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impressioni dal k2013 visione artificiale muovere il rubber mixer

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MENSILE DEGLI ELASTOMERI E DEGLI ALTRI POLIMERI RESILIENTI

NOVEmbre 2013 - NUMERO 9

In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano Roserio per la restituzione al mittente previo pagamento resi

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tradire emozioni il test, lo registra con fredda efficienza e poi passa automaticamente al provino seguente. Il nuovo Durometro Micro-IRHD con caricatore a disco e centratore laser è fatto così. Sotto a chi tocca, provini, non avrete scampo.

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La crudeltà sui provini di gomma ha raggiunto livelli di automazione impensabili: i provini sono posati sul caricatore senza badare troppo alla loro posizione, il disco gira e il centratore laser individua il punto esatto dove effettuare la prova, la testa scende inesorabile, esegue senza


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SOMMARIO | ANNO 57 - 613 • novembre - N. 9 4 16

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ELASTICA: SOMMARIO

L’analisi termica è un metodo d’indagine che consente di definire nel dettaglio le caratteristiche di un elastomero e i suoi comportamenti in ogni condizione di temperatura. Mettler Toledo illustra i quattro metodi principali utilizzati

L’intervistA del mese K2013: gomma e plastica motori dell’efficienza

Ulrich Reifenhäuser è presidente del consiglio degli espositori della fiera K di Düsseldorf. Commentando il k2013, appena concluso, ci fornisce la sua visione globale del mercato. Per quanto declinate sulle esigenze e le aspettative dell’industria tedesca, le sue osservazioni sono anche un interessante spunto di ragionamento per gli imprenditori italiani

19 20

32 40 43

I laboratori per prove sulla gomma hanno spesso una struttura non molto razionale con strumenti di marche e epoche diverse. Il programma DataGest 10 sviluppato da Gibitre e ottimizato per l’industria della gomma consente di superare il problema

prodotti e novità: le schede di 7 aziende

Affri, Belotti, DGTS, FKV, Instron, Netzsch, Urai

STRUMENTI DA LABORATORIO gestione integrata delle prove di laboratorio

caratterizzare i materiali per migliorarne la qualità

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32 48

la gomma per rinnovare il business

L’impegno di Torchiani nel settore, in cui è entrato tre anni fa dopo oltre 80 anni di impegno nel settore delle materie prime

due novità contro i difetti

Kalix e SqueezeX, le due nuove strumentazioni di Utp Vision per il controllo di qualità degli articoli tecnici in gomma mediante tecniche di visione artificiale

investire per dribblare la crisi

Le strategie di Tovo Gomma per affrontare il difficile momento attuale si basano sul miglioramento di impianti e produzioni su cui gettare le basi di una crescita futura

potenza ed efficienza per il rubber mixer

L’interessante soluzione di azionamento del rubber mixer realizzata per una multinazionale dalla Rbf di Vicenza impiegando motori elettrici ELIN e convertitori di frequenza ABB

16 50

Ocs e Desma insieme per prodotti più “eco”

Dallo scorso settembre il produttore di stampi italiano ospita nella sua sede una pressa orizzontale Desma su cui testare i propri prodotti e offrire al cliente finale un servizio più completo

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

48 novembre 2013

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innovazione & ambiente


Federazione Gomma Plastica

Mensile degli elastomeri e degli altri polimeri resilienti con il patrocinio di

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• • • • • • • • • • • • • • • • • •

TACCUINO

Produzione e consumo di gomma Segnali promettenti per il mercato auto Il nuovo presidente di Novamont Il mercato dei pneumatici autocarro Continental amplia in Slovacchia Mondo Minerals e Grolman insieme Nuovo Centro di Ricerca Kumho Tyres Joint venture tra Italmatic e Tesco Hankook Tire negli USA Yokohama Rubber in Indonesia RPM al corso di Assogomma Accordo tra Lehmann & Voss e la cinese Jiangxi Black Cat Nuovo managing director per Bekum Invernali insostituibili con il freddo Nuovo weathering tester della Q-Lab Dal 2015 il sistema di sicurezza eCall Un campo polivalente realizzato con PFU In provincia di Trento asfalto con PFU

64 CALENDARIO Fiere, convegni, eventi in programma

ASSOGOMMA ASSOgOMMA

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA ELASTICA Redazione, amministrazione, pubblicità

Edifis S.p.A. viale Coni Zugna 71 - 20144 Milano Tel. +39 023451230 - Fax +39 023451231 gomma@edifis.it www.edifis.it Direttore responsabile Andrea Aiello In redazione Riccardo Oldani - riccardo.oldani@edifis.it Comitato di redazione Giuseppe Cantalupo, Emilio De Tuoni, Eugenio Faiella

nei prossimi mesi

Grafica Mariella Salvi - mariella.salvi@edifis.it Pubblicità dircom@edifis.it

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I COP.

IMG 45 INDIAN RUBBER JOURNAL

Traffico Libera Carlini - libera.carlini@edifis.it

Ai sensi della legge 196/2003 l’Editore garantisce la massima riservatezza nell’utilizzo della propria banca dati con finalità redazionali e/o di invio del presente periodico. Ai sensi degli artt. 7 e 10 i destinatari hanno facoltà di esercitare il diritto di cancellazione o rettifica dei dati,mediante comunicazione scritta al responsabile del trattamento presso EDIFIS S.p.A. - Viale Coni Zugna 71 20144 Milano, luogo della custodia della banca dati medesima.

III COP.

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Stampa: Eurgraf sas - Cesano Boscone (MI)

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novembre 2013

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novembre 2013


elastica Comitato di redazione: Fabio Negroni, Emilio De Tuoni, Giampaolo Giuliani.

SO M M A R I O Gli sponsor di Elastica........................................................................................................................................... 4-7 Abbiamo letto per voi...............................................................................................................................................8  Oli di processo in nr e sbr

 La gomma si muove

 Mescole non caricate di nr, sbr

 Stampaggio efficente degli elastomeri

 Preparazione di vulcanizzati termoplastici da NR

 Misura del rilassamento del carico con il tssr-meter

 Valutazione di siliconi/epdm per isolatori  “Sfarzo” modesto significa maggior guadagno  Ligninsolfonato e amido in mescole di gomma  Misure di allungamento su polimeri gommosi e vetrosi

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 Nei nonwoven la funzionalità si accoppia con la sostenibilità  Chi conosce i propri strumenti va al comando

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I trasformatori di materiali elastomerici ed affini; i produttori di materie prime, macchinari e apparecchiature di prova; gli utilizzatori di prodotti finiti.

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Collabora con Enti di Normazione quali UNI e ISO. Partecipa a prove interlaboratoriali organizzate

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| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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elastica


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

rassegna della stampa tecnica estera materie prime OLI DI PROCESSO IN NR E SBR Anida Petchkaew, Kannika Sahakaro, Jacques Noordermeer - Entschede - e-mail: j.w.m.noordermeer.@utwente; (KGK); 66/4-21-27.2013. Rif. E3187.

L’

articolo è fondato sul noto argomento dei plastificanti di origine petrolifera, oggetto delle normative 2005/69/EC, EC 552/2009, IP 346, che sono culminate nella decisione di vietareiilatori del 1. Gennaio 2010 l’impiego di plastificanti aromatici contenenti più di 1 mg/ksog (0,0001% in peso) di benzo(a)pirene e più di 10 mg/ kg (0,001% in peso) della somma di 8 prodotti aromatici classificati come cancerogeni: benzo(a)pirene, benzo(e)pirene, benzo(a)antracene, benzo(b)fluorantene, benzo(j)fluorantene, benzo(k)fluorantene, dibenzo(a,h)antracene, crisene(1). Dal punto di vista pratico è richiesto che l’estratto in DMSO (dimetilsolfossido) di policiclici aromatici nel plastificante impiegato risulti inferiore a 3%. Per quanto riguarda l’impiego di plastificanti di origine petrolifera, la situazione attuale ammessa dalla legge è l’impiego di oli TDAE (Treated Distillated Aromatic Extract), di oli MES (Midly Extracted Solvated), oppure di oli NAP (oli naftenici). Ciascun olio di origine petrolifera è caratterizzato da parametri di compatibilità e di solubilità. Il parametro di solubilità (δ) esprime la radice quadrata dell’energia di coesione e nella fattispecie a uguale parametro di solubilità corrispondono le stesse caratteristiche di solubilità. Il parametro di solubilità (δ) = (Ecoes/V)1/2 dove Ecoes/V è l’energia di coesione per unità di volume, Viene inoltre definita una costante di attrazione molare F legata a (δ) dalla relazione (δ) = (ΣiFi)/Vl . Gli autori calcolano i parametri di solubilità degli oli e della gomma usando una costante di attrazione molare.

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Nell’articolo compare una tabella con le caratteristiche di tre oli: Tudalen 6S (olio DAE), Vivatec 500 (olio TDAE), Vivatec 200 (olio MES). Tra gli oli la compatibilità è tanto migliore quanto più piccola è la differenza tra i parametri di solubilità. Dalla caratterizzazione eseguita con risonanza magnetica nucleare 1H-NMR appare effettivamente che, mentre con gli oli DAE nella zona tra 6,6 e 9 ppm sono presenti protoni aromatici in quantità sensibile, con oli TDAE e MES non ne compaiono, certamente però compaiono altre differenze: di viscosità cinematica e di temperatura di transizione vetrosa, che comunque non trascinano problemi sul regolamento degli aromatici a cui si riferisce il presente articolo. Nel componimento qui recensito è riportato un confronto tra mescole di NR, SBR, NR/SBR e vengono indicati i valori di rigonfiamento a 25°C, 60°C, 100°C per caratterizzare le differenze pratiche di rigonfiamento in olio DAE (olio aromatico), TDAE, MES. L’andamento del rigonfiamento mostra valori più elevati quanto più elevata è la temperatura di impiego, e a parità di temperatura quanto più elevata è la presenza di olio aromatico. L’andamento del parametro di solubilità (δ), in presenza di olio DAE con NR mostra valori più elevati che per SBR con valori più elevati quanto più elevata è la temperatura, in presenza di olio TDAE e olio MES mostra andamento crescente in funzione della temperatura ma in modo meno elevato che con olio DAE. I livelli più sensibili di variazione di parametro di solubilità si riscontrano con olio TDAE e con olio MES. Complessivamente si nota maggiore estratto in DMSO in DAE, come è nelle premesse, che in TDAE e in MES. L’aumento di aromaticità dà luogo a maggiore densità, maggiore indice di rifrazione, maggiore viscosità e maggiore temperatura di transizione vetrosa. Gli oli MES favoriscono più elevati punti di anilina, che mostrano minore compatibilità con la gomma rispetto agli oli aromatici. L’andamento dei parametri di solubilità calcolato in funzione della attrazione mo-

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lecolare mostra buona solubilità sia in NR che in SBR per gli oli MES e TDAE (e naturalmente anche DAE) con piccole differenze di valori di variazione di parametro di solubilità. Alle temperature conformi con quelle di confezione delle mescole gli oli MES mostrano minore compatibilità che gli oli TDAE e gli oli aromatici DAE. Gli autori hanno comunque già annunciato una seconda parte del presente lavoro. (L’articolo è in lingua inglese)

materie prime MESCOLE NON CARICATE DI NR, SBR Anida Petchkaew, Kannika Sahakaro, Jacques Noordermeer - Entschede - e-mail: j.w.m.noordermeer.@utwente; (KGK); 66/5-21-47.2013. Rif. E3188.

L

’articolo qui recensito continua la descrizione della caratterizzazione degli oli di processo sperimentati per inquadrarne le possibilità di impiego come sostituenti degli oli aromatici (rif.to E3187). In questa seconda parte del lavoro vengono descritte solo mescolanze senza cariche (gum stock) di NR (RSS1), di SBR 1502, di NR/SBR 1502 50/50, considerando, oltre alle proprietà meccaniche generali, la Tg dei vulcanizzati, le proprietà dinamico/meccaniche. Gli autori si riservano di continuare con l’esame di mescole caricate con nero di Carbonio e con silice orientate alla produzione di pneumatici soltanto dopo avere eseguito il presente screening. Viene quindi presentata una serie di prove sistematiche in ricettazioni-tipo con sistema vucanizzante CBS/DPG/S 1,2/0,3/1,5 phr e con plastificanti DAE (Distillated Aromatic Extract), TDAE (Treated Distillated Aromatic Extract), MES (Midly Extracted Solvated) in quantità da 0phr a 20phr (0 phr, 5 phr. 10 phr, 15 phr, 20 phr). Nella presente sezione si riscontra che la sostituzione dei plastificanti petroliferi tra di loro, generalmente non dà luogo a importanti variazioni, tranne che nel-


ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

materie prime

le mescole di NR, nelle quali gli oli TDAE e DAE danno luogo a più alta velocità di vulcanizzazione rispetto agli oli MES; però gli oli MES, che hanno bassa Tg, non influenzano la Tg della NR ma diminuiscono quella della SBR. Si verifica poi che la SBR con oli MES dà luogo a bassa tangente dell’angolo di perdita sia a 0°C che a 60°C, mentre l’uso di oli MES in NR dà luogo a più bassa durezza, più basso modulo e più basso carico di rottura. L’articolo è molto interessante e contiene puntualizzazioni molto importanti e attuali su comportamenti dinamici delle mescole di gomma.

VALUTAZIONE DI SILICONI/EPDM PER ISOLATORI J. N. Asaad, A. A.Youssef, L. S. Nasrat - Cairo - e-mail: na_ jeannette@hotmail.com; (KGK); 66/5-43-46.2013. Rif. E3190.

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materie prime PREPARAZIONE DI VULCANIZZATI TERMOPLASTICI DA NR Manas Mondal, Uwe Gohs, Udo Wagenknecht, Gert Heinrich Leibniz Institut Dresden - e-mail: gohs@ipfdd.de; (KGK); 66/5-4750.2013. Rif. E3189.

L

a vulcanizzazione dinamica è il metodo più usato per preparare industrialmente i TPV, cioè le gomme termoplastiche vulcanizzate. La vulcanizzazione dinamica consiste in una reticolazione selettiva della fase gomma durante la mescolazione. Questa operazione ha provocato alcune obiezioni di ordine ambientale, per cui è sorto un procedimento alternativo denominato EIReP, che ha permesso di realizzare dei TPV costituiti da PP/NR (polipropilene/ gomma naturale) impiegando reticolazioni a base di reattivi convenzionali, come Zolfo, perossidi. resine fenoliche, per preparare polimeri a base di Polipropilene/EPDM. Sono citati studi a nome anche U. Gohs, uno degli autori dell’articolo qui recensito, impiegando reticolazioni con elettroni ad alta energia applicandole in mescolatore interno. Gli autori esprimono la convenienza di usare procedimenti fondati sull’impiego di derivati del polipropilene e dell’EPDM, perché non richiedono coagenti. Comunque è utile il contributo della gomma naturale. Nell’articolo qui recensito si comunica che vengono preparate diverse miscele di PP/NR e vengono eseguite diver-

se determinazioni sia sui singoli materiali, sia sulle miscele, inserendo le viscosità e altre caratteristiche fisiche (ad esempio il Melt Flow Index) sulle miscele preparate. Al riguardo vengono misurate le caratteristiche meccaniche sia per stampaggio a iniezione, sia per stampaggio a compressione. Per determinati casi vengono commentati i valori. Il tempo di masticazione appare giocare un ruolo considerevole sulle caratteristiche meccaniche dei TPV ottenuti. Anche la dose di radiazioni a cui sono sottoposti i TPV hanno una forte influenza (sulle caratteristiche di irrigidimento). Va tenuto conto però che la dose di radiazioni assorbite determina un aumento di reticolazione della NR, però anche una diminuzione dovuta a degradazione del polipropilene. Risultano cioè importanti effetti concomitanti che causano diminuzioni dei valori meccanici dei TPV nella componente termoplastica, ma correzioni in senso opposto nella fase costituita dalla presenza di particelle di gomma dispersa. Gli autori segnalano infatti che avendo i prodotti risultanti dalle preparazioni eseguite con configurazione di TPV (elastomeri termoplastici vulcanizzati), cioè con configurazione bifasica, le proprietà ottenute dipendono da diversi fattori così classificati: 1°) ambito della viscosità non corretto; 2°) incompatibilità dei componenti polimerici; 3°) sistema reticolante caoticamente distribuito. (L’articolo è in lingua inglese)

iene esposta una valutazione di mescole a base di tagli di gomma siliconica e di EPDM in proporzioni da 0/100 a 100/0 preparate su mescolatore aperto con cilindri di diametro 47 cm aggiungendo dicumilperossido, 4-metossifenolo e NaCl. Il mescolatore aperto ha clearence da1 mm a 3mm, ha il cilindro più lento con velocità di 24 rpm e ha rapporto di frizione 1:1,4. Vengono quindi preparati provini in pressa a 40 kg/cm2 vulcanizzando per 10 minuti a 152 °C ± 1°C. I provini ottenuti vengono esposti per 300h e per 500h a radiazioni ultraviolette secondo ISO105 B01 mantenendo 25°C ± 5°C e mantenedo 60% ± 5% l’umidità relativa. L’analisi termogravimetrica TGA50 viene eseguita da 25°C a 800°C con riscaldamento progressivo di 10°C / minuto. Le proprietà dielettriche vengono misurate a temperatura ambiente in condizioni ambientali varie, per esempio in acqua, in acqua salina (con 5% o 10% NaCl) con senza irraggiamento UV. I campioni di prova sono dischi di spessore 1 mm, gli elettrodi sono sfere di diametro 100 m. Le prove di Tracking Test comprendono appunto prove in ambiente salino (NaCl). Prove meccaniche di preparati a base di Siliconi/EPDM, ad esempio per determinare carico e allungamento a rottura prima e dopo azione di raggi UV, prove elettriche prima e dopo l’azione di aggressivi che possono aggredire gli isolatori polimerici. Prove che caratterizzano la conservazione della funzionalità meccanica e dielettrica di composizioni Siliconi/EPDM, ecc. L‘articolo è generalizzato nel segnalare possibilità logiche delle probabilità, che possano intervenire in fenomeni di degradazione delle strutture di difesa proprie degli articoli devoluti alla conservazione dei materiali di isolamento ai quali sono affidate difese sistematiche. Particolare riferimento viene fatto a un sistema di applicazione di materiali di

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| L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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ELASTICA | ABBIAMO LETTO PER VOI

isolamento moderni, quali sono quelli con accostamenti di materiali sllconici e etilenpropilenici. (L’articolo è in lingua inglese)

prodotti e processi “SFARZO” MODESTO SIGNIFICA MAGGIOR GUADAGNO Dr. Wigand Braune - Rhein Chemie Rheinau (Mannheim) - e-mail: wigand.braune@rheichemie.com; KGK; 66/4-14-17. 2013. Rif. E3191.

P

rodurre con efficienza significa risparmiare, ma non soltanto nei riguardi dell’energia, bensì soprattutto con una oculata scelta delle materie prime e con tutto un insieme del ciclo del prodotto. Solo così si possono ottimizzare le realtà dei componenti del processo di lavorazione e di quelle del prodotto. L’autore dell’articolo, della Rhein Chemie, puntualizza che i prodotti della Rhein Chemie sostengono gli sviluppi e le innovazioni nelle mescole e negli articoli dell’industria della lavorazione degli elastomeri. Fondamentale è l’impiego degli ausiliari di lavorazione. Tipico esempio citato è l’uso di 4 phr di Rhenofit STA/S insieme a 3 phr di un sapone di Zinco (Aktiplast PP). Nell’articolo sono riportate tre curve di assorbimento di energia durante la confezione di una mescola di battistrada mostrando il livello di vantaggio energetico ottenuto da ciascuno degli ausiliari di lavorazione sopracitati. Al vantaggio di bilancio energetico si aggiunge il fatto che l’aggiunta degli ausiliari significa anche un arricchimento quantitativo della quantità di mescola prodotta, che è superiore di una entità non trascurabile. L’autore osserva che tale vantaggio risulta poi incrementato da elementi tipici dovuti agli ausiliari di lavorazione, che procurano migliore aspetto superficiale degli estrusi, migliore omogeneità della mescola, migliore riuscita della efficienza degli spigoli. Gli effetti positivi esercitati dagli ausiliari di lavorazione non si limitano a incre-

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mentare le proprietà reologiche, ma concorrono ad introdurre un panorama generale positivo nella lavorazione. E’ il caso degli agenti di masticazione, dei disperdenti, degli scivolanti, degli omogeneizzanti, degli adesivanti. La Rhein Chemie enfatizza anche i vari prodotti per mescole predispersi in elastomero, citando ad esempio il caso di un ritardante impiegato in ragione di 0,24 phr in una mescola di EPDM che presenta un totale phr di 340, per forza di cose aggiunto sotto forma di una preparazione ben miscibile, in cui tale ritardante si trova molto diluito in una mescola madre, a tutto vantaggio della dispersione. Vengono riportati riferimenti molto significativi riguardanti l’impiego di Rhenogran in mescole di EPDM vulcanizzate in continuo a 180°C risolvendo il difficile problema della rispondenza alla normativa TRGS 552 sul rispetto dello sviluppo delle N-nitrosoammine. Viene mostrato il successo dell’impiego del Rhenogran ZAT-70 nel sistema accelerante Rhenogran S80/Rhenogran MBTS-70/Rhenogran ZBEC-70/Rhenogran ZAT-70 (1 phr / 1 phr / 1 phr / 2 phr). Oltre a ciò tale sistema, rispetto a Rhenogran S80/Rhenogran MBTS-70/Rhenogran TMTD-70/Rhenogran ZDMC80/Rhenogran ZDBC80 (1 phr / , 1 phr /, 0,8 phr, / 0,8 phr /, 1,2 phr) presenta il vantaggio di un minore t2 reometrico utile nelle vulcanizzazioni senza pressione tipiche per i profilati di EPDM. L’articolo è molto interessante e riporta notizie utili di interesse pratico. Dal punto di vista del titolo dell’articolo è certamente opinabile se i problemi trattati e descritti possano essere considerati “di sfarzo modesto” o per lo meno se, come sempre, si tratta di metodologie che esigono lunghe e onerose messe a punto anche dal punto di vista dei materiali impiegati.

prodotti e processi LIGNINSOLFONATO E AMIDO IN MESCOLE DI GOMMA I. Hudec, J. Kubackovo, J. Feranc, P. Alexy, J. Prefo- Università di Bratislava - e-mail: ivan.hudec@ stuba.sk; KGK; 66/4-39-42. 2013. Rif. E3192.

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himicamente l’amido è un carboidrato polimerico semicristallino di unità di anidro glucosio legate tra di loro da legami α-D-glucosidici. La lignina è un polimero amorfo composto da unità di fenilfenilpropano legate da legami C-C e da legami eterei. Recentemente si è appurato che l’uso di amido nelle mescole per pneumatici insieme al nero di Carbonio e alla silice dà luogo a riduzione di peso, a minore resistenza al rotolamento, a maggiore tenuta sul bagnato e a minore consumo di energia nei processi di produzione. Anche alla lignina sono state attribuite proprietà interessanti nei riguardi della stabilità delle proprietà dei vulcanizzati. Viene quindi presentato un articolo sull’argomento descrivendo le proprietà ottenute in mescole di gomma naturale con sistema vulcanizzante S/CBS/ ZnO/acido stearico 3,5/3,5/5/2 phr (da notare la concentrazione insolitamente elevata del CBS in presenza di elevato tenore di S). L’argomento viene esaminato con metodologia statistca riferendosi agli effetti dovuti al volume di silice (Ultrasil 7000 GR) in rapporto al volume di ligninsulfonato di Calcio (fattore x1), agli effetti dovuti al volume di ligninsulfonato di Calcio in rapporto alla somma dei volumi di silice e di amido (fattore x2), agli effetti della somma dei volumi di silice + ligninsulfonato di Calcio + amido in rapporto al volume di gomma naturale (fattore x3). I risultati sono rappresentati mediante grafici tridimensionali nei quali le superfici significative di essi permettono anche una valutazione visiva. Gli autori deducono quanto segue. La scottabilità (ts2) dipende soprattutto dalla somma dei volumi delle cariche presenti nella mescola e in particolare dal volume del ligninsulfonato di Calcio (fattore x3). Il modulo al 100% presenta valori più elevati in funzione del contenuto totale delle cariche presenti (fattore x3) . In questo caso viene notato che il contributo del ligninsulfonato di Calcio è il più basso: ciò viene interpretato con il fatto che in questo caso il contenuto di risulta inferiore a favore del ligninslfonato. Il carico di rottura risulta elevato ad opera del contenuto di silice e tale parametro mostra di essere diminuito ad opera


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delle altre due cariche (fattore x1 con prodotti e processi influenza dei fattori x2 e x3). L’allungamento a rottura risulta elevaMISURE DI ALLUNGAMENTO SU to ad opera della silice, con influenza POLIMERI GOMMOSI E VETROSI più o meno sensibile dovuta alle altre Patrick Müller, Rasa Kazakeviciütécariche (fattore x1 con influenza dei Makowska - Bochum - e-mail: Rasa fattori x2 e x3). Kazakeviciüté-Makowska@ruhrLe proprietà dinamiche (tanδ) dipenuni-bochum.de; (KGK); 66/4-48dono in vari modi in funzione del54.2013. Rif. E3193. la temperatura (0°C; 50°C). A 0°C, a parità di quantità di ligninsolfonato, il tanδ dipende dal fattori x2 e x3. A 50 °C il tanδ dipende ancora dal fattore x2, ma la superficie del grafico che rappresenta la situazione del tanδ passa per un minimo. li autori propongono un metodo ottiViene riportata una microfotografia co per misurare in modo uniassiale alche rappresenta la morfologia delle lungamenti assiali e trasversali su materiali superfici di frattura. polimerici a temperatura ambiente. La meL’articolo è molto interessante, perché todologia viene definita economica in condescrive una metodologia adatta per fronto ai sistemi di solito impiegati. interpretare le differenze di morfoloNell’articolo viene descritta una applicaziogia e di caratteristiche meccanico/dine su diversi materiali: elastomeri acriloninamiche di vulcanizzati contenenti ditrile-butadiene, poliuretani (TPU Desmoverse cariche minerali insieme. pan 453), Tecoflex EG 72D (TPU a base po(L’articolo è in lingua inglese) lietere). dgts_210x140-emozionale.ai 1 27/02/12 14:26

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Per le determinazioni vengono impiegati provini lunghi 50 mm di tipo 53A rispondenti a DIN 53504. Con essi viene determinato il carico di rottura, la resistenza a lacerazione, l’allungamento a rottura mediante trazione. La metodologia impiegata richiede caratterizzazione fotografica, per cui i provini vengono contrassegnati sul tratto mediano centrale con opportuni simboli. Questi per i provini di NBR, che contengono nero di Carbonio, sono simboli in cifre di colore bianco; per gli altri provini sono di colore nero. I simboli sono normalmente costituiti da 3 cifre, ma, specialmente per le materie plastiche che sono normalmente di colore chiaro o trasparenti, possono essere anche impiegati simboli di colore nero fino a 7 cifre, che in tal caso hanno riferimenti con le normative. Le prove di trazione vengono normalmente eseguite con dinamometri elettronici in cui esistono due traverse, una delle quali, quella superiore, pilota la lettura dei valori meccanici durante la trazione. La seconda traversa, quella inferiore,

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La qualità è misurata DGTS Srl, nell’intento di soddisfare sempre al meglio le esigenze dei suoi clienti, è in grado di offrire un supporto tecnico competente e completo tramite i suoi servizi: Vendita e Installazione di apparecchiature e strumenti per il Laboratorio Controllo Qualità e Ricerca e Sviluppo per la determinazione delle caratteristiche fisico meccaniche delle materie prime e dei prodotti finiti Corsi di Formazione ed Aggiornamento del personale sull’utilizzo degli strumenti e dei relativi software ed accessori Presentazione degli strumenti anche presso la sede del cliente, con la possibilità di eseguire prove dimostrative su campioni forniti dal cliente stesso Assistenza Tecnica post-vendita Servizio di Taratura e Calibrazione

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pilota invece la lettura di un apparato fotografico, che durante la trazione registra l’immagine delle variazioni di forma e di energia sul provino durante la corsa della traversa relativa. Nell’articolo è riportata una fotografia che mostra una cella dinamometrica di trazione e sono riportate notizie su tipi e fornitori delle traverse e dei servomotori. Nel testo sono riportate le immagini di diversi diagrammi di trazione relativi alla NBR e al Desmopan, ove si nota innanzitutto la distinzione tra le curve di trazione relative a un elastomero e quelle relative a un plastomero caratterizzato da comportamento di snervamento. Le tracce di tali curve vengono commentate. Il sistema comprende anche il controllo delle variazioni di caratteristiche durante la trazione registrando le variazioni nel senso trasversale, correlandole servendosi delle variazioni delle immagini delle marcature (quadrate) durante la trazione stessa.

prodotti e processi LA GOMMA SI MUOVE Dr. Reiner Landwer- WDK - Tag der Kautschukindustrie 24. Aprile 2013 e DKG 102 Tagung 19-20 Marzo 2013; (GAK); 66/5-290-2922013. Rif. E3194.

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a WDK (Wirtschaftverbandes der deutschen Kautschukindustrie) constata che la gomma “si muove” positivamente e con sicurezza. Il presidente della WDK Dr. Rainer Landwehr ringrazia pub-

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blicamente Herr Dieter Freitag direttore dalla Michelin Deutschland, Austria, Svizzera e getta uno sguardo verso il futuro, Per quanto riguarda il settore della Germania egli si congratula con l’AdK (Arbeitgeberverband der DKG Deutschen Kautschuk Gesellschaft) e con il DIK di Hannover (Deutsches Kautschuk Technologie) per le loro compartecipazioni alle azioni intese a rafforzare ll significato del settore della gomma. Nella attività di sviluppo sono anche da considerare quelle relative alla conferenza DKG 102 del Marzo 2013 presso il gruppo Rheinland-Westfalen, ove sono stati trattati temi strettamente tecnici riguardanti le gomme siliconiche, con l’intervento del Dr. Reiner Freudenberger della Dow Corning GmbH. L’intento della Dow Corning, specialista delle gomme siliconiche, è di chiarire le diversità tra le gomme siliconiche HCR (solide) e LCR (liquide), comprese le varianti fluorurate FSR e le gomme siliconiche F-LSR, ivi anche considerando le difficoltà di impiego di tali materiali in presenza di raggi gamma. Diversi altri relatori hanno ricordato problemi correnti. Il Dr. Dieter Wirobel della Momentive Performance Materials GmbH ha trattato il tema l’ottenimento dell’attacco con i silani e con i siliconi. Il Dr. Gunter Beyer ha esposto l’argomento la “ceramizzazione” delle mescole siliconiche nell’industria dei cavi, con studi su una mescola ininfiammabile per impiego nei cavi a base di EVA e di LDPE servendosi di un preparato a base sliconica ad alta viscosità e di una adatta composizione a base di silice, o con l’impiego di un Dow Corning 4-7081 ottenendo una polvere senza alogeni con funzionalità metacriliche dispersa in .prodotti polimerici resistenti alla fiamma. Ulf Neubarer della Norman, Rassmann ha presentato una relazione sul tema “Una composizione innovativa di gomma siliconica”. Il Dr. Klaus Schmid della Pergan GmbH presenta poi un procedimento di vulcanizzazione perossidica a mezzo di una reazione radicalica del priimo ordine. Finalmente la Rhein Chemie presenta un moderno donatore di Zolfo per mescole di pneumatici per stagione estiva contenenti silice. L’articolo esposto non si addentra molto nei particolari tecnologici, ma serve co-

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me elenco di concetti generali di utilità pratica.

prodotti e processi STAMPAGGIO EFFICENTE DEGLI ELASTOMERI Prof. Dr. Ing. Werner Hoffmanns e-mail: office@hoffmans-texte.de; KGK; 66/4-31-33. 2013. Rif. E3195.

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’articolo inizia con 22 tabelle, nelle quali sono riportate dieci ditte che forniscono impianti di estrusione e dodici ditte che forniscono macchine per iniezione e presse per stampaggio o a iniezione o a compressione. Le tabelle sono molto dettagliate e occupano cinque facciate scritte a caratteri molto fitti. In tali tabelle vengono precisati molti dettagli, tra cui le categorie di articoli prodotti, i tipi di processo impiegati distinguendo molte delle particolarità al riguardo e indicando le misure dei pezzi prodotti. Sono comprese anche notizie sui materiali impiegati distinguendo tra elastomeri e/o materie plastiche e considerando precisazioni sull’impiego del degasaggio durante l’estrusione. Le ditte nominate sono le seguenti. Nel primo gruppo Battenfeld Cincinnati Austria GmbH, Brabender GmbH & Co. KG, DEGUMA SCHŰTZ GmbH, Harburg Feudenbergerg Maschinenbau GmbH, Kautschuk und Kunststoff Industrievertretungen, KraussMaffei Berstorff GmbH, Rubcon Gummitechnik und Maschinenbau GmbH, TROESTER GmbH & Co. KG, Uth GmbH, VMI-AZ Extrusion GmbH. Nel secondo gruppo ARBURG GmbH & Co. Gmbh, Billion Kunstoff Technik GmbH, Dr. Boy GmbH & Co. KG, ENGEL AUSTRIA GmbH, KraussMaffei Tecnologies GmbH, LWB Steinl GmbH & Co. KG, MAPLAN und technische Anlagen, Netstal-Maschinen AG, REP Deutschland GmbH, WEA Systemlieferant für elastomertechnische Anwendungen GmbH & Co. KG, Wickert Maschinenbau GmbH, Wittmann Battenfeld GmbH. Nei riguardi dell’estrusione, dal punto di vista generale viene evidenziata particolare attenzione al degasaggio delle mescole per ottenere una migliore struttura dei materiali di isolamento. La KraussMaffei Berstorff GmbH sopracitata fa notare l’importanza del peso del


profilato e nel caso dei profilati costituiti da più elementi esalta il vantaggio della possibilità di produrli già accoppiati l’un l‘altro e non di produrli separatamente e accoppiarli in un secondo tempo. Ciò è particolarmente utile nel caso di profilati in gomma termoplastica TPE. La Engel fà poi notare il successo della automazione nei processi di estrusione sopratutto per l’abbattimento dei costi, perché permette di eliminare i lavori di finitura. La Arburg evidenzia l’importanza dell’impiego di nuovi materiali, che permettono di combinare diversi tipi di tecnologia accoppiando la mobilità, la rigidità, la fittezza, la possibilità di impiegare diversi tipi di operazioni, Un interessante aspetto della molteplicità di possibilità di azioni si nota presso Dr. Boy, ove il parco delle macchine è improntato alla possibilità di tecniche mirate sfruttando l’accoppiamento delle azioni di piccoli aggregati di estrusione con un apparato di iniezione. Tale princi-

pio permette rilevanti riduzioni di costi. La Arburg e anche la Engel si orientano verso apparati servoelettrici per sostenere la lavorazione di elastomeri siliconici liquidi o in pasta proteggendo da discontinuità di pressione e da formazione di bolle. Ancora la Arburg puntualizza di disporre di celle programmate con un organismo centrale per la conduzione di controlli di processi a iniezione e per la programmazione di sistemi di robot. La Engel puntualizza infine che per mettere a punto tecniche di applicazioni idrauliche, elettriche o ibride occorrono analisi dettagliate e mirate, che non possono essere espresse con richieste casuali. Wittman Battenfeld introduce e puntualizza chiaramente le remote possibilità di analisi di applicazioni desiderate, ad esempio la riduzione nell’impiego degli antiadesivi, la riduzione della somministrazione di calore e della emissione di particelle.

prodotti e processi MISURA DEL RILASSAMENTO DEL CARICO CON IL TSSR-METER Kay Fremut - Brabender Messtecnik GmbH et Co - e-mail: k.fremuth@brabender-mt.de; (GAK); 66/5-294-295-2013. Rif. E3196.

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l TSSR-Meter consiste in una camera di riscaldamento elettrica nella quale si pone un provino S2 (DiN 53504) fissato in un portaprovini SA EN ISO 527. Ciascuno dei due morsetti tende il provino assialmente. L’apparecchio è dotato di un sensore della temperature ed è collegato con un computer governato da un software. Con il TSSR-Meter vengono fatte due tipi di determinazioni: una misura di rilassamento isotermico per lungo periodo (fino a 1000 h), e una applicazione delle metodologie del TSSR in due diversi passi. La misura con il TSSR-Meter inizia con l’installazione del software e con il fis-


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funzione della temperatura. Da tale curva si risale fino a quale valore di rilassamento il materiale conserva caratteristiche prefissate. Con il TSSR-Meter si può ricavare altresì la durata della validità pratica delle prestazioni meccaniche di un articolo.

prodotti e processi NEI NONWOVEN LA FUNZIONALITA’ SI ACCOPPIA CON LA SOSTENIBILITA’ Sandler AG - Schwarzenbach (Deutschland) - Chemical Fibers International - Mag 2013 - 219219-2013. Rif. E3197. saggio del provino nella camera alla temperatura voluta da 20°C a 300°C, con temperatura standard di 23°C. Il provino viene posto sotto una sollecitazione a tensione di un valore voluto da 0% a 100% considerando come standard 50% a 23°C. A questo punto si inizia a riscaldare il provino con la velocità di 2°K/minuto e lo si riscalda finché il rilassamento del carico raggiunge un valore prefissato, oppure finché il provino si rompe, oppure finché la temperatura ha raggiunto 300°C. Si traccia quindi una curva dell’andamento del rilassamento del carico in

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ell’industria automobilistica sono interessanti i materiali funzionali leggeri, che contribuiscono alla leggerezza dell’autoveicolo. I non woven non solo sono materiali riciclabili, ma, almeno in parte, anche essi stessi sono prodotti da materiali riciclabili. Poi i non woven hanno anche altri vantaggi, per esempio nel vano motore contribuiscono al raffreddamento. In tal modo favoriscono la partenza a freddo, mascherano le vibrazioni e isolano dal rumore. I non woven danno inoltre vantaggi negli apparati di filtrazione per applicazioni nel riscaldamento, nella ventilazione, nel condizionamento dell’aria. Si dichiara che con le applicazioni della Sandler si riducono

anche i costi, ad esempio si riduce il consumo di energia durante le operazioni di filtrazione. Viene fatto osservare che anche dopo lo scarico i filtri medi mantengono il funzionamento. Recentemente è stato sviluppato un nonwoven speciale per il filtraggio dell’acqua. Sono sorti da tempo nonwoven particolari per applicazioni industriali specifiche, come il rinnovo di facciate di case e nonwoven studiati per l’isolamento sonoro, come pure nonwoven per proteggere dal contatto con l’ambiente o dalla vicinanza di discariche. Sono presentati anche nonwoven specialistici per applicazioni igieniche e medicali con effetti di elasticità e di asciugatura particolari. Sandler è specializzata in non woven per uso medicale costituiti per il 100% di fibre di una viscosa di provenienza europea. La descrizione degli impieghi dei non woven è per forza di cose abbastanza sommaria, perché nella realtà per ogni tipo di impiego dei non woven esistono molte differenze di particolarità, ammesso di averne citato un numero significativo. L’argomento richiederebbe precisazioni sottili, che ovviamente sono immaginabili, come si può comprendere dallo scibile descritto, che va dal mondo dell’arte muraria al mondo delle singole attività industriali e, addiritttura, al mondo delle attività medicali.

SCHEDA PER LA RICHIESTA DI ARTICOLI DELLA RUBRICA “ABBIAMO LETTO PER VOI”

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Desidero ricevere copia del testo in lingua originale. Numero di riferimento e titolo_______________________________________________________ Segnalati nella sezione “Abbiamo letto per voi” apparsa nel numero.....................................................................di “L’industria della Gomma /Elastica”. Nome e Cognome.............................................................................................................................. Azienda.............................................................................................................................................. indirizzo.............................................................................................................................................. Cap.....................Città...............................................................................Prov.................................. Data.........................Firma..................................................................................................................

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prodotti e processi CHI CONOSCE I PROPRI STRUMENTI VA AL COMANDO Dr. Ing. Laura Florez, Manuel Schmellenkamp, Vanessa Schwittay - Sigma Engineering, Aachen- e-mail: v.schwittay@ sigmasoft.de; (KGK); 66/5-1618.2013. Rif. E3198.

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on una ottimale interpretazione dei propri strumenti la qualità dei prodotti migliora e I costi degli investimenti vengono pianificati con precisione. Con la simulazione di processo della Sigmasoft la lavorazione degli elastomeri viene definita nei dettagli. Pertanto risulta possibile fissare la configurazione ottimale delle attrezzature e stabilire il panorama degli stampi, inoltre risulta possibile prevedere l’effetto di variazioni di temperature e di tempi sulla qualità dell’articolo. L’esperienza Sigmasoft durante gli ultimi 15 anni ha dimostrato la capacità di ridurre costi e sfoggio nei riguardi della

produzione degli articoli di gomma. I fatti hanno dimostrato che la simulazione negli stadi di sviluppo è utile per fissare la configurazione ottimale. Un esempio è dato dalla applicazione del software Sigmasoft nello stabilire la conduzione dello stampaggio, lo sviluppo della temperatura e la conduzione del processo. La simulazione è organizzata in modo da rispondere a domande precise: dove dobbiamo prevedere giunzioni, dove dobbiamo evitarle, se dobbiamo preriscaldare gli inserti e in tal caso per quanto tempo e a quale temperatura. Una scelta importante è quella di stabilire dove porre il punto di iniezione: generalmente si sceglie uno spigolo, perché in tal modo ci si assicura che non corrisponda a un punto di sollecitazione. A parte la zona in cui porre giunzioni, ecc., bisogna anche decidere ad esem-

pio quante cavità è ragionevole porre in uno stampo in rapporto alla forza di chiusura e alla forza richiesta per ottenere l’articolo; come e dove deve apparire il punto di anguss; dove ha senso prevedere canali freddi; come si può realizzare la separazione termica; quale potenza calorica è necessaria; come può essere realizzato un processo termico; come dovrebbero essere posizionati i punti di riscaldamento. Nell’articolo viene poi descritto il principio di un apparato che comprende otto “canali freddi”, ciascuno con otto cavità. Con l’ausilio della simulazione si accerta se l’equilibrio tra gli “anguss” è rispettato. Nell’articolo è accennato che cosa ciò comporti, comunque l’apparato è in fase di progetto per un futuro sviluppo e si propone di riuscire ad analizzare una macchina a iniezione. Secondo il principio della simulazione e sulla base di quanto sta esaminando la Sigmasoft si pensa di poter arrivare a comprovare la sicurezza di un processo prima di eseguire una campionatura.


L’INTERVISTA DEL MESE: ULRICH REIFENHÄUSER

K-2013: gomma e plastica motori dell’efficienza di Riccardo Oldani

Ulrich Reifenhäuser è presidente del consiglio degli espositori della fiera K di Düsseldorf, il più importante evento per l’industria della gomma e della plastica che ha appena celebrato la sua edizione del 2013. È anche un importante produttore di macchine per lo stampaggio della plastica. La sua visione globale del mercato, per quanto declinata sulle esigenze e le aspettative dell’industria tedesca, può essere un interessante punto di riferimento anche per gli imprenditori italiani. Ecco la sua visione sul futuro del mercato.

Quali sono le sfide che si prospettano nel prossimo futuro per l’industria della gomma e della plastica? Plastica e gomma sono esempi di efficienza. L’isolamento termico con materiali plastici o elastomeri fornisce una protezione ideale dal caldo e dal freddo. Il loro impiego consente di risparmiare un quantitativo di combustibili fossili superiore a quanto ne serve per la loro produzione. Usare materie plastiche invece del metallo rende veicoli e aerei più leggeri: l’ingegnerizzazione per ridurre i pesi porta a risparmi di petrolio e di altre risorse essenziali. Gli pneumatici realizzati con elastomeri di ultima generazione riducono sia la resistenza al rotolamento sia il consumo di carburante. Ma l’efficienza gioca un ruolo essenziale non soltanto per l’impiego di gomma e plastica. Efficienza è diventata anche la parola magica dell’industria del futuro ed è onnipresente a ogni livello della catena del valore. Ed è vero che l’efficienza accoglie in sé molti aspet16 |

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Ulrich Reifenhäuser.


L’INTERVISTA DEL MESE: ULRICH REIFENHÄUSER

ti che pesano non soltanto sull’utilizzo, ma anche sulla produzione di articoli in plastica e in gomma. Una delle maggiori sfide per l’industria è individuare questi aspetti, esplorare il loro potenziale in funzione di un miglioramento dell’efficienza che consenta anche di raggiungere risultati profittevoli. Da un lato si stanno aprendo nuovi mercati, dall’altro sta crescendo in modo significativo la pressione della competizione internazionale. Produzioni in quantitativi sempre più ridotti e tempi di consegna sempre più ristretti si contrappongono alla richiesta di lavorazioni sempre più complesse e con una richiesta di qualità sempre più elevata. Le tecnologie devono essere sviluppate in tempi sempre più brevi. Tutti questi risultati vanno ottenuti con metodi di produzione sostenibili e ridotti impatti ambientali. Una delle sfide principali è pertanto l’uso efficiente delle risorse. Considerando i prezzi attuali delle materie prime e dell’energia, ridurre l’uso di materiale, di energia primaria e di macchine può contribuire a recuperare costi importanti. È in questa direzione che hanno lavorato le aziende espositrici del K, sviluppando soluzioni e tecnologie applicate a macchinari, materiali e applicazioni che abbiamo potuto vedere in fiera». Come sta andando il mercato? Possiamo riferirci ai dati globali. Per quanto riguarda la plastica, l’associazione PlasticsEurope ha stimato per il 2012 una produzione complessiva di 268 milioni di tonnellate, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. Per l’80% si tratta di polimeri, mentre il restante 20% sono materiali usati per produrre rivestimenti, adesivi, vernici, additivi. Per quanto riguarda la gomma il 2012 ha visto una produzione complessiva di 26 milioni di tonnellate, di cui 11 milioni di tonnellate di gomma naturale (NR) e 15 milioni di tonnellate di gomma sintetica (SR). In Germania abbiamo riscontrato un

calo della domanda, iniziato a metà del 2012, che ha lasciato traccia. Rispetto al 2011 le vendite sono scese del 2,5% a 11,75 miliardi di euro. La domanda europea di manufatti prodotti con componenti di provenienza tedesca è stata virtualmente nulla. Tutto il mercato si è retto quindi sulla domanda interna tedesca, che è scesa del 4.7% e su quella di clienti extraeuropei, soprattutto Stati Uniti e Cina, che è crescita del 3,53%. Eppure l’occupazione nel settore della gomma è aumentata in Germania, nel 2012, dell’1,5% rispetto al 2011. E per quanto riguarda il comparto macchine? Nel 2012 si sono registrate a livello globale vendite record per quasi 29 milioni di euro, per quanto riguarda i macchinari per la plastica e per la gomma. In Germania in particolare i produttori di macchine per la gomma e per la plastica hanno vissuto una situazione molto positiva, con un aumento delle vendite del 6%. Nel 2012 l’export tedesco di macchine per la gomma e per la plastica è cresciuto di un altro 2,3%, dopo la crescita del 30,5% e del 25,6% riscontrata nei due anni precedenti. E anche il 2013 promette cose molto buone, nonostante una previsione iniziale di declino delle vendite. In realtà nel secondo trimestre dell’anno gli ordini per i produttori tedeschi sono aumentati del 14% rispetto al trimestre precedente. I mercati principali di destinazione per l’export sono la Cina, seguita da Stati Uniti, Russia, India e Turchia. Con una quota complessiva di mercato del 29% i produttori cinesi di macchine per l’industria della plastica sono al primo posto nel mondo, ma la loro produzione è indirizzata sul mercato interno. I produttori tedeschi sono al secondo posto, seguiti da Italia, Stati Uniti e Giappone. E anche il mercato per sistemi satelliti dei macchinari principali tiene molto bene, su livelli di parità rispetto allo scorso anno. Queste tecnologie

si indirizzano soprattutto sul miglioramento dell’efficienza, attraverso una gestione migliore dei materiali, trattamento e confezionamento dei pezzi, automazione dei processi endto-end, ottimizzazione energetica e controllo delle temperature. Quali sono gli ambiti produttivi per cui vede maggiori possibilità di sviluppo? I biopolimeri sono materiali di nicchia per i quali si intravvede un potenziale enorme. È importante, a proposito, distinguere tra plastiche biodegradabili e polimeri basati su materie prime organiche. Le plastiche biodegradabili, eccezion fatta per un minimo contenuto di altre sostanze, sono composte di materiali polimerici e additivi. Dopo una sostanziale frammentazione delle macromolecole, batteri speciali ed enzimi possono convertire il materiale plastico in biomassa, anidride carbonica o metano. In Europa sono considerate biodegradabil le plastiche in cui almeno il 90% del materiale viene decomposto in frammenti di dimensioni non superiori a 2 cm in un periodo massimo di 12 settimane. Le plastiche biodegradabile non necessariamente provengono da fonti rinnovabili ma possono derivare anche da petrolio o gas naturale. I polimeri di origine biologica, d’altro canto, provengono da fonti naturali, organiche e rinnovabili ma non necessariamente sono biodegradabili. I biopolimeri sono ancora una nicchia nel mercato globale dei polimeri. Secondo uno studio americano, tuttavia, la loro quota è destinata a crescere del 34% l’anno, dalle 850.000 tonnellate del 2011 a più di 3,7 milioni di tonnellate nel 2016. Sono soprattutto i polimeri di origine organica a crescere velocemente, grazie all’ingresso nell’elettronica di consumo e nel settore auto. Per fare un esempio, l’80% degli interni dell’auto ibrida Sai di Toyota, disponibile solo in Giappone, sono fatti con materiali di questo tipo. 

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SPECIALE LABORATORIO

STRUMENTI DA LABORATORIO • Gestione integrata delle prove di laboratorio - Gibitre................................................................................ pag. 24 • Caratterizzare i materiali per migliorarne le qualità - Mettler Toledo.......................................................................... pag. 28 • Nuovi durometri da Affri............................................................................. pag. 36 • Belotti distribuisce l’absortometro C di Brabender.............................................................................................. pag. 37 • DGTS e i nuovi dinamometri di Ametek.................................................................................................. pag. 38 • Il nuovo Rheovulkanometer RCR II di Göttfert.................................................................................................. pag. 39 • Estensometro automatico di Instron.......................................................... pag. 40 • Il nuovo Netzsch Polyma per analisi DMA................................................ pag. 41 • Urai annuncia in nuovi viscosimetri e reometri Brookfield................................................................................. pag. 42

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speciale laboratorio

Gestione integrata delle prove di laboratorio di Mauro Belloni, Presidente di Gibitre Instruments srl

I laboratori per prove sulla gomma hanno, nella maggior parte dei casi, una struttura non molto razionale. Tipicamente, presentano strumenti di marche e epoche diverse che adottano software di gestione con modalità di utilizzo e di identificazione delle prove differenti. Ne conseguono numerosi svantaggi nella elaborazione di dati e nello sviluppo di database. Gibitre ha sviluppato il programma DataGest 10, un LIMS (Laboratory Information Management System) appositamente ottimizzato per l’industria della gomma, che offre innumerevoli vantaggi nella gestione dei dati provenienti da prove di laboratorio.

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apita frequentemente che in un laboratorio per prove sulla gomma siano attivi strumenti di marche e generazioni diverse, che usano sistemi operativi datati e che richiedono modalità di identificazione delle prove e di utilizzo e esportazione dei dati differenti. Numerosi, e anche evidenti, i limiti e gli svantaggi di questo tipo di gestione. I principali: - necessità di training per l’utilizzo di ogni singolo strumento - necessità di codificare manualmente tutte le prove e di inserire manualmente i dati in un report o database finale, con l’insidia della possibilità di errori - archiviazione cartacea dei dati - difficoltà nel reperire dati storici - impossibilità di effettuare in maniera pratica analisi statistiche o comparazioni tra risultati.

Mauro Belloni durante la sua relazione alla Conferenza Innovazione e Ambiente dello scorso 30 maggio a Milano, da cui è scaturito questo articolo.

IL LIMS Per migliorare la gestione integrata dei dati relativi a prove e/o analisi di laboratorio, esistono da molti anni appositi programmi denominati LIMS (Laboratory Information Management 20 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

System), le cui funzioni fondamentali sono (Figura 1): - connessione con il programma gestionale aziendale per l’inserimento automatico dei dati relativi a prodotti da

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sottoporre a prova, di clienti (o fornitori), e di ordini di produzione - connessione agli strumenti presenti nel laboratorio per l’importazione dei risultati


Conferenza Tecnica

- funzioni di ricerca e raggruppamento dei risultati - produzione di rapporti di prova - produzione di analisi e statistiche - eventuale esportazione dei dati ad altri ambienti.

il DATAGEST 10 Sviluppato da Gibitre Instruments, il programma DataGest 10 è un LIMS ottimizzato per laboratori per prove su gomma, che normalmente richiedono una gestione differente rispetto a quella delle prove su altri tipi di prodotti. Le caratteristiche salienti di questo prodotto sono: - solidità - interfaccia semplice - semplicità di manutenzione e installazione - apertura verso altri sistemi - possibilità di personalizzazione - prezzo contenuto. Il software si appoggia a una struttura dati di tipo Microsoft SQL (Structure Query Language), che garantisce bassissimi costi per l’installazione e il mantenimento, solidità di archiviazione e facilità di backup, e ottimizza la connessione contemporanea di più utenti al sistema. Inoltre, il programma è compatibile con tutti i sistemi operativi Microsoft a 32 e 62 bit, è utilizzabile in 12 lingue diverse e permette di gestire diritti di accesso ai dati differenziati per livello di utente.

Figura 1. Le funzioni fondamentali dei software LIMS.

LA POSSIBILITÀ DI IMPORTARE DATI DA STRUMENTI DataGest 10 è stato sviluppato inizialmente per permettere l’interfacciamento completo di tutti gli strumenti prodotti da Gibitre Instruments con uscita digitale: reometri MD e OD, viscosimetro Mooney, dinamometro elettronico, durometri Shore e IRHD, densimetro, strumenti per prove a bassa temperatura, ozonometro, strumento per prove di resistività (Figura 2). Per tutti questi strumenti, l’interfaccia di utilizzo è stata sviluppata con le stesse modalità d’uso allo scopo di minimizzare la necessità di training per gli operatori.

Figura 2. Inserimento risultati da strumenti Gibitre.

Il programma viene fornito con un potente collettore di dati che permette anche di: - importare i risultati che sono archiviati in altri database di formato diverso (Figura 3) - importare i risultati prodotti con strumenti di tutte le marche dotati di uscita dati tramite porta seriale. In aggiunta, il software di Gibitre

permette di inserire manualmente i risultati relativi a prove che non producono dati di tipo digitale (per es. prove di abrasione, di compression set, di flessione, eccetera).

L’INTERFACCIAMENTO CON DATABASE AZIENDALE È un’altra possibilità offerta da DataGest 10 molto apprezzata dalle azien-

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speciale laboratorio

Figura 3. Inserimento risultati da altre strutture di dati.

de. L’allineamento dei dati tra il software aziendale e il programma per la raccolta dei dati permette, infatti, di: - evitare l’inserimento manuale di informazioni, che richiede dispendio di risorse umane e introduce possibilità di errore - evitare che tale inserimento debba essere ripetuto quando venga effettuata la prova dello stesso prodotto con più strumenti diversi

Figura 4. L’interfacciamento con database aziendale.

- utilizzare dispositivi per l’identificazione della prova, come lettori di codici a barre. L’importazione e l’aggiornamento tra i dati del programma gestionale aziendale e il programma DataGest 10 vengono effettuati in modo totalmente automatico. Ciò permette di allineare gli archivi dei clienti, dei prodotti e degli ordini di produzione attivi (Figura 4). Ad oggi sono attive importazioni dati da programmi gestionali di vari tipi (AS/400, SAP, Zucchetti, Excel, Access, eccetera). L’importazione dei dati viene effettuata utilizzando file di appoggio allo scopo di evitare qualunque accesso diretto ai dati aziendali. Quali i vantaggi prodotti dall’interfacciamento del database aziendale? L’allineamento dei dati permette di identificare in modo completo una prova condotta con uno strumento selezionando semplicemente il relativo numero d’ordine (a mano o tramite lettore di codici a barre). Tutte le altre informazioni (cliente, prodotto, numero di lotto, batch, eccetera) vengono automaticamente recuperate dal database, eliminando in tal modo la necessità di ogni inserimento manuale.

LA RICERCA E L’ANALISI DEI RISULTATI ARCHIVIATI Il software sviluppato da Gibitre Instruments è stato progettato per ottimizzare la ricerca e la selezione dei dati. A tal fine sono stati introdotti vari criteri di selezione dei dati (Figura 5): - menu a tendina con selezione a cascata - selezione tramite inserimento diretto nei campi di ricerca - filtro per riga o per colonna. Per agevolare la navigazione tra le varie pagine del programma (risultati, prodotti, procedure di prova, tolleranze, trattamenti, ordini, eccetera), si possono utilizzare agevolmente collegamenti ipertestuali appositamente creati.

LA REPORTISTICA Il programma Datagest 10 integra un sofisticato generatore di Report di Prova ottimizzato per la trasmissione ai clienti dei risultati delle prove effettuate.

Figura 5. I criteri di selezione dei dati. 22 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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Conferenza Tecnica

di tolleranza tramite l’analisi (media e dev. std) dei dati selezionati.

L’ESPORTAZIONE DATI Talvolta si presenta la necessità di elaborazioni dei dati più complesse. In questi casi, perché l’utente possa far fronte a esigenze di questo tipo, il DataGest 10 permette di esportare i risultati selezionati (dati e curve) per l’effettuazione di analisi approfondite mediante altri software di calcolo. L’esportazione può essere utilizzata una tantum o in modo sistematico tramite l’utilizzo di apposite tabelle di appoggio del database. L’esportazione dei risultati verso sistemi gestionali può essere utilizzata per abilitare l’avanzamento di produzione o la spedizione dei prodotti testati.

Figura 6. Il report multi strumento.

L’assistenza remota Servizi

Plus

L’ASSISTENZA REMOTA

Manutenzione database Aggiornamento programmi interfaccia Training Problem Solving (software e hardware) Preparazione metodi di prova personalizzati Assistenza continua Software standard commerciale

Sono disponibili diversi formati di Rapporti di Prova: - report relativo a una singola prova archiviata - report relativo a un gruppo di prove selezionate con sovrapposizione dei grafici - report relativo all’analisi statistica dei risultati selezionati. Particolarmente interessante è la possibilità di produrre il Report Multistrumento: una funzione utilissima che permette di raggruppare tutti i risultati relativi a un ordine di lavoro in un unico foglio. Foglio che può anche essere strutturato in maniera totalmente personalizzata in base alle necessità del cliente (Figura 6). Il formato di questo report può contenere, infatti: - il logo del cliente - i dati di identificazione di una specifica prova - i nomi delle procedure di prova adottate - i risultati ottenuti nelle prove effettuate

- i limiti di tolleranza - l’analisi statistica - il grafico delle curve di prova ottenute con uno degli strumenti utilizzati - la firma dell’operatore che ha prodotto il report. Il Report può essere prodotto in dodici lingue diverse per essere, poi, salvato in formato pdf, Microsoft Word o Excel o inviato direttamente al cliente via e-mail.

L’ANALISI STATISTICA Altra importante funzione del software di Gibitre è la possibilità di selezionare dati per analizzarli e verificarli allo scopo di sviluppare: - un’analisi statistica con calcoli di Max, Min, Media, Dev. Std, Cp, Cpk, Mediana - le carte di controllo Carta X e Carta R con raggruppamento dei dati per singolo batch, per lotto, per ordine, per data - un’analisi dei dati tramite una tabella pivot - un’elaborazione automatica dei limiti

A supporto del suo prodotto, Gibitre Instruments ha attivato da anni un servizio di assistenza remota (vedi la tabella a sinistra) che si avvale di un programma di connessione di provata affidabilità. Molteplici sono le possibilità di utilizzo che questo software di assistenza offre. Le principali: - manutenzione del database - aggiornamento dei programmi interfaccia - esigenze di training - problem solving (software e hardware) - preparazione di metodi di prova o report personalizzati.

LA DIFFUSIONE DEL PROGRAMMA I primi utilizzatori di DataGest 10 sono stati i produttori di mescole, per i quali il ricorso a questo software è stato imperativo, data la necessità di produrre e archiviare una mole enorme di dati e di automatizzare l’elaborazione di report verso i clienti. Attualmente le aziende di trasformazione della gomma che lo adottano per ottimizzare la rintracciabilità dei risultati dei controlli effettuati sono in continuo aumento. In Italia sono attive 25 installazioni del programma, e sono numerose anche quelle attive all’estero. 

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speciale laboratorio

Caratterizzare i materiali per migliorarne la qualità di Riccardo Oldani

L’analisi termica consente di studiare alcune proprietà fisiche degli elastomeri sottoponendoli a determinate condizioni di temperatura secondo un programma di riscaldamento controllato. Quattro sono le principali tecniche di analisi termica: TGA, DSC, TMA e DMA, che da sole o combinate tra loro permettono di tracciare una vera e propria carta d’identità della sostanza in esame. Alberto Fortunato di Mettler Toledo, in occasione della conferenza Innovazione e Ambiente, organizzata dalla nostra rivista e da Assogomma lo scorso 30 maggio, ha descritto le peculiarità di questi quattro tipi di indagine sui materiali

P

er le aziende del settore della gomma, la caratterizzazione dei materiali è un aspetto fondamentale dell’attività, perché consente di migliorare la qualità dei prodotti, controllando un ampio spettro di caratteristiche particolari ed esclusive degli elastomeri. Di questo tema ha parlato, in occasione della Conferenza Innovazione e Ambiente dello scorso 30 maggio a Milano, Alberto Fortunato di Mettler Toledo, azienda che produce una vasta gamma di apparecchiature da laboratorio. In particolare, l’intervento di Fortunato è stato incentrato sull’analisi termica, che raggruppa, secondo la definizione della ICTAC (International Confederation for Thermal Analysis and Calorimetry), un insieme di “tecniche di indagine sui materiali in cui una proprietà fisica di una sostanza viene misurata in funzione della temperatura, mentre la sostanza stessa è sottoposta a un programma di temperatura controllato”. Sottoposti a riscaldamento controllato con limiti di temperatura e velocità

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Alberto Fortunato di Mettler Toledo durante la conferenza Innovazione e Ambiente.

di riscaldamento definiti, i materiali, tra cui naturalmente anche gli elastomeri, subiscono diverse trasformazioni in sequenza. Nell’ordine: riscaldamento, transizione vetrosa, fusione, decompo-

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sizione termica o ossidativa a seconda del tipo di atmosfera a cui sono sottoposti. Tutti questi passaggi possono essere oggetto di studio e di analisi, attraverso tecniche diverse, per defini-


CONFERENZA TECNICA

le principali trasformazioni dei materiali sottoposti a riscaldamento

O2

Riscaldamento

Fusione

Ossidazione

capacità termica dilatazione modulo el.

punto di fusione

OIT stabilizzanti profilo di combustione

cristallinità rammollimento

purezza

bassa

Decomposizione temperatura contenuto cinetica

Temperatura

alta

re le esatte proprietà e contenuti dei polimeri. In particolare, gli elastomeri soggetti a riscaldamento vanno incontro a transizioni fisiche e subiscono reazioni chimiche di vario genere, tra cui la transizione vetrosa, la fusione e cristallizzazione, la vulcanizzazione. L’analisi termica condotta attraverso queste varie fasi consente di verificare la resistenza al freddo delle mescole, la loro composizione e individuare cariche, plastificanti, elastomeri di tipo diverso, di misurare la viscoelasticità, di studiare il rigonfiamento (swelling) in solventi e di verificare l’influenza della carica, il coefficiente di espansione lineare e la stabilità all’ossidazione.

Vari tipi di analisi quattro tipi di analisi termica

Analisi termica di elastomeri Effetto

TGA

DSC TMA DMA

Transizione vetrosa



Fusione, cristallizzazione









Analisi composizionale (cariche, plastificanti, differenti elastomeri)



Vulcanizzazione (intervallo di T, cinetiche, calore di reazione)



Viscoelasticità (modulo)



Rigonfiamento (swelling) in solventi Influenza della carica





 



Coefficiente di espansione lineare Stabilità all’ossidazione







 



La TGA (analisi termogravimetrica)

Analisi termogravimetrica (TGA)

Analisi termogravimetrica (TGA)

Una tipica curva TGA di un polimero mostra le seguenti fasi Una curva tipica della TGA di un polimero di perdita di peso seguenti solventi, step di riduzione di massa 1. mostra volatilii(umidità, monomeri) 2. decomposizione del polimero 1 volatili (umidità, solventi, monomeri) 3. 2cambio di atmosfera decomposizione del polimero 4. 3combustione del carbonio cambiamento di atmosfera black o fibredel di carbonio carbonio) 4 (carbon punto di combustione 5. (carbon residuiblack (ceneri, filler, fibre di vetro) o fibre di carbonio) 5 residui (ceneri, filler, fibre di vetro)

Mettler Toledo ha sviluppato una serie di strumentazioni in grado di svolgere diversi tipi di analisi termica, tra cui TGA (Analisi termogravimetrica), DSC (Differential scanning calorimetry, calorimetria differenziale a scansione), TMA (Analisi termomeccanica) e DMA (Dynamic mechanical analysis, analisi dinamico-meccanica). L’azienda ha testato l’efficacia di questi sistemi su una serie di elastomeri, tra cui EPDM, SBR, NBR ed EVA, in particolare utilizzando i seguenti strumenti: DSC 1 con sensore FRS5; TGA/DSC 1; TMA/ SDTA840e e 841e e DMA/SDTA861e. Fortunato ha presentato alcuni dati di queste analisi per mostrare l’impiego di tali tecnologie sugli elastomeri.

L’obiettivo della tecnica TGA è di misurare la massa di un campione mentre questo viene riscaldato (o raffreddato) in un’atmosfera nota. La curva definita dalla TGA per un polimero passa attraverso una serie di step successivi e tipici, che corrispondono alla riduzione della massa conseguente al riscaldamento. In particolare, la perdita di massa è dovuta dapprima all’emissione di composti volatili (umidità, solventi, monomeri), cui segue la decomposizione del polimero e poi, per effetto di un cambiamento dell’atmosfera forno della TGAi, che passa da azoto ad aria,

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ASTM E 1131 Analisi composizionale Risultati: speciale laboratorio

volatili 3,06% ASTM E 1131 polimero 62,89% Risultati:

Analisi composizionale carbon black 31,52% ceneri Analisi composizionale semplice

2,29% volatili 3,06% ASTM E 113162,89% polimero volatili phr31,52% carbon 4,8 black Risultati: ASTM E 1131 polimero 100,0 phr Risultati: ceneri 2,29% carbon3,06% black 50,1 phr volatili 3,06% volatili polimero 62,89% ceneri 4,8 3,6 phr phr62,89% volatili polimero carbon black 31,52% ceneri 2,29% polimero 100,0 phr carbon black 31,52% volatili 4,8 phr phr = per hundred rubber carbon2,29% black 100,0 50,1phrphr polimero ceneri carbon black phr 100 parti di gomm (parti di3,6 additivo per ceneri phr50,1 ceneri 3,6 phr volatili 4,8 phr phr = parts per hundred rubber polimero phr rubber E se il carbon black è un prodotto della pirolisi? (parti phrdi=componente per100,0 hundred per 100 parti di gomma) carbon black 50,1 phr100 parti di gomm (parti di additivo per ceneri ASTM3,6 D phr 6370

E se il carbon black è un prodotto della pirolisi?

Risultati:

phrpirolisi? = per hundred E se il carbon black è un prodotto della

E se il carbon black è un prodotto della pirolisi?

rubber (parti di additivo per 100 parti43%% di gomma contenuto di carbon black

ASTM D 6370 di cui prodotto da pirolisi Risultati:

10%

contenuto di carbon black 43%% 10%

ASTM D 6370 da pirolisi di cui prodotto Risultati: ASTM D 6370 Risultati:

• contenuto originario di carbon black 43% • carbon black prodotto da pirolisi 10%

contenuto di carbon black 43%% di cui prodotto da pirolisi 10%

Confronto tra diversi tipi di carbon black Confronto tra diversi tipi di carbon black

Risultati:

Confronto tra diversi tipi di carbon black Confronto tra diversi tipi di carbon black

maggiore reattività EPDM CON DIVERSI TIPI minore temperatura di combustione Risultati: DI CARBON BLACK (midpoint) Risultati:

maggiore reattività minore temperatura di combustione Risultati: (midpoint) maggiore reattività maggiore area superficiale

maggiore reattività minore temperatura di combustione (midpoint)

minore temperatura di combustione (midpoint)

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Calorimetria differenziale a scansione (DSC) La calorimetria differenziale a scansione (DSC) permette di determinare CONFERENZA TECNICA l’energia assorbita o rilasciata da un campione mentre questo viene riscaldato o raffreddato. TIPICA CURVA DSC (Calorimetria differenziale a scansione) Una tipica curva DSC

A typical curve of a semidi unDSC polimero semicristallino: 1. deflessione iniziale legata alla capacità crystalline polymer: termica del campione

curva DSC senza effetti calorimetrici 1 initial2. deflection proportional to the (linea di base) sample’s heat capacity 3.

transizione vetrosa della frazione amorfa 2 DSC4. curve with no thermal effect cristallizzazione fredda (baseline) 5. fusione della frazione cristallina 6. degradazione ossidativa in aria

3 glass transition of amorphous fraction calorimetria differenziale 4 cold La crystallization a scansione (DSC) permette

di determinare l’energia assorbita 5 melting of the crystalline fraction

o rilasciata da un campione mentre

questo viene riscaldato 6 oxidative degradation in air o raffreddato.

si verifica la combustione della parte organica ancora presente nell’elastomero (carbon black o fibre di carbonio) per lasciare infine residui inorganici, come ceneri, filler e fibre vetrose. L’accuratezza dello strumento utilizzato consente di determinare con maggiore precisione l’esatta composizione dell’elastomero esaminato. Un esempio molto chiaro riguarda l’analisi composizionale degli elastomeri attraverso la TGA e, tra gli aspetti illustrati da Fortunato, l’esatta determinazione del contenuto di carbon black. L’aumento progressivo della temperatura del campione solitamente dà luogo a una prima perdita di peso, da temperatura ambiente fino a circa 300°C, dovuta principalmente ai componenti volatili della mescola, e a una seconda più importante perdita di peso tra i 300 e i 550°C in cui ha luogo la pirolisi dell’elastomero. In questa fase generalmente si ha una produzione secondaria di carbon black in volumi trascurabili, che non inficia quindi la quantificazione successiva del contenuto originario di carbon black nel campione. Questa viene effettuata dopo il passaggio da un’atmosfera di azoto a un’atmosfera ossidativa di aria, e a partire da una temperatura di 600°C. La perdita di peso compresa tra 600 e 700°C corrisponde alla combustione del carbon black contenuto nell’elastomero, la cui quantità può quindi esser determinata in modo accurato.

Può però esserci il caso, in alcuni elastomeri, di una 11 produzione secondaria non trascurabile di carbon black durante la precedente fase di pirolisi , ad esempio nelle gomme cloropreniche, CR. Se ciò si verifica, il carbon black generato durante la pirolisi dell’elastomero si va a sommare a quello determinato nella fase di ossidazione del carbon black, falsandone la quantificazione iniziale. Questa problematica viene superata utilizzando un metodo che permetta di distinguere i due tipi di carbon black (quello derivante dalla pirolisi da quello originariamente inserito nell’elastomero). Tale metodo prevede dapprima la pirolisi del polimero in atmosfera inerte, un successivo raffreddamento del campione e il cambio ad atmosfera ossidante a basse temperature; ciò consente di distinguere facilmente la perdita di peso dovuta all’ossidazione del carbon black “da pirolisi” da quella dovuta al carbon black aggiunto come carica, sfruttando la diversa reattività dei due tipo di carboni.

La DSC (calorimetria differenziale a scansione) Un’importante tecnica complementare alla TGA nell’analisi degli elastomeri è la DSC, o calorimetria differenziale a scansione, che consente di determinare l’energia assorbita o rilasciata da un campione sottoposto ad un programma di temperatura controllato, in se-

guito alle transizioni chimico-fisiche a cui questo va incontro.Internal A ogniusage materiaonly le corrisponde una curva DSC caratteristica, che lo identifica in modo univoco e che mostra diversi fenomeni calorimetrici. La curva mostra un’andamento tipico, con una deflessione iniziale proporzionale alla capacità termica del campione, seguita dal raggiungimento della linea di base che rappresenta una zona in cui il campione non va incontro a transizioni calorimetriche. Partendo da temperature sufficientemente basse, è possibile identificare sulla curva DSC la transizione vetrosa, che rappresenta il punto in cui l’elastomero passa dal suo stato amorfo-rigido allo stato plastico-gommoso. Diversi elastomeri presentano temperature di transizione vetrosa differenti e caratteristiche della natura dell’elastomero. A seconda del tipo di materiale si potranno poi osservare diversi effetti, dalla cristallizzazione della fase amorfa alla fusione delle eventuali frazioni cristalline. A temperature ancora più alte il campione andrà poi incontro a decomposizione termica (pirolisi in ambiente inerte) o ossidativa (ossidazione esotermica in presenza di ossigeno). Tutti questi effetti sono spesso caratteristici del tipo di elastomero e ne forniscono quindi una caratterizzazione completa. Mettler Toledo ha sviluppato uno strumento da laboratorio modulare e molto compatto, per eseguire ana-

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Transizione vetrosa

speciale laboratorio

le gomme hanno differenti temperature di transizione vetrosa (Tg) temperature di Transizione vetrosa di diversi elastomeri

Le gomme hanno differenti temperature di transizione vetrosa (Tg)

Polymer

Vulcanizzazione

Tg (In °C)

cp (In J/gK)

Silicone rubber

123

0.32

NR

62

0.46

EPDM

53

0.43

CR

37

0.33

E-SBR

50

0.54

NBR

32

0.50

L-SBR

20

0.45

16

Internal usage only

Vulcanizzazione di differenti elastomeri Vulcanizzazione di differenti elastomeri

Reazione di vulcanizzazione di Silicone (rosso) e NBR (nero)

lisi DSC con eccezinoali prestazioni e semplicità di utilizzo. Il DSC1 di Mettler Toledo è infatti in grado di analizzare campioni da -150°C a 700°C in un’unica scansione di riscaldamento. Grazie alla sua modularità può inoltre essere equipaggiato con diversi accessori (campionatore automatico, diversi sistemi di raffreddamento, cambio automatico dei gas, apertura automatica del 28 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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forno, ecc.); tali accessori possono anche essere implementati in un secondo momento dando la possibilità all’utilizzatore di configurare il sistema in base alle proprie esigenze presenti e future.. Nel settore degli elastomeri la tecnica DSC consente per esempio di individuare con precisione il tipo di materiale in esame: ciò è possibile in virtù delle diverse transizioni e temperature

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Internal usage only

di transizione (ad esempio di transizione vetrosa) dei diversi materiali. Non solo. Valutando il fenomeno della transizione vetrosa è anche possibile verificare se un campione sia composto da diversi tipi di elastomeri e quanto questi siano omogenei tra loro. Per esempio, un blend SBR/NR che mostri due temperature di transizione vetrosa diverse (-55,8°C per la gom-


TMA/SDTA CONFERENZA TECNICA

ma naturale NR, -44,1°C per l’SBR) indica due fasi polimeriche distinte e una conseguente incompatibilità dei due “ingredienti” della mescola. Un’altra interessantissima applicazione della tecnica DSC agli elastomeri è relativa all’analisi del processo di vulcanizzazione. Tale processo è infatti un fenomeno esotermico ben visibile a partire da circa 150°C tramite DSC, che viene infatti spesso utilizzata per controllare ed ottimizzare il processo di vulcanizzazione nonché per valutare il grado di vulcanizzazione di un elastomero e per studiare l’effetto di additivi come agenti vulcanizzanti, acceleranti o altro su tale processo.

La TMA (analisi termomeccanica) Un altro tipo di analisi utile alla ca0.01 n ratterizzazione degli elastomeri è l’analisi termomeccanica, TMA, nella quale vengono misurate le variazioni dimensionali di un campione di un determinato materiale sottoposto a un programma di temperatura controllato. In una tipica curva TMA di un elastomero si possono identificare quattro fasi principali: espansione del materiale prima della sua transizione vetrosa, variazione di pendenza della curva in corrispondenza della sua temperatura di transizione vetrosa, espansione del materiale nel suo stato gommoso e infine la deformazione plastica del campione a cui corrisponde una repentina perdita delle sue caratteristiche dimensionali (curva discendente). Lo strumento è in grado di misurare la dimensione iniziale del campione in modo molto accurato e di applicare eventualmente una forza al campione stesso. Un sensore dedicato è poi in grado di misurare variazioni dimensionali del campione dell’ordine dei nanometri. Mettler Toledo ha sviluppato una famiglia di strumenti dedicati all’analisi termomeccanica, TMA/SDTA 840 e TMA/ SDTA841, che si distinguono per l’intervallo di temperatura raggiungibile: da temperatura ambiente a 1.100°C nel primo e da -150°C a 600°C nel secondo modello.

L’Analisi termomeccanica (TMA) misura le variazioni dimensionali di un campione mentre questo viene riscaldato o raffreddato in una atmosfera definita. tipica curva TMA (analisi termomeccanica) Una tipica curva TMA di polimero A un typical TMA curve of a polymer under a small sample load: sottoposto a un piccolo carico: 1 expansion below glass transition 1. espansione prima della vetrosa 2 transizione glass transition temperature 2. temperatura di (change of slope) transizione vetrosa di above pendenza 3 (cambio expansion glass transition della curva) 3. espansione dopo la 4 plastic deformation transizione vetrosa 4. deformazione plastica

L’Analisi termomeccanica (TMA) misura le variazioni dimensionali di un campione mentre questo viene riscaldato o raffreddato in una atmosfera definita. 19 Step

-4.06 % -58.82 u m

Creep-Recovery Creep-Recovery Cr eep of differ ently v ulc aniz ed SB Rs %

0.01 n

1n

10.04.2007 19:52:41 0.01 n

100

98

Sbr1 (3.2x3.0x1.49)

1.0 MPa

Sbr2 (3.0x2.8x1.48)

1.7 MPa

Sbr3 (3.1x2.9x1.46)

2.3 MPa

Sbr4 (3.2x3.0x1.45)

2.6 MPa

96

94

92

90

10^1

10^2

DE M O Vers ion

min

STA Re S W 9.10 T 8

Una classica applicazione della tecnica TMA è il cosiddetto “creep-recovery”: in questo caso un campione viene dapprima sottoposto ad un carico minimo (es. 0,01N) a temperatura costante. Si applica poi allo stesso campione una forza maggiore (es. 1N) per un determinato periodo di tempo e alla fine si ritorna alle condizioni inziali di forza (0,01N). In questo modo è possibile valutare il comportamento e la percentuale di deformazione del campione quando viene sottoposto ad una forza maggiore (ad esempio quando viene compresso) e il suo comportamento di “recovery”, cioè la sua capacità di ritornare alle condizioni iniziali una volta rilasciato il carico.

22

Internal usage only Per uno stesso elastomero si osservano curve TMA di “creep-recovery” diverse in base al tipo di vulcanizzazione a cui è stato sottoposto (vedi figura qui sopra). Tale analisi è in grado di distinguere anche minime differenze di prestazioni per diversi gradi di vulcanizzazione dello stesso elastomero, consentendo al produttore di ottimizzare il processo produttivo in base all’applicazione prevista del proprio compound.

La DMA (Analisi dinamico-meccanica) L’intervento di Alberto Fortunato si è concluso poi con la presentazione della tecnica DMA, analisi dinamicomeccanica, in grado di valutare le pro-

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Internal usage only


DMA/SDTA speciale laboratorio L’Analisi Dinamico-Meccanica (DMA) misura le proprietà meccaniche di materiali viscoelastici in funzione di tempo, temperatura e frequenza mentre i materiali vengono deformati con un carico periodico (oscillante).

prietà viscoelastiche dei materiali elastomerici in funzione di tempo, temperatura e frequenza, mentre i mateUna tipica curva A typical curve of a shockriali vengono deformati con una forza DMA di un DMA polimero cooled semi-crystalline polymer semicristallino: periodica (cioè oscillante) di natura sithe following events: 1. shows rilassamento nusoidale. Questo tipo di analisi consecondario relaxation sente di caratterizzare in modo com2. 1 secondary transizione vetrosa 3. cristallizzazione pleto gli elastomeri determinando per 2 glass transition fredda esempio la transizione vetrosa e altri 4. ricristallizzazione 3 cold crystallization effetti termici come cristallizzazioni, 5. fusione fusioni, vulcanizzazioni, rilassamenrapporto G”/G’, tan δ, 4Il recrystallization descrive il comportamento ti e comportamenti viscosi. Permette di smorzamento. Il fattore 5 melting di perdita è indipendente inoltre di valutare la relazione tra fredal fattore geometrico. quenza di sollecitazione e transizioThe ratio G”/G’, tan δ, describes the damping behavior. The loss factor ne vetrosa, l’influenza delle cariche, i is independent of the geometry factor. gradi di vulcanizzazione, il comportaL’Analisi Dinamico-Meccanica (DMA) misura le proprietà viscoelastiche Internal usage only 23 dei materiali in funzione di tempo, temperatura e frequenza mentre i materiali mento di damping (smorzamento) e vengono sottoposti a un carico dinamico (oscillante). di costruire la mastercurve (comportamento viscoelastico in funzione delFrequency / Temperature Sweep Transizione vetrosa la frequenza). Per questo tipo di anaTRANSIZIONE VETROSA lisi Mettler Toledo ha a disposizione due strumenti, la DMA/SDTA861 e la NBR 24.4% nuova DMA1, con soluzioni tecnoloCR 24.4% giche che consentono di applicare al Filler 33.7% campione forze periodiche (da 0,001N a 40N) e frequenze (da 0,001Hz a 1000Hz) con la massima precisione. NBR 24.4% CR 24.4% Lo strumento DMA permette di anaFiller 33.7% lizzare il campione in diverse modaliδ tà di deformazione a seconda del tipo di materiale e di applicazione pratica; è possibile analizzare il campione in tensione, compressione, shear (sforzo di taglio) o flessione. La DMA è la tecnica più sensibiQuesto materiale presenta un elevato valore di tan δ intorno T ambiente (a 1.000 Hz) le nel determinare la transizione vequesto materiale presenta un elevato tan d intorno T ambiente trosa, anche in quegli elastomeri con Internal usage only Effetto della frequenza27 alto contenuto di filler in cui questa EFFETTO DELLA FREQUENZA si manifesta in maniera relativamente debole. La transizione vetrosa può NR 25.5% essere descritta come un movimenSBR 7.2% to cooperativo delle molecole all’inFiller 53.3% terno di un polimero e dipende dalla frequenza a cui tale polimero viene sottoposto; può essere studiata sotNR 25.5% SBR 7.2% toponendo il materiale a una scanFiller 53.3% sione DMA misurata a frequenze diverse. Un esempio portato da Fortunato (vedi figura a sinistra al centro) riguarda l’analisi condotta in shear su un campione di elastomero NBR/ CR a quattro diverse frequenze, 1, 10, 100 e 1.000 Hz, in cui le curve che La DMA può misurare il comportamento meccanico in un ampio intervallo la DMA può misurare ildi comportamento meccanico in un ampio frequenza in una singola misura mostrano la temperatura di transizio-

analisi dinamico-meccanica (DMA)

intervallo di frequenze in una singola misura. 28

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Internal usage only


CONFERENZA TECNICA

Mastercurves

Time-Temperature Superpositioning

MASTERCURVE

La mastercurve permette di determinare il comportamento meccanico la mastercurve il comportamento in unpermette intervallo di di determinare frequenza molto ampio meccanico in un intervallo di frequenze molto ampio

ne vetrosa nel modulo di shear conservativo (G’) e nel modulo di shear dissipativo (G”) e quella del fattore di perdita (tan ∂) mostrano in modo chiaro 4 diversi comportamenti dell’elastomero a seconda della fre-

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Internal usage only

quenza utilizzata: la transizione vetrosa dell’elastomero si sposta verso temperature più elevate all’aumentare della frequenza. Quando si comunica la temperatura di transizione vetrosa di un de-

terminato materiale è quindi importante specificare anche la frequenza a cui questa è stata misurata e questo tipo di analisi consente di farlo con estrema precisione. La DMA consente inoltre di valutare il comportamento meccanico di un elastomero in un ampio intervallo di frequenze e con una singola analisi (vedi figura in basso nella pagina a fianco). Infine la DMA consente di costruire dettagliate “mastercurves” per ogni elastomero, che ne mostrino con precisione il comportamento meccanico a una temperatura definita e in un intervallo di frequenze estremamente ampio. L’esempio portato da Fortunato, in questo caso (figura a fianco), riguarda la mastercurve di un SBR alla temperatura di -10°C; curve di questo tipo sono di fondamentale importanza per prevedere il comportamento dei materiali a lungo termine e nelle reali condizioni di utilizzo. 


SPECIALE LABORATORIO

Nuovi durometri da Affri A

ffri annuncia una serie di nuovi durometri. La macchina per controllo delle durezze con metodo IRHD, per materie plastiche e gomma, esegue test in conformità con le norme internazionali ISO-ASTM, gestendo elettronicamente le forze di misura grazie alla cella di carico incorporata. L’avvicinamento della testa di misura verso il pezzo avviene con sistema automatico brevettato, così come automatica è anche la ricerca della superficie da esaminare, con auto contatto e autobloccaggio del campione. La durezza in scala IRHD è visualizzata su display digitale, mentre tutte le funzioni sono governate con microprocessore e monitor con tastiera, che consente di azionare il menu di gestione delle prove. Tra le funzioni figurano l’impostazione di forze e tempi di carico, la velocità, i parametri relativi alle tolleranze per eseguire statistiche successive, la creazione di grafici e la lista delle prove eseguite, l’uscita dei dati. L’altezza massima di prova è 200 mm, lo sbraccio utile 190 mm, il campo di misura da 10 a 100 IRHD, la risoluzione 0,1 unità e la precisione compresa tra +/- 0,2 unità. A questa novità si aggiungono quelle dei durometri portatili modelli Shore analogici e digitale. Per quanto riguarda gli analogici sono di impiego universale, con puntale o sfere in carburo di tungsteno, scala di misura da 0 a 100 unità Shore con precisione secondo le norme internazionali ISO, ASTM, DIN, JIS per gomma, plastica, spugne e altro. Versioni a scelta per prove A – B – C D – 0 – 00 – 000 – E – M. Queste caratteristiche sono proprie anche del durometro portatile Shore digitale, elettronico e multisonde, completo di software per la memorizzazione statistica dei valori e con la possibilità di collegare fino a sei sonde all’unità digitale, che procedo all’autoriconoscimento automatico della sonda inserita. 

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SPECIALE LABORATORIO

Belotti distribuisce l’absortometro C di Brabender

B

elotti Strumenti distribuisce in Italia i prodotti Brabender, azienda tra i leader nella produzione di strumentazioni per prove sulle proprietà fisiche e reologiche dei polimeri. Tra queste anche l’absortometro C, tipicamente impiegato nell’industria della gomma, che consente ai laboratori di determinare in modo preciso e riproducibile l’indice di assorbimento di olio, un dato di estrema importanza ai fini della caratterizzazione delle proprietà fisiche del carbon black. Lo strumento effettua prove secondo le normative ASTM D 2414: Standard Test Method for Carbon Black - Oil Absorption Number (OAN) compresi i punti B e C; e ASTM D 3493: Standard Test Method for Carbon Black - Oil Absorption Number of Compressed Sample (COAN). Tramite una procedura specifica si ottiene l’indice di assorbimento di olio di un dato carbon black; questo valore riveste particolare importanza nell’ambito dei processi e delle proprietà di vulcanizzazione dei compound preparati con i campioni analizzati. Dopo aver caricato il campione, tramite una buretta graduata e a intervalli regolari, si immette l’olio all’interno della camera di miscelazione; la misura del massimo momento torcente permette di determinare l’indice di assorbimento olio. I risultati sono estremamente affidabili e riproducibili. Il software di interfaccia ha una grafica intuitiva e permette di visualizzare i risultati sia sotto forma di dati che di grafico (curva di campionamento). Tra le caratteristiche principali dello strumento spiccano il software di acquisizione dati a 32 bit, compatibile con sistema operativo Windows 98, ME, XP e 2000; buretta ad alta precisione; misurazione precisa del momento torcente; mixer intercambiabili. 

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SPECIALE LABORATORIO

DGTS e i nuovi dinamometri di Ametek A

metek Test & Calibration Instruments ha aggiunto alla sua linea Chatillon, di sistemi avanzati per i test sui materiali, i dinamometri CS225 e CS1100, distribuiti in Italia dalla Dgts di Veduggio con Colzano (MB). Entrambe le macchine sono a una sola colonna e adottano la più avanzata tecnologia in fatto di guide lineari, cuscinetti a sfere precaricati e sistema di compensazione, per assicurare il più alto livello di precisione nella misura degli spostamenti. La novità è un robusto pannello touch screen (8,9”, IP65, protetto contro lo sporco e resistente a sversamenti e schizzi d’acqua), affidabile e facile da usare, progettato specificatamente per l’utilizzo in ambienti industriali da parte di utilizzatori che possano operare su due diversi livelli di accesso (“amministratore” e “operatore”) protetti da password. La facilità d’uso lo rende la perfetta interfaccia per utilizzatori non esperti: molto intuitivamente, con pochi tocchi, si possono realizzare prove di trazione, compressione, scorrimento e flessione o prove a passi multipli conformi a standard ISO/ASTM o, ancora, selezionare una prova e generare rapporti (in formato pdf o csv). Il CS225 ha portata massima 225 libbre/1.000 N, il CS1100 1.124 libbre/5.000 N. Entrambi i durometri hanno un’ampia zona di lavoro e possono essere completati con un’ampia varietà di morsetti, accessori ed estensimetri. La serie CS è adatta per applicazioni industriali nei settori della plastica, gomma, dispositivi medici, automotive, elettronico, tessile e farmaceutico. 

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Il nuovo Rheovulkanometer RCR II di Göttfert È

distribuito in Italia da FKV di Torre Boldone (Bergamo) il nuovo reometro capillare per gomma, o Rheovulkanometer, del marchio tedesco Göttfert. Identificato con la sigla RCR II, questo strumento, unico nel suo genere, è un reometro capillare per simulare sia processi di estrusione che di stampaggio. Il campione di gomma fustellato viene introdotto nella camera e viene messo in compressione dal pistone. Dopo un tempo prefissato di riscaldamento viene applicata una pressione costante e il materiale viene estruso attraverso il capil lare da 2 mm di diametro. Lo strumento misura il volume estruso nel tempo. In alternativa è possibile estrudere il materiale direttamente in uno stampo per verificare il riempimento dello stesso e la vulcanizzazione . Questo stampo, chiamato Spider, fornisce anche utili informazioni sulla congiunzione dei vari rami della “ragnatela”. Questo tipo di analisi mette in evidenza differenze di comportamento che non sono percepibili con i reometri classici a camera oscillante come mostrano i grafici. Il Rheovulkameter può lavorare sia a pressione costante, con una maggiore differenziazione delle curve, sia a velocità costante con una simulazione del processo di estrusione. Questa unità con un capillare speciale può lavorare anche con materiali termoindurenti. 

Grafico 1

Grafico 2

Misure a confronto di campioni di gomma realizzate con reometro tradizionale (a sinistra) e con il Rheovulkameter RCR II di Göttfert (a destra).

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Estensometro automatico di Instron T

razioni su gomma ed elastomeri, in accordo alle normative ASTM D412 e ISO 37, coprono una vasta gamma di materiali, inclusi i termoindurenti (vulcanizzati) e gli elastomeri termoplastici, con provini sia stampati che fustellati. Le proprietà che vengono solitamente rilevate, durante una prova di trazione, sono: resistenza alla trazione, allungamento a rottura, sforzo ad un dato allungamento, allungamento a un dato sforzo, sforzo allo snervamento e allungamento allo snervamento. La misurazione dello sforzo e dell’allungamento allo snervamento si applicano solo ad alcune gomme termoplastiche e per certe mescole speciali. A causa dell’estensibilità tipica delle gomme e degli elastomeri, è necessario impiegare un estensometro per misurare con precisione l’allungamento o lo stiramento del materiale, all’applicazione un carico. Fino ad oggi, sono stati usati estensometri “long-travel”, manuali e a contatto, per le prove su questi materiali. Un estensometro automatico, come l’AutoX750 di Instron , offre una corsa di ben 750 mm e molti altri vantaggi, rispetto ai tradizionali estensometri manuali. Tali vantaggi includono una maggiore produttività operativa (numero di campioni verificati per ora) e una maggiore ripetibilità dei risultati, grazie all’eliminazione dell’operazione manuale di aggancio al campione. La forza di serraggio dei bracci dell’AutoX750 può essere regolata, offrendo la possibilità di operare anche su campioni fragili e sottili, come il lattice, senza creare inneschi di rottura nei punti di contatto. L’AutoX750 ha inoltre un sistema di guida lineare praticamente privo di attrito, che impedisce ogni possibile influenza dei bracci dell’estensometro nei risultati di prova. L’AutoX750 può essere utilizzato su sistemi manuali, così come su macchine di prova completamente automatizzate che utilizzino un sistema robotizzato di manipolazione del campione. 

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Il nuovo Netzsch Polyma per analisi DMA U

no strumento di facile uso che garantisca risultati rapidi e riproducibili è fondamentale nelle applicazioni industriali. Con questo obiettivo Netzsch ha sviluppato e ora distribuisce il nuovo DSC 214 Polyma, uno strumento robusto e accurato ottimizzato con soluzioni all’avanguardia per lo studio dei polimeri. Il nucleo del DSC 214 Polyma è la combinazione tra la fornace Arena, molto compatta, l’innovativo sensore Corona, brevettato e i crogioli Concavus, unici nel loro genere. Il software del DSC 214 Polyma definisce un nuovo standard nell’analisi dei risultati. La funzione AutoEvaluation individua i segnali DSC rilevanti, mentre la funzioneIdentify riconosce istantaneamente gli elastomeri incogniti, valutando la temperatura di transizione vetrosa. La DSC è indispensabile per determinare l’intervallo di temperatura applicativa delle gomme, limitato in genere dalla temperatura di transizione vetrosa (temperatura di infragilimento). Plastificanti, additivi o effetti di post-vulcanizzazione possono condizionare sensibilmente questo valore. Il grafico sotto riporta l’analisi di una gomma stirene-butadiene (SBR), tra -100°C e 220°C. Il segnale endotermico (-47°C, punto di flesso) in entrambe le curve di riscaldamento è associato alla transizione vetrosa. Tra 0°C e 70°C sono visibili dei segnali endotermici, dovuti alla fusione di additivi (es. cere o altri agenti distaccanti). Il picco esotermico a 169°C, presente nel primo riscaldamento (in blu) è dovuto alla post-vulcanizzazione dell’elastomero. Nel secondo riscaldamento (in rosso), l’assenza di questo picco conferma la totale reticolazione. La temperatura di transizione vetrosa rimane costante. 

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SPECIALE LABORATORIO

Urai annuncia i nuovi viscosimetri e reometri Brookfield U

rai annuncia la nuova serie di viscosimetri DV2T e reometri DV3T, con interfaccia touchscreen, della propria rappresentata Brookfield Engineering Company. Tra le innovazioni, spicca la possibilità di utilizzo delle funzionalità statistiche e di reporting avanzate degli strumenti, senza che sia richiesto il collegamento permanente al pc, grazie all’implementazione dei supporti di memorizzazione Usb per la programmazione e per il trasferimento dei dati. Il viscosimetro DV2T è dotato di uno schermo da 5”, in grado di guidare l’utente, in modo facile e veloce, nella preparazione e nell’esecuzione delle misure. Lo strumento offre inoltre nuove possibilità di programmazione e di analisi dei risultati, includendo il calcolo della media e l’impostazione di limiti di accettabilità, con relativi allarmi di soglia, per una efficiente applicazione in ambito controllo qualità. Un apposito campo note può essere impiegato per meglio guidare l’operatore direttamente a livello dello strumento, in ottemperanza alle specifiche procedure operative. Il software PG Flash, di serie, consente la preparazione di procedure di misura ripetitive a pc e poi di caricarle nella memoria del viscosimetro mediante una Usb Flash Drive. I dati ottenuti possono essere memorizzati direttamente nella memoria interna del viscosimetro, inviati a pc mediante la stessa memoria Flash, oppure possono essere inviati a una stampante dedicata direttamente collegata al viscosimetro mediante collegamento USB. Il nuovo reometro DV3T offre le stesse caratteristiche del DV2, ma con ulteriori vantaggi: schermo da 7”, controllo della temperatura di eventuali bagni trmostatici o termoregolatori Brookfield, visualizzazione e analisi grafica dei dati e determinazione del limite di scorrimento.

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Rimane invariata la possibilità di effettuare semplici misure di routine e ciò rende questo strumento ideale sia per impieghi in ambito di controllo qualità sia per R&D. Entrambi gli strumenti, DV2T e DV3T, sono interfacciabili a pc mediante il software opzionale RheocalcT, che consente la preparazione di programmi per l’acquisizione dati e la loro visualizzazione in forma tabulare o grafica (fino a 5 set di dati sovrapponibili), il calcolo della media e l’analisi secondo modelli matematici quali Bingham, Casson, Casson MCA/CMA, Legge di Potenza, Herschel-Bulkley. Questa nuova release è pienamente rispondente alle prescrizioni della normativa 21 CFR Part 11. Per entrambi i modelli DV2T e DV3T sono infine disponibili le versioni Extra, con software RheocalcT di serie, stativo ad azionamento rapido, innesto rapido a baionetta delle giranti e una meccanica interna dedicata a un utilizzo intenso, come avviene per il controllo qualità. 


Compression presses for rubber

Italian company, manufacturer of compression presses for rubber products Azienda italiana produttrice di presse a compressione per prodotti in gomma

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CERTECH S.P.A. con socio unico Via Don Pasquino Borghi 8/10 - 42013 S. Antonino di Casalgrande (RE) Italy - Tel. + 39 0536 824294 Fax +39 0536 824710 www.certech.it - info@certech.it


DALLE IMPRESE – TORCHIANI

La gomma per rinnovare il business di Giovanni Invernizzi

Torchiani, azienda bresciana che ha fatto della chimica la propria ragione di vita, compie 85 anni. Una realtà consolidata per effetto di un attento programma di espansione che, tre anni fa, le ha consentito di affacciarsi al mondo della gomma. Con prodotti e servizi in continuo sviluppo

N

el 2010 la Torchiani è entrata nel mercato della gomma con la definitiva acquisizione della Baslini Trade, società ben conosciuta in ambito nazionale grazie alla pluriennale attività, come Baslini Spa prima del 2006, nella distribuzione di polimeri e additivi. La Torchiani ha integrato nella propria struttura organizzativa di Brescia (sede degli uffici e dei magazzini) l’esperienza della società acquisita, con l’assunzione del precedente personale addetto alle mansioni essenziali per la vita del nuovo business. Si è così mantenuta la continuità nei compartimenti degli acquisti, della gestione del magazzino, del customer service e delle vendite. In questo modo la transizione dalla gestione precedente all’attuale si è realizzata senza difficoltà da parte dei clienti del mercato, che hanno potuto colloquiare con le stesse persone con cui erano già in contatto.

La presenza nella gomma La base di partenza per l’attività nel settore gomma era ed è ancora costituita dall’offerta di polimeri, soprattutto SBR (dry e olioestesa) e IR, oli di processo (produzione nazionale) e additivi di varie tipo40 |

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L’ingresso della Torchiani, dove spicca un messaggio che ricorda l’impegno ambientale dell’azienda.

logie (produzione nazionale ed estera). Vengono proposti neri di carbonio e cariche bianche, cere e derivati dello zinco, acceleranti e antiossidanti, perossidi e coagenti di reticolazione, silani e plastificanti. Tutti i prodotti sono in sintonia con le specifiche normative del settore chimico (Reach).

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«Anche in un mercato tradizionale come quello della gomma non ci si può tuttavia fermare sulle posizioni raggiunte – osserva Pierluigi Veneri, direttore generale della Torchiani – e questo è il motivo per cui la nostra società è alla continua ricerca di nuovi e affidabili produttori di materie prime, sia tramite contatti personali


DALLE IMPRESE – TORCHIANI

Innovazione e tradizione per capire il mercato Abbiamo rivolto a Sandro Torchiani, presidente e amministratore delegato dell’azienda, qualche domanda sui traguardi raggiunti dal gruppo e sull’impegno nel settore della gomma. Non sono molte le aziende italiane che possono vantare 85 anni di attività. Che significato ha per voi questa longevità? «Raggiungere il traguardo degli 85 anni di attività è sempre motivo di soddisfazione, soprattutto in un settore impegnativo come quello della chimica, così strettamente connesso a necessità fondamentali per l’industria, all’agroalimentare e alla vita quotidiana delle persone. La lunga esperienza deve comunque sempre integrarsi con la capacità di rinnovarsi, recependo le aspettative del mercato, e di porre una sempre maggiore attenzione all’ambiente e allo sviluppo di una chimica ecosostenibile». Cosa vuol dire per voi rinnovarvi per essere sempre protagonisti del mercato? «L’azienda si sta dimostrando l’anello di congiunzione fra l’industria chimica che produce e il mercato che utilizza. Questo ruolo si concretizza facendo propri gli sviluppi della ricerca e selezionando le migliori soluzioni a livello internazionale, grazie anche a un dialogo diretto e collaborativo con i principali gruppi industriali della chimica mondiale». Come si è concretizzato il vostro ingresso nel mondo della gomma? «Guidata ormai dalla terza generazione, negli anni recenti l’azienda ha attuato un processo di sviluppo con mirate acquisizioni, tra cui quella di Baslini Trade nel 2010, entrando in tal modo nel settore della gomma in precedenza sconosciuto. Da allora abbiamo fatto tanta strada e oggi siamo riconosciuti come partner affidabile dagli utilizzatori del settore, a cui offriamo valori aggiunti di servizi e sviluppi, oltre alla qualità dei prodotti proposti». Sandro Torchiani, presidente, ed Elisa Torchiani, amministratore delegato dell’azienda. Sotto, la palazzina uffici e il magazzino.

che visitando fiere di settore in Italia e all’estero». In particolare la Torchiani ha recentemente concretizzato la distribuzione del plastificante DOTP, bis(2-etilesil)-1,4-benzendicarbossilato, che si sta rivelando un valido sostituto dei plastificanti a base di ftalati anche nella gomma, dopo essersi già affermato nel mercato del PVC. Un altro interessante progetto riguarda la distribuzione di una nuova famiglia di silici precipitate, alla cui messa a punto la Torchiani sta partecipando da tempo e sulla quale si stanno conducendo le opportune valutazioni di laboratorio e le prove industriali necessarie per garantire ai clienti la fornitura di un prodotto di qualità.

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DALLE IMPRESE – TORCHIANI

85 anni di storia 1928 Renzo Torchiani fonda a Brescia l’azienda, producendo prodotti detergenti, tra cui la lisciva. Nei decenni seguenti si amplia la gamma con la rivendita di prodotti chimici per l’industria e l’agricoltura. 1989 acquisizione della CIA, prodotti chimici di base. 1999 trasferimento, sempre in Brescia, dalla vecchia sede di via Milano alla nuova sede di via Cacciamali. 2010 acquisizione della Baslini Trade. 2011 acquisizione della Ghianda Prodotti Chimici (materie prime per intermedi farmaceutici). Un’altra veduta della sede dell’azienda, a destra e, sotto, i silos di stoccaggio delle materie prime utilizzate.

Servizi e sviluppi La Torchiani investe molte risorse nella gestione efficiente degli ordini e dei relativi tempi di risposta. Grazie ai sistemi informatici in continuo aggiornamento e alla pre42 |

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parazione tecnica del suo staff, la società è in grado di soddisfare ordini per grandi e piccole quantità di merce, rispettando le tempistiche e le modalità richieste dai clienti. «La sfida strategica – dice Pierluigi

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Veneri – sta nel continuare a servire al meglio i nostri clienti, che ci conoscono, e nello stesso tempo ampliare le quote di mercato, farci conoscere meglio tramite un’azione coordinata e settoriale. Dobbiamo essere ancora più competitivi, saper ”fare prezzo”, e nel contempo esaltare il valore aggiunto del servizio, che è ciò che in questo momento critico dei mercati può fare la differenza». La Torchiani dispone di numerosi silos di stoccaggio per i prodotti liquidi, che permettono di fornire le materie prime richieste in imballi che vanno dal piccolo fusto alla cisterna IBC fino all’autobotte, e dispone di un parco veicoli di proprietà, che garantiscono un servizio capillare e puntuale sul territorio. L’impegno di allargare la gamma di offerta e di migliorare continuamente l’efficienza logistica viene oggi realizzato con un nuovo progetto di ampliamento della sede di Brescia, che consentirà di disporre di altri 5.000 metri quadrati di magazzini coperti. A tutto questo si aggiunge l’attento rispetto di tutte le normative inerenti la qualità, la sicurezza e la tutela dell’ambiente. La corretta gestione dei prodotti chimici è attestata dalle certificazioni UNI EN ISO 9001/2008 e 14001/2004 Certiquality, CISQ e IQNet. 


DALLE AZIENDE – UTP VISION

Due novità contro i difetti di Giovanni Invernizzi

Presentate al K2013, Kalix e SqueezeX sono le due nuove macchine a visione artificiale sviluppate da Utp Vision per la ricerca di difetti in pezzi in gomma di piccole dimensioni e negli o-ring. Adottano soluzioni innovative e una nuova versione di software con nuove caratteristiche per rendere sempre più automatizzate le operazioni di controllo

A

ll’ultima edizione del K di Dusseldorf, Utp Vision, azienda che opera nel campo della visione artificiale, con applicazioni specifiche per il controllo della gomma e delle tenute, ha presentato una serie di novità sia nel campo delle misurazioni dimensionali sia per i difetti superficiali degli articoli in gomma. Una nuova versione della Kalix (macchina per misurazioni dimensionali) sarà corredata di due diverse ottiche e permetterà una maggiore flessibilità nelle misurazioni di pezzi sia di piccole sia di grandi dimensioni. Infatti il sistema garantirà in contemporanea una accuratezza di misura di ±5μ fino a 30 mm di campo inquadrato e di ±12μ fino a 155 mm di campo inquadrato. La minima dimensione misurabile della nuova Kalix Dual Mag sarà di 0,6 mm di diametro e di 0,3 mm di fascia. La dimensione massima invece sarà di 155 mm di diametro esterno.

Alla ricerca del difetto Nel campo dei difetti superficiali è stata presentata la SqueezeX, una macchina automatica per il controllo di o-

La sede di Utp Vision ad Albano Sant’Alessandro (Bergamo).

ring e di altri articoli per la detezione dei tagli occlusi. Nella produzione degli articoli in gomma succede che si creino dei tagli superficiali localizzati prevalentemente nella zona di chiusura stampo

che non sono visibili con i classici sistemi di visione no-contact. SqueezeX risolve il problema di controllare queste difettosità deformando il pezzo durante l’acquisizione delle immagini e il software ela-

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DALLE AZIENDE – UTP VISION

Le macchine di ultima generazione di Utp Vision sono equipaggiate con il nuovo Software 2.0, ricco di nuove funzionalità, presentato al k2013 di Düsseldorf.

vi che sono installati sulle machine dal 2005. La nuova versione introduce delle funzionalità uniche in questo campo e rende le macchine molto più flessibili e facili nella programmazione ed uso anche con articoli complessi.

Nuove funzionalità

Una veduta del reparto produttivo dell’azienda.

bora in tempo reale la gravità del difetto separando successivamente i pezzi conformi da quelli di scarto. Questa macchina è flessibile e può essere integrate con altri sensori dimensionali e superficiali. 44 |

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Contemporaneamente è stata introdotta una nuova versione del software per le machine automatiche di controllo. Il nuovo software 2.0 sostituisce il vecchio 1.0 e gli aggiornamenti successi-

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Oltre alla nuova interfaccia grafica alcune funzione sono descritte di seguito: ABC (Active Blowing Checker): è una telecamera aggiuntiva che monitorizza le aree di separazione dei pezzi buoni dagli scarti. Questa funzione garantisce il corretto soffiaggio dei pezzi buoni e degli scarti nei relativi contenitori, evitando di mischiarli. Le zone sono regolate automaticamente in funzione della dimensione dei pezzi. Photo Library: è la funzione di salvataggio delle foto degli articoli campione difettosi e di valutazione della capacità di detenzione del difetto al variare dei parametri di controllo. Permette una validazione della ricetta in funzione delle immagini acquisite dei campioni difettosi. Nuovo algoritmo per il calcolo dell’estensione del difetto: permette di settare le dimensioni sia in mm che in pixel anche in funzione della direzione assiale o radiale. Wizard: è il nuovo tool per settare una nuova ricetta. Il software guida l’operatore passo-passo partendo da una


DALLE AZIENDE – UTP VISION

Una schermata dell’interfaccia utente che consente il controllo di qualità degli articoli con la nuova versione software 2.0.

ricetta base per arrivare alle impostazioni più complesse. Light Control: permette il controllo

dell’intensità d’illuminazione per ogni stazione di controllo. Garantisce una perfetta costanza dei controlli e segnala eventua-

li alterazioni che inficerebbero il regolare controllo. ABS (Automatic Blowing System): consiste nell’automazione della stazione di soffiaggio. Le funzioni sono quelle di regolare automaticamente dal software la posizione e l’intensità delle zone di soffiaggio dei pezzi. Precedentemente queste operazioni erano tutte manuali. Dimensional Manager: è il tool per il controllo di tutte le dimensioni dei pezzi in modo da poter controllare non solo quelli circolari, ma anche quelli di qualsiasi forma. Asymmetrical Tool: è stato concepito per dare la possibilità di controllare pezzi con due superfici diverse senza doverli orientare prima del controllo. Questa funzione è stata implementata anche per il sensore laterale. Any Shape: una soluzione d’avanguardia che rende possibile il controllo sulle stazioni laterali sia esternamente che internamente di pezzi non circolari. È basato sulla combinazione della tecnologia 3D e delle telecamere a colori. 


DALLE IMPRESE – TOVO GOMMA

Investire per dribblare la crisi di Gianpaolo Brembati

Tovo Gomma, che compie nel 2013 40 anni di attività, affronta la crisi attuale come una sfida per realizzare una crescita futura, grazie al miglioramento di impianti e produzioni

N

ata a Bedizzole (Brescia) nel 1973 come produttore di mescole, Tovo Gomma può essere oggi definita una società in controtendenza, dato che negli ultimi due anni, con la costante crescita dei volumi di vendita (l’export ha avuto una forte espansione in Europa, Far East e Americhe), ha incrementato di 20 unità il proprio organico e ha portato il fatturato oltre la soglia dei 35 milioni di euro. I risultati raggiunti sono stati possibili grazie alle scelte della proprietà che, dopo la crisi del 2009, ha programmato e avviato dal 2010 un ambizioso piano di riorganizzazione aziendale e di investimenti per oltre 5 milioni di euro. L’esperienza di Valter Pisani, entrato in Tovo Gomma nel 2010 come direttore generale, ha contribuito a concretizzare tutto questo con una serie di interventi effettuati in diverse aree funzionali dell’azienda.

produzione mescole, di cui due sono dedicate alle mescole nere e una alle colorate. La nuova linea per mescole nere è composta da un mescolatore interno compenetrante, mentre la seconda linea per mescole nere e quella per mescole colorate utilizzano mescolatori interni tangenziali. Ogni linea produttiva è dotata di due mescolatori aperti a cilindri. Completano l’impianto di produzione mescole due trafile per filtratura e produzione di striscia continue e due linee di calandratura, dotate di misuratori automatici per il controllo dello spessore (i calandrati hanno spessori da 0,35 mm e larghezze fino a 1.500 mm). L’ultimo investimento effettuato è l’impianto a 36 stazioni di dosatura automatica per i rubber chemical. Esistono poi tre linee vulcanizzatrici in continuo per lastre di spessore da 0,5 a 10 mm e infine spaccatrici e giuntatrici per espansi.

Produzioni e linee Le produzioni di Tovo Gomma si articolano in tre settori: mescole nere e colorate a base dei seguenti elastomeri: NBR, SBR, EPM/EPDM, CR, NR, IR, IIR, B/ CIIR, BR CSM e HNBR; lastre vulcanizzate, nere e colorate, realizzate oltre che negli elastomeri elencati sopra anche in FKM e VMQ; espansi, a base EPDM, CR, PE e PVC, forniti in lastre, tondi e profili (con o senza autoadesivo) Tovo Gomma si avvale di tre linee di 46 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

Laboratorio di ricerca e sviluppo Tovo Gomma è consapevole dell’importanza strategica della progettazione (studio di nuove formulazioni e ottimizzazione dei processi produttivi) e si accinge ad avviare un ambizioso piano di investimenti anche nell’area della ricerca e dello sviluppo. Quest’area sarà infatti potenziata sia in termini di risorse umane che di nuove apparecchiatu-

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In alto, Valter Pisani, direttore generale di Tovo Gomma dal 2010. Qui sopra, la sede dell’azienda a Bedizzole (Brescia).


DALLE IMPRESE – TOVO GOMMA

Sopra e a sinistra, il sito produttivo dell’azienda e un’apparecchiatura del laboratorio, il cui layout sarà presto rivisto totalmente. A destra, alcuni prodotti dell’ampia gamma di Tovo Gomma.

Qualità e ambiente

re per analisi chimico fisiche avanzate. Sarà inoltre rifatto completamente il layout del laboratorio e sarà introdotto un nuovo software per la gestione integrale dell’attività, dalla ricerca e sviluppo al controllo qualità materie prime e prodotto finito. Tutto questo consentirà, nel corso del prossimo anno, di soddisfare più tempestivamente le numerose richieste dei clienti per lo sviluppo di nuovi prodotti. Particolare attenzione viene già dedicata allo studio di materie prime alternative, sia per offrire prodotti a più alte prestazioni sia per ridurre i costi, grazie anche alla collaborazione avviata con una università italiana ed una tedesca.

Sulle linee di produzione mescole e lastre, già controllate da anni con l’ausilio di software di ultima generazione, sono stati introdotti di recente codici a barre ed etichette identificative a radiofrequenza (RFID) per il controllo di tutti i materiali utilizzati nelle varie fasi. L’implementazione di questa tecnologia ha reso disponibili i dati in tempo reale su scala aziendale, con una conseguente riduzione al minimo dell’errore umano. Tovo Gomma fonda le sue azioni sulla centralità dell’elemento umano, sulla valorizzazione del lavoro in sicurezza come strumento di crescita personale e sociale, sullo sviluppo dei principi di responsabilità individuale e competenza e sullo sviluppo sostenibile per la tutela dell’ambiente Già certificata ISO 9001 dal 1994, l’azienda ha avviato le pratiche per ottenere la certificazione ISO 14001 e l’OHSAS 18001, in programma per il 2014 Questo sarà il risultato di una naturale continuazione di un progetto di salvaguardia della sicurezza sul lavoro e dell’ambiente che da sempre è stato oggetto della politica aziendale e di un processo sistematico di formazione continua dei propri collaboratori che ha integrato e completato il loro per-

corso di crescita professionale in azienda. Da ultimo, la capillare mappatura dello stabilimento e l’analisi dei singoli processi permettono l’apporto di mirati miglioramenti agli impianti edalle strutture, senza spreco di risorse e creando un perfetto equilibrio tra tecnologia, sicurezza e ambiente. 

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TECNOLOGIE

Potenza ed efficienza per il rubber mixer ABB Italia*

Realizzata per una multinazionale del settore, un’interessante soluzione di azionamento del rubber mixer è stata messa a punto dalla Rbf di Vicenza impiegando motori elettrici ad alta efficienza ELIN e convertitori di frequenza ACS800 di ABB. In funzione da parecchi anni il sistema ha dato prova di grande efficacia e di ridotti consumi elettrici, garantiti dall’impiego di corrente alternata in bassa tensione. Un sistema di assistenza capillare ne consente l’adozione in ogni angolo del mondo

L

a società vicentina Rbf opera come integratore di sistemi e system provider in diversi settori industriali, proponendo soluzioni specifiche per ambienti critici, come ad esempio la siderurgia, la metallurgia, l’industria del vetro, del cemento, della gomma e delle materie plastiche. Tutti settori, questi, in cui l’efficienza energetica rappresenta un parametro fondamentale e nei quali le normative non sono un puro esercizio dialettico, ma un aspetto cruciale dell’applicazione stessa. In qualità di system integrator, Rbf cura l’applicazione di prodotti di grandi marchi, mentre come system provider fornisce impianti chiavi in mano, occupandosi sia dell’ingegneria di base, per ciò che riguarda l’architettura dei sistemi e dei relativi calcoli, sia dell’ingegneria di dettaglio, per la costruzione, l’assemblaggio, l’installazione e il cablaggio impianto della parte elettrica ed elettronica del progetto. Si occupa inoltre dei collaudi e dell’assistenza e della manutenzione. 48 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

La sede della Rbf a Vicenza.

Nel settore della gomma, la società vicentina ha al suo attivo interessanti soluzioni per i clienti del settore, che hanno fornito ottimi risultati soddisfacendo le peculiari esigenze proposte dai committenti. Il risultato è frutto anche della complementarietà tra le realtà aziendali coinvolte, che consente un’efficace integrazione di prodotti, di competenze applicate e tecnologiche e dei servizi, specifici di Rbf, e le attività di ABB ed ELIN, con cui il system integrator collabora da alcuni anni.

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Il problema: muovere i rubber mixer L’applicazione a cui abbiamo fatto riferimento, realizzata da Rbf in collaborazione con ABB ed ELIN, è nata, nel settore della gomma, dalla necessità di sostituire il tradizionale controllo del movimento dei rubber mixer di potenza significativa, realizzato con motori e convertitori in corrente continua, con una soluzione che utilizzasse dispositivi in corrente alternata. Da qualche anno il passaggio dalla


TECNOLOGIE

I motori elettrici e, a destra, i convertitori ACS800 di ABB scelti da Rbf per il controllo di movimento dei rubber mixer.

corrente continua alla corrente alternata sul main mixer gomma e sulle macchine di potenza correlate è una soluzione tecnica abbastanza normale, ma l’applicazione in questione è stata una dei precursori di questo passaggio. Il problema principale dei rubber mixer è costituito, infatti, dai forti e frequenti sbalzi di corrente, che possono andare da zero al valore nominale e oltre, ripetendosi anche per decine di volte in pochi minuti. Ciò richiede molta manutenzione sui motori in corrente continua, a causa, in particolare, della consistente usura delle spazzole, problema superato appunto con l’impiego di motori in corrente alternata. Nel caso della nostra applicazione, la soluzione in corrente alternata è stata quindi dettata dall’esigenza di un’elevata affidabilità, considerata l’entità degli extra-costi che un giorno di fermo macchina comporta in queste produzioni: da ciò Rbf si è orientata verso convertitori di frequenza modulari e di facile manutenzione. Hanno poi influito sul processo decisionale alcuni altri fattori, tra cui la maggiore efficienza, che ottimizza i consumi e i costi dell’energia elettrica, e la possibilità di ridurre i disturbi di rete, come armoniche o distorsioni. L’orientamento di Rbf verso i convertitori in bassa tensione è legato principalmente a due motivi: il primo è conseguente al fatto che le applicazioni di media tensione sono piuttosto sporadi-

che ed è difficile reperire personale competente in grado di seguire poi queste applicazioni; il secondo è dovuto all’evoluzione della tecnologia, che ha portato il punto di pareggio dei costi tra media e bassa a potenze sempre maggiori. Inoltre, a parità di prestazioni, la soluzione in bassa tensione presenta minori problemi legati allo sfasamento, e quindi ai valori di cosf a basso numero di giri.

Motori e azionamenti Dtc Per risolvere in modo ottimale i problemi caratteristici dell’applicazione, è stato realizzato un abbinamento tra motori a elevata efficienza energetica ELIN e convertitori di frequenza ACS800 di ABB in tecnologia Dtc (Direct torque control). I motori adottati includono il raffreddamento ad acqua direttamente sulla carcassa, che offre circa un paio di punti di rendimento in più rispetto ai motori tradizionali con scambiatore. Considerando che si tratta di applicazioni di grossa potenza, dell’ordine di qualche megawatt, questo rendimento porta a un notevole risparmio energetico. A differenza della maggior parte degli altri motori con la stessa tipologia di raffreddamento, gli ELIN, grazie alla loro particolare costruzione della sezione, sono raffreddati con acqua di torre e, quindi, non necessitano di additivi e di sistemi ausiliari di trattamento dell’acqua. I convertitori adottati della serie ACS

800 consentono, a loro volta, di realizzare in parte una ridondanza dell’impianto, con relativo miglioramento della disponibilità, inserendo un modulo aggiuntivo che interviene in caso di guasto di un altro modulo. Permettono inoltre di migliorare le prestazioni di coppia con la tecnologia Dtc, assicurando continuità di funzionamento ottimale anche in caso di rottura dell’encoder di retroazione. Gli ACS800 assicurano inoltre facilità di messa in servizio e semplicità di interfaccia uomo-macchina. Il sistema, nel suo insieme, grazie all’estraibilità e alla modularità dell’architettura Drive e grazie a un MTBF del motore molto elevato consente di ridurre i costi di manutenzione e di gestione degli impianti al minimo. Poiché i clienti finali di Rbf sono società multinazionali con parecchi stabilimenti in varie parti del mondo, e con la conseguente necessità di avere la garanzia di un’assistenza nel più breve tempo possibile, è stato possibile creare una procedura d’intervento rapida, che può contare, oltre che sui sistemi di controllo remoto degli impianti, sull’appoggio locale dell’organizzazione ABB per risolvere ogni problema.  * Il testo è stato realizzato grazie alla collaborazione di Roberto Ramin, amministratore unico di Rbf e recentemente aggiornato rispetto a una precedente versione del 2010, pubblicata dalla rivista “Automazione Industriale” di maggio 2010.

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DALLE AZIENDE – ALLEANZE

Ocs e Desma insieme per prodotti più “eco”

Dallo scorso settembre Ocs, il produttore di stampi di Adrara San Martino (Bergamo) ospita nella sua sede una pressa orizzontale Desma, marchio tedesco con cui la casa italiana ha avviato una collaborazione per creare un sistema integrato, macchina-stampo, in grado di contenere i costi di produzione, risparmiare materia prima ed essere più “green”

C

on lo scopo di accrescere la propria presenza sui mercati, Ocs ha di recente avviato una partnership con la nota azienda tedesca di presse Desma. Desma offre soluzioni a 360 gradi per una produzione ecosostenibile: l’accordo di collaborazione, in particolare, è incentrato sullo sviluppo di metodi produttivi flessibili e progressivi nel mondo degli elastomeri, con l’idea di esplorare nuove possibilità per gli stampi Ocs per gomma e silicone e di aumentarne la competitività enfatizzando la qualità. L’azienda italiana ha pensato di coniare uno slogan per enfatizzare la forza dell’accordo: “where success meets” o, in altre parole, “dove il successo si incontra”. A partire dalla metà di settembre è possibile prendere visione diretta della più recente pressa orizzontale Desma, serie S3, da 300 t, modello 969/300 Sealmaster, testimonianza diretta della serietà e dell’engineering tecnologicamente avanzato dell’azienda tedesca. Questa pressa fa parte di una nuova generazione di macchine “eco-friendly”, che garantisce un considerevole rispar50 |

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Uno stampo per gomma sviluppato da Ocs.

mio di energia, lavorando silenziosamente e con estrema precisione. Inoltre, per mezzo di un sistema unico nel suo genere, la macchina permette un cambio dello stampo veloce e preciso. Secondo i tecnici di Ocs si tratta della soluzione ideale per valorizzare anche la precisione della tecnologia degli stampi Ocs. Il risultato finale è che la combina-

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zione tra i prodotti delle due aziende favorisce l’incremento dell’efficienza produttiva, riducendo in maniera significativa lo scarto di mescola e aiutando quindi a risparmiare materia prima, i cui costi influiscono largamente sul prezzo del prodotto finale, soprattutto nel momento in cui vengono utilizzate mescole particolarmente costose.


DALLE AZIENDE – ALLEANZE

La pressa orizzontale Desma Stealmaster, serie S3 da 300 t, modello 969/300, in uso alla Ocs per lo sviluppo di stampi ad hoc.

Continua evoluzione L’accordo tra Desma e l’azienda italiana rappresenta la tappa più recente di un cammino iniziato da Ocs nel 1974, con la produzione di stampi a compressione e iniezione per la fabbricazione di guarnizioni tecniche in gomma e silicone (sia solido sia liquido, LSR), tra cui oring, cornici, tappi, diaframmi, membrane, soffietti, passacavi, x-ring e molti altri particolari su richiesta specifica. Con uno staff di 20 persone e una produzione di circa 1.000 stampi l’anno , Ocs prosegue nella sua crescita offrendo stampi di nuova concezione e con importanti successi sui mercati mondiali. I principali clienti dell’azienda si annoverano tra i fabbricanti di guarnizioni più famosi al mondo nei settori automobilistico, medicale, elettrodomestico, petrolchimico, dei pneumatici per auto e aerospaziale. Su richiesta specifica, Ocs può fornire il peso della stampata, permettendo quindi ai propri clienti di verificare l’effettiva quantità di mescola necessaria e di evitare così inutili sprechi. 

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INNOVAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE

È partito il progetto per produrre la gomma dal tarassaco

È

ufficialmente partito agli inizi di ottobre il progetto congiunto tra Continental e il Fraunhofer Institut per lo sviluppo di un procedimento industriale che consenta di ricavare gomma naturale per produzioni su larga scala da tarassaco. La diffusissima erba officinale è infatti una fonte naturale di gomma, ma il suo sfruttamento commerciale è ancora molto lontano. Ora però l’Ime, istituto per la biologia molecolare e l’ecologia applicata del Fraunhofer Institut, ha realizzato a Münster un sito produttivo in grado di produrre gomma naturale sulla scala delle tonnellate. E ha avviato la coltivazione di diversi ettari di una varietà selezionata di tarassaco particolarmente ricca di gomma. Il progetto è di realizzare i primi prototipi di pneumatici ricavati da questa fonte naturale nel giro di cinque anni. Intanto i primi dati mostrano come la gomma ricavata da tarassaco esibisca le stesse qualità della gomma naturale proveniente dalle foreste tropicali del Sud-Est asiatico. E, al contrario della gomma naturale “convenzionale”, può essere raccolta in modo più efficiente, coltivata e cresciuta in Europa e sviluppata come una materia prima sostenibile, anche su terreni non destinati all’agricoltura tradizionale.

Rainer Fischer, direttore dell’istituto Ime di Aachen, sostiene che «attraverso i più avanzati metodi di coltura e l’ottimizzazione dei sistemi, siamo riusciti nell’impresa di produrre una gomma naturale di grado elevato da tarassaco all’interno del nostro laboratorio (nella foto). Ora è tempo di spostare questa tecnologia dalla scala di progetto pilota a quella industriale. Abbiamo trovato in Continental un partner esperto e interessato con cui ora intendiamo realizzare pneumatici pronti per la produzione». Nikolai Setzer, il managing director di Continental responsabile della divisione pneumatici, sottolinea come «stiamo investendo nello sviluppo di materiali molto promettenti, e su questo progetto in particolare, perché siamo convinti che in questo modo possiamo migliorare la nostra produzione sul lungo periodo. Questo anche perché l’estrazione della gomma dal tarassaco dipende molto meno dai capricci meteorologici rispetto alla gomma naturale ottenuta dall’albero della gomma. Siccome possiamo coltivarlo in luoghi molto più vicini ai nostri stabilimenti, ci è possibile ridurre ulteriormente l’impatto ambientale e i costi logistici della produzione».

Tutto nasce anche da un’attenta selezione genetica della varietà. Come sottolinea Dirk Prüfer, ricercatore nel sito di Münster: «Abbiamo accumulato un’incredibile know-how nella raccolta del tarassaco, durante gli ultimi anni, e con l’aiuto di marker del Dna ora abbiamo una perfetta conoscenza del gene responsabile della produzione della gomma naturale nella pianta». In particolare, la varietà migliore proviene dalla Russia, con tre vantaggi sostanziali rispetto all’albero della gomma: un ciclo vegetativo di un solo anno contro gli svariati dell’albero, una maggiore resistenza ai parassiti e il fatto che non richiede un clima subtropicale per la crescita e possa essere coltivato alle nostre latitudini.

Una suola biodegradabile italiana nelle scarpe Puma

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a notizia risale alla fine del 2012, ma è in questi mesi che è entrata in commercio la scarpa Puma con la suola in Apinat, il polimero morbido completamente biodegradabile sviluppato dall’italianissima Api. All’ultima edizio-

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ne del K di Düsseldorf l’azienda italiana ha incentrato la propria presenza su questo tipo di prodotto, insieme con gli altri biopolimeri che sta sviluppando da metà degli anni 2000 con notevoli successi di ricerca e di mercato.

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«Molta risonanza – commenta l’azienda italiana – ha avuto il recente impiego di Apinat da parte di Puma nella suola della prima scarpa completamente biodegradabile del brand sportivo. La Basket Shoe è inserita nel progetto di sensibi-


INNOVAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE

Asfalti gommati sulle strade dei mondiali di ciclismo

S

i è svolta a Firenze, lo scorso 15 ottobre, nella cornice del Palagio di Parte Guelfa, l’iniziativa “Strade silenziose sul percorso dei Mondiali - prestazioni delle pavimentazioni a bassa rumorosità in scenari urbani”, un momento di confronto sul ruolo degli asfalti a bassa rumorosità nelle strategie di risanamento acustico in aree urbane. Il Comune di Firenze, tra i patrocinatori dell’evento, ha colto l’occasione del campionato mondiale di ciclismo per riasfaltare molte strade tra cui, in via Pistoiese, un tratto realizzato con bitumi modificati con l’aggiunta di gomma da riciclo dei Pneumatici Fuori Uso per poterne testare le proprietà acustiche. L’evento è stato organizzato da Ecopneus - società senza scopo di lucro principale responsabile della gestione dei PFU in Italia, con il patrocinio del Comune di Firenze, di Arpa Toscana, dell’Associazione Italiana di Acustica e dell’Ordine degli Ingegneri di Firenze, con il contributo di Asphalt Rubber Italia e Vie En.Ro.Se. Ingegneria per dare la più ampia diffusione a questa valida soluzione. Dopo i saluti iniziali dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Firenze Caterina Biti, del Responsabile R&D di Ecopneus Daniele Fornai e dei rappresentanti degli altri enti patrocinatori, si é entrati subito nel vivo con Chia-

ra Tanini della direzione ambiente del Comune di Firenze che ha descritto gli strumenti a disposizione dei Comuni per adempiere agli obblighi di risanamento acustico in riferimento al rumore da traffico secondo la normativa italiana ed europea. Sergio Luzzi, di Vie En.Ro.Se. Ingegneria ha affrontato invece il tema delle metodologie utilizzabili per misurare l’effettiva efficacia di queste pavimentazioni sotto il profilo della rumorosità proprio nei contesti urbani, dove i metodi di misura standard previsti dalle Norme non sono pienamente applicabili. Ha chiuso la prima sessione Francesco Borchi dell’Università di Firenze che ha portato alla platea i dettagli tecnici e le prima misurazioni del tratto di strada realizzato recentemente nel capoluogo toscano, proprio in occasione dei mondiali, in via Pistoiese. La seconda parte della mattinata ha riguardato le caratteristiche tecniche specifiche delle pavimentazioni con gomma da PFU, con l’intervento di apertura di Massimo Losa dell’Università di Pisa, che ha riguardato le proprietà acustiche delle nuove miscele di asfalti gommati sviluppate nell’ambito del progetto Leopoldo. Il progetto, che mira a individuare i criteri che le Amministrazioni Provinciali della Toscana po-

lizzazione alla sostenibilità ambientale e per l’uso di materiali ecocompatibili e riciclabili, denominato Bring Me Back (che prevede anche un meccanismo di recupero delle scarpe vecchie). Oltre ai biopolimeri APINAT biodegradabili, alle fiera K API ha presentato l’evoluzione della propria gamma di compound TPE e TPU ora anche da risorse rinnovabili (Low Carbon-Footprint)». Allo scopo di rafforzare la propria ca-

pacità competitiva e poter così sostenere la futura crescita, Api si è presentata al K 2013 con una nuova organizzazione. Tre Business Unit dedicate a diversi settori di mercato (Calzatura e Attrezzature Sportive, Automotive e Articoli Tecnici, Packaging e Medicale) sono il frutto di un processo di radicale cambiamento organizzativo che consente una maggior focalizzazione sulle applicazioni di mercato piuttosto che sul prodotto.

tranno seguire per la selezione della tipologia di pavimentazione appropriata per ogni situazione locale, vede la partecipazione attiva anche di ARPA Toscana che con Gaetano Licitra ha riferito i risultati delle misurazioni acustiche effettuate dall’agenzia ottenuti sempre nell’ambito del progetto Leopoldo. Ha chiuso il ciclo di interventi Ines Antunes, di Asphalt Rubber Italia, che ha mostrato al pubblico le evidenze e le misurazioni sulle effettive prestazioni in opera delle pavimentazioni contenenti gomma da riciclo dei PFU. Da tutte le presentazioni, sono emerse conferme delle buone prestazioni degli asfalti gommati che, oltre ad avere ma vita media più lunga rispetto gli asfalti tradizionali, sono in grado di resistere meglio ai danni stagionali e, in alcuni casi, di drenare meglio l’acqua aumentando visibilità e sicurezza in strada. Questi asfalti offrono delle concrete risposte alle problematiche legate al rumore, specialmente negli scenari urbani, offrendo una valida soluzione alle Pubbliche Amministrazioni per adempiere agli obblighi di risanamento acustico. Gli atti del convegno sono disponibili al link http://www.ecopneus.it/it/ news/disponibili-le-presentazioni-deirelatori-al-seminario-strade-silenziosesul-percorso-dei-mondiali.html

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TACCUINO Produzione • consumi • mercati

Produzione e consumo di gomma: indietro di un anno

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ubblicati dall’IRSG (International Rubber Study Group) i dati di produzione e consumo della gomma naturale e sintetica relativi al primo trimestre 2013. Per quanto riguarda la gomma naturale, dopo una chiusura del 2012 all’insegna di un aumento della produzione e, anche se timidamente, dei consumi a livello mondo (v. nota pubblicata a pag. 107 del numero 612 della rivista), il periodo gennaiomarzo di quest’anno ha fornito statistiche sostanzialmente allineate a quelle dello stesso periodo dell’anno scorso, significativamente più basse di quelle del quarto trimestre dello stesso 2012. La produzione mondiale è stata di 2.680 kt: +1,1% rispetto al gennaio-marzo 2012, quando era stata di 2.651 kt, ma notevolmente inferiore (-9,7%) a quella dell’ultimo trimestre dello scorso anno, quando aveva raggiunto quota 2.969kt. L’Asia, con 2.472 kt (+1,0% sul Q1 2012, ma -10,5% sul Q4 dello stesso anno, quando aveva prodotto 2.763 kt di gomma) è sempre in testa nella lista delle aree produttrici (92%). I consumi, risultati leggermente inferiori alla produzione, presentano il segno meno rispetto sia al primo che all’ultimo trimestre del 2012. A livello mondo, si sono consumate 2.661 kt di gomma: -1,0% rispetto alle 2.689 kt del primo trimestre del-

lo scorso anno e -6,3% rispetto alle 2.841 kt dell’ultimo trimestre. Anche in questo caso, a confronto con gennaio-marzo di un anno fa, si è avuta crescita solo in Asia: +1,1% (1.885 kt/1.865 kt). Segno meno, invece, nelle altre aree: -4,6% in Europa a 27 (269 kt su 282); -8,4% nelle Americhe (405 kt su 442). Comparato col quar to trimestre del 2012, invece, il primo trimestre 2013 presenta una situazione completamente ribaltata: consumi in calo in Asia e in aumento in Europa e nelle Americhe. Questi i numeri (2013/2012): 1.885 kt/2.078 kt in Asia; 269 kt/264 kt in Europa; 405 kt/400 kt nelle Americhe. Per quanto riguarda la gomma sintetica, produzione e consumi sono calati sia a livello globale che nelle varie aree, con la sola eccezione dell’Asia. A livello mondo, nel periodo gennaio-marzo di quest’anno la produzione è diminuita dello 0,4% rispetto allo stesso trimestre 2012: 3.827 kt contro 3.842. Nelle varie regioni si è avuto un aumento in Asia (+6,7% con 2.039 kt su 1.911), un calo in Europa (-5,0%; 661 kt/696 kt) e un calo anche nelle Americhe (-10,9%; 717 kt/805 kt). Nel quarto trimestre 2012 erano state prodotte 2.006 kt in Asia, 640 in Europa e 759 nelle Americhe. In quanto ai consumi di gomma sintetica, a livello globale questi sono diminuiti dello 0,7% rispetto a gennaio-marzo 2012 (3.767 kt/3.795 kt) e dell’1,0% rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso (3.767 kt/3.805 kt). L’Asia ha registrato un incremento del 6,1% con 2.176 kt a fronte di 2.051, mentre l’Europa e le Americhe sono diminuite, rispettivamente, del 9,9% (611 kt contro 678) e del 5,8% (684 kt contro 726). Rispetto all’ultimo trimestre 2012, i consumi sono rimasti stabili in Asia (2.176/2.177), mentre sono aumentati in Europa (611/546) e sono calati nelle Americhe (684/719). Per quanto riguarda i prezzi, l’IRSG ha reso note le quotazioni del secondo trimestre 2013: gomma naturale (RSS3) a 2.819 dollari USA/t (3.591 dollari nello stesso trimestre 2012 e 3.159 dollari nel primo trimestre di quest’anno); gomma sintetica (SBR

USA) a 2.959 dollari USA/t (3.582 dollari nel Q2 2012 e 2.878 dollari a gennaio-marzo 2013). (g.c.)

Timidi segnali promettenti per il mercato dell’auto

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ercato dell’auto in controtendenza, oppure semplice attenuazione della sua discesa? È la domanda che ha fatto da filo conduttore nel convegno “Il mercato dell’auto oltre la metà del guado” organizzato dal Centro Studi Promotor e svoltosi a Roma lo scorso mese di ottobre. È probabile che il mercato italiano dell’auto chiuda il 2013 con 1.300.000 immatricolazioni di vetture nuove. Un dato che significa una flessione del 6,6% sul 2012 e del 47,5% sui livelli antecrisi. È quanto ha affermato Gian Primo Quagliano, presidente del C.S.P., in apertura dei lavori. Consentono, queste cifre, di affermare che si intravede, se non una ripresa, almeno un’inversione di tendenza delle vendite? Oppure si tratta semplicemente di un’attenuazione della pendenza della discesa? I partecipanti al convegno hanno mostrato una certa prudenza nel parlare di inizio di ripresa. La cautela è d’obbligo, data la crisi generale che attanaglia l’economia. Ma una cosa sembra certa. Ed è l’attenuazione della pendenza della discesa del mercato, che si spiegherebbe, secondo lo stesso Quagliano, in base ad alcuni segnali favorevoli rilevati dall’Istat nello scenario economicofinanziario: l’indice della fiducia dei

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TACCUINO

consumatori in salita da giugno e la propensione all’acquisto dei beni durevoli, tra i quali si colloca l’automobile, in crescita nel terzo trimestre. Perché il mercato riparta, però, è innanzitutto necessario che riparta l’economia, come hanno sottolineato i rappresentanti di alcune tra le maggiori case automobilistiche intervenute alla tavola rotonda (Ford Italia, Renault Italia, Mercedes-Benz Italia, Fiat Automobiles, Volkswagen Group Italia). E perché questo avvenga è fondamentale che ognuna delle parti in gioco faccia la sua parte. Le aziende produttrici di auto, investendo nell’innovazione tecnologica; le istituzioni, centrali e locali, adottando una politica dei trasporti che intervenga e risolva i problemi che condizionano pesantemente la domanda nel settore. I principali: il prezzo alto del carburante, il costo in salita delle assicurazioni, la pressione fiscale eccessiva, la disoccupazione, che di certo non consente ai giovani, che pure amano l’auto, di programmare l’acquisto di una vettura.Eliminare i freni che bloccano il mercato dell’auto significherebbe anche creare le premesse per lo sviluppo di effetti benefici sia in termini di salute dell’ambiente, attraverso il rinnovamento del parco circolante (di cui c’è assoluto bisogno in Italia) con la conseguente riduzione delle emissioni inquinanti, sia in termini di creazione di posti di lavoro non solo nel settore direttamente produttivo, ma anche in quello della componen-

tistica e della distribuzione. Esistono, in Italia, molte località nelle quali l’auto è indispensabile, perché rappresenta l’unico mezzo di mobilità utilizzabile. Più in generale, c’è, nel nostro Paese, una continua domanda di mobilità da soddisfare con l’auto, come ha affermato Quagliano. Ma il Governo – è stata la conclusione del presidente del C.S.P. al termine dei lavori del convegno – deve “dare nuovamente ai consumatori le risorse perché continuino a consumare”. (g.c.)

In ripresa il mercato europeo dei pneumatici autocarro

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l mercato europeo dei pneumatici di secondo equipaggiamento ha mostrato, nel primo semestre di quest’anno, segnali di ripresa nel segmento dei pneumatici autocarro. È quanto emerge dai dati pubblicati dall’Associazione europea dei produttori di pneumatici e articoli in gomma (ETRMA, European Tyre and Rubber Manufacturers’ Association) sulle vendite del replacement nel periodo gennaio-giugno 2013. A confronto con lo stesso periodo del 2012, infatti, le vendite nella prima metà del 2013 nel settore autocarro hanno messo a segno un incremento del 4,9% (3,925 milioni di unità contro 3,741 milioni). Si è avuto, invece,

Imprese • finanza

Il nuovo presidente di Novamont

È

Gunter Pauli, ed è stato nominato all’unanimità dal CdA della società novarese. Il neo presidente è imprenditore, economista e scrittore ed è anche noto a livello mondiale come teorico della Blue Economy, l’economia sostenibile che evita sprechi e non dissipa risorse, ma utilizza gli scarti come materia prima. Una visione della realtà perfettamente in chiave con quella di Novamont, dove tutti – secondo quanto dichiarato da Catia Bastioli, Amministratore Delegato della società – si aspetta-

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no da Pauli un importante contributo di saggezza e lungimiranza nella valorizzazione del patrimonio di conoscenze dell’azienda per la realizzazione degli sviluppi futuri e per il consolidamento della leadership di Novamont nel settore della Bioeconomia. Pauli è nato ad Anversa (Belgio) nel marzo del 1956. Nel 1979 si è laureato in Scienze Economiche alla Loyola University e nel 1982 ha conseguito il Master in Business Administration (MBA) all’INSEAD di Fontainebleau. Ha fondato e/o diretto numerose società e ha istituito la “Zero Emissions Research and Initiatives” (ZERI), finalizzata alla definizione di modelli di produzione e di consumo

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un calo del 5,7% nel settore autovetture (91,249 milioni di unità vendute contro 96,717 milioni), del 3,7% nel settore agricoltura (924.000 unità a fronte di 959.000) e del 5,4% in quello delle moto e degli scooter (5,026 milioni contro 5,314 milioni). Nel mese di giugno, secondo quanto rilevato dall’associazione, il mercato del secondo equipaggiamento autocarro ha proseguito nel suo andamento positivo (+6%), mentre quello del primo equipaggiamento è rimasto stabile. Anche le vendite dei pneumatici nel settore agricoltura hanno segnato nel mese un risultato positivo (+4%). Per fine anno, ETRMA prevede che il mercato europeo del replacement chiuda agli stessi livelli del 2012. (g.c.)


TACCUINO

ispirati alle logiche della natura. Ha insegnato in diverse università del mondo, e nel 2009 il Regno del Bhutan (Asia) gli ha assegnato il compito di definire un modello di sviluppo economico per il Paese basato sui principi e sui valori del concetto di Felicità Interna Lorda, FIL (Gross National Happiness, GNH). Il Politecnico di Torino gli ha conferito la Laurea Magistrale ad Honorem in Ecodesign, e l’Università di Pécs (Ungheria) l’Honorary Doctorate. In Italia ha collaborato con la IFIL e specificatamente con Umberto Agnelli. Sempre in Italia ha pubblicato: “Il Progetto ZERI”, Il Sole 24 Ore, 1999; “Svolte epocali”, Baldini Castoldi Dalai 1997 e “Blue Economy”, Edizione Ambiente, 2010 con la prefazione di Catia Bastioli. (g.c.)

Continental amplia l’impianto in Slovacchia

di processi e tecnologie di produzione, peraltro già in corso, programmata per aumentare l’efficienza produttiva dello stabilimento. Il progetto fa seguito a quello annunciato da Continental all’inizio dell’anno riguardante l’investimento di circa 95 milioni di dollari (70 milioni circa di euro) per l’espansione dell’unità produttiva di Mount Vernon (USA). (g.c.)

Mondo Minerals e Grolman estendono la loro partnership nella distribuzione.

M

ondo Minerals, tra i principali produttori mondiali di talco, e Grolman, distributore europeo di specialità chimiche, estendono la loro partner-

ship nella distribuzione aggiungendo alla Germania, Austria, Francia e Benelux anche altri paesi. A partire dal 2014 Grolman distribuirà Finntalc, Plustalc and Microtalc anche in altri 13 paesi europei tra cui Italia, Polonia e Svizzera per i mercati delle pitture e vernici, materie plastiche e gomma, farmaceutica e cosmetica. Grolman è una società privata che opera nella distribuzione di specialità chimiche dal 1855. Nell’ultimo decennio ha conseguito l’obiettivo di divenire una organizzazione paneuropea offrendo così supporto a fornitori e clienti attraverso strutture locali. Il personale qualificato e i laboratori dedicati operano secondo un modello uniforme e si avvalgono delle ampie conoscenze condivise nel gruppo stesso. Dal 2005 la Grolman Srl, con sede a

specializzata nella costruzione di macchine per il trattamento della gomma GHIGLIOTTINE PumaCut 300 PumaCut 600 TAGLIASTRISCE PumaCut 570 PumaCut 770 PumaCut 20

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C

ontinental ha annunciato un progetto di espansione della capacità dello stabilimento di Puchov, in Slovacchia, per la produzione di pneumatici per autobus e camion. La capacità passerebbe da 2,6 milioni circa a oltre 3 milioni di pneumatici all’anno. La spesa prevista è di circa 100 milioni di euro. Alla base della decisione, la previsione di un considerevole aumento della domanda nell’area EMEA (Est Europa, Medio Oriente e Africa) nel futuro a medio termine. L’investimento prevede anche miglioramenti e aggiornamenti dei macchinari e delle infrastrutture esistenti, nel quadro più generale di una ottimizzazione

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novembre 2013

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TACCUINO

to di servizio, assistenza e vendita di attrezzature computerizzate all’avanguardia per la ricostruzione di pneumatici. La nuova società prende il nome di Tesco Italmatic LLC e ha la sede centrale a Oakland Park, FL, USA. (g.c.)

Hankook Tire progetta l’apertura della prima fabbrica negli USA

H

Robbiate (LC), opera in tutta Italia. Ha sviluppato una struttura che garantisce una capillare distribuzione sul territorio e offre ai clienti il supporto tecnico e commerciale richiesto. L’ accordo distributivo con Mondo Minerals arricchirà la gamma esistente di cariche minerali funzionali con un prodotto di alta qualità rivolto a tutti i settori in cui Grolman opera.

Nuovo Centro di Ricerca e Sviluppo Kumho Tyres a Seoul

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umho Tyres ha inaugurato a settembre un nuovo Centro di Ricerca e Sviluppo situato a pochi chilometri da Seoul. Il complesso si estende su una superficie di 35.000 metri quadrati ed è costituito da due edifici: uno per il lavoro di ricerca e l’altro per i test. Progettata per lo studio e lo sviluppo di pneumatici all’avanguardia, la struttura è dotata della strumentazione più avanzata del settore: supercomputer, apparecchiature per analisi chimiche e strumentali, attrezzature di prove fisiche e di esame delle prestazioni all’avanguardia. Vi saranno impiegati circa 600 nuovi ricercatori esperti, provenienti sia dalla Corea che dall’estero, che disporranno anche di una biblioteca tecnica, ricca di 20.000 testi. La struttura ospita anche una showroom dove, tra gli altri prototipi, è in mostra un pneumatico intelligente, 58 |

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che legge le caratteristiche del fondo stradale e vi adegua le sue prestazioni. (g.c.)

Accordo di joint venture tra Italmatic e Tesco

I

talmatic e Tesco of America hanno firmato un accordo di collaborazione in forza del quale danno vita a una joint venture per lo sviluppo della distribuzione dei prodotti e servizi dell’azienda italiana nel Nord, Centro e Sud America. Italmatic è specializzata nella progettazione e costruzione di macchinari e impianti completi, chiavi in mano, per la produzione di pneumatici nuovi e pneumatici ricostruiti per tutte le tipologie (autoveicoli, camion, OTR, Avio). Tesco of America è leader nel settore automobilistico e in quello dei pneumatici in Nord America come fornitore di attrezzature e materiali di consumo per officine, autoriparatori, gommisti e ricostruttori. In controtendenza con l’attuale clima di crisi economica che attanaglia i mercati e l’industria in generale, l’azienda milanese va avanti nell’attuazione della strategia di consolidamento della sua forza e della sua presenza non solo sul mercato italiano, ma anche su quello internazionale. Di qui la decisione di stipulare la joint venture con l’azienda americana nell’ambi-

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ankook Tire ha annunciato, lo scorso mese di settembre, la costruzione del suo primo stabilimento per la produzione di pneumatici negli Stati Uniti con un investimento di 800 milioni di dollari. L’impianto, che sarà l’ottavo al mondo del produttore sudcoreano, sorgerà nel Tennessee e a regime avrà una capacità produttiva annua di 11 milioni di pneumatici. L’inizio dei lavori è previsto per la fine del 2014, e l’avviamento della produzione per il 2016. La scelta del Tennessee come sede della fabbrica è stata favorita dalla estesa rete di servizi e trasporti esistente sul posto (rete ferroviaria, aeroporti, strade interstatali, trasporti fluviali favoriti dalla vicinanza del Mississippi. (g.c.)

Nuovo stabilimento di Yokohama Rubber in Indonesia

Y

okohama Rubber ha deciso la costruzione di un nuovo stabilimento in Indonesia, sull’isola di Batam, per la produzione di parabordi e tubi flessibili marini. La nuova unità costituirà il secondo polo produttivo dell’azienda di Tokyo dopo quello in Giappone e assorbirà un investimento di tre miliardi di yen. I lavori inizieranno alla fine di quest’anno e l’avviamento della produzione è previsto entro giugno del 2015. Il complesso si estenderà su un’area di 50.000 m2, ma l’azienda ne ha già pianificato un ampliamento entro il 2017, l’anno del suo centenario (progetto Grand Design 100). Yokoahma è uno dei produttori leader di parabordi e tubi flessibili marini, utilizzati principalmente per il trasporto via mare del petrolio greggio. Con l’impianto a regime, la sua capa-


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cità totale aumenterà dell’1,5%, ma l’ampliamento del sito prevede anche l’incremento del settore multiple-business aziendale dall’attuale 33% al 50%. Significativa, dal punto di vista strategico, la scelta di Batam come sede del nuovo sito: l’isola dista solo 20 km da Singapore, il porto più grande dell’Asia, ed è quindi in una posizione molto favorevole allo sviluppo dei rapporti commerciali dell’azienda su scala internazionale. (g.c.)

RPM scelta per il corso sullo stampaggio di Assogomma

G

li scorsi 8 e 9 ottobre Assogomma ha organizzato un seguito corso di formazione su “Lo stampaggio a iniezione delle gomme”. Tra i docenti anche gli esperti di RPM, che producono la pressa Ecotronic (di cui abbiamo diffusamente parlato negli scorsi numeri de L’Industria della Gomma). Così Gianfranco Inverardi, amministratore di RPM, ha commentato il coinvolgimento della propria azienda: «Siamo orgogliosi di essere stati scelti quale azienda italiana produttrice di presse, come docenti nella sezione processi e macchine, per la presentazione delle “basi tecnologiche dello stampaggio ad iniezione e innovazioni recenti nel macchinario”. Questo ennesimo riconoscimento del valore tecnico del nostro know-how, per quanto non sia stato un’opportunità di pubblicità diretta o di vendite, è per noi motivo di grossa soddisfazione, che ci aiuta a continuare a metterci in gioco attraverso la sfida tecnologica, per sperimentare nuove idee e nuove soluzioni».

landia, Slovenia e Grecia. Il Team Luvomaxx supporterà i contatti diretti già esistenti, principalmente con le industrie di pneumatici, ad integrazione della catena di fornitura. Con 7 impianti di produzione e l’attuale capacità di 900mila tonnellate, la Jiangxi Black Cat Carbon Black Ltd è il maggior produttore di Furnace Black in Cina e il numero quattro al mondo. La Black Cat fornisce l’intera gamma dei gradi Furnace Black.Il Gruppo Lehvoss fornisce il nero fumo Black Cat in tutte le classiche forme, inclusi i trasporti sfusi in cisterna grazie ai suoi impianti in tutta Europa, Italia inclusa. Secondo Karl-Heinz Teschke, a capo della Luvomaxx, il nuovo accordo di collaborazione rappresenta per tutto il Gruppo Lehvoss un’espansione significativa dei già intensi rapporti con la

Accordo tra Lehmann & Voss e la cinese Jiangxi Black Cat

L

a Lehmann & Voss & Co. di Amburgo e tutte le business unit Luvomaxx hanno firmato un accordo esclusivo di vendita con la Jiangxi Black Cat Carbon Black Inc., Ltd., Cina. L’intesa assicura i diritti di distribuzione esclusiva per l’intero Gruppo Lehvoss in Germania, Austria, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Irlanda, Norvegia, Svezia, Fin-

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Repubblica Popolare Cinese. Wenxing Chen (nella foto con Teschke), presidente della Jiangxi Black Cat Carbon Black Ltd., anticipa così una robusta crescita delle esportazioni in Europa.

Un nuovo managing director e direttore vendite per Bekum

È

Andreas Kandt, 56 anni, il nuovo managing director e direttore

vendite di Bekum, gruppo da 50 anni ai vertici dello stampaggio plastico per soffiaggio. Kandt ha già ricoperto dal 1982 al 1995 ruoli dirigenziali per Bekum e ora, nel suo nuovo ruolo, intende «concentrare le nostre attenzioni su un portfolio specifico per cui siamo già ben noti: il segmento di mercato più qualitativo e ad alte prestazioni. Uno degli obiettivi è realizzare anche maggiore efficienza e risparmi attraverso uno specifico progetto.

MATERIE PRIME • MACCHINE • PRODOTTI

Test pneumatici: gli invernali insostituibili con il freddo

L

o scorso ottobre, al Passo dello Stelvio, si sono svolte le prove e i test condotti nell’ambito della campagna Pneumatici sotto Controllo per verificare l’importanza di un corretto equipaggiamento per circolare durante la stagione fredda. L’iniziativa vede la diretta e fattiva partecipazione di Assogomma. I test si sono svolti in più sessioni, in parti guidate e in parte strumentate. Quattro Alfa Romeo 159 JTD sono state equipaggiate con vari treni di gomma per verificare l’importanza delle mescole e del disegno del battistrada nel garantire maggiore aderenza in situazioni di innevamento critiche. La prova ha dimostrato che non basta un disegno del tassello specifico, cioè lamellato, per avere migliori prestazioni in condizioni invernali; occorre anche una mescola ad hoc. Un altro test condotto con due Alfa Romeo MiTo a trazione anteriore ha messo a confronto un set di pneumatici invernali e uno di pneumatici estivi, entrambi nuovi, su un fondo con tratti bagnati e leggermente innevati intorno a 0°C. Più difficile, ovviamente, la guida con il set estivo, confermata anche da una prova simile con due Jaguar XF e con due Toyota RAV4. Altre prove hanno riguardato test con pneumatici invernali nuovi e usurati fin quasi al limite di legge (2,5 mm contro 1,6 mm ammessi) e poi ancora con tre Abarth 500 in cui sono stati usati mix, come per esempio due 60 |

L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

pneumatici invernali all’anteriore e due estivi al posteriore. I test dimostrano come sia migliore un equipaggiamento omogeneo. Commentando i risultati, il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti ha sottolineato che «gli invernali danno sicurezza in tutta la stagione invernale e, in caso di neve, non richiedono il montaggio di catene.Da quest’anno chi emana le ordinanze deve rispettare la Direttiva Ministeriale che prevede periodi di vigenza e contenuti omogenei su tutto il territorio nazionale. Questo per favorire la comprensione e l’applicazione da parte degli automobilisti. Un forte consiglio per prevenire gli incidenti e per migliorare la mobilità in inverno, anche in occasione delle forti nevicate che ogni anno bloccano il nostro Paese».

Nuovo weathering tester della Q-Lab

È

il QUV/se, che va ad ampliare la gamma dei ben noti QUV, le apparecchiature della Q-Lab che per-

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mettono di testare in laboratorio la resistenza di polimeri e stabilizzanti all’invecchiamento accelerato da esposizione alla luce solare, al calore e all’umidità. Il QUV/se simula la luce solare e attraverso il Solar Eye irradiance control garantisce il preciso mantenimento nel tempo dell’intensità della luce UV irradiata dalla lampada. Il microprocessore di cui è dotato il sistema, infatti, compensa automaticamente la perdita di intensità della luce causata dall’invecchiamento della lampada o anche da variazioni della temperatura nell’ambiente, assicurando, in tal modo, la ripetibilità e la riproducibilità dei test. Rispetto al modello base QUV/basic, più economico perché non dotato dell’irradiance control, il QUV/se non richiede la rotazione della lampada (possibile causa di variazioni dell’intensità delle radiazioni), arriva a produrre un irraggiamento massimo di 1,55 W/m2/ nm, cioè circa il doppio, e la lampada ha una durata cinque volte maggiore, consentendo un risparmio stimato di circa 1.000 $/anno. (g.c.)


TACCUINO

Dal 2015 auto con il sistema di sicurezza eCall

D

al 2015 le auto nuove dovranno essere dotate del sistema di sicurezza eCall, di un dispositivo, cioè, che, in caso di incidente o in una situazione di emergenza invia automaticamente una segnalazione con richiesta georeferenziata di assistenza a una centrale operativa che risponde su tutto il territorio europeo al numero 112. Attiva 24 ore su 24, la centrale mette in atto e coordina l’intervento sul posto del personale tecnico e sanitario appropriato. Presentato dall’ACI in occasione della prima edizione di Smart Mobility World svoltasi a Torino lo scorso mese di settembre, eCall consentirebbe di ridurre fino al 50% i tempi di intervento dei soccorsi, contribuendo, in tal modo, a salvare fino a 2.500 vite umane sulle strade europee e a far risparmiare oltre 20 miliardi di euro di spesa sociale. Ma il sistema procurerebbe anche al-

tri vantaggi, sul fronte della mobilità e dell’ambiente: la maggiore celerità degli interventi sul luogo dell’incidente consentirebbe, infatti, un più rapido ripristino della viabilità normale e la conseguente riduzione delle emissioni di anidride carbonica. eCall trae origine dal progetto europeo HeRO (Harmonised eCall European Pilot), al quale hanno partecipato nove Paesi (Italia, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Grecia, Olanda, Romania e Svezia) con 40 partner pubblici e privati. Per l’Italia hanno collaborato l’ACI, la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento

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Un campo polivalente realizzato con PFU

L

o scorso mese di settembre è stato inaugurato a Napoli, presso il complesso monumentale di San Nicola da Tolentino, un campo sportivo polivalente realizzato con materiali ricavati da pneumatici a fine vita. L’evento si è svolto in occasione della presentazione, da parte di Ecopneus, della campagna promossa dal Ministero dell’Ambiente “Io scelgo la strada giusta” contro l’abbandono dei pneumatici fuori uso (PFU) nelle province di Napoli e Caserta. Alla cerimonia ha presenziato, in rappresentanza del Ministro Andrea Orlando, impegnato in un concomitante consiglio, il segretario generale Antonio Agostini.

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Ecopneus è la società non a fini di lucro sorta nel 2009 con lo scopo di rintracciare, trattare e recuperare i PFU in Italia per ridurre l’impatto ambientale di questi prodotti attraverso il riutilizzo dei materiali che se ne possono ricavare: fondamentalmente, gomma, acciaio e tessuto, che ne costituiscono i componenti principali e possono essere impiegati in svariate applicazioni. Per esempio: asfalti modificati, superfici sportive, pavimenti antitrauma in parchi giochi per bambini, isolanti, arredo urbano e stradale, opere di ingegneria civile. Da prodotti rifiuto, cioè, i pneumatici abbandonati diventano risorse. E il campo polivalente inaugurato a Napoli è un esempio di questa trasformazione. Per la sua pavimentazione, infatti, è stata usata la gomma proveniente da PFU, previamente granulata e miscelata con una resina poliuretanica, che ha agito da legante dei granuli, e poi ricoperta, dopo la stesura, con uno strato di resina acrilica rossa. (g.c.)

In una dichiarazione rilasciata sul proprio sito, il ministero ha annunciato che intende modificare i dazi imposti sui prodotti d’importazione della giapponese Denki Kagaku Kogyo Kabushiki Kaisha. L’aumento passa dal 9,9% applicato finora al 20,8%, con effetto immediato. Nel 2005 la Cina ha disposto l’introduzione di dazi anti-dumping in un range dal 2 al 151% sulle gomme cloropreniche importate da Giappone, Stati Uniti e Unione Europea per un periodo di 5 anni. Il ministero del Commercio ha poi predisposto nel 2011 un prolungamento dei dazi per altri cinque anni.

La Cina innalza i dazi sulla gomma importata dal Giappoone

Lanxess aumenta i prezzi delle sue gomme NBR

I

l ministero del Commercio cinese ha deciso un aumento dei dazi anti-dumping sulla gomma cloroprenica importata da un’azienda giapponese, assecondando le lamentele di alcune aziende locali di produzione della gomma che giudicavano troppo basso il prezzo praticato.

Nella provincia di Trento asfalto modificato con PFU

I

lo d’intesa per la realizzazione di asfalti modificati con granuli di gomma ricavata da pneumatici fuori uso (PFU). Pavimentazioni stradali più durature, silenziose e sicure sono uno dei risultati che la tecnologia del riciclo della gomma ricavata dai pneumatici non più utilizzabili permette di conseguire: un esempio di ecologia sostenibile che crea occupazione e giova all’economia e anche un modello di collaborazione pubblico-privato che offre la possibilità di sfruttare i vantaggi procurati dal recupero di un materiale ancora utile. In altre parole, la green economy applicata alla realtà sociale, che crea valore rispettando l’ambiente. (g.c.)

l Consorzio dei Comuni Trentini e Ecopneus hanno firmato un protocol-

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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a business unit HPE (High performance polymers) di Lanxess ha aumentato i prezzi per le sue gomme NBR (nitrile-butadiene) su scala globale, a partire dal primo novembre scorso. L’aggiustamento del prezzo, per tonnellata, corrisponde a 60 euro per gli elastomeri speciali e a 100 euro per le qualità standard. Nei mercati in cui le transazioni sono effettuate in dollari, gli aumenti sono rispettivamente di 150 e di 200 dollari americani. «Il ritocco dei prezzi – spiega l’azienda – si è reso inevitabile a causa dei significativi aumenti dei prezzi delle materie prime». Commercializzati con i marchi Perbunan, Krynac e Baymond N, gli elastomeri NBR di Lanxess sono utilizzati per guarnizioni, collettori idraulici o pneumatici o in fogli. La business unit HPE fa parte del segmento Performance Polymers di Lanxess, che nell’anno fiscale 2012 ha fatto registrare vendite per 5,18 miliardi di dollari.

Versalis e LG Chem firmano un accordo sul polietiliene metallocenico

L

G Chem, azienda coreana leader nel settore petrolchimico, e Versalis, la prima azienda chimica italiana con importanti quote di mercato in Europa, hanno siglato una partner-


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ship strategica sottoscrivendo un protocollo d’intesa (MoU) con l’obiettivo di introdurre nel mercato europeo resine sintetiche di alta qualità prodotte grazie alla tecnologia proprietaria di polimerizzazione di LG Chem che utilizza un catalizzatore metallocenico. Jinsoo Park, amministratore delegato di LG Chem, e Daniele Ferrari, amministratore delegato di Versalis, si sono incontrati nella sede di Versalis a Milano per siglare un accordo in occasione

della cerimonia per la ratifica del MoU. Elemento portante dell’accordo è il contratto per la fornitura di polietilene lineare a bassa densità metallocenico (mLLDPE) da parte di LG Chem a Versalis. Il consolidato background tecnico e commerciale di Versalis ha fatto sì che l’azienda diventasse il partner ideale per LG Chem, produttore di un polimero di elevata qualità, per affrontare nuove sfide oltre i confini dell’Asia e in particolare nel mercato europeo. L’accordo di sviluppo

commerciale tra le due aziende leader potrà aprire infatti la strada a ulteriori progetti di sviluppo. Il copolimero LLDPE a catalisi metallocenica è spesso impiegato nella realizzazione di film agricolo e industriale. L’avanzata tecnologia di LG Chem consente di aumentare il carico di rottura del prodotto, rendendolo nel contempo più facile da estrudere. Tra le ulteriori applicazioni del nuovo polimero, il film estensibile per pallet e la pellicola alimentare.

CONVEGNI • FIERE • EVENTI

Un corso di Assogomma sulle schede di sicurezza

È

in programma il 28 novembre il corso di formazione organizzato da Assogomma sul tema “Come creare una scheda di sicurezza secondo i regolamenti europei”, che si tiene nella sede dell’Associazione a Milano,in

via San Vittore 36. Il corso intende analizzare in maniera pratica e interattiva i punti salienti della normativa, applicandoli ai prodotti delle aziende del settore gomma e valutando anche le possibilità di automazione del lavoro. Il corso fornisce anche un quadro della situazione normativa extraUE, in termini di classificazione e di schede di sicurezza, con un confronto con il sistema armonizzato mondiale

(GHS). Il tutto si chiude con esercitazioni pratiche, basate su casi più frequentemente riscontrabili nel settore gomma. Il programma inizia alle 9,30 e si articola su quattro relazioni, le esercitazioni pratiche e una parte finale di question time. Per informazioni e iscrizioni contattare Assogomma (assogomma@federazionegommaplastica.it – 02/43928233).

calendario 2013 12-16 dicembre

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2014 11-13 febbraio

Colonia, Germania

4-6 marzo

Johannesburg, S. Africa

12-15 marzo

Bangkok

19-22 marzo

Giacarta, Indonesia

25-28 marzo

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Tyrexpo Africa 2014

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China Rubber Conference & Expo

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22-25 aprile

Mosca, Russia

Tirese & Rubber

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23-26 aprile

Shanghai, Cina

Chinaplas 2014

www.chinaplasonline.com

19-22 maggio

Kyoto, Giappone

IISRP - 55° AGM

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27-30 maggio

Essen, Germania

Reifen 2014

www.reifen-messe.de

23-25 luglio

Panama City, Panam

The Latin American & Caribbean Tyre Expo

www.LatinTyreExpo.com

14-16 agosto

Colombo, Sri Lanka

Rubexpo 2014

www.smartexpos.in

2-4 settembre

Kuala Lumpur, Malesia

7° IRGCE

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16-18 settembre

Pechino, Cina

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L’INDUSTRIA DELLA GOMMA | ELASTICA |

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L'Industria della Gomma 11 2013  

L'industria della Gomma, rivista su gomma e plastica.