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Dove eravamo rimasti? Salve a tutti, vi ricordate di noi? Io sono l’econauta Maurice La Nature e questo è il mio segugio Rubby, fiutatore di puzze antiche e moderne!

Vi abbiamo fatto da guida nella Storia dell’immondizia, dalla preistoria ai giorni nostri!

Ehm... come vedete mi è rimasto ancora qualche ricordino di quel viaggio!

OPS!

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A chi si fosse perso IL PRIMO libro, o l’avesse gettato nel bidone della raccolta differenziata, rinfresco un po’ la memoria...

... Il problema dei rifiuti cominciA nel Neolitico, quando numerosi gruppi di persone decisero di vivere in spazi ristretti: le città!

Se disegniassimo una linea del tempo, dal 3000 a.C. a oggi, potremmo dividere la storia dell’immondizia in due epoche: “l’età della cacca” e “l’età della plastica”...

Età cacca

Età plastica 5


L’ETÀ DELLA CACCA N

elle grandi città sprovviste di efficaci servizi di pulizia e smaltimento, la cacca – o, in termini tecnici, il rifiuto organico – si accumulava a dismisura. Per più di 3000 anni la situazione rimase catastroficamente invariata: le strade erano ricoperte di una maleodorante fanghiglia nera, formata da escrementi umani e animali, avanzi di cibo, resti provenienti da macelli, pescherie e mercati. Insomma, le città erano vere e proprie latrine a cielo aperto!

A Cnosso, nell’isola di Creta, si scavano le prime discariche pubbliche

A Roma si costruisce la Cloaca Maxima

3000 a.C.

616 a.C.

1000 a.C.

500 a.C.

45 a.C.

Assiri e Babilonesi costruiscono i primi rudimentali sistemi fognari

Ad Atene nasce il primo servizio di nettezza urbana della storia

A Roma il successore di Cesare, Augusto, inventa la figura del curator viarum: un funzionario con il compito di tenere le strade pulite

... BISOGNERà INVENTARE I COPERCHI DEI TOMBINI!

ave cesare, VADO A PULIRE TUTTA ROMA! 6


L’IMPERATORE DEI RIFIUTI Il personaggio che merita un posto d’onore nella storia dell’immondizia antica è Giulio Cesare. Non fu solo l’antipatico persecutore di Asterix e Obelix, ma cercò di ripulire Roma dai rifiuti organici istituendo un regolare servizio di nettezza urbana.

veni, vidi, WC!

La morte nera: un’epidemia di peste riduce di oltre un terzo la popolazione europea

The great stink of London: Londra è al culmine della sua sporcizia

1348 d.C.

1858 d.C.

500 d.C. Come conseguenza delle invasioni barbariche, i rifiuti organici tornano a inondare le città europee durante tutto il Medioevo

1596 d.C.

1700 d.C.

1865 d.C.

Sir John Harington inventa il WC

Rinascono sporadici servizi di nettezza urbana

A Londra e Parigi si costruiscono le prime reti fognarie moderne

... sarà pronto tra 300 anni! 7


W le fogne

qualcuno ha fatto una puzzetta?

O

ltre agli ovvi problemi di tipo igienico, quest’invasione di rifiuti organici causò l’inquinamento dei corsi d’acqua e la conseguente diffusione di epidemie gravissime. Ma fu il fenomeno collaterale della puzza, diventata ormai insopportabile, a giocare un ruolo decisivo... Durante l’età moderna ondate di peste, tifo e vaiolo, decimavano periodicamente gli abitanti delle città europee. A fine Ottocento fu il turno del colera e Londra, capitale di un esteso e potente impero coloniale, fu tra le città più colpite. Era la più grande città del mondo, ma pure una delle più zozze! La maggior parte dei suoi pozzi neri rimanevano sistematicamente intasati, così come le precarie reti fognarie e i corsi d’acqua, che riversavano i liquami direttamente nel Tamigi. In mezzo alla sporcizia proliferavano batteri che penetravano nel terreno inquinando l’acqua di fiumi e falde acquifere, che poi finiva nei pozzi da cui la popolazione attingeva l’acqua potabile. I medici e gli scienziati dell’epoca non avevano le conoscenze per fronteggiare epidemie di questa portata, anzi adottavano metodi che acceleravano il diffondersi del contagio, che si riteneva fosse dovuto ai miasmi che avvolgevano le città. La già grave situazione di Londra degenerò nell’estate del 1858, quando una straordinaria ondata di caldo e una siccità senza precedenti ridussero la portata del Tamigi: i liquami raggiunsero

una tale concentrazione che l’aria diventò irrespirabile. Nelle aule del Parlamento a Westminster, vicino alle rive del fiume, il fetore era tale che i deputati dovettero fuggire. Il fenomeno fu ricordato come “La grande puzza di Londra” (The Great Stink). Per paura che il fetore causasse un’epidemia pestilenziale, in pochi giorni venne approvata la legge per la purificazione del Tamigi. L’ingegnere Joseph Balzagette poté avviare il cantiere che prevedeva la costruzione di più di 2000 km di tunnel sotterranei. Con questo sistema, i liquami non finivano più direttamente nel fiume nel bel mezzo della città, ma venivano incanalati in tubi interrati e portati a valle verso due grandi stazioni di pompaggio. Qui i rifiuti venivano allontanati dalla città sfruttando le correnti di marea, così da evitare che tornassero indietro. L’opera di Bazalgette viene considerata una delle meraviglie ingegneristiche dell’Ottocento e il sistema da lui ideato è ancora oggi alla base del funzionamento

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OGGI HO FATTO 1300 MIGLIA!

della rete fognaria di Londra. Poco tempo dopo, Parigi imitò la capitale inglese costruendo un impianto altrettanto grandioso voluto dal prefetto Eugène Haussmann. Negli stessi anni, venne messo a punto il funzionamento del WC inventato da Sir John Harington: il congegno si diffuse perfezionando finalmente il sistema di smaltimento della cacca, il pestilenziale rifiuto che inondava l’Europa da secoli!

NO, DI FOGNE!

DI FOOTING?

KILLER INVISIBILI Il medico inglese John Snow (1813-1858) intuì che l’altissima mortalità dell’epidemia di colera diffusasi a Londra nel 1854, era causata dall’uso dell’acqua inquinata del Tamigi e non dall’inalazione dei miasmi, come si credeva all’epoca. Ispezionando il quartiere in cui il tasso di mortalità era più alto, Snow notò che i casi di contagio si concentravano attorno a una fontanella di acqua potabile. Chiudendola bloccò il diffondersi della malattia, ma la fontanella venne riaperta poco dopo: l’idea che microrganismi invisibili potessero causare malattie era ancora troppo rivoluzionaria per essere accolta dalla comunità scientifica. Qualche anno dopo, nel 1865, le scoperte di Louis Pasteur (18221895) segnarono la nascita della microbiologia: alla luce dei suoi esperimenti enunciò la famosa teoria dei germi, secondo la quale le malattie sono causate da agenti microscopici. Nel 1883, un altro medico, Robert Koch (1843-1910), riuscì a isolare gli agenti patogeni di molte malattie inclusi i vibrioni del colera, che fino ad allora sguazzavano indisturbati nelle torbide acque di fiumi, pozzi e fontane cittadine.

... LA CACCA FA MALE! incredibile!

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L’ETÀ DELLA plastica V

erso la fine dell’Ottocento, l’uomo fa appena in tempo a liberarsi del suo principale rifiuto, la cacca, che subito ne inventa un altro, ancora più insidioso e difficile da smaltire: la plastica. E pensare che è un derivato del petrolio, una materia prima creata da un lentissimo processo di riciclaggio che madre natura mette in atto da milioni di anni!

vedo un luminoso futuro!

James Watt inventa la macchina a vapore: inizia la prima rivoluzione industriale

Si costruisce il primo inceneritore pubblico a Paddington, in Inghilterra

1870

1769

1848 In Gran Bretagna entra in vigore la prima legge sulla salute pubblica e l’immondizia, il Public Healt Act

1859

1869

In Pennsylvania entra in funzione il primo pozzo di petrolio: nasce l’industria petrolifera

Nasce la celluloide, il primo prototipo della plastica

bah! sarà un fiasco colossale!

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the distructor


UN NOBEL DI PLASTICA Fu il chimico italiano Giulio Natta, Premio Nobel nel 1963, a brevettare il tipo di plastica più usato e conosciuto: il polipropilene. Con questo materiale si continua a produrre in tutto il mondo la maggior parte dei beni di consumo, che purtroppo in breve tempo si trasformano in tonnellate di rifiuti!

sarà forse colpa mia?

Ah, il progresso! Negli Stati Uniti si sperimenta l’interramento sanitario dei rifiuti: nascono le prime discariche controllate

Legge europea sui rifiuti: prevenzione e riciclaggio diventano priorità assolute

1920

1996

1883

1950

A Parigi viene istituita la raccolta dei rifiuti con bidone individuale, la poubelle

Boom economico: negli Stati Uniti nasce il fenomeno consumistico dell’usa e getta

LA PREGO MADAME, USI LA MIA POUBELLE 11


Il rifiuto solido urbano D

opo la prima rivoluzione industriale, migliaia di persone abbandonarono le campagne per trasferirsi nelle città, in cui le nuove fabbriche offrivano allettanti posti di lavoro e migliori prospettive di vita. A partire dalla prima metà dell’Ottocento, questa tendenza continuò a intensificarsi e i cittadini passarono da una media del 16% della popolazione totale all’attuale 70%.

50 kg

1880

250 kg

500 kg

1950

1980

Grazie alle moderne tecniche introdotte dalla seconda rivoluzione industriale si iniziò a produrre un maggior numero di beni per rispondere alla richiesta delle masse di persone che sovraffollavano le città. Si cominciarono a fabbricare oggetti in serie, più economici di quelli artigianali e quindi più accessibili a tutti. In breve tempo i nuovi abitanti si adattarono ai ritmi cittadini e modificarono le loro abitudini. La consuetudine di usare un bene e tramandarlo in famiglia per generazioni fino al suo completo logoramento si trasformò in pochi decedenni nell’esatto contrario. A metà del Novecento, l’educazione al risparmio e al riutilizzo tipica della cultura contadina lasciò definitivamente il posto al consumismo

e allo stile di vita “usa e getta”. La diretta conseguenza di questo enorme aumento dei consumi fu che la media dei rifiuti procapite dei cittadini europei aumentò di dieci volte in cento anni! Oltre agli scarti organici e biodegradabili, si iniziò ad accumulare il rifiuto solido urbano, ancora più difficile da smaltire. Materiali un tempo pregiati come carta, vetro e metalli iniziarono a essere utilizzati non solo come beni di consumo, ma anche come involucri e imballaggi, ideati appositamente per essere gettati subito dopo l’acquisto. Oggi, i rifiuti sono diventati il simbolo negativo della ricchezza e del benessere, e le nostre attuali abitudini dimostrano come questa tendenza al consumismo sia

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degenerata: valanghe di prodotti alla moda e tecnologicamente avanzati sostituiscono in brevissimo tempo beni ancora utilizzabili, ma ormai considerati vecchi e quindi da buttare. Questa

sempre crescente mole di rifiuti e i vari tentativi di liberarsene tramite metodi inquinanti e incontrollati, rischiano di trasformare lo stesso pianeta Terra in un prodotto a scadenza!

UN PIANETA USA E GETTA Il boom economico che interessò Stati Uniti ed Europa tra il 1950 e il 1970, rese più facile l’accesso ai beni a basso costo. Successivamente, il concetto di usa e getta si diffuse, raggiungendo il suo apice negli anni 2000. Oggi, in quasi tutto il mondo, si tende a gettare gli oggetti ancora prima che diventino inutili, o addirittura a concepirli in modo che si trasformino in rifiuti dopo un unico uso (pensa a piatti e bicchieri di plastica!). Purtroppo il recupero è un’abitudine che fatica a prendere piede: i prezzi sono talmente bassi e concorrenziali che spesso conviene comprare qualcosa di nuovo piuttosto che riparare un oggetto vecchio. Questi comportamenti, oltre a insormontabili difficoltà di smaltimento, condizionano il clima, danneggiano il pianeta e tutti gli esseri viventi che lo abitano, per questo è essenziale e urgente un drastico cambio di rotta!

arsi m u s n da co o la data entr cadenza li di s a sui po t indica

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C'era un'altra volta  

di A. Ferrari, M. Maselli Dopo aver scorrazzato nella storia dell’immondizia, tra i problemi e le ingegnose soluzioni delle civiltà del pas...

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