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P O L O W E E K E N D P R E M I U M 2 017

EVENTS - PREMIUM COUNSELING

SOMMARIO > 04 Sommario > 05 Editoriale > 06 Weekend Premium: Hotel Pfösl > 08 Borgo Torre del Lago > 12 Auto Premium: Maserati > 14 Porsche 911 TG3 > 16 Weekend Premium: Vitalpina > 18 10 Borghi da non perdere > 30 Novità Weekend Car: Citroen C3 Aircross Range Rover Velar Mazda CX-5 > 38 Meraviglie segrete della Puglia > 48 A Sintra con la Nuova Jeep Compass > 56 Borghi bergamaschi con la Land Rover Discovery > 63 RICETTE DI VIAGGIO 10 Borghi di Mare con ricetta > 87 WEEKEND GREEN Il Parco del Vesuvio L’Etna e le sue eccellenze > 94 WEEKEND IN EUROPE Monaco, Innsbruck, Bergen... 4

> 100 IN THE WORLD Repubblica Domenicana > 106 WEEKEND IN GIALLO A San Francisco con Monk

STAMPA

MEDIAPRINT - via Brenta, 7 San Giovanni Lupatoto (VR)

EDITORE E DIRETTORE RESPONSABILE

DISTRIBUZIONE

Raffaele D’Argenzio direzione@edizionidargenzio.com

Via Cazzaniga, 19 - 20132 Milano

Pieroni Distribuzione s.r.l.

Weekend in Auto è registrato presso HANNO COLLABORATO

Nicola D. Bonetti, Alessandra Borgonovo, Bianca Caputo, Michela Colombo, Emanuele d’Argenzio, Manuela Fiorini, Vittorio Giannella, Silvana Lattanzio, Cristina Moiraghi, Michelle Newton, Giuseppe Ortolano, Benedetta Rutigliano, Giancarlo Santarelli, Roberto Speranza, Anna Maria Terzi, Gigliola Terzi EDITORE

Edizioni D’Argenzio S.r.l. Via Giovanni Prati, 12 20145 - Milano Tel. 02 345 0719

il tribunale di Milano al N. 158 del 03/04/2009 ISSN 1723-5685 Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti e foto restano di proprietà della Edizioni D’Argenzio S.r.l. anche non pubblicati, non verranno restituiti. È vietata la riproduzione anche parziale di testi, documenti e foto.

IL NUMERO 5 SARÀ IN EDICOLA DA METÀ SETTEMBRE

“WEEKEND IN” è presente, gratuitamente, negli hotel (quattro e cinque stelle) della catena PLANETARIA.


PENSIERI ON THE ROAD

RISPETTO PER VENEZIA E PER PIAZZA SAN MARCO: BASTA CON SUPER NAVI E VENDITORI DI SCHIFEZZE Ero a Venezia per lavoro e dopo una cena veloce andai a godermi Piazza San Marco. Che grande bellezza! Il Palazzo Ducale, le luci lontane sulla laguna, il cielo stellato che sembrava uscire dalle volte della basilica. Ma c’era qualcosa di strano quella sera nel cielo... aggiustai gli occhiali e seguii il pecorso di strane stelle cadenti, che precipitavano e poi salivano. Partivano da annoiati uomini dai tratti asiatici al centro della piazza, che quelle stelle le vendevano: al centro di Piazza San Marco di Venezia, una splendida sala di questo museo a cielo aperto che tutto il mondo ci invidia! Niente contro gli asiatici, niente contro queste false stelle, ma tutto me stesso contro i venditori ambulanti al centro di Piazza San Marco, neppure fossimo in un suk di periferia. Un po’ di rispetto, diamine! Un rispetto che un gruppo di vigili se ne fregava di proteggere. Con sufficienza uno di loro, infastidito per aver dovuto interrompere il suo ciacolare, mi rispose che secondo loro era inutile mandarli via dalla piazza, tanto sarebbero tornati. Come dire che è inutile lavarsi, tanto ci si sporca ancora. Nelle città oggi come oggi è difficile vedere un vigile, e a quanto pare non bisogna disturbarli. Figurarsi far rispettare il decoro di un sito Unesco. Una roba inutile “... tanto ritornano”. Invece bisogna esigere il rispetto, combattere anche contro le enormi, gigantesche navi da crociera che vomitano migliaia di turisti frettolosi che passano per le calli, si fanno selfie, comprano statuette e mascherine di basso costo fatte in Cina e poi tornano a casa dicendo di aver visitato Venezia. Caro turista, vuoi dire di aver visitato davvero Venezia? Allora devi starci almeno tre giorni. Sentire un concerto di Vivaldi in una chiesa, cenare in un bacaro, andare in gondola almeno una volta, visitare il Museo dell’Accademia, passeggiare di notte nelle calli deserte, e pagare almeno 100 € per visitare questo museo all’aperto. Invece si vedono ambulanti in piazza San Marco, torme di turisti sbracati che insozzano questa grande bellezza, la nostra grande storia. “Tanto siamo in Italia”, come ha detto quel turista tedesco stupito di essere stato fermato e multato dai carabinieri di Peschiera per sgommare e correre con una sua auto truccata: credendosi novello barbaro, disceso dal nord a stuprare la nostra morbida bellezza. Bravi i carabineeri di Peschiera, ma non diciamo lo stesso di quei vigili di Venezia che in piazza c’erano, ma a ciacolare. Cerchiamo di esigere rispetto per Venezia, per il Veneto, per tutta l’Italia. Cominciando a rispettarci e a farci rispettare noi per primi.

A PROPOSITO DI VIGILI, NE AVETE VISTI A MILANO? Già dove sono, chi li ha visti??????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????

E A PROPOSITO DI PLASTICA?

Che bello, sì le cose stanno cambiando. Stiamo capendo che la plastica ci sta sommergendo, che dobbiamo ridurne la produzione, affinchè la famosa isola nell’Atlantico non copra tutto l’oceano, dopo aver strozzato pesci e tartarughe. Che bello, siamo tutti d’accordo, opinionisti, associazioni green, le istituzioni, i grandi impreditori....ma allora perchè sul Freccia Rossa ora ti danno addirittura nanobottiglie da un bicchiere? Forse così risparmiano in acqua ma inquinano con la plastica!? Chi ha avuto la splendida idea? Un imprenditore di plastica, immagino.

di Raffaele d’Argenzio


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WEEKEND PREMIUM

ECO HOTEL PFÖSL

NATURA, BENESSERE E PISCINE CON ACQUA SALINA

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a riaperto l’Hotel Pfösl con 3 nuovi splendidi lussuosi chalet in legno di 60 metri quadri costruiti nel bosco, 18 nuove luminose suite panoramiche con giardino, una nuova piscina esterna, una grandissima sauna all’aperto con un lungo, emozionante percorso Kneipp all’aperto e la sala ristorante con vista. Per una vacanza indimenticabile sempre più in sintonia ed in contatto con la natura, l’hotel è stato progettato secondo criteri green. Il perimetro della struttura è circondato da un percorso aromatico che permette di assaggiare le piante direttamente dove crescono; con l’ambiente e l’aria salubre di montagna l’esperienza sensoriale naturale diventa davvero completa. I mobili in legno massiccio, i tessuti sapientemente realizzati dai laboratori alto atesini, l’illuminazione degli spazi che rende le atmosfere idilliache e sospese, il panorama sulle Dolomiti e la location soleggiata, l’area benessere rinnovata e ampliata sono i numerosi plus che l’hotel Pfoesl presenta per la stagione estiva 2017. La nuova area wellness “Natura Spa” comprende 2000m² di spazi interni, con diverse saune, bagni turchi, sale relax e cabine per i trattamenti, tutto pensato per rendere il soggiorno memorabile. 3 nuovi chalet nel bosco I nuovi chalet sono realizzati nel cuore del bosco, sopraelevati come la casetta/rifugio sugli alberi, disegnati con passione, moderni e nel contempo tradizionali e confortevoli, luminosi e del tutto realizzati con il profumato legno locale. La grande terrazza panoramica permette di riposarsi nella natura.

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HOTEL PFÖSL****S Fam. Zelger-Mahlknecht Nova Ponente/Dolomiti - Bolzano Tel: +39 0471616537 - www.pfoesl.it


In Val di Fiemme TASSA DI SOGGIORNO = GUEST CARD 2€ PER L’AMBIENTE E PER TE!

Impianti*, Mobilità, Castelli e Musei in Trentino e più di 100 attività emozionanti

*solo nelle strutture convenzionate

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Q60 PER CHI ALLA DESTINAZIONE PREFERISCE L’EMOZIONE.

Consumo carburante per gamma INFINITI Q60: urbano (9,2-13,1 l/100 km), extraurbano (5,4-6,8 l/100 km), combinato (6,8-9,1 l/100 11 km). Emissioni ciclo combinato CO2 156-208 g/km. Le caratteristiche e i colori possono differire da quanto rappresentato.


AUTO PREMIUM

MASERATI GRAN TURISMO MC MY 18

IL TRIDENTE SU NEW YORK

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a Maserati Granturismo 2018 ha esordito in una cornice abbastanza inconsueta ma certamente non fuoriluogo rispetto al prestigio del marchio: la Borsa di New York. Infatti alle 22 del 27 giugno l'amministratore delegato di Maserati e Alfa Romeo, Reid Bigland, ha suonato la campanella di chiusura delle contrattazioni a Wall Street (si tratta semplicemente di un momento simbolico, poiché oggi tutto è gestito elettronicamente. La tradizione vuole che ogni giorno la campanella venga suonata da un personaggio di rilievo). La Maserati Granturismo è la coupé del Tridente, la vettura sportiva per eccellenza, ancora più sportiva delle altre. A New York sono state esposte la Maserati Granturismo MC (Maserati Corse) e alcune versioni speciali degli altri modelli: una Quattroporte GTS GranLusso con gli interni in seta Ermenegildo Zegna, una Levante con carrozzeria bianca e interni neri e rossi, una Ghibli Nerissimo Edition, poi un'auto d'epoca speciale: la Maserati Tipo 151 che partecipò alla 24 ore di Le Mans del 1962. La Granturismo, modello uscito nel 2007, avrebbe dovuto già chiudere la sua carriera, però le vendite interessanti (ben 37.000 esemplari, compresa la versione scoperta GranCabrio, ottimo per un modello il cui prezzo parte da 127.000 euro) hanno suggerito un suo allungamento, così ora è arrivato anche questo facelift.

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LE NOVITÀ DELLA MASERATI GT 2018 La Maserati Granturismo 2018 mostra alcuni aggiornamenti estetici e anche qualcosa più di sostanza. Il design originale di Pininfarina è stato ritoccato dal centro stile Maserati di Torino, senza alterarne i tratti fondamentali. Troviamo una nuova calandra esagonale ad effetto tridimensionale ispirata al concept Alfieri. Le prese d'aria sono più in basso, il paraurti anteriore è stato ridisegnato; tutto ciò contribuisce anche a migliorare la penetrazione aerodinamica (il Cx è passato da 0,33 a 0,32). Ritoccato anche il paraurti posteriore. Per quanto riguarda gli interni, i quattro posti sono configurati con sedili singoli a poggiatesta integrato, rivestiti in pelle Poltrona Frau (disponibili anche in Alcantara e altro tipo di pelle). Rinnovati multimedia e comunicazione, l'impianto audio è di Harman Kardon. Il cuore della Maserati Granturismo, oggi prodotta nelle versioni Sport ed MC, è sempre il favoloso motore V8 4.7 aspirato progettato dalla Ferrari. 460 cavalli di pura passione, raggiunti alla soglia rarefatta di 7.000 giri. Il cambio è l'automatico ZF a sei rapporti. Qualche miglioramento nelle prestazioni: la Sport accelera da 0 a 100 Km/h in 4,8 secondi e raggiunge una velocità massima di 299 Km/h; la MC, più leggera, segna 4,7 secondi e 301 Km/h.


AUTO PREMIUM

PORSCHE 911 GT3 NESSUN COMPROMESSO

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orsche. Una delle poche case automobilistiche che dalla nascita mantengono una stessa integrità e filosofia. Ogni volta che la casa di Stoccarda presenta un nuovo modello è amore a prima vista. L’esasperazione della tecnica, della precisione chirurgica tedesca, ma con un cuore tanto. Quando al Salone di Ginevra è stata presentata la nuova versione della 911 GT3 nulla di nuovo, ci siamo innamorati. Ed è la stessa Porsche che sembra innamorata degli acquirenti/appassionati del marchio. Il nuovo motore, direttamente derivato dalla GT3 cup, in un periodo in cui le cilindrate si abbassano e i cambi manuali scompaiono, segue la direzione opposta. La potenza da 475 si sposta a 500Cv secchi, e la cilindrata da 3.8 a 4.0. È il “classico” 6 cilindri boxer, che tutto al posteriore porta la GT3 a 100 Km/h in 3,4 secondi. Sarà inoltre disponibile con cambio manuale, appunto. Una semplice leva porta porscheisti in giacca e cravatta in fibrillazione al solo sentire nominare un’opzione del genere. Un motore direttamente derivato da una macchina da corsa, con tecnologie da macchina da corsa (e voce da macchina da corsa), con 3 pedali, robe di un altro pianeta. E non è solo motore e cambio che si aggiornano, la 911 GT3 ha infatti una assetto rivisto in molti dettagli (25mm più bassa da terra rispetto alla Carrera S) ed è prevista l’adozione di serie dell’asse posteriore sterzante. È inoltre dotata di supporti motore attivi, differenziale autobloccante e cerchi in lega fucinati da 20″ con canale da 9 e 12 pollici. Non secondario anche il nuovo studio riguardo all’ areodinamica: è nuova l’ala posteriore in fibra di carbonio e i nuovi percorsi di flusso nei paraurti. Il sottoscocca è interamente carenato permettendo, non solo un flusso pulito al di sotto della carrozzeria, ma indirizzando l’aria 15

verso il diffusore posteriore che integra anche il doppio terminale di scarico centrale. Ma ritorniamo al motore, e più precisamente ai giri ai quali può arrivare, ai già incredibili 8.500 della scorsa GT3, se ne aggiungono 500. Ed è qua che ci vorrebbe un minuto di silenzio. Silenzio che può essere interrotto solo dal boato di un 6 cilindri 4.0 che arriva a 9.000 giri. Gli interni sono sempre egregiamente assemblati e con l’uso a profusione di materiali quali l’alluminio, la fibra di carbonio e l’alcantara. Il volante è lo stesso montato sulla 918 Spyder, semplice, sottile, elegante ma sportivo. Sono tre invece le diverse varianti per i sedili: sportivi ma lussuosi i ‘Plus’ con 18 regolazioni elettriche, a guscio con schienale reclinabile manuale a guscio fisso con struttura in fibra di carbonio. Non abbiamo nascosto l'entusiasmo, ma siamo meno entusiasti (e malauguratamente consapevoli) del prezzo. La 911 GT3 sarà disponibile in Italia da giugno a partire da 157.580 euro. A parte gli scherzi, pensiamo che questa 911 GT3 valga ogni centesimo speso, se potete compratela e scatenate i vostri 9.000 giri e i 500 cavallini in forma smagliante sotto il cofano posteriore. Emanuele d'Argenzio Cilindrata cm3: Potenza massima: Coppia max: Trazione: Dimensioni: Velocità massima: Accelerazione: Prezzo:

3.996 368 kW (500 CV) a 8.250 giri/min 460 Nm a 6.000 giri/min Posteriore 4.562/1.852/1271 mm 320 km/h 0 - 100 km/h: 3,4 s da 157.580,01 euro IVA inclusa


VITALPINA HOTELS ALTO ADIGE/SÜDTIROL

LA VACANZA PER GLI SPORTIVI

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a vacanza dedicata all’escursionista e allo sportivo, che ama svolgere attività fisica a contatto con la natura, attento all’alimentazione, e che non disdegna un relax a base di ingredienti naturali. È questa la filosofia dei Vitalpina Hotels Alto Adige/Südtirol, 33 strutture a conduzione familiare distribuite nel territorio altoatesino dove il mondo dell’escursionismo è al primo posto. Dall’Ortles alle Dolomiti, i Vitalpina Hotels sono i professionisti della vacanza naturale all’insegna delle escursioni in Alto Adige, ma non solo: qualsiasi sia il periodo dell’anno, i Vitalpina Hotels propongono un’ampia scelta di attività fisiche. Attività cui sono affiancati una offerta gastronomica curata e varia e trattamenti a base di prodotti naturali locali. L’obiettivo? La ricerca del giusto equilibrio tra movimento, nutrizione e benessere. Mens sana in corpore sano, dicevano i latini, e il consorzio dei Vitalpina Hotels ha messo a punto una serie di criteri che garantiscono la qualità dei suoi servizi. Dalle attività fisiche (il cui programma sarà illustrato settimanalmente), a un menù quotidiano che rispetta la stagionalità e la provenienza regionale dei prodotti, fino a un servizio benessere che mette al primo posto la naturalità dei propri prodotti, i Vitalpina Hotels si distinguono la cura e l’attenzione riservata ai loro ospiti. Una filosofia condivisa che garantisce qualità in tutti e 33 gli hotel. VITALPINA HOTELS ALTO ADIGE/SÜDTIROL Tel. +39 0471 999 980 www.vitalpina.info

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WELLNESS HOTEL SCHGAGULER ****

WEEKEND PREMIUM

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otel Schgaguler, si trova nel centro di Castelrotto, ai piedi dello Sciliar accanto all’Alpe di Siusi nel cuore delle Dolomiti. Realizzata interamente in legno, pietra e vetro, l’Hotel porta da tre generazioni il nome della famiglia che lo ha fondato e tuttora lo gestisce. Il benessere di “corpo e anima“ é il filo rosso che ha ispirato tutto il lavoro tra committente, architetto e designer; il filo conduttore che si ritrova all’interno di tutti gli ambienti. Materiali e prodotti pregiati in armonia con l’ambiente sono alla base del progetto delle 36 suite come delle parti comuni, la reception, il ristorante e i 1400 mq di centro wellness, uno dei più moderni e spettacolari dell’Alto Adige. L’hotel dispone anche di un ristorante aperto al pubblico, il Rubin, con cucina tradizionale e menu benessere. Anche per le ricche colazioni a buffet è previsto un angolo “light” per gli sportivi e gli amanti della forma fisica. Particolare la collezione di vini Alto Atesini e Internazionali “esposta” accanto al Bar Lounge, nella Vinotheka. Come ogni hotel che aderisce al programma Vitalpina, la struttura propone ogni giorno ai suoi ospiti escursioni guidate del proprietario stesso Gottfried Schgaguler, adatte a ogni età e attività salutari, alla scoperta del territorio e dei suoi prodotti tipici. Fra le passeggiate più suggestive in ogni stagione c’è la visita alla piccola azienda agricola “Pflegerhof ”. WELLNESS HOTEL SCHGAGULER **** Via Dolomiti 2, 39040 Castelrotto (BZ) Tel. 0471 71 21 00 - www.schgaguler.com

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DA SAN GIULIO

DIECI BORGHI

Civita 18 di Bagnoregio (VT), borgo candidato Unesco


A PIAZZA ARMERINA

DA SCOPRIRE

di Giuseppe Ortolano

Dieci splendidi borghi. Mete per un piacevole weekend estivo dove perdersi tra storia, buona cucina, natura e antiche pietre. Nell’anno dedicato ai Borghi d’Italia andiamo a scoprire dieci tra i più incantevoli angoli del Bel Paese. Si parte dal lago d’Orta e si passa dalle antiche case dei pescatori sul lago d’Iseo, dove il tempo pare essersi fermato. Ci sono poi il borgo che ha ispirato Lord Byron, quello che profuma di olio di oliva e il borgo toscano delle cento torri e del buon vino. Nel Lazio incontriamo il paese che muore e il borgo delle tre spettacolari ville, Patrimonio dell’Umanità. Il sud ci regala una Costiera ammirata e sognata in tutto il mondo; un misterioso castello e uno splendido borgo siciliano dove il barocco incontra gli antichi mosaici romani. Dieci irresistibili motivi per mettersi in auto e partire, per regalarsi emozioni, sogni, panorami, sapori e odori, per scoprire l’anima di dieci tra i borghi più belli d’Italia. Almeno per noi di Weekend Premium. 19


ISOLA DI SAN GIULIO

SAN GIULIO, L’ISOLA DEI DRAGHI (NOVARA) A luglio Orta Festival, con concerti di musica classica nelle chiese del lago

La leggenda vuole che questa minuscola isola del lago d’Orta fosse abitata da draghi e serpenti velenosi, scacciati nel 390 d.C. da San Giulio. Per visitarla si prende l’Autostrada A26 sino al casello di Arona, per poi proseguire in direzione di Borgomanero. Parcheggiata l’auto ad Orta si raggiunge l’isola, distante circa 400 metri, in pochissimi minuti di navigazione. Un piccolo borgo incantato che affascinò lo scrittore francese Honoré de Balzac che la definì «un’isola ben situata sull’acque calmissime, civettuola e semplice » in un delizioso piccolo lago ai piedi del Monte Rosa. Si visita rigorosamente a piedi percorrendo la suggestiva “via del silenzio e della meditazione” che l’attraversa toccando la basilica romanica, l’ottocentesco palazzo dei Vescovi, l’antico seminario e l’abbazia benedettina Mater Ecclesiae, ancora abitata da suore di clausura dedite al restauro di antichi e di preziosi tessuti e arazzi, alla confezione delle ostie e alla preparazione del pane di San Giulio, con uvetta, noci e scorza d’arancia. www.comune.ortasangiulio.no.it

OSPITALITÀ

L’Albergo-ristorante San Rocco si affaccia direttamente sulle acque del lago d’Orta, in un contesto naturale delimitato dalle mura di un antico monastero. Nella bella stagione si cena in una deliziosa terrazza panoramica. www.hotelsanrocco.it

MANGIARE

L’azienda agrituristica Il Cucchiaio di Legno mette in tavola piatti in gran parte preparati con le verdure dell’orto vista lago. Da abbinare ai vini piemontesi. www.ilcucchiaiodilegno.com

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MONTE ISOLA

BORGHI MEDIEVALI DI MONTE ISOLA (BRESCIA) Il primo luglio Monte Isola celebra la notte bianca, tante le attività in una magica atmosfera estiva.

Lasciate l’autostrada A4 a Ospitaletto e proseguite in direzione del lago d’Iseo, fino a raggiungere Sulzano o Sale Marasino. Posteggiate l’auto e imbarcatevi sul battello che in pochi minuti vi porta sull’isola lacustre più grande d’Europa. Una meta da non perdere. Qui si visitano l’antico borgo di pescatori di Peschiera Maraglio, dominato dalla mole del Castello Oldofredi, dove, nei cortili delle case in pietra e sul lungolago, ancora si secca il pesce al sole e si riparano le reti; gli antichi cantieri navali, attivi sin dagli inizi del Seicento, e il borgo di Sensole, frequentato da artisti, pittori e poeti che apprezzano il clima mite. Ma forse il luogo più suggestivo è il bianco santuario della Madonna della Ceriola che si trova su uno spuntone di roccia grigia nel punto più alto dell’isola, a 600 metri: un angolo di religioso silenzio, pieno di ex-voto, sorto agli inizi del cristianesimo al posto di un tempietto dedicato alle divinità pagane delle selve. www.visitmonteisola.it

OSPITALITÀ

Non perdetevi la cucina dell’albergo-ristorante La Foresta a Peschiera Maraglio, proprio in riva a quel lago dove i gestori pescano i pesci che vi saranno serviti a tavola. Si alloggia in 10 camere dotate di servizi privati, balcone o solarium, affacciate sull’acqua. www.forestamontisola.it

MANGIARE

La Locanda del Lago, nella frazione di Carzano, accoglie gli ospiti in una luminosa veranda dove degustare i prodotti del lago. I gestori sono pescatori dal 1948. www.locandaallago.it

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PORTO VENERE

L’AMORE DI BYRON: PORTO VENERE (LA SPEZIA)

La prima domenica di agosto si svolge il Palio del Golfo, una gara remiera su gozzi artigianali locali. Questa volta vi proponiamo un angolo di Liguria, Patrimonio Unesco, amato da Lord Byron. Per raggiungere Porto Venere prendete l’autostrada A12 fino al casello di Santo Stefano Magra e proseguite sino a questo borgo dalle alte case colorate affacciate sul mare. Uno stretto carruggio passa dietro alle case, partendo da una porta in stile romanico e raggiungendo il promontorio roccioso sul quale sorge la suggestiva chiesetta Duecentesca di San Pietro. E proprio ai piedi del promontorio si trova la grotta di Byron, così chiamata perché qui si dice che il poeta inglese si ritirasse per scrivere i suoi versi. Sulla collina che domina il borgo sorge invece l’imponente castello Doria, eretto dai genovesi nel Trecento su antiche fortificazioni bizantine. Dagli spalti si ammira la vicinissima isola della Palmaria, raggiungibile attraversando il tratto di mare conosciuto come Le Bocche. Generalmente si sbarca al Terrizzo e si percorre il sentiero principale che permette di ammirare la Batteria Fortificata Umberto I, l’ampia insenatura del Pozzale con le cave di marmo nero, la Batteria del Semaforo e l’imponente forte Cavour o Palmaria, progettato da Napoleone. www.prolocoportovenere.it OSPITALITÀ

La Locanda Lorena, sull’isola di Palmaria, è l’indirizzo giusto per un memorabile weekend a Porto Venere. Il ristorante propone piatti di mare usando prodotti della pesca locale mentre le semplici camere vista mare sono arredate rispettando l’ambiente e l’atmosfera circostante. Un’oasi di tranquillità da non perdere. www.locandalorena.com

MANGIARE

Una vera osteria nella Liguria più turistica. È l’Antica Osteria del Carugio dove dal 1890 servono piatti tipici della cucina povera dei pescatori liguri, in un ambiente informale. Buono il vino bianco della casa. www.anticaosteriadelcarugio.com

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BRISIGHELLA

L’OLIO DI BRISIGHELLA (RAVENNA)

7 luglio-15 agosto “Brisighella Sogno d’Estate”, per evadere dalla monotonia della quotidianità. Brisighella è uno dei Borghi più Belli d’Italia, circondato da dolci colline dove si coltiva l’olivo. Facilmente raggiungibile uscendo al casello di Faenza della A14 incanta il visitatore con il suo centro storico dominato dalla bella Rocca Manfrediana. Non dovete assolutamente perdervi l’insolita Via del Borgo o degli Asini, una strada sopraelevata e coperta di origine medievale che riceve luce da mezzi archi tutti diversi fra loro e collega case addossate alla scarpata della Rocca. Il borgo è circondato da novantamila olivi dai quali si produce un pregiato olio extravergine, come illustrato dal locale Museo dell’Olio e da un percorso all’aperto che si snoda in sette tappe tra i “casotti” (piccoli fabbricati adibiti a servizio del coltivatore), fino ad arrivare al Frantoio sociale presso la Cooperativa agricola brisighellese. Poco fuori il centro abitato si incontrano la Pieve del Tho, le cui origini risalgono a Galla Placidia, figlia di Teodosio, che l’avrebbe fatta erigere con i resti di un tempio dedicato a Giove Ammone, e l’area naturale del Parco del Carnè, che rappresenta uno degli ambienti più belli della Vena del Gesso Romagnola. www.brisighella.org

OSPITALITÀ

Corte dei Mori è un accogliente agriturismo, con tanto di piscina, tra le verdi colline che circondano Brisighella. Si alloggia in camere arredate in stile rustico e si provano i piatti della cucina tradizionale romagnola, con prodotti in gran parte a Km zero.

MANGIARE

Eccola una vera trattoria di montagna, immersa nel verde dell’Appennino. Da Croce Daniele si mangiano piatti della cucina romagnolo, in un ambiente anni Cinquanta, senza concessioni alle mode. Tel. 0546-87019

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SAN GIMIGNANO

LE TORRI DI SAN GIMIGNANO (SIENA)

Nel terzo weekend di giugno, i Cavalieri di Santa Fina rievocano le tradizionali “Ferie Messium”. Borgo Patrimonio Mondiale dell’Unesco, San Gimignano vi incanterà con le sue torri che si ergono nel bel centro storico edificato su una piccola altura che domina la Val d’Elsa. Passeggiando tra i vicoli del borgo medievale si ammirano l’elegante Duomo, consacrato nel 1148; il trecentesco Palazzo Comunale, sede del Museo Civico, ricco di dipinti e affreschi della scuola fiorentina e senese; Piazza della Cisterna, antica sede di botteghe e taverne; il palazzo Chigi-Useppi ed il vecchio Palazzo del Podestà con la torre detta Rognosa che, fino a tutto il Trecento, fu usata come prigione. Salendo sull’unica torretta della Rocca di Montestaffoli rimasta agibile si gode una vista straordinaria sulle torri del centro della città e un magnifico panorama a 360° della Val d’Elsa. Il complesso dell’ex Conservatorio di Santa Chiara ospita il Museo Archeologico, la Spezieria dello Spedale di Santa Fina e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”. San Gimignano è famosa anche per la Vernaccia, vino bianco pregiato già citato da Dante nella Divina Commedia, e per lo zafferano. www.sangimignano.com

OSPITALITÀ

Per vivere pienamente il centro storico di San Gimignano potete alloggiare nel caratteristico Hotel La Cisterna, situato nella piazza omonima. Belle le camere in stile, ottima la cucina servita dal Ristorante Le Terrazze, con la possibilità di mangiare all’aperto. www.hotelcisterna.it

MANGIARE

A pochi passi da Piazza Cisterna la cucina del territorio firmata Osteria del Carcere. All’ingresso vi accolgono salumi e formaggi di qualità, selezioni dall’oste. Tel. 0577-941905

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CIVITA DI BAGNOREGIO

CIVITA, “LA CITTÀ CHE MUORE” (VITERBO)

Dove il Museo Geologico e delle Frane spiega la lotta di Civita per la propria sopravvivenza. Uno dei Borghi più Belli d’Italia corre il rischio di scomparire. Civita di Bagnoregio è infatti conosciuta come “La città che muore” perché arroccata su una rupe di tufo che si sta lentamente sgretolando. Per visitarla bisogna percorrere la A1 fino al casello di Orvieto e da lì prendere la strada per Bagnoregio proseguendo fino alla frazione di Civita, dove si lascia l’auto al parcheggio ai piedi del borgo medievale. Entrerete percorrendo il ponte che conduce a Porta Santa Maria, sulla quale vigila una coppia di leoni che artigliano due teste umane, simbolo dei tiranni sconfitti dai cittadini bagnoresi. Passeggiando tra viuzze e piazzette sulle quali si affacciano le case medievali si ammirano la cattedrale romanica, che conserva un crocifisso in legno e un affresco della scuola del Perugino, alcuni palazzi rinascimentali e vecchi frantoi. Proseguite quindi fino all’orlo della rupe che sgretolandosi circonda l’abitato creando bizzarre sculture. Capirete così perché Civita è chiamata la città che muore. www.infoviterbo.it

OSPITALITÀ

Come sfuggire alla tentazione di passare una notte nelle antiche case di Civita. Corte della Maestà vi offre questa opportunità, accogliendo gli ospiti in un palazzo signorile e invitandoli a degustare i prodotti e i vini tipici locali nella Cantina del Vescovo. www.cortedellamaesta.com

MANGIARE

L’Arco del Gusto è un piacevole locali in Civita dove degustare panini e focacce farciti con salumi e formaggi locali, birre artigianali Made in Tuscia, una selezione di vini del territorio e altre sfiziosità tipiche. Tel. 076-792524

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TIVOLI

TIVOLI E LE SUE VILLE (ROMA)

Tra giugno e luglio Villa Adriana ospita FestiVal, una fra le più importanti rassegne internazionali. Prendendo l’autostrada A24 Roma - L’Aquila e uscendo a Tivoli si arriva a questo borgo che, grazie a tre spettacolari ville, è Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco. La prima è Villa Adriana, l’antica residenza dell’imperatore che testimonia la magnificenza dell’Impero romano. La seconda è la rinascimentale Villa d’Este, costruita dal cardinale Ippolito d’Este, figlio di Lucrezia Borgia, e famosa per le centinaia di specie botaniche rare e per le centocinquanta piante secolari del giardino, che vanta ben cinquanta fontane, duecentocinquanta zampilli, duecentoventicinque cascate e cento vasche, tutte alimentate con le acque dell’Aniene. L’ultima è Villa Gregoriana, con il suo splendido parco in posizione panoramica ai piedi della romana acropoli di Tivoli. La villa deve il suo aspetto attuale a papa Gregorio XVI che deviò il corso del fiume Aniene per impedire le inondazioni. Oggi, dal suggestivo terrazzino chiamato ferro di cavallo, potrete godere dello spettacolo di una stupenda cascata. www.visittivoli.eu

OSPITALITÀ

Cosa c’è di meglio di un agriturismo vicino alla tre spettacolari ville, dove alloggiare in accogliente camere e provare la cucina del contadino, basata esclusivamente sulla preparazione di piatti biologici. www.agriturismocollepaciocco.com

MANGIARE

Circondata da verdi colline, l’Osteria La Briciola, propone menu di terra o mare a prezzi più che onesti, in un ambiente rilassante e piacevole. Ottima la cantina. www.osterialabriciola.it

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AMALFI

AMALFI, IL CUORE DELLA COSTIERA (SALERNO)

In estate si raccoglie lo “sfusato amalfitano”, celebre varietà di limone IGP unica nel suo genere. La strada migliore per arrivare ad Amalfi e godersi gli splendidi panorami della Costiera Amalfitana è uscire al casello di Vietri sul Mare dell’autostrada A3, per poi seguire la SS 163. Dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità insieme alla Costiera Amalfitana, il borgo di Amalfi si riconosce per l’inconfondibile profilo del Duomo costruito nel IX secolo, agli inizi del periodo d’oro della Repubblica Marinara, poi più volte rimaneggiato. Splendida la facciata ricoperta da un colorato mosaico così come il campanile romanico, terminato nel 1276 e completamente rivestito di maioliche. Una breve passeggiata conduce agli Antichi Arsenali della Repubblica Amalfitana, unico esempio di cantiere nautico meridionale dove si conserva il galeone storico di Amalfi. Chi ha ancora voglia di camminare può poi proseguire nell’incantevole Valle dei Mulini che porta alle vecchie cartiere, alcune delle quali ancora in funzione, dove si produce la celebre carta di Amalfi. www.amalfitouristoffice.it

OSPITALITÀ

Un incantevole albergo tra le scogliere a picco sul mare, dalle cui camere godere di una vista da sogno sulla Costiera. Per mangiare c’è solo l’imbarazzo della scelta tra i diversi e suggestivi ristoranti in stile arabo, ma dalla cucina rigorosamente amalfitana. www.saraceno.it

MANGIARE

Marina Grande è un ottimo ristorante nato da uno stabilimento balneare che, con il passare degli anni, si è trasformato in un romantico locale affacciato sul mare di Amalfi. www.ristorantemarinagrande.it

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CASTEL DEL MONTE

I MISTERI DEI CASTEL DEL MONTE (BAT)

In estate aperture serali del castello, Patrimonio Unesco che racchiude diversi elementi culturali. Non è un borgo ma un misterioso maniero situato nella provincia tripartita di Barletta-Andria-Trani (BAT) raggiungibile uscendo al casello Andria-Barletta dell’autostrada A14. Tante le ipotesi sul senso di Castel del Monte, splendido castello costruito in cima a una collina, in un luogo isolato dove non c’è nulla da difendere. Ma sino ad oggi nessuna risposta certa. Una delle ultime ardite ipotesi vuole che la fortezza fatta costruire da Federico II, oggi Patrimonio Unesco, sia stata edificata come antico centro benessere per la rigenerazione dello spirito e la cura del corpo, sul modello degli hammam arabi. Mai abitato da Federico II, il castello a pianta ottagonale si trova proprio a metà strada tra la cattedrale gotica di Notre-Dame de Chartres, uno degli edifici religiosi più importanti del mondo, e la piramide di Cheope. Circondato da otto torri ottagonali, con otto sale al piano inferiore, otto a quello superiore e un cortile interno ottagonale, il suo disegno è strettamente legato al numero aureo 1,618, che assolveva una funzione sacra o misterica. Per raggiungere il castello bisogna lasciare l’auto nei parcheggi sottostanti e salire con le navette. www.casteldelmonte.beniculturali.it OSPITALITÀ

Dormire in una masseria settecentesca a pochi chilometri dal castello di Federico II, oggi trasformata in un agriturismo, in parte biologico. Dove assaggiare le interessanti proposte gastronomiche del ristorante, ispirate alla produzione aziendale. L’indirizzo giusto: Azienda Agrituristica Sei Carri Contrada Finizio. www.agriturismoseicarri.com

MANGIARE

Nella vicina Andria il semplice Ristorante Il Picchio per provare la cucina tradizionale pugliese, che mette in tavola buoni piatti anche a base di pesce. Tel. 0883-556176

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PIAZZA ARMERINA

I MOSAICI DI PIAZZA ARMERINA (ENNA)

A metà agosto la città ospita il Palio dei Normanni che ricorda la liberazione dal giogo dei saraceni. Conosciuta in tutto il mondo per gli splendidi mosaici della villa romana imperiale del Casale, Piazza Armerina vanta anche un bel centro storico barocco con l’imponente cattedrale circondata da altre chiese e palazzi rinascimentali e barocchi, oggi trasformati in musei archeologici e spazi espositivi. Patrimonio dell’Umanità Unesco, grazie ai mosaici romani, il borgo si raggiunge percorrendo l’autostrada A19 fino allo svincolo di Enna, per poi proseguire per la SS 117 bis in direzione Gela. Una piacevole passeggiata conduce al trecentesco Castello Aragonese, anticamente adibito anche a carcere. Per ammirare i 3500 metri quadrati di pavimenti con mosaici famosi in tutto il mondo bisogna uscire dal centro storico e raggiungere la contrada Casale. I mosaici della villa sono rappresentazioni di scene epiche e mitologiche, anche se non mancano raffigurazioni di vita quotidiana e domestica e riproduzioni fedeli di animali e piante. Un vero e proprio spettacolo che vi ripagherà della fatica del viaggio. www.piazzaarmerina.org

OSPITALITÀ

A pochi chilometri da Piazza Armerina si alloggia nell’agriturismo il Drago, un antico baglio ottocentesco circondato da 200 ettari coltivati. Si dorme nella quiete della natura e si degustano le specialità della cucina siciliana. www.agriturismodrago.com

MANGIARE

A pochi passi dai mosaici romani la buona cucina siciliana, condita con una piacevole musica di sottofondo. Da provare i bocconi del gusto di Al Fogher, piccoli omaggi per palati curiosi. www.alfogher.sicilia.restaurant

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NOVITÀ WEEKEND CAR

CITROËN C3 AIRCROSS

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n nuovo SUV si affaccia sul mercato e si chiama Citroën C3 Aircross, perfetta per weekend fuori porta senza pensieri ma anche pratica per l'uso quotidiano. E decisamente molto, molto vivace. Vedendola da vicino si resta catturati dal suo aspetto fuori dagli schemi. Entrandoci colpisce per il suo spazio, nonostante le sue dimensioni compatte, oltre che per la sua allegria degli interni. L'appuntamento con i concessionari sarà per l'inizio dell'autunno. La nuova Citroën C3 Aircross è piccola esternamente, data la sua stretta parentela con la C3 berlina. Parlano le sue dimensioni: lunghezza di 4,15 metri, larghezza 1,76 metri, altezza 1,64 metri. L'assetto è rialzato di 20 mm rispetto alla C3 berlina. Però il suo spazio interno è molto ampio, anche dietro le gambe non soffrono e l'altezza è sufficiente. Il bagagliaio poi è sorprendente, si riesce a caricare di tutto: i sedili posteriori sono reclinabili, abbattibili e individualmente frazionabili; si ha un piano di carico piatto e dalla soglia bassa. Inoltre anche il sedile passeggero anteriore è abbattibile, si riesce così ad avere una lunghezza di carico di 2,4 metri. Le altre misure lasciano impressionati: il volume del bagagliaio va da 410 a 1.289 litri. Non è da oggi che le Citroën colpiscono per il loro design. Così anche la nuova C3 Aircross non passa inosservata. Il cofano alto appare ancora più sopraelevato della berlina, le protezioni per carrozzeria e sottoscocca sono vistose. Con paraurti così grossi la vocazione all'offroad è palese. Anche i fari sono mol31

to caratteristici e accattivanti. Il tocco nuovo è dato dai particolari finestrini del terzo montante. Sono infatti rivestiti da una speciale pellicola che offre un aspetto da veneziana, mentre contemporaneamente impedisce di guardare dentro e non pregiudica la visibilità per conducente e passeggeri. Il tetto panoramico è molto ampio. Gli interni sono allegri e razionali, i comandi sono al posto giusto e di facile accesso. Le personalizzazioni dei colori sono numerose: 85 combinazioni per la carrozzeria e 5 ambientazioni diverse per gli interni. La Citroën C3 Aircross sa cavarsela anche in fuoristrada, nonostante la trazione anteriore. Infatti il sistema elettronico Grip Control, abbinato a pneumatici M+S da 16 o 17 pollici, permette di avere aderenza anche in condizioni di fondo molto viscido: ci sono modalità sabbia, fuoristrada e neve, oltre alla normale. Unitamente al Grip Control c'è la funzione di assistenza alla discesa, per le pendenze molto ripide su fondo sdrucciolevole. Ci sono poi 12 funzioni di assistenza alla guida fra queste il Park Assist, la frenata automatica c'emergenza, l'avviso di invasione corsia, il monitoraggio dell'angolo cieco e il riconoscimento dei limiti di velocità. Sul fronte connettività troviamo la ricarica wireless per smartphone, il Mirror Screen per Android Auto ed Apple CarPlay, navigatore con servizi TomTom e chiamata automatica di emergenza. Motori a benzina turbo Puretech da 82, 110 e 130 cavalli, oltre ai diesel BlueHDi da 100 e 120 cavalli. C'è anche l'ottimo cambio automatico EAT6.


NOVITÀ WEEKEND CAR

RANGE ROVER VELAR

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elar era il nome dei primi prototipi Range Rover, e in qualche modo la Velar è un ritorno del marchio a un nuovo inizio, che può sembrare ossimorico. La Velar viene spogliata e ricostruita con al centro del progetto design, tecnologia e sostanza. La qualità è maniacale, il progetto è una garanzia, perché sfrutta al massimo potenziale tutto il meglio dei giorni nostri. Il fatto che gli stilemi Range Rover siano ripresi rende in qualche modo ancora più futuristico il progetto, che trasporta il marchio direttamente nel futuro. Le proporzioni sono interessanti, è innegabile il fatto che sia un SUV di grandi dimensioni, ma la pulizia delle forme lo rende filante equilibrato. I fari, a LED naturalmente, sembrano disegnati sulla carrozzeria, e restano visibili anche dalla fiancata. È una massiccia scultura su ruote, che avrà sicuramente un impatto interessante su strada. Chiaramente colpiscono le maniglie delle portiere a scomparsa, parte dell’estrema pulizia estetica che non tralascia neanche gli interni. I rivestimenti e le finiture sono di estrema qualità, con l’adozione di un nuovo materiale con a base il cotone, che si sposa perfettamente con il lusso classico di pelle e legno. La plancia è super tecnologica, avanti alle concorrenti per quanto riguarda forma e dotazioni. I sistemi a bordo vengono infatti controllati da due schermi di 10 pollici. Il superiore controlla la navigazione e le funzioni multimediali, in una posizione canonica rispetto ai sistemi di oggi, ma naturalmente con una possibilità inedita: è possibile infatti ruotarlo fino a 30 gradi per evitare riflessi e avere una visione ottimale intatte le condizioni. Mentre quello inferiore controlla il clima e il sofisticato sistema di controllo di trazione per i fondi a bassa aderenza. Questo sistema è stato battezzato da Range Rover “Touch Pro 33

Duo”, che integra anche diverse funzioni controllabili direttamente dall’app sullo smartphone, dalla navigazione connessa al controllo del carburante, alle coordinate del parcheggio. Per quanto riguarda la guida e la struttura, la Velar vanta una scocca in alluminio (condivisa con le ultime Jaguar) e motori che passano dal 4 cilindri diesel di 180 CV fino al V6 benzina da 380 CV. Il cambio è esclusivamente automatico a 8 rapporti.È inutile citare le capacità off-road della Velar, che con i suoi 4 metri 80 può superare tutti gli ostacoli immaginabili. È sicuramente un prodotto che però verrà utilizzato principalmente in città, e che in città si farà sicuramente notare. Questo per le sue forme e una volta parlato con il proprietario, anche per il suo prezzo, che si aggira intorno ai 100 mila euro" e sostituire con "che parte da 58.800 euro e arriva fino ai 111.700 della First Edition.  Emanuele d'Argenzio Cilindrata cm3: Potenza massima kW (CV)/giri: Coppia massima Nm / giri/min: Emissioni CO2 g/Km: Trazione: Velocità massima Km/h: Accelerazione 0-100 Km/h (s): Consumo medio Km/l: Lunghezza/Larghezza/Altezza (cm) Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg) Prezzo (Euro)

19.979 177 / 240 / 4.000 500 / 1.500 154 Integrale 217 7,3 17,2 480,3 / 214,5 / 166,5 287,4 1841 63.100


NOVITÀ WEEKEND CAR

IL SALENTO BRILLA DI ROSSO MAZDA

CX-5 accanto alla porta di Acaya. Sotto insieme alla mitica MX-5

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MAZDA CX-5

LA MAZDA È DA SOLI 17 ANNI QUI IN ITALIA, DICIAMO CHE NON È ANCORA MAGGIORENNE E QUINDI GLI ITALIANI HANNO ANCORA POCA FAMILIARITÀ CON QUESTO MARCHIO CHE INVECE INCARNA E RAPPRESENTA AL MASSIMO LA QUALITÀ GIAPPONESE, CUI UNISCE ANCHE UN DESIGN DI CLASSE, DA MARCHIO PREMIUM. ALLORA PER CONOSCERCI E FARLA CONOSCERE DI PIÙ IN ITALIA COSA DI MEGLIO CHE PARTIRE INSIEME PER UN WEEKEND NELLA PROFONDA PUGLIA, NEL SALENTO? SALIAMO SULLA NUOVA CX-5 E PARTIAMO DA BRINDISI, CITTÀ NON BELLA, PER POI DIRIGERCI VERSO IL BORGO DI ACAYA, UNA FORTEZZA ANCORA INTEGRA CHE VAL LA PENSA DI VISITARE, ACCANTO AD UNA PIAZZA ASSOLATA E INTEGRA NELLA SUA ATMOSFERA DA PROFONDO SUD.

L Ballerina di Pizzica balla per Mazda

Spiaggia fra San Foca e Torre dell’Orso

a nuova Mazda CX-5 2017 è un'ideale compagna per visitare la Puglia e soprattutto le sue città di mare. Esalta pienamente questa idilliaca atmosfera, grazie ai suoi interni di alta qualità, alla sua sofisticata tecnologia e raffinatezza tecnica, nonché al suo design che sa catturare lo sguardo perfino in mezzo ad uno sfondo come quello pugliese. Il tutto accompagnato dalla peculiare tradizione Mazda, progettare un'auto intorno a chi dovrà guidarla. Le novità principali nel design esterno risiedono soprattutto nel sapiente passaggio dei riflessi di luce tra le diverse zone della carrozzeria. Questo effetto è maggiormente accentuato

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Fortezza di Otranto

Botteghe del centro di Otranto

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quando si sceglie una tinta apposita, chiamata Red Crystal, creata per l'occasione. Questo colore esalta meglio le linee dell'auto riflettendo in modo ottimale la luce che la colpisce. Per quanto riguarda gli interni, si notano sedili ridisegnati, volante riprogettato, quadro strumenti più leggibile, bagagliaio più grande e meglio sfruttabile, sono stati riorganizzati i vani per gli attrezzi in modo da ricavare più spazio; apertura e chiusura più agevole grazie al portellone elettrico, prima volta su una Mazda. La tappa successiva è Otranto, ma intanto passiamo da San Foca e da Torre dell’Orso, spiagge stupende dall’acqua che ci ricorda quella della Sardegna, ma ha il vantaggio di essere più calda. Ulivi, ulivi ed ancora ulivi, e quando finalmente arriviamo ad Otranto, la città che è più vicina all’Albania e alla Grecia, restiamo stupiti dal castello , dal mare, dalla vastità della piazza. L’altra sponda è proprio ad un braccio di mare. La piazza fa esplodere il rosso della CX-5, questo suv cui noi daremmo un nome oltre che una sigla che ci pare un po’ fredda, un po’ scostante. Per un’auto che invece merita di essere conosciuta di più, di essere amata di più. Le strade strette di questo borgo di mare, l’allegria dei banchi dei negozi e poi un ristorante che val la pena di visitare e a cui abbiamo rubato una ricetta. O meglio ha acconsentito a darcela pur di non diffonderla in giro... per ora. Ve la sveleremo a breve. Il ristorante “L’ALTRO BAFFO” in via Cenobio Basiliano, 23, è di quelli di grande qualità che riescono a far evolvere la cucina tradizionale in quella attuale, semistellata, ma senza esagerare. Dobbiamo riprendere l'itinerario. Saliamo in


auto, ci rimettiamo al volante. Qualcuno ci guarda, sentiamo strali di invidia. E non a torto: la Mazda CX-5 2017 si guida comodamente. Sa cavarsela anche fuori dall'asfalto, se si sceglie la trazione integrale. Parlando del 2.2 diesel da 150 cavalli, la coppia aiuta moltissimo; il lavoro migliore in 4x4, è svolto dal sistema i-Activ AWD, capace di leggere le variabili del terreno e ripartire la coppia motrice adatta ad ogni ruota. È però la strada ordinaria il suo habitat migliore. I motori si comportano bene quando si vuole adottare una guida rilassata, dove si nota anche il notevole miglioramento nell'insonorizzazione rispetto alla serie precedente. Una grande sicurezza è data dal sistema G-Vectoring Control, che interviene su motore, sospensioni e sterzo per avere la migliore motricità in curva. Fra i sistemi di assistenza alla guida troviamo frenata automatica d'emergenza, monitoraggio angolo cieco e controllo invasione corsia. Sì, abbiamo tutto quello che ci occorre. Si riparte.

MAZDA CX-5 2,2 SKYACTIV-D 4WD Cilindrata cm3 Potenza Coppia massima Peso

2191 150 cavalli a 4.500 giri 380 Nm 1.800-2.500 giri 1.520 Kg

Consumo combinato

18,5 Km/l

Accelerazione

0-100 9,6 secondi

Velocità massima

199 Km/h

Allestimento Evolve, prezzo

33.750 Euro

MAZDA CX-5 2,2L SKYACTIV-D 6MT EXCLUSIVE Cilindrata cm3

2191

Pot. massima kW (Cv) / giri/min

129 / 175 / 4.500

Coppia massima Nm / giri/min

420 / 2.000

Vel. max. (Km/h) / Acc. 0-100 (s) Trasmissione Consumo medio Km/l Lungh./Largh./Alt./Passo (cm) Peso in ordine di marcia (Kg) Prezzo (Euro)

208 / 9

Manuale 6 marce / trazione anteriore 18,5 455,5 / 184 / 167,5 / 270 1595 37 39.850


LE DIECI MERAVIGLIE SEGRETE DELLA PUGLIA

Veduta aerea di Egnazia

Parco archeologico di Egnazia: Concessione del Museo Nazionale Archeologico di Egnazia - Polo Museale della Puglia

DALLA VIA TRAIANA AI RESTI DELL’ANTICA CITTÀ SUL MARE

Museo di Egnazia: Concessione del Museo Nazionale Archeologico di Egnazia - Polo Museale della Puglia

Il parco archeologico di Egnazia (Brindisi)

Il sito archeologico di Egnazia, inserito in un contesto naturalistico-ambientale mozzafiato, si affaccia sul litorale adriatico tra Monopoli e Savelletri, custodendo reperti che vanno dall’età del Bronzo all’epoca medievale. Anche in passato la posizione geografica costituì la fortuna dell’antica Gnathia, citata da Plinio, Strabone, Orazio: grazie alla presenza del porto e della Via Traiana, infatti, fu un attivo centro di traffici e commerci. Il primo insediamento risale all’età del bronzo, seguono poi gli Iàpigi nell’età del Ferro, mentre sono del periodo messapico (VIII secolo a.C.) le poderose mura di difesa (alte 7 metri, lunghe 2 km, delimitano un’area urbana di circa 40 ettari) e le necropoli, con monumentali tombe a camera decorate da raffinati affreschi. Dell’occupazio-

COME ARRIVARE

È possibile raggiungere la Puglia, per chi viene da una regione settentrionale, con l’autostrada A14 Bologna-Taranto e uscire al casello di Bari Nord, per poi prendere la SS16 per Brindisi-Lecce, uscita Fasano-Savelletri, e raggiunge il MUSEO e il Parco archeologico di EGNAZIA da Bari. Chi viene da Brindisi-Lecce, dovrà percorrere la SS379 uscita Fasano-Savelletri. L’ingresso è sulla litoranea Monopoli-Savelletri.

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ne romana, che avvenne a partire dal III secolo a.C., rimangono numerose testimonianze. La città, solo in parte scavata, è attraversata dalla via Traiana, lastricata nel 109 d.C. Alla Basilica civile delle tre Grazie si affiancano il Sacello delle divinità orientali e il Foro, pavimentato a lastroni di tufo, con portici e resti di una tribuna oratoria. Notevoli anche l’Anfiteatro, il Criptoportico, la Fornace e il complesso paleocristiano con Basilica e Battistero. L’Acropoli dominava la città dalla collina che si affaccia sul mare. Nell’area della necropoli messapica sorge poi il Museo Nazionale, con tredici padiglioni allestiti con reperti, per soddisfare i più curiosi. INFO: www.egnaziaonline.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.osteriasavelletri.it

www.donferrante.it

Il Principe del Mare Ristoro - Per un pranzo di pesce fresco accompagnati dal suono delle onde.

Villa Tonia B&B - Tra Fasano e Savelletri, per soggiorni di relax, è una soluzione elegante, dotata di ogni confort, con piscine e a pochi passi dal mare.

Osteria del Porto Savelletri - Coppia appassionata di cucina da 25 anni: i sapori della tradizione pugliese e del mare preparati con amore.

Contrada La Forcatella, 72015 Fasano. Tel. 339 639 6304

Don Ferrante***** - Nel cuore del centro storico di Monopoli sorge, in un complesso antico, il relais con le sue dimore di charme e il ristorante lounge.

www.villatonia.it


di Benedetta Rutigliano

BAGNATA DA DUE MARI, DEFINITA DAL NATIONAL GEOGRAPHIC LA “REGIONE PIÙ BELLA DEL MONDO”, LA PUGLIA NON SMETTE DI STUPIRE PER LA VARIETÀ DI SEGRETI CHE CUSTODISCE: AMATA DA GRECI, ROMANI, BIZANTINI, OLTRE ALLE SUE METE PIÙ NOTE SVELA CATTEDRALI ROMANICHE, VASI GRECI UNICI AL MONDO, ANFITEATRI ROMANI E PARCHI ARCHEOLOGICI, FORTEZZE MEDIEVALI, MA ANCHE I SEGNI DELLE CIVILTÀ RUPESTRI PIÙ ANTICHE, IPOGEI DEDICATI ALLA DEA MADRE E DOLMEN MILLENARI PATRIMONIO UNESCO

Scorcio di Rione Fossi, Accadia

Rione Fossi, Accadia

L’ARCADIA ABBANDONATA NEL BORGO DELLA DEA ECA

Fontana Monumentale © Iceyes

Accadia e il Rione Fossi (Foggia)

Accadia è situata tra i più elevati rilievi dell’Appennino Dauno e le verdi colline del fondovalle, in uno scenario naturale molto suggestivo di rocce e gole naturali. Sorse prima dell’anno Mille sulle rovine dell’antica città dedicata alla dea Eca, Acca Dia, da cui il nome del borgo, ed è un gioiello di urbanistica dalla caratteristica forma a chiocciola. Nella piazza principale si può ammirare la Fontana monumentale, che assomiglia a un tempio neoclassico con frontone e quattro colonne in pietra locale, costruita sotto Ferdinando II nel 1863 per celebrare la realizzazione del locale acquedotto, uno dei più antichi. A breve distanza svetta l’ottocentesca Torre civica dell’Orologio, alta 10 metri e larga 6, con un bassorilievo di marmo bianco che è l’esatta riproduzione di

COME ARRIVARE

È possibile raggiungere la Puglia, per chi viene da una regione settentrionale, con l’autostrada A14 Bologna-Taranto e uscire a Foggia. Accadia è raggiungibile da Foggia mediante la SS655 con uscita Deliceto e proseguendo sulla SP119.

quello in bronzo del Maschio Angioino a Napoli. Per chi non sa resistere al fascino dei borghi abbandonati, Rione Fossi è un luogo davvero unico, esempio di antica civiltà contadina. Originario nucleo del comune di Accadia, fu abbandonato dalla popolazione in seguito a un sisma nel 1930. Rione Fossi conserva le tipiche abitazioni scavate nella roccia, proprio come i più celebri Sassi di Matera. È impossibile frenare la voglia di perdersi e curiosare i vicoli e le case in pietra, le grotte, le abitazioni medievali dal sapore magico. INFO: www.visitmontidauni.it/localita/accadia www.comune.accadia.fg.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Via Mattarella 30, 71021 Accadia, Foggia. Tel. 0881 98162

www.residenzaducale.it

Il Melograno - Il palato rinasce, qui dove la bontà dei sapori pugliesi è riproposta alla perfezione.

Viaborgosettantadue - Una tappa fissa per gustare la pizza al metro più buona dell’area. Via Borgo 72, 71021 Accadia, Foggia. Tel. 345 491 8406

Residenza Ducale - Alcuni sogni si possono realizzare, come dormire tra le mura di un castello a pochi chilometri da Accadia

Sambuo B&B - Per chi ama soggiornare in un’oasi di pace, la può trovare in un’antica masseria pugliese con cappella gentilizia. www.ilsambucoaccadia.altervista.org

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Cripta di S. Vito Vecchio, affreschi © Carlo Centonze

Chiesa rupestre di S. Michele alle Grotte © Carlo Centonze

LA SISTINA DELLA PITTURA RUPESTRE La chiesa rupestre di San Michele alle Grotte e la Cripta di San Vito Vecchio a Gravina in Puglia (Bari)

A 350 metri sul livello del mare, tra il pre-Appennino lucano e la Murgia, sorge la città antica di Gravina, in parte estesa sulle sponde di un crepaccio profondo che ricorda i canyon, scavato nella roccia calcarea dal torrente Gravina. Nello scenario paesaggistico del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, di cui Gravina ospita la sede, questo comune dalla storia antica conserva architetture e testimonianze uniche. Dopo un susseguirsi di anfratti, affacciata alla spaccatura rocciosa, la chiesa rupestre di San Michele alle Grotte è una delle più interessanti dell’area e la prima cattedrale del comune: l’edificio in tufo ha pianta quadrangolare a cinque navate, sorrette da 14 pilastri in pietra naturale. Sulle pareti della chiesa, che ospita numerose opere tra cui una tomba medievale, sono visibili residui di affreschi del XIII secolo come il grande Cristo Pantocratore tra i santi Paolo e Michele, mentre nella grotta attigua, forse un precedente cimitero, teschi e ossa sono leggendariamente atCOME ARRIVARE

È possibile raggiungere la Puglia, per chi viene da una regione settentrionale, con l’autostrada A14 Bologna-Taranto. Si esce poi alla barriera Trani-Corato e si prende la SP238 per arrivare a Gravina. Da Bari invece si imbocca la SS Barese da Bari a Potenza, e ci si ferma a Gravina dopo aver superato Altamura.

tribuiti ai martiri dell’attacco saraceno del 999. Tesoro di rara bellezza, tanto da essere denominata “La Sistina della Pittura Rupestre”, è la cripta di San Vito Vecchio, i cui preziosi affreschi, esposti all’esposizione Universale di Bruxelles nel 1958, poi a Roma, ad Atene e Bari, sono ora custoditi presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi che ne ha ricostruito l’ambiente originario. Il complesso, fra i meglio conservati del patrimonio di pittura a fresco pugliese di età medievale, è dominato dalla maestosa figura del Cristo Pantocratore in mandorla circondato da angeli, seduto su un trono la cui spalliera concava, decorata con cerchi di perline, segue l’andamento dell’abside, il cui profilo esterno presenta un vivace motivo decorativo di ascendenza islamica. INFO: www.fondazionesantomasi.it www.prolocogravina.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.trattoriaziarosa.it

www.principerelais.it

Osteria Sant’Agostino - si gustano i sapori della Murgia, imperdibile la pasta fresca fatta a mano.

Fondo Vito B&B - A pochi metri da San Michele alle Grotte, fa vivere un’esperienza autentica in una caratteristica casa del rione medievale

Trattoria Zia Rosa - Nel centro storico di Gravina, permette di assaporare ricette storiche, rivisitate in chiave moderna in un ambiente elegante.

C. Vittorio Emanuele 12, 70024 Gravina in Puglia. Tel. 339 185 4418

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Chiesa rupestre di S. Michele alle Grotte © Carlo Centonze

Principe Relais - Ricavato da un edificio di inizio Novecento ristrutturato, per un soggiorno di relax ed eleganza nel centro storico, con SPA annessa.

www.fondovito.it


Chiesa di Santa Maria, interno © Pietro Intini

Chiesa di Santa Maria, © Pietro Intini

UNA CHIESA MISTERIOSA SULLA VIA BARSENTANA

Chiesa di Santa Maria, © Pietro Intini

La chiesa di Santa Maria a Barsento (Bari) Il toponimo Barsento, di origine messapica, significa “che è alto, forte”, e indica un villaggio preellenico situato tra i comuni di Noci e Putignano. Dell’antico sito, il cui casale principale sorgeva sulla via Barsentana, crocevia dove confluivano le strade dal barese e dall’area di Taranto, rimane un gioiello unico e ancora intriso di misteri: la chiesa di S. Maria con l’annessa masseria, che un tempo era un convento. Sono discordanti le ipotesi relative alla data di edificazione della chiesa, anche se inconfutabili documenti testimoniano che era già esistente nel 1090, ed era ancora in vita, condotta dai clerici, nel 1300. Secondo Gloria Bertelli, docente di Storia dell’arte paleocristiana ed altomedievale presso l’Università di Bari, si tratta di una costruzione di tipo rurale collocata in età medievale, tra l’XI e il XII secolo. L’edificio ha una facciata cuspidata, con campanile a vela e un’unica porta d’ingresso preceduta da un protiro quadrangolare del XIV-XV secolo. La facciata presenta un COME ARRIVARE

Per chi viene da nord, si raggiunge la Puglia con l’autostrada A14. Per arrivare nel Barsento serve uscire a Gioia del Colle e proseguire per Noci sulla SP604, attraversare il centro abitato e proseguire sulla SP161 Noci - Barsento. Per chi viene da Brindisi-Lecce: sulla SS16, dopo l’uscita Monopoli Sud, prendere l’uscita Alberobello e dopo circa 20 Km, raggiunta la rotatoria, svoltare a destra in direzione Putignano, proseguire sino all’incrocio con la SS172 e continuare in direzione Noci - Barsento.

vistoso frammento d’iscrizione d’origine bizantina non decifrabile, forse un reimpiego di materiale, secondo altri indicante la data di fondazione o di ristrutturazione della chiesa. L’interno, poeticamente spoglio, è diviso in tre navate con le volte a botte, e ricorda la costruzione dei trulli (la cui tecnica costruttiva si diffuse più tardi), così come il tetto ricoperto a chiancarelle (pietre piatte) e le absidi viste dall’esterno. Sull’altare maggiore si può ammirare l’effige barocca della Madonna con Bambino e Santi, alle cui spalle, sul catino absidale, campeggiano frammenti di affreschi con il Redentore affiancato dal Sole e dalla Luna umanizzati, in un cielo stellato su un fondo di azzurri arabeschi, simboli del passaggio dall’era pagana a quella cristiana. INFO: www.bibliotecanoci.it www.comune.noci.ba.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.feristorante.it

www.santarosarelais.it

L’Antica Locanda - Il posto ideale per scoprire i sapori tipici della tradizione pugliese, tutto a cura dello chef Pasquale Fatalino.

La Grave B&B - Per chi vuole soggiornare in un’antica masseria ristrutturata, è un piccolo angolo di paradiso e relax.

www.pasqualefatalino.it

www.la-grave.it

Fè - Ristorante guidato dallo chef Francesco Laera, si trova in un suggestivo complesso di trulli finemente ristrutturati in un angolo di Noci.

Santarosa Relais **** - Antichi muri in pietra e arredi di design per un piccolo albergo di grande fascino situato nel borgo antico della città di Noci.

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Museo Jatta - Archivio Associazione Pro Loco

Vaso di Talos - Archivio Associazione Pro Loco

UN SUPERBO ESEMPIO DI ROMANICO E IL VASO CON LA MORTE DI TALOS

La cattedrale e il museo Jatta a Ruvo di Puglia (Bari) Cuore pulsante del centro storico di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, la cattedrale presenta un visibile ribassamento del sagrato rispetto all’impianto viario. Costruita nel XII secolo, la chiesa è uno degli esempi più interessanti del romanico pugliese. Tipicamente romanica è la facciata, dotata di rosone e tre portali arricchiti da gruppi scultorei realizzati da maestranze locali: quello centrale è di particolare pregio, fiancheggiato da due colonnine sormontate da grifi e rette da leoni stilofori, a loro volta sostenuti da telamoni. L’interno è a tre navate a croce latina, con alcuni affreschi trecenteschi sulle pareti del transetto e la tavola della Madonna di Costantinopoli del pittore Z.T. (15001539), enigmatica figura a cui si riconducono molte opere tra la terra di Bari e il Salento. Sotto il pavimento della Cattedrale sono visibili significativi resti delle strutture precedenti, nonché le tracce di una domus romana e i resti di pilastri circolari e cruciformi di una COME ARRIVARE

Raggiungendo la Puglia dalle regioni settentrionali con l’autostrada A14 Bologna-Taranto, per arrivare a Ruvo di Puglia è necessario uscire a Trani, imboccare la SP238 per Corato, e poi la S2 che conduce a Ruvo di Puglia.

chiesa altomedievale. La torre campanaria, del X sec. d.C., aveva inizialmente funzione difensiva. Tra le altre eccellenze custodite a Ruvo di Puglia, la straordinaria collezione vascolare del Museo Nazionale Jatta, che raccoglie ceramiche e bronzi del VII – III sec. a.C. Il più celebre, immancabile nei testi di archeologia, è il cratere attico a figure rosse del V sec. a.C., detto di Talos raffigurante la morte del mitico gigante omonimo, custode dell’isola di creta. INFO: www.prolocoruvodipuglia.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.berardi.it/ristorante

www.hotelpinetaruvo.it

U Viecchie Furne - Cucina tradizionale con punte di creatività e vasta scelta di antipasti misti.

Albarosa B&B - Per chi ama stare in centro ma in un ambiente familiare, è una dimora di prestigio dove respirare i profumi del passato.

Berardi Ristorante - Luogo di prestigio e storica pasticceria-cioccolateria dal 1972, qui la cucina raffinata si fonde con gli antichi sapori pugliesi.

Via Nicola Boccuzzi 10, 70037 Ruvo Di Puglia, Bari. Tel. 080 361 2505

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Cattedrale, interno - Archivio Associazione Pro Loco

Hotel Pineta Wellness**** - Guarda alla pineta di Ruvo di Puglia e offre 39 camere eleganti, centro benessere, il ristorante Basilico e sala ricevimenti.

www.albarosa.org


Domen della Chianca © UNPLI - Pro Loco Bisceglie

Porto di Bisceglie

MONUMENTALI TRACCE DI PACE E RITI MEGALITICI

Domen della Chianca © UNPLI - Pro Loco Bisceglie

Il dolmen della Chianca a Bisceglie (BAT)

Incastonata in un’insenatura del basso litorale adriatico, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, Bisceglie è una cittadina pregna di storia sin dall’antichità, legatasi poi al nome di Lucrezia Borgia che ne fu duchessa. Il porto luccica di pescherecci, mentre il centro storico di vicoli e stradine è illuminato da palazzi storici, dalla cattedrale romanica e dal castello voluto da Federico II con la torre normanna. A questo si aggiunge un unicum non da tutti noto, il Dolmen della Chianca, dichiarato dall’Unesco “Monumento Patrimonio Testimone di una cultura di Pace per l’Umanità” nel 2011. È tra i maggiori resti megalitici preistorici della Puglia e tra i più importanti d’Europa per dimensioni e bellezza di linee, e si erge lungo Lama Santa Croce, area sacra di notevole importanza archeologica in ambito paleolitico. Fu innalzato a scopo celebrativo, orientato a Levante, come omaggio alla divinità solare portatrice di salute e fecondità. Si compone di un dromos di 7 metri, ovvero un corridoio COME ARRIVARE

Venendo da nord con l’autostrada A14 BolognaTaranto, uscire a Trani e prendere la SP238 fino all’incrocio con la SP13 Andria-Bisceglie, che porta a centro città. Da Bari, percorrendo la SS16 bis, imboccare l’uscita Bisceglie Centro (BisceglieCorato). Per raggiungere il Dolmen, al quarto chilometro della via per Corato-Ruvo (via S. Andrea), svoltare a sinistra seguendo la segnaletica.

di accesso creato con pietre fittili allineate, e di una cella sepolcrale alta 1,80 metri, formata da tre lastroni verticali in calcare su cui poggia una copertura. Fu scoperto il 6 agosto 1909 dall’abate molfettese Francesco Samarelli, e fu oggetto di scavi, tra il 1909 e il 1910, da parte del Soprintendente Michele Gervasio, che risparmiò e conservò un albero secolare d’ulivo, simbolo di pace, piantato dalla popolazione agro-pastorale biscegliese, che qui si riuniva, per ricordare la sacralità del luogo. Nella cella e nel dromos sono stati trovati resti ossei umani e un ricco corredo funerario, oltre ai resti di un focolare circolare acceso a scopo rituale. INFO: www.prolocobisceglie.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.casalesannicola.it

www.palazzobonomi.it

L’Altro Buco - Ottimo per gustare una lunga lista di antipasti e la pizza cotta nel forno a legna.

Villa Garden B&B - Immerso nel verde a soli 400 metri dal litorale biscegliese, accoglie gli ospiti nelle cinque stanze matrimoniali con terrazza privata.

Casale San Nicola Banqueting & Resort - In un antico casale ristrutturato, la tradizione è qui fortemente rispettata ma aperta all’evoluzione.

Viale Vincenzo Calace 12-14, 76011 Bisceglie, BAT. Tel. 080 392 4362

Palazzo Bonomi**** - Dopo un accurato restauro conservativo, si pone punto di riferimento elegante e caratteristico nel cuore della città antica.

www.villagarden.it

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Museo Archeologico degli Ipogei © Associazione Culturale Tautor

Trinitapoli

RITI E REPERTI DEDICATI ALLA DEA MADRE IN UNA MOSTRA A FUMETTI

Il museo archeologico degli Ipogei a Trinitapoli (BAT) L’attuale borgo di Trinitapoli, in passato pianura prediletta dai pastori di ritorno dalla transumanza, a metà del 1100 venne donato da Maureliano, signore di Salpi (i cui cittadini fondarono qui un primo nucleo abitato per fuggire alla malaria), ai benedettini dell’abbazia della Santissima Trinità di Monte Sacro sul Gargano. Così quest’area molto vicina alle Saline più grandi d’Europa prese il nome di Casale della Trinità o Casaltrinità, e infine Trinitapoli, ora parte della provincia Barletta-Andria-Trani. Proprio qui, e nello specifico in località Madonna di Loreto, nel 1987 venne scoperto prima l’Ipogeo dei Bronzi, di 20 metri circa, con il celebre corredo funebre della signora delle Ambre, e poi l’Ipogeo degli Avori, quello del Guardiano, quello del Gigante, fino a un totale di 15 ipogei (a Trinitapoli, più altri 5 a San Ferdinando) su un territorio di 5 ettari circa. Un sito unico al mondo per monumentalità e varietà dei reperti, ora Parco Archeologico degli Ipogei, di cui parte del paCOME ARRIVARE

Venendo da nord con l’autostrada A14 BolognaTaranto, uscire a Cerignola Est e imboccare la SP77 fino all’incrocio con la SS544 che conduce a Trinitapoli.

trimonio è esposto al Museo Archeologico degli Ipogei di Trinitapoli, inaugurato nel 2015. Le quattro sale consentono al visitatore il viaggio in uno dei santuari più grandi dell’Età del Bronzo (II millennio a.C.): per centinaia di anni gli uomini hanno svolto cerimonie sacre e riti legati alla fecondità all’interno degli ipogei, proprio per consacrare il legame tra l’uomo e il divino. L’ipogeo è un tempio della vita dedicato alla Dea Madre, e anche architettonicamente riproduce il ventre materno: si articola in un dromos, che come una vulva immette nella terra, uno stomion, uno stretto corridoio come il canale del parto, e la sala del culto, grembo dove si rigenera e cresce la vita. L’allestimento museale è originale ed efficace: racconta la storia del popolo degli ipogei con la tecnica del fumetto, immediato e coinvolgente, rivolto a bambini e adulti. INFO: www.museoipogeitrinitapoli.it

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Lungomare C.Colombo /C.so Garibaldi 51, 76011 Margherita di Savoia, BAT. Tel. 320 408 5881

www.termemargherita.it

Riccio di Mare - Solo pesce appena pescato, in questo ristorante di Margherita di Savoia.

Osteria al Vicoletto - Cordialità e deliziosi piatti tipici pugliesi in un ambiente familiare e curato. Via Vittorio Veneto 12, 76016 Margherita di Savoia, BAT. Tel. 328 215 5668

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Mostra a fumetti © Associazione Culturale Tautor

Grand Hotel Terme - Ambiente chic e atmosfera confortevole, a Margherita di Savoia: relax e qualità del servizio sono punti fermi della loro filosofia.

Hotel Airone - Semplicità e cortesia distinguono questa struttura a Trinitapoli, dotata anche di un ristorante che offre agli ospiti prodotti tipici. www.hotelaironetrinitapoli.it


Anfiteatro Romano

Torre della Regina, Castello Svevo

L’ANTICA SEDE DI SPETTACOLI E IL PALATIUM DI FEDERICO II

Anfiteatro romano e Castello Svevo di Lucera (Foggia) A meno di venti chilometri da Foggia, su un’altura formata da tre colli a ridosso del subappennino Dauno, domina il Tavoliere delle Puglie la città di Lucera, denominata “chiave delle Puglie” per la sua posizione strategica. Fondata dai Dauni, fu occupata dai Sanniti nel 321 a.C. e poi dai romani: di quest’ultimo periodo è testimonianza lo scenografico anfiteatro costruito nel periodo augusteo (I secolo a.C.). È tra i più antichi di tutta la regione, nonché tra i resti romani più importanti a causa delle dimensioni: poteva ospitare fino a 17.000 spettatori, con un’arena di 75,20×43,20 metri a cui si accedeva tramite due magnifici portali decorati, situata in una depressione naturale del terreno nella periferia est della città. Oggi l’anfiteatro è scenario di eventi culturali. Altro monumento maestoso è la Fortezza del XIII secolo, che svetta sulla sommità piana del colle Albano dove un tempo sorgeva l’acropoli della Lucera romana. Fu voluta da Federico II di Svevia che qui fece COME ARRIVARE

Venendo da nord con l’autostrada A14 BolognaTaranto, uscire a Poggio Imperiale e imboccare la SP35 fino all’incrocio con la SS16. All’altezza di San Severo prendere la SP109 fino a Lucera.

Ingresso dell’Anfiteatro

costruire il suo Palatium nel 1233. Dopo la sconfitta degli Svevi da parte degli Angioini, i resti del Palazzo furono inglobati all’interno della cinta muraria voluta da Carlo I d’Angiò, che trasformò l’architettura in una vera e propria fortezza con una cinta muraria di 900 metri, rinforzata da 22 torri, a cui aggiungere, in prossimità del fossato, la Torre della Leonessa e la Torre del Leone. Capanne neolitiche, resti romani e svevi, quelli legati a periodo angioino e una Cappella dedicata a San Francesco convivono nella stessa area. INFO: www.prolocolucera.wordpress.com

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.ristoranteilcortiletto.it

www.grandhotelvignanocelli.com

Masseria Montaratro - Ubicata sulle colline tra Troia e Lucera, prepara piatti genuini con ingredienti locali freschissimi in un panorama idilliaco.

Relais In Contrada - Presenta la vera essenza dell’ospitalità locale senza trascurare le più moderne tecnologie. Raccomandato anche il ristorante.

www.ristorantemasseriamontaratro.it

www.relaisincontrada.it

Il Cortiletto - Ogni dettaglio è curato a questo ristorante di Lucera, dai coperti alla presentazione dei piatti e all’attenzione del personale.

Grand Hotel Vigna Nocelli - Per un soggiorno di lusso, in una struttura maestosa con spa, piscine e ristorante.

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Castello di Oria © Franco Russo

Museo Archeologico © Franco Russo

UNA FORTEZZA DALLA FORMA DI VASCELLO

Castello di Oria © Franco Russo

Il Castello di Oria (Brindisi)

Il castello di Oria, in provincia di Brindisi, si erge sul colle del Vaglio occupando la parte più alta dell’antica città, che secondo Erodoto fu fondata da un gruppo di naufraghi cretesi che la chiamarono Hyria. L’area del castello era occupata dall’acropoli messapica, che nel VI secolo si dotò di mura (come si può vedere nella piazza della cattedrale), mentre tra il tra il 1225 e il 1233 la fortezza venne ampliata e riprogettata da Federico II. Il Castello, le cui mura esterne sono dotate di merlature e torrette aggettanti, ha la peculiare forma di un vascello, un triangolo isoscele con il vertice a nord e base a sud, ben sorvegliato da tre torri: le due circolari, di epoca angioina, “Del Cavaliere” e “Del Salto”, e quella “Dello Sperone”, che guarda a nord, riferibile al periodo svevo. La piazza d’arme, all’interno, poteva accogliere 5000 soldati, fornita di caserme, magazzini, cisterne e passaggi segreti. Ai piedi della Torre del Salto, colonne e marmi dell’antica chiesa bizantina indicano l’ingresso COME ARRIVARE

Venendo da nord con l’autostrada A14 BolognaTaranto, uscire a Taranto e imboccare la E90 fino a Francavilla Fontana. Qui prendere la SS603 fino all’imbocco della SP55, poi la SP56 che conduce a Oria.

all’Ipogeo dei SS. Crisante e Daria, primi protettori della città, costruito dal Vescovo Teodosio nel 1890 circa sui ruderi di un tempio pagano. Nuovo vanto di Oria è il Museo Archeologico di Oria e dei Messapi, ospitato dallo scorso aprile nei rinnovati spazi del settecentesco Palazzo Martini, con un percorso di dieci sale che racconta la storia della città messapica dalle origini all’età romana: plastici che ricostruiscono un passato glorioso, reperti raffinati e unici come il pettine in osso lavorato con la raffigurazione di scene tratte dall’Iliade. INFO: www.oria.online

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.trattoriacorrado.it

www.masseriapalombara.eu/it

Il Castello Pub, Taverna e Birreria - Varietà di birre abbinate a stuzzichini e cibi di una volta.

Borgodioria Resort - Albergo diffuso dove poter soggiornare in un’affascinante dimora medievale ristrutturata nel centro storico di Oria.

Trattoria Corrado - Cucina tipica rivisitata nel ristorante dedicato a Vincenzo Corrado, filosofo, gastronomo e cuoco del 1700, nel centro storico.

Piazza Domenico Albanese, 9, 72024 Oria. Tel. 392 0483949

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La Masseria Palombara - Soggiorni di relax in un edificio storico (1600-1800) di 13 camere e un complesso di 7 camere nelle annesse case coloniche.

www.borgodioria.it


Abbazia di San Vito © Pasquale Tanese

Torre Costiera © Pasquale Tanese

UN LUOGO DI CULTO IN RIVA AL MARE L’Abbazia di San Vito Martire a San Vito (frazione di Polignano a Mare)

A nord di Polignano a mare, cartolina romantica a tutti nota, nella frazione di San Vito si erge un gioiello architettonico meno conosciuto, un’abbazia benedettina dedicata a San Vito Martire, costruita a ridosso del porticciolo e affacciata sul mare. Secondo la leggenda, nell’VIII secolo San Vito salvò una nobildonna di Salerno mentre stava annegando nel fiume Sele, così questa affidò le reliquie del santo alla comunità monastica basiliana residente nelle grotte sottostanti l’attuale abbazia. A questi monaci seguirono nell’XI secolo i benedettini e ancor dopo i francescani. Dopo la soppressione degli ordini monastici, l’edificio fu inglobato nel palazzo marchesale dei Tavassi-La Greca. L’abbazia è quindi il risultato di svariate aggiunte architettoniche: dal mare si scorge il loggiato cinquecentesco a cui si accede dalla scenografica scalinata, mentre sul cortile interno si affaccia la chiesa romanica a tre navate, di cui quella centrale con tre cupole, costruita sulle rovine di una torCOME ARRIVARE

Raggiungendo la Puglia dalle regioni settentrionali con l’autostrada A14 Bologna-Taranto, uscire a Modugno e imboccare la SS16 fino a Polignano a Mare.

Abbazia di San Vito © Pasquale Tanese

re romana. Ancora oggi sono ben visibili i segni di un sistema difensivo contro le incursioni dal mare: le mura, all’interno la torre masseria del XVI secolo, e la torre costiera sul mare. In un locale adiacente la sagrestia è stato allestito un museo in cui sono raccolti paramenti sacri, tele del ‘500 e ‘600 e resti di un antico organo intarsiato. INFO: www.prolocopolignanoamare.com

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

www.ristoranteantichemura.it

www.covodeisaraceni.com

Locanda dell’Abbazia - Nasce nelle antiche mura della fortificazione dell’Abbazia e offre le prelibatezze marinare e pugliesi dello chef Vito Muolo.

Santo Stefano B&B - In un’antica casa-torre nel cuore del centro storico di Polignano a Mare, sorge nel tufo ed è curato nei minimi particolari.

www.locandadellabbazia.it

www.santostefano.info

Ristorante Antiche Mura - Ambiente curato con cucina di ingredienti freschissimi, nasce dove nel medioevo furono poste le prime pietre di Neapolis.

Hotel Covo dei Saraceni**** - Incastonato come una gemma tra mare e terra, è una terrazza sul mare arroccata sulle falesie di Polignano a mare.

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A SINTRA, MAGICO BORGO PORTOGHESE

QUANDO UNA JEEP È VERA JEEP

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CON LA NUOVA COMPASS di Nicola Bonetti

DALLA COSTA OCEANICA DELL’ELEGANTE CASCAIS E DELLA NATURA PREPOTENTE DI CABO DA ROCA, UN PERCORSO ATTRAVERSO IL PARCO NATURALE PER RAGGIUNGERE IL FASCINO PAESAGGISTICO E ARCHITETTONICO DEL BORGO DI SINTRA, GUIDANDO IN ANTEPRIMA LA NUOVA JEEP COMPASS, CHE POSSIAMO DIRE CON CERTEZZA: È UNA VERA JEEP.

I

l portogallo non è “solo” Lisbona. Il cui fascino è unico e speciale, ma può essere la base di partenza per un breve tour, anche della durata di un weekend, molto particolare: spaziando da viste dell’oceano a parchi e montagne verdissime, per arrivare a una meta addirittura entusiasmante, la città di Sintra, borgo consacrato dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità fin dal 1995. Ma muoviamoci con ordine: un viaggio non è solo la meta, per rilevante che sia. Da Lisbona il consiglio è di portarsi sulla costiera (la “Marginal”) il prima possibile, anche dalla zona meridionale della città, muovendosi dove è passata la storia, dalle esplorazioni alle conquiste – accanto alla torre di Belèm salpò anche Vasco de Gaama – o anche solo le navi da pesca che da sempre riforniscono il Portogallo del cibo più importante: il merluzzo.

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PAESAGGIO IN CRESCENDO Pesce che è il re della tavola lusitana, nonché co-protagonista di un detto popolare che inquadra il Paese: “Non esiste un giorno senza sole, senza pioggia, e senza un modo diverso di mangiare il merluzzo”, bacalhao, in portoghese. Ed eccoci a parlare del tempo: meglio intraprendere il tragitto di prima mattina, godendo la miglior vista con l’oceano illuminato dal sole che sale alle nostre spalle. Ideale sarebbe anche una giornata con vento da terra, asciutto e senza l’opacità dell’umidità sollevata quando soffia dal mare. Ma il fascino rimane comunque. Uscendo da Lisbona si ammirano le zone più ricche, fino a Estoril e alla nobile Cascais. Difficile non fermarsi e fare due passi, facendosi permeare da uno stile quasi californiano: in qualsiasi stagione ci sono persone che camminano, corrono, o pedalano lungo percorsi protetti, respirando aria intensamente iodata, e con il verde da un lato e l’infinito del mare dall’altro. Tra ville e fiori, via via fino alla zona fortificata di Cascais, da visitare. Oltre la quale, verso Nord, la costa cambia repentinamente: il profilo è rilevato, le scogliere più alte, a picco sulle onde che si infrangono con spruzzi schiumeggianti. La costruzioni si fanno più rare la natura si fa possente e, a tratti prepotente. DA UN ESTREMO ALL’ALTRO A Cabo da Roca, fino a qualche secolo fa, si credeva finisse il mondo. Oggi, il faro (non grande né bello) e le poche costruzioni attorno, compreso un monumento, lasciano spazio allo spettacolo delle onde e del sapore di trovarsi nel punto continentale più occidentale d’Europa. Con qualche euro, se ci teneste come fanno i turisti giapponesi, l’ufficio turistico certifica la vostra presenza su carta pergamena. Non mancano una caffetteria e un negozietto di souvenir, ma lo spettacolo è la natura: dura e pura. E il parcheggio è gratuito. Abbandonata la costa, l’entroterra cambia rapidamente, la zona a macchia lascia il posto a una foresta d’altri tempi: lussureggiante ma ben tenuta, con il sottobosco pulito attorno alle piante secolari, si capisce che è estremamente curata, in qualità di Parco Naturale. Strade asfaltate principali in otttime condizioni, molte vie secondarie, tutte indifferentemente affollate di ciclisti. Dove la guida è un piacere, e si apprezzano le doti di comfort e tenuta della nuova Compass. Essendo una Jeep, decidiamo di variare percorso, mirando agli sterrati, anche in più sconnes50


Palazzo della Pena (Palazzo delle Piume)

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si, dove le sospensioni rivelano un comfort raro nella categoria, e i sistemi di trazione permettono tratti di fuoristrada vero, avanzando sempre sicuri, e sentendosi gratificati dalla guida di una vera Jeep. Tra querce secolari, e scorci con vista che può spaziare lontana lungo la costa, procediamo in direzioni di Sintra, che appare come magicamente, uscendo dalla foresta. CITTÀ DA FIABA Sintra sembra una città fatata: sarà l’aspetto di alcuni monumenti tra i più famosi come il Palazzo Nazionale con quei due incredibili camini (enormi e alti una trentina di metri) unito a elementi arabi e tardo-gotici di stile manuelino e la presenza di splendidi azulejos. O come il Palazzo della Pena, variopinta costruzione in posizione dominante con aspetto disneyano, persino oltre il castello di Neuschwanstein di re Ludwig di Baviera. Ma non solo: Sintra è immersa in un verde intenso, dove le felci paiono quelle giganti dell’era dei dinosauri, dove il muschio ha uno spessore incredibile e la vegetazione in genere lussureggia con intensità tropicale, irrorata

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dall’acqua che scorre ovunque. Perché, lo ricordiamo, almeno un po’ ma piove (quasi) ogni giorno. Distribuita su colli e crinali, deve la postura originaria a ragioni difensive, sulla Serra omonima, capace di generare un microclima fresco e umido, dove l’aria del mare incontra quella di montagna. Ma la magia di Sintra è soprattutto nell’insieme: passeggiare lungo le strade attorno al centro, dove il fascino è intenso, da borgo romantico di poeti e artisti. Un susseguirsi di costruzioni che paiono quasi una grande esposizione attraverso gli stili, prime e seconde case di un’aristocrazia e, a seguire, una borghesia che nel tempo hanno seguito gli stili, consegnando a noi un luogo dalla particolarissima unicità. Dal classicismo dei secoli passati al Liberty, dall’Art Deco all’Art Nuveau, dalla Belle Epoque, a un accenno di razionalismo: l’architettura immersa nella natura è l’essenza del fascino di Sintra, che si degusta camminando, e respirando un’aria dall’aroma speciale, tra mare e montagna. Da visitare, infine, il Museo del giocattolo vicino al Palazzo Nazionale, e per i golosi la pasticceria Piriquita: tanto affollata quanto insuperabile per i travesseiros, migliori anche delle più famose quejadas de Sintra.


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INFORMAZIONI DI VIAGGIO Il centro di Sintra è trafficato e i parcheggi sono scarsi. Camminare è il modo migliore, e con qualche attenzione le pendenze sono contenute. Per le destinazioni meno vicine, è valido il servizio del mezzi pubblici: l’autobus numero 434 collega la stazione di Sintra con il Parco e Palacio Pena e con il Castello dei Mori, mentre gli autobus numero 417 e 403 collegano Cascais e Estoril a Sintra, passando anche nella zona del Convento Capuchos e da Cabo de Roca. Cabo da Roca si trova 18 km a ovest di Sintra, 15 a nord di Cascais e 40 a ovest di Lisbona, la strada migliore è la panoramica N247, da abbandonare al villaggio di Azóia, dal quale mancano circa due chilometri e mezzo alla meta. Raggiungere Cabo da Roca con i mezzi pubblici, richiede 40 minuti da Sintra e 25 da Cascais con l’autobus numero 403, che passa ogni ora tra la 9 e le 17.

UNA NUOVA JEEP

T

utta nuova, anche nell’idea: segmento C, a metà tra Renegade e Cherokee, l’ultima nata ha ereditato, oltre all’invidiabile tradizione del marchio nato nel 1941, solo il nome dalla serie precedente. E punta in alto, con quel frontale da Grand Cherokee, con soluzioni di stile che insieme alla classica calandra a sette feritoie, conferiscono unicità e prestigio. Come la linea che scorre lungo l’intero perimetro della vettura. All’interno spazio e comfort, con finiture dal tocco morbido e completa integrazione per connettività e infotainment, attivabile dal display centrale che può arrivare fino a 8,4 pollici. Strutturalmente Compass evidenzia solidità da Jeep e guidabilità facile, con ottima interazione tra la giusta consistenza dello sterzo e le sospensioni che, pur lavorando eccellentemente fuoristrada, mostrano un notevole filtraggio delle imperfezioni su asfalto. E l’insieme trasmette la sensazione dia vere perfettamente in mano la vettura. Meccanicamente Compass offre la scelta tra un motore a 1.4 a benzina e due a gasolio: 1.6 da 120 CV e il 2.0 offerto però con 140 e 170 cavalli. Trazione anteriore per le prime e l’opzione dell’integrale Active Drive per le ultime due: la meno potente manuale o automatica, mentre la maggiore è solo automatica. La gamma ha diversi allestimen54

ti: comincia con Sport (a 25mila euro), per salire con Longitude e Limited nelle varie configurazioni. Al vertice – ancora non in vendita, bisognerà pazientare fino a settembre almeno – la più fuoristradistica Trailhawk con motore più potente, il MultiJet II da 125 kW-170 CV abbinato al cambio automatico a nove rapporti e alla trazione 4WD Active Drive Low, capace di simulare le marce ridotte facendo operare tutti i sistemi per la massima trazione. Aggiunge inoltre al Selec-Terrain la modalità aggiuntiva Rock con Hill descent control. Inoltre è più alta da terra di 25 mm, dispone di piastre di protezione, gancio di traino posteriore, fascioni anteriori e posteriori, e pneumatici offroad da 17 pollici: il tutto migliora gli angoli e la mobilità fuoristrada. Lo stile è fortemente caratterizzato da Jeep e il prezzo ipotizzato poco sotto i 40mila euro, con tutte le dotazioni tecniche e di sicurezza. Che sulla nuova Compass sono molte, potendo arrivare fino a settanta diversi sistemi: studiati per rendere la guida normale esente da stress, per concentrarsi sul piacere di guida alla ricerca dell’avventura, come si conviene a una vera Jeep. www.jeep-official.it


DOVE DORMIRE: PENHA LONGA RESORT Immersi nel verde di un campo da golf a 27 buche tra l’Oceano e l’affascinante Sintra: il Penha Longa Resort isola dal mondo per rigenerarsi all’interno del Parco Naturale di Sintra-Cascais. Spa di 1.500 metri quadrati e ristorante stellato, giusto per capire. Camere con balcone affacciato sui giardini paesaggistici, lenzuola in cotone egiziano, macchina da caffè Nespresso®, connessione ad alta velocità e TV al plasma. Ottimo per escursioni a piedi o in bicicletta, oppure per la vista di Sintra e della costa, è meno di mezz’ora dall’aeroporto. Estrada de Lagoa Azul, Linhó P - 2714-511 Sintra, Portugal Tel. + 351.21.924.9011 www.ritzcarlton.com/en/hotels/europe/penha-longa

DOVE MANGIARE: RESTAURANTE DOM PIPAS Grande, affollato, colorato, forte come i sapori dei suoi cibi: è un ambiente caldo e tipico, propone piatti classici della cucina locale, realizzati con cura da chef rinomati come Noémia Alves e con ingredienti di alta qualità. Vini selezionati da Manuel Alves, per celebrare con un pasto eccellente la vacanza a Sintra. Rua João de Deus, 62 P - 2710-579 Sintra, Portugal Tel. + 351.219.234.42.78 restaurantedompipas.pt

COMPAGNA DI VIAGGIO

JEEP COMPASS TRAILHAWK Dimensioni Potenza Coppia Velocità massima 0-100 km/h Consumo medio Emissioni di CO2

439/187/164 cm 170 CV a 3.750 giri 380 Nm da 1.750 giri 196 km/h 9,5 secondi 5,7 l/100 km (17,5 km/l) 148 g/km 55


BORGHI STORICI - CORNELLO DEI TASSO (BG)

IL BORGO DA CUI PARTÌ LA POSTA, I TAXI E LA POESIA

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CON LA NUOVA DISCOVERY di Nicola Bonetti

È QUI CHE LA FAMIGLIA TASSO INVENTÒ IL SERVIZIO POSTALE. IN QUESTO BORGO CHE VIVE AL RIPARO DEL TURISMO DI MASSA E CHE NOI ABBIAMO AVVICINATO CON LA NUOVISSIMA DISCOVERY. È PROPRIO DA QUI CHE IL SERVIZIO POSTALE SI IRRADIÒ PER L’EUROPA, PASSANDO IN GERMANIA DOVE IL NOME DIVENNE TAXIS, DA CUI DERIVARONO POI GLI ODIERNI TAXI. E SEMPRE DA QUESTA FAMIGLIA DISCESE ANCHE IL GRANDE POETA TORQUATO

S

e nel passato le fortune di un borgo dipendevano dalle vie che lo raggiungevano, oggi può essere vero il contrario. Ma non sempre. Cornello dei Tasso in Valle Brembana si trovò al centro dei traffici e prosperò al punto che la famiglia omonima – i Tasso – creò di fatto il servizio postale a livello europeo. In tempi successivi una “nuova” via sul fondovalle tagliò fuori l’abitato e iniziò il declino, fino alla rovina. Pochi decenni fa, una nuova strada con diverse gallerie superò l’intera zona, e l’oblio fu (quasi) definitivo. Ma qualcuno credette che un piccolo borgo antico e storico, raggiungibile in pochi (davvero pochi) minuti a piedi, potesse risorgere. Restituendolo alla comunità e alla vita, con il fascino unico di un luogo privo di auto e di rumori. Oggi anche accogliente, con una rinomata trattoria e un bed&breakfast. 57


L’ESPLORAZIONE

Valle Brembana. Antico ponte sul Brembo

Cornello dei Tasso. Crocevia di antiche strade

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Guidando una Discovery si può arrivare comodamente dappertutto, o quasi. Per il senso di avventura così spiccato tra i pregi di una 4x4 che dal 1989 non ha mai avuto concorrenza, Weekend IN ha provocatoriamente pensato di abbinarla a un luogo vicino, eppure poco conosciuto nonostante la storia quasi millenaria e un fascino assai particolare. Solo che non è possibile arrivarci con alcuna vettura, ma con qualche passo. Noi ci siamo avvicinati a Cornello dei Tasso guidando lungo la valle, dove il comfort e la grande abitabilità per sette persone permettono anche una socialità diversa. Comodità con sedili singoli tutti posizionabili elettricamente: compresi i poggiatesta della seconda fila, che comprendono i monitor tv, e sedute rilevate con vista per tutti. Scorci di fondovalle che ricordano un fiordo, montagne da esplorare fino ai rifugi, o la mondanità Liberty di San Pellegrino con le nuovissime terme. Quasi dispiace, quando la parcheggiamo per salire la mulattiera che porta al borgo: tra i vari accessi preferiamo il più irto, breve e paesaggistico, che riporta meglio indietro nel tempo. Ai tempi contavano le materie prime e le miniere della Valle Brembana erano fondamentali. Cornello era l’unico mercato della media Valle: la strada più importante passava sotto i portici che restano ancora oggi. Quella Via Mercatorum che già dal nome indicava il ruolo chiave mantenuto fino alla fine del cinquecento. Quando la Strada Priula, collegando Bergamo a Valtellina e Grigioni senza passare per i territori spagnoli, dal 1952 isolò il borgo di Cornello, che conservò così la struttura urbanistica originaria medievale. Concentrica su quattro livelli distinti dal basso verso l’alto: costruzioni a picco sulla valle, sulle quali si sviluppa il porticato compreso tra i due archi di accesso con le antiche botteghe, quindi le abitazioni, il mulino e il torchio, fino alla chiesa con piazzetta antistante, sulla sommità. Nella zona più meridionale, e con più vista sulla valle, le rovine della prima dimora della famiglia Tasso, recuperata a fine anni ’80.

Cornello dei Tasso. Il Museo dei Tasso e della posta


Cornello dei Tassi- I portici dell’antica Via Mercatorum

Cornello dei Tasso. Lo stemma della famiglia Tasso

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I TASSO E LA POSTA

VISITANDO LA STORIA

La famiglia Tasso, resa famosa dai letterati Bernardo e dal figlio Torquato, autore de La Gerusalemme Liberata, creò un sistema postale concettualmente multinazionale: iniziando come corrieri per Venezia, collegando Milano e Roma con la Repubblica marinara, organizzarono poi le Poste Pontificie, per arrivare al monopolio del servizio tra l’impero tedesco e gli altri Stati europei. Espansione anche con gli Asburgo, altra esclusiva imperiale. La rete di collegamenti generò contatti utili allo sviluppo finanziario, e nel Seicento la famiglia, con il ramo tedesco Thurn und Taxis, ottenne il titolo di principi. Il tutto partendo dal piccolo borgo di Cornello, con il capostipite Omodeo, citato nel 1251: una famiglia capace di restare unita nei secoli, prosperando.

Il Museo dei Tasso e della Storia Postale, aperto nel 1991 e con ingresso gratuito, occupa due edifici di Cornello, con quattro spazi: l’albero genealogico del Casato Tasso, l’organizzazione del servizio postale, le figure dei Tasso letterati e una zona espositiva. Carte postali, oggetti per la trasmissione delle informazioni fino al telegrafo e ai primi telefoni, documenti e manoscritti sulla storia postale, con una lettera del 1840 affrancata con il Penny Black, primo francobollo conosciuto. Cornello dei Tasso deve la sua originalità alla scelta di non realizzare un collegamento stradale: pochi minuti a piedi sono stati sufficienti a renderlo unico, come la soddisfazione di arrivare passeggiando. Fascino che ne ha permesso l’inserimento tra “I Borghi più belli d’Italia”.

Il capostipite dei Tasso fu Omodeo, che nella metà del ‘200 iniziò il servizio di “correria”. Anche oggi l’autobus si chiama corriera.

Torquato Tasso, autore della Gerusalemme liberata, è uno dei discendenti, anche se nato a Sorrento.

Un ramo dei Tasso arrivò in Germania, dove divenne Taxis, dando il nome anche agli odierni taxi.

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Frazione Cornello 11, I-24010 Camerata Cornello Tel. 0345.41.306 - www.trattoriacamozzi.com

Frazione Cornello 19, I-24010 Camerata Cornello Tel. 338.530.38.32

Trattoria Camozzi - Locale gestito da una famiglia che da tre generazioni lavora con passione e professionalità, esaltando i valori della cucina tradizionale bergamasca. Immersi nella tranquillità garantita dai pochi passi a piedi. Chiusa il lunedì, consigliata la prenotazione.

Il Brembo 60 al di sotto del borgo

La Tana del Tasso - Quattro camere tra antiche mura: affacciato sulle montagne con terrazze solarium, è il completamento che da sempre mancava per rendere diversa, con un pernottamento, la visita al borgo. Confortevole con tanto di wifi, ha stanze con vista su fiume o sul giardino.

Le rovine della casa dei Tasso


Il ponte sul Brembo ad Ambra

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COME ARRIVARE

Cornello dei Tasso è una frazione di Camerata Cornello, in Valle Brembana a una trentina di km da Bergamo. È raggiungibile in diversi modi. Dalla strada n. 470 di fondovalle, prendere l’uscita (poco prima di una galleria) per Camerata Cornello, a senso unico: raggiunto lo spiazzo

per far manovrare gli autobus, parcheggiare e salire per la mulattiera (5-6 minuti), segnalata. Oppure proseguendo verso l’abitato di Camerata Cornello, al quarto tornante seguire le indicazioni a sinistra, arrivando al posteggio, più ampio: percorso pianeggiante di pochi minuti. Come

escursione di circa 3 km: parcheggiare al piazzale adiacente la vecchia stazione di San Giovanni Bianco, seguire la ciclovia Val Brembana, oltre la galleria (90 metri, illuminata), attraversare a sinistra, verso la deviazione per Oneta, da dove raggiungere Cornello, scendendo dall’alto.

COMPAGNA DI VIAGGIO

D

iscovery è un concetto di auto particolare: sin dalla prima serie, del 1989, costituì un ponte ideale tra le Defender (che non si chamavano ancora così ma solo 90 e 110), e la prestigiosa Range. Un modello trasversale – oggi si direbbe crossover – a cavallo di diverse categorie, con spazio e carico elevatissimi, grande mobilità fuoristrada e prestazioni stradali allora impensabili per una vera offroad. Doti confermate con la quinta generazione: grande e grossa, lussosa come non lo è mai stata, tecnologica e prestazionale, eppure senza compromessi per la guida fuori asfalto. Addirittura eccessiva, rispetto alla filosofia originale, per ricchezza dei listini con motori (tre a gasolio e uno a benzina), versioni vettura e autocarro (a gasolio da 180 cavalli), allestimenti (S, SE, HSE e HSE Luxury per ogni motore), opzioni (pacchetti e singole scelte quasi infiniti), che partendo da un prezzo d’accesso di 52.700 euro, arrivano (senza extra) a 76.500. che salgono a 85.900 per l’esclusiva First Edition. Comunque la si veda, Discovery non ha sostanzalmente rivali né concorrenti, proseguendo la via intrapresa di 4x4 unica e non imitabile. Anche la nuova richiede solo di essere considerata tale, e di chiederle tutto, apprezzandone le doti su strada. E magari anche quelle fuori, che, purtroppo,

pensiamo pochi vorranno sfruttare. Il progetto è nuovo, il pianale è alleggerito con molto alluminio, riducendo il peso totale, fino a 480 kg conservando però la robustezza: come indica il traino omologato di 3.500 kg. La guida è facilitata dalle sospensioni indipendenti: pneumatiche in opzione sull’esemplare provato, una Discovery HSE Luxury con motore a gasolio da due litri a quattro cilindri con 240 CV, cambio automatico ZF a otto rapporti, trazione integrale con marce ridotte (in opzione), gestione fuoristrada Terrain Response 2 con programmi per qualsiasi tipo di fondo, dall’asfalto alla roccia, passando per sabbia, fango e neve. In città la guida è agevolata da telecamere e sensori, in autostrada il comfort regna sovrano e si macinano km senza sosta, avvicinandosi alle montagne occorre tenere presente la massa e le dimensioni, senza cercare la dinamica più spinta, e apprezzando invece la tenuta sicura anche con massimo carico, a sette persone più i bagagli, che non è poco. Fuori asfalto, si potrebbe dire semplicemente che è una Discovery, senza se e senza ma. Dallo sterrato all’arrampicata, nel massimo comfort, incurante di pendenze o fondi incoerenti. www.landrover.it

LAND ROVER DISCOVERY 2.0 SD4 Dimensioni Potenza

240 CV a 4.000 giri

Coppia

500 Nm a 1.500 giri

Velocità massima 0-100 km/h Consumo medio Emissioni di CO2

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497/207/188 cm

207 km/h 8,3 secondi 6,5 l/100 km (15,4 km/l) 168 g/km


RICETTE DI VIAGGI

BORGHI D’(A)MARE Arrivata l’estate, Ricette di Viaggio vi porta alla scoperta di alcuni dei Borghi marinari più belli, dove la tradizione culinaria si è tramandata nei secoli, lungo il corso della storia. Da nord a sud: Burano, famoso non solo per i suoi merletti, poi in Liguria, nel borgo di Noli per scendere dopo in Toscana, dove ci aspetta Castiglione della Pescaia. Ancora più giù, nel Lazio, ecco la celebre Ponza, mentre la Campania ci mostra il suo gioiello, Atrani. Arriviamo sulla punta dello stivale con Scilla, nome del celebre mostro dell’Odissea. Ci spostiamo poi sul tacco, a Polignano a Mare, paese di Domenico Modugno. E non potevano mancare le isole. Nell’estremo sud della Sicilia, c’è Marzemini e la sua antica tonnara, risalente all’anno Mille. Infine, in Sardegna sono due le tappe: la medievale Castelsardo e l’elegante Bosa. Itinerari per un weekend, oppure tappe di una vacanza, la “ricetta” è sempre quella: unire il piacere della scoperta a quello del gusto. Manuela Fiorini

LA COMPAGNA

ALFA ROMEO GIULIETTA Per visitare i borghi di mare, a volte appollaiati su promontori a picco, ci voleva un’auto non grande, ma confortevole e di grande guidabilità. Abbiamo scelto un’italiana, dal DNA che più italiano non si può. Con questa Giulietta, cambio automatico TCT a doppia frizione, il viaggio è comodo ma scattante, così da visitare non uno ma tanti borghi di mare e gustare altrettante ricette. Emanuele63 D’Argenzio


BURANO

Le case colorate di Burano

L’ISOLA DAI MILLE COLORI

Burano è un borgo marinaro da assaporare con lentezza. Inserito da molte riviste internazionali tra i “10 luoghi più colorati del mondo”, sorge sull’omonima isola della Laguna di Venezia. Famosa per la produzione di merletto ad ago, si raggiunge con il vaporetto da Venezia, in circa 45 minuti. Quello che colpisce all’arrivo è quel gioco di riflessi che moltiplica i mille colori delle facciate delle abitazioni che si specchiano nelle acque verdi dei canali, i balconi variopinti decorati di fiori e l’atmosfera rilassata. Ci incamminiamo verso Piazza Galuppi. Lungo il percorso, lo sguardo si perde tra le vetrine dei negozi e dei laboratori che producono il tradizionale merletto buranello, ma anche il vetro “al lume”, una tecnica nata nella vicina Murano, ma assai diffusa anche in altre isole della laguna. Arriviamo in Piazza Galuppi, sulla quale si affaccia la Chiesa di San Martino Vescovo con il suo “campanile storto” di 53 metri, diventato il simbolo

di Burano. Nel vicino Oratorio di Santa Barbara, sono invece conservate alcune importanti opere pittoriche, tra cui la Crocifissione di Giambattista Tiepolo. Sempre sulla piazza si affacciano il Palazzo del Municipio, la statua di Baldassarre Galuppi di Remigio Barbaro e l’interessante Museo del Merletto. Per il pranzo, il consiglio è di fermarsi in una delle trattorie tipiche. Da provare il risotto di gò, o ghiozzo, un piccolo pesce della laguna di Venezia. Consigliata anche una sosta in una delle pasticcerie locali per assaggiare i bussolà, o buranelli, i tipici biscotti a forma di esse. Il pomeriggio è dedicato a una passeggiata tra le viuzze e le calli del borgo per ammirare le case colorate. La più famosa è la Casa di Bepi Suà dai muri caratterizzati da forme geometriche variopinte e con una bella storia da raccontare. Il proprietario, l’artista autodidatta Giuseppe Toselli, scomparso nel 2002, ogni giorno usciva dalla porta di casa e dipingeva o modificava i motivi sulle facciate.

ALFA ROMEO GIULIETTA 1.6 JTDM TCT Alfa Romeo Giulietta è ormai una garanzia. Sportività e praticità sono le parole chiave. Inoltre, con il nuovo cambio Tct robotizzato doppia frizione è capace di far divertire. Le cambiate sono infatti rapide se necessario, ma morbide alle basse velocità. L’assetto è più che convincente: la Giulietta assorbe molto bene le buche, ma quando arrivano le curve è agile, pochissimo il rollio, è divertente ma godibile, nonché sicura e stabile. È poi lo sterzo che completa il pacchetto: diretto e veloce ci ha veramente convinto. È più duro in modalità Dynamic (modalità più sportiva selezionatile dal “manettino” DNA sulla console centrale), ma non perde di consistenza in modalità Normal. 64


VENETO

La piazza con il Museo del Merletto

Veduta di Mazzorbo

RISOTTO DI GÒ ALLA BURANELLA

Secondo giorno MAZZORBO

Il secondo giorno è dedicato alla visita di Mazzorbo. L’isola, dalla forma allungata, è situata a est di Burano e si raggiunge a piedi attraverso il Ponte Longo. Fondata attorno al 640 d.C come rifugio per le popolazioni dell’entroterra assediate dai barbari, Mazzorbo divenne prima un centro agricolo, poi sede di ricchi palazzi, chiese e monasteri, abbelliti da grandi artisti tra cui spicca Paolo Veronesi. Nel X secolo raggiunse il massimo splendore, ma dopo il Mille venne ecclissata dalla potenza di Venezia. Oggi, di quell’antico splendore rimangono la Chiesa di Santa Caterina, in stile gotico romano, che nel suo campanile conserva la campana più antica della laguna di Venezia, datata 1318. Splendide anche le case dalle facciate gotiche che si affacciano sul canale principale. Tra i prodotti da gustare ci sono le castraure di Mazzorbo, il primo frutto della pianta dei carciofi dal sapore amarognolo, il cui gusto caratteristico è dato dalla salsedine di cui è impregnato il terreno dell’isola.

INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 320 gr di riso Carnaroli o Vialone Nano, 500 gr di molluschi con guscio (arselle, telline, capatonda, vongole di mare), 5/6 ghiozzi di laguna, olio Evo q.b, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 carota, 1 cipolla bianca, 1 gambo di sedano, 2 spicchi di aglio, prezzemolo tritato.

INFO: www.isoladiburano.it e www.turismovenezia.it

IL VINO Pinot Grigio D.O.C. Venezia. Dove comprare: Azienda Agricola Collovini Adelino, via Pordenone 194, Pramaggiore (Ve). Tel 0421/799213 www.colloviniadelino.it

COME ARRIVARE

Il punto di partenza è Venezia, che si raggiunge percorrendo la A4 da Trieste o Torino, la A27 da Belluno e la A13 da Bologna. In alternativa, si possono prendere anche la SS309 Romea dalla Costa Adriatica, la SS14 da Trieste, la SS13 da Treviso o la SS11 da Padova. In prossimità della laguna si imbotta il Ponte della Libertà e si prosegue per Piazzale Roma. Per Burano si prosegue poi con le linee marittime 4.2 e 5.2 oppure la linea 3 per Murano poi si prende la Linea 12 per Burano.

PREPARAZIONE Preparate il brodo di pesce mettendo nell’acqua cipolla, sedano, carota e i ghiozzi puliti e privati di testa e interiora. Fate cuocere per circa 40 minuti. Prelevate i ghiozzi, puliteli e tritate la polpa. Scaldate un filo d’olio e soffriggete gli scalogni. Versate il riso in padella e fate cuocere, mescolando affinché non si attacchi. Una volta secco, aggiungete due cucchiai della cottura del pesce, e continuate a mescolare. Una volta cotto, scolate e versate nei piatti: aggiungete i ghiozzi e le verdure cotte. Spolverate col prezzemolo tritato e gustate tiepido.

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Via Giudecca 88, Burano Tel: 041/730120 - www.gattonero.com

Fondamenta Santa Caterina 3, Mazzorbo (VE) Tel: 041/5272281 - www.venissa.it

Trattoria al Gatto Nero - Tra i primi, da provare il Risotto di gò alla Buranella e i Tagliolini fatti in casa con Granzeola. Tra i secondi, pesce al forno, fritti con contorni vegetali biologici. Dolci fatti in casa. Ampia carta dei vini. Prezzo medio a persona € 50, bevande escluse.

Venissa Wine Resort B&B - Situato a 100 metri dalla fermata del vaporetto, la struttura è ricavata in una tenuta padronale. Le sei camere con arredamenti d’epoca si affacciano sui vigneti o sulla laguna. Ristorante con 1 stella Michelin a disposizione. Doppia con colazione gourmet da € 210.

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NOLI

Il castello di Noli

LA REPUBBLICA DEL GUSTO

Il borgo visto dal mare

Un borgo di 3000 abitanti del Ponente Ligure, inserito a pieno titolo nei Borghi più belli d’Italia. Da Noli, nel 1306, passò anche Dante, che, colpito dalle sue bellezze, la immortalò nel canto IV del Purgatorio. Le vestigia del suo glorioso passato - un umile borgo marinaro divenuto Repubblica Marinara, antagonista di Savona e alleata di Genova - si concentrano nello splendido centro storico. Siamo subito colpiti dagli scorci pittoreschi, dalle stradine su cui si affacciano piccole botteghe artigiane, negozi che vendono specialità locali, come il pane del pescatore, i baci di Noli o gli amaretti. La Passeggiata dei Pescatori, che conduce al mercato ittico, ci ricorda che la cittadina dal 2014 è Presidio Slow Food per i cicciarelli, i pesci del golfo che si pescano ancora secondo l’antica tradizione della sciabica. Un portico ci accompagna al Palazzo Comunale, in stile medievale, con la sua Torre Civica, una delle quattro rimaste delle 72 che,

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nel Medioevo, svettavano tra i tetti rossi. Merita una visita la Cattedrale di San Paragorio, a tre navate e con un portico quattrocentesco che custodisce alcuni sepolcri. All’interno si trovano un bel crocifisso ligneo, una cattedra del 1200 e alcuni affreschi trecenteschi. Tra gli edifici religiosi spicca anche la Cattedrale di San Pietro, eretta nel 1200 e restaurata nel 1600. Da non perdere, invece, la visita al Castello di Monte Ursino (9.30-11 e 17-19.30, ingresso € 2) che si erge a protezione del borgo. Alle pendici del monte si trova anche l’antico Palazzo Vescovile, oggi sede di un hotel e di un ristorante stellato, che conserva ancora arredi e affreschi d’epoca. E, per finire in bellezza la giornata, non resta che distendersi sulla bella spiaggia sabbiosa che si estende da Capo Vescovado e Capo Noli, protetta da una piccola baia ad arco. Nel 2013 ha ricevuto la Bandiera Blu. E guardando le acque cristalline su cui si riflette il sole al tramonto si capisce subito il perché.


LIGURIA

Case variopinte a Varigotti

Le acque cristalline di fronte a Varigotti

Secondo giorno VERSO VARIGOTTI

CICCIARELLI DI NOLI IN CARPIONE

Il giorno seguente andiamo alla scoperta della Liguria più segreta, tra Noli e Varigotti, con il suo spettacolare entroterra, nota come le Tre Terre. Da Noli ci incamminiamo a piedi lungo l’antica via romana Julia Augusta per ammirare l’altopiano delle Mànie, apprezzato dagli appassionati di trekking, arrampicata e mountain bike. Saliamo fino alla frazione di Voze, tra filari di viti e ulivi, tra i quali fanno capolino panorami mozzafiato. Giunti sul crinale, la strada inizia a scendere e si toccano i borghi saraceni di Chien, Pino e Cà dei Mori, ricchi di storia. Arriviamo infine a Varigotti, pittoresca località lambita da spiagge di sabbia finissima. Il centro urbano si sviluppa attorno a via del Capo, da cui parte un reticolo di vicoli che sfociano in piccole piazzette. Del castello che proteggeva il borgo oggi rimane solo la torre di avvistamento. Nel borgo spicca la Chiesa di San Lorenzo Vecchio, la cui origine risale all’alto Medioevo, che merita una visita. Per ristorarci dalla camminata, invece, ci vuole una merenda ligure, a base di farinata e di fugassin, la pasta fritta di patate. INFO: www.turismoinliguria.it Il manettino posto davanti al cambio permette di sceglie tre modalità di guida: normal, dynamic e All Terrain. In Dynamic la Giulietta utilizza a pieno tutte le sue doti sportive. In All Terrain invece, ciò che cambia è il sistema che controlla lo slittamento delle ruote, che ci permette di guidare sicuri anche su terreni bagnati e ghiacciati.

Piatto popolare le cui origini risalgono al 600. Noli è presidio Slow Food per i cicciarelli, piccoli pesci di 15 cm che abbondano sulle coste liguri, dal 2014. INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 1 kg di cicciarelli freschi, 1 bicchiere di olio Evo, 100 gr di farina, 2 bicchieri di aceto, sale, olio per friggere. PREPARAZIONE Lasciate essiccare leggermente i cicciarelli su graticci di legno, in modo che perdano almeno il 15/20% del liquido. Infarinateli e friggeteli in abbondante olio bollente. Scolateli e asciugate l’olio in eccesso. Preparate un’emulsione di olio, aceto e sale. Disponete i cicciarelli in vasetti di vetro e ricopriteli con l’emulsione. IL VINO Pigato della Riviera Ligure di Ponente, un bianco aromatico dal colore paglierino e il sapore secco, ma delicato con un sottofondo amarognolo. Dove comprare: Azienda Vitivinicola Ravera Roberto, via Canepa 9, Noli (SV). Tel: 019/746624 web.tiscali.it/cantineravera/

COME ARRIVARE

Autostrada A10 Genova-Ventimiglia con uscita Spotorno. Poi si prende la via Aurelia e si seguono le indicazioni per Noli, distante circa 1 km.

DOVE MANGIARE

Ristorante Nazionale - Locale a conduzione familiare che offre ottimi piatti a base di pesce. Prezzo medio a persona da € 36, bevande escluse.

Corso Italia 37, Noli Tel: 019/748887

DOVE DORMIRE

Hotel Glicine*** - Offre camere arredate in colori pastello con wi fi gratuito. Doppia da € 75. Piazza Garibaldi 7, Noli Tel: 019/748168 - www.albergoilglicine.eu

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

Vista panoramica del borgo

UN MARE DI GUSTO

Castiglione della Pescaia, borgo medievale di 7500 abitanti che dista poco più di 20 km da Grosseto, può fregiarsi del primo posto sul podio di “Mare più bello d’Italia”, conferitogli da Legambiente e Touring Club nella Guida Blu. Non solo. Il suo centro medievale gli è valso un posto tra i Borghi più Belli d’Italia. Senza dimenticare la tradizione gastronomica: da qui infatti, passa la Strada del Pesce della Regione Toscana. Nei ristoranti si possono gustare fritture miste di paranza, gnocchi allo scoglio e spaghetti al nero di seppia, impepata di cozze o baccalà alla maremmana. Basta, tuttavia, addentrarsi nelle zone collinari, per trovare piatti legati alla tradizione contadina, come i tortelli maremmani, le pappardelle alla lepre, il cinghiale alle olive e le lumache in umido. Tra i salumi della Maremma, da non perdere le salsicce di cinghiale, la finocchiona, un salame ai semi di finocchio e il buristo, un insaccato di carne e sangue di maiale. Le origini del borgo risalgono ai Romani, che

fondarono la cittadina con il nome di Salembrum. Il fiore all’occhiello è però il Castello di Castiglione, costruito prima dai pisani, poi completato dagli Aragonesi sulla collina di Poggio Petriccio. Circondato da mura imponenti, consente di ammirare scorci superlativi sulla Maremma. Sempre nel centro storico, si trovano la settecentesca Chiesa di Santa Maria del Giglio, edificata all’interno della cinta muraria medievale, e la chiesa di San Giovanni Battista, rinascimentale, con il suo campanile a pianta circolare. Appena fuori dal centro abitato, la settecentesca Casa Rossa è la porta di accesso alla Riserva Naturale della Diaccia Botrona, che conserva i resti della vasta area paludosa dell’antica Maremma. Il pomeriggio è dedicato al relax. Lungo il litorale che si estende dalla foce del Bruna al Porto Canale e alla Darsena si divide in Spiaggia di Levante, più larga, e Spiaggia di Ponente, sovrastata dal Castello. Proseguendo a piedi verso nord, si trova il suggestivo scorcio del promontorio di Capezzòlo e la spiaggia di Riva del Sole. Il cambio doppia frizione Tct è accoppiato all’ottimo motore 1.6 Diesel da 120 Cv, con bella risposta ai bassi regimi e tanta coppia, fino a circa 4.000 giri. Molto bene in accoppiamento con il cambio, anche se preserva (giustamente) i fuori giri. In autostrada è silenzioso. Per i viaggi lunghi la Giulietta è più che fruibile. Eccellenti anche i consumi, meno di 6,25 litri per 100 Km.

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TOSCANA

Foto 1: Necropoli etrusca di Vetulonia, la “Via dei Sepolcri”

Secondo giorno VETULONIA, SULLE ORME ETRUSCHE

Percorriamo la Strada Provinciale delle Padule e in circa mezz’ora arriviamo a Vetulonia, un borgo medievale in cui sono ancora visibili le mura etrusche del VI secolo a.C. Vetulonia custodisce una delle più importanti e vaste necropoli etrusche. Le tombe monumentali sono disposte lungo la Via dei Sepolcri che si inoltra nella campagna costellata di uliveti e vegetazione a macchia. L’Area Archeologica di Costa Murata (ingresso libero, tutti i gg 1019) a cui si accede dalla piazzetta del cimitero, conserva la bella Tomba del Belvedere, quella della Pietrera, risalente al VII secolo e formata da due camere sovrapposte, la tomba del Diavolino e quella della Fibula d’Oro. Spostandosi nel centro abitato, invece, vale una visita il Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” (www.museoisidorofalchi.it) che conserva reperti etruschi tra cui spiccano i gioielli della Collezione Lancetti e la Stele del guerriero Aule Feluske. Scendendo lungo la via principale si arriva invece al quartiere di Poggiarello Renzetti, dove sono in corso scavi che han portato alla luce la Domus dei Dolia. INFO: www.turismocastiglionedellapescaia.it www.castiglionepescaia.it

COME ARRIVARE

Da Nord-Ovest, A11 Genova-Livorno, poi SS1 Livorno-Grosseto, uscita Follonica Nord e seguire indicazioni Castiglione della Pescaia. Da Nord, A1, Bologna-Firenze, poi SCG Firenze-Pisa-Livorno, poi SS1 Livorno-Grosseto, con uscita Follonica. Da Sud, E80 da Roma a Grosseto, uscita Grosseto Sud, indicazioni per Marina di Grosseto. Alla rotatoria SS 322 della Collacchie e seguire indicazioni per Castiglione della Pescaia.

Il castello e le mura medievali

BACCALÀ ALLA MAREMMANA INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 800 gr di baccalà, 4 cucchiai di farina, 300 gr di pomodorini, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 3 rametti di prezzemolo, sale e pepe, olio Evo, olio per friggere. PREPARAZIONE La sera precedente, mettete il baccalà in ammollo. Sciacquatelo, privatelo della pelle, asciugatelo e tagliatelo a pezzi. Infarinateli e friggeteli in olio ben caldo, poi toglieteli dalla padella e metteteli a scolare sulla carta assorbente. Tritate insieme la cipolla, il prezzemolo e l’aglio. Soffriggete il trito in una padella con due cucchiai di olio EVO. Tagliate i pomodorini in due, aggiungeteli e fate bollire per 10 minuti. Unite anche i pezzi di baccalà e fate insaporire per qualche minuto. Aggiustate di sale e di pepe. Servite con una spolverata di prezzemolo fresco. IL VINO Vermentino Doc della Maremma Toscana, un bianco dal sapore sapido e intenso, con note di pesca bianca, agrumi e rabarbaro. Dove comprare: Azienda Vinicola Cacciagrande, Loc. Ampio Tirli, Castiglione della Pescaia (GR). Tel: 0564/944168 www.cacciagrande.com

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Via Vittorio Veneto 68, Castiglione della Pescaia Tel: 0564/939812 - www.ristorantelarpione.it

Via Ponte Giorgini 29, Castiglione della Pescaia Tel: 0564/933466 - www.approdo.it

L’Arpione - Situato sul lungomare, offre un menù a base di specialità di pesce e della cucina tradizionale toscana reinterpretate dallo chef Jenel Grigore, insignito nel 2014 dal prestigioso riconoscimento “Stella della Ristorazione”. Prezzo medio a persona € 40, bevande escluse.

L’Approdo**** - In posizione strategica, nel centro storico, a 5 minuti dalla spiaggia e con vista sul porto canale, dispone di 50 camere e 35 monolocali con aria condizionata e wi-fi gratuito. A disposizione American Bar, parcheggio. Doppia da € 80. Sconti per le famiglie nel periodo estivo.

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ATRANI

Il borgo medievale sullo sperone di roccia

IL BORGO DEI DOGI

La spiaggia cittadina

Patrimonio dell’Umanità UNESCO per il suo passato ricco di storia, unita alla bellezza del suo paesaggio, Atrani vanta anche il primato di Comune più piccolo dell’Italia Meridionale (e secondo in tutto il paese) oltre a essere annoverata tra i Borghi più Belli d’Italia. Questo piccolo gioiello della Costiera Amalfitana ha conservato la struttura originaria medievale, fatta di vicoli, cortili, piazzette, archi, abitazioni addossate le une alle altre, collegate dalle caratteristiche “scalinatelle”, arroccate su uno sperone di roccia che si affaccia sulla spiaggia. Senza dimenticare la sua gustosa e robusta cucina, fatta di ricette tramandate tra le generazioni. Tra queste c’è O’Sarchiapone, a base di zucche verdi fritte con ripieno di carne e formaggi. E poi il pesce e i frutti di mare, i formaggi freschi delle vicine colline, la pasta fatta a mano come gli scialatelli e le laganelle, i corposi dolci, come il bocconotto o pasticciotto e la cassata. La

visita al borgo parte dalla centrale piazzetta, vivace ritrovo in tutte le stagioni grazie ai caratteristici locali con i tavolini all’aperto. Dalla piazza si accede direttamente alla spiaggia dal passaggio creato per mettere in salvo le barche dalle mareggiate. La striscia di sabbia, che in bassa stagione si colora delle barche dei pescatori, in estate diventa il ritrovo di giovani da tutte le parti del mondo. Per gli amanti delle immersioni, le grotte e gli anfratti della scogliera consentono di ammirare una ricca fauna marina, tra cui le elusive cernie. Attorno alla piazza si radunano le prime case dai balconi fioriti, che poi salgono lungo le pendici rocciose della collina, tra giardini e alberi di limone. Sulla piazza si affaccia la chiesa di San Salvatore De’ Birecto, costruita nel X secolo e completata in epoca barocca con la splendida facciata con la scalinata, l’atrio e l’orologio. Qui, ai tempi della Repubblica di Amalfi, venivano incoronati i Dogi e le loro ceneri riposano in quella che era la Cappella Palatina.

Gli interni sono ben assemblati e con un buon design, nonostante l’abbondante usi di materiali plastici duri. Le forme sono in ogni caso riuscite, e i controlli facili e intuibili. Dai controlli del clima all’infotainment è infatti tutto facilmente raggiungile e semplice da utilizzare. Unica nota negativa la scarsità di vani porta oggetti davanti alla bella leva del cambio. Per il resto i sedili e la posizione di guida ci hanno conviti: i sedili sono molto belli esteticamente (prerogativa Alfa da sempre) e ben profilati, nonché morbidi al punto giusto. La posizione di guida può sembrare inizialmente un pò alta per una macchina dall’accezione sportiva, ma le regolazioni del sedile del guidatore sono varie ed efficaci.

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CAMPANIA

Veduta aerea del borgo

La chiesa di San Salvatore de’ Birecto

O’ SARCHIAPONE

Secondo giorno TRA TORRI E GROTTE

Il giorno successivo è dedicato alla visita ai luoghi più interessanti di Atrani. Tra questi la Collegiata di Santa Maria Maddalena, patrona della cittadina, che si celebra con una grande festa il 22 luglio. L’edificio sorge sulle pendici del monte e spicca per la sua caratteristica cupola maiolicata e la torre campanaria a pianta quadrata in tufo bruno. Accanto alla chiesa c’è la grotta di Masaniello, dove pare si sia rifugiato il celebre rivoluzionario braccato dai soldati del viceré di Napoli. Poco distante, si trova la Casa di Masaniello, di proprietà della sua famiglia materna. Salendo sul Monte Aureo, poco oltre la via che collega Atrani ad Amalfi, si trova la Torre dello Ziro, che deve la sua fama alle vicende di Giovanna d’Aragona, duchessa di Amalfi, che risollevò economicamente il Ducato ma a causa del suo matrimonio con il maggiordomo Antonio Bologna fu rinchiusa dai suoi fratelli nella Torre, dove morì. Sotto si trova la pittoresca Grotta dei Santi, una cavità naturale che si apre su terrazze coltivate a limoni. Ultima testimonianza di quello che era un Monastero Benedettino del 986 d.C, conserva sulle pareti alcuni affreschi bizantini raffiguranti gli Evangelisti, ultima tappa della giornata. INFO: www.comune.atrani.sa.it e www.salernoturismo.it COME ARRIVARE

Da Nord, A1 con uscita Caserta Sud, poi A30 in direzione Salerno-Reggio Calabria, uscire a Salerno, poi prendere la SS 163 Amalfitana seguendo le indicazioni per Atrani. Da Sud, A3 per Napoli seguendo indicazioni per Salerno, poi SS 163 Amalfitana fino ad Atrani.

INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 2 zucche lunghe, 180 gr di carne macinata di vitello e maiale, 5 gr di pane grattugiato, 30 gr di Parmigiano Reggiano, 30 gr di mozzarella di Bufala campana a dadini, 30 gr di caciocavallo a dadini, 1 uovo intero, aglio e prezzemolo tritato, Passata di pomodoro, sale e pepe. PREPARAZIONE Sbucciate le zucche, svuotatele dai semi e tagliatele per il lungo in pezzi di 15 cm. Soffriggetele nell’olio fino a doratura. In una terrina amalgamate il macinato, l’uovo sbattuto, la mozzarella e il caciocavallo a dadini, il parmigiano, il pane grattugiato, l’aglio e il prezzemolo, il sale e il pepe. Riempite le zucche con il composto. Preparate una salsa di pomodoro condita a piacere con aglio e basilico o al naturale. Mettete i pezzi di zucca e la salsa in forno e cuocete a 180° per circa 30-40 minuti. IL VINO Furore Rosso, un vino secco dal colore rubino e dal caratteristico profumo di ciliegia e liquirizia. Dove comprare: Cantine Marisa Cuomo, via G.B. Lama 16/19, Furore (SA). Tel: 089/8304014 www.marisacuomo.com

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Via Dragone, Atrani Tel: 089/871840 - www.ristoranteparanza.com

Via Dei Dogi 45, Atrani Tel: 089/8736309 - www.larginefiorito.it

Ristorante A’Paranza - Segnalato da numerose guide, tra cui Michelin e Gambero Rosso, propone piatti a base di pesce in un ambiente intimo e riservato nel cuore del borgo. Menù da € 25 a € 44. Alla carta da € 27 a persona.

L’Argine Fiorito B&B - Bella struttura situata in un luogo tranquillo, tra Atrani e Amalfi. Le camere dispongono di bagno privato, balconcino e wi-fi gratuito. Doppia da € 90, tripla da € 120, colazione inclusa. Parcheggio a pagamento.

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PONZA

Il Grand Hotel Chiaia di Luna si affaccia sull’omonima spiaggia

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LAZIO

La Forna, secondo centro abitato dell’isola

La banchina del porto al tramonto

BELLA E SELVAGGIA

Una bellezza naturale di insenature, piscine naturali, scogli e mare cristallino, su cui si affacciano piccoli villaggi di pescatori dai muri colorati. Ponza, perla delle isole Pontine, si è meritata un posto d’onore tra i Borghi marinari più belli d’Italia. Si raggiunge da Napoli e dal litorale laziale grazie a un efficiente servizio di trasporti marittimi ed è l’ideale per trascorrere un weekend romantico, meglio se un po’ fuori stagione, prima dell’affollamento estivo. La cucina ponzese, poi, soddisfa sia gli amanti dei piatti di mare che quelli delle ricette di terra. Se il pesce è l’ingrediente principe di molti piatti, come i gustosi calamari ripieni alla ponzese, con uova, pinoli, parmigiano, aglio e prezzemolo, dall’entroterra arriva la tradizione contadina con la zuppa di lenticchie, il coniglio alla ponzese, il casatiello e le melanzane alla fornese. Senza contare i rinomati vini ponzesi, prodotti dalle vigne dell’isola. Chi al classico weekend di mare e spiaggia vuole abbinare anche passeggiate ed escursioni, può cominciare da Ponza Porto, il centro nevralgico dell’isola, con le case color pastello che sembrano guardare le barche che partono e arrivano. Qui i locali e i piccoli bar sono i luoghi di incontro di turisti e isolani e, soprattutto in estate, rimangono aperti fino a tarda notte. Da non perdere una cena a base di pesce in uno dei tanti ristorantini che si affacciano sul porto. Con una bella escursione a piedi lungo la rete di sentieri si può raggiungere invece l’area vulcanica, dove è possibile ammirare i due crateri che hanno dato vita all’isola, oggi colmi di acqua. Lungo il percorso, si possono scorgere piccoli e incantevoli villaggi che portano al punto più alto dell’isola, Monte Guardia, da cui ammirare uno splendido panorama. A piedi si raggiungono facilmente anche le frazioni di Santa Maria, I Conti e Santa Maria. Trasparenze

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Lo Scoglio della Tartaruga

Le Grotte di Pilato

ZUPPA DI PESCE ALLA PONZESE

Secondo giorno LE BELLEZZE DEL MARE

In auto si raggiunge La Forna, il secondo centro abitato più grande di Ponza. Qui si parcheggia e, in venti minuti, si raggiunge Lo Scoglio della Tartaruga, dal caratteristico colore verde, che domina l’orizzonte. Imboccando un piccolo sentiero si possono invece raggiungere le splendide piscine naturali mentre chi è più allenato, può intraprendere l’itinerario che conduce a Punta Incenso, da cui si gode una splendida vista sulla vicina isola di Gavi. Proseguendo ancora, si arriva alla pietrosa spiaggia di Punta Le Felici. Per pochi euro, si può invece chiedere un passaggio in barca per raggiungere le remote e incontaminate Cala Felci e la spiaggia di Lucia Rosa con i suoi suggestivi faraglioni. Tra le meraviglie dell’isola che meritano senz’altro una visita ci sono la Grotta della Maga Circe e le Grotte di Pilato, che si trovano sotto al cimitero di Ponza e sono state scavate nella roccia dai romani per allevare le murene. Un “tunnel” di 160 metri scavato nella roccia della scogliera consente di raggiungere la splendida e rinomata baia di Chiaia di Luna. Per i più romantici, c’è la Torre dei Borboni, oggi sede di un albergo, e che un tempo serviva per avvistare le navi dei pirati. INFO: www.prolocodiponza.it COME ARRIVARE

Ponza è collegata via mare a Napoli, Formia, Anzio e Terracina. Per Napoli: A1 Milano Napoli, poi indicazioni per Imbarco (Molo Mergellina). Per Formia: A1 Milano-Napoli, uscita Cassino e seguire indicazioni per Formia. Per Anzio: dal raccordo anulare di Roma uscita 26 per via Pontina SS148, poi prendere lo svincolo per Anzio. Per Terracina: da Roma SS146 Via Pontina in direzione Formia-Gaeta fino al porto. Oppure Autostrada Roma-Napoli e superstrada in direzione Terracina.

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INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 1 kg di pesci di scoglio (scorfani, tracine, fragolini), 240 gr di pomodori ciliegino pelati, 1 bicchiere di vino bianco, 1 cipolla, 1 spicchio d’aglio, 1 manciata di pinoli, 1 manciata di mandorle spellate, 5/6 olive di Gaeta, origano, olio Evo. PREPARAZIONE In una padella antiaderente fate imbiondire la cipolla tagliata sottile, i pinoli e le mandorle. Fate tostare. Squamate il pesce e aggiungetelo al soffritto, aggiungendo un bicchiere di vino bianco per sfumare. Aggiungete anche i pomodori ciliegino pelati, una manciata di capperi e le olive di Gaeta snocciolate. A fine cottura servite con una spolverata di origano e delle fette di pane tostato. IL VINO Fieno di Ponza Bianco IGT Lazio, un vino locale ricavato dalle viti di Biancolella di Ponza Forastere. Il gusto è fresco e dagli intensi aromi fruttati, ideale per accompagnare piatti di pesce e carni bianche. Dove comprare: Antiche Cantine Migliaccio, via Pizzicato 9 (Ponza). Tel: 339/2822252 www.antichecantinemigliaccio.it.

DOVE MANGIARE

Orestorante - Location romantica con terrazzi che si affacciano sull’isola. Pasti serviti in giardino. Il menù propone piatti di pesce dai profumi mediterranei. Aperto solo a cena. Menù da € 50 a persona, alla carta da € 64 Via Dietro la Chiesa 4, Ponza Tel: 0771/80338 - www.orestorante.it

DOVE DORMIRE

Grand Hotel Chiaia di Luna**** - Bella struttura con camere con vista sulla baia di varie metrature per venire incontro a diverse esigenze, dalla coppia alle famiglie. Doppia da € 168. Via Chiaia di Luna Tel: 0771/801113 - www.hotelchiaiadiluna.com


LA COMPAGNA DI VIAGGIO ALFA ROMEO GIULIETTA 1.6 JTDM TCT Il Restyling della Giulietta è arrivato con il lancio dell’Alfa Giulia, fiore all’occhiello della casa di Arese. Non può che farci piacere questa esaltazione del family feeling con la più grande del marchio. Certo è cambiata di poco, sono stai rivisti la calandra con griglia a nido d’ape e il nuovo paraurti anteriore che richiamano il leggendario trilobo frontale, ma questi particolari rendono ancora più riuscito un design esterno che secondo noi è il più riuscito della categoria. Debutta anche la motorizzazione che abbiamo avuto in prova, il 1.6 JTDm da 120 CV abbinato al cambio automatico Alfa TCT, che come già detto ci ha più che convinti. Sorpresa per noi l’efficacia dell’infotainment, sorprendente rapido e fluido, permette di collegare lo smartphone veramente in un attimo. I collegamenti sia con Android che con Apple cono incredibilmente veloci e stabili, sia tramite cavo USB che tramite Bluetooth. Il navigatore è chiaro e facile da utilizzare. Se vogliamo trovare un difetto, il sistema Uconnect ha una grafica poco raffinata, che

(solo esteticamente) lo rendono meno godibile e di certo è meno completo rispetto alle concorrenti più blasonate della categoria. Su strada, come detto in precedenza, la Giulietta ci ha convinti, è divertente, efficace e bella da utilizzare sia in città che non. Certo ancora siamo lontani dal sentire lo “spirito Alfa” che modelli precedenti e la più grande Giulia ci offrono. È comunque un ottima macchina, con un design esterno riuscito che non invecchia di un giorno. Inoltre è quel marchio sul volante al quale, in ogni caso, non riusciamo a resistere. L’Alfa Romeo Giulietta, in questo allestimento ci ha quindi più che convinti, 1.6 il diesel abbinato a questo cambio è infatti una combinazione vincente. I consumi, dichiarati dalla casa, si attestano a 4.9 litri per 100 chilometri (urbano), 3.3 litri per 100 km (extraurbano) e 3.9 litri per 100 km (misto). L’uso in città è comodo “con brio”, grazie alle coppia in basso, diverte tra le curve, ed è silenziosa nei viaggi più lunghi. Certo l’influenza Fiat si sente, ma forse aggiunge qualcosa invece di toglierla. Emanuele D’Argenzio

ALFA ROMEO GIULIETTA 1.6 JTDM TCT Cilindrata cm3 1598 Potenza max/regime 88 kW a 3750 giri/min Coppia max max/regime 320 Nm a 1750 giri/min Trazione Anteriore Velocità max 195 km/h Accelerazione 0-100km/h 10.2 secondi Dimensioni (cm) 435/180/146 cm Passo (cm) 263 Massa a pieno carico 1395 Prezzo 27.100 euro

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POLIGNANO A MARE

L’Arco della Porta Marchesale con la spiaggia cittadina

NEL BLU DIPINTO DI BLU!

Una scogliera a picco sul mare, acque limpidissime che gli hanno valso per nove anni di fila la Bandiera Blu e le misteriose grotte, Polignano a Mare è un gioiello della costa pugliese. Il borgo ha dato i natali a Domenico Modugno, la cui statua di bronzo sul lungomare lo ritrae quasi volesse abbracciare la città o, forse, quel “blu dipinto di blu” in cui si fondono il cielo e il mare. Polignano è anche un borgo da gustare: è Presidio Slow Food per le sue celebri carote, che spaziano dall’arancione alle diverse gradazioni di giallo fino al viola. Questa è anche la zona dove si produce il Negramaro, il celebre rosso pugliese, senza contare l’olio, i formaggi e il gelato, per cui Polignano è famosa. Nella Grotta Palazzese, poi, è ricavato l’omonimo ristorante, incluso tra i 25 più belli del mondo per la sua location spettacolare, la cui vista si affaccia su una spiaggetta di ciotoli. La visita al centro storico comincia dall’Arco della Porta Marchesale, fino al XVII secolo unico punto di accesso alla città.

Piazza San 76 Benedetto

Le case sembrano nascere dalla scogliera

Merita una sosta la bella chiesa Matrice, del 1295, dedicata all’Assunta, che si trova accanto alla bella Piazza Vittorio Emanuele II. Da non perdere una passeggiata sul Ponte dei Due Lungomari che unisce il Lungomare Ardito al Lungomare Cristoforo Colombo, per una visione superba della costa. Tra i monumenti naturali più suggestivi c’è lo Scoglio dell’Eremita, un isolotto divenuto emblema cittadino. Andando per spiagge, tra le più belle c’è Lama Monachile, una distesa di sassi bianchi che si trova a due passi dal centro storico e prende il nome dal ponte che la sovrasta, vestigia dell’antica via Traiana. La selvaggia Cala Grottone è invece meta degli appassionati di tuffi, che amano cimentarsi in evoluzioni dalla scogliera. Per chi invece preferisce le immersioni, c’è Cala Incina, dai fondali spettacolari. Al punto che molte coppie li scelgono per un insolito matrimonio sottomarino con muta e bombole! Per le famiglie, invece, l’ideale sono le spiagge sabbiose di Porto Cavallo e Lido San Giovanni, a tre km dal centro.


PUGLIA

Monumento a Domenico Modugno

Il ristorante Grotta Palazzese

Secondo giorno DA SAN VITO ALLE GROTTE

Percorrendo la SS16 Adriatica, da Polignano raggiungiamo la frazione di San Vito. L’attrazione principale è l’Abbazia benedettina di San Vito Martire, risalente al X secolo, con il suo splendido campanile in raffinato stile barocco leccese. Il 14,15 e 16 giugno, qui si svolge la Festa del Patrono. Il 14 pomeriggio, dal piccolo porto parte la zattera con l’effigie di San Vito che viene portata in processione fino alla spiaggia di Cala Paura. Per quanto riguarda le spiagge, vicino all’abbazia si trova la spiaggetta di San Vito con la Torre di Avvistamento, fatta costruire dai monaci nel XVII secolo. Attraverso una stradina si raggiunge a piedi anche la spiaggia di Porto Cavallo e la caletta sabbiosa di Porto Contessa. Dalla spiaggia di San Vito partono anche le escursioni in barca di circa 90 minuti, per andare alla scoperta delle grotte. Tra le più belle ci sono la Grotta delle Rondinelle, la Grotta delle Monache, Grotta Artito e la Grotta dei Colombi, che spicca per i suoi splendidi riflessi colorati.

Polignano è raggiungibile in auto percorrendo la A14 Bologna-Ancona con uscita Bari Nord, oppure l’A1 Firenze-Roma, poi l’A2 Roma-Napoli, l’A16 Napoli-Canosa e poi l’A14 Canosa Bari con uscita Bari Nord. Da qui si prende la tangenziale verso Brindisi. Si segue la SS16 per 30 km fino all’’uscita Polignano a Mare. Da Taranto, SS100 con uscita Mottola, poi si segue per Noci-Putignano-Castellana Grotte-Polignano a Mare.

INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 300 gr di riso Carnaroli, 500 gr di cozze, 500 gr di patate, 3 pomodori tondi, 2 spicchi d’aglio, prezzemolo tritato, ½ cipolla bianca, 50 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato, 30 gr di pangrattato, 5 cucchiai di olio EVO, sale e pepe nero. PREPARAZIONE Pulite bene le cozze. Pelate le patate, i pomodori e le cipolle e tagliateli a rondelle sottili. Tritate anche l’aglio e il prezzemolo. Oliate una pirofila e iniziate mettendo sul fondo cipolla, aglio e patate disposte a raggiera, fate lo stesso con i pomodori e condite (sale, pepe, olio, aromi). Mettete anche le cozze crude e una manciata di riso crudo, ricoprendo tutta la superficie. Create un altro strato di patate e pomodori e condite nuovamente. Terminate gratinando con parmigiano e pangrattato, Versate altra acqua da un lato della pirofila fino ad arrivare appena al di sotto della gratinatura. Infornate a 200° per 60 minuti. IL VINO Negramaro, il rosso pugliese per antonomasia. Dove comprare: Azienda Agricola Lippolis, via Sarnelli 66, Polignano. Tel: 080/4247416 www.aziendagricolalippolis.it

INFO: www.polignanoamare.com

COME ARRIVARE

TIELLA BARESE

DOVE MANGIARE

Grotta Palazzese - Uno dei più bei ristoranti d’Italia, ricavato in una grotta a picco sul mare, già salone delle feste del Duca de Leto nel 1700. Menù degustazione e alla carta con piatti raffinati piatti gourmet. Menù degustazione da 4 portare € 110, da 6 portate da € 130. Via Narciso 59, Polignano Tel: 080/4240677 - www.grottapalazzese.it

DOVE DORMIRE

Covo dei Saraceni**** - Struttura costruita sulle falesie di Polignano, rinnovata nel 2002. Le camere di varie tipologie sono arredate in stile mediterraneo. A disposizione ristorante, american bar e sala congressi. Doppia da € 110. Via Conversano 1/a, Polignano Tel: 080/4241177 - www.covodeisaraceni.com

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SCILLA

Castello Ruffo

IL GIOIELLO DELLA COSTA VIOLA

Il borgo, situato tra lo stretto di Messina e il Mar Tirreno

Borgo marinaro dalle origini antiche, che si perdono tra storia e leggenda, Scilla, il cui nome evoca l’omonimo mostro marino dell’Odissea, è una rinomata località turistica della Costa Viola, che si estende tra lo Stretto di Messina e il Mar Tirreno. Proprio il panorama dello Stretto fa da sfondo a questo splendido borgo, situato a circa 22 km da Reggio Calabria. Qui si viene non solo per lo splendido mare cristallino dalle sfumature verdi, ma anche per le bellezze storiche e architettoniche. Il centro storico vanta palazzi del Seicento e del Settecento ancora ben conservati. Da Piazza San Rocco, da cui inizia la nostra visita, si accede a un belvedere da cui ammirare la spiaggia sottostante. Sulla piazza si affacciano anche il Municipio e la Chiesa di San Rocco, patrono della cittadina, con la sua facciata neoclassica. Lasciamo la piazza e ci incamminiamo lungo via Minasi fino ad arrivare a un punto panoramico da cui ammirare una superba visione dello Stretto di Messina. Torniamo

Panorama di 78Chianalea, la “piccola Venezia”

verso la piazza e percorriamo la strada in discesa che porta alla spiaggia di Marina Grande. Lungo il percorso, incontriamo la Chiesa Parrocchiale di Scilla, la Chiesa Matrice. Arriviamo all’ingresso al Castello Ruffo (aperto tutti i gg 9.30-13.40 e 15 – 19; intero € 2, gratuito fino a 10 anni), un’imponente fortificazione che domina il promontorio che divide le due spiagge di Marina Grande e Chianalea. Le prime testimonianze di un avamposto fortificato per difendersi dagli attacchi dei pirati risalgono al 493 a.C. Danneggiato da un terremoto nel 1783 e nel 1908, è stato in seguito restaurato. La parte superiore ospita il faro della Marina Militare. All’interno, invece, è ospitato il Centro Regionale per il recupero dei Centri Storici Calabresi. Fulcro del divertimento è invece la bella spiaggia di Marina Grande, lunga 800 metri, con tratti attrezzati e altri liberi. La sera, il lungomare si anima grazie ai locali, tra bar e ristoranti, che costellano la via. E, a proposito di cibo, Scilla è famosa per i suoi piatti di pesce, sempre freschissimo.


CALABRIA

Veduta del borgo con il Castello dei Ruffo

Le acque cristalline lambiscono il borgo

Secondo giorno CHIANALEA, LA PICCOLA VENEZIA

Una giornata da vivere con lentezza, per visitare Chianalea, splendido borgo di pescatori a nord del territorio comunale di Scilla. Viene chiamata “piccola Venezia” per la caratteristica delle sue abitazioni, lambite dalle acque del mare e separate le une dalle altre da strette viuzze che si possono percorrere solo a piedi o in bicicletta. L’attività principale qui è la pesca e non è difficile ammirare i pescatori all’opera con le loro reti. Chi lo desidera, può provare anche l’emozione di partecipare a una battuta al pesce spada a bordo di una “Passerella”, la caratteristica motobarca che prende il nome dal ponticello di 20 metri che sporge dalla prua e dotata di un’antenna traliccio per l’avvistamento. Una delizia da non perdere è il panino con il pesce spada che si gusta da Civico 5 (Via Grotte 5, tel 346/1720399), un bar paninoteca che lo propone in diverse varianti. La giornata termina con qualche ora di relax presso il Lido Chianalea, l’unico con la barriera antimeduse, che sorge presso Cala delle Feluche. Gli amanti delle immersioni, invece, possono esplorare i fondali con gli esperti del Scilla Diving Center (www.scilladiving.it). INFO: www.reggiocalabriaturismo.it/scilla www.lachianalea.it/noturismo.it COME ARRIVARE

In auto: autostrada Salerno-Reggio Calabria, uscita Scilla. Dal centro del paese, proseguendo verso Marina di Scilla, dopo pochi minuti si arriva a Chianalea. In treno: collegamenti per Scilla dalle stazioni di Reggio Calabria, Lamezia Terme e Villa San Giovanni. In aereo: collegamenti dalle principali città italiane per gli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria.

INVOLTINI DI SPADA ALLA SCILLESE INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 800 gr di pesce spada in fette sottili, 6 pomodori pelati, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo tritato, capperi e olive verdi, 1 peperoncino rosso piccante, olio Evo, ½ tazzina di aceto di vino bianco, sale e pepe, 2 cucchiai di pangrattato e 2 di parmigiano grattugiato. PREPARAZIONE Spezzettate l’aglio e soffriggetelo con l’olio in un tegame. Aggiungete i pomodori pelati a filetti, il prezzemolo tritato, le olive a pezzetti, i capperi, il peperoncino e un pizzico di sale. Cuocete fino a ottenere una salsina. In una terrina unite il pangrattato, il parmigiano, altro prezzemolo tritato, sale e pepe e un goccio d’olio e uno di acqua. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo. Eliminate la pelle dalle fette di spada, distribuite il composto su ognuna, avvolgetele su loro stesse e chiudetele con uno stecchino. Bagnate gli involtini con l’aceto e metteteli a cuocere nella salsa. IL VINO Armacia IGT della Costa Viola. Dove comprare: Casa Vinicola Criserà, via Militare 10, Catona (RC). Tel: 0965/302683 - www.vinicrisera.it

DOVE MANGIARE

Lo Scoglio di Ulisse - Splendido ristorante ospitato in un antico palazzo, in posizione unica. I pasti sono serviti in estate sulla pedana a mare posto di fronte al locale. Menù raffinato con piatti di mare e primi tradizionali arricchiti con spezie calabresi. Ampia carta dei vini. Costo medio a persona da € 60, bevande escluse.

DOVE DORMIRE

Hotel U’Bais**** - A breve distanza dalla spiaggia, è arredato con mobili d’epoca e immagini della storia di Scilla. A 100 metri, ristorante dell’hotel con specialità calabresi. Doppia da € 80, tripla da € 95. Via Nazionale 65, Scilla Tel: 0965/704300 - www.ubais.it

Via Annunziata 91, Chianalea di Scilla Tel: 340/8461707

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MARZAMENI

Piazza Regina Margherita

L’ANTICA TONNARA

Resti della città greca nell’Oasi Faunistica di Vendicari

Il suo nome deriva dall’arabo Marsa al hamen è significa “rada delle tortore”. Il perché è facilmente intuibile soprattutto in primavera, quando questi delicati uccelli si fermano numerosi nel centro storico. Marzameni, situato nell’estrema parte meridionale della Sicilia, in provincia di Siracusa, ha origini che risalgono attorno all’anno Mille, quando il primo insediamento arabo si è sviluppato intorno a una tonnara, principale fonte di sostentamento per i pescatori. In seguito, la tonnara di Marzameni è diventata la seconda più importante della Sicilia, dopo quella di Favignana, ed è stata dismessa solo pochi anni fa, rimanendo comunque un’attrazione per quanti si lasceranno incantare da questo borgo dal fascino antico, dalle atmosfere quasi africane. Proprio il tonno è uno degli ingredienti principali della cucina locale e viene ancora cucinato secondo tradizioni antichissime. Tra le eccellenze, ci sono anche i pomodori ciliegino di Pachino e il celebre Nero d’Avola. Un’altra

La costa dell’Oasi 80 Faunistica di Vendicari

caratteristica di Marzameni, inoltre, è quella di essere divisa in due parti, di cui una appartiene al Comune di Pachino e l’altra a quella di Noto. Il nostro percorso di visita parte dalla centrale Piazza Regina Margherita, cuore del borgo marinaro. Qui si affaccia il Palazzo del Principe di Villadorata, residenza estiva del nobiluomo proprietario della tonnara, che domina la piazza e due chiese, entrambe dedicate al patrono della città, San Francesco di Paola. Tutt’attorno, si sviluppano le case dei pescatori, che accompagnano il visitatore verso i due porticcioli di Fossa e Balata. Quest’ultimo, in particolare, ha fatto da set a registi del calibro di Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores e i fratelli Taviani. Di fronte si trovano le piccole e incontaminate Isola Grande e Isola Piccola. Proprio le spiagge lambite dal mare turchese sono un’altra eccellenza del borgo. Di fronte si trova la Spinazza, in parte libera e in parte attrezzate. Poco distante, spicca la bella spiaggia di Pachino con la sua sabbia candida.


SICILIA

La Torre Sveva

La tonnara di Vendicari

Secondo giorno L’OASI FAUNISTICA DI VENDICARI

In poco più di un quarto d’ora, percorrendo prima la SP85 e poi la SP19 da Marzameni e Noto, arriviamo alla Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari (www.riserva-vendicari.it) una spettacolare zona umida costiera di 1450 ettari istituita nel 1984 e habitat naturale di aironi, cigni reali, oche e fenicotteri e altri uccelli migratori che nidificano nelle aree paludose. Il mare, invece, con fondali bassi ricchi di posidonia, è popolato da tartarughe marine e pesci multicolori. Si possono scegliere tre diversi itinerari da fare a piedi. L’Itinerario Verde, di circa 5 km, parte dalla Cittadella Maccari, vicino alla spiaggia di San Lorenzo, e tocca la Trigona, le Necropoli bizantine e la Tonnara di Vendicari. L’Itinerario Arancio, invece, si snoda per 4,38 km e consente di visitare la Tonnara, la Torre Sveva, a spiaggia di Vendicari e quella di Calamosche. Infine, l’Itinerario Blu, tocca la zona nord della Riserva, partendo dalla spiaggia di Eloro, gli scavi della città greca per poi arrivare alle spiagge di Marianelli e di Calamosche. INFO: www.marzameni.com www.siracusaturismo.net

COME ARRIVARE

Con auto a seguito si può raggiungere in traghetto Palermo o Catania da Genova, Livorno, Civitavecchia e Napoli con Grimaldi Lines (www. grimaldi-lines.com ), TTT Lines (www.tttlines.com) e GNV (www.gnv.it). Si deve poi raggiungere Siracusa con la A19 Palermo-Catania in direzione Catania, poi si prende l’autostrada Siracusa-Gela, con uscita Noto e la SP19 seguendo le indicazioni prima per Pachino, poi per Marzameni.

CAVATELLI CON BOTTARGA, MANDORLE E CILIEGINI INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 500 gr di cavatelli freschi, o 300 di cavatelli secchi, 100 gr di bottarga di tonno, 50 gr di mandorle, 10 pomodori ciliegini, 2 spicchi di aglio, olio Evo, prezzemolo, pepe. PREPARAZIONE Fate rosolare in una padella l’aglio con l’olio EVO, poi aggiungete i pomodorini lavati e tagliati in quattro e fare cuocere a fuoco medio. A metà cottura, aggiungete le mandorle spellate e tagliate a pezzetti e fate cuocere ancora per 10 minuti. Nel frattempo, lessate i cavatelli, scolateli al dente e versateli nella padella con un po’ dell’acqua di cottura. Aggiungete una generosa spolverata di bottarga grattugiata. Saltate per un paio di minuti e servite con una spolverata di pepe e di prezzemolo tritato. IL VINO Nassa IGT delle Terre Siciliane, un bianco dal colore paglierino e dal sapore aromatico e fruttato. Dove Comprare: Feudo Ramaddini, Contrada Lettiera, Marzameni (SR). Tel: 0931/1847100 www.feudoramaddini.com

DOVE MANGIARE

Cortile Arabo - Lo chef Massimo Ciaquinta realizza piatti ispirati alla tradizione siciliana a base di pesce ed erbe provenienti dall’erbario del ristorante. Prezzo a persona da € 40 a € 55. Piazza Villadorata, Marzameni Tel: 0931/841678 - www.cortilearabo.it

DOVE DORMIRE

B&B Le Maree - Bella e curata struttura su tre livelli con camere di diversi tipi arredate in colori naturali, tutte con balcone privato con tavolo e poltroncine. A pochi passi dalla spiaggia. A disposizione, sala comune, piscina e ampia hall con vetrate a vista sulla baia. Doppia con colazione da € 100. Via Montoneri 18, Marzameni Tel: 327/4540457 - www.lemareebb.com

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BOSA

Salita al Castello Malaspina

IL BORGO SUL FIUME

Le tipiche case colorate vegliate dall’imponente Castello Malaspina

Tra Alghero e lo stagno di Cabras, sorge Bosa, un borgo unico nel suo genere, le cui origini risalgono ai Fenici. Il centro abitato si sviluppa tra le rive del fiume Temo, l’unico navigabile in Sardegna, e la costa. L’ingrediente principe della cucina bosiana, quindi, non può essere che il pesce: ottimo il tonno alla bosana, ma anche il polpo all’agliata, l’aragosta, le cozze, la bottarga e la zuppa d’astice. Il piatto più antico di Bosa è invece S’Azzada, di origine fenicia. Si gusta freddo ed è a base di razza, aglio, aceto e pomodorini. Dall’interno arriva invece la favata, i formaggi e le ricette a base di agnello. Imperdibili i dolci, come le seadas e le friscionas, le frittelle lunghe e a spirale. Di qui passa anche la Strada della Malvasia, il vino dolce che bene si accompagna alla piccola pasticceria, ma anche ai formaggi. La nostra visita di Bosa parte dal maestoso Castello Malaspina che domina la città dal colle di Serravalle. Costruito dalla potente famiglia pisana dei nel 1112, si raggiunge in 15

Alba sul borgo 82

minuti dal centro abitato, salendo tre lunghe scalinate, che attraversano le strette vie del borgo. All’interno delle mura si trova anche la chiesa di Regnos Altos, fatta edificare nel XVI secolo dagli aragonesi. Scesi dalla strada panoramica che costeggia il Temo, arriviamo nella città vecchia, con le splendide stradine di pietra e le case dai colori vivaci. Dall’altra parte del fiume, invece, si affacciano le abitazioni dei pescatori. Tenendo il borgo a sinistra arriviamo alla Cattedrale dell’Immacolata, del 1800. Lungo Corso Vittorio Emanuele II, ammiriamo splendidi palazzi adornati da stemmi e balconi in ferro battuto, tra cui Casa Deriu: sede del Museo Civico, ospita mostre dedicate all’arte contemporanea, come una collezione di dipinti e ceramiche di Melkiorre Melis, e all’artigianato locale, quali la filigrana e il filet, il tradizionale ricamo con l’ago su una rete a maglie larghe. Scendendo verso Bosa Marina, nei pressi della spiaggia si trova la Torre Aragonese, una delle più grandi della Sardegna, decorata all’interno in stile catalano-aragonese.


SARDEGNA

Il colle di Serravalle con il castello Malaspina

La torre del castello Malaspina

Secondo giorno A SCOPRIRE LE SPIAGGE PIÙ BELLE

Tutta la Sardegna è famosa per le sue spiagge e Bosa non fa eccezione. Ecco, allora, una seconda giornata dedicata alla scoperta di quelle più belle. Oltre a Bosa Marina, la spiaggia cittadina, c’è la splendida Cala di Compoltitu, una mezzaluna di sabbia candida lambita da acque cristalline circondata da una fitta vegetazione. Si raggiunge in auto percorrendo la strada da Bosa verso Alghero. All’altezza del Km 5 si parcheggia l’auto in uno spiazzo e ci si incammina a piedi per circa 10 minuti in direzione della spiaggia. Sempre prendendo la strada verso Alghero, dopo circa 7km si arriva invece alla spiaggia di Torre Argentina con calette divise da scogli e un fondale ricco di pesci, ideale per gli amanti dello snorkeling. A circa 4 km da Bosa si trova anche la spiaggia S’Abba Druche, con il suo mare verde azzurro e i fondali rocciosi. È anche un importante sito archeologico per le sue vasche risalenti al periodo nuragico. INFO: www.bosaonline.com

FRITTELLE LUNGHE DI BOSA INGREDIENTI (PER 6 PERSONE) 750 gr di farina 00, 250 gr di farina di semola, 1 cubetto di lievito di birra, 3 cucchiai di zucchero, 1 bicchierino di acquavite o di liquore all’anice, 1 uovo, 400 ml di latte, 300 ml d’acqua, scorza grattugiata di 1 arancia e di 1 limone, 1 pizzico di sale, zucchero semolato PREPARAZIONE Mescolate i due tipi di farina con l’acqua tiepida e il sale e lavorate l’impasto finché non diventa elastico. Aggiungete l’uovo e lo zucchero e continuate a impastare. Sciogliete il lievito nel latte tiepido, poi aggiungetelo all’impasto. Aggiungete anche la scorza di arancia e di limone e il liquore. Lasciate lievitare per circa 90 minuti. Mettete un imbuto nell’acqua calda, poi riempitelo con il composto. In una padella mettete l’olio per friggere e lasciate colare l’impasto dall’imbuto creando delle spirali. Girate le frittelle per cuocerle da entrambi i lati. Servite con una spolverata di zucchero semolato. IL VINO Malvasia di Bosa DOC Dove Comprare: Cantina Columbu, via Carmine 104, Bosa. Tel: 0785/605827 www.malvasiacolumbu.com

COME ARRIVARE

La Sardegna si raggiunge in traghetto con auto a seguito sulle linee Livorno-Olbia, CivitavecchiaOlbia o Genova-Porto Torres. In auto: da Olbia, SS199, poi al bivio per Mores SS131 e al km 148 bivio per Macomer-Bosa. Da Porto Torres: SS131 e al km 148 bivio Macomer-Bosa. Da Oristano, SS292 in direzione Cuglieri-Tresnuraghes-Bosa Marina. Da Alghero, SP42 seguendo le indicazioni per Bosa.

DOVE MANGIARE

DOVE DORMIRE

Via Sant’Ignazio 33, Bosa Tel: 0785/374129 - www.ristorantebosa.it

Via Lungo Temo De Gasperi 45, Bosa Tel: 0785/377058 - www.albergo-diffuso.it

Ristorante Borgo Sant’Ignazio - Ai piedi del castello Malaspina offre piatti di pesce e tipici bosiani, con pasta fatta in casa. Prezzo medio da € 25 a € 50.

Hotel Corte Fiorita Albergo Diffuso*** - Distribuito in tre diversi edifici storici, si affaccia sul fiume Temo ed è a pochi passi dal borgo medievale e dal mare. Doppia da € 94,50; tripla da € 108.

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CASTELSARDO

Castelsardo si affaccia sul Golfo dell’Asinara

Il porto di Castelsardo si affaccia sulle acque trasparenti 84


SARDEGNA

La torre al tramonto

Le case colorate del borgo

LA ROCCA SUL MARE

Bandiera Blu del Touring Club Italiano e terzo posto tra i “Borghi più belli d’Italia”, Castelsardo è un borgo marittimo del Nord della Sardegna arroccato su un promontorio che si affaccia sul Golfo dell’Asinara. Si divide in Pianedda (la parte più moderna) e Casteddu, e il quartiere antico della Cittadella dove si sviluppano le case dai muri colorati. La visita al borgo medievale inizia dal Castello dei Doria, che domina il promontorio: costruito dalla nobile famiglia genovese nel XII secolo, consente di ammirare un panorama superbo della costa settentrionale e l’isola dell’Asinara. Il castello ospita il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, che mostra la storia dell’intreccio a spirale e dell’intreccio a incrocio, usati ancora oggi per realizzare tetti, stuoie, cesti e nasse per la pesca. Tra gli edifici religiosi, meritano una sosta la Chiesa di Sant’Antonio Abate, patrono della città. Costruita nel 1503, è visibile dal mare grazie al suo campanile in maioliche colorate. Poco più avanti, la Chiesa di Santa Maria è sede della Confraternita di Santa Croce e custode delle sacre rappresentazioni della Settimana Santa. Tra i molti tesori qui conservati c’è il famoso Cristo Nero, un crocifisso di legno del Trecento che viene portato in processione durante la festa di Lunissanti. Dopo una visita al borgo, è ora di pranzo. A fare da principe alla tradizione culinaria sono il pesce e i crostacei. In estate, sulle tavole domina l’aragosta alla castellanese, ma anche la zuppa alla castellanese, a base di pesci di scoglio. Ottimo anche il risotto al nero di seppia. In pomeriggio ci possiamo godere la spiaggia. Tra le più belle c’è Lu Bagnu, che nasce all’estremità del Golfo dell’Asinara, mentre a est del centro storico, si trova invece Cala la Vignaccia circondata da una natura selvaggia e con fondali verde azzurri, ideali per lo snorkeling. Il Castello dei Doria

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La Roccia dell’elefante

Il Nuraghe paddaggiu

Secondo giorno QUATTRO PASSI NEL NEOLITICO

Da Castelsardo prendiamo la SS134 per Sedini. Dopo circa 4 km, appena dopo l’incrocio per Valledoria, spunta la famosa Roccia dell’Elefante, dalla caratteristica sagoma che ricorda un pachiderma. Di fronte, si trovano due Domus de janas, le leggendarie “case delle fate”, nelle quali sono conservati alcun bassorilievi. Proseguendo per Valledoria, dopo circa 1 km, arriviamo al Nuraghe Paddaggiu, un nuraghe monotorre tra i meglio conservati della Sardegna del Nord. Attorno alla torre, in direzione nord, si trovano i resti di un villaggio di capanne. Un’altra bella escursione da fare in giornata è quella che da Castelsardo porta alla cima di Monte Ossoni, che si raggiunge percorrendo per circa 20 km la SS134). Qui si trova la Muraglia Megalitica di Monte Ossoni, lunga 58 metri e alta 2,4 e costruita con grossi massi. Risale al III millennio a.C ed era posta a difesa di un villaggio preistorico. INFO: www.castelsardoturismo.it

ZUPPA DI PESCE ALLA CASTELLANESE INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 2 kg di pesce tra polipo, seppie, orata, scorfano, triglie, cozze, vongole e granchi, 1 bicchiere di vino bianco secco, 500 gr di pomodori pelati, 1 cipolla, 3 spicchi d’aglio, 1 peperoncino rosso, olio Evo, sale e pepe. PREPARAZIONE Sbucciate l’aglio, affettate la cipolla e soffriggeteli nell’olio di oliva. Fate imbiondire, poi aggiungete prima il polipo e le seppie puliti e tagliati a listarelle. Fateli rosolare e sfumate col vino bianco. Schiacciate i pelati con una forchetta e aggiungeteli, mettete anche il peperoncino intero. Aggiungete le orate, gli scorfani e le triglie. Aggiungete a mano a mano che proseguite nella cottura qualche mestolo di acqua calda. Salate e pepate e lasciate cuocere senza mescolare per non rompere il pesce. Negli ultimi minuti di cottura, aggiungete anche le vongole e le cozze pulite. Servite calda accompagnata da fette di pane abbrustolito e con una goccia di olio di oliva. IL VINO Juliola Isola dei Nuraghi, un bianco secco dal colore paglierino. Dove comprare: Azienda Vitivinicola Ligios, C.so Europa 111, Valledoria (SS). Tel: 329/6724241 - www.cantinaligios.it

COME ARRIVARE

La Sardegna si raggiunge in traghetto con auto a seguito sulle linee Livorno-Olbia, CivitavecchiaOlbia o Genova-Porto Torres. In auto: Da Porto Torres si prende la SS200 seguendo per Castelsardo. Da Olbia: SS 125 Arzachena-Palau. Da Palau si seguono le indicazioni per Santa Teresa di Gallura e poi per Castelsardo. Da Sassari SS 131 per Porto Torres e SS200 per Castelsardo.

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DOVE MANGIARE

Il Cormorano - In splendida posizione, ai piedi della rocca medievale, offre un menù che varia a seconda delle stagioni, di carne e di pesce. Ricca carta dei vini. Menù a pranzo da € 20; alla carta da € 44. Via Colombo 5, Castelsardo Tel: 079/470628 - www.ristoranteilcormorano.net

DOVE DORMIRE

Hotel Rosa dei Venti*** - Situato di fronte alla bella spiaggia di Lu Bagnu, offre camere ampie e spaziose, alcune con vista mare. Tutte dispongono di wi-fi gratuito e TV satellitare. Family room da 3 o 4 posti per chi viaggio coi bambini. Doppia con colazione da € 109, doppia con vista mare da € 114. Corso Italia 47, loc. Lu Bagnu (Castelsardo) Tel: 079/474255 - www.hotelrosadeiventi.com


IL PARCO DEL VESUVIO

IL VERDE SI ADDICE AL VESUVIO La missione di un parco è quella di preservarne la natura il più possibile, di non inquinarla. E il parco del Vesuvio, forse il vulcano più amato al mondo, è un'oasi in un territorio che nel passato è stato iper urbanizzato e iper cementificato. Il parco oggi è come una verde corona, ricca di diversità, che incornicia il Vesuvio, e il giovane Presidente Agostino Casillo vuole proteggerlo per farlo essere sempre più sostenibile, sempre più green.

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Il Vesuvio visto dai Monti Lattari della costiera

Il giovane Presidente del Parco, Agostino Casillo

Turisti che salgono verso il cratere

Credo che il Vesuvio sia uno dei vulcani più famosi al mondo. Lei è il presidente del parco che lo racchiude, sente questa responsabilità? Certo, è una grande responsabilità. Sono stato molto orgoglioso quando il ministro mi ha conferito questo incarico, anche perché sono nato e vivo qua: è la mia terra. Voglio migliorare questo parco che ha tanti problemi ma potenzialità enormi, per prima quella di avere al suo interno, appunto, uno dei vulcani più famosi al mondo. Lei è giovane e con idee “green”, come pensa di migliorare la sostenibilità del parco? Innanzi tutto la mission principale è quella della tutela della biodiversità, dello sviluppo sostenibile di un’area tra le più antropizzate. La grande sfida è far diventare il parco centro di nuove politiche di sviluppo fondate sulle green e white economy. Su tre grandi direttrici: una è quella del turismo sostenibile, trasformando i flussi turistici, che non riusciamo ad oggi a far permanere in maniera stabile sul territorio. Abbiamo Il secondo polo di attrazione turistica della Campania, (850.000 turisti all’anno al cratere), ma non ancora un sistema di ricettività adeguata in tutti i comuni del parco. Quindi, dobbiamo riuscire a favorire la nascita di piccole attività ricettive, come B&B, riqualificando i volumi esistenti senza edificare nuove costruzioni. Ad esempio offrendo ai turisti “il tramonto sul Vesuvio”? Sì, proprio così. Siamo lavorando in collaborazione con Scabec, braccio operativo dei sistemi culturali della Regione Campania, ed il presidio delle Guide Vulcanologiche per avere nei primi giorni di settembre tre giorni di visite notturne al cratere.

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Il Golfo di Napoli visto dal Vesuvio

Ci sono state critiche per i parcheggi, per l’accoglienza dei turisti… Sì le conosco, tuttavia abbiamo cercato di intervenire e dal primo giugno sono state installate nuove toilette e stiamo lavorando con il Comune di Ercolano per partire dopo la stagione estiva con una sperimentazione su mobilità e parcheggi. Per un Vesuvio Green, sarebbe giusto entrare nel parco con auto ibride ed elettriche, corretto? Sicuramente il problema della mobilità specie al cratere è un grande tema, perché ad oggi arrivano tantissimi autobus. Ci sono giorni nei quali arrivano 3-4.000 persone. Il nostro progetto è creare una stazione di interscambio a valle, con parcheggi dove si arriva con auto e bus tradizionali, e dove la salita sarà garantita con navette elettriche. Si parla della gestione di un flusso molto importante, però siamo già proiettati verso una mobilità sostenibile. A una delle due porte del Parco è presente un servizio di navette diesel Euro 6, più ecologiche di quelle precedenti, con un impatto ambientale ridotto. Ma nel mio progetto c’è la speranza di usare un veicolo elettrico, io stesso vorrei un’auto elettrica, mi sento un profanatore a usarne una con motore termico. L’obiettivo è un Vesuvio Green dove anche le auto siano green.

Un esempio di una vettura green è la multispace Citroen E-Berlingo

Cono del Vesuvio

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Eccellenze del Vesuvio: il pomodorino del piennolo

Speriamo. Quale altro obiettivo green ha oltre all’uso di veicoli elettrici? Stiamo lavorando a un grande progetto di educazione ambientale nelle scuole. Perché è un aspetto che spesso nel passato si è dimenticato, ma la mission educativa dei parchi naturali è sancita proprio nell’articolo 1 della 394: i parchi devono fare educazione ambientale, devono orientare le giovani generazioni a comportamenti green e rispettosi dell’ambiente. Quello del Vesuvio è forse fra i più fertili al mondo, quali sono le vostre specialità eno-gastronomiche? La fertilità dei territori vulcanici per noi è una risorsa. Abbiamo recuperato negli anni una grandissima eccellenza quale “il pomodorino del piennolo”, che è anche DOP, e che in 10/15 anni è riuscito ad essere uno dei prodotti più ricercati, anche da grandi chef. Ha caratteristiche organolettiche d’eccellenza e poiché ha un contenuto d’acqua bassissimo, il sapore è molto intenso e può essere conservato fino a Dicembre. Così a Natale le famiglie possono gustare questo pomodorino, di mantenimento tanto longevo. Un’altra grande eccellenza è il vino: ci sono tracce di antiche ville rustiche nel territorio del parco che risalgono al periodo romano, quando già questo era un territorio di produzione del vino. La nostra eccellenza odierna è il “Lacryma Christi”. Con il Consorzio di tutela si sta cercando di mettere in campo dei progetti comuni per una maggiore qualità e una migliore distribuzione nel parco stesso.

I l vino Lacryma Christi

Ci sono delle vigne proprio dentro il parco? Assolutamente sì, abbiamo oltre 150 ettari di vigneto all’interno del parco. Avere una produzione all’interno di un’area protetta è un valore aggiunto. Questo vale per tutti i prodotti agricoli. Infatti stiamo puntando a riprendere il progetto del marchio del parco, accantonato a seguito di una direttiva europea. Oggi sembra che la normativa permetta di ripartire. Dopo il pomodorino e il Lacryma Christi? Da pochi mesi si sta iniziando a rilanciare il l’albicocca dal Vesuvio, un’altra grande eccellenza, attraverso la nascita del presidio slow food. Una delle nostre famose albicocche è la “Pellecchiella”. Se la si assaggia si capisce perché va salvata e tutelata. Per quanto riguarda il formaggio? Purtroppo gli allevamenti nel nostro parco sono del

90del Vesuvio L'albicocca


tutto scomparsi, bisognerebbe capire come provare a reinserirli. Ma è importante ricordare che l’azienda Auricchio è nata a San Giuseppe Vesuviano e seppur si sia spostata a Cremona, resta comunque una nostra eccellenza, uno dei prodotti italiani più famosi all’estero. Il parco ha una sua unicità, un suo primato? Siamo uno dei parchi più piccoli e popolosi. L’unico grande polmone verde, circondato da una delle zone più urbanizzate d’Italia: 350.000 abitanti dentro e limitro al parco. Un parco antropizzato che è una vera e propria sfida. Molti pensano che il parco sia soltanto il Vesuvio, ma abbiamo un’area con una foresta eccezionale, che è una delle grandi risorse. Abbiamo delle pinete costituite dall’uomo, il pino non era autoctono. Autoctoni sono i lecci e i cedri, alcuni tipi di querce, castagneti. I Pini sono stati immessi con il compito di contenere, grazie alla crescita veloce delle radici, l’erosione e il dissesto geologico a seguito delle eruzioni. Nel Parco si parte da una montagna molto rigogliosa, si passa nella “valle dell’inferno” e si arriva nel cratere dove c’è un paesaggio quasi lunare e brullo. È quindi la grande varietà di biotipi e paesaggi a renderlo unico. E intorno c’è il patrimonio archeologico più importante del mondo, come Pompei, Ercolano e molti altri siti minori, e tutti esistono proprio grazie al vulcano. Ancora qualcosa di cui il Parco va fiero… Il parco si fonda su un grande slancio di legalità. Vorrei si sapesse che la nostra sede, il palazzo mediceo di Ottaviano, è stato sequestrato alla Camorra. Negli anni 80 era stato acquistato dal boss Raffaele Cutolo, quindi quel palazzo allora simbolo della criminalità è oggi sede del parco ed è baluardo della legalità. Infatti facciamo molti progetti con Libera (Associazione contro le mafie), allestiamo campi di volontariato estivo, con affluenza da tutto il mondo, dove trattiamo il tema del recupero, la riqualficazione di beni confiscati a mafiosi e camorristi, il loro riutilizzo e molto altro. Un obiettivo/ percorso molto nobile che va difeso.

Il territorio vulcanico è ottimo per la coltivazione dell'uva

Il Vesuvio visto dal foro di Pompei

Raffaele D’Argenzio

Il Palazzo Mediceo di Ottaviano, strappato alla camorra. Ora sede del Parco

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WEEKEND GREEN

IL RISVEGLIO DEL VULCANO ATTIVO PIÙ GRANDE D’EUROPA QUESTA VOLTA NON LANCIA LAVA MA INIZIATIVE ED ECCELLENZE DA GUSTARE. SIGLATO IL PATTO ETNEO. A Taormina c’è stata una grande festa dedicata alla cucina italiana. Vi hanno partecipato mille cuochi e ha raggiunto il suo culmine nel momento del Taormina Cooking Fest, in cui si sono svolti centinaia di show cooking. Il Cibo Nostrum è un’importante promozione del Made in Italy che ha fatto incrementare del 300% la raccolta fondi per la ricerca sul morbo di Parkinson: “…Perché Cibo Nostrum sostiene con determinazione la causa della solidarietà”, così ha detto Rocco Pozzulo, presidente Federazione Italiana Cuochi. Quella del giugno 2017 è stata la sesta edizione della manifestazione che si è svolta tra Zafferana Etnea (Ct), Giardini Naxos e Taormina (Me). Come già detto, il momento della festa di massimo impatto, anche a livello

PATTO VERDE PER L’ETNA


mediatico, è stato il Taormina Cooking Fest. Lungo tutto Corso Umberto I si sono celebrati in diretta centinaia di spettacoli davanti ai turisti. Cibo Nostrum si è poi spostato alle pendici dell’Etna, dove, presso la cantina Cusmano è stato siglato il Patto Etneo tra cantine, cuochi, sommelier e produttori di pesce azzurro. Si tratta di un manifesto per sviluppare e rappresentare al meglio il patrimonio etneo a livello ambientale, storico e culturale. Tra il versante nord dell’Etna e il parco dell’Alcantara, dove ha sede la cantina di Cottanera, azienda vinicola della famiglia Cambria, si è svolta la festa finale. L’azienda dei Cambria misura 110 ettari in continuità, di cui circa sessanta a vigneto (Nerello Mascalese, Carricante, Catarratto). Durante la festa una degustazione ha visto sfilare vini di alta gamma, frutto di un appassionato lavoro in vigna e cantina.

Evento “Cibo Nostrum” a Taormina

Eccellenze a tavola

Vini “vulcanici” dell’Etna

Chef Marco Sacco

Chef Rocco Pozzulo


DALLA GERMANIA

LE CITTÀ

Siegestor (arco della vittoria)

MONACO DI BAVIERA - DA 500 A 1000€ Una città che regala sogni è Monaco di Baviera, capitale della Baviera. Con Berlino e Amburgo è una delle città tedesche più visitate. Monaco è storia, arte, architettura e con un passato alle spalle che possiamo definire eroico. Dunque cosa visitare una volta lì? Sicuramente il centro storico, un’isola pedonale dove, nella piazza centrale, potrete ammirare il vecchio e il nuovo municipio; sulla facciata di quest’ultimo, l’orologio-carillon è uno spettacolo senza tempo. I temerari invece possono provare a salire i 306 gradini del vecchio municipio per ammirare Monaco dall’alto. Uno dei palazzi più grandiosi di tutta Europa è il Palazzo Reale. L’interno ha degli affreschi che vi toglieranno il fiato dalla bellezza. Una visita la merita la Cattedrale di Nostra Signora, un edificio imponente che incute quasi timore. All’interno pensate c’è una piastrella con l’orma del Diavolo, dovuta a un’antica leggenda risalente ai tempi della costruzione della Cattedrale. Non perdetevi i vari musei a Monaco uno 94

tra tutti il museo della scienza e tecnologia. Andate alla torre della chiesa di St. Peter e raggiungete la terrazza panoramica si può godere della panoramica più bella di tutta Monaco di Baviera. Anche la chiesa Asam, capolavoro del rococò bavarese dev’essere vista. All’interno sarete impressionati dagli stucchi e dall’oro utilizzato. Per gli appassionati di storia medioevale, infine, dal 14 al 30 luglio si terrà il torneo cavalleresco di Kaltengerg: una grande festa dove i cavalieri si combatteranno senza sosta e un mercato medioevale con musicisti, ballerini, artisti e artigiani E dunque che aspettate? Gute Reise. INFO Raggiungibile facilmente dall’Italia con l’aereo molte le compagnie di linea e low cost Alitalia e Lufthansa volano giornalmente su Monaco, mentre tra i voli low cost Tui e AirBerlin che se prenotate con largo anticipo offrono biglietti a circa 180,00€ a/r. Consigliamo di acquistare la München City Tour Card, la carta turistica di Monaco, per un soggiorno più conveniente. L’Eder Hotel**, in posizione centrale, è un’ottima sistemazione dove riposare.


ALLA LETTONIA

DELL’ESTATE

Linea del tram

INNSBRUCK, AUSTRIA - DA 900 A 1200€ Qui apriamo un capitolo a parte e parliamo della “Capitale delle Alpi”, la preferita dagli amanti degli sport invernali. Quella che ha ospitato due volte le Olimpiadi. Ma non pensate che non meriti una visita in piena estate. La capitale storica del Tirolo vi incanterà con i suoi palazzi del Cinquecento, le sue chiese gotiche e barocche. Cosa visitare? La torre civica, per esempio, per poter ammirare dalla piattaforma panoramica l’intera valle e i suoi meravigliosi monumenti. Chi è stato precedentemente a Innsbruck vi avrà parlato del simbolo di questa città, il Goldenes Dachl, il noto tettuccio d’oro, chiamato anche la “loggia d’oro”. Costruito dall’imperatore Massimiliano I in occasione delle sue nozze per sopire le voci che lo davano senza soldi, questo Erker (finestra a golfo) è uno spazio esterno chiamato anche bay window (cioè “finestra a golfo”). Serviva e serve a ottenere uno spazio in più ottenendo una sorta di piccola “baia esterna” quadrata o poligonale. Pensate che è coperto da ben 2.657 tegole

di bronzo ricoperte d’oro. I parapetti sono stati affrescati da Kolderer e Turing il Vecchio, e ritraggono l’imperatore Massimiliano I con le sue mogli Maria di Borgogna e Bianca Maria Sforza. Altro palazzo molto interessane è l’Hofburg, che vanta la bellissima Sala dei Giganti. Alzate gli occhi e ammirate i bellissimi affreschi. Un’altra cosa da vedere perché architettonicamente molto bello è il trampolino olimpico Bergisel Ski Jump Dovete prendere l’ascensore su rotaia che vi porterà fino alla base del trampolino, dove un altro ascensore vi farà raggiungere la cima da cui potrete ammirare uno spettacolare panorama. INFO Varie compagnie volano su questa località con più scali a circa 215,00 euro. Una volta sul posto vorrete provare le prelibatezze del ristorante Stiftskeller (Stiftsgasse 1-7, 6020 Innsbruck, Telefono: +43 512 570706), prezzo medio dai 15,00 ai 20,00€. Le stanze dell’Hotel Heimgartl (Hoher Weg 12 Muhlau, 6020 Innsbruck), a partire da 77,00€, vi accoglieranno in attesa della successiva escursione. 95


DUBROVNIK, CROAZIA - DA 500 A 1000€ Così vicina a noi e così diversa per tanti aspetti, la Croazia è un Paese che vanta un ricco patrimonio culturale ideale anche per chi cerca un soggiorno diverso, alternativo dove assaporare natura, mare, avventura e cucina squisita. Vogliamo focalizzare l’attenzione su Dubrovnik, conosciuta anche come la “Perla dell’Adriatico”. Una città giovane dall’energia vibrante con il suo centro storico riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale, ricco di tesori architettonici. Dubrovnik è fra le destinazioni più amate e visitate di tutto il Paese. Andate a vedere il Palazzo del Rettore e il monastero Francescano. Non mancano musei, gallerie, negozi e ristoranti dove assaporare un’ottima cucina. Ma per chi non si accontenta di visitare la città e cerca un po’ di relax ci sono le fresche acque cristalline del mare che lambiscono spiagge incantevoli.

La Fortezza di Lovrijenac

INFO Varie compagnie volano su questa località con più scali a circa 200,00€. Una volta sul posto mangiate al ristorante Cakum Pakum (Kaptol 10, Sarajevo 71000, Tel +387 61 955 310), con prezzi variabili dai 10,00 ai 15,00€. Per riposare è ideale Apartments Casa United** (Branilaca Sarajeva 19, Sarajevo), a partire da 39,00€ a notte.

Sarajevo

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INFO Voli su Ragusa (Dbv) Lufthansa da 250,00€. Una volta sul posto potete rifocillarvi al Restaurant Dubrovnik (Marojice Kaboge 5, Dubrovnik 20000), con prezzi che variano partono dagli 8,00 fino ai 33,00€. Il Cocoon Hostel & Apartments (Josipa Kosora 40, Lapad 2000 Dubrovnik), vi ospiterà a partire da 65,00€ a notte e durante la permanenza potrete anche usufruire di Wi-Fi gratuito.

SARAJEVO, BOSNIA-ERZEGOVINA - DA 500 A 1000€ Conosciuta come la “Gerusalemme dei Balcani”, è per antonomasia la capitale della cultura, ricca di monumenti: la bellissima cattedrale del Sacro Cuore, le moschee (meravigliosa la moschea di Re Fahd), la sinagoga, la cattedrale serbo-ortodossa. Tanti i ponti ricchi di passato, suggestivi e dal fascino unico. Da non perdere il VRBANJA BRIDGE conosciuto anche con il nome di “ponte della morte”. Una nomea dovuta alle vittime della guerra, tra le quali ragazzi come l’italiano Gabriele Moreno Locatelli. Oppure Suada Dilberovic, o Bosko e Admira, due fidanzati che volevano solo fuggire dalla guerra, morti abbracciati sul ponte. Tanti i musei da visitare come la Galleria Paleta, il Museo Nazionale della Bosnia e dell’Herzegovina, il Museo Terra, il Museo Storico, il Museo della Letteratura e Teatro delle Arti, il Museo Olimpico e il Museo Ebraico. Non mancano una vivace vita notturna e una cucina sorprendente.


CESKÝ KRUMLOV REPUBBLICA CECA - DA 400 A 800€ Tutti noi conosciamo la bellissima Praga. Ma credete la Repubblica Ceca offre luoghi altrettanto belli a poche ore dalla capitale. Come Český Krumlov, città nella regione della Boemia con un incredibile centro storico Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Český Krumlov è un luogo di grande fascino e bellezza che sfiora la perfezione. La chicca di questa città? È il castello di Český Krumlov, 40 edifici, 5 cortili e un giardino. Tutta l’ area è stata dichiarata Patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO. Uno spettacolo meraviglioso. All’interno del castello c’è un teatro barocco di bellezza indescrivibile. Al fine di conservarlo viene utilizzato una sola volta all’anno. Dalla torre si può godere di un panorama sulla città senza uguali. INFO Voli su Praga con Easy Jet da euro 102,00€. Una volta sul posto passate da Na Ostrove (Na Ostrove 71, Cesky Krumlov) per assaggiare òe specialità locali a prezzi contenuti. L’Hotel Tiffany** (Rooseveltova 31, Cesky Drumlov), è l’ideale per soggiornare a partire da 45,00€ a notte.

STOCCOLMA, SVEZIA - DA 600 A 1000€ Bellissima da visitare in estate, la capitale svedese è ritenuta da molti una città poco ospitale. Al contrario è una delle più belle del mondo e gli abitanti sono ospitali e cortesi. Il cuore storico è tutto racchiuso nella Città Vecchia, un minuscolo spazio dove serpeggiano vicoli stretti e ancora di pietra. Sono tantissime le cose da vedere a Stoccolma: dal Palazzo Reale (Kungliga Slottet) dimora ufficiale della famiglia reale, al Vasa Museet dove si può ammirare il vascello reale (Vasa) alto 54 metri con le sue 700 sculture in legno dorato e 64 cannoni in bronzo. Inabissatosi il giorno dell’inaugurazione, è stato recuperato intatto dopo 333 anni. Vicino al museo ci si può riposare al Galar Parken. All’arrivo vi consigliamo di acquistare la Stockholm Card con cui l’ingresso alla maggior parte dei musei è gratuito. Se decidete di visitarla nei primi giorni di giugno potrete assistere al tradizionale Stockholm Early Music Festival.

INFO Varie compagnie volano su questa località con più scali a circa 170,00€. Una volta sul post, il sempre affollato Kajsas Fisk (Hötorgshallen 3, 111 57 Stoccolma) vi delizierà con le sue specialità e i prezzi bassi. Il Park Inn by Radisson Stockholm Hammarby Sjostad (Middskeppsgat an 6 - Sodermalm 120 66 Stoccolma), ospita a partire da 80,00€ a notte.

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BUDAPEST, UNGHERIA - DA 600 A 1000€ Budapest, la Parigi dell’Est, una delle più belle città del Danubio riconosciuta dall’UNESCO “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. L’affiancamento a Parigi è dovuto al fatto che Budapest ricorda in qualche modo la capitale francese: il fiume che taglia la città, la collina che ricorda Montmartre. Ma Budapest una sua identità ce l’ha, eccome! Cosa vedere? Il quartiere Buda, la parte antica e nobile della città con il suo Palazzo Reale, la Chiesa di Mattia e scorci molto belli, palazzi maestosi, monumenti barocchi, cattedrali gotiche e altro ancora. Pest, la parte moderna e innovativa, esattamente il contrario di Buda: è smaniosa, disordinata, creativa. Visitate il Palazzo del Parlamento, il Duomo di S. Stefano, la grande Sinagoga. Per lo shopping più sfrenato andate in Viale Andrássy. Una visita la merita Il Museo di Belle Arti diviso in 6 sezioni: antichità greco-romane, collezione egizia, sculture, stampi e disegni, la galleria dei maestri antichi e quella dei maestri contemporanei. INFO Voli Wizz Air da euro 50,00€. Una volta sul posto, il Bors GasztroBar (Kazinczy utca 10, Budapest 1075), offre prezzi abbordabili dai 10,00 ai 20,00€. Il Sig. Stefano, un italiano del posto (info@dunaflat.com – Tel. +36 203766582), affitta camere a partire da 30,00€ al giorno.

INFO Voli diretti con Easy jet da euro 194,00€. Una volta sul posto, una visita al ristorante Atitamos Solonos & Kapodistrou (2 | Solonos & Kapodistrou 2, Atene 10677), è l’ideale per assaggiare piatti locali con prezzi dai 10,00 ai 20,00€. Il Best Western Pythagarion*** (28 Agiou Kon Standinou Street 10437, Atene), offre alloggio a partire da 67,00€ a notte comprensivo di Wi-Fi gratuito.

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ATENE, GRECIA - DA 800 A 1200€ Quando parliamo di Atene la nostra mente va all’Acropoli. Non a caso entrambe sono Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Vi riportiamo solo una minima parte di ciò che non dovete perdervi: il quartiere Plaka, una delle mete turistiche più frequentate, con isole pedonali, centri culturali, monumenti. Ricco di attività, ristoranti e negozi, si trova proprio sotto l’Acropoli. Monastiraki, quartiere pittoresco, famoso per il mercato delle pulci, ricco di negozi e bancarelle, facilmente raggiungibile a piedi o con la metropolitana dalle stazioni di Syntagma e Omonia. A Thisio potrete ammirare l’antica Agorà, l’importante area archeologica ai piedi dell’Acropoli. Psiri, quartiere molto amato dai giovani e soprannominato la Soho di Atene, è una delle zone più antiche a soli 10 minuti di cammino da Plaka. Altro interessante quartiere è Gazi, trendy, frequentato dagli amanti della notte: discoteche all’aperto, cinema, ristoranti, bar e teatri.


BERGEN, NORVEGIA - DA 800 A 1200€ Non potevamo non parlarvi della magnetica Bergen, cittadina bellissima in mezzo ai fiordi decretata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Due sono le zone di interesse, Vågen e Bryggen, una di fronte all’altra e separate da una insenatura della baia. L’antico quartiere è uno dei siti più belli e notevoli da vedere. Consigliata la Fortezza di Bergen, risalente all’XI secolo, costruita dai sovrani del regno di Norvegia. È molto vasta e se volete fare una visita completa serviranno almeno 3 ore. Altro luogo meritevole è la Chiesa di Santa Maria, l’edificio religioso più antico (XII secolo). C’è poi il quartiere di Vågen con le sue stradine, i vicoli stretti e le pittoresche case di legno che si riversano sul porto. Qui visitate il famoso Mercato del Pesce, dove è d’obbligo degustare le ostriche crude. Immancabile la visita all’acquario di Bergen ricco di tantissime specie di fauna marina, anche tropicale. Infine, la Residenza estiva di Damsgård è forse uno dei palazzi reali più belli della Norvegia. INFO Voli con Sas da 300,00€. Una volta sul posto, lo Spisekroken (Klostergaten 8, Bergen 5005), è l’ideale per gustare piatti con prezzi variabili dai 10,00 ai 30,00€. Il Bergen Budget Hotel (Kong Ocarsgate 29, Bergen) ospita a partire da 77,00€ a notte e offre Wi-Fi gratuito.

RIGA, LETTONIA - DA 900 A 1500€ Riga la capitale della Lettonia, la “gemma del Baltico” è la più grande città dei Paesi Baltici, ricca di storia e ideale da visitare in estate quando il clima, in genere molto rigido, raggiunge i 20 gradi. Cosa vedere una volta lì? La Cattedrale della Natività di Cristo, una delle più grandi cattedrali ortodosse con la facciata in stile neo-bizantino; il museo dell’Occupazione; il Vermanes Park, bellissimo parco attraversato da un corso d’acqua con romantici ponticelli. È possibile fare gite in barca a prezzi ahimè molto cari. Il cuore della città è la Riga Town Hall Square, piazza su cui prospetta il Palazzo delle Teste Nere, forse l’edificio più bello di Riga, e dominata dalla statua di Roland. Valgono la visita anche il Freedom Monument, simbolo dell’indipendenza dalla Russia e stranamente non abbattuto dai russi durante l’occupazione, e il “Nouveau Center di Riga”, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

INFO Voli con Air Baltic da 182,00€. Una volta sul posto, il ristorante Folkklubs Ala Pagrabs (Peldu iela 19, Riga 1050), vi porta a scoprire alcuni piatti locali con prezzi variabili da 8,00 a 15,00€. Il Rixwell Terrace Design**** (Dzirnavu Iela 2, Riga Lv 1010, Tel. +37 167828288) accoglie gli ospiti a partire da 65,00€.

Freedom Monument


IN THE WORLD

LA PERLA DEI CARAIBI

“I viaggiatori dicono sempre ‘Andiamo’, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole”. (Charles Baudelaire) ... nuvole che hanno il profilo dell’incantevole isola caraibica

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REPUBBLICA DOMINICANA di Silvana Lattanzio Foto: Pierluigi Benini

Questo è un viaggio che non può mancare nell’esperienza di una vita per l’incanto dei suoi mari, il fascino della sua storia, l’accoglienza dei suoi abitanti. Siamo in Repubblica Dominicana, un’isola che si allunga come una bella signora tra l’Oceano Atlantico a nord e il Mar dei Caraibi a sud, e l’unico confine terrestre con la Repubblica di Haiti a ovest, dalla quale si è resa indipendente nel 1844. Meta sicura, come conferma il sito “Viaggiare Sicuri”, a cura del Ministero degli Esteri e dell’ACI, e non è certezza da poco. Spiagge tra le più belle al mondo, con oltre 1.600 km di costa, non sono solo queste le sue bellezze, con le sue foreste tropicali, palmeti, mangrovie, l’arte, la movida e la sua gastronomia. E un clima che varia, al netto della stagione delle piogge e dei monti, tra i 15 e i 25°C. Ma da dove cominciare? Cosa vedere? Prima tappa: Santo Domingo, la capitale, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Coi suoi quasi 3 milioni di abitanti, è una vera e propria città, centro di storia, cultura e divertimento. È qui che si trova la Casa di Cristoforo Colombo, che con le sue 3 caravelle sbarcò sull’isola nel 1492 costituendo il primo insediamento europeo nelle Americhe. Col monumento a

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lui dedicato, rappresenta il simbolo della scoperta dell’America. Bella e vibrante la sua vita notturna; un salto da La Alpargateria permette di vedere qualcosa di particolare: all’interno di un negozio di espadrillas, in un cortile delizioso, c’è un bar ottimo per gustare tapas e bere drinks. Si va a Casa Alfarera per le ceramiche artigianali e al Museo dell’ambra per ammirare i gioielli. DOVE DORMIRE: Casa Museo El Beaterio, nella parte storica della città, è un ex convento del XVI secolo, con patio interno e a soli 10 minuti dalla spiaggia. L’arredamento, con mobili in ferro battuto e travi a vista, preserva la sua aria antica abbinata però ai comfort moderni quali l’aria condizionata e la connessione Wi-fi (gratuita). Carte di credito accettate: tutte. Non servono per la prenotazione, si paga nella struttura. Doppie a partire da 98 euro. Animali ammessi: sì. Calle Duarte 186, Ciudad Colonial – Santo Domingo. Tel. 001. 809. 687.8657 www.elbeaterio.fr Seconda tappa: Penisola di Samaná. Dopo circa 3 ore di auto (per noleggio: www.carflexi.com/SantoDomingo o rivolgersi alle principali compagnie Europcar/Hertz) si rag102


giunge la parte nord-est dell’isola, a Las Terrenas della Penisola di Samaná. Un susseguirsi di bellissime baie, come Playa Coson con palme fin sulla spiaggia e parchi naturali. Spettacolare è il Salto el Limon, una cascata di 40 m dall’alto della Sierra di Samaná, a soli pochi km di distanza, direzione Las Galeras. Chilometri che si addentrano nella giungla e che si possono fare a piedi o a dorso di cavallo in un percorso estremamente suggestivo. DOVE DORMIRE: Acaya, casa coloniale in legno a gestione francese, a 15 minuti da Las Terrenas. A Playa Bonita è possibile fare immersioni, surf e snorkeling nelle meravigliose acque cristalline. Wi-fi gratuito. Playa Bonita, Las Terrenas 32000 Tel. 001.849.246.3238 www.hotels.com Terza tappa: Cabarete. Paradiso per chi pratica kite surf grazie alle brezze moderate e alla presenza di numerose scuole sulle spiagge. Il cielo si tinge di mille colori, davvero uno show suggestivo! Tanti i locali sulla spiaggia, che di sera si riempiono di vita e di turisti dando a Cabarete un’aria internazionale. DOVE DORMIRE: Casa Maravilla Beachfront Eco Lodge, picco103


li lodge attorno alla piscina, a due passi dal mare, con spiaggia privata circondata da giardini tropicali; un’altra piscina lagunare con due vasche idromassaggio. Doppie a partire da 76 euro. Animali ammessi: sì. Stanze per non fumatori: sì. Wi-fi gratuito. Calle Paseo del Sol, Perla Marina 57000 Tel. 001.809.221.7415 www.cabarete-ecolodge.com Quarta tappa: Puerto Plata. È proprio qui che sbarcò Cristoforo Colombo e infatti è proprio qui che si trovano tracce dei primi insediamenti. La località è ricca di case di fine Ottocento in stile neoclassico e vittoriano che danno un particolare fascino al luogo. Le belle spiagge della Costa Daurada, la teleferica che porta sul monte Isabel de Torres, con una statua di Cristo che a braccia aperte accoglie i visitatori, e la vista panoramica sulla città completano le motivazioni per visitare il posto. DOVE DORMIRE: Casa Colonial Beach & Spa. È tra i più eleganti hotel dominicani, a soli 200 metri dal golf club di Playa Daurada. Doppie a partire da 200 euro. Wi-fi gratuito. Playa Daurada 57000, Puerto Plata. Tel. 001.809.320.3232 www.casacolonialhotel.com

PER I PIÙ SPORTIVI: UNA CORSA LUNGA 100 KM Ogni anno, in giugno, si svolge una gara in 5 tappe che porta a correre nei posti più selvaggi dell’isola: è la 100 km del Caribe. Aperta a tutti, possono partecipare camminatori, nordic walker e podisti, sempre a stretto contatto con la natura. Per info: www.100kmdelcaribe.com 104

COME ARRIVARE: con voli di linea Iberia (quindi la 1a tratta è Milano-Madrid) o Air France (MilanoParigi) che raggiungono l’Aeroporto di Santo Domingo.


RICETTE DI VIAGGIO

LA BANDERA INGREDIENTI (PER 4 PERSONE) 1 kg di carne bovina, 2 limoni, 800 g di riso, 2 peperoncini verdi, 1 cipolla rossa tagliata a rondelle, 2 pomodori tagliati in quarti, 7 cucchiai di olio di oliva, 2 cucchiai di salsa di pomodoro concentrata, ½ aglio tritato, ½ cucchiaio di zucchero, sale, 400 g di fagioli rossi, 400 g di costine di maiale, 1 dado di carne, origano e sedano. PREPARAZIONE Cospargere la carne di sale, pepe e origano, aggiungere cipolla e peperoncini, lasciare marinare per un’ora. Soffriggerla poi in pentola con olio, aggiungendo acqua. Quando si rapprende, aggiungere la salsa, l’aglio, il sedano, un po’ d’acqua con dado. Quando è evaporata aggiungere i fagioli e girare fino a consistenza cremosa. A parte, fate bollire 700 ml di acqua e versate il riso. Quando è evaporata, abbassare la fiamma e far bene asciugare coprendo con un panno. Servire in un unico piatto.

PROGETTO BENEFICO Runner de Luz è un progetto che vuole aiutare i bimbi orfani e disabili della Fundación Proyecto Ayuda al Niño de Luz. Promosso da Mariluz Vinas, ideatrice della 100 km del Caribe, e da Daniele Barbone; i fondi raccolti andranno a questa casa/ospedale, oasi di cure e amore che vive di sola beneficienza. Per info: www.runnerdeluz.org 105


SAN FRANCISCO, CITTÀ DELL’INCREDIBILE MONK

Il Golden Gate Bridge

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ui è Adrian Monk. Professione: consulente esterno della polizia di San Francisco. Segni particolari: 312 fobie fra cui la paura del latte, dei ghiacciai e della paura stessa. È lui il protagonista della serie poliziesca televisiva americana “Monk”, in onda da lunedì a venerdì alle 8.30 su Retequattro. La serie è ambientata a San Francisco, la città più stravagante e ribelle degli States. Sulla costa meridionale della California, vanta simboli famosi in tutto il mondo: il Golden Gate Bridge e Alcatraz. Senza contare i caratteristici tram che, arrivati al capolinea, debbono essere “girati” dai passeggeri. Qui la vita scorre morbida fra le onde dell’oceano e le manifestazioni pacifiche in favore della natura e dell’ambiente. Non è un caso che la città vanti un numero considerevole di spiagge per nudisti (nell’episodio Il signor Monk e i nudisti, della sesta stagione, è proprio una di queste spiagge a essere la protagonista). Ebbene, non

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vi piacerebbe scoprire i luoghi dove il geniale detective Monk risolve brillantemente e con grande acume tutti i casi che, nella finzione scenica, divide con la polizia di San Francisco e con il capitano Leland Stottlemayer? Se sì, meglio cominciare la visita dal Golden Gate Bridge (www.goldengatebridge.org/visitors; in direzione nord gratuito, in direzione sud pedaggio 6 dollari addebitati elettronicamente sulla targa del veicolo), il simbolo della città realizzato in Art Déco nel 1937. Monk non lo ammirerebbe certo da Fort Point (orario: ven-dom 1017; ingresso libero), il punto scelto da Alfred Hitchkock per la scena più famosa del film “La donna che visse due volte”, che dà un senso di vertigine fortissimo (lui ha anche paura dell’altezza e del vuoto). Chi invece vuole ammirare la famosissima nebbia che avviluppa la città può raggiungere il punto nord e ammirare il ponte al Vista Point, nella Marin County. Sta di fatto che per


WEEKEND IN GIALLO

di Gigliola Terzi

Con i suoi murales intitolati ai poeti, le spiagge per nudisti, le battaglie per i diritti civili e la tolleranza, la città californiana può dirsi “la città della stravaganza”. Per questo forse qui sono ambientate le avventure del detective Monk, che di stravaganze ne ha da vendere…

attraversarlo bisogna percorrere i tre chilometri della campata. Conviene poi visitare Downtown, il centro di San Francisco per vedere la Grace Cathedral (California Street, tel. 001.415.749.6300, www.gracecathedral.org; orario: lun-sab 8-18, dom fino alle 19; ingresso: offerta libera a partire da 3 dollari per gli adulti e 2 dollari per i bambini), ricostruita per tre volte nel corso di più di 40 anni, e Union Square, che prende il nome dai comizi a favore dell’esercito nordista. La piazza è circondata da negozi e magazzini e dominata dalla statua in bronzo di Alma Spreckels, esponente dell’alta società. Da non mancare anche la visita all’Asian Art Museum (200 Larkin Street, tel. 001.415.581.3500, www.asianart. org; orario: mar-dom 10-17, gio fino alle 21; ingresso: 12 dollari, bambini 8 dollari, libero la prima domenica del mese) che ripercorre 6.000 anni di storia con 18 mila opere e propone eventi culturali e spettacoli in-

MONK, L’INFALLIBILE

Il personaggio di Adrian Monk, interpretato dall’attore statunitense Tony Shalhoub, è nato da un’idea di David Hoberman e adattato al piccolo schermo da Andy Breckman con una serie televisiva in 125 puntate, trasmessa sulla tv via cavo USA Network a partire dal 12 luglio 2002. In Italia la serie è stata trasmessa per la prima volta il 9 giugno 2005 e si è conclusa nel febbraio 2011. Attualmente viene replicata tutti i giorni, alle 8.30, da lunedì a venerdì, sull’emittente televisiva Retequattro. La serie è incentrata sulle gesta e sui casi affrontati e risolti da Adrian Monk, un ex agente della polizia di San Francisco che ora collabora in qualità di consulente esterno, a causa del suo comportamento ossessivo compulsivo e delle sue 315 fobie che si sono aggravate dopo la morte della moglie Trudy a causa di un’autobomba. Monk collabora con il capitano Leland Stottlemayer, interpretato da Ted Levine, ed è aiutato dalla sua assistente Sharona Fleming (e poi Natalie Teeger). La serie televisiva, ambientata a San Francisco ma nella realtà girata per buona parte a Vancouver, nel British Columbia, e poi nei dintorni di Toronto, ha vinto diversi premi fra cui otto Emmy Award. L’ultimo episodio della serie è stato il più visto della storia della televisione statunitense: ben 9,4 milioni di americani l’hanno guardato! Una curiosità: il nome Monk è probabilmente tratto da quello del famoso pianista di jazz Thelonius Monk, affetto da agorafobia, proprio come il fratello di Adrian Monk, Ambrose, nella finzione scenica. 107


Il murales “MaestraPeace”

teressanti. Ma la sosta più incredibile è quella all’Exploratorium (Pier 15, tel. 001.415.528.4444, www.exploratorium.edu; orario: mar-dom 10-17, gio 18-22 solo over 18 anni; ingresso: 25 dollari, ridotto 19 dollari), oltre 600 affascinanti mostre dedicate alle cose più curiose e improbabili. Se vi piacciono gli animali e volete la foto più caratteristica di San Francisco andate al Pier 39 (www.pier39.com) dove, da gennaio a luglio, 1.300 leoni marini si crogiolano al sole e fanno il bagno. Ma c’è uno scorcio che non si può proprio non vedere in città. Si tratta di Lombard Street, la via più famosa di San Francisco più volta immortalata nei film, nelle serie televisive e sulle cartoline. La strada è molto tortuosa e si snoda a curve e tornanti a zig zag tra i fiori offrendo una vista panoramica spettacolare. La si può affrontare anche a piedi salendo i 250 gradini che portano allo Sterling Park. La strada è soprannominata “la strada più tortuosa del mondo” ma nella realtà questo titolo spetterebbe a Vermont Street, sempre in città. Un’altra caratteristica di San Francisco sono gli oltre 400 murales che si susseguono lungo le strade di Mission. Sono assolutamente da vedere quelli di Balmy Alley, nel vicolo tra Treat Avenue e Harrison

Palazzo di Belle Arti (Palace of Fine Arts), nel Marina District, una struttura monumentale costruita per l’Esposizione internazionale PanamaPacifico del 1915 e una delle poche sopravvissute di quei tempi 108


Cable Car, rete tranviaria a trazione funicolare, ultima al mondo del suo genere

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Panorama di San Francisco

Street, a carattere storico; quelli di Clarion Alley, i murales più artistici, e quello di Women’s Building, il murales più grande di San Francisco. Si intitola “MaestraPeace”, è stato realizzato nel 1994 da 90 muralistes e ricopre le pareti dell’intero palazzo. E c’è un’altra costruzione curiosa degna di nota. È la Coit Tower (Telegraph Hill Blvd, tel. 001.415.362.0808; orario: marzo-settembre 10-17.30, ottobre-febbraio 9-16.30; ingresso: accesso all’ascensore 7 dollari, bambini 5 dollari) punto di osservazione privilegiato per godere di un panorama a 360° sulla città. È un singolare edificio a forma di proiettile, alto 64 metri e dedicato ai vigili del fuoco della città. Bellissimi i vivaci murales che decorano l’atrio e che furono restaurati nel 2014. Per visitarlo c’è la visita guidata gratuita ogni sabato alle 11. DOVE DORMIRE Hotel Carlton Recentemente ristrutturato e rinnovato, l’hotel si trova a soli 10 minuti a piedi da Union Square e sfoggia camere dagli arredi colorati e vivaci e un ottimo ristorante di cucina mediorientale. Carte di credito accettate: tutte. Doppia a partire da 175 dollari a notte. 1075 Sutter Street - San Francisco Tel. 001 415 673 0242 www.hotelcarltonsf.com

DOVE MANGIARE Farm:Table Cucina fusion californiana con prodotti di stagione servita in ambiente caldo e accogliente. Ottimo il pesce. Carte di credito accettate: nessuna. Aperto martedì/venerdì 7.30-14, sabato e domenica 8.00-15.00. Prezzo medio: piatti principali a partire da 9 dollari. 754 Post Street - San Francisco Tel. 001 415 292 7089 www.farmtablesf.com

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RICETTE DI VIAGGIO® CLAM CHOWDER IN SOURDOUGH BREAD San Francisco è la città culinaria per eccellenza degli Stati Uniti. Fra i piatti più tipici vi consigliamo di provare il “Clam Chowder in Sourdough Bread”, una zuppa di pesce e granchi servita all’interno di un grande panino senza mollica che funge praticamente da scodella. In città lo si trova nei ristoranti del Fisherman Wharf e del Pier 39 ma se volete prepararlo a casa, ecco la ricetta. INGREDIENTI 1 kg di vongole veraci, 200 g di patate, 4 fette di pancetta affumicata alte circa 2 cm e mezzo, 20 g di burro, 4 panini grandi e rotondi, 1 cipolla, 2 dl di panna o latte, farina, sale e pepe. PREPARAZIONE Lasciate a mollo le vongole in acqua salata per due ore. A fuoco medio fate rosolare la pancetta fino a farla diventare dorata e croccante. Togliete l’olio in eccesso con un mestolo forato e con carta assorbente poi aggiungete il burro e mescolate il tutto fino a che il burro non sia completamente fuso. Aggiungete la cipolla tagliata a fettine e fate cuocere fino a che non risulterà morbida facendola saltare nel burro. Aggiungete la farina setacciata, il sale e il pepe mescolando continuamente fino a che non sarà ben amalgamato. Aggiungete poco per volta il latte o la panna fino a farlo bollire e addensare, aggiungete quindi le patate tagliate e fate cuocere per circa una quindicina di minuti fino a che non saranno morbide e poi aggiungete la pancetta e infine le vongole dopo averle scolate dal loro liquido. Versate la zuppa ottenuta nei panini cui avrete tolto la parte superiore e la mollica fino a ottenere dei veri e propri contenitori.


Weekend In Auto Luglio 2017  
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