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Forlì

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Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 23/11/1998 n. 27 - E 3,00

Anno XIII - N. 3 - GIUGNO 2010

Confronto sul

Commercio

Giancarlo Corzani e Luciano Santarelli Cesena Calcio La vittoria del gruppo Forlì Calcio L'orgoglio dei Galletti Plautus Festival Cinquant'anni di spettacolo


Editoriale |

Tra svago e

Riflessione

di Andrea Masotti

Un inizio d’estate fatta di svago e di riflessione; un inizio d’estate tra Mondiali in tv e ultimi abbracci per una stagione sportiva terminata con successo; un inizio d’estate, infine, tra cultura e territorio, con alcuni affascinanti luoghi di Romagna a fare da palcoscenico. È un “IN Magazine che si apre analizzando uno dei nodi centrali dell’economia locale: la questione del commercio e del centro storico. A Forlì, ma non solo. Ma è fuori discussione che, all’ombra di San Mercuriale, il tema è fonte di dibattiti e confronti tra mondo economico, poli-

Forlì

Cesena

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tico e opinione pubblica. Abbiamo scelto una copertina speciale, con i massimi rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti, che rispondono a identiche domande per dirci come la vedono. Ma non ci è bastato: all’intervista doppia di copertina segue un breve viaggio tra le vie del centro, per sentire il “polso” di chi qui vive e lavora: commenti, i più vari; non dissimile l’umore generale. C’è ancora molto da fare, ma il centro va non solo tutelato, ma soprattutto rivalutato. Dalla cronaca quasi quotidiana, a un doveroso omaggio (ed è la cover

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Ravenna

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Anno VII - N. 3 - GIUGNO - 2010

Anno XIII - N. 3 - GIUGNO 2010

Anno IX - N. 2 - mA m ggIo 2010

Matteo

Confronto sul

Commercio

Il sogno diventato realtà

Cesena Calcio La vittoria del gruppo Forlì Calcio L'orgoglio dei Galletti Plautus Festival Cinquant'anni di spettacolo

La forza di un gruppo straordinario riporta il Cesena in A

Rimini

Plazzi

Il navigatore dei mari

Grazie ragazzi!

Giancarlo Corzani e Luciano Santarelli

Pesaro-Urbino

Giovanni Malpezzi Studiando...da Sindaco Terminal Crociere Il porto cambia look Paolo Vandini L’acqua...nel sangue

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Faenza

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Anno V - N. 2 - GIUGNO/LUGLIO/AGOSTO 2010 Supplemento a “Ravenna IN Magazine” N. 2 - 2010

Anno X - N. 2 - mAggio 2010

Bruno

Vernocchi Un ingegnere a tutto gas

Alta Valmarecchia Cartolina dalla “nuova” Romagna Concept store I live shopping Centro Edith Stein La cura dell’arte

Silvia

Cecchi

Il volto elegante della Legge

Imprenditori “geniali” Economia dell’intuizione Le “spiagge” del territorio Un’estate... al fiume Francesca Pascucci La signora delle chiocciole

Giovanni

Malpezzi Le sfide del nuovo sindaco

Matteo Plazzi Il navigatore dei mari Terminal Crociere Il porto cambia look Velda Ponti L’emozione del colore

cesenate) allo straordinario risultato del Cesena Calcio: doppio salto di categoria in due anni, e soprattutto dalla Lega Pro (ex serie C) alla massima serie. Un trionfo per il gruppo, la città e tutta la Romagna; un traguardo che più in piccolo è riuscito anche al Forlì, promosso alla fine del suo campionato in serie D. Manca all’appello il basket: brucia la sconfitta all’ultimo istante della Fulgor-Libertas, alla “bella”, con la Fortitudo. Il nostro in bocca al lupo, per ritentarci il prossimo anno, è già partito. Dallo sport alla letteratura e al teatro: tra Forlì e Sarsina si festeggiano, infatti, i compleanni di Autori sotto la Torre (diventata, dopo 10 anni, tra gli eventi clou dell’estate forlivese) e del Plautus Festival che raggiunge la 50° edizione: un numero di tutto rispetto, parlando di teatro (classico) e in un paese piccolo, seppur bellissimo, della valle del Savio. Il Festival di Sarsina si avvia a luglio ad “andare in scena” con la sua formula ben collaudata e con una bella novità tecnologica: un sito completamente rinnovato. Parliamo di gelato, ma non solo, nella rubrica di gastronomia: perché l’alimento più gustoso dell’estate, tra Forlì e Cesena, si assapora in tanti modi. Infine l’approfondimento sulle case più belle e i nostri consigli sull’arte e letture, per arricchire anche in questa stagione i propri occhi e la propria mente.

IN Magazine | 3


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Piacere di guidare


Sommario 3

Editoriale |

6

Annotare | Brevi IN

12

12 Essere | Giancarlo Corzani e Luciano Santarelli 18 Approfondire | Le voci dei forlivesi 24 Trionfare | Cesena Calcio 28 Crescere | Forlì Calcio 30 Incontrare | Autori sotto la Torre 33 Recitare | Plautus Festival

24

33

42

36 Camminare | Nei dintorni di Sarsina 41 Viaggiare | Forlivesi a… Lampedusa 42 Gustare | Gelato e dintorni 46 Abitare | Sopra la città 53 Ricordare | Olimpioniche 1960 56 Visitare | La Croce, la testa e il piatto

Edizioni IN MAGAZINE S.R.L. Redazione e amministrazione: Via Napoleone Bonaparte, 50 47100 Forlì tel. 0543.798463 fax 0543.774044

www.inmagazine.it inmagazine@menabo.com Stampa: Graph S.N.C. - San Leo (PU) Direttore Responsabile: Andrea Masotti. Redazione centrale: Andrea Biondi, Valeria Del Sordo, Francesca Renzi.

57 Leggere | Novità in libreria

Progetto grafico: Lisa Tagliaferri

58 Scegliere | Shopping

Impaginazione: Francesca Fantini

Controllo produzione e qualità: Isabella Fazioli. Ufficio commerciale: Gianluca Braga. Collaboratori: Mariavittoria Andrini, Annalisa Balzoni, Barbara Baronio, Paola Francia, Francesca Leoni, Sabrina Marin, Francesca Miccoli, Matteo Ranucci, Giorgio Sabatini, Luca Serafini. Gianmaria Zanotti, Gabriele Zelli, Roberto Zoli. Chiuso per la stampa il 17/6/2010 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

IN Magazine | 5


Annotare | Brevi IN

Waterland gala per il

Precisazione sul servizio Abitare Forlì - Sullo scorso numero di “Forlì IN”, nel servizio “Lo stile trova spazio” appare un’imprecisione circa l’autore di alcune opere fotografate. I quadri visibili frontalmente a pagina 49 e nella fotografia in basso, a pagina 50, sono opera di Federica Fabbri. Ci scusiamo con l’artista per la mancata segnalazione.

Softer si dà allo sci Forlì - È d’inizio maggio la notizia dell’acquisto da parte dell’azienda forlivese, leader nella produzione di leghe polimeriche per l’industria, del marchio “Heraflex P”, miscela plastica alla base delle calzature sportive invernali. Brand come Salomon e Rossignol saranno così riforniti ora dalla materia prima messa a punto nello stabilimento di Villa Selva. Softer Spa, inoltre, ha rilevato da un’azienda olandese il marchio “Terra”, granulo per l’intaso dell’erba artificiale. Conferme di accordi e partnership con altre aziende, inoltre, fanno prevedere all’impresa guidata da Italo Carfagnini un aumento del 25% nel fatturato del gruppo, che oltre allo stabilimento forlivese, ha altri due impianti in Brasile e Messico. www.softerspa.com

Accordo tra GAL e province romagnole Forlì - Prosegue l’attività de L’Altra Romgna per la gestione dei bandi relativi all’Asse 4 del Programma europeo di Sviluppo Rurale 20072013: è dello scorso aprile la firma tra GAL e province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Il nuovo step sancisce, come ha dichiarato Pierlorenzo Rossi, direttore de L’Altra Romagna, “la ripresa delle attività mirate a promozione, crescita e sviluppo dei territori rurali.” Con l’assegnazione di 9 milioni e 500 mila euro, da utilizzare nei prossimi cinque anni per agire nei 34 Comuni coinvolti, il GAL lancia un messaggio di continuità col passato lavoro di esame del territorio, e farà fruttare al massimo le risorse comunitarie. www.altraromagna.it (V.D.S.)

6 | IN Magazine

Gabicce Monte - Grandi meduse animate, danzatrici in una nuvola di vapore, una ballerina in un gigantesco anemone di mare, luci, colori, suoni, atmosfere e oltre 800 ospiti: questo è stato Waterland, la serata di gala ispirata alle profondità del mare, organizzata da Ferretti Group a inizio maggio presso la discoteca Baia Imperiale. La serata, aperta dal discorso del presidente Norberto Ferretti, Salvatore Basile, amministratore delegato, e Lamberto Tacoli, chief sales & marketing officer, è stata l’occasione per celebrare l’inaugurazione dell’easea>show, esclusiva vetrina

Mare permanente delle imbarcazioni, e per presentare in anteprima mondiale il nuovo Ferretti 800. www.ferretti-yachts.com (V.D.S.)

Custom Line 124’: nuovo modello

Ancona - Disceso in acqua con il sistema travel-lift, presso il sito produttivo marchigiano del Gruppo, misura oltre 37 metri il nuovo maxi yacht, prima unità del modello Custom Line 124’, varato a fine maggio. Il nuovo modello nasce dalla matita esperta dell’architetto Gianni Zuccon dello Studio Zuccon International Project, che ne ha curato il layout

Ferretti

esterno ed interno, in collaborazione con AYT, Advanced Yacht Technology, centro di ricerca e progettazione del Gruppo. L’imbarcazione, dalle linee esterne filanti, leggere ed eleganti, segni distintivi dei maxi yacht Custom Line, permette di ospitare a bordo fino a dieci persone, oltre a sei membri dell’equipaggio. www.customline-yacht.com (V.D.S.)


La ricetta anticrisi di Confcooperative Cesena - Positivi, in qualche caso sorprendenti, i risultati 2009 del sistema Confcooperative Forlì-Cesena: come indicatori dell’andamento sono stati presi in considerazione il valore della produzione, cresciuta del 2,16 %, il numero delle cooperative aderenti, dei soci e degli addetti occupati, in aumento, in maggioranza donne e impiegate nel settore agroalimentare. A questi parametri si sono aggiunti, per la prima volta, capitale sociale, retribuzioni, patrimonio netto e imposte pagate. Gli aderenti a Confcoperative Forlì-Cesena sono oggi 237, di cui 105 nel cesenate, comprese le banche di Credito Cooperativo, che mantengono in provincia il trend positivo degli ultimi anni, grazie anche al forte radicamento: proprio l’attenzione al territorio e ai soci si traduce, secondo il presidente Amedeo Scozzoli, in “ricchezza collettiva”. www.confcooperative.net (V.D.S.)

Ph: GIorgio Sabatini

L’assemblea di Confindustria

Forlì - Si è tenuta lo scorso 8 giugno, nella Sala Congressi della Fiera, l’Assemblea Generale di Confindustria ForlìCesena. L’incontro è stato diviso in due fasi: quella privata, durante la quale si è provveduto agli adempimenti statutari, al cui termine sono stati eletti sette nuovi membri del Consiglio Direttivo e cinque del Collegio dei Revisori dei Conti, per il biennio 2010/2012. Successivamente è iniziata la fase pubblica, in cui sono intervenuti Giovanni Torri, Presidente di Confindustria provinciale, con un esame approfondito della situazione locale anche rispetto alla crisi economica, e Paolo Zegna, vicepresidente di Confindustria nazionale con delega per l’Internazionalizzazione, che ha delineato un quadro generale dell’economia italiana, soffermandosi sui problemi e proponendo riflessioni e suggerimenti in materia di export. www. assindfc.it (V.D.S.)


Artisti in mostra

Ph: GIorgio Sabatini

“Strada Facendo”, progetto al traguardo

Cesena - Si è concluso a fine aprile il progetto di orientamento professionale organizzato da Confindustria Forlì-Cesena: un percorso formativo basato sul trasferimento di esperienze e sul coinvolgimento emotivo, a cui hanno preso parte 790 studenti delle scuole medie e superiori della Provincia. A condurre l’incontro, il giornalista e scrittore Luca Pagliari, ideatore del progetto, che ha presentato gli elaborati dei ragazzi. In rappresentanza di Confindustria, l’imprenditore Alberto Conficconi, vicepresidente dell’associazione, con delega all’educazione.

Logicamente… in progresso Cesena - L’azienda forlivese è stata tra i premiati dalla Camera di Commercio provinciale, lo scorso 28 maggio, con il riconoscimento per il “Progresso Economico 2010”. A premiare Ugo Caggiaguerra e Alessandro Zaccheroni di Logicamente Internet Srl, il presidente dell’ente camerale Alberto Zambianchi.

La “Frutta in spiaggia” Cesena - La frutta tagliata e di qualità è la novità 2010 della Riviera. Apofruit Italia. L’iniziativa prevede la vendita di frutta fresca dai lidi ravennati alle spiagge riminesi, proponendo, come spiega il Direttore Generale di Apofruit Renzo Piraccini, “due prodotti ad alto valore aggiunto: la frutta biologica fresca Almaverde Bio, sbucciata e pronta al consumo, e le Nettarine di Romagna Igp. www.apofruit.it (V.D.S.)

8 | IN Magazine

Castrocaro Terme - La Galleria Salus di Sadurano ha aperto le porte all’ottava edizione della rassegna “L’Arte sul Colle”, che quest’anno vede protagonisti quattro artisti, due donne e due uomini, ed è dedicata al pittore, scomparso di recente, Francesco Giuliari, che amò molto Sadurano. L’iniziativa, inaugurata il 25 aprile dalla retrospettiva dedicata a Enzo Pasqui, artista forlivese scomparso nel 1998, è stata seguita, a maggio, dalla personale del predappiese Vanni Perpignani, con i tetti rossi asimmetrici che affollano i suoi dipinti, memori delle case e piccole roccaforti che affollano la Romagna. Segue, fino al 25 giugno, Anna Maria Talenti, diplomata all’Istituto d’Arte di Forlì e tornata alla pittura dopo un periodo nel cam-

“sul colle” po della moda; chiude la rassegna, dal 27 giugno al 18 luglio, l’eclettica Tosca Placuzzi. www.sadurano.it (V.D.S.)

Il Museo Italiano della

Longiano - Il MIG (Museo Italiano della Ghisa) presso la Neri spa è stato ufficialmente aperto al pubblico lo scorso 15 maggio. All’inaugurazione erano presenti più di 200 persone, tra cui molti sindaci del comprensorio, l’assessore alla Cultura e Turismo della Provincia, rappresentanti dell’AIPAI (Associazione Italiana per

Ghisa

il Patrimonio Industriale), di diverse istituzioni culturali e dell’imprenditoria locale. Il percorso si snoda tra una sessantina di manufatti per lo più destinati a illuminare gli spazi urbani, prima con il gas e, successivamente, con l’energia elettrica. A guidare il visitatore i marchi delle aziende produttrici, grandi fonderie ottocentesche che in Italia e all’estero hanno operato per più di un secolo. “L’allestimento di questa sede è una tappa importantissima per l’affermazione della mission della Fondazione Neri”, ha dichiarato la direttrice Raffaella Bassi. “Una tappa che voglio però considerare come nuovo punto di partenza per definire altre attività e percorsi culturali.” Il MIG rimane aperto durante la settimana dal lunedì al venerdì. (B.B.)


Il cinema tra le

Vigne

Alla ricerca dell’eccellenza

Forlì - È partita lo scorso 12 giugno la settima edizione di Cinemadivino, rassegna cine-enogastronomica che, porta i film direttamente in cantina e nelle aziende vinicole. Oltre a formaggi, piadina, insaccati e dolci tipici, protagonista di questa iniziativa è il vino: 110 sono infatti le cantine, distribuite su 5 province tra Emilia e Romagna, che ospitano la “carovana” itinerante per oltre sessanta serate fino al 10 settembre. Nel prezzo del biglietto di 10 euro, oltre al film e a tre calici in degustazione, è compresa su prenotazione la visita guidata in cantina. Tra le novità: pacchetti turistici all’insegna del relax e, per i più romantici, picnic tra le vigne. www.cinemadivino.net (V.D.S.)

Spazi e forme del

Vuoto

Faenza - “Spazi e forme del vuoto” è il progetto presentato lo scorso 9 giugno da ISIA e Romagna Plastic. Nell’Aula Magna dell’università del design, Germano Zanzani, direttore dell’Istituto, Giacomo Gollinucci, AD dell’azienda di Pievesestina, Alberto Zambianchi, direttore Confindustria Forlì-Cesena e presidente della Camera di Commercio provinciale, e Germano Savorani, assessore alle attività economiche di Faenza, hanno premiato i migliori elaborati nati da questa collaborazione. L’attività, durata un anno e coordinata dai docenti Mauro Mami e Silvia Cogo, ha visto l’elaborazione di 46 progetti. Componenti innovativi in materiale polimerico per l’arredo, con particolare riferimento all’ambiente cucina. Lavori nati in sinergia con l’azienda, leader nel settore degli accessori da incasso per cucine componibili. Sono stati premiati, con borse di studio istituite da Romagna Plastic, sei studenti. I vincitori sono stati decretati da una commissione che ha valutato idea, potenziale produttivo e innovativo delle ricerche. www.isiafaenza.it e www.romagnaplastic.com

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Un libro sui “baroni” di Cesenatico

Cesenatico - Una fortuita coincidenza ha dato vita alla ricerca su cui si basa La battaglia di Cesenatico di Ennio Ferretti, pubblicato grazie al contributo del Rotary Club di Cervia e Cesenatico e presentato a maggio: fu l’acquisto occasionale presso un antiquario viennese di una stampa ottocentesca dal titolo Il colpo di mano di Cesenatico, poi riprodotta sulla copertina del libro, a stimolare l’indagine. Il volume narra un episodio minore della guerra austronapoletana del 1815 in cui Peter Martin Pirquet guidò un vittorioso colpo di mano contro l’esercito del Re di Napoli, Gioacchino Murat, e fu nominato dall’Imperatore d’Austria “Barone di Cesenatico”. E a maggio si sono radunati nella città “d’adozione”, un centinaio di discendenti da tutto il mondo, accompagnati dalla Baronessa Christine Pirquet von Cesenatico, rintracciata in Australia da Ferretti. (V.D.S.)

Liviana Zanetti alla guida di Apt Bologna - È la nuova presidente di Apt Servizi Srl, azienda regionale del turismo: Liviana Zanetti è stata nominata lo scorso 28 maggio dalla Giunta regionale per succedere a Massimo Gottifredi. Riconfermati, nel corso dell’assemblea, Andrea Babbi e Stefano Bollettinari nel consiglio di amministrazione. Vicesindaco e assessore al Turismo di Bagno di Romagna nel 2009, il neo presidente, forlivese, è stata assessore provinciale a Forlì-Cesena e, a Forlì, assessore comunale dal 2004 al 2009. www.aptservizi.it (V.D.S.)

10 | IN Magazine

I premi al

Lavoro

Cesena - Il “lavoro” è stato, lo scorso 28 maggio, filo conduttore dell’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio per l’Ottava Giornata dell’Economia: un momento di riflessione e dibattito, seguito dalla consegna di quattro tipi di premi a dipendenti e aziende. L’evento, svoltosi presso la Sala Europa della Fiera, è stato inaugurato dal discorso del presidente della Camera di Commercio provinciale, Alberto Zambianchi, seguito da quello del senatore Pietro Ichino, docente di Diritto del lavoro. Si è poi svolta la cerimonia di consegna dei premi “Fedeltà al lavoro” e “Progresso economico” a 7 lavoratori e 18 imprese, nonché di 5 “Premi

al merito” a personalità di spicco del panorama imprenditoriale e sociale provinciale. Il premio Leonardo Melandri è andato invece al prof. Claudio Vicini, direttore dell’Unità operativa Otorinolaringoiatria e del Dipartimento di Chirurgia Specialistica dell’Ausl di Forlì. www.fc.camcom.it (V.D.S.)

Ph: GIorgio Sabatini

Maré: molto più di una

Cesenatico - Ha inaugurato a inizio maggio, con buffet musicale e alla presenza di circa 600 ospiti e delle autorità cittadine, il bagno Maré: caffè, ristorante, spiaggia e boutique. Un nuovo concetto di “mare”. Al molo di levante 74, la cucina, per pranzi leggeri o cene particolari, propone piatti tradizionali con influenze greche, spagnole, francesi e nordafricane, mentre il bar prepara colazioni italiane e continentali

Spiaggia dalle 7 di mattina. La bottega d’abbigliamento, gioielli e complementi d’arredo è aperta tutti i giorni dalle 11.30 alle 14.30 e dalle 17 alle 22. Un tocco raffinato anche per la spiaggia: tende versiliesi e ombrelloni distanti tra loro, l’ideale per rilassarsi al sole con un massaggio o svagarsi tra pilates, campi da gioco e palestra, mentre i bambini si divertono con l’animazione. www.marecesenatico.it (V.D.S.)


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Essere | Giancarlo Corzani e Luciano Santarelli

Confronto su

Forlì

testo Roberto Zoli - foto Giorgio Sabatini

Criticità, punti di forza, soluzioni e progetti: in un’intervista doppia Giancarlo Corzani e Luciano Santarelli, ai vertici delle due associazioni dei commercianti forlivesi, ci dicono la loro su come rilanciare il centro storico.

Con la definizione “centro storico” si intende, in genere, il “salotto della città”, il punto d’incontro di molte attività sociali, economiche, culturali e ricreative. Un luogo accessibile, fruibile, piacevole e rilassante, dove fare acquisti, incontrare amici e conoscenti, passeggiare in assoluta libertà, ammirare negozi e vetrine. Non sempre, purtroppo, è così e quello che dovrebbe essere il “cuore pulsante” della città, talvolta è privo di appeal e motivi di attrazione. In una situazione non propriamente soddisfacente vive anche la vasta area che configura il centro storico di Forlì. Per capire i problemi e le possibili soluzioni, abbiamo messo a confronto i pareri di due esponenti di primo piano delle associazioni del commercio locale, Giancarlo Corzani segretario Confesercenti e Luciano Santarelli direttore Confcommercio. Un ideale “faccia a faccia” per fare il punto sulla realtà locale sottoponendo a entrambi l’identico quesito. La crisi dei mercati finanziari internazionali ha segnato inevitabilmente l’economia italiana con riflessi

sul locale. Quale l’impatto su Forlì e segnatamente sulle attività del centro storico? Corzani: “È innegabile che siamo

ancora in una fase recessiva ed è comprensibile come nelle famiglie ci sia, in presenza di questa crisi, una minor propensione a spendere, con inevitabili ricadute sul commercio, in particolare quello del centro storico, che raccoglie il 60% degli esercizi. Il 2010, tra l’altro, è un anno difficile perché vanno a scadenza una serie di meccanismi di tutela dei lavoratori dipendenti, per cui ci saranno, davanti a noi, mesi piuttosto critici.” Santarelli: “Non c’è dubbio che si stia vivendo, a livello mondiale, uno dei momenti più difficili per quanto riguarda l’economia. Si punta l’indice contro la speculazione, che, senza ombra di dubbio, ha influito sulla situazione presente, ma a mio avviso questa rappresenta il termometro, non la febbre che, al contrario, è causata dai bilanci pesantemente negativi dei vari stati europei e non. Per quanto riguarda Forlì, si nota una perdi-

ta di occupazione e di aziende del comparto produttivo, situazione che si ripropone ovviamente nel centro storico.” Appurato che le attività commerciali del centro stanno vivendo periodi di difficoltà, quali le possibili soluzioni? C: “Purtroppo la crisi è stata cau-

sata da quella che viene definita ‘economia di carta’, vale a dire quel meccanismo che modifica il valore delle azioni da un giorno all’altro seguendo flussi speculativi, senza che ci sia alcun riferimento concreto con la creazione e la commercializzazione di un prodotto. Deve preoccuparci che questa economia finta abbia preso il sopravvento su quella reale. È chiaro che, in presenza di una situazione distorta, noi dobbiamo tenere sotto controllo l’economia reale, provando a emarginare quella della finzione che non dà garanzie, non è costruita sulla meritocrazia e sulla qualità dei prodotti. Se riusciamo a fare questo i benefici si noteranno per ogni attività.” S: “Come Confcommercio abbia-

IN Magazine | 13


A fianco, il direttore di Confcommercio Luciano Santarelli.

mo suggerito all’amministrazione di utilizzare gli strumenti di pianificazione locale, tra questi il Piano Regolatore, ormai superato e vecchio. Basti pensare alle difficoltà che si incontrano per gli insediamenti produttivi, con risposte che arrivano con un ritardo intollerabile per chi intraprende. C’è poi un secondo strumento da utilizzare, il Piano del Traffico, per dare risposta al problema viabilità e parcheggi, soprattutto per l’ampia zona che riguarda il centro. Tutti sanno, inoltre, come Forlì si segnali per essere la città con il costo orario della sosta più elevato in assoluto. È un handicap che non consente di competere con i centri storici delle città vicine o con i centri commerciali. A

14 | IN Magazine

appeal?

in zone più limitate e recuperare quelle parti del centro che si sono spente per dare continuità. Come Confesercenti abbiamo prestato attenzione al progetto STU (Strumenti di Trasformazione Urbana, ndr) fondamentale per le scelte urbanistiche che debbono essere fatte.” S: “Non credo sia questione di appeal, poiché il nostro centro è innegabilmente bello. Rileviamo, però, che ci sono intere aree, nella residenza e ora anche nelle attività commerciali, utilizzate da cittadini extracomunitari. Non c’è nulla contro gli stranieri, ci tengo a sottolinearlo, però è un dato che in centro la residenza conti 12 mila presenze e il 50%, dunque 6 mila, siano extracomunitari. È ovvio, quindi, che l’offerta si adegui alla domanda. Anche questo è un tema a cui nessuno ha ancora messo mano. A Ravenna, ad esempio, hanno studiato insediamenti abitativi lontano dal centro e si vede il risultato; la nostra amministrazione, in anni passati, ha fatto scelte diverse e si vedono i risultati.”

C: “Non è questione di appeal, in

È possibile impostare una politica

questo proposito, proprio per non creare zone disomogenee sempre a danno del centro storico, anche le aree pubbliche di sosta dei centri commerciali dovranno avere la stessa tariffa oraria dei parcheggi all’interno della città.” Il centro storico di Forlì, pur essendo tra i più belli, manca forse di

quanto il nostro centro è veramente bello. Il problema è che si estende su un’area vasta e presenta discontinuità che costituiscono una criticità dal punto di vista commerciale. Dover affrontare un percorso piuttosto lungo per mettere insieme punti vendita qualificati è un problema. La prima necessità, quindi, è circoscrivere i negozi

economica delle città? C: “Certo, ed è lo strumento da

adottare. È ovvio che gli STU saranno realizzabili solo se ci sarà la volontà di pubblico e privato, nelle loro diverse articolazioni, a lavorare in modo congiunto. E questa è una difficoltà non facile da superare. Io non vedo nella nostra realtà romagnola la capacità di ‘lavorare


m o r e l l a t o h a m i l t o n p i a n e g o n d a

assieme’; vedo una grande capacità di lavorare, questo sì, ma oggi occorre fare questo ulteriore passo.” S: “Riteniamo che nel centro storico vadano mantenute le aree commerciali di pregio e l’amministrazione comunale dovrebbe fare tutto il possibile per ampliarle fino alla circonvallazione. Confcommercio ritiene, inoltre, che il centro non sia in grado di sostenere la ‘grande isola pedonale’, ma vadano individuate piccole aree interdette alla viabilità, attrezzate con tutti i servizi, per primi i parcheggi nelle immediate vicinanze. A queste piccole isole andranno sovrapposti, poi, i Piani di Valorizzazione Commerciale peraltro finanziati da leggi regionali di settore.” I giovani e il terziario. Il mondo del commercio è un approdo appetibile per le classi imprenditoriali del domani? C: “Il problema del nostro settore, come purtroppo an-

Idee chiare, progetti precisi sovraintendono a questa scelta non sempre sono del tutto positive. Vale a dire, semplificando all’estremo il concetto, che i giovani pensano ‘sono senza lavoro, tento con il commercio, poi si vedrà’. In realtà avremmo bisogno di imprenditori convinti e motivati, con progetti chiari. E le opportunità, in questo caso, non mancano, anche per chi non dispone di grandi risorse da investire.” S: “È evidente che fare commercio oggi non è facile e prima di intraprendere occorre avere idee chiare e progetti precisi. Per quanto riguarda il comparto alimentare, segnatamente l’ortofrutta, stiamo predisponendo un progetto che riguarda piccole attività nel settore della distribuzione Farmer Store collegate alla produzione, quindi alla filiera corta, con un marchio e un layout identificativo e identificabile dal consumatore. Una realtà capace di offrire prodotti con garanzia di freschezza, stagionalità,

Castrocaro Terme

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B a u m e & m e r c i e r

c h i m e n t o

che di altri, è il ricambio generazionale. In pochi casi, realtà storiche strutturate sul territorio hanno visto i figli sostituirsi ai padri nella conduzione dell’impresa, perché questi hanno preferito altre strade. Oggi c’è un ritorno verso i nostri settori, il problema è che le motivazioni che


co. Prospettive e opportunità.

vole punto di attrazione e vada salvaguardato; occorrerebbe, anche se mi sembra difficile, invertire la tendenza, alzando l’offerta distributiva del mercato.”

C: “Personalmente non credo sia il

Animazioni, negozi aperti oltre gli

prezzo e territorialità locale. A nostro avviso in questo settore ci sono specifici spazi di mercato.” Mercato ambulante e centro stori-

caso di far uscire il commercio ambulante dal centro. Se mai un problema può essere che si sta un po’ appiattendo la qualità dei prodotti. Il mercato ambulante ha attrattività se mantiene la caratterizzazione che ha avuto negli anni. Vale a dire una realtà che integra il commercio fisso e si contraddistingue per l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Fatto salvo il diritto, di chiunque ne abbia i titoli, di operare nel commercio ambulante, sarebbe buona norma salvaguardare la qualità cercando di non appiattirsi su prezzi bassi e qualità incerta.” S: “Negli ultimi anni è radicalmente mutata la classe imprenditoriale dell’ambulantato. Molte imprese sono state rilevate da cittadini extracomunitari per cui notiamo un’offerta piuttosto bassa nei livelli qualitativi. È innegabile di contro che il mercato ambulante per il centro costituisca un note-

Giancarlo Corzani, segretario di Confesercenti.

16 | IN Magazine

orari canonici, spettacoli in strada e nelle piazze: quanto incidono sul rilancio del centro storico? C: “Sicuramente in senso positivo,

vista la partecipazione. In secondo luogo abituano i commercianti a lavorare e fare progetti insieme. Il problema fondamentale che emerge è quello degli orari d’apertura, ma anche delle domeniche, per rispondere alle esigenze dei consumatori. All’interno della categoria cominciamo ad avere richieste pressanti di aperture domenicali in periodi diversi e anche fuori dal centro. Oggi si è in competizione

con un territorio più vasto di quello urbano: se i comuni vicini offrono maggiori opportunità in termini di servizi con orari di apertura più ampi, si possono creare situazioni di disequilibrio. Credo che questo sia, per il prossimo futuro, ‘il tema dei temi’.” S: “Tanti sforzi sono stati compiuti in questo settore e numerose sono le manifestazioni che si organizzano in centro. A mio avviso, però, sarebbe necessario che l’amministrazione facesse interventi strutturali. Ho letto con dispiacere che non ci sarà il concerto di Radio Bruno, forse l’evento più importante, e sinceramente non ho capito le motivazioni alla base della decisione. Non vorrei che fosse il segnale che attesta una diminuzione dell’interesse verso il centro storico.” IN


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Approfondire | Le voci dei forlivesi

Centro storico le

Opinioni

testo Francesca Leoni - foto Giorgio Sabatini

Protagonista da sempre di dibattiti, com’è visto il centro storico da chi ci lavora e vive? E come si può migliorare il suo appeal? Abbiamo chiesto il loro parere a un po’ di forlivesi, che qui hanno la loro attività se non la loro residenza.

Cuore pulsante, cartolina e termometro di ogni città. È il centro. Quella che oggi chiamiamo piazza Saffi era, ai tempi dei Romani, un largo spazio ai confini della centuriazione. Diventa il centro della città nel Medioevo. L’attuale denominazione arriva con la Repubblica. Attorno alla piazza, per alcuni una delle più belle d’Italia, orbitano attività, negozi, studi professionali e soprattutto persone che danno vita al tessuto sociale ed economico di Forlì. Protagonista di dibattiti, spesso controversi, il centro storico è ancora il luogo più importante della città per chi ci lavora, ci vive o lo usa come luogo di svago. “Viverci è bellissimo - esordisce l’architetto Roberto Bissoni - basta uscire di casa e tutto è a portata di mano!” Della stessa opinione Magdalena Mochnal, argentina, che ci

vive ed ha un’attività da circa 18 anni, Handicraft. “Amare il centro vuole dire amare la città. Ogni mattina quando vengo a lavorare guardo con stupore i palazzi storici. Per me è molto bello, viverci è fantastico. Per quanto riguarda la mia attività, credo che le vetrine si guardino a piedi e non in macchina, e quindi aspetto ancora che diventi un’enorme area pedonale, per rendere il centro ancora più accogliente.” In via delle Torri, un altro titolare di attività contraddice. “Io lo aprirei totalmente al traffico!” È Roberto Corsi del Caffè dei Corsi. “Siamo, secondo me, nella via più bella, ma per rendere più appetibile questo luogo bisognerebbe permettere ai negozianti di tenere aperto anche fino a tardi. Allora la gente verrebbe.” A pochi metri di distanza, i Giar-

dini Orselli iniziano a far sentire la loro presenza, soprattutto con l’estate. “Per migliorare il centro ci deve essere una sinergia anche con l’amministrazione.” Col solito sorriso si presenta Luca Gaddoni, più conosciuto come il Gaddo. “Forlì è viva, abbiamo bei negozi e un bel centro. Quello che faccio con la mia attività è un atto di collaborazione con la città. Offro una struttura e una clientela, faccio in modo che il locale sia un posto dove la città si può incontrare.” Gli “Orselli”, come altre attività della zona, organizzano eventi musicali all’aperto e devono confrontarsi con le lamentele. A questo risponde Andrea Calmanti de La Sosta: “Bisogna lavorare nel rispetto di chi vive qui, è inevitabile che, se mettiamo musica, si crei un disagio, ma solamente durante i mesi estivi. Amo la mia città - continua

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Sopra, da sinistra, Antonio Ceccarelli e Andrea Calmanti. In apertura, dall’alto a sinistra in senso orario, Gian Luca Colagrossi con la compagna Paola, Mario Fiorentini, Gabriele Focacci e Max Agostino.

Gli eventi dell’estate Durante il periodo estivo la piazza di Forlì si anima con manifestazioni di ogni genere. Anche quest’anno non potevano mancare gli spettacoli di teatro in piazzetta della Misura, concerti in piazza Saffi, i mercoledì sera in centro. Infatti, a giugno e luglio, ogni mercoledì, gli esercizi del centro rimarranno aperti fino a tardi. Il tutto condito da una serie di eventi collaterali come concerti, animazioni e performance che si dislocheranno in tutta la zona interessata alla festa. Questa manifestazione, che arriva alla 4° edizione, è organizzata dalla neonata associazione ForlìNelCuore, al quale aderiscono i commercianti con l’obiettivo di rendere il centro storico un luogo vivo, interessante e attraente per tutti. Per quanto riguarda piazzetta della Misura, gli spettacoli si svolgeranno dal 1° luglio fino al 31 agosto. Altre rassegne da segnalare sono: Strade Blu (19 luglio), Forlì Blues Festival (13-17 luglio), Emilia Romagna Festival (cinque serate tra luglio e agosto) e la rassegna dialettale, che si svilupperà su sette serate tra luglio e agosto.

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Andrea - credo che il centro abbia potenzialità, possa dare molto di più. Da diversi anni i commercianti si uniscono con questo obiettivo comune, qualcosa stiamo già facendo.” Meno ottimista è Marco Pasini di Nati a Forlì. “Durante l’estate le serate del mercoledì riempiono il centro, ma oltre questo evento si fa fatica a fare intrattenimento in zona. Piazza Cavour doveva diventare la piazza degli spettacoli, ma ad oggi non si è fatto niente.” C’è chi, in centro, decide di vivere. Così è stato per Gian Luca Colagrossi e la compagna Paola. “ Ci siamo trasferiti anche per la vicinanza con la mia attività”, Immagina foto + libri in piazzetta della Misura. “Se da un lato è indispensabile avere la cornice del centro come vetrina, non lo era viverci; ma dove abitavamo ci sentivamo isolati. Da quando vivo qui non uso quasi mai la macchina, perché sono vicino al lavoro e se voglio uscire trovo tutto a due passi.” In piazza Saffi troviamo la storica profumeria gestita da Mario Fiorentini, che solleva un altra questione importante. “Bisogna fare in modo che i commercianti non

se ne vadano: certe zone hanno affitti troppo alti. Alcune attività sono costrette ad andarsene da un’altra parte.” Completa il discorso Daniele Benini di Better in Corso Mazzini. “In centro ci dovrebbero essere regole, perché non rimangano negozi sfitti e ci sia omogeneità tra le attività. Non può esserci una boutique accanto a un negozio che vende articoli a 10 euro.” Altri commercianti, invece, vedono l’attività in centro come un obiettivo raggiunto. È il caso di Antonio Ceccarelli, del Caffè Ceccarelli. “Qui, comunque, passa ogni cittadino. Se questa è la tua città, la devi amare. Avere un’attività qui è sempre stato il mio sogno.” Che il centro sia luogo d’elite lo conferma Sabina Focaccia di Lemure Caffè in corso Diaz, “anche se la clientela è cambiata negli ultimi anni.” Sabina elogia anche lo sforzo dei commercianti per organizzare eventi e portare nuove proposte. Più critico è Gabriele Focacci di Effedue in corso Garibaldi. “Il centro sta soffrendo per la crisi e altre problematiche: una è la mancanza di parcheggi, anche


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Da sinistra, Daniele Benini, Magdalena Mochnal e Roberto Corsi.

troppo costosi. Per portare avanti il progetto di un grande centro commerciale a cielo aperto, ci vuole la buona volontà di tutti.” Un’altra attività che all’inizio creava scetticismo ma che ha ottenuto buona risposta dal pubblico è Ozio, in corso della Repubblica. Secondo il responsabile Max Agostino, Ozio è unica nel suo genere, una sinergia tra libreria, caffette-

ria e vendita di prodotti “non libro”: questo ha un buon appiglio sui cittadini, anche quelli solo di passaggio. E, per concludere, un professionista, l’avvocato Carlo Nannini, che ha lo studio in Corso Mazzini. “Siamo qui dal ’72, da allora ho visto cambiare molto il centro. Purtoppo esiste un certo degrado nelle vie parallele, quelle meno frequen-

tate dal passeggio. Per ravvivare la situazione occorrono due cose: la ripresa economica, visto che il commercio dipende da quella, e una nuova politica del traffico.” Insomma, suggerimenti e segnalazioni non mancano, così come non manca l’amore e l’attenzione verso questa parte della città alla quale

tutti i forlivesi sono, nel bene o nel male, legati. IN

Cesena: tre opinioni dai rappresentanti del commercio È uno dei centri storici più belli in Romagna, ma da qualche anno la sua attrattiva sembra essersi un po’ affievolita. “I problemi a Cesena - spiega Emanuela Drudi, referente della “Zona A”, nuovo organismo di coordinamento delle attività in centro e presidente del quartiere per Confcommercio - sono quelli di tutti i centri che non hanno forte vocazione turistica. La desertificazione, in seguito a una politica di decentralizzazione e urbanizzazione sui grandi assi stradali fuori dal cuore della città, non sta favorendo le attività nel centro storico.” Per alcuni i problemi risiedono nell’apertura indiscriminata di centri commerciali a corona, per altri nel caro parcheggi e nella scarsità di aree sosta o nella viabilità cervellotica intorno alle mura da cui partono solo vie di uscita e non d’arrivo. “Sarebbe sbagliato - continua Drudi - ridurre tutto alla viabilità. Occorre pensare al centro come a una grande azienda. Qui 600 esercizi ‘rischiano’ e con essi 600 famiglie: come siamo disposti a manifestare solidarietà per le aziende in crisi e a muoverci in difesa dei lavoratori, allo stesso modo occorre avere cura per le piccole aziende commerciali del centro che stanno soffrendo. Occorre fare uno studio urbanistico d’ampio respiro. Ad esempio l’area di piazza Almerici è stata pedonalizzata e vi sono parcheggi per i residenti, ma a quanto tolto non è stato aggiunto altro. Quando si agisce sul centro è necessario avere progetti e non operare a caso”. Ma i cesenati amano il centro storico e vi si lasciano catturare non appena offre occasioni di ritrovo. Anche per i mesi estivi numerosi sono gli appuntamenti. “A luglio ritornano - spiega Elettra Neri, presidente del consorzio Cesena In Centro - i venerdì sera con i negozi aperti. Un appuntamento molto gradito a chi resta in città e ai visitatori del circondario e della costa. Largo quindi ai negozi aperti fino alle 23, a cui si aggiungeranno spettacoli e incontri con l’arte alla scoperta dei tesori della città. Sono anni che organizziamo queste iniziative grazie anche alle collaborazioni, fra cui quella con Amministrazione Pubblica e Camera di Commercio. Tutto questo è frutto dell’impegno di tanti commercianti che non hanno mai “abbassato la guardia” nonostante i periodi di crisi, continuando a rinnovare i negozi con vetrine in linea con un centro ben curato e ristrutturato che piace ai cesenati e non solo.” “Noi commercianti del centro - spiega Patrizia Greco, vicepresidente Confesercenti - viviamo molto dei momenti animati e poco della quotidianità. Il problema dei parcheggi è il solito da anni: sommato a un difficile momento economico genera un quadro più preoccupante. Ad esempio piazza della Libertà: vorremmo fosse re-istituito il parcheggio a consumo e non a parchimetro che costringe molti a fare acquisti in tutta fretta, senza concedersi nemmeno una passeggiata.” (Barbara Baronio)

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Trionfare | Cesena Calcio

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La vittoria del

Gruppo

testo Luca Serafini - foto Gianmaria Zanotti

Per chi la A l’ha vista di persona e per chi, ancora giovane, l’ha solo sognata. Ripercorriamo una stagione straordinaria, culminata con la promozione del Cesena Calcio nella massima serie.

Il tritolo è bianconero, l’esplosione di felicità per la quarta promozione in A del Cesena lo attesta clamorosamente. Oltre seimila persone splendidamente ammalate per questi colori hanno seguito lo scorso 30 maggio a Piacenza la squadra di Bisoli, ventimila l’hanno poi abbracciata, quasi stritolandola, in tarda serata al Manuzzi. Non sono solo cifre ma le testimonianze di un plebiscito di amore e passione popolare. Il Cesena e Cesena vivono in simbiosi da sempre. Non può essere un caso che in questa città non esistano club intitolati alle grandi formazioni di A. Inter, Juve, Roma vantano sodalizi nelle località limitrofe ma sotto la Rocca Malatestiana no; qui è tutto solo colorato col bianconero cesenate. Oltre ottomila abbonati in questa trionfale stagione di B, una media di quasi undicimila spettatori a gara (solo il Torino ha fatto meglio in categoria); insomma il Cesena non è solo calcio ma un traino di massa sano, che con il ritorno in A ha ritrovato sapori e significati da queste parti

attesissimi. Da 19 anni mancava la massima serie al Manuzzi, da 23 si fremeva per un’altra promozione in A, dopo quella firmata Bruno Bolchi nel luglio 1987 a San Benedetto del Tronto nello spareggio contro il Lecce. E attenzione, una parte del

popolo andato in tilt per la gioia domenica a Piacenza e al Manuzzi, non ha mai potuto vedere (per motivi anagrafici) la massima serie a Cesena. Insomma, è una generazione che si è sempre fidata ed è stata ammaliata dai racconti, ad occhi e bocca aperti, effettuati dai babbi e nonni. Ora finalmente anche questi ragazzi potranno capire in diretta cosa significhi la A nel “tempio” del Manuzzi. Anche quello che è appena accaduto, infatti, non è solo calcio ma già storia bianconera tendente al fenomeno sociale. Qualcuno un po’ esagera quando sostiene che prima che il Cesena (stagione 1972-’73) approdasse in A per la prima volta (e non era mai accaduto a una città non capoluogo di provincia), Cesena era conosciuta soprattutto per es-

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A fianco, Pierpaolo Bisoli portato in trionfo verso la curva dei tifosi cesenati allo stadio di Piacenza, dopo la vittoria all’ultima di campionato. In apertura, la squadra festeggia la sera del 30 maggio al Manuzzi.

1987: l’ultima promozione Al termine della stagione 1986-’87 è Bruno “Maciste” Bolchi a portare in A il Cesena per la terza volta nella sua storia (la prima nel 197273 con Gigi Radice e la seconda nel 1980-81 con Osvaldo Bagnoli) grazie alla vittoria nello spareggio di San Benedetto del Tronto contro il Lecce: due gol di testa, il primo, a tre minuti dal fischio d’inizio, di Roberto Bordin, il secondo, quello definitivo, con cui la squadra ritrova il vantaggio dopo il pareggio del Lecce, ad opera di Agatino Cuttone. L’invasione di campo dopo la partita, per lunghi tratti in mano ai giallorossi, diede il via, anche quella volta, ai festeggiamenti dei tifosi bianconeri in centro città e in riviera. La promozione coronò, come disse il cronista Daniele Magnani quell’8 luglio di 23 anni fa, il sogno di una città, ma anche di un’intera regione. Ed è ancora così: dopo un’attesa di 19 anni (la permanenza in Serie A finisce nella stagione 1990-91) si torna a festeggiare una nuova storica vittoria, ancora una volta, quasi fatalmente, legata al Lecce. (V.D.S.)

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sere vicina a Cesenatico. Non è proprio così, ma non viaggia nemmeno a una distanza siderale. Sono pochissime, infatti, le realtà in Italia che vivono in simbiosi naturale, di pelle, col proprio club calcistico.

Così va interpretato il pandemonio sano, pulito, civile, scoppiato domenica scorsa a Piacenza e poche ore dopo in città. Non dimentichiamo poi che la prodezza si è inserita nella prodezza amplificandola a livello esponenziale. Mai il Cesena nella sua vita (70 anni appena compiuti) aveva infilato una doppia promozione al volo dalla terza alla massima serie. Lo ha fatto con un gruppo che forse solo ora sta rendendosi conto del prodigio effettuato. Tutto meritato,

sacrosanto, figlio di valori e ingredienti che fanno fare tanta strada anche nella vita, non solo nel pallone: la compattezza del gruppo, la solidità, la simbiosi col proprio allenatore. Poi sono i dettagli tecnici

a completare l’opera, e che opera: miglior difesa (29 reti incassate) in Italia, una continuità di rendimento d’acciaio, la cronica capacità di sapersi rialzare di scatto ogni volta che si era finiti a terra. Tutto il campionato vissuto praticamente in zona play off, la forza di aver battuto sia all’andata che al ritorno la capolista Lecce e il Brescia, la rivale dribblata sul filo di lana. Eccoli, i motivi per i quali Cesena ha meritato una A sorprendente alla vigilia ma che poi sarebbe stata un’ingiustizia se non fosse arrivata. E, come spesso accade quando la meriti e la vai a cercare, anche un pizzico di buona sorte ha supportato i bianconeri. Si è travestita puntualmente da quel Padova che l’anno scorso, bloccando la Pro Patria, catapultò i ragazzi di Bisoli in serie B, e ora ha completato la magia stroncando il Brescia e spalancando al Cesena il portone della A. Ma attenzione,


questa squadra è stata fortunata solo perché è grande, forte e non viceversa, sia chiaro.

In un gruppo dove molti gregari (fino a ieri) sono diventati straripanti protagonisti ma sempre inseriti in un collettivo ben sintonizzato, ecco che spunta la figura del

lo hanno reso indiscutibile per i suoi ragazzi, e dire che i suoi modi di lavoro non sono oxfordiani: credibilità e onestà concettuale. Due capisaldi che hanno permesso, anche a quei giocatori che avrebbero potuto fare spallucce non trovando molti spazi, di credere in un tecni-

Squadra e città sempre in simbiosi “papà” di questa ennesima prodezza alla romagnola, la più roboante della storia bianconera: il tecnico Pierpaolo Bisoli. Sono stati pochissimi gli allenatori che a Cesena hanno inciso così nettamente sul gruppo, lasciando il timbro. Preparatissimo, maniacale, facile ad andare a parole oltre le righe (un po’ lo è, sanguigno, genuino; un po’ la fa per tutelare sempre i suoi ragazzi), Bisoli è stato il motore della “formula uno” bianconera. In particolare ha sfoderato due virtù che

co senza figliocci e di continuare sempre a galoppare facendosi trovare vestiti a festa quando sono stati chiamati alla… messa. Proprio l’addio di Bisoli (che ha optato per un’altra avventura professionale, a Cagliari) lascia un grande vuoto. A riempirlo ci proverà Massimo Ficcadenti, ex allenatore del Piacenza che di certo riceverà una robusta mano anche dall’eterno comune denominatore del pianeta Cesena: una passione popolare e bianconera incrollabile. IN Dall’alto, tifosi illustri in festa: il sindaco Paolo Lucchi e il presidente della Provincia Massimo Bulbi.

La gioia del presidente Igor Campedelli “Potrò capirlo meglio solo con il tempo”: abituarsi all’idea del Cesena in serie A, dopo lo storico doppio salto, non è così immediato. Igor Campedelli ha visto accadere tutto questo, ci ha creduto fermamente fin dall’inizio, quando rilevò la società dopo la sconfitta di Rimini nell’inverno 2007: “Molta strada è stata percorsa da quel giorno, ma il nostro viaggio è partito da lì. Chi lavora sodo giorno dopo giorno ottiene risultati, in Romagna siamo abituati così da sempre.” La gioia del presidente, oggi, è soprattutto per aver ripagato la passione dei tifosi, la stessa di ogni componente della società. “La consapevolezza di aver costruito una squadra competitiva è diventata, lungo il cammino, propria dei ragazzi così come di ognuno di noi – ricorda– e questo ci ha permesso di giocare con continuità e in maniera spavalda, creando una squadra granitica in grado di rialzarsi dopo ogni sconfitta con sempre maggior rabbia e determinazione, convincendo i nostri avversari che, per superarci, avrebbero dovuto dare più del massimo.” (V.D.S.)

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Crescere | Forlì Calcio

L’orgoglio dei

Galletti

testo Francesca Miccoli - foto Giorgio Sabatini

Sopra, la festa per la promozione in serie D e il neo presidente Romano Conficconi.

Squadra che vince si cambia. Il Forlì Calcio, fresco di promozione in serie D, rinnova l’organigramma societario dal vertice. Il neopresidente è Romano Conficconi, già numero due dei galletti, che succede a Luciano Linari, peraltro rimasto nei ranghi dirigenziali. Un passaggio di testimone che non modifica le dinamiche di una compagine che manda in archivio un’annata che resterà nella storia come la stagione dei record. Maggior numero di gol fatti (77), minor numero di reti subite (24), maggior numero di vittorie (23), minor numero di sconfitte (2), +12 in media inglese, 8 punti di vantaggio sulla diretta inseguitrice, il Cesenatico. Per esagerare, quattro marcatori in doppia cifra (Buonocore 15, Ceschi 11, Scaioli e Zattini 10). Numeri che la dicono lunga sul primato. Memorabile resterà la penultima di campionato, il Dday. A sublimare la stagione, un finale da cardiopalma. La giornata della promozione matematica si è,

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infatti, giocata su due campi. Se da un lato al Morgagni i galletti sistemavano la pratica Ribelle in 15 minuti, sul terreno del Massa Lombarda un mai domo Cesenatico manteneva in vita la fiammella della speranza fino al 92’. Poi in cinque minuti, tra 47’ e 52’ (!) del secondo tempo, il Massa Lombarda ribaltava il risultato, consegnando la matematica promozione. Il modo più nobile per festeggiare la stagione dei 90 anni. “Un campionato splendido sotto tutti i punti di vista - dichiara mister Attilio Bardi, tra gli artefici del trionfo. Siamo stati in testa dalla prima all’ultima

giornata. Ogni componente della società, dai giocatori allo staff tecnico al direttore sportivo, ha espresso il massimo del proprio potenziale.” Comprensibilmente ubriaco di felicità l’ex numero uno, Luciano Linari. “Abbiamo raggiunto l’obiettivo prefissato al momento dell’insediamento, conquistare la serie D in un triennio. Non è stato semplice, attorno ai colori biancorossi abbiamo dovuto ricostruire ex novo un intero movimento, a partire dal vivaio.” In merito al futuro le idee sono chiare. “La squadra non andrà rivoluzionata ma ritoccata. Dovremo investire maggiori energie sui giovani, il regolamento impone l’impiego di quattro under. L’obiettivo è arrivare nelle prime sette-otto posizioni e chissà che il 2011 non ci riservi qualche sorpresa.” Recuperato un livello più consono alla storia di una società che solo quattro anni fa rimase esclusa dai campionati nazionali, si guarda avanti. L’imperativo categorico è una dolcissima carezza all’orgoglio forlivese. IN

L’Olimpia in serie B A Forlì il grande calcio si declina anche al femminile. Le ragazze dell’Olimpia non hanno voluto essere da meno rispetto ai maschi. L’undici di Stefano Ghinassi ha vinto il campionato di serie C agganciando il treno per la serie cadetta. 19 vittorie su 24 partite, +44 di differenza reti: un ruolino di marcia che ha permesso al team biancorosso di spuntarla di un punto sull’Olimpia Vignola. L’ennesimo traguardo raggiunto in soli dieci anni di storia, coronati dalla vittoria di tre Coppe Emilia, due Supercoppe e due primi posti in campionato. E per garantire nuova linfa all’eccellente prima squadra, non si trascura il settore giovanile, con Primavera e Under 14, senza dimenticare il calcio a 5 con l’Olimpia Forlì Five.


Incontrare | Autori sotto la Torre

Dieci anni d’

Autore

testo Valeria Del Sordo

Copyright: Fabio Blaco

Festeggia un compleanno importante la rassegna culturale forlivese, nata quasi per sfida e diventata uno degli appuntamenti più attesi dell’estate in città. Mentre sta per partire la nuova edizione, ripercorriamo la storia di Autori sotto la Torre.

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“A metà tra scherzo, autolesionismo e sfida: quando l’asfalto brucia, rinunciare all’aria rarefatta della montagna o alla brezza marina delle località di villeggiatura per convincere lettori e non ad affollare una piazzetta del centro storico” è, a detta di Gaetano Fogggetti, senz’altro “una provocazione un po’ campanilistica”: eppure una sfida difficile ma non impossibile, che migliaia di appassionati hanno accettato di slancio. Premiata in questi anni da un grande successo di pubblico, “Autori sotto la Torre” festeggia infatti dieci anni di vita: l’iniziativa, nata nel 2001 dall’idea di Massimo Foschi di Libreria Cappelli e Gaetano Foggetti, capo redattore del “Corriere Romagna” (a cui


brizio De Andrè, primo esperimento di mix tra musica e letteratura in cui Andrea Podestà ha presentato il suo saggio Bocca di rosa e i Dimaco hanno eseguito brani del cantautore genovese, ha ottenuto un’ottima accoglienza da parte del pubblico. Diversificato nel contenuto, il progetto è inoltre cresciuto acquisendo

ma con cui nel 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale diffuse il giorno e l’ora dell’insurrezione partigiana a Torino (“Aldo dice 26 x 1”). La serata che ha più riempito la piazza? Quella, a chiusura dell’ultima edizione, lo scorso 6 agosto, con Vladimir Luxuria, che ha presentato il libro Le favole non dette, dedicato

ai bambini: il tema dell’infanzia sta molto a cuore alla vincitrice dell’Isola dei Famosi, che nel 2008 aveva infatti devoluto 100.000 euro, metà del premio, al progetto dell’Unicef “Mozambico. Proteggere i bambini orfani dell’Aids”. Proprio in questi giorni è stato presentato il calendario dell’edizione 2010, che come sempre mescola fiction a letteratura di intrattenimento e saggistica contemporanea. Oltre alla presenza di un autore straniero, tanti saranno i volti noti del panorama culturale nazionale. Inoltre, le date degli appuntamenti sono state studiate per evitare sovrapposizioni con le partite dei Mondiali di calcio. www.megaforli.com IN

Copyright: Fabio Blaco

sempre maggiore visibilità esterna e proponendo, oltre ai consueti appuntamenti serali, gli incontri “satellite” delle 18 al MEGA: soluzione ideale per quegli autori impegnati in altre presentazioni, ad esempio a Bologna, che non vogliono comunque rinunciare a una capatina in Romagna. Di nomi illustri, in dieci anni, ce ne sono stati tanti: da Niccolò Ammaniti nella prima edizione, vincitore del Premio Strega nel 2007 per Come dio comanda, al parmense Carlo Lucarelli, da Andrea De Carlo, autore di libri tradotti in 27 Paesi, ad Aldo Nove (al secolo Antonello Centanin) pseudonimo creato dalla somma delle cifre contenute nel telegram-

Copyright: Fabio Blaco

Copyright: Fabio Blaco

si sono poi aggiunti il sostegno di MEGAForlì e la collaborazione di Mercurio) animerà ancora una volta, nel 2010, l’estate forlivese. Per questa edizione, in occasione del compleanno, si è pensato al format “10”, con dieci autori di diversi generi letterari accomunati, come sempre, dalla grande attualità dei temi trattati. La rassegna di Piazzetta della Misura, che si è evoluta nel corso delle varie edizioni, passando da semplici presentazioni di libri a forme miste tra spettacolo e approfondimento, ha visto la maggiore affluenza di pubblico nell’edizione 2009, con un totale di 4400 spettatori stimati. Proprio lo scorso 16 luglio, infatti, la serata tributo a Fa-

Sopra, da sinistra Niccolò Ammaniti intervistato dal giornalista Pietro Caruso, Carlo Lucarelli e Vladimir Luxuria impegnati nell’immancabile rito della firma del libro. A sinistra, scorcio di piazzetta della Misura durante uno degli incontri.

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Ph: GIorgio Sabatini

Recitare | Plautus Festival

Cinquant’anni di

spettacolo

testo Barbara Baronio

La rassegna teatrale di Sarsina, dedicata al drammaturgo latino che qui nacque, taglia il traguardo del mezzo secolo. Appuntamento da metà luglio per un’edizione del Plautus davvero di prestigio.

Oltre 260 spettacoli, di cui 33 prime nazionali e una mondiale. Quasi 200 mila spettatori in mezzo secolo di storia e un trend positivo da oltre 15 anni: sono questi alcuni dei numeri del Plautus Festival di Sarsina, che nel 2010 celebra i suoi primi 50 anni. La rassegna di spettacoli, unica nel panorama teatrale del nord Italia, è nata esattamente il 14 luglio 1956, giorno in

cui si è aperto il sipario sul primo allestimento delle “Celebrazioni Plautine”: il Miles Gloriosus ad opera del Cut (Centro Universitario Teatrale) di Parma. Da quell’ormai lontano 1956 le “Celebrazioni Plautine” sono diventate un appuntamento fisso ogni estate (salvo che in qualche annata a cavallo tra il 1950 e il 1960) riuscendo ad ottenere nel 1996 dal Ministero

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per i Beni e le Attività Culturali il riconoscimento di Festival, per la sua rilevanza a livello nazionale, con la denominazione di Plautus Festival. Nel 1965, dopo le interruzioni succedutesi negli anni precedenti, tutte causate dalle difficoltà economiche nelle quali versava la Città Plautina, finalmente le “Recite Classiche” hanno assunto la periodicità annuale che tuttora le caratterizzano. Il 1965 segna una tappa fondamentale nella storia della rassegna, perché per la prima volta le rappresentazioni sono state affidate a compagnie nazionali note al grande pubblico. La

sera del 4 agosto 1965 va in scena il primo spettacolo in programma quell’anno: Il nemico di se stesso di Terenzio, a cura della Compagnia del Centro Teatrale Italiano di Roma, nella riduzione di Ghigo de Chiara, con la partecipazione di attori notissimi quali Ernesto Calindri, Liana Orfei, Enzo Garinei e Marisa Quattrini. Da allora le più qualificate Compagnie nazionali di produzione teatrale, i più importanti registi e attori

A fianco, l’attore varesino Giuseppe Pambieri (per tredici volte in scena a Sarsina) impegnato ne Le Fenicie di Euripide.

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ne viveva. È facile trovarli a cena nelle osterie del centro storico al termine dello spettacolo, oppure passeggiare per le vie del paese prima delle prove. Alcuni attori, come Mario Scaccia e Giuseppe Pambieri sono tornati rispettivamente 15 e 13 volte a Sarsina, Venturiello ed Edoardo Sirano si avvicinano alle dieci presenze. Il Plautus per molti attori e registi è infatti un palcoscenico di prestigio e comprovata importanza, anche quale anteprima per la distribuzione nelle successive stagioni invernali.” Il Plautus è infatti una

hanno calcato le scene del Plautus Festival decretandone il crescente e indiscusso successo di critica e pubblico. “Mettere in scena Plauto a Sarsina è diverso dal farlo in un altro teatro dello stivale. Gli attori - spiegano dall’organizzazione del Plautus - si fanno attrarre dal clima elettrico e frizzantino dei giorni del Festival, percepiscono di essere in un luogo speciale e unico, proprio laddove Plauto da giova-

delle culle del teatro classico del nord e del centro Italia. Il suo cartellone, dominato dalle commedie plautine, è costituito per il 50% da teatro antico, poi c’è un 30% di teatro moderno e la restante parte è di contemporaneo. Una peculiarità e un’identità chiara, che nel tempo ha consentito alla rassegna teatrale di ritagliarsi un proprio spazio nel panorama nazionale e anche un pubblico affezionato che tutti gli anni rinnova l’abbonamento. IN

Dall’alto, Mario Scaccia nei panni di Romolo il Grande; l’allestimento dell’arena nel 1956. A sinistra, la locandina della prima edizione del Festival, nello stesso anno.

Sito rinnovato e altre novità per il 2010 In occasione dei 50 anni del Plautus, Sarsina non ha lesinato sulla programmazione. “Nonostante il periodo di crisi possa far pensare a una riduzione degli investimenti sul fronte cultura - spiega Michele Crociani, assessore alla Cultura e Turismo e Nuove tecnologie - il comune ha aumentato del 30% i finanziamenti per la stagione 2010. Per questo sarà possibile mettere in scena uno spettacolo in più rispetto allo scorso anno. Siamo molto orgogliosi del nostro Festival, fra i pochi esempi di rassegna teatrale completamente gestita da un’amministrazione pubblica; proprio per celebrarne degnamente il mezzo secolo, abbiamo anche rinnovato il sito internet (curato da Menabò di Forlì, ndr) e investito ulteriori risorse ed energie in manifestazioni a corredo del Plautus: la Festa Romana del secondo sabato di luglio e il mercatino serale delle maschere che, come il Festival, sono fortemente caratterizzate dalla romanità che ci distingue.” www.plautusfestival.it

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Camminare | Nei dintorni di Sarsina

Tracce di

Storia

testo Matteo Ranucci - foto Giorgio Sabatini

Vicinio, percorso religioso di 250

Sopra, scorcio del borgo di Calbano con le caratteristiche case in sasso e i resti delle torri difensive.

Piazza Plauto è il cuore di Sarsina, luogo centrale dell’intera valle

del Savio. Lo era mille anni fa, lo è oggi. La cattedrale dedicata a San Vicinio domina lo slargo. Ha profilo semplice, immagine austera, rigorosa e un campanile basso, squadrato. È intitolata al santo che qui fu vescovo e i cui miracoli sono rimbalzati per secoli, di voce in voce, di testo sacro in testo sacro. Anche oggi i credenti si fermano per pregare di fronte alle sue reliquie e indossare l’indecifrabile collare. Sarsina si trova in un territorio prezioso che inizia a diventare montagna. Quella che segue è solo una delle tante opportunità per esplorarlo. Si consiglia di percorrere in parte il Cammino di San

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km con partenza e arrivo a Sarsina. Via Guerrin Capello esce dal centro storico e uno stradello segnato lascia l’ex strada statale e scivola a destra in una conca umida, tutelata come Parco Naturale delle Marmitte dei Giganti. Un’area di 30 ettari caratterizzata da una fitta vegetazione alimentata dal Rio Crocetta e Fosso Molinello. Questi corsi d’acqua sottili ma nervosi hanno scavato il piano di arenaria formando fori levigati e formazioni bizzarre. Leggenda narra che esseri enormi, antichi abitanti del bosco, usavano queste cavità per scaldare il cibo. Il sentiero in una breve salita si congiunge alla strada provinciale sterrata per Careste. Si sale per circa 3 chilometri a fianco di coste rocciose di marna e arenaria seguendo la segnaletica del “Cammino”. A sinistra domina lo strapiombo che scende nella conca del Rio Montalto. Percorrendo una strada che diviene di terra e instabile, si raggiunge un poggio dove sono conservate le mura e parte del palazzo dell’antico castello. Per rag-

giungerlo si seguono le indicazioni a sinistra per Montalto. Vicino al castrum si trovano i resti romantici ed indecifrabili dell’ Abbazia di San Salvatore in Summano, costruita intorno al Mille sulla spianata dove sorgeva un tempio pagano dedicato a Plutone o Giove. Ritornati sulla strada di ghiaia per Careste, si supera Bazzano e si svolta a de-


stra in una carrareccia che si attorciglia in un tornante stretto e ripido. Una strada di crinale che concede scorci sulla valle e, dal lato opposto, sulla cresta verso Borello, Ranchio e Linaro. Si raggiunge la base del Monte Finocchio e poi la strada asfaltata. La provinciale scende verso Sarsina così come il sentiero di San Vicinio. Si sfiorano le località di Costa, Vignole, La Torre, Ca del Vento fino al Borgo di Calbano, insediamento d’epoca medioevale, caratterizzato da un’unica stretta via che lo attraversa. Le case in sasso hanno finestre in legno quadrate, piccole, portoni bassi. Sono costruite senza soluzione di continuità come un unico articolato edificio. La chiesa seicentesca di Sant’Antonio è arroccata a strapiombo sulle mura. Ha lineamenti semplici, muri costruiti con laterizi, pietre e una campana senza campanile posta sulla facciata. Dal suo sagrato si gode di un colpo d’occhio privilegiato. Le due torri difensive sorgono sul lato nord, rivolte alla conca naturale in cui sorge l’arena Plautina. Si scende una scalinata dalla parte opposta del nucleo medioevale, si sfiora una celletta votiva per proseguire sul sentiero che conduce diretto fino al centro, al Foro Romano e a Piazza Tito Maccio Plauto sul fianco destro della Cattedrale. IN

Notizie utili e informazioni Partenza e arrivo: Piazza Plauto Distanza: 9,5 km Dislivello in salita: 400 metri circa Difficoltà: impegnativo Rifornimento di acqua: Sarsina, Costa, Calbano Date e ricorrenze: 13 giugno, San’Antonio, Calbano; 28 agosto, San Vicinio, Sarsina Bibliografia e cartografia: Appennino Tosco Romagnolo, Cartografia 1:50.000, Istituto Geografico Adriatico, 2004; Il Cammino di San Vicinio, a cura di William Rossi Vannini, Edizioni IN Magazine, 2009; La Provincia di Forlì-Cesena, collana “Guide d’Italia”, TCI, 2004; Alla ricerca dei segni sacri di Sarsina e dintorni con San Vicinio, Istituto Comprensivo di Sarsina, a cura di Marina Barberini, Farnedi, 2008 Internet: www.comune.sarsina.fc.it; www.sarsina.info Numeri utili: Cattedrale, 0547.94818; Museo Diocesano di arte Sacra, 0547.94818; Proloco, 0547.94883.

FORLÌ via Copernico, 4/A - tel. 0543.751714 - rada@rada.it Orari: da lunedì a sabato: 9,30 - 12,30 / 15,30 - 19,30


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mare più cristallino la possibilità di trasforma-

Il suo mare è cristallino e si-

ai 40 metri e gli incontri più frequenti sono con

re il sogno in realtà, vivendo appieno questa

mile, se non superiore, a molte

cernie e banchi di dentici e saraghi. L’assenza

perla circondata dal mare. Comodi voli setti-

destinazioni caraibiche.

manali da Forlì ogni sabato fino al 25 set-

di correnti rende semplice la discesa, supportata da guide e istruttori affidabili. La visibilità

tembre, punto d’inizio di una vacanza meravigliosa. Iniziando

sott’acqua arriva a 40 metri grazie ai fondali bianchissimi. Al

a scoprire i tesori di Lampedusa, davvero intrigante per chi

largo numerosi sono i percorsi subacquei dove ammirare e

ama andare sott’acqua. Il mare offre una flora e una fauna

avvicinare pesci pappagallo, tartarughe e delfini. Tutte le ore

uniche. Qui i neofiti possono acquisire brevetti d’immersione

della giornata sono ottime per godere quest’incanto; anche la

con il diving storico dell’isola: il Mediterraneo Immersion

notte i pesci si lasciano accarezzare, ipnotizzati dal fascio di

Club, annesso all’Hotel Martello. Chi vuole vivere il mare in

luce. La ricchezza degli ambienti stimola, inoltre, gli appassio-

superficie, può contare su escursioni in barca per costeggiare

nati di fotografia subacquea a catturare l’immagine di una vita.

ogni metro dell’isola e nuotare nelle acque di Cala Madonna,

Tra i molteplici programmi si consiglia l’escursione guidata a

Cala Pulcino, la Tabaccara, le Grottacce. Lungo la costa

Lampione con imbarcazioni comode e veloci, dotate di sofisti-

frastagliata sono circa una trentina i siti d’immersione, rag-

cate attrezzature per una sicura navigazione d’altura: a bordo,

giungibili in 20/30 minuti dal porto. La profondità varia dai 18

istruttori preparati accompagnano i subacquei in ogni discesa.


Particolarmente emozionante è l’immersione a Linosa, rag-

cous cous di cernia, zuppa di pesce cucinata secondo antiche

giungibile giornalmente con l’aliscafo fino ad ottobre.

tradizioni. E le serate, la musica, il movimento e le gustosissime

Vasta la scelta di strutture ricettive. Dagli hotel, con camere

granite ai frutti, che danno un tocco intrigante alla giornata che

confortevoli e spaziose (alcune dotate di vasca idromassaggio)

volge al termine. Lampedusa, insomma, è poesia allo stato

alla formula più “libera” del residence, fino ai resort, alcuni dei

puro, sentimento, passione, emozioni che si condensano

quali realizzati nello stile mediterraneo del “dammuso”, carat-

e cristallizzano. Parole che non bastano a descriverla real-

teristica costruzione a cupola in sasso. Oltre al mare e al sole

mente: per comprenderla a fondo, bisogna viverla.

sono stuzzicati anche i sensi del gusto e dell’olfatto: la cucina

Viaggi Fortuna vi aspetta in centro a Forlì in Corso Garibaldi

mediterranea e in particolare le ricette siciliane, creano un’armonia di sapori tra terra e mare. Piatti di pesce preparati in modo superbo, innaffiati dai migliori bianchi di Sicilia,

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Viaggiare | Forlivesi a… Lampedusa

La “nostra”

Isola testo Andrea Biondi

Lampedusa raccontata attraverso tre esperienze di vacanza. Un’isola da scoprire in tanti modi diversi, ma che regala sempre nuove emozioni.

“Lampedusa è bellissima soprattutto nei periodi di media e bassa stagione. In tali periodi si ha la possibilità di gustare meglio odori e colori dell’isola.” Così ci spiega Marcello Tassinari, direttore generale del Gruppo Aeffe, faentino d’origine, forlivese “per amore”, che abbiamo incontrato per farci raccontare la sua esperienza sull’isola. Il manager, insieme alla compagna Marta Castellucci, titolare a Forlì delle boutique Greg e Simona Delle Rose, continua dando alcuni consigli su come vivere al meglio la vacanza: “Abbiamo affittato una Citroen mehari, in uno dei tanti rent a car, per muoverci liberamente e scoprire le più belle cale dell’isola: Cala creta, Cala pulcino e ovviamente, l’Isola dei conigli.” La coppia consiglia anche, come gita di un giorno, l’affitto di un gommone per circumnavigare l’isola ammirando la parte caratterizzata da alte scogliere che sorgono direttamente dal mare. “Ottimi

anche i ristoranti”, concludono. Anche Rita Garavini si è innamorata di Lampedusa, che ha scoperto lo scorso anno, in compagnia del suo fedelissimo cane, Argo! Ma l’agente scelto della Polizia Municipale di Dovadola ha già deciso che non si perderà le spiagge bianche dell’isola. “Non vedo l’ora di tornarci. I voli dal Ridolfi di Forlì sono davvero comodi!” Voli settimanali effettuati da Wind Jet ogni sabato, e dagli orari dav-

vero comodi. Si parte alle 9.10 e si arriva alle 11, per godersi subito il

sole mediterraneo. Il decollo per Forlì, invece, parte alle 11.40 e atterra alle 13.25.

Un’opportunità che, di certo, non si farà sfuggire di nuovo anche Alessandro Michelon. L’ex giocatore della Vem Sistemi ha trascorso una splendida vacanza a Lampedusa nel 2008, insieme alla compagna Giulia, passando una settimana di mare e relax che, confessa, non vede l’ora di rivivere. IN

Dall’alto, Rita Garavini col suo cane Argo, Marcello Tassinari e Marta Castellucci, Alessandro Michelon insieme alla fidanzata Giulia.

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Gustare | Gelato e dintorni

Un fresco

Piacere

testo Mariavittoria Andrini e Paola Francia foto Giorgio Sabatini e Gianmaria Zanotti

Tra gelaterie “storiche” e recenti aperture, il gelato artigianale conquista sempre più palati: in un mix fatto di materie prime, frutta di stagione, yogurt e sapori sperimentali, tra Forlì e Cesena ce n’è davvero per tutti i gusti.

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È una delle cose più “guduriose” che si conoscano. Il gelato piace a tutti, grandi, piccini, uomini o donne. Un tempo piacere riservato solo all’estate, oggi non conosce stagioni. Col sole o con la neve, un buon cono si mangia sempre volentieri. E se fino a qualche anno fa la preferenza era per quello industriale, ora nascono come funghi le gelaterie artigianali, quelle cioè che lo preparano fresco ogni giorno, con materie prime selezionate,

magari con produzione “a vista” per maggiore trasparenza. Il processo di lavorazione ne determina le caratteristiche di corpo e struttura oggettivamente valutabili. Il gusto, invece, dipende dal “palato” di ciascuno. C’è chi lo preferisce alla crema, chi alla frutta, chi nel cono, chi nella coppetta, chi “in purezza”, chi invece arricchito da glasse, mandorlati, praline, amarene. Nato in Sicilia nel IX secolo per


a entro t t fi o r App degli il 2010 ntivi! e ecoinc

merito degli Arabi che crearono la prima granita con la neve abbondante dell’Etna e delle Madonie, miele, sostituito poi dalla canna da zucchero, mandorle, agrumi e frutta. Ma fu al matrimonio di Caterina de’ Medici che fu servito il primo gelato come lo conosciamo noi, a base di panna, zabaione e frutta. Da allora molta strada è stata fatta e il gelato ha varcato ogni frontiera. Anche a Forlì ognuno ha la propria gelateria di riferimento, dalle storiche Crem Caramel di viale Bolognesi 38, De Fanti in viale Risorgimento 235, alle nuove come Le Fragole in via Decio Raggi 21/A o l’ultima nata, Aquolina, in corso della Repubblica 163, proprio di fronte al Mega. Stefano Grosso, il titolare, è un ex informatore scientifico che, dopo 25 anni di onorato lavoro con medici e farmaci, ha deciso di seguire la propria passione: fare un gelato “come Dio comanda”, soprattutto nel rispetto di ingredienti di primissima qualità e di una lavorazione rigorosamente tradizionale. Pochi i gusti proprio per fedeltà a questa filosofia. Fra le specialità: mascarpone con pinoli caramellati, crema croccante con nocciole pralinate e un retrogusto allo Strega e gli “stecchi”, simili al

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A fianco, Gianluca Mondardini di Puro Bio e Stefano Grosso di Aquolina. In apertura, Fabio Pezzi de Le Vele insieme a una sua collaboratrice e Maurizio Barbieri con Giuliano Valeriani, titolari della gelateria 2 Borghi, nella piazza di Terra del Sole.

ghiacciolo, a base di frutta fresca. Chi invece ha sposato la frutta al gelato è Fabio Pezzi, patron de Le Vele in viale Italia 30, tappa quasi obbligata, specie a mezzogiorno, per chi pranza fuori casa ma vuole mantenersi “leggero”. Ciotole di frutta esotica o del territorio tagliata fresca ogni mattina, macedonie colorate d’ogni genere abbinate al gusto di gelato preferito scegliendo fra yogurt, tradizionale, alla soia o al riso - adatti a tutti coloro che soffrono di intolleranze alimentari o ai celiaci -, sostituiscono degnamente un buon piatto di tagliatelle. Gianluca Mondardini, invece, della gelateria Puro Bio di viale Vittorio

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Veneto 24, garantisce ingredienti rigorosamente provenienti da coltivazioni biologiche. Una ricerca divenuta maniacale anche in virtù del fatto che l’offerta di prodotti bio si è notevolmente allargata e offre una scelta maggiore. Negli

anni le specialità sono cresciute e a Giulio e Bianca, si è aggiunta Greta (i nomi dei figli) e poi Bonci, in onore della nuova sede di Cesena, Corso Garibaldi 47/A, proprio di fronte allo storico teatro. L’ultima creazione è Veleno, cioccolato molto amaro in una base di riso. Tutte le materie prime utilizzate nelle gelaterie sono in esposizione in una vetrina della sede di Cesena, a testimoniare l’assoluta trasparenza. A Cesena, poi, si contendono la palma di miglior gelateria anche Tutto Gelato in via IX Febbraio 30 e la Cremeria in viale della Repubblica 159, davanti all’Hotel Casali. La “fila” è garantita in entrambe, come la qualità. È solo una questione di palato personale. Pochi gusti, quasi basici ma molto curati alla gelateria 2 Borghi di Terra del Sole. Ma una coppa di Terra del Sol, gustata nella bellissima piazza cinquecentesca ha il sapore della storia. Un’armonia che fa bene all’anima. IN

Numeri e valori di un vero “alimento” Il gelato artigianale è considerato, secondo gli studi dell’Università di Milano, alimento equilibrato e bilanciato per l’ottima proporzione fra proteine, carboidrati/ zuccheri e grassi. Può sostituire un pasto o una merenda, per adulti e bambini. 100 grammi alla crema contengono 220 Kcal, alla frutta solo 100, mentre una comune merendina oscilla da 350 a 460. I dati ufficiali della Camera di Commercio danno il mercato del gelato e della pasticceria, nella provincia di Forlì-Cesena, in netta crescita. I 74 esercizi del 2005 (16 Forlì, 20 Cesena, 16 Cesenatico e gli altri sparsi in provincia) sono diventati 121 nel 2009 (28 Forlì, 29 Cesena, 23 Cesenatico e gli altri sparsi in provincia).


Abitare | Sopra la città

L’attico

Rivisitato

testo Annalisa Balzoni - foto Giorgio Sabatini

Passato e presente si incontrano con eleganza in questa casa dalla doppia anima: un attico in stile fusion, in cui forme morbide e lineari si sposano dolcemente.

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Per questa nuova meta del nostro viaggio nelle più belle case di Forlì e dintorni, ci vengono aperte le porte di un attico posto in zona centrale, un attico che sovrasta la città, dalle cui finestre lo sguardo riesce a spaziare dalle colline fino al mare. Sito in un palazzo costruito intorno agli anni ’60, inizialmente studiato e modellato secondo i principi e i moduli razionali e lineari del periodo, secondo cui i vari ambienti venivano suddivisi e collegati tra

loro esclusivamente da un corridoio centrale, ha trovato recentemente, grazie alla capacità dell’interior designer Giovanna Giuseppucci di Ravenna, una nuova dimensione, una nuova armonia attraverso la creazione di un open space per la zona living, accogliente e caldo, ove gusto retrò e moderno si sposano. Nonostante l’eliminazione dell’originario vano corridoio, i vari ambienti della zona giorno trovano una loro precisa collocazione, e, soprattutto, garantiscono ugual-


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mente la privacy, raggiunta non attraverso elementi di chiusura, ma solamente grazie a magistrali accorgimenti progettuali. Ne è un esempio la zona pranzo, sapientemente isolata dalla zona cucina attraverso la creazione di un vano ad uso ripostiglio, posizionato centralmente, funzionale per la vivibilità dell’appartamento e che passa inosservato all’occhio del visitatore, grazie agli accorgimenti e alle scelte progettuali utilizzate. Infatti, tale vano funge da elemento divisorio tra zona pranzo e cucina, vi si accede attraverso una porta a libro, dalla parte della cucina, sprovvista di cornici, onde evitare di interrompere la continuità della parete. Le pareti che delimitano questo locale servizio sono decorate da cornici dal gusto finemente retrò, così come, del resto,

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A fianco, la zona pranzo, divisa dalla cucina grazie a un vano centrale. Sotto, scorcio della cucina e del living con il tavolo di fine ‘800 mixato alle “Victoria Ghost” di Kartell. In apertura, la sala principale caratterizzata dal comò che aggiunge un tocco classico all’ambiente.

tutte le pareti della zona giorno. Opposta alla zona pranzo troviamo la cucina, arredata con un unico blocco color bianco, prodotta da Acheo (fornita da Biagetti Arredamenti di Ravenna), con elettrodomestici a scomparsa. Tutta la zona giorno è arredata con gusto, dove passato e moderno trovano un connubio felice. Il piccolo tavolo di fine Ottocento in arte povera, appartenente da generazioni ai proprietari, si sposa elegantemente con le quattro sedie “Victoria Ghost” di Kartell in policarbonato (fornite sempre da Biagetti), così come il tavolo da pranzo prodotto da Cappellini, modello “Fronzoni 64”, con le poltroncine rivestite. Uguale sensazione si avverte osservando il comò, dei primi anni dell’Ottocento, posto di fronte alla linearità della libreria “Homework”

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prodotta da Porro, e al tavolino “Tulip low” da coffee disegnato dall’architetto Eero Saarinen per Knoll. È stato così creato un ambiente classico e moderno, con qualche influenza orientale, quest’ultima rappresentata dalla bella tela appesa alla parete della zona pranzo di Sara Guberti di Ravenna, e dal piccolo angolo ricavato nella sala con due sedie in stile coloniale; tutto è riscaldato dai punti luce in stile, appositamente scelti in cristallo, dalle cornici alle pareti, ma soprattutto dalla pavimentazione, costituita da un bellissimo listone in rovere trattato ad olio (fornito da Salaroli di Forlì). La luce naturale filtra attraverso le grandi finestre, abbracciando tutta la zona living e risaltandone i particolari. Accediamo alla zona notte attraverso una porta con cornici in stile fine Ottocento (pro-

dotta dalla falegnameria Sbaragli di Forlì). Tale zona risulta prettamente moderna; dal colore bianco delle pareti della zona giorno, ci imbattiamo nel blue avio della camera da letto padronale, qui il colore funge da elemento focale e da cornice al letto, disegnato per Cassina da Philippe Starck, posto centralmente alla stanza, dando all’occhio del visitatore una sensazione di relax. Sapientemente studiata dietro alla testata del letto, una piccola zona studio che si collega con la libreria posta all’ingresso della camera stessa; alle spalle di questa zona studio, immersa nel blue della parete, troviamo la porta del servizio privato. La zona relax principale è priva di rivestimento, resa elegante e raffinata dalla scelta delle rubinetterie e dei sanitari forniti da Idrozeta di Forlì. IN


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Ricordare | Olimpioniche 1960

Ginnaste da

Leggenda

testo Gabriele Zelli

Quattro atlete forlivesi della Sezione Ginnastica dell’Edera, parteciparono alle Olimpiadi del 1960 a Roma. Erano allenate da Marcello Fiumana. Ripercorriamo la loro storia sportiva.

Risale al 1884 la costituzione, per merito di un gruppo di appassionati, del primo sodalizio forlivese votato ad avvicinare i giovani allo “sport ginnastico”. Il gruppo sportivo cittadino prese il nome di “Romanello da Forlì”. La nuova società si fece subito valere, riportando notevoli successi in alcune gare regionali e suscitando passione nell’ambiente cittadino. Dopo i primi entusiasmi l’attività s’interruppe bruscamente per mancanza di fondi. La pausa fu breve: già nel 1889 gli stessi dirigenti ricostituirono un nuovo sodalizio, Società Ginnastica Forlì “Forti e Liberi”, dal 1901 affiliato alla Federazione Ginnastica d’Italia. La sede dell’attività era la palestra di via Campo Ustrino. Iniziò così una storia che perdura tutt’oggi, ricca di risultati di presti-

gio e grandi difficoltà, ma che ha visto crescere anche nuove realtà. Una di queste, cinquant’anni fa, ha scritto una delle pagine più belle di questo magnifico sport: stiamo parlando della Sezione Ginnastica della Polisportiva Edera allenata da Marcello Fiumana, che portò alle Olimpiadi di Roma ben quattro ginnaste: Miranda e Rossella Cicognani, Gabriella Santarelli e Wanda Soprani, tutte per anni ai vertici nazionali della disciplina con risultati straordinari. Miranda Cicognani ha preso parte a ben tre Olimpiadi: Helsinki 1952, Melbourne 1956 e Roma 1960. Ha partecipato anche a tre edizioni del campionato mondiale (Roma 1954, Mosca 1958 e Praga 1962) e a due campionati europei: Bucarest 1957 e Cracovia 1959. È stata capa-

ce di conquistare ben quattro titoli italiani assoluti fra il 1956 e il 1962, diciassette italiani di specializzazione e quattordici presenze in nazionale. La sorella Rossella Cicognani ne ha seguito le orme gareggiando alle Olimpiadi di Melbourne e Roma, ai campionati mondiali di Mosca e Praga e ai Campionati d’Europa di Cracovia. Ha conquistato tre titoli italiani assoluti, succedendo a Miranda dal 1959 al 1961. Ha primeggiato, inoltre, in otto gare per l’assegnazione del titolo italiano di specialità e totalizzato dodici presenze in nazionale. Miranda e Rossella furono ai vertici della ginnastica femminile del tempo assieme ad altre due forlivesi: Gabriella Santarelli e Wanda Soprani. La prima fece parte delle spedizioni olimpiche di Melbourne

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e Roma e partecipò ai Campionati Mondiali del 1954 che si svolsero nella capitale, vestendo per sei volte la maglia azzurra. Wanda Soprani difese, invece, i colori nazionali a Roma nel 1960, vantando anche nel suo curriculum un titolo italiano juniores e quattro presenze in nazionale. Da sottolineare, quindi, che alle Olimpiadi di Roma, giusto cinquant’anni fa, ben quattro ginnaste azzurre su cinque venivano

In alto, Miranda Cicognani impegnata alla trave. A fianco, Gabriella Santarelli. In apertura, le quattro atlete (oltre a Miranda e alla Santarelli, Wanda Soprani e Rosella Cicognani) con il loro allenatore Marcello Fiumana (foto tratte da Il Politecnico dello Sport, Vespignani editore).

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dall’Edera Forlì, a quell’epoca affidata all’istruttore Marcello Fiumana. È stato uno degli artefici della celebre scuola forlivese di ginnastica, prima come atleta e poi allenando, arrivando a scoprire grandi campioni in campo maschile e femminile. Viveva in un appartamento di viale Bolognesi: in una cameretta con le pareti tappezzate di foto, riconoscimenti del CONI e delle Federazioni insieme a ritagli di giornale, aveva raccolto anche tutti i trofei vinti come atleta. Di recente, chi scrive ha potuto visitare quel luogo poco prima che fosse smobilitato, accolto dai figli desiderosi di lasciare le testimonianze del padre al Museo cittadino della Ginnastica che sta per sorgere nel complesso ex Gil di Viale della Libertà. Mi ha attratto una foto in cui si riconoscono cinque giovanissimi atleti: oltre a Fiumana, Jano Ravaioli, Bruno Grandi (ora Presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica), Vittorio Sampieri (Olimpionico

a Helsinki) e Mario Smeraldi. Lo stesso Fiumana, in un’intervista del 1977, disse: “Quegli atleti sudavano in palestra dalla mattina alla sera, perché la ginnastica richiede un allenamento continuo. Ci allenavamo nella palestra di Campo Ustrino, che allora (subito dopo la guerra, ndr) non aveva nemmeno i vetri alle finestre. Con la passione di quegli anni erano tutte piccolezze. Abbiamo ricostruito tutto e abbiamo raggiunto in poco tempo quei risultati che tutti sanno. Nel ’54 iniziai ad allenare la sezione femminile. Anche in questo campo ebbi numerose soddisfazioni. Se non avessi avuto il lavoro e una famiglia da mantenere, sarei certamente divenuto l’istruttore della nazionale femminile italiana. Sono ricordi, badi bene, non rimpianti.” Rimpianti no, ma è necessario raccontare e mantenere viva la storia di questi atleti che hanno innalzato a tutti i livelli una disciplina sportiva di così grande fascino. IN


Visitare | La Croce, la testa e il piatto

Cesena e

San Giovanni

testo Sabrina Marin

Cesena si prepara ad accogliere un evento unico nel suo genere: mai prima d’ora, nonostante la popolarità di San Giovanni e la quantità di opere a lui dedicate, era stata allestita una vasta rassegna iconografica sul tema del Battista. La Croce, la testa e il piatto - Storie di San Giovanni Battista, a cura dell’As-

sessorato comunale alla Cultura, è allestita dal 12 giugno al 24 ottobre alla Galleria Comunale d’Arte e nel-

la Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana. L’esposizione raccoglie una sessantina di preziosi dipinti del ’600, di pittori per lo più italiani o stranieri operanti in Italia, provenienti dalla Collezione Koelliker. Capolavori da Ribera a Lanfranco, da Caroselli a Pietro da Cortona, più altri fiamminghi e caravaggeschi, per un periodo compreso tra XVI e XVIII secolo e che rende conto delle varianti tematiche, delle alte qualità e delle più suggestive interpretazioni artistiche. Nell’imponente raccolta privata di dipinti messa insieme da Luigi Koelliker a Milano si ritrova una antologia iconografica del Battista. Selezionare una mostra dedicata a San Giovanni si è svolto come un gioco di scatole cinesi, cercando di far emergere due specifiche collezioni entro lo sterminato fondo di quadri posseduti da Luigi Koelliker. La scelta di Cesena non è casuale dal momento che San Giovanni Battista è il patrono della città dal 1682. La mostra si divide in due distinte sezioni. Nella Galleria Comunale d’Arte sono esposti i dipinti, circa trenta, che raccontano tutta la vita

Michele Desubleo, San Giovanni Battista, 1640 ca, Collezione Koelliker.

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di San Giovanni attraverso i suoi episodi cruciali, dalla gestazione nel grembo di Elisabetta e l’infanzia domestica, fino al precoce eremitaggio e le prediche alle folle, arrivando al momento cruciale del battesimo di Cristo. Tele che ricoprono un periodo che va da fine

’500 a tutto il ’600: rappresentano la Sacra Famiglia, dove la Madonna ed Elisabetta sono ritratte in un incontro affettuoso insieme a Gesù Bambino e San Giovannino; altre illustrano l’adolescenza del Battista e il suo precoce eremitaggio. Alla Malatestiana è invece allestita una singolare wunderkammer che incastona, entro gli armadi della Sala Lignea, 32 tele che raffigurano la testa mozzata del Battista posta sul piatto, poggiate su di un piano

come fossero nature morte, che insieme formano una lamentazione di straordinaria eloquenza. Una sorta di requiem, coro funebre di forte impatto visivo ed eccezionale potenza espressiva, destinato a segnare il visitatore che percorre la sala. www.cesenacultura.it IN

Fiori nel Novecento Continua fino al 31 luglio Fiori del Novecento nella Pinacoteca Civica di Forlì. Presenze e Riscoperte. Il percorso della mostra è allestito nelle grandi sale di Corso della Repubblica, nel settecentesco palazzo progettato da Giuseppe Merenda. La Pinacoteca Civica fu costituita nel 1838 per dare organicità e dignità istituzionale all’insieme di opere rimaste al Comune dopo le soppressioni napoleoniche o pervenute in seguito al rifacimento di edifici pubblici e ad importanti donazioni da parte di antiche famiglie nobili forlivesi e da privati. www.comune.forli.fc.it/cultura


Leggere | Novità in libreria

Freschi di

Stampa

testo Francesca Miccoli

11 milioni di italiani sanzionati per una perdita complessiva di oltre 58 milioni di punti. Dati che rispecchiano la condotta degli automobilisti del Belpaese a sette anni dall’entrata in vigore della riforma del codice della strada voluta dall’allora Ministro Pietro Lunardi. La maggioranza degli utenti della strada ancora non conosce i meccanismi che disciplinano la patente a punti, un sistema a tratti copernicano e solo apparentemente cervellotico. Mario Rossi in La patente a punti (Foschi) prende per mano l’automobilista, dando risposta ai mille quesiti di ordinaria e straordinaria quotidianità. Un professionista versatile, quasi onnisciente. Nell’ottica vitruviana l’architetto doveva essere depositario di ogni nozione scientifica, dalla geometria alla matematica, dalla medicina all’acustica, dalla legge alla teologia passando per astronomia e meteorologia. Una figura di sommo prestigio culturale e sociale. Sulle orme dello scrittore latino, sia pure in un’ottica più moderna e pragmatica, l’accademico cesenate Giordano Conti dà vita a La materia dell’architettura (Foschi) che, come si legge nell’introduzione, “intende offrire a tutti coloro che si avvicinano al settore delle costruzioni le chiavi indispensabili per entrare nel mondo affascinante dei materiali che hanno attraversato la storia dell’uomo”.

Valente architetto e appassionato bibliofilo, Gianfranco Brusi dà fondo a tutta la sua curiositas di fronte all’inattesa epifania di un disegno, di autore e provenienza ignoti. Una traccia che permette di avanzare nuove ipotesi sullo sviluppo storico del Palazzo comunale di Forlì. Tema ampiamente sviscerato, oggi riletto alla luce di un ritrovamento improvviso e foriero di nuove valutazioni, innumerevoli implicazioni. Il Palazzo Comunale di Forlì. Da un antico disegno note di storia e di immagini scomparse

(Il Ponte Vecchio) coniuga armoniosamente “il fascino della ricerca storica, il gusto della rappresentazione grafica, l’intelligenza delle deduzioni e delle… interpretazioni”, impreziosito da elaborazioni grafiche, spesso a colori. Sullo sfondo, la storia della città di Saffi. Elio ed Elisabetta Caruso, padre e fi-

glia accomunati dalla passione per la storia antica, tornano in libreria con un volume prezioso. Una miniera d’informazioni emerse dall’indagine nelle pieghe più nascoste del comune, a lungo capitale della Romagna Toscana. Ne Il patrimonio artistico, storico, architettonico e ambientale di Castrocaro, Terra del Sole e Pieve Salutare (Il

Ponte Vecchio) troviamo curiosità sconosciute, persino agli indigeni. “Abbiamo scritto quest’opera animati da una duplice motivazione. In primis, far conoscere al maggior numero di persone i tantissimi tesori del nostro territorio. Beni di cui siamo orgogliosi custodi. Quindi il desiderio di tutelare tale patrimonio affinché in futuro i nostri figli e nipoti possano trarne quei benefici economici e spirituali che contribuiranno a migliorare la qualità della loro vita”. IN

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