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Rivista mensile - n° 1 gennaio-febbraio 2014 € 5,16 - Poste Italiane SpA - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano. In caso di mancato recapito si restituisca al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa

INCENTIVE | CONVENTION | EVENTI COVER STORY

LUSSO

IL DRIVER DELLA RIPRESA GEN-FEB | 2014

numero

01

HOW TO

Gamification:

unire l'utile al dilettevole

OUT OF THE BOX

Eventi b2b

sempre più social

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01 2014

sommario editoriale

cover story lusso 9

Voglia di leggerezza

HOT TOPICS meeting comment La spending review de noantri – Mauro Zaniboni

11

incentive comment 13

Ce l’ho qui la brioche! – Luca Corsi

l’intervista 14

Arturo Brachetti: l’arte del trasformismo

Pronti al lusso 2.0?

36

Deluxe Academy

42

Nexa: organizzare il lusso, per vocazione

52

Pinacoteca del Tesoriere: Storico reloaded

54

Borgo Egnazia: meeting a cielo aperto

56

highlight 58

report Incentive “ad personam”

62

Location del mese Convention atemporali a Palazzo di Varignana

16

blogsurfing Il congressista vitruviano

67

Under the spotlight Aim: Esot 2013, congresso 100% green

22

Santino Galbiati, una vita per il turismo

24

how to Quando il gioco si fa serio

out of the box

in my opinion

Social media “dentro” l’evento

lettere senza francobollo – Piergiorgio Cozzi

26

aghi di pini – Alan Pini

29

coffee break – Aldo Lo Re

30

SITE INSPECTION

web & co. – Riccardo Pistoia

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news location

stuff it – Massimo Morga

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01 2014

sommario PARTNER

chains & club  80

Gais Hotels: poker d’assi a Taormina

Jsh Hotels and Resorts: progetti di nuova generazione82 84

Preferred Hotels Group: il meeting ideale

congressi Mz Group: professionalità in espansione

116

Meeting Planner: un melting pot per il Mice pugliese 118 Incentive

hotel Villa e Palazzo Aminta: eventi in esclusiva

86

Grand Hotel Arenzano: all’insegna della versatilità

88

Hotel Federico II: alla scoperta delle Marche

90

Crowne Plaza Sorrento Coast: benessere vista Vesuvio 92 94

Hotel Dei Principati: crocevia per l’incentive

location per eventi Mirabilandia, effetti speciali in esclusiva

96

Forumnet: che cosa fa grande una location?

99

Fiera del Levante: la polifunzionalità innanzitutto 

102

Eventi Italia: Livorno. What else?

120

Giumelli: l’incentivazione ha cuore e cervello

122

news supplier  124 NETWORKING workshop ed exhibition Mc: i nostri primi 40 anni

126

Full Contact con vista sul lago 

128

notiziari e associazioni Federcongressi

130

Site Italy

133

incentive resort Riva del Sole Resort & Spa: eventi eco-friendly 

104

Mille e un evento all’Hilton Sorrento Palace

106

Canne Bianche Hotel & Spa: meeting in bianco e blu108 Masseria Santa Lucia: a tutto wellness

110

Diamond Naxos Taormina: un diamante per il Mice 112

Orizzonti nuovi e risaputi

137

DESTINAZIONI D’ITALIA Ischia, bellissima in ogni stagione

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Indirizzi 

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SPECIALE WELLNESS TO BUSINESS 

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Luoghi e momenti di benessere per congressi, incentive e viaggi d’affari

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colophon Presidente: Marco Biamonti Direttore operativo: Lucia Rancati Direttore editoriale: Marco Garavaglia Direttore PR: Nino Vermicelli Resp. comunicazione e marketing: Lorenzo Bini Ediman Srl Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 (r.a.) Fax 02.55.23.14.86 info@ediman.it Sito internet: www.ediman.it MC online: www.mconline.it Cap.soc. s 93.600 i.v.

LA RIVISTA DELLA MEETING INDUSTRY

Redazione (diretto): 02.57.31.15.33 jessica.presa@ediman.it

Organo di consultazione per dirigenti, industrie, associazioni, ordini professionali, studi di pubbliche relazioni e di consulenza aziendale, agenzie di pubblicità, sindacati, partiti politici, organismi internazionali, agenzie di viaggio, ecc. Prezzo della copia: €5,16 più spese di spedizione

PROMOZIONE E PUBBLICITÀ

DIRETTORE RESPONSABILE Marco Biamonti DIRETTORE EDITORIALE Marco Garavaglia COORDINAMENTO EDITORIALE Simona P. K. Daviddi CONSULENZA PER LA GRAFICA Massimo Bernardi CONSULENZA PER I TESTI Alessandra Boiardi, Aldo Lo Re SEGRETERIA DI REDAZIONE Jessica A. Presa – jessica.presa@ediman.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO: Piera Carlomagno, Teresa Chiodo, Pier Giorgio Cozzi, Luca Corsi, Giulia De Stefano, Stefano Ferri, Elisa Ferro, Ofelia Figus, Aldo Lo Re, Massimo Morga, Andrea Paternostro, Alan Pini, Riccardo Pistoia, Luciana Francesca Rebonato, Matteo Rocca, Michela Rossi, Simona Zin PROGETTO GRAFICO Silvia Ferri – www.madeweb.it Fotolito e stampa: Prontostampa Srl - Zingonia (Bg) Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) - Art. 1, comma 1, DCB Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 177 del 27/04/1973

Tiratura del presente numero: 11.000 copie

ANNO 42° - N. 1 Gennaio - Febbraio 2014 Abbonamento annuo €150,00 (Estero € 200,00) L’abbonamento comprende anche la “GUIDA” delle Sedi Congressuali e va eseguito con versamento sul Conto Corrente Postale N.15717200 intestato a Ediman Milano (specificando la testata cui si desidera abbonarsi) oppure con rimessa diretta. La rivista non è in vendita nelle edicole e viene spedita direttamente agli abbonati.

Ufficio abbonamenti: Grazia Tolotti Tel. 02.57.31.15.13 – grazia.tolotti@ediman.it Le pubblicazioni Ediman: • Meeting & Congressi • Guida Meeting e Congressi • International Venues Directory • Annuario di Incentivare • Turismo d’Affari • Guida di Turismo d’Affari Gli eventi Ediman: Travel Trend Milano • Travel Trend Roma • Full Contact Discover Italy • Full Contact Incentive Destinations • Full Contact Exclusive Venues • Full Contact Meeting Planner • Full Contact Pco

Senior Sales Manager & Corporate Clients: Graziella Corbari – graziella.corbari@ediman.it

Traffico e materiale pubblicitario: Jessica A. Presa – jessica.presa@ediman.it

ITALIA

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MILANO, ALTO ADIGE, FRIULI VENEZIA GIULIA: Graziella Corbari EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 graziella.corbari@ediman.it MILANO, MANTOVA, EMILIA ROMAGNA, MARCHE: Antonella Madotto EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.49 - Fax 02.55.23.14.86 antonella.madotto@ediman.it MILANO, BERGAMO, BRESCIA, VENETO, TRENTINO: Patrizia Maggi EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 patrizia.maggi@ediman.it MILANO, COMO, CREMONA, LODI, PAVIA, SONDRIO, VARESE, LIGURIA, PIEMONTE, VALLE D’AOSTA: Angela Maspero EDIMAN - Via Ripamonti, 89 - 20141 Milano Telefono 02.57.31.15.11 - Fax 02.55.23.14.86 angela.maspero@ediman.it ROMA, RIETI, VITERBO, ABRUZZO: Mizar sas Fiorella Ferrante Cell. 393.94.38.033 - Tel. 06.98.26.18.64 - Fax: 06.98.26.18.65 fiorella.ferrante@ediman.it Emiliano Palmieri Cell. 338.46.76.920 - Tel. 06.98.26.18.63 - Fax: 06.98.26.18.65 emiliano.palmieri@ediman.it ROMA, FROSINONE, LATINA: Annamaria Betrò Via Archippo, 3 - 00125 Roma - Tel./Fax 06.52.16.93.19 Cell. 347.81.61.893 anna.betro@ediman.it TOSCANA, UMBRIA: Guido Zaccagnini Cell. 340.22.68.473 - guido.zaccagnini@ediman.it Vincenzo Morreale Cell. 348.51.06.384 - vincenzo.morreale@ediman.it CAMPANIA: Lina Cappiello Tel. 081.80.73.559 Cell. 339.66.97.612 lina.cappiello@ediman.it BASILICATA, CALABRIA, PUGLIA: Vito Di Savino Cell. 347.78.03.446 vito.disavino@ediman.it SICILIA: Promoservice – Vincenzo Morreale Via Lancia di Brolo, 167 - 90145 Palermo Tel./Fax 091.68.19.344 - Cell. 348.51.06.384 vincenzo.morreale@ediman.it

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14-01-2014

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editoriale I format degli eventi attingono al gioco, allo svago, alla tecnologia che stupisce e diverte, alla customizzazione di quei servizi che ti fanno sentire un po’ speciale. Inconsapevolmente forse, la meeting industry sta dando la risposta corretta alla domanda fondamentale di oggi: si può avere un po’ di leggerezza?

MARCO BIAMONTI Direttore responsabile marco.biamonti@ediman.it

Voglia di leggerezza iamo ormai nel sesto anno dall’inizio della crisi ed è normale che un periodo di difficoltà così duraturo abbia un impatto depressivo non soltanto sull’economia, ma anche sulla psiche degli italiani. Tanto più che da un lato non si riesce a prevedere quanto ancora dovremo resistere in queste condizioni e dall’altro vediamo attorno a noi segnali di ripresa sempre più frequenti, ma che non sembrano riguardarci, perché tangibili soltanto oltre i confini nazionali. In sintesi: siamo tutti depressi, chi più chi meno. E siamo anche stanchi, stufi, perfino un po’ esauriti. Fiaccati dalla recessione e da un giustificato (ma insano) pessimismo, stiamo mollando il colpo, adattandoci a vivacchiare in attesa che le cose cambino (chissà quando, chissà come). Ovviamente questo “sentiment” non ci fa per niente bene, perché genera e alimenta tutt’intorno a noi un’atmosfera cupa, che come un buco nero risucchia anche quel poco di luce che filtra qua e là. E l’umore peggiora, anche senza un perché concreto. Non mi stupisce sentire sempre più spesso la frase: «Ho voglia di un po’ di leggerezza». È una reazione normale, che l’Italia ha già vissuto negli anni Ottanta, quando truccò di buonumore gli anni di piombo

S

del decennio precedente. Oggi come allora abbiamo tutti bisogno di sentirci più leggeri, più lievi, più ottimisti (pazienza se immotivatamente). Ecco perché è normale – ed è giusto – che anche i format degli eventi attingano al gioco, allo svago, alla tecnologia che stupisce e diverte, alla customizzazione di quei servizi che ti fanno sentire un po’ speciale (sono temi che ritornano spesso nelle pagine di questo numero). Inconsapevolmente forse, la meeting industry sta dando la risposta corretta alla domanda fondamentale di oggi: si può avere un po’ di leggerezza? Sì, si può avere. Anzi, occorre averne. Negli eventi, ma anche nel quotidiano vivere. Con la consapevolezza che serve anche un po’ di ottimismo per risalire la china. Ai miei detrattori, quegli uccelli del malaugurio che immagino storcere il naso, rispondo fin d’ora rubando le parole ad Einstein (mica a un cretino): amici miei, meglio essere ottimisti e sbagliarsi, che pessimisti e avere ragione.

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011 Meeting Comment Zaniboni.qxp

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HOT TOPICS TOPICS HOT meeting comment

La spending review de noantri milanese, forse il “de noantri” non mi riesce bene, Smaono francamente non esiste un’espressione altrettanto efficace per chiarire la settorialità e la specificità della proposta che sto per fare. Una proposta urgente, perché di soldi, è chiaro a tutti, ce n’è sempre meno, anche nel cosiddetto comparto “ricco” della meeting industry, quello medico-scientifico. La storia è nota: alla difficoltà, ormai strutturale, di disporre di budget congrui, si è aggiunta una rinnovata attenzione alle voci di spesa da parte degli sponsor farmaceutici, i quali sono sempre più puntigliosi nel selezionare gli eventi. A ciò si assomma la sempre minore propensione della classe medica ad assentarsi dal luogo di lavoro, forse per cause di forza maggiore. Il che, fatta eccezione per pochi grandi congressi, comporta una riduzione delle presenze e dei proventi derivanti dalle quote d’iscrizione. Noi Pco siamo in mezzo al guado, perché come conseguenza ci viene richiesto di tagliare i costi, mantenendo però inalterato – e ti pareva – il livello dei servizi. Per fortuna abbiamo a che fare con partner intelligenti e comprensivi, per cui devo dire che spesso, parlando coi nostri fornitori, si trovano compromessi buoni e la spesa si riduce senza danneggiare la qualità. Ma cosa sarebbe di noi

Ancor più che una revisione delle voci di spesa – tanto necessaria, ma anche di moda in questi ultimi anni – sembra ormai indispensabile la revisione di una certa mentalità, davvero fuori dal mondo (oltre che fuori dal tempo) se incappassimo nei fornitori sbagliati? Da qui l’importanza del saper scegliere, e fra i numerosi criteri direi che il rapporto qualità-prezzo deve essere quello prevalente. Già, la qualità. Ci stiamo attenti tutti, ci stanno attenti anche loro, i partecipanti. Sponsor e medici vanno là dove si fa scienza, non cabaret. È la qualità del programma ad attirare le folle; non c’è crisi che tenga, da che mondo è mondo la gente i soldi li tira fuori solo se ne vale veramente la pena. Allora, vi racconto un aneddoto. Il cliente x sta preparando il congresso y. Mentre stende il programma non si perita neppure di far la scena, dichiara “apertis verbis” la verità, ponendosi dinnanzi a tutti – anche a me – la seguente domanda: «Chi è che devo far parlare?». Proprio così. Si chiede chi deve far parlare. Non va a cercarsi chi ha qualcosa da dire, chi ha concluso la ricerca più interessante, chi può esprimere le riflessioni più all’avanguardia. No, si chiede a chi deve dare la parola. Per chissà quali ragioni legate a consorterie, parentele e favoritismi che

con la scienza, mano sul fuoco, c’entrano ben poco. Scommettiamo che l’anno prossimo questo congresso farà fatica a rastrellare la metà dei già pochi partecipanti di quest’anno? E che alla fine ci rimetteremo io e la filiera di fornitori che fa capo a me, costretti come saremo a metterci una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio per ricalibrare la voce “uscite” a fronte dell’inesorabile assottigliarsi delle entrate? Insomma, tutti parlano di voler cambiare, ma alla fine, quando si tratta di rinunciare alle comodità e alle scorciatoie, nessuno si muove di un millimetro. Qualcuno dovrà pur farlo per primo, e allora mi permetto di indicare la via maestra, quella della “review”, orrenda parola che abbiamo imparato a conoscere un paio d’anni fa e che significa revisione. Revisione della spesa, ma direi, più che altro, dei comportamenti e della mentalità. Per dirla all’inglese, la bottom line, la famigerata linea di chiusura del bilancio, dipende essenzialmente dalla upper side, da ciò che sta sopra. Da ciò che sta nelle nostre teste.

MAURO ZANIBONI presidente di Mz Congressi mauro.zaniboni@mzcongressi.com

MC | 01 2014 | 11


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14-01-2014

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HOT TOPICS TOPICS HOT incentive comment

Ce l’ho qui la brioche!

i spiace, sono finite le brioches”. Non mi chiedo “C come reagirebbe Maria Antonietta, che – stando alla tradizione – consigliò cornetti al popolo che chiedeva pane; mi chiedo però come possa reagire chi ha pagato per servizi come un coffee break o la colazione in un hotel o in un centro congressi e assaggia il gusto amaro della crisi bevendosi un cappuccino. Perché quello che sta succedendo non può essere derubricato a episodio sfortunato: purtroppo è una triste tendenza in atto negli anni della crisi. Una tendenza da stoppare, se si vuole essere competitivi. Sì, perché si è competitivi anche in dettagli che possono sembrare quisquilie, ma che fanno la differenza nella valutazione del livello dei servizi offerti dalle nostre strutture ricettive. Si è competitivi, e mi limito al mio lavoro di event manager, se alle richieste (un preventivo, tanto per essere concreti) di un potenziale cliente che vuole organizzare un evento nella tua struttura si dà una risposta in tempi ragionevolmente brevi. La crisi non è una scusa per diminuire i vassoi o aumentare i tempi d’attesa; nessuno è pronto a giustificare situazioni come queste. Ci si mette una croce sopra, ci si rivolge ad altri. Lo dico pensando al nostro Paese e al livello dei servizi offerti dalle

strutture ricettive dello Stivale. Se queste, con le dovute eccezioni, si potevano considerare mediamente discrete sino a qualche anno fa, oggi con la spending review che impronta tutto, dalla legge di Stabilità all’economia domestica, il livello rischia di abbassarsi diminuendo quindi, anche nel settore ricettivo, la capacità di attrattiva italiana. Non voglio far finta di nulla e ignorare gli effetti della stretta imposta dalla crisi; so che un servizio poggia su fattori critici del nostro sistema (uno per tutti il costo del lavoro che certo non incentiva a creare occupazione), ma non si può proprio fare a meno di sacrificare qualità dei servizi e tempi di risposta sull’altare della spending review? Se si deve risparmiare – ed è sacrosanto farlo anche indipendentemente dalla congiuntura negativa – lo si faccia su quello che non impatta sulla percezione che i clienti hanno del servizio, in tutte le funzioni di un’azienda (continuo a pensare ad alberghi, centri congressi e via dicendo), perché un cliente perso non tornerà magicamente finita la crisi: è, banalmente, perdere un cliente che aggrava la situazione. Crediamo veramente che un ospite tolleri un servizio di qualità inferiore in nome della crisi? Se ne andrà altrove, perché non vuole sentire giustificazioni o piagni-

Sull’altare della spending review è stato sacrificato di tutto. Ma la qualità no, quella non può essere immolata. Men che meno nei periodi di grama stei: il cliente continua ad avere sempre ragione, anche in tempi come questi. Scuse non ci possono essere; ammettere defaillance per i tempi grami significa alzare bandiera bianca. E farlo adesso significa tagliarsi le gambe per il futuro, anche perché all’estero la musica è diversa e il cliente non si fa problemi a cambiare destinazione, come ben sappiamo dal mercato turistico che non vede il Paese più bello del mondo, cioè il nostro, in cima alle preferenze. Non deroghiamo sulla qualità, stringiamo i denti, ingegniamoci, ma non abbassiamo l’asticella degli standard; se la crisi ha ridotto, di necessità l’aspetto quantitativo, la qualità resti. È quello che ha sempre caratterizzato e reso unico, in tanti settori, il nostro Paese; è quello che ancora ci fa tenere la testa alta al cospetto di una concorrenza sempre più aggressiva che sembra non conoscere problemi, o perlomeno non i nostri. Reagire, non subire è la ricetta. Non è un di più: è indispensabile. Per gli eventi, ma non solo, la brioche è il pane quotidiano.

LUCA CORSI Responsabile Comunicazione & Eventi Vorwerk Folletto luca.corsi@folletto.it

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014-015 Intervista Brachetti.qxp

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HOT TOPICS l’intervista

arturo brachetti

L’arte del trasformismo Per far funzionare i tanti ingranaggi che garantiscano una perfetta performance, ci vuole metodo. E metodo deve essere anche la creatività, che va pianificata come un semplice e veloce cambio d’abito TERESA CHIODO

efinito “The greatest D quick change performer in the world”, Arturo Brachetti è un artista italiano, famoso e molto richiesto. In molti Paesi è considerato un mito vivente nel mondo del teatro e della visual performing art. È prima di tutto un trasformista, ma è anche un regista e un direttore artistico, capace di spaziare dal teatro comico al musical, dalla magia al varietà. Arturo “appare” in Italia, a Torino, città m a gi c a

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per eccellenza, nel 1957. Da qui in poi la sua carriera è inarrestabile. Si è esibito ai quattro angoli del pianeta, in diverse lingue e in centinaia di teatri. Brachetti, in breve, è oggi il più grande trasformista del mondo, con una “galleria” di oltre 350 personaggi, di cui cento interpretati in una sola serata. Con la sua abilità ci insegna che non c’è niente di impossibile; in qualche modo c’è sempre un trucco per realizzare l’effetto che si desidera. Ci vogliono tenacia, allenamento, attenzione e passione. Un evento di successo così come una performance di trasformismo dipendono pertanto da un mix di fattori che devono risultare in perfetto equilibrio fra di loro. Insomma, una ferrea organizzazione e un organismo efficiente sono imprescindibili per coordinare armonicamente le parti in gioco. Sentiamo cosa ci risponde se proviamo a ingaggiarlo sul terreno degli aventi aziendali. È evidente che nei suoi spettacoli nulla è lasciato all’improvvisazione. Tutto è perfettamente orchestrato. Può essere letta questa cosa come metafora della professionalità che un’azienda deve trasmettere al suo pubblico? «Indubbiamente la precisione in uno spettacolo come il mio è fondamentale. In o g n i istante, ogni spo-


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Quando la chiamano per partecipare a un evento aziendale, le sue performance si propongono di richiamare in qualche modo le caratteristiche dell’azienda? «Prima di tutto ci tengo a precisare che quando mi propongono un evento aziendale mi sento di accettare solo se condivido realtà e obiettivi dell’azienda. Altrimenti non sarei veritiero e non sarebbe leale nei confronti del mio committente. Poi, sulla base degli elementi che si vogliono trasmettere, cerchiamo con il mio staff di studiare una messa in scena che comprenda questi valori. Per me, sinceramente, gli appuntamenti aziendali sono sempre una bella occasione per incontrare la gente in contesti raccolti, sentire le loro storie, dare e ricevere nuovi stimoli». Nel contesto di un evento aziendale che tipo di performance proporrebbe per meglio far passare il messaggio di “cambiare pelle con rapidità” in un momento critico e anche di grande competizione come quello che stiamo vivendo?

Paolo Ranzani

«Qui la risposta potrebbe sembrare facile: un cambio d’abito radicale, tipo passando da James Bond a Rossella o’Hara in pochi istanti. In realtà però credo che siano più significative altre performance. Penso per esempio a quella che familiarmente chiamo “del fazzoletto”. Con un semplice fazzoletto bianco racconto una storia e mi trasformo in 25 personaggi, con l’aiuto della fantasia che scatta nella mente del mio pubblico. La metafora è questa: pur con poco, ingegnandosi, si possono trovare grandi soluzioni. I periodi di crisi sono molto difficili ma, proprio per questo, stimolanti dal punto di vista intellettuale: siamo obbligati a pensare a soluzioni nuove, uscendo dagli schemi a cui siamo abituati». La dimensione ludica del trasformismo nei suoi mille volti e l’illusione della magia come possono veicolare la proposta di una visione laterale delle problematiche, nella vita come in azienda? «La magia ti insegna a pensare che una cosa non è mai impossibile. C’è sempre un trucco per rendere l’effetto che vuoi far vedere, che sia un tavolino volante o l’illusione di un oggetto che appare dal nulla. È quello che si chiama il “pensiero laterale”, un modo diverso di approcciare i problemi, un punto di vista differente. Aldo, Giovanni e Giacomo, di cui sono il regista teatrale, dicono sempre che vogliono lavorare solo con me proprio per questo: perché quando mi propongono uno sketch non dico mai “non si può fare”, ma magari ci penso un po’ (anche giorni a volte) e poi trovo la soluzione. Paolo Ranzani

stamento è perfettamente calibrato. Dietro le quinte si lavora nel silenzio assoluto e i miei collaboratori spesso capiscono se c’è qualcosa che non va da come pronuncio una battuta, o da un mio gesto non previsto. Credo che la sintonia con i propri collaboratori e in generale l’affiatamento di un gruppo di lavoro siano due elementi importantissimi per far funzionare una squadra, sia essa una compagnia teatrale o un’azienda. Un secondo aspetto è il rapporto con il pubblico, a cui tengo particolarmente e di cui ho un grande rispetto. La gente che viene in teatro paga un biglietto e ha diritto a vedere lo stesso spettacolo, indipendentemente che io sia stanco, affaticato o euforico. È una questione di correttezza. Ogni spettatore (e in questo caso potremmo dire ogni cliente) ha il medesimo diritto ed è unico. E considero questa una condizione imprescindibile che trasmetto anche a tutti i miei collaboratori o agli artisti che mi capita di dirigere, sia in Italia sia durante le tournée internazionali. Lavorare con i grossi produttori internazionali è un po’ come essere in un’azienda. Le arti del palcoscenico sono un mix unico di aspetti all’apparenza opposti: fantasia e creatività da un lato, e organizzazione impeccabile dall’altro. Un perfetto equilibrio che va in scena tutte le sere».

l’intervista

Il trasformismo al tempo della crisi? Con un semplice fazzoletto bianco Brachetti riesce a impersonare 25 personaggi diversi. La metafora è questa: pur con poco, ingegnandosi, si possono trovare grandi soluzioni

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Location del mese: Palazzo di Varignana Resort & Spa - Varignana (Bo)

Convention atemporali TERESA CHIODO

iamo sull’Appennino Tosco-Emiliano. Palazzo di Varignana è stato costruito S attorno a Villa Bentivoglio, una dimora storica commissionata dal conte Orazio Bargellini nel 1705. Circondato da venti ettari di parco, sorge in un antico borgo di origine medievale. Pur sovvertendo l’originaria destinazione d’uso di quella che era stata una tipica residenza di villeggiatura, l’edifi-

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cio conserva un forte legame con il territorio e la sua storia. Su dolci declivi che digradano verso la pianura, il complesso si articola in diversi fabbricati, richiamando quel modello di ospitalità diffusa che si estende in orizzontale. Da lontano i rumori e la vivacità convulsa della città si possono solo intuire gettando di tanto in tanto uno sguardo al panorama.


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Design pulito, materiali di prim’ordine, atmosfere calde e raffinate, ricerca di sintesi fra estetica e funzionalità, da vivere attraverso spazi senza cesure: il lifestyle diventa cifra stilistica. Tutto questo nello splendido Palazzo di Varignana

Tecnologia avanzata e design trasformano le stanze in luoghi dove il comfort convive armoniosamente con un ricercato minimalismo, tutto da vivere nella più completa intimità

o) DIVERTISSEMENT FLUTTUANTE In una diffusa uniformità di stile e di materiali, l’illuminazione naturale e quella artificiale sono chiamate a dialogare con il contesto architettonico in un gioco di inscindibili allusioni formali. Gli ampi lucernari che si susseguono negli ambienti comuni senza soluzione di continuità si congiungono con larghe vetrate nella hall e nel ristorante, creando un’atmosfera acquea, immersiva, ovattata; i giochi di luce fra interno ed esterno creano spazi fluidi, planimetrici, emozionali. Non c’è una costruzione strettamente filologica degli ambienti ma l’attualizzazione di una visione eclettica che vede la giustapposizione di semantiche diverse. Nella galleria che collega il foyer alle sale congressi scorrono inattesi: statue cinesi autentiche, sculture originali e oggetti di design; sorprendente, sotto una teca, ci compare quello che all’apparenza è un semplice chicco di riso. Avvicinandoci scopriamo che su quel chicco c’è una miniatura a colori del tempio del Buddha di smeraldo, dipinto con un pelo di topo

da un artista cinese. È il terzo di nove in tutto il mondo. Il proverbio nella didascalia “La distanza testa la resistenza di un cavallo. Il tempo rivela il carattere di un uomo” si avverte come una digressione emotiva, suggerisce un modo di pensare. Ogni oggetto diventa altro da sé nella sua concretezza per lambire la soglia del concettuale. Non c’è transizione fra

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design ed emozione. Nel suo minimalismo il gioco si fa serrato anche nel parco, curatissimo nel verde che si alterna a specchi d’acqua attraversati da ponticelli in legno e a zone ghiaiose dalle suggestioni zen per conciliare un senso di tranquillità, immobilità e calma.

Varignana (Bo)

Quasi paradigmatico è lo spalancarsi di scenari sorprendenti, in una versatilità ideale per qualsiasi tipologia di evento

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STANZE E STANZE Le novanta ampie camere di Palazzo di Varignana diventano luoghi intimi, quasi familiari, sublimati dall’estetica fruibile degli arredi e degli oggetti. Design e tecnologia avanzata si propongono in un avvicendarsi di spunti creativi, ma con comfort. Sono divise in 14 standard, quaranta superior, 19 deluxe, 13 junior suite, due suite Vital e una suite Panorama. C’è un’evidente predilezione per i colori neutri che rimandano alla natura. Dominano le nuance della terra, del legno, della pietra; si rincorrono texture come il guscio d’uovo, il corda, il terra di Siena, il wengè. Le camere sono racchiuse in cinque complessi abitativi che ne caratterizzano lo stile rendendo ogni stanza particolare e unica. La Corte, con le sue vetrate, si armonizza perfettamente con le colline circostanti, seguendone la linea. La luce naturale si combina con i materiali più semplici, come la pietra a vista, il legno delle travature e il parquet. Qui troviamo trenta camere proiettate sulla vallata. Il

Fienile, che un tempo ospitava le stalle padronali, interamente ristrutturato e impreziosito con dettagli moderni, accoglie oggi 17 eleganti camere. Il Fienile è l’edificio più vicino al cuore del resort e permette un collegamento diretto alla spa e alla reception grazie a una galleria sotterranea. Il Poggio si affaccia su una rigogliosa porzione di bosco e sull’uliveto della proprietà; le grandi finestre permettono al paesaggio di dialogare con le 23 stanze. Le 16


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«Il Palazzo di Varignana è un resort raffinato e innovativo in grado di offrire grandi emozioni alla sua clientela, attraverso l’armoniosa combinazione fra la tradizione e la cultura del territorio in cui sorge e l’alta tecnologia di cui è dotato» VITTORIO MORELLI general manager

stanze de Il Borgo si affacciano sulla vallata o sull’interno del resort, verso la villa e il suo splendido giardino, fulcro dell’intero complesso. La Villetta, ovvero quella che un tempo era la “casa del custode”, offre soluzioni abitative indipendenti e originali per chiunque voglia vivere questo contesto in maniera esclusiva. L’ingresso indipendente, il giardino e il parcheggio riservato contribuiscono a creare il comfort di una casa privata all’interno di un resort di lusso. Le Suite Vital garantiscono

privacy e benessere grazie ai 22 metri quadrati di spa privata: un piacevole rifugio immerso nella luce che filtra dalle molte finestre, dai balconi o dal patio, in un unicum con lo spazio circostante. Sono state pensate per chi desidera il massimo del relax senza rinunciare al comfort dei propri spazi. Uno dei più bei panorami del resort si gode dalla Suite Panorama. Il salotto la rende un luogo ideale anche per piccole riunioni esclusive, garantendo la privacy più totale. REGIONALE DAL SAPORE ATTUALE Le suggestioni culinarie della gastronomia bolognese, la qualità degli ingredienti e la raffinatezza degli allestimenti trasformano ogni cena in un’autentica esperienza dei sensi nel più elegante edi-

PALAZZO DI VARIGNANA ambienti luminosi, oggetti d’arte e di design preziosi, tecnologia moderna, e intorno, il verde infinito ficio del resort. Una particolare attenzione alla ricchezza territoriale di prodotti d’eccellenza è l’obiettivo del ristorante gourmet Il Palazzo, che propone una rivisitazione, in chiave moderna, della cucina tradizionale. Diviso in cinque salette, è in grado di servire fino a cinquanta ospiti. Una saletta privé attigua con trenta posti può essere riservata per occasioni speciali. Per l’abbinamento dei prodotti tipici gli ospiti possono contare su un’importante selezione di vini e sulle sapienti indicazioni di un maitre sommelier. Immerso nel verde del parco del Palazzo di Varignana, con luminose pareti a vetrata e affacciato sulla piscina e sui giochi

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Il rigore nell’estro delle invenzioni decorative crea una coerenza diffusa dalle connotazioni urban, sospesa fra città e campagna

d’acqua del solarium, il Pool & Lounge Bar and Restaurant è il luogo ideale per assaporare una cucina semplice e leggera. In estate questo luogo diventa protagonista di eventi a tema a bordo piscina, anche di carattere privato. Le diverse carte menu propongono una selezione di piatti light dalle 12:00 alle 18:00, una carta con specialità regionali e internazionali per il pranzo e la cena e, per finire, un originale menu di pizze proposte con forno a legna. Situata nei pressi di Villa Bentivoglio, La Ghiacciaia originale è ora accessibile tramite una scala esterna

SPAZI PER OGNI ESIGENZA

Palazzo di Varignana offre spazi suggestivi di alto livello funzionale, realizzati per rispondere alle più svariate esigenze dei clienti, con tecnologie e servizi all’avanguardia. La struttura fornisce questi ultimi all’insegna della flessibilità operativa e del comfort ambientale; tutto è perfettamente attrezzato per ospitare eventi di qualsiasi genere. Direttore dell’hotel: Vittorio Morelli Responsabile eventi: Stefania Steffanini ¢ SALE CONGRESSI

Numero sale: 8 Capacità totale posti: 260 in sala congressi, 300 in sala banqueting

¢ SALA PRINCIPALE

Capacità ad aula: 70 posti Capacità a teatro: 260 posti

¢ ALTRE INFORMAZIONI

Aree espositive: 400 metri quadrati sala banqueting + 300 metri quadrati sala congressi Parcheggio: 259 posti auto

¢ SERVIZI TECNICI E AUDIOVISIVI

Lavagne a fogli mobili; microfoni a gelato, headset, da podio; connessione

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internet wi-fi; impianto audio-video; proiettori Christie 5000 Ansi lumen; predisposizioni Vga e Hdmi; schermi fissi (misure 250x400 – 280x175 – 300x190 – 250x160); Dvd, videoproiettore e schermo; segnali in Full Hd Disponibili su richiesta: assistenza tecnica, pedana modulabile, servizio di segreteria, traduzione simultanea, videoconferenza Ciscosx20 comandabile da touch screen (nel congress center), Pc, puntatore di slide

¢ CAMERE

Numero totale camere: 90 Suite: 3 - junior suite: 13 Doppie: 74 (divise in standard, superior, deluxe room)

integrata nel verde. Un breve percorso pedonale interrato sale in prossimità del parcheggio fino alla villa, attraversando la cisterna nelle viscere del naturale declivio. Il percorso è caratterizzato da giochi di luci e da profumazioni diffuse che regalano un’esperienza sensoriale a questo nuovo accesso. EVENTI SPECIALI A soli 19 chilometri da Bologna, a breve distanza dall’aeroporto internazionale Guglielmo Marconi e dalla Stazione Centrale di Bologna, Il Palazzo di Varignana è logisticamente ben collegato. Qui l’evento può diventare protagonista indiscusso e trasformarsi in autentico e fibrillante deus ex machina dell’intera mise-enscène. Nuovi concept e una sagace attualizzazione di raffinate atmosfere fanno di questa location la cornice ideale per riunioni, incentive, attività di team building, cene di gala e congressi. Attraverso le vecchie cantine padronali di Villa Bentivoglio, si accede direttamente al foyer del centro congressi. Divisibile in tre parti, tramite pareti modulari, la sala in seduta plenaria è in grado di ospitare fino a 260 ospiti, fornendo tutti i servizi necessari per riunioni di lavoro, oltre alla vista sul verde del parco privato. Gli ospiti del centro congressi potranno usufruire di sala regia, segreteria, guardaroba, tecnologia audio-visiva Hd di ultima generazione, internet, wi-fi gratuito, video e teleconferenze, amplificazione e proiezione. Inoltre, il centro congressi è collegato con una galleria a un’area polifunzionale di quattrocento metri quadrati con una grande terrazza di 150 metri quadrati, raggiungibile da una scala interna o direttamente dal giardino, ideale per eventi, serate di gala, manifestazioni, esposizioni o serate danzanti. Le storiche radici di questa location affondano nella sempiterna volontà di instaurare uno stretto


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Palazzo di Varignana Varignana (Bo)

rapporto con il territorio, che oggi si traduce anche in originali proposte di format per il team building, per esempio in collaborazione con il Golf Club le Fonti, con l’outlet Castelguelfo o con altre realtà locali. ISPIRAZIONI WELLNESS La nozione di benessere viene declinata secondo una prospettiva olistica nei 1.800 metri quadrati di spa. Con un circuito di vasche e docce sensoriali, bio-sauna, sauna finlandese, bagno turco, cascata di ghiaccio, vasca sonora, percorso Kneipp, piscina con getti e lama d’acqua, sedute idromassaggio, ampia area relax, il centro benessere Varsana del Palazzo di Varignana si avvale dell’esperienza di Alessandra Scatà, spa manager, ideatrice di numerose tecniche di massaggio e rilassamento. Le cinque cabine, le tre spa suite per la coppia e la cabina multifunzione offrono una gamma esclusiva di trattamenti personalizzati viso e corpo con prodotti naturali, mentre la palestra con attrezzature di ultima generazione e personal trainer sono sempre disponibili per i cultori del fitness. Un percorso di trekking del benessere all’aperto, che si estende completamente all’interno del parco di Palazzo di Varignana, completa l’offerta wellness per gli ospiti. Nel periodo estivo, la grande piscina esterna immersa nel verde del parco, collegata attraverso cascate d’acqua a due piccole piscine incastonate nella collina e un’ampia vasca a idromassaggio collegata alle piscine interne, completano l’esperienza di Varsana. Il menu dei massaggi, di durata variabile dai 25 agli ottanta minuti a seconda della selezione e discrezione del cliente, comprende: antistress, linfodrenaggio, linfodrenaggio su materasso ad acqua, hot stone, soffice crema, olio d’Argan, libera-mente, butterfly, watsu, abhyanga, abhyanga a quattro mani, classico, lomi-

lomi, riflessologia, svedese, siddha marma mardana, ayurvedico Kerala, Pindasveda, shiatsu e massaggi di coppia su materasso ad acqua. A TUTTO POST CONGRESS Da Palazzo di Varignana si irradiano numerosi itinerari per andare alla scoperta del territorio. Per chi ha a disposizione mezza giornata c’è la cittadina di Dozza, un interessante borgo medievale, oppure il Museo Lamborghini. Chi ha un’intera giornata non può tralasciare Bologna. Il centro storico medievale, uno dei meglio conservati in Europa, si caratterizza per i suoi quaranta chilometri di portici e per il rosso mattone degli edifici. Le “due torri”, vero e proprio simbolo della città, sono l’ultima testimonianza delle quasi duecento casetorri che nel Medioevo la dominavano. Accanto alla storia che si nasconde tra i palazzi, le piazze, i prestigiosi musei, le chiese e giardini, la città pulsa di vita giorno e notte nelle numerose osterie, teatri, mercati all’aperto, nelle botteghe dei prodotti tipici, eredi di una storica tradizione culinaria. Il Castello Estense domina con le sue forme la città di Ferrara; attorno alla cattedrale troviamo ancora le vie della zona medioevale, con i suoi vicoli e le sue piccole chiese in stile gotico, l’antico Ghetto Ebraico e le Sinagoghe. A Ravenna l’influenza della Civiltà Bizantina è una caratteristica documentata dalle splendide basiliche e dai battisteri, al cui interno è conservato il più ricco patrimonio di mosaici dell’umanità compreso tra i secoli V e VI. Poi ancora Rimini, San Marino, Firenze. D’obbligo è una visita all’acetaia di balsamico tradizionale di Modena e alla Galleria Ferrari, esposizione ufficiale della Casa del Cavallino Rampante a due passi dalla fabbrica più famosa del mondo.

La forza demiurgica di Palazzo di Varignana è nell’intuizione con cui l’antico è stato traslato nel contemporaneo

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Esot 2013, congresso Un convegno totalmente paperless? L’ha fatto Esot con Aim Group International. A disposizione dei 3.500 delegati presenti c’erano ben 2.300 tablet e un’app dedicata. E sono stati risparmiati 4.700 chilogrammi di carta ANDREA PATERNOSTRO

erano il campione di Formula 1 Niki Lauda e Peter Habeler, il primo alpiC’ nista che con Reinhold Messner scalò l’Everest senza uso di ossigeno nel 1978, a raccontare ai partecipanti come il successo si raggiunga talvolta spingendosi oltre i propri limiti: era questo il tema del 16esimo Congresso Esot (European Society for Organ Transplantation) che si è svolto a settembre. All‘Austria Centre di Vienna, 3.500 partecipanti da tutto il mondo hanno vissuto in prima persona un’esperienza interattiva, coniugando la tecnologia e l’innovazione con il contatto diretto e la partecipazione. Durante l’intervista, Habeler ha sottolineato che la sua impresa è stata possibile solo grazie a un lavoro di squadra: idem per la realizzazione di Esot Ecosystem, primo congresso medico di queste dimensioni interamente “paperless”. Tutto il materiale scientifico e le informazioni necessarie erano a disposizione dei partecipanti, grazie a un’applicazione per tablet (sia Apple sia Android) sviluppata da un team composto dagli organizzatori stessi e da partner tecnici come SpotMe.

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UN OCCHIO ALL’AMBIENTE E UNO AL NETWORKING Una app vocata al green, dunque, grazie alla quale sono stati risparmiati 4.700 chilogrammi di carta, evitando la stampa del programma congressuale e dell’Abstract Book. Il software ha permesso a ogni delegato di entrare in contatto diretto con tutti gli altri partecipanti e i relatori prima, durante e dopo il congresso e di interagire in maniera nuova e stimolante. Era possibile scambiare messaggi (ne sono stati scambiati oltre 28mila) e fissare appuntamenti (circa 2.300) a riprova del fatto che la tecnologia può stimolare (e non allontanare) il networking. Inoltre i delegati potevano votare la migliore presentazione o la miglior foto del congresso e rispondere a domande su alcuni dei casi clinici presentati. Il menu della Esot app comprendeva, oltre al programma scientifico, mappe dettagliate interattive per informazioni sulle sale o per localizzare gli espositori. Erano a disposizione sia i curricula dei relatori sia quelli dei partecipanti, poi-


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100% green ché ognuno poteva compilare il proprio profilo e associarlo a quello del proprio social network: appunti, note personali, biglietti da vista (ogni delegato aveva il proprio Qr code) o informazioni sugli sponsor (Qr code sulla parete dello stand). Tutto in forma digitale, al fine di portare a casa la propria “valigetta” con tutte le informazioni, compresi i poster (ancora con Qr code) di personale interesse e disponibili nella forma originale e non solo il testo: sono stati scaricati oltre 47mila documenti. La cartella personale con tutto il materiale selezionato è stata inviata nelle 48 ore successive via e-mail. Durante le sessioni, i commenti diretti del pubblico erano scambiati in tempo reale, con post visibili a tutti. Sessioni di particolare interesse erano annunciate con notifiche push per avvisare i partecipanti direttamente sui loro smartphone e tablet, pochi momenti prima del loro inizio. TECNOLOGIA INTERATTIVA Chi non era munito di tablet o smartphone (circa il 55 per cento dei delegati) all’atto della registrazione ha potuto “prenotare” un tablet da utilizzare durante il congresso: sono stati 2.300 gli iPad messi a disposizione. «È un modo totalmente nuovo di gestire un

congresso scientifico – racconta Patrizia Buongiorno, vice presidente di Aim Group International – abbiamo collaborato con grande entusiasmo con Esot e con i tecnici di SpotMe, integrando diversi software di gestione – registrazioni, abstract, exhibition – in un’unica interfaccia, che naturalmente ha interagito anche con i social network: è un risultato straordinario e il gradimento dei partecipanti ci ha ricompensato di tutti gli sforzi». La sfida è stata superata grazie alla capacità di SpotMe di mettere in comunicazione gli applicativi gestionali: Aim Congress per la gestione delle registrazioni, Abstractlogic per gli abstract e Tnoc per social network e blog. «Questa case history di successo non sarebbe stata possibile senza la capacità di coordinamento e il forte stimolo innovativo dati al congresso da Annalisa Ponchia, executive officer di Esot» ha spiegato Buongiorno. «Il risultato è andato oltre le nostre aspettative e crediamo di aver creato un’esperienza che tutti i presenti al congresso ricorderanno – ha sottolineato Annalisa Ponchia, nella foto a fianco – abbiamo solo un problema: come andremo oltre questo limite la prossima volta?».

Sopra, l’alpinista Peter Habeler durante il suo intervento a Esot 2013. Interattività e networking hanno caratterizzato l’evento

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HOT TOPICS under the spotlight

Santino Galbiati, una vita per il turismo Imprenditore vecchio stampo, il Commendator Galbiati è un “re Mida” nell’hotellerie italiana. Dal 1973 a oggi, in quarant’anni di attività, non si contano gli alberghi che ha fatto nascere e quelli a cui ha ridato lustro STEFANO RE

Il primo amore del Commendator Galbiati è stato lo storico Hotel Marcora di San Vito di Cadore. Correva l’anno 1973...

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lberghi e ristoranti. Una passione che va avanti da quarant’anni! Otto lustri A durante i quali, ininterrottamente, ha fatto nascere importanti hotel, ridando luce e vivacità anche a quelli finiti per qualche tempo in un cono d’ombra. Un impegno che per il Commendator Santino Galbiati è la “parola d’ordine” della sua vita; un punto fermo per il rilancio del turismo italiano. Personaggio “conservatore” dei principi imprenditoriali, ma nello stesso tempo grande rinnovatore di progetti abbandonati al tempo, questo “re Mida” degli albergatori (così lo ha definito la stampa, ndr) non si stanca mai di andare alla ricerca delle novità. Milanese, residente a Paderno Dugnano, alla fine degli anni Sessanta è stato il primo in Italia ad aprire una discoteca. Nel ’73 ha iniziato la sua avventura, più che positiva, nel settore turistico alberghiero. È partito con la gestione dello storico Hotel Marcora di San Vito di Cadore. Da quel momento inizia la scalata imprenditoriale con la sua azienda, la Mythos Hotel srl. Acquista e ristruttura una villa del XVII secolo a Garbagnate Milanese, appartenuta ai conti Castiglione, nella quale ricava il ristorante Villa Magnolie. A Cortina d’Ampezzo ha in gestione lo Splendid Hotel Venezia,

che sotto la sua sapiente e abile guida diventerà un hotel quattro stelle scelto da importanti personaggi della cultura internazionale, tanto da diventare sede di numerosi premi letterari. A Paderno Dugnano la sua passione lo porta a recuperare e riaprire il tradizionale ristorante Sgaramella 80 e ridare vita, acquistandolo nell’88, al ristorante Il Cavaliere. Ma tra le Dolomiti e la sua Milano ci voleva anche un tocco di campagna: la trova in Umbria, acquisendo l’Azienda Agricola della Rocca di Civitella. Un cammino interminabile con l’acquisizione, poi, del Grand Hotel Savoia di Cortina, dell’Hotel President di VeneziaMestre, del ristorante-albergo Chalet del Lago di San Vito di Cadore, di Villa Galbiati a Paderno, dell’Hotel Mythos di Milano, del Concordia Park Hotel di Cortina, dell’Hotel Savona di Alba. Il 2013, il suo impareggiabile coraggio imprenditoriale, lo ha visto ancora protagonista con l’apertura de Grand Hotel Presolana di Castione (Bergamo) e dell’Osteria La bersagliera di Paderno. E dulcis in fundo, nel corso del 2014 inaugurerà l’Hotel Relais du Mont Blanc di Courmayeur.

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HOT TOPICS in my opinion

lettere senza francobollo

Carta canta... vittoria? Viene il dubbio che stia per finire quella che potremmo chiamare “bolla digitale”. È forse presto per dirlo, ma qualche segnale c’è. Si tornerà al cartaceo anche nel Mice? PIER GIORGIO COZZI Giornalista, saggista e docente di marketing e comunicazione pgcozzi@fastwebnet.it

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on dire gatto... L’avevamo sospettato: gli aedi del “digiN tale” hanno intonato un po’ troppo presto il de profundis per la carta stampata (e per tutto ciò che non abbisogna di un’app). Un trionfalismo che non aveva risparmiato neppure il congressuale, anche se interessato solo di sguincio: teleconferenze, sms e altre tecnicalità, le cosiddette “più moderne tecnologie” descritte nell’offerta delle location, sommate alla perdurante congiuntura economica, negli ultimi anni hanno infatti in parte trasformato know-how e modus operandi del Mice, specialisti e committenti insieme. Mi sono confermato in questa opinione all’apprendere una notizia che riguarda Instagram, l’applicazione gratuita che permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri e condividerle su numerosi servizi di social network, compresi Facebook, Foursquare, Tumblr, Flickr, e Posterous, compatibile con qualsiasi iPhone, iPad o iPod Touch avente iOS 3.1.2 o superiore (dal 21 novembre 2013 è stata pubblicata anche la versione per Windows Phone). Ebbene, quella stessa Instagram che ha

“ucciso” la Polaroid, per dire, in occasione di un importante evento a New York (anche la venue è una conferma della tendenza!) ha distribuito un invito “cartaceo”. Scopo dell’evento: la presentazione del servizio on demand di stampa delle fotografie “su carta”. Seguendo la domanda del mercato, evidentemente. Direte: tutto qui? Un po’ poco per sostenere il concetto d’inversione di tendenza. Ehnnò, c’è dell’altro: c’è anche il caso di Newsweek, storica testata giornalistica Usa che dopo aver tentato la strada del solely web, adesso ritorna in edicola nella versione cartacea; il rientro nelle edicole, previsto per questo gennaio, conterebbe su 100 mila copie da 64 pagine ciascuna, cifra astralmente lontana dai 7 milioni di copie dei momenti migliori. Ma, come si dice, that’s just the beginning… C’è poi il caso di Amazon, che recentemente ha lanciato un servizio che permette agli autori di ebook di commercializzare anche la copia di carta del loro libro. E persino nel campo dell’economia e della finanza si assiste a una specie di “ripensamento”. Emblematico è il caso di Google: sul sito di AziendaBanca il 12 novembre scorso, a firma di A.G. si leggeva: «A due anni e mezzo dall’annuncio del suo Google Wallet, il colosso di Mountain View ha annunciato una carta di pagamento in plastica, collegata

al circuito MasterCard. Obiettivo: rilanciare la propria presenza nei pagamenti, vista l’accoglienza tiepida ottenuta dal Wallet. D’altronde, con il lancio del Wallet, Google aveva scommesso su un rapido sviluppo dell’ecosistema Nfc, che Oltreoceano sta invece procedendo più lentamente di quanto inizialmente previsto. Il risultato è che l’effetto wow rischia di esaurirsi nella difficoltà di trovare un commerciante con un Pos abilitato e che il cliente torni a pagare con lo strumento elettronico cui è più abituato, cioè la carta. Per questo Google ha rilanciato con una carta di plastica che riporta bene evidente il proprio logo: per non finire nel dimenticatoio nell’ambito dei servizi di pagamento, nell’attesa che l’ecosistema Nfc si sviluppi in modo più significativo». E anche questo, seppure di plastica, è un segnale... Tornando a noi: anche nel congressuale, dunque, fine della “bolla digitale”? Tutt’altro. Le Ict servono, eccome. Anche (e soprattutto) per gestire e comunicare gli eventi aggregativi. E per misurarne i risultati, quali siano i pubblici target, gli obiettivi, il metodo di analisi prescelto: Cba, Sroi, Roi, Roo, Roe, Cea... e via elencando. Particolarmente apprezzate – come prima del bit – saranno invece le vostre due righe, scritte di pugno su carta intestata. Per ringraziare gli intervenuti.


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029 Opinion Pini_DX.qxp

9-01-2014

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HOT TOPICS aghi di pini

in my opinion

Il mondo ci guarda i faccio una profezia: siamo alla vigilia del biennio potenzialV mente più positivo nella storia d’Italia dal secondo dopoguerra in poi, roba che neanche il 1960 con le Olimpiadi e l’inizio del boom. Una serie di coincidenze da mille e una notte ci traghetta per i prossimi due anni al centro del mondo, nel senso letterale del termine: nel 2014 il semestre italiano di presidenza della Ue e nel 2015 l’Expo. Segnatevi i due archi temporali: 1 luglio - 31 dicembre 2014 e 1 maggio - 31 ottobre 2015. In questi periodi i riflettori del pianeta saranno non sulla Russia, non sulla Cina, non sui rampanti Bric né sullo shutdown americano, ma su di noi. Capito? Su di noi! E la canzone di Pupo non c’entra. Già che ci siamo, segnatevi anche questa: poiché la fortunata congiuntura di cui sopra consiste per metà in un evento promo-commerciale, quale di fatto Expo è, la filiera produttiva che più di ogni altra ha da beneficiare della cosa è la nostra. In fondo, gli eventi in questo Paese chi li fa? Non per caso, qualche risultato l’Expo sta già iniziando a produrlo, generando le prime boccate d’ossigeno per le imprese, le quali certamente dal 2014 potranno respirare meglio, molto meglio che negli ultimi anni sciagurati. Quindi, anziché avere un atteggiamento attendista dovremmo darci da fare per stimolare il busi-

ness dai Paesi esteri. Non parlo solo di quelli che hanno acquistato o acquisteranno spazi espositivi all’Expo. Parlo proprio di tutti quanti, del mondo intero che tra poco ci starà a guardare. Damose da fa’, facciamo valere i nostri plus, che sono tantissimi e che i nuovi ricchi sicuramente apprezzano. Lo stesso Expo è un punto di forza, per evidenti ragioni di co-marketing ma anche per quel tema (il cibo e le risorse sostenibili) a noi così congeniale. Dico questo perché il mercato nazionale non è più in grado di produrre i volumi di domanda a cui eravamo abituati. Gli eventi aziendali sono quasi scomparsi, o meglio, è quasi scomparsa la prassi di affidare in outsourcing i servizi di organizzazione e di forniture tecniche, audiovisivi inclusi. Le aziende ormai si fanno tutto in casa. Di conseguenza, è quasi un sillogismo, per sopravvivere dobbiamo mettere il naso oltre frontiera. Ma come possiamo guardare all’estero senza una rete in grado di promuoverci come si deve? È qui che casca – è sempre cascato – l’asino. Dopo l’ormai antico fallimento del primo tentativo di Convention bureau nazionale (1994), e dopo la breve e sostanzialmente nulla avventura del secondo (2011-2012), è giunta l’ora di riprovarci una terza volta, ben consapevoli che sarà l’ultima, nel senso che non ci verrà data un’ulteriore

Il semestre italiano di presidenza Ue e l’Expo del 2015 sono armi affilate che la meeting industry italiana potrà sfruttare nei prossimi due anni per risalire la china possibilità. Facciamolo sul serio questo Convention bureau, facciamolo noi, senza aspettarci miracoli dalla politica. E articoliamo una rete di Convention bureau territoriali finalmente efficace e capillare, perché laddove c’è un Cb nazionale che funziona (i casi tedesco, spagnolo e austriaco sono lì a dimostrarlo) c’è sempre, a monte, una meeting industry divisa in tanti gangli locali, ciascuno dotato di un proprio Cb, efficiente, instancabile e soprattutto realmente rappresentativo della filiera a cui si riferisce. Federcongressi&eventi, l’associazione che ci rappresenta tutti (e sottolineo tutti), ha elaborato una proposta in questo senso, attualmente al vaglio del Tavolo di Coordinamento per il rilancio del congressuale. Poterla concretizzare sarebbe un doppio sogno: avremmo finalmente un Cb che funziona, e ci costringeremmo tutti quanti ad agire per il bene comune, eliminando l’italica tentazione di guardare non più in là dei nostri orticelli; una tentazione che nel mondo d’oggi affascina ormai soltanto noi. Buon anno!

ALAN PINI Chief executive officer Teknocongress www.teknocongress.it alan.pini@teknocongress.it

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030 Opinion_SX Lo re.qxp

9-01-2014

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HOT TOPICS in my opinion

coffee break

Pausa creativa Google insegna: svagare la mente la rende anche più produttiva. Intuizione confermata anche da alcuni autorevoli studiosi americani. Vuoi vedere che i congressi e gli incentive di una volta, quelli molto “vacanzieri”, erano un toccasana per il business? ALDO LO RE giornalista aldolore@alice.it

nalizzando alcune recenti scoperte della neuroscienza, A e in particolare quella che ha provato che il nostro cervello lavora anche quando riposiamo, il professor Andrew Smart, scienziato della Silicon Valley, ne ha dedotto che se dedichiamo del tempo a non far nulla, potremmo sfruttare al massimo le nostre facoltà mentali e arrivare a produrre nuove idee. Insomma, per innovare dovremmo imparare a essere inattivi, perché lavorando intensamente si fa inaridire la nostra creatività, e l’eccesso di operosità, anche se favorisce la crescita, col tempo produce situazioni di stasi. Un incremento della capacità creativa permette di produrre senza sforzo cose nuove a condizione che le nuove idee arrivino in tempo e non troppo tardi. Un lavoratore freneticamente impegnato alla catena di montaggio, rievoca la scena famosa di un vecchio film con Charlie Chaplin che anticipava il moderno robot, ma ci avverte anche che – per quan-

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to possa sembrare intelligente – la macchina non è capace di produrre idee, non ha coscienza di sé, non prende che le decisioni programmate da un cervello umano. I robot permettono cioè di raggiungere maggiori intensità di produzione, ma l’automazione non ha dato al lavoratore quel tempo libero che gli consente di passare ad attività più gratificanti o a pause di ozio creativo. Allo stesso modo la pensa Timothy Ferris, autore del libro “Quattro ore la settimana”, che ha come sottotitolo: “ricchi e felici lavorando dieci volte meno”. Queste teorie che, per ora, fanno discutere negli States, auspicano la sostituzione del taylorismo con la contemplazione buddhista e vogliono sostituire la regola “fare di più con più impegno”con il mantra del “fare meno con meno sforzo”. Alcune imprese hanno già cominciato a concedere ai propri dipendenti parentesi di tempo retribuito immuni dalla pressione del produttivismo e tale pausa di autodetermi-

nazione non induce quel senso di colpa che accompagna l’inattività sul posto di lavoro. Riservare una parte del tempo a una pausa per esaltare il genio nascosto in ogni individuo è stato un sistema già adottato dalla multinazionale 3M fin dal 1984 e attualmente applicato in tutti i laboratori della Google, i cui dipendenti non solo hanno a disposizione videogame, locali con divanetti confortevoli, ma anche parentesi del 20 per cento di tempo riservate all’anarchia creativa. In tali momenti di impegno non finalizzato sono nati alcuni progetti sperimentali che poi hanno dato vita a Gmail per la posta elettronica, Google News per le notizie e anche i rivoluzionari occhiali Google Glass o le auto che si guidano da sole ancora in fase sperimentale. Insomma pare che uscire dagli schemi codificati delle strategie aziendali faccia bene alla mente e, in sostanza, anche al portafoglio. Siamo di fronte a una sconfessione delle regole fissate dalla filosofia della crescita che finora ha imperato perché pare che la tendenza iconoclasta stia trovando accoglienza anche fra gli operatori dell’industria dei congressi, che ancora faticano a immaginare con chiarezza il futuro del loro settore. Forse è arrivato il momento di rivalutare l’aspetto ludico degli eventi di comunicazione aziendale e di ammettere che è stato un errore l’aver ceduto al moralismo fiscale che ha eliminato, o compresso eccessivamente, il valore “vacanziero” del congresso e del viaggio di incentivazione.


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032 Opinion Pistoia_SX.qxp

9-01-2014

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HOT TOPICS in my opinion

web & co.

Con le mani... e senza rete I lavori per Expo 2015 sembrano a buon punto, per lo meno sul fronte hardware. Sulle infrastrutture ci si sta lavorando. Ma come stiamo a information technology? RICCARDO PISTOIA Owner di RPConsulting info@riccardopistoia.it

el 2008 la Giunta del Comune di Milano vinceva l’incarico N istituzionale per la rappresentazione mondiale di quello che certamente possiamo definire l’evento più atteso degli ultimi tempi. Dal 2008, quindi, gli attori più e meno autorevoli del mercato “fieristico”, a tutti i livelli, si sono strutturati per essere pronti nella gestione e soprattutto nella realizzazione di servizi di ogni genere orientati ad accogliere a Milano nientepopodimenoche… il mondo intero. Si è aperto così uno scenario interessante che ha messo l’Italia intera in gara nella realizzazione di progetti la cui fattibilità (e realizzazione concreta) è volta a rappresentare l’eccellenza tricolore dell’industria dell’accoglienza: l’area Expo, i padiglioni, i cluster, la rete viaria, i mezzi di trasporto, l’accomodation, la ristorazione… Relegato ai margini del dibattito sembra rimasto soltanto l’aspetto dell’information technology. Che è tutt’altro che marginale!

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Infatti, armati di un po’ di sano buon senso, ci chiediamo: ma come si potrebbe mai organizzare un Campionato di calcio in mondovisione senza i tecnici specializzati nelle riprese tv? Ovvero, fatta salva la puntualità della “task force” che governa la macchina Expo – che conta pochi elementi, a onor del vero molto efficienti – e fatta salva l’operatività entro il 2015 anche della parte infrastrutturale – i cui lavori cominciano a partire concretamente proprio ora –, è dal punto di vista dell’informazione tecnologica che abbiamo ancora una situazione poco chiara nei tempi e nei modi. Dal 2008 a oggi, tra l’altro, sono passati cinque anni e la “technology research” è avanzata a tal punto che l’odierna richiesta di contenuti da parte della domanda-persone e la capacità di raccolta di questi contenuti non sono ancora supportate da sistemi intelligenti sufficientemente potenti. Soprattutto nel nostro caso, vista la specificità del territorio in cui insiste l’Expo: un microcosmo (Milano), poco noto ai big player dell’IT internazionale – invero i più quotati a gestire l’immenso apparato hitech della manifestazione –, ma paradossalmente ben conosciuto da molte company emergen-

ti italiane, anzi lombarde e milanesi, in cui talento e ricerca si sono organizzati come strumento generativo. Troveranno un interlocutore attento in Expo 2015? O ci metteranno le mani sopra i soliti big brand? La domanda non è di poco conto, perché il mondo Occidentale, a furia di parlare “social”, sta diventando virtuale in tutti i sensi, orientandosi verso scenari così d’avanguardia che l’attore primo – l’uomo – rischia di dover fare dei passi indietro… Ritengo importante, allora, portare all’attenzione di Expo un punto centrale: gli strumenti non sono gli obiettivi. Pertanto, dotarsi di un apparato ipertecnologico “standard”, per quanto avanzato, come solo nella Sylicon Valley sanno fare, non deve essere l’obiettivo (giacché è un semplice strumento). Al contrario, l’obiettivo dev’essere dotarsi di una rete di sistemi hi-tech modulati sulle necessità dei 250mila visitatori che quotidianamente arriveranno a RhoFiera. Ricordiamoci che sono cittadini del mondo, o più semplicemente esseri umani diversi per provenienza, lingua, cultura e abitudini. E si troveranno catapultati “senza rete” nella periferia di Milano. In cerca di strumenti che gli diano efficacemente “una mano”.


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La mamma dei cretini... n questa vita globale, in un mondo globale, in un mercato Iglobale tutto quello che accade è, scusate la ripetizione, nientepopodimenoche… globale! E infatti le scelte della Fed impattano su quelle della Bce, influenzando la borsa di Tokio, che condiziona quella di New York, a sua volta determinante per le scelte dei politici americani, le cui dichiarazioni orientano gli investitori.. ed ecco che lo spread si trasforma in un ascensore. Insomma, oggi siamo online e lo siamo 24/7. Vi ricordate i tempi in cui la Rai mandava il segnale “fine delle trasmisisoni”? Fino a non troppo tempo fa non esisteva il concetto di trasmissioni 24 ore su 24: l’inizio e la fine dei programmi avvenivano in orari precisi. Per il resto del tempo veniva trasmesso un monoscopio… Preistoria! Le informazioni all’epoca erano “lentissime” e quindi il sapere era erogato con “ritardo”. Oggi sappiamo tutto in real time. Basta uno smartphone in tasca... Siccome sono un tipo curioso, mi capita di cercare notizie dalle fonti più insospettabili e più disparate. Poi cerco di incrociare i dati e le informazioni, alla ricerca di una verità diversa da quella preconfezionata del “primo mercato”. Per esempio, in occasione del disastro della Concordia, la maggior parte delle notizie terminava con una considerazione: «L’imperizia del comandante Francesco

In un mondo globalizzato, le figuracce di casa nostra varcano i confini nazionali alla velocità della luce. Un pericolo gravissimo per la nostra brand reputation! Ma le medaglie, si sa, hanno anche un rovescio. Non dormono tranquilli nemmeno Oltralpe Schettino ha danneggiato irrimediabilmente l’immagine dell’Italia e degli italiani, ormai “ex popolo di marinai”». È bastato Schettino per toglierci definitivamente la patente nautica! Tuttavia, se si estende la ricerca, si scopre facilmente che anche il resto del mondo ha le sue bizzarrie… POLONIA - Voleva trasgredire le regole del matrimonio tuffandosi nel piacere sessuale di un bordello. Una sorpresa sgradita lo ha accolto all’entrata del locale: la moglie Monika era una dipendente della casa di appuntamento di Swinoujscie. I due, sposati da 14 anni e con due figli, hanno avviato le pratiche di divorzio. Ma come si saranno sentiti i figli? USA - Una 35enne del Kansas, è rimasta inspiegabilmente seduta sul water per 24 interminabili mesi. Un’equipe medica ha convinto la donna a lasciarsi trasportare in ospedale dove è giunta insieme alla tavoletta che il lungo tempo trascorso aveva attaccato alla pelle. E dire che spesso viene definito “trono”… PECHINO - Un “rivoluzionario” doppio water aiuterà le coppie a migliorare l’intesa familiare. Crea-

to da un cinese, l’insolito servizio permetterà a coniugi e fidanzati di stare insieme anche nei momenti più... privati. Io avrei venduto il pacchetto anche con il doppio bidet! TRENTO - Una quarantenne brasiliana è stata condannata per “molestie”dal Tribunale di Rovereto per avere inviato al suo ex fidanzato 15.000 sms in un anno. E se il gestore di telefonia facesse ricorso per tutelare il proprio fatturato? PARIGI - Una nonna, di 66 anni, è stata condannata dal tribunale di Montauban, per aver scaricato da Internet circa 3.000 canzoni in un mese. Ma fare anche qualche torta per i nipoti no? USA - Viaggiava in auto senza documenti. Fermato dalla polizia, per evitare di beccarsi una contravvenzione, ha dato false generalità. Sfortuna ha voluto che il nome di fantasia adottato fosse quello di un falsario e trafficante di droga ricercato dall’Fbi. La fortuna è cieca. La sfiga ci vede benissimo!

MASSIMO MORGA Amministratore delegato di Staff Italia massimo.morga@staffitalia.it

Insomma, ovunque nel mondo, la mamma dei cretini…

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HOT TOPICS cover story

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LUSSO

Pronti al lusso 2.0?

Il mercato di fascia alta cambia per adeguarsi a un target sempre più internazionale, desideroso di esperienze esclusive e prestigiose più che di beni tangibili. La sfida per il Mice è riuscire a conquistare questo pubblico muovendo le leve giuste MATTEO ROCCA

opo tre anni di crescita a doppia cifra il mercato mondiale del lusso rallenD ta, ma non si ferma: nel 2013 appena concluso registra un +2 per cento, chiudendo con un valore di circa 217 miliardi di euro totali, secondo i dati dell’annuale osservatorio Bain-Altagamma sui trend del segmento. Il dato più interessante però riguarda gli importanti cambiamenti nella provenienza dei big spender: mentre gli Usa ripartono, la Cina si assesta e il Giappone frena, per l’Italia diventa

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fondamentale riuscire a consolidare i propri asset, lavorando sulla sua immagine per cogliere le opportunità internazionali che, complice la crisi europea, provengono sempre più spesso dalle nuove tigri asiatiche e dal Brasile. La buona notizia per noi è che il nostro Paese si conferma il terzo mercato del lusso al mondo, nonostante tutto: fondamentali gli acquisti da parte degli stranieri, che compensano la contrazione della spesa locale. Il turismo movimenta metà del mercato del lusso in Italia, il 55 per cento in Inghilterra, il 60 per cento in Francia. L’eccellenza italiana deve quindi puntare a migliorare l’attrattività internazionale, che sembra comunque in discreta salute: se guardiamo alle cifre pubblicate da Bankitalia, a settembre 2013 la spesa complessiva degli stranieri che hanno visitato l’Italia per motivi di affari o


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LUSSO

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LA NUOVA GEOGRAFIA DEL LUSSO

di piacere è cresciuta del 4,6 per cento rispetto al 2012, a fronte di un calo del 2,6 per cento della spesa interna. Per il segmento degli eventi che puntano ad abbinare “luxury” e “business” diventa dunque strategico tracciare l’identikit del nuovo target che sta prendendo forma, per prevedere e anticipare i cambiamenti dettati dallo scenario economico globale.

L’osservatorio Bain-Altagamma 2013 racconta un panorama in costante evoluzione, in cui bisogna essere capaci di leggere in profondità, senza fermarsi alle

I BUYER DI DOMANI Federica Levato di Bain & Company, coautrice del Bain Luxury Study sviluppato in collaborazione con Fondazione Altagamma, traccia un rapido riassunto dei trend che caratterizzano il comparto del lusso, e che ne segneranno l’evoluzione nei prossimi anni: «Il consumatore di beni e servizi di lusso sta cambiando, anzitutto dal punto di vista dell’età. I baby boomers invecchiano, e nel contempo i nuovi big spender provenienti dai mercati emergenti hanno un’età media decisamente più bassa. Il dato anagrafico si intreccia quindi con quello geografico. Cina, Russia, India e Brasile movimentano ormai una fetta molto larga dei consumi di lusso, la Cina da sola incide per il 30 per cento nel mercato globale dei beni di alta gamma con acquisti in tutto il mondo». Trasponendo il tutto in prospettiva b2b,

si profila all’orizzonte una nuova generazione di buyer: giovane, cosmopolita, esigente, abituata alla comunicazione rapida e virale dei social media, attratta dalle esperienze di lusso più che in passato. «Un’altra cosa che sta cambiando in maniera evidente rispetto a una decina di anni fa è la composizione dello share of wallet: accanto ai tradizionali beni personali di lusso, i beni esperienziali come viaggi, ristoranti, hotel e spa hanno acquisito un’importanza inedita, e diventano talvolta prioritari nelle scelte di alcuni consumatori». Il report evidenzia come auto, vini, liquori, gourmet food e hotel registrino una crescita annua positiva, superando i beni di lusso personali e portando il mercato complessivo del 2013 a 800 miliardi di euro, quasi il 6 per cento complessivo in più rispetto al 2012. Il trend positivo di queste voci, di capitale importanza per il

prime apparenze. Un esempio può valere più di tante parole: l’America è tornata a crescere nell’acquisto di beni di lusso (+4%) superando la Cina (+2,5%), e questa è un’ottima notizia… ma il merito è proprio del nuovo fenomeno del turismo cinese d’élite, che ha scelto gli Usa come principale meta dei propri acquisti. La fascia alta del mercato è sempre più internazionale e globalizzata, e i nuovi player provenienti dai mercati emergenti (chiamiamoli ancora così) sono l’avanguardia dei nuovi trend che plasmeranno il mondo del luxury & business di domani.

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FEDERICA LEVATO, di Bain & Company: «Sta cambiando in maniera evidente la composizione dello share of wallet: accanto ai tradizionali beni personali di lusso, i beni esperienziali come viaggi, ristoranti, hotel e spa hanno acquisito un’importanza inedita, e diventano talvolta prioritari nelle scelte di alcuni consumatori»

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LUSSO

mondo degli eventi b2b, dei congressi e degli incentive, è il segno di un mercato in salute che sta però mutando fisionomia: «Il panorama è in rapida evoluzione, e i brand di questo segmento dovranno sempre più agire su alcune specifiche leve per mantenere la presa su un consumatore che sta cambiando», spiega Federica Levato. «È questo ciò che definiamo “Lusso 2.0”».

ALFREDO ACCATINO, direttore artistico e creativo di Filmmaster Events: «Il mercato del lusso è tonico e fornisce importanti spunti per lavorare con ampi margini, e in molti casi anche con grande libertà creativa. L’evento “facile”, “lineare” è finito: in futuro assisteremo a un numero minore di eventi, ma più importanti, memorabili»

hot topics

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UN (ALTRO) MARCHIO PER GLI EVENTI? Recentemente, Fondazione Altagamma ha lanciato il progetto di realizzare un brand per Milano quale vetrina della produzione creativa italiana. Ma cosa comporta davvero una simile operazione, e che ricadute può avere sul mondo degli eventi? Alfredo Accatino, direttore

artistico e creativo di Filmmaster Events, non nasconde il suo scetticismo: «La tendenza a fare il logo delle città sta a metà tra la moda e la scelta obbligata. Il che va anche bene, il problema sta nel non farlo “all’italiana”. Il logo di New York (il celebre “I love NY”, ndr) l’ha fatto Milton Glaser, un grandissimo designer, ed è nelle mani di grandissimi artisti che bisogna mettersi per dare vita a un logo che duri davvero nel tempo. Altrimenti il risultato è un logo malriuscito, che non piace a nessuno. Bisogna usare grandi designer internazionali, anche giovani, e farli valutare da una giuria competente e autorevole formata a sua volta da professionisti. Inoltre un’operazione come il re-branding di una città non può non essere pienamente supportata dalla città stessa. “I love NY” è roba di trentacinque anni fa ma continua a vivere nel tempo, è condiviso da tutti perché tutti si identificano in esso: se non si fa così, dopo un paio d’anni cambia una giunta comunale e il logo che c’era prima viene massacrato». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Davide Verdesca, Ceo di Sinergie, sottolinea come a fare la differenza non siano tanto le singole iniziative, ma la strategia che le supporta: «Un brand vincente è il risultato di un insieme di caratteristiche, di contenuti, di servizi e di possibilità altrettanto vincenti, quindi prima di creare un brand sarebbe più corretto migliorare e valorizzare tutti questi elementi che danno voce al brand stesso. In questo caso anche la mentalità deve aggiornarsi su una visione del genere. L’Italia è da sempre il campo in cui si gioca la partita fra valore territoriale e comunicazione di brand: ogni luogo della nostra penisola potenzialmente potrebbe essere un brand vincente, ma i fatti dimostrano, come per il brand “Made in Italy”, che se la mentalità non è allineata alla comunicazione non si arriva al risultato sperato. Noi lavoriamo cercando di armonizzare l’equilibrio fra metodo e passione, perché riteniamo che il “cosa fare”, il “come farlo” e il “quando farlo” acquistano vero valore solo se si riesce anche a strutturare correttamente la sequenza di tutte queste scelte. Non basta fare, servono strategia e visione di insieme».


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LUSSO

LA CREATIVITÀ PER GLI EVENTI, UN VALORE DA DIFENDERE L’Italia non tutela il lavoro creativo: eppure si tratta di circa due milioni di professionisti attivi, che generano un valore pari al 5,8 per cento del Pil. Ed è in loro difesa che Alfredo Accatino ha lanciato la sua #rivoluzionecreativa con una petizione su change.org: 20 punti che sollecitano interventi legislativi su contratti, diritto alla formazione e all’aggiornamento professionale, sostegno alle startup «ma anche alle re-startup, cioè

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DAVIDE VERDESCA, CEO di Sinergie: «Prima il lusso veicolava l’eccellenza e l’esclusività di un evento; oggi è rappresentato dall’elegante emotività con la quale si coinvolge con efficacia il destinatario. La creatività rappresenta la vera e tangibile esclusività ed eccellenza di un evento»

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al reinserimento sul mercato del lavoro degli over 45», spiega l’autore. Sono temi che riguardano da vicino l’industria degli eventi e tutto il variegato e complesso mondo della comunicazione d’impresa, ma anche il design, la moda, l’arte e lo spettacolo, che sono parte integrante della nostra cultura e del “Made in Italy”, un brand che merita sicuramente di essere riportato al vertice. TUTTO IN UN EVENTO Al di là delle operazioni di immagine, che vanno compiute a regola d’arte, occorre tenere alta l’attrattività dell’Italia come sede per gli eventi delle grandi griffe. La comunicazione dei brand di alta gamma rimane più che mai una communication by events, legata a occasioni speciali, più uniche che rare, che diventano esse stesse un oggetto prezioso a beneficio di partecipanti raffinati e intenditori, come spiega ancora Accatino: «Il mercato del lusso è tonico, a mio avviso, e continua a fornire importanti spunti per lavorare con ampi margini, e in molti casi anche con grande libertà creativa, come accade nel caso delle grandi compagnie internazionali. Ci sono poi brand di lusso, per esempio quelli dell’alta moda, che conservano sempre un’impronta autoriale molto forte, con cui è un onore collaborare ma che sviluppano l’intero concept dell’evento: penso ad Armani, che ha recentemente fatto un grande evento a Roma, One Night Only, tutto in una notte, pensato apposta per rimanere come una pietra miliare nella storia glamour della città. E questo genere di eventi permette di riunire insieme veramente tutto: pr, media relations, comunicazione, motivazione, promozione, addirittura in alcuni casi l’evento diventa la scenografia in cui vengono realizzate le immagini per una

successiva campagna di lancio, con una complessità progettuale e mediatica davvero notevole. L’evento “facile”, “lineare”, ammesso che lo si possa chiamare così, è finito: io credo che in futuro assisteremo a un numero minore di eventi, ma più importanti, memorabili». LUSSO RELATIVO Il prestigio, si sa, è una leva di comunicazione che bisogna saper dosare a seconda del proprio target, per evitare possibili effetti “rebound”. «Attualmente solo gli eventi molto ristretti e di nicchia richiedono la veicolazione del concetto di lusso», racconta Davide Verdesca. «Gli eventi b2b tendono perlopiù a essere meno incentrati sull’immagine di lusso ma puntano tutto su esperienze e attività come contenuti finali. Gli eventi consumer riprendono maggiormente l’idea di lusso, che però in questi casi è


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rappresentato dalla creatività, capace oggi di stupire ben più rispetto a un’immagine di lusso tradizionale. Inoltre, vista la situazione di austerity generale, l’ostentazione di lusso non rappresenta sempre un canale comunicativo positivo. Spesso poi le policy aziendali impongono restrizioni sull’utilizzo di strutture e servizi di alto livello, puntando all’ottimizzazione dell’investimento». Secondo Verdesca, inoltre, lo stesso concetto di lusso per gli eventi andrebbe aggiornato: un allestimento spettacolare, un’atmosfera esclusiva, un effetto speciale possono trasmettere una sensazione di prestigio: tra le caratteristiche del “lusso 2.0” c’è sicuramente come abbiamo visto quella di privilegiare l’esperienza emotiva. «Il lusso è sempre stato interpretato e definito in base al periodo storico», osserva il Ceo di Sinergie. «Prima il lusso veicolava l’eccellenza e l’esclusività di un even-

to; oggi è rappresentato dall’elegante emotività con la quale si coinvolge con efficacia il destinatario. La creatività, e una comunicazione su misura e mirata, che ponga il destinatario al centro dell’esperienza, rappresentano la vera e tangibile esclusività ed eccellenza di un evento. Così contenuti d’autore, scenografie coinvolgenti e impianti tecnici innovativi sono gli elementi che danno realmente un valore aggiunto all’emozione vissuta, e di conseguenza all’evento stesso». Anche i contenuti possono essere di lusso, perché in grado di impreziosire un’esperienza, rendendola davvero unica, e questo apre la porta a una seria riflessione sul valore dell’autorialità di chi progetta gli eventi: come la firma rende prezioso il dipinto, o il nome di un grande regista fa da richiamo al film, anche un evento può essere una piccola opera d’arte.


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Il lusso visto dall’offerta della meeting industry italiana? Persone super-qualificate, motivate ed efficienti, sia negli hotel sia nei team di vendita. È questo il fattore chiave con cui il segmento deluxe punta a vincere la sfida di un mercato in continua trasformazione MATTEO ROCCA

a scorsa primavera, nell’elegante cornice dell’hotel Principe di Savoia di LMilano, si è tenuta l’annuale conference dell’Ehma, l’European Hotel Managers Association. Il titolo della conferenza era davvero emblematico: “Reinventing the luxury hotel”, ovvero come ripensare l’offerta di prodotti e servizi dedicati all’hospitality, al meeting management e all’incentive di fascia alta. Ripensare, già, ma come, e soprattutto perché? Da dove nasce questa esigenza? Nasce dalla constatazione che il viaggiatore professionale – il congressista e il business traveller contemporanei – sta cambiando, e con lui cambiano i parametri di cui i player del settore devono tenere conto per calibrare la loro offerta e garantire, sempre e comunque, quel tratto distintivo, intangibile eppure dotato di un valore sempre attuale, che carat-

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terizza ogni esperienza che a buon diritto possiamo definire “di lusso”. Al di là dei contenuti specificamente trattati dall’Ehma Conference, questa ci può fornire lo spunto per provare a indagare quale sia l’essenza reale del lusso, e quali le strategie con cui questa continua a essere promossa e declinata nell’attuale contesto di mercato, sia dal punto di vista delle strutture di pregio, sia da quello più generale dei servizi “a cinque stelle” per eventi, meeting e incentive. Quello che emerge è, anzitutto, la necessità di un ritorno alle origini, per riscoprire i fondamentali di una vera e propria cultura professionale e quasi artigianale del servizio di lusso, quella dei classici Grand Hotel, dei ristoranti, dei templi dell’accoglienza e dell’intrattenimento deluxe. Se l’Italia, fatalmente, paga pegno alla congiuntura economica e al nodo gordiano della competitività valutaria (per la serie: avere una moneta forte non è sempre un vantaggio), si avverte da più parti la fiducia nel potenziale della cultura alberghiera tradizionale, un asset insostituibile da proteggere e rilanciare, declinandola ovviamente secondo nuovi linguaggi, nuovi strumenti tecnologici e nuovi canali di comunicazione.


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LUSSO LUSSO ARTIGIANO L’accostamento tra i termini “lusso” e “Italia” non può che avere come principale denominatore comune la moda: in tutto il mondo, una cartolina dell’eccellenza del nostro Paese è rappresentata dalle passerelle, dalle botteghe, dagli atelier, dai centri nevralgici della creatività di artisti, stilisti e designer. Nel corso degli anni si è affermata la tendenza a trasformare la raffinatezza delle creazioni di haute couture in atmosfere, location per eventi Vip e per dorati soggiorni ricchi di glamour. I locali e gli hotel firmati dai grandi nomi dello stile italiano si pongono come altrettante possibilità di sperimentare lo stile di vita italiano al suo massimo grado, godendosi il meglio dell’eleganza, del food & beverage, del patrimonio culturale, dell’architettura, traducendoli in un’esperienza di soggiorno di alto livello. Come si ottiene questo risultato? Lo abbiamo chiesto a Valeriano Antonioli, Ceo di Lungarno Collection, il brand alberghiero del gruppo Ferragamo, noto in tutto il mondo come emblema di prestigio e massima qualità legata innanzitutto all’alta moda, ma non solo: «Noi riusciamo a trasmettere questi stessi valori creando incentive ed esperienze rare e difficilmente realizzabili autonomamente. Offrendo momenti autentici e veri, legandoli al mondo dell’artigianalità italiana e non solo. Offriamo location esclusive che offrono ai nostri ospiti il privilegio di organizzare un evento in un palazzo storico del XVI secolo, completamente affrescato, sale meeting con vista su Ponte Vecchio e hotel nel cuore del centro storico. Inoltre presso il Museo Ferragamo i nostri ospiti possono vivere la passione e l’ambizione di Salvatore Ferragamo, attraverso le sue creazioni». Per Antonioli, la sfida dell’offerta di lusso per il segmento Mice sta nel garantire il massimo aggiornamento possibile degli standard di servizio, al limite della capacità di prevedere il futuro, tenendo

sempre presente che i budget dei buyer non sono più quelli di una volta: «Il prodotto non standardizzato potrebbe essere già considerato lusso, offrendo ambienti wow ma non solo. Bisogna essere al passo con la tecnologia e a volte anticipare future innovazioni per offrire un prodotto e servizio di qualità e competitivo. Il mercato Mice purtroppo ha subito delle restrizioni a livello di potenzialità di spesa – spiega Antonioli – per cui bisogna essere flessibili senza compromettere il valore del prodotto e servizio che si offre». Il Ceo di Lungarno Collection fa poi una precisazione su un aspetto per lui molto importante, quello della formazione del personale, che dovrà sempre di più virare dagli aspetti operativi a quelli relazionali: «Io penso che nel passato il servizio di lusso fosse contraddistinto da standard abbastanza ferrei e precisi, invece oggi la formazione di un team che si possa definire di lusso deve basarsi molto più sull’aspetto emozio-

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VALERIANO ANTONIOLI, Ceo di Lungarno Collection: «Il prodotto non standardizzato potrebbe essere già considerato lusso, offrendo ambienti wow ma non solo. Bisogna essere al passo con la tecnologia e a volte anticipare future innovazioni per offrire un prodotto e servizio di qualità e competitivo»

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PATRIZIO CIPOLLINI, direttore del Four Seasons Hotel Firenze: «La tecnologia aiuta, ma è il servizio la chiave di tutto, è quello che fa sì che il cliente si senta a casa e che al termine del soggiorno ti dica che era come se lui, in questo hotel, ci fosse sempre stato. Questo è il vero lusso»

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nale, bisogna far sì che il personale individui cosa vuole veramente il cliente. Faccio un esempio magari anche banale: una volta lo standard era, per quanto riguarda il “turndown”, chiudere le tende; poi si verificava spesso che il cliente arrivato in camera le riapriva per godere della bella vista anche di sera. Oggi invece questi standard non vanno più bene, il personale deve capire le preferenze del cliente, questo fa parte del training emozionale che si traduce poi nella personalizzazione del servizio. Lo spostamento dell’attenzione verso le diverse esigenze del cliente, questo per me è il lusso». LA CULTURA DEL SERVIZIO La formazione del personale è un pallino anche di Patrizio Cipollini, direttore del Four Seasons Hotel Firenze, secondo cui al di là delle strategie, quello che il cliente vuole quando viaggia, per affari o per piacere, è anzitutto l’accoglienza, il comfort. «La tecnologia aiuta – spiega Cipollini –, ma è il servizio la chiave di tutto, è quello che fa sì che il cliente si senta a casa e che al termine del soggiorno ti dica che era come se lui, in questo hotel, ci fosse sempre stato. Questo è il vero lusso, insieme al superare sempre le aspettative del cliente, andare al di là della standardizzazione fredda, impersonale, quasi da automi che la modernità ci impone». Per Cipollini questo risultato può essere

garantito solo con la riscoperta della cultura professionale che è alla base del fattore umano, elemento fondamentale per offrire un’esperienza di soggiorno che sia realmente di alto livello. «Formazione vuol dire motivare, far innamorare le persone dei mestieri dell’hotellerie, che ci saranno sempre e sono una delle risorse principali che l’Italia ha a disposizione. Noi abbiamo ventisei diverse nazionalità rappresentate nelle trecento persone del nostro staff, che sono tante, in media tre a camera, mentre la media in città è di una. E questo è bellissimo, è anche un valore aggiunto, ma gli italiani dove sono? Senza una motivazione reale, un avviamento professionale che trasmetta la passione per questi mestieri, anche quelli che vengono a torto percepiti come umili, come il lavapiatti o la cameriera di piano, e che sono invece fondamentali per la vita di un hotel, e retribuiti tanto quanto una posizione da operaio. Oggi però un giovane italiano, tra le due possibilità, spesso preferisce quest’ultima, segno che l’immagine del lavoro in hotel ha perso di attrattività». Cipollini fa poi un esempio attualissimo di come la cultura possa letteralmente riscoprire il fascino di una professione: «Grazie agli show in tv come MasterChef, oggi tutti vogliono fare di nuovo il cuoco, il che non è affatto scontato, visto che fino a qualche anno fa non era più percepito come un lavoro così qualificante». Dall’osservatorio di una location di prestigio come quella del Four Seasons di Firenze, Cipollini traccia inoltre una sintetica ma efficace analisi dei trend internazionali del segmento Mice, rapportandoli anche alle evoluzioni economiche globali: «Firenze non è la location dei grandi congressi, eccezion fatta per il mondo farmaceutico, a cui però le strutture di lusso sono precluse “per legge”. Il nostro principale mercato all’interno del Mice rimane perciò l’incentive, con una forte provenienza internazionale, soprattutto dagli Usa, e poi sempre di più anche dal Brasile, dalla Cina, dall’Australia e piano piano anche dall’India. L’Europa manca ancora all’appello, e questo di fatto accorcia la nostra stagionalità, perché sono i gruppi a corto e medio raggio che compensano la bassa stagione». Al di là del fattore crisi, l’Italia sconta un ritardo sul fronte della competitività, sia per ragioni valutarie sia per i gap da superare riguardo ad alcuni standard. «C’è tanto da fare per migliorare i servizi generali, in più il nostro costo della manodopera è elevatissimo, ed è tuttavia fondamentale, è l’unica voce su cui un hotel di prestigio non può lesinare perché altrimenti si perde in qualità del servizio, ti rivolgi a un altro target e le cin-


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ELENA BRUNO, nuova responsabile sales e comunicazione del gruppo San Domenico Hotels: «Noi lavoriamo molto per organizzare eventi celebrativi per gruppi internazionali, e questo comporta un lavoro di guest relation davvero molto intenso e prolungato che coinvolge tutte le nostre strutture, oltre a Borgo Egnazia, ad esempio il nostro Golf club»

que stelle rimangono solo sulla targa all’ingresso. Il super Euro non aiuta e ci rende meno competitivi di altre destinazioni, anche se restiamo ovviamente attraenti». La differenza è data dalla capacità di offrire qualcosa di unico, non riproducibile e non sperimentabile altrove né altrimenti. «Recentemente, per un matrimonio indiano – che è un evento privato, ma di proporzioni davvero importanti – abbiamo offerto agli sposi un giro in mongolfiera su Firenze con partenza dal nostro parco... quando puoi offrire esperienze del genere, come una cena sulla terrazza di una bottega in Ponte Vecchio, o sulla nostra altana panoramica, si tratta di un’unicità che viene sempre premiata», conclude Cipollini. IL TEMPO, IL VERO LUSSO Chi sceglie location esclusive e raffinate vuole acquistare anzitutto la possibilità di sentirsi unico, e di avere la più ampia possibilità di scelta concepibile. Per garantire questa unicità è necessario poter disporre della materia prima più

RITRATTO DEL CLIENTE Un esempio di come il gruppo Ferragamo sta sviluppando la sua strategia alberghiera è rappresentato dal nuovo concept del “Portrait Firenze”, uno degli hotel Lungarno, completamente ridisegnato “a misura di cliente”, che Antonioli ci descrive così: «L’obiettivo è quello di creare un vero “Portrait” del cliente. Avremo un Lifestyle Team che garantirà a ogni soggiorno, inteso come camera ed esperienze della città, una personalizzazione che

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andrà oltre le aspettative del cliente stesso. I valori fondamentali, pilastri di ogni albergo che aprirà sotto il brand Portrait, saranno “Ritratto del cliente”, “Illuminare e sorprendere”, “Location uniche”. È stato progettato per offrire non solo sistemazioni lussuose ideali per coppie, famiglie e per i viaggiatori, cercando un elegante e autentico stile italiano, ma per dare la soluzione ideale per gli incentive più esclusivi».

rara e preziosa che ci sia. Elena Bruno, nuova responsabile sales e comunicazione del gruppo San Domenico Hotels – che gestisce strutture di grande prestigio come Borgo Egnazia, Masseria San Domenico e il San Domenico Golf – non ha dubbi: il tempo è il vero lusso, la merce pregiata di cui è sempre più difficile disporre, e proprio per questo, a maggio ragione, è il tempo il benefit più desiderato dalla maggioranza dei buyer. «Serve molto tempo da dedicare ai clienti per la progettazione. Noi lavoriamo molto, ad esempio, per organizzare eventi celebrativi sia d’impresa sia privati per gruppi internazionali, e questo comporta un lavoro di guest relation davvero molto intenso e prolungato che coinvolge tutte le nostre strutture, oltre a Borgo Egnazia, ad esempio il nostro Golf club. Il vero challenge poi non è tanto il grande evento che ti prende tutto l’hotel per qualche giorno, ma, nelle stagioni intermedie, riuscire a gestire con eguale attenzione e dedizione tutti i diversi interlocutori presenti nella struttura, quando hai i vacanzieri, un piccolo meeting, un gruppo incentive e tante altre situazioni in parallelo. È lì che si vede la bravura del team, la capacità di progettare e suggerire ai clienti piccoli spostamenti o cambi di programma per facilitare tutti, organizzando ad esempio un workshop sulla spiaggia e liberando così spazi per altre iniziative...». In forza al gruppo della famiglia Melpignano dallo scorso novembre, Elena Bruno ha alle spalle un’esperienza ventennale nell’hotellerie di lusso, e può tracciare con sicurezza un bilancio dei rapporti di forza tra le diverse location d’élite italiane: «Ho lavorato molto con il mondo congressuale fin dagli inizi della mia carriera, al Palazzo delle Fonti di Fiuggi, una location molto gettonata per l’incentive, i congressi, i lanci di prodotto, le presentazioni di automobili», racconta la manager. «Anche allora – erano i primi Anni 90 – il momento non era facile, c’era la guerra del Golfo e il settore sperimentava una flessione da cui però si riprese, e naturalmente confidiamo che avvenga


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LUSSO lo stesso con le difficoltà attuali. In Italia le città la fanno da padrone per quel che riguarda gli eventi, specie per quelli internazionali; le destinazioni minori, per così dire, per quanto meravigliose, passano in secondo piano». Il che non vuol dire assumere un atteggiamento passivo e rassegnato: anzi, al contrario, diventa necessario un maggiore effort di marketing strategico, insieme alla capacità di costruire un team di lavoro orientato agli obiettivi: «Questo gap richiede un grandissimo sforzo imprenditoriale per essere colmato. Devi lavorare moltissimo in promozione, andare a vendere ovunque, anche nei mercati emergenti che si stanno affacciando ora e che presto o tardi arriveranno anche qui in Puglia, in località-gioiello come Borgo Egnazia, oppure penso anche a tante destinazioni della Liguria o dell’Italia centrale. E bisogna saper costruire ottimi team di vendita, per intercettare una domanda internazionale che in prima battuta arriverà senz’altro a Milano, Roma o Firenze, ma non tarderà a scoprire anche il resto del Paese. Confidiamo che l’Expo 2015 faccia da apripista per una forte scoperta o riscoperta anche di altre regioni d’Italia». La specificità di una location incantevole e turisticamente attrezzata, anche se periferica, come la Puglia, pone una volta di più il valore del tempo, inteso stavolta come facilità logistica, accessibilità e stagionalità nell’arco dell’anno. «Per noi la presenza dei due aeroporti internazionali di Bari e Brindisi fa davvero la differenza, e ci vorrebbero anche più collegamenti giornalieri. Vogliamo non essere stagionali, e per questo è strategico avere col-

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legamenti costanti con Regno Unito, Francia, Germania e con il resto d’Europa, e le infrastrutture pugliesi in questo ci agevolano tantissimo». Un’ultima annotazione della neo-manager di San Domenico hotels riguarda l’aspetto dell’evoluzione tecnologica per meeting e congressi, che nelle strutture di lusso non può che essere all’avanguardia, e i primi a trarne beneficio devono essere proprio gli stessi professionisti che in quelle strutture lavorano: «La tecnologia fa tanto, e bisogna essere dei facilitatori nel suo utilizzo, che non è affatto scontato. Di questo ho avuto un esempio quando, poco dopo il mio arrivo, abbiamo tenuto una nostra marketing conference interna, con i colleghi degli Stati Uniti collegati in video per due giorni di fila,

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ed era davvero come essere tutti presenti nella stessa stanza, a dispetto delle distanze e delle differenze di fuso orario: il nostro team tecnico ha fatto un lavoro davvero eccellente».

CLAUDIO BIANCONI, direttore di Borgo Lanciano: «Non vi è dubbio che per affrontare non solo la crisi, ma anche una concorrenza sempre più agguerrita, è fondamentale riuscire a trasformare l’albergo da prestatore di servizi in un vero e proprio partner, questo fa senz’altro la differenza»

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IL RITORNO DELL’IMPECCABILITÀ Si fa presto a parlare di elevati standard di servizio. Ma quando il momento economico è sfavorevole bisogna davvero lanciare il cuore oltre l’ostacolo e porre la massima cura ad un numero se possibile ancora maggiore di dettagli, trovando la quadratura del cerchio che permetta di offrire il meglio del meglio al cliente, senza perdere nulla in termini di rapporto qualità/prezzo. È questa l’opinione di Claudio Bianconi, direttore di Borgo Lanciano: «Nonostante il momento di difficoltà che il settore alberghiero, sia business che leisure, sta vivendo, il Mice è senza dubbio un segmento strategico per il rilancio turistico. È chiaro che ciò che prima veniva affrontato con superficialità ora richieda una particolare attenzione. Oggi la clientela Mice che approda alle strutture alberghiere di rilievo si aspetta un’assistenza e un’organizzazione più che professionale, che soddisfi in pieno le sue aspettative, specie per ciò che riguarda le attrezzature tecnologiche. Non vi è dubbio che per affrontare non solo la crisi, ma anche una concorrenza sempre più agguerrita, è fondamentale riuscire a trasformare l’albergo da prestatore di servizi in un vero e proprio partner, questo fa senz’altro la differenza». Come Antonioli e Cipollini, anche il direttore di Borgo Lanciano ci sottolinea l’importanza di un ritorno a una cultura della formazione alberghiera di cui, negli ultimi anni, si è sentita forse troppo la mancanza, e che sarà invece determinante

per il rilancio del segmento-lusso nel Mice italiano e internazionale: «Nel futuro gli hotel, ma in special modo i luxury hotel, dovranno attuare delle strategie atte a migliorarsi e rinnovarsi al fine di incentivare il proprio lavoro», spiega Bianconi. «Dopo anni di assenza, negli hotel di lusso e non solo, di professionisti dei vari settori all’interno delle strutture alberghiere, credo sia giunta l’ora di ripristinare quelle figure cardine, capaci di formare e trasformare ogni singolo individuo subalterno in ambasciatore dell’ospitalità alberghiera che in passato tutto il mondo ci invidiava e porre finalmente fine a quell’approssimazione che al momento si riscontra». Bianconi non fa differenze tra clienti leisure e business: per entrambi i target le leve da muovere sono le stesse, si tratta di anche qui di essere praticamente impeccabili e garantire un lavoro di squadra efficiente da parte di tutto lo staff dell’hotel: «Sia i viaggiatori sia le aziende, approdando in una location di alto profilo si aspettano innanzi tutto che il rapporto prezzo qualità sia ben equilibrato, ciò vuol dire che una struttura come ad esempio la nostra deve prestare la massima attenzione puntando sulla qualità dei servizi offerti, per far sentire i propri ospiti coccolati, direi viziati, grazie alle attenzioni rivolte loro da tutto lo staff alberghiero. Altra priorità è l’adeguamento tecnologico rivolto sia al cliente leisure sia al cliente Mice, visto il veloce progredire di questo settore».


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LUSSO L’ALTERNATIVA CREATIVA Fin qui abbiamo raccolto gli autorevoli pareri di esperti del mondo dell’accoglienza; facciamo ora un salto nel campo dei servizi di lusso per eventi, e più precisamente nel segmento della transportation. Qui la crisi sembra aver lasciato maggiormente il segno, e si può comprendere: se l’hotel di pregio rimane comunque la cornice sine qua non dell’evento glamour, è facile che in compensano vengano tagliati altri elementi ritenuti accessori e non strategici. A meno che il trasporto non faccia parte del core dell’evento di pregio, come ci conferma Massimo Morga, fondatore e Ceo di Staff Italia: «Di lusso vero e proprio non si può più parlare, almeno negli ultimi tempi il ricorso a servizi e allestimenti di un certo livello è appannaggio solo di grandi player come ad esempio le case di gioielleria: Bulgari, Cartier… Queste aziende continuano ovviamente a relazionarsi a tu per tu con dei partner e con una clientela di un certo tipo, che è per forza di cose ristretta e selezionata, verso cui è sempre strategico dedicare attenzione e iniziative di comunicazione ed engagement realmente esclusive: ad esempio invitando i propri big spender a partecipare a un evento su misura per loro, organizzando se necessario anche un volo privato con jet per portarli a destinazione, e farli partecipare a una serata di gala, a un’asta benefica, a un ricevimento in cui di norma questi buyer effettuano altri acquisti. Questo

è per me il vero lusso: al di sotto di questa soglia anche le aziende che fino a tre-quattro anni fa organizzavano ancora eventi di lusso, o semi-lusso, hanno considerevolmente ridimensionato la spesa». Fine degli effetti speciali quindi? Non proprio. Si sa che, se le esigenze finanziarie mi obbligano a “pensare lean” e a ridurre drasticamente i costi, le esigenze della buona incentivazione mi vincolano dall’altra parte a trovare delle alternative che compensino e tengano alta la percezione del valore di ciò che si va a offrire ai propri partecipanti: la strategia, in questo caso, consiste nell’operare degli spostamenti di categoria, come spiega Morga: «Se voglio continuare a offrire qualcosa di unico, ricercato, esclusivo, occorre ridefinire i parametri. Si punta sull’etnicità, o su prodotti di segmento differente, togliendo il termine di paragone. Per fare un esempio: voglio organizzare un transfer con un’autovettura di lusso? La mia scelta se voglio puntare sul top di gamma potrebbe essere una classica Limousine, ma invece opto per un Hammer, o un’auto d’epoca, o un’Audi a cui ho aggiunto delle bandierine in stile presidenziale… all’azienda costa meno, ma per chi partecipa all’evento resta un’esperienza esclusiva tanto quanto un giro in Limousine». Questa ratio è replicabile anche in altri campi: «Anziché portarti in un classico ristorante nel centro di Vienna, ti porto nella migliore stube dell’Austria: così ti sto offrendo comunque il top di quello specifico segmento, e così viene mantenuta la percezione di un valore elevato». Una volta di più, è determinante il livello di preparazione del team che organizza l’evento, che deve saper leggere la situazione e trovare creativamente la giusta strada per arrivare, sempre e comunque, a destinazione.

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MASSIMO MORGA, fondatore e Ceo di Staff Italia: «Se voglio offrire qualcosa di unico, occorre ridefinire i parametri. Per esempio: voglio organizzare un transfer con un’autovettura di lusso? La mia scelta non può essere una classica Limousine, ma un Hammer, o un’auto d’epoca… per chi partecipa all’evento resta un’esperienza davvero esclusiva»

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Organizzare il lusso, per vocazione Trasmettere la forza di un’esperienza di lusso significa attivare un circolo virtuoso che produce valore e idee. Parola di Nexa, dal 1990 sinonimo di eventi esclusivi A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

Qui sopra, Gilda Zaffagnini, managing director di Nexa. L’agenzia propone eventi esclusivi e di lusso con una “partner” d’eccezione, la magica Venezia

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he cosa significa lusso? È un concetto pieno di sfaccettature. È, prima di tutto, C ricchezza, sfarzo, magnificenza negli usi. Ed è sempre associato a categorie extraordinarie, fuori dall’ordinario. La straordinarietà fa quindi del lusso qualcosa d’importante e tutt’altro che futile, “altro”rispetto al consueto. E il lusso vero non è solo una questione di prezzo, si può spostare dagli oggetti alle esperienze: non solo oggetti di lusso, quindi, ma anche esperienze di lusso, momenti eccezionali capaci di produrre coinvolgimento e di far sognare. Ecco, la capacità di sognare, è quello che Nexa – dal 1990 sinonimo di eventi esclusivi nella città lagunare – vuole dare, associando il massimo standard organizzativo a un altissimo livello comunicativo. “Al suo fianco” c’è Venezia, la meta prediletta, magica, unica e Nexa sa interpretarla al meglio. «È così che l’evento “luxury brand” ambientato nel museo più inaccessibile – spiega Gilda Zaffagnini, managing director di Nexa –, la riunione ministeriale realizzata nel palazzo d’epoca sconosciuto ai più, l’evento aziendale esclusivo allestito nella dimora privata, lo spouse programme organizzato nel giardino segreto o nell’ate-

lier dell’artigiano-artista diventano “un racconto nuovo”, un’opportunità di incontro, lontano dai ritmi concitati del quotidiano, nella bellezza più totale di una città tutta da scoprire. Un vero lusso quindi!». LUSSO E MEMORABILITÀ Ma quali sono le modalità per regalare agli ospiti di un evento il vero lusso? «L’andare sempre “oltre”, il curare al massimo ogni dettaglio organizzativo» prosegue Zaffagnini. «L’interpretare in anticipo i desiderata del cliente, l’entrare nella relazione». Il lusso ha, infatti, un’evidenza fortemente relazionale, è un potente elemento di comunicazione che, proprio perché esce dalle consuetudini, colpisce e attira l’attenzione. Ecco quindi il taxi “executive” per quel particolare ospite, la hostess giusta per l’arrivo dell’emiro, il fiore perfetto per una mise en place d’eccezione, il piatto sfizioso per l’occasione speciale. Ogni evento vuole il suo lusso: la ricorrenza aziendale, per esempio, richiede il gadget adatto al suo concept, l’incontro d’affari, invece, il più efficace degli scatti fotografici. Questo è il modus operandi di Nexa, che permette di diversificare qualsiasi offerta con proposte sempre innovative e di realizzare con successo pianificazioni strategiche e di visibilità anche per le esigenze più personali e specifiche. indirizzi a fine rivista


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Storico reloaded Coniugano la sontuosità delle residenze di un tempo e la funzionalità del vivere contemporaneo. Alta qualità e pregi artistici nelle dimore di Patrician Venues Rome A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

Italia è una vera miniera di location, nate dal recupero di antiche ville L’ patrizie, conventi, palazzi e castelli. Spesso è la ferma volontà di alcuni privati, unita a una certa potenzialità imprenditoriale, ad attuare la riqualificazione di questi tesori, sottraendoli all’oblio del tempo e facendoli rinascere a nuova vita. In quest’ottica nasce la mission della società Patrician Venues Rome (Pvr) che ha come obiettivi quello di offrire alla sua clientela la location ideale per ospitare eventi memorabili e allo stesso tempo quello di sostenere e preservare le dimore storiche direttamente da questa gestite. Oggi, antichi capolavori di architettura, dotati dei più moderni comfort e delle più sofisticate tecnologie all’avanguardia, si aprono al mondo degli eventi per meeting in atmosfere d’altri tempi. Questo costituisce un vero plus competitivo nel panorama dell’offerta congressuale italiana.

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MARCHIO DI ECCELLENZA La Pinacoteca del Tesoriere, patrimonio storico e artistico di enorme valore, sotto la gestione di Patrician Venues Rome, ha recentemente aperto i suoi spazi al mercato degli eventi. La sua ristrutturazione e rivalutazione è stata condotta nel pieno rispetto del patrimonio storicoartistico al fine di conservare intatto il fascino e l’atmosfera di questa antica dimora. Siamo al piano nobile di Palazzo Patrizi, dimora privata seicentesca situata fra il Pantheon e il famoso Caffè Sant’Eustachio. La Pinacoteca del Tesoriere, che tradizionalmente ospitava la quadreria, le statue e gli oggetti d'arte del palazzo, si compone di un Salone delle Feste con funzione di sala plenaria da 150 posti e di altre sette sale, per una capienza complessiva di trecento partecipanti circa. Tutti gli spazi sono riccamente decorati con affreschi di epoca barocca, dipinti a olio di maestri quali Vasari, Pietro da Cortona, Guercino e Albani e pezzi unici di antiquariato; rappresenta una vera novità rispetto alle numerose offerte di strutture congressuali presenti a Roma. Gli arredi, perennemente sorprendenti per la loro forza attuale, diventano protago-


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nisti di rarefatti spazi teatrali, al di sopra dello scorrere del tempo, dove organizzare qualsiasi tipologia di evento. Le decorazioni, le combinazioni cromatiche, le soluzioni scenografiche e la sublime qualità dei materiali e delle finiture accompagnano come un file rouge eventi epici in un’epoca passata. LE SALE DEL MICE In un susseguirsi incessante di memorie e di decori i vari ambienti si trasformano in contesti esclusivi per convegni, serate di gala, mostre, concerti, sfilate di moda e visite guidate adeguatamente pianificate. Inoltre, la Pinacoteca del Tesoriere dispone di uno splendido chiostro, tre breakout room e la possibilità di allestire un business center. Tutti gli ambienti sono climatizzati, dotati di sistema wi-fi e versatili nella loro geometria, per fornire al cliente la possibilità di creare un evento su misura, ma soprattutto memorabile sulla base di quell’assunto che non fa prescindere la sua riuscita dalla bellezza della location.

Oltre alle sale, la Pinacoteca del Tesoriere dispone anche di una cappella privata, così da completare l’offerta degli spazi disponibili ed essere di sicuro interesse per l’organizzazione di ricevimenti nuziali. I suggestivi spazi spettacolarizzano un ambiente che inevitabilmente cattura l’attenzione dell’osservatore, affascinandolo e coinvolgendolo in un forte impatto emotivo mentre un management specializzato nell’entertainment crea scenografie di successo e organizza catering esclusivi. Pvr nasce nel 2013 a seguito della diligente gestione, per più di un decennio, di alcune sedi storiche italiane private e pubbliche tra le quali anche il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia. Nei suoi maestosi spazi hanno già avuto luogo eventi in cui tecnologia e arte si sono unite in perfetta armonia con allestimenti di gran pregio, in un’atmosfera d’altri tempi di sicuro e efficace impatto per una brand awareness di successo. indirizzi a fine rivista

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È appena nata, Patrician Venues Rome, ma ha già alle spalle l’ultradecennale gestione di esclusive sedi storiche italiane. La sua mission? Proporre alla clientela la location giusta per ogni evento. Nelle immagini, le sontuose sale della Pinacoteca del Tesoriere, a Roma


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Meeting a cielo aperto Borgo Egnazia fonde tradizione e innovazione, semplicità e maestosità. La location, parte dei Leading Hotels of the World, si candida a regina dell’accoglienza pugliese A CURA DELLA REDAZIONE COMMERCIALE

utto è nato da una visione, allorché i Melpignano decisero di trasformare la T storica Masseria San Domenico, tradizionale casa di vacanza della famiglia, in un luogo unico, ispirato a una nuova idea dell’ospitalità, in perfetta sintonia con la bellezza paesaggistica e la ricchezza culturale del territorio in cui sorge. Con lo scopo di coniugare in Puglia lusso e accoglienza raffinata, ha preso quindi vita Borgo Egnazia, quella che oggi è una location per eventi esclusivi e soggiorni di categoria cinque stelle lusso, parte del circuito The Leading Hotels of the World, unanimemente apprezzata per l’eleganza, il comfort contemporaneo e la cura minuziosa dei dettagli. UN ANNO DA INCORNICIARE Grandi aziende e case automobilistiche, matrimoni che hanno attirato l’at-

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Borgo Egnazia HHHHHL Savelletri di Fasano (Br) Numero totale camere: 183 | Ristoranti: 2 + beach restaurant | Posti: 60/180 | Sale meeting: 8 | Capienza sala maggiore: 400 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 3.800 di cui 1.600 al coperto e 2.200 all’esterno | Possibilità organizzazione post congress

tenzione di tutto il mondo e due premi di rilievo internazionale per celebrarne i servizi a cinque stelle: l’anno appena concluso è stato ricco di soddisfazioni per il luxury resort del Gruppo San Domenico Hotels, di cui Borgo Egnazia è la punta di diamante. Scenario sempre più richiesto per eventi speciali come banchetti e cerimonie di alto livello, i suoi spazi immersi nel paesaggio della Valle D’Itria, una cornice che richiama tradizioni secolari e una natura antica, rappresentano anche un articolato e funzionale meeting center “a cielo aperto”, tra le corti, le ville e gli svariati ambienti disponibili (fra cui 1.600 metri quadrati di aree espositive interne e 2.200 all’esterno). Dieci le sale congressuali, in cui domina il bianco del tufo per un design minimale, essenziale come una terra che ha saputo conser-


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vare la propria autenticità, per eventi e riunioni di lavoro, convention e workshop da dieci fino a trecento partecipanti. Le dotazioni e i servizi di supporto variano dalla segreteria organizzativa al business center, dal servizio di traduzione e interpretariato alla connessione internet wi-fi, fino al catering per trecento delegati in un unico ambiente. Non esiste invece un canovaccio predefinito su cui modellare i singoli appuntamenti aziendali, ma ognuno fa storia a sé ed è ritagliato su misura in base alle esigenze del committente. Ci sono però dei punti fermi (oltre a un’interessante promozione ad hoc valida fino a marzo 2014): l’ospitalità raffinata in tre aree distinte, suddivise tra la Corte con 63 camere e suite, il Borgo con le sue 92 camere (di cui 51 townhouse) e le 28 ville indipendenti, ciascuna con piscina privata; la ristorazione da gourmet nel ristorante Due Camini, ambiente ricercato e viaggio sensoriale nei sapori del territorio, ma anche nelle proposte della Trattoria Mia Cucina, cucina live, con social-table e uso di ingredienti, come l’olio, a “metro” zero. TRA BENESSERE E SPORT E poi ancora: gli spazi per il relax e il benessere nell’esclusiva Vair Spa – che ha conquistato nel 2013 il prestigioso World Luxury Spa Award come Best Luxury Emerging Spa e il Tatler Spa Award per la scelta rigorosa di prodotti made in Italy e il concept assolutamente innovativo – e quelli per l’attività fisica, dalla tennis academy alla palestra, al campo a 18 buche del San Domenico Golf Club, considerato uno dei migliori

d’Italia e splendidamente affacciato sul mare trasparente. SERVIZI ESCLUSIVI? DI PIÙ! Di grande impatto, inoltre, servizi super esclusivi quali il maggiordomo personale e lo chef dedicato che cucina per gli ospiti alloggiati in villa, o le numerose opportunità per vivere esperienze tipicamente pugliesi, come le sagre in piazza con spettacolo di taranta e pizzica o gli imperdibili “chic-nic”, rivisitazione del pic-nic nella cornice suggestiva della Masseria Cimino, secondo un calendario che varia di settimana in settimana all’insegna del nowhere else. Uno spunto in più per incentive e post congress da ricordare. Infine, un’ultima menzione va alla ricchezza del territorio circostante, perfetto per escursioni e itinerari di grande suggestione: i trulli di Alberobello, la candida Ostuni, l’elegante Martina Franca sono, infatti, a breve distanza.

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Borgo Egnazia, nella splendida Valle d’Itria, offre alla meeting industry tutta l’esclusività di un cinque stelle lusso, con servizi al top come il maggiordomo personale e lo chef dedicato

indirizzi a fine rivista

UN GRUPPO A REGOLA D’ARTE Le proprietà della famiglia Melpignano – Masseria San Domenico, Masseria Cimino, San Domenico House e Borgo Egnazia – sono gestite in maniera armonica da un comune spirito di collaborazione tra i membri dello staff, dove la qualità e la personalizzazione del servizio

costituiscono il punto focale della filosofia del Gruppo San Domenico. Una realtà che, per la gioia di ospiti business e leisure, ha fortemente puntato sulla valorizzazione del territorio e sulla promozione delle tipiche masserie pugliesi come esempio unico di architettura e stile di vita.

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ALESSANDRA BOIARDI

BARI SI PROMUOVE CON IL NUOVO CB Promuovere la città di Bari come location di congressi, convegni, manifestazioni ed eventi. Questo l’obiettivo del Bari Convention Bureau-Grandi Eventi, la nuova società consortile costituita da Federalberghi Bari-Bat assieme alle otto più importanti imprese alberghiere baresi, da Confindustria Bari-Bat e Confcommercio Bari-Bat, per la commercializzazione degli spazi del centro congressi della

Fiera. «Abbiamo lavorato molto al progetto del Bari Cb – ha detto il presidente della Fiera del Levante, Ugo Patroni Griffi presentando l’iniziativa – che contribuirà in misura determinante alla promozione dell’immagine e dell’attività del nuovo centro congressi del quartiere fieristico». «Il Bari Convention Bureau – ha spiegato Francesco Caizzi, presidente della neonata società consortile – ha l’obiettivo di rendere Bari una appetibile destinazione congressuale. Per questo il Bcb è una società aperta a tutti gli operatori del settore che vorranno farne parte. Creare una sinergia tra pubblico e privato – ha proseguito Caizzi – è importantissimo se si considera, per esempio, che solo il 27 per cento delle risorse che arrivano sulla destinazione per i convegni sono spese negli alberghi, mentre il restante 73 per cento viene distribuito sul territorio». «Abbiamo bisogno di “vendere Bari” – ha affermato il presidente di Confcommercio Bari-Bat, Alessandro Ambrosi – ovvero tutto quello che di bello la città offre e produce. Per questo è necessario affidarsi a operatori qualificati in grado di rendere il turismo congressuale una vetrina sulle risorse del territorio».

UN TAVOLO DI COORDINAMENTO PER LA DESTINAZIONE ITALIA È stato di recente presentato il tavolo di Coordinamento di Regioni e Province autonome, Federcongressi&eventi, Confturismo-Confcommercio, Federturismo-Confindustria, Confesercenti-Assoturismo, coordinati dall’Agenzia nazionale del Turismo, con un lavoro già fatto di analisi e una proposta per lo sviluppo del comparto turistico legato alla meeting industry. Tutti i partecipanti hanno ritenuto il rilancio della destinazione Italia necessario e urgente, in un’ottica di recupero della competitività internazionale fortemente affievolitasi negli ultimi anni. Nella medesima ottica è iniziato un percorso di comune partecipazione alle principali fiere del settore (Imex di Francoforte, Imex di Las Vegas ed Eibtm nello scorso anno). «Posso assicurarvi che tutto ciò ha richiesto notevoli sforzi sia in termini di investimenti economici sia di risorse umane – rende noto il direttore generale dell’Enit, Andrea Babbi – ed è stato realizzato con grande entusiasmo, poiché siamo convinti che il settore Mice presenti ampi margini di sviluppo e di crescita e sentiamo come preciso dovere istituzionale fare tutto il possibile per un reale rilancio dell’immagine Italia sia nel campo della meeting industry sia degli altri prodotti dell’offerta turistica italiana».

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QUEST’ANNO IL CONVENTION BUREAU NAZIONALE

Un convention bureau nazionale in grado di commercializzare l’offerta Mice e con una struttura costituita da un’aggregazione di operatori privati promossa da tutte le associazioni imprenditoriali, aperta a ogni attore della meeting industry. Questo in sintesi quanto contenuto nel Documento programmatico sul rilancio della meeting industry italiana e ripreso dal presidente di Federcongressi&eventi Mario Buscema, che è intervenuto a Roma durante il forum sullo sviluppo turistico “Il turismo congressuale come motore per Roma”, organizzato da UniCredit e svoltosi alla presenza e con la partecipazione del sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino e del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. «L’organismo – ha specificato Buscema – si dovrà dotare di un modello organizzativo flessibile che agirà in stretto coordinamento con (e con la legittimazione di) Enit, con le regioni e con tutte le strutture di pertinenza, primi fra tutti i convention bureau territoriali. Vogliamo assolutamente che quest’organismo venga avviato in questi mesi, perché una vera sinergia tra operatori, enti pubblici e associazioni è l’unico mezzo possibile per rilanciare concretamente l’occupazione di settore, e questa è l’ultima occasione perché ciò avvenga». Per ulteriori informazioni sull’argomento si legga il notiziario di Federcongressi&eventi di questo numero.


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ASPETTANDO L’EXPO Si è parlato di Expo e di futuro durante l’incontro Expo 2015: Opportunità per il Turismo durante il Biz Travel Forum di Uvet, svoltosi a Milano. Moderato da Marco Biamonti, presidente di Ediman, l’incontro ha posto l’attenzione su Expo e sull’opportunità per il settore degli eventi offerta dall’Esposizione Universale che si terrà a Milano nel 2015. Hanno preso parte all’incontro Laura Garbarino, amministratore delegato di Jakala Events (recente acquisizione di Uvet), Letizia Bocciardi, che ha illustrato le attività legate a Expo di Italy Destination Labs, Stefano Colombo di Uvet e Giovanni Sacripante, general manager sales e business development di Expo 2015. Durante il suo intervento Sacripante ha affermato che verrà probabilmente indetta una gara per affidare a un’agenzia l’organizzazione dei convegni e degli eventi che si terranno durante Expo. Una soluzione, quella della gara, da definire, secondo il manager, in tempi brevi. Le tempistiche si accorciano, infatti, in vista di Expo 2015 che, in sei mesi, porterà a Milano e in Italia circa venti milioni di visitatori secondo la previsione già confermata dai dati Eurisko: di questi, circa il settanta per cento saranno italiani e trenta per cento stranieri. Sacripante, nel ricordare i numeri, ha anche sottolineato come le aziende private coinvolte saranno più di cinquecento, di cui già cento i partner confermati. Manca invece secondo Sacripan-

te, un’adeguata awareness del brand Expo in Italia, ma anche in Europa e a livello intercontinentale. Una consapevolezza che ha portato Expo a investire circa cinquecento milioni di euro in campagne di comunicazione globali. Infine, tra le location previste per l’Expo, vi saranno un teatro all’aperto di circa 13mila posti, diverse piazze da circa mille posti ciascuna, nove padiglioni cluster e l’Expo Center da tremila posti. La convegnistica B2B avrà uno spazio dedicato di circa mille posti, che verrà dato in gestione a un operatore.


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LAKE COMO EVENTS, UN NETWORK PROMUOVE IL LAGO Si chiama Lake Como Events la nuova rete di operatori della filiera turistica e congressuale del Lago di Como che comprende sedi per eventi, dimore storiche, alberghi, aziende e servizi, dai trasporti alla comunicazione, all’organizzazione. Il network ha l’obiettivo di coordinare e integrare le singole proposte in un’ottica di valorizzazione e sviluppo del territorio, promuovendo la destinazione nelle sue componenti più uniche e distintive, attraverso la creazione di un brand forte che la identifichi sia in Italia sia all’estero. «Fortemente voluta dalla Camera di Commercio di Como e da Banca Intesa, oltre che dagli operatori stessi – commenta Jean-Marc Droulers, presidente ad interim di Lake Come Events – la nostra rete costituisce uno strumento di promozione della nostra destinazione

assai gradito dalla clientela potenziale, tant’è vero che in pochi mesi di operatività sta conseguendo risultati interessanti, che lasciano ben augurare per il futuro di questa iniziativa». Capofila di Lake Como Events sono Villa Erba Spa e Cia (Como Imprenditori Alberghieri). È online il portale di Lake Como Events, dove gli operatori del mondo del turismo congressuale e aziendale possono trovare informazioni tecniche e dettagliate, suggerimenti e approfondimenti sulle location e sui servizi disponibili sul Lago di Como.

EVENTI CORPORATE SOTTO LA LENTE DELLA SURVEY CISALPINA TOURS Un focus su sfide, tendenze e criticità del mondo degli eventi corporate italiani, attraverso le valutazioni dei professionisti del settore. Di questo si è occupata la ricerca di Cisalpina Tours, in collaborazione con Mpi Italia Chapter, dal titolo Il mondo corporate: sfide, tendenze, linguaggi, aspettative nella gestione degli eventi e dei congressi. I vincoli di budget rimangono il principale avversario secondo il 41 per cento dei planner intervistati; ma dalla survey emerge innanzitutto una forte esigenza di aggiornare una cultura aziendale troppo spesso conservativa, con forti resistenze al cambiamento e processi di approvazione poco fluidi. In molte imprese, inoltre, manca ancora un vero event manager interno – presente solo nell’11 per cento del campione – con conseguenti sovrapposizioni di ruoli tra figure professionali diverse. Il processo decisionale relativo agli eventi, secondo la ricerca, nell’82 per cento delle imprese è competenza esclusiva del top management. Tra le priorità strategiche, il contenimento dei costi si conferma imprescindibile: per il 19 per cento dei rispondenti viene addirittura prima del coinvolgimento attivo dei partecipanti all’evento. La ricerca sottolinea anche il bisogno di rilanciare il dialogo e il confronto con fornitori e agenzie, a cui il 34 per cento delle imprese richiede un approccio consulenziale sempre più tailor-made. Fra i trend che caratterizzeranno l’immediato futuro, spiccano il tema della sostenibilità – ritenuto assolutamente strategico dal 35 per cento del campione – e l’importanza di un ritorno ai meeting face to face (26 per cento), oltre, ovviamente, all’impiego della tecnologia e dei social media (trenta per cento).

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NUOVE LINEE GUIDA SULLE GARE DI COMUNICAZIONE PRIVATE Il fenomeno delle gare da parte delle aziende per la scelta di un’agenzia di comunicazione partner negli anni ha assunto un peso sempre più rilevante, tanto che ogni associazione ha pubblicato istruzioni sulle corrette modalità da seguire nella gestione di una gara. Ora, per una maggiore incisività, Unicom, Upa e Assocom hanno sottoscritto un documento condiviso che fornisce le linee guida per una corretta e trasparente conduzione del processo di scelta delle agenzie da parte dei committenti in occasione di una gara. Non si tratta di indicazioni impositive, dal momento che le gare sono rapporti tra privati, ma di principi di base condivisi fra clienti e agenzie per la gestione corretta di una gara. Ecco i punti chiave condivisi dalle tre associazioni: il numero dei partecipanti chiamati alla gara si ritiene debba essere limitato (il numero ideale non esiste ma tre concorrenti più l’agenzia uscente sembra essere un numero adeguato); la trasparenza, cioè dichiarare quante e quali sono le agenzie chiamate a partecipare; le modalità operative: si ritiene che ogni partecipante debba ricevere lo stesso identico briefing e che ogni agenzia si debba impegnare al segreto professionale su quanto comunicato dal cliente. Per ben operare sarebbe opportuno definire a priori il modello di remunerazione con il quale si vuole lavorare; metodi e criteri di valutazione andrebbero anticipati da parte del cliente, così come l’agenzia dovrebbe definire il team che dedicherà al progetto in caso di vincita; i tempi per la presentazione dovranno essere congrui con la complessità del progetto; l’impegno e il rispetto verso il lavoro richiesto rendono consigliabile definire un rimborso spese su base forfettaria uguale per tutte le agenzie invitate.


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“ad personam” Se i beni di lusso sono ormai considerati asset immateriali, il team building entra nella categoria degli incentive deluxe quando riesce a rappresentare un’opportunità “nominale”. Cioè quando è percepito così esclusivo da fugare ogni sospetto di standardizzazione TERESA CHIODO

ome abbiamo visto negli articoli precedenti, nonostante il periodo C di crisi il mercato del lusso in generale sta mostrando una certa capacità di resistenza. Assistiamo però al configurarsi di nuovi territori di espressione di questo segmento. Da un lato la definizione dei mercati del lusso continua a evolvere, insieme agli scenari socioculturali, dall’altro i mezzi di comunicazione – complice il mondo digital – stanno ridisegnando velocemente gli stereotipi del lusso e i valori a esso connessi. La nuova filosofia vede anche la partecipazione di pensa-

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tori moderni, come il filosofo e professore universitario Thierry Paquot che nel suo “Elogio del lusso” muove il lettore a convincersi che il vero lusso è fare ciò che si vuole, quando si vuole. Un aspetto che porta inevitabilmente a concentrarsi sulla cura del sé (per ritrovarsi interiormente ed esteriormente). «Il lusso – sostiene Paquot – riconcilia l’individuo con se stesso. Un modo per riaffermare la propria identità e libertà». Esistono addirittura delle aziende specializzate che forniscono esclusivamente servizi wellness deluxe per le aziende. Si tratta di specialisti e profondi conoscitori del benessere, in modo trasversale alle diverse culture orientali e occidentali. Si occupano di salute e hanno una competenza molto ampia sulle discipline olistiche; business coach, trainer, organizzatori di performance sensoriali di impatto lavorano sulla motivazione delle persone a vantaggio della performance azienda-


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LUSSO RELOADING: CORE CONCEPT È chiaro: sembra che i clienti del lusso cerchino l’esperienza di un’emozione piuttosto che il possesso di cose materiali. Se un tempo il termine “lusso” veniva indiscutibilmente associato all’acquisto di determinati oggetti dai prezzi inarrivabili, come segno di status, oggi è la possibilità di sperimentare un’esperienza di lusso a essere determinante, con servizi che sanno appagare tutti i nostri sensi (il gusto e l’olfatto, ma anche la vista, con piatti preparati da chef stellati, la mente, con un viaggio inusuale, magari sulla Luna o con prodotti hi-tech, il corpo, con una spa e così via). Si articola un vero e proprio paradigma che ha effetti misurabili anche quando andiamo a parlare di esperienze formative specificamente orientate al team building. Cosa può quindi rendere quest’ultimo un “prodotto di lusso”, nei suoi aspetti intangibili, come l’immagine o il contesto in cui trova sviluppo come performance etica, o nella dimensione materiale che può avere un adeguato riscontro anche solo nella scelta della location? «Diamo per scontato che un luxury team building fornisca tutti i plus dei team building cosiddetti “tradizionali”», sostiene Marco Marazza, titolare dell’agenzia Magic Team Building. E cosa lo rende speciale, come si configura il suo status di esperienza non fruibile dalla maggior parte dei singoli partecipanti nella loro vita privata? «Non è certamente il possesso di un oggetto (chiunque si può noleggiare una Ferrari per un fine settimana), ma l’esperienza in sé vista nel suo complesso. Arrivare nelle campagne del Chianti con un aereo privato, attraversare alla guida di una supercar i suoi paesaggi suggestivi per poi approdare in una location a cinque stelle e consumare

MARCO MARAZZA, titolare dell’agenzia Magic Team Building: «“Lusso” non è possedere un oggetto (chiunque può noleggiare una Ferrari), ma l’esperienza in sé vista nel suo complesso. Arrivare nelle campagne del Chianti con un aereo privato, attraversarle con una supercar per poi approdare in una location a cinque stelle e consumare una cena preparata da uno chef di livello, è qualcosa di più delle singole esperienze prese separatamente»

le, sia in eventi formativi che in occasioni espressamente dedicate al rafforzamento della dinamica di team. Il lusso quindi è entrare in contatto con uno stile di vita. Anche gli alberghi hanno ormai assimilato questo concetto e offrono esperienze uniche in relazione al luogo. Su questa scia si inserisce un trend crescente di offerte di benessere sempre più esclusivo, per esempio sotto forma di spa. Spuntano così esclusivi trattamenti (come il massaggio a base di olio extravergine degli ulivi, lavanda e rosmarino coltivati e raccolti in una tenuta in mezzo alla campagna del Chianti), che danno luogo a vere e proprie sfide fra i vari centri d’eccellenza per venire incontro al desiderio di unicità dei clienti del lusso con proposte sempre più one-of-a-kind. Fino ad arrivare “all’isola-spa tutta per sé” (a mille dollari l’ora), alle Maldive: una location raggiungibile solo attraversando la laguna con il tipico dhoni. E chi più ne ha più ne metta.

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MASSIMO ALBORETO, Sales Manager di Red Travel: «Guidare una Ferrari su percorsi comuni significa vivere “l’effetto Mosè”, cioè poter vedere gli altri automobilisti che si fermano per lasciarti passare. Significa potersi immedesimare con il simbolo del successo, vedere le persone che si girano indicandoti, salutando come si potrebbe fare con divi del cinema»

una cena preparata da uno chef di livello, è qualcosa di più delle singole esperienze prese separatamente. Farlo assieme ai colleghi cementa la sensazione di aver fatto qualcosa di unico e irripetibile in team. Anzi: perché si fa parte di quel team». Se il lato formativo e di “costruzione del team” avviene nel momento stesso in cui si prende coscienza di ciò che si è vissuto verbalizzando le emozioni e facendo emergere ciò che l’esperienza ha cambiato nei partecipanti, una Ferrari può dunque diventare un ottimo veicolo, in tutti i sensi. Ce lo conferma anche Massimo Alboreto, Sales Manager di Red Travel: «Nel caso specifico dell’esperienza di guida di una Ferrari non in pista ma su strade normali, noi puntiamo tutto sull’immagine di lusso, esclusività, prestigio, life style, che questo marchio, più di qualunque altro, può esprimere in ambito automobilistico. Guidare una Ferrari su percorsi comuni significa (per molti target) materializzare un sogno irraggiungibile, significa potersi immedesimare con il simbolo del successo, essere per una volta guardati dagli altri mentre si “sfoggia” una Ferrari. Significa vedere le persone sui marciapiedi che si fermano attirate dal suono dei motori, e si girano indicandoti, facendo fotografie, salutando come si potrebbe fare con divi del cinema o personaggi famosi. Guidare una Ferrari significa vivere “l’effetto Mosè”, cioè poter vedere gli altri automobilisti che si fermano per lasciarti passare, ammirandoti. E questa cosa non capita guidando Rolls, Bentley o Porsche...». STRATEGIE DI ALTA GAMMA Dalle tendenze in atto nuovi valori diventano centrali nella comunicazione del lusso: il patrimonio storico, il valore della cultura e delle radici, il peso del know-

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how, l’importanza della semplicità; tutto sembra rivolto alla ricerca di una maggior autenticità. Come può in questo senso un’esperienza di team building rientrare in un contesto di experietial luxury? «Il lusso di un team building – sostiene Elio Zoccarato Ceo di Sunny Way – è l’unicità dell’esperienza. Fra quelle create ad hoc per i clienti ricordo un’attività esclusiva preparata in quasi una settimana sul posto, nella storica città fortificata di Ait Ben Haddou in Marocco. I partecipanti hanno fatto il pane, pestando il grano (qemah) nei mortai antichi e cuocendolo sotto la sabbia, hanno aiutato a tessere un tappeto, hanno disegnato con succhi naturali bruniti dal fuoco. Sono quindi stati coinvolti nella vita di un posto unico al mondo, vivendo esperienze irripetibili, un’esperienza “unica” che non dimenticheranno mai. D’altro canto la location esclusiva dà sicuramente il suo apporto: l’esperienza di cooking per pochissimi manager stranieri con ingredienti e vini selezionatissimi nella cucina di un attico storico di Roma con veduta sui tetti della capitale, un peschereccio preso in esclusiva su cui mangiare quello che si è pescato, il bagno turco in una grotta millenaria dopo aver provato


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l’esperienza di diving nelle acque cristalline della grotta. Sono luxury place che aiutano senz’altro a far passare il glamour del marchio ai partecipanti. Paradossalmente la crisi ha aiutato il fenomeno: molte strutture esclusive, finora orientate solo a clienti privati, aprono adesso anche ai gruppi e ai team building, permettendo attività in posti elitari». QUALE FORMULA? Possiamo ritrovare nel concetto di “lusso” regole e rituali che costituiscano anche importanti elaboratori del percorso formativo? «Più che nel lusso in sé – sostiene Marazza –, a mio avviso il percorso formativo si può rintracciare nelle caratteristiche esclusive dei prodotti e delle esperienze legati al lusso. Guidare una Ferrari, per esempio, non è solo viaggiare, ma anche in qualche modo essere in grado di padroneggiare un prodotto ad alta tecnologia (magari in pista, con un pilota-istruttore al fianco). Questo è un classico esempio di come ci sia modo di incidere sull’autostima e sulla percezione di sé attraverso un team building di lusso non limitandosi semplicemente a far mettere le mani su un oggetto costoso, ma a far vivere un’esperienza legata al perché quella stessa esperienza non è per tutti, nemmeno per tutti quelli che finanziariamente potrebbero anche permettersela». Gli fa eco Alboreto: «Quando ci si avvicina per la prima volta a una supercar, si vive il timore reverenziale per una vettura che seppure bellissima è “pericolosa” in quanto molto potente. Si teme di sbagliare, di fare dei danni ingenti, di non essere all’altezza e quindi di sfigurare distruggendo l’incanto dalla materializzazione del sogno. Attraverso un briefing e poi delle spiegazioni ulteriori con gli ospiti a bordo delle vetture, mettiamo le persone a proprio agio e le portiamo, grazie a uno staff e a un’organizzazione ultra-collaudata, ad affrontare serenamente questa prova. Alla fine dell’esperienza le persone sono galvanizzate e gratificate soprattutto dall’essere riuscite a fare tutto con facilità. Sono state brave, non hanno fatto danni, la Ferrari è ancora perfetta e loro sono state all’altezza degli idoli che in passato hanno visto alla guida di queste fuoriserie. Il messaggio che passa è che io-azienda ti offro ciò che di meglio puoi trovare al mondo come design, tecnologia, ma soprattutto life style. Secondo punto: chiunque può decidere di noleggiare per un giorno una Ferrari, ma a prescindere dal fatto che pochi possono permetterselo, nessuno può prenderne cinque o dieci e farsi scortare in Piazza del Campo a Siena o nella piazza del

Duomo di Orvieto per farsi fotografare, con una folla di turisti incuriositi intorno, in un contesto assolutamente esclusivo». «Né più né meno di altre – conclude infine Zoccarato – l’esperienza formativa parte dalle esigenze del cliente e si può realizzare con l’attività esclusiva, ma anche con una semplice sessione di “small technique”. Dopo qualsiasi attività, se pensata e realizzata seguendo le esigenze del gruppo, il formatore è in grado di condurre un debriefing efficace per il “carry over” nella vita aziendale, fase essenziale e imprescindibile per un percorso formativo serio». SEMPER FIDELIS Può il lusso diventare un valore caratterizzante in un contesto di team building? Il lusso, cioè, può essere caratterizzante in funzione di affezione all’azienda che ha organizzato l’evento: il meccanismo di percezione da parte dei partecipanti è del tipo “senza la mia azienda non avrei mai potuto vivere questa esperienza”? «Sicuramente sì», afferma Zoccarato. «Ho organizzato una regata alla Maddalena, un vero e proprio “Match Race”, per un cliente che ha sapientemente promosso il suo brand in un’azione di marketing rivolto ai propri collaboratori. In quest’occasione i partecipanti erano veri e propri “clienti interni” e il brand è stato declinato con sapienza, risultando il filo conduttore di tutto l’evento. L’esperienza esclusiva ha sicuramente lasciato nei partecipanti la conferma dell’appeal della propria azienda e un forte senso d’appartenenza». L’autenticità, intesa come ri-generazione delle proprie radici insieme alla ri-generazione della propria identità diventa così un asset imprescindibile per un team building di lusso.

ELIO ZOCCARATO, Ceo di Sunny Way: «Le esperienze esclusive hanno il loro appeal: una cena per pochissimi manager con ingredienti e vini selezionatissimi in un attico storico di Roma, un peschereccio preso in esclusiva su cui mangiare quello che si è pescato, il bagno turco in una grotta millenaria dopo aver provato l’esperienza di diving nelle acque cristalline di una grotta… Sono luxury place che aiutano senz’altro a far passare il glamour di un marchio ai partecipanti»

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HOT TOPICS blogsurfing

Il congressista vitruviano iamo abituati a pensare all’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. S Quello del celeberrimo disegno che, databile attorno al 1490, è stato di recente protagonista di una bella mostra presso le gallerie dell’Accademia di Venezia che ha raccolto 52 fogli autografi del genio vinciano. E il celeberrimo Uomo Vitruviano accompagna anche le nostre giornate di italiani, visto che nella sua versione “spicciola” (nel senso valutario del termine) campeggia sulla versione nostrana della moneta da un euro. Leonardo, lo sappiamo, con il suo famoso disegno voleva dare una rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano, dimostrando come l’uomo perfetto potesse essere armoniosamente inscritto nelle due figure geometricamente altrettanto perfette del cerchio e del quadrato. Ora, al lettore potrebbe sembrare che stiamo andando fuori tema, ma non è affatto così. Il “congressuale” c’entra, visto che sul web si trova un divertente esercizio di stile (o un eccesso di autostima?!) che ha portato Julius Solaris, blogger di Event Manager Blog, a paragonarsi proprio con Leonardo da Vinci. Il risultato è un fantasioso ritratto del Congressista Vitruviano, che Solaris stesso posta nel suo blog dopo averlo presentato, come spiega, qualche tempo fa a Londra, durante una sessione in occasione dell’Event Tecnology Conference & Awards. Fondamentalmente, si tratta di un modo estroso per sottolineare come il congressista “perfetto” del futuro sarà a tutti gli effetti un uomo proiettato verso un uso sempre più sistematico delle tecnologie a disposizione. Una dimensione, quella tecnologica, costantemente in corsa verso il futuro. Chi si occupa di eventi non può che partire all’inseguimento. Ma che aspetto ha il Congressista Vitruviano di Solaris? Basta dae uno sguardo al disegno a fianco: in una mano brandisce l’inseparabile smartphone e nell’altra un altro –

Come sarà il congressista del futuro? Giovane, dinamico e sempre connesso. Facciamo la sua conoscenza grazie al ritratto che ne ha fatto il blogger britannico Julius Solaris, ardito Leonardo Da Vinci della meeting industry complementare – mobile device (iPad, tablet o tavoletta che dir si voglia). Non ci rinuncia nemmeno durante un evento, anzi, sono essenziali e inseparabili strumenti di lavoro. E al posto degli occhiali da vista indosserà (anche senza avere problemi di diottrie) i futuristici Google Glass per guardare l’evento in livestream. Cosa sono i Google Glass? Una delle promesse tecnologiche del 2014, occhiali per la realtà aumentata che verranno proposti da Google e che probabilmente saranno lanciati quest’anno. In sintesi, permetteranno a chi lo indossa di ricevere ed eseguire le istruzioni mostrate sullo schermo. Ma tornando al nostro congressista vitruviano, Solaris lo immagina con il badge sempre in bella vista, appuntato sul pettoper sentirsi parte dell’evento, per dichiarare al mondo la sua partecipazione. Insomma, suggerisce Solaris, se l’evento fosse una guerra, lui vorrebbe essere il generale del vostro esercito. E infatti, nel suo disegno il blogger britannico ha pensato di aggiungere al già “martoriato” congressista a sei braccia, anche una “medaglia” militare. Dulcis in fundo (se zuccherato), il congressista vitruviano non rinuncia ad avere con sé una buona tazza di caffè: ci tiene molto a essere attento e multitasking (la caffeina terrà svegli anche nel futuro).

ALESSANDRA BOIARDI

Questo “Blogsurfing” ha preso spunto dal post di Julius Solaris, blogger di Event Manager Blog (www.eventmanagerblog.com)

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HOT TOPICS how to

Quando il gioco si fa serio

Da bambini si fanno i capricci pur di giocare altri cinque minuti, ma da adulti non ci si sogna nemmeno di restare in ufficio più del previsto. Forse perché il gioco è meglio del lavoro. E infatti le attività ludiche si mettono al servizio della motivazione, oggi con la tecnologia come alleato ALESSANDRA BOIARDI

icordate quando nel cortile con gli amici le ore volavano via giocando a R nascondino? E avete mai notato, viaggiando in treno, quanti non alzano mai lo sguardo perché stanno disputando l’ennesima partita con qualche giochino sullo smartphone? Oppure le serate passate a giocare a carte con gli amici? Le migliori. A vederli giocare, sembra che gli adulti vogliano tornare bambini. Oppure è il gioco a essere una dimensione trasversale, buona per tutte le fasi della vita. Di

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certo c’è che di quest’ultima affermazione sono convinti gli organizzatori di eventi, secondo un trend che conosce sempre più successo e che vede le attività motivazionali trarre larga ispirazione dalle dinamiche ludiche, di cui sfruttano i diversi meccanismi. Cercando di definire prima di tutto il significato di “gioco” iniziamo a distinguerne almeno tre tipologie: il giocattolo, il gioco di gruppo (quelli da tavola o di ruolo), e quello che viene definito serious game. Con Davide Coero Borga, che disegna e produce giochi (e giocattoli) di scienza ed è autore del libro “La Scienza del Giocattolaio”, capiamo meglio la definizione di gioco nelle sue diverse accezioni: «È evidente come il gioco non si esaurisca nella sua dimensione ludica. È uno strumento privilegiato per ricreare le dinamiche aziendali in una dimensione fittizia e


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HOT TOPICS how to

Di solito sono applicazioni o videogiochi che sfruttano il metodo ludico per eccellenza: il principio dell’imparare giocando. «I pionieri dei serious game sono state le case farmaceutiche – spiega Davide Coero Borga – che combinando i principi del videogame e dello schema dei vecchi quiz. Quelli pensati per i medici di base, per esempio, servono sia a trasmettere in modo “leggero” le informazioni su nuovi farmaci sia per aumentare la “familiarità” del brand. Il medico potrà infatti giocare con il serious game anche a casa, con il suo tablet e insieme ai suoi figli. O possiamo citare la World Health Organization (Who) che propone serious game gratuiti per Android, Iphone e Windows Phone con lo scopo di dare informazioni sull’Unione Europea, sulla salute e sul controllo dei farmici. Ma la tendenza a fare brand awareness attraverso il gioco sta influenzando anche la sfera ludica più tradizionale, quella del giocattolo. Alcune aziende di design propongono già giochi, soprattutto in materiali poveri come il legno, per quelli che in futuro saranno i loro clienti, i bambini di oggi».

DAVIDE COERO BORGA, disegna e produce giochi: «Il gioco non si esaurisce nella sua dimensione ludica. È uno strumento privilegiato per ricreare le dinamiche aziendali così da svelare i punti di forza e i punti deboli dei partecipanti. Dà utili informazioni che se ben utilizzate servono per rafforzare la squadra»

leggera. Il vantaggio – palese per esempio nei cosiddetti giochi di ruolo – è la possibilità di abbassare le difese, permettendo alle dinamiche di competizione che si creano (l’uno contro uno o di squadra) di svelare qualcosa di più dei partecipanti rispetto alle situazioni quotidiane in cui si è più controllati. Il gioco svela i punti di forza e i punti deboli, dà utili informazioni che se ben utilizzate servono per rafforzare la squadra». CHIAMATELI VIDEOGAME Il gioco non sfugge alla seduzione della tecnologia, alla quale spesso le aziende si rivolgono proprio per produrre quelli che vanno sotto il nome di serious game. Tra le ultime tendenze in termini di comunicazione aziendale, vengono utilizzati per lo più per aumentare la brand awareness e sono spesso applicati anche alla sfera del business to business.

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HOT TOPICS how to

TOBIA SALVADORI, presidente di Site Italy: «Nella gamification occorre prevedere, oltre ai premi finali, una serie di obiettivi intermedi che consentono di avanzare nel gioco, come avviene nei videogame. Questo mantiene alta l’attenzione e la motivazione dei giocatori (evviva, ho superato uno schema, passo al livello successivo)»

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CONOSCERE LE REGOLE Per essere precisi, l’utilizzo delle meccaniche del gioco in contesti non ludici allo scopo di coinvolgere, motivare, formare ed educare va sotto il nome di gamification. E nello specifico, quando il gioco incontra l’azienda la pratica della gamification deve tenere conto di regole ben precise soprattutto in funzione degli obiettivi che di volta in volta vengono prefissati. Alcune regole valgono comunque per tutti, come spiega Tobia Salvadori, presidente di Site Italy: «L’attività “gamificata” prevede la definizione di un premio, che non deve necessariamente essere materiale. Anzi, citando uno dei massimi esperti di Gamification, Gabe Zicherman, la scala di interessi che maggiormente

motiva i partecipanti è riassumibile nel seguente acronimo: Saps, che sta per Status, Access, Power, Stuff. Status, ovvero essere riconosciuto come il vincitore (esempio, il miglior dipendente del mese); access, dare l’accesso a servizi o luoghi non aperti a tutti; power, la possibilità di controllare le attività degli altri; stuff, l’oggetto materiale. Oltre ai premi è da prevedere una serie di obiettivi intermedi, che consentono di avanzare nel gioco, proprio come avviene nei videogame. Questo schema logico consente di mantenere alta l’attenzione e la motivazione dei giocatori (evviva, ho superato uno schema, passo al livello successivo) dando la possibilità all’organizzatore di aggiungere degli elementi di complessità, che consentono di raggiungere l’obiettivo finale. Infine, serve una leaderboard, ovvero la possibilità di verificare in qualsiasi momento la propria posizione. Chi è in testa si impegnerà a non perdere il primato. Chi è nelle retrovie, si impegnerà a scalare la classifica». Una cosa è certa: perché la pratica della gamification abbia successo bisogna conoscerne molto bene le dinamiche. «L’organizzatore – spiega Salvadori – deve comprendere il contesto nel quale il gioco si pone. È fondamentale che l’azienda condivida con l’organizzatore gli obiettivi che intende raggiungere. Altrettanto importante è comprendere il profilo dei partecipanti all’attività: per esempio i commerciali di un’azienda hanno comportamenti, interessi e propensioni completamente opposti dallo staff tecnico, ed è doveroso tenere in considerazione queste differenze. A queste capacità, comuni a tutto il mondo dell’incentivazione e della motivazione, per studiare un buon programma basato sulla gamification, è altresì indispensabile conoscere come funziona un gioco».


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HOT TOPICS how to

NON È UN GIOCO… (O FORSE SÌ) Anche se si tratta di gioco, non c’è posto per l’improvvisazione. Secondo uno studio effettuato dalla società di ricerca in tecnologia Gartner entro il 2014 oltre il 70 per cento delle aziende inserite nel Forbes Global 2000 (ranking annuale di Forbes di 2000 aziende, ndr) avrà almeno un’applicazione gamificata. Ma entro lo stesso anno, l’80 per cento di queste implementazioni falliranno perché non avranno le caratteristiche proprie del gioco. Che cosa significa? «L’errore più comune che fanno le aziende è credere che basti creare un’applicazione che permetta di fare vincere dei premi ai partecipanti» precisa Dario Cherubino, president elect di Site Italy. «Non c’è nulla di più sbagliato: se chiedo alla forza vendita di raggiungere degli obiettivi di lavoro (numero clienti, fatturato e così via) e prevedo un premio al raggiungimento di tali obiettivi, dove sta il gioco? Si tratta di lavoro a tutti gli effetti, non di dinamiche di gioco applicate a un contesto lavorativo. L’attività ludica deve essere diversa da quella reale, non deve avere come finalità una maggiore produttività, è un’altra cosa! Ed è l’errore più comune di chi pensa di fare gamification senza averne studiate per bene le regole». FORMAT LUDICI PER EVENTI Il gioco può diventare un format estremamente interessante anche in occasione di un evento o di corsi di formazione. Anche da questo punto di vista la tecnologia viene in aiuto grazie all’enorme successo dei social network e alla diffusione degli smartphone, che hanno creato il contesto ottimale per lo sviluppo di applicazioni gamebased. Spiega Cherubino: «Twitter viene utilizzato nelle formazione per creare interazione tra i partecipanti. Con la formula del quiz, si rispondere con un tweet in un contesto completamente ludico che però permette anche il passaggio di informazioni in maniera davvero efficace. Un altro esempio classico di gamification che sfrutta la tecnologia dello smartphone è quello della Nike, che ha proposto l’attività fisica sotto forma di gioco sviluppando un’applicazione mobile-based che consente di sfidare gli altri utenti in tutto il mondo e condividere i risultati del proprio allenamento». Gli esempi in realtà si moltiplicano. Rende molto di più di tante parole l’esempio di The Fun Theory (thefuntheory.com) che propone divertenti video che vogliono dimostrare come le cose semplici e divertenti siano i più effi-

caci modi di proporre dei messaggi costruttivi. Un esempio? Per convincere le persone a salire le scale invece di utilizzare le scale mobili, in una stazione metropolitana i gradini sono stati letteralmente trasformati in tasti di pianoforte che suonavano ogni volta che qualcuno ci faceva sopra un passo. Le scale mobili restavano vuote».

DARIO CHERUBINO, president elect di Site Italy: «L’attività ludica deve essere diversa da quella reale, non deve avere come finalità una maggiore produttività, è un’altra cosa! Ed è l’errore più comune di chi pensa di fare gamification senza averne studiate per bene le regole»

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HOT TOPICS out of the box

Social media “dentro” l’evento Dall’ultima Eibtm alla terza Fresh Conference di Copenhagen (passando per i grandi eventi b2c), ecco tutte le nuove applicazioni di una meeting industry sempre più social. Per coinvolgere i partecipanti integrando i principali network con scenografie hi-tech ANDREA PATERNOSTRO

axischermi per informare e invitare all’interazione, che si integrano con i M più diffusi social network (soprattutto Facebook, Twitter e Instagram) per amplificare la portata dei contenuti prodotti dai partecipanti durante un evento: sono le nuove soluzioni per declinare la potenza comunicativa combinata di immagini, video e live streaming, oggi applicabili a qualsiasi evento, dal congresso scientifico alla convention. E anche se finora la maggior parte delle case history ha coinvolto il mondo consumer – ultimo il caso di Bmw, che ha installato in Piazza Duomo a Milano

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un sistema multimediale per consentire agli utenti di creare una vettura personalizzata e scattare una foto ricordo da condividere e visualizzare su un maxi schermo in tempo reale –, l’interazione tra il pubblico b2b e un grande marchio non è lontana. L’integrazione dei social media negli eventi, infatti, è in crescita anche nella meeting industry, ma con particolare attenzione alle soluzioni “low cost”. La ricerca presentata all’ultima edizione di Eibtm a Barcellona evidenzia infatti – tra le ultime tendenze in Europa – la prudenza dei buyer del settore che vorrebbero dotarsi delle tecnologie più recenti. Il 46 per cento degli intervistati ritiene che l’hi-tech stia offrendo nuove possibilità creative per gli eventi, ma allo stesso tempo ha paura di un aumento della spesa; tuttavia, il 52 per cento ammette che l’uso dei social media aumenta il coinvolgimento dei partecipanti e il 48 pensa che faccia salire il tasso di partecipazione agli eventi.


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Eventstagr.am è un software per arricchire gli eventi con slideshow da Instagram: le foto vengono proiettate in tempo reale su un maxi schermo e invitano gli utenti a usare Instagram taggando ogni immagine con l’hashtag ufficiale dell’evento

EVENTSTAGR.AM Eventstagr.am, uno dei dieci partecipanti all’Innovation Zone di Eibtm, è un software sviluppato dalla startup londinese Crow Reactive per arricchire gli eventi con slideshow (flussi di immagini) da Instagram: vengono proiettati in tempo reale su un maxi schermo e invitano gli utenti a diffondere l’hashtag dell’evento (la parola chiave preceduta dal simbolo “#”, che dopo l’esplosione di Twitter è diventata di uso comune nei social network per diffondere un argomento o un evento e aumentarne la visibilità, anche a livello mondiale). La soluzione funziona in quattro passaggi: dopo aver registrato un account nel sito, occorre dotarsi di un proiettore o semplicemente di una tv per visualizzare le immagini nella location; l’app inviterà dunque i partecipanti a usare Instagram taggando le foto con l’hashtag ufficiale dell’evento e queste verranno visualizzate in tempo reale nel maxi schermo allestito. Possono essere integrati Facebook,

Foursquare, i video di Vine e Yammer (un social network aziendale acquistato nel 2012 da Microsoft). Le case history di Eventstagr.am comprendono il settore dell’auto (Ferrari, Audi), la telefonia mobile (O2) e i servizi web (Spotify). Fino a 500 immagini e sei ore di streaming, l’uso della piattaforma è gratuito; per i piccoli eventi c’è il piano Silver (mille foto, otto ore e ulteriori opzioni, come la moderazione); la formula Gold copre fino a diecimila scatti in un flusso di 24 ore; le soluzioni professionali partono da duemila euro e permettono di integrare i feed Twitter. Durante l’evento Marketing Week Live 2013, ad esempio, sono state gestite 215 foto Instagram e oltre cinquemila immagini Twitter; la moderazione quali nulla (solo un’immagine). «L’obiettivo era far diventare “trending” l’hashtag e ci siamo riusciti; il cliente ha apprezzato la soluzione al punto da adottarla in ufficio, anche dopo la fiera», racconta il Ceo di Crowd Reactive, Dan Strang.

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HOT TOPICS out of the box

INTERACTIVE VIDEO WALL

Sono la nuova frontiera dell’engagement, ovvero le modalità per coinvolgere il pubblico di un evento. I video wall interattivi rappresentano l’evoluzione della generazione precedente di maxi schermi, alla quale hanno aggiunto i vantaggi del touch screen. Si tratta infatti di megascreen con le funzionalità di un tablet, che possono essere usati per piccoli eventi, sale di breakout o negli spazi comuni di un congresso con funzioni infor-

mative. In alternativa allo schermo touch è possibile anche averne a sfioramento, capaci di riconosce il passaggio dell’utente. In senso più ampio, questa tecnologia rientra nel “digital signage” (segnaletica digitale), forma di comunicazione che si avvale di schermi o video proiettori nei luoghi pubblici e nei punti vendita, soprattutto grande distribuzione e catene in franchising. FRESH & SOCIAL Dal 26 al 28 febbraio 2014 è in programma a Copenhagen la terza Fresh Conference, che mira a “rinfrescare”gli approcci al meeting design e si svolge in parallelo all’Esec (European Sustainable Events Conference). Presto arriverà anche una nuova versione della guida Refreshing Social Media, una raccolta di consigli base per gestire i network più comuni: «Esploriamo le ultime novità su allestimenti, format e prodotti per gli eventi, che fanno scuola per il resto dell’anno», afferma Stefania ContiVecchi, fondatrice di Eventagist e marketing&comunication manager dell’evento danese. Nell’ultima Eibtm è stato mostrato, ad esempio, il Fresh Set, scenografia per creare una “profonda esperienza fuori dallo schermo”: lo spazio di proiezione

STEFANIA CONTI-VECCHI, fondatrice di Eventagist: «Il Fresh Set consente quattro diverse proiezioni in contemporanea e può essere la base per eventi ibridi, con relatori che intervengono da varie parti del mondo»

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copriva quasi l’intera sala in larghezza ed era formato (oltre al pannello video principale) da quattro pannelli aggiuntivi per ciascun lato, che arricchiscono la storia visualizzando flussi di immagini e testi durante l’evento. «Questa tecnologia consente di avere quattro diverse proiezioni in contemporanea e può essere quindi la base per eventi ibridi, con relatori che intervengono da varie parti del mondo», sottolinea la manager. Per gestire al meglio un evento, la social media manager consiglia di far confluire il più possibile i contenuti verso un blog ufficiale, usando la potenza di fuoco di Facebook, Twitter e degli altri network scelti nella strategia di comunicazione. «Il nuovo sito Fresh – spiega la Conti Vecchi – adotta il sistema editoriale Wordpress e un approccio “maniacale” ai social media. Con tanti canali, la gestione è impegnativa ma è possibile differenziare temi, giorni e orari di pubblicazione. Non usiamo mai messaggi automatici: c’è sempre un rapporto diretto con la community. Nelle conversazioni preferiamo aggiungere il nome di chi sta usando in quel momento l’account ufficiale dell’evento e usare strumenti come Group Tweet». IL VALORE DEL VIDEO Per rafforzare il senso della community tra i professionisti che si erano incontrati a Copenhagen, durante l’evento di Barcellona è stato registrato un Fresh People Speak (una clip da 30 o 60 secondi a persona) utile per raccontare la propria esperienza della Fresh Conference e invitare altri colleghi alla prossima edizione. L’idea si basa sull’indagine di Forrester Research secondo cui il valore informativo di un minuto filmato equivale a 1,8 milioni di parole scritte. I video sono fondamentali per informare e dare istruzioni in molte situazioni: dall’integrazione (embed) nel sito web agli uffici, dagli spazi congressuali alle site inspection. «Il 2013 è servito per iniziare a capire che bisogna muoversi, lo testimonia l’interesse e la frequenza con cui si parla di social media, anche in televisione. In Italia i limiti sono soprattutto due. Il primo è la lingua: twittare in inglese dà molta più visibilità, inoltre è difficile trovare hashtag efficaci scrivendo in italiano. In secondo luogo, la scarsa abitudine a sintetizzare i concetti usando poche parole», conclude Stefania Conti Vecchi.


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ALESSANDRA BOIARDI

UNA NUOVA APP PER I MEETING ALLO SHERATON MILAN MALPENSA Da ora organizzare un meeting allo Sheraton Milan Malpensa sarà più semplice, grazie all’implementazione di nuovi strumenti che faciliteranno la scelta e la visualizzazione delle sale a clienti e addetti ai lavori in ambito congressuale. Sin dall’apertura, l’hotel propone un innovativo tool, il Virtual Planner, che permette una visualizzazione tridimensionale di ogni spazio dell’albergo, riproducendo in maniera realistica l’aspetto delle sale meeting e degli spazi espositivi. Da poco è disponibile online anche un’applicazione per Ipad, VPliteSheratonMilan (scaricabile gratuitamente) che, basandosi sul progetto base del 3D Virtual Planner, ne aumenta le potenzialità. Una delle novità consiste nell’entrare virtualmente nella sala con il solo spostamento dell’Ipad e riuscire così a esplorare ogni singolo angolo come se si fosse realmente all’interno della stanza. In questo modo si invi-

NUOVO CENTRO CONGRESSI A TORINO FIRMATO BEST WESTERN

Il Best Western Hotel Luxor, centralissimo hotel tre stelle di Torino, ha inaugurato un nuovo centro congressi. Il progetto è stato curato dall’architetto torinese Mauro Doro che ha realizzato, in uno spazio interno all’isolato completamente insonorizzato, una sorta di contenitore polivalente adiacente all’hotel e con esso funzionalmente connesso grazie a percorsi pedonali esterni coperti e accessibile anche con ingresso indipendente. Situato al piano terra dell’hotel, il nuovo spazio si sviluppa su una superficie complessiva pari a 210 metri quadrati – comprensiva anche di foyer e servizi – ed è dotato di due sale illuminate con luce naturale trasformabili all’occorrenza in unico spazio modulare in grado di ospitare fino a 110 persone. Tutti gli ambienti, completamente insonorizzati, sono equipaggiati con le più moderne e innovative soluzioni audiovideo e wi-fi ad alta velocità.

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ta il meeting planner a scoprire le sale riunioni attraverso un’esperienza interattiva in 3D, con la possibilità di scegliere il setup della sala e vederne in tempo reale il rendering e i video, condividerlo con gli altri o inviare una richiesta all’hotel. Un altro tool innovativo è il Meeting Room Connect ovvero la possibilità di prenotare direttamente online una sala per piccoli meeting (entro le 25 persone) direttamente dal sito internet. Infatti, entrando nel meeting site e cliccando su prenota online si può scegliere sala e set up e prenotarli così come si farebbe per una stanza.

SEMPRE PIÙ BENESSERE ALLE TERME DI SIRMIONE Sono dedicate al benessere le novità del Grand Hotel Terme, il cinque stelle di Terme di Sirmione che si erge di fronte a uno degli angoli più suggestivi della cittadina sul Lago di Garda. L’albergo ha di recente rinnovato e ampliato la sua offerta termale dedicata al relax con tre grandi spazi per un totale di seicento metri quadrati aggiuntivi pensati interamente per il bien être: la Spa Castello, la Private Spa e la sala relax. Ambienti perfetti anche per post congress all’insegna del wellness, magari dopo un evento ospitato nelle sale meeting dell’hotel o delle altre strutture: gli altri due hotel termali di Terme di Sirmione a quattro e tre stelle – dotati di spazi e attrezzature per ogni tipo di eventi – e il PalaCreberg Sirmione, con una capienza di cinquecento posti, a pochi passi dal Grand Hotel Terme. E per eventi in esclusiva l’offerta si completa con il Centro Benessere Termale Aquaria, con oltre diecimila metri quadrati un tra parco e spazi allestibili e personalizzabili, dove i post congress diventano indimenticabili.


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HA APERTO GREEN INC: CONCEPT RESTAURANT MICE-ORIENTED Promette di far parlare di sé Green Inc, il nuovo concept restaurant aperto in centro a Milano (in via Meravigli 16, per la precisione), che accoglie il Mice in due sale – per un totale di ottanta posti – allestibili per meeting, aperitivi o per momenti conviviali placé. Decisamente sopra le righe l’ambiente, perfetto contenitore per eventi alla ricerca di originalità: dal soffitto pendono numerose lampade a sospensione contenenti piantine grasse, i tavoli sono di legno recuperato, il logo è in muschio vivo e alle pareti occhieggiano graffiti neri che dispensano pillole di saggezza come "You are never fully dressed without a smile". Anche i dettagli sono pensati per i businessman, come la presenza, sotto ogni tavolo, di prese per tablet e smartphone. Assolutamente originale, infine, la proposta gastronomica: crudista, organica e salutare, ma con un’allure smart, gustosa e colorata. Niente consommé o brodini, insomma, ma piatti sfiziosi e appaganti, Un esempio? Le lasagne vegan raw, che vedono alternarsi strati di zucchine crude e avocado conditi con salse homemade a base di pesto di pomodori secchi, pesto al basilico e crema di anacardi. (P.K.)

RESTYLING CONGRESSUALE PER IL POLITEAMA PALACE HOTEL È appena terminato il restyling della sala congressi del Politeama Palace Hotel di Palermo. Ora lo spazio è in grado di ospitare 130 persone ed è stato dotato delle più moderne tecnologie per soddisfare tutte le esigenze di incontri d’affari, meeting aziendali, congressi, ed eventi di ogni natura. Nel cuore della città, facilmente raggiungibile da tutte le vie di comunicazione, l’hotel amplia così la sua offerta di spazi congressuali: oltre alla appena restaurata sala, dispone infatti di una sala meeting per cinquanta persone e salette da dieci posti.

RICCHI PREMI ALLA SPA DEL LEFAY RESORT & SPA LAGO DI GARDA Lefay Resort & Spa Lago di Garda vince agli Spafinder Readers’ Choice Awards il prestigioso Crystal Award quale Migliore Spa d’Europa e per la terza volta il Country Award come Migliore Spa d’Italia. Il Crystal Award viene assegnato alla migliore spa di ogni continente, selezionata tra le vincitrici degli Spafinder Country Award. Liliana Leali, presidente di Lefay Resorts, commenta: «Lo Spafinder Readers’ Choice Award come migliore spa d’Europa, dopo un anno ricco di successi e riconoscimenti, sancisce la consacrazione definitiva del Lefay Resort & Spa Lago di Garda tra i maggiori rappresentanti del mondo del benessere a livello mondiale e ripaga l’impegno di questi primi cinque anni di storia della nostra azienda volti a creare il primo vero brand italiano dell’ospitalità del benessere di lusso».

STARHOTELS PREMIATA AL BTO COME MIGLIORE CATENA IN ITALIA

La catena alberghiera Starhotels si è aggiudicata il Trivago Best Hotel Italy 2013 come miglior catena alberghiera dell’anno, superando nomi storici dell’hotellerie internazionale presenti in Italia come Hilton, Best Western, Marriott e altri. Nello stilare la classifica delle migliori catene alberghiere in Italia, Trivago ha preso in considerazione i gruppi presenti sul nostro territorio con almeno dieci strutture e la valutazione rilasciata dagli utenti della rete dal 1° gennaio al 20 novembre del 2013. Con una reputazione online di 83,28 su 100 Starhotels ha pienamente soddisfatto i criteri di selezione.

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UNA STELLA MICHELIN AL RISTORANTE DEL GRAND HOTEL EXCELSIOR VITTORIA Il Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento presenta un’importante novità, la stella Michelin del suo ristorante Terrazza Bosquet. La stella Michelin, riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti a livello nazionale e internazionale, va ad aggiungersi al recente inserimento del ristorante Terrazza Bosquet all’interno della guida I Ristoranti d’Italia de l’Espresso 2014. Nel mese di luglio dello scorso anno Terraz-

za Bosquet risultava anche all’interno della rivista Gambero Rosso, tra i migliori ristoranti d’Italia. Tutti questi riconoscimenti sono motivo di grande soddisfazione per la famiglia Fiorentino, alla guida della prestigiosa struttura sin dalla fondazione, e sono un’ulteriore conferma anche per il giovane e talentuoso executive chef Luigi Tramontano, approdato alla direzione della cucina dell’albergo la scorsa primavera.

A LONDRA UN ALTRO INDIRIZZO CONGRESSUALE

NOVA YARDINIA, MICE RINNOVATO SUL WEB

Nuovo indirizzo per gli organizzatori congressuali che scelgono la capitale britannica: Rosewood London ha aperto i battenti nel quartiere storico di Holborn, ospitato in un edificio del 1914 in perfetto stile Belle Epoque accuratamente rinnovato. L’hotel propone 262 camere, 44 suite e ampi spazi congressuali. Le sale sono in tutto undici, ideali sia per grandi eventi sia per riunioni più intime. Tra le aree per eventi anche una ballroom e sale con la cucina a vista.

UN FUTURO PROGETTO CONGRESSUALE A CERVIA

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È online il nuovo sito dedicato al Mice di Nova Yardinia. Il sito propone, con un design impattante, i numeri che fanno di questo resort una delle location per antonomasia nella meeting industry europea: quattro hotel (due a cinque stelle e due a quattro stelle), 790 camere, trenta sale meeting, 7.800metri quadri di aree espositive e spazi non convenzionali, 14 ristoranti, cinque chilometri di spiaggia privata, 3.500 metri quadri di thalasso-spa. Tante le informazioni approfondite sulle strutture, ma anche sugli itinerari pugliesi, e un’area di download per il materiale informativo espressamente dedicato agli utenti del settore Mice.

Sarà R&D Hospitality l’advisor strategico per la riqualificazione e lo sviluppo di un nuovo progetto turistico-ricettivo denominato Cervia Beach Hotel & Residence. L’incarico è stato affidato alla società specializzata nella ricerca e sviluppo di opportunità di investimento nel real estate turistico-alberghiero dalla Cassa Edile di Milano. La riqualificazione dell’area di progetto porterà alla realizzazione di un nuovo complesso costituito da un hotel e un residence, per una capacità ricettiva totale di oltre duecento camere, piscina esterna, sale meeting, area benessere e spiaggia.


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INAUGURA L’AGRITURISMO PIANO DEL MONACO A pochi chilometri dall’aeroporto di Lamezia Terme inaugura la sua apertura l’agriturismo Piano del Monaco: ottocentesca residenza di campagna riportata agli antichi splendori da un sapiente lavoro di ristrutturazione, condotto nel pieno rispetto delle forme, dei colori e delle geometrie; intorno è il verde salvia degli ulivi a punteggiare una distesa di terra che digrada verso il mare. Ogni dettaglio è originale, ogni scelta d’arredo parla del Sud, anche la cucina: rustica, dagli ingredienti scelti e

attaccata alle radici, prelude a convivi memorabili. Dalla hall, in cui predominano l’ocra, il terra di Siena della pietra antica, il blu e il giallo delle maioliche, si apre lo scenario sorprendente delle sale che si inanellano scandite da una sequenza di archi a tutto sesto. Al centro, come un piccolo giardino d’inverno, si contestualizza un antico pozzo illuminato da un lucernario. Le sale, modulabili e a geometria variabile, possono ospitare fino a duecento persone, per qualsiasi tipologia di evento. La posizione dell’agriturismo suggerisce valide soluzioni per il post-congress con itinerari coast to coast dallo Jonio al Tirreno per raggiungere rinomate località turistiche come Tropea e Le Castella. (T.C.)

PALAZZO PARIGI HOTEL & GRAND SPA: NUOVO INDIRIZZO GLAMOUR A MILANO Il nuovo punto di riferimento dell’ospitalità alberghiera di stile a Milano è Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa. Nel cuore di Brera, lo storico quartiere meneghino degli artisti, l’hotel propone la sobria eleganza di un’ex dimora patrizia valorizzata e ripensata dall’architetto Paola Giambelli – dell’omonimo impero immobiliare – che ha qui ricavato volumi importanti, un giardino privato con piante secolari, ampi terrazzi con vista a tutto campo sui tetti e sulle corti di Milano. Come suggerisce il nome, l’hotel propone un giocoso bisticcio tra Milano e Parigi, voluto da Pierre-Yves Rochon, deus ex machina dell’interior design di alcuni dei più sofisticati alberghi al mondo, che si ritrova nelle 65 camere e nelle 33 suite e negli ambienti comuni. Consulente responsabile di tutte le esperienze gastronomiche fruibili in albergo, Carlo Cracco ha personalmente contribuito con Pierre-Yves Rochon e

l’architetto Paola Giambelli alla realizzazione stessa del suo nuovo ristorante. Al genio del maestro pasticcere Pascal Piermattei è affidata la nota dolce dei menu, servita anche al Cafè Parigi, il bistrot disegnato per momenti più informali o raffinate pause dalla frenesia cittadina. Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa si propone anche come indirizzo d’elezione per discrete riunioni al vertice, importanti incontri aziendali, ma anche eventi pubblici o privati di ampia portata. Dopo il soft opening di settembre, l’hotel sarà aperto ufficialmente la prossima primavera con la nuova spa e un roof garden.

IL MUSEO BAGATTI VALSECCHI APRE LE PORTE AGLI EVENTI Una casa-museo nel cuore di Milano ispirata ai palazzi signorili del Cinquecento lombardo. Una dimora di famiglia che a fine Ottocento ha raccolto un patrimonio artistico pregiato, da eleganti tavole dipinte a collezioni di arredi e molto altro. È il Museo Bagatti Valsecchi, che apre le sue porte al Mice. La casa-museo si propone come location speciale: in una posizione strategica, è in grado di offrire una cornice perfetta per i momenti d’incontro dedicati al lavoro, alla socialità e all’intrattenimento di alto livello, con spazi che per il loro fascino contribuiscono al successo di ogni iniziativa. Tutte le opere della collezione sono oggi esposte nel rispetto dell’originale allestimento ottocentesco. All’interno del Museo sono disponibili per gli eventi il salone, luogo di rappresentanza per eccellenza, la sala da pranzo, lo studio, la contigua loggia (una grande terrazza semicoperta allestibile per cocktail o rinfreschi) e, al piano terra, la raffinata sala degli Armigeri.

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Il Gais Hotels Group comprende quattro strutture alberghiere eleganti e funzionali in contesti d’eccezione nella splendida città siciliana. Ma alla meeting industry propone anche una location d’eccezione: una tenuta vitivinicola sulle pendici dell’Etna

Poker d’assi a Taormina è un gruppo alberghiero a Taormina che prosegue una tradizione di ospiC’ talità d'eccellenza da quattro generazioni:

SIMONA ZIN

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è il Gruppo Gais Hotels, che fa capo alla famiglia De Luca, albergatori di lunga data. L’attività ricettiva della famiglia, infatti, ebbe inizio a fine ‘800 con l’Hotel Villa Diodoro, quando Taormina, intrisa dall’atmosfera della Belle Èpoque, fu la dimora di facoltosi viaggiatori ed eleganti uomini di cultura fin de siècle. Più tardi, si aggiunsero l’Hotel Isabella e l’Hotel Caparena, un complesso turistico balneare con un attrezzato centro benessere. Il gruppo si è poi ampliato con il Grand Hotel San Pietro, un resort cinque stelle lusso sul mare. TRADIZIONE DI OSPITALITÀ Con la Divisione Congressi il gruppo è impegnato nel completo e professionale allestimento di meeting e conferenze, sia all’interno delle proprie strutture sia su tutto il territorio nazionale, mentre, poco distante da Taormina, sulle incantevoli

pendici dell’Etna, nell’azienda vitivinicola di proprietà, Tenuta Chiuse del Signore, ha avviato un’interessante produzione di olio e di vino di grande pregio. Proprio la splendida tenuta diventa una location di rara suggestione per meeting fino a settanta partecipanti seduti, grazie alla Sala del Camino, che riporta alle atmosfere delle antiche case nobiliari siciliane. La dedizione al lavoro condivisa da ciascun membro della famiglia De Luca e dai loro collaboratori, ha dato una forte identità al gruppo che, da oltre un secolo, nel cuore della “perla dello Ionio”, coccola i suoi ospiti offrendo loro un’accoglienza personalizzata e di gran classe. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le strutture del gruppo: l’ultimo “nato” è il Grand Hotel San Pietro, un prestigioso cinque stelle lusso con 63 eleganti camere, affiliato alla catena internazionale dei Relais & Chateaux. Il fascino della struttura è racchiuso nella posizione privilegiata: immerso in un parco di rigogliosa vegetazione siciliana,


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ha di fronte solo il mare e alle spalle il centro storico. Caratterizzano la struttura anche una piscina panoramica, una sala da tè e biblioteca, l’elegante boiserie d’epoca e l’esclusiva Suite Grand Hotel. Per gli amanti della buona tavola è a disposizione il ristorante Il Giardino degli Ulivi, dove nella stagione calda si cena sulla terrazza tra i profumi delle piante di agrumi ornamentali. Le camere sono accessoriate con tutti i comfort più moderni e con servizi esclusivi quali l’health & beauty corner con massaggi in aromaterapia, estetica e fitness room e la navetta per la spiaggia privata del Caparena. I PIÙ “STORICI” Domina la baia di Naxos da oltre cento anni l’Hotel Villa Diodoro, che offre una vista che spazia dal cono dell’Etna al blu del mare e si perde nel rigoglioso giardino di vegetazione autoctona. Situato a pochi passi dal centro storico, si caratterizza per sobrietà ed eleganza e possiede 102 camere e suite dotate di ogni comfort. Nel ristorante dell’hotel si possono gustare i piatti della gastronomia siciliana e quelli della cucina italiana e internazionale, con un’eccellente carta dei vini e numerose etichette esclusivamente siciliane. La zona destinata ai congressi, con sale convegni tutte vista giardino, ha una capacità complessiva di ottocento persone, mentre l’area intorno alla piscina può essere allestita per cocktail e cene di gala. Un’altra struttura storica del gruppo è l’Hotel Caparena, a Taormina Mare, a pochi chilometri dal centro, il luogo ideale per rilassarsi tra i profumi di un giardino di palme, acacie e hibiscus. L’hotel possiede 88 camere, arredate in stile mediterraneo, che in parte si affacciano sul giardino e in parte sono provvi-

ste di balconi rivolti verso la spiaggia privata, collegata da una navetta agli hotel del centro storico. A completare l’offerta dell’hotel, tre ristoranti, un beach bar, due attrezzate sale congressi con una capacità di 250 persone, solarium e piscina scoperta circondata da cicas e fiori di bouganville. Inaugurato nel luglio del 2004, è a disposizione anche lo splendido centro benessere in riva al mare che possiede una piscina coperta riscaldata immersa nel verde. Il tre stelle Hotel Isabella, infine, è nel cuore della città, a pochi passi dal teatro greco-romano e offre agli ospiti il privilegio di varcare la soglia e ritrovarsi sul corso principale, collocazione ideale per abbinare agli eventi anche momenti dedicati allo shopping e alle visite ai monumenti. La Divisione Congressi del gruppo progetta e gestisce qualsiasi tipo di evento, coordinandone gli aspetti tecnici e organizzativi.

1-2 / Il Grand Hotel San Pietro, splendido cinque stelle lusso affacciato sul mare 3 e 7 / Lo storico Hotel Villa Diodoro, a pochi passi dal centro storico di Taormina 5 / La suggestiva bottaia di Tenuta Chiuse del Signore, sulle pendici dell’Etna 6 / L’Hotel Caparena, immerso in un lussureggiante giardino

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Solida, innovativa, forte di una riconosciuta esperienza nell’hôtellerie, JSH Hotels & Resorts presenta un management improntato alla valorizzazione delle risorse e al raggiungimento degli obiettivi. Preferita da top brand come Radisson, Best Western, Hilton e Framon

Progetti di nuova generazione resce a un ritmo inarrestabile il portfolio di strutture a marchio J C Hotels & Resorts, la società di gestione

TERESA CHIODO

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alberghiera nata nella primavera del 2010 da un team di giovani professionisti dell’ospitalità. Formatisi nella conduzione di alberghi a vocazione internazionale, i fondatori di JSH Hotels & Resorts hanno assorbito, nel proprio trascorso professionale, leve, regole e strumenti utili a ottimizzare la gestione di diverse tipologie di strutture alberghiere: eleganti hotel nelle più importanti città italiane ed esclusivi resort in location di prestigio. CAPACITÀ, VISIONE, CORAGGIO La compagnia, nel corso degli anni, ha saputo investire su diversi fattori chiave dell’ospitalità, quali lo sviluppo di modelli gestionali performanti, l’attuazione di codici di comportamento votati alla tra-

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sparenza e all’affidabilità, la costante e inesauribile ricerca di leve competitive da utilizzare e di competenze professionali da valorizzare. Una visione ferma, un approccio proattivo e una perseveranza di intenti porteranno il numero di strutture gestite a quota venti entro l’anno 2014: venti strutture alberghiere, per un totale di oltre duemila camere e suite, a marchio Radisson, Best Western, Hilton, Holiday Inn, in tutta Italia. Del 2013 è la joint venture col gruppo Framon finalizzata alla gestione e commercializzazione degli alberghi sul territorio siciliano. «L’obiettivo è stato quello di acquisire importanti gestioni in Sicilia fino a diventare il primo player dell’isola» spiega Andrea Cigarini, presidente di JSH Hotels & Resorts. In programma anche l’apertura di un nuovo resort a Tropea e la riqualificazione di una storica struttura sull’iso-


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la di Vulcano. «Questo perché – continua Cigarini – crediamo fortemente nelle potenzialità inespresse del Meridione, culla di tesori monumentali, location strepitose, eccellenze gastronomiche e... giovani volenterosi di esprimere il proprio valore». Ma JSH Hotels & Resorts continua a crescere anche al Nord con nuove gestioni previste sia a Milano sia a Bologna e importanti progetti futuri che varcano i confini nazionali. NON SOLO HOTEL, ANCHE CIRCUITI GOLFISTICI I principali punti di forza di questa società di gestione alberghiera consistono nella capacità di subentrare efficacemente nella gestione di strutture alberghiere sotto-performanti, facendone emergere le potenzialità inespresse e nella capacità di interpretare proattivamente le esigenze della committenza, creando presupposti per la valorizzazione degli asset immobiliari. L’operazione è applicabile non solo agli hotel ma anche ai circuiti golfistici. Con quattro strutture votate al golf in portfolio, JSH Hotels & Resorts si propone infatti come partner di fiducia per la creazione di un circuito di strutture golfistiche di qualità. Consapevole che il segmento golfistico sia in costante crescita e che il valore mondiale del movimento golfistico ammonti a quaranta miliardi di euro, la compagnia riminese suggerisce di investire in questa nicchia come valore aggiunto per l’hotel. Affidarsi a JSH Hotels & Resorts significa promuovere il golf attraverso canali dedicati, ideare pacchetti di soggiorno per golfisti e usare il golf come attività di intrattenimento per neofiti e aziende.

CONVENTION AD ALTO TASSO EMOZIONALE JSH Hotels & Resorts è il partner ideale per eventi congressuali di sicuro successo. Le strutture affiliate, già ottimamente improntate agli incentive, offrono, fra i vari servizi congressuali, numerose, interessanti e originali possibilità di team building. Gli alberghi a vocazione golfistica, per esempio, si prestano alle golf clinic: percorsi di avvicinamento allo sport golfistico sia per gruppi di principianti sia per giocatori esperti. I resort puntano sull’incanto dei contesti naturali dalle scenografie irripetibili, dove è possibile praticare sport a contatto con la natura. Gli hotel beneficiano delle connessioni logistiche e offrono sale tecnologicamente attrezzate in ambienti eleganti e in perfetta armonia. I circuiti termali sono un valido intermezzo da alternare a sessioni di lavoro wellness oriented. Completano l’offerta, infatti, lezioni di gruppo di yoga e pilates.

Alcune delle strutture gestite da JSH Hotels & Resorts: 1 / Il Radisson Blu Es. Hotel Rome, a Roma 2 / Il duoMo hotel a Rimini 3 / Il DoubleTree by Hilton Acaya Golf Resort, vicino a Lecce 4 / Il Paradise Resort a San Teodoro 5 / L’Hotel Home Florence a Firenze 4 / Il Picciolo Etna Golf Resort & Spa, in provincia di Catania

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Un gruppo leader in Europa e nel mondo in grado di offrire location per eventi e soluzioni organizzative sempre all’altezza delle attese. Preferred Hotel Group, grazie alla sua divisione meeting, garantisce massima professionalità e un ottimo rapporto qualità prezzo

Il meeting ideale resente in 85 Paesi del mondo con oltre 650 hotel e strutture ricettive di P vario tipo – di cui duecento destinazioni

ELISA FERRO

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spiccatamente business e congressuali –, Preferred Hotel Group è tra i leader a livello globale nel settore dell’ospitalità di alto livello. Il gruppo, nato a Chicago quasi mezzo secolo fa, vanta attualmente sei marchi rinomati e associati ai più prestigiosi hotel e complessi turistici sparsi nei cinque continenti: Preferred Hotels & Resorts, Preferred Boutique, Summit Hotels & Resorts, Summit Serviced Residences, Sterling Hotels, Sterling Design e Historic Hotels Worldwide. Ciascun brand rappresenta una selezione di strutture con caratteristiche uniche e particolari, ma l’intera offerta alberghiera firmata Preferred Hotel si contraddistingue per standard qualitativi accuratamente testati e livelli di servizio assolutamente impeccabili. Per quanto riguarda in particolare il segmento Mice, le aziende, associazioni, incentive house e Pco interessati a conoscere e/o prenotare

una delle numerose location disponibili per meeting ed eventi possono contare su un team di decine di professionisti in grado, in ogni parte del globo, di assolvere prontamente e in modo esaustivo ai desideri della committenza. In Italia, questo compito è svolto egregiamente dall’ufficio commerciale di Milano, dove Silvia Lavazza, supportata da un dinamico e internazionale group desk, risponde in 24 ore a tutte le richieste dei clienti. QUATTRO PERLE EUROPEE Anche in Europa, naturalmente, la scelta di venue adatte al Mice è quanto mai ampia ed esclusiva e con Preferred Hotel si ha la possibilità di contemperare al meglio le diverse esigenze in gioco quando si tratta di organizzare un incontro aziendale: dagli obiettivi immediati che si vogliono raggiungere al budget di cui si dispone, dalla comunicazione interna alla cura della brand reputation, fino all’accomodation di piccole e grandi delegazioni o alla programmazione di attività di team


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Alcune delle raffinate strutture targate Preferred Hotel Group: 1 / L’Hotel du Collectionneur Arc de Triomphe a Parigi 2 / Il Grand Hotel Excelsior a Malta 3 / Il Royal Horseguards a Londra 4 / L’Hotel Monaco & Grand Canal a Venezia 5 / Il Parco dei Principi Grand Hotel & Spa a Roma 6 / L’Excelsior Palace Hotel a Rapallo

building, serate di gala e visite guidate post congress. Il tutto in abbinamento a promozioni e facilitazioni studiate ad hoc per gli operatori della meeting industry. Tra le varie location disponibili, si segnalano al riguardo quattro alberghi di eleganza e fascino indiscussi, situati strategicamente nel cuore di altrettante metropoli europee: stiamo parlando dell’Hotel du Collectionneur Arc de Triomphe a Parigi, del The Royal Horseguards di Londra, del Parco Dei Principi Grand Hotel & Spa a Roma e del Majestic Hotel & Spa a Barcellona. Tutti di categoria cinque stelle e dotati di comfort e tecnologie all’avanguardia. L’hotel parigino, sontuoso e romantico, dispone di 478 camere e suite in stile Art Deco e di un’area congressuale che si sviluppa su 1.700 metri quadrati, con una splendida ballroom centrale e sei meeting room modulari che possono accogliere fino a 650 persone. Splendore vittoriano e pregio architettonico fanno invece del The Royal Horseguards uno degli edifici più rappresentativi di Londra, classificato come “costruzione d’interesse eccezionale”. Qui gruppi corporate e delegati congressuali, oltre a 281 alloggi estremamente eleganti e confortevoli, possono contare su diverse sale riunioni da quaranta posti ciascuna, nonché, per le manifestazioni più grandi, sull’adiacente e prestigioso One Whitehall Place, che fra i suoi spazi dedicati annovera anche la panoramica e luminosa Gladstone Library, sala di rappresentanza da 250 ospiti. Cornice perfetta per eventi e convegni nel cuore di Roma, circondato da un meraviglioso giardino botanico a due

passi da Villa Borghese, il Parco Dei Principi Grand Hotel & Spa offre a sua volta 178 camere e suite, una fantastica Royal Suite, un moderno centro congressi con 18 sale che possono ospitare fino a novecento persone e duemila metri quadrati di benessere e relax nella sua raffinata Spa. Ancora benessere, classe e atmosfera caratterizzano infine il Majestic Hotel & Spa di Barcellona, situato a ridosso del centralissimo Paseo de Gracia. L’offerta ricettiva e congressuale si compone in questo caso di 275 camere, suite e appartamenti e di nove sale meeting di diversa metratura, fra cui spicca il magnifico Salon Mediterraneo in grado di accogliere riunioni plenarie fino a cinquecento delegati.

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Villa & Palazzo Aminta Hotel Beauty & Spa HHHHHL Stresa (Vb) Numero totale camere: 67 | Ristoranti: 2 | Posti: 180 | Sale meeting: 2 | Capienza sala maggiore: 120 | Capienza sala minore: 40 | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 96 | Possibilità organizzazione post congress

Circondata da un magnifico parco e affacciata sulle celebri Isole Borromeo, Villa & Palazzo Aminta Hotel Beauty & Spa è una location di charme e di grande versatilità. La proposta invernale Meeting & Congressi in Esclusiva rende il tutto ancora più interessante

Eventi in esclusiva ELISA FERRO

legante e panoramico, membro dei The Leading Hotels of the World, Villa E & Palazzo Aminta è un incantevole complesso cinque stelle lusso situato a Stresa, sul Lago Maggiore. L’ampio parco privato e la vista eccezionale sulle Isole Borromeo, oltre alla raffinatezza del servizio e degli ambienti in stile Novecento, ne fanno un luogo suggestivo e discreto, ideale per convegni, presentazioni ed eventi aziendali all’insegna dell’esclusività. La vocazione Mice della location è ulteriormente sottolineata dalla proposta Meeting & Congressi in Esclusiva, valida per tutto l’inverno fino alla fine di marzo: a tariffe vantaggiose gruppi corporate e delegati possono usufruire della struttura in esclusiva e di un pacchetto completo che prevede il pernottamento nella tipologia di camera prescelta, ricca colazione a buffet, welcome cocktail all’arrivo, affitto della sala conferenze Borromeo, parcheggio, connessione internet wi-fi illimitata e utilizzo della Grotta Camelia presso il centro benessere, oltre a interessanti programmi di team building studiati ad hoc. Un’opportunità in più per sfruttare al meglio le notevoli potenzialità di

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un’offerta congressuale che si compone della citata sala Borromeo, con capienza fino a 120 persone, e della più piccola sala Amintina, ideale per seminari e workshop con un massimo di quaranta partecipanti. Per quanto riguarda le soluzioni d’alloggio, l’hotel dispone di 67 camere deluxe e suite con terrazza o balcone privati, tutte con vasca Jacuzzi e impreziosite da marmi e decori che le rendono tra loro uniche e diverse. Due invece i ristoranti: I Mori, un lussuoso giardino d’inverno con vista sul lago, e Le Isole, con ampie vetrate e terrazza panoramica affacciata sulle Isole Borromeo. Palazzo Aminta Beauty & Spa, infine, tempio del benessere in stile orientale, offre programmi all’avanguardia per un benessere assoluto, trattamenti viso, corpo e la Grotta Camelia, un luogo magico avvolto in una luce soffusa, con percorsi che si snodano tra bagno turco, cascate di ghiaccio, aromarium, docce sensoriali e scozzesi che creano un’alternanza ritmica di caldo e freddo, per ritrovare una totale armonia e rigenerare lo spirito. indirizzi a fine rivista


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Grand Hotel Arenzano HHHH Arenzano (Ge) Numero totale camere: 109 | Ristoranti: 2 | Posti: 220 |Sale meeting: 6 | Capienza sala maggiore: 220 posti | Capienza sala minore: 12 | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 100 | Possibilità organizzazione post congress

Un contesto paesaggistico unico, flessibilità nell'accogliere eventi anche medio-grandi, ottima ristorazione e posizione strategica: questi i plus del Grand Hotel Arenzano, storica struttura che si propone oggi come piacevole location con una marcia in più

All’insegna della versatilità SIMONA ZIN

elegante palazzo storico, la cui facciata è delineata da alte palme che sepaL’ rano discretamente la struttura dal lungomare, conserva ancora oggi tutto il fascino dell’originale edificio in stile Liberty inaugurato nel 1913: il Grand Hotel Arenzano si trova nel cuore della cittadina ligure, antico borgo marinaro a pochi minuti da Genova, direttamente affacciato sul mare. La versatilità della struttura consente di organizzare convegni, riunioni d’affari, cene di gala, presentazioni ed eventi speciali anche di dimensione medio-grande (dalle duecento alle 220 persone), approfittando tutto l’anno delle miti temperature della Riviera. L’hotel dispone, infatti, di un attrezzato centro congressi con una sala plenaria in grado di accogliere fino a 220 persone e altre quattro sale da dieci a trenta persone. POST CONGRESS ALTERNATIVI Il Grand Hotel Arenzano, che fa parte del gruppo Grand Heritage Hotels International, vanta una posizione strategica all’inizio della Riviera di Ponente e si trova inserito in un contesto paesaggistico unico e incontaminato, nel quale vengono organizzate escursioni: in pochissimo tempo è possibile infatti raggiungere luoghi unici quali i villaggi medievali

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della Riviera di Ponente, il Golfo del Tigullio e le Cinque Terre, oltre chiaramente a tutte le attività culturali che propone Genova con il suo centro storico più grande d’Europa, i Palazzi patrimonio dell’Unesco, i diversi musei e l’Acquario. Sono poi numerose le proposte post congress, incentive e le attività di team building, dai corsi di cucina per imparare a fare le trofie o a decorare i cupcake, al whalewhatching, a tutte le attività sportive possibili come il golf, la vela, le immersioni per visitare il famoso relitto dell’Haven e i numerosi percorsi di trekking nel bellissimo Parco Naturale Regionale del Beigua e persino lezioni di tango. Anche la ristorazione del Grand Hotel Arenzano merita un accenno: il rinomato Ristorante La Veranda (due forchette Michelin) offre agli amanti della tavola una vasta gamma di prodotti locali, vini liguri e nazionali, oltre alla pregiata selezione della Cantina del Castello di Gabiano. Tra gli ambienti unici del Grand Hotel, il Marajà Lounge Bar raffinato "salotto" orientale che si affaccia sulla piscina esterna, è ideale per un pranzo veloce, per l’happy hour o un evento ispirato al lontano Oriente. indirizzi a fine rivista


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Il tuo evento nel cuore della Puglia

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090 hotel SX_federico_II

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SITE INSPECTION hotel

Hotel Federico II HHHH Jesi (An) Numero totale camere: 130 | Ristoranti: 1 | Posti: 120 | Sale meeting: 9 | Capienza sala maggiore: 500 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | Possibilità organizzazione post congress

L'Hotel Federico II di Jesi è l'indirizzo più indicato per un convegno al quale abbinare una visita alle bellezze della regione: circondato dalla natura e dotato dei più moderni comfort, si caratterizza per uno stile particolare e per la qualità del servizio

Alla scoperta delle Marche SIMONA ZIN

orge nel verde, in cima a una collina, l’Hotel Federico II, un grande complesS so alberghiero-residenziale e congressuale dotato dei migliori comfort e dei servizi più moderni, nonché della tranquillità e di tutte le attenzioni necessarie per un soggiorno di lavoro proficuo e piacevole al tempo stesso. La collocazione geografica di questa esclusiva struttura a quattro stelle, situata alle porte di Jesi, a pochi chilometri dall’aeroporto di Ancona Falconara e a 15 minuti dal mare, permette inoltre la programmazione di visite guidate alla scoperta delle Marche: dai castelli e i vigneti del Verdicchio alle Grotte di Frasassi, da Recanati e Loreto alla Riviera del Conero, fino a Urbino e alla Rocca di Gradara, solo per citare alcune delle mete più interessanti. UNA CASA IN HOTEL Grazie alle nuove realizzazioni, che comprendono 24 camere, la capacità ricettiva dell’hotel è attualmente di 130 stanze complessive, tutte soluzioni ideali sia per rilassarsi sia per lavorare con i comfort più moderni. Per i soggiorni più lunghi, invece, sono disponibili esclusivi monolocali e bilocali completi di ingresso indipendente, parcheggio privato, piscina e giardino: particolarmente suggestivi, per chi sceglie la soluzione in residence, i sei

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appartamenti ricavati ultimamente dalla ristrutturazione di una casa colonica del Seicento adiacente l’albergo. Alloggi esclusivi a parte, l’Hotel Federico II garantisce a manager e business traveller ogni tipo di facility per il loro soggiorno, come l’attrezzato centro sportivo e l’esclusivo centro benessere. Il primo è composto da due piscine, una coperta per il periodo invernale e una all’aperto per l’estate, e da una palestra dotata dei più moderni macchinari per il fitness, nonché di due circuiti ad hoc, uno cardiotonico e uno isotonico. Il centro wellness, invece, accoglie i visitatori con una piscina coperta e riscaldata dal design originale, con vasca e getti d’acqua per idromassaggio, e con una sontuosa spa dotata di sauna e biosauna, bagno turco, sudario romano e docce emozionali. A completare l'offerta business del Federico II, va ricordato che l’hotel è dotato anche di eliporto, di ampio parcheggio con oltre quattrocento posti auto, di due ristoranti con sale banchetto in grado di accogliere fino a 480 invitati e di un modernissimo centro congressi composto da nove sale meeting, da dieci a seicento posti, per una capienza complessiva di oltre mille partecipanti. indirizzi a fine rivista


Perché scegliere quando potete avere tutto?

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Un Centro Congressi che coniuga bellezza, qualità e comodità. Avere tutto non è mai stato così facile. Facile scegliere quando si ha a disposizione un Centro Congressi come i Magazzini del Cotone: 12 sale di varie dimensioni, un auditorium spettacolare, 8500 metri quadrati coperti di spazi espositivi. E poi, l’intero Porto Antico di Genova per aggiungere fascino e valore ai vostri eventi, alle vostre promozioni, ai vostri momenti di incontro. Già, facile scegliere un centro congressi nel cuore della città, a due passi da tutto: aeroporti, stazioni, alberghi, luoghi di interesse culturale Patrimonio dell’Umanità. Ma, poi, perché scegliere, quando potete avere tutto? PORTO ANTICO DI GENOVA S.P.A. Calata Molo Vecchio, 15 - 16128 Genova - T. +39 010 2485611 - F. +39 010 2758929 - www.centrocongressi.portoantico.it - centrocongressi@portoantico.it


092-093 hotel 2S_CrownePlazaStabie

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Il Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast è un luogo magico nel quale, oltre ad ambientare meeting ed eventi e andare alla scoperta del territorio circostante, si possono vivere momenti di puro relax nell'elegante spa

Benessere vista SIMONA ZIN

ista panoramica sul Vesuvio: già questa caratteristica è un ottimo biglietto V da visita per una struttura alberghiera. Se poi si aggiungono moderni spazi per eventi, 150 camere per qualsiasi esigenza, ristorazione di classe e accoglienza personalizzata, si capisce come mai il Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast si sia ritagliato una fama di ottima location congressuale in Campania. La ciliegina sulla torta per questo hotel, ospitato in un edificio industriale ristrutturato sulla Costiera Sorrentina e con una spiaggia privata con vista sul vulcano, è Spamarine, la zona dedicata al benessere. Il Crowne Plaza offre anche una piscina all'aperto, attracchi privati per imbarcazioni, un ristorante con terrazza esterna e con specialità mediterranee accompagnate dai migliori vini italiani. TRATTAMENTI PERSONALIZZATI Ma parlavamo di benessere: fiore all'occhiello della struttura campana è il centro Spamarine di circa ottocento metri quadrati, tra i più rinomati della Campania per varietà e qualità dei trattamenti

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estetici. Un vero e proprio rifugio per il corpo e la mente, dotato di 12 cabine di estetica, due vasche per trattamenti balneo, solarium, sauna, bagno turco, tisaneria, zona relax dove sciogliere le tensioni dopo un impegno di lavoro. L’ampia offerta di proposte è unica nel suo genere: accanto ai tradizionali percorsi differenziati per lei e per lui, sono stati pensati trattamenti specifici pre-maman per allentare la tensione delle donne che si preparano al parto, ma anche trattamenti jet-lag destinati ai businessman esposti allo stress dei cambi continui di fuso orario; e ancora, trattamenti dedicati agli sportivi per donare loro un’intensa sensazione di riposo. Sono poi previsti trattamenti olistici viso-corpo, cataplasmi di fanghi e alghe medicamentose, maschere sotto vapore, massaggi polisensoriali, che sfruttano le virtù di emulsioni rare ed essenze seducenti per trattamenti che risvegliano l’energia vitale per una ritrovata armonia tra mente e corpo. L’area relax di Spamarine è uno degli ambienti più caratteristici dell’intero centro benessere: confortevoli lettini dal


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Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast HHHH Castellammare di Stabia (Na) Numero totale camere: 150 | Ristoranti: 1 | Posti: 200 | Sale meeting: 5 | Capienza sala maggiore: 250 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 500 mq | Possibilità organizzazione post congress

Vesuvio design raffinato circondano la splendida vasca hydrojet posta al centro della stanza. Pavimenti a mosaico con tessere vitree e rivestimenti in pietra grezza creano un’atmosfera ovattata in un ambiente intimo e rilassato. Ideale per sei persone, con due velocità di idromassaggio, la vasca è un angolo di piacere dove coccolarsi per scaricare le tensioni accumulate nella frenesia del quotidiano e mettere in moto energie sopite. La sauna, perfetta per depurare e rinvigorire il corpo, il bagno turco e la tisaneria completano il meraviglioso percorso. SALUS PER AQUAM Nel centro benessere l’acqua è l’elemento vitale più importante e, nelle sue molteplici forme, tutto trasporta e rigenera: le vasche idromassaggio della Spamarine sono un toccasana per il corpo e la mente, quelle balneo, con i loro getti d’acqua marina, drenano i tessuti, sciolgono le tensioni e diventano un esclusivo bagno di salute per corpo e mente. La vasca Watsu unica nel suo genere, permette di effettuare uno shiatsu in acqua,

che dona energia e vitalità alle cellule, regalando agli ospiti un momento speciale per rilassarsi e ritrovare la forma. La doccia filiforme accompagnata da un avvolgente massaggio a due o a quattro mani sotto il getto d’acqua è un’esperienza sensoriale indimenticabile. L’area fitness è la zona destinata all’attività fisica dove gli ospiti possono ritrovare benessere e tono muscolare prima di una rilassante sosta a bordo vasca e nella zona relax. La palestra è attrezzata con macchinari di ultima generazione Technogym, perfetti per riacquistare il giusto equilibrio attraverso l’esercizio fisico: le cyclette Bike Excite e Recline Excite, il tapis roulant Run Excite, il total body Synchro Excite, la panca Selection. Spalliera, manubri e tappetini per esercizi permettono comode sessioni di stretching e tonificazione. La Spamarine è stata di recente annoverata nell’albo delle migliori cento spa in Italia, situate all’interno di strutture ricettive, ed è una delle migliori nella Regione Campania.

È tra le cento migliori spa d’Italia, Spamarine, fiore all’occhiello del Crowne Plaza, sulla costiera sorrentina. Il prestigioso hotel dispone di cinque sale riunioni, da dieci a 250 posti

indirizzi a fine rivista

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L’Hotel dei Principati a Salerno, sul nodo autostradale che collega Nord e Sud, rappresenta un indirizzo di eleganza e sobrietà con tutti i comfort per chi è in viaggio d’affari. E dopo i momenti istituzionali, le bellezze del territorio sono “a portata di mano”

Crocevia per l’incentive PIERA CARLOMAGNO

Qui sotto Delfino Pagano, expert advice e marketing manager, alla guida dell’Hotel dei Principati, che al Mice propone una sala modulabile e divisibile, in grado di ospitare fino a 436 delegati

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a clientela è decisamente business. Perché l’Hotel dei Principati di Baronissi, Lprovincia di Salerno, è un quattro stelle dotato di tutti i comfort e di notevoli sale congressuali, che si trova su un nodo autostradale strategico. E ciò significa che gli uomini d’affari che da Milano o Roma vanno verso la Calabria o la Sicilia, o cercano di raggiungere Bari per andare in Grecia, passano da qui. E viceversa. È questo, lungo lo Stivale, il punto di contatto tra Nord e Sud, e il Best Western all’uscita di Lancusi è la naturale “stazione di posta”per chi lo attraversa. Il nome, infatti, rende omaggio ai regni dei gloriosi principi che dominarono la provincia di Salerno e ne fecero un territorio ricco e illuminato: i Principati degli Arechi e dei Sanseverino, la cui magnificenza è ricordata da due torri nella struttura e dalla hall luminosissima e sobriamente raffinata, open space con il bar che si affaccia su un’area d’espansione che ospiterà un’ala dell’hotel che privilegerà le ampie vetrate. Largo al Mice perché l’Hotel dei Principati è dotato di 436 posti a platea nell’unica grande sala ricavabile dai nove moduli Iris, Ninfea, Orchidea, Giglio, Rosa, Tulipano, Mimosa, Camelia e Girasole (quest’ultima e Iris da cento posti ognuna). Tutte le sale sono dotate di amplificazione audio, radiomicrofoni, Dvd, videoproiettore su maxi schermo, videocollegamento Pc, connessione internet ad alta velocità,

lavagna luminosa a fogli mobili, staff meeting, segreteria congressuale, registrazione audio e video, schermo e flipchart inclusi nel prezzo. Su richiesta, hostess, traduzione simultanea, videoconferenza, transfer. Tutte le sale sono modulari e insonorizzate. Anche le ottanta camere sono insonorizzate e le suite includono un’area lounge su terrazzo. Ogni camera ha la sua doccia idromassaggio o Jacuzzi, accesso a internet, telefono, minibar, bollitore per te o caffè, cassaforte, Tv Lcd satellitare, Ppv, asciugacapelli, room service, concierge. Esistono camere per fumatori. Un bar e due sale ristorante con cucina nazionale completano l’offerta. A guidare il lavoro e l’entusiasmo del proprietario Luigi Calluori sono Giulia Calluori e un direttore d’eccezione, con una notevole esperienza nella Capitale: «Puntiamo ad un rating elevato – afferma Delfino Pagano, expert advice & marketing manager – e abbiamo pronti i contratti con importanti tour operator per gruppi spagnoli e giapponesi, mentre abbiamo consolidato il rapporto con gli inglesi». Il leisure non è da meno: da Baronissi si raggiungono facilmente Salerno e la Costiera Amalfitana, i templi di Paestum, oppure Pompei, il Vesuvio, Napoli, Capri, Ischia, Procida e Sorrento. indirizzi a fine rivista


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096-097 loc per eventi 2S_Mirabilandia

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SITE INSPECTION location per eventi

Mirabilandia: emozioni “a tutto parco”, per la meeting industry, dai congressi agli eventi passando per team building sensazionali e ludici, rigorosamente tailor made e on demand. Da quest’anno, da vivere anche in esclusiva!

Mirabilandia, effetti s LUCIANA FRANCESCA REBONATO

omen omen”, asserivano i latini: il destino è nel nome. Una locuzio“N ne assolutamente appropriata per Mirabilandia, tra i parchi-divertimenti più grandi d’Italia, che desta ammirazione e meraviglia e nel quale tutto è possibile, tailor made e on demand. Una location che di divertimento e spensieratezza ne profonde in abbondanza e che attrae come una calamita il Mice, al quale si rivolge con uno staff dedicato e, da quest’anno, con una novità assoluta: la possibilità – nelle giornate in cui il parco è chiuso – di “noleggiare” Mirabilandia in esclusiva. Un contenitore di grande effetto per il mondo degli eventi che qui trova attrazioni, negozi e ristorazione in esclusiva e con spettacoli personalizzabili: uno scenario straordinario nel quale ambientare soluzioni mirate a soddisfare qualsiasi esigenza della committenza. E grazie a Mirabilandia Vacanze, il tour operator di Mirabilandia, la soluzione alberghiera più interessante è al servizio del Mice con speciali pacchetti “chiavi in mano”, magari anche come fantastico regalo da fare ai propri

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dipendenti. L’incentive, a Mirabilandia, vola sulle ali della coesione e della fantasia! Senza contare l’intrigo di Mirabeach, l’area acquatica del parco, con tutta l‘atmosfera delle spiagge caraibiche, sabbia bianchissima, palme rigogliose e un tripudio di scivoli: l’ambiente ideale per le famiglie del Mice, che possono trascorrere una giornata di emozioni e di relax grazie alle attrazioni, agli spettacoli e all’infinita scelta di negozi e di punti di ristoro. TEAM BUILDING? CHE EMOZIONE! Ecco il fiore all’occhiello di Mirabilandia: il potere di aggregazione, la capacità di coinvolgere emotivamente tutti, dai dirigenti ai dipendenti, dai clienti alla forza-vendita. E mentre si confrontano fra loro tutti insieme, in chiave ironica, giocosa e – soprattutto – divertente, la coesione è massima e il successo del team building è assicurato. Mirabilandia è speciale e regala attrazioni straordinarie per le attività di team building: iSpeed, Katun e Divertical, per esempio, sono roller coaster che regalano emo-


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SITE INSPECTION location per eventi

i speciali in esclusiva zioni adrenaliniche ma anche attrazioni “per tutti”, e diventano spunto per coinvolgenti gare a squadre. Di impatto è Reset Anno Zero, un’attrazione ambientata in una New York post apocalittica: provvista di sistema di punteggio e classifica finale, consente ai giocatori di sfidarsi in gruppo o a coppie e si presta anche a team building composti da oltre cinquecento persone. Da non perdere e di grande effetto è anche Stuntman per un giorno, lo stunt show numero uno in Europa, che consente di diventare i reali protagonisti dello spettacolo, regalando agli ospiti di un evento l'emozione di essere “stuntman per un giorno” a bordo di spericolate auto della polizia. Questo e molto, molto altro ancora, a Mirabilandia. Per eventi memorabili. DI TUTTO, DI PIÙ! E dopo le infinite opportunità di team building nel parco facciamo un focus sugli eventi in generale che a Mirabilandia vedono sale e spazi meeting attrezzati, ristorazione per ogni esigenza – dal

coffee break al buffet, dalla cena di gala al pranzo informale passando per finger food con specialità classiche e anche locali, con i sapori della Romagna –, la possibilità di organizzare cocktail o cene nella cornice caraibica di Mirabeach, spettacoli personalizzabili e la gestione del pernottamento di tutti gli ospiti nelle strutture alberghiere – partner di Mirabilandia – in prossimità del parco. Quanto agli spazi per meeting, Mirabilandia è articolata in più aree, a iniziare da un’area espositiva di circa trecento metri quadrati per proseguire con due sale meeting perfettamente attrezzate come il Coca Cola Theatre, cornice di alcuni dei musical di Mirabilandia nonché ottima location attrezzata per meeting e convention fino a per seicento persone sedute. Sfizioso e per incontri più raccolti è invece il Sombrero Saloon, in grado di accogliere cinquanta invitati. Per gruppi più numerosi esiste ovviamente la possibilità di allestire tensostrutture. Lo spazio e la creatività a Mirabilandia sono inesauribili!

Mirabilandia mette a disposizione del Mice non solo spazi attrezzati per convention e meeting – la sala principale accoglie fino a seicento delegati – ma anche una serie di opportunità per team building originali e coinvolgenti. Un esempio? Stuntman per un giorno, a bordo di spericolate auto della polizia

indirizzi a fine rivista

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Il Palalottomatica di Roma ospita i grandi eventi sportivi e musicali della capitale e accoglie nei suoi spazi flessibili convention ed eventi aziendali di tutti i tipi. All’Eur, in un accattivante contesto tra modernità e storia

Che cosa fa grande una location? ono state le note magiche del leggendario chitarrista Carlos Santana a S inaugurare, poco più di dieci anni fa (era per l’esattezza il 2003) la riapertura del Palalottomatica di Roma, da allora protagonista di tanti importanti eventi aperti al grande pubblico. E nella sua veste di struttura polifunzionale, sotto la gestione di All Events Spa del gruppo Forumnet, la grande location romana è già molto apprezzata anche dal mondo delle convention e dei congressi. Gli spazi che accolgono i grandi eventi sportivi e musicali si trasformano, infatti, all’occorrenza in perfetti ambienti in grado di soddisfare le diverse esigenze degli organizzatori di incontri aziendali e associativi. Bello, funzionale, autentico e moderno: sono questi gli aggettivi che, senza dubbio, descrivono alla perfezione l’identità

del Palalottomatica di Roma, una delle maggiori strutture nella capitale e delle più importanti in tutta Italia, tanto che insieme al Mediolanum Forum di Milano (che di recente ha ospitato, tra i tanti eventi, la finale di X Factor, il seguitissimo talent show di Sky) fa parte dell’European Arenas Association (Eaa), il circuito che riunisce le più importanti arene europee. Il Palalottomatica non è soltanto ideale per eventi dai grandi numeri, ma anche per appuntamenti di medie dimensioni. Le sue caratteristiche di modularità e flessibilità, unite al grande pregio architettonico, sono infatti le caratteristiche principali di questa struttura, una delle arene più conosciute e apprezzate anche dagli organizzatori e dai meeting planner che vogliono allestire un evento nella capitale.

GIULIA DI STEFANO

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Numeri importanti, spazi modulari e versatili, un contesto architettonico di pregio: questi gli ingredienti vincenti del Palalottomatica

MODERNITÀ E STORIA Il Palazzo dello Sport di Roma, la struttura originaria dell’odierno Palalottomatica, fu progettato nel 1956 da Pierluigi Nervi e Marcello Piacentini. L’occasione era di quelle importanti, i giochi Olimpici del 1960, e per la sua realizzazione si scelse il quartiere Eur, in un contesto architettonico di prestigio. Il fascino storico della struttura del Palazzo dello Sport venne evidenziato durante la ristrutturazione, che ha mirato a mantenere intatta l’autenticità di questo capolavoro di architettura italiana razionalista del ventesimo secolo. Costituisce un esempio emblematico della volontà di conservare il meglio della struttura originaria la caratteristica vetrata, che fu ulteriormente valorizzata proprio in occasione del restauro dall’installazione luminosa ideata dall’architetto Massimiliano Fuksas, seguita alla titolazione di Lottomatica. DA POCHE CENTINAIA A MIGLIAIA PERSONE La struttura del Palalottomatica si presta a ogni tipologia di evento. La sua versatilità e flessibilità lo rendono infatti una location perfetta per i congressi, le fiere, i concerti e le manifestazioni sportive. Per ciascuna occasione sono a disposizione cinque punti di ristoro e un ristorante e, negli avvenimenti legati al

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mondo aziendale, è prevista anche la gestione del servizio catering tramite selezionati fornitori. La valorizzazione dell’anello panoramico e l’ampliamento della superficie esterna con una splendida terrazza affacciata sull’Eur, rendono il PalaLottomatica anche un impianto molto originale, e suggestivo, in un contesto moderno e – allo stesso tempo – storico, in grado di ospitare manifestazioni da cinquecento a oltre 10.500 persone. L’esperienza maturata dallo staff viene messa a completa disposizione dei clienti per garantire il successo degli eventi, per i quali possono essere scelti gli spazi più adatti in base alla loro specifica tipologia. L’arena centrale può ospitare fino a 9.500 persone, con uno spazio che tra il parterre e le altre superfici può essere diviso per creare diverse aree. L’anello panoramico comprende trentamila metri quadrati, 14 skybox e quattro palchi, esclusivi e riservati, dedicati alle aziende. La Sala Tevere misura settecento metri quadrati e, con una pavimentazione in parquet, è ideale per piccole conferenze, servizi di catering, corporate hospitality, pre e after show. Oltre alle aree interne, il Palalottomatica dispone di ben ventimila metri quadrati esterni, con una terrazza panoramica di 2.400 metri quadrati. indirizzi a fine rivista


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102 loc per eventi SX_Fiera del levante

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SITE INSPECTION location per eventi

Centro Congressi Fiera del Levante Bari Sale meeting: 24 | Capienza sala maggiore: 4.000 posti (fino a 9.000 per eventi particolari) | Capienza sala minore: 24 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 7.500 | Sala banchetti interna | Pranzo in piedi: 800 posti | Pranzo seduti: 400 posti | Possibilità organizzazione post congress

Lo scorso novembre, il polo congressuale della Fiera del Levante ha accolto due importanti appuntamenti: una convention farmaceutica e un congresso di diabetologia pediatrica. L’utilizzo polifunzionale del quartiere permette, quindi, di ospitare anche i grandi eventi

La polifunzionalità innanzitutto SIMONA ZIN

ue eventi di livello nazionale hanno portato la Fiera del Levante al centro D del dibattito medico-scientifico lo scorso novembre. Il 15, infatti, il quartiere fieristico ha ospitato, nel padiglione 20, la convention nazionale della Teva, multinazionale leader del settore farmaceutico impegnata nello sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci generici, di marca e principi attivi. Dal 21 al 23 novembre, invece, l’auditorium Spazio 7, le sale del Padiglione 10 e gli spazi espositivi allestiti nel padiglione 9, hanno accolto i lavori del 19esimo Congresso nazionale organizzato dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. Ricchissimo il programma scientifico, che ha previsto letture magistrali, aggiornamenti in materia, simposi congiunti con altre società scientifiche, incontri con l’esperto, nonché sessioni dedicate alla discussione di casi clinici. SEMPRE PIÙ EVENTI La promozione del settore congressuale costituisce una fase importante del nuovo percorso che Fiera del Levante ha intrapreso per trasformare il quartiere barese in un polo multifunzionale attivo tutto l’anno. Non solo rassegne e congressi, dunque,

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ma anche insediamenti permanenti, eventi, appuntamenti, spettacoli. «La Fiera del Levante – sostiene il presidente Ugo Patroni Griffi – può diventare contenitore e incubatore di innovazione, anche a ragione della messa a regime e dell’ottimale sfruttamento delle strutture all’avanguardia realizzate negli ultimi anni. Strutture che si prestano a un utilizzo polifunzionale del quartiere e che permettono di ospitare quei grandi eventi sinora prerogativa delle sole regioni italiane settentrionali. La Fiera possiede enormi potenzialità che stiamo cercando di indirizzare al meglio. Per questo stiamo tessendo, tra l’altro, una serie di relazioni con altre fiere, italiane ed estere, al fine di strutturare un’offerta fieristica e di eventi in grado di suscitare l’interesse del mercato. Nel fare ciò cerchiamo di sfruttare al massimo le naturali, straordinarie potenzialità del quartiere fieristico barese: la sua posizione geografica, al centro della macroarea del Mediterraneo, e la sua posizione logistica». Il quartiere è, infatti, in un’area ancora non del tutto antropizzata a pochi chilometri dall’aeroporto, di fronte al porto e a dieci minuti dal centro cittadino e dalla ferrovia. indirizzi a fine rivista


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> Attitudine ai meeting da più di 5.000 anni > Moderni centri congressi per oltre 10.000 delegati > Ampia scelta di location > Ospitalità: 3.500 posti letto in hotel 5* > Programmi incentive personalizzati > Supporto di DMC innovative e certificate “Quality Assured”


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Eventi eco-friendly Sul litorale toscano, dove l’amore per la natura incontra la tecnologia, sorge Riva del Sole Resort & Spa, un complesso storico di proprietà svedese sempre più – tecnologicamente – Mice oriented

ELISA FERRO

ccogliente, funzionale, eco-friendly, Riva del Sole Resort & Spa è un comA plesso a quattro stelle nato sotto il segno di un connubio davvero felice: quello fra la tradizione dell’ospitalità italiana e una forte impronta nordeuropea, da dove

proviene la cultura dell’eco-sostenibilità che è diventata la sua filosofia. Il resort, situato sul litorale maremmano, a Castiglione della Pescaia, è immerso in una magnifica pineta secolare e si affaccia su una spiaggia di sabbia lunga oltre seicento metri. Le sue strutture ricettive, che comprendono un elegante hotel con 160 camere e un moderno residence con 182 appartamenti, sono in grado di accogliere fino a 1.200 ospiti, mentre gli impianti sportivi di cui dispone, l’area wellness Rasena Spa – con tre piscine, sauna, bagno turco, percorso Kneipp, solarium, area fitness e i trattamenti specializzati alla Riva’s Beauty –, gli ampi spazi nel verde e il mare con beach service dedicato, fanno in modo che ogni soggiorno trascorra piacevolmente all’insegna del relax e del benessere. UNA LOCATION PER IL MICE Oltre alla storica vocazione leisure, Riva del Sole Resort & Spa è sempre più una location con spiccate connotazioni congressuali, ideale per eventi aziendali e istituzionali di vario tipo, dagli incontri di formazione ai team building, dalle grandi convention alle riunioni di lavoro, fino ai viaggi premio per il corporate. Recentemente, infatti, il centro meeting & congressi del resort è stato completamente

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104-105 inc resort Riva del Sole

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SITE INSPECTION incentive resort

Riva del Sole Resort & Spa HHHH Castiglione della Pescaia (Gr) Numero totale camere: 160 + 182 appartamenti | Ristoranti: 1 + 1 Pizzeria/Grill, 3 bar - Posti: 500 | Sale meeting: 8 |Capienza sala maggiore: 300 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 1.100 | Possibilità organizzazione post congress

C’è aria di rinnovamento al Riva del Sole Resort & Spa: dopo il centro congressi, ristrutturato di recente, per il 2014 sono previste nuove opere di restyling e la totale copertura wi-fi del resort

ristrutturato e sono state realizzate nuove tipologie di camera – come l’esclusiva Riva’s Junior Suite di quaranta metri quadrati o le nuove Riva’s Room Plus di 33 metri quadrati, con ambienti giorno e notte e ampio terrazzo privato – più luminose, spaziose e dotate di comfort e servizi che meglio rispondono alle esigenze di manager e delegati in trasferta professionale. Carlo Castelli, il dinamico managing director del gruppo Riva del Sole S.p.a. (di cui fa parte anche La Serra Holiday Village di Baia Domizia, a Caserta) nonché console onorario di Svezia per la provincia di Grosseto, crede molto nelle potenzialità Mice della struttura toscana e sottolinea, infatti, da un lato, quanto «sia in crescita il trend della formazione aziendale che privilegia corsi di team building, per i quali sono indicate le strutture alberghiere che dispongono di ampi spazi all’aperto» e, dall’altro, che «Riva del Sole ha tutte le caratteristiche per potersi inserire in questo mercato in espansione sia in Italia sia all’estero». Naturalmente, per poterlo fare con successo, è necessario mantenere sempre il passo con i tempi. Ecco che agli investimenti passati si aggiungono i nuovi progetti per la stagione 2014, quali la realizzazione di altre Riva’s Room Plus e Riva’s Room comunicanti, diverse opere di

ammodernamento della struttura e, soprattutto, la completa copertura del resort con collegamenti veloci a fibra ottica, che si affiancheranno all’attuale dispositivo wi-fi: «consapevoli – ancora con le parole di Castelli – che tecnologia, aggiornamento e innovazione sono frontiere ormai imprescindibili anche nel mondo dell’ospitalità». indirizzi a fine rivista

La rinnovata area congressuale del resort dispone di otto sale di diversa metratura, con capienza variabile dalle dieci persone della sala più piccola alle trecento della sala maggiore The Crown (con terrazza), tutte dotate di luce naturale, collegamento wi-fi e funzionalità high tech per ogni tipo di esigenza. Il contesto, poi, si presta magnificamente all’organizzazione di sfilate, ricevimenti e cocktail, giochi e gare sportive all’aperto. In particolare

IL PIACERE DI UN MEETING Riva del Sole è un’ottima location per olimpiadi aziendali e originali attività di formazione. Vi sono campi da tennis e calcetto, servizi per biker, un percorso footing in pineta lungo più di un chilometro, un centro nautico per windsurf, canoa e vela e, a pochi minuti, un maneggio e il campo da golf a 18 buche di Punta Ala. Altro punto di forza è rappresentato dall’area food&beverage di Riva, con ristoranti, bar e lounge bar.

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Hilton Sorrento Palace HHHH Sorrento (Na) Numero totale camere: 373 | Ristoranti: 1 | Posti: 90 | Sale meeting: 24 | Capienza sala maggiore: 1.500 posti | Capienza sala minore: 10 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 3.500 | Possibilità organizzazione post congress

Per un evento con vista su uno dei panorami più belli del mondo la location giusta è l’Hilton Sorrento Palace, una struttura a misura di Mice in una destinazione straordinaria tra storia, arte e natura

Mille e un evento alla s GIULIA DE STEFANO

Hilton Sorrento Palace gode di un panorama mozzafiato: situato di fronL’ te allo spettacolare Golfo di Napoli e

dominato dal Vesuvio ha alle spalle la Punta della Campanella, dove si può scorgere il profilo dell’esclusiva Isola di Capri. Le 373 camere luminose e spaziose offrono caldi colori mediterranei uniti a una raffinata linea contemporanea. Tutte le stanze sono dotate di terrazza privata: alcune godono di una meravigliosa vista sul mare, altre si affacciano sul giardino o sulla montagna. In particolare, sia le camere executive sia le suite sono illuminate da vetrate particolarmente scenografiche che permettono una vista unica sul Golfo di Napoli. Gli ospiti che scelgono una di queste due tipologie di camera possono accedere all’esclusivo Settimo Lounge, dove è sempre disponibile un ricco buffet. Tanti sono gli spazi inediti ed esclusivi messi a disposizione dall’hotel. Perché, per esempio, non rilassarsi nel bellissimo agrumeto, l’incantevole e tipico giardino sorrentino con profumati alberi di agru-

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mi? Oppure perché non optare per una energica nuotata riscaldati dal caldo sole di Sorrento in una delle sei vasche della piscina esterna – aperta da aprile a ottobre – grazie all’ottimo clima campano? E ancora sarà possibile tuffarsi nella stupenda piscina interna aperta da novembre a marzo, circondati da colonne di marmo e pietra, bellissimi affreschi e lussuose piante tropicali: una stupenda sala – quella che accoglie la piscina – dall’atmosfera magica, che ricorda un tradizionale bagno romano. Questi luoghi incantevoli e unici possono divenire anche scenari perfetti per organizzare cene tipiche e attività di team building di ogni tipo. ALLA SCOPERTA DI SORRENTO Ma non sono solo gli ambienti dell’hotel a essere a disposizione del Mice. Sorrento offre, infatti, una combinazione unica di clima piacevole, eccellenti opportunità di svago e un panorama di insuperabile bellezza. Da Sorrento, in pochissimo tempo, si ha


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a scoperta di Sorrento l’opportunità di scoprire lo charme delle magiche isole di Capri e Ischia e la celeberrima costiera amalfitana con i gioielli di Positano e Ravello. Per post congress all’insegna della cultura, è possibile visitare i siti archeologici di Pompei ed Ercolano e naturalmente i musei di Napoli. L’Hilton Sorrento Palace dista solo cinque minuti a piedi dal centro storico di Sorrento, con le sue stradine caratteristiche e gli eleganti palazzi storici. Sorrento è famosa, per esempio, per il rinomato limoncello, l’intarsio in legno, le gioiellerie di corallo, i ricami e i sandali artigianali: tanti spunti per i planner che desiderano realizzare incentive memorabili per i loro delegati. La maggior parte dei negozi di Sorrento è aperta sette giorni a settimana durante tutto l’anno: passeggiando nei preziosi vicoletti della città – che tra luglio e settembre ospitano diversi festival musicali – si osserva come i grandi maestri dell’artigianato creano i bellissimi souvenir, come per l’appunto il legno intarsiato, una specialità sorrentina

centenaria, i bellissimi camei e i gioielli in corallo rosso, i sandali fatti su misura e i prodotti tipici a base di limone, tra cui – oltre al celeberrimo liquore – le caramelle e i saponi profumati.

TEAM BUILDING CREATIVI Nella magia di questi luoghi è possibile organizzare spettacolari attività di team building, quali la caccia al tesoro all’interno degli scavi di Pompei, il rally turisticogastronomico-artigianale nel centro storico di Napoli, corsi per diventare maestri della pizza napoletana per un giorno guidati da allegri animatori. E si potrà anche cimentarsi nella preparazione della pasta fatta a mano maneggiando semplici attrezzi quali “spianatoie”, “matterelli”, “spatole”, o anche in rally in costiera, un modo diverso di visitare un territorio incantevole, ricco di miti e leggende, seguendo un percorso di impareggiabile bellezza tra le costiere sorrentina e amalfitana, il tutto con prove e attività allegre e coinvolgenti.

Importanti i numeri che l’Hilton Sorrento Palace, affacciato sullo splendido Golfo di Napoli, sfodera per accogliere il Mice: 24 sale meeting, da dieci a 1.500 posti, e 373 fra camere e suite

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Meeting in bianco e blu Una filosofia dell’accoglienza contemporanea. Un luogo per incontrarsi dove la bellezza mediterranea sposa la tecnologia d’avanguardia. È Canne Bianche Beach & Spa Hotel, con la sua nuovissima area meeting

ELISA FERRO

vvicinandosi a Canne Bianche, in un preciso tratto del percorso che porta A all’hotel, si assiste a un’affascinante visione: il candido corpo architettonico della struttura sembra emergere direttamente dal blu dell’Adriatico e assume l’aspetto di un ponte immaginario fra l’entroterra e l’acqua, un punto d’incontro ideale tra la morbidezza del profilo disegnato dal

borgo di Torre Canne e l’intensità della luce che si riflette nelle sfumature del mare. Siamo in Puglia, Altosalento, in un luogo di straordinaria bellezza naturale, all’interno del Parco Regionale Dune Costiere e vicinissimi a località di fama conclamata quali Ostuni, Alberobello o la stessa Fasano, di cui Torre Canne è un’incantevole frazione. In un’ottica Mice, l’ubicazione privilegiata di Canne Bianche Beach & Spa Hotel è esaltata dal trovarsi a poche decine di chilometri dagli aeroporti di Bari e Brindisi: la venue è quindi servita con facilità sia dagli scali nazionali sia esteri e, per le aziende e i Pco che lo desiderano, il noleggio di un servizio navetta dedicato garantisce la funzionalità dei trasferimenti per singoli e gruppi di differente entità. UN MICROCOSMO PER GLI EVENTI Il bianco, la pietra e la luce, dunque, in un gioco cromatico scandito dal trascorrere del tempo, plasmano i volumi di Canne Bianche Beach & Spa Hotel; mentre la sabbia delle dune naturali e la linea blu tracciata dal mare fanno da quinta al mirabile incontro tra materia e trasparenze, definendo il contesto e l’atmosfera di un’ospitalità perfetta. Gli ospiti dell’hotel si ritrovano così all’interno di un microcosmo regolato dalla dimensione più raffinata della bellezza mediterranea, dalla

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Canne Bianche Beach & Spa Hotel HHHH Torre Canne (Br) Numero totale camere: 55 | Ristoranti: 2 | Posti: 150 e 30 | Sale meeting: 3 | Capienza sala maggiore: 150 | Capienza sala minore: 35 | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 6.000 | Possibilità organizzazione post congress

Si è arricchito di una nuova sala congressi da 140 posti il Canne Bianche Beach & Spa Hotel, affascinante struttura pugliese, che sembra emergere direttamente dal blu dell’Adriatico

cura scrupolosa di ogni dettaglio e dall’efficienza contemporanea assicurata dai comfort più moderni e dalle migliori dotazioni tecniche e tecnologiche. Gli spazi per eventi della struttura – da sempre indicata per team building, incentive e board meeting aziendali – si sono recentemente arricchiti di una nuovissima area congressuale, con un’ampia sala conferenze che può contenere fino a 140 persone. Versatile e con luce naturale, la nuova sala è fornita di dotazioni di ultima generazione, che vanno dalla connettività wi-fi alle sedute ergonomiche, dal print corner agli impianti audio e video hi-tech, fino alle prese di corrente strategicamente posizionate. Inoltre, aprendo le sue vetrate, la sala può essere collegata alle aree esterne (giardino, piscina, pool restaurant) per organizzare welcome drink, pause caffè, banchetti e altri momenti conviviali. A loro volta gli spazi outdoor possono essere allestiti con eleganti tensostrutture per renderli coperti in parte o interamente, mentre le aree comuni dell’hotel, a cominciare dalla splendida living hall, nonché le junior suite, possono essere utilizzate, insieme all’area meeting e agli spazi esterni, per servire aperitivi di benvenuto o coffee break e per creare attività di intrattenimento e serate musicali. Ogni soluzione, studiata in base alle esigenze

del cliente e al tipo di evento, è frutto del lavoro di professionisti con una consolidata esperienza in ambito Mice e mira sempre a sfruttare l’armoniosa e scenografica integrazione tra le diverse aree di Canne Bianche. L’interlocuzione privilegiata con operatori specializzati e Dmc attive sul territorio garantisce, infine, una scelta personalizzata di attività, escursioni e programmi post congress che renderanno ancora più incisivo il soggiorno di lavoro o l’evento di gala ambientati nell’esclusiva location. indirizzi a fine rivista

UN’OASI UNICA DI BENESSERE

Ogni cosa a Canne Bianche è frutto di un percorso di ricerca, all’insegna dell’unicità. Così, mentre l’architettura e l’artigianato di Fasano dettano la cifra stilistica degli spazi, le dimensioni volutamente contenute ricreano le suggestioni di una villa padronale, con “solo” 55 camere e suite per alloggiare in pieno agio. I profumi e i sapori della

natura, invece, confluiscono in un universo culinario al servizio dei cinque sensi e lo star bene, in tutte le sue forme, oltre al mare e alla natura, passa attraverso la consulenza specialistica e i servizi dell’area fitness dell’hotel e della sua meravigliosa Spa Aqua, luogo magico per fare ciò che si desidera e non quello che si dovrebbe.

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Grand Hotel Masseria Santa Lucia HHHH Ostuni (Br) Numero totale camere: 132 | Ristoranti: 3 | Posti: 1.200 | Sale meeting: 7 | Capienza sala maggiore: 1.200 posti | Capienza sala minore: 20 posti | Saletta segreteria | mq di aree espositive: 1.200 | Possibilità organizzazione post congress

A tutto wellness Al Grand Hotel Masseria Santa Lucia è di recente inaugurazione una moderna spa, che si va ad aggiungere ai servizi già offerti dalla struttura pugliese, location congressuale di rara suggestione

STEFANO RE

i è appena fatta un bel regalo di Natale il Grand Hotel Masseria Santa Lucia di S Ostuni: è stata inaugurata a dicembre la nuova spa Dolce Vita progettata da Starpool, un tempio dedicato al benessere che è il nuovo fiore all'occhiello della struttura. Tra i vari servizi della nuova spa, la sweet sauna, la sweet spa, la cascata di ghiaccio e pioggia fredda, l’angolo relax con comode sedute, la tisaneria e un’altra zona per rilassarsi con lettini e due zone ricreative in giardino. Completa il tutto una palestra Technogym attrezzata con le più moderne apparecchiature e uno staff specializzato e attento, per consigliare gli ospiti, tra un meeting e l'altro, su trattamenti e attività rigeneranti. Il Grand Hotel Masseria Santa Lucia sorge a 25 chilometri da Brindisi, proprio sotto la splendida Ostuni, e a cento chilometri da Bari. Immersa nel verde a pochi metri dal Mar Adriatico, la struttura ripropone in chiave contemporanea l'ospitalità e le forme delle antiche masserie della Puglia: un mondo suggestivo e in via di estinzione, al quale l'architettura dell'albergo si richiama con discrezione. Il restyling che ha trasformato l'antica masseria nella splendida location di oggi ha mirato a pre-

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servare la struttura preesistente (che oggi ospita la hall, la reception, il bar e la sala ristorante), ingrandendola con nuove ali che accolgono le 132 comode camere affacciate sul mare. CONVEGNI TRA GLI ULIVI In questo contesto naturale unico, la location pugliese offre la possibilità di fruire, per le riunioni e i convegni, di piacevoli sale e spazi esterni, coperti, confortevoli e accoglienti. La struttura dispone di una zona destinata ai congressi con una capacità di 1.200 posti e corredata di tutti i moderni equipaggiamenti tecnologici. Il coordinamento del tempo libero prevede programmi di post congress ricchi e diversificati e momenti di relax e sport, grazie alla meravigliosa piscina e alla spiaggia sabbiosa sul mare del Salento attrezzata con ombrelloni e lettini, e anche alla disponibilità di campo da tennis, calcetto, tiro con l’arco e ben cinque campi da golf presenti nelle vicinanze. CUCINA TRADIZIONALE Nel ristorante del Grand Hotel Masseria Santa Lucia si possono gustare specialità della cucina pugliese e di quella internazionale. Dall'hotel, poi, partono diversi itinerari per andare alla scoperta non solo della bianca Ostuni, ma anche di tanti centri della costa e dell'entroterra di grande valore storico e paesaggistico. indirizzi a fine rivista


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Un diamante per il Mice Incastonato tra mare e colline, il nuovo Diamond Naxos Taormina nasce all’insegna dello charme e del connubio tra tecnologia e natura. Le proposte per eventi sono tra le più esclusive dell’isola ELISA FERRO

a grande novità siciliana per gli organizzatori di meeting ed eventi si Lchiama Diamond Naxos Taormina, esclusivo albergo a cinque stelle incastonato proprio come un diamante tra il mare e le dolci colline di Giardini Naxos, a pochi minuti dalla splendida Taormina. Il nuovo gioiello del brand Diamond Hotels & Resorts, la cui apertura è prevista in primavera, sarà in grado fin da subito di ammaliare i propri ospiti e di brillare sulla scena Mice italiana e internazionale, forte di un riuscito connubio tra savoir vivre, tecnologia e attenzione alla natura. Diamond Naxos Taormina, infatti, oltre a essere una location di charme, concepita all’insegna dell’eccellenza e del più raffinato lifestyle, è anche un complesso innovativo, dotato di comfort e tecnologie di ultima generazione, e realizzato in modo ecosostenibile per preservare l’ambiente e la meravigliosa natura che

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lo circonda. A tale scopo, oltre a utilizzare fonti energetiche rinnovabili, è dotato di un efficiente sistema di raccolta della pioggia e ricicla le acque anche per irrigare il suo scenografico giardino mediterraneo, suo rigoglioso e preziosissimo vanto. EVENTI PER STUPIRE Il nuovo Diamond Naxos Taormina dispone di spazi per eventi sia interni sia esterni adatti a qualsiasi tipo di incontro: dai congressi con centinaia di delegati alle riunioni di lavoro riservate a pochi partecipanti, dagli eventi aziendali personalizzati, con la possibilità di organizzare cocktail e cene di gala esclusivi, alle numerose idee per viaggi incentive e team building ricchi di emozioni. Il suo centro congressi vanta una magnifica ballroom modulabile di oltre quattrocento metri quadrati, cui si affiancano tre sale riunioni più piccole per una capacità che raggiunge i 430 posti complessivi. Tutte molto flessibili e illuminate da luce naturale, le aree congressuali sono equipaggiate con le più moderne attrezzature tecniche, con sistemi audio-video tecnologicamente avanzati e con copertura internet wireless ad alta velocità. A disposizione di


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Diamond Naxos Taormina HHHHH Giardini Naxos Numero totale camere: 115 | Ristoranti: 2 interni + 1 esterno + 1 sala banchetti | Posti: 300 | Sale meeting: 5 | Capienza sala maggiore: 350 | Capienza sala minore: 34 | Saletta segreteria | 600 mq di aree espositive | Possibilità organizzazione post congress

È destinato a diventare uno dei punti di riferimento del Mice internazionale il Diamond Naxos Taormina, elegante cinque stelle che aprirà a primavera sulla splendida costa orientale

congressisti e gruppi aziendali vi sono inoltre un business centre, un’innovativa area green conference e, per quanto riguarda il banqueting, una sala ricevimenti per cocktails fino a cinquecento ospiti e un’ampia area a bordo piscina che può accogliere fino a ottocento invitati. Durante la bella stagione, anche il bellissimo parco che circonda la struttura può diventare una scenografica cornice per eventi a cielo aperto, eventi che sapranno stupire e farsi ricordare. RELAX A CINQUE STELLE Insieme alla spiccata vocazione congressuale, Diamond Naxos Taormina rappresenta anche la destinazione perfetta per una pausa di benessere e relax tra le più invitanti. L’offerta ricettiva vanta una capacità di 113 camere e suite, cui si affiancano, spaziose e lussuose, una royal e una presidential suite. La cura dei dettagli e lo charme degli alloggi assicurano un soggiorno di totale comfort, durante il quale è possibile usufruire in camera di irrinunciabili comodità quali la connessione internet wi-fi gratuita, la climatizzazione autonoma, la cassaforte dimensionata per laptop e il televisore Lcd con pay tv satellitare. A impreziosire il ventaglio dei servizi studiati per il tempo libe-

ro ci pensano un esclusivo lobby bar, una vasca Jacuzzi e due piscine esterne con pool bar dedicati, un moderno impianto sportivo polifunzionale, un golf putting green a nove buche e, soprattutto, un raffinato wellness & fitness centre. Il centro si sviluppa su una superficie di mille metri quadrati ed è pronto a donare un’esperienza indimenticabile e rigenerante all’insegna della massima professionalità e dei più efficaci trattamenti estetici e di remise en forme. L’essenza dell’ospitalità siciliana si esprime, ai massimi livelli, anche nell’offerta enogastronomica, basata sulla cucina mediterranea rielaborata nel rispetto dei sapori e della freschezza di prodotti stagionali a chilometro zero. Fiore all’occhiello: la pregiata cantina con ricca selezione di vini regionali ed etichette di prestigio internazionale. Infine, data la sua posizione strategica, Diamond Naxos Taormina è un eccellente punto di partenza per numerosi e suggestivi itinerari alla scoperta di luoghi rinomati in tutto il mondo, a cominciare dalla vicinissima Taormina, per arrivare fino a Messina, alla bellissima Catania e al Parco Regionale dell’Etna. indirizzi a fine rivista

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ANTARES HOTELS: GIANMARIO BERTINI ALL’HOTEL ACCADEMIA

Già direttore generale dell’Hotel Rubens di Milano, Gianmario Bertini è stato chiamato a guidare l’Hotel Accademia di viale Certosa, anch’esso appartenente al gruppo Antares Hotels. La nuova mission di Bertini è quella di portare a termine il processo di riposizionamento dell’Hotel Accademia avviato nel 2006 sia con interventi di riqualificazione sia con un investimento che ha superato a oggi i dieci milioni di euro. L’Hotel Accademia, come il Rubens, è affiliato alla First Class Collection di Worldhotels, e propone arredi di prestigio, arricchiti da mosaici, opere d’arte contemporanea e di design. «Nel gruppo, Accademia e Rubens sono due realtà simili per dimensione e vocazione. Dopo aver consolidato l’organizzazione al Rubens, adesso porto la mia esperienza in Accademia» spiega Bertini. «Qui molto è già stato fatto, il mio compito è perfezionare l’approccio taylor made».

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ALESSANDRA BOIARDI

ALESSANDRO CABELLA È “GENERAL MANAGER OF THE YEAR EUROPE 2013” La rivista britannica Business Destinations ha premiato Alessandro M. Cabella, direttore generale dell’Hilton Molino Stucky, con il riconoscimento di “General Manager of the Year Europe 2013”. Alla direzione del rinomato hotel veneziano dall’aprile 2012, Cabella ha dimostrato una forte leadership e ha introdotto diverse novità, come il Bacaromi, un raffinato bacaro (osteria veneziana) legato alle tradizioni locali, che ha confermato la sua capacità di individuare nuove aree di business e di svilupparle con passione. Come motivazione del premio il direttore della rivista ha sottolineato: «Alessandro Cabella ha elevato gli standard, fornendo servizi qualitativamente più alti e distinguendosi in maniera netta rispetto ai colleghi presenti nella stessa categoria. La sua dedizione e il suo entusiasmo, focalizzati alla customer satisfaction e allo sviluppo dell’hotel, sono divenuti un benchmark per gli altri player presenti nell’industria».

AMBROGINO D’ORO A EZIO INDIANI Ezio Indiani, direttore generale del Principe di Savoia, ha ricevuto l’Ambrogino d’oro, l’onorificenza conferita dall’Ufficio della Presidenza del Consiglio del Comune di Milano e dal sindaco ai cittadini che si sono distinti per aver contribuito significativamente, con la loro attività, ad accrescere l’importanza della città di Milano a livello nazionale e internazionale. Le onorificenze, che prendono il nome dal santo patrono Sant’Ambrogio, sono state 24 e sono state consegnate come di consueto a fine anno. Indiani, esprimendo la sua soddisfazione nel ricevere il premio, ha dichiarato: «Sono estremamente orgoglioso di questo importante riconoscimento che rende ancora più forte il legame tra l’Hotel Principe di Savoia e la città di Milano di cui è simbolo da sempre». Conosciuto a livello internazionale grazie ai trent’anni di carriera al servizio di alcuni dei più prestigiosi alberghi del mondo tra cui l’Hotel Villa d’Este di Cernobbio, l’Hotel Des Bergues di Ginevra e l’Eden di Roma, Indiani è approdato al Principe di Savoia nel 2005.


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L’HOTEL EDEN ROMA CHIAMA LUCA VIRGILIO

Dorchester Collection ha annunciato la nomina di Luca Virgilio a direttore generale della sua ultima acquisizione, l’Hotel Eden Roma. Il neo direttore, ufficialmente in carica dal 20 gennaio, si unisce a Dorchester Collection lasciando il suo ruolo di area general manager agli hotel Baglioni di Londra e Regina Baglioni di Roma. La sua carriera è frutto di un’esperienza ventennale in alcuni dei più prestigiosi hotel di lusso in Europa. Precedentemente ha rivestito, tra gli altri, il ruolo di direttore generale dell’ Hotel Metropole Monte Carlo, direttore generale dell’Hotel Carlton Baglioni Milan e rooms division manager dell’Hotel des Bergues di Ginevra.


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Professionalità in espansione Mz Group acquisisce CQ Travel allargando la gamma dei propri servizi all’incentivazione, al business travel e ai progetti creativi. Non cambia l’approccio al cliente, vero biglietto da visita del gruppo, che fa della qualità il segreto del suo successo ALESSANDRA BOIARDI

i sono diversi criteri per misurare il successo di un’attività. Uno di queC sti può essere quello della longevità, nel senso che le aziende, per durare nel tempo, devono sapere offrire al mercato di riferimento qualcosa di unico. E poi la capacità di crescita, che rivela la lungimiranza di comprendere la domanda e le sue esigenze. Secondo questi semplici ma significativi parametri non possiamo che guardare a MZ Group come a una solida realtà di successo in ambito congressuale. Quale la ricetta vincente? «Dalla fondazione, nel lontano 1987 – spiega Mauro Zaniboni, presidente di M Z Group –

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siamo stati in grado di evolvere non solo nella nostra professionalità, ma anche nelle competenze, e anche i nostri servizi si sono ampliati». UN’ACQUISIZIONE STRATEGICA Ultimo passo in senso temporale nella direzione di un'offerta sempre più completa e articolata è quello che M Z Group ha compiuto con la recente acquisizione di CQ Travel. Dietro tale operazione c'è prima di tutto la volontà – da parte di entrambe – di condividere una specifica visione che ha permesso alle due società, sino a ora individualmente, di essere tra le più quotate nell’organizzazione congressuale. «Con l’acquisizione di CQ Travel non solo puntiamo a consolidare MZ Group come realtà in grado di offrire una gamma completa di servizi congressuali, ma portiamo avanti quello che per noi è in assoluto ciò che conta di più: la centralità del cliente e la volontà di porsi nei suoi confronti come partner


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a tutti gli effetti. Proprio grazie alla condivisione della stessa vision, abbiamo trovato il giusto affiatamento» ha affermato Mauro Zaniboni. DALL’INCENTIVE AL BUSINESS TRAVEL: I NUOVI SERVIZI Le specializzazioni del gruppo sono diverse e spaziano da quelle relative all’organizzazione di congressi e convegni, nazionali e internazionali, di corsi di formazione Ecm residenziali e corsi di formazione Fad (formazione a distanza) agli eventi corporate e ai programmi sociali. «In particolare a seguito dell’acquisizione di CQ Travel – specifica Zaniboni – MZ è in grado di offrire nuovi servizi. Non solo abbiamo rafforzato quelli diretti all’organizzazione di congressi medicoscientifici, ma siamo soprattutto in grado di proporre ai nostri clienti un know-how specifico di Dmc (destination management company) e di organizzazione di viaggi incentive. Ci proponiamo inoltre alle aziende come partner per la gestione

del business travel, grazie al nuovo servizio di biglietteria, mentre un’altra importante implementazione in programma a breve è quella che riguarda la proposta creativa e grafica, nonché il servizio di ufficio stampa». MZ Group non si è fatta insomma cogliere di sorpresa dal mercato della meeting e incentive industry in questo momento di cambiamento che vede favorite le aziende in grado di fornire una gamma più completa possibile di servizi rivolti al settore. DIVENTARE GRANDI «Siamo in grado di gestire grandi eventi» sottolinea Zaniboni. «Per questo ci stiamo occupando di acquisire clienti anche all’estero, curando attività congressuali e di incoming per importanti associazioni internazionali». E i numeri lo dimostrano: MZ vanta uno staff composto da 35 persone, uffici su seicento metri quadrati più un grande magazzino e un fatturato complessivo che supera gli otto milioni di euro annui. «Organizziamo oltre cento eventi in media ogni anno. Sono numeri importanti, per il nostro un gruppo». E poi ci sono le cose che, per fortuna, non cambiano: «Credo che un lavoro ben fatto sia ancora oggi il migliore biglietto da visita. E questo non potrà mai essere diverso» conclude Zaniboni.

Con l’acquisizione di CQ Travel, MZ Group – capitanata da Mauro Zaniboni, Monica Sellari e Stefano Montalbetti, nella foto – si apre a un ventaglio di nuove attività, tra le quali incentive e business travel

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Un melting pot per il congressuale pugliese La meeting industry made in Puglia vola nel web con apulia2meet.com, il primo market place – realizzato con investimenti privati da Meeting Planner – che offre la possibilità agli organizzatori di eventi di scoprire la regione e le sue eccellenze SIMONA ZIN

Qui sopra, Maddalena Milone, alla guida di Meeting Planner, l’agenzia barese di organizzazione eventi che firma il progetto apulia2meet.com

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i chiama apulia2meet.com il primo market place che da qualche mese S offre la possibilità agli organizzatori di eventi di trovare tutte le informazioni utili per scoprire la Puglia quale destinazione congressuale, individuare le migliori realtà aziendali operanti nel settore e avviare con queste trattative commerciali basate sul miglior rapporto qualità-prezzo. Forte di una grafica accattivante, ricca di colori e intuitiva, le tantissime pagine di apulia2meet raccontano, utilizzando testi curati e scatti fotografici di forte impatto emotivo, tutto ciò che fa della Puglia una regione meravigliosa, aperta tutto l’anno. Punto di forza di apulia2meet è il facile collegamento tra le varie sezioni che compongono la sua struttura. Firma la regia del progetto Meeting Planner, società barese tra i leader nell’ideazione, progettazione e realizzazione di eventi, guidata da Maddalena Milone che riveste anche il ruolo di “delegato per la Puglia” di Federcongressi&eventi. Nei giorni scorsi abbiamo incontrato Maddalena Milone per conoscere un po’ meglio questo innovativo progetto. Ecco cosa ci ha detto. Quali sono i segni particolari di apulia2meet? «Il progetto rappresenta un “club di prodotto”, ossia un’aggregazione di operatori che intende agire unitamente nell’ambito della promozione e commercializzazione della meeting industry pugliese. È stato realizzato con fondi privati nell’ambito di un’azione di promozione del territorio e delle sue eccellenze». Un’azione impegnativa… «Direi di sì, se si considera lo scenario che sta caratteriz-

zando da un po’ di anni l’economia del Mezzogiorno, con molte aziende costrette a chiudere o a trasferire la produzione all’estero. Cavalcando l’onda dell’ottimo lavoro svolto da Puglia Promozione abbiamo voluto cogliere l’opportunità di posizionare anche sul mercato congressuale, degli incentive e degli eventi in generale, il brand Puglia ormai riconosciuto a livello internazionale». Perché si è scelto di realizzare un portale internet per promuovere la meeting industry pugliese? «Oggi il ruolo del web nei processi di promozione di un territorio è diventato determinante e l’idea di apulia2meet nasce con l’obiettivo di presentare l’offerta congressuale pugliese attraverso una mirata azione di sistema che generi effetti positivi anche sull’intero sistema turistico regionale». Quale fase sta vivendo il progetto? «Mentre va ultimandosi la fase dedicata alle azioni di consolidamento del marchio e alla raccolta delle adesioni delle più affidabili aziende pugliesi del congressuale, da circa due mesi ha preso il via quella caratterizzata dalla promozione in Italia e all'estero che prevede l’organizzazione di iniziative e la partecipazione a manifestazioni del settore. A novembre apulia2meet è stato protagonista alla Btc di Firenze e all’Eibtm di Barcellona». Quale sarà la prossima uscita oltre i confini nazionali di apulia2meet? «La prima trasferta all’estero per il 2014 è fissata dal 18 al 21 marzo a Mosca in occasione della Mitt, la più importante fiera del turismo internazionale dell'area della Russia e dell'Europa dell'Est. Abbiamo deciso di andare a Mosca dopo aver valutato il sempre più crescente interesse del mercato russo nei confronti della destinazione Puglia non solo per un turismo leisure ma anche per viaggi incentive e congressuali». indirizzi a fine rivista


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PARTNER incentive

Eventi Italia è un contenitore versatile di creatività e innovazione, capace di sviluppare strategie di marketing e comunicazione per brand diversificati, per eventi competitivi a livello nazionale e internazionale. Originale anche la sede: Livorno

Livorno. What else? TERESA CHIODO

In alto a destra, Martina Capodicasa, event manager e responsabile marketing e comunicazione di Eventi Italia, con sede a Livorno. Nelle altre immagini, alcuni allestimenti di Palazzo e Terrazza Pancaldi, location affacciata sul Tirreno e gestita dalla società livornese

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venti Italia è una società composta da persone che hanno una lunga espeE rienza nel marketing management, nella comunicazione e nella gestione di strutture turistico-ricettive. Ce ne parla Martina Capodicasa, event manager e responsabile marketing e comunicazione. Un organismo efficiente deve far confluire le forze per coordinare armonicamente le parti in gioco. In che modo Eventi Italia riesce a far funzionare i tanti ingranaggi capaci di trasformare un evento in un’esperienza memorabile? «Nei nostri progetti, noi cerchiamo di applicare il marketing esperienziale, che si fonda sul concetto “se me lo dici lo scordo, se me lo spieghi lo ricordo, se mi coinvolgi lo condivido”. Vale a dire: coinvolgere il consumatore con tutti i suoi “sensi” cercando di soddisfarlo in tutti i suoi bisogni. Nella strategia noi partiamo da una prospettiva outside-in: un percorso a ritroso rispetto a quello che fanno altre aziende, che si concentrano sull’offerta da proporre sul mercato, dimenticandosi in corso d’opera dei bisogni primari del cliente. Il progetto si crea e si sviluppa

con un cliente partecipe in ogni fase». La sua giovane età e il fatto che Lei sia una donna non riconducono il suo profilo professionale, comunque ben collaudato, al solito cliché. Ci racconta il segreto del suo successo? «Il successo è una variabile quotidiana: nel mio lavoro vinci e perdi tutti i giorni. Il fatto di essere donna è un’arma a doppio taglio; nonostante un aspetto gradevole, ci sarà sempre da dimostrare di più rispetto ai colleghi uomini. Sicuramente sono importanti sia una base di studi settoriali sia gli aggiornamenti continui, ma è l’operatività sul campo che fa uscire la vena creativa presente dentro di te. Infine, credo nel team e nel lavoro di squadra». Qualità, ricettività, cultura, diversificazione ambientale e geografica. Sono tutti numeri che la Toscana ha per diventare una meta ambita per meeting e congressi ai più alti livelli. È fondamentale però un approccio programmatico e globale destinato a conferire valore aggiunto e plus competitivi all’offerta Mice. Che progetti ha


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Eventi Italia a questo proposito? «Proprio partendo da questo approccio, Eventi Italia, la scorsa primavera, ha fondato un convention bureau per l’intera provincia di Livorno, con un gruppo di imprese appartenenti alla filiera dei meeting e degli eventi (strutture ricettive, sedi congressuali, servizi accessori di trasporto, catering e attività ricreative legate al benessere e all’enogastronomia fra le altre). Covention Bureau Livorno ha iniziato la sua attività sui mercati nazionali e internazionali promuovendosi come interlocutore privilegiato sul territorio per l’organizzazione di meeting, congressi e viaggi incentive arricchiti da attività di team building. Il primo obiettivo, infatti, è proprio la creazione di un’identità territoriale di questa destinazione». Quali sono le strategie contemplate da Eventi Italia per mettere a punto una comunicazione unitaria e un sistema integrato che siano punto di incontro fra domanda e offerta? «Proponiamo due linee di risposta: la prima è inerente alle relazioni tra azienda/prodotto e consumer, quindi nell’area del marketing d’impresa più puro. La seconda coinvolge il tema del nostro incontro: il meeting; in questo caso prediligiamo le logiche e le strategie del marketing esperienziale, del location marketing».

Parlando di Terrazza Pancaldi, in che modo con la sua versatilità high tech e glamour, riesce a interpretare la filosofia del vivere contemporaneo? «Il Meeting & Conference Centre Pancaldi rappresenta un binomio tra antico e moderno unico nel suo genere. Palazzo Pancaldi, nel 1800, era il luogo dove la regina pattinava sul ghiaccio durante i suoi soggiorni estivi: avanguardia pura per quel periodo. La struttura è oggi diventata uno dei poli congressuali e per eventi tra i più importanti in Toscana: in una posizione privilegiata, in mezzo al mare e interamente cablata. Ha una capienza a platea di 350 posti, 12 sale collaterali con pareti mobili, traduzione simultanea in quattro lingue, cablaggio di rete, videoconferenze e molto altro. La terrazza di cinquecento metri quadrati è a picco sul mare. Eventi Italia gestisce la struttura fornendo personale di coordinamento, idee creative, segreteria organizzativa, personale tecnico di assistenza audio-video e organizzazione di catering per qualsiasi esigenza. Il team di Eventi Italia segue la realizzazione di un evento dalla fase iniziale (concept e visual) alla fase finale (gestione e feedback), seguendo tutte le fasi intermedie legate alla comunicazione, ufficio stampa, logistica, sino alle attività collaterali». indirizzi a fine rivista

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L’incentivazione ha cuore e cervello La piattaforma Brain & Heart di Giumelli sfrutta le possibilità del web per fornire uno strumento unico nella gestione delle campagne di incentivazione, rivoluzionandone la fruizione

ALESSANDRA BOIARDI

l premio alla carriera Hall of Fame all’ultimo Press & Outdoor Key Award, più di Imille viaggi incentive organizzati e un know how che spazia dal marketing alle convention. Giancarlo Giumelli (nella foto), fondatore e presidente di Giumelli Srl, non si ferma davanti ai suoi successi e si fa una volta di più precursore dei tempi proponendo alle aziende una nuova e innovativa idea, quello che lui stesso definisce “web incentive”. Si tratta di Brain & Heart, una piattaforma ideata in maniera originale da Giumelli Srl dove tutte le iniziative d’incentivazione di un’azienda possono essere inserite e gestite da un unico canale. Il nome dice tutto. Brain (cervello) riguarda tutti gli aspetti analitici, in poche parole tutto ciò che può essere gestito attraverso i numeri, dai fatturati agli obiettivi. E poi c’è il cuore, Heart per l’appunto, che invece riguarda la comunicazione emotiva. L’intento è insomma quello di fornire un grande contenitore che diventa l’unico strumento necessario all’azienda per la gestione della campagna incentive. Con un codice e una password ogni utente può visualizzare i suoi risultati in tempo reale, con il vantaggio di seguire la campagna in modo tempestivo, praticamente

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giorno per giorno, rendendola così davvero più efficiente. «L’incentivazione va seguita passo passo perché possa essere efficace, quello che conta non è necessariamente il risultato finale, se prima non si ha la possibilità di intervenire per migliorarlo» afferma Giancarlo Giumelli. I vantaggi di una piattaforma come Brain & Heart sono molteplici e interessano, oltre che gli elementi legati alla tempistica, la possibilità di personalizzare anche i casi più complessi, quelli per esempio che prevedono diversi prodotti: la piattaforma gestisce, infatti, ogni situazione autonomamente.

E per dare “l’emozione”, Brain & Heart prevede anche una web tv, che permette all’azienda di personalizzare ogni tipo di comunicazione. Per esempio è possibile trasmettere – live o registrato – un messaggio del presidente, che potrà essere visualizzato da ciascuno sul proprio computer, evitando mezzi impersonali come il tradizionale “passaparola” attraverso i rispettivi capi area. indirizzi a fine rivista


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ALESSANDRA BOIARDI

L’EMOZIONE DEL GRUPPO ALMAGESTUM Il viaggio è emozione per il gruppo Almagestum che, con alle spalle più di trent’anni di esperienza nell’organizzazione di incentive, eventi, team building, meeting, congressi, convention, marketing e communication ha come primo obiettivo far vivere alla propria clientela esperienze emozionali indimenticabili. Come? Attraverso la cura maniacale del dettaglio e l’esplorazione costante di nuovi territori fisici e creativi, entrando in sintonia con il cliente per divenire un partner affidabile sul quale si può contare in ogni momento. E, nonostante i tre decenni di esperienza, il gruppo è giovane, e come tutti i giovani, agile, curioso, rapido, pronto a proporre sempre qualcosa di nuovo ed esclusivo.

Sono tre i brand che fanno parte del gruppo: Mit, Master Incentive Team, specializzato nella organizzazione di eventi, convention, viaggi di incentivazione e team buil-

ding; Souvenir d’Italie, Dmc specializzato nell’incoming; Almagestum, il laboratorio del viaggio, specializzato in viaggi individuali su misura di alto profilo.

LA NUOVA OFFERTA DI LAGO MAGGIORE MEETING INDUSTRY

GLI EVENTI DE LUXE DI STUDIO ESSE

Pensato per incentivare la promozione coordinata dell’offerta congressuale del territorio con l’obiettivo di rafforzare il settore Mice, si rilancia Lago Maggiore Meeting Industry, il progetto nato dall’accordo italo-elvetico tra gli enti di promozione turistica della zona (camere di commercio, province, Atl, convention bureau, associazioni) che si propone sul mercato con una comunicazione unitaria e un sistema integrato e accessibile, punto di riferimento anche per l’organizzazione di meeting green grazie a Lago Maggiore Green Meeting. Oggi Lago Maggiore Meeting Industry può contare sulla nuova conference hall di oltre seicento metri quadrati del Regina Palace Hotel di Stresa. Una sontuosa sala, arredata e completamente attrezzata, che può ospitare più di 650 persone. L’hotel, uno dei fiori all’occhiello che la destinazione può vantare, ospita oggi la terza tappa del “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa”, promossa da Unioncamere in collaborazione con le camere di commercio e i comitati per la promozione dell’imprenditoria femminile insieme alla Camera di Commercio del Vco Verbano-Cusio-Ossola, che per questa sesta edizione ha come filo conduttore il turismo e i settori che ruotano intorno a esso.

Studio Esse, presente sul mercato da quasi vent’anni, è membro di Eventing Milan, Federcongressi ed Efapco. Rispondendo alle richieste sempre più sofisticate del mercato, l’agenzia si è specializzata in eventi di alto livello proponendo ai propri clienti soluzioni uniche e personalizzate, che combinano tra loro efficacia, intensità di contenuto, creatività. Clienti quali Cartier, Euribron, Le Figaro, Service Plan e molti altri si sono affidati alla competenza e professionalità di uno staff giovane e dinamico che riesce sempre a rendere esclusivo l’evento, rivolgendosi a strutture e fornitori attenti ai dettagli e di comprovata serietà. Eventi culturali, luxury box, sfilate di moda riservate, partnership con il Teatro alla Scala, itinerari golfistici, regate esclusive sono solo alcune delle proposte di successo che hanno reso famoso il nome di Studio Esse in tutta Europa. Importanti critici d’arte e personaggi illustri fanno da cornice e completano i progetti.

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L’AVVENTURA E L’IMPRESA A CONFRONTO IN UN LIBRO Due uomini lucidi e visionari si incrociano e si confrontano. Nasce così il libro L’Avventura e l’impresa di Alex Bellini e Riccardo Donadon, con Paolo Costa, edito da Gli Specchi Marsilio. In una calda estate del Triveneto, a Roncade, è Paolo Costa a incontrare i primi due chiedendo loro di parlare dei temi a loro cari, quei temi che hanno segnato le loro vite: il senso della sfida e dell’impresa, la capacità di assumersi dei rischi, il valore della rinuncia, la lezione del fallimento, la ricchezza e il dolore immenso della solitudine, la paura dell’ignoto. Alex Bellini si definisce un avventuriero, montanaro che sfida il mare, ha attraversato il Mediterraneo nel 2005 e il Pacifico nel 2008 in solitaria su una barca a remi di sette metri e mezzo e la sua prossima impresa sarà sopravvivere su un iceberg fino al suo completo scioglimento. Bellini è anche speaker motivazionale. Riccardo Donadon è un imprenditore per vocazione, una delle figure più visionarie dell’economia digitale in Italia. Nel 1997 ha fondato il centro commerciale online Mall Italy Lab e ha lanciato l’anno successivo la web agency E-Tree. Paolo Costa, fondatore di Spinox, si occupa di tecnologie dell’informazione e nuovi media ed è docente di Comunicazione Digitale e Multimediale all’Università di Pavia.

UNO STOP PER IL LUNCH FUORICASELLO Si chiama Fuoricasello ed è una guida che sarà utilissima a chi per lavoro viaggia in autostrada e desidera mangiare qualcosa di diverso dal solito panino in autogrill. La Guida Longo, alla sua ottava edizione, senza stilare classifiche, elenca luoghi selezionati da professionisti della tavola per una sosta ai margini dei percorsi autostradali presso ristoranti, trattorie e osterie a pochi minuti. La promessa è quella di trovare una cucina di qualità, che rispetti le tradizioni e il legame con il territorio. I professionisti coinvolti sono titolari delle più importanti cantine italiane, sono produttori o esperti di gastronomia, fanno per mestiere i selezionatori di cose buone.

“PILLOLE DI RISATE”, UN BENEFICO TEAM BUILDING Quid Italy & Magicaburla Onlus insieme per una manciata di “Pillole di risate”, ovvero il social team building in una formula divertente ed esperienziale con la clownterapia e i suoi profondi valori formativi. Il clown-dottore opera un cambiamento terapeutico: con la magia, con il gioco comico o poetico, ed elaborando le migliori strategie di comunicazione e interazione con un ascolto attivo e attento delle situazioni, fa scaturire l’energia vitale del ridere. Fuori dall’ambito ospedaliero la clownterapia è utile per osservare e creare le dinamiche di gruppo, per eliminare le distanze tra i membri del team, per sdrammatizzare potenziali

ansie e paure di esporsi al gruppo. “Pillole di risate” è un gioco a squadre che stimola i partecipanti a calarsi totalmente in un contesto ludico, con i temi abituali di un corso di formazione per clown-dottori. E ha un altro aspetto benefico: il compenso

servirà anche a finanziare l’attività di due clown-dottori per almeno un mese (un giorno a settimana) nel reparto pediatria di un ospedale romano. Infine, l’associazione segnalerà sul proprio sito l’azienda come “benefattore”.

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I nostri primi 40 anni Un volume patinato di oltre quattrocento pagine, i festeggiamenti in Btc insieme agli amici e ai follower di sempre e ora anche una nuova sezione di MConline.it dedicata: così Ediman ha celebrato i quarant’anni di Meeting e Congressi SIMONA PK DAVIDDI

destinato a far parlare a lungo di sé il volume che Ediman ha pubblicato a È metà novembre per celebrare i (primi) quarant’anni di Meeting e Congressi, da sempre rivista leader del nostro settore. E non si poteva auspicare palcoscenico

migliore per la sua presentazione se non la Borsa del Turismo Congressuale, ritornata nella sua storica sede fiorentina. Un numero di oltre quattrocento pagine (420 per l’esattezza), sulla cui copertina campeggia la cifra 40 e al cui interno viene ripercorsa non solo la storia della meeting industry italiana dagli albori degli Anni 70 a oggi, ma viene ricreata anche l’atmosfera che ha permeato ogni decennio, riprendendone gli episodi più salienti dal punto di vista storico, tecnologico, di costume, e ancora cinematografico, televisivo e sportivo, ripescando mode, manie e tormentoni che hanno caratterizzato le diverse epoche. Proprio gli “amarcord” sono stati – e non avrebbe potuto essere altrimenti – anche il punto di partenza che ha dato vita al concept creativo dello stand con il quale Ediman si è presentata in Btc: quattro pannelli con i segni grafici e iconografici dei quattro decenni (gli Anno 70, 80, 90 e 2000), accoglievano altrettanti schermi che trasmettevano video musicali e fatti di cronaca che hanno segnato i diversi periodi


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MC NETWORKING workshop ed exhibition

TUTTO IL SAPERE ONLINE Se è vero che i più di quattrocento “addetti ai lavori” intervenuti alla festa per i quarant’anni di Meeting e Congressi – e soprattutto il fatto che la special edition sia andata letteralmente a ruba – dimostrano che la carta stampata, se di qualità, suscita un appeal elevato, Ediman ha comunque voluto mettere il proprio patrimonio storico a disposizione di tutti, non solo rendendo sfogliabile

online il numero del quarantennale, ma pubblicando anche una nuova sezione editoriale specifica all’interno del sito MConline, ripensando il layout dei contenuti per il web e rendendo così accessibile l’immenso sapere congressuale direttamente dai motori di ricerca. Un modo in più – e unico a oggi – per far emergere la storia del nostro settore, espandendola oltre i confini del nostro mercato.

Nelle immagini, alcuni dei momenti della festa che Ediman ha organizzato in Btc, alla quale hanno preso parte più di quattrocento persone. Tra gli amici intervenuti, a fianco da sinistra, Paolo Zona, Adolfo Parodi e Giulio Ferratini

storici. Assolutamente originali, poi, gli arredi: tavolini e sedute, infatti, sono stati realizzati assemblando vecchie copie di Meeting e Congressi. COCKTAIL DA COLLEZIONE E, all’ora dell’aperitivo, la più glamour della giornata, perfetta dunque per celebrare – e per svelare – un numero da collezione come il quarantennale di Meeting e Congressi,

gli amici, i lettori e i clienti di sempre si sono dati appuntamento, in più di quattrocento, intorno allo stand Ediman. Un grazioso balletto “trasformista”, oltre ad aver ripercorso musicalmente gli ultimi quarant’anni, ha annunciato il presidente della nostra casa editrice Marco Biamonti, che ha presentato e svelato – insieme a Marco Garavaglia, direttore editoriale – questo numero speciale prima del brindisi rituale. L’edizione limitata per Btc, con copertina placcata in oro, è letteralmente andata a ruba. Tra gli amici, tantissime le facce note del settore e le “eminenze grigie” del Mice, accanto però anche ai volti freschi delle nuove leve, la nuova linfa creativa che Meeting e Congressi seguirà da vicino per i prossimi quarant’anni.

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Full Contact con vista sul lago Full Contact Meeting Planner e Full Contact Exclusive Venues hanno chiuso un anno di successi, collezionati dai workshop di Ediman dedicati alla meeting industry ALESSANDRA BOIARDI

Matteo Piganzoli

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uplica il successo del Full Contact Meeting Planner d’Azienda, che D dopo la prima edizione del 2013 – che si era tenuta a giugno presso il Palace Hotel di Milano Marittima – ha visto a

novembre la seconda edizione dell’anno. Per l’occasione il workshop di Ediman si è trasferito sul Lago di Como, dove, precisamente l’8 e il 9 novembre, ha fatto incontrare il ricco parterre di espositori con selezionati buyer nella prestigiosa sede del Grand Hotel Imperiale di Moltrasio. Si è trattato in realtà di un doppio appuntamento, poiché in concomitanza con il Full Contact Meeting Planner d’A zienda si è tenuto anche il workshop dedicato alle location più esclusive, Full Contact Exclusive Venues, dove le sedi congressuali connotate da


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MC NETWORKING workshop ed exhibition

Nelle immagini, alcuni momenti del doppio Full Contact, che si è svolto a novembre al Grand Hotel Imperiale di Moltrasio. Sempre vincente è la formula, che coniuga alla perfezione attività lavorative e originali momenti conviviali

stile, eleganza e originalità hanno avuto l’opportunità di incontrare gli organizzatori interessati a questo particolare tipo di strutture. E come per tutti i Full Contact, il vantaggio della formula targata Ediman, che è in grado di soddisfare le esigenze – in numeri, tempi e modi – sia della domanda sia dell’ offerta. I buyer possono infatti trovare una varietà e una qualità di fornitori che non avrebbero potuto incontrare altrimenti, se non con un enorme dispendio di tempo, mentre gli espositori hanno l’opportunità di presentarsi personalmente a una grande

quantità di nuovi possibili clienti a loro dichiaratamente già interessati. Particolarmente suggestiva per questo doppio appuntamento, l’ambientazione sul Lago di Como che – durante i due giorni di lavoro – ha allietato la vista con il suggestivo panorama lacustre su cui si affaccia il Grand Hotel Imperiale, che per la sera è stato trasformato in una piccola “succursale” del casinò Campione d’Italia, con tutti i partecipanti che hanno potuto tentare la fortuna alla roulette e al black jack prima e dopo la cena di gala.

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Verso un nuovo Convention Bureau Nazionale Al Forum sullo sviluppo turistico indetto da UniCredit a Roma all’inizio di dicembre, il Presidente Federcongressi&eventi Mario Buscema ha ribadito con forza la proposta di rete d’impresa avanzata dall’associazione al Tavolo di coordinamento costituito sotto l’egida dell’Enit lavori prevedeva una tavola rotonda coordinata dal Direttore del consorzio Aaster (Associazione agenti sviluppo territorio) Aldo Bonomi. Prendevano parte il Direttore generale del Sicilia Convention Bureau Maja de’ Simoni, il Vicepresidente Federalberghi Giuseppe Roscioli, il Direttore CNA Roma e Vicepresidente della Camera di Commercio Lorenzo Tagliavanti, il Presidente sezione industria del turismo e del tempo libero Unindustria Lazio Stefano Fiori e il Presidente Federcongressi&eventi Mario Buscema.

ll’inizio di dicembre, a Roma, presso il Tempio di Adriano, si è svolto il A Forum sullo sviluppo turistico “Il turismo congressuale come motore per Roma”, organizzato da UniCredit e svoltosi alla presenza e con la partecipazione del Sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino e del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Dopo l’introduzione ai lavori a cura di Giampaolo Letta, Presidente del Consiglio di Territorio Centro di UniCredit, e i due interventi d’apertura del Presidente del Comitato Turismo dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) Armando Peres e dell’Amministratore delegato UniCredit Federico Ghizzoni, il programma dei

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L’INTERVENTO DI MARIO BUSCEMA Il Presidente Buscema ha innanzitutto ricordato le ultime rilevazioni ICCA (International Congress & Convention Association), che assegnano all’Italia, nel 2012, la quinta posizione nel ranking dei dieci maggiori paesi europei per eventi internazionali ospitati, dopo la Germania con il 66% in più di eventi rispetto all’Italia, la Spagna (+41%), la Gran Bretagna (+22%) e la Francia (+20%). «Questo dato», ha detto, «purtroppo non stupisce se si pensa che, secondo uno studio commissionato dall’agenzia Pco romana Studio Ega all’Università di Tor Vergata (Roma), il Convention Bureau di Vienna gestisce un budget di quasi 20 milioni di euro, Copenhagen, Bruxelles, Lisbona e Parigi gestiscono budget superiori a 10 milioni, Amsterdam, Barcellona, Ginevra, Lione e Stoccolma tra i 5 e i 10 milioni di euro all’anno. «L’Italia dal 2009 è entrata in una crisi economica sistemica che ha aggiunto alle consolidate carenze di efficienza e del sistema Paese, fino al 2008 compensate dal fattore “bellezza”, la perdita di credibilità e di solidità. «Abbiamo bisogno di unità di intenti o, almeno, di un buon coordinamento tra i


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Un momento del Forum sullo sviluppo turistico “Il turismo congressuale come motore per Roma”, organizzato da UniCredit e svoltosi al Tempio di Adriano, a Roma

troppi riferimenti istituzionali che oggi popolano la galassia delle autorità, a danno dell’immediatezza che questo settore reclama. «Gli ultimi mesi, per fortuna, hanno portato una grande novità: il Tavolo di Coordinamento MICE – che ci vede compartecipi con Enit, Regioni e Province Autonome, Confturismo-Confcommercio, Federturismo-Confindustria, Confesercenti-Assoturismo – che è sicuramente la sede ideale per fare sistema. «Federcongressi&eventi ha elaborato una proposta, il Documento programmatico sul rilancio della meeting industry italiana, che secondo noi coniuga al meglio le azioni delle istituzioni e degli operatori. Il documento si articola su varie fattispecie, ma è focalizzato sulla costituzione di un Convention bureau nazionale in grado di commercializzare l’offerta Mice. La struttura, secondo la nostra proposta, dovrebbe essere costituita da un’aggregazione di operatori privati promossa da tutte le associazioni imprenditoriali, aperta a ogni attore della meeting industry. L’organismo si dovrà dotare di un modello organizzativo flessibile che agirà in stretto coordinamento con (e con la legittimazione di) Enit, con le regioni e con tutte le strutture di pertinenza, primi fra tutti i Convention bureau territoriali. Vogliamo assolutamente che quest’organismo venga avviato entro i primi mesi del 2014, perché una vera sinergia tra operatori, enti pubblici e associazioni è l’unico mezzo possibile per rilanciare concretamente l’occupazione di settore, e questa è l’ultima occasione perché ciò avvenga».

A VENEZIA LA CONVENTION 2014 La settima Convention nazionale di Federcongressi&eventi si terrà a Venezia dal 6 all’8 marzo. Ricordiamo che la candidatura è stata sostenuta dalla Delegazione Veneto e promossa dal Welcome2Venice Convention Bureau. La location che ospiterà i lavori è il VTP Terminal 103, a Venezia San Basilio, direttamente sul porto fronte mare, a simboleggiare l’aspetto commerciale e mercantile della Serenissima, auspicio per la ripresa del business nel Mice come in tutti i settori. Numerose le novità rispetto alle precedenti edizioni, prima fra

tutte un ritorno all’antico format su tre giorni anziché due. Tornano a due, pertanto, i momenti sociali, ossia la cena di benvenuto del giovedì e il get together party del venerdì. Ricco anche il programma sociale del sabato pomeriggio alla scoperta dei capitani di ventura nella Venezia storica, e varie le opportunità per gli accompagnatori. Intenso come sempre, ovviamente, il programma formativo, che costituirà l’ossatura fondamentale della convention. Forniremo anticipazioni, a riguardo, nei prossimi mesi.

Federcongressi&eventi è l’associazione nazionale delle imprese pubbliche e private e dei professionisti che svolgono attività connesse con il settore dei congressi, convegni, seminari ed eventi aggregativi, di incentivazione e di comunicazione

www.federcongressi.it

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L’importanza di chiamarsi Orlando La Site Global Conference 2013, in tre memorabili giorni di education e celebration in Florida, ha mostrato tutta la vitalità di un comparto che, a 40 anni dalla fondazione di Site, ha ancora molto da dire alla meeting industry internazionale ono stati tre giorni veramente intensi quelli che, dal 7 al 10 dicembre S 2013, hanno vissuto gli oltre 450 soci Site registrati, convenuti da ben 49 nazioni a Orlando, in Florida, per l’annuale Global Conference. L’evento ha assunto un sapore particolare perché ha consentito di festeggiare ufficialmente i 40 anni di Site, nata appunto nel 1973. Per l’occasione sono stati invitati ben 26 past president mondiali dell’associazione, compresa la prima storica presidente Anne Wold-Graham. Ciascuno di essi ha offerto, sul palco, un ricordo personale del proprio anno di presidenza, così fornendo, nell’insieme, un racconto puntuale ed esclusivo di questi 40 ruggenti anni di industria dei viaggi motivazionali. Per noi italiani l’evento ha significato persino di più, dato che a rappresentare il nostro Paese c’era Annamaria Ruffini, eletta un anno fa nel Consiglio direttivo mondiale e dal 1° gennaio entrata anche nel più ristretto Executive Committee, su nomina diretta del presidente Paul Miller. A rafforzare la presenza italiana c’era inoltre la past president di Site Italy Miek Egberts. LA VISION DI SITE 2016 David Sand, sudafricano, oggi immediate past president di Site (il nuovo presidente, in carica dal 1° gennaio, è appunto l’inglese Paul Miller), ha tenuto un applauditissimo speech d’apertura, insieme al managing director di Site, l’americano Kevin Hinton. Durante il suo intervento, Sand ha lanciato un’ambiziosa “vision” triennale in ben 19 punti, a partire dal principale, dal cardine di tutto, ossia il raddoppio dei soci (dagli attuali 2mila a 4mila), che dovranno

essere egualmente rappresentatati nelle sei maggiori aree geografiche del pianeta (Nord e Sud America, Europa, Africa, India e Asia) e ben bilanciati tra buyer e supplier. Altro obiettivo è di rendere ben chiaro il potere e l’impatto motivazionale ed economico che l’incentive industry può offrire alle aziende, alla politica e al business in tutto il mondo. Un impatto – aggiungiamo noi – che, se ben esercitato, garantirebbe la miglior prevenzione contro tutte le crisi, da qui a sempre. Due punti hanno poi importanti risvolti etici: si vuole un’associazione forte, in grado di destinare 12mila dollari ogni anno a progetti Csr sostenibili, e sponsorizzata soltanto da aziende od organismi in linea con i valori alla base di Site.

Sopra, il Site President’s Panel. Da sinistra David Sand, immediate Past President di Site; Rajeev Kohli, Vicepresident Finance di Site; David Peckinpaugh, presidente di Maritz Travel; Paul Miller, presidente di Site. In piedi, Annamaria Ruffini, membro dell’Ibod e dell’Executive Committee di Site, moderatrice dell’evento. Qui sotto, ancora David Sand

LA LOCATION E I TEMI La Global Conference s’è tenuta al Loews Portofino Bay Hotel, nel cuore degli Universal Studios. Un ottimo centro congressi e un ampio parco favori-

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LA LINEA CALDA DI SITE ITALY Hai esperienze da comunicarci? Desideri sapere di più sul tema di

In alto a destra, Paul Miller il nuovo presidente, in carica dal 1° gennaio. Sotto, l’attrice Whoopi Goldberg, narratrice dello spettacolo Holydays around the world, tenutosi la sera del 7 dicembre all’Epcot & Disneyworld

cui hai appena letto in questa pagina? Telefona allo 0541/793133. vano, nel loro insieme, un eccellente networking, per non parlare dei post event al Thirsty Fish, presso la Harbour Piazza, location ideale anche per una parte del meeting che il board of directors ha tenuto due giorni prima che la conference iniziasse. Altissima la qualità delle sessioni education, a partire dalla opening keynote di Cameron Herold dal titolo intrigante: Doubling the size of your business. Non per caso, David Sand e il board of directors hanno usato il metodo “painted picture”, ideato dallo stesso Herold, per elaborare la vision su Site 2016. La painted picture è un documento scritto, di circa tre pagine, che descrive dettagliatamente come un presidente e i suoi stretti collaboratori immaginano la loro azienda su un orizzonte triennale. Herold, nel suo libro Double double – how to double your revenue or profit in three years or less, l’ha utilizzata come punto di partenza per le sorprendenti case history che lo hanno visto guidare diverse imprese verso l’obiettivo – dai più giudicato chimerico – del raddoppio dei profitti in massimo un triennio. IL SITE PRESIDENTS’ PANEL L’8 dicembre si è tenuto il Site Presidents’ Panel, una delle sessioni più seguite dopo quella d’apertura. Un’occasione in cui sono stati presentati i nuovi trend, lo stato attuale dell’industria motivazionale, le tendenze delle varie aree geografiche. C’erano il presidente David Sand, Ceo di U Win–I Win Incentive, che ha parlato dei paesi emergenti, specie di quelli africani; Rajeev Kohli, Vicepresident Finance di Site e managing director di Creative Travel India, che ha presentato un rap-

Site Italy è il capitolo italiano di “The Society of Incentive & Travel Executives” e da 40 anni è l’associazione dedicata all’eccellenza negli incentive

porto sull’India e l’est asiatico; l’attuale presidente Paul Miller, managing director di Spectra DMC UK, che ha illustrato la situazione in Europa; e David Peckinpaugh, Presidente di Maritz Travel, che parlava delle Americhe. Moderava Annamaria Ruffini, nella sua doppia qualità di componente dell’Ibod e di President & Ceo dell’incentive house e DMC Events In & Out. Tantissime le sessioni education, non c’è spazio per ricordarle. Citiamo solo il nutrito programma di corsi executive della durata di quattro ore, spesso seguiti dal rilascio di certificati veri e propri, sul cruising e sull’incentive, propedeutici alla certificazione CMP, erogata dal Convention Industry Council, di cui Site è socia. IL PROGRAMMA COLLATERALE Siamo negli States, siamo in Florida, siamo a Orlando. Il divertimento vien da sé. Mai global conference di Site fu ricca di eventi ludici e collaterali più di questa. Prima ancora che l’evento iniziasse, la sera del 7 dicembre, i Past President e gli attuali Chapter Leader hanno vissuto una Vip dinner experience al Walt Disney Swan and Dolphin seguita dallo spettacolo Holidays around the World, con Whoopi Goldberg narratrice d’eccezione. La opening reception si è svolta al The Wizarding World of Harry Potter, presso gli Universal Studios, che, complice il buio della sera, ha offerto un ambiente di rara suggestione. E poi il pranzo per i Crystal Awards, i prestigiosi premi conferiti da Site alle migliori società incentive del mondo, assegnati quest’anno dai chairman di Imex e di Eibtm Ray Bloom e Graeme Barnett; la notte cubana sotto le stelle all’Hyatt Regency, con musica dal vivo; e i fuochi d’artificio mozzafiato che hanno preceduto la cena conclusiva al Rosen Shingle Creek resort. L’appuntamento, per tutti, è al prossimo novembre a Rotterdam. www.site-italy.com segreteria@site-italy.com

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Riflettori puntati su Milano e Lombardia in vista di Expo 2015, ma non solo. Rivelati i suoi scorci piĂš suggestivi, la regione si riconferma destinazione dagli alti standard, amata anche per i suoi stereotipi 137 Cop Reg LOMBARDIA 2.indd 137

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Orizzonti nuovi e risaputi Ribadire il ruolo internazionale di una città come Milano è sempre un atto dovuto, anche perché il capoluogo lombardo è in profonda trasformazione in vista di Expo. L’evento sarà un’ottima occasione per il Mice anche per (ri)scoprire la Lombardia nei suoi aspetti meno noti mpossibile pensare alla Lombardia senza prendere in considerazione l’avIvento di Expo: mancano meno di due anni. Come tutti sanno, sarà proprio Milano, il suo capoluogo, a ospitare nel 2015 l’Esposizione Universale dal titolo Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Una sfida che in città, ma non solo, ha fatto già

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scattare un countdown irreversibile verso quella che è considerata certamente una grande occasione, ma anche una prova per Milano, la Lombardia e tutta l’Italia. Una sfida prontamente accettata dalla regione della “produttività” per antonomasia, i cui alti standard strutturali e infrastrutturali le hanno già da tempo permesso di farsi eleggere dalla meeting industry nazionale e internazionale come destinazione moderna e all’avanguardia. Caratteristiche, queste ultime, ancora più significative proprio in vista del 2015: se infatti Expo costituisce un’ineguagliabile rampa di lancio per il mondo degli eventi, avrà il suo primo propulsore proprio


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nelle infrastrutture congressuali. Il sito espositivo stesso sarà un enorme contenitore che, oltre ai nove padiglioni cluster, a sua volta sarà in grado di ospitare molti spazi, anche di grandi dimensioni, come un teatro all’aperto da 13mila posti per il calendario di Expo by Night, piazzette, e l’Expo Center da tremila posti. Un elenco “della spesa” che rende molto bene l’idea di cosa Expo è in grado di muovere. E come detto non solo a Milano. Tutte le città e i territori lombardi sono già alle prese con l’ideazione e la messa a punto di programmi volti alla loro promozione dal punto di vista turistico, culturale e imprenditoriale in vista di Expo. Una spinta al turismo leisure e congressuale che non si potrà esaurire nei sei mesi della durata del “mega evento”, un’occasione di più, anche in queste righe, per ricordare come la Lombardia sia a tutti gli effetti una regione con un patrimonio artistico, culturale e naturale ricchissimo e ben organizzato a completa disposizione del Mice. Il network lombardo si snoda dai suoi punti più strategici – gli hub internazionali (Linate, Malpensa, Orio al Serio) e le grandi città – fino agli angoli più remoti della regione, passando per centri d’arte, pianura, montagna, fiumi e laghi. I diversi territori lombardi hanno identità ben definite, da scoprire anche in occasione di eventi o soggiorni incentive “a tema”, come – ma sono solo esempi – la musica a Cremona, il vino nell’Oltrepo pavese e in Franciacorta, gli sport invernali sulle montagne lombarde, la Formula Uno a Monza, i panorami dei laghi. Una Lombardia tutta da scoprire, insomma, che stupisce per la ricchezza e la varietà dei paesaggi, per un’identità regionale forte ma dalle mille sfaccettature e

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per il modo unico in cui sa combinare la seduzione di una terra tutta da scoprire con il suo volto più noto, quello di moderna ed efficiente realtà al centro d’Europa. VEDI MILANO E POI… Chi riesce a leggere correttamente il detto “Milan e po pü”? È un gioco nel quale i milanesi si divertono molto, quello di far dire – a chi milanese non è – qualche frase in dialetto per verificare “la pronuncia”. E se vi state chiedendo cosa significhi questo detto in particolare, sappiate che è una sorta di “Vedi Napoli, poi muori” in versione meneghina. In fondo, tutto il mondo è paese.

1-3 / Oltre a puntare i riflettori mondiali su Milano, l’Expo arricchirà il capoluogo lombardo di nuovi spazi congressuali

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4 / Uno dei “volti” più classici di Milano, i Navigli, tornati navigabili di recente 5 / Bergamo coniuga alla perfezione un tessuto urbano ricco di storia e cultura e un sistema di infrastrutture moderno ed efficiente

E Milano alla sua identità ci tiene molto, forse perché la città è diventata, per sua fortuna e suo malgrado, la capitale della moda e del business, tanto che la sua storia si sente un po’ messa da parte. Ecco allora che andar sulle tracce della “vecchia” Milano – quella dei barconi sui Navigli, della Ninetta del Verzée di Carlo Porta, del tombone di San Marco – può offrire uno spunto interessante anche agli organizzatori di eventi. In ogni caso, lo abbiamo già detto: sarà 5

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l’Esposizione Universale del 2015 il più importante banco di prova del capoluogo lombardo, che proprio in questa occasione avrà una chance in più anche per rilanciare la sua offerta storico-culturale (e non solo in chiave nostalgica). Ne è un esempio la proposta che si articolerà in quel progetto che prende il nome di “Expo in città” e che proporrà eventi culturali, ma non solo, nei sei mesi della durata dell’Esposizione Universale. Ma la Milano “pre-Expo” è anche una città in cambiamento, palpabile nei suoi quartieri e nella sua viabilità: il nuovo Palazzo della Regione è il grattacielo più alto d’Italia, la rete della metropolitana, se pur minuscola a confronto di altre metropoli europee, si sta ampliando, il sito dell’Expo si ergerà maestoso nell’area nordovest della città. Parola d’ordine è riqualificazione, insomma, per una città che è già abituata a ospitare eventi internazionali, per esempio nell’avveniristico MiCo, il centro congressi di Fiera Milano e nella sede di Fiera Milano a Rho. Avanguardia nell’offerta congressuale, ma anche nightlife per eccellenza: per una serata da fare passare ai delegati in perfetto stile milanese non c’è che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda locali e ristoranti. Ma attenzione, perché lo schema è molto preciso: aperitivo intorno alle 19.30, cena per le 21 e poi spazio alla fantasia per “la seconda serata”, in discoteca o in un bar, per il bicchiere della staffa. Del resto chi si trova a Milano per un evento non vuole mancare l’occasione di vivere una città così vibrante nel modo più autentico. Shopping nel quadrilatero della moda (o window-shopping, almeno per appagare la vista), una passeggiata in centro o una visita esclusiva al Cenacolo sapranno fare la differenza.


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SCEGLIETE IL PANORAMA La Lombardia è la prima regione in Italia per numero di province (dodici) e di comuni (quasi 1.600). Ma anche se così densamente concentrato, tutto il territorio lombardo è fortemente caratterizzato nei suoi diversi aspetti, ogni luogo conserva infatti una forte identità in dialogo con il resto della regione. Per questo gli organizzatori di eventi potranno scegliere i diversi centri lombardi non soltanto su considerazioni logistiche, ma approfittando della loro forte immagine, magari per legarla a messaggi di comunicazione di sicuro impatto. La città che da questo punto di vista meglio rappresenta la doppia vocazione lombarda – efficiente da un lato e culturale dall’altro – è Bergamo, notoriamente divisa in città alta e città bassa, due facce della stessa medaglia che costituiscono un ricchissimo microcosmo per eventi di ogni tipo. Un microcosmo si fa per dire, perché è proprio la sua storia che ci mostra come la città sia per vocazione aperta al territorio circostante: la città bassa infatti altro non è che un’addizione quattrocentesca della più antica città medievale che si ergeva su un colle, oggi suo avamposto modernissimo. Un preludio, la città alta, di quello che è il paesaggio orobico, quello delle Alpi bergamasche, facilmente raggiungibili dal capoluogo di provincia e fonte infinita di attività incentive. All’insegna della tradizione e della cultura, per esempio con un’escursione a Clusone, in Val Seriana,

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che conserva palazzi seicenteschi, il Museo Arte e Tempo, e la basilica di Santa Maria Assunta con accanto l’oratorio dei Disciplini e una celebre Danza Macabra. Le Alpi orobiche sono anche un paradiso per gli sport, in estate con il trekking, il rafting e le passeggiate, e d’inverno con le stazioni sciistiche più note, da Carona a Lizzola. E i laghi: i tanti piccoli specchi d’acqua in quota raggiungibili attraverso ben segnalati percorsi Cai e il lago di Iseo, che la provincia di Bergamo divide (sponda per sponda) con Brescia. Anche Brescia non manca certo in personalità, tutta da scoprire in occasione di un evento che si arricchirà sicuramente con un post congress in città. Brixia in epoca romana, La Leonessa d’Italia del Risorgimento, attiva e dinamica, Brescia è anche città d’arte, con i suoi luoghi longobardi patrimonio Unesco: il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia e l’area archeologica del Capitolium. E la provincia di Brescia include il versante adriatico del Lago di Garda, da Sirmione a Desenzano sul Garda, con le loro atmosfere eleganti, dove vela e sci nautico diventano i validi alleati di proposte incentive all’insegna dell’adrenalina. Anche il windsurf può essere praticato grazie al vento “giusto” che soffia sul Lago di Garda, rendendolo una meta apprezzata dagli appassionati di questo sport. Limonaie, uliveti e suggestivi paesaggi d’acqua saranno molto più che lo sfondo per un soggiorno dedicato all’incentivazione. Dal Lago di

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6 / Un dettaglio della Danza Macabra, nell’oratorio dei Disciplini a Clusone, in Val Seriana. La località è perfetta per post congress tra natura e cultura 7 / Il castello di Sirmione, affacciato sul Lago di Garda, set privilegiato per l’organizzazione di team building “acquatici”, dal windsurf allo sci nautico

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8 / Livigno, rinomata destinazione montana, annovera, tra le proposte post congress più esclusive, anche il trekking equestre sulla neve 9 / Il Lago di Como è punteggiato da località glamour e da splendide ville Liberty, location ideali per eventi raffinati

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Garda a quello d’Idro, più piccolo ma altrettanto delizioso, il passo è breve. In provincia di Brescia, ma al confine con il Trentino, è una meta turistica d’eccellenza – sembra quasi un fiordo – ed è un luogo dove la meeting industry può scoprire angoli remoti e affascinanti, come nella sua valle, la Val Sabbia, andando per paesini caratteristici o appassionandosi sui percorsi di trekking e bicicletta. Di paesaggio in paesaggio è ancora la montagna ad attirare post congress ed escursioni attraverso la Valcamonica (celebri i suoi graffiti rupestri, patrimonio Unesco) da Boario e fino a Bormio, che propongono anche una rinomata offerta termale. In particolare Bormio ha fatto della ricettività termale il

suo fiore all’occhiello e non mancherà la possibilità di scegliere hotel di alto livello per approfittare del benessere offerto dai suoi celebri centri termali. Territorio particolarmente apprezzato dalla meeting industry è Como, il suo lago e la sua provincia. Moderno, dinamico, intraprendente, questo territorio è oggi scelto dal jet set internazionale come un tempo era meta prediletta dell’aristocrazia, comasca e milanese, che qui ha lasciato un’importante eredità di ville in stile Liberty e giardini all’italiana, oggi convertiti in alcune delle più affascinanti location per eventi. Da Gravedona a Bellagio, da Tremezzo a Cernobbio, il Lago di Como si promuove sul mercato Mice come vero e proprio brand riconoscibile anche all’estero e accoglie location come le celebri Villa d’Este e Villa Erba a Cernobbio, Villa del Balbianello a Lenna, Villa Carlotta a Tremezzo e Villa Serbelloni a Bellagio. E quel ramo di Lago di Como di manzoniana eco è il Lago di Lecco, con il suo suggestivo lungolago e sullo sfondo il monte San Martino. Da Lecco si può facilmente raggiungere la Valtellina, terra di pizzoccheri e bresaola, ma anche di inedite proposte incentive, come – in inverno – le grandi distese innevate di Livigno, dove è possibile, con guide esperte, cavalcare nella neve per imparare i rudimenti del trekking equestre. Anche Varese riserva più di una sorpresa, intanto per il bellissimo centro storico, molto ben conservato e piacevolmente percorribile a piedi. A trenta minuti da Milano, la città ha ospitato importanti eventi come i mondiali di ciclismo e trofei internazionali di golf, e grazie a un territorio ricco di natura e cultura è in grado di attrarre la meeting industry più esigente. Così come lo fa un altro territorio regionale, quello del versante lombardo del Lago Maggiore, chiamato Costa Fiorita. NELLA “BASSA”, TRA CULTURA E TRADIZIONI Sono paesaggi stupendi quelli offerti dalle montagne e dai laghi lombardi. Ma anche la Pianura Padana riesce a stupire chi la sceglie per un evento. Inutile negare l’intensissima cementificazione di alcuni territori, spesso strategici da un punto di vista industriale ed economico e di rimando anche per l’organizzazione di meeting. Ma post congress e incentive nella Pianura Padana lombarda non deluderanno, anzi. Prenderanno a piene mani dal patrimonio culturale dei suoi centri, grandi e piccoli. Come Cremona, la città della musica per eccellenza. Con la sua allure severa e godereccia allo stesso tempo, Cremona è la terra del liutaio più celebre al

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mondo, Antonio Stradivari, del compositore Claudio Monteverdi e di Mina, la cantante conosciuta proprio come “la tigre di Cremona”. Ma questo capoluogo di provincia ha anche dato i natali a un personaggio che di diritto ha aggiunto la sua alle proverbiali “tre T” cremonesi: l’amatissimo attore Ugo Tognazzi. A Cremona c’è il torrone, c’è il Torrazzo, la Loggia medievale, e le tante attività incentive che si possono organizzare sul Po, dal canottaggio a brevi crociere fluviali. E intorno, nella “Bassa” si trovano ancora preziosi centri storici dove andare alla scoperta di prodotti enogastronomici straordinari, curati ancora secondo tradizione, dal salame di Cremona al Grana Padano, dalla mostarda ai marubini, pasta ripiena dei giorni di festa. Da Castelleone – con ottocento anni di storia e un celebre mercatino dell’antiquariato – a Soresina, con la storica latteria fondata nel 1900 – da Soncino – un vero e proprio museo all’interno della sua cerchia muraria – a Casalmaggiore, sede di un teatro dal ricco calendario non ci sarà che l’imbarazzo della scelta. Da Cremona a Mantova: le due città ancora oggi sono “rivali” nel primato dei tortelli con la zucca! Anche Mantova è infatti un’interprete eccellente della cultura lombarda, sede del Festival della Letteratura, ma non solo. La città dei Gonzaga offre spunti per post congress alla scoperta della sua storia, a partire dal palazzo ducale fino al celeberrimo palazzo Tè, firmato negli interni da Andrea Mantegna e Giulio Romano. Ma si può optare anche per le escursioni sul Mincio e nel parco omonimo, fino a Sabbioneta, patrimonio dell’Unesco come Mantova stessa. Si trova all’incrocio di due fiumi Pavia, dove il Ticino incontra il Po: navigare sui

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due corsi d’acqua significherà proporre un’attività incentive dai ritmi antichi, alla scoperta di suggestivi paesaggi fluviali, ma si potrà anche percorrere un tratto della via Francigena in bicicletta, gustare uno dei prodotti più pregiati della zona, il riso, in tante ricette diverse. Altra città tra due fiumi è Lodi, da scoprire insieme al suo territorio con diversi tour tematici, come l’itinerario romanicogotico o rinascimentale, con la visita al Tempio dell’Incoronata, un capolavoro del Rinascimento lombardo. E pensando alle corone, non può che venire in mente Monza, che custodisce la Corona Ferrea e gli altri tesori longobardi nel suo Duomo e invita la meeting industry su uno dei circuiti più celebri di Formula Uno.

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10 / La bellissima Mantova, protetta dall’Unesco, accoglie il Mice tra tesori artistici ed enogastronomia sublime 11 / Cremona è la città della musica per eccellenza: l’idea per un post congress? Seguire le tracce di Stradivari 12 / Il circuito di Monza, tra i più celebri di Formula Uno, consente l’organizzazione di team building adrenalinici

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Iconografia del lusso L’esclusività dell’Hotel Principe di Savoia prende le forme dei suoi eleganti spazi per eventi, della modernità delle sue dotazioni tecnologiche e dell’eccezionalità delle idee post congress proposte, da una corsa in Ferrari alle lezioni di apprezzati chef e sommelier l lusso a Milano ha un indirizzo d’ecceIzione ed è quello del

Eleganti, raffinate, versatili e tecnologicamente all’avanguardia: sono le caratteristiche delle undici sale congressi del Principe di Savoia, icona del lusso milanese più glamour

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cinque stelle Hotel Principe di Savoia, un albergo scelto dal jet set internazionale e da chi desidera i più alti standard anche in occasione di una riunione di lavoro. L’albergo appartiene alla Dorchester Collection ed è stato recentemente nominato da The Mice Report “Best Luxury Hotel 2013” in Italia. Elegantissime e piene di carattere, le sue undici sale sorprendono anche per la tecnologia di cui dispongono, dalle attrezzature audio visive per videoconferenze alla connessione wi-fi, tutte all’avanguardia. Illuminate da luce naturale, sono perfette praticamente per ogni tipo di evento, dalle riunioni del top management alle sfilate di moda, dai cocktail più festosi alle più eleganti cene di gala. In particolare, le sale Galilei, Marco Polo, Veranda e Marconi sono modulari e possono essere unite per formare un’unica sala da settecento metri quadrati in grado di ospitare fino a 1.200 persone. Se pur così eleganti e sofisticati, non sono solo gli spazi del Principe di Savo-

ia ad attirare gli organizzatori di eventi, che per prolungare l’esperienza di lusso dei loro delegati possono contare sul disponibilissimo team dell’albergo e su pacchetti originali e completamente personalizzabili per idee incentive e di intrattenimento sempre molto raffinate. Le proposte vanno dai cocktail a tema alla degustazione di vini con la chef e sommelier dell’hotel Alessandra Veronesi, seguita da una cena al Ristorante Acanto, alla scoperta della città e dei suoi dintorni. Qualche esempio? Un’esperienza di guida a bordo di una Ferrari, giornate di shopping nel quadrilatero della moda e visite guidate tra i pregi architettonici e artistici di Milano, gare di go kart, paintball o cene con delitto. E se tra i delegati ci sono appassionati di cucina, l’ideale saranno le sfiziose cooking lesson – per un massimo di otto persone – tenute dall’executive chef Fabrizio Cadei. L’Hotel Principe di Savoia può organizzare, inoltre, trasferimenti guidati sul Lago di Como, per conoscere da vicino le attrazioni della città, come la cattedrale, il tempio Volta e i suoi giardini, oppure per noleggiare una barca a motore privata e fare un giro del lago, ammirando le celebri ville che lo punteggiano. Una volta rientrati in hotel, gli ospiti possono rilassarsi presso il Club 10 Fitness & Beauty Center, un’oasi di benessere con vista panoramica su Milano dal decimo piano dell’hotel. Hotel Principe di Savoia Piazza della Repubblica, 17 20124 Milano Tel. 02 62304029 Fax 02 62304093 sales.hps@dorchestercollection.com dorchestercollection.com


alla Portalupa Villa Necchi è una dimora signorile immersa nell’omonima tenuta di oltre 10 ettari, all’interno del Parco del Ticino a pochi chilometri da Milano e Pavia, sull’asse del crocevia tra Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna.

A Villa Necchi ogni evento diventa speciale: meeting, congressi, corsi di formazione, workshop, presentazioni e sfilate, eventi culturali, cerimonie esclusive. La Cucina è interna in modo da poter offrire un ampio ventaglio di scelta culinaria, calibrato sui desideri dei nostri Ospiti e sul tipo di evento organizzato. Sono disponibili 21 camere dotate di tutti i comfort, ognuna personalizzata secondo un diverso stile. Nel corpo centrale della Villa vi sono ampie ed eleganti “junior e senior suite” riservate agli Ospiti più esigenti. Vi sono 3 sale polifunzionali interne ed 1 patio coperto per eventi estivi; tutte le aree sono dotate di opportuni impianti microfonici ed attrezzature tecniche. Nel parco è possibile allestire tensostrutture sino a 500 posti.

“L’Anima Nobile di ogni evento”

27025 Molino d’Isella di Gambolò - PV Tel. 0381 092601 Fax 0381 092699

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Novity

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Territorio e qualità Novity si pone come interlocutore insostituibile per quelle aziende italiane e straniere che scelgono il territorio lombardo dei laghi, della Franciacorta e dell’area milanese per eventi e incentive dagli standard elevati sede è Brescia, Leonessa d’Italia città lombarda di grande fascino e Lil suoae sua nome è Novity, una realtà che dal 1999 – l’anno della sua fondazione – è diventata un punto di riferimento per la progettazione e la gestione nell’area della comunicazione, dell’event management e dell’incentive travel. Il suo raggio d’azione è il più ampio che si possa immaginare grazie alla profonda conoscenza e alla capacità di valorizzazione dell’area nella quale si trova così felicemente collocata. Il territorio lombardo è infatti naturalmente vocato a ospitare eventi e incentive di qualità sia grazie alle sue caratteristiche naturali sia alla dotazione di infrastrutture e strutture sempre all’avanguardia. Novity si rivolge in questo senso proprio a quelle aziende, italiane e straniere, che vedono l’area di Milano, dei laghi lombardi e la zona della Franciacorta come

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cornice ideale per i propri ospiti. E lo fa in modo efficace grazie a una expertise di lunga data nel campo dell’organizzazione e a rapporti consolidati con i fornitori locali, sicuri punti di forza in grado di fare la differenza. Due caratteristiche che permettono a Novity di rappresentare un interlocutore ideale, e un partner affidabile e insostituibile nell’area lombarda. Questo anche grazie all’efficacia di un team di lavoro articolato e professionale: Novity opera, infatti, attraverso un gruppo selezionato di professionisti e un team di quindici persone dedicate in grado di sviluppare progetti “su misura” che presidiano tutte le aree di business e della comunicazione istituzionale. Oltre sessanta clienti serviti in diversi settori merceologici, 125 progetti elaborati, 10.500 ospiti movimentati: sono i numeri di Novity nel 2013, a testimonianza della fiducia e del successo raccolti sul mercato. Risultati importanti che non impediscono al gruppo di concentrarsi su una ricerca costante e di orientarsi al futuro: due tratti salienti che si traducono nella capacità di creare soluzioni originali e formule innovative di eventi e di attività d’incentivazione, sempre coniugati con l’eccellenza nella gestione e la conoscenza approfondita del mercato. Novity Via Flero, 6 – Torre Sud 25125 Brescia Tel. 030 7870301 Fax 030 2400373 info@novity.it www.novity.it


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Destinazioni d’Italia

Villa Erba e Lake Como Events Network

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Glamour internazionale l complesso congressuale ed espositivo di Villa Erba, affacciato sulla riva del ILago di Como e impreziosito da un panorama ineguagliabile, è circondato da un parco secolare di centomila metri quadri e offre un equilibrio unico tra storia, eleganza e modernità. Da una parte la splendida villa ottocentesca appartenuta alla famiglia di Luchino Visconti, ricca di storia e dotata di cinque maestose sale, ideali per meeting, piccoli convegni ed eventi di immagine fino a 450 persone; dall’altra, un moderno polo congressuale e fieristico ispirato alle serre tipiche delle ville lariane e progettato dall’architetto Mario Bellini, con una superficie totale di undicimila metri quadrati, e capace di ospitare fino a 1.500 persone nel solo padiglione centrale. Lo spirito polifunzionale e versatile, la villa antica, il parco secolare e il moderno polo espositivo e congressuale, rendono Villa Erba una location unica ed esclusiva, in grado di accogliere eventi diversi e complementari tra loro. Dal congresso alle esposizioni, dagli eventi corporate agli eventi di grandi dimensioni, tutto è possibile a Villa Erba e tutto si arricchisce di un fascino unico e indimenticabile. VILLA ERBA E IL SUO TERRITORIO Villa Erba è coordinatore e, insieme a Cia (Como Imprenditori Alberghieri), promotore di Lake Como Events Network, una rete di operatori e professionisti che riunisce i più qualificati rappresentanti dell’offerta Mice sul lago di Como. Fanno parte del network sedi e location per eventi, alberghi, società di servizi per la comunicazione, l’organizzazione congressuale, le attività culturali e i trasporti.

Una struttura unica ed esclusiva, Villa Erba, con le sue due anime – la villa storica e il moderno polo espositivo – e un network per la promozione del lago di Como, una destinazione conosciuta in tutto il mondo

Lake Como Events Network ha l’obiettivo di coordinare e integrare l’offerta della meeting e incentive industry presente sul territorio del lago di Como e di rappresentare un interlocutore qualificato per ogni tipo di clientela, proponendo sedi originali e strutture esclusive all’interno di un brand unico, sinonimo di elevata qualità, e apprezzato in tutto il mondo.

Lake Como Events Network è il partner ideale per congressi, convegni, meeting, incentive, team building e ogni altro tipo di evento sul lago di Como

Lake Como Events Network Largo Luchino Visconti, 4 22012 Cernobbio (Co) Tel. 031 3491 Fax 031 340540 info@lakecomoevents.com www.lakecomoevents.com

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Winter Garden Hotel

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Mice experience Alle porte di Bergamo il Winter Garden promette un’esperienza unica in una struttura in grado di instaurare un dialogo efficace tra le sue moderne atmosfere e il territorio circostante, così speciale e ricco di spunti per i più attenti meeting e incentive planner

Sono quattro le sale meeting del Winter Garden Hotel – alle porte di Bergamo – tutte modulabili e tecnologicamente all’avanguardia

ergamo è una città dalla doppia anima, interprete perfetta di tutto B quello che la rende una meta privilegiata della meeting e incentive industry. Da un lato la sua anima culturale, che ben si identifica con la Città Alta, costituisce la parte più emotiva della città lombarda, legata alla sua storia e a un patrimonio ricco che raccoglie mirabili interpretazioni delle più svariate forme artistiche. E poi c’è l’anima produttiva, quella più moderna e internazionale, che coincide con la Città Bassa e i territori circostanti. Un duplice spirito quello di Bergamo, che offre anche interessanti opportunità di business e di svago, perfettamente complementari per dare corpo all’indi-

menticabile “esperienza Bergamo”. Proprio in questa città unica si trova il Winter Garden Hotel, una moderna struttura che accoglie i propri ospiti in ambienti progettati per il massimo comfort e realizzati perseguendo sempre il “bello” come obiettivo principale. Esempio tangibile di questa filosofia sono le camere, con il loro stile moderno ed elegante, perfette per soggiorni di lavoro grazie all’ampiezza degli spazi e alle dotazioni all’avanguardia. In tutto le stanze sono 149, di cui 137 business room e 12 suite. All’interno dell’hotel si trovano anche quattro funzionali sale meeting. Allestite con tecnologie di ultima generazione, possono ospitare eventi fino a 250 persone e sono completamente modulabili grazie a un sistema di pannellature capaci di ridisegnarne le forme secondo le esigenze del momento. In occasione di un evento si potrà approfittare dell’offerta culinaria del prestigioso ristorante interno, ampia e totalmente personalizzabile, che comprende coffee break, brunch, aperitivi e cene aziendali con il meglio della gastronomia locale e le ricette internazionali più apprezzate. Nella moderna struttura del Winter Garden c’è spazio anche per il relax. Il centro benessere The Spa, con i suoi ambienti, è il luogo perfetto dove prendersi cura di sé. L’idromassaggio nella grande vasca con getti Jacuzzi, il bagno turco, la sauna finlandese, il bagno di vapore emozionale, la doccia gelata, la cascata di ghiaccio costituiscono un percorso ideale per un’esperienza plurisensoriale rigenerante. Un’ampia gamma di massaggi rilassanti è stata inoltre messa a punto dallo staff del centro benessere, in particolar modo per i businessman che desiderano sciogliere lo stress accumulato durante le lunghe ore di lavoro. Per le attività di post congress, l’hotel propone visite guidate ed escursioni nei luoghi storici della città e organizza degustazioni che portano alla scoperta delle molte prelibatezze enogastronomiche tipiche del territorio, attività perfette da abbinare all’organizzazione di eventi, convegni, team building e corsi di formazione. Winter Garden Hotel Via Padergnone, 52 24050 Grassobbio (Bg) Tel. 035 58 70 11 Fax 035 58 70 12 meeting@wintergarden-hotel.com www.wintergarden-hotel.com

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Villa d’Este Hotels

Questo storico palazzo liberty è situato nel centro di Como, affacciato sul lungolago. Una vista incantevole su uno dei paesaggi più conosciuti al mondo. A pochi chilometri da Milano, dall’aeroporto di Malpensa e dalla Svizzera, l’hotel offre spazi adatti a soggiorni di piacere o di lavoro, con attrezzature congressuali all’avanguardia e una cucina tradizionale italiana di ottimo livello. Lungo Lario Trieste, 16 22100 Como Tel. 031/23391 - Fax 031/303170 info@palacehotel.it - www.palacehotel.it


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Destinazioni d’Italia

ISCHIA

È un fascino raffinato, quello di Ischia, destinazione d’elite che offre al Mice hotel di lusso e accoglienti stabilimenti termali, incastonati nel verde dell’entroterra e nell’azzurro del mare 151 Cop Spec ISCHIA.indd 151

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ISCHIA

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Bellissima in ogni stagione Uno scrigno di tesori artistici, storici e naturalistici di primo piano, ai quali si aggiungono strutture alberghiere di lusso e rilassanti stabilimenti termali: Ischia è la destinazione perfetta – e mai scontata – per la meeting industry più esigente ell’Olimpo delle località turistiche più à la page del Mediterraneo, N l’hanno lanciata la campagna di scavi che negli anni Cinquanta portò alla scoperta di Pithekoussai, prima colonia greca d’occidente, e l’innamoramento di Angelo Rizzoli per Lacco Ameno. Ma è grazie all’estro e all’intraprendenza degli imprenditori locali e ai loro hotel pluristellati, che esplose la Dolce Vita made in

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Ischia e che l’isola delle terme, già meta di viaggiatori più o meno celebri, divenne una destinazione da sogno, che più glamour non si può. Tutto questo porta anche Mice e business. I direttori di alberghi e resort sanno che i loro ospiti in viaggio per affari preferiscono strutture e luoghi che, oltre agli spazi meeting, offrano anche opportunità per il tempo libero e occasioni di relax, divertimento ed escursioni. E ciò è possibile soprattutto se la meta è l’isola di Ischia. Qui si lavora in una cornice paesaggistica notevole, con hotel di lusso strutture moderne e resort che, nati per il turismo d’élite, sono anche ideali per meeting, lanci di prodotti, presentazioni aziendali, congressi scientifici, predisponendo, oltretutto, l’evento al successo. Al di fuori


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del lavoro non manca nulla, a cominciare dalle straordinarie spiagge, optional molto apprezzato, davanti ad acque trasparenti: l’Isola Verde è anche meta di chi vuole scoprire le meraviglie dei fondali e degli amanti degli sport d’acqua in generale. Paradiso di benessere e relax, ormai ai primi posti nelle classifiche delle priorità di chi viaggia anche per motivi di lavoro, Ischia offre spazio anche all’immaginazione. Negli Anni 60, divi di Hollywood e Cinecittà, magnati dell’industria e della finanza, teste coronate e playboy sbarcavano sull’isola per partecipare a feste favolose e la cronaca di quegli anni è raccontata in un’esposizione a villa Arbusto, dimora settecentesca immersa tra i fiori bianchi e i frutti rossi di corbezzolo, meta del jet set ospite di Rizzoli e poi acquisita dal Comune di Lacco Ameno con la villetta Gingerò, dependance riservata agli amici stretti dell’editore. Immagini affascinanti di Alida Valli, Claudia Cardinale, Helmut Berger e Alain Delon si sono sovrapposte a quelle del precedente albo d’oro dei visitatori: Ibsen e Stendhal, Lamartine e Polanski, tanto per citare i più noti, frequentavano Ischia per l’incredibile numero di fonti termali, il prezioso patrimonio naturale dell’isola conosciuto

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e sfruttato sin dall’antichità. Plinio e Strabone lo raccontano: furono gli antichi romani, che conoscevano i segreti dell’art de vivre, a capire i benefici delle acque ischitane, dei bagni, delle immersioni e delle saune. Le proprietà mediche, gli studi scientifici e le terapie vennero in un secondo momento e resero Ischia l’isola del benessere per antonomasia. Oggi è la capitale del termalismo europeo, con oltre trecento stabilimenti e una grande varietà di acque, 29 bacini e centinaia di sorgenti e fumarole. UN’ISOLA, MILLE PROPOSTE La passeggiata nel suggestivo quartiere dei pescatori di Ischia Ponte, il lungo passaggio a mare per la visita al castello Aragonese, lo shopping lungo via Roma, il by-night sulla Rive Doitre, lo jogging in pineta e il bagno agli scogli di Sant’Anna a Cartaromana, la visita al quartiere chic e colorato di Sant’Angelo sono solo le prime cose da fare una volta approdati sull’isola. Ma la lista dei luoghi da vedere, delle esperienze da fare, dei prodotti da assaggiare, a cominciare dal pregiatissimo vino, è lunghissima. In tutto 34 chilometri di linea costiera, la più grande delle isole del golfo di Napoli ha un clima dolce, anche per la presenza, al centro, del monte Epomeo. Con circa sessantamila abitanti, dopo Sicilia e Sardegna, è la più popolosa d’Italia, divisa in sei comuni: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana e Barano d’Ischia. L’isola dei pithekoi, le scimmie, o dei pithoi, i vasi d’argilla, si apre sullo scalo

ECSTASY E VALENTINO: ISCHIA BY NIGHT Tanta voglia di divertirsi, di rilassarsi gustando un cocktail e di sognare davanti a scenari incantevoli, anche durante le pause di lavoro, al ritmo di buona musica. Il by night dell’isola di Ischia riserva notevoli sorprese. Al numero 97 dell’elegante corso Vittoria Colonna, ci sono l’Ecstasy e il Valentino, dei fratelli Luciano e Marcello Bondavalli, due locali diversi, ma collegati tra loro. Il primo è un piano bar accattivante, in estate un salotto nella piazzetta dei Pini, tra le vetrine illuminate, i divani in rattan e bambù, grandi e comodi cuscini, atmosfera da pre-discoteca. E infatti dopo il drink ci si trasferisce al Valentino, dove si tira l’alba in un locale per quattrocento persone, nello stile tipico e inconfondibile che ha caratterizzato, negli anni d’oro della Dolce Vita, i più famosi locali notturni delle costiere amalfitana e sorrentina e delle isole dell’arcipelago napoletano. Cliccando su www.valentinoischia.eu si sente il rumore del mare nelle notti più magiche di Ischia.

Ischia affascina il Mice con la sua offerta unica: un mix di benessere, bien vivre e lusso. Nelle immagini, alcuni scorci dell’isola, tra i quali si riconosce, qui sotto, il castello Aragonese

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Scenari unici e panorami ricchi di storia, borghi appartati e località mondane, trattorie, enoteche, cantine e ristoranti di lusso: Ischia ha l’atmosfera giusta per ogni tipologia di evento

UN ATTIMO DI VINO: BUON CIBO E SIMPATIA Alla fine della Riva Destra, in via Porto 103, dopo l’ultima barca e dove il mare non arriva più, c’è Raimondo, oppure Un Attimo di Vino, enoteca, ristorante raffinatissimo, per chi non ha bisogno della vista mare, della tovaglia pregiata e… del menù. Inutili filtri – dice lui, ex consulente enogastronomico trapanese – per non arrivare al cuore. E il cuore sono ricette “inventate” con amore e gusto, piatti rigorosamente cotti al vapore per preservare la leggerezza. Se si è fortunati c’è il trittico di pesce, parti diverse, cucinate in maniera diversa: al sale sfilettato, oppure cotto sulle verdure, o anche in crosta di patate. I dolci sono anche quelli della migliore tradizione siciliana. L’arredamento è in legno, tra botti e sculture. La musica, spesso dal vivo, è solo d’autore. L’atmosfera è cordiale, la cucina a vista rimanda in sottofondo chiacchiere e risate. Tutt’intorno vino, 750 etichette, e distillati per le cambuse delle barche in partenza.

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ISCHIA

più importante: Ischia Porto è la vera e propria porta d’ingresso, il luogo dell’accoglienza, sulla riva sinistra, da dove partono i traghetti. La riva destra ospita invece ristoranti, tavernette, bar e locali notturni, dove si cena, si beve e si balla nelle notti d’estate. Da qui parte il corso, via Roma e corso Vittorio Colonna, la passeggiata più prestigiosa ed esclusiva di Ischia, mentre i palazzi nobiliari sono su via Seminario. Da qui a Ischia Ponte il passo è breve: il borgo dei pescatori, il ponte verso il castello sull’isolotto, lo specchio d’acqua invaso dalle imbarcazioni. È il cuore dell’isola di Ischia, il luogo dell’anima degli abitanti e dei turisti, imperdibile. TRA STORIA E ARTE La suggestiva rupe di lava basaltica, alta un centinaio di metri, deve il nome al castello, ampliato e fortificato nel 1438 da Alfonso d’Aragona, anche se l’isolotto pare fosse già abitato nel 474 a.C. dai soldati di Gerone, tiranno di Siracusa. Sull’incredibile stratificazione di ruderi si erge il possente maschio trapezoidale a strapiombo sul mare. Poco distante la rinascimentale cattedrale dell’Assunta, nella quale, nel 1503, si sposarono la poetessa Vittoria Colonna e Ferrante d’Avalos. E ancora nei pressi c’è il convento delle clarisse, con la grandiosa cupola del Settecento, e il cimitero dove si racconta che i corpi delle monache di clausura venissero seduti su scranni di pietra e lì lasciati a decomporsi. La salita al castello, lungo il percorso scavato nella roccia da Alfonso I d’Aragona nel ‘400 è pieno di ruderi e segrete, ma è anche un eccezionale colpo d’occhio sulle barchette della marina, su Ponte, Procida e il golfo di Napoli. La storia dell’isola è narrata nel Museo archeologico, allestito ancora all’interno

di villa Arbusto a Lacco Ameno: la Coppa di Nestore, una kotyle, ossia una tazza piccola, di uso quotidiano, databile intorno all’ultimo venticinquennio dell’VIII secolo a.C., uno dei più antichi esempi di scrittura alfabetica. Dalla cripta della vicina chiesa di Santa Restituta, si accede poi agli scavi di una suggestiva basilica paleocristiana. Dal lungomare si vede il Fungo, simbolo del posto, un masso di tufo verde, la tipica roccia di origine vulcanica, che si staccò dalle pareti dell’Epomeo in seguito a una sua eruzione, ma anche gli enormi panfili milionari di magnati russi, sceicchi arabi e sultani dell’estremo oriente. La baia di San Montano, verdissima e affascinante, è uno dei luoghi più selvaggi dell’isola. Forìo è l’altro borgo marinaro di charme dove, su uno sperone di tufo, si erge il bianco santuario di Santa Maria del Soccorso, che al tramonto diventa uno spettacolo di colore. Il centro è dominato da


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un Torrione quattrocentesco che ospita un museo civico. Qui sono da vedere il giardino La Mortella, tra i più belli d’Italia, che ospita piante rare provenienti da ogni parte del mondo su 150mila metri quadrati di terreno, la villa del musicista sir William Walton, la spiaggia di Citara e La Colombaia, la villa di Luchino Visconti. Da non perdere il bagno notturno nella baia di Sorgeto. Dominano le torri, prima tra tutte quella conosciuta come il Torrione, tre piani del XV secolo. ENTROTERRA A TUTTA NATURA A sud c’è Sant’Angelo, una volta zona poco frequentata, oggi elegante centro turistico, animata di giorno e di sera, la piazzetta di Ischia dalla scenografia esclusiva. Tra boutique grandi firme, atelier e gioiellerie, le stradine si inerpicano in mezzo alle casette dalle tinte pastello. Tappa obbligata per artisti e vip, qui si mangiano zuppe di pesce leggendarie

e dolci da re. Infine, tra Sant’Angelo e Ischia Ponte, c’è il maggior numero di spiagge in sequenza: i Maronti, la più famosa e la più estesa, tre chilometri ricchi di cave, dentro le quali sgorgano sorgenti d’acqua termale, un tempo rifugio dei pirati; la Scarrupata, sottile nastro di sabbia e ciottoli; punta San Pancrazio e una minuscola spiaggetta; la spiaggia dell’Amore, segreta e appartata; le grotte, le più famose, la grotta Verde, la grotta del Mago, la grotta Tisichiello; poi l’incantevole spiaggia Cartaromana, davanti alla quale si nuota ammirando il castello. Nell’entroterra si aprono Serrara e Panza, panoramiche ai piedi del monte Epomeo e Barano d’Ischia, affacciata sulla spiaggia dei Maronti, lunga due chilometri e costellata di sorgenti termali e fumarole. Da Barano partono “i sentieri della lucertola”, quattro percorsi naturalistici indicati da una lucertola colorata. Sulla vetta dell’Epomeo è interamente scavato nella roccia tufacea l’eremo di San Nicola del XV secolo. A Ischia si producono i vini che, per primi, hanno ottenuto il marchio Doc in Campania, da vitigni quali Biancolella, Forastera e Piedirosso (o Per ‘e Palummo). Nei boschi abbondano bacche, funghi porcini e tantissimi sono i castagneti, gli agrumeti, i frutteti, gli oliveti, ma anche gli alberi di noci e nocciole, i fichi celebrati da Orazio. Dagli orti arrivano pomodori grossi e succosi, cicerchie, lenticchie, fagiolini e fagioli particolari, gli “zampognari”, piccoli, rosso scuro, adatti per una zuppa da leccarsi i baffi. I piatti della tradizione vanno dal maiale al pesce, primo tra tutti il coniglio, che all’ischitana è in padella, con pomodori, olio, vino bianco, aglio e peperoncino. Tipica è anche la parmigiana di melanzane nella versione col basilico a foglie larghe dell’isola.


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“Eventi sull’isola? Sì, purché tutto l’anno” Si punta all’allungamento della stagionalità sull’isola: il presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni lavora a un piano di incentivi diretti ai tour operator internazionali e alle agenzie di viaggio

«Il punto di forza di Ischia è sicuramente l’offerta di qualità delle strutture e il plus delle vacanze del benessere in scenari naturali unici al mondo» afferma Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli, nella foto qui sotto

è l’uomo giusto al posto giusto. Maddaloni, presidente LdellauiMaurizio Camera di Commercio di Napoli, è imprenditore del settore turistico e titolare di agenzie di viaggio specializzate nel settore dell’incoming internazionale, con sedi dislocate sull’intero territorio nazionale. Ed è laureato in Giurisprudenza. Dal 2010 ricopre l’incarico alla guida dell’ente camerale. Di recente è stato nominato presidente di Unioncamere della Campania. La Camera di Commercio sta lavorando a una serie di iniziative che mirano a evidenziare le eccellenze in diversi settori della vita economica della provincia di Napoli. Nel turismo si può parlare di eccellenza nel caso dell’isola di Ischia, che è stata conside-

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rata, durante il Wtm di Londra, una delle destinazioni traino per incrementare gli arrivi e le presenze in tutta la Campania? «Come sistema di rappresentanza istituzionale delle imprese siamo impegnati a non confinare il turismo a cartina di tornasole della crisi. Eccellenze come Ischia, ma anche Pompei o Sorrento – solo per fare alcuni esempi – non possono vivere di rendita solo perché hanno appeal in tutto il mondo. Il nostro principale obiettivo è favorire l’allungamento della stagionalità attraverso iniziative che puntino direttamente a garantire arrivi e presenze tutto l’anno e, in particolare nei periodi di media e bassa stagione». Come si raggiunge questo ambizioso obiettivo? «Lo stiamo facendo attraverso un piano di incentivi diretti ai tour operator internazionali e alle agenzie di viaggio italiane corrispondenti che organizzano pacchetti turistici e voli dai Paesi europei ed extraeuropei. Più arrivi con soggiorni minimi di tre giorni significa innanzitutto alberghi e strutture turistiche aperte anche in autunno e in primavera e, quindi, più lavoro, più commercio e più economia indotta che si alimenta». Quali sono invece le eccellenze di Ischia particolarmente supportate dalla Camera di Commercio? «L’immenso patrimonio naturale e il forte richiamo delle terme rappresentano le due motivazioni principali di vacanza sull’isola. L’eccellenza dell’offerta turistica di Ischia è tutta concentrata nella grande capacità dell’imprenditoria locale di garantire un unicum di accoglienza e di


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soddisfare le aspettative di ogni tipo di clientela. La professionalità e la qualità delle strutture rappresentano il valore aggiunto di Ischia. E la Camera di Commercio di Napoli è in prima linea nel condividere le esigenze degli operatori turistici isolani sostenendo economicamente anche eventi di caratura internazionale per richiamare turisti da tutto il mondo». L’Enit ha diffuso i dati nazionali relativi al primo semestre del 2013. C’è soddisfazione per la stagione turistica? E quali sono le aspettative per il 2014? «Il 2013 si chiude con la conferma di un dato nazionale che autorizza moderati slanci di ottimismo. Cresce, anche nell’ultimo periodo e con proiezioni in aumento per il 2014, il turismo internazionale, con picchi particolarmente rilevanti nelle mete a sviluppo turistico maturo e di appeal mondiale, quale l’isola di Ischia. Più bassa è, invece, la crescita del turismo nazionale. E le motivazioni, così come confermato anche dall’Isnart, l’Istituto nazionale di ricerche sul turismo di Unioncamere, sono legate a doppio filo al calo generalizzato dei consumi e al peso della tassazione locale e nazionale». Turismo tutto l’anno è uno dei suoi input. Benessere, fine settimana, short break, lunghi periodi di riposo, ma anche congressi e viaggi d’affari. Si può fare? «L’offerta congressuale dell’isola verde, in aggiunta al potenziale della penisola sorrentina e delle strutture del capoluogo partenopeo, è uno dei driver principali dello sviluppo turistico tutto l’anno. La vacanza benessere, inoltre, rappresenta un’opzione particolarmente gradita sia dai turisti italiani sia dalla clientela internazionale, che può contare anche su tariffe aeree particolarmente convenienti grazie agli incentivi della Camera di Commercio di Napoli e soprattutto su un elevatissimo rapporto qualità-prezzo per i soggiorni brevi nelle località marine e non». Accoglienza, ristorazione, shopping, ma anche sicurezza, accessibilità, ambiente e soprattutto terme. Quali sono i plus e i

punti deboli di Ischia? «Il punto di forza è sicuramente l’offerta di qualità delle strutture e il plus delle vacanze del benessere in scenari naturali unici al mondo. Il punto debole è il sistema dei collegamenti verso le isole. La crisi dei trasporti regionali ha investito anche le vie del mare penalizzando la frequenza delle corse, determinando situazioni di criticità soprattutto nei periodi di massima affluenza». Quanto aiutano gli eventi e quali sono i periodi su cui si punta per aggiungere creatività all’offerta? «Da alcuni anni l’ente camerale partenopeo sostiene una serie di eventi culturali sull’isola di Ischia nei periodi di cosiddetta bassa stagione. I festival letterari, come le rassegne cinematografiche o le mostre d’arte, sono appuntamenti fissi con una nicchia interessante di clientela che preferisce coniugare il relax e le terme a concerti o letture con gli scrittori, come nel caso di una kermesse particolarmente attesa a settembre che da qualche anno si svolge a Forio, nella splendida cornice di Villa Arbusto». Camera di Commercio di Napoli Piazza Bovio 80133, Napoli Tel. 0817607111 Fax 0815526940 segreteria.generale@na.camcom.it www.na.camcom.it

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Federalberghi Ischia e Procida

Tra tecnologia e destagionalizzazione Grandi progetti per allungare la stagione di affluenza dei turisti a Ischia, primo fra tutti il rilancio in chiave Mice dell’isola. Perché i plus che ha da offrire sono molteplici. Li racconta il presidente di Federalberghi Ischia, Ermando Mennella

estagionalizzazione, innovazione tecnologica e accessibilità: si apre D ai congressi invernali, si programmano hotspot in tutti gli hotel e si organizzano transfer per chi arriva sull’isola. L’obiettivo turismo di Federalberghi, per raggiungere altri target di mercato, è il consolidamento nel settore Mice. Risultato da ottenere a breve e medio termine, sviluppando ancora di più come destinazione congressuale l’isola di Ischia. Che in questo settore ha qualche numero da giocarsi: la vicinanza all’aeroporto di Napoli Capodichino, per esempio, oppure il gran numero di strutture alberghiere dotate di sale per meeting e congressi, prime tra tutte quelle del gruppo Leohotels . Negli ultimi anni si sono tenuti nelle sale convegni di Ischia numerosi congressi medici. Incontri di lavoro in cui, all’efficienza delle strutture d’avanguardia, si affianca l’appeal della destinazione, fatto di paesaggio, di atmosfera, di storia e di mondanità, ma anche di enogastronomia,

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divertimento e relax. La professionalità offerta da Federalberghi, che garantisce e spinge alla qualità e alla modernità, offre la garanzia per la perfetta riuscita di ogni tipologia di evento e di ogni incontro di lavoro e d’affari. DODICI MESI PER GLI EVENTI C’è un beneficio tra tutti che l’isola di Ischia riceve nell’incrementare il settore Mice, la destagionalizzazione. Evitare la chiusura nei mesi invernali è la maggiore necessità per gli albergatori e i costi molto più bassi dei mesi più freddi rendono la destinazione competitiva nei confronti delle altre mete preferite del turismo congressuale. Nessun problema per i collegamenti via mare: Ischia è sotto costa, quindi è molto raro che i viaggi vengano interrotti: «L’elemento isola – afferma Ermando Mennella, presidente di Federalberghi Ischia – può essere solo un fattore d’appeal rispetto ad altre destinazioni. Il soggiorno, anche di lavoro, qui da noi è tranquillo, mai stressante, e permette al businessman di immergersi in un’amena atmosfera di familiarità. D’intesa con la Camera di Commercio della provincia di Napoli, con il presidente Maurizio Maddaloni, stiamo lavorando sodo per incrementare e allungare il periodo di


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inizio e fine stagione. Anche nei periodi invernali, l’isola può offrire molto». Ne sono convinti Federalberghi, Camera di Commercio e anche l’A zienda di Soggiorno e Turismo, guidata dal commissario Francesco Paolo Iannuzzi: «Non un’isola nel deserto insomma, ma tutto l’anno hotel, ristoranti e negozi aperti, non ultime le case vinicole, per una destinazione che invita alla riscoperta del buon bere». Attenzione al design e alla cura degli arredi, ma anche largo all’innovazione tecnologica per un’isola di qualità:

Federalberghi pensa agli hotspot in tutti gli hotel. Che sono tanti: 309 in tutto, 148 associati, per un totale di undicimila camere e 24mila posti letto. Il sessanta per cento sono quattro o cinque stelle. QUALITÀ E SICUREZZA Tema caldo in Campania, la sicurezza è garantita: «Non è un problema – afferma il presidente Mennella –, anzi, per quanto concerne la sicurezza, Ischia non è paragonabile a nessun’altra località congressuale del mondo. Questo è certamente uno dei nostri vanti». Nessun problema anche per quanto concerne i rifiuti: «Abbiamo una raccolta differenziata al cinquanta per cento e questo fa parte dell’offerta. C’è una grande attenzione all’ambiente. Ischia, isola e mare, è un’area marina protetta. Nelle pause dei congressi si può riscoprire la natura, anche praticando l’immersione o lo snorkeling. Nel mare di Ischia c’è una grande prateria di Poseidonia, la pianta acquatica dalle foglie nastriformi, che costituisce la comunità climax del Mar Mediterraneo. Cioè, l’acqua è pulita, lo dimostra ancora la presenza di delfini e cetacei. Nell’entroterra – annota ancora Mennella – c’è un ritorno alla tutela dell’agricoltura e della viticoltura, un’attenzione particolare alle passeggiate e alla sentieristica in altura». Per quanto riguarda la classificazione e le stelle, Mennella chiarisce: «Questa segue ancora vecchi sistemi, noi non

«Stiamo lavorando sodo per incrementare e allungare il periodo di inizio e fine stagione. Anche nei periodi invernali, l’isola può offrire molto» afferma Ermando Mennella, presidente di Federalberghi Ischia

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L’OFFERTA MICE DELL’ISOLA ¢ L’ALBERGO

DELLA REGINA ISABELLA *****L www.reginaisabella.it Quattro sale da venti a 450 posti

¢ GRAND HOTEL EXCELSIOR ***** www.excelsiorischia.it Una sala da ottanta posti

¢ IL MORESCO HOTEL & SPA***** www.ilmoresco.it Una sala da sessanta posti

¢ HOTEL MEZZATORRE

RESORT & SPA ***** www.mezzatorre.it Una sala da dieci a trenta posti

¢ TERME MANZI

HOTEL & SPA ***** www.termemanzihotel.com Sale modulari da venti a 120 posti

¢ HOTEL CONTINENTAL

ISCHIA **** www.hotelcontinentalischia.it Undici sale modulari da 15 a quattrocento posti

¢ HOTEL LE QUERCE **** www.hotellequerce.it Una sala da 120 posti

¢ ALBERGO LA REGINELLA

RESORT & SPA**** www.albergolareginella.it Una sala modulare fino a cento posti

¢ MIRAMARE SEA

RESORT & SPA**** www.miramaresearesort.it Due sale da 45 a 250 posti

¢ HOTEL TERME TRITONE RESORT & SPA **** www.hoteltritoneischia.it Una sala fino a 140 posti

¢ HOTEL LA PALMA

E PARCO TERMALE TROPICAL **** http://events.lapalmatropical.it Una sala da trenta a trecento posti

¢ HOTEL HERMITAGE & PARK ****

www.fabahotels.it Una sala modulare da dieci a 160 posti

¢ SORRISO THERME

RESORT & SPA www.sorrisoresort.it Una sala da cinquanta posti

¢ DELFINI STRAND

HOTEL TERME **** www.hoteldelfini.it Due sale da dieci a cento posti

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badiamo solo al televisore in camera, ma prestiamo attenzione anche al fatto che la stanza sia climatizzata, funzionale e risponda a tutte le esigenze del cliente, all’effetto e alla funzionalità delle luci, ai colori, alla piacevolezza dell’arredamento, che sia in regola con le normative antincendio. Ci confrontiamo con il mercato internazionale. Molte strutture partecipano a Iso 9.000, Iso 14.001, l’isola di Ischia attira turisti stranieri e c’è una normativa molto rigida per il mercato estero». Ma Ischia non è solo ordine e regole: «La differenza – conclude Mennella – Ischia la fa con la qualità dell’accoglienza e con la capacità di far sentire i turisti a casa propria». E a questo proposito Federalberghi sta facendo formazione per il personale delle strutture di accoglienza: tecniche di vendita, tecniche di accoglienza, lingue straniere, anche per i dirigenti. Tutto questo in un’isola che ha storia: è stata la prima colonia greca, può offrire siti archeologici, chiese, musei, splendide architetture e dei “dintorni” da far invidia: Pompei, Sorrento, Capri, Napoli, solo per citare i luoghi principali. A TUTTO MICE L’offerta riguardante lo specifico segmento del turismo congressuale è ampia e diversificata. Il sistema dell’accoglienza di Ischia, infatti, non è più centrato solo sul turismo legato alle terme, o alla balneazione. I maggiori alberghi dell’isola vantano ampie e confortevoli sale conferenze, dotate di tutti i requisiti tecnologici necessari per garantire il sereno, corretto e professionale svolgimento di convegni, dibattiti, stage formativi, conferenze, anche con ospiti provenienti da altri Paesi. Le sale degli hotel più chic

dell’isola riescono ad articolare una proposta più ampia e particolareggiata: dalle più piccole, per riunioni e incontri d’affari, alle più grandi per congressi e meeting, rappresentano l’eccellenza del settore. In particolare l’Hotel Continental Ischia offre undici sale modulari, la più grande da quattrocento posti e fino a 890 posti complessivi. Disponibilità anche all’Albergo della Regina Isabella, al Grand Hotel Excelsior, al Moresco Hotel & Spa, all’Hotel Mezzatorre Resort & Spa, al Terme Manzi Hotel & Spa, all’Hotel Le Querce, all’Albergo Reginella Resort & Spa, al Miramare Sea Resort & Spa, al Terme Tritone Resort & Spa, al La Palma e Parco Termale Tropical, all’Hermitage & Park, al Sorriso Therme Resort & Spa, al Delfini Strand Hotel Terme. Ischia catturerà il congressista con le sue fragranze mediterranee, il suo patrimonio vinicolo stabilmente attestato sui livelli dell’eccellenza, la sua mondanità, la piacevole atmosfera internazionale che la avvolge e la rende, da sempre, la più cosmopolita delle isole del Golfo di Napoli. Di Ischia s’innamorò Angelo Rizzoli, l’ex martinitt diventato uno degli editori più famosi e potenti del Dopoguerra. La magia di Forio stregò Luchino Visconti, l’aristocratico regista de Il Gattopardo e di altri capolavori immortali della cinematografia del Novecento. Nella sua Colombaia, residenza estiva a picco sul mare smeraldo che circonda l’isola, è passata la storia del cinema contemporaneo. Federalberghi Ischia & Procida Via Fasolara, 49 80077 Ischia (Na) Tel. 081 5074022 Fax 081 984171 info@ischiahotels.it www.ischiahotels.it


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Gruppo Leohotels

Glamour ischitano Quattro strutture alberghiere raffinate, che coniugano il calore di una casa privata con il comfort e i servizi esclusivi degli hotel di lusso. È l’offerta del gruppo Leohotels negli angoli più suggestivi di Ischia, con un plus d’eccezione: il meraviglioso panorama

alle stanze del Grand Hotel Excelsior di Ischia Porto si ammira tutto il Golfo D di Napoli: Capri, Punta Campanella, il Vesu-

Fondato agli inizi degli Anni 60 dall’ingegner Salvatore Leonessa, con i fratelli Giovanni e Mario, il gruppo alberghiero Leohotels offre oggi quattro meravigliosi hotel nel centro di Ischia, ideali anche per soggiorni d’affari ed eventi

vio, il castello Aragonese, verde rigoglioso e mare a perdita d’occhio. Si resta senza fiato davanti a tante meraviglie. Il panorama da solo varrebbe una vacanza, ci si trova in uno dei cinque stelle più rinomati dell’isola verde, nel cuore della mondanità e dell’eleganza. Il Grand Hotel Excelsior ha ospitato negli anni principi, capitani di industria, personaggi dello spettacolo e dello sport, che hanno attraversato i grandi saloni illuminati, inebriandosi dei profumi del mare e della rigogliosa vegetazione dell’isola. Il gruppo alberghiero Leohotels è stato fondato agli inizi degli Anni 60 dall’ingegner Salvatore Leonessa, con i fratelli Giovanni e Mario. UNA CASA A CINQUE STELLE Al Grand Hotel Excelsior, nato dalla trasformazione di una villa sul mare dei

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primi del ’900, gli ospiti si sentono a casa, in un contesto in cui la raffinatezza si coniuga con l’attenzione per il particolare. Le camere sono 86, tra cui 12 superior, 25 junior suite e otto suite; le junior suite e le superior hanno ampi spazi e un piccolo salotto; le lussuose suite sono invece sull’attico. A ciò si aggiungono piscina nel parco (oltre a quella coperta della spa), spiaggia privata attrezzata, piano bar e american bar a bordo piscina, ristorante “Belvedere”, sala riunioni, wi-fi, parcheggio. «I nostri clienti apprezzano l’atmosfera familiare, ma con un ineccepibile servizio a 5 stelle», rivela il direttore dell’Excelsior Enzo De Vanna. UN’ISOLA NELL’ISOLA Quartier generale della dirigenza Leohotels è l’Hotel Continental Ischia, un quattro stelle concepito come un’isola nell’isola: da una parte la fitta vegetazione e


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il mare che luccica al sole, dall’altra costruzioni basse, colori pastello, pergole, ombrelloni e bianco dominante. Villette distribuite all’interno di un parco di 30mila metri quadrati, due piscine esterne e tre coperte, di cui una in serra tropicale, sono armonicamente inserite tra il verde e i fiori esotici del parco, servizio spiaggia, piano bar e american bar a bordo piscina, dove sorseggiare fantasiosi drink accompagnati da assaggi di cucina partenopea, in un ambiente ricco di charme che ricorda le atmosfere intime e ricercate di una casa privata. Il tutto ammirando i suggestivi colori dell’isola d’Ischia, i ristoranti “Aenaria” che può ospitare fino a 250 persone e “Il Parco” che ospita oltre 400 persone, entrambi arredati in fresco stile mediterraneo. Ci sono poi 244 camere, tra cui cento superior, sei junior suite e due suite, tutte sono caratterizzate da un’atmosfera piacevolmente rilassante, dotate di ogni confort e dispongono di balcone o terrazzo con vista sulle corti, sui giardini e, in parte, sulle piscine. Completano l’offerta: wi-fi free, palestra attrezzata, campo da tennis e parcheggio. Uno dei lussi a portata di mano degli ospiti dei quattro hotel del gruppo Leohotels, poi, è la centralità: tutti si trovano a un passo dal centro di Ischia Porto, dall’elegante corso Vittoria Colonna, dalle stradine dei souvenir, delle delizie per il

palato, delle enoteche, da bar, ristoranti e locali notturni e dalle barche ormeggiate sulla Riva Destra, oltre che dall’affascinante centro storico di Ischia Ponte. TUTTI I NUMERI DEL MICE Ma il gruppo Leohotels non è solo vacanze, mare e sole. Gli alberghi del gruppo sono attrezzati per accogliere

L’Hotel Continental Ischia, immerso nella fitta vegetazione dell’isola, offre al Mice un centro congressi con undici sale, in grado di accogliere complessivamente fino a 890 delegati

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Il Grand Hotel Excelsior, lussuoso cinque stelle, è “l’ammiraglio” del gruppo Leohotels e dispone di 86 camere – raffinatissime le suite al piano attico – e di una sala riunioni

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incontri di lavoro, riunioni d’affari, piccoli convegni e grandi congressi. L’Hotel Continental Ischia dispone di un centro congressi, per un totale di 890 posti, tra la Sala Pithecusa con una superficie di 350 metri quadrati, per un massimo di 400 posti a platea; la Sala Primavera offre 150 posti su una superficie di 180 metri quadrati; la Sala Nitrodi A e B è per 90 persone, divisibile in

due sale; la Sala Nitrodi C e D ha 90 posti ed è divisibile anch’essa in due sale; la sala Nitrodi E ospita 50 persone a platea; la Sala Villa Aranci 35 persone a platea; la Sala Tifeo A 35 persone a platea; la Tifeo B 25 persone a platea e infine la Tifeo C che dispone di 15 posti con tavolo unico. Sono sale polifunzionali attrezzabili secondo le esigenze individuali: «Siamo in grado di accogliere e gestire anche grandi eventi, convention, congressi o incentive che siano», dice il direttore Mario Borsò. «Le sale – continua – vengono proposte complete di attrezzature di base, quali videoproiettore, schermo, lavagna a fogli mobili, microfoni e amplificazione. Disponiamo di un’assistenza tecnica fissa, personalizzata, servizio di traduzione simultanea, transfer da e per Napoli con imbarcazioni e motoscafi, ristorazione esterna presso le più rinomate location dell’isola d’Ischia. Offriamo all’incentive house un prodotto finito, promuovendo sia la destinazione Ischia sia il prodotto hotel. Tra i maggiori punti di forza dell’ Hotel Continental, non si deve dimenticare la cucina, dove vengono esaltati i sapori mediterranei con piatti leggeri e raffinati, creati da ingredienti genuini e caratterizzati da un gusto ricercato e delicato, molto apprezzato sia dalla clientela italiana sia da quella internazionale».


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SULLE ORME DI MINA L’altro cinque stelle del gruppo è Il Moresco. Una fascinosa costruzione in stile mediterraneo, circondata da muretti in pietra lavica locale e affacciata sul mare. Ci sono patii, una maestosa torre moresca, segno distintivo dell’hotel, giardini con piscine di acqua termale, che scorre anche nella caratteristica grotta in pietra lavica vulcanica, pini secolari affacciati sul golfo di Napoli. E poi ancora i colori delle maioliche vietresi, come negli altri hotel del gruppo, sempre con diversi motivi decorativi, i balconcini romantici, le terrazze, il piano bar e l’american bar a bordo piscina e la spa. Il Mice può alloggiare in 68 camere, tra cui 26 superior, quattro junior suite e tre suite e usufruire della sala riunioni del parcheggio e del wi-fi. Per i momenti conviviali, invece, è a disposizione il ristorante “La Pergola”, aperto dal 1954. È qui che Mina ha mosso i primi passi della sua sfolgorante carriera facendosi chiamare Baby Gate. Il nome dell’albergo richiama atmosfere orientali, colori carichi, vegetazione lussureggiante, un maggiore distacco tra le sensazioni del giorno e quelle della notte: «Un’atmosfera del tutto particolare – dice il direttore Salvatore Cipolletta – molto gradita dalla clientela internazionale. Qui amano soggiornare nordeuropei, nordamericani, ma anche italiani. La novità degli ultimi anni sono i russi. Anche loro preferiscono l’intimità di una grande villa di charme invece del lusso anonimo di hotel di catena».

PANORAMI UNICI L’Hotel Continental Mare un quattro stelle costituito da villette con giardini disposti su terrazze panoramiche ricavate nel declivio verso mare: dotato di due piscine, e di spiaggia privata da cui si accede attraverso una sinuosa scalinata in pietra locale, american bar, ristorante “La Baia” che, affacciato sulla suggestiva baia di Cafiero, propone piatti

Il Moresco Hotel & Spa è una fascinosa costruzione in stile mediterraneo, affacciata sul mare, i cui giardini accolgono rilassanti piscine di acqua termale, che scorre anche nella caratteristica grotta in pietra lavica vulcanica

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direttore Mario Sarli. Immersi nella natura piena e rigogliosa dell’isola di Ischia, in un parco che dalla strada principale arriva sulla scogliera, i nostri ospiti in maggioranza stranieri, sono tentati dall’idea di non uscire mai, anche se il centro è a due passi di distanza.” Grand Hotel Excelsior Via E. Gianturco, 19 80077 Ischia (Na) Tel. 081 991522 Fax 081 984100 info@excelsiorischia.it www.excelsiorischia.it Hotel Il Moresco Hotel & Spa Via E. Gianturco, 16 80077 Ischia (Na) Tel. 081 981355 Fax 081 992338 info@ilmoresco.it www.ilmoresco.it

Il Continental Mare Hotel & Spa è costituito da villette con giardini disposti su terrazze panoramiche ricavate nel declivio verso il mare, sulla splendida baia di Cafiero

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della tradizione partenopea, spesso utilizzando ingredienti del proprio orto, completano la struttura. 63 camere, tra cui 25 superior, 7 junior suite costituiscono l’offerta che si avvale anche di parcheggio e WI-FI. “Relax è la parola d’ordine qui da noi – spiega il

Hotel Continental Ischia Via M. Mazzella, 74 80077 Ischia (Na) Tel. 081 3336111 Fax 081 3336276 info@hotelcontinentalischia.it www.hotelcontinentalischia.it Continental Mare Hotel & Spa Via B. Cossa, 25 80077 Ischia (Na) Tel. 081 982577 Fax 081 992505 info@continentalmare.it www.continentalmare.it


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Parco Termale Castiglione

Benessere antico Trattamenti speciali, improntati al lusso e all’esclusività, piscine, docce e percorsi che prevedono l’impiego dell’acqua: al Parco Termale Castiglione il benessere è liquido. E per soggiorni al top, c’è l’Hotel Oasi Castiglione

na grande vetrata da cui penetra il chiarore dell’alba, la luce del sole U ischitano, il rosso dei tramonti romantici, le ombre della sera, il profumo di essenze misteriose, la grande pietra accanto al letto sapientemente preparato. Nella camera d’Ambra si fanno miracoli. Per ottanta minuti, si è trattati da

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zar o da zarina. È uno dei massaggi più famosi del Parco Castiglione, le terme di Casamicciola, comune dell’isola di Ischia ricco di sorgenti di acqua per la cura del corpo. Così come l’ambra non è una vera pietra, ma il prodotto di un’alchimia naturale che nel corso di milioni di anni ha creato meravigliose gemme, le resine fossilizzate, un insieme di insetti, fiori, foglie, legno, così il trattamento non è un omaggio ai numerosi turisti russi che da qualche anno privilegiano l’isola per le vacanze estive, ma un antistress naturale realizzato con le pepite del mar Baltico, che piaceva tanto allo zar Nicola Romanov e alla zarina Katerina, vivamente consigliato dall’onnipresente Rasputin. Così il trattamento Zar è maschio e vigoroso e il massaggio Zarina è delicato e incide sull’equilibrio psico-fisico. Tra le meraviglie del Parco Castiglione, dieci piscine termali con temperature differenti – comprese tra i trenta e i quaranta gradi – diversi idromassaggi, sauna, bagno turco, due percorsi Kneipp, pontile privato per prendere il sole sul mare, con accesso a un’area di balneazione dedicata. A Ischia, dove tutto si ispira a un antico ideale di armonia, il culto del corpo, maturato millenni orsono nelle terme dell’antica Roma, sviluppato in epoca rinascimentale, riversato nei tratti dell’arte settecentesca, è tornato in auge ai nostri giorni. La poesia dei luoghi è un concetto affine e gli scenari solari e mediterranei dell’isola verde rappresen-


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tano garanzia di benessere. È per questo che qui si trova uno dei centri più importanti, una vera oasi di pace e tranquillità, per un soggiorno rilassante all’insegna del benessere. SALUS PER AQUAM Fin dai tempi degli antichi romani l’isola di Ischia è fra i più celebri luoghi deputati alla cura del corpo: 29 bacini termali, 67 fumarole e 103 sorgenti sono i tesori di questo paradiso, che dal XVII secolo si è dotato di centri termali e che ha accolto viaggiatori famosi di tutti i tempi. La tradizione è stata perfezionata e alcuni centri, tra tutti il Castiglione Terme, sono diventati punti di riferimento di livello internazionale. I trattamenti più innovativi sono quelli a base di spirulina, una proteina vegetale ricca di glicogeno, antiossidanti, vitamine, oligoelementi, sali minerali per rigenerare ed energizzare la pelle del viso e del corpo. Utilizzandola, il Parco Castiglione prevede un trattamento a 360 gradi, dalle cure termali all’offerta del benessere e della gastronomia. Fantastici i massaggi in acqua, che è di per sé massaggiatrice sapiente. Così, abbandonarsi a essa col sostegno offerto dal terapista facilita e accelera la distensione di blocchi meccanici ed emozionali. Al Parco Castiglione si spazia dai quaranta minuti di watsu (contrazione tra water e shiatsu: nell’acqua calda si applicano le pressioni e gli allungamenti dello zen shiatsu che permettono di lasciar fluire il Qi o energia vitale lungo i canali meridiani), alla mezz’ora di idrokinesiterapia o stretching acquatico, dalla riflessologia plantare in acqua (che permette al cliente di stare comodamente seduto mentre il terapista esercita pressioni in determinati punti del piede dove si trova il riflesso di tutti gli organi) ai 55 minuti del

massaggio ajurvedico (medicina tradizionale indiana, aju-vita e veda-conoscenza, sul rapporto tra i tre dosha o energie vitali), al semplice massaggio relax da trenta minuti, o all’aromatico da quaranta. Il tutto alla ricerca di una forma fisica e di un’energia primigenia che riequilibrino il tono dello spirito.

Il Parco Termale Castiglione dispone di dieci piscine termali con temperature differenti, diversi idromassaggi, sauna, bagno turco e percorso Kneipp

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Nell’era del febbrile agitarsi fisico e mentale, le terme sono up-to-date. In riferimento a questa sua peculiarità, l’isola di Ischia, amatissima dai tedeschi, da sempre appassionati al relax nei centri benessere, e dai non giovanissimi, ha visto, negli ultimi anni, un capovolgimento di queste tendenze. Anzi, alla vecchia clientela affezionata, si aggiungono le nuove generazioni, turisti ormai da ogni parte del mondo. I prodotti di un passato irripetibile che dopo la Roma classica, Paracelso e il Rinascimento, sono stati presenti nei movimenti salutistici del primo ’900, ormai non hanno età, la tradizione li affina, l’evoluzione tecnologica li migliora e il Parco Termale Castiglione è quanto di più lontano da un semplice stabilimento della salute. È piuttosto un tempio della rigenerazione psicofisica che, attraverso l’acqua di fonte, usando le sue qualità chimico-fisiche, diverse per ogni tipo di sorgente, mira a rimettere l’ospite in sintonia con se stesso e con il proprio ambiente. Nel Parco, tra una piscina e un’altra, su terrazze panoramiche e in mezzo a boschetti ombrosi, c’è il bar Ulisse, per drink e piccola gastronomia, e i fascinosi ristoranti U Guarracino e La Sibilla. L’Hotel Oasi Castiglione, con accesso diretto al parco termale, accoglie i propri ospiti in camere confortevoli, decorate in rilassanti tonalità chiare, e li coccola con i piatti tipici della cucina partenopea

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OLTRE AL PARCO, L’HOTEL La venue ideale dove soggiornare per poter accedere comodamente al Parco Termale Castiglione è l’Hotel Oasi Castiglione, che prevede, appunto, il pieno e libero accesso al Parco. Decorate con colori chiari, le camere dell’Oasi Castiglione sono spaziose e dotate di arredi in legno. I servizi includono aria condizionata, tv, connessione wi-fi gratuita,

reception 24 ore su 24, giardino, terrazza, cassetta di sicurezza, deposito bagagli. Il ristorante dell’hotel è specializzato in cucina italiana e piatti a base di pesce tipici della cucina napoletana. A colazione si può gustare un ricco buffet che include cornetti appena sfornati e marmellate fatte in casa. Insomma, andare alle terme, come pare amassero fare Michelangelo e Giuseppe Verdi – e oggi ognuno prova a fare almeno una volta nella vita – è un viaggio che ha ancora più successo se si svolge in luoghi di intenso fascino, dotati di attrezzature ricettive all’avanguardia e di personale specializzato, negli ambienti più suggestivi dei cinque continenti. Uno di questi, certamente, è Ischia. E qui le Terme Castiglione fanno moda: il loro successo si deduce scorrendo la lista degli ospiti, persone famose dello spettacolo, del cinema, del giornalismo e della politica, un pubblico di favore, in un mondo che ha ritrovato il gusto e il piacere del benessere fisico, considerato propedeutico all’equilibrio psicologico e che si rilassa sotto ruscelli tonificanti, cascate alimentate da acqua calda, idrogetti, grotte artificiali, palestre superattrezzate, vasche per idromassaggio, saune, bagni turchi, sale per massaggi e per i trattamenti della pelle, laboratori dietologici. Tutto per prendersi cura integrale del fisico e dello spirito, affaticati dalle soffocanti pretese della vita contemporanea. Parco Termale Castiglione Via Castiglione, 62 Casamicciola Terme (Na) Tel. 081 982551 www.termecastiglione.it


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Il Mediterraneo rappresenta il core business EnnEventi e il motivo è semplicissimo: è una località di pregio a rendere speciale un evento. Quando intorno alla giornata di lavoro è possibile incasellare una serie di appuntamenti basati sul piacere di vivere le particolarità del posto in cui ci si trova (mare, benessere, cultura, paesaggi, ambiente, enogastronomia, tradizioni, mondanità e quant’altro), tutto sembra assumere una dimensione gradevole ed efficace al tempo stesso, indispensabile a consolidare la buona riuscita dell’evento.

EnnEventi nasce dall’esperienza Nitrodi Viaggi, tour operator dal 1992, nell’intento di offrire una struttura dinamica al servizio delle incentive houses per l’organizzazione di meetings, congressi e cerimonie nelle più affascinanti località del Mediterraneo. Del progetto EnnEventi sono parte integrante operatori di consolidata esperienza, un pool di professionisti attenti a compiere scelte in direzione della qualità assoluta dei servizi e forti di decenni di attività nel settore. Ma soprattutto, la policy EnnEventi è rivolta a garantire un rapporto di collaborazione leale, proficuo e senza “invasioni di campo”, tale da rendere speciale ogni occasione che la veda protagonista.

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Non c’è un limite temporale o quantitativo all’operatività EnnEventi: nell’intero arco dell’anno è possibile soddisfare qualsiasi esigenza organizzativa, gestendo anche più appuntamenti contemporaneamente grazie alla grande flessibilità e, soprattutto, alla forte esperienza di settore. Basta consultarci per conoscerci meglio e, in breve tempo, valutare un ventaglio di proposte che a partire dalle tante prestigiose location disponibili, ha già conquistato tantissimi addetti ai lavori e la loro profonda soddisfazione.

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Miramare Sea Resort and Spa

Tra lusso e bien vivre Un resort “diffuso”, incastonato tra il cristallino mare ischitano e il pittoresco borgo di Sant’Angelo, accoglie la meeting industry nelle sue raffinate strutture ricettive. E la coccola con un’offerta wellness e termale irresistibile

l borgo dei pescatori con le case dai colori vivaci aggrappate alla collina e Iaffacciate sul mare e la baia dei Maronti. A Ischia sono questi i luoghi di riferimento del Miramare Sea Resort and Spa, 27mila metri quadrati di diverse strutture ricettive riunite sotto lo stesso marchio, ancora in espansione, per fornire all’ospite tutto quanto possa desiderare da una vacanza o da un viaggio di lavoro su una delle isole più chic del Mediterraneo. Qui c’è venuto Gabriele D’Annunzio e qui ci viene Angela Merkel. Imponente l’offerta: un hotel a quattro stelle, un leisure club con villette immerse nel verde, una Luxury Villa, un parco termale con 12 piscine a varia temperatura, tre strutture ricettive a quattro stelle, due ristoranti di qualità, tre bar panoramici, un centro congressi all’avanguardia, una spiaggia privata attrezzata, un campo da tennis, svariate piscine termali, un centro termale, un centro benessere, saune naturali e terme romane scavate nella roccia, giardini tropicali, sen-

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tieri panoramici e piattaforme per la balneazione. Intorno il borgo di Sant’Angelo, con le caratteristiche taverne scavate nel tufo, le esclusive boutique dell’alta moda e l’atmosfera raffinata che si respira in questo piccolo angolo di paradiso completamente chiuso al traffico e trasformato nella più ampia isola pedonale dell’isola d’Ischia. Il tutto immerso nella rigogliosa macchia mediterranea tipica dell’isola, con davanti il blu cristallino del mare della baia dei Maronti, i vapori delle acque sorgive termali, all’orizzonte la penisola sorrentina e l’isola di Capri. BENESSERE A TUTTOTONDO Quattro sono i luoghi chiave del Miramare Sea Resort and Spa, collegati tra loro da un efficiente servizio di taxi elettrici. È del 1930 l’Hotel Miramare, un quattro stelle superior dagli ambienti ampi e raffinati. Cinquantacinque camere tutte vista mare, tra classic, superior, prestige e junior suite; uno dei punti di forza della struttura è la meravigliosa terrazza panoramica a strapiombo sul mare, con vista mozzafiato sulla spiaggia dei Maronti, la più estesa di Ischia. Ma anche lo Scoglio Miramare, una piattaforma tufacea sull’acqua che viene attrezzata con ombrelloni, sdraio, spogliatoio e doccia calda. Il ristorante offre piatti raffinati, cucinati con prodotti a chilometro zero, vini nazionali e internazionali presentati da preparatissimi sommelier, candele accese e brezza marina. La Luxury Villa, che è collegata all’Hotel Miramare da un sentiero panoramico nel verde, è un’elegante villa sul mare, con camere arredate in maniera raffinata e funzionale e con giardino privato, il giusto luogo dove trascorrere un soggiorno all’insegna della riservatezza e del comfort. Il Parco Termale Aphrodite-Apollon, a pochi passi dalla Luxury Villa, che è un rigoglioso giardino di settemila metri quadrati, impreziosito da 12 piscine termali a varia temperatura, un centro termale, un centro benessere, una zona naturisti, un bar panoramico, un’autentica oasi verde a pochi passi dall’azzurro del Mar Tirreno. Oltre alle piscine termali, saune naturali, percorsi Kneipp, cascate, idromassaggi, piscina olimpionica con acqua di mare, palestra, centro benessere, centro termale, area naturisti, piscina coperta compongono l’offerta. Il tutto utilizzando l’acqua termale di uno dei bacini più rinomati, quello della zona meridionale Sant’Angelo-Maronti, non trattata con prodotti chimici, estratta a


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temperature diverse: dalla sorgente Cava Scura, limpida, senza odore, salmastra, che sgorga a 76 gradi, tonificante e rigenerante; dalla sorgente Cava Grado Fumarole, limpida, senza odore, salmastra, che sgorga anche a cento gradi, ideale per saune naturali o per inalazioni all’aperto. L’Apollon Club, del 1960, vicino alla famosa spiaggia delle Fumarole, autentica meraviglia del termalismo a Ischia, è un esclusivo leisure club immerso nel verde che comprende quattro unità abitative dotate di ampie camere con terrazza vista mare, un meraviglioso ristorante panoramico dove si mangia pesce fresco, frutta e verdura – ma anche carne di qualità –, un centro congressi all’avanguardia, una spiaggia privata e varie piscine sul mare. Meritano un cenno la Villa al Mare, con ampie terrazze panoramiche affacciate sulla spiaggia privata del resort; la Villa Cumana, con le sue grotte romane naturalmente riscaldate dalle fumarole locali; la Villa Delfica, con le sue terrazze, dalle quali si può toccare il mare e sentire il profumo della salsedine; la Villa Libica, con i suoi scorci mozzafiato sulla baia dei Maronti e sulle fumarole. INFINITI SERVIZI PER IL MICE Il centro congressi del Miramare Sea Resort and Spa, all’interno del complesso dell’Apollon Club e affacciato sul

mare, dispone di 250 posti a sedere e offre servizi all’avanguardia per congressi, meeting e presentazioni. Le attrezzature sempre disponibili sono: impianto audiovisivo con schermo, videoregistratore, proiettore per diapositive, impianto di amplificazione, lavagna luminosa, lavagna a fogli mobili, telefono diretto con l’esterno. Su richiesta sono disponibili i servizi di traduzione simultanea, segreteria telefax in/out, servizio fotocopie, spazio segreteria all’ingresso, ma anche tutto il servizio post congress. Non solo: «Tra le piscine e la sala congressi ci sono dieci metri – spiega il direttore Espedito Morieri –; ci si può rilassare tra un incontro e un altro. Il Miramare non è certo solo vacanza, ma è anche lavoro in paradiso». E per completare, campo in erba sintetica a strapiombo sulla spiaggia privata del resort: si comincia da questo fiore all’occhiello, ma in fatto di sport il resort ha tanto da offrire. C’è anche una palestra attrezzata e si pratica inoltre tennis, snorkeling, canoa, fitness e trekking.

Il Miramare Sea Resort and Spa dispone di un centro convegni fino a 250 posti. Per i momenti di post congress, invece, si può scegliere tra 12 piscine termali, un centro benessere e la spiaggia privata

Miramare Sea Resort and Spa Via Comandante Maddalena, 29 80075 Serrara Fontana (Na) Tel. 081 999219 info@miramaresearesort.it www.miramaresearesort.it

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La Pietra di Tommasone

Rosso, bianco o rosato? È una passione tramandata di generazione in generazione quella che alimenta La Pietra di Tommasone, antica cantina ischitana dalla ricercata produzione enologica, raffinata e strutturata. Con due veri gioielli di famiglia

antica cantina La pietra di Tommasone è proprio scavata nel tufo verde. In L’ località Fango di Lacco Ameno è Sotto, Lucia Monti, l’ultima generazione alla guida de La Pietra di Tommasone, l’antica cantina di famiglia

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un’azienda tramandata di padre in figlio da oltre cento anni. Dopo Pietro e Tommasone, però, Antonio Monti chiuse e si trasferì in Germania, a Colonia, dove aprì un ristorante. La sua passione era quella, ma non dimenticò mai l’attività del padre che negli Anni 60 produceva vino per consumo familiare e locale, imbottigliandolo in piccole quantità e vendendolo in azienda a clienti privati e sul mercato isolano. Sposò Birgit Gortz e da lei ebbe due

figlie: Lucia e Barbara. Poi nel ’99 riaprì la cantina a Ischia, ristrutturandola e mettendo a dimora nel vigneto le prime due barbatelle da cloni selezionati dalle tipiche varietà del territorio. Con la vendemmia del 2004 vennero prodotte le prime trentamila bottiglie di vino. È Lucia che in Germania segue la scuola di enologia e viticoltura, con vari stage in diverse aziende tra la Germania e il Friuli. È lei che si trasferisce a Ischia prendendo in mano le redini dell’azienda italiana di famiglia. Oggi sono dieci ettari di terreno tra Lacco Ameno e Forio, su cui i vigneti sono installati in un micro territorio di terreno vulcanico, ben serviti di fosforo e potassio, tra la roccia e i venti. «L’importante – afferma Lucia Monti, che ha 31 anni – è fare il vino in una terra che è del vino. Anche ai turisti piace vedere i vigneti e a La Pietra di Tommasone questo è possibile. Oggi produciamo ottantamila bottiglie e puntiamo a raggiungere le centomila, sia con vitigni autoctoni come i rossi Per ‘e Palummo o i bianchi Biancolella e Forastera sia con vitigni regionali, come il Fiano, la Falanghina, l’Aglianico e il Montepulciano; ma Ischia ha il suo Doc e Igt che si chiama Epomeo». I vigneti di Lucia sono condotti a gujot francese con una densità media di cinquemila viti a ettaro e una resa di 7590 quintali a ettaro. Il credo dell’azienda è la qualità: tecniche colturali avanzate, bassa produzione di uva per ceppo, perfetta simbiosi tra tipo di terreno e vitigno, per ottenere le uve migliori, che vengono raccolte e selezionate a mano. Ma il terreno più ricco e le uve migliori non bastano: l’antica cantina è oggi attrezzata con il meglio della tecnica enologica avanzata, come l’impianto di


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raffreddamento per tutte le vasche in acciaio inox e l’impianto di imbottigliamento avanzato, mentre i rossi continuano a invecchiare nella pietra antica con le botti di rovere francese e rovere di Slavonia da cinquecento e da 225 litri. Vengono prodotti sette tipi di vino: quattro bianchi, due rossi e un rosato, il settanta per cento va al mercato estero (Germania, Svizzera, Belgio, Hong Kong, Canada e Usa). BOUQUET STRUTTURATI E BLEND RICERCATI I due gioielli di famiglia sono il Bianco Pithecusa e il Rosso Pignanera. Il primo, un blend di Fiano e Biancolella «è elegante, complesso e persistente, con note minerali e di frutti esotici, mentre il rosso, da uve Montepulciano e Aglianico, ha un’ottima struttura e un tannino molto fine. Chiudono in bellezza il Rosso Pithecusa, dal bel finale speziato, e i due bianchi, la Biancolella e soprattutto il Terradei, blend di Biancolella e Forastera, piacevolissimo nei toni minerali e di frutta secca» spiega Lucia Monti. Più nel dettaglio, il Bianco Pithecusa ha un profumo elegante e intenso, floreale, fragrante, di gran classe e continuità. Note di ananas, pesca e banane. Al palato si presenta pieno, asciutto e sapido. Il lungo finale sviluppa piacevoli note, che accompagnano un elegante retrogusto leggermente aromatico. Servito a otto-dieci gradi centigradi si abbina bene a risotti, carpacci di mare, crostacei, salumi e coniglio all’ischitana. Sentore, invece, di agrumi mediterranei per il Bianco secco Terradei che, servito a otto-dieci gradi è consigliato per accompagnare frutti di mare, stuzzichini o grigliate di pesce, ottimo da aperitivo. Il Biancolella Bianco ha un profumo fruttato, con note tipiche di frutta matura, ben strutturato, ma piacevolmente morbido. A otto-dieci gradi si abbina bene a pesce e primi piatti tipici della cucina mediterranea, ottimo come aperitivo. Il Biancolella Vigna dei Preti, dall’inconfondibile bouquet di frutta matura e vaniglia, si

abbina, servito a 10-12 gradi, alla cucina di mare. Esaltante con crudità di pesce, tartare e carpacci di pesce, primi piatti con frutti di mare e pesce al forno. Il Rosso Pithecusa, che profuma di frutta nera e di ciliegie, di noce moscata e di cacao, a 16-18 gradi si serve con carni grasse, selvaggina, formaggi saporiti e salumi. Il Rosso Pignanera, ribes nero, ciliegio e cacao, è un vino da grandi occasioni. Servito a 16-18 gradi si abbina a grigliate di manzo, selvaggina, agnello e formaggi stagionati. Il Rosso Per ‘e Palummo va con arrosti di carne, formaggio stagionato, ragù di cinghiale e, servito leggermente freddo, è ottimo anche con il pesce al forno. Restano il Rosamonti Rosato, che va provato con la mozzarella di bufala e il Crazy Angels dedicato a tutti i contadini dell’isola di una volta, definiti “angeli matti” da Luigi Veronelli. La Pietra di Tommasone Via Provinciale Lacco, 98 (Località Fango) 80076 Lacco Ameno (Na) Tel. 081 3330330 Fax 081 3330677 tommasonevini@ischia.it www.tommasonevini.it

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Tradizione mediterranea L’idea per un reminder tipico, buono e tradizionale, da portare a casa dopo un congresso o un viaggio incentive organizzato sulla splendida isola di Ischia? Amarischia, liquore artigianale dal 1969 o bevo l’Amarischia, sto fuori dalla mischia... Il motivetto, accattivante, ha Ifatto per anni da allegra colonna sonora allo spot di una delle eccellenze dell’isola verde. Amarischia, appunto, liquore d’erbe prodotto sull’antica ricetta di un monaco ischitano. Da popolare dopo pasto a ingrediente base e fondamentale per gustosi long drink e cocktail, Amarischia è diventato un vero e proprio brand di successo del made in Campania, terra di grandi tradizioni nel settore della produzione di liquori artigianali. Il marchio compare sulla scena commerciale nel 1969, grazie a un’intuizione di Arcangelo Cola. Da allora, l’azienda Amarischia, grazie anche a laboratori all’avanguardia e a uno staff specializzato che sviluppa e monitora costantemente il processo di produzione, prestando attenzione agli standard di genuinità ed eccellenza delle materie prime utilizzate e al rispetto delle prescrizioni della normativa alimentare, ha conquistato quote di mercato sempre più ampie. Affermandosi come uno dei prodotti che maggiormente s’identifica con il territorio di provenienza. Nel

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corso degli anni, la gamma si è ulteriormente arricchita, grazie alla nascita di due nuovi marchi. Il primo è Il Giardino delle Delizie, che contraddistingue la produzione di liquori alla frutta, tra cui il celebre e tradizionale limoncello, elisir alcolico a base di limoni della costa campana, e creme di liquori alla frutta, amaretto, sambuca, liquori secchi, bagnè per pasticceria e alcool puro. Liquori, creme e sciroppi nascono tutti da succhi di frutta e altri aromi tipici del Mediterraneo, dal sapore inconfondibile, pensati appositamente per chi ama la natura e le sue bellezze. A questi prodotti, che si collocano nel solco della migliore tradizione italiana e meridionale, Amarischia ha inoltre affiancato La Confetteria del Cuore, marchio sotto il quale rientra la produzione di confetti alla mandorla di venti qualità diverse: al cioccolato in sette forme diverse, frutta secca ricoperta, argentati e dorati. Delizie per il palato di grandi e piccini, per cerimonie, ricevimenti, ristoranti e bar, ma anche una linea di prodotti per discount e supermercati. Tutto questo è Amarischia, perfetto reminder “fuori dalla mischia”. Amarischia Zona Industriale Pescarola 80023 Caivano (Na) Tel. 081 5289221 - 8808400 Fax: 081 5288972 - 8349393 www.amarischia.com


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Prodotti local per il benessere del Mice

Wellness? Eco friendly Non solo la catena della distribuzione alimentare. Anche il wellness ora tende ad accorciare le distanze e le nuove tendenze del benessere lo vogliono sempre più a chilometro zero. Squisitamente eco friendly, naturalmente

lio toscano, ligure, del lago di Garda, limoni amalfitani, nocciole piemontesi, fave pugliesi, panna di malga, ciliegie emiliane, uva trentina, toscana, veneta o altoatesina. Alcuni ingredienti di un nuovo ricettario? Sì, quello del wellness, sempre più in auge con i trattamenti a base di prodotti del territorio – in cui sono incastonate le strutture ricettive –, meglio ancora se provenienti dalle aziende agricole dei dintorni, con le materie prime appena raccolte che mantengono intatti tutti i principi attivi. Sono questi i cardini del “chilometro zero”, ideologia applicata anche al wellness to business, che accende sempre più i riflettori sulla territorialità: oltre a puntare a esperienze olistiche, infatti, consente anche di realizzare sfiziosi “emotional taste”, ovvero l’opportunità di apprendere i trucchi gastronomici dell’area in cui è ubicata la location. Basta trasformare la cucina in un vero luogo di relax, con lezioni di cucina nel corso delle quali è possibile acquisire i segreti degli chef, assaggiare e degustare i piatti creativi e della tradizione e… il team building è fatto!

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A TUTTO WELLNESS Il wellness non perde grinta, anzi, la infonde. Soprattutto, è congeniale alla meeting industry e gli organizzatori di meeting, congressi, incentive e viaggi d’affari concordano: una location provvista di un’area wellness rappresenta un asso nella manica per alternare “piacere e dovere”, predisponendo un terreno fertile alla capacità inventiva destinata a eventi e a progetti vincenti. Sì, perché la “voglia di benessere” si palesa in netta controtendenza rispetto agli scenari finanziari mondiali: gli effetti negativi della crisi, infatti, sono stati sopravanzati dalla propensione a una maggiore attenzione verso “il sé” e si sa che quando si è appagati si indirizzano al meglio le energie verso l’obiettivo prefissato, riuscendo a raggiungerlo. Il wellness, dunque, fa bene ai congressi, agli incentive e alla meeting industry in tutte le sue accezioni e la scelta di strutture ricettive provviste di spazi ad hoc per il benessere si rivela vincente, esattamente come quella, da parte delle aziende, di regalare a dipendenti e clienti un voucher per un ingresso giornaliero alle terme o ai centri benes-


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sere, da usufruire successivamente agli eventi e singolarmente. Un congresso, un convegno, un incentive a tutto wellness è un fattore di prestigio per chi lo promuove, lo organizza e vi partecipa, e lo stesso dicasi per il travel manager che contrasta con saune e massaggi lo stress di viaggi e di incontri d’affari. La cura del corpo espressa attraverso il contatto o il massaggio accresce la sensorialità che aumenta l’autostima e stimola il piacere: con il benessere si sviluppano le endorfine, gli anticorpi agli stimoli negativi con funzione di rafforzamento delle difese immunitarie, che preservano dagli elementi ossidativi causati dallo stress del lavoro. Il concetto del wellness, quindi, può essere collegato alla medicina preventiva: aiuta a raggiungere lo stato di benessere per poi mantenerlo nel tempo. Quando il wellness abbassa la curva dello stress, si attua un processo di rilassamento e di distensione che consente di allontanare la somatizzazione di tensioni croniche nei tessuti profondi, nemiche delle energie primarie. E questo è sicuramente il più importante dei benefici. Sono molteplici le direttrici del wellness,

protagonista incontrastato di una nuova geografia Mice costellata da location che non solo si sono rifatte il look e si mostrano differenziate in termini di “contenuto” e di “contenitore” – aderendo quindi ottimamente ai molteplici target di riferimento –, ma propongono un elisir del loro territorio. “Un viaggio nel viaggio”, si potrebbe dire, distribuito nei contesti wellness, health ed enogastromico. Nelle aree benessere delle strutture ricettive, mente e corpo incedono di pari passo e di pari passo ne escono rinnovati grazie a una sconfinata pluralità di trattamenti. È pressoché impossibile compendiarli tutti ma si possono puntare i riflettori su quelli che sono diventati la nuova tendenza – e l’eccellenza -, i trattamenti a”chilometro zero”. ALGHE, LAVANDA O PANNA? Dal mare, per le location affacciate sull’italico Mediterraneo, arriva la star dei trattamenti benessere a “chilometro zero” la talassoterapia, così antica da essere già in uso fra gli egizi, i fenici e i romani, alla quale si dedi-

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carono anche Ippocrate, Aristotele e Cicerone – menzionando solo i più noti – che scrissero dei benefici effetti pelagici: con la talassoterapia il mare diventa una beauty farm naturale che si avvale dei diversi componenti dell’universo marino con le alghe che giocano la parte del leone. Negli itinerari del wellness al servizio del Mice campeggiano anche le terme, così antiche eppure straordinariamente contemporanee, in assoluto i primi santuari salutistici: merito dei romani, che assecondando il dogma salus per aquam associarono l’acqua e le sue proprietà terapeutiche al giovamento apportato dal rilassamento e dalla meditazione. E dopo la talassoterapia, via libera alle proposte tipiche di valli e vette, per esempio rilassanti bagni alla panna di malga arricchita da olio essenziale di rose selvatiche: i lipidi della panna idratano e nutrono, l’olio rivitalizza e rende la pelle più luminosa e tonica. Sfiziosi anche i trattamenti a base di latte di cavalla, si possono provare pacchetti che comprendono trattamenti viso, peeling al corpo e, infine, rilassanti e profumati massaggi. Fra le montagne il benessere proviene anche dagli estratti vegetali di fiori di

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prato e dagli oli essenziali di pino silvestre o pino mugo, che ritemprano il corpo donando una… balsamica energia! Da non perdere anche gli impacchi alla farina di castagne e miele di bosco, nutrienti e lenitivi, solitamente della durata di una ventina di minuti. Con gli impacchi al siero di latte biologico e mele abbinati a massaggi al miele, invece, si realizzano trattamenti dall’effetto disintossicante ed energetico mentre la combinazione di orzo e malto freschi ha un effetto enzimatico. Il ribes nigrum, presente in montagna e in collina, ha la capacità di riattivare la circolazione mentre con l’olio di lavanda si eseguono massaggi tonificanti in quanto l’aroma dell’arbusto stimola le difese immunitarie. Dalla madre terra provengono anche i cristalli, che impiegano milioni di anni per formarsi: sole, acqua, aria e terra collaborano sinergicamente alla formazione di queste pietre dalle proprietà “curative”. Già i maya e gli indiani d’America usavano i cristalli per appropriarsi di energia mentre nell’antica India si suggeriva ai re di collezionare gemme per proteggersi da eventi infausti. Ma in cosa consistono i trattamenti che si avvalgono dell’influenza benefi-


Quando business fa rima con piacere.

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ca dei cristalli? Secondo la tradizione orientale, i cristalli vanno posti a contatto con i chakra del corpo – la parola in sanscrito significa ruota – affinché ne riordinino l’energia. I più importanti chakra sono sette e ciascuno di essi rivela una propria zona di competenza: disposti lungo la linea mediana del corpo, all’altezza della colonna vertebrale, rappresentano alcuni centri energetici sui quali applicare i cristalli caldi. CEDRO, OLIO, UVA E… Un massaggio energetico straordinario? Quello effettuato con un delicato olio al cedro – le rive lacustri del lago di Garda sono ricche di questo frutto – arricchito di olio di rosa e vitamina E. Il cedro nutre e protegge la pelle – ricostituendone il naturale film idrolipidico –, la rivitalizza ed è ideale per coloro che sono stressati e iperattivi, in particolare per le sue note aromatiche e rilassanti. Il clima mite è terreno fertile anche per gli ulivi e, di conseguenza, ecco che si arriva all’olio d’oliva, fonte inesauribile di salute per le note proprietà terapeutiche. Ricco di preziose sostanze,

l’olio extravergine di oliva svolge una funzione emolliente e protettiva per l’epidermide e grazie ai particolari acidi grassi, vitamine K, A, E, D e composti fenolici risulta un ottimo antiossidante e antiradicali liberi. Dall’oro liquido della tavola, l’olio extravergine d’oliva, si passa ora alla regina della vinoterapia, l’uva. Ogni regione vanta vini originati da terreni e condizioni climatiche differenti, pertanto anche l’uva impiegata nei trattamenti può vantare, oltre a proprietà “comuni”, anche quelle “personalizzate”. La vinoterapia è un complesso di proposte basate sull’impiego di derivati della vite – uva, foglie, vino – e il vino, opportunamente miscelato con altre sostanze come succo di limone, ed erbe aromatiche può avere benefici sull’organismo. I paladini di Bacco più utilizzati? Il Lambrusco – ricco di minerali, aiuta la conservazione della pelle –, il Sauvignon – ha proprietà calmanti, viene utilizzato abitualmente per i massaggi –, il Chianti – ha proprietà rilassanti – e il Cabernet e il Merlot, che aiutano a eliminare le cellule morte della pelle. Da non perdere i bagni al mosto d’uva, gli impacchi di uva per il corpo e i massaggi alla schiena

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con olio di vinaccioli che sfruttano l’azione antiossidante dei polifenoli e i principi rimineralizzanti e disintossicanti delle vitamine contenute negli estratti di uva. TRA CRIOTERAPIA E SALE MARINO In Sicilia spopolano i trattamenti a base di sale marino puro di Marsala accompagnati da massaggi con olio di oliva ed essenze di agrumi. Sono da provare anche gli “energetici” massaggi con terra dell’Etna o i bagni rassodanti a base di vitamine con agrumi siciliani e sale marino. E le terme? Se si pensa che le terme vantino “solo” trattamenti a caldo si sbaglia: saranno “i trattamenti a freddo”, infatti, che spopoleranno in questo 2014 e i risultati ottenuti saranno straordinari, originando un armonioso riequilibrio psicofisico. Molte le opzioni, fra le quali la crioterapia rigenerativa sottozero, un trattamento per la rigenerazione dei tessuti cellulari che prevede la permanenza – massimo tre minuti – in un’apposita room, la cui temperatura è impostata sui 120 gradi centigradi sotto lo zero”. I risultati? Energia vulcanica assicurata! Da non perdere è anche la doccia di neve, che

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offre un’esperienza originale: la cabina è completamente touchscreen e si può scegliere tra una spruzzatina di nevischio, una nevicata moderata o addirittura una bufera di neve. Dal forte impatto visivo e fisico è la fontana di ghiaccio, che permette di fare un vero e proprio scrub con il ghiaccio appena preparato: strofinarlo sulla pelle è un’esperienza… frizzante. Rilassanti, invece, sono le altre tendenze del 2014, che consentono di vivere esperienze multisensoriali attraverso particolari terapie capaci di alleviare tensioni e rilassare chi vi si sottopone. La cromoterapia e la musicoterapia si uniscono dando vita alla cromo-musicoterapia, ovvero una terapia bioenergetica che utilizza i colori, le luci e la musica per ricreare quel naturale equilibrio energetico che risiede alla base della salute psicofisica. Ma come funziona? Luci e suoni – attraverso onde elettromagnetiche – riescono a donare un benessere naturale a mente e corpo: penetrando nei tessuti interagiscono con le cellule e migliorano le funzioni biologiche. Il tutto con un corollario di suoni e colori della natura, che infondono relax e consentono, poi, di sentirsi nuovamente carichi di energia.


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Terme di Sirmione

C’è spa e S.p.a. La meeting industry più esigente trova a Sirmione una perfetta fusione tra il business e il wellness, grazie alla sinergia fra una meta di grande appeal e un sistema ricettivo al passo con i tempi

entro termale di tradizione millenaria, Sirmione, grazie al Grand Hotel Terme, ad Aquaria e ad altri due hotel di Terme di Sirmione, si afferma come un’autentica spa destination. Queste strutture rappresentano, infatti, location ideali per organizzare convegni, meeting e viaggi incentive: oltre a vantare un totale di nove sale meeting di diverse dimensioni, illuminate con luce naturale e alcune con una meravigliosa vista sul lago, dispongono di parcheggi riservati e di un’offerta termale perfetta per garantire comfort e relax nel post congress. A pochi passi dal Grand Hotel Terme, inoltre, si trova il PalaCreberg Sirmione, gestito da Terme di Sirmione; con una capienza di cinquecento persone, una sala meeting adiacente e una terrazza con vista sul lago, è in grado di accogliere qualsiasi tipologia di evento. Fra il Castello Scaligero e le acque del Garda troviamo lo storico e raffinato Grand Hotel Terme. L’ambiente offre l’incanto del panorama, il miglior comfort e privacy. Le 57 camere sono arredate con eleganza. Il ristorante L’Orangerie delizia i suoi ospiti con piatti di alta cucina mediterranea ed è dotato di due ampie sale, con vista sul lago o sul castello, per accogliere fino a duecento persone. Il Grand Hotel Terme è una vera oasi di benessere che culmina nel reparto termale e nell’area benessere ampliata ad aprile con tre novità in seicento metri quadrati: la Spa Castello con piscina Jacuzzi, bagno di vapore, docce emozionali, cascata di ghiaccio e sauna finlan-

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dese con vista lago e sul Castello Scaligero, la Private Spa e una zona relax di fronte alla piscina termale. BENESSERE A CIELO APERTO Dagli effetti benefici dell’acqua sorgiva nasce uno spazio che fa propria una visione olistica di benessere inteso come dimensione psico-fisica ideale: Aquaria. Protagonista assoluta è l’acqua sulfureo-salsobromoiodica, ricca di elementi preziosi che diventano principio base di tutti i trattamenti. Affacciate sul lago troviamo due grandi piscine con lettini effervescenti e getti a collo di cigno; ancora: docce aromocromatiche, saune, bagni di vapore e aree relax polisensoriali. Aquaria è la location ideale per attività di incentivazione e lanci di prodotto: con la formula in esclusiva, l’azienda dispone del parco e di tutti gli spazi, allestibili e personalizzabili secondo le proprie esigenze. Uno staff di professionisti esperti nel settore Mice è a disposizione per la realizzazione di eventi “chiavi in mano”, con un pacchetto completo di proposte anche postcongressuali. Infine, in partnership con il territorio è possibile ideare diverse attività di team building. Terme di Sirmione Piazza Virgilio, 1 25019 Sirmione (Bs) tel. 030 91681 sales@termedisirmione.com www.termedisirmione.com

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Sirmione (Bs) - LOMBARDIA

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Bardolino (Vr) - VENETO

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Aqualux Hotel Spa Suite & Terme

Eventi a fior d’acqua L’uniformità stilistica, cromatica e materica che contraddistingue gli spazi di Aqualux mescola fra loro eterogenee espressioni della contemporaneità generando accordi e contrasti assolutamente up to date

ll’Aqualux Hotel, Spa, Suite & Terme tutto converge nel plot immaginifico dell’elemento acqua, luogo deputato a celebrare la contaminazione eclettica dei cinque sensi. Si iscrive in questa continuità il fluire dell’acqua che si sente, si vede e si tocca. Persino le sdraio a bordo piscina sembrano galleggiare. Ogni anfratto è un pretesto per creare una dimensione sospesa, fatta di materiali e simmetrie, dal dettaglio più piccolo allo spazio più complesso. La luce è sempre protagonista. Durante le ore del giorno dalle vetrate e dagli ampi lucernari filtra una luce piena, la sera l’illuminazione viene reinventata: pannelli retroilluminati, sorgenti e fasci luminosi diffondono una luce incisiva e insieme soffusa. Nelle sue molteplici declinazioni legate al benessere, l’hotel è punto di riferimento ideale per il segmento congressuale. Nella zona AquaSpa & Wellness la vita arborea dei giardini verticali che corrono lungo il perimetro crea una specie di dissolvenza fra l’interno e un esterno che avvolge la corte AcquaExperience con ulivi, percorsi acquatici, oasi di bamboo, contrastati da installazioni luminose. Qui troviamo otto piscine (sette di acqua termale e una di acqua salata). Nella

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zona outdoor sono presenti: una vasca di 250 metri quadrati comunicante con un’altra vasca interna, differenti percorsi di acqua corrente, una zona per il nuoto, stazioni idro e aeromassaggio, una vasca di acqua salina e una piscina whirpool con sedute sagomate. La zona wellness comprende mille metri quadrati con sei cabine per i trattamenti estetici, idro e fangoterapia, una Private Spa, quattro saune, due bagni a vapore, una fontana di ghiaccio, un calidarium e un solarium. MEETING FLUIDI L’elemento acqua rispecchia un paradigma di comunicazione profonda, rinnovatrice delle energie. Questo è il filo conduttore che va a perfezionare lo spazio ritagliato ad hoc delle aree polifunzionali, dal perimetro mobile, dotate di attrezzature hitech all’avanguardia e firmate Crestron. Gli spazi sono adatti a differenti tipologie di evento: plenarie, team building e board meeting. Versatili i ristoranti Italian Taste e Drops Food & Wine. Il primo accoglie 160 ospiti ed è perfetto per colazioni di lavoro e cene – a buffet e placé –, il secondo, à la carte, è il luogo ideale per piccole colazioni o cene raccolte.

AQUALUX HOTEL SPA SUITE & TERME 4

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In centro città In periferia Fuori città Numero totale delle camere Doppie Suite wi-fi nelle camere (a pagamento) wi-fi nelle aree comuni (a pagamento) Accesso Internet nelle camere Codici Gds: Amadeus Vrnaqu; Galileo 76059; Sabre 165289; Worldspan Vrnaq; Pegasus Vrnaqu

Servizio lavanderia Room service (dalle 10.00 alle 24.00) 2 Ristoranti 180 Posti 5 Sale meeting/congressi 250 posti Capienza sala maggiore 10 posti Capienza sala minore 2.000 mq di aree espositive 4

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OBIETTIVO SAUNA FINLANDESE HAMMAM (BAGNO TURCO) IDROMASSAGGIO MASSAGGI SOLARIUM RAGGI UVA AROMATERAPIA AYURVEDA CRISTALLOTERAPIA CROMOTERAPIA FANGOTERAPIA

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Via Europa Unita, 24/b 37011 Bardolino (Vr) Tel. 045 6229999 Fax 045 6229900 www.aqualuxhotel.com info@aqualuxhotel.com

BENESSERE - FITOTERAPIA - MUSICOTERAPIA - OLIGOTERAPIA - OMEOPATIA 4 TALASSOTERAPIA - TRATTAMENTI TERMALI 4 TRATTAMENTI ESTETICI 4 PISCINE SCOPERTE (4) 4 PISCINE COPERTE (4) 4 PISCINA RISCALDATA 4 FITNESS CENTRE


ExcelsiorEsterna_Layout 1 07/02/12martedì 15:09 Pagina 1

hôtellerie couture L’incanto di inizio secolo rivive in ogni dettaglio dell’ Excelsior Palace. Dentro la fresca, intramontabile eleganza, fuori il profumo dei gelsomini e del Mediterraneo. 5 stelle Lusso ed oltre 100 anni di esperienza per indimenticabili soggiorni.

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Gubbio (Pg) - UMBRIA

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Park Hotel ai Cappuccini

Medioevo moderno Park Hotel ai Cappuccini a Gubbio: un monastero secentesco incastonato in un parco con alberi secolari, è oggi una location storica a quattro stelle. Un’alchimia di tradizione e innovazione per eventi e wellness di alto profilo, nell’unica sede in italia di Marc Mességué una struttura perfetta per gli incontri della meeting industry e anche per i suoi soggiorni leisure, il Park Hotel ai Cappuccini, arricchito dagli affreschi di Capogrossi e dalle sculture di Arnaldo Pomodoro. Le sue pietre, la sua architettura sono fra le testimonianze più alte di un Medioevo luminoso, raffinato e colto. Appartato, eppure vicinissimo al centro di Gubbio, il Park Hotel ai Cappuccini unisce, in magistrale combinazione, ambienti antichi e spazi moderni all’insegna dell’eleganza e della qualità dei servizi. Con una straordinaria novità: una partnership con Marc Mességué, figlio di Maurice, celebre pioniere della fitoterapia. Una scelta che rappresenta la volontà della proprietà del resort di sottolineare la sinergia con il territorio e le sue risorse, rendendo speciale l’approccio olistico firmato “Park Hotel ai Cappuccini”.

È

VITALITÀ EVERGREEN Nel corso del 2014 e per trenta settimane gli ospiti del resort potranno contare sulla presenza costante di Marc Mességué e sperimentare i suoi percorsi fitoterapici – creati ad personam da Marc e dal suo stretto entourage di sto-

rici collaboratori –, monitorati quotidianamente per rinnovare l’armonia e l’energia. Sempre nel contesto della remise en forme il resort vanta un centro benessere completamente rinnovato nel 2012, suddiviso in due aree: la prima, di mille metri quadrati, è la Cappuccini Wellness & Spa, la seconda è il Nuovo Parco delle Acque, ulteriori mille metri quadrati nei quali trovare il trionfo del vapore, delle acque e dei loro benefici effetti. Nuovo look anche per la piscina mentre per remind territoriali ci sono l’enoteca – ricavata all’interno di un’antica cisterna di acqua piovana – che propone una selezione di etichette e prodotti d’eccellenza della gastronomia locale e Monasticum, la farmacia dei monaci speziali. Nel cortile interno dell’albergo permangono echi di pace monastica mentre l’efficienza tecnologica contraddistingue il centro congressi articolato in 12 sale per una capacità complessiva di mille persone, la maggiore per 450 ospiti. La più prestigiosa è la Sala Capogrossi, ex chiesa del monastero, il cui nome deriva dagli affreschi eseguiti alle pareti dal noto artista novecentesco Giuseppe Capogrossi.

PARK HOTEL AI CAPPUCCINI A ridosso del centro storico In periferia Fuori città 92 Numero totale delle camere 10 Singole 77 Doppie 5 Junior suite e suite 4 Wi-Fi nelle camere 4 Wi-Fi nelle aree comuni 4 Accesso Internet nelle camere Codici Gds 4 Servizio lavanderia 4 Room service dalle 7,00 alla 1,00 4 Ristoranti 60/500 Posti 12 Sale meeting 450 posti Capienza sala maggiore 8 posti Capienza sala minore 430 mq di aree espositive 4

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OBIETTIVO BENESSERE HOT E SOFT SAUNA 4 PROGRAMMI SALUTE E BENESSERE BAGNO TURCO 4 PRIVATE SPA RAXUL 4 RAGGI UVA BAGNO MEDITERRANEO 4 AROMATERAPIA DOCCE EMOZIONALI 4 CROMOTERAPIA WASSER PARADISE 4 TRATTAMENTI ESTETICI AREA RELAX 4 OSSIGENOTERAPIA ANGOLO TISANE 4 UNICA SEDE DI MESSÉGUÉ VASCHE SALINE 4 PISCINA COPERTA VASCHE IDROMASSAGGIO 4 PISCINA RISCALDATA MASSAGGI (ANCHE DI COPPIA) 4 FITNESS CENTRE Via Tifernate 06024 Gubbio (Pg) Tel. 075 9234 Fax 075 9220323 info@parkhotelaicappuccini.it www.parkhotelaicappuccini.it


dimora storica contemporanea L’Umbria conserva intatto il fascino della natura, delle arti e delle tradizioni. Gubbio, nel cuore dell’Umbria, rappresenta un candido gioiello incastonato nel verde, le sue architetture sono tra le testimonianze più alte di un Medioevo colto e raffinato e giungono a noi come monumenti senza tempo. In questa cornice vi accoglie il Park Hotel ai Cappuccini, dimora ideale di un’antica, nuovissima ospitalità, offrendovi spazi esclusivi e servizi eccellenti per convegni e incentives di sicuro successo.

Park Hotel ai Cappuccini Via Tifernate • 06024 • Gubbio (Perugia) • Italy • Tel. +39 075 9234 • Fax +39 075 9220323 www.parkhotelaicappuccini.it • info@parkhotelaicappuccini.it

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e t r o f ĂŠ f f a c n u Come lia di incentivare.

| EVENTI N O I T N E V N O C | NTIVE MEETING | INCE Per noi organizzare un evento coincide sempre con la voglia di esplorare nuovi orizzonti aziendali. Presidenti, manager e agenti commerciali spesso cercano un coffee break diverso, rilassante e divertente, lontano dalla routine lavorativa. Con Samovar tutti possono trovare proposte create espressamente per piccole, medie o grandi societĂ . Le nostre proposte sono come tante miscele selezionatissime che tengono in considerazione i vari gusti. E, quando serve, a budget... ristretto.

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Meeting e Congressi - Gen Feb 2014  

Meeting e Congressi è la prima rivista nel settore congressuale e incentive in Italia. Da 40 anni si prefigge lo scopo di informare e aggior...

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