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PENSIERI ON THE ROAD

I BORGHI, CUORI CHE TORNANO A BATTERE Due anni fa ero a Fabriano, a visitare l’antico laboratorio dove si fabbricava la famosa carta, poco distante dal Museo dei Pianoforti, e vidi una giovane famiglia che dai tratti somatici non erano di certo italiani. Mi avvicinai incuriosito e con il mio poco inglese gli chiesi come fossero capitati lì. Erano a Roma, forse per un impegno di lavoro a tempo, e quel giorno erano partiti dalla capitale, Caput Mundi, per visitare anche una parte d’Italia meno conosciuta, quella dei borghi. Erano viaggiatori che volevano conoscere, non solo turisti che volevano farsi stupire. Quanta civiltà in quella giovane famiglia. E noi? Noi tanto spesso non sappiamo cosa celano i nostri borghi, quanta storia si può leggere nelle loro piazze, nelle loro mura e perfino nei loro piatti e nelle loro ricette. Ma questo è l’anno dei Borghi, e noi abbiamo dedicato questo numero proprio a loro, a quelli più segreti della Toscana, a quelli più belli visti dall’occhio di un fotografo, ai 10 scelti da un viaggiatore che li ha visti quasi tutti, ai Borghi di mare visitati da Ulisse, che ce ne ha parlato in un’intervista impossibile... Ma quelli cui teniamo di più sono i borghi dell’Italia centrale così sfortunati, cuori fragili di questa nostra terra a cui vogliamo dedicare lo speciale di RICETTE DI VIAGGIO, cuori che dobbiamo far tornare a battere. E possiamo farlo tornando a visitarli, tornando a gustare i loro piatti, i loro prodotti, in cui si legge anche loro storia, che è anche la nostra storia. Quindi torniamo a Castelluccio per la fioritura, torniamo a Norcia, torniamo ad Amatrice ma non solo per far foto, ma per aiutare questi cuori d’Italia a battere sempre più forte.

CARO MINISTRO FRANCESCHINI, NON PERSISTA NELL’ERRORE Ponti, giorni di festa. Migliaia e migliaia di visitatori, di turisti, affollano i nostri musei, le nostre chiese, i nostri castelli… ed io mi sono trovato a rivisitare il Castello Sforzesco di Milano, che ogni volta mi sembra più bello. più grande, più “unico”. Tanta gente, tanti visi, tante voci, tanti commenti di cui uno mi è rimasto impresso. “Se ci trovassimo in un’altra nazione, ci farebbero pagare l’entrata almeno 15€.” E allora ho pensato che è bello vedere i musei pieni, e poi inorgoglirsene, ma perché invece di far entrare gratis nei giorni di festa, non far pagare soltanto un euro? Saranno passate almeno diecimila persone al Castello Sforzesco e sarebbero stati 10.000€ che avrebbero contribuito al suo miglioramento, a pagare i guardiani e via dicendo, o al restauro di altri siti minori e lasciati chiusi per mancanza di personale. Caro Ministro, io l’apprezzo per il suo piglio manageriale che sta dando ottimi risultati, ma mi creda, la nostra cultura vale almeno un euro, un solo euro che servirebbe a valorizzare di più ciò che si vede, e a farlo apprezzare anche al turista distratto.

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di Raffaele d’Argenzio


P O L O W E E K E N D P R E M I U M 2 017

EVENTS - PREMIUM COUNSELING

SOMMARIO > 03 Editoriale > 04 Sommario > 06 Scegli i BORGHI > 08 News > 09 Weekend Premium: Vivosa Resort, Salento Hotel Allegro Siracusa Wellnessresort Alpenschloss > 14 Auto Premium: Lamborghini Huracan > 16 Alfa Romeo 4C > 18 WHEN: 10 Borghi > 24 Borghi da guardare > 34 Sette Borghi segreti in Toscana > 42 Intervista impossibile: i Borghi di mare di Ulisse > 51 RICETTE DI VIAGGIO Borghi & Gusto: dal Castello di Bardi a Castelsardo > 63 All’Elba con l’Audi 5 Cabrio: Borgo Capoliveri > 70 A Megeve con la Infiniti Q60 > 78 A Lisbona con il nuovo Suv Peugeot 5008 > 86 I Suv in arrivo > 88 Arriva il Suv DS 7 Crossback > 90 DS 3 Performance > 92 AUTODONNA: Peugeot 108 > 94 Alpi con Gusto 4

> 99 WEEKEND GREEN: Essen > 104 IN THE WORLD: Il Perù > 111 Vivosa Resort

San Giovanni Lupatoto (VR) DISTRIBUZIONE Pieroni Distribuzione s.r.l. Via Cazzaniga, 19 - 20132 Milano

EDITORE E DIRETTORE RESPONSABILE

Raffaele D’Argenzio direzione@edizionidargenzio.com

Weekend in Auto è registrato presso il tribunale di Milano al N. 158 del 03/04/2009 ISSN 1723-5685 Tutti i diritti sono riservati.

HANNO COLLABORATO

Nicola D. Bonetti, Alessandra Borgonovo, Michela Colombo, Emanuele d’Argenzio, Manuela Fiorini, Vittorio Giannella, Silvana Lattanzio, Cristina Moiraghi, Michelle Newton, Giuseppe Ortolano, Carlotta Ruocco, Benedetta Rutigliano, Giancarlo Santarelli, Roberto Speranza, Anna Maria Terzi, Gigliola Terzi EDITORE

Edizioni D’Argenzio S.r.l. Via Giovanni Prati, 12 20145 - Milano Tel. 02 345 0719 STAMPA

MEDIAPRINT - via Brenta, 7

Manoscritti e foto restano di proprietà della Edizioni D’Argenzio S.r.l. anche non pubblicati, non verranno restituiti. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e foto.

IL NUMERO DI LUGLIO/AGOSTO SARÀ IN EDICOLA DA FINE GIUGNO

“WEEKEND IN” è presente, gratuitamente, negli hotel (quattro e cinque stelle) della catena PLANETARIA.


POLO

EEKEND PREMIUM.IT

SCEGLI IL TUO BORGO!

IN ITALIA CI SONO MILLE BORGHI, FORSE DI PIÙ. CI SONO DECINE DI CLASSIFICHE, FORSE DI PIÙ. MA QUELLI CHE IL POLO WEEKENDPREMIUM.IT HA DECISO DI PROPORVI PER PREMIARLI SONO QUESTI BORGO GREEN

Indicateci secondo voi quel è IL borgo che si distingue per la cura della sostenibilità, per il rispetto del territorio. Ha già ricevuto il premio WEEKEND GREEN il Borgo di Varese Ligure. I vostri voti premieranno il prossimo.

BORGO DA GUSTARE

Indicateci anche il borgo che avete visitato nei vostri weekend, dove avete gustato la migliore ricetta tradizionale, storica, realizzata con prodotti locali a km zero. Hanno già ricevuto il premio RICETTE DI VIAGGIO i borghi veneti produttori di vini biologici.

BORGO PATRIMONIO UNESCO

Pochi sanno che ci sono borghi italiani insigniti come siti Patrimonio Unesco. Ve ne proponiamo alcuni: - Castellabate, Campania (Parco del Cilento) - Cividale, Friuli Venezia Giulia - Positano, Campania (Costiera Amalfitana) - San Gimignano, Toscana (foto a destra) - Vernazza, Liguria (Cinque Terre) VOTATE I VOSTRI BORGHI PREFERITI METTENDO UN LIKE SULLA NOSTRA PAGINA FB “WEEKEND PREMIUM” E POI SCRIVENDO I NOMI DEI BORGHI SCELTI NEI VOSTRI WEEKEND!

I Borghi più votati entro il 15 GIUGNO saranno premiati in un evento a Milano a fine giugno. 6


VIVOSA APULIA RESORT****

MALDIVE DEL SALENTO

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er chi desidera scoprire angoli di paradiso non troppo lontani da casa perché non optare per un angolo di Puglia? A Ugento, in provincia di Lecce, nel profondo Salento, sorge il Vivosa Apulia Resort: un eco-resort quattro stelle in un parco naturale, tra dune di sabbia e mare cristallino. L’atmosfera è magica, la posizione è perfetta e i servizi sono tanti. Primo e unico “Antistress Resort” in Italia, Vivosa Apulia Resort realizza piani personalizzati per ogni singolo ospite in base ad una misurazione scientifica dello Stress attraverso il metodo EASE. L’intero Resort è dedicato alla formula Antistress, integrando offerta gastronomica naturale e bilanciata ad attività fisiche mirate, sedute yoga, pilates, meditazione e trattamenti tonificanti e rilassanti. Il raffinato Resort è in totale armonia con l’ambiente circostante e offre soluzioni per una vacanza adatta a tutta la famiglia. Relax e benessere per i più grandi e molte attività dedicate ai bambini: miniclub, campo Scout, parco giochi, giochi d’acqua in un’apposita piscina, laboratori di teatro, orto didattico e tante altre. Tra gli highlight c’è l’Ecokidspass, un nuovo modo per fare giocare i bambini a contatto con la natura. Tutto al Vivosa è “family friendly” come ad esempio il menù dedicato ai più piccoli nel ristorante principale. La grande SPA di 800 mq è una vera e propria oasi naturale, la cui filosofia è utilizzare i più pregiati prodotti del territorio per regalare un piacere assoluto. L’offerta della SPA prevede numerosi percorsi benessere e comprende tra le altre cose: biosauna, sauna finlandese, hammam,

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WEEKEND PREMIUM

docce emozionali, cromo-aromaterapia, un’ampia area relax e piscine idromassaggio. Tutto perfetto per lasciarsi alle spalle lo stress del lavoro e della città. Il Salento poi non delude certo le aspettative culinarie. Il resort prevede la possibilità, oltre che di assaggiare ottimi piatti della cucina regionale e internazionale nel ristorante ‘A Puteca, anche di partecipare a laboratori sull’Energy cooking, corsi di cucina, degustazioni di prodotti tipici e dimostrazioni di preparazioni di specialità locali, come formaggi e pasta fatta in casa, regalando agli ospiti le emozioni gastronomiche del Salento a 360°. Attenzione è posta poi su tutti i tipi di diete e intolleranze alimentari. Nell’healthy corner, che include una proposta variegata di alimenti per rispondere alle esigenze degli ospiti che desiderano mantenere in vacanza le proprie abitudini ed una dieta sana e equilibrata, non poteva mancare il buffet vegano. Ma la vera preziosità del Vivosa Resort è la natura che circonda questo pezzo di Maldive che si slancia nel mediterraneo, nel mare che i romani chiamavano Nostrum. VIVOSA APULIA RESORT Via Vicinale Fontanelle, Marina di Ugento (LE) Tel. +39 0833 931 002 info@vivosaresort.com http://www.vivosaresort.com/

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9 green weekend di primavera così “biodiversi” In Val di Fiemme il fine settimana può essere l’inizio di una nuova passione o il coronamento di un sogno, grazie ai 9 originali green weekend di primavera da vivere passeggiando o pedalando con la bici elettrica fra i panorami dolomitici del Trentino.Cerca la tua unicità fra mille biodiversità. Sfiora ogni differenza cromatica a piedi e in e-bike. Coltiva la tua curiosità fra pascoli verdi e rocce dipinte di rosso. Torna bambino… di ramo in ramo, di capra in capra.

PASSEGGIA NEL TEMPO Dal Museo Geologico delle Dolomiti al canyon del Butterloch fino al Parco del Monte Corno per un weekend che cammina nella la storia del mondo.

PANORAMA CON GUSTO IN E-BIKE La tua bici elettrica ti porta a degustare le Valli di Fiemme e Cembra, con un weekend fra romantici paesini, prati fioriti e lungo i vecchi binari di un treno.

SEGUI LE SCRITTE DEI PASTORI Un weekend dedicato all’evoluzione del pianeta e alla responsabilità ambientale, camminando fra i segni lasciati dall’uomo.

FINALMENTE SENZ’AUTO Weekend sostenibile fra bici elettriche, carrozze, concerti e degustazioni, per dimenticare l’automobile nel clima di festa di Fiemme Senz’Auto.

PASSEGGIATE BIODIVERSE, FRA ERBE E FIORI Weekend morbido e “petaloso” con erboristi e botanici, per immergersi nella meraviglia della fioritura e preparare tisane benefiche.

VOLA FRA GLI ALBERI Arrampicarsi come scoiattoli e dormire in una baita. I bambini realizzano due grandi sogni in un solo weekend.

RITROVA L’EQUILIBRIO CON LO YOGA Rigenerarsi nella natura e con la natura, in un weekend di benessere interiore che profuma di abeti, fiori e oli essenziali.

SUSSURRA ALLE ROCCE Weekend da geologi per scoprire i segreti del pianeta e imparare a catturare con un click immagini e panorami irripetibili.

2 NOTTI IN B&B A PARTIRE DA 115,00€ per persona PRENOTA: ApT Val di Fiemme tel. 0462 341419, booking@visitfiemme.it

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IL TUO WEEKEND DALLE STALLE ALLE STELLE Un weekend fra pascoli e prati cosi generosi da farti sentire l’essere più ricco del mondo. Troverai anche una capra da mungere…


WEEKEND PREMIUM

ALLEGROITALIA SIRACUSA ORTIGIA*****

IL VALORE DELL’ARTE RICORDANDO ARCHIMEDE E CARAVAGGIO

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uest’isola così piccola eppure così importante è il cuore di Siracusa. Fu qui all’Ortigia che approdarono gli antichi Greci, qui che Archimede difese i siracusani dall’Assedio dei Romani con i suoi specchi ustori, qui che passò anche Caravaggio (si conserva nella chiesa di Santa Lucia, la sua opera “Il seppellimento di Santa Lucia”), è qui che tanti registi hanno girato scene dei loro film, è qui che si trova la fonte d’acqua dolce Aretusa, l’unico posto al mondo dove nasce il papiro oltre che sulle sponde del Nilo. Ed è qui che è stato inaugurato, appena ad aprile, l’Allegroitalia Siracusa Ortigia, in una bellissima dimora del ‘700, che è stata totalmente restaurata ricavando 28 suite. Dislocate su due piani, si affacciano sull’incantevole Golfo di Ortigia e sono tutte state progettate rispecchiando l’antica tradizione della lavorazione del Tufo di Siracusa. Soggiornare presso l’Allegroitalia Siracusa Ortigia significa vivere una vera e propria esperienza sensoriale, immergendosi nelle abitudini, nei colori e nei profumi di un luogo unico al mondo, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La terrazza, con solarium e bar, offre la possibilità di ammirare scorci mozzafiato. E proprio per celebrare Ortigia e la Sicilia, Allegroitalia ha pensato a un’iniziativa volta a valorizzare l’estro creativo dei talenti emergenti: gli artisti che vorranno donare una loro creazione ad Allegroitalia, vi avranno un soggiorno gratuito di una notte. ALLEGROITALIA SIRACUSA ORTIGIA Via G.B. Alagona 55, 96100 Siracusa Per prenotazioni tel. 011.5512727

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WEEKEND PREMIUM

WELLNESSRESORT ALPENSCHLÖSSL & LINDERHOF****S

ALTO DI GAMMA IN ALTO ADIGE

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orge nel mezzo della incontaminata Valle Aurina, a 1.054 m , circondato dalle cime del parco naturale Vedrette di Ries. La posizione è ideale come punto di partenza per passeggiate semplici tra le malghe e per escursioni più impegnative in alta quota. Al suo interno due hotel di charme e design, un nuovo centro benessere di oltre 3.000 mq e un ristorante dove gustare una cucina gourmet. Punto di forza del resort è la Spa e la parola d’ordine è “benessere”. Piscine interne ed esterne, con acqua salina e idromassaggi, saune e bagni di vapore, oasi relax e grandi vetrate sullo splendido panorama. La nuova Spa Lodge contiene, una grande sauna panoramica e un’isola relax con lettini ad acqua. Il resort, membro dei Belvita Leading Wellnesshotels Südtirol, mette inoltre a disposizione oltre 100 trattamenti di bellezza e un programma di fitness. Il resort presenta anche suite familiari, una Spa tutta dedicata a bambini e adolescenti e programmi per la famiglia. Infatti, si possono noleggiare biciclette, passeggiare lungo sentieri tematici per bambini, fare rafting sul fiume Aurino, visitare la miniera di rame con il trenino, divertirsi nel parco acquatico sul Klausberg e sul percorso ad alta fune vicino all’hotel. La gastronomia spazia dalle pietanze altoatesine alle ricette internazionali. La formula “Premium All Inclusive” permette di usufruire di prima colazione a buffet, merenda pomeridiana con primi piatti, antipasti e insalate, dessert, cena con menù gourmet à la carte, bevande analcoliche con vasto assortimento di bibite dal nuovo buffet di bevande, tutto compreso nel prezzo del soggiorno. WELLNESSRESORT ALPENSCHLÖSSL & LINDERHOF****S Steinhaus, Cadipietra - 39030 Valle Aurina Tel. +39 0474 651010 - 652190 - www.wellnessresort.it

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AUTO PREMIUM

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a Huracán Performante è stata presentata a Ginevra 2017 e ci ha lasciato a bocca aperta. Abbiamo finalmente prova del vero DNA Lamborghini (record o meno). Certo sarebbe sicuramente gratificante passare un Weekend con questo sogno, ma per ora possiamo solo osservarne gli interni dal finestrino, mai dire mai. È difficile descrivere la parola “orgoglio italiano”. Sopratutto se si parla del mondo dell’automotive, e più in particolare della parola “supercar”. È sentirsi parte di un progetto al quale non hai partecipato, è passione per qualcosa che non avrai mai l’onore di possedere e di guidare. Eppure ti emozioni e cadi vittima della sindrome di Stendhal, davanti ad una scultura con appendici aerodinamiche che corre da zero a cento in 2,9 secondi. Sono 640 i cavalli sotto al cofano della nuova creatura del Toro, nuove valvole in titanio, nuovo impianto di aspirazione e di scarico. Diverso anche l’assetto, più rigido del 10%. La Huracán Performante cambia, si arricchisce di carattere e arroganza, nonché di tecnologia. È nuovo il sofisticato studio aerodinamico che porta un nome tutto Italiano, naturalmente: Aerodinamica Lamborghini Attiva (Ala). Rimaniamo distratti dal grande alettone posteriore, ma sono i flap mobili che compiono la magia. Il sistema è controllato dall’elettronica, montato all’anteriore e al posteriore. I flap all’anteriore se chiusi agiscono sulla deportanza in avantreno e aiutano nelle frenate particolarmente impegnative. Se aperti massimizzano la penetrazione aerodinamica, indirizzando il flusso d’aria incanalato nel sottoscocca. L’aria al posteriore viene invece indirizzata opportunamente da un’altra coppia di flap posizionati sulla coda, che la dirigono verso lo spoiler posteriore. Se agiscono all’unisono, le due coppie di appendici mobili 14

permettono il “torque vectoring”: lavorano autonomamente, autobilanciandosi e aumentando il carico aerodinamico sul lato sinistro o destro dell’auto, donando agilità e stabilità nelle curve più veloci. La grande presenza scenica del toro “tutto muscoli” non è quindi solo una bella maschera, ma rivela tanta sostanza. Gli interni sono naturalmente mozzafiato, la lavorazione particolare del carbonio risulta come scolpita, e il desing è inconfondibilmente Lamborghini. Nella sua esuberanza è equilibrata, completamente a suo agio e nonostante la definizione di “Lamborghini più commerciale di sempre” dal vivo lascia a bocca aperta. Il DNA italiano si vede e si sente! Emanuele d'Argenzio

Cilindrata cm3: Potenza massima: Coppia max: Rapporto peso-potenza: Controllo delle emissioni: Velocità massima: Accelerazione: Frenata:

5204 640 CV (470 kW) @ 8.000 rpm 600 Nm (443 lb.-ft.) @ 6.500 rpm 2,15 kg/CV (4.74 lb/CV) Euro 6 - LEV 2 >325 km/h (> 201 mph) 0-100 KM/H (0-62 MPH)2,9 s 100-0 KM/H (62-0 MPH)31 m (101,71 ft)


HURACÁN IL CARATTERE PERFORMANTE DEL TORO

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AUTO PREMIUM

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gni scusa è buona per parlare dello storico marchio milanese che ci fa battere il cuore. Con l’arrivo delle belle giornate non si può non immaginare un weekend sportivo con una delle pesti marchiate Alfa Romeo. Sono la 4C coupé e spider, le “piccole” sportive conto zero-cento in meno di 5 secondi. Il Design è inconfondibile, basso, scolpito, elegante e così dannatamente sportivo. È il sole primaverile che ci porta ad immaginarci all’interno di un abitacolo studiato per la sportività e la leggerezza, semplice, ma ormai iconico. Che sia coupé o spider, la 4C è unica anche nel suono, il quattro cilindri sovralimentato da 1750 di cilindrata emette una voce dagli scarichi cromati inconfondibile. Ed è un urlo ben udibile anche all’interno dell’abitacolo, il che corona la sportività e lo spirito Alfa Romeo. Calarsi nell'abitacolo non è impresa facile, ma è parte dell'esperienza, e una volta al suo interno, i sedili (seppur poco imbottiti) sono confortevoli. Ad un appassionato non può sfuggire la spalla d'entrata in fibra di carbonio, che svela il materiale della sofisticata (e leggerissima) struttura in carbonio, appunto. La 4C è infatti votata alla leggerezza, con un peso piuma di 920 kg. I pannelli della carrozzeria sono in fibra di vetro e i componenti meccanici in alluminio. Tutto questo si traduce in un peso-potenza che con "soli" 241CV rende la 4C una vera e propria piccola super-car. La dinamica di guida non delude, ed è già prevedibile leggendo i dati sopra elencati. La 4C è leggera, quindi agilissima, e il motore centrale-posteriore è dove un motore dovrebbe stare, in assoluto. Il telaio è incredibilmente ben progettando, tanto da far pensare che la potenza possa essere molto maggiore, rispetto alla sue potenzialità. La guida è comunque rigida, le vibrazioni non mancano e lo 16

sterzo non è servo-assistito. È quindi una macchina per appassionati, ma sopratutto per guidatori competenti. Con il 2017 questi aspetti vengono però migliorati, con una modifica dell'assetto e della scatola sterzo. Sono ridimensionati i comportamenti più nervosi della 4C, che può essere usata più frequentemente. La sportiva del biscione era solita seguire ogni asperità sull'asfalto, che si traduceva in uno sterzo nervoso, fin troppo sensibile per un uso nelle strade di tutti i giorni. Caratteristiche impegnative per un uso stradale. L'obbiettivo dei tecnici Alfa era proprio raggiungere una godibilità maggiore ed una maggiore prevedibilità, che mitiga il carattere tutto pepe della 4C. La peste rimane peste in ogni caso, la ragazzina scatenata si è fatta donna, ma comunque con il rossetto e i jeans di pelle. Emanuele d'Argenzio

Cilindrata cm3: N. cilindri e disposizione: Potenza massima kW (CV)/giri: Trazione: Velocità massima: Accelerazione 0-100 km/h: Lunghezza/larghezza/altezza cm: Passo cm: Peso in ordine di marcia kg:

1742 4 in linea 177 (241)/6000 Posteriore 258 km/h 4,5 secondi 399/187/118 238 920


ALFA ROMEO 4C

L A BAD GIRL SI MIGLIORA NELL'ASSE T TO

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DA CANELLI

DIECI BORGHI Nell’anno dei borghi non potevamo non presentarvene almeno 10, fra tutti quelli dove passare un weekend di primavera. Luoghi magici, da visitare in punta di piedi per non rovinare l’incantesimo, da vedere con gli occhi, annusare, gustare e toccare per riscoprire la capacità dei nostri sensi di trasmetterci emozioni, abbandonando per un attimo telefonini, macchine fotografiche digitali, selfie. I borghi d’Italia – non solo questi dieci – sono una delle risorse di questo paese, da tutelare e valorizzare e soprattutto da vivere dedicando qualche

CANELLI - LE CATTEDRALI SOTTERRANEE

OSPITALITÀ È piacevole dormire nelle camere ricavate in queste due cascine circondate dai vigneti di dolce uva moscato. L’Azienda Agricola La Martinella mette a disposizione anche un forno, un barbecue a legna in mattoni e un dehor per godere tiepide serate della bella stagione. www.cascinabo.com

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Canelli, una delle capitali mondiali del vino, riservaal turista che la raggiunge, uscendo al casello di Alessandria Sud della A26, una piacevole sorpresa. Sono le cattedrali sotterranee, ovvero le ampie cantine scavate nei secoli nel cuore del borgo antico per conservare le bottiglie di vino spumante, dolce e secco, prodotto in zona. Oggi alcune di queste cantine (Gancia, Bosca, Coppo e Contratto) aprono le porte al pubblico, che le può visitare durante il weekend con un coppa di vino con le bollicine in mano. Passeggiando per il centro storico non dimenticatevi di visitare le chiese barocche, l’imponente castello seicentesco e l’Enoteca Regionale. Fino allo scorso anno, nel terzo weekend di giugno, il borgo organizzava la ricostruzione dell’Assedio del 1613, dove il visitatore era invitato a vivere per un paio di giorni dentro una città assediata, tra contadini in fuga e spie, soldati e frati che attraversano le vie della città con le loro fiaccole. www.comune.canelli.at.it


A TAORMINA

di Giuseppe Ortolano

DA NON PERDERE rilassante weekend alla loro ri-scoperta. Fine settimana fatti di passeggiate, visite a chiese, palazzi, castelli, antiche botteghe e golose soste in trattorie, ristoranti e artigiani della gastronomia. Noi ne abbiamo selezionati dieci, da nord a sud, ma non vogliamo fare torto a nessuno. Sono quelli che ci hanno colpito di più in questi ultimi mesi, che vi invitiamo a visitare ben sapendo che ce ne sono molti altri pronti ad accoglierci a braccia aperte. Dove vi condurremo nei prossimi numeri della nostra rivista. Buon weekend a tutte e tutti.

VARENNA - VILLE, SORGENTI E MANIERI È veramente affascinante un weekend in questo piccolo borgo antico affacciato sulle acque del lago di Como, raggiungibile percorrendo la SS36 del Lago di Como e dello Spluga. Ripide scalinate portano dal minuscolo centro storico, raccolto attorno ad una piazza, e al lago, tra giardini, palazzi e angoli di struggente bellezza. Da visitare la stupenda Villa Monastero, a tica dimora lariana seicentesca nata dalla trasformazione di un monastero cistercense femminile, con il suo magico giardino botanico in riva al lago. E poi i giardini di Villa Cipressi, l’antica chiesetta di San Giovanni Battista e il castello medievale di Vezio, costruito su uno strapiombo e immerso in un oliveto secolare. Poco fuori il centro abitato, le sorgenti del Fiumelatte, tra i più corti corsi d’acqua d’Italia, con soli 250 metri circa di lunghezza. www.varennaturismo.com

OSPITALITÀ Dormire in un’antica villa patrizia con vista verso il lago. Rilassarsi in una SPA per sole due persone, affacciata sull’ampio giardino fiorito. Provare le specialità della cucina lariana sapientemente innovata. È l’Hotel Royal Victoria, un piacevole angolo di serenità a Varenna. www.royalvictoria.com

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Galleria degli Antichi

SABBIONETA - LA PICCOLA ATENE DEI GONZAGA Lasciata l’A22 a Mantova, si percorrono ancora pochi chilometri e si arriva a Sabbioneta, borgo affascinante ma soprattutto una minuscola città ideale nata tra il 1556 e il 1591 per volere di Vespasiano Gonzaga Colonna. Definita la piccola Atene del Rinascimento italiano, Sabbioneta incanta con il suo centro storico raccolto attorno alle due piazze principali e protetto da una fortificazione. All’interno si trovano il palazzo Ducale, simbolo della grandezza dei Gonzaga; il palazzo del Giardino, abitazione del principe con un bel giardino all’italiana; il palazzo del Cavalleggero dalla bella

facciata in stile veneto, e il cinquecentesco teatro all’Antica. Le mete ideali per un weekend tra arte e storia, insieme al Museo d’Arte Sacra dove si ammirano i tesori dei Gonzaga. www.comune.bonassola.sp.it OSPITALITÀ Nel cuore del borgo antico un hotel che anche nel nome rimanda ai tempi d’oro di Sabbioneta. All’albergo Al Duca si perdonano facilmente le semplici camere visto il fascino dell’ubicazione e l’ottima cucina della tradizione proposta dal ristorante. www.albergoalduca.com

CHIOGGIA - LA PICCOLA VENEZIA Dimenticate l’affollamento, i prezzi e i troppi locali senz’anima di Venezia. Chioggia, costruita su una manciata di isole delle laguna e raggiungibile uscendo dalla A4 a Padova, per proseguire sulla SS516 per Piove di Sacco - Chioggia - Sottomarina, è un borgo dall’insolita struttura a spina di pesce, abitato ancora dai pescatori. Sui pittoreschi canali si affacciano le case degli abitanti, collegate da calle e ponti in pietra, e il vivace mercato del pesce, con il pescato del giorno. Piccolo gioiello dell’a rchitettura lagunare, Chioggia propone al turista l’elegante cattedrale risalente al 1100; la suggestiva chiesa di San Domenico, edificata su un’isoletta collegata alla cittadina da un ponte in muratura; il gotico palazzo Grana-

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Canal Vena

io, costruito nel 1328 e destinato a conservare il grano, e il Refugium Peccatorum lungo il canale Perotolo, che rappresenta quanto resta dell’antico palazzo Comunale, distrutto nel 1817. Merita una visita anche il Museo Della Laguna Sud, ospitato dall’ex convento di San Francesco. www.chioggiavenezia.it OSPITALITÀ Non spaventatevi non vi mando a dormire in scomode tende canadesi. L’Isamar Holiday Village a Isolaverde di Chioggia è un campeggio eco-chic dove si alloggia in lussuosi chalet ecofriendly e lodge tent immersi nella natura, con la possibilità di provare la cucina locale in ristoranti e locali dalla filosofia km zero. www.isaholidays.com


Rocca Malatestiana

SANTARCANGELO DI ROMAGNA - IL BORGO DEL TEATRO DI PIAZZA È a luglio che Santarcangelo di Romagna, città natale di Tonino Guerra, diventa un borgo dove incrociare genti di tutto il mondo. La cittadina, che si trova a 4 chilometri dal casello Rimini Nord della A14, ospita infatti il celebre Santarcangelo dei Teatri, festival internazionale di teatro di piazza che trasforma il centro storico in un colorato e un po’ anarchico palcoscenico su cui si esibiscono artisti provenienti da tutti i continenti. Un piacevole weekend nel resto dell’anno permette di andare alla scoperta dell’affascinante città sotterranea, in gran parte anticamente utilizzata per la conservazione

del vino Sangiovese o per inquietanti culti esoterici. Per poi proseguire con la Rocca Malatestiana, la Stamperia Marchi, le numerose fontane e il museo dedicato a Tonino Guerra. www.santarcangelodiromagna.info OSPITALITÀ L’emozione di dormire nelle camerette anticamente utilizzate dalle suore. È la Foresteria del Convento, dove si alloggia in 11 semplici celle, dagli arredi ricavati utilizzando quelli antichi del convento. www.laforesteriadelconvento.it

ABBADIA S. SALVATORE - CITTÀ DELLE FIACCOLE Sulle pendici orientali del Monte Amiata, a quota 830 metri, raggiungibile percorrendo al SS 2 Cassia, sorge il borgo di Abbadia San Salvatore, conosciuto come città delle fiaccole per l’antica tradizione di accendere pire di legna alte fino a sette metri – le fiaccole appunto – la notte della vigilia di Natale. La meta ideale per un rilassante weekend dedicato alla visita del borgo medievale; dell’abbazia, le cui origini risalgono a oltre mille anni fa, e del Museo Minerario, dove si racconta l’epopea di chi estraeva il mercurio dal Monte Amiata. E dal 7 al 9 luglio Abbadia San Salvatore celebra l’antica “Offerta dei Censi” e torna a vivere i fasti del medioevo grazie ai suoi cittadini che per tre giorni smettono gli abiti con-

temporanei e tornano a vestire quelli dei loro avi dando vita a una delle più imponenti rievocazioni storiche italiane. www.cittadellefiaccole.it OSPITALITÀ Da una villa dei primi del Novecento è stato ricavato l’Hotel Fabbrini, un albergo a conduzione familiare che accoglie gli ospiti in ampie camere affacciate su un vasto giardino e li prende per la gola con le sue specialità. Da provare la pappardella rinnovata, dove tradizione e innovazione si fondono gustosamente. www.hotelfabbrini.com

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Piazza Unità d’Italia

MONTECASSIANO - I GIOIELLI DEI DELLA ROBBIA Montecassiano è un piccolo gioiello quasi sconosciuto nell’entroterra marchigiano, raggiungibile uscendo al casello Loreto/Porto Recanati della A14 e proseguendo sulla SS16 in direzione Macerata. All’interno, nella Collegiata di Santa Maria Assunta, custodisce una pala d’altare in terracotta invetriata e dipinta, opera di Mattia della Robbia, costituita da ben 262 parti assemblate. Un’opera unica nel suo genere. Una passeggiata nel centro storico porta a Piazza Unità d’Italia, dove si affacciano il Palazzo dei Priori, il Palazzo Compagnucci, sede della pinacoteca civica e il complesso dell’ex Convento

degli Agostiniani. Nel cuore del borgo altri piccoli tesori da scoprire durante il weekend: i tre cortili (Chiostro degli Agostiniani, Cortile delle Clarisse e Giardino di S. Giacomo), e la Chiesa di San Giovanni Battista. http://turismo.comune.montecassiano.mc.it OSPITALITÀ L’albergo-ristorante Villa Quiete accoglie i suoi ospiti in tranquille camere ricavate in un’antica casa signorile di fine Settecento, una volta adibita a luogo di raduno e di sosta durante le battute di caccia. www.villaquiete.it

GUARDIA SANFRAMONTI - LA GEMMA DEL SUD Il centro storico del borgo normanno di Guardia Sanframondi, che condivide con altri paesi del Sannio il progetto di candidatura di questo paesaggio vitivinicolo a Patrimonio immateriale Unesco, è stato definito la gemma del sud. Il suo centro storico, che si trova a 50 km dall’autostrada A1, uscita Caianello, era anticamente abitato da conciatori e da pochi anni è stato “scoperto” da artisti e turisti americani ed inglesi che stanno recuperando parte delle case affacciate sulla vallata. Dominato da un imponente castello, splendidamente restaurato, conserva chiese, antiche abitazioni in pietra e vecchie fontane. Nel palazzo comunale si ammirano dipinti di Paolo De Matteis, noto pittore

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napoletano tra Seicento e Settecento. Ai piedi del borgo antico un mare di vigneti, dove si raccolgono le uve utilizzate dalla cooperativa La Guardiense per produrre i vini dedicati alle Janare, le streghe della zona. www.comuneguardiasanframondi.gov.it/turismo OSPITALITÀ A sei chilometri da Guardia ecco un antico edificio storico trasformato in elegante albergo. L’Aquapetra Resort & Spa vanta camere con arredi caratterizzati da un mix di stile classico e contemporaneo, un’ampia piscina all’aperto e una piscina interna riscaldata con idromassaggio. E per le delizie del palato la moderna combinazione di ricette proposte dal ristorante di design. http://aquapetra.com


GALATINA - BORGO D’ARTE E DI TARANTISMO Il fascino di Galatina giustifica questa deviazione lungo la SS476 da Lecce. Il borgo ospita la chiesetta dedicata a San Paolo, nota come la cappella delle tarantate. Poco lontano c’è la chiesa tardo-barocca dedicata ai Santi Pietro e Paolo, costruita in pietra leccese, la cui facciata è un trionfo rococò di fregi, nicchie e statue lapidee contadine. Ma è lo splendido centro storico che si presenta al visitatore come un museo all’aperto, dove respirare l’antico splendore che, fin dal XIV secolo con gli Orsini del Balzo, ha fatto del borgo agricolo un elegante centro abitato, uno dei pochi allora lastricato di pietra viva. Da non perdere, gironzolando per il piacevolissimo borgo

antico durante il weekend, la basilica di Santa Caterina d’Alessandria, edificata a partire dal 1383 in stile romanico pugliese, con tre portali intagliati in pietra leccese e un tesoro, conservato nel refettorio del convento. www.comune.galatina.le.it OSPITALITÀ Un po’ di lusso non fa mai male. A Galatina vale quindi la pena alloggiare a Palazzo Baldi, un albergo quattro stelle con ristorante in un antico palazzo a pochi passi dalla Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. Al suo interno anche opere d’arte contemporanea. www.hotelpalazzobaldi.it

CASTELMOLA - L’ACROPOLI DI TAORMINA A Taormina i potenti del mondo, a Castelmola il privilegio di essere tra i pochi che possono affacciarsi su Taormina dall’alto. Il piccolo borgo è un balcone naturale sulla celebre località turistica e sul golfo di Giardini-Naxos. Arroccata in cima alla montagna Castelmola, conserva la struttura dell’insediamento medievale, con le case dalle porte e finestre riquadrate in pietra di Taormina, i tetti con i coppi alla siciliana, l’antico castello-fortezza di cui restano ormai solo le poderose mura normanne, la chiesa di Sant’Antonino e la Casa Sterrantino, dotata di uno splendido portale. Sulla piazza principale si affaccia lo storico Caffè San Giorgio, dove fu creato il Vino aromatizzato alla Mandorla chiamato

Blandanino. Su via De Gasperi, la strada principale che collega piazza Sant’Antonino con la zona sud, si affacciano alcuni negozietti tipici che vendono souvenirs siciliani oltre a pizzi e ricami delle donne del luogo. www.comunecastelmola.gov.it OSPITALITÀ Nel cuore del borgo medievale una caratteristica guest house per un weekend di sogno, grazie all’inaspettata Boutique Spa “La Roccia di Cristallo”, con idromassaggio, sauna, doccia emozionale e bagno turco. È il Borgo Medievale, dalle cui finestre si gode un panorama unico. www.alborgomedievale.com


BORGHI DA GUARDARE

LA NATURA DIPINGE! DI VITTORIO GIANNELLA

Piana grande

F

ra qualche settimana l’estate onorerà il suo arrivo nella Piana Grande, duramente colpita dalle scosse sismiche dello scorso anno, con tanta distruzione e lutti. Ci si sente fragili al cospetto di queste montagne irrequiete, ma gli abitanti non si scoraggiano e affrontano la paura con tenacia senza mai rinunciare a sognare e a ricominciare, come fanno da secoli. E agriturismi, agricoltori, strutture alberghiere aspettano l’arrivo dei turisti per tirare un sospiro di sollievo. Usciamo al casello di San Benedetto del Tronto dopo aver percorso la A14 adriatica provenendo da nord, per immetterci subito sulla superstrada N°4, che in breve tempo ci porta a Ascoli Piceno. E’ da qui che il fiume Tronto comincia a serpeggiare nella valle sempre più stretta, ma all’altezza di Arquata, le colline tirate a lucido dalla primavera cominciano a perdere le loro rotondità per diventare mano a mano sempre più irte fino al bivio, dove un segnale indica Forca Canapine-Castelluccio di Norcia. L’auto reagisce per il forte dislivello di quasi mille metri che, con numerosi tornanti, comincia a inerpicarsi sui fianchi della montagna tra una vegetazione che stenta a crescere sui pendii rocciosi, fino ai 1550 metri di Forca Canapine. E qui comincia la meraviglia:

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arrivati alla sommità del passo, lo spettacolo ci lascia stupefatti. Branchi di cavalli semibradi galoppano su praterie infinite, in fondo, la sagoma inconfondibile del monte Vettore e a sinistra, quel che resta di Castelluccio di Norcia, appollaiata come un nido di aquila a 1450 metri. I segni del terremoto sono ancora li, ben visibili, ma la voglia di ricostruire è forte, d’altronde non è la prima volta che succede e gli abitanti si sono sempre e prontamente rialzati. La semina delle famose lenticchie si è svolta normalmente e, quando i tiepidi venti accarezzano Pian Grande, il miracolo avviene: milioni di fiori che trasformano l’altipiano in una gigantesca tavolozza colorata e sembra di essere parte di un quadro impressionista di Claude Monet. Quassù a queste quote il nemico numero uno delle lenticchie, il tonchio, non arriva, e i contadini da secoli non hanno mai utilizzato veleni e pesticidi, e in primavera le piantine sono cosi piccole che non subiscono alcun danno dal prosperare di milioni di papaveri, fiordalisi, brassici gialli: ecco perché la piana si colora in questo modo: mai nessuno ha utilizzato diserbanti. Attorno al poggio dove sorge Castelluccio di Norcia , i terreni diventano un giardino, e la mappa cromatica dei fiori esalta la bellezza, la forza


CASTELLUCCIO DI NORCIA (PG) CI SONO TANTI BORGHI IN ITALIA, TANTE CLASSIFICHE E PREMI, MA QUESTI CHE COMINCIAMOI A PROPORVI SONO QUELLI SCELTI DA UN OCCHIO PARTICOLARE, PIÙ SENSIBILE, QUELLO DI UN FOTOGRAFO CHE SA COGLIERE E PROPORCI LA LORO BELLEZZA. COMINCIAMO DALLA PIANA GRANDE DI CASTELLUCCIO DI NORCIA DOVE A FINE GIUGNO LA NATURA CI REGALERÀ LO SPETTACOLO STUPENDO DELLA FIORITURA, COME FA DA SECOLI. È UN INVITO A TORNARE IN QUELLA PIANA, A RICOMINCIARE.

magnetica e la poesia di questo paesaggio magico. La straordinarietà è dovuta anche al fatto che tutti i colori si fondono in armonia. I grigi e i verdi delle graminacee si affiancano al rosso dei papaveri e all’azzurro dei fiordalisi e non occorre essere esperti botanici per godere di questa cromoterapia naturale, che a detta della scienza, ha un’efficace effetto tranquillizzante. Durante la discesa per ritornare verso Castelluccio, la piana sottostante si copre di leggeri veli nebbiosi e, nel silenzio delle alte quote, si possono sentire i richiami dei lupi, come nelle favole, come nelle leggende che si perdono nel tempo. PER ARRIVARE: In auto da nord autostrada A14 uscita casello di

S.Benedetto del Tronto poi N°A4 superstrada per Ascoli Piceno–Roma. Autostrada Firenze-Roma si esce al casello di Valdichiana poi si imbocca la E45 per Perugia Spoleto e Norcia.

MANGIARE: a Norcia al ristorante Granaro del Monte in via Alfieri 12 Tel: 0743 817551

DORMIRE: a Norcia Hotel Grotta Azzurra. Tel: 0743 816513 Per acquistare le piccole e gustose lenticchie si può contattare la cooperativa al numero di telefono 339 4921461 Ricotta, formaggi stagionati produzione propria: Stefano Pasqua Tel: 0743 821153

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Palmarola vista da Ponza

A

L’ISOLA CHE AMMALIA

ll’alba il sole radente indora di luce i faraglioni della Madonna e il primo aliscafo scarica nel porticciolo borbonico i turisti ancora assonnati. E’ un’isola mito, abitata fin dalla preistoria, come si evince dai numerosi resti di necropoli, ville e rovine di un anfiteatro. Ponza è citata da Omero nel decimo capitolo dell’Odissea: che l’isola sia stata o no l’approdo di Ulisse, o residenza della maga Circe è un mistero che lasciamo agli storici, una cosa è certa però: Ponza ammalia per le sue insenature incorniciate da ginestre in fiore, spiagge e calette deliziose dove immergersi in un mare cristallino. Nel 312 i Romani furono i primi a costruire i due acquedotti e le peschiere per allevare le murene, diventando anche

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luogo di soggiorno preferito dalla famiglia imperiale: vi dimorò anche Giulia, figlia dell’imperatore Augusto. Si resta attoniti dalla bellezza delle sue case che si riflettono sul mare, o quando rientrano i pescatori col loro carico di pescato per venderlo sul molo al migliore offerente. Dopo un’ora e mezza di aliscafo conviene fare una passeggiata per sgranchirsi le gambe e ci inoltriamo su una stradina che sale ripida al punto più spettacolare dell’isola: l’affaccio sulla spiaggia ad arco di Chiaia di Luna con la sua falesia a strapiombo sul mare profondo. Cala Feola, con le sue piscine naturali Frontone, cala Felce e cala Fonte, queste alcune delle più belle spiagge ponzesi facilmente raggiungibili; altre, più intime, solo via mare. Nulla di più semplice a Ponza che affittare una


PONZA (LT)

barca, un gommone o un gozzo con motori fino a 40 Hp che si possono condurre senza patente nautica. E chi non è pratico di barche può partecipare ad una delle tante gite organizzate in loco. Per non farvi mancare nulla Ponza si può considerare un paradiso per i sub. L’immersione è facilitata dalla trasparenza dei fondali. Al rientro si torna affamati e tutto il borgo, nei suoi mille vicoletti, offre ottimi ristorantini dove si possono gustare spaghetti al tonno o alla granseola (un granchio di grosse dimensioni), il merluzzo all’acqua pazza o la cernia al forno e patate. Ma la tradizione gastronomica di questa piccola isola mediterranea non si ferma qui: del mondo contadino si possono assaggiare piatti a base di lenticchie, fave e cicerchie. Le cantine, con il vitigno

Chiaia di Luna

biancolella, producono un ottimo vino bianco e uno spumante. Di rigore una gita alla vicina isola di Palmarola, secondo Folco Quilici, l’isola più bella al mondo, quasi disabitata e nata da sconvolgimenti vulcanici milioni di anni fa, come dimostra la forma di cala Brigantina, la più ampia dell’isola. PER ARRIVARE: da Formia col traghetto due ore e mezza di navigazione,

con l’aliscafo un’ora e mezza. Altri punti d’imbarco sono Napoli e Terracina.

MANGIARE: Ristorante Acqua Pazza, piatti a base di pesce, cruditè di mare, crostacei. Piazza Pisacane, 10. Tel: 0771 80643.

DORMIRE: B/B il Gabbiano, in splendida posizione dove si ammira il tramonto su Palmarola e l’alba su Ponza. www.ilgabbianoponza.it

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I

LA PERLA DELLE 5 TERRE

n Liguria, sulla costa di levante ci sono quindici chilometri di costa protetti da un parco nazionale, e cinque borghi uniti da un sentiero che s’inerpica sulla costa scoscesa a picco sul mare. Vernazza è uno di questi, tutto raccolto nel tratto terminale del torrente Vernazzola che nel 2011 provocò un alluvione con vittime e disastri. Ora è solo un brutto ricordo. Le case, addossate le une alle altre intersecate da carrugi stretti e in salita, sono abbellite da porticati, logge, portali, testimonianza della prosperità di cui godette il paese durante la dominazione genovese. Il tutto attorniato da ripidi pendii dove, su terrazzamenti a fasce rubati alla montagna, vengono coltivate le viti per ricavarne l’ottimo passito Sciacchetrà e il vino bianco Cinqueterre. Un paesaggio marino di aspra bellezza con le finestre di Vernazza di fronte al mare da dove contemplare le furiose libecciate che di tanto in tanto battono la costa. Per fotografare questi scorci unici servono un grandangolo 24mm e un tele zoom 80-200 da riporre in un comodo zainetto che distribuisce bene il peso sulla spalla, e, non secondario, lascia libere le mani per difendersi da eventuali scivoloni sui sentieri a picco sul mare. Per riprendere le atmosfere notturne, le onde e il mare in movimento, un piccolo treppiedi può risultare utile. E, nei momenti di pausa, 28

leggete poesie di Eugenio Montale che da questi luoghi traeva ispirazione, per trovarvi preparati davanti a una situazione pronta per essere scritta “con la luce”. Come una prua di nave, la chiesa di Santa Margherita di Antiochia , che risale al XIII, si spinge in mare. Di fronte, i resti del castello dei Doria quale sistema difensivo del borgo che, dall’alto della torre cilindrica sorveglia un ampio tratto di costa. Un parcheggio fuori paese consente di lasciare l’auto ma qui è meglio arrivare con la strada ferrata, e i treni frequenti facilitano la visita degli altri quattro borghi. Nel mercato del giovedì mattina, s’incontrano i contadini e i pescatori, voci e fragranze di terra e di mare che mettono in bella mostra i prodotti del territorio. PER ARRIVARE: Autostrada A12 da Genova e uscita di Carrodano, seguire

fino a Levanto, qui il mio consiglio è di lasciare l’auto nei numerosi parcheggi a pagamento e usare il treno.

MANGIARE: Ristorante Gambero Rosso sotto la torre di Vernazza, ottimi piatti a base di pesce e crostacei.

DORMIRE: Vittoria Rooms, via Roma,15.

Cell. 335 9574005, sulla via centrale a due passi dal porticciolo.


VERNAZZA (SP)

Scogliera di Vernazza con gabbiani

Vernazza di sera

Scampi con verdure al “Gambero Rosso�

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Convento 30 di clausura


PENNABILLI (RN)

IL RIFUGIO DI TONINO GUERRA

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osta come un nido d’aquila a 630 metri di altitudine Pennabilli domina l’alta valle Marecchia, terra ricca di suggestioni e storia, piccoli borghi e castelli medievali. Il paese è al centro di un anfiteatro di monti fra cui il Carpegna e il Fumaiolo, e sorge su un pittoresco cocuzzolo asimmetrico a due punte, dove due antichi castelli quello dei Billi e quello dei Penna furono uniti per un assetto urbano. Qui il 21 marzo 2012 lo sceneggiatore Tonino Guerra, concluse la sua lunga vita.” Io faccio la mia piccola parte parlando con i sindaci della Valmarecchia. Dico loro: togliete dai paesi le finestre anodizzate, le sedie di plastica, le illuminazioni al neon, guardate come sono i muri, i tetti, quelli bruni e un po’ sghembi di una volta”. Tonino Guerra, negli anni ha lasciato in eredità una serie di realizzazioni allestimenti, opere che hanno arricchito il borgo come, il giardino dei frutti

dimenticati, le vie delle meridiane o il giardino dell’anima. In questo piccolo borgo si può scoprire quell’Italia nascosta che rappresenta la nuova scommessa per il turismo di qualità. Pennabilli offre musei, eventi e manifestazioni di importanza nazionale e tra queste, da oltre quarant’anni nel mese di luglio, la mostra mercato nazionale dell’antiquariato. Da non perdere un’escursione all’alba sul cocuzzolo dove sorge il convento delle Agostiniane, per vedere le prime luci calde illuminare il paese e la valle con in fondo, la cerchia dell’Appennino. PER ARRIVARE: A14 uscire a Rimini nord, seguire per Sant’Arcangelo di Romagna e a Verucchio immettersi nella N°258 fino a Pennabilli.

MANGIARE: Hotel Duca di Montefeltro a Pennabilli www.hotelducamontefeltro.it

DORMIRE: Il Piastrino, a Pennabilli piatti del territorio con ottima scelta dei vini. www.piastrino.it

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IL PAESE DIPINTO

na manciata di case ai piedi del monte Nudo tra la Valcuvia e Valtravaglia, qui sorge Arcumeggia, paese di montagna che ha subito un drastico spopolamento già dalla metà del XIX secolo, quando i giovani e le famiglie emigrarono per cercare fortuna nelle vicine Svizzera, Germania e Francia. E per contenere questa situazione e attirare l’attenzione dei turisti, furono chiamati artisti noti di tutta Italia per affrescare le pareti delle case e farne un museo a cielo aperto. Era il 1956. Il riscontro fu immediato: Remo Brindisi, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Aldo Carpi, fra i più noti, accettarono di passare un periodo di vacanze estive a dipingere qui e fu l’inizio di un fermento artistico e creativo che con gli anni però si perse. Per il vitto e l’alloggio si mobilitò la popolazione, che diede anche manodopera volontaria per costruire una casa per i pittori e artisti. Arcumeggia diventò il primo paese dipinto d’Italia. Si cammina tra i vicoli del borgo con il naso all’insù per estasiarsi davanti ad opere che il tempo ha scalfito solo in piccola parte. PER ARRIVARE: Autostrada dei LaghiA8 Milano-Varese direzione Sesto

Calende-Gravellona Toce, uscita Vergiate. Seguire indicazioni per Gemonio proseguire per Valcuvia-Luino fino a Casalzuigno e poi salire ad Arcumeggia.

DORMIRE/MANGIARE: Locanda del Pittore e ristorante, Piazza Minoia 1 Tel: 0332 650116 “San Martino” di Giuseppe Montanari

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ARCUMEGGIA (VA)

“I Corridori” di Aligi Sassu

“Trionfo di Gea” di Sante Monachesi

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LE SETTE MERAVIGLIE SEGRETE

Panorama di Vicopisano © Riccardi Parri

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DELLA TOSCANA

di Benedetta Rutigliano

UNA REGIONE CHE CUSTODISCE SEGRETI ETRUSCHI E ROMANI, ATMOSFERE MEDIEVALI E RINASCIMENTALI IN BORGHI E PAESAGGI DA FAVOLA. DALLA ROCCA DEL BRUNELLESCHI ALLA TORRE CHE ISPIRÒ PUCCINI, DAL VILLAGGIO DI ELISA BONAPARTE A CAPOLAVORI NASCOSTI DI GHIRLANDAIO E PONTORMO, DALLA VASCA TERMALE AMATA DAL MAGNIFICO A RESTI ETRUSCHI UNICI AL MONDO. I geniali stratagemmi di Brunelleschi nella rocca VICOPISANO (PISA)

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a sempre postazione privilegiata, Vicopisano, oggi caratteristico borgo medievale con numerose pievi romaniche e 13 torri visitabili, sorgeva al confine fra i territori di Pisa e Lucca: per questo, già a partire dai primi decenni dell’anno Mille, venne costruita una rocca sempre più fortificata nei secoli. Il 16 luglio 1406 l’esercito fiorentino conquistò la fortezza, che il governo volle rendere inespugnabile affidandone l’ambizioso progetto a Filippo di Ser Brunellesco. La fortificazione del Brunelleschi, cominciata nel 1435, inglobò anche Torre di S. Maria, antica torre medievale del XII secolo, ma la vera novità era costituita da un insieme di ponti levatoi destinati a isolare la fortezza in caso di infiltrazione nemica. La soluzione più geniale fu il poderoso muraglione merlato che scendeva dalla Rocca fino ai piedi del colle terminando in una torre di circa 21 metri nei pressi dell’Arno, la Torre del Soccorso: questa assicurava i rifornimenti in caso di assedio. Oggi la Rocca, che spiazzò più volte i nemici con i geniali stratagemmi del Brunelleschi, è proprietà della famiglia Fehr Walser ed è visitabile. INFO: www.viconet.it

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Pieve di Santa Giulia nella frazione di Caprona © Fabio Bacci

DOVE MANGIARE: L’Osteria La Rocca è un cascinale ottocentesco ristrutturato in stile rustico chic, immerso nella campagna pisana alle pendici del borgo di Vicopisano, con piatti raffinati ed etichette ricercate. http://www.osterialarocca.it. È possibile gustare piatti tipici della tradizione toscana con prodotti a km zero e la meravigliosa vista di Torre del Brunelleschi presso l’Osteria di Ceppato. www.osteriadiceppato.it. DOVE DORMIRE: In un’antica casa colonica ottocentesca finemente ristrutturata in stile toscano e circondata da giardini fioriti, è garantito un soggiorno da favola presso il b&b di charme Villa Maria. www.villamariaonline.com. Romantica e unica l’atmosfera di Casa Colomba, appartamento in stile toscano autentico all’interno di un’antica torre del XII secolo nel centro di Vicopisano. http://authentic-tuscany.com/casa-colomba/.

18 torri e quella che ispirò Puccini ANSEDONIA E LA CITTÀ ROMANA DI COSA (GROSSETO) A sud della provincia di Grosseto, nel comune di Orbetello, il promontorio di Ansedonia ospita l’antica città romana di Cosa, che si eleva su una vetta a est del monte Argentario. In posizione dominante, per sottomettere i territori sorvegliati dagli etruschi e arginare gli attacchi cartaginesi, Cosa, fondata nel 273 a.C., venne strutturata come una fortezza e circondata da un’imponente cinta muraria con diciassette torri quadrate e una rotonda. Il Museo Archeologico Nazionale di Cosa custodisce i reperti più importanti dell’acropoli, del foro e 36

nelle abitazioni private, quelli dell’area del porto e altri materiali rinvenuti sulle rovine. Avanguardistica l’opera di ingegneria che portava, per ottanta metri, l’acqua dall’antico porto della città (Porto Cosanus) alla laguna: un canale scavato nella roccia chiamato oggi “La Tagliata”. Ancora visibili le fortificazioni di Torre San Biagio, a difesa delle incursioni saracene, Torre San Pancrazio, costruita nella seconda metà del ‘500 dagli spagnoli a livello del mare, Torre Puccini (XV secolo), sulla riva della spiaggia della Tagliata: deve il nome al noto compositore toscano che proprio qui trovò l’ispirazione per una delle sue opere più famose: la Turandot. INFO: www.proloco-orbetello.it www.archeotoscana.beniculturali.it


Bambole da collezione e il villaggio Bonaparte in un borgo medievale SUVERETO (LIVORNO) Bandiera arancione del Touring italiano, Suvereto, incastonato sulle pendici delle colline che dominano il mare e la Costa degli Etruschi, è uno splendido borgo medievale anteriore all’anno Mille. Una cinta muraria pentagonale con otto torrioni racchiude il centro storico, dai tipici vicoli lastricati, case in pietra e palazzi antichi come quello comunale, del 1200. Nel punto più alto del paese svettano i ruderi della Rocca Aldobrandesca, eretta sui resti di precedenti fortificazioni. Interessantissima l’architettura ecclesiastica, come l’antica Chiesa di San Giusto, in stile romanico e decorazioni bizantine, la settecentesca chiesa della Madonna di Sopra la Porta e quella del SS. Crocifisso. Davvero imperdibile è il Museo artistico della bambola, con la collezione Maria Micaeli, che vanta esemplari unici da fine ‘800 ai nostri giorni. Il borgo, inoltre, è immerso nella campagna attraversata dalla Strada del Vino, ricca di frantoi e aziende vinicole. Il Parco Naturale di Montioni è un’oasi di verdi colline che si estende per circa 7000 ettari. Nel cuore del Parco, accessibile e attrezzato, sono presenti i resti delle cave di allume del Villaggio minerario realizzato da Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone.

DOVE DORMIRE: L’agriturismo Poggio Diavolino è un’oasi di serenità situata sulle colline vicine al borgo medievale di Suvereto: olio e prodotti alimentari di produzione propria con criteri ecosostenibili www.agriturismodiavolino. com. Per chi vuole vivere l’atmosfera di una fiaba, il Castello di Magona, antica residenza di Leopoldo II Granduca di Toscana, ha 10 camere esclusive a Campiglia Marittima (Livorno), a soli 7 km da Suvereto. ww.castellodimagona.it

Rocca Aldbrandesca © Archivio di Suvereto

INFO: www.comune.suvereto.li.it DOVE MANGIARE: Il Ristorante Dal Cacini è raffinato ed esemplare: non avendo congelatori per scelta, si serve solo di cibo fresco e propone un menu unico. www.ilcacini.it.

Panorama di Suvereto © Archivio di Suvereto

DOVE MANGIARE: Location incantevole affacciata sul fiume e piatti di pesce al ristorante L’Antico Botteghino di Ansedonia (tel. 0564 882070, Strada Comunale Della Feniglia 18, 58015 Orbetello). Cucina maremmana casereccia presso l’Osteria del Buttero, a Orbetello (tel. 3395919297 - 3482611353, Via Giancarlo Pantini 23, 58015 Orbetello). DOVE DORMIRE: A soli 700 metri dal mare e vicino al famoso Porto di Talamone, l’Hotel Formentosa****, raffinato ed elegante, è immerso nel verde. www.fontermosa.it. Un piccolo angolo di paradiso nella Maremma toscana è l’Agriturismo Peretti, tra gli ulivi e il mare. http://agriturismoperetti.com

Area archeologica di Cosa © Su concessione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo

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Dalle sepolture etrusche a capoluogo della Contea Aldobrandesca SOVANA (GROSSETO) Sovana, parte del territorio di Sorano, è tra “i borghi più belli d’Italia”: situato su uno sperone tufaceo nella verdeggiante Maremma, conserva tuttora l’aspetto medievale. Il nome originario Suana fu dato dai Romani dopo la loro conquista del territorio di Vulci nel 278 a. C., e deriva dall’etrusco “suf ” che significa “terra verde”. Il primo centro abitato risale all’età del bronzo, poi nel VII secolo a.C. divenne una fiorente città etrusca. Nel IV secolo d.C. fu sede vescovile e nel 935 capoluogo della Contea Aldobrandesca: è ancora visibile la Rocca duecentesca residenza degli Aldobrandeschi, costruita intorno all’XI secolo. Il borgo antico, città natale di Ildebrando di Sovana (divenuto nel 1073 Papa Gregorio VII) si caratterizza per la prevalenza di testimonianze medievali, quindi la piazza con i palazzi Pretorio, dell’Archivio, Bourbon del Monte, la chiesa di Santa Maria, la chiesa di San Mamiliano e il Duomo. L’area sottostante, invece, è testimone della civiltà etrusca, con le architetture rupestri, le vie cave scavate nella roccia, le necropoli con tipologie differenti di sepolture, tra cui ricordiamo la monumentale Tomba Ildebranda del III sec. a.C e la Tomba della Sirena.

Tomba Ildebranda © Diego Benicchi

Corteo Storico Sovana © Diego Benicchi

INFO: www.comune.sorano.gr.it DOVE MANGIARE: L’Osteria dell’Oro è un locale dal design raffinato nell’antico borgo di Sovana, con piatti della tradizione rivisitati in chiave moderna. www.osteriadelloro.it. Gusti genuini e sapori pieni nella cucina dell’Agriturismo San Giacomo, immerso nella campagna. www.agriturismosangiacomo.it. DOVE DORMIRE: Elegante e intimo con pregiati pezzi d’antiquariato e un’esposizione permanente d’arte contemporanea il Sovana Hotel & Resort **** è dotato anche di un parco da cui ammirare le rovine di Sovana nel periodo etrusco. www.sovanahotel.it Cura, semplicità, tradizione, caratterizzano gli appartamenti dell’Agriturismo San Giacomo, immersi nel giardino con piscina. www.agriturismosangiacomo.it. 38

Tomba Sirena © Diego Benicchi


La Visitazione del Pontormo, il parco etrusco e la villa patrimonio UNESCO CARMIGNANO (PRATO) Carmignano è un borgo unico immerso in uno scenario collinare di vigneti che danno vita al pregiato “Carmignano Rosso DOCG”, il vino con il riconoscimento Denominazione di Origine Controllata e Garantita più antico d’Italia, grazie al decreto del 1716 del Granduca Cosimo III De’ Medici. Tra i tanti motivi per visitare il borgo toscano, spicca la Visitazione del Pontormo, opera manierista di straordinaria bellezza, la più preziosa e celebre custodita nella pieve di San Michele e San Francesco, chiesa eretta nel 1330. L’opera, di incerta datazione (1528-30 circa), si discosta dall’iconografia tradizionale per focalizzarsi sull’eccezionalità dell’evento, in un cangiare di colori e panneggi rigonfi in un’atmosfera misteriosa e metafisica. La frazione di Artimino vanta anche, all’interno del Parco Archeologico di Carmignano, il Museo Archeologico Francesco Nicosia. Il museo illustra la storia del centro etrusco di Artimino e del suo territorio attraverso i reperti rinvenuti: quest’area, infatti, fin dal periodo “orientalizzante” della civiltà etrusca (VII sec. a. c.), ha conosciuto uno straordinario sviluppo economico e culturale. Sempre ad Artimino, la splendida Villa medicea La Ferdinanda, è patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO da giugno 2013.

Museo Archeologico Nicosia © Niccolò Orsi Battaglini

Veduta dalla Rocca sul borgo e vista della pieve di San Michele e S. Francesco © Mauro Casi

INFO: www.turismo.comune.carmignano.po.it DOVE MANGIARE: Nonna Delfina nacque in una casa colonica a valle della Villa medicea, e trasformò, dopo esser stata a servizio di nobili veneziani, la casa in una trattoria molto raffinata, oggi ristorante ricercato. Da Delfina si sono seduti Ardengo Soffici, Quinto Martini, Salvatore Quasimodo e altri illustri. www.dadelfina.it. DOVE DORMIRE: Occasione unica quella di soggiornare nella Villa medicea La Ferdinanda, patrimonio UNESCO: la Tenuta di Artimino si compone dell’Hotel Paggeria Medicea**** con 37 camere, 59 appartamenti nel borgo di Artimino (a 300 metri dall’Hotel) e 6 appartamenti esclusivi (“Fagianaie”), tutti in edifici storici ristrutturati e immersi nella pace della campagna toscana. www.artimino.com.

Visitazione nella pieve di San Michele e San Francesco

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Il Cenacolo del Ghirlandaio, raccolta di espressioni e nature morte PASSIGNANO (FIRENZE) ll piccolo borgo di Passignano (a Tavernelle Val di Pesa), con una casa-torre del XII secolo e la chiesa di San Biagio, ospita, incastonata tra le colline del Chianti, la Badia di Passignano, un complesso monastico legato ai Benedettini di Vallombrosa. Fondata nel 1049 da San Giovanni Gualberto, l’abbazia, a metà tra un fortilizio e un castello medievale per via delle torri angolari merlate, ha avuto una complessa storia di distruzioni e ricostruzioni. Ospita un’antica biblioteca con pergamene e libri antichi, e nella chiesa di San Michele Arcangelo (XIII secolo) affreschi di Domenico Cresti detto il Passignano (del 1601). Vero gioiello è il Cenacolo sito nel refettorio del monastero e simbolo del massimo splendore dell’abbazia, opera realizzata da Domenico Ghirlandaio con l’aiuto del fratello Davide nel 1476. Restituito al pubblico solo un anno fa dopo il restauro realizzato grazie alla fondazione americana Friends of Florence insieme a Marchesi Antinori, il Cenacolo si presenta come un campionario di espressioni e sentimenti incarnati dai protagonisti dell’ultima cena, mentre su lungo tavolo, l’accuratezza delle numerose nature morte, svela una profonda conoscenza dell’arte fiamminga.

INFO: www.tavarnellevp.it DOVE MANGIARE: il menù dell’Osteria di Passignano propone ricette della tradizione toscana, rivisitate da giovani ma esperti chef, con ingredienti freschi e stagionali. La famiglia Antinori possiede i vigneti circostanti l’Abbazia, dai quali produce il Chianti Classico Riserva “Badia a Passignano”, affinato nelle cantine sottostanti il monastero. www.osteriadipassignano.com Il Ristorante La Fattoria è in un tipico casolare toscano e serve piatti della tradizione cucinati con cura e amore. www.ristorantelafattoria-chianti.com DOVE DORMIRE: Castello del Nero è una residenza nobiliare del XII secolo trasformato in hotel di lusso con SPA, tra le naturali bellezze del Chianti. www.castellodelnero.com/it L’Antica Pieve b&b è una classica casa colonica toscana situata sulla famosa via Cassia, dove immergersi nella natura del Chianti o ammirarla da bordo piscina. www.anticapieve.net.

Cenacolo di Ghirlandaio © Associazione Youchianti

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Badia di Passignano Associazione Affreschi Chiesa di © San Fiorenzo © Youchianti Angros 47

Badia di Passignano © Associazione Youchianti


La vasca termale che catturò il Magnifico BAGNO VIGNONI (SAN QUIRICO D’ORCIA, SIENA) Sembra un paesaggio tratto dalla scena di un film, e infatti è adorato da artisti e cineasti (per esempio nel 1982 il regista Andrej Tarkovskij ha ambientato le scene del film Nostalghia, premiato l’anno successivo al Festival del Cinema di Cannes), quello della piazza centrale di Bagno Vignoni, uno dei borghi medioevali più suggestivi e meglio conservati della Toscana. Parte del comune di San Quirico D’Orcia, tra i vigneti della Val D’Orcia in provincia di Siena, Bagno Vignoni è noto in tutto il mondo per le terme, la cui attività risale all’epoca romana. Le acque sulfuree che sgorgano dal suolo vulcanico di questa località hanno attirato personaggi storici di particolare fama, tra cui Caterina da Siena, Papa Pio II Piccolomini e Lorenzo il Magnifico, che qui si curò la gotta discorrendo di poesia. Il borgo si esaurisce nella vasca rettangolare da cui sgorgano le acque della sorgente termale originale: è un unicum dal punto di vista urbanistico, in quanto loggiati, abitazioni, locande, e la chiesa di San Giovanni Battista si sono sviluppate attorno alla grande piscina termale, andando a scardinare la funzione della piazza principale di un paese.

Bagno Vignoni, notturna © Paolo Naldi

INFO: www.comunesanquirico.it www.parcodellavaldorcia.com DOVE MANGIARE: Da tre generazioni il Ristorante La Terrazza, nell’albergo Le Terme, si tramanda il gusto per le cose semplici e naturali, con materie prime a km0. www.albergoleterme.it/it/ristorante.html. Locale accogliente e cucina toscana moderna all’Osteria del Leone. http://osteriadelleone.it. DOVE DORMIRE: Tra le dolci colline della campagna senese e circondato da paesaggi di straordinaria bellezza sorge l’Adler Thermae Spa & Relax Resort. Le ampie piscine esterne e interne offrono la possibilità di godere dei benefici di rigeneranti bagni termali tutto l’anno. www.adler-thermae.com/it/ Romantico soggiorno di charme alla Locanda del Loggiato, in un antico stabile del 1300. www.loggiato.it.

Bagno Vignoni © Paolo Naldi

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INTERVISTA IMPOSSIBILE CON ULISSE “I BORGHI DI MARE DELLA MIA ODISSEA”

DA SCILLA AL CIRCEO PASSANDO PER CAPRI 42


Borgo di Scilla

Volto di Ulisse, scultura del Museo di Sperlonga

ECCO UN’INTERVISTA AL MITICO EROE GRECO, PRIMO GRANDE VIAGGIATORE, CHE CI GUIDA ALLA SCOPERTA DEI BORGHI DELLE NOSTRE COSTE, CHE SONO CITATI NELLA SUA ODISSEA. DALL’ETNA ALLE EOLIE, DA CAPRI AL CIRCEO… di Manuela Fiorini

“Prego, mi segua. Adesso prenderemo l’ascensore per l’inferno e poi saremo arrivati”. Saliamo su una piattaforma che sembra spuntare dalla montagna. Lo vedo armeggiare con una leva. “Ottava bolgia, ottavo cerchio…. Sono qui, all’Inferno di dantesca memoria, per incontrare Ulisse, le cui avventure sono diventate proverbiali e, per questo, è annoverato tra le “Migliori Guide Turistiche Impossibili” del mondo, con tanto di attestato di riconoscimento rilasciato dalla Fondazione Omero. Mi accoglie nella sua spelonca, dove vive da quando il Sommo Poeta gli ha concesso in comodato d’uso gratuito un alloggio nel Girone dei Consiglieri Fraudolenti. Non altissimo, mascella volitiva, naso greco, Ulisse è proprio come me lo immaginavo. Ulisse, come mai ha deciso di visitare l’Italia? “Era da tanto che non mi prendevo una vacanza e volevo visitare l’Italia prima di tornare a casa dopo dieci anni sotto le mura di Troia. Io e i miei compagni abbiamo fatto una prima tappa ai piedi dell’Etna, in Sicilia, in un bel luogo pieno di pecore. Avevamo fame, ne abbiamo macellate un paio e le abbiamo arrostite. Ci siamo accorti troppo tardi che appartenevano al ciclope Polifemo. Oggi, però, i Ciclopi hanno traslocato, quin43


“Ulisse acceca Polifemo” di Pellegrino Tebaldi (1554), Palazzo Poggi, Bologna

Borgo di 44 Scilla

di posso consigliare ai nostri lettori una visita al bel Parco dell’Etna, magari per un bel trekking per vedere il vulcano da vicino. Per esempio, la Grande Traversata Etnea è un bel trekking di cinque giorni con tappe da 12/15 km di sentieri immersi nella natura. I più pigri possono salire, circumnavigare l’Etna usando la Ferrovia Circumetnea (info 095/541246) da Catania a Riposto. Io consiglio di non perdere una visita a Nicolosi, da cui si snoda il sentiero che porta al Rifugio Sapienza, dove si trova anche la sede delle Guide Alpine Etna Sud. Mentre si sale verso la cima, consiglio una sosta ai Crateri Silvestri per ammirare un paesaggio lunare”. Un’altra meta che consiglierebbe ai nostri lettori? “Sicuramente le Isole Eolie, che devono il loro nome a un illustre inquilino, Eolo, il dio dei venti. Aveva una villa favolosa sull’isola di Stromboli, un luogo straordinario e selvaggio, con la sua spiaggia di sabbie nere e la magica “Sciara del fuoco” che dalla bocca del vulcano scende lenta verso il mare. E poi, lo sperone di Strombolicchio e lo splendido borgo di Ginostra, che si trova sul lato occidentale dell’isola e si raggiunge solo via mare. Già che c’ero, ne ho approfittato per visitare anche le altre isole dell’arcipelago, tra cui la selvaggia Filicudi, con la sua vegetazione incontaminata, le sue spiagge bianche lambite da un mare cristallino e un’unica strada asfaltata che collega i piccoli borghi di Filicudi Porto, Valdichiesa e Pecorini Mare. Per farsi un’idea di come potevano essere le isole “ai miei tempi”, invece, vi consiglio Alicudi, mentre i più mondani possono scegliere Lipari, con il suo


Trekking sull’Etna

Promontorio del45 Circeo


Vulcano e le sue spiagge termali

EOLIE, ISOLE DA FILM Sette sorelle, tutte diverse e bellissime: Lipari, Salina, Panarea, Stromboli, Vulcano, Alicudi e Filicudi sono le isole che compongono l’arcipelago delle Eolie (www.turismoeolie.com), situate a nord della costa siciliana. Le isole, tutte di origine vulcanica, sono state dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità per le loro bellezze paesaggistiche, tra cui spiagge uniche e, soprattutto le spettacolari eruzioni vulcaniche, ma anche fenomeni naturali come i vulcanelli sottomarini di Vulcano e le piscine di fango termale, la spiaggia di Acquacalda, a Lipari, dove, nel mare cristallino, galleggiano piccoli sassi di pietra pomice. Si può scegliere tra la mondana Panarea e la tranquilla Salina, oppure salire con un trekking sullo Stromboli, per ammirare la Sciara del fuoco, uno spettacolare fiume di lava che dal cratere si getta nel mare. Tutte da esplorare le selvagge Alicudi e Filicudi, mentre Lipari è la meta da preferire per lo shopping. Bellezze così non potevano sfuggire al cinema. Le Eolie, infatti, hanno fatto da sfondo alla cosiddetta “guerra dei vulcani”, combattuta a colpi di ciak nel 1950. A rivaleggiare, i due film, Stromboli di Roberto Rossellini e Vulcano di William Dieterle, nonché le due attrici protagoniste, Ingrid Bergman e Anna Magnani, che, oltre alle luci dei riflettori, si sono contese anche il cuore del regista Rossellini. A Lipari, in contrada Pollara, si trova poi la casa de Il Postino del 1994, con l’indimenticabile Massimo Troisi. Michelangelo Antonioni ha girato alcune scene de L’avventura (1960) nell’isolotto di Liscia Bianca, mentre le sabbie nere di Stromboli hanno fatto da sfondo ad alcuni ciak de La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana (2003). I fratelli Taviani hanno invece preferito Lipari e le sue cave di pomice per una delle scene cult di Kaos, mentre Nanni Moretti, nel 1993, dedica tutto il secondo capitolo del suo Caro diario alle “isole del vento”. Oggi, le Eolie ospitano due celebri festival: il Salina Doc Fest (www.salinadocfest.it), dedicato al documentario, che quest’anno si tiene dal 25 al 29 giugno ed è dedicato al tema Padri e figli. Verso terre fertili, e Un mare di cinema promosso dal Centro Studi Eoliano (www.centrostudieolie.it)

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castello, le sue sorgenti termali e la bella spiaggia di Acquacalda, sovrastata dalla montagna di pomice”. Insomma, pur di non tornare a casa, ha vissuto un’Odissea. Che cos’altro le è piaciuto dell’Italia? “Le donne, naturalmente. A un certo punto, mi sono preso una sbandata per una bella mora, Circe, che ho incontrato presso il Promontorio del Circeo. Mentre ero suo ospite, ho potuto visitare quello che oggi è il Parco Nazionale del Circeo. Quindi vi posso caldamente consigliare una visita a Palmarola e Ponza perle delle Isole Pontine. E poi all’antica città romana di Norba, circondata da mura massicce e costruita su una terrazza naturale che si affaccia sulla Pianura Pontina, mentre sullo sfondo si staglia la sagoma del Monte Circeo. A proposito, gli appassionati di trekking non possono perdersi la salita al Picco di Circe, dove si trovano i resti di un tempietto dedicato a Venere. Lungo il Promontorio del Circeo, poi, merita una visita la bella Spiaggetta del Prigioniero, dove si trova una singolare grotta a due piani con un balconcino naturale con vista mare. E poi vicine ci sono Gaeta e Sperlonga, non per nulla tutta questa costa la chiamano la Riviera d’Ulisse ”. Lei non sembra avere molta fortuna con le donne. Dopo Circe… le Sirene. “Avevo sentito parlare delle “bellezze” dei Faraglioni di Capri e del loro canto fatale. Così, dopo aver messo dei tappi di cera nelle orecchie dei miei uomini, mi sono fatto legare ben stretto all’albero maestro della nave per assistere all’esibizione canora delle fanciulle dalla coda di pesce senza lasciarci la pelle. E,

Angolo di Lipari

Stromboli

Borgo di Filicudi

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Gaeta

Ponza

Formia

LA RIVIERA DI ULISSE E IL PARCO REGIONALE La striscia costiera a sud della provincia di Latina prende il nome di Riviera di Ulisse. Il fulcro è il Golfo di Gaeta, con più di cinquanta chilometri di spiagge bianchissime e magnifici promontori rocciosi a strapiombo sul mare, che raggiungono anche i 1000 metri con i rilievi Aurunci. Gaeta, di origine romana, è composta da una parte storica e una parte moderna, a cui si aggiunge la zona balneare. Da non perdere una visita al Castello Angioino Aragonese, alla Chiesa dell’Annunziata e al Mausoleo di Lucio Munazio Planco. Tra i comuni della Riviera di Ulisse c’è anche Formia, antico insediamento dei Volsci, che l’abitavano fin dal 500 a.C. Meritano una visita la Torre di Castellone, il Foro di Nerva e il Porto di Caposele. Da non perdere, infine, il magnifico borgo di Sperlonga, amato dai Vip di tutte le epoche per le sue bellezze naturali e paesaggistiche. Qui si trova la Grotta di Tiberio, che si incontra passeggiando lungo il lato est della Riviera di Levante. Tra i territori dei comuni di Gaeta, Formia e Sperlonga si estende anche il Parco Regionale Riviera di Ulisse (www.parcoriviradiulisse.it), area protetta dal 1986, paradiso degli amanti del trekking che amano passeggiare sui sentieri circondati dalla macchia mediterranea, a strapiombo sul mare o lambiti da spiagge di fine rena bianca.

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già che ero in zona, ho potuto ammirare anche i Giardini di Augusto e fare una tappa per immergermi nella bellezza quasi soprannaturale della Grotta Azzurra”. Il suo viaggio in Italia si è concluso in Sicilia. Ci racconta come andò? “Prima di tornare a casa da mia moglie Penelope e da mio figlio Telemaco, avevo pensato di prendere una scorciatoia e ho deciso di attraversare lo Stretto di Messina. Tuttavia, il fondale era popolato da mostri marini, tra cui due fratelli molto permalosi e collerici, Scilla e Cariddi. Mi salvai per miracolo, così decisi di appendere il timone al chiodo. Me ne stetti buono per un po’, ma la mia voglia di viaggiare


Sperlonga

Grotta (spelonca, da cui il nome di Sperlonga) di Tiberio

era tale che decisi di imbarcarmi di nuovo per scoprire che cosa c’era oltre le Colonne d’Ercole, il confine del mondo allora conosciuto, che oggi si chiama Stretto di Gibilterra”. Fu proprio a causa di quel viaggio che il nostro Ulisse si trova qui, ora, inquilino dell’Inferno dantesco, dove trascorre la sua vita da pensionato reinventandosi come guida turistica. Lo saluto e lo ringrazio per i suoi suggerimenti. “C’è poi riuscito qualcuno a scoprire che cosa c’è oltre le Colonne d’Ercole?”, mi chiede con uno sguardo avido di sapere. Vorrei raccontargli di Cristoforo Colombo, dell’America…Invece, gli dico che oltre Gibilterra c’è soltanto acqua. Non si sa mai che gli torni la voglia di ripartire… M.F. Gruppo scultoreo di Ulisse e Polifemo, Museo di Sperlonga

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LA COMPAGNA

FIAT TIPO SW Per visitare i nostri meravigliosi borghi italiani, stavolta abbiamo scelto come compagna di viaggio proprio un’auto italiana: la Fiat Tipo SW, una vettura di medie dimensioni, ma dall’abitacolo ampio e confortevole. Il baule, dalla capacità di 550 litri con tutti i cinque posti in uso e con la possibilità di regolarne il fondo su due altezze o di bloccarlo a 45° per accedere al vano sottostante, è tra i più ampi della categoria. Ne potremo approfittare per “riempirlo” di prodotti tipici, in particolare delle Lenticchie di Castelluccio di Norcia, del miele Millefiori di Castelluccio, del Prosciutto di Norcia Igp… 50


RICETTE DI VIAGGI BORGHI DA GUSTARE DEDICATO AD AMATRICE

IL 2017 È STATO UFFICIALMENTE DICHIARATO DALL’ENIT “ANNO DEI BORGHI IN ITALIA”, PER PROMUOVERE IL TURISMO DEI PICCOLI CENTRI RICCHI DI STORIA E TRADIZIONI. L’ENTE DEL TURISMO NAZIONALE, CHE GIÀ LO SCORSO ANNO AVEVA FIRMATO UNA CONVENZIONE CON L’ASSOCIAZIONE “I BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA”, LANCIA ORA UN PIANO TRIENNALE CHE PREVEDE IL LANCIO, LA CRESCITA E LO SVILUPPO DELLE AREE FORSE MENO CONOSCIUTE, MA UGUALMENTE SPLENDIDE DEL NOSTRO BEL PAESE. ANCHE NOI DEDICHIAMO E DEDICHEREMO DA QUESTO NUMERO LO SPECIALE “RICETTE DI VIAGGIO” AD ALCUNI BORGHI ITALIANI, PER ANDARE ALLA SCOPERTA DELLA LORO STORIA, DELLE LORO TRADIZIONI E DEI SAPORI CHE LI HANNO RESI CELEBRI NEL RESTO DEL PAESE E ANCHE ALL’ESTERO. UNO PRIMO DI TUTTI: AMATRICE51


LAZIO

Il Duomo di Amatrice come lo ricordiamo

N

on potevamo non aprire con due ricette di quei borghi che sono nel cuore dell’Italia, ed anche nei nostri, con la speranza che alcuni di essi, tra cui Amatrice, Norcia, Castelluccio di Norcia, Preci devastati dal sisma del 24 agosto 2016, possano presto tornare al loro antico splendore e accogliere di nuovo i visitatori come un tempo. Dedichiamo ad essi lo speciale, segnalandovi anche altri loro prodotti, come i “coglioni di mulo”, un salume tipico della zona fatto di carne suina magra con un cuore di lardo aromatizzato, dalla caratteristica forma ovale. Non dobbiamo dimenticare che è proprio da Norcia che si è diffusa l’arte della norcineria, quella di fare gli insaccati più famosi del mondo. E qui le norcinerie abbondano, e noi vi segnaliamo i negozi aperti ed anche i loro siti per fare acquisti online. Vi ricordiamo anche gli odorosi tartufi estivi, gli scorzoni, mentre, dalle vicine Cascia e Monteleone di Spoleto arrivano lo zafferano e il farro.

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Lenticchie

Salame di Norcia

FIAT TIPO SW Da sempre il marchio torinese si è concentrato nello sviluppare vetture che fossero belle da vedere nella loro semplicità, con un alto comfort in grado di garantire ai passeggeri un piacevole viaggio, qualunque fosse la meta desiderata. Ed è così che anche la nuova Fiat Tipo SW vuole essere: vicina alle famiglie nel contenuto e nella forma.


UMBRIA

Piazza di Norcia

SPAGHETTI ALLA AMATRICIANA “Inventati” dai pastori abruzzesi e portati in tutto il Lazio durante la transumanza, sono diventati un classico della cucina romana e nazionale.

Una ricetta antichissima, dal momento che i semi di lenticchia sono stati ritrovati in tombe neolitiche di 3000 anni fa.

INGREDIENTI 500 gr di spaghetti, 125 gr di guanciale di Amatrice, 6 pomodori San Marzano o 400 gr di pelati, 100 gr di pecorino grattugiato di Amatrice, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, un goccio di vino bianco secco, un peperoncino intero PREPARAZIONE Mettete in una padella l’olio, il guanciale tagliato a pezzetti e il peperoncino. Fare rosolare a fuoco vivo e aggiungete il vino. Togliete in guanciale e mettetelo da parte per farlo rimanere morbido. Aggiungete i pomodori, o i pelati, tagliati a filetti e il sale. Fate cuocere per qualche minuto, poi togliete il peperoncino e rimettete il guanciale. Nel frattempo, mettete a cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata. Scolateli e uniteli al sugo. Servite con una spolverata di pecorino grattugiato. IL VINO Bianco fermo, secco o malvasia di produzione locale. Bianco Capena Secco Doc, Bianco Abboccato Doc, Frascati Superiore Docg.

DOVE COMPRARE Amatrice in Tavola - Presso il punto vendita di Amatrice e di Ascoli Piceno (indirizzi sul sito) si possono acquistare i prodotti tipici di Amatrice, tra cui il kit per l’Amatriciana, Norcia, Castelluccio e Cascia per dare una mano alla rinascita dei paesi terremotati. A breve anche l’e-commerce Corso Umberto I, Amatrice - Tel: 0746/825476 www.amatriceintavola.it

ZUPPA DI LENTICCHIE DI CASTELLUCCIO DI NORCIA

INGREDIENTI 300 gr di lenticchie di Castelluccio di Norcia Igp, 150 gr di pomodorini, 1 carota, 1 cipolla, 1 patata, 1 spicchio di aglio, ½ gambo di sedano, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, Olio EVO, sale e pepe q.b PREPARAZIONE Sciacquate le lenticchie, tagliate le patate a cubetti, tritate la cipolla, il sedano e la carota e schiacciate l’aglio con la buccia. Mettete a rosolare il tutto in una casseruola per circa 5 minuti con un filo di olio EVO. Aggiungete poi le lenticchie e fatele tostare per altri 5 minuti a fiamma vivace. Togliete l’aglio e aggiungete un cucchiaio di concentrato di pomodoro. Ricoprite con acqua fredda e cuocete per circa 35 minuti, a fuoco medio e con il coperchio, mescolando di tanto in tanto. Salate e pepate a fine cottura. Nel frattempo, tagliate i pomodorini a spicchi e rosolateli in una padella con poco olio. Servite la zuppa guarnita con i pomodorini. A temperatura ambiente è un ottimo piatto estivo.

Sapori di Norcia offre anche on line le pregiate lenticchie, cereali come farro, orzo, miglio, zuppe e la birra fatta con le lenticchie IGP.

cia, Coglioni di Mulo, salsicce, lenticchie, legumi, cereali, formaggi e vini locali.

Via del Lavoro, Norcia - Tel: 0743/817073 www.saporidinorcia.it

Il Massaro - L’azienda agricola vende anche on line miele e prodotti delle api, ma anche confetture di frutta dolcificate con miele e molto altro.

Brancaleone da Norcia - Vende on line, anche con confezioni regalo, salumi come Prosciutto di Nor-

Via Nucleo Fontevena 85, Norcia - Tel: 0743/817490 www.mieledicastellucciodinorcia.it

Tel: 0743/817534 - www.brancaleonedanorcia.it

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VENZONE

IL “BORGO DEI BORGHI” 2017

È stato eletto “Borgo dei Borghi”, lo scorso 17 aprile, tra i venti finalisti, durante la trasmissione Kilimangiaro. Già Monumento Nazionale dal 1965, Venzone, in provincia di Udine, è un capolavoro di pietre antiche, che testimoniano la ricca storia locale, su uno sfondo pittoresco di boschi e montagne. Il borgo, che sorge alla confluenza delle valli del Tagliamento e la Val Canale, è incluso nel territorio del Parco Naturale delle Prealpi Giulie, meta di passeggiate ed escursioni. La nostra visita del borgo parte dal centro storico e dal Duomo di origine medievale. Dedicato a Sant’Andrea Apostolo, sorge su un edificio trecentesco. Nel 1647, durante i lavori di ampliamento della cattedrale, sono stati ritrovati una quarantina di corpi mummificati, conservati grazie alla composizione del suolo, ricco di solfato di calcio, e dalla presenza di un fungo. Le “mummie di Venzone”, che sono state datate tra il XVI e il XIX secolo, sono

conservate nella Cappella Cimiteriale di San Michele (orario: fino al 31/10 tutti i giorni ore 9-19; ingresso € 1,50). Altri edifici religiosi degni di nota sono la chiesa di San Giovanni Battista, la chiesa di Santa Caterina e quella dedicata a Sant’Antonio Abate. Nel centro storico di Venzone si possono ammirare anche gli splendidi palazzi, tra cui il Palazzo Comunale, Palazzo Scaligero, Palazzo Zinutti e Palazzo Orgnani-Martina. Da non perdere una passeggiata lungo le mura per vedere le antiche porte della cittadella fortificata, come la Porta di San Genesio e la Porta di Sotto. Una curiosità: per i suoi suggestivi paesaggi naturali e la sua pittoresca veste medievale, Venzone è stato scelto da registi come John Huston e Mario Monicelli, che rispettivamente nel 1957 e nel 1959 vi ha girato alcune scene di Addio alle armi e La grande guerra. Venzone è poi famosa per la sua Festa della Zucca, nota a livello nazionale, che si tiene ogni anno il quarto fine settimana di ottobre. Un altro prodotto tipico è la “Lavanda di Venzone”, ricavata da colture a basso impatto ambientale, da cui si ricavano molti prodotti, che vengono promossi attraverso le itineranti Feste della lavanda (www.lavandadivenzone.it).

FIAT TIPO SW Funzionalità, semplicità e personalità sono altri punti chiave e lo dimostrano la ricca dotazione di serie, i sistemi per la sicurezza e soluzioni tecnologiche utili e intelligenti come l’innovativo sistema Uconnect HD LIVE con touchscreen  a colori da 7” che si rifà ai tablet come modo d’uso, risultando quindi semplice, elegante e completo. Anche in città, luogo dove probabilmente verrà utilizzata di più durante la settimana, la Tipo SW può avvalersi della comoda retrocamera, un terzo occhio per svolgere con calma ed in sicurezza tutte le manovre. 54


FRIULI

Secondo giorno BORDANO, “PAESE DELLE FARFALLE”

Da Venzone, prendiamo in direzione di Via Pontebbana per immetterci sulla SS13 in direzione di Bordano (www. prolocobordano.it). noto come “il paese delle farfalle”, che raggiungiamo in circa un quarto d’ora. Il clima di questa zona, infatti, è particolarmente favorevole alla proliferazione di farfalle autoctone, circa 100 specie diurne e 500 notturne, al punto da avere attirato l’attenzione di studiosi da tutta Italia. Qui si trova la Casa delle Farfalle (via Canada 5, www.bordanofarfalle.it, aperto tutti i gg fino al 30/9 ore 9-18; ingresso intero € 8, ridotto € 6), un grande giardino tropicale che, con i suoi 1000 mq di serre riscaldate, mostre e laboratori didattici è la più ampia esposizione in Italia di farfalle e insetti vivi. Le tre grandi serre, che riproducono gli habitat naturali dell’Africa tropicale, delle foreste pluviali asiatiche e del bacino del Rio delle Amazzoni, ospitano più di 400 specie di farfalle provenienti da tutto il mondo. Bordano è famosa anche per i murales, naturalmente ispirati alle farfalle, che decorano i muri delle abitazioni, frutto di un concorso rivolto agli artisti, che si è svolto dal 1996 al 2000. INFO: www.venzoneturismo.it

COME ARRIVARE

A13 Padova-Milano – Venezia, uscita A4/E70 verso Venezia, poi Tangenziale di Mestre A57 seguendo per Venezia Aeroporto. Prendere E55 per Udine/ Tarvisio/Austria con uscita Gemona-Osoppo. Immettersi poi sulla SP49 fino a Venzone.

FRICO FRIULANO È il piatto friulano per eccellenza, le cui origini risalgono al XV secolo. Si consuma come secondo o come piatto unico. INGREDIENTI 400 gr di patate, 400 gr di formaggio Montasio stagionato, 1 cipolla, 40 ml di olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b. PREPARAZIONE Lessate le patate, poi sbucciatele e schiacciatele. Eliminate la buccia dal Montasio e tagliatelo a dadini. Affettate finemente la cipolla. Scaldate l’olio di oliva e mettete a imbiondire la cipolla, aggiungete anche le patate schiacciate e cuocete per 10 minuti. Aggiungete poi il Montasio a cubetti, mescolate il tutto e fate cuocere per altri 20 minuti fino a quando il formaggio non si sarà sciolto e sarà stato assorbito dalla purea. Salate e pepate. Appena si sarà formata la crosticina, girate il composto e fate formare la crosticina anche dall’altro lato. IL VINO Refosco dal Peduncolo rosso, un rosso fresco e leggermente acidulo per accompagnare la consistenza morbida e la dolcezza del piatto. Dove comprare: Cantina Rauscedo, via Taboga 291, SS Pontebbana, Gemona del Friuli (UD). Tel: 0432/972791.

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Via Roma 21, Venzone - Tel: 329/1531061 www.osteriamarculele.it.

Via Pontebbana 29, Venzone - Tel: 0432/985026 www.laculladoro.it

Osteria Marculele - Accogliente locale che offre piatti della cucina regionale. Ingredienti prodotti da piccole aziende friulane e cambiano a seconda delle stagioni. Ottimi i salumi, i formaggi, gli gnocchi e i ravioli ripieni con erbe spontanee. Ampia scelta di vini. Prezzo medio a persona €25/30.

B&B La Culla d’Oro - La struttura si trova appena fuori dalla cinta muraria di Venzone, sulla ciclovia Alpe Adria. Dispone di camere singole, doppie e triple con bagno privato, wi fi, TV LCD. A disposizione parcheggio, ristorante pizzeria e birreria. Indicato per i cicloamatori.

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BARDI

CASTELLO CON FANTASMA

Nella parte sud occidentale dell’Emilia Romagna, al confine tra la Liguria e il territorio di Piacenza, si trova l’affascinante borgo medievale di Bardi, caratterizzato dalla fortezza medievale che domina quattro valli da uno sperone di diaspro rosso. Per raggiungere la cittadina saliamo fino a 500 metri, dove siamo accolti da alcune case di fattura moderna, che si fa sempre più antica a mano a mano che si sale verso la fortezza medievale (www.castellodibardi.it), a quota 1650 metri. Le strade di ciottoli ci accompagnano verso la prima delle nostre tappe, il castello, con un movimento a spirale. Circonda

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la cittadella lo splendido paesaggio creato dalle anse del fiume Ceno, che dà il nome a tutta la valle, mentre, alle sue spalle veglia il monte Crodolo. Si dice che nel castello si aggiri il fantasma del cavaliere Moroello, innamorato della bella castellana Seleste e morto suicida insieme all’amata nel XV secolo. In una delle sale del castello si possono vedere alcune fotografie del “fantasma”, scattate dal Centro Studi Parapsicologici di Bologna. La fortezza di Bardi è uno degli esempi più imponenti di architettura difensiva, sorta alla fine del IX secolo per proteggere gli abitanti dalle invasioni degli Ungari. Nel XVI secolo, diventa Palazzo Signorile della nobile fa-


EMILIA miglia dei Landi. Con un solo biglietto di ingresso (intero € 6, ridotto € 3,50) si possono visitare i camminamenti di ronda, le torri, la Piazza d’Armi, il cortile d’onore, il pozzo, la ghiacciaia, i granai, le prigioni e le sale di tortura. Gli ex quartieri dei soldati ospitano il Museo della Civiltà Valligiana, mentre, all’interno della fortezza, si trova il Museo della Fauna e del Bracconaggio e la mostra permanente Arti e mestieri dell’Est Europeo – Collezione Ferrarini-Nicoli. Nel borgo, merita una visita la chiesa di Santa Maria Addolorata, che custodisce una Pala giovanile del Parmigianino. Tuttavia, Bardi è famosa anche per i suoi prodotti tipici, tra cui salumi, come il celebre culatello, formaggio, primo tra tutti il Parmigiano Reggiano, ma anche funghi e tartufi, sia estivi che invernali. Tra le carni, spicca il maiale nero della Valceno, una razza pregiata base di molti piatti gourmet.

Secondo giorno VERSO VARANO DE’ MELEGARI

Ci immettiamo sulla SP 28 in direzione di Varano de’ Melegari, un antico borgo alle porte della Val Ceno. Lungo il percorso siamo accompagnati dalla visuale di verdi colline, filari di viti e campi coltivati. La prima tappa obbligata è il Castello Pallavicino (www.castellodivarano.it, ingresso intero € 5, ridotto € 4), le cui prime attestazioni risalgono al 1087. Il percorso di visita, di circa 50 minuti, consente di ammirare la corte interna, le stanze del Piano Nobile, il salone e lo scalone di onore, le cucine e la prigione del Bentivoglio. Da non perdere la passeggiata sui camminamenti delle torri e sulle terrazze che si affacciano a picco sulla vallata. Nelle vicinanze, si trovano anche i piccoli centri di Riviano, Viazzano, Vianino, Montesalso e Serravalle, con il suo splendido castello. Tra le prelibatezze locali ci sono i Tortelli di San Giovanni, ripieni di erbette e conditi con Parmigiano Reggiano e burro fuso. Ogni anno, il 23 giugno, presso il Parco Cordani di Varano si celebra l’antica tradizione della Tortellata.

ROSA DI PARMA INGREDIENTI 600/800 gr di filetto di manzo, 6 fette di Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano a scaglie, 3 spicchi di aglio, 1 rametto di rosmarino, 75 cl di Lambrusco, 25 cl di Marsala, 100 gr di panna, 25 gr di burro, Olio di oliva, sale e pepe q.b PREPARAZIONE Tagliate il filetto in maniera trasversale e battetelo con il batticarne. Salate e pepate. Ponete all’interno le fette di Prosciutto di Parma e il Parmigiano a scaglie, poi arrotolatelo e legatelo con uno spago da cucina. Preparate un trito di aglio e rosmarino e soffriggeteli in una casseruola nel burro e nell’olio di oliva. Unite il filetto e fatelo rosolare su entrambi i lati. Aggiungete il Lambrusco e il Marsala e lasciate cuocere per 20 minuti. Togliete il filetto e versate nel fondo di cottura la panna e fate restringere la salsa finché non sarà densa. Tagliate il filetto a fette e servite coperto dalla salsa con contorno di patate al forno. IL VINO Colli di Parma Rosso DOC, un vino frizzante dal sapore intenso e fruttato. Dove comprare: Monte delle Vigne, via Monticello 22, Ozzano Taro di Collecchio (PR). Tel: 0521/309704 www.montedellevigne.it

DOVE MANGIARE

Le Due Spade - Locale che offre piatti della cucina tradizionale, a base di funghi e tartufi, parmigiano reggiano e ottimi salumi. La cantina dispone di circa 100 etichette di qualità. Prezzo medio a persona € 30, bevande escluse. Via Giordani 9, Bardi (PR) - Tel: 0525/71623 www.leduespade.it

DOVE DORMIRE

Agriturismo il Castagneto - Bella struttura in posizione panoramica, sulla via Francigena. Le camere hanno tutte il bagno privato e il wi fi. Animali ammessi. Prezzi da € 30 a persona a notte. Loc. Castagneto di Gravago, Bardi Tel: 0525/77141

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TELLARO

LA PERLA DEL GOLFO DEI POETI

Incluso tra “I Borghi più belli d’Italia”, Tellaro è situato nell’estrema parte orientale del Golfo dei Poeti, nel comune di Lerici (SP). Affascinato dai colori delle sue case, dai vicoli pittoreschi e dai suoi strapiombi rocciosi, Mario Soldati ne fece il suo “buon ritiro” dal 1960 fino alla sua morte, nel 1999. Non solo, nella novella “Il polpo e i pirati”, il grande scrittore e regista riportò la leggenda locale secondo la quale, nel luglio del 1660, i pirati saraceni guidati da Gallo d’Arenzano tentarono un assalto al borgo, ma questo fallì perché un grosso polpo, incuriosito dalle funi delle campane, inavvertitamente le suonò, risvegliando gli abitanti, che misero in fuga i pirati. Una targa affissa all’esterno della Chiesa di San Giorgio ricorda ancora oggi questo episodio, mentre il Polpo alla Tellarese è uno dei piatti tipici di questa zona. Arriviamo a Tellaro dopo aver percorso l’A15 Parma-La Spezia e avere imboccato la Firenze-Livorno fino a Sarzana. Da qui, seguiamo le indicazioni per Lerici, attraversiamo i borghi di Maralunga e Fiascherino e

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arriviamo a destinazione. Lasciamo l’auto nel parcheggio del cimitero, a circa 250 metri dal centro, che raggiungiamo a piedi. Sul lato nord occidentale scorgiamo le vestigia delle antiche mura medievali. Delle tre torri di un tempo, oggi ne rimangono soltanto due: una è diventata il campanile della Chiesa di San Giorgio, dalla facciata rosa pastello, che sorge direttamente su uno sperone roccioso a picco sul mare. La seconda, invece, si trova all’ingresso del paese, nei pressi dell’Oratorio di Santa Maria in Selàa. Dall’altra parte, la chiesa si affaccia sulla piazza principale, circondata da pittoresche abitazioni dai tipici colori pastello, tra le quali passano i caratteristici caruggi. Dalla piazza, una stradina conduce allo splendido porticciolo, dove si trova una piccola spiaggia dove si può fare il bagno. Nei dintorni si trovano anche la piccola spiagge La Vittoria e la rocciosa Trigliano. Gli amanti del trekking possono invece avventurarsi lungo la strada che sale sulle montagne. Giunti al bivio, si prosegue in direzione degli Spiaggioni di Tellaro, suggestive lingue di sabbia incontaminata.


LIGURIA

POLPO ALLA TELLARESE

Secondo giorno DA TELLARO A LERICI

Tellaro è incluso nel territorio del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara (www.parcomagra.it) che può essere visitato a piedi, in bicicletta o a cavallo grazie alla rete di sentieri, oppure in canoa o in battello percorrendo il fiume Vara. Scegliamo l’itinerario a piedi, di circa 1h e 45, che da Tellaro conduce a Lerici. Il sentiero che collega i due borghi parte dalla piazza principale. Da qui saliamo sulla scalinata di mattoni di via Marconi e ci immettiamo sul sentiero. Dopo circa 10 minuti si incrocia il sentiero n° 3, che prendiamo tenendo la sinistra in direzione di Lerici. Il tratto pianeggiante lascia intravedere la vegetazione del Promontorio del Caprione e il mare del Golfo dei Poeti. Dopo altri 10 minuti raggiungiamo Portesone, un antico villaggio abbandonato nel 1500, con le sue case di pietra avvolte dai rampicanti. Il sentiero prosegue tra ulivi e cipressi fino a raggiungere Barbazzano, un altro villaggio abbandonato in seguito all’epidemia di peste nel XVI secolo. Proseguiamo ancora tenendo a destra fino a località La Serra e da qui seguiamo le indicazioni per Lerici fino a una scalinata in mattoni che conduce direttamente nella piazza della cittadina.

FIAT TIPO SW Alla fine, il giudizio più importante è quello che una famiglia le attribuisce e in questo caso siamo certi che la Tipo SW saprà non solo essere il mezzo di trasporto ideale per chi cerca praticità e funzionalità, ma anche una compagna di viaggio fedele e completa.

INGREDIENTI 1 polpo da 800 gr circa, 3-4 patate medie, 50 gr di olive nere, 1 spicchio di aglio, 1 limone, 1 ciuffetto di prezzemolo, 5 cucchiai di olio EVO, sale e pepe. PREPARAZIONE Dopo aver sbucciato le patate, tagliatele a cubetti e lessateli in acqua salata. Mettete anche il polpo in abbondante acqua salata e cuocetelo per circa 40 minuti. Lasciatelo raffreddare nella sua acqua per mantenerlo tenero. Scolate il polpo e le patate, tritate il prezzemolo insieme all’aglio, unite le olive e mescolate. Insaporite il polpo e le patate con il trito aromatico, condite con 5 cucchiai di olio EVO, sale, pepe e succo di limone. Mescolate e servite freddo come antipasto o piatto unico. IL VINO Solaris, un Vermentino Doc dal colore giallo paglierino e dalle sfumature di pesca, mela e fiori bianchi. Si abbiana agli antipasti e ai secondi pesce. Dove comprare: Cantine Federici - La baia del Sole, via Forlino 3, Antica Luni di Ortonovo, (SP). Tel: 0187/661821 www.cantinefederici.com/

COME ARRIVARE

A15 Parma-La Spezia con uscita a Fornovo, poi SP Varsi-Bardi. In alternativa SS62 da Parma a Fornovo e poi continuare sulla provinciale per Varsi.

DOVE MANGIARE

Le Due Spade - Locale che offre piatti della cucina tradizionale. Prezzo medio a persona € 30, bevande escluse.

www.leduespade.it

DOVE DORMIRE

Agriturismo il Castagneto - Bella struttura in posizione panoramica, sulla via Francigena. Le camere hanno tutte il bagno privato e il wi fi. Animali ammessi. Prezzi da € 30 a persona a notte. Loc. Castagneto di Gravago, Bardi Tel: 0525/77141

Via Giordani 9, Bardi (PR) - Tel: 0525/71623

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SAN GIMIGNANO

LA CITTÀ DELLE TORRI

Situata su una delle direttrici dell’antica via Francigena, San Gimignano è nota come “la città delle torri”, per le caratteristiche abitazioni dalla funzione difensiva, erette a simbolo del potere delle famiglie nobili. Il suo splendido centro medievale, perfettamente conservato, è stato inserito dall’UNESCO tra i siti Patrimonio dell’Umanità. La visita inizia da Piazza della Cisterna, dalla forma di triangolo rovesciato, che prende il nome da una cisterna ottagonale in travertino che svetta al centro. Sulla piazza si affacciano la Torre dei Becci e la Torre dei Cugnanesi e alcune dimore nobiliari, tra cui Palazzo Razzi e Palazzo Tortoli. Dalla parte opposta, si trova la celebre Torre del Diavolo e il Palazzo dei Cortesi. Ci incamminiamo lungo la via che costeggia la Loggia del Comune per raggiungere Piazza Duomo, fulcro della vita cittadina. La cattedrale, detta La Collegiata, risalente al 1100, domina la piazza da una posizione sopraelevata. Al suo interno, sono conservate alcune opere di grandi artisti toscani, tra cui Benozzo Gozzoli, Ghirlandaio e Jacopo della Quercia. Vale una visita il Palazzo Vecchio del Podestà, anch’esso del 1100, 60

con la vicina Torre Rognosa, sede di un carcere, che, con i suoi 50 metri di altezza è seconda solo alla Torre Grossa, che ne misura 54, e che sorge accanto al Palazzo Comunale e alla Loggia. All’interno del palazzo si trovano il Museo Civico e la Pinacoteca. Salendo sulla Torre Grossa, invece, si può ammirare un superbo panorama della città e delle colline circostanti. Da Piazza Duomo, si raggiunge a piedi la piccola Piazza Pecori, con la sua pavimentazione a lisca di pesce, sulla quale si affacciano la Loggia e il Battistero. Andando invece a sinistra del duomo si arriva a Piazza delle Erbe. Splendido anche il complesso dell’ex Conservatorio di Santa Chiara, che ospita il Museo Archeologico e la Spezieria dello Spedale di Santa Fina al piano inferiore e la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea a quello superiore. Da non perdere una visita alla Rocca di Montestaffoli, nel medioevo sede del vescovo di Volterra, di cui oggi rimangono le due possenti cerchie murarie da cui ammirare una splendida vista di San Gimignano. A Montestaffoli si trova anche il Museo del vino e della Vernaccia di San Gimignano (www.sangimignanomuseovernaccia.com).


TOSCANA

PICI AL RAGÙ DI CINTA SENESE INGREDIENTI 400 gr di lonza di Cinta senese Dop, 350 gr di pici secchi o 500 gr di pici freschi, 1 cipolla, 1 carota, alloro e rosmarino, vino bianco, brodo, olio EVO, sale e pepe. PREPARAZIONE Tagliate la lonza a dadini, tagliate anche la cipolla e la carota e mettetele a rosolare con un filo dio olio EVO per alcuni minuti. Aggiungete la carne e fate soffriggere per 2 o 3 minuti. Abbassate la fiamma e sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco. Appena evaporato, unite mezzo bicchiere di brodo, una foglia di allora e un rametto di rosmarino. Salate e pepate a piacere. Proseguite la cottura per circa 30/40 minuti. Lessate i pici in abbondante acqua salata, scolateli e serviteli al dente con il ragù. IL VINO Chianti Colli Senesi DOCG, il rosso della tradizione toscana dal color rubino brillante e dalla piacevole vena acida, che bene si accompagna con la pasta al ragù di carne e alla carne alla griglia. Dove acquistare: Il Palagione, via Castel San Gimignano 36, San Gimignano, tel 0577/953434, www.ilpalagione.com

COME ARRIVARE

Da nord (Milano), A1 con uscita Firenze Impruneta, poi superstrada Firenze-Siena con uscita Poggibonsi Nord. Seguire indicazioni per San Gimignano. Da Sud (Roma), A1 Roma-Milano con uscita Valdichiana. Seguire per Siena, poi entrare nel raccordo autostradale con direzione Firenze. Uscire a Poggibonsi Nord e seguire per San Gimignano

DOVE MANGIARE

Le Vecchie Mura - Nel centro storico del borgo, offre piatti della cucina toscana e casalinga, tra cui ribollita, cinghiale alla vernaccia, fiorentina e fagioli all’uccelletto. Prezzo medio per persona € 30. Via Piandornella, San Gimignano Tel: 0577/940270 - www.vecchiemura.it

DOVE DORMIRE

Torre Salvucci - Per un soggiorno fuori dal comune, si può scegliere di pernottare in una delle antiche torri del borgo, adattata per offrire agli ospiti sistemazioni su più livelli e con una vista mozzafiato. Appartamento da 2 persone da € 78, da 4 da € 225 (min. 3 notti) Piazza delle Erbe, San Gimignano Tel: 320/1563234 - www.torresalvucci.it

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LA COMPAGNA DI VIAGGIO FIAT TIPO SW 1.6 MJET 120 BUSINESS Da sempre il marchio torinese si è concentrato nello sviluppare vetture che fossero belle da vedere nella loro semplicità, con un alto comfort in grado di garantire ai passeggeri un piacevole viaggio, qualunque fosse la meta desiderata. Ed è così che anche la nuova Fiat Tipo SW vuole essere: vicina alle famiglie nel contenuto e nella forma. In 4,57 metri presenta spazio, funzionalità, tecnologia e risparmio che migliorano la vita di chi la guida e di chi la vive come passeggero e non solo davanti, ma anche dietro, riuscendo a far sedere senza particolari problemi anche tre adulti di 1,80 metri. L’ampio bagagliaio da 550 litri - ai vertici della categoria - rende la vettura ideale per chiunque cerchi praticità e flessibilità di utilizzo. Il Magic Cargo Space permette di riconfigurare il vano bagagli con una sola mano e lo rende perfetto per ogni esigenza legata alla famiglia, al tempo libero o al lavoro (bici, sci, passeggini e valigie posso stare tranquilli, non verranno lasciati a casa). Tre soluzioni in un’unica vettura, che non smette certamente di stupire qui. Funzionalità, semplicità e personalità sono altri punti chiave e lo dimostrano la ricca dotazione di serie, i sistemi per la sicurezza e soluzioni tecnologiche utili e intelligenti come l’innovativo sistema Uconnect HD LIVE con touch-screen a colori da 7” che si rifà ai tablet come modo d’uso, risultando quindi semplice, elegante e completo. Il sistema inoltre include l’interfaccia Bluetooth con vivavoce, streaming audio, lettore di SMS e riconoscimento vocale, porte AUX e USB con l’integrazione di iPod, comandi

al volante e, a richiesta, le mappe 3D grazie alla collaborazione con TomTom, per poter viaggiare sempre informati ed aggiornati su qualunque strada. Anche in città, luogo dove probabilmente verrà utilizzata di più durante la settimana, la Tipo SW può avvalersi della comoda retrocamera, un terzo occhio per svolgere con calma ed in sicurezza tutte le manovre. Ma pensare che possa andare solo lungo le normali strade sarebbe sbagliato, perché è stata sottoposta a test davvero severi: dal Messico al Dubai, dalla Svezia al Sudafrica, dalla Turchia al Brasile, percorrendo una distanza pari a 218 volte il giro del mondo, dal livello del mare sino ai 4000 m di quota, con temperature che variavano dai -30°C a +51°C, su tutti i tipi di strada. E di fatto la gamma dei motori è anch’essa diversa a seconda delle esigenze, con il classico ed affidabile 1.4 litri benzina da 95 cavalli che viene affiancato dal più potente T-Jet da 120 cavalli, in grado di sfruttare anche il GPL per muoversi risparmiando. Ma per chi ama muoversi sempre ed ovunque il must non può che essere il 1.6 diesel MultiJet da 120 cavalli, cui è abbinabile il cambio automatico a doppia frizione, una vera chicca in grado di offrire percorrenze silenziose ed a basso impatto con l’ambiente. Anche se, alla fine, il giudizio più importante è quello che una famiglia le attribuisce ed in questo caso siamo sicuri che la Tipo SW saprà non soltanto essere il mezzo di trasporto ideale per chi cerca praticità e funzionalità, ma anche una compagna di viaggio fedele e completa.

FIAT TIPO SW 1.6 MJET 120 BUSINESS Cilindrata cm3 Potenza massima kW (CV)/giri Coppia max Nm/giri Emissione di CO2 grammi/km

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1598 88 (120)/3750 320/1750 98

Trazione Anteriore Velocità massima (km/h) 200 0-100 km/h (s) 10,1 Consumo medio (km/l) 27,0 Dimensioni (cm) 464,1 / 184,4 / 164,6 Peso in ordine di marcia (kg) 1395 Prezzo 23.700 euro


di Nicola Bonetti

CAPOLIVERI, BORGO DELL’ELBA CON AUDI A5 CABRIO

SOPRA IL MARE, SOTTO IL CIELO UN’AUTO NUOVA, ELEGANTE, ESCLUSIVA: COMODA E FUNZIONALE, DALLA GUIDABILITÀ DINAMICA E CONFORTEVOLE, AUDI A5 CABRIOLET È IDEALE PER ESPLORARE IL FASCINO DI UN’ISOLA VICINA EPPURE PROFONDAMENTE DIVERSA, CON MILLE SORPRESE DA DEGUSTARE COME QUELLE DI CAPOLIVERI, PREZIOSO BORGO DI MARE

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U

n turismo diverso, il nostro, innanzitutto per lo stile: alla scoperta dell’isola toscana guidando una nuovissima scoperta. Audi A5 Cabriolet il cui fascino e la cui eleganza non hanno rivali, puntando a un borgo meno mondane e dalle frequentazioni più colte: Capoliveri, nella zona meridionale dell’Elba. La più grande tra le “isole minori” o la più piccola delle maggiori? La prima definizione è dai testi di geografia, ma agli elbani va un po’ stretta e preferiscono forse la seconda per inquadrare il loro regno. Così infatti considerano il territorio che ospitò Napoleone. L’Isola d’Elba è un vero patrimonio dell’umanità, dove mare e montagna, spiagge e borghi, castelli e ville, ambiente e storia, si mescolano in una sintesi mirabile.

AROMI DI MARE E DI TERRA Come in una ricetta perfetta, l’ingrediente determinante diventa la distanza dal continente: comoda anche per un weekend ma sufficiente a limitare l’invadenza di un certo turismo di giornata. Un’oretta di nave da Piombino con navigazione quasi sempre protetta dal vento che non sembra nemmeno mare aperto, e l’ingresso nella Rada di Portoferraio, resa ampia e solenne dal paesaggio naturale prima e dalle Fortezze Medicee avvicinandosi al porto, rende già l’idea di essere in procinto di sbarcare in un piccolo mondo parte. Appena messe le ruote sul molo, quindici secondi per aprire la capote, anche in movimento, fino a 50 km/h e si sente l’aria di mare e si esalta il piacere di guidare, con gli aromi che da salsedine (e pesce, sul porto) si tramutano presso nel profumo dei pini marittimi, poi dei fiori e, uscendo ancor più dagli abitati, spaziano dalla mentuccia al mirto, e perfino alla curcuma selvatica. Questa è l’accoglienza che riserva l’Isola d’Elba.

DIVAGAZIONI ELBANE Certi piaceri vanno prolungati: invece di prendere la via più diretta per la nostra meta, passando lungo la vallata che ospita il prestigioso Golf Club Acquabona, tra Carpani e San Giovanni puntiamo a sud per raggiungere Lacona valicando Colle Reciso. La precisione di guida della nuova A5 Cabriolet, rispetto alla precedente si evidenzia nelle sospensioni, con precisione e stabilità, assaporando il fascino di una dinamica facile e sicura. Al valico il paesaggio che si spalanca richiede una sosta: 64

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la strada sembra allinearsi oltre Lacona, verso Capo di Stella, penisola che divide a destra il Golfo di Lacona fino a Capo Fonza, a sinistra il Golfo di Stella, “difeso” dal massiccio promontorio del Monte Calamita. E lo sguardo che spazia verso il mare aperto fino a scorgere la sagoma aguzza di Montecristo. Sembra che il concetto di continente sia remoto: tempo e spazio, sulle isole – si sa – assumono connotazioni diverse e relative. In vacanza con una vettura scoperta, poi, la goduria raddoppia.

GUIDARE NEL PAESAGGIO Scendendo verso Lacona, scopriamo che anche in discesa la dinamica di guida soddisfa: siamo ancora in fase turistica, apprezzando le innovazioni (e sono tante) per così dire secondarie, “connesse” all’infotainment di ultimissima generazione. Audi connect con servizi on-line (compreso la Sim con roaming in Europa per tre anni): navigazione con Google Earth e Google Street View, Twitter, hotspot e integrazione smartphone. Finezze come i microfoni integrati nelle cinture di sicurezza che migliorano comandi vocali e conversazioni telefoniche con l’auto scoperta. Da Lacona a Capoliveri c’è un breve tratto di strada alta sulla costa, che ci immerge in una dimensione pienamente mediterranea: il paesaggio tra Capo Pini e Norsi ha un fascino particolare, da solo varrebbe il viaggio. Eppure è solo uno “scorcio” di quanto possa offrire l’intera isola.


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CAPOLIVERI E DINTORNI Arrivando in hotel chiudiamo la capote in 18” (anche prima di fermarci, con la A5 in movimento), ricordando che il bagagliaio è da record per la categoria, offrendo 320 litri con capote aperta e 380 chiusa, a prova di weekend. La meta successiva è il borgo di Capoliveri, la cui giacitura rilevata permette di ammirare grandi orizzonti, per due passi immergendoci nell’atmosfera locale, e una cena di stile. Cominciando a pensare al giorno successivo, esplorando le più famose spiagge della zona: Morcone, Pareti, Innamorata, oppure sull’altro versante del promontorio, oltre la zona mineraria verso Porto Azzurro. Oppure, per andare controcorrente, guidare sulle strade costiere della parte occidentale dell’isola, da Campo nell’Elba per Cavoli, e Fetovaia, proseguendo per Pomonte (chiara l’origine “post montem”), fino a Marciana. Da dove cambiare radicalmente ambientazione: si va in montagna e la guida si adegua: solo regolando Audi Drive Select per scegliere assetto ed erogazione più adeguati, eccoci attorno al Monte Capanne, la vetta dell’isola con vista incredibile.

IMMERSI NELL’AMBIENTE Abbiamo finora esplorato solo una parte dell’Elba, ci manca ancora tutta la costa settentrionale da Marciana Marina a Procchio, alle spiagge di Scaglieri e Biodola, per raggiungere un luogo tra i più particolari dell’intera isola: Viticcio e l’istmo di Enfola con la Punta di Sansone. Portoferraio con la sua storia, antica e romana, fino alle testimonianze medicee e napoleoniche, per poi percorrere le tortuose strade della propaggine più settentrionale: iniziando dai panorami mozzafiato ai ruideri della Fortezza del Volterraio, quindi per monti fino a Cavo per rientrare lungo il mare da Rio Marina, concludendo il tour da Rio nell’Elba a Porto Azzurro. Rilassati e con un senso di soddisfazione profonda, per il piacere di guida della nuova A5 Cabriolet e per aver assaporato l’intero fascino elbano non solo attraverso un parabrezza, ma immersi nel paesaggio stesso.

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RICETTE DI VIAGGIO SCHIACCIA BRIACA CAPOLIVERESE INGREDIENTI - 1 kg di farina - 400 gr di zucchero - 250 gr di noci - 150 gr di mandorle - 150 gr di uvetta - 200 ml di olio di oliva - 1 bicchiere di Moscato dell’Elba - Zucchero semolato q.b. PREPARAZIONE Unire tutti gli ingredienti alla farina ed impastare aggiungendo moscato fino ad ottenere un impasto omogeneo. Dividere l’impasto in tre parti e riempire una tortiera imburrata e infarinata. Cuocere 30/40 minuti a 180°. Dopo 15 minuti spolverare con zucchero semolato e bagnare con un po’ di Moscato dell’Elba

AUDI A5 CABRIOLET 2.0 TDI 190 CV S TRONIC Dimensioni Potenza Coppia Velocità massima (km/h) 0-100 km/h (s) Consumo medio (km/l) Emissioni di CO2 68

467/185/138 cm 190 CV a 3.800 giri 400 Nm da 1.750 giri 232 km/h 8,3 secondi 4,5 l/100 km (22,2 km/l) 118 g/km


DOVE MANGIARE LA TAVERNA DEI POETI

DOVE DORMIRE HOTEL ANTARES

Locale piccolo e accogliente, gestito con passione da Giorgio, lo chef. La gastronomia è grande livello: due menu degustazione, da 55 e 70 euro, con proposte entusiasmanti. Suggerimenti? Antipasti come il polpo croccante al mais con piccola panzanella e passatina di pesce o il fiore di zucca aperto su bisque di crostacei, tasca di tonno farcita al lardo di “Colonnata” e spinaci saltati (uguale il prezzo, di 14 euro).

Una località dallo stile immutato, in posizione eccellente sul mare del Golfo Stella, davanti alla spiaggia privata. Natura e quiete, le parole chiave. Dalla terrazza panoramica la vista è poetica e si può cenare ammirando il tramonto sul mare, con vista sull’Isola di Montecristo. Attività sportive con corsi di nuoto, di sub e Acquagym. Quattro tipi di camere con aria condizionata, molte con vista mare frontale o laterale. Parcheggio riservato e protetto.

Via Roma 14, I - 57031 Capoliveri - Isola d’Elba (LI) Tel. 0565.96.83.06 - Cell. 347.66.33.395 www.latavernadeipoeti.com

Loc. Lido di Capoliveri, I - 57031 Capoliveri (LI) Tel. 0565.94.01.31 www.elbahotelantares.it

ELEGANZA E SPORTIVITÀ La prima serie, dal 2009 ha rappresentato l’anima esclusiva ed elegante delle scoperte Audi: poco più di due migliaia di esemplari venduti danno l’idea dei numeri per un’auto considerata meno abbordabile di quanto non lo sia in realtà. La nuova serie, appena presentata, si rende più democratica, con motore il 2.0 TDI da 190 CV affiancato ai più potenti 3.0 V6 e in due potenze e ai benzina TFSI 2.0 e 3.0 (questo solo per S5 da 354 CV, anche con cambio manuale (a sei rapporti) e non necessariamente con trazione integrale quattro. Anche se le previsioni di vendita assegnano al 60% la 4x4 e addirittura al 99% il cambio automatico, focalizzando inoltre i motori TDI al 93%. I prezzi, per le versioni disponibili la lancio, spaziano dai 52.950 della versione provata 2.0 TDI 190 CV S tronic ai 75.450 della S5, con – a regime – altre nove versioni intermedie. Eleganza perfezionata con sportività: più simile alla sinuosa Coupé, A5 Cabriolet è stata affinata, allungata (anche un po’ nel passo), irrigidita nella scocca, alleggerita, potenziata (anche se consuma meno), con sospensioni riviste e il servosterzo è nuovo. Tecnologica con una trentina di sistemi di assistenza alla guida per

COMPAGNA DI VIAGGIO sicurezza, comfort ed efficienza. Addirittura altruista: rilevando i limiti di velocità o situazioni di pericolo come un veicolo guasto, o problemi di aderenza, li comunica a un server che elabora i dati e li invia ai veicoli Audi connessi, in zona. Sostanziose le dotazioni di base, che comprendono fari Xenon plus e luci posteriori led, parafanghi anteriori con inserto in look alluminio opaco, pacchetto esterno lucido: cornice parabrezza, modanature e listello dietro capote in alluminio anodizzato, terza luce freno integrata nella copertura della capote, cerchi in lega da 17” a 15 razze, capote insonorizzata e completamente automatica, con frangivento. All’interno clima automatico, sedili in pelle/ ecopelle, volante multifunzionale in pelle a 3 razze, Audi drive select, Audi pre sense city, schienale posteriore divisibile e ribaltabile 50:50 e i microfoni integrati nelle cinture di sicurezza. A richiesta, per i più sportivi, sospensioni con ammortizzatori autoadattanti, sterzo dinamico e, naturalmente, fari led e led Matrix. La capote, tocco distintivo della Cabriolet, può essere nera, grigia, marrone o rossa. www.audi.it

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WEEKEND CAR

IN ALTA SAVOIA

INSIEME A UN SOGNO PER PROVARE LA SUPER SPORTIVA INFINITI Q60, NELLA SUA VERSIONE PIÙ POTENTE CON 405 CV E TANTA ELEGANZA, ABBIAMO PENSATO AD UN FAVOLOSO WEEKEND IN ALTA SAVOIA, COSTEGGIANDO IL LAGO DI ANNECY E ARRIVANDO FINO ALLA DELIZIOSA MEGEVE, META PER VIP.

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CON LA INFINITI Q60 di Silvia Terraneo

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i parte quindi alla scoperta della montagna famosa per il lusso, per uno squisito gusto a tavola, per il piacere di fare sport e di perdersi nello shopping più chic. Ma anche per fermarsi nei musei che raccontano la storia di questi luoghi da sogno. Il nostro piacere di guida a bordo della Infiniti Q60 inizia nel momento in cui appoggiamo le mani sul volante, pronti a vivere una straordinaria esperienza. Abbassiamo il finestrino, respiriamo aria di primavera. La prima sensazione è quella di trovarsi su un’auto di lusso, ricca e sportiva, con tantissimi pregiati rivestimenti in fibra di carbonio. Il navigatore è pronto, si parte. Stiamo guidando sulle sponde fiorite del lago di Annecy, una tappa irrinunciabile, una città d’arte con una splendida unità architettonica. Siamo colpiti dai piccoli ponti e dalle belle case colorate, non a caso Annecy è proprio all’altezza del suo soprannome di Venezia della Savoia. Un luogo adorabile da vedere. Nel cuore della città vecchia, si trova il palazzo dell’Isola, antica prigione e palazzo di giustizia, che oggi ospita il Museo di Storia di Annecy, e poi il museo castello, antica residenza dei Conti di Ginevra e dei duchi del GeneveseNemours. Mentre invitano al relax i giardini d’Europa, il ponte degli Amori che attraversa il Canale del Vassé, Avenue di Albigny, viale alberato di platani, e lo Champ de Mars, luoghi meravigliosi. Guardare, toccare e ascoltare... aggiungiamo così alla nostra guida la nostra playlist preferita, esaltata dall’ottimo impianto audio Bose con 13 altoparlanti. Adesso si che è poesia.

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La INFINITI Q60 è una raffinata coupè a quattro posti, elegante e ricca, riconoscibilissima per il suo design. A bordo lascia spazi anche alla famiglia e alle esigenze della vita quotidiana, senza tralasciare l’aspetto weekend con tutte le cose che vogliamo portarci dietro. Spaziosissima con ampi vani portaoggetti, anche l’accessibilità posteriore è buona per far sedere i bambini sui loro seggiolini, anche se per gli adulti più alti il tetto spiovente è forse un po’ basso come è naturale per una coupè ispirata alle sportive. Il nostro viaggio prosegue verso nuove cime per raggiungere un luogo “segreto” a Clusaz, adagiato in un paesaggio alpino mozzafiato. Si tratta dell’esclusivo e raffinato hotel la “La Croix Fry”. In questo antico chalet si respira un sentimento di stupore per l’autenticità, dove l’unico impegno è lasciarsi cullare dalla “joie de vivre”. Parcheggiamo con estrema facilità il nostro super bolide in livrea rossa e ci concediamo una passeggiata al tramonto, assaporando l’aria fresca e il profumo di pino. In una giornata di sole, dopo un pranzo tra formaggi locali e dolci, non ci resta che sederci e goderci una serata al chiaro di fiamma, cullati dal crepitio della legna accompagnati da un buon Ginepì. Per oggi la nostra guida è terminata. 72


CON BENTLEY BENTAYGA DIESEL

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SECONDO GIORNO: VERSO MEGEVE La strada che porta da La Clusaz a Megeve è un vero banco di prova per la nostra compagna di viaggio Q60, tra tornati e curve strette, ci si gioca tra la modalità sport e sport plus, ma le quattro ruote motrici ci infondono sicurezza anche quando incontriamo tratti di strada ancora con la neve. Lei, la nostra compagna di viaggio Q60, consente prestazioni di rilievo sia in velocità sia in ripresa e accelerazione con una tenuta di strada sempre sicura e affidabile.L’abbiamo provata sulle strade piuttosto sconesse, rovinate dalle radici di alberi, dal sale, ma abbiamo avuto modo di apprezzarne il comfort offerto dalle sospensioni a gestione elettronica di nuova generazione e dalla robustezza della scocca che non produce scricchiolii neppure passando sulle buche più profonde o superando dossi big size. Ad aiutarla entra in gioco il lavoro dello sterzo adattivo by wire di seconda generazione che elimina anche quegli odiosi scossoni sul volante quando si passa sulle giunzioni di ponti. Numerosi sono gli stop per godere dell’ambiente che ci circonda, cascate e cime ancora innevate e numerose sono state le frenate, sempre in sicurezza grazie al sistema di frenata emergenza automatica il quale avvisa il conducente e attiva automaticamente i freni per evitare una collisione con il veicolo che lo precede. È in grado di ridurre la velocità fino a un massimo di 50 km/h. Se la velocità è inferiore a 50 km/h, il sistema è in grado di arrestare completamente il veicolo. Tornante dopo tornante, ci si trova nella bella Mégève, dove un tempo si davano appuntamento le famiglie ricche d’Europa per dimenticare che altrove c’era la guerra. Passeggiando per le viuzze, si scopre quell’atmosfera romantica da tempo che fu, come in una cartolina color seppia con i suoi calessi che attraversano il borgo trainati da cavalli, proprio uno si ferma vicino alla nostra compagna di viaggio e immortaliamo l’incontro. Megeve, oltre che un paradiso per gli sport invernali, con 445 km di piste per tutti i livelli, è rinomata per le prestigiose boutique di stilisti, hotel di lusso, centri benessere ed eccezionali ristoranti. Nel centro storico fiori ovunque, torrenti con acque fresche e limpide, tantissimi locali e negozietti pieni di oggettini graziosi di artigianato locale. C’è anche da vedere un insolito museo d’alta montagna, dedicato alla moda degli sport invernali, e la bellissima Chapelle Sainte Anne, una piccola cappella 75


che sembra aver conservato tutto il suo fascino storico. Da Megeve partono numerosi tour per la meta degli scalatori di tutto il mondo, il Monte Bianco. Il nostro weekend da fiaba è partito dalla pianura padana per arrivare a toccare il cielo dalla cima più alta d’Europa, con i suoi 4811 metri. S.T. COMPAGNA DI VIAGGIO

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INFINITI Q60 V6 3.000 biturbo da 405 CV Dimensioni: Potenza massima (kW/CV): Coppia massima (Nm): Velocità massima: 0-100 Km/h: Consumi (ciclo misto-l/100Km): Emissioni di CO2 (g/Km):

469/205/139 cm 405 a 6400 giri/min 475/1600-5200 rpm 250 Km/h 5,0 secondi 9,1 208


DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Pré-Jean, 74230 Manigod Telefono: +334 504 490 16 www.hotelchaletcroixfry.com/uk/

Pré-Jean, 74230 Manigod, Francia Telefono: +334 504 490 16 www.hotelchaletcroixfry.com/uk/

BEEF LODGE (Guida Michelin 2017)

TOUR IN ELICOTTERO

100 r. d’Arly, 74120 Megève Telefono: +334 509 305 03 www.lodgepark.com/#!hotel-megeve/eat-and-drin

Altiport - Haut Megeve, 74000 Megève, Francia Telefono: +334 502 103 21 http://www.aerocime.com

MEGEVE – LA CINTRA

Office de Tourisme de Combloux B.P.38 49, chemin des Passerands, 74920 Combloux Telefono: +334 505 860 49 info@combloux.com

LA TABLE DE MARIE ANGE VEYRAT

196 Place de l’Eglise, 74120 Megeve Telefono: +334 502 102 60 www.lecintra-megeve.fr

INFINITI Q60 nella versione più potente ha sotto il cofano un motore 3.000 cc V6 biturbo da 405 CV con 475 Nm tra i 1.600-5.200 g/min. Unicamente proposta con le quattro ruote motrici, la si riconosce per la S di colore rosso sul cofano, raggiunge i 250 km/h di velocità massima autolimitata e stacca lo scatto da 0-100 km/h in 5 secondi. È una coupé sportiva, muscolosa, con linee scolpite e curve audaci, un corpo possente dall’assetto basso. Le dimensioni non sono esagerate, infatti è lunga 4,70 mt e larga 1,85 mt. E il bagagliaio offre molto spazio per tutte le nostre borse, borsine e borsone. Sul frontale si nota subito la grande doppia griglia ad arco e i fari full led. La modalità di guida si gestisce su 6 livelli, Snow-Eco-Standard-Sport-Sport+ e Personal, l’ultimo che permette di intervenire sui singoli parametri, volante, cambio, acceleratore. Il confort è assicurato dalle sospensioni elettroniche dinamiche e dallo sterzo Steer-by-wire, ovvero a gestione completamente elettronica senza collegamento diretto tra il volante e le ruote, uno sterzo che assorbe al meglio le asperità della strada. Tantissimi sono i sistemi di assistenza alla guida: dalla frenata di

LES CHALETS-HÔTEL DE LA CROIX-FRY

emergenza con rilevamento di pedoni all’anticollisione in retromarcia, alla visione 360°, all’Intelligent Cruise Control che mantiene la distanza di sicurezza, all’Active Lane Control per il mantenimento della corsia. A bordo siamo seduti in un vero salotto personalizzabile, dall’impostazione dei sedili, alla musica, ai gradi: oltre 250 modalità differenti con il riconoscimento della propria scelta tramite una key. Tutto è estremamente curato, la plancia è suddivisa in due display, quello superiore, di 8” riservato al navigatore, mentre quello inferiore da 7” gestisce le funzioni del sistema multimediale e del climatizzatore. Offre un livello di ascolto ottimo con il nuovo Bose Performance Series con Advanced Staging Technology con audio professionale ed altoparlanti con effetto sorround. I prezzi della Infiniti Q60 partono da 46.900 euro per la 2.0 Turbo in allestimento Premium e arrivano a 55.900 per la Sport Tech, mentre la 3.0 AWD si muove da 62.400 e arriva a 68.900 nella versione top di gamma.

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WEEKEND A LISBONA

ALLE PORTE DELL’ATLANTICO

SUL SUV DEL LEONE

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CON LA NUOVA PEUGEOT 5008

ANCHE SE SIAMO NELLA TERRA DELLA SAUDADE, IL FATTO DI VISITARE PER UN WEEKEND LISBONA A BORDO DELLA NUOVA PEUGEOT 5008 INFONDE UNA SENSAZIONE DIAMETRALMENTE OPPOSTA. NIENTE TRISTEZZA E NOSTALGIA, BENSÌ ALLEGRIA E SENSO DI LIBERTÀ. QUESTA È LA FORZA DEL SUV PIÙ RECENTE DELLA CASA FRANCESE.

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ì, perché il nome che prima era associato ad una monovolume ora identifica un’auto la cui carrozzeria risponde in pieno alle richieste crescenti del pubblico di tutto il mondo. A tutto SUV, dunque, in un veicolo dallo spazio interno sconfinato ma dagli ingombri esterni sorprendentemente contenuti. Comfort totale e tecnologia raffinata per godersi un paio di giorni spensierati nella capitale portoghese. La madre di tutti i giudizi in campo automobilistico è sempre il design; si tratti di una supercar o di una risparmiosa utilitaria, è l’occhio il primo strumento ad essere impiegato per valutare un modello, a volte senza nemmeno rendersene conto. La nuova Peugeot 5008 supera l’esame a pieni voti, anche tenendo conto della sua funzione primaria di grande trasportatrice familiare. Poiché in macchina si sale generalmente di lato, osserviamo prima il profilo. Le forme sono arrotondate ma non troppo. Il passo lunghissimo (2,84 metri) per un segmento C nasconde l’effettiva compattezza (lunghezza totale 4,64 metri); la vettura sembra ancora più lunga e ciò la rende slanciata. Il muso è imponente, la linea del tetto scende dolcemente ma chiude piuttosto in alto. Infatti la coda è insolitamente molto squadrata, a scatola si potrebbe dire; questo perché la 5008 è un veicolo a sette posti e i due della terza fila sono nel bagagliaio. Già che parliamo della coda, questa sezione mantiene fedelmente il look delle cugine più recenti, dalla 308 in poi, in particolare nei gruppi ottici che richiamano l’artiglio del leone (leone Peugeot, ça va sans dire). Allo stesso modo la fascia nera centrale regala quel pizzico di aggressività che non guasta mai. L’anteriore è indubbiamente la zona più “decisa” della vettura, soprattutto con quegli elementi che dal paraurti salgono appuntiti al centro dei fari, quasi due canini (i denti del leone, naturalmente). L’ampio paracolpi sul sottoscocca ci fa 79


ricordare che la 5008 oggi è un SUV, mentre la calandra a scacchiera circondata dalla cromatura offre quel necessario tocco di eleganza.

A LISBONA CON PIACERE

La Torre de Belém, Patrimonio Unesco

Il Monumento alle Scoperte celebra tutti i marinai che parteciparono alle grandi scoperte

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Ci sono tante cose da vedere a Lisbona. Però, poiché siamo a bordo di un’auto che rende il viaggio un piacere, cominciamo un’esplorazione dalle ampie vetrate della Peugeot 5008 (compreso il grande tetto panoramico). Imbocchiamo l’autostrada A12 in direzione opposta al centro della città e c’infiliamo sul ponte Vasco de Gama. Perché? Semplice, è altamente spettacolare. Con i suoi 17,2 Km è il ponte più lungo d’Europa e il nono più lungo al mondo. Attraversa il fiume Tago e conduce all’area periferica dove nel 1998 fu allestito l’Expo. Ne valeva la pena. Torniamo indietro e ci manteniamo sulla “litoranea” (cioè la strada N6), percorrendo l’estremità meridionale della città per goderci il panorama fluviale. Arriviamo praticamente alla foce, dove il Tago s’immette nell’Oceano Atlantico. E qui incontriamo la Torre de Belém, una splendida fortificazione cinquecentesca, patrimonio Unesco. Da qui si domina l’oceano e si può ammirare buona parte della città, soprattutto il vicino Monastero dei Jerònimos, altro sito Unesco. Non è un SUV da fuoristrada, sebbene le versioni dotate di Grip Control e pneumatici M+S permanenti consentano interessanti escursioni fuori dall’asfalto. La Peugeot 5008 è soprattutto una grande viaggiatrice per famiglie numerose o che amino portarsi dietro dosi bulimiche di bagagli. Cominciamo con la questione dei sette posti. Nel bagagliaio è installata una coppia di sedili, indipendenti e completamente asportabili (pesano solo 11 Kg l’uno). Possono scomparire del tutto sotto il piano di carico; non sono l’ideale per persone di alta statura o corporatura massiccia, però per due ragazzi possono andare bene. I cinque posti normali sono anch’essi tutti separati e questi invece permettono di viaggiare comodi anche a chi ha stazza imponente. Alcuni numeri: il bagagliaio ha un volume di 1.060 litri in configurazione a 5 posti; abbattendo i sedili della seconda fila possiamo tranquillamente fare un trasloco; abbattendo il sedile passeggero anteriore abbiamo una lunghezza di carico di 3,20 metri. Segmento C, ricordiamolo. Inoltre il portellone si apre facilmente passando un piede sotto il paraurti. I suoi interni offrono un comfort di altissimo livello che invoglia ad allungare intenzionalmente la strada solo per


Acquedotto della cittĂ di Lisbona

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GLI AZULEJOS L’azulejo è una piastrella in ceramica con decori realizzati nei toni del blu. Non molto spessa, è tipica dell’architettura portoghese e spagnola. Tradizionalmente la piastrella, con la superficie decorata e smaltata, è di forma quadrata con un lato lungo circa 12 centimetri. In genere viene usata per realizzare pavimentazioni ma anche, qualche volta, per superfici parietali. I vasai, agli inizi, ritagliavano l’argilla ancora fresca a mano per ottenere le piastrelle. Nel corso dei secoli però cominciare a utilizzare uno stampo, a volte in ottone e più tardi in ferro, il che fece semplificare l’assestamento, e la forma prescelta fu il quadrato. I disegni occupano generalmente quattro piastrelle e normalmente usano i toni del blu cobalto, miele, rosso, bianco e marrone scuro. Il disegno è fatto a mano e impresso per mezzi di una estampilha, una carta bucherellata su sui veniva passato un sacchetto di carbone in polvere, con un contorno di grasso che evitava l’espansione degli smalti durante la cottura. Agli inizi del Novecento l’azulejo trova una nuova dimensione attraverso disegni geometrici con riferimenti, in qualche caso, a forme naturali. Gli azulejos più belli e preziosi si possono ancora oggi vedere a Lisbona, molti eseguiti tra il 1938 e il 1946 come rivestimento di molti edifici in avenida Praia da Vitoria. Oggi occupano molti spazi in tutta la città.

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potersi godere l’abitacolo ancora un po’. La postazione di guida è l’ormai celebre i-Cockpit di seconda generazione. Look futuristico con i grandi display digitali ma soprattutto tutti i comandi al posto giusto, il cruscotto rialzato ben visibile senza staccare gli occhi dalla strada e il volante piccolo, tagliato sopra e sotto, un toccasana per chi non ha le braccia di un giocatore di basket, cioè la maggior parte delle persone. I rivestimenti sono della miglior qualità, pelle di pregio ed elegante. Ma l’abitacolo della 5008 è soprattutto vivibile, nel senso migliore del termine. Vani portaoggetti ovunque, prese di ogni tipo, tavolino ripiegabile, ganci portabicchieri. Anche la ricarica wireless per gli smartphone compatibili. Chi desidera il top ha la possibilità di montare l’impianto audio premium della Focal, per un ascolto della massima qualità. Arriviamo al centro di Lisbona e qui parcheggiamo la 5008 a malincuore. La visita della città storica non può non partire dall’Alfama, dove ha sede la Casa do Fado e da guitarra portuguesa, museo che ripercorre la storia di questo genere musicale (esso stesso patrimonio Unesco) che canta il sentimento e la sofferenza. Da vedere all’interno la ricostruzione di una tasca, vecchia osteria del quartiere con tanto di bancone per la mescita dei vini e la figura di una cantante che si esibisce di fronte a un pubblico di marinai. Per godere di una vista mozzafiato sul quartiere dell’Alfama, vale la pena di salire al Miradouro de Santa Luzia, un belvedere che permette di scorgere fra le case del quartiere la facciata della Igreja di Sāo Estevāo e le torri bianche della Igreja de Sāo Miguel, fondata nel 1150. Molto interessante anche il Castelo de Sāo Jorge, una fortezza eretta dagli arabi sulla vetta più alta di Lisbona. Dichiarato monumento nazionale nel 1910, fu sottoposto a un accurato restauro a partire dagli anni Quaranta. Da vedere la Torre di Ulisse che ospita un periscopio con il quale si può ammirare la città a 360 gradi. Belli anche i giardini del castello che offrono una vista panoramica sulla città sottostante. È ora di cena, dopo tante visite. Abbiamo scelto il Pitéu. Cucina tipica del posto con un menu molto ricco e una buona carta dei vini. Tra le specialità da provare baccalà con grao (ossia ceci), il cozido (bollito) e la feijoada.


SUV MA ANCHE STRADISTA La nuova Peugeot 5008 è sì un SUV, ma soprattutto una stradista da percorsi lunghi. Non difetta di potenza nelle versioni alto di gamma e nelle curve si comporta molto bene, non tende a coricarsi eccessivamente come è normale in un veicolo alto (non lo è poi troppo). La sensazione di sicurezza è totale. Si tratta di un’auto moderatamente agile, benché non sia certo sportiva. Ma all’occorrenza è in grado di affrontare percorsi tortuosi senza far soffrire il mal di mare ai suoi passeggeri. Il passo lungo e le scelte nell’assetto offrono una stabilità notevole per il tipo di carrozzeria. Sull’impiego in fuoristrada: il sistema Grip Control con pneumatici M+S rende la trazione anteriore molto somigliante ad una 4×4, con capacità sorprendenti; però quest’auto non è pensata per l’offroad estremo. Scampagnata sì,

Il Mosteiro dos Jerónimos, nel quartiere di Belém, è realizzato in stile manuelino

Dakar no. Per quanto riguarda i motori c’è una scelta su sei versioni tra benzina e diesel, cambio manuale o automatico. Le potenze vanno da 120 a 180 cavalli. Eccellente il 1.6 a benzina THP da 165 cavalli con cambio automatico EAT6. Tuttavia forse la scelta migliore, considerando viaggi lunghi con carico consistente, è il 2.0 da 150 cavalli. Certo, il top di gamma da 180 cavalli con cambio automatico è un’altra cosa; ma si deve sempre pensare alla dimensione del portafoglio. Le motorizzazioni più piccole hanno il vantaggio consistente del prezzo, però va considerato il peso da trasportare. La tecnologia di sicurezza è così ricca che sorvoliamo. Qualunque dispositivo venga in mente tra quelli di cui si parla più spesso, è incluso. Stesso discorso per le funzioni di connettività. Chiudiamo quindi con i prezzi della Peugeot 5008. Sei allestimenti, da Access a GT. Si parte da 25.450 euro e si arriva a 40.200.

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10 BUONI MOTIVI PER FARE UN WEEKEND A LISBONA

Sopra: la grande capacità di carico è uno dei punti di forza della nuova Peugeot 5008 Sotto: la bicicletta pieghevole elettrica dal marchio Peugeot, complemento ideale di questo SUV

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Ci sono molti buoni motivi per fare un long week end nella capitale portoghese. ° I siti storici e le architetture. A cominciare dal Rossio, il cui cuore pulsante è piazza Dom Pedro IV circondata da caffè, teatri e fontane. ° Lo shopping. A Lisbona si può trovare di tutto: dagli azulejos all’antiquariato, dagli abiti vintage ai gioielli fino ai prodotti della gastronomia tradizionale. ° La movida. Ci sono molti locali per trascorrere la serata quasi tutti concentrati nel Bairro Alto, quartiere caratterizzato dalle facciate colorate delle case. Anche i docas sul lungofiume offre molti posti dove divertirsi, e la zona di Cais do Sodrè. ° Il clima. A Lisbona è di tipo mediterraneo e quindi mite tutto l’anno. ° La cucina. Lisbona è famosa per la sua gastronomia tra le più variate d’Europa: pensate che il bacalao viene preparata in 1.001 modi diversi! ° Gli eventi. Lisbona offre un calendario ricco di appuntamenti imperdibili che spaziano fra gastronomia, musica e cultura. Da non perdere, a giugno, la Festa Naciónal. ° La ricettività. Un’ottima offerta di hotel di tutte le categorie e per tutte le tasche. ° Il golf. La città offre agli appassionati ben 24 campi da gioco di alto livello. ° Il fado. La musica per eccellenza, caratteristica nobile della cultura portoghese. ° La natura e i dintorni di Lisbona. Val la pena di fare una gita anche nei dintorni della capitale per vedere il Parque Natural do Tejo, fare biking sul monte Arrábida o visitare la Tapada de Mafra, una splendida riserva naturale.

’elemento che ha trasformato la Peugeot 5008 dalla serie precedente alla nuova è soprattutto il design. Prima era una monovolume, oggi è un SUV. Frontale aggressivo, fiancata relativamente squadrata per ospitare la terza fila di sedili, coda fedele allo stile adottato per i modelli più recenti della marca francese. La 5008 è un SUV che predilige i fondi regolari e asfaltati, per viaggi lunghi nel massimo comfort. Tuttavia è disponibile come optional il sistema Grip Control abbinato a pneumatici M+S, un’accoppiata che rende la trazione anteriore molto efficace anche su terreni viscidi e ripidi. Lo spazio interno è praticamente sconfinato, nonostante una lunghezza di tipo medio, pari a 464 cm. Nella configurazione a 5 posti il bagagliaio supera i mille litri, inoltre parliamo di sedili separati anche dietro, comodi anche per gli adulti. I due sedili supplementari per i sette posti vanno considerati invece d’emergenza, sono comunque completamente asportabili. Nei casi in cui invece sia necessario abbattere la fila centrale, c’è uno spazio di carico a livelli di furgone. Gli interni della Peugeot 5008 offrono un comfort di altissimo livello che fa venire voglia di non scendere

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mai, di allungare intenzionalmente la strada solo per potersi godere l’abitacolo ancora un po’. La postazione di guida è l’ormai celebre i-Cockpit di seconda generazione. Look futuristico con i grandi display digitali ma soprattutto tutti i comandi al posto giusto, il cruscotto rialzato ben visibile senza staccare gli occhi dalla strada e il volante piccolo, tagliato sopra e sotto, un toccasana per chi non ha le braccia di un giocatore di basket, cioè la maggior parte delle persone. I rivestimenti sono della miglior qualità, pelle di pregio ed elegante. Sulla meccanica, la 5008 in curva si comporta molto bene, non si corica troppo come è normale in un veicolo alto: un’auto moderatamente agile, benché non sia certo sportiva. Ma all’occorrenza è in grado di affrontare in sicurezza anche percorsi tortuosi. Sei motorizzazioni tra benzina e diesel, cambio manuale o automatico. Potenze da 120 a 180 cavalli. Eccellente il 1.6 a benzina da 165 cavalli con cambio automatico EAT6. Ma forse la scelta migliore resta il 2.0 da 150 cavalli. www.peugeot.it


DOVE DORMIRE: HOTEL SANTIAGO DE ALFAMA**** All’interno di un elegante e bellissimo edificio storico, offre 19 camere e bar con terrazza panoramica. Doppia con colazione da 165€, suite da 270€; accetta le prinicpali carte di credito. Rua de Santiago 10-14 Tel: 00351.21.3941616 www.santiagodealfama.com

DOVE MANGIARE: PITÉU Cucina tipica con menù molto ricco e buona carta dei vini. Tra le specialità, baccalà con grao (ossia ceci) e il cozido. Aperto a pranzo e a cena dal lunedì al sabato, chiuso la domenica. Prezzo da 40€, senza bevande, accetta le principali carte di credito. Largo da Graça 95 Tel: 00351.21.8871067

DOVE COMPRARE: SAPATARIA ONDINA Propone scarpe di ottima fattura e qualità a prezzi adeguati ma la spesa è ampiamente giustificata dall’alto livello qualitativo. Aperto tutti i giorni tranne domenica e lunedì mattina, accetta le principali carte di credito. Rua dos Remédios 173 Tel: 00351.21.8867954

COMPAGNA DI VIAGGIO

PEUGEOT 5008 BLUEHDI 150 Cilindrata cm3

1997

Potenza max kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min Emissioni CO2 g/Km Trazione Velocità massima Km/h

110 / 150 / 4.000 370 - 2.000 118 Anteriore 205

Accelerazione 0-100 Km/h (s)

9,6

Consumo medio Km/l

21,7

Lung/Largh/Alt (cm)

464,1 / 184,4 / 164,6

Passo (cm)

284

Peso in ordine di marcia (Kg)

1565

Prezzo

35.900 euro 85


FUTURE SUV

TRE NUOVI SUV IN ARRIVO, UNO COMPATTO, UNO MEDIO E UNO GRANDE: MERCEDES GLA, MAZDA CX-5 E LAND ROVER DISCOVERY MERCEDES GLA, RESTYLING DELICATO

Il modello 2017 della Mercedes GLA è un restyling leggero che non stravolge l’ottimo design. I fari a Led, qualche modifica ai paraurti, nuovi cerchi in lega leggera e un nuovo colore per la carrozzeria, chiamato beige canyon, riassumono le novità estetiche esterne. Importante per i consumi è l’ ottimizzazione dell’aerodinamica che ha ridotto il Cx (coefficiente di MAZDA CX-5, NUOVA E A MISURA D’UOMO È una vera e propria nuova generazione, quella della Mazda CX5. L’arrivo è previsto per l’inizio dell’estate. Il design esterno non è rivoluzionato, ma si nota in particolare una calandra più in evidenza. Interni ridisegnati per migliorare il comfort dei passeggeri, riprogettato il display centrale da 7 pollici per LAND ROVER DISCOVERY, SNELLA DOPO LA DIETA Resta sempre imponente con i suoi 497 cm di lunghezza, però la Land Rover Discovery di nuova generazione, la quinta, ha fatto un’intensa cura dimagrante, principalmente usando l’alluminio. Il risparmio totale di peso è di ben 480 Kg, praticamente la massa dell’antica Fiat 500 Topolino. Però la nuova Discovery conserva la forza di un lottato86


penetrazione aerodinamica) da 0,29 a 0,28. Passando agli interni, si notano i comandi cromati e nuovi rivestimenti per i sedili, sia in tessuto che in pelle ecologica; a seconda dei pacchetti scelti, si possono avere inserti in legno di pioppo o frassino. Dal punto di vista tecnologico, è molto utile l’arrivo della telecamera a 360 gradi che rileva l’area intorno alla vettura e la trasmette in sette diverse visualizzazioni, compresa quella dall’alto. Per quest’ultima i dati provengono da quattro differenti telecamere. I dispositivi di sicurezza ora includono la frenata automatica di emergenza e l’avviso di stanchezza del guidatore. Per quanto riguarda la meccanica, le sospensioni offrono tre differenti scelte di assetto. Quello di serie, il Comfort Offroad, è

più rialzato rispetto alla versione precedente. A richiesta si possono scegliere l’assetto ribassato o quello comfort. I motori rimangono invariati, poi arriverà la versione GLA 220 4Matic a benzina da 184 cavalli e trazione integrale. Top di gamma è l’AMG GLA 45 4Matic, col devastante motore a quattro cilindri da 381 cavalli. I prezzi vanno da 30.140 euro (GLA 180) a 63.550 euro (GLA AMG 45).

eliminare i riflessi; i colori dei rivestimenti sono nero o bianco. Le tecnologie di connettività sono allineate alle ultime evoluzioni in materia.Arriviamo alla meccanica. Sono due i motori disponibili: lo Skyactiv a benzina 2.0 da 165 cavalli e lo Skyactiv-D turbodiesel 2.2 da 150 cavalli. Di serie la trazione anteriore, a richiesta la versione a trazione integrale i-Activ AWD. Cambio manuale o automatico Skyactiv-Drive. La rigidità della scocca è aumentata di oltre il 15%; freni, sospensioni e sterzo sono stati affinati. Il sistema di controllo della stabilità G-Vectoring Control completa la dinamica raffinata della Mazda CX-5.

Infine la tecnologia di sicurezza: il pacchetto di dispositivi i-Activsense comprende cruise control attivo, luci adattive, frenata automatica di emergenza urbana e riconoscimento dei segnali stradali.

re di sumo: può trainare fino a 3.500 Kg e il predellino pieghevole del bagagliaio regge 300 Kg. Il vano bagagli in configurazione 5 posti ha un volume di 1.231 litri, che diventano 2.500 con tutti i sedili abbattuti. Oppure con la terza fila rialzata si possono trasportare 7 persone. In questo caso resta un bagagliaio da 258 litri. Perché la Discovery è un mezzo d’avventura di lusso, a cui piace fare il fuoristrada, infatti le sue misure sono adatte ai fondi selvaggi. La trazione integrale con blocco del differenziale centrale, la trasmissione a marce ridotte e l’elettronica sofisticata permettono di superare qualsiasi asperità in tutte le condizioni di aderenza. Ma questo SUV

ora strizza l’occhio alle fattezze del recente e più piccolo Discovery Sport. L’aumento della lunghezza (14 cm in più) ne slancia l’immagine e le linee sono più morbide. Gli interni sfoggiano il lusso solito di questa marca. Motori a benzina e diesel da 180 a 340 cavalli. La nuova Land Rover Discovery arriverà a giugno ma è già ordinabile. I prezzi: da 52.700 a 85.900 euro.


FUTURE SUV

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ccolo, il SUV della DS Automobiles; è la DS 7 Crossback. Dopo l’esordio di marzo al salone di Ginevra 2017, è il momento dell’arrivo sul mercato: ecco la DS 7 Crossback La Première, edizione speciale di lancio del primo SUV a portare sulla calandra il marchio francese di lusso del gruppo PSA. Sono aperte fino al 31 dicembre le prenotazioni on line sul sito web di DS Automobiles. La DS 7 Crossback La Première è disponibile nelle motorizzazioni a benzina da 225 cavalli e diesel da 180 cavalli e cambio automatico ad 8 rapporti. Prezzo massimo consigliato 52.200 euro Iva inclusa per il diesel e 52.600 per la versione a benzina. Consegna entro il 30 marzo 2018. I fari full Led, ispirati molto da vicino al concept elettrico ETense, “fissano” chi la guarda in modo quasi magnetico. E’ movimentata, questa macchina; gli spigoli ai lati del frontale proseguono verso la fiancata, regalandole quella sensazione di robustezza tipica dei SUV, ma senza mai trascurare l’eleganza. Il disegno dei cerchi in lega aggiunge un carattere dinamico. La coda è pulita, abbastanza arrotondata, gentile ma allo stesso tempo decisa come una vera signora. Gli interni della DS 7 Crossback guardano decisamente al futuro; definirli moderni è riduttivo. Salta immediatamente all’occhio l’enorme display centrale da 12 pollici che racchiude tutti i comandi e le funzioni multimediali e di comunicazione. Un secondo display della stessa dimensione sostituisce l’antico cruscotto con le relative informazioni primarie. Lasciamo descrivere la qualità degli interni a Thierry Metroz, il direttore del design di DS Automobiles: “Ogni DS riflette le specifiche esigenze di ogni cliente e offre soluzioni uniche, frutto delle migliori competenze. I designer, gli ingegneri, gli artigiani hanno messo tutta la loro esperienza nella 88

realizzazione degli interni utilizzando materiali pregiati, con un rigore tutto artigianale. Ogni materiale, ogni dettaglio dimostra l’ispirazione Haute Couture: alta qualità e sensualità, fin nei minimi dettagli“. Il discorso è chiaro. La DS 7 Crossback accoglie i suoi passeggeri in un ambiente dalla qualità elevatissima e altamente personalizzabile, come un abito su misura. Cominciamo dal DS Connected Pilot. E’ un sistema avanzato di guida assistita. Consente di mantenere l’auto in traiettoria alla velocità preimpostata (lavorando parallelamente al cruise control adattivo), agendo su sterzo, acceleratore e freniattivo fino a 180 Km/h. Idem il DS Park Pilot, l’auto parcheggia da sola, in parallelo o a pettine, senza dover azionare manualmente volante e pedali. E c’è molto altro ancora, compresa una telecamera ad infrarossi per rilevare ostacoli sulla strada anche di notte, fino a 100 metri di distanza. La DS 7 Crossback è un SUV di dimensioni medie, le seguenti: lunghezza 4,57 metri, altezza 1,62 metri, larghezza 1,89 metri. Il bagagliaio ha una capacità di 555 litri. I motori sono tra i più aggiornati ed efficienti del gruppo PSA. Troviamo motorizzazioni a benzina da 130, 180 e 225 cavalli, oltre a due diesel da 130 e 180 cavalli. Nel 2019 arriverà anche una versione ibrida plug-in da 300 cavalli.

Cilindrata cm3 Potenza massima kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min Trazione Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm)

1997 133 / 180 / 3.750 400 / 2.000 Anteriore 457 / 189 / 162


DS 7 CROSSBACK

CLASSE PARIGINA ARRIVA NEL 2018 MA SI PRENOTA ORA

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L

a DS 3 ha da sempre un’immagine molto chic, alla moda. Ma possiede anche un’anima grintosa: lo dimostrano ad esempio i due campionati del mondo di rally vinti da Sébastien Loeb proprio su questa vettura. Per accentuare il suo carattere sportivo la DS ha preparato l’allestimento Performance Line, offerto anche sugli altri modelli della marca e ora disponibile in Italia. Si tratta di un pacchetto estetico applicabile a tutte le motorizzazioni. Il look è sempre fondamentale in un’auto, in una DS ancora di più. Per la gamma Performance Line la parola d’ordine è: riconoscibilità. La DS 3 in questo allestimento, come le sue sorelle maggiori, deve far capire subito a che “razza” appartiene. Possiamo definire il suo design una sorta di eleganza aggressiva o aggressività elegante, a seconda dei gusti. Innanzitutto la carrozzeria bicolore, in cui il tetto nero è abbinato a sette tinte specifiche. Le elenchiamo: grigio shark, grigio madreperla, bianco absolut, bianco perla, nero perla, giallo pegaso e rosso rubino. In particolare, su retrovisori, spoiler e cofano vengono applicati i colori distintivi Performance Line: rosso carminio, bianco e oro. Poi notiamo cerchi in lega di dimensioni generose, 17 pollici (è pur sempre un segmento B, auto compatta). Sulle fiancate è in bella evidenza il logo speciale “DS Performance Line”. D’obbligo le minigonne e la cromatura sulle fasce laterali. Sui fari troviamo di serie la DS Led Vision, cioè proiettori allo Xeno e a Led; usano i Led anche i fendinebbia e i fanali posteriori (con grafica 3D). Un altro tocco elegante, sempre di serie, è dato dai vetri posteriori oscurati. Cosa sarebbe un’auto oggi senza i mille congegni che ormai ci circondano? D’altra parte sempre più persone non possono fare a meno della tecnologia. La DS 3 Performance Line è ben dotata,

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sotto questo punto di vista. Troviamo infatti un bel display touch da 7 pollici, l’immancabile funzione Mirror Screen per replicare gli smartphone Apple e Android, poi la sempre utile telecamera di retromarcia e i sensori di parcheggio posteriori e anteriori. Per la sicurezza è di serie l’Active City Brake, cioè la frenata automatica d’emergenza. L’allestimento Performance Line è un pacchetto soprattutto estetico disponibile per tutte le motorizzazioni della DS 3. Ma è quella più potente ovviamente a offrire il maggiore impatto sportiveggiante. Parliamo della versione THP 165. È il noto motore a benzina a quattro cilindri 1.6 turbo che equipaggia anche DS 4 e DS 5, nonché le Peugeot 208 e 308 GTi, dove viene spinto fino alla bellezza di 270 cavalli. Sulla DS 3 la potenza è di 165 cavalli, più che sufficienti dato il peso non eccessivo della vettura; andare oltre poi avrebbe significato forse snaturare eccessivamente la personalità di questo modello, perché tutto sommato non va poi nelle mani di Sébastien Loeb, il quale ci vinse due mondiali di rally. Il cambio è solo manuale, tuttavia ci si diverte ugualmente, anzi forse di più. La zona a nord di Varese è piena di colline, salite e discese dove la compattezza e la brillantezza di questa vettura trovano un terreno ideale. Il turbo spinge ma non tira calci; l’accelerazione è progressiva, senza esagerare, però senza nemmeno addormentarsi. D’altra parte con un peso di 1.215 Kg i 165 cavalli rendono la macchina molto agile e scattante. Sospensioni adeguate, non fanno scherzi, la sicurezza è sempre di alto livello, a patto di non credersi veramente Loeb. E quando si deve o si vuole andare piano, comfort ed eleganza regalano quella piacevolezza tipica del turismo tranquillo.


DS 3 165 CV

PERFORMANCE LINE

Cilindrata cm3 Potenza massima kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min Emissioni CO2 g/Km Trazione VelocitĂ massima Km/h Accelerazione 0-100 Km/h (s) Consumo medio Km/l Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm) Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg) Prezzo

1199 81 / 110 / 5.500 205 / 1.500 100 Anteriore 190 9,6 23,3 395,4 / 171,5 / 148,3 245,2 1145 21.400 euro 91


PEUGEOT 108

UNA COLLECTION “MUSICALE” PER DONNE GLAMOUR

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AUTODONNA

U PEUGEOT 108 5P PURETECH 82 COLLECTION TOP! Cilindrata cm3 Potenza massima kW (Cv) / giri/min Coppia massima Nm / giri/min Emissioni CO2 g/Km Trazione Velocità massima Km/h Accelerazione 0-100 Km/h (s) Consumo medio Km/l Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm) Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg) Prezzo

1199 60 / 82 / 6.000 118 - 2.750 99 Anteriore 170 10,9 23,3 347,5 / 161,5 / 146 234 940 15.200 euro

na versione tutta colorata e alla moda per donne vivaci: la Peugeot 108 Collection diventa “musicale” grazie alla collaborazione del cantante pop Mika. La piccola vettura cittadina francese si offre come interessante proposta per attirare l’universo femminile. Per conoscere le sue maggiori rivali, date un’occhiata alla nostra classifica di Auto Donna sul precedente numero di Weekend In Auto. La Peugeot 108 Collection è una serie speciale “cromatica”, nel senso che punta molto sulla varietà di colori; l’obiettivo è attirare l’attenzione e fare tendenza. Il modello è basato sull’allestimento Allure, quello più accessoriato della gamma. Esso viene arricchito da una particolare personalizzazione, chiamata Speed: in due varianti, bianco e blu, presenta stickers laterali e posteriore oltre agli specchietti retrovisori cromati. C’è anche la versione Top! a cui si aggiunge il tetto in tela blue jeans. Speed bianco è disponibile sulle tinte della carrozzeria giallo pepita, rosso scarlet e blu smalt; Speed blu invece è sulle tinte bianco lipizan e grigio gallium. A completare la personalizzazione esterna troviamo le maniglie cromate, poi i vetri posteriori oscurati e dotati di profili cromati. Arriviamo agli interni. I rivestimenti sono in tessuto rayara grigio lama; i colori (compresi quelli dei tappetini e dei battitacco) variano in funzione delle tinte della carrozzeria. Quindi per l’esterno giallo pepita ci sarà un interno dello stesso colore; per rosso scarlet sarà rosso oppure nero e rosso; per le altre tinte l’interno sarà malt porcelaine. La Peugeot 108 Collection è offerta in due motorizzazioni e a tre o cinque porte. La versione a tre porte col motore VTi da 68 cavalli costa 13.000 euro, mentre quella col motore PureTech da 82 cavalli ha un prezzo di listino di 13.500 euro. Per le cinque porte si aggiungono 500 euro; per la versione Top! col tetto in tela jeans si aggiungono 1.150 euro. La 108 Collection comprende di serie, come le altre con allestimento Allure, equipaggiamenti come climatizzatore manuale, luci diurne a Led, cerchi in lega da 15 pollici, touchscreen da 7 pollici.

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di Alessandra Fusè

VETTE DI GUSTO NELL'ARCO ALPINO Degustare ottimi piatti in ristoranti unici, immersi nell’atmosfera alpina, carichi dei sapori di montagna: ecco alcuni indirizzi, sparsi per l’arco alpino, dove fermarsi per una pausa golosa. In Veneto, il ristorante "Viel dal Pan" è letteralmente sulla pista da sci, è raggiungibile con la cabinovia e propone una cucina molto curata, con vista incredibili sulle Dolomiti; design e atmosfere alpine chic rappresentano gli elementi del ristorante "Col Alto" a Corvara; km zero i piatti del "Kristiania" di Cogolo di Pejo; una sala ristorante intima e piatti salutari sono le caratteristiche del "Tevini" di Commezzadura. Passando alla Valle D’Aosta, da non perdere il ristorante “La Majon”: piatti della tradizione valdostana, come la zuppa valdostana con la fontina della latteria dell’Alta Valle di Ayas; in Piemonte, in Val Vigezzo, si assaggiano i celebri prodotti del territorio come il formaggio Bettelmatt mentre in Lombardia, in Alta Valle Seriana, il ristorante “Al Caminone” invita ad assaggiare le pietanze bergamasche.

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Val D'Aosta, Val D'Ayas: gelato a km 0 Ai piedi del Monte Rosa, all’imbocco della Val d'Ayas, si trova il ristorante "La Majon" dell’hotel "La Torretta", un tempo una torre di servizio e avvistamento, che ha attraversato i secoli per giungere ai giorni nostri come luogo d’ospitalità pieno di magia e tradizioni, dove la cucina gioca un ruolo importante. I prodotti del territorio sono una costante a tavola: qui si panifica in casa, si trovano il Pan Perdu e i muffin con i lamponi di Arnoud, le patate e le verdure dell’orto del ristorante (ottima la zuppa valdostana, con il cavolo dell’orto dell’hotel, brodo vegetale, fontina della latteria dell’Alta Valle d’Ayas), il miele di Brusson e il latte d’alpeggio. Il gelato è uno dei cavalli di battaglia, tanto che vengono organizzati durante l’anno corsi per imparare a fare gelati davvero speciali, come quello al “Fior di latte al Genepy”; “Polenta e brossa”; “Passito di Chambave”; “Biere du Grand St. Bernard”; “Vin Brule”, “Fior di latte e grappa”, “Ricotta e gianduja” e il celebre gelato, vincitore di numerosi premi “al pane nero”, che si scioglie in bocca, lasciando nel palato i pezzettini di pane, ricchi di sapore di montagna www.latorrettahotel.com

In Piemonte, nella Valle dei Pittori Nella caratteristica piazzetta di Santa Maria Maggiore, nel cuore della Val Vigezzo, c'è il ristorante "Miramonti", ideale per assaporare, nelle accoglienti sale, le prelibatezze montane dello chef Sandro Ferrari. Come lo sformatino di ortiche, realizzato con ortiche selvatiche dei campi vigezzini, uova, panna, cipolle e formaggio oppure la crespella ripiena di polenta di Beura e Bettelmatt, preparato con il mais, coltivato e macinato a Beura, in Ossola e il Bettelmatt, l'oro bianco dell'alta Ossola, uno dei formaggi d'alpeggio più conosciuti e apprezzati non solo in Italia. La filosofia? Rispetto della stagionalità delle materie prime e dei cicli stagionali. Lo chef predilige i primi: dal risotto ai funghi porcini, alle "tagliatelle alla Miramonti", ereditate dalla tradizione e che rispecchiano quel mix di tradizione ed elaborazione che contraddistingue la sua cucina: tra gli ingredienti sono presenti il prosciutto vigezzino affumicato al ginepro e lo zafferano coltivato sulle colline del territorio. www.almiramonti.com 95


GUSTO ALPINO

Lombardia, le Dolomiti bergamasche Nel cuore delle Dolomiti bergamasche, a Bratto, in Alta Valle Seriana, il rustico e raffinato Al Caminone accoglie gli ospiti: la cucina curata, con piatti della tradizione, come il tagliere di salumi della Presolana con porcini sott'olio, casonsei, gnocchetti di castagne con ragù di cinghiale, casoncelli alla bergamasca con pancetta croccante e Parmigiano; ravioli di formaggio bagoss con pomodoro e maggiorana. Delizie servite con la passione per i sapori autentici montani. Al piano inferiore del ristorante, c’è l’Enoteca Milano aperta tutte le sere, dalle 19.00 all’1.00, per una golosa degustazione con due menù di degustazione alpina: il Savoiardo e il Bergamasco. Menù Savoiardo (50 euro a persona) presenta in tavola diversi piatti tra cui la Robiola gratinata al miele di castagno, la raclette dell'Alta Savoia, patate di Rovetta e salumi della Alpi, Pierrade Royale (scelta di carne di vitello, maiale e manzo, cotte direttamente da voi sulla piastra al tavolo) e il Menù Bergamasco (40 euro a persona) propone più specialità come il Crostone di polenta Bramata mulino di Cerete, il guancialino di vitello brasato al Curtefranca rosso su passata di patate. https://alcaminone.com/

In Veneto, tra le vette ad alta quota Un ristorante speciale, ad alta quota, raggiungibile con la funivia da Arabba che porta a Porta Vescovo, sulla Marmolada. Il ristorante "Viel dal Pan" è una privilegiata meta gourmet incastonata nella roccia a quasi 2.500 metri di altitudine, un angolo ricavato nella grande moderna struttura di vetro che racchiude bar, bistrot e ristorante self service. La vista è meravigliosa: la Marmolada e il gruppo del Sella si aprono davanti alle vetrate del ristorante. La sala, intima ed elegante conta solo dieci tavoli, l’atmosfera è unica, sospesa tra la neve,

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Trentino: in Val di Sole prodotti a km 0 Nell’eco-ristorante del "Kristiania Leading Nature & Wellness Resort" di Cogolo di Pejo (TN) in Val di Sole, il caldo ambiente alpino che disegna le ampie sale del ristorante rispecchia il sapore dei piatti preparati con cura dal giovane chef Carmine Ferrentino e dal suo staff. Ricette che nascono dall’interpretazione della tradizione della montagna trentina e di specialità nazionali. I prodotti locali e di stagione sono ingredienti di creazioni gastronomiche che tengono conto anche delle esigenze di vegetariani, vegani e di chi ha particolari necessità alimentari. Il menu della cena a 5 portate è un tripudio di sapori, a cominciare dalle zuppe; poi i 2 primi, come i canederli o gli strangolapreti, e i 3 secondi a scelta, in cui assaporare piatti ricercati di carne come la polenta al cervo accompagnata da funghi del territorio, o di pesce dei laghi del Trentino, come il salmerino o la trota, con la possibilità di scegliere sempre anche tra pietanze leggere. www.hotelkristiania.it

in mezzo alle piste da sci. Un caldo abbraccio in un rifugio di classe alpino. Tra le specialità: astice bretone, crema di pastinaca, caviale, mais e riduzione al caffè Blue Mountain. Uno zapping gastronomico che abbina differenti sapori, mescolandoli in armonia. Lo chef Ivan Matarese, napoletano trapiantato tra le montagne dopo diverse esperienze, vizia gli ospiti con piatti originali. Per la stagione invernale il ristorante gourmet Viel dal Pan e il bar restano aperti nella giornata di mercoledì fino alle 23.30. Prezzo: 80 euro a persona incluso il passaggio in funivia, escluse le bevande. www.dolomitiportavescovo.it

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Alto Adige, tra le vette dolomitiche Un indirizzo nel cuore delle Dolomiti, a Corvara, in Alta Badia è il ristorante dell’hotel "Col Alto" che presenta la novità: la zona ristorante è stata rinnovata a dicembre 2016. Tavole di legno degli antichi fienili, tronchi di piante “senza corteccia”, l’uso della pietra e il tipico loden vestono a nuovo, come un caldo abbraccio, la bellissima sala del ristorante. Lo chef Andrea Corinaldesi si impegna ai fornelli per deliziare gli ospiti con una gustosa cucina, ricca di “incursioni” nelle specialità ladine; ogni giovedì buffet ladino e menù à la carte con prelibatezze ladine, come “Jopa de topinambur cun smalz de munt” (crema di topinambur al burro di malga). Da non perdere, il vivace bar “Iceberg Lounge”, sempre all’interno dell’hotel, diventato ormai uno dei punti di ritrovo più glamour di tutta la valle. Qui si bevono bollicine (più di sessanta etichette), dagli spumanti locali ai classici del Trentino, passando per Franciacorta e Champagne, aperto fino alle 2 di notte. Dopo cena, si ascolta musica e si brinda con i calici. www.colalto.it

Trentino, Bio - tradizione e salute Fra il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco Naturale Adamello Brenta, il "Tevini Dolomites Charming Hotel", progettato nel segno dell’eco-sostenibilità, rientra nella categoria dei bio-hotel non solo per la scelta dei materiali, ma anche per i consumi a impatto zero. La cucina offre piatti della tradizione realizzati con gli ingredienti dell’orto: i menù proposti soddisfano tutti, dai più golosi ai salutisti. Chi ama esplorare i sapori del territorio trova i piatti tipici del trentino; chi preferisce seguire una dieta più contenuta, ma sempre appetitosa, gli chef offrono la cucina leggera e salubre dei piatti “Vital”, all’insegna di salutismo e benessere, a base di frutta e verdura. La cantina conta più di 150 varietà di vini regionali: la ricca varietà di vini trentini, provenienti da diverse zone della regione, permette di degustare rinomate etichette, come il Granato della cantina Foradori, il San Leonardo Igt della cantina Marchese Gonzaga e l’Olivar Dolomiti Igt della cantina Cesconi e tante altre. www.hoteltevini.com

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IN EUROPE

ESSEN, EUROPEAN GREEN CAPITAL LA SCOPERTA DELL'ACQUA DA BERE NEL 2017 IL PRIMATO DI CITTÀ PIÙ GREEN D’EUROPA VA ALLA TEDESCA ESSEN. DOPO UN PASSATO DI INQUINAMENTO E PROBLEMI LEGATI ALL’ACQUA, ESSEN HA SAPUTO REINVENTARSI GRAZIE A CHI HA DECISO DI RENDERLA UN ILLUSTRE ESEMPIO DA IMITARE

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GREEN CITY

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el 2016 il Premio di “Green Capital” è stato assegnato a Lubiana, la capitale della Slovenia, e l’anno precedente a Bristol. Il processo annuale di premiazione ha avuto inizio nel 2010, anno in cui a vincere fu Stoccolma. Premiare una città “Green” vuol dire riconoscerle il merito di aver portato avanti un processo di miglioramento e sviluppo ambientale in una precisa ottica eco-sostenibile. Il merito principale di Essen è quello di essere stata in grado di reinventarsi da zero. Anzi da meno di zero. La cittadina della Renania Settentrionale oggi è una meta ideale se siete amanti del verde e volete programmare la vostra prossima tappa in Germania. La città tedesca, che concorreva con 12 altre città, si è vista riconosciute le buone azioni di valorizzazione del territorio, attenzione all’ambiente e, soprattutto, gestione dell’acqua con metodi innovativi e di lunghe vedute. Le prassi con cui Essen salvaguarda l’acqua piovana (“groundwater recharge”), evitandone la perdita nel sistema fognario, sono state il fiore all’occhiello di un enorme progetto “green” che ha conquistato la Giuria. La storia di Essen inizia nel 1811, quando Krupp vi costruì una fonderia d’acciaio. A quel tempo Essen era una piccola località nel cuore della regione tedesca della Ruhr. Quella piccola fonderia divenne importante nelle mani del figlio Alfred, conosciuto come il Re Cannone, per aver fornito i cannoni d’acciaio a Russia, Prussia e Impero Ottomano. Essen divenne così una città importante, ricca di abitanti e, anzitutto, inquinatissima. Oggi la storia di Essen non vede più protagonista Krupp e la sua fonderia ma le personalità che hanno saputo non solo risolverne i problemi ma anche renderli il punto di forza di questa cittadina tedesca oggi la più Green d’Europa. Oltre al problema che riguardava il fiume Emscher, nel quale gli abitanti di Essen avevano gettato di tutto e di più, non avendo una vera e propria fognatura, i cittadini, appena 25 anni fa, dovevano far fronte anche ad un’altra questione: che acqua si può bere ad Essen? In città mancavano le falde acquifere, dunque l’unica soluzione era quella di bere l’acqua del fiume Ruhr sottoposta ad una profonda depurazione. Viene da chiedersi come sia possibile che una località come Essen, fino a poco tempo fa inquinata ai massimi storici, oggi sia stata nominata “European Green Capital” per il 2017? La soluzione escogitata per risolvere il problema dell’acqua è molto semplice: nonostante ad Essen piova molto spesso, l’acqua piovana è imbevibile perché finisce sottoterra; la risposta nasce proprio da qui, nel trovare un modo per usare l’acqua piovana. Facendo qualche calcolo, si è stimato che ad Essen si consumano 34 miliardi di Litri, vale a dire 130 Litri a testa al giorno. Confrontati con il resto del mondo occidentale, questi numeri non risultano affatto strani. Il punto è che una tale quantità di acqua (utilizzabile) ad Essen costa molto di più. L’amministrazione locale, decisa a salvare quanta più acqua possibile, ha deciso di intraprendere un “progetto generazionale” in vista di un risultato positivo e globale, come afferma la vice-sindaca Raskob, intervenuta anche in un incontro ad Expo 2015. Sono stati creati dei bacini artificiali per la raccolta dell’acqua che, quando piove, vi viene indirizzata attraverso degli appositi canali. Attorno a questi bacini, sono nati centri di residenza e parchi. Il punto fondamentale però è un altro 100


IN EUROPE

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e cioè come sia possibile rendere potabile quell’acqua: un complesso di tubi e passaggi sotterranei renderanno l’acqua bevibile, attraverso sabbie, carboni attivi e raggi UV. L’acqua verrà poi resa fruibile con tariffe proporzionali al consumo, con l’obiettivo di frenare gli sprechi. Il progetto di rinascita di Essen, però, non termina qui: si vuole rendere il fiume Emscher una ricchezza della città e non più una pericolosa e sporca fogna a cielo aperto. Con la creazione di una rete di tubi per la depurazione del corso d’acqua, costata al comune la modica cifra di 4 miliardi, l’Emscher è divenuto un’attrazione a scopo turistico, nelle cui vicinanze sono sorti nuovi parchi e piste ciclopedonali.

Cosa vedere ad Essen:

Complesso industriale Zeche Zollverein: definita la “miniera più bella del mondo” è un’icona dell’architettura mondiale e oggi centro culturale. È importante citarlo tra le attrattive di Essen in quanto simbolo della sua riconversione e rilancio nel panorama mondiale. Al suo interno vi sono spazi per i ragazzi, ristoranti ed il “Red Dot Design Museum”, la più grande esposizione al mondo legata al design. È riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Villa Hugel: è stata costruita per volere della famiglia Krupp in stile liberty ed un tempo, al suo interno, vi lavoravano 640 persone. All’interno è anche presente una stazione ferroviaria tutt’oggi in funzione, la Essen Hugel. Con un bellissimo parco di 18 ettari, oggi la Villa ospita concerti e mostre e una splendida biblioteca che si affaccia sul parco. Cattedrale: la costruzione di questo complesso risale circa all’anno 1000. È la chiesa più importante della città e la sua facciata è molto particolare: è presente una torre in stile romanico con la cupola. Nonostante la bellezza dell’esterno, i veri tesori vi si trovano entrando: l’antica statua in legno della Vergine Maria, realizzata con lamine d’oro, e la corona dell’imperatore Ottone III.

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IN THE WORLD

LA CUCINA DEGLI INCAS

CONQUISTA IL MONDO

DA LIMA, LA CAPITALE, AI PAESINI DEL SUD DEL PERU, UNO STRAORDINARIO VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI ARCHEOLOGIA, ARTE, ANTICHE CULTURE E UNA CUCINA DA PREMIO CHE PONE IL PAESE AI PRIMI POSTI NEL MONDO QUANTO A TRADIZIONE CULINARIA Machu Pichu

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l Perù è una terra di incredibili contrasti, territori di incomparabile bellezza dove modernità, tradizione e spiritualità si fondono. Testimoni di questa diversità sono gli 11 siti sparsi sul suo territorio e dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Come Cuzco, città dalle grandi mura, con palazzi costruiti pietra su pietra dagli Incas, ed entrata nella lista dei Patrimoni Culturali dell’Umanità nel 1983. O il celebre Machu Picchu (il suo nome significa “la vecchia montagna”), sito archeo logico Inca situato nella valle dell’Urubamba, a 2.350 metri di altitudine. L’area è legata al culto del sole e degli astri. Molti pensano che sia stato un efficientissimo osservatorio astronomico. Pensate che durante gli equinozi di primavera e d’autunno (21 marzo e 21 settembre) 104

il sole si trova sopra l’intihuatana che è il pilastro più importante della città. Il suo nome infatti è l’unione di INTI=sole e HUATA= legare e sta a indicare il luogo dove si cattura il sole. Altri pensano che sia stata costrui ta come residenza estiva per l’imperatore Inca Pachacutec nel 1440. Insomma per qualsiasi cosa sia nato, il Machu Picchu resta un posto incantato. Lima, la capitale, nota anche come “città dei re”, è un centro dinamico, in forte rinnovamento, uno dei più affascinanti centri d’arte del Sudamerica, che sfoggia arte, cucina e spiagge magnifiche amate dai surfisti di tutto il mondo. E ancora Chavin Huántar, sito archeologico che raccoglie le rovine e i manufatti realizzati dai Chavín, una cultura precedente agli Incas. Il sito si trova ai piedi del-


PERÙ le cime delle Ande, vicino all’ingresso della foresta pluviale amazzonica. Cosa dire poi della spettacolare Chan Chan, la più grande città di fango del mondo. Si tratta di un sito precolombiano sulla costa del Perù, vicino a Trujillo. Patrimonio dell’Unesco dal 1986, testimonia il regno scomparso dei Chimu. Un altro sito dichiarato nel 1985 dall’Unesco Patrimonio Naturale per la sua eccezionale bellezza costituita dalla Cordigliera Blanca, laghi di origine glaciale dall’intenso colore turchese, e per la straordinaria ricchezza di flora e fauna andine è il Parco Nazionale dello Huascaran. Chi ama la natura e la montagna non dovrebbe perdere questo autentico paradiso terrestre. Proprio come il Parco Nazionale di Manu lo scrigno della biodiversità. Si trova nei dipartimenti di Cuzco e ospita al suo interno circa 221 specie di mammiferi, come l’otorongo (Giaguaro peruviano) la tigre nera, il tapiro, il sajino, il cervo, il capibara, la maquisapa nera (scimmie) e molti altri. O anche il Parco Nazionale del Rio Abiseo, dichiarato Patrimonio dell’Unesco nel 1990. È situato sul versante amazzonico delle Ande, nella regione di San Martin, ed è chiuso al turismo al fine di preservarne l’ecosistema. È stato creato nel 1983 per proteggere la fauna e la flora delle foreste pluviali. Nel parco è presente la scimmia lanosa dalla coda gialla, che si pensava estinta. Chi non resiste invece al fascino misterioso delle città perdute, non può mancare una visita alla Città sacra di Caral-Supe. Questo complesso architettonico esteso su circa 60 ettari nelle colline desertiche fra la costa peruviana e la Cordigliera delle Ande, circa 200 km a nord di Lima, è stato inserito tra i patrimoni Unesco nel 2009. Si pensa fosse abitata da un popolo pacifico scomparso misteriosamente.

LE LINEE DI NAZCA

Cosa dire poi delle Linee e geoglifi di Nazca e Pampas de Jumana. Circa 400 km a sud di Lima, i geoglifi di Nazca e Pampas di Jumana sono incisioni sul terreno di cui si ignora la provenienza. Per cui sono tra i più grandi rompicapi dell’archeologia per quantità, natura, dimensione e continuità. Un altro luogo imperdibile, inserito nel 2000 dall’Unesco tra i siti Patrimonio dell’Umanità per la bellezza e la varietà di edifici e chiese, è il centro storico di Arequipa, conosciuta come “la ciudad blanca” (la città bianca), per via del colore della pietra con cui sono stati costruiti gli edifici del centro storico. Si trova ai piedi del vulcano El Misti. In tutti questi 105


casi si tratta di autentici tesori da custodire e proteggere dall’usura del tempo e del turismo. Per questo lo stato peruviano, molto attento e sensibile a questo problema, ha elaborato e varato un piano per ridurre le emissioni di CO2, promuovendo e impiegando energie rinnovabili, e lottando anche per fermare il selvaggio disboscamento della foresta amazzonica. E bellezze naturali e archeologiche a parte, cultura e fascino, c’è un altro motivo per cui vale la pena visitare questo stupendo Paese. È la sua cultura culinaria. La cucina peruviana sta vivendo un momento importante. Pensate che la cucina Gourmet del Paese è da poco stata dichiarata Patrimonio delle Americhe. È una cucina che ha influenze asiatiche ed europee, ricca e variegata. La vastità del territorio diversifica in modo cospicuo i cibi. Sulla costa ad esempio, si gustano frutti di mare, nelle zone invece montuose si cucina carne mentre nella regione della Foresta Amazzonica si consumano soprattutto frutta e verdura tropicali. Ma molti sono gli ingredienti che sono in comune nei piatti delle varie regioni in primis le patate; pensate che se ne contano ben trecento tipi diversi per forma, colore, dimensione e gusto. Poi ci sono il mais e il riso e altri ingredienti un po’ più... esotici che farebbero rabbrividire i vegetariani e qualche europeo un po’ schizzinoso: tartarughe e piranha. Altri piatti tipici sono il ceviche, facile da reperire come street food; si tratta di pesce e frutti di mare marinati nel succo di lime, cipolla e spezie. Un’altra zuppa dal gusto forte, che viene servita fredda, è il leche de tigre. Quest’ultima invece non è facile da reperire ma vale la pena tentare per gustare qualcosa di veraMachu106 Pichu


Cusco

mente unico. Altra zuppa di pesce è la chupe. Provatela solo se siete amanti del piccante perché il prodotto caratteristico del Perù è l’aji, peperoncino piccantissimo che all’interno di questa zuppa la fa da padrone. Non da meno sono la chupe de camarones (zuppa di gamberi) e quella de pulpo. Generalmente apre ogni pasto la zuppa di quinoa, molto buona e conosciuta, a base di un cereale che ha origini antichissime e veniva utilizzato già dai tempi degli Incas. Non perdete nel vostro viaggio anche il causa rellena uno sformato di pollo e patate. Per gustare i veri piatti della tradizione peruviana vale la pena fare una tappa al ristorante Central di Virgilio Martínez, per il secondo anno consecutivo è stato eletto il quarto migliore ristorante del mondo per la sua caratteristica unica di inserire nuovi ingredienti autoctoni nel menù. E se ciò non bastasse Lima vanta due tra i migliori ristoranti al mondo: il Central e Astrid y Gastón. Se volete scoprire comunque le tradizioni culinarie del Paese potete andare nel centro storico di Lima e visitare la Casa de la Gastronomía, inaugurata nel 2013, oppure contattare CARTORANGE (www.cartorange.com), la più grande azienda di consulenti di viaggio in Italia specializzata in viaggi gastronomici ed esperenziali che vi potrà ritagliare un itinerario personalizzato alla sco-

perta delle tradizioni gastronomiche peruviane. Oppure seguire uno degli itinerari proposti da Evaneos (www. evaneos.it), la prima piattaforma che mette in contatto i viaggiatori con le agenzie di viaggio locali selezionate in tutto il mondo. Potete contattarli allo 0289877718 o scrivere a contatto@evaneos.it. Oltre agli itinerari più classici Evaneos presenta anche soluzioni che prevedono esperienze a diretto contatto con le popolazioni locali, ma anche tour gastronomici e qui di seguito ve ne proponiamo uno.

Giorno 1-2: visita gastronomica nella Lima coloniale

Arrivati all’aeroporto sarete trasferiti in hotel e avrete un briefing di presentazione del viaggio da parte di un responsabile dell’agenzia. Il secondo giorno parteciperete a un tour gastronomico di Lima. Conoscerete il centro coloniale e antico della città assaggiando stuzzichini tipici peruviani ricchi di gusto e tradizione. Visiterete il Museo della Gastronomia e parteciperete a una degustazione in un ristorante bohémien storico della capitale, famoso per i suoi “piqueos” (aperitivi o stuzzichini). 107


Isole galleggianti, Puno

Giorno 3: visita gastronomica nella Lima moderna

In questa giornata toccherà alla Lima moderna con i quartieri di Barranco, Chorrillos e  Miraflores. Potrete notare, accompagnati dalla guida, i forti contrasti che caratterizzano questa metropoli latino-americana. Avrete un pranzo gourmet a base di pesce fresco, il ceviche, vero gioiello e bandiera della cucina peruviana nel mondo, in uno dei migliori e più “quotati” ristoranti di pesce della città. Il pomeriggio sarà libero e in serata vi trasferirete alla stazione dei bus alla volta di Arequipa.

Giorno 4-5: Arequipa, tour gastronomico e lezione di cucina

Una volta arrivati sarete trasferiti in hotel e avrete la giornata libera per visitare autonomamente Arequipa.  Il quinto giorno visiterete il mercato di San Camillo, dove conoscerete i differenti prodotti alla base della cucina arequipeña e visiterete il bellissimo centro storico. Durante la camminata avrete un assaggio dei prodotti tipici della “gustosa” Arequipa: cioccolato, empanadas, gelato di formaggio, etc. Il pranzo è previsto nel ristorante di uno chef locale che vi darà lezioni di cucina 108

peruviana e pranzerete con quello che avrete preparato sotto la sua supervisione. Il pomeriggio sarà libero.

Giorno 6-7: verso Puño e poi alle isole Taquile e Uros

In mattinata vi trasferirete alla stazione dei bus per dirigervi in hotel a Puño. Pomeriggio e cena liberi. Il giorno seguente, dopo la prima colazione partirete alla scoperta del Lago Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo. Innanzitutto visiterete le isole galleggianti di Uros. Successivamente vi dirigerete a Taquile, la più grande delle isole del lago. Attraccherete nella parte nord e da li verrete trasferiti fino al porticciolo di Huayllano. Le famiglie di Huayllano vi accompagneranno alla scoperta delle usanze e delle ancestrali tradizioni dell’isola, sarete loro ospiti, proverete i loro cibi tipici e per una notte vivrete come veri “comuneros”. Cenerete e dormirete con la famiglia ospitante.

Giorno 8: passeggiata su Taquile

Dopo la colazione, esplorerete i dintorni della baia, la spiaggia e alcune rovine archeologiche. Poi raggiungerete a piedi il paesino di Taquile e dopo pranzo scenderete fino al porto. Ritornerete a Puño nel tardo pomeriggio.


Pappagalli nella Riserva Nazionale di Tambopata

Giorno 9: verso Cuzco

Inizierete di buona mattina il viaggio per raggiungere la città di Cuzco. Il bus turistico effettuerà una serie di fermate durante il viaggio: Pukara, Rajchi e Andahuaylillas.

Giorno 10: city tour culinario di Cuzco

Inizierete dal mercato di San Pedro dove entrerete in contatto con sapori, colori e aromi tipici delle Ande. Durante la passeggiata assaggerete specialità della città imperiale: causa di patate con pollo, empanadas, rocoto relleno, e molto altro. La sera parteciperete a una cena di degustazione in un ristorante gourmet di Cuzco.

Giorno 11: visita delle rovine inca

Dopo la colazione, con trasporto privato, andrete a visitare le rovine inca di Sacsayhuaman, Kenko, Puka Pukara e Tambomachay nei dintorni di Cuzco. Poi raggiungerete Pisaq, famosa per il suo vivace e colorato mercato artigianale e per il complesso archeologico.

Giorno 12: la cucina cusqueña

In questa giornata parteciperete a un’altra lezione di cucina. Inizierete andando a comprare - assieme a uno dei più riconosciuti chef del Perù - gli ingredienti al mercato

Rio Yanayacu

locale di Urubamba. Infine, seguendo le sue indicazioni imparerete a cucinare piatti tipici della regione a base di verdure, legumi ed erbe organiche della Valle Sacra degli Incas. Nel pomeriggio avverrà il trasferimento a Ollantaytambo, l’unico paese inca ancora abitato al giorno d’oggi, straordinario esempio di pianificazione urbana, e in serata prenderete un treno per Aguas Calientes per iniziare l’avventura “Machu Picchu”.

Giorno 13: il Machu Picchu

All’alba un bus da Aguas Calientes vi porterà all’ingresso di Machu Picchu, la “città perduta”. I più coraggiosi possono anche salire in cima al Wayna Picchu. Nel pomeriggio prenderete treno e bus per tornare a Cuzco.

Giorno 14: i paesini della Valle Sud

Partirete dopo colazione per la Valle del Huatanay a sud del Cuzco. Visiterete le rovine inca di Tipon, il paesino di Piñipampa, la splendida chiesa di Andahuaylillas, Pikillaqta e le sue rovine e infine al paesino di Huasao per farvi predire il futuro attraverso la lettura delle foglie di coca. Il tutto sarà accompagnato da assaggi culinari di cui la valle sud è famosa: chiccharron (maiale fritto), anatra, cuy (porcellino d’india). 109


Giorno 15: giornata libera a Cuzco e tour “miti e leggende”

Avrete la giornata libera, ideale per passeggiare e conoscere Cuzco. In serata farete una camminata culturale e alternativa, con una suggestiva passeggiata sotto le stelle per le stradine del centro ascoltando leggende e racconti sui fantasmi e i Santi della tradizione.

Giorno 16-17: trasferimento a Lima e ritorno a casa

In mattinata prenderete un volo per Lima. E l’indomani da Lima per il rientro Il costo è circa € 2.520, voli internazionali esclusi.

RICETTE DI VIAGGIO® LOMO SALTADO INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 1 kg di filetto 1/4 tazza di vino rosso 1 pomodoro (grande) 1 cipolla 1 peperone (rosso) pepe e sale 1 spicchio d’aglio 2 cucchiai di succo di cedro 1/4 tazza di cilantro 5 patate 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva PREPARAZIONE Tagliate la carne a striscioline e conditela con sale, pepe, un po’ di olio d’oliva, succo di cedro e l’aglio sminuzzato. Lasciate marinare per almeno 30 minuti Cuocete poi la carne a fuoco alto finché avrete rosolato tutta la parte esterna. Abbassate la temperatura e aggiungete la cipolla tagliata a fettine. Cuocete per 1 minuto, mescolate di tanto in tanto. Ora aggiungete pomodoro e peperone rosso tagliato a strisce. Continuate a cuocere finché le cipolle non saranno ammorbidite. Friggete le patate tagliate a striscioline e aggiungetele agli altri ingredienti. E del vino rosso e del cilantro. Dopo qualche minuto togliete dal fuoco e servite.

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Weekend IN 2017 N.3 Completo  
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