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Tariffa R.O.C.: Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in A. P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB - FILIALE DI FORLÌ - Contiene i. p. - Reg. al Tribunale di Forlì il 23/11/1998 n. 27 - EURO 3,00

F O R L Ì N° 1 FEBBRAIO/MARZO 2018

DOVIZIOSO

Andrea

DOVI 04.0

ALBERTO FACCANI / ... a riveder le stelle IL FOOD IN CENTRO / Nuove aperture GIUSEPPE PALMAS / Una vita su pellicola


D E S I G N P O R T R A I T.

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EDITORIALE

SOMMARIO

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Apriamo questo numero Dovi 4.0: un binomio tutto Made in Italy che lega l’eroe della porta accanto e pilota Andrea Dovizioso alla sua Ducati. Le stelle accompagnano invece Alberto Faccani, il quarantaduenne cesenate che è salito sull’olimpo dei migliori chef italiani conquistando nel 2018 la seconda stella Michelin con il suo ristorante Magnolia. Sempre di food si parla, ma questa volta con lo scopo di riqualificare i centri storici; questo l’intento delle tante nuove aperture che hanno deciso di investire sul territorio. Senza dimenticare Giuseppe Palmas, l’arrivo della Primavera, l’associazione Postcards, la mostra su Caravaggio, l’appuntamento con il Foro di Livio, l’Albana dolce e il bellissimo attico per la sezione Dome. Concludiamo questo numero con una nota romantica: uno Speciale tutto sul matrimonio. Per essere vicino a voi anche nel giorno più importante. Andrea Masotti

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ANNOTARE

Brevi IN

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ESSERE

Andrea Dovizioso

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ESSERE

Alberto Faccani

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RIVALUTARE

Il food in centro

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FOTOGRAFARE

Giuseppe Palmas

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SCOPRIRE

Ed è subito primavera

EDIZIONI IN MAGAZINE S.R.L. Via Napoleone Bonaparte, 50 - 47122 Forlì Tel. 0543.798463 / Fax 0543.774044 www.inmagazine.it info@inmagazine.it DIRETTORE RESPONSABILE: Andrea Masotti REDAZIONE CENTRALE: Roberta Bezzi Gianluca Gatta, Giulia Masci Ametta, Lucrezia Monza COORDINAMENTO DI REDAZIONE: Giulia Masci Ametta ARTWORK: Lisa Tagliaferri IMPAGINAZIONE: Francesca Fantini UFFICIO COMMERCIALE: Gianluca Braga, Elvis Venturini STAMPA: La Pieve Poligrafica Villa Verucchio (RN) ANNO XX - N. 1 Chiuso per la stampa il 7/2/2018 Collaboratori: Maria Vittoria Andrini, Roberta Bezzi, Elisabetta Boninsegna, Anna Chiarini, Roberta Invidia, Anna Iuliano, Francesca Maltoni, Giulia Masci Ametta, Francesca Miccoli, Umberto Pasqui, Rosanna Ricci Fotografi: Luca Brunelli, Nicola Frassineti,Manuel Lorenzoni, Giuseppe Palmas, Andrea Quartarone, Giorgio Sabatini, Gianmaria Zanotti

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Edizioni IN Magazine si impegna alla salvaguardia del patrimonio forestale aderendo al circuito di certificazione di FSC-Italia.

Tutti i diritti sono riservati. Foto e articoli possono essere riprodotti solo con l’autorizzazione dell’editore e citando la fonte.

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IL FORO DI LIVIO

Le ossa di Caterina

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DEGUSTARE

Il vino del contadino

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SPECIALE

Sposi

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ABITARE

Scala di bianco

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VISITARE

La grande mostra

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FOTOGRAFARE

Postcards

40 IN MAGAZINE

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ANNOTARE

Da Forlì a Porcia ELECTROLUX FORLÌ Il forlivese Marcello

M’illumino DI MENO FORLÌ Anche Edizioni

IN Magazine aderisce all’iniziativa di Radio2 e della trasmissione Caterpillar M’illumino di Meno a favore della sensibilizzazione per il risparmio energetico. Il 23 febbraio, dalle h. 18.00, tutti sono invitati a spegnere le luci superflue, sia nelle case che nei luoghi pubblici, preferendo l’illuminazione a base di candele o semplicemente quella delle stelle. Si tratta di un’iniziativa molto partecipata a livello nazionale. Si spengono la Torre di Pisa, il Colosseo, l’Arena di Verona e i palazzi simbolo dell’Italia, Quirinale, Senato e Camera. Sul sito di caterpillar caterpillar. blog.ra.it è possibile segnalare sulla mappa dedicata all’evento la propria adesione all’iniziativa.

Summit della Confederazione internazionale SPORT AMATORIALE FORLÌ Il 9 marzo Forlì accoglie il Comitato Esecutivo della

Confederazione internazionale dello sport amatoriale, presieduta per la prima volta nei suoi 105 anni di storia da un italiano, il forlivese Bruno Molea (nella foto con la squadra forlivese di mamanet, nuova disciplina che fonde pallavolo e palla rilanciata). Il summit sarà chiamato a entrare nel vivo del programma proposto dal presidente Molea – che è anche membro della Giunta nazionale del Comitato italiano paralimpico – per l’istituzione di un fondo di solidarietà che garantisca la partecipazione dei Paesi più poveri del pianeta ai Giochi mondiali amatoriali, i World Sport Games, e per l’introduzione dei Giochi mondiali amatoriali paralimpici. “Assieme al resto del Comitato esecutivo CSIT, stiamo pensando a un modello aggiornato di Confederazione che sia in grado di interagire con tutti: giovanissimi e meno giovani, senza alcuna distinzione di religione, capacità fisiche e mentali, condizioni economiche – commenta Molea –. Parlare di tutto questo nella mia città è per me un onore. Forlì ha un tessuto sociale molto attivo, una buona impiantistica sportiva e un livello di educazione e sensibilità allo sport elevato: è una città modello in termini di promozione sportiva, un palco privilegiato per parlare di politiche dello sport come strumento di welfare.”

Casadei è il nuovo direttore dello stabilimento Electrolux di Porcia. Laureato in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Bologna, Casadei è entrato in Electrolux nel 2001, nello stabilimento di Forlì, dove negli anni ha ricoperto i ruoli di Quality Manager, Manufacturing Manager e Assembly Area Manager. Dal 2014 era direttore dello stabilimento di Solaro (MI). Nel suo nuovo ruolo Marcello Casadei sostituisce Emanuele Quarin che è stato nominato Electrolux Manufacturing System Director per il settore Major Appliances EMEA. Con una vendita di oltre 60 milioni di elettrodomestici e apparecchiature professionali in più di 150 mercati ogni anno, nel 2016 Electrolux ha raggiunto un fatturato di circa 12,8 miliardi di Euro con un totale di 55.000 dipendenti in tutto il mondo.

Premiato a Roma il CONSORZIO ROMAGNA INIZIATIVE CESENA Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha assegnato a

Roma l’11 gennaio al Consorzio Romagna Iniziative un riconoscimento al merito per le attività e i progetti sportivi promossi da 21 anni sul territorio romagnolo. “Siamo estremamente orgogliosi di essere stati ricevuti dal Presidente Malagò e di avere ottenuto, attraverso questo riconoscimento ufficiale, l’apprezzamento da parte del Comitato Olimpico Nazionale,” ha dichiarato la Presidente di Romagna Iniziative Francesca Amadori. “Si tratta di una straordinaria conferma dell’esperienza unica che il nostro Consorzio rappresenta a livello locale e non solo. Esempi come Romagna Iniziative incarnano quella ideale sinergia fra imprese private a sostegno del territorio di riferimento, della sua cultura e dello sport, creando consapevolezza che la crescita umana e intellettuale vada di pari passo con una crescita economica sostenibile.” 4

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ANNOTARE

A scuola di ACQUA

In ricordo di DON MINO

FORLÌ Anche quest’anno

FORLÌ Ci ha lasciato il 24

è partito nelle scuole il progetto La mia acqua dedicato alle fonti locali di approvvigionamento idrico del territorio e del risparmio idrico. Nato nel 2013-2014 e promosso da Romagna Acque in collaborazione con la cooperativa Atlantide, il progetto è rivolto alle scuole primarie e secondarie della Provincia di Ravenna, ForlìCesena e Rimini. L’obiettivo è di far conoscere l’acquedotto della Romagna e la Diga di Ridracoli, attraverso il percorso dell’acqua dalle fonti locali di approvvigionamento ai rubinetti di casa e sensibilizzare i più giovani alla tutela delle risorse idriche. Nella nostra Provincia sono coinvolte circa 35 classi per un totale di 750 studenti.

gennaio don Girolamo Flamigni, da tutti conosciuto come don Mino. Era ospite da alcuni mesi nella casa di accoglienza Pasini di via Cerchia. Nato il 20 febbraio del 1932, era stato ordinato sacerdote il 9 aprile del 1955. Fu tra i fondatori, con Don Amedeo Pasini e un gruppo di giovani della parrocchia di San Paolo, dell’associazione Paolo Babini, che festeggia quest’anno i 31 anni di attività, ed era presidente della cooperativa omonima. La cooperativa gestisce la Casa d’accoglienza agli anziani, l’asilo nido, il Villaggio Mafalda ed il chiosco di piadina dentro il parco di Via Dragoni, Piada 52, che continua il percorso di avviamento al lavoro per persone fragili.

Da Forlì a Cesena FESTA DI RADIO 3 CESENA La Festa di Radio 3 quest’anno si svolgerà in maggio a

Cesena. Marino Sinibaldi (nella foto), direttore di Rai Radio 3, ha già svolto i sopralluoghi accompagnato dal sindaco Paolo Lucchi, dall’assessore alla Cultura Christian Castorri e da Graziano Rinaldini, presidente di Formula Servizi, partner nell’organizzazione dell’evento. Durante la Festa di Radio 3 lo staff tecnico e redazionale della radio si sposta nella città che ospita l’evento e, per tre giorni, tutti possono assistere alle trasmissioni, che contano sempre ospiti di livello nazionale e concerti dal vivo di musica classica, pop e folk. Tra i tanti ospiti presenti nelle precedenti edizioni di Forlì vale citare Ivano Marescotti, Diego Abatantuono, Eugenio Bennato, David Riondino, Musica Nuda, Sergio Staino, Dario Vergassola, Roberto Vecchioni, Laura Morante, Carlo Lucarelli, GeGé Telesforo. Oltre a trasmissioni appositamente dedicate all’evento, a Cesena sarà ospitato anche gran parte del palinsesto regolare di Radio 3. Nelle scorse edizioni, sotto i tendoni di Piazza Guido da Montefeltro, Enrico Stinchelli e Michele Suozzo avevano condotto La Barcaccia, dedicata all’opera lirica, e il pomeriggio era dedicato ai libri con Fahrenheit.

Tutto su Forlì con FORLIPEDIA FORLÌ È nata Forlipedia, l’enciclopedia online su Forlì, un’idea di Marino Mambelli, motore dell’iniziativa, la cui caratteristica – similmente a Wikipedia – è aperta alla collaborazione dei lettori e alle loro segnalazioni. Piccoli saggi e box dal taglio culturale vengono pubblicati per poi essere collegati tra loro, o a contributi esterni, con l’obiettivo di comporre uno studio più ampio e particolareggiato. Ma nel concetto di ampio trova un ruolo fondamentale la partecipazione: gli utenti iscritti possono infatti collaborare con la redazione proponendo eventi e personaggi che, per caratteristiche o valori, meritano una citazione su questa enciclopedia, che si prefigge di diventare un riferimento per il territorio. Su Forlipedia troviamo schede sul territorio (storia, quartieri, opere pubbliche, natura), sui luoghi cittadini, sulle persone nate a Forlì, o che vivono a Forlì, sull’arte e sulla cultura. www.forlipedia.it.

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ESSERE

Dovi

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UN BINOMIO TUTTO MADE IN ITALY: LA DUCATI E L’EROE DELLA PORTA ACCANTO, ANDREA DOVIZIOSO. di Francesca Miccoli / ph Gigi Soldano

“Mi piacerebbe essere ricordato come un campione vincente ma coi piedi per terra. Una persona normale, senza grilli per la testa”. C’è tutto Andrea Dovizioso in queste parole, pronunciate dal pilota forlivese tra una sessione e l’altra di test sul circuito malese Sepang, a pochi giorni dal via del motomondiale. Il Dovi si conferma l’eroe della porta accanto, l’antidivo dal cuore umile e il carattere riservato. Un ragazzo da tanti anni protagonista sulle piste di mezzo mondo ma divenuto celebre al grande pubblico e alla ribalta mediatica non motoristica per il secondo posto nel campionato 2017 della MotoGP, conquistato al termine di un’avvincente rimonta. Un risultato inatteso e per questo ancor più magico. Un’escalation che ha fatto entrare di diritto Andrea nel cuore degli appassionati e non. Anche grazie all’abbinamento con un altro mito del Belpaese: la Ducati. Il numero 4 campeggia infatti sul cupolino della Desmosedici. Da qui l’appellativo quanto mai azzeccato di Desmodovi, un termine

entrato nel lessico quotidiano e destinato a suggellare un vincente binomio tutto Made in Italy. “Non parliamo di moto italiana ma di Ducati – precisa il centauro –. Una moto e un’azienda particolari, seguita da tifosi particolari. Direi speciali. Vincere sulla Rossa contro i colossi giapponesi ha un sapore diverso”. Eppure in seno alla scuderia di Borgo Panigale Andrea ha vissuto momenti travagliati. L’approdo nel box di Jorge Lorenzo, considerato nuovo leader del team dall’alto dei suoi cinque titoli iridati, avrebbe potuto intaccare l’autostima di Dovizioso. Per fortuna è sempre la pista a ristabilire i reali valori in campo. “I risultati aiutano tutti, il 2017 mi ha permesso di confermare le mie capacità e acquisire ancor più credibilità all’interno della Ducati”. Laddove aveva fallito persino un certo Valentino Rossi! Non un modello ma nemmeno un nemico, come qualcuno ha voluto far credere. “Ho un buon rapporto con quasi tutti i colleghi, credo che il rispetto sia fondamentale. Non ho mai parlato male di VaIN MAGAZINE

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lentino, anzi l’ho sempre stimato molto: ognuno è fatto a modo suo e vive in base alle proprie convinzioni, giuste o sbagliate che siano. E per certi aspetti non siamo nemmeno così diversi”. Una dichiarazione elegante, a ulteriore riprova di un garbo anomalo in un mondo competitivo fino all’inverosimile. E altresì la testimonianza di un dualismo forse ali-

QUASI 17 ANNI DOPO IL DEBUTTO NELLA 125. SEMBRA TRASCORSA UN’ERA GEOLOGICA DA QUANDO UN IMBERBE ANDREA MOSSE I PRIMI PASSI NEL DORATO CIRCO SU DUE RUOTE. UNA VITA A PANE E PISTONI, INCORAGGIATA DAL PAPÀ ANTONIO, GRANDE APPASSIONATO DI MOTOCROSS.

mentato più dai media che non da innegabili divergenze caratteriali. Dovi festeggerà 32 primavere proprio all’indomani della prima gara del motomondiale. Quasi 17 anni dopo il debutto nella 125. Sembra trascorsa un’era geologica da quando un imberbe Andrea mosse i primi passi nel dorato circo su due ruote. Una vita a pane e pistoni, incoraggiata dal papà Antonio, grande appassionato di motocross. “L’avventura cominciò all’insegna del fuoristrada, solo in un secondo momento è arrivato l’approdo in pista”. E già durante l’infanzia il nostro eroe della normalità guardava al motomondiale con disincanto e determinazione. “Non pensavo ad altro, anche se ero appassionato di vari sport, a partire dal calcio”. Una carriera in rapida ascesa, punteggiata da trionfi, qualche sporadica delusione e, almeno agli esordi, intralci quotidiani. “Quando correvo con le minimoto e con le prime moto a ruota alta, le difficoltà erano soprattutto di ordine economico. Per poter correre e andare avan10

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ti era necessario reperire fondi e sponsor, si viveva alla giornata. Ma rifarei tutto ciò che ho fatto: lo sport e i sacrifici affrontati mi aiutano ad approcciare le sfide nel modo giusto. In pista come nella vita. Gli ostacoli infatti aiutano a progredire e a superare i propri limiti”. Il motociclismo è una disciplina che dà e che toglie. “Correre mi fa vivere bene, anche se sottrae molto tempo alla quotidianità. Da ragazzino può pesare, ma in realtà fare ciò che più ami è sempre un privilegio”. Poter vivere della propria passione è l’augurio che Andrea rivolge alla piccola Sara, la luce dei suoi occhi. “Ha 8 anni e mi segue dal vivo solo nelle gare italiane”. Enzo Ferrari sosteneva che per un pilota la nascita di un figlio equivale a un secondo in più a ogni

giro di pista. “Un’affermazione in parte giusta, ma generalizzare è sbagliato e infatti a me non è successo. Anzi”. Nel susseguirsi delle stagioni, Andrea è infatti diventato sempre più rapido, a dispetto dei timori di qualcuno. “Mentre la mia ragazza è abbastanza abituata a vedermi in pista, la mamma Annamaria fa più fatica e vive le gare con paura!”. Un sentimento solo apparentemente sconosciuto sui circuiti. Ma il Dovi, che detiene il record di gran premi consecutivi, prima di chiudere la visiera mette in conto la possibilità di finire ruote all’aria? “La paura di cadere c’è sempre e ci deve essere per mettere dei limiti. Altrimenti gli incidenti sarebbero molto più numerosi”. Sulla stagione che va a incominciare Andrea ha le idee chiare. “Il 2018 sarà simile al 2017, ma


Le aziende romagnole CON DUCATI Le aziende del territorio romagnolo hanno deciso di investire su Ducati in questo 2018 che porta aria di vittorie. Ferretti Yachts quest’anno taglia lo storico traguardo dei cinquant’anni di vita, barche e successi e stringe un prestigioso accordo di sponsorizzazione con un campione che di traguardi ne ha tagliati e ne taglierà ancora tanti: Andrea Dovizioso. “Vedere insieme due campioni del Made in Italy, mi dà una gioia incredibile”. Queste le parole dell’avvocato Alberto Galassi, AD di Ferretti Group, che esprimono a pieno la soddisfazione per l’accordo concluso. Anche Gollinucci srl ha scelto di festeggiare i suoi primi 45 anni di successi insieme a Ducati, questa volta a fianco di Michele Pirro con l’obiettivo di affermarsi in Italia e all’estero, esprimendo valori legati all’innovazione, design e bellezza distintivi del Made in Italy.

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con più piloti a giocarsi il campionato”. Guardando alle nuove generazioni, il romagnolo benedice “diversi ragazzini italiani, che hanno tutte le potenzialità per fare bene” e pronostica un avvenire luminoso al ventenne spagnolo Joan Mir. Stima anche per il pugliese ma conterraneo d’adozione Pirro. “Con Michele ho iniziato la mia avventura in Ducati: ha contribuito nello sviluppo della Desmosedici, facendo molti chilometri e restituendo informazioni importanti per la crescita della moto”. Tra una gara e una sessione di prove a tutte le latitudini, Andrea cerca di trascorrere più tempo possibile nella sua Forlì, conteso dalla famiglia, da Sara e dagli amici. “Parto sempre all’ultimo momento e torno a casa appena posso. Non vado spesso in centro perché ho bisogno di tranquillità, fondamentale

“QUANDO CORREVO CON LE MINIMOTO SI VIVEVA ALLA GIORNATA. LO SPORT E I SACRIFICI AFFRONTATI MI AIUTANO AD APPROCCIARE LE SFIDE NEL MODO GIUSTO. IN PISTA COME NELLA VITA. GLI OSTACOLI AIUTANO A SUPERARE I PROPRI LIMITI”.

per ricaricare le batterie tra un GP e l’altro”. Da grande, appeso il casco al chiodo, Dovizioso si vede ancora nel mondo dello sport. “Ho già delle idee, mi piacerebbe aiutare i giovani, ma per il momento nulla è definito”. Per una volta sono gli stessi tifosi a implorare Andrea di rallentare. Prima di pensare al domani, c’è un mondiale da vincere.

SOTTO, MICHELE PIRRO E ANDREA DOVIZIOSO CON IL SINDACO LUCCHI ALL’INAUGURAZIONE DI “GARAGE 51 STORE” DI CUI MICHELE PIRRO, CAMPIONE ITALIANO SUPERBIKE 2017 E COLLAUDATORE UFFICIALE DUCATI MOTOGP, È IL SOCIO PRINCIPALE. A COMPLETARE L’UNICITÀ DEL NUOVO STORE, CI HA PENSATO DESMOCORSE CESENA, OFFICINA MULTIBRAND CESENATE CHE SI È TRASFERITA PROPRIO A FIANCO DI GARAGE 51.


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ESSERE

...a riveder

LE STELLE

IL 42ENNE ALBERTO FACCANI SALE SULL’OLIMPO DEI MIGLIORI CHEF ITALIANI CON IL SUO RISTORANTE MAGNOLIA, NEL CENTRO DI CESENATICO, CHE HA CONQUISTATO DUE STELLE NELLA GUIDA MICHELIN 2018. di Roberta Bezzi / ph Gianmaria Zanotti

P

Puntando su modernità e valorizzazione del territorio, lo chef Alberto Faccani, si è recentemente guadagnato la seconda stella Michelin. Per l’Emilia-Romagna è lui la grande rivelazione della Guida Michelin 2018, la Bibbia della ristorazione di qualità che ogni anno promuove o boccia i vari gestori dei locali. Il suo ristorante Magnolia in viale Trento a Cesenatico, che ha ricevuto la prima stella nel 2005, è diventato ora un due stelle, riconoscimento di cui possono fregiarsi in Italia solo altri 41 locali, 400 nel mondo. La strada del 42enne cresciuto a Ravenna, ma ormai cesenate d’adozione, è segnata sin dall’infanzia. Già a cinque anni andava dicendo in giro che da grande avrebbe fatto il cuoco. Ne erano di certo orgogliose le nonne che sono state un ottimo esempio, con le loro paste tirate al mattarello e i manicaretti vari, soprattutto la domenica. Per fare contenti i genitori consegue il diploma di ragioniere, che però è rimasto finora nel cassetto. La sua cucina trae spunto dalle cose buone della terra di Romagna, per poi

prendere il volo e avere un respiro internazionale. È frutto di ricerca e di passione, di studio e di curiosità, ma anche della continua voglia di sperimentare e di conoscere nuovi sapori e consistenze. Tutti elementi che, con il tempo, lo hanno portato a scoprire il mondo e a diventare, fin da giovanissimo, membro dei Jeunes Restaurateurs d’Europe. Si aspettava questa bella promozione da parte della Guida Michelin 2018? “La speranza c’è sempre stata. Ogni giorno il nostro staff, formato da circa venti persone, lavora per soddisfare al meglio la clientela. Considerando che abbiamo circa 30 coperti, vantiamo un altissimo rapporto cliente-personale. Il nostro segreto? La sinergia fra la cucina, la sala, i piatti, la cantina. Oltre allo sforzo in termini di investimento, visto che di recente abbiamo ristrutturato l’immobile e la parte esterna”. Una curiosità che un po’ tutti hanno, riguarda i famosi ispettori Michelin che arrivano in incognito, pranzano o cenano, pagano e se ne

vanno. Come si riesce a ottenere le ambite due stelle? “Servono i giudizi positivi di sei ispettori, ossia il doppio di quelli che bastano per ottenere una stella. Riconoscerli non è per niente facile, ma il personale è sempre in fibrillazione quando arriva qualcuno che si presenta da solo. Ma non è sempre detto che sia così… Per noi sono tutti ispettori, e io cucino sempre pensando che in sala ci siano ad aspettarmi mia moglie o miei figli.” Qual è stato l’effetto immediato della seconda stella? “Vedere il ristorante tutto prenotato per un lungo periodo. Una bella soddisfazione!”. Oltre che dall’osservazione delle sue nonne in cucina, come è partita la sua formazione inizialmente da autodidatta? “Leggendo avidamente, a partire dai 12 anni, la Cucina Italiana. Poco dopo, ho iniziato a creare i primi piatti che testavo con gli amici. Gli anni passavano e il mio sogno di diventare chef non si sbiadiva, come invece in molti credevano. Preso il diploma di IN MAGAZINE

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NEL 2003 HA APERTO IL RISTORANTE MAGNOLIA, LA CUI CRESCITA È STATA VERTIGINOSA. HA RICEVUTO LA PRIMA STELLA MICHELIN NEL 2005, LA SECONDA NEL 2017. UN RICONOSCIMENTO DI CUI POSSONO FREGIARSI IN ITALIA SOLO ALTRI 41 LOCALI, 400 NEL MONDO.

IN QUESTE PAGINE, ALBERTO FACCANI, CHEF DEL RISTORANTE MAGNOLIA DI CESENATICO. LO CHEF HA RICEVUTO LA PRIMA STELLA MICHELIN NEL 2005, LA SECONDA NEL 2017.

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IN MAGAZINE

ragioniere, ho continuato all’università con Economia e Commercio, finché mi sono reso conto di sprecare del tempo prezioso. Così, con determinazione ed entusiasmo, ho provato a inserirmi nel mondo della gastronomia prima con uno stage e poi con due importanti esperienze lavorative: al ristorante Enoteca Pinchiorri di Firenze e al ristorante La Frasca di Castrocaro.” Come è riuscito nel 2003, a 28 anni, ad aprire il suo ristorante Magnolia e perché ha scelto proprio Cesenatico? “Il sostegno finanziario lo devo certamente a mio padre che sperava invece di regalarmi una casa, come ai miei fratelli. Una scommessa che oggi si può definire abbondantemente vinta. La scelta di Cesenatico è anzitutto strategica perché è una delle località in cui maggiormente si concentra il turismo della riviera. Qui c’è storia, tradizione, mare. C’è la Romagna, con la sua grande cucina povera e popolare, molto diversa da quella emiliana.

Ma c’è anche un motivo privato, considerando che con mia moglie Carlotta e i nostri due figli Mattia e Sveva abitiamo a Cesena.” I suoi piatti colpiscono subito per la bellezza e impeccabile previsione, per freschezza intellettuale, abbinamenti cromatici e di gusto. Qual è la prima dote di uno chef? “La cultura. Per lavorare bene, bisogna essere molto curiosi e partire proprio dalla conoscenza delle tradizioni e del luogo in cui si vive. I cuochi ignoranti non servono a niente.” Un piatto che certamente farebbe capire a chiunque di essere al Magnolia? “L’uovo tropicale. È un dolce, un falso uovo, a base di cioccolato bianco, cocco, passion fruit.” Il piatto che più la rappresenta? “Il Risotto Riviera Adriatica servito in un pentolino, realizzato con diverse tecniche di cottura: è un risotto bianco con una riduzione di balsamico, brodetto, emulsione con cozze e canocchie e schiuma fatta con le alghe.” Un ingrediente di cui non potrebbe mai fare a meno nella sua cucina? “La noce moscata.” Al contrario, quello che proprio non le piace? “Il cetriolo. Non lo uso mai.” Da dove viene il suo pesce, tra le materie prime da lei preferite? “Dal Mar Mediterraneo. Quando è brutto tempo al mercato di Cesenatico certe cose non si trovano. Così, le cerco anche ad Ancona, a Civitanova, o anche molto più a sud. Le ostriche, a volte anche le capesante, vengono dalla Francia, dove esiste una cultura più solida e più antica su questi prodotti.”


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Il suo pesce preferito? “Tutto il pesce azzurro” Passando alla pasta, tra le sue specialità, ci sono i cappelletti ripieni di passatelli… “Li chiamo i cappetelli. Sono

una mia intuizione, un modo di mettere la Romagna dentro la Romagna. Adoro i passatelli. Qualche mese fa me n’erano avanzati da un grosso evento e li ho trasformati in crocchette, un po’ come facevano le nonne con il lesso rimasto. Sono andato in giro con un truck a vendere qualche crocchetta per strada. È stato anche un modo per far vedere alla gente che non siamo solo cucina d’élite.” Tra i suoi idoli c’è Ferran Adrià. Perché? “Non ho mai lavorato nel suo ristorante ma sono andato da lui diverse volte. Adrià è stato la rivoluzione della cucina, ha rotto gli schemi. Ogni suo piatto può essere solo suo, ogni assaggio un’esperienza. Un genio.”

Tra i cuochi italiani, chi apprezza? “Ce ne sono tanti: Massimiliano Alajmo, Enrico Crippa, Moreno Cedroni. Anche Massimo Bottura ovviamente.” Cosa le piace mangia re quando ha fame? “Mi bastano anche due fette di salame, un piatto di cappelletti o tortellini, la pasta romagnola.” Cosa ne pensa del boom mediatico costruito attorno alla figura dello chef? “Quando ho iniziato, il mestiere di cuoco era agli ultimi posti nella scala sociale. Oggi siamo all’eccesso opposto grazie alla televisione. Il giusto sta nel mezzo. Il rischio per i giovani è pensare di poter sfondare con pochi mesi di scuola e uno stage!”.

IN QUESTA PAGINA, ALCUNE DELLE CREAZIONI DI ALBERTO FACCANI, CHE SODDISFANO SIA LA VISTA CHE IL PALATO.

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RIVALUTARE

Il food

IN CENTRO UN VERO E PROPRIO RINASCIMENTO, QUELLO CHE VIVONO IL CENTRO DI CESENA E QUELLO DI FORLÌ IN TERMINI DI NUOVE APERTURE TRA BAR, RISTORANTI, ENOTECHE ED OSTERIE. IL FOOD, DAL MADE IN ITALY, AL KM0, FINO ALLA CUCINA FUSION, INTERESSA PROPRIO A TUTTI. di Roberta Invidia e Elisabetta Boninsegna / ph Gianmaria Zanotti

Pappa Reale 20

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L

La movida sta tornando in centro? A guardare il ritmo delle nuove aperture, sia a Forlì che a Cesena, sembrerebbe proprio di sì. Piazza del Popolo, a Cesena, sta vivendo un vero e proprio Rinascimento. Lungo i lati della piazza, in poco tempo, hanno alzato le saracinesche almeno sette nuovi locali con caratteristiche e pubblico diverso. Un vero e proprio brulicare di enoteche, gelaterie, pub, osterie e bar che stanno ridando vita e anima a una piazza che sembrava andare verso una morte certa. Il primo a credere di nuovo in Piazza del Popolo qualche anno fa, è stato Pappa Reale, un bar/ ristorante minimal, specializzato in colazioni e brunch ma anche in cene particolari che di recente ha anche rafforzato la sua presenza sulla piazza. “Riaprirei qui 15 volte – racconta Luca Collini, uno dei soci – è stata un’esperienza entusiasmante fin dall’inizio. Secondo me non poteva non funzionare: è in pieno centro storico ma col parcheggio davanti. L’altra idea vincente è stata quella di proporre qualcosa di nuovo. E ha funzionato. Per quanto riguarda gli altri locali che hanno aperto dopo di noi, siamo solo contenti. Abbiamo tutti proposte diverse, siamo collaborativi e soprattutto penso che la gente si sposti più volentieri se ha un’ampia scelta su cui contare. Insieme siamo una forza”. Se il primo è stato Pappa Reale, l’ultimo a insediarsi nella piazza centrale è stata la Vineria del Popolo di Simone Rosetti, sotto il porticato del Comune. “Sono molto contento di aver investito nel cuore di Cesena – spiega Simone – è vivace e molto attivo. Al momento Cesena, anche rispetto alle altre piazze (Simone Rosetti gestisce anche la Ca’ de Be’ a Bertinoro e l’Enoteca Pisacane a Cervia) va benissimo”. In piazza ci sono altri due pub/ osteria molto frequentati. Uno è l’osteria Da Ghigo e l’altro è Lo Chalet gestito da Francesco e Matia. “È stata una bella esperienza e il mercato degli ambulanti, che all’inizio ci impensieri-

vineria del popolo va un po’ - racconta Sabrina dello Chalet - si è rivelata una grande risorsa. Il mercoledì e il sabato lavoriamo moltissimo fin dalla mattina. In periodo estivo, di sabato sera, organizziamo eventi per dimostrare che il mercato non è un ostacolo alla vita della piazza, anzi. È diventata una piazza bellissima, ideale anche per le famiglie: c’è la gelateria per i bambini, il pub per i giovani, l’enoteca per gli appassionati di vino, il cibo vegano, il ristorante di pesce, la pizzeria...”. Appena accanto alla piazza, da qualche mese ha aperto Foodie,

un locale che serve colazioni, pranzi e cene veloci realizzati con prodotti di prima qualità. Ma non è finita perché, a coronare il Rinascimento di Piazza del Popolo, c’è anche la revisione del Foro Annonario. La Voluptas Srl, società che oggi gestisce il Teatro Verdi e la Cantera, ha preso l’incarico di rimettere in moto il Foro cercando di farlo entrare nel giro della movida. Una conferma in più del fatto che il divertimento, a Cesena, ormai passa sempre più sotto la scalinata della Rocca, la bella spianata voluta nel lontano 1400 da Andrea Malatesta. IN MAGAZINE

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lo chalet LUNGO I LATI DELLA PIAZZA, IN POCO TEMPO, HANNO ALZATO LE SARACINESCHE ALMENO SETTE NUOVI LOCALI CON CARATTERISTICHE E PUBBLICO DIVERSO. UN BRULICARE DI ENOTECHE, PUB, OSTERIE E BAR CHE STANNO RIDANDO VITA E ANIMA ALLA PIAZZA.

contributo al rilancio del centro. Non si può sempre aspettare che siano gli altri a fare qualcosa”. La novità del locale di Forlì, anche rispetto all’offerta di Cervia, sono gli hamburger gourmet con pollo, gamberi e verdure e pane fatto in casa. Sul piano della cucina esotica, da segnalare è anche l’apertura in via Maroncelli, di Giardino Wu, cucina cinese gourmet negli storici locali della ex Vecchia Forlì. Dal mare arriva pure la nuova proposta di piazza XX Settembre, e attigua via Arnaldo da Brescia, dove, al posto dell’ex Muffafè, hanno aperto il ristorante di pesce Amarissimo Forlì, spin

ph Andrea Quartarone

E se Cesena è in fermento, nemmeno Forlì è rimasta a guardare. Negli ultimi tempi, tra nuove

aperture e importanti cambi di gestione, in centro è arrivata una bella ventata di novità. L’ultimo ad aprire i battenti, a metà gennaio, è stato Kinkhao, Thai Street Food, piccola ristorazione di cucina thailandese, inaugurato in corso della Repubblica dai gestori del Bagno Anna di Cervia dove l’esperimento ha già funzionato. “Gestiamo il Bagno Anna ma siamo di Forlì, viviamo in centro e crediamo molto nella parte antica della città – dice Tonino Guglielmi tra i soci di Kinkhao, insieme alla moglie e al nipote –. Forlì per noi sarà il punto di lancio per aprire altri locali e poi vogliamo dare il nostro

kinkhao 22

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ph Giorgio Sabatini

SE CESENA È IN FERMENTO, NEMMENO FORLÌ È RIMASTA A GUARDARE. NEGLI ULTIMI TEMPI, TRA NUOVE APERTURE E IMPORTANTI CAMBI DI GESTIONE, IN CENTRO È ARRIVATA UNA BELLA VENTATA DI NOVITÀ, ALL’INSEGNA DI UNA POLITICA DI RIVALUTAZIONE.

offerta è all’insegna della grande qualità”. Per una gita fuori porta, sulle colline della Provincia, non possiamo non citare la nuova apertura del ristorante Borgo dei Guidi nella cornice dei Poderi dal Nespoli e del ristorante Da Gorini a San Piero in Bagno.

ferri&menta off dell’Amarissimo di Lido di Savio, e Banco, affacciato sulla piazza, quest’ultimo con una scelta che si arricchisce di proposte per la colazione, il brunch e anche il dopocena. Poco distante, in via Giorgio Regnoli, ha fatto capolino Ferri&Menta nei locali che erano della ex ferramenta Maestri (da cui il nome) e che fino a qualche tempo fa ospitavano il Cosmonauta. A gestire il nuovo ristorantino sono Sofia Farolfi di Forlì e il marito Paolo Bertinelli, ristoratore a Parma per molti anni. “Volevamo tornare a Forlì e abbiamo scelto il fermento di via Regnoli per questa nuova avventura – dice Sofia -. Il nostro slogan è Cucina, vino e birra, siamo un bistrot contemporaneo per una pausa pranzo, o un aperitivo con un menù contenuto ma all’insegna della qualità e del fatto in casa. Il bar è molto fornito: un centinaio di etichette di vino e quattro vie di birre artigianali”. Sempre in centro ma stavolta in piazza Cavour, la piazza dell’e24

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nogastronomia per eccellenza, è arrivato Benso, la creatura che esprime le anime di Locanda Appennino, Don Abbondio e Big Bar, e che vede al timone tra i fornelli lo chef stellato Pier Giorgio Parini. All’altro capo della piazza, accanto al mercato delle Erbe, la novità si chiama Mami Margherita ed è il frutto della grande passione dei titolari, Gianni Casadei e la moglie Simona, non solo per la buona cucina ma anche per gli animali (sono anche titolari di Robinson Pet Center nrd). “Da febbraio siamo aperti anche a pranzo e puntiamo sull’etica, intesa anche come rispetto per la vita degli animali, sulla qualità delle materie prime, rigorosamente Made in Italy e preferibilmente biologiche a chilometro zero, e siamo anche il primo locale dove i cani possono mangiare accanto ai loro padroni, in una saletta del locale dedicata proprio alle famiglie composte anche da membri a quattro zampe. Anche per loro la selezione

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FOTOGRAFARE

Una vita su

PELLICOLA TOTÒ, SOPHIA LOREN E PASOLINI. QUESTI ALCUNI NOMI DEI PROTAGONISTI DEGLI SCATTI DI GIUSEPPE PALMAS, FOTOREPORTER CESENATE DELLA DOLCE VITA, VISSUTA TRA LA RIVIERA E VIA VENETO.

C

di Giulia Masci Ametta / ph Giuseppe Palmas

Cento anni fa nasceva a Cesena un fotoreporter atipico che iniziò la sua attività nel 1946 a Milano prima come cronista e poi come inviato speciale. Dopo aver abbandonato la penna per la macchina fotografica, Giuseppe Palmas, nel 1953 si trasferì a Roma dove immortalò tutti i personaggi famosi transitati per Via Veneto e dintorni. Molto conosciuto dagli addetti ai lavori ma pochissimo dal grande pubblico, fu testimone del pieno dopoguerra, quello della Dolce Vita e del Boom economico, che immortalava con grande umanità attraverso il suono dell’otturatore della sua Rolleiflex, dividendosi tra la Versilia e

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la Riviera Romagnola. Grazie al figlio Roberto ora l’archivio fotografico del fotografo della Dolce Vita conta più di 80.000 negativi provinati e circa 7 mila scansionati in lunghe notti insonni fatte di passione e dedizione. Com’era essere figlio d’arte? Figlio del fotografo della Dolce Vita? “Mio padre è morto quando avevo 13 anni e purtroppo, oltre al dolore di aver perso un genitore troppo presto, non ho vissuto in diretta il suo lavoro di fotoreporter se non marginalmente, quando ormai gli anni d’oro del periodo della Dolce Vita erano finiti. La mia famiglia è infatti tornata a Cesena proprio nel 1964, l’anno della mia nascita. Mio padre aveva aperto un negozio di fotografia in Corso Cavour, ed è lì che ho respirato quel poco del suo lavoro che ho potuto condividere. Mi ricordo le ore passate con lui in camera oscura, a stampare le foto del servizio effettuato qualche giorno prima. Sapevo che aveva fotografato un sacco di gente famosa, ma diciamo che mi sono reso conto veramente di quanto di bello avesse fatto solo quando ho preso in mano l’archivio molti anni dopo la sua morte, precisa-

mente nel 1995, quando l’allora Direttore della Biblioteca Malatestiana Lorenzo Baldacchini e Antonio Maraldi, Direttore del Centro Cinema San Biagio, mi chiesero di celebrarlo attraverso una mostra nella sua città natale. Visionando le migliaia di provini (l’archivio conta circa 80.000 negativi tutti provinati) ho realizzato subito quanto fosse immenso e prezioso il suo lavoro. I provini sono incollati in centinaia di faldoni dove mio padre annotava tutti i dettagli di ogni scatto. È stata una vera emozione aprirli e scoprire, girando le pagine, le foto di Sophia Loren, Totó, Fellini, Alberto Sordi, Pasolini, Fausto Coppi, Bartali e Berruti fotografati molto spesso in casa loro in vestaglia come fu per Totó o solo con un asciugamano addosso come per la Loren.” Si ricorda un aneddoto di quando suo padre scattava a fianco a lei? Ha conosciuto molti personaggi ritratti da Giuseppe? “Mi ricordo come fosse ieri quando Arnoldo Foà suonò il campanello di casa nostra a Cesena cercando mio padre che quel giorno purtroppo non c’era. Poi quel giorno in cui Claudio Villa


“MI RICORDO COME FOSSE IERI QUANDO ARNOLDO FOÀ SUONÒ IL CAMPANELLO DI CASA NOSTRA CERCANDO MIO PADRE. POI QUEL GIORNO IN CUI CLAUDIO VILLA SI PRESENTÒ IN MOTO SOLO PER FARGLI UN SALUTO ESSENDO PARTITO DA ROMA: I DUE ERANO MOLTO AMICI.”

si presentò in moto solo per fargli un saluto essendo partito da Roma: i due erano molto amici e il cantante Romano è in assoluto la persona più fotografata da mio padre. Come detto non ho avuto la fortuna di essere contemporaneo agli anni d’oro del suo lavoro, ma voglio raccontarle un paio di episodi postumi. Il primo riguarda Maurizio Costanzo. Mio padre l’ha fotografato giovanissimo mentre intervista Totò nel 1959. I due erano a casa del comico Napoletano a Roma, ai Parioli, e in quell’occasione Totò era appunto in pantofole e vestaglia, con la moglie e la figlia Liliana. Ebbene, nei provini Costanzo non era

menzionato, l’ho riconosciuto io. In seguito gli ho fatto avere quelle foto che ha mostrato recentemente al Maurizio Costanzo Show, menzionando l’autore.” Nel 2008 poi, il figlio di Walter Chiari, Simone Annichiarico, ha celebrato il padre attraverso il documentario Meglio essere Chiari andato in onda su Sky. La produzione mi ha prima cercato chiedendomi le foto per poterle inserire nel documentario, in seguito alla regista è venuta l’idea di organizzare un incontro tra i due figli d’arte in modo che lo scambio delle foto fosse l’occasione per celebrare i rispettivi padri. Quell’incontro, avvenuto in un Hotel di Cervia, è stato inserito ufficialmente nel documentario, e così mi sono trovato anch’io protagonista della testimonianza a fianco di star del calibro di Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Giuliano Gemma, Pippo Baudo, Fiorello, Califano, Missoni, Vanzina e Gianni Rivera.” Nel 1995 vede la luce la mostra Giuseppe Palmas - professione fotoreporter, una personale con 200 foto, finalmente a Cesena, città natale sua e di suo padre. Si può dire che ci sia stata una riscoperta postuma del grande lavoro di Giuseppe, anche grazie a tutto il suo impegno nel far conoscere il suo lavoro. Si può dire sia così? “È stato proprio così, quella mostra è stata l’inizio della riscoperta del suo lavoro, una sorta di Palmas 2.0, come si direbbe oggi riferendosi ad Internet. E proprio Internet è stato il mezzo che ha conIN MAGAZINE

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tribuito in maniera determinante alla diffusione del suo lavoro. Nel 1996 ho realizzato personalmente il primo mini-sito con le sue foto che poi è cresciuto negli anni fino a comprendere oltre 7.000 scatti, pazientemente scansionati durante le mie notti insonni. Grazie al sito fotopalmas.com, in questi anni sono stato contattato da migliaia di persone. Alcuni di questi contatti si sono concretizzati in progetti importanti: diverse mostre in Italia da Roma a Milano a Brescia, e all’estero fra cui un paio a New York, nelle pubblicazioni su libri, giornali e riviste di settore. L’anno scorso i suoi scatti sono stati esposti a Napoli nella

NEL 1996 HO REALIZZATO IL PRIMO SITO CON LE SUE FOTO CHE POI È CRESCIUTO NEGLI ANNI FINO A COMPRENDERE OLTRE 7.000 SCATTI, PAZIENTEMENTE SCANSIONATI DURANTE LE MIE NOTTI INSONNI. SI SONO POI CONCRETIZZATI ANCHE PROGETTI IMPORTANTI.

mostra ufficiale a celebrazione del 50° anniversario della morte di Totò. Tengo a precisare che tutto questo è stato fatto per hobby, nei pochi momenti liberi lasciati da famiglia, lavoro e sport.” Un desiderio per il futuro? “Dopo essere state esposte a New York e in altre location prestigiose, dopo che le sue foto sono finite sui principali giornali, su tanti libri e in TV, dopo il giardino intitolato a lui, c’è una cosa che ancora non sono riuscito a realizzare: un bel libro fotografico monografico importante, di grande formato, elegante, realizzato da una casa editrice di grido. Purtroppo un progetto del genere è molto costoso e, considerata la crisi in cui viviamo da anni, oggi è veramente difficile trovare spon28

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sor disposti a tirare fuori decine di migliaia di Euro. Ma non dispero. Mi consolo con l’idea che il prossimo autunno celebreremo il centenario della nascita di mio padre con una mostra molto importante che verrà esposta sicuramente a Brescia, grazie al mio amico filantropo Renato Corsini. In quell’occasione esponemmo foto di personaggi famosi stampate in camera oscura in grande formato partendo dai negativi originali, mentre quest’anno invece ci focalizzeremo sulle sue foto sociali, quelle che io chiamo del Neorealismo Italiano, parte molto importante del suo archivio e quelle che io prediligo: le foto di orfani,

di senzatetto, il ritorno dei reduci dalla Russia, circhi di strada, pescatori, operai. Questa mostra si chiamerà Cento volte Palmas, è già interamente finanziata per la location Bresciana. Se il Comune di Cesena troverà i fondi la replicheremo nella sua città natale. C’è già una promessa dell’Assessore alla Cultura in tal senso.”

DALL’ALTO, WALTER CHIARI, LUCIA BOSÈ, ATTORI - ROMA, 5 LUGLIO 1954, DURANTE LE RIPRESE DEL FILM ACCADDE AL COMMISSARIATO. SUBITO SOTTO, FEDERICO FELLINI, REGISTA, CON LA MOGLIE GIULIETTA MASINA, ATTRICE, E ALBERTO SORDI, ATTORE - ROMA, 15 LUGLIO 1954, CONSEGNA DEI NASTRI D’ARGENTO.


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Ed è subito

PRIMAVERA PENSAVATE CHE PARLARE DI PRIMAVERA A FINE FEBBRAIO FOSSE IMPOSSIBILE? E INVECE, ABBIAMO TROVATO PER VOI I PRIMI PERCORSI E LE PRIME ATTIVITÀ CHE ANTICIPANO QUESTA RINASCITA. di Francesco Maltoni / ph Giorgio Sabatini

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E

E chi lo ha detto che la primavera arriva solo il 21 marzo? Se il calendario non ha mai dubbi, in realtà la natura incomincia molto prima il proprio, lungo, risveglio. E con esso, riparte anche il viavai dell’uomo lungo corsi e sentieri, in cerca di una maggiore simbiosi con il creato, lontano dall’ansia di tutti i giorni. Le giornate riguadagnano terreno sul buio, che arriva sempre più tardi. Le temperature cominciano a mantenersi stabilmente intorno ai 10 gradi – qualche volta anche un po’ di più, qualche volta un po’ di meno – ma se si è grintosi e fortunati si possono già assaporare i primi, gioiosi scampoli di vita all’aria aperta. L’offerta, del resto, nel nostro territorio non manca di

certo: dalle prime uscite in barca, alle pedalate sempre più estese, o le ultime ciaspolate sotto il sole, la scelta per escursionisti e appassionati della natura è davvero ampia. Il territorio della provincia di Forlì-Cesena offre da un capo all’altro vari esempi di come l’ecosistema cominci a riprendere vita dopo la pausa invernale e, con esso, anche le attività dell’uomo si adeguano e ritornano a vivere in commistione con l’ambiente che lo circonda. Dalla riviera fino ai crinali della Campigna, il paesaggio torna a brillare dei primi colori, il cielo comincia a riempirsi degli stormi più resistenti e i panorami si apprestano a tornare rigogliosi ospitando la

NUS ET OFFICTIUS ALIQUAM, ODIT ALIAT VID UTEM VOLUPIT ASSINCI PISTOTAT IPSA IMIN EST ESTE CUSAM DOLORECUS CUSANIMOS NONSENIMI, UTE DEBITAT IUNDELENDAE. NE DOLUPTATUR

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IN APERTURA, UNO SCORCIO DI UN PRATO CON I PRIMI FIORI SULLE NOSTRE COLLINE. SOTTO, IL BATTELLO ELETTRICO ALLA DIGA DI RIDRACOLI CHE RIAPRE PROPRIO NEL MESE DI MARZO.

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vita. I primi segni partono proprio da queste settimane che precedono l’arrivo astronomico della primavera ma in realtà preparano il terreno – e non solo, anche l’acqua del mare – all’esplosione di colori e di specie che metterà la parola fine alla stagione gelida. Al Parco nazionale, complice l’altitudine e le temperature generalmente più basse, si celebra la coda dell’inverno con la possibilità di ciaspolate – ovviamente in pre-

ph Manuel Lorenzoni

I PRIMI SEGNI PARTONO DA QUESTE SETTIMANE CHE PRECEDONO L’ARRIVO ASTRONOMICO DELLA PRIMAVERA MA IN REALTÀ PREPARANO IL TERRENO ALL’ESPLOSIONE DI COLORI CHE METTERÀ LA PAROLA FINE ALLA STAGIONE GELIDA.

senza di manto nevoso – mentre alle quote più basse cominciano a liberarsi i primi sentieri per gli appassionati di trekking, con tanti percorsi lungo i rilievi più dolci dell’Appennino, tra boschi e fattorie, in cui sarà possibile incontrare calicanti, primule, gelsomini e qualche innocuo animale selvatico. Tra i percorsi più battuti, da segnalare la sempreverde Via dei Romei, al centro di un importan-

te progetto di riqualificazione che coinvolge anche strutture ricettive e istituzioni. Marzo, però, è anche il mese in cui riprende il servizio del battello elettrico alla Diga di Ridracoli, un percorso che attraversa tutti i weekend, fino ad agosto, i mille chilometri quadrati dell’invaso, attraverso un’escursione guidata con un accompagnatore pronto a rispondere a tutte le curiosità. Fino a giu-


“il buon cibo è il fondamento della vera Felicità” Auguste Escoffier

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gno, la traversata verrà svolta solo di pomeriggio, per una durata di circa 45 minuti e al costo di soli 3 euro, con possibilità di scendere in prossimità del Rifugio Cà di Sopra da cui si può raggiungere la Foresta della Lama. Da maggio in poi, con l’arrivo del caldo, ripartirà anche l’attività in canoa per i più temerari. Scendendo verso i centri urbani, come ogni anno sono in arrivo per la fine del mese di marzo – che quest’anno coincide anche con il periodo pasquale – le Giornate FAI di primavera, itinerari alla scoperta della bellezza nei centri di tutta Italia, per la valorizzazione delle peculiarità storico-arti-

LE ORE DI LUCE E IL CLIMA NON PIÙ PROIBITIVO PORTERANNO GRUPPI DI AMATORI DEI PEDALI LUNGO LA VALLATA, PRONTI A INERPICARSI PER GLI STRADELLI, ARRIVARE IN CIMA ALL’AGOGNATO PENDIO E POSTARE UNA FOTO DELLE COLLINE IN FIORE SU INSTAGRAM.

stiche e l’armonia dell’uomo con il creato, che si riscopre proprio partendo dal momento in cui si esce dalla rispettiva tana e si comincia a condividere uno spazio comune da rispettare e conservare. Cosa dire, poi, dei percorsi cicloturistici? Le ore di luce e il clima non più proibitivo porteranno gruppi sempre più fitti di amatori dei pedali lungo le arterie di vallata, pronti a inerpicarsi per gli stradelli più ripidi, arrivare in cima all’agognato pendio e, ovviamente, postare una foto delle colline in fiore su Instagram. Non solo montagna, però: tanti anche i percorsi per le due ruote anche in zona mare, di varia difficoltà, che possono prevedere brevi passag34

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gi sulle colline e poi concludersi al porto di Cesenatico, punto di partenza della Nove Colli, la più famosa manifestazione di settore, che si tiene a maggio. Che la natura sia pronta al risveglio anche sulla costa lo conferma l’apertura alle visite delle saline di Cervia, che aprono al pubblico a partire dal 19 marzo, sia per le escursioni a piedi che per i passaggi in battello da cui sarà possibile scorgere fenicotteri, avocette e altre specie protette. È possibile prenotare anche per vedere il suggestivo tramonto direttamente dalla stazione più meridionale del Parco del Delta del Po.

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QBIO LA PASSIONE PER GLI ALIMENTI

ph Isacco Emiliani

A FORLÌ E CESENA I RISTORANTI PIZZERIA QBIO SONO IL RIFERIMENTO PER CHI AMA I PRODOTTI GENUINI E CHILOMETRO ZERO.

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Le persone prima di tutto: è questa la filosofia che accompagna fin dalla fondazione la catena QBio. “Senza uno staff di persone preparate e responsabili, non saremmo riusciti a costruire tutto questo,” dice Gianluca Montanari, socio e cofondatore insieme a Gianluca Mondardini, a cui poi si è aggiunto Luca Zanotel, proprietari dei due ristoranti pizzeria di Forlì e Cesena. D’altronde il concetto di chilometro zero e di cibo biologico perderebbero di significato senza persone che credono nell’utilità di un lavoro serio e qualificato al servizio di questi valori e dei clienti che li condividono. “Per noi è molto importante formare i nostri collaboratori, tutti molto giovani – continua Montanari –, coinvolgendoli in un percorso che li porta a diventare veri e propri gestori. Il successo del progetto dipende da loro, dal loro entusiasmo e dalle loro capa-

cità.” Tra i tanti, Mauro Alba, responsabile del processo di produzione – che si occupa tra l’altro di mantenere costante lo standard di qualità del lievito madre – e i responsabili delle cucine Santina Doriani, a Cesena, e Alban Sharka e Eliseo D’Elia, a Forlì. Essenziali sono i responsabili di sala, Anna Garbin e Agnese Emiliani, a Forlì, e Marco Delvecchio e Lorenzo Rocchi, a Cesena. “Tutti i nostri ragazzi affrontano la crescita e la formazione con grande umiltà e passione, in un contesto che rappresenta per loro una grande esperienza di vita.” Il progetto nasce da lontano, dall’azienda agricola di Gianluca Montanari, convertitasi ormai totalmente al biologico, e da una passione per il buon cibo che nasce dall’utilizzo di prodotti di eccellenza. “Una passione che mi ha spinto a cercare altri produttori locali di livello e, soprattutto, persone sensibili al messaggio

IN ALTO A DESTRA, LO STAFF AL COMPLETO DEI QBIO DI FORLÌ E CESENA.


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“PER NOI È MOLTO IMPORTANTE FORMARE I NOSTRI COLLABORATORI, TUTTI MOLTO GIOVANI, COINVOLGENDOLI IN UN PERCORSO CHE LI PORTA A DIVENTARE DEI VERI E PROPRI GESTORI. IL SUCCESSO DEL PROGETTO DIPENDE DA LORO, DAL LORO ENTUSIASMO E DALLE LORO CAPACITÀ.”

di qualità e cura per il benessere.” È difficile sintetizzare le eccellenze dei ristoranti QBio. Si potrebbe dire che si tratta di locali molto belli e ben organizzati, che ogni ambiente è studiato per garantire un’esperienza piacevole e familiare, grazie anche a una reinterpretazione moderna della tradizione rurale. Si potrebbe anche mettere in luce che la pizza Moroseta – farcita con pomodoro San Marzano, funghi porcini, pecorino, tartare di carne bovina razza romagnola bio (Azienda Sadurano) e spuma di uova al Franciacorta – ha vinto nel 2016 il premio Pizza dell’anno del Gambero Rosso e che proprio quest’ultimo ha premiato QBio con due “spicchi”. Ma tutto questo è solo una conseguenza di un progetto culturale ed etico che pone al centro la qualità e la genuinità degli ingredienti e dei prodotti. Utilizzo del lievito madre, farine a chilometro zero, verdure di stagione, carni biologiche, processo di lievitazione “idrolisi” di quattro giorni, utilizzo di grani antichi con bassa percentuale di glutine: questa attenzione ai ritmi naturali e ai prodotti della campagna romagnola consente di offrire piatti eccellenti, sani e, non meno importante, altamente digeribili. Senza dimenticare le bevande, a partire dalla Qbirra, prodotta dal

ph Giorgio Sabatini

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Birrificio Artigianale Vecchia Orsa, emanazione della Cooperativa Sociale FattoriAbilità Onlus di San Giovanni in Persiceto. Tutto questo si accompagna allo studio attento delle portate e degli abbinamenti, risultato della collaborazione e della consulenza di nutrizionisti.

“Il nostro scopo è di migliorare costantemente – conclude Gianluca Montanari –. QBio è un progetto continuamente in divenire: nuovi piatti, nuove idee, nuovi ingredienti. Cerchiamo di fare sempre passi avanti nell’offerta alla nostra clientela.”

BIMBI OSPITI PER CAUSE GIUSTE Dal lunedì al giovedì, i ristoranti QBio di Forlì e Cesena offrono la cena ai bambini fino a 8 anni accompagnati dai genitori. Si chiede in cambio solo un’offerta libera a favore dei reparti di pediatria degli ospedali di Forlì e Cesena. “QBio per i bambini”, questo il nome dell’iniziativa, è una promozione valida fino alla fine di marzo. ph Isacco Emiliani

QBio Forlì - Piazza della Vittoria 16 - Tel 0543 1908024 | QBio Cesena - Via Mulini 22 - Tel 0547 1938031 | info@qbio.net IN MAGAZINE

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A poche centinaia di metri dal centro di Cesena, l’architetto Anna Iuliano ha firmato la ristrutturazione di un attico di un edificio realizzato negli anni ’70 . Aria, luce, acqua, legno. Questi gli elementi protagonisti del progetto, che impreziosiscono il nuovo cuore pulsante della casa: il patio-giardino. Le richieste del committente erano chiare. Il cliente desiderava una casa minimale ma calda e fatta di materiali naturali. Uno spazio contemporaneo, disegnato in ogni dettaglio, dall’interno all’esterno. La prima prerogativa del progetto è stata quella di eliminare il concetto di stanza a favore del concetto di ambiente, ottenendo un conti-

L’ATMOSFERA DELLA CASA È DEFINITA DA POCHI ELEMENTI, SUPERFICI BIANCHE O IN SCALA DI GRIGI, E DALLE CROMIE NATURALI DEL LEGNO, DELLA PIETRA E DEL VERDE. LINEE PULITE E MATERIALI RAFFINATI, CHE SPAZIANO DAL NABUK AL ROVERE GRIGIO.

nuum spaziale omogeneo, dotato di intimità all’interno di volumi più ampi. Il progetto distributivo si basa sulla creazione di diversi spazi, delimitati da partizioni mobili, che possono essere chiuse o aperte creando differenti combinazioni più o meno private. L’atmosfera della casa è definita da pochi elementi, superfici bianche o in scala di grigi, e dalle cromie naturali del legno, della pietra e del verde. Arredi dalle linee pulite con materiali raffinati, che spaziano dal nabuk al rovere grigio, dal vetro all’acciaio, tutto pensato per le specifiche esigenze del cliente. Prodotti di serie unici, utilizzati per poltrone, divani e tavolini, 42

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mentre gli oggetti di design sono di Rosenthal e scultura di Antonio Sciortino. Grande cura è stata data anche all’illuminazione: nel controsoffitto sono state realizzate doghe in legno verniciato bianco con faretti incassati e con luce indiretta sotto alla mensola lunga nell’interno. Una scala in rovere bianco e parapetto in cristallo porta all’attico che si divide tra zona interna, grande zona living e da un patio giardino. La zona interna è caratterizzata da un grande divano scultureo con lavorazione capitonné realizzato su disegno in pelle nabuk e da una parete materica definita da

IN QUESTE PAGINE, ALCUNI SCORCI DELL’ATTICO CESENATE DALLE LINEE PULITE.


ANCHE DI SERA, QUANDO ORMAI IL SOLE È TRAMONTATO, L’ATMOSFERA È DAVVERO SUGGESTIVA... LE APPLIQUE ALLE PARETI E LE LANTERNE BIANCHE ILLUMINANO IL TUTTO CON BAGLIORI, ORIGINANDO UNA CROMOTERAPIA CON AZIONE RILASSANTE E CONTEMPLATIVA.

una lunga mensola in rovere grigio. Nonché da una zona pranzo, definita da un rigoroso tavolo bianco, disegnato dall’architetto, e da sedie di design. La grande zona living tra esterno e interno è definita da ampi divani moderni, squadrati e con profilo in acciaio, che all’occorrenza possono essere assemblati anche in combinazioni diverse, vista la loro modularità. La zona esterna si trasforma in solarium e accoglie 44

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su una suggestiva gradinata una mini piscina sormontata da tre elementi superiori che nascondono luci e soffioni. Un ulivo nano conferisce una nota di calma e relax. Il tutto è circoscritto da un dogato che all’occorrenza nasconde un deposito/magazzino al suo interno e da fioriere alte e basse definite da un nastro di acciaio inox che le contorna e richiama il materiale negli elementi della doccia, rigorosamente di design, e le manopole dei comandi a bordo vasca. Anche di sera, quando ormai il sole è tramontato, l’atmosfera è davvero suggestiva... le applique alle pareti e le lanterne bianche illuminano il tutto con bagliori, originando una cromoterapia con azione rilassante e contemplativa. Il risultato finale è un’atmosfera sofisticata ma confortevole, tale che il cliente si dice sempre dispiaciuto ogni volta che deve lasciare casa. Questo significa che l’obiettivo è stato raggiunto.

L’architetto RACCONTA “Adoro le trame, i filati, le nuance, il profumo dei pastelli, mettere insieme e creare armonia, dare volto e personalità alle cose”. Laureata con lode in architettura nel 2005 e master al Politecnico di Milano nel 2007, l’architetto Anna Iuliano esplora differenti territori, spaziando dall’architettura all’interior design, dalla direzione artistica al design. “Nel mio lavoro guardo sempre la natura come collezione riuscita, come punto di riferimento, dove ogni pezzo è perfettamente inserito e nessuna cosa è mai nota stonata.”


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STUDIO VALDINOCI IL DENTISTA DEI BAMBINI TRA FAVOLA E MAGIA

A POCHI PASSI DALLA STAZIONE DI FORLÌ, LO STUDIO VALDINOCI OFFRE UN APPROCCIO MODERNO E TECNICHE D’AVANGUARDIA.

IL TEAM GUIDATO DALLA DOTTORESSA ELENA VALDINOCI È COMPOSTO DAL DR. MATTIA ALESSANDRONI, DR. GIANLUCA GIORGIO MARRANO, DR. FABIO CERVELLATI, DR. ARCANGELO SUMMO, DR.SSA VIVIANA SCIALABBA, DR.SSA LIVIA ROSSI.

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Il sorriso è il nostro primo biglietto da visita. Una dentatura sana e regolare conferisce armonia al viso, trasmette serenità e aiuta a vivere meglio. “È una fonte inesauribile di autostima” asserisce la dottoressa Elena Valdinoci, direttore sanitario dell’omonimo ambulatorio odontoiatrico, aperto dallo scorso 8 gennaio a Forlì in via Rosselli Del Turco 30 (angolo via Colombo), a due passi dalla stazione ferroviaria. Un centro di avanguardia, un unicum nel panorama dentistico locale e non solo. Nello studio Valdinoci si prevengono e curano tutte le patologie del cavo orale con trattamenti odontoiatrici, ortodontici e chirurgici. Un’attenzione particolare è dedicata ai pazienti più giovani. “Sono perfezionata in pedodonzia, l’odontoiatria pediatrica, e tutto il mio staff è formato in psicologia e ma-

nagement odontoiatrico infantile. Grazie a un adeguato approccio psicologico, oggi i bambini non vivono più la visita dal dentista come un’esperienza traumatica. Lo studio è organizzato a misura di bimbo con un’area giochi, libri e persino un bagno dedicato. E per i timori legati all’anestesia da anni utilizziamo con successo il protossido di azoto per la sedazione cosciente”. Tre valori importantissimi orientano la quotidianità professionale della dottoressa Valdinoci. “In primis mettere il paziente al centro, è indispensabile venire incontro a ogni sua esigenza; tendere sempre all’eccellenza; infine crescere ed evolversi continuamente, migliorando le competenze personali e professionali. E la scelta dei collaboratori avviene in base alla condivisione di questi valori”. All’origine di un sorriso sano

c’è una corretta pratica di igiene dentale. “Investire nella prevenzione paga sempre. L’incidenza della malattia cariosa nei bambini di 4 anni è del 21% mentre nei quattordicenni il dato s’impenna a oltre il 60%. Per sovvertire il trend è indispensabile fare prevenzione già a partire dalla primissima infanzia per consegnare all’età adolescenziale prima e adulta poi persone con un patrimonio dentale sano e intatto. In collaborazione con il Comune di Forlì, ho sviluppato un progetto di prevenzione che coinvolge le scuole dell’infanzia e in futuro dovrebbe interessare anche la scuola primaria. Con l’ausilio del mio libro ‘Il mio dente è un’isola’, illustrato dalla brava Francesca Farinelli, spiego ai piccoli l’importanza di avere denti sani, primi attori della masticazione, del sorriso e della comunicazione. E ancora come si sviluppa la carie e come evitare l’insorgere della patologia. A partire da una corretta pratica di spazzolamento, accurata e regolare, e da una valida igiene alimentare unita ai controlli periodici dal dentista, visto non come una persona da temere bensì come un eroe salvifico”.


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È INDISPENSABILE VENIRE INCONTRO A OGNI ESIGENZA DEL PAZIENTE, TENDENDO SEMPRE ALL’ECCELLENZA; CRESCERE ED EVOLVERSI CONTINUAMENTE, MIGLIORANDO LE COMPETENZE PERSONALI E PROFESSIONALI.

Ma a che età è consigliato portare un bimbo dall’odontoiatra? “Più piccoli sono meglio è: le buone abitudini che si acquisiscono nell’infanzia si consolidano nel tempo. Educare alle corrette pratiche igieniche significa preservare la salute del cavo orale. Nella nostra cultura non è radicata l’idea della prevenzione, si ricorre al dentista solo quando insorge un problema: il 76% dei bimbi effettua la prima visita addirittura dopo aver compiuto i 6 anni. Al contrario di quanto accade nel mondo nordeuropeo e statunitense: secondo l’American Academy of Pediatric Dentistry ben il 15% dei futuri genitori chiede consulenza all’odontoiatria

pediatrico prima che nasca il bambino e il 90% dei bambini si sottopone a una visita nel corso del primo anno di vita. Io stessa ho partecipato a incontri con le neomamme: confronti da cui è scaturito uno scambio e un accrescimento reciproco. Il team guidato da Elena Valdinoci ha una formazione specialistica per supportare i piccoli pazienti ma anche gli adulti odontofobici. “Sono più numerosi di quanto si possa immaginare. L’odontofobia è un disturbo riconosciuto ufficialmente dall’OMS: una paura irrazionale, legata quasi sempre alla memoria di esperienze traumatiche vissute durante l’infanzia. Ricordi

sedimentati che fanno associare la figura del dentista a una sensazione di dolore e sofferenza”. Un’ansia che può essere alimentata anche da stimoli ambientali, già in sala d’aspetto. “ L’ambulatorio deve trasmettere sensazioni positive, dalla ripartizione degli spazi agli allestimenti. È importante eliminare gli stimoli fobici: dal rumore del trapano all’odore di disinfettante. “In studio il paziente non deve avere la sensazione di entrare in un ambulatorio odontoiatrico. Oggi il dentista non è un carnefice ma un alleato della salute e della bellezza”. Per garantire prestazioni d’eccellenza, lo studio Valdi-

noci si avvale di una tecnologia avveniristica. “Abbiamo potenziato la diagnostica per immagini con una Tac di ultima generazione che espone il paziente a un numero inferiore di radiazioni rispetto alle metodiche tradizionali e al tempo stesso garantisce una qualità di immagine impeccabile. Una buona diagnosi è fondamentale per un buon piano di trattamento”. L’attenzione per i propri pazienti passa anche attraverso ciò che loro non vedono: lo studio Valdinoci dispone di un impianto osmotico e di un sistema di igienizzazione centralizzato per garantire una disinfezione che non ammetta compromessi.

Forlì, Via Rosselli Del Turco 30 T. 0543 20239 C. 370 3103987 info@studiodentisticovaldinoci.it IN MAGAZINE

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VISITARE

L’eterno

E IL TEMPO IL 10 FEBBRAIO HA INAUGURATO, COME OGNI ANNO, LA GRANDE MOSTRA AI MUSEI SAN DOMENICO DI FORLÌ. LA SFIDA? MOSTRARE UN SECOLO COMPLESSO COME QUELLO DEL ‘500, TRA MICHELANGELO E CARAVAGGIO.

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di Rosanna Ricci

I musei San Domenico e la chiesa conventuale di San Giacomo Apostolo sono gli spazi espositivi in cui è stata accolta la grande mostra L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio che si tiene fino al 17 giugno 2018. La Chiesa di San Giacomo ha già ospitato alcune mostre, in particolare rassegne di grandi fotografi, ma solo ora, al completamento dei lavori di restauro, possiede le condizioni adatte per accogliere opere preziose e di altissima qualità realizzate o riferite al XVI secolo. Proprio dal San Giacomo parte la mostra, con pale d’altare e un arazzo di Raffaello, ma le figure centrali delle oltre 200 opere esposte sono Michelangelo (di cui potranno essere ammirate due grandi statue il Cristo Risorto dei Giustiniani e il Cristo Portacroce oltre ad alcuni disegni) e Caravaggio (La Madonna dei Pellegrini e Il sacrificio di Isacco oltre ad altri capolavori). Tuttavia il vero protagonista di tutta la scena è il Cinquecento, ossia gli anni che intercorrono tra il sacco di Roma (1527) e la morte di Caravaggio (1610); tra l’avvio della riforma protestante (1517-1520) e il Concilio di Trento

(1545-1563); tra il Giudizio universale di Michelangelo (1541) e il Sidereus Nuncius di Galileo (1610). Sono gli anni in cui i conflitti religiosi sono in primo piano, dalla riforma protestante alla controriforma cattolica, ma sono anche gli anni in cui inizia un modo moderno di pensare ed agire. Di conseguenza viene proposta una lettura più ampia che supera i limiti che il secolo sedicesimo aveva imposto alle opere di arte sacra. Viene approfondito il dramma e nello stesso tempo il fascino di un secolo che segna la convivenza ma anche il passaggio dalle splendide posizioni del Rinascimento ad un’altra forma, anch’essa ricca e piena di nuove proposte, come quella del Manierismo che si identificò anche in capolavori di grande spessore. La chiesa imponeva una difesa delle immagini sacre secondo i modi tradizionali, ma, nel frattempo, si manifestava una nuova definizione di questo genere d’arte per renderla senza tempo come è stata quella di Valeriano e Pulzone, di Tiziano o dei Carracci. Il Cinquecento visse, dunque, momenti infuocati sul tema religioso. Si pensi, ad

esempio, alle opere innovative di Caravaggio, non sempre accettate perché non rispondevano alle immagini predefinite volute dai committenti. L’artista, infatti, tentò una innovazione radicale del significato religioso interpretandolo come religione profondamente popolare. Si voleva, in altre parole, una nuova forma di devozione che parlasse a tutti i cuori, come ad esempio la figura tanto amata di San Francesco d’Assisi. Oltre agli artisti citati, non mancheranno, nella mostra, opere di Ludovico Carracci, (in foto a destra, Conversione di Saulo) Raffaello, Rosso Fiorentino, Sebastiano del Piombo, Pontormo, Lorenzo Lotto. Sono presenti anche le opere di Tiziano in cui il corpo umano acquista una dimensione fra il sacro e il profano. Lo scopo, in altre parole, è di presentare un impianto giusto per capire un secolo tanto complesso, mantenendo con grande coerenza il rapporto fra narrazione ed esposizione. Per quanto riguarda Forlì, città del ‘500, non sono state certo dimenticate opere di artisti come Agresti, Menzocchi, Modigliani.


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FOTOGRAFARE

Postcards

CARTOLINE DA... UN SODALIZIO TRA GIORNALISTI, FOTOGRAFI E CREATIVI CHE STA SFORNANDO EVENTI NUOVI E MOLTO PARTECIPATI: QUESTA L’ANIMA DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE POSTCARDS. di Anna Chiarini / ph Nicola Frassineti

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A SINISTRA, UNO DEGLI SCATTI CHE HA PARTECIPATO AL CONCORSO “CARTOLINE DAL SANTARELLI”. A DESTRA, L’ASSOCIAZIONE POSTCARDS AL COMPLETO.

Coinvolgere i cittadini nel racconto delle proprie città e nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, attraverso la fotografia e i social network. Questo è ciò che anima l’associazione culturale Postcards, un sodalizio tra giornalisti, fotografi e creativi che sta sfornando eventi nuovi e molto partecipati sia a Forlì che a Cesena. L’ultimo in ordine di tempo è stato Cartoline dal Santarelli, un contest e una mostra fotografica organizzati insieme al Comune di Forlì, Atrium Forlì e al gruppo Facebook Fotografiamo Forlì per raccontare l’ex asilo Santarelli di via Caterina Sforza, prima della sua radicale trasformazione. Il concorso ha visto la partecipazione di 90 fotografi, dalla Romagna e oltre, con più di 400 foto in gara ed è stato soprattutto un modo per far rivivere, attraverso gli obiettivi di tante persone diverse, uno dei luoghi del cuore della città. La scorsa estate, invece, in collaborazione con altre associazioni, Postcards aveva proposto Cartoline da Forlì 800, una singolare caccia al tesoro fotografica in centro a Forlì, la prima in costume d’epoca, in cui ogni prova era tenuta da un personaggio storico, da Aurelio Saffi a Giuseppe Garibaldi. “Ci piace sperimentare, fondere e mescolare esperienze, mezzi espressivi. Ecco perché i nostri eventi, pur essendo quasi sempre basati sulla fotografia, coinvolgono anche altre realtà e vogliono spaziare in altri ambiti e territori – dicono i soci fondatori Roberta Invidia, Andrea Bonavita, Melissa Triossi, Elisabetta Boninsegna e Fabio Campanella –. L’obiettivo è coinvolgere e far partecipare le persone. Noi mettiamo l’idea creativa e l’impegno per realizzarla, ma poi i protagonisti sono i cittadini, armati di macchina fotografica o anche semplicemente di smartphone”. L’associazione è spesso coinvolta in iniziative a favore di luoghi delle città, come i mercati. A Cesena, nel 2016, grazie alla collabo-

L’ULTIMO EVENTO IN ORDINE DI TEMPO È STATO CARTOLINE DAL SANTARELLI CON LA PARTECIPAZIONE DI 90 FOTOGRAFI E PIÙ DI 400 FOTO IN GARA. È STATO SOPRATTUTTO UN MODO PER FAR RIVIVERE UNO DEI LUOGHI DEL CUORE DELLA CITTÀ.

razione con il Comitato di Zona A, le fotografie del concorso Cartoline da Cesena sono diventate il biglietto da visita del mercato ambulante. E a Forlì, nel mese di dicembre, è stata inaugurata la mostra fotografica dedicata al Mercato delle Erbe di Piazza Cavour, in collaborazione con Iscom Bologna e l’Assessorato al centro storico del Comune di Forlì. E nel futuro cosa c’è? “Usciremo dai confini di Forlì con iniziative fotografiche dedicate al comprensorio, riproporremo la caccia al tesoro in costume d’epoca e stiamo lavorando a una mostra che avrà caratteristiche del tutto nuove rispetto a quanto già visto fino ad ora e sarà dedicata al luoghi religiosi di Cesena”.

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NUOVO SUPERMERCATO FAMILA QUALITÀ E CONVENIENZA NEL CUORE DELLA CITTÀ

IN VIA ANDREA COSTA A FORLÌ, FAMILA È IL RIFERIMENTO DI CHI CERCA LA QUALITÀ DEI PRODOTTI LOCALI.

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È stato inaugurato a fine anno a Forlì il nuovo supermercato Famila, in via Andrea Costa 49, ultimo nato della rete distributiva che fa capo al Gruppo Arca che, con 45 anni di attività alle spalle, conta oggi oltre 100 punti vendita e oltre 1300 collaboratori. Guidato dal Presidente Giovanni Baldacci, il gruppo gestisce i supermercati A&O, Famila e i cash&carry dell’insegna C+C in Romagna e nelle Marche dall’inizio degli anni ’90 mantenendo da sempre uno sguardo attento all’evoluzione dei gusti del consumatore che, unito alla professionalità del management, costituisce uno degli ingredienti del successo che lo contraddistingue. L’esperienza del gruppo, attento e reattivo nei confronti delle esigenze del consumatore, si rispecchia nell’evoluzione dei supermercati che accol-

gono sempre i prodotti freschi del territorio. L’apertura della nuova attività nella città di Saffi rappresenta dunque un nuovo traguardo e uno stimolante motivo di ulteriore crescita nel territorio romagnolo. Circondato da un ampio parcheggio che conta ben 120 posti auto, il nuovo Famila si contraddistingue per qualità e convenienza e vuole porsi come nuovo punto di riferimento per la spesa quotidiana dei forlivesi. Missione compiuta fin da subito, considerato che Famila ha partecipato attivamente, fin dai primi giorni dopo l’apertura, alle iniziative che hanno animato la città durante il periodo natalizio. Il nuovo supermercato di via Andrea Costa, così come le altre attività che vantano lo stesso nome, si contraddistingue per un’offerta che propone un’ampia varietà di prodotti freschi del

IN QUESTE PAGINE, ALCUNI SCATTI DEL NUOVO PUNTO VENDITA FAMILA DI VIALE ANDREA COSTA.


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IL NUOVO SUPERMERCATO DI FORLÌ VANTA FORMAT E ATTREZZATURE INNOVATIVE CHE CONSENTONO UNA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI E SCELTE PROGETTUALI E IMPIANTISTICHE ORIENTATE ALLA SENSIBILITÀ AMBIENTALE.

territorio romagnolo. Dichiara infatti Giovanni Baldacci: “Consolidare la nostra presenza sul territorio è un messaggio di fiducia importante e una scelta che ci impegna ancor di più nei confronti dei nostri clienti, nel proporre soluzioni che coniugano qualità del prodotto e convenienza, alla velocità e alla comodità della spesa”. Il nuovo supermercato di Forlì vanta format e attrezzature innovative che consentono una riduzione dei consumi energetici e scelte progettuali e impiantistiche orientate alla sensibilità ambientale. Ma la vera novità è il reparto ma-

celleria: vasto assortimento e grande qualità sono esaltati ulteriormente da un’area dedicata alla frollatura della carne, che consente di migliorarne le caratteristiche organolettiche, conferendole più gusto e tenerezza. Le novità non finiscono qui. In aggiunta, Famila ospita una cantina che colleziona esclusive etichette di vini, perfetti per accompagnare i piatti gastronomici freschi preparati tutti i giorni da una cucina interna. Il reparto pescheria, animato da arrivi quotidiani di pesce freschissimo proveniente dai mercati locali, è accompagnato da un reparto friggitoria e pesce cotto dove è possibile gustare prelibatezze quotidiane. All’ingresso un fornitissimo reparto ortofrutta è arricchito con un angolo dedicato agli amanti dei prodotti vegani. Rivendita self service di pane fresco con servizio di taglio e una vasta offerta di prodotti biologici e per celiaci sono invece le caratteristiche del reparto panetteria. Infine un reparto casalinghi e molto altro sono quello che si può scoprire all’interno del nuovo

Famila di Forlì, che ha scelto di indicare il costo dei prodotti su frontalini elettronici, consentendo una gestione centralizzata e immediata della variazione dei prezzi. Non mancano di certo le offerte giornaliere che vanno ad aggiungersi a quelle con cadenza periodica che da sempre contraddistinguono l’insegna. Questo nuovo progetto, frutto dell’impegno dei numerosi collaboratori, partner e molte risorse, vanta infine, come obiettivo non ultimo, la creazione di nuovi posti di lavoro, come dichiara orgogliosamente Giovanni Baldacci “Vorrei porre l’accento su un aspetto molto importante e di cui siamo particolarmente fieri ovvero la possibilità di generare, grazie a quest’apertura, 50 nuovi posti di lavoro dando così un altro contributo al benessere generale del nostro territorio”. Le porte del nuovo supermercato Famila in via Andrea Costa 49 sono aperte tutti i giorni, domenica inclusa, con orario continuato dalle 8:00 alle 20:00.

Forlì - Viale Andrea Costa, 49 IN MAGAZINE

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IL FORO DI LIVIO

Le ossa di

CATERINA NEL 1835 GIUNSE A FORLÌ UNA CASSA MISTERIOSA: CONTENEVA DELLE OSSA. IL MITTENTE ERA UN PITTORE FIORENTINO, CHE AVEVA DICHIARATO: “SONO DI CATERINA SFORZA”.

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di Umberto Pasqui

Prima di svelare i contorni di questa strana vicenda, occorre ricordare che la Tigre di Forlì morì ad appena 46 anni a Firenze nel maggio del 1509. Anno cruciale è il 1500: il 12 gennaio cade la Rocca di Ravaldino di Caterina Sforza, ormai ultima enclave a non rassegnarsi ai Borgia. In quel giorno, però, i francesi entrano nelle mura. Caterina continua a resistere combattendo in prima persona con le armi in mano, fino a quando si arrende. Ravaldino era caduta, forse per un tradimento. La Tigre di

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Forlì si dichiara prigioniera dei francesi. Caterina, vinta dai Borgia, fu portata dapprima a Roma dove viene incarcerata a Castel Sant’Angelo. Per giustificare la sua prigionia, il pontefice la accusa (forse falsamente) di avere tentato di avvelenarlo con delle lettere spedite in risposta alla bolla pontificia con la quale la Contessa era stata deposta dal suo feudo. Fu carcerata fino al 30 giugno 1501 quando venne liberata. Tuttavia, Caterina sarà obbligata da Alessandro VI a firmare la definitiva rinuncia ai suoi Stati. Soggiornò nella residenza del cardinale Raffaele Riario e, ritiratasi in Toscana, visse dapprima a Livorno, quindi a Firenze. Pur a distanza, Caterina continuò ad avere nel cuore Forlì: mantenne legami in particolare con le monache di Santa Maria della Ripa, dimostrando a quarant’anni un radicato senso religioso. Seppur caduta in disgrazia, fece di tutto per proteggere e aiutare gli abitanti di Forlì. Ma quando la Tigre ormai doma, nel 1503, tenterà di riprendersi il suo Stato, i mercuriali le volteranno le spalle. Gli ultimi momenti fiorentini non saranno felici per Caterina: lamenterà ristrettezze econo-

miche e maltrattamenti nei suoi confronti. Una grave polmonite la stroncherà alla fine del maggio del 1509. Viene sepolta nel convento delle Murate a Firenze, senza fronzoli. Suo nipote, Cosimo I de’ Medici primo Granduca di Toscana, in seguito farà apporre una pietra dove si esplicita la sepoltura. Nel 1835 il convento venne trasformato in prigione statale, cosa che comportò lavori di non poco conto. Fu rimossa una tomba dalla lapide rovesciata. Non si sa chi manomise l’iscrizione voluta da Cosimo ma è difficile dubitare sul fatto che fosse la tomba di Caterina. Il capomastro raccolse le ossa per consegnarle al pittore Liverati. Per intermediazione dell’abate Missirini, le ossa furono spedite a Forlì. Le più alte magistrature forlivesi chiesero perizie. Liverati fornì le credenziali firmate dallo scultore Pampaloni e dell’architetto Giraldi che descrivevano nei particolari la scoperta dei resti mortali della Signora. L’amministrazione locale di allora continuò a non fidarsi e rispedì al mittente le ossa nell’agosto del 1844. Liverati morrà pochi mesi dopo, senza eredi, e delle ossa non si saprà più nulla.


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CLINICA SANTA TERESA LA MODERNA ODONTOIATRIA PASSA DAL DIGITALE

MINORI SEDUTE, TEMPI PIÙ RAPIDI, RISPARMIO ECONOMICO E PRECISIONE SUBMILLIMETRICA: QUESTA È L’ODONTOIATRIA ALL’AVANGUARDIA DELLA CLINICA DENTALE SANTA TERESA A CESENA.

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Diagnosi in 3D, impronta digitale, terapia chirurgica computer-guidata, manufatti protesici biocompatibili. L’innovazione tecnologica e le metodiche all’avanguardia della Clinica dentale Santa Teresa di Ravenna sono arrivate anche a Cesena. La Clinica Santa Teresa di Ravenna, nata nel 2014, ha inaugurato a fine gennaio la sua terza struttura che si trova a Cesena a pochi passi dalla Barriera Cavour, in viale Gaspare Finali, 42. “Siamo nati all’interno del Polo di Santa Teresa di Ravenna spiega Monica Pezzi, direttrice amministrativa della clinica dentale Santa Teresa - per completare i servizi di odontoiatria del polo ravennate. Ogni nostra struttura è dotata delle più moderne tecnologie per offrire il meglio delle cure odontoiatriche. Grazie a metodiche di ultima generazione

come “Cerec-Galileos” oggi è possibile pianificare ognuna delle fasi in un sistema integrato di software e di attrezzature che dialogano in 3D, il risultato che si ottiene è un sorriso in un’unica seduta con il massimo della precisione e il minimo disagio per il paziente”. “Ci si lascia alle spalle i metodi artigianali - spiega Fabio Fusconi , direttore sanitario delle cliniche - e le abilità del medico sono integrate con la programmazione e il controllo tipici dei processi industriali di precisione. Un’assoluta novità è rappresentata dal sistema integrato “Cerec-Galileos”, che permette di elaborare diagnosi in 3D, da un lato, e pianificare i trattamenti chirurgici e protesici dall’altro, partendo da un’impronta digitale e dalla Tac di ultima generazione: Tac Cone Beam”. “Con questo prezioso stru-

mento è possibile effettuare diagnosi in 3D e non più in 2D per poi adottare una terapia chirurgica computer-guidata che consente una precisione submillimetrica, che non è propria dell’uomo, ma solo delle macchine, e infine la fabbricazione, prima dell’intervento, di manufatti protesici biocompatibili. Con il sistema “Cerec-Galileos” oggi è possibile pianificare ognuna delle fasi in un sistema integrato che dialoga in 3D”. Se un tempo il medico inviava il paziente a strutture ospedaliere in cui effettuare questi esami, ora invece grazie alla presenza di questa Tac l’esame può essere effettuato in clinica. In questo modo il team di Santa Teresa riesce in tempo reale a recuperare il file digitale e ad elaborarlo. Il paziente conosce subito l’esito della tac e non fa altre sedute:


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UN’ASSOLUTA NOVITÀ È RAPPRESENTATA DAL SISTEMA INTEGRATO “CEREC-GALILEOS”, CHE PERMETTE DI ELABORARE DIAGNOSI IN 3D, DA UN LATO, E PIANIFICARE I TRATTAMENTI CHIRURGICI E PROTESICI DALL’ALTRO, PARTENDO DA UN’IMPRONTA DIGITALE E DALLA TAC DI ULTIMA GENERAZIONE.

entra in clinica con una richiesta ed esce con una proposta. Una metodica che riduce drasticamente i tempi: “basti pensare che dopo una seduta di poco più di un’ora, nella quasi totalità dei casi viene montata al paziente la sua nuova protesi fissa sostenuta dagli impianti appena inseriti dandogli la possibilità di non stare mai senza denti e di tornare a una vita sociale fin da subito, potendo sorridere immediatamente”. Nello specifico, nella prima fase diagnostica, le immagini tridimensionali della bocca del paziente, vengono rilevate sia con la Tac Cone Beam

“Galileos” che con l’impronta digitale “Cerec”. Il Galileos, è un apparecchio radiografico CBCT (Cone Beam Computer Tomografy) di ultima generazione con tecnologia digitale, che permette di avere immagini in 3D volumetriche e con dosi radiologiche 70 volte meno di una Tac tradizionale. Il “Cerec” è composto sia da una telecamera per rilevare un’immagine in 3D della bocca del paziente, che da un software che l’odontoiatra utilizza per la progettazione in 3D dei denti. Successivamente i dati vengono inviati al fresatore “Cerec” ad alta precisione che estrae da un blocchetto di ceramica i denti finiti. “Quindi - sottolinea Fusconi - non utilizziamo più le impronte tradizionali, che sono fastidiose per il paziente e otteniamo una precisione assoluta, una maggiore velocità di esecuzione, e un risultato estetico migliore, ma soprattutto un risultato biocompatibile eccellente perché non si adoperano più i metalli,

talvolta causa di inestetismi. I manufatti protesici sono praticamente indistinguibili da quelli naturali”. Successivamente l’odontoiatra implantologo grazie al software di programmazione in 3D, progetta in modo virtuale la posizione degli impianti in bocca con una precisione e predicibilità di posizionamento che non è possibile se effettuato con il solo occhio umano del professionista. Il risultato della pianificazione chirurgica è un manufatto che si chiama mascherina chirurgica 3D, che in fase di intervento di implantologia viene posizionata in bocca al paziente. “L’uso di questa metodica consente di ottenere due grandi vantaggi: il chirurgo non effettua né tagli e né mette punti di sutura, perché gli impianti dentali vengono messi con la tecnica “flapless”; si ottiene la massima precisione in termini di posizionamento degli impianti sia in senso verticale che di inclinazione e di profondità”.

Cesena - Viale Gaspare Finali, 42 - Tel. 0547 179 6570 www.clinicadentalesantateresa.it clinicadentalesantateresa IN MAGAZINE

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DEGUSTARE

Il vino del

CONTADINO LA STORIA DI QUESTO VINO SI INTRECCIA CON ANTICHI ROMANI, PRINCIPESSE E CONTADINI. COSÌ L’ALBANA DOLCE, NEL TEMPO, È RIUSCITA A METTERE D’ACCORDO PROPRIO TUTTI. di Mariavittoria Andrini

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IN APERTURA, UN BICCHIERE DI ALBANA DOLCE, PERFETTO IN ABBINAMENTO A FINE PASTO CON I CANTUCCI.

Certo che l’Albana di strada ne ha fatta tanta in questi ultimi cinquant’anni! Nella sua lunga storia questo vino ha sempre rappresentato il vino del contadino, quello che si metteva via quando nasceva un figlio e che si apriva per il compleanno o per la comunione o per il matrimonio, per festeggiare inzuppandoci una bella fetta di ciambella. Poco importava se la qualità non era massima. Quel vino dolce rimaneva, comunque, un bel ricordo perché legato ad eventi lieti e importanti per la famiglia. Ma la sua storia è antichissima e si può far risalire agli antichi Romani, che lo chiamavano albus bianco e lo descrivevano come vino dall’indole nobile, eccellente e pregiato. Ma fu una donna a legare, con una leggenda, il suo nome alla bontà di questo vino. Era un giorno del 435 d.C. di una estate caldissima. La malaria, nel ravennate, mieteva molte vittime. Per sfuggire a questa malattia la principessa Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio di Ravenna, si rifugiò in un paesino di collina e le fu offerto un calice di vino. Dopo averlo assaggiato, estasiata, esclamò “...non così umilmente ti si dovrebbe bere, bensì berti in oro per rendere omaggio alla tua soavità”. In suo onore quel paesino chiamato Monte dell’Uccellaccio, cambiò il suo nome e divenne l’odierno Bertinoro. La realtà è che quel vino bianco e dolce del contadino si è evoluto. Il primo importante riconoscimento il vitigno lo ottiene nel 1967 quando viene riconosciuta la D.O.C. o Denominazione di Origine Controllata. Nel 1987 l’Albana di Romagna, ottiene la D.O.C.G., Denominazione di Origine Controllata e Garantita, primo vino bianco in Italia a ricevere questo prestigioso riconoscimento. La produzione si estende in tutta la Romagna, ma ha trovato il suo terroir ideale nella collina di Bertinoro che, per il suo suolo argilloso conferisce a questo meraviglioso vino dorato, una struttura complessa ricca di

La Favola DELL'ORTO “Abbiamo realizzato questa pizza in occasione dei 50 anni di DOC dei nostri amati Sangiovese e Albana di Romagna ed ispirandoci al nostro territorio. D’altronde viviamo in uno dei luoghi più belli d’Italia ed ogni occasione è buona per festeggiarlo!” Così ci racconta Bianca Bonetti, titolare della Favola dell’Orto (in alto, nella foto, insieme al suo staff), pizzeria aperta quest’anno sulla bellissima terrazza di Bertinoro. Quella che propongono è una pizza realizzata con impasto di farina integrale e di tipo 1 con lavorazione ad acqua e senza l’utilizzo di lieviti, mozzarella bio, prugne bio, raviggiolo e salame gentile di Mora Romagnola. IN MAGAZINE

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profumi, aromi raffinati e morbidezza perfettamente bilanciata. L’Albana viene prodotta in diverse tipologie: secco, dolce e passito (Docg) e anche spumante (Doc) e si abbina perfettamente a molti piatti: l’Albana secca è perfetta con il pesce ma anche per piatti di carne come il coniglio, l’oca, l’anatra. L’Albana amabile o dolce è perfetta con la pasticceria secca, come la ciambella o gli scroccadenti. L’Albana passito o passito riserva, si sposa perfettamente con formaggi, in particolare con il formaggio di fossa, foie gras e terrine di selvaggina. In questi ultimi anni sono aumen-

L’ALBANA SECCA È PERFETTA CON IL PESCE MA ANCHE PER PIATTI DI CARNE. L’ALBANA AMABILE O DOLCE CON LA PASTICCERIA SECCA. L’ALBANA PASSITO O PASSITO RISERVA, SI SPOSA PERFETTAMENTE CON FORMAGGI, FOIE GRAS E TERRINE DI SELVAGGINA.

tati i produttori che si interessano a questo vitigno unico e che vanta una grande personalità, tanto che sono sempre di più i premi nazionali ed internazionali che vengono riconosciuti a questo vino: Eccellente per la Guida Emilia-Romagna da Bere e da Mangiare, Tre Bicchieri per la Guida dei vini italiani Gambero Rosso, e tanti altri. L’Albana ormai è diventato il simbolo di Bertinoro tanto che, nel 1987, quando ottenne la D.O.C.G., si festeggiò l’evento facendo fondere una campana celebrativa che, in un primo tempo, fu collocata nella torre civica. Fu successivamente spostata nella terrazza della Ca’ de Be’, prima enoteca dei vini di Romagna, affinché, coi suoi rintocchi, fosse simbolo beneaugurante per tutta la produzione vinicola di tutto il territorio. 60

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Cheesecake all’Albana BY FOODIE Per chi vuole prendere la Romagna a sorsi, l’ideale è bere un buon bicchiere di Albana dolce, vino tradizionale per eccellenza che anche nei tempi più bui non poteva mancare nelle case di ogni contadino. Oppure la si può prendere a morsi gustando la cheesecake con yogurt e mascarpone aromatizzata all’albana dolce, preparata artigianalmente dal cuoco di Foodie (assieme allo staff nella foto in alto), locale nuovo e giovanile aperto da qualche mese in piazza Albizzi a Cesena, accanto al Comune. “Rifacendoci alla tradizione romagnola di abbinare l’albana anche ai formaggi – spiega Luca Ceccarelli, titolare di Foodie e dell’osteria Albizzi – abbiamo pensato di creare una cheesecake con yogurt e mascarpone e note di albana. È un dolce che può essere mangiato anche dai celiaci perché la base é realizzata con biscotti all’avena che prepariamo noi, senza glutine. Ottimo sia per la colazione che per finire la giornata, è un mix tra innovazione e tradizione con un’attenzione particolare alla qualità dei prodotti utilizzati”


ADVERTORIAL

CAFFÈ DEI CORSI 10 ANNI DI CAFFETTERIA DI QUALITÀ

IL CAFFÈ DEI CORSI FESTEGGIA IL PRIMO DECENNIO DI ATTIVITÀ. PUNTO DI RIFERIMENTO PER IL GUSTO, IN PIENO CENTRO A FORLÌ.

Con il 2018, Caffè dei Corsi varca il traguardo dei primi dieci anni di attività e guarda al futuro forte di un’identità consolidata nel tempo, ma sempre incline a rinnovarsi. Una parabola che è iniziata nel 2008 con un salto nel vuoto: “Ai nostri inizi – raccontano i titolari Roberto e Alessandro Corsi – avevamo 26 e 24 anni, tanto entusiasmo e un pizzico di ingenuità. Siamo partiti con un locale più piccolo di quello attuale e una media di 16 ore al giorno di lavoro”. La perseveranza del primo periodo ha presto dato i suoi frutti, quando Caffè dei Corsi ha assunto un ruolo da protagonista nella caffetteria e piccola ristorazione del centro storico di Forlì: “La chiave del nostro progressivo affermarci – continuano Roberto e Alessandro – è stata una crescita del locale parallela a quella della clientela. Abbiamo adottato una linea distintiva, improntata alla cura del dettaglio e al benessere

del cliente. D’altro canto, i frequentatori del locale ci hanno dato fiducia e si sono lasciati guidare dai nostri consigli per affinare i loro gusti enogastronomici”. Consolidare in questa direzione l’identità dell’impresa è stata una scelta che ha pagato: oggi l’attenzione al dettaglio si declina nella qualità della materia prima della caffetteria e della dispensa, nella selezione dei vini e nei menu proposti dal ristorantino, che rivisitano i piatti della

Via delle Torri, 28 - 47121 Forlì (FC) - info@caffedeicorsi.it Aperti dal Lunedi al Sabato dalle ore 6,00 alle ore 21,00 per info e prenotazioni: Tel. 0543 36382 IN MAGAZINE 162IN MAGAZINE

tradizione in chiave moderna. “La passione per il nostro lavoro e l’impegno nel far sentire chiunque ci faccia visita come fosse a casa – aggiungono Roberto e Alessandro – è uno degli incentivi a tornare. A questo contribuisce tutta la grande famiglia del Caffè dei Corsi”. Lo staff si è ampliato: oggi, insieme a Roberto, Alessandro e Giorgio Corsi, collaborano altre sei persone (fra cucina e sala), un gruppo coeso che dà vita all’atmosfera dell’ambiente. Anche il locale nel 2011 è stato rinnovato e in estate arriva a coprire fino a un centinaio di coperti. Cosa bolle in pentola per il traguardo del 2028? “Il mondo della ristorazione – concludono i fratelli Corsi – è sempre in movimento come noi, costantemente alla ricerca delle ultime tendenze. Le novità ci saranno, ma vogliamo che restino una sorpresa. Ci aspettiamo un altro decennio di crescita, in un centro storico che sta rifiorendo, più consapevoli di chi siamo”.


Speciale

Wedding


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Marina e Sara Monti Wedding

Sempre alla ricerca di spazi insoliti, eleganti o rustici, storici o moderni, essenziali o allestiti. Proponiamo di volta in volta la location adeguata allo stile dell’evento e al messaggio che lo stesso deve comunicare. Personalizziamo le location nude con allestimenti e complementi arredo, poiché abbiamo creato una struttura dinamica capace di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza. Preparativi Sceglieremo insieme al cliente le partecipazioni scritte ad arte, l’atelier per l’abito, il make up e l’acconciatura, eseguiti da truccatori e hairdresser esperti, bouquet e addobbi, affidati ai migliori flower designer, le fedi classiche o personalizzate, disegnate da maestri del gioiello.

Cerimonia Chiesa o Comune. Bisogna pensare all’addobbo floreale, al programma musicale, alle letture per la messa, al lancio del riso o dei petali all’uscita della chiesa o del palazzo comunale. Tutto questo per creare il contesto perfetto per coinvolgere parenti ed amici nella regia di questo momento. Ricevimento Tante location esclusive e prestigiose (ville immerse in giardini da favola, castelli, i più bei palazzi storici, casali o relais ricercati). Ci affideremo a catering supremi, contraddistinti da tre caratteristiche: menù sopraffini, presentazione spettacolare, servizio impeccabile. Le torte nuziali che vi proponiamo sono vere e proprie opere d’arte pasticcera create apposta per voi.

Via Mameli 3 Forli, 47121, (FC) 054327771 | Marina 3317699639 | Sara 3317553020 www.eventi-matrimoni.it


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The Cook islands, la Polinesia autentica by Viaggi Fortuna

Cosa ci ha contraddistinto sempre nella nostra lunga storia? Oltre alla serietà che fa parte del nostro Dna, come la conoscenza di tutti gli aspetti del viaggio e del nostro lavoro, abbiamo un grande capitale: le nostre idee. L’idea è scegliere la strada giusta per realizzare le esperienze più emozionanti per ognuno di voi. Questo è il risultato di un patrimonio di conoscenza costruito e consolidato nel tempo, insito nella formazione di tutte le nostre “personal travel planner”, che con grande preparazione possono fare la differenza. La nostra idea di nozze per questo Speciale Wedding si orienta in un paradiso che si trova all’altro capo del Mondo . Con le sue 15 isole fra le Hawaii e la Nuova Zelanda, la Polinesia Neozelandese compone a regola d’arte il viaggio romantico per eccellenza. Siamo in mezzo al seducente Oceano Pacifico, nelle Isole Cook, immersi in una natura di rara bellezza fra millenarie barriere coralline, atolli, isole vulcaniche, spiagge bianchissime e soprattutto a contatto con la Polinesia autentica, non convenzionale, dove lasciarsi andare ad una beatitudine fuori dal tempo. Ma non solo: le Isole Cook hanno creato la più grande riserva marina del pianeta “Marae Moana” (con un’estensione di 1.9 milioni di km quadrati), con lo

scopo principale di proteggere e conservare i valori ecologici, di biodiversità e il patrimonio dell’ambiente marino. L’obiettivo delle Isole Cook è trasformare questo piccolo Paese nella destinazione più pulita ed ecologica al mondo. Un obiettivo che ci piace molto! Il periodo ideale? Da aprile a ottobre, con clima secco e ventilato, e temperature medie del mare attorno ai 25 gradi. Rarotonga è l’isola più organizzata dell’arcipelago, la più attiva e divertente e, al contempo, bellissima per le sue montagne verdi ricoperte di foreste rigogliose, per la laguna turchese e le spiagge bianche. Si può visitare in autonomia e sicurezza in scooter o a piedi e potrete anche condividere i sorrisi, ancora davvero genuini, della sua popolazione di cultura Maori. Quella di Aitutaki è una delle lagune più belle al mondo e One Foot Island è la spiaggia votata come la più bella del Pacifico. L’idea è quella di immergersi completamente nella vita di questa gente e di queste isole. In base ai giorni a vostra disposizione, potrete, se lo desiderate, anche combinare le isole Cook con l’Australia, oppure con gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda, il Giappone, oppure ancora con la Polinesia Francese per un meraviglioso mix di “Solo Oceano Pacifico”.

C.so Garibaldi, 42, Forlì (FC) 47121 - 0543 459511 Via Edison, 1 Forlì (FC) 47122 - 0543 800011


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bito Driver

Driver, dal 1996 nel centro storico di Forlì, veste l’uomo per tutte le occasioni e naturalmente per la più importante, il giorno delle nozze. Nel nostro punto vendita di via delle Torri proponiamo una selezione di abiti sempre aggiornata ed in linea con le tendenze del momento. Da anni la collaborazione con il marchio “Manuel Ritz“ ci consente di avere a disposizione tutto il necessario per la cerimonia e quindi per poter servire al meglio la nostra clientela.

Partendo dagli abiti con taglio sartoriale e con ampia scelta di tessuti, proponiamo modelli a uno o due bottoni, con revers normali, sciallati o punta lancia, offriamo la possibilità di abbinare gilet in tinta con l’abito o con tessuto a contrasto,ed in aggiunta relativa cravatta o papillon. Vasta scelta di modelli e tessuti anche nella camiceria, nonchè nelle calzature, il tutto con grande attenzione ai prezzi, al confort, all’eleganza ed alla qualità rigorosamente Made in Italy.

Via delle Torri 32, 47121 Forlì (FC) | 0543 30327 www.driverabbigliamentoforli.it


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Locanda di Bagnara Vi piacciono le favole? Eccovi allora accontentati per il momento più bello della vostra vita: il giorno delle nozze. Un matrimonio d’epoca. Potrete realizzare il vostro desiderio alla Locanda di Bagnara (non distante da Imola e Faenza e poco distante da Bologna e Ravenna) un edificio storico del ‘700 circondato dal pittoresco borgo fortificato di Bagnara di Romagna. Ed è proprio all’interno della Rocca Sforzesca di Bagnara del ‘500 che la favola di un matrimonio d’epoca diventa realtà. Infatti, lo chef-patron Mirko Rocca utilizza anche lo splendido scenario della Rocca, oltre alla Locanda, come cornice suggestiva per matrimoni, deliziandoli con sapori e menu personalizzati, usando la sua esperienza di cucina creativa e moderna, che nella tradizionale del territorio. I piatti tutti a base di ingredienti freschissimi e di prima scelta, sia a base di carne che di pesce Con menu personalizzabili, che realizzano i vostri più particolari desideri. La Locanda, un piccolo spazio, 8 camere di cui una

suite di 52 mq, che diventa grande per il piacere che ispira, grazie alla sensibilità, al buon gusto, all’amore per i dettagli. All’interno si respirano romanticismo e intimità tali da rendere il matrimonio unico, con prove menu per perfezionare la parte ristorazione. Utilizzando la corte interna (coperta da una vetrata) è possibile ospitare circa 60 persone, che possono diventare 130 con le sale adiacenti ricche di particolari storici come i camini e i soffitti del ‘700. Lo chef-patron Mirko Rocca oltre alla possibilità della cerimonia in Locanda, offre un catering di ristorazione in movimento, per grandi o piccoli eventi, un servizio come se foste al ristorante, per garantire a voi e ai vostri ospiti una giornata speciale. L’ospitalità è la caratteristica che contraddistingue la Romagna, la Locanda di Bagnara vi farà sentire come in famiglia, e per il giorno delle vostre nozze vi offrirà servizi esclusivi. A contornare il tutto, il regalo, la prima notte di nozze ospitata nella suite affrescata.

Piazza Marconi 10, Bagnara di Romagna, 48032 Ravenna (RA) | 0545 76951 www.locandabagnara.it | info@locandabagnara.it


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Eclat by Erminio Monti

Da donna a donna. Da sempre il matrimonio è stato un sogno da accarezzare, alimentandolo nelle chiacchiere attorno al fuoco, la sera, mentre le mani sapienti delle donne preparavano doti merlettate. Segreti di bellezza, aspettative, piccole rivelazioni. Da donna a donna. Si chatta di abito griffato o di sartoria, di cerimonia semplice o ricevimento principesco, di destination wedding in luoghi esotici o di celebrazione nella pieve accanto a casa. Da donna a donna. In questa cornice di riscoperta di ciò che vale, Eclat si rivela la scelta giusta anche in occasione del matrimonio. Eclat è l’essenza del miglior Made in Italy: lavorazione artigianale secondo la tradizione aretina, design premiato a livello internazionale, qualità dei metalli preziosi, immagine impeccabile. Da donna a donna. Il pezzo importante per la sposa, da scegliere insieme nella gioielleria più elegante della città, in un pomeriggio speciale; i regali per le testimoni, i pensieri per le persone care, i piccoli preziosi per gli invitati. Ci si può perdere nelle collezioni Eclat: si resta affascinati dal martellato delle Boule, dalle forme decise della maglia iconica, dalla sapiente lavorazione del Chicco, dalle rodiature di

colori straordinariamente freschi. Si può scegliere uno stile per ciascuna amica, oppure affidarsi ad un’unica linea e trovare l’oggetto più adatto giocando con i colori e le diverse declinazioni: collana importante o più easy, orecchino al lobo oppure lunghissimo, bracciale o anello. Perfetta la famiglia Simboly, in cui un filo d’argento a sezione quadrata, martellato a mano, compone al braccio o al dito i simboli universali dell’amore: il nodo, emblema per eccellenza del legame amoroso, il cuore, la parola love. Discorso a sé meritano i bracciali LOL, un continuativo caratterizzante dell’azienda di Arezzo: in maglia d’argento con anima di silicone e cerchi di pietre dure colorate, formano una gamma a sé completata da piccoli, deliziosi anelli con cristalli multicolor. Perfetti in gradazione di colore, hanno una chiusura a calamita che li rende adatti perfino come prezioso fermaglio-regalo per piccole decorazioni floreali. Ciascun oggetto è in ogni caso unico, esclusivo e prezioso, in vero argento 925, corredato da certificato d’autenticità che garantisce l’originalità Eclat. Da donna a donna. Eclat – storico contemporaneo – è il segreto per il giorno perfetto.

Via Mameli 3 Forli, 47121, (FC) 0543 27771


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ista nozze Effedue

Le nuove tendenze dell’interior design e i nuovi stili del vivere hanno influito sugli oggetti che popolano l’architettura domestica rendendoli polifunzionali e capaci di vivere in differenti ambienti. Ecco perché le proposte per la lista nozze di Effedue uniscono a prestazioni tecniche, stile e design che li rendono protagonisti in una casa. Ascoltare i nostri clienti, utilizzare la nostra esperienza per offrire prodotti innovativi e non fare mai compromessi sulla qualità. Puoi scegliere i tuoi regali in assoluta libertà senza vincoli di acquisto e invitare parenti ed amici anche condividendo la

tua lista on line. La nostra ricerca, soprattutto nell’ambito della cottura, è partita dalla convinzione che un prodotto basato solo sul design non fosse sufficientemente aggiornato né sul piano culturale né su quello del mercato, la cucina e i suoi strumenti hanno infatti, forse ancor più di altri oggetti del paesaggio casalingo, interferenze di natura tecnico-scientifica, implicazioni con la vita quotidiana di tutti noi in grado da mettere in crisi il classico rapporto qualità prezzo. Per una cucina corretta sia sotto l’aspetto gastronomico che sotto quello dietetico e sano.

Corso Giuseppe Garibaldi, 64, 47121 Forlì (FC) | 0543 33380 www.effeduefocacci.com


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Emozioni in fotografia

Il matrimonio è uno di quei momenti della vita che richiede tutta l’attenzione possibile e che merita di essere documentato per evitare di perdere per sempre le emozioni di un giorno tanto speciale. È necessario l’occhio attento e pronto del fotoreporter in grado di cogliere ogni particolare: una lacrima di commozione, una carezza, uno sguardo speciale, un sorriso… Lo studio Emozioni in Fotografia saprà catturare questo momento per voi così importante, con una sensibilità ed un punto di vista unico, tipico femminile. È un momento di grande gratificazione lavorativa poter cogliere queste grandi e piccole emozioni per realizzare immagini che raccontano la vostra storia, con uno stile semplice e raffinato, combinando scatti rubati a scatti in posa ed interpretati,

giocando con luci e colori, narrando atmosfere che potranno essere rivissute per generazioni. Perché una fotografia è per sempre ed è giusto investire in ricordi che saranno vostri negli anni. Lo Studio Emozioni in Fotografia realizza servizi non in posa, ma in modo del tutto naturale e spontaneo, con la massima discrezione come solo un fotografo professionista può fare. Non vi accorgerete della nostra presenza ma sarete accompagnati in ogni momento del vostro grande giorno. Dalla preparazione a casa di entrambi gli sposi, alla cerimonia e fino alla fine del ricevimento, coglieremo tutti i momenti che vivrete, anche quelli che a fine giornata non ricorderete, così da potervi stupire ogni volta che aprirete il vostro album di matrimonio... perché ogni minuto vale una vita!

Via Silvio Pellico, 10, Forlì, FC | 339 316 0422 www.emozioniinfotografia.com


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Il linguaggio dei fiori

Tra le professioni emergenti, gli stilisti floreali, i Flower Designer, sono sempre più presenti nel campo dell’organizzazione di eventi. Francesca Rossi vanta un’esperienza pluriennale alle spalle, maturata attraverso la frequentazione di cinque anni della Scuola Garden Club di Bologna (Scuola Italiana Arti Floreali), ha partecipato a diversi concorsi nazionali ed internazionali, togliendosi pure la soddisfazione di un bel secondo posto nel concorso internazionale di Monaco. L’emozione provata in quell’occasione ha costituito l’impulso principale nella decisione di far diventare quella che era una passione in un lavoro e le ha fornito la spinta per fare il grande salto: mettersi in proprio, nonostante la crisi, con la consapevolezza che sui sogni, del resto, non si può più di tanto risparmiare. Dotata di creatività, manualità, competenze imprenditoriali e di marketing, sa allestire scenografie in grado di catturare ogni tipo di attenzione. “Il Linguaggio dei Fiori” appare come un laboratorio incantato, all’interno del quale ispirazioni, idee, emozioni e persino sentimenti, prendono forma e profumo attraverso la creazione di composizioni floreali ad effetto, in grado di dettare nuove ten-

denze, nuove linee e nuove mode. La figura di Flower Designer che nel tempo si va sostituendo ai fioristi tradizionali, spazia dal bouquet all’allestimento floreale ed è in grado di trasformare spazi spogli in ambienti stupefacenti. Alla stregua di un arredatore, Francesca, attraverso l’utilizzo dei fiori, riesce a sostituire persino mobili, accessori e tessuti. La costante attenzione ai trend della moda, l’entusiasmo con cui cerca di realizzare i desideri e i sogni dei propri clienti, unita alla capacità di creare scenografie floreali di tutte le dimensioni, accompagna gli sposi in tutti i momenti cruciali dell’evento nuziale: creazione del bouquet della sposa e delle eventuali damigelle, i corsage femminili, le bottoniere maschili, portafedi (se presenti), acconciature, decoro alle macchine, addobbi delle location, allestimenti per buffet e pranzo del ricevimento, torta nuziali, confettata, ecc. Partendo dall’osservazione del quotidiano, crea assortimenti floreali adatti ad ogni tipo di evento; fiori unici, composizioni originali, in armonia con il tema generale e il set design. Un mondo di decorazioni, fatto di elementi, oggetti, antichità, tocchi personali e suggestivi.

il linguaggio dei fiori DI ROSSI FRANCESCA Via Bargossi, 7, 47121, Forlì (FC) Francesca 335 6246699 | frarossi69@libero.it


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Tenuta Pandolfa

Sulle colline della valle del Rabbi a pochi chilometri da Predappio, domina lo sguardo la Tenuta Pandolfa. Una Tenuta ricca di storia, che si estende per 140 ettari nel cuore della valle del Rabbi. Tra giardini, vigne e frutteti ci si immerge in un suggestivo paesaggio collinare, un luogo speciale per chi sceglie di festeggiare qui il proprio matrimonio. Viali alberati, 40 ettari di vigne, una grande cantina, un tunnel sotterraneo che custodisce botti di vino e un palazzo del ‘700, un unico esempio di Château della zona. Questa è la Tenuta Pandolfa oggi, un luogo dove perdersi tra profumi di mosto e di arbusti aromatici. Un’oasi di pace, dove storia, natura e bellezza italiana si fondono. È un luogo adatto per ricevimenti itineranti, avendo ampi spazi sia all’interno della Villa che nei giardini esterni, fruibile in tutte le stagioni. Gli antichi salotti diventano luogo ideale per banchetti e balli. Il piano nobile con il salone degli af-

freschi e le salette possono accogliere fino a 180 persone, mentre le sale del piano terra, che con le decorazioni in stucco e le volte creano una dimensione intima e avvolgente, ospitano fino a 140 persone. La scalinata monumentale che li collega, offre un meraviglioso panorama sulle colline. La camera dove un tempo soggiornava il poeta Carducci, è una suite di lusso a disposizione degli sposi. In estate potrà essere utilizzata la piscina immersa nel verde dei filari. Il banchetto di nozze è preparato da cuochi esterni, che utilizzano le moderne cucine della villa. I sapori veri della tradizione gastronomica si riscoprono esaltati dai vini di Pandolfa e di Noelia Ricci, le due linee prodotte dalla Pandolfa. Un team di persone mette a disposizione la propria esperienza nell’accogliere i desideri degli sposi, affinché uno dei giorni più belli della propria vita possa essere vissuto come un’esperienza magica in un luogo unico.

Via Pandolfa, 35, Fiumana di Predappio 47016 (FC) 0543 940073 | 347 7265387 info@pandolfa.it | tonypomare@pandolfa.it


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arrucchieri Filergiti 11

Filergiti 11 Parrucchieri, è un team di professionisti nell’hairstyle, nato in centro a Forlì nel Dicembre del 2004. Da quasi quindici anni punto di riferimento sul territorio per la cura e il rinnovo dell’acconciatura. Ogni cliente, non appena mette piede nel salone diventa subito protagonista, protagonista di un suo momento speciale, che si tratti anche solo di una semplice messa in piega o di un cambio di look totale ed estroso. Ma oltre alla routine quotidiana, le nostre clienti scelgono Filergiti 11 Parrucchieri anche nel loro giorno più importante: il matrimonio. Una consulenza assolutamente personalizzata garantisce un risultato di altissima professionalità che permette a ciascuna donna di trasformarsi in una star per un giorno. La cura del dettaglio non si ferma solamente all’acconciatura, infatti il look più adatto viene studiato in modo che trucco e abito si combinino armoniosamente. I nuovi trend del 2018? Raccolti laterali senza tempo, morbide trecce che incorniciano il viso. E per un look più originale, invece, semi raccolti impreziositi da decori floreali. Passione, cura del dettaglio e avanguardia sono ciò che ci distingue.

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stetica Edonè

La data delle nozze è stata fissata, adesso non resta che pianificare gli ultimi dettagli in vista del matrimonio. Il primo passo da fare è certamente un planning di bellezza e la soluzione migliore è affidarsi alle mani esperte di professionisti del settore. La chiave del successo per avere una pelle liscia e luminosa nel giorno più atteso è sicuramente racchiusa nella parola costanza. Infatti, nei mesi precedenti, sarà importante riservare una cura particolare alla propria pelle grazie a trattamenti viso, massaggi esfolianti e creme idratanti. Nei giorni che precedono la data, a mani e piedi viene riservato un trattamento speciale: verranno identificati i colori giusti per il giorno tanto atteso, che verrà completato infine con il make up. Il trucco, studiato nel dettaglio per ogni sposa e realizzato a domicilio, sarà l’elemento chiave che contribuirà a rendere unico il tuo look finale. Edonè Estetica sarà il tuo punto di riferimento sin dai primi giorni dei preparativi, dove verrà costruito il tuo percorso personalizzato e i momenti passati nel nostro salone serviranno a coccolarti e rilassarti prima di diventare la protagonista del tuo sogno e vivere un matrimonio da favola.

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Forlì In Magazine 01 2018  
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