuli Venezia Giulia, dopo una “lontananza” di 165 anni. Questo comune di 1322 abitanti, situato tra Cadore e Carnia, in un paesaggio dolomitico di rara bellezza, tra cime fiabesche, boschi di conifere e valli attraversate da corsi d’acqua cristallina, è anche un’isola linguistica germanofona e importante stazione turistica sia invernale che estiva. Si può cominciare la visita da Sappada Vecchia, nella parte alta dell’abitato, caratterizzata da case di legno costruite secondo la tecnica del blockbau, con una sosta al Museo della Civiltà Contadina, situato in contrada Cretta. Raggiungendo invece la piazza di Borgata Cima Sappada ci si ferma poi per una visita al Museo Etnografico “Giuseppe Fontana”, senza dimenticare una passeggiata tra le stradine e le vecchie case.

COME ARRIVARE In auto Chi arriva dal Veneto può prendere l’A27 Mestre Belluna con uscita Longarone, poi si continua per Pieve di Cadore. In prossimità di Auronzo di Cadore prendere la deviazione per Santo Stefano e seguire per Sappada. Chi arriva dal Friuli Venezia Giulia, A28 Palmanova-Tarvisio, uscire al casello di Carnia-Tolmezzo, poi sulla SS52 in direzione di Ovaro-Rigolato-Forni Avoltri. Seguire indicazioni per Sappada. 50

Partendo dal centro abitato, poi, sono tante le passeggiate e le escursioni. Per esempio, da Cima Sappada si può prendere la strada che porta alle Sorgenti del Piave. Dopo aver imboccato, al primo bivio, la strada a destra, attraversando prati e piccole baite si arriva alla Cappellina della Madonna del Monte Lussari, in località Plòtzn. Dalla Borgata Mühlbach, invece, si può prendere la stradina asfaltata che parte dal ponte di legno e che costeggia il Rio Mühlbach, lungo la quale si trova il percorso della Via Crucis con quattordici caratteristiche cappelline che conducono, in cima al pendio che rappresenta il Golgota. Proseguendo in direzione di Cascatelle si incontra il Piccolo Museo della Grande Guerra. Continuando ancora sul sentiero si arriva a una splenL’antica tradizione del Carnevale Sappada è famosa per il suo Carnevale, una tradizione antica con peculiarità uniche. Tra queste ci sono le maschere, vere e proprie opere d’arte che valorizzano l’arte di intagliare il legno a mano, di questa valle, realizzate in modo da coprire totalmente il volto di chi li indossa. Il simbolo del Carnevale di Sappada è il Rollate, il cui nome deriva dalle rolln, pesanti sfere di ferro indossate in vita con una catena. Il suo aspetto è a metà tra uomo e orso.

DOVE DORMIRE Hotel Haus Michaela****, Borgata Fontana 40, Sappada, tel 0435/469377, www.hotelmichaela.com Hotel Corona Ferrea***, Borgata Kratten 11, Sappada, tel 0435/469103, www.corona-ferrea.it/

DOVE MANGIARE Agriturismo Zaine, B.ta Soravia 32, Sappada, tel 0435/66057-327/7754978, www.agriturismozaine.it Ristorante Pisa Nera, B.ta Palù 98, tel 0435/469760, www.baitapistanera.it


sappada

La ricetta Mohnkrapfen Tra i primi piatti spiccano i gustosi gnocchi alle erbette e, soprattutto, i canederli, le sfiziose “palle” di pane raffermo, uova e speck montanaro, ma si trovano anche nelle varianti con patate, ricotta, spinaci, e rape rosse. Tra i secondi, domina la carne, selvaggina soprattutto, accompagnata da contorni di funghi. Da non perdere i dolci, tra cui la Torta di Rose, il Dolce alle Mele e, durante il periodo di Carnevale, le Orecchiette di Coniglio, i Crostoli e i Mohnkrapfen, deliziosi tortelli ripieni e fritti. Ingredienti • 500 gr di farina • 2 uova • ¼ di litro di latte tiepido • 200 ml di olio di semi di girasole • 1 pizzico di sale Per il ripieno • 125 gr di semi di papavero macinati • 40 gr di pangrattato • 30 gr di miele • 50 gr di zucchero • ½ bicchiere di latte • Scorza di limone • 1 cucchiaino di cannella • 1 mela piccola grattugiata • Olio di arachidi per friggere Amalgamate bene insieme gli ingredienti per la pasta fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Lasciate riposare sotto a uno strofinaccio per circa 1 ora. Nel frattempo, preparate l’impasto facendo bollire nel latte i semi di papavero macinati con il miele e lo zucchero. Aggiungete anche il pangrattato, la scorza di limone grattugiata, la cannella e, per ultima, la mela grattugiata. Lasciate raffreddare. Stendete la pasta fino a ricavare una sfoglia sottile. Con un tagliapasta ricavate dei quadrati di circa 10 cm di lato. Mettete al centro di ognuno un cucchiaio di ripieno, poi ripiegate i quadrati su se stessi premendo bene i bordi. Metteteli poi a friggere nell’olio bollente. Scolateli e serviteli con una spolverata di zucchero a velo.

dida cascata alta 50 metri. Un’altra bella passeggiata è quella che parte dalla cappellina dei Donatori di Sangue, sotto la chiesa parrocchiale, e prosegue lungo la strada sterrata che taglia in due i Prati di Schbònt, e dove si incontra una cappellina intitolata a Santa Lucia e una croce. il secondo giorno

Dal lago di Zieglhitte alle Sorgenti del Piave Si può dedicare il secondo giorno ad altre belle escursioni nei dintorni. Una di queste parte dalla chiesetta di Santa Margherita, dove un sentiero conduce prima a una vecchia segheria, poi attraversa il ponte sul Piave. Si prosegue ancora fino al primo ponte sul Rio Storto, per poi prendere a sinistra e arrivare al laghetto di Zieglhitte, dove si può praticare anche la pesca sportiva. Prendendo invece la strada provinciale della Vel Sesis da Cima Sappada, in direzione delle Sorgenti del Piave, si lascia l’auto a circa 200 metri dal centro abitato e ci si incammina su un sentiero che conduce a una splendida terrazza panoramica. Infine, un’altra bella escursione è quella che dalla vecchia segheria Cottrer, che si vede dal tornante che precede la borgata di Cima Sappada, porta alle Sorgenti del Piave. Il Sentiero Naturalistico conduce, in circa un’ora di cammino, al Rifugio Piani del Cristo. Da qui, continuando su una stradina pianeggiante, in dieci minuti si arriva prima alla Baita Rododentro, poi ai piedi del Massiccio del Monte Peralba, dove ci di può rifocillare presso il Rifugio Sorgenti del Piave. INFO: www.sappadadolomiti.com I sapori di Sappada Tra i primi piatti spiccano i gustosi gnocchi alle erbette e, soprattutto, i canederli, le sfiziose “palle” di pane raffermo, uova e speck montanaro, ma si trovano anche nelle varianti con patate, ricotta, spinaci, e rape rosse. Tra i secondi, domina la carne, selvaggina soprattutto, accompagnata da contorni di funghi. Da non perdere i dolci, tra cui la Torta di Rose, il Dolce alle Mele e, durante il periodo di Carnevale, le Orecchiette di Coniglio, i Crostoli e i Mohnkrapfen, deliziosi tortelli ripieni e fritti. 51


WEEKEND PREMIUM 2019

Veduta di Vinci

a casa di Leonardo Massa

VINCI

I

l 2019 è l’anno di Leonardo, il genio per antonomasia, di cui Livorno ricorrono i 500 anni della morte. Perché, allora, non celebrare l “anno leonardiano” visitando Vinci? Grosseto Il borgo di circa 14 mila abitanti è situato a una cinquantina di km da Firenze, sulle pendici del Montalbano, nel Valdarno Inferiore, in un paesaggio scolpito da oliveti e vigneti, da dove passa la Strada del Vino e dell’Olio del Montalbano. Il fulcro del paese è rappresentato dal Castello dei Conti Guidi, sede, dal 1953, del Museo Leonardiano (www.museoleonardiano.it). Dislocato su due edifici, nel castello e nella Palazzina Uzielli, propone un’esposizione permanente che racconta la vita e le opere del genio toscano attraverso le sue macchine volanti, le ricostruzioni digitali dei suoi progetti, le riproduzioni a grandezza naturale e cartelli esplicativi con la storia della sua vita. Punto di forza, le 60 macchine ricostruite secondo gli stessi progetti di Leonardo. All’interno del Castello dei Conti Guidi, poi, si possono ammirare alcuni pregevoli affreschi tra cui la Madonna con il Bambino, ceramica di Andrea della Robbia del 1523. Fa parte del complesso della Rocca anche Villa Vignozzi, da cui si gode uno splendido panorama Lucca

Firenze

COME ARRIVARE A1 Milano-Roma sia per chi viene da Nord che per chi viene da Sud. Uscire a Firenze Scandicci, poi prendere la Superstrada Firenze – Pisa -Livorno, uscire a Empoli e seguire le indicazioni per Vinci. Per chi viene da Ovest, A21 Genova-Livorno con uscita Pisa Aeroporto, poi prendere la Superstrada Firenze -Pisa-Livorno con uscita Empoli e poi proseguire in direzione di Vinci. 52

di Vinci, e la Chiesa di Santa Croce, che custodisce pregiati dipinti e la fonte battesimale dove si dice sia stato battezzato Leonardo. Dietro il Castello, spicca la riproduzione in legno dell’Uomo Vitruviano, celeberrimo disegno di Leonardo dove egli rappresentò le proporzioni ideali del corpo umano racchiuse in un quadrato e in un tondo. Davanti alla Palazzina Uzielli, invece, si può ammirare Piazza dei Guidi, realizzata da Mimmo Paladino che si è ispirato proprio a Leonardo per l’architettura e il design della piazza. Fanno parte dell’itinerario Leonardiano anche il Cavallo di Leonardo, monumento in bronzo che domina Piazza della Libertà, e la

DOVE DORMIRE Hotel Monna Lisa***, via Lamporecchiana 27/29, Vinci (Fi), tel 0571/56266, www.hotelmonnalisavinci.it Nel centro di Vinci, dispone di 29. Gli animali sono i benvenuti. Doppia da € 74. Hotel Alexandra***, via dei Martiri 82, Vinci (Fi), tel 0571/56224, all’ingresso di Vinci. Ad appena 3 km si raggiunge la Casa Natale di Leonardo. Doppia da € 83.

Strada verde

DOVE MANGIARE La Torretta, via Della Torre 19, Vinci, tel 0571/56100. Offre piatti della cucina toscana. Ottima lista di vini toscani selezionati da produttori locali. Prezzo media a persona € 25. Il Ristoro del Museo, via Montalbano 9, Vinci (Fi), tel 0571/56516, piccolo locale a conduzione familiare con un menù di piatti tipici della cucina toscana. Consigliata la prenotazione. Prezzo medio € 28.


vinci

Museo leonardiano

La ricetta Minestra del Vinciano Sarà servita nei ristoranti di Vinci per tutto il 2019. È la Minestra del Vinciano, una ricetta ideata dall’assessore alla Cultura del Comune, Paolo Santini, dopo una lunga ricerca archivistica Elaborata dallo chef Benedetto Squicciarino, la minestra ha come ingredienti principali acqua, erbe spontanee, ortaggi, aglio, cipolla, alloro, erbe aromatiche, lardo o cotenna di maiale. Il piatto è quanto di più simile possa aver mangiato Leonardo durante gli anni trascorsi a Vinci. Ingredienti • 8 fette di pane toscano • 300 gr di fagioli borlotti • ½ cavolo verza • 2 mazzetti di cavolo nero • 1 patata • 1 cipolla • 2 carote + 2 gambi di sedano • 1 pomodoro • 1 spicchio di aglio • Olio extravergine di oliva • Sale e pepe Mettete a lessare i fagioli in circa due litri di acqua salata. Scolateli poi riducetene in purea circa la metà e rimetteteli nell’acqua di cottura. In un’altra pentola fate rosolare in 4 cucchiai di olio la cipolla affettata e lo spicchio di aglio. Appena la cipolla sarà appassita aggiungete anche il pomodoro tagliato a tocchetti, i cavoli puliti e tagliati a listarelle, le carote e il sedano a fette e la patata a cubotti. Salate, pepate e lasciate cuocere per 10 minuti. Unite poi il brodo con la purea di fagioli e continuate la cottura per 45 minuti. Disponete le fette di pane casereccio, tagliate a metà, in una zuppiera, copritele con metà della zuppa, poi disponete altre fette di pane e la restante minestra. Condite con un filo di olio extra vergine d’oliva a crudo e aspettate 10 minuti prima di servire.

Biblioteca Leonardiana, un centro di documentazione che conserva documenti e manoscritti specializzati sull’opera di Leonardo da Vinci, inclusi gli sviluppi storici delle sue invenzioni e intuizioni. il secondo giorno

Da Vinci ad Anchiano lungo la Strada Verde Da Vinci ci incamminiamo a piedi lungo la Strada Verde, un percorso di 3 km che attraversa la campagna vinciana e porta ad Anchiano, dove si trova la Casa Natale di Leonardo. Riaperta nel 2012 dopo una serie di restauri, si avvale della narrazione audio visiva Leonardo a Vinci: un genio si racconta, che, attraverso la tecnologia tridimensionale, fa rivivere il genio rinascimentale e il suo universo più intimo e personale. La casa vera e propria, invece, si compone di tre stanze. In quella centrale spicca un vecchio camino, un tavolo di legno e una scultura che ritrae un Leonardo severo, con la caratteristica barba. Nella stanza di destra, invece, sono raccolti pannelli bilingue (italiano e inglese) che illustrano la storia della casa. Entrando nella stanza di sinistra, invece, sarete accolti dall’ologramma di Leonardo a grandezza naturale. Adiacente all’edificio principale, poi, si trova una casa colonica, dove è possibile ammirare una riproduzione digitale ad alta definizione del Cenacolo. Grazie alla moderna tecnologia si può “esplorare” l’opera e soffermarsi sui particolari attraverso due modalità, una gestuale e una touchscreen. INFO: www.firenzeturismo.it www.museoleonardiano.it

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WEEKEND PREMIUM 2019 Il borgo di Castelluccio

Attraverso la Valnerina

U

sciamo al casello di San Benedetto castelluccio del Tronto dopo aver percorso la A14 adriaNorcia Cascia tica provenendo da nord, per immetterci subito sulla superstrada N°4 che in breve tempo ci porta a Ascoli Piceno. È da qui che il fiume Tronto comincia a serpeggiare nella valle sempre più stretta, ma all’altezza di Arquata, le colline cominciano a perdere le loro rotondità per diventare sempre più irte fino al bivio per Forca Canapine-Castelluccio di Norcia. Arrivati alla sommità del passo lo spettacolo che si presenta davanti agli occhi lascia stupefatti. Branchi Perugia

COME ARRIVARE In auto Da nord autostrada A14 uscita casello di S.Benedetto del Tronto poi A4 superstrada per Ascoli Piceno –Roma. Autostrada Firenze-Roma si esce al casello di Valdichiana poi si imbocca la E45 per Perugia Spoleto e Norcia. 54

di cavalli semibradi galoppano su praterie infinite, in fondo, la sagoma inconfondibile del monte Vettore e a sinistra, la manciata di case di Castelluccio di Norcia, appollaiata come un nido di aquila a 1450 metri. Arriviamo nella piazzetta centrale dove la fontanella sorgiva non ha mai smesso di dissetare uomini e greggi. I segni del terremoto sono ancora li, ben visibili, ma la voglia di ricostruire è forte. La semina delle famose lenticchie si è svolta normalmente e, quando i tiepidi venti accarezzano Pian Grande, il miracolo avviene: milioni di fiori che trasformano l’altipiano in una gigantesca tavolozza colorata e sembra di essere parte di un quadro di Monet. Numerosi sentieri poi portano in vetta al monte Vettore, dove, appena sotto il rifugio Zilioli, è possibile ammirare il piccolo lago glaciale di Pilato che ha una particolarità: nelle sue gelide acque vive un piccolo gamberetto rosso, il Chirocefalo del Marchesoni, che non

DOVE DORMIRE Hotel Grotta Azzurra***, Via Vittorio Alfieri 12, Norcia (PG), Tel 0743/817551 Palazzo Seneca****, via Cesare Battisti 10, Norcia (PG), tel 0743/817434, www.palazzoseneca.com

DOVE MANGIARE Granaro del Monte, viale Umbria, Norcia (PG), tel 0743/816513, www.bianconi.com *Agriturismo “Il Sentiero delle Fate”, fraz. Castelluccio, tel 335/6118989, www.agriturismoilsentierodellefate.it


castelluccio di norcia

La fioritura del Pian Grande

La ricetta zuppa di lenticchie La lenticchia di Castelluccio di Norcia è uno dei prodotti più pregiati d’Italia. La ricetta della famosa Zuppa di lenticchie è antichissima, dal momento che i semi di lenticchia sono stati ritrovati in tombe neolitiche di 3000 anni fa. Ingredienti • 300 gr di lenticchie di Castelluccio di Norcia Igp • 150 gr di pomodorini • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro • 1 patata, 1 carota, 1 cipolla, ½ gambo di sedano, 1 spicchio d’aglio • Olio EVO • Sale e pepe q.b Sciacquate le lenticchie, tagliate le patate a cubetti, tritate la cipolla, il sedano e la carota e schiacciate l’aglio con la buccia. Mettete a rosolare il tutto in una casseruola per circa 5 minuti con un filo di olio EVO. Aggiungete poi le lenticchie e fatele tostare per altri 5 minuti a fiamma vivace. Togliete l’aglio e aggiungete un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Ricoprite con acqua fredda e cuocete per circa 35 minuti, a fuoco medio e con il coperchio, mescolando di tanto in tanto. Salate e pepate a fine cottura. Nel frattempo, tagliate i pomodorini a spicchi e rosolateli in una padella con poco olio. Servite la zuppa guarnita con i pomodorini. A temperatura ambiente è un ottimo piatto estivo.

il secondo giorno

norcia Dedichiamo il secondo giorno alla scoperta di Norcia, una cittadina medievale ricca di storia e patria di San Benedetto, patrono europeo. Passeggiando tra le sue vie si intravedono i segni della sua “rifioritura”. Certo, molto più lenta e meno sgargiante di quella naturale di Castelluccio, ma altrettanto e forse ancor più emozionante, perché frutto del lavoro degli abitanti del posto. Una splendida cittadina Norcia, ferita, ma viva e in grado di offrire una piacevolissima offerta turistica fatta di botteghe riaperte, eno-gastronomia ed anche un resort di grande charme come Palazzo Seneca, un edificio risalente al XV secolo, uscito illeso dal sisma e trasformato in albergo a cinque stelle. La piazza centrale è dominata dalla facciata del Duomo rimasta in piedi, dal Palazzo Comunale illeso con i due leoni all’ingresso e dalla statua di San Benedetto anch’essa risparmiata dal sisma. Per assaporare i sapori più autentici del territorio decidiamo di uscire dalla città e di recarci verso Il Casale dei li Tappi (www.norcineriadinorcia.it) dove scoprire la più autentica atmosfera della Norcineria, ma anche molto molto altro. INFO: www.castellucciodinorcia.it

ha parenti in nessun’altra parte del mondo. Durante la discesa per ritornare verso Castelluccio la piana sottostante si copre di leggeri veli nebbiosi e, se vi sembrerà di avvertire strane presenze, sappiate che è solo suggestione, l’inevitabile effetto collaterale della bellezza dei luoghi. Anche di notte, nel silenzio delle alte quote, si possono sentire i richiami dei lupi, come nelle favole che si raccontano ai bambini, come nelle leggende che si perdono nel tempo. 55


WEEKEND PREMIUM 2019 Vigneti dorati del Sannio in autunno

CITTA’ EUROPEA DEL VINO 2019

DA SANT’AGATA DEI GOTI A GUARDIA SANFRAMONDI guardia s.

S

ant’Agata dei Goti ha ottenuto l’ambito riconoscimento di Napoli Salerno Città Europea del Vino 2019, insieme alle altre città sannite di Guardia Sanframondi, Castelvenere, Solopaca e Torrecuso. In questa terra antica, nascono infatti alcuni dei vini più pregiati e famosi del Sannio, come il Sant’Agata dei Goti Falanghina DOC, l’Aglianico DOC, il Piedirosso DOC e il Falanghina Passito DOC. Basti pensare che proprio nel Sannio si produce un terzo dei vini di tutta la Campania. Seguendo allora la Strada del Vino del Sannio, arriviamo in questo splendido borgo medievale che si affaccia su una terrazza di tufo, circondato da una fitta boscaglia. Prendiamoci almeno tre ore per passeggiare per le vie del centro storico. Tra le testimonianze più antiche c’è la Cattedrale dell’Assunta, il Duomo della città, la cui costruzione risale al 970 d.C, con rimaneggiamenti e restauri successivi nel XII e nel XVIII secolo. La Chiesa di San Menna, invece, risale al VII secolo e custodisce al suo interno le reliquie del santo a cui è dedicata. Di epoca medievale anche la splendida Chiesa dell’Annunziata, che spicca per le sue vetrate policrome e per i preziosi affreschi trecenteschi e quattrocenteschi. Merita una visita anche la Chiesa di Santa Maria di Sant’agata d.g.

COME ARRIVARE In auto Prendere l’A1 Autostrada del Sole in direzione di Caserta Sud-Marcianise. Seguire poi per Maddaloni-Benevento e proseguire quindi sulla SS265 seguendo le indicazioni per Telese Terme-Sant’Agata dei Goti. Per chi arriva da Benevento, prendere l’uscita dell’A1 Caianello e proseguire sulla SS372 Telesina. 56

Costantinopoli, del XVIII secolo, fatta edificare come sede vescovile da Alfonso Maria de’ Liguori. Il municipio, invece, è oggi ospitato nella sede di un antico convento francescano. Merita sicuramente una sosta Palazzo Parisi, la cui costruzione risale al XII secolo. La vera “sorpresa”, tuttavia, sono le sue “segrete”, formate da un complesso sistema di grotte e cunicoli di tufo che ospitano una mostra sugli strumenti di tortura utilizzati durante la Santa Inquisizione. Tra i simboli della città c’è invece il Palazzo Ducale, dimora di principi e nobili che si sono alternati nel governo nel corso dei secoli. Se avete tempo, potete fare una puntata al Museo Diocesano, dislocato in due diverse sedi. Presso la Chiesa della Madonna del Carmine sono conservate i cimeli archeologici e artistici, La cucina sannita, sapori antichi Spiccano le paste fatte a mano, come i fusilli, le tagliatelle, le lagane e i cicatielli. Nel periodo invernale si prepara il cardone, a base di brodo di pollo e cappone, formaggio, uova, polpette e cardoni, i gambi di carciofo del Sannio. Tra i secondi, troviamo i mugniatelli, involtini di interiora di agnello conditi con spezie e aromi. Come contorni troviamo i peperoncini verdi fritti, i peperoni imbottiti, i carciofi del Sannio impanati e fritti. Il dolce tipico del Sannio è invece il torrone, già esistente in epoca romana.

DOVE DORMIRE B&B Le Rocce, via Parco 82019, Sant’Agata de’ Goti (BN), tel 328/1698641, www.lerocce.it B&B La Perla del Sannio, via Riello 178, Sant’Agata de’ Goti (BN), tel 0823/953375, www.laperladelsannio.it B&B Tana dell’Orso, Corso Umberto 51, Guardia Sanframondi (BN); tel 0824/864093, www.bborso.com

DOVE MANGIARE La Cantina dei Briganti, via Parco 3, Sant’Agata de’Goti (BN), tel 0823 953668, www.lacantinadeibriganti.it Antica Osteria Zi Pauluccio, via Roma 27, Sant’Agata de’Goti (BN), tel 389/1360141, www.anticaosperiazipauluccio.it Il Raone, via Sant’Elena 82034, Guardia Sanframondi (BN), tel 334/8436959, https://ilraone.business.site/


sannio-falanghina

Sant’Agata de’Goti

La ricetta peperoni imbottiti Ingredienti • 4 peperoni abbastanza grandi • 50 gr di capperi • 2 pomodorini • 5 alici salate • 250 gr di mollica di pane raffermo • 1 spicchio di aglio • 1 mazzolino di prezzemolo • Olio extravergine di oliva • Sale e pepe Pulite i peperoni eliminando i semi e il torsolo, avendo cura di lasciarli interi. In una ciotola unite il pane raffermo, i pomodorini tagliati a pezzetti, i capperi dissalati, le acciughe tagliate a pezzetti, l’aglio e il prezzemolo tritato. Salate e pepate a piacere. Aggiungete anche l’olio di oliva e amalgamate bene gli ingredienti fino a ottenere un impasto compatto. Riempite poi i peperoni, poi metteteli a friggere in una padella con abbondante olio bollente. Scolateli e servite tiepidi. Per una versione più ricca potete aggiungere un uovo all’impasto. Per una più leggera, potete cuocere i peperoni al forno (a 180°C per circa 30 minuti). Castello medievale

Guardia Sanframondi

Un liquore “magico”: lo Strega C’è un prodotto che dal Sannio ha raggiunto una fama mondiale. È lo Strega, un distillato di più di cinquanta erbe provenienti da tutto il mondo. La sua ricetta comprende infatti erbe sannite, tra cui la menta selvatica, erbe mediterranee, come lavanda, corteccia d’arancio e ginepro, e spezie come cannella, chiodi di garofano, pepe e zafferano. A rendere unico il suo sapore, tuttavia, è il dosaggio dei diversi ingredienti, che rimane tutt’ora segreto (se no, che magia è?). mentre in Piazza Umberto I, in un’ala del Palazzo Vescovile, sono radunati oggetti e testimonianze legate alla figura di Sant’Alfonso, santo patrono della città insieme a Sant’Agata e a Santo Stefano. il secondo giorno

Guardia Sanframondi Ci dirigiamo lungo la SP 110 a Guardia Sanframondi, che dista circa 32 km. Il paese conta circa 5500 abitanti e sorge su una collina ricoperta da boschi di conifere, vigneti e oliveti, dove si producono vini unici e preziosi, ma anche l’ottimo olio extravergine di oliva del Sannio. Cominciamo la nostra visita dal castello, la cui origine viene risale al periodo della dominazione normanna dei Sanframondo. Salendo alcune scalinate o usufruendo di un ascensore, si può arrivare sulla parte più alta del torrione medievale, da cui si gode di una splendida vista sulla valle. Sulla via Nazionale si affaccia la bella chiesa di San Sebastiano, capolavoro del Seicento Napoletano con stucchi di Domenico Vaccaro e affreschi di Paolo De Matteis. Altre opere del De Matteis si trovano nella centrale Chiesa dell’Annunziata, che con le sue origini quattrocentesche è la più antica del paese, e nella chiesa di San Rocco, che si trova appena fuori le mura, nel Rione Croce. Nel Santuario dell’Assunta, dedicata, oltre che alla Vergine, anche al co-patrono della città, San Filippo Neri, si trova invece un pregiato soffitto ligneo del 1650 e una statua della Madonna del XIV secolo. INFO: www.santagatadegoti.net www.comuneguardiasanframondi.gov.it www.eptbenevento.it/ 57


WEEKEND PREMIUM 2019

LA CITTà “UNA VOLTA NON BASTA” PER ANDARE A NAPOLI DI MOTIVI CE NE SONO TANTI, DALLA BELLEZZA DELLA NATURA A QUELLA DELL’ARCHITETTURA, DALLA STORIA ALL’ARTE, DALLA NAPOLI DEL SOLE A QUELLA SOTTERRANEA… MA OGGI il capoluogo partenopeo ha anche IL PRIMATO della CITTA’ PIU’ DESIDERATA DAL TURISMO ENOGASTRONOMICO (Rapporto enogastronomico dell’Università di Bergamo)

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l significato della famosa frase “Torna a Napoli e poi muori” era che dopo aver visto Napoli puoi anche morire, perché hai visto una delle città più belle del mondo. Ed è per questo che almeno “Per una volta” bisogna venirci, anzi io credo che a Napoli bisogna tornarci più volte, perché ogni volta è una sorpresa, ogni volta c’è un’emozione, ogni volta si entra in contatto, in empatia, con la città. Non è mai una cartolina fredda, una foto da smartphone: in quel momento ti entra qualcosa nel cuore e nella mente, di brutto o di bello, di buono o di cattivo, ma non ti lascia mai indifferente. Ed io stesso ogni volta ho trovato delle cose da raccontare. Stavolta ci andiamo insieme. Di alberghi ce ne sono tanti, ma scegliamo l’Hotel Palazzo Caracciolo, un 5 stelle in un antico palazzo nobiliare dei Caracciolo, in via Carbonara 112, il primo passo per visitare una Napoli più vera possibile. Per arrivarvi, quando si esce dalla A1, si prende la A56 verso Napoli Centro, uscita 4 direzione Napoli/Salerno, verso Corso Malta, poi verso la Stazione Centrale di piazza Garibaldi... ma da qui conviene seguire il navigatore. Se si arriva in treno, è vicinissimo alla Stazione Centrale.Bellissimi i cortili, dove si possono ancora vedere i grossi anelli cui venivano legati i cavalli delle carrozze. Da uno scorcio della finestra della camera, si vede una scalinata, un vicolo in salita che ha una sorta di eleganza. Se lo immaginate con gerani ai lati, che meraviglia! Una signora stende panni lungo le sue finestre, ma in modo efficace e non invasivo. Non è il massimo, ma neppure il peggio.

IL MARE DAVANTI E SULLO SFONDO IL VESUVIO

Ma ora il mare ci chiama. Riprendiamo la nostra auto e percorriamo Corso Umberto I, fino a Piazza Municipio, con il Maschio Angioino, poi lungo il molo Beverello e prendiamo la 58

NAPOLI

Pizza, Patrimonio dell’Umanità  Unesco


PER UNA VOLTA: NAPOLI

di Raffaele d’Argenzio

Galleria Italia, via Toledo

Cristo velato, di Giuseppe Sanmartino

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WEEKEND PREMIUM 2019

Porticciolo di Santa Lucia

Stazione della metropolitana del Museo Archeologico Nazionale

galleria Vittoria che ci porta a piazza Vittoria, dove inizia via Caracciolo e la villa. Ma dove parcheggiare? Al Garage Morelli, via Domenico Morelli 61: entriamo in una grande caverna da dove parte anche la Galleria Borbonica della Napoli sotterranea. Sembra impossibile, eppure sotto le belle case che abbiamo visto di fronte al mare c’è questa magnifica gigantesca caverna scavata nel tufo chissà quando, chissà da chi. Castel dell’Ovo ci funge da faro, imponente, ma dal colore chiaro, come di terra dipinta dal sole. E sotto di esso, il Borgo Marinaro di Santa Lucia, un’isolotto legato alla costa con un ponte al cui inizio ci sono i ristoranti Zi’ Teresa e La Bersagliera. Troppo famosi e turistici per noi, andiamo avanti. Uno sguardo a sinistra, verso le barche dei pescatori, il mare e in fondo il Vesuvio. Da una bancarella, Totò e Pulcinella ci sorridono.

MUSEO ARCHEOLOGICO: LA MIGLIOR POMPEI ARTISTICA (ED EROTICA) É QUI

Un caffè è d’obbligo. Al Gambrinus a piazza Plebiscito, o al Gran Caffè La Caffettiera, a Piazza dei Martiri? Decidiamo per Piazza dei Martiri, perchè è vicina a Via Calabritto. dove ci sono le migliori firme fashion, per shopping di classe, e siamo vicini al Garage Morelli, da cui ritiriamo la nostra auto per puntare al Museo Archeologico. Per raggiungerlo saliamo fino a Piazza Museo 19 e lo si vede in alto, color rosso mattone. Antico Palazzo, conserva la propria grandezza. Dentro la sua cornice si trovano pezzi eccezionali. Per l’arte greco romana c’è l’importantissima Collezione Farnese, che fu portata a Napoli da Elisabetta Farnese, madre di Carlo di Borbone. Anche la sezione Egizia è importante: terza in Italia, dopo Torino e Musei Vaticani, e decima nel mondo. Ma quella che stupisce e affascina di più è la sezione dedicata a Pompei, che raccoglie la gran parte delle meraviglie trovate negli scavi. Infatti, i primi furono fatti proprio dai Borboni. Non si può andare a Pompei se non si viene anche qui, e non si può venire qui senza essere stati a Pompei. Vi si trovano mosaici bellissimi, con tessere piccolissime, che possono essere viste soltanto avvicinandosi ad un metro. Ma di Pompei si trovano anche sculture e pitture osé, che oggi non scandalizzano più. Un museo, una cornice superba che raccoglie secoli di splendida storia. Metropolitana D’Arte, stazione di Via Toledo

NELLA METROPOLITANA D’ARTE PIÚ BELLA D’EUROPA

Lasciamo l’auto e prendiamo la metro, nella stazione Museo già ci sono reperti antichi da vedere, e una galleria fotografica. Ma tutta la Linea 1 merita un Metro Art Tour, in quella che è riconosciuta come la metropolitana più bella d’Europa. La più importante è la stazione di Via Toledo, realizzata dall’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca, con mosaici di William Kentridge e suggestivi lucernari. Sì, ecco dopo un primo giorno si comincia ad assaporare Napoli, si comincia a capire che è una città in cui vive il passato, ma in cui ci sono delle fughe in avanti nell’arte, in cui si anticipa il futuro. Una città dove il sacro e il profano si incontrano e dove il meglio e il peggio si scontrano. Una città piena di opposti, dove è difficile trovare un livello medio. Ed anche la mediocrità. il secondo giorno

DAL CRISTO VELATO ALLA SFOGLIATELLA

Mette allegria alzarsi presto, scendere e trovare le sfogliatelline calde, qui all’Hotel Palazzo Caracciolo. Un bel modo di far colazione e poi correre a mettersi in fila all’entrata della Cappella San Severo, via Francesco De Sanctis 19, per vedere il Cristo Velato, 60


PER UNA VOLTA: NAPOLI Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. In basso, una delle sale, un mosaico pompeiano e la Pompei... erotica

Un’altra delle sale del Museo Archeologico Nazionale. A sinistra, il “Cristo velato” del Sanmartino, nella Cappella San Severo, via Francesco De Sanctis 19

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WEEKEND PREMIUM 2019

Portico di Santa Chiara

scolpito nel 1753 da Giuseppe Sanmartino. Una delle sculture più belle del mondo, ammirata dai Grandi, fra cui anche Canova che dichiarò che avrebbe dato 10 anni della sua vita per esserne l’autore. Ma nella cappella c’è anche un’altra scultura, “Disinganno” di Francesco Queirolo, che sbalordisce per la maestria con cui è scolpita nel marmo la rete dell’inganno. Anch’essa è una delle opere più importanti al mondo per il suo virtuosismo scultoreo. E ci sono ancora le macchine anatomiche, i simboli della massoneria, altri misteri, dovuti alla personalità di Raimondo di Sangro, settimo principe di San Severo, che senza dubbio sapeva influenzare i suoi a artisti e sapeva spingerli verso il loro più alto valore artistico. Si resta entusiasti, ma anche sopraffatti dai troppi turisti. Certe opere andrebbero viste da soli per assaporarne tutta la grandezza. Usciti dalla Cappella, si gira a sinistra e si trova piazza San Domenico Maggiore, ed anche la pasticceria Scaturchio, dove si gustano tra le migliori sfogliatelle di Napoli. Dal Cristo Velato di Sanmartino alla sfogliatella riccia di Scaturchio. Monastero di Santa Chiara

Monastero di Santa Chiara

DA SANTA CHIARA ALLA “GENOVESE”

Per tornare ad elevarci verso il Sacro, prendiamo un taxi per andare al Monastero di Santa Chiara, a Piazza del Gesù. La Basilica, dopo essere stata bombardata nel ‘43, è stata ricostruita secondo il disegno originale di architettura gotica del 1318, riacquistando la primitiva eleganza. Il chiostro è di una bellezza paradisiaca, commovente nella serenità che riesce a trasmettere. Bellissimi affreschi nel maestoso porticato e bellissime le migliaia di maioliche dipinte a mano, nel giardino ristrutturato da Domenico Antonio Vaccaro dal 1742 al 1769. Bisogna tornarci in tarda primavera quando fra le maioliche c’è una pioggia di glicini in fiore. A maggio, quando in questo paradiso mancano soltanto gli angeli. Per restare nel Sacro, una visita al pomposo Duomo, dove si scioglie il sangue di San Gennaro, il 16 dicembre, la prima domenica di maggio e il 19 settembre. Si scioglierà la prossima volta ? E poi via Toledo, oggi isola pedonale, anzi più che un’isola è un mare di gente e di negozi. Una sosta la troviamo al numero 185, dove si trova Palazzo Zevallos Stigliano, una delle Gallerie d’Italia della Banca Intesa Sanpaolo, dove tra l’altro si trova “Il Martirio di San’Orsola” del Caravaggio (ultima sua opera), “Sansone e Dalila” di Artemisia Gentileschi, “Il Ratto di Elena” di Luca Giordano…E poi, gradita sorpresa, chi è correntista della suddetta banca non paga.

IL SACRO ED IL PROFANO SI INCONTRANO

Chiesa San Giovanni a Carbonara

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A Napoli bisogna guardarsi intorno, e così ci si accorge di edicole votive, di archi romani, e anche di quella strana chiesa con strane scale, quasi di fronte a Palazzo Caracciolo. Scopriamo che è San Giovanni a Carbonara, costruita dal 1339 al 1343. Di stile gotico, contiene anche le cappelle con le tombe dei Caracciolo. Le scale esterne furono fatte nel 1700 per raccordare il convento degli agostiniani, la chiesa al primo livello e quella superiore con le cappelle. Da vedere, anche perchè è un’opera d’arte semi sconosciuta e solo il caso ci ha portati a visitarla. Ecco il bello di Napoli, una scoperta che non finisce mai. Il weekend dovrebbe continuare per vedere Napoli Sotterranea, per mangiare da Mimì alla Ferrovia , per girare fra le bancarelle con i pastori di via San Gregorio Armeno, per scoprire il parco Virgiliano con l’isoletta della


PER UNA VOLTA: NAPOLI Castel dell’Ovo

Gaiola, la tomba di Leopardi, ma anche le sfogliatelle salate…la cupezza dei quartieri spagnoli e la bellezza delle ville di Posillipo, la ferocia dei camorristi e la classe creativa degli intellettuali napoletani. Napoli dove Sacro e profano si incontrano e dove il meglio ed il peggio si scontrano, “dove tutte le parole sono dolci o sono amare, ma sono sempre parola d’amore”. Ma prima di partire, mentre cala la sera, ancora una passeggiata a via Caracciolo, con Capri ed Ischia, splendide sentinelle del golfo, il Vesuvio paterno che svetta, gente che va, che viene, che corre, che ride, taralli caldi e un “coppo” di alici fritte: una festa che invita al sorriso. Napoli, almeno Per una volta, ma non basta.

DOVE DORMIRE Hotel Palazzo Caracciolo Via Carbonara 112, tel. 081.0160111 DOVE mangiare Al Borgo Marinaro ci sono tanti ristoranti, ma noi ci dirigiamo verso la Trattoria Castel Dell’Ovo, in piazzetta Marinari, che io conosco da quando si chiamava ‘O Tabaccaro. Qui il rapporto qualità/prezzo è buono, primi buonissimi ed anche il fritto, forse caro solo il sorbetto. Però ci dicono che non fanno la “genovese”, uno dei piatti napoletani più tipici. Peccato.

Ricette di viaggio la genovese Almeno una volta bisogna assaggiare la “Genovese”, una ricetta napoletana di cui s’ignorano le origini. Infatti a Genova non la conoscono, ma fra le varie versioni sulla sua storia mi pare attendibile quella per cui fu inventata da un cuoco di corte di Ginevra (Geneve) che, alla famosa zuppa di cipolle francese, aggiunse la carne. Non so se la storia sia vera, ma è vera la bontà della “genovese”, che molti invidiano ma che solo a Napoli sanno fare. Ecco la ricetta. Ingredienti per 10 persone • Un kg e mezzo di carne di vitello, il girello. • Pancetta 1 etto • 2 gambetti di sedano • Una carota • 1 kg e mezzo di cipolle • 1 bicchiere di vino bianco • Olio extravergine di oliva • Un kg di penne o di ziti spezzati. procedimento In un tegame dal bordo alto fate rosolare le carne avvolta nella pancetta, poi aggiungete un po’ di sale e le verdure tagliate e proseguite per qualche minuto. Innaffiate con vino bianco e fate sfumare. Aggiungete le cipolle tagliate sottili e un bicchiere e mezzo d’acqua. Fate cuocere a fuoco basso, per tre ore, avendo cura di mescolare di tanto in tanto e di aggiungere acqua calda se occorre. Dopo tre ore avrete una salsa densa, cui aggiungere pepe. La carne va tagliata a parte e coperta da salsa, per il secondo. Nel tegame versate la pasta che intanto avete cotto al dente, e a fuoco alto mescolatela con la salsa che si attaccherà all’amido e riempirà le penne, o gli ziti. il vino Vino bianco Coda di Volpe del Sannio 63


orsara di puglia

Abbazia dell’Annunziata

“gustoso” gioiello medievale Foggia

O

rsara di Puglia è un borgo adagiato sui monti Dauni in provincia di Foggia, DA CUI DISTA CIRCA 30 KM, Bandiera Arancione Touring, Matera circondato da splendidi boschi di cerro. Luogo bellissimo, amato da Federico II di Svevia che in questi luoghi della Daunia ha lasciato tante tracce. A Orsara di Puglia ci si arriva lasciando l’autostrada a Foggia e seguendo le indicazioni per Troia, e poi Orsara. È un borgo a misura d’uomo, con viuzze abbellite da maestri della pietra e da splendidi portali. Tra le eccellenze spicca la Chiesa dell’Annunziata, in stile romanico e con due cupole di grandezza diversa, che sorge al limite occidentale del paese, in posizione dominante su uno strapiombo. Poco distante si trova la Grotta di San Michele, in parte scavata nella roccia e in parte naturale, a cui si accede dalla Scala Santa. L’interno si presenta a navata unica, con una volta a botte di roccia, un altare e una nicchia che, in occasione della Festa di San Michele, ospita la statua dell’Arcangelo. Il complesso comprende anche la Chiesa di San Pellegrino, del 1643, poi distrutta da un terremoto e ricostruita in stile neogotico nel 1935, e la ORSARA

Bari

COME ARRIVARE In auto da nord autostrada Bologna-Bari, uscire al casello di Foggia. Poi prendere la SS16 seguendo le indicazioni per Troia e seguire sulla SS90 in direzione Napoli e immettersi poi sulla SS546 per Troia e poi sulla SP per Orsara. Da Napoli, autostrada Napoli-Bari, uscire al casello di Candela, poi prendere la superstrada per Foggia con uscita Orsara e seguire la SS 160 fino al bivio Giardinetto-T. Guevara-Orsara. 64

duecentesca Abbazia di Sant’Angelo, che tra il 1228 e il 1294 fu gestita dall’Ordine monastico e militare spagnolo dei Cavalieri di Calatrava. I monaci guerrieri alloggiavano nel Palazzo Baronale, che nel 1563 venne trasformato in dimora gentilizia dalla potente famiglia dei Guevara. In largo San Michele si trova poi Palazzo Varo, del XVI secolo, che ospita il Museo Diocesano, che conserva una ricca collezione dal Neolitico al XX secolo, tra reperti archeologici, opere d’arte, documenti e oggetti di uso quotidiano. Da Largo San Michele si arriva poi nel centro del paese, in Piazza del Municipio, su cui si affaccia la Chiesa di San Nicola di Bari, di origini medievali, ma rimaneggiata nel Seicento. . sapori antichi Spiccano le verdure e le erbe selvatiche, come “l’asparago verde della Daunia”, l’asparago selvatico e i cardi, le cimette di senape selvatica, il marasciuolo e l’erba “cal’catric”. La regina della tavola è la pasta fresca, tra cui orecchiette, fusilli, cicatelli. Tra i primi piatti troviamo “fagioli e laganelle”, zuppe di fagioli e ceci condite con abbondante peperoncino. Tra i secondi domina la carne e i salumi come salsicce, soppressate e prosciutti locali. Il formaggio simbolo è il cacioricotta caprino di Orsara, da gustare con il pane casereccio di grano duro.

DOVE DORMIRE B&B Relais Maffia, Corso della Vittoria 203 Orsara di Puglia (FG) tel 328/2232556 Albergo Le Querce, SS 90, km 54, Orsara di Puglia (FG); tel 0881/961256

DOVE MANGIARE Peppe Zullo, via Piano Paradiso, Orsara di Puglia (FG); tel 0881/964763, www.peppezullo.it Ristorante Borgo Antico, via F.lli Bandiera 16, Orsara di Puglia (FG), tel 389/7962292


Villaggio nuragico

LUOGOSANTO

la nuova “Città del Vino” della Gallura

L

uogosanto è un borgo medievale di Alghero poco meno di duemila abitanti nella provincia di Olbia-Tempio, nel cuore della Gallura, Nuoro in Sardegna. E la buona ragione in più per andarci è il riconoscimento di “Città del Vino”, che di fatto lo fa entrare nel prestigioso network che riunisce i luoghi che rappresentano le eccellenze vitivinicole italiane. La fondazione risale al XIII secolo, quando in questo luogo della Gallura sperduto tra i monti arrivarono i frati francescani, che vi costruirono la basilica di Nostra Signora di Luogosanto, la chiesa più importante del paese. I frati ritrovarono poi le reliquie dei santi martiri Nicola e Trano in una grotta situata su un rilievo roccioso e lì, nel 1227, innalzarono il santuario oggi noto come Eremo di San Trano. Tornando alla basilica, essa è il fulcro della devozione religiosa mariana e custodisce una la Madonna lignea nota come la “Regina di Gallura”. Nel XVIII secolo ha ricevuto il privilegio della Porta Santa, che dagli anni Settanta del XX secolo è una porta bronzea, opera di Luca Luchetti, che viene aperta ai pellegrini ogni sette anni e rimane aperta per un anno intero. Accanto alla basilica, vale una visita Olbia

Luogosanto

COME ARRIVARE Si può arrivare in Sardegna in aereo o in traghetto. Nel primo caso gli aeroporti più vicini a Luogosanto sono quelli di Olbia o di Alghero. Per chi arriva in nave, i porti più vicini sono Olbia o Golfo Aranci. Proseguendo in auto, da Alghero si prende la direzione di Sassari, poi si prosegue sulla SS131 fino a Tempio Pausania e, da qui, si gira a sinistra seguendo le indicazioni per Luogosanto. Da Olbia

anche il Museo della Natività della Beata Vergine Maria, ricavato negli antichi locali del convento francescano. Tra castelli e chiese rupestri Uno degli itinerari più belli è quello che porta al Castello di Balajana, sulla strada che porta ad Arzachena. Per raggiungerla si deve lasciare l’auto ai piedi del colle e salire un sentiero di gradini di pietra. Accanto al castello, risalente al Duecento, sorge la piccola Chiesa di San Leonardo, in stile romanico. Lungo la strada che, invece, conduce a Santa Teresa di Gallura, dalla parte opposta al centro, si incontra invece il Castello di Re Baldo, dimora del governatore, di cui non rimangono che pochi ruderi. Accanto, si trova la Chiesa di Santo Stefano, databile tra il XVII e il XVIII secolo.

o Santa Teresa di Gallura, prendere la SS125 fino a Palau e poi seguire le indicazioni per Luogosanto. DOVE DORMIRE B&B Le Rocce, Hotel San Trano***S, via Caprera 19, Luogosanto (OT), tel 079/6573026, www.hotelsantrano.it Agriturismo Fioredda, loc. Fioredda 89, Luogosanto (OT), tel 333/7959406, www.fioredda.com

DOVE MANGIARE Ristorante Pizzeria da Tommy, via Cristoforo Colombo 9, Luogosanto (OT), tel 079/652495 Ristorante Pizzeria il Girasole, via San Trano 31, Luogosanto (OT), tel 079/652552 INFO www.comuneluogosanto.gov.it www.stradavermentinogallura.it 65


WEEKEND PREMIUM 2019

SASSI SEGRETI PER LA CAPITALE DELLA CULTURA 2019

E la DIMOSTRAZIONE CHE ANCHE LE CITTà POSSONO RISORGERE E CHE ANCHE FRA I SASSI SI PUò LEGGERE LA STORIA. E A MATERA SI LEGGE LA STORIA DELL’UMANITà, ANCHE PERCHè è UNA DELLE TRE CITTà PIù ANTICHE DEL MONDO, DOPO ALEPPO E GERICO

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Scena del film “Passion”


PER UNA VOLTA: matera

di Isa Grassano (per le foto ha collaborato Lucrezia Argentiero)

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a prima volta che l’ho vista, ho perso la testa, perché era semplicemente perfetta... ». Così ha più volte ripetuto il regista Mel Gibson, attratto dalla città di Matera tanto da girarvi The Passion. La stessa cosa era capitata a Pier Paolo Pasolini quando, nel 1964, fra le grotte dell’altipiano, aveva ricostruito “Il Vangelo secondo Matteo”. Matera ha sbaragliato la concorrenza ed è stata nominata capitale della cultura, in una simbiosi perfetta tra architettura e natura, tra forma e materia, tra antico e moderno. La visita parte da piazzetta Pascoli (per chi arriva da Matera Sud), piccola e raccolta. Andateci al tramonto, quando cominciano ad accendersi le prime lucine e le pietre chiare dei Sassi si colorano delle mille sfumature di rosso e arancio. Date poi un’occhiata al vicino palazzo Lanfranchi, uno dei più bei palazzi seicenteschi con la sua facciata asimmetrica. Le sale sono intitolate a Carlo Levi, lo scrittore che ha contriBari buito a far uscire Matera dall’isolamento, descrivendo nel suo romanzo “Cristo si è fermato a Potenza Eboli” la disastrosa condizione Taranto di vita della gente ammassata MATERA nei Sassi. Ospita il museo di arte medievale e moderna della Basilicata, e fino al 29 settembre ospiterà anche l’esposizione “RinasciPanorama dei Sassi

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Grotte rupestri

WEEKEND PREMIUM 2019

San Giovanni Battista

La Goccia di Azuma

Palazzo Lanfranchi

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mento visto da Sud. Matera e l’Italia meridionale nel mediterraneo tra ‘400 e ‘500”. Più di 180 preziose opere d’arte, rarissimi oggetti e documenti storici. Dinnanzi, si può ammirare anche la Goccia di Azuma, realizzata dall’artista Kenjiro Azuma. Percorrendo via Ridola, vale la pena visitare la Chiesa del Purgatorio, in stile tardo barocco, arricchita da teschi e scheletri. Poco più avanti, la strada apre su Piazza San Francesco d’Assisi, con la chiesa omonima, la cui facciata, preceduta da un’ampia scalinata, si impone per il riecheggiare del barocco leccese, anche se in forme più sobrie. Proseguite poi, attraversando piazza del Sedile, dove spicca il palazzo sede del Conservatorio Musicale, verso la Cattedrale. Lungo la strada si aprono altri meravigliosi scorci sui rioni pietrosi. E dopo pochi metri arriverete nel cuore della Civita, il nucleo più antico. Entrate in Chiesa, un tripudio di ori e di decorazioni. Cercate l’affresco della Madonna della Bruna del XIII secolo, la Protettrice della città che si festeggia il 2 luglio.


PER UNA VOLTA: matera La Cattedrale

Affresco Madonna della Bruna

Palazzo Gattini

Una scena del film “Cristo si è fermato ad Eboli”

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WEEKEND PREMIUM 2019

Negozio “Mani nell’arte”

L’Elefante Spaziale di Salvador Dalì

Le Monacelle

il secondo giorno

… E FRA I SASSI SPUNTA SALVADOR DALÌ

Dalla Cattedrale, tornate verso via delle Beccherie, la vecchia via “delle vuccerie” (macellerie). Oggi è rimasta solo una bottega che vende carne, ma in compenso ci sono numerosi laboratori con artigiani che lavorano il legno, la terracotta, dipingono a mano e molti negozi di souvenir. Da qui raggiungerete piazza Vittorio Veneto con il belvedere Guerricchio e il mega elefante di Dalì (l’Elefante Spaziale). Si possono ammirare tre opere del maestro catalano sparse per le strade o le piazze, come il Piano Surrealista e la Danza del Tempo; le altre, che comprendono sculture museali grandi e piccole, illustrazioni, opere in vetro, libri illustrati e arredi, sono state collocate nel complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci nel cuore dei Sassi. E poco più avanti da piazza Vittorio Veneto, in via San Biagio, si affaccia la chiesa di San Giovanni Battista, considerata il gioiello architettonico del Medioevo per la raffinata decorazione. Poi sarete pronti per scendere nei Sassi, per addentrarvi tra queste stradine tortuose che si susseguono e s’intersecano, attratti dalla luce e dallo sventolio dei panni stesi. come arrivare In treno: Matera non è collegata con la rete FS; con Italo fino a Salerno e poi servizio sostitutivo in bus; con Trenitalia fino a Salerno e poi servizio sostitutivo Freccialink In aereo: con le principali compagnie fino all’aeroporto di Bari Palese e poi con un servizio navetta fino a Matera In auto: dalla costa tirrenica, immettersi nell’autostrada Salerno Reggio Calabria. Seguire per Potenza. Quindi proseguire per Metaponto lungo la SS 407 “Basentana” fino alle indicazioni Matera. Dalla costa adriatica, percorrere l’autostrada Bologna-Taranto fino all’uscita Bari Nord. Proseguire per la zona industriale, per Altamura-Matera, cioè le SS 96 e poi la SS 99. In pullman: servizio autobus extra-urbani low-cost Flixbus prenotabile direttamente dal sito (www.flixbus.it/autobus/matera). Come muoversi: un tour con ape calessino permette di scoprire i Sassi su tre ruote. Tra questi, Ape nei Sassi (www.apeneisassi.it o telefonicamente al 329 46 58 589; range di prezzi 20 euro) INFO www.comune.matera.it/turismo - www.matera-basilicata2019.it 70

dove mangiare La Lopa via Bruno Buozzi, 13 - tel. 0835 16 51 370 - www.lalopa.com Cucina a km zero, di eccellenza e prodotti provenienti dalla dolomite lucane. Nel locale, un vero e proprio Sasso recuperato, si organizzano anche eventi didattici e laboratori di pasta fatta in casa. L’abbondanza Lucana via Bruno Buozzi, 11 - tel. 0835 33 45 74 Un viaggio fra gusto, cultura e antichi sapori. Pasta artigianale, peperoni cruschi, la salsiccia sbriciolata, sono alcune delle selezioni gastronomiche volute da Francesco Abbondanza. Le Bubbole di Palazzo Gattini via San Potito, 57, tel. 0835 19 70 562, www.palazzogattini.it Gestito da Pietro Demuro, all’interno dell’hotel di lusso Palazzo Gattini, offre una cucina “espressa” con materie prime eccellenti. Stagionalità, qualità, creatività, ricerca e tradizione sono gli ingredienti di ogni ricetta. Tra le specialità, Darna di baccalà cotta a bassa temperatura, humus di ceci e cipolla rossa croccante.


PER UNA VOLTA: matera

Ricette di viaggio fave e cicoria Nel materano l’età biologica è inferiore a quella cronologica grazie al consumo delle erbe. La conoscenza delle erbe è una storia di donne, la mia è una famiglia matriarcale. Questa ricetta ha una versione sia invernale che primaverile. L’inverno si utilizzano le fave secche con le cicorie dell’orto, in primavera fave fresche con le cicorie di campo. Ecco allora una ricetta antica materana rivisitata dalla chef Antonietta Santoro del ristorante Al Becco della Civetta. Ingredienti per 10 persone • 200g fave secche decorticate • 400g cicoria selvatica • Un mazzetto di finocchietto selvatico • Olio e.v.o. • Cipolla, aglio e sale q.b. procedimento Per la purea: Porre le fave a mollo per circa 5 ore in abbondante acqua, scolarle e sciacquarle sotto acqua corrente, poi cuocere a fuoco basso per circa 2 ore, aggiungendo dell’acqua calda se necessario. Rimuovere l’eventuale schiumetta rilasciata dalle fave. Aggiungere le barbe di finochietto lavate e mondate. Fare appassire la cipolla nell’olio e versarlo a fine cottura nelle fave. Frullare e regolare di sale.

Per le cicorie: Pulite le cicorie e lessatele in acqua salata. In una padella soffriggete l’aglio, scartatelo e poi cuocete le cicorie, regolando di sale. Impiattamento: Disporre in un piatto fondo un mestolo di purea, al centro mettere un ciuffo di cicoria e irrorare con un filo d’olio.

dove dormire B&B “Il Cantagallo” via Taranto 4/i. Tel. 3277823064, www.ilcantagallo.it Cucina accessoriata, terrazzo con gazebo e posto auto sono i punti forti di questo bed and breakfast ricavato in un appartamento mansardato. Prezzo medio: 65 € per la coppia B&B “L’Affaccio” via Santa Cesarea, 4 Matera, Tel. 329.2039091, www.laffaccio.com Un bed and breakfast ricavato in un palazzotto dei primi anni del 900. Ideale per gli amanti dell’arte: alle pareti le opere dell’artista Angela Difonzo, de la “Mani nell’arte”, una piccola bottega e galleria d’arte a pochi metri, dove trovare originali oggetti fatti a mano. Doppia da 70 euro. Hotel “Le Monacelle” via Riscatto, 9. Tel. 0835.344097, www.lemonacelle.com Camere raffinate, una diversa dell’altra e una terrazza belvedere che affaccia sulla Murgia e sul torrente Gravina. Ha una piccola chiesetta dove a volte Mel Gibson si ritirava per pregare. Doppia 96 euro

dove comprare Tittà Art Couture, via delle Beccherie, www.tittajewels.com - Nella sua botteguccia (solo 7 metri quadri): Claudia Perdicchia crea gioielli in cui convive la tecnica del mosaico, del ricamo, dell’infilatura delle pietre dure. Spesso con richiami alla tradizione, come il cucù. Midecò, via delle Beccherie 79, tel. 333 72 60 978 - Originali souvenir: i Sassi rappresentati su tessuti, porcellane, ceramiche, vetro e dipinti a mano da Mirella Caruso. Il Bottegaccio, Via Madonna dell’Idris, 10, www.ilbottegaccio.it Mario Daddiego realizza a mano il meglio dell’artigianato tipico tra cui le “pupe”, bambole in terracotta e vestiti decorati che riprendono la tradizione popolare. Da non perdere il timbro per il pane, che un tempo serviva a distinguere il pane nel forno a legna in comune. Lucanum, www.lucanum.it - Un gioco da tavolo per conoscere meglio la Basilicata, stile Monopoly. C’è anche un’app mobile per sfide in rete. Vince chi conosce meglio la storia e le eccellenze lucane (20,19 E). Disponibile alla Mondadori in piazza Vittorio Veneto. 71


NOMINATION “TOP WeekendCAR 2019” Come nel 2018 anche per il 2019 premieremo la TOP WeekendCAR dell’anno. Attraverso sondaggi tra  giornalisti dell’auto, abbiamo indicato nomination con le migliori WeekendCar per i migliori weekend del 2019. Certo, ci sono altre WeekendCar e le scelte possono essere opinabili, ma comunque la scelta finale la faranno i nostri lettori e followers. Per poterle votare, nei prossimi giorni troverete informazioni sul nostro portale  WEEKENDPREMIUM.IT e sulla nostra pagina FB. Il nostro sondaggio terminerà il 15 maggio, ed i premi saranno consegnati   in un  prestigioso evento che si terrà a Milano nei primi giorni di giugno, alla presenza della stampa.

Audi Q4

Bentley Continental GTC

Citroën C5 Aircross

DS3 Crossback

Ford Mondeo Wagon Hybrid

Jeep Renegade

Lexus UX

Mercedes EQC

Nuova Porsche 911

Peugeot 508 SW

Range Rover Evoque

Subaru Forester

Toyota Rav 4

Volkswagen T-Cross

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WEEKEND in auto: lago di garda

CON L’AUDI Q5

PRIMA PRIMAVERA TRA LAGO E MONTAGNA

AL VOLANTE DI UNA NUOVA AUDI Q5 TDI S TRONIC SPORT ALLA SCOPERTA DEI PAESAGGI CONTRASTANTI DEL NORD DEL LAGO DI GARDA. BORGHI MEDIEVALI, SPLENDIDE BAIE CON UNA MONTAGNA di Marco Fasoli VICINA CHE INVITA A FARE FUORISTRADA Rovereto

L

a nuova Audi Q5, Suv premium del segmento D, raffinata e super tecnologica, è stata la nostra musa ispiratrice per un weekend di fine inverno, o meglio di primavera anticipata. Uno splendido  contrasto reso ancor più intenso dalla meta scelta. Abbiamo infatti scelto di fare rotta sul nord del lago di Garda, dove orizzonti quasi “marini” fanno il paio con strette insenature e spiagge dall’acqua cristallina e con una cornice di montagne ancora leggermente imbiancate, che la giornata limpida fa sembrare talmente vicine da poter essere toccate. Il riflesso di queste nelle acque del più grande lago d’Italia rende ancora più magica l’atmosfera incantata di paesaggi che sembrano risvegliarsi dal torpore invernale e prepararsi per l’esplosione della primavera. Un cocktail vario di colori, microclimi e suggestioni che ci sembrano perfetti per la tipologia di automobile scelta per la nostra 73


WEEKEND in auto: lago di garda

esperienza di viaggio. La nuova Audi Q5 è infatti una vettura dalle molte anime, spesso in contrasto tra loro ed in grado di regalare emozioni e sfoderare personalità molto diverse tra loro. La Q5 è indubbiamente imponente, con i suoi 4,66 metri di lunghezza e quasi 1,90 metri di larghezza, un SUV puro con la sua trazione integrale quattro e le sue forme virili sia nel frontale dominato dalla calandra trapezoidale incorniciata da una bordatura satinata, sia nel posteriore muscoloso e virile, ma è anche confortevole come una berlina di alto di gamma, estremamente maneggevole ed agile, divertentissima nei percorsi misti dove sfoggia una reattività ed un assetto impeccabile anche ad andature più da sportiva che da SUV. Questa semplicità di guida, e senso di leggerezza che non ti aspetti, viene ulteriormente enfatizzata dal rapidissimo cambio a 7 rapporti S tronic e dalla possibilità di selezionare la modalità di guida preferita scegliendo tra “comfort”, “eco”, “auto” (che regola in autonomia i parametri di guida in base alla situazione), “dinamic” e “offroad”. Un’ulteriore opzione “individual” permette di regolare i diversi parametri a proprio piacimento.

Il lago di Garda da Torbole

VERSO TORBOLE Torbole

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Per apprezzare le doti di comfort e di qualità della vita a bordo della nuova Q5, è bastato imboccare l’autostrada A4 in direzione Venezia. Il silenzio a bordo è impeccabile, a 130 km/h il quattro cilindri da 2 litri diesel da 163 CV ronza ben al di sotto dei 2.000 giri/min con consumi da utilitaria. Impostando il bellissimo navigatore che riproduce in 3D il percorso anche all’interno del “virtual cockpit”, abbiamo potuto usufruire della praticità del comando vocale. E’ bastato pronunciare: “Portami a Torbole” per iniziare la nostra “navigazione”. Passata Verona e seguita l’autostrada in direzione Brennero, siamo usciti a Rovereto, Garda Nord. Dopo pochi chilometri inizia una strada panoramica che ci condurrà fino a Torbole. Lungo questa strada di pochi tornanti è impossibile resistere al non fermarsi in uno degli slarghi da dove è possibile ammirare la bellezza del lago sotto di noi. Un paesaggio mozzafiato, fatto di riflessi argentati, verdi e cime innevate che si specchiano nelle acque. Riempiti gli occhi di colori degni dei dipinti di Gustav Rodde e descritti da Goethe nel


CON L’AUDI Q5 Malcesine

Castello di Malcesine

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WEEKEND in auto: lago di garda

Scorcio del Monte Baldo

suo viaggio nel nostro Paese, riprendiamo la strada in direzione di Torbole. La località è nota per essere un vero e proprio paradiso per la vela, il windsurf e il kitesurf e gli innumerevoli locali, negozi e bistrot hanno un nonsoché di californiano. Sebbene ancora in fase di risveglio, il paese da la sensazione che da qui a poco si trasformerà in gioioso parco di divertimento per appassionati. Nei piccoli porticcioli e cantieri nautici si lavora alacremente alla preparazione delle imbarcazioni, nei locali si ultimano ristrutturazioni, perché qui tutto è perfettamente mantenuto, pulito e curato, nel rispetto di un paesaggio unico, a metà strada tra quello marino e quello dei paesini montani dolomitici.

ARRIVO A MALCESINE La salita al Monte Baldo

Proseguiamo percorrendo il lungo lago, ammirando dalle ampie superfici vetrate ed agevolati dalla posizione rialzata del nostro SUV, “spiaggette” ed insenature con acque tanto trasparenti da sembrare irreali. La vista della rocca da cui svetta il Castello medievale di Malcesine ci fa capire che siamo arrivati alla nostra destinazione. Il borgo ha origini antichissime risalenti addirittura agli Etruschi. Dal piazzale della chiesa che sovrasta il paese si possono ammirare i tetti delle coloratissime casette e il reticolo di stradine tipiche dei borghi. Come tutti gli insediamenti di questa epoca anche qui si nota la costruzione su piani differenti. In alto la chiesa a simboleggiare il potere religioso, poi il Castello per quello temporale e sotto il borgo. Addentrandosi nel reticolo del suo centro storico che scende verso il lago si ammirano le facciate con colori a contrasto delle case, i muri in pietra, gli archi ed i selciati realizzati con sassi lacustri. Numerosissime le botteghe trasformate in atelier d’arte, in rivendite di prodotti tipici come il pregiatissimo e unico olio DOCP del Garda, vini ed agrumi. Il Lago di Garda vanta infatti un microclima unico

Compagna di viaggio

Audi Q5 TDI quattro S tronic Sport Q5, quella che è stata la capostipite della gamma SUV dei “quattro anelli”, è stata rinnovata sia esteticamente che in dotazione tecnologica, motorizzazioni e trazione. Se esteriormente le novità sono infatti limitate a dettagli ed allestimenti, è sotto pelle che le novità sono più sostanziose. In particolare la trazione quattro con tecnologia ultra consente, inserendo l’integrale solo quando necessario, benefici in termini di comfort e contenimento dei consumi, i nuovi motori ancora più efficienti, le sospensioni pneumatiche con regolazione degli ammortizzatori e l’introduzione di nuove dotazioni in tema di infotainment e sistemi di assistenza. La nostra vettura, una TDI quattro S tronic, era in allestimento Sport in grado di esaltare ancora di più il carattere sportivo di questo possente SUV: single frame in grigio opaco e griglie radiatore laterali in nero titanio, entrambi con listelli in alluminio anch’esso opaco, verniciatura completa, pacchetto esterno lucido, cerchi che sulla nostra vettura erano da ben 20” a stella e sedili sportivi con rivestimenti misto pelle e tessuto la caratterizzano in modo grintoso. Su percorsi molto vari abbiamo apprezzato certamente il comfort, ma siamo rimasti sorpresi e conquistati dalla sua agilità, reattività e facilità di guida in ogni situazione. Eccezionale la rapidità con qui il cambio S tronic a 7 rapporti snocciola le marce con una progressione continua e senza cali di potenza, confortevole nella 76

guida rilassata, ma esaltante guidando con piglio sportivo, con limitatissimi trasferimenti di carico ed un perfetto bilanciamento di pesi. Eccezionali, tenuto conto di prestazioni e dimensioni della vettura, i consumi che nel corso del viaggio sono sempre stati compresi tra i 10 ed i 17 km/litro.


CON L’AUDI Q5

Sul Monte Baldo per fare fuoristrada

come dimostrato dalle distese di ulivo che, come in una cornice a giorno si frappongono tra il lago e le montagne ancora innevate. Pochi passi ed a ridosso del lago svetta il Castello di Malcesine. Edificato dai Longobardi, diventa un punto di difesa sotto la Signoria del Vescovo di Verona. Nel 1277, passato ai Della Scala, il castello viene restaurato prendendo per questo il nome di Castello Scaligero. Oggi la costruzione è sede di un Museo aperto al pubblico. A pochi passi dal Castello, con una vista mozzafiato su di esso e ad un passo dalle acque limpide del lago, sorge l’Hotel Castello, un resort raffinato di grande charme che rappresenta una soluzione perfetta per assaporare la magia di questo luogo. Con una magnifica terrazza sul lago, il ristorante Al Corsaro permette di degustare specialità di pesce locale in un ambiente elegante e raffinato con l’impagabile sensazione del “pied dans l’eau”.  

SUL MONTE BALDO PER PROVARE UN FUORISTRADA

Ancora inebriati dal fascino di Malcesine, decidiamo di gustare in pieno i contrasti offerti dal lato nord del Lago. A pochi chilometri da qui, infatti, percorrendo una strepitosa strada panoramica, si può

salire in auto fino alla seconda stazione della funivia che proprio da Malcesine permette di raggiungere gli oltre 2.000 metri del Monte Baldo. Una splendida occasione per ammirare il lago dall’alto. Innumerevoli le possibilità per gli appassionati di trekking e mountain bike che possono raggiungere la vetta percorrendo sentieri e tratturi attraversando suggestivi uliveti. Nel salire fino al limite massimo raggiungibile in auto, ammirando panorami emozionanti, non abbiamo resistito ad infilarci in tratti sterrati dove poter apprezzare anche le doti fuoristradistiche della nostra Q5. Impostata la modalità “offroad” e usufruendo delle funzioni Hill Descent e Hill Holder Control, che permettono di affrontare in tutta sicurezza e in modo semplice discese e salite ripide anche in situazioni di scarsa aderenza, anche i percorsi più insidiosi si trasformano in strade alla portata di tutti. Elegante, sportiva, grintosa, parsimoniosa, confortevole e tecnologica, la nostra compagna di viaggio ha interpretato al meglio il copione di un’esperienza di viaggio all’insegna di contrasti che rendono questi paesaggi indimenticabili. Una bellezza che ti conquista per particolari difficilmente sintetizzabili in canoni riconoscibili  e proprio per questo indimenticabili.

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weekendcar 2019

Audi Q4 e-tron

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udi Q4 e-tron è per il momento soltanto una concept car, ma la casa dei quattro anelli ha diffuso di recente una serie di teaser che danno una anticipazione del design del prototipo. Il nuovo concept farà il suo esordio mondiale in anteprima al Salone di Ginevra, ma entrerà in produzione soltanto tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

Look graffiante e interni futuristici

Q4 è un SUV e-tron dalle dimensioni ridotte a trazione 100% elettrica, e i primi schizzi rivelano un look dalle linee graffianti. Realizzato sulla piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen, la stessa dell’imminente ID Hatchback, Q4 e-Tron andrá a inserirsi tra l’offerta Q3 e Q5, portando la tecnologia elettrica Audi a un livello più accessibile rispetto al recente suv e-Tron. Dai bozzetti diffusi da Audi, si puó notare un anteriore caratterizzato da una grande calandra, sotto la quale compare la scritta luminosa e-tron. Ma è lateralmente che Q4 e-tron mostra il meglio di sé: forme da coupé e linee scavate. Non si intravedono le maniglie delle portiere. Gli interni sono firmati dal senior designer Audi Chan Park e appaiono molto futuristici, rivelando una console centrale orientata al guidatore e l’head up display sopra al volante. 78


weekendcar 2019

Bentley Continental GTC

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entley Continental GT Convertible è la gran turismo della casa di lusso inglese in versione cabrio. Il Design e la meccanica sono gli stessi della sorella coupé, con la sola differenza del tetto in tela retraibile elettricamente. Il meccanismo di apertura e chiusura agisce in 19 secondi, anche in movimento, fino a una velocitá di 50 km/h, mentre il tessuto del tetto sé disponibile in sette diverse tinte per l’esterno e otto finiture per l’interno. Per quanto riguarda i sedili anteriori, Bentley ha pensato di venire incontro ai suoi clienti che viaggiano con la capote abbassata anche d’inverno, installando delle bocchette del riscaldamento sui poggiatesta. La vettura è personalizzabile con 70 colorazioni per gli esterni e 15 differenti sellature per gli interni.

Motore e prestazioni

Il motore è lo stesso della sorella col tetto fisso: un W12 6.0 litri biturbo da 635 Nm e 900 Nm abbinato a un cambio automatico doppia frizione a otto rapporti con trazione integrale attiva. Le prestazioni dicono da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi e 333 km/h di velocitá massima. Tra le tecnologie a bordo è presente un sistema di controllo del rollio da 48V e dello sterzo che permettono di rendere l’auto più sportiva sportiva o confortevole in base al settaggio che si desidera. 79


weekend in auto: varenna

Citroën c5 aircross dal sole del lago ai ghiacci del polo GIA’ FINALISTA DI “AUTO DELL’ANNO 2019”, QUESTO SUV CI HA INCURIOSITO, E ABBIAMO VOLUTO SAPERNE DI PIU’, COMINCIANDO A PROVARLO CON IL SOLE QUASI PRIMAVERILE DEL LAGO DI COMO PER POI ANDARE A TROVARE LA NEVE A PARLASCO, UNO DEI PAESI DIPINTI, MA CON UNA NEVE ANCORA VERA. UN ASSAGGIO DA COMPLETARE CON UN VIAGGIO FINO AL CIRCOLO POLARE ARTICO

Bellano Parlasco

varenna

Como Carimate

Milano

Castello di Carimate

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Villa Monastero, uno dei Giardini più belli d’Italia


con la citroën c5 aircross

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na giornata di sole ci sembra ottima per un weekend con il nuovo suv della Citroën, e ancor più ci sembra il caso di puntare sul lago di Como, o meglio ancora verso Varenna, sul ramo di Lecco. Non serve prendere autostrada, usando la statale ci permette di far una piccola tappa all’imponente castello visconteo di Carimate, del 1345, ora hotel e location per eventi. Già dai primi chilometri, ci accorgiamo che il suv C5 Aircross è nato per distinguersi. Questa vettura, infatti, ha un design immediatamente riconoscibile, e punta forse meno alla sportività in favore dell’estetica e del comfort. Saliti a bordo, si ha subito un’impressione di spazio e luminosità, grazie soprattutto al tetto apribile panoramico. Gli interni hanno il distintivo design Citroen che gioca sui contrasti cromatici. I sedili ispirati al mondo dell’arredamento sono realizzati con materiali che garantiscono morbidezza e la tenuta della seduta. Sono anche riscaldabili e massaggianti. Il nostro viaggio stavolta sarà breve, ma Citroën C5 Aircross ci pare ideale per quelli lunghi: infatti, lo spazio dietro non manca, a partire dalla possibilità di far scorrere tutti e tre i sedili, che sono separati, fino a 150 mm. Il baule è capiente e in grado di ospitare tranquillamente il necessario. La capacità è di 580 litri, che arrivano fino a 1.630 litri con i sedili abbattuti. E il viaggio che la C5 Aircross ha fatto fino al circolo polare artico lo dimostra.

ARRIVO A VARENNA

Dopo Carimate, puntiamo su Lecco, o meglio sul lungolago evitando la città. Attraversiamo Mandello, storica sede della mitica Moto Guzzi, fino a Bellano. Ma la nostra meta è Varenna, un vero gioiello, che oggi si può godere senza i troppi turisti che l’affollano in estate. Varenna è piccola, ma c’è tanto da Varenna

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weekend in auto: varenna

Veduta di Varenna dall’alto Villa Monastero, Varenna

Chiesa di San Giorgio

vedere se non ci si impigrisce ai tavolini degli ottimi bar e ristoranti. C’è Villa Monastero, uno dei giardini più belli d’Italia, la chiesa di San Giorgio con interessanti affreschi e poi il castello di Vezio, da cui si gode un panorama bellissimo. Ma per visitarlo meglio sincerarsi prima che sia aperto. Altra curiosità è il Fiumelatte, che con i suoi 250 metri è tra i più corti d’Italia. Ma anche questo non sempre è visibile, perché esce da una grotta carsica soltanto quando c’è abbondanza d’acqua. Ed esce con grande spuma bianca, che quindi ricorda il bianco del latte.

VERSO PARLASCO, IL PAESE DIPINTO CON LA STORIA DEL ROBIN HOOD DELLA VALSASSINA

Siccome vogliamo provare la C5 anche in salita, approfittiamo per andare 82


con la citroĂŤn c5 aircross

Vicoli caratteristici di Varenna

info utili Hotel Castello di Carimate www.castellodicarimate.it Castello di Vezio apertura da marzo a ottobre, da lunedi a venerdi ore 10-17. Sabato e domenica 10-18. www.castellodivezio.it - tel. 348 8242504 Villa Monastero, tra i giardini piÚ belli d’Italia a Varenna, apertura da marzo, www.villamonastero.eu tel 0341 295450. Orrido di Bellano - tel. 341 821124 Ristorante del Sole, p.za S.Giorgio Varenna - tel 0341 8152218 83


weekend in auto: varenna

a Parlasco, nella vicina Valsassina, dove si trovano gli affreschi che raccontano la storia del bandito Lasco, che in realtà era un conte che di giorno aiutava i bisognosi e di notte diventava bandito. Certo che allora doveva essere dura la vita da queste parti. E come a dimostrarlo, qui troviamo ancora neve e ghiaccio, anche se siamo soltanto a 670 metri. Ma nella salita la C5 non si scompone, si ha una sensazione di comfort, dovuta molto alle sospensioni a smorzamento progressivo che filtrano le imperfezioni della strada. Il cambio automatico a 8 rapporti è abbastanza veloce e ha una buona risposta. Nei tornanti lo sterzo risulta preciso e pronto e quindi l’auto di comporta bene in curva. Sì, le salite non sono un problema, nemmeno se dovete fermarvi in coda e poi ripartire perché interviene l’assistenza alla partenza in salita Hill Assist. Ma siamo contenti d’aver trovato ancora questa neve perchè è un assaggio del viaggio che la C5 Aircross ha fatto fino al glaciale Capo Nord e che vi raccontiamo dalla prossima pagina

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citroën c5 aircross

la grande sfida della C5 Aircross

DA MILANO AL POLO CON FABIO VOLO

CI SONO VOLUTI 18 GIORNI E 3.959 CHILOMETRI PER RAGGIUNGERE CAPO NORD , PARTENDO DA MILANO E ATTRAVERSANDO AUSTRIA E GERMANIA, A BORDO DELLA C5 AIRCROSS 71° LIMITED EDITION. UN LUNGHISSIMO “WEEKEND IN AUTO”, CHE HA MESSO ALLA PROVA IL COMFORT E GLI STANDARD DI SICUREZZA DELLA NOSTRA COMPAGNA DI VIAGGIO CHE SI è RIVELATA DAVVERO AFFIDABILE

A

bordo di C5 AIRCROSS 71° LIMITED EDITION, il viaggio partito da Milano ha avuto due protagonisti: Max Gionco e la sua compagna Chiara, viaggiatori per vocazione. Nella spedizione verso Capo Nord, altri due personaggi hanno partecipato a singole tappe: prima il poliedrico Fabio Volo, scrittore e conduttore radio-televisivo, testimonial di Citroën e successivamente l’influencer Alberto Naska, esperto e appassionato di gare e motori.

In giro per Oslo con Fabio Volo e poi verso la Norvegia selvaggia

È nel rigido clima norvegese, precisamente ad Oslo, che Fabio Volo si è messo alla guida della Citroën C5 Aircross 71° N Limited Edition. Durante la prestigiosa tappa della missione artica con meta Capo Nord, lo scrittore e conduttore radio-televisivo, in compagnia di Max Gioco e della sua compagna Chiara, si è


weekendcar 2019 La C5 in viaggio nelle sterminate pianure ghiacciate

Il peculiare panorama di Oslo

immerso nella stimolante realtà della capitale della Norvegia e del suo ambiente circostante, vivendoli a pieno, notte e giorno, per un intero weekend. Il giorno seguente Fabio Volo, Max Gionco e Chiara a bordo della C5 Aircross 71° N Limited Edition hanno abbandonato la costa per affrontare un lungo tragitto verso l’entroterra, nel mezzo della spettacolare natura norvegese, dove il SUV Citroën ha dimostrato tutto il suo comfort di guida unito a potenza e dinamismo. Grazie alla sua posizione di guida rialzata, C5 Aircross offre la sensazione di dominare la strada e grazie all’eccellente isolamento acustico dell’abitacolo, tutte le rumorosità da rotolamento e dinamiche sono quasi impercettibili. Assistito dai numerosi aiuti alla guida, come i Fari fendinebbia con funzione Cornering Light o il Riconoscimento esteso dei cartelli stradali, l’equipaggio ha percorso in tutta sicurezza i meravigliosi paesaggi norvegesi.

Guidando in mezzo al mare

Una delle strade più belle al mondo, l’Atlanterhavsveien (questo il nome dell’Atlantic Road) si snoda tra le cittadine di Molde e Kristiansund, collegando una serie di isolotti con ponti spettacolari sospesi sull’oceano Atlantico. Panorama da togliere il fiato anche a uno specialista di avventure on the road come Naska, influencer esperto e appassionato di motori, in compagnia dei due viaggiatori. Con l’Atlantic Road ormai alle spalle, Max e Chiara si sono imbarcati sul mitico battello postale della Hurtigruten, un vero must di ogni esperienza Norvegese che si rispetti. Una notte intera in nave, prima di sbarcare a Trondheim e riprendere il viaggio a bordo della Citroën C5 Aircross 71° N Limited Edition e dei suoi sedili Advanced Comfort, rivestiti in pelle nappa Hype Brown. 86


citroĂŤn c5 aircross

Lo spettacolo dell’aurora boreale

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weekendcar 2019

Arrivo a Capo Nord

Al Circolo Polare Artico

Da qui, assistiti dai numerosi aiuti alla guida di C5 Aircross 71° N Limited Edition, come il Riconoscimento esteso dei cartelli stradali, gli esperti viaggiatori hanno percorso il Tunnel di Capo Nord, il Nordkapptunnelen, della lunghezza di circa 7 chilometri, ad una profondità di 212 metri sotto il livello del mare. Dopo 3959 km dalla partenza e 18 giorni di viaggio, il 15 dicembre alle 11 del mattino, sotto un cielo plumbeo, Max e Chiara a bordo di Citroën C5 Aircross 71° N Limited Edition, hanno raggiunto la grande meta, posta a 71° 10’ 21” di latitudine nord. Tante le emozioni provate, provocate da uno stato d’animo di euforia mista a sorpresa e incredulità. Ad accoglierli, i venti sferzanti di Capo Nord e l’iconico monumento del Globo che si erge a celebrare il punto più a nord dell’Europa continentale e che segna la conclusione della White Cruise! Citroën C5 Aircross 71° N Limited Edition si è dimostrata una compagna di viaggio affidabile, versatile e confortevole, portando a termine senza intoppi e in piena sicurezza un’altra grande impresa targata Citroën

L’auto

C5 Aircross é lunga 4,50 metri, larga 1,84 m, alta 1,67m, e ha un passo di 2,72 m. Il baule è capiente e va da 580 litri fino a 1.630 litri con i sedili abbattuti. La nuova C5 Aircross è disponibile in due varianti Diesel BlueHDI da 130 o 180 CV con la possibilità del cambio automatico EAT8 a 8 rapporti. Per il benzina, si tratta di un 1.6 da 130 o 180CV. Ad inizio 2020 arriverà anche una versione elettrificata dotata di una potenza complessiva di 225 cavalli e un’autonomia solo elettrica di 50 chilometri. Il prezzo di partenza di Citroen C5 Aircross è di 25.700 euro per l’allestimento “Live”, 28.200 per “Feel” e “Business”, 30.700 per “Shine”..

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weekendcar 2019

citroën c5 aircross

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l SUV francese nato per distinguersi. Questa vettura ha un design immediatamente riconoscibile, punta forse meno alla sportività in favore dell’estetica e del comfort di bordo. A prima vista si può notare uno sdoppiamento della calandra e del gruppo ottico anteriore. Ma i dettagli che forse rubano di piú lo sguardo sono gli airbumb laterali che danno un tono più off-road alla vettura. Nel posteriore, nvece, i gruppi ottici sono caratterizzati da uno sviluppo orizzontale e sono composti sa 4 moduli LED su ogni lato. Saliti a bordo, si ha subito un’impressione di spazio e luminosità, grazie soprattutto al tetto apribile panoramico. Gli interni hanno il distintivo design Citroen che gioca sui contrasti cromatici. Anche i materiali e gli assemblaggi sono degni di nota, seppure sia presente un ampio utilizzo di plastiche rigide. I sedili ispirati al mondo dell’arredamento sono realizzati con materiali che garantiscono morbidezza e la tenuta della seduta. Sono anche riscaldabili e massaggianti.

alla guida

Guidando Citroën C5 Aircross si ha una sensazione di comfort, dovuta molto alle sospensioni a smorzamento progressivo che filtrano le imperfezioni della strada. Il cambio automatico a 8 rapporti è abbastanza veloce e ha una buona risposta. Lo sterzo risulta preciso e pronto e quindi l’auto di comporta bene in curva. Anche le salite non sono un problema, nemmeno se dovete fermarvi in coda e poi ripartire perché interviene l’assistenza alla partenza in salita Hill Assist. Sono poi 20 le tecnologie di aiuto alla guida: tra questi il sistema di sorveglianza dell’angolo morto, il cruise control adattivo e l’Active Safety Brake e molti altri, tra cui l’Highway Driver Assist che regola automaticamente la velocità e la traiettoria all’interno della corsia. 89


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DS3 Crossback

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l piccolo SUV premium é il modello piú recente della casa francese che quest’anno compirà 5 anni. Con i suoi 4,12 metri di lunghezza appartiene alla categoria B-SUV e nasce sulla nuova piattaforma la modulare CMP, che ospiterà a partire dall’anno prossimo la declinazione elettrica. Le unità a benzina proposte sono il 1.2 turbo a benzina da 100, 130 o 155 CV, mentre il diesel é un 1.5 da 100 CV o 130 CV, abbinati al cambio manuale a 6 marce o all’automatico a 8.

Interni ed esterni

Il design di DS3 Crossback è contraddistinto principalmente dalla firma luminosa, presente con tecnologia Matrix LED Vision che si adatta alle condizioni di luce presenti. Lateralmente la vettura sembra una tre porte e presenta maniglie a filo della carrozzeria. Internamente, ritorna la forma a rombo, come nella sorella maggiore DS7 Crossback e si fa notare la cura quasi sartoriale dei sedili.

Motore

Sono cinque le motorizzazioni presenti sulla gamma: a partire dal nuovo motore benzina PureTech da 155 CV abbinato al cambio automatico a 8 rapporti EAT8. Gli altri due sono il PureTech da 130 CV Automatico e da 100 CV con cambio manuale. Sul fronte diesel si tratta del BlueHDi da 130 cavalli con cambio automatico così come il BlueHDi 100 cavalli con cambio manuale a 6 rapporti. A partire da fine 2019 sará disponibile la versione 100% elettrica E-Tense da 300 km di autonomia. 90


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FORD MONDEO HYBRID wagon

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a nuova Ford Mondeo 2019 porta con sé anche la versione ibrida denominata Ford Mondeo Hybrid Wagon. La vettura oltre a godere di un facelift vanta nuove tecnologie di bordo ed emissioni di CO2 sotto i 100 g/km, mentre i consumi medi si attestano su circa 4 litri per 100 km.

Nuovo look

A livello estetico la Ford Mondeo Hybrid presenta delle modifiche nella parte superiore della mascherina dalla forma ottagonale con finitura a barre orizzontali per la Titanium, perforata per la ST-Line e con trama a V per la Vignale. Anche nella parte inferiore è stata modificata la griglia e la cornice dei fendinebbia, lo spoiler ora é più pronunciato. Nuovi sono anche i cerchi in lega da 17” a 19”. Per gli interni sono disponibili nuovi rivestimenti e ci sono modifiche nella sezione che collega la console centrale e plancia.

Motori

Il motore che spinge Ford Mondeo hybrid è un 2.0 benzina a ciclo Atkinson, abbinato a quello elettrico agli ioni di litio, per un totale di 187 CV. Le altre motorizzazioni offerte sulla nuova Mondeo sono: un diesel 2.0 EcoBlue da 120, 150 e 190 CV che nelle due versioni piú potenti é abbinato al nuovo cambio automatico a 8 rapporti. Quest’ultimo é dotato di alcuni sistemi automatici che adattano la cambiata alla pendenza della strada e allo stile di guida. 91


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Jeep Renegade Phev

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Renegade che aprirà le danze dell’elettrico in casa FCA, rappresentando il punto di svolta del gruppo. La nuova prodotta nello stabilimento di Melfi si presenterà al pubblico verso la fine del 2019 e sarà in vendita a partire dal 2020. Questo SUV dalle dimensioni compatte avrà come punto di partenza i nuovi motori 3 cilindri introdotti da poco e sarà equipaggiata con un motore elettrico posteriore, mantenendo la normale trazione anteriore. Al momento si sa ancora poco, ma Jeep Renegade Phev disporrà di un motore elettrico montato posteriormente pur mantenendo la normale trazione anteriore. Il Suv compatto sarà il primo modello ibrido di Jeep ad essere commercializzato a cui ne faranno seguito altri e consentirá di viaggiare con una autonomia completamente elettrica di 50 km.

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Lexus UX

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exus UX Hybrid Electric si inserisce tra i due modelli CT Hybrid e NX Hybrid e rientra nel segmento dei crossover compatti, riprendendo lo stile dei precedenti modelli NX e RX, anche se presenta forme leggermente più arrotondate. Nel complesso si fa notare sin da subito per il suo “urban design” marcato e distintivo.

Esterni: un mix di tradizione e innovazione, interni lussuosi

Esternamente spicca la classica griglia a clessidra tipica della casa giapponese che questa volta si rinnova con particolari che si modificano nella forma man mano che ci si allontana del logo centrale. Si notano subito anche le prese d’ aria verticali e il classico disegno a freccia delle luci full led. Il posteriore, invece, è riconoscibile da una sottile fila di 120 led che unisce i due gruppi delle luci posteriori. L’abitacolo è molto curato ed è caratterizzato dal fatto che tutta la strumentazione sia rivolta verso il guidatore. I sedili sono in pelle con motivi artistici perforati e risultano più avvolgenti e resistenti. Tra le numerose tecnologie all’avanguardia è presente un view monitor che permette, grazie all’utilizzo di 4 telecamere, un controllo completo della vettura con una visuale a 360 gradi.

Prima Lexus nata su Ga-C

UX nasce sulla piattaforma GA-C, derivata da Toyota Prius e in Italia sarà disponibile con un motore ibrido elettrico e a benzina da 180 CV con 4X4 disponibile grazie a un secondo motore elettrico, presente nella parte posteriore, che rimane attivo solo fino ai 70 km/h. Per quanto riguarda le prestazioni, la tecnologia Self Charging Hybrid di quarta generazione garantisce reattività ed emissioni ai vertici della categoria. 93


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MERCEDES EQC: stella elettrica

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ercedes EQC è il primo SUV elettrico della Mercedes-Benz. Il SUV di lusso ha una alimentazione esclusivamente elettrica e in una nottata è pronto per il viaggio successivo. La trazione integrale gli consente di superare anche i tratti viscidi, mentre la carrozzeria risponde in pieno ai canoni estetici che oggi vanno per la maggiore in tutto il mondo.

Design

Il design di Mercedes EQC rientra nella categoria dei cosiddetti SUV-coupé. Quindi relativamente basso e molto slanciato. Cambia parecchio il linguaggio stilistico rispetto agli altri SUV della casa di Stoccarda, in particolare sul frontale, dove fari e calandra formano una specie di V. Anche gli interni sono diversi dalle Mercedes tradizionali. Plancia orientata verso il guidatore, profilo lucido che alloggia le bocchette di ventilazione (piatte), decorazione con lamelle color oro rosato a forma di chiave. Ciò che invece è tradizionale è il lusso che accompagna tutto l’abitacolo. Inoltre il bagagliaio ha una capienza di 500 litri.

Motore 100% green ma potentissimo

I due motori elettrici riescono ad erogare una potenza di ben 330 kW, pari a 408 cavalli. La coppia è paurosa: 765 Newton metri, siamo quasi a livelli di V12. Tale forza motrice consente di trainare un rimorchio (frenato, cioè dotato di freni) fino a 1.800 Kg. I due motori sono montati e collegati uno per asse, quindi la trasmissione è a trazione integrale. Le prestazioni sono interessanti: accelerazione 0-100 in 5,1 secondi, notevole dato il peso. 94


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Nuova Porsche 911

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l fascino di Porsche si riflette interamente nella nuova 911 che arrivata ormai alla sua ottava generazione assume la denominazione di 992. Il Bello di questa weekendcar è la sua versatilità: infatti la si può sia portare in pista che utilizzare per la vita di tutti i giornie magari anche per qualche fine settimana fuori città.

Fascino immortale

Pur mantenendo il suo appeal che l’ha resa celebre nel corso degli anni, 911 cambia non poco rispetto alle sue versioni precedenti. Se l’anteriore resta abbastanza fedele rispetto al passato, se non per i fari che hanno una posizione più alta rispetto al cofano, le maggiori novità toccano il massiccio posteriore. È presente, infatti, una striscia luminosa che collega i due gruppi ottici e fanno la loro comparsa due enormi scarichi centrali. Rinnovati anche gli interni, dove compare una grande consolle dallo schermo touch di 10,25”.

450 cavalli di razza

Il motore è il classico flat six tre litri turbo, sovralimentato di cavalli portando ora il totale a 450 CV che vanta prestazioni di scatto da 0 a 100 km/h di appena 3”6, a fronte di una velocità massima di 306 km/h. abbinato a questo propulsore troviamo il nuovo cambio PDK doppia frizione a 8 marce.

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LA “STATION” PER vivere WEEKEND PREMIUM di Emanuele d’Argenzio

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PEUGEOT 508 SW

PEUGEOT 508 SW POTREBBE FAR CONCORRENZA AI SUV PREMIUM. IL SUO STILE ELEGANTE E DINAMICO SI SPOSA CON LA PRATICITÀ DELLE CLASSICHE STATION WAGON. QUESTE DOTI, UNITE A UNA GENEROSA ABITABILITÀ E LA CAPIENZA DEL BAULE, LE CONFERISCONO LO STATUS DI PERFETTA COMPAGNA DI VIAGGIO PER WEEKEND PREMIUM. LA NUOVA 508 SW É GIÀ ORDINABILE E LE CONSEGNE INIZIERANNO INTORNO A GIUGNO. PER FINE ANNO, INVECE, É PREVISTO L’ARRIVO DELLA TECNOLOGIA IBRIDA.

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inee tese, soluzioni ricercate e massima pulizia: queste sono le peculiarità che creano un effetto più che riuscito. La Peugeot 508 SW è elegante, aggressiva e imponente allo stesso tempo. Gli incavi, la grandezza dei cerchi, la forma affusolata della fiancata esprimono una sportività matura, perfetta per il target di riferimento. Insomma è bella e necessaria in un segmento D ormai “fermo” da anni. É un’alternativa da prendere in considerazione. L’anteriore è invariato rispetto alla berlina, mentre nel posteriore si concentrano le differenze. La fanaleria è completamente full-LED adattiva. I “graffi” posteriori sono incastonati in una fascia nera che ripercorre tutta la lunghezza del portellone. Più in basso lo scarico, cromato, e un accenno di diffusore. I materiali esterni ci stupiscono, molto vari, curati e ben accostati. Il nero lucido si intervalla al rosso profondo dei fanali e al colore della carrozzeria in un connubio vincente. L’altezza di carico è risicata, di 6 cm inferiore alla berlina, e le finiture all’interno sono da auto premium. Le cornici sono d’acciaio e la moquette è morbida e spessa. Gli interni non sono da meno, e nonostante la linea filante e le dimensioni compatte per la categoria, lo spazio non manca. Certo non si ha una sensazione di enorme ariosità, a causa dei montanti abbondanti e della “ridotta” superficie vetrata. Il design è, a nostro parere, fantastico.

Tanta tecnologia a bordo e ibrido in arrivo A bordo non manca certo di la tecnologia. É presente, infatti, un touch-screen da da 8” o 10”. Troviamo poi un quadrante digitale

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weekendcar 2019

da 12,3” dell’i-Cockpit, completamente controllabile tramite i comandi al volante. La tecnologia arriva in aiuto anche della guida, con tutti i sistemi di ultima generazione. Cruise controllo adattivo con frenata di emergenza, rilevatore di sonno, riconoscimento segnaletica e monitoraggio dell’angolo cieco che agisce attivamente, modificando la traiettoria. Insomma, la Peugeot 508 SW è Super Carica, come direbbero gli americani. Molto attuale e moderna, ma che non scende a compromessi con la forma.

Compagna di Viaggio 508 SW è lunga 4,79 metri, ovvero 4 cm in più della berlina, gli stessi centimetri che la rendono piú bassa: portandola ora a 1,42 metri di altezza. Il bagagliaio ha una capacità di 530 li98


PEUGEOT 508 SW

tri (1.780 con gli schienali abbattuti). La gamma italiana di Nuova 508 SW è declinata in sei diversi allestimenti e 5 diversi livelli di potenza dei motori, tra benzina e Diesel (180 e 225 CV le motorizzazioni benzina, 130, 160 e 180 le Diesel). I prezzi partono da un listino di ingresso di 31.530 euro della versione Active dotata del BlueHDi 130 con cambio manuale a 6 rapporti ed arrivano ai 51.000 euro della versione a tiratura limitata BlueHDi 180 First Edition, disponibile in soli 100 esemplari per l’Italia. A fine 2019 é previsto l’arrivo della motorizzazione ibrida, in tre diversi allestimenti: il cuore di gamma Allude, la dinamica GT Line e il GT, ovvero l’allestimento sportivo di punta con una dotazione che include allestimenti di lusso, tra cui la sellerie in Alcantara. 99


weekendcar 2019

Range Rover Evoque

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tto anni dopo il debutto della prima generazione del modello che ha avuto il merito di introdurre il segmento del SUV compatto di lusso, Evoque si rinnova con restyling votato al “green”. A partire dalla motorizzazione ibrida, fino ad arrivare ai materiali impiegati per il design interno. Il nuovo design esterno la porta ad avere un’impostazione meno spigolosa e più uniforme rispetto al passato e ad assomigliare di più a Range Rover Velar. Nuovi gruppi ottici Led Matrix più sottili, ripresi anche nel posteriore, linee più ridotte e superfici più pulite. Un dettaglio di stile del profilo è rappresentato dalle maniglie a scomparsa, proprio come quelle di Velar. L’abitacolo di Evoque è stato realizzato impiegando 33 kg di prodotti naturali e riciclati. Sostenibilità che non significa dovere per forza sacrificare il lusso, e lo testimoniano le due nuove opzioni di rivestimento dei sedili. La prima è una valida alternativa alla pelle e consiste in un materiale di alta qualità che unisce lana e uno scamosciato tecnico ottenuto da 53 bottiglie di plastica riciclate per veicolo. La seconda alternativa è un tessuto prodotto con fibre naturali, la cui coltivazione richiede minori quantità di acqua rispetto a quella impiegata nei materiali tradizionali.

Un’intera gamma di motori ibrida con il plug-in in arrivo

La vocazione a favore della sostenibilità di Evoque si rispecchia anche nella motorizzazione. La tecnologia mild hybrid 48 V è disponibile, infatti, su tutta la gamma dei 4 cilindri Ingenium Benzina e Diesel. Il motore più prestazionale è il 300 CV AWD trazione integrale a benzina, con 400 Nm di coppia, emissioni di 186 g/km e consumi pari a 8,1 l/100 km. 100


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Subaru Forester 2019

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hi compra una Subaru generalmente la tiene a lungo. Bada al sodo, cerca affidabilità sul lungo termine e praticità, spazio per passeggeri e bagagli, sicurezza sui percorsi difficili, comfort nei viaggi lunghi. Ma anche alta qualità nei materiali. Perché il cliente Subaru vuole una vera e propria compagna di viaggio meccanica su cui contare sempre.

Design classico e interni pregiati

Esternamente il design del Subaru Forester 2019 non si stacca radicalmente dal modello precedente. L’evoluzione stilistica si allinea alle impostazioni viste con le ultime versioni di Impreza e XV, in particolare nei LED dei proiettori. Rinnovato anche il disegno dei cerchi in lega, da 17 o 18 pollici. Per quanto riguarda gli interni, c’è più spazio per i passeggeri e anche nel bagagliaio. Sono migliorati i sedili che ora sono più ergonomici. l’impianto di climatizzazione è decisamente raffinato, in grado di calibrare con precisione la temperatura in base al numero di passeggeri; infotainment al passo coi tempi, basato su display touch da 8 pollici e le immancabili compatibilità con Apple Carplay e Android Auto.

Motore

Al cuore della meccanica troviamo il motore boxer 2.5 a benzina, aspirato e a iniezione diretta. Esso è stato ampiamente riprogettato, la potenza è di 182 cavalli, coppia di 239 Newton metri. La trasmissione è abbinata al cambio automatico CVT Lineartronic. Naturalmente l’unità a benzina è vista soprattutto in chiave americana. Ma i modelli venduti in Europa dovrebbero disporre anche di un 2.0 diesel. 101


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Toyota RAV4

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oyota RAV4 nasce nel 1994 e oltre a rappresentare il primo SUV compatto di sempre è anche quello più venduto al mondo con oltre 8,5 milioni di unità immatricolate. Nella sua versione 2019 il modello della casa giapponese si rinnova non soltanto nell’estetica ma si adatta anche alle nuove tendenze ibride.

Dimensioni, interni, esterni

RAV4 è cresciuta nelle dimensioni: lunga 460 cm, è più larga di 1 cm (185 cm) e ha un passo più lungo di 3 cm che ora arriva a 269 cm. Esteticamente mostra delle linee più spigolose e robuste rispetto al passato. Ha una grande mascherina anteriore vagamente esagonale, e presenta dei passaruota con linee rigide e squadrate. Internamente, l’abitacolo è caratterizzato da sedili ampi nelle dimensioni realizzati con materiali di qualità e cuciture a contrasto, presenti anche sulla plancia dove è montato un display a sbalzo. Il cockpit ha un quadrante digitale centrale con due analogici ai lati. Inoltre spicca il tunnel centrale, molto lavorato in cui è riconoscibile il controllo per l’aria condizionata. Molto spazio anche nella parte posteriore della vettura, il baule ha una capacità di 595 litri.

Guidabilità e Motore

La nuova piattaforma TNGA (Toyota New Global Architecture) su cui è realizzata RAV4 garantisce una maggiore rigidità strutturale, garantendo una maggiore precisione di guida. Il nuovo powertrain TNGA full hybrid electric é composto da un motore 2.5 Dynamic Force 4 cilindri a benzina unito a due propulsori elettrici, per una potenza totale di 222 CV e 163 kW che garantiscono una accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,1 secondi. 102


weekendcar 2019

Volkswagen T-cross

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-Cross è il nuovo SUV di segmento B di Volkswagen. Questa nuova WeekendCar combina stile informale e praticità, qualità che fanno colpo su un pubblico giovane e indipendente. Caratterizzata da uno stile compatto e muscolare, unisce tecnologie avanzate, versatilità degli allestimenti interni e sistemi di sicurezza che fino a questo momento erano riservati a modelli di classi superiori. Tutte queste peculiarità contribuiscono a rendere T-Cross un City-SUV ideale per i giovani.

Com’è dentro e fuori

Partendo dagli esterni si nota da subito l’appartenenza di T-Cross alla T-Family, seppur con caratteristiche distintive. Spiccano un cofano dominante e una calandra alle cui estremità sono integrati i proiettori allungati e appiattiti che proseguono sui fianchi. Lateralmente, spiccano due linee orizzontali all’altezza delle maniglie che sottolineano la lunghezza della vettura.

Motore

T-Cross ha una vocazione principalmente stradale, infatti, la trazione è anteriore. Sono disponibili motori a banzina e diesel: il benzina è un 1.0 TSI a tre cilindri con filtro antiparticolato e una potenza di 95 o 115 CV. Il propulsore diesel, invece, è un 1.6 TDI a quattro cilindri da 95 CV. Il cambio può essere manuale a 5 o 6 marce o automatico DSG a 7 marce. Questo B-Suv dispone di sistemi di sicurezza all’avanguardia, che normalmente sono montati su auto di categoria e dimensioni superiori. Tra i sistemi che contribuiscono a rendere questa vettura tra le più sicure della sua gamma troviamo: sistemi di assistenza alla guida e anticollisione. 103


weekend con gusto

le città gourmet

Paesi diversi, diverse città, tutte con un comune denominatore: la passione per la buona tavola, le ricette della tradizione e le specialità gastronomiche. Nel 2019 ospiteranno festival, competizioni, ristoranti, chef stellati e tavole imbandite all’insegna del gusto

lione, francia

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n perfetta sintonia con la grandeur française, Lione è considerata la Capitale Gastronomica della Francia con la più alta presenza di ristoranti stellati e meta prediletta per gli amanti della buona cucina. In Rue de Brest e nel centro potrete trovare molte bouchon, vecchie locande del 18esimo secolo.   La città

festeggerà alla grande il cibo di tutto il, mondo, con BIG Biennale Internationale du Gout e Goût de France, dove i visitatori potranno incontrare gli chef, visitare negozi gourmet, scoprire giardini di verdure e seguire workshop di cucina. Perché Lione? Risponde un’eccellenza, lo Chef stellato Régis Marcon, presidente dell’evento. “Penso che Lione sia la scelta più idonea per ospitare questa manifestazione sopratutto per tre parole chiave: agricoltura, commercio di catering e ricerche nei campo del cibo e della salute. Ma l’abbuffata non finirà, tra festeggiamenti, banchetti e libagioni; in Settembre verranno inaugurati 3 musei

info http://www.big-lyon.com www.france.fr/en/campaign/gout-france-good-france https://www.brasseriegeorges.com 104


in europa

di Cesare Zucca dedicati al cibo. La cucina di Lione è ricca e sostenuta , a cominciare dai suoi eccellenti formaggi, tra cui Saint-marcellin, Saint-Félicien, rigotte, Mont-d’Or e Cervelle de canut. Tra le sue specialità: la salade lyonnaise (insalata verde insaporita con uovo in camicia, pancetta e crostini di pane), la rosette de Lyon (salame essicato), i gratons (ciccioli di maiale), il gateau de foies de volaille (sformato di fegati di pollo) quenelles de brochet (gnocchetti morbidi alla crema Natua) boudin aux pommes (sanguinaccio con mele), gratin de cardons (cardi gratinati), andouillette (salsiccia di stomaco e intestino di maiale), cervelas lyonnais (salsiccia bollita e patate) e l’imperdibile tablier de sapeur (trippa impanata) della famosa  pomme dauphine .(purea di patate mista a pasta per bignè), foie de veau à la lyonnaise (fegato di vitello). Sosta d’obbligo alla famosa Brasserie Georges, per tre gioielli lionnesi: Tête de Veau Sauce Ravigote, Véritable Andouillette « Maison RAVIER » à la Fraise de Veau e Saucisson Pistaché con salsa à la Mâconnaise. E per un grande finale, gli storici dolci lionnesi: Pogne de Romain (brioche e fiori d’arancia), i bignè Bugnes, le crepes Matefaim e Coussin de Lyon (dolce a base di cioccolato e pasta di mandorle).

HELSINKY, Finlandia

I

l 2019 evidenzierà la naturalezza e la semplicità della tavola finlandese. La capitale è una città ricca di storia culinaria e vanta alcuni ristoranti datati 18 esimo secolo. Nei mercati troverete prodotti stagionali, pesce, carni, latticini, verdure, cereali e prelibatezze tipiche delle varie regioni. Durante tutto l’anno numerosi festival segnano l’arrivo dei cibi preferiti e dal 11 al 13 Marzo un appuntamento per i buongustai: Gastro Helsinky, dove parteciperanno più di 1000 ristoranti. I finlandesi sono orgoglios dei prodotti nazional a cominciare dalle patate novelle che compaiono in giugno e il cui primo raccolto fa talmente notizia da essere degno di articoli sui giornali. Ottime con aringhe, uova di pesce o giusto una noce di burro, un po’ di aneto e un pizzico di sale. Karjalanpiirakka (tortina salata con patate o riso) rahkapiirakka (torta al formaggio) reikäleipa, (ciambella con il buco) näkkileipä, (croccante pane di segale da spalmare con burro o formaggio)  Infiniti piatti  poronkaristys  (carne di alce, di orso e di renna) grillimakkara (grandi würstel, alla griglia) leipajuusto (il ‘formaggio dal rumore cigolante’ a base di latte di renna o di capra). Pesce saporito: la famosa aringa del Mar Baltico, servita grigliata o affumicata, il delicatissimo salmone e il kalakucco (pasticcio di pesce rosa lappone).  Da Luglio a Ottobre, le celebrazioni  rapujuhlat  festeggiano i deliziosi  gamberi rossi d’acqua dolce  considerati veri gioielli culinari. I dolci hanno curiosamente il nome di poeti nazionali come la torta di Runeberg (tortino di Febbraio con pan di zenzero, mandorle e marmellata di lamponi).  Luglio e agosto rappresentano la stagione dei mirtilli nei boschi finlandesi. dove troviamo camemoro (bacca arancione ricca di vitamina C) e i panciuti mirtilli blu, ideali per la crostata mustikkapiirakka, Potete liberalmente coglierne quanti ne volete, e magari metterli nel freezer per l’inverno Da masticare a ogni ora il salmiakki (liquirizia salata).

info www.visitfinland.com/it/ 105


weekend con gusto

lisbona, portogallo

È

la seconda classificata nella lista delle Capitali Europee della Cultura Gatronomica 2019. Una città tutta da scoprire e una destinazione super trendy. Cucina ricca, saporita, solare e ben condita. Da ristoranti stellati, a tipiche tabernas e suggestivi bar petiscos dove troverete stuzzichini con olive, insalata di polipo e crocchette di pesce. Tra le specialità: caldo verde (zuppa nazionale con cavolo, patate, erbe e fettine di chorizo), arroz de polvo (risotto cremoso con polipo), bifanas (involtini di maiale e vino), pregos (tramezzini di carne) e la famosa francesinha (toast superfacito con uova, prosciutto, salsiccia, formaggio e salsa al Porto). Tanto pesce, gustosi frutti di mare e ‘sua Maesta’ baccalà, fritto nelle pataniscas, oppure mantecato à Bras. Il dolcetto nazionale è pasteis de nata (piattelle alla crema, della serie ‘una tira l’altra’…) da gustare nella storica pasteleria alla Torre de Belèm.

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in europa

sud egeo, grecia

U

na città non vi basta? Puntate verso l’Egeo Meridionale, designato Regione Europea della Gastronomia 2019. Vi aspettano più di 50 isole delle Cicladi e del Dodecanneso: Paros, Andros, Milos, Mykonos, Kos, Santorini, Syros, Naxos, Tinos, Rodi, Kalymnos, Karpathos e tante altre destinazioni idilliache ricche di tavole vibranti di gusto, colore e delizie che vanno dal polipo alle sardine in crosta di sesamo, all’agnello profumato alle erbe, a formaggi di pecora, a verdure e legumi solari. Tanto pesce servito in stile kakavia (stufato) e gouna (essiccato al sole). e xtapodi (calamari arrosto). Capra, agnello e manzo, innaffiati dai vini locali. L’ineguagliabile fava di Santorini, essiccata e poi preparata come una purea, molto simile come consistenza all’hummus. È un piatto semplice ma allo stesso tempo molto nutriente, può

essere servito come piatto principale oppure più spesso come contorno con feta, cipolle e olive nere. Tanto pesce servitor in stile kakavia (stufato) e gouna (essiccato al sole). Ottimi formaggi tra cui kefalotiri, ladotiri, skotiri, mizithra. Ottimi piatti vegetariani: revithokeftedes (polpette di ceci), tsimetia (fiori di zucchine ripiene). Tanto miele: il profumatissimo mayiotiko proviene dai fiori primaverili e viene usato in molti piatti: avgokalamara (pasta fritta), kalsounia (dolce al formaggio) amigdalota (biscotti di marzapane) lo troviamo perfino nell’acquavite tsikoudia. Grazie al suo ambiente geofisico, ai prodotti locali e all’identità gastronomica la regione del Sud Egeo è un vero paradiso terrestre.

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weekend con gusto

lubiana, slovenia

I

l 2019 sarà un anno gourmet, dalla spettacolare Gourmet Cup (25-28 Gennaio) che si svolgerà nel bellissimo Castello e nella vicina Krvavec, premiata due volte come migliore sky resort della SlovenIa, alla Festa di San Martino (11 Novembre) con circa 80 produttori di vino sloveno e ristoratori di eccellenza provenienti da tutta la Slovenia. L’offerta si concentrerà sul vino novello, mentre la parte culinaria proporrà tradizionali piatti lubianesi rivisitati in una chiave moderna. E poi ancora fino numerose competizioni di potica (dolce al ripienodi di miele e noci), Chef sloveni come Ana Roš, proclamata ‘Migliore Chef Donna del Mondo 2017’, sono alla guida di una cucina locale, premiata con le stelle Michelin. La capitale Lubiana, ha locali hipster ma anche rustici ristoranti di campagna. Durante l’anno, la città

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organizza eventi golosi, come Festival delle ciliegie, la Domenica delle fragole, la Mostra delle delicatezze delle fattorie slovene. Da non perdere un meraviglioso Food Tour, percorso guidato dedicato ai buongustai, attraverso botteghe, mercati e ristoranti tipici, alla scoperta (e all’assaggio!) della gastronomia locale che esalta i piatti sloveni preparati con ingredienti locali, prodotti coltivati ​​nei prati, boschi, campi e giardini. Il sale è raccolto dalle saline dell’Adriatico, il miele è fatto da api native, gli eccellenti vini, come Refosco e Malvazija, vengono abbinati ai piatti della tradizione: oca o anatra arrosto con mlinci (pasta non lievitata) e cavolo rosso stufato, pršut (prosciutto essiccato all’aria), zlikrofi (ravioli ripieni di maiale) la classica prekmurska gibanica (dolce di pasta frolla e strudel fruttato).


in europa

cracovia, polonia

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atrimonio dell’umanità UNESCO, luogo di storia, arte, cultura e squisita gastronomia. Cracovia è stata proclamata la Capitale Europea della Cultura Gastronomica 2019 e celebrerà il titolo con grandi eventi culinari tra cui Zapusty (Carnevale di Febbraio), protagonista l’irrinunciabile pasticceria locale: makowiec (torta ai semi di papavero), paczki (bomboloni fritti ripieni), galaretka (gelatine di frutta), sernik (al formaggio), szarlotka, (torta ripiena di mele servita calda con panna montata). La cucina polacca è sostanziosa e varia: pierogi (il raviolo nazionale al formaggio, patate, funghi, crauti, salmone, selvaggina), śledzie w śmietanie (aringhe in panna acida), smalec (crostini di pane spalmati con strutto e cipolla fritta, maggiorana e vodka),

volaille z kurczka (bistecche di pollo ripiene di funghi), kielbasa (salsiccia classica e bianca), il succulento bigos, (stufato di crauti con carni e salumi), zapiekanka, (popolarissima baguette al forno condita funghi, al salmone o al formaggio). Tante zuppe: pomidorowa (riso e pomodoro), grochówka (piselli e pancetta) e… la mia preferita zurek, (segale acida, patate, salsicce, alloro e maggiorana e uovo sodo).

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IN THE WORLD

germania

La Strada dei Viali Alberati Si snoda per 2.900 chilometri, dall’isola di Rügen, nel Mar Baltico, fino a Reichenau, sul Lago di Costanza, isola dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. La strada si compone di dieci tratte e serpeggia fra alberi di castagno, betulla, faggio, pioppo e acero attraversando nove Länder e paesaggi incantati in bilico tra natura e antichi borghi medievali intatti Dresda

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S

e amate guidare e vi piacciono natura e paesaggi da fiaba non dovete perdere la Alleenstrasse (www.alleenstrasse.com), la Strada dei Viali Alberati che si snoda in Germania tra boschi, foreste, paesaggi fiabeschi e luoghi dalla bellezza intatta da scoprire lentamente. A cominciare da Rügen, l’isola nel Mar Baltico dove la strada prende l’avvio. Bellissima, con le sue coste di gesso che hanno fatto da richiamo irresistibile a Bismarck, Thomas Mann e Albert Einstein, le sue spiagge bianche e i suoi boschi di castagni, querce, olmi e pioppi, l’isola è un inno alla natura e si raggiunge con una gita in giornata da Stralsund. La località balneare più grande dell’isola è Binz, rinomato centro termale punteggiato di splendide ville vittoriane, spiagge bianche e acqua azzurra. Qui vale la pena fare una passeggiata lungo la Strandpromenade, l’elegante lungomare che si snoda per 4 chilometri da nord a sud tra un mare blu e raffinate abitazioni. Lungo la via sfilano bar, caffetterie e ristoranti che servono cucina creativa e piatti di stagione. Noi vi consigliamo una sosta al Fischräucherei Kuse (al civico 3 della Strandpromenade, tel. 03839332249; aperto dalle 9 alle 20; piatti a partire da € 4), per gustare il pesce più buono dell’isola. Vale la visita anche lo Jagdschloss Granitz, uno stupendo palazzo di caccia costruito nel 1723. Un’altra località dove fare tappa lungo la


La Alleenstraße, la Strada dei Viali Alberati

Alleenstrasse è certamente Goslar, bellissima cittadina che vanta uno stupendo centro storico medievale. Il borgo è famoso per le miniere del Rammelsberg, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Da vedere anche la fontana del mercato, del XIII secolo, il Kaiserpfalz, castello romanico dell’XI secolo decorato con affreschi spettacolari, il Rathaus, il municipio e il Glockenspiel, l’orologio con carillon che si trova proprio di fronte e che suona quattro volte al giorno mostrando scene delle attività minerarie nella zona. Sempre lungo la strada si incontra Dresda che non ha bisogno di presentazioni. La città sfoggia uno skyline strepitoso: guglie, torri, cupole appartenenti a palazzi imponenti si stagliano sullo sfondo, oltre il fiume Elba. I monumenti principali sono tutti abbracciati alla Altstadt, il cuore storico sulla sponda meridionale del fiume: la Frauenkirche, la cattedrale cittadina dalla cupola inconfondibile, il Residenzschloss, palazzo rinascimentale che fu residenza dei sovrani di Sassonia dal 1485 al 1918 e oggi ospita alcune collezioni come l’Historisches Grünes Gewölbe che espone circa 3.000 oggetti preziosi. E a proposito di musei, ce ne sono ben tre all’interno dello Zwinger, un palazzo barocco con portali decorati che conducono al grande cortile interno con fontane racchiuso tra edifici sontuosi. Per una pausa a base di cucina tradizionale è consigliata la sosta allo Zum Schiesshaus, nell’omonima via, al civico 19. In menu spiccano piatti robusti di carne cucinati secondo le ricette della tradizione sassone più autentica. Le portate principali costano a partire da € 10.

Germania già premiata con il Weekend Green in Europe La Germania, con le sue Vie Alberate, riafferma la propria sensibilità verso la difesa del green. Infatti nel 2017 fu da noi premiata con il Weekend Green in Europe, in quanto detentrice del primato di Paese più verde d’Europa: un terzo del suo territorio è occupato da boschi, parchi e riserve protette. Le foreste tedesche contano più di 90 miliardi di alberi confermandosi fra le più ricche d’Europa in tema di biodiversità. Nella foto: la giornalista Ilaria Zambianchi consegna il premo a Ulrich Ruter, direttore dell’Ente Turistico tedesco in Italia.

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in the world

Ponte di Dresda

Dessau, viaggio nell’essenziale

Ma la tappa imperdibile lungo la Alleenstrasse è Dessau, il fulcro del Bauhaus, la scuola di design più influente del XX secolo di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita (vedere riquadro). La città è un punto di riferimento unico per tutti gli studenti di architettura che qui trovano la massima concentrazione di edifici risalenti al periodo compreso tra il 1925 e il 1932, alcuni inseriti tra i siti UNESCO. In città colpisce il contrasto tra gli opulenti palazzi barocchi e l’essenzialità funzionale degli edifici Bauhaus che sono concentrati a ovest delle Hauptbanhof e si raggiungono a piedi: il Bauhausgebäude, l’edificio in cui aveva sede la scuola, le Meisterhäuser, le case dei maestri, e il complesso Törten. Il primo è oggi utilizzato in parte come scuola d’arte, design e architettura del Bauhaus e in parte è aperto al pubblico. Il biglietto di ingresso dà diritto anche a un’audioguida che permette di visitare in piena autonomia la struttura ma alcune parti della struttura sono visitabili solo con visite guidate. La Gropiushaus, aperta al pubblico nel 2014, la casa di Walter Gropius, fondatore del movimento Bauhaus, è stata l’ultima delle case dei maestri a essere ricostruita. All’interno sono ospitati anche eventi speciali. Il Kurt Weill Zentrum in Haus Feininger è la casa dove abitava Lyonel Feininger e che oggi è intitolata a Kurt Weill che diventò collaboratore di Bertold Brecht per il quale scrisse le musiche de “l’Opera da tre soldi” e il suo brano più famoso “Mackie Messer”. E poi c’è la Haus Muche/Schlemmer in cui risulta evidente il contrasto fra le proporzioni di alcuni ambienti troppo piccoli per le esigenze del mondo moderno e altri elementi invece estremamente innovativi. Da non mancare la visita poi alla Haus Kandinsky/Klee molto particolare per via dei colori pastello con cui i due grandi artisti dipinsero le pareti. Nella casa vengono organizzate anche mostre dedicate ai due pittori. Il complesso Törten è stato realizzato negli anni Venti. È un complesso residenziale immerso nel verde nella parte sud di Des112


germania

In alto, l’archivio Bauhaus (foto © Werner Huthmacher). A sinistra, lo shacker Alessi e (sopra) la poltrona Wassily Marcel

Dessau

Il Bauhaus compie cent’anni “Bauhaus (Staatliches Bauhaus Weimar): Istituto superiore di istruzione artistica fondato a Weimar nel 1919 da Walter Gropius per promuovere, in risposta alle esigenze che già dalla fine dell’Ottocento avevano dato vita ai movimenti Arts and crafts e Deutscher Werkbund, un nuovo metodo educativo in grado di superare l’antinomia arte-artigianato, finalizzato all’integrazione tra arte e industria e all’unità e armonia tra le diverse attività artistiche”. Questa la definizione data dall’Enciclopedia Treccani del Bauhaus, la scuola di architettura, arte e design della Germania che fu attiva a Weimar dal 1919 al 1925, a Dessau dal 1925 al 1932 e a Berlino dal 1932 al 1933. Nata da un’idea dell’architetto Walter Gropius, in soli 14 anni di attività, ha coinvolto artisti di primo piano quali Hannes Meyer, Ludwig Mies van der Rohe, Lyonel Feininger, Marcel Breuer, Paul Klee, Vassily Kandinsky, Oskar Schlemmer e molti altri, ciascuno per il proprio campo.

In aprile il Bauhaus, questo leggendario movimento e scuola di architettura, arte, design e arte applicata, che anteponendo la funzione alla forma ha anche utilizzato nuovi metodi e materiali di costruzione e ha lasciato tracce in tutto il mondo, compie cent’anni e per l’occasione Berlino, Dessau e la Germania intera hanno in calendario una serie di importanti e imperdibili eventi. Tra questi vi segnaliamo la mostra Bauhaus imaginista, in programma a Berlino dal 15/3 al 16/6, e la rassegna fotografica BauhausGlobal, ad Amburgo dall’11/4 al 16/6. Oltre a esposizioni e conferenze Weimar ospiterà, nel corso dell’anno, una Bauhaus Marathon, il 28/4 e il Bauhaus Ball, il 22/6. Il giorno 8/9 Dessau, infine, inaugurerà un proprio Bauhaus Museum. Per ulteriori info sul centenario e sugli eventi: www.germany.travel/bauhaus, www.bauhaus100.de/en/index.html

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in the world Mercato Goslar

Goslar

Mercato di Goslar

Glockenspiel

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sau e rappresenta il prototipo dei quartieri popolari odierni. Nella maggior parte delle case tutto è rimasto com’era stato progettato in origine da Walter Gropius ma in alcuni casi si trovano robuste porte tedesche e larghi patii. Si tratta di abitazioni private e pertanto non visitabili. Se volete farvi un’idea delle strutture interne dovete entrare nel Konsumgebäude, ex sede di una cooperativa di consumatori oggi centro informazioni che ospita anche una mostra permanente sulla storia di Törten. In alternativa potete fare un salto al Moses-Mendelssohn-Zentrum, una sorta di museo che illustra la vita e le opere del filosofo Moses Mendellssohn originario di Dessau. Il modo migliore per visitare tutti i siti Bauhaus è acquistare il biglietto che include le mostre nel Bauhausgebäude, le visite guidate alle Case dei Maestri e un tour guidato al quartiere Törten. Il biglietto ha validità di un giorno e consente anche l’uso gratuito dei mezzi pubblici.


germania

Rugen, isola da cui inizia la Alleenstraße...

Per maggiori informazioni: www.bauhaus-dessau.de Ma Dessau non è solo Bauhaus. Nei suoi dintorni si trova il Gartenreich Dessau-Wörlitz, il Regno dei Giardini), uno dei più straordinari complessi di giardini della Germania. Inseriti nel 2000 dall’UNESCO nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità, i giardini sono tutelati dalla Biosphärenreservat Mittelelbe e sono distribuiti su un’area di oltre 142 chilometri quadrati. I parchi, in totale sei, sono tutti a ingresso libero.

... e Reichenau, l’isola dove finisce

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NOMINATION “PER UNA VOLTA 2019” Alcuni tra i migliori giornalisti/scrittori di turismo ci hanno raccontato i  luoghi  del mondo che secondo la loro esperienza e sensibilità   si devono visitare  almeno PER UNA VOLTA. Ma ne hanno anche indicati altri cui dedicare un servizio nel nostro portale e sulla nostra rivista. Quelli indicati sono stati messi in ordine alfabetico (a parte la Namibia, che ha avuto il maggior numero di consensi ed è già stato pubblicato). Ora sta ai lettori e ai followers scegliere il luogo che si deve visitare almeno PER UNA VOLTA  nel 2019.  Sappiamo benissimo che ci  sono migliaia di località che meritano la nostra attenzione, ma cercheremo di parlane in seguito. Per poterle votare, nei prossimi giorni troverete informazioni sul nostro portale  WEEKENDPREMIUM.IT e sulla nostra pagina FB. Il nostro sondaggio terminerà il 15 maggio, ed i premi saranno consegnati   in un  prestigioso evento che si terrà a Milano nei primi giorni di giugno, alla presenza della stampa.

5 9 10 6

11 4

3 8 12 1

1 namibia 2 BALI 3 GIORDANIA 4 GRANADA (spagna) 5 ISLANDA 6 LISBONA (portogallo)

7

2

7 MADAGASCAR 8 MYAnMAR 9 NORVEGIA 10 QUEBEC (canada) 11 SAMARCANDA (uzbekistan) 12 SINGAPORE


PER UNA VOLTA in the world: namibia

di Anna Maria Terzi

namibia

va DOVE TI PORTA IL CUORE LA NAMIBIA E’ UN PAESE CHE SUSCITA FORTI EMOZIONI, UN TERRITORIO INCONTAMINATO DOVE LA NATURA LA FA DA PADRONA REGALANDO, A CHI VUOLE CONOSCERLA, PAESAGGI SUGGESTIVI, TRAMONTI INDIMENTICABILI E ANIMALI SELVAGGI CHE A VOLTE... SI FANNO ANCHE BACIARE

A

lla domanda “qual è il posto che non hai dimenticato? Qual è il luogo dove una persona dovrebbe andare almeno per una volta nella vita?” La mia mente e soprattutto il mio cuore non hanno avuto dubbi: la Namibia e le dune calde del suo deserto che si abbracciano alle gelide acque dell’oceano.  Un viaggio che mi è entrato nel cuore e che a distanza di anni non ho ancora dimenticato. Non posso, è praticamente impossibile per me dimenticare i colori, gli odori, i sapori, i suoi abitanti, le centinaia di animali che si muovono in libertà, nel loro regno dove la natura ha deciso di farli vivere. La Namibia è per me la vera Africa, quella incontaminata dove la natura è selvaggia e di ineguagliabile bellezza e i paesaggi si scoprono lentamente. È la terra dei contrasti: qui le vallate si sostituiscono alle pianure e le dune arrossate lasciano spazio alla savana, qui le riserve faunistiche danno il meglio con il parco Etosha e i canyon offrono uno spazio naturale infinito. Questi sono gli incredibili paesaggi namibiani e sono talmente belli che mi hanno rapito il cuore: forse è qui che ha avuto inizio il mondo. E in questi spettacolari paesaggi vivono e convivono tantissime et-

La Toyota Fortuner, affidabile compagna di viaggio, ma non importata in Italia

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in the world

Un ghepardo all’attacco

nie: gli Himba conosciuti come popolo rosso, gli Herero stretti parenti degli Himba, gli Ovambo che seguono le antiche usanze dei pastori, i Damara uno dei più antichi gruppi etnici della Namibia, i  Boscimani conosciuti con il nome di San cacciatori nomadi, gli Afrikaaners un popolo che arriva dal Sudafrica. E poi ci sono i bianchi che vivono nel Paese e che controllano la gran parte delle attività commerciali. In un crogiolo di mescolanze razziali con culture e tradizioni completamente diverse prendono vita una ricchezza culturale e sociale di tutto rispetto. 

I PADRONI DELLA SAVANA

Ma il pezzo forte della Namibia sono gli animali della savana e la possibilità di vederli nel loro habitat allo stato libero. Sono tanti e belli: elefanti, kudu, ghepardi, leopardi, antilopi, zebre, giraffe, leoni, rinoceronti, iene.  Certo, l’elefante è un animale di grandi dimensioni ma visto nel suo habitat è davvero enorme con orecchie che hanno dell’incredibile, la proboscide che potrebbe sollevare un’ auto e lanciarla a cento metri di distanza. Eppure, questo pachiderma gigantesco coccola il suo piccolo in modo commovente.  E poi il ghepardo snello, sinuoso, silenzioso, concentrato, che osserva impavido e fiero… Io l’ho definito “il velocista del regno animale”. E non a caso: è in grado di raggiungere i 110 km orari in pochi attimi. E che dire della giraffa che con le sue lunghe zampe si inginocchia per dissetarsi con la paura negli occhi perché sa che per risollevare il suo lungo corpo ha bisogno di minuti e in savana non ci sono minuti perché anche un secondo può essere fatale.  Un altro animale stupendo è la zebra che galoppa nel vento con il suo manto a strisce bianche e nere come il quadro di un grande pittore. È guardinga, si ferma, osserva, tende le orecchie per ascoltare il pericolo, il ruggito, trasportato dal vento, di qualche leone.  Anche la iena, descritta come un animale orrendo, nella realtà ha un musetto simpatico con una bocca così ampia da darle un

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namibia

aspetto buffo. Ed è anche un’abile cacciatrice in grado di studiare tattiche di caccia intelligentissime. Le tenere antilopi poi, così flessuose ed eleganti, con i loro grandi occhi, fanno tenerezza e ho vissuto momenti di grande terrore per paura di dover assistere agli attacchi di eventuali predatori.  E poi lui, il re della savana, quello cui ho dato il primato per bellezza. Portentoso, fiero, elegante e coraggioso con la criniera che gli incorona la testa. Tutto questo è quello che mi ha circondato per settimane.   Ed è in questa terra che ho scoperto il silenzio, il buio assoluto ed è qui che ho avuto per la prima volta il desiderio di cambiare vita, di cambiare il luogo dove vivere per sempre. È qui che mi è stato chiaro quanto noi europei abbiamo e quanto nello stesso tempo ci manca, siamo privi delle cose fondamentali, quelle che scaldano il cuore. Quello che da noi è tanto agognato, in Africa è inutile e privo di senso. Perché il tempo è scandito dal sole, dalla terra, dal ruggito di un leone. L’Africa è il senso di vita è godere per quello che la natura ha saputo donare e che molto spesso l’uomo ha cercato di distruggere.

IL VIAGGIO

Sono circa 14 ore di volo che mi separano dalla terra dove il tempo non conta, il caos del traffico non esiste, i ritmi frenetici cui sono abituata sono da dimenticare così come l’iphone, l’ipad e tutta quella tecnologia che mi ha dato tanto ma nello stesso tempo mi ha tolto moltissimo. È il luogo dove ho scoperto che non contano le apparenze, dove tutto è vero, e ciò che conta è il risveglio catapultata in emozioni fortissime come ammirare l’infinito ascoltando i sottofondi musicali intonati da leoni, ghepardi, scimmie, elefanti, impala. Dunque è questo il viaggio che andrebbe fatto almeno per una volta nella vita, per scoprire il magnifico parco Etosha, l’immenso deserto Namib e quello del Kalahari, la costa Skeleton e per scalare la “45”, la duna più alta al mondo. È qui che voglio

rivivere le sensazioni indimenticabili di volare su una mongolfiera per ammirare il deserto e osservare le dune dai colori caldi che mutano continuamente. È qui che voglio rivivere l’emozionante abbraccio con un’otaria che per un pesciolino è salita sulla barca e si è sdraiata tra le mie braccia. È qui che voglio assaporare nuovamente il bacio di un ghepardo. È qui che voglio farmi rubare biscotti da una scimmia. Ed è qui che voglio rendere felice un bambino con una matita e un temperino. È qui dove voglio vivere. Perché? Perché la Namibia è 100 paesi in uno, perché la Namibia è vita ed è qui che va il mio cuore. Ed eccoci giunti all’itinerario vissuto nella terra delle nostre origini, la terra rimasta an-

cora intatta e nella quale si può assaporare il passato. Lo definirei il viaggio della scoperta e soprattutto dell’innamoramento perché posso affermare con certezza di essermene innamorata perdutamente. È gennaio di qualche anno fa e con un volo Lufthansa arrivo a Francoforte per imbarcarmi poi su un aereo di Air Namibia alla volta di Windhoek, la capitale della Namibia. Dopo circa 12 ore arrivo a destinazione e sono le 7.30 del mattino ora locale.

PRIMO GIORNO: DALLA CAPITALE WINDHOEK AL PARCO ETOSHA

All’aeroporto di Windhoek sono attesa dalla guida, Rocco Talia che ho contattato mesi prima dall’Italia. È un giovane italia-

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in the world

prima giornata sono così forti che non riesco a prendere sonno e allora mi metto ad ascoltare i rumori della savana.

SECONDO GIORNO: IL RUGGITO DEL LEONE

Incisioni e pitture rupestri La foresta pietrificata

L’itinerario del secondo giorno è attraversare l’Etosha National Park da Namutoni sino a Okaukuejo. Lo scenario è incredibile: springbok, giraffe, red hartebeest, sciacalli e un mastodontico rinoceronte camminano tranquillamente per il parco noncuranti della mia presenza. Sono solo al secondo giorno e credo di aver già scattato 300 foto. Ma ciò che vedo voglio imprimerlo definitivamente e solo con il tempo scoprirò che è stata una scelta sciocca. Le immagini vere sono quelle che ho scattato con i miei occhi e il mio cuore. Quelle sono le vere immagini indelebili.  I colori cambiano continuamente, di chilometro in chilometro. Sono giunta a metà pomeriggio ed è tempo di raggiungere il campo Okaukuejo, un lodge governativo all’interno del parco stesso, famoso per la pozza d’acqua dove, nottetempo, si abbeverano molti animali. Alle 5 del mattino vengo svegliata da un ruggito molto forte. Mi vesto immediatamente con quello che trovo, corro all’esterno e scopro che il leone è a circa 2 km di distanza. Non voglio pensare se fosse stato realmente fuori dalla mia porta! Probabilmente l’avrebbe abbattuta con un solo ruggito! Mi accontento di ammirare una zebra che si abbevera guardinga: il leone lo ha sentito anche lei.

TERZO GIORNO: IL VILLAGGIO HIMBA

no che ha per molti anni organizzato viaggi in Namibia fino al giorno in cui anche lui come me si è innamorato tanto da decidere di trasferirsi definitivamente a vivere lì. L’auto che mi è stata destinata per scoprire la Namibia è un fuoristrada Toyota. Confortevole e condizionato (e credetemi con le strade e i chilometri che si devono affrontare è fondamentale!), mi porta alla prima tappa, il Parco Nazionale Etosha, meta imperdibile per chi giunge in questa terra. Davanti ai miei occhi le prime grandi emozioni: zebre, giraffe, impala, orici, kudu, gnu. Non ho un attimo per realizzare ciò che mi sta accadendo intorno. Mi rendo conto che sono in mezzo al nulla, in un luogo silenzioso e circondata da animali di ogni genere che vagano liberamente e che 120

ogni tanto si girano in direzione dell’auto e danno un distratto sguardo. Bellissimi e insoliti i termitai che trovo sparsi qua e là. Sono gigantesche torri di terra rossa che si slanciano verso il cielo. Ed ecco poco lontano, dietro a un cespuglio, una leonessa con i suoi cuccioli. Armata di teleobiettivo inizio un book fotografico. Seccata dalla mia presenza la giovane mamma sveglia i  piccoli e si allontana.  Come prima giornata mi sembra di avere vissuto un sogno. Le sensazioni sono tantissime. Fuso orario, clima completamente diverso, spazi sconfinati, colori che vanno dal giallo all’arancione, animali mai visti prima ma soprattutto la loro vicinanza. Insomma arrivo sfinita ma appagata al mio lodge, il “Mokuti” a soli 2 km dall’ingresso est del parco. La tensione e le emozioni della

Parto per il Damaraland e, pochi chilometri prima della Anderson’s Gate, incontro un leopardo. Velocissimo ha attraversato la strada a due passi dall’auto. La regione del Damaraland è arida e montuosa ed è situata fra l’Ovamboland a nord, il deserto del Namib a ovest e il deserto del Kalahari a est, e prende il nome dal popolo Damara che la abita. In tutta l’area emergono le arenarie di colore rossastro che regalano scenari incantevoli e paesaggi mozzafiato. Come di consueto, in ogni viaggio, voglio il contatto con la popolazione che abita nella terra che sto visitando. È fondamentale per me: solo così, attraverso l’interazione con chi lo vive tutti i giorni, con le sue abitudini, le sue usanze, il suo cibo, riesco a capire il luogo in cui mi trovo. Per cui in tarda mattinata sono in un villaggio Himba, quello che è conosciuto come il popolo rosso per via del colore della pelle che è effettivamente rosso mattone. Il fatto è dovuto a un impasto di ocra, grasso animale ed erbe aromatiche che più volte al giorno si cospargono sul corpo, sui capelli, sui succinti abiti  al fine di proteggere


namibia

Canne d’organo, formazioni rocciose

l’epidermide dal sole, dal freddo e dagli insetti. Non si lavano mai ma si cospargono 2-3 volte al giorno con questo miscuglio e, mensilmente, per eliminare i vari strati, cospargono la pelle con una mistura di ocra e farina di polenta, che funge da “abrasivo” mentre i capelli vengono ripuliti con la cenere. Vi dirò, hanno una bellissima pelle, liscia e senza imperfezioni. Gli Himba sono pastori e a differenza di un altro popolo che vive qui, gli Herero, hanno mantenuto costumi e tradizioni proprie non subendo l’influenza della colonizzazione europea. Osservo un po’ smarrita il loro villaggio fatto di capanne rudimentali costruite con rami di mopane, fango e fissate con argilla e sterco di animale. All’interno solo qualche coperta e un cono da cui fuoriesce fumo che serve a profumare e tenere lontani gli insetti. Non sono molto convinta del buon esito di questo sistema ma mi è anche difficile spiegare loro i nostri profumatori e umidificatori elettrici. Dunque desisto e continuo a ringraziare per le dettagliate informazioni su come profumare gli abiti e gli ambienti.  I loro vestiti consistono in pochi pezzi: un gonnellino minuscolo in pelle di capra per le donne e un perizoma di pelle anch’esso minuscolo per gli uomini. Ai piedi alcuni, ma molto pochi, portano sandali in cuoio. Saluto i miei amici Himba con una stretta di mano. Anomalo ma anche loro salutano dando la mano. Salgo in macchina ma osservo dal finestrino i tanti bambini che mi rincorrono mandandomi baci e saluti per i regalini che ho portato loro. Mi faccio violenza per non scendere e stare ancora un po’

La duna 45 Finalmente in cima alla duna!

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in the world

con loro. Smetto di pensare a cosa si potrebbe fare per questo villaggio, per i bambini su come cambiare alcune cose. Riparto alla volta  del lodge Twyfelfontein Country. Sono esausta l’emozionante giornata con gli Himba mi ha sfinita. Dormo sino a mattina.

QUARTO GIORNO: DALLA FORESTA PIETRIFICATA A MAMMA ELEFANTE

Giovane Himba

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La guida mi consiglia una visita alla Vallata di Twyfelfontein dove si possono ammirare le millenarie incisioni e pitture rupestri che si trovano sulle rocce di arenaria. Questi graffiti sono stati realizzati dai cacciatori predecessori degli attuali San (Boscimani) stabiliti per lunghi periodi in questa valle che offriva loro acqua e una posizione strategica per la caccia. Le incisioni rappresentano animali: elefanti, kudu, struzzi, giraffe, rinoceronti, leoni, e tantissimi altri carnivori ed erbivori. Tante le ipotesi sul significato di queste immagini: per alcuni avevano una funzione “didattica” (insegnare cioè ai giovani quali specie cacciare), per altri invece si tratta di immagini prodotte durante gli stati di trance degli sciamani. Concludo la mattinata andando a vedere le “canne d’organo”, spettacolari formazioni rocciose createsi in epoca preistorica, e visito la “foresta pietrificata”, 45 km a ovest di Khorixas. È il più vasto accumulo di tronchi fossili dell’Africa meridionale, in ottimo stato di conservazione e dichiarati Monumento Nazionale. Bellissimo paesaggio quasi lunare. Insisto per avere nuovamente contatti con la gente del posto e la mia guida mi propone l’incontro con i Damara, etnia che ha la particolarità di parlare con i “click”, suoni emessi schioccando la lingua per comporre le diverse parole. Potete ascoltarli nel video

qui sotto. Vivono anch’essi in capanne fatte di fango, sterco e legno di mopane e sono dediti alla pastorizia. Dedico il pomeriggio alla ricerca degli elefanti del deserto seguendo il letto del fiume Aba-Huab. La mia ricerca è premiata ed eccoli lì i maestosi giganti. Che emozione e che voglia di scendere da quell’auto per poterli toccare. Mi sento in trappola nel fuoristrada ma so che sarebbe un vero suicidio. Sono iperprotettivi con i propri cuccioli e caricherebbero immediatamente. Per cui mi limito a osservarli nel più assoluto silenzio. Si muovono lentamente, staccano foglie dagli alberi invitano con la proboscide i piccoli a imitarli.  La giornata è stata ricca di emozioni mi chiedo ogni sera rintanata nella mia stanza quali gioie mi riserverà la giornata successiva e ogni volta mi sorprendo a pensare che è stata ancora più bella di quella precedente. 

QUINTO E SESTO GIORNO: DAL MARE AL DESERTO

Il quinto giorno è fatto di tanti chilometri per raggiungere Swakopmund passando dal Brandberg, la vetta più alta della Namibia, e lungo la Skelethon Coast, così chiamata per la grande concentrazione di relitti di navi. Riparto alla volta della Walvis Bay dove ceno in un bellissimo ristorante affacciato sulla laguna e raggiungibile da un pontile in legno. Pernotto al Pelican Bay Hotel. Luoghi affascinanti dove gli sguardi corrono a destra e a sinistra con una velocità impressionante per paura di perdere qualche scorcio.  Sesto giorno: è il 31 gennaio e mi accingo a fare un’escursione in barca nella laguna di Walvis Bay per avvistare otarie e cormorani. A bordo mi servono ostriche e champagne in maniera molto spartana così come è tutto in Africa. Avvicino alla bocca l’ostrica deglutisco e butto ciò che resta in mare. Dopo pochi minuti ecco salire a bordo un pellicano. Non pensavo fosse così grande. Gli vengono dati alcuni pesciolini che gradisce e in cambio si fa abbracciare e si mette in posa per qualche foto. Peccato che non mi trovi simpatica tanto che quando mi avvicino mi regala una beccata portentosa. Guardo avvilita lo squarcio nella giacca a vento nuova di zecca che ho comperato per l’occasione. Bene mi dico ho un ricordo del pellicano. Mi siedo un po’ stordita dall’evento di poco prima ed ecco che sale direttamente in barca una simpatica otaria che occupa mezza imbarcazione. Puzza in maniera sconvolgente ma poco importa: avrò una giacca bucata e puzzolente. Si siede in braccio in attesa di un pesciolino. Rimango immobile, il peso è


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notevole, ma per fortuna prima che io stramazzi sul fondo della barca l’otaria decide di ritornare in mare. Tutto intorno fenicotteri, gabbiani e delfini. Finita l’escursione in barca riparto alla volta del deserto del Namib, il cui nome significa “luogo vasto”. Qui la sabbia dal colore molto intenso cede il posto al deserto sassoso e roccioso. Procedendo verso sud arrivo al cartello “Tropico del Capricorno”. Foto di rito e ammirazione per questa Namibia che offre scenari sempre magnifici. Ricordo che un amico che era stato precedentemente in Namibia mi aveva raccontato di aver mangiato la torta di mele più buona in assoluto della sua vita al Solitaire. E dove mi trovo in quel momento? Proprio lì, alla stazione di servizio in mezzo al deserto. Un posto sperduto e nemmeno segnalato sulla carte geografiche. Ordino immediatamente la mia fetta di torta e concordo mentalmente con il mio amico. Deliziosa.  

OTTAVO GIORNO: IL BACIO DEL GHEPARDO

La mia passione per gli animali è ormai risaputa e la mia guida ha dovuto molto spesso frenare i miei entusiasmi per evitarmi situazioni drammatiche. Ma decide di farmi un regalo. Chiama un amico proprietario dell’Hammerstein Lodge il quale ha allevato alcuni animali feriti o orfani e quindi non più in grado di procurarsi il cibo in regime di libertà. Ci invita ad andare a trovarlo. Una volta giunti sul posto davanti a me un leopardo magnifico. Nero, lucidissimo con due enormi occhi e di un’eleganza impressionante. Ed ecco che spunta un caracal, un grosso gattone con orecchie a punta così tenero che mi spinge ad avvicinarmi. Lancia un soffio e mi mostra i denti. Fuggo.

Mi chiedono se mi piacerebbe stare a stretto contatto con due ghepardi. Ma che domande? Certo che sì!. Mi portano così da Oscar e Wilde, due spettacolari esemplari di ghepardo ai quali mi avvicino lentamente in assoluto silenzio prima di accarezzarli. Che emozione… fanno le fusa… Prendo coraggio e le carezze si trasformano in abbracci e baci. Loro ricambiano leccandomi (non nascondo che per un attimo mi è frullato per la testa il pensiero che mi stessero “assaggiando”!). Il mio viaggio non poteva finire meglio. Con un bacio a un ghepardo. Lascio il cuore in questa terra ma sono certa che mi rivedrà, non so come non so quando, ma mi rivedrà.

SETTIMO GIORNO: LA “45”, LA DUNA DI SABBIA PiU’ ALTA DELL’AFRICA

È già il settimo giorno di vacanza namibiana e l’intera giornata è dedicata all’escursione all’interno del Namib-Naukluft Park sino a Sossusvlei e Dead Vlei. Chiedo immediatamente dove si trova la famosa duna “45” ed eccola lì, un miracolo della natura. Decido però di scalarne un’altra: la Sossusvlei posta tra Big Daddy e Big Mama. Inizio a salire, il caldo è torrido, insopportabile, sono quasi tentata di rinunciare all’ultima parte solo qualche metro. La guida insiste mi dice di resistere che manca poco e che una volta arrivata sarò ripagata dalla fatica. Non credo di farcela, mi siedo in continuazione cerco di respirare lentamente e finalmente eccomi in cima. Ebbene sì, la fatica e le difficoltà sono ripagate dal paesaggio magico che si può ammirare: cinture di dune fra le più alte e spettacolari al mondo caratterizzate da colori intensi che vanno dal rosa all’arancione. Non mi perdo l’occasione di scendere la duna rotolando direttamente sino ai piedi. Bellissimo e divertentissimo a parte i chili di sabbia ingoiati.  Poco lontano la Dead Vlei, una depressione calcarea dove si trovano tronchi di alberi secchi con più di 700 anni di storia. Uno scenario incantato e sospeso nel tempo. Ricordo di aver visto molte immagini di questo luogo ma la bellezza dal vivo è ineguagliabile. Il  pomeriggio è dedicato al canyon di Sesriem, formato dal fiume Tsauchab, che ha scavato una gola profonda 30 metri.

INFO per organizzare il viaggio Per la guida italiana con fuoristrada: HB Safaris - Franz St. 2 - Windhoek, Namibia P.O BOX 22742 - Tel. 00264 61 215558 - info@hbsafaris.com - Skype: Hbsafaris Voli: Prenotati online su E.DREAM Alloggi: Lodge Mokuti a 2 Km dall’ingresso del parco Ethosha - Lodge Farm 941, kleibegin C38 Parco Ethosha o Kaukuejo Lodge all’interno del parco Ethosha Le mirage desert Lodge & SPa - C27 Sesriem - Namib Desert Namibia - Tel. +264 (0)63683019 - info@mirage-lodge.com - www.mirage-lodge.com Cosa mangiare: In Namibia, trattandosi di un’ex colonia tedesca, si trovano molti piatti tipici tedeschi, birra inclusa. Brotchen (panino tedesco); tipi di carne: orice (gemsbok), kudu, struzzo e coccodrillo, sotto forma di bistecca, arrosto o stufato. Cacciagione affumicata e paté per antipasto. Talvolta sui menù si trovano anche piatti a base di facocero, zebra, alcefalo e antilope alcina. Quando andare: il periodo migliore è quello invernale per noi, e per loro da giugno ad agosto: è secco e soleggiato. 123


PER UNA VOLTA 2019: bali Palazzo Pura Besakih

BALI, paradiso degli Dei

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erché vale la pena visitare una piccola isola dell’Indonesia? I motivi sono tanti: il suo mare cristallino, le sue foreste magiche, i vulcani attivi, le risaie, il clima caldo in tutto l’anno e soprattutto per i suoi magnifici templi. Bali viene chiamata “l’Isola degli Dei”, perché è perfetta ed unica nel suo genere. La si può visitare tranquillamente a piedi, in una settimana, ci si riesce a rilassare sulle magnifiche spiagge sabbiose e a visitare il cuore dell’isola e le sue attrazioni. Ma non dimentichiamoci dei meravigliosi templi. Noi vi elenchiamo quelli più caratteristici e più visitati dell’isola: Pura Besakih: E’ il tempio più grande dell’isola. All’interno della sua maestosità vi è un complesso di 23 piccoli templi. Pura Uluwatu: Molto caratteristico, perché fa parte dei templi marini. La sua caratteristica è la sua posizione, è situato sulla costa ovest. Pura Tanah Lot: per un po’ di tranquillità scegliete questo tempio Palazzo Paru Ulun Danu Bratan

piatti tipici Anche la gastronomia in quest’isola regala sapori intensi e particolari come ad esempio il: Nasi Goreng un composto di riso bollito saltato in padella e servito con spezie, verdure, uova, carne o pesce. Da provare inoltre i Pepes involtini di riso di carne o pesce avvolti in foglie di banana grigliata o al vapore. Per quanto riguarda i dolci suggeriamo di provare il Bubur Sumsum una sorta di budino di riso integrale, condito con latte o panna di cocco e una spolverata di zucchero di palma. è sicuramente quello più spirituale. Lo si può raggiungere quando c’è la bassa marea. Pura Ulun Danu Bratan: Si trova nei pressi di Candikuning, è circondato dal lago di Bratan. E’ dedicato alla dea delle acque (Dewi Danu), per i contadini la sua venerazione è fondamentale, essi organizzano più volte all’anno cerimonie e riti propiziatori affinché possano beneficiare dell’acqua tutto l’anno. Grazie alla sua posizine il tempio sembra una fotografia perfetta, l’acqua del lago rispecchia tutta la struttura del tempio e le montagne che si riflettono fanno da cornice. Un vero spettacolo della natura. Katerina Molteni Nasi Goreng

come arrivare Sono molte le compagnie aeree che volano dall’Italia in direzione Bali. Sarà necessario fare almeno uno scalo a Bangkok o a Singapore. Il costo del biglietto aereo andata e ritorno nel periodo marzo/aprile si aggira intorno ai 650,00 euro, nei mesi estivi i costi si aggirano tra i 750 e i 1000 euro. 124


PER UNA VOLTA 2019: giordania Amman

GIORDANIA, dove si è fatta la storia

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uando si parla di Giordania immediatamente la nostra mente corre a Petra la città rosa che molto spesso oscura per la sua bellezza il resto del paese. Ma la Giordania è spettacolare in ogni centimetro quadrato e ha un’infinità di cose da offrire: antichità, religione, deserti, rovine, città di pietra, mosaici. Così vicina a noi e nello stesso tempo così lontana è forse uno dei paesi più belli di tutto il Medio Oriente dove convivono addirittura tre religioni: cristianesimo, islam e giudaismo. Scoprite questo magico paese partendo da Petra dichiarata una delle sette meraviglie del mondo e riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Gli scenari sono incantevoli e molto suggestivi ammirate El Khasneh la facciata scolpita nell’arenaria diventata il simbolo di Petra. Perdetevi nelle gole che aprono scorci suggestivi, ammirate i colori, Jerash

documenti necessari È necessario il visto d’ingresso che ha una validità di sei mesi. Per ottenerlo è sufficiente presentare una fototessera e il passaporto che può essere richiesto direttamente all’arrivo oppure prima della partenza. Per informazioni più dettagliati sui costi, tempi e procedure di rilascio potete contattare l’Ambasciata della Giordania in Italia Via Giuseppe Marchi 1/b, 00161 Roma). Telefono: 06 86205303

Petra

immaginatevi il passato. Andate poi a visitare Amman, la capitale del paese, una città moderna ma ricca di monumenti del passato e siti archeologici da togliere il fiato. Per non parlare di Jerash una città unica nel suo genere dove è possibile ammirare tantissimi templi per ripercorrere il passato. Nuotate poi nel Mar Morto per vivere una delle sensazioni più emozionanti al mondo. Scoprite la gente del posto, ospitale e sempre pronta a raccontare il loro paese. Questo è solo una piccolissima parte di ciò che la Giordania può regalare al turista curioso che la vuole scoprire. le falafel Ecco come preparare le falafel, le famose polpette fritte a base di ceci, cipolla, aglio e aromi. Ingredienti per 4 persone 500 gr di ceci (cotti) 60 gr di burgul 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio 60 gr di farina integrale 1 cucchiaino di semi di cumino, uno di curry, uno di dragoncello, uno di coriandolo un po’ di prezzemolo 1 cucchiaino di lievito istantaneo 1 cucchiaio di tahina, sale e pepe Preparazione: in una ciotola mettete i vostri ceci cotti, aggiungete la cipolla e uno spicchio d’aglio tagliati finemente. Aggiungete il burgul, i semi di cumino, il curry, il dragoncello, il coriandolo e il prezzemolo, il lievito, sale e pepe. Mescolate molto bene e fate riposare per un’ora. Aggiungete ora la farina e la tahina e amalgamate nuovamente. Quando il vostro composto avrà una consistenza morbida fatene tante palline che poi schiaccerete per dagli una forma rotonda. Tuffatele ora in abbondante olio di semi e giratele sino a quando saranno dorate. Sono pronte per essere gustate accompagnate dalla salsa tipica Tahina. 125


PER UNA VOLTA 2019: granada Baisin

GRANADA, vivere la città in 72 ore

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e siete degli amanti di monumenti classici e amate camminare, Granada è la città giusta per voi.Vi proponiamo delle mete che sono ricche di ispirazioni e di culture differenti, essendo una città ricca di popolazioni cristiane, arabe, ebraiche e gitane. Il primo giorno: la prima cosa che bisogna vedere una volta arrivati nella splendida Granada è il suo centro storico Alcaceria, dove ammirare la maestosa Basilica di San Juan de Dios (Calle San Juan de Dios, 23), costruita nel 1937 da padre Alonso de Jesus y Ortega e proclamata Basilica solo nel 1916. Questa Basilica è considerata il massimo esempio di stile barocco al mondo. Poco lontano andate al museo della casa di Marina Pineda (Carrara de Darro, 9). Pineda fu un’eroina liberale degli inizi dell’ 800. Proseguendo per la via principale troverete la Cattedrale di Granada (Gran Via de Colon, 5) un vero e proprio capolavoro. Il secondo giorno: Dedicatelo alla cultura araba del paese tra le

piatti tipici Le Tapas sono uno di quei piatti che fanno parte della storia del paese che vengono accompagnati con un buon bicchiere di Sangria o di birra, un altro piatto tipico è la Tortilia simile ad una nostra frittata. Quando il freddo si fa sentire quale migliore modo di riscaldarsi con un buon piatto di Olla di San Anton, una zuppa con fave, riso, patate, fagioli e alcuni pezzidi maiale. Anche i dolci sono deliziosi primo fra tutti i Churros una pastella fritta spolverata di zucchero. vie di Alcaiceria e se amate lo shopping in questa strada potrete trovare di tutto dai vestiti, scarpe, gioielli nonché bellissime borse, appese addirittura sulle porte delle case. Nel pomeriggio fate una bella passeggiata nel Quartiere arabo dell’Albayzin. Questo quartiere è assestante da tutta la città perchè conserva gelosamente il suo stile e la sua cultura andalusa. Il modo migliore per visitarlo è scoprire da soli gli angoli e le sue vie strette a piedi. Il terzo giorno: Visitate il palazzo Fundacion Rodriguez Acosta (Callejon de los Ninos de Rollo, 8). Si tratta di una bella abitazione fatta realizzare dal pittore Rodrguez-Acosta i primi del 900. Tapas

Palazzo Fundacion Rodriguez Acosta

curiosità Fundacion Rodriguez Acosta: il palazzo ha un immenso giardino composto da diverse terrazze, orientate verso la pianura e la Sierra Nevada. Ammirate lo stile modernista che si fonde con l’architettura islamica ove l’architetto ha preso ispirazione. 126


PER UNA VOLTA 2019: islanda

ISLANDA, la magia dell’Aurora Boreale

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Islanda è un’isola artica ideale per osservare l’Aurora Boreale e pensate che questo fenomeno è attivo tutto l’anno anche se è visibile con il buio e un cielo limpido. Dunque se decidete di intraprendere questo viaggio fatelo in qualsiasi mese dell’anno. Noi comunque consigliamo settembre, mese in cui le strade sono in buone condizioni, il giorno è abbastanza lungo per poter visitare le meraviglie del posto, i turisti sono pochi e i costi degli alloggi sono meno cari. Durante il giorno ammirate le immense praterie, piene di colore che si valorizzano grazie al riflesso della neve che non si scioglie mai. L’Islanda ha luoghi selvaggi e incontaminati da togliere il fiato e sono i luoghi perfetti per poter osservare l’Aurora Boreale, una delle cose più magiche e romantiche. Reykjavik è una delle città Moschea Bibi Khanum

da mangiare Porramatur, tipico piatto nazionale islandese, si consuma principalmente nei mesi invernali. E’ un insieme di assaggi, tra cui i testicoli di montone, sanguinaccio, salsiccia di fegato, pesce secco e testa di pecora, accompagnato da fette di pane nero. Skyr, un formaggio di latte fermentato che si consuma spesso dolce, con l’aggiunta di panna e zucchero. Randabrauo, una torta a cinque strati farcita di marmellata di prugne che si è organizzata molto bene per far vivere questa esperienza. Un’altra avventura da vivere in questa città è una gita in barca per avvistare le balene e i pulcini di mare. I pulcini di mare sono delle piccole creature tipiche del posto con un becco dai colori accesi, un dorso nero e il petto e parte della testa bianca. Sono degli ottimi pescatori, si immergono in acqua e fuoriescono con il becco pieno di pesci, cibo che portano poi ai piccoli in attesa sulla terraferma. Dunque non ci resta che augurarvi buona caccia all’ Aurora Boreale.

come arrivare Sono molte le compagnie aeree che volano dall’Italia in direzione Reykjavik, la capitale dell’Islanda. Il costo del biglietto aereo andata e ritorno nel mese di Settembre si aggira intorno ai 300,00 euro. La durata media del volo è di 4 ore e 20 minuti. 127


PER UNA VOLTA 2019: lisbona Belem Tower

Praca do Comercio

LISBONA, la carismatica

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arismatica, vibrante ed energica, Lisbona è la culla del fado, la nostalgica e melanconica musica che parla del perduto amore. Nella realtà la capitale portoghese è tutt’altro che malinconica e offre a chi vuole conoscerla aspetti molto interessanti. Per farlo consigliamo di visitare i caratteristici quartieri di Lisbona. A cominciare dal Bairro Alto, il cuore della movida, fitto di locali dove si canta il fado riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Nel quartiere visitate la chiesa di São Roque dagli interni ricchi di mosaici, cappelle in oro e azulejos. Baixa è il quartiere ideale per chi ama l’architettura, i monumenti e gli edifici storici. Ha inizio dalla riva del Tago e arriva alla piazza del Rossio sfoggiando negozi, grandi piazze, come Placa do Comercio, e una vista sul mare meravigliosa. Da vedere Rua Augusta, la via più importante cui si accede passando sotto un arco su cui potrete ammirare diverse statue che rappresentano la virtù, la gloria e l’ingenuità. Alla fine della Rua Augusta troverete Praca Dom Pedro IV una piazza

il fado La parola fado deriva dal latino ‘fatum’ che significa ‘destinazione’ ed è una musica che canta la nostalgia, il sentimento, l’amore lontano, l’assenza. Si dice che il cantante di fado non è mai ingaggiato ma è il cantante che si presenta e inizia a cantare il suo repertorio che non è mai lo stesso. Nel 2011 è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Nel quartiere Alfama, a Lisbona, c’è il Museo del Fado che illustra tutta la storia di questa musica. molto amata dagli artisti e dagli abitanti del luogo. Bélem è il quartiere dove ammirare il Palacio de Bélem, torre, in stile gotico, con elementi moreschi e veneziani, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Altro Patrimonio dell’Umanità è il Monastero dedicato a San Gerolamo il protettore dei marinai. È in stile manuelino e comprende un chiostro con archi, merletti, pinnacoli e la Chiesa di Santa Maria. Alfama è il quartiere più rappresentativo e autentico di Lisbona, un susseguirsi di vicoli, vicoletti, case coloratissime addossate le une alle altre e ornate di azulejos. Da vedere il Castello di São Jorge, la Portas do Sol, molto scenografica, e la Cattedrale del Sé in stile romanico francese e gotico Piastrella di fado

gli azulejos Molto del fascino di Lisbona è merito della sua architettura colorata. Nell’800 si iniziarono a produrre, per rivestire le facciate, delle piastrelle di ceramica colorate e decorate: gli azulejos diventate con gli anni simbolo indiscusso della città. Si possono vedere ovunque sugli edifici, nelle stazioni, nei locali e molti turisti organizzano giornate intere tra le vie del cento alla ricerca degli edifici più colorati e rappresentativi. Gli azulejos possono rappresentare paesaggi, costumi, insetti. Un consiglio: Non tornate da Lisbona senza una confezione di azulejos potrete rivestire una parete della vostra cucina e rivivere i colori di Lisbona. 128


PER UNA VOLTA 2019: madagascar Lemure

MADAGASCAR, il paradiso dei lemuri

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n’isola unica nel suo genere, tra le più belle al mondo, capace di accontentare ogni tipo di viaggiatore. Vi sono quattro mete che vi consigliamo quelle tra le più amate dai turisti: Il Parco Nazionale di Ranomafana: immerso nella foresta pluviale con una flora ricca di vegetazione, quando si percorre il parco si ha il piacere di incontrare una massiccia presenza di lemuri, che dalle cime degli alberi vi osserveranno incuriositi. Sono dei tenerissimi animaletti molto docili e socievoli. Il viale dei Baobab: si tratta di esemplari secolari classificati Monumento Naturale si trovano sulla Route Nazionale, questa lunga distesa unisce la città di Morondava alla città di Belo Sur Tsiribihina. Baobab

il periodo migliore Vi sono due stagioni climatiche, una fredda e secca e l’altra calda e piovosa. Meglio evitare i mesi che vanno da gennaio a marzo, essendo i periodi più freddi ed umidi. Tutti gli altri mesi sono perfetti per vivere questa meravigliosa isola. Parco Nazionale dell’Isalo: un paesaggio simile alla savana africana, con massicci rocciosi e una vegetazione piena di colori caldi, rosso, giallo, arancione. Il Parco è famoso per l’etnia Bara, che usa seppellire i suoi defunti in grotte naturali. Non si può arrivare in Madagascar e non visitare l’isola di Nosy Be per godersi un po’ di relax . E’ una piccola oasi circondata da un mare cristallino, con laghi vulcanici, baie e piccole colline arricchite da 950 ettari di mangrovie. Se si amano le escursioni subacquee, è il posto perfetto per vedere una ricchissima quantità di crostacei e diverse specie di pesci. Grazie alla presenza di un piccolo aeroporto sull’isola, si può partire direttamente da questo piccolo paradiso, per tornare nella propria città, più rilassati e felici che mai. (Foto di Valeria Mataluna)

da mangiare Prevale la carne di zebù, i crostacei e il pesce del luogo (ottimo quando è affumicato, ha un sapore croccante e molto delicato). Tutti i piatti sono accompagnati dal riso. Ovviamente non può mancare una ricca e fresca macedonia con ananas, banane, mango e i lytchees. 129


PER UNA VOLTA 2019: myanmar

Myanmar, il Paese dei dolci sorrisi

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erché andare in Myanmar, una terra così lontana da noi, così diversa culturalmente e dove il turismo ha avuto accesso solo da qualche anno? Sono tantissimi i motivi e il primo è proprio il fatto che i grandi flussi turistici non sono ancora arrivati permettendo a questo Paese di restare intatto. È una terra di paesaggi straordinari e antichi templi, un Paese povero ma ricco di bellezze naturali, storia e cultura e abitata da persone sempre pronte a donare un sorriso. Ci vogliono mesi per visitarlo e poche ore per innamorarsene. Ma quali sono le cose assolutamente da non perdere una volta arrivati nel Paese delle 100 etnie? Innanzitutto la visita alla capitale, Yangon, e alla sua famosa Shwedagon Pagoda, conoscere i segni del passato coloniale nella parte sud della città, il mercato di Yangon, il Bogyoke Aung San Market e anche la pagoda Chaukhtatgyi al cui interno potrete ammirare il

quando visitare il paese I mesi migliori per andare in Myanmar vanno da novembre a febbraio, quando le piogge sono meno intense e il caldo è abbastanza sopportabile. Se scegliete invece la costa di Rakhine è meglio optare per i mesi da marzo a maggio che dovrà essere assolutamente evitato per visitare Bagan e Mandalay. 130

le donne giraffa Per essere belle alcune donne di etnia Kayan indossano degli anelli al collo. Sono conosciute con il nome di “donne giraffa”. L’inserimento di questi anelli porta l’abbassamento delle spalle e della cassa toracica allungando il collo e facendolo apparire stretto e lungo proprio come quello di una giraffa. Questi anelli possono pesare sino a 10 chili!

Buddha sdraiato. E poi Mandalay la seconda città del Paese e in particolare la sua collina che domina sulle altre città. Visitate il Mandalay Palace, il palazzo reale della monarchia birmana, la grande Pagoda Kyauktawgyi e il monastero Mahagandayon Monastery per conoscere la vita dei monaci. Vale la visita anche il Ponte U Bein , nato 250 anni fa e costruito utilizzando solo legno di teak. Mingun è la città reale dell’antichità con la sua bellissima campana, la Mingun bell, e la pagoda Hsinbyume tutta bianca. Bagan, il gioiello del Myanmar, è un luogo magico quasi surreale. È la valle dei templi: ve ne sono oltre 2.000 distribuiti in un’area immensa. La maggior parte di essi si trovano nella zona di Old Bagan. Lago Inlé è uno specchio d’acqua coperto di giardini galleggianti e villaggi su palafitte tra cui i pescatori remano utilizzando una sola gamba come in una sorta di elegante danza. Anna Maria Terzi


PER UNA VOLTA 2019: norvegia Il sole di mezzanotte

NORVEGIA dove la natura fa da padrona

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a Norvegia è un Paese scandinavo a dir poco meraviglioso con montagne, ghiacciai e profondi fiordi lungo la costa. Per visitare e conoscere la Norvegia ci vorrebbero mesi e non basterebbero per ammirare tutti i paesaggi meravigliosi che questa terra può offrire. Ma due città meritano assolutamente di essere viste... Trosmo: detta anche Capitale dell’Artico è una città circondata da fiordi e montagne meravigliose, la si può visitare tranquillamente in due o tre giorni. Il centro ha una architettura molto particolare, con edifici in stile neoclassico che si fondono con costruzioni in legno tipiche norvegesi. Molto bella la Cattedrale Artica che nella realtà è una chiesa costruita nel 1965 in stile moderno su progetto di Jan Inge Hovig. Aurora boreale

piatti tipici Il piatto nazionale del paese è il farikal: è uno stufato di carne di cavallo e agnello con patate lesse come contorno.Il più tipico salmone norvegese è il gravlask, tagliato a fettine dopo essere stato cotto al vapore o grigliato, viene servito con verdure grigliate o al vapore. Ovviamente non può mancare il dolce: vi consigliamo di assaggiare il tilsorte bondepiker, un dolce è fatto con mele cotte, pane tostato e panna a volontà. Tra le altre cose da non perdere c’è l’Acquario Artico Polaria, dove si possono vedere le foche barbute ed altri pesci che popolano il Mar di Berents. Particolare l’edificio che ospita l’acquario è fatto a foma di lastroni di ghiaccio. Un vero spettacolo. A Tromso è possibile fare escursioni per avvistare le balene e le orche, ma soprattutto per osservare due tra le più spettacolari magie che la natura offre: l’Aurora Boreale e il Sole di Mezzanotte. Nordkapp (detta anche Capo Nord). E’ una meta che consigliamo di fare in solitaria perché è un luogo che ispira riflessione. Se invece siete alla ricerca di un viaggio particolare provate a vivere l’esperienza di dormire nella foresta. Il mezzo di trasporto? Una slitta trainata da husky. Sarà indimenticabile. Katerina Molteni Farikal

cosa portare con voi Anche se deciderete di visitare la Norvegia in estate, vi consigliamo di portare sempre con voi degli abiti pesanti, come un golfino di lana e dei buoni scarponcini da trekking impermeabili oltre ad uno zaino tecnico Non dimenticatevi anche un buon paio di occhiali da sole. 131


PER UNA VOLTA 2019: quebec Quebec City

Montreal

Da Montréal a Quebéc City

M

ontreal si presenta come un enorme puzzle multiculturale. Zone come il Quartier Latin, il Village, Little Italy, Chinatown, la Vieux Montreal, Golden Square Mile o il Ghetto McGill testimoniano la complessa storia della città. Il cuore antico è la Vieux Montreal, con il Vieux Port che si estende lungo 2,5 km lungo le sponde del San Lorenzo. Uno dei posti magici, in tutte le stagioni, è il Parc du Mont Royal, che si raggiunge con l’autobus numero 11 dalla stazione della metro di “Mont Royal”. Splendido anche il Parc Olympique, costruito in occasione delle Olimpiadi del 1976 e successivamente ampliato con strutture e attrazioni, tra cui spicca il Jardin Botanique che include il Jardin Japonais, il Jardin de Chine, e La Roseraie. Da non perdere una visita al Biodôme, per passare da una foresta tropicale, ai boschi dei Laurentides, e una salita sulla Tour de Montreal la torre inclinata più alta del mondo: ben 90 metri di altezza e un’inclinazione di 45°!

come arrivare Volano su Montreal Alitalia (www.alitalia.com), Air France (www.airfrance.it), Air Canada (www.aircanada.com), Lufthansa (www.lufthansa.com), KLM (www.klm.com). Si possono poi confrontare le tariffe migliori sui siti come www.skiscanner.it, www. volagratis.com Dove dormire Bonaparte****, 447 Rue Saint Francois Xavier, Montreal, tel 001 514 844 1448, www.bonaparte.com Chateau Versailles Hotel****, 1659 Rue Sherbrook Ouest, tel 001 514 9338111, www.chateauversaillesmontreal.com DOVE MANGIARE Aix Cuisine du Terroir, 711 Côte de la Place d’Armes, Montréal, tel 514 904 1201. La Colombe, 554 Avenue Duluth E, Montréal, tel 514 849 8844, www.lacolombe.ca info www.quebecoriginal.com www.ville.montreal.qc.ca 132

Consigliata una sosta al Parc Jean-Drapeau, che si estende nell’ex area dell’Expo del 1967. Nell’ex padiglione degli Stati Uniti è stata ricavata la Biosphére, che illustra il delicato ecosistema dei grandi laghi e del fiume San Lorenzo. L’ Île Sainte-Hélène è collegata alla vicina Île Notre Dame, dove si trova il Circuit Gilles Villeneuve, il Casino de Montreal, il Jardins des Floralies e la Plages des Îles,

Ville de Québec, dove è nata la “Nuova Francia

Ville de Québec, è l’unica città del Nord America il cui centro storico è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Basse Ville, la “città bassa”, è la parte più antica, con il quartiere seicentesco che lambisce place Royale. Si arriva poi nella parte nord orientale della città alta, davanti a quello che è considerato il simbolo della città: Château Frontenac, oggi adibito ad albergo. Vale una sosta la Basilica di Notre Dame de Québec, del 1674, la più antica del Nord America. Di fronte al Château Fronteac parte la Terrasse Dufferin, una passeggiata di 425 m che si affaccia sul fiume. Non perdetevi, poi, la Cittadelle, alle spalle di Château Frontenac, con la sua pianta a stella e, tornando nella città bassa, una passeggiata tra le stradine di Vieux Port, il quartiere più trendy di Québec. Fuori le mura, si trova anche Battlefield Park, un bel parco con sentieri e spazi dedicati al pic-nic, allo yoga e al jogging. Montreal, la Biosfera


PER UNA VOLTA 2019: samarcanda Shakh-i Zinda

Samarcanda, attrazione fatale

È

un luogo magico con 2.700 anni di storia e bellezze straordinarie che le hanno valso l’ingresso nel novero dei luoghi Patrimonio dell’Umanità Unesco. È straordinaria anche la sua posizione, nel mezzo della Via della seta, dove anticamente tra Oriente e Occidente transitavano uomini e merci. A est della città si trova la parte vecchia, quella più affascinante e ricca di monumenti dominata dalla maestosa Piazza Registan. Ha forma rettangolare ed è molto lunga circondata da tre bellissime madrase (scuole islamiche): Ulugh Beg, Sher-Dor e Tilya-Kori. Altro importante luogo di interesse ai margini della città vecchia è il Gur Amir che in persiano significa”tomba del re”, è Il mausoleo di Tamerlano, il conquistatore mongolo. All’interno del complesso oltre alla tomba di Tamerlano le tombe dei suoi figli e dei suoi nipoti. In città è d’obbligo una visita a uno dei monumenti più grandi e importanti Moschea Bibi Khanum

curiosità In Uzbekistan il matrimonio è una cerimonia molto importante tanto che sono presenti anche 500 invitati per assistere alla cerimonia. Durante la funzione i novelli sposi bevono dell’acqua proveniente dal pozzo sacro. Gli sposi vivono a casa dei genitori di lui e la suocera, all’interno del matrimonio, avrà sempre un ruolo fondamentale dando alla sposa tutti i consigli per la buona riuscita del matrimonio. di Samarcanda, la moschea Bibi Khanum, una delle più belle del mondo islamico. Vicino alla moschea Bibi Khanum fate un salto al Siyob Bazaar, mercato pubblico tipico della cultura islamica. Un altro luogo di grande interesse è la necropoli di Shakh-i Zinda (il re vivente). L’architettura di questo luogo è davvero sorprendente. All’interno la sepoltura più antica è quella di Kusama ibn Abbas, il cugino del profeta Maometto arrivato a Samarcanda per diffondere la religione. La tomba è meta di pellegrinaggi ed è molto venerata dai musulmani. All’interno, spicca il Corano di dimensioni enormi appoggiato su di un piedistallo. Da vedere l’Osservatorio di Ulugh Ben, sovrano e astronomo che nel 1420 diede vita a un astrolabio che ancora oggi viene considerato, dagli studiosi, uno dei migliori osservatori dell’Islam medievale.

info Come arrivare: Turkish Airlines che con 560 euro vi porta da Milano Malpensa a Samarcanda (1 scalo). Dove alloggiare: segnaliamo un bellissimo hotel: Orient Star Samarkand – indirizzo: Dagbitskaya Street 33, Samarkand 140120, Uzbekistan Dove mangiare: Registon Restourant (5, Registan Street), ristorante piccolo, raccolto e ben arredato. 133


PER UNA VOLTA 2019: singapore

Singapore, il diamante dell’Asia

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a città si trova su un’isola circondata da 60 isolotti. Qui presente e passato si fondono creando un affascinante mix. Anche di persone: cinesi, indiani, euroasiatici, malesi, tutti convivono pur mantenendo intatte cultura, tradizioni e religioni proprie. E tutti hanno il proprio quartiere. Chinatown è il quartiere cinese fitto di templi affollatissimi, bancarelle e case colorate. Qui si trovano la Jamae Mosque, la moschea più antica di Singapore, e il Chinatown Heritage Center che racconta la storia degli immigrati cinesi. Kampong Glam è il quartiere arabo, colorato, particolare e diverso dal resto della città. È dominato dalla grande moschea cui si accede con una stradina incomparabile. Ricco di negozi e ristoranti medio orientali. Marina Bay offre edifici dallo stile avveniristico. Come l’Esplanade, teatro che raffigura il frutto del Durian, suggestivo la sera, quando si illumina in modo Tempio del Buddha

le regole di Singapore Il traffico cittadino è ridotto da una politica ecologista severa che incentiva l’utilizzo dei mezzi pubblici; in metropolitana non si può mangiare né masticare chewing gum; non tirare lo sciacquone nelle toilette pubbliche può costare una multa fino a $ 1.000. Fare funzionare regole così rigide in una metropoli di oltre 5 milioni di abitanti è alquanto difficile. Eppure Singapore ci riesce. 134

spettacolare grazie alle alette parasole in alluminio orientabili. Andate a vedere il museo a forma di loto, l’ ArtScience Museum, o l’Helix Bridge, un ponte a forma di doppia elica, e il Merlion una statua che raffigura il corpo di un pesce e la testa di un leone. Marina Bay è il quartiere di Singapore con il numero maggiore di attrazioni. Colonial District, il distretto coloniale, è fitto di grattacieli e larghe strade. È la zona finanziaria e commerciale di Singapore dove vedere un edificio coloniale risalente al 1887 ora hotel, il Raffles Hotel, la bellissima cattedrale St. Andrew’s e l’ex convento Chijmes. Little India è il quartiere indiano. Molto animato, molto trascurato, molto colorato ma poco conservato. Qui potete vedere House of Tan Teng Niah, il palazzo più pittoresco e colorato di Singaporee lo Sri Srinivasa Perumal Temple con la sua architettura Dravidian.


Il vostro paradiso di pace interiore. Il luogo in cui trovare un benessere autentico.

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Weekend Premium Guide 2019 - marzo/aprile 2019  

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