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Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 23/11/1998 n. 27 - E 3,00

Forlì

Imprenditori stranieri Dal mondo a Forlì Caterina Sforza Sulle tracce della Signora Progetti e premi Menabó dà "Lezioni d'Europa" ®

Anno XII - N. 2 - MAGGIO 2009

Una coppia

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Arnaldo Pambianco Ercole Baldini


Editoriale |

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Maggio

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di Andrea Masotti

“nostrani” che hanno fatto onore al pedale. Posano insieme Ercole Baldini e Arnaldo Pambianco, e ci raccontano i “loro” giri, spiegandoci da esperti anche questo, che annovera tantissimi prim’attori ai nastri di partenza. Due protagonisti di una storia sportiva che, appunto, iniziò anche per merito del forlivese Tullo Morgagni, giornalista della “Gazzetta dello Sport” e tra gli ideatori della manifestazione. Ma il ciclismo in Romagna è passione autentica, tanto seguita quanto praticata: non potevamo non dedicare spazio, all’interno dell’articolo di copertina, al movimento cicloturistico locale, fatto di tante squadre e competizioni, “Nove Colli” in primis, quest’anno curiosamente in programma lo

Non il fiore, ma il colore della maglia più agognata dai ciclisti d’Italia, è la dominante in questo scorcio di primavera. Mentre il confronto elettorale per le amministrative d’inizio giugno entra nel vivo, con i candidati impegnati in numerosi incontri pubblici, accogliamo partecipi il passaggio del Giro in città e quindi sulle strade dei colli forlivesi e faentini. Non è un’edizione qualunque, lo sanno tutti. È quella del centenario, perché nel 1909 si svolse per la prima volta. E Forlì, anche nella storia di questa manifestazione, può vantare meriti importanti. Protagonisti sulle strade e addirittura un concittadino tra i suoi “padri fondatori”: ma iniziamo con ordine, dalla copertina che accoglie due campioni

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stesso giorno del passaggio del Giro in città. Dopo lo sport, parliamo d’economia, analizzando un fenomeno in costante crescita, anche nella nostra Provincia: l’imprenditoria straniera. Sono sempre di più, infatti, gli ex dipendenti non italiani che aprono un’azienda in proprio. Realtà in gran parte di piccole dimensioni, spesso artigianali, che devono affrontare difficoltà superiori rispetto alle italiane, specialmente in una congiuntura negativa come quella che attraversiamo. Sono tutavia realtà già importanti, tanto che esiste un’associazione di rappresentanza, guidata da Abel Kone Pegaboh, imprenditore di origini africane che abbiamo ritratto all’interno della sua azienda. Il Sentiero del Santo, che da Castrocaro arriva a Monte Paolo, la storia di Caterina Sforza, di cui ricorrono i 500 anni dalla morte, l’interessante segnalazione gastronomica nel riminese e tanto altro ancora, completano un numero come sempre ricco, in cui vogliamo segnalare l’inizio di una nuova e interessante rubrica dedicata ad arredamento e interior design, in cui andremo a visitare alcune delle case più belle a Forlì e dintorni. Un tema che piace e che i nostri lettori, a iniziare da quelli di PREMIUM (a proposito, non perdete il nuovo numero di primavera, in distribuzione già da qualche settimana), hanno dimostrato di apprezzare. Buona lettura!

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Essere | Ercole Baldini e Arnaldo Pambianco

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Approfondire | Imprenditori stranieri

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Camminare | Il sentiero del Santo

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Ricordare | Caterina Sforza

24

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Celebrare | Progetti e premi Gustare | Ristorante Vite

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Abitare | La palazzina anni ’50

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Scoprire | Acquari che passione

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Leggere | Novità in libreria

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Applaudire | Mamma mia!

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Scegliere | Shopping

Edizioni IN MAGAZINE S.R.L. Redazione e amministrazione: Via Napoleone Bonaparte, 50 47100 Forlì tel. 0543.798463 fax 0543.774044

www.inmagazine.it inmagazine@menabo.com Stampa: Graph S.N.C. - San Leo (PU) Direttore Responsabile: Andrea Masotti. Redazione centrale: Andrea Biondi, Francesca Renzi. Progetto grafico: Lisa Tagliaferri

Controllo produzione e qualità: Isabella Fazioli, Alberto Mantellini, Sara Ravaioli. Ufficio commerciale: Gianluca Braga. Collaboratori: Barbara Baronio, Pier Antonio Bonvicini, Caterina Boschetti, Flavio Dell'Amore, Elide Giordani, Francesca Miccoli, Matteo Ranucci, Giorgio Sabatini, Leda Santoro, Gianmaria Zanotti, Gabriele Zelli, Roberto Zoli. Chiuso per la stampa il 5/5/2009 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Impaginazione: Emanuele Dall’Acqua

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Annotare | Brevi IN

Logo e iniziative di rilancio per Castrocaro

MGM ospite di Decanter

Verona - I vertici di MGM Mondo del vino sono stati ospiti, al recente Vinitaly, di Decanter, la trasmissione di Radio 2 dedicata all’enogastronomia. L’AD Marco Martini ha raccontato ai conduttori, Federico Quaranta e Tinto, il percorso di crescita della cantina forlivese e della partecipata Barone Montalto, che produce vini in Sicilia.

Castrocaro Terme - Un parco acquatico in stile Aquafan e una spa extralusso. Sono solo due degli ambiziosi progetti allo studio per rilanciare il turismo a Castrocaro Terme e Terra del Sole. Il piano strategico per riportare la città ai fasti di un tempo è stato elaborato da Econstat e finanziato da Amministrazione locale, Fondazione Carisp e Terme. Per riposizionare il prodotto turistico sul mercato sarà necessario proporre un'offerta diversificata e di qualità, rivolta a un pubblico più giovane, attivo ed esigente. Gli sforzi dovranno perciò essere concentrati su poli attrattivi quali salute e wellness ma anche sull'organizzazione di eventi di richiamo in ambito sportivo e musicale, e sulla pianificazio-

Accettata la ristrutturazione del Debito Forlì - L’azienda nautica ha annunciato di avere ottenuto l’accettazione della proposta di ristrutturazione del debito da parte di The Royal Bank of Scotland. L’accordo rappresenta il primo passo nell’implementazione del Piano di rafforzamento patrimoniale del Gruppo, che prevede, tra l’altro: la riduzione dell’indebitamento a lungo termine, da circa 1,1 miliardi a circa 550 milioni di euro, a fronte della conversione dei crediti in strumenti partecipativi; l’immissione di nuove risorse finanziarie con un aumento di capitale da 85 milioni di euro, di cui 70 sottoscritti dal presidente Norberto Ferretti e dal management del Gruppo e i rimanenti 15 da Mediobanca, sulla base di un accordo, in fase di negoziato, di cui sono stati definiti i termini principali; ulteriori linee di credito a medio termine, a copertura delle esigenze di capitale

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circolante, per complessivi 65 milioni, da parte di The Royal Bank of Scotland; il consolidamento a medio termine di linee a revoca per ulteriori 24 miloni di euro, da parte di tre istituti

ne di itinerari storico-artistici legati al patrimonio del comprensorio. Il primo passo, per regalare al Comune termale un futuro all'altezza del suo luminoso passato. (F.M.)

Ferretti finanziari già partner dell’azienda. Non facendo più parte della struttura azionaria i fondi Candover e Permira, l’equity del Gruppo è ripartito tra Norberto Ferretti e il management (al 38,5%), Mediobanca (8,5%), senior e mezzanine lender (complessivamente al 53%, in strumenti partecipativi). A seguito dell’accordo, Norberto Ferretti, management e Mediobanca hanno il 100% dei diritti di voto. Il Gruppo è stato assistito nell’operazione da Rothschild come advisor finanziario, Chiomenti Studio Legale e Linklaters, in qualità di advisor legali, e da CBA Studio Legale e Tributario. Una volta implementato l’accordo, il Gruppo avrà gli strumenti di flessibilità finanziaria e stabilità patrimoniale per affrontare le sfide del mercato nautico per i prossimi anni, puntando a continuare ad affermare la propria leadership nel settore.


Mercedes-Benz è un marchio Daimler.

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Rapporto sull' Economia Forlì - “L’analisi dei dati mette in risalto un 2008 con un forte rallentamento della crescita e diffusi segnali di difficoltà che coinvolgono, con gradi diversi, tutti i settori.” Queste le valutazioni iniziali di Tiziano Alessandrini, presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, alla presentazione del Rapporto sull’Economia della provincia, che delineano per il 2008 segnali diffusi di difficoltà in un panorama generale complesso. La crisi del sistema finanziario si è innestata sul rallentamento dell’econo-

2008

mia e ha aperto scenari inediti e di difficile interpretazione. I problemi del sistema paese e le carenze strutturali irrisolte sono evidenti. “Il nostro tessuto imprenditoriale - ha proseguito Alessandrini - è però inserito in un contesto caratterizzato da tratti distintivi sui quali si può puntare. Aspetti in grado di influire sui tempi e l’intensità della ripresa, che non potrà essere attesa passivamente ma costruita con azioni efficaci. La crisi internazionale sembra delineare un profilo dell’economia prossima e futura ancora più

globale e selettivo: è quindi importante che le componenti del sistema locale operino insieme per creare le condizioni affinché le nostre imprese possano competere nel modo migliore. La chiusura dell’anno ci pone di fronte a una situazione difficile che si sta evidenziando già nei primi mesi del 2009, soprattutto nel manifatturiero, a partire dai livelli occupazionali. Occorre mettere in campo una serie d’azioni per contrastare il pericolo della disoccupazione e sostenere credito e finanza d’impresa.”

Bertinoro al Vinitaly

Novità da Top Gym Bertinoro - La palestra Top Gym di Panighina allarga l’offerta wellness col nuovo centro estetico e la zona relax, interessata dal restyling di ambienti e dall’introduzione della cromoterapia. Novità anche per gli amanti dell'abbronzatura, con due nuove lampade d’ultima generazione. La realtà Top Gym comprende anche, a Forlimpopoli, la palestra in via della Repubblica e il negozio di integratori Top Gym Nutrition, in via Mazzini 27/B.

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Verona - Per la prima volta l’Associazione Vitivinicoltori di Bertinoro ha promosso insieme la propria produzione al Vinitaly 2009. Al termine della manifestazione è stata confermata la volontà di proseguire nella collaborazione facendo emergere il legame tra vino e territorio. La degustazione

in anteprima del Sangiovese riserva 2006 proposto dalle sette cantine presenti (Campodelsole, Celli, Fattoria Paradiso, Giovanna Madonia, Tenuta Villa Trentola, Tenuta La Viola, Uve delle Mura) ha confermato che la strada intrapresa è giusta. “Bertinoro ha molte eccellenze, fra queste il vino - ha affermato Mirko Capuano, Assessore alla Cultura e al Turismo di Bertinoro. La lunga tradizione del nostro territorio ci spinge ad evidenziare le particolarità di questi prodotti che hanno una qualità elevata, segno di una continua crescita delle nostre aziende.”


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Il luogo della mente di Mattia Santa Sofia - Inaugura il 24 maggio “Il luogo della mente”, mostra dedicata a uno degli artisti più significativi del ’900, che partecipò a varie edizioni

La Frasca aperta anche a pranzo Milano Marittima - Il locale guidato da Gianfranco Bolognesi festeggia il primo anno d’attività nella nuova sede di Milano Marittima e, a seguito delle numerose richieste, apre anche a pranzo. La proposta da gourmet, oltre ai piatti storici di mare e di terra che hanno reso celebre il locale, si amplia così col “business&family lunch” e con “atto unico”, interessante proposta di piatto unico, per chi vuole concedersi una sosta pur veloce ma “stellata”. La Frasca è aperta da giugno a fine agosto, lunedì escluso. www.lafrasca.it

Emilia Romagna Festival vola in Europa

Romagna Festival, Festival d’Avignone e Festival Mitte Europa? Il Festlab Pass, che dà mandato di agire come laboratori per la creatività e promotori di innovazione. Questo riconoscimento è stato consegnato al direttore artistico dell’ERF, Massimo Mercelli, lo scorso 27 marzo a Praga da Ján Figel, commissario europeo a Istruzione, Formazione, Cultura e Gioventù, su commissione dell’EFA, Associazione dei Festival Europei. “Per la nostra manifestazione - ha dichiarato il Maestro Mercelli - questo ulteriore riconoscimento sottolinea il nostro rapporto privilegiato con l’Unione Europea e con i maggiori festival del continente, coi quali condividiamo percorsi ed esperienze.”

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del Premio Campigna e istituì un rapporto privilegiato con Santa Sofia e il suo territorio. Un importante nucleo delle opere di Mattia Moreni è, infatti, conservato nella locale Galleria d’arte contemporanea “Vero Stoppioni”. La mostra, aperta fino al 30 agosto, è un tributo al maestro nel decennale della scomparsa, attraverso i capolavori della Galleria ma soprattutto con opere di collezionisti, documenti inediti, video con testimonianze e fotografie storiche. Collabora all’esposizione e alla realizzazione del catalogo il professor Renato Barilli, critico storico del “Campigna” che più volte si è occupato di Mattia Moreni. www.premiocampigna.it

Medaglia d'oro al Gonfalone Roma - Lo scorso 24 aprile il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha consegnato ai rappresentanti della Provincia di ForlìCesena la Medaglia d’Oro al Merito Civile al Gonfalone della Provincia,

Praga - Cosa hanno in comune Emilia

Moreni

della provincia

in occasione dell’incontro con gli esponenti delle associazioni Combattentistiche. La concessione del riconoscimento è dovuta al contributo dato dalla popolazione durante la guerra di Liberazione.


Osvaldo Piraccini, Tempo

Presente

Cesena - Questo il titolo della mostra che fino al 5 luglio 2009, presso la galleria ex Pescheria, presenta una selezione di opere dal 2000 al 2009 del maestro cesenate. Corredata da un volume antologico dedicato alla oltre quarantennale attività di Piraccini, ne ripercorre le tappe più importanti, dal periodo romano alla stagione dei Premi (dal “Campigna” al “Marche”), alla sfera poetica degli ultimi naturalisti di Francesco Arcangeli. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune e curata da Silvia Arfelli con la presentazione critica di Marilena Pasquali, è suddivisa in due parti: il tempo presente, sezione dedicata alle opere dell’ultimo decennio, e l’antologica che seleziona i dipinti “storici” di Piraccini, appartenenti a numerose collezioni pubbliche, musei e fondazioni bancarie.

Dai Lions

L'Abruzzo

arte e solidarietà per

Lo spettacolo dell’arte, la tradizione del gusto. Forlì - Teatro e solidarietà si sono uniti lo scorso 29 aprile per dare vita a una serata di raccolta fondi per le popolazioni colpite dal terremoto. Oltre 700 spettatori hanno assistito allo spettacolo musicale portato in scena dalla compagnia Qaos, Le cirque dans le Moulin Rouge presentato al Diego Fabbri. L’iniziativa è stata organizzata dai tre Lions Club di Forlì: ad inizio serata Antonio Suzzi, vice-governatore del Distretto lionistico 108 A (che comprende Romagna, Marche, Abruzzo e Molise), ha ringraziato gli intervenuti e la compagnia per la testimonianza di solidarietà offerta.

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CNA e le Neoimprese

Primo volo Wind Jet dal “Ridolfi” a Berlino

Castrocaro Terme - Nel corso dell’assemblea annuale CNA Impresa Donna e CNA Giovani Imprenditori, a cui ha preso parte la campionessa olimpionica Josefa Idem e il presidente della Commissione Attività produttive della Regione, Damiano Zoffoli, sono stati consegnati i riconoscimenti alle neoimprese di imprenditori under 40 che, per le loro caratteristiche, costituiscono un esempio per chi intende avviare nuove attività. Due i ricono-

scimenti consegnati: ad ALMAspace SRL di Forlì, dinamica realtà nata nel 2006 e dedicata a progettazione, sviluppo, produzione e gestione di sistemi spaziali di elevata qualità e basso costo, e Le Arti di Bonaventura Giulia di Bagno di Romagna, la cui titolare è un’artista del restauro di opere in pietra, i cui interventi sono effettuati, quasi sempre, nel luogo di collocazione delle opere, in varie località d’Italia.

Forlì - Lo scorso 29 marzo col decollo del primo airbus Wind Jet con destinazione Berlino, si è aperta una nuova, fitta rete di voli nazionali e internazionali programmati dalla compagnia low cost che ha come base il “Ridolfi”. Il sindaco Nadia Masini ha ufficializzato l'evento col taglio del nastro sulla pista. Accanto a lei, il Prefetto di Forlì-Cesena, Angelo Trovato, il Presidente della Seaf, Franco Rusticali, oltre a tutte le autorità civili e militari della Provincia, che hanno siglato con un applauso questo nuovo momento storico per l'aeroporto.

Indiana Park: l'avventura vola alta nel Parco

di Fratta

Fratta Terme - Si chiama Indiana Park ed è il nuovo parco avventura a Fratta Terme. Si trova nell’area verde che circonda il Grand Hotel ed è il più grande d’Europa: info point, punti di ristoro e, da maggio, l’esperienza di volo dalla “Tower Fan”, una torre alta 13 metri da cui lanciarsi, in grande sicurezza, legati ad una fune. Un invito a nozze per coloro che vogliono provare emozioni da brivido, muovendosi con agilità e sangue

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freddo ad oltre venti metri di altezza, passando da una piattaforma fissata su un albero a un’altra che dista parecchi metri sfruttando doti di equilibrio, forza e armonia nei movimenti. La struttura è un altro tassello che rende Fratta Terme e il Grand Hotel riferimento per chi intende avvicinarsi a una vacanza fatta tra relax, benessere psicofisico e trattamenti termali. www.termedellafratta.it.


Casadodici

Ospitare

un nuovo modo di

Il Convegno Fisc e i 90 anni del Momento

Bertinoro - Per tre giorni a marzo Forlì e il territorio hanno ospitato il Convegno Nazionale della Federazione italiana settimanali cattolici, in occasione dei novant’anni del settimanale “il Momento”. 150 giornalisti da tutta Italia si sono confrontati sul tema “Alla ricerca della verità perduta. Informazione: tra mistificazione e interpretazione”. Nell’ultima giornata di lavori i convegnisti, dopo la messa in Duomo a Forlì, hanno visitato la Casa della Carità di Bertinoro, il Museo Interreligioso e la Rocca Vescovile. Durante i tre giorni sono intervenuti, fra gli altri, il sen. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, don Domenico Pompili, direttore Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei, mons. Ernesto Vecchi, delegato per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, presidente Commissione episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali della Cei, i giornalisti Rai Lorena Bianchetti, conduttrice di “Domenica in”, e Marino Bartoletti, Paolo Bustaffa, direttore Sir, e Ivo Colozzi, docente di Sociologia all’Università di Bologna.

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Cesenatico - Ha inaugurato lo scorso 21 marzo, a fianco del Museo della Marineria, nel cuore antico della città, questa piccola e deliziosa struttura d’accoglienza all’insegna del contemporary design: Casadodici si trova all’interno di un edificio dei primi del ’900, restaurato e impreziosito dall’intervento di Andrea Novelli dello Studio Giorgina-Novelli Architetti. Gli ospiti sono accolti dai proprietari Maurizio e Rossella con un flute di champagne, quindi accompagnati in camere non solo calde, eleganti

e accoglienti, ma pensate ognuna con uno stile unico e inconfondibile. Motivi decorativi, elementi d’arredo, opere d’artisti contemporanei e altro ancora rendono più preziose le stanze, tutte intitolate a celebri donne dello spettacolo. I clienti di Casadodici si sentono così ospiti di riguardo in casa d’amici, in una struttura dotata di tutti i confort delle più moderne strutture ricettive: dalla tv lcd al wi-fi, ai massaggi fino ad una piccola raccolta di libri d’arte. www.casadodici.com

Poggio alla Lastra: restaurato L'affresco Bagno di Romagna - Nella chiesa di San Pietro in Poggio alla Lastra è tornato a mostrarsi in tutta la sua rinascimentale bellezza, lo scorso 25 aprile, nell’ambito della iniziative per la Settimana della Cultura, l’affresco raffigurante la Madonna della Rosa con bambino e i Santi Pietro e Paolo. Di scuola toscana della seconda metà del secolo XV, l’affresco è stato restaurato nel 2008 col contributo della Fon-

dazione Cassa Dei Risparmi di Forlì, a cura del professor Franco Faranda, in collaborazione con la restauratrice Isabella Cervetti della Soprintendenza per i Beni Artistici ed Etnoantropologici di Bologna.


Essere | Ercole Baldini e Arnaldo Pambianco

Coppia

Giro

da

testo Roberto Zoli foto Giorgio Sabatini

Parlare di ciclismo con chi ha vinto il Giro d'Italia e collezionato medaglie e trofei, come Ercole Baldini e Arnaldo Pambianco, offre un punto di vista privilegiato da cui osservare il ciclismo dei nostri giorni.

Credetemi, è imbarazzante trovarsi seduto di fronte a due glorie del ciclismo, per chi, della bicicletta, ne fa un uso che definire marginale è ottimistico. E ancor più si va in confusione se i due hanno collezionato qualcosa come un campionato del mondo su strada, una medaglia d’oro alle Olimpiadi, due campionati italiani, due giri d’Italia. Ercole Baldini e Arnaldo Pambianco sono due giovanotti di metà degli anni ’30 (non aggiungo del secolo scorso perché potrebbe far apparire vecchio chi, al contrario, è ancora in buona forma). Li incontro al Circolo della Stampa per parlare del Giro d’Italia che quest’anno, sottolineo, si chiama del Centenario, a ribadire la storia che è alle spalle della kermesse nazionale. Tuttavia la sicurezza con cui pongo la domanda è, immediatamente, tranciata dalla risposta di Pambianco. “Quest’anno si corre la seconda edizione del Giro del Centenario - chiarisce con orgoglio - la prima fu quella del ’61 che ricordava il centenario dell’Unità d’Italia e quel Giro lo vinsi io. Tanto che la maglia rosa portava sulle maniche un bordino tricolore; pur non essendo stata disegnata da uno stilista, era più bella delle attuali.”

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Assodata la figuraccia, il buon cronista, di regola, si butta a capofitto in una domanda generica e banale con la quale spera di risollevare le sorti. E così ho fatto, chiedendo quali differenze notino tra il ciclismo di oggi e quello che li ha visti protagonisti. “Enorme - esordisce Baldini - in questi ultimi anni c’è stata un’accelerazione, in positivo, di tecnologia e materiali, oltre a nuove tecniche negli allenamenti, per cui il divario tra il nostro ciclismo e l’attuale è quanto mai marcato. Cosa che

non si era verificata fra coloro che hanno corso negli anni eroici del ciclismo e il nostro periodo.” “Va poi spiegato - interviene Pambianco - che i metodi di allenamento erano diversi. Noi correvamo da gennaio a ottobre e, in ogni gara, ci si impegnava per arrivare primi. Ora chi si prepara per la Sanremo poi non si vede più per tre mesi, c’è chi va forte alla Liegi-Bastogne-Liegi, chi punta alla Freccia-Vallone, chi vuole solo il Giro d’Italia. Questa è una grande differenza. Poi noi

Centenario e sulla partenza da Venezia con arrivo a Roma, mettendo leggermente in ombra Milano, tradizionalmente città d’arrivo della grande gara. “Una novità di cui non si accorgerà nessuno - sottolinea Baldini - anche perché non è la prima volta che Milano abdica al suo tradizionale ruolo. Poi l’arrivo a Roma, la capitale, è certamente un evento piacevole.” “Il mondo corre e gli eventi cambiano - interviene Pambianco - il giro da me vinto, ad esempio, era partito

Noi correvamo 10 mesi all'anno correvamo con biciclette che pesavano qualche chilo in più, le strade erano diverse e l’alimentazione non certo studiata come oggi. Lo stesso abbigliamento era approssimativo. Io sostengo, ad esempio, che se Ercole avesse avuto la possibilità di disporre dell’abbigliamento fasciante e delle bici attuali avrebbe corso il record dell’ora ad oltre 60 km, visto che era un ‘siluro’ già negli anni ’50.”

Il discorso scivola, poi, sul Giro del

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da Torino perché cadeva in corrispondenza del centenario dell’Unità d’Italia. Debbo dire che, all’atto della presentazione, questo Giro non mi aveva convinto. Studiando bene la planimetria e lo svolgimento delle tappe credo, invece, che sarà molto interessante. I corridori, infatti, sono costretti a fare sul serio fin dalla prima settimana e potremmo avere delle sorprese”. Il Giro che partirà il 9 maggio e si concluderà il

I due campioni fotografati all'interno del museo che raccoglie i trofei di Ercole Baldini.

Numeri del cicloturismo Grandi numeri per gli “amatori” dei pedali. Questi i principali, dalla Lega Provinciale Ciclismo. Forlì Società: 40; Tesserati: 1360 (980 tra amatori e ciclouristi e 380 mountain bikers) Team “storici”: U.S. Forti e Liberi (fondata negli anni ’20); Scat (madrina nel 1950 di un giovanissimo Ercole Baldini). Cesena Società: 36 Tesserati: 1276 (943 tra amatori e cicloturisti con una percentuale di quote rosa che sfiora il 10%, 322 escursionisti e un duatleta) Team “storici”: Cesenate Cicli Neri (138 iscritti) e Polisportiva 5 cerchi Macerone. Raduni e prossime competizioni sul territorio 25 medio fondo, 14 gare su strada, 8 cicloraduni e un campionato provinciale, per un totale di 15.000 presenze; XXXIX Nove Colli (24 maggio, Cesenatico); Gran Fondo Maurizio Fondriest (14 giugno, Castrocaro Terme). (F.M.)


31, dopo aver fatto percorrere alla carovana ben 3.394 chilometri, quali sorprese potrà riservare? “I Giri d’Italia son tutti duri e tutti facili - spiega Baldini. Quando si guarda la planimetria ci si accorge, infatti, che le salite sono sempre quelle e i corridori già le conoscono. Se qualche strada non fosse conosciuta gli atleti provvedono a fare un sopralluogo prima dell’inizio della manifestazione. A mio parere la durezza di un giro è espressa dagli atleti stessi. Dipende da come impostano le varie tappe. Se le andature sono blande si arriva alle montagne con buone energie, se al contrario c’è bagarre tutti i giorni qualcuno, purtroppo, sarà costretto a pagare pegno.” “Mi pare che dopo le primissime tappe ci siano già belle montagne - sorride Pambianco - e sarà opportuno che i corridori partano preparati. Non mi stupirei che qualcuno, già al top della forma, lanci attacchi tali da mettere in crisi nomi importanti che puntano alla vittoria finale”. A proposito di campioni l’argomento della conversazione non può che scivolare sull’americano Lance Armstrong, vincitore di sette Tour consecutivi, poi ritiratosi, ma ora desideroso di gareggiare ancora, anche se una recente operazione, per una frattura alla clavicola, potrebbe

Tullo Morgagni, tra i padri del Giro Esiste una ragione profonda perché ancora una volta la competizione sportiva più affascinante d’Italia tocchi la città di Forlì. Cento anni fa, il 13 maggio 1909, all’antelucana ora delle 2,53 partiva da Milano la prima edizione del Giro d’Italia, che si sviluppò lungo 2.408 chilometri in otto tappe. Tra i padri organizzatori di questa gara, che ha avuto valori importanti nella storia nazionale, c’era un forlivese: Tullo Morgagni. Giovanissimo lasciò la sua città natale con i due fratelli Manlio ed Irma per seguire il padre assicuratore in Milano. Durante gli studi per conseguire la laurea in Lettere, Tullo, scoprì la sua vena giornalistica e attraverso la sua fervida penna dal “Giornale del Popolo” in breve tempo arrivò alla “Gazzetta dello Sport”. Nel 1909 da Caporedattore della “rosa”, che in quegli anni usciva tre volte alla settimana, unitamente al fondatore Costamagna e ad Armando Cougnet diede vita al primo Giro d’Italia. Scrittore superbo, tra i più ammirati, Morgagni, fondò e diresse lo “Sport Illustrato” e “Il Cielo”, la più importante rivista d’aviazione dell’epoca. Morgani morì il 2 agosto del 1919 a soli 38 anni, in un disastro aereo dove perì anche il concittadino Luigi Ridolfi. (F.D.A.)


Alcune immagini risalenti al 1958: in alto Pambianco professionista nella "Legnano"; sotto, l'arrivo "mondiale" di Baldini a Reims.

metterne in discussione la presenza al Giro. “È difficile ipotizzare una sua partecipazione - sottolinea Baldini - ma sappiamo anche che Lance, dopo tre giorni dalla dimissione dall’ospedale, dove era stato operato, ha pedalato per circa 30 minuti sui rulli e ha tutta l’intenzione di non mollare. Conoscendone la professionalità è fuor di dubbio che, se deciderà di essere della partita, è perché non dubita di avere ancora qualche cosa da mostrare.” “Lance è un campionissimo come pochi. Sette giri di Francia vinti sono un record difficilmente battibile. È un uomo dal carattere di ferro - sottolinea Pambianco - e se verrà al Giro susciterà l’interesse di tutti i tifosi.” La partecipazione di Armstrong resta, al momento nel limbo, ma quali e quanti italiani potranno sperare di indossare la maglia rosa a Roma? “La nostra compagine è certamente di ottima qualità e possono esserci quattro o cinque corridori in grado di vincere, anche perché non è che le altre nazioni schierino dei fuoriclasse.” Si

sbilancia in un pronostico Pambianco: “Metterei in prima fila Cunego, Basso, Simoni poi speriamo che venga alla ribalta qualche giovane.” Al Giro sono in calendario tre prove a cronometro, ma gli italiani non brillano in una specialità che, invece, ha visto grandi campioni, come appunto Baldini. “È una domanda che ci siamo posti in molti - sottolinea il campione del mondo del ’58 - e nessuno sa perché sia successo. Certo è che la Federazione vuole incrementare questa specialità, tradizionale nelle discipline ciclistiche nazionali”. “Andare forte a cronometro è difficile - spiega Pambianco - occorre, infatti, una preparazione specifica. Lo ha dimostrato l’anno scorso Cunego che si è preparato per guadagnare 30/40 secondi nelle gare contro il tempo e ha perso qualche minuto in salita. La preparazione, infatti, irrobustisce e rende potenti, ma meno agili in salita.” Quando si parla di forza e potenza viene inevitabile pensare anche a metodi illeciti per acquisire queste

Forlivesi e cesenati… a braccia alzate La partecipazione al Giro d’Italia dei ciclisti della nostra Provincia risulta nobile e di gran pregio. Nel comprensorio Forlì-Cesena ben tre campioni di spessore hanno conquistato il podio più alto: oltre a Baldini nel ’58, a “Gabanì” Pambianco nel ’61 (Giro del Centenario dell’Unità d’Italia) e, nel ’98, l’indimenticabile cesenaticense Marco Pantani, nato a Cesena nel 1970. I vincitori di tappe sono numerosi come importanti e di prestigio le posizioni raggiunte nella classifica finale della corsa “rosa”. Nel 1939 il cesenate Mario Vicini detto “Gaibera” giunse terzo assoluto. Nel ’54 il forlivese Nino Assirelli arrivò terzo, risultato che conseguì anche Ercole Baldini nel ’57. Il “Pirata” giunse secondo nel 1994. Diverse le tappe vinte al Giro dai “nostri” corridori. Il forlivese Glauco Servadei vinse ben sei tappe, Ercole Baldini cinque, Nino Assirelli una, come suo fratello Alberto, Arnaldo Pambianco vinse una gara, Marco Pantani otto, Mario Vicini tre e Franco Magnani una. Da non dimenticare che Vicini, nel 1938, indossò per un giorno la maglia rosa. (F.D.A.)

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Baldini e Pambianco al manubrio di una Legnano degli anni '50.

L’incontro volge al termine e viene spontanea una domanda: “Se Pambianco e Baldini oggi avessero l’età per correre come si piazzerebbero?” Non ha dubbi Baldini. “Siamo corridori che hanno vinto il Giro d’Italia, oggi faremmo altrettanto. E sarei in

doti: il doping. “Non c’è alcun dubbio sul fatto che preferisca aver fatto il corridore negli anni ’50, piuttosto che nel 2000 - insiste Pambianco. Quando vedo corridori, fino a poco prima osannati, poi coinvolti in fatti di doping, mi sento tradito, come la maggior parte dei tifosi.”

“Preferirei non parlarne proprio - fa eco Baldini - visto che abbiamo avuto la fortuna di correre in un’epoca in cui il problema non si poneva. Debbo, però, dire che il doping, che va sconfitto, non è stato affrontato con i metodi giusti. Occor-

re avere un minimo di capacità di giudizio. Non si può condannare a due anni di squalifica un corridore che, magari senza saperlo, per curare una malattia, ha assunto sostanze considerate dopanti. Due anni d’inattività possono voler dire la fine della carriera. Combattere il doping è più che doveroso, ma la giustizia sportiva dovrebbe essere più attenta alle cause che hanno portato all’assunzione di certi prodotti, magari somministrati con tanto di certificato medico che attesta la patologia.”

grado di rivestire come è accaduto a Reims nel 1958 la maglia iridata.” “Questi sono molto più scarsi - sorride Pambianco - quindi vinceremmo noi. Il Giro è più corto, le strade più belle, le attrezzature ultramoderne e l’alimentazione specifica. Quando vedo i corridori che non hanno nulla in tasca se non una barretta ipercalorica e ingerendo quella fanno 200 chilometri, penso ai tre panini che dovevo ingoiare io per fare altrettanta strada. Noi avevamo un ‘fisicaccio’.” Conferma Baldini: “Correvamo per dieci mesi l’anno, mantenendo la forma per tutto il periodo. Oggi il vincitore del Giro d’Italia dopo essere sceso dal palco con la maglia rosa, scompare per qualche mese.” È proprio vero, altri tempi ed altre tempre. IN

Monica Bandini: la regina del granfondo Decoubertin, chi era costui? Un interrogativo che ben riassume la filosofia agonistica della 44enne forlivese. A lungo protagonista nelle competizioni “pro” su strada e pista, nel palmares anche un titolo iridato nell’inseguimento a squadre, oggi Monica è la regina incontrastata delle granfondo. “Quando alla partenza c’è lei, si corre per la piazza d’onore”, bofonchiano le avversarie. E sono tanti anche i maschi costretti a inseguire la biondina volante. A Monica abbiamo chiesto un giudizio sulla corsa in rosa, di nuovo in terra di Romagna. “Finalmente il giro torna a Forlì, città che ha dato i natali a grandi campioni e conta una folta schiera d’appassionati.” La tappa del 24 maggio sarebbe pane per i suoi denti. “Mi piacerebbe tanto essere al via sulle strade di casa, lungo l’itinerario teatro dei miei allenamenti. Un percorso non lungo ma impegnativo con molte salite in rapida successione. Potrebbero esserci interessanti sorprese.” Brillano gli occhi della campionessa, che dimostra tutto il suo talento nel campionato di fondo: “Mi limito a fare quello che l’età consente - si schernisce. Oggi il ciclismo è solo una passione anche se assorbe gran parte del tempo libero.” Ovvero quattro ore di allenamento il mercoledì e centoventi minuti gli altri giorni della settimana. Davvero niente male. (F.M.)

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Approfondire | Imprenditori stranieri

Dal mondo

Forlì

a

testo Elide Giordani - foto Giorgio Sabatini

Nella nostra provincia sono in costante crescita le piccole imprese, principalmente a livello artigianale, guidate da imprenditori non italiani. Ne abbiamo parlato con i responsabili nelle associazioni di categoria, e abbiamo raccolto la testimonianza di Abel Kone Pegaboh, da poco riconfermato presidente di Cna imprenditori stranieri.

La crisi sta producendo qualche vuoto anche nelle loro fila, ma nella nostra provincia restano un fenomeno consistente, con caratteristiche tutte da studiare, se non altro per l’aumento esponenziale che la loro presenza ha registrato tra 2000 e 2008. Secondo i dati elaborati da Infocamere le imprese con a capo un imprenditore straniero, alla fine del 2008, erano 2.429, ossia il 5,9%

delle 40.947 attive nella provincia di Forlì-Cesena. Ma se si considerano quelle con almeno un socio straniero, la percentuale rispetto al totale sale fino a superare il 9%. Si tratta di realtà imprenditoriali che, anche per natura e dimensioni, aderiscono alle associazioni dell’artigianato.

Il settore economico che assorbe il numero più rilevante d’imprenditori immigrati è quello delle costruzioni dove sono presenti 1.424 persone, fra titolari e soci. Ma è un dato che merita un approfondimento. “Per una certa parte - spiega, infatti, Stefano Bernacci, direttore di Confartigianato ForlìCesena - si tratta d’imprese nate da una precedente esperienza dei loro titolari che, da dipendenti, per ragioni di convenienza reciproca, sono diventati terzisti delle aziende del settore edile presso cui hanno

lavorato. Tanto più che, in alcune occasioni, per molti stranieri attivare un’impresa artigiana si è tradotto anche nella possibilità di accedere a qualche finanziamento

per le attrezzature e magari anche a qualche linea di credito. Si tratta spesso di microimprese, di muratori o imbianchini, con un unico titolare. Ma il fenomeno - aggiunge Bernacci - è legato anche al ricongiungimento familiare. In quanto imprenditori, infatti, gli stranieri hanno la possibilità di far arrivare regolarmente in Italia i propri congiunti.” Più un escamotage, dunque, per risolvere i propri problemi che non imprese reali che agiscono con la necessaria autonomia. Non mancano, tuttavia, esperienze di successo che, in quanto condotte da immigrati extracomunitari, hanno dovuto affrontare i soliti problemi d’attivazione di un’impresa moltiplicati per le difficoltà

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A fianco e in apertura, Abel Kone Pegaboh all'interno della sua azienda, la Konekon.

L’esperienza di Abel Kone Pegaboh “Sono 577 le aziende iscritte a Cna imprenditori stranieri di Forlì-Cesena. La maggior parte è impegnata nel settore edile e metalmeccanico, anche se non mancano quelle legate ai servizi e al manifatturiero.” A dichiararlo è Abel Kone Pegaboh, originario della Costa D’Avorio e proprietario della Konekon, azienda forlivese con sede in via Copernico e da due anni presidente dell’associazione. “La maggior parte degli iscritti proviene da Albania e Romania, gli imprenditori africani sono pochi. Sono in Italia da 11 anni e dal 2003 ho deciso di investire aprendo quest’azienda (che si occupa della lavorazione artigianale del ferro, ndr) e non ho mai avuto grosse difficoltà. Ci può essere diffidenza all’inizio, ma mai chiusura. I rapporti con le istituzioni sono buoni e favoriscono l’integrazione e negli ultimi tempi, grazie anche a CNA world, siamo riusciti a snellire le pratiche burocratiche, spesso fra gli ostacoli più grandi soprattutto per uno straniero.” (B.B.)

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della lingua, la mancanza di conoscenza della burocrazia italiana, le lungaggini dovute ai percorsi che la documentazione necessaria deve percorrere tra il loro paese e il nostro. Insomma, se ce l’hanno fatta, non è stato per caso. “Impiantare un’azienda è difficile per un italiano - commenta Roberto Sanulli, segretario Cna - figuriamoci per uno straniero. Lo scoglio più difficile da superare, comunque, è l’accesso al credito. Nessuno di loro, in gene-

re, può fornire le garanzie richieste dalle banche. L’unico mezzo che hanno sono i nostri confidi.” Oltre alle costruzioni, il settore in provincia dove è più consistente la presenza di imprenditori stranieri è il commercio (813 tra titolari e soci), seguito dalle attività manifatturiere (579), dalle attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca (231); quindi alberghi e ristoranti (230), trasporti, magazzinaggio e

comunicazioni (175). Anche le etnie si caratterizzano per la presenza più consistente in uno e nell’altro settore: rumeni e albanesi nell’edilizia,

senegalesi nella metalmeccanica, serbi e montenegrini nel trasporto. “La propensione al lavoro autonomo - spiega ancora Sanulli - è condizionata anche dalle difficoltà della lingua. Gli africani, ad esempio, a parte il raro esempio dell’imprenditore senegalese che ha fondato l’azienda metalmeccanica Konekon ed è presidente di ‘Cna Imprenditori Stranieri’, sono frenati anche da questo elemento.” In molti casi si tratta, tuttavia, di attività marginali e precarie che hanno vita breve anche per caratteristiche di discontinuità della presenza dei rispettivi titolari in Italia che, spesso, tornano al loro Paese anche per mesi. All’interno delle associazioni dell’artigianato a cui aderiscono, ossia Cna e Confarti-


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ne tra gli imprenditori stranieri e il territorio. “Si colgono solo rare con-

ph. Luca Ravaglia

gianato, costituiscono un fenomeno significativo. Sono poco meno dell’8% dei 7.900 soci Cna (oltre 600), rappresentano il 10% delle 6.000 imprese associate alla Cgia a livello provinciale. Ovviamente le cifre diventano più rilevanti se si evidenziano i dipendenti stranieri delle aziende artigiane della provincia. Ma cosa chiedono alle associazioni a cui aderiscono? “Innanzitutto sostegno nella creazione dell’impresa - insiste Sanulli - e poi un aiuto all’accesso al credito.” “Ci chiedono anche servizi di paSopra, da sinistra, Stefano Bernacci, direttore di Confartigianato Forlì-Cesena e Roberto Sanulli, segretario della Cna provinciale.

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tronato in relazione alle pratiche

per i permessi di soggiorno - aggiunge Stefano Bernacci -, abbiamo attivato infatti uno sportello ‘Immigrazione On-Line’. Avevamo anche tentato un servizio d’orientamento ma la grande eterogeneità delle etnie ci ha scoraggiato. Abbiamo anche constatato che, a parte i cinesi, in genere gli stranieri tendono a fare rete tra loro, soprattutto per l’alloggio e la ricerca di lavoro.” In piena maturazione positiva, appare, secondo la valutazione delle as-

sociazioni, il processo di integrazio-

flittualità all’interno delle loro attività - evidenzia Sanulli - così come comprende affermazioni di stima e valutazioni positive il giudizio degli imprenditori cesenati e forlivesi verso i dipendenti stranieri.” “Attualmente - aggiunge Bernacci - stiamo ragionando su politiche d’indirizzo verso l’imprenditorialità degli immigrati di seconda e terza generazione, in un’ottica diversa da quella che si è affrontata 10/15 anni fa in concomitanza con la prima ondata di immigrazione nel nostro paese.” Un elemento di non poco conto, infine: non appare a maggiore rischio il finanziamento concesso agli stranieri e sono assai rari i fenomeni (che il luogo comune attribuisce soprattutto ai cinesi) di concorrenza sleale che fanno stare all’erta gli imprenditori italiani. IN

Imprenditori stranieri in numeri Dati Infocamere (Rapporto sull’economia della Provincia di Forlì-Cesena 2008): Soci o titolari d’impresa nati in un paese straniero: 2000: 1374; 2008: 3.719 Da paesi extra U.E. 2000: 960; 2008: 2.741 (+185,5%) Da paesi U.E. 2000: 414; 2008: 978 (+136,2%) Persone con cariche, confronto 2007/2008: Nate all’estero: + 7,5%(extra UE +7,7%, da UE +7,1%); italiani - 0,9%. Rispetto al numero totale degli stranieri con cariche, 2.429 sono da riferirsi ad imprese individuali, gestite da imprenditori stranieri, 802 operano in società di persone, 408 in società di capitale. I paesi di nascita più ricorrenti sono Albania con 540, Svizzera con 407 persone, Marocco con 294, Romania con 290, Cina con 288 e Tunisia con 222


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Camminare | Il sentiero del Santo

Sulle orme

Sant’Antonio

di

testo Matteo Ranucci - foto Giorgio Sabatini

Per raggiungere il Santuario di Monte Paolo, da Castrocaro Terme si percorre un sentiero, detto "del Santo" che sale tra i primi colli della valle del Montone, dai quali ammirare i calanchi, i campi coltivati e formazioni di argille azzurre.


A fianco, la Rocca di Castrocaro Terme. Sotto, il rudere del casale Spiandarolo, da cui ammirare i calanchi, come quelli della pagina a fianco.

Girone, Rocca e Arsenali medicei formano la grande fortezza medioevale nella parte alta di Castrocaro Terme, punto di partenza dell’itinerario. Il Santuario di San Antonio da Padova, la grotta dove il Santo usava ritirarsi in preghiera, il suo bosco silenzioso e isolato il punto d’arrivo. Nel mezzo un cammino di sette chilometri, sospeso, dominante, panoramico su un paesaggio suggestivo e aspro, caratterizzato da formazioni geologiche bizzarre, da un terreno grigiastro e arido, popolato da erbe e arbusti. Sul lato ovest della Rocca, alla fine di via Porta dell’Olmo, inizia un sentiero che costeggia per qualche decina di metri le possenti mura e sbuca su via Bagnolo. Era l’antica mulattiera che partiva dal fortilizio e lo collegava col crinale e col Santuario di Montepaolo. La strada asfaltata risale dal centro di Castrocaro Terme. Comincia la salita. Ripida nel primo tratto, regolare poi. Un cartello segnaletico indica la “Croce Gloriosa”. Il curioso sito religioso, con una grande struttura luminosa e una Via Crucis di statue dai lineamenti stilizzati, è stato creato sul proprio terreno da una

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famiglia residente a Bagnolo. Nelle vicinanze, secondo tradizione, sostò spesso Sant’Antonio. Si segue la via principale. Superata l’erta iniziale, il percorso spiana e scivola rettilineo, parallelo al corso del Montone, in un tratto panoramico di grande interesse sulla valle che risale, ampia, in direzione Firenze. Tra le colline a sinistra sono riconoscibili il colle di Sadurano e la ripida serpentina delle “Volture” che segna una costa coltivata a cereali. A destra riempiono il paesaggio alcune robuste formazioni rocciose calcaree. Le pareti ripide e a strapiombo, caratterizzate dalla presenza di numerosi fossili marini, sono un affioramento del cosiddetto Spungone, una sorta di piccola catena rocciosa che si estende fra il torrente Marzeno nei pressi di Brisighella e Capocolle, alle porte di Cesena. Qui si trovano piante tipiche mediterranee: piantagioni d’ulivi, ginestre, pianta dei capperi, prugnolo selvatico e una macchia fitta d’arbusti. Peschi, mandorli, ciliegi e biancospini hanno messo la fioritura primaverile e sono tinti di bianco e rosa. Si cammina su un

versante esposto a sud, particolarmente caldo nei mesi estivi. Giunti al bivio con via Zanatta, si tiene la destra seguendo le indicazioni de “Il Sentiero del Santo” e si continua a salire sul promontorio. La località prende il nome di Monte Valbelle, a circa 300 metri d’altitudine. Qui sorge un agriturismo, ultimo punto in cui approvvigionarsi d’acqua prima di arrivare a Monte Paolo. Dopo poche centinaia di metri termina


È finita l’era del pranzo con l’occhio puntato sull’orologio per la scadenza del parcheggio. Tinto café, locale storico e di classe nel cuore del centro storico di Forlì, ha deciso di risolvere una volta per tutte il problema della sosta a pagamento: tutti i clienti che si fermeranno a pranzo o per gustare un aperitivo avranno il rimborso completo della tariffa del parcheggio. Così si potrà godere della ristorazione dello chef senza fretta e senza preoccupazioni. Risotti in tantissime varianti preparati con maestria, zuppe di legumi e di verdure, paste gratinate e poi carne e pesce con originali proposte diverse ogni giorno, la panificazione sempre fragrante, la vasta pasticceria. Inutile parlare degli aperitivi: gli affezionati clienti di Tinto conoscono bene la selezione accurata dei vini e la competenza del gestore nel consigliare il bicchiere adatto a ogni occasione. Tinto café offre anche coffee break, cene aziendali, ed è disponibile per organizzare eventi. Il locale di piazza del Carmine è aperto tutti i giorni, compresa la domenica: dalla ricca colazione, al pranzo, fino all’appuntamento serale con l’aperitivo.

Argille azzurre Formazione tipica del basso Appennino romagnolo, sono costituite da un insieme di depositi sedimentari formatisi su un antico fondale marino. L’era d’origine è compresa tra Pliocene e Pleistocene, tra 5,3 e 1 milione di anni fa. Sono terreni ricchi di microfossili e presentano a volte laminazioni di sabbie grigie fini, ciottoli calcarei o silicei e lignite. Dal punto di vista morfologico, presentano forme collinari poco elevate con mancanza quasi assoluta di vegetazione arborea. Il dilavamento degli strati superficiali crea piccole valli irregolari alternate a creste sottili, con aree completamente brulle. Questi depositi di carattere argilloso sono, infatti, particolarmente vulnerabili agli agenti atmosferici, soprattutto alla pioggia. Le argille, rocce impermeabili, non si lasciano attraversare dall’acqua. Gli strati superficiali scivolano su quelli sottostanti e generano frequenti fenomeni franosi. Questa formazione prende il nome di calanco.

E per riscaldare l’inverno sono in programma serate con musica dal vivo.

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Tinto café: da colazione fino a sera, il tempio della sosta.


Sopra, la facciata della chiesa di Monte Paolo; in basso, l'interno.

l’asfaltata e la sottile linea chiara di terra scivola sul crinale che divide la val Montone dalla valle aspra e disabitata scavata dal torrente Samoggia. Si entra in un paesaggio

brullo, arido. La terra ha tinte

grigio-azzurre, sabbiosa e friabile precipita in frane e calanchi che caratterizzano il paesaggio a perdita d’occhio. Si cammina sulle “Argille azzurre”, formazione rocciosa tipica delle prime colline romagnole nata su un antico fondale marino tra 5 e 1 milione d’anni fa. Pochi campi coltivati, a cereali e a vigneto, si alternano a praterie aride e tratti obliqui dove crescono solo erba, piccoli arbusti e ginestre. Non ci sono alberi o boscaglia, nemmeno sulla costa che risale fino alla vetta del Monte Castelloccio, in località Pietramora, riconoscibile per le grandi antenne che ne sovrastano la vetta. In aprile l’aria è tiepida, secca, mossa da una brezza che risale le tante piccole valli e rende il cammino piacevole. Di fronte, in lontananza, in parte nascosto da un bosco scuro, s’intuisce il campanile del Santuario dedicato a Sant’Antonio da Padova e oltre, sul crinale, il Monte Trebbio. Si prosegue camminando su una carraia sconnessa,

secca, crepata, polverosa che diviene fangosa e pesante nelle giornate di pioggia. Dopo aver incrociato lo stradello che risale dalla statale 67 del fondovalle in prossimità di Pieve Salutare, si sfiora il vecchio casale di Spiandarolo. Il rudere completamente in rovina, a 307 metri sul livello del mare, rappresenta un altro interessante punto panoramico. Un facile tratto di saliscendi precede la salita finale, prima non impegnativa e poi ripida nell’ultimo tratto su carraia stretta e sabbiosa. Si cammina ora in un bosco: roverelle, aceri, ciliegi selvatici e più a monte pini. Si giunge alle spalle del complesso religioso, dove sorgono la foresteria, la mensa e gli alloggi dei frati. Qui ebbe la sua prima residenza italiana San Antonio tra 1221 e ’22. La chiesa ricostruita nei primi del ’900 in stile neogotico mostra una facciata di sassi irregolari con motivi ornamentali bianchi e un ampio rosone circolare. Gli interni sono

completamente affrescati di tinte


La grotta in cui Sant'Antonio si ritirava in preghiera, piena di lettere e fotografie lasciate dai fedeli in segno di devozione.

intense, il rosso su tutte, e conservano la reliquia del Santo patrono degli affamati e dei poveri: decine di fotografie e lettere sono state appoggiate sul piccolo altare in segno di devozione e per chiedere il mira-

colo di una guarigione. La strada asfaltata termina proprio di fronte al sagrato della chiesa circondata da grandi cipressi. Scende rapida e in sette chilometri raggiunge la valle alle porte dell’abitato di Dovadola. Il complesso è gestito oggi da una comunità di Frati Francescani. Adiacente all’entrata del Santuario, il “Sentiero della Speranza” conduce alla grotta, sulla costa del monte,

dove il Santo, immerso nella foresta, si ritirava in preghiera solitaria. IN

Informazioni sul percorso Partenza: via Porta dell’Olmo, Castrocaro. Attualmente il sentiero adiacente alla Rocca non è fruibile per restauri alle mura. Il percorso può iniziare da via Fratta e poi via Bagnolo. Arrivo: Monte Paolo. Lunghezza: 7 km circa. Dislivello in salita: circa 420mt; in discesa: circa 60mt. Difficoltà: media. Periodo consigliato: primavera e autunno. Punti acqua: Castrocaro Terme, Agriturismo Monte Valbelle, Monte Paolo. Cosa vedere: Fortezza Medioevale di Castrocaro, Rupi di Bagnolo, Argille azzurre nei pressi di Monte Valbelle, Santuario di Montepaolo, Grotta del Santo, Sentiero dei Mosaici. Eventi: 19 aprile, Festa della Madonna dei Fiori (Castrocaro Terme); 13 giugno Festa di Sant’Antonio da Padova (Monte Paolo); primi 15 giorni di giugno, Feste e Rievocazioni Medioevali (Castrocaro Terme). Cammino di Assisi: da Dovadola, con passaggio a Montepaolo, parte la prima tappa di questo percorso religioso che unisce, in 12 tappe e 261 km, la Val Montone con la cittadina di San Francesco. Il Santuario di Montepaolo rappresenta uno dei siti più importanti del pellegrinaggio, che tocca anche gli Eremi di La Verna e Camaldoli prima di giungere ad Assisi. www.camminodiassisi.it.

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Milano


Ricordare | Caterina Sforza

Sulle tracce

Signora

della

testo Gabriele Zelli - foto Giorgio Sabatini

A cinquecento anni dalla morte ripercorriamo la vita di Caterina Sforza e i luoghi della Forlì che la videro protagonista a cavallo tra '400 e '500.

Caterina Sforza (1463-1509) divenne “Signora di Forlì” nel 1477 in seguito al matrimonio, voluto dal padre Galeazzo Maria Sforza duca di Milano, con Girolamo Riario. Alla morte del marito dopo la congiura della famiglia Orsi, il 30 aprile 1488 assunse il governo della città

nel nome del figlio Ottaviano e, abbandonato il palazzo della signoria sulla piazza grande, s’insediò stabilmente nella cittadella di Ravaldino dove fece costruire il proprio palazzo detto “Il Paradiso”. Nel 1489 sposò segretamente Jacopo Feo, già scudiero di Girolamo, per non perdere il diritto alla tutela di Ottaviano e la signoria. Ucciso anche Jacopo in un agguato a ridosso del ponte dei Morattini, sposò Giovanni De’ Medici da cui ebbe Ludovico, nome che verrà cambiato alla morte del padre nel 1498 in Giovanni dalle Bande Nere. Caterina divenne celebre soprattutto per l’assedio sostenuto nella Rocca di Ravaldino contro Cesare Borgia nel 1499-1500, dal quale fu poi portata a Roma e rinchiusa in una cella di Castel Sant’Angelo. Morirà il 28 maggio 1509. Pur essendo una donna guerriera,

amante più delle armi che delle lettere e delle arti, tenne alla sua corte il poeta greco Marullo Tarcaniota, fece venire a Forlì il letterato Nicolò Ferretti per l’insegnamento nella scuola pubblica, si avvalse del genio architettonico di Maso del Bombase e dell’arte pittorica di Marco Palmezzano, richiamò in patria Melozzo nel 1493 (morirà l’anno dopo) perché affrescasse la cappella Feo nella chiesa di S. Girolamo; inoltre coinvolse la città

nel suo interesse per l’agricoltura, la zootecnia e l’uso di piante medicinali. Quello che proponiamo è un breve itinerario nei luoghi che richiamano alla memoria la storia di Forlì all’epoca di Caterina. Rocca di Ravaldino

Si deve al Cardinale Albornoz la costruzione fra 1360 e ’71 dell’originario edificio difensivo. Pino III Ordelaffi la fece riedificare, su progetto di Mastro Giorgio Fiorentino, assumendo l’attuale

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forma quadrangolare, affiancata dalla grande Cittadella, completata dieci anni più tardi da Girolamo Riario, dotata di fossato e rivellini. Nel lato sud della rocca è ancora visibile lo stemma di Cesare Borgia, che il 12 gennaio 1500 espugnò la Rocca difesa da Caterina. Palazzo Comunale

Nel medioevo sede delle sale destinate agli organi di governo della città, nel 1360 Albornoz ne modificò gli ambienti interni. Sotto la Signoria di Cecco III e Pino III Ordelaffi (1459) fu ampliato il corpo meridionale e avanzata la facciata oltre l’antistante canale di Ravaldino. Nel 1540 il piano terreno divenne sede della Magistratura dei XC Pacifici. Nel 1654 palazzo e portico furono ampliati verso nord. Lo scalone principale e la Sala del Consiglio sono stati realizzati fra il 1757 e ’65 su progetto di A. Galli Bibiena. Girolamo Riario, primo marito di Caterina, fu aggredito e

ucciso nella stanza oggi chiamata “Sala delle Ninfe” e da una finestra gettato in piazza. Chiesa di S. Filippo Neri

Costruita sull’area del distrutto palazzo della famiglia Orsi a partire dal 1642 per volontà di padre Fabrizio Dall’Aste, fondatore della Congregazione dell’Oratorio di S. Filippo Neri. Consacrata nel 1672, fu completata nel sec. XVIII. Palazzo Monte Di Pietà

Iniziato nel 1534, sempre sull’area dove sorgeva palazzo Orsi, fu sede per tre secoli del Monte di Pietà; nel 1839 ospitò la prima sede della Cassa dei Risparmi. Oggi è palazzo di residenza della Fondazione, che ne ha curato il restauro. Palazzo Numai Orselli Foschi

L’edificio denota una prima fase costruttiva, tra fine ’300 e prima metà del ’400, una seconda agli inizi del ’500. Passato di proprietà alla famiglia Orselli, subì ulteriori trasformazioni in epoca barocca e

a inizio ’900. Cesare Borgia vi trovò accoglienza quando a capo di un esercito di 14.000 uomini iniziò l’assedio alla Rocca. Chiesa di San Biagio in San Girolamo

L’attuale chiesa, ricostruita e consacrata nel 1953, prende il luogo di quella rinascimentale, che, intitolata a San Girolamo nel 1433, fu distrutta da un bombardamento il 10 dicembre 1944. Andò così perduta la splendida Cappella Feo, affrescata da Melozzo degli Ambrogi e Marco Palmezzano per volere di Caterina. Monastero Della Ripa

Edificato fra 1479 e ’97 per munificenza degli Ordelaffi prima, di Girolamo Riario e Caterina Sforza poi, ospitava le Clarisse poste sotto la giurisdizione dei Minori Osservanti. Fu oggetto di lavori d’ampliamento nel ’500 e nel ’700. Soppresso nel 1797 e trasformato in caserma, restano intatti il chiostro e gran parte della Chiesa.IN

In apertura, Caterina Sforza Medici, affresco di Giorgio Vasari conservato a Firenze, in Palazzo della Signoria, sala Giovanni de' Medici. A fianco, la Rocca di Ravaldino.

Un sito per i 500 anni L’Associazione Culturale “Compagnia del Leone”, ha lanciato il sito www.caterinasforza.it, “contenitore ideale” di tutte le iniziative che avranno luogo per celebrare questa carismatica figura femminile.

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Celebrare | Progetti e premi

Menabó

"Lezioni d'Europa"

testo Caterina Boschetti

Stagione di successi e riconoscimenti per l’agenzia forlivese, grazie a progetti di levatura nazionale ed europea: dai premi Mediastars in varie categorie, per clienti quali Lavazza, Olidata e la onlus CIPSI, fino alla campagna di comunicazione per “Lezioni d’Europa” ciclo d’incontri, in programma tra maggio e giugno, promossi e sostenuti dalle istituzioni continentali e dal governo italiano.

Dalle stelle all’Europa: Menabó - Lorenzo Marini Group di Forlì accoglie nuovi importanti riconoscimenti ed è pronta a lanciarsi in un grande progetto promosso dalla Commissione Europea. Negli ultimi mesi, infatti, l’agenzia ha raggiunto ulteriori traguardi, classificandosi al primo posto in più categorie alla XII edizione di Mediastars, Premio Tecnico per la Pubblicità, che punta a valorizzare la professionalità di chi opera, su scala nazionale, nel campo della comunicazione. Dai viral video di Olidata JumPC alla linea di abbigliamento Lavazza ProFASHIONal, fino alla campagna sociale per la onlus CIPSI, Menabó si è vista riconoscere “dall’alto” una professionalità ormai consolidata, che continua a crescere e a guardare avanti.

Il tentativo di sperimentare nuove frontiere ha condotto l’agenzia a raggiungere perfino la Commissione e il Parlamento europei, vincendo una gara d’appalto per un progetto di comunicazione promosso e sostenuto proprio dalle istituzioni dell’UE, nonché dal Governo italiano, Dipartimento delle Politiche Comunitarie, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri. Si tratta di “Lezioni d’Europa”, ciclo di tre incontri che si terranno dal 25 maggio al 22 giugno a Roma, Milano e Catania, nell’ambito del Mese dell’Europa. Per tale iniziativa, Menabó ha ideato la corporate identity (logo e declinazioni visive), tutti i materiali promozionali (inviti, locandine, ecc.) nonché il sito ad hoc www. lezionideuropa.eu. Ha inoltre gestito il rapporto coi media locali

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In queste pagine, materiali promozionali di "Lezioni d'Europa" ideati dall'agenzia Menabó.

e nazionali per garantire la massima visibilità agli eventi. “Lezioni d’Europa” è stato possibile grazie al supporto tecnico dell’ente Studiare Sviluppo, mentre gli altri partner sono stati MGM - Digital Communication e Luca Sossella Editore. Il progetto è indirizzato a tutta la cittadinanza e vedrà tre relatori d’eccezione, che parleranno di UE in modo semplice ed efficace. L’economista Mario Monti, il noto nutrizionista Giorgio Calabrese e la vice presidente del Senato

della Repubblica Emma Bonino sono i tre ospiti che tratteranno, rispettivamente, di mercato unico, sicurezza alimentare e identità europea. La prima tappa di questo viaggio itinerante e virtuale nell’UE è prevista per il lunedì 25 maggio a Roma (ore 16): nella prestigiosa cornice della sala congressi del CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche (via Aldo Moro, 7), Mario Monti parlerà di L’Europa, il capitalismo di mercato e la crisi economica. Conduttore dell’incontro sarà Carlo Bastasin, giornalista de

Mediastars premia Menabó per Cipsi e Lavazza

L’agenzia Menabó raddoppia e si aggiudica due primi posti nel prestigioso premio Mediastars con una campagna sul microcredito alle donne e per la linea di abbigliamento professionale Lavazza. Due le categorie in cui l’agenzia ha ricevuto i massimi riconoscimenti. In primis, Menabó ha

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vinto nella Sezione Tecnica Audiovisiva per la campagna sociale “Per le donne il microcredito può contare tanto”. Si tratta di uno spot video da 30 secondi realizzato per la ong CIPSI (www.cipsi.it), per far conoscere il microcredito, che garantisce a chi non possiede nulla un piccolo prestito d’onore per avviare un’attività autonoma e produrre un sostentamento per sé e la propria famiglia. In seconda battuta, per Lavazza Trade Marketing Menabó ha realizzato Lavazza ProFASHIONal,

una nuova linea di abbigliamento professionale di alta qualità. Essa si distingue per l’icona delle tre tazzine Lavazza, bianca, rossa e verde: un messaggio di italianità, per un marchio che da sempre esprime eccellenza e che è ormai entrato nella tradizione, nella storia e nel costume degli italiani. Per tale progetto l’agenzia Menabó si è classificata al primo posto nella sezione Corporate Identity – categoria Product. Ecco quindi che l’agenzia forlivese continua a raccogliere premi, sulla scia della nomination in short list ottenuta lo scorso anno, sempre nel Mediastars, per la campagna di viral video di Olidata JumPC.


“il Sole 24 Ore”. La seconda lezione è in programma giovedì 18 giugno a Catania (ore 16), all’interno del Monastero dei Benedettini (Aula Magna Santo Mazzarino, piazza Dante 32), storico luogo, oggi sede dell’Università di Lettere e Filosofia. Relatore sarà Giorgio Calabrese, che parlerà di Sicurezza alimentare. Conduttore dell’evento, il famoso divulgatore e giornalista televisivo Alessandro Cecchi Paone. Il terzo e ultimo appuntamento con “Lezioni d’Europa” vedrà invece protagonista Emma Bonino, che chiuderà il ciclo di incontri lunedì 22 giugno a Milano (ore 18) alla Mediateca di Santa Teresa (via Moscova, 28). La Bonino tenterà di spiegare ai presenti il significato di Identità Europea. Conduttore dell’incontro sarà Giuseppe Sarcina, giornalista del “Corriere della Sera”. IN

ADCI premia Menabó per Burger King Importante riconoscimento a Menabó da ADCI, l’Art Director Club Italiano. L’agenzia è arrivata in nomination – short list con un progetto realizzato per Burger King. Si è trattato di un’azione di RP finalizzata al direct marketing in occasione del cinquantesimo compleanno di Whopper, il super panino dell’azienda, per enfatizzarne la “grandezza” del gusto, delle dimensioni e della qualità. Gli obiettivi di attention get e memorabilità nei confronti di opinion leader e giornalisti sono stati raggiunti attraverso la creazione del Think Whopper, un cuscino poggiatesta su cui riposare, rilassarsi e pensare in grande (da qui Think Whopper), che è la fedele riproduzione del panino simbolo dell’azienda. Think Whopper è stato realizzato in panno lenci imbottito e il packaging, in perfetta corporate identity, riproduce fedelmente l’incarto originale e integra la cartella stampa.


Gustare | Ristorante Vite

Ragione

Sentimento

e

testo Pier Antonio Bonvicini

Ăˆ il momento della ristorazione sulle colline riminesi. Cominciando da Vite. In tavola le eccellenze delle coltivazioni e degli allevamenti di San Patrignano. Che un sapiente chef e la sua brigata di cucina trasformano in ottime pietanze. Da gustare nella calma atmosfera del locale, in una potente combinazione d’arredi e colori. Disponendo anche di una eccezionale cantina.


In apertura, una delle due ampie sale di Vite. A fianco, lo chef Fabio Rossi e alcuni suoi collaboratori.

Ha ragione Carlo Bozzo, capo ufficio stampa di San Patrignano, quando dice che a Vite si mangia bene. E le ragioni sono due: l’esperienza dello chef e le eccellenti materie prime. Abbiate allora l’entusiasmo di inoltrarvi nelle campagne del Riminese, così sarete ripagati da una cucina che vi sorprenderà. Nessun effetto speciale, per intenderci, ma tanta concretezza nel piatto corrisposta da presentazioni di livello. Per raggiungere il ristorante, lascerete l’Adriatica all’altezza di Rimini e imboccherete la statale 72 per San Marino. Quindi l’abbandonerete nei pressi di Cerasolo per salire rapidamente sulle alture del Corianese. Raggiunta la sommità della collina Montepirolo, ecco la vostra meta, col suo comodo parcheggio. Ora varcherete l’ingresso di questa bella casa che al suo interno ricorda quelle dimore di campagna toccate dall’eleganza e dalla modernità. Con tanto di camino e salottini, e terrazza per l’estate. Così sarà il bordeaux a dominare nei colori, dalle originali carte da parati alle tovaglie, ma si farà apprezzare anche il caldo legno non soltanto al pavimento. E la foglia di Vite, riconoscibile pure al soffitto

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nella sua imponenza, è lì a ricordare che questo angolo di Romagna è circondato da vigneti. Ma la sorpresa, appena entrati, l’avrete nel constatare che la cucina è un open space, direttamente in contatto con la sala. Allora vi terrà compagnia

la vista della volenterosa e silenziosa

La ricetta: Risotto Vite Ingredienti per 4 persone: gr. 280 riso carnaroli Acquerello, gr. 40 pancetta croccante, gr. 20 scalogno, gr. 100 squacquerone affumicato, gr. 150 burro, gr. 50 parmigiano, gr. 450 vino rosso Aulente Preparazione: appassire lo scalogno tritato coi 60 grammi di burro. Aggiungere il riso, tostare bene e bagnare con vino bianco: lasciare evaporare, continuando la cottura con brodo leggero di pollo. Mettere a ridurre il vino rosso fino a un terzo del suo peso, poi legare con un po’ d’amido di mais, correggere di sale, aggiungere un pizzico di zucchero e 20 grammi di burro. A circa tre quarti di cottura aggiungere la pancetta croccante e lo squacquerone affumicato. Aggiustare di sale e pepe, poi mantecare col burro e il parmigiano. Servire su piatto piano, appoggiare sopra una fetta di pancetta seccata in forno e insaporire col ristretto d’Aulente. Decorare con una foglia di germoglio di vite fritta.

brigata che osserverete anche dalle ampie vetrate del piano superiore, se sarete su quest’ultimo per un aperitivo o per mangiare. Scendendo in cantina, disporrete invece di un privé con vista sulle 12.000 bottiglie conservate a 15 gradi, ad una umidità del 70%. Vite è un


Tel. 0543.62027


Uno degli eleganti salottini del Ristorante.

ristorante luminoso e panoramico, una potente combinazione di arredi e colori, ma soprattutto una nuova porta aperta sulla Comunità. Che qui impegna, dai primi di giugno 2008, sotto la guida dello chef Fabio Rossi, oltre una ventina dei suoi ragazzi tra sala e cucina. A consigliare invece

gli abbinamenti tra cibo e vino è arrivato da Bassano del Grappa il sommelier Gianfranco Marchesan, responsabile anche della cantina. In tavola le eccellenze delle coltivazioni e degli allevamenti di San Patrignano, il pesce dei nostri mari e altro ancora, che chef e collaboratori trasformano in ottime pietan-

incrocio fra lepre e coniglio selvatico), peperoni, insalata di carciofi, olive e topinambur, carciofi fritti. Tra i primi, spaghetti con sgombro, ricotta infornata, broccoletti, bottarga di tonno; strozzapreti, ragù di agnello, castagne, pecorino. Al secondo, cartoccio di pesci, erbe aromatiche, ortaggi; il girarrosto (agnello, faraona, maiale); quaglia con foie gras, profumo di lavanda, riso ai mirtilli, funghi porcini. Poi lo straordinario carrello dei formaggi e tra i dolci, ottobre rosso (con mirtilli, melograno, mela fuji); banana apparente, plumcake al cioccolato. Inoltre ottime torte e non solo in

Culinaria News: Romagnoli fuori porta Enrico Croatti, dopo aver lavorato a Los Angeles col maestro Gino Angelini, è ora ai fornelli del quattro stelle “Boutique Hotel Chalet Dolce Vita” di Madonna di Campiglio. La sua cucina è un caldo abbraccio fra tradizione e innovazione, un tenero incontro fra presente e passato. In armonia con le stagioni e col territorio. Da provare, in via Castelletto Inferiore, 10. www.chaletdolcevita.it

È una porta aperta sulla Comunità ze, realizzate con stile ed efficacia creativa. Così non si può che essere d’accordo con l’arrivo ai fornelli del riminese Fabio Rossi, che dopo gli studi è al Caffè delle Rose di Rimini con lo chef Silver Succi, poi alla Grotta di Brisighella, quindi al Bristot Claridge di Cesenatico. Infine all’Acero Rosso di Rimini dal ’96 al 2006, dove conquista una stella Michelin. Ora uno sguardo al menù, che varia almeno 3 - 4 volte l’anno, affiancato da squisiti pani e grissini fatti in casa. Tra gli antipasti, calamaretti con canocchie e finferli, crema di patate; polpette di fagiano, foie gras, tartufo nero, lamponi; lepriglio (un

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un altro carrello. Quanto ai vini, una carta con 1700 etichette, dal mondo e dall’Italia a prezzi ragionevoli. E quasi un centinaio fra distillati (la maggior parte), amari e vini da meditazione. Buona scelta di caffè, the e tisane. Concluderete con un calice di Wattwiller, acqua Alsaziese che per l’assenza di nitrati vi aiuterà a digerire. Quattro portate, bevande escluse, costano sui 50 euro. Altrimenti tre menù degustazione: “il bosco e l’aia” a 38 euro, “i poveri e i ricchi” a 48 e “oggi e/è ieri” a 60. Per me ogni cena è come uno spettacolo teatrale, dice Ferran Adrià Acosta. Anche a Vite la tavola ogni giorno è uno spettacolo. IN

Ristoranti di città Alla Mano, a Forlimpopoli, è la nuova destinazione della gola, dai primi di maggio del 2008. La cordiale accoglienza e il piacevole ambiente anticipano il menù. Dalla cucina, piatti che variano giornalmente, secondo il mercato. Vini del territorio, ma anche bollicine e distillati. Caffè con la moka e conto più che corretto. In via della Repubblica 16/B, mai di lunedì.

Andar per Enoteche Vini di qualità, a Calisese di Cesena, all’Enoteca La Bottega. Buona scelta d’etichette consigliate con competenza. Ma anche caffè e prodotti tipici. Chiusa domenica e lunedì mattina. In via Malanotte, 89.


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Abitare | La palazzina anni ’50

Lineare

Essenzialità testo Leda Santoro - foto Giorgio Sabatini

Una nuova rubrica, dedicata ad arredamento e design, ci guida alla scoperta delle dimore più belle e affascinanti di Forlì e dintorni, originali e interessanti per interventi architettonici e scelte d’arredo. Iniziamo da un’elegante palazzina anni ’50, ristrutturata e ripensata senza tuttavia aver perso la sua essenza storica.

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Quando il sole tramonta il giardino comincia a vivere, animato da mutevoli luci. Ecco, a Forlì, un appartamento mirabilmente ristrutturato in cui sono mixati ad arte arredi moderni e pezzi dal sapore antico. È la casa della famiglia Sedioli: un’unità abitativa, resa contemporanea dai lavori curati dallo Studio Lucchi e Biserni, nella quale però non si è rinunciato alla sua essenza storica di palazzina creata negli anni Cinquanta. La leggerezza dell’insieme è ottenuta grazie alla sottrazione di peso e alla riduzione degli elementi architettonici alla loro lineare essenzialità, che fornisce però un carattere espressivo molto forte. La marcatura della facciata, le differenti tinte e la recinzione imponente che s’illumina quando scende la notte creano

Alla ricerca dell’eccellenza

un elemento animato che, grazie ai punti luce posizionati in maniera strategica, cambia il volto di questa abitazione

nei diversi momenti della giornata. Il dettaglio che salta subito agli occhi, rigoroso nella sua perfetta geometria proiettata verso il futuro è la pensilina di plexiglas e alluminio - quest’ultimo materiale utilizzato anche per il corrimano e il balcone - una novità sia come forma che come materiali. Il plexiglas utilizzato riesce ad essere funzionale ma anche lieve: ripara dalla pioggia ma, alzando lo sguardo, lascia intravedere il cielo.

A fianco l'esterno della palazzina all'imbrunire. Sotto, la scala in graniglia.

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A fianco, il salotto con le ampie finestre fino al pavimento affacciate sul verde. Sotto, contrapposizioni di stili in sala da pranzo.

Dall’esterno, estremamente pulito ed elegante, si passa subito alla zona giorno: ingresso, cucina e salotto trasmettono in un unico colpo d’occhio il connubio tra l’antico e il moderno. Al centro la rigorosa scala in graniglia che conduce alla zona notte divide gli ambienti. La luce e il verde degli alberi del giardino “invadono” il salotto entrando in casa grazie alle finestre lunghe dal soffitto al pavimento

che danno l’idea di vivere immersi nella vegetazione, pur essendo in città. E quando si ha voglia d’intimità basta tirare le grandi tende per lasciare fuori le foglie della lussureggiante betulla. I colori sono stati scelti nei toni neutri per creare un continuum armonico tra l’impianto classico dell’arredo e i tocchi di modernità. Sono i quadri che qua e là punteggiano le pareti con le loro cornici dorate e i disegni più contemporanei ad esaltare lo stile dell’abitazio-

Scelte “moderne” anche sul tetto La cura del dettaglio nell’esterno della casa non ha tralasciato niente. Se si alza lo sguardo, si nota sul tetto il comignolo: perfetto nella sua linea semplice, creato ad hoc per rispettare la “grammatica” pura ed estremamente moderna della facciata. Per descriverne la struttura bastano due parole: un semplice parallelepipedo con copertura in acciaio. Sempre in acciaio la presa d’aria: essenzialità pura anche per un elemento abitativo spesso lasciato al caso.

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ne e ravvivare gli angoli con colori più vivaci. La ristrutturazione ha voluto rendere omaggio alla tradizione romagnola sposandola perfettamente ai materiali utilizzati: la sottile trasformazione ha rispettato grazie a questi accorgimenti l’identità originaria della casa alleggerendo l’eleganza, talvolta un po’ ingessata, delle dimore anni ’50. Il pavimento ad esempio: tutto in graniglia, per creare quell’insieme visivo e armonico delle stanze senza la soluzione di continuità

dovuta alle fughe delle piastrelle. Anche la cucina si esalta nell’alternanza dell’antico e moderno.

La credenza, pesante, in legno, dall’inconfondibile profumo della tradizione passata, si affianca ad un tavolo contemporaneo in vetro che, al contrario, porta al massimo la leggerezza. Qui sono le sedie il dettaglio in più: il contrasto tra sedute di legno e le altre, specchio dei nostri tempi e posizionate attorno al un tavolo che riprende le grandi vetrate, è volutamente marcato per colpire subito l’attenzione. IN


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Scoprire | Acquari che passione

Mare

Nostrum

testo Leda Santoro e Barbara Baronio foto Gianmaria Zanotti e Giorgio Sabatini

Sono tanti i forlivesi e i cesenati che coltivano un amore colorato e silenzioso, tra le mura domestiche o quelle dell’ufficio: gli acquari. C’è chi ci si è appassionato per puro gusto estetico, chi ha l’hobby della pesca ma adora allevare pesci tropicali e chi ha scoperto di amare i fondali grazie alle immersioni. Ecco un viaggio tra i coloratissimi giardini tropicali degli “acquariofili” nostrani.

Dall'alto, Alessandro Bondi, Marco Ragazzini e Luciano Semproli.

Il suo acquario lo possono vedere tutti i clienti che passano dal suo ufficio presso il distributore Total nella zona Ospedaletto. Alessandro Bondi è un appassionato di pesci: “Durante le vacanze faccio sempre snorkeling, ma amo anche andare a pesca e, ovviamente, curare i pesci del mio acquario.” Nei “suoi” 600 litri di acqua dolce, che i clienti non possono fare a meno di guardare “ipnotizzati” e attratti dalla curiosità, guizzano circa un centinaio di pesci: “I miei animali vengono dai paesi caldi, sono africani, australiani, e tutti pesci di branco. Li amo tutti, anche se, inevitabilmente, ce n’è qualcuno che mi piace più degli altri.” È proprio per questa passione che ha deciso di ubicare l’acquario in ufficio e non in casa: la sua passione così è a disposizione di tutti gli amanti del mare. Marco Ragazzini la passione l’ha ereditata dal padre. Lo studente diciottenne si occupa personalmente dei suoi tre acquari: due d’acqua salata e uno dolce. “Fin da quando ero piccolo mio padre aveva in casa un acquario, così è nata la mia passione”, e coi soldi che riesce a mettere da parte, si regala spesso qualche nuovo pesce per i suoi giardini colorati. “Ho speci tropicali, tanti pesci pagliaccio ad esem-

pio. In particolare sono affezionato ad un discus dell’età di 3-4 anni. Mi piace pensare che mi riconoscano, quando mi affaccio all’acquario loro si avvicinano, quando invece lo fa mia sorella non danno risposta. A dispetto di quel che tutti pensano i pesci sono animali molto intelligenti.” Anche gli acquari possono racchiudere storie: nella vasca dell’ingegner Luciano Semproli ci sono tantissimi coralli colorati e solamente due pesci, ma entrambi hanno una delicata storia alle spalle. “Uno era stato aggredito da un suo simile, era un pesce ingestibile, sempre dispettoso con gli altri animali. Ora si è addomesticato e va d’amore e d’accordo con l’altro, un pesce da coralli. Sono già ‘anziani’, hanno 8 e 10 anni.” Anche i pesci di Luciano lo riconoscono quando si avvicina: “Sono intelligenti e riconoscono chi dà loro da mangiare. Per curare i pesci occorre molta sensibilità - continua. Sono completamente alle tue dipendenze, non esprimono esigenze e dipendono in tutto e per tutto dall’amore del proprietario, bisogna osservare con attenzione il loro comportamento per capirli.” Adriano Furgani, responsabile commerciale di Rexel Italia, inseguen-

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Dall'alto, Adriano Furgani e Dario Cecchetti. Nella pagina a fianco, Giovanni Casadei.

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do il suo amore per i fondali marini è giunto ad avere uno degli acquari più difficili da curare e far vivere: un acquario di barriera corallina. “Ho cominciato ad appassionarmi andando sott’acqua durante le immersioni. Da lì sono partito con un piccolo acquario d’acqua dolce per arrivare a quello odierno ricco di pesci tropicali e soprattutto di tante barriere coralline provenienti dai mari di tutto il mondo: Maldi-

ve, Fiji. L’acquario, col suo silenzio, riesce comunque a dare tante soddisfazioni: “L’orgoglio più grande è aver visto crescere i miei piccoli coralli in un ecosistema perfetto, anche se domestico; ora sono giganti e vivono nell’habitat che ho ricreato nel mio meraviglioso e coloratissimo giardino tropicale.” La passione di Dario Cecchetti sono i ciclidi africani, dei laghi del continente “nero” o provenienti dall’America del sud. Il giovane fisioterapista di Cesena possiede un acquario di soli pesci tropicali, ma nel nuovo appartamento ne sta realizzando un altro con una capacità di circa 220 litri dove troveranno posto anche alcuni fra i suoi pesci preferiti: i ciclidi nani, dal colore giallo con bande nere. Sin da bambino ha sviluppato questa passione: “Nel mio nuovo acquario creerò uno spazio apposito per i ciclidi. Grazie all’appoggio di un professionista del settore ho realizzato un ambiente ideale con circa 30 piante ornamentali e deputate all’ossigenazione dell’acqua.” Oltre a questi non mancheranno nell’acquario di Cecchetti il guppy, il pesce d’acquario più noto per la sua prolificità, i corydoras detti anche pulitori, i cardinali, apprezzati per le livree coloratissime e gli scalari, noti per l’indole molto tranquilla. “Per chi volesse cimentarsi nell’allestimento di un acquario in casa è importante affidarsi a professionisti e informarsi bene su come compiere la manutenzione. Tutto va attentamente monitorato.”


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singole. Vieni a scoprire tutte le novità, viso e corpo, per uomo e donna. Con 15 anni di esperienza e professionalità, Cocoon Center è: estetica di qualità, benessere, trattamenti anticellulite, anti-age, fanghi, cromo e aromi, profumeria e solarium.

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L’esperienza maturata nella cura degli atleti professionisti impiegata nei trattamenti terapeutici per la gente comune. Un’utopia? No, una semplice filosofia di vita, un modus operandi per l’intero staff di Fisiology Center, il nuovo laboratorio con sede a Forlì nato dalla mente di Fabrizio Borra, terapista che da anni lavora nello sport d’alto livello al fianco di tanti

campioni. L’ultima sfida del trainer bresciano, affiancato in quest’avventura da Nicola Gramellini, sta proprio nella trasposizione in campo clinico del know how acquisito in ambito agonistico. Nel centro di via Grigioni è possibile incontrare celebrati fuoriclasse ma anche atleti della domenica, appassionati di fitness giovani e meno giovani, casalinghe e ancora per-


sone affette da acciacchi figli dell’ordinaria quotidianità. In altre parole, chiunque presenti sofferenze di natura articolare. A confermarlo è lo stesso Borra, deus ex machina di Fisiology, “Normalmente il terapeuta ha un differente approccio alla patologia in funzione degli obiettivi da perseguire. E nel caso dell’agonista non sono gli stessi dell’uomo comune. Quando ci si prende cura di un’atleta professionista, l’imperativo è portarlo nel più breve tempo possibile al recupero completo sia sotto l’aspetto patologico, che delle prestazioni atletico/funzionali. In primis viene quindi identificata e rimossa alla radice la causa che ha scatenato il problema. Quindi, attraverso uno specifico monitoraggio si ha la possibilità di capire il passaggio delle varie fasi rieducative, per arrivare alla certezza che al corpo sia restituito il giusto equilibrio funzionale. Un risultato che preservi dalle recidive o da nuovi, ulteriori, problemi.” Per semplificare il messaggio Fabrizio ricorre a un’efficace similitudine. “Paragoniamo la patologia alla rottura della gomma di un’automobile. L’obiettivo non è solo quello di sostituire lo pneumatico, ma capire cosa abbia causato la rottura. Una volta cambiata la gomma sarà necessario riportare la macchina a un buon bilanciamento per evitare che un’errata distribuzione del carico provochi usure anomale, rilevabili solo nel tempo.” Sorge allora spontaneo un dubbio: in che modo il terapeuta riesce a inseguire il du-

Una delle zone dedicate alla valutazione muscolo/ Funzionale con il sistema Tesys Globus

plice scopo ovvero il recupero dall’infortunio e la prevenzione di nuovi incidenti? “È indispensabile un approccio multidisciplinare - afferma Borra. Al Fisiology diversi professionisti operano in maniera sinergica in funzione di un medesimo obiettivo. Alla diagnosi medica dell’ortopedico o del fisiatra segue la fase riabilitati-

Vista esterna del Fisiology Center

va durante la quale attraverso una diagnosi funzionale si fanno intervenire, a seconda dei casi, varie figure professionali: oltre al fisioterapista, il posturologo, l’osteopata, l’esperto in terapia manuale, il preparatore atletico, e così via. Il progetto di recupero è sempre personalizzato e ben definito.” Una pratica di routine nella riabilitazione di un agonista, una condotta del tutto insolita nel recupero di chi non svolge sport a livello professionistico. Fabrizio non è d‘accordo. “Se questo approccio è da ritenersi usuale nella gestione dell’atleta con


La vasca dedicata all’allenamento con un innovativo sistema tecnologico inventato da Borra con l’aiuto dell’ing, Giovannoni

evidenti risultati positivi, per quale motivo non dovrebbe essere applicato alla gente comune? Ovviamente con le dovute accortezze e accorgimenti studiati ad personam. Possono cambiare punto di partenza e obiettivi finali, ma non l’approccio e il metodo.” Prendiamo ad esempio l’utilizzo del lavoro in acqua che tutti ben conosciamo come supporto riabilitativo. Da sempre, e non

Borra effettua dei test ai giocatori di basket della squadra spagnola del Malaga

solo nell’immaginario collettivo, il riposo e l’inattività forzata rappresentano il punto di partenza di qualunque recupero. “Invece –prosegue Fabrizio - è stato dimo-

strato scientificamente che il movimento è la base del percorso che porterà alla guarigione, e il compito del terapeuta è quello di determinarne dosaggio e modalità. L’ambiente acqua con i suoi molteplici vantaggi, oltre quello di offrire la possibilità di dosare il peso gravitazionale, diventa perciò un valido strumento non solo nell’ambito della rieducazione, ma anche nella fase immediatamente successiva al trauma come stimolo alla guarigione stessa, periodo in cui solitamente il paziente viene lasciato a riposo assoluto. La riabilitazione in piscina, coordinata da medico e terapista in stretta sinergia, può portare a risultati significativi sia in termini di tempo che di qualità del recupero. Una pratica utilizzabile per affrontare diverse patologie, ad esempio distorsioni, lesioni muscolari e addirittura certi tipi di fratture.” Spesso all’origine di una patologia non vi è un evento traumatico ma un atteggiamento sbagliato a livello motorio. “Analizziamo una delle patologie più frequenti, il mal di schiena: una sofferenza che normalmente deriva da un’erronea impostazione del movimento. Lavorare solo sul dolore con le varie tecniche mediche (antinfiammatori) e fisioterapiche (laser, tecar, ecc.), o intervenire sulle disfunzioni attraverso terapie manuali e osteopatiche, o con la cosiddetta ginnastica posturale, spesso non produce un risultato soddisfacente, soprattutto nel tempo. L’even-


Borra a Los Angeles con l’amico giocatore dei Lakers Pau Gasol

tuale insuccesso non è legato a una scelta terapeutica sbagliata ma al fatto che, non avendo identificato la causa del problema, il trattamento eseguito si rivela insufficiente. Il corpo ha suoi meccanismi di difesa automatici, per cui in molti casi si instaura un circolo vizioso: dolore-compensi-inibizioni-sovraccarico-dolore, con la necessità d’intervenire contemporaneamente su diversi fronti. Ecco che allora l’applicazione di strumenti di valutazione, utilizzati prevalentemente in campo sportivo, può permettere di capire meglio l’origine del problema del mal di schiena e tutti i suoi adattamenti, con la possibilità di programmare un lavoro di recupero più completo.” Una soluzione applicabile non solo al caso della lombalgia. “Sempre attraverso studi fatti sugli atleti si è visto come anche

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diverse lesioni legamentose del ginocchio o della spalla, apparentemente generate da un trauma diretto, siano in realtà conseguenza di un logoramento nel tempo, derivante da un continuo sovraccarico. Per questo è fondamentale non limitarsi alla chirurgia e alla successiva rieducazione, ma affidarsi a particolari sistemi di valutazione che permettano di risolvere le anomalie posturo-funzionali. In caso contrario la struttura lesionata resta a rischio di nuove rotture. Per non parlare delle lesioni meniscali, cartilaginee e artrosiche, patologie degenerative che sono il risultato diretto di un uso anomalo dell’articolazione, inserita in un corpo che lavora in modo globale.”

Analisi cinematica del cammino e del movimento utile per comprendere l’origine di diverse patologie

Da qui l’importanza di avere nella struttura sia professionisti qualificati con specifiche competenze, che operano in stretta collaborazione, sia una strumentazione di alta tecnologia finalmente al servizio di tutti.

Zona per la valutazione ed il recupero Neuromuscolare


Leggere | Novità in libreria

Freschi

Stampa

di

testo Barbara Baronio e Francesca Miccoli

“L’odore del jazz è fatica, muscoli, e poi il fumo denso di decine di sigarette che si raccoglie in una nuvola ferma proprio lì, al centro di una stanza dove un certo numero di persone sta condividendo un’esperienza che è al tempo stesso spirituale e carnale.” È questa l'atmosfera di ordinaria e straordinaria quotidianità che si respira al Naima, tempio del jazz forlivese. A rivisitarla in maniera vivida e suggestiva è Carlo Lucarelli, l’autore del gustoso prologo de La notte che bruciò il jazz (da ricordare anche la prefazione di Renzo Arbore), il volume edito da Il Ponte Vecchio che celebra i magnifici 25 anni del club di Michele Minisci, oggi tra i più importanti in Italia dedicato al jazz e al blues. Un storia lunga un sogno. Il forlimpopolese Massimo Pandolfi torna in libreria con La vita in gio-

co. Eluana e noi (Ares Editore), uno

straordinario inno alla vita, sempre e comunque degna di essere vissuta fino in fondo. Nei giorni in cui il Parlamento è chiamato a pronunciarsi in materia di testamento biologico, il caporedattore de “Il Resto del Carlino” vuole riaffermare con umano trasporto e forte intensità emotiva la sacralità del dono più grande. Un’opera impreziosita dal monologo teatrale di Davide Rondoni e dai contributi di Alessandro Bergonzoni, Fulvio De Nigris, Luciano Eusebi, Giovanni Battista Guizzetti, Marco Maltoni, Mario Melazzini, Maurizio Sacconi, Aldo Maria Valli. Da febbraio è in libreria l’ultima fatica di Piero Pieri, docente cesenate di Letteratura italiana contemporanea al Dams di Bologna. Dopo gli studi su Palazzeschi, Michelstaedter,

Casanova, l’avanguardia futurista, Bassani e diverse opere teatrali e romanzi ha dato alle stampe Vaporidis in carcere, edito da Fernandel. Lontano dall’essere un libro su delinquenza e disagio giovanile, è un romanzo di formazione in cui la sfida alla morte è una costante, sia in moto sia attraverso lo scarso rispetto della legge. Protagonista della vicenda, che ha il suo avvio in un quartiere di Cesena, è René, ragazzo di 18 anni che somiglia al celebre giovane attore. Tre indagini, tre racconti. Tre storie misteriose della Cesena del secolo XVIII sono ricostruite nel volume scritto da Maurizio Balestra, direttore della Biblioteca Ghirotti e Mario Mercuriali, ex preside del Liceo scientifico, Viandanti Notturni. Tre luoghi e tre misteri di una Cesena arcana. Dall’inquietante storia del

“Palazzo del Diavolo”, che ancora oggi sorge tra le villette della Fiorita, alla stupefacente morte per autocombustione spontanea della contessa Bandi, nonna di Pio VI, letteralmente esplosa nella notte del 14 marzo 1731, per chiudersi con una strana avventura capitata a Casanova nell’estate 1749 a Cesena, gli autori narrano tre accadimenti “veri” forse “non troppo conosciuti”, senza la pretesa di risolverli, ma solo di spiegarli, anche con un ricco apparato iconografico. Il volume è stampato da Brighi e Venturi. IN

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Applaudire | Mamma mia!

Un musical

Record

da

testo Andrea Biondi

Dal 1999 (debutto a Londra, al teatro Prince Edward) ad oggi è un successo che ha toccato ogni continente e che, finalmente, arriva in Italia dove, dopo tre tappe, chiude la tournée al Palafiera di Forlì dal 15 al 20 giugno nell'ambito di Ravenna Festival 2009. È Mamma Mia!, il musical scandito dalle canzoni senza tempo degli ABBA (un fenomeno musicale capace ancora, ad anni di distanza dal loro scioglimento, di vendere 3.500 dischi ogni giorno intorno al mondo). Nato dalle menti di tre donne, la produttrice Judy Craymer, la commediografa e scrittrice Catherine Johnson e la regista Phyllida Lloyd, lo spettacolo è una creazione narrativa del tutto originale, ispirata tuttavia alla teatralità dei brani del gruppo svedese. Protagoniste sono due generazioni di donne, nello specifico madre e

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figlia; il tema è l'amore e l'amicizia, analizzata nelle diverse età della vita. Ambientato su una paradisiaca isola greca, racconta la volontà di una figlia, alla vigilia del suo matrimonio, di scoprire l'identità del proprio padre. Questo desiderio porterà tre uomini del passato della madre a tornare (a sua insaputa) sull'isola che avevano visitato, per l'ultima volta, 20 anni prima. Da questa situazione nascono sketch ed equivoci che rendono la vicenda spassosa e divertente. Una storia passata dal palco al grande schermo, grazie alla recente produzione cinematografica, con protagonista Meryl Streep, firmata dalle stesse autrici del musical ed accolta con grande successo. Lo spettacolo, che prevede in scaletta ben 22 celebri successi degli ABBA, è stato sin dal debutto capace di battere diversi record nel

suo campo: solo per dare qualche numero, attualmente Mamma Mia! conta un numero di produzioni che supera quelle di ogni altro musical, in tutto il mondo. Le attuali nove (sette locali e due tour internazionali) producono circa otto milioni di dollari a settimana in vendite di biglietti, per un incasso globale di oltre due miliardi di dollari e un totale di oltre trentadue milioni di persone nel mondo che hanno visto lo spettacolo. Mamma Mia!, inoltre, ha debuttato, in più città di tutto il mondo, più velocemente di qualsiasi altro musical nella storia, arrivando in oltre 180 località dalla prima produzione londinese. D’altra parte, come ricorda Joe Levy, storico giornalista di “Rolling Stone”, “gli ABBA hanno un dono per la melodia così prodigioso da non riuscire a fermarsi…”. E questo musical ne è un’indiscussa conferma. www.ravennafestival.org IN


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1 | Rose Bloomfield Abundance. VITTORI - via Emilia, 1420 - Tel. 0543.743472 - Forlimpopoli 2 | Prada Eyewear collection. OTTICA GALLERY corso della Repubblica, 157 - Tel. 0543.34700 - Forlì 3 | Nokia 5800. NEA STORE - viale Manzoni, 14 - Tel. 0543.36600 - Forlì 4 | Anelli e fedi in platino e oro con diamanti. GIOIELLERIA ORORÈ - corso Diaz, 41 - Tel. 0543.36617 - Forlì 5 | Octea Sport, Swarovski. EFFE DUE - corso G. Garibaldi, 16/64 - Tel.0543.33380/26353 - Forlì 6 | Torta nuziale Capriccio by GRAN CAFFÉ ’900 - viale Marconi, 9 - Tel. 0543.769685 - Castrocaro Terme 7 | Valigia Upright Samsonite - Mercedes Benz. DE STEFANI SPA - via Ravegnana, 407 - Tel. 0543.811011 - Forlì 8 | Vasca Scenes by D&D. SALAROLI - via Balzella, 4/e - Tel. 0543.794511 - Forlì 9 | Linea per la cura del capello System Professional. PARRUCCHIERA DAURA - via Zanchini, 11 - Tel. 0543.68363 - Forlì 10 | Linea Champion Carrera. OTTICA GHETTI - corso della Repubblica, 124 - Tel. 0543.26008 - Forlì 11 | Linea Aria Condizionata uomo-donna. VALLEVERDE - via C. Monari, 4/E - Tel. 0543.62027 - Forlì

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