Sulle tracce degli antenati

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Indice

C’era una volta su un’isola Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 42 Identikit - Homo floresiensis . . . . . . . . . . . . p. 44 Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 46

Sulle tracce degli antenati. . . . . . . . . . . . . . . p. 10

• Nani e giganti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 48 • Tracce perdute. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 51

Ehi tu, uomo di Neandertal! Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 14 Identikit - Homo neanderthalensis. . . . . . p. 16

• Un grande piede per un piccolo uomo. . . p. 52

Una gran folla in Georgia

Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 18

Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 54

• Fisico da Neandertal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 21

Identikit - Homo georgicus. . . . . . . . . . . . . . p. 56

• Parli neandertalese?. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 22

Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 58

• Il DNA racconta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 27

• Un grande viaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 61

• Una grotta piena di tesori. . . . . . . . . . . . . . p. 24

Un mistero siberiano Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 30

• Un pasto per tutti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 60

• Primi passi in Europa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 62

Mister Maratona

Identikit - Uomo di Denisova. . . . . . . . . . . . p. 32

Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 66

Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 34

Identikit - Homo ergaster. . . . . . . . . . . . . . . . p. 68

• Matrimoni misti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 37

Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 70

• Le grandi migrazioni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 40

• La prima uscita dall’Africa. . . . . . . . . . . . . . p. 75

• Un orologio molecolare. . . . . . . . . . . . . . . . . p. 38

• Un clima instabile. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 74


Che mascella grande che hai...

Camminando sui rami

Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 78

Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 110

Identikit - Paranthropus boisei. . . . . . . . . . p. 80

Identikit - Ardipithecus ramidus. . . . . . . . . p. 112

Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 82

Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 114

• Denti da schiaccianoci. . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 83

• Le grandi scimmie. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 115

La versione di Sediba Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 86 Identikit - Australopithecus sediba. . . . . . p. 88

• Su due piedi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 117 • Una grande famiglia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 118

Dove sei, antenato comune?

Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 90

Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 120

• Un pollice speciale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 92

Identikit - Panomo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 122

• Ricostruire il cervello. . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 94 • Ominini o ominidi?. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 95 • Gli inizi del genere umano. . . . . . . . . . . . . . p. 96

I buoni piedi di Lucy Il ritrovamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 98 Identikit - Australopithecus afarensis. . . p. 100 Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . .p. 102 • Le prime famiglie. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 104 • Le sorprese di Garhi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 106

• Facciapiatta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 108 • Piste nel deserto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 109

Intervista all’antenato. . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 124 • Parenti quadrumani . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 127

Ritorno a casa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 130 Nota dell’autore. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 133 Il grande cespuglio dell’evoluzione umana. . . . . . . . . . . . . . . . p. 134 Ritrovamenti dei nostri antenati ominini. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 136 Glossario. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 138


Sulle tracce degli antenati SABATO 4 giugno • Stavo giocando a palla con il mio cuginetto e mi sono chiesto: ma perché lui ed io siamo parenti? Che cosa abbiamo in comune? Non i genitori, perché il mio papà e la mia mamma non sono il suo papà e la sua mamma. Però il mio papà e la mamma del mio cuginetto sono fratello e sorella, e hanno a loro volta lo stesso papà, che adesso è un po’ anziano. Il papà del mio papà naturalmente è mio nonno, ma è anche il papà della mamma del mio cuginetto, e quindi è nonno anche suo. Ecco cosa abbiamo in comune: un nonno! Ma prima del nonno, chi c’era? È una bella domanda… Mi sa che la cosa migliore è chiederglielo. Nonno, ma tu te lo ricordi tuo nonno? Beh, sì, certo… E anche lui aveva un nonno? Certo! Vedi, Luca, se tu hai quattro nonni, vuol dire che hai anche otto bisnonni, giusto? Un papà e una mamma per ogni nonno e nonna. Ok, giusto. Allora i trisavoli, cioè i nonni dei nonni, sono ben sedici. Un sacco di persone! Come puoi capire, la ricerca degli antenati si fa presto intricata. Per fare chiarezza però basta disegnare una figura piena di rami che si chiama albero genealogico. In basso ci siete voi nipotini, più in alto i vostri genitori, e più in alto ancora noi, i vostri nonni. Gli alberi genealogici più famosi sono quelli dei re e delle regine, con i principi, i figli dei principi, i figli dei figli dei principi, e un sacco di cugini e cuginetti.

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Quando muore un re bisogna decidere a quale parente passare la corona e lo scettro, ecco perché l’albero genealogico diventa importante. Ti ricordi Filippo e Andreina, i tuoi cugini di secondo grado? Quelli che vengono solo a Natale e a Pasqua? Proprio loro. Che cosa hai in comune con i tuoi cugini di secondo grado? Un bisnonno! E continuando il gioco, da qualche parte esistono bambini che sono tuoi cugini di terzo grado, cioè che condividono con te un trisavolo, cioè sono tutti nipoti di uno dei miei nonni. E di certo hai anche cugini alla lontana con cui condividi un quadrisavolo (il nonno del mio bisnonno), e così via. Più si va indietro nell’albero genealogico, e quindi anche nel tempo, più i cugini aumentano di numero. Basta andare indietro generazione dopo generazione, prima o poi si incontra un antenato comune praticamente con chiunque. Non ci avevo mai pensato: ma quindi, più o meno alla lontana, siamo tutti cugini! E ancora più indietro? Gli uomini preistorici sono nostri antenati anche loro? Più o meno. Risalendo indietro nel tempo, troveremmo un gruppo di persone che sono gli antenati di tutti quelli vissuti dopo: i primi esseri umani della nostra specie, Homo sapiens. In quel gruppo iniziale ci sono sicuramente anche i miei e i tuoi antenati! Mi piacerebbe un sacco conoscerli! Purtroppo è impossibile, perché sono morti troppo tempo fa, addirittura centinaia di migliaia di anni fa. Possiamo però studiarne i fossili. I paleoantropologi, gli scienziati che studiano gli umani della preistoria, possono capire molte cose da un semplice osso o da un dente. Inoltre, grazie alle analisi genetiche e ad altre tecniche da laboratorio, è possibile ottenere su questi antenati informazioni preziose, impossibili da ottenere dai soli fossili. Anche il computer può aiutare a ricostruire le parti mancanti di un cranio o il movimento di una gamba o di una mano.

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Uau! Ma davvero sono vissuti così tanto tempo fa? E prima di loro chi c’era? Prima di loro c’erano individui di un’altra specie, che vissero in Africa e che poi sono diventati, generazione dopo generazione, i primi umani come noi. Succede sempre alle specie viventi: in natura, alcuni individui se la cavano meglio nella sopravvivenza e lasciano più discendenti, ai quali trasmettono i loro caratteri ereditari, cioè quei tratti della forma e del funzionamento di un essere vivente che si trasmettono attraverso il codice genetico, cioè il DNA. Hai già studiato il codice genetico a scuola? In realtà no… Allora ne parleremo un’altra volta! Comunque sia, nel corso di moltissimo tempo e moltissime generazioni questa “selezione naturale”, come l’ha chiamata il grande naturalista inglese Charles Darwin, porta le specie a cambiare aspetto, dimensioni, comportamento, dieta, adattandosi alle condizioni dell’epoca e del luogo in cui vivono. In termini scientifici si dice che queste specie si evolvono. L’evoluzione di una specie è una storia lunga e intricata, di cui spesso possiamo ricostruire solo parti. In maniera simile alla genealogia, l’evoluzione si può raccontare come un albero che si ramifica, dove invece che di persone ci sono le specie! Specie imparentate tra loro? Con specie-nonno e specie-cugine? Qualcosa del genere. Il primo a disegnare un albero così è stato proprio Darwin nel 1837. Aveva capito che da una specie antenata possono discendere due o più specie diverse, che possono a loro volta dare luogo ad altre specie. Sembra un semplice alberello, ma questa scoperta è stata a dir poco rivoluzionaria. Ha illuminato lo studio del mondo naturale e causato grandi dibattiti e polemiche tra noi esseri umani.

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Ma quindi se andiamo ancora più indietro lungo quest’albero chi c’era prima di noi? Nel lontano passato, migliaia e poi milioni di anni fa, sono vissute altre specie umane, nostre cugine. Ciò significa che noi e loro abbiamo avuto degli antichissimi antenati in comune. Adesso quelle specie non esistono più, perché si sono estinte, ma ne abbiamo trovato i resti sotto terra, fossilizzati, e possiamo studiare com’erano fatte. Ma quindi non discendiamo dagli scimpanzé? Noi, non discendiamo da loro, piuttosto siamo loro cugini, perché condividiamo un antenato misterioso vissuto da qualche parte in Africa tantissimo tempo fa. E andando ancora più indietro, siamo cugini più o meno alla lontana di tutte le forme di vita, dai mandrilli, che sono cugini più stretti, alle meduse, che sono nostre lontanissime cugine. Riesci a immaginarlo? L’evoluzione ci racconta che l’umanità è parte della natura! Come mi piacerebbe conoscere un po’ meglio questi misteriosi antenati. Nonno, ma non si può fare un viaggio nel tempo per incontrarli? Un viaggio nel tempo, dici? Perché no? Mi sembra una bellissima avventura! Sarà una ricerca difficile, trovare nientemeno che i nostri antenati, anzi, nientemeno che gli antenati di tutta l’umanità. Nessuno ci è mai riuscito finora, nemmeno Sherlock Holmes… Beh, di certo non c’è tempo da perdere. Sei pronto? Non ti resta che partire. Il primo antenato lo puoi trovare senza andare troppo lontano, ti basta viaggiare indietro nel tempo fino a 50 000 anni fa per incontrare il famoso Uomo di Neandertal. Buon viaggio e buona indagine caro nipote!

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Ehi tu, uomo

Il ritrovamento

All’inizio nessuno aveva capito la sua im-

erano i primi resti umani fossilizzati a es-

portanza, nemmeno Charles Darwin. Quello

sere scoperti e non esistevano teorie in

che poi diventerà il famoso “Uomo di Nean-

grado di interpretarli correttamente. Sulle

dertal” prende il nome dalla vallata tedesca

prime si pensò che appartenessero a un es-

di Neander, vicino a Düsseldorf. Qui nell’a-

sere umano deforme, quasi un mostro.

gosto del 1856 il naturalista dilettante Jo-

Qualcuno ipotizzò che fosse un soldato co-

hann Fuhlrott osservò nella grotta calcarea di Feldhofer la parte superiore di un cranio, un pezzo di un bacino, alcune costole e ossa del braccio e della spalla. A quel tempo

ori “Siamo cacciatori e raccoglit che nomad i, divisi in clan di po famiglie. Divid iamo il lavoro riti, nel gruppo e assistiamo i fe dura i vecchi e i malati. È una vita ma piena di uman ità.”

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di Neandertal! sacco morto nel 1814 sotto un riparo di roccia

riente e in Asia centrale, e rin-

combattendo contro Napoleone (in realtà il

venuto più di 200 scheletri,

fossile rinvenuto a Neander aveva più di

alcuni interamente conser-

40 000 anni!). Poi i ricercatori riconobbero

vati, di uomini e di donne, di

altri resti simili in varie zone d’Europa – da

vecchi e di bambini neander-

Gibilterra al Belgio, dalla Francia alla Croazia

taliani. Neandertal abitava

– e si accorsero che appartenevano tutti alla

anche in Italia: nel 1939 venne rinvenuto un

stessa specie. Una specie umana ma diversa

cranio nella grotta Guattari a San Felice Cir-

da noi per molti aspetti, a cui nel 1864 venne

ceo, in Lazio, e in seguito furono scoperti siti

dato un nome: Homo neanderthalensis, ov-

neandertaliani in diverse regioni italiane,

vero “uomo della valle del Neander”. Da al-

dalla Puglia alla Liguria. Neandertal è la

lora i paleoantropologi hanno scavato decine

prima specie umana estinta di cui cono-

di siti abitati da Neandertal, anche in Medio-

sciamo tutto il DNA.

IL paleOANTROPologo riassume Nome: Homo neanderthalensis

Peso medio: femmine 65 kg, maschi 75 kg

Discendenti: nessuno noto

Datazione: tra 300 000 a 40 000 anni fa

Antenati: Homo heidelbergensis

Volume del cranio: da 1500 a 1700 cm3

Statura media: femmine 155 cm, maschi 164 cm < passato

milioni di anni fa 7

6

5

4

presente > 3

2

1

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Identikit Homo neanderthalensis PROFESSIONE Cacciatore solitario di prede piccole e medie, cacciatore in gruppo di prede di medio-grandi dimensioni. Raccoglitore e selezionatore di piante per uso alimentare e medicinale.

DIETA Onnivora, con consistente appo rto di carne, bilanc iato da vegetali, tube ri e frutta. Usava ab ilmente il fuoco e cucina va.

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Vallate fluviali e coste nelle e fasce temperate fredde in Europa e Asia, ma poteva e sopravvivere anch i e vicino ai ghiacc nelle zone piĂš calde e secche.

RESIDENZA

osso delle Un grande ia sopra sopraccigl i degli occh le orbite uberanza e una prot cranio, dietro al non. detta chig

Segni particolari 17


Intervista all’antenato circa 50 000 anni fa • Il mio viaggio comincia con il nostro cugino più prossimo e insieme più misterioso. Tutti ne hanno sentito parlare. È l’uomo di Neandertal. Ma anche la donna di Neandertal e il bambino di Neandertal. È una specie famosissima, protagonista di racconti e di leggende, oltre che di teorie scientifiche. I Neandertal appartengono al genere Homo, proprio come noi, avevano un cervello mediamente più grande del nostro e una corporatura più robusta… eppure si sono estinti. Un mistero degno dei migliori gialli: erano intelligenti, forti, ben adattati al loro ambiente, e non ci sono più. Che cosa gli è successo? Ma soprattutto, che cosa potrà raccontarmi per aiutarmi nella ricerca degli antenati miei e di tutta l’umanità? Sono fortunato, non devo spostarmi molto per incontrarlo. Neandertal ha vissuto in tutta Europa, in Medioriente, nel Caucaso e persino sui Monti Altai, in Siberia meridionale. Non ho nemmeno dovuto metter troppo indietro l’orologio della macchina del tempo, perché questo nostro cugino abitava dalle nostre parti fino a poche decine di migliaia di anni fa. È il mio primo balzo all’indietro: mi attende un incontro emozionante.

Ciao Neandertal! Sei davvero tu? Come sei umano, non pensavo di trovarti così somigliante. Mi chiamo Luca e ho intrapreso un lungo viaggio per trovare i miei antenati, anzi, gli antenati di tutta l’umanità. Tu potresti aiutarmi, in fin dei conti sei un mio antenato anche tu, oppure no? Guarda, su di me ne avete dette di tutti i colori. Mi avete chiamato primitivo, mostruoso e preistorico. Nessuno voleva

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avere un tipo come me fra i suoi antenati e per molto tempo gli scienziati litigarono sull'interpretazione dei miei fossili. C’è chi mi pensava come un “anello mancante” fra Homo sapiens e il pitecantropo (il termine usato allora per Homo erectus), ma come imparerai nel tuo viaggio gli anelli mancanti non esistono proprio. Altri preferivano relegarmi nel ruolo di binario morto dell’evoluzione, di ramoscello collaterale dell'albero evolutivo umano, così da non sentirsi nemmeno per una goccia discendenti di un essere simile. Comunque sia, eri un uomo della caverne… Proprio così. Forse non lo sai, ma l’espressione “uomo della caverne” non nasce nelle fiabe antiche. È un’espressione che hanno inventato per me… Un secolo fa, tutti mi disegnavano come un bruto peloso. Agli occhi del mondo divenni il cavernicolo per eccellenza, mezzo uomo e mezzo scimmia. Scrissero romanzi e racconti su di me. Per chi si sente superiore e pensa di essere l’apice supremo dell’evoluzione, è comodo pensare che esista un cugino meno progredito e meno fortunato! È il grande racconto del progresso che piace tanto a voi Homo che vi dichiarate sapiens. E poi come è andata finire? Beh, si sono accorti che non ero né un anello mancante meno evoluto né un bizzarro vicolo cieco spuntato fuori chissà come. Io non sono un esperimento fallito dell’evoluzione umana, ma uno dei suoi prodotti migliori! Beh, adesso non esageriamo… Non esagero, mio caro cucciolo di Homo sapiens. La tua nobile stirpe non ha niente di superiore alla mia. Ma allora perché vi siete estinti? Lo so, si finisce sempre lì. Innanzitutto, nell’evoluzione non è detto che l’estinto se lo sia meritato. Non è che per forza se uno è estinto vuol dire che era inadeguato, o poco furbo. Una specie può anche estinguersi per un insieme di eventi imprevedibili, come catastrofi e mutamenti climatici. Oppure per il sopraggiungere di un’altra specie, magari simile e più invasiva…

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