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Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 20/02/2006 n. 6 - E 3,00

Pesaro-Urbino ®

Anno IV - N. 3 - OTTOBRE 2009

Eliseo

Mattiacci

L’artista che guarda il cielo

Rinascita di Cagli Quando la cultura “paga” Aziende in controtendenza Ricette contro la crisi Paolo Teobaldi Maestro di scrittura


Mercedes-Benz è un marchio Daimler.


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Editoriale |

Le parole della

Ripresa

di Franco Bertini e Andrea Masotti

La morale è che possiamo emergere da questa situazione, puntando su qualità, innovazione, competenza e responsabilità. Perché a Pesaro le cose si fanno fare, e bene. Ma parlavamo d’arte e cultura, a rappresentare l’immagine bella di una provincia, attiva nella produzione di ricchezza e nella sua promozione. Si parte così da Eliseo Mattiacci, scultore di fama internazionale, ormai una specie di decano e icona. A seguire, appunto, le storie imprenditoriali di chi, la crisi, invece di subirla, la cavalca e da essa trae spunto per mettersi alla prova, con la “testardaggine” tipica della nostra terra, e sconfiggere i tempi difficili. La cultura, parte integrante della nostra vita, ritorna col nostro scrittore e romanziere Paolo Teobaldi, nome ormai soli-

Arte e cultura, coppia vincente contro la crisi. È questo il leit motiv che unisce alcuni dei personaggi e delle storie protagonisti di questo numero. Dopo un’estate forse a basso profilo, l’autunno 2009 presenta più incognite che certezze, soprattutto a livello economico. Le ricette contro la crisi, come abbiamo titolato uno dei nostri articoli, possono essere molteplici, ma di certezze ne abbiamo ancora poche: insomma, non ci aspettano mesi facili, almeno per un po’. L’approfondimento dedicato a quattro casi aziendali nel pesarese in controtendenza rispetto all’attuale congiuntura, vuole comunque dare un segnale: attraverso diverse quanto mirate politiche di sviluppo e investimenti, queste stanno rispondendo con successo alle difficoltà del periodo.

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damente affermato nel panorama nazionale, e con il giovane compositore e musicista Mario Mariani. Personaggi eccellenti di un territorio già eccellente, per vocazione propria: ecco allora che, per tornare al binomio da cui siamo partiti, arte e cultura come punti di forza e di eccellenza economica, in un paese dell’entroterra quale Cagli, che ormai da qualche anno è tornato alla ribalta turistica e culturale, con pregevoli iniziative che hanno contribuito a dare un volto rinnovato ai beni culturali di cui è ricco. E, a proposito di entroterra, come non fermarsi a Colbordolo e nelle frazioni che lo circondano, altri capisaldi dell’entroterra? Chiudono la rivista le consuete rubriche dedicate alla salute, allo sport, alla gastronomia. Ci piace poi ricordare, per l’importante occasione che riporta alla mente, l’articolo dedicato ai 65 anni dalla battaglia sulla Linea Gotica. Passava proprio a Pesaro e nel suo entroterra e rimane, pur dopo tanto tempo, un simbolo della lotta per la conquista della libertà, ben presente nella memoria di chi è ancora vivo per ricordarla ma anche di chi, più giovane, la vuole rievocare. Ce lo conferma la commerazione che, lo scorso agosto, un gruppo di appassionati in materia ha proposto, con abiti e armi d’epoca, negli stessi luoghi che videro gli eserciti scontrarsi e un protagonista della storia del XX secolo, Winston Churchill, qui sostare per osservare la battaglia in corso. Buona lettura!

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Sommario 5

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Essere | Eliseo Mattiacci

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Ideare | Aziende in controtendenza

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Scrivere | Paolo Teobaldi

33

Suonare | Mario Mariani

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36

Approfondire | “Rinascita” di Cagli

40

Camminare | Colbordolo

44

46

Curare | Ernesto Gentile

Gustare | Luca Guerrieri

40

Edizioni IN MAGAZINE S.R.L. Redazione e amministrazione: Via Napoleone Bonaparte, 50 47100 Forlì tel. 0543.798463 fax 0543.774044

www.inmagazine.it inmagazine@menabo.com Coordinamento redazione Pesaro: Simonetta Campanelli via Genga, 8 cell. 335.5262743

nelli@simonettacampanelli.it Stampa: Graph S.N.C. - San Leo (PU)

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Rievocare | Linea Gotica

Direttore Responsabile: Andrea Masotti.

Impaginazione: Emanuele Dall’Acqua. Controllo produzione: Isabella Fazioli, Alberto Mantellini, Sara Ravaioli. Ufficio commerciale: Irena Coso, Laura De Paoli. Collaboratori: Benedetta Andreoli, Alberto Berardi, Franco Bertini, Lamberto Bettini, Simonetta Campanelli, Elisabetta Ferri, Ettore Franca, Glauco Maria Martufi, Simona Spagnoli, Maria Rita Tonti. Fotografi: Laura De Paoli, Leonardo Mattioli, Marco Sensoli, Luca Toni. Chiuso per la stampa il 16/10/2009

Redazione centrale: Giulia Bazzocchi, Andrea Biondi, Francesca Renzi.

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Vincere | Scavolini Basket

Progetto grafico: Lisa Tagliaferri.

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Annotare | Brevi IN

“Ultimo tango” a Pesaro

Da Gabellini

Pesaro - “Il tango è patrimonio

Pesaro - Un gala con protagonista una nuova dimensione automobilistica, riferimento sia per la nuova Concessionaria Gabellini, esclusivamente dedicata a Porsche, sia per la nuova linea della casa di Stoccarda. Giorgio Gabellini e l’architetto Marco Olmeda hanno dato inizio alla serata inaugurando la nuova sede: un complesso di 4.000 mq di cui 1.000 per l’area espositiva. Presente il direttore vendite Porsche Italia, Diego Lovisetto, che ha consegnato a Gabellini una targa per celebrare l’evento. È seguito lo “svelamento” della Panamera. La vettura è stata poi illustrata da Juri Gabellini. Un’auto che ricalca i tratti stilistici Porsche: bassa, larga, filante, sportiva. Tutte le versioni (S, 4S e Turbo) sono caratterizzate da altissime prestazioni e grandissima efficienza, facendo-

dell’umanità. Rappresenta e promuove la diversità culturale e il dialogo.” È la motivazione con cui l’Unesco premia il ballo della seduzione per eccellenza. Pesaro ne deve al Maestro Hugo Aisemberg la scoperta e l’adesione. Solista e divulgatore appassionato di musica e cultura argentina, Hugo se ne va dalla sua città adottiva dopo 32 anni. Era arrivato nel 1977; gli era stata offerta una cattedra di pianoforte principale al Rossini e da allora aveva cominciato a realizzare, in città e provincia, iniziative di grandissimo valore, creando l’Associazione Musicale di Pesaro in aiuto ai giovani musicisti e l’Associazione culturale Astor Piazzolla, prima al mondo a portare il nome del geniale musicista. “Trasferisco la mia residenza in un’altra città, ma spirito e cuore resteranno a Pesaro per sempre…” Si è congedato così, a fine settembre, sul palcoscenico del Rossini, offrendo una performance esaltante. Ha saputo proporre uno spettacolo di grande valore, un concerto pieno di sentimenti e gratitudine, di amicizia e malinconia. Insieme a lui quattro dei i suoi sei figli: Juan Lucas viola, Irene pianoforte, Aloisa violino e Saul alle percussioni, e a Roberto Cima violoncello, Viktoria Borissova violino e Carlo Pucci contrabbasso; con la presenza di ballerini tangheri che si sono esibiti nel “sentimento triste che si balla”, nel tango che “è modo di vivere, di sentire e di muoversi”, modo per incontrarsi ancora. Un modo per dire, in un finale a sorpresa: “A rivederci cara Pesaro!” (S.C.)

8 | IN Magazine

sfila

Panamera

ne una berlina di lusso dall’estrema versatilità. Panamera è equipaggiata di serie col sistema di gestione delle sospensioni attive, che controlla in modo continuo gli ammortizzatori in funzione del terreno e della guida. Tanti gli optional e particolari gli interni. Il concetto che ha accompagnato lo sviluppo dell’auto è stato il piacere di guida Porsche per 4 persone. L’idea che Panamera suggerisce è un uso molto ampio: dal quotidiano, ai viaggi, agli spostamenti lavorativi. Durante la cena di gala si è tenuta una sfilata di moda proposta da Boutique Guidi Cult di Cattolica e da Gioielleria Bartorelli di Pesaro, partner della serata. A presenziare, Margherita Guidi e Carlo Bartorelli. Grandissimo l’apprezzamento degli oltre 200 ospiti al termine della serata.


Da Auraspa il viso si fa

Salviamo il centro storico Pesaro - “Dobbiamo aprire una nuova stagione di vita e di attività fondate su nuove funzioni e con nuove prospettive per il bene della città: Salviamo il centro storico”, ha detto Massimo Quaresima, presidente della neo Associazione Culturale. Il programma e gli scopi che il gruppo di cittadini intende attuare sono importanti: sensibilizzare le persone e l’amministrazione per una crescita economica, sociale, culturale, urbana con particolare riferimento al centro storico e portarla, per bellezza e cura, al livello delle città europee. L’associazione è aperta a tutti e ad ogni suggerimento. (S.C.) www.salviamoilcentrostorico.org

Cena convention da Della Chiara Pesaro - Una cena organizzata sul terrazzo dello Spazio Della Chiara a Case Bruciate ha riunito artisti, imprenditori, collezionisti ed esperti d’arte. Grazie al giornalista e collezionista Elio Giuliani si sono trovati attorno a un tavolo Luigi Carboni, Oscar Piattella, Walter Valentini, Giuliano Vangi, l’illustratrice Mara Cerri, Antonio Dalle Rose, Franco Fiorucci, l’orafo Claudio Mariani, il fotografo Paolo Mazzanti, l’attore Arnaldo Ninchi, l’imprenditore Vittorio Livi. È il secondo anno che i padroni di casa, gli imprenditori Marina e Paolo Della Chiara, organizzano questa iniziativa che ha il sapore di una rimpatriata tra amici. Sin dal 2007, anno d’avvio del progetto imprenditoriale che coinvolge i più blasonati produttori di mobili per ufficio, hanno trasformato lo show-room attiguo all’azienda in un punto di incontro per appassionati di arte e design. A Case Bruciate sono stati ospiti Michele De Lucchi, decano del disegno industriale italiano, e l’architetto Franco Poli. (S.S.)

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Bello

Pesaro e Fano - Nei centri Auraspa è arrivato da inizio ottobre il nuovo “Système dermatologique”, la prima linea dermatologica Maria Galland di Parigi. Si tratta di un nuovo trattamento viso su misura per donne e uomini, che desiderano immediatamente risultati visibili e sensibili e vogliono conservare più a lungo bellezza e giovinezza della pelle. È dimostrato che “Système dermatologique” in sole sei sedute, accresce il processo di rinnovo delle cellule. Rughe ed increspature del contorno occhi sono visibilmente ridotte, le impurità diminuite. I risultati dei test convincono su tutti i fronti: riduzione della profondità delle rughe

fino al 23,6% dopo 14 giorni; dopo 28 giorni si riduce fino al 42,2%. La velocità delle cellule aumenta fino al 42%, mentre l’impurità della pelle diminuisce fino al 50%.

Giuliana Gamba al

Roma Fest

Roma - La regista pesarese ha presentato al festival del cinema il suo ultimo film Sound of Morocco, dedicato alle mille anime della musica di quel paese. Un’opera dal taglio antropologico, proiettata con successo sabato 17 ottobre alla sala Petrassi dell’Auditorium.

Tinto Brass per

Miss Over

Pesaro - Il maestro dell’erotismo italiano è stato scelto per incoronare, lo scorso 20 settembre, la vincitrice del Concorso di Bellezza Miss Over, al Baia Flaminia Resort. Tinto Brass ha confessato il proprio debole per le donne mature, che, come ha dichiarato, “secondo un detto francese sono in preda a un demone.” Il regista è arrivato a Pesaro dopo la “riammissione” all’ultimo Festival di Venezia, dove è stato omaggiato con una pro-

iezione di quattro lavori, tra cui l’ultimo cortometraggio Hotel Courbet. Un riconoscimento per il regista a cui ne è seguito un secondo, consegnato nel corso della finale di Miss Over. A vincere l’edizione 2009, la genovese 42enne Lucia Aliverti, funzionaria di banca, mamma e fotomodella.


L’arte del movimento... al Centro Pesaro - Mammola Bellotti unisce la metodologia del Gyrotonic, nata per sviluppare le potenzialità fisiche degli atleti professionisti, all’arte del movimento come benessere fisico in armonia tra corpo e mente. La disciplina, diffusa in tutto il mondo e consigliata sempre più da medici e fisioterapisti, è oggi adottata da un crescente numero di persone che in essa trovano giovamento, perché regala coordinazione, forza ed equilibrio. Le lezioni, in programma al Centro Studi Dan-

za di Pesaro, sono accessibili a tutti e possono essere collettive o individuali, personalizzate in base a esigenze e obiettivi di ciascuno. Ogni corpo possiede, infatti, caratteristiche uniche che lo rendono diverso. Per ogni problema esiste una soluzione su misura da sviluppare di volta in volta. Nel Gyrotonic non esistono sforzi violenti ma movimenti sincronizzati col respiro che agiscono in profondità, stimolando la circolazione e massaggiando gli organi interni.

Assemblea 2009 di Confindustria

Pesaro - La crisi economica, i suoi sviluppi e la premiazione dei Cavalieri del Lavoro. Questi sono stati i momenti cruciali dell’Assemblea di Confindustria, al teatro Rossini che ha visto partecipare anche il presidente nazionale Emma Marcegaglia. Ad introdurre l’incontro il presidente provinciale Andrea Ugolini, che si è concentrato sui temi principali dell’attuale congiuntura economica. A seguito degli interventi istituzionali, i premi al “Merito del Lavoro” alcuni grandi imprenditori della provincia: Antonio Berloni (Berloni Spa), Gastone Bertozzini (Tvs Spa), Paola Michelacci (MI.VA Srl), Corrado Montanari (Navigazione Montanari Spa), Valter Scavolini (Scavolini Spa), Giancarlo Selci (Biesse Spa).


Raul Zini presidente S.I.A.

Dondup p/e

Milano - Per la presentazione della collezione primavera estate 2010 Dondup sceglie un’atmosfera surreale: un giardino eclettico creato dallo scenografo Mauro Radaelli, una siepe da

Roma - Era stata una decisione sofferta, quella di Raul Zini, di lasciare l’Ospedale di Pesaro per il ruolo di direttore scientifico d’Ortopedia del Gruppo Villa Maria di Cotignola. Ma Zini, che “affronta sempre nuove sfide” e per il quale “certi legami umani vanno al di là del lavoro e contano molto” è stato premiato, per le sue doti professionali e per quelle umane. Durante l’ultimo congresso che si è tenuto recentemente a Roma, “Trent’anni di artroscopia in Italia”, è stato eletto presidente nazionale della Società Italiana di Artroscopia, il più prestigioso riconoscimento in ambito chirurgico. (S.C.)

“Il Raccontafiabe” rassegna di letture Pesaro - Ritornano le domeniche de “Il Raccontafiabe” promosse a Villa Almerici dall’associazione culturale “Il Giardino delle arti”. Dopo il successo del primo ciclo d’incontri in primavera, la nuova edizione della rassegna di letture interpretate delle più note fiabe, parte il 25 ottobre alle 17 con “La bella addormentata nel bosco” e “I tre porcellini”. Il 1° novembre è la volta di “Cenerentola” e “Il gatto con gli stivali” mentre l’8 è il turno di “Cappuccetto rosso” e “La sirenetta”. Domenica 15 si potrà fantasticare con “Il brutto anatroccolo” e “I vestiti nuovi dell’imperatore”, il 22 con “Il pifferaio magico” e “Biancaneve” e il 29 novembre con “Hansel & Gretel” e “Il piccolo principe”. La creatività dei bambini è anche sollecitata dall’ambientazione sonora e dalla caratterizzazione vocale dei personaggi, grazie all’interpretazione di speaker che danno voce alle storie. Ingresso: 5 euro. info@ilgiardinodellearti.it (B.A.)

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2010 cui si intravedono capi dallo stile floreale a quello più anticonformista e irriverente. Da due gabbie appaiono gilet da motociclista borchiati e altri chic, di pailettes. Come sempre, la stilista Manuela Mariotti contrappone un modo di essere a un altro, e lo dimostra passando da uno stile romantico, scalfito da blues people, a uno più grintoso, caratterizzato da pantaloni cargo, militari e chiodi borchiati. Il tutto accompagnato dagli amici che da sempre seguono la griffe di Fossombrone: Belen Rodriguez, Melissa Satta, Martina Colombari e Billy Costacurta, Paola e Chiara, Bobo Vieri, Francesco Sarcina cantante de Le Vibrazioni, Maddalena Corvaglia, Federica Fontana, Omar Pedrini, Giovanna Rei e Francesca Fioretti.

Cinquant’anni al servizio della

Pesaro - Compie cinquant’anni la Farmacia Madonna di Loreto, fondata nel 1959 dal dott. Cesare Cinaglia e oggi guidata dalla figlia Annalisa e dal nipote Alberto Ceccolini, che hanno festeggiato l’evento rinnovando completamente i locali: luce calda, colori azzeccati con un layout nuovo e organizzato che mette in evidenza ogni reparto, in particolare la dermocosmesi di alto livello, i capelli, il

Salute

settore infanzia e sportivi. Ambiente professionale, come da tradizione della Farmacia, garantita dalla disponibilità di sei farmacisti a disposizione con serietà e cortesia. Da sottolineare il nuovo laboratorio a vista: preparazioni personalizzate, fanno rivivere in chiave moderna e tecnologica la tradizione galenica delle migliori farmacie. Un rinnovamento, per altri 50 anni di successo.


Car point

presenta

Pesaro - Lo scorso 13 ottobre, al Cozza Amara, la concessionaria Car Point del Gruppo Diba ha presentato, in anteprima per Pesaro e Ancona, la nuova nata di casa Bmw, la tanto attesa X1. È la prima volta che la casa bavarese

X1

si affaccia su un segmento, unico nella categoria che riunisce in un’unica vettura, Suv e berlina compatta. Studiata per un pubblico sempre più esigente e dinamico, si presenta sul mercato a partire da 30.000 euro. www.gruppodiba.it

Confartigianato a tutela del made in Italy Pesaro - Confartigianato sta portando a termine una battaglia intrapresa da lungo tempo: quella per la tutela giuridica del made in Italy. “La legge è all’esame del Parlamento - afferma Giuseppe Cinalli, Segretario Generale dell’associazione per PesaroUrbino - e noi confidiamo in una rapida conversione in legge e in una puntuale applicazione da parte delle amministrazioni pubbliche.” D’altra parte, la provincia di Pesaro-Urbino è la più artigiana d’Italia: le imprese qui puntano sulla qualità e questa norma potrà distinguere il frutto del lavoro quotidiano degli artigiani, custodi di una tradizione secolare ma anche innovatori, da ciò che è realizzato con prodotti provenienti dall’estero. “L’approvazione avrà una ricaduta positiva sul territorio riprende Cinalli -, le imprese saranno incoraggiate a investire in design, qualità, innovazione. Gli antichi sapori, il gusto del ‘ben fatto’ non verranno abbandonati per rispondere alla concorrenza dei produttori asiatici. L’artigianato, d’altra parte, è il motore della nostra economia e per Confartigianato questa non è una battaglia simbolica ma un punto di svolta: siamo consapevoli che solo gli artigiani possono mettersi alla guida di una rivoluzione culturale ed economica, che porterà dei prossimi anni al centro del nostro vivere i valori del buono e del bello, il sapere fare, il rispetto dell’ambiente e delle persone. Nel nostro territorio, questo è già cominciato.” www.confartps.it.

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L’aula

protetta

Soroptimist

Pesaro - Un’aula speciale, una stanza protetta e tecnologicamente avanzata per l’audizione dei minori. Lo si è inaugurato il 24 settembre scorso a Palazzo di Giustizia, grazie alla volontà del Gip del Tribunale Lorena Mussoni e dell’impegno del Soroptimist Club in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati - attraverso i presidenti Silvia Pantanelli e Arturo Pardi - e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio. L’aula protetta assomiglia in tutto e per tutto a una stanza di giochi, in modo che i bambini possano essere ascoltati dallo psicologo in un ambiente sicuro e confortevole che non faccia rievocare eventuali traumi o violenze subite: una vera e propria “rivoluzione” sotto il profilo giudiziario (processuale e probatorio). All’interno è stato allestito un sofisticato impianto di videoregistra-

zione che fa sì che tutto quello che accade nell’aula protetta, dove ci sono solo il bambino, lo psicologo e il giudice, venga proiettato e ascoltato in contemporanea nell’adiacente aula udienze, alla presenza delle altri parti del processo, che quindi possono seguire in simultanea il delicato colloquio. Si tratta della prima aula del genere nelle Marche e la quinta in Italia. (S.M.)


Industrie Ifi arreda il successo della “Regina”

Cattolica - Il locale che ha acceso l’estate, Millionaire lounge café, porta la firma di Industrie IFI, leader per soluzioni innovative, design e tecnologia nell’arredo di locali pubblici. Nato da un’idea di Luigi Magi e progettato dall’interior designer Pierpaolo Saioni, il café si trova sulla nuova darsena. Per realizzarlo, Industrie IFI ha messo in campo l’alta moda del gruppo, Rossi Dimension e Tonda, prima vetrina gelato rotonda e rotante. “Il locale s’ispira al mare - ha spiegato Saioni - e si sviluppa in due ambienti su due piani, che comunicano visivamente attraverso un pavimento vetrato, riconducibili a un unico concept, dove il contrasto bianco-nero è motivo guida di linee minimali.” In quest’ottica, spicca la vetrina gelato Tonda, tecnologico e affascinante espositore dove le vaschette girano in una giostra di gusti. Elemento di design applicato alla tecnologia - premiato con la Segnalazione Compasso d’Oro ADI - la vetrina è un’icona del made in Italy in quasi cinquanta paesi del mondo.

Cambi “della guardia” in Città Pesaro - Due in uno: non un’offerta di stagione ma un cambio di divisa. Il Ten. Col. Ippazio Bleve ha lasciato il comando provinciale della Guardia di Finanza per trasferirsi, lavorativamente parlando, ad Ancona mentre Giulio Oliva ha lasciato l’incarico di comandante della Polizia Municipale per dirigere l’Assessorato alla Cultura del Comune. Si tratta di un distacco relativo perché continueremo a vederli; Giulio Oliva è ora a Palazzo Toschi Mosca mentre Ippazio Bleve ha comprato casa a Pesaro, perché qua si sta troppo bene! In bocca al lupo, ad entrambi, dalla redazione di “IN Magazine”! (S.C.)


Essere | Eliseo Mattiacci

L’artista

che guarda

Il cielo

testo Franco Bertini foto Laura De Paoli e Archivio Eliseo Mattiacci

Uno scultore “che fantastica sul cielo, sul sole, sull’energia del magnete...” Così si definisce Eliseo Mattiacci, che ci accoglie nel suo atelier per raccontarci la sua arte fatta di opere in metallo, dalle grandi dimensioni, che rappresentano la sua idea di corpi celesti.

Nelle mie superficiali e scarse conoscenze (e frequentazioni) dell’arte e della scultura moderne, a un certo punto mi sembrava di aver avuto una specie di piccola illuminazione, per definire icasticamente e significativamente il mondo complessivo dell’opus di Eliseo Mattiacci: opere puntate come grandi telescopi verso il cielo e l’universo. Errore e pia illusione. Mi è bastato dare una letta al saggio di Marco Meneguzzo, curatore dell’ultima mostra di Mattiacci a Montepulciano - che già di per sé si chiama “Mondi possibili” - per sapere che, “come un sacerdote di Ur, guarda gli astri e costruisce le proprie sfere armillari, quelle complicate mappe astrali che diventano cosmogonie e cosmologie, macchine per sognare di entrare in contatto.

Di ‘andare’, su altri pianeti...”. Oppure, e con più precisione, “Con cosa si cercano i nuovi mondi? Col telescopio. Ed ecco un gruppo di lavori basati su grandi goniometri e...” - ed ecco le parole che fanno di conseguenza sparire nel nulla la mia metafora che mi sembrava una gran novità - “...su telescopi puntati verso il cielo”. Icona classica e inconfondibile, bianchi e lunghi capelli sulle eterne camicie rosse, viso e sguardo

che non sai mai se è più attento a seguire le sue cose o le cose che si dicono e si raccontano intorno a lui, il tutto condito da un sottofondo di dolcezza quasi serena di chi è perfettamente cosciente che questo mondo, abbastanza rivoltante, in fondo non è l’unico possibile. Attenzione, non si tratta di

mondi virtuali e immaginari, non di cosmi da “contemplare” ma da vivere e “agire”, come tutta l’arte e le opere di Eliseo, che devono “coinvolgere e camminare da sole”, come i Cilindri praticabili. Mattiacci dice queste cose mentre ha fra le mani un articolo di “Repubblica” sulla scoperta di nuovi pianeti: “è una curiosità che ho e che mi attrae, una sterzata che risale al 1982... non da scienziato, ma da scultore che fantastica sul cielo, sul sole, sull’energia del magnete, sulla calamita: non sai bene cosa viene fuori, l’accensione di qualcosa”. E poi la voglia di rapportarsi con l’esterno, coinvolgendo ambiente e spettatore, come la sua prima mostra romana del ’67 alla “Tartaruga”, un tubo giallo lungo 150 metri che usciva dallo

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Sopra, da sinistra, l’artista davanti alla sua opera Telescopio e, nel 1967, a fianco di Tubo giallo, all’ingresso della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. A destra, Carro solare del Montefeltro (1986), in piazza Federico a Palazzo Ducale di Urbino.

studio e attraversava via del Corso e piazza del Popolo. Lo ascolti e pensi alle macrodimensioni delle sue creazioni, opere, allestimenti, “quintalate” di ferro e acciaio e azzardi qualcosa sull’ispirazione. L’artista del freddo metallo risponde che “in senso romantico non è da scartare, è un guardarsi all’interno e all’esterno, viene dalla processualità di lavoro e pensiero che si cristallizzano... mi alzo presto la mattina e tutto mi si chiarisce presto.” Parla adagio e sottovoce Mattiacci, alla soglia dei settant’anni dichiara di aver affrontato l’ultima mostra di Montepulciano “con la stessa freschezza dell’inizio, di essersi divertito come col tubo giallo di Roma...”. E poi una specie di piccolo “manifesto” artistico e spirituale: “fare opere è sentire l’esigenza di comunicare qualcosa agli altri, fai qualcosa per stare meglio o peggio... lavoro sempre partendo

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dalle idee, il materiale e la maniera portano all’accademia di te stesso, non alla verità, in particolare lo stimolo a tradurre meglio l’idea mi dà il la.”

Sta seduto al tavolo del suo atelier di Villa Fastiggi, guarda alcune sue immagini a corredo dell’intervista, tiene dei fogli in mano. Sì, l’aspetto dell’artista anche in senso classico, ce l’ha. Pensi a una sua opera e in automatico anche a un dipinto classico e ti chiedi che tipo di formazione abbia alle spalle. “L’arte classica - dice - era approccio al fatto storico, contemplazione, il ricercare tante cose, il senso religioso... la Flagellazione di Piero Della Francesca, il quadro più bello del mondo, spazialità interna ed esterna... Mi piace molto, forse troppo... Da me l’artista non dovrebbe trovarsi, posso aprire qualche finestra, poi ognuno con la sua sensibilità capta l’opera...

L’opera più moderna dell’ultimo secolo è Les demoiselles d’Avignon di Picasso... Una catena, la nuova era del cubismo, il futurismo... La pop art nel ’64, l’apoteosi del mercato. C’è sempre qualcosa da innovare, sempre un nuovo granello di sabbia, la minimal art... Non ho preso strade formali, il mio interesse era andare contro quella cosa lì, i movimenti cambiavano, non mi sono mai identificato, sono stato sempre più vicino all’arte dell’idea...”. Nato

a Cagli, esce dall’Istituto d’Arte di Pesaro, “non sapendo bene cosa fare, attratto dalla scultura mi serviva il contatto e il vedere: non libri, ma immagini...”. Allora parte per un Grand Tour all’inverso, non dall’Europa all’Italia come nei secoli scorsi, ma dall’Italia in giro per l’Europa, Picasso, Brancusi… “Per curiosità, per vedere, la possibilità di decidersi per la scultura...”. Insomma la bildung, la formazione,


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“gli scultori italiani del ferro, come Colla, Franchina, Nannucci, Smith”. E poi il vero inizio dell’avventura, “andare a Roma nel 1964: era piena d’idee, incontri, gallerie, arti che si incontravano, cinema, teatro...”. Sembra un mondo perso, ma anche se sei un artista d’oggi, “se hai un passato continui con la stessa libertà, ricercando sempre qualcosa... Ai giovani consiglio come approccio le grandi città, la propria critica con quelli della stessa generazione... Oggi sono troppo aggiornati, vedono troppe cose,

non sanno rapportarsi bene con la loro identità... occorre trovare una sintesi, una dialettica con gli altri, dalla critica con altri e con te dipende il tuo lavoro.” Abbassa ancora il tono di voce: “credo nel mio lavoro più che nel resto, t’aggrappi ad altro quando hai bisogno, poi non basta,

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A fianco, Alta tensione astronomica, installazione al Kunstforum a Monaco di Baviera del 1984. Sotto, La mia idea del cosmo, installazione del 2001 al Mercato di Traiano.

vorresti che ti concedesse di più...”. Ed ecco il cosmo di Mattiacci che si forma e prende spazio e tempo: “la ricerca c’è, però non si tocca, è come credere nell’infinito... anche il fantasticare su luna e stelle... era un cosmo che poteva essere limitato e invece si scopre che non ha fine. Mi fa pensare alla curiosità di trovare un mondo abitato e, mentre aspetto, faccio sculture su altri pianeti. O di girare nello spazio come i satelliti... mi sono abituato a essere molto ‘leggero’: magneti, alluminio, titanio...”. Ed ecco la mostra al Mercato di Traiano, cinque dischi in equilibrio con magneti: “sono stato fortunato e privilegiato, ho conosciuto persone giuste, ci siamo divertiti in tutti i sensi...”. Mi viene da chiedere se fra cosmo e concretezza terrena Mattiacci abbia trovato una sintesi. “Sceglierei Il Carro solare del Montefeltro - dice - realizzato nell’86, nel periodo centrale della mia vita d’artista, esposto prima a Pesaro, poi Venezia, Milano, Roma, Parigi e naturalmente in piazza Montefeltro in Urbino.” È un enorme “cavallo tecnologico”, simbolo di un cosmo in cui il Duca

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Federico, uscendo da palazzo, invece di far scalpitare gli zoccoli del suo destriero sulle pietre del selciato, sale sul carro di ferro collocato su due binari con sopra un altro disco che prende energia dal sole: “il senso del movimento stando fermo”. È perfino banale dire che le opere di Mattiacci sono in ogni parte del mondo; lui, per quello che lo riguarda, dice che la concezione del suo lavoro è quella “di un grande fiume con la coscienza

di tanti affluenti e che proprio gli affluenti sono l’idea portante del fiume che riceve tutte le sue esperienze.” Non è obbligatorio che le notazioni sul lavoro di un artista siano sempre originali: dunque, ribadire che Mattiacci continua a puntare le sue opere verso il cielo come telescopi non sarà una cosa nuova, ma dà un senso di leggerezza e serena aspettativa: di questo mondo così com’è, troppo spesso ne abbiamo abbastanza. IN


www.dondup.com - foto agnes spaak


Ideare | Aziende in controtendenza

Ricette contro la

Crisi

testo Simonetta Campanelli - foto Leonardo Mattioli

Piccolo viaggio per conoscere quattro aziende del territorio che, ognuna in quattro diversi settori, sono in controtendenza rispetto all’attuale congiuntura economica.

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In un momento di disagio economico, dove il vocabolario della recessione annovera disoccupazione, aumento dei costi, calo della produzione e dei profitti, in provincia ci sono imprese in controtendenza che applicano, invece, le dizioni del vocabolario della ripresa: innovazione, investimenti, crescita in Italia e all’estero, attenzione alla responsabilità sociale. Ne abbiamo incontrate quattro, di settori merceologici diversi, che con diverse politiche aziendali, unendo creatività e spirito imprenditoriale a professionalità, stanno ottenendo brillanti risultati, affrontando con successo la difficile congiuntura. Ce lo conferma Franco Signoretti, titolare di Xanitalia, azienda leader nel settore delle cerette depilatorie. “Il mercato è spaventato - dice - si propone poco e soffre le incertezze del momento. La nostra azienda produce beni di necessità quotidiana e non abbiamo sentito la crisi, anche se abbiamo avvertito difficoltà determinate da un piccolo calo di fatturato. Questa crisi, tuttavia, è stata d’insegnamento perché, se da una parte si soffre, dall’altra sono scattati una serie di meccanismi che sono serviti a rimettere in moto interrogativi istruttivi. Abbiamo fatto bene? Abbiamo fatto abbastanza? Cosa non abbiamo fatto? Dove ci siamo lasciati andare? Nella negatività abbiamo avuto modo di guardare avanti e vedere le innovazioni e le richieste di un mondo che cambia rapidamente.” Signoretti, poi, s’illumina quando parla dei suoi dipendenti, che “in questo periodo di stranezze finanziarie, si sono sempre comportati con affidabilità e dedizione al proprio lavoro, appassionandosi all’azienda come se fosse la propria e con la consapevolezza del fatto che un momento come questo, pur negativo, passerà prima o poi. Pertanto bisogna tenere duro.” Tra i progetti dell’immediato futuro, Xanitalia ha improntato lo sviluppo di nuovi prodotti, una nuova strategia di vendita e assunzioni mirate a figure professionali che occuperanno posti di lavoro innovativi, con incarichi di gestione di attività in funzione dei moderni progetti. Si progetta anche una nuova sede, frutto di una costante crescita negli anni. Questa avrà tutti i requisiti per una buona visibilità e vivibilità per il personale

(che qui trascorre un terzo della propria giornata): una mensa intesa sia come ambiente per la ristorazione sia

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A fianco, Paolo e Luciano Battisti. Sotto, Roberto Bizzocchi con la moglie Tiziana Pezzolesi e il figlio. In apertura, Franco Signoretti.

come luogo relax, un Kinder Garden per consentire alle mamme di avere vicini i propri bambini, ambienti per incontri conviviali, convegni e confronti educativi. “Non posso non essere riconoscente alla città, in cui sono nato e progredito professionalmente, alla quale mi sento molto legato. Non posso non dare attenzione al territorio cui appartengo e che tanto mi ha dato. Per questo mi fa piacere sostenere, attraverso riconoscimenti discreti e riservati, in sordina ma sempre, coloro i quali hanno bisogno di un appoggio solidale. Ricordo il tempo in cui non avevo nulla e, in un garage, con un mio carissimo amico abbiamo iniziato a giocare al ‘piccolo chimico’. Oggi siamo

qui entrambi a gioire dei nostri successi, della nostra fortuna fatta con le donne.” “Eh si! Franco ed io eravamo giovani e desiderosi di fare qualche cosa dedicandoci alle donne! Ma non come si potrebbe pensare! Lui si provava cerette sul proprio braccio e io pensavo agli oli essenziali - racconta l’amico Roberto Bizzochi, presidente di Eva Garden, ovvero la prima donna nel paradiso

terrestre, nel giardino naturale - e come allora la nostra azienda è in crescendo. Non abbiamo dovuto fare troppo per combattere la crisi. Per noi, fortunatamente, non c’è stato un grande calo perché la donna risparmia sugli abiti, sul cibo ma non sul trucco. La donna non rinuncia alla propria bellezza.” Dopo trent’anni di attività, attraverso un percorso che va dalla distribuzione di apparecchiature eltettromedicali per saloni di bellezza alla ricerca di nuove tendenze nelle profumazioni e all’amore per il trucco, della moglie Tiziana Pezzolesi, Eva Garden è arrivata al professional make-up. Oggi, nella nuova sede di Borgo Santa Maria, è stato creato un make-up lounge, vero e proprio salotto di bellezza,

non un semplice punto vendita ma un ambiente ottimo per comunicare il giusto utilizzo di materiali, colori e luci che si legano a qualsiasi stile d’ambiente. Alle clienti è offerta l’emozione del trattamento in uno spazio professionale e in una coinvolgente atmosfera, per essere sottoposte a un trucco personalizzato e poi, eventualmente, orientate verso l’acquisto di prodotti di alto livello qualitativo. Questo make-up corner è un progetto pensato e realizzato per rendere funzionale e propositivo il servizio del


Il GYROTONIC EXPANSION SISTEM ha dimostrato di essere la metodologia ideale per sviluppare le potenzialità fisiche non solo di atleti e danzatori, ma di chiunque intenda il benessere fisico come connubio inscindibile tra corpo e spirito. I principi della danza, dello yoga, delle arti marziali, del nuoto e di altre discipline, unite nel GYROTONIC alla moderna scienza del movimento, impegnano simultaneamente muscoli, tendini, legamenti ed articolazioni con l’obiettivo di rendere il corpo più flessibile, forte, tonico e agile. Il GYROTONIC si basa su movimenti tridimensionali eseguiti in modo circolare, con una resistenza costante e senza interruzione. Ad ogni esercizio corrisponde una respirazione sincronizzata eseguita in modo ritmico in grado di migliorare la capacità polmonare, il flusso arterioso e la resistenza fisica. Il GYROTONIC inoltre aiuta la corretta postura, dona un maggior senso dell’equilibrio ed una migliore coordinazione neuro-muscolare. Per questo è adottato nelle terapie di riabilitazione da medici e fisioterapisti. Il GYROTONIC EXPANSION SYSTEM si avvale di attrezzature diverse progettate in modo specifico per eseguire esercizi costruiti sul corpo umano che rispettano la libertà di movimento, senza limiti di versatilità o di velocità di esecuzione.

Il GYROKINESIS costituisce la controparte senza macchinari del GYROTONIC EXPANSION SYSTEM. E’ una ginnastica dolce e piena di ritmo, dove il concetto chiave è la fluidità. Il metodo, adatto a tutti, aiuta ad allentare le tensioni muscolari, a rendere fluidi ed armonici i movimenti ed a correggere le posture sbilanciate. Seduti su sgabelli si mobilizza la colonna vertebrale attraverso movimenti di inarcamento, flessione, torsione e movimenti a spirale, attivando tutte le articolazioni. E’ un lavoro completo: tonifica, regala mobilità articolare, corregge posture sbagliate e fortifica la colonna vertebrale.


A fianco, il fanese Claudio Orciani.

trucco ed è stato concepito soprat-

tutto per far cogliere alle clienti, in modo speciale, le “tendenze”, dare consigli e mettere a disposizione la raffinata professionalità di Paolo Guattelli, mago del trucco e testimonial dell’azienda. Per Claudio Orciani, fanese, titolare dell’omonima ditta che produce accessori moda, la carta vincente contro la crisi è sempre stata quella di stare “lontano dalla mischia”, come dice lui. “ Non proporre le stesse cose dei concorrenti ma differenziarsi al massimo, con orientamento su prodotti insoliti, anche

se di difficile realizzazione ma unici per design; scegliendo la qualità che porta a risultati migliori della quantità.” Entusiasmo, grinta, passione e cuore sono i motori che hanno dato il via a un’avventura

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imprenditoriale unica ed originale e che a oggi è in continua espansione. Il leitmotiv aziendale è una bella frase del padre, “fanne poche ma falle bene, al meglio”, e seguendo questo consiglio la qualità del prodotto è stata fondamentale per

di Claudio Orciani il quale, mantenendo la peculiarità della piccola azienda di provincia, è espressione e testimonal di un affascinante made in Italy. “In questa fase critica, anche noi cerchiamo di andare controtendenza utilizzando punti di forza che abbiamo individuato nelle soluzioni ecologiche per il risparmio energetico”: lo dice Paolo Battisti che col fratello Luciano è titolare di Radiant, a Montecchio, azienda ereditata dal papà Walter. Oltre a produrre caldaie tradizionali, hanno introdotto innovazioni per la tutela dell’ambiente applicando sistemi di riscaldamento ad integrazione solare. Un laboratorio prove e rigo-

rosi sistemi di controllo, attraverso stazioni di collaudo al termine di

Professionalità, innovazione, qualità oggetti ad alto valore aggiunto. A questo si aggiunge anche la qualità della distribuzione: pochi clienti selezionati nel mondo. Così si è preso il suo spazio conquistando sul mercato, attraverso il passaparola tipico nel mondo della moda, una reputazione vincente. Le più belle boutique di New York, Tokio, Hong Kong, Londra e Mosca espongono gli accessori di nicchia

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Scrivere | Paolo Teobaldi

Maestro di

Scrittura

testo Lamberto Bettini - foto Marco Sensoli

Nel piccolo studio di viale Venezia incontriamo Paolo Teobaldi. Il luogo ideale dove parlare insieme a lui del mondo che lo circonda e che da sempre ama frequentare: quello della letteratura.

Lo si può incontrare in bicicletta per le vie di Pesaro. Fino a poco tempo fa era accompagnato dal suo fedele levriero; ora Spillo è invecchiato e lo attende pazientemente a casa. Lo si può incontrare, altresì, nella sua scrittura: semplice, scorrevole e molto attenta alla lingua parlata, che presenta, a una lettura non superficiale, riferimenti ai modelli letterari dei grandi maestri. Non è stato facile convincere lo scrittore Paolo Teobaldi a rilasciare l’intervista; per modestia, non per altro: ”Volete veramente parlare con me? Noi scrittori dovrem-

mo limitarci a leggere e a scrivere. Senza tante messe cantate.” Ci ha ricevuto nel piccolo studio di viale Venezia, due metri per tre, una scrivania, un computer, per il resto libri dappertutto. Professore, come nasce un libro?

“Dalla lettura e dalla vita. Mi spiego meglio: ho sempre letto molto e continuo a farlo; ritengo che per scrivere sia fondamentale. Ma fuori da questo studio e da questi libri c’è un’altra vita e ciò che vedo intorno rifluisce inevitabilmente nei miei romanzi.” Molti di coloro che svolgono un’attività creativa dicono di lavorare di

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In queste pagine lo scrittore pesarese nel suo studio, durante l’intervista.

notte o , comunque, nei momenti più impensabili. Lei quando scrive?

“Non vorrei deludere qualcuno, ma generalmente di notte dormo. Seguo orari artigianali, lavoro al bancone come il falegname.” Spesso si valuta un romanzo soltanto in base alle vendite. Come si concilia la letteratura col mercato delle lettere?

“Il successo commerciale non può certo rappresentare l’unico parametro con cui valutare un’opera. Per ciò che mi riguarda il primo obiettivo di ogni nuovo romanzo è esplorare un nuovo territorio: cerco, in sostanza, di non fare maniera di me stesso.”

Chi è Paolo Teobaldi Nato nel ’47 a Pesaro, dove vive e lavora, e sposato con Orietta Togni, da cui ha avuto due figli, Gilberto e Ilaria, Teobaldi ha frequentato il Liceo classico “T. Mamiani”; poi si è laureato in Lettere moderne alla Cattolica di Milano. Ha insegnato italiano a Milano (carcere di San Vittore), in Sardegna, infine a Pesaro (in diversi istituti tecnici e professionali). È stato, inoltre, copywriter (dal 1978 al ’92) e traduttore. Attualmente collabora con l’Università di Urbino (Pesaro Studi), con un “laboratorio di scrittura creativa”. Nell’84 ha pubblicato il suo primo romanzo, Scala di Giocca, Edes (Cagliari). Tutti gli altri romanzi sono stati pubblicati da Edizioni e/o di Roma: Finte: tredici modi per sopravvivere ai morti (1995), La discarica (1998), Il padre dei nomi (2002 - Premio Frontino-Montefeltro), La badante. Un amore involontario (2004), Il mio manicomio (2007). Sta lavorando a un romanzo da lui definito “on the road alla rovescio”, dedicato a un cantoniere.

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con Goffredo Pallucchini, Enrico Capodaglio, Laura De Biagi, Marco Ferri, Gianni D’Elia; fuori dai confini provinciali, ho una grande amicizia, di vecchia data, con Domenico Starnone. Finché era in vita, avevo un carteggio con Mario Rigoni Stern. Ricordo un piccolo aneddoto: ‘Conosco i miei limiti, sono un minore’ mi scrisse. Rimasi annichilito dalla sua modestia e gli risposi che lui stava lassù ai mille metri di Asiago ed io a Pesaro sul livello del mare e quando, con la bicicletta, arrivavo fin sul faro del San Bartolo avevo già la lingua di fuori!” A uno scrittore non si può evitare di

Noi pesaresi ritroviamo, in molti dei

chiedere chi abbia contribuito alla

suoi romanzi, i luoghi in cui viviamo.

sua formazione…

Qualcuno ha parlato di “pesaresi-

“È ovvio che debba citare i docenti del liceo e i giganti della letteratura che ho sempre frequentato: prima di tutto Dante e Pasqualón, poi Gadda, Volponi, Levi, Calvino, Pontiggia, Boccaccio; ma anche Raffaello Baldini e Luigi Mene-

tudine”…

“Un concetto fasullo, una piccola accademia consolatoria. Quando i veri scrittori, quelli a cui guardo come modello, descrivono un luogo piccolo e circoscritto, questo di-

Nuovi romanzi, nuovi territori venta metafora di un territorio più ampio. Pensiamo a Giù la piazza non c’è nessuno di Dolores Prato: parla solo di Treia… ma, evidentemente, del mondo. Un capolavoro!” Spesso gli scrittori sono in collegamento fra loro, scambiandosi idee e opinioni, alla ricerca delle urgenze letterarie. Ha contatti coi colleghi?

“A Pesaro c’è una fitta rete di legami letterari. Mi sento spesso

ghello. Ma se penso al mio primo insegnante, devo fare un salto all’indietro, all’infanzia: nel recente passato, in molte famiglie, anche umili, v’era la tradizione della narrazione orale e mio padre Vasinto, di professione falegname, ne era un grande maestro. Ricordo la vivezza con cui raccontava gli episodi della sua vita, in particolare della guerra. Io vengo da lì.” IN


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Suonare | Mario Mariani

Un eclettico in

Musica

testo Maria Rita Tonti - foto Luca Toni

Frequenta la classica ma anche altri generi, è autore di colonne sonore ma anche di sigle di eventi culturali. È il pianista e compositore Mario Mariani, che ci parla della sua carriera e del suo ultimo progetto musicale, un cd di pianoforte solo.

Mario Mariani, pesarese, 39 anni, è un musicista a dir poco eclettico: pianista, compositore, autore di colonne sonore e di sigle di eventi culturali, frequenta la musica classica ma non disdegna incursioni in altri generi, seguendo un rigoroso percorso di ricerca.

della Mostra del Nuovo Cinema di

soprattutto il doversi far piacere il lavoro che s’intraprende. Un’opera cinematografica o teatrale ha già un registro, una sorta di cifra che ne permea lo svolgimento. Si tratta di individuare tra le possibili scelte musicali quella che meglio vi si armonizza. Io, da buon ‘kubrickiano’, cerco di documentarmi il più possibile sul lavoro che sto per musicare. Mi metto al pianoforte, o direttamente al computer, e, quasi sempre, qualcosa viene fuori…”

Pesaro di quest’anno: in circostan-

Nella sua carriera ha fatto incontri

ze come queste cosa fa scoccare la

particolarmente significativi?

scintilla?

“Dal punto di vista professionale è stato importante quello con Gianluigi Toccafondo per il quale ho scritto la mia prima colonna sonora quando neanche lontanamente

Lei ha scritto colonne sonore cinematografiche e teatrali, è autore di spot, ha composto sigle del Festival del Cinema di Venezia e quella

“Le situazioni in cui si lavora spesso non sono delle migliori: poco tempo a disposizione, un rapporto con la produzione non sempre facile e

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A fianco e in apertura, il compositore e pianista nel suo “Studiochez” a Pesaro.

pensavo che questa attività potesse diventare un mestiere. Un altro nome: Vittorio Moroni, regista per il quale ho scritto le musiche di tutti i film: da Tu devi essere il lupo, accolto molto bene da critica e pubblico a Eva e Adamo a settembre scorso nei cinema. Aggiungerei un pesarese: Francesco Calcagnini, scenografo, regista e amico: il suo lavoro mi ha suggerito l’idea della teatralizzazione della musica.” Anni fa ha partecipato nell’ambito del ROF alla teen-opera “Isabella” di Azio Corghi, ispirata all’Italiana in Algeri di Rossini. Come ha vissuto questa esperienza?

“È stata molto divertente, fra l’altro il cantante era Elio delle ‘Storie tese’. Conoscevo già il lavoro di Corghi e sentivo vicina quell’apertura musicale intrisa di citazioni, tipica del suo lavoro. Sono stato chiamato all’ultimo momento dato che occorreva un musicista classico che realizzasse arrangiamenti rock.” Lei ha suonato in ambienti particolari: chiese deserte, piazze di borghi di montagna. Cosa la spinge a esibirsi in questi contesti insoliti?

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“Per me non sono mai stati insoliti! Ho frequentato questi luoghi particolari, lontano dal rumore metropolitano, cercando di percepire l’energia del luogo e restituirne la musica intendendo ciò che faccio più come ‘offerta’ che come concerto. Molti di questi eventi si svolgono senza pubblico o con un ristretto numero di persone, per necessità logistiche, ma non solo. Non potendo sempre portare un pianoforte a coda in luoghi impervi, utilizzo piccoli strumenti acustici, tra cui un harmonium indiano e un arsenale di ‘strumenti giocattolo’ che uso anche in ambienti consueti come teatri o festival.” Vive tra Pesaro e Piobbico, dove ha ristrutturato una casa nel borgo di Ca’ Bacciardi. Cosa significa per un musicista vivere in provincia, nel bene e nel male?

“Cerco di prendere il buono che essa può offrire e la intendo come una base operativa. Dopo aver vissuto a Milano e frequentato Roma e Londra, all’inizio di quest’anno ho rinnovato lo studio di Pesaro formando un team assieme ad amici musicisti e produttori dando vita

a ‘Studiochez’, dove abbiamo prodotto tra l’altro il mio ultimo cd di pianoforte solo, Utopiano.” Di cosa si tratta?

“Riferendomi al concetto di utopia come ‘non luogo’ o luogo ideale, l’ho inteso come la ricerca di un suono ideale, un segno sonoro che ne comprenda in sé l’idea di altri: segno teatrale e suo movimento, segno cinematografico nella sua evocazione di immagini e ‘segno senza segno’, proprietà tipica della musica. Utopiano, che ho portato in tournée ad ottobre con concerti a Colonia e San Pietroburgo, è anche una dichiarazione d’intenti, come riappropriarsi del carattere celebrativo della musica, oggi quasi scomparso o nella migliore delle ipotesi folklorizzato. La maggior parte dei brani è di natura improvvisativa: libera o derivante da un tema ideato all’istante. Le sessioni di registrazione si sono svolte in studio e sul palcoscenico del Teatro Sanzio di Urbino, ‘città dell’utopia’. Ho un’idea molto efficace per la promozione di questo cd. Non vorrei anticipare nulla, ma credo che farà molto parlare…” IN


Approfondire | “Rinascita” di Cagli

Quando

“Paga”

la cultura

testo Glauco Maria Martufi - foto Luca Toni


La trasformazione di Cagli: da cittadina “sonnolenta” a esempio di vivacità culturale e turistica. Unendo patrimonio artistico e risorse del territorio, fino a riportare a nuova vita i suoi edifici più importanti.

Un termine che pareva passato di moda, “giacimenti culturali”, è tornato negli ultimi anni per indicare, nello sfruttamento economico del nostro patrimonio artisticoculturale, una delle possibili risposte italiane alla crisi mondiale. Convinti che la cultura, usata con intelligenza, possa ripagare anche nella nostra provincia, siamo andati a vedere cos’è successo a Cagli, che nel giro di vent’anni si è trasformata da sonnacchiosa cittadina in esempio di vivacità culturale svelando le testimonianze di un grande passato artistico, investendo su forme nuove di cultura e ottenendo una significativa ricaduta economica. Ha portato, infatti, le presenze negli esercizi alberghieri di diverso tipo dalle 2.500 del ’94 alle 40.000 attuali.

Testimoni e protagonisti di questa rinascita culturale sono due personaggi diversissimi fra loro che hanno in comune, oltre all’amore per la loro terra, il fatto di essere stati, o di essere, assessore alla Cultura e vicesindaco della città, ruoli ricoperti dall’ing. Italo Grilli in passato e da Alberto Mazzacchera oggi. Per entrambi i “dioscuri della cultura cagliese” la molla scatta all’inizio degli anni Novanta. Grilli cita il programma della Giunta comunale eletta nel ’91, che pose al centro dello sviluppo locale ambiente, turismo e cultura con quattro obiettivi: il restauro del Teatro Civico, la costituzione del Museo Archeologico, il recupero diffuso dei beni del centro storico e in particolare quello di Palazzo Berardi-Mochi-Zamperoli. Mazzacchera, d’altra parte, illustra la partecipazione di aziende locali, cittadini ed associazioni, dalla Pro Loco alle Confraternite - proprietarie di interessantissime chiese - che ha portato al restauro ed alla possibilità di esibire opere precedentemente poco conosciute in esse contenute. Alberto, fra l’altro, è responsabile dei Beni culturali della Cattedrale di Cagli, ed è così raccordo fra le iniziative culturali comunali e quelle ecclesiali che hanno portato, con fondi CEI, al restauro della Basilica.


A fianco, dall’alto, Alberto Mazzacchera all’interno della chiesa di San Francesco e Italo Grilli nel rinnovato Teatro Comunale di Cagli.

Se l’intervento dell’Amministrazione provinciale col Progetto Flaminia ha dato gambe al Museo Archeologico, il Teatro Civico ha cominciato a funzionare ancor prima della fine del restauro di platea e palchi: se ne sono offerte le sole strutture sceniche a compagnie che venivano a Cagli per preparazione e prove (ancora ciò accade) e l’ente pubblico spingeva, e spinge, per trovare alloggi ad attori, registi e collaboratori. Ciò ha portato all’apertura di nuove strutture d’ospitalità: alberghi, ristoranti, agriturismi, bed&breakfast; la trasformazione di un scuola materna a Pianello di Cagli in ostello per ospitare 50 studenti di lingue fu l’avvio del processo. Italo Grilli è presidente della Istituzione Teatro Comunale e, ironicamente, ne par-

riaprì la stagione teatrale e per di più Cagli fu prescelta come location di diversi film e sceneggiati televisivi. La permanenza delle troupes agì come volano per le presenze alberghiere e, per questo stesso ruolo, la cittadina ha rapporto con la Marquette University di Milwaukee, che da allora ha inaugurato il “Cagli Project” e porta nella città studenti di lingua e di giornalismo. La gestione oculata dei fondi stanziati dopo il terremoto di Marche ed Umbria aveva permesso il restauro della Chiesa di San Francesco e la scoperta di uno straordinario ciclo pittorico trecentesco. Ne è scaturita la fortunata Mostra sull’arte francescana che portò numerosissimi visitatori. Questa è stata la premessa per la partecipazione di Cagli, attraverso sinergie

Nuovi restauri ormai al completo la come di un “teatro destabilizzato”, alludendo a una via alternativa alla rigidità (e ai costi) dei teatri stabili, nella quale il livello culturale è garantito dall’innovazione e dall’avanguardia. Intanto si procedeva, prima con finanziamenti locali poi anche di fondazioni bancarie, al restauro di centinaia di dipinti che, ci dice Mazzacchera, prima si potevano solo raccontare. Questo portò nel 1994 alla mostra sul settecentesco pittore cagliese Gaetano Lapis, una cui tela fu riportata in deposito da Brera alla chiesa d’origine. Col 1998-’99 poi, finito il restauro, si

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con Confindustria, Regione e Sovrintendenza, alla mostra su Raffaello e Urbino di quest’anno, nella quale tanti appassionati hanno potuto vedere i capolavori di Giovanni Santi e Timoteo Viti. Ora, con l’acquisto e il restauro a cura della Provincia, si è recuperato anche il bellissimo Palazzo Berardi, dove alloggerà il grande antico patrimonio librario ed archivistico cittadino, mentre si stanno completando i restauri del Palazzo Pubblico e della Chiesetta di Santa Maria delle Stelle, altro incredibile scrigno di affreschi trecenteschi, in alto, “vicino al cielo”. IN


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Camminare | Colbordolo

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Piccoli centri e grandi

Tesori

testo Ettore Franca - foto Leonardo Mattioli

Attorno al nucleo urbanistico medioevale di mura, torre, castello e case che forma Colbordolo, sorgono frazioni che formano un territorio raccolto e prezioso, nell’immediato entroterra pesarese, ricco di bellezze storiche e naturali.

Basta mezza giornata per scoprire un territorio del primo entroterra ricco di storia, godere paesaggi e natura, allontanarsi dalla confusione della costa e, infine, tornare gratificati. A 20 km da Pesaro verso Urbino, si arriva a Colbordolo, nucleo del XIII secolo che conserva parte delle mura, la torre col suo orologio e, nel castello, un’urbanistica che sa di Medioevo. Eppure il neo-sindaco è il più giovane della valle: si chiama Massimo Pensalfini, determinato ad amministrare con progetti precisi questo Comune fatto di piccoli centri, che sommano circa 5.000 abitanti concentrati nelle valli occupate da attività artigianali. A Colbordolo nacque il padre di Raffaello, Giovanni Santi che, a 15 anni, dovette rifugiarsi a Urbino quando

la casa, el paternal mio nido, dirà, venne distrutta come tutto il paese nel 1450 dall’incendio appiccato da Sigismondo Malatesta, in una delle tante scaramucce contro il duca Federico. Al Santi, Colbordolo ha dedicato un piccolo museo che ne celebra la sua attività artistica e letteraria in un

sapiente itinerario storico di fotografie e ingrandimenti delle opere fra cui, di sicuro interesse, le due riscoperte per caso e finite, chissà come, nel Muzeum Narodowe di Breslavia e nello Szépmüvészeti Múzeum di Budapest. Nelle bacheche sono ben sistemate copie dei testi del Santi e degli spartiti delle musiche dell’epoca, che rendono una panoramica sulla cultura di corte del ’400, della quale il padre di Raffaello fu certamente protagonista.

In fondo a via Roma, la chiesa di San Giovanni contiene una pala del 1605 (Madonna con Bambino e Santi) di Claudio Ridolfi e una Immacolata del coevo pesarese Gian Giacomo Pandolfi: due figure di spicco della pittura nelle Marche. Il borgo va glorioso del suo Corpo bandistico fondato nel 1853, che è oggi una delle più antiche formazioni della Provincia. Con 60 elementi, si è esibita e continua a farlo in Italia e all’estero, riscuotendo prestigiosi riconoscimenti. Altrettanto importante è la biblioteca, attiva nella promozione libraria e culturale fra i giovani delle scuole e che anima con l’annuale “Mostra del libro dei ragazzi”. Ma Colbordolo, soprattutto, vive nel corollario delle frazioni e dei tanti centri minori che lo compon-

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A sinistra, dall’alto, panoramica di Montefabbri con la cinta muraria del XII secolo e la cascata del Foglia con i resti del ponte romano. In apertura, scorcio del paese di Colbordolo

gono. A Morciola sono Villa Albani, dimora patrizia di campagna, e la chiesa romanico-gotica di Santa Maria, privata, ma visitabile contattando il custode (0721.495651). Se da Cappone si oltrepassa l’Apsella, salendo si giunge a Coldelce, il colle dei lecci, che non ci sono più, rimpiazzati da roverelle, carpini e noccioli. Oltre quello che fu il cimitero, si arriva alla pieve di San Eracliano, semidistrutta, sola testimone del borgo scomparso. Da Colbordolo, vale poi la pena scendere a Talacchio, altro centro murato, e giungere a Pontevecchio, per fermarsi di fronte alla cascata del Foglia, fra i resti del ponte che i Romani costruirono innalzando archi oltre 20 metri sull’acqua. Recente è, invece, il restauro del vecchio mulino attivo dal tempo del

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Duca, con le macine per il grano

e, dal 1916, con dinamo che generavano energia elettrica condotta fino a Pesaro. Tutto qui è pronto anche se, per adesso, manca solo la… forza motrice. Si è, infatti, in attesa di ripristinare la funzionalità del “bottaccio” e del canale, per portare l’acqua alla grande ruota. Sui pannelli sono illustrati l’evoluzione dei mulini dall’origine ad oggi e l’impiego dell’acqua per muovere macine, segherie, follatori, cartiere, polverifici ecc. Tocca poi risalire fino al monte di Colbordolo, zona residenziale estiva nel verde di un bosco di conifere che offre ospitalità, ristorazione e la bellezza del panorama, dal punto più alto del territorio. Sulla strada, già “ducale”, per Urbino, appare Montefabbri con la sua cin-

ta muraria intatta dal XII secolo. È uno splendido borgo senza tempo, ritenuto fra i più belli d’Italia che, sulla porta del XV secolo, accoglie con una “Madonna del latte”, bassorilievo in pietra arenaria. Si entra passando sullo scomparso ponte levatoio; tre vie intersecate da vicoli e piazzette con le case dei 93 abitanti, che sanno d’avere un tesoro nelle piccole, vecchie casette coi segni della povertà di un tempo. Nessuno se ne va o vende, e gode colline, campagne e… silenzio. Non ci vuole molto per girare il borgo ammirando, dalla “circolare” sulla cinta muraria, il paesaggio sulle vallate verdi, gialle o grigiastre secondo la stagione, ma che danno quiete e sensazioni di pace e immensità. Fu Comune fino al 1869 quando fu centro di attività banditesca terminata nel ’62 con la cattura del brigante Terenzio Grossi. Sotto la torre quattrocentesca si trova la Pieve che, oltre alle spoglie di santa Marcellina, contiene bei paliotti d’altare, l’elegante balaustra e, ricavato da un cippo romano, il catino dove fu battezzato Sante Brancorsini, venerato Beato nell’omonimo convento di Mombaroccio. La giornata sarà adatta anche per scoprire qualche buon prodotto. Da non perdere i pecorini e la salumeria, accompagnati con la “crescia” e apprezzati coi vini proposti dalla Cantina sociale di Morciola. IN


Curare | Ernesto Gentile

Ho cura della

Salute

testo Simona Spagnoli - foto Luca Toni

un noto imprenditore che mi ha offerto materiale medicale ed altri attrezzi chirurgici altrimenti destinati al macero. Chi sono i Cavalieri Ospitalieri?

Di fronte a una cultura che spinge a considerare il sistema sanitario come un’azienda e la salute come un prodotto, ci sono professionisti che ogni giorno, dentro e fuori le corsie ospedaliere, riaffermano con il proprio operato la centralità della persona. Uno di essi è Ernesto Gentile, pesarese, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria del San Salvatore, nominato cavaliere ospitaliero dell’Ordine di San Giovanni per il proprio apporto alle iniziative benefiche avviate dal sodalizio in Asia e Africa.

fede. Ho iniziato a frequentare la Chiesa del Carmine, dove si portano avanti diverse attività caritatevoli, nelle quali sono stato coinvolto in modo spontaneo.”

Dottor Gentile, cosa spinge un pro-

Cosa ha fatto per meritarsi questo

fessionista impegnato a buttarsi nel

riconoscimento?

volontariato?

“Ho bussato a tutte le porte, ricevendo molti dinieghi e qualche splendida adesione.”

“Alcuni anni fa ho perso una persona cara, mio padre. Il senso di smarrimento legato alla sua scomparsa mi ha fatto avvicinare alla

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Qui ha conosciuto l’Ordine di San Giovanni.

“Sì, la parrocchia ha aderito al progetto del priorato contro la diffusione della febbre gialla e la fame nella regione africana di Bamenda, in Camerun. Altri progetti sono stati avviati in Romania e in Afghanistan in collaborazione con l’Esercito Italiano.”

Per esempio?

“Ne cito uno per tutti: il gesto di

“Persone di varia estrazione. Ultimamente abbiamo accolto ben dodici pesaresi, fra i quali alcuni imprenditori che si sono distinti in questi anni per capacità manageriali, rendendo famoso in tutto il mondo la nostra regione, come Claudia ed Antonio Berloni, Vittorio Livi, Gilberto Gasperi, Gloria Tomassini, i fratelli Loccioni. Grazie a queste adesioni e all’impegno già dimostrato dai nuovi cavalieri e dame, tutti animati da spirito cristiano e di fratellanza, gli organi Internazionali dell’Ordine hanno deciso di istituire un’autonoma Commenda detta ‘Montefeltro’ che si estende fino all’Umbria e al territorio della Repubblica di San Marino.” Questa energia la mette anche nel suo lavoro?

“Certamente. Da qualche mese il reparto di Otorino svolge la nuova attività di screening audiologico neonatale, e in particolare test uditivi per la diagnosi precoce dei deficit sensoriali dell’età infantile che permettono di affrontare e trattare con protesi la sordità che possono ripercuotersi sull’ apprendimento e lo sviluppo del bambino, e che quindi rivestono grande importanza per le giovani famiglie.” IN


LA TUA SFIDA È LA NOSTRA SFIDA. Strada Statale Adriatica, 35 - 61100 Pesaro - Tel. 0721 423111 - Fax 0721 423133 www.confartfidi.it - direzione@confartfidi.it

Chi siamo

Fondo antiusura Legge 7 marzo 1998 n. 108

La Confartigianato Fidi è una società cooperativa a responsabilità limitata senza fini di lucro che si propone di promuovere il miglioramento e l’ammodernamento delle imprese, fornendo ai propri soci garanzia sui prestiti e facendo da tramite per contributi che concorrono all’abbattimento del tasso di interesse. Possono far parte della Cooperativa le imprese iscritte all’Albo Artigiani, le micro, piccole e medie imprese, aventi sede nel territorio della Regione Marche e delle Regioni limitrofe. Non possono far parte della Cooperativa le società che abbiano in corso procedure di concordato preventivo o di fallimento. La Confartfidi è struttura del credito della Confartigianato Imprese di Pesaro e Urbino.

La Cooperativa gestisce per conto del Ministero lo speciale fondo di garanzia dedicato a: 1) Eventi straordinari negativi. 2) Soggetti protestati che hanno fatto fronte al debito. 3) Imprese in temporanea crisi di liquidità. 4) Neo-imprese. 5) Errata conduzione finanziaria dell’impresa.

Prodotti La Confartigianato Fidi mette a disposizione dei propri soci prodotti garantiti a tasso fisso e a tasso variabile con durate sino a 20 anni attraverso gli Istituti di Credito convenzionati.

Tassi agevolati Grazie al contributo della Regione Marche (L.R. 20/2003) i soci artigiani della Confartfidi potranno usufruire di agevolazioni con tassi di interesse (fissi) sotto il 3%.

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Gli istituti di Credito e le Società di Leasing convenzionate - Banca delle Marche - Banca Popolare di Ancona - Banca dell’Adriatico - Banca Popolare dell’Emilia - Banche di Credito Cooperativo (Pesaro, Fano, Gradara, Metauro, Pergola, Suasa e Malatestiana) - Cassa di Risparmio di Fano - Banca Toscana, Gruppo Montepaschi - Banca Popolare Valconca - UniCredit Banca - Banca Popolare Etruria e Lazio - Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana - Ubi Leasing SpA - Fraer Leasing SpA - Medioleasing SpA


Gustare | Luca Guerrieri

Sideways per la

Provincia

testo Ettore Franca - foto Leonardo Mattioli

porto tre centri di agriturismo nella country house di Villa Federici a Bargni, ne “La Cerasa”, di fronte al centro aziendale, e nella “Dimora delle vigne” dove, in separati monolocali appena ristrutturati, si possono ospitare 20-25 persone; a disposizione c’è anche una socializzante grande cucina comune. Ma quella di Luca non è solo una “fabbrica di derrate”. Chi ama la terra e crede nel proprio lavoro vuole far partecipi anche altri delle sue emozioni; così, nell’azienda, sono attive una “fattoria didattica” che in tempo di scuola riceve 4-500 bambini, a passare una giornata in cui, guidati dallo stesso Luca, vivono i momenti salienti delle varie colture, mentre ogni mercoledì e

Agli sgoccioli dello Stato Pontificio di Pio IX, il papa-re, quando non c’era ancora il Regno d’Italia, sulle colline di Fano, Giuseppe Guerrieri aveva creato in nuce una maglia di poderi che diverrà la moderna azienda agraria, cresciuta lungo le

cinque generazioni di Galileo, Celso, Guido e ora Luca Guerrieri, che ha “delfino” in Alberto, pronto ad affiancare il padre in azienda, appena ultimata la specializzazione in management alla Bocconi. Sono coltivati 210 ettari nei quali 34 investiti a vigne, 22 ad oliveti. Il resto sono seminativi di cereali: frumento duro e farro, e qualche “rinnovo”. L’azienda, oltre a produrre i frutti della terra, li trasforma nella gamma di prodotti che arriva direttamente ai consumatori: 4.000 hl di vini Doc, Bianchello del Metauro, varie tipologie di “Colli Pesaresi” e i derivati “vin di visciole” e alcuni distillati. Di olio ce ne sono 150170 hl e, da sette anni, una parte delle 4-500 tonnellate di granaglie di grano duro, “vecchi grani” e farro, è convertita in pasta in un opificio che opera a trafile di bronzo e attua lunga essiccazione. Chiusi gli allevamenti avicoli (“il regalo che mi son fatto!”, confessa Luca), l’apparente semplificazione dell’ordinamento maschera il fervore che anima l’azienda nella quale operano 25 dipendenti professionisti ai quali è stato dedicato il vino etichettato “Rosa dei venti”, in onore dei collaboratori “storici”. Nelle vigne, oltre alle 4-5 cultivar

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dei Doc, sono in sperimentazione oltre 20 varietà di uve, come altre sono testate per gli olivi, i cereali “antichi”, il farro e altro. A corollario delle attività, oltre all’apicoltura, vivo test di un ecosistema in equilibrio, sono a sup-

venerdì è aperto il centro “dei vecchi saperi” frequentato da adulti che hanno a disposizione una sala di degustazione e il frequentato “spaccio” aziendale dove fra vino, olio, paste, miele, ecc. hanno solo da sbizzarrirsi. IN

“Galileo” e “Capsula Verde” Fra le 11 etichette spicca il “Galileo”, Doc Riserva. Nasce da vitigni Sangiovese e Merlot, coltivati ad alta densità e bassa produzione. In grandi botti di rovere italiana si affina per un anno e in bottiglia passa almeno altri dieci mesi. Rosso rubino, appena granato, ha profumo netto, richiamando frutti maturi. Di grande struttura, morbido, calibrato nei tannini, è di lunga persistenza. “Muore” sulla gastronomia di carni rosse e selvaggina. Vanta “Gran menzione” al Concorso Internazionale del Vinitaly, premi dell’Enohobby, “2 bicchieri” nella guida del Gambero Rosso. Fra le due etichette, l’Extravergine “Capsula Verde” nasce da olive Frantoio e Raggiola con un’acidità inferiore allo 0,3%. Il fruttato medio-intenso è ampio, ricco di note erbacee. Di ottima fluidità è equilibrato nei toni di amaro e piccante, con pomodoro e mandorla in evidenza. Ideale su carni alla brace, bruschette, zuppe di verdure e legumi. Vanta “3 olive” sulla guida di Slow-Food, e Gran menzione dei “Mastri Oleari”. All’“Ercole olivario” è stato due volte vincitore e nove finalista, non ultime le “distinzioni” all’“Orciolo d’oro” dell’Enohobby.


Rievocare | Linea Gotica

In ricordo della

Battaglia

testo Alberto Berardi - foto Leonardo Mattioli

Associazione culturale The Green Liners Nasce da un sodalizio di 16 soci fondatori e una trentina di collaboratori uniti dalla passione per storia, uniformologia, veicoli e architettura militari e modellismo. Il nome prende spunto dal primo stadio difensivo della Linea Gotica, chiamata appunto verde. Negli anni ’90, nei paesi anglosassoni si è creata una nuova formula di proporre eventi storici, che andava oltre i meri raduni: il re-enacting, rivivere, riprodurre e riproporre fatti storici nel modo più fedele possibile. Questo implica studi approfonditi, in una ricerca spinta fino ai minimi particolari compresa quella degli sfondi naturali e delle località teatro dei fatti. Dopo anni di esperienza in Europa, come le celebrazioni in Normandia o nella foresta delle Ardenne, l’idea di Churchill a Montemaggiore stuzzicava l’interesse per importanza dell’avvenimento e caratura dei personaggi. Così, per il secondo anno consecutivo, grazie al sostegno dei comuni coinvolti, è stato possibile arricchire l’evento nei tre giorni d’agosto. Visto il riscontro, la qualità delle uniformi e dei veicoli provenienti da tutta Italia e dall’estero e l’entusiasmo degli enti collaboratori, tutto fa ben sperare per il 2010. (L. M.)

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L’offensiva della Linea Gotica, 320 km da Pesaro a Viareggio, durò 135 giorni, suddivisa in due fasi: la “Battaglia di Rimini”, dal 25 agosto 1944 al 29 settembre e la “Battaglia dei Fiumi”, dal 30 settembre 1944 al 6 gennaio ’45. La notte del 25 agosto la prima Divisione Canadese si lanciò all’assalto attraversando silenziosamente il Metauro subito appoggiata dal fuoco di 1502 cannoni che incendiarono letteralmente i crinali delle colline. Il 26, lo documentano una serie rilevante di foto, apparve improvvisamente a Montemaggiore il Primo Ministro inglese Sir Winston Churchill accompagnato dal Generale Alexander. Si accomodò “sui parapet-

ti secolari” ed osservò la battaglia che si stava svolgendo sotto di lui. Non pienamente soddisfatto, chiese ed ottenne di passare il Metauro fino ad avvicinarsi a 500 metri dai tedeschi. Il punto “in cui gli accadde di arrivare più vicino al nemico in tutto il corso della Guerra” e “la volta in cui gli accadde di udire più spari”. A suo modo un fatto storico se egli sentì il dovere di ricordarlo nelle sue Memorie. Questo fatto non poteva passare sotto silenzio dopo sessantacinque anni ed i Comuni di Montemaggiore, Piagge, Cartoceto e Mombaroccio oltre ai

Comuni di Fano e di Pesaro hanno deciso di ricordare l’avvenimento negli stessi giorni in cui avvennero, accogliendo la proposta del MVVB (Military Veteran Vehicles Branch) di fare percorrere le antiche strade da veicoli militari d’epoca condotti da figure nelle divise di allora. Militari italiani, inglesi, polacchi, canadesi, tedeschi, uniti nella rievocazione, in cui il posto d’onore spettava al Primo Ministro inglese, interpretato perfettamente da un sosia con il suo eterno sigaro in bocca. Non è mancata poi la degustazione delle così definite “tagliatelle di Churchill” fatte, cotte e mangiate in una casa colonica nei pressi del paese in cui raccontano le cronache si fermarono Sir Winston e il suo seguito. A seguire poi i momenti emozionanti come quando dopo il Convegno/Tavola rotonda per inquadrare i fatti locali nel contesto generale della II Guerra Mondiale sono stati assegnati attestati e medaglie ai reduci della guerra. Incredibili storie di dolore e sofferenze, patite in terre lontane, nei combattimenti e nella prigionia si sono materializzate nei volti e nei corpi di quegli uomini per farci ricordare che in guerra non ci sono vincitori e vinti ma perdono tutti. IN


TREKKING SULLE ORME

DELLA FEDE

Viaggiare a piedi, attraverso boschi e piccoli paesi, ha sempre un fascino particolare. Un passo dopo l’altro, il “Cammino di San Vicinio” ci porta per oltre 300 km, tra Romagna, Toscana e Marche, sugli antichi sentieri calcati anche da San Vicinio e dai pellegrini a lui devoti, su strade e mulattiere caratterizzate dalla presenza di piccole e grandi chiese, cellette e maestà votive: un paesaggio unico ed

emozionante per chi cammina per vocazione, per chi cammina per scoprire luoghi suggestivi o, semplicemente, per chi marcia per passione. Per non perdere la via, ecco una guida suddivisa in quattordici tappe e otto tra deviazioni e collegamenti alternativi e con tutte le indispensabili indicazioni per soste di ristoro.

Il Cammino di San Vicinio è in vendita nelle migliori librerie e sul sito www.inmagazine.it


Vincere | Scavolini Basket

Le radici sul

Parquet

testo Elisabetta Ferri - foto Leonardo Mattioli

La Vuelle riscopre le sue radici. Dopo anni in cui hanno imperversato stranieri di ogni nazionalità e passaporto, aver scelto la strada della pesaresità è un fatto straordinario. Tre ragazzi cresciuti nel vivaio biancorosso in prima squadra non si vedevano da anni. Oggi Daniele Cinciarini, Giovanni Tomassini e Simone Flamini rappresenta-

no l’orgoglio di una tifoseria che, però, ha spesso reso la vita difficile ai giocatori di casa. I tempi di Bertini e Riminucci, assi degli anni ‘60 sono lontanissimi, quelli dei 30enni Maggioli e Malaventura, oggi sulle opposte sponde bolognesi, un po’ meno. Ma va detto che la Scavolini Spar ci ha sempre creduto nei pesaresi in maglia biancorossa, sin dall’anno della rifondazione, il 2005, quando in serie B ne aveva diversi in prima linea. Nel massimo campionato, però, è

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diverso e la differenza è che stavolta non porteranno le borse ma avranno un discreto minutaggio, soprattutto Daniele Cinciarini, guardia titolare del quintetto di Dalmonte. Classe ‘83, figlio d’arte - papà Franco giocò nella MaxMobili, mamma Cristina insegnava minibasket - un fratello a Montegranaro, Andrea, con cui darà vita a un derby familiare, Cinciarini è soprannominato “il russo” per la sua testardaggine che l’ha portato, alla faccia degli scettici, al massimo livello. Umile ma determinato, dopo le giovanili ha cominciato sporcandosi le mani in C2, salendo un gradino alla volta fino alla serie A, a Roma, una realtà che non l’ha capito, sbocciando poi a Biella nella provincia che sa valorizzare i giovani meglio delle metropoli, maturando ad Avellino dove ha assaggiato l’Eurolega. A 26 anni, ecco la grande occasione del ritorno a casa: “Vestire questa maglia è sempre stato il mio sogno fin da bambino. L’ho coronato, non

c’è un ragazzo più felice di me”, ammette. Giovanni Tomassini è il pulcino della covata: classe ‘88, è però già alla quarta stagione da professionista. Dopo un anno inchiodato alla panchina, ha deciso di crederci ancora e soprattutto la Vuelle ha deciso di credere in lui, promuovendolo a cambio del play titolare, l’americano Marques Green. “Mi

sento più forte nella testa, questo è l’anno della svolta.” Posato, intelli-

gente in campo e fuori, Tomassini è iscritto all’università, facoltà di Filosofia. Infine Simone Flamini. Nato a Macerata, ma a 13 anni era già nel settore giovanile della Vuelle. Soltanto a 27 anni, per vicissitudini troppo lunghe da raccontare, riesce finalmente a giocare nella squadra per cui lasciò tutto ancora bambino. Roccioso, difensore arcigno, giocatore di squadra soprattutto: “Non sono il tipo che ha bisogno di fare canestro per sentirsi utile” spiega. L’uomo perfetto per ogni allenatore. Un trio a cui affezionarsi. IN

Il capitano di Panama Nonostante una squadra molto pesarese, la società ha però ascoltato la volontà della tifoseria decidendo di affidare per “acclamazione” la fascia di capitano a uno straniero. Che lo è, però, soltanto per il suo passaporto. Michael Hicks da Panama è alla quarta stagione con la maglia della Scavolini Spar, parla perfettamente l’italiano e gira la città in bicicletta. Gioca in Italia dal 2001, è stato l’idolo di Imola, ma è a Pesaro che ha trovato la consacrazione. Prima l’ha trascinata dalla Legadue alla serie A, poi ne è diventato il leader fino a conquistare l’anno scorso lo scettro di miglior marcatore del campionato.


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Pesaro IN Magazine - 3/2009  

Arte e cultura, coppia vincente contro la crisi. È questo il leit motiv che unisce alcuni dei personaggi e delle storie protagonisti di ques...

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