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R a ve n n a

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Anno X - N. 4 - settembre 2011

Luce

Caponegro Il sorriso schietto della femminilità Il Mondo di Ettore

Villaggio globale alle Bassette

Risorgimento a Ravenna

Lo spirito rivoluzionario di Romagna

Mauro Mamini Ferrucci e Anna Maria Carroli Coppia d’autore


Sommario

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4 Annotare Brevi IN 14 Essere Luce Caponegro 22 Realizzare Il Mondo di Ettore 26 Partire Le ferie dei gestori balneari 30 Ricordare Risorgimento a Ravenna 35 Formare Silvia Minguzzi 38 Creare Mamini Ferrucci e Carroli

| EDITORIALE di Andrea Masotti |

43 Navigare Canottieri Ravenna 46 Ristrutturare L’edificio rurale 50 Comporre Paolo Manetti 52 Suonare Riccardo Muti a Nairobi 54 Leggere GialloLuna NeroNotte 56 Applaudire Teatro Alighieri

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Ravenna IN si avvicina al decennale, che festeggerà con il prossimo numero speciale e con un evento in programma a fine novembre. Aspettando il compleanno sfogliamo insieme questo nuovo Ravenna IN aperto dalla spumeggiante Luce Caponegro, in arte Selen, che racconta la sua storia ed i progetti per il futuro. E al futuro guardano anche i giovani fondatori de “Il Mondo di Ettore”, villaggio aperto ad ogni forma d’arte che sta prendendo forma alle Bassette. Finita l’estate i gestori degli impianti balneari si preparano alle ferie scegliendo mete esotiche, mentre per chi resta in città la rubrica di storia offre un approfondimen-

to sui moti risorgimentali ravennati. Silvia Minguzzi presenta originali esperienze formative, seguita dalla coppia di artisti composta da Mauro Mamini Ferrucci e Anna Maria Carroli. I Canottieri Ravenna ci portano nel bacino della Standiana mentre con la cantina vinicola Sbarzaglia ci spostiamo nell’entroterra, in un edificio rurale ristrutturato che tiene insieme innovazione e tradizione. Segue l’intervista al compositore e direttore d’orchestra Paolo Manetti e il resoconto del grande concerto tenuto a Nairobi dal Maestro Muti, il festival letterario GialloLuna NeroNotte e la nuova stagione teatrale dell’Alighieri.

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Chiuso per la stampa il 22/09/2011

IN Magazine | 3


Kalumet: un’estate bianchissima

Milano Marittima - Un’estate da ricordare al Kalumet, “the white esperience restaurant” che presenta i piatti curati dallo chef Matteo Casadio, con ospiti come Franco Battiato, Kanye West, Cesare Cremonini e Beppe Grillo. Il ristorante si è caratterizzato per le serate a tema: ogni lunedì e martedì cene a degustazione con caviale e Campagne, ogni mercoledì una serata dedicata allo Zodiaco con l’astrologo Dimitri Cappelli e il venerdì musica dal vivo con il maestro Emanuele Filanti al pianoforte e Stefano Villani. Tra gli eventi di spicco “Natale a Ferragosto”, originale “fuori stagione” andato in scena il 15 agosto tra lucine e regali, neve, canzoni e menù natalizio. Tra i progetti in corso, in occasione dei 100 anni di Milano Marittima, c’è anche la ricostruzione del ristorante sul porto canale, indiscusso luogo mondano della Riviera fino a quando, nel 2009, fu distrutto da un incendio.

Confindustria, glamour in Blu Punta Marina - Serata di gala promossa da Confindustria Ravenna, il 15 settembre all’insegna del glamour e dell’eleganza. “La Notte Blu” ha coinvolto gli ospiti al BBK di Punta Marina, in viale Cristoforo Colombo 117. La serata di gala è stata dedicata alla presentazione delle opportunità connesse al sistema delle convenzioni riservate agli associati a Confindustria. La quota d’ingresso di 50 euro ha contribuito a raccogliere una donazione a favore dell’Associazione di Volontariato “Arcobaleno” di Ravenna, promotrice della lotteria tenuta nell’ambito dell’evento. (F.Ri.)

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Ravenna Jazz fa Trentotto Ravenna - Trentottesima edizione per Ravenna Jazz, uno dei festival più longevi del panorama nazionale che dal 28 al 30 ottobre va in scena al Teatro Alighieri. Inizio concerti ore 20,45, due concerti per serata, con un programma che offre un’ampia visuale sulla migliore attualità jazzistica. Due i temi conduttori del festival: la prima serata sarà dedicata a Miles Davis, mentre Nino Rota, del quale nel 2011 ricorre il centenario della nascita, sarà il destinatario di una serie di omaggi musicali nelle serate successive. Sul palcoscenico dell’Alighieri saliranno soprattutto gruppi Made in Italy, guidati da artisti di fama internazionale. Apre il cartellone venerdì 28 Fabrizio Bosso con Martux_M “About a silent way”, seguito da Paolo Fresu e l’orchestra jazz della Sardegna, in scena con il loro “porgy and Bess”. Sabato 29 è la volta di Uri Caine con un tributo pianistico ai capolavori di Rota, seguito da Gianluca Petrella e la I-Jazz Ensemble 2011. Il “Romeo e Giulietta” di Danilo Rea e “Enchantment”

di Fabrizio Bosso & i-orchestra concludono il programma domenica 30 ottobre. Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna e con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Per informazioni, programmi e biglietti: www.teatroalighieri.org. www.erjn.it (F.Ri.)

Un brindisi per la Bottega Ravenna - Dieci anni di attività per la “Bottega del vino”. Un traguardo importante per il negozio di enolo-

del Vino

gia gestito da Alessandro Penso, a Ravenna in via Paolo Costa 40, specializzato nella vendita di champagne, vini regionali e vini italiani, tra i quali spiccano i grandi rossi toscani e piemontesi. Per festeggiare l’importante ricorrenza è in programma un evento speciale sabato 22 ottobre, festa di compleanno con l’immancabile brindisi con cui il titolare ringrazia i clienti e gli amici che hanno contribuito alla crescita della “Bottega del Vino” in questa sua prima decade di attività. (F.Ri.)


Nuova vita per il Mercato

Coperto

Ravenna - Un piccolo supermercato, una libreria, uno spazio per eventi, self service e osteria romagnola, barcaffetteria, altri esercizi commerciali e un ufficio informazioni. È uno spazio multifunzionale dedicato al cibo, alla cultura e al tempo libero quello che Coop Adriatica propone per rivitalizzare il Mercato Coperto di Ravenna. Il progetto prevede investimenti iniziali per circa 7 milioni di euro destinati al recupero della struttura, per trasformarla in uno spazio aperto tutti i giorni fino a mezzanotte. Con questa proposta la Cooperativa di consumatori si è aggiudicata dal Comune di Ravenna la gestione dello stabile per i prossimi 30 anni. L’intervento, su una superficie di circa 4.500 mq., prevede la valorizzazione degli operatori già presenti nel Mercato e l’inserimento di attività artigianali di qualità. L’avvio dei lavori è previsto per la primavera 2012, la conclusione nell’arco di circa 18 mesi.

Nuova stagione al Masini Faenza - Si apre il sipario sulla stagione teatrale 2011/2012 del Teatro Masini, organizzata dall’amministrazione comunale e Accademia Perduta/Romagna Teatri. In cartellone debutti nazionali e novità: accanto alle tradizionali rassegne di Prosa, Comico, Favole, Teatro Scuola, Danza e Operetta arriva anche un progetto speciale, “Protagonisti”, che vedrà in scena personaggi come Paolo Rossi, Francesco Tesei, Corrado Augias e Ivano Marescotti. L’apertura di stagione è affidata alla prima nazionale del ri-allestimento di “Il piacere dell’onestà” di Pirandello, con Leo Gullotta; il Masini ospiterà poi l’anteprima del nuovo spettacolo con Angela Finocchiaro e la prima nazionale di “L’apparenza inganna”, con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi. Alla rassegna di Teatro Comico partecipano invece Alessandro Bergonzoni, Vito, Marina Pitta, Duilio Pizzocchi, I Mancio e Stigma. www.accademiaperduta.it (F.Ri.)

I Pavoni, pezzi unici nel cuore di Ravenna Accessori e oggetti d’arredo per eleganti e raffinate idee regalo

Via di Roma, 132 – Ravenna - www.ipavoni.com


Annotare | Brevi IN

Apple, la mela in centro Città

Anteprime al teatro Goldoni

Bagnacavallo - La stagione teatrale 2011/12 suggella vent’anni di collaborazione tra il Comune di Bagnacavallo e Accademia Perduta/ Romagna Teatri per la gestione e la direzione del Teatro Goldoni. In cartellone tre anteprime nazionali: si parte con il debutto dello spettacolo di Paolo Hendel “Molière a sua insaputa” (15 novembre), divertente pièce che vede il comico vestire i panni dello scrittore francese. Altri protagonisti della rassegna sono la compagnia Flamenquevive diretta da Gianna Raccagni, al debutto il 27 novembre, Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino, Claudio Santamaria e Filippo Nigro, Marcorè e Claudio Gioè. Anteprima anche per il “Così è se vi pare” diretto da Michele Placido, mentre chiude il cartellone “Niente progetti per il futuro”, con Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti. Gli spettacoli di teatro ragazzi, teatro scuola e dialettale completano l’offerta. teatrogoldoni@accademiaperduta.it.

50 anni per Orion Engineered Carbons Ravenna - Primi 50 anni di attività per Orion Engineered Carbons, azienda del polo petrolchimico ravennate che produce nero di carbonio, materia prima per l’industria di pneumatici, gomma, inchiostri e vernici. Per festeggiare il mezzo secolo di vita i vertici aziendali, le autorità cittadine e le rappresentanze sindacali si sono ritrovate alle artificerie Almagià il 23 settembre. Allestita per l’occasione anche una mostra fotografica, dal titolo “Orion Engineered Carbons: 50 anni di qualità nero su bianco”.

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Ravenna - Il mondo Apple sbarca nel centro di Ravenna. A portare la mela nel cuore della città romagnola è DataTrade, storica catena di Apple Premium Reseller con negozi a Bologna, Modena e Rimini, di Andrea Ravaglia. Quello di Ravenna è il quarto negozio APR di DataTrade e offre ai suoi clienti professionalità e assistenza certificata pre e post vendi-

Notte d’ Oro Ravenna - Quinta edizione per “La Notte d’Oro”, attesa a Ravenna per sabato 8 ottobre. Come nelle edizioni precedenti ogni angolo della città vivrà momenti magici con eventi e spettacoli. Tanti i temi proposti: dalla poesia al mistero, dalla musica declinata in tutte le sue versioni alle visite guidate nella Basilica di San Vitale, al Mausoleo di Galla Placidia e alla mostra permanente TAMO, da poco inaugurata, dedicata al mosaico. Il Mistero proporrà l’incontro con Simon Toyne autore del best seller “Sanctus”, a Ravenna per la rassegna “GialloLuna NeroNotte”, mentre RavennaPoesia ospiterà Gene Gnocchi, più che mai adatto a svolgere il tema satirico “Vietato Ridere. La satira al

ta. Il nuovo negozio Apple Premium Reseller di Ravenna, in via Corrado Ricci 16, è stato inaugurato sabato 17 settembre con grandi festeggiamenti, buffet, dj e un i-Pad 2 messo in palio tra i presenti, un vero e proprio evento a cui hanno partecipato in tanti. Tra gli ospiti della giornata inaugurale anche l’attore comico Fabio De Luigi. (F.Ri.)

in città potere da Giovenale a Gene”. Tanti i concerti dislocati in vari angoli suggestivi, per concludere in piazza del Popolo con l’esibizione di Max Gazzè, recentemente premiato con il David di Donatello per la colonna sonora del film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo. Durante la giornata si aprirà anche la seconda edizione di RavennaMosaico. (A.D.L.)

Ph. Massimo Fiorentini


Ca’ de Bè, l’osteria del Buon

vino

Bertinoro - Nuova gestione ma filosofia immutata per il locale con la vista più famosa di Romagna. La Ca de Bè, storico locale bertinorese che si affaccia nel terrazzo di Piazza della Libertà, ha riaperto il primo giugno scorso. Tanti cambiamenti e un profondo restyling dei locali, arricchiti da una cucina a vista che prima non c’era. Uno staff giovane guidato dai titolari Simone Rosetti e Michele Baldini, trentenni di Cervia, accoglie tutti quelli che vogliono gustare la vera cucina romagnola accompagnata da un calice di vino, davanti ad una vista panoramica sulla valle. Punto forte della Ca de Bè è la cucina a Km zero, con piatti realizzati con prodotti freschi, provenienti solo dalle aziende locali. Il forte legame con il territorio si manifesta anche con la scelta di abbinare al cibo solo vini romagnoli del Consorzio dei Vini di Romagna. Per il futuro sono previsti una serie di eventi volti alla promozione del vino del territorio, con degustazioni e assaggi di abbinamenti di cibo e vino. www.cadebe.it

Ph. Giorgio Sabatini

Accademia del Musical, corsi al Via Ravenna - Ripartono i corsi di danza, canto e recitazione de L’Accademia del Musical, dopo la settimana di lezioni gratuite di prova tenuta fino al 2 ottobre. Oltre alle lezioni di canto, danza e recitazione per ragazze e ragazzi dai 7 ai 28 anni, L’Accademia propone un corso di “Musical in gioco” per bimbi dai 4 ai 7 anni, incontri individuali personalizzati di canto e recitazione, e un corso serale di recitazione per adulti. L’Accademia del Musical di Ravenna, Accademia di Teatro Musicale “Parola, Canto, Musica, Danza” ha la propria sede al Gymnasium in via Mario Marani 1, e si avvale della collaborazione artistica di Fabrizio Paganini e di insegnanti come Paola Baldini, Tiziana Bertè, Sara Buratti, Elena Casadei ed Elisa Drei. (F.Ri.)

Fiorista

Rosa Scarlatta di Bandini Cristina

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Una garitta per la Guardia di Finanza

Cervia - Storicamente punteggiata di garitte della Guradia di Finanza, che controllava il prezioso commercio del sale, la Salina cervese ne ritrova una in occasione di “Sapore di Sale 2011”. Nel corso della manifestazione, infatti, il 9 settembre scorso è stata donata alla Guardia di Finanza di Cervia una di queste storiche guardiole di cemento, recentemente ripescata nel canale circondariale della salina. Dopo il restauro la garitta, nella quale i militari si riparavano durante il loro turno di controllo nella salina, è stata donata alla Guardia di Finanza cervese, con cerimonia di consegna tenuta nella Tenenza della Guardia di Finanza di Cervia “Solitari Nizzardi”, alla presenza delle autorità locali. (F.Ri.)

Dante 2021, il debutto del festival Ravenna - Accademia della Crusca e Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna hanno celebrato Dante e il 150° dell’Unità d’Italia con un calendario ricco di convegni, mostre e spettacoli. La città di Ravenna, infatti, dall’8 al 10 settembre ha ospitato la prima edizione del festival culturale il cui titolo, “Dante 2021”, allude al settimo centenario della morte del poeta. “L’accordo della Fondazione con l’Accademia - ricordano Lanfranco Gualtieri, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, e Antonio Patuelli, presidente del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna, - ha contribuito a proiettare l’evento oltre gli orizzonti locali. Due gli obiettivi collaterali: promuovere il territorio e consolidare la candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura nel 2019”. (F.Ri.)

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Fusignano,

mostre d’arte in Fusignano - Pittura protagonista a Fusignano. Il Museo Civico San Rocco di via Monti 5 presenta l’opera di Enzo Bellini, raccolta nell’esposizione dal titolo “La pittura della gioia”, aperta al pubblico fino al 16 ottobre. Artista di natura, campi e figure contadine, di animali domestici e di cortile, Bellini documenta con questa mostra alcune fasi essenziali del suo percorso creativo attraverso una scelta di opere significative, che dai primi anni ’60 conducono alle ricerche attuali. Fusignano ha ospitato anche la mostra di Alfonso Piancastelli dal titolo “L’attuale inattuale”, fino al 25 settembre al Centro culturale Il Granaio di piazza Corelli 16 - Corte R. Baldini. Colto e raffinato, il faentino Alfonso Piancastelli presenta il suo mondo dipinto in una serie

Città

di opere che richiamano la grande pittura dei secoli scorsi. Entrambe le mostre sono ad ingresso gratuito. www.comune.fusignano.ra.it (F.Ri.)

Nuovo show room per SVA Ravenna - Nuova avventura per SVA Group, concessionaria ravennate di Land Rover, che si amplia dando vita ad un nuovo show room. La nuova sede per Land Rover e Range Rover prende il posto della vecchia discoteca Lex Medusae (in via Trieste 235, dietro al Cinema Astoria), completamente ristrutturata e trasformata in perfetta location per le

Group

auto della concessionaria di Giuliano e Gian Marco Gamberini (nella foto). Lo show room di 2000 mq. si apre al pubblico a fine settembre, in corrispondenza con l’uscita dell’attesissima Range Rover Evoque, sul mercato dal 26 settembre. La nuova struttura ospiterà anche un ristorante, gestito dallo staff de “I Fiocinini”. www.sva-group.it


“La pazienza dell’ombra” con Lombardi

Bagnacavallo - La Chiesa del Pio Suffragio ospita fino al 16 ottobre la personale di Enrico Lombardi, dal titolo “La pazienza dell’ombra”. Venti i dipinti esposti, 18 dei quali inediti, della serie “Sentinelle del tempo” e “Orti conclusi”. Fa parte del progetto anche la pubblicazione del catalogo, con progetto grafico del pittore e di Lara Vitali, curato da Danilo Montanari Editore, con presentazione del filosofo Carlo Sini e un testo dell’artista. La mostra è aperta tutti i giorni dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Nelle giornate della Festa di San Michele, da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre, aperto anche la sera fino alle 23.

Otto borse di studio per l’Europa Ravenna - La Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche e il Credito Cooperativo ravennate e imolese aderiscono ad una nuova edizione del Progetto di mobilità internazionale “Il futuro è in Europa”, promosso dal Centro Educazione all’Europa di Ravenna nell’ambito del  Programma Comunitario Lifelong learning Misura Leonardo Da Vinci - PLM. Il progetto mette al bando otto borse di studio per svolgere tirocini formativi di 16 settimane in paesi europei, con partenze entro la fine di gennaio 2012. Possono candidarsi giovani disponibili sul mercato del lavoro (diplomati e laureati) e giovani lavoratori provenienti da imprese, preferibilmente cooperative. Il termine ultimo per la candidatura è il 21 ottobre 2011. Per informazioni: www.inbanca.bcc.it (F.Ri.)

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Zinzani riconfermato al Consorzio Ravenna - Giordano Zinzani (nella foto) confermato presidente del Consorzio Vini di Romagna, ente di valorizzazione che riunisce cantine cooperative, produttori vinificatori, imbottigliatori, aziende viticole delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e del territorio Imolese. L’assemblea generale dei soci tenuta a luglio ha eletto le nuove cariche sociali per il triennio 2011-2013. Oltre alla conferma di Giordano Zinzani, enologo faentino al secondo mandato, è arrivata anche la riconferma per i due vice presidente: Roberto Ronchi e David Navacchia. I consiglieri, tra novità e conferme, sono Fabio Castellari, Andrea Achille Emiliani, Lucio Guglielmini, Emilio Monti, Roberto Monti, Marco Nannetti, Alessandro Morini, Elena Poletti, Alessandro

Vini

Nicolucci, Roberto Sarti, Maurizio Savorani, Mauro Sirri. Componenti del Collegio dei sindaci revisori sono invece Paolo Rossi (presidente), Igor Barnabè, Cesare Pasini, Leone Conti e Ilaria Ferrucci. (F.Ri.)

Quale sistemazione per Don Fuschini? Ravenna - Atteso per l’autunno il libro di Franco Gabici “Un prete e un cane in Paradiso”, biografia di Don Fuschini, il prete più amato di Romagna, colui che Giuseppe Prezzolini definì “il più grande scrittore cattolico vivente”, scomparso circa cinque anni fa. Nel frattempo si è scatenata a Ravenna una polemica sul luogo da

dedicargli, per ricordarlo ai posteri. Un comitato cittadino, a Porto Fuori, ha fatto alcune proposte sulla destinazione di una piazza in fieri ma la dedica a Don Fuschini non è passata: si chiamerà Piazza degli Incontri, o qualcosa di equivalente. L’accaduto è stato strumentalizzato divenendo un contenzioso politico. “Confinarlo in una frazione di Ravenna - dice Walter Della Monica (nella foto), grande amico di Don Fuschini - sarebbe stato come farlo morire una seconda volta. A mio parere la dedica a questo grande personaggio va individuata in un luogo del centro storico, come avevo suggerito all’indomani della sua morte. Sarebbe il modo più idoneo per ringraziarlo di aver onorato Ravenna e la Romagna con i suoi scritti giornalistici e con i suoi romanzi”. (A.D.L.)


Creatori di emozioni e ricordi...

V i a P o r t ’ A u r e a , 1 0 | R a v e n n a | Te l . 0 5 4 4 3 1 1 7 9


Due giorni di eventi con Freewheeling

Enologica 2011, vino, cibo e cultura Faenza - Tre giorni all’insegna della tradizione enogastronomica per Enologica 2011, il salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia-Romagna che il 18,19 e 20 novembre sarà nel centro fieristico provinciale di Faenza, in viale Risorgimento. Curata da Giorgio Melandri, Enologica promuove il territorio anche attraverso esperienze culturali come laboratori, incontri e forum, sostenendo il rapporto diretto tra produttori e pubblico. Un viaggio all’insegna del gusto e dei sapori di Romagna, che prevede la partecipazione di oltre 140 cantine. (F.Ri.)

Ravenna - Full immersion nel ciclismo sabato 15 e domenica 16 ottobre da Freewheeling, a Ravenna in via Barsanti 10, per testare la nuova collezione di bici FRW 2012 (strada, mtb, trekking e bmx) e gli accessori sportivi (caschi, scarpe, guanti GIRO, caschi BELL, strumenti BLACKBURN, ruote e componenti EASTON, sacche idriche HYDRAPAK, occhiali TIFOSI) che l’azienda commercializza. Tante le iniziative collaterali messe a punto dal presidente di Freewheeling Claudio Brusi (nella foto con il campione di bike trial Vittorio Brumotti): in collaborazione con VELOSYSTEM si potrà misurare il telaio ideale, e mentre l’azienda SIXS, presenterà la nuova

collezione di abbigliamento tecnico. In programma anche una Pedalata non competitiva a marcia libera, organizzata in collaborazione con Promosport e Ravenna Bike Tour, il 16 ottobre dalle ore 8. Sempre domenica, alle 11,30, spettacolo di cabaret e giochi di prestigio “Side show” del Mago Jabba, con replica alle ore 16,45. Nel pomeriggio si tiene anche un’appassionante esibizione del Team MTB Freestyle e 100% Brumotti, direttamente da Striscia la Notizia. Sabato 15 sono invece previste le premiazioni del trofeo di mountain bike “Tour delle Regioni FRW”, con rinfresco offerto dalla Conad di Ravenna. www.freewheeling.it

Cna, sostegno alle imprenditrici Ravenna - Grazie all’impulso di CNA, l’Ente Bilaterale dell’Emilia Romagna (EBER) ha approvato, nel nuovo regolamento del Fondo Sostegno al Reddito per l’anno 2011, una nuova provvidenza che introduce un contributo di mille e cinquecento euro per le titolari o collaboratrici d’imprese artigiane che accedono all’astensione obbligatoria per maternità. L’accesso alle provvidenze riguarda tutte le imprese artigiane aderenti all’EBER in regola con i versamenti dell’anno corrente e dei cinque anni precedenti. CNA Impresa Donna ha accolto con favore anche le misure per conciliare i tempi di vita e di lavoro previste dalla legge 8 marzo 2000 n°53. Per la presentazione dei progetti la prossima scadenza è il 28 ottobre 2011; le domande devono essere presentate al dipartimento per le politiche della famiglia, tramite il sito www.conciliazione.politichefamiglia.it. www.ra.cna.it (F.Ri.)

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Supersound premia i giovani di Romagna Faenza - Importante affermazione per gli artisti romagnoli al Supersound di Faenza, festival Mei dedicato alla musica emergente italiana tenuto dal 23 al 25 settembre nella cornice del Teatro Masini. Durante le serate ricche di ospiti e live, alle premiazioni con esperti

giurati e artisti si è distinta la Romagna, che ha ottenuto ben tre riconoscimenti: incoronati come gruppo dell’anno i riminesi e riccionesi Nobraino, e riconoscimenti anche alla cantautrice faentina rock Simona Gretchen e ai solarolesi Heike Has The Giggles. (F.Ri.)


PAVIMENTI • RIVESTIMENTI • PARQUET • CARTA DA PARATI • ARREDO BAGNO • SAUNE Via Aldo Bozzi, 77/79 - 48100 Ravenna - Tel. 0544.278360 - Fax 0544.278506 - commerciale@edilravenna.it - www.edilravenna.it


Ph. Fernando Gollinelli

Essere | Luce Caponegro


Il sorriso schietto della

FemminilitĂ

testo Claudia Graziani - foto Massimo Fiorentini

Esperienze diverse, figli in etĂ diverse, un diverso modo di affrontare i cambiamenti. Con slancio vitale che non teme le cadute. Ăˆ la storia di Luce Caponegro, da Selen e ritorno.


Se dovesse descriversi quali parole userebbe, cosa racconterebbe di sé? Una lunga pausa, secondi di

silenzio che non significano incertezza, ma ricerca delle parole che sintetizzino un lavoro su se stessi che ha permesso a Luce Caponegro di essere una persona diversa, di non rinnegare nulla di ciò che è stata e di quello che la vita le ha posto davanti. “Tre i concetti che mi rappresentano”, afferma con decisione, mentre sorseggia un the verde nel suo terrazzo dal quale, mi fa notare, si vede la cupola di San Vitale. “Il primo è che sono legata al vero delle cose, mi piace chiamarle con il

loro nome. Cercare la verità mi ha permesso di migliorarmi, smantellarmi, di evolvermi e cambiare a 360 gradi. Guardo avanti, non mi ancoro al passato e credo questo sia sinonimo di vitalità. Ammetto che, alla soglia dei 45 anni, questa evoluzione è rallentata, ho più paura di avventurarmi. Prima mi buttavo a capofitto, ora valuto tutto nei dettagli. Prima ero un cavallo matto, ora sono più riflessiva. Il secondo aspetto è l’essere mamma. Ho due figli, uno avuto a vent’anni e uno a quaranta. Un figlio è come uno specchio, una cartina tornasole. Mi ha dato la prova di come sono cambiata come donna e l’immagine che mi rimanda mi piace. Ho scoperto di avere un talento per la maternità e con una punta d’orgoglio mi congratulo con me stessa per ciò che sono come mamma. Nonostante le difficoltà me lo sono dato come missione di essere una madre serena e paziente”.

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Il terzo aspetto? Altra pausa e poi

sorride: “Oddio non me lo ricordo più! Se mi viene in mente lo dico”. Nel suo presente cosa c’è? “Ho studiato e mi aggiorno costantemente per poter realizzare un sogno, quasi un terzo figlio: aprire un centro benessere con una diversa filosofia, che metta in primo piano la persona con una visione olistica. Non sem-

plicemente la cura esteriore del corpo ma anche la sua energia. Per

questo alla scuola per estetista ho abbinato gli studi di medicina cinese, meditazione, yoga, naturopatia, massaggio plantare e la ricerca di cosmetici davvero naturali. Con il mio compagno, maestro di Reiki, una pratica energetica usata come forma terapeutica per il trattamento di problemi fisici ed emozionali, abbiamo un progetto dettagliato per l’apertura di un centro di estetica naturale e benessere psico-fi-


sico. Ora manca solo il luogo, ma non è facile soddisfare le nostre esigenze di spazi luminosi, ampi e facilmente raggiungibili”. Cosa è davvero importante oltre alla famiglia? “Nell’ultimo ventennio c’è stata una rincorsa al materialismo più sfrenato e questa pesante crisi economica potrebbe essere preludio del desiderio di tornare a trovare quei piaceri semplici come incontrarsi con gli amici, passeggiare all’aria aperta, chiacchierare al parco con altre mamme mentre i figli giocano. Un bisogno a dire il vero che ho sempre sentito, perché quando stai bene con te stesso non hai necessità di tante cose. Bisognerebbe tornare ad investire sui sentimenti e sarebbe bello essere ricordati non per i beni materiali posseduti ma per il sorriso che avevamo, per il bene voluto alle persone, per l’aver cresciuto bene i figli. Naturalmente non dico che il denaro non serva, ma bisogna ricollocarlo al giusto posto nella scala dei valori”. In tutto questo che ruolo ha la religione? “Vedi quel tempietto con Buddha? La spiritualità è molto importante. La preghiera non è chiedere, ma entrare in contatto profondo con se stessi”. Che libri legge? “Aspetta un attimo, vado a prendere quelli che ho sul comodino, ne inizio anche cinque o sei in una volta...”. Torna con una pila di volumi e mi descrive gli argomenti: tantra e meditazione, sesso e intimità, il maestro spirituale indiano Osho, alimentazione naturale. A proposito di alimentazione, che esperienza è stata la

Tra yoga e naturopatia trasmissione “Romagna mia”, andata in onda sul canale Alice di Sky? “Devo qualcosa a questo programma, ora in

replica su Arturo 138. Ho imparato a cucinare! Non ho mai avuto molto tempo ed ero una grande affezionata delle rosticcerie, soprattutto quando abitavo a Roma. La chef Cristina Lunardini, che insieme a me conduceva il programma, mi ha insegnato a manipolare il cibo e con mia grande sorpresa nella prima puntata, quasi in presa diretta, in mezz’ora abbiamo preparato gli strozzapreti panna e salsiccia. Naturalmente facendo anche gli strozzapreti a mano. Io che quelle due volte all’anno che facevo la pasta fatta in casa o una ricetta particolare mi prepara-


vo dal giorno prima ed impiegavo ore! È stata una bella esperienza, nata per caso. Mi hanno contattato se volevo fare il provino ed ho sbaragliato anche volti noti della tv. Semplicemente perché sono risultata simpatica e gioviale, proprio come la gente si aspetta che sia una vera romagnola. Certo sono nata a Roma, da padre romano, ma fin da quando avevo un anno ci siamo trasferiti a Ravenna e mi sento romagnola, ancor prima che ravennate. Lo stereotipo è quello di una regione accogliente, aperta, ma questo vale soprattutto per il riminese. Il ravennate in realtà è un po’ chiuso e invidiosetto, non tutti per fortuna. Comunque Ravenna è una città

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che amo: graziosissima, a misura d’uomo, qui ho i miei ricordi d’infanzia, mi ci sento ancorata”. Quali persone sono state importanti nella sua vita, quelle che l’hanno aiutata? Ancora una lunga pausa

e poi una risposta secca: “Ho fatto molto da sola. Ho fatto tanto tanto da sola. Mi sono presa le mie responsabilità e ho anche pagato da sola. Ho impiegato tante energie e a dire il vero ho avuto pochi aiuti. A volte dalla mia famiglia. Mio padre ogni tanto mi dice: ‘Tu sei una guerriera, come me’. È vero, ho imparato da lui ad affrontare le cose. E spesso non è facile ricominciare. Come quando è finita la storia con il padre del mio ultimogenito. Una ferita difficile da gua-

rire. Non credevo più nell’amore, poi un anno fa ho conosciuto Toni. Era il responsabile del centro di attività olistiche dove ero andata in vacanza con il mio bambino. Un insegnante di yoga e meditazione. Ho iniziato un percorso con lui e mi ha rivoluzionato la vita. E poi ho trovato l’amore e un papà per mio figlio. Il prossimo anno ci sposeremo. È da questo percorso fatto insieme che è nata la voglia di realizzare il progetto ‘Il risveglio della dea’, un corso che porteremo in giro per l’Italia. L’obiettivo è di far prendere maggiore consapevolezza di sé alle donne attraverso un potenziamento dell’energia femminile. Spiritualità e fisicità sono i due ambiti sui quali lavoreremo


Ph. Fernando Gollinelli

A fianco, Luce Caponegro con il compagno durante un’esercitazione yoga.

Chi è Luce Caponegro

per una donna seducente, che sappia apprezzare la bellezza ed i talenti che ha in sé, che sappia difendersi e non si doni facilmente. E te lo dice una che da giovane si è data facilmente. Faccio tesoro del mio passato per aiutare le donne a non soffrire più. Ho visto troppe amiche che per mancanza di autostima si sono rassegnate a vivere in situazioni infelici”. Ha delle manie? “Una su tutte, l’ordine. Faccio fatica ad uscire di casa se non è tutto a posto. Sono una vera massaia. Giusto alcuni giorni

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fa ho sfoderato, lavato e stirato il divano bianco. Ho notato che la mantovana, dopo averla montata, non mi era venuta proprio bene. Così ho preso il ferro da stiro e, in ginocchio, ho sparato il vapore sulle pieghe. Mia madre mi chiama ‘miss precisini’. Pensa che anche quando sono in albergo mi tiro su il letto!”. E il terzo concetto che la rappresenta? Chissà qual è. Durante la

chiacchierata non salta più fuori, ma forse è nascosto fra le tante cose che ha raccontato. IN

È nata a Roma, ma si trasferisce ben presto con la famiglia a Ravenna. Luce Caponegro è un’attrice italiana che, con lo pseudonimo di Selen, ha riscosso un successo internazionale nel mondo dell’hard. Si ritira nel 1999 per impegnarsi in televisione e a teatro, diventando popolare al grande pubblico. Celebri sono le sue apparizioni al “Maurizio Costanzo Show” e i suoi simpatici interventi a “Ciro il figlio di Target” su Italia 1: gli sketch, che la vedono protagonista di improbabili televendite all’interno del programma, diventano veri e propri cult. Un successo è anche il “Tg Rosa” sul canale Odeon. Nel 2001 intraprende anche la carriera teatrale, mostrando una credibilità e una simpatia da interprete consumata, partecipando anche a vari film diretti da registi affermati ed esordienti, tra cui anche Asia Argento. Personaggio vitale ed eclettico, Luce si trasforma anche in Dj nelle discoteche più in voga, esprimendo la sua passione per la musica dance dietro la consolle con il suo progetto “The Star of The Night”. Un’attività che ha però deciso di lasciare. Al fianco della chef Cristina Lunardini ha condotto anche sul canale Alice di Sky un programma di cucina, coltivando nel frattempo un sogno, alimentato dallo studio per estetista e di altre discipline naturali, in corso di progettazione: gestire assieme al proprio compagno un centro di estetica naturale e benessere psico-fisico.


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Realizzare | Il Mondo di Ettore

Il creativo Mondo di

Ettore & Co testo Anna De Lutiis - foto Massimo Fiorentini

Un villaggio globale creato da dieci ragazzi alle Bassette. È il Mondo di Ettore, luogo in cui ogni forma d’arte e di creatività trova il suo giusto spazio.

Il Mondo di Ettore. È il nome dato ad un progetto già concretizzato in una prima fase ma che prevede l’ambiziosa realizzazione di un ‘mondo’ molto più vasto, fatto di giovanissimi protagonisti, tutti al di sotto dei trenta anni. Qualcuno

ha definito ‘bamboccioni’ i ragazzi che, non trovando lavoro, restano a vivere in casa con i genitori; questo gruppo smentisce ogni insinuazione, credendo fermamente nei loro sogni. Sono in dieci, al momento, i componenti de “Il Mondo di Ettore”, cinque quelli intervistati, in rappresentanza anche dei non presenti. Laila Ghubasa, presidente, Paolo Simoni, vicepresidente, Daniele Spanu, grafico, Cecilia Buono, marketing e comunicazione, Elena Buono, disegnatrice, fumettista e illustratrice.

A Paolo Simoni, che eleggiamo a portavoce del gruppo, chiediamo il perché del nome. “Ettore è il protagonista di una mia canzone, un sognatore, un anti-eroe, un personaggio fuori dalle righe che sta dalla parte dei giovani, dei creativi...”.

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Quanto spazio pensi possa avere in un mondo attuale?

“Moltissimo. C’è un grande bisogno di sognare e noi giovani stiamo vivendo un momento di cambiamento, sentiamo che stanno tornando valori che sembravano scomparsi...”. Paolo ha solo 26 anni ma parla con grande sicurezza e convincimento. Cantautore e compositore. “A due anni e mezzo ho distrutto la batteria della Bontempi regalata dalla nonna materna. Ho studiato musica da bambino: chitarra, e organo. Ho frequentato il Conservatorio di Ferrara: prima pianoforte poi, dopo tre anni di studio accademico, ho intrapreso anche composizione e pianoforte moderno, senza disdegnare il sassofono, mio secondo compagno di vita”. Tante esperienze diverse per un ragazzo così giovane. Nel 2000 partecipa all’Accademia della Canzone di San Remo, nel 2004 consegue il diploma breve di sassofono presso la Scuola di Musica Moderna, arriva secondo al Festival di San Marino, si esibisce a


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Milano in piazza Duomo, suona con i Buskers a Ferrara, partecipa al Premio Tenco con il suo primo album ‘Mala Tempora’. Ha collaborato con Mauro Pagani, Massimo Ranieri e Luciano Ligabue.

Anche il curriculum di Laila Ghubasa non scherza: è laureata in

Scienze Politiche con indirizzo Relazioni Internazionali e ha lavorato come Event Manager presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e, in seguito, in un’azienda leader del settore della formazione nella Provincia di Ferrara. Parlano a volte insieme i ragazzi, e le parole si intrecciano ma tutto mette in risalto un grande entusiasmo, un desiderio incredibile di fare, di riuscire. Ma cosa fanno, in concreto, nel Mondo di Ettore? È una Cooperativa Sociale dove ognuno contribuisce mettendo al servizio del progetto le proprie abilità e la propria creatività: tutti per un unico scopo.

Il progetto globale prevede, a breve, la nascita di un Gruppo di produzione musicale che si chiamerà ‘Il Mondo di Matilda’. Ne parla Elena Buono, una delle due gemelle, Sopra, la sede del gruppo alle Bassette. Nella pagina precedente alcuni componenti del Mondo di Ettore.

Da Ettore a Matilda Parte dei ragazzi frequentavano l’Università Ferrara e, un anno fa, sono entrati nel progetto. Altri sono ravennati, conosciuti per destino. I giorni nella loro sede alle Bassette sono abbastanza intensi, tra lavoro fisico ed intellettuale. C’è un organigramma di lavoro ma nessuno comanda a nessuno. Le ore vengono distribuite secondo i tempi di ogni singolo individuo. Ciò che conta è il risultato, non il metodo. Ognuno appartiene e si muove con i propri mezzi. Questo è il metodo, e funziona. Tanti i progetti da realizzare: una sale prove e sala di registrazione; Accademia dello Sport, web Radio Ettore, una rassegna teatrale e una di cinema d’autore, l’organizzazione di eventi per la città, la creazione della cooperativa musicale “Il Mondo di Matilda”. E la riqualificazione della Zona Bassette.

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laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Bologna dopo una laurea triennale a Ferrara in Comunicazione Pubblica della Cultura e delle Arti (teatro, spettacolo). “Servirà a dar spazio ai giovani musicisti che non trovano possibilità di esprimersi, nonostante le loro capacità. Anche Matilda farà parte, come Ettore, di un unico blocco che deve ancora avere il nome globale. Stiamo lavorando alle Bassette dove abbiamo molti locali, già in parte adattati a vari uffici ognuno con la sua specificità, usando esclusivamente materiale di recupero o non più utilizzato da varie ditte. A lavoro ultimato avremo dato vita ad un Villaggio per ogni forma di arte, dal fumetto, al teatro, al cinema, un’area culturale di alta importanza mettendo assieme attività artistiche, sportive, pubblicitarie”. Cecilia Buono dopo la laurea ha seguito un Master su Progettazione e Promozione degli Eventi artistici e Culturali partecipando anche a laboratori di teatro, danza classica e contemporanea. Un fermento di idee difficile da seguire dall’esterno: ciò che maggiormente stupisce è la loro preparazione e il loro bagaglio di esperienze. Ai componenti del Gruppo

Viaggio del post-moderno si uniscono due soci, Paolo Rambelli e Yastine Blajic, e un imprenditore idealista, Sandro Blajic, che ha investito nel loro progetto mettendo a disposizione gli spazi. Daniele Spanu ha seguito la tumultuosa conversazione intervento per dare il suo contributo. Ha raccontato la sua passione per la pittura, anche se ha frequentato la Facoltà di Architettura a Ferrara. Dopo aver dipinto per anni (ne ha solo 28) ha scelto di dedicarsi al fumetto. E si è definitivamente trasferito dalla Sardegna: “Ci siamo conosciuti con altri membri del gruppo casualmente (o ci siamo inconsciamente trovati?). Il gruppo già esisteva prima del mio incontro; a tenerci insieme sono le idee e il modo di vivere”. Paolo Simoni ha grandi idee: quella di esportare il progetto, una volta affermatosi, oltre i confini ravennati e, forse, oltre quelli della regione. Hanno già avuto il primo approccio esterno con il compleanno dell’Italian Roadhouse Cafè, nel maggio scorso. Il pubblico era numeroso e ha molto gradito. IN

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Partire | Le ferie dei gestori balneari

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Vacanze fuori

Stagione

testo Valentina Viola - foto Massimo Fiorentini e Lidia Bagnara

Bali prima fra tutte ma anche Argentina, Brasile, Costa Rica. Sono le mete predilette per chi d’estate gestisce stabilimenti balneari lungo la costa ravennate. Che per le ferie sceglie comunque il mare, da turista o viaggatore.

Stessa spiaggia, stesso mare e stessa voglia di guardare il sole “dall’altro lato” della costa. Tramontato il mito del bagnino in vacanza per sei mesi all’anno, una volta terminato il lavoro estivo sulle spiagge del ravennate i gestori degli stabilimenti balneari riscoprono viaggi tradizionali all’insegna del relax e della spensieratezza. Vacanze classiche, in famiglia o immersi nella natura. C’è anche chi non stacca la spina neppure lontano da casa o chi non parte proprio. Mete predilette? Bali su tutte, ma anche Argentina, Brasile e Costa Rica.

“Chiudiamo definitivamente l’attività a fine ottobre per mettere a posto e imballare tutto”, spiega Christian Falsarella, uno dei gestori del bagno Singita di Marina di Ravenna. “Il periodo migliore per partire è quello compreso da novembre a Natale, ma già da gennaio si comincia a lavorare per la nuova stagione, si inizia a contattare il

personale, si definiscono i contratti con i fornitori e così via. Se viaggio scelgo paesi esotici, come l’anno scorso, quando sono partito alla volta del Messico. Quest’anno però sarà impossibile perchè con mia moglie siamo in attesa del secondo figlio. Sono amante del mare e del caldo, pur lavorando in spiaggia; noi gestori viviamo mesi di lavoro concentrato e ce lo godiamo poco. Bali resta una delle mie mete preferite”. Dello stesso parere Luca Tommasini, titolare del bagno Obelix di Marina di Ravenna, da sempre amante di mete calde e viaggi ‘all’avventura’. “Ho girato tutto il mondo e sono molto legato al mare”, spiega Tommasini. “Australia, Ecuador, Brasile, Costa Rica, India. Chi lavora al mare la spiaggia non la vede neppure: i proprietari oggi si danno da fare dentro le strutture, non è più come una volta che si lavorava sulla spiaggia. In genere, comunque, prediligo vacanze lunghe, di

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uno o due mesi; quest’anno penso che mi orienterò verso Bali o l’Argentina. Sono un amante del surf: zaino in spalla per fermarmi nei posti che preferisco, mi piace andare all’avventura e conoscere la gente del luogo. In genere affitto un’automobile una volta giunto alla meta per muovermi in libertà. La mia vacanza ideale prevede caldo, onde e natura: il quadro più bello del mondo”. C’è anche chi, dopo mete lontane e viaggi in tutto il mondo, ha cambiato abitudini vacanziere. È il caso di Alessandro Zangaglia del Bbk Pleasure Beach di Punta Marina. “L’ultimo viaggio fatto chiarisce - è stato in Australia, magari potessi farlo ancora. Quando sono in ferie io mia moglie lavora e viceversa, e quindi ora è impossibile partire. In ogni caso ho sempre scelto mete esotiche perché facevo immersioni, dall’Argentina all’Uruguay, dalla Florida alle Maldive, e in mezzo ci ‘scappava’

In alto, da sinistra: Christian Falsarella del bagno Singita di Marina di Ravenna, Luca Tommasini del bagno Obelix di Marina di Ravenna, Alessandro Zangaglia del Bbk di Punta Marina. A fianco, da sinistra, Carlo Monaco del bagno Wave di Punta Marina e Andrea Manetti del Fandango di Marina di Ravenna.

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anche una capatina a Sharm el Sheik, una meta low cost, così si riusciva a star via anche un mese e mezzo. Quanti bagni ho fatto a Punta Marina? A metà stagione solo due. Sono più bianco di tutti i miei clienti...”. Africa, Oriente, Bali, Australia sono le mete predilette da Carlo Monaco del bagno Wave di Punta Marina. “A Bali, dove sono stato cinque volte, mi procuravo gli arredamenti per lo stabilimento, quindi era una sorta di viaggio/ lavoro. Sono già due tre anni che non parto perché nel frattempo ho messo su famiglia. In ogni caso il mito del bagnino che va via sei mesi non esiste più.

Prima la marginalità del reddito era superiore: durante l’estate era sempre caldo e ci si poteva permettere di stare via così a lungo, ora sono in pochi che lo fanno. Si tende ad allungare la stagione, perché non c’è più la continuità meteo. Ora le vacanze per me

durano al massimo 10/15 giorni. Quando parto scelgo posti caldi perché è indiscusso che, a livello fisico e psicologico, quando c’è caldo si sta meglio. L’estate noi non ce la viviamo lavorando. Non vedo l’ora di sdraiarmi anch’io sulla sabbia...” Viaggio/lavoro anche per Andrea Manetti del bagno Fandango di Marina di Ravenna: “Quando andavo in vacanza sceglievo Brasile, Costa Rica, Nicaragua. Non sono mai state però vacanze vere e proprie perché anche in quelle situazioni io mi getto a capofitto nel lavoro. Unisco sempre le due cose un po’ per mentalità, un po’ perché ‘obbligato’ dalla difficile situazione economica del nostro tempo. In ogni caso non vado a fare il turista: arrivo in un posto, ci vivo, lavoro e creo un’impresa . Per me aprire un nuovo

locale, lanciarmi in una nuova avventura, realizzare un sogno è già una vacanza”. IN


Ricordare | Risorgimento a Ravenna

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I rivoluzionari di

Romagna

testo Andrea Casadio - foto Massimo Fiorentini

La resistenza alla restaurazione pontificia dopo il ventennio napoleonico porta a Ravenna nuove idee repubblicane e unitarie verso il Risorgimento e i moti del ’48, fino alla proclamazione del Regno d’Italia unita del 1861.

2011, centocinquantesimo dell’unità d’Italia. L’anniversario è stato oggetto di rievocazioni che hanno percorso tutto il paese, e alle quali una città di autocelebrate tradizioni “risorgimentali” come Ravenna non poteva ovviamente restare insensibile. In realtà, come è noto,

tennio napoleonico. Il risultato di

che interessò tutta la prima metà

quella esperienza fu la nascita di nuovi ceti (la moderna possidenza aristocratico-borghese ormai svincolata dalla sudditanza al governo clericale, i burocrati della nuova compagine statale, gli intellettuali, i militari) e di nuove idee (il nazionalismo) che non sarebbero più usciti dall’orizzonte della storia locale così come di quella nazionale.

dell’Ottocento, e i cui esiti, definiti

Quando, nel 1815, quel ventennio

a posteriori come “Risorgimento”,

si chiuse con la restaurazione del

si costruirono giorno per giorno e

governo pontificio e con il ritorno

in maniera nient’affatto prevedibile

dei cardinali legati a reggere le re-

per i contemporanei. Per questo, ri-

dini della provincia, la resurrezione

evocare come la nostra città giunse all’appuntamento di quel fatidico 1861, anche al termine di questa intensa stagione celebrativa, può non essere del tutto inutile al fine di una sua reale comprensione. Se si vuole individuare una data precisa per l’inizio del Risorgimento ravennate risalendo “per li rami” le vicende della storia locale, questa può essere trovata nel 26 giugno 1796, il giorno in cui la prima scorreria delle armate francesi aprì traumaticamente anche per la nostra città la stagione del ven-

pura e semplice dell’antico regime

il 1861 fu solo il momento conclusivo di un lungo processo storico

come prima del ’96 si rivelò dunque una pura utopia. Il governo del papa, certo, godeva del sostegno (del tutto sottovalutato dalla storiografia tradizionale) di vasti strati sociali, soprattutto fra i contadini (ossia della grande maggioranza della popolazione), ma aveva perso quello del ceto dirigente, che era il vero forgiatore della “opinione pubblica” e quindi il protagonista dell’azione politica. Il risultato fu il sorgere di una sotterranea opera di opposizione, at-

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tuata attraverso le società segrete

(di cui la carboneria è la più famosa) e contrastata dal governo in un’escalation repressiva che andò a ingrossare le file del martirologio patriottico locale, quello destinato a restare eternato (non sempre, in verità, con reale merito dei diretti interessati) nelle lapidi di marmo dell’Italia unita. Il decennio 18201830 si sgranò così attraverso gli arresti e gli esili del 1821, la famosa sentenza del cardinale Rivarola del 1825 (che condannò per cospira-

In alto, Gioacchino Rasponi. Sotto, ritratto del Cardinale Rivarola. A fianco, Giuseppe Pasolini.

zione diverse centinaia di persone in tutta la Romagna), l’attentato contro lo stesso Rivarola l’anno seguente, le inchieste della commissione inviata da Roma nel 1827 e capeggiata dal “famigerato” mons. Invernizzi. È quindi facile capire come nel 1831, allo scoppio della rivoluzione di Modena, Ravenna e la Romagna fossero subito pronte a gettarsi a capofitto nel turbine della rivolta, ispirata a ideali liberal-moderati. Una rivolta dagli esiti però sfortunati, perché, dopo una prima esplosione fra febbraio e marzo del ’31 e una situazione di stallo, dopo l’intervento austriaco, per diversi mesi, nel gennaio del 1832 venne sedata dall’intervento dell’esercito pontificio, che riconquistò manu militari la Romagna sottoponendo i civili a vessazioni e violenze. Quel 1832 fu un anno davvero fondamentale nel processo storico del Risorgimento ravennate e romagnolo. In primo luogo perché l’indifferenza totale del governo verso la richiesta di riforme moderate e le violenze gratuite dell’esercito

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ruppero ogni residua fiducia verso il potere pontificio, perlomeno fra gli abitanti delle città di tutti i ceti sociali. In secondo luogo perché, con la comparsa da quell’anno della Giovine Italia (capeggiata a Ravenna da Francesco Lovatelli), anche qui iniziarono a diffondersi la nuova organizzazione politica di Mazzini e gli ideali di cui si faceva banditrice: quelli, cioè, di un sen-

timento nazionale “maturo”, repubblicano e unitario, a fronte di programmi politici che in passato avevano talvolta aspirato semplicemente alla secessione dallo Stato romano, perfino a favore di un’annessione al Lombardo-Veneto austriaco. Dopo un decennio di stasi e di repressioni, gli anni Quaranta sancirono, anche un ritorno della conflittualità politica. Nel 1845 i moti scoppiati fra Rimini e Bagnacavallo ispirarono a Massimo d’Azeglio il celebre pamphlet sui “casi di Romagna”, facendo della regione

un caso-sibolo della situazione ita-


liana. E quando, nel 1848, la “primavera dei popoli” spazzò tutta l’Europa con la sua ondata rivoluzionaria, anche Ravenna si ritrovò in pieno al centro del turbine che investiva in pieno lo stato di Pio IX, il papa prima “liberale” e poi fiero oppositore della rivoluzione. Significativo, il numero di volontari che accorsero nelle campagne militari di quell’anno, in particolare a Vicenza assediata dagli austriaci. L’evento simbolo di quel biennio resta però la Trafila garibaldina dell’estate 1849. Per quanto banalizzata dalla retorica celebrativa, si tratta obiettivamente di una vicenda eccezionale: un’organizzazione di salvataggio in un territorio occupato militarmente da una potenza straniera, nella quale ogni singolo partecipante metteva in pericolo la vita, e dove sarebbe bastato il tradimento di un solo anello per spezzare l’intera catena, portata a conclusione felicemente e - per chi coltiva la “religione” del Risorgimento - quasi “provvidenzialmente”, alla luce degli esiti storici successivi e del ruolo rivestitovi da Garibaldi. Dal punto di vista politico generale, il fallimento della fiammata rivoluzionaria del 1848-49 portò alla ribalta una nuova generazione, quella dei notabili di ispirazione

I “casi di Romagna” liberale pronti a riconoscersi nel progetto del Piemonte cavouriano, e dei quali Ravenna fornì alcuni esempi di caratura nazionale: Luigi Carlo Farini, il medico di Russi che fu fra i principali collaboratori di Cavour (nonché presidente del Consiglio italiano per qualche mese dopo l’unità), Giuseppe Pasolini, anch’egli futuro ministro dei governi sabaudi, Ignazio Guiccioli, Ippolito Gamba, Gioacchino Rasponi-Murat. Fu quest’ultimo ad assumere la leadership in città quando, nel giugno del 1859, anche a Ravenna il potere pontificio implose senza colpo ferire, dopo le sconfitte austriache sul fronte lombardo della seconda guerra d’indipendenza, e l’ultimo governatore pontificio valicò il Ponte Nuovo nella sua fuga senza ritorno verso Roma. Meno di un anno dopo, nel marzo del 1860, al termine di mesi di complesse trattative diplomatiche, Ravenna e la Romagna votavano il plebiscito di adesione al Regno di Sardegna. Quello che, nel 1861, sarebbe stato proclamato il nuovo Regno dell’Italia unita. IN

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Formare | Silvia Minguzzi

Emozioni in

Volo

testo Roberta Giurioli - foto Massimo Fiorentini

Far emergere talenti, aiutando ciascuno a trovare la propria natura più vera. È il lavoro del coach Silvia Minguzzi, svolto con varie prove sul campo. Dal tiro con l’arco al lancio col paracadute.

A chi non piacerebbe utilizzare al meglio le proprie risorse e acquisire nuove abilità, per una più alta qualità di vita e di prestazioni? Sil-

per aiutare le persone a raggiungere più velocemente obiettivi misurabili.

“La possibilità c’è per tutti, deve però esserci la motivazione. Siamo abituati a voler raggiungere subito il risultato, ma imparare cose nuove spesso richiede tempo e passi intermedi. E il fallimento è parte integrante dell’apprendimento. Occorre darsi la possibilità di sbagliare perché si tratta di esperienze, non di errori”.

Intelligenza emotiva e programma-

In che modo i miglioramenti pos-

zione neuro linguistica, psicologia

sono essere scientificamente mi-

dei Veda e psicologia analogica,

surabili?

pubbliche relazioni, equitazione

“Fin dall’inizio è necessario stabilire in modo chiaro ed univoco quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere e specificare i criteri di evidenza attraverso la domanda -Come farò ad accorgermi di aver ottenuto ciò che voglio?- Così, quando otterremo dei risultati, si avrà l’evidenza che i miglioramenti desiderati saranno stati ottenuti”.

via Minguzzi, Ph. D. Indovedic Psicology e Master Trainer di crescita personale lavora in questo campo,

naturale e laboratori di improvvisazione teatrale sono le conoscenze di cui si avvale. Coaching e Formazione sono invece le sue attività, per aiutare aziende e privati a far emergere talenti, qualità ed aspirazioni. È veramente possibile insegnare l’alfabeto emozionale?

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Sopra e in apertura, Silvia Minguzzi durante un’esercitazione di paracadutismo.

Tu sostieni che quando ci sono mec-

quando esponi le tue convinzioni?

canismi di blocco e situazioni croni-

“Capita, è naturale, è un meccanismo di difesa. Gli scettici in questo caso difendono la loro mappa del mondo. I più grandi sabotatori della felicità sono coloro che confondono quello che non sono loro con se stessi, si identificano con ciò che fanno e che dicono. Ma noi non siamo i nostri pensieri, siamo piuttosto condizionati da pessime abitudini mentali”.

che, in cui la persona è dentro ad un circolo vizioso, non riesce a vedere la “parte che manca”. Come la si può aiutare?

“L’aiuto migliore è dare l’esempio, sia esso il partner, il genitore, l’allenatore. Volendo intervenire, meglio fare delle domande. L’interessato, semplicemente rispondendo, arriverà alle proprie conclusioni, riuscendo in tal modo a vedere altre possibilità che prima non riusciva a cogliere”. Proponi l’equitazione naturale, i lanci col paracadute, i viaggi, il tiro con l’arco, gli aquiloni. A cosa servono per la formazione?

Quali sono le cose fatte che ti hanno dato maggiori soddisfazioni?

“Uno dei ricordi più belli è l’incontro con Antony Robbins nel 1997 a Bruxelles, mi ha fatto capire cosa avrei voluto fare da grande. Avevo appena vinto per due anni

Mettersi in gioco per crescere “Qui entra in gioco il valore della metafora della vita, l’esperienza che si trasforma in metafora vissuta. L’attività ludica è la fotocopia bonsai della vita. Fare esperienza delle cose, mettersi in gioco e rischiare di non saper fare è da coraggiosi!”. Capita di incontrare scetticismo

Chi è Silvia Minguzzi Co-fondatrice dell’Accademia dell’Intelligenza Emotiva, Master Trainer AIE, docente Master di secondo livello al Poli Design, Consorzio del Politecnico di Milano, direttore responsabile di tre testate giornalistiche. Sono alcune delle tante attività messe in cantiere da Silvia Minguzzi, ravennate, coach di campioni sportivi, di manager e di personaggi dello spettacolo. Autrice dei libri “Cosa farò da grande”, “Impara a dire NO”, “Il segreto del bosco delle querce antiche”, sperimenta ed insegna tecniche, conoscenze e strumenti di crescita personale e professionale per il miglioramento psico-fisico della qualità della vita, attraverso interventi di formazione esperienziale. www.silviaminguzzi.it

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consecutivi un premio nazionale come migliore addetta alle Pubbliche Relazioni per il divertimento notturno. Ho insegnato al CET di Mogol, alla European School of Economics, ho fondato col Dott. Andrea Magnani l’Accademia dell’Intelligenza Emotiva. Nel 2004 ho iniziato lo studio dei testi Veda col Centro Studi Bhaktivedanta, Accademia delle Scienze Tradizionali dell’India. La conoscenza dello Yoga Sutra di Patanjali, in cui sono contenute indicazioni e regole per trovare la felicità, mi ha appassionata allo studio delle Tradizioni antiche e delle differenti religioni. Molti insegnamenti del Cristianesimo li ho compresi studiando i Veda”. IN


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Creare | Mauro Mamini Ferrucci e Anna Maria Carroli

Coppia d’

Autore

testo Aldo Savini - foto Massimo Fiorentini

Sculture dalla forza primordiale che diventano archeologie del futuro. Affiancate a forme trasparenti e leggere, in lamine e cartapesta. Le solide opere di Mauro Mamini Ferrucci dialogano con quelle aeree di Anna Maria Carroli, compagna nell’arte e nella vita.

Durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna e negli anni successivi Mauro Mamini Ferucci si dedica alla pittura, che non abbandonerà mai completamente, anche se, nel clima di ricerca, di apertura ai nuovi linguaggi e di sperimentazione di nuove tecniche, avverte l’esigenza di superare il piano bidimensionale della tela per approdare alla tridimensionalità propria della scultura, col

conseguente ampliamento della sfera della sensibilità per il coinvolgimento del piacere fisico non solo dell’occhio ma anche quello tattile della mano. Tuttora, non capisce perché nei musei non ci sia un invito esplicito a toccare le sculture per sentire la materia e non limitarsi alla semplice osservazione della forma. Materia e forma

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sono i termini costitutivi, e pertanto inscindibili, della scultura.

Nel passaggio dalla materia alla forma risiede il senso dell’azione creativa: scolpire richiede un intervento manuale, da artigiano, che consiste nel sottrarre, togliere materia, ma quell’atto deve essere sostenuto da un incessante lavoro di elaborazione mentale, tra immaginazione e riflessione, perché solo così si arriva al compimento dell’opera d’arte. La quale, per Mamini Ferucci, non può prescindere dalla figurazione, non intesa però in senso naturalistico, come imitazione di qualcosa che preesiste e sta fuori, a cui l’artista deve adeguarsi; piuttosto, quell’idea è presente nella sua mente e trova nella materia lo stimolo e l’occasione per portarne in superficie una


possibile raffigurazione, dando visibilità a un principio invisibile che è all’origine della figura stessa. In quanto esito di un processo, la scultura si nutre del tempo, lo assorbe e lo conserva. D’altra parte il tempo è sì nella materia stessa, sia che si tratti di pietra leccese o arenaria della diga di Ridracoli,

di fronte alle sfide del progresso, soprattutto tecnologico. Nel corso della sua lunga attività ha rivisitato la mitologia del mondo greco antico, poi si è spinto a quello egizio ed orientale, fino ad esplorare l’archeomitologia del paleolitico e del neolitico. Le sue sculture più recenti portano i segni dello studio

Binomio creativo fra terra e aria marmo, refrattario, metallo o, finanche, leggera schiuma di lava dell’Etna, ma è anche nell’imma-

dei testi di Marya Gimbutas, colme di geroglifici di una simbologia arcaica, per cui potrebbero essere

gine originaria che deve prendere

reperti di uno scavo archeologico

forma, è un tempo che essendo

o, come Massimiliano Savona ha osservato, frammenti di un’astro-

conoscenza e memoria condensa passato, presente e futuro e trattiene in sé la vita. Mamini Ferucci lo ritrova nel mito che sta ai primordi dell’umanità e che l’accompagna nel suo andamento, talvolta costretto a celarsi e a mimetizzarsi

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nave alla deriva ai confini dell’universo. Dominante è quasi sempre

la figura femminile, e tra tutte si impone la Venere steatopigia con i grossi seni pendenti e i fianchi arrotondati, che nella sua staticità

Mauro Mamini Ferucci È nato nel 1950 a Faenza. Dopo gli studi artistici alla locale Scuola di Disegno e Plastica “T. Minardi” sotto la guida dei professori Morigi, Matteucci e Gaeta, frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove segue l’insegnamento, tra gli altri, di Cleto Tomba, Ilario Rossi, Pompilio Mandelli, Quinto Ghermandi. Dal 1976 ha insegnato presso la Scuola “T. Minardi” di Faenza, fino al 2008. Nel 1981 ha fondato l’associazione artistica “Aut Art”, promotrice di dibattiti, mostre e incontri d’arte. Dal 1988 fino al 1998 ha aderito al movimento “Terzo Futurismo” a Farfa ed a Rieti e ha collaborato alla redazione del giornale Mondo Subino. Dal 1992 al 1996 ha creato, diretto e condotto la rubrica “Punto Arte”, in onda su Tele 1. Dal 2006 ha aderito al “Manifesto Neormalità Artistica”, promosso dalla “Libera Accademia degli Evasi” di Faenza. Ha esposto in Italia e all’estero e nel 1986 ha vinto il 1° premio assoluto al Festival d’arte internazionale di Clermont-Ferrand in Francia. Attualmente vive e lavora tra Faenza e Fognano di Brisighella.


posizioni poetiche e nelle “pitto-

recuperate a Monte Mauro sulle colline romagnole, e schegge di vetri e di specchi su supporti di cartapesta. Pur rari, gli interventi coloristici con chine nelle tonalità dell’azzurro ne accentuano ulteriormente la leggerezza. Inoltre, la luce naturale o artificiale che attraversa i materiali e da essi viene riflessa le fa brillare e suggerisce visioni oniriche e fiabesche. Così

sculture” della moglie Anna Maria

negli atelier condivisi, sia in centro

Carroli. La poesia anima le scultu-

a Faenza che nel borgo di Fognano

re della Carroli, in esse il rimando figurativo sembra praticamente assente e il fascino sta nella leg-

di Brisighella, dialogano le solide

apparentemente monumentale, nonostante le dimensioni ridotte, si presenta come dea della fertilità, la grande madre portatrice della vita e della morte. Altre nelle loro posizioni ostentano una profonda intimità come negli abbracci saffici, nel bacio e infine nel filo del discorso che dà il titolo all’ultimo ciclo di opere, ripreso nelle com-

gerezza e nella trasparenza delle forme, ottenute assemblando abil-

mente sottili lamine di selenite,

opere di Mamini Ferrucci, fortemente radicate alla terra, e quelle aeree della Carroli, in un confronto che evoca la differenza tra il maschile e il femminile. IN

Anna Maria Carroli È nata nel 1954 a Fognano di Brisighella. È docente di lettere all’IPS “Strocchi” di Faenza. Inizia a pubblicare poesie su quotidiani a metà degli anni Ottanta, mentre espone a partire dal 1991. Partecipa a numerose collettive, ottenendo prestigiosi riconoscimenti, tra cui nel 2000 il Primo premio “TrasformArte” a Faenza. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: “Da dividere con Te” (1994), “I bambini e la casa magica” (2000), “La ragnatela illuminata” (2007) e “Sortis d’une déchirure: Usciti da una lacerazione”, in collaborazione con il pittore Georges Badin (2010).


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Navigare | Canottieri Ravenna

Canottaggio da

Medaglia

testo Michele Virgili - foto Massimo Fiorentini

Giovani campioni crescono alla Standiana, conquistando successi internazionali e contribuendo alla crescita di nuove generazioni di atleti. Parola di Claudio Miccoli, presidente della Canottieri Ravenna.

Il bacino della Standiana ha ospitato nel giugno scorso i Campionati Italiani Assoluti, Pesi leggeri e Juniores di canottaggio organizzati dalla Canottieri Ravenna. “Sono andati benissimo”, sottolinea il presidente della Canottieri Claudio Miccoli. “Abbiamo avuto un’affluenza altissima tra atleti e accompagnatori, hanno partecipato 1063 atleti contro i 925 dell’edizione 2010 tenutasi a Mantova. Con nostra grande soddisfazione c’è stato un consenso molto positivo delle società italiane verso la Standiana e sulle nostre capacità organizzative”. La Canottieri ha conquistato una medaglia

con il promettente Luca Rambaldi,

al suo primo anno nella categoria juniores, e tanti altri piazzamenti finali. Rambaldi è un giovane che può far parlare di sé: “Ha 17 anni - dice il presidente - e rappresenta una delle migliori speranze di tutto il canottaggio italiano. È di Ferrara ed è tornato con noi nel 2010, si allena e studia presso il Centro Sportivo Federale di Piediluco”. Il 2 agosto Rambaldi ha esordito in Inghilterra, a Eton, sede dei prossimi giochi olimpici, come titolare nella nazionale juniores nel quattro di coppia, conquistando una medaglia d’argento. Tra i giovani cresciuti

di bronzo nel doppio con Giuseppe

con la Canottieri Marcello Miani è il

Vicari e Fabrizio Borghesi, una me-

più titolato e da quest’anno gareggia per il Corpo Forestale dello

daglia d’argento nel singolo juniores

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Stato: “È stato con noi per quindici anni e ancora oggi quotidianamente si allena con la Canottieri. Compatibilmente con gli impegni della nazionale svolge per noi anche un’attività di divulgazione nelle scuole del canottaggio. Probabil-

2000, e ha giocato un ruolo fondamentale Mirabilandia sponsor di questa manifestazione”. Miccoli continua: “È un anno incredibile, complessivamente è stata registrata una presenza di 15mila presenze turistiche che ci pone ai vertici di

collegamento con le scuole medie. Ultimamente abbiamo fatto corsi con la scuola media ‘Novello’, con l’ambizione, entro qualche anno, di riuscire a organizzare i campionati studenteschi di canottaggio con un equipaggio per ogni istituto”.

mente è l’atleta ravennate con le migliori possibilità di ottenere una medaglia alle Olimpiadi del 2012”.

Un altro successo per la Canottieri Ravenna è arrivato nel Festival dei Giovani, giunto alla 22esima edizione, che si è svolto alla Standiana ai primi di luglio: “In questa manifestazione è stato registrato il record di partecipazione di atleti, circa 1500, associato al record di affluenza di accompagnatori, circa

Giovani promesse a caccia di medaglie tutti gli sport ravennati e nello stesso tempo ci mette al vertice delle capacità di produrre indotto turistico attraverso lo sport”. La Canottieri in questo periodo è al lavoro per ricostruire le squadre agonistiche: “Stiamo investendo molto anche in

Società Canottieri Ravenna La Società Canottieri Ravenna è nata nel 1873 e conta circa cinquanta atleti divisi tra tutte le categorie giovanili: Cadetti, Allievi, Ragazzi, Juniores e Seniores. Ricco il palmares: in campo nazionale e internazionale gli atleti della Canottieri hanno vinto 5 titoli mondiali, 1 titolo europeo, 3 titoli mondiali indoor e 36 titoli italiani. La Canottieri Ravenna promuove questa disciplina sportiva a ragazzi, ragazze, giovani, adulti, master e adaptive (portatori di handicap). Tre i principi fondamentali: credere nello sport come costruzione di valori e principi etici, allenare i ragazzi nel corpo e nella mente e seguire la forte tradizione alle sue spalle. La Canottieri organizza gare ed eventi nazionali e internazionali nel bacino della Standiana. Il 28 maggio il Consiglio Direttivo ha confermato presidente per il prossimo triennio Claudio Miccoli.

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La Standiana è un punto di riferimento per tutto il canottaggio italiano: “Meriterebbe più attenzione da parte del Comune di Ravenna, completare le infrastrutture lo renderebbe corrispondente agli standard internazionali”, dice Miccoli. Il presidente ha infine un sogno nel cassetto: “Vorrei riportare il canottaggio in città ricostruendo una sede della società, dove è nata nel 1873, sul Candiano. Questo permet-

terebbe ai ragazzini di accedere al canottaggio con grande facilità e di allenarsi anche davanti ai genitori. La Standiana rappresenta un luogo fondamentale per la fase agonistica ma è un po’ disagevole in termini logistici per la parte propedeutica”. IN


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SABATO 15 OTTOBRE E DOMENICA 16 OTTOBRE Dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 14:30 alle ore 19:00 presenterà presso la propria sede le novità 2012 Giro, Bell, Frw Bicycles, con la possibilità di testare alcuni prodotti tra i quali le nuove 29” pollici Syrah e le nuove Napa Valley carbon.

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DOMENICA 16 OTTOBRE Ore 15:30 Premiazione finale challenge di granfondo Mountainbike “Tour delle Regioni FRW 2011” Ore 17:00 Presentazione “Tour delle Regioni 2012”

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Ore 15:30 Show Team MTB Freestyle e 100% BRUMOTTI (dai successi di Striscia la Notizia)

Dalle ore 8:00 alle ore 9:30 iscrizioni e partenza pedalata non competitiva aperta a tutti di 25Km nell’entroterra Ravennate (con ristoro a metà percorso)

Ore 16:45 Bis del SIDE SHOW del Mago JABBA

Ore 11:15 premiazione società gara mediofondo Ore 11:30 SIDE SHOW del Mago JABBA, illusioni, magie, animali esotici il tutto a pochi centimetri da voi FREEWHEELING s.n.c. - via Barsanti, 10 - 48124 Fornace Zarattini (RA)


Ristrutturare | L’edificio rurale

Innovazione e

Tradizione

testo Linda Antonellini - foto Massimo Fiorentini

Un edificio rurale trasformato in cantina vinicola recupera il rigore e la semplice eleganza dello stile tipico delle campagne romagnole. Mescolando mobili “low cost” ad oggetti di design, in una visione progettistica globale.

Un edificio degli anni ’70, dalle linee semplici tipiche dei fabbricati rurali un tempo adibiti al rimessaggio di attrezzature e macchine agricole, è stato oggetto di un consistente intervento di ristrutturazione compiuto dal geometra Silvia Sbarzaglia, sorella del titolare dell’azienda. Un lavoro non facile: il fabbricato risultava in origine gelido d’inverno e afoso d’estate, a causa della particolare esposizione e soprattutto dell’inadeguatezza delle coibentazioni. Il lavoro di trasformazione per ridare nuova vita a questi ambienti dismessi è stato dunque complesso, e ammirevole per le ridotte tempistiche di esecuzione: in appena quattro mesi si è creata una nuova struttura, minimalista, elegante e perfettamente

inserita nel contesto agricolo di Villanova di Ravenna. Così Luca Sbarzaglia, il fratello di Silvia, gestisce insieme alla famiglia quella che oggi è una cantina vinicola aziendale che, oltre ad una sala di lavorazione vera e propria, dispone di sale di rappresentanza e di degustazione. Caratterizzato da una forte impronta emozionale questo

edificio, apparentemente semplice, nasconde un’anima altamente tecnologica: un delicato equilibrio tra

ricerca e creatività che ha coniugato estetica e tecnologia. La vera sfida progettuale è stata quella di realizzare ambienti termicamente ben coibentati, fattore fondamentale vista la destinazione d’uso: le pareti sono state rivestite da spessi pannelli isolanti intonacati color tortora, mentre l’isolamento del tetto è stato realizzato tramite la posa di un solaio in legno ventilato, che lascia a vista l’orditura principale delle capriate in travi prefabbricate di cemento armato, come testimonianza dell’epoca di realizzazione dell’edificio. Il primo passo è stato dunque quello di sventrare l’edificio mantenendo solo la struttura portante. Successivamente sono stati riorganizzati gli spazi interni, riposizionando con spirito nuovo le pareti senza perdere i connotati rispetto la semplicità della struttura di provenienza. Al geometra è stata data carta bianca nell’interpretare gli spazi con gusto contemporaneo e unitarietà degli interni; la spia-

cevole sensazione “di taglio” che si può percepire passando da un ambiente di lavorazione a quello di rappresentanza è stata eliminata creando un unicum-spaziale fra il laboratorio e gli uffici, ambienti eleganti e funzionali realizzati in modo da sfruttare al massimo lo spazio, arredati con mobili lowcost mixati ad altri di design come il mobile laccato nero B&B, uno portaoggetti di Ikea, sgabelli “Owo Magis - Bombo Stool” contrapposti ad un armadio in Stile Impero con inserti in radica, e tinozze in legno appoggiate al parapetto in acciaio del soppalco che guarda la sala di vinificazione. È questa, infatti, l’area più complessa ed interessante: un open-space a tutta altezza, scandito da elementi architettonici e da affacci che ne movimentano la volumetria. Due diverse tonalità scelte all’interno delle medesima scala cromatica sottolineano il rigore della geometria e dell’essenzialità.

Un ambiente al cui interno trovano spazio i grandi vasi vinificatori e attrezzature di ultima generazione in acciaio inox che dialogano con la struttura in legno della copertura.

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A fianco, la vespa anni ‘60 posta all’ingresso. Sotto la scrivania al piano superiore affacciato sulla cantina, raffigurata nella foto della pagina precedente.

Legno e acciaio: materiali opposti

che insieme hanno il delicato compito di trasformare l’uva in vino. La protagonista della cantina è la sala barriques, una particolare

location a temperatura e umidità controllata entro la quale il vino si prepara all’invecchiamento all’interno di barriques e tonneaux di diverse essenze. Le pareti esistenti, in mattoni tradizionali, sono state lasciate a vista e tinteggiate in toni delicati che regalano un’atmosfera di quiete. Dagli uffici ai piani alti ci si affaccia a controllare le attività che si svolgono in cantina: i due livelli sono collegati da una scala in ferro, di gusto volutamente industriale, a sottolineare il carattere produttivo dell’edificio. “Cerco di evitare - dice Silvia Sbarzaglia - sia le soluzioni troppo classiche sia quelle spiccatamente moderne. Interpreto la progettazione come un concetto globale, dove l’antico influenza il moderno, coniugando il passato con la vita e le necessità di oggi”.

Vecchi mobili di famiglia e oggetti di lavorazione dal sapore antico sono stati inseriti negli spazi, cercando un equilibrio tra innovazione e tradizione. La ricercata scelta dei corpi illuminanti contribuisce

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a creare un chiaroscuro di ombre e luci in un volume a tutta altezza: lampade di Artemide, come quelle a sospensione della cantina, si alternano a quelle a parete in cristallo nero, ai cubi e ai faretti di Guzzini presenti un po’ ovunque; sulla scrivania una lampada da tavolo Washington, in “stile ministeriale” dialoga con la seduta in pelle e alluminio di Charles Eames (Executive Chair - 1960). Una vespa degli anni ’60, frutto di un attento restauro da parte del proprietario, fa bella mostra di se all’ingresso; vicino ad essa una madia in arte povera di fine ‘800 e una vecchia filanda.

A terra il pavimento di Casa Dolce Casa in finta Ardesia diventa poi una colata di cemento e resina nelle sale di lavorazione. Riguardo alle finiture i proprietari mi raccontano che si sono divertiti a comprare gli arredi: alcuni rispondono al capriccio di un momento, altri sono stati scelti oculatamente. È piacevole passare da un ambiente all’altro attraverso le diverse fasi del processo di vinificazione, pregustando il momento di assaggiare un buon calice di vino, avvolti dall’atmosfera calda di un ambiente fresco nei dettagli e nelle rifiniture. IN


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Comporre | Paolo Manetti

In punta di

Bacchetta

testo Anna De Lutiis - foto Massimo Fiorentini

Dai Beatles a Beethoven, passando per il pop e la lirica. Una passione a tutto tondo per Paolo Manetti, insegnante, direttore d’orchestra e compositore.

La sua è una eleganza naturale anche se casual, ma quando sale sul podio nell’abito scuro la sua figura acquista un carisma particolare. Divide la sua attività tra quella di insegnante al Conservatorio Statale di Matera e di direttore d’orchestra.

“Il punto di partenza è stata la musica sinfonica classica e romantica. Oggi, che ho più occasioni di praticarla, ho un forte interesse per il repertorio operistico, che mi auguro di poter approfondire”.

Quali sono stati i suoi studi, prima di

che connesse incidono sulle sue ri-

“Trascorro lunghi periodi di studio a casa e sto molto con la mia famiglia. Quando posso vado in palestra. Amo leggere: gli ultimi libri letti sono quello di Richard Harvell, ‘L’esatta melodia dell’aria’, e ‘La donna giusta’ di Sandor Marai. Al cinema non vado spesso”.

dedicarsi alla musica?

cerche?

Quale progetto sta preparando?

“Fino all’età di tredici anni amavo suonare la batteria e i Beatles, poi scoprii Beethoven e da allora ho cambiato genere, pur continuando ad amare la pop music”.

Quale tipo di musica ha scelto di ap-

“Credo si riferisca alla rassegna da me creata ‘Organo e Orchestra nel Romanticismo’ che giunge quest’anno all’ottava edizione: è una ricerca molto appassionante che mi ha portato a scoprire opere di assoluto valore. Purtroppo per realizzarle devo lavorare con risorse economiche molto ristrette in relazione alla natura del progetto. È spiacevole dirlo, ma tra le associazioni musicali di Ravenna, noi che organizziamo questa rassegna siamo, senza logico motivo, i più penalizzati economicamente”.

profondire? È stata una scelta pon-

Come si svolge la sua vita di tutti i

derata o una casualità?

giorni? Cosa fa nel tempo libero?

“Ho in programma una serie di concerti con l’Orchestra Regionale dell’Emilia-Romagna. A settembre la rassegna ‘Organo e Orchestra nel Romanticismo’ con l’Orchestra da Camera di Ravenna e il 12 ottobre un importante concerto al Teatro Alighieri, in occasione del Cinquantenario della Fondazione Casa di Cura Domus Nova. Il 1° novembre, a Sant’Apollinare Nuovo, l’ormai tradizionale ‘Concerto per la commemorazione dei defunti’, che replichiamo a Ferrara il giorno successivo nella suggestiva cornice della Certosa. E il ‘Memorial Day’ a dicembre, a Ravenna”. IN

Quale strumento ha suonato, prima di scegliere la carriera di direttore d’orchestra?

“Il pianoforte è obbligatorio per chi intraprende studi di Composizione e Direzione d’Orchestra. Ho suonato anche la viola, ma ho subito canalizzato i miei studi verso la composizione e la direzione d’orchestra”.

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I tagli alla cultura e le problemati-


Suonare | Riccardo Muti a Nairobi

La lingua universale della

Musica

testo Anna De Lutiis

Riccardo Muti a Nairobi ha incantato il pubblico con un concerto sulle note di Verdi e Bellini. Con un’orchestra di cento elementi e un coro che, per il “Va Pensiero” finale, ha visto la presenza di tanti bambini.

Le musiche di Verdi e di Bellini arrivano fino all’Uhururu Park, nel cuore di Nairobi, dove l’aria verdiana di “Va pensiero” è stata scelta dal Maestro Riccardo Muti

Sopra, alcuni momenti del grande concerto tenuto a Nairobi dal Maestro Muti.

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per concludere il grande concerto gratuito che ha diretto nel parco della capitale del Kenia lo scorso 9 luglio. Concerto che si aggiunge alle tappe delle ‘’Vie dell’amicizia’’, iniziativa che ogni anno chiude Ravenna Festival, con un concerto diretto da Muti replicato il giorno dopo, con gli stessi musicisti, in una città lontana. Cento musicisti dell’Orchestra Cherubini e di quella di Fiesole, con ottanta elementi del Coro del Teatro municipale di Piacenza, hanno affascinato il pubblico africano: a loro si sono aggiunti, per l’ultimo brano, i musicisti della National Youth Orchestra del Kenia e altri cori di bambini delle scuole di Nairobi. “La musica di Verdi - ha sempre affermato Muti - è la nostra lingua madre ed è allo stesso tempo una lingua universale. Ecco perché ho scelto questo programma, popolare, sì, ma di alto livello”. La gioio-

sa vitalità del pubblico di Nairobi ha confermato che valeva la pena giungere fin lì, nella città africana, portando una serata di gioia ma anche qualcosa di più concreto: il raggiungimento degli obiettivi del progetto, vale a dire borse di studio per ex bimbi di strada e per giovani meritevoli di affrontare percorsi formativi finalizzati al raggiungimento di un migliore tenore di vita. Il Maestro Muti ha diretto i cori dei bambini africani che avevano imparato con pronuncia perfetta le parole del “Va Pensiero”, unendo tutti i presenti con una profonda commozione. Sappiamo quanto rigoroso sia il Maestro durante i concerti, ma sappiamo anche di come sappia adattarsi in certe circostanze: la tenerezza nel vedere così tanti bimbi, composti, attenti, desiderosi di far parte di un momento magico come quello suscitato dalla musica che viene da lontano è difficile da dissimulare, anche perché l’apertura verso un futuro multietnico, che la musica può creare, corrisponde da sempre al suo pensiero. IN


Leggere | GialloLuna NeroNotte

I giovani dall’

Anima Gialla

testo Nevio Galeati

Brividi e misteri a Ravenna per la nona edizione del festival letterario GialloLuna NeroNotte. Che quest’anno guarda alle nuove leve, tra incontri e cene con delitto, mostre e opere prime. L’autunno, a Ravenna, promette brividi e misteri. E mai come quest’anno: scenderanno in campo addirittura il Bene e il Male assoluti, in uno scontro ‘senza precedenti’. Non c’è da preoccuparsi: ancora una volta si parla di letteratura e in particolare del festival del giallo e del noir italiano GialloLuna NeroNotte che, alla nona edizione, si è trovato di fronte ad una nutrita serie di centenari. Ovvero la nascita dello scrittore Giorgio Scerbanenco, padre della generazione dei ‘giallisti’ italiani degli anni Settanta. Poi l’inizio di due saghe letterarie, quella di Fantomas, dei francesi Alain e Souvestre; e quella di padre Brown, creato da Chesterton. Questi temi spunteranno fra gli appuntamenti della rassegna, che si svolgerà dal 30 settembre al 9 ottobre, con un prologo nel week-end del 23 e 24 settembre e un epilogo a teatro, in novembre, grazie alla collaborazione con la rassegna “Nobodaddy”. L’edizione 2011 punta ancora con maggior forza degli anni precedenti sui giovani;

sia dal punto di vista anagrafico sia da quello professionale. La Ma-

54 | IN Magazine

nica Lunga della biblioteca Classense ospiterà infatti una mostra, realizzata con i lavori degli allievi del Liceo Artistico “Pier Luigi Nervi” e dell’Istituto d’Arte “Gino Severini”, intitolata “L’anima gialla degli studenti”. Inaugurata sabato 24 settembre rimane aperta fino al 9 ottobre. Il festival inaugura poi una nuova sezione, “Il giallo dei debuttanti”, in cui ogni anno saranno presentate le opere prime di autori italiani. In questo caso si tratta di tre donne: Alessia Gazzola (“L’allieva”, Longanesi), Lorenza Ghinelli (“Il divoratore”, Newton & Compton), Ilaria Milandri (“Visione cieca”, Foschi Editore). Saranno a Casa Melandri sabato 1° ottobre, alle 18. Confermata la collaborazione con il Comune di Ravenna e nella Notte d’Oro (8 ottobre), arriverà anche lo scrittore inglese Simon Toyne, per presentare l’inquietante romanzo “Sanctus”. L’incontro concluderà la serie intitolata “Investigatori per volontà di Dio”, che troverà nella sera precedente un confronto suggestivo tra Andrea G. Colombo e il romanzo “Il diacono”, e l’esordien-

te Roberto Costantini, con “Tu sei il male”. Fra gli altri ospiti Diana Lama e Divier Nelli, per l’antologia “Camicie rosse. Storie nere” (30 settembre alle 18), omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Infine la consueta per gli autori locali; quest’anno interverranno Franco Calandrini e Guido Pasi (6 ottobre). Confermate le richiestissime Cene con delitto e la serata di gala al Teatro Socjale di Piangipane, dove verrà conferito il premio GialloLuna 2011; lo riceverà un grande regista italiano, Alberto Sironi, che ha firmato tra l’altro le serie tv del Commissario Montalbano. IN


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Applaudire | Teatro Alighieri

Su il

Sipario

testo Francesca Ricci

Nuova stagione per il Teatro Alighieri di Ravenna. Con otto titoli più due, dedicati, alle piéce contemporanee e del Novecento.

Ravenna Teatro presenta la Stagione di prosa 2011/12, forte del sostegno del Comune e dei favori del pubblico. Un impegno ventennale quello di Ravenna Teatro, che sostiene il proprio progetto artistico con sensibilità e attenzione con l’obiettivo di nutrire la vita culturale cittadina. Anche quest’anno i titoli in cartellone sono otto, più due spettacoli fuori abbonamento. In primo piano è la drammaturgia del Novecento, con Hugo von Hofmannsthal, Luigi Pirandello, Carlo Emilio Gadda, Bertold Brecht,

ma anche da quella del secolo in corso, con Marco Paolini, Marco Martinelli, Jean Claude Carrière, Alan Bennett. La Stagione si apre

in novembre con Elisabetta Pozzi, scelta da Carmelo Rifici per la sua “Elektra” di Hugo von Hofmannsthal, in scena dal 24 al 27 novembre. Il secondo appuntamento è con “Rumore di acque” (dal 13 al 16 dicembre), monologo scritto e diretto da Marco Martinelli e

interpretato da Alessandro Renda che, con l’accompagnamento dai musicisti Enzo e Lorenzo Mancuso, impersona un traghettatore di anime. Il 2012 si apre con Enzo Vetrano e Stefano Randisi, di ritorno all’Alighieri con “L’uomo, la bestia e la virtù”, nelle sere del 18, 19, 20 e 21 gennaio. Dal 2 al 5 febbraio va in scena invece Umberto Orsini diretto da Claudio Longhi, con “La resistibile ascesa di Arturo Ui” di Brecht, spettacolo molto atteso che, al suo debutto al Teatro Argentina di Roma, ha registrato quattro settimane di tutto esaurito. Segue “Il catalogo” di Jean Claude Carrière, che dal 17 al 19 febbraio porta sul palco ravennate la coppia Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari diretta da Valerio Binasco, mentre Marco Paolini mette in scena “ITIS Galileo” nelle sere del 29 febbraio, 1, 2 e 3 marzo. Grande successo di pubblico e critica per “The History Boys”, pièce teatrale di Alan Bennett con l’interpreta-

zione di Elio De Capitani, dal 16 al 18 marzo. Chiude il cartellone il pluripremiato Fabrizio Gifuni con “L’ingegner Gadda va alla guerra”, testo che vuol dare voce al Gadda dei Diari di guerra e di prigionia, nelle sere dal 28 al 31 marzo. Due gli spettacoli fuori abbonamento: il 10 febbraio al Teatro Rasi troviamo il testo di Gianrico Carofiglio “La manomissione delle parole”, mentre il 19 marzo, al Teatro Alighieri, Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa portano in scena “18 mila giorni Il pitone”, di Andrea Bajani, per la regia di Alfonso Santagata. Avviata la campagna abbonamenti, con prezzi invariati rispetto alla scorsa stagione (da 30 a 151 euro); da sabato 22 ottobre sarà anche possibile acquistare l’abbonamento Speciale Università e Non-Scuola a 35 euro, mentre il Carnet Alighieri sarà in vendita nella biglietteria del Teatro Alighieri dal mese di novembre. www.ravennateatro.com/prosa IN


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1 | Patagonia. M’s/W’s Ultralight Down Jacket (241 gr. m’s, 221 gr. w’s). OVERLANDER - via Diaz, 22 - Tel. 0544.39546 - Ravenna 2 | Art collection by I Pavoni - Via di Roma, 132 - Tel. 0544 200457 - Ravenna 3 | Moscot original mod lemtosh. OTTICA GASPERINI - via Cairoli, 17/A - Tel. 0544.218210 - Ravenna 4 | Ajay by Liu.Jo. Fall winter 2011-12. CHERIE MODE - via A. Diaz, 58 - Tel. 0544.38470 - Ravenna 5 | Kifs bike Mercedes-benz. DE STEFANI SPA - v. Dismano, 2 - Tel. 0544.479611 - Ravenna 6 | Schutz by Le Scarpe di Cipria - P.zza Baracca, 30 - Tel. 0544 216259 - Ravenna 7 | Teknai, resins technology. SALAROLI - v. Oberdan, 38 - Tel. 0544.213490 - Ravenna 8 | Struttura med 130 di Gibus. Show-room Trasparenze by Tecnosol - via Rotta, 65/A - Tel. 0544.501789 - Ravenna 9 | Serie Ispira by Fap Ceramiche. EDILRAVENNA - via Aldo Bozzi, 77/79 - Tel. 0544.278360 - Ravenna 10 | Anello con Peridoto e diamanti. LIVIANO SOPRANI Taglieria Pietre Preziose - via Cerchio, 61 - Tel. 0544.215080 - Ravenna 11| VAS-ONE: vaso con luce di Serralunga. Design Luisa Bocchietto. ARREDARE INSIEME - via Romea Sud, 58 - Tel. 0544.64265 - Ravenna

58 | IN Magazine


Abbiamo a cuore la sicurezza dei nostri clienti. Se acquisti una nuova Mercedes-Benz, De Stefani aggiunge SECURITY PACK, due anni senza imprevisti oltre ai due anni della garanzia ufficiale, con chilometraggio illimitato.* *SECURITY PACK è il programma di Garanzia Assicurativa per vetture Mercedes-Benz, frutto della collaborazione tra UCISM e CarGa rantie. Il programma prevede la copertura dei costi di riparazione dei guasti imprevisti nel 3° e 4° anno successivo alla scadenza della Garanzia Mercedes-B enz. SECURITY PACK copre, con chilometraggio illimitato, le componenti originali della vettura con poche eccezioni. Maggiori informazioni su copertura, condizioni e termini sono reperibili in Concessionaria e sul sito www.destefani.net.

Iniziativa promossa dai concessionari aderenti alla Unione Concessionari Italiani Smart e Mercedes-Benz. www.ucism.it

UCISM

Unione Concessionari Italiani Smart e Mercedes-Benz

De Stefani S.p.A.

Concessionaria Ufficiale Vendita Mercedes-Benz AutodiAuto Forlì, Via Ravegnana 407 tel. 0543 81101 - Imola, Via Pola 23 tel. 0542 6919111 - Ravenna, Via Dismano 2 tel. 0544 479611 Concessionaria Ufficiale di Vendita Mercedes-Benz www.destefani.net

Nome Città, Via Indirizzo 00, tel. 0000 000000


Nuova Jaguar XF. EccEllENza allo stato puro. DEsigN. prEstazioNi. EmozioNi. La nuova Jaguar XF fonde in modo straordinario il dinamismo di una vettura sportiva al comfort e all’ eleganza di una berlina. Da oggi la potente gamma di motorizzazioni V8 benzina e V6 diesel si arricchisce del nuovo motore quattro cilindri di ultima generazione 2.2 D da 190 CV, con il nuovo cambio automatico ZF a 8 rapporti e il sistema intelligente Stop/Start.

v E N i t E a p rova r la N E l N ostro s h ow ro o m Jaguar Ravenna – Lineablù S.r.l. Via L.Braille n.3 (Ang. Via Faentina) Tel 0544 502465 Email info@jaguar-ravenna.it Segui Jaguar Ravenna su Facebook

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Consumi ciclo combinato da 5,4 l a 8,7 l/100 km. Emissioni CO2 da 149 g a 292 g/km.

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