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Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 20/12/2000 n. 34- EURO 3,00.

R I M I N I N° 6 DICEMBRE 2019/GENNAIO 2020

RINALDINI

Roberto

IL GRANDE DOLCE

DESIGNER / Il “fare” incontra l’arte TATSUKI SUZUKI / Il ragazzo sulla moto URBANO MARANO / Vita da rompi


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EDITORIALE

SOMMARIO

I

In questo numero che dal 2019 ci accompagna nel 2020 abbiamo incontrato Roberto Rinaldini, ex enfant prodige della pasticceria italiana, e abbiamo scoperto i suoi progetti e le sue numerose conquiste nel mondo dei dolci. Abbiamo parlato di design e artigianato con quattro realtà del territorio, e abbiamo rivissuto le emozioni dell’ultima vittoria di Tatsuki Suzuki, il pilota giappo-riccionese pupillo di Paolo Simoncelli. In tema di feste, ci siamo fatti raccontare da cinque chef il re delle feste, il cappelletto, e abbiamo scoperto le tendenze di moda natalizie con Nicoletta Mainardi. Abbiamo incontrato anche: l’illustratore Urbano Marano, i due studi di registrazione Marzi Recording Studio e Music Academy Rimini, Loris Casalboni di Oltremateria, lo skipper Max Sirena, Luigi Angelini e Asia Barugolo, le sorelle Fabbri di Marlù, e molto altro ancora. Buona lettura! Andrea Masotti

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ANNOTARE

Brevi IN

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ESSERE

Roberto Rinaldini

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Il“fare”incontra l’arte

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GAREGGIARE

Tatsuki Suzuki

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BRILLARE

CONDIVIDERE

Sorelle Fabbri

Nicoletta Mainardi

ERRATA CORRIGE Nel numero 5 di Rimini IN Magazine le foto di pag. 32 e 33 sono da attribuire a Pasquale Bove. Seguici su FB: www.facebook.com/ edizioni.inmagazine

Max Sirena

Luigi Angelini e Asia Barugolo

Cappelletto

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DIRETTORE RESPONSABILE: Andrea Masotti REDAZIONE CENTRALE: Clarissa Costa, Gianluca Gatta, Beatrice Loddo COORDINAMENTO DI REDAZIONE: Irena Coso ARTWORK: Lisa Tagliaferri IMPAGINAZIONE: Francesca Fantini UFFICIO COMMERCIALE: Gianluca Braga, Irena Coso STAMPA: La Pieve Poligrafica Villa Verucchio (RN) ANNO XIX - N. 6 Chiuso per la stampa il 20/12/2019 Collaboratori: Lara Badioli, Dolores Carnemolla, Lucia Lombardi, Nicola Luccarelli, Giorgio Pereci, Manuel Spadazzi, Antonella Zaghini. Fotografi: Carlo Borlenghi, Matteo Del Vecchio, Giorgio Salvatori, Sic58 Squadra Corse, Antonella Zaghini.

VINCERE

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Se non diversamente specificato, le foto sono state gentilmente fornite dagli uffici stampa o acquistate su banche dati.

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CREARE

52

RECITARE

San Marino Teatro

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INSEGNARE

Associazione Holy Filomena

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EMOZIONARE

Paolo Bissaro

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DISEGNARE

Urbano Marano

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SUONARE

Studi di registrazione Edizioni IN Magazine si impegna alla salvaguardia del patrimonio forestale aderendo al circuito di certificazione di FSC-Italia.

Tutti i diritti sono riservati. Foto e articoli possono essere riprodotti solo con l’autorizzazione dell’editore e citando la fonte.

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INNOVARE

Loris Casalboni

IN MAGAZINE

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ANNOTARE

Confartigianato DONNE

Il silenzio GRANDE

RIMINI A dicembre si

RIMINI Il 20, 21 e 22 febbraio

è riunito il Consiglio Direttivo di Donne Impresa Confartigianato Rimini. Durante questo incontro si è parlato a lungo delle tematiche riguardanti le imprese del nostro territorio, soffermandosi in particolare sulle aziende a gestione femminile. Al termine dell’incontro, è stata nominata membro del comitato direttivo Laura Ravasio di Nuova Comunicazione - Gruppo NovaCom. All’appuntamento hanno preso parte anche la Presidente di Donna Impresa Confartigianato e titolare di Adriaplast Valeria Piccari, la coordinatrice Francesca Casadei, Lucia Esposito (di Esposito Cinture), Rita Tomassoni (di Piadineria Marecchiese), Alessandra Urbinati (di Chiave Magica), Barbara Balducci (di Lavanderia Babi), Cristina Vizzini (di Riviera Congressi) e Laura Bottero (di Divise e Desideri).

2020, al Teatro Galli di Rimini, da non perdere lo spettacolo di prosa: Il silenzio grande di Maurizio De Giovanni, regia di Alessandro Gassmann, con Massimiliano Gallo, Stefania Rocca, Monica Nappo, Paola Senatore, Jacopo Sorbini. Dopo l’adattamento di Qualcuno volò sul nido del cuculo, De Giovanni e Gassmann portano in scena la complessità dei rapporti familiari, del tempo che scorre, nel luogo dove le nostre vite mutano negli anni: la casa. Attraverso momenti drammatici, ma anche risate, sorprese e misteri, la commedia racconta di noi, di come siamo o di quello che avremmo potuto essere, alla continua ricerca della verità. Alessandro Gassmann ha dichiarato: “Immagino uno spettacolo dove le verità che i protagonisti si dicono, a volte si urlano o si sussurrano, possano farvi riconoscere, dove, come sempre accade anche nei momenti più drammatici, possano esplodere risate, divertimento, insomma la vita.” Info e biglietti: biglietteriateatro@comune. rimini.it (S.C.)

Pic-nic SOTTO LE STELLE MISANO ADRIATICA Per chi pensa che la parola pic-nic

si accompagni sempre alle calde notti d’estate o alle belle domeniche primaverili, c’è qualcosa di nuovo pronto a farvi ricredere. Alla Locanda I Girasoli di Misano la stagione più fredda dell’anno è perfetta per organizzare déjeuner sur l’herbe dall’allure invernale. Il primo, Al chiar di Luna, per celebrare l’arrivo del Natale, si è svolto lo scorso 7 dicembre. Nel giardino d’inverno della Locanda – trasformato in un bosco incantato con rami di eucalipto e pino, cascate di edera, felci e lucine ovunque – si è cenato sui bancali bianchi, seduti sulle balle di fieno, fra cuscini e tappeti. La tavola abbagliava: porcellane, cristalli, candelabri, piume, rami di bosco, frutti invernali e una dopo l’altra una serie di proposte gourmet. Solo per darvi un assaggio: battuta di manzo con lamponi, mandorle e pan brioche tostato; croccante di riso, crema di avocado e petto d’oca affumicato; cappelletti di carne, spuma di Parmigiano 36 mesi e ristretto di funghi; guancia di vitello, birra scura, formaggio di Fossa, soffice di patate e cipollotto caramellato all’anice, per finire cremoso al cioccolato bianco, frutto della passione, caramello al Campari e zenzero. L’idea vi piace? Prendete nota, l’atmosfera incantata vi sorprenderà per tutto l’inverno alla domenica a pranzo e il venerdì sera a cena. In mezzo ci saranno serate speciali – la prima, la più romantica: la notte di San Valentino. (A.Z.)


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ANNOTARE

Il Foodservice AL SIGEP

25 anni INOX B.I.M.

RIMINI Dal 18 al 22 gennaio 2020 alla Fiera di Rimini ci aspetta il Sigep più ricco di sempre. Il Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè debutta alla Vision Plaza, cuore pulsante dell’idea di tensione al futuro, di attenzione ai luoghi di consumo e di networking tra le varie community professionali. Sarà un contenitore ricco di incontri che sintetizzeranno i trend dei segmenti dolciari dell’Out of Home, partendo da quello del gelato artigianale. Quattro i filoni tematici nei talk: i macro trend di settore; la sostenibilità legata alla filiera agroalimentare, con focus sui settori di Sigep; le tecnologie digital come volano di business per l’impresa; le tendenze delle singole filiere con talk specifici su gelato, pasticceria, caffè e bakery.

VILLAMARINA Il 24

Comunicare MEGLIO SEMPRE RICCIONE Comunica meglio è il nome della nuova campagna

pubblicitaria di Paolucci Marketing. È un invito, un impegno, una promessa. Comunicare meglio è importante. Nell’ultimo anno Paolucci Marketing è cresciuta, ha cambiato sede e stretto nuove importanti collaborazioni, ma continuano a fare le cose come piace loro, con semplicità, passione, etica. La semplicità serve per farsi capire dal pubblico e rendere davvero efficace un messaggio pubblicitario. La passione è ciò che distingue un progetto e che spesso ne determina la qualità. L’etica è una scelta, una dimostrazione di onestà in ogni fase di lavoro. C’è poi un’altra parola molto cara allo staff di Paolucci Marketing: sempre. “Comunica meglio, con etica, passione e semplicità. Comunica meglio, sempre”. E questo è ciò che fanno.

novembre scorso è stata una data importante per INOX B.I.m. L’azienda, leader nella produzione Made in Italy di attrezzature in acciaio inox professionali per la ristorazione ha raggiunto, infatti, il traguardo dei 25 anni di attività. Ma non è il solo numero importante: 80 dipendenti, 100 tonnellate di acciaio lavorate ogni mese all’interno di uno stabilimento che, da piccolo locale adibito a officina, occupa ora 8.000 metri quadrati di spazi. INOX B.I.m., nel corso dell’ultima edizione di HOST MILANO, la fiera internazionale sull’ospitalità che si è svolta nella città meneghina nel mese di ottobre, ha presentato la nuova serie di arredi inox per bar.


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IN MAGAZINE


ESSERE

Il grande

DOLCE

DA RIMINI AL MONDO CON DOLCEZZA, LA CARRIERA DI ROBERTO RINALDINI È UN VANTO PER LA CITTÀ INTERA. UN SUCCESSO FRUTTO DI VOLONTÀ, TENACIA E INFINITO SENSO DI RESPONSABILITÀ. di Lucia Lombardi / ph Giorgio Salvatori

H

Ha attraversato varie fasi ed estremizzato il ruolo del pasticcere con la sua arte, svecchiando la categoria e apportando innumerevoli novità, anche di colore. Parliamo dell’ex enfant prodige della pasticceria italiana, Roberto Rinaldini, il creatore di sogni, il sarto del dolce, tutti appellativi che gli sono stati giustamente attribuiti nei decenni, “Riassumono le varie correnti che ho attraversato e proposto,” racconta. “A 22 anni ho aperto il primo negozio, per cui un prodigio lo sono stato, non tutti così giovani si prendono un impegno e una responsabilità del genere. Il mio amore per la moda l’ho manifestato nel presentare ogni sei mesi nuove collezioni di dolci, avendo sempre qualcosa da dire e trasmettere.” È maestro Ampi – la prestigiosa Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani – dal 2004 e quando vi entra, ne è il membro più giovane. Fondatore di Rinaldini Pastry, volto televisivo. Oggi si definisce “un pasticcere concreto”, lo si deduce anche dalle scelte imprenditoriali messe in campo, con le sue 8 importanti

aperture a livello nazionale, l’ultima è quella di 120 mq a Linate, in cui la filosofia del brand è sintetizzata in un claim del tutto esaustivo, Coffee, Pastry & Food Experience: “I locali sono completi, propongo un’ampia selezione di pasticceria, cioccolateria, gelateria accostata a una nuova linea salata che passa dalla piadina, focacce e baguette gourmet a primi e secondi piatti preparati espressi. Voglio essere riconosciuto per la ricca offerta proposta per ogni momento della giornata e adatta a tutti i palati. Il brand Rinaldini deve rappresentare professionalità, qualità e stile.” Formatore di giovani, ambasciatore dell’artigianalità italiana nel mondo, testimonial di importanti aziende del settore, ogni sua azione ha l’obiettivo di promuovere la qualità e spiegare l’evoluzione della pasticceria. Il pasticcere oggi deve “rimboccarsi le maniche e aprire i suoi orizzonti,” ribadisce. “Deve ragionare da imprenditore. E il marketing e il food cost devono essere due concetti con i quali prendere confidenza.” Un dolce iconico che rispetto a

Rimini, alla sua storia, alle sue origini, lo rappresenta è la Venere Nera, con cui nel 1998 ha vinto il Primo premio ‘degustazione’ al Campionato del mondo Uipcg (Union Internationale de la Pâtisserie, Confiserie et Glacerie). Oggi sono i suoi famosi MacaRAL, la versione Made in Rinaldini del macaron francese, proposta in un arcobaleno di nuance e farce: “Mi rappresentano, perché esprimono, gioia, colore, emozioni. Il procedimento di preparazione è complesso, ne ho evoluto la ricetta tramite una personale interpretazione fatta di contrasti gustativi. Sono un prodotto perfetto per stare in vetrina, l’effetto wow è assicurato, l’occhio ne è rapito così come la gola,” tutto va rigorosamente di pari passo. “Dopo averlo assaggiato il cliente deve tornare, deve instagrammare il prodotto, esserne colpito a 360°.” Concretezza e perseveranza sono le doti che si riscontra, anche se “di momenti in cui dici non ce la faccio ce ne sono, non bisogna mai mollare, bisogna crederci e sentire dentro quella forza che unita alla IN MAGAZINE

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“LA FORMAZIONE È FONDAMENTALE, COSÌ COME FAR SENTIRE LE PERSONE PARTE DEL GRUPPO. IO CHIEDO UN ALTO GRADO DI ATTENZIONE PERCHÉ I NOSTRI PRODOTTI FINISCONO NELLA PANCIA DELLE PERSONE. ABBIAMO DEI DOVERI NEI CONFRONTI DEL CLIENTE.”

IN APERTURA, ROBERTO RINALDINI. IN QUESTA PAGINA, IN ALTO, CON LA SOCIA MICAELA DIONIGI E LA MOGLIE NICOLE PIATTONI. NELLA PAGINA SUCCESSIVA, RINALDINI MENTRE LAVORA A UN DOLCE.

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IN MAGAZINE

passione ti aiuta a superare le difficoltà. Gli esempi trascinano, io per il mio staff cerco di essere un capo, un leader, avere la parola giusta nel momento opportuno e soprattutto concretamente cerco di formarli e motivarli a lavorare con professionalità.” E lo dimostra a qualsiasi ora nei fatti: “questa notte alle 2 ero qui a preparare panettoni. Se sbagli qualcosa in 700 kg di impasto, le conseguenze sono alte”, quindi ci vogliono presenza, attenzione, precisione. “Il brand è il mio cognome, quindi portarlo al meglio e fare tutto al top è una ossessione.” Aprire locali in città importanti o in location di flusso internazionale è l’obiettivo, pertanto “lo staff deve

essere all’altezza del brand, sia nel fare un caffè con maestria nella quotidianità o con 200 persone in fila. La formazione per noi è fondamentale, così come far sentire le persone parte del gruppo. Io chiedo un alto grado di attenzione in tutte le fasi di lavorazione e di vendita. Abbiamo dei doveri nei confronti del cliente, la sua soddisfazione e fidelizzazione sono il nostro mantra.” Subito dopo l’esame di terza media, durante l’estate, il padre lo mise a lavorare nell’hotel di famiglia, instillandogli un infinito senso del dovere, lo stesso che lo caratterizza oggi. Dai campi di pallavolo dove pensava avrebbe improntato la sua carriera è passato a studiare in scuole di cucina prima e a girare poi quelle dei più grandi chef del mondo per approfondire, imparare e studiare quella che era diventata la sua nuova grande passione. “Ciò che sogno per i miei figli, Regina e Ruben, è che facciano quello che desiderano al top, e siano consapevoli che la scuola è un dovere, oltre che un piacere. Sono nati respirando aria dolce e coinvolti totalmente nella vita lavorativa, in quanto il confine lavoro-casa non esisteva, pertan-

to li abbiamo resi partecipi del sogno ed è stato il segreto per andare avanti con armonia e perseveranza. Io e Nicole, mia moglie, abbiamo costruito tutto assieme, lei è la mia metà in tutto, il vero fenomeno, posso dirlo, è lei. Non è facile accettare che un marito emerga, così come ha fatto lei, mi ha sempre sostenuto e motivato a migliorarmi sempre di più, ancora oggi è la mia fan numero uno. Il cuore della famiglia è stato fondamentale per arrivare dove sono arrivato. Per aver successo ed emergere e poter far entrare un socio a sostegno del grande progetto che sognavo, dovevo essere certificato nelle mie competenze, per questo mi sono messo alla prova continua cercando di vincere concorsi su concorsi, ma ciò ha significato una totale dedizione allo studio, agli allenamenti, ad assentarsi inevitabilmente da casa, a grandi sacrifici.” Roberto Rinaldini è un metro e novanta di volontà, tenacia e infinito senso di responsabilità. Dai programmi televisivi può risultare scontroso e severo, invece si definisce un tranquillo, piuttosto timido, “ciò che dico sempre è mai giudicare dalle apparenze. Non sopporto la superficialità!”


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“ATTRAVERSO UN SOLO BOCCONE DEVI PERCEPIRE MORBIDO, CROCCANTE, SPUMOSO, DOLCE E SALATO, APPETIBILITÀ, IN PERFETTO EQUILIBRIO, OGNI ASPETTO DEVE ESSERE GODIBILE DA TUTTI I SENSI,” RACCONTA ROBERTO RINALDINI.

Roberto è stato l’artefice dello svecchiamento della professione in ambito italiano: “Ho cercato di elevare la pasticceria, dandole l’importanza che merita. Prima le pasticcerie erano statiche, così come i colori predominanti. Io ho inserito colori vivaci e d’impatto sia nell’arredamento, nel packaging e nei prodotti donando loro vita e personalità, in netta controtendenza, e già nel 2003 ho preso un ufficio stampa a Milano per raccontare la mia filosofia e le mie creazioni; ho aperto la strada a una nuova visione, più moderna e manageriale, del mondo della pasticceria.”

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Roberto nel ’98, a soli 21 anni, è stato campione d’Italia di pasticceria Juniores, vivendo sulla sua pelle le difficoltà di un giovane di talento che voleva emergere ma che non riusciva a trovare supporto e informazioni da maestri competenti, per questo ha voluto fare tanto per le nuove generazioni, istituendo insieme a Sigep il Campionato del Mondo di Pasticceria under 23 e vari premi di categoria, muovendosi anche per le quote rosa in pasticceria, creando nel 2012 il Pastry Queen: “Le donne sono molto affidabili, e hanno estrema cura per i dettagli, nel mio staff ho molte donne di talento e responsabili di reparto. Il lavoro di squadra è fondamentale e serve entusiasmo per raggiungere insieme gli obiettivi.” La sua è una pasticceria originale, moderna, elegante, autentica e personale: “Attraverso un solo boccone devi percepire morbido, croccante, spumoso, dolce e salato, appetibilità, in perfetto equilibrio, ogni aspetto deve essere godibile da tutti i sensi.” Con il suo mestiere Rinaldini fabbrica sogni, regala emozioni: “i

sogni sono la forza di alzarsi ogni giorno e impastare, ogni cosa parte dall’ambizione a migliorarsi.” Dall’unione con la rinomata imprenditrice riminese Micaela Dionigi – “io e Nicole non avremmo potuto trovare una socia migliore” – nasce nel dicembre 2017 Rinaldini Pastry Spa, con la volontà di far conoscere i prodotti del marchio Rinaldini in Italia e nel mondo. A fine novembre del 2018 è stata aperta Casa Rinaldini, nel rispetto della tradizione e dell’artigianalità, 3.500 mq di tecnologia, dove tutto viene realizzato con meticolosa cura con l’ausilio di tecniche e macchinari innovativi e un concept avveniristico. Il maestro è un uomo che vive di numeri, concretezza e romanticismo, lo si nota quando parla di famiglia e di quando è entrato a far parte dei Relais Dessert, la prestigiosa Associazione Francese che riunisce l’élite mondiale dell’alta pasticceria e cioccolateria, un momento indimenticabile per la sua carriera ma anche un riconoscimento internazionale al suo impegno quotidiano. Una vera lezione per tutti.


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CREARE

Tra artigianato

E DESIGN

LA PASSIONE PER IL “FARE” INCONTRA L’ARTE IN QUATTRO STORIE DOVE IL DESIGN E L’ARTIGIANATO SI UNISCONO IN PROGETTI ALL’INSEGNA DEL MIGLIORE MADE IN ITALY.

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testo e foto di Antonella Zaghini

Idee che arrivano per caso, altre che sono il frutto di un preciso percorso di ricerca. Persone che si mettono in discussione e altre che nascono con il pallino in testa. La sua luce è minimale, dal sapore retrò. Renzo Serafini è un nome che ha bisogno di ben poche presentazioni. Prima ancora che l’illuminazione diventasse una componente essenziale dell’arredo, aveva capito che illuminare una stanza non è posizionare una bellissima piantana o fissare al soffitto un lampadario d’effetto. La luce è concetto, è filosofia. E la sua luce, “semplice, polverosa, imperfetta” lui la disegna con le mani. “Nei miei progetti,” spiega, “c’è tanta manualità. Ho bisogno di toccare, sentire, avere chiara l’idea di quello che verrà fuori.” Nel suo percorso artistico mette insieme materiali d’impatto come il ferro, il vetro, l’ottone e metalli acidati che infondono tempo e vissuto. Creatività, ricerca, innovazione lo portano a collaborare con prestigiosi studi di architettura che si affidano ai suoi progetti di luce per caratterizzare hotel di design, interni ed esterni di case, locali e ristoranti stellati. Personaggio eclettico, appassio-

nato di musica e teatro, Serafini ha raccolto nel suo spazio espositivo tante delle sue passioni. All’interno di MAT (acronimo di Materia, Arte, Territorio) materia e creatività si incontrano. E non solo nel campo dell’illuminotecnica. Da anni il light designer riccionese porta avanti un dialogo sempre più stretto con realtà artigianali della zona a cui affida la realizzazione dei suoi prodotti e con artigiani-designer con cui avvia collaborazioni. Così in questo spazio che trova casa nella zona artigianale di Misano le sue lampade, piantane, lampadari, illuminano componenti di arredo davvero unici. Specchiere, stampe, tavolini, poltroncine creano effetti e rappresentazioni in cui la luce, dal tocco teatrale, dà forma alle cose. Uno spazio polivalente dove se si è fortunati si può assistere a dei secret concert, oppure a proiezioni nel piccolo cinema ricostruito al suo interno con tanto di poltroncine in legno pieghevoli e maxischermo. Creatività e design Made in Rimini da Officine Bernardi. Qui il ferro viene lavorato, piegato, acidato e invecchiato, come fosse un semplice foglio di carta. Il progetto na-


ALL’INTERNO DI MAT DI RENZO SABATINI LAMPADE, PIANTANE, LAMPADARI, ILLUMINANO COMPONENTI DI ARREDO DAVVERO UNICI. UNO SPAZIO POLIVALENTE DOVE SE SI È FORTUNATI SI PUÒ ASSISTERE A DEI SECRET CONCERT.

sce nel gennaio del 2016. Dalla mente e dalle mani di Lorenzo Bernardi escono componenti di arredo di grande impatto, a volte costruiti di tutto punto, a volte mixando vecchi oggetti che diventano qualcosa di totalmente diverso dalla loro originaria funzione. “La persona che si rivolge a noi,” spiega Bernardi, “cerca un prodotto differente, molto spesso realizzato con un intreccio di materiali.” Officine Bernardi è un’azienda giovane, ma cresce in fretta. La prima sede è a Rimini, in un vecchio magazzino del nonno, sul lungo canale. “Uno dei miei primi lavori è arrivato da un’ispi-

razione del tutto casuale. Stavo calando da un soppalco una vecchia catena e all’improvviso l’ho vista nella sua nuova realtà: ferma, sinuosa, arrotolata nella maniera perfetta per diventare una lampada.” Stesso discorso per il forno da pizza: “Nato su richiesta di un mio cliente, è stato ricavato da un barile in ferro del lontano 1926, riprogettato a nuovo uso.” I lavori di Officine Bernardi iniziano a circolare e vengono notati dagli addetti ai lavori che li inseriscono in case private e in locali pubblici in cerca del pezzo unico. In pochi anni la sede di Rimini diventa piccola e l’azienda da qualche mese si è trasferita nella IN MAGAZINE

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L’AZIENDA DA QUALCHE MESE SI È TRASFERITA NELLA ZONA ARTIGIANALE DI SANTARCANGELO, DOVE CONTINUA A DARE FORMA A IDEE CHE SI TRASFORMANO IN COMPONENTI DI ARREDO COME IL FORNO DA PIZZA RICAVATO DA UN BARILE.

zona artigianale di Santarcangelo, dove continua a dare forma a idee che si trasformano in componenti di arredo: luci, scansie, mobili da cucina, tavoli, persino sinuosi recinti in acciaio corten e legno per orti e giardini di design. Nasce a Rimini, ma è un design che nelle forme e nei colori ti trasporta immediatamente nelle atmosfere dei Paesi del Nord Europa. Si chiama MemeDesign, brand nato nel 2012 che fa capo a Cinzia Olivieri che ne cura la direzione artistica. Par22

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ticolare il nome che trae ispirazione dalla memetica, la scienza che studia i memi, ossia l’unità di misura della forza delle idee nella società. “La nostra sfida,” racconta Olivieri, “è realizzare piccoli componenti di arredo dalle forme morbide e leggere, con il ferro. Precisamente con la lamiera.” Il risultato sono tavolini dallo spessore millimetrico – appena un millimetro e mezzo – facilissimi da spostare: consolle, scrittoi, lampade, specchiere, mensole e oggetti ironici come l’appendiabiti a forma di graffetta, la lampada da tavolino a chiocciola, oppure il portabici da parete. Azienda giovane che ha deciso di scommettere sul Made in Italy e sul capitale umano, attualmente sono circa una dozzina gli architetti e designer che collaborano con MemeDesign: “Abbiamo nomi importanti come Enrico Cesana e Giuseppe Viganò, ma ci piace anche dare voce alle nuove promesse, per questo abbiamo avviato un percorso di collaborazione con

NELLA PAGINA PRECEDENTE, RENZO SERAFINI. IN QUESTA PAGINA, LORENZO BERNARDI DI OFFICINE BERNARDI.


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“CI PIACE ANCHE DARE VOCE ALLE NUOVE PROMESSE, PER QUESTO ABBIAMO AVVIATO UN PERCORSO DI COLLABORAZIONE CON LABA PER PORTARE IN AZIENDA GIOVANI TALENTI,” RACCONTA CINZIA OLIVIERI DELLA GIOVANE AZIENDA MEMEDESIGN.

LABA, la Libera Accademia delle Belle Arti di Rimini, per portare in azienda giovani talenti.” Le sue bagnanti sono nate, per

caso, durante un corso serale di ceramiche, e sono diventate il tratto distintivo di una delle tre linee di ceramiche firmate da Giada Ricci, grafica e illustratrice riccionese, che da una decina di anni si divide fra la Romagna e Roma. “Nasco come illustratrice,” spiega, “ho studiato disegno in un’accademia di Milano, ma ben presto ho dovuto fare i conti con la realtà: purtroppo, in Italia, quello dell’illustratrice è un lavoro sottovalutato e mal pagato.” Ricci non si perde d’animo, dirige le sue competenze sulla grafica, ma stare tutto un giorno davanti a un monitor non fa per lei. Così si iscrive per diletto a un laboratorio serale di ceramiche ed ecco

l’idea: applicare la sua passione per l’illustrazione a qualcosa di utile e pratico. La ceramica diventa una tela da dipingere. Il risultato? Piatti da portata, bicchieri, tazzine e ciotoline dove il cibo cade a pennello. Attualmente produce tre linee: le bagnanti, figurine esili dal mood retrò nei caratteristici colori rosso, blu e nero che si tuffano nei piatti e che invitano a giocare con il cibo e la sua presentazione, la linea minimale contraddistinta dalle righe e, ultima nata, quella dedicata alla flora e alla fauna, colorata e sfarzosa. Un progetto nato in punta di piedi, che adesso cammina con le sue gambe.

IN ALTO, CINZIA OLIVIERI DI MEMEDESIGN E, IN BASSO, L’ILLUSTRATRICE DI CERAMICHE GIADA RICCI.

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GAREGGIARE

Il ragazzo

SULLA MOTO È IL PRIMO PILOTA GIAPPO-RICCIONESE DELLA STORIA. TATSUKI SUZUKI, DEL TEAM SIC58 SQUADRA CORSE, HA GUADAGNATO QUESTO NICKNAME DIRETTAMENTE DA PAOLO SIMONCELLI.

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di Nicola Luccarelli / ph Sic58 Squadra Corse

Una passione per le due ruote che si è trasformata subito in un lavoro. È quella che ha spinto il giapponese di Riccione Tatsuki Suzuki (classe ’97) a salire in sella a una moto e correre nel Campionato del Mondo della Moto GP. Ha esordito, nel 2015, in Moto 3 con il Team CIP su una Mahindra MGP30, per poi approdare, due anni più tardi, nel Team Sic58 Squadra Corse di Paolo Simoncelli, su una Honda NSF250RW, ed è stato amore a prima vista. Con Paolo si è instaurato subito un rapporto quasi paterno, tanto che Tatsuki è stato ribattezzato il “giappo-riccionese” e quando nella gara di Misano, è riuscito a salire sul gradino più alto del podio, la dedica per la vittoria è andata subito al Sic e non poteva essere altrimenti. Chi è Tatsuki Suzuki? “Semplicemente un ragazzo a cui piace andare in moto. Faccio una vita normale, come ogni ragazzo della mia età, ma tutta la mia vita ruota attorno alle moto.” Vieni chiamato “giappo-riccionese”, giusto? “Esatto. È un nickname che mi è stato dato da Paolo. Eravamo in macchina e, dopo una mia battuta, Paolo mi disse che ormai

parlavo e mi comportavo come un italiano a tutti gli effetti, anzi un giappo-riccionese. Questa definizione mi è piaciuta molto e ho deciso di farne degli adesivi per la moto. Mi sono trasferito a Riccione circa tre anni fa e le differenze tra Chiba, la mia città natale in Giappone, e la Romagna non sono poche. Nonostante questo, mi sono subito sentito in totale sintonia con la cultura italiana e posso affermare che Riccione è diventata, per me, una seconda casa.” Quando hai cominciato a correre in moto? Come è nata questa tua passione? “Deriva da mio padre, che è un grande tifoso delle due ruote e avrebbe voluto fare il pilota. È grazie a lui se sono salito su una moto per la prima volta già da molto piccolo. Ed è sempre merito suo se questo sport è diventato anche la mia più grande passione. È cominciato tutto quando ero ancora un bambino e mio padre caricava la mia minimoto sul furgone e mi portava a girare sui circuiti vicino a casa nostra, in Giappone.” Come sei approdato al Team Sic58? “Quando ho avuto il primo conIN MAGAZINE

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“PAOLO È COME UN GENITORE ANCHE SE, OGNI TANTO, CI SCONTRIAMO. CAPISCE QUANDO È IL MOMENTO DI ESSERE SEVERO E QUANDO, INVECE, MI SERVE UN ABBRACCIO. I SUOI CONSIGLI E INSEGNAMENTI SONO STATI FONDAMENTALI PER LA MIA CRESCITA COME PILOTA.”

IN APERTURA, TATSUKI SUZUKI E PAOLO SIMONCELLI SI ABBRACCIANO. IN QUESTA PAGINA, IN ALTO, TATSUKI FESTEGGIA LA VITTORIA A MISANO.

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tatto con Paolo correvo già al mondiale da due anni, ma ero alla ricerca di una moto più competitiva. Così, quando ho saputo che il Team Sic58 stava per approdare al mondiale nel 2017, ho voluto subito incontrare Paolo e da lì è partito tutto. Ci siamo piaciuti a vicenda fin dai primi colloqui e sono davvero felice di poter continuare a correre con questo team anche nel 2020.” Che tipo di rapporto hai instaurato con Paolo? “È come un genitore anche se, ogni tanto, ci scontriamo, come ogni figlio con suo padre. Comunque, Paolo capisce quando è il momento di essere severo e quando, invece, mi serve un abbraccio. I suoi consigli e insegnamenti sono stati fondamentali per la mia crescita come pilota in questi tre anni insieme.” Sei riuscito a vincere la tua prima gara nel circuito di Misano intitolato a Marco. Glielo avevi promesso, vero? “Non esattamente. Avevo promesso a Marco che avrei portato

il 58 e Paolo sul gradino più alto del podio, ma in generale. Il fatto che sia successo proprio a Misano, sul circuito a lui intitolato, ha reso tutto più speciale. È stata una giornata fantastica che resterà impressa nella mia memoria per sempre.” Cos’hai provato dopo aver tagliato il traguardo per primo? “È stata un’emozione bellissima. Un weekend perfetto con prima pole e vittoria. Le gare precedenti si erano spesso concluse con una caduta. Sono stato coinvolto diverse volte in incidenti di gara che, mio malgrado, mi hanno messo fuori gioco e, altre volte, ho commesso io stesso degli errori che mi hanno procurato parecchi zeri in classifica. Quella domenica a Misano, invece, sono partito carico e convinto di poter fare una bella performance. Le cose sono andate esattamente così e anche meglio, perché riuscire ad arrivare primo è stata una esplosione di gioia. Mi sono servite alcune ore per realizzare che tutto questo era successo veramente.” Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? “Come per ogni pilota l’obiettivo principale è sempre e solo uno: il Mondiale. A livello generale, però, l’intenzione è quella di cominciare il 2020 dove ci eravamo lasciati nel 2019. La stagione che si è appena conclusa è stata speciale per me, mi ha regalato tantissime emozioni, comprese il primo podio e la prima vittoria. Sopra ogni cosa, però, è stato un anno ricco di esperienze che devono essere la base su cui cominciare a lavorare per la stagione che verrà.”


GUSTARE

Declinazione

CAPPELLETTO VISITIAMO ALCUNE DELLE CUCINE DEL TERRITORIO PER CARPIRE SAPORITI ANEDDOTI E SEGRETI SUL CAPPELLETTO, GUSTOSO PROTAGONISTA DELLE TAVOLE TRADIZIONALI DELLA ROMAGNA. di Lucia Lombardi / ph Giorgio Salvatori

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Il cappelletto è una sorta di sinfonia della tavola, un canto delle sirene che richiama a sé, alla convivialità, alla coccola personale che quasi quasi, in terra di Romagna, la si affronta con bramoso coraggio anche il 15 di agosto. È il simbolo della democrazia culinaria, il compagno perfetto con cui sedersi a tavola, alla propria tavola, quella che scegliamo per stare bene, che sia più o meno intima, sta a noi deciderlo, ma nel segno della cultura del buono. In un tempo che fu, se ne consigliava la preparazione da inizio dell’anno scolastico in poi. Artusi narra che durante la solennità del Natale “degli eroi si vantano di averne mangiati cento; ma c’è il caso però di crepare, come avvenne a un mio conoscente.” Per cui “a un mangiatore discreto bastano due dozzine.” Reduce dal Premio 50 Top Italy, Gianpaolo Raschi, del ristorante stellato Guido, ci accoglie con la sua versione del cappelletto, ripieno di vongole e pomodorini con sugo slegato, allentato, come un non finito, tirato su volutamente presto, in memoria del brodo. E quando mordi il boccone sei immerso nel sapore, la bocca è completamente avvolta dalla sapidità estrema del mare che inebria ogni papilla, la forma del cappelletto è più emiliana, ma il resto rappresenta tutta la riminesità possibile. La ricetta è quella proposta negli anni ’70 dalla madre dello chef per lo spaghetto, qui declinata con raffinata fantasia. Un tuffo nei gustosi ricordi, per ricollegarsi al qui e ora delle feste con originalità, senza recidire il cordone ombelicale. Silver Succi, forlivese di nascita, chef del ristorante il Quartopiano di Rimini, dalla parte più vecchia del suo personale ricettario, quella scritta in verde in 40 anni di cucina, sfodera la pagina dedicata al cappelletto base, ingredienti standardizzati e catalogati a dovere, una perfezione da insegnare e trasmettere. Le radici di tutto questo affondano negli insegnamenti di sua madre e prima ancora di sua nonna, a cui

GIANPAOLO RASCHI, DEL RISTORANTE STELLATO GUIDO, CI ACCOGLIE CON LA SUA VERSIONE DEL CAPPELLETTO, RIPIENO DI VONGOLE E POMODORINI CON SUGO SLEGATO, ALLENTATO, COME UN NON FINITO, TIRATO SU VOLUTAMENTE PRESTO, IN MEMORIA DEL BRODO.

lui ha restituito tutta la sua ineccepibile filosofia contemporanea: “L’innovazione nelle cotture più corte, i grassi contemplati sono sempre meno, tutto è alleggerito. La sfoglia viene proposta sottile, resa facile da digerire, più ricca di rossi, e allo stesso tempo si ha un’esplosione di gusto. La pasta è una comprimaria, non deve soffocare il resto, ma porre in risalto il ripieno. Il brodo è secondo

IN APERTURA, LA VERSIONE DEL CAPPELLETTO DI GIANPAOLO RASCHI, RITRATTO QUI, IN ALTO.

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SILVER SUCCI, CHEF DEL RISTORANTE IL QUARTOPIANO DI RIMINI, SFODERA LA RICETTA DEL SUO CAPPELLETTO BASE, LE CUI RADICI AFFONDANO NEGLI INSEGNAMENTI DI SUA MADRE E, PRIMA ANCORA, DI SUA NONNA, RIVEDUTI IN CHIAVE CONTEMPORANEA.

IN ALTO, SILVER SUCCI DEL RISTORANTE IL QUARTOPIANO E, IN BASSO, BEATRICE DELL’AZIENDA AGRICOLA I MURETTI.

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tradizione.” Gli alimenti sono a etichetta pulita, provengono dal contadino, la filiera controllata e scelta secondo la personalissima Succi etica. “A tavola con democrazia” è il motto dell’azienda agricola I Muretti, posta sulle floride colline di Montecolombo, a 15 km da Riccione, dove ad accoglierci troviamo la raggiante Beatrice, che insieme a suo fratello Nicolò e altri giovani della Valconca, ha deciso di dedicarsi alla campagna, usufruendo anche di incentivi regionali. Qui l’entusiasmo è contagioso. L’orto ordinato e ricco, lo si vede stando seduti a tavola, perché quello che offre lo lavo-

rano per restituirlo nel piatti del momento, così come avviene per il brodo. Alla loro tavola siedono assieme vegani, vegetariani, celiaci, e onnivori, senza calpestarsi o limitarsi, quella dei Muretti è una tavola democratica, conviviale, nel rispetto delle esigenze di ognuno: “La nostra è in primis una proposta etica.” Per questo da circa 15 anni la loro cucina offre anche menù vegetariani e vegani e da 10 hanno un laboratorio dedicato alle specialità per celiaci e da tre anni sono certificati bio. In questo quadro culinario si inserisce la preparazione dei cappelletti con brodo vegetale, alla farina dell’impasto viene aggiunto dello zafferano per dare un colore più intrigante alla sfoglia, richiamare il giallo dell’uovo e rendere tutto più gustoso. Per la farcia viene realizzata una besciamella di soia, zucca e sedano rapa, insaporita di noce moscata e limone per un ripieno d’autore. Per i veg la

base della farcia è con i formaggi prodotti da Cau & Spada di Sassocorvaro, un Fossa di Sogliano e un Parmigiano Reggiano 24 mesi. Ilia Varo, la madre, porta avanti un cappelletto intergenerazionale chiuso con lo stampo, tondo e bello pieno. “Il Natale è una festa da celebrare in casa tra generazioni, come suggerisce l’antico adagio,” esordisce Massimo Fellini dell’omonimo panificio di Rimini, una delle botteghe storiche della città. Lui propone ai suoi clienti la ricetta di famiglia, frutto delle sue radici marchigiano-romagnole, la stessa che mangia a casa. “Ho una filosofia che mi porta ad agire con serietà e competenza, ripropongo ciò che la tradizione ritiene memorabile, scelgo i prodotti con una logica qualitativa e non estetica.” Ciò lo ha condotto ad assecondare le richieste della clientela: “In molti mi chiedevano anche il brodo, così mi è sorta l’idea di


DA MARIO, PER LE FESTIVITÀ, SARÀ COME SENTIRSI A CASA. UN’AVVOLGENTE PROPOSTA TUTTA AL FEMMINILE VI RESTITUIRÀ IL VERO CALORE DELLA TRADIZIONE INVERNALE, ATTRAVERSO ESTROSI MENÙ À LA CARTE E DEGUSTAZIONE. FRUTTO DI UNA CONTINUA RICERCA, IN CUI LE MATERIE PRIME SI ESPRIMONO CON ORIGINALITÀ PER OFFRIRE VIAGGI SENSORIALI ATTRAVERSO PROPOSTE NON STANDARD, DOVE ANCHE I PRODOTTI PIÙ SEMPLICI SONO ARRICCHITI CON GRANDE ABILITÀ E CURA, NEL RISPETTO DI UNA TRADIZIONE 2.0, COME LA PANCETTA MARINATA COTTA A BASSE TEMPERATURE O I CAPPELLETTI FARCITI CON TARTUFO AL BRODO DI PORCINI. PER ACCONTENTARVI SEMPRE DEL MEGLIO, CONDIVIDENDOLO!

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GIANNI CASTELLANA DEL RISTORANTE NOVECENTO PROPONE UN CAPPELLETTO ASCIUTTO, RIPIENO DI PESCI BIANCHI, CON COLATURA DI ALICI E BOTTARGA DI MUGGINE GRATTATA, RIPASSATO NEL BURRO. UN PIATTO DA MANGIARE CON GUSTO.

proporlo in bottiglia, attraverso un processo di pastorizzazione, ottenuto con una macchina apposita, che lascia inalterato

il sapore.” Una trovata geniale che permette di ripetere settimanalmente la magia nella propria intimità domestica, cuocendoci i cappelletti Fellini, chiusi a mano, uno a uno. Il D’Artagnan della cucina riminese, Gianni Castellana, decretato quale miglior cuoco emergente 2019 della Romagna, da Dire Fare Sognare, evento promosso da Partesa, nato come premio in Emilia-Romagna, allargatosi alle Marche e, in questa ottava edizione, anche alla ristorazione veneta. Gianni, ormai da un anno, è alla guida della brigata del ristorante riminese Novecento, pugliese, 29 anni, allievo di Vincenzo Cammerucci, proviene

da due anni di lavoro come executive chef di un 5 stelle a Pesaro. Ora si trova a operare in una realtà totalmente diversa, in un ristorante che ha voluto cambiare marcia portando una cucina diversa a Rimini. “Il cappelletto è un piatto che merita rispetto e va trattato coi guanti,” afferma con orgoglio. “Io lo propongo anche asciutto, ripieno di pesci bianchi, con colatura di alici e bottarga di muggine grattata, ripassato nel burro.” Un piatto da mangiare “col gusto e non con la testa”, per una cucina semplice che parla da sé, ed è figlia di un melting pot di profumi dove Romagna e Puglia dialogano costantemente in un moderno esperanto culinario.

IN ALTO, MASSIMO FELLINI, DELL’OMONIMO PANIFICIO E, IN BASSO, GIANNI CASTELLANA DEL RISTORANTE RIMINESE NOVECENTO.

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CONDIVIDERE

Un filo

MAGICO DOPO ESPERIENZE DI RILIEVO, OGGI NICOLETTA MAINARDI LAVORA ANCHE CON GLI STUDENTI UNIVERSITARI: UNA STIMOLANTE CONDIVISIONE CHE FA BENE A ENTRAMBE LE PARTI.

L IN BASSO, NICOLETTA MAINARDI NEL SUO LABORATORIO.

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di Dolores Carnemolla / ph Giorgio Salvatori

La maglieria è il suo forte, e la stilista Nicoletta Mainardi, dopo anni di esperienza in Benetton, Moncler, Trussardi, è tornata a Rimini e nel 2013 ha creato non solo la propria linea di maglieria, Ma-ni, ma anche Manifattura, un negozio-contenitore di abbigliamento ricercato e chic. Nicoletta, come è nata la tua passione per la maglieria?

“Quando ero una bambina rimanevo incantata nel vedere che da un semplice filo e il solo muoversi delle mani, quelle di mia nonna, si potevano creare maglie, sciarpe, cappelli. È stato amore immediato. Poi è arrivata la prima grande esperienza e l’opportunità di imparare a fianco della signora Giuliana Benetton, grande tecnica, gran-

de magliaia, grande persona.” A cosa ti ispiri nella creazione di una collezione? “L’ispirazione nasce da ogni cosa che vivo, a volte da una foto, a volte da un colore, a volte dal lavoro di altri creativi. Secondo me le idee sono nell’aria, basta coglierle. Sembra facile ma l’ispirazione arriva quando è lei a decidere.” Tu porti la tua esperienza tra le aule dell’Università di Bologna… “In questi ultimi anni sono stata coinvolta da alcuni docenti del corso di Laurea in Culture e pratiche della moda: di recente insieme al docente di grafica Leandro Palanghi abbiamo pensato di far vivere agli studenti un’esperienza professionale vera. Nelle mie lezioni ho presentato dei miei moodboard e la mia capsule collection, i ragazzi di conseguenza hanno presentato un loro progetto fotografico per un fashion look book, oltre alla realizzazione e all’allestimento delle vetrine della mia boutique. Trovo questo tipo di condivisione importantissima e stimolante da entrambe le parti, è un’esperienza che vivo da anni come docente di Fashion Design anche al LABA di Rimini.” Un consiglio di stile: qual è il


dettaglio che può fare la differenza in un outfit delle feste? “Il bianco totale è sicuramente la tendenza più chic di questo Natale, un outfit monocromatico rigorosamente candido. Per i momenti informali invece trovo irresistibili il classico maglione natalizio con soggetti a tema, iconici, divertenti, ironici. Era stato reso trendy dal fascino di Colin Firth ne Il Diario di Bridget Jones, oggi è diventato un vero must have tanto che ogni stilista ne

propone la propria interpretazione. Nel 2014 Save The Children istituisce la celebrazione del maglione di Natale, trasformandolo in un’occasione benefica.” Dopo tanti anni di esperienza con molti grandi della moda hai fatto ritorno a Rimini: qual è il rapporto tra te, la tua città e il tuo lavoro creativo? “Rimini è una città sempre attenta alle novità, e ispira in me un grande stimolo di ricerca.”

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DISEGNARE

Vita da

ROMPI DIETRO ALLE VIGNETTE CAUSTICHE, CHE ONLINE STANNO RISCUOTENDO UN NOTEVOLE SUCCESSO, SI NASCONDE IL RICCIONESE URBANO MARANO. UNA PASSIONE CHE NASCE A SCUOLA, TRA I CAPITOLI DEI LIBRI DI TESTO.

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di Lucia Lombardi / ph Matteo Del Vecchio

“Illustro la vita di coppia con semplici vignette e con una buona strategia di comunicazione,” afferma il riccionese Urbano Marano, papà di penna de #ILROMPI, #LAROMPI e il famelico Carlino di casa: #CANE. Tra i suoi accaniti followers, 96.000 su Facebook e 150.000

su Instagram, appaiono Luciana Littizzetto, Mario Biondi, Roberto Ferrari di Radio deejay, Claudio Cecchetto, Lucia Ocone, Luca Tommassini, Justine Mattera, che spesso lo ripostano. #ILROMPI nasce come una specie di alter ego che vede la luce diversi anni fa tra le pagine dei libri

scolastici: “Hai presente quelle bianche tra un capitolo a l’altro? Ecco! Mi accorsi che fare battute scomode, ma camuffate in una vignetta fosse un buon metodo per arrivare e riscuotere consensi. Poi da grande, ho continuato ad abbozzare i miei personaggi anche su fogli o mezzi di fortuna che finivano puntualmente dimenticati nel cassetto assieme ad altre mie pataccate! Fino a quando un giorno, Valeria, la mia compagna li vede e, divertita, mi spinge a pubblicarle online. I risultati sui social sono rapidi e sorprendenti.” Lo scopo delle sue vignette non è solo strappare un sorriso a chi le legge, ma è anche quello di farli soffermare un attimo: si tratta di battute dissacranti e mai morbide. “Tratto l’amore e la vita di coppia: una dimensione fertile in cui, nel bene o nel male, prima o poi diventiamo tutti almeno una volta dei protagonisti grotteschi.” La sdrammatizzazione è la cifra caustica della relazione tra i due personaggi, che rappresentano una coppia normale, con i suoi immancabili deliri quotidiani. “I nomi la dicono lunga: ROMPI, appunto. Sia lui che lei


sono puntigliosi, caustici, ma si alternano nel loro lato romantico e amoroso. Nella vignetta i due si bilanciano esattamente come deve essere nella vita di coppia.” Inoltre anche #CANE si è ritagliato un ruolo importante “perché è a lui che faccio sussurrare tutto quello che avremmo voluto dire, ma non ne abbiamo avuto il coraggio.” Lui parla d’amore, un sentimento che esige rispetto: “Senza quest’ultimo certe battute non sarebbero ammesse. Per me, come per #ILROMPI, l’amore è

un porto sicuro in cui rifugiarsi. Va bene sbattere in faccia la realtà in modo brusco, ma che sia accompagnata da una risata.” Il libro Scarabocchio male quello che nella vita è peggio, con cui è stato al Lucca Comics, è acquistabile sul sito di Dada Editore. Inoltre Urbano pubblica, quasi quotidianamente, vignette nuove su Facebook e Instagram, “perché le idee non mi mancano. E fate attenzione, mi basta poco per farvi diventare una mia vignetta!”

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SUONARE

Tra scuola e

PROFESSIONE MARZI RECORDING STUDIO DI RICCIONE E MUSIC ACADEMY RIMINI SONO IL RIFERIMENTO PER PROFESSIONISTI E ASPIRANTI ARTISTI DEL SETTORE MUSICALE.

I IN QUESTA PAGINA, IN BASSO, IL TROMBETTISTA TIGER OKOSHI ALL’INTERNO DEL MARZI RECORDING STUDIO E, IN ALTO, IL GRUPPO DI LAVORO DELLA MUSIC ACADEMY RIMINI CON IL VOLO.

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IN MAGAZINE

di Gaia Matteini

Il f ilosofo tedesco Friedrich Nietzsche asseriva che “Senza musica la vita sarebbe un errore” e aveva ragione: da sempre l’essere umano ha avuto l’esigenza di esprimere se stesso e le proprie emozioni attraverso il potere suggestivo della musica, vettore potente capace di comunicare in modo istintivo e immediato. Sono ormai numerose le realtà del nostro territorio che hanno scelto il campo dell’espressività musicale: scuole, studi di registrazione e location in cui si fa, si impara e si vive la musica a 360 gradi, supportati da professionisti esperti e decisi a creare prodotti ed esperienze di qualità. Ruolo particolarmente significativo e impossibile da non evidenziare è quello di Marzi Recording Studio, realtà riccionese sorta nel 2014 dalla professionalità del poliedrico musicista jazz Daniele Marzi, con all’attivo già tantissime collaborazioni e nomi celebri nel panorama sonoro italiano e non solo, tra cui Zucchero, Miami & the Groovers, Duo Bucolico, Fabio Concato, Giulio Carmassi, Nobraino, Tommaso Colliva e molti altri. Lo studio di registrazione – scelto

recentemente come location per il primo singolo da solista dall’ex frontman dei Thegiornalisti, Tommaso Paradiso, che ha coinvolto nel video nomi del calibro di Fiorello, Fiorella Mannoia, Jovanotti, Elisa, Enrico Vanzina, Isabella Ferrari, Tess Masazza,

Frank Matano – è un ambiente moderno, luminoso, smart, dotato di tutti i più moderni sistemi acustici per garantire, come sottolinea Isabella Marzi, comproprietaria e responsabile marketing, “una dimensione capace di far ottimizzare tempi e costi, un


luogo che permetta di usufruire della professionalità di esperti del settore audio e risulti per i musicisti al tempo stesso rilassante e stimolante.” Il Marzi Recording Studio è poi una realtà unica che, sorta con l’intento di partire dal focus sul jazz (recente è la registrazione del disco dedicato a Marco Tamburini, famoso jazzista cui la tribute band Reunion Big Band ha dedicato un CD) per abbracciare poi tutti gli stili e i generi musicali, si propone anche di fare attività di scouting. Il team di professionisti riccionesi ha infatti già iniziato a scovare talenti e voci nuove, con “l’intento di formare i giovani,” afferma Isabella, “in modo ben più completo rispetto a quanto possano fare i reality televisivi dedicati alla musica, che rappresentano solo la punta dell’iceberg del panorama musicale italiano, universo stimolante e complesso cui è possibile affacciarsi solo a fronte di un impegno e una formazione costanti, ben lontani da ogni improvvisazione.” Sempre nel mondo della formazione, un ruolo egemone è di certo quello della Music Academy Rimini, attiva dal 2009 e da tre anni totalmente rinnovata negli spazi e nella formazione del team, composto dal fondatore, il maestro Claudio Caselli, dal produttore discografico e project manager Luca Red, dal dj Max Monti e da un organico di docenti altamente qualificati. Diventato un vero fiore all’occhiello per il settore musicale riminese, la academy riminese vanta 6 diverse home studio caratterizzate dalla più recente tecnologia acustica e numerosi corsi

pensati per insegnare a target diversificati, dai musicisti, agli autori al settore dj, “con la finalità,” afferma Luca Red, “di offrire competenza, professionalità e preparazione a chi davvero si sente motivato nell’affrontare un percorso impegnativo e ricco di stimoli, perché solo così si crea la magia necessaria a ottenere risultati significativi.” Con oltre 2.700 alunni iscritti, provenienti non solo dal territorio circostante ma da tutta Italia, e ben 62 allievi diventati professionisti, la Music Academy Rimini offre corsi accademici sempre più indirizzati verso il professionale. Da quest’anno il settore dedicato alla formazione dei Dj – che offrirà anche la prima MasterClass tutta per DJ tenuta dal celebre Rudeejay –  diventa ufficialmente una delle tre Pioneer School presenti sul territorio italiano, garantendo l’eccellenza acustica e tecnologica che contraddistingue da sempre la grande multinazionale, che in esclusiva presenterà presso la Music Academy Rimini le nuove macchine professionali da inserire nelle consolle di tutto il mondo. L’accademia riminese, che si appresta ad aprire il prossimo gennaio una nuova sede a Bologna, ha recentemente proposto agli allievi un workshop con la cantautrice Nina Zilli e il critico musicale Michele Monina, ed offrirà anche quest’anno Come diventare una rockstar, una Ma-

LA MUSIC ACADEMY RIMINI OFFRE “COMPETENZA, PROFESSIONALITÀ A CHI DAVVERO SI SENTE MOTIVATO AD AFFRONTARE UN PERCORSO IMPEGNATIVO E RICCO DI STIMOLI, PERCHÉ SOLO COSÌ SI CREA LA MAGIA NECESSARIA A OTTENERE RISULTATI SIGNIFICATIVI.”

sterClass per cantautori, autori e interpreti che durante la scorsa edizione ha presentato agli allievi numerosi nomi di altissimo profilo, tra i quali il presidente di Warner Chappell Roberto Razzini, il manager di Tiziano Ferro e Nina Zilli, Fabrizio Giannini, quello di Francesco Renga, Annalisa e Giusy Ferreri, Raffaele Checchia e tanti altri. Seconda stagione a febbraio anche per Attico Monina, location cool posta a pochi metri dall’Ariston e format ideato da Luca Red Crew, programma quotidiano che anche quest’anno offrirà dirette radiofoniche con Michele Monina, volte a regalare una coinvolgente vetrina sulla kermesse musicale, dando la possibilità di esibirsi non solo agli artisti del Festival di Sanremo ma anche agli allievi della academy, che in questa occasione trovano spazio per farsi conoscere. IN MAGAZINE

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INNOVARE

Osaka

CHIAMA RIMINI LORIS CASALBONI, CEO DI OLTREMATERIA, È STATO INVITATO IN GIAPPONE A PRESENTARE LA VIA ITALIANA AL BENESSERE NELLA PROGETTAZIONE DEI MATERIALI PER IL DESIGN E LE COSTRUZIONI.

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di Lucia Lombardi

Il paese del sol levante ha chiamato il CEO di Oltremateria Loris Casalboni a portare “la nostra idea di benessere legata al design, la cultura del lavoro e i nostri prodotti Made in Italy su un palcoscenico internazionale prestigioso,” come il Living & Design di Osaka, un evento internazionale dedicato ad architettura e design, allestito negli spazi in cui si tenne il G8. L’azienda di San Giovanni in Marignano è stata invitata, dal maestro Toshiuki Kita, due volte compasso d’oro e dal loro storico

distributore giapponese, Takenori Kobayashi della Kobayashi Industry C.O. Oltremateria, le superfici del benessere, è un brand che produce e distribuisce in 12 Paesi nel mondo le sue innovative superfici continue in Ecomalta e Oleomalta da pavimento e rivestimento, ecocompatibili certificate. Produce anche Ecopur, un prodotto per le superfici continue, grazie all’uso di inerti naturali e di riciclo certificato come vetro, cotto, marmo, madreperla e tanti altri prodotti certificati monocomponenti a base di acqua e olio di girasole, che depurano l’aria 24 ore su 24 e rendono le superfici antibatteriche, ecocompatibili e senza sostanze nocive per l’uomo e l’ambiente. Tutte le superfici continue Oltremateria hanno una migliore efficienza di performance e un minor impatto ambientale e sono certificate da istituti indipendenti internazionali, come la prestigiosa Japan Building Coating Materials Association. Questa azienda locale coniuga la ricerca tecnologica e l’alta artigianalità italiana del fatto a mano, per questo motivo è stata invitata a una conferenza sulla sostenibi-

lità ambientale legata a design e architettura. Il Giappone è un Paese molto attento all’alta qualità, alle giuste colorazioni, ai materiali dal basso impatto e sempre più sostenibile. Lì, Casalboni ha trovato un terreno molto fertile, propositivo, serio e attento. Un Paese attratto dal Made in Italy. Nel suo caso, a quella ricerca che il presidente Casalboni porta avanti da anni con partners internazionali. Ora anche per il Centro della Ceramica, ha trovato un nuovo distributore, che gli ha dato il compito di selezionare i migliori materiali per finiture da presentare alla realtà nipponica. “Siamo orgogliosi di aver rappresentato il saper fare italiano, una presenza che dà lustro ai piccoli imprenditori italiani. Questi scambi nel tempo ci hanno portato a essere leader nel settore, ottenendo molte certificazioni di prodotto, prestigiosi riconoscimenti internazionali e diventando punto di riferimento per designer e aziende di livello mondiale.” E anche a trasmettere il buon nome dell’alta artigianalità italiana coniugando la ricerca tecnologica con il fatto a mano, per ottenere nuovi prodotti e sistemi applicativi.


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VINCERE

Lo skipper

D’ORO

A CAGLIARI GLI HANNO DATO LA CITTADINANZA ONORARIA, MA IL SUO CUORE RIMANE A RIMINI. È MAX SIRENA, SKIPPER E DIRETTORE GENERALE DEL TEAM DI LUNA ROSSA.

C A LATO, MAX SIRENA, SKIPPER E DIRETTORE GENERALE DEL TEAM DI LUNA ROSSA.

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di Manuel Spadazzi / ph Carlo Borlenghi

“Cagliari è una delle città più belle del mondo,” ha detto Max Sirena, che vive in Sardegna ormai da diversi anni. Ma nessun’altra città è come Rimini per lui. Un amore ricambiato. Al velista riminese, classe 1971, skipper e direttore generale del team italiano Luna Rossa Prada Pirelli, Rimini ha conferito nel 2017 il Sigismondo d’oro, la massima onorificenza cittadina. Un omaggio a Sirena, dopo la vittoria dell’America’s Cup con il team Emirates New Zealand. È stato il secondo trionfo per Max, dopo quello conquistato con Bmw Oracle. “Voglio portare la coppa in Italia,” ripete Sirena dalla base di Luna Rossa a Cagliari. Con lui una squadra di oltre cento persone: “Ho scelto uno a uno i membri del team, valutando il talento ma anche il lato umano,” nonché la capacità di interagire con gli altri. Perché servirà una grande squadra per regalare a Luna Rossa e all’Italia la vittoria tanto sperata. Una grande sfida che ha già acceso l’entusiasmo tra i tifosi: il 7 dicembre, all’open day organizzato dal team che ha permesso di visitare il quartier generale dell’equipaggio italiano, si sono presentati quasi in mille.

Alcuni di loro sono arrivati appositamente dalla Svizzera. Per rendere la visita più coinvolgente i fan hanno avuto la possibilità di cimentarsi in prove sui nodi e persino al timone, pilotando dei modellini di barche a vela in mare. “È stata una bellissima giornata,” assicura Sirena, “ci piace moltissimo questo rapporto con i tifosi.” Luna Rossa è nel clou della preparazione tra allenamenti in mare e

sedute di tattica. Tutto questo davanti agli avversari di Ineos, che hanno già piazzato il loro quartier generale a poche decine di metri. “A febbraio accelereremo la preparazione per il grande evento di Cagliari che darà il via alle World Series. Le sensazioni sono molto positive,” dice ancora Sirena. Che non vede l’ora di affrontare le prime regate a bordo di Luna Rossa.


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VIVERE

Coppia

VINCENTE LUIGI ANGELINI E ASIA BARUGOLO SI SPOSERANNO IN PRIMAVERA A VENEZIA. CERIMONIA RISTRETTA AI FAMILIARI CHE È SOLO UN ANTICIPO DELLA GRANDE FESTA A RIMINI, IL 6 GIUGNO.

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testo e foto di Antonella Zaghini

Una doppia dichiarazione d’amore via social per ufficializzare il fidanzamento e condividerlo con gli amici. La foto con l’anello e di tanto in tanto qualche frame dei preparativi in vista del grande giorno. In barba alla differenza di età, agli avvertimenti e a qualche pettegolezzo mal riuscito Luigi Angelini e Asia

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Barugolo pronunceranno il fatidico “sì” nella prossima primavera. Quarantaquattro anni lui, giornalista, da tempo segue le relazioni istituzionali della fondazione che fa capo alla famiglia Alessandri, patron di Technogym. Ventitré anni lei, ormai prossima alla laurea in farmacia, nonché rappresentante degli studenti al Campus universitario di Rimini. Alle spalle hanno entrambi dei genitori che non passano inosservati: padre del neosposo è infatti Gino Angelini, chef che negli anni Novanta ha segnato la storia della ristorazione in Riviera e che adesso prende per la gola le star hollywoodiane con il suo Angelini Osteria, nel leggendario Beverly Boulevard di Los Angeles. Mentre la neo sposa è figlia di Sara Gorza, titolare della Galleria Gorza di Rimini e del “galeotto” Lola Langusta, club gestito dal padre Alessandro Barugolo. Lei lo ha conquistato con un “mix di dolcezza, determinazione e quella giusta spigolosità che non ti fa annoiare.” Lui dopo anni di vita libertina le svela il suo lato migliore e decide di rimettersi in gioco. “Quando ho raccontato ai miei genitori le nostre intenzioni,”

prosegue Asia, “si sono dimostrati aperti e senza pregiudizi. Solo una condizione hanno posto. Mio padre ha voluto fare le cose in piena regola: ‘io ho chiesto la mano di tua mamma a tuo nonno e così farà il tuo futuro marito con me.’ “Pioveva a dirotto,” ricorda Gigi. “Sono andato da suo padre e le ho chiesto la mano di Asia. La reazione di Alessandro è stata sorprendente: mettiamoci a sedere e beviamoci su. Dire che lo abbiamo preso alla sprovvista è poco. Quanto alla mia famiglia con due figli, nessuno dei due sposati, appena hanno saputo della nostra volontà quasi non ci speravano più che mettessi la testa a posto.” Adesso fervono i preparativi per l’imminente matrimonio. La prima cerimonia, intima e ristretta ai familiari, è fissata per il 30 maggio a Venezia, in omaggio alle origini della famiglia di Asia. Mentre la grande festa con gli amici e il rito civile avverrà pochi giorni dopo, il 6 giugno, a Rimini. Per la luna di miele ci sarà tempo dopo la laurea di Asia. Nell’attesa i viaggi e weekend non mancano. Il più vicino? Natale in California dalla loro famiglia a stelle e a strisce.


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Famiglia

GIOIELLO MARTA, MONICA E MORENA FABBRI COSTITUISCONO L’ANIMA E LA MENTE DI MARLÙ GIOIELLI, AZIENDA ATTENTA ALLA CREATIVITÀ COME AL WELFARE E ALLA SOLIDARIETÀ.

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di Lucia Lombardi

Quasi 20 anni di attività, 3.000 bijoux griffati, 29 store monomarca e 1.200 punti vendita, il primo a Riccione. Questi sono i numeri del brand sammarinese leader della gioielleria prêt-àporter italiana per lei e per lui, Marlù, nato da un problema fattosi opportunità nel 2001 e sviluppatosi dall’intraprendenza creativa e dal sodalizio delle sorelle Fabbri: Marta (la comunicatrice),

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IN MAGAZINE

Monica (la donna marketing) e Morena (la creativa). Il marchio è l’acronimo dei figli di Morena, Marco e Lucia, poiché dopo la nascita del secondo figlio l’azienda per cui Morena lavorava l’aveva lasciata a casa, così ha trasformato capacità ed esperienza in qualcosa di suo, in cui far entrare anche le sorelle, ognuna con il proprio valore. In virtù dell’esperienza persona-

le, in questa azienda il welfare è una priorità assoluta per i 40 dipendenti e 30 collaboratori, dei quali più della metà sono donne. Contratti e benessere aziendale consentono la maternità senza problema e gli orari di lavoro sono sempre costruiti in base alle esigenze di una donna/madre. La parità salariale è completa. Stessa mansione, stessa retribuzione, stesse opportunità di crescita e carriera. Del resto, queste sono le scelte valoriali e imprenditoriali delle tre sorelle Fabbri. La responsabilità sociale per loro deve sempre essere concreta e reale. Lo dimostrano da quattro anni creando ogni 12 mesi una collezione di charms dedicati a La Prima Coccola, associazione di volontariato che opera presso l’ospedale di Rimini per aiutare i bimbi nati prematuri e le loro famiglie. Con il ricavato delle vendite vengono sostenuti e realizzati progetti e iniziative dell’associazione. “Abbiamo scelto di offrirgli un sostegno costante nel tempo,” spiega Marta. Di stagione in stagione e di pari passo al villaggio globale che avanza, Marlù con la collezione Namastè esplora la spiritualità


concepiamo esperienze

di tutte le religioni del mondo. Nel frattempo, si moltiplicano i charms con incisioni dedicate. Gioielli scritti: per la mamma, i compagni, e persino gli animali. “Ciondoli,” racconta Marta, “nati anche per assecondare il culto crescente della personalizzazione” con i sentimenti veri. Il tutto al motto di “nel mio cuore…”, idealmente riunito sotto l’Albero della Vita, divenuto uno dei simboli della maison. Le nuove icone del Natale 2019 sono il sole, la luna, e la rosa dei venti, elemento che indica la rotta giusta da seguire sotto l’egida dei due astri, in una sorta di dialettica degli opposti, gli stessi che governano noi stessi. Sono tutte produzioni industriali in acciaio; ogni anno creano circa 500 pezzi nuovi di collezione. Il grande valore di Marlù sta nel cuore che le Fabbri ci mettono nel trasmettere messaggi di positività. Il successo del brand è confermato anche da X Factor 2019, figlio dello scambio di idee e strategie tra sorelle. Il loro pubblico è trasversale, abbraccia genitori e figli, perché i loro sono prodotti democratici, che arrivano in maniera diretta riuscendo a far emergere i sentimenti di tutti, in maniera

sempre coerente e attuale. Loro collaborano con giovanissimi youtuber e sono seguitissime sul canale tik tok. I negozi sono diventati piattaforme di sperimentazione: c’è ad esempio la realtà aumentata, con l’App Marlù Friends 3D VR Experience, scaricabile gratuitamente, che trasporta nel viaggio sognante dei preziosi delle Fabbri. Mentre Instagram e Facebook coagulano una comunità di più di 250.000 follower. Entro il 2021 Marlù si trasferirà a Montegiardino dove c’era la vecchia fabbrica di fazzoletti, prima azienda nel paese del Castello di San Marino. Qui le tre imprenditrici daranno vita a una vera fucina: Fabbri.ca, con 4.000 mq di azienda. Per loro ciò che conta sono i rapporti umani, le relazioni, come emerge dal loro Love tour, nato per raccontare ai giovani i veri valori. Come dimostra Marlù diversamente tu!, un modo personalizzato di esternare il proprio sentire più intimo. Tutti questi progetti sono studiati con un team di esperti, tra cui la professoressa Cosenza dell’Università di Bologna, e le borse di studio aperte per far crescere nuove e fruttifere collaborazioni.

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IN MAGAZINE

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RECITARE

San Marino

SUL PALCO LA STAGIONE SAN MARINO TEATRO PROSEGUE NEL NUOVO ANNO CON EVENTI E RASSEGNE CHE VEDONO PROTAGONISTI I MAGGIORI ATTORI E AUTORI ITALIANI E STRANIERI. APPUNTAMENTI DA NON PERDERE.

E IN BASSO, IL DIRETTORE DI SAN MARINO TEATRO VITO TESTAJ. NELLA PAGINA SUCCESSIVA, LEO GULLOTTA E STEFANIA ROCCA.

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IN MAGAZINE

di Giorgio Pereci

È appena partita la Stagione Teatrale di San Marino Teatro. Sei sono le rassegne che si susseguono nei Teatri Titano, Nuovo e Concordia, più Diversiàmoci, il consueto appuntamento per le scuole di ogni ordine e grado, per un totale di 31 appuntamenti fino ad aprile 2020. Tutto questo nel contesto di un rinnovato investimento nel settore e nel quadro di un percorso che la scorsa estate aveva visto suggellare l’ac-

cordo con Santarcangelo dei Teatri, per aderire al circuito regionale multidisciplinare condiviso di ATER (Associazione Teatrale Emilia-Romagna), E’ bal palcoscenici romagnoli per la danza contemporanea, entrando così a fare parte del progetto che vede coprotagonisti numerosi teatri della Regione. Attraverso l’istituzione della nuova rassegna Famiglie a Teatro, composta da appuntamenti pomeridiani nel fine settimana, si è instaurata anche un’altra preziosa collaborazione con Arcipelago ragazzi, il circuito che prevede la programmazione trasversale in diversi teatri per rispondere alle esigenze degli spettatori più piccoli e delle loro famiglie. Gli spettacoli della stagione, molto diversi tra loro, ma di indubbio interesse artistico-culturale, sanno soddisfare un pubblico variegato e garantire emozioni forti proponendo il connubio fra nomi noti come Leo Gullotta, Veronica Pivetti, Arturo Cirillo, Stefania Rocca, Elio ad altri meno noti, ma di riconosciuto talento e professionalità. Spettacoli messi in scena da registi e artisti di differenti generazioni e sensibilità, che ci condurranno in un

viaggio nell’immaginario ma ci aiuteranno anche a raccontare e interpretare, con emozione e consapevolezza il nostro vivere presente, nell’intento di andare oltre il consueto senza dimenticare le nostre radici. Questi sono gli eventi programmati a partire dal nuovo anno al Teatro Nuovo e al Teatro Titano. Teatro Nuovo, rassegna Identità Teatrali: mercoledì 8 gennaio, Veronica Pivetti sarà protagonista di Viktor und Viktoria, tratto dall’omonima pellicola cinematografica, dove rivestirà un doppio ruolo en travesti; martedì 10 marzo, Arturo Cirillo interpreta e dirige Orgoglio e pregiudizio, trasposizione teatrale del notissimo e fortunato romanzo di Jane Austen. Teatro Titano, rassegna Teatranti: 12 gennaio con la regia di Emma Dante, La Scortecata, una fiaba contenuta nel Cunto dei Cunti di Basile con Carmine Maringola e Salvatore D’Onofrio; 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, La lista di e con Laura Curino, la storia di un uomo che ha salvato dal nazismo e dalla guerra quasi 10.000 opere d’arte italiane; 3 marzo Leo Gullotta interpreta l’iconico ruolo di


seConda PaRTe: gennaIo / aPRIle 2020 mar 3 marzo 2020 Teatro Titano ore 21.00  Teatranti leO GUllOtta

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ven 6 marzo 2020 Teatro Titano ore 21.00  In scena Km0 teatrO OFFicina Zimmermann

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dom 8 marzo 2020 Teatro Titano ore 16.30  Famiglie a teatro lUca reGina

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in collaborazione con l’istituto musicale sammarinese

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ECOCIrCUS Bartleby lo scrivano, di Francesco Niccolini, liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville; 15 marzo chiude la rassegna La scimmia, il racconto di una strategia di sopravvivenza con e di Giuliana Musso. Il 30 gennaio, uno speciale appuntamento (fuori abbonamento) Graces di Silvia Gribaudi, inserito nel circuito E’bal – palcoscenici romagnoli per la danza contemporanea. Teatro Titano, rassegna Microphonie: 17 gennaio dal Blue Note The soul of Porter, un concerto jazz imperdibile in omaggio al mitico Cole Porter di Joice Elaine Yuiklle & Jazz Inc.; 27 marzo, Stefania Rocca interpreterà gli Esercizi di Stile di Raymond Quenau nella traduzione di Umberto Eco, accompagnata da alcune delle più belle pagine del repertorio cameristico. Teatro Titano, rassegna Lo

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schermo sul leggio noir: 23 febbraio, Carlo Lucarelli leggerà il suo romanzo Almost Blue con le immagini tratte dal film di Alex Infascelli; 5 aprile David Riondino interpreterà L’invasione degli ultracorpi tratto dal romanzo di Kack Finney con le immagini tratte dal film di Don Siegel. Teatro Titano, rassegna In scena a KM0: 13 febbraio Patrizia Bollini interpreterà 44. Il coraggio della scelta di Eugenio Sideri, con la regia di Gabriele Tesauri; 28 febbraio sarà la volta di Simona Meriggi con Le parole che fanno male, un lavoro che affronta il tema del cyberbullismo; 6 marzo Ute Zimmermann dirigerà Triangle factory. Quando la fabbrica bruciò con Antonio Fazzini. Per ulteriori informazioni sulle altre rassegne: www.sanmarinoteatro.sm.

mar 3 marzo 2020 Teatro Titano ore 21.00  Teatranti leO GUllOtta

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mar 10 marzo 2020 Teatro nuovo ore 21.00  Identità teatrali artUrO cirillO

OrGOGLIO E PrEGIUDIZIO dom 15 marzo 2020 Teatro Titano ore 21.00  Teatranti GiUliana mUssO

LA SCIMMIA

ven 27 marzo 2020 Teatro Titano ore 21.00  Microphonie steFania rOcca

ESErCIZI DI STILE

dom 29 marzo 2020 Teatro Concordia ore 16.30  Famiglie a teatro teatrO dell’arGine

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Una rosticceria che esalta la tradizione dom 5 aprile e il 2020 gusto romagnolo

Teatro Titano ore 17.00 Piazza Marconi, 16  LoSantarcangelo schermo sul di leggio Noir R. (RN)- | T. 0541 620714 daVid riOndinO interpreta Graziella 334 7606869 | Thomas 333 2926557

ven 6 marzo 2020 Teatro Titano ore 21.00  In scena Km0 L’INVASIONE DEGLI ULTrACOrPI teatrO OFFicina Zimmermann

TrIANGLE FACTOr


INSEGNARE

Per amore

DELLA SCUOLA A SUPPORTO DELLA SCUOLA MAESTRE PIE DI SAN GIOVANNI IN MARIGNANO NASCE L’ASSOCIAZIONE HOLY FILOMENA, PER DARE LINFA ALLE INIZIATIVE CHE AMPLIANO UN’OFFERTA FORMATIVA DALL’IMPRONTA INTERNAZIONALE.

P IN BASSO, I MEMBRI DELL’ASSOCIAZIONE HOLY FILOMENA.

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IN MAGAZINE

di Lara Badioli

Per Vygotskij, psicologo dell’età evolutiva, l’intelligenza è il potenziale di apprendimento. Essa si amplifica notevolmente grazie all’aiuto dell’adulto e del suo lavoro sulla zona di sviluppo prossimale. In poche parole, con l’aiuto mirato e specifico del tutor, il ragazzo sprigiona tutto il suo potenziale. La scuola delle Maestre Pie di San Giovanni in Marignano si prende cura dello studente dall’inizio del suo cammino. Esso comincia con la scuola dell’Infanzia Corbucci-Verni, la scuola primaria e la scuola secondaria di I grado paritaria Santa Filomena.

Se dovessimo descrivere la scuola attraverso le caratteristiche salienti del proposito educativo, sicuramente faremmo cenno alla sua impronta “internazionale”: fino all’anno scorso, infatti, nei tre poli scolastici erano attivi ben quattro progetti europei contemporaneamente. Gli insegnanti hanno avuto modo di confrontarsi con partner esteri e lavorare a progetti comuni che hanno arricchito il loro bagaglio esperienziale e, indirettamente, anche quello dei ragazzi. Si comincia presto a studiare e (soprattutto) ad applicare i rudimenti della lingua inglese alle scuole Maestre Pie. Già alla scuola dell’infanzia un’insegnante di madrelingua interagisce esclusivamente in inglese con i bambini più piccoli. Ogni estate il verde giardino della scuola si riempie di risate e divertimento con l’English Camp, una pausa estiva per i ragazzi della scuola primaria e secondaria di I grado, rigorosamente in lingua inglese. Per i più grandi, invece, c’è anche la possibilità di vivere un’esperienza all’estero indimenticabile: un soggiorno a Ardingly (West Sussex, Inghilterra), un college internazionale

immerso nel verde, organizzato in collaborazione con Baby Lou International. Si comincia a fare sul serio, per quanto riguarda l’approccio alle lingue straniere, già alla primaria con gli esami starter e, alla secondaria di I grado, con le certificazioni linguistiche ufficiali. Per conoscere tutte le attività della scuola, in data 13 gennaio 2020, ore 18:00, è organizzato un Open Evening. In quell’occasione verranno premiati i vincitori del concorso “Caravaggio” e “Santa Filomena” (maggiori info: scuolemaestrepiesgm.it). L’Associazione Holy Filomena, appena nata, ha l’obiettivo di dare linfa alle iniziative che ampliano l’offerta formativa, le attrezzature, le possibilità di studio per i ragazzi delle scuole Maestre Pie di San Giovanni in Marignano. Il fine è quello di permettere loro di studiare in maniera più approfondita e completa, mantenendo vivi e ancora più saldi i propositi educativi che contraddistinguono da sempre la scuola marignanese. Per farlo al meglio delle possibilità esiste ora l’Associazione Holy Filomena, alla quale ci si può iscrivere con un piccolo contributo.


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PHILOSOPHY PER PAOLO BISSARO L’AFFIATAMENTO DELLA BRIGATA È AL PRIMO POSTO, È LA VARIABILE CHE FA LA DIFFERENZA PER UNA CUCINA DI VERA ECCELLENZA.

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di Lucia Lombardi / ph Giorgio Salvatori

Quando penso alla sua cucina, il palato gioisce, il volto si rilassa, e torna alla memoria olfattiva il suo risotto alla lavanda: “Un tributo a mia nonna, al profumo dei suoi cassetti, e al parmigiano che mi dava per merenda.” Il suo è un modo di vivere la realtà imperniata nel qui e ora e di un retro-

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IN MAGAZINE

pensiero fatto di ricordi, che danno vita a una cucina sinestetica, ricca di frammenti di vita. Definibile come lo chef della cucina emozionale, Paolo Bissaro, dopo sei anni presso il ristorante La Canonica di Casteldimezzo, cambia vita e orizzonte, lascia il monte sul mare per rientrare verso la città. Di madre trentina, padre bolzanino, nonne emiliane e mitteleuropee, il marito della madre riminese, Bissaro è l’uomo del melting pot, anche gastronomico. “Quando scelgo il mio team, lo scelgo in base alle affinità elettive che potremmo avere durante il tempo trascorso assieme. In brigata si parla di filosofia, arte, cinema e dopo 12 ore di lavoro fisico, posso assicurare che il fattore umano fa la differenza. La colorazione che un gruppo dà e più interessante di quella dei singoli. Noi cuochi da soli non facciamo nulla, lo staff è essenziale, la condivisione di tutti i momenti deve avvenire senza essere di peso.” Quello che vuole offrire è un modello umano. In fondo la cucina è un atto inclusivo. Un linguaggio aperto: “Io cerco di restituire un ventaglio di emozioni,” ai colleghi, ai clienti e agli amici.

Sul suo collo soffia un vento di cambiamento che lo porta a voltare il capo. Ora cerca spazio per sé, per porre ordine tra i pensieri. Lo si rivedrà a Pasqua con nuovi progetti. In cui proporrà se stesso e la sintesi di un dialogo costante con l’altro. Il suo pensiero va verso una cucina vera, alla sua maniera, dove l’armonia risiederà in bocca e le cotture saranno perfette, niente edonismo, e chi mangia si sentirà adeguato, non schiacciato dall’ego dello chef. Le persone si dovranno sentire come in un salotto, padrone della tavola. Dove la tecnica di Paolo e il suo background esprimeranno tutto il suo concetto di cucina, dando vita a qualcosa di profondo, anche con quegli scarti che richiedono tempo, cura, e che lui sapientemente nobilita e riporta con orgoglio sul desco quotidiano. “Lo scarto è una opportunità di sapore. Un nuovo modo di rimettere al centro il cibo e lo spreco: bisogna ripartire da qualcosa per cambiare il sistema.” Ritornando alle radici, alla campagna, a un rispetto antico per il cibo. La cucina esiste da sempre per essere condivisa, tutto nasce per includere.


ISTITUTI CULTURALI

seConda PaRTe: gennaIo / aPRIle 2020 dom 5 gennaio 2020 Teatro nuovo ore 21.00 Evento collaterale 

Jbees, Orchestra rimini classica, cOrale san marinO, cOrO nOtO in crescendO

VIOLINS AT THE DISCOTEQUE JbEES IN OrCHESTrA mer 8 gennaio 2020 Teatro nuovo ore 21.00 Identità teatrali  VerOnica PiVetti

VIKTOr und VIKTOrIA dom 12 gennaio 2020 Teatro Titano ore 21.00 Teatranti  emma dante

LA SCOrTECATA

ven 17 gennaio 2020 Teatro Titano ore 21.00 Microphonie  JOYce elaine YUille & JaZZ inc.

THE SOUL OF POrTEr lun 27 gennaio 2020 Teatro Titano ore 21.00 Teatranti  laUra cUrinO

LA LISTA

gio 30 gennaio 2020 Teatro Titano ore 21.00 Teatranti - Fuori abbonamento  silVia GribaUdi

GrACES

gio 13 Febbraio 2020 Teatro Titano ore 21.00 In scena Km0  PatriZia bOllini

44. IL COrAGGIO DELLA SCELTA dom 23 Febbraio 2020 Teatro Titano ore 17.00 Lo schermo sul leggio - Noir  carlO lUcarelli interpreta

ALMOST bLUE

ven 28 Febbraio 2020 Teatro Titano ore 21.00  In scena Km0 smart academY

LE PArOLE CHE FANNO MALE

mar 3 marzo 2020 Teatro Titano ore 21.00  Teatranti leO GUllOtta

bArTLEbY LO SCrIVANO ven 6 marzo 2020 Teatro Titano ore 21.00  In scena Km0 teatrO OFFicina Zimmermann

TrIANGLE FACTOr Quando la fabbrica bruciò dom 8 marzo 2020 Teatro Titano ore 16.30  Famiglie a teatro lUca reGina

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in collaborazione con l’istituto musicale sammarinese mar 10 marzo 2020 Teatro nuovo ore 21.00  Identità teatrali artUrO cirillO

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Rimini IN Magazine 06 2019  

Abbiamo incontrato Roberto Rinaldini, ex enfant prodige della pasticceria italiana, e abbiamo scoperto i suoi progetti e le sue numerose con...

Rimini IN Magazine 06 2019  

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