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MENSILE DIGITALE “WEEKEND PREMIUM - IN AUTO “ AGOSTO 2017

AGOSTO 2017 | POLO WEEKEND PREMIUM | WEEKENDPREMIUM.IT | WEEKEND GUIDE

BORGHI DI MARE DA POLIGNANO A CASTEL SARDO

A SALISBURGO CON LA NUOVA PEUGEOT 308 SW

PUGLIA

LE MERAVIGLIE SEGRETE SULL’APPIA ANTICA CON LA MERCEDES CLASSE E “ALL TERRAIN”

IN VAL BREMBANA CON LA NUOVA DISCOVERY IN THE WORLD

NUOVA MASERATI GRANTURISMO ‘18

SANTO DOMINGO LA PERLA DEI CARAIBI

EVOLUZIONE NELL’ ECCELLENZA

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P O L O W E E K E N D P R E M I U M 2 017

EVENTS - PREMIUM COUNSELING

SOMMARIO > 04 Sommario > 05 Editoriale > 08 Weekend Premium: Hotel Pfosl > 12 Weekend Classic: Sulle colline di Parma con Slow Drive > 14 Porsche 911 GT2 RS > 16 Weekend Premium: Maserati GranTurismo in Franciacorta > 24 10 Meraviglie Segrete in Puglia > 34 Borghi bergamaschi con la Land Rover Discovery > 42 Compleanno Ferrari F40 > 46 Sull’Appia Antica con la Mercedes Classe E All Terrain > 52 A Salisburgo con la Nuova 308 SW > 60 RICETTE DI VIAGGIO: Borghi di mare con ricette storiche IN THE WORLD > 72 Repubblica Domenicana: La Perla dei Caraibi > 78 Le città d’Europa da visitare

EDITORE E DIRETTORE RESPONSABILE

Raffaele D’Argenzio direzione@edizionidargenzio.com HANNO COLLABORATO

Nicola D. Bonetti, Alessandra Borgonovo, Bianca Caputo, Michela Colombo, Emanuele D’Argenzio, Manuela Fiorini, Silvana Lattanzio, Michelle Newton, Giuseppe Ortolano, Massimiliano Pallai, Benedetta Rutigliano, Giancarlo Santarelli, Roberto Speranza, Anna Maria Terzi, Gigliola Terzi EDITORE

Edizioni D’Argenzio S.r.l. Via Giovanni Prati, 12 20145 - Milano Tel. 02 345 0719 Weekend in Auto è registrato presso il tribunale di Milano al N. 158 del 03/04/2009 ISSN 1723-5685 Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti e foto restano di proprietà della Edizioni D’Argenzio S.r.l. anche non pubblicati, non verranno restituiti. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e foto.

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“WEEKEND IN” è presente, gratuitamente, negli hotel (quattro e cinque stelle) della catena PLANETARIA.

LA PRESTIGIOSA RIVISTA CARTACEA LA TROVATE IN EDICOLA


PENSIERI ON THE ROAD

GRAN-BELLEZZE, BELLEZZE SEGRETE E IL BRAND MAFIA/CAMORRA

di Raffaele d’Argenzio

Grandi Bellezze: da quelle naturali a quelle artistiche, per arrivare anche alle auto sportive come le Maserati, ma poi al mondo preferiamo parlare delle nostre brutture, ed anche Mafia e Camorra diventano i brand da esportare. In questo numero abbiamo voluto parlare delle nostre bellezze, dato che a parlare delle nostre brutture ci pensano altri, con voglia di verità ma anche di evidente masochisimo. Non per nulla all’estero hanno paragonato Napoli alle città più pericolose del mondo. Del mondo, capite? D’altra parte se di Napoli non si riesce che a parlare della camorra e di Scampia, se in tutti i film che ci rappresentano all’estero raccontiamo sempre un’ Italia intrisa di mafia e di miserie, se al turpe intreccio politicacorruzione di Roma diamo subito l’appellativo di MafiaCapitale, è ovvio che dall’estero pensano che Roma è tutta mafiosa. E così continuiamo a darci le famose martellate sulle rotule. Dobbiamo dire la verità, ma non dobbiamo essere masochisti per il narcisismo di un titolo che fa effetto. E noi, invece, cerchiamo di reagire parlando delle GranBellezze della Maserati, che ha rinnovato, senza rivoluzionarle, la GranTurismo e la Gran Cabrio, splendide auto che distribuisce maggiormente all’estero, dove svolgono anche un ruolo come ambasciatrici della nostra Bellezza. Ma poi abbiamo continuato la nostra ricerca delle bellezze segrete dell’Italia, quelle che amiamo di può per la loro timidezza, come splendide donne che si mostrano a pochi, soltanto a chi sa apprezzarle. E stavolta siamo andati in Puglia, sperando di stimolare i vacanzieri a visitarne anche gli angoli meno conosciuti e più segreti. 5


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WEEKEND PREMIUM

ECO HOTEL PFÖSL

NATURA, BENESSERE E PISCINE CON ACQUA SALINA

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a riaperto l’Hotel Pfösl con 3 nuovi splendidi lussuosi chalet in legno di 60 metri quadri costruiti nel bosco, 18 nuove luminose suite panoramiche con giardino, una nuova piscina esterna, una grandissima sauna all’aperto con un lungo, emozionante percorso Kneipp all’aperto e la sala ristorante con vista. Per una vacanza indimenticabile sempre più in sintonia ed in contatto con la natura, l’hotel è stato progettato secondo criteri green. Il perimetro della struttura è circondato da un percorso aromatico che permette di assaggiare le piante direttamente dove crescono; con l’ambiente e l’aria salubre di montagna l’esperienza sensoriale naturale diventa davvero completa. I mobili in legno massiccio, i tessuti sapientemente realizzati dai laboratori alto atesini, l’illuminazione degli spazi che rende le atmosfere idilliache e sospese, il panorama sulle Dolomiti e la location soleggiata, l’area benessere rinnovata e ampliata sono i numerosi plus che l’hotel Pfoesl presenta per la stagione estiva 2017. La nuova area wellness “Natura Spa” comprende 2000m² di spazi interni, con diverse saune, bagni turchi, sale relax e cabine per i trattamenti, tutto pensato per rendere il soggiorno memorabile. 3 nuovi chalet nel bosco I nuovi chalet sono realizzati nel cuore del bosco, sopraelevati come la casetta/rifugio sugli alberi, disegnati con passione, moderni e nel contempo tradizionali e confortevoli, luminosi e del tutto realizzati con il profumato legno locale. La grande terrazza panoramica permette di riposarsi nella natura. HOTEL PFÖSL****S Fam. Zelger-Mahlknecht Nova Ponente/Dolomiti - Bolzano Tel: +39 0471616537 - www.pfoesl.it

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In Val di Fiemme TASSA DI SOGGIORNO = GUEST CARD 2€ PER L’AMBIENTE E PER TE!

Impianti*, Mobilità, Castelli e Musei in Trentino e più di 100 attività emozionanti

*solo nelle strutture convenzionate

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Q60 PER CHI ALLA DESTINAZIONE PREFERISCE L’EMOZIONE.

Consumo carburante per gamma INFINITI Q60: urbano (9,2-13,1 l/100 km), extraurbano (5,4-6,8 l/100 km), combinato (6,8-9,1 11 l/100 km). Emissioni ciclo combinato CO2 156-208 g/km. Le caratteristiche e i colori possono differire da quanto rappresentato.


CLASSIC WEEKEND

RITORNO AL PASSATO CON SLOW DRIVE A PARMA

TURISMO DIVERSO DAL SOLITO, VISITARE LE BELLEZZE DI PARMA E PIACENZA NOLEGGIANDO UN’AUTO D’EPOCA

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n’idea per un weekend diverso dal solito, in cui unire il turismo alla passione per le automobili? Mai considerato visitare luoghi suggestivi guidando un’auto d’epoca? Acquistare e soprattutto mantenere un’auto storica è impegnativo, non solo in termini economici. Servono tempo, spazio e competenze non alla portata di tutti. Però ci si può togliere la soddisfazione di fare una gita guidandone una per un paio di giorni, semplicemente noleggiandola. Ad esempio con la proposta del gruppo INC Hotels e di Slow Drive: visitare i dintorni di Parma e Piacenza a bordo di due classiche degli anni Settanta, una Volkswagen Maggiolino Cabriolet o una Triumph Spitfire 1500. VISITARE L’ANTICO DUCATO SULLE AUTO D’EPOCA Si tratta di un vero e proprio weekend in auto d’epoca. Si soggiorna al Best Western Hotel Farnese di Parma di INC Hotels; si sceglie il tour che si prefeINFO Slow Drive snc di Randazzo Federico Via Guglielmo Marconi, 108 25080 Padenghe sul Garda (BS) Tel. 030. 990 77 12 info@slowdrive.it

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Piazza del Duomo a Parma

risce compiere, si ritira l’auto storica a cura di Slow Drive e si va. Tra i percorsi suggeriti, per esempio le colline sulle strade dell’antico Ducato di Parma e Piacenza; oppure le terre verdiane, da Roncole di Busseto, dove ancora esiste la casa in cui il Maestro nacque nel 1813 (che oggi ospita un museo e un teatro), alla stessa Busseto, poi Salsomaggiore Terme, Fontanellato e gli altri luoghi dei dintorni. Sempre molto interessanti poi le visite a due centri dedicati all’eccellenza gastronomica italiana, cioè i musei del Parmigiano Reggiano e del Culatello. Si può anche considerare un itinerario naturalistico, attraversando il Parco regionale dei Boschi di Carrega. La catena INC Hotels è attiva proprio nel cuore della cosiddetta Food Valley, cioè l’area tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Alberghi di alto livello per visitare luoghi che tutto il mondo ci invidia. Maggiori informazioni su www.inchotels.com. Slow Drive è un’azienda specializzata in turismo su auto d’epoca. Soprattutto spider, ma non solo. Per un modo rilassato d’intendere il turismo, passeggiando gustandosi l’emozione di un’auto del passato e la bellezza dei luoghi circostanti. Maggiori informazioni su www.noleggioautodepoca.eu.

La piscina dell’Hotel Farnese

IL MAGGIOLINO CABRIOLET E LA TRIUMPH SPITFIRE Il weekend su auto d’epoca proposto da INC Hotels offre l’uso di una Volkswagen Maggiolino Cabriolet del 1970 e di una Triumph Spitfire 1500 del 1978. Per chi viaggia intorno alla mezza età, il Maggiolino è e sarà sempre “la” Volkswagen. La versione cabriolet fu costruita per la prima volta dal carrozziere Wilhelm Karmann nel 1949. Tetto in tela, qualche accessorio in più e tanta voglia di libertà. Venne prodotta fino al 1980 in più di 330.000 esemplari. L’inglese Triumph Spitfire è una vera e propria spider di dimensioni e cilindrata compatte. Il suo design ha quella particolare bellezza italiana che solo i carrozzieri italiani sanno creare. In questo caso si tratta del torinese Giovanni Michelotti il quale, prima di mettersi in proprio alla fine degli anni Cinquanta, lavorà con Pininfarina, Vignale e Allemano. La versione 1500 della Spitfire venne prodotta dal 1974 al 1980. INFO INC Hotels Group Via Reggio 51/a, 43126 Parma info@inchotels.com www.inchotels.com 13


WEEKEND CAR SPORT

PORSCHE 911 GT2 RS L’APOTEOSI DELLA POTENZA

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na Porsche ad alte prestazioni non dovrebbe essere una novità, tuttavia desta sempre impressione l’altezza che raggiunge l’asticella ogni volta che a Zuffenhausen la spostano un po’ più in su; come con la nuova Porsche 911 GT2 RS. La definiscono la 911 stradale più potente di sempre, in virtù dei 700 cavalli spremuti dal suo possente motore. Ma poiché la vera sportività si vede quando cominciano le curve, questa coupé ha anche un telaio progettato per assecondare al meglio, anche e soprattutto in pista, la potenza mostruosa erogata dal celebre propulsore boxer. Stesso discorso per la raffinatezza aerodinamica, l’efficace impianto frenante e gli interventi per contenere il peso. Una supercar a tutti gli effetti. La più potente di sempre. Perché? La nuova Porsche 911 GT2 RS ha 80 cavalli in più della precedente, ecco perché. Il motore boxer 3.8 biturbo deriva da quello della 911 Turbo S, che ha “solo” 580 cavalli. L’aumento di potenza è dovuto principalmente all’adozione di turbocompressori più grandi (più aria in camera di combustione, di conseguenza più carburante e quindi maggiore potenza). Per fronteggiare l’inevitabile aumento delle temperature nelle situazioni più estreme, è stato applicato un sistema supplementare di raffreddamento, il quale spruzza acqua nebulizzata sugli intercooler. La trazione è posteriore, abbinata al cambio a doppia frizione PDK a sette rapporti, appositamente configurato per questa vettura. La coppia massima da panico di 750 Newton metri (aumentata di 50 rispetto alla serie precedente) permette prestazioni di assoluta eccellenza: una fulminea accelerazione 0-100 in 2,8 secondi e una velocità massima stellare, 340 Km/h. Parlavamo della leggerezza: il peso in ordine di marcia della Porsche 911 GT2 RS è di 1.470 Kg a serbatoio pieno. Si è fatto largo uso di materiale sintetico rinforzato con fibra di carbonio. Il tetto

ha una nervatura in magnesio. Lo scarico è in titanio. Se si sceglie il pacchetto opzionale Weissach, si risparmiano altri 30 Kg. Qui troviamo tetto, stabilizzatori e tiranti di collegamento ai due assi in carbonio, mentre i cerchi sono in magnesio. Il comportamento dinamico della vettura è reso efficace da un telaio sportivo pensato per l’impiego in pista; l’asse posteriore è sterzante, le prese d’aria e il grande alettone posteriore convogliano adeguatamente il flusso in modo da ottenere il giusto carico aerodinamico per schiacciare a terra l’auto. I freni carboceramici consentono di ottenere staccate adeguate alle velocità ottenibili. Infine gli interni: Alcantara rossa, pelle nera, carbonio a vista per i sedili. L’app Porsche Track Precision permette di memorizzare e analizzare sullo smartphone i dati di guida. Col pacchetto opzionale Chrono si ha un lap trigger da collocare sul rettilineo di arrivo di un circuito, per cronometrare con precisione i tempi sul giro. Il prezzo della Porsche 911 GT2 RS? Un affarone: 293.732 euro Iva inclusa. Cilindrata cm3

3.800

Potenza massima kW (Cv) / giri/min

515 / 700 / 7.000

Coppia massima Nm / giri/min

750 / 2.500-4.500

Emissioni CO2 g/Km Trazione

269 Posteriore

Velocità massima Km/h

340

Accelerazione 0-100 Km/h (s)

2,8

Consumo medio Km/l Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm) Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg)

8,5 455 / 188 / 130 245 1.545 15


WEEKEND CAR SPORT

PRECISIONE, BELLEZZA E PRESTAZIONI: LA NUOVA

LOTUS EVORA GT430

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di Emanuele d’Argenzio

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uova uscita per uno dei marchi più severi dell’automobilismo. Da sempre gli stessi principi e la stessa filosofia, anche nell’era moderna ci regala la speranza, circondata da modelli tutti uguali, dalla sportività che combatte a ferro e fuoco con il confort. In un’epoca di grande confusione e incomprensione, Lotus regala sicurezza, idee chiare. Idee che incarnano le nostre, di appassionati spaesati nel mercato odierno. I 3,7 secondi che servono alla Evora GT430 per arrivare a 100 km/h sono il frutto di studi sull’areodinamica, sull’efficenza (ma non parleremo di consumi) e soprattutto riguardo la leggerezza, senza compromessi, senza una sovra-presenza di detagli inutili e specchietti per le allodole. La”430” è l’ultima evoluzione dell’Evora, modello fondamentale per la casa inglese, con un design ormai diventato classico, grazie al “family feeling”, cioè ad un’evoluzione necessaria ma con attenzione alla continuità. Sono 430, appunto i cavalli sotto il cofano della più potente Lotus stradale, numeri che oggi non dicono molto, ma su un peso di 1,258 Kg sicuramente si faranno sentire, soprattutto se ‘sputati’ dall’ormai collaudato V6 sovralimentato che raggiunge il picco di potenza a 7.000 giri e il massimo di 440 Nm a 4.500. Il design lo conosciamo, ma è arricchito da nuove curve e un nuovo alettone regolabile, che rendono l’Evora di grandissima presenza scenica, mantenendo una sottile eleganza. Le forme sono sinuose, guidate dal vento, creano con la verniciatura di presentazione (grigio metallizzato scuro) un effetto quasi vellutato. I pannelli della carrozzeria sembrano infatti quasi “tirati” sul meraviglioso telaio Lotus. Le appendici si sposano perfettamente con le linee base, sopratutto al retro dove a prendersi la scena è il terminale di scarico centrale in titanio. I materiali più utilizzati sono naturalmente i più leggeri: alluminio e naturalemente fibra di carbonio a pro-

fusione, sia esternamente che internamente. Anche il sovracitato titanio gioca un ruolo importante, proprio nello scarico, dal quale vengono tolti 10 Kg grazie a questo prezioso materiale. A guadagnarci è anche il sound, corsaiolo. È poi l’interno che ci fa scapare un sorriso, al posto dello schermo centrale, troviamo infatti una placca, in alluminio con incise due lettere e tre cifre: GT430. Al posto delle classiche distrazioni troviamo il numero dei cavalli che dovrete domare in strada, ma sopratutto in pista. Anche il cambio ci stampa un sorriso, il sei marcie manuale Lotus è studiato minuziosamente negli innesti e nelle corse, per una massima precisione evelocità di esecuzione. Non poteva mancare il differenziale maccanico di tipo Torsen, che gestisce la coppia per un’uscita pulita, in cambinazione con il nuovo sistema ECU, che offre moltissimi livelli di intensità nelle vostre corse in pista domenicali. Ritornando agli interni, i sedili Sparco in pelle, alluminio, pelle e fibra di carbonio hanno un disegno specifico, sono sportivi ma imbottiti. Insomma, per €154,900 avrete in mano una macchina vecchio stampo, di natura puramente sportiva, senza compromessi. Ci piace perchè è un acquisto consapevole e che consegna al cliente quello scritto su carta e sui tabelloni plubbicitari, senza filtri e senza inutili appendici. Con l’Evora GT430 Lotus ci urla forte e chiaro le sue intenzioni. LOTUS EVORA GT 430 (performance) Potenza:

430 Cv a 7,000 giri

Coppia:

440 Nm da 4.500 giri

0-100 km/h: Velocità massima: Peso:

3.8 seconds 305 km/h 1,258 kg 17


WEEKEND CAR PREMIUM

EVOLUZIONE NELL’ECCELLENZA

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MASERATI GranTurismo MY ‘18

NUOVA MA SEMPRE CLASSICA, PERCHÉ LA BELLEZZA ASSOLUTA NON TRAMONTA MAI: LA MASERATI GRANTURISMO 2018 È LA SORELLA SCOPERTA MASERATI GRANCABRIO SPORT 2018 SONO LE EVOLUZIONI DI DUE MODELLI SENZA TEMPO, AMBASCIATRICI DELLA PURA ECCELLENZA ITALIANA

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rodotte nello storico stabilimento di Modena sono l’emblema della sportività di gran classe che proprio in questa terra ha il suo cuore vitale. D’altra parte se l’espressione “gran turismo” viene usata in italiano anche dagli stranieri, qualche motivo ci dovrà pur essere. Le novità della Maserati GranTurismo 2018 si concentrano all’esterno sull’aerodinamica, mentre per quanto riguarda gli interni sono stati migliorati ergonomia e tecnologie di comunicazione e intrattenimento, riassunte in quella brutta parola inglese che si chiama infotainment (contrazione information ed entertainment). Il cuore della meccanica è sempre il sublime motore V8 aspirato Ferrari, rimasto solo nella versione con cilindrata 4.7, mentre non viene più prodotto il 4.2. Due versioni di modello, Sport ed MC.

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La nuova GranTurismo fra le colline dove si produce lo spumante Franciacorta, eccellenza italiana

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Il design originale di Pininfarina resta immutato nella sua splendida essenza. Le modifiche apportate dal Centro stile Maserati di Torino riguardano prevalentemente l’adeguamento alle norme sulla protezione dei pedoni. All’anteriore la calandra esagonale a muso di squalo diventa più grande e circondata da una cromatura, seguendo lo stile del concept Alfieri. Le leggere modifiche alla forma hanno migliorato l’efficienza aerodinamica. Piccoli interventi anche ai gruppi ottici. Ridisegnate le prese d’aria laterali sul paraurti, anche qui per migliorare la resistenza all’avanzamento. Sulla GranTurismo MC viene introdotto uno splitter centrale, cioè un elemento aerodinamico che separa i flussi d’aria frontali, per dirigerli meglio sotto il fondo della vettura senza creare turbolenze; l’effetto è duplice, diminuisce la resistenza all’avanzamento e s’incrementa il carico aerodinamico verticale. Tra le altre sostanziali differenze della Maserati GranTurismo MC rispetto alla Maserati GranTurismo Sport sono il cofano motore in fibra di carbonio (con sfiati che creano deportanza, aumentano cioè la pressione dell’aria verso il suolo, schiacciando ulteriormente la vettura a terra); troviamo inoltre minigonne laterali, pinze freno in titanio e cerchi da 20 pollici più leggeri, oltre ad un pronunciato spoiler posteriore. Passando agli interni, spariscono diversi pulsanti dalla consolle centrale, sostituiti dalla doppia manopola sul tunnel e dallo schermo touch da 8,4 pollici. Impianto audio Harman Kardon di serie. I sedili sono rivestiti in pelle Poltrona Frau oppure Alcantara. Finiture a scelta in fibra di carbonio o radica di noce.


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LE CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA MASERATI GRANTURISMO 2018 Descriviamo in breve la scheda tecnica della Maserati GranTurismo 2018. Il motore, dicevamo, è il V8 aspirato 4.7 da 460 cavalli a 7.000 giri. La coppia massima di 520 Newton metri viene raggiunta a 4.750 giri, soglia in cui l’esplosione di spinta fisica e sonora diventa

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inebriante e maestosa come la Cavalcata delle Valchirie di Wagner o la sinfonia del Guglielmo Tell di Rossini. Il suono è unico per la Maserati, nonostante il propulsore arrivi da Maranello. Perché cambia il tipo di albero motore, rispetto a quello che montano le vetture col Cavallino. Nessun futuristico e asettico motore elettrico, per quanto potente, potrà mai

avvicinare queste sensazioni: come paragonare un’orchestra sinfonica ad un frullatore. Lunga vita al V8 aspirato, speriamo che resista il più possibile. La trasmissione è affidata alla trazione posteriore, da vera sportiva, come da vera sportiva dispone di un differenziale autobloccante. Il cambio è sempre l’automatico ZF a 6 rapporti, fulmineo e imperioso.


La GranTurismo’18 accanto ad una classica Ghibli, davanti al Cancello Solare di Arnaldo Pomodoro, all’entrata della eccellente cantina CA’ DEL BOSCO.

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Il Tridente sul motore 8 cilindri Ferrari

Sospensioni a quadrilatero con doppio braccio oscillante su entrambi gli assi. La Sport dispone anche di ammortizzatori a controllo elettronico Sport Skyhook. Le dimensioni: lunghezza 4.910 mm, larghezza con specchietti 1.915 mm, altezza 1.353 mm (1.330 la MC), passo 2.942 mm. Accelerazione 0-100 in 4,8 secondi (4,7 la MC) e velocitĂ massima 299 Km/h (301 la MC). Consumo medio, ammesso che importi a qualcuno, 14,3 l/100 Km. I sofisticati freni Brembo consentono uno spazio di arresto da 100 Km/h in 35 metri. Peso in ordine di marcia della vettura: 1.880 Kg (1.873 la MC).

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La GranTurismo davanti alle opere d’arte della Cantina Bellavista, altra eccellenza italiana famosa nel mondo.

MASERATI GranTurismo SPORT ‘18 Cilindrata cm3

4.691

Potenza massima kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min

338 / 460 / 7.000 520 / 4.750

Emissioni CO2 g/Km Trasmissione

337 Trazione post., cambio aut. ZF 6 rapporti

Velocità massima Km/h

299

Accelerazione 0-100 Km/h (s)

4,8

Consumo medio Km/l

14,3

Lunghezza/Larghezza/Altezza (mm) 4.910 / 1.915 / 1.353 Passo (mm)

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2.942


LE DIECI MERAVIGLIE SEGRETE DELLA PUGLIA

Veduta aerea di Egnazia

Parco archeologico di Egnazia: Concessione del Museo Nazionale Archeologico di Egnazia - Polo Museale della Puglia

DALLA VIA TRAIANA AI RESTI DELL’ANTICA CITTÀ SUL MARE

Museo di Egnazia: Concessione del Museo Nazionale Archeologico di Egnazia - Polo Museale della Puglia

Il parco archeologico di Egnazia (Brindisi) Il sito archeologico di Egnazia, inserito in un contesto naturalistico-ambientale mozzafiato, si affaccia sul litorale adriatico tra Monopoli e Savelletri, custodendo reperti che vanno dall’età del Bronzo all’epoca medievale. Anche in passato la posizione geografica costituì la fortuna dell’antica Gnathia, citata da Plinio, Strabone, Orazio: grazie alla presenza del porto e della Via Traiana, infatti, fu un attivo centro di traffici e commerci. Il primo insediamento risale all’età del bronzo, seguono poi gli Iàpigi nell’età del Ferro, mentre sono del periodo messapico (VIII secolo a.C.) le poderose mura di difesa (alte 7 metri, lunghe 2 km, delimitano un’area urbana di circa 40 ettari) e le necropoli, con monumentali tombe a camera decorate da raffinati affreschi. Dell’ocCOME ARRIVARE

È possibile raggiungere la Puglia, per chi viene da una regione settentrionale, con l’autostrada A14 Bologna-Taranto e uscire al casello di Bari Nord, per poi prendere la SS16 per Brindisi-Lecce, uscita Fasano-Savelletri, e raggiunge il MUSEO e il Parco archeologico di EGNAZIA da Bari. Chi viene da Brindisi-Lecce, dovrà percorrere la SS379 uscita Fasano-Savelletri. L’ingresso è sulla litoranea Monopoli-Savelletri.

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cupazione romana, che avvenne a partire dal III secolo a.C., rimangono numerose testimonianze. La città, solo in parte scavata, è attraversata dalla via Traiana, lastricata nel 109 d.C. Alla Basilica civile delle tre Grazie si affiancano il Sacello delle divinità orientali e il Foro, pavimentato a lastroni di tufo, con portici e resti di una tribuna oratoria. Notevoli anche l’Anfiteatro, il Criptoportico, la Fornace e il complesso paleocristiano con Basilica e Battistero. L’Acropoli dominava la città dalla collina che si affaccia sul mare. Nell’area della necropoli messapica sorge poi il Museo Nazionale, con tredici padiglioni allestiti con reperti, per soddisfare i più curiosi. INFO: www.egnaziaonline.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.osteriasavelletri.it

www.donferrante.it

Il Principe del Mare Ristoro - Per un pranzo di pesce fresco accompagnati dal suono delle onde.

Villa Tonia B&B - Tra Fasano e Savelletri, per soggiorni di relax, è una soluzione elegante, dotata di ogni confort, con piscine e a pochi passi dal mare.

Osteria del Porto Savelletri - Coppia appassionata di cucina da 25 anni: i sapori della tradizione pugliese e del mare preparati con amore.

Contrada La Forcatella, 72015 Fasano. Tel. 339 639 6304

Don Ferrante***** - Nel cuore del centro storico di Monopoli sorge, in un complesso antico, il relais con le sue dimore di charme e il ristorante lounge.

www.villatonia.it


di Benedetta Rutigliano

BAGNATA DA DUE MARI, DEFINITA DAL NATIONAL GEOGRAPHIC LA “REGIONE PIÙ BELLA DEL MONDO”, LA PUGLIA NON SMETTE DI STUPIRE PER LA VARIETÀ DI SEGRETI CHE CUSTODISCE: AMATA DA GRECI, ROMANI, BIZANTINI, OLTRE ALLE SUE METE PIÙ NOTE SVELA CATTEDRALI ROMANICHE, VASI GRECI UNICI AL MONDO, ANFITEATRI ROMANI E PARCHI ARCHEOLOGICI, FORTEZZE MEDIEVALI, MA ANCHE I SEGNI DELLE CIVILTÀ RUPESTRI PIÙ ANTICHE, IPOGEI DEDICATI ALLA DEA MADRE E DOLMEN MILLENARI PATRIMONIO UNESCO

Scorcio di Rione Fossi, Accadia

Rione Fossi, Accadia

L’ARCADIA ABBANDONATA NEL BORGO DELLA DEA ECA

Fontana Monumentale © Iceyes

Accadia e il Rione Fossi (Foggia)

Accadia è situata tra i più elevati rilievi dell’Appennino Dauno e le verdi colline del fondovalle, in uno scenario naturale molto suggestivo di rocce e gole naturali. Sorse prima dell’anno Mille sulle rovine dell’antica città dedicata alla dea Eca, Acca Dia, da cui il nome del borgo, ed è un gioiello di urbanistica dalla caratteristica forma a chiocciola. Nella piazza principale si può ammirare la Fontana monumentale, che assomiglia a un tempio neoclassico con frontone e quattro colonne in pietra locale, costruita sotto Ferdinando II nel 1863 per celebrare la realizzazione del locale acquedotto, uno dei più antichi. A breve distanza svetta l’ottocentesca Torre civica dell’Orologio, alta 10 metri e larga 6, con un bassorilievo di marmo bianco che è l’esatta riproduzione di COME ARRIVARE

È possibile raggiungere la Puglia, per chi viene da una regione settentrionale, con l’autostrada A14 Bologna-Taranto e uscire a Foggia. Accadia è raggiungibile da Foggia mediante la SS655 con uscita Deliceto e proseguendo sulla SP119.

quello in bronzo del Maschio Angioino a Napoli. Per chi non sa resistere al fascino dei borghi abbandonati, Rione Fossi è un luogo davvero unico, esempio di antica civiltà contadina. Originario nucleo del comune di Accadia, fu abbandonato dalla popolazione in seguito a un sisma nel 1930. Rione Fossi conserva le tipiche abitazioni scavate nella roccia, proprio come i più celebri Sassi di Matera. È impossibile frenare la voglia di perdersi e curiosare i vicoli e le case in pietra, le grotte, le abitazioni medievali dal sapore magico. INFO: www.visitmontidauni.it/localita/accadia www.comune.accadia.fg.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Via Mattarella 30, 71021 Accadia, Foggia. Tel. 0881 98162

www.residenzaducale.it

Il Melograno - Il palato rinasce, qui dove la bontà dei sapori pugliesi è riproposta alla perfezione.

Viaborgosettantadue - Una tappa fissa per gustare la pizza al metro più buona dell’area. Via Borgo 72, 71021 Accadia, Foggia. Tel. 345 491 8406

Residenza Ducale - Alcuni sogni si possono realizzare, come dormire tra le mura di un castello a pochi chilometri da Accadia

Sambuo B&B - Per chi ama soggiornare in un’oasi di pace, la può trovare in un’antica masseria pugliese con cappella gentilizia. www.ilsambucoaccadia.altervista.org

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Cripta di S. Vito Vecchio, affreschi © Carlo Centonze

Chiesa rupestre di S. Michele alle Grotte © Carlo Centonze

LA SISTINA DELLA PITTURA RUPESTRE

La chiesa rupestre di San Michele alle Grotte e la Cripta di San Vito Vecchio a Gravina in Puglia (Bari) A 350 metri sul livello del mare, tra il pre-Appennino lucano e la Murgia, sorge la città antica di Gravina, in parte estesa sulle sponde di un crepaccio profondo che ricorda i canyon, scavato nella roccia calcarea dal torrente Gravina. Nello scenario paesaggistico del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, di cui Gravina ospita la sede, questo comune dalla storia antica conserva architetture e testimonianze uniche. Dopo un susseguirsi di anfratti, affacciata alla spaccatura rocciosa, la chiesa rupestre di San Michele alle Grotte è una delle più interessanti dell’area e la prima cattedrale del comune: l’edificio in tufo ha pianta quadrangolare a cinque navate, sorrette da 14 pilastri in pietra naturale. Sulle pareti della chiesa, che ospita numerose opere tra cui una tomba medievale, sono visibili residui di affreschi del XIII secolo come il grande Cristo Pantocratore tra i santi Paolo e Michele, mentre nella grotta attigua, forse un precedente cimitero, teschi e ossa sono leggendariamente attribuiti COME ARRIVARE

È possibile raggiungere la Puglia, per chi viene da una regione settentrionale, con l’autostrada A14 Bologna-Taranto. Si esce poi alla barriera Trani-Corato e si prende la SP238 per arrivare a Gravina. Da Bari invece si imbocca la SS Barese da Bari a Potenza, e ci si ferma a Gravina dopo aver superato Altamura.

ai martiri dell’attacco saraceno del 999. Tesoro di rara bellezza, tanto da essere denominata “La Sistina della Pittura Rupestre”, è la cripta di San Vito Vecchio, i cui preziosi affreschi, esposti all’esposizione Universale di Bruxelles nel 1958, poi a Roma, ad Atene e Bari, sono ora custoditi presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi che ne ha ricostruito l’ambiente originario. Il complesso, fra i meglio conservati del patrimonio di pittura a fresco pugliese di età medievale, è dominato dalla maestosa figura del Cristo Pantocratore in mandorla circondato da angeli, seduto su un trono la cui spalliera concava, decorata con cerchi di perline, segue l’andamento dell’abside, il cui profilo esterno presenta un vivace motivo decorativo di ascendenza islamica. INFO: www.fondazionesantomasi.it www.prolocogravina.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.trattoriaziarosa.it

www.principerelais.it

Osteria Sant’Agostino - si gustano i sapori della Murgia, imperdibile la pasta fresca fatta a mano.

Fondo Vito B&B - A pochi metri da San Michele alle Grotte, fa vivere un’esperienza autentica in una caratteristica casa del rione medievale

Trattoria Zia Rosa - Nel centro storico di Gravina, permette di assaporare ricette storiche, rivisitate in chiave moderna in un ambiente elegante.

C. Vittorio Emanuele 12, 70024 Gravina in Puglia. Tel. 339 185 4418

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Chiesa rupestre di S. Michele alle Grotte © Carlo Centonze

Principe Relais - Ricavato da un edificio di inizio Novecento ristrutturato, per un soggiorno di relax ed eleganza nel centro storico, con SPA annessa.

www.fondovito.it


Chiesa di Santa Maria, interno © Pietro Intini

Chiesa di Santa Maria, © Pietro Intini

UNA CHIESA MISTERIOSA SULLA VIA BARSENTANA

Chiesa di Santa Maria, © Pietro Intini

La chiesa di Santa Maria a Barsento (Bari) Il toponimo Barsento, di origine messapica, significa “che è alto, forte”, e indica un villaggio preellenico situato tra i comuni di Noci e Putignano. Dell’antico sito, il cui casale principale sorgeva sulla via Barsentana, crocevia dove confluivano le strade dal barese e dall’area di Taranto, rimane un gioiello unico e ancora intriso di misteri: la chiesa di S. Maria con l’annessa masseria, che un tempo era un convento. Sono discordanti le ipotesi relative alla data di edificazione della chiesa, anche se inconfutabili documenti testimoniano che era già esistente nel 1090, ed era ancora in vita, condotta dai clerici, nel 1300. Secondo Gloria Bertelli, docente di Storia dell’arte paleocristiana ed altomedievale presso l’Università di Bari, si tratta di una costruzione di tipo rurale collocata in età medievale, tra l’XI e il XII secolo. L’edificio ha una facciata cuspidata, con campanile a vela e un’unica porta d’ingresso preceduta da un protiro quadrangolare del XIV-XV secolo. La facciata presenta un COME ARRIVARE

Per chi viene da nord, si raggiunge la Puglia con l’autostrada A14. Per arrivare nel Barsento serve uscire a Gioia del Colle e proseguire per Noci sulla SP604, attraversare il centro abitato e proseguire sulla SP161 Noci - Barsento. Per chi viene da Brindisi-Lecce: sulla SS16, dopo l’uscita Monopoli Sud, prendere l’uscita Alberobello e dopo circa 20 Km, raggiunta la rotatoria, svoltare a destra in direzione Putignano, proseguire sino all’incrocio con la SS172 e continuare in direzione Noci - Barsento.

vistoso frammento d’iscrizione d’origine bizantina non decifrabile, forse un reimpiego di materiale, secondo altri indicante la data di fondazione o di ristrutturazione della chiesa. L’interno, poeticamente spoglio, è diviso in tre navate con le volte a botte, e ricorda la costruzione dei trulli (la cui tecnica costruttiva si diffuse più tardi), così come il tetto ricoperto a chiancarelle (pietre piatte) e le absidi viste dall’esterno. Sull’altare maggiore si può ammirare l’effige barocca della Madonna con Bambino e Santi, alle cui spalle, sul catino absidale, campeggiano frammenti di affreschi con il Redentore affiancato dal Sole e dalla Luna umanizzati, in un cielo stellato su un fondo di azzurri arabeschi, simboli del passaggio dall’era pagana a quella cristiana. INFO: www.bibliotecanoci.it www.comune.noci.ba.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.feristorante.it

www.santarosarelais.it

L’Antica Locanda - Il posto ideale per scoprire i sapori tipici della tradizione pugliese, tutto a cura dello chef Pasquale Fatalino.

La Grave B&B - Per chi vuole soggiornare in un’antica masseria ristrutturata, è un piccolo angolo di paradiso e relax.

www.pasqualefatalino.it

www.la-grave.it

Fè - Ristorante guidato dallo chef Francesco Laera, si trova in un suggestivo complesso di trulli finemente ristrutturati in un angolo di Noci.

Santarosa Relais **** - Antichi muri in pietra e arredi di design per un piccolo albergo di grande fascino situato nel borgo antico della città di Noci.

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Museo Jatta - Archivio Associazione Pro Loco

Vaso di Talos - Archivio Associazione Pro Loco

UN SUPERBO ESEMPIO DI ROMANICO E IL VASO CON LA MORTE DI TALOS La cattedrale e il museo Jatta a Ruvo di Puglia (Bari)

Cuore pulsante del centro storico di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, la cattedrale presenta un visibile ribassamento del sagrato rispetto all’impianto viario. Costruita nel XII secolo, la chiesa è uno degli esempi più interessanti del romanico pugliese. Tipicamente romanica è la facciata, dotata di rosone e tre portali arricchiti da gruppi scultorei realizzati da maestranze locali: quello centrale è di particolare pregio, fiancheggiato da due colonnine sormontate da grifi e rette da leoni stilofori, a loro volta sostenuti da telamoni. L’interno è a tre navate a croce latina, con alcuni affreschi trecenteschi sulle pareti del transetto e la tavola della Madonna di Costantinopoli del pittore Z.T. (1500-1539), enigmatica figura a cui si riconducono molte opere tra la terra di Bari e il Salento. Sotto il pavimento della Cattedrale sono visibili significativi resti delle strutture precedenti, nonché le tracce di una domus romana e i resti di pilastri circolari e cruciformi di COME ARRIVARE

Raggiungendo la Puglia dalle regioni settentrionali con l’autostrada A14 Bologna-Taranto, per arrivare a Ruvo di Puglia è necessario uscire a Trani, imboccare la SP238 per Corato, e poi la S2 che conduce a Ruvo di Puglia.

una chiesa altomedievale. La torre campanaria, del X sec. d.C., aveva inizialmente funzione difensiva. Tra le altre eccellenze custodite a Ruvo di Puglia, la straordinaria collezione vascolare del Museo Nazionale Jatta, che raccoglie ceramiche e bronzi del VII – III sec. a.C. Il più celebre, immancabile nei testi di archeologia, è il cratere attico a figure rosse del V sec. a.C., detto di Talos raffigurante la morte del mitico gigante omonimo, custode dell’isola di creta. INFO: www.prolocoruvodipuglia.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.berardi.it/ristorante

www.hotelpinetaruvo.it

U Viecchie Furne - Cucina tradizionale con punte di creatività e vasta scelta di antipasti misti.

Albarosa B&B - Per chi ama stare in centro ma in un ambiente familiare, è una dimora di prestigio dove respirare i profumi del passato.

Berardi Ristorante - Luogo di prestigio e storica pasticceria-cioccolateria dal 1972, qui la cucina raffinata si fonde con gli antichi sapori pugliesi.

Via Nicola Boccuzzi 10, 70037 Ruvo Di Puglia, Bari. Tel. 080 361 2505

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Cattedrale, interno - Archivio Associazione Pro Loco

Hotel Pineta Wellness**** - Guarda alla pineta di Ruvo di Puglia e offre 39 camere eleganti, centro benessere, il ristorante Basilico e sala ricevimenti.

www.albarosa.org


Domen della Chianca © UNPLI - Pro Loco Bisceglie

Porto di Bisceglie

MONUMENTALI TRACCE DI PACE E RITI MEGALITICI

Domen della Chianca © UNPLI - Pro Loco Bisceglie

Il dolmen della Chianca a Bisceglie (BAT)

Incastonata in un’insenatura del basso litorale adriatico, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, Bisceglie è una cittadina pregna di storia sin dall’antichità, legatasi poi al nome di Lucrezia Borgia che ne fu duchessa. Il porto luccica di pescherecci, mentre il centro storico di vicoli e stradine è illuminato da palazzi storici, dalla cattedrale romanica e dal castello voluto da Federico II con la torre normanna. A questo si aggiunge un unicum non da tutti noto, il Dolmen della Chianca, dichiarato dall’Unesco “Monumento Patrimonio Testimone di una cultura di Pace per l’Umanità” nel 2011. È tra i maggiori resti megalitici preistorici della Puglia e tra i più importanti d’Europa per dimensioni e bellezza di linee, e si erge lungo Lama Santa Croce, area sacra di notevole importanza archeologica in ambito paleolitico. Fu innalzato a scopo celebrativo, orientato a Levante, come omaggio alla divinità solare portatrice di salute e fecondità. Si compone di un dromos di 7 metri, ovvero un corridoio COME ARRIVARE

Venendo da nord con l’autostrada A14 BolognaTaranto, uscire a Trani e prendere la SP238 fino all’incrocio con la SP13 Andria-Bisceglie, che porta a centro città. Da Bari, percorrendo la SS16 bis, imboccare l’uscita Bisceglie Centro (BisceglieCorato). Per raggiungere il Dolmen, al quarto chilometro della via per Corato-Ruvo (via S. Andrea), svoltare a sinistra seguendo la segnaletica.

di accesso creato con pietre fittili allineate, e di una cella sepolcrale alta 1,80 metri, formata da tre lastroni verticali in calcare su cui poggia una copertura. Fu scoperto il 6 agosto 1909 dall’abate molfettese Francesco Samarelli, e fu oggetto di scavi, tra il 1909 e il 1910, da parte del Soprintendente Michele Gervasio, che risparmiò e conservò un albero secolare d’ulivo, simbolo di pace, piantato dalla popolazione agro-pastorale biscegliese, che qui si riuniva, per ricordare la sacralità del luogo. Nella cella e nel dromos sono stati trovati resti ossei umani e un ricco corredo funerario, oltre ai resti di un focolare circolare acceso a scopo rituale. INFO: www.prolocobisceglie.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.casalesannicola.it

www.palazzobonomi.it

L’Altro Buco - Ottimo per gustare una lunga lista di antipasti e la pizza cotta nel forno a legna.

Villa Garden B&B - Immerso nel verde a soli 400 metri dal litorale biscegliese, accoglie gli ospiti nelle cinque stanze matrimoniali con terrazza privata.

Casale San Nicola Banqueting & Resort - In un antico casale ristrutturato, la tradizione è qui fortemente rispettata ma aperta all’evoluzione.

Viale Vincenzo Calace 12-14, 76011 Bisceglie, BAT. Tel. 080 392 4362

Palazzo Bonomi**** - Dopo un accurato restauro conservativo, si pone punto di riferimento elegante e caratteristico nel cuore della città antica.

www.villagarden.it

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Museo Archeologico degli Ipogei © Associazione Culturale Tautor

Trinitapoli

RITI E REPERTI DEDICATI ALLA DEA MADRE IN UNA MOSTRA A FUMETTI

Il museo archeologico degli Ipogei a Trinitapoli (BAT) L’attuale borgo di Trinitapoli, in passato pianura prediletta dai pastori di ritorno dalla transumanza, a metà del 1100 venne donato da Maureliano, signore di Salpi (i cui cittadini fondarono qui un primo nucleo abitato per fuggire alla malaria), ai benedettini dell’abbazia della Santissima Trinità di Monte Sacro sul Gargano. Così quest’area molto vicina alle Saline più grandi d’Europa prese il nome di Casale della Trinità o Casaltrinità, e infine Trinitapoli, ora parte della provincia BarlettaAndria-Trani. Proprio qui, e nello specifico in località Madonna di Loreto, nel 1987 venne scoperto prima l’Ipogeo dei Bronzi, di 20 metri circa, con il celebre corredo funebre della signora delle Ambre, e poi l’Ipogeo degli Avori, quello del Guardiano, quello del Gigante, fino a un totale di 15 ipogei (a Trinitapoli, più altri 5 a San Ferdinando) su un territorio di 5 ettari circa. Un sito unico al mondo per monumentalità e varietà dei reperti, ora Parco Archeologico degli Ipogei, di cui parte COME ARRIVARE

Venendo da nord con l’autostrada A14 BolognaTaranto, uscire a Cerignola Est e imboccare la SP77 fino all’incrocio con la SS544 che conduce a Trinitapoli.

del patrimonio è esposto al Museo Archeologico degli Ipogei di Trinitapoli, inaugurato nel 2015. Le quattro sale consentono al visitatore il viaggio in uno dei santuari più grandi dell’Età del Bronzo (II millennio a.C.): per centinaia di anni gli uomini hanno svolto cerimonie sacre e riti legati alla fecondità all’interno degli ipogei, proprio per consacrare il legame tra l’uomo e il divino. L’ipogeo è un tempio della vita dedicato alla Dea Madre, e anche architettonicamente riproduce il ventre materno: si articola in un dromos, che come una vulva immette nella terra, uno stomion, uno stretto corridoio come il canale del parto, e la sala del culto, grembo dove si rigenera e cresce la vita. L’allestimento museale è originale ed efficace: racconta la storia del popolo degli ipogei con la tecnica del fumetto, immediato e coinvolgente, rivolto a bambini e adulti. INFO: www.museoipogeitrinitapoli.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Lungomare C.Colombo /C.so Garibaldi 51, 76011 Margherita di Savoia, BAT. Tel. 320 408 5881

www.termemargherita.it

Riccio di Mare - Solo pesce appena pescato, in questo ristorante di Margherita di Savoia.

Osteria al Vicoletto - Cordialità e deliziosi piatti tipici pugliesi in un ambiente familiare e curato. Via Vittorio Veneto 12, 76016 Margherita di Savoia, BAT. Tel. 328 215 5668

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Mostra a fumetti © Associazione Culturale Tautor

Grand Hotel Terme - Ambiente chic e atmosfera confortevole, a Margherita di Savoia: relax e qualità del servizio sono punti fermi della loro filosofia.

Hotel Airone - Semplicità e cortesia distinguono questa struttura a Trinitapoli, dotata anche di un ristorante che offre agli ospiti prodotti tipici. www.hotelaironetrinitapoli.it


Anfiteatro Romano

Torre della Regina, Castello Svevo

L’ANTICA SEDE DI SPETTACOLI E IL PALATIUM DI FEDERICO II

Anfiteatro romano e Castello Svevo di Lucera (Foggia) A meno di venti chilometri da Foggia, su un’altura formata da tre colli a ridosso del subappennino Dauno, domina il Tavoliere delle Puglie la città di Lucera, denominata “chiave delle Puglie” per la sua posizione strategica. Fondata dai Dauni, fu occupata dai Sanniti nel 321 a.C. e poi dai romani: di quest’ultimo periodo è testimonianza lo scenografico anfiteatro costruito nel periodo augusteo (I secolo a.C.). È tra i più antichi di tutta la regione, nonché tra i resti romani più importanti a causa delle dimensioni: poteva ospitare fino a 17.000 spettatori, con un’arena di 75,20×43,20 metri a cui si accedeva tramite due magnifici portali decorati, situata in una depressione naturale del terreno nella periferia est della città. Oggi l’anfiteatro è scenario di eventi culturali. Altro monumento maestoso è la Fortezza del XIII secolo, che svetta sulla sommità piana del colle Albano dove un tempo sorgeva l’acropoli della Lucera romana. Fu voluta da Federico II di Svevia che qui fece COME ARRIVARE

Venendo da nord con l’autostrada A14 BolognaTaranto, uscire a Poggio Imperiale e imboccare la SP35 fino all’incrocio con la SS16. All’altezza di San Severo prendere la SP109 fino a Lucera.

Ingresso dell’Anfiteatro

costruire il suo Palatium nel 1233. Dopo la sconfitta degli Svevi da parte degli Angioini, i resti del Palazzo furono inglobati all’interno della cinta muraria voluta da Carlo I d’Angiò, che trasformò l’architettura in una vera e propria fortezza con una cinta muraria di 900 metri, rinforzata da 22 torri, a cui aggiungere, in prossimità del fossato, la Torre della Leonessa e la Torre del Leone. Capanne neolitiche, resti romani e svevi, quelli legati a periodo angioino e una Cappella dedicata a San Francesco convivono nella stessa area. INFO: www.prolocolucera.wordpress.com

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.ristoranteilcortiletto.it

www.grandhotelvignanocelli.com

Masseria Montaratro - Ubicata sulle colline tra Troia e Lucera, prepara piatti genuini con ingredienti locali freschissimi in un panorama idilliaco.

Relais In Contrada - Presenta la vera essenza dell’ospitalità locale senza trascurare le più moderne tecnologie. Raccomandato anche il ristorante.

www.ristorantemasseriamontaratro.it

www.relaisincontrada.it

Il Cortiletto - Ogni dettaglio è curato a questo ristorante di Lucera, dai coperti alla presentazione dei piatti e all’attenzione del personale.

Grand Hotel Vigna Nocelli - Per un soggiorno di lusso, in una struttura maestosa con spa, piscine e ristorante.

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Castello di Oria © Franco Russo

Museo Archeologico © Franco Russo

UNA FORTEZZA DALLA FORMA DI VASCELLO

Castello di Oria © Franco Russo

Il Castello di Oria (Brindisi)

Il castello di Oria, in provincia di Brindisi, si erge sul colle del Vaglio occupando la parte più alta dell’antica città, che secondo Erodoto fu fondata da un gruppo di naufraghi cretesi che la chiamarono Hyria. L’area del castello era occupata dall’acropoli messapica, che nel VI secolo si dotò di mura (come si può vedere nella piazza della cattedrale), mentre tra il tra il 1225 e il 1233 la fortezza venne ampliata e riprogettata da Federico II. Il Castello, le cui mura esterne sono dotate di merlature e torrette aggettanti, ha la peculiare forma di un vascello, un triangolo isoscele con il vertice a nord e base a sud, ben sorvegliato da tre torri: le due circolari, di epoca angioina, “Del Cavaliere” e “Del Salto”, e quella “Dello Sperone”, che guarda a nord, riferibile al periodo svevo. La piazza d’arme, all’interno, poteva accogliere 5000 soldati, fornita di caserme, magazzini, cisterne e passaggi segreti. Ai piedi della Torre del Salto, colonne e marmi dell’antica chiesa bizantina indicano l’ingresso COME ARRIVARE

Venendo da nord con l’autostrada A14 BolognaTaranto, uscire a Taranto e imboccare la E90 fino a Francavilla Fontana. Qui prendere la SS603 fino all’imbocco della SP55, poi la SP56 che conduce a Oria.

all’Ipogeo dei SS. Crisante e Daria, primi protettori della città, costruito dal Vescovo Teodosio nel 1890 circa sui ruderi di un tempio pagano. Nuovo vanto di Oria è il Museo Archeologico di Oria e dei Messapi, ospitato dallo scorso aprile nei rinnovati spazi del settecentesco Palazzo Martini, con un percorso di dieci sale che racconta la storia della città messapica dalle origini all’età romana: plastici che ricostruiscono un passato glorioso, reperti raffinati e unici come il pettine in osso lavorato con la raffigurazione di scene tratte dall’Iliade. INFO: www.oria.online

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.trattoriacorrado.it

www.masseriapalombara.eu/it

Il Castello Pub, Taverna e Birreria - Varietà di birre abbinate a stuzzichini e cibi di una volta.

Borgodioria Resort - Albergo diffuso dove poter soggiornare in un’affascinante dimora medievale ristrutturata nel centro storico di Oria.

Trattoria Corrado - Cucina tipica rivisitata nel ristorante dedicato a Vincenzo Corrado, filosofo, gastronomo e cuoco del 1700, nel centro storico.

Piazza Domenico Albanese, 9, 72024 Oria. Tel. 392 0483949

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La Masseria Palombara - Soggiorni di relax in un edificio storico (1600-1800) di 13 camere e un complesso di 7 camere nelle annesse case coloniche.

www.borgodioria.it


Abbazia di San Vito © Pasquale Tanese

Torre Costiera © Pasquale Tanese

UN LUOGO DI CULTO IN RIVA AL MARE L’Abbazia di San Vito Martire a San Vito (frazione di Polignano a Mare)

A nord di Polignano a mare, cartolina romantica a tutti nota, nella frazione di San Vito si erge un gioiello architettonico meno conosciuto, un’abbazia benedettina dedicata a San Vito Martire, costruita a ridosso del porticciolo e affacciata sul mare. Secondo la leggenda, nell’VIII secolo San Vito salvò una nobildonna di Salerno mentre stava annegando nel fiume Sele, così questa affidò le reliquie del santo alla comunità monastica basiliana residente nelle grotte sottostanti l’attuale abbazia. A questi monaci seguirono nell’XI secolo i benedettini e ancor dopo i francescani. Dopo la soppressione degli ordini monastici, l’edificio fu inglobato nel palazzo marchesale dei Tavassi-La Greca. L’abbazia è quindi il risultato di svariate aggiunte architettoniche: dal mare si scorge il loggiato cinquecentesco a cui si accede dalla scenografica scalinata, mentre sul cortile interno si affaccia la chiesa romanica a tre navate, di cui quella centrale con tre cupole, costruita sulle rovine di una torCOME ARRIVARE

Raggiungendo la Puglia dalle regioni settentrionali con l’autostrada A14 Bologna-Taranto, uscire a Modugno e imboccare la SS16 fino a Polignano a Mare.

Abbazia di San Vito © Pasquale Tanese

re romana. Ancora oggi sono ben visibili i segni di un sistema difensivo contro le incursioni dal mare: le mura, all’interno la torre masseria del XVI secolo, e la torre costiera sul mare. In un locale adiacente la sagrestia è stato allestito un museo in cui sono raccolti paramenti sacri, tele del ‘500 e ‘600 e resti di un antico organo intarsiato. INFO: www.prolocopolignanoamare.com

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.ristoranteantichemura.it

www.covodeisaraceni.com

Locanda dell’Abbazia - Nasce nelle antiche mura della fortificazione dell’Abbazia e offre le prelibatezze marinare e pugliesi dello chef Vito Muolo.

Santo Stefano B&B - In un’antica casa-torre nel cuore del centro storico di Polignano a Mare, sorge nel tufo ed è curato nei minimi particolari.

www.locandadellabbazia.it

www.santostefano.info

Ristorante Antiche Mura - Ambiente curato con cucina di ingredienti freschissimi, nasce dove nel medioevo furono poste le prime pietre di Neapolis.

Hotel Covo dei Saraceni**** - Incastonato come una gemma tra mare e terra, è una terrazza sul mare arroccata sulle falesie di Polignano a mare.

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BORGHI STORICI - CORNELLO DEI TASSO (BG)

IL BORGO DA CUI PARTÌ LA POSTA, I TAXI E LA POESIA

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CON LA NUOVA DISCOVERY di Nicola Bonetti

È QUI CHE LA FAMIGLIA TASSO INVENTÒ IL SERVIZIO POSTALE. IN QUESTO BORGO CHE VIVE AL RIPARO DEL TURISMO DI MASSA E CHE NOI ABBIAMO AVVICINATO CON LA NUOVISSIMA DISCOVERY. È PROPRIO DA QUI CHE IL SERVIZIO POSTALE SI IRRADIÒ PER L’EUROPA, PASSANDO IN GERMANIA DOVE IL NOME DIVENNE TAXIS, DA CUI DERIVARONO POI GLI ODIERNI TAXI. E SEMPRE DA QUESTA FAMIGLIA DISCESE ANCHE IL GRANDE POETA TORQUATO

S

e nel passato le fortune di un borgo dipendevano dalle vie che lo raggiungevano, oggi può essere vero il contrario. Ma non sempre. Cornello dei Tasso in Valle Brembana si trovò al centro dei traffici e prosperò al punto che la famiglia omonima – i Tasso – creò di fatto il servizio postale a livello europeo. In tempi successivi una “nuova” via sul fondovalle tagliò fuori l’abitato e iniziò il declino, fino alla rovina. Pochi decenni fa, una nuova strada con diverse gallerie superò l’intera zona, e l’oblio fu (quasi) definitivo. Ma qualcuno credette che un piccolo borgo antico e storico, raggiungibile in pochi (davvero pochi) minuti a piedi, potesse risorgere. Restituendolo alla comunità e alla vita, con il fascino unico di un luogo privo di auto e di rumori. Oggi anche accogliente, con una rinomata trattoria e un bed&breakfast. 37


L’ESPLORAZIONE

Valle Brembana. Antico ponte sul Brembo

Cornello dei Tasso. Crocevia di antiche strade

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Guidando una Discovery si può arrivare comodamente dappertutto, o quasi. Per il senso di avventura così spiccato tra i pregi di una 4x4 che dal 1989 non ha mai avuto concorrenza, Weekend IN ha provocatoriamente pensato di abbinarla a un luogo vicino, eppure poco conosciuto nonostante la storia quasi millenaria e un fascino assai particolare. Solo che non è possibile arrivarci con alcuna vettura, ma con qualche passo. Noi ci siamo avvicinati a Cornello dei Tasso guidando lungo la valle, dove il comfort e la grande abitabilità per sette persone permettono anche una socialità diversa. Comodità con sedili singoli tutti posizionabili elettricamente: compresi i poggiatesta della seconda fila, che comprendono i monitor tv, e sedute rilevate con vista per tutti. Scorci di fondovalle che ricordano un fiordo, montagne da esplorare fino ai rifugi, o la mondanità Liberty di San Pellegrino con le nuovissime terme. Quasi dispiace, quando la parcheggiamo per salire la mulattiera che porta al borgo: tra i vari accessi preferiamo il più irto, breve e paesaggistico, che riporta meglio indietro nel tempo. Ai tempi contavano le materie prime e le miniere della Valle Brembana erano fondamentali. Cornello era l’unico mercato della media Valle: la strada più importante passava sotto i portici che restano ancora oggi. Quella Via Mercatorum che già dal nome indicava il ruolo chiave mantenuto fino alla fine del cinquecento. Quando la Strada Priula, collegando Bergamo a Valtellina e Grigioni senza passare per i territori spagnoli, dal 1952 isolò il borgo di Cornello, che conservò così la struttura urbanistica originaria medievale. Concentrica su quattro livelli distinti dal basso verso l’alto: costruzioni a picco sulla valle, sulle quali si sviluppa il porticato compreso tra i due archi di accesso con le antiche botteghe, quindi le abitazioni, il mulino e il torchio, fino alla chiesa con piazzetta antistante, sulla sommità. Nella zona più meridionale, e con più vista sulla valle, le rovine della prima dimora della famiglia Tasso, recuperata a fine anni ’80.

Cornello dei Tasso. Il Museo dei Tasso e della posta


Cornello dei Tassi- I portici dell’antica Via Mercatorum

Cornello dei Tasso. Lo stemma della famiglia Tasso

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I TASSO E LA POSTA

VISITANDO LA STORIA

La famiglia Tasso, resa famosa dai letterati Bernardo e dal figlio Torquato, autore de La Gerusalemme Liberata, creò un sistema postale concettualmente multinazionale: iniziando come corrieri per Venezia, collegando Milano e Roma con la Repubblica marinara, organizzarono poi le Poste Pontificie, per arrivare al monopolio del servizio tra l’impero tedesco e gli altri Stati europei. Espansione anche con gli Asburgo, altra esclusiva imperiale. La rete di collegamenti generò contatti utili allo sviluppo finanziario, e nel Seicento la famiglia, con il ramo tedesco Thurn und Taxis, ottenne il titolo di principi. Il tutto partendo dal piccolo borgo di Cornello, con il capostipite Omodeo, citato nel 1251: una famiglia capace di restare unita nei secoli, prosperando.

Il Museo dei Tasso e della Storia Postale, aperto nel 1991 e con ingresso gratuito, occupa due edifici di Cornello, con quattro spazi: l’albero genealogico del Casato Tasso, l’organizzazione del servizio postale, le figure dei Tasso letterati e una zona espositiva. Carte postali, oggetti per la trasmissione delle informazioni fino al telegrafo e ai primi telefoni, documenti e manoscritti sulla storia postale, con una lettera del 1840 affrancata con il Penny Black, primo francobollo conosciuto. Cornello dei Tasso deve la sua originalità alla scelta di non realizzare un collegamento stradale: pochi minuti a piedi sono stati sufficienti a renderlo unico, come la soddisfazione di arrivare passeggiando. Fascino che ne ha permesso l’inserimento tra “I Borghi più belli d’Italia”.

Il capostipite dei Tasso fu Omodeo, che nella metà del ‘200 iniziò il servizio di “correria”. Anche oggi l’autobus si chiama corriera.

Torquato Tasso, autore della Gerusalemme liberata, è uno dei discendenti, anche se nato a Sorrento.

Un ramo dei Tasso arrivò in Germania, dove divenne Taxis, dando il nome anche agli odierni taxi.

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Frazione Cornello 11, I-24010 Camerata Cornello Tel. 0345.41.306 - www.trattoriacamozzi.com

Frazione Cornello 19, I-24010 Camerata Cornello Tel. 338.530.38.32

Trattoria Camozzi - Locale gestito da una famiglia che da tre generazioni lavora con passione e professionalità, esaltando i valori della cucina tradizionale bergamasca. Immersi nella tranquillità garantita dai pochi passi a piedi. Chiusa il lunedì, consigliata la prenotazione.

Il Brembo 40 al di sotto del borgo

La Tana del Tasso - Quattro camere tra antiche mura: affacciato sulle montagne con terrazze solarium, è il completamento che da sempre mancava per rendere diversa, con un pernottamento, la visita al borgo. Confortevole con tanto di wifi, ha stanze con vista su fiume o sul giardino.

Le rovine della casa dei Tasso


Il ponte sul Brembo ad Ambra

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COME ARRIVARE

Cornello dei Tasso è una frazione di Camerata Cornello, in Valle Brembana a una trentina di km da Bergamo. È raggiungibile in diversi modi. Dalla strada n. 470 di fondovalle, prendere l’uscita (poco prima di una galleria) per Camerata Cornello, a senso unico: raggiunto lo spiazzo

per far manovrare gli autobus, parcheggiare e salire per la mulattiera (5-6 minuti), segnalata. Oppure proseguendo verso l’abitato di Camerata Cornello, al quarto tornante seguire le indicazioni a sinistra, arrivando al posteggio, più ampio: percorso pianeggiante di pochi minuti. Come

escursione di circa 3 km: parcheggiare al piazzale adiacente la vecchia stazione di San Giovanni Bianco, seguire la ciclovia Val Brembana, oltre la galleria (90 metri, illuminata), attraversare a sinistra, verso la deviazione per Oneta, da dove raggiungere Cornello, scendendo dall’alto.

COMPAGNA DI VIAGGIO

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iscovery è un concetto di auto particolare: sin dalla prima serie, del 1989, costituì un ponte ideale tra le Defender (che non si chamavano ancora così ma solo 90 e 110), e la prestigiosa Range. Un modello trasversale – oggi si direbbe crossover – a cavallo di diverse categorie, con spazio e carico elevatissimi, grande mobilità fuoristrada e prestazioni stradali allora impensabili per una vera offroad. Doti confermate con la quinta generazione: grande e grossa, lussosa come non lo è mai stata, tecnologica e prestazionale, eppure senza compromessi per la guida fuori asfalto. Addirittura eccessiva, rispetto alla filosofia originale, per ricchezza dei listini con motori (tre a gasolio e uno a benzina), versioni vettura e autocarro (a gasolio da 180 cavalli), allestimenti (S, SE, HSE e HSE Luxury per ogni motore), opzioni (pacchetti e singole scelte quasi infiniti), che partendo da un prezzo d’accesso di 52.700 euro, arrivano (senza extra) a 76.500. che salgono a 85.900 per l’esclusiva First Edition. Comunque la si veda, Discovery non ha sostanzalmente rivali né concorrenti, proseguendo la via intrapresa di 4x4 unica e non imitabile. Anche la nuova richiede solo di essere considerata tale, e di chiederle tutto, apprezzandone le doti su strada. E magari anche quelle fuori, che, purtroppo,

pensiamo pochi vorranno sfruttare. Il progetto è nuovo, il pianale è alleggerito con molto alluminio, riducendo il peso totale, fino a 480 kg conservando però la robustezza: come indica il traino omologato di 3.500 kg. La guida è facilitata dalle sospensioni indipendenti: pneumatiche in opzione sull’esemplare provato, una Discovery HSE Luxury con motore a gasolio da due litri a quattro cilindri con 240 CV, cambio automatico ZF a otto rapporti, trazione integrale con marce ridotte (in opzione), gestione fuoristrada Terrain Response 2 con programmi per qualsiasi tipo di fondo, dall’asfalto alla roccia, passando per sabbia, fango e neve. In città la guida è agevolata da telecamere e sensori, in autostrada il comfort regna sovrano e si macinano km senza sosta, avvicinandosi alle montagne occorre tenere presente la massa e le dimensioni, senza cercare la dinamica più spinta, e apprezzando invece la tenuta sicura anche con massimo carico, a sette persone più i bagagli, che non è poco. Fuori asfalto, si potrebbe dire semplicemente che è una Discovery, senza se e senza ma. Dallo sterrato all’arrampicata, nel massimo comfort, incurante di pendenze o fondi incoerenti. www.landrover.it

LAND ROVER DISCOVERY 2.0 SD4 Dimensioni Potenza

240 CV a 4.000 giri

Coppia

500 Nm a 1.500 giri

Velocità massima 0-100 km/h Consumo medio Emissioni di CO2

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497/207/188 cm

207 km/h 8,3 secondi 6,5 l/100 km (15,4 km/l) 168 g/km


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WEEKEND CAR VINTAGE di Roberto Speranza

FERRARI F40 30 ANNI DOPO RIVEDIAMOLA AL MUSEO DEL CAVALLINO DI MARANELLO SI CELEBRANO I 30 ANNI DELLA FERRARI F40 UNA VISITA AL MUSEO DI MARANELLO PER AMMIRARLA DA VICINO

Il 2017 non rappresenta solo il compleanno per i 70 anni della Ferrari come costruttore indipendente di automobili. Segna anche un’altra ricorrenza molto suggestiva per gli appassionati: i 30 anni della Ferrari F40. Infatti proprio nel luglio 1987 venne presentata quella che divenne immediatamente l’emblema della supercar e, sotto molti aspetti, lo è ancora oggi. La cerimonia si tenne nell’allora centro civico di Maranello. Oggi quell’edificio ospita la sede del Museo Ferrari. Una meta certamente d’obbligo per un weekend

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all’insegna dell’assoluto automobilistico. Una visita che permette di tuffarsi nella storia dell’automobile tout court, soprattutto nella storia delle corse. Dove anche la F40 è esposta ancora oggi. FERRARI F40, REGINA DELLE SUPERCAR La Ferrari F40 ebbe un curioso destino, almeno per quanto riguarda i modelli col Cavallino rampante sulle fiancate. Progettata espressamente come vettura estrema da impiegare nelle competizioni, partecipò


invece a pochissime corse, esclusivamente da parte di clienti privati, senza nemmeno ottenere risultati di particolare rilievo. Diventò invece immediatamente l’oggetto del desiderio (e di folli speculazioni) da parte di tutti i super-facoltosi appassionati e collezionisti. Fu praticamente l’ultimo modello proposto e supervisionato da Enzo Ferrari, il quale si sarebbe congedato dal mondo un anno dopo. La macchina doveva celebrare i 40 anni di storia dell’azienda. E lo fece col botto. L’aggettivo “corsaiola”, spesso usato a sproposito, qui

invece calzava come un guanto. Era sì omologata per uso stradale, però le piste costituivano il suo habitat naturale. Non era solo lo stupefacente motore, un V8 2.9 biturbo da 478 cavalli (potenza oggi alla portata di parecchie berline, mentre le hypercar viaggano intorno ai mille e più cavalli), un’evoluzione di quello montato sulla GTO. La F40 fu anche la prima auto di serie ad usare in elevata percentuale materiali compositi per la carrozzeria. Ciò diminuiva sensibilmente il peso complessivo. Il carico aerodinamico era garantito principalmente dall’enorme alettone posteriore. Anche gli interni erano spartani, per risparmiare peso. L’unica concessione al comfort era l’aria condizionata di serie. I rivestimenti erano minimali, non c’erano nemmeno gli alzacristalli elettrici. Le portiere non avevano la maniglia interna, per aprire si doveva tirare un cavo. Elettronica zero, non c’erano né il servosterzo né l’ABS. Ciò non impediva alla F40 di frenare sull’asciutto da 100 a 0 in 37 metri, sapendo come farlo, ovviamente. Queste e mille altre attenzioni contenevano il peso a 1.100 Kg e consentivano prestazioni straordinarie: accelerazione da 0 a 100 in 4,1 secondi e velocità massima di 324 Km/h. Valore da panico anche oggi. Nel 1987 la rese invece l’auto stradale più veloce del mondo, battendo la Porsche 959 uscita un anno prima, che arrivava “solo” a 314 Km/h, un’utilitaria. 45


IL MUSEO FERRARI DI MARANELLO, FERRARI F40 E TANTO ALTRO Un esemplare di Ferrari F40 è conservato oggi al Museo Ferrari di Maranello. In questi mesi sono attive due mostre particolari. “Rosso infinito” celebra i 70 anni dell’azienda Ferrari facendo convergere alcuni dei modelli più prestigiosi, sia stradali che da competizione; ad esempio la 500 F2 che permise ad Alberto Ascari di vincere due campionati del mondo di Formula 1, nel 1952 e 1953; oppure la F2004, la monoposto che ha vinto più gran

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premi in F1 (15), sulla quale Michael Schumacher divorò il mondiale 2004 vincendo 13 corse su 18. Oppure le mitiche 250 TDF, GT e GTO; e le più moderne hypercar F50, Enzo, FXX K e LaFerrari. Invece la mostra “Under the Skin” è rivolta agli amanti della tecnica. Racconta lo sviluppo ingegneristico e creativo della Ferrari, tramite l’esposizione di disegni e motori, oltre a vetture come la capostipite 125 S.


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WEEKEND IN AUTO

SULL’APPIA ANTICA DI IERI CON LA CLASSE “E” DI OGGI

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CON LA MERCEDES CLASSE E ALL-TERRAIN

SUV? NO, PERÒ NE PRENDE L’ISPIRAZIONE. CROSSOVER? NEMMENO, TUTTAVIA È RIALZATA. STATION WAGON? SÌ, MA QUALCOSA IN PIÙ. LA MERCEDES CLASSE E ALL-TERRAIN È UNA STATION PROGETTATA PER CAVARSELA BENE ANCHE FUORI DALL’ASFALTO. PER WEEKEND E VIAGGI LUNGHI MA ANCHE GITE, NEL MASSIMO COMFORT E NEL TIPICO LUSSO MERCEDES. ANDARE DOVE SI VUOLE CON UN’AUTO DALLA CARROZZERIA NORMALE, AFFRONTARE ASPERITÀ STRADALI E FUORI DALLA STRADA SENZA LA NECESSITÀ DI UN SUV. ALLORA QUALE TERRENO DI PROVA MIGLIORE PER TESTARE LA MERCEDES CLASSE E ALL-TERRAIN SE NON ROMA, LA VIA APPIA E I SUOI DINTORNI?

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a Via Appia costruita dagli antichi romani fu una delle più grandi opere d’ingegneria del mondo classico. Oggi il tracciato tra Roma, Ciampino e Marino (ricostruito nel Settecento) fa parte di un grande parco archeologico regionale che vale certamente la pena visitare. I monumenti e reperti ancora presenti consentono di ripercorrere con gli occhi e l’immaginazione la grandezza della Roma consolare che qualche secolo più tardi si sarebbe trasformata in impero. La strada è percorribile ed è lastricata anche in alcuni trattidai famigerati sampietrini, che però con gli effetti del tempo si sono trasformati in un percorso accidentato. Mausoleo di Cecilia Metella sull’Appia Antica

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Non più accidentato di altre strade di Roma ben più moderne, la cui trascuratezza non trova alcuna giustificazione se non la la trascuratezza dell’ amministrazione comunale. Del resto la Capitale si trova in una lunga e triste compagnia. Comunque, strade perfette per collaudare le capacità della Mercedes Classe E All-Terrain: comportamento eccellente, non servono altre parole. Ma torniamo un attimo al parco archeologico della Via Appia, certamente da visitare anche se non si possiede una Mercedes. Un misto di paesaggio storico e naturale, dal quale si possono ripercorrere i numerosi secoli di storia della Città Eterna. Dai Colli Albani agli Acquedotti, sarà tempo speso bene. Guidandola, il punto distintivo della Mercedes Classe E All-Terrain è dato dalle sue sospensioni, ancor prima di tutto il resto. Parliamo delle raffinatissime sospensioni pneumatiche Air Body Control. Esse consentono di variare l’assetto della vettura su tre livelli di marcia; si tratta di un’escursione in altezza di 35 millimetri. Si può lasciar fare all’elettronica oppure impostare manualmente l’altezza. In questo modo il comfort di marcia è sempre garantito, poiché la

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morbidezza del molleggio è piuttosto ampia; salvo poi scegliere d’irrigidire il tutto quando è necessario ridurre particolarmente il rollio. Quindi si può mantenere la vettura bassa a velocità autostradali per ridurre i consumi, poi alzarla di molto quando si devono affrontare percorsi sterrati oppure le strade di Roma. L’altro elemento cardine della Mercedes Classe E All-Terrain è la trazione integrale permanente 4Matic. Essa integra il sistema elettronico 4ETS, il quale monitora monitora in continuazione le caratteristiche del terreno. In condizioni normali la coppia motrice è ripartita 55-45 tra asse posteriore e anteriore. Se una o più ruote perdono aderenza, il sistema le frena e trasferisce la coppia su quelle dotate di migliore appoggio al suolo. Inoltre il differenziale centrale è in grado di produrre una elevata forza bloccante tra i due assi (50 Newton metri), grazie ad un’apposita frizione bidisco a lamelle. Tutto a vantaggio di una grande tenuta di strada in ogni situazione. L’ultimo elemento meccanico che rende così universale la Mercedes Classe E All-Terrain è il cambio automatico 9G-Tronic, molto leggero, compatto ed efficiente.


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VIABILITÀ APPIA ANTICA La circolazione sulla Via Appia Antica è consentita nei giorni feriali e chiusa al traffico durante i giorni festivi. E’ possibile circolare con limite di 30 km/h al di fuori dei tratti stradali dove è presente il basolato romano. I permessi per l’accesso al tratto di strada con basolato romano (da via Cecilia Metella direzione fuori Roma con senso unico di marcia) sono soggetti ad autorizzazione da parte del Gabinetto del Sindaco e dal gruppo di polizia municipale di competenza (Gruppo Appio 7). DOVE MANGIARE Orto Alberico Via di Fioranello, 34 00134 Roma

COMPAGNA DI VIAGGIO

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a Mercedes Classe E All-Terrain ha i medesimi interni e la stessa versatilità di bagagliaio della Classe E Station Wagon. Quindi lusso e spazio a non finire, del resto Classe E e le sue antenate sono sempre state “le” Mercedes per eccellenza. Allo stesso modo la sua tecnologia di assistenza alla guida è decisamente spinta, può procedere da sola in autostrada controllando sterzo, freni e acceleratore, a condizione che il conducente mantenga sempre le mani sul volante. Per l’Italia ci sono due motorizzazioni turbodiesel, il 4 cilindri turbodiesel 2.0 da 194 cavalli e ben 400 Newton metri di coppia, poi il 6 cilindri 3.0 da 258 cavalli. Chiudiamo con gli allestimenti e i prezzi. I consueti quattro allestimenti sono Sport, Business Sport, Premium e Premium Plus. Dentro c’è tutto il meglio che possiate chiedere. I prezzi di listino chiavi in mano vanno da 60.696 a 75.697 euro per la E220 d e da 66.644 a 81.645 euro per la E350 d. 52

MERCEDES CLASSE E ALL-TERRAIN Cilindrata cm3 Potenza massima kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min Emissioni CO2 g/Km Trazione Velocità massima Km/h Accelerazione 0-100 Km/h (s) Consumo medio Km/l Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm) Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg) Prezzo €

1.950 143 / 194 / 3.800 400 / 1.600 137 Integrale 231 8 19,2 495 / 185 / 148 294 1.900 68.890


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WEEKEND IN EUROPE di Silvia Terraneo

A SALISBURGO, CON LA PEUGEOT 308 SW E MOZART

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NELLA NUOVA FAMILIARE PEUGEOT, “TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE” NEI PAESAGGI DEL FILM, PASSANDO PER LA BAVIERA E LE ALPI AUSTRIACHE E PUNTANDO ALLA CITTÀ DI MOZART

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asseggiare tra boschi, concedersi una sauna vista lago, sorseggiare un calice di buon vino appena spillato, concedersi un viaggio con ritmi più lenti e in sintonia con la natura. Averne il tempo, oggi è un vero e proprio lusso…come quello di percorrere le strade del celebre film, entrato nel cuore di molte noi donne, “Tutti insieme appassionatamente”, l’unico film hollywoodiano che fu proiettato oltre la cortina di ferro al tempo della Guerra fredda. Famiglia e amore si trasformano in un vero e proprio cult, così come la nostra compagna di viaggio a quattro ruote. Siamo alla guida della rinnovata Peugeot 308, in versione station wagon, davvero spaziosissima. La nostra modalità di guida è in perfetta sintonia con l’ambiente che ci circonda, vogliamo gustarci tutto quanto e non solo una strudel: il verde, i boschi, la natura e tanti animali. A proposito di animali, qui in molti tratti bisogna fare attenzione perchè ci sono tantissime mucche e scoiattoli e non ci va di fargli male. 55


Le curve sono tutte diverse, alcune a gomito altre più larghe, ma la nostra 308 si comporta perfettamente. Anche passando per strade dissestate, per le molte radici degli alberi, e su ponti con giunture, gli ammortizzatori assorbono quasi tutte le buche e il confort è notevole, oltre al fatto di non essere per nulla rumorosa. Anche grazie ai pneumatici Michelin Pilot Sport 3, con cui è equipaggiata in questa prova. On the road il nostro feeling con la 308 è ottimo, per la sensazione di controllo e la confidenza km dopo km. Apprezzatissimo il nuovo cambio automatico 8 rapporti che, abbinato al 1.500 cc BluHDi da 130 CV, si è dimostrato molto dolce negli innesti, un violino. Stiamo percorrendo la Panoramastrasse e ci fermiamo in un luogo incantevole, un laghetto da poesia. Una sosta e poi impostiamo sul navigatore, con la schermata 3D, la nostra meta, Salisburgo. E’ davvero sorprendente la 3D Connected Navigation della nuova 308, con riconoscimento vocale e connessa ai servizi TomTom Traffic, che ci permette di ottimizzare gli spostamenti in funzione del traffico stradale ma, anche, di ricevere informazioni in tempo reale come il meteo, le stazioni di servizio, i parcheggi disponibili e gli esageratamente severi radar antivelocità austriaci. Siamo vicini alla città di Mozart, famosa anche per le architetture e i mercatini di Natale. Le attrazioni principali della città ci fanno rivivere la storia, come la Fortezza Hohensalzburg, i Musei di Mozart, la Getreidegasse e Hellbrunn. La visita ci offre una panoramica perfetta della città dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La nostra compagna di viaggio, in allestimento GT Line, è davvero un pieno di sicurezza e sostanza, perchè contiamo su tutti i sistemi della di assistenza e aiuto alla guida: dalla frenata automatica d’emergenza, con l’allarme per il rischio collisione al sistema di mantenimento della corsia di marcia, alla rilevazione della stanchezza Time Drive Control di serie che, dopo più di due ore passate a velocità superiore ai 65 km orari, suggerisce l’opportunità di una sosta. Non mancano né il cruise control adattativo, per mantenere automaticamente la distanza di sicurezza, né la gestione automatica degli abbaglianti e delle manovre di parcheggio, facilitate dalla telecamera posteriore con visione a 180 gradi. Tanti i sistemi di sicurezza, ma non scordiamoci mai il buon senso quando stiamo guidando. I piaceri del palato e lo shopping si fanno sentire, qui a Salisburgo ci si può deliziare con le praline di Mozart (si chiamano in altra maniera…), fino al tipico würstel, per non dimenticare la birra, onnipresente! 56


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Tanti negozi dalla lunga tradizione familiare, boutique moderne di stilisti, c’è solo l’imbarazzo della scelta ed è difficile non farsi catturare dalle uova dipinte a mano, una tradizione del luogo. Oltre a lasciarsi trasportare dal fascino della città, è bello viaggiare on the road, scegliendo come e dove fermarsi, pronti a scoprire con i propri occhi i luoghi di tanta bellezza che ci fanno sognare e cantare! La Peugeot 308 è un’auto sincera, per noi donne è davvero una complice perfetta tra dinamismo e confort, con una guida di grande

COMPAGNA DI VIAGGIO

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estyling per la Peugeot 308, elegante e sempre sportiva con nuove motorizzazioni, sia nella versione Station Wagon che berlina. Oggi è più moderna sia per la linea cheper i nuovi contenuti tecnologici. Nella gamma motori entrano a far parte il benzina 1.200 cc. PureTech da 130 CV e il diesel 1.500 cc. BlueHDi da 130 CV. Il cambio automatico EAT8 è per il 2.000 cc BlueHDi da 180 CV. Cambiano i gruppi ottici, il taglio del paraurti e anche i fari posteriori sono stati ridisegnati. Il sistema multimediale della nuova 308 si rinnova al completo. L’ i-Cockpit che arriva a 9,7 pollici di grandezza. Mediante la funzione Mirror Screen, poi si può interfacciare lo smartphone con il touchscreen, usando i due sistemi vocali Siri (Apple) e S Voice (Android). Il cambio automatico EAT8 ad otto rapporti è la più grande novità, e guarda un po’ progettato proprio da una donna. Fabbricato dalla specialista giapponese Aisin, questo cambio andrà poi a sostituire l’ EAT6. Novità anche sotto il cofano, infatti la nuova Peugeot 308 è la prima del Gruppo PSA ad essere equipaggiata con il nuovo BlueHDi 130, con 130 CV di potenza e 1.5L di cilindrata. Nuovi sistemi di assistenza attiva alla guida con il pacchetto Advanced 58

Driver Assistance Systems, per tutte le nuove 308 che avranno di serie il sistema di frenata automatica d’emergenza e l’avviso di cambio involontario di corsia. La novità principale riguarda però l’arrivo del cruise control adattivo che funziona tra i 30 e i 180 km/h (fino all’arresto dell’auto nel caso della trasmissione automatica EAT8) e mantiene automaticamente la distanza con il veicolo che la precede. Altra funzione in arrivo è il riconoscimento della segnaletica stradale con regolazione automatica della velocità nel caso della doppia pressione del tasto MEM da parte del guidatore e non mancherà neanche il sistema di allerta dell’angolo morto, attivo tra i 12 e i 140 km/h. La nuova Peugeot 308 arriverà sul mercato italiano a metà settembre con sette i livelli di allestimento: Access, Active, Business, Allure, GT Line, GT, Gti. Ricca la dotazione dei dispositivi di aiuto e assistenza alla guida come il Cruise Control attivo con funzione Stop, solo per i modelli con cambio automatico, l’Active Lane Departure Warning, Il Distance Allert, l’Active City Brake, Il Time Drive Control, il Driver Attention Alert, l’High Beam Assist, lo Speed Limit Detection, l’Active Blind Corner Assist, la retrocamera Visionpark 180 e il Park Assist.


qualità sia nella versione station wagon che berlina. Abbiamo apprezzato la seduta, estremamente facile da regolare, il volante “piccolo” della casa del leone, e anche la modalità sport con quel tocco di “rosso” passione che si accende nei contagiri appena si inserisce questa modalità di guida. INFO Turismo Salisburgo www.salzburg.info/it Casa di Mozart Getreidegasse n° 9 5020 Salzburg, Germania Lake point Hintersee Gasthaus - Pension Seeklause am See 65 83486 Ramsau bei Berchtesgaden, Germania Hotel Klosyerhof Steilhofweg 19, 83457 Bayerisch Gmain, Germania Tel: +49 8651 98250 www.klosterhof.de

PEUGEOT 308 SW 1.500 CC Dimensioni: Potenza massima (kW/CV): Coppia massima (Nm):

458/186/147 cm 130 CV a 3750 giri/min 300/1750 rpm

Velocità massima:

203 Km/h

Capacità serbatoio

45 litri

Emissioni di CO2 (g/Km):

208

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BORGHI D’(A)MARE

L’Arco della Porta Marchesale con la spiaggia cittadina

NEL BLU DIPINTO DI BLU! Una scogliera a picco sul mare, acque limpidissime che gli hanno valso per nove anni di fila la Bandiera Blu e le misteriose grotte, Polignano a Mare è un gioiello della costa pugliese. Il borgo ha dato i natali a Domenico Modugno, la cui statua di bronzo sul lungomare lo ritrae quasi volesse abbracciare la città o, forse, quel “blu dipinto di blu” in cui si fondono il cielo e il mare. Polignano è anche un borgo da gustare: è Presidio Slow Food per le sue celebri carote, che spaziano dall’arancione alle diverse gradazioni di giallo fino al viola. Questa è anche la zona dove si produce il Negramaro, il celebre rosso pugliese, senza contare l’olio, i formaggi e il gelato, per cui Polignano è famosa. Nella Grotta Palazzese, poi, è ricavato l’omonimo ristorante, incluso tra i 25 più belli del mondo per la sua location spettacolare, la cui vista si affaccia su una spiaggetta di ciotoli. La visita al centro storico comincia dall’Arco della Porta Marchesale, fino al XVII secolo unico punto di accesso alla città.

Piazza San 60 Benedetto

Le case sembrano nascere dalla scogliera

Merita una sosta la bella chiesa Matrice, del 1295, dedicata all’Assunta, che si trova accanto alla bella Piazza Vittorio Emanuele II. Da non perdere una passeggiata sul Ponte dei Due Lungomari che unisce il Lungomare Ardito al Lungomare Cristoforo Colombo, per una visione superba della costa. Tra i monumenti naturali più suggestivi c’è lo Scoglio dell’Eremita, un isolotto divenuto emblema cittadino. Andando per spiagge, tra le più belle c’è Lama Monachile, una distesa di sassi bianchi che si trova a due passi dal centro storico e prende il nome dal ponte che la sovrasta, vestigia dell’antica via Traiana. La selvaggia Cala Grottone è invece meta degli appassionati di tuffi, che amano cimentarsi in evoluzioni dalla scogliera. Per chi invece preferisce le immersioni, c’è Cala Incina, dai fondali spettacolari. Al punto che molte coppie li scelgono per un insolito matrimonio sottomarino con muta e bombole! Per le famiglie, invece, l’ideale sono le spiagge sabbiose di Porto Cavallo e Lido San Giovanni, a tre km dal centro.


RICETTE DI VIAGGIO

Monumento a Domenico Modugno

Il ristorante Grotta Palazzese

Secondo giorno DA SAN VITO ALLE GROTTE Percorrendo la SS16 Adriatica, da Polignano raggiungiamo la frazione di San Vito. L’attrazione principale è l’Abbazia benedettina di San Vito Martire, risalente al X secolo, con il suo splendido campanile in raffinato stile barocco leccese. Il 14,15 e 16 giugno, qui si svolge la Festa del Patrono. Il 14 pomeriggio, dal piccolo porto parte la zattera con l’effigie di San Vito che viene portata in processione fino alla spiaggia di Cala Paura. Per quanto riguarda le spiagge, vicino all’abbazia si trova la spiaggetta di San Vito con la Torre di Avvistamento, fatta costruire dai monaci nel XVII secolo. Attraverso una stradina si raggiunge a piedi anche la spiaggia di Porto Cavallo e la caletta sabbiosa di Porto Contessa. Dalla spiaggia di San Vito partono anche le escursioni in barca di circa 90 minuti, per andare alla scoperta delle grotte. Tra le più belle ci sono la Grotta delle Rondinelle, la Grotta delle Monache, Grotta Artito e la Grotta dei Colombi, che spicca per i suoi splendidi riflessi colorati.

Polignano è raggiungibile in auto percorrendo la A14 Bologna-Ancona con uscita Bari Nord, oppure l’A1 Firenze-Roma, poi l’A2 Roma-Napoli, l’A16 Napoli-Canosa e poi l’A14 Canosa Bari con uscita Bari Nord. Da qui si prende la tangenziale verso Brindisi. Si segue la SS16 per 30 km fino all’’uscita Polignano a Mare. Da Taranto, SS100 con uscita Mottola, poi si segue per Noci-Putignano-Castellana Grotte-Polignano a Mare.

INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 300 gr di riso Carnaroli, 500 gr di cozze, 500 gr di patate, 3 pomodori tondi, 2 spicchi d’aglio, prezzemolo tritato, ½ cipolla bianca, 50 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato, 30 gr di pangrattato, 5 cucchiai di olio EVO, sale e pepe nero. PREPARAZIONE Pulite bene le cozze. Pelate le patate, i pomodori e le cipolle e tagliateli a rondelle sottili. Tritate anche l’aglio e il prezzemolo. Oliate una pirofila e iniziate mettendo sul fondo cipolla, aglio e patate disposte a raggiera, fate lo stesso con i pomodori e condite (sale, pepe, olio, aromi). Mettete anche le cozze crude e una manciata di riso crudo, ricoprendo tutta la superficie. Create un altro strato di patate e pomodori e condite nuovamente. Terminate gratinando con parmigiano e pangrattato, Versate altra acqua da un lato della pirofila fino ad arrivare appena al di sotto della gratinatura. Infornate a 200° per 60 minuti. IL VINO Negramaro, il rosso pugliese per antonomasia. Dove comprare: Azienda Agricola Lippolis, via Sarnelli 66, Polignano. Tel: 080/4247416 www.aziendagricolalippolis.it

INFO: www.polignanoamare.com

COME ARRIVARE

TIELLA BARESE

DOVE MANGIARE

Grotta Palazzese - Uno dei più bei ristoranti d’Italia, ricavato in una grotta a picco sul mare, già salone delle feste del Duca de Leto nel 1700. Menù degustazione e alla carta con piatti raffinati piatti gourmet. Menù degustazione da 4 portare € 110, da 6 portate da € 130. Via Narciso 59, Polignano Tel: 080/4240677 - www.grottapalazzese.it

DOVE DORMIRE

Covo dei Saraceni**** - Struttura costruita sulle falesie di Polignano, rinnovata nel 2002. Le camere di varie tipologie sono arredate in stile mediterraneo. A disposizione ristorante, american bar e sala congressi. Doppia da € 110. Via Conversano 1/a, Polignano Tel: 080/4241177 - www.covodeisaraceni.com

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SCILLA

Castello Ruffo

Il borgo, situato tra lo stretto di Messina e il Mar Tirreno

IL GIOIELLO DELLA COSTA VIOLA Borgo marinaro dalle origini antiche, che si perdono tra storia e leggenda, Scilla, il cui nome evoca l’omonimo mostro marino dell’Odissea, è una rinomata località turistica della Costa Viola, che si estende tra lo Stretto di Messina e il Mar Tirreno. Proprio il panorama dello Stretto fa da sfondo a questo splendido borgo, situato a circa 22 km da Reggio Calabria. Qui si viene non solo per lo splendido mare cristallino dalle sfumature verdi, ma anche per le bellezze storiche e architettoniche. Il centro storico vanta palazzi del Seicento e del Settecento ancora ben conservati. Da Piazza San Rocco, da cui inizia la nostra visita, si accede a un belvedere da cui ammirare la spiaggia sottostante. Sulla piazza si affacciano anche il Municipio e la Chiesa di San Rocco, patrono della cittadina, con la sua facciata neoclassica. Lasciamo la piazza e ci incamminiamo lungo via Minasi fino ad arrivare a un punto panoramico da cui ammirare una superba visione dello Stretto di Messina. Torniamo

Panorama di 62Chianalea, la “piccola Venezia”

verso la piazza e percorriamo la strada in discesa che porta alla spiaggia di Marina Grande. Lungo il percorso, incontriamo la Chiesa Parrocchiale di Scilla, la Chiesa Matrice. Arriviamo all’ingresso al Castello Ruffo (aperto tutti i gg 9.30-13.40 e 15 – 19; intero € 2, gratuito fino a 10 anni), un’imponente fortificazione che domina il promontorio che divide le due spiagge di Marina Grande e Chianalea. Le prime testimonianze di un avamposto fortificato per difendersi dagli attacchi dei pirati risalgono al 493 a.C. Danneggiato da un terremoto nel 1783 e nel 1908, è stato in seguito restaurato. La parte superiore ospita il faro della Marina Militare. All’interno, invece, è ospitato il Centro Regionale per il recupero dei Centri Storici Calabresi. Fulcro del divertimento è invece la bella spiaggia di Marina Grande, lunga 800 metri, con tratti attrezzati e altri liberi. La sera, il lungomare si anima grazie ai locali, tra bar e ristoranti, che costellano la via. E, a proposito di cibo, Scilla è famosa per i suoi piatti di pesce, sempre freschissimo.


CALABRIA

Veduta del borgo con il Castello dei Ruffo

Le acque cristalline lambiscono il borgo

Secondo giorno CHIANALEA, LA PICCOLA VENEZIA

INVOLTINI DI SPADA ALLA SCILLESE

Una giornata da vivere con lentezza, per visitare Chianalea, splendido borgo di pescatori a nord del territorio comunale di Scilla. Viene chiamata “piccola Venezia” per la caratteristica delle sue abitazioni, lambite dalle acque del mare e separate le une dalle altre da strette viuzze che si possono percorrere solo a piedi o in bicicletta. L’attività principale qui è la pesca e non è difficile ammirare i pescatori all’opera con le loro reti. Chi lo desidera, può provare anche l’emozione di partecipare a una battuta al pesce spada a bordo di una “Passerella”, la caratteristica motobarca che prende il nome dal ponticello di 20 metri che sporge dalla prua e dotata di un’antenna traliccio per l’avvistamento. Una delizia da non perdere è il panino con il pesce spada che si gusta da Civico 5 (Via Grotte 5, tel 346/1720399), un bar paninoteca che lo propone in diverse varianti. La giornata termina con qualche ora di relax presso il Lido Chianalea, l’unico con la barriera antimeduse, che sorge presso Cala delle Feluche. Gli amanti delle immersioni, invece, possono esplorare i fondali con gli esperti del Scilla Diving Center (www.scilladiving.it).

INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 800 gr di pesce spada in fette sottili, 6 pomodori pelati, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo tritato, capperi e olive verdi, 1 peperoncino rosso piccante, olio Evo, ½ tazzina di aceto di vino bianco, sale e pepe, 2 cucchiai di pangrattato e 2 di parmigiano grattugiato.

INFO: www.reggiocalabriaturismo.it/scilla www.lachianalea.it/noturismo.it COME ARRIVARE

In auto: autostrada Salerno-Reggio Calabria, uscita Scilla. Dal centro del paese, proseguendo verso Marina di Scilla, dopo pochi minuti si arriva a Chianalea. In treno: collegamenti per Scilla dalle stazioni di Reggio Calabria, Lamezia Terme e Villa San Giovanni. In aereo: collegamenti dalle principali città italiane per gli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria.

PREPARAZIONE Spezzettate l’aglio e soffriggetelo con l’olio in un tegame. Aggiungete i pomodori pelati a filetti, il prezzemolo tritato, le olive a pezzetti, i capperi, il peperoncino e un pizzico di sale. Cuocete fino a ottenere una salsina. In una terrina unite il pangrattato, il parmigiano, altro prezzemolo tritato, sale e pepe e un goccio d’olio e uno di acqua. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo. Eliminate la pelle dalle fette di spada, distribuite il composto su ognuna, avvolgetele su loro stesse e chiudetele con uno stecchino. Bagnate gli involtini con l’aceto e metteteli a cuocere nella salsa. IL VINO Armacia IGT della Costa Viola. Dove comprare: Casa Vinicola Criserà, via Militare 10, Catona (RC). Tel: 0965/302683 - www.vinicrisera.it

DOVE MANGIARE

Lo Scoglio di Ulisse - Splendido ristorante ospitato in un antico palazzo, in posizione unica. I pasti sono serviti in estate sulla pedana a mare posto di fronte al locale. Menù raffinato con piatti di mare e primi tradizionali arricchiti con spezie calabresi. Ampia carta dei vini. Costo medio a persona da € 60, bevande escluse.

DOVE DORMIRE

Hotel U’Bais**** - A breve distanza dalla spiaggia, è arredato con mobili d’epoca e immagini della storia di Scilla. A 100 metri, ristorante dell’hotel con specialità calabresi. Doppia da € 80, tripla da € 95. Via Nazionale 65, Scilla Tel: 0965/704300 - www.ubais.it

Via Annunziata 91, Chianalea di Scilla Tel: 340/8461707

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MARZAMENI

Piazza Regina Margherita

Resti della città greca nell’Oasi Faunistica di Vendicari

L’ANTICA TONNARA Il suo nome deriva dall’arabo Marsa al hamen è significa “rada delle tortore”. Il perché è facilmente intuibile soprattutto in primavera, quando questi delicati uccelli si fermano numerosi nel centro storico. Marzameni, situato nell’estrema parte meridionale della Sicilia, in provincia di Siracusa, ha origini che risalgono attorno all’anno Mille, quando il primo insediamento arabo si è sviluppato intorno a una tonnara, principale fonte di sostentamento per i pescatori. In seguito, la tonnara di Marzameni è diventata la seconda più importante della Sicilia, dopo quella di Favignana, ed è stata dismessa solo pochi anni fa, rimanendo comunque un’attrazione per quanti si lasceranno incantare da questo borgo dal fascino antico, dalle atmosfere quasi africane. Proprio il tonno è uno degli ingredienti principali della cucina locale e viene ancora cucinato secondo tradizioni antichissime. Tra le eccellenze, ci sono anche i pomodori ciliegino di Pachino e il celebre Nero d’Avola. Un’altra

La costa dell’Oasi 64 Faunistica di Vendicari

caratteristica di Marzameni, inoltre, è quella di essere divisa in due parti, di cui una appartiene al Comune di Pachino e l’altra a quella di Noto. Il nostro percorso di visita parte dalla centrale Piazza Regina Margherita, cuore del borgo marinaro. Qui si affaccia il Palazzo del Principe di Villadorata, residenza estiva del nobiluomo proprietario della tonnara, che domina la piazza e due chiese, entrambe dedicate al patrono della città, San Francesco di Paola. Tutt’attorno, si sviluppano le case dei pescatori, che accompagnano il visitatore verso i due porticcioli di Fossa e Balata. Quest’ultimo, in particolare, ha fatto da set a registi del calibro di Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores e i fratelli Taviani. Di fronte si trovano le piccole e incontaminate Isola Grande e Isola Piccola. Proprio le spiagge lambite dal mare turchese sono un’altra eccellenza del borgo. Di fronte si trova la Spinazza, in parte libera e in parte attrezzate. Poco distante, spicca la bella spiaggia di Pachino con la sua sabbia candida.


SICILIA

La Torre Sveva

La tonnara di Vendicari

Secondo giorno L’OASI FAUNISTICA DI VENDICARI In poco più di un quarto d’ora, percorrendo prima la SP85 e poi la SP19 da Marzameni e Noto, arriviamo alla Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari (www.riserva-vendicari.it) una spettacolare zona umida costiera di 1450 ettari istituita nel 1984 e habitat naturale di aironi, cigni reali, oche e fenicotteri e altri uccelli migratori che nidificano nelle aree paludose. Il mare, invece, con fondali bassi ricchi di posidonia, è popolato da tartarughe marine e pesci multicolori. Si possono scegliere tre diversi itinerari da fare a piedi. L’Itinerario Verde, di circa 5 km, parte dalla Cittadella Maccari, vicino alla spiaggia di San Lorenzo, e tocca la Trigona, le Necropoli bizantine e la Tonnara di Vendicari. L’Itinerario Arancio, invece, si snoda per 4,38 km e consente di visitare la Tonnara, la Torre Sveva, a spiaggia di Vendicari e quella di Calamosche. Infine, l’Itinerario Blu, tocca la zona nord della Riserva, partendo dalla spiaggia di Eloro, gli scavi della città greca per poi arrivare alle spiagge di Marianelli e di Calamosche. INFO: www.marzameni.com www.siracusaturismo.net

COME ARRIVARE

Con auto a seguito si può raggiungere in traghetto Palermo o Catania da Genova, Livorno, Civitavecchia e Napoli con Grimaldi Lines (www. grimaldi-lines.com ), TTT Lines (www.tttlines.com) e GNV (www.gnv.it). Si deve poi raggiungere Siracusa con la A19 Palermo-Catania in direzione Catania, poi si prende l’autostrada Siracusa-Gela, con uscita Noto e la SP19 seguendo le indicazioni prima per Pachino, poi per Marzameni.

CAVATELLI CON BOTTARGA, MANDORLE E CILIEGINI INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 500 gr di cavatelli freschi, o 300 di cavatelli secchi, 100 gr di bottarga di tonno, 50 gr di mandorle, 10 pomodori ciliegini, 2 spicchi di aglio, olio Evo, prezzemolo, pepe. PREPARAZIONE Fate rosolare in una padella l’aglio con l’olio EVO, poi aggiungete i pomodorini lavati e tagliati in quattro e fare cuocere a fuoco medio. A metà cottura, aggiungete le mandorle spellate e tagliate a pezzetti e fate cuocere ancora per 10 minuti. Nel frattempo, lessate i cavatelli, scolateli al dente e versateli nella padella con un po’ dell’acqua di cottura. Aggiungete una generosa spolverata di bottarga grattugiata. Saltate per un paio di minuti e servite con una spolverata di pepe e di prezzemolo tritato. IL VINO Nassa IGT delle Terre Siciliane, un bianco dal colore paglierino e dal sapore aromatico e fruttato. Dove Comprare: Feudo Ramaddini, Contrada Lettiera, Marzameni (SR). Tel: 0931/1847100 www.feudoramaddini.com

DOVE MANGIARE

Cortile Arabo - Lo chef Massimo Ciaquinta realizza piatti ispirati alla tradizione siciliana a base di pesce ed erbe provenienti dall’erbario del ristorante. Prezzo a persona da € 40 a € 55. Piazza Villadorata, Marzameni Tel: 0931/841678 - www.cortilearabo.it

DOVE DORMIRE

B&B Le Maree - Bella e curata struttura su tre livelli con camere di diversi tipi arredate in colori naturali, tutte con balcone privato con tavolo e poltroncine. A pochi passi dalla spiaggia. A disposizione, sala comune, piscina e ampia hall con vetrate a vista sulla baia. Doppia con colazione da € 100. Via Montoneri 18, Marzameni Tel: 327/4540457 - www.lemareebb.com

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BOSA

Salita al Castello Malaspina

Le tipiche case colorate vegliate dall’imponente Castello Malaspina

IL BORGO SUL FIUME Tra Alghero e lo stagno di Cabras, sorge Bosa, un borgo unico nel suo genere, le cui origini risalgono ai Fenici. Il centro abitato si sviluppa tra le rive del fiume Temo, l’unico navigabile in Sardegna, e la costa. L’ingrediente principe della cucina bosiana, quindi, non può essere che il pesce: ottimo il tonno alla bosana, ma anche il polpo all’agliata, l’aragosta, le cozze, la bottarga e la zuppa d’astice. Il piatto più antico di Bosa è invece S’Azzada, di origine fenicia. Si gusta freddo ed è a base di razza, aglio, aceto e pomodorini. Dall’interno arriva invece la favata, i formaggi e le ricette a base di agnello. Imperdibili i dolci, come le seadas e le friscionas, le frittelle lunghe e a spirale. Di qui passa anche la Strada della Malvasia, il vino dolce che bene si accompagna alla piccola pasticceria, ma anche ai formaggi. La nostra visita di Bosa parte dal maestoso Castello Malaspina che domina la città dal colle di Serravalle. Costruito dalla potente famiglia pisana dei nel 1112, si raggiunge in 15 minuti dal centro

Alba sul borgo 66

abitato, salendo tre lunghe scalinate, che attraversano le strette vie del borgo. All’interno delle mura si trova anche la chiesa di Regnos Altos, fatta edificare nel XVI secolo dagli aragonesi. Scesi dalla strada panoramica che costeggia il Temo, arriviamo nella città vecchia, con le splendide stradine di pietra e le case dai colori vivaci. Dall’altra parte del fiume, invece, si affacciano le abitazioni dei pescatori. Tenendo il borgo a sinistra arriviamo alla Cattedrale dell’Immacolata, del 1800. Lungo Corso Vittorio Emanuele II, ammiriamo splendidi palazzi adornati da stemmi e balconi in ferro battuto, tra cui Casa Deriu: sede del Museo Civico, ospita mostre dedicate all’arte contemporanea, come una collezione di dipinti e ceramiche di Melkiorre Melis, e all’artigianato locale, quali la filigrana e il filet, il tradizionale ricamo con l’ago su una rete a maglie larghe. Scendendo verso Bosa Marina, nei pressi della spiaggia si trova la Torre Aragonese, una delle più grandi della Sardegna, decorata all’interno in stile catalano-aragonese.


SARDEGNA

Il colle di Serravalle con il castello Malaspina

La torre del castello Malaspina

Secondo giorno A SCOPRIRE LE SPIAGGE PIÙ BELLE

FRITTELLE LUNGHE DI BOSA

Tutta la Sardegna è famosa per le sue spiagge e Bosa non fa eccezione. Ecco, allora, una seconda giornata dedicata alla scoperta di quelle più belle. Oltre a Bosa Marina, la spiaggia cittadina, c’è la splendida Cala di Compoltitu, una mezzaluna di sabbia candida lambita da acque cristalline circondata da una fitta vegetazione. Si raggiunge in auto percorrendo la strada da Bosa verso Alghero. All’altezza del Km 5 si parcheggia l’auto in uno spiazzo e ci si incammina a piedi per circa 10 minuti in direzione della spiaggia. Sempre prendendo la strada verso Alghero, dopo circa 7km si arriva invece alla spiaggia di Torre Argentina con calette divise da scogli e un fondale ricco di pesci, ideale per gli amanti dello snorkeling. A circa 4 km da Bosa si trova anche la spiaggia S’Abba Druche, con il suo mare verde azzurro e i fondali rocciosi. È anche un importante sito archeologico per le sue vasche risalenti al periodo nuragico.

INGREDIENTI (PER 6 PERSONE) 750 gr di farina 00, 250 gr di farina di semola, 1 cubetto di lievito di birra, 3 cucchiai di zucchero, 1 bicchierino di acquavite o di liquore all’anice, 1 uovo, 400 ml di latte, 300 ml d’acqua, scorza grattugiata di 1 arancia e di 1 limone, 1 pizzico di sale, zucchero semolato

INFO: www.bosaonline.com

PREPARAZIONE Mescolate i due tipi di farina con l’acqua tiepida e il sale e lavorate l’impasto finché non diventa elastico. Aggiungete l’uovo e lo zucchero e continuate a impastare. Sciogliete il lievito nel latte tiepido, poi aggiungetelo all’impasto. Aggiungete anche la scorza di arancia e di limone e il liquore. Lasciate lievitare per circa 90 minuti. Mettete un imbuto nell’acqua calda, poi riempitelo con il composto. In una padella mettete l’olio per friggere e lasciate colare l’impasto dall’imbuto creando delle spirali. Girate le frittelle per cuocerle da entrambi i lati. Servite con una spolverata di zucchero semolato. IL VINO Malvasia di Bosa DOC Dove Comprare: Cantina Columbu, via Carmine 104, Bosa. Tel: 0785/605827 www.malvasiacolumbu.com

COME ARRIVARE

La Sardegna si raggiunge in traghetto con auto a seguito sulle linee Livorno-Olbia, CivitavecchiaOlbia o Genova-Porto Torres. In auto: da Olbia, SS199, poi al bivio per Mores SS131 e al km 148 bivio per Macomer-Bosa. Da Porto Torres: SS131 e al km 148 bivio Macomer-Bosa. Da Oristano, SS292 in direzione Cuglieri-Tresnuraghes-Bosa Marina. Da Alghero, SP42 seguendo le indicazioni per Bosa.

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Via Sant’Ignazio 33, Bosa Tel: 0785/374129 - www.ristorantebosa.it

Via Lungo Temo De Gasperi 45, Bosa Tel: 0785/377058 - www.albergo-diffuso.it

Ristorante Borgo Sant’Ignazio - Ai piedi del castello Malaspina offre piatti di pesce e tipici bosiani, con pasta fatta in casa. Prezzo medio da € 25 a € 50.

Hotel Corte Fiorita Albergo Diffuso*** - Distribuito in tre diversi edifici storici, si affaccia sul fiume Temo ed è a pochi passi dal borgo medievale e dal mare. Doppia da € 94,50; tripla da € 108.

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CASTELSARDO

Castelsardo si affaccia sul Golfo dell’Asinara

Il porto di Castelsardo si affaccia sulle acque trasparenti 68


SARDEGNA

La torre al tramonto

Le case colorate del borgo

LA ROCCA SUL MARE Bandiera Blu del Touring Club Italiano e terzo posto tra i “Borghi più belli d’Italia”, Castelsardo è un borgo marittimo del Nord della Sardegna arroccato su un promontorio che si affaccia sul Golfo dell’Asinara. Si divide in Pianedda (la parte più moderna) e Casteddu, e il quartiere antico della Cittadella dove si sviluppano le case dai muri colorati. La visita al borgo medievale inizia dal Castello dei Doria, che domina il promontorio: costruito dalla nobile famiglia genovese nel XII secolo, consente di ammirare un panorama superbo della costa settentrionale e l’isola dell’Asinara. Il castello ospita il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, che mostra la storia dell’intreccio a spirale e dell’intreccio a incrocio, usati ancora oggi per realizzare tetti, stuoie, cesti e nasse per la pesca. Tra gli edifici religiosi, meritano una sosta la Chiesa di Sant’Antonio Abate, patrono della città. Costruita nel 1503, è visibile dal mare grazie al suo campanile in maioliche colorate. Poco più avanti, la Chiesa di Santa Maria è sede della Confraternita di Santa Croce e custode delle sacre rappresentazioni della Settimana Santa. Tra i molti tesori qui conservati c’è il famoso Cristo Nero, un crocifisso di legno del Trecento che viene portato in processione durante la festa di Lunissanti. Dopo una visita al borgo, è ora di pranzo. A fare da principe alla tradizione culinaria sono il pesce e i crostacei. In estate, sulle tavole domina l’aragosta alla castellanese, ma anche la zuppa alla castellanese, a base di pesci di scoglio. Ottimo anche il risotto al nero di seppia. In pomeriggio ci possiamo godere la spiaggia. Tra le più belle c’è Lu Bagnu, che nasce all’estremità del Golfo dell’Asinara, mentre a est del centro storico, si trova invece Cala la Vignaccia circondata da una natura selvaggia e con fondali verde azzurri, ideali per lo snorkeling. Il Castello dei Doria

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La Roccia dell’elefante

Il Nuraghe paddaggiu

Secondo giorno QUATTRO PASSI NEL NEOLITICO Da Castelsardo prendiamo la SS134 per Sedini. Dopo circa 4 km, appena dopo l’incrocio per Valledoria, spunta la famosa Roccia dell’Elefante, dalla caratteristica sagoma che ricorda un pachiderma. Di fronte, si trovano due Domus de janas, le leggendarie “case delle fate”, nelle quali sono conservati alcun bassorilievi. Proseguendo per Valledoria, dopo circa 1 km, arriviamo al Nuraghe Paddaggiu, un nuraghe monotorre tra i meglio conservati della Sardegna del Nord. Attorno alla torre, in direzione nord, si trovano i resti di un villaggio di capanne. Un’altra bella escursione da fare in giornata è quella che da Castelsardo porta alla cima di Monte Ossoni, che si raggiunge percorrendo per circa 20 km la SS134). Qui si trova la Muraglia Megalitica di Monte Ossoni, lunga 58 metri e alta 2,4 e costruita con grossi massi. Risale al III millennio a.C ed era posta a difesa di un villaggio preistorico. INFO: www.castelsardoturismo.it

ZUPPA DI PESCE ALLA CASTELLANESE INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 2 kg di pesce tra polipo, seppie, orata, scorfano, triglie, cozze, vongole e granchi, 1 bicchiere di vino bianco secco, 500 gr di pomodori pelati, 1 cipolla, 3 spicchi d’aglio, 1 peperoncino rosso, olio Evo, sale e pepe. PREPARAZIONE Sbucciate l’aglio, affettate la cipolla e soffriggeteli nell’olio di oliva. Fate imbiondire, poi aggiungete prima il polipo e le seppie puliti e tagliati a listarelle. Fateli rosolare e sfumate col vino bianco. Schiacciate i pelati con una forchetta e aggiungeteli, mettete anche il peperoncino intero. Aggiungete le orate, gli scorfani e le triglie. Aggiungete a mano a mano che proseguite nella cottura qualche mestolo di acqua calda. Salate e pepate e lasciate cuocere senza mescolare per non rompere il pesce. Negli ultimi minuti di cottura, aggiungete anche le vongole e le cozze pulite. Servite calda accompagnata da fette di pane abbrustolito e con una goccia di olio di oliva. IL VINO Juliola Isola dei Nuraghi, un bianco secco dal colore paglierino. Dove comprare: Azienda Vitivinicola Ligios, C.so Europa 111, Valledoria (SS). Tel: 329/6724241 - www.cantinaligios.it

COME ARRIVARE

La Sardegna si raggiunge in traghetto con auto a seguito sulle linee Livorno-Olbia, CivitavecchiaOlbia o Genova-Porto Torres. In auto: Da Porto Torres si prende la SS200 seguendo per Castelsardo. Da Olbia: SS 125 Arzachena-Palau. Da Palau si seguono le indicazioni per Santa Teresa di Gallura e poi per Castelsardo. Da Sassari SS 131 per Porto Torres e SS200 per Castelsardo.

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DOVE MANGIARE

Il Cormorano - In splendida posizione, ai piedi della rocca medievale, offre un menù che varia a seconda delle stagioni, di carne e di pesce. Ricca carta dei vini. Menù a pranzo da € 20; alla carta da € 44. Via Colombo 5, Castelsardo Tel: 079/470628 - www.ristoranteilcormorano.net

DOVE DORMIRE

Hotel Rosa dei Venti*** - Situato di fronte alla bella spiaggia di Lu Bagnu, offre camere ampie e spaziose, alcune con vista mare. Tutte dispongono di wi-fi gratuito e TV satellitare. Family room da 3 o 4 posti per chi viaggio coi bambini. Doppia con colazione da € 109, doppia con vista mare da € 114. Corso Italia 47, loc. Lu Bagnu (Castelsardo) Tel: 079/474255 - www.hotelrosadeiventi.com


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IN THE WORLD

LA PERLA DEI CARAIBI

“I viaggiatori dicono sempre ‘Andiamo’, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole”. (Charles Baudelaire) ... nuvole che hanno il profilo dell’incantevole isola caraibica

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REPUBBLICA DOMINICANA di Silvana Lattanzio Foto: Pierluigi Benini

Questo è un viaggio che non può mancare nell’esperienza di una vita per l’incanto dei suoi mari, il fascino della sua storia, l’accoglienza dei suoi abitanti. Siamo in Repubblica Dominicana, un’isola che si allunga come una bella signora tra l’Oceano Atlantico a nord e il Mar dei Caraibi a sud, e l’unico confine terrestre con la Repubblica di Haiti a ovest, dalla quale si è resa indipendente nel 1844. Meta sicura, come conferma il sito “Viaggiare Sicuri”, a cura del Ministero degli Esteri e dell’ACI, e non è certezza da poco. Spiagge tra le più belle al mondo, con oltre 1.600 km di costa, non sono solo queste le sue bellezze, con le sue foreste tropicali, palmeti, mangrovie, l’arte, la movida e la sua gastronomia. E un clima che varia, al netto della stagione delle piogge e dei monti, tra i 15 e i 25°C. Ma da dove cominciare? Cosa vedere? Prima tappa: Santo Domingo, la capitale, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Coi suoi quasi 3 milioni di abitanti, è una vera e propria città, centro di storia, cultura e divertimento. È qui che si trova la Casa di Cristoforo Colombo, che con le sue 3 caravelle sbarcò sull’isola nel 1492 costituendo il primo insediamento europeo nelle Americhe.

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Col monumento a lui dedicato, rappresenta il simbolo della scoperta dell’America. Bella e vibrante la sua vita notturna; un salto da La Alpargateria permette di vedere qualcosa di particolare: all’interno di un negozio di espadrillas, in un cortile delizioso, c’è un bar ottimo per gustare tapas e bere drinks. Si va a Casa Alfarera per le ceramiche artigianali e al Museo dell’ambra per ammirare i gioielli. DOVE DORMIRE: Casa Museo El Beaterio, nella parte storica della città, è un ex convento del XVI secolo, con patio interno e a soli 10 minuti dalla spiaggia. L’arredamento, con mobili in ferro battuto e travi a vista, preserva la sua aria antica abbinata però ai comfort moderni quali l’aria condizionata e la connessione Wi-fi (gratuita). Carte di credito accettate: tutte. Non servono per la prenotazione, si paga nella struttura. Doppie a partire da 98 euro. Animali ammessi: sì. Calle Duarte 186, Ciudad Colonial – Santo Domingo. Tel. 001. 809. 687.8657 www.elbeaterio.fr Seconda tappa: Penisola di Samaná. Dopo circa 3 ore di auto (per noleggio: www.carflexi.com/SantoDomingo o rivolgersi alle principali 102


compagnie Europcar/Hertz) si raggiunge la parte nord-est dell’isola, a Las Terrenas della Penisola di Samaná. Un susseguirsi di bellissime baie, come Playa Coson con palme fin sulla spiaggia e parchi naturali. Spettacolare è il Salto el Limon, una cascata di 40 m dall’alto della Sierra di Samaná, a soli pochi km di distanza, direzione Las Galeras. Chilometri che si addentrano nella giungla e che si possono fare a piedi o a dorso di cavallo in un percorso estremamente suggestivo. DOVE DORMIRE: Acaya, casa coloniale in legno a gestione francese, a 15 minuti da Las Terrenas. A Playa Bonita è possibile fare immersioni, surf e snorkeling nelle meravigliose acque cristalline. Wi-fi gratuito. Playa Bonita, Las Terrenas 32000 Tel. 001.849.246.3238 www.hotels.com Terza tappa: Cabarete. Paradiso per chi pratica kite surf grazie alle brezze moderate e alla presenza di numerose scuole sulle spiagge. Il cielo si tinge di mille colori, davvero uno show suggestivo! Tanti i locali sulla spiaggia, che di sera si riempiono di vita e di turisti dando a Cabarete un’aria internazionale.

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DOVE DORMIRE: Casa Maravilla Beachfront Eco Lodge, piccoli lodge attorno alla piscina, a due passi dal mare, con spiaggia privata circondata da giardini tropicali; un’altra piscina lagunare con due vasche idromassaggio. Doppie a partire da 76 euro. Animali ammessi: sì. Stanze per non fumatori: sì. Wi-fi gratuito. Calle Paseo del Sol, Perla Marina 57000 Tel. 001.809.221.7415 www.cabarete-ecolodge.com Quarta tappa: Puerto Plata. È proprio qui che sbarcò Cristoforo Colombo e infatti è proprio qui che si trovano tracce dei primi insediamenti. La località è ricca di case di fine Ottocento in stile neoclassico e vittoriano che danno un particolare fascino al luogo. Le belle spiagge della Costa Daurada, la teleferica che porta sul monte Isabel de Torres, con una statua di Cristo che a braccia aperte accoglie i visitatori, e la vista panoramica sulla città completano le motivazioni per visitare il posto. DOVE DORMIRE: Casa Colonial Beach & Spa. È tra i più eleganti hotel dominicani, a soli 200 metri dal golf club di Playa Daurada. Doppie a partire da 200 euro. Wi-fi gratuito. Playa Daurada 57000, Puerto Plata. Tel. 001.809.320.3232 www.casacolonialhotel.com PER I PIÙ SPORTIVI: UNA CORSA LUNGA 100 KM Ogni anno, in giugno, si svolge una gara in 5 tappe che porta a correre nei posti più selvaggi dell’isola: è la 100 km del Caribe. Aperta a tutti, possono partecipare camminatori, nordic walker e podisti, sempre a stretto contatto con la natura. Per info: www.100kmdelcaribe.com 104

COME ARRIVARE: con voli di linea Iberia (quindi la 1a tratta è Milano-Madrid) o Air France (Milano-Parigi) che raggiungono l’Aeroporto di Santo Domingo.


RICETTE DI VIAGGIO

LA BANDERA INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 1 kg di carne bovina, 2 limoni, 800 g di riso, 2 peperoncini verdi, 1 cipolla rossa tagliata a rondelle, 2 pomodori tagliati in quarti, 7 cucchiai di olio di oliva, 2 cucchiai di salsa di pomodoro concentrata, ½ aglio tritato, ½ cucchiaio di zucchero, sale, 400 g di fagioli rossi, 400 g di costine di maiale, 1 dado di carne, origano e sedano. PREPARAZIONE Cospargere la carne di sale, pepe e origano, aggiungere cipolla e peperoncini, lasciare marinare per un’ora. Soffriggerla poi in pentola con olio, aggiungendo acqua. Quando si rapprende, aggiungere la salsa, l’aglio, il sedano, un po’ d’acqua con dado. Quando è evaporata aggiungere i fagioli e girare fino a consistenza cremosa. A parte, fate bollire 700 ml di acqua e versate il riso. Quando è evaporata, abbassare la fiamma e far bene asciugare coprendo con un panno. Servire in un unico piatto.

PROGETTO BENEFICO Runner de Luz è un progetto che vuole aiutare i bimbi orfani e disabili della Fundación Proyecto Ayuda al Niño de Luz. Promosso da Mariluz Vinas, ideatrice della 100 km del Caribe, e da Daniele Barbone; i fondi raccolti andranno a questa casa/ospedale, oasi di cure e amore che vive di sola beneficienza. Per info: www.runnerdeluz.org 105


DALLA GERMANIA

LE CITTÀ

Siegestor (arco della vittoria)

MONACO DI BAVIERA - DA 500 A 1000€ Una città che regala sogni è Monaco di Baviera, capitale della Baviera. Con Berlino e Amburgo è una delle città tedesche più visitate. Monaco è storia, arte, architettura e con un passato alle spalle che possiamo definire eroico. Dunque cosa visitare una volta lì? Sicuramente il centro storico, un’isola pedonale dove, nella piazza centrale, potrete ammirare il vecchio e il nuovo municipio; sulla facciata di quest’ultimo, l’orologio-carillon è uno spettacolo senza tempo. I temerari invece possono provare a salire i 306 gradini del vecchio municipio per ammirare Monaco dall’alto. Uno dei palazzi più grandiosi di tutta Europa è il Palazzo Reale. L’interno ha degli affreschi che vi toglieranno il fiato dalla bellezza. Una visita la merita la Cattedrale di Nostra Signora, un edificio imponente che incute quasi timore. All’interno pensate c’è una piastrella con l’orma del Diavolo, dovuta a un’antica leggenda risalente ai tempi della costruzione della Cattedrale. Non perdetevi i vari musei a Monaco uno tra tutti il museo 106

della scienza e tecnologia. Andate alla torre della chiesa di St. Peter e raggiungete la terrazza panoramica si può godere della panoramica più bella di tutta Monaco di Baviera. Anche la chiesa Asam, capolavoro del rococò bavarese dev’essere vista. All’interno sarete impressionati dagli stucchi e dall’oro utilizzato. Per gli appassionati di storia medioevale, infine, dal 14 al 30 luglio si terrà il torneo cavalleresco di Kaltengerg: una grande festa dove i cavalieri si combatteranno senza sosta e un mercato medioevale con musicisti, ballerini, artisti e artigiani E dunque che aspettate? Gute Reise. INFO Raggiungibile facilmente dall’Italia con l’aereo molte le compagnie di linea e low cost Alitalia e Lufthansa volano giornalmente su Monaco, mentre tra i voli low cost Tui e AirBerlin che se prenotate con largo anticipo offrono biglietti a circa 180,00€ a/r. Consigliamo di acquistare la München City Tour Card, la carta turistica di Monaco, per un soggiorno più conveniente. L’Eder Hotel**, in posizione centrale, è un’ottima sistemazione dove riposare.


ALLA LETTONIA

DELL’ESTATE

Linea del tram

INNSBRUCK, AUSTRIA - DA 900 A 1200€ Qui apriamo un capitolo a parte e parliamo della “Capitale delle Alpi”, la preferita dagli amanti degli sport invernali. Quella che ha ospitato due volte le Olimpiadi. Ma non pensate che non meriti una visita in piena estate. La capitale storica del Tirolo vi incanterà con i suoi palazzi del Cinquecento, le sue chiese gotiche e barocche. Cosa visitare? La torre civica, per esempio, per poter ammirare dalla piattaforma panoramica l’intera valle e i suoi meravigliosi monumenti. Chi è stato precedentemente a Innsbruck vi avrà parlato del simbolo di questa città, il Goldenes Dachl, il noto tettuccio d’oro, chiamato anche la “loggia d’oro”. Costruito dall’imperatore Massimiliano I in occasione delle sue nozze per sopire le voci che lo davano senza soldi, questo Erker (finestra a golfo) è uno spazio esterno chiamato anche bay window (cioè “finestra a golfo”). Serviva e serve a ottenere uno spazio in più ottenendo una sorta di piccola “baia esterna” quadrata o poligonale. Pensate che è coperto da ben 2.657 tegole di bronzo ricoperte d’oro.

I parapetti sono stati affrescati da Kolderer e Turing il Vecchio, e ritraggono l’imperatore Massimiliano I con le sue mogli Maria di Borgogna e Bianca Maria Sforza. Altro palazzo molto interessane è l’Hofburg, che vanta la bellissima Sala dei Giganti. Alzate gli occhi e ammirate i bellissimi affreschi. Un’altra cosa da vedere perché architettonicamente molto bello è il trampolino olimpico Bergisel Ski Jump Dovete prendere l’ascensore su rotaia che vi porterà fino alla base del trampolino, dove un altro ascensore vi farà raggiungere la cima da cui potrete ammirare uno spettacolare panorama. INFO Varie compagnie volano su questa località con più scali a circa 215,00 euro. Una volta sul posto vorrete provare le prelibatezze del ristorante Stiftskeller (Stiftsgasse 1-7, 6020 Innsbruck, Telefono: +43 512 570706), prezzo medio dai 15,00 ai 20,00€. Le stanze dell’Hotel Heimgartl (Hoher Weg 12 Muhlau, 6020 Innsbruck), a partire da 77,00€, vi accoglieranno in attesa della successiva escursione. 107


DUBROVNIK, CROAZIA - DA 500 A 1000€ Così vicina a noi e così diversa per tanti aspetti, la Croazia è un Paese che vanta un ricco patrimonio culturale ideale anche per chi cerca un soggiorno diverso, alternativo dove assaporare natura, mare, avventura e cucina squisita. Vogliamo focalizzare l’attenzione su Dubrovnik, conosciuta anche come la “Perla dell’Adriatico”. Una città giovane dall’energia vibrante con il suo centro storico riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, ricco di tesori architettonici. Dubrovnik è fra le destinazioni più amate e visitate di tutto il Paese. Andate a vedere il Palazzo del Rettore e il monastero Francescano. Non mancano musei, gallerie, negozi e ristoranti dove assaporare un’ottima cucina. Ma per chi non si accontenta di visitare la città e cerca un po’ di relax ci sono le fresche acque cristalline del mare che lambiscono spiagge incantevoli.

La Fortezza di Lovrijenac

INFO Varie compagnie volano su questa località con più scali a circa 200,00€. Una volta sul posto mangiate al ristorante Cakum Pakum (Kaptol 10, Sarajevo 71000, Tel +387 61 955 310), con prezzi variabili dai 10,00 ai 15,00€. Per riposare è ideale Apartments Casa United** (Branilaca Sarajeva 19, Sarajevo), a partire da 39,00€ a notte.

Sarajevo

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INFO Voli su Ragusa (Dbv) Lufthansa da 250,00€. Una volta sul posto potete rifocillarvi al Restaurant Dubrovnik (Marojice Kaboge 5, Dubrovnik 20000), con prezzi che variano partono dagli 8,00 fino ai 33,00€. Il Cocoon Hostel & Apartments (Josipa Kosora 40, Lapad 2000 Dubrovnik), vi ospiterà a partire da 65,00€ a notte e durante la permanenza potrete anche usufruire di Wi-Fi gratuito.

SARAJEVO, BOSNIA-ERZEGOVINA - DA 500 A 1000€ Conosciuta come la “Gerusalemme dei Balcani”, è per antonomasia la capitale della cultura, ricca di monumenti: la bellissima cattedrale del Sacro Cuore, le moschee (meravigliosa la moschea di Re Fahd), la sinagoga, la cattedrale serbo-ortodossa. Tanti i ponti ricchi di passato, suggestivi e dal fascino unico. Da non perdere il VRBANJA BRIDGE conosciuto anche con il nome di “ponte della morte”. Una nomea dovuta alle vittime della guerra, tra le quali ragazzi come l’italiano Gabriele Moreno Locatelli. Oppure Suada Dilberovic, o Bosko e Admira, due fidanzati che volevano solo fuggire dalla guerra, morti abbracciati sul ponte. Tanti i musei da visitare come la Galleria Paleta, il Museo Nazionale della Bosnia e dell’Herzegovina, il Museo Terra, il Museo Storico, il Museo della Letteratura e Teatro delle Arti, il Museo Olimpico e il Museo Ebraico. Non mancano una vivace vita notturna e una cucina sorprendente.


CESKÝ KRUMLOV REPUBBLICA CECA - DA 400 A 800€ Tutti noi conosciamo la bellissima Praga. Ma credete la Repubblica Ceca offre luoghi altrettanto belli a poche ore dalla capitale. Come Český Krumlov, città nella regione della Boemia con un incredibile centro storico Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Český Krumlov è un luogo di grande fascino e bellezza che sfiora la perfezione. La chicca di questa città? È il castello di Český Krumlov, 40 edifici, 5 cortili e un giardino. Tutta l’ area è stata dichiarata Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO. Uno spettacolo meraviglioso. All’interno del castello c’è un teatro barocco di bellezza indescrivibile. Al fine di conservarlo viene utilizzato una sola volta all’anno. Dalla torre si può godere di un panorama sulla città senza uguali. INFO Voli su Praga con Easy Jet da euro 102,00€. Una volta sul posto passate da Na Ostrove (Na Ostrove 71, Cesky Krumlov) per assaggiare òe specialità locali a prezzi contenuti. L’Hotel Tiffany** (Rooseveltova 31, Cesky Drumlov), è l’ideale per soggiornare a partire da 45,00€ a notte.

STOCCOLMA, SVEZIA - DA 600 A 1000€ Bellissima da visitare in estate, la capitale svedese è ritenuta da molti una città poco ospitale. Al contrario è una delle più belle del mondo e gli abitanti sono ospitali e cortesi. Il cuore storico è tutto racchiuso nella Città Vecchia, un minuscolo spazio dove serpeggiano vicoli stretti e ancora di pietra. Sono tantissime le cose da vedere a Stoccolma: dal Palazzo Reale (Kungliga Slottet) dimora ufficiale della famiglia reale, al Vasa Museet dove si può ammirare il vascello reale (Vasa) alto 54 metri con le sue 700 sculture in legno dorato e 64 cannoni in bronzo. Inabissatosi il giorno dell’inaugurazione, è stato recuperato intatto dopo 333 anni. Vicino al museo ci si può riposare al Galar Parken. All’arrivo vi consigliamo di acquistare la Stockholm Card con cui l’ingresso alla maggior parte dei musei è gratuito. Se decidete di visitarla nei primi giorni di giugno potrete assistere al tradizionale Stockholm Early Music Festival.

INFO Varie compagnie volano su questa località con più scali a circa 170,00€. Una volta sul post, il sempre affollato Kajsas Fisk (Hötorgshallen 3, 111 57 Stoccolma) vi delizierà con le sue specialità e i prezzi bassi. Il Park Inn by Radisson Stockholm Hammarby Sjostad (Middskeppsgat an 6 - Sodermalm 120 66 Stoccolma), ospita a partire da 80,00€ a notte.

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BUDAPEST, UNGHERIA - DA 600 A 1000€ Budapest, la Parigi dell’Est, una delle più belle città del Danubio riconosciuta dall’UNESCO “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. L’affiancamento a Parigi è dovuto al fatto che Budapest ricorda in qualche modo la capitale francese: il fiume che taglia la città, la collina che ricorda Montmartre. Ma Budapest una sua identità ce l’ha, eccome! Cosa vedere? Il quartiere Buda, la parte antica e nobile della città con il suo Palazzo Reale, la Chiesa di Mattia e scorci molto belli, palazzi maestosi, monumenti barocchi, cattedrali gotiche e altro ancora. Pest, la parte moderna e innovativa, esattamente il contrario di Buda: è smaniosa, disordinata, creativa. Visitate il Palazzo del Parlamento, il Duomo di S. Stefano, la grande Sinagoga. Per lo shopping più sfrenato andate in Viale Andrássy. Una visita la merita Il Museo di Belle Arti diviso in 6 sezioni: antichità greco-romane, collezione egizia, sculture, stampi e disegni, la galleria dei maestri antichi e quella dei maestri contemporanei. INFO Voli Wizz Air da euro 50,00€. Una volta sul posto, il Bors GasztroBar (Kazinczy utca 10, Budapest 1075), offre prezzi abbordabili dai 10,00 ai 20,00€. Il Sig. Stefano, un italiano del posto (info@dunaflat.com – Tel. +36 203766582), affitta camere a partire da 30,00€ al giorno.

INFO Voli diretti con Easy jet da euro 194,00€. Una volta sul posto, una visita al ristorante Atitamos Solonos & Kapodistrou (2 | Solonos & Kapodistrou 2, Atene 10677), è l’ideale per assaggiare piatti locali con prezzi dai 10,00 ai 20,00€. Il Best Western Pythagarion*** (28 Agiou Kon Standinou Street 10437, Atene), offre alloggio a partire da 67,00€ a notte comprensivo di Wi-Fi gratuito.

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ATENE, GRECIA - DA 800 A 1200€ Quando parliamo di Atene la nostra mente va all’Acropoli. Non a caso entrambe sono Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Vi riportiamo solo una minima parte di ciò che non dovete perdervi: il quartiere Plaka, una delle mete turistiche più frequentate, con isole pedonali, centri culturali, monumenti. Ricco di attività, ristoranti e negozi, si trova proprio sotto l’Acropoli. Monastiraki, quartiere pittoresco, famoso per il mercato delle pulci, ricco di negozi e bancarelle, facilmente raggiungibile a piedi o con la metropolitana dalle stazioni di Syntagma e Omonia. A Thisio potrete ammirare l’antica Agorà, l’importante area archeologica ai piedi dell’Acropoli. Psiri, quartiere molto amato dai giovani e soprannominato la Soho di Atene, è una delle zone più antiche a soli 10 minuti di cammino da Plaka. Altro interessante quartiere è Gazi, trendy, frequentato dagli amanti della notte: discoteche all’aperto, cinema, ristoranti, bar e teatri.


BERGEN, NORVEGIA - DA 800 A 1200€ Non potevamo non parlarvi della magnetica Bergen, cittadina bellissima in mezzo ai fiordi decretata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Due sono le zone di interesse, Vågen e Bryggen, una di fronte all’altra e separate da una insenatura della baia. L’antico quartiere è uno dei siti più belli e notevoli da vedere. Consigliata la Fortezza di Bergen, risalente all’XI secolo, costruita dai sovrani del regno di Norvegia. È molto vasta e se volete fare una visita completa serviranno almeno 3 ore. Altro luogo meritevole è la Chiesa di Santa Maria, l’edificio religioso più antico (XII secolo). C’è poi il quartiere di Vågen con le sue stradine, i vicoli stretti e le pittoresche case di legno che si riversano sul porto. Qui visitate il famoso Mercato del Pesce, dove è d’obbligo degustare le ostriche crude. Immancabile la visita all’acquario di Bergen ricco di tantissime specie di fauna marina, anche tropicale. Infine, la Residenza estiva di Damsgård è forse uno dei palazzi reali più belli della Norvegia. INFO Voli con Sas da 300,00€. Una volta sul posto, lo Spisekroken (Klostergaten 8, Bergen 5005), è l’ideale per gustare piatti con prezzi variabili dai 10,00 ai 30,00€. Il Bergen Budget Hotel (Kong Ocarsgate 29, Bergen) ospita a partire da 77,00€ a notte e offre Wi-Fi gratuito.

RIGA, LETTONIA - DA 900 A 1500€ Riga la capitale della Lettonia, la “gemma del Baltico” è la più grande città dei Paesi Baltici, ricca di storia e ideale da visitare in estate quando il clima, in genere molto rigido, raggiunge i 20 gradi. Cosa vedere una volta lì? La Cattedrale della Natività di Cristo, una delle più grandi cattedrali ortodosse con la facciata in stile neo-bizantino; il museo dell’Occupazione; il Vermanes Park, bellissimo parco attraversato da un corso d’acqua con romantici ponticelli. È possibile fare gite in barca a prezzi ahimè molto cari. Il cuore della città è la Riga Town Hall Square, piazza su cui prospetta il Palazzo delle Teste Nere, forse l’edificio più bello di Riga, e dominata dalla statua di Roland. Valgono la visita anche il Freedom Monument, simbolo dell’indipendenza dalla Russia e stranamente non abbattuto dai russi durante l’occupazione, e il “Nouveau Center di Riga”, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

INFO Voli con Air Baltic da 182,00€. Una volta sul posto, il ristorante Folkklubs Ala Pagrabs (Peldu iela 19, Riga 1050), vi porta a scoprire alcuni piatti locali con prezzi variabili da 8,00 a 15,00€. Il Rixwell Terrace Design**** (Dzirnavu Iela 2, Riga Lv 1010, Tel. +37 167828288) accoglie gli ospiti a partire da 65,00€.

Freedom Monument


Weekend in auto Agosto 2017  
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