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Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 20/12/2000 n. 34- EURO 3,00.

R I M I N I

BURIONI

Roberto

SONO DIVENTATO VIRALE

BOTTEGHE CONTEMPORANEE / Cantastorie del gusto DUE RUOTE IN ROMAGNA / La terra dei riders LUCA GREGORI / La forma del racconto

N° 4 SETTEMBRE/OTTOBRE 2019


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EDITORIALE

SOMMARIO

I

Inauguriamo questo numero autunnale con Roberto Burioni che, a 10 anni dalla sua prima intervista su Rimini IN Magazine, ci racconta come affronta l’ormai popolare ruolo di divulgatore scientifico. Proseguiamo con la visita a quattro botteghe contemporanee, quattro angoli di gusto: Entroterra di Cattolica, Soccia e Posillipo Dolce Officina di Riccione, Sugabòtti di Santarcangelo. Passiamo poi alla storia delle due ruote in Romagna parlandone con Sergio Rastelli, Andrea Albani e Wladimiro Zavalloni. Abbiamo inoltre incontrato Matteo Bugli di DoctorsWork, Sabina Monti, Arianna Zaghini, Fabrizio Crescentini, Cinzia Rogliero, Emanuele Piraccini, Francesca Meletti, la blogger Mila Fumini, Valentina Matteo, Enrica e Marco Olivieri, Michele Sartini, il fumettista Luca Gregori, Marco Conti di Extera, Simone Cesaroni e Elena Emendatori. Buona Lettura! Andrea Masotti

14

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ANNOTARE

Brevi IN

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ESSERE

Roberto Burioni

20

ASSAPORARE

Botteghe contemporanee

28

CORRERE

La terra dei riders

32

Olivieri Mobili

DoctorsWork

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DISEGNARE

CREARE

Luca Gregori

44

60

VENDERE

Extera

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VINCERE

Simone Cesaroni

64

ESPORTARE

Elena Emendatori

41

RICERCARE

Emanuele Piraccini Seguici su FB: www.facebook.com/ edizioni.inmagazine

Mila Fumini

CELEBRARE

IDEARE

Made in Rimini

DIRETTORE RESPONSABILE: Andrea Masotti REDAZIONE CENTRALE: Clarissa Costa, Gianluca Gatta, Beatrice Loddo COORDINAMENTO DI REDAZIONE: Irena Coso ARTWORK: Lisa Tagliaferri IMPAGINAZIONE: Francesca Fantini UFFICIO COMMERCIALE: Gianluca Braga, Irena Coso STAMPA: La Pieve Poligrafica Villa Verucchio (RN) ANNO XIX - N. 4 Chiuso per la stampa il 24/09/2019 Collaboratori: Cinzia Bauzone, Giorgia Gianni, Lucia Lombardi, Nicola Luccarelli, Francesca Miccoli, Francesca Ricci, Giorgio Pereci, Gianmaria Rosati, Antonella Zaghini. Fotografi: Andrea Bardi, Fotocomunica/ Pasquale Bove, Marzio Bondi, Claudia D’Elia, Virginia Ditrani, Giorgio Salvatori, Luca Toni, Antonella Zaghini.

RACCOGLIERE

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32

EDIZIONI IN MAGAZINE S.R.L. Via Napoleone Bonaparte, 50 - 47122 Forlì Tel. 0543.798463 / Fax 0543.774044 www.inmagazine.it info@inmagazine.it

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ABITARE

Infiniti orizzonti Edizioni IN Magazine si impegna alla salvaguardia del patrimonio forestale aderendo al circuito di certificazione di FSC-Italia.

Tutti i diritti sono riservati. Foto e articoli possono essere riprodotti solo con l’autorizzazione dell’editore e citando la fonte.

In ottemperanza a quanto stabilito dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) sulla privacy, se non vuoi più ricevere questa rivista in formato elettronico e/o cartaceo puoi chiedere la cancellazione del tuo nominativo dal nostro database scrivendo a privacy@inmagazine.it

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NAVIGARE

Circolo Nautico Cattolica IN MAGAZINE

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ANNOTARE

Nuova presidente INNER WHEEL CLUB Pasticceria D’ARTISTA RIMINI Alisé è “un sogno

comune che si avvera”. Rappresenta la fusione di due nomi: Alessandro Vernocchi e Denise Vagni, nonché quella di due passioni dirompenti per la Pasticceria. Gli Alisé hanno portato a Rimini, in via Marecchiese 34, un concetto di pasticceria innovativo, dove la caffetteria è scissa dal banco pasticceria. Come in una boutique, il cliente viene accompagnato nella scelta dei prodotti in un percorso condiviso. Le proposte dolciarie occhieggiano all’estetica francese nella presentazione e alla tradizione italiana nella proposta, come le meravigliose torte d’artista di stagione. Morbidi e delicati macarons hanno fatto impazzire la clientela più giovane. Le brioche sono pensate anche per i vegani.

Dalla Romagna alla montagna TENUTA SAIANO CORTINA D’AMPEZZO Venerdì 23 Agosto, in occasione della Festa di

Fine Estate del San Brite, la prima agricucina di Cortina d’Ampezzo dello chef Riccardo Gaspari, tre importanti eccellenze culinarie del nostro territorio della famiglia Maggioli – La Sangiovesa, Tenuta Saiano e Vermuteria – hanno proposto alcuni piatti tipici della Romagna. Piadine e cassoni artigianali, squacquerone e lasagne verdi, insieme a vini e vermouth sono stati, infatti, grandi protagonisti della serata. L’incontro tra le due realtà ristorative, quella di Cortina e quella della Valmarecchia, è avvenuto grazie alla romagnola Olivia Lucchi Maggioli, studentessa dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), che ha scelto il San Brite come realtà in cui svolgere il tirocinio curricolare estivo.

RICCIONE Cambio della presidenza al Club Inner Wheel Riccione-Valconca Rosa dei Malatesta lo scorso 3 luglio presso l’hotel Corallo di Riccione: dopo due anni d’intenso lavoro Franca Mulazzani passa il testimone a Giulia Airaudo fino al 2020. Il club service di Riccione, nato nel 2017, ha già all’attivo molti progetti culturali legati al territorio e non solo. Con sede presso l’hotel Corallo, fa parte dell’International Inner Wheel, la più grande organizzazione femminile di service al mondo. Inner Wheel Riccione-Valconca prende spunto dal concetto di bellezza come modello di sviluppo del territorio, legato alla cultura e alla responsabilità sociale, valori che ritiene indispensabili. La nuova presidente ha già presentato un programma di lavori per l’anno sociale in corso. Segui il club su Facebook Inner Wheel Club Riccione-Valconca Rosa dei Malatesta. (G.A.)

Challenge 21: UNA SFIDA PER DIMAGRIRE RICCIONE Se hai voglia di metterti davvero in gioco, di intraprendere un percorso di consapevolezza con risvolti positivi sul corpo e la mente, iPersonalTrainer promuove un’iniziativa gratuita contro il sovrappeso: Challenge 21. È la sfida che la wellness company riminese lancia a coloro che vogliono riappropriarsi della propria forma fisica e mentale. Con la buona volontà e il giusto sostegno si può cambiare stile di vita. Al termine dei 21 giorni, chi avrà eliminato più chili in eccesso (in termini percentuali) avrà la possibilità di proseguire gratuitamente il percorso per altri tre mesi. Requisiti per partecipare? Voglia di cambiare e almeno una decina di chili in più. Visto il successo dell’iniziativa e le già numerose candidature pervenute, iPT organizzerà più gruppi da 21 partecipanti, che si susseguiranno uno dopo l’altro fino al mese di dicembre. (L.L.)

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incontri formativi degli Ordini Professionali dei Commercialisti, si terranno nei prossimi mesi in tutta Italia appuntamenti sul tema della finanza comportamentale, che vedranno tra i protagonisti due noti professionisti riminesi: Stefano Fabbri, presidente dell’associazione My Mind My Investment, e Franco Bulgarini, esperto di finanza comportamentale e presidente della società 9 dots (nella foto). Scopo dei seminari è illustrare la possibilità per i dottori commercialisti ed esperti contabili di formare e assistere i loro clienti nel giusto approccio comportamentale da tenere sugli investimenti, per orientarli a un corretto approccio nei confronti dei mercati azionari; il tutto senza entrare nel merito di attività riservate a consulenti o intermediari finanziari.

Passione fa rima con... PITONE! RIMINI Baldinini firma la nuova ossessione fashionista dell’autunno, la stampa pitonata, e la mette ai piedi delle donne dall’animo elegante e dall’istinto... selvaggio! Una tendenza che nello stile del brand diventa la fantasia più cool di stagione e che permette di... cambiare pelle e look mantenendo un’attitude unica. Coté street-style e approccio wild west per il texano-feticcio del brand, riedizione del modello culto di Baldinini ma capace di conservare quel carattere che l’ha reso un’icona, rinnovato con il mix del pattern pitonato. Lo stivale si ferma alla caviglia, ha la forma affusolata e leggermente sfilata e acquista un twist rock grazie alle fibbie metalliche: il complice perfetto per accompagnare le cowgirl metropolitane alla ricerca di un’estetica nuova. Un approccio ladylike e accattivante quanto basta per gli stivali in pitone con tacco alto: ideali per solcare le vie trafficate della metropoli, sono versatili e perfetti sia per il dailywear che per una serata speciale. Un oggetto di desiderio ad alto tasso fashion, destinato a diventare il mai più senza di ogni look. Voglia di trend pitonato, ma senza osare troppo? Basta un semplice accessorio per stravolgere uno styling minimal e iperclassico, come la bag a tracolla dalla forma essenziale e chiusa da una maxi fibbia che, ça va sans dire, sceglie la stampa serpente per candidarsi a essere un trick di stile da adottare senza indugio. Che aspettate? È proprio ora di cambiare pelle! La capsule Python è disponibile presso Factory Outlet, via Alberazzo, 990 (Savignano sul Rubicone). www.baldinini-shop.com.

in Ceramica e rimarrà aperta fino al 6 gennaio presso il Museo di Stato di San Marino. Si tratta di una mostra pensata e realizzata dalla Fondazione Cino Mularoni, per ricordare e sottolineare il valore degli artisti sammarinesi che, negli anni Cinquanta e Sessanta, hanno dato un valido e solido contribuito alla rinascita di San Marino imponendosi sui mercati internazionali e facendo proprio dell’arte ceramica il motore trainante dell’economia. La mostra racconta la storia di queste bottiglie, la cui realizzazione coincide con l’avvento della ceramica in Italia e, soprattutto, col sorgere di aziende che lavoravano questo materiale. Un’esposizione che aiuta la cittadinanza a capire meglio, e più a fondo, la storia di questi oggetti: dalle informazioni su come sono nati e perché, agli aneddoti sulla loro funzione fino ad arrivare al loro risvolto in termini economici fra produzioni commerciali e creazioni d’autore.


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IN MAGAZINE


ESSERE

Sono diventato

VIRALE

A 10 ANNI DALLA SUA PRIMA INTERVISTA SU RIMINI IN MAGAZINE, INCONTRIAMO DI NUOVO ROBERTO BURIONI, CHE OGGI È UNO DEI VIROLOGI PIÙ AUTOREVOLI E NOTI A LIVELLO INTERNAZIONALE. di Giorgia Gianni / ph Luca Toni

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L’avevamo intervistato nel 2009, quando il virologo di origine riminese era diventato professore associato alla prestigiosa Università San Raffaele di Milano. Oggi, a distanza di 10 anni esatti, Roberto Burioni è uno dei virologi più autorevoli e noti a livello internazionale, affermato divulgatore, famoso per la sua battaglia a sostegno dei vaccini, contro la disinformazione medico-scientifica, nonché per il suo stile diretto e pungente. Cinquantasei anni, Ordinario di microbiologia e virologia, tre best seller di divulgazione scientifica all’attivo, insignito di numerosi premi, Burioni è stato proposto per il conferimento della Medaglia d’Oro al merito della Sanità Pubblica per il suo impegno costante a difesa della scienza. Professor Burioni, a ottobre esce il suo nuovo libro, dedicato all’omeopatia. Il fatto che lo anticipi dicendo che saranno “legnate senza diluizione” ci fa già immaginare un autunno caldo. Contro chi punta il dito?

“L’antivaccinismo è solo la punta dell’iceberg contro il quale la nostra società, come il Titanic, può andarsi a schiantare se non stiamo attenti. Un iceberg costituito non solo dalla tendenza a ignorare la scienza, ma anche dallo svilimento dell’importanza dello studio, dell’esperienza, più generalmente della competenza, quella che si raggiunge solo con il sacrificio e l’impegno. Si badi bene, non è solo questione di vaccini: c’è chi guardando YouTube pensa di potere installare una presa elettrica, però non lo sa fare e magari lui o un suo familiare rimangono fulminati. Il nuovo libro esce perché dopo la battaglia per una corretta informazione sui vaccini, ho pensato di dovere allargare il tiro. La prima mossa è stata quella di sfruttare il rapporto che si è creato con i miei lettori su Facebook per fornire delle informazioni corrette su argomenti medici, su argomenti più ampi; e per questo ho aperto il sito Medical Facts, che ha avuto un inaspettato successo, a riprova di quanto desiderio ci sia tra la gente di voci autorevoli e comprensibili.


La seconda è quella di spiegare una volta per tutte cosa è (e cosa non è) l’omeopatia. Si tratta di una teoria nata oltre duecento anni fa, che allora poteva apparire credibile, ma che le acquisizioni scientifiche successive hanno dimostrato completamente priva di senso. I preparati omeopatici non contengono nulla, e come ci si può aspettare non hanno alcun effetto. Certo, ci sono tante persone che in assoluta buona fede dicono di trarne beneficio: il libro spiegherà in maniera comprensibile perché questo accade.” Anche in questo ultimo lavoro mantiene il suo stile diretto. È un modello anche per l’autorevole Washington Post, che in agosto ha scritto di Burioni’s method. È un metodo che ha scelto di adottare o è nel suo carattere? “Io sono un professore, e so fare solo il professore. Mi comporto 16

IN MAGAZINE

su Facebook come mi comporto in aula: se qualcuno non capisce, la colpa è mia; se qualcuno non si convince, la colpa è mia; se qualcuno si annoia, la colpa è mia. Ma deve essere ben chiaro che io sono quello che insegna la virologia ai lettori, e non viceversa. Ho la massima disponibilità nei confronti di chi mi chiede chiarimenti, informazioni, consigli clinici. Ma se qualcuno pensa di potere discutere alla pari con me dopo cinque minuti di Wikipedia su argomenti scientifici, ebbene trova una persona molto poco propensa al dialogo. Se io voglio discutere di una traduzione dal tedesco – che non conosco – prima studio e imparo il tedesco, poi mi metto a discutere. Il paradosso del web è che chi, come me, ha l’umiltà di studiare un argomento per oltre trent’anni prima di parlarne, passa per arrogante; chi si autoproclama virologo dopo una breve

“IO SONO UN PROFESSORE, E SO FARE SOLO IL PROFESSORE. MI COMPORTO SU FACEBOOK COME MI COMPORTO IN AULA: SE QUALCUNO NON CAPISCE, LA COLPA È MIA. MA DEVE ESSERE BEN CHIARO CHE IO SONO QUELLO CHE INSEGNA LA VIROLOGIA AI LETTORI.”

consultazione di Google è invece un cittadino informato. Si dice in giro che uno vale uno: ebbene le cose non stanno così. Provate a mettere me al posto di Riccardo Muti sul podio e vedrete cosa ne esce fuori!” Il suo primo libro è del 2016. Dopo tre anni di battaglie contro la disinformazione medico-scientifica e le fake

IN QUESTE PAGINE, IL CELEBRE VIROLOGO E DIVULGATORE SCIENTIFICO ROBERTO BURIONI.


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“NEGLI STATI UNITI STAVO BENISSIMO. PERÒ VOLEVO TENTARE DI FARE QUALCOSA DI BUONO NEL MIO PAESE E CRESCERE DEGLI ALLIEVI. NON È STATO PER NULLA FACILE, MA ALLA FINE SONO MOLTO CONTENTO DI ESSERE RITORNATO.”

news, che bilancio traccia? “È stata un’avventura molto divertente e completamente inaspettata: mi sono scoperto a 52 anni scrittore di successo e ho subito la beffa estrema che può essere riservata a un virologo: sono diventato virale! Quanto all’efficacia della mia azione, io sono uno scienziato: per dimostrarla (o per dimostrare l’inefficacia) ci vogliono i numeri, che non ci sono. Quello che posso dire è che milioni di persone ogni mese leggono nella mia pagina e nel mio sito dei post che parlano di medicina e veicolano informazioni corrette: penso che questa sia già in sé una cosa molto positiva.” Da giovane ricercatore ha lavorato per anni negli Stati Uniti. Sarebbe potuto essere

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IN MAGAZINE

uno dei tanti nostri cervelli in fuga, invece tornò in Italia. Perché? “Negli Stati Uniti stavo benissimo: vivevo in una villa sull’Oceano Pacifico a La Jolla, una delle zone più eleganti e belle della California del Sud. Però quando ho avuto l’opportunità di rientrare l’ho sfruttata, perché volevo tentare di fare qualcosa di buono nel mio Paese e crescere degli allievi, magari dandogli in Italia quelle opportunità che io non avevo avuto. Non è stato per nulla facile, ma alla fine sono molto contento di essere ritornato. Certo, ho ancora rapporti molto stretti con gli Usa: la mia attività di divulgazione è curiosamente incominciata proprio quando mi sono trovato a lavorare per alcuni mesi proprio a La Jolla con la mia famiglia.” In passato, essere imitati dal grande Alighiero Noschese diventava sinonimo di notorietà. Oggi lei vanta imitatori come Fiorello o Antonio Ornano a Quelli che il calcio. Come vive l’essere famoso? “La fama sinceramente non l’avevo messa in conto e non mi trovo completamente a mio agio quando mi chiedono selfie o autografi per strada. Però mi fa piacere il pensare di essere diventato un punto di riferimento per i gio-

vani, sperando di poter trasmettere l’importanza dello studio e dell’impegno per diventare persone migliori. Quanto alle imitazioni, mi fanno molto ridere e ne vado orgoglioso. Colleziono tutte le caricature che mi ritraggono, soprattutto quelle cattivissime degli antivaccinisti, perché le ritengo il segno più evidente dell’efficacia del mio messaggio.” Arriviamo a Rimini, dove ha trascorso tante estati e dove conserva ancora cari amici. Lo scorso anno gli antivax la presero di mira in maniera violenta scoprendola in spiaggia. Ci torna meno volentieri ora? “Le minacce degli antivaccinisti, estese pure alla mia famiglia, sono state molto spiacevoli e mi hanno ovviamente turbato. Per fortuna c’è stata una reazione decisa sia delle forze dell’ordine, sia dell’opinione pubblica, che mi ha notevolmente confortato. Torno a Rimini sempre con grandissimo piacere e, mentre rivivo nei ricordi le estati che un tempo vivevo da giovane ragazzo libero e scatenato, oggi mi godo Rimini come padre di una bimba di otto anni che apprezza moltissimo la Riviera romagnola e che a Milano si lamenta perché non trova la piadina abbastanza buona.”


ASSAPORARE

Cantastorie

DEL GUSTO QUATTRO BOTTEGHE CONTEMPORANEE, QUATTRO ANGOLI DI GUSTO E SORPRESE PER RISCOPRIRE UN MODO ETICO DI MANGIARE. di Lucia Lombardi / ph Giorgio Salvatori

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IN MAGAZINE


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Se dico bottega, a cosa pensi? Sicuramente la tua mente si ricollegherà a profumi ancestrali, alla visione di enormi latte da cui i filetti di tonno sgocciolante e friabile venivano pescati e riposti nella carta oleosa. A bagnarole in cui lo stoccafisso rimaneva a mollo un’infinità di tempo, a salumi penzolanti dai soffitti come in un fumetto di Jacovitti. A quel di tutto e di più che in un batter d’occhi dava la possibilità di trovare di tutto in un solo luogo. Io ripenso a quei meravigliosi salumi emiliani provenienti da allevamenti etici, ai formaggi saporiti grondanti di aromi in cui ci approvvigionavamo ai tempi dell’università, in templi pagani in cui abbandonarsi e sciogliersi come burro di malga davanti al bancone e in cui è severamente sconsigliato entrare se la fame vi ha attanagliato. Tutto questo paradiso terreno, rifugio sicuro per viandanti, nel giro di pochissimo tempo, soprattutto in alcune zone della Penisola, si è andato smarrendo, perdendo molti tesori terreni che raccontavano il tessuto di un territorio, dove se eri straniero ricevevi il passaporto per la città. Un sicuro viatico ai segreti del luogo e non solo. Ora grazie a qualche cultore del cibo vero, dei sapori che hanno personalità perché accompagnati da rispetto per le filiere e una filosofia del buon vivere unitamente ad un’etica comportamentale nel rispetto dell’uomo, della natura e del mondo animale, nonché dell’artigianalità delle lavorazioni, rinascono le botteghe quale punto di aggregazione, dove far la spesa e trovare prodotti sani, regali preziosi, ritrovare saperi e sapori, storie di coraggiosi artigiani del food. E, perché no, fermarsi per una merenda, un aperitivo o una cena in bottega, anche da soli. Così questo movimento del gusto ci ha in qualche modo incuriositi perché si sa, le cose nascono dalla strada, da chi coraggiosamente fa delle differenze un valore aggiunto, dell’identità rispettosa un vanto. Le persone cercano emozioni

palatali e una fusione tra mente e corpo e questo lo storytelling del gusto lo può donare. Nella nostra Provincia tutto ciò si sta rivitalizzando. Molte infatti sono le botteghe che seguono una loro etica identitaria, dove poter trovare specialità uniche. Andrea Venturi, ex chef della Canonica, a Cattolica nel suo L’Entroterra ha ricreato un gustoso mondo ideale, dove trovare un melting pot di aromi. Alto e basso che dialogano liberamente restituendo un gustoso concerto di sapori. Così come gli avventori che lo frequentano. Il suo diploma di Cortator de Jamòn rivela molto di lui: è posizionato in alto insieme a vecchie insegne, bottiglie di vini, spiriti e sue massime di vita. A ottobre chiuderà per

GIOVANISSIMI IN CERCA DI DELIZIE, FAMIGLIE, PROFESSIONISTI, BAGNINI DI RITORNO DALLA SPIAGGIA, L’ENTROTERRA DI ANDREA VENTURI È UN LUOGO DAVVERO TRASVERSALE. QUI PUOI COMPERARE DALL’ACQUA ALLE UOVA BUONE.

quindici giorni i battenti, andrà a Lanzarote con la moglie a cercare formaggi di capra e vini. Una ragazza che entra a far la spesa dice che a Cattolica, quelle in cui Andrea va in ferie, sono le settimane più tristi. Per l’intervista devo divincolarmi tra un tagliere misto e la spesa della sera. Alle sue clienti neomamme, Andrea regala il primo panino dopo i 9 mesi di attesa. La sua è una bottega one man show, non si ferma un minuto, intrattiene i turisti, gli habitué, chi entra per una birra, o per acciughe cantabriche edizione speciale e burrini francesi, come il ragazzo arrivato col vespino. Giovanissimi in cerca di delizie, famiglie, professionisti,

IN APERTURA, ANDREA VENTURI DELLA BOTTEGA L’ENTROTERRA A CATTOLICA.

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RINASCONO LE BOTTEGHE QUALE PUNTO DI AGGREGAZIONE, DOVE FAR LA SPESA E TROVARE PRODOTTI SANI, REGALI PREZIOSI, RITROVARE SAPERI E SAPORI, STORIE DI CORAGGIOSI ARTIGIANI DEL FOOD. E PERCHÉ NO, FERMARSI PER UNA MERENDA.

IN ALTO, RICCARDO PARISIO DEL SOCCIA DI RICCIONE. IN BASSO, MARIACRISTINA SCIARRETTA DI POSILLIPO DOLCE OFFICINA DI RICCIONE.

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bagnini di ritorno dalla spiaggia. È un luogo davvero trasversale. Qui puoi comperare dall’acqua alle uova buone. Andrea è sempre pronto ad affettare e sfornar battute: “Questo lo considero un circolo di conversazione – dice.

– Hai il diritto di essere sempre trattato bene, sia che ci siano 3 o 30 persone. Ho due tavolini fuori sempre prenotati e d’inverno tutti dentro. Il Beverdì, devo lottare per mandarli a casa. L’Entroterra è una bottega in cui fare degustazioni guidate. Qui si beve di livello: del vino si sceglie il colore, al resto penso io!” Una bottega dove lo storytelling è sia estetico che di sostanza è il Soccia di Riccione del bolognese Riccardo Parisio. Una sorta di monumento alla bellezza, nel ricordo di un tempo che fu e dei suoi sapori, una bottegaboutique, dove degustare le meraviglie emiliane e d’Italia, scelte in prima persona dal patron che ama girare e trovare produttori, coltivatori, e tutti coloro che creano con il cuore, con una fi-

losofia che entra nel cibo nobilitandolo, quale frutto della terra e del lavoro dell’uomo: “Il cibo non è mero prodotto – racconta spigliato, – ma parte della nostra vita! Per questo scelgo solo produttori attenti, colti, che hanno una visione, il cui frutto rispecchia vita e pensiero.” Entrare qui, nel tempio dei buoni sapori, è un ritorno all’infanzia, accolti dall’irriverenza buona di Riccardo, per fare un viaggio multisensoriale in compagnia, in una galleria d’arte del gusto, pensata e disegnata da lui e fatta fare da esperti artigiani. Fuori si può sostare su vecchie poltrone in alluminio e plastica, mentre dentro appoggiati su un bancone e avvolti da profumi e prodotti che incantano i sensi. “Se pensate che entrare qui vi costi di più, sbagliate: pensate a quanto vi costa in salute mangiar male… Meglio bene e meno!” Su viale Ceccarini alta, a Riccione, si trova una sorta di drogheria contemporanea, Posillipo Dolce Officina, aperta nel 2015 dai fratelli Mario e Gianmarco Arduini. Un punto di riferimento unico ove procacciarsi rarità gastronomiche e vinicole, che i soci rintracciano durante i loro viaggi per l’Italia e l’Europa, come gli champagne provenienti da piccole maison francesi, 150 le etichette, o i vini della Mosella e del Reno. Formaggi di stagione prodotti da piccole aziende di nicchia, prosciutto spagnolo, salumi artigianali, nonché le specialità del loro brand che includono i grandi lievitati, biscotti, grissini, schiacciatine. Posillipo Dolce Officina, da due anni alle degu-


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DA QUANDO FEDERICO HA ALLESTITO IL SUO SALOTTINO, SULLE SCALINATE DEL BORGO, IL LUOGO SI È IMPREZIOSITO, APRENDO LA STRADA AD ALTRE PROPOSTE GOURMET. IL NOME ATTRIBUITO AL LOCALE RICHIAMA L’ APPELLATIVO AFFIBBIATO AL NONNO.

IN QUESTA PAGINA, IN ALTO, L’INTERNO DI SUGABÒTTI. BOTTEGA CON CUCINA DI SANTARCANGELO DI ROMAGNA E, IN BASSO, IL SUO TITOLARE FEDERICO CHERUBINI.

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stazioni e alle mescite c’è Maria Cristina Sciarretta: “Le persone si affezionano all’offerta, è un modo per educare i palati tramite proposte sane. Ora spedisco prodotti anche oltreconfine”. Qui è possibile acquistare, per sé o per dono, prodotti difficilmente rintracciabili altrove. Uno scrigno del gusto che serba tesori, frutto della terra e della perizia umana. In uno degli scorci più caratteristici di Santarcangelo di Romagna, la scalinata che sale al

paese vecchio, si trova Sugabòtti. Bottega con cucina, condotta dal giovane Federico Cherubini. Un’antica attività, collocata sotto i portici, da sempre di proprietà della sua famiglia. Qui potremmo dire “casa e bottega”, dato che lui abita proprio sopra. Il nome attribuito al locale richiama un appellativo affibbiato a suo nonno, ovvero asciugabotti: da ciò deduciamo quanto amasse la bevanda degli dèi. Da quando Federico ha allestito il suo salottino sulle scalinate del borgo, il luogo si è impreziosito, aprendo la strada ad altre proposte gourmet. Il menù è veloce e non impegnativo, creato in cucina dallo chef. Da bottega di qualità a osteria semplice, coerente, accogliente, accessibile anche ai ventenni. I sei anni dedicati solo all’attività commerciale hanno insegnato a Federico “un’esperienza gestionale e amministrativa maturata sul campo”, non da pallacanestro, in cui è cresciuto! Va molto fiero “del tagliere Sugabòtti, e delle tartare”, che consiglia vivamente, perché se le procaccia da un macellaio di fiducia. In bottega si creano regali sfiziosi, e negli orari di apertura c’è chi acquista per il prêt-à-porter, come ai vecchi tempi della zia Flavia. Da cui ha ereditato una precisione lampante. Per momenti a tutto gusto, entrate nelle botteghe: significa scoprire nuovi alimenti e avvicinarsi a persone e a vite diverse dalla vostra. Così assaporerete di più ciò che ingerite.


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SOLARIS POWER SULL’ONDA DI UNA NUOVA SFIDA

NORBERTO FERRETTI E ROBERTA BALDACCI DI YACHTIME UNISCONO LE FORZE IN SOLARIS POWER, PER PROPORRE AGLI ARMATORI UNA LOBSTER BOAT MODERNA E IPERTECNOLOGICA. 1

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La nautica torna con grande energia e tanti nuovi progetti per sfidare il mercato sempre più esigente. Testimone di questa nuova era è Roberta Baldacci, da anni nel settore nautico provenendo da una lunga tradizione famigliare e oggi a capo della nuova divisione Solaris Power di Yachtime, agente esclusivo per l’Adriatico. Laurea in legge e tre figli, dopo una lunga esperienza nella professione forense decide di dedicarsi completamente alla vocazione di fami-

glia e all’amore per il mare con una nuova sfida, tutta sua. Dal quartier generale Yachtime sul porto di Riccione ha deciso che è il momento di sfidare il mercato e puntare su un progetto innovativo e vincente. Solaris Power nasce dalla grande esperienza nella progettazione di yacht di lusso di Norberto Ferretti, che ha affidato allo storico dealer riccionese Yachtime un prodotto che coniuga la migliore tradizione nautica italiana con l’innovazione che da sempre la

contraddistingue. Stiamo parlando di lobster boats, le celeberrime aragostiere del Maine che hanno subìto una radicale rivoluzione sin dagli anni ’50, trasformandosi da imbarcazioni prevalentemente da pesca in yacht da diporto, dotate di ogni comfort. Solaris, storico cantiere di barche a vela, incontra Norberto Ferretti e insieme danno vita a moderne lobster boats pensate e curate nei minimi dettagli per armatori amanti di imbarcazioni straordinarie. Come si è risollevata la nautica italiana negli ultimi anni? “Con la continua ricerca e la tenacia di progettisti italiani famosi in tutto il mondo. La nautica è un grande bacino di antica sapienza legata alla navigazione e da tanti anni crea un indotto fondamentale per la nostra economia. Il mondo degli yacht e del lusso non è solo apparenza, come qualcuno potrebbe pensare, ma soprattutto occupazione per tantissimi operatori del settore. Anche nei momenti di maggior crisi la perseveranza e il duro lavoro hanno ripagato.” Come è nata la collaborazione con Solaris Power? “Quando Norberto Ferretti ci ha mostrato il progetto me ne sono letteralmente innamorata: per anni Yachtime si è occupata della vendita di lobster boats e ha acquisito grande esperienza e conoscenza di questi particolarissimi yacht, ma Solaris Power li ha riprogettati in chiave moderna e ipertecnologica, rendendoli


“LA NAUTICA È UN GRANDE BACINO DI ANTICA SAPIENZA LEGATA ALLA NAVIGAZIONE E DA TANTI ANNI CREA UN INDOTTO FONDAMENTALE PER LA NOSTRA ECONOMIA. IL MONDO DEGLI YACHT E DEL LUSSO NON È SOLO APPARENZA, COME QUALCUNO POTREBBE PENSARE, MA SOPRATTUTTO OCCUPAZIONE PER TANTISSIMI OPERATORI DEL SETTORE.”

davvero irresistibili. Così ho accettato la sfida di un progetto tutto mio, voluto con grande determinazione. Certo, alle spalle ho una grande tradizione di famiglia e posso contare su grandi professionisti fra i quali Claudio Mulazzani, un venditore di lunga esperienza soprattutto sui lobster boats. Mi sono identificata da subito in queste barche solide, sicure, molto tecnologiche ma in fondo genuine, come gli armatori che le amano e le acquistano.” Claudio, chi è l’armatore ideale di questi yachts? “Un grande amante del mare e un profondo conoscitore della navigazione. Predilige lo stile retrò senza rinunciare alle prestazioni marine, amante di barche comode, rassicuranti anche in condizioni di mare formato, per una navigazione in massima sicurezza. Le lobster boats sono molto apprezzate in tutti i mercati esteri, in particolare quelli americani dove sono più conosciute. Grande abitabilità, consumi contenuti e silenziosità in navigazione fanno dei lobsters di Solaris Power il sogno di ogni armatore che non ama ostentare ma solo vivere il mare. Roberta, sei appena ritornata dalla Francia, dove hai presentato due nuovi modelli Solaris Power al salone nautico di Cannes. Quale accoglienza avete ottenuto? “A Cannes si svolge il primo salone della stagione nautica, ed è il più importante d’Europa. I cantieri espongono in questa occasione tutte le novità mondiali in anteprima e non a caso Solaris Power ha scelto un battesimo così importante, sotto i riflettori della nautica mondiale, tanto crede nel suo prodotto. È stato un grande successo.”

Come si svolge il dopo salone nelle notti di Cannes? “Dopo una lunga giornata di lavoro a bordo, la serata è dedicata al divertimento e alle feste organizzate dai cantieri, all’insegna del glamour e del saper vivere: siamo abituati a coccolare i nostri clienti, con i quali spesso s’instaura un rapporto di amicizia e fiducia: anche questo fa parte del nostro lavoro.”

Vorresti che i tuoi figli divenissero la quarta generazione di famiglia ad occuparsi di nautica? “Mi piacerebbe che proseguissero il lavoro dei nonni, costruito in tanti anni di sacrifici e lungimiranza: Marta, la più grande, sembra la più interessata, è molto curiosa ed entusiasta ed è per questo che abbiamo deciso di portarla con noi a Cannes.”

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CORRERE

La terra dei

RIDERS

RIPERCORRIAMO LA STORIA A DUE RUOTE IN ROMAGNA, ASCOLTANDO LE VOCI DI CHI HA VISSUTO IL CAMBIAMENTO, DALLE CORSE SU STRADA FINO AL MISANO WORLD CIRCUIT.

L

di Gianmaria Rosati / ph Marzio Bondi

La più grande manifestazione motociclistica del mondo, la MotoGP, è appena passata da Misano, e come sempre non è stato un Gran Premio come gli altri. Non lo è stato perché l’aura che avvolge la Romagna in tema di due ruote è qualcosa di unico, che anche gli addetti ai lavori stranieri percepiscono dopo poco tempo, anche grazie ai tanti eventi di contorno che accompagnano l’azione in pista. In due parole è il fascino della Riders’ Land, una terra che negli anni ha regalato al panorama motociclistico mondiale piloti e moto che hanno fatto la storia. Oggi la Riders’ Land è famosa in tutto il mondo, ma come in tutte le belle storie è interessante scoprire come si è arrivati a questo punto, ripercorrere passo dopo passo la crescita motoristica di questa terra, dalle corse su strada fino al Misano World Circuit. Per compiere questo viaggio serve una memoria storica, qualcuno che abbia visto con i propri occhi la crescita esponenziale del movimento, e un esempio di ciò può essere Sergio Rastelli, presidente del nuovo MotoClub “Renzo Pasolini”: proprio l’indimenticato Paso è uno dei

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personaggi cardine della prima fase di questa storia, quella del motociclismo genuino al 100% su strada. “Il passaggio dalle corse su strada a una prima evoluzione verso l’attualità è avvenuto intorno alla metà degli anni ’70 – apre Rastelli – prima dei quali la funzione principale dei MotoClub come il nostro era quella di realizzare e promuovere le gare, come ad esempio la Mototemporada, cercando di invitare anche i piloti stranieri. Il cambio di rotta è avvenuto in primis per motivi di sicurezza, che hanno decretato la fine dei circuiti cittadini. I media erano già molto attenti al mondo delle due ruote che si stava sviluppando, magari in maniera meno analitica ma comunque pronti a dare risalto alle gare.” L’arrivo delle corse negli autodromi non ha fermato la crescita motoristica della Romagna, e nemmeno dei MotoClub di zona come il Pasolini. “Abbiamo iniziato a svolgere l’attività di promotori per gli autodromi, in primis Misano, sia per i campionati più titolati che per quelli pensati per avvicinare i giovani alle due ruote. Il pubblico ha subito risposto bene a questo cambiamento, dato che siamo riusciti ad avere

IN ALTO, UN MOMENTO DEL MISANO WORLD CIRCUIT.


NEGLI ANNI RIMINI E LA ROMAGNA HANNO REGALATO AL PANORAMA MOTOCICLISTICO MONDIALE PILOTI E MOTO CHE HANNO FATTO LA STORIA. OGGI LA RIDERS’ LAND È FAMOSA IN TUTTO IL MONDO, È INTERESSANTE SCOPRIRE COME SI È ARRIVATI A QUESTO.

anche 10.000 persone alle gare, un numero importante per l’epoca.” Ecco poi una tappa forse sconosciuta a molti, che uomini di settore come Rastelli ricordano però bene, ossia l’avvento delle prime minimoto, sulle quali campioni come Valentino Rossi e Marco Simoncelli hanno mosso i primi passi. “Le minimoto hanno fatto la differenza, hanno portato più vicino a tutti le gare sia a livello di spesa che di distanza dalle piste. Il grande cambiamento conseguente è stato il fatto che i piloti hanno iniziato a correre a circa dieci anni, contro i sedici dei loro predecessori, formandosi su-

bito sotto tanti aspetti in gare con 30 o più partecipanti. Attualmente in Romagna c’è un ecosistema che permette ai giovani piloti di crescere: ci sono le piste, la capacità organizzativa, i suggerimenti e il supporto nei momenti complicati e il sostegno se l’attività riesce a crescere nel tempo.” Il presente parla dunque di un movimento f lorido e vivo, sospinto da più correnti e destinato a crescere sempre di più, ma senza dimenticare il passato. Un passato che resta rivo grazie a eventi come il Misano Classic Weekend, una tre giorni in cui le moto del passato tornano in pista IN MAGAZINE

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“CREDO SIA GIUSTO RICORDARE PERSONAGGI COME PASOLINI O IL NOSTRO PAOLO TORDI, CHE ERANO DAVVERO SPINTI DA UNA PASSIONE INFINITA PER LE DUE RUOTE. QUESTA PASSIONE PER LE MOTO CREDO SIA INCARNATA IN TUTTA LA ROMAGNA”, RACCONTA ZAVALLONI.

IN ALTO, DA SINISTRA, SERGIO RASTELLI, PRESIDENTE DEL NUOVO MOTOCLUB “RENZO PASOLINI”, ANDREA ALBANI, MANAGING DIRECTOR DEL MISANO WORLD CIRCUIT E WLADIMIRO ZAVALLONI, PRESIDENTE DEL MOTOCLUB “PAOLO TORDI”.

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e possono essere ammirate dalle migliaia di tifosi che ogni anno affollano l’autodromo, grazie anche alla preziosa collaborazione di più di 100 MotoClub. “Mancava un anello di congiunzione con le nostre radici del circuito e del movimento motociclistico romagnolo – spiega Andrea Albani, managing director del Misano World Circuit – così insieme alla federazione abbiamo pensato ad un contenuto nuovo, che si potesse aggiungere a tutto quello che è la Riders’ Land. Abbiamo unito l’evento sportivo ad altri più culturali, per conoscere le radici dalle quali si è sviluppato tutto il movimento a due ruote romagnolo.” Tra i tanti MotoClub impegnati in questo evento vi sarà anche un altro dei Motoclub tra i più storici in Romagna, il Paolo Tordi. “Ci siamo resi disponibili a sostenere l’autodromo in questa bella iniziativa – racconta Wladimi-

ro Zavalloni, presidente del Paolo Tordi – perché siamo spinti dalla passione, in tutte le cose che facciamo. È un evento interessante che va ampliato tutti gli anni: le moto d’epoca sono la nostra storia.” Per capire quanto il motociclismo sia radicato in Romagna basta sentire la testimonianza di appassionati come Zavalloni, che hanno vissuto le diverse epoche delle due ruote. “Ricordo che la prima gara che ho visto è stata la Mototemporada a Milano Marittima, e quando sono sceso dalla macchina mi è parso di essere in un aeroporto dal rumore delle moto. Credo sia giusto ricordare personaggi come Pasolini o il nostro Paolo Tordi, che era davvero spinto da una passione infinita per le due ruote: nella vita voleva correre in moto e se n’è andato facendo ciò che amava. Questa passione per le moto credo sia incarnata in tutta la Romagna.”


IDEARE

Un algoritmo

PER CURARE TRE MEDICI HANNO UNITO LE FORZE E HANNO CREATO DOCTORSWORK, UN NETWORK PER I GIOVANI DOTTORI ALLA RICERCA DI OFFERTE DI LAVORO, TRAMITE GRUPPO FACEBOOK, BLOG E APP. di Nicola Luccarelli / ph Virginia Ditrani

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U

Una start-up creata da medici per medici. Si chiama DoctorsWork ed è stata ideata, nel 2016, da tre soci. È un progetto che include un gruppo Facebook, una piattaforma per la ricerca/offerta di lavoro, un blog, corsi di formazione e una app. A spiegare di che cosa si tratta esattamente è il riminese Matteo Bugli, 38 anni, uno dei tre dottori che ha contribuito a realizzarla. Dottor Bugli, cos’è DoctorsWork? “È la prima piattaforma Web italiana dedicata al temporary placement in campo medico. Aziende, Enti, cliniche, ma non solo, infatti pubblicano annunci di lavoro che vengono automaticamente indirizzati agli utenti, ovvero i medici che corrispondono al profilo, grazie a un algoritmo sviluppato ad hoc.” È rivolta a tutti i medici, quindi? “È nata principalmente per i giovani medici ancora non specializzati, abilitati alla professione medica e in cerca di occupazione a breve, e perché no, anche a lungo termine. Oggi, però, ci stiamo aprendo anche a medici già specializzati. Sono molte, infatti, le realtà come cliniche, poliambulatori, case farmaceutiche, che cercano figure di questo tipo.” Quanto tempo ci è voluto per completare questo progetto? “La startup è stata costituita nel 2016, dopo un’esperienza

di 4 anni con il gruppo Facebook omonimo che, ad oggi, conta oltre 2.000 medici iscritti. Siamo costantemente in crescita e in miglioramento. C’è sempre tanto da fare e le idee per il futuro non mancano.” Ci avete lavorato solo voi tre soci oppure vi ha dato una mano qualcun altro? “Percepivamo di vivere in un’epoca in cui non bastava una laurea per lavorare e quindi occorreva allargare il network di conoscenze per il passaparola lavorativo. Noi facevamo, e facciamo, i medici, quindi abbiamo avuto bisogno di collaborazioni tecniche per la piattaforma. Io mi occupo principalmente dei rapporti con le aziende, mentre Andrea Galvani, socio e co-fondatore di DoctorsWork, si occupa dei medici iscritti e del marketing. Siamo anche affiancati da Giulia Bernabei, una collaboratrice che gestisce la comunicazione, i blog, i social network e poi ci sono altri consulenti a spot.” Siete soddisfatti dei risultati raggiunti fino ad ora? “Riceviamo, ogni giorno, feedback molto positivi. Siamo davvero felici quando le aziende ci chiamano, perché grazie a noi trovano collaboratori e siamo ancora più contenti quando i giovani trovano lavoro. Vogliamo migliorare e allargarci ancora di più ai medici specialisti e magari ad altre figure sanitarie come gli infermieri e i fisioterapisti.”

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Sabina Monti e Arianna Zaghini si sono incontrate per caso la scorsa primavera. Interior designer la prima, architetto la seconda, ci hanno messo il tempo di una chiacchierata per capire che insieme potevano realizzare qualcosa di bello e di unico come le sedute della loro linea, Vietato sedersi. La loro storia è la prima delle tre che abbiamo selezionato per parlare di design e artigianato sull’onda del Made in Italy. “Tutto è iniziato da un incontro casuale – ricorda Arianna Zaghini. – Sabina era venuta nel mio ufficio per portare dei tessuti. È bastata una chiacchierata per fare sbocciare l’idea di infondere una seconda vita a oggetti di arredo d’antan.” Ne sono nate delle poltroncine in stile retrò, ricoperte da tessuti pregiati e unici che possono vivere in ogni stanza della casa, come in un elegante ufficio. Sì, perché non c’è nulla di più intimo, femminile e raffinato di una poltroncina. “È un oggetto d’arredo che infonde stile – spiega Arianna. – Crea subito un angolo privato dove sedersi in completo relax per leggere un libro e ascoltare della buona musica. Oppure, all’opposto, due poltroncine comode sono il migliore invito a una conversazione.” Dai primi esperimenti e modelli, in pochissimi mesi il progetto Vietato Sedersi cresce in fretta. Una di queste poltroncine viene notata da uno showroom meneghino, Il Salotto di Milano, in corso Venezia, che la richiede per un evento lo scorso giugno. Da quel momento l’idea diventa qualcosa di più grande e importante. “Abbiamo pensato a una linea composta da tre elementi – aggiunge Sabina. – Una seduta per una tavola elegante, un’altra con i braccioli e uno sgabello. Stiamo lavorando in vista del salone del Mobile, dove presenteremo il progetto in aprile.” Punto forte di Vietato Sedersi è il lavoro artigianale che c’è dietro al recupero di ogni seduta. La scelta di tessuti, pellami

“UN INCROCIO FRA UNA TROMBA E LA PUNTA DI UN GRAMMOFONO PERFETTAMENTE FUSI E STILIZZATI IN UNA COLATA DI ARGILLA: UN AMPLIFICATORE PASSIVO IN CERAMICA, CHE NON CONSUMA LUCE E DIFFONDE LA MUSICA.” TUTTO QUESTO È SCARAMAZ .

e passamanerie, le saldature fatte in una certa maniera, la targhetta metallica con il logo (un incrocio fra una poltroncina stilizzata e il segnale di divieto), la possibilità di avere pezzi unici, brandizzati e addirittura dipinti. Come la panca realizzata dal pittore riminese Stefano Cecchini che proprio nel mese di settembre è stata uno dei pezzi forti, insieme alle poltroncine della luxury experience organizzata da Il Salotto di Milano in concomitanza con HoMi Milano, la manifestazione dedicata agli stili di vita e alle tendenze dell’abitare. C’è tutto il sound romagnolo nel progetto di Fabrizio Crescentini che sta conqui-

IN APERTURA, SABINA MONTI E ARIANNA ZAGHINI, IDEATRICI DEL PROGETTO VIETATO SEDERSI. IN QUESTA PAGINA, IN ALTO, FABRIZIO CRESCENTINI CON IL SUO AMPLIFICATORE PASSIVO SCARAMAZ. NELLA PAGINA SEGUENTE, CINZIA ROGLIERO E DUE COLLABORATORI DI MIM. MAR.

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MIM. MAR. È IL BRAND ITALIANO FONDATO NEL 1981 DA CARLO TIRAFERRI. “MIM. MAR. SONO LE INIZIALI DEI SUOI DUE NIPOTI, MIMMA E MARCO”, RACCONTA CINZIA ROGLIERO CHE, DA UNA DECINA DI ANNI, DISEGNA LE COLLEZIONI DEL CALZATURIFICIO.

stando l’Italia con il suo amplificatore per cellulare Scaramaz. Un nome evocativo che in poco tempo è diventato un brand, rendendo questo oggetto di design utile, divertente e talmente bello che appena lo intercetti ti scatta la voglia di metterlo in mostra, casa o ufficio che sia. E pensare che tutto è iniziato per necessità: Fabrizio, riminese, padre ceramista, era in cerca di un’idea per ascoltare musica di buona qualità durante le ore al lavoro. “Volevo qualcosa di pratico, facile da pulire e possibilmente senza fili. Siccome tutti viviamo con il cellulare in tasca, mi sono detto: perché non realizzare un

amplificatore? Ci ho ragionato su, ho iniziato a buttare giù qualche schizzo, il primo calco in gesso, il prototipo mi ricordo ancora tutto bianco, e l’idea che avevo in testa era lì davanti a me che mi guardava dal bancone del laboratorio.” Un incrocio fra una tromba e la punta di un grammofono perfettamente fusi e stilizzati in una colata di argilla: un amplificatore passivo in ceramica, che non consuma elettricità e diffonde la musica che esce dal telefonino. “A quel punto non potevo dargli un nome banale. L’ispirazione è arrivata durante una vacanza in Sardegna. Al quarto bicchiere di Cannonau, facendo confusione con gli amici ecco che arriva l’illuminazione: Scaramaz.” Nulla viene lasciato al caso: la scatola giusta, il logo, il cartoncino che ne racconta le qualità, la produzione artigianale italiana, il suo essere unico e a impatto zero. Non solo perché si alimenta senza corrente, ma perché la sua lavorazione è totalmente ecocompatibile: “La ricetta – spiega Fabrizio – è acqua, terra e fuoco. La tecnica è quella del colaggio, dove puoi cambiare forma all’argilla, prima liquida, poi colata dentro i nostri stampi in gesso. Infine, i forni per

ph Fotocomunica/Pasquale Bove

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la cottura del laboratorio, alimentati a pannelli solari.” Al primo esemplare bianco si affiancano altri colori, il rosso, poi il giallo, l’azzurro, il blu, il verde acido, l’arancione… e via di questo passo arrivando al prezioso Scaramaz Gold e alla partnership con Byro, disegnatore e artista dallo stile PopArt che lo ha riempito di graffiti. “Sto muovendo i primi passi per commercializzarlo oltre i confini italiani e poi cercherò di renderlo sempre più una tela per artisti”. “Un diamante? No! Regalami un armadio per le mie scarpe.” È la fatidica risposta di Carrie Bradshaw a Mr Big, nel leggendario film Sex and the City, davanti alla prospettiva di ricevere in dono l’anello di fidanzamento. Inutile girarci intorno, con o senza tacchi a stiletto, la scarpa è femmina, lo testimonia anche questa terza storia imprenditoriale. Si chiama Mim. Mar. ed è il brand italiano fondato nel 1981 da Carlo Tiraferri. “Mim. Mar. sono le iniziali dei suoi due nipoti, Mimma e Marco”, racconta Cinzia Rogliero che, da una decina di anni, disegna le collezioni del calzaturificio. Un classico esempio di azienda a conduzione familiare che punta sul fascino del Made in Italy, i materiali nobili e la produzione in proprio nello stabilimento di Coriano. Cinzia disegna scarpe per “una donna contemporanea che affronta la giornata con eleganza e semplicità.” Sicuramente predilige i tacchi bassi per correre incontro alla vita. E nel tempo libero spolvera un’anima gitana. “Ogni sei mesi usciamo con la nuova collezione donna e baby. In più abbiamo una serie di modelli evergreen che proponiamo da anni perché sempre premiati dal mercato.” Consigli per il prossimo inverno? “Stivaletti con il tacco a rocchetto di tre centimetri, perfetti in ogni occasione e le scarpine basse, allacciate, in cuoio graffiato, una nostra tipica lavorazione, resa ancora più particolare dal pellame dorato.” Non resta che prendere appunti.


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RICERCARE

Non solo tecnica:

EMPATIA

DALL’OSPEDALE DI FORLÌ, IL MEDICO ANESTESISTA EMANUELE PIRACCINI PORTA AVANTI CON PASSIONE LA SUA RICERCA PER LA CURA DEL DOLORE: UN IMPEGNO PREMIATO A LIVELLO INTERNAZIONALE.

E

Emanuele Piraccini è un medico anestesista, ha quarant’anni, viene da Ravenna, da sette anni vive a Riccione con la sua compagna, anch’essa medico, e le loro due bambine. Il dottor Piraccini, responsabile del Centro di Terapia del Dolore dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì ha recentemente partecipato all’undicesimo congresso internazionale della European Federation of IASP Chapters (Ef ic), tenutosi a Valencia in Spagna, presentando il lavoro scientifico Ultrasound Guided Erector Spinae Block for post Thoracoscopy Pain Syndrome, che espone i vantaggi dell’utilizzo di un blocco nervoso ecoguidato nel trattamento del dolore cronico che può svilupparsi dopo un intervento chirurgico. La sua ricerca è stata selezionata come uno dei migliori lavori provenienti da tutto il mondo tra i vari professionisti che si occupano a qualunque livello di terapia del dolore. Già nel 2018 al congresso internazionale del World Institute of Pain a Dublino, il suo impegno scientifico The Use of Sonographic Guidance in Caudal epidural steroid injections è stato selezionato come uno dei

di Cinzia Bauzone / ph Andrea Bardi

migliori lavori provenienti da tutto il mondo, sempre nell’ambito della terapia del dolore. Gli abbiamo fatto qualche domanda per scoprire qualcosa di più sul suo lavoro, a cui ha risposto con la massima semplicità e

modestia. Partiamo proprio dall’inizio: come mai ha scelto di fare il medico? “Alle scuole superiori mi piacevano le materie scientifiche, ma anche la letteratura e la storia.

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ri lavori al mondo, come ha vissuto la cosa? “A livello personale è stata ovviamente una grande soddisfazione, anche per il fatto che abbiano accettato un mio lavoro. Nello specifico si tratta del trattamento di un dolore cronico post-chirurgico su pazienti sottoposti a chirurgia toracica. Questo lavoro scientifico è anche frutto della forte motivazione del gruppo di medici anestesisti e di infermieri del Centro di Terapia del Dolore dell’Ospedale di Forlì, accomunati dall’interesse per la materia. Sono stato inoltre inserito in una commissione, un tavolo permanente per sviluppare progetti di educazione a medici e pazienti sulla gestione del dolore e sviluppare strategie che permettano di

Probabilmente, inconsciamente, ho scelto la facoltà scientifica che più si avvicinava alle materie umanistiche. Dopo la laurea in medicina nel 2003 e la specializzazione in anestesia, ho lavorato all’ospedale Malpighi di Bologna, dopodiché mi sono trasferito all’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì.” Anestesia e rianimazione, cosa l’ha affascinata di questa disciplina? “Ho scelto anestesia perché, essendo una specializzazione polivalente, mi dava la possibilità di lavorare in sala operatoria, rianimazione, nelle emergenze e di dedicarmi alla terapia del dolore che è quella che mi appassiona di più. Durante la scuola di specializzazione, ho maturato il desiderio di pubblicare e partecipare alle attività di ricerca. All’ospedale Sant’Orsola, a quei tempi, lo staff di anestesisti che si occupava di trapianti d’organo realizzava numerose ricerche e pubblicazioni, così mi sono legato in qualche modo a questo gruppo. Ho trascorso poi un periodo negli Stati Uniti, per occuparmi di anestesia nei trapianti di fegato; nel tempo libero, tra un turno e l’altro, ho cominciato a frequentare il 42

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Centro di Terapia del Dolore al Sant’Orsola che stava nascendo in quegli anni. Dopo mi sono trasferito a Forlì con l’obiettivo di rendermi autonomo in tutte le branche dell’anestesia nei primi cinque anni di carriera. Poi ho iniziato a specializzarmi sempre di più sulla terapia del dolore cronico, fino a diventare responsabile del Centro di Terapia del Dolore.” Ogni giorno a contatto con il dolore... “Nel corso degli anni è cambiato il mio rapporto con il dolore. Se nei primissimi anni tendevo a far muro, per non lasciarmi permeare dalle emozioni – certamente una reazione di difesa – e più che altro pensavo all’aspetto pratico, ovvero a quali farmaci prescrivere o quali infiltrazioni proporre, oggi cerco di raggiungere quella che si chiama empatia, cercando di comprendere le motivazioni del paziente, pur non lasciandomi sopraffare dal vortice negativo che il dolore genera. Ma di fatto, se vuoi far bene questo lavoro, non ti puoi rifugiare nella pura tecnica.” Veniamo ai riconoscimenti. La sua ricerca è stata selezionata come uno dei miglio-

“NEGLI ANNI È CAMBIATO IL MIO RAPPORTO CON IL DOLORE. SE TENDEVO A NON LASCIARMI PERMEARE DALLE EMOZIONI, OGGI CERCO DI RAGGIUNGERE QUELLA CHE SI CHIAMA EMPATIA. PER FAR BENE QUESTO LAVORO, NON TI PUOI RIFUGIARE NELLA PURA TECNICA.”

gestire il proprio dolore.” È anche autore di numerose pubblicazioni scientifiche... “Sì, dagli anni della scuola di specializzazione mi è piaciuta la ricerca scientifica, l’ho sempre considerato quasi un hobby e scrivere mi rilassa; ho pubblicazioni in diversi ambiti anestesiologici. Oltre all’anestesia nei trapianti, ho pubblicato principalmente lavori sulla gestione delle vie aeree, sulla emodinamica, sull’anestesia nei Paesi in via di sviluppo, sulla gestione del dolore post operatorio e cronico. Di questi, 81 sono presenti su PubMed, motore di ricerca che include le riviste più prestigiose, e più di 100 sono stati presentati a convegni o simposi.”


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ORIZZONTI FINESTRE SUL CIELO DELLA RIVIERA: UNA VETRATA CHE SPAZIA SULL’ORIZZONTE DI SAN MARINO, CON UN PANORAMA CHE MOZZA IL FIATO. di Francesca Ricci / ph Claudia D’Elia


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Avete presente quelle ville americane che si vedono nei film, quelle in cui i proprietari amano fare party sorseggiando cocktail a bordo piscina? Ecco, la villa di cui sto per parlarvi assomiglia proprio a una di quelle, una casa da sogno in perfetto stile californiano realizzata dallo Studio di architettura Vicini a borgo Maggiore, sulle colline di San Marino. Intervisto Antonio Vicini mentre siamo seduti in soggiorno, intorno al grande tavolo su cui pende in tutta la sua magnificenza un lampadario veneziano firmato Barovier&Toso. Antonio, com’è nato questo progetto? “Ho conosciuto la committenza

“L’IMMOBILE HA UN METODO COSTRUTTIVO TRADIZIONALE CON UN TELAIO IN CEMENTO ARMATO, UN PACCHETTO MURARIO CLASSICO CON ISOLAMENTO DI ULTIMA GENERAZIONE. IL FATTORE CHE CARATTERIZZA LA STRUTTURA È LA FORMA STONDATA.

tramite lo studio in cui, da neolaureato, avevo praticato il mio tirocinio. Quando Cristina, la committente, mi portò per la prima volta su questo lotto (allora una striscia di prato con una piccola casa rurale, demolita in seguito) mi disse che il suo sogno più grande era quello di avere una soluzione senza filtri verso l’orizzonte, con più vetrate possibile che si affacciassero sul panorama mozzafiato che solo San Marino offre. Quindi cominciai a tracciare i primi disegni partendo da questa sua indicazione e prendendo spunto da un notevole progetto dell’architetto Richard Meier, chiamato Grotta House, che lei stessa mi suggerì. Così, step by step, cercai di assecondare le sue esigenze, rispettando quello 46

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zione perché, essendo un corpo stretto e lungo, era difficile da gestire a livello distributivo, ma che alla fine siamo riusciti a portare a termine indirizzando tutti gli ambienti primari nella giusta direzione.” C’è qualcosa che ricorre spesso nei vostri progetti? “Sì, certo. Quando è possibile, amiamo collocare soggiorno e cucina su un’unica zona, creando uno spazio comune di ampio respiro dove poter consumare i pasti. In questo caso l’area interessata gode anche di una luminosità spaventosa dovuta all’immensa vetrata compartimentata che separa l’interno dell’abitazione dall’esterno con piscina... e che esterno!” Come è strutturata la casa?

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che era il punto cardine del progetto: avere sempre, da qualsiasi posizione della casa ci si trovasse, una prospettiva verso il mare, adattandovi di conseguenza la distribuzione degli spazi interni.” Infatti ho visto che anche dalla zona notte si può godere di una vista spettacolare! “Esattamente, tutti i balconi sono rivolti verso l’orizzonte e tutti i piani sono finestrati da cielo a terra per non perdere mai di vista questa meravigliosa prospettiva. Poi c’è il piano ultimo, il solarium, il vero polmone della villa, una location ideale per eventi esclusivi con una veduta a 360° dalla riviera marchigiano-romagnola alle tre storiche torri di San Marino. Quindi un lavoro impegnativo per quanto concerne la progetta-


“TUTTI I BALCONI SONO RIVOLTI VERSO L’ORIZZONTE E TUTTI I PIANI SONO FINESTRATI DA CIELO A TERRA, PER NON PERDERE MAI DI VISTA QUESTA MERAVIGLIOSA PROSPETTIVA. POI C’È IL PIANO ULTIMO, IL SOLARIUM, IL VERO POLMONE DELLA VILLA, UNA LOCATION IDEALE PER EVENTI.”

IN APERTURA, L’ESTERNO DELLA VILLA. NELLA PAGINA PRECEDENTE, LA CUCINA E UN DETTAGLIO DEL SOGGIORNO. IN QUESTA PAGINA, IN ALTO, IL LIVING AFFACCIATO SULLA PISCINA E, IN BASSO, LA SALA DA PRANZO.

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“La casa si estende su una superficie di circa 600 mq sviluppati su più livelli. C’è un grande interrato attrezzato a palestra, un piano nobile con tutta la zona giorno (soggiorno con soppalco, cucina, cambusa/deposito, un bagno di servizio e l’ascensore). Al piano primo, invece, ci sono la camera da letto padronale con bagno e stanza armadio dedicata, tre camere da letto – una della figlia e le altre due, ciascuna col suo servizio, destinate agli ospiti – e un soppalco adibito a studio. Infine c’è l’ultimo livello, quello caratterizzato dal terrazzo con giardino d’inverno che altro non è che un soggiorno vetrato che funge da servizio per il solarium.

E poi c’è la piscina, che al buio diventa il fiore all’occhiello della villa con cromoterapia e sfioro da una parte.” Sono stati impiegati materiali particolari? “L’immobile ha avuto un metodo costruttivo tradizionale con un telaio in cemento armato, un pacchetto murario classico con isolamento di ultima generazione. Il fattore che più caratterizza l’intera struttura è sicuramente la sua forma stondata. Personalmente non sono un grande amante del tondo ma qui, vuoi per la forma del lotto, vuoi per le indicazioni che mi aveva dato la comittenza,

alla fine è stata la scelta vincente. Comunque ai miei clienti, prima di intraprendere qualsiasi lavoro, ribadisco sempre il concetto che un bravo architetto deve saper trovare il giusto compromesso tra ciò che piace al cliente e ciò che è funzionale. E infatti anche questa è una villa che, pur essendo altamente scenografica, non presenta difetti o complicanze per chi la vive.” Concludiamo la nostra chiacchierata al tramonto di una giornata di inizio estate, quando le luci incendiano l’orizzonte e il tepore del sole rendono quasi irresistibile la voglia di fare un tuffo in acqua.


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NAVIGARE

A vele

SPIEGATE L’EQUIPAGGIO DEL MAGNUM BOOM 30 DEL CIRCOLO NAUTICO DI CATTOLICA, DOPO I NUMEROSI RISULTATI DEL 2018, INSEGUE LA MASSIMA POSTA ALLA BARCOLANA.

L QUI SOTTO L’EIGHTY ONE RACING TEAM, EQUIPAGGIO DEL MAGNUM BOOM 30

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di Francesca Miccoli

La magia del vento sulla pelle, ora complice alleato, ora impertinente compagno di viaggio. La suggestione di un anfiteatro naturale, in cui acqua e cielo si sposano in un caleidoscopio di colori, illuminati dal bagliore di migliaia di vele bianche. Questo e molto altro è la Barcolana, la più grande e partecipata competizione velica del mondo. “Non una semplice regata, ma un’autentica festa della vela.” Sono parole piene di entusiasmo quelle di Francesca Meletti,

membro dell’Eighty one racing team, equipaggio del Magnum Boom 30, imbarcazione del Circolo nautico di Cattolica, per il secondo anno al via nello specchio d’acqua che abbraccia Trieste. In una domenica d’inizio autunno destinata a rimanere impressa non solo nei tabellini di gara. “In primis perché la competizione è aperta a tutte le imbarcazioni – lo scorso anno le iscrizioni furono addirittura 2.700 – poi perché è un momento di condivisione per gli appassionati. Il nostro team ha appena un anno e mezzo di vita ed è formato da otto velisti con trascorsi nel singolo, uniti da una splendida amicizia.” Affiatamento che nasce proprio dall’amore per il mare e dal sano divertimento che veste di piacere ogni avventura. “Il desiderio di fare risultato, inseguito con determinazione, è vissuto con leggerezza.” In equipaggio velisti di tutte le età e tra questi, fatto piuttosto inusuale, due donne. L’orchestra suona grazie a Giammarco Campanelli, impegnato a prua, Daniele Vivaldi drizzista, Francesca Meletti centrale, Andrea Mancini tailer, Sandra Sberlati tailer, Alex Ma-

gnani randista, Lorenzo Bertini timoniere, Claudio Mantega tattico, a cui si aggiungono gli amici Roberto Fabbri, Serena Manfredi e Filippo Manfredi. Un’avventura iniziata nel marzo del 2018 quando Alex Magnani, titolare dell’azienda nautica fanese Life Yacht Nautical Works, acquista in Liguria un bellissimo Farr 30 di 9,5 metri circa. “Per condurre una barca nuova ai target potenziali è necessario un periodo significativo di allenamenti. Ciò nonostante, nel corso del 2018 abbiamo conseguito importanti piazzamenti: un terzo posto nella classe regata alla Pesaro-Pola; un primo posto Orc e una piazza d’onore in tempo reale al Conerissimo; un doppio trionfo al Trofeo Città di Cattolica; un terzo gradino del podio di categoria alla Veneziana. E nel 2019 un terzo posto in tempo reale e un primo di classe alla regata Città di Rimini. Alla Barcolana eravamo arrivati 169° assoluti e 11° di categoria (su 276 imbarcazioni). Abbiamo sofferto molto partenza e seconda boa. Quest’anno ci riproviamo, saremo anche alla Veneziana. Inseguendo la massima posta!” A vele spiegate, verso la gioia.


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RACCOGLIERE

E voi, come fate

IL RAGÙ?

DA UNA SEMPLICE DOMANDA, MILA FUMINI HA TROVATO LO SPUNTO PER UN PROGETTO LEGATO ALLA STORIA DEL CIBO, DEI SAPORI E DEI SAPERI. UN PROGETTO DAL NOME… DELIZIOSO!

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testo e foto di Antonella Zaghini

Galeotto fu l’intreccio fra un post su Facebook e il ritrovamento di una vecchia scatola di appunti di economia domestica. “Amici, voi come lo fate il ragù?”, questo aveva scritto Mila Fumini sul suo profilo Fb in vista di un pranzo di famiglia. “È stato incredibile – ricorda, la storica riminese –. Su un profilo personale dal traffico limitato a un certo punto è come se si fosse aperto un mondo di segreti di famiglia. Mi sono

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arrivati ogni sorta di consigli”. Siccome le cose non succedono mai a caso, specialmente se hai a che fare con una storica – abituata fin dagli anni universitari a scartabellare negli archivi per riportare alla luce piccole storie femminili – ecco che tutto quell’interesse per il ragù perfetto diventa la scintilla per dare nuova vita a una scatola, risalente agli anni Cinquanta e Sessanta, zeppa di ricette e appunti di cucina, venuta alla luce svuotando una cantina, durante un trasloco. “Appena l’ho aperta mi è venuta tristezza al pensiero che tutto quel patrimonio andasse perduto. Così – prosegue – l’idea è maturata, fino a diventare un progetto strutturato dedicato alla cucina tradizionale italiana e alla socialità legata al cibo che prende appunto il nome di Ragù acronimo di Reti e Archivi del gusto”. Ricette e Internet, se pensate che Ragù sia l’ennesimo food blog siete fuori strada. Stessa cosa se avete in mente la cucina di questi ultimi anni, vissuta interamente sotto i riflettori. Mila da Rimini si è spostata fino a Bologna per fare conoscere il suo progetto che guarda alla memoria

del cibo e degli affetti, trovando il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna, di Castelfranco Emilia, di Casa Artusi e del Food Institute di Bologna. “Abbiamo le fonti di Casa Artusi e altre le stiamo raccogliendo attraverso eventi che si susseguiranno in Regione. Siamo partiti in settembre da Castelfranco Emilia durante la Sagra del tortellino, invitando le persone a portare i vecchi ricettari di famiglia e appunti di cucina. Li digitalizziamo e poi li riconsegniamo”. A gennaio – scandisce il programma dei lavori – lavorerò sulla costruzione del sito con l’aiuto di Marco Petrolicchio, informatico specializzato in digital humanities e l’agenza Web bolognese Housatonic. La data per il debutto on line è fissata nella primavera 2020”. L’obiettivo è quello di creare un archivio digitale dei sapori e dei saperi, attraverso le vecchie ricette di famiglia, anche le più antiche. Alla fine ne verrà fuori un sapiente lavoro di archeologia di cucina legato alla figura femminile. Tutto a partire dall’evocativo ragù, patrimonio del migliore Made in Italy.


ADVERTORIAL

LEGATORIA CASTIGLIONI VENTI ANNI DI RILEGATURE ARTIGIANE

DOPO 20 ANNI DI ATTIVITÀ, SI COSTITUISCE IN NUOVA SOCIETÀ, LA LEGATORIA CASTIGLIONI: PAOLO CASTIGLIONI E RAFFAELLA TIZZI PORTANO AVANTI UNA TRADIZIONE ARTIGIANA D’ECCELLENZA.

A Rimini esiste una bottega dall’allure antico per manifatture e macchinari, ma di impianto moderno per vision, organizzazione e lavorazioni. Quest’anno festeggia venti anni di attività e di evoluzioni costanti avvenute al suo interno, nel segno di una passione di famiglia: l’arte della rilegatura artigiana. La Legatoria Anonima Amanvensis ne è il primo seme, aperta per la prima volta nel 1999 in via Saffi a Rimini da Luigi Castiglioni e portata avanti dal fratello Paolo dal 2009 a oggi, sotto il nome di Legatoria Anonima. Dieci anni fa, Luigi lascia la bottega in città per trasferirsi nel suo atelier in campagna sulle colline di San Lorenzo in Correggiano e dedicarsi anima e corpo alle rilegature d’arte per collezionisti e bibliofili (www.lui-

gicastiglioni.it). Per fare ciò segue corsi all’estero, divenendo nel tempo un rilegatore internazionalmente conosciuto ed apprezzato. Da allora la bottega artigiana, definibile storica per il tipo di lavorazioni e macchinari utilizzati, quali una taglierina dell’Ottocento, cucitrici e presse anteguerra, viene condotta da Paolo Castiglioni al quale si unisce la moglie Raffaella. Ora, a distanza di 20 anni, la legatoria ha nuove esigenze e la coppia si trasferisce in uno spazio più grande e idoneo, in via Bonsi 34, creando una nuova società: Legatoria Castiglioni. Questo nuovo capitolo della bottega si prefigge l’obiettivo di mantenere ben salda l’impronta di impresa familiare artigianale incrementando produzione e ricerca. Paolo e Raffaella hanno svi-

luppato quello che ad oggi può considerarsi il loro core business, ovvero la realizzazione artigianale personalizzata di portamenù per ristoranti. Attraverso il brand DEDANS (www.dedans.it), gestito da un’azienda di Milano specializzata in marketing e design, i Castiglioni realizzano prodotti unici per marchi importanti, quali: Alessandro Borghese, Casa Artusi, Cà del Bosco, Cioccolati Italiani, Attimi di Heinz Beck, solo per fare alcuni nomi. La Legatoria Castiglioni lavora giornalmente su commesse nazionali e internazionali, senza però tralasciare il filo conduttore della legatoria tradizionale locale, dedicandosi a rilegature di libri antichi, book e album fotografici, tesi di Laurea e tanto ancora, nel segno distintivo di un’artigianalità d’avanguardia.

LEGATORIA CASTIGLIONI Via Bonsi 34 Rimini | T. 0541 718836 | info@legatoriacastiglioni.it | www.legatoriacastiglioni.it 1

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ESPORRE

Porto d’arti e

ARTIGIANI VALENTINA MATTEO HA CREATO NEL CENTRO DI RIMINI MIER, UN PREZIOSO ATTRACCO PER CHIUNQUE ABBIA IDEE E PROGETTI CON UN’ANIMA REGIONALE.

C

Che ci sia passione, estro, amore per il territorio lo si vede già dal nome, MIER, acronimo di Made in Emilia-Romagna. Di che cosa si tratta? È un nuovo concept place che trova spazio in una delle più belle corti del Rione Monte Cavallo, nel centro storico di Rimini. Un progetto ambizioso: 250 mq, a due passi da piazza Tre Martiri,

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testo e foto di Antonella Zaghini

che coniugano design, arte, artigianato, brand di nicchia, smart work e una deliziosa caffetteria bistrot. Anima del progetto è Valentina Matteo, trentasei anni, riminese, studi nel campo della comunicazione. Valentina ha lavorato per una decina di anni nel settore del marketing, ma quando è diventa mamma la sua vita ha assunto nuo-

ve prospettive e nuove esigenze. “Ho sempre lavorato in ufficio – racconta. – Con la nascita di Helena Sophie e di Mia mi sono resa conto che l’attività professionale mal si conciliava con la mia nuova dimensione familiare. Sono sempre stata una sognatrice e volevo essere una mamma felice, non una di quelle mamme tristi che tornano a casa stanche


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(Collegato alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna)

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Valorizzazione dell’Arte Sacra e del Turismo Religioso Il Master intende offrire una valida preparazione nel campo dell’Arte sacra e del Pellegrinaggio, a partire dall’acquisizione di specifiche conoscenze degli strumenti, fonti, studi e tecniche operative. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio artistico ecclesiale come straordinario potenziale teologico, simbolico, catechetico e spirituale e come risorsa per lo sviluppo culturale ed economico del territorio, offrendo concrete opportunità formative e professionali connesse al pellegrinaggio e al turismo religioso e culturale. Il Master ha durata biennale, per complessivi 60 ECTS, tra corsi fondamentali e attività seminariali, con docenti specialisti di rilevanza nazionale. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 ottobre 2019. Bibbia e cultura

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Storia dell’Arte Medievale

EMANUELA BAGATTONI (Università di Bologna)

e stressate. L’input giusto è stato mio marito, Markus, che mi ha spronato a dare gambe ai miei sogni. Hai un desiderio – un bel giorno mi ha detto – allora scrivilo! Scrivilo fino a realizzarlo. Così è stato. Ho passato un anno a progettare. Sono partita dall’idea di realizzare qualcosa di esclusivo nell’artigianato, settore che conosco piuttosto bene. Mi piaceva l’idea di dare vita a un luogo condiviso, dove artigiani-artisti potessero esporre. Quando ho saputo che affittavano questo spazio, me ne sono innamorata all’istante. E da lì in poi è stato un attimo completare il mio sogno: dare forma a un luogo stimolante, una piattaforma per promuovere brand di nicchia, progetti artistici, artigianato, ma anche una banchina di attracco per le idee e i progetti di liberi professionisti. Tratto distintivo di questo spazio è che tutto quello che transita all’interno di MIER deve essere prodotto in Emilia-Romagna.” Aperto a fine settembre, MIER vive dalle 7.30 del mattino alle 21 di sera. Diverse le attività che propone: nella shop gallery una selezione di artigiani, artisti e crafter di ultima generazione

espongono i loro prodotti. Il rapporto è molto flessibile. Si stabilisce il periodo in cui si vuole affittare lo spazio e una volta concluso il posto viene assegnato a nuove realtà. Accanto alla gallery c’è una saletta destinata a laboratorio artistico, l’ideale per organizzare piccoli laboratori. C’è lo spazio coworking, dedicato a professionisti e piccole start-up che necessitano di uno spazio stimolante. Punto centrale del progetto è la caffetteria bistrot che rispecchia la filosofia del concept place di Valentina: anche qui il filo conduttore è sempre il Made in Emilia-Romagna. “Si mangia e si beve quello che arriva dal territorio.” Nella carta ci sono quindi piatti internazionali riproposti sfruttando le risorse locali, insieme a proposte raw food, la cucina crudista, che sta sempre più prendendo piede. Da provare anche la colazione: accanto al classico italiano per eccellenza, cappuccio e brioche, anche tante coccole da buon risveglio, dal caffè con la moka allo yogurt fresco, dalla frutta di stagione alla granola, “per fare sentire i nostri ospiti come a casa.”

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Storia e critica dell’Arte Moderna e Contemporanea MICHELA CESARINI (ISSR “A. Marvelli”)

Storia e Spiritualità del Pellegrinaggio JOHNNY FARABEGOLI (ISSR “A. Marvelli”)

Dottrina e storia dell’immagine nel cristianesimo GIOVANNI GARDINI (ISSR “A. Marvelli”, Museo Faenza)

Marketing del turismo culturale e Responsabilità sociale d’impresa MARIA GABRIELLA BALDARELLI, DAVIDE BAGNARESI (Alma Mater, Bologna)

Legislazione dei beni culturali ed ecclesiastici ANNA CICCHETTI (Alma Mater, Bologna)

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Architettura e arte sacra in Emilia Romagna

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Un compleanno speciale per un mobilificio fondato nel 1929 da Gregorio Olivieri e capitanato attualmente dal presidente Marco Olivieri, insieme al nipote Michele Sartini, direttore commerciale e marketing, con, in amministrazione, Enrica Olivieri.

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Una prerogativa di famiglia sin dalle origini. Sì, perché Tullio, figlio del capostipite, fu l’artefice del passaggio della Olivieri da falegnameria, con 120 dipendenti, ad azienda, brevettando ben 9 macchine per la lavorazione del legno, approntando meto-


di di lavorazione mai utilizzati in precedenza. In famiglia hanno una solida storia alle spalle, e una storia attuale fatta di eccellenza e forti peculiarità. L’artigianalità si perpetua grazie a un concetto industriale altamente innovativo e rigoroso, al passo coi tempi, figlio di uno studio preciso delle creazioni, grazie anche a solide basi date dal disegno. Il tamburato è lo straordinario materiale che caratterizza da sempre questi mobili. Per i clienti storici Olivieri è sinonimo di preziose e durevoli lavorazioni, dove la modernità delle linee e delle proposte si sposa perfettamente con la tecnica. Lo dimostra Very Wood, progetto nato nel 2014 a dimostrazione dell’uso impeccabile che ne fanno, dove artigianalità, progettazione su misura, materiali e servizi vengono spinti sempre più al massimo del potenziale. Lo scorso febbraio è stato realizzato un prezioso allestimento di 300 mq presso lo showroom Filippucci Arredamenti, grande opinion leader del mercato riminese. Zio e nipote si completano a

vicenda, realizzano insieme idee e progetti, affidandosi anche a progettisti, come nel caso dell’architetto Luca Gangemi, con cui hanno creato la collezione Louvre. Nel 2020 parteciperanno per la 46° volta al Salone del Mobile, ove presenteranno nuovi connubi di materiali. Sempre per onorare i loro primi 90 anni, hanno pubblicato un corposo catalogo di ben 300 pagine di proposte. Si considerano romanticamente una “grande falegnameria”, dal DNA artigianale e dalla vision assolutamente contemporanea, che li sta conducendo in ben 50 Paesi esteri e con 200 punti vendita in Italia. Come dimostrano le sedi prestigiose in cui vengono esposti i mobili Olivieri, tra cui le 3 centrali sedi di Londra, quella di New York, Boston, Miami, senza dimenticare Mosca, Praga, Hong Kong. Esportando nel mondo uno stile personale, accurato, declinato in base alle esigenze del cliente, che coniuga una eleganza tutta italiana realizzata grazie al legno in combinazione a vetro e alluminio.


DISEGNARE

La forma del

RACCONTO OGNI STORIA PUÒ ESSERE RACCONTATA IN MILLE MODI DIVERSI. E LUCA GREGORI HA SCELTO COME MEZZO D’ELEZIONE IL FUMETTO, GRAZIE ANCHE ALL’INCONTRO CON LA CAPPUCCINO EXPRESS.

L

di Cinzia Bauzone / ph Giorgio Salvatori

Luca Gregori, fumettista, grafico, illustratore è nato a Cattolica nel 1990 dove vive, lavora e disegna fumetti. La sua grande passione è nata fin da piccolo, leggendo Topolino e disegnando i suoi personaggi sui banchi di scuola e nei diari dei compagni. Nonostante il diploma di geometra, Luca decide di seguire la sua vocazione: raccontare con il linguaggio del fumetto quello che sentiva dentro. La formazio-

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ne all’Accademia di Belle Arti di Bologna e in seguito la scuola Internazionale Comics di Jesi maturano il suo stile, caratterizzato da declinazioni grafiche personali e distinguibili. Dopo alcune collaborazioni con attività commerciali nella realizzazione di illustrazioni grafiche, produce la sua prima esperienza professionale con la Cappuccino ExPress, che mostrerà al pubblico a novembre. All Hallow Eve è

una rivisitazione della favola di Jack O’Lantern, un fumetto per bambini e ragazzi di 54 pagine ambientato in un magico mondo popolato da animali antropomorfi che parlano d’amore, amicizia e offrono spunti di riflessione su tematiche come il bullismo. La storia vede come protagonista una volpe che riesce ad interagire con i fantasmi e immerge il lettore in un’atmosfera fantastica e scanzonata.


La Cappuccino ExPress è una casa editrice definita non profit: oltre ad accogliere i lavori di fumettisti esordienti, reinveste le risorse per la realizzazione di nuovi progetti. È composta da ragazzi e ragazze amanti del fumetto: c’è chi disegna e chi scrive storie, ma essa è definita anche “una famiglia, una vetrina dove parlare di fumetti, ma soprattutto un luogo dove crearli”. Ed è proprio lì che nasce e si sviluppa la storia di Luca, che va oltre il semplice sa-

per disegnare, ma che prende vita tra le strisce di piacevole fattura e il contenuto significativo ispirato al fumetto francese, strisce che verranno pubblicate a breve sul suo profilo Instagram: Gregoryart2809. Per ora Luca considera il fumetto uno svago, una piacevole evasione dalla quotidianità e dal lavoro d’ufficio, naturalmente spera che possa in futuro diventare una vera professione nel mondo del disegno e dell’arte.

ALL HALLOW EVE È UNA RIVISITAZIONE DELLA FAVOLA DI JACK O’LANTERN, UN FUMETTO PER BAMBINI E RAGAZZI AMBIENTATO IN UN MAGICO MONDO POPOLATO DA ANIMALI ANTROPOMORFI CHE PARLANO D’AMORE, AMICIZIA E OFFRONO SPUNTI DI RIFLESSIONE.

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VENDERE

Benvenuto

E-COMMERCE L’E-COMMERCE OGGI È UNO STRUMENTO DAVVERO ALLA PORTATA DI TUTTI, GRAZIE ALLE NUOVE PIATTAFORME “SOFTWARE AS A SERVICE”. NE PARLIAMO CON MARCO CONTI DI EXTERA.

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di Giorgio Pereci

Il commercio elettronico non è più un’esclusiva delle grandi aziende. Molte piccole e medie imprese non vi si avvicinano per il timore degli investimenti iniziali. In realtà la tecnologia e i servizi cambiano velocemente e ciò che poteva essere vero appena un anno fa è ormai superato da soluzioni molto più interessanti, flessibili, facili da gestire e accessibili. Un esempio è Shopify, la piattaforma di e-commerce più diffusa al mondo, con oltre 600.000 shop online e quasi 100 miliardi di dollari transati. Perché è così diffusa? Perché non c’è bisogno di grossi investimenti iniziali e, a parte una piccola fee mensile, il resto si paga in percentuale sulle

vendite. Ma di cosa si tratta? Ci siamo fatti aiutare da Marco Conti, direttore commerciale di Extera, digital agency di San Marino con consolidata esperienza nella realizzazione e gestione di e-commerce. Perché avete scelto Shopify per i vostri progetti? “Negli anni abbiamo sviluppato siti e-commerce usando tutte le piattaforme classiche e spesso i progetti naufragavano a causa di tempi molto lunghi e ingenti costi di sviluppo. Shopify è stata la soluzione: ci permette di realizzare progetti in tempi brevi e con costi di sviluppo contenuti, lasciando gran parte del budget alla promozione, che è la vera anima dell’ecommerce.” A chi si rivolge Shopify e quali sono i vantaggi di scegliere questa piattaforma? “La piattaforma si rivolge soprattutto alle PMI che si affacciano al mondo dell’e-commerce per la prima volta, o a quelle che già utilizzano piattaforme più tradizionali ma si sono stancate di doversi accollare pesanti costi di manutenzione e di gestione del server, oltre al fatto di dover attendere mesi per lo sviluppo di nuove funzionalità del sito.”

Ma è facile da gestire? “Shopify è una piattaforma semplice da configurare. Per chi si occupa della gestione del negozio l’interfaccia è estremamente più intuitiva rispetto a quelle delle tradizionali piattaforme di e-commerce. Il software viene aggiornato e migliorato di continuo, con l’aggiunta di funzionalità e accorgimenti in termini di sicurezza. A differenza di quanto accade con le altre piattaforme, con Shopify non serve saper scrivere codice, non occorre proteggersi da attacchi hacker o configurare un server per sostenere periodi di forte traffico al sito.” È costosa? “Potenzialmente chiunque può aprire un sito con Shopify e andare online pagando una piccola quota mensile, oltre a una percentuale sul venduto. Qualora l’azienda invece preferisse appoggiarsi ad una agenzia come la nostra per la realizzazione del sito, ci sarà da considerare l’aggiunta di un costo di start-up che varia a seconda del progetto, ma parliamo comunque di una frazione rispetto ai costi a cui siamo stati abituati con le piattaforme tradizionali.” Per approfondire l’argomento: tinyurl.com/shopify-in.


ADVERTORIAL

CUPIOLI LUXURY LIVING FINITURE PREZIOSE PER INTERNI UNICI

UNA SAPIENTE TECNICA SECOLARE, TRAMANDATA DAI PADRI AI FIGLI: CUPIOLI LUXURY LIVING DA 60 ANNI PORTA ALL’ESTERO E IN ITALIA UN’ARTE DECORATIVA PREZIOSA E INNOVATIVA.

Sono saperi antichi che si vanno perpetrando grazie alla capacità di sapienti mani e fantasia copiosa, adattandosi alle esigenze e al gusto del contemporaneo, quelli proposti da 60 anni dalla Cupioli Luxury Living. Un atelier fondato da Lodovico, appassionato disegnatore, amante della decorazione, formatosi a Rimini nella bottega dei fratelli Paolucci, all’epoca veri maestri nella decorazione e nel restauro. Raggiunte le opportune capacità, Lodovico apre a sua volta un laboratorio artigiano dedito ai vari lavori di ornamento su arredi dove l’intarsio in scagliola andrà a prevalere. Passati alcuni anni coinvolge il fratello minore Renzo, unitamente a qualche assistente, realizzando così una piccola azienda dal fascino artigianale. I Cupioli iniziano a fre-

quentare fiere internazionali che li portano per decenni a proporre la manifattura italiana all’estero. Forti della loro capacità di business artistico, fanno entrare in azienda le nuove generazioni, Sonia, figlia del fondatore Lodovico, e Luca, figlio di Renzo, coadiuvati da esperti collaboratori. Oggi l’intento dei due giovani è di spostare il focus rivolgendosi con entusiasmo anche al panorama locale. Nell’atelier si realizzano complementi d’arredo come tavoli, tavolini, consolle e mobili, seguendo attentamente le tendenze del mercato. La famiglia Cupioli ha sempre goduto di inventiva in campo artistico decorativo, facendo continua ricerca nel proprio laboratorio mettendo a punto texture, finiture preziose e innovative, come ad esempio la riproduzione di pelli animali pregiate ed esotiche,

effetto galuchat, ovvero pelle di razza o squalo. Ottenendo la massima fedeltà imitativa, senza l’utilizzo di materiali nocivi e nel totale rispetto del mondo animale, per finiture raffinate adatte anche a rivestimenti parietali. Cupioli Luxury Living fa di una tecnica decorativa secolare, come l’arte dell’intarsio in scagliola, una capacità espressiva attuale ed unica. Essi lavorano questo minerale con una rara manualità, riuscendo a donare espressività a ogni sua possibile applicazione, grazie alla sconfinata duttilità intrinseca che lo caratterizza, adattandolo in pieno alle odierne esigenze d’arredo d’interni, tanto che designer e architetti si affidano al laboratorio Cupioli per realizzare i propri progetti, dal mobile ai decori più ricercati, sempre tailor made, per un su misura impeccabile.

Via Consolare Rimini-San Marino, 50 Rimini | T. 0541 751162 | info@cupioli.com | www.cupioli.com 1

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VINCERE

Vietato

MOLLARE L’INFANZIA DI SIMONE CESARONI È STATA SEGNATA DALLA MALATTIA, MA LA VOGLIA DI VIVERE E DI FARE SPORT LO HANNO PORTATO A UNA VITA PIENA DI SODDISFAZIONI E SOGNI TUTTI DA REALIZZARE.

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di Cinzia Bauzone / ph Virginia Ditrani

Ha otto anni, Simone Cesaroni, quando viene ricoverato in ospedale con diagnosi di osteosarcoma. Questa forma di tumore osseo, piuttosto raro e particolarmente aggressivo, ha un’elevata mortalità. I medici decidono allora di amputargli una gamba, la chemioterapia in seguito compro-

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metterà per sempre il suo udito lesionandogli il nervo acustico. Un percorso lungo e difficile, che lo porterà a combattere per molto tempo ma che non annienterà la sua voglia di vivere: Simone è una sorgente contagiosa di entusiasmo e positività. Racconta: “Ho affrontato la malattia con l’innocenza di un bambino di otto anni, anche se le terapie hanno avuto un impatto doloroso sul mio corpo, come le problematiche legate all’udito. Nell’adolescenza ho avuto la fortuna di avere accanto degli amici fantastici che mi hanno fatto da scudo senza mai farmi sentire diverso da loro.” Come hai vissuto la disabilità? “Devo dire che l’ho sempre vissuta serenamente, mi ha insegnato ad arrangiarmi per riuscire ad essere il più autonomo possibile. All’età di 18 anni ho scoperto l’acqua, l’amore per il nuoto e la voglia di lottare contro i miei limiti. Mi sono iscritto in piscina e poi sono passato all’agonismo. In dieci anni ho vinto sette titoli italiani. Ho partecipato ai Giochi del Mediterraneo con la Nazionale, e ho disputato alcune gare internazionali. Terminato il nuoto sono passato al triathlon, anche se ho

sostenuto con difficoltà i ritmi degli allenamenti combinati al mio lavoro. Ho partecipato poi a una tappa del mondiale in Francia.” Oggi Simone ha quarant’anni, vive a Misano Adriatico – “da sempre”, aggiunge – ed è un consulente finanziario, pratica il pugilato “per scaricare la tensione del lavoro”, un lavoro che ama. Cosa ti ha insegnato lo sport? “Lo sport aiuta a non mollare mai. Una sorta di esercizio di costanza dove sai che devi sempre dare il massimo per affrontare i problemi di ogni giorno, tenacia, coraggio, che vengono poi riproposti anche nella vita di ogni giorno. Mi ha insegnato tanti valori come l’onestà, il rispetto dell’avversario. Lo sport aiuta a unire le persone.” Hai dei progetti per il futuro? “Ho dovuto affrontare tante battaglie, la malattia, il lavoro. Chiedo solo un po’ di serenità. Un sogno invece, ma credo rimarrà tale per via dell’età, è la partecipazione alle Olimpiadi”. Ma la vittoria più importante di Simone resta quella contro l’osteosarcoma, perché nonostante l’amputazione di un arto è diventato per tutti un esempio da seguire.


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Il vino

DI ELENA DALLA TENUTA MARA ALLA CONQUISTA DEL MONDO: ELENA EMENDATORI PORTA IN ORIENTE E NON SOLO I SUOI VINI BIODINAMICI.

U

di Lucia Lombardi / ph Fotocomunica/Pasquale Bove

Una donna biodinamica, Elena Emendatori, che si occupa della parte amministrativa e gestionale della Tenuta Mara. Wine & Relais, adagiata sulle morbide colline di San Clemente a Rimini, accompagnata nel suo

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lavoro quotidiano da Leonardo, responsabile campagna e cantina, e Davide, responsabile commerciale. Si stanno muovendo agilmente per posizionare le loro etichette sul mercato internazionale,

quindi la incontriamo per farci raccontare come sono accolti i loro Sangiovesi biodinamici rispetto a vini di altre Regioni italiane giĂ ricche di un notevole background internazionale. “Stiamo investendo molto in


campo internazionale, con attività fieristiche, eventi, incoming a Tenuta Mara di operatori di settore, e pubblicità su riviste specializzate. Crediamo molto nello sviluppo del commercio del vino nel Sud-Est asiatico, un mercato in forte crescita. In questi anni, abbiamo riscontrato ottimi apprezzamenti sui mercati esteri; sta crescendo anche il mercato italiano, grazie anche al posizionamento dei nostri vini su portali online quali: Tannico, Callmewine, Vinitaly Wine Club; e negli store offline, come Signorvino e in diverse enoteche o ristoranti italiani. Inoltre stiamo riscontrando che molti buyer esteri sono molto interessati alla nostra Regione, rispetto a dieci anni fa, questo perché in generale i vini sono cresciuti molto in qualità e anche perché il mercato estero è leggermente saturo dei vini provenienti dalle storiche Regioni (Piemonte, Toscana, Veneto). I buyer cercano novità e l’EmiliaRomagna risponde.” Come mai avete scelto di spingervi oltreconfine? “Quando abbiamo iniziato, avevamo solo un vino prodotto: il Maramia, con poche migliaia di bottiglie, e un costo che si avvicinava ai prezzi di Barolo, Supertuscan, Amarone. Avevamo notato che all’estero questo non era un problema, dimostrando che il vino aveva delle qualità uniche per il suo genere; grazie a partecipazioni fieristiche tra Europa, Cina, Usa, abbiamo ampliato il nostro portafoglio clienti in questi ultimi 5 anni. Oggi la produzione si divide tra un 70% all’estero e un 30% in Italia.” I vostri numeri sembrano interessanti, ce ne può parlare in breve? “A oggi produciamo circa 45.000

bottiglie, suddivise in tre etichette: Maramia, Guiry, Maramato. L’obiettivo finale sarà produrre circa 60-65.000 bottiglie, tutte di altissima qualità, sempre a base Sangiovese 100%, ma diverse tra di loro. Vorremmo arrivare a un 50% all’estero e un 50% in Italia.” Su quali mercati siete maggiormente presenti e su quali state puntando? “Soprattutto in Danimarca, Svizzera, Hong Kong: questi sono i mercati che fanno molta più rotazione degli altri. Vorremmo essere più presenti in Cina, con altri partners; sicuramente i mercati che stiamo tenendo sott’occhio sono India e Vietnam, nei quali, durante i prossimi mesi, organizzeremo attività mirate.” Quali vini proponete? Tra questi quali sono i più graditi e perché? “Noi produciamo sempre e solo Sangiovese in agricoltura biodinamica, con 3 etichette che hanno caratteristiche differenti. Il Maramia, con affinamento in botti di rovere francese per 15 mesi, il Guiry (etichetta a me de-

“MOLTI BUYER ESTERI SONO INTERESSATI ALLA NOSTRA REGIONE. RISPETTO A DIECI ANNI FA, I VINI SONO CRESCIUTI MOLTO IN QUALITÀ E IL MERCATO ESTERO È LEGGERMENTE SATURO DEI VINI PROVENIENTI DALLE STORICHE REGIONI. ”

dicata, dal nomignolo attribuitomi da mio padre alla nascita), con affinamento in tini di cemento naturale per 12 mesi, e il Maramato, che come dice il nome ha un colore ramato e fa affinamento in botti di rovere per 12 mesi. Non potrei definire una scala di gradimento, ogni etichetta ha la sua particolarità e il gradimento varia in base al gusto di chi lo assaggia: hanno tutti delle particolari caratteristiche di eleganza, naturalità e morbidezza, che potrete scoprire in ogni bottiglia.”

IN QUESTE PAGINE, ELENA EMENDATORI ALL’INTERNO DI TENUTA MARA. WINE & RELAIS.

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Rimini IN Magazine 04 2019  

Inauguriamo questo numero autunnale con Roberto Burioni che, a 10 anni dalla sua prima intervista su Rimini IN Magazine, ci racconta come af...

Rimini IN Magazine 04 2019  

Inauguriamo questo numero autunnale con Roberto Burioni che, a 10 anni dalla sua prima intervista su Rimini IN Magazine, ci racconta come af...

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